NOTIZIEBonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?Indice dei contenutiCosa è la manovra 2027 e a che punto siamoBonus mamme 2027: le ipotesi sul tavoloPremi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?Fringe benefit 2027: soglie e novità previsteChi beneficia di queste misureDomande frequentiLa manovra 2027, ancora in fase di elaborazione, si preannuncia ricca di misure a favore delle famiglie e dei lavoratori dipendenti. Tra i temi centrali del dibattito politico-fiscale emergono il bonus mamme, la detassazione dei premi di produzione e l’ampliamento dei fringe benefit. Vediamo cosa è emerso finora e quali sono le ipotesi più accreditate.Cosa è la manovra 2027 e a che punto siamoLa legge di bilancio 2027 («manovra») è il provvedimento con cui il Governo stabilisce entrate e spese dello Stato per il prossimo anno. Viene presentata in Parlamento entro il 15 ottobre e deve essere approvata entro il 31 dicembre.Al momento la manovra 2027 è ancora in fase di costruzione: il Governo sta raccogliendo proposte dai ministeri e dalle categorie, mentre le prime indiscrezioni sui contenuti circolano da fonti parlamentari e sindacali. Le misure di cui parliamo in questo articolo sono quindi ipotesi e bozze, non ancora testo di legge definitivo.Tuttavia, alcune direzioni sembrano abbastanza chiare: conferma e potenziamento delle misure pro-famiglia già sperimentate nelle leggi di bilancio 2025 e 2026, con particolare attenzione al sostegno alle lavoratrici madri e alla detassazione di alcune voci retributive. Bonus mamme 2027: le ipotesi sul tavoloIl bonus mamme è un esonero contributivo introdotto dalla legge di bilancio 2024 e prorogato nelle manovre successive. In parole semplici: le lavoratrici dipendenti con figli non pagano (o pagano meno) i contributi previdenziali a loro carico, e quindi portano a casa uno stipendio netto più alto.Ecco le principali ipotesi che circolano per il 2027:Stabilizzazione a regime: il Governo valuta di rendere l’esonero permanente, eliminando la necessità di rinnovarlo ogni anno con la manovra. Questo darebbe maggiore certezza alle lavoratrici e alle aziende.Estensione alle lavoratrici autonome: una delle lacune storiche del bonus è che si applica solo al lavoro dipendente. Si discute se includere le titolari di partita IVA, che oggi ne sono escluse.Abbassamento della soglia da 3 a 2 figli: attualmente il beneficio pieno (esonero 100% dei contributi) riguarda le madri con almeno 3 figli. Si ipotizza di estenderlo anche a quelle con 2 figli, con un importo ridotto o modulato.Aumento del beneficio per madri sole: le famiglie monogenitoriali potrebbero ricevere un sostegno aggiuntivo rispetto all’esonero base.Per capire quanto vale concretamente, ricordiamo che con la manovra 2026 una lavoratrice madre di 2 figli con reddito fino a 40.000 euro poteva ottenere fino a circa 60 euro al mese in più in busta paga grazie all’esonero parziale. Il potenziamento 2027 punterebbe ad aumentare questo importo.Leggi anche: Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro Premi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?I premi di produzione (o premi di risultato) sono somme che il datore di lavoro eroga ai dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali — ad esempio l’aumento del fatturato o la riduzione degli scarti di lavorazione. Attualmente, questi premi godono di una tassazione agevolata al 5% invece dell’aliquota IRPEF ordinaria, entro certi limiti.Le ipotesi per la manovra 2027 riguardano:Conferma dell’aliquota al 5%: l’agevolazione attuale (introdotta in via sperimentale e poi prorogata) potrebbe diventare permanente, con inserimento nel Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR).Aumento del tetto massimo: il limite attuale di 3.000 euro (elevabile a 4.000 in presenza di sistemi di partecipazione dei dipendenti) potrebbe essere innalzato, permettendo a più lavoratori di beneficiare della tassazione ridotta sull’intero importo del premio.Estensione della platea: oggi l’agevolazione è riservata a dipendenti con reddito fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Si valuta se alzare questa soglia.In termini pratici: se un lavoratore riceve un premio di 2.000 euro, con la tassazione ordinaria (aliquota marginale, ad esempio 35%) ne porta a casa circa 1.300 euro. Con l’aliquota al 5%, ne porta a casa 1.900 euro. La differenza è significativa. Fringe benefit 2027: soglie e novità previsteI fringe benefit sono i cosiddetti «benefit in natura» che il datore di lavoro mette a disposizione del dipendente: auto aziendale, buoni pasto, polizze sanitarie integrative, rimborso dell’affitto o del mutuo, telefono cellulare aziendale e così via. In linea generale, questi benefit sono tassabili come reddito da lavoro dipendente, ma esiste una soglia di esenzione entro cui non entrano nel calcolo dell’IRPEF.La legge di bilancio 2026 ha già innalzato significativamente queste soglie. Per il 2027 le ipotesi sono:Soglia ordinaria confermata a 1.000 euro: per tutti i lavoratori dipendenti, i benefit fino a 1.000 euro all’anno non concorrono a formare il reddito imponibile.Soglia maggiorata per lavoratori con figli: i dipendenti con almeno un figlio a carico potrebbero beneficiare di una soglia più alta, ipotizzata tra 2.000 e 3.000 euro. Questa misura si intreccia con il sostegno alle famiglie al cuore della manovra.Ampliamento delle voci coperte: si discute di includere nella nozione di fringe benefit esente anche le spese per l’istruzione dei figli (rette scolastiche, centri estivi) e per l’assistenza agli anziani a carico.Nuovo «bonus trasporti»: l’abbonamento al trasporto pubblico per i pendolari potrebbe essere escluso del tutto dal reddito imponibile, indipendentemente dalle altre soglie.Leggi anche: Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie Chi beneficia di queste misureRiepiloghiamo a chi si rivolgono le misure in discussione per la manovra 2027:MisuraA chi si rivolgeVantaggio attesoBonus mamme 2027Lavoratrici dipendenti con 2+ figliEsonero contributivo, più netto in busta pagaPremi di produzioneLavoratori dipendenti con reddito fino a 80.000 euroTassazione al 5% fino a 3.000-4.000 euroFringe benefit ordinariTutti i lavoratori dipendentiEsenzione fino a 1.000 euro/annoFringe benefit con figliLavoratori con almeno 1 figlio a caricoSoglia elevata a 2.000-3.000 euro/annoÈ importante sottolineare che queste misure riguardano principalmente i lavoratori dipendenti. Chi ha una partita IVA in regime forfettario o ordinario non è direttamente interessato dall’esonero contributivo del bonus mamme né dalla tassazione agevolata sui premi.Leggi anche: Bonus Nuovi Nati 2026: Guida Completa INPS — Requisiti, Importo e Domanda Domande frequentiIl bonus mamme 2027 è già confermato?No. Al momento (agosto 2026) si tratta di ipotesi e indirizzi politici. La conferma ufficiale arriverà con la presentazione del disegno di legge di bilancio 2027, attesa per ottobre 2026.La detassazione dei premi di produzione al 5% vale per tutti i settori?Sì, purché il premio sia legato a obiettivi misurabili e previsto da un accordo aziendale o territoriale. Non vale per i premi erogati in modo generico e non documentato.I fringe benefit sostituiscono lo stipendio?No. I benefit in natura sono un’aggiunta alla retribuzione, non una sua sostituzione. Il datore di lavoro non può ridurre lo stipendio per compensare con i benefit, salvo accordi specifici di welfare aziendale.Quando entrano in vigore le misure della manovra 2027?Se la legge di bilancio 2027 viene approvata entro il 31 dicembre 2026, le misure entrano in vigore il 1° gennaio 2027. Alcune possono avere decorrenza retroattiva o scaglionata, ma in genere il punto di partenza è l’inizio dell’anno fiscale.Il bonus mamme vale anche per le libere professioniste?Con le norme attuali (2026), il bonus mamme è riservato alle lavoratrici dipendenti. L’estensione alle autonome è in discussione per il 2027 ma non è ancora confermata.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-31 17:00:002026-08-31 08:33:20Bonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 EuroIl bonus mamme lavoratrici 2 figli è una delle misure più cercate del 2026, e anche una delle più fraintese. Il motivo è semplice: sotto lo stesso nome convivono due agevolazioni completamente diverse, con requisiti, importi e modalità di richiesta che non coincidono. Chi ha due figli rischia così di cercare l’agevolazione sbagliata, o peggio di credere di non averne diritto quando invece le spetta.In questa guida ci concentriamo esclusivamente sul caso “due figli”. Non troverai una panoramica generica: troverai la risposta a domande molto concrete. Quanto spetta esattamente a una mamma con 2 figli? Fino a quando? Cosa succede quando il figlio più piccolo compie 10 anni? E se sono una lavoratrice autonoma o una partita IVA, cambia qualcosa? Se cerchi invece un quadro d’insieme, puoi partire da come funziona il bonus mamme INPS e tornare qui per il dettaglio.Il bonus mamme lavoratrici 2 figli per il 2026 vale 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro annui, e richiede un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro. Vediamo nel dettaglio chi può ottenerlo, come si calcola e quali sono gli errori che ogni anno fanno perdere l’agevolazione a migliaia di madri.Indice dei contenutiBonus Mamme Lavoratrici 2 Figli: Due Misure Diverse da Non ConfondereChi Sono le Beneficiarie del Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliIl Requisito dei 10 Anni: Perche l’Eta del Secondo Figlio e DecisivaQuanto Spetta: il Calcolo del Bonus Mamme 2 Figli 2026Differenze tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 FigliIl Requisito di Reddito: la Soglia dei 40.000 EuroCome si Ottiene il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliCumulabilita con Assegno Unico e Altri Bonus FamigliaErrori Frequenti che Fanno Perdere il Bonus Mamme 2 FigliDomande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliAssistenza CAF per il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliBonus Mamme Lavoratrici 2 Figli: Due Misure Diverse da Non ConfonderePrima di parlare di importi, è indispensabile chiarire un punto che genera moltissima confusione. Quando si parla di bonus mamme lavoratrici 2 figli, ci si può riferire a due strumenti profondamente diversi tra loro.Il primo è il bonus mamme storico, tecnicamente un esonero contributivo. L’esonero contributivo non è un accredito di denaro: è uno sconto sui contributi previdenziali che la lavoratrice versa all’INPS. In pratica, invece di ricevere una somma in più, la mamma paga meno contributi e quindi si ritrova un netto in busta paga più alto. Questa misura ha riguardato le madri con tre o più figli assunte a tempo indeterminato, fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, con esonero del 100% dei contributi previdenziali IVS a carico della lavoratrice entro un tetto di 3.000 euro annui (riparametrato su base mensile). Attenzione: quel tetto di 3.000 euro non è l’importo spettante alle madri con 2 figli.Il secondo è la nuova misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, ridisegnata dal Decreto Legge n. 95/2025 (art. 6) e potenziata per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026. Qui non si tratta di uno sconto sui contributi, ma di una somma di denaro erogata direttamente dall’INPS: un contributo forfettario mensile, cioè un importo fisso uguale per tutte, che non dipende dallo stipendio. Ed è proprio questa seconda misura quella che riguarda le lavoratrici con 2 figli.La distinzione è cruciale e va memorizzata così:Esonero contributivo storico: riservato alle madri con 3 o più figli a tempo indeterminato, sconto sui contributi fino a 3.000 euro annuiNuovo bonus mamme 2026: aperto anche alle madri con 2 figli, somma in denaro di 60 euro mensili, con limite di reddito a 40.000 euroLe due misure hanno platee, importi e procedure di richiesta differentiL’estensione dell’esonero contributivo pieno alle madri con 2 figli, gia rinviata al 2026 dal DL 95/2025 (art. 6), e stata ulteriormente differita al 1° gennaio 2027Se hai due figli, quindi, la misura che ti riguarda nel 2026 è la seconda: il contributo mensile in denaro. Questo spiega perché molte mamme con 2 figli, cercando informazioni sull’esonero contributivo, concludono erroneamente di essere escluse da tutto. Chi Sono le Beneficiarie del Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliIl bonus mamme lavoratrici 2 figli ha una platea molto più ampia di quanto si pensi, e questa è forse la notizia più importante per chi legge. La nuova misura non si limita infatti alle dipendenti stabili, ma include categorie storicamente escluse dalle agevolazioni contributive.Hanno diritto al bonus mamme 2 figli 2026 le madri che rientrano in una di queste situazioni lavorative:Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, sia full time che part timeLavoratrici dipendenti a tempo determinato, incluse quindi le assunzioni a termineLavoratrici autonome iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette)Libere professioniste e partite IVA, comprese le iscritte alla Gestione Separata INPS e alle casse professionaliL’apertura alle lavoratrici autonome e alle partite IVA rappresenta la vera novità rispetto al passato. Una professionista in regime forfettario con due bambini piccoli, ad esempio, in precedenza restava fuori da qualsiasi agevolazione perché l’esonero contributivo era legato al rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Con la nuova misura, invece, rientra pienamente tra le beneficiarie.Chi Resta Escluso dal BonusEsiste però un’esclusione significativa che riguarda un settore intero. Le lavoratrici domestiche, cioè colf, badanti e baby sitter assunte con il contratto di lavoro domestico, non rientrano tra le beneficiarie. Si tratta di una scelta legata alle particolarità del rapporto di lavoro domestico, dove il datore è una famiglia e la gestione contributiva segue regole proprie. Abbiamo approfondito questa esclusione e le sue conseguenze nell’analisi dedicata al motivo per cui colf e badanti sono escluse dal bonus mamme.Restano fuori anche le imprenditrici non iscritte all’assicurazione generale obbligatoria e, naturalmente, chi non svolge alcuna attività lavorativa: il bonus mamme lavoratrici 2 figli è una misura pensata per sostenere la permanenza delle madri nel mercato del lavoro, quindi presuppone sempre un’occupazione in essere. Il Requisito dei 10 Anni: Perche l’Eta del Secondo Figlio e DecisivaQuesto è il requisito che più frequentemente viene frainteso, e sbagliarlo significa fare calcoli completamente errati sul bonus mamme lavoratrici 2 figli.La regola è la seguente: per le madri con due figli, il diritto al bonus spetta fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. Attenzione: si guarda al figlio più giovane, non al primo, non alla media, non alla somma delle età. Il riferimento è sempre l’ultimo nato.Facciamo un esempio pratico. Immagina che Giulia abbia due figli: Marco di 14 anni e Sofia di 6 anni. Il figlio più piccolo è Sofia, che ha 6 anni, quindi sotto i 10: Giulia rientra nel bonus mamme 2 figli 2026. Il fatto che Marco abbia superato i 10 anni è del tutto irrilevante.Supponiamo invece che Elena abbia due figli di 13 e 11 anni. Il più piccolo ha già compiuto 10 anni: in questo caso il diritto al bonus mamme lavoratrici 2 figli non sussiste più. Ed è proprio qui che si concentra la delusione di molte famiglie, che scoprono di aver superato la soglia per pochi mesi.Un aspetto delicato riguarda l’anno del compimento dei 10 anni. Il diritto non si esaurisce necessariamente il giorno del compleanno per l’intero anno: la spettanza è calcolata su base mensile, quindi il bonus matura per i mesi in cui il requisito risulta effettivamente soddisfatto. Se il figlio più piccolo compie 10 anni a metà anno, il bonus mamme spetta per i mesi precedenti al compimento e si interrompe successivamente. Verificare correttamente questo passaggio richiede attenzione, ed è uno dei controlli che eseguiamo insieme allo CAF Centro Fiscale a Udine quando una mamma ci porta la propria situazione. Quanto Spetta: il Calcolo del Bonus Mamme 2 Figli 2026Arriviamo alla domanda che interessa di più: quanto vale concretamente il bonus mamme lavoratrici 2 figli nel 2026?L’importo è di 60 euro mensili. Si tratta di un aumento rispetto ai 40 euro mensili previsti nella prima applicazione della misura nel 2025. Su base annua, il beneficio massimo raggiunge quindi 720 euro, corrispondenti a dodici mensilità piene (nel 2025, con 40 euro mensili, il massimo era di 480 euro). L’importo matura mese per mese ma non viene accreditato mensilmente: l’INPS lo eroga in un’unica soluzione, secondo le indicazioni operative diffuse per il 2026.La caratteristica più importante da comprendere è che si tratta di un importo forfettario. Forfettario significa che la cifra è fissa e uguale per tutte: non aumenta se guadagni di più, non diminuisce se guadagni di meno, non cambia in base al numero esatto di figli sopra la soglia minima. Una dipendente con stipendio da 1.400 euro e una professionista con reddito da 35.000 euro ricevono lo stesso importo, purché entrambe rispettino i requisiti.Ci sono poi due aspetti fiscali particolarmente favorevoli che vale la pena evidenziare:Il contributo non è imponibile né ai fini fiscali né contributivi: significa che i 60 euro non vengono tassati e arrivano interi, senza trattenute IRPEFIl bonus non incide sull’ISEE: non fa quindi aumentare l’indicatore e non compromette l’accesso ad altre agevolazioni legate alla situazione economica del nucleoLa spettanza è mensile, quindi va verificata mese per mese in relazione ai requisitiIl fatto che il bonus non pesi sull’ISEE è un dettaglio tutt’altro che secondario. Molte famiglie temono che ricevere un contributo faccia salire l’indicatore e faccia perdere altri benefici: in questo caso il timore è infondato. Differenze tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 FigliCapire le differenze tra la misura per chi ha due figli e quella per chi ne ha tre o più è essenziale per non commettere errori. Il legislatore ha infatti differenziato principalmente il limite di età del figlio più piccolo.Per le madri con 2 figli, come abbiamo visto, il riferimento è il decimo anno di età del figlio più giovane. Per le madri con almeno 3 figli, invece, la soglia si alza notevolmente: il diritto permane fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. La logica è evidente: le famiglie numerose sostengono un carico economico più prolungato nel tempo, quindi il sostegno viene esteso per un periodo più lungo.Ecco un confronto sintetico delle due situazioni nel 2026:Madri con 2 figli: figlio più piccolo under 10, contributo di 60 euro mensili, aperto a dipendenti (anche a termine), autonome e professionisteMadri con 3 o più figli: figlio più piccolo under 18, stesso contributo di 60 euro mensili per le lavoratrici a termine, autonome e professionisteMadri con 3 o più figli a tempo indeterminato: possono accedere all’esonero contributivo pieno, con beneficio massimo fino a 3.000 euro annuiIl punto chiave è che l’importo del contributo in denaro non cambia in funzione del numero di figli: sono 60 euro sia con due che con tre figli. Ciò che cambia è per quanti anni si può beneficiare della misura, e per le madri con tre figli a tempo indeterminato la possibilità di accedere allo strumento contributivo, decisamente più generoso. Il Requisito di Reddito: la Soglia dei 40.000 EuroIl bonus mamme lavoratrici 2 figli non è universale: è subordinato a un limite reddituale. Per accedere alla misura, il reddito da lavoro della madre non deve superare i 40.000 euro annui.È importante notare che il riferimento è al reddito da lavoro della singola lavoratrice, non al reddito complessivo della famiglia. Il reddito del partner, quindi, non entra nel calcolo. Questo rende la misura accessibile anche a nuclei familiari con un reddito complessivo relativamente elevato, purché il reddito individuale della madre resti sotto la soglia.La soglia dei 40.000 euro è piuttosto ampia e include la grande maggioranza delle lavoratrici dipendenti italiane. Per le autonome e le professioniste il ragionamento è leggermente diverso, perché il reddito rilevante è quello determinato secondo le regole della propria categoria: chi opera in regime forfettario, ad esempio, deve considerare il reddito calcolato applicando il coefficiente di redditività, cioè quella percentuale fissa che determina quanta parte dei compensi incassati viene considerata reddito imponibile.Proprio la verifica del reddito rilevante è uno degli aspetti su cui più spesso emergono dubbi. Una partita IVA con fatturato vicino alla soglia deve capire quale valore considerare, e un errore in questa fase può portare a una domanda respinta oppure, al contrario, a rinunciare a un bonus che spettava. Per questo la valutazione preventiva della propria posizione con un professionista del CAF Centro Fiscale di Udine evita sorprese.Come si Ottiene il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliQui torna utile la distinzione iniziale tra le due misure, perché le modalità di accesso sono diverse e confonderle è l’errore più diffuso.Per il nuovo bonus mamme in denaro, quello che riguarda le lavoratrici con 2 figli, è necessaria una domanda all’INPS. Il beneficio non arriva in automatico: senza una richiesta correttamente presentata e accolta, l’importo non viene erogato. L’INPS ha predisposto un servizio online dedicato, accessibile con SPID, CIE o CNS; in alternativa si può passare dal contact center INPS o da un patronato o intermediario abilitato.Per l’esonero contributivo storico, riservato alle madri con 3 o più figli a tempo indeterminato, la logica è opposta: non si presenta domanda all’INPS, ma si comunica al datore di lavoro il numero dei figli e i relativi codici fiscali. È poi il datore ad applicare la riduzione contributiva direttamente in busta paga.Documenti Necessari per la DomandaLa pratica richiede una serie di elementi che vanno raccolti con precisione:Codici fiscali di tutti i figli e date di nascita esatte, per la verifica del requisito dei 10 anniDocumentazione relativa al rapporto di lavoro in essere (contratto, ultima busta paga, oppure iscrizione alla gestione previdenziale per le autonome)Dati sul reddito da lavoro, per l’autocertificazione del rispetto della soglia dei 40.000 euroIBAN intestato o cointestato alla richiedente per l’accredito del contributoLa compilazione richiede attenzione: un dato anagrafico errato o una dichiarazione reddituale imprecisa possono bloccare la pratica o farla respingere, con la necessità di ripresentarla. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera procedura, dalla verifica preliminare dei requisiti fino alla trasmissione della domanda, sia in ufficio che online in tutta Italia. Puoi prenotare un appuntamento e portare semplicemente i documenti: al resto pensiamo noi. Cumulabilita con Assegno Unico e Altri Bonus FamigliaUna preoccupazione ricorrente riguarda la possibilità di perdere altri sostegni richiedendo il bonus mamme lavoratrici 2 figli. La risposta è rassicurante: la misura è cumulabile con le principali agevolazioni per la famiglia.In particolare, il bonus si somma all’assegno unico e universale, che resta la misura strutturale di sostegno per i figli a carico e che nel 2026 ha visto la rivalutazione degli importi. Chi vuole approfondire le variazioni può consultare il dettaglio sugli aumenti dell’assegno unico. Il bonus mamme non sostituisce l’assegno unico né lo riduce: sono strumenti paralleli con finalità diverse.Poiché il contributo non incide sull’ISEE, restano inoltre accessibili tutte le prestazioni legate all’indicatore, tra cui il bonus asilo nido, le agevolazioni sulle utenze e i servizi comunali a tariffa agevolata. Per una famiglia di Udine che utilizza mense scolastiche o servizi educativi comunali, questo significa che il bonus non fa scattare alcun aumento tariffario.Il bonus è compatibile anche con le ordinarie detrazioni fiscali per figli a carico applicabili secondo le regole vigenti, e non interferisce con la presentazione del CAF Centro Fiscale di Udine per il modello 730. Trattandosi di somma non imponibile, non va nemmeno dichiarata come reddito.Errori Frequenti che Fanno Perdere il Bonus Mamme 2 FigliDall’esperienza quotidiana allo sportello emergono alcuni errori ricorrenti che portano a perdere il bonus mamme lavoratrici 2 figli. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.Il primo errore, il più diffuso, è confondere le due misure. Molte mamme con due figli leggono che l’esonero contributivo spetta solo con tre figli a tempo indeterminato e concludono di non avere diritto a nulla, rinunciando così a un contributo che invece le spetterebbe. Come abbiamo visto, la nuova misura in denaro ha requisiti diversi e più inclusivi.Il secondo errore è guardare all’età del figlio sbagliato. Alcune madri verificano l’età del primogenito invece che del figlio più piccolo, e si autoescludono. Il riferimento normativo è sempre e solo l’ultimo nato.Altri errori frequenti riguardano:Ritenere che il bonus arrivi automaticamente in busta paga: per le madri con 2 figli serve invece la domanda all’INPSConsiderare il reddito familiare invece del reddito individuale della lavoratrice ai fini della soglia dei 40.000 euroNon presentare domanda entro i termini previsti, perdendo le mensilità arretratePer le autonome, calcolare il reddito sul fatturato lordo anziché sul reddito effettivamente rilevanteDimenticare di aggiornare la posizione in caso di nascita di un terzo figlio, che può modificare i requisiti applicabiliUn ultimo aspetto riguarda le tempistiche. Le scadenze per la presentazione delle domande sono definite dall’INPS con propri messaggi e circolari operative, e vengono aggiornate di anno in anno. Muoversi con anticipo, senza attendere gli ultimi giorni utili, resta la strategia più sicura per non perdere il beneficio. Domande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza CAF per il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliIl bonus mamme lavoratrici 2 figli è un’opportunità concreta, ma la coesistenza di due misure diverse con requisiti differenti rende facile commettere errori di valutazione. Verificare l’età esatta del figlio più piccolo, individuare il reddito rilevante, capire quale delle due agevolazioni si applica al proprio caso e presentare correttamente la domanda sono passaggi che meritano un controllo professionale.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni fase della pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti al calcolo dell’ISEE se necessario per altre prestazioni collegate, fino alla presentazione della domanda. Ti forniamo un preventivo personalizzato in base alla tua situazione e ti seguiamo anche negli anni successivi, perché i requisiti vanno riverificati periodicamente. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per il bonus mamme lavoratrici 2 figli? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Agosto 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-07 13:00:002026-08-07 07:54:05Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro
CAF, COLF E BADANTIBonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione rimane irraggiungibile: la normativa le esclude in modo netto, per ragioni tecniche precise legate alla struttura del sistema previdenziale italiano. In questo articolo spieghiamo perche il bonus mamme 2025 non si applica al lavoro domestico, quali sono le motivazioni giuridiche, e – soprattutto – quali alternative concrete esistono per le mamme che lavorano come colf o badanti.Indice dei ContenutiCos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come FunzionaPerche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione DomesticiQuanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha DirittoLe Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le MammeBonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici DomesticheCongedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e BadantiCosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAFDomande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro DomesticoCos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come FunzionaIl bonus mamme 2025 – tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri – e’ una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023, art. 1 commi 180-182) e successivamente prorogata e ampliata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024). L’obiettivo dichiarato e’ sostenere le mamme lavoratrici riducendo il loro carico contributivo, cioe’ la quota di contributi previdenziali che ogni mese viene trattenuta dallo stipendio.In pratica, il meccanismo funziona cosi’: alle lavoratrici dipendenti che hanno almeno due figli (di cui il piu’ piccolo sotto i 10 anni) viene azzerata – o fortemente ridotta – la quota a carico della lavoratrice dei contributi previdenziali INPS. Dal 2025 la misura e’ stata estesa anche alle mamme con un solo figlio under 10, con un esonero parziale, e potenziata per le mamme con tre o piu’ figli. Il risparmio mensile puo’ arrivare fino a circa 100-250 euro al mese, a seconda del reddito e del numero di figli, per un beneficio annuo che puo’ toccare i 3.000-5.000 euro (con le soglie massime e condizioni di massimo beneficio previste dalla normativa).Attenzione, pero’: la misura si applica esclusivamente ai rapporti di lavoro dipendente ordinario, ossia ai contratti che rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria (quella dei lavoratori dipendenti privati, degli statali, e delle lavoratrici autonome con partita IVA che aderiscono alla Gestione Separata). Ed e’ proprio questo punto il nodo centrale dell’esclusione di colf e badanti. Perche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025La risposta breve e’: perche’ colf e badanti non rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria, ma in una gestione separata e speciale chiamata Gestione Lavoro Domestico INPS. Questa distinzione, che puo’ sembrare un dettaglio tecnico, ha conseguenze concrete e significative sui diritti previdenziali delle lavoratrici domestiche.Il lavoro domestico in Italia e’ regolato dal CCNL Lavoro Domestico (contratto collettivo nazionale di categoria, stipulato da Assindatcolf, Fidaldo, Domina con FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL) e, dal punto di vista previdenziale, e’ inquadrato in una gestione INPS completamente distinta da quella dei lavoratori dipendenti comuni. Le lavoratrici domestiche versano i contributi tramite il datore di lavoro (la famiglia per cui lavorano) attraverso un sistema di bollettini INPS trimestrali, calcolati in base alle ore lavorate e non in percentuale sullo stipendio netto come avviene per gli altri lavoratori dipendenti.La normativa sul bonus mamme 2025 ha costruito l’esonero contributivo come una riduzione della quota a carico della lavoratrice sui contributi alla gestione ordinaria INPS (il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni collegate). Le lavoratrici domestiche, pero’, non versano contributi in questa gestione: i loro versamenti vanno alla Gestione Speciale Lavoratori Domestici, che ha regole, importi e struttura completamente diversi. Tecnicamente, non c’e’ una quota a carico della lavoratrice nel sistema domestico nel senso in cui esiste per gli altri lavoratori dipendenti – i contributi sono calcolati per fasce orarie e versati interamente dal datore di lavoro (la famiglia), anche se una parte e’ formalmente a carico della lavoratrice.Il risultato pratico e’ che la Legge 213/2023 e la sua proroga nella Legge 207/2024 non hanno mai previsto un meccanismo applicabile alla Gestione Lavoro Domestico. L’INPS, con le circolari applicative della misura, ha confermato esplicitamente che l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico, lasciando fuori dalla platea tutte le colf, badanti, baby-sitter e governanti. La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione DomesticiPer capire bene perche’ l’esclusione e’ strutturale e non una svista normativa, e’ utile capire come funziona il sistema contributivo del lavoro domestico rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente.Nel lavoro dipendente ordinario (es. un’impiegata, una commessa, un’operaia), i contributi INPS vengono calcolati in percentuale sulla retribuzione lorda. La quota complessiva e’ circa il 40% della retribuzione, di cui una parte (circa il 9,19%) e’ a carico della lavoratrice e viene trattenuta in busta paga, mentre la quota maggiore (circa il 30-31%) e’ a carico del datore di lavoro. Il bonus mamme agisce esattamente su quel 9,19% a carico della lavoratrice, azzerandolo o riducendolo.Nel lavoro domestico, invece, il sistema e’ completamente diverso. I contributi non si calcolano in percentuale sullo stipendio, ma in base a tariffe fisse stabilite ogni anno dall’INPS per fasce orarie settimanali di lavoro. Per il 2025, le tariffe contributive orarie variano in base alle ore settimanali contrattualizzate e alla retribuzione oraria. I versamenti si effettuano trimestralmente tramite bollettini MAV o online, con scadenze al 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre.Questa struttura a contributi fissi per ora lavorata non si presta al meccanismo dell’esonero percentuale previsto dal bonus mamme: non c’e’ una quota percentuale a carico della lavoratrice da azzerare nel senso classico del termine. La legge avrebbe dovuto prevedere un meccanismo ad hoc (es. riduzione delle tariffe orarie per le lavoratrici domestiche madri), ma non l’ha fatto. Questa e’ la ragione tecnica profonda dell’esclusione.CaratteristicaLavoro dipendente ordinarioLavoro domestico (colf/badanti)Gestione INPSFondo Pensioni Lavoratori DipendentiGestione Speciale Lavoro DomesticoCalcolo contributi% sulla retribuzione lorda (~40%)Tariffe fisse per ora lavorataVersamentoMensile in busta pagaTrimestrale con bollettini MAVQuota lavoratrice~9,19% trattenuto in busta pagaQuota forfettaria inclusa nella tariffa orariaBonus mamme 2025Applicabile (esonero quota lavoratrice)NON applicabile (gestione separata) Quanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha DirittoPrima di passare alle alternative per le mamme domestiche, e’ utile avere chiaro il valore economico del bonus mamme 2025 per le lavoratrici che ne beneficiano, cosi’ da comprendere meglio l’entita’ della disparita’.La Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) ha previsto la struttura seguente per l’esonero contributivo:Mamme con 3 o piu’ figli (figlio piu’ piccolo sotto i 18 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, fino a un limite massimo di reddito annuo (il beneficio e’ pieno fino a circa 40.000 euro di reddito lordo annuo).Mamme con 2 figli (figlio piu’ piccolo sotto i 10 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, stesso limite di reddito.Mamme con 1 figlio (figlio sotto i 10 anni): esonero parziale, prorogato per il 2025 con riduzione della contribuzione a carico.Il risparmio effettivo dipende dallo stipendio della lavoratrice. Per una lavoratrice con uno stipendio lordo di circa 1.800 euro al mese, la quota INPS a suo carico e’ di circa 165-170 euro mensili: l’esonero totale genera quindi un risparmio di quasi 2.000 euro l’anno. Per retribuzioni piu’ alte, il beneficio e’ maggiore.Vale la pena notare che per le lavoratrici autonome in maternita’ e regime forfettario, le regole sono ancora diverse: le collaboratrici coordinate a progetto e le professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS possono invece beneficiare del bonus mamme, dato che la loro gestione previdenziale rientra nell’orbita ordinaria INPS. Le Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025Anche se il bonus mamme 2025 e’ precluso alle lavoratrici domestiche, esistono diverse misure di sostegno alle quali le mamme colf e badanti hanno diritto. Il sistema di welfare italiano, in questo senso, offre strumenti validi – ma spesso poco conosciuti o difficili da navigare senza assistenza qualificata. Vediamo le principali alternative. Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le MammeIl principale strumento di sostegno economico per le famiglie con figli e’ l’Assegno Unico Universale (AUU), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 e disponibile per tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di eta’ per i figli disabili). A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le lavoratrici domestiche: spetta a qualunque genitore, indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro e dalla gestione previdenziale di appartenenza.Gli importi 2025-2026 dell’Assegno Unico Universale variano in base all’ISEE familiare:ISEE fino a circa 17.090 euro: importo massimo di 199,40 euro al mese per figlioISEE oltre 45.574 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro al mese per figlioTra le due soglie: scala progressiva intermediaMaggiorazioni aggiuntive per figli disabili, famiglie numerose (4+ figli), entrambi i genitori lavoratoriPer una mamma colf con un figlio e un ISEE basso (situazione frequente tra le lavoratrici domestiche), l’Assegno Unico puo’ valere quasi 2.400 euro l’anno – un importo paragonabile, se non superiore, al bonus mamme per molte lavoratrici dipendenti ordinarie con reddito modesto. La domanda si presenta tramite il CAF Centro Fiscale a Udine, che gestisce anche la presentazione della DSU per l’ISEE aggiornato.Bonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici DomesticheUn altro strumento importante e’ il bonus asilo nido, che rimborsa parte delle rette pagate per l’iscrizione del bambino a un asilo nido pubblico o privato. Anche questo beneficio e’ universale e non esclude le mamme che lavorano come colf o badanti.Il bonus asilo nido 2025 prevede importi variabili in base all’ISEE:ISEE fino a 25.001 euro: rimborso fino a 3.000 euro annuiISEE da 25.001 a 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annuiISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: rimborso fino a 1.500 euro annuiCondizione essenziale e’ avere un figlio di eta’ inferiore ai 3 anni iscritto all’asilo nido. La domanda va presentata all’INPS entro specifiche finestre temporali. Il CAF Centro Fiscale puo’ supportarti nella richiesta dell’ISEE aggiornato (indispensabile per ottenere l’importo massimo) e orientarti sulle scadenze. Congedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e BadantiUn aspetto spesso poco conosciuto riguarda i diritti di maternita’ delle lavoratrici domestiche. Le colf e le badanti hanno diritto al congedo di maternita’ e alla relativa indennita’ INPS, a condizione che risultino regolarmente iscritte alla Gestione Lavoro Domestico e abbiano versato almeno 52 contributi settimanali nei due anni precedenti la nascita del figlio.L’indennita’ di maternita’ per le lavoratrici domestiche e’ erogata direttamente dall’INPS (a differenza delle lavoratrici dipendenti ordinarie, dove l’anticipa il datore di lavoro) e copre il periodo obbligatorio di astensione dal lavoro: 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto (5 mesi totali). L’importo e’ pari all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata in base ai contributi versati.Un punto importante: durante il congedo di maternita’, la lavoratrice domestica non puo’ essere licenziata. Il datore di lavoro (la famiglia) e’ obbligato a mantenere il rapporto di lavoro. Se ricevi una comunicazione di licenziamento durante la gravidanza o il congedo, rivolgiti subito al CAF Centro Fiscale a Udine per tutelare i tuoi diritti.Anche il congedo parentale (astensione facoltativa nei primi 12 anni di vita del bambino) e’ disponibile per le lavoratrici domestiche, con un’indennita’ INPS ridotta. Non e’ automatico: va richiesto esplicitamente all’INPS con la procedura apposita.Cosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAFSe sei una colf o una badante e stai cercando di capire a quali bonus e agevolazioni hai diritto nel 2025, ecco un riepilogo pratico delle priorita’:Aggiornare l’ISEE e’ la prima cosa da fare, perche’ determina l’importo di quasi tutti i benefici (Assegno Unico, bonus asilo nido, agevolazioni comunali).Richiedere l’Assegno Unico tramite la procedura INPS, se hai figli a carico sotto i 21 anni. Il CAF Centro Fiscale gestisce sia la compilazione dell’ISEE che la richiesta dell’AUU.Richiedere il bonus asilo nido se hai un figlio under 3 iscritto al nido, entro le scadenze INPS.Verificare la regolarita’ contributiva del tuo rapporto di lavoro domestico: solo con contributi regolarmente versati si ha diritto a maternita’, malattia e pensione futura.Verificare altri bonus regionali e comunali: in molte regioni e comuni esistono agevolazioni aggiuntive per le famiglie con reddito basso, spesso legate all’ISEE.Un consulente CAF Centro Fiscale a Udine puo’ analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a non perdere nessuna agevolazione a cui hai diritto. Hai bisogno di assistenza? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche prenotare un appuntamento comodamente da casa tua. Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro DomesticoPer qualsiasi dubbio sul bonus mamme 2025, sui tuoi diritti come lavoratrice domestica, o sulle agevolazioni disponibili per le famiglie, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio a Viale Tullio 13 che online per tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dall’ISEE alla domanda di Assegno Unico, garantendo la correttezza di ogni passaggio. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 18:00:002026-09-08 08:06:55Naspi: cosa succede quando finisce l’indennità di disoccupazione https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 13:00:002026-09-07 08:18:40Detrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026 https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 11:00:002026-09-07 08:03:49Cedolare Secca ed Eredità: l’Erede Subentra o Deve Fare una Nuova Opzione? https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 10:00:002026-09-06 10:52:30Italiani all’estero, dove vanno? La top 5 delle mete più gettonate secondo l’AIRE https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 19:00:002026-09-06 10:38:59Contratto affitto non registrato: le spese di casa sono detraibili? https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-09 17:00:002026-09-06 10:28:18Decreto penale di condanna: cosa succede se scade il termine di opposizionePrec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 18:00:002026-09-08 08:06:55Naspi: cosa succede quando finisce l’indennità di disoccupazione
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 13:00:002026-09-07 08:18:40Detrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 11:00:002026-09-07 08:03:49Cedolare Secca ed Eredità: l’Erede Subentra o Deve Fare una Nuova Opzione?
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 10:00:002026-09-06 10:52:30Italiani all’estero, dove vanno? La top 5 delle mete più gettonate secondo l’AIRE
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 19:00:002026-09-06 10:38:59Contratto affitto non registrato: le spese di casa sono detraibili?
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-09 17:00:002026-09-06 10:28:18Decreto penale di condanna: cosa succede se scade il termine di opposizione
NOTIZIEBonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?Indice dei contenutiCosa è la manovra 2027 e a che punto siamoBonus mamme 2027: le ipotesi sul tavoloPremi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?Fringe benefit 2027: soglie e novità previsteChi beneficia di queste misureDomande frequentiLa manovra 2027, ancora in fase di elaborazione, si preannuncia ricca di misure a favore delle famiglie e dei lavoratori dipendenti. Tra i temi centrali del dibattito politico-fiscale emergono il bonus mamme, la detassazione dei premi di produzione e l’ampliamento dei fringe benefit. Vediamo cosa è emerso finora e quali sono le ipotesi più accreditate.Cosa è la manovra 2027 e a che punto siamoLa legge di bilancio 2027 («manovra») è il provvedimento con cui il Governo stabilisce entrate e spese dello Stato per il prossimo anno. Viene presentata in Parlamento entro il 15 ottobre e deve essere approvata entro il 31 dicembre.Al momento la manovra 2027 è ancora in fase di costruzione: il Governo sta raccogliendo proposte dai ministeri e dalle categorie, mentre le prime indiscrezioni sui contenuti circolano da fonti parlamentari e sindacali. Le misure di cui parliamo in questo articolo sono quindi ipotesi e bozze, non ancora testo di legge definitivo.Tuttavia, alcune direzioni sembrano abbastanza chiare: conferma e potenziamento delle misure pro-famiglia già sperimentate nelle leggi di bilancio 2025 e 2026, con particolare attenzione al sostegno alle lavoratrici madri e alla detassazione di alcune voci retributive. Bonus mamme 2027: le ipotesi sul tavoloIl bonus mamme è un esonero contributivo introdotto dalla legge di bilancio 2024 e prorogato nelle manovre successive. In parole semplici: le lavoratrici dipendenti con figli non pagano (o pagano meno) i contributi previdenziali a loro carico, e quindi portano a casa uno stipendio netto più alto.Ecco le principali ipotesi che circolano per il 2027:Stabilizzazione a regime: il Governo valuta di rendere l’esonero permanente, eliminando la necessità di rinnovarlo ogni anno con la manovra. Questo darebbe maggiore certezza alle lavoratrici e alle aziende.Estensione alle lavoratrici autonome: una delle lacune storiche del bonus è che si applica solo al lavoro dipendente. Si discute se includere le titolari di partita IVA, che oggi ne sono escluse.Abbassamento della soglia da 3 a 2 figli: attualmente il beneficio pieno (esonero 100% dei contributi) riguarda le madri con almeno 3 figli. Si ipotizza di estenderlo anche a quelle con 2 figli, con un importo ridotto o modulato.Aumento del beneficio per madri sole: le famiglie monogenitoriali potrebbero ricevere un sostegno aggiuntivo rispetto all’esonero base.Per capire quanto vale concretamente, ricordiamo che con la manovra 2026 una lavoratrice madre di 2 figli con reddito fino a 40.000 euro poteva ottenere fino a circa 60 euro al mese in più in busta paga grazie all’esonero parziale. Il potenziamento 2027 punterebbe ad aumentare questo importo.Leggi anche: Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro Premi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?I premi di produzione (o premi di risultato) sono somme che il datore di lavoro eroga ai dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali — ad esempio l’aumento del fatturato o la riduzione degli scarti di lavorazione. Attualmente, questi premi godono di una tassazione agevolata al 5% invece dell’aliquota IRPEF ordinaria, entro certi limiti.Le ipotesi per la manovra 2027 riguardano:Conferma dell’aliquota al 5%: l’agevolazione attuale (introdotta in via sperimentale e poi prorogata) potrebbe diventare permanente, con inserimento nel Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR).Aumento del tetto massimo: il limite attuale di 3.000 euro (elevabile a 4.000 in presenza di sistemi di partecipazione dei dipendenti) potrebbe essere innalzato, permettendo a più lavoratori di beneficiare della tassazione ridotta sull’intero importo del premio.Estensione della platea: oggi l’agevolazione è riservata a dipendenti con reddito fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Si valuta se alzare questa soglia.In termini pratici: se un lavoratore riceve un premio di 2.000 euro, con la tassazione ordinaria (aliquota marginale, ad esempio 35%) ne porta a casa circa 1.300 euro. Con l’aliquota al 5%, ne porta a casa 1.900 euro. La differenza è significativa. Fringe benefit 2027: soglie e novità previsteI fringe benefit sono i cosiddetti «benefit in natura» che il datore di lavoro mette a disposizione del dipendente: auto aziendale, buoni pasto, polizze sanitarie integrative, rimborso dell’affitto o del mutuo, telefono cellulare aziendale e così via. In linea generale, questi benefit sono tassabili come reddito da lavoro dipendente, ma esiste una soglia di esenzione entro cui non entrano nel calcolo dell’IRPEF.La legge di bilancio 2026 ha già innalzato significativamente queste soglie. Per il 2027 le ipotesi sono:Soglia ordinaria confermata a 1.000 euro: per tutti i lavoratori dipendenti, i benefit fino a 1.000 euro all’anno non concorrono a formare il reddito imponibile.Soglia maggiorata per lavoratori con figli: i dipendenti con almeno un figlio a carico potrebbero beneficiare di una soglia più alta, ipotizzata tra 2.000 e 3.000 euro. Questa misura si intreccia con il sostegno alle famiglie al cuore della manovra.Ampliamento delle voci coperte: si discute di includere nella nozione di fringe benefit esente anche le spese per l’istruzione dei figli (rette scolastiche, centri estivi) e per l’assistenza agli anziani a carico.Nuovo «bonus trasporti»: l’abbonamento al trasporto pubblico per i pendolari potrebbe essere escluso del tutto dal reddito imponibile, indipendentemente dalle altre soglie.Leggi anche: Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie Chi beneficia di queste misureRiepiloghiamo a chi si rivolgono le misure in discussione per la manovra 2027:MisuraA chi si rivolgeVantaggio attesoBonus mamme 2027Lavoratrici dipendenti con 2+ figliEsonero contributivo, più netto in busta pagaPremi di produzioneLavoratori dipendenti con reddito fino a 80.000 euroTassazione al 5% fino a 3.000-4.000 euroFringe benefit ordinariTutti i lavoratori dipendentiEsenzione fino a 1.000 euro/annoFringe benefit con figliLavoratori con almeno 1 figlio a caricoSoglia elevata a 2.000-3.000 euro/annoÈ importante sottolineare che queste misure riguardano principalmente i lavoratori dipendenti. Chi ha una partita IVA in regime forfettario o ordinario non è direttamente interessato dall’esonero contributivo del bonus mamme né dalla tassazione agevolata sui premi.Leggi anche: Bonus Nuovi Nati 2026: Guida Completa INPS — Requisiti, Importo e Domanda Domande frequentiIl bonus mamme 2027 è già confermato?No. Al momento (agosto 2026) si tratta di ipotesi e indirizzi politici. La conferma ufficiale arriverà con la presentazione del disegno di legge di bilancio 2027, attesa per ottobre 2026.La detassazione dei premi di produzione al 5% vale per tutti i settori?Sì, purché il premio sia legato a obiettivi misurabili e previsto da un accordo aziendale o territoriale. Non vale per i premi erogati in modo generico e non documentato.I fringe benefit sostituiscono lo stipendio?No. I benefit in natura sono un’aggiunta alla retribuzione, non una sua sostituzione. Il datore di lavoro non può ridurre lo stipendio per compensare con i benefit, salvo accordi specifici di welfare aziendale.Quando entrano in vigore le misure della manovra 2027?Se la legge di bilancio 2027 viene approvata entro il 31 dicembre 2026, le misure entrano in vigore il 1° gennaio 2027. Alcune possono avere decorrenza retroattiva o scaglionata, ma in genere il punto di partenza è l’inizio dell’anno fiscale.Il bonus mamme vale anche per le libere professioniste?Con le norme attuali (2026), il bonus mamme è riservato alle lavoratrici dipendenti. L’estensione alle autonome è in discussione per il 2027 ma non è ancora confermata.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-31 17:00:002026-08-31 08:33:20Bonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 EuroIl bonus mamme lavoratrici 2 figli è una delle misure più cercate del 2026, e anche una delle più fraintese. Il motivo è semplice: sotto lo stesso nome convivono due agevolazioni completamente diverse, con requisiti, importi e modalità di richiesta che non coincidono. Chi ha due figli rischia così di cercare l’agevolazione sbagliata, o peggio di credere di non averne diritto quando invece le spetta.In questa guida ci concentriamo esclusivamente sul caso “due figli”. Non troverai una panoramica generica: troverai la risposta a domande molto concrete. Quanto spetta esattamente a una mamma con 2 figli? Fino a quando? Cosa succede quando il figlio più piccolo compie 10 anni? E se sono una lavoratrice autonoma o una partita IVA, cambia qualcosa? Se cerchi invece un quadro d’insieme, puoi partire da come funziona il bonus mamme INPS e tornare qui per il dettaglio.Il bonus mamme lavoratrici 2 figli per il 2026 vale 60 euro al mese, fino a un massimo di 720 euro annui, e richiede un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro. Vediamo nel dettaglio chi può ottenerlo, come si calcola e quali sono gli errori che ogni anno fanno perdere l’agevolazione a migliaia di madri.Indice dei contenutiBonus Mamme Lavoratrici 2 Figli: Due Misure Diverse da Non ConfondereChi Sono le Beneficiarie del Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliIl Requisito dei 10 Anni: Perche l’Eta del Secondo Figlio e DecisivaQuanto Spetta: il Calcolo del Bonus Mamme 2 Figli 2026Differenze tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 FigliIl Requisito di Reddito: la Soglia dei 40.000 EuroCome si Ottiene il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliCumulabilita con Assegno Unico e Altri Bonus FamigliaErrori Frequenti che Fanno Perdere il Bonus Mamme 2 FigliDomande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliAssistenza CAF per il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliBonus Mamme Lavoratrici 2 Figli: Due Misure Diverse da Non ConfonderePrima di parlare di importi, è indispensabile chiarire un punto che genera moltissima confusione. Quando si parla di bonus mamme lavoratrici 2 figli, ci si può riferire a due strumenti profondamente diversi tra loro.Il primo è il bonus mamme storico, tecnicamente un esonero contributivo. L’esonero contributivo non è un accredito di denaro: è uno sconto sui contributi previdenziali che la lavoratrice versa all’INPS. In pratica, invece di ricevere una somma in più, la mamma paga meno contributi e quindi si ritrova un netto in busta paga più alto. Questa misura ha riguardato le madri con tre o più figli assunte a tempo indeterminato, fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, con esonero del 100% dei contributi previdenziali IVS a carico della lavoratrice entro un tetto di 3.000 euro annui (riparametrato su base mensile). Attenzione: quel tetto di 3.000 euro non è l’importo spettante alle madri con 2 figli.Il secondo è la nuova misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, ridisegnata dal Decreto Legge n. 95/2025 (art. 6) e potenziata per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026. Qui non si tratta di uno sconto sui contributi, ma di una somma di denaro erogata direttamente dall’INPS: un contributo forfettario mensile, cioè un importo fisso uguale per tutte, che non dipende dallo stipendio. Ed è proprio questa seconda misura quella che riguarda le lavoratrici con 2 figli.La distinzione è cruciale e va memorizzata così:Esonero contributivo storico: riservato alle madri con 3 o più figli a tempo indeterminato, sconto sui contributi fino a 3.000 euro annuiNuovo bonus mamme 2026: aperto anche alle madri con 2 figli, somma in denaro di 60 euro mensili, con limite di reddito a 40.000 euroLe due misure hanno platee, importi e procedure di richiesta differentiL’estensione dell’esonero contributivo pieno alle madri con 2 figli, gia rinviata al 2026 dal DL 95/2025 (art. 6), e stata ulteriormente differita al 1° gennaio 2027Se hai due figli, quindi, la misura che ti riguarda nel 2026 è la seconda: il contributo mensile in denaro. Questo spiega perché molte mamme con 2 figli, cercando informazioni sull’esonero contributivo, concludono erroneamente di essere escluse da tutto. Chi Sono le Beneficiarie del Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliIl bonus mamme lavoratrici 2 figli ha una platea molto più ampia di quanto si pensi, e questa è forse la notizia più importante per chi legge. La nuova misura non si limita infatti alle dipendenti stabili, ma include categorie storicamente escluse dalle agevolazioni contributive.Hanno diritto al bonus mamme 2 figli 2026 le madri che rientrano in una di queste situazioni lavorative:Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, sia full time che part timeLavoratrici dipendenti a tempo determinato, incluse quindi le assunzioni a termineLavoratrici autonome iscritte a una gestione previdenziale obbligatoria (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette)Libere professioniste e partite IVA, comprese le iscritte alla Gestione Separata INPS e alle casse professionaliL’apertura alle lavoratrici autonome e alle partite IVA rappresenta la vera novità rispetto al passato. Una professionista in regime forfettario con due bambini piccoli, ad esempio, in precedenza restava fuori da qualsiasi agevolazione perché l’esonero contributivo era legato al rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. Con la nuova misura, invece, rientra pienamente tra le beneficiarie.Chi Resta Escluso dal BonusEsiste però un’esclusione significativa che riguarda un settore intero. Le lavoratrici domestiche, cioè colf, badanti e baby sitter assunte con il contratto di lavoro domestico, non rientrano tra le beneficiarie. Si tratta di una scelta legata alle particolarità del rapporto di lavoro domestico, dove il datore è una famiglia e la gestione contributiva segue regole proprie. Abbiamo approfondito questa esclusione e le sue conseguenze nell’analisi dedicata al motivo per cui colf e badanti sono escluse dal bonus mamme.Restano fuori anche le imprenditrici non iscritte all’assicurazione generale obbligatoria e, naturalmente, chi non svolge alcuna attività lavorativa: il bonus mamme lavoratrici 2 figli è una misura pensata per sostenere la permanenza delle madri nel mercato del lavoro, quindi presuppone sempre un’occupazione in essere. Il Requisito dei 10 Anni: Perche l’Eta del Secondo Figlio e DecisivaQuesto è il requisito che più frequentemente viene frainteso, e sbagliarlo significa fare calcoli completamente errati sul bonus mamme lavoratrici 2 figli.La regola è la seguente: per le madri con due figli, il diritto al bonus spetta fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. Attenzione: si guarda al figlio più giovane, non al primo, non alla media, non alla somma delle età. Il riferimento è sempre l’ultimo nato.Facciamo un esempio pratico. Immagina che Giulia abbia due figli: Marco di 14 anni e Sofia di 6 anni. Il figlio più piccolo è Sofia, che ha 6 anni, quindi sotto i 10: Giulia rientra nel bonus mamme 2 figli 2026. Il fatto che Marco abbia superato i 10 anni è del tutto irrilevante.Supponiamo invece che Elena abbia due figli di 13 e 11 anni. Il più piccolo ha già compiuto 10 anni: in questo caso il diritto al bonus mamme lavoratrici 2 figli non sussiste più. Ed è proprio qui che si concentra la delusione di molte famiglie, che scoprono di aver superato la soglia per pochi mesi.Un aspetto delicato riguarda l’anno del compimento dei 10 anni. Il diritto non si esaurisce necessariamente il giorno del compleanno per l’intero anno: la spettanza è calcolata su base mensile, quindi il bonus matura per i mesi in cui il requisito risulta effettivamente soddisfatto. Se il figlio più piccolo compie 10 anni a metà anno, il bonus mamme spetta per i mesi precedenti al compimento e si interrompe successivamente. Verificare correttamente questo passaggio richiede attenzione, ed è uno dei controlli che eseguiamo insieme allo CAF Centro Fiscale a Udine quando una mamma ci porta la propria situazione. Quanto Spetta: il Calcolo del Bonus Mamme 2 Figli 2026Arriviamo alla domanda che interessa di più: quanto vale concretamente il bonus mamme lavoratrici 2 figli nel 2026?L’importo è di 60 euro mensili. Si tratta di un aumento rispetto ai 40 euro mensili previsti nella prima applicazione della misura nel 2025. Su base annua, il beneficio massimo raggiunge quindi 720 euro, corrispondenti a dodici mensilità piene (nel 2025, con 40 euro mensili, il massimo era di 480 euro). L’importo matura mese per mese ma non viene accreditato mensilmente: l’INPS lo eroga in un’unica soluzione, secondo le indicazioni operative diffuse per il 2026.La caratteristica più importante da comprendere è che si tratta di un importo forfettario. Forfettario significa che la cifra è fissa e uguale per tutte: non aumenta se guadagni di più, non diminuisce se guadagni di meno, non cambia in base al numero esatto di figli sopra la soglia minima. Una dipendente con stipendio da 1.400 euro e una professionista con reddito da 35.000 euro ricevono lo stesso importo, purché entrambe rispettino i requisiti.Ci sono poi due aspetti fiscali particolarmente favorevoli che vale la pena evidenziare:Il contributo non è imponibile né ai fini fiscali né contributivi: significa che i 60 euro non vengono tassati e arrivano interi, senza trattenute IRPEFIl bonus non incide sull’ISEE: non fa quindi aumentare l’indicatore e non compromette l’accesso ad altre agevolazioni legate alla situazione economica del nucleoLa spettanza è mensile, quindi va verificata mese per mese in relazione ai requisitiIl fatto che il bonus non pesi sull’ISEE è un dettaglio tutt’altro che secondario. Molte famiglie temono che ricevere un contributo faccia salire l’indicatore e faccia perdere altri benefici: in questo caso il timore è infondato. Differenze tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 FigliCapire le differenze tra la misura per chi ha due figli e quella per chi ne ha tre o più è essenziale per non commettere errori. Il legislatore ha infatti differenziato principalmente il limite di età del figlio più piccolo.Per le madri con 2 figli, come abbiamo visto, il riferimento è il decimo anno di età del figlio più giovane. Per le madri con almeno 3 figli, invece, la soglia si alza notevolmente: il diritto permane fino al diciottesimo anno di età del figlio più piccolo. La logica è evidente: le famiglie numerose sostengono un carico economico più prolungato nel tempo, quindi il sostegno viene esteso per un periodo più lungo.Ecco un confronto sintetico delle due situazioni nel 2026:Madri con 2 figli: figlio più piccolo under 10, contributo di 60 euro mensili, aperto a dipendenti (anche a termine), autonome e professionisteMadri con 3 o più figli: figlio più piccolo under 18, stesso contributo di 60 euro mensili per le lavoratrici a termine, autonome e professionisteMadri con 3 o più figli a tempo indeterminato: possono accedere all’esonero contributivo pieno, con beneficio massimo fino a 3.000 euro annuiIl punto chiave è che l’importo del contributo in denaro non cambia in funzione del numero di figli: sono 60 euro sia con due che con tre figli. Ciò che cambia è per quanti anni si può beneficiare della misura, e per le madri con tre figli a tempo indeterminato la possibilità di accedere allo strumento contributivo, decisamente più generoso. Il Requisito di Reddito: la Soglia dei 40.000 EuroIl bonus mamme lavoratrici 2 figli non è universale: è subordinato a un limite reddituale. Per accedere alla misura, il reddito da lavoro della madre non deve superare i 40.000 euro annui.È importante notare che il riferimento è al reddito da lavoro della singola lavoratrice, non al reddito complessivo della famiglia. Il reddito del partner, quindi, non entra nel calcolo. Questo rende la misura accessibile anche a nuclei familiari con un reddito complessivo relativamente elevato, purché il reddito individuale della madre resti sotto la soglia.La soglia dei 40.000 euro è piuttosto ampia e include la grande maggioranza delle lavoratrici dipendenti italiane. Per le autonome e le professioniste il ragionamento è leggermente diverso, perché il reddito rilevante è quello determinato secondo le regole della propria categoria: chi opera in regime forfettario, ad esempio, deve considerare il reddito calcolato applicando il coefficiente di redditività, cioè quella percentuale fissa che determina quanta parte dei compensi incassati viene considerata reddito imponibile.Proprio la verifica del reddito rilevante è uno degli aspetti su cui più spesso emergono dubbi. Una partita IVA con fatturato vicino alla soglia deve capire quale valore considerare, e un errore in questa fase può portare a una domanda respinta oppure, al contrario, a rinunciare a un bonus che spettava. Per questo la valutazione preventiva della propria posizione con un professionista del CAF Centro Fiscale di Udine evita sorprese.Come si Ottiene il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliQui torna utile la distinzione iniziale tra le due misure, perché le modalità di accesso sono diverse e confonderle è l’errore più diffuso.Per il nuovo bonus mamme in denaro, quello che riguarda le lavoratrici con 2 figli, è necessaria una domanda all’INPS. Il beneficio non arriva in automatico: senza una richiesta correttamente presentata e accolta, l’importo non viene erogato. L’INPS ha predisposto un servizio online dedicato, accessibile con SPID, CIE o CNS; in alternativa si può passare dal contact center INPS o da un patronato o intermediario abilitato.Per l’esonero contributivo storico, riservato alle madri con 3 o più figli a tempo indeterminato, la logica è opposta: non si presenta domanda all’INPS, ma si comunica al datore di lavoro il numero dei figli e i relativi codici fiscali. È poi il datore ad applicare la riduzione contributiva direttamente in busta paga.Documenti Necessari per la DomandaLa pratica richiede una serie di elementi che vanno raccolti con precisione:Codici fiscali di tutti i figli e date di nascita esatte, per la verifica del requisito dei 10 anniDocumentazione relativa al rapporto di lavoro in essere (contratto, ultima busta paga, oppure iscrizione alla gestione previdenziale per le autonome)Dati sul reddito da lavoro, per l’autocertificazione del rispetto della soglia dei 40.000 euroIBAN intestato o cointestato alla richiedente per l’accredito del contributoLa compilazione richiede attenzione: un dato anagrafico errato o una dichiarazione reddituale imprecisa possono bloccare la pratica o farla respingere, con la necessità di ripresentarla. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa dell’intera procedura, dalla verifica preliminare dei requisiti fino alla trasmissione della domanda, sia in ufficio che online in tutta Italia. Puoi prenotare un appuntamento e portare semplicemente i documenti: al resto pensiamo noi. Cumulabilita con Assegno Unico e Altri Bonus FamigliaUna preoccupazione ricorrente riguarda la possibilità di perdere altri sostegni richiedendo il bonus mamme lavoratrici 2 figli. La risposta è rassicurante: la misura è cumulabile con le principali agevolazioni per la famiglia.In particolare, il bonus si somma all’assegno unico e universale, che resta la misura strutturale di sostegno per i figli a carico e che nel 2026 ha visto la rivalutazione degli importi. Chi vuole approfondire le variazioni può consultare il dettaglio sugli aumenti dell’assegno unico. Il bonus mamme non sostituisce l’assegno unico né lo riduce: sono strumenti paralleli con finalità diverse.Poiché il contributo non incide sull’ISEE, restano inoltre accessibili tutte le prestazioni legate all’indicatore, tra cui il bonus asilo nido, le agevolazioni sulle utenze e i servizi comunali a tariffa agevolata. Per una famiglia di Udine che utilizza mense scolastiche o servizi educativi comunali, questo significa che il bonus non fa scattare alcun aumento tariffario.Il bonus è compatibile anche con le ordinarie detrazioni fiscali per figli a carico applicabili secondo le regole vigenti, e non interferisce con la presentazione del CAF Centro Fiscale di Udine per il modello 730. Trattandosi di somma non imponibile, non va nemmeno dichiarata come reddito.Errori Frequenti che Fanno Perdere il Bonus Mamme 2 FigliDall’esperienza quotidiana allo sportello emergono alcuni errori ricorrenti che portano a perdere il bonus mamme lavoratrici 2 figli. Conoscerli in anticipo permette di evitarli.Il primo errore, il più diffuso, è confondere le due misure. Molte mamme con due figli leggono che l’esonero contributivo spetta solo con tre figli a tempo indeterminato e concludono di non avere diritto a nulla, rinunciando così a un contributo che invece le spetterebbe. Come abbiamo visto, la nuova misura in denaro ha requisiti diversi e più inclusivi.Il secondo errore è guardare all’età del figlio sbagliato. Alcune madri verificano l’età del primogenito invece che del figlio più piccolo, e si autoescludono. Il riferimento normativo è sempre e solo l’ultimo nato.Altri errori frequenti riguardano:Ritenere che il bonus arrivi automaticamente in busta paga: per le madri con 2 figli serve invece la domanda all’INPSConsiderare il reddito familiare invece del reddito individuale della lavoratrice ai fini della soglia dei 40.000 euroNon presentare domanda entro i termini previsti, perdendo le mensilità arretratePer le autonome, calcolare il reddito sul fatturato lordo anziché sul reddito effettivamente rilevanteDimenticare di aggiornare la posizione in caso di nascita di un terzo figlio, che può modificare i requisiti applicabiliUn ultimo aspetto riguarda le tempistiche. Le scadenze per la presentazione delle domande sono definite dall’INPS con propri messaggi e circolari operative, e vengono aggiornate di anno in anno. Muoversi con anticipo, senza attendere gli ultimi giorni utili, resta la strategia più sicura per non perdere il beneficio. Domande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Assistenza CAF per il Bonus Mamme Lavoratrici 2 FigliIl bonus mamme lavoratrici 2 figli è un’opportunità concreta, ma la coesistenza di due misure diverse con requisiti differenti rende facile commettere errori di valutazione. Verificare l’età esatta del figlio più piccolo, individuare il reddito rilevante, capire quale delle due agevolazioni si applica al proprio caso e presentare correttamente la domanda sono passaggi che meritano un controllo professionale.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni fase della pratica: dalla verifica preliminare dei requisiti al calcolo dell’ISEE se necessario per altre prestazioni collegate, fino alla presentazione della domanda. Ti forniamo un preventivo personalizzato in base alla tua situazione e ti seguiamo anche negli anni successivi, perché i requisiti vanno riverificati periodicamente. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia.Hai bisogno di assistenza per il bonus mamme lavoratrici 2 figli? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Agosto 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-07 13:00:002026-08-07 07:54:05Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro
CAF, COLF E BADANTIBonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)Il bonus mamme 2025 ha fatto parlare molto di se nelle ultime settimane, promettendo un significativo risparmio contributivo per le lavoratrici madri. Purtroppo, per migliaia di colf, badanti e lavoratrici domestiche in Italia, questa agevolazione rimane irraggiungibile: la normativa le esclude in modo netto, per ragioni tecniche precise legate alla struttura del sistema previdenziale italiano. In questo articolo spieghiamo perche il bonus mamme 2025 non si applica al lavoro domestico, quali sono le motivazioni giuridiche, e – soprattutto – quali alternative concrete esistono per le mamme che lavorano come colf o badanti.Indice dei ContenutiCos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come FunzionaPerche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione DomesticiQuanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha DirittoLe Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le MammeBonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici DomesticheCongedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e BadantiCosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAFDomande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro DomesticoCos’e’ il Bonus Mamme 2025 e Come FunzionaIl bonus mamme 2025 – tecnicamente chiamato esonero contributivo per lavoratrici madri – e’ una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/2023, art. 1 commi 180-182) e successivamente prorogata e ampliata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024). L’obiettivo dichiarato e’ sostenere le mamme lavoratrici riducendo il loro carico contributivo, cioe’ la quota di contributi previdenziali che ogni mese viene trattenuta dallo stipendio.In pratica, il meccanismo funziona cosi’: alle lavoratrici dipendenti che hanno almeno due figli (di cui il piu’ piccolo sotto i 10 anni) viene azzerata – o fortemente ridotta – la quota a carico della lavoratrice dei contributi previdenziali INPS. Dal 2025 la misura e’ stata estesa anche alle mamme con un solo figlio under 10, con un esonero parziale, e potenziata per le mamme con tre o piu’ figli. Il risparmio mensile puo’ arrivare fino a circa 100-250 euro al mese, a seconda del reddito e del numero di figli, per un beneficio annuo che puo’ toccare i 3.000-5.000 euro (con le soglie massime e condizioni di massimo beneficio previste dalla normativa).Attenzione, pero’: la misura si applica esclusivamente ai rapporti di lavoro dipendente ordinario, ossia ai contratti che rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria (quella dei lavoratori dipendenti privati, degli statali, e delle lavoratrici autonome con partita IVA che aderiscono alla Gestione Separata). Ed e’ proprio questo punto il nodo centrale dell’esclusione di colf e badanti. Perche’ Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme 2025La risposta breve e’: perche’ colf e badanti non rientrano nella gestione previdenziale INPS ordinaria, ma in una gestione separata e speciale chiamata Gestione Lavoro Domestico INPS. Questa distinzione, che puo’ sembrare un dettaglio tecnico, ha conseguenze concrete e significative sui diritti previdenziali delle lavoratrici domestiche.Il lavoro domestico in Italia e’ regolato dal CCNL Lavoro Domestico (contratto collettivo nazionale di categoria, stipulato da Assindatcolf, Fidaldo, Domina con FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTUCS-UIL) e, dal punto di vista previdenziale, e’ inquadrato in una gestione INPS completamente distinta da quella dei lavoratori dipendenti comuni. Le lavoratrici domestiche versano i contributi tramite il datore di lavoro (la famiglia per cui lavorano) attraverso un sistema di bollettini INPS trimestrali, calcolati in base alle ore lavorate e non in percentuale sullo stipendio netto come avviene per gli altri lavoratori dipendenti.La normativa sul bonus mamme 2025 ha costruito l’esonero contributivo come una riduzione della quota a carico della lavoratrice sui contributi alla gestione ordinaria INPS (il fondo pensioni lavoratori dipendenti e le gestioni collegate). Le lavoratrici domestiche, pero’, non versano contributi in questa gestione: i loro versamenti vanno alla Gestione Speciale Lavoratori Domestici, che ha regole, importi e struttura completamente diversi. Tecnicamente, non c’e’ una quota a carico della lavoratrice nel sistema domestico nel senso in cui esiste per gli altri lavoratori dipendenti – i contributi sono calcolati per fasce orarie e versati interamente dal datore di lavoro (la famiglia), anche se una parte e’ formalmente a carico della lavoratrice.Il risultato pratico e’ che la Legge 213/2023 e la sua proroga nella Legge 207/2024 non hanno mai previsto un meccanismo applicabile alla Gestione Lavoro Domestico. L’INPS, con le circolari applicative della misura, ha confermato esplicitamente che l’esonero non si applica ai rapporti di lavoro domestico, lasciando fuori dalla platea tutte le colf, badanti, baby-sitter e governanti. La Differenza tra Gestione INPS Ordinaria e Gestione DomesticiPer capire bene perche’ l’esclusione e’ strutturale e non una svista normativa, e’ utile capire come funziona il sistema contributivo del lavoro domestico rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente.Nel lavoro dipendente ordinario (es. un’impiegata, una commessa, un’operaia), i contributi INPS vengono calcolati in percentuale sulla retribuzione lorda. La quota complessiva e’ circa il 40% della retribuzione, di cui una parte (circa il 9,19%) e’ a carico della lavoratrice e viene trattenuta in busta paga, mentre la quota maggiore (circa il 30-31%) e’ a carico del datore di lavoro. Il bonus mamme agisce esattamente su quel 9,19% a carico della lavoratrice, azzerandolo o riducendolo.Nel lavoro domestico, invece, il sistema e’ completamente diverso. I contributi non si calcolano in percentuale sullo stipendio, ma in base a tariffe fisse stabilite ogni anno dall’INPS per fasce orarie settimanali di lavoro. Per il 2025, le tariffe contributive orarie variano in base alle ore settimanali contrattualizzate e alla retribuzione oraria. I versamenti si effettuano trimestralmente tramite bollettini MAV o online, con scadenze al 10 gennaio, 10 aprile, 10 luglio e 10 ottobre.Questa struttura a contributi fissi per ora lavorata non si presta al meccanismo dell’esonero percentuale previsto dal bonus mamme: non c’e’ una quota percentuale a carico della lavoratrice da azzerare nel senso classico del termine. La legge avrebbe dovuto prevedere un meccanismo ad hoc (es. riduzione delle tariffe orarie per le lavoratrici domestiche madri), ma non l’ha fatto. Questa e’ la ragione tecnica profonda dell’esclusione.CaratteristicaLavoro dipendente ordinarioLavoro domestico (colf/badanti)Gestione INPSFondo Pensioni Lavoratori DipendentiGestione Speciale Lavoro DomesticoCalcolo contributi% sulla retribuzione lorda (~40%)Tariffe fisse per ora lavorataVersamentoMensile in busta pagaTrimestrale con bollettini MAVQuota lavoratrice~9,19% trattenuto in busta pagaQuota forfettaria inclusa nella tariffa orariaBonus mamme 2025Applicabile (esonero quota lavoratrice)NON applicabile (gestione separata) Quanto Vale l’Esonero per Chi ne Ha DirittoPrima di passare alle alternative per le mamme domestiche, e’ utile avere chiaro il valore economico del bonus mamme 2025 per le lavoratrici che ne beneficiano, cosi’ da comprendere meglio l’entita’ della disparita’.La Legge di Bilancio 2025 (Legge 207/2024) ha previsto la struttura seguente per l’esonero contributivo:Mamme con 3 o piu’ figli (figlio piu’ piccolo sotto i 18 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, fino a un limite massimo di reddito annuo (il beneficio e’ pieno fino a circa 40.000 euro di reddito lordo annuo).Mamme con 2 figli (figlio piu’ piccolo sotto i 10 anni): esonero totale della quota contributiva a carico della lavoratrice, stesso limite di reddito.Mamme con 1 figlio (figlio sotto i 10 anni): esonero parziale, prorogato per il 2025 con riduzione della contribuzione a carico.Il risparmio effettivo dipende dallo stipendio della lavoratrice. Per una lavoratrice con uno stipendio lordo di circa 1.800 euro al mese, la quota INPS a suo carico e’ di circa 165-170 euro mensili: l’esonero totale genera quindi un risparmio di quasi 2.000 euro l’anno. Per retribuzioni piu’ alte, il beneficio e’ maggiore.Vale la pena notare che per le lavoratrici autonome in maternita’ e regime forfettario, le regole sono ancora diverse: le collaboratrici coordinate a progetto e le professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS possono invece beneficiare del bonus mamme, dato che la loro gestione previdenziale rientra nell’orbita ordinaria INPS. Le Alternative per le Mamme Colf e Badanti nel 2025Anche se il bonus mamme 2025 e’ precluso alle lavoratrici domestiche, esistono diverse misure di sostegno alle quali le mamme colf e badanti hanno diritto. Il sistema di welfare italiano, in questo senso, offre strumenti validi – ma spesso poco conosciuti o difficili da navigare senza assistenza qualificata. Vediamo le principali alternative. Assegno Unico Universale: il Principale Sostegno per Tutte le MammeIl principale strumento di sostegno economico per le famiglie con figli e’ l’Assegno Unico Universale (AUU), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 e disponibile per tutte le famiglie con figli a carico sotto i 21 anni (senza limite di eta’ per i figli disabili). A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le lavoratrici domestiche: spetta a qualunque genitore, indipendentemente dal tipo di contratto di lavoro e dalla gestione previdenziale di appartenenza.Gli importi 2025-2026 dell’Assegno Unico Universale variano in base all’ISEE familiare:ISEE fino a circa 17.090 euro: importo massimo di 199,40 euro al mese per figlioISEE oltre 45.574 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro al mese per figlioTra le due soglie: scala progressiva intermediaMaggiorazioni aggiuntive per figli disabili, famiglie numerose (4+ figli), entrambi i genitori lavoratoriPer una mamma colf con un figlio e un ISEE basso (situazione frequente tra le lavoratrici domestiche), l’Assegno Unico puo’ valere quasi 2.400 euro l’anno – un importo paragonabile, se non superiore, al bonus mamme per molte lavoratrici dipendenti ordinarie con reddito modesto. La domanda si presenta tramite il CAF Centro Fiscale a Udine, che gestisce anche la presentazione della DSU per l’ISEE aggiornato.Bonus Asilo Nido 2025: Disponibile Anche per le Lavoratrici DomesticheUn altro strumento importante e’ il bonus asilo nido, che rimborsa parte delle rette pagate per l’iscrizione del bambino a un asilo nido pubblico o privato. Anche questo beneficio e’ universale e non esclude le mamme che lavorano come colf o badanti.Il bonus asilo nido 2025 prevede importi variabili in base all’ISEE:ISEE fino a 25.001 euro: rimborso fino a 3.000 euro annuiISEE da 25.001 a 40.000 euro: rimborso fino a 2.500 euro annuiISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: rimborso fino a 1.500 euro annuiCondizione essenziale e’ avere un figlio di eta’ inferiore ai 3 anni iscritto all’asilo nido. La domanda va presentata all’INPS entro specifiche finestre temporali. Il CAF Centro Fiscale puo’ supportarti nella richiesta dell’ISEE aggiornato (indispensabile per ottenere l’importo massimo) e orientarti sulle scadenze. Congedo di Maternita’ e Indennita’ INPS per Colf e BadantiUn aspetto spesso poco conosciuto riguarda i diritti di maternita’ delle lavoratrici domestiche. Le colf e le badanti hanno diritto al congedo di maternita’ e alla relativa indennita’ INPS, a condizione che risultino regolarmente iscritte alla Gestione Lavoro Domestico e abbiano versato almeno 52 contributi settimanali nei due anni precedenti la nascita del figlio.L’indennita’ di maternita’ per le lavoratrici domestiche e’ erogata direttamente dall’INPS (a differenza delle lavoratrici dipendenti ordinarie, dove l’anticipa il datore di lavoro) e copre il periodo obbligatorio di astensione dal lavoro: 2 mesi prima del parto e 3 mesi dopo il parto (5 mesi totali). L’importo e’ pari all’80% della retribuzione media giornaliera calcolata in base ai contributi versati.Un punto importante: durante il congedo di maternita’, la lavoratrice domestica non puo’ essere licenziata. Il datore di lavoro (la famiglia) e’ obbligato a mantenere il rapporto di lavoro. Se ricevi una comunicazione di licenziamento durante la gravidanza o il congedo, rivolgiti subito al CAF Centro Fiscale a Udine per tutelare i tuoi diritti.Anche il congedo parentale (astensione facoltativa nei primi 12 anni di vita del bambino) e’ disponibile per le lavoratrici domestiche, con un’indennita’ INPS ridotta. Non e’ automatico: va richiesto esplicitamente all’INPS con la procedura apposita.Cosa Fare Concretamente: la Guida Pratica del CAFSe sei una colf o una badante e stai cercando di capire a quali bonus e agevolazioni hai diritto nel 2025, ecco un riepilogo pratico delle priorita’:Aggiornare l’ISEE e’ la prima cosa da fare, perche’ determina l’importo di quasi tutti i benefici (Assegno Unico, bonus asilo nido, agevolazioni comunali).Richiedere l’Assegno Unico tramite la procedura INPS, se hai figli a carico sotto i 21 anni. Il CAF Centro Fiscale gestisce sia la compilazione dell’ISEE che la richiesta dell’AUU.Richiedere il bonus asilo nido se hai un figlio under 3 iscritto al nido, entro le scadenze INPS.Verificare la regolarita’ contributiva del tuo rapporto di lavoro domestico: solo con contributi regolarmente versati si ha diritto a maternita’, malattia e pensione futura.Verificare altri bonus regionali e comunali: in molte regioni e comuni esistono agevolazioni aggiuntive per le famiglie con reddito basso, spesso legate all’ISEE.Un consulente CAF Centro Fiscale a Udine puo’ analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a non perdere nessuna agevolazione a cui hai diritto. Hai bisogno di assistenza? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche prenotare un appuntamento comodamente da casa tua. Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2025 e Lavoro DomesticoPer qualsiasi dubbio sul bonus mamme 2025, sui tuoi diritti come lavoratrice domestica, o sulle agevolazioni disponibili per le famiglie, il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio a Viale Tullio 13 che online per tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dall’ISEE alla domanda di Assegno Unico, garantendo la correttezza di ogni passaggio. https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 18:00:002026-09-08 08:06:55Naspi: cosa succede quando finisce l’indennità di disoccupazione https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 13:00:002026-09-07 08:18:40Detrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026 https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 11:00:002026-09-07 08:03:49Cedolare Secca ed Eredità: l’Erede Subentra o Deve Fare una Nuova Opzione? https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 10:00:002026-09-06 10:52:30Italiani all’estero, dove vanno? La top 5 delle mete più gettonate secondo l’AIRE https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 19:00:002026-09-06 10:38:59Contratto affitto non registrato: le spese di casa sono detraibili? https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-09 17:00:002026-09-06 10:28:18Decreto penale di condanna: cosa succede se scade il termine di opposizionePrec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Bonus-Mamma-2025.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-21 12:20:112026-07-21 09:37:22Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse (e Quali Alternative Esistono)
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Dimissioni-Volontarie-2026-TFR-e-Naspi.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 18:00:002026-09-08 08:06:55Naspi: cosa succede quando finisce l’indennità di disoccupazione
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 13:00:002026-09-07 08:18:40Detrazione Figli in Separazione: a Chi Spetta nel 2026
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 11:00:002026-09-07 08:03:49Cedolare Secca ed Eredità: l’Erede Subentra o Deve Fare una Nuova Opzione?
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-10 10:00:002026-09-06 10:52:30Italiani all’estero, dove vanno? La top 5 delle mete più gettonate secondo l’AIRE
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/registrazione-contratto-di-locazione-caf-centro-fiscale-udine.jpg 500 800 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 19:00:002026-09-06 10:38:59Contratto affitto non registrato: le spese di casa sono detraibili?
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-09 17:00:002026-09-06 10:28:18Decreto penale di condanna: cosa succede se scade il termine di opposizione
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugnoAttenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto. Indice dei contenutiCos’è la decontribuzione per le madri e come funzionaChi ha diritto alla decontribuzioneImporto della decontribuzioneDifferenze rispetto al 2025Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPSCome fare domandaLe due misure si cumulano con altri bonus?Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAFCos’è la decontribuzione per le madri e come funzionaLa decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori. Chi ha diritto alla decontribuzioneNel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anniÈ lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo). Importo della decontribuzioneLo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):RequisitoFiglio più giovaneSgravioAlmeno 3 figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/annoL’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato. Differenze rispetto al 2025La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome. Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPSIl Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:Almeno 2 figliUn reddito da lavoro entro 40.000 euro l’annoA differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.Come fare domandaPer la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figliRivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisitiPer il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.Le due misure si cumulano con altri bonus? Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)Bonus asilo nido INPSAltre agevolazioni fiscali per famiglie con figliLa decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAFSe vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.Scrivici su WhatsAppOppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
CAFBonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero ContributivoIl bonus mamme 2026 e l’esonero contributivo riconosciuto alle lavoratrici madri con almeno due figli. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato con ampliamenti nel 2025-2026, questa misura consente alle mamme lavoratrici di ricevere fino a 3.000 euro annui in piu in busta paga grazie all’azzeramento della quota contributiva a loro carico. Ecco come funziona, chi ne ha diritto e come ottenerlo.Questa guida fa parte del nostro approfondimento su tutti i bonus e agevolazioni per le famiglie nel 2026. Indice dei contenutiCome Funziona il Bonus MammeRequisiti 2026Importo dell’EsoneroBonus Mamme per Lavoratrici AutonomeCompatibilita con Altre MisureCome RichiederloDomande FrequentiContatta il CAF Centro FiscaleCome Funziona il Bonus Mamme LavoratriciIl bonus mamme lavoratrici non e un contributo economico diretto, ma un esonero dalla quota di contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, i contributi IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) che normalmente vengono trattenuti in busta paga – pari al 9,19% della retribuzione – vengono azzerati, con un tetto massimo di 250 euro al mese (3.000 euro annui).La lavoratrice riceve quindi uno stipendio netto piu alto, senza alcuna penalizzazione sulla pensione futura: i contributi figurativi vengono comunque accreditati dall’INPS. Requisiti per il Bonus Mamme 2026Per beneficiare dell’esonero contributivo nel 2026, le lavoratrici devono soddisfare queste condizioni:Lavoratrici dipendentiContratto a tempo indeterminato (sia nel settore privato che nel pubblico)Almeno 2 figli, di cui il piu piccolo sotto i 10 anniEscluso il lavoro domestico (colf e badanti)Versione rafforzata (triennio 2024-2026)Lavoratrici con 3 o piu figliEsonero valido fino al compimento dei 18 anni del figlio piu piccoloApplicabile anche ai contratti a tempo determinato Importo dell’Esonero ContributivoL’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, con i seguenti limiti:Massimo 250 euro al mese (3.000 euro annui)Si applica sulla quota IVS del 9,19%Per stipendi lordi fino a circa 2.720 euro al mese, l’esonero copre l’intera quota contributivaPer stipendi superiori, il beneficio e comunque di 250 euro/meseEsempio pratico: una lavoratrice con retribuzione lorda di 2.000 euro/mese normalmente paga 183,80 euro di contributi (9,19%). Con il bonus mamme, questa cifra viene azzerata: un risparmio netto di circa 183 euro al mese, pari a circa 2.200 euro annui. Bonus Mamme per Lavoratrici AutonomeDal 2025, il bonus mamme e stato esteso anche alle lavoratrici autonome, comprese le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS. Le condizioni sono:Almeno 2 figli, di cui il piu piccolo sotto i 10 anniReddito annuo non superiore a 40.000 euroL’esonero e pari al 100% dei contributi previdenziali dovuti, fino a un massimo di 3.000 euro annuiA differenza delle dipendenti, le autonome devono presentare domanda all’INPS (non e automatico). Compatibilita con Altre Misure e BonusIl bonus mamme e compatibile e cumulabile con:Assegno Unico UniversaleBonus nidoBonus bolletteDetrazioni fiscali per figli a carico (ove ancora applicabili)Non e invece cumulabile con l’esonero contributivo IVS ordinario previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (il cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”). La lavoratrice beneficia del trattamento piu favorevole tra i due.Come Richiedere il Bonus Mamme 2026Le modalita di richiesta variano in base alla tipologia di lavoro:Lavoratrici dipendenti: l’esonero e automatico. La lavoratrice deve comunicare al datore di lavoro i codici fiscali dei figli. Il datore applica l’esonero in busta paga e trasmette i dati all’INPS con il flusso UniEmens.Lavoratrici autonome: devono presentare domanda all’INPS tramite il portale online, allegando la documentazione relativa ai figli e al reddito. Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2026Il bonus mamme riduce la pensione futura?No. I contributi esentati vengono comunque accreditati figurativamente dall’INPS. La lavoratrice non subisce alcuna penalizzazione sulla pensione.Spetta anche con contratto part-time?Si, il bonus si applica anche ai contratti part-time, con importo proporzionato alla retribuzione effettiva.Le mamme con un solo figlio possono beneficiarne?No, il requisito minimo e avere almeno 2 figli. Non esiste una versione per madri con un solo figlio.Contatta il CAF Centro FiscaleHai dubbi sul bonus mamme 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e, per le lavoratrici autonome, a presentare la domanda INPS.Prenota il Tuo AppuntamentoScrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 09:00:002026-04-08 10:19:42Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPSIl bonus mamme lavoratrici 2026 — tecnicamente chiamato esonero contributivo per le lavoratrici madri — è una misura di sostegno alla natalita che riduce i contributi previdenziali a carico delle donne con 2 o piu figli. La scadenza per presentare la domanda INPS è il 30 giugno 2026: chi non ha ancora aderito ha circa 20 giorni di tempo.In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi puo beneficiarne, quanto vale l’esonero, come presentare la domanda e quando arriva il beneficio in busta paga o sulle quote contributive.Cos’e il bonus mamme lavoratrici 2026 Il bonus mamme lavoratrici e un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, una quota dei contributi che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga (o versati dall’autonoma) viene azzerata, con un risparmio diretto in tasca alla madre.La misura e stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) per le lavoratrici con 3 o piu figli e successivamente estesa anche a quelle con 2 figli dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, commi 219-220). Per il 2026 la disciplina e confermata con le stesse condizioni.Chi ha diritto al bonus mamme: i requisiti 2026 I requisiti per il bonus mamme lavoratrici 2026 sono i seguenti:Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 10 anniLavoratrici dipendenti a tempo determinato con almeno 3 figli, di cui il figlio piu giovane di eta inferiore ai 18 anniLavoratrici autonome iscritte all’INPS (artigiane, commercianti, lavoratrici agricole) o alle casse previdenziali private, con almeno 2 figli e figlio minore di eta inferiore ai 10 anniAttenzione alla differenza tra dipendenti a tempo indeterminato e a tempo determinato: le prime accedono con 2 figli (figlio minore sotto i 10 anni), le seconde devono avere almeno 3 figli (figlio minore sotto i 18 anni). Questa distinzione e fondamentale per capire se si rientra nel beneficio.Sono escluse le lavoratrici in congedo di maternita nel periodo in cui godono gia dell’esonero totale sui contributi previsto dalla maternita obbligatoria.Quanto vale il bonus: importo 2026 per dipendenti e autonome L’importo del bonus mamme varia a seconda della categoria lavorativa:CategoriaImporto massimoModalitaDipendenti a tempo indeterminato3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)Dipendenti a tempo determinato (3+ figli)3.000 euro annui250 euro/mese in busta paga (esonero contributi)Lavoratrici autonome INPS3.000 euro annuiRiduzione versamenti contributivi tramite F24Professioniste casse private3.000 euro annuiRiduzione quota contributiva annualeIl beneficio massimo e di 3.000 euro annui (250 euro al mese), che corrispondono all’azzeramento della quota IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice fino a quel massimale. Se i contributi effettivi sono inferiori, l’esonero si applica nella misura reale senza superare il tetto.Come funziona il beneficio in busta paga Per le lavoratrici dipendenti, il bonus mamme si traduce in un aumento netto della busta paga. Il datore di lavoro riceve dall’INPS il codice di autorizzazione e applica l’esonero mese per mese sul cedolino. Non c’e nessun accredito separato: la riduzione appare direttamente nella voce “esonero contributivo” del cedolino.Il meccanismo e il seguente:I contributi previdenziali a carico della lavoratrice (normalmente circa il 9,19% per i dipendenti) vengono ridotti fino a un massimo di 250 euro mensiliL’INPS comunica al datore di lavoro l’autorizzazione dopo l’accoglimento della domandaL’esonero parte dal mese di accoglimento della domanda (o retroattivamente al 1° gennaio 2026 se la domanda e stata presentata entro i termini)Per le lavoratrici autonome, l’INPS riduce direttamente la contribuzione dovuta sulle rate dei versamenti previdenziali. L’esonero viene comunicato tramite il portale INPS e si riflette sul debito contributivo dell’anno.Come presentare la domanda INPS entro il 30 giugno 2026 La domanda per il bonus mamme lavoratrici 2026 si presenta online sul portale INPS entro il 30 giugno 2026. Ecco i passaggi:Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNSCerca il servizio “Esonero contributivo madri lavoratrici” o naviga in “Prestazioni e servizi” > “Maternita e famiglia”Compila il modulo indicando: dati anagrafici, dati dei figli (codice fiscale e data di nascita), tipologia di rapporto di lavoroAllega eventuale documentazione se richiesta (per le autonome con cassa privata potrebbe essere necessario il certificato di iscrizione alla cassa)Invia la domanda e salva il numero di protocolloIn alternativa, la domanda si puo presentare tramite CAF o patronato. Il Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio della domanda INPS: puoi contattarci per un appuntamento.Articoli correlati che potrebbero interessarti:Maternita Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e ImportiMaternita INPS: quando scatta la decadenza per il ricorsoPagamenti INPS Giugno 2026: Calendario CompletoBonus mamme e cumulabilita con altri sgraviIl bonus mamme lavoratrici 2026 e compatibile con altre misure di sostegno alla famiglia, tra cui:Assegno Unico Universale: si percepisce senza problemi in contemporanea all’esonero contributivoDetrazioni per figli a carico (per figli oltre i 21 anni, non sostituiti dall’Assegno Unico): compatibiliBonus nido e altri bonus famiglia INPS: compatibiliNon e invece cumulabile con l’esonero totale contributi durante il congedo di maternita obbligatoria (nel periodo di assenza per maternita, l’esonero specifico del bonus mamme e sospeso).Per le lavoratrici in regime forfettario che sono anche madri, vale la pena ricordare che l’esonero contributivo del bonus mamme si applica sui contributi previdenziali effettivamente dovuti, riducendone l’importo fino al massimale annuo di 3.000 euro.Dipendenti vs autonome: le differenze principali AspettoDipendente a tempo indeterminatoDipendente a tempo determinatoAutonoma INPS/cassaNumero figli richiesto2 figli (minore < 10 anni)3 figli (minore < 18 anni)2 figli (minore < 10 anni)Importo massimo annuo3.000 euro3.000 euro3.000 euroCome si riceveIn busta paga (meno contributi trattenuti)In busta paga (meno contributi trattenuti)Riduzione versamenti contributiviChi presenta domandaLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPSLa lavoratrice via INPS/cassaDomande frequenti (FAQ)Ho presentato la domanda nel 2025: devo richiederla di nuovo per il 2026?Si, la domanda va presentata ogni anno perche il beneficio e annuale. Se hai gia aderito nel 2025, per il 2026 devi presentare una nuova domanda entro il 30 giugno 2026.Cosa succede se presento la domanda dopo il 30 giugno 2026?Le domande presentate dopo il 30 giugno 2026 potrebbero non essere accettate per l’annualita 2026 (il beneficio e riconosciuto dall’INPS in base alle risorse disponibili e ai termini fissati dalla circolare INPS). E importante non perdere la scadenza.Il bonus mamme spetta anche alle lavoratrici con figlio adottato o affidato?Si, il beneficio si applica anche ai figli adottati o in affidamento preadottivo, a condizione che il figlio piu giovane abbia eta inferiore al limite previsto (10 o 18 anni a seconda della tipologia contrattuale).Il bonus mamme e tassato IRPEF?No. L’esonero contributivo non costituisce reddito imponibile ai fini IRPEF: e una riduzione dei contributi versati, non un’erogazione di somme. Non va dichiarato nel 730 o nel Modello Redditi.Sono una lavoratrice part-time: posso beneficiarne?Si, le lavoratrici part-time a tempo indeterminato con i requisiti richiesti hanno diritto al bonus. L’importo sara proporzionato ai contributi effettivamente dovuti sul part-time (con il tetto massimo di 3.000 euro annui).Come possiamo aiutarti al CAF Centro Fiscale di UdineSe hai bisogno di assistenza per la domanda del bonus mamme lavoratrici 2026, il nostro team e a disposizione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per:Verifica dei requisiti e valutazione del diritto al beneficioCompilazione e invio della domanda INPS tramite SPID/CIEAssistenza per lavoratrici autonome con casse privateCoordinamento con il datore di lavoro per l’attivazione dell’esonero in cedolinoContattaci per un appuntamento: la consulenza e personalizzata e valutiamo insieme tutte le misure a cui hai diritto. Ricorda che la scadenza e il 30 giugno 2026: non aspettare l’ultimo momento.Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 07:50:512026-06-12 07:51:04Bonus Mamme lavoratrici 2026: domanda entro 30 giugno, requisiti e importo INPS
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni DisponibiliBonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda. Indice dei contenutiIl Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono EscluseLe 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza LavoroBonus Asilo Nido 2026Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due MesiCarta Dedicata a Te: 460 Euro Una TantumReddito di Libertà per Donne Vittime di ViolenzaAssegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una TantumFondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione GratuitaTabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a ConfrontoCome Massimizzare i Benefici: Consigli PraticiDomande Frequenti (FAQ)Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe. Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono EscluseL’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo scontoNessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivoLogica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuoriQuesta esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere. Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una. Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza LavoroL’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.Quanto vale nel 2026:Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlioCon ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlioMaggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anniCome fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni. Bonus Asilo Nido 2026Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.Importi nel 2026:ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annuiISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annuiRequisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due MesiLa Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euroAvere un figlio di età inferiore a 3 anniEssere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)Essere residenti in ItaliaCome si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali. Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una TantumLa Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.Requisiti:ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euroNucleo composto da almeno 3 personeNessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazioneResidenza in ItaliaImportante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.Reddito di Libertà per Donne Vittime di ViolenzaIl Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna. Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:ISEE non superiore a 9.360 euroReddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euroPatrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedentiImporto: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una TantumIl Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.Requisiti:Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poiISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euroCittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodoResidenza in ItaliaCome fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito. Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione GratuitaPoche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.Come funziona:Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronatoVersamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al meseI contributi versati sono deducibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi del coniugeDiritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno socialeDiritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoroConsiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a ConfrontoEcco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:AgevolazioneImportoRequisito ISEECome fare domandaAssegno Unico Universale57-199,40 euro/mese per figlioUniversale (importo variabile con ISEE)INPS online, patronatoBonus Asilo NidoFino a 3.600 euro/annoFino a 25.000 euro per importo massimoINPS online con ricevuteCarta Acquisti80 euro ogni 2 mesiFino a 8.052,75 euroUfficio postaleCarta Dedicata a Te460 euro una tantumFino a 15.000 euroAutomatica (serve ISEE)Reddito di LibertàFino a 500 euro/mese x 12 mesiVittime di violenza certificateServizi sociali del ComuneAssegno di InclusioneFino a 500 euro/mese + 280 affittoFino a 9.360 euroINPS online, patronato, CAFBonus Nuovi Nati1.000 euro una tantumFino a 40.000 euroINPS entro 60 giorni dalla nascitaFondo Pensione CasalingheRendita pensionistica futuraNessun requisito ISEEINPS online, patronato Come Massimizzare i Benefici: Consigli PraticiPer una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:1. Presenta l’ISEE il prima possibileL’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.2. Cumula più agevolazioniMolte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:Assegno Unico per ogni figlioBonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.3. Non trascurare il Fondo PensioneAnche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.4. Rivolgiti a un CAF o patronatoUn CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti (FAQ)Il bonus mamme spetta alle casalinghe?No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattata:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.comAprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 08:00:002026-05-31 16:15:06Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATOBonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo con 2 Figli, Requisiti e Come RichiederloIl bonus mamme lavoratrici 2025 2 figli è una delle agevolazioni più cercate dalle famiglie italiane. Si tratta dell’esonero contributivo per le mamme lavoratrici introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato anche per il 2025 e il 2026: un risparmio concreto fino a 3.000 euro all’anno (250 euro al mese) sulla busta paga delle madri dipendenti con almeno 2 figli. Se sei una mamma lavoratrice e vuoi sapere se hai diritto a questo bonus, quanto vale e come richiederlo, in questa guida trovi tutte le risposte aggiornate. Indice dei contenutiCos’è il Bonus Mamme LavoratriciRequisiti per il Bonus Mamme con 2 FigliImporto dell’Esonero Contributivo: Quanto si RisparmiaDifferenza tra Bonus 2 Figli e Bonus 3 o più FigliChi Ha Diritto al Bonus Mamme LavoratriciChi è Escluso: Colf, Badanti e Lavoratrici AutonomeCome Richiedere il Bonus Mamme LavoratriciCompatibilità con Altri Bonus e AgevolazioniEsempi Pratici di Calcolo in Busta PagaDomande Frequenti (FAQ)Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici: l’Esonero Contributivo Spiegato SempliceIl cosiddetto bonus mamme lavoratrici è in realtà un esonero contributivo, cioè una riduzione dei contributi previdenziali che ogni lavoratrice dipendente versa normalmente all’INPS. In pratica, invece di pagare la quota di contributi a carico della lavoratrice (che di solito è pari al 9,19% dello stipendio lordo), lo Stato se ne fa carico al posto tuo, fino a un massimo di 3.000 euro all’anno.Questa misura è stata introdotta dall’articolo 1, commi 180-182 della Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) con l’obiettivo di sostenere la natalità e le famiglie con figli. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato e ampliato il beneficio, estendendolo anche alle mamme con soli 2 figli, mentre in precedenza era riservato esclusivamente alle madri con 3 o più figli.Il risultato concreto? Uno stipendio netto più alto ogni mese, senza dover fare nulla di diverso rispetto al normale lavoro. L’esonero contributivo mamme rappresenta un aiuto reale per le famiglie, ed è completamente diverso dall’assegno unico universale o dagli altri bonus legati all’ISEE. Requisiti per il Bonus Mamme Lavoratrici 2025 2 FigliPer ottenere il bonus mamme lavoratrici con 2 figli, devi soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:Essere lavoratrice dipendente con contratto a tempo indeterminato (settore privato o pubblico)Avere almeno 2 figli, di cui il più piccolo non abbia ancora compiuto 10 anniNon essere una lavoratrice domestica (colf, badanti e baby-sitter sono escluse)Attenzione a un dettaglio importante: il beneficio si applica fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni. Ad esempio, se hai due figli di 8 e 5 anni, l’esonero durerà fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo. Quando il bambino compie 10 anni, dal mese successivo l’esonero cessa automaticamente.Il requisito si basa sulla presenza di figli: non è necessario che i figli siano fiscalmente a carico. Conta il semplice fatto di essere madre di almeno 2 figli, indipendentemente dal reddito dei figli stessi. Importo dell’Esonero Contributivo: Quanto si RisparmiaL’esonero contributivo per le mamme lavoratrici prevede un risparmio massimo di:3.000 euro all’anno (importo massimo annuo)250 euro al mese (importo massimo mensile)Come funziona il calcolo? L’esonero copre il 100% della quota di contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice, che normalmente è pari al 9,19% della retribuzione lorda. Se i contributi mensili a tuo carico superano i 250 euro, il risparmio massimo resta comunque di 250 euro al mese.Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Maria abbia uno stipendio lordo di 2.000 euro al mese. I contributi a suo carico sarebbero normalmente 2.000 x 9,19% = 183,80 euro. Con l’esonero, Maria non paga quei 183,80 euro e li riceve direttamente in busta paga come stipendio netto in più. In un anno, Maria risparmia circa 2.205 euro.Per stipendi più alti, il risparmio può raggiungere il tetto massimo. Ad esempio, con un lordo mensile di 2.800 euro, i contributi sarebbero 257,32 euro, ma l’esonero copre fino a un massimo di 250 euro: il risparmio annuo sarà quindi di 3.000 euro (il massimo previsto). Differenza tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 o Più FigliLa normativa prevede due versioni dell’esonero contributivo mamme, con regole leggermente diverse:CaratteristicaBonus 2 FigliBonus 3+ FigliNumero figli2 figli3 o più figliLimite di etàFino ai 10 anni del minoreFino ai 18 anni del minoreImporto massimo3.000 euro/anno3.000 euro/annoContratto richiestoTempo indeterminatoTempo indeterminatoDurata prevista2025-20262024-2026SettorePubblico e privatoPubblico e privatoCome puoi vedere, la differenza principale sta nel limite di età del figlio più piccolo: con 2 figli l’esonero dura fino ai 10 anni del minore, mentre con 3 o più figli si estende fino ai 18 anni. L’importo massimo è identico in entrambi i casi.Un aspetto importante: se hai 2 figli e il più piccolo supera i 10 anni, perdi il diritto al bonus. Ma se nel frattempo nasce un terzo figlio, passi automaticamente alla versione “3 figli” con limite esteso a 18 anni. Chi Ha Diritto al Bonus Mamme LavoratriciIl bonus mamme lavoratrici spetta a tutte le lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato, sia nel settore privato che nel settore pubblico. Ecco nel dettaglio chi ne ha diritto:Dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminatoDipendenti del settore pubblico (scuola, sanità, enti locali, ministeri, ecc.)Lavoratrici in somministrazione con contratto a tempo indeterminatoLavoratrici part-time a tempo indeterminato (l’esonero si calcola sui contributi effettivi)Apprendiste con contratto di apprendistato (equiparato al tempo indeterminato)Non è richiesto un livello minimo di reddito né un ISEE specifico. Il bonus spetta a tutte le madri lavoratrici dipendenti che soddisfano i requisiti, indipendentemente dalla fascia di reddito. Chi è Escluso dal Bonus: Colf, Badanti e Lavoratrici AutonomeNon tutte le mamme lavoratrici possono accedere all’esonero. Sono escluse dal bonus mamme lavoratrici:Lavoratrici domestiche: colf, badanti e baby-sitter sono espressamente escluse dalla norma, anche se hanno contratto a tempo indeterminatoLavoratrici autonome e libere professioniste: chi ha partita IVA (incluse le lavoratrici in regime forfettario) non può accedere al bonusLavoratrici con contratto a tempo determinato: il contratto deve essere a tempo indeterminatoCollaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.)Lavoratrici con contratti atipici (prestazioni occasionali, lavoro intermittente, ecc.)L’esclusione delle lavoratrici domestiche è stata molto dibattuta. Se sei una colf o badante e vuoi conoscere le alternative disponibili, leggi il nostro approfondimento su bonus mamme per colf e badanti: quali alternative esistono. Come Richiedere il Bonus Mamme Lavoratrici: Procedura Passo per PassoLa buona notizia è che richiedere il bonus mamme lavoratrici è molto semplice. Non devi presentare domanda all’INPS: il bonus viene applicato direttamente dal tuo datore di lavoro. Ecco come fare:1. Comunica al datore di lavoro i codici fiscali dei figliIl primo passo è informare il tuo datore di lavoro (o l’ufficio paghe/consulente del lavoro) che hai diritto all’esonero. Dovrai comunicare i codici fiscali dei tuoi figli affinché il datore possa inserire il beneficio in busta paga.2. Il datore di lavoro applica l’esonero in busta pagaUna volta ricevuti i dati, il datore di lavoro (tramite il consulente del lavoro o il software paghe) applica automaticamente l’esonero contributivo nella tua busta paga mensile. Vedrai la voce relativa all’esonero direttamente nel cedolino.3. L’INPS verifica i requisitiL’INPS effettua le verifiche necessarie sui dati comunicati. In caso di requisiti non soddisfatti, l’Istituto può procedere al recupero delle somme non dovute. Per questo è fondamentale comunicare dati corretti e aggiornati. Se hai ricevuto un esito negativo, puoi presentare riesame INPS entro 30 giorni. Compatibilità del Bonus Mamme con Altri Bonus e AgevolazioniUna delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus mamme lavoratrici con le altre agevolazioni. Ecco la situazione aggiornata:Assegno Unico Universale: SÌ, compatibile. Puoi ricevere sia l’esonero contributivo che l’assegno unico per i tuoi figli. Sono due misure diverse e cumulabiliBonus Nido: SÌ, compatibile. Il bonus asilo nido è cumulabile con l’esonero mammeBonus Nuovi Nati: SÌ, compatibile. I 1.000 euro per i nuovi nati si sommano all’esoneroDetrazioni per figli a carico: SÌ, compatibili. Le detrazioni fiscali nel 730 restano applicabiliEsonero contributivo under 36: NO, non cumulabile. Se il datore di lavoro beneficia già dell’esonero per le assunzioni under 36, non si può applicare anche quello mamme sullo stesso rapporto di lavoroCongedo di maternità: durante il congedo obbligatorio l’esonero continua ad applicarsiIn sintesi, l’esonero contributivo mamme si somma alla maggior parte delle prestazioni familiari. L’unica incompatibilità riguarda altri esoneri contributivi già applicati al contratto di lavoro. Esempi Pratici di Calcolo del Bonus Mamme in Busta PagaPer capire concretamente quanto risparmia una mamma lavoratrice, vediamo alcuni esempi pratici basati su diversi livelli di stipendio:Stipendio lordo mensileContributi normali (9,19%)Con esonero mammeRisparmio mensileRisparmio annuo1.400 euro128,66 euro0 euro128,66 euro1.543,92 euro1.800 euro165,42 euro0 euro165,42 euro1.985,04 euro2.200 euro202,18 euro0 euro202,18 euro2.426,16 euro2.800 euro257,32 euro7,32 euro250,00 euro3.000,00 euro3.500 euro321,65 euro71,65 euro250,00 euro3.000,00 euroCome puoi vedere, per stipendi fino a circa 2.720 euro lordi mensili, l’esonero copre l’intero importo dei contributi. Per stipendi superiori, il risparmio massimo si ferma a 250 euro al mese (3.000 euro annui).📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli (FAQ)Il bonus mamme lavoratrici vale anche nel 2026?Sì, l’esonero contributivo per le mamme lavoratrici è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 anche per il 2026. Le condizioni restano le stesse: fino a 3.000 euro annui di esonero per lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli.Devo presentare domanda all’INPS?No. Non è necessario presentare domanda all’INPS. Devi semplicemente comunicare i codici fiscali dei tuoi figli al datore di lavoro, che provvederà ad applicare l’esonero in busta paga. L’INPS verificherà i requisiti in automatico.Se ho un contratto part-time ho diritto al bonus?Sì, a condizione che il contratto sia a tempo indeterminato. L’importo dell’esonero sarà proporzionato ai contributi effettivamente versati, che dipendono dallo stipendio (più basso per il part-time). Il tetto massimo resta 250 euro/mese.Il bonus mamme influisce sulla pensione futura?No. L’esonero è a carico dello Stato, che versa i contributi al posto tuo. La tua posizione contributiva INPS resta invariata: i contributi risultano comunque versati ai fini del calcolo della pensione. Non perdi nulla in termini di anzianità contributiva.Cosa succede se il mio figlio compie 10 anni durante l’anno?L’esonero cessa dal mese successivo al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo (nel caso di 2 figli). Ad esempio, se tuo figlio compie 10 anni il 15 marzo, l’esonero si applica fino a marzo compreso e cessa da aprile.Se sono in maternità, perdo il bonus?No. Durante il congedo di maternità obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi normalmente. Anche durante il congedo parentale facoltativo, se retribuito, l’esonero resta attivo.Hai Bisogno di Aiuto con il Bonus Mamme?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti per il bonus mamme lavoratrici e a comunicare correttamente i dati al tuo datore di lavoro. Contattaci per una consulenza personalizzata.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo per essere ricontattata:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640 | Email: info@centrofiscale.com📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. 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CAFBonus bebè 2017Il Bonus bebè 2017 è un assegno di natalità, un’agevolazione riconosciuta come aiuto alle famiglie a basso reddito, con un Isee inferiore a 25mila euro all’anno o a 7.000 euro all’annoSe l’Isee è inferiore a 25mila euro spettano 80€ per il figlio nato;Se l’Isee è inferiore a 7mila euro spettano 160€ per il figlio nato. Continua a leggere Gennaio 17, 2017/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2017/01/bonusbebe.jpg 510 920 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2017-01-17 12:25:182026-05-31 18:33:22Bonus bebè 2017