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Tag Archivio per: bonus mamme

CAF, COLF E BADANTI

Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)

Bonus Mamma 2025

Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione rimane irraggiungibile: la normativa le esclude in modo netto, per ragioni tecniche precise legate alla struttura del sistema previdenziale italiano. In questo articolo spieghiamo perche il bonus mamme 2025 non si applica al lavoro domestico, quali sono le motivazioni giuridiche, e – soprattutto – quali alternative concrete esistono per le mamme che lavorano come colf o badanti.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come Funziona
  2. Perche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025
  3. La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione Domestici
  4. Quanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha Diritto
  5. Le Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025
  6. Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le Mamme
  7. Bonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici Domestiche
  8. Congedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e Badanti
  9. Cosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAF
  10. Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro Domestico

Cos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come Funziona

Il bonus mamme 2025 – tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri – e’ una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023, art. 1 commi 180-182) e successivamente prorogata e ampliata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024). L’obiettivo dichiarato e’ sostenere le mamme lavoratrici riducendo il loro carico contributivo, cioe’ la quota di contributi previdenziali che ogni mese viene trattenuta dallo stipendio.

In pratica, il meccanismo funziona cosi’: alle lavoratrici dipendenti che hanno almeno due figli (di cui il piu’ piccolo sotto i 10 anni) viene azzerata – o fortemente ridotta – la quota a carico della lavoratrice dei contributi previdenziali INPS. Dal 2025 la misura e’ stata estesa anche alle mamme con un solo figlio under 10, con un esonero parziale, e potenziata per le mamme con tre o piu’ figli. Il risparmio mensile puo’ arrivare fino a circa 100-250 euro al mese, a seconda del reddito e del numero di figli, per un beneficio annuo che puo’ toccare i 3.000-5.000 euro (con le soglie massime e condizioni di massimo beneficio previste dalla normativa).

Attenzione, pero’: la misura si applica esclusivamente ai rapporti di lavoro dipendente ordinario, ossia ai contratti che rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria (quella dei lavoratori dipendenti privati, degli statali, e delle lavoratrici autonome con partita IVA che aderiscono alla Gestione Separata). Ed e’ proprio questo punto il nodo centrale dell’esclusione di colf e badanti.

Perche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025

La risposta breve e’: perche’ colf e badanti non rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria, ma in una gestione separata e speciale chiamata Gestione Lavoro Domestico INPS. Questa distinzione, che puo’ sembrare un dettaglio tecnico, ha conseguenze concrete e significative sui diritti previdenziali delle lavoratrici domestiche.

Il lavoro domestico in Italia e’ regolato dal CCNL Lavoro Domestico (contratto collettivo nazionale di categoria, stipulato da Assindatcolf, Fidaldo, Domina con FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL) e, dal punto di vista previdenziale, e’ inquadrato in una gestione INPS completamente distinta da quella dei lavoratori dipendenti comuni. Le lavoratrici domestiche versano i contributi tramite il datore di lavoro (la famiglia per cui lavorano) attraverso un sistema di bollettini INPS trimestrali, calcolati in base alle ore lavorate e non in percentuale sullo stipendio netto come avviene per gli altri lavoratori dipendenti.

La normativa sul bonus mamme 2025 ha costruito l’esonero contributivo come una riduzione della quota a carico della lavoratrice sui contributi alla gestione ordinaria INPS (il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni collegate). Le lavoratrici domestiche, pero’, non versano contributi in questa gestione: i loro versamenti vanno alla Gestione Speciale Lavoratori Domestici, che ha regole, importi e struttura completamente diversi. Tecnicamente, non c’e’ una quota a carico della lavoratrice nel sistema domestico nel senso in cui esiste per gli altri lavoratori dipendenti – i contributi sono calcolati per fasce orarie e versati interamente dal datore di lavoro (la famiglia), anche se una parte e’ formalmente a carico della lavoratrice.

Il risultato pratico e’ che la Legge 213/2023 e la sua proroga nella Legge 207/2024 non hanno mai previsto un meccanismo applicabile alla Gestione Lavoro Domestico. L’INPS, con le circolari applicative della misura, ha confermato esplicitamente che l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico, lasciando fuori dalla platea tutte le colf, badanti, baby-sitter e governanti.

La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione Domestici

Per capire bene perche’ l’esclusione e’ strutturale e non una svista normativa, e’ utile capire come funziona il sistema contributivo del lavoro domestico rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente.

Nel lavoro dipendente ordinario (es. un’impiegata, una commessa, un’operaia), i contributi INPS vengono calcolati in percentuale sulla retribuzione lorda. La quota complessiva e’ circa il 40% della retribuzione, di cui una parte (circa il 9,19%) e’ a carico della lavoratrice e viene trattenuta in busta paga, mentre la quota maggiore (circa il 30-31%) e’ a carico del datore di lavoro. Il bonus mamme agisce esattamente su quel 9,19% a carico della lavoratrice, azzerandolo o riducendolo.

Nel lavoro domestico, invece, il sistema e’ completamente diverso. I contributi non si calcolano in percentuale sullo stipendio, ma in base a tariffe fisse stabilite ogni anno dall’INPS per fasce orarie settimanali di lavoro. Per il 2025, le tariffe contributive orarie variano in base alle ore settimanali contrattualizzate e alla retribuzione oraria. I versamenti si effettuano trimestralmente tramite bollettini MAV o online, con scadenze al 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre.

Questa struttura a contributi fissi per ora lavorata non si presta al meccanismo dell’esonero percentuale previsto dal bonus mamme: non c’e’ una quota percentuale a carico della lavoratrice da azzerare nel senso classico del termine. La legge avrebbe dovuto prevedere un meccanismo ad hoc (es. riduzione delle tariffe orarie per le lavoratrici domestiche madri), ma non l’ha fatto. Questa e’ la ragione tecnica profonda dell’esclusione.

CaratteristicaLavoro dipendente ordinarioLavoro domestico (colf/badanti)
Gestione INPSFondo Pensioni Lavoratori DipendentiGestione Speciale Lavoro Domestico
Calcolo contributi% sulla retribuzione lorda (~40%)Tariffe fisse per ora lavorata
VersamentoMensile in busta pagaTrimestrale con bollettini MAV
Quota lavoratrice~9,19% trattenuto in busta pagaQuota forfettaria inclusa nella tariffa oraria
Bonus mamme 2025Applicabile (esonero quota lavoratrice)NON applicabile (gestione separata)

Quanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha Diritto

Prima di passare alle alternative per le mamme domestiche, e’ utile avere chiaro il valore economico del bonus mamme 2025 per le lavoratrici che ne beneficiano, cosi’ da comprendere meglio l’entita’ della disparita’.

La Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) ha previsto la struttura seguente per l’esonero contributivo:

  • Mamme con 3 o piu’ figli (figlio piu’ piccolo sotto i 18 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, fino a un limite massimo di reddito annuo (il beneficio e’ pieno fino a circa 40.000 euro di reddito lordo annuo).
  • Mamme con 2 figli (figlio piu’ piccolo sotto i 10 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, stesso limite di reddito.
  • Mamme con 1 figlio (figlio sotto i 10 anni): esonero parziale, prorogato per il 2025 con riduzione della contribuzione a carico.

Il risparmio effettivo dipende dallo stipendio della lavoratrice. Per una lavoratrice con uno stipendio lordo di circa 1.800 euro al mese, la quota INPS a suo carico e’ di circa 165-170 euro mensili: l’esonero totale genera quindi un risparmio di quasi 2.000 euro l’anno. Per retribuzioni piu’ alte, il beneficio e’ maggiore.

Vale la pena notare che per le lavoratrici autonome in maternita’ e regime forfettario, le regole sono ancora diverse: le collaboratrici coordinate a progetto e le professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS possono invece beneficiare del bonus mamme, dato che la loro gestione previdenziale rientra nell’orbita ordinaria INPS.

Le Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025

Anche se il bonus mamme 2025 e’ precluso alle lavoratrici domestiche, esistono diverse misure di sostegno alle quali le mamme colf e badanti hanno diritto. Il sistema di welfare italiano, in questo senso, offre strumenti validi – ma spesso poco conosciuti o difficili da navigare senza assistenza qualificata. Vediamo le principali alternative.

Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le Mamme

Il principale strumento di sostegno economico per le famiglie con figli e’ l’Assegno Unico Universale (AUU), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 e disponibile per tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di eta’ per i figli disabili). A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le lavoratrici domestiche: spetta a qualunque genitore, indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro e dalla gestione previdenziale di appartenenza.

Gli importi 2025-2026 dell’Assegno Unico Universale variano in base all’ISEE familiare:

  • ISEE fino a circa 17.090 euro: importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio
  • ISEE oltre 45.574 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro al mese per figlio
  • Tra le due soglie: scala progressiva intermedia
  • Maggiorazioni aggiuntive per figli disabili, famiglie numerose (4+ figli), entrambi i genitori lavoratori

Per una mamma colf con un figlio e un ISEE basso (situazione frequente tra le lavoratrici domestiche), l’Assegno Unico puo’ valere quasi 2.400 euro l’anno – un importo paragonabile, se non superiore, al bonus mamme per molte lavoratrici dipendenti ordinarie con reddito modesto. La domanda si presenta tramite il CAF Centro Fiscale a Udine, che gestisce anche la presentazione della DSU per l’ISEE aggiornato.

Bonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici Domestiche

Un altro strumento importante e’ il bonus asilo nido, che rimborsa parte delle rette pagate per l’iscrizione del bambino a un asilo nido pubblico o privato. Anche questo beneficio e’ universale e non esclude le mamme che lavorano come colf o badanti.

Il bonus asilo nido 2025 prevede importi variabili in base all’ISEE:

  • ISEE fino a 25.001 euro: rimborso fino a 3.000 euro annui
  • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annui
  • ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: rimborso fino a 1.500 euro annui

Condizione essenziale e’ avere un figlio di eta’ inferiore ai 3 anni iscritto all’asilo nido. La domanda va presentata all’INPS entro specifiche finestre temporali. Il CAF Centro Fiscale puo’ supportarti nella richiesta dell’ISEE aggiornato (indispensabile per ottenere l’importo massimo) e orientarti sulle scadenze.

Congedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e Badanti

Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda i diritti di maternita’ delle lavoratrici domestiche. Le colf e le badanti hanno diritto al congedo di maternita’ e alla relativa indennita’ INPS, a condizione che risultino regolarmente iscritte alla Gestione Lavoro Domestico e abbiano versato almeno 52 contributi settimanali nei due anni precedenti la nascita del figlio.

L’indennita’ di maternita’ per le lavoratrici domestiche e’ erogata direttamente dall’INPS (a differenza delle lavoratrici dipendenti ordinarie, dove l’anticipa il datore di lavoro) e copre il periodo obbligatorio di astensione dal lavoro: 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto (5 mesi totali). L’importo e’ pari all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata in base ai contributi versati.

Un punto importante: durante il congedo di maternita’, la lavoratrice domestica non puo’ essere licenziata. Il datore di lavoro (la famiglia) e’ obbligato a mantenere il rapporto di lavoro. Se ricevi una comunicazione di licenziamento durante la gravidanza o il congedo, rivolgiti subito al CAF Centro Fiscale a Udine per tutelare i tuoi diritti.

Anche il congedo parentale (astensione facoltativa nei primi 12 anni di vita del bambino) e’ disponibile per le lavoratrici domestiche, con un’indennita’ INPS ridotta. Non e’ automatico: va richiesto esplicitamente all’INPS con la procedura apposita.

Cosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAF

Se sei una colf o una badante e stai cercando di capire a quali bonus e agevolazioni hai diritto nel 2025, ecco un riepilogo pratico delle priorita’:

  • Aggiornare l’ISEE e’ la prima cosa da fare, perche’ determina l’importo di quasi tutti i benefici (Assegno Unico, bonus asilo nido, agevolazioni comunali).
  • Richiedere l’Assegno Unico tramite la procedura INPS, se hai figli a carico sotto i 21 anni. Il CAF Centro Fiscale gestisce sia la compilazione dell’ISEE che la richiesta dell’AUU.
  • Richiedere il bonus asilo nido se hai un figlio under 3 iscritto al nido, entro le scadenze INPS.
  • Verificare la regolarita’ contributiva del tuo rapporto di lavoro domestico: solo con contributi regolarmente versati si ha diritto a maternita’, malattia e pensione futura.
  • Verificare altri bonus regionali e comunali: in molte regioni e comuni esistono agevolazioni aggiuntive per le famiglie con reddito basso, spesso legate all’ISEE.

Un consulente CAF Centro Fiscale a Udine puo’ analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a non perdere nessuna agevolazione a cui hai diritto. Hai bisogno di assistenza? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche prenotare un appuntamento comodamente da casa tua.

Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro Domestico

Per qualsiasi dubbio sul bonus mamme 2025, sui tuoi diritti come lavoratrice domestica, o sulle agevolazioni disponibili per le famiglie, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio a Viale Tullio 13 che online per tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dall’ISEE alla domanda di Assegno Unico, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

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CAF, COLF E BADANTI

Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)

Bonus Mamma 2025

Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione rimane irraggiungibile: la normativa le esclude in modo netto, per ragioni tecniche precise legate alla struttura del sistema previdenziale italiano. In questo articolo spieghiamo perche il bonus mamme 2025 non si applica al lavoro domestico, quali sono le motivazioni giuridiche, e – soprattutto – quali alternative concrete esistono per le mamme che lavorano come colf o badanti.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come Funziona
  2. Perche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025
  3. La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione Domestici
  4. Quanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha Diritto
  5. Le Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025
  6. Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le Mamme
  7. Bonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici Domestiche
  8. Congedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e Badanti
  9. Cosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAF
  10. Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro Domestico

Cos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come Funziona

Il bonus mamme 2025 – tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri – e’ una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023, art. 1 commi 180-182) e successivamente prorogata e ampliata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024). L’obiettivo dichiarato e’ sostenere le mamme lavoratrici riducendo il loro carico contributivo, cioe’ la quota di contributi previdenziali che ogni mese viene trattenuta dallo stipendio.

In pratica, il meccanismo funziona cosi’: alle lavoratrici dipendenti che hanno almeno due figli (di cui il piu’ piccolo sotto i 10 anni) viene azzerata – o fortemente ridotta – la quota a carico della lavoratrice dei contributi previdenziali INPS. Dal 2025 la misura e’ stata estesa anche alle mamme con un solo figlio under 10, con un esonero parziale, e potenziata per le mamme con tre o piu’ figli. Il risparmio mensile puo’ arrivare fino a circa 100-250 euro al mese, a seconda del reddito e del numero di figli, per un beneficio annuo che puo’ toccare i 3.000-5.000 euro (con le soglie massime e condizioni di massimo beneficio previste dalla normativa).

Attenzione, pero’: la misura si applica esclusivamente ai rapporti di lavoro dipendente ordinario, ossia ai contratti che rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria (quella dei lavoratori dipendenti privati, degli statali, e delle lavoratrici autonome con partita IVA che aderiscono alla Gestione Separata). Ed e’ proprio questo punto il nodo centrale dell’esclusione di colf e badanti.

Perche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025

La risposta breve e’: perche’ colf e badanti non rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria, ma in una gestione separata e speciale chiamata Gestione Lavoro Domestico INPS. Questa distinzione, che puo’ sembrare un dettaglio tecnico, ha conseguenze concrete e significative sui diritti previdenziali delle lavoratrici domestiche.

Il lavoro domestico in Italia e’ regolato dal CCNL Lavoro Domestico (contratto collettivo nazionale di categoria, stipulato da Assindatcolf, Fidaldo, Domina con FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL) e, dal punto di vista previdenziale, e’ inquadrato in una gestione INPS completamente distinta da quella dei lavoratori dipendenti comuni. Le lavoratrici domestiche versano i contributi tramite il datore di lavoro (la famiglia per cui lavorano) attraverso un sistema di bollettini INPS trimestrali, calcolati in base alle ore lavorate e non in percentuale sullo stipendio netto come avviene per gli altri lavoratori dipendenti.

La normativa sul bonus mamme 2025 ha costruito l’esonero contributivo come una riduzione della quota a carico della lavoratrice sui contributi alla gestione ordinaria INPS (il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni collegate). Le lavoratrici domestiche, pero’, non versano contributi in questa gestione: i loro versamenti vanno alla Gestione Speciale Lavoratori Domestici, che ha regole, importi e struttura completamente diversi. Tecnicamente, non c’e’ una quota a carico della lavoratrice nel sistema domestico nel senso in cui esiste per gli altri lavoratori dipendenti – i contributi sono calcolati per fasce orarie e versati interamente dal datore di lavoro (la famiglia), anche se una parte e’ formalmente a carico della lavoratrice.

Il risultato pratico e’ che la Legge 213/2023 e la sua proroga nella Legge 207/2024 non hanno mai previsto un meccanismo applicabile alla Gestione Lavoro Domestico. L’INPS, con le circolari applicative della misura, ha confermato esplicitamente che l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico, lasciando fuori dalla platea tutte le colf, badanti, baby-sitter e governanti.

La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione Domestici

Per capire bene perche’ l’esclusione e’ strutturale e non una svista normativa, e’ utile capire come funziona il sistema contributivo del lavoro domestico rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente.

Nel lavoro dipendente ordinario (es. un’impiegata, una commessa, un’operaia), i contributi INPS vengono calcolati in percentuale sulla retribuzione lorda. La quota complessiva e’ circa il 40% della retribuzione, di cui una parte (circa il 9,19%) e’ a carico della lavoratrice e viene trattenuta in busta paga, mentre la quota maggiore (circa il 30-31%) e’ a carico del datore di lavoro. Il bonus mamme agisce esattamente su quel 9,19% a carico della lavoratrice, azzerandolo o riducendolo.

Nel lavoro domestico, invece, il sistema e’ completamente diverso. I contributi non si calcolano in percentuale sullo stipendio, ma in base a tariffe fisse stabilite ogni anno dall’INPS per fasce orarie settimanali di lavoro. Per il 2025, le tariffe contributive orarie variano in base alle ore settimanali contrattualizzate e alla retribuzione oraria. I versamenti si effettuano trimestralmente tramite bollettini MAV o online, con scadenze al 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre.

Questa struttura a contributi fissi per ora lavorata non si presta al meccanismo dell’esonero percentuale previsto dal bonus mamme: non c’e’ una quota percentuale a carico della lavoratrice da azzerare nel senso classico del termine. La legge avrebbe dovuto prevedere un meccanismo ad hoc (es. riduzione delle tariffe orarie per le lavoratrici domestiche madri), ma non l’ha fatto. Questa e’ la ragione tecnica profonda dell’esclusione.

CaratteristicaLavoro dipendente ordinarioLavoro domestico (colf/badanti)
Gestione INPSFondo Pensioni Lavoratori DipendentiGestione Speciale Lavoro Domestico
Calcolo contributi% sulla retribuzione lorda (~40%)Tariffe fisse per ora lavorata
VersamentoMensile in busta pagaTrimestrale con bollettini MAV
Quota lavoratrice~9,19% trattenuto in busta pagaQuota forfettaria inclusa nella tariffa oraria
Bonus mamme 2025Applicabile (esonero quota lavoratrice)NON applicabile (gestione separata)

Quanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha Diritto

Prima di passare alle alternative per le mamme domestiche, e’ utile avere chiaro il valore economico del bonus mamme 2025 per le lavoratrici che ne beneficiano, cosi’ da comprendere meglio l’entita’ della disparita’.

La Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) ha previsto la struttura seguente per l’esonero contributivo:

  • Mamme con 3 o piu’ figli (figlio piu’ piccolo sotto i 18 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, fino a un limite massimo di reddito annuo (il beneficio e’ pieno fino a circa 40.000 euro di reddito lordo annuo).
  • Mamme con 2 figli (figlio piu’ piccolo sotto i 10 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, stesso limite di reddito.
  • Mamme con 1 figlio (figlio sotto i 10 anni): esonero parziale, prorogato per il 2025 con riduzione della contribuzione a carico.

Il risparmio effettivo dipende dallo stipendio della lavoratrice. Per una lavoratrice con uno stipendio lordo di circa 1.800 euro al mese, la quota INPS a suo carico e’ di circa 165-170 euro mensili: l’esonero totale genera quindi un risparmio di quasi 2.000 euro l’anno. Per retribuzioni piu’ alte, il beneficio e’ maggiore.

Vale la pena notare che per le lavoratrici autonome in maternita’ e regime forfettario, le regole sono ancora diverse: le collaboratrici coordinate a progetto e le professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS possono invece beneficiare del bonus mamme, dato che la loro gestione previdenziale rientra nell’orbita ordinaria INPS.

Le Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025

Anche se il bonus mamme 2025 e’ precluso alle lavoratrici domestiche, esistono diverse misure di sostegno alle quali le mamme colf e badanti hanno diritto. Il sistema di welfare italiano, in questo senso, offre strumenti validi – ma spesso poco conosciuti o difficili da navigare senza assistenza qualificata. Vediamo le principali alternative.

Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le Mamme

Il principale strumento di sostegno economico per le famiglie con figli e’ l’Assegno Unico Universale (AUU), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 e disponibile per tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di eta’ per i figli disabili). A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le lavoratrici domestiche: spetta a qualunque genitore, indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro e dalla gestione previdenziale di appartenenza.

Gli importi 2025-2026 dell’Assegno Unico Universale variano in base all’ISEE familiare:

  • ISEE fino a circa 17.090 euro: importo massimo di 199,40 euro al mese per figlio
  • ISEE oltre 45.574 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro al mese per figlio
  • Tra le due soglie: scala progressiva intermedia
  • Maggiorazioni aggiuntive per figli disabili, famiglie numerose (4+ figli), entrambi i genitori lavoratori

Per una mamma colf con un figlio e un ISEE basso (situazione frequente tra le lavoratrici domestiche), l’Assegno Unico puo’ valere quasi 2.400 euro l’anno – un importo paragonabile, se non superiore, al bonus mamme per molte lavoratrici dipendenti ordinarie con reddito modesto. La domanda si presenta tramite il CAF Centro Fiscale a Udine, che gestisce anche la presentazione della DSU per l’ISEE aggiornato.

Bonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici Domestiche

Un altro strumento importante e’ il bonus asilo nido, che rimborsa parte delle rette pagate per l’iscrizione del bambino a un asilo nido pubblico o privato. Anche questo beneficio e’ universale e non esclude le mamme che lavorano come colf o badanti.

Il bonus asilo nido 2025 prevede importi variabili in base all’ISEE:

  • ISEE fino a 25.001 euro: rimborso fino a 3.000 euro annui
  • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annui
  • ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: rimborso fino a 1.500 euro annui

Condizione essenziale e’ avere un figlio di eta’ inferiore ai 3 anni iscritto all’asilo nido. La domanda va presentata all’INPS entro specifiche finestre temporali. Il CAF Centro Fiscale puo’ supportarti nella richiesta dell’ISEE aggiornato (indispensabile per ottenere l’importo massimo) e orientarti sulle scadenze.

Congedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e Badanti

Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda i diritti di maternita’ delle lavoratrici domestiche. Le colf e le badanti hanno diritto al congedo di maternita’ e alla relativa indennita’ INPS, a condizione che risultino regolarmente iscritte alla Gestione Lavoro Domestico e abbiano versato almeno 52 contributi settimanali nei due anni precedenti la nascita del figlio.

L’indennita’ di maternita’ per le lavoratrici domestiche e’ erogata direttamente dall’INPS (a differenza delle lavoratrici dipendenti ordinarie, dove l’anticipa il datore di lavoro) e copre il periodo obbligatorio di astensione dal lavoro: 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto (5 mesi totali). L’importo e’ pari all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata in base ai contributi versati.

Un punto importante: durante il congedo di maternita’, la lavoratrice domestica non puo’ essere licenziata. Il datore di lavoro (la famiglia) e’ obbligato a mantenere il rapporto di lavoro. Se ricevi una comunicazione di licenziamento durante la gravidanza o il congedo, rivolgiti subito al CAF Centro Fiscale a Udine per tutelare i tuoi diritti.

Anche il congedo parentale (astensione facoltativa nei primi 12 anni di vita del bambino) e’ disponibile per le lavoratrici domestiche, con un’indennita’ INPS ridotta. Non e’ automatico: va richiesto esplicitamente all’INPS con la procedura apposita.

Cosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAF

Se sei una colf o una badante e stai cercando di capire a quali bonus e agevolazioni hai diritto nel 2025, ecco un riepilogo pratico delle priorita’:

  • Aggiornare l’ISEE e’ la prima cosa da fare, perche’ determina l’importo di quasi tutti i benefici (Assegno Unico, bonus asilo nido, agevolazioni comunali).
  • Richiedere l’Assegno Unico tramite la procedura INPS, se hai figli a carico sotto i 21 anni. Il CAF Centro Fiscale gestisce sia la compilazione dell’ISEE che la richiesta dell’AUU.
  • Richiedere il bonus asilo nido se hai un figlio under 3 iscritto al nido, entro le scadenze INPS.
  • Verificare la regolarita’ contributiva del tuo rapporto di lavoro domestico: solo con contributi regolarmente versati si ha diritto a maternita’, malattia e pensione futura.
  • Verificare altri bonus regionali e comunali: in molte regioni e comuni esistono agevolazioni aggiuntive per le famiglie con reddito basso, spesso legate all’ISEE.

Un consulente CAF Centro Fiscale a Udine puo’ analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a non perdere nessuna agevolazione a cui hai diritto. Hai bisogno di assistenza? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche prenotare un appuntamento comodamente da casa tua.

Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro Domestico

Per qualsiasi dubbio sul bonus mamme 2025, sui tuoi diritti come lavoratrice domestica, o sulle agevolazioni disponibili per le famiglie, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio a Viale Tullio 13 che online per tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dall’ISEE alla domanda di Assegno Unico, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

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Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno

Bonus mamma

Il bonus mamme 2026 è uno sgravio contributivo (decontribuzione) riconosciuto dall’INPS alle lavoratrici madri con almeno 2 figli. Si traduce in una busta paga più alta ogni mese, perché una parte dei contributi previdenziali normalmente a carico della lavoratrice viene azzerata.

La novità del 2026 è importante: il bonus viene esteso anche alle lavoratrici autonome e alle partite IVA. E la scadenza per presentare domanda — in alcuni casi — è il 30 giugno 2026.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il bonus mamme 2026 e come funziona
  2. Chi può richiedere il bonus mamme 2026
  3. Importo del bonus mamme 2026
  4. Differenze rispetto al 2025
  5. Scadenza 30 giugno: chi deve presentare domanda
  6. Come fare domanda per il bonus mamme
  7. Il bonus mamme si cumula con altri bonus?
  8. Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

Cos’è il bonus mamme 2026 e come funziona

Il bonus mamme non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non ti versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.

Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori.

Chi può richiedere il bonus mamme 2026

Ha diritto al bonus mamme 2026 la lavoratrice che:

  • Ha almeno 2 figli (dal terzo figlio le condizioni migliorano ulteriormente)
  • Ha il figlio più giovane di età inferiore a 10 anni (se ha 2 figli) oppure inferiore a 18 anni (se ha 3 o più figli)
  • È lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)
  • Da luglio 2026: esteso anche a lavoratrici autonome e partite IVA (decreto attuativo in corso di pubblicazione)

Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti).

Importo del bonus mamme 2026

Lo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice fino a un massimale annuo stabilito per il 2026:

Numero figliFiglio più giovaneSgravio
2 figliFino a 10 anni100% contributi IVS lavoratrice (fino al massimale)
3+ figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice (fino al massimale)

In media, una lavoratrice con stipendio medio risparmia indicativamente 80-120 euro al mese grazie a questo sgravio (la cifra esatta dipende dallo stipendio individuale), per un totale stimato di circa 1.000-1.500 euro annui.

Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato.

Differenze rispetto al 2025

Rispetto alla versione 2025, il bonus mamme 2026 presenta alcune novità:

  1. Estensione alle autonome: dal 2025 era riservato alle dipendenti, dal luglio 2026 entra in vigore l’estensione alle lavoratrici autonome
  2. Limite di età figlio più giovane: confermato 10 anni per 2 figli, 18 anni per 3+ figli
  3. Massimale rivalutato: il tetto annuo è stato adeguato al 2026

Scadenza 30 giugno: chi deve presentare domanda

Per le lavoratrici dipendenti, il datore di lavoro applica automaticamente lo sgravio su indicazione INPS, dopo che la lavoratrice ha comunicato i dati dei figli.

Chi deve agire entro il 30 giugno 2026 è:

  • Chi non ha ancora comunicato i dati dei figli all’INPS o al proprio datore di lavoro
  • Le lavoratrici che hanno avuto un secondo figlio nel 2025-2026 e non hanno aggiornato la situazione
  • Le autonome che vogliono aderire al bonus nella fase di avvio (luglio 2026)

Presentare la comunicazione entro il 30 giugno garantisce che il bonus parta già dalla busta paga di luglio. Chi lo fa dopo inizierà a riceverlo dal mese successivo alla comunicazione.

Come fare domanda per il bonus mamme

Le lavoratrici dipendenti possono:

  1. Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figli
  2. Accedere al sito INPS (area riservata) e verificare o aggiornare i dati dei figli nella sezione “Bonus mamme”
  3. Rivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella comunicazione e verifica i requisiti

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella comunicazione all’INPS. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.

Il bonus mamme si cumula con altri bonus?

Si, il bonus mamme 2026 è cumulabile con:

  • Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)
  • Bonus asilo nido INPS
  • Altre agevolazioni fiscali per famiglie con figli

Non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale).

Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

Se vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

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    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-07-03 07:55:00Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
    CAF

    Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus mamme 2026 e l’esonero contributivo riconosciuto alle lavoratrici madri con almeno due figli. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato con ampliamenti nel 2025-2026, questa misura consente alle mamme lavoratrici di ricevere fino a 3.000 euro annui in piu in busta paga grazie all’azzeramento della quota contributiva a loro carico. Ecco come funziona, chi ne ha diritto e come ottenerlo.

    Questa guida fa parte del nostro approfondimento su tutti i bonus e agevolazioni per le famiglie nel 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Come Funziona il Bonus Mamme
    2. Requisiti 2026
    3. Importo dell’Esonero
    4. Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome
    5. Compatibilita con Altre Misure
    6. Come Richiederlo
    7. Domande Frequenti
    8. Contatta il CAF Centro Fiscale

    Come Funziona il Bonus Mamme Lavoratrici

    Il bonus mamme lavoratrici non e un contributo economico diretto, ma un esonero dalla quota di contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, i contributi IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) che normalmente vengono trattenuti in busta paga – pari al 9,19% della retribuzione – vengono azzerati, con un tetto massimo di 250 euro al mese (3.000 euro annui).

    La lavoratrice riceve quindi uno stipendio netto piu alto, senza alcuna penalizzazione sulla pensione futura: i contributi figurativi vengono comunque accreditati dall’INPS.

    Requisiti per il Bonus Mamme 2026

    Per beneficiare dell’esonero contributivo nel 2026, le lavoratrici devono soddisfare queste condizioni:

    Lavoratrici dipendenti

    • Contratto a tempo indeterminato (sia nel settore privato che nel pubblico)
    • Almeno 2 figli, di cui il piu piccolo sotto i 10 anni
    • Escluso il lavoro domestico (colf e badanti)

    Versione rafforzata (triennio 2024-2026)

    • Lavoratrici con 3 o piu figli
    • Esonero valido fino al compimento dei 18 anni del figlio piu piccolo
    • Applicabile anche ai contratti a tempo determinato

    Importo dell’Esonero Contributivo

    L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, con i seguenti limiti:

    • Massimo 250 euro al mese (3.000 euro annui)
    • Si applica sulla quota IVS del 9,19%
    • Per stipendi lordi fino a circa 2.720 euro al mese, l’esonero copre l’intera quota contributiva
    • Per stipendi superiori, il beneficio e comunque di 250 euro/mese

    Esempio pratico: una lavoratrice con retribuzione lorda di 2.000 euro/mese normalmente paga 183,80 euro di contributi (9,19%). Con il bonus mamme, questa cifra viene azzerata: un risparmio netto di circa 183 euro al mese, pari a circa 2.200 euro annui.

    Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome

    Dal 2025, il bonus mamme e stato esteso anche alle lavoratrici autonome, comprese le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS. Le condizioni sono:

    • Almeno 2 figli, di cui il piu piccolo sotto i 10 anni
    • Reddito annuo non superiore a 40.000 euro
    • L’esonero e pari al 100% dei contributi previdenziali dovuti, fino a un massimo di 3.000 euro annui

    A differenza delle dipendenti, le autonome devono presentare domanda all’INPS (non e automatico).

    Compatibilita con Altre Misure e Bonus

    Il bonus mamme e compatibile e cumulabile con:

    • Assegno Unico Universale
    • Bonus nido
    • Bonus bollette
    • Detrazioni fiscali per figli a carico (ove ancora applicabili)

    Non e invece cumulabile con l’esonero contributivo IVS ordinario previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (il cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”). La lavoratrice beneficia del trattamento piu favorevole tra i due.

    Come Richiedere il Bonus Mamme 2026

    Le modalita di richiesta variano in base alla tipologia di lavoro:

    • Lavoratrici dipendenti: l’esonero e automatico. La lavoratrice deve comunicare al datore di lavoro i codici fiscali dei figli. Il datore applica l’esonero in busta paga e trasmette i dati all’INPS con il flusso UniEmens.
    • Lavoratrici autonome: devono presentare domanda all’INPS tramite il portale online, allegando la documentazione relativa ai figli e al reddito.

    Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2026

    Il bonus mamme riduce la pensione futura?

    No. I contributi esentati vengono comunque accreditati figurativamente dall’INPS. La lavoratrice non subisce alcuna penalizzazione sulla pensione.

    Spetta anche con contratto part-time?

    Si, il bonus si applica anche ai contratti part-time, con importo proporzionato alla retribuzione effettiva.

    Le mamme con un solo figlio possono beneficiarne?

    No, il requisito minimo e avere almeno 2 figli. Non esiste una versione per madri con un solo figlio.

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      Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 09:00:002026-04-08 10:19:42Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo
      BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

      Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS

      Bonus mamma

      Il bonus mamme lavoratrici 2026 — tecnicamente chiamato esonero contributivo per le lavoratrici madri — è una misura di sostegno alla natalita che riduce i contributi previdenziali a carico delle donne con 2 o piu figli. La scadenza per presentare la domanda INPS è il 30 giugno 2026: chi non ha ancora aderito ha circa 20 giorni di tempo.

      In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi puo beneficiarne, quanto vale l’esonero, come presentare la domanda e quando arriva il beneficio in busta paga o sulle quote contributive.

      Cos’e il bonus mamme lavoratrici 2026

      Il bonus mamme lavoratrici e un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, una quota dei contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga (o versati dall’autonoma) viene azzerata, con un risparmio diretto in tasca alla madre.

      La misura e stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) per le lavoratrici con 3 o piu figli e successivamente estesa anche a quelle con 2 figli dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 219-220). Per il 2026 la disciplina e confermata con le stesse condizioni.

      Chi ha diritto al bonus mamme: i requisiti 2026

      I requisiti per il bonus mamme lavoratrici 2026 sono i seguenti:

      • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 10 anni
      • Lavoratrici dipendenti a tempo determinato con almeno 3 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 18 anni
      • Lavoratrici autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, lavoratrici agricole) o alle casse previdenziali private, con almeno 2 figli e figlio minore di eta inferiore ai 10 anni

      Attenzione alla differenza tra dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato: le prime accedono con 2 figli (figlio minore sotto i 10 anni), le seconde devono avere almeno 3 figli (figlio minore sotto i 18 anni). Questa distinzione e fondamentale per capire se si rientra nel beneficio.

      Sono escluse le lavoratrici in congedo di maternita nel periodo in cui godono gia dell’esonero totale sui contributi previsto dalla maternita obbligatoria.

      Quanto vale il bonus: importo 2026 per dipendenti e autonome

      L’importo del bonus mamme varia a seconda della categoria lavorativa:

      CategoriaImporto massimoModalita
      Dipendenti a tempo indeterminato3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)
      Dipendenti a tempo determinato (3+ figli)3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)
      Lavoratrici autonome INPS3.000 euro annuiRiduzione versamenti contributivi tramite F24
      Professioniste casse private3.000 euro annuiRiduzione quota contributiva annuale

      Il beneficio massimo e di 3.000 euro annui (250 euro al mese), che corrispondono all’azzeramento della quota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice fino a quel massimale. Se i contributi effettivi sono inferiori, l’esonero si applica nella misura reale senza superare il tetto.

      Come funziona il beneficio in busta paga

      Per le lavoratrici dipendenti, il bonus mamme si traduce in un aumento netto della busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’INPS il codice di autorizzazione e applica l’esonero mese per mese sul cedolino. Non c’e nessun accredito separato: la riduzione appare direttamente nella voce “esonero contributivo” del cedolino.

      Il meccanismo e il seguente:

      • I contributi previdenziali a carico della lavoratrice (normalmente circa il 9,19% per i dipendenti) vengono ridotti fino a un massimo di 250 euro mensili
      • L’INPS comunica al datore di lavoro l’autorizzazione dopo l’accoglimento della domanda
      • L’esonero parte dal mese di accoglimento della domanda (o retroattivamente al 1° gennaio 2026 se la domanda e stata presentata entro i termini)

      Per le lavoratrici autonome, l’INPS riduce direttamente la contribuzione dovuta sulle rate dei versamenti previdenziali. L’esonero viene comunicato tramite il portale INPS e si riflette sul debito contributivo dell’anno.

      Come presentare la domanda INPS entro il 30 giugno 2026

      La domanda per il bonus mamme lavoratrici 2026 si presenta online sul portale INPS entro il 30 giugno 2026. Ecco i passaggi:

      1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio “Esonero contributivo madri lavoratrici” o naviga in “Prestazioni e servizi” > “Maternita e famiglia”
      3. Compila il modulo indicando: dati anagrafici, dati dei figli (codice fiscale e data di nascita), tipologia di rapporto di lavoro
      4. Allega eventuale documentazione se richiesta (per le autonome con cassa privata potrebbe essere necessario il certificato di iscrizione alla cassa)
      5. Invia la domanda e salva il numero di protocollo

      In alternativa, la domanda si puo presentare tramite CAF o patronato. Il Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio della domanda INPS: puoi contattarci per un appuntamento.

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      Bonus mamme e cumulabilita con altri sgravi

      Il bonus mamme lavoratrici 2026 e compatibile con altre misure di sostegno alla famiglia, tra cui:

      • Assegno Unico Universale: si percepisce senza problemi in contemporanea all’esonero contributivo
      • Detrazioni per figli a carico (per figli oltre i 21 anni, non sostituiti dall’Assegno Unico): compatibili
      • Bonus nido e altri bonus famiglia INPS: compatibili

      Non e invece cumulabile con l’esonero totale contributi durante il congedo di maternita obbligatoria (nel periodo di assenza per maternita, l’esonero specifico del bonus mamme e sospeso).

      Per le lavoratrici in regime forfettario che sono anche madri, vale la pena ricordare che l’esonero contributivo del bonus mamme si applica sui contributi previdenziali effettivamente dovuti, riducendone l’importo fino al massimale annuo di 3.000 euro.

      Dipendenti vs autonome: le differenze principali

      AspettoDipendente a tempo indeterminatoDipendente a tempo determinatoAutonoma INPS/cassa
      Numero figli richiesto2 figli (minore < 10 anni)3 figli (minore < 18 anni)2 figli (minore < 10 anni)
      Importo massimo annuo3.000 euro3.000 euro3.000 euro
      Come si riceveIn busta paga (meno contributi trattenuti)In busta paga (meno contributi trattenuti)Riduzione versamenti contributivi
      Chi presenta domandaLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPS/cassa

      Domande frequenti (FAQ)

      Ho presentato la domanda nel 2025: devo richiederla di nuovo per il 2026?

      Si, la domanda va presentata ogni anno perche il beneficio e annuale. Se hai gia aderito nel 2025, per il 2026 devi presentare una nuova domanda entro il 30 giugno 2026.

      Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 giugno 2026?

      Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 potrebbero non essere accettate per l’annualita 2026 (il beneficio e riconosciuto dall’INPS in base alle risorse disponibili e ai termini fissati dalla circolare INPS). E importante non perdere la scadenza.

      Il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con figlio adottato o affidato?

      Si, il beneficio si applica anche ai figli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il figlio piu giovane abbia eta inferiore al limite previsto (10 o 18 anni a seconda della tipologia contrattuale).

      Il bonus mamme e tassato IRPEF?

      No. L’esonero contributivo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF: e una riduzione dei contributi versati, non un’erogazione di somme. Non va dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi.

      Sono una lavoratrice part-time: posso beneficiarne?

      Si, le lavoratrici part-time a tempo indeterminato con i requisiti richiesti hanno diritto al bonus. L’importo sara proporzionato ai contributi effettivamente dovuti sul part-time (con il tetto massimo di 3.000 euro annui).

      Come possiamo aiutarti al CAF Centro Fiscale di Udine

      Se hai bisogno di assistenza per la domanda del bonus mamme lavoratrici 2026, il nostro team e a disposizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per:

      • Verifica dei requisiti e valutazione del diritto al beneficio
      • Compilazione e invio della domanda INPS tramite SPID/CIE
      • Assistenza per lavoratrici autonome con casse private
      • Coordinamento con il datore di lavoro per l’attivazione dell’esonero in cedolino

      Contattaci per un appuntamento: la consulenza e personalizzata e valutiamo insieme tutte le misure a cui hai diritto. Ricorda che la scadenza e il 30 giugno 2026: non aspettare l’ultimo momento.

      Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:50:512026-06-12 07:51:04Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS
      BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

      Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili

      Bonus mamma

      Bonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda.

      Indice dei contenuti

      1. Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?
      2. Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse
      3. Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026
      4. Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro
      5. Bonus Asilo Nido 2026
      6. Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi
      7. Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum
      8. Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza
      9. Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)
      10. Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum
      11. Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita
      12. Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto
      13. Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici
      14. Domande Frequenti (FAQ)

      Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?

      Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.

      Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.

      La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe.

      Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse

      L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

      Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:

      • Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo sconto
      • Nessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)
      • Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivo
      • Logica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuori

      Questa esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere.

      Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026

      Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una.

      Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.

      Quanto vale nel 2026:

      • Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)
      • Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlio
      • Con ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlio
      • Maggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anni

      Come fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni.

      Bonus Asilo Nido 2026

      Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.

      Importi nel 2026:

      • ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)
      • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annui
      • ISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annui

      Requisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.

      Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi

      La Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.

      Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:

      • ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euro
      • Avere un figlio di età inferiore a 3 anni
      • Essere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)
      • Essere residenti in Italia

      Come si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali.

      Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum

      La Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.

      Requisiti:

      • ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro
      • Nucleo composto da almeno 3 persone
      • Nessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione
      • Residenza in Italia

      Importante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.

      Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza

      Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.

      Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.

      Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna.

      Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

      L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.

      Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:

      • ISEE non superiore a 9.360 euro
      • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
      • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euro
      • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)
      • Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti

      Importo: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.

      Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum

      Il Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.

      Requisiti:

      • Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poi
      • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
      • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodo
      • Residenza in Italia

      Come fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito.

      Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita

      Poche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.

      Come funziona:

      • Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronato
      • Versamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al mese
      • I contributi versati sono deducibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi del coniuge
      • Diritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno sociale
      • Diritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro

      Consiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.

      Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto

      Ecco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:

      AgevolazioneImportoRequisito ISEECome fare domanda
      Assegno Unico Universale57-199,40 euro/mese per figlioUniversale (importo variabile con ISEE)INPS online, patronato
      Bonus Asilo NidoFino a 3.600 euro/annoFino a 25.000 euro per importo massimoINPS online con ricevute
      Carta Acquisti80 euro ogni 2 mesiFino a 8.052,75 euroUfficio postale
      Carta Dedicata a Te460 euro una tantumFino a 15.000 euroAutomatica (serve ISEE)
      Reddito di LibertàFino a 500 euro/mese x 12 mesiVittime di violenza certificateServizi sociali del Comune
      Assegno di InclusioneFino a 500 euro/mese + 280 affittoFino a 9.360 euroINPS online, patronato, CAF
      Bonus Nuovi Nati1.000 euro una tantumFino a 40.000 euroINPS entro 60 giorni dalla nascita
      Fondo Pensione CasalingheRendita pensionistica futuraNessun requisito ISEEINPS online, patronato

      Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici

      Per una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:

      1. Presenta l’ISEE il prima possibile

      L’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.

      2. Cumula più agevolazioni

      Molte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:

      • Assegno Unico per ogni figlio
      • Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)
      • Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)
      • Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)

      Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.

      3. Non trascurare il Fondo Pensione

      Anche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.

      4. Rivolgiti a un CAF o patronato

      Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti (FAQ)

      Il bonus mamme spetta alle casalinghe?

      No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.

      Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?

      Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).

      Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?

      Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.

      Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?

      L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.

      La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?

      La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.

      Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?

      Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.


      Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.

      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattata:

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        CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
        Tel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com

        Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 08:00:002026-05-31 16:15:06Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili
        BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

        Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo con 2 Figli, Requisiti e Come Richiederlo

        Bonus mamma

        Il bonus mamme lavoratrici 2025 2 figli è una delle agevolazioni più cercate dalle famiglie italiane. Si tratta dell’esonero contributivo per le mamme lavoratrici introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato anche per il 2025 e il 2026: un risparmio concreto fino a 3.000 euro all’anno (250 euro al mese) sulla busta paga delle madri dipendenti con almeno 2 figli. Se sei una mamma lavoratrice e vuoi sapere se hai diritto a questo bonus, quanto vale e come richiederlo, in questa guida trovi tutte le risposte aggiornate.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici
        2. Requisiti per il Bonus Mamme con 2 Figli
        3. Importo dell’Esonero Contributivo: Quanto si Risparmia
        4. Differenza tra Bonus 2 Figli e Bonus 3 o più Figli
        5. Chi Ha Diritto al Bonus Mamme Lavoratrici
        6. Chi è Escluso: Colf, Badanti e Lavoratrici Autonome
        7. Come Richiedere il Bonus Mamme Lavoratrici
        8. Compatibilità con Altri Bonus e Agevolazioni
        9. Esempi Pratici di Calcolo in Busta Paga
        10. Domande Frequenti (FAQ)

        Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici: l’Esonero Contributivo Spiegato Semplice

        Il cosiddetto bonus mamme lavoratrici è in realtà un esonero contributivo, cioè una riduzione dei contributi previdenziali che ogni lavoratrice dipendente versa normalmente all’INPS. In pratica, invece di pagare la quota di contributi a carico della lavoratrice (che di solito è pari al 9,19% dello stipendio lordo), lo Stato se ne fa carico al posto tuo, fino a un massimo di 3.000 euro all’anno.

        Questa misura è stata introdotta dall’articolo 1, commi 180-182 della Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) con l’obiettivo di sostenere la natalità e le famiglie con figli. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato e ampliato il beneficio, estendendolo anche alle mamme con soli 2 figli, mentre in precedenza era riservato esclusivamente alle madri con 3 o più figli.

        Il risultato concreto? Uno stipendio netto più alto ogni mese, senza dover fare nulla di diverso rispetto al normale lavoro. L’esonero contributivo mamme rappresenta un aiuto reale per le famiglie, ed è completamente diverso dall’assegno unico universale o dagli altri bonus legati all’ISEE.

        Requisiti per il Bonus Mamme Lavoratrici 2025 2 Figli

        Per ottenere il bonus mamme lavoratrici con 2 figli, devi soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:

        • Essere lavoratrice dipendente con contratto a tempo indeterminato (settore privato o pubblico)
        • Avere almeno 2 figli, di cui il più piccolo non abbia ancora compiuto 10 anni
        • Non essere una lavoratrice domestica (colf, badanti e baby-sitter sono escluse)

        Attenzione a un dettaglio importante: il beneficio si applica fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni. Ad esempio, se hai due figli di 8 e 5 anni, l’esonero durerà fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo. Quando il bambino compie 10 anni, dal mese successivo l’esonero cessa automaticamente.

        Il requisito si basa sulla presenza di figli: non è necessario che i figli siano fiscalmente a carico. Conta il semplice fatto di essere madre di almeno 2 figli, indipendentemente dal reddito dei figli stessi.

        Importo dell’Esonero Contributivo: Quanto si Risparmia

        L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici prevede un risparmio massimo di:

        • 3.000 euro all’anno (importo massimo annuo)
        • 250 euro al mese (importo massimo mensile)

        Come funziona il calcolo? L’esonero copre il 100% della quota di contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice, che normalmente è pari al 9,19% della retribuzione lorda. Se i contributi mensili a tuo carico superano i 250 euro, il risparmio massimo resta comunque di 250 euro al mese.

        Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Maria abbia uno stipendio lordo di 2.000 euro al mese. I contributi a suo carico sarebbero normalmente 2.000 x 9,19% = 183,80 euro. Con l’esonero, Maria non paga quei 183,80 euro e li riceve direttamente in busta paga come stipendio netto in più. In un anno, Maria risparmia circa 2.205 euro.

        Per stipendi più alti, il risparmio può raggiungere il tetto massimo. Ad esempio, con un lordo mensile di 2.800 euro, i contributi sarebbero 257,32 euro, ma l’esonero copre fino a un massimo di 250 euro: il risparmio annuo sarà quindi di 3.000 euro (il massimo previsto).

        Differenza tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 o Più Figli

        La normativa prevede due versioni dell’esonero contributivo mamme, con regole leggermente diverse:

        CaratteristicaBonus 2 FigliBonus 3+ Figli
        Numero figli2 figli3 o più figli
        Limite di etàFino ai 10 anni del minoreFino ai 18 anni del minore
        Importo massimo3.000 euro/anno3.000 euro/anno
        Contratto richiestoTempo indeterminatoTempo indeterminato
        Durata prevista2025-20262024-2026
        SettorePubblico e privatoPubblico e privato

        Come puoi vedere, la differenza principale sta nel limite di età del figlio più piccolo: con 2 figli l’esonero dura fino ai 10 anni del minore, mentre con 3 o più figli si estende fino ai 18 anni. L’importo massimo è identico in entrambi i casi.

        Un aspetto importante: se hai 2 figli e il più piccolo supera i 10 anni, perdi il diritto al bonus. Ma se nel frattempo nasce un terzo figlio, passi automaticamente alla versione “3 figli” con limite esteso a 18 anni.

        Chi Ha Diritto al Bonus Mamme Lavoratrici

        Il bonus mamme lavoratrici spetta a tutte le lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato, sia nel settore privato che nel settore pubblico. Ecco nel dettaglio chi ne ha diritto:

        • Dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato
        • Dipendenti del settore pubblico (scuola, sanità, enti locali, ministeri, ecc.)
        • Lavoratrici in somministrazione con contratto a tempo indeterminato
        • Lavoratrici part-time a tempo indeterminato (l’esonero si calcola sui contributi effettivi)
        • Apprendiste con contratto di apprendistato (equiparato al tempo indeterminato)

        Non è richiesto un livello minimo di reddito né un ISEE specifico. Il bonus spetta a tutte le madri lavoratrici dipendenti che soddisfano i requisiti, indipendentemente dalla fascia di reddito.

        Chi è Escluso dal Bonus: Colf, Badanti e Lavoratrici Autonome

        Non tutte le mamme lavoratrici possono accedere all’esonero. Sono escluse dal bonus mamme lavoratrici:

        • Lavoratrici domestiche: colf, badanti e baby-sitter sono espressamente escluse dalla norma, anche se hanno contratto a tempo indeterminato
        • Lavoratrici autonome e libere professioniste: chi ha partita IVA (incluse le lavoratrici in regime forfettario) non può accedere al bonus
        • Lavoratrici con contratto a tempo determinato: il contratto deve essere a tempo indeterminato
        • Collaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.)
        • Lavoratrici con contratti atipici (prestazioni occasionali, lavoro intermittente, ecc.)

        L’esclusione delle lavoratrici domestiche è stata molto dibattuta. Se sei una colf o badante e vuoi conoscere le alternative disponibili, leggi il nostro approfondimento su bonus mamme per colf e badanti: quali alternative esistono.

        Come Richiedere il Bonus Mamme Lavoratrici: Procedura Passo per Passo

        La buona notizia è che richiedere il bonus mamme lavoratrici è molto semplice. Non devi presentare domanda all’INPS: il bonus viene applicato direttamente dal tuo datore di lavoro. Ecco come fare:

        1. Comunica al datore di lavoro i codici fiscali dei figli

        Il primo passo è informare il tuo datore di lavoro (o l’ufficio paghe/consulente del lavoro) che hai diritto all’esonero. Dovrai comunicare i codici fiscali dei tuoi figli affinché il datore possa inserire il beneficio in busta paga.

        2. Il datore di lavoro applica l’esonero in busta paga

        Una volta ricevuti i dati, il datore di lavoro (tramite il consulente del lavoro o il software paghe) applica automaticamente l’esonero contributivo nella tua busta paga mensile. Vedrai la voce relativa all’esonero direttamente nel cedolino.

        3. L’INPS verifica i requisiti

        L’INPS effettua le verifiche necessarie sui dati comunicati. In caso di requisiti non soddisfatti, l’Istituto può procedere al recupero delle somme non dovute. Per questo è fondamentale comunicare dati corretti e aggiornati. Se hai ricevuto un esito negativo, puoi presentare riesame INPS entro 30 giorni.

        Compatibilità del Bonus Mamme con Altri Bonus e Agevolazioni

        Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus mamme lavoratrici con le altre agevolazioni. Ecco la situazione aggiornata:

        • Assegno Unico Universale: SÌ, compatibile. Puoi ricevere sia l’esonero contributivo che l’assegno unico per i tuoi figli. Sono due misure diverse e cumulabili
        • Bonus Nido: SÌ, compatibile. Il bonus asilo nido è cumulabile con l’esonero mamme
        • Bonus Nuovi Nati: SÌ, compatibile. I 1.000 euro per i nuovi nati si sommano all’esonero
        • Detrazioni per figli a carico: SÌ, compatibili. Le detrazioni fiscali nel 730 restano applicabili
        • Esonero contributivo under 36: NO, non cumulabile. Se il datore di lavoro beneficia già dell’esonero per le assunzioni under 36, non si può applicare anche quello mamme sullo stesso rapporto di lavoro
        • Congedo di maternità: durante il congedo obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi

        In sintesi, l’esonero contributivo mamme si somma alla maggior parte delle prestazioni familiari. L’unica incompatibilità riguarda altri esoneri contributivi già applicati al contratto di lavoro.

        Esempi Pratici di Calcolo del Bonus Mamme in Busta Paga

        Per capire concretamente quanto risparmia una mamma lavoratrice, vediamo alcuni esempi pratici basati su diversi livelli di stipendio:

        Stipendio lordo mensileContributi normali (9,19%)Con esonero mammeRisparmio mensileRisparmio annuo
        1.400 euro128,66 euro0 euro128,66 euro1.543,92 euro
        1.800 euro165,42 euro0 euro165,42 euro1.985,04 euro
        2.200 euro202,18 euro0 euro202,18 euro2.426,16 euro
        2.800 euro257,32 euro7,32 euro250,00 euro3.000,00 euro
        3.500 euro321,65 euro71,65 euro250,00 euro3.000,00 euro

        Come puoi vedere, per stipendi fino a circa 2.720 euro lordi mensili, l’esonero copre l’intero importo dei contributi. Per stipendi superiori, il risparmio massimo si ferma a 250 euro al mese (3.000 euro annui).

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli (FAQ)

        Il bonus mamme lavoratrici vale anche nel 2026?

        Sì, l’esonero contributivo per le mamme lavoratrici è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 anche per il 2026. Le condizioni restano le stesse: fino a 3.000 euro annui di esonero per lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli.

        Devo presentare domanda all’INPS?

        No. Non è necessario presentare domanda all’INPS. Devi semplicemente comunicare i codici fiscali dei tuoi figli al datore di lavoro, che provvederà ad applicare l’esonero in busta paga. L’INPS verificherà i requisiti in automatico.

        Se ho un contratto part-time ho diritto al bonus?

        Sì, a condizione che il contratto sia a tempo indeterminato. L’importo dell’esonero sarà proporzionato ai contributi effettivamente versati, che dipendono dallo stipendio (più basso per il part-time). Il tetto massimo resta 250 euro/mese.

        Il bonus mamme influisce sulla pensione futura?

        No. L’esonero è a carico dello Stato, che versa i contributi al posto tuo. La tua posizione contributiva INPS resta invariata: i contributi risultano comunque versati ai fini del calcolo della pensione. Non perdi nulla in termini di anzianità contributiva.

        Cosa succede se il mio figlio compie 10 anni durante l’anno?

        L’esonero cessa dal mese successivo al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo (nel caso di 2 figli). Ad esempio, se tuo figlio compie 10 anni il 15 marzo, l’esonero si applica fino a marzo compreso e cessa da aprile.

        Se sono in maternità, perdo il bonus?

        No. Durante il congedo di maternità obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi normalmente. Anche durante il congedo parentale facoltativo, se retribuito, l’esonero resta attivo.

        Hai Bisogno di Aiuto con il Bonus Mamme?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti per il bonus mamme lavoratrici e a comunicare correttamente i dati al tuo datore di lavoro. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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          CAF

          Bonus bebè 2017

          bonus bebe udine

          Il Bonus bebè 2017 è un assegno di natalità, un’agevolazione riconosciuta come aiuto alle famiglie a basso reddito, con un Isee inferiore a 25mila euro all’anno o a 7.000 euro all’anno

          • Se l’Isee è inferiore a 25mila euro spettano 80€ per il figlio nato;
          • Se l’Isee è inferiore a 7mila euro spettano 160€ per il figlio nato.

          Continua a leggere

          Gennaio 17, 2017/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2017/01/bonusbebe.jpg 510 920 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2017-01-17 12:25:182026-05-31 18:33:22Bonus bebè 2017

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