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Tag Archivio per: decreto primo maggio

NOTIZIE

Decreto Primo Maggio 2026: le novità della legge di conversione su lavoro, contrattazione e incentivi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Decreto Primo Maggio (decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62) ha completato il suo percorso parlamentare ed è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2026, n. 112. Il provvedimento, nato come decreto-legge con misure urgenti su retribuzioni, occupazione e mercato del lavoro, è stato modificato e ampliato durante l’esame alle Camere. Il risultato è un testo più corposo rispetto alla versione originaria, con novità che riguardano da vicino lavoratori dipendenti, famiglie e piccole imprese. In questo articolo riassumiamo, in modo semplice, cosa cambia con il decreto primo maggio legge di conversione su quattro fronti principali: giusta retribuzione, contrattazione collettiva, incentivi alle assunzioni e trasformazione dei contratti a termine.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Decreto Primo Maggio e la legge di conversione
  2. Le novità del decreto primo maggio su lavoro e giusta retribuzione
  3. Incentivi alle assunzioni: bonus donne e giovani
  4. Contrattazione collettiva e politiche retributive in azienda
  5. Trasformazione dei contratti a termine in contratti stabili
  6. Domande frequenti sul decreto primo maggio legge di conversione

Cos’è il Decreto Primo Maggio e la legge di conversione

Il Decreto Primo Maggio è un decreto-legge varato dal Governo il 30 aprile 2026 ed entrato in vigore il 1° maggio 2026, con l’obiettivo dichiarato di intervenire su retribuzioni eque, incentivi all’occupazione e contrasto alle nuove forme di lavoro irregolare, comprese quelle legate alle piattaforme digitali. Come previsto dal nostro ordinamento, un decreto-legge entra subito in vigore ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, pena la decadenza. Nei mesi scorsi le Camere hanno esaminato il testo, apportando numerose modifiche e integrazioni: il provvedimento originario è stato ampliato con diversi nuovi articoli aggiuntivi rispetto alla prima stesura.

Per chi si occupa di buste paga, assunzioni e adempimenti fiscali in azienda, così come per i lavoratori che vogliono capire quali tutele e opportunità sono cambiate, conoscere le novità della legge di conversione del decreto primo maggio è utile per orientarsi tra i nuovi obblighi e i nuovi incentivi disponibili.

Le novità del decreto primo maggio su lavoro e giusta retribuzione

Uno dei temi più discussi della legge di conversione del decreto primo maggio riguarda il principio della cosiddetta giusta retribuzione. Il legislatore non ha introdotto un salario minimo legale uguale per tutti i settori, come invece accade in altri Paesi europei. Ha scelto invece un approccio diverso, che lega l’idea di retribuzione equa al cosiddetto trattamento economico complessivo (spesso abbreviato in TEC), cioè l’insieme di voci retributive previste dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.

In parole semplici, invece di fissare un importo minimo orario valido per legge in ogni settore, il decreto primo maggio punta a valorizzare i contratti collettivi già esistenti come parametro di riferimento per verificare se una retribuzione è adeguata. Questo significa che il livello di tutela può variare da settore a settore, a seconda di cosa prevede il contratto collettivo applicato in quella specifica attività.

Incentivi alle assunzioni: bonus donne e giovani

La legge di conversione del decreto primo maggio conferma e in parte rafforza alcuni incentivi economici pensati per favorire nuove assunzioni stabili, in particolare a favore di categorie considerate più fragili nel mercato del lavoro. Si tratta di esoneri contributivi, cioè sconti sui contributi previdenziali che il datore di lavoro dovrebbe normalmente versare all’INPS per ogni dipendente assunto: in pratica, per un periodo di tempo limitato, l’azienda paga meno contributi e risparmia sul costo del lavoro.

  • Bonus donne: esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato (anche part-time) lavoratrici in condizione di svantaggio occupazionale, con importo mensile più elevato per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno.
  • Bonus giovani: esonero contributivo per le assunzioni stabili di lavoratori under 35 che si trovano in condizioni di particolare svantaggio occupazionale, anch’esso maggiorato per le assunzioni nelle aree della ZES unica per il Mezzogiorno.
  • Durata limitata nel tempo: entrambi gli incentivi sono riconosciuti per un numero massimo di mesi dalla data di assunzione, decorso il quale il beneficio cessa.

Chi ha già approfondito il tema può trovare maggiori dettagli sugli sgravi contributivi dedicati ai più giovani nel nostro articolo su esonero contributivo per le assunzioni di giovani nel 2026, che spiega come funziona questo tipo di agevolazione per le imprese.

Contrattazione collettiva e politiche retributive in azienda

Un altro aspetto rilevante della legge di conversione del decreto primo maggio riguarda il ruolo della contrattazione collettiva nelle politiche retributive aziendali. Il testo normativo conferma l’autonomia delle parti sociali, cioè sindacati e associazioni datoriali, nel definire le voci che compongono la retribuzione dei lavoratori, senza imporre un minimo salariale fissato per legge.

Allo stesso tempo, per accedere ad alcuni benefici e incentivi previsti dal decreto, le imprese devono garantire ai propri dipendenti un trattamento economico non inferiore a quello individuato dal contratto collettivo di riferimento. In altre parole, il rispetto degli standard retributivi previsti dalla contrattazione collettiva diventa in alcuni casi una condizione necessaria per beneficiare degli sgravi contributivi e degli altri incentivi introdotti dal decreto primo maggio.

Trasformazione dei contratti a termine in contratti stabili

Tra le misure introdotte dalla legge di conversione del decreto primo maggio figura anche un incentivo pensato per favorire la stabilizzazione dei lavoratori precari, cioè la trasformazione di contratti a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura è riservata ai giovani under 35 che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato e riguarda le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026: punta a incoraggiare le aziende a consolidare i rapporti di lavoro già esistenti, invece di rinnovare più volte i contratti a scadenza.

Si tratta di un tema che riguarda da vicino milioni di lavoratori italiani con contratti a tempo determinato. Per un quadro più ampio sulla situazione dei lavoratori precari in Italia e sulle diverse tipologie di contratti a termine, puoi consultare il nostro approfondimento dedicato a precari in Italia e categorie di contratti a termine.

Domande frequenti sul decreto primo maggio legge di conversione

Cos’è il decreto primo maggio?
È un decreto-legge del Governo con misure urgenti su retribuzioni, incentivi all’occupazione e contrasto al lavoro irregolare, successivamente convertito in legge dal Parlamento con modifiche e integrazioni.

Il decreto primo maggio introduce un salario minimo legale?
No. La legge di conversione lega la giusta retribuzione al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali, senza fissare un minimo salariale legale uguale per tutti i settori.

Chi può beneficiare degli incentivi alle assunzioni?
Gli incentivi principali riguardano i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne in condizione di svantaggio occupazionale e giovani under 35, sotto forma di esonero contributivo per un periodo limitato.

Gli incentivi sono uguali su tutto il territorio nazionale?
No. Per le assunzioni che rientrano nella ZES unica per il Mezzogiorno sono previsti importi più elevati rispetto al resto del territorio nazionale.

Cosa cambia per i contratti a termine?
Il decreto prevede un incentivo temporaneo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti di lavoro stabili, riservato ai giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato e valido per le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026.

La contrattazione collettiva resta centrale con il decreto primo maggio?
Sì. Il testo conferma l’autonomia delle parti sociali nel definire le retribuzioni, ma il rispetto degli standard dei contratti collettivi diventa condizione per accedere ad alcuni incentivi.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 12:00:002026-09-10 10:03:43Decreto Primo Maggio 2026: le novità della legge di conversione su lavoro, contrattazione e incentivi
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Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro
  2. Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali
  3. Requisiti per accedere al Bonus Giovani
  4. Importi e calcolo dell’esonero contributivo
  5. Chi può assumere con il Bonus Giovani
  6. Tipologie di contratto ammesse
  7. Durata del beneficio
  8. Come richiederlo: procedura passo per passo
  9. Cumulabilità con altri incentivi
  10. Esclusioni e cause di decadenza
  11. Domande Frequenti sul Bonus Giovani

Il Bonus Giovani fino a 650 euro introdotto dal Decreto Primo Maggio 2025 rappresenta uno degli incentivi più rilevanti per favorire l’occupazione giovanile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio mensile che può arrivare fino a 650 euro per ogni lavoratore assunto. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le informazioni su requisiti, importi, procedura di richiesta e compatibilità con altri benefici fiscali.

Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro

Il Bonus Giovani è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi INAIL), entro un limite massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore.

La misura rientra nell’ambito degli incentivi all’occupazione giovanile previsti dal pacchetto di agevolazioni varato dal Governo, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione nella fascia 18-34 anni. L’incentivo è cumulabile con altri strumenti di politica attiva del lavoro, ampliando notevolmente la convenienza per le imprese che scelgono di investire in nuove assunzioni stabili.

In sintesi, i punti chiave del Bonus Giovani:

  • Esonero totale dei contributi previdenziali datoriali (esclusi INAIL)
  • Tetto massimo: 650 euro al mese per lavoratore
  • Durata: 24 mesi (36 mesi per assunzioni nel Mezzogiorno)
  • Target: under 35 mai assunti a tempo indeterminato
  • Applicabile a contratti a tempo indeterminato e apprendistato professionalizzante

Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali

Il Decreto Primo Maggio 2025 (Decreto Lavoro) ha introdotto e potenziato diversi strumenti di sostegno all’occupazione giovanile. Il provvedimento, convertito in legge con modificazioni, ha rafforzato il bonus assunzioni giovani esistente, innalzando il tetto dell’esonero contributivo e ampliando la platea dei beneficiari.

Le principali novità del Decreto Primo Maggio 2025 in materia di incentivi all’occupazione sono:

  • Innalzamento del tetto dell’esonero da 500 a 650 euro mensili per lavoratore
  • Estensione della durata del beneficio fino a 36 mesi per le regioni del Mezzogiorno
  • Ampliamento della platea: inclusi lavoratori fino a 34 anni e 364 giorni
  • Semplificazione procedurale per la richiesta tramite portale INPS
  • Cumulabilità con la detrazione per figli a carico e con l’Assegno Unico
  • Nuove tutele contro le assunzioni fittizie con obblighi di mantenimento occupazionale

Il decreto ha anche previsto misure specifiche per le imprese del settore turismo e ristorazione con un bonus aggiuntivo per le assunzioni a tempo indeterminato. La misura si inserisce nel più ampio pacchetto di agevolazioni che comprende anche il Bonus Prima Casa per under 36, pensato per agevolare l’accesso alla proprietà abitativa dei giovani lavoratori.

Requisiti per accedere al Bonus Giovani

Per accedere al Bonus Giovani 650 euro, devono essere soddisfatti requisiti sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore assunto. Vediamo nel dettaglio tutti i criteri richiesti.

Requisiti del lavoratore

  • Età: under 35 anni al momento dell’assunzione (fino a 34 anni e 364 giorni)
  • Assenza di contratto a tempo indeterminato precedente, con qualsiasi datore di lavoro privato
  • Non aver già beneficiato del medesimo incentivo in rapporti di lavoro precedenti
  • Residenza in Italia o status di lavoratore comunitario o extracomunitario regolarmente residente

Requisiti del datore di lavoro

  • Datore di lavoro privato (escluse le Pubbliche Amministrazioni)
  • Regolarità contributiva: il datore deve essere in regola con il DURC
  • Rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
  • Assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti per la stessa qualifica nella stessa unità produttiva
  • Rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali
  • Incremento netto dell’occupazione rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

Attenzione: il requisito dell’incremento occupazionale netto è uno degli elementi più delicati. Il datore di lavoro deve dimostrare che la nuova assunzione determina un effettivo aumento del numero di dipendenti, non una semplice sostituzione di lavoratori cessati. Il calcolo considera la media del personale nei 12 mesi antecedenti all’assunzione agevolata.

Importi e calcolo dell’esonero contributivo

Il Bonus Giovani 650 euro si traduce in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, calcolati sulla retribuzione mensile del lavoratore, fino al tetto massimo previsto. I contributi previdenziali ordinariamente a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 23-25% della retribuzione lorda. Con il Bonus Giovani, questo importo viene azzerato fino al tetto di 650 euro al mese.

Esempi pratici di calcolo

  • Per un RAL di 20.000 euro (circa 1.667 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 400 euro/mese → esonero totale
  • Per un RAL di 25.000 euro (circa 2.083 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 500 euro/mese → esonero totale
  • Per un RAL di 30.000 euro (circa 2.500 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 625 euro/mese → esonero quasi totale
  • Per un RAL superiore a 33.000 euro: contributi datoriali superano 650 euro/mese → esonero parziale al tetto

Il risparmio annuale per il datore di lavoro può arrivare fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto (650 euro x 12 mesi) nel primo biennio di rapporto. Per i contratti part-time, il tetto mensile viene ridotto proporzionalmente: un part-time al 50% ha un tetto di 325 euro mensili.

Esonero nel Mezzogiorno

Per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), la durata dell’esonero è estesa a 36 mesi, con un risparmio potenziale complessivo di 23.400 euro per assunzione (650 euro x 36 mesi). Questo rende il bonus assunzioni giovani uno degli incentivi più generosi mai introdotti per il Sud Italia.

Chi può assumere con il Bonus Giovani

Il Bonus Giovani è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore di attività. Possono accedere all’incentivo:

  • Imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese)
  • Studi professionali (avvocati, commercialisti, medici, ecc.)
  • Associazioni e fondazioni private che svolgono attività commerciale
  • Cooperative e loro consorzi
  • Imprenditori agricoli (per assunzioni nel settore primario)
  • Artigiani e lavoratori autonomi con dipendenti

Sono esclusi i datori di lavoro del settore pubblico: ministeri, enti locali, aziende sanitarie pubbliche e università statali non possono beneficiare di questo incentivo. Per i datori di lavoro privati che adottano il regime forfettario con dipendenti, le modalità di calcolo dell’incremento occupazionale seguono regole specifiche INPS.

Tipologie di contratto ammesse

Il Bonus Giovani 650 euro si applica alle seguenti tipologie contrattuali:

  • Contratto a tempo indeterminato (sia full time che part time)
  • Contratto di apprendistato professionalizzante
  • Trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato

Non sono ammessi al beneficio: contratti a tempo determinato, contratti di lavoro intermittente (a chiamata), collaborazioni coordinate e continuative, stage e tirocini extracurriculari, contratti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter).

Il caso della trasformazione del contratto merita attenzione: se un lavoratore under 35 viene assunto con contratto a termine e successivamente trasformato in indeterminato, il datore può richiedere l’incentivo dalla data della trasformazione. Questo aspetto va valutato anche in sede di dichiarazione dei redditi aziendale.

Durata del beneficio

La durata dell’esonero contributivo varia in base alla localizzazione dell’unità produttiva in cui viene inserito il lavoratore:

  • 24 mesi per le assunzioni nelle regioni del Centro-Nord
  • 36 mesi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

Il beneficio decorre dal primo giorno del mese in cui viene stipulato il contratto. In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, la durata si calcola dalla data della trasformazione. Al termine del periodo agevolato, il datore dovrà versare i contributi nella misura ordinaria. Il lavoratore mantiene il rapporto a tempo indeterminato e il datore può valutare la gestione del TFR maturato dal dipendente e le agevolazioni fiscali ordinarie.

Come richiederlo: procedura passo per passo

La procedura per richiedere il Bonus Giovani 650 euro prevede diversi passaggi da seguire con attenzione per evitare la perdita del beneficio. Ecco la guida completa step by step.

Step 1: Verifica dei requisiti

Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve verificare che il candidato soddisfi i requisiti soggettivi (età under 35, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato). Questa verifica avviene tramite dichiarazione sostitutiva del lavoratore, che attesta di non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

Step 2: Comunicazione obbligatoria di assunzione (COA)

Entro le ore 24:00 del giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro, il datore deve inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (COA) attraverso il portale del Ministero del Lavoro. In questa comunicazione deve essere indicato il tipo di contratto e la qualifica del lavoratore.

Step 3: Domanda all’INPS

Dopo l’assunzione, il datore deve presentare la domanda di ammissione al beneficio attraverso il portale INPS (MyINPS o tramite intermediari abilitati come il CAF). La domanda deve essere inoltrata prima dell’utilizzo del beneficio in denuncia contributiva e deve contenere: dati del datore di lavoro (codice fiscale, matricola INPS), dati del lavoratore (codice fiscale, data di nascita), data di inizio del rapporto, tipo di contratto e sede di lavoro.

Step 4: Utilizzo in compensazione F24

Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, il datore può iniziare a portare in compensazione i contributi agevolati nel modello F24 tramite il codice tributo specifico comunicato dall’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutta la procedura, dalla verifica dei requisiti all’invio della domanda e al monitoraggio del corretto utilizzo del beneficio.

Cumulabilità con altri incentivi

Una delle caratteristiche più interessanti del Bonus Giovani 650 euro è la possibilità di cumularlo con altri strumenti di sostegno all’occupazione. Tuttavia, esistono specifiche regole di compatibilità fondamentali da conoscere.

Incentivi cumulabili

  • Incentivo donne svantaggiate: per le lavoratrici under 35 disoccupate da almeno 6 mesi
  • Bonus NEET: per i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione, potenziato con contributi aggiuntivi del Programma GOL
  • Incentivi regionali FVG: il Friuli Venezia Giulia ha misure aggiuntive di sostegno all’occupazione giovanile – per i dettagli consulta il CAF di riferimento
  • Credito d’imposta formazione 4.0: per le attività di formazione dei neoassunti in ambito digitale e Industry 4.0

Incompatibilità e limiti

  • Non cumulabile con la decontribuzione Sud per lo stesso lavoratore (si sceglie il beneficio più conveniente)
  • Non cumulabile con l’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari di disoccupazione/NASPI
  • Limite de minimis: per alcune categorie di imprese il cumulo con altri aiuti di Stato è soggetto al regolamento de minimis (200.000 euro nel triennio)

Esclusioni e cause di decadenza

Conoscere le cause che possono determinare la perdita del Bonus Giovani è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese in sede di verifica INPS. Le principali cause di decadenza sono:

  • Licenziamento del lavoratore agevolato prima della scadenza del periodo di esonero (il beneficio cessa e devono essere restituiti i contributi non versati)
  • Dimissioni del lavoratore (il beneficio cessa dalla data di cessazione, senza obbligo di restituzione)
  • Irregolarità contributiva: il DURC irregolare fa perdere il diritto al beneficio per tutto il periodo di irregolarità
  • Licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata nella stessa unità produttiva per la medesima qualifica
  • Mancato incremento occupazionale netto: se al termine dell’esercizio non vi è stato effettivo aumento dei dipendenti, l’INPS può recuperare i contributi agevolati
  • False dichiarazioni sui requisiti del lavoratore (età, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato)

In caso di licenziamento prima della scadenza del periodo agevolato, il datore deve comunicare all’INPS la cessazione e provvedere al versamento dei contributi non corrisposti durante il periodo agevolato, maggiorati delle sanzioni di legge. Per approfondire le agevolazioni fiscali per il lavoro dipendente, consulta la nostra guida sulle detrazioni familiari a carico.

Domande Frequenti sul Bonus Giovani 650 Euro

Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti a termine trasformati in indeterminato?

Si, il Bonus Giovani 650 euro si applica anche alle trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, a condizione che il lavoratore abbia meno di 35 anni e non abbia mai avuto precedentemente un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro. Il beneficio decorre dalla data della trasformazione.

Un lavoratore che ha avuto un contratto a tempo indeterminato in passato puo beneficiare del bonus?

No. Il requisito fondamentale e che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro privato, anche se quel rapporto si e concluso. Anche un brevissimo periodo di lavoro a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dal beneficio. LINPS verifica questo requisito incrociando i dati dei Modelli Uniemens.

Il tetto di 650 euro e mensile o annuale?

Il tetto di 650 euro e mensile. Il beneficio annuale massimo per ogni lavoratore assunto e quindi di 7.800 euro (650 euro x 12 mesi). Per le assunzioni nel Mezzogiorno, dove la durata e di 36 mesi, il beneficio totale massimo puo arrivare a 23.400 euro per lavoratore.

Cosa succede se assumo un under 35 con contratto part-time?

Per le assunzioni part-time, il tetto mensile di 650 euro viene ridotto proporzionalmente all orario di lavoro. Ad esempio, per un contratto part-time al 50% dell orario full time, il limite massimo scende a 325 euro al mese. Il beneficio rimane conveniente poiche anche in caso di part-time i contributi previdenziali datoriali vengono azzerati entro il tetto ridotto.

Posso cumulare il Bonus Giovani con altri incentivi?

Dipende dall incentivo. Il Bonus Giovani e cumulabile con gli incentivi per le donne svantaggiate, con i bonus NEET, con gli incentivi regionali (come quelli del Friuli Venezia Giulia) e con il credito d imposta formazione 4.0. Non e invece cumulabile con la decontribuzione Sud (si sceglie il piu conveniente) ne con l incentivo NASPI per lo stesso lavoratore. E consigliabile verificare caso per caso con un consulente del lavoro o con il CAF.


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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Settembre 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-14 17:07:422026-04-14 18:21:23Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025
    NOTIZIE

    Decreto Primo Maggio 2026: le novità della legge di conversione su lavoro, contrattazione e incentivi

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il Decreto Primo Maggio (decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62) ha completato il suo percorso parlamentare ed è stato convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 2026, n. 112. Il provvedimento, nato come decreto-legge con misure urgenti su retribuzioni, occupazione e mercato del lavoro, è stato modificato e ampliato durante l’esame alle Camere. Il risultato è un testo più corposo rispetto alla versione originaria, con novità che riguardano da vicino lavoratori dipendenti, famiglie e piccole imprese. In questo articolo riassumiamo, in modo semplice, cosa cambia con il decreto primo maggio legge di conversione su quattro fronti principali: giusta retribuzione, contrattazione collettiva, incentivi alle assunzioni e trasformazione dei contratti a termine.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Decreto Primo Maggio e la legge di conversione
    2. Le novità del decreto primo maggio su lavoro e giusta retribuzione
    3. Incentivi alle assunzioni: bonus donne e giovani
    4. Contrattazione collettiva e politiche retributive in azienda
    5. Trasformazione dei contratti a termine in contratti stabili
    6. Domande frequenti sul decreto primo maggio legge di conversione

    Cos’è il Decreto Primo Maggio e la legge di conversione

    Il Decreto Primo Maggio è un decreto-legge varato dal Governo il 30 aprile 2026 ed entrato in vigore il 1° maggio 2026, con l’obiettivo dichiarato di intervenire su retribuzioni eque, incentivi all’occupazione e contrasto alle nuove forme di lavoro irregolare, comprese quelle legate alle piattaforme digitali. Come previsto dal nostro ordinamento, un decreto-legge entra subito in vigore ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro sessanta giorni, pena la decadenza. Nei mesi scorsi le Camere hanno esaminato il testo, apportando numerose modifiche e integrazioni: il provvedimento originario è stato ampliato con diversi nuovi articoli aggiuntivi rispetto alla prima stesura.

    Per chi si occupa di buste paga, assunzioni e adempimenti fiscali in azienda, così come per i lavoratori che vogliono capire quali tutele e opportunità sono cambiate, conoscere le novità della legge di conversione del decreto primo maggio è utile per orientarsi tra i nuovi obblighi e i nuovi incentivi disponibili.

    Le novità del decreto primo maggio su lavoro e giusta retribuzione

    Uno dei temi più discussi della legge di conversione del decreto primo maggio riguarda il principio della cosiddetta giusta retribuzione. Il legislatore non ha introdotto un salario minimo legale uguale per tutti i settori, come invece accade in altri Paesi europei. Ha scelto invece un approccio diverso, che lega l’idea di retribuzione equa al cosiddetto trattamento economico complessivo (spesso abbreviato in TEC), cioè l’insieme di voci retributive previste dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative.

    In parole semplici, invece di fissare un importo minimo orario valido per legge in ogni settore, il decreto primo maggio punta a valorizzare i contratti collettivi già esistenti come parametro di riferimento per verificare se una retribuzione è adeguata. Questo significa che il livello di tutela può variare da settore a settore, a seconda di cosa prevede il contratto collettivo applicato in quella specifica attività.

    Incentivi alle assunzioni: bonus donne e giovani

    La legge di conversione del decreto primo maggio conferma e in parte rafforza alcuni incentivi economici pensati per favorire nuove assunzioni stabili, in particolare a favore di categorie considerate più fragili nel mercato del lavoro. Si tratta di esoneri contributivi, cioè sconti sui contributi previdenziali che il datore di lavoro dovrebbe normalmente versare all’INPS per ogni dipendente assunto: in pratica, per un periodo di tempo limitato, l’azienda paga meno contributi e risparmia sul costo del lavoro.

    • Bonus donne: esonero contributivo per i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato (anche part-time) lavoratrici in condizione di svantaggio occupazionale, con importo mensile più elevato per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno.
    • Bonus giovani: esonero contributivo per le assunzioni stabili di lavoratori under 35 che si trovano in condizioni di particolare svantaggio occupazionale, anch’esso maggiorato per le assunzioni nelle aree della ZES unica per il Mezzogiorno.
    • Durata limitata nel tempo: entrambi gli incentivi sono riconosciuti per un numero massimo di mesi dalla data di assunzione, decorso il quale il beneficio cessa.

    Chi ha già approfondito il tema può trovare maggiori dettagli sugli sgravi contributivi dedicati ai più giovani nel nostro articolo su esonero contributivo per le assunzioni di giovani nel 2026, che spiega come funziona questo tipo di agevolazione per le imprese.

    Contrattazione collettiva e politiche retributive in azienda

    Un altro aspetto rilevante della legge di conversione del decreto primo maggio riguarda il ruolo della contrattazione collettiva nelle politiche retributive aziendali. Il testo normativo conferma l’autonomia delle parti sociali, cioè sindacati e associazioni datoriali, nel definire le voci che compongono la retribuzione dei lavoratori, senza imporre un minimo salariale fissato per legge.

    Allo stesso tempo, per accedere ad alcuni benefici e incentivi previsti dal decreto, le imprese devono garantire ai propri dipendenti un trattamento economico non inferiore a quello individuato dal contratto collettivo di riferimento. In altre parole, il rispetto degli standard retributivi previsti dalla contrattazione collettiva diventa in alcuni casi una condizione necessaria per beneficiare degli sgravi contributivi e degli altri incentivi introdotti dal decreto primo maggio.

    Trasformazione dei contratti a termine in contratti stabili

    Tra le misure introdotte dalla legge di conversione del decreto primo maggio figura anche un incentivo pensato per favorire la stabilizzazione dei lavoratori precari, cioè la trasformazione di contratti a termine in rapporti di lavoro a tempo indeterminato. La misura è riservata ai giovani under 35 che non sono mai stati occupati a tempo indeterminato e riguarda le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026: punta a incoraggiare le aziende a consolidare i rapporti di lavoro già esistenti, invece di rinnovare più volte i contratti a scadenza.

    Si tratta di un tema che riguarda da vicino milioni di lavoratori italiani con contratti a tempo determinato. Per un quadro più ampio sulla situazione dei lavoratori precari in Italia e sulle diverse tipologie di contratti a termine, puoi consultare il nostro approfondimento dedicato a precari in Italia e categorie di contratti a termine.

    Domande frequenti sul decreto primo maggio legge di conversione

    Cos’è il decreto primo maggio?
    È un decreto-legge del Governo con misure urgenti su retribuzioni, incentivi all’occupazione e contrasto al lavoro irregolare, successivamente convertito in legge dal Parlamento con modifiche e integrazioni.

    Il decreto primo maggio introduce un salario minimo legale?
    No. La legge di conversione lega la giusta retribuzione al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi nazionali, senza fissare un minimo salariale legale uguale per tutti i settori.

    Chi può beneficiare degli incentivi alle assunzioni?
    Gli incentivi principali riguardano i datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato donne in condizione di svantaggio occupazionale e giovani under 35, sotto forma di esonero contributivo per un periodo limitato.

    Gli incentivi sono uguali su tutto il territorio nazionale?
    No. Per le assunzioni che rientrano nella ZES unica per il Mezzogiorno sono previsti importi più elevati rispetto al resto del territorio nazionale.

    Cosa cambia per i contratti a termine?
    Il decreto prevede un incentivo temporaneo per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti di lavoro stabili, riservato ai giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato e valido per le trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026.

    La contrattazione collettiva resta centrale con il decreto primo maggio?
    Sì. Il testo conferma l’autonomia delle parti sociali nel definire le retribuzioni, ma il rispetto degli standard dei contratti collettivi diventa condizione per accedere ad alcuni incentivi.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 12:00:002026-09-10 10:03:43Decreto Primo Maggio 2026: le novità della legge di conversione su lavoro, contrattazione e incentivi
    CAF

    Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro
    2. Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali
    3. Requisiti per accedere al Bonus Giovani
    4. Importi e calcolo dell’esonero contributivo
    5. Chi può assumere con il Bonus Giovani
    6. Tipologie di contratto ammesse
    7. Durata del beneficio
    8. Come richiederlo: procedura passo per passo
    9. Cumulabilità con altri incentivi
    10. Esclusioni e cause di decadenza
    11. Domande Frequenti sul Bonus Giovani

    Il Bonus Giovani fino a 650 euro introdotto dal Decreto Primo Maggio 2025 rappresenta uno degli incentivi più rilevanti per favorire l’occupazione giovanile in Italia. Si tratta di un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro che assumono under 35 con contratto a tempo indeterminato, con un risparmio mensile che può arrivare fino a 650 euro per ogni lavoratore assunto. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le informazioni su requisiti, importi, procedura di richiesta e compatibilità con altri benefici fiscali.

    Cos’è il Bonus Giovani fino a 650 Euro

    Il Bonus Giovani è un esonero contributivo riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono lavoratori under 35 che non abbiano mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Il beneficio consiste nell’azzeramento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (con esclusione dei premi INAIL), entro un limite massimo di 650 euro mensili per ogni lavoratore.

    La misura rientra nell’ambito degli incentivi all’occupazione giovanile previsti dal pacchetto di agevolazioni varato dal Governo, con l’obiettivo di ridurre la disoccupazione nella fascia 18-34 anni. L’incentivo è cumulabile con altri strumenti di politica attiva del lavoro, ampliando notevolmente la convenienza per le imprese che scelgono di investire in nuove assunzioni stabili.

    In sintesi, i punti chiave del Bonus Giovani:

    • Esonero totale dei contributi previdenziali datoriali (esclusi INAIL)
    • Tetto massimo: 650 euro al mese per lavoratore
    • Durata: 24 mesi (36 mesi per assunzioni nel Mezzogiorno)
    • Target: under 35 mai assunti a tempo indeterminato
    • Applicabile a contratti a tempo indeterminato e apprendistato professionalizzante

    Il Decreto Primo Maggio 2025: novità principali

    Il Decreto Primo Maggio 2025 (Decreto Lavoro) ha introdotto e potenziato diversi strumenti di sostegno all’occupazione giovanile. Il provvedimento, convertito in legge con modificazioni, ha rafforzato il bonus assunzioni giovani esistente, innalzando il tetto dell’esonero contributivo e ampliando la platea dei beneficiari.

    Le principali novità del Decreto Primo Maggio 2025 in materia di incentivi all’occupazione sono:

    • Innalzamento del tetto dell’esonero da 500 a 650 euro mensili per lavoratore
    • Estensione della durata del beneficio fino a 36 mesi per le regioni del Mezzogiorno
    • Ampliamento della platea: inclusi lavoratori fino a 34 anni e 364 giorni
    • Semplificazione procedurale per la richiesta tramite portale INPS
    • Cumulabilità con la detrazione per figli a carico e con l’Assegno Unico
    • Nuove tutele contro le assunzioni fittizie con obblighi di mantenimento occupazionale

    Il decreto ha anche previsto misure specifiche per le imprese del settore turismo e ristorazione con un bonus aggiuntivo per le assunzioni a tempo indeterminato. La misura si inserisce nel più ampio pacchetto di agevolazioni che comprende anche il Bonus Prima Casa per under 36, pensato per agevolare l’accesso alla proprietà abitativa dei giovani lavoratori.

    Requisiti per accedere al Bonus Giovani

    Per accedere al Bonus Giovani 650 euro, devono essere soddisfatti requisiti sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore assunto. Vediamo nel dettaglio tutti i criteri richiesti.

    Requisiti del lavoratore

    • Età: under 35 anni al momento dell’assunzione (fino a 34 anni e 364 giorni)
    • Assenza di contratto a tempo indeterminato precedente, con qualsiasi datore di lavoro privato
    • Non aver già beneficiato del medesimo incentivo in rapporti di lavoro precedenti
    • Residenza in Italia o status di lavoratore comunitario o extracomunitario regolarmente residente

    Requisiti del datore di lavoro

    • Datore di lavoro privato (escluse le Pubbliche Amministrazioni)
    • Regolarità contributiva: il datore deve essere in regola con il DURC
    • Rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)
    • Assenza di licenziamenti nei 6 mesi precedenti per la stessa qualifica nella stessa unità produttiva
    • Rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali
    • Incremento netto dell’occupazione rispetto alla media dei 12 mesi precedenti

    Attenzione: il requisito dell’incremento occupazionale netto è uno degli elementi più delicati. Il datore di lavoro deve dimostrare che la nuova assunzione determina un effettivo aumento del numero di dipendenti, non una semplice sostituzione di lavoratori cessati. Il calcolo considera la media del personale nei 12 mesi antecedenti all’assunzione agevolata.

    Importi e calcolo dell’esonero contributivo

    Il Bonus Giovani 650 euro si traduce in un esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, calcolati sulla retribuzione mensile del lavoratore, fino al tetto massimo previsto. I contributi previdenziali ordinariamente a carico del datore di lavoro ammontano a circa il 23-25% della retribuzione lorda. Con il Bonus Giovani, questo importo viene azzerato fino al tetto di 650 euro al mese.

    Esempi pratici di calcolo

    • Per un RAL di 20.000 euro (circa 1.667 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 400 euro/mese → esonero totale
    • Per un RAL di 25.000 euro (circa 2.083 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 500 euro/mese → esonero totale
    • Per un RAL di 30.000 euro (circa 2.500 euro lordi/mese): contributi datoriali circa 625 euro/mese → esonero quasi totale
    • Per un RAL superiore a 33.000 euro: contributi datoriali superano 650 euro/mese → esonero parziale al tetto

    Il risparmio annuale per il datore di lavoro può arrivare fino a 7.800 euro per ogni giovane assunto (650 euro x 12 mesi) nel primo biennio di rapporto. Per i contratti part-time, il tetto mensile viene ridotto proporzionalmente: un part-time al 50% ha un tetto di 325 euro mensili.

    Esonero nel Mezzogiorno

    Per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia), la durata dell’esonero è estesa a 36 mesi, con un risparmio potenziale complessivo di 23.400 euro per assunzione (650 euro x 36 mesi). Questo rende il bonus assunzioni giovani uno degli incentivi più generosi mai introdotti per il Sud Italia.

    Chi può assumere con il Bonus Giovani

    Il Bonus Giovani è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, indipendentemente dalla dimensione aziendale e dal settore di attività. Possono accedere all’incentivo:

    • Imprese di qualsiasi dimensione (micro, piccole, medie e grandi imprese)
    • Studi professionali (avvocati, commercialisti, medici, ecc.)
    • Associazioni e fondazioni private che svolgono attività commerciale
    • Cooperative e loro consorzi
    • Imprenditori agricoli (per assunzioni nel settore primario)
    • Artigiani e lavoratori autonomi con dipendenti

    Sono esclusi i datori di lavoro del settore pubblico: ministeri, enti locali, aziende sanitarie pubbliche e università statali non possono beneficiare di questo incentivo. Per i datori di lavoro privati che adottano il regime forfettario con dipendenti, le modalità di calcolo dell’incremento occupazionale seguono regole specifiche INPS.

    Tipologie di contratto ammesse

    Il Bonus Giovani 650 euro si applica alle seguenti tipologie contrattuali:

    • Contratto a tempo indeterminato (sia full time che part time)
    • Contratto di apprendistato professionalizzante
    • Trasformazione da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato

    Non sono ammessi al beneficio: contratti a tempo determinato, contratti di lavoro intermittente (a chiamata), collaborazioni coordinate e continuative, stage e tirocini extracurriculari, contratti di lavoro domestico (colf, badanti, baby sitter).

    Il caso della trasformazione del contratto merita attenzione: se un lavoratore under 35 viene assunto con contratto a termine e successivamente trasformato in indeterminato, il datore può richiedere l’incentivo dalla data della trasformazione. Questo aspetto va valutato anche in sede di dichiarazione dei redditi aziendale.

    Durata del beneficio

    La durata dell’esonero contributivo varia in base alla localizzazione dell’unità produttiva in cui viene inserito il lavoratore:

    • 24 mesi per le assunzioni nelle regioni del Centro-Nord
    • 36 mesi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia)

    Il beneficio decorre dal primo giorno del mese in cui viene stipulato il contratto. In caso di trasformazione da tempo determinato a indeterminato, la durata si calcola dalla data della trasformazione. Al termine del periodo agevolato, il datore dovrà versare i contributi nella misura ordinaria. Il lavoratore mantiene il rapporto a tempo indeterminato e il datore può valutare la gestione del TFR maturato dal dipendente e le agevolazioni fiscali ordinarie.

    Come richiederlo: procedura passo per passo

    La procedura per richiedere il Bonus Giovani 650 euro prevede diversi passaggi da seguire con attenzione per evitare la perdita del beneficio. Ecco la guida completa step by step.

    Step 1: Verifica dei requisiti

    Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve verificare che il candidato soddisfi i requisiti soggettivi (età under 35, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato). Questa verifica avviene tramite dichiarazione sostitutiva del lavoratore, che attesta di non aver mai avuto un contratto a tempo indeterminato.

    Step 2: Comunicazione obbligatoria di assunzione (COA)

    Entro le ore 24:00 del giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro, il datore deve inviare la comunicazione obbligatoria di assunzione (COA) attraverso il portale del Ministero del Lavoro. In questa comunicazione deve essere indicato il tipo di contratto e la qualifica del lavoratore.

    Step 3: Domanda all’INPS

    Dopo l’assunzione, il datore deve presentare la domanda di ammissione al beneficio attraverso il portale INPS (MyINPS o tramite intermediari abilitati come il CAF). La domanda deve essere inoltrata prima dell’utilizzo del beneficio in denuncia contributiva e deve contenere: dati del datore di lavoro (codice fiscale, matricola INPS), dati del lavoratore (codice fiscale, data di nascita), data di inizio del rapporto, tipo di contratto e sede di lavoro.

    Step 4: Utilizzo in compensazione F24

    Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, il datore può iniziare a portare in compensazione i contributi agevolati nel modello F24 tramite il codice tributo specifico comunicato dall’INPS. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutta la procedura, dalla verifica dei requisiti all’invio della domanda e al monitoraggio del corretto utilizzo del beneficio.

    Cumulabilità con altri incentivi

    Una delle caratteristiche più interessanti del Bonus Giovani 650 euro è la possibilità di cumularlo con altri strumenti di sostegno all’occupazione. Tuttavia, esistono specifiche regole di compatibilità fondamentali da conoscere.

    Incentivi cumulabili

    • Incentivo donne svantaggiate: per le lavoratrici under 35 disoccupate da almeno 6 mesi
    • Bonus NEET: per i giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione, potenziato con contributi aggiuntivi del Programma GOL
    • Incentivi regionali FVG: il Friuli Venezia Giulia ha misure aggiuntive di sostegno all’occupazione giovanile – per i dettagli consulta il CAF di riferimento
    • Credito d’imposta formazione 4.0: per le attività di formazione dei neoassunti in ambito digitale e Industry 4.0

    Incompatibilità e limiti

    • Non cumulabile con la decontribuzione Sud per lo stesso lavoratore (si sceglie il beneficio più conveniente)
    • Non cumulabile con l’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori beneficiari di disoccupazione/NASPI
    • Limite de minimis: per alcune categorie di imprese il cumulo con altri aiuti di Stato è soggetto al regolamento de minimis (200.000 euro nel triennio)

    Esclusioni e cause di decadenza

    Conoscere le cause che possono determinare la perdita del Bonus Giovani è fondamentale per evitare spiacevoli sorprese in sede di verifica INPS. Le principali cause di decadenza sono:

    • Licenziamento del lavoratore agevolato prima della scadenza del periodo di esonero (il beneficio cessa e devono essere restituiti i contributi non versati)
    • Dimissioni del lavoratore (il beneficio cessa dalla data di cessazione, senza obbligo di restituzione)
    • Irregolarità contributiva: il DURC irregolare fa perdere il diritto al beneficio per tutto il periodo di irregolarità
    • Licenziamenti collettivi nei 6 mesi precedenti l’assunzione agevolata nella stessa unità produttiva per la medesima qualifica
    • Mancato incremento occupazionale netto: se al termine dell’esercizio non vi è stato effettivo aumento dei dipendenti, l’INPS può recuperare i contributi agevolati
    • False dichiarazioni sui requisiti del lavoratore (età, assenza di precedenti contratti a tempo indeterminato)

    In caso di licenziamento prima della scadenza del periodo agevolato, il datore deve comunicare all’INPS la cessazione e provvedere al versamento dei contributi non corrisposti durante il periodo agevolato, maggiorati delle sanzioni di legge. Per approfondire le agevolazioni fiscali per il lavoro dipendente, consulta la nostra guida sulle detrazioni familiari a carico.

    Domande Frequenti sul Bonus Giovani 650 Euro

    Il Bonus Giovani si applica anche ai contratti a termine trasformati in indeterminato?

    Si, il Bonus Giovani 650 euro si applica anche alle trasformazioni da contratto a tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, a condizione che il lavoratore abbia meno di 35 anni e non abbia mai avuto precedentemente un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro. Il beneficio decorre dalla data della trasformazione.

    Un lavoratore che ha avuto un contratto a tempo indeterminato in passato puo beneficiare del bonus?

    No. Il requisito fondamentale e che il lavoratore non abbia mai avuto un contratto a tempo indeterminato con qualsiasi datore di lavoro privato, anche se quel rapporto si e concluso. Anche un brevissimo periodo di lavoro a tempo indeterminato in passato esclude il lavoratore dal beneficio. LINPS verifica questo requisito incrociando i dati dei Modelli Uniemens.

    Il tetto di 650 euro e mensile o annuale?

    Il tetto di 650 euro e mensile. Il beneficio annuale massimo per ogni lavoratore assunto e quindi di 7.800 euro (650 euro x 12 mesi). Per le assunzioni nel Mezzogiorno, dove la durata e di 36 mesi, il beneficio totale massimo puo arrivare a 23.400 euro per lavoratore.

    Cosa succede se assumo un under 35 con contratto part-time?

    Per le assunzioni part-time, il tetto mensile di 650 euro viene ridotto proporzionalmente all orario di lavoro. Ad esempio, per un contratto part-time al 50% dell orario full time, il limite massimo scende a 325 euro al mese. Il beneficio rimane conveniente poiche anche in caso di part-time i contributi previdenziali datoriali vengono azzerati entro il tetto ridotto.

    Posso cumulare il Bonus Giovani con altri incentivi?

    Dipende dall incentivo. Il Bonus Giovani e cumulabile con gli incentivi per le donne svantaggiate, con i bonus NEET, con gli incentivi regionali (come quelli del Friuli Venezia Giulia) e con il credito d imposta formazione 4.0. Non e invece cumulabile con la decontribuzione Sud (si sceglie il piu conveniente) ne con l incentivo NASPI per lo stesso lavoratore. E consigliabile verificare caso per caso con un consulente del lavoro o con il CAF.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti, preparare la documentazione e seguire la procedura INPS per ottenere il Bonus Giovani 650 euro. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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      Ottobre 13, 2026
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      Ottobre 12, 2026
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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-12 09:00:002026-10-07 17:35:09Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla
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      Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
      Ottobre 6, 2026
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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 14:00:002026-09-29 07:43:44Successione Figli 2026: Quote, Diritti e Imposte – Guida Completa

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
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      In base a 920 recensioni
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Aprile 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-14 17:07:422026-04-14 18:21:23Bonus Giovani fino a 650 Euro: Guida Completa al Decreto Primo Maggio 2025

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