Pensione anticipata a 62 anni nel 2026-2027: cosa c’è di vero e quali uscite restano

Pensione 2026 INPS

Al 18 ottobre 2026 non esiste una pensione anticipata a 62 anni valida per tutti: Quota 103 (62 anni di età e 41 di contributi) e Opzione Donna non sono state prorogate per il 2026 dalla legge 30 dicembre 2025 n. 199. Chi cerca la pensione anticipata 62 anni trova quindi solo il diritto “cristallizzato”, cioè conservato, per chi aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.

Restano però altre strade, con requisiti diversi: APE sociale, pensione anticipata ordinaria, uscite per lavoratori precoci e usuranti, più l’isopensione per chi lavora in aziende che la attivano. Vediamole una per una.

In sintesi

  • Nel 2026 e nel 2027 non c’è un’uscita generalizzata a 62 anni: Quota 103 e Opzione Donna non sono state rinnovate.
  • L’APE sociale è prorogata fino al 31 dicembre 2026, con 63 anni e 5 mesi di età e solo per categorie tutelate.
  • La pensione anticipata ordinaria richiede 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) nel 2026, senza limiti di età.
  • Dal 2027 i requisiti salgono di 1 mese, dal 2028 di 3 mesi complessivi; fanno eccezione usuranti, gravosi e, tra i precoci, solo gli addetti ad attività gravose.
  • La manovra 2027 è, per ora, solo un’ipotesi: nessuna nuova uscita è legge.

Esiste la pensione anticipata a 62 anni nel 2026?

No. La pensione anticipata a 62 anni è stata, negli anni passati, una misura sperimentale chiamata Quota 103: serviva avere 62 anni di età e 41 anni di contributi insieme. Era una scelta temporanea, rinnovata di anno in anno, e la legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) non l’ha confermata.

Quando in rete si legge di “pensione a 62 anni” nel 2026 o nel 2027, quindi, di solito si tratta di titoli che richiamano la vecchia Quota 103 oppure di ipotesi future non ancora trasformate in norma. Per chi non ha già maturato i requisiti, oggi la porta dei 62 anni è chiusa.

Supponiamo che Marco abbia 62 anni e 41 anni di contributi, ma li abbia raggiunti solo nel 2026. Per lui Quota 103 non è più disponibile: dovrà valutare altre uscite, come l’anticipata ordinaria o, se ne ha i requisiti, l’APE sociale. Chi invece li aveva maturati entro il 31 dicembre 2025 conserva il diritto.

Che fine ha fatto Quota 103 e cosa vale per Opzione Donna?

Per Quota 103 e Opzione Donna vale lo stesso principio: nessuna proroga per il 2026, ma cristallizzazione del diritto. In parole semplici, chi aveva già raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2025 (Quota 103) o entro il 31 dicembre 2024 (Opzione Donna, la cui ultima proroga risale alla legge di Bilancio 2025) può ancora esercitare la propria scelta e andare in pensione; chi li raggiunge dopo no.

Per Opzione Donna i requisiti restano quelli dell’anno di maturazione, sempre con 35 anni di contributi e con le condizioni personali previste dalla norma (ad esempio assistenza a familiari con disabilità, invalidità pari o superiore al 74% o lavoro in aziende in crisi, secondo i casi):

  • 58 anni per chi ha maturato i requisiti entro il 2021;
  • 60 anni per chi li ha maturati nel 2022;
  • 61 anni per chi li ha maturati nel 2023 e nel 2024.

Chi rientra in uno di questi casi non deve sbagliare il calcolo della propria posizione contributiva: un errore di qualche mese cambia tutto. Per approfondire le regole generali sull’uscita dal lavoro puoi leggere la guida sulla pensione anticipata.

Quali uscite anticipate restano davvero nel 2026 e nel 2027?

Anche senza la pensione anticipata a 62 anni, esistono più percorsi. La pensione anticipata ordinaria non ha limiti di età: conta solo l’anzianità contributiva. Nel 2026 servono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne; nel 2027 42 anni e 11 mesi e 41 anni e 11 mesi; nel 2028 43 anni e 1 mese e 42 anni e 1 mese. Dopo la maturazione c’è una finestra mobile di 3 mesi prima di incassare la prima rata.

La pensione di vecchiaia richiede 67 anni nel 2026, 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028. L’aumento deriva dall’adeguamento alla speranza di vita, cioè il meccanismo che alza i requisiti quando gli italiani vivono più a lungo. Nel 2027 vale +1 mese, dal 2028 +3 mesi complessivi: non è vero che i requisiti restino fermi per tutti. La deroga riguarda solo usuranti, gravosi con almeno 30 anni di contributi e precoci addetti ad attività gravose.

Per chi ha solo contributi dopo il 1996 (i cosiddetti contributivi puri) c’è la pensione anticipata contributiva a 64 anni: nel 2027 servono 64 anni e 1 mese con 20 anni e 1 mese di contributi effettivi, nel 2028 64 anni e 3 mesi con 20 anni e 3 mesi. L’assegno deve inoltre essere almeno pari a 3 volte l’assegno sociale (soglia ridotta per le donne con figli).

Ci sono poi le uscite agevolate. I lavoratori precoci (Quota 41) escono con 41 anni e 1 mese di contributi nel 2027 e 41 anni e 3 mesi nel 2028; per i gravosi della lettera d) restano 41 anni, senza adeguamento. Per i lavori usuranti i requisiti sono fermi fino al 31 dicembre 2028: approfondisci in questa guida su pensione usuranti e Quota 97,6. Chi lavora nella scuola può consultare le regole sulla domanda di cessazione dal servizio per il 2027.

Infine l’APE sociale: è un’indennità ponte, prorogata fino al 31 dicembre 2026, che si riceve dai 63 anni e 5 mesi fino alla pensione di vecchiaia. Spetta solo a categorie tutelate, come disoccupati, caregiver, invalidi civili con grado almeno del 74% e addetti a lavori gravosi, con almeno 30 anni di contributi (36 per i gravosi, con alcune riduzioni previste). È un sostegno, non una vera pensione. Per i dettagli sull’anticipo consulta la guida all’APE sociale 2026.

Cos’è la pensione anticipata 7 anni prima (isopensione)?

Quando si cerca la pensione anticipata 7 anni prima ci si riferisce di solito all’isopensione, prevista dall’articolo 4 della legge 92/2012. Non è una pensione ma un assegno mensile pagato dall’INPS e interamente finanziato dal datore di lavoro, fino al raggiungimento della pensione vera e propria.

Funziona solo se l’azienda ha più di 15 dipendenti, si trova in una situazione di esubero di personale e firma un accordo con i sindacati. Non è quindi un diritto del singolo lavoratore: dipende dal fatto che il datore di lavoro la attivi.

Il punto da non fraintendere è la durata. A regime l’anticipo è di 4 anni rispetto alla pensione; l’estensione a 7 anni è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2018 per il periodo 2018-2020 e poi prorogata fino al 2026 (da ultimo con il DL 198/2022, convertito dalla legge 14/2023). Per il periodo successivo al 2026 una proroga non risulta: il testo vigente dell’articolo 1, comma 160, della legge 205/2017 si ferma al 2026, quindi prima di contare sui 7 anni conviene controllare la norma in vigore con l’INPS o con un esperto.

Cosa dice la manovra 2027 sulla pensione anticipata a 62 anni?

Per ora, nulla di definitivo. Al 18 ottobre 2026 il testo della manovra 2027 non è stato ancora presentato e ogni discorso su un ritorno della pensione anticipata a 62 anni o su nuove uscite resta una semplice ipotesi, non una norma. Finché il Parlamento non approva la legge di Bilancio, valgono le regole attuali.

Quello che si può fare è seguire l’iter e programmare con prudenza: i requisiti 2027 e 2028 sono già certi, mentre eventuali novità arriveranno, se arriveranno, a fine anno. Trovi il quadro delle ipotesi in corso nell’articolo dedicato alla manovra 2027 su pensioni e flat tax.

Domande frequenti

Posso andare in pensione a 62 anni nel 2027?

Con le norme attuali non esiste un canale dedicato ai 62 anni, salvo che tu abbia maturato i requisiti di Quota 103 entro il 31 dicembre 2025. A 62 anni si può uscire solo raggiungendo i requisiti di pensioni senza limite di età, come l’anticipata ordinaria o Quota 41 per i precoci, che richiedono più anni di contributi.

Chi ha maturato Quota 103 nel 2025 perde il diritto?

No. Il diritto è stato conservato (cristallizzato) per chi aveva 62 anni e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025, anche se la misura non è stata prorogata.

I requisiti pensionistici nel 2027 restano uguali al 2026?

No, salgono di 1 mese nel 2027 e di 3 mesi complessivi nel 2028. Restano esclusi dall’aumento i lavoratori usuranti, gravosi e precoci, nei casi previsti dalla legge.

L’isopensione spetta a tutti i dipendenti?

No. Serve un accordo sindacale in un’azienda con più di 15 dipendenti in esubero, e il costo è a carico del datore di lavoro. Il singolo lavoratore non può richiederla da solo.

Fonti

  • Legge 30 dicembre 2025 n. 199 (Bilancio 2026), art. 1, commi 162 e 185-190: Normattiva
  • Decreto direttoriale MEF del 19 dicembre 2025, Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025: Gazzetta Ufficiale
  • Circolare INPS n. 28 del 16 marzo 2026, requisiti 2027 e 2028: INPS
  • Legge 28 giugno 2012 n. 92, art. 4 (isopensione): Normattiva
  • Legge 27 dicembre 2017 n. 205, art. 1, comma 160 (estensione a 7 anni; testo vigente, come modificato dal DL 198/2022: periodo 2018-2026): Normattiva

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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