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Tag Archivio per: congedo parentale

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Forfettario in Maternità 2026: Indennità INPS Gestione Separata e Diritti delle Lavoratrici Autonome

Maternità INPS CAF Udine

La maternità del forfettario 2026 è un tema delicato per molte professioniste in partita IVA: diventare madri non significa rinunciare ai propri diritti, ma le regole sono diverse rispetto alle lavoratrici dipendenti. Le forfettarie hanno diritto all’indennità di maternità INPS erogata dalla Gestione Separata, pari all’80% del reddito medio degli ultimi 12 mesi, per 5 mesi complessivi.

In questa guida completa al forfettario maternità 2026 spieghiamo come funziona l’indennità, quali sono i requisiti contributivi, come presentare la domanda INPS, se si può continuare a fatturare durante i 5 mesi di astensione e quali sono le tutele aggiuntive previste, incluso il congedo parentale. Una guida pensata per le lavoratrici autonome che vogliono pianificare la gravidanza senza brutte sorprese economiche.

Indice dei contenuti

  1. Diritto delle lavoratrici autonome alla maternità
  2. Indennità di maternità INPS Gestione Separata: importi 2026
  3. Requisiti per accedere all’indennità di maternità
  4. Come presentare la domanda all’INPS
  5. Contributi INPS durante la maternità
  6. Lavoro e fatturazione durante i 5 mesi di maternità
  7. Interdizione anticipata per gravidanza a rischio
  8. Congedo parentale per le forfettarie
  9. Bonus mamma INPS 2026: forfettarie escluse
  10. Esempio pratico: il caso di Anna
  11. Documenti necessari e cosa comunicare al CAF
  12. Dopo la maternità: bonus, detrazioni e ripresa attività
  13. Domande frequenti

Diritto delle lavoratrici autonome alla maternità

La tutela della maternità non è un privilegio riservato alle dipendenti: il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternità e Paternità) riconosce questo diritto anche alle lavoratrici autonome, incluse le professioniste in regime forfettario 2026 iscritte alla Gestione Separata INPS. Le forfettarie iscritte a casse private (avvocate, geometre, ingegnere) seguono invece le regole della propria cassa di categoria.

C’è però una differenza fondamentale rispetto alle dipendenti: la partita IVA non si interrompe automaticamente con la gravidanza. La professionista resta titolare dell’attività, non c’è un datore di lavoro che firma un’astensione obbligatoria. È la lavoratrice stessa a decidere come gestire il periodo, presentando la domanda di indennità all’INPS e organizzando la sospensione dell’attività.

Per le forfettarie iscritte alla Gestione Separata, l’aliquota contributiva 2026 è del 26,07%, di cui lo 0,72% finanzia proprio l’indennità di maternità, la malattia e altre prestazioni a sostegno del reddito. Questo significa che, pagando regolarmente i contributi, ogni forfettaria contribuisce al fondo da cui poi attingerà al momento del bisogno.

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Indennità di maternità INPS Gestione Separata: importi 2026

L’indennità di maternità per il forfettario 2026 iscritto alla Gestione Separata copre 5 mesi complessivi. La modalità classica prevede 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo. Dal 2019 è ammessa anche la flessibilità, con la formula 1 mese prima + 4 mesi dopo, previa certificazione del ginecologo che attesti l’assenza di rischi per madre e bambino.

Calcolo dell’importo: l’80% del reddito medio

L’importo dell’indennità di maternità INPS è pari all’80% di 1/365 del reddito derivante dall’attività professionale dichiarato nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile. Per le forfettarie, il reddito di riferimento è quello imponibile previdenziale, ossia i compensi lordi moltiplicati per il coefficiente di redditività ATECO (78% per gli avvocati, 67% per i consulenti, ecc.).

L’INPS calcola un’indennità giornaliera e la moltiplica per i giorni di astensione (di solito 150). Il risultato è erogato in un’unica soluzione dopo l’approvazione della domanda. È importante avere i contributi in regola: anche un solo mese non versato può ridurre la base di calcolo.

Limiti minimo e massimo 2026

L’indennità di maternità Gestione Separata non può essere inferiore al limite minimo, agganciato al trattamento minimo di pensione INPS: per il 2026 si attesta intorno a 534 euro al mese (cifra rivalutata annualmente). Anche chi nei 12 mesi precedenti ha guadagnato poco ha quindi un tetto minimo garantito che permette di affrontare la maternità con dignità.

Sul lato opposto c’è un limite massimo, parametrato al massimale contributivo annuo della Gestione Separata (per il 2026 circa 119.650 euro). Le professioniste con redditi molto elevati vedono quindi l’indennità calcolata fino a quel tetto, non oltre. Per la maggior parte delle forfettarie, che restano sotto la soglia degli 85.000 euro di compensi, questo limite non è un problema.

Requisiti per accedere all’indennità di maternità

Per ottenere l’indennità di maternità in regime forfettario 2026, l’INPS richiede tre requisiti fondamentali. Il primo è l’iscrizione attiva alla Gestione Separata INPS: la partita IVA deve essere aperta e i contributi versati con la causale corretta nei modelli F24 (codici P10, PXX).

Il secondo requisito è il versamento di almeno 3 mesi di contributi effettivi nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile. Si parla di contributi effettivi, quindi non bastano accrediti figurativi: serve aver dichiarato compensi e versato i relativi contributi previdenziali. Il terzo requisito è la regolarità contributiva: chi ha contributi arretrati rischia il rigetto della domanda.

  • Iscrizione attiva alla Gestione Separata INPS
  • Almeno 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti
  • Regolarità contributiva: nessun debito INPS pendente
  • Coefficiente di redditività applicato correttamente al fatturato
  • Documentazione medica della data presunta del parto

Una nota importante: chi ha aperto la partita IVA da poco può comunque presentare domanda, purché abbia maturato i 3 mesi minimi di contributi. Le neo-forfettarie devono quindi pianificare con attenzione il momento della gravidanza per maturare i requisiti.

Come presentare la domanda all’INPS

La domanda di indennità di maternità per le forfettarie deve essere presentata all’INPS tramite il modello SR23 (versione telematica). La procedura richiede particolare attenzione: errori formali o documentazione incompleta possono ritardare la liquidazione di mesi, creando difficoltà economiche proprio nel momento in cui servono di più. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto, dalla raccolta documenti alla trasmissione telematica.

Tempi e scadenze della domanda

La domanda può essere presentata prima del parto (allegando il certificato di gravidanza con la data presunta) oppure dopo, una volta nato il bambino. Il termine massimo è di 1 anno dalla nascita: oltre questa scadenza il diritto decade. Il consiglio è di muoversi già dal 7° mese di gravidanza, così l’INPS ha tempo di istruire la pratica e l’erogazione arriva nei tempi giusti.

Documenti da allegare

I documenti richiesti per la domanda di maternità INPS includono il certificato medico di gravidanza, il documento di identità della richiedente, il codice fiscale del bambino (dopo la nascita) e gli estremi delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni. È utile preparare anche l’estratto contributivo INPS, scaricabile dal cassetto previdenziale, per verificare in anticipo la regolarità dei versamenti.

La compilazione richiede competenza tecnica: il CAF Centro Fiscale di Udine, sia in ufficio che online, accompagna le forfettarie in tutte le fasi della pratica, evitando errori che potrebbero ritardare l’arrivo dell’indennità.

Contributi INPS durante la maternità

Una domanda frequente delle forfettarie riguarda i contributi INPS durante la maternità: vanno versati o sono sospesi? La risposta è chiara: i contributi continuano a essere dovuti secondo le scadenze ordinarie. La Gestione Separata non prevede sospensioni automatiche, quindi gli acconti di giugno e novembre e il saldo di giugno dell’anno successivo restano regolari.

Va però ricordato che se durante i 5 mesi di indennità la forfettaria sospende la fatturazione (scelta quasi obbligata, come vedremo), i compensi 2026 saranno più bassi e di conseguenza anche i contributi calcolati sull’imponibile previdenziale 2026 saranno proporzionalmente ridotti. L’aliquota 2026 è del 26,07%, di cui lo 0,72% finanzia proprio l’indennità di maternità.

  • Contributi non sospesi: scadenze regolari di acconto e saldo
  • Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile previdenziale
  • 0,72% finanzia maternità, malattia e altre prestazioni
  • Eventuali contributi minimi non sono dovuti dalla Gestione Separata (a differenza degli artigiani/commercianti)
  • Possibilità di rateizzazione in caso di difficoltà economiche temporanee

Lavoro e fatturazione durante i 5 mesi di maternità

Tema delicato: la forfettaria in maternità può continuare a lavorare e fatturare durante i 5 mesi di indennità? Tecnicamente sì, perché la partita IVA resta aperta e non c’è un divieto formale come per le dipendenti. Ma dal punto di vista pratico, la fatturazione attiva è incompatibile con la percezione dell’indennità INPS.

L’indennità di maternità è infatti una prestazione sostitutiva del reddito: presuppone che la lavoratrice si astenga effettivamente dall’attività. Se l’INPS rileva fatturazione attiva negli stessi mesi coperti dall’indennità, può chiederne la restituzione e contestare un’indebita percezione. La soluzione corretta è quindi sospendere la fatturazione per i 5 mesi e concentrarsi sul recupero post-parto.

Come gestire la sospensione operativa

La sospensione non richiede comunicazioni formali all’Agenzia delle Entrate (la P.IVA resta aperta), ma è buona prassi: avvisare i clienti abituali con anticipo, completare i lavori in corso prima dell’astensione, non emettere fatture nei 5 mesi indennizzati e conservare la corrispondenza che dimostra la sospensione.

Una fattura emessa durante la maternità per servizi effettivamente svolti prima (incassi posticipati) non costituisce di per sé prova di lavoro attivo, ma è bene documentarne le tempistiche reali. Per evitare contestazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta a gestire correttamente la sospensione fiscale e previdenziale.

Interdizione anticipata per gravidanza a rischio

A differenza delle dipendenti, le forfettarie non hanno un’interdizione obbligatoria automatica: nessun datore di lavoro può imporre l’astensione, è la lavoratrice a deciderne l’inizio (al massimo 2 mesi prima della data presunta del parto). È invece prevista l’interdizione anticipata per gravidanza a rischio, su prescrizione medica.

In presenza di patologie che mettono a rischio la gestazione (minaccia di parto prematuro, gestosi, ipertensione, altre complicanze), il ginecologo rilascia un certificato di gravidanza a rischio. Con questo documento, la forfettaria può richiedere all’INPS l’anticipo dell’inizio dell’indennità, anche prima dei 2 mesi standard. L’indennità copre quindi un periodo più lungo di astensione, sempre commisurato all’80% del reddito medio.

  • Necessario il certificato medico ginecologico dettagliato
  • L’indennità copre l’astensione anticipata oltre i 2 mesi standard
  • La domanda all’INPS va presentata tempestivamente con la documentazione clinica
  • In alcuni casi l’INPS richiede una visita medico-legale di conferma

Congedo parentale per le forfettarie

Oltre ai 5 mesi di indennità di maternità, le forfettarie iscritte alla Gestione Separata hanno diritto al congedo parentale: 3 mesi indennizzati al 30% del reddito, fruibili entro i 12 anni di vita del bambino. È una tutela importante che permette di gestire esigenze familiari (malattia del figlio, inserimento scolastico, primi anni di vita) senza perdere completamente il reddito.

Il congedo parentale può essere fruito in modo continuativo o frazionato: ad esempio 1 mese subito dopo la maternità, poi mezzo mese all’anno per qualche tempo. La domanda si presenta all’INPS prima dell’inizio del periodo, con un’organizzazione simile a quella della maternità. Il calcolo del 30% avviene sulla stessa base reddituale dell’indennità di maternità.

Bonus mamma INPS 2026: forfettarie escluse

Una nota dolente per le forfettarie: il Bonus Mamme Lavoratrici 2026 (decontribuzione fino a 3.000 euro annui per le madri con 2 o più figli) è riservato esclusivamente alle lavoratrici dipendenti. Le partite IVA, anche in regime forfettario, sono escluse dalla misura perché si tratta di un esonero della quota contributiva a carico del lavoratore, che le autonome non hanno.

Esistono però altre agevolazioni a cui le forfettarie con figli possono accedere: l’Assegno Unico Universale, il bonus asilo nido basato sull’ISEE, le detrazioni per figli a carico in dichiarazione dei redditi (per le forfettarie tramite Modello Redditi PF), il congedo parentale e l’indennità di maternità stessa. Una rete di sostegno che, ben gestita, permette di affrontare la genitorialità anche con la P.IVA.

Esempio pratico: il caso di Anna

Per chiarire come si calcola l’indennità di maternità del forfettario 2026, vediamo un esempio pratico. Anna è una consulente in regime forfettario, con codice ATECO che prevede un coefficiente di redditività del 78%. Nei 12 mesi precedenti la maternità ha fatturato 35.000 euro.

Il calcolo procede così. Il reddito imponibile previdenziale è 35.000 × 78% = 27.300 euro. L’indennità di maternità INPS è pari all’80% di questo reddito, rapportato a 5 mesi: 27.300 × 80% = 21.840 euro annui, divisi per 12 mesi e moltiplicati per 5 = 9.100 euro circa. Anna riceverà quindi un’unica erogazione di circa 9.100 euro, che le permetterà di affrontare i mesi di astensione senza patemi economici.

  • Compensi lordi 2025: 35.000 euro
  • Coefficiente redditività 78%: 27.300 euro (imponibile previdenziale)
  • Indennità annua teorica 80%: 21.840 euro
  • Indennità per 5 mesi: 9.100 euro circa
  • Erogazione: in unica soluzione dopo approvazione INPS

Se Anna avesse fatturato di meno, ad esempio 20.000 euro, l’indennità sarebbe stata di circa 5.200 euro (20.000 × 78% × 80% × 5/12). In ogni caso, mai sotto il limite minimo agganciato al trattamento minimo INPS, pari per il 2026 a circa 534 euro al mese.

Documenti necessari e cosa comunicare al CAF

La pianificazione della maternità del forfettario richiede dialogo costante con il proprio CAF di fiducia. Già nei primi mesi di gravidanza è bene comunicare la situazione, così da verificare la regolarità contributiva, pianificare la sospensione della fatturazione, organizzare la domanda INPS e gestire correttamente la dichiarazione dei redditi dell’anno della maternità.

Documenti da preparare

  • Certificato medico di gravidanza con data presunta del parto
  • Documento di identità in corso di validità
  • Codice fiscale della richiedente e (dopo nascita) del bambino
  • Estratto contributivo INPS aggiornato
  • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni
  • F24 versati negli ultimi 12 mesi
  • Certificato di nascita del bambino (dopo il parto)

Quando contattare il CAF

Il momento ideale per il primo confronto con il CAF è il 4°-5° mese di gravidanza, quando la situazione clinica è stabile ma c’è ancora tempo per pianificare. Un secondo incontro è utile poco prima del parto per finalizzare la domanda, e un terzo dopo la nascita per integrare con il certificato del bambino. Il CAF Centro Fiscale di Udine accompagna tutto il percorso, sia in ufficio che online in tutta Italia.

Dopo la maternità: bonus, detrazioni e ripresa attività

Conclusi i 5 mesi di indennità, la forfettaria riprende la fatturazione regolare. È un momento di transizione delicato: i clienti vanno riavvicinati, l’attività riorganizzata, il bilancio annuale rivisto alla luce del calo di compensi. Il regime forfettario non perde validità per la sospensione: il limite degli 85.000 euro resta riferito all’anno solare, quindi il fatturato dei 7 mesi attivi viene considerato per intero.

Bonus e agevolazioni accessibili dopo la maternità

  • Bonus asilo nido INPS: SÌ, basato su ISEE (fino a 3.600 euro annui per ISEE bassi)
  • Assegno Unico Universale: erogato a tutte le madri con figli fino a 21 anni
  • Detrazioni figli a carico: SÌ, in Modello Redditi PF (le forfettarie non fanno il 730)
  • Bonus Mamme Lavoratrici 2026: NO, escluse perché lavoratrici autonome
  • Congedo parentale 30%: SÌ, fino a 12 anni del bambino
  • Detrazione spese istruzione e sportive: SÌ in Modello Redditi PF

Alternative private al sostegno reddituale

Per chi vuole una protezione aggiuntiva, esistono polizze assicurative private maternità che integrano l’indennità INPS, garantendo somme aggiuntive durante i mesi di astensione. È una scelta personale, valida soprattutto per professioniste con redditi elevati che vedono l’indennità INPS coprire solo una parte del fatturato perso. Anche la riduzione dell’attività con il sostegno del coniuge resta una strada praticabile, da pianificare in famiglia.

Domande frequenti

Una forfettaria ha diritto alla maternità INPS?

Sì, le forfettarie iscritte alla Gestione Separata INPS hanno diritto all’indennità di maternità per 5 mesi all’80% del reddito medio dei 12 mesi precedenti, purché abbiano almeno 3 mesi di contributi versati e siano in regola contributiva.

Quanto guadagna una forfettaria in maternità?

L’indennità di maternità del forfettario 2026 è pari all’80% del reddito imponibile previdenziale medio degli ultimi 12 mesi, per 5 mesi. Su un fatturato di 35.000 euro con coefficiente 78%, l’indennità è di circa 9.100 euro. Mai inferiore al limite minimo (circa 534 euro/mese 2026).

Una forfettaria può lavorare durante la maternità?

Tecnicamente la partita IVA resta aperta, ma la fatturazione attiva è incompatibile con la percezione dell’indennità INPS. Si rischia la richiesta di restituzione per indebita percezione. La soluzione corretta è sospendere la fatturazione per i 5 mesi indennizzati.

I contributi INPS si pagano durante la maternità del forfettario?

Sì, i contributi INPS Gestione Separata continuano alle scadenze ordinarie (acconto giugno, acconto novembre, saldo giugno successivo). Saranno proporzionalmente ridotti perché calcolati sui compensi effettivi dell’anno, ridotti dalla sospensione.

Come si fa domanda di maternità per il forfettario?

La domanda si presenta all’INPS con modello SR23 telematico, allegando certificato medico, documento di identità ed estratti contributivi. Il termine massimo è 1 anno dal parto. Il CAF Centro Fiscale gestisce tutta la pratica per evitare errori e ritardi.

Le forfettarie hanno diritto al Bonus Mamme 2026?

No, il Bonus Mamme Lavoratrici 2026 è una decontribuzione riservata alle lavoratrici dipendenti con 2 o più figli. Le forfettarie sono escluse, ma possono accedere ad Assegno Unico, bonus asilo nido e detrazioni figli in dichiarazione dei redditi.

Pianifica la tua maternità in regime forfettario con il CAF

La maternità del forfettario 2026 è un diritto pieno, ma richiede una pianificazione attenta: regolarità contributiva, scelta del momento giusto, documentazione corretta, gestione della sospensione e domanda INPS senza errori. Un percorso che, se gestito bene, garantisce fino a 9.000-10.000 euro di indennità per molte forfettarie, oltre al congedo parentale e ai bonus per i figli.

Hai bisogno di assistenza per il forfettario in maternità? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti seguiamo dalla pianificazione della gravidanza alla domanda all’INPS, fino alla ripresa dell’attività dopo il parto.

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Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 08:00:002026-05-24 09:54:36Forfettario in Maternità 2026: Indennità INPS Gestione Separata e Diritti delle Lavoratrici Autonome
CAF

Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La maternità obbligatoria e la maternità facoltativa sono due tutele fondamentali per le lavoratrici che aspettano un figlio, ma funzionano in modo molto diverso. La prima garantisce 5 mesi di astensione retribuita all’80%, la seconda (chiamata tecnicamente congedo parentale) offre ulteriori mesi al 30% (con eccezioni nel 2026). In questa guida ti spieghiamo le differenze, gli importi aggiornati, come funziona la maternità anticipata e come fare domanda all’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Maternità obbligatoria: come funziona
  2. Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5
  3. Maternità facoltativa (congedo parentale)
  4. Maternità anticipata: gravidanza a rischio
  5. Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa
  6. Importi e indennità 2026
  7. Come fare domanda INPS
  8. Maternità per autonome e libere professioniste
  9. Bonus e agevolazioni collegati alla maternità
  10. FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

Maternità obbligatoria: come funziona

La maternità obbligatoria (o congedo di maternità) è il periodo di astensione dal lavoro che la legge impone a tutte le lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e dopo il parto. È disciplinata dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità) e ha una durata complessiva di 5 mesi.

La formula standard prevede:

  • 2 mesi prima della data presunta del parto
  • 3 mesi dopo il parto

Durante questo periodo, la lavoratrice ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera, pagata dall’INPS (molti contratti collettivi prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro). Il congedo è obbligatorio: il datore di lavoro non può far lavorare la dipendente durante questo periodo, e la lavoratrice non può rinunciarvi.

Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5

La legge offre alla lavoratrice la possibilità di spostare parte del congedo prima del parto al periodo successivo. Esistono due opzioni di flessibilità:

Formula 1+4

Con questa opzione, la lavoratrice si astiene 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo. Serve un certificato medico del ginecologo e del medico competente aziendale che attestino l’assenza di rischi per la salute della madre e del bambino.

Formula 0+5

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, questa formula permette di lavorare fino al giorno del parto e fruire di tutti i 5 mesi di congedo dopo la nascita. Anche in questo caso servono le certificazioni mediche che confermino l’idoneità al lavoro fino al termine della gravidanza.

La scelta della formula va comunicata al datore di lavoro e all’INPS con la domanda di maternità. È una decisione personale che dipende dalle condizioni di salute e dalle esigenze lavorative.

Maternità facoltativa (congedo parentale)

Quella che comunemente viene chiamata “maternità facoltativa” è in realtà il congedo parentale, un’astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori (madre e padre) per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita.

Ecco le caratteristiche principali:

  • Durata: fino a 6 mesi per ciascun genitore (massimo 10 mesi complessivi per la coppia, elevabili a 11 se il padre ne fruisce almeno 3)
  • Età del figlio: fruibile fino ai 12 anni del bambino
  • Retribuzione base: 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo di 6 mesi complessivi tra i due genitori (fino ai 6 anni del figlio)
  • Novità 2026: le prime 3 mensilità di congedo parentale sono indennizzate all’80% della retribuzione (2 mensilità all’80% già dal 2024, la terza aggiunta nel 2025 e confermata nel 2026)

A differenza della maternità obbligatoria, il congedo parentale è facoltativo: la lavoratrice o il lavoratore può scegliere se e quando fruirne.

Maternità anticipata: gravidanza a rischio

La maternità anticipata è un’ulteriore forma di tutela che consente alla lavoratrice di astenersi dal lavoro prima dei canonici 2 mesi precedenti il parto. Può essere concessa in due casi:

Gravidanza a rischio

Se la gravidanza presenta complicazioni o patologie che mettono a rischio la salute della madre o del bambino, il medico della ASL (o la Direzione Territoriale del Lavoro) può disporre l’astensione anticipata. La domanda si presenta alla ASL con il certificato del ginecologo. L’indennità è sempre all’80%.

Condizioni di lavoro a rischio

Se le mansioni svolte sono pericolose o faticose (lavori che espongono a sostanze chimiche, lavoro notturno, trasporto pesi, lavoro in piedi per lungo tempo) e il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice a mansioni compatibili, la Direzione Territoriale del Lavoro può disporre l’interdizione anticipata. Anche in questo caso l’indennità è all’80% della retribuzione.

Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa

Per capire immediatamente le differenze tra maternità obbligatoria e facoltativa, ecco una tabella riepilogativa:

CaratteristicaMaternità obbligatoriaMaternità facoltativa (congedo parentale)
ObbligatorietàObbligatoria per leggeFacoltativa
Durata5 mesiFino a 6 mesi per genitore (max 10-11 per coppia)
Indennità80% della retribuzione30% (80% per le prime 3 mensilità nel 2026)
QuandoPrima e dopo il partoFino ai 12 anni del figlio
Chi ne ha dirittoSolo la madreEntrambi i genitori
ContributiFigurativi pieniFigurativi ridotti
DomandaObbligatoria INPSFacoltativa INPS

Importi e indennità 2026

Gli importi delle indennità di maternità nel 2026 sono calcolati sulla retribuzione media giornaliera dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo:

  • Maternità obbligatoria: 80% della retribuzione media giornaliera. Per le lavoratrici dipendenti, molti CCNL prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro
  • Congedo parentale – prime 3 mensilità: 80% della retribuzione (novità 2025-2026, prima era solo al 30%)
  • Congedo parentale – mensilità successive: 30% della retribuzione fino al sesto mese complessivo tra i genitori, poi senza indennità (salvo reddito basso)
  • Maternità anticipata: 80% della retribuzione, come la maternità obbligatoria

Un esempio pratico: se la retribuzione lorda mensile è di 1.800 euro, durante la maternità obbligatoria percepirai circa 1.440 euro lordi al mese (80%). Durante il congedo parentale ordinario, l’indennità scende a circa 540 euro al mese (30%), ma per le prime 3 mensilità nel 2026 resta a 1.440 euro (80%).

Come fare domanda INPS

La domanda di maternità va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo. Ecco i passaggi:

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio: “Domanda di maternità/paternità – congedo obbligatorio e parentale”
  3. Inserisci i dati della gravidanza: data presunta del parto, certificato medico, scelta della formula (2+3, 1+4 o 0+5)
  4. Indica il periodo richiesto: date di inizio e fine congedo
  5. Allega la documentazione: certificato del ginecologo
  6. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

La domanda va presentata almeno 2 mesi prima della data presunta del parto. In alternativa al portale, puoi rivolgerti al Contact Center INPS (803 164) o a un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della domanda.

Dopo il parto, hai 30 giorni per comunicare all’INPS la data effettiva di nascita del bambino e gli estremi anagrafici.

Maternità per autonome e libere professioniste

Le tutele della maternità non riguardano solo le lavoratrici dipendenti. Anche le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto a un’indennità di maternità, con alcune differenze:

Lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici)

  • Indennità per 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
  • Importo: 80% del salario minimo giornaliero (non della retribuzione effettiva)
  • Non è obbligatorio astenersi dal lavoro
  • Domanda all’INPS

Libere professioniste con cassa di previdenza

  • Indennità erogata dalla propria cassa professionale (es. ENPAM per medici, INARCASSA per architetti, Cassa Forense per avvocati)
  • Importo: generalmente l’80% di 5/12 del reddito professionale dichiarato
  • Durata: 5 mesi
  • Domanda alla propria cassa, non all’INPS

Per le partite IVA in regime forfettario, l’indennità è calcolata sul reddito convenzionale (minimale INPS) e la domanda va presentata alla Gestione Separata INPS.

Bonus e agevolazioni collegati alla maternità

Oltre all’indennità di maternità, nel 2026 puoi accedere a diverse agevolazioni per i neo-genitori:

  • Bonus mamme: esonero contributivo per le lavoratrici madri con 2+ figli
  • Assegno unico universale: contributo mensile per ogni figlio a carico fino a 21 anni, importo variabile in base all’ISEE
  • Bonus nido: contributo fino a 3.600 euro annui per le rette degli asili nido
  • Detrazioni fiscali: detrazione per figli a carico nel modello 730

Per una panoramica completa su tutti i congedi disponibili per i genitori, consulta la nostra guida al congedo parentale 2026.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

La maternità obbligatoria spetta anche con contratto a tempo determinato?

Sì, le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno gli stessi diritti. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità INPS continua fino al termine del periodo di maternità.

Posso lavorare durante la maternità obbligatoria?

No, è vietato. Il congedo di maternità è obbligatorio sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro. L’unica eccezione è la formula 0+5, che permette di lavorare fino al giorno del parto con certificazione medica.

Il padre ha diritto alla maternità obbligatoria?

Il padre ha diritto al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni (retribuiti al 100%), da fruire nei primi 5 mesi dalla nascita. In casi particolari (morte o grave malattia della madre, abbandono), il padre può fruire del congedo di maternità al posto della madre.

La maternità facoltativa si può prendere a ore?

Sì, dal 2013 il congedo parentale può essere fruito anche su base oraria (50% dell’orario giornaliero), oltre che a giornate intere o in modo continuativo. La modalità oraria va concordata con il datore di lavoro.

Come si calcola l’indennità di maternità per chi ha più lavori?

Se hai più rapporti di lavoro, l’indennità viene calcolata sulla retribuzione di ciascun rapporto. Devi presentare domanda separata per ogni datore di lavoro.

Posso chiedere la NASPI dopo la maternità?

Sì, se ti dimetti entro il primo anno di vita del figlio, le dimissioni sono considerate “per giusta causa” e hai diritto alla NASPI. Attenzione: le dimissioni in maternità devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.

Hai bisogno di aiuto con la domanda di maternità?

Tra maternità obbligatoria, facoltativa, anticipata e le novità del 2026, orientarsi non è semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della domanda INPS, nella scelta della formula più conveniente e nella richiesta di tutti i bonus collegati alla maternità.

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    Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-04 09:00:002026-05-31 16:57:50Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi
    CAF

    Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il congedo straordinario Legge 104 è uno dei diritti più importanti per chi assiste un familiare con disabilità grave. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, fino a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa, previsto dall’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 151/2001. Nel 2026 le regole sono confermate con alcuni aggiornamenti sugli importi massimi. In questa guida ti spieghiamo tutto: chi ne ha diritto, quanto si percepisce, come fare domanda all’INPS e quali sono le novità.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il congedo straordinario Legge 104
    2. Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa
    3. Retribuzione e tetto massimo INPS 2026
    4. Ordine di priorità degli aventi diritto
    5. Requisiti: convivenza e disabilità grave
    6. Contributi figurativi durante il congedo
    7. Come fare domanda INPS
    8. Congedo straordinario e congedo parentale: differenze
    9. FAQ congedo straordinario 104

    Cos’è il congedo straordinario Legge 104

    Il congedo straordinario retribuito è un’agevolazione prevista dalla Legge 104/1992 e disciplinata dall’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità). Permette ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104.

    In parole semplici: se hai un familiare (coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella) con handicap grave certificato, puoi chiedere fino a 2 anni di congedo retribuito al 100% dello stipendio, con un tetto massimo stabilito ogni anno dall’INPS. Il posto di lavoro è garantito: il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo.

    Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa

    Il congedo straordinario 104 ha una durata massima complessiva di 2 anni (730 giorni) nell’arco dell’intera vita lavorativa. Questo limite si riferisce al singolo lavoratore, non al familiare assistito. Significa che:

    • Puoi fruire dei 2 anni in modo continuativo (tutto insieme) oppure frazionato (periodi separati, anche singole giornate)
    • Il conteggio include sia i giorni lavorativi che i festivi compresi nel periodo di congedo continuativo
    • Se hai già usufruito di parte del congedo, puoi chiedere il residuo in un momento successivo
    • Il limite di 2 anni è complessivo per tutti i familiari assistiti: se assisti prima un genitore e poi un coniuge, il totale resta 2 anni

    Un aspetto importante: più familiari possono assistere la stessa persona disabile, ma non contemporaneamente. Solo un lavoratore alla volta può fruire del congedo per lo stesso familiare.

    Retribuzione e tetto massimo INPS 2026

    Durante il congedo straordinario hai diritto a un’indennità pari al 100% della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo. Tuttavia, esiste un tetto massimo annuo stabilito dall’INPS e rivalutato ogni anno in base all’indice ISTAT.

    Per il 2026, il tetto massimo dell’indennità è di circa 56.586 euro lordi annui (comprensivi dei contributi figurativi). Se il tuo stipendio è inferiore al tetto, percepisci il 100%. Se è superiore, l’indennità viene limitata al massimale.

    L’indennità comprende:

    • Retribuzione lorda fino al tetto massimo
    • Contributi figurativi calcolati sulla stessa base
    • Ratei di tredicesima mensilità

    L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS. Per i lavoratori con stipendi molto alti, la parte eccedente il tetto non viene coperta.

    Ordine di priorità degli aventi diritto

    La legge stabilisce un ordine di priorità preciso per chi può richiedere il congedo straordinario. Non è possibile “saltare” un livello se la persona con priorità superiore è presente e in grado di assistere il familiare disabile:

    1. Coniuge convivente (o parte dell’unione civile) della persona con disabilità grave
    2. Genitori, anche adottivi o affidatari, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del coniuge
    3. Figlio convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei genitori
    4. Fratello o sorella convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del figlio
    5. Parente o affine entro il terzo grado convivente, come ultima possibilità

    Dal 2022, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018 e alle successive modifiche normative, anche il convivente di fatto (more uxorio) può accedere al congedo straordinario, equiparato al coniuge convivente.

    Requisiti: convivenza e disabilità grave

    Per ottenere il congedo straordinario Legge 104 servono due requisiti fondamentali:

    Disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104)

    Il familiare assistito deve avere il riconoscimento di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992. Non basta un’invalidità civile generica: serve la specifica certificazione di gravità rilasciata dalla commissione medica ASL/INPS.

    Convivenza con il familiare disabile

    Per coniuge e convivente di fatto, la convivenza è richiesta ed è verificata tramite lo stato di famiglia o la residenza anagrafica. Per i genitori naturali non è necessaria la convivenza. Per figli, fratelli e parenti entro il terzo grado, la convivenza è obbligatoria e deve essere già instaurata al momento della domanda.

    Se non sei ancora convivente, puoi trasferire la residenza prima di presentare la domanda. L’INPS verifica la convivenza al momento della richiesta.

    Contributi figurativi durante il congedo

    Durante il congedo straordinario, l’INPS accredita i contributi figurativi, cioè contributi previdenziali “virtuali” che valgono per il calcolo della pensione. Questo significa che i 2 anni di congedo non creano “buchi” nella tua carriera contributiva.

    I contributi figurativi sono calcolati sulla base della retribuzione percepita (o del tetto massimo, se lo stipendio è superiore). Contano sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.

    Attenzione: i contributi figurativi del congedo straordinario non sono utili per raggiungere i requisiti della NASPI (indennità di disoccupazione), che richiede contribuzione effettiva.

    Come fare domanda INPS

    La domanda di congedo straordinario si presenta esclusivamente all’INPS. Ecco la procedura passo per passo:

    1. Verifica i requisiti: assicurati che il familiare abbia il verbale di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104) e che la convivenza sia attestata
    2. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
    3. Cerca il servizio: “Congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità”
    4. Compila la domanda online: inserisci i dati del familiare, il tipo di parentela, il periodo richiesto e allega la documentazione
    5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il numero di protocollo
    6. Comunica al datore di lavoro: invia copia della domanda INPS con almeno 15 giorni di preavviso (salvo urgenze)

    In alternativa al portale online, puoi presentare domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure attraverso un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio della domanda.

    Congedo straordinario e congedo parentale: differenze

    Molti confondono il congedo straordinario con il congedo parentale, ma sono due istituti completamente diversi:

    CaratteristicaCongedo straordinario 104Congedo parentale
    ScopoAssistere familiare con disabilità graveCura dei figli (anche sani)
    DurataMax 2 anni nella vita lavorativaMax 10-11 mesi per coppia
    Retribuzione100% (con tetto INPS)30% (80% per alcune mensilità nel 2026)
    RequisitoHandicap grave art. 3 c. 3 L. 104Figlio fino a 12 anni
    ConvivenzaRichiesta (salvo genitori)Non richiesta

    I due congedi sono cumulabili: puoi fruire sia del congedo parentale per i tuoi figli sia del congedo straordinario per un genitore disabile, purché i periodi non si sovrappongano.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ congedo straordinario 104

    Il congedo straordinario è compatibile con il lavoro part-time?

    Sì, anche i lavoratori part-time possono richiedere il congedo straordinario. L’indennità sarà proporzionata all’orario di lavoro effettivo.

    Posso frazionare il congedo in singole giornate?

    Sì, il congedo può essere fruito in modo frazionato, anche a singole giornate. In caso di fruizione frazionata, i giorni festivi e non lavorativi compresi tra due periodi di congedo non vengono conteggiati.

    Cosa succede se perdo il lavoro durante il congedo?

    Il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo straordinario. Il posto di lavoro è garantito dalla legge. Se l’azienda chiude o ci sono licenziamenti collettivi, hai diritto alla NASPI come qualsiasi altro lavoratore.

    Il congedo straordinario si può chiedere per un genitore non convivente?

    Sì, per i genitori (naturali, adottivi o affidatari) del disabile non è richiesta la convivenza. Questo requisito si applica invece a figli, fratelli e parenti entro il terzo grado.

    Quanto tempo ci vuole per l’approvazione della domanda INPS?

    I tempi medi di risposta dell’INPS sono di 30-60 giorni dalla presentazione della domanda. È consigliabile presentare la domanda con largo anticipo rispetto alla data di inizio del congedo desiderata.

    Hai bisogno di assistenza per il congedo straordinario?

    La procedura per il congedo straordinario Legge 104 può sembrare complessa, tra requisiti di convivenza, ordine di priorità e documentazione da presentare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase: dalla verifica dei requisiti alla compilazione della domanda INPS.

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      Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-03 09:00:002026-05-31 17:58:07Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026
      CAF

      Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità

      congedo parentale 2025

      Quando un figlio si ammala, i genitori lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per assisterlo. Il congedo per malattia del figlio è un istituto previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) che consente a entrambi i genitori, alternativamente, di restare a casa senza rischiare il licenziamento. In questa guida vediamo la durata del congedo in base all’età del bambino, le novità 2026, la retribuzione e le differenze con i permessi Legge 104.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il congedo per malattia del figlio
      2. Durata del congedo in base all’età del figlio
      3. Retribuzione e contributi figurativi
      4. Come richiedere il congedo: certificato pediatra
      5. Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio
      6. Differenze con i permessi Legge 104
      7. Congedo malattia figlio e congedo parentale
      8. Domande frequenti

      Cos’è il congedo per malattia del figlio

      Il congedo per malattia del figlio è il diritto di entrambi i genitori (madre e padre), lavoratori dipendenti, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del bambino. Si tratta di un diritto individuale: ciascun genitore può usufruirne, ma non contemporaneamente per lo stesso figlio nello stesso periodo.

      A differenza del congedo parentale, che può essere usato per qualsiasi esigenza di cura, il congedo per malattia del figlio richiede una certificazione medica che attesti lo stato di malattia del bambino. Non è necessario il ricovero ospedaliero: basta anche una semplice influenza o malattia esantematica.

      Durata del congedo in base all’età del figlio

      La durata del congedo per malattia del figlio varia in base all’età del bambino. Ecco le regole per il 2026:

      Figlio fino a 3 anni di età:

      • Ciascun genitore può assentarsi senza limiti di giorni
      • Il congedo copre l’intera durata della malattia, anche se prolungata
      • I due genitori possono alternarsi (non contemporaneamente)

      Figlio tra 3 e 8 anni di età:

      • Ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi all’anno
      • Il limite è individuale: 5 giorni per la madre + 5 giorni per il padre = 10 giorni totali per il nucleo
      • I giorni non utilizzati non sono cumulabili con l’anno successivo

      Figlio oltre 8 anni: il diritto al congedo per malattia del figlio non è più previsto dalla legge. Per figli con disabilità grave, però, restano disponibili i permessi previsti dalla Legge 104/1992.

      Retribuzione e contributi figurativi

      Il congedo per malattia del figlio è non retribuito per legge. Questo significa che durante i giorni di assenza il genitore non percepisce lo stipendio. Tuttavia, alcuni contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono trattamenti migliorativi: verifica sempre il tuo contratto di lavoro.

      Per quanto riguarda i contributi previdenziali, la normativa prevede:

      • Figlio fino a 3 anni: i periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa piena, cioè contano interamente ai fini della pensione
      • Figlio tra 3 e 8 anni: la copertura contributiva è ridotta, con un valore convenzionale pari al 200% dell’assegno sociale

      I contributi figurativi sono fondamentali per non avere “buchi” nella carriera contributiva. Se hai dubbi sulla tua situazione previdenziale, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare l’estratto conto contributivo INPS.

      Come richiedere il congedo: certificato pediatra

      Per usufruire del congedo per malattia del figlio, il genitore deve seguire questa procedura:

      1. Certificato del pediatra: il medico curante del bambino (o il pediatra di libera scelta) deve rilasciare un certificato di malattia, preferibilmente in formato telematico, inviandolo direttamente all’INPS
      2. Comunicazione al datore di lavoro: il genitore deve informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, indicando il nome e la data di nascita del figlio malato
      3. Dichiarazione sostitutiva: è necessaria un’autocertificazione in cui il genitore dichiara che l’altro genitore non sta usufruendo contemporaneamente del congedo per lo stesso figlio

      Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se la documentazione è corretta. Non è necessaria la domanda INPS online, poiché il congedo per malattia del figlio è gestito direttamente tra lavoratore e datore di lavoro (l’INPS non eroga indennità, trattandosi di congedo non retribuito).

      Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio

      Il 2026 porta alcune novità importanti per i genitori lavoratori:

      • Certificato medico telematico obbligatorio: dal 2026 il certificato di malattia del figlio deve essere trasmesso in formato elettronico dal pediatra, come già avviene per la malattia del lavoratore. Questo semplifica la procedura ed elimina la necessità di consegnare il certificato cartaceo
      • Estensione CCNL: diversi contratti collettivi rinnovati nel 2025-2026 hanno introdotto la retribuzione parziale (dal 30% al 50%) per i primi giorni di congedo malattia figlio. Verifica il tuo CCNL di riferimento
      • Compatibilità con lo smart working: alcune interpretazioni INPS hanno chiarito che il genitore può richiedere il congedo anche se lavora in smart working, poiché l’assistenza al figlio malato richiede attenzione dedicata

      In ambito parlamentare si discute anche una proposta di legge per estendere il congedo retribuito fino a 3 giorni l’anno per i figli fino a 14 anni, ma al momento non è ancora stata approvata.

      Differenze con i permessi Legge 104

      È importante non confondere il congedo per malattia del figlio con i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Ecco le principali differenze:

      • Congedo malattia figlio: si applica a qualsiasi malattia del bambino (influenza, varicella, bronchite), non serve la certificazione di handicap grave, valido fino a 8 anni del figlio
      • Permessi Legge 104: si applicano solo in caso di handicap grave certificato (art. 3 comma 3), prevedono 3 giorni al mese retribuiti, senza limiti di età del figlio
      • Congedo straordinario Legge 104: fino a 2 anni retribuiti nella vita lavorativa, ma solo per assistenza a familiari con handicap grave

      I due istituti non si escludono a vicenda: un genitore di figlio con disabilità grave può usufruire sia dei permessi Legge 104 sia del congedo per malattia del figlio, a seconda della situazione specifica.

      Congedo malattia figlio e congedo parentale

      Il congedo per malattia del figlio è completamente indipendente dal congedo parentale. Ciò significa che un genitore può usufruire di entrambi nello stesso anno, senza che i giorni dell’uno si sottraggano all’altro.

      Ad esempio, una madre che ha già utilizzato 3 mesi di congedo parentale può comunque prendere il congedo per malattia del figlio quando il bambino si ammala. Allo stesso modo, il padre che ha usato i 10 giorni di congedo di paternità e parte del congedo parentale mantiene intatto il diritto al congedo malattia figlio.

      Le detrazioni per figli a carico non vengono influenzate dall’utilizzo del congedo. Chi percepisce il bonus mamme mantiene il diritto anche durante i periodi di assenza per malattia del figlio.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sul congedo malattia figlio

      Il congedo per malattia del figlio spetta anche ai genitori adottivi?

      Sì, il congedo spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari. L’età di riferimento è sempre quella anagrafica del bambino, non quella dell’ingresso in famiglia.

      Posso prendere il congedo se mio figlio ha il raffreddore?

      Sì, la legge non distingue tra malattie gravi e lievi. Qualsiasi patologia certificata dal pediatra dà diritto al congedo. Anche un semplice raffreddore, se certificato, consente l’assenza dal lavoro.

      Il datore di lavoro può chiedermi di recuperare i giorni?

      No. Il congedo per malattia del figlio è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro non può chiederti di recuperare i giorni, né di lavorare da casa durante il congedo, né di usare ferie o permessi al posto del congedo.

      Cosa succede se entrambi i genitori lavorano per lo stesso datore?

      Anche in questo caso, entrambi hanno diritto al congedo, ma non possono usufruirne contemporaneamente per lo stesso figlio. Il datore di lavoro deve rispettare il diritto di ciascun genitore singolarmente.

      Hai bisogno di aiuto con il congedo per malattia del figlio?

      Il congedo per malattia del figlio è un diritto fondamentale per ogni genitore lavoratore. Se hai dubbi sulla durata, sulla retribuzione prevista dal tuo CCNL o sulla procedura da seguire, il CAF Centro Fiscale di Udine può fornirti assistenza personalizzata. Possiamo anche aiutarti a verificare i tuoi contributi figurativi e la tua situazione previdenziale complessiva.

      Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

      I nostri operatori possono aiutarti con i congedi, il congedo parentale, i contributi figurativi e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

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      Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-02 09:00:002026-05-31 17:58:24Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità
      CAF

      Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS

      congedo parentale 2025

      Il congedo di paternità 2026 rappresenta un diritto fondamentale per i neo-papà che vogliono essere presenti nei primi momenti di vita del proprio figlio. La normativa italiana, aggiornata con le disposizioni del D.Lgs. 105/2022, prevede 10 giorni obbligatori retribuiti al 100% più un giorno facoltativo alternativo alla madre. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere: quanti giorni spettano, quando usufruirne, come fare domanda all’INPS e quali sono le tutele previste dalla legge.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il congedo di paternità obbligatorio
      2. Quanti giorni spettano nel 2026
      3. Quando usufruirne: tempistiche e scadenze
      4. Come fare domanda INPS online
      5. Retribuzione e contributi durante il congedo
      6. Congedo di paternità e adozione
      7. Cumulabilità con il congedo parentale
      8. Sanzioni per il datore di lavoro
      9. Domande frequenti

      Cos’è il congedo di paternità obbligatorio

      Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che diventano padri. A differenza del congedo parentale, che è facoltativo e condiviso tra i genitori, il congedo di paternità è un obbligo di legge: il padre deve usufruirne, e il datore di lavoro non può impedirlo.

      Introdotto in via sperimentale nel 2013 con un solo giorno, il congedo è stato progressivamente ampliato fino a raggiungere i 10 giorni obbligatori attuali, resi strutturali dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva europea 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

      Quanti giorni spettano nel 2026

      Nel 2026 i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a:

      • 10 giorni obbligatori di congedo (anche non continuativi), retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera
      • 1 giorno facoltativo aggiuntivo, utilizzabile in alternativa a un giorno di congedo di maternità della madre (previo accordo con la madre e rinuncia da parte sua)
      • In caso di parto gemellare, i giorni obbligatori raddoppiano a 20 giorni

      I 10 giorni sono lavorativi, quindi esclusi sabato, domenica e festivi. Possono essere fruiti anche in modo frazionato, cioè non necessariamente tutti di seguito. Ad esempio, un padre potrebbe prendere 5 giorni alla nascita e 5 giorni nelle settimane successive, purché rientri nei limiti temporali previsti.

      Quando usufruirne: tempistiche e scadenze

      Il congedo di paternità obbligatorio può essere utilizzato in un arco temporale ben preciso:

      • Da 2 mesi prima della data presunta del parto
      • Fino a 5 mesi dopo la nascita del figlio

      Questo significa che il padre può iniziare a usufruire del congedo già nelle ultime settimane di gravidanza della partner, ad esempio per accompagnarla alle visite mediche o prepararsi all’arrivo del bambino. La flessibilità consente di organizzarsi al meglio con il proprio datore di lavoro.

      Attenzione: il padre deve comunicare al datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo casi di urgenza legati al parto anticipato. La comunicazione deve avvenire in forma scritta, anche tramite email.

      Come fare domanda INPS online

      La procedura per richiedere il congedo di paternità 2026 dipende dalla tipologia di rapporto lavorativo:

      Per i dipendenti del settore privato:

      1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
      2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Congedo di paternità”
      3. Compila la domanda online indicando le date di fruizione
      4. Allega il certificato di nascita o la data presunta del parto
      5. Invia la domanda e conserva la ricevuta

      Per i dipendenti pubblici: la domanda va presentata direttamente al proprio ente datore di lavoro, che provvede al pagamento dell’indennità in busta paga. Non serve la domanda INPS.

      In alternativa alla procedura online, puoi presentare la domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure rivolgendoti a un patronato o CAF di fiducia come il CAF Centro Fiscale di Udine, che può assisterti gratuitamente nell’invio della pratica.

      Retribuzione e contributi durante il congedo

      Uno degli aspetti più importanti del congedo di paternità riguarda la retribuzione. Ecco come funziona:

      • I 10 giorni obbligatori sono retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera. L’indennità è a carico dell’INPS (anticipata dal datore di lavoro in busta paga)
      • Il giorno facoltativo è anch’esso retribuito al 100%, ma solo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo di maternità
      • I giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, quindi contano ai fini pensionistici
      • Il congedo è compatibile con il bonus mamme e con il bonus nido

      In pratica, il padre non subisce alcuna decurtazione dello stipendio durante i giorni di congedo. Inoltre, il periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio, delle ferie e della tredicesima mensilità.

      Congedo di paternità e adozione

      Il diritto al congedo di paternità obbligatorio non si limita ai padri biologici. I 10 giorni obbligatori spettano anche in caso di:

      • Adozione nazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in famiglia
      • Adozione internazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in Italia
      • Affidamento preadottivo: stesse regole dell’adozione

      La finestra temporale resta di 5 mesi dall’evento (ingresso in famiglia o in Italia). La domanda INPS segue la stessa procedura, con l’aggiunta della documentazione relativa al provvedimento di adozione o affidamento emesso dal Tribunale per i Minorenni.

      Cumulabilità con il congedo parentale

      Una domanda molto frequente riguarda la possibilità di cumulare il congedo di paternità con il congedo parentale. La risposta è sì: i due istituti sono completamente indipendenti e cumulabili.

      Ecco le differenze principali:

      • Congedo di paternità: 10 giorni obbligatori, retribuiti al 100%, nei primi 5 mesi dalla nascita
      • Congedo parentale: fino a 6 mesi per il padre (massimo 10 mesi totali tra i due genitori, elevabili a 11 se il padre ne usa almeno 3), con indennità all’80% per i primi 2 mesi e al 30% per i successivi

      Un padre può quindi usufruire prima dei 10 giorni di congedo obbligatorio e poi, successivamente, richiedere il congedo parentale per un periodo più lungo. Le detrazioni per figli a carico restano valide durante entrambi i periodi di assenza.

      Sanzioni per il datore di lavoro

      Il congedo di paternità è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro che impedisce, ostacola o rifiuta la fruizione del congedo commette un illecito sanzionabile. Le conseguenze sono:

      • Sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro per ogni violazione
      • Impossibilità di ottenere la certificazione di parità di genere, sempre più richiesta per accedere a sgravi contributivi e punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici
      • Nullità del licenziamento: il padre è protetto dal licenziamento durante il congedo e fino a un anno dalla nascita del figlio

      Se il tuo datore di lavoro ti nega il congedo o ti penalizza per averlo richiesto, puoi rivolgerti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro o a un patronato per far valere i tuoi diritti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può indirizzarti verso il supporto legale appropriato.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sul congedo di paternità 2026

      Il congedo di paternità è obbligatorio anche per i liberi professionisti?

      No, il congedo obbligatorio riguarda solo i lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I liberi professionisti e le partite IVA possono però richiedere l’indennità di paternità alla propria cassa previdenziale, con regole specifiche per ogni ordine professionale.

      Posso usare i 10 giorni anche se lavoro part-time?

      Sì. Il congedo di paternità spetta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (tempo pieno, part-time, determinato o indeterminato). L’indennità sarà calcolata in proporzione alla retribuzione giornaliera effettiva.

      Cosa succede se il figlio nasce prematuro?

      In caso di parto prematuro, i 10 giorni decorrono dalla data effettiva di nascita. Il padre ha comunque 5 mesi di tempo dalla nascita per usufruirne. Non è necessario ricalcolare le date rispetto a quelle presunte.

      Il congedo di paternità si può frazionare in ore?

      No, il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito solo a giornate intere. Non è possibile il frazionamento orario. Tuttavia, i giorni possono essere non consecutivi.

      Il congedo spetta anche in caso di aborto spontaneo?

      Il congedo di paternità spetta se l’interruzione avviene dopo il 180° giorno di gestazione, poiché dal punto di vista normativo si considera come parto a tutti gli effetti.

      Hai bisogno di assistenza per il congedo di paternità?

      Il congedo di paternità 2026 è un diritto importante che ogni neo-papà dovrebbe conoscere e utilizzare. Che tu debba fare domanda all’INPS, chiarire i tuoi diritti con il datore di lavoro o capire come combinarlo con il congedo parentale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

      Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

      I nostri operatori possono aiutarti con la domanda INPS per il congedo di paternità, il congedo parentale e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

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      Oppure chiamaci al 0432 1638640
      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 09:00:002026-05-31 17:59:07Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS
      CAF

      Congedo Matrimoniale 2026: A Chi Spetta, Durata e Retribuzione

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Il congedo matrimoniale è un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti italiani che si sposano o contraggono un’unione civile. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, pensato per permettere al lavoratore di vivere serenamente il momento del matrimonio e i primi giorni di vita coniugale. In questa guida aggiornata al 2026 scoprirai a chi spetta, quanto dura, come è retribuito e quali documenti servono per richiederlo. Se stai pianificando il tuo matrimonio e vuoi conoscere anche gli altri congedi disponibili, consulta la nostra guida sul congedo parentale 2026.

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il congedo matrimoniale
      2. Durata: 15 giorni calendario
      3. Retribuzione durante il congedo
      4. Come richiedere il congedo matrimoniale
      5. Documentazione necessaria
      6. Congedo matrimoniale e unioni civili
      7. CCNL e differenze settoriali
      8. Domande frequenti

      Cos’è il congedo matrimoniale

      Il congedo matrimoniale è un periodo di assenza dal lavoro retribuita al 100% che spetta al lavoratore dipendente in occasione del matrimonio civile o religioso (con effetti civili). È un diritto previsto dalla legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), e non può essere negato dal datore di lavoro.

      Il congedo si applica a:

      • Lavoratori dipendenti del settore privato (operai, impiegati, quadri e dirigenti)
      • Dipendenti pubblici (statali, enti locali, sanità)
      • Lavoratori con contratto a tempo determinato (in proporzione alla durata del contratto, secondo il CCNL)
      • Apprendisti

      Non spetta invece ai lavoratori autonomi con partita IVA, ai collaboratori occasionali e ai liberi professionisti, che non hanno un rapporto di lavoro subordinato.

      Durata: 15 giorni calendario

      La durata standard del congedo matrimoniale è di 15 giorni consecutivi di calendario. Questo significa che nel conteggio rientrano anche i sabati, le domeniche e gli eventuali giorni festivi. Non è possibile frazionare il congedo: deve essere fruito in un unico periodo continuativo.

      Punti chiave sulla durata:

      • 15 giorni di calendario (non lavorativi)
      • Decorrono dal giorno del matrimonio o dal giorno successivo, a seconda del CCNL
      • Il congedo deve essere fruito entro 30 giorni dalla data del matrimonio (salvo diversa previsione contrattuale)
      • Non è frazionabile: va preso in blocco
      • Nel settore pubblico la durata può variare (in genere sempre 15 giorni)

      Ad esempio, se Marco si sposa sabato 10 maggio 2026, il suo congedo matrimoniale decorre da lunedì 12 maggio e termina domenica 25 maggio (15 giorni di calendario dal giorno successivo al matrimonio). Tornerà al lavoro lunedì 26 maggio.

      Retribuzione durante il congedo matrimoniale

      Il congedo matrimoniale è retribuito al 100% della normale retribuzione. Il lavoratore non subisce alcuna perdita economica durante il periodo di assenza.

      Chi paga il congedo matrimoniale:

      • Settore privato (impiegati): il datore di lavoro paga l’intera retribuzione
      • Settore privato (operai): l’INPS corrisponde un’assegno per congedo matrimoniale pari a 7 giorni di retribuzione, il datore di lavoro integra i restanti 8 giorni (la suddivisione varia per CCNL)
      • Settore pubblico: l’amministrazione paga l’intera retribuzione

      Per gli operai del settore privato, l’assegno INPS viene anticipato dal datore di lavoro in busta paga e poi conguagliato con i contributi. Il lavoratore non deve fare alcuna richiesta diretta all’INPS: è il datore di lavoro a gestire la pratica.

      I giorni di congedo matrimoniale sono coperti da contribuzione piena ai fini pensionistici, quindi non penalizzano il calcolo della pensione futura.

      Come richiedere il congedo matrimoniale

      La procedura per richiedere il congedo matrimoniale è semplice. Ecco i passaggi:

      1. Comunicazione al datore di lavoro: informa il tuo datore di lavoro con un preavviso minimo di 6 giorni (salvo diversa indicazione del CCNL). Alcuni contratti richiedono 10-15 giorni di preavviso
      2. Richiesta scritta: presenta una richiesta formale (via email, lettera o sistema aziendale) indicando le date di inizio e fine del congedo
      3. Documentazione: dopo il matrimonio, consegna il certificato di matrimonio o l’autocertificazione al datore di lavoro

      Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo matrimoniale: è un diritto del lavoratore. Può però concordare con il dipendente la data di inizio, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’azienda, purché il congedo sia fruito entro 30 giorni dal matrimonio.

      Documentazione necessaria

      Per usufruire del congedo matrimoniale, il lavoratore deve presentare:

      • Prima del congedo: richiesta scritta con data del matrimonio e periodo di assenza desiderato
      • Dopo il congedo: certificato di matrimonio rilasciato dal Comune (o certificato di celebrazione rilasciato dalla parrocchia per il matrimonio concordatario), oppure autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000
      • Per gli operai: il datore di lavoro potrebbe richiedere ulteriore documentazione per la richiesta dell’assegno INPS

      Il certificato di matrimonio va consegnato generalmente entro 60 giorni dalla celebrazione. Se non viene presentato, il datore di lavoro potrebbe richiedere la restituzione della retribuzione percepita durante il congedo.

      Congedo matrimoniale e unioni civili

      Dal 2016, con l’entrata in vigore della Legge 76/2016 (cosiddetta Legge Cirinnà), il congedo matrimoniale spetta anche in caso di unione civile tra persone dello stesso sesso. I diritti sono identici a quelli previsti per il matrimonio:

      • Stessa durata: 15 giorni di calendario
      • Stessa retribuzione: 100% dello stipendio
      • Stessa documentazione: certificato di unione civile rilasciato dal Comune
      • Stesse tutele: il datore di lavoro non può rifiutare il congedo

      La giurisprudenza e le circolari INPS hanno confermato che l’unione civile è equiparata al matrimonio per quanto riguarda tutti i diritti legati al rapporto di lavoro, compresi i congedi parentali e le agevolazioni fiscali indicate nel modello 730.

      CCNL e differenze settoriali

      Sebbene la durata di base del congedo matrimoniale sia di 15 giorni, i singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) possono prevedere condizioni migliorative. Ecco le principali differenze:

      • CCNL Commercio e Terziario: 15 giorni di calendario consecutivi, retribuzione a carico del datore di lavoro per impiegati, con integrazione INPS per operai
      • CCNL Metalmeccanico: 15 giorni di calendario (incluse festività), con specifiche sulla decorrenza dal giorno del matrimonio
      • CCNL Turismo e Pubblici Esercizi: 15 giorni, con possibilità di accordo individuale sulla data di fruizione
      • CCNL Edilizia: 15 giorni di calendario, con assegno INPS per gli operai di 7 giorni
      • Dipendenti pubblici (CCNL Comparto Funzioni Centrali/Locali): 15 giorni consecutivi di calendario

      È sempre consigliabile verificare il proprio CCNL per conoscere le condizioni esatte applicabili. Se non sei sicuro di quale contratto si applichi al tuo rapporto di lavoro, puoi verificarlo sulla busta paga o chiedere all’ufficio del personale.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

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      Domande frequenti sul congedo matrimoniale

      Il congedo matrimoniale si può cumulare con le ferie?

      Sì. Il congedo matrimoniale è un istituto autonomo rispetto alle ferie. Puoi attaccare le ferie al congedo matrimoniale per prolungare il periodo di assenza. Ad esempio, se hai 15 giorni di congedo e 10 giorni di ferie disponibili, puoi prendere 25 giorni consecutivi.

      Il congedo matrimoniale spetta anche per il matrimonio religioso senza effetti civili?

      No. Il congedo matrimoniale spetta solo per il matrimonio con effetti civili: matrimonio civile celebrato in Comune o matrimonio concordatario (religioso con trascrizione civile). Un matrimonio esclusivamente religioso senza trascrizione non dà diritto al congedo.

      Cosa succede se mi ammalo durante il congedo matrimoniale?

      La malattia che interviene durante il congedo matrimoniale non sospende e non interrompe il congedo. I 15 giorni continuano a decorrere normalmente. Questa è una differenza rispetto alle ferie, che invece vengono sospese in caso di malattia.

      Il congedo matrimoniale è obbligatorio?

      No, è un diritto del lavoratore, non un obbligo. Puoi scegliere di non usufruirne o di prenderlo solo parzialmente (anche se la maggior parte dei CCNL prevede la fruizione in blocco). Se non lo prendi, però, perdi il diritto: non è possibile convertirlo in denaro o in ferie.


      Hai domande sul congedo matrimoniale?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione dei tuoi diritti lavorativi. I nostri operatori possono aiutarti a verificare il tuo CCNL, calcolare la retribuzione spettante e assisterti con la documentazione necessaria.

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        Aprile 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-30 09:00:002026-05-31 17:12:18Congedo Matrimoniale 2026: A Chi Spetta, Durata e Retribuzione
        CAF

        Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione

        congedo parentale 2025

        Il congedo parentale 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione dei genitori lavoratori dipendenti in Italia. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto sia alla madre che al padre, per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la normativa è stata ulteriormente potenziata: la retribuzione all’80% è stata confermata per 3 mesi e il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni. In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere su durata, retribuzione, come fare domanda all’INPS e le differenze con il congedo obbligatorio di maternità e paternità.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto
        2. Durata del congedo parentale 2026
        3. Retribuzione del congedo parentale: quanto si prende
        4. Novità congedo parentale 2026
        5. Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%
        6. Congedo obbligatorio di paternità: 10 giorni al 100%
        7. Come fare domanda di congedo parentale INPS online
        8. Congedo parentale a ore: come funziona
        9. Impatto sui contributi pensionistici
        10. Tabella riepilogativa durata e retribuzione
        11. Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale
        12. FAQ sul congedo parentale 2026

        Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto

        Il congedo parentale (noto anche come “astensione facoltativa”) è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio. A differenza del congedo obbligatorio di maternità, che è un obbligo di legge, il congedo parentale è una scelta volontaria del genitore.

        La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni per ampliare le tutele.

        Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

        Hanno diritto al congedo parentale:

        • Lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato)
        • Madri e padri, anche contemporaneamente
        • Genitori adottivi e affidatari
        • Lavoratori agricoli a tempo determinato (con requisiti specifici)

        Non hanno diritto al congedo parentale i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA, per i quali esistono tutele diverse e più limitate previste dalla propria cassa previdenziale.

        Il congedo può essere fruito per ogni figlio fino al compimento dei 12 anni di età (o fino a 14 anni per la parte non retribuita, come vedremo più avanti con le novità 2026).

        Durata del congedo parentale 2026: quanti mesi spettano

        La durata del congedo parentale 2026 segue regole precise che è importante conoscere per pianificare al meglio l’assenza dal lavoro. Il periodo complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi in una condizione particolare.

        Ripartizione tra madre e padre

        Ecco come si suddivide il congedo parentale tra i due genitori:

        • Madre: massimo 6 mesi (continuativi o frazionati)
        • Padre: massimo 6 mesi (elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3)
        • Totale tra i due genitori: massimo 10 mesi (elevabili a 11)
        • Genitore solo: massimo 10 mesi

        Quando si arriva a 11 mesi? Se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi, il limite massimo complessivo dei genitori è elevato a 11 mesi. Questa norma è pensata per incentivare la partecipazione attiva dei padri alla cura dei figli.

        Ad esempio, immagina che Marco e Laura abbiano un figlio di 2 anni. Laura ha già usato 5 mesi di congedo parentale. Marco decide di prendere 4 mesi. In questo caso, avendo Marco superato i 3 mesi, il tetto complessivo sale da 10 a 11 mesi, e la coppia può usufruire di tutti i 9 mesi (5+4) senza problemi.

        Retribuzione del congedo parentale 2026: quanto si prende

        La retribuzione durante il congedo parentale è una delle domande più frequenti tra i genitori. Nel 2026 il sistema prevede tre fasce di indennità, pagate dall’INPS:

        Le tre fasce di indennità

        1. 3 mesi all’80% della retribuzione – Si tratta di un mese spettante alla madre (non trasferibile) + un mese spettante al padre (non trasferibile) + un ulteriore mese spettante a uno dei due genitori (trasferibile). Questi 3 mesi all’80% sono la grande novità confermata per il 2026.
        2. 6 mesi al 30% della retribuzione – I restanti mesi di congedo (fino al nono mese indennizzabile complessivo tra i genitori) sono retribuiti al 30%, ma solo fino ai 12 anni del bambino.
        3. Mesi restanti senza retribuzione – Eventuali mesi residui (fino al tetto di 10/11 mesi totali) non sono retribuiti, a meno che il reddito individuale del genitore non sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

        In pratica, se il tuo stipendio netto mensile è di 1.500 euro, durante i primi 3 mesi di congedo parentale riceverai circa 1.200 euro al mese (80%), mentre nei successivi mesi al 30% riceverai circa 450 euro al mese.

        Come si calcola la retribuzione

        L’indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l’inizio del congedo. Il calcolo include:

        • Retribuzione base
        • Contingenza e scatti di anzianità
        • Ratei di tredicesima e quattordicesima
        • Esclusi: straordinari, premi variabili, indennità occasionali

        Novità congedo parentale 2026: cosa cambia

        La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il congedo parentale, potenziando le tutele economiche per i genitori lavoratori. Ecco le principali modifiche rispetto al 2025:

        Conferma dei 3 mesi all’80%

        La misura introdotta sperimentalmente nel 2024 è stata resa strutturale. I 3 mesi retribuiti all’80% (invece del 30%) sono ora una garanzia permanente, non più soggetta a rinnovo annuale. Questo significa un aumento significativo dell’indennità per le famiglie: su uno stipendio medio di 1.800 euro lordi, la differenza tra 80% e 30% è di circa 900 euro al mese.

        Estensione fino a 14 anni del figlio

        Una delle novità più rilevanti del 2026 riguarda l’ampliamento della finestra temporale. Il congedo parentale non retribuito è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio (in precedenza il limite era 12 anni). Questo permette ai genitori di poter contare su periodi di astensione anche quando i figli sono più grandi, ad esempio durante l’adolescenza.

        Attenzione però: la parte retribuita (all’80% e al 30%) resta fruibile solo entro i 12 anni del bambino. L’estensione a 14 anni riguarda esclusivamente il periodo non indennizzato.

        Riepilogo novità 2026

        • 3 mesi all’80% resi strutturali (non più sperimentali)
        • Estensione a 14 anni per la parte non retribuita
        • Congedo di paternità obbligatorio confermato a 10 giorni al 100%
        • Semplificazione della domanda online INPS
        • Maggiore flessibilità nella fruizione a ore

        Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%

        Prima di approfondire il congedo parentale (facoltativo), è fondamentale distinguerlo dal congedo obbligatorio di maternità, che è un diritto irrinunciabile della lavoratrice.

        Durata e modalità del congedo di maternità

        Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere fruito in due modalità:

        • Formula tradizionale (2+3): 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo il parto
        • Flessibilità (1+4): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto (serve certificato medico che attesti l’assenza di rischi)
        • Opzione post-parto (0+5): tutti i 5 mesi dopo il parto (introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, serve certificato medico)

        Retribuzione del congedo di maternità

        Durante il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice riceve un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100%, quindi è importante verificare cosa prevede il proprio contratto.

        Chi ha diritto anche al bonus mamme lavoratrici può beneficiare di un ulteriore supporto economico durante questo periodo.

        Congedo obbligatorio di paternità 2026: 10 giorni al 100%

        Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto relativamente recente, reso strutturale dal 2022. Nel 2026 le regole sono confermate e rafforzate.

        Come funziona il congedo di paternità

        • Durata: 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare)
        • Retribuzione: 100% della retribuzione
        • Quando: può essere fruito dai 2 mesi prima del parto fino ai 5 mesi successivi
        • Modalità: anche in modo non continuativo
        • Compatibilità: può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre

        Il congedo di paternità è obbligatorio: il datore di lavoro non può negarlo e il padre è tenuto a fruirne. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

        Questo congedo è indipendente dal congedo parentale facoltativo: i 10 giorni obbligatori non si scalano dai mesi di congedo parentale. Pertanto, un padre può usufruire di 10 giorni obbligatori + fino a 6 mesi (o 7) di congedo parentale facoltativo.

        Come fare domanda di congedo parentale INPS online

        La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se presenti la domanda in ritardo, i giorni precedenti alla richiesta non saranno indennizzati.

        Procedura online sul portale INPS

        1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
        2. Cerca il servizio “Domanda di congedo parentale”
        3. Seleziona “Congedo parentale” nella tipologia di domanda
        4. Inserisci i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale)
        5. Indica il periodo richiesto (data inizio e data fine)
        6. Specifica se vuoi il congedo a giornate intere o a ore
        7. Allega eventuale documentazione richiesta
        8. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

        Canali alternativi per la domanda

        Se non riesci a presentare la domanda online, puoi rivolgerti a:

        • Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
        • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente, assistendoti nella compilazione e nel controllo di tutta la documentazione necessaria

        Documenti necessari

        • SPID, CIE o CNS per l’accesso
        • Codice fiscale del figlio
        • Certificato di nascita o riconoscimento del figlio
        • Dichiarazione del datore di lavoro (per alcune tipologie contrattuali)
        • In caso di adozione: provvedimento di adozione o affidamento

        Congedo parentale a ore: come funziona

        Dal 2015, i genitori possono fruire del congedo parentale anche su base oraria, non solo a giornate intere. Questa modalità offre una flessibilità preziosa per chi vuole conciliare lavoro e cura dei figli senza rinunciare del tutto alla retribuzione.

        Regole del congedo a ore

        • Misura minima: il congedo a ore spetta nella misura del 50% dell’orario giornaliero, salvo diverse previsioni del CCNL
        • Non frazionabile ulteriormente: non puoi chiedere, ad esempio, solo 1 ora se il tuo orario è di 8 ore (il minimo è 4 ore in quel caso)
        • Non cumulabile: nello stesso giorno non puoi cumulare congedo parentale a ore con permessi per allattamento o altri riposi
        • Retribuzione: segue le stesse regole del congedo a giornate (80% o 30% a seconda del mese utilizzato)

        Il congedo a ore è particolarmente utile per chi lavora part-time o per chi vuole mantenere un collegamento con l’ambiente lavorativo pur dedicando più tempo al figlio.

        Per la domanda online, nella procedura INPS selezionerai la voce “Fruizione a ore” e indicherai le ore giornaliere di congedo richieste.

        Impatto del congedo parentale sui contributi pensionistici

        Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i genitori è l’effetto del congedo parentale sulla futura pensione. Ecco cosa succede ai contributi previdenziali durante i periodi di astensione:

        Copertura contributiva durante il congedo

        • Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi): copertura contributiva piena al 100% con contributi figurativi. Non c’è nessun impatto negativo sulla pensione.
        • Congedo parentale retribuito (fino a 9 mesi): i periodi retribuiti (all’80% o al 30%) sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla retribuzione convenzionale (pari al 200% dell’assegno sociale). Questo significa che i contributi versati saranno inferiori a quelli normali, ma comunque validi per il diritto e il calcolo della pensione.
        • Congedo parentale non retribuito: i periodi non retribuiti sono coperti da contributi figurativi solo fino al sesto anno di vita del bambino. Dopo questa età, il periodo non è coperto automaticamente.

        Come recuperare i contributi mancanti

        Se hai periodi scoperti, puoi ricorrere al riscatto o alla contribuzione volontaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la tua situazione contributiva e valutare se conviene procedere con il riscatto dei periodi non coperti. Puoi approfondire il tema nella nostra guida alle pensioni 2026.

        Tabella riepilogativa durata e retribuzione congedo parentale 2026

        Per avere un quadro chiaro e immediato di tutte le tipologie di congedo a disposizione dei genitori nel 2026, ecco la tabella riepilogativa completa:

        Tipologia di congedoDurataRetribuzioneEtà massima figlioChi ne ha diritto
        Congedo obbligatorio maternità5 mesi80% (spesso integrato al 100% dal CCNL)Dalla nascitaMadre lavoratrice dipendente
        Congedo obbligatorio paternità10 giorni (20 per gemelli)100%Entro 5 mesi dalla nascitaPadre lavoratore dipendente
        Congedo parentale – 3 mesi all’80%3 mesi (1 madre + 1 padre + 1 alternativo)80%Entro 12 anniEntrambi i genitori
        Congedo parentale – al 30%Fino a 6 mesi aggiuntivi (tot. 9 mesi indennizzabili)30%Entro 12 anniEntrambi i genitori
        Congedo parentale – non retribuitoMesi residui fino a 10/11 totali0% (salvo basso reddito)Entro 14 anni (novità 2026)Entrambi i genitori

        Nota importante: i mesi indicati si intendono come tetto complessivo tra entrambi i genitori. Ad esempio, se la madre usa 6 mesi di congedo parentale, il padre potrà usarne al massimo 4 (per arrivare al tetto di 10), oppure 5 se ha già usato almeno 3 mesi propri (tetto elevato a 11).

        Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale

        Molti genitori confondono il congedo di maternità con il congedo parentale. Si tratta di due istituti diversi, con regole distinte:

        CaratteristicaCongedo di maternitàCongedo parentale
        NaturaObbligatorioFacoltativo
        Chi ne fruisceSolo la madreMadre e/o padre
        Durata5 mesiFino a 10/11 mesi (totale genitori)
        Retribuzione80% (spesso 100% con CCNL)80% (3 mesi), 30% (6 mesi), 0%
        QuandoPrima e dopo il partoDopo il congedo obbligatorio, entro 12/14 anni
        DomandaObbligatoriaFacoltativa, su richiesta del genitore

        In sostanza, il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio intorno al parto, mentre il congedo parentale è un diritto facoltativo aggiuntivo che si può usare nei mesi e anni successivi. I due periodi si sommano: una madre può fruire di 5 mesi obbligatori + fino a 6 mesi di congedo parentale facoltativo.

        Se stai pianificando il ritorno al lavoro dopo la maternità, può essere utile anche valutare il bonus asilo nido 2026, che ti aiuta a coprire le spese per la cura del bambino quando riprendi l’attività lavorativa.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        FAQ sul congedo parentale 2026

        Il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi?

        Sì, il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. Il periodo decorre dalla data di ingresso del minore in famiglia (o in Italia, per le adozioni internazionali). Le regole sulla durata e sulla retribuzione sono le stesse dei genitori biologici.

        Posso prendere il congedo parentale se lavoro part-time?

        Sì, il diritto al congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti, inclusi quelli part-time. La retribuzione sarà calcolata proporzionalmente all’orario effettivo di lavoro. Se lavori 4 ore al giorno, il congedo a ore sarà di 2 ore (50% dell’orario).

        Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

        No. Il congedo parentale è un diritto soggettivo del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarlo né subordinarlo a esigenze aziendali. Deve però essere comunicato con un preavviso di almeno 5 giorni (o 2 giorni per il congedo a ore).

        Madre e padre possono prendere il congedo contemporaneamente?

        Sì, la legge consente ai genitori di fruire del congedo parentale nello stesso periodo. Entrambi possono assentarsi contemporaneamente dal lavoro, purché non venga superato il tetto complessivo di 10 mesi (o 11). Questa possibilità è particolarmente utile nei primi mesi di vita del bambino.

        Come si calcolano i 3 mesi all’80%?

        I 3 mesi all’80% sono così ripartiti: 1 mese è riservato alla madre (non trasferibile al padre), 1 mese è riservato al padre (non trasferibile alla madre), e il terzo mese può essere usato da uno dei due genitori in alternativa. Se il padre non usa il suo mese riservato, quel mese non passa alla madre e viceversa.

        Quanto tempo prima devo fare domanda all’INPS?

        La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo. Non c’è un termine minimo di legge, ma è consigliabile presentarla con almeno 15-30 giorni di anticipo per evitare ritardi nella lavorazione. Ricorda che i giorni di congedo fruiti prima della presentazione della domanda non vengono indennizzati.


        Hai bisogno di assistenza per il congedo parentale?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di congedo parentale all’INPS, il calcolo della retribuzione spettante e la verifica dei tuoi diritti. I nostri operatori di patronato sono specializzati in tutele per la maternità e paternità e possono seguirti in ogni passaggio.

        Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

        Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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          CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.com

          Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 09:00:002026-05-31 16:16:09Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione
          MATERNITA', PATRONATO

          Congedo Parentale: Guida Pratica alla Domanda INPS 2026

          congedo parentale 2025

          Il congedo parentale rappresenta un diritto fondamentale per i genitori lavoratori che desiderano dedicare tempo alla cura dei propri figli nei primi anni di vita. La domanda INPS per il congedo parentale è oggi completamente telematica e richiede la conoscenza di requisiti, tempistiche e percentuali di indennità per essere gestita correttamente. In questa guida completa analizziamo come presentare la domanda di congedo parentale, quali sono i requisiti INPS 2026, la durata massima e le percentuali di indennità spettanti.

          Che tu sia madre lavoratrice dipendente, padre, genitore autonomo o genitore single, capire il funzionamento del congedo parentale INPS ti permette di pianificare al meglio il periodo di assenza dal lavoro senza rinunciare al sostegno economico previsto dalla legge.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il congedo parentale e a chi spetta
          2. Durata del congedo parentale 2026
          3. Indennità INPS: percentuali e calcolo
          4. Requisiti per richiedere il congedo parentale
          5. Come fare domanda INPS: procedura passo-passo
          6. Documenti necessari per la domanda
          7. Tempi di risposta INPS e pagamento
          8. Congedo parentale frazionato: come funziona
          9. Casi particolari: genitori single, adozione, affidamento
          10. Differenze con congedo di maternità e paternità obbligatorio

          Cos’è il Congedo Parentale e a Chi Spetta

          Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuto dalla legge italiana ai genitori lavoratori per prendersi cura dei figli durante i primi anni di vita. A differenza del congedo di maternità obbligatorio (5 mesi per la madre) e del congedo di paternità obbligatorio (10 giorni per il padre), il congedo parentale è facoltativo ma offre una indennità economica INPS calcolata sulla retribuzione.

          Hanno diritto al congedo parentale:

          • Madri lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato)
          • Padri lavoratori dipendenti
          • Genitori con contratti di lavoro subordinato (anche a tempo determinato)
          • Lavoratrici e lavoratori autonomi (con requisiti contributivi specifici)
          • Genitori adottivi o affidatari
          • Genitori single (con diritto cumulativo)

          Il congedo parentale INPS 2026 può essere utilizzato fino ai 12 anni di età del bambino, con modalità e indennità variabili in base all’età del figlio e ai mesi fruiti.

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          Durata del Congedo Parentale 2026

          La durata massima del congedo parentale varia in base al numero di genitori e alla loro situazione lavorativa. Ecco il riepilogo completo per il 2026:

          Durata per la Madre Lavoratrice Dipendente

          La madre lavoratrice dipendente ha diritto a un massimo di 6 mesi di congedo parentale, fruibili anche in modalità frazionata (giorni, settimane, mesi). Questo periodo è individuale e non trasferibile al padre.

          Durata per il Padre Lavoratore Dipendente

          Il padre lavoratore dipendente ha diritto a un massimo di 6 mesi di congedo parentale. Se il padre fruisce di almeno 3 mesi di congedo, il limite individuale sale a 7 mesi complessivi.

          Durata Complessiva per Coppia

          La durata massima complessiva di congedo parentale per entrambi i genitori (madre + padre) è pari a 10 mesi, che possono diventare 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi continuativi o frazionati.

          GenitoreDurata massima individualeNote
          Madre dipendente6 mesiNon trasferibili al padre
          Padre dipendente6 mesi (7 se ne usa almeno 3)Incremento a 7 mesi se fruisce di 3+ mesi
          Genitore unico10 mesi (11 in casi specifici)Cumulo madre + padre
          Limite coppia10-11 mesi totaliEntrambi i genitori insieme

          Importante: Il congedo parentale può essere fruito fino ai 12 anni di età del bambino, ma l’indennità economica INPS è riconosciuta solo per determinati periodi (vedi sezione successiva).

          Indennità INPS: Percentuali e Calcolo 2026

          L’indennità di congedo parentale INPS è una prestazione economica erogata mensilmente dall’INPS ai genitori che si assentano dal lavoro. Le percentuali di indennità variano in base all’età del bambino e ai mesi di congedo fruiti:

          Indennità all’80% della Retribuzione

          Per il 2026, l’INPS riconosce un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera per:

          • Primo mese di congedo parentale di ciascun genitore (entro i 6 anni del bambino)
          • Secondo mese di congedo parentale di ciascun genitore (entro i 6 anni del bambino)
          • Terzo mese di congedo parentale complessivo della coppia (anche se fruito da un solo genitore, entro i 6 anni del bambino)

          Esempio pratico: Maria e Giovanni sono genitori di un bambino di 2 anni. Maria fruisce di 2 mesi di congedo parentale e riceve l’80% della retribuzione per entrambi i mesi. Giovanni successivamente fruisce di 1 mese e riceve l’80%. Il totale dei 3 mesi indennizzati all’80% è esaurito.

          Indennità al 30% della Retribuzione

          Dopo aver esaurito i 3 mesi indennizzati all’80%, l’INPS eroga un’indennità pari al 30% della retribuzione media per:

          • Fino al compimento dei 6 anni di età del bambino
          • Tra i 6 e gli 8 anni di età, solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione (circa 15.300 euro lordi annui nel 2026)

          Nessuna Indennità dagli 8 ai 12 Anni

          Dal compimento degli 8 anni fino ai 12 anni del bambino, il congedo parentale può essere fruito ma senza indennità economica. Il genitore ha comunque diritto alla conservazione del posto di lavoro e al computo dell’anzianità di servizio.

          PeriodoIndennità INPSCondizioni
          Primi 3 mesi complessivi (0-6 anni)80% della retribuzionePrimo e secondo mese per genitore + terzo mese complessivo
          Dal 4° mese in poi (0-6 anni)30% della retribuzioneSenza limiti di reddito
          Tra 6 e 8 anni30% della retribuzioneSolo se reddito < 2,5 volte pensione minima
          Tra 8 e 12 anniNessuna indennitàSolo conservazione posto di lavoro

          Calcolo dell’Indennità INPS

          L’indennità di congedo parentale viene calcolata sulla base della retribuzione media giornaliera percepita nel mese precedente l’inizio del congedo. La formula è:

          Indennità giornaliera = (Retribuzione mensile lorda / Giorni retribuiti) × Percentuale (80% o 30%)

          Esempio di calcolo:

          • Retribuzione mensile lorda di Laura: 1.800 euro
          • Giorni lavorativi nel mese: 22 giorni
          • Retribuzione media giornaliera: 1.800 / 22 = 81,82 euro
          • Indennità giornaliera all’80%: 81,82 × 0,80 = 65,46 euro al giorno
          • Indennità mensile (22 giorni): 65,46 × 22 = 1.440 euro lordi

          L’INPS eroga l’indennità mensilmente, generalmente entro il 15 del mese successivo a quello di fruizione del congedo.

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          Requisiti per Richiedere il Congedo Parentale INPS

          Per accedere al congedo parentale e all’indennità INPS, è necessario soddisfare determinati requisiti contributivi e lavorativi:

          Requisiti per Lavoratori Dipendenti

          • Rapporto di lavoro attivo al momento della domanda di congedo parentale
          • Iscrizione INPS come lavoratore dipendente (gestione privata o pubblica)
          • Non è richiesto un periodo minimo di contribuzione per i lavoratori dipendenti
          • Il congedo deve essere fruito entro i 12 anni di età del bambino

          Requisiti per Lavoratori Autonomi

          I lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, coloni, mezzadri) hanno diritto al congedo parentale con requisiti più stringenti:

          • Almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo
          • Iscrizione alla gestione INPS per autonomi
          • Congedo fruibile solo nei primi 3 anni di vita del bambino (non fino a 12 anni)
          • Indennità pari al 30% del reddito (non all’80% come i dipendenti)

          Requisiti per Genitori Adottivi o Affidatari

          I genitori adottivi o affidatari hanno diritto al congedo parentale con le seguenti specificità:

          • Congedo fruibile entro 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia
          • Limite di età massimo del minore: 18 anni
          • Stessi limiti di durata e indennità dei genitori biologici

          Attenzione: Il congedo parentale non può essere fruito contemporaneamente da entrambi i genitori per lo stesso figlio nello stesso periodo.

          Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS: Procedura Passo-Passo

          La domanda di congedo parentale deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale INPS. Ecco la procedura completa, passo dopo passo:

          Step 1: Accedere al Portale INPS

          Accedi al sito ufficiale www.inps.it utilizzando una delle seguenti credenziali:

          • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – consigliato
          • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
          • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

          Se non hai ancora SPID, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider autorizzati (Poste Italiane, Aruba, Infocert, ecc.).

          Step 2: Cerca il Servizio “Domanda Congedo Parentale”

          Una volta autenticato, digita nella barra di ricerca del portale INPS:

          “Domanda congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”

          Oppure naviga tramite il menu: Prestazioni e servizi → Maternità e congedo parentale → Domanda per congedo parentale.

          Step 3: Compila la Domanda Telematica

          Il sistema INPS ti guiderà nella compilazione del modulo online. I dati obbligatori da inserire sono:

          • Dati anagrafici del genitore richiedente (codice fiscale, residenza)
          • Dati del bambino (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita)
          • Dati del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale, indirizzo)
          • Periodo di congedo richiesto (data inizio, data fine o numero giorni)
          • Modalità di fruizione (continuativa, frazionata a ore, giorni, settimane)
          • IBAN per accredito indennità (conto corrente bancario o postale)

          Importante: Verifica che l’IBAN inserito sia corretto per evitare ritardi nei pagamenti.

          Step 4: Allega i Documenti Richiesti

          In base alla tua situazione, potrebbe essere necessario allegare:

          • Certificato di nascita del bambino (se non ancora registrato dall’ospedale)
          • Documenti di adozione o affidamento (per genitori adottivi/affidatari)
          • Autocertificazione redditi (per lavoratori autonomi o per indennità 6-8 anni)

          I documenti vanno caricati in formato PDF o JPG, con dimensione massima di 5 MB per file.

          Step 5: Invia la Domanda e Ottieni la Ricevuta

          Dopo aver controllato tutti i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema INPS genera automaticamente una ricevuta di protocollo con numero univoco.

          Conserva il numero di protocollo: ti servirà per tracciare lo stato della domanda e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

          Step 6: Comunica al Datore di Lavoro

          Dopo aver presentato la domanda INPS, è obbligatorio informare il datore di lavoro dell’assenza programmata. La comunicazione deve avvenire con un preavviso minimo di 5 giorni (salvo situazioni di urgenza documentate).

          Il datore di lavoro riceverà comunicazione diretta dall’INPS tramite il sistema “Comunicazione bidirezionale”, ma è buona prassi inviargli anche una comunicazione scritta via email o PEC.

          Nota bene: Se il datore di lavoro anticipa l’indennità in busta paga (come avviene nella maggior parte dei casi), l’INPS rimborserà direttamente l’azienda. In caso contrario, l’INPS pagherà direttamente al genitore.

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          Documenti Necessari per la Domanda di Congedo Parentale

          Per presentare la domanda di congedo parentale INPS sono necessari i seguenti documenti:

          • Documento d’identità valido del genitore richiedente
          • Codice fiscale del genitore e del bambino
          • Certificato di nascita (o autocertificazione se già registrato)
          • Dati del datore di lavoro (codice fiscale, ragione sociale, indirizzo sede)
          • IBAN conto corrente per accredito indennità
          • Documentazione redditi (solo per indennità 6-8 anni o lavoratori autonomi)
          • Sentenza di adozione/affidamento (per genitori adottivi o affidatari)

          Documentazione integrativa per lavoratori autonomi:

          • Visura camerale (per artigiani e commercianti)
          • Autocertificazione versamenti contributivi ultimi 12 mesi
          • Dichiarazione redditi (modello Redditi o Unico)

          L’INPS può richiedere documentazione aggiuntiva in fase di istruttoria. In tal caso, il genitore riceve una comunicazione nella propria area personale MyINPS con l’elenco dei documenti mancanti e la scadenza per l’invio.

          Tempi di Risposta INPS e Pagamento dell’Indennità

          Dopo aver presentato la domanda di congedo parentale, l’INPS avvia l’istruttoria amministrativa che prevede la verifica dei requisiti contributivi e della documentazione allegata.

          Tempi Medi di Risposta

          • 15-30 giorni lavorativi per domande complete e senza anomalie
          • 45-60 giorni in caso di richiesta documentazione integrativa
          • Domande urgenti: possibile segnalazione tramite CAF o Patronato per accelerare l’istruttoria

          Puoi verificare lo stato della domanda in tempo reale accedendo al portale INPS con SPID, sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino” → Domande”.

          Modalità e Tempi di Pagamento

          L’indennità di congedo parentale viene erogata secondo due modalità:

          1. Anticipo da parte del datore di lavoro (modalità più comune):
            • Il datore anticipa l’indennità in busta paga
            • L’INPS rimborsa successivamente l’azienda tramite conguaglio contributivo
            • Il genitore riceve l’indennità insieme allo stipendio mensile
          2. Pagamento diretto INPS (se il datore non anticipa):
            • L’INPS accredita l’indennità sul conto corrente indicato dal genitore
            • Tempistica: entro il 15 del mese successivo al periodo di congedo fruito
            • Primo pagamento può richiedere 60-90 giorni dall’inizio del congedo

          Esempio: Luca fruisce di congedo parentale dal 1° al 30 marzo 2026. Se il datore anticipa, riceverà l’indennità nella busta paga di marzo. Se il pagamento è diretto INPS, l’accredito avverrà entro il 15 aprile 2026.

          Congedo Parentale Frazionato: Come Funziona

          Una delle caratteristiche più flessibili del congedo parentale è la possibilità di fruirlo in modalità frazionata. Questo significa che non sei obbligato a utilizzare tutti i mesi consecutivamente, ma puoi suddividere il congedo in:

          • Giorni singoli (es. ogni venerdì)
          • Settimane (es. 1 settimana al mese)
          • Mesi completi (es. 2 mesi consecutivi + 1 mese dopo 6 mesi)
          • Ore giornaliere (congedo parentale a ore, introdotto dal 2013)

          Congedo Parentale a Ore

          Il congedo parentale a ore consente al genitore di assentarsi dal lavoro solo per alcune ore della giornata lavorativa, invece dell’intera giornata. Questa modalità è regolata dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di categoria.

          Regole principali:

          • Modalità definita dal CCNL: verifica nel tuo contratto collettivo come è regolato il congedo a ore
          • Non cumulabile nello stesso giorno con altre tipologie di permesso (es. allattamento, L.104)
          • Richiesta anticipata al datore: almeno 5 giorni prima (salvo urgenze)
          • Indennità proporzionale: l’INPS calcola l’indennità in base alle ore fruite

          Esempio: Chiara lavora 8 ore al giorno. Decide di fruire di 2 ore di congedo parentale al giorno per accompagnare il figlio alle visite mediche. L’INPS riconoscerà l’indennità per 2/8 della giornata lavorativa.

          Frazionamento e Preavviso

          Per ogni periodo di congedo parentale frazionato è necessario:

          • Presentare una nuova domanda INPS per ogni periodo (o modificare la domanda esistente)
          • Comunicare al datore di lavoro con almeno 5 giorni di preavviso (2 giorni per congedo a ore in alcuni CCNL)
          • Rispettare il limite massimo complessivo di mesi/giorni spettanti

          Il frazionamento non comporta perdita di indennità, purché il congedo sia fruito entro i limiti di età del bambino previsti per l’indennizzazione (6 anni per l’80%, 8 anni per il 30%).

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          Casi Particolari: Genitori Single, Adozione, Affidamento

          Il congedo parentale prevede regole specifiche per situazioni familiari particolari. Vediamo i casi più comuni:

          Genitore Solo o Unico Affidatario

          Il genitore solo (single, vedovo, separato con affidamento esclusivo, genitore non riconosciuto dall’altro) ha diritto a:

          • 10 mesi continuativi o frazionati di congedo parentale (cumulo madre + padre)
          • 11 mesi se fruisce di almeno 3 mesi continuativi
          • Indennità all’80% per i primi 3 mesi complessivi (entro i 6 anni del bambino)
          • Indennità al 30% per i mesi successivi (entro i 6-8 anni, con limiti reddituali per 6-8 anni)

          Documentazione richiesta:

          • Autocertificazione stato di genitore solo
          • Sentenza di separazione/divorzio con affidamento esclusivo
          • Certificato di morte dell’altro genitore (per vedovi)
          • Dichiarazione di non riconoscimento (per genitori non riconosciuti)

          Genitori Adottivi o Affidatari

          I genitori adottivi o affidatari preadottivi hanno diritto al congedo parentale con queste particolarità:

          • Decorrenza: dal giorno di ingresso del minore in famiglia (non dalla nascita biologica)
          • Durata massima: fino a 12 anni dall’ingresso (indipendentemente dall’età del minore)
          • Limite di età del minore: 18 anni (se il minore entra in famiglia dopo i 6 anni, l’indennità al 30% spetta comunque)
          • Stessi mesi e indennità dei genitori biologici

          Documentazione richiesta:

          • Sentenza di adozione o provvedimento di affidamento preadottivo
          • Certificato di ingresso in famiglia del minore
          • Documento d’identità del minore

          Affidamento Non Preadottivo

          Per l’affidamento temporaneo non preadottivo (affidamento familiare), il congedo parentale spetta solo se:

          • Il minore ha meno di 6 anni al momento dell’affidamento
          • Durata massima: 3 mesi (non 10-11 mesi come genitori biologici)
          • Indennità al 30% per l’intero periodo (non all’80%)

          Parto Gemellare o Plurimo

          In caso di parto gemellare (o plurimo), i genitori hanno diritto a:

          • Stesso numero di mesi complessivi (non raddoppiati per ogni figlio)
          • Possibilità di fruizione contemporanea: ciascun genitore può fruire di congedo per figli diversi nello stesso periodo
          • Indennità non cumulabile: se entrambi i genitori fruiscono di congedo nello stesso giorno, l’indennità spetta una sola volta

          Differenze con Congedo di Maternità e Paternità Obbligatorio

          È importante distinguere il congedo parentale facoltativo dal congedo di maternità obbligatorio e dal congedo di paternità obbligatorio. Ecco le principali differenze:

          CaratteristicaCongedo Maternità ObbligatorioCongedo Paternità ObbligatorioCongedo Parentale Facoltativo
          NaturaObbligatorioObbligatorioFacoltativo
          Durata5 mesi (madre)10 giorni lavorativi (padre)6-7 mesi per genitore, 10-11 mesi coppia
          Periodo2 mesi prima + 3 dopo parto (flessibile)Primi 5 mesi dalla nascitaFino a 12 anni del bambino
          Indennità80% retribuzione100% retribuzione80% primi 3 mesi, poi 30%
          ContributiFigurativi (coperti INPS)FigurativiFigurativi
          LicenziamentoVietato (salvo giusta causa)Vietato durante congedoConservazione posto di lavoro

          In sintesi:

          • Il congedo di maternità obbligatorio è un diritto-dovere della madre lavoratrice, con indennità all’80% per 5 mesi
          • Il congedo di paternità obbligatorio spetta al padre per 10 giorni retribuiti al 100% nei primi 5 mesi dalla nascita
          • Il congedo parentale facoltativo è una scelta dei genitori, con indennità ridotta (80% primi 3 mesi, 30% successivi) ma maggiore flessibilità temporale

          Possono sovrapporsi? No. Il congedo parentale può iniziare solo dopo la fine del congedo di maternità obbligatorio (per la madre) o dopo la fine del congedo di paternità obbligatorio (per il padre).

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          Domande Frequenti sul Congedo Parentale

          Posso richiedere il congedo parentale se sono in periodo di prova?

          Si, il congedo parentale spetta anche ai lavoratori in periodo di prova, purche il rapporto di lavoro sia attivo al momento della richiesta. L indennita INPS e riconosciuta alle stesse condizioni dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

          Il congedo parentale puo essere rifiutato dal datore di lavoro?

          No, il datore di lavoro non puo rifiutare il congedo parentale. E un diritto del lavoratore sancito dalla legge. Il datore puo solo verificare che il preavviso minimo di 5 giorni sia stato rispettato e che non ci siano sovrapposizioni con altri congedi dello stesso genitore.

          Posso lavorare durante il congedo parentale?

          No, durante il periodo di congedo parentale e vietato svolgere qualsiasi attivita lavorativa, sia per il datore di lavoro sia come lavoratore autonomo. In caso di controlli INPS e accertamento di attivita lavorativa, si rischia la decadenza dall indennita e la restituzione delle somme percepite.

          Il congedo parentale vale per l anzianita di servizio?

          Si, il periodo di congedo parentale indennizzato e coperto da contribuzione figurativa INPS e vale ai fini dell anzianita di servizio, delle ferie e della tredicesima. I periodi non indennizzati (8-12 anni) valgono comunque ai fini dell anzianita ma senza contributi figurativi.

          Posso modificare le date del congedo parentale dopo aver inviato la domanda?

          Si, e possibile modificare la domanda di congedo parentale accedendo al portale INPS, sezione Domande, selezionando la domanda inviata e cliccando su Modifica. La modifica deve essere comunicata anche al datore di lavoro con almeno 5 giorni di preavviso.

          Quanto tempo ho per richiedere il congedo parentale dopo la nascita?

          Il congedo parentale puo essere richiesto in qualsiasi momento entro i 12 anni di eta del bambino. Non esiste una scadenza immediata dopo la nascita, ma l indennita INPS e riconosciuta solo entro determinati limiti di eta del figlio (6 anni per l 80 percento, 8 anni per il 30 percento con limiti reddituali).


          Hai Bisogno di Assistenza per il Congedo Parentale?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di congedo parentale INPS, il calcolo dell’indennità e la verifica dei requisiti.

          I nostri servizi includono:

          • Compilazione domanda telematica INPS per congedo parentale
          • Calcolo indennità spettante (80% o 30%)
          • Verifica requisiti contributivi e tempistiche
          • Assistenza per genitori single, adottivi, lavoratori autonomi
          • Supporto per congedo frazionato e a ore
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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-08 20:14:332026-05-31 09:55:47Congedo Parentale: Guida Pratica alla Domanda INPS 2026
            PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

            Forfettario in Maternità 2026: Indennità INPS Gestione Separata e Diritti delle Lavoratrici Autonome

            Maternità INPS CAF Udine

            La maternità del forfettario 2026 è un tema delicato per molte professioniste in partita IVA: diventare madri non significa rinunciare ai propri diritti, ma le regole sono diverse rispetto alle lavoratrici dipendenti. Le forfettarie hanno diritto all’indennità di maternità INPS erogata dalla Gestione Separata, pari all’80% del reddito medio degli ultimi 12 mesi, per 5 mesi complessivi.

            In questa guida completa al forfettario maternità 2026 spieghiamo come funziona l’indennità, quali sono i requisiti contributivi, come presentare la domanda INPS, se si può continuare a fatturare durante i 5 mesi di astensione e quali sono le tutele aggiuntive previste, incluso il congedo parentale. Una guida pensata per le lavoratrici autonome che vogliono pianificare la gravidanza senza brutte sorprese economiche.

            Indice dei contenuti

            1. Diritto delle lavoratrici autonome alla maternità
            2. Indennità di maternità INPS Gestione Separata: importi 2026
            3. Requisiti per accedere all’indennità di maternità
            4. Come presentare la domanda all’INPS
            5. Contributi INPS durante la maternità
            6. Lavoro e fatturazione durante i 5 mesi di maternità
            7. Interdizione anticipata per gravidanza a rischio
            8. Congedo parentale per le forfettarie
            9. Bonus mamma INPS 2026: forfettarie escluse
            10. Esempio pratico: il caso di Anna
            11. Documenti necessari e cosa comunicare al CAF
            12. Dopo la maternità: bonus, detrazioni e ripresa attività
            13. Domande frequenti

            Diritto delle lavoratrici autonome alla maternità

            La tutela della maternità non è un privilegio riservato alle dipendenti: il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico Maternità e Paternità) riconosce questo diritto anche alle lavoratrici autonome, incluse le professioniste in regime forfettario 2026 iscritte alla Gestione Separata INPS. Le forfettarie iscritte a casse private (avvocate, geometre, ingegnere) seguono invece le regole della propria cassa di categoria.

            C’è però una differenza fondamentale rispetto alle dipendenti: la partita IVA non si interrompe automaticamente con la gravidanza. La professionista resta titolare dell’attività, non c’è un datore di lavoro che firma un’astensione obbligatoria. È la lavoratrice stessa a decidere come gestire il periodo, presentando la domanda di indennità all’INPS e organizzando la sospensione dell’attività.

            Per le forfettarie iscritte alla Gestione Separata, l’aliquota contributiva 2026 è del 26,07%, di cui lo 0,72% finanzia proprio l’indennità di maternità, la malattia e altre prestazioni a sostegno del reddito. Questo significa che, pagando regolarmente i contributi, ogni forfettaria contribuisce al fondo da cui poi attingerà al momento del bisogno.

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            Indennità di maternità INPS Gestione Separata: importi 2026

            L’indennità di maternità per il forfettario 2026 iscritto alla Gestione Separata copre 5 mesi complessivi. La modalità classica prevede 2 mesi prima della data presunta del parto e 3 mesi dopo. Dal 2019 è ammessa anche la flessibilità, con la formula 1 mese prima + 4 mesi dopo, previa certificazione del ginecologo che attesti l’assenza di rischi per madre e bambino.

            Calcolo dell’importo: l’80% del reddito medio

            L’importo dell’indennità di maternità INPS è pari all’80% di 1/365 del reddito derivante dall’attività professionale dichiarato nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile. Per le forfettarie, il reddito di riferimento è quello imponibile previdenziale, ossia i compensi lordi moltiplicati per il coefficiente di redditività ATECO (78% per gli avvocati, 67% per i consulenti, ecc.).

            L’INPS calcola un’indennità giornaliera e la moltiplica per i giorni di astensione (di solito 150). Il risultato è erogato in un’unica soluzione dopo l’approvazione della domanda. È importante avere i contributi in regola: anche un solo mese non versato può ridurre la base di calcolo.

            Limiti minimo e massimo 2026

            L’indennità di maternità Gestione Separata non può essere inferiore al limite minimo, agganciato al trattamento minimo di pensione INPS: per il 2026 si attesta intorno a 534 euro al mese (cifra rivalutata annualmente). Anche chi nei 12 mesi precedenti ha guadagnato poco ha quindi un tetto minimo garantito che permette di affrontare la maternità con dignità.

            Sul lato opposto c’è un limite massimo, parametrato al massimale contributivo annuo della Gestione Separata (per il 2026 circa 119.650 euro). Le professioniste con redditi molto elevati vedono quindi l’indennità calcolata fino a quel tetto, non oltre. Per la maggior parte delle forfettarie, che restano sotto la soglia degli 85.000 euro di compensi, questo limite non è un problema.

            Requisiti per accedere all’indennità di maternità

            Per ottenere l’indennità di maternità in regime forfettario 2026, l’INPS richiede tre requisiti fondamentali. Il primo è l’iscrizione attiva alla Gestione Separata INPS: la partita IVA deve essere aperta e i contributi versati con la causale corretta nei modelli F24 (codici P10, PXX).

            Il secondo requisito è il versamento di almeno 3 mesi di contributi effettivi nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile. Si parla di contributi effettivi, quindi non bastano accrediti figurativi: serve aver dichiarato compensi e versato i relativi contributi previdenziali. Il terzo requisito è la regolarità contributiva: chi ha contributi arretrati rischia il rigetto della domanda.

            • Iscrizione attiva alla Gestione Separata INPS
            • Almeno 3 mesi di contributi versati nei 12 mesi precedenti
            • Regolarità contributiva: nessun debito INPS pendente
            • Coefficiente di redditività applicato correttamente al fatturato
            • Documentazione medica della data presunta del parto

            Una nota importante: chi ha aperto la partita IVA da poco può comunque presentare domanda, purché abbia maturato i 3 mesi minimi di contributi. Le neo-forfettarie devono quindi pianificare con attenzione il momento della gravidanza per maturare i requisiti.

            Come presentare la domanda all’INPS

            La domanda di indennità di maternità per le forfettarie deve essere presentata all’INPS tramite il modello SR23 (versione telematica). La procedura richiede particolare attenzione: errori formali o documentazione incompleta possono ritardare la liquidazione di mesi, creando difficoltà economiche proprio nel momento in cui servono di più. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto, dalla raccolta documenti alla trasmissione telematica.

            Tempi e scadenze della domanda

            La domanda può essere presentata prima del parto (allegando il certificato di gravidanza con la data presunta) oppure dopo, una volta nato il bambino. Il termine massimo è di 1 anno dalla nascita: oltre questa scadenza il diritto decade. Il consiglio è di muoversi già dal 7° mese di gravidanza, così l’INPS ha tempo di istruire la pratica e l’erogazione arriva nei tempi giusti.

            Documenti da allegare

            I documenti richiesti per la domanda di maternità INPS includono il certificato medico di gravidanza, il documento di identità della richiedente, il codice fiscale del bambino (dopo la nascita) e gli estremi delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni. È utile preparare anche l’estratto contributivo INPS, scaricabile dal cassetto previdenziale, per verificare in anticipo la regolarità dei versamenti.

            La compilazione richiede competenza tecnica: il CAF Centro Fiscale di Udine, sia in ufficio che online, accompagna le forfettarie in tutte le fasi della pratica, evitando errori che potrebbero ritardare l’arrivo dell’indennità.

            Contributi INPS durante la maternità

            Una domanda frequente delle forfettarie riguarda i contributi INPS durante la maternità: vanno versati o sono sospesi? La risposta è chiara: i contributi continuano a essere dovuti secondo le scadenze ordinarie. La Gestione Separata non prevede sospensioni automatiche, quindi gli acconti di giugno e novembre e il saldo di giugno dell’anno successivo restano regolari.

            Va però ricordato che se durante i 5 mesi di indennità la forfettaria sospende la fatturazione (scelta quasi obbligata, come vedremo), i compensi 2026 saranno più bassi e di conseguenza anche i contributi calcolati sull’imponibile previdenziale 2026 saranno proporzionalmente ridotti. L’aliquota 2026 è del 26,07%, di cui lo 0,72% finanzia proprio l’indennità di maternità.

            • Contributi non sospesi: scadenze regolari di acconto e saldo
            • Aliquota 2026: 26,07% sul reddito imponibile previdenziale
            • 0,72% finanzia maternità, malattia e altre prestazioni
            • Eventuali contributi minimi non sono dovuti dalla Gestione Separata (a differenza degli artigiani/commercianti)
            • Possibilità di rateizzazione in caso di difficoltà economiche temporanee

            Lavoro e fatturazione durante i 5 mesi di maternità

            Tema delicato: la forfettaria in maternità può continuare a lavorare e fatturare durante i 5 mesi di indennità? Tecnicamente sì, perché la partita IVA resta aperta e non c’è un divieto formale come per le dipendenti. Ma dal punto di vista pratico, la fatturazione attiva è incompatibile con la percezione dell’indennità INPS.

            L’indennità di maternità è infatti una prestazione sostitutiva del reddito: presuppone che la lavoratrice si astenga effettivamente dall’attività. Se l’INPS rileva fatturazione attiva negli stessi mesi coperti dall’indennità, può chiederne la restituzione e contestare un’indebita percezione. La soluzione corretta è quindi sospendere la fatturazione per i 5 mesi e concentrarsi sul recupero post-parto.

            Come gestire la sospensione operativa

            La sospensione non richiede comunicazioni formali all’Agenzia delle Entrate (la P.IVA resta aperta), ma è buona prassi: avvisare i clienti abituali con anticipo, completare i lavori in corso prima dell’astensione, non emettere fatture nei 5 mesi indennizzati e conservare la corrispondenza che dimostra la sospensione.

            Una fattura emessa durante la maternità per servizi effettivamente svolti prima (incassi posticipati) non costituisce di per sé prova di lavoro attivo, ma è bene documentarne le tempistiche reali. Per evitare contestazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta a gestire correttamente la sospensione fiscale e previdenziale.

            Interdizione anticipata per gravidanza a rischio

            A differenza delle dipendenti, le forfettarie non hanno un’interdizione obbligatoria automatica: nessun datore di lavoro può imporre l’astensione, è la lavoratrice a deciderne l’inizio (al massimo 2 mesi prima della data presunta del parto). È invece prevista l’interdizione anticipata per gravidanza a rischio, su prescrizione medica.

            In presenza di patologie che mettono a rischio la gestazione (minaccia di parto prematuro, gestosi, ipertensione, altre complicanze), il ginecologo rilascia un certificato di gravidanza a rischio. Con questo documento, la forfettaria può richiedere all’INPS l’anticipo dell’inizio dell’indennità, anche prima dei 2 mesi standard. L’indennità copre quindi un periodo più lungo di astensione, sempre commisurato all’80% del reddito medio.

            • Necessario il certificato medico ginecologico dettagliato
            • L’indennità copre l’astensione anticipata oltre i 2 mesi standard
            • La domanda all’INPS va presentata tempestivamente con la documentazione clinica
            • In alcuni casi l’INPS richiede una visita medico-legale di conferma

            Congedo parentale per le forfettarie

            Oltre ai 5 mesi di indennità di maternità, le forfettarie iscritte alla Gestione Separata hanno diritto al congedo parentale: 3 mesi indennizzati al 30% del reddito, fruibili entro i 12 anni di vita del bambino. È una tutela importante che permette di gestire esigenze familiari (malattia del figlio, inserimento scolastico, primi anni di vita) senza perdere completamente il reddito.

            Il congedo parentale può essere fruito in modo continuativo o frazionato: ad esempio 1 mese subito dopo la maternità, poi mezzo mese all’anno per qualche tempo. La domanda si presenta all’INPS prima dell’inizio del periodo, con un’organizzazione simile a quella della maternità. Il calcolo del 30% avviene sulla stessa base reddituale dell’indennità di maternità.

            Bonus mamma INPS 2026: forfettarie escluse

            Una nota dolente per le forfettarie: il Bonus Mamme Lavoratrici 2026 (decontribuzione fino a 3.000 euro annui per le madri con 2 o più figli) è riservato esclusivamente alle lavoratrici dipendenti. Le partite IVA, anche in regime forfettario, sono escluse dalla misura perché si tratta di un esonero della quota contributiva a carico del lavoratore, che le autonome non hanno.

            Esistono però altre agevolazioni a cui le forfettarie con figli possono accedere: l’Assegno Unico Universale, il bonus asilo nido basato sull’ISEE, le detrazioni per figli a carico in dichiarazione dei redditi (per le forfettarie tramite Modello Redditi PF), il congedo parentale e l’indennità di maternità stessa. Una rete di sostegno che, ben gestita, permette di affrontare la genitorialità anche con la P.IVA.

            Esempio pratico: il caso di Anna

            Per chiarire come si calcola l’indennità di maternità del forfettario 2026, vediamo un esempio pratico. Anna è una consulente in regime forfettario, con codice ATECO che prevede un coefficiente di redditività del 78%. Nei 12 mesi precedenti la maternità ha fatturato 35.000 euro.

            Il calcolo procede così. Il reddito imponibile previdenziale è 35.000 × 78% = 27.300 euro. L’indennità di maternità INPS è pari all’80% di questo reddito, rapportato a 5 mesi: 27.300 × 80% = 21.840 euro annui, divisi per 12 mesi e moltiplicati per 5 = 9.100 euro circa. Anna riceverà quindi un’unica erogazione di circa 9.100 euro, che le permetterà di affrontare i mesi di astensione senza patemi economici.

            • Compensi lordi 2025: 35.000 euro
            • Coefficiente redditività 78%: 27.300 euro (imponibile previdenziale)
            • Indennità annua teorica 80%: 21.840 euro
            • Indennità per 5 mesi: 9.100 euro circa
            • Erogazione: in unica soluzione dopo approvazione INPS

            Se Anna avesse fatturato di meno, ad esempio 20.000 euro, l’indennità sarebbe stata di circa 5.200 euro (20.000 × 78% × 80% × 5/12). In ogni caso, mai sotto il limite minimo agganciato al trattamento minimo INPS, pari per il 2026 a circa 534 euro al mese.

            Documenti necessari e cosa comunicare al CAF

            La pianificazione della maternità del forfettario richiede dialogo costante con il proprio CAF di fiducia. Già nei primi mesi di gravidanza è bene comunicare la situazione, così da verificare la regolarità contributiva, pianificare la sospensione della fatturazione, organizzare la domanda INPS e gestire correttamente la dichiarazione dei redditi dell’anno della maternità.

            Documenti da preparare

            • Certificato medico di gravidanza con data presunta del parto
            • Documento di identità in corso di validità
            • Codice fiscale della richiedente e (dopo nascita) del bambino
            • Estratto contributivo INPS aggiornato
            • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi 2 anni
            • F24 versati negli ultimi 12 mesi
            • Certificato di nascita del bambino (dopo il parto)

            Quando contattare il CAF

            Il momento ideale per il primo confronto con il CAF è il 4°-5° mese di gravidanza, quando la situazione clinica è stabile ma c’è ancora tempo per pianificare. Un secondo incontro è utile poco prima del parto per finalizzare la domanda, e un terzo dopo la nascita per integrare con il certificato del bambino. Il CAF Centro Fiscale di Udine accompagna tutto il percorso, sia in ufficio che online in tutta Italia.

            Dopo la maternità: bonus, detrazioni e ripresa attività

            Conclusi i 5 mesi di indennità, la forfettaria riprende la fatturazione regolare. È un momento di transizione delicato: i clienti vanno riavvicinati, l’attività riorganizzata, il bilancio annuale rivisto alla luce del calo di compensi. Il regime forfettario non perde validità per la sospensione: il limite degli 85.000 euro resta riferito all’anno solare, quindi il fatturato dei 7 mesi attivi viene considerato per intero.

            Bonus e agevolazioni accessibili dopo la maternità

            • Bonus asilo nido INPS: SÌ, basato su ISEE (fino a 3.600 euro annui per ISEE bassi)
            • Assegno Unico Universale: erogato a tutte le madri con figli fino a 21 anni
            • Detrazioni figli a carico: SÌ, in Modello Redditi PF (le forfettarie non fanno il 730)
            • Bonus Mamme Lavoratrici 2026: NO, escluse perché lavoratrici autonome
            • Congedo parentale 30%: SÌ, fino a 12 anni del bambino
            • Detrazione spese istruzione e sportive: SÌ in Modello Redditi PF

            Alternative private al sostegno reddituale

            Per chi vuole una protezione aggiuntiva, esistono polizze assicurative private maternità che integrano l’indennità INPS, garantendo somme aggiuntive durante i mesi di astensione. È una scelta personale, valida soprattutto per professioniste con redditi elevati che vedono l’indennità INPS coprire solo una parte del fatturato perso. Anche la riduzione dell’attività con il sostegno del coniuge resta una strada praticabile, da pianificare in famiglia.

            Domande frequenti

            Una forfettaria ha diritto alla maternità INPS?

            Sì, le forfettarie iscritte alla Gestione Separata INPS hanno diritto all’indennità di maternità per 5 mesi all’80% del reddito medio dei 12 mesi precedenti, purché abbiano almeno 3 mesi di contributi versati e siano in regola contributiva.

            Quanto guadagna una forfettaria in maternità?

            L’indennità di maternità del forfettario 2026 è pari all’80% del reddito imponibile previdenziale medio degli ultimi 12 mesi, per 5 mesi. Su un fatturato di 35.000 euro con coefficiente 78%, l’indennità è di circa 9.100 euro. Mai inferiore al limite minimo (circa 534 euro/mese 2026).

            Una forfettaria può lavorare durante la maternità?

            Tecnicamente la partita IVA resta aperta, ma la fatturazione attiva è incompatibile con la percezione dell’indennità INPS. Si rischia la richiesta di restituzione per indebita percezione. La soluzione corretta è sospendere la fatturazione per i 5 mesi indennizzati.

            I contributi INPS si pagano durante la maternità del forfettario?

            Sì, i contributi INPS Gestione Separata continuano alle scadenze ordinarie (acconto giugno, acconto novembre, saldo giugno successivo). Saranno proporzionalmente ridotti perché calcolati sui compensi effettivi dell’anno, ridotti dalla sospensione.

            Come si fa domanda di maternità per il forfettario?

            La domanda si presenta all’INPS con modello SR23 telematico, allegando certificato medico, documento di identità ed estratti contributivi. Il termine massimo è 1 anno dal parto. Il CAF Centro Fiscale gestisce tutta la pratica per evitare errori e ritardi.

            Le forfettarie hanno diritto al Bonus Mamme 2026?

            No, il Bonus Mamme Lavoratrici 2026 è una decontribuzione riservata alle lavoratrici dipendenti con 2 o più figli. Le forfettarie sono escluse, ma possono accedere ad Assegno Unico, bonus asilo nido e detrazioni figli in dichiarazione dei redditi.

            Pianifica la tua maternità in regime forfettario con il CAF

            La maternità del forfettario 2026 è un diritto pieno, ma richiede una pianificazione attenta: regolarità contributiva, scelta del momento giusto, documentazione corretta, gestione della sospensione e domanda INPS senza errori. Un percorso che, se gestito bene, garantisce fino a 9.000-10.000 euro di indennità per molte forfettarie, oltre al congedo parentale e ai bonus per i figli.

            Hai bisogno di assistenza per il forfettario in maternità? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti seguiamo dalla pianificazione della gravidanza alla domanda all’INPS, fino alla ripresa dell’attività dopo il parto.

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            Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 08:00:002026-05-24 09:54:36Forfettario in Maternità 2026: Indennità INPS Gestione Separata e Diritti delle Lavoratrici Autonome
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            Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi

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            La maternità obbligatoria e la maternità facoltativa sono due tutele fondamentali per le lavoratrici che aspettano un figlio, ma funzionano in modo molto diverso. La prima garantisce 5 mesi di astensione retribuita all’80%, la seconda (chiamata tecnicamente congedo parentale) offre ulteriori mesi al 30% (con eccezioni nel 2026). In questa guida ti spieghiamo le differenze, gli importi aggiornati, come funziona la maternità anticipata e come fare domanda all’INPS.

            Indice dei contenuti

            1. Maternità obbligatoria: come funziona
            2. Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5
            3. Maternità facoltativa (congedo parentale)
            4. Maternità anticipata: gravidanza a rischio
            5. Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa
            6. Importi e indennità 2026
            7. Come fare domanda INPS
            8. Maternità per autonome e libere professioniste
            9. Bonus e agevolazioni collegati alla maternità
            10. FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

            Maternità obbligatoria: come funziona

            La maternità obbligatoria (o congedo di maternità) è il periodo di astensione dal lavoro che la legge impone a tutte le lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e dopo il parto. È disciplinata dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità) e ha una durata complessiva di 5 mesi.

            La formula standard prevede:

            • 2 mesi prima della data presunta del parto
            • 3 mesi dopo il parto

            Durante questo periodo, la lavoratrice ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera, pagata dall’INPS (molti contratti collettivi prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro). Il congedo è obbligatorio: il datore di lavoro non può far lavorare la dipendente durante questo periodo, e la lavoratrice non può rinunciarvi.

            Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5

            La legge offre alla lavoratrice la possibilità di spostare parte del congedo prima del parto al periodo successivo. Esistono due opzioni di flessibilità:

            Formula 1+4

            Con questa opzione, la lavoratrice si astiene 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo. Serve un certificato medico del ginecologo e del medico competente aziendale che attestino l’assenza di rischi per la salute della madre e del bambino.

            Formula 0+5

            Introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, questa formula permette di lavorare fino al giorno del parto e fruire di tutti i 5 mesi di congedo dopo la nascita. Anche in questo caso servono le certificazioni mediche che confermino l’idoneità al lavoro fino al termine della gravidanza.

            La scelta della formula va comunicata al datore di lavoro e all’INPS con la domanda di maternità. È una decisione personale che dipende dalle condizioni di salute e dalle esigenze lavorative.

            Maternità facoltativa (congedo parentale)

            Quella che comunemente viene chiamata “maternità facoltativa” è in realtà il congedo parentale, un’astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori (madre e padre) per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita.

            Ecco le caratteristiche principali:

            • Durata: fino a 6 mesi per ciascun genitore (massimo 10 mesi complessivi per la coppia, elevabili a 11 se il padre ne fruisce almeno 3)
            • Età del figlio: fruibile fino ai 12 anni del bambino
            • Retribuzione base: 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo di 6 mesi complessivi tra i due genitori (fino ai 6 anni del figlio)
            • Novità 2026: le prime 3 mensilità di congedo parentale sono indennizzate all’80% della retribuzione (2 mensilità all’80% già dal 2024, la terza aggiunta nel 2025 e confermata nel 2026)

            A differenza della maternità obbligatoria, il congedo parentale è facoltativo: la lavoratrice o il lavoratore può scegliere se e quando fruirne.

            Maternità anticipata: gravidanza a rischio

            La maternità anticipata è un’ulteriore forma di tutela che consente alla lavoratrice di astenersi dal lavoro prima dei canonici 2 mesi precedenti il parto. Può essere concessa in due casi:

            Gravidanza a rischio

            Se la gravidanza presenta complicazioni o patologie che mettono a rischio la salute della madre o del bambino, il medico della ASL (o la Direzione Territoriale del Lavoro) può disporre l’astensione anticipata. La domanda si presenta alla ASL con il certificato del ginecologo. L’indennità è sempre all’80%.

            Condizioni di lavoro a rischio

            Se le mansioni svolte sono pericolose o faticose (lavori che espongono a sostanze chimiche, lavoro notturno, trasporto pesi, lavoro in piedi per lungo tempo) e il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice a mansioni compatibili, la Direzione Territoriale del Lavoro può disporre l’interdizione anticipata. Anche in questo caso l’indennità è all’80% della retribuzione.

            Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa

            Per capire immediatamente le differenze tra maternità obbligatoria e facoltativa, ecco una tabella riepilogativa:

            CaratteristicaMaternità obbligatoriaMaternità facoltativa (congedo parentale)
            ObbligatorietàObbligatoria per leggeFacoltativa
            Durata5 mesiFino a 6 mesi per genitore (max 10-11 per coppia)
            Indennità80% della retribuzione30% (80% per le prime 3 mensilità nel 2026)
            QuandoPrima e dopo il partoFino ai 12 anni del figlio
            Chi ne ha dirittoSolo la madreEntrambi i genitori
            ContributiFigurativi pieniFigurativi ridotti
            DomandaObbligatoria INPSFacoltativa INPS

            Importi e indennità 2026

            Gli importi delle indennità di maternità nel 2026 sono calcolati sulla retribuzione media giornaliera dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo:

            • Maternità obbligatoria: 80% della retribuzione media giornaliera. Per le lavoratrici dipendenti, molti CCNL prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro
            • Congedo parentale – prime 3 mensilità: 80% della retribuzione (novità 2025-2026, prima era solo al 30%)
            • Congedo parentale – mensilità successive: 30% della retribuzione fino al sesto mese complessivo tra i genitori, poi senza indennità (salvo reddito basso)
            • Maternità anticipata: 80% della retribuzione, come la maternità obbligatoria

            Un esempio pratico: se la retribuzione lorda mensile è di 1.800 euro, durante la maternità obbligatoria percepirai circa 1.440 euro lordi al mese (80%). Durante il congedo parentale ordinario, l’indennità scende a circa 540 euro al mese (30%), ma per le prime 3 mensilità nel 2026 resta a 1.440 euro (80%).

            Come fare domanda INPS

            La domanda di maternità va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo. Ecco i passaggi:

            1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
            2. Cerca il servizio: “Domanda di maternità/paternità – congedo obbligatorio e parentale”
            3. Inserisci i dati della gravidanza: data presunta del parto, certificato medico, scelta della formula (2+3, 1+4 o 0+5)
            4. Indica il periodo richiesto: date di inizio e fine congedo
            5. Allega la documentazione: certificato del ginecologo
            6. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

            La domanda va presentata almeno 2 mesi prima della data presunta del parto. In alternativa al portale, puoi rivolgerti al Contact Center INPS (803 164) o a un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della domanda.

            Dopo il parto, hai 30 giorni per comunicare all’INPS la data effettiva di nascita del bambino e gli estremi anagrafici.

            Maternità per autonome e libere professioniste

            Le tutele della maternità non riguardano solo le lavoratrici dipendenti. Anche le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto a un’indennità di maternità, con alcune differenze:

            Lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici)

            • Indennità per 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
            • Importo: 80% del salario minimo giornaliero (non della retribuzione effettiva)
            • Non è obbligatorio astenersi dal lavoro
            • Domanda all’INPS

            Libere professioniste con cassa di previdenza

            • Indennità erogata dalla propria cassa professionale (es. ENPAM per medici, INARCASSA per architetti, Cassa Forense per avvocati)
            • Importo: generalmente l’80% di 5/12 del reddito professionale dichiarato
            • Durata: 5 mesi
            • Domanda alla propria cassa, non all’INPS

            Per le partite IVA in regime forfettario, l’indennità è calcolata sul reddito convenzionale (minimale INPS) e la domanda va presentata alla Gestione Separata INPS.

            Bonus e agevolazioni collegati alla maternità

            Oltre all’indennità di maternità, nel 2026 puoi accedere a diverse agevolazioni per i neo-genitori:

            • Bonus mamme: esonero contributivo per le lavoratrici madri con 2+ figli
            • Assegno unico universale: contributo mensile per ogni figlio a carico fino a 21 anni, importo variabile in base all’ISEE
            • Bonus nido: contributo fino a 3.600 euro annui per le rette degli asili nido
            • Detrazioni fiscali: detrazione per figli a carico nel modello 730

            Per una panoramica completa su tutti i congedi disponibili per i genitori, consulta la nostra guida al congedo parentale 2026.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

            La maternità obbligatoria spetta anche con contratto a tempo determinato?

            Sì, le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno gli stessi diritti. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità INPS continua fino al termine del periodo di maternità.

            Posso lavorare durante la maternità obbligatoria?

            No, è vietato. Il congedo di maternità è obbligatorio sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro. L’unica eccezione è la formula 0+5, che permette di lavorare fino al giorno del parto con certificazione medica.

            Il padre ha diritto alla maternità obbligatoria?

            Il padre ha diritto al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni (retribuiti al 100%), da fruire nei primi 5 mesi dalla nascita. In casi particolari (morte o grave malattia della madre, abbandono), il padre può fruire del congedo di maternità al posto della madre.

            La maternità facoltativa si può prendere a ore?

            Sì, dal 2013 il congedo parentale può essere fruito anche su base oraria (50% dell’orario giornaliero), oltre che a giornate intere o in modo continuativo. La modalità oraria va concordata con il datore di lavoro.

            Come si calcola l’indennità di maternità per chi ha più lavori?

            Se hai più rapporti di lavoro, l’indennità viene calcolata sulla retribuzione di ciascun rapporto. Devi presentare domanda separata per ogni datore di lavoro.

            Posso chiedere la NASPI dopo la maternità?

            Sì, se ti dimetti entro il primo anno di vita del figlio, le dimissioni sono considerate “per giusta causa” e hai diritto alla NASPI. Attenzione: le dimissioni in maternità devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.

            Hai bisogno di aiuto con la domanda di maternità?

            Tra maternità obbligatoria, facoltativa, anticipata e le novità del 2026, orientarsi non è semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della domanda INPS, nella scelta della formula più conveniente e nella richiesta di tutti i bonus collegati alla maternità.

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              Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-04 09:00:002026-05-31 16:57:50Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi
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              Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Il congedo straordinario Legge 104 è uno dei diritti più importanti per chi assiste un familiare con disabilità grave. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, fino a un massimo di 2 anni nell’arco della vita lavorativa, previsto dall’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 151/2001. Nel 2026 le regole sono confermate con alcuni aggiornamenti sugli importi massimi. In questa guida ti spieghiamo tutto: chi ne ha diritto, quanto si percepisce, come fare domanda all’INPS e quali sono le novità.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il congedo straordinario Legge 104
              2. Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa
              3. Retribuzione e tetto massimo INPS 2026
              4. Ordine di priorità degli aventi diritto
              5. Requisiti: convivenza e disabilità grave
              6. Contributi figurativi durante il congedo
              7. Come fare domanda INPS
              8. Congedo straordinario e congedo parentale: differenze
              9. FAQ congedo straordinario 104

              Cos’è il congedo straordinario Legge 104

              Il congedo straordinario retribuito è un’agevolazione prevista dalla Legge 104/1992 e disciplinata dall’articolo 42, comma 5, del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità). Permette ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per assistere un familiare con disabilità grave riconosciuta ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104.

              In parole semplici: se hai un familiare (coniuge, genitore, figlio, fratello o sorella) con handicap grave certificato, puoi chiedere fino a 2 anni di congedo retribuito al 100% dello stipendio, con un tetto massimo stabilito ogni anno dall’INPS. Il posto di lavoro è garantito: il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo.

              Durata massima: 2 anni nella vita lavorativa

              Il congedo straordinario 104 ha una durata massima complessiva di 2 anni (730 giorni) nell’arco dell’intera vita lavorativa. Questo limite si riferisce al singolo lavoratore, non al familiare assistito. Significa che:

              • Puoi fruire dei 2 anni in modo continuativo (tutto insieme) oppure frazionato (periodi separati, anche singole giornate)
              • Il conteggio include sia i giorni lavorativi che i festivi compresi nel periodo di congedo continuativo
              • Se hai già usufruito di parte del congedo, puoi chiedere il residuo in un momento successivo
              • Il limite di 2 anni è complessivo per tutti i familiari assistiti: se assisti prima un genitore e poi un coniuge, il totale resta 2 anni

              Un aspetto importante: più familiari possono assistere la stessa persona disabile, ma non contemporaneamente. Solo un lavoratore alla volta può fruire del congedo per lo stesso familiare.

              Retribuzione e tetto massimo INPS 2026

              Durante il congedo straordinario hai diritto a un’indennità pari al 100% della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro precedente il congedo. Tuttavia, esiste un tetto massimo annuo stabilito dall’INPS e rivalutato ogni anno in base all’indice ISTAT.

              Per il 2026, il tetto massimo dell’indennità è di circa 56.586 euro lordi annui (comprensivi dei contributi figurativi). Se il tuo stipendio è inferiore al tetto, percepisci il 100%. Se è superiore, l’indennità viene limitata al massimale.

              L’indennità comprende:

              • Retribuzione lorda fino al tetto massimo
              • Contributi figurativi calcolati sulla stessa base
              • Ratei di tredicesima mensilità

              L’indennità è anticipata dal datore di lavoro e poi rimborsata dall’INPS. Per i lavoratori con stipendi molto alti, la parte eccedente il tetto non viene coperta.

              Ordine di priorità degli aventi diritto

              La legge stabilisce un ordine di priorità preciso per chi può richiedere il congedo straordinario. Non è possibile “saltare” un livello se la persona con priorità superiore è presente e in grado di assistere il familiare disabile:

              1. Coniuge convivente (o parte dell’unione civile) della persona con disabilità grave
              2. Genitori, anche adottivi o affidatari, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del coniuge
              3. Figlio convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti dei genitori
              4. Fratello o sorella convivente, in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti del figlio
              5. Parente o affine entro il terzo grado convivente, come ultima possibilità

              Dal 2022, grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 232/2018 e alle successive modifiche normative, anche il convivente di fatto (more uxorio) può accedere al congedo straordinario, equiparato al coniuge convivente.

              Requisiti: convivenza e disabilità grave

              Per ottenere il congedo straordinario Legge 104 servono due requisiti fondamentali:

              Disabilità grave (art. 3, comma 3, Legge 104)

              Il familiare assistito deve avere il riconoscimento di handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992. Non basta un’invalidità civile generica: serve la specifica certificazione di gravità rilasciata dalla commissione medica ASL/INPS.

              Convivenza con il familiare disabile

              Per coniuge e convivente di fatto, la convivenza è richiesta ed è verificata tramite lo stato di famiglia o la residenza anagrafica. Per i genitori naturali non è necessaria la convivenza. Per figli, fratelli e parenti entro il terzo grado, la convivenza è obbligatoria e deve essere già instaurata al momento della domanda.

              Se non sei ancora convivente, puoi trasferire la residenza prima di presentare la domanda. L’INPS verifica la convivenza al momento della richiesta.

              Contributi figurativi durante il congedo

              Durante il congedo straordinario, l’INPS accredita i contributi figurativi, cioè contributi previdenziali “virtuali” che valgono per il calcolo della pensione. Questo significa che i 2 anni di congedo non creano “buchi” nella tua carriera contributiva.

              I contributi figurativi sono calcolati sulla base della retribuzione percepita (o del tetto massimo, se lo stipendio è superiore). Contano sia per il diritto alla pensione sia per il calcolo dell’importo dell’assegno pensionistico.

              Attenzione: i contributi figurativi del congedo straordinario non sono utili per raggiungere i requisiti della NASPI (indennità di disoccupazione), che richiede contribuzione effettiva.

              Come fare domanda INPS

              La domanda di congedo straordinario si presenta esclusivamente all’INPS. Ecco la procedura passo per passo:

              1. Verifica i requisiti: assicurati che il familiare abbia il verbale di handicap grave (art. 3, comma 3, L. 104) e che la convivenza sia attestata
              2. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
              3. Cerca il servizio: “Congedo straordinario per assistere familiari disabili in situazione di gravità”
              4. Compila la domanda online: inserisci i dati del familiare, il tipo di parentela, il periodo richiesto e allega la documentazione
              5. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il numero di protocollo
              6. Comunica al datore di lavoro: invia copia della domanda INPS con almeno 15 giorni di preavviso (salvo urgenze)

              In alternativa al portale online, puoi presentare domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure attraverso un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio della domanda.

              Congedo straordinario e congedo parentale: differenze

              Molti confondono il congedo straordinario con il congedo parentale, ma sono due istituti completamente diversi:

              CaratteristicaCongedo straordinario 104Congedo parentale
              ScopoAssistere familiare con disabilità graveCura dei figli (anche sani)
              DurataMax 2 anni nella vita lavorativaMax 10-11 mesi per coppia
              Retribuzione100% (con tetto INPS)30% (80% per alcune mensilità nel 2026)
              RequisitoHandicap grave art. 3 c. 3 L. 104Figlio fino a 12 anni
              ConvivenzaRichiesta (salvo genitori)Non richiesta

              I due congedi sono cumulabili: puoi fruire sia del congedo parentale per i tuoi figli sia del congedo straordinario per un genitore disabile, purché i periodi non si sovrappongano.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              FAQ congedo straordinario 104

              Il congedo straordinario è compatibile con il lavoro part-time?

              Sì, anche i lavoratori part-time possono richiedere il congedo straordinario. L’indennità sarà proporzionata all’orario di lavoro effettivo.

              Posso frazionare il congedo in singole giornate?

              Sì, il congedo può essere fruito in modo frazionato, anche a singole giornate. In caso di fruizione frazionata, i giorni festivi e non lavorativi compresi tra due periodi di congedo non vengono conteggiati.

              Cosa succede se perdo il lavoro durante il congedo?

              Il datore di lavoro non può licenziarti durante il congedo straordinario. Il posto di lavoro è garantito dalla legge. Se l’azienda chiude o ci sono licenziamenti collettivi, hai diritto alla NASPI come qualsiasi altro lavoratore.

              Il congedo straordinario si può chiedere per un genitore non convivente?

              Sì, per i genitori (naturali, adottivi o affidatari) del disabile non è richiesta la convivenza. Questo requisito si applica invece a figli, fratelli e parenti entro il terzo grado.

              Quanto tempo ci vuole per l’approvazione della domanda INPS?

              I tempi medi di risposta dell’INPS sono di 30-60 giorni dalla presentazione della domanda. È consigliabile presentare la domanda con largo anticipo rispetto alla data di inizio del congedo desiderata.

              Hai bisogno di assistenza per il congedo straordinario?

              La procedura per il congedo straordinario Legge 104 può sembrare complessa, tra requisiti di convivenza, ordine di priorità e documentazione da presentare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase: dalla verifica dei requisiti alla compilazione della domanda INPS.

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                Maggio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-03 09:00:002026-05-31 17:58:07Congedo Straordinario Legge 104: 2 Anni Retribuiti nel 2026
                CAF

                Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità

                congedo parentale 2025

                Quando un figlio si ammala, i genitori lavoratori hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per assisterlo. Il congedo per malattia del figlio è un istituto previsto dal Testo Unico sulla maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001) che consente a entrambi i genitori, alternativamente, di restare a casa senza rischiare il licenziamento. In questa guida vediamo la durata del congedo in base all’età del bambino, le novità 2026, la retribuzione e le differenze con i permessi Legge 104.

                Indice dei contenuti

                1. Cos’è il congedo per malattia del figlio
                2. Durata del congedo in base all’età del figlio
                3. Retribuzione e contributi figurativi
                4. Come richiedere il congedo: certificato pediatra
                5. Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio
                6. Differenze con i permessi Legge 104
                7. Congedo malattia figlio e congedo parentale
                8. Domande frequenti

                Cos’è il congedo per malattia del figlio

                Il congedo per malattia del figlio è il diritto di entrambi i genitori (madre e padre), lavoratori dipendenti, di astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del bambino. Si tratta di un diritto individuale: ciascun genitore può usufruirne, ma non contemporaneamente per lo stesso figlio nello stesso periodo.

                A differenza del congedo parentale, che può essere usato per qualsiasi esigenza di cura, il congedo per malattia del figlio richiede una certificazione medica che attesti lo stato di malattia del bambino. Non è necessario il ricovero ospedaliero: basta anche una semplice influenza o malattia esantematica.

                Durata del congedo in base all’età del figlio

                La durata del congedo per malattia del figlio varia in base all’età del bambino. Ecco le regole per il 2026:

                Figlio fino a 3 anni di età:

                • Ciascun genitore può assentarsi senza limiti di giorni
                • Il congedo copre l’intera durata della malattia, anche se prolungata
                • I due genitori possono alternarsi (non contemporaneamente)

                Figlio tra 3 e 8 anni di età:

                • Ciascun genitore ha diritto a 5 giorni lavorativi all’anno
                • Il limite è individuale: 5 giorni per la madre + 5 giorni per il padre = 10 giorni totali per il nucleo
                • I giorni non utilizzati non sono cumulabili con l’anno successivo

                Figlio oltre 8 anni: il diritto al congedo per malattia del figlio non è più previsto dalla legge. Per figli con disabilità grave, però, restano disponibili i permessi previsti dalla Legge 104/1992.

                Retribuzione e contributi figurativi

                Il congedo per malattia del figlio è non retribuito per legge. Questo significa che durante i giorni di assenza il genitore non percepisce lo stipendio. Tuttavia, alcuni contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono trattamenti migliorativi: verifica sempre il tuo contratto di lavoro.

                Per quanto riguarda i contributi previdenziali, la normativa prevede:

                • Figlio fino a 3 anni: i periodi di congedo sono coperti da contribuzione figurativa piena, cioè contano interamente ai fini della pensione
                • Figlio tra 3 e 8 anni: la copertura contributiva è ridotta, con un valore convenzionale pari al 200% dell’assegno sociale

                I contributi figurativi sono fondamentali per non avere “buchi” nella carriera contributiva. Se hai dubbi sulla tua situazione previdenziale, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare l’estratto conto contributivo INPS.

                Come richiedere il congedo: certificato pediatra

                Per usufruire del congedo per malattia del figlio, il genitore deve seguire questa procedura:

                1. Certificato del pediatra: il medico curante del bambino (o il pediatra di libera scelta) deve rilasciare un certificato di malattia, preferibilmente in formato telematico, inviandolo direttamente all’INPS
                2. Comunicazione al datore di lavoro: il genitore deve informare tempestivamente il datore di lavoro dell’assenza, indicando il nome e la data di nascita del figlio malato
                3. Dichiarazione sostitutiva: è necessaria un’autocertificazione in cui il genitore dichiara che l’altro genitore non sta usufruendo contemporaneamente del congedo per lo stesso figlio

                Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se la documentazione è corretta. Non è necessaria la domanda INPS online, poiché il congedo per malattia del figlio è gestito direttamente tra lavoratore e datore di lavoro (l’INPS non eroga indennità, trattandosi di congedo non retribuito).

                Novità 2026 sul congedo per malattia del figlio

                Il 2026 porta alcune novità importanti per i genitori lavoratori:

                • Certificato medico telematico obbligatorio: dal 2026 il certificato di malattia del figlio deve essere trasmesso in formato elettronico dal pediatra, come già avviene per la malattia del lavoratore. Questo semplifica la procedura ed elimina la necessità di consegnare il certificato cartaceo
                • Estensione CCNL: diversi contratti collettivi rinnovati nel 2025-2026 hanno introdotto la retribuzione parziale (dal 30% al 50%) per i primi giorni di congedo malattia figlio. Verifica il tuo CCNL di riferimento
                • Compatibilità con lo smart working: alcune interpretazioni INPS hanno chiarito che il genitore può richiedere il congedo anche se lavora in smart working, poiché l’assistenza al figlio malato richiede attenzione dedicata

                In ambito parlamentare si discute anche una proposta di legge per estendere il congedo retribuito fino a 3 giorni l’anno per i figli fino a 14 anni, ma al momento non è ancora stata approvata.

                Differenze con i permessi Legge 104

                È importante non confondere il congedo per malattia del figlio con i permessi previsti dalla Legge 104/1992. Ecco le principali differenze:

                • Congedo malattia figlio: si applica a qualsiasi malattia del bambino (influenza, varicella, bronchite), non serve la certificazione di handicap grave, valido fino a 8 anni del figlio
                • Permessi Legge 104: si applicano solo in caso di handicap grave certificato (art. 3 comma 3), prevedono 3 giorni al mese retribuiti, senza limiti di età del figlio
                • Congedo straordinario Legge 104: fino a 2 anni retribuiti nella vita lavorativa, ma solo per assistenza a familiari con handicap grave

                I due istituti non si escludono a vicenda: un genitore di figlio con disabilità grave può usufruire sia dei permessi Legge 104 sia del congedo per malattia del figlio, a seconda della situazione specifica.

                Congedo malattia figlio e congedo parentale

                Il congedo per malattia del figlio è completamente indipendente dal congedo parentale. Ciò significa che un genitore può usufruire di entrambi nello stesso anno, senza che i giorni dell’uno si sottraggano all’altro.

                Ad esempio, una madre che ha già utilizzato 3 mesi di congedo parentale può comunque prendere il congedo per malattia del figlio quando il bambino si ammala. Allo stesso modo, il padre che ha usato i 10 giorni di congedo di paternità e parte del congedo parentale mantiene intatto il diritto al congedo malattia figlio.

                Le detrazioni per figli a carico non vengono influenzate dall’utilizzo del congedo. Chi percepisce il bonus mamme mantiene il diritto anche durante i periodi di assenza per malattia del figlio.

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande frequenti sul congedo malattia figlio

                Il congedo per malattia del figlio spetta anche ai genitori adottivi?

                Sì, il congedo spetta a tutti i genitori lavoratori dipendenti, compresi quelli adottivi e affidatari. L’età di riferimento è sempre quella anagrafica del bambino, non quella dell’ingresso in famiglia.

                Posso prendere il congedo se mio figlio ha il raffreddore?

                Sì, la legge non distingue tra malattie gravi e lievi. Qualsiasi patologia certificata dal pediatra dà diritto al congedo. Anche un semplice raffreddore, se certificato, consente l’assenza dal lavoro.

                Il datore di lavoro può chiedermi di recuperare i giorni?

                No. Il congedo per malattia del figlio è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro non può chiederti di recuperare i giorni, né di lavorare da casa durante il congedo, né di usare ferie o permessi al posto del congedo.

                Cosa succede se entrambi i genitori lavorano per lo stesso datore?

                Anche in questo caso, entrambi hanno diritto al congedo, ma non possono usufruirne contemporaneamente per lo stesso figlio. Il datore di lavoro deve rispettare il diritto di ciascun genitore singolarmente.

                Hai bisogno di aiuto con il congedo per malattia del figlio?

                Il congedo per malattia del figlio è un diritto fondamentale per ogni genitore lavoratore. Se hai dubbi sulla durata, sulla retribuzione prevista dal tuo CCNL o sulla procedura da seguire, il CAF Centro Fiscale di Udine può fornirti assistenza personalizzata. Possiamo anche aiutarti a verificare i tuoi contributi figurativi e la tua situazione previdenziale complessiva.

                Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

                I nostri operatori possono aiutarti con i congedi, il congedo parentale, i contributi figurativi e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

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                Maggio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-02 09:00:002026-05-31 17:58:24Congedo per Malattia Figlio 2026: Durata e Novità
                CAF

                Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS

                congedo parentale 2025

                Il congedo di paternità 2026 rappresenta un diritto fondamentale per i neo-papà che vogliono essere presenti nei primi momenti di vita del proprio figlio. La normativa italiana, aggiornata con le disposizioni del D.Lgs. 105/2022, prevede 10 giorni obbligatori retribuiti al 100% più un giorno facoltativo alternativo alla madre. In questa guida scoprirai tutto quello che devi sapere: quanti giorni spettano, quando usufruirne, come fare domanda all’INPS e quali sono le tutele previste dalla legge.

                Indice dei contenuti

                1. Cos’è il congedo di paternità obbligatorio
                2. Quanti giorni spettano nel 2026
                3. Quando usufruirne: tempistiche e scadenze
                4. Come fare domanda INPS online
                5. Retribuzione e contributi durante il congedo
                6. Congedo di paternità e adozione
                7. Cumulabilità con il congedo parentale
                8. Sanzioni per il datore di lavoro
                9. Domande frequenti

                Cos’è il congedo di paternità obbligatorio

                Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di astensione dal lavoro riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti che diventano padri. A differenza del congedo parentale, che è facoltativo e condiviso tra i genitori, il congedo di paternità è un obbligo di legge: il padre deve usufruirne, e il datore di lavoro non può impedirlo.

                Introdotto in via sperimentale nel 2013 con un solo giorno, il congedo è stato progressivamente ampliato fino a raggiungere i 10 giorni obbligatori attuali, resi strutturali dal D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva europea 2019/1158 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata.

                Quanti giorni spettano nel 2026

                Nel 2026 i padri lavoratori dipendenti hanno diritto a:

                • 10 giorni obbligatori di congedo (anche non continuativi), retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera
                • 1 giorno facoltativo aggiuntivo, utilizzabile in alternativa a un giorno di congedo di maternità della madre (previo accordo con la madre e rinuncia da parte sua)
                • In caso di parto gemellare, i giorni obbligatori raddoppiano a 20 giorni

                I 10 giorni sono lavorativi, quindi esclusi sabato, domenica e festivi. Possono essere fruiti anche in modo frazionato, cioè non necessariamente tutti di seguito. Ad esempio, un padre potrebbe prendere 5 giorni alla nascita e 5 giorni nelle settimane successive, purché rientri nei limiti temporali previsti.

                Quando usufruirne: tempistiche e scadenze

                Il congedo di paternità obbligatorio può essere utilizzato in un arco temporale ben preciso:

                • Da 2 mesi prima della data presunta del parto
                • Fino a 5 mesi dopo la nascita del figlio

                Questo significa che il padre può iniziare a usufruire del congedo già nelle ultime settimane di gravidanza della partner, ad esempio per accompagnarla alle visite mediche o prepararsi all’arrivo del bambino. La flessibilità consente di organizzarsi al meglio con il proprio datore di lavoro.

                Attenzione: il padre deve comunicare al datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo con un preavviso di almeno 5 giorni, salvo casi di urgenza legati al parto anticipato. La comunicazione deve avvenire in forma scritta, anche tramite email.

                Come fare domanda INPS online

                La procedura per richiedere il congedo di paternità 2026 dipende dalla tipologia di rapporto lavorativo:

                Per i dipendenti del settore privato:

                1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
                2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Congedo di paternità”
                3. Compila la domanda online indicando le date di fruizione
                4. Allega il certificato di nascita o la data presunta del parto
                5. Invia la domanda e conserva la ricevuta

                Per i dipendenti pubblici: la domanda va presentata direttamente al proprio ente datore di lavoro, che provvede al pagamento dell’indennità in busta paga. Non serve la domanda INPS.

                In alternativa alla procedura online, puoi presentare la domanda tramite il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, 06 164 164 da cellulare) oppure rivolgendoti a un patronato o CAF di fiducia come il CAF Centro Fiscale di Udine, che può assisterti gratuitamente nell’invio della pratica.

                Retribuzione e contributi durante il congedo

                Uno degli aspetti più importanti del congedo di paternità riguarda la retribuzione. Ecco come funziona:

                • I 10 giorni obbligatori sono retribuiti al 100% della retribuzione giornaliera. L’indennità è a carico dell’INPS (anticipata dal datore di lavoro in busta paga)
                • Il giorno facoltativo è anch’esso retribuito al 100%, ma solo se la madre rinuncia a un giorno del suo congedo di maternità
                • I giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, quindi contano ai fini pensionistici
                • Il congedo è compatibile con il bonus mamme e con il bonus nido

                In pratica, il padre non subisce alcuna decurtazione dello stipendio durante i giorni di congedo. Inoltre, il periodo è utile ai fini dell’anzianità di servizio, delle ferie e della tredicesima mensilità.

                Congedo di paternità e adozione

                Il diritto al congedo di paternità obbligatorio non si limita ai padri biologici. I 10 giorni obbligatori spettano anche in caso di:

                • Adozione nazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in famiglia
                • Adozione internazionale: i giorni decorrono dall’ingresso del minore in Italia
                • Affidamento preadottivo: stesse regole dell’adozione

                La finestra temporale resta di 5 mesi dall’evento (ingresso in famiglia o in Italia). La domanda INPS segue la stessa procedura, con l’aggiunta della documentazione relativa al provvedimento di adozione o affidamento emesso dal Tribunale per i Minorenni.

                Cumulabilità con il congedo parentale

                Una domanda molto frequente riguarda la possibilità di cumulare il congedo di paternità con il congedo parentale. La risposta è sì: i due istituti sono completamente indipendenti e cumulabili.

                Ecco le differenze principali:

                • Congedo di paternità: 10 giorni obbligatori, retribuiti al 100%, nei primi 5 mesi dalla nascita
                • Congedo parentale: fino a 6 mesi per il padre (massimo 10 mesi totali tra i due genitori, elevabili a 11 se il padre ne usa almeno 3), con indennità all’80% per i primi 2 mesi e al 30% per i successivi

                Un padre può quindi usufruire prima dei 10 giorni di congedo obbligatorio e poi, successivamente, richiedere il congedo parentale per un periodo più lungo. Le detrazioni per figli a carico restano valide durante entrambi i periodi di assenza.

                Sanzioni per il datore di lavoro

                Il congedo di paternità è un diritto irrinunciabile. Il datore di lavoro che impedisce, ostacola o rifiuta la fruizione del congedo commette un illecito sanzionabile. Le conseguenze sono:

                • Sanzione amministrativa da 516 a 2.582 euro per ogni violazione
                • Impossibilità di ottenere la certificazione di parità di genere, sempre più richiesta per accedere a sgravi contributivi e punteggi aggiuntivi nei bandi pubblici
                • Nullità del licenziamento: il padre è protetto dal licenziamento durante il congedo e fino a un anno dalla nascita del figlio

                Se il tuo datore di lavoro ti nega il congedo o ti penalizza per averlo richiesto, puoi rivolgerti all’Ispettorato Nazionale del Lavoro o a un patronato per far valere i tuoi diritti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può indirizzarti verso il supporto legale appropriato.

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande frequenti sul congedo di paternità 2026

                Il congedo di paternità è obbligatorio anche per i liberi professionisti?

                No, il congedo obbligatorio riguarda solo i lavoratori dipendenti (pubblici e privati). I liberi professionisti e le partite IVA possono però richiedere l’indennità di paternità alla propria cassa previdenziale, con regole specifiche per ogni ordine professionale.

                Posso usare i 10 giorni anche se lavoro part-time?

                Sì. Il congedo di paternità spetta a tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal tipo di contratto (tempo pieno, part-time, determinato o indeterminato). L’indennità sarà calcolata in proporzione alla retribuzione giornaliera effettiva.

                Cosa succede se il figlio nasce prematuro?

                In caso di parto prematuro, i 10 giorni decorrono dalla data effettiva di nascita. Il padre ha comunque 5 mesi di tempo dalla nascita per usufruirne. Non è necessario ricalcolare le date rispetto a quelle presunte.

                Il congedo di paternità si può frazionare in ore?

                No, il congedo di paternità obbligatorio può essere fruito solo a giornate intere. Non è possibile il frazionamento orario. Tuttavia, i giorni possono essere non consecutivi.

                Il congedo spetta anche in caso di aborto spontaneo?

                Il congedo di paternità spetta se l’interruzione avviene dopo il 180° giorno di gestazione, poiché dal punto di vista normativo si considera come parto a tutti gli effetti.

                Hai bisogno di assistenza per il congedo di paternità?

                Il congedo di paternità 2026 è un diritto importante che ogni neo-papà dovrebbe conoscere e utilizzare. Che tu debba fare domanda all’INPS, chiarire i tuoi diritti con il datore di lavoro o capire come combinarlo con il congedo parentale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni passaggio.

                Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

                I nostri operatori possono aiutarti con la domanda INPS per il congedo di paternità, il congedo parentale e tutte le pratiche legate alla genitorialità.

                Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

                Oppure chiamaci al 0432 1638640
                Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

                Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 09:00:002026-05-31 17:59:07Congedo di Paternità 2026: Giorni Obbligatori e Domanda INPS
                CAF

                Congedo Matrimoniale 2026: A Chi Spetta, Durata e Retribuzione

                Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                Il congedo matrimoniale è un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori dipendenti italiani che si sposano o contraggono un’unione civile. Si tratta di un periodo di assenza retribuita dal lavoro, pensato per permettere al lavoratore di vivere serenamente il momento del matrimonio e i primi giorni di vita coniugale. In questa guida aggiornata al 2026 scoprirai a chi spetta, quanto dura, come è retribuito e quali documenti servono per richiederlo. Se stai pianificando il tuo matrimonio e vuoi conoscere anche gli altri congedi disponibili, consulta la nostra guida sul congedo parentale 2026.

                Indice dei contenuti

                1. Cos’è il congedo matrimoniale
                2. Durata: 15 giorni calendario
                3. Retribuzione durante il congedo
                4. Come richiedere il congedo matrimoniale
                5. Documentazione necessaria
                6. Congedo matrimoniale e unioni civili
                7. CCNL e differenze settoriali
                8. Domande frequenti

                Cos’è il congedo matrimoniale

                Il congedo matrimoniale è un periodo di assenza dal lavoro retribuita al 100% che spetta al lavoratore dipendente in occasione del matrimonio civile o religioso (con effetti civili). È un diritto previsto dalla legge e dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), e non può essere negato dal datore di lavoro.

                Il congedo si applica a:

                • Lavoratori dipendenti del settore privato (operai, impiegati, quadri e dirigenti)
                • Dipendenti pubblici (statali, enti locali, sanità)
                • Lavoratori con contratto a tempo determinato (in proporzione alla durata del contratto, secondo il CCNL)
                • Apprendisti

                Non spetta invece ai lavoratori autonomi con partita IVA, ai collaboratori occasionali e ai liberi professionisti, che non hanno un rapporto di lavoro subordinato.

                Durata: 15 giorni calendario

                La durata standard del congedo matrimoniale è di 15 giorni consecutivi di calendario. Questo significa che nel conteggio rientrano anche i sabati, le domeniche e gli eventuali giorni festivi. Non è possibile frazionare il congedo: deve essere fruito in un unico periodo continuativo.

                Punti chiave sulla durata:

                • 15 giorni di calendario (non lavorativi)
                • Decorrono dal giorno del matrimonio o dal giorno successivo, a seconda del CCNL
                • Il congedo deve essere fruito entro 30 giorni dalla data del matrimonio (salvo diversa previsione contrattuale)
                • Non è frazionabile: va preso in blocco
                • Nel settore pubblico la durata può variare (in genere sempre 15 giorni)

                Ad esempio, se Marco si sposa sabato 10 maggio 2026, il suo congedo matrimoniale decorre da lunedì 12 maggio e termina domenica 25 maggio (15 giorni di calendario dal giorno successivo al matrimonio). Tornerà al lavoro lunedì 26 maggio.

                Retribuzione durante il congedo matrimoniale

                Il congedo matrimoniale è retribuito al 100% della normale retribuzione. Il lavoratore non subisce alcuna perdita economica durante il periodo di assenza.

                Chi paga il congedo matrimoniale:

                • Settore privato (impiegati): il datore di lavoro paga l’intera retribuzione
                • Settore privato (operai): l’INPS corrisponde un’assegno per congedo matrimoniale pari a 7 giorni di retribuzione, il datore di lavoro integra i restanti 8 giorni (la suddivisione varia per CCNL)
                • Settore pubblico: l’amministrazione paga l’intera retribuzione

                Per gli operai del settore privato, l’assegno INPS viene anticipato dal datore di lavoro in busta paga e poi conguagliato con i contributi. Il lavoratore non deve fare alcuna richiesta diretta all’INPS: è il datore di lavoro a gestire la pratica.

                I giorni di congedo matrimoniale sono coperti da contribuzione piena ai fini pensionistici, quindi non penalizzano il calcolo della pensione futura.

                Come richiedere il congedo matrimoniale

                La procedura per richiedere il congedo matrimoniale è semplice. Ecco i passaggi:

                1. Comunicazione al datore di lavoro: informa il tuo datore di lavoro con un preavviso minimo di 6 giorni (salvo diversa indicazione del CCNL). Alcuni contratti richiedono 10-15 giorni di preavviso
                2. Richiesta scritta: presenta una richiesta formale (via email, lettera o sistema aziendale) indicando le date di inizio e fine del congedo
                3. Documentazione: dopo il matrimonio, consegna il certificato di matrimonio o l’autocertificazione al datore di lavoro

                Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo matrimoniale: è un diritto del lavoratore. Può però concordare con il dipendente la data di inizio, compatibilmente con le esigenze organizzative dell’azienda, purché il congedo sia fruito entro 30 giorni dal matrimonio.

                Documentazione necessaria

                Per usufruire del congedo matrimoniale, il lavoratore deve presentare:

                • Prima del congedo: richiesta scritta con data del matrimonio e periodo di assenza desiderato
                • Dopo il congedo: certificato di matrimonio rilasciato dal Comune (o certificato di celebrazione rilasciato dalla parrocchia per il matrimonio concordatario), oppure autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000
                • Per gli operai: il datore di lavoro potrebbe richiedere ulteriore documentazione per la richiesta dell’assegno INPS

                Il certificato di matrimonio va consegnato generalmente entro 60 giorni dalla celebrazione. Se non viene presentato, il datore di lavoro potrebbe richiedere la restituzione della retribuzione percepita durante il congedo.

                Congedo matrimoniale e unioni civili

                Dal 2016, con l’entrata in vigore della Legge 76/2016 (cosiddetta Legge Cirinnà), il congedo matrimoniale spetta anche in caso di unione civile tra persone dello stesso sesso. I diritti sono identici a quelli previsti per il matrimonio:

                • Stessa durata: 15 giorni di calendario
                • Stessa retribuzione: 100% dello stipendio
                • Stessa documentazione: certificato di unione civile rilasciato dal Comune
                • Stesse tutele: il datore di lavoro non può rifiutare il congedo

                La giurisprudenza e le circolari INPS hanno confermato che l’unione civile è equiparata al matrimonio per quanto riguarda tutti i diritti legati al rapporto di lavoro, compresi i congedi parentali e le agevolazioni fiscali indicate nel modello 730.

                CCNL e differenze settoriali

                Sebbene la durata di base del congedo matrimoniale sia di 15 giorni, i singoli Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) possono prevedere condizioni migliorative. Ecco le principali differenze:

                • CCNL Commercio e Terziario: 15 giorni di calendario consecutivi, retribuzione a carico del datore di lavoro per impiegati, con integrazione INPS per operai
                • CCNL Metalmeccanico: 15 giorni di calendario (incluse festività), con specifiche sulla decorrenza dal giorno del matrimonio
                • CCNL Turismo e Pubblici Esercizi: 15 giorni, con possibilità di accordo individuale sulla data di fruizione
                • CCNL Edilizia: 15 giorni di calendario, con assegno INPS per gli operai di 7 giorni
                • Dipendenti pubblici (CCNL Comparto Funzioni Centrali/Locali): 15 giorni consecutivi di calendario

                È sempre consigliabile verificare il proprio CCNL per conoscere le condizioni esatte applicabili. Se non sei sicuro di quale contratto si applichi al tuo rapporto di lavoro, puoi verificarlo sulla busta paga o chiedere all’ufficio del personale.

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande frequenti sul congedo matrimoniale

                Il congedo matrimoniale si può cumulare con le ferie?

                Sì. Il congedo matrimoniale è un istituto autonomo rispetto alle ferie. Puoi attaccare le ferie al congedo matrimoniale per prolungare il periodo di assenza. Ad esempio, se hai 15 giorni di congedo e 10 giorni di ferie disponibili, puoi prendere 25 giorni consecutivi.

                Il congedo matrimoniale spetta anche per il matrimonio religioso senza effetti civili?

                No. Il congedo matrimoniale spetta solo per il matrimonio con effetti civili: matrimonio civile celebrato in Comune o matrimonio concordatario (religioso con trascrizione civile). Un matrimonio esclusivamente religioso senza trascrizione non dà diritto al congedo.

                Cosa succede se mi ammalo durante il congedo matrimoniale?

                La malattia che interviene durante il congedo matrimoniale non sospende e non interrompe il congedo. I 15 giorni continuano a decorrere normalmente. Questa è una differenza rispetto alle ferie, che invece vengono sospese in caso di malattia.

                Il congedo matrimoniale è obbligatorio?

                No, è un diritto del lavoratore, non un obbligo. Puoi scegliere di non usufruirne o di prenderlo solo parzialmente (anche se la maggior parte dei CCNL prevede la fruizione in blocco). Se non lo prendi, però, perdi il diritto: non è possibile convertirlo in denaro o in ferie.


                Hai domande sul congedo matrimoniale?

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione dei tuoi diritti lavorativi. I nostri operatori possono aiutarti a verificare il tuo CCNL, calcolare la retribuzione spettante e assisterti con la documentazione necessaria.

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                  Aprile 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-30 09:00:002026-05-31 17:12:18Congedo Matrimoniale 2026: A Chi Spetta, Durata e Retribuzione
                  CAF

                  Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione

                  congedo parentale 2025

                  Il congedo parentale 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione dei genitori lavoratori dipendenti in Italia. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto sia alla madre che al padre, per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la normativa è stata ulteriormente potenziata: la retribuzione all’80% è stata confermata per 3 mesi e il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni. In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere su durata, retribuzione, come fare domanda all’INPS e le differenze con il congedo obbligatorio di maternità e paternità.

                  Indice dei contenuti

                  1. Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto
                  2. Durata del congedo parentale 2026
                  3. Retribuzione del congedo parentale: quanto si prende
                  4. Novità congedo parentale 2026
                  5. Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%
                  6. Congedo obbligatorio di paternità: 10 giorni al 100%
                  7. Come fare domanda di congedo parentale INPS online
                  8. Congedo parentale a ore: come funziona
                  9. Impatto sui contributi pensionistici
                  10. Tabella riepilogativa durata e retribuzione
                  11. Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale
                  12. FAQ sul congedo parentale 2026

                  Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto

                  Il congedo parentale (noto anche come “astensione facoltativa”) è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio. A differenza del congedo obbligatorio di maternità, che è un obbligo di legge, il congedo parentale è una scelta volontaria del genitore.

                  La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni per ampliare le tutele.

                  Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

                  Hanno diritto al congedo parentale:

                  • Lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato)
                  • Madri e padri, anche contemporaneamente
                  • Genitori adottivi e affidatari
                  • Lavoratori agricoli a tempo determinato (con requisiti specifici)

                  Non hanno diritto al congedo parentale i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA, per i quali esistono tutele diverse e più limitate previste dalla propria cassa previdenziale.

                  Il congedo può essere fruito per ogni figlio fino al compimento dei 12 anni di età (o fino a 14 anni per la parte non retribuita, come vedremo più avanti con le novità 2026).

                  Durata del congedo parentale 2026: quanti mesi spettano

                  La durata del congedo parentale 2026 segue regole precise che è importante conoscere per pianificare al meglio l’assenza dal lavoro. Il periodo complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi in una condizione particolare.

                  Ripartizione tra madre e padre

                  Ecco come si suddivide il congedo parentale tra i due genitori:

                  • Madre: massimo 6 mesi (continuativi o frazionati)
                  • Padre: massimo 6 mesi (elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3)
                  • Totale tra i due genitori: massimo 10 mesi (elevabili a 11)
                  • Genitore solo: massimo 10 mesi

                  Quando si arriva a 11 mesi? Se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi, il limite massimo complessivo dei genitori è elevato a 11 mesi. Questa norma è pensata per incentivare la partecipazione attiva dei padri alla cura dei figli.

                  Ad esempio, immagina che Marco e Laura abbiano un figlio di 2 anni. Laura ha già usato 5 mesi di congedo parentale. Marco decide di prendere 4 mesi. In questo caso, avendo Marco superato i 3 mesi, il tetto complessivo sale da 10 a 11 mesi, e la coppia può usufruire di tutti i 9 mesi (5+4) senza problemi.

                  Retribuzione del congedo parentale 2026: quanto si prende

                  La retribuzione durante il congedo parentale è una delle domande più frequenti tra i genitori. Nel 2026 il sistema prevede tre fasce di indennità, pagate dall’INPS:

                  Le tre fasce di indennità

                  1. 3 mesi all’80% della retribuzione – Si tratta di un mese spettante alla madre (non trasferibile) + un mese spettante al padre (non trasferibile) + un ulteriore mese spettante a uno dei due genitori (trasferibile). Questi 3 mesi all’80% sono la grande novità confermata per il 2026.
                  2. 6 mesi al 30% della retribuzione – I restanti mesi di congedo (fino al nono mese indennizzabile complessivo tra i genitori) sono retribuiti al 30%, ma solo fino ai 12 anni del bambino.
                  3. Mesi restanti senza retribuzione – Eventuali mesi residui (fino al tetto di 10/11 mesi totali) non sono retribuiti, a meno che il reddito individuale del genitore non sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

                  In pratica, se il tuo stipendio netto mensile è di 1.500 euro, durante i primi 3 mesi di congedo parentale riceverai circa 1.200 euro al mese (80%), mentre nei successivi mesi al 30% riceverai circa 450 euro al mese.

                  Come si calcola la retribuzione

                  L’indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l’inizio del congedo. Il calcolo include:

                  • Retribuzione base
                  • Contingenza e scatti di anzianità
                  • Ratei di tredicesima e quattordicesima
                  • Esclusi: straordinari, premi variabili, indennità occasionali

                  Novità congedo parentale 2026: cosa cambia

                  La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il congedo parentale, potenziando le tutele economiche per i genitori lavoratori. Ecco le principali modifiche rispetto al 2025:

                  Conferma dei 3 mesi all’80%

                  La misura introdotta sperimentalmente nel 2024 è stata resa strutturale. I 3 mesi retribuiti all’80% (invece del 30%) sono ora una garanzia permanente, non più soggetta a rinnovo annuale. Questo significa un aumento significativo dell’indennità per le famiglie: su uno stipendio medio di 1.800 euro lordi, la differenza tra 80% e 30% è di circa 900 euro al mese.

                  Estensione fino a 14 anni del figlio

                  Una delle novità più rilevanti del 2026 riguarda l’ampliamento della finestra temporale. Il congedo parentale non retribuito è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio (in precedenza il limite era 12 anni). Questo permette ai genitori di poter contare su periodi di astensione anche quando i figli sono più grandi, ad esempio durante l’adolescenza.

                  Attenzione però: la parte retribuita (all’80% e al 30%) resta fruibile solo entro i 12 anni del bambino. L’estensione a 14 anni riguarda esclusivamente il periodo non indennizzato.

                  Riepilogo novità 2026

                  • 3 mesi all’80% resi strutturali (non più sperimentali)
                  • Estensione a 14 anni per la parte non retribuita
                  • Congedo di paternità obbligatorio confermato a 10 giorni al 100%
                  • Semplificazione della domanda online INPS
                  • Maggiore flessibilità nella fruizione a ore

                  Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%

                  Prima di approfondire il congedo parentale (facoltativo), è fondamentale distinguerlo dal congedo obbligatorio di maternità, che è un diritto irrinunciabile della lavoratrice.

                  Durata e modalità del congedo di maternità

                  Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere fruito in due modalità:

                  • Formula tradizionale (2+3): 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo il parto
                  • Flessibilità (1+4): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto (serve certificato medico che attesti l’assenza di rischi)
                  • Opzione post-parto (0+5): tutti i 5 mesi dopo il parto (introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, serve certificato medico)

                  Retribuzione del congedo di maternità

                  Durante il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice riceve un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100%, quindi è importante verificare cosa prevede il proprio contratto.

                  Chi ha diritto anche al bonus mamme lavoratrici può beneficiare di un ulteriore supporto economico durante questo periodo.

                  Congedo obbligatorio di paternità 2026: 10 giorni al 100%

                  Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto relativamente recente, reso strutturale dal 2022. Nel 2026 le regole sono confermate e rafforzate.

                  Come funziona il congedo di paternità

                  • Durata: 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare)
                  • Retribuzione: 100% della retribuzione
                  • Quando: può essere fruito dai 2 mesi prima del parto fino ai 5 mesi successivi
                  • Modalità: anche in modo non continuativo
                  • Compatibilità: può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre

                  Il congedo di paternità è obbligatorio: il datore di lavoro non può negarlo e il padre è tenuto a fruirne. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

                  Questo congedo è indipendente dal congedo parentale facoltativo: i 10 giorni obbligatori non si scalano dai mesi di congedo parentale. Pertanto, un padre può usufruire di 10 giorni obbligatori + fino a 6 mesi (o 7) di congedo parentale facoltativo.

                  Come fare domanda di congedo parentale INPS online

                  La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se presenti la domanda in ritardo, i giorni precedenti alla richiesta non saranno indennizzati.

                  Procedura online sul portale INPS

                  1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
                  2. Cerca il servizio “Domanda di congedo parentale”
                  3. Seleziona “Congedo parentale” nella tipologia di domanda
                  4. Inserisci i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale)
                  5. Indica il periodo richiesto (data inizio e data fine)
                  6. Specifica se vuoi il congedo a giornate intere o a ore
                  7. Allega eventuale documentazione richiesta
                  8. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

                  Canali alternativi per la domanda

                  Se non riesci a presentare la domanda online, puoi rivolgerti a:

                  • Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
                  • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente, assistendoti nella compilazione e nel controllo di tutta la documentazione necessaria

                  Documenti necessari

                  • SPID, CIE o CNS per l’accesso
                  • Codice fiscale del figlio
                  • Certificato di nascita o riconoscimento del figlio
                  • Dichiarazione del datore di lavoro (per alcune tipologie contrattuali)
                  • In caso di adozione: provvedimento di adozione o affidamento

                  Congedo parentale a ore: come funziona

                  Dal 2015, i genitori possono fruire del congedo parentale anche su base oraria, non solo a giornate intere. Questa modalità offre una flessibilità preziosa per chi vuole conciliare lavoro e cura dei figli senza rinunciare del tutto alla retribuzione.

                  Regole del congedo a ore

                  • Misura minima: il congedo a ore spetta nella misura del 50% dell’orario giornaliero, salvo diverse previsioni del CCNL
                  • Non frazionabile ulteriormente: non puoi chiedere, ad esempio, solo 1 ora se il tuo orario è di 8 ore (il minimo è 4 ore in quel caso)
                  • Non cumulabile: nello stesso giorno non puoi cumulare congedo parentale a ore con permessi per allattamento o altri riposi
                  • Retribuzione: segue le stesse regole del congedo a giornate (80% o 30% a seconda del mese utilizzato)

                  Il congedo a ore è particolarmente utile per chi lavora part-time o per chi vuole mantenere un collegamento con l’ambiente lavorativo pur dedicando più tempo al figlio.

                  Per la domanda online, nella procedura INPS selezionerai la voce “Fruizione a ore” e indicherai le ore giornaliere di congedo richieste.

                  Impatto del congedo parentale sui contributi pensionistici

                  Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i genitori è l’effetto del congedo parentale sulla futura pensione. Ecco cosa succede ai contributi previdenziali durante i periodi di astensione:

                  Copertura contributiva durante il congedo

                  • Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi): copertura contributiva piena al 100% con contributi figurativi. Non c’è nessun impatto negativo sulla pensione.
                  • Congedo parentale retribuito (fino a 9 mesi): i periodi retribuiti (all’80% o al 30%) sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla retribuzione convenzionale (pari al 200% dell’assegno sociale). Questo significa che i contributi versati saranno inferiori a quelli normali, ma comunque validi per il diritto e il calcolo della pensione.
                  • Congedo parentale non retribuito: i periodi non retribuiti sono coperti da contributi figurativi solo fino al sesto anno di vita del bambino. Dopo questa età, il periodo non è coperto automaticamente.

                  Come recuperare i contributi mancanti

                  Se hai periodi scoperti, puoi ricorrere al riscatto o alla contribuzione volontaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la tua situazione contributiva e valutare se conviene procedere con il riscatto dei periodi non coperti. Puoi approfondire il tema nella nostra guida alle pensioni 2026.

                  Tabella riepilogativa durata e retribuzione congedo parentale 2026

                  Per avere un quadro chiaro e immediato di tutte le tipologie di congedo a disposizione dei genitori nel 2026, ecco la tabella riepilogativa completa:

                  Tipologia di congedoDurataRetribuzioneEtà massima figlioChi ne ha diritto
                  Congedo obbligatorio maternità5 mesi80% (spesso integrato al 100% dal CCNL)Dalla nascitaMadre lavoratrice dipendente
                  Congedo obbligatorio paternità10 giorni (20 per gemelli)100%Entro 5 mesi dalla nascitaPadre lavoratore dipendente
                  Congedo parentale – 3 mesi all’80%3 mesi (1 madre + 1 padre + 1 alternativo)80%Entro 12 anniEntrambi i genitori
                  Congedo parentale – al 30%Fino a 6 mesi aggiuntivi (tot. 9 mesi indennizzabili)30%Entro 12 anniEntrambi i genitori
                  Congedo parentale – non retribuitoMesi residui fino a 10/11 totali0% (salvo basso reddito)Entro 14 anni (novità 2026)Entrambi i genitori

                  Nota importante: i mesi indicati si intendono come tetto complessivo tra entrambi i genitori. Ad esempio, se la madre usa 6 mesi di congedo parentale, il padre potrà usarne al massimo 4 (per arrivare al tetto di 10), oppure 5 se ha già usato almeno 3 mesi propri (tetto elevato a 11).

                  Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale

                  Molti genitori confondono il congedo di maternità con il congedo parentale. Si tratta di due istituti diversi, con regole distinte:

                  CaratteristicaCongedo di maternitàCongedo parentale
                  NaturaObbligatorioFacoltativo
                  Chi ne fruisceSolo la madreMadre e/o padre
                  Durata5 mesiFino a 10/11 mesi (totale genitori)
                  Retribuzione80% (spesso 100% con CCNL)80% (3 mesi), 30% (6 mesi), 0%
                  QuandoPrima e dopo il partoDopo il congedo obbligatorio, entro 12/14 anni
                  DomandaObbligatoriaFacoltativa, su richiesta del genitore

                  In sostanza, il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio intorno al parto, mentre il congedo parentale è un diritto facoltativo aggiuntivo che si può usare nei mesi e anni successivi. I due periodi si sommano: una madre può fruire di 5 mesi obbligatori + fino a 6 mesi di congedo parentale facoltativo.

                  Se stai pianificando il ritorno al lavoro dopo la maternità, può essere utile anche valutare il bonus asilo nido 2026, che ti aiuta a coprire le spese per la cura del bambino quando riprendi l’attività lavorativa.

                  📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                  Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                  FAQ sul congedo parentale 2026

                  Il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi?

                  Sì, il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. Il periodo decorre dalla data di ingresso del minore in famiglia (o in Italia, per le adozioni internazionali). Le regole sulla durata e sulla retribuzione sono le stesse dei genitori biologici.

                  Posso prendere il congedo parentale se lavoro part-time?

                  Sì, il diritto al congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti, inclusi quelli part-time. La retribuzione sarà calcolata proporzionalmente all’orario effettivo di lavoro. Se lavori 4 ore al giorno, il congedo a ore sarà di 2 ore (50% dell’orario).

                  Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

                  No. Il congedo parentale è un diritto soggettivo del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarlo né subordinarlo a esigenze aziendali. Deve però essere comunicato con un preavviso di almeno 5 giorni (o 2 giorni per il congedo a ore).

                  Madre e padre possono prendere il congedo contemporaneamente?

                  Sì, la legge consente ai genitori di fruire del congedo parentale nello stesso periodo. Entrambi possono assentarsi contemporaneamente dal lavoro, purché non venga superato il tetto complessivo di 10 mesi (o 11). Questa possibilità è particolarmente utile nei primi mesi di vita del bambino.

                  Come si calcolano i 3 mesi all’80%?

                  I 3 mesi all’80% sono così ripartiti: 1 mese è riservato alla madre (non trasferibile al padre), 1 mese è riservato al padre (non trasferibile alla madre), e il terzo mese può essere usato da uno dei due genitori in alternativa. Se il padre non usa il suo mese riservato, quel mese non passa alla madre e viceversa.

                  Quanto tempo prima devo fare domanda all’INPS?

                  La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo. Non c’è un termine minimo di legge, ma è consigliabile presentarla con almeno 15-30 giorni di anticipo per evitare ritardi nella lavorazione. Ricorda che i giorni di congedo fruiti prima della presentazione della domanda non vengono indennizzati.


                  Hai bisogno di assistenza per il congedo parentale?

                  Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di congedo parentale all’INPS, il calcolo della retribuzione spettante e la verifica dei tuoi diritti. I nostri operatori di patronato sono specializzati in tutele per la maternità e paternità e possono seguirti in ogni passaggio.

                  Scrivici su WhatsApp: 366 601 8121

                  Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

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                    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

                    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.com

                    Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 09:00:002026-05-31 16:16:09Congedo Parentale 2026: Guida Completa Durata e Retribuzione
                    MATERNITA', PATRONATO

                    Congedo Parentale: Guida Pratica alla Domanda INPS 2026

                    congedo parentale 2025

                    Il congedo parentale rappresenta un diritto fondamentale per i genitori lavoratori che desiderano dedicare tempo alla cura dei propri figli nei primi anni di vita. La domanda INPS per il congedo parentale è oggi completamente telematica e richiede la conoscenza di requisiti, tempistiche e percentuali di indennità per essere gestita correttamente. In questa guida completa analizziamo come presentare la domanda di congedo parentale, quali sono i requisiti INPS 2026, la durata massima e le percentuali di indennità spettanti.

                    Che tu sia madre lavoratrice dipendente, padre, genitore autonomo o genitore single, capire il funzionamento del congedo parentale INPS ti permette di pianificare al meglio il periodo di assenza dal lavoro senza rinunciare al sostegno economico previsto dalla legge.

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                    Indice dei contenuti

                    1. Cos’è il congedo parentale e a chi spetta
                    2. Durata del congedo parentale 2026
                    3. Indennità INPS: percentuali e calcolo
                    4. Requisiti per richiedere il congedo parentale
                    5. Come fare domanda INPS: procedura passo-passo
                    6. Documenti necessari per la domanda
                    7. Tempi di risposta INPS e pagamento
                    8. Congedo parentale frazionato: come funziona
                    9. Casi particolari: genitori single, adozione, affidamento
                    10. Differenze con congedo di maternità e paternità obbligatorio

                    Cos’è il Congedo Parentale e a Chi Spetta

                    Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro riconosciuto dalla legge italiana ai genitori lavoratori per prendersi cura dei figli durante i primi anni di vita. A differenza del congedo di maternità obbligatorio (5 mesi per la madre) e del congedo di paternità obbligatorio (10 giorni per il padre), il congedo parentale è facoltativo ma offre una indennità economica INPS calcolata sulla retribuzione.

                    Hanno diritto al congedo parentale:

                    • Madri lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato)
                    • Padri lavoratori dipendenti
                    • Genitori con contratti di lavoro subordinato (anche a tempo determinato)
                    • Lavoratrici e lavoratori autonomi (con requisiti contributivi specifici)
                    • Genitori adottivi o affidatari
                    • Genitori single (con diritto cumulativo)

                    Il congedo parentale INPS 2026 può essere utilizzato fino ai 12 anni di età del bambino, con modalità e indennità variabili in base all’età del figlio e ai mesi fruiti.

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                    Durata del Congedo Parentale 2026

                    La durata massima del congedo parentale varia in base al numero di genitori e alla loro situazione lavorativa. Ecco il riepilogo completo per il 2026:

                    Durata per la Madre Lavoratrice Dipendente

                    La madre lavoratrice dipendente ha diritto a un massimo di 6 mesi di congedo parentale, fruibili anche in modalità frazionata (giorni, settimane, mesi). Questo periodo è individuale e non trasferibile al padre.

                    Durata per il Padre Lavoratore Dipendente

                    Il padre lavoratore dipendente ha diritto a un massimo di 6 mesi di congedo parentale. Se il padre fruisce di almeno 3 mesi di congedo, il limite individuale sale a 7 mesi complessivi.

                    Durata Complessiva per Coppia

                    La durata massima complessiva di congedo parentale per entrambi i genitori (madre + padre) è pari a 10 mesi, che possono diventare 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi continuativi o frazionati.

                    GenitoreDurata massima individualeNote
                    Madre dipendente6 mesiNon trasferibili al padre
                    Padre dipendente6 mesi (7 se ne usa almeno 3)Incremento a 7 mesi se fruisce di 3+ mesi
                    Genitore unico10 mesi (11 in casi specifici)Cumulo madre + padre
                    Limite coppia10-11 mesi totaliEntrambi i genitori insieme

                    Importante: Il congedo parentale può essere fruito fino ai 12 anni di età del bambino, ma l’indennità economica INPS è riconosciuta solo per determinati periodi (vedi sezione successiva).

                    Indennità INPS: Percentuali e Calcolo 2026

                    L’indennità di congedo parentale INPS è una prestazione economica erogata mensilmente dall’INPS ai genitori che si assentano dal lavoro. Le percentuali di indennità variano in base all’età del bambino e ai mesi di congedo fruiti:

                    Indennità all’80% della Retribuzione

                    Per il 2026, l’INPS riconosce un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera per:

                    • Primo mese di congedo parentale di ciascun genitore (entro i 6 anni del bambino)
                    • Secondo mese di congedo parentale di ciascun genitore (entro i 6 anni del bambino)
                    • Terzo mese di congedo parentale complessivo della coppia (anche se fruito da un solo genitore, entro i 6 anni del bambino)

                    Esempio pratico: Maria e Giovanni sono genitori di un bambino di 2 anni. Maria fruisce di 2 mesi di congedo parentale e riceve l’80% della retribuzione per entrambi i mesi. Giovanni successivamente fruisce di 1 mese e riceve l’80%. Il totale dei 3 mesi indennizzati all’80% è esaurito.

                    Indennità al 30% della Retribuzione

                    Dopo aver esaurito i 3 mesi indennizzati all’80%, l’INPS eroga un’indennità pari al 30% della retribuzione media per:

                    • Fino al compimento dei 6 anni di età del bambino
                    • Tra i 6 e gli 8 anni di età, solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione (circa 15.300 euro lordi annui nel 2026)

                    Nessuna Indennità dagli 8 ai 12 Anni

                    Dal compimento degli 8 anni fino ai 12 anni del bambino, il congedo parentale può essere fruito ma senza indennità economica. Il genitore ha comunque diritto alla conservazione del posto di lavoro e al computo dell’anzianità di servizio.

                    PeriodoIndennità INPSCondizioni
                    Primi 3 mesi complessivi (0-6 anni)80% della retribuzionePrimo e secondo mese per genitore + terzo mese complessivo
                    Dal 4° mese in poi (0-6 anni)30% della retribuzioneSenza limiti di reddito
                    Tra 6 e 8 anni30% della retribuzioneSolo se reddito < 2,5 volte pensione minima
                    Tra 8 e 12 anniNessuna indennitàSolo conservazione posto di lavoro

                    Calcolo dell’Indennità INPS

                    L’indennità di congedo parentale viene calcolata sulla base della retribuzione media giornaliera percepita nel mese precedente l’inizio del congedo. La formula è:

                    Indennità giornaliera = (Retribuzione mensile lorda / Giorni retribuiti) × Percentuale (80% o 30%)

                    Esempio di calcolo:

                    • Retribuzione mensile lorda di Laura: 1.800 euro
                    • Giorni lavorativi nel mese: 22 giorni
                    • Retribuzione media giornaliera: 1.800 / 22 = 81,82 euro
                    • Indennità giornaliera all’80%: 81,82 × 0,80 = 65,46 euro al giorno
                    • Indennità mensile (22 giorni): 65,46 × 22 = 1.440 euro lordi

                    L’INPS eroga l’indennità mensilmente, generalmente entro il 15 del mese successivo a quello di fruizione del congedo.

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                    Requisiti per Richiedere il Congedo Parentale INPS

                    Per accedere al congedo parentale e all’indennità INPS, è necessario soddisfare determinati requisiti contributivi e lavorativi:

                    Requisiti per Lavoratori Dipendenti

                    • Rapporto di lavoro attivo al momento della domanda di congedo parentale
                    • Iscrizione INPS come lavoratore dipendente (gestione privata o pubblica)
                    • Non è richiesto un periodo minimo di contribuzione per i lavoratori dipendenti
                    • Il congedo deve essere fruito entro i 12 anni di età del bambino

                    Requisiti per Lavoratori Autonomi

                    I lavoratori autonomi (commercianti, artigiani, coltivatori diretti, coloni, mezzadri) hanno diritto al congedo parentale con requisiti più stringenti:

                    • Almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo
                    • Iscrizione alla gestione INPS per autonomi
                    • Congedo fruibile solo nei primi 3 anni di vita del bambino (non fino a 12 anni)
                    • Indennità pari al 30% del reddito (non all’80% come i dipendenti)

                    Requisiti per Genitori Adottivi o Affidatari

                    I genitori adottivi o affidatari hanno diritto al congedo parentale con le seguenti specificità:

                    • Congedo fruibile entro 12 anni dall’ingresso del minore in famiglia
                    • Limite di età massimo del minore: 18 anni
                    • Stessi limiti di durata e indennità dei genitori biologici

                    Attenzione: Il congedo parentale non può essere fruito contemporaneamente da entrambi i genitori per lo stesso figlio nello stesso periodo.

                    Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS: Procedura Passo-Passo

                    La domanda di congedo parentale deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale INPS. Ecco la procedura completa, passo dopo passo:

                    Step 1: Accedere al Portale INPS

                    Accedi al sito ufficiale www.inps.it utilizzando una delle seguenti credenziali:

                    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – consigliato
                    • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
                    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

                    Se non hai ancora SPID, puoi richiederlo gratuitamente presso uno dei provider autorizzati (Poste Italiane, Aruba, Infocert, ecc.).

                    Step 2: Cerca il Servizio “Domanda Congedo Parentale”

                    Una volta autenticato, digita nella barra di ricerca del portale INPS:

                    “Domanda congedo parentale lavoratori dipendenti, autonomi, gestione separata”

                    Oppure naviga tramite il menu: Prestazioni e servizi → Maternità e congedo parentale → Domanda per congedo parentale.

                    Step 3: Compila la Domanda Telematica

                    Il sistema INPS ti guiderà nella compilazione del modulo online. I dati obbligatori da inserire sono:

                    • Dati anagrafici del genitore richiedente (codice fiscale, residenza)
                    • Dati del bambino (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita)
                    • Dati del datore di lavoro (ragione sociale, codice fiscale, indirizzo)
                    • Periodo di congedo richiesto (data inizio, data fine o numero giorni)
                    • Modalità di fruizione (continuativa, frazionata a ore, giorni, settimane)
                    • IBAN per accredito indennità (conto corrente bancario o postale)

                    Importante: Verifica che l’IBAN inserito sia corretto per evitare ritardi nei pagamenti.

                    Step 4: Allega i Documenti Richiesti

                    In base alla tua situazione, potrebbe essere necessario allegare:

                    • Certificato di nascita del bambino (se non ancora registrato dall’ospedale)
                    • Documenti di adozione o affidamento (per genitori adottivi/affidatari)
                    • Autocertificazione redditi (per lavoratori autonomi o per indennità 6-8 anni)

                    I documenti vanno caricati in formato PDF o JPG, con dimensione massima di 5 MB per file.

                    Step 5: Invia la Domanda e Ottieni la Ricevuta

                    Dopo aver controllato tutti i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema INPS genera automaticamente una ricevuta di protocollo con numero univoco.

                    Conserva il numero di protocollo: ti servirà per tracciare lo stato della domanda e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

                    Step 6: Comunica al Datore di Lavoro

                    Dopo aver presentato la domanda INPS, è obbligatorio informare il datore di lavoro dell’assenza programmata. La comunicazione deve avvenire con un preavviso minimo di 5 giorni (salvo situazioni di urgenza documentate).

                    Il datore di lavoro riceverà comunicazione diretta dall’INPS tramite il sistema “Comunicazione bidirezionale”, ma è buona prassi inviargli anche una comunicazione scritta via email o PEC.

                    Nota bene: Se il datore di lavoro anticipa l’indennità in busta paga (come avviene nella maggior parte dei casi), l’INPS rimborserà direttamente l’azienda. In caso contrario, l’INPS pagherà direttamente al genitore.

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                    Documenti Necessari per la Domanda di Congedo Parentale

                    Per presentare la domanda di congedo parentale INPS sono necessari i seguenti documenti:

                    • Documento d’identità valido del genitore richiedente
                    • Codice fiscale del genitore e del bambino
                    • Certificato di nascita (o autocertificazione se già registrato)
                    • Dati del datore di lavoro (codice fiscale, ragione sociale, indirizzo sede)
                    • IBAN conto corrente per accredito indennità
                    • Documentazione redditi (solo per indennità 6-8 anni o lavoratori autonomi)
                    • Sentenza di adozione/affidamento (per genitori adottivi o affidatari)

                    Documentazione integrativa per lavoratori autonomi:

                    • Visura camerale (per artigiani e commercianti)
                    • Autocertificazione versamenti contributivi ultimi 12 mesi
                    • Dichiarazione redditi (modello Redditi o Unico)

                    L’INPS può richiedere documentazione aggiuntiva in fase di istruttoria. In tal caso, il genitore riceve una comunicazione nella propria area personale MyINPS con l’elenco dei documenti mancanti e la scadenza per l’invio.

                    Tempi di Risposta INPS e Pagamento dell’Indennità

                    Dopo aver presentato la domanda di congedo parentale, l’INPS avvia l’istruttoria amministrativa che prevede la verifica dei requisiti contributivi e della documentazione allegata.

                    Tempi Medi di Risposta

                    • 15-30 giorni lavorativi per domande complete e senza anomalie
                    • 45-60 giorni in caso di richiesta documentazione integrativa
                    • Domande urgenti: possibile segnalazione tramite CAF o Patronato per accelerare l’istruttoria

                    Puoi verificare lo stato della domanda in tempo reale accedendo al portale INPS con SPID, sezione “Fascicolo previdenziale del cittadino” → Domande”.

                    Modalità e Tempi di Pagamento

                    L’indennità di congedo parentale viene erogata secondo due modalità:

                    1. Anticipo da parte del datore di lavoro (modalità più comune):
                      • Il datore anticipa l’indennità in busta paga
                      • L’INPS rimborsa successivamente l’azienda tramite conguaglio contributivo
                      • Il genitore riceve l’indennità insieme allo stipendio mensile
                    2. Pagamento diretto INPS (se il datore non anticipa):
                      • L’INPS accredita l’indennità sul conto corrente indicato dal genitore
                      • Tempistica: entro il 15 del mese successivo al periodo di congedo fruito
                      • Primo pagamento può richiedere 60-90 giorni dall’inizio del congedo

                    Esempio: Luca fruisce di congedo parentale dal 1° al 30 marzo 2026. Se il datore anticipa, riceverà l’indennità nella busta paga di marzo. Se il pagamento è diretto INPS, l’accredito avverrà entro il 15 aprile 2026.

                    Congedo Parentale Frazionato: Come Funziona

                    Una delle caratteristiche più flessibili del congedo parentale è la possibilità di fruirlo in modalità frazionata. Questo significa che non sei obbligato a utilizzare tutti i mesi consecutivamente, ma puoi suddividere il congedo in:

                    • Giorni singoli (es. ogni venerdì)
                    • Settimane (es. 1 settimana al mese)
                    • Mesi completi (es. 2 mesi consecutivi + 1 mese dopo 6 mesi)
                    • Ore giornaliere (congedo parentale a ore, introdotto dal 2013)

                    Congedo Parentale a Ore

                    Il congedo parentale a ore consente al genitore di assentarsi dal lavoro solo per alcune ore della giornata lavorativa, invece dell’intera giornata. Questa modalità è regolata dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) di categoria.

                    Regole principali:

                    • Modalità definita dal CCNL: verifica nel tuo contratto collettivo come è regolato il congedo a ore
                    • Non cumulabile nello stesso giorno con altre tipologie di permesso (es. allattamento, L.104)
                    • Richiesta anticipata al datore: almeno 5 giorni prima (salvo urgenze)
                    • Indennità proporzionale: l’INPS calcola l’indennità in base alle ore fruite

                    Esempio: Chiara lavora 8 ore al giorno. Decide di fruire di 2 ore di congedo parentale al giorno per accompagnare il figlio alle visite mediche. L’INPS riconoscerà l’indennità per 2/8 della giornata lavorativa.

                    Frazionamento e Preavviso

                    Per ogni periodo di congedo parentale frazionato è necessario:

                    • Presentare una nuova domanda INPS per ogni periodo (o modificare la domanda esistente)
                    • Comunicare al datore di lavoro con almeno 5 giorni di preavviso (2 giorni per congedo a ore in alcuni CCNL)
                    • Rispettare il limite massimo complessivo di mesi/giorni spettanti

                    Il frazionamento non comporta perdita di indennità, purché il congedo sia fruito entro i limiti di età del bambino previsti per l’indennizzazione (6 anni per l’80%, 8 anni per il 30%).

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                    Casi Particolari: Genitori Single, Adozione, Affidamento

                    Il congedo parentale prevede regole specifiche per situazioni familiari particolari. Vediamo i casi più comuni:

                    Genitore Solo o Unico Affidatario

                    Il genitore solo (single, vedovo, separato con affidamento esclusivo, genitore non riconosciuto dall’altro) ha diritto a:

                    • 10 mesi continuativi o frazionati di congedo parentale (cumulo madre + padre)
                    • 11 mesi se fruisce di almeno 3 mesi continuativi
                    • Indennità all’80% per i primi 3 mesi complessivi (entro i 6 anni del bambino)
                    • Indennità al 30% per i mesi successivi (entro i 6-8 anni, con limiti reddituali per 6-8 anni)

                    Documentazione richiesta:

                    • Autocertificazione stato di genitore solo
                    • Sentenza di separazione/divorzio con affidamento esclusivo
                    • Certificato di morte dell’altro genitore (per vedovi)
                    • Dichiarazione di non riconoscimento (per genitori non riconosciuti)

                    Genitori Adottivi o Affidatari

                    I genitori adottivi o affidatari preadottivi hanno diritto al congedo parentale con queste particolarità:

                    • Decorrenza: dal giorno di ingresso del minore in famiglia (non dalla nascita biologica)
                    • Durata massima: fino a 12 anni dall’ingresso (indipendentemente dall’età del minore)
                    • Limite di età del minore: 18 anni (se il minore entra in famiglia dopo i 6 anni, l’indennità al 30% spetta comunque)
                    • Stessi mesi e indennità dei genitori biologici

                    Documentazione richiesta:

                    • Sentenza di adozione o provvedimento di affidamento preadottivo
                    • Certificato di ingresso in famiglia del minore
                    • Documento d’identità del minore

                    Affidamento Non Preadottivo

                    Per l’affidamento temporaneo non preadottivo (affidamento familiare), il congedo parentale spetta solo se:

                    • Il minore ha meno di 6 anni al momento dell’affidamento
                    • Durata massima: 3 mesi (non 10-11 mesi come genitori biologici)
                    • Indennità al 30% per l’intero periodo (non all’80%)

                    Parto Gemellare o Plurimo

                    In caso di parto gemellare (o plurimo), i genitori hanno diritto a:

                    • Stesso numero di mesi complessivi (non raddoppiati per ogni figlio)
                    • Possibilità di fruizione contemporanea: ciascun genitore può fruire di congedo per figli diversi nello stesso periodo
                    • Indennità non cumulabile: se entrambi i genitori fruiscono di congedo nello stesso giorno, l’indennità spetta una sola volta

                    Differenze con Congedo di Maternità e Paternità Obbligatorio

                    È importante distinguere il congedo parentale facoltativo dal congedo di maternità obbligatorio e dal congedo di paternità obbligatorio. Ecco le principali differenze:

                    CaratteristicaCongedo Maternità ObbligatorioCongedo Paternità ObbligatorioCongedo Parentale Facoltativo
                    NaturaObbligatorioObbligatorioFacoltativo
                    Durata5 mesi (madre)10 giorni lavorativi (padre)6-7 mesi per genitore, 10-11 mesi coppia
                    Periodo2 mesi prima + 3 dopo parto (flessibile)Primi 5 mesi dalla nascitaFino a 12 anni del bambino
                    Indennità80% retribuzione100% retribuzione80% primi 3 mesi, poi 30%
                    ContributiFigurativi (coperti INPS)FigurativiFigurativi
                    LicenziamentoVietato (salvo giusta causa)Vietato durante congedoConservazione posto di lavoro

                    In sintesi:

                    • Il congedo di maternità obbligatorio è un diritto-dovere della madre lavoratrice, con indennità all’80% per 5 mesi
                    • Il congedo di paternità obbligatorio spetta al padre per 10 giorni retribuiti al 100% nei primi 5 mesi dalla nascita
                    • Il congedo parentale facoltativo è una scelta dei genitori, con indennità ridotta (80% primi 3 mesi, 30% successivi) ma maggiore flessibilità temporale

                    Possono sovrapporsi? No. Il congedo parentale può iniziare solo dopo la fine del congedo di maternità obbligatorio (per la madre) o dopo la fine del congedo di paternità obbligatorio (per il padre).

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                    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                    Domande Frequenti sul Congedo Parentale

                    Posso richiedere il congedo parentale se sono in periodo di prova?

                    Si, il congedo parentale spetta anche ai lavoratori in periodo di prova, purche il rapporto di lavoro sia attivo al momento della richiesta. L indennita INPS e riconosciuta alle stesse condizioni dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato.

                    Il congedo parentale puo essere rifiutato dal datore di lavoro?

                    No, il datore di lavoro non puo rifiutare il congedo parentale. E un diritto del lavoratore sancito dalla legge. Il datore puo solo verificare che il preavviso minimo di 5 giorni sia stato rispettato e che non ci siano sovrapposizioni con altri congedi dello stesso genitore.

                    Posso lavorare durante il congedo parentale?

                    No, durante il periodo di congedo parentale e vietato svolgere qualsiasi attivita lavorativa, sia per il datore di lavoro sia come lavoratore autonomo. In caso di controlli INPS e accertamento di attivita lavorativa, si rischia la decadenza dall indennita e la restituzione delle somme percepite.

                    Il congedo parentale vale per l anzianita di servizio?

                    Si, il periodo di congedo parentale indennizzato e coperto da contribuzione figurativa INPS e vale ai fini dell anzianita di servizio, delle ferie e della tredicesima. I periodi non indennizzati (8-12 anni) valgono comunque ai fini dell anzianita ma senza contributi figurativi.

                    Posso modificare le date del congedo parentale dopo aver inviato la domanda?

                    Si, e possibile modificare la domanda di congedo parentale accedendo al portale INPS, sezione Domande, selezionando la domanda inviata e cliccando su Modifica. La modifica deve essere comunicata anche al datore di lavoro con almeno 5 giorni di preavviso.

                    Quanto tempo ho per richiedere il congedo parentale dopo la nascita?

                    Il congedo parentale puo essere richiesto in qualsiasi momento entro i 12 anni di eta del bambino. Non esiste una scadenza immediata dopo la nascita, ma l indennita INPS e riconosciuta solo entro determinati limiti di eta del figlio (6 anni per l 80 percento, 8 anni per il 30 percento con limiti reddituali).


                    Hai Bisogno di Assistenza per il Congedo Parentale?

                    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di congedo parentale INPS, il calcolo dell’indennità e la verifica dei requisiti.

                    I nostri servizi includono:

                    • Compilazione domanda telematica INPS per congedo parentale
                    • Calcolo indennità spettante (80% o 30%)
                    • Verifica requisiti contributivi e tempistiche
                    • Assistenza per genitori single, adottivi, lavoratori autonomi
                    • Supporto per congedo frazionato e a ore
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                      Alexandra Bala
                      04/09/2026
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                      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                      paolino servidio
                      03/09/2026
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                      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                      Lady
                      01/09/2026
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                      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                      Giulia Guida
                      25/08/2026
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                      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
                      Pubblicato su Google Google
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                      Paola Zilli
                      07/08/2026
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                      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                      Jacqueline B.
                      06/08/2026
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                      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                      Maura Masutto
                      06/08/2026
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                      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                      Issam Elhefnawi
                      31/07/2026
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                      Molto gentile
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                      Sibongile Moyana
                      30/07/2026
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                      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                      Sabrina Cirina
                      23/07/2026
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                      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

                      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

                      Marzo 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-08 20:14:332026-05-31 09:55:47Congedo Parentale: Guida Pratica alla Domanda INPS 2026
                      MATERNITA', PATRONATO

                      Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole

                      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

                      Indice dei contenuti

                      1. Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia
                      2. Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS
                      3. Indennità INPS 2026: Quanto Spetta
                      4. Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026
                      5. Scadenze e Tempistiche 2026

                      Dal 2026 entra in vigore la nuova disciplina del congedo parentale con modifiche significative che ampliano i diritti dei genitori lavoratori. La domanda INPS per il congedo parentale è ufficialmente attiva con le nuove regole che introducono l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo e l’estensione della fruizione fino ai 14 anni del bambino.

                      Se sei un genitore lavoratore dipendente e vuoi usufruire del congedo parentale retribuito, questa guida ti spiega passo dopo passo come fare domanda INPS, quali sono le novità 2026, gli importi spettanti e i requisiti necessari.

                      Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia

                      La Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2026, ha introdotto importanti novità per il congedo parentale che rendono questo diritto più vantaggioso per le famiglie.

                      Novità principali 2026

                      • Indennità all’80% per un mese: invece del 30%, i genitori possono ottenere l’80% della retribuzione per un mese aggiuntivo di congedo (alternativo tra i genitori)
                      • Estensione fino a 14 anni: il limite di età del bambino passa da 12 a 14 anni, ampliando il periodo durante il quale è possibile assentarsi dal lavoro
                      • Domanda INPS semplificata: nuova procedura telematica più intuitiva per richiedere il congedo
                      • Maggiore flessibilità: conferma della possibilità di fruire del congedo anche a ore o in modalità frazionata

                      Confronto con le regole precedenti

                      AspettoPrima del 2024Dal 2026
                      Limite età bambino12 anni14 anni
                      Indennità massima30% retribuzione80% per 1 mese + 30% per altri mesi
                      Mesi indennizzati6 mesi totali6 mesi + 1 mese all’80%

                      Queste modifiche rappresentano un investimento significativo nelle politiche familiari, con un impatto economico stimato di oltre 300 milioni di euro annui per sostenere la genitorialità.

                      Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS

                      La domanda di congedo parentale deve essere presentata obbligatoriamente in via telematica all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro. Ecco la procedura completa.

                      Step 1: Preparazione documentazione

                      Prima di avviare la domanda, assicurati di avere a disposizione:

                      • Codice fiscale del genitore richiedente
                      • Codice fiscale del bambino
                      • Data di nascita o di ingresso in famiglia (per adozione/affidamento)
                      • Periodo esatto di congedo richiesto (date inizio e fine)
                      • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato o a ore
                      • Eventuale comunicazione preventiva al datore di lavoro

                      Step 2: Accesso al portale INPS

                      Puoi presentare la domanda INPS attraverso tre canali ufficiali:

                      1. Portale INPS online (consigliato)

                      Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali:

                      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
                      • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
                      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

                      Naviga in: Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora Sostegni → Strumenti → Domanda di prestazione → Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti

                      2. Contact Center INPS

                      Chiama il numero verde:

                      • 803 164 (gratuito da rete fissa)
                      • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

                      3. Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

                      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

                      • Zero costi per il servizio
                      • Verifica completa dei requisiti
                      • Compilazione assistita per evitare errori
                      • Supporto post-domanda in caso di integrazioni o problemi

                      Step 3: Compilazione domanda

                      Nel modulo online dovrai indicare:

                      • Tipologia di congedo: parentale ordinario, prolungamento (per figli disabili), ecc.
                      • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato, a ore
                      • Periodo richiesto: inserisci le date precise o il numero di ore/giorni
                      • Percentuale di indennità: se richiedi il mese all’80% o i mesi al 30%
                      • Dati del bambino: età, codice fiscale, rapporto di parentela

                      Step 4: Invio e protocollo

                      Dopo l’invio riceverai:

                      • Numero di protocollo della domanda
                      • Ricevuta di presentazione via email o PEC
                      • Codice domanda per seguire l’iter online

                      Tempi di presentazione

                      La domanda deve essere presentata:

                      • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (congedo continuativo)
                      • Almeno 2 giorni prima per congedi brevi o frazionati
                      • Entro il giorno stesso solo in casi eccezionali documentati

                      IMPORTANTE: presentare la domanda in ritardo può comportare la perdita dell’indennità per i giorni precedenti alla domanda.

                      Indennità INPS 2026: Quanto Spetta

                      L’indennità INPS per il congedo parentale varia in base al periodo fruito, all’età del bambino e alla modalità di richiesta.

                      Indennità all’80% (NOVITÀ 2026)

                      Per un mese aggiuntivo di congedo (o 30 giorni), uno dei due genitori può ottenere l’80% della retribuzione media:

                      • Percentuale: 80% della retribuzione media giornaliera
                      • Durata massima: 1 mese (30 giorni) per nucleo familiare
                      • Limite età bambino: fino ai 6 anni
                      • Alternativo: solo uno dei due genitori può fruirne
                      • Non frazionabile: deve essere fruito in un unico periodo

                      Indennità al 30%

                      Per i restanti mesi di congedo (fino a 6 mesi complessivi tra entrambi i genitori), l’indennità è pari al 30% della retribuzione:

                      • Percentuale: 30% della retribuzione media giornaliera
                      • Durata massima: 6 mesi complessivi
                      • Limite età bambino: fino ai 6 anni
                      • Frazionabile: può essere fruito in più periodi

                      Congedo non retribuito (6-14 anni)

                      Per i periodi di congedo fruiti tra i 6 e i 14 anni del bambino:

                      • Indennità INPS: nessuna retribuzione
                      • Contribuzione figurativa: SÌ (conta per la pensione)
                      • Conservazione posto di lavoro: SÌ

                      Esempi pratici di calcolo

                      Esempio 1 – Madre con RAL 30.000 euro

                      • Retribuzione media giornaliera: circa 82 euro (30.000/365)
                      • Indennità al 30%: 24,60 euro/giorno
                      • Indennità all’80%: 65,60 euro/giorno

                      Se prende 1 mese all’80% + 3 mesi al 30%:

                      • 1 mese all’80%: 65,60 × 30 = 1.968 euro
                      • 3 mesi al 30%: 24,60 × 90 = 2.214 euro
                      • Totale 4 mesi: circa 4.182 euro lordi

                      Esempio 2 – Padre con RAL 25.000 euro

                      • Retribuzione media giornaliera: circa 68,50 euro
                      • Se prende 2 mesi al 30%: 20,55 × 60 = 1.233 euro lordi

                      Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026

                      Il congedo parentale con le nuove regole 2026 spetta a specifiche categorie di lavoratori.

                      Requisiti per i lavoratori dipendenti

                      Hanno diritto al congedo parentale:

                      • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato)
                      • Lavoratori dipendenti (settore pubblico e privato)
                      • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

                      NON hanno diritto:

                      • Lavoratori autonomi (hanno disciplina separata)
                      • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
                      • Lavoratori domestici (colf, badanti)

                      Situazioni particolari

                      Genitore solo

                      In caso di morte dell’altro genitore, abbandono o affidamento esclusivo, il genitore solo ha diritto all’intero monte ore di 10 mesi (o 11 se ne fruisce 3 continuativi).

                      Figli con disabilità

                      Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92):

                      • Prolungamento del congedo fino ai 12 anni (oltre i normali 10-11 mesi)
                      • Indennità al 30% per tutto il periodo
                      • Cumulabile con i permessi L. 104

                      Adozione e affidamento

                      I genitori adottivi o affidatari possono fruire del congedo:

                      • Entro 14 anni dall’ingresso in famiglia
                      • In ogni caso non oltre la maggiore età del minore
                      • Anche prima dell’ingresso in Italia (adozioni internazionali)

                      Scadenze e Tempistiche 2026

                      Per usufruire correttamente del congedo parentale 2026, è fondamentale rispettare le scadenze e conoscere le tempistiche di lavorazione.

                      Quando presentare la domanda

                      • Preavviso minimo: almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo
                      • Preavviso consigliato: 15-20 giorni prima per evitare ritardi
                      • Termine ultimo: prima dell’inizio effettivo dell’astensione

                      Tempi di lavorazione INPS

                      L’INPS elabora le domande con le seguenti tempistiche:

                      • Accettazione domanda: entro 3-5 giorni lavorativi
                      • Primo pagamento: entro 30-60 giorni dall’inizio del congedo
                      • Pagamenti successivi: mensilmente (se congedo prolungato)

                      Comunicazione al datore di lavoro

                      Oltre alla domanda INPS, devi comunicare al tuo datore di lavoro:

                      • Preavviso CCNL: verifica i giorni richiesti dal tuo contratto collettivo (solitamente 5-15 giorni)
                      • Modalità: raccomandata A/R, PEC o consegna a mano con ricevuta
                      • Contenuto: periodo richiesto, modalità (continuativo/frazionato/ore)

                      Scadenze per il congedo all’80%

                      Per usufruire dell’indennità maggiorata all’80%:

                      • Il bambino deve avere meno di 6 anni al momento della fruizione
                      • La domanda va presentata specificando la richiesta dell’80%
                      • Una volta richiesto, non può essere modificato in corso d’opera

                      Le nuove regole 2026 del congedo parentale rappresentano un’importante opportunità per i genitori lavoratori dipendenti che vogliono dedicare più tempo alla cura dei figli senza rinunciare a un adeguato supporto economico. L’indennità all’80% per un mese e l’estensione fino ai 14 anni rendono questo strumento più flessibile e vantaggioso.

                      Per fare domanda INPS correttamente ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, è fondamentale:

                      • Presentare la domanda con il giusto anticipo (almeno 5 giorni)
                      • Verificare di avere tutti i requisiti necessari
                      • Scegliere correttamente tra indennità al 30% o 80%
                      • Comunicare tempestivamente al datore di lavoro

                      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi della domanda, dalla verifica dei requisiti all’invio telematico, fino al controllo dell’erogazione dell’indennità.

                      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                      Domande Frequenti sulla Domanda Congedo Parentale 2026


                      Approfondimenti sul Congedo Parentale

                      Scopri tutti i dettagli sulla disciplina del congedo parentale:

                      • Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti – Tutto quello che devi sapere sul congedo parentale con le nuove regole
                      Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-29 10:40:442026-05-31 18:24:29Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole
                      PATRONATO

                      Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti

                      congedo parentale 2025

                      Indice dei contenuti

                      1. Cos’è il Congedo Parentale
                      2. Congedo Parentale fino a 14 Anni: La Novità 2024-2026
                      3. A Chi Spetta il Congedo Parentale
                      4. Durata del Congedo Parentale: 10 Mesi Complessivi
                      5. Indennità INPS: Quanto Spetta nel 2026
                      6. Come Fare Domanda di Congedo Parentale
                      7. Congedo Parentale a Ore: Come Funziona
                      8. Casi Particolari: Adozione, Affidamento e Genitore Solo
                      9. Diritti e Tutele durante il Congedo Parentale

                      Il congedo parentale è un diritto fondamentale per i lavoratori dipendenti con figli, che consente di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei bambini nei primi anni di vita. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 e confermate per il 2026, il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni, ampliando significativamente le possibilità per le famiglie.

                      In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul congedo parentale 14 anni: a chi spetta, quanto dura, quale indennità INPS spetta (dal 30% all’80% della retribuzione), come presentare la domanda INPS e quali sono i tuoi diritti come genitore lavoratore.

                      Cos’è il Congedo Parentale

                      Il congedo parentale, precedentemente chiamato congedo di maternità facoltativo o astensione facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro che entrambi i genitori possono richiedere per accudire il proprio figlio.

                      Si tratta di un diritto individuale di ciascun genitore, riconosciuto sia alle lavoratrici dipendenti che ai lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.

                      Differenza tra congedo di maternità e congedo parentale

                      È importante non confondere il congedo parentale con il congedo di maternità obbligatorio:

                      • Congedo di maternità obbligatorio: periodo di 5 mesi (2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o altre combinazioni) con indennità al 100% della retribuzione, obbligatorio per la madre lavoratrice
                      • Congedo parentale: periodo facoltativo fino a 10 mesi complessivi (per entrambi i genitori), con indennità variabile dal 30% all’80% della retribuzione, fruibile fino ai 14 anni del bambino

                      Il congedo parentale si aggiunge quindi al congedo di maternità obbligatorio e permette di prolungare il periodo di cura del bambino con una copertura economica parziale.

                      Congedo Parentale fino a 14 Anni: La Novità 2024-2026

                      Una delle principali novità introdotte dalla riforma del congedo parentale è l’estensione del limite di età del figlio da 12 a 14 anni.

                      Come funziona il limite di 14 anni

                      I genitori lavoratori dipendenti possono ora fruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni di età del figlio, rispetto ai precedenti 12 anni. Questo significa:

                      • Maggiore flessibilità per le famiglie con figli in età scolare
                      • Possibilità di gestire meglio le esigenze di cura anche oltre la prima infanzia
                      • Supporto durante periodi critici come l’ingresso alle scuole medie

                      Periodi retribuiti e non retribuiti

                      Attenzione: l’estensione a 14 anni riguarda la possibilità di assentarsi dal lavoro, ma l’indennità INPS ha limiti di età diversi:

                      • Congedo indennizzato al 30%: fino ai 6 anni del bambino (primi 6 mesi di congedo)
                      • Congedo indennizzato all’80%: 1 mese aggiuntivo fino ai 6 anni del bambino (novità 2024-2026)
                      • Congedo non retribuito: dai 6 ai 12 anni del bambino
                      • Congedo non retribuito: dai 12 ai 14 anni del bambino

                      Quindi, mentre puoi assentarti fino ai 14 anni del figlio, l’indennità INPS viene corrisposta solo per i periodi fruiti entro i 6 anni di età del bambino (o fino ai 12 anni per i primi 6 mesi al 30%).

                      A Chi Spetta il Congedo Parentale

                      Il congedo parentale spetta a entrambi i genitori lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.

                      Requisiti per i dipendenti

                      Hanno diritto al congedo parentale:

                      • Madri lavoratrici dipendenti (pubbliche o private)
                      • Padri lavoratori dipendenti (pubblici o privati)
                      • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

                      Chi NON ha diritto

                      Il congedo parentale per dipendenti non spetta a:

                      • Lavoratori autonomi (hanno una disciplina separata con limiti diversi)
                      • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
                      • Genitori con contratti di lavoro domestico (colf, badanti)

                      Genitori single e famiglie monoparentali

                      In caso di genitore solo (morte dell’altro genitore, abbandono, affidamento esclusivo), il genitore ha diritto all’intero periodo di 10 mesi di congedo parentale, senza riduzioni.

                      Durata del Congedo Parentale: 10 Mesi Complessivi

                      La durata massima complessiva del congedo parentale per entrambi i genitori è di 10 mesi, elevabili a 11 mesi in determinate condizioni.

                      Ripartizione tra madre e padre

                      Ciascun genitore ha diritto individualmente a:

                      • Madre: massimo 6 mesi di congedo parentale
                      • Padre: massimo 7 mesi di congedo parentale (se ne fruisce almeno 3 mesi continuativi o frazionati)
                      • Limite complessivo: 10 mesi totali tra entrambi i genitori, elevabili a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi

                      Esempi pratici di ripartizione

                      Esempio 1: La madre prende 6 mesi, il padre prende 4 mesi → Totale: 10 mesi

                      Esempio 2: La madre prende 6 mesi, il padre prende 5 mesi (di cui 3 continuativi) → Totale: 11 mesi

                      Esempio 3: La madre prende 3 mesi, il padre prende 7 mesi (di cui 3 continuativi) → Totale: 10 mesi

                      Flessibilità nella fruizione

                      Il congedo parentale può essere fruito:

                      • Continuativamente: in un unico periodo (es. 3 mesi consecutivi)
                      • Frazionato: in più periodi separati (es. 1 mese + 2 settimane + 1 settimana)
                      • A ore: su base oraria giornaliera (es. 2 ore al giorno per 30 giorni)

                      Indennità INPS: Quanto Spetta nel 2026

                      Durante il congedo parentale, l’INPS corrisponde un’indennità economica che varia in base al periodo fruito e all’età del bambino.

                      Indennità al 30% della retribuzione

                      Per i primi 6 mesi di congedo parentale complessivo (tra entrambi i genitori), fruiti fino ai 6 anni di età del bambino, spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera.

                      Caratteristiche:

                      • Calcolata sul 30% della retribuzione media degli ultimi 3 mesi
                      • Soggetta a contribuzione figurativa ai fini pensionistici
                      • Non richiede requisiti contributivi minimi

                      Indennità all’80% della retribuzione (Novità 2024-2026)

                      Con la Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2025 e il 2026, è stata introdotta una maggiorazione dell’indennità all’80% per un mese aggiuntivo di congedo parentale.

                      Condizioni:

                      • Valido per 1 mese (o 30 giorni) di congedo
                      • Fruibile solo entro i 6 anni di età del bambino
                      • Alternativo tra i genitori (non cumulabile)
                      • Retribuzione all’80% invece del 30%

                      Esempio pratico:

                      • Madre prende 4 mesi al 30% + 1 mese all’80% = 5 mesi totali
                      • Padre prende 1 mese al 30% = 1 mese
                      • Totale: 6 mesi indennizzati (5+1), di cui 1 all’80%

                      Congedo non retribuito dai 6 ai 14 anni

                      Per i periodi di congedo fruiti:

                      • Dai 6 ai 12 anni del bambino: nessuna indennità INPS, ma diritto all’astensione dal lavoro
                      • Dai 12 ai 14 anni del bambino: nessuna indennità INPS, ma diritto all’astensione dal lavoro

                      Questi periodi danno comunque diritto alla contribuzione figurativa ai fini pensionistici, ma senza retribuzione.

                      Come Fare Domanda di Congedo Parentale

                      La domanda di congedo parentale deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro, esclusivamente in via telematica all’INPS.

                      Modalità di presentazione

                      Ci sono tre modalità per presentare la domanda:

                      1. Online tramite il sito INPS

                      Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE, CNS) e compila la domanda nella sezione “Domanda di Congedo Parentale“.

                      2. Tramite Contact Center INPS

                      Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento) per ricevere assistenza telefonica.

                      3. Tramite Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

                      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

                      • Assistenza personalizzata da esperti
                      • Verifica dei requisiti e della documentazione
                      • Nessun costo per il servizio
                      • Supporto in caso di problemi o integrazioni

                      Documentazione necessaria

                      Per presentare la domanda servono:

                      • Codice fiscale del genitore richiedente
                      • Codice fiscale del bambino
                      • Data di nascita del bambino (o data di ingresso in famiglia per adozione/affidamento)
                      • Periodo di congedo richiesto (date inizio e fine)
                      • Eventuale documentazione del datore di lavoro (comunicazione di astensione)

                      Tempi di presentazione

                      La domanda va presentata:

                      • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (se continuativo)
                      • Almeno 2 giorni prima (per congedi brevi o frazionati)
                      • Entro il giorno stesso in casi eccezionali documentati

                      È comunque consigliabile presentare la domanda con congruo anticipo per evitare problemi di lavorazione.

                      Congedo Parentale a Ore: Come Funziona

                      Oltre alla fruizione in giorni o mesi, il congedo parentale può essere richiesto anche su base oraria, offrendo maggiore flessibilità ai genitori.

                      Modalità di fruizione oraria

                      Il congedo parentale a ore consente di assentarsi per alcune ore della giornata lavorativa, anziché per intere giornate.

                      Caratteristiche:

                      • Fruibile in multipli di 1 ora
                      • Limite giornaliero: metà della giornata lavorativa (es. 4 ore su 8 ore)
                      • Non cumulabile nella stessa giornata con permessi retribuiti o altri congedi

                      Conversione ore in giorni

                      Le ore di congedo vengono computate ai fini del monte ore complessivo di 10 mesi (o 11 mesi). La conversione è:

                      • 1 mese di congedo = circa 168 ore (per un orario full-time di 40 ore settimanali)
                      • 1 giorno di congedo = circa 8 ore (per un orario full-time)

                      Esempio: Se lavori 40 ore settimanali e prendi 80 ore di congedo parentale, hai utilizzato circa mezzo mese (80/168) del tuo monte ore.

                      Vantaggi del congedo a ore

                      • Maggiore flessibilità per conciliare lavoro e famiglia
                      • Possibilità di restare presenti sul lavoro part-time
                      • Riduzione dell’impatto economico rispetto al congedo continuativo

                      Casi Particolari: Adozione, Affidamento e Genitore Solo

                      Il congedo parentale è riconosciuto anche in situazioni familiari specifiche, con alcune particolarità.

                      Congedo parentale per adozione e affidamento

                      I genitori adottivi o affidatari hanno gli stessi diritti dei genitori biologici, ma con alcune differenze nei termini:

                      • Il congedo può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia
                      • In ogni caso non oltre il compimento della maggiore età del minore
                      • Per adozioni internazionali, il congedo può essere fruito anche prima dell’ingresso in Italia del minore

                      Genitore solo (vedovo, separato, non riconosciuto)

                      In caso di:

                      • Morte dell’altro genitore
                      • Abbandono del nucleo familiare
                      • Affidamento esclusivo a un solo genitore
                      • Mancato riconoscimento da parte dell’altro genitore

                      Il genitore rimasto ha diritto all’intero periodo di 10 mesi (o 11 mesi se ne fruisce almeno 3 continuativi), senza dover condividere il monte ore con l’altro genitore.

                      Genitori con figli disabili

                      Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92), esistono ulteriori agevolazioni:

                      • Prolungamento del congedo parentale fino ai 12 anni di età del figlio (oltre i normali 10-11 mesi), con indennità al 30%
                      • Permessi retribuiti L. 104 cumulabili con il congedo parentale

                      Diritti e Tutele durante il Congedo Parentale

                      Durante il periodo di congedo parentale, il lavoratore gode di specifiche tutele per proteggere il rapporto di lavoro.

                      Conservazione del posto di lavoro

                      Il congedo parentale dà diritto alla conservazione del posto di lavoro. Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore che fruisce del congedo, salvo per:

                      • Cessazione dell’attività aziendale
                      • Colpa grave del lavoratore (non correlata al congedo)
                      • Scadenza del contratto a termine

                      Contribuzione figurativa

                      Tutti i periodi di congedo parentale (anche quelli non retribuiti dai 6 ai 14 anni) sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. Questo significa:

                      • I mesi di congedo vengono conteggiati per maturare i requisiti pensionistici
                      • Vengono computati nell’anzianità contributiva
                      • Non riducono l’importo della futura pensione (per i periodi indennizzati)

                      Divieto di licenziamento

                      Durante il congedo parentale vige il divieto di licenziamento, analogo a quello del congedo di maternità obbligatorio. Il licenziamento è nullo se:

                      • Avviene durante il congedo parentale
                      • È motivato dalla richiesta o fruizione del congedo

                      Rientro al lavoro

                      Al termine del congedo parentale, il lavoratore ha diritto a:

                      • Rientrare nella stessa posizione o in una equivalente
                      • Mantenere qualifica e mansioni precedenti
                      • Ricevere eventuali aumenti retributivi maturati nel frattempo

                      Il congedo parentale fino a 14 anni rappresenta un importante strumento di conciliazione vita-lavoro per i genitori lavoratori dipendenti. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, tra cui l’indennità all’80% per un mese e l’estensione del limite di età, le famiglie hanno maggiore flessibilità per prendersi cura dei figli.

                      Ricorda che hai diritto a 10-11 mesi complessivi di congedo, con indennità INPS per i periodi fruiti entro i 6 anni del bambino, e che puoi fruirne anche a ore per adattarlo alle tue esigenze.

                      Per presentare correttamente la domanda di congedo parentale ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, affidati al Patronato CAF Centro Fiscale di Udine.

                      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                      Domande Frequenti sul Congedo Parentale 14 Anni

                      Fino a quanti anni del figlio posso prendere il congedo parentale?

                      I lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni di eta del figlio. Tuttavia, l indennita INPS viene corrisposta solo per i periodi fruiti entro i 6 anni (al 30% per i primi 6 mesi, all 80% per 1 mese aggiuntivo). Dai 6 ai 14 anni il congedo e non retribuito ma da diritto alla contribuzione figurativa.

                      Quanto spetta di indennita con il congedo parentale?

                      L indennita INPS varia: 30% della retribuzione per i primi 6 mesi di congedo fruiti entro i 6 anni del bambino; 80% della retribuzione per 1 mese aggiuntivo (novita 2024-2026) fruibile entro i 6 anni; nessuna indennita per periodi fruiti dai 6 ai 14 anni del bambino, ma con contribuzione figurativa.

                      Posso prendere il congedo parentale a ore?

                      Si, il congedo parentale puo essere fruito anche su base oraria. Puoi assentarti per alcune ore della giornata lavorativa (fino a meta dell orario giornaliero), anziché per interi giorni. Le ore vengono computate nel monte ore complessivo di 10-11 mesi. Ad esempio, 80 ore di congedo equivalgono a circa mezzo mese.

                      Come si fa domanda di congedo parentale?

                      La domanda va presentata telematicamente all INPS prima dell inizio del congedo. Puoi utilizzare: il portale INPS online con SPID/CIE; il Contact Center INPS (803 164); oppure rivolgerti gratuitamente al Patronato CAF Centro Fiscale di Udine che ti assiste nella compilazione. La domanda va presentata almeno 5 giorni prima dell inizio del congedo.

                      Che differenza c e tra congedo di maternita e congedo parentale?

                      Il congedo di maternita obbligatorio e un periodo di 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto) con indennita al 100%, obbligatorio per la madre. Il congedo parentale e facoltativo, dura fino a 10-11 mesi complessivi per entrambi i genitori, con indennita dal 30% all 80%, fruibile fino ai 14 anni del bambino. Il congedo parentale si aggiunge alla maternita obbligatoria.

                      Quanti mesi di congedo parentale spettano a ciascun genitore?

                      La madre puo fruire di massimo 6 mesi di congedo parentale. Il padre puo fruire di massimo 7 mesi (se ne prende almeno 3 continuativi o frazionati). Il limite complessivo tra entrambi i genitori e di 10 mesi, elevabile a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi.

                      Il congedo parentale vale per la pensione?

                      Si, tutti i periodi di congedo parentale (anche quelli non retribuiti dai 6 ai 14 anni) sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. I mesi di congedo vengono conteggiati per maturare i requisiti pensionistici e nell anzianita contributiva, senza ridurre l importo della futura pensione per i periodi indennizzati.

                      Posso essere licenziato durante il congedo parentale?

                      No, durante il congedo parentale vige il divieto di licenziamento. Il datore di lavoro non puo licenziarti, salvo casi eccezionali come cessazione dell attivita aziendale o colpa grave non correlata al congedo. Il licenziamento motivato dalla richiesta o fruizione del congedo e nullo. Hai diritto alla conservazione del posto di lavoro.


                      Richiedi Assistenza per il Congedo Parentale

                      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella domanda di congedo parentale INPS.

                      I nostri servizi:

                      • Compilazione domanda INPS online
                      • Verifica requisiti e documentazione
                      • Calcolo indennità spettante (30% o 80%)
                      • Assistenza in caso di problemi o integrazioni
                      Contattaci su WhatsApp

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                        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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