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COLF E BADANTI, MATERNITA'

Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse e Quali Alternative Esistono

Maternità INPS CAF Udine

Il bonus mamme 2025 rappresenta un importante sostegno economico per le lavoratrici madri italiane, ma presenta un’esclusione significativa che riguarda oltre 850.000 lavoratrici: colf e badanti sono escluse dalla decontribuzione. Questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine analizza nel dettaglio perché le lavoratrici domestiche non possono accedere al bonus mamme, cosa prevede la normativa di riferimento e quali alternative concrete esistono per chi svolge lavoro domestico. Comprendere queste distinzioni è fondamentale per non perdere altri benefici effettivamente disponibili.

La decontribuzione mamme introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 ha generato molte aspettative, ma anche confusione. Molte lavoratrici domestiche si sono viste respingere la domanda senza capirne il motivo. In questo articolo spieghiamo in modo chiaro la situazione normativa, le ragioni dell’esclusione confermate anche dalla Corte Costituzionale, e soprattutto quali bonus e agevolazioni restano accessibili per colf, badanti e baby sitter.

Perché Colf e Badanti Sono Escluse dal Bonus Mamme

L’esclusione delle lavoratrici domestiche dal bonus mamme non è una svista normativa, ma una scelta precisa del legislatore, confermata anche dalla Corte Costituzionale. Vediamo nel dettaglio le ragioni di questa esclusione e cosa significa concretamente per colf, badanti e baby sitter.

La norma è chiara: l’articolo 1, comma 180 della Legge n. 213/2023 specifica che l’esonero si applica “a esclusione dei rapporti di lavoro domestico”. Questa formulazione esclude esplicitamente tutte le categorie di lavoro domestico:

  • Colf (collaboratrici familiari)
  • Badanti (assistenti familiari)
  • Baby sitter
  • Qualsiasi altra figura con contratto di lavoro domestico

La sentenza della Corte Costituzionale

Nel 2024, il Tribunale di Milano ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo all’esclusione delle lavoratrici domestiche dal bonus mamme. La Corte Costituzionale, con ordinanza del 23 ottobre 2024, ha dichiarato inammissibili le censure, confermando la legittimità dell’esclusione.

La motivazione della Corte è tecnica ma importante da comprendere: i contributi dovuti all’INPS dalle lavoratrici domestiche si collocano in una disciplina speciale, con caratteristiche peculiari rispetto agli altri rapporti di lavoro dipendente. Questa “specialità” del lavoro domestico impedisce un’uniformazione automatica con le altre categorie di lavoratrici.

In parole semplici, il sistema contributivo del lavoro domestico funziona in modo diverso: i contributi sono calcolati in base a fasce orarie e non sulla retribuzione effettiva, sono versati dal datore di lavoro (la famiglia) con modalità e scadenze proprie, e l’INPS gestisce questa categoria con regole specifiche. Questa diversità strutturale, secondo la Corte, giustifica un trattamento differenziato.

Le peculiarità dei contributi nel lavoro domestico

Per capire meglio l’esclusione, è utile conoscere come funzionano i contributi previdenziali per colf e badanti:

AspettoLavoro dipendente standardLavoro domestico
Calcolo contributiPercentuale sulla retribuzione lordaFasce orarie fisse
Chi versaDatore di lavoro tramite busta pagaDatore di lavoro (famiglia) con MAV trimestrale
Quota lavoratoreCirca 9,19% della retribuzioneImporto fisso per fascia oraria
Gestione INPSGestione generale dipendentiGestione separata lavoro domestico

Questo sistema speciale rende tecnicamente complesso applicare un esonero contributivo strutturato come quello del bonus mamme. Non significa che le lavoratrici domestiche “valgano meno”, ma che il loro inquadramento previdenziale richiede interventi normativi specifici.

Chi Può Accedere al Bonus Mamme 2025: Requisiti Completi

Per fare chiarezza, ecco l’elenco completo delle categorie che possono e che non possono accedere al bonus mamme 2025. Questa distinzione è fondamentale per evitare domande respinte e false aspettative.

Chi ha diritto al bonus mamme

Possono beneficiare della decontribuzione mamme o del Nuovo Bonus Mamme 2025:

Per l’esonero contributivo IVS (tre o più figli):

  • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato del settore privato
  • Lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato del settore pubblico
  • Lavoratrici con contratto di apprendistato a tempo indeterminato
  • Lavoratrici con rapporti di lavoro part-time a tempo indeterminato

Per il Nuovo Bonus Mamme da 40 euro (due o più figli):

  • Lavoratrici dipendenti (pubbliche e private) con contratto a tempo determinato o indeterminato
  • Lavoratrici autonome iscritte alle gestioni INPS
  • Lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS
  • Lavoratrici iscritte alle Casse professionali (avvocati, commercialisti, etc.)

Requisiti comuni:

  • Avere almeno due figli (per il bonus 40 euro) o tre figli (per l’esonero IVS)
  • Essere in attività lavorativa nel mese di riferimento
  • Per il bonus 40 euro: reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui

Chi è escluso dal bonus mamme

Non possono accedere al bonus mamme le seguenti categorie:

  • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter) – ESCLUSE ESPLICITAMENTE
  • Mamme con un solo figlio (anche se disabile)
  • Lavoratrici disoccupate
  • Lavoratrici pensionate
  • Libere professioniste in regime forfettario (per il bonus 40 euro, ma possono accedere se iscritte a casse previdenziali)
  • Collaboratrici occasionali senza iscrizione a gestioni previdenziali

Importante: L’esclusione delle lavoratrici domestiche riguarda sia il bonus da 40 euro che l’esonero contributivo IVS. Non esiste attualmente alcuna forma di decontribuzione mamme accessibile a chi lavora con contratto domestico.

Importi e Calcolo del Bonus Mamme 2025

Comprendere quanto vale effettivamente il bonus mamme aiuta a valutare l’entità del mancato beneficio per le lavoratrici domestiche e a confrontarlo con altre agevolazioni disponibili.

Esonero contributivo per tre o più figli

Per le lavoratrici con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato, l’esonero funziona così:

  • Aliquota azzerata: la quota contributiva a carico della lavoratrice (normalmente il 9,19% per l’IVS) viene portata a zero
  • Tetto massimo: 250 euro al mese (3.000 euro all’anno)
  • Pensione garantita: l’aliquota di computo ai fini pensionistici resta invariata, quindi la lavoratrice non perde contributi figurativi

Esempio di calcolo:

Retribuzione lordaContributi IVS normali (9,19%)Risparmio mensileRisparmio annuo
1.500 euro137,85 euro137,85 euro1.654,20 euro
2.000 euro183,80 euro183,80 euro2.205,60 euro
2.500 euro229,75 euro229,75 euro2.757,00 euro
3.000 euro275,70 euro250 euro (tetto)3.000 euro (tetto)

Come si vede dalla tabella, per retribuzioni superiori a circa 2.720 euro lordi mensili, il risparmio si ferma al tetto di 250 euro al mese.

Nuovo Bonus Mamme da 40 euro mensili

Per le lavoratrici con due o più figli (escluse quelle con tre figli e contratto a tempo indeterminato che accedono all’esonero IVS), il bonus è più semplice da calcolare:

  • Importo fisso: 40 euro al mese
  • Massimo annuo: 480 euro (12 mensilità)
  • Requisito reddito: massimo 40.000 euro annui da lavoro
  • Erogazione: tramite conguaglio in busta paga o domanda INPS

Dal 2026 il bonus aumenterà a 60 euro mensili (720 euro annui), ma i requisiti rimarranno gli stessi. Pertanto, anche nel 2026 le lavoratrici domestiche resteranno escluse.

Confronto risparmio annuo:

CategoriaBonus/EsoneroRisparmio massimo annuo
Madre 3+ figli, tempo indeterminatoEsonero IVS 100%Fino a 3.000 euro
Madre 2+ figli, altre categorieNuovo Bonus Mamme480 euro (2025), 720 euro (2026)
Colf/badanti con figliNESSUNO0 euro

Alternative per Colf e Badanti: Bonus e Agevolazioni Disponibili

Essere escluse dal bonus mamme non significa restare senza sostegni. Le lavoratrici domestiche con figli possono accedere ad altre agevolazioni, alcune delle quali anche più vantaggiose in termini economici. Vediamo quali sono le alternative concrete.

Assegno Unico Universale per i figli

L’Assegno Unico Universale (AUU) è probabilmente il beneficio più importante per le lavoratrici domestiche con figli. A differenza del bonus mamme, l’Assegno Unico non esclude le colf e badanti.

Caratteristiche principali:

  • Importo: da 57 a 199,40 euro per figlio al mese (in base all’ISEE)
  • Destinatari: tutti i nuclei familiari con figli a carico fino a 21 anni
  • Requisiti: nessuna esclusione per tipologia di lavoro
  • Maggiorazioni: previste per famiglie numerose, figli disabili, madri under 21

Esempio concreto: Una badante con due figli minori e ISEE sotto i 17.090,61 euro può ricevere circa 399 euro al mese di Assegno Unico, un importo decisamente superiore ai 40 euro mensili del bonus mamme.

Bonus Asilo Nido

Le lavoratrici domestiche possono accedere al bonus asilo nido per contribuire alle spese di frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati.

Importi 2025:

ISEEImporto annuoImporto mensile (11 mesi)
Fino a 25.000 euro3.000 euro272,72 euro
Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
Oltre 40.000 euro1.500 euro136,36 euro

Il bonus copre le rette effettivamente pagate e viene erogato direttamente dall’INPS. Per richiederlo è necessario presentare domanda tramite il CAF.

Bonus Nuovi Nati 2025

Per le lavoratrici domestiche che diventano madri nel 2025, è disponibile il Bonus Nuovi Nati, un contributo una tantum di 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato.

Requisiti:

  • Nascita o adozione nel 2025
  • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
  • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno valido

Importante: Questo bonus è accessibile alle lavoratrici domestiche senza alcuna esclusione legata alla tipologia di contratto.

Maternità e congedi per lavoratrici domestiche

Le colf e badanti hanno diritto alla maternità INPS con regole specifiche:

  • Indennità di maternità: 80% della retribuzione convenzionale per 5 mesi
  • Requisiti contributivi: almeno 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti, oppure 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti
  • Congedo parentale: diritto al congedo (non retribuito dall’INPS per le lavoratrici domestiche)

Attenzione: L’indennità di maternità per le lavoratrici domestiche è calcolata sulla retribuzione convenzionale stabilita dall’INPS, non sulla retribuzione effettiva. È quindi importante verificare l’importo spettante con il CAF prima del periodo di astensione.

Detrazioni fiscali per familiari a carico

Le lavoratrici domestiche che presentano la dichiarazione dei redditi possono beneficiare delle detrazioni per familiari a carico:

  • Detrazioni per figli a carico: variabili in base al reddito e all’età dei figli
  • Detrazioni per coniuge a carico: se il coniuge ha redditi inferiori a 2.840,51 euro annui
  • Detrazioni per altri familiari: genitori, fratelli, nipoti conviventi

Per ottenere queste detrazioni è necessario presentare il modello 730 o il Modello Redditi, anche se il datore di lavoro domestico non funge da sostituto d’imposta. Il CAF Centro Fiscale può assistere nella compilazione.

Come Fare Domanda per il Bonus Mamme (per Chi Ne Ha Diritto)

Per le lavoratrici che hanno diritto al bonus mamme (quindi escluse le lavoratrici domestiche), la procedura varia in base alla tipologia di bonus richiesto.

Esonero contributivo per tre o più figli

Per le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con tre o più figli, l’esonero viene applicato automaticamente dal datore di lavoro una volta comunicati i dati dei figli. Non è necessaria una domanda INPS separata.

Procedura:

  1. Comunicare al datore di lavoro la propria situazione familiare (numero e data di nascita dei figli)
  2. Il datore di lavoro inserisce il codice di esonero nelle denunce contributive mensili (UniEmens)
  3. L’esonero viene applicato automaticamente in busta paga
  4. La lavoratrice verifica l’effettiva applicazione controllando il cedolino paga

Documenti necessari:

  • Codice fiscale dei figli
  • Autocertificazione attestante il numero di figli

Nuovo Bonus Mamme da 40 euro

Per il Nuovo Bonus Mamme 2025 (40 euro mensili), le modalità di richiesta variano:

Per lavoratrici dipendenti:

  • Il bonus può essere erogato dal datore di lavoro in busta paga
  • In alternativa, si può presentare domanda all’INPS tramite il servizio online “Nuovo Bonus Mamme”

Per lavoratrici autonome e iscritte alla Gestione Separata:

  • La domanda va presentata all’INPS tramite:
    • Portale INPS con SPID/CIE/CNS
    • Patronato o CAF
    • Contact Center INPS (803.164)

Scadenze:

  • Le domande possono essere presentate per tutto l’anno 2025
  • Per chi non ha ricevuto il bonus nei mesi precedenti, è possibile richiedere gli arretrati
  • Domanda integrativa per il 2025: entro il 31 gennaio 2026 per recuperare mensilità non erogate

Tabella Riepilogativa: Bonus Mamme vs Alternative per Colf e Badanti

Per avere un quadro chiaro della situazione, ecco una tabella che confronta il bonus mamme (non accessibile) con le alternative disponibili per le lavoratrici domestiche.

AgevolazioneAccessibile a colf/badanti?Importo indicativoRequisiti principali
Bonus Mamme (esonero IVS)NOFino a 3.000 euro/anno3+ figli, tempo indeterminato
Nuovo Bonus Mamme 40 euroNO480 euro/anno2+ figli, reddito max 40.000
Assegno Unico UniversaleSI57-199 euro/mese per figlioFigli a carico, ISEE
Bonus Asilo NidoSI1.500-3.000 euro/annoFiglio iscritto al nido, ISEE
Bonus Nuovi NatiSI1.000 euro una tantumNascita 2025, ISEE max 40.000
Maternità INPSSI80% retribuzione convenzionaleContributi minimi versati
Detrazioni figliSIVariabile in base a redditoDichiarazione dei redditi

Come si può notare, le lavoratrici domestiche hanno comunque accesso a diverse forme di sostegno, alcune delle quali (come l’Assegno Unico) possono risultare più vantaggiose del bonus mamme stesso.

Novità 2026: Cosa Cambia per Colf e Badanti

Con la Legge di Bilancio 2026, il bonus mamme verrà potenziato con un aumento dell’importo mensile da 40 a 60 euro. Tuttavia, come già anticipato, i requisiti di accesso rimarranno invariati.

Questo significa che anche nel 2026:

  • Le lavoratrici domestiche restano escluse dal bonus mamme
  • Non sono previste modifiche normative per includere colf e badanti
  • L’esonero contributivo IVS per madri con tre o più figli continua fino al 31 dicembre 2026

Prospettive future:

Nonostante la pronuncia della Corte Costituzionale abbia confermato la legittimità dell’esclusione, il dibattito politico sulla questione resta aperto. Alcune proposte di legge mirano a introdurre forme di sostegno specifiche per le lavoratrici domestiche madri, ma al momento non risultano provvedimenti concreti in discussione.

Il consiglio per le lavoratrici domestiche è di concentrarsi sui benefici effettivamente accessibili, in particolare l’Assegno Unico Universale che, per famiglie con ISEE basso e più figli, può garantire importi significativamente superiori al bonus mamme.

Informazioni per i Datori di Lavoro Domestico

Anche i datori di lavoro domestico (le famiglie che assumono colf e badanti) devono essere informati sulla situazione del bonus mamme, per gestire correttamente le aspettative delle lavoratrici e adempiere agli obblighi contributivi.

Contributi INPS per colf e badanti: come funzionano

I contributi per il lavoro domestico sono versati trimestralmente dal datore di lavoro (la famiglia) tramite MAV INPS. L’importo dipende dalla retribuzione oraria convenzionale e dalla fascia contributiva:

Fasce contributive 2025 (valori indicativi):

Retribuzione orariaContributo orario totaleDi cui a carico lavoratore
Fino a 9,40 euro1,66 euro0,42 euro
Da 9,40 a 11,45 euro1,88 euro0,47 euro
Oltre 11,45 euro2,29 euro0,57 euro
Oltre 25 ore settimanali1,21 euro0,30 euro

Questi contributi non sono soggetti all’esonero previsto dal bonus mamme, indipendentemente dalla situazione familiare della lavoratrice.

Obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro domestico deve:

  1. Versare i contributi trimestralmente entro le scadenze previste (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio)
  2. Consegnare il prospetto paga mensile alla lavoratrice
  3. Rilasciare la CU (Certificazione Unica) entro il 16 marzo di ogni anno
  4. Rispettare il CCNL del lavoro domestico per retribuzioni e condizioni

Importante: La quota contributiva a carico della lavoratrice viene trattenuta dalla retribuzione mensile e versata insieme alla quota datoriale. Non esiste attualmente alcuna forma di esonero o riduzione applicabile.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Il bonus mamme spetta alle colf e badanti?

No, le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby sitter) sono esplicitamente escluse dal bonus mamme, sia nella forma dell’esonero contributivo IVS che nel Nuovo Bonus Mamme da 40 euro mensili. L’esclusione è stata confermata anche dalla Corte Costituzionale.

Perché le lavoratrici domestiche sono escluse dal bonus mamme?

Il sistema contributivo del lavoro domestico ha caratteristiche speciali (contributi calcolati per fasce orarie, versamento trimestrale da parte delle famiglie) che lo rendono diverso dagli altri rapporti di lavoro dipendente. Questa “specialità” giustifica, secondo la Corte Costituzionale, un trattamento differenziato.

Quali bonus possono richiedere le colf con figli?

Le lavoratrici domestiche con figli possono accedere all’Assegno Unico Universale, al bonus asilo nido, al bonus nuovi nati (per chi partorisce nel 2025), alla maternità INPS e alle detrazioni fiscali per familiari a carico tramite dichiarazione dei redditi.

L’Assegno Unico è più vantaggioso del bonus mamme?

In molti casi sì. Una lavoratrice con due figli e ISEE basso può ricevere circa 400 euro al mese di Assegno Unico, contro i 40 euro mensili del bonus mamme. L’Assegno Unico è accessibile anche alle lavoratrici domestiche senza alcuna esclusione.

Nel 2026 il bonus mamme sarà esteso a colf e badanti?

No, la Legge di Bilancio 2026 aumenta l’importo del bonus a 60 euro mensili ma non modifica i requisiti di accesso. Le lavoratrici domestiche rimarranno escluse anche nel 2026.

Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere come badante?

Il modo più sicuro è rivolgersi al CAF, che può verificare la tua situazione ISEE, i requisiti per ogni singolo bonus e assisterti nella presentazione delle domande. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia in sede che online.

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Conclusioni

L’esclusione delle colf e badanti dal bonus mamme rappresenta una disparità che colpisce oltre 850.000 lavoratrici in Italia. Tuttavia, comprendere le ragioni normative di questa esclusione e conoscere le alternative disponibili permette di non perdere benefici effettivamente accessibili.

L’Assegno Unico Universale, il bonus asilo nido e le altre agevolazioni descritte in questa guida possono garantire un sostegno economico significativo alle lavoratrici domestiche con figli, in alcuni casi superiore al bonus mamme stesso.

Hai bisogno di assistenza per verificare i bonus a cui hai diritto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.

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Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 10:47:182026-05-31 18:15:37Bonus Mamme 2025: Perche Colf e Badanti Sono Escluse e Quali Alternative Esistono
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Riscatto Laurea e Previdenza Complementare: Deduzione Separata nel 730?

Pensione 2026 INPS

Una domanda frequente che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine riguarda la possibilità di dedurre contemporaneamente i contributi per il riscatto della laurea e quelli versati alla previdenza complementare (fondi pensione). Si tratta di due strumenti previdenziali importanti, ma il dubbio sorge quando si compila il modello 730 o il modello Redditi PF: esistono limiti separati o cumulativi?

La risposta breve è: sì, entrambe le voci sono deducibili separatamente, ciascuna con i propri limiti specifici. Tuttavia, la normativa prevede regole precise che è fondamentale conoscere per ottimizzare il risparmio fiscale ed evitare errori in dichiarazione.

In questa guida approfondita analizzeremo:

  • Come funzionano riscatto laurea e previdenza complementare
  • I limiti di deduzione per ciascuno strumento
  • Se e come si possono cumulare le deduzioni
  • Esempi pratici con calcoli dettagliati
  • La strategia fiscale ottimale per massimizzare il beneficio

Fonti normative: Analisi basata su TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) art. 10 comma 1 lett. e-bis ed e-ter, D.Lgs. 252/2005 sui fondi pensione, circolari INPS e risoluzioni Agenzia delle Entrate aggiornate al 2026.

Riscatto Laurea: Come Funziona e Deduzione Fiscale

Il riscatto della laurea comporta il pagamento di un onere all’INPS. Questo onere è interamente deducibile dal reddito complessivo nel modello 730 o Redditi PF, nella sezione “Oneri deducibili” (righi da E8 a E10 nel 730/2026).

Quanto Costa il Riscatto Laurea?

Il costo varia significativamente tra riscatto ordinario e agevolato:

Tipo RiscattoCalcolo CostoCosto Medio per Anno (2026)
Riscatto OrdinarioRiserva matematica (basata su età, sesso, retribuzione)Da 15.000 a 35.000 euro
Riscatto AgevolatoMinimale contributivo × 33% × 12 mesiCirca 5.700 euro

Esempio: Riscattare 5 anni di laurea con il metodo agevolato costa circa 28.500 euro (5 anni × 5.700 euro).

Limiti di Deduzione Riscatto Laurea

IMPORTANTE: Il riscatto laurea NON ha limiti massimi di deduzione. L’intero importo pagato nell’anno è deducibile dal reddito complessivo, anche se supera i 50.000 euro.

Tuttavia, la deduzione è efficace solo fino a capienza del reddito imponibile. Se il reddito è 30.000 euro e paghi 40.000 euro di riscatto, potrai dedurre al massimo 30.000 euro (azzerando il reddito). La parte eccedente (10.000 euro) non è recuperabile.

Fonte normativa: TUIR art. 10 comma 1 lett. e-bis – Circolare INPS n. 6/2020 sul riscatto agevolato.

Come si Deduce nel 730?

Il riscatto laurea si indica nel modello 730, sezione “Oneri deducibili”:

  • Rigo E8-E10: Contributi previdenziali e assistenziali
  • Codice onere: 31 (Contributi previdenziali versati a enti/casse)
  • Importo: l’onere pagato nell’anno (anche se rateizzato, si deduce solo quanto effettivamente versato)

Rateizzazione: L’INPS permette di rateizzare il pagamento fino a 120 rate mensili. In questo caso, ogni anno si deduce solo quanto effettivamente pagato in quell’anno fiscale.

Previdenza Complementare: Funzionamento e Limiti Deduzione

La previdenza complementare include fondi pensione negoziali (es. Cometa, Fonchim), fondi aperti (es. Allianz Insieme) e PIP assicurativi. I contributi versati sono deducibili dal reddito, ma con un limite massimo annuo.

Limite Massimo di Deduzione

Il limite massimo deducibile per i contributi alla previdenza complementare è:

5.164,57 euro all’anno

Questo limite è fisso e individuale, stabilito dall’art. 8 comma 4 del D.Lgs. 252/2005. Non dipende dal reddito e vale per tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi.

Contributi Deducibili

Rientrano nella deduzione:

  • Contributi volontari del lavoratore
  • Contributi versati dal datore di lavoro (per dipendenti)
  • TFR conferito al fondo pensione

Attenzione: Il limite di 5.164,57 euro si applica alla somma di tutti questi contributi. Se il datore versa 2.000 euro e tu ne versi 4.000, puoi dedurre solo 5.164,57 euro totali, non 6.000.

Come si Deduce nel 730?

La deduzione per previdenza complementare si indica nel modello 730:

  • Sezione I – Oneri deducibili
  • Rigo E27: Contributi per forme pensionistiche complementari
  • L’importo è precompilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate (dati da CU e fondo pensione)

Se versi contributi extra non precompilati, devi integrarli manualmente, sempre nel limite di 5.164,57 euro.

Tabella Limiti Deduzione Previdenza Complementare

SituazioneContributi VersatiImporto Deducibile
Versamento sotto il limite3.000 euro3.000 euro (100%)
Versamento esatto al limite5.164,57 euro5.164,57 euro (100%)
Versamento oltre il limite7.000 euro5.164,57 euro (limite max)

Fonte normativa: D.Lgs. 252/2005 art. 8 comma 4 – Risoluzione Agenzia Entrate n. 98/E del 2015.

Deduzione Separata: Regole e Cumulabilità

Arriviamo al cuore della questione: riscatto laurea e previdenza complementare sono deducibili separatamente?

Risposta: SÌ, Deduzione Separata con Limiti Autonomi

Le due voci hanno limiti di deduzione indipendenti:

  • Riscatto laurea: NESSUN LIMITE massimo (deducibile interamente, nei limiti del reddito imponibile)
  • Previdenza complementare: LIMITE MASSIMO 5.164,57 euro/anno

Questo significa che puoi cumulare entrambe le deduzioni nello stesso anno fiscale, rispettando i rispettivi limiti.

Perché Sono Separate?

La separazione deriva dalla diversa natura giuridica delle due voci:

  • Riscatto laurea: È un contributo alla previdenza obbligatoria (INPS), deducibile ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e-bis del TUIR
  • Previdenza complementare: È un contributo alla previdenza integrativa (fondi privati), deducibile ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e-ter del TUIR e D.Lgs. 252/2005

Essendo disciplinate da norme diverse, i limiti sono autonomi e non si sommano.

Esempio di Cumulabilità

Scenario: Marco, dipendente con reddito di 40.000 euro, nel 2026:

  • Versa 5.164,57 euro al fondo pensione complementare
  • Paga una rata di 10.000 euro per il riscatto agevolato della laurea (2 anni riscattati)

Deduzione totale:

  • Previdenza complementare: 5.164,57 euro (limite massimo)
  • Riscatto laurea: 10.000 euro (nessun limite, interamente deducibile)
  • TOTALE DEDUCIBILE: 15.164,57 euro

Nuovo reddito imponibile: 40.000 – 15.164,57 = 24.835,43 euro

Risparmio fiscale (aliquota IRPEF 35% per reddito 40.000 euro):

15.164,57 × 35% = 5.307,60 euro di IRPEF risparmiata

Nota sulla Capienza del Reddito

ATTENZIONE: Entrambe le deduzioni riducono il reddito imponibile, non l’imposta. Se le deduzioni superano il reddito, l’eccedenza non genera rimborsi aggiuntivi (il reddito si azzera e stop).

Esempio limite: Con reddito di 20.000 euro, se deduco 25.000 euro (riscatto + previdenza), il reddito si azzera a zero, ma non ottengo rimborsi per i 5.000 euro eccedenti.

Fonte normativa: Risoluzione Agenzia Entrate n. 76/E del 2016 – Chiarimenti sulla cumulabilità delle deduzioni previdenziali.

Esempi Pratici di Calcolo con Entrambi i Contributi

Vediamo ora tre casi concreti con calcoli dettagliati per comprendere il risparmio fiscale effettivo.

Esempio 1: Dipendente con Reddito Medio

Profilo: Giulia, 35 anni, dipendente privata

  • Reddito lordo annuo: 35.000 euro
  • Contributi previdenza complementare: 4.000 euro/anno
  • Riscatto laurea agevolato: 5.700 euro (1 anno riscattato)

Calcolo deduzioni:

  • Previdenza complementare: 4.000 euro (sotto il limite 5.164,57)
  • Riscatto laurea: 5.700 euro (nessun limite)
  • Totale deducibile: 9.700 euro

Nuovo reddito imponibile: 35.000 – 9.700 = 25.300 euro

Aliquota IRPEF applicabile: 35% (scaglione 28.000-50.000 euro)

Risparmio IRPEF: 9.700 × 35% = 3.395 euro

Costo effettivo netto:

  • Previdenza complementare: 4.000 – 1.400 (risparmio fiscale) = 2.600 euro netti
  • Riscatto laurea: 5.700 – 1.995 (risparmio fiscale) = 3.705 euro netti

Esempio 2: Lavoratore Autonomo con Reddito Alto

Profilo: Paolo, 42 anni, libero professionista

  • Reddito netto professionale: 60.000 euro
  • Contributi previdenza complementare: 5.164,57 euro (limite massimo)
  • Riscatto laurea ordinario: 20.000 euro (pagamento unico per 1 anno)

Calcolo deduzioni:

  • Previdenza complementare: 5.164,57 euro
  • Riscatto laurea: 20.000 euro
  • Totale deducibile: 25.164,57 euro

Nuovo reddito imponibile: 60.000 – 25.164,57 = 34.835,43 euro

Aliquota IRPEF applicabile: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)

Risparmio IRPEF: 25.164,57 × 43% = 10.820,76 euro

Costo effettivo netto:

  • Investimento totale: 25.164,57 euro
  • Risparmio fiscale: 10.820,76 euro
  • Esborso netto: 14.343,81 euro (57% del costo nominale)

Esempio 3: Giovane con Reddito Basso

Profilo: Luca, 28 anni, dipendente con contratto a tempo determinato

  • Reddito lordo annuo: 22.000 euro
  • Contributi previdenza complementare: 1.200 euro/anno
  • Riscatto laurea agevolato: 11.400 euro (2 anni riscattati, rateizzati in 5 anni = 2.280 euro/anno)

Calcolo deduzioni:

  • Previdenza complementare: 1.200 euro
  • Riscatto laurea (rata annua): 2.280 euro
  • Totale deducibile: 3.480 euro

Nuovo reddito imponibile: 22.000 – 3.480 = 18.520 euro

Aliquota IRPEF applicabile: 25% (scaglione 15.000-28.000 euro)

Risparmio IRPEF: 3.480 × 25% = 870 euro

Considerazione: Per Luca, con reddito più basso, la deduzione fiscale è meno vantaggiosa in termini assoluti (870 euro vs 10.820 euro di Paolo), ma comunque significativa rispetto al reddito (4% del reddito lordo).

Tabella Comparativa Risparmio Fiscale

ProfiloRedditoDeduzioni TotaliAliquotaRisparmio IRPEF
Giulia (dipendente)35.000 euro9.700 euro35%3.395 euro
Paolo (autonomo)60.000 euro25.164,57 euro43%10.820,76 euro
Luca (dipendente giovane)22.000 euro3.480 euro25%870 euro

Strategia Fiscale Ottimale: Quando Conviene

Ora che abbiamo chiarito le regole, vediamo la strategia fiscale ottimale per massimizzare il beneficio di entrambi gli strumenti.

1. Massimizza Sempre la Previdenza Complementare (se Possibile)

Il fondo pensione ha un limite fisso di 5.164,57 euro, quindi la prima regola è: se hai la possibilità economica, versa sempre il massimo deducibile ogni anno.

Perché:

  • Il risparmio fiscale è immediato (ogni anno)
  • Il rendimento del fondo pensione è tassato agevolato (20% su capital gain, vs 26% per altri investimenti)
  • In caso di morte o invalidità, puoi riscattare anticipatamente con tassazione agevolata

2. Riscatto Laurea: Valuta in Base all’Età e al Reddito

Il riscatto laurea è più conveniente se:

  • Sei giovane (under 45): puoi accedere al riscatto agevolato (costo più basso)
  • Hai un reddito alto (aliquota IRPEF 35-43%): il risparmio fiscale è maggiore
  • Sei vicino alla pensione: riscattare anni ti permette di anticipare il pensionamento

Meno conveniente se:

  • Hai un reddito basso (aliquota 23-25%): il risparmio fiscale è limitato
  • Sei molto lontano dalla pensione e preferisci investire liquidità altrove

3. Conviene Fare Entrambi nello Stesso Anno?

Sì, se hai la disponibilità economica. La deduzione è separata e si cumula, quindi:

Vantaggi del cumulo:

  • Riduzione significativa del reddito imponibile (fino a 20.000-30.000 euro con riscatto importante)
  • Possibile cambio di scaglione IRPEF: se sei al limite tra due aliquote (es. 50.000 euro), deducendo 15.000 euro scendi allo scaglione inferiore
  • Ottimizzazione fiscale per redditi alti o straordinari (es. anno di liquidazione TFR, vendita immobile)

Svantaggi/Limiti:

  • Impegno economico elevato: sommare previdenza complementare (5.000 euro) + riscatto (anche 10.000-20.000 euro) può essere oneroso
  • Liquidità bloccata: i soldi sono vincolati fino alla pensione (con eccezioni per riscatti anticipati in casi specifici)

4. Strategia per Redditi Alti con Anno Straordinario

Caso particolare: Se in un anno hai un reddito straordinario (es. vendita immobile, liquidazione TFR, premi consistenti), concentrare il riscatto laurea in quell’anno è molto conveniente.

Esempio:

  • Reddito ordinario: 40.000 euro/anno
  • Anno 2026: reddito straordinario 80.000 euro (vendita seconda casa)
  • Strategia: Paghi 30.000 euro di riscatto laurea (5 anni) in unica soluzione nel 2026

Risultato:

  • Reddito imponibile 2026: 80.000 – 30.000 – 5.164 (fondo pensione) = 44.836 euro
  • Risparmio IRPEF: 35.164 × 43% = 15.120,52 euro
  • Costo effettivo netto del riscatto: 14.879 euro invece di 30.000

5. Rateizzazione del Riscatto: Pro e Contro

L’INPS permette di rateizzare il riscatto fino a 120 rate mensili (10 anni). Vediamo quando conviene:

Vantaggi rateizzazione:

  • Minore impatto sulla liquidità annuale
  • Deduzione spalmata su più anni (ogni anno deduco la rata pagata)

Svantaggi rateizzazione:

  • Risparmio fiscale diluito nel tempo (meno efficace se l’aliquota cambia)
  • Costo totale leggermente più alto (interessi sulle rate, anche se modesti)

Quando rateizzare:

  • Reddito costante negli anni (stessa aliquota IRPEF)
  • Preferisci mantenere liquidità per altri investimenti

Quando pagare in unica soluzione:

  • Anno con reddito straordinario (massimizzi risparmio fiscale)
  • Hai liquidità disponibile e vuoi chiudere subito

Consigli Finali del CAF

Al CAF Centro Fiscale di Udine consigliamo sempre di:

  1. Simulare il calcolo personalizzato prima di decidere (portiamo il tuo CU e valutiamo insieme)
  2. Verificare la capienza del reddito: se deduci troppo, rischi di azzerare il reddito senza benefici aggiuntivi
  3. Considerare l’età e gli anni mancanti alla pensione: se sei giovane, il riscatto agevolato è quasi sempre conveniente
  4. Non trascurare la previdenza complementare: 5.164 euro/anno con deduzione fiscale è un investimento eccellente

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Domande Frequenti

Posso dedurre sia il riscatto laurea che i contributi al fondo pensione?

Sì, le due voci sono deducibili separatamente con limiti autonomi. Il riscatto laurea non ha limiti massimi (deducibile interamente nei limiti del reddito), mentre la previdenza complementare ha un limite di 5.164,57 euro all’anno.

Se pago 40.000 euro di riscatto laurea in un anno, posso dedurli tutti?

Sì, a patto che il tuo reddito imponibile sia almeno 40.000 euro. La deduzione riduce il reddito imponibile, quindi se il reddito è inferiore all’onere pagato, l’eccedenza non è recuperabile (il reddito si azzera a zero).

Il limite di 5.164,57 euro per la previdenza complementare include anche i contributi del datore di lavoro?

Sì, il limite comprende la somma di: contributi volontari del lavoratore + contributi del datore + TFR conferito. Se superi 5.164,57 euro totali, puoi dedurre solo fino al limite massimo.

Conviene rateizzare il riscatto laurea o pagare in unica soluzione?

Dipende dalla tua situazione. Unica soluzione conviene se hai un anno con reddito straordinario (aliquota alta). Rateizzazione conviene se preferisci mantenere liquidità e hai reddito costante negli anni. In entrambi i casi, la deduzione fiscale c’è, ma cambia l’impatto economico immediato.

Se riscatto 5 anni di laurea con il metodo agevolato, quanto risparmio di tasse?

Dipende dal tuo reddito e dall’aliquota IRPEF. Esempio: 5 anni agevolati costano circa 28.500 euro. Con aliquota 35%, risparmi 9.975 euro di IRPEF (costo effettivo netto: 18.525 euro). Con aliquota 43%, risparmi 12.255 euro (costo netto: 16.245 euro).

Posso dedurre il riscatto laurea anche se sono in regime forfettario?

No. I contribuenti in regime forfettario non possono dedurre né il riscatto laurea né i contributi alla previdenza complementare, perché il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva flat (5% o 15%) senza deduzioni o detrazioni. Conviene valutare se uscire dal forfettario per usufruire delle deduzioni.

Il riscatto della laurea e la previdenza complementare sono due strumenti previdenziali potenti che, se usati correttamente, offrono un doppio vantaggio: costruire una pensione più robusta e ridurre il carico fiscale già oggi.

Come abbiamo visto, le deduzioni sono separate e cumulabili, ciascuna con regole proprie:

  • Riscatto laurea: nessun limite massimo, deducibile interamente (nei limiti del reddito)
  • Previdenza complementare: limite fisso di 5.164,57 euro/anno

La strategia ottimale dipende dalla tua situazione specifica: reddito, età, anni mancanti alla pensione, disponibilità economica. Per questo è fondamentale fare una simulazione personalizzata prima di decidere.

Il nostro consiglio: non improvvisare. Un errore nella dichiarazione dei redditi (deduzione non corretta, superamento capienza, mancata documentazione) può costarti caro in termini di controlli fiscali e sanzioni.


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    Alexandra Bala
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Lady
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    Paola Zilli
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
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    Sibongile Moyana
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    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 08:47:182026-05-31 14:13:26Riscatto Laurea e Previdenza Complementare: Deduzione Separata nel 730?
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    Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva, Nuovi Importi e Arretrati ISEE

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Assegno unico marzo 2026: quando arriva il pagamento? Le famiglie italiane con figli a carico attendono con ansia l’accredito di questo mese, che porta con sé una novità importante: gli importi rivalutati del +1,4% in base all’adeguamento ISTAT all’inflazione. Le date di pagamento dell’assegno unico marzo 2026 sono già state confermate dall’INPS: il 19 e 20 marzo per chi non ha variazioni nella domanda, mentre per le nuove istanze e i ricalcoli si dovrà attendere la fine del mese. In questa guida trovi tutti i dettagli su quando arriva l’accredito, i nuovi importi per fascia ISEE e cosa fare se non hai ancora rinnovato la DSU per ottenere gli arretrati.

    Indice dei contenuti

    1. Quando Arriva l’Assegno Unico a Marzo 2026
    2. Date di Pagamento Assegno Unico Marzo 2026
    3. Nuovi Importi Assegno Unico 2026: Tabella per Fascia ISEE
    4. Maggiorazioni Assegno Unico Marzo 2026
    5. ISEE e Arretrati: Cosa Fare se Non Hai Rinnovato
    6. Domande Frequenti sull’Assegno Unico Marzo 2026

    Quando Arriva l’Assegno Unico a Marzo 2026

    La domanda più cercata in queste settimane è chiara: quando arriva l’assegno unico a marzo 2026? La risposta dell’INPS non lascia dubbi. Per la maggior parte delle famiglie, l’accredito è previsto tra il 19 e il 20 marzo 2026. Questa finestra di pagamento riguarda tutti i beneficiari che non hanno effettuato variazioni alla propria domanda e che percepiscono l’assegno unico universale in continuità rispetto ai mesi precedenti.

    Il mese di marzo è particolarmente significativo perché segna il passaggio al nuovo ISEE 2026. Dall’accredito di marzo, infatti, l’INPS ricalcola automaticamente gli importi sulla base della DSU aggiornata. Chi ha già presentato il nuovo ISEE entro la scadenza del 28 febbraio riceverà l’importo corretto fin da subito. Chi invece non lo ha ancora fatto, percepirà temporaneamente l’importo minimo di 58,30 euro al mese per figlio, salvo recuperare gli arretrati successivamente.

    Date di Pagamento Assegno Unico Marzo 2026

    Le date di pagamento dell’assegno unico marzo 2026 seguono il consueto schema dell’INPS, che distingue tra beneficiari senza variazioni e coloro che hanno presentato nuove domande o modifiche. Ecco il calendario completo dei pagamenti INPS di marzo 2026:

    SituazioneDate pagamento marzo 2026
    Domanda invariata (continuità dai mesi precedenti)19-20 marzo 2026
    Nuove domande presentate a febbraio-marzoFine marzo 2026 (ultimi giorni del mese)
    Domanda con variazioni (cambio IBAN, nucleo familiare, ecc.)Fine marzo 2026
    Ricalcolo con nuovo ISEE 2026Fine marzo 2026 (con eventuali conguagli)

    È importante ricordare che l’accredito dell’assegno unico marzo 2026 avviene direttamente sul conto corrente indicato nella domanda. Se hai cambiato IBAN di recente, verifica che la modifica sia stata recepita dall’INPS per evitare ritardi nel pagamento. In caso di problemi con l’accredito, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare lo stato della tua pratica e intervenire tempestivamente.

    Nuovi Importi Assegno Unico 2026: Tabella per Fascia ISEE

    Con l’assegno unico marzo 2026 entrano in vigore i nuovi importi rivalutati. L’adeguamento all’inflazione ISTAT del +1,4% comporta un leggero aumento di tutte le soglie e degli importi rispetto al 2025. Questo significa qualche euro in più al mese per ogni figlio a carico, una rivalutazione automatica che non richiede alcuna azione da parte delle famiglie.

    Ecco la tabella aggiornata degli importi dell’assegno unico 2026 per figlio minorenne, suddivisa per fascia ISEE:

    Fascia ISEEImporto mensile per figlio (2026)Importo annuale per figlio
    Fino a 17.444,61 euro203,80 euro2.445,60 euro
    Da 17.444,62 a 20.000 euroDa 203,80 a 185 euro circaCirca 2.220 euro
    Da 20.001 a 25.000 euroDa 185 a 155 euro circaCirca 1.860 euro
    Da 25.001 a 30.000 euroDa 155 a 130 euro circaCirca 1.560 euro
    Da 30.001 a 35.000 euroDa 130 a 110 euro circaCirca 1.320 euro
    Da 35.001 a 40.000 euroDa 110 a 90 euro circaCirca 1.080 euro
    Oltre 46.582,71 euro (o senza ISEE)58,30 euro699,60 euro

    Come puoi notare, la differenza tra l’importo massimo e quello minimo è molto significativa: ben 145,50 euro al mese per figlio. Per una famiglia con due figli minorenni e un ISEE basso, questo significa percepire fino a 407,60 euro al mese invece di soli 116,60 euro. Ecco perché è fondamentale presentare l’ISEE aggiornato: senza la DSU in corso di validità, l’INPS eroga solo l’importo minimo.

    Maggiorazioni Assegno Unico Marzo 2026

    Oltre all’importo base, l’assegno unico marzo 2026 prevede una serie di maggiorazioni che possono aumentare sensibilmente la cifra percepita dalle famiglie. Anche queste maggiorazioni sono state rivalutate del +1,4%. Vediamo quali sono le principali:

    • Figli con disabilità: maggiorazione da 113,50 euro (disabilità media) a 122,90 euro (non autosufficienza) al mese per figlio minorenne. Per i figli maggiorenni disabili, la maggiorazione va da 96,90 a 102,70 euro
    • Madri under 21: maggiorazione di 23,60 euro al mese per ogni figlio, destinata alle giovani mamme
    • Nuclei con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 155,30 euro al mese per il nucleo familiare, indipendentemente dal numero di figli
    • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 35,40 euro al mese per figlio minorenne (solo per ISEE fino a 46.582,71 euro)
    • Figli dal secondo in poi (famiglie numerose): maggiorazione di 17,10 euro al mese a partire dal terzo figlio per ISEE basso

    Le maggiorazioni si cumulano tra loro. Ad esempio, una famiglia con ISEE basso, un figlio con disabilità e una madre under 21 potrebbe percepire oltre 340 euro al mese per quel figlio. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare tutte le maggiorazioni a cui hai diritto, spesso le famiglie non le conoscono e perdono cifre importanti ogni mese. In merito alle agevolazioni per le mamme lavoratrici, ti consigliamo di approfondire anche il bonus mamme, una misura complementare che prevede l’esonero contributivo.

    ISEE e Arretrati: Cosa Fare se Non Hai Rinnovato

    Se non hai rinnovato l’ISEE entro la scadenza del 28 febbraio 2026, non preoccuparti: non perdi il diritto all’assegno unico marzo 2026, ma riceverai temporaneamente l’importo minimo di 58,30 euro per figlio. La buona notizia è che hai tempo per recuperare gli arretrati, a patto di presentare la nuova DSU entro i termini previsti.

    Ecco come funziona il meccanismo degli arretrati ISEE per l’assegno unico:

    1. Da marzo 2026: senza ISEE aggiornato, l’INPS eroga l’importo minimo (58,30 euro/mese per figlio)
    2. Presenti l’ISEE entro il 30 giugno 2026: l’INPS ricalcola l’importo corretto e ti versa gli arretrati di tutti i mesi in cui hai percepito meno del dovuto (da marzo in poi)
    3. Presenti l’ISEE dopo il 30 giugno 2026: gli importi vengono adeguati solo dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati

    In pratica, se hai un ISEE basso (sotto i 17.444 euro) e presenti la DSU ad aprile, riceverai con il pagamento di maggio anche gli arretrati di marzo e aprile, cioè la differenza tra i 203,80 euro a cui avevi diritto e i 58,30 euro effettivamente percepiti. Per due figli, parliamo di un conguaglio di quasi 600 euro.

    Come ha evidenziato anche l’Osservatorio INPS sulle DSU, il numero di dichiarazioni ISEE legate all’assegno unico è raddoppiato negli ultimi anni. Questo dimostra quanto sia cruciale rinnovare la DSU per ottenere l’importo pieno. Se devi ancora presentare l’ISEE 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione telematica, garantendo la correttezza della pratica e i tempi rapidi di lavorazione.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sull’Assegno Unico Marzo 2026

    Quando viene pagato l’assegno unico a marzo 2026?

    L’assegno unico marzo 2026 viene pagato il 19-20 marzo per chi ha una domanda in continuità senza variazioni. Per le nuove domande, le domande con variazioni e i ricalcoli legati al nuovo ISEE 2026, il pagamento avviene negli ultimi giorni di marzo.

    Quanto prendo di assegno unico senza ISEE a marzo 2026?

    Senza ISEE in corso di validità, l’importo dell’assegno unico marzo 2026 è pari al minimo di 58,30 euro al mese per figlio. Presentando la DSU aggiornata entro giugno, è possibile recuperare gli arretrati con il conguaglio.

    Gli importi dell’assegno unico 2026 sono aumentati?

    Sì, gli importi dell’assegno unico 2026 sono stati rivalutati del +1,4% per effetto dell’adeguamento ISTAT all’inflazione. L’importo massimo è passato a 203,80 euro al mese per figlio (con ISEE fino a 17.444,61 euro), mentre il minimo è salito a 58,30 euro.

    Posso ancora presentare l’ISEE per l’assegno unico di marzo?

    La scadenza del 28 febbraio è passata, ma puoi ancora presentare l’ISEE. Se lo fai entro il 30 giugno 2026, riceverai tutti gli arretrati da marzo in poi. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per presentare la DSU il prima possibile e recuperare le somme spettanti.

    Come verifico se il mio assegno unico marzo 2026 è stato ricalcolato?

    Per verificare se l’INPS ha ricalcolato il tuo assegno unico marzo 2026 con il nuovo ISEE, il CAF Centro Fiscale di Udine può accedere al fascicolo previdenziale e controllare lo stato della pratica, gli importi aggiornati e le eventuali maggiorazioni a cui hai diritto.

    Assegno Unico Marzo 2026: Non Perdere gli Arretrati

    L’assegno unico marzo 2026 arriva con i nuovi importi rivalutati e il ricalcolo basato sull’ISEE 2026. Le date di pagamento sono confermate: 19-20 marzo per la maggior parte delle famiglie, fine mese per nuove domande e ricalcoli. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE, hai tempo fino al 30 giugno per presentare la DSU e recuperare tutti gli arretrati a partire da marzo. Non aspettare oltre: ogni mese senza ISEE aggiornato significa percepire solo 58,30 euro invece dell’importo pieno fino a 203,80 euro per figlio.

    Hai bisogno di assistenza per l’assegno unico o per presentare l’ISEE 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla compilazione della DSU alla verifica delle maggiorazioni spettanti, fino al controllo degli arretrati.
    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Acconto Irpef pensioni novembre: si può ridurre o annullare, ecco come

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
    Marzo 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-05 09:52:422026-05-31 14:07:21Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva, Nuovi Importi e Arretrati ISEE
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Pensione Quota 41 Precoci: Domanda 2026 Entro Marzo, Dal 2027 Requisiti Piu Alti

    Pensione 2026 INPS

    La pensione Quota 41 per lavoratori precoci rappresenta una delle principali vie d’accesso anticipato alla pensione per chi ha iniziato a lavorare molto giovane. Per il 2026, la scadenza per presentare domanda è fissata a fine marzo 2026, ma dal 2027 i requisiti aumenteranno, rendendo più difficile l’accesso a questa forma di pensionamento anticipato.

    In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti attuali per il 2026, le categorie di lavoratori tutelati, la procedura di domanda e soprattutto le novità previste dal 2027 che renderanno più stringenti le condizioni di accesso. Se hai maturato almeno 41 anni di contributi e hai iniziato a lavorare prima dei 19 anni, questa opportunità potrebbe riguardarti direttamente.

    Requisiti per la Pensione Quota 41 nel 2026

    Per accedere alla pensione Quota 41 precoci nel 2026, è necessario soddisfare contemporaneamente i seguenti requisiti:

    1. Requisito contributivo: 41 anni di contributi

    Il lavoratore deve aver maturato almeno 41 anni di contribuzione effettiva (2.132 settimane). Ai fini del calcolo sono considerati validi:

    • Contributi obbligatori da lavoro dipendente, autonomo o parasubordinato
    • Contributi volontari
    • Contributi figurativi per disoccupazione, maternità, malattia
    • Contributi da riscatto (es. laurea, periodo di studio)

    Non sono validi ai fini dei 41 anni i contributi accreditati per:

    • Malattia e disoccupazione negli ultimi 5 anni prima del pensionamento
    • Assegno ordinario di invalidità (AOI)

    2. Requisito “precoce”: 12 mesi prima dei 19 anni

    Il lavoratore deve aver versato almeno 12 mesi di contribuzione effettiva prima del compimento del 19° anno di età. Sono validi ai fini di questo conteggio:

    • Contributi da lavoro dipendente
    • Contributi da lavoro autonomo
    • Contributi da lavoro parasubordinato

    NON sono validi i contributi figurativi (es. servizio militare, disoccupazione) e i contributi da riscatto per questo specifico requisito.

    3. Appartenenza a una categoria tutelata

    Il lavoratore deve trovarsi in una delle quattro condizioni di tutela previste dalla normativa (vedi sezione dedicata più avanti). Questo requisito deve essere posseduto al momento della presentazione della domanda e mantenuto fino alla decorrenza della pensione.

    Tabella Riepilogativa Requisiti 2026:

    RequisitoValore 2026Note
    Contributi totali41 anni (2.132 settimane)Tutti i contributi tranne esclusioni specifiche
    Contributi prima dei 19 anni12 mesi effettiviSolo contributi da lavoro, no figurativi
    Età anagraficaNessun requisitoSi può andare in pensione a qualsiasi età
    Categoria tutelataSì (obbligatorio)Una delle 4 categorie previste
    Finestra mobileNessunaDecorrenza immediata

    Scadenza Domanda 2026: Perché Marzo è Importante

    La scadenza per presentare domanda di pensione Quota 41 precoci per il 2026 è fissata al 31 marzo 2026. Questa data non è casuale e rappresenta un passaggio fondamentale del meccanismo di accesso alla misura.

    Procedura a contingente e verifica requisiti

    A differenza di altre forme pensionistiche, la Quota 41 precoci funziona con un meccanismo di verifica preventiva. L’INPS, entro il 30 giugno 2026, comunica ai richiedenti l’esito della verifica dei requisiti. Chi riceve esito positivo può poi presentare la domanda definitiva di pensione non appena matura effettivamente i 41 anni di contributi.

    Il procedimento si articola in due fasi:

    1. Domanda di certificazione requisiti – da presentare entro il 31 marzo 2026
    2. Domanda di pensione vera e propria – da presentare successivamente, quando i requisiti sono effettivamente maturati

    Chi presenta domanda entro il 31 marzo ha la priorità nell’accesso alla misura per tutto il 2026. Chi presenta domanda dopo il 31 marzo (ma comunque entro il 30 novembre 2026, ultima scadenza annuale) viene inserito in una lista d’attesa e potrebbe dover attendere l’anno successivo per la verifica dei requisiti.

    Perché conviene anticipare la domanda

    Presentare domanda entro marzo 2026 offre diversi vantaggi:

    • Certezza della verifica entro giugno 2026
    • Priorità nell’assegnazione rispetto a chi presenta domanda successiva
    • Tempo per integrare documentazione eventualmente mancante
    • Possibilità di andare in pensione nel 2026 se i requisiti sono già maturati
    • Evitare i requisiti più stringenti del 2027 (vedi prossima sezione)

    È importante sottolineare che la domanda può essere presentata anche se non si possiedono ancora tutti i 41 anni di contributi, purché si preveda di maturarli entro il 31 dicembre 2026. L’INPS verificherà l’effettivo possesso dei requisiti al momento della domanda definitiva.

    Novità dal 2027: Requisiti in Aumento

    Una delle ragioni per cui è importante presentare domanda nel 2026 riguarda le modifiche previste per il 2027. Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2025, dal 1° gennaio 2027 i requisiti per accedere alla pensione Quota 41 precoci subiranno un inasprimento.

    Aumento della contribuzione richiesta

    Dal 2027, la contribuzione minima richiesta passerà da 41 anni a 41 anni e 6 mesi (2.158 settimane). Questo significa che chi matura i requisiti nel 2027 dovrà lavorare 6 mesi in più rispetto a chi li matura nel 2026.

    L’aumento è legato all’adeguamento alla speranza di vita, un meccanismo automatico previsto dalla riforma pensionistica che rivede periodicamente i requisiti pensionistici in base all’aspettativa di vita della popolazione italiana. L’aggiornamento avviene ogni due anni (2025-2026, poi 2027-2028, ecc.).

    Confronto requisiti 2026 vs 2027

    Requisito20262027Differenza
    Contributi totali41 anni41 anni e 6 mesi+6 mesi
    Contributi prima 19 anni12 mesi12 mesiInvariato
    Categoria tutelataSìSìInvariato
    Età minimaNessunaNessunaInvariato

    Impatto pratico dell’aumento

    L’aumento di 6 mesi può sembrare modesto, ma ha conseguenze significative:

    • Chi compie 60 anni nel 2026 con 41 anni di contributi può andare in pensione subito. La stessa persona, se nata nel 2027, dovrà aspettare fino a 60 anni e mezzo.
    • Per un lavoratore dipendente con contribuzione continuativa, 6 mesi equivalgono a circa 12-15.000 euro lordi di retribuzione che percepirà invece di ricevere la pensione.
    • Chi ha periodi di contribuzione discontinua potrebbe dover lavorare anche 1-2 anni in più per maturare quei 6 mesi aggiuntivi.

    Per questo motivo, chi è vicino ai requisiti nel 2026 ha convenienza a presentare domanda entro marzo, anche se prevede di maturare i 41 anni solo a fine anno, così da “cristallizzare” i requisiti attuali ed evitare l’aggravio del 2027.

    Le Categorie di Lavoratori Tutelati

    L’accesso alla pensione Quota 41 precoci è riservato a quattro categorie specifiche di lavoratori che si trovano in condizioni di particolare difficoltà. Vediamole nel dettaglio.

    1. Disoccupati senza ammortizzatori sociali

    Possono accedere i lavoratori che:

    • Hanno cessato il rapporto di lavoro per licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale
    • Hanno terminato la fruizione della NASPI o di altri ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi
    • Non sono occupati al momento della domanda di pensione

    Importante: la condizione di disoccupazione deve essere mantenuta fino alla decorrenza effettiva della pensione. Se il lavoratore trova un nuovo impiego prima di andare in pensione, perde il diritto alla Quota 41 precoci.

    2. Caregiver (assistenza a familiari disabili)

    Possono accedere i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi:

    • Il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, art. 3 comma 3
    • In alternativa, un parente o affine di secondo grado convivente, qualora i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto 70 anni, siano affetti da patologie invalidanti o siano deceduti/mancanti

    È necessario che:

    • Il lavoratore sia convivente con il familiare assistito
    • Il familiare abbia il riconoscimento di handicap grave (comma 3 dell’art. 3, Legge 104)
    • L’assistenza sia continuativa da almeno 6 mesi prima della domanda

    3. Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa ≥ 74%

    Possono accedere i lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento di invalidità civile con percentuale pari o superiore al 74%. Il certificato deve essere rilasciato dall’ASL o dalle Commissioni Mediche competenti.

    Attenzione: non è sufficiente l’invalidità INPS (es. assegno ordinario di invalidità) o altre forme di invalidità. Deve trattarsi specificamente di invalidità civile ≥ 74%.

    4. Lavoratori impegnati in attività gravose o usuranti

    Possono accedere i lavoratori che svolgono da almeno 7 anni negli ultimi 10 (oppure 6 anni negli ultimi 7) una delle mansioni gravose indicate dall’Allegato C della Legge 232/2016, tra cui:

    • Operai edili e affini
    • Conduttori di gru, macchinari mobili per cantieri edili
    • Conciatori di pelli e pellicce
    • Conduttori di mezzi pesanti (camion, autobus)
    • Personale delle professioni sanitarie (infermieri, ostetriche)
    • Addetti all’assistenza personale (es. OSS, badanti con partita IVA)
    • Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori asilo nido
    • Facchini, addetti allo spostamento merci
    • Personale non qualificato nei servizi di pulizia
    • Operatori ecologici e raccoglitori di rifiuti
    • Operai dell’agricoltura, zootecnia, pesca
    • Pescatori della pesca costiera, acque interne, mare
    • Lavoratori del settore siderurgico
    • Conduttori di veicoli e macchinari per l’estrazione
    • Operai di impianti per la trasformazione del vetro

    L’elenco completo è disponibile sul sito INPS e viene aggiornato periodicamente. È fondamentale verificare che la propria mansione rientri tra quelle indicate e che siano stati maturati i 7 anni di attività gravosa negli ultimi 10 anni (o 6 negli ultimi 7).

    Come Presentare Domanda di Pensione Quota 41

    La presentazione della domanda di pensione Quota 41 precoci avviene esclusivamente per via telematica, attraverso il portale INPS. Il procedimento si articola in due fasi distinte.

    Fase 1: Domanda di certificazione dei requisiti

    La prima fase consiste nella richiesta di certificazione del diritto alla pensione. Questa domanda va presentata entro il 31 marzo 2026 (o comunque entro il 30 novembre 2026 se si accetta di finire in lista d’attesa).

    Procedura online:

    1. Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
    2. Cercare il servizio “Domanda pensione, ricostituzione, ratei, certificazioni, APE Sociale e Beneficio Anticipato“
    3. Selezionare “Pensione di anzianità/anticipata – Lavoratori precoci“
    4. Compilare il modulo indicando:
      • Anzianità contributiva maturata
      • Presenza di 12 mesi di contribuzione prima dei 19 anni
      • Categoria di appartenenza (disoccupato, caregiver, invalido, mansione gravosa)
    5. Allegare la documentazione richiesta (vedi sezione successiva)
    6. Inviare la domanda

    L’INPS esamina la domanda e comunica l’esito entro il 30 giugno 2026. Se l’esito è positivo, si procede con la seconda fase.

    Fase 2: Domanda di pensione definitiva

    Una volta ricevuta la certificazione positiva dall’INPS, il lavoratore deve presentare la domanda definitiva di pensione non appena matura effettivamente i 41 anni di contributi.

    La domanda definitiva si presenta sempre tramite il portale INPS, seguendo lo stesso percorso della domanda di certificazione, ma selezionando questa volta l’opzione “Domanda di pensione“.

    Assistenza CAF o Patronato

    Data la complessità della procedura e la necessità di verificare accuratamente i requisiti, è fortemente consigliato rivolgersi a un CAF o Patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Verifica preliminare dei requisiti
    • Raccolta e controllo documentazione
    • Presentazione domanda di certificazione
    • Presentazione domanda definitiva di pensione
    • Gestione comunicazioni con INPS

    Il servizio di assistenza per le domande di pensione tramite Patronato è gratuito, in quanto finanziato dallo Stato.

    Documenti Necessari per la Domanda

    La documentazione da presentare varia a seconda della categoria di appartenenza. Ecco l’elenco completo:

    Documenti comuni a tutte le categorie

    • Documento d’identità in corso di validità
    • Codice fiscale
    • Estratto conto contributivo INPS (disponibile sul portale INPS)
    • Certificazione dei 12 mesi di contributi prima dei 19 anni (ricavabile dall’estratto conto)
    • Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la volontà di accedere alla pensione come lavoratore precoce

    Documenti aggiuntivi per DISOCCUPATI

    • Certificato di cessazione del rapporto di lavoro
    • Documentazione attestante la fruizione della NASPI (o altro ammortizzatore sociale) e la sua cessazione
    • DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego
    • Autocertificazione dello stato di disoccupazione da almeno 3 mesi dopo la fine della NASPI

    Documenti aggiuntivi per CAREGIVER

    • Certificato di handicap grave del familiare assistito (art. 3 comma 3, Legge 104/1992)
    • Certificato di stato di famiglia o autocertificazione che attesti la convivenza
    • Documentazione che attesti l’assistenza continuativa da almeno 6 mesi (es. verbali permessi Legge 104)
    • Se parente di secondo grado: certificato di nascita che dimostri il grado di parentela e documentazione che attesti l’impossibilità dei parenti di primo grado (età >70 anni, decesso, patologie invalidanti)

    Documenti aggiuntivi per INVALIDI CIVILI

    • Verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o Commissione Medica, con percentuale ≥ 74%

    Documenti aggiuntivi per LAVORATORI GRAVOSI/USURANTI

    • Certificazione del datore di lavoro attestante lo svolgimento di mansioni gravose negli ultimi 7 anni su 10 (o 6 su 7)
    • Dichiarazione sostitutiva con indicazione delle mansioni svolte, periodi e codice ATECO dell’azienda
    • Contratto di lavoro o lettere di assunzione che attestino la mansione

    Il CAF Centro Fiscale può assistere nella raccolta e verifica di tutta la documentazione necessaria, riducendo il rischio di errori o dimenticanze che potrebbero rallentare la pratica.

    Differenze con Quota 103 e Pensione Anticipata Ordinaria

    La pensione Quota 41 precoci è spesso confusa con altre forme di pensionamento anticipato. Vediamo le principali differenze.

    Quota 41 precoci vs Quota 103

    AspettoQuota 41 PrecociQuota 103 (2026)
    Età minimaNessuna62 anni
    Contributi richiesti41 anni41 anni
    Categoria tutelataObbligatoriaNon richiesta
    12 mesi prima 19 anniSìNo
    Finestra mobileNessuna (decorrenza immediata)7 mesi (dipendenti) / 9 mesi (autonomi)
    PenalizzazioniNessunaImporto massimo mensile fino a 67 anni
    DurataStrutturale (permanente)Sperimentale (fino al 2026, salvo proroghe)

    In sintesi: Quota 41 precoci è più conveniente se si possiedono i requisiti (nessuna età minima, nessuna finestra), ma richiede di essere lavoratori precoci e appartenere a una categoria tutelata. Quota 103 è più accessibile (basta aver 62 anni e 41 anni di contributi) ma ha finestre mobili e penalizzazioni sull’importo.

    Quota 41 precoci vs Pensione Anticipata Ordinaria

    AspettoQuota 41 PrecociPensione Anticipata Ordinaria
    Contributi uomini41 anni42 anni e 10 mesi
    Contributi donne41 anni41 anni e 10 mesi
    Categoria tutelataObbligatoriaNon richiesta
    12 mesi prima 19 anniSìNo
    Finestra mobileNessuna3 mesi
    Età minimaNessunaNessuna
    PenalizzazioniNessunaPenalizzazione 1% per ogni anno di anticipo rispetto a 62 anni (solo se <62 anni)

    In sintesi: La pensione anticipata ordinaria richiede circa 2 anni in più di contributi (per gli uomini) ma non ha requisiti particolari (no categoria tutelata, no lavoratore precoce). È l’opzione per chi non rientra nelle categorie Quota 41 ma ha comunque un’anzianità contributiva molto elevata.

    Esempi Pratici e Calcoli

    Vediamo alcuni casi pratici per comprendere meglio come funziona la pensione Quota 41 precoci.

    Esempio 1: Muratore di 58 anni (categoria lavori gravosi)

    Situazione:

    • Mario, 58 anni, lavora come muratore edile dal 1984
    • Ha iniziato a lavorare a 16 anni (nel 1984), con 18 mesi di contributi versati prima dei 19 anni
    • Ha maturato 41 anni di contributi nel febbraio 2026
    • Ha svolto la mansione di muratore per gli ultimi 35 anni (quindi ben oltre i 7 anni negli ultimi 10 richiesti)

    Può andare in pensione con Quota 41 precoci?

    • ✅ Ha 41 anni di contributi
    • ✅ Ha almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni (ne ha 18)
    • ✅ Svolge una mansione gravosa da oltre 7 anni negli ultimi 10
    • ✅ Rientra nella categoria “lavori gravosi”

    Risposta: SÌ, Mario può presentare domanda di certificazione entro marzo 2026 e, una volta ricevuto l’OK dall’INPS, può andare in pensione immediatamente a 58 anni, senza finestre mobili.

    Esempio 2: Infermiera disoccupata di 60 anni

    Situazione:

    • Laura, 60 anni, ha lavorato come infermiera per 42 anni
    • Ha iniziato a lavorare a 18 anni con 14 mesi di contributi prima dei 19 anni
    • È stata licenziata a dicembre 2025 per ristrutturazione aziendale
    • Ha percepito la NASPI da gennaio 2026, che terminerà a giugno 2026
    • A settembre 2026 (3 mesi dopo la fine NASPI) vuole andare in pensione

    Può andare in pensione con Quota 41 precoci?

    • ✅ Ha 42 anni di contributi (più dei 41 richiesti)
    • ✅ Ha 14 mesi di contributi prima dei 19 anni
    • ✅ È disoccupata da 3 mesi dopo la fine della NASPI (settembre 2026)
    • ✅ Rientra nella categoria “disoccupati senza ammortizzatori”
    • ⚠️ Attenzione: infermiera è anche mansione gravosa, quindi potrebbe scegliere anche questa categoria

    Risposta: SÌ, Laura può presentare domanda di certificazione a marzo 2026 indicando come categoria “disoccupata” (o in alternativa “lavoro gravoso” se preferisce). Potrà andare in pensione a settembre 2026 (60 anni), a condizione di rimanere disoccupata fino alla decorrenza della pensione.

    Esempio 3: Operaio con contributi discontinui (NON può accedere)

    Situazione:

    • Giuseppe, 62 anni, ha lavorato come operaio generico
    • Ha iniziato a lavorare a 20 anni (quindi NO contributi prima dei 19 anni)
    • Ha maturato 42 anni di contributi
    • È ancora occupato

    Può andare in pensione con Quota 41 precoci?

    • ✅ Ha 42 anni di contributi
    • ❌ NON ha contributi prima dei 19 anni (requisito essenziale)
    • ❌ Non rientra in nessuna categoria tutelata (è ancora occupato, non è caregiver, non è invalido, non svolge mansione gravosa)

    Risposta: NO, Giuseppe NON può accedere alla Quota 41 precoci perché non ha il requisito dei 12 mesi di contributi prima dei 19 anni. Può però accedere alla pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi) oppure alla Quota 103 (ha 62 anni e 42 anni di contributi).

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Pensione Quota 41 Precoci

    Cosa succede se perdo il lavoro dopo aver presentato domanda di certificazione?

    Se presenti domanda come lavoratore gravoso o caregiver e poi perdi il lavoro, puoi modificare la categoria indicando di voler accedere come disoccupato. Dovrai pero attendere almeno 3 mesi dalla fine della NASPI prima di poter andare in pensione.

    Posso lavorare part-time mentre sono in attesa della pensione Quota 41?

    Dipende dalla categoria. Se accedi come disoccupato, NON puoi lavorare fino alla decorrenza della pensione, nemmeno part-time. Se accedi come caregiver, invalido o lavoratore gravoso, puoi continuare a lavorare fino alla pensione.

    I contributi figurativi contano per i 41 anni?

    Si, i contributi figurativi (disoccupazione, maternita, malattia) contano per raggiungere i 41 anni di contributi. Tuttavia, NON contano i contributi figurativi per malattia e disoccupazione degli ultimi 5 anni prima della pensione.

    Quanto tempo impiega l’INPS a rispondere alla domanda di certificazione?

    L’INPS ha tempo fino al 30 giugno 2026 per comunicare l’esito della domanda presentata entro il 31 marzo 2026. Di solito le risposte arrivano tra aprile e giugno.

    Se mi viene negata la certificazione, posso fare ricorso?

    Si, in caso di diniego puoi presentare ricorso amministrativo al Comitato provinciale INPS entro 90 giorni dalla comunicazione. E consigliato farsi assistere da un CAF o patronato per la procedura di ricorso.

    Posso riscattare la laurea per raggiungere i 41 anni di contributi?

    Si, il riscatto della laurea e valido per raggiungere i 41 anni di contributi necessari per la Quota 41 precoci. Tuttavia, i contributi da riscatto NON contano per i 12 mesi prima dei 19 anni.

    Dal 2027 aumentano anche i requisiti per essere lavoratore precoce?

    No, il requisito dei 12 mesi di contributi prima dei 19 anni rimane invariato. Dal 2027 aumenta solo il requisito contributivo complessivo, che passa da 41 anni a 41 anni e 6 mesi.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione Quota 41?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per verificare i requisiti, raccogliere la documentazione e presentare la domanda di pensione Quota 41 precoci.

    I nostri servizi per le pensioni:

    • Verifica preliminare dei requisiti contributivi
    • Controllo estratto contributivo INPS
    • Raccolta e verifica documentazione necessaria
    • Presentazione domanda di certificazione entro le scadenze
    • Presentazione domanda definitiva di pensione
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      Approfondimenti sulle Pensioni

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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-04 07:38:562026-05-31 09:57:03Pensione Quota 41 Precoci: Domanda 2026 Entro Marzo, Dal 2027 Requisiti Piu Alti
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione

      NASPI 2025

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la NASpI e a chi spetta
      2. Date di accredito NASpI marzo 2026
      3. Quando si sospende la NASpI
      4. Limiti di reddito per tipologia di lavoro
      5. Come riattivare la NASpI dopo la sospensione
      6. Differenza tra sospensione e decadenza
      7. Esempi pratici e calcoli
      8. Domande frequenti

      La NASpI di marzo 2026 sarà accreditata regolarmente dall’INPS secondo il consueto calendario mensile. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le date di pagamento NASpI marzo 2026, le procedure di sospensione e riattivazione dell’indennità, e tutti i casi in cui il beneficiario può continuare a lavorare senza perdere il diritto alla prestazione.

      Se stai percependo la NASpI o hai intenzione di richiederla, è fondamentale conoscere le regole aggiornate per evitare sospensioni impreviste o, peggio ancora, la decadenza dal beneficio. L’INPS applica controlli automatici sui redditi da lavoro: qualsiasi attività retribuita deve essere comunicata tempestivamente per non incorrere in sanzioni.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente la tua indennità di disoccupazione, con esempi pratici, tabelle riepilogative e riferimenti normativi ufficiali.

      Quando si Sospende la NASpI

      La sospensione della NASpI è una misura temporanea che non comporta la perdita del diritto all’indennità. L’erogazione viene interrotta per un determinato periodo, ma riprende automaticamente al termine dell’evento che ha causato la sospensione.

      La NASpI si sospende automaticamente nei seguenti casi previsti dall’art. 9 del D.Lgs. 22/2015:

      1. Nuova occupazione con contratto subordinato

      Se il beneficiario trova un nuovo lavoro dipendente (a tempo determinato o indeterminato), la NASpI viene sospesa per tutta la durata del rapporto di lavoro, a condizione che:

      • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi (anche prorogato)
      • Il beneficiario comunichi all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (tramite modello NASpI-Com)
      • Il reddito annuo previsto non superi il limite di 8.500 euro (limite 2026 rivalutato)

      ⚠️ Attenzione: Se il contratto supera i 6 mesi o il reddito supera gli 8.500 euro annui, la NASpI decade definitivamente e non può essere riattivata.

      2. Attività di lavoro autonomo o parasubordinato

      Il beneficiario della NASpI può svolgere attività di lavoro autonomo occasionale, collaborazione coordinata e continuativa o aprire una partita IVA, a condizione che il reddito annuo previsto non superi:

      • 5.500 euro per lavoro autonomo o parasubordinato (limite 2026)

      In questo caso, la NASpI non viene sospesa, ma ridotta in misura pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data di fine NASpI o di fine anno.

      📌 Importante: Il beneficiario deve comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, utilizzando il modello NASpI-Com.

      3. Rioccupazione all’estero

      Se il beneficiario trova lavoro in un Paese dell’Unione Europea, la NASpI viene sospesa per la durata del rapporto di lavoro, purché:

      • Il contratto abbia una durata non superiore a 6 mesi
      • Venga comunicato all’INPS entro 30 giorni

      Per lavori in Paesi extra-UE, invece, la NASpI decade automaticamente.

      4. Malattia o infortunio

      La malattia certificata o l’infortunio non sospendono la NASpI. L’indennità continua a essere erogata regolarmente anche durante i periodi di malattia, purché il beneficiario rimanga in stato di disoccupazione.

      ⚠️ Tuttavia, la malattia o l’infortunio possono giustificare la mancata partecipazione a iniziative di politiche attive del lavoro o colloqui presso il Centro per l’Impiego, senza che ciò comporti la decadenza dalla NASpI.

      Limiti di Reddito per Tipologia di Lavoro

      Per evitare la sospensione o decadenza dalla NASpI, è fondamentale rispettare i limiti di reddito previsti dalla normativa INPS. Ecco una tabella riepilogativa aggiornata al 2026:

      Tipologia di lavoroLimite reddito annuoEffetto sulla NASpI
      Lavoro subordinato ≤ 6 mesi8.500 euroSospensione (riattivazione automatica)
      Lavoro subordinato > 6 mesiQualsiasi importoDecadenza definitiva
      Lavoro autonomo/partita IVA5.500 euroRiduzione NASpI 80%
      Lavoro autonomo > 5.500 euroOltre 5.500 euroDecadenza definitiva
      Lavoro occasionale/PrestO5.500 euroRiduzione NASpI 80%
      Cococo/collaborazione5.500 euroRiduzione NASpI 80%

      📌 Nota importante: I limiti di reddito indicati sono valori annui lordi e si riferiscono al reddito previsto nel periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e la fine dell’anno solare (o la scadenza della NASpI, se antecedente).

      Come calcolare il reddito previsto

      Se inizi un’attività autonoma o un lavoro occasionale durante la fruizione della NASpI, devi stimare il reddito annuo previsto e comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Ecco come calcolare:

      Esempio pratico 1: Inizio collaborazione occasionale il 1° marzo 2026, compenso mensile stimato 800 euro.

      • Mesi rimanenti fino a fine anno: 10 mesi (da marzo a dicembre)
      • Reddito annuo previsto: 800 × 10 = 8.000 euro
      • 8.000 euro > 5.500 euro → NASpI decade

      Esempio pratico 2: Apro partita IVA il 1° settembre 2026, reddito mensile stimato 400 euro.

      • Mesi rimanenti fino a fine anno: 4 mesi (da settembre a dicembre)
      • Reddito annuo previsto: 400 × 4 = 1.600 euro
      • 1.600 euro < 5.500 euro → NASpI ridotta dell’80% del reddito (riduzione mensile: 1.600 × 80% ÷ 4 = 320 euro/mese)

      Come Riattivare la NASpI dopo la Sospensione

      La riattivazione della NASpI dopo un periodo di sospensione avviene automaticamente nella maggior parte dei casi, senza bisogno di presentare una nuova domanda.

      Riattivazione automatica dopo lavoro subordinato

      Se la NASpI è stata sospesa per un contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la riattivazione avviene automaticamente alla scadenza del contratto, a condizione che:

      • Il beneficiario comunichi la fine del rapporto di lavoro all’INPS entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com
      • Il beneficiario presenti nuovamente la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presso il Centro per l’Impiego

      La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto, con lo stesso importo mensile (eventualmente ridotto del 3% mensile se sono trascorsi più di 5 mesi dall’inizio della fruizione originaria).

      Procedura per comunicare la fine del contratto

      Per riattivare la NASpI dopo la fine di un contratto subordinato, segui questi passaggi:

      1. Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE o CNS)
      2. Cerca il servizio “NASpI: invio domanda”
      3. Seleziona “NASpI-Com: comunicazione redditi presunti”
      4. Compila il modulo indicando:
        • Data di inizio e fine del rapporto di lavoro
        • Tipo di contratto (subordinato, autonomo, ecc.)
        • Reddito percepito durante il periodo di sospensione
      5. Invia la comunicazione entro 30 giorni dalla fine del contratto

      ⚠️ Attenzione: Se non comunichi la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni, rischi di perdere definitivamente il diritto alle mensilità di NASpI non godute durante il periodo di omessa comunicazione.

      Tempi di riattivazione NASpI

      Una volta inviata la comunicazione di fine rapporto, l’INPS procede alla riattivazione entro 15-30 giorni. Il pagamento riprende dal mese successivo alla comunicazione, con effetto retroattivo se la comunicazione è stata tempestiva.

      Se riscontri ritardi nella riattivazione, puoi:

      • Contattare il contact center INPS al numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164164 (da cellulare)
      • Verificare lo stato della pratica nell’area personale del sito INPS
      • Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella gestione della pratica

      Differenza tra Sospensione e Decadenza

      È fondamentale distinguere tra sospensione e decadenza della NASpI, perché le conseguenze sono molto diverse:

      AspettoSospensioneDecadenza
      DefinizioneInterruzione temporaneaPerdita definitiva del diritto
      RiattivazionePossibile automaticamenteNon possibile
      Periodo residuoConservatoPerso definitivamente
      Nuova domandaNon necessariaPossibile solo con nuovi requisiti

      Cause di decadenza dalla NASpI

      La NASpI decade definitivamente nei seguenti casi previsti dall’art. 10 del D.Lgs. 22/2015:

      1. Perdita dello stato di disoccupazione per nuova occupazione con contratto subordinato di durata superiore a 6 mesi
      2. Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego o dei servizi per l’impiego (senza giustificato motivo)
      3. Mancata accettazione di un’offerta di lavoro congrua (secondo i criteri dell’art. 25 del D.Lgs. 150/2015)
      4. Mancata adesione a iniziative di politiche attive del lavoro (tirocini, percorsi di formazione, ecc.)
      5. Inizio attività di lavoro autonomo senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni
      6. Superamento dei limiti di reddito per lavoro autonomo (5.500 euro) o subordinato (8.500 euro)
      7. Raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata
      8. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità (salvo opzione per la NASpI)
      9. Omessa comunicazione di redditi da lavoro autonomo o subordinato

      ⚠️ Attenzione: In caso di omessa o falsa comunicazione di redditi da lavoro, l’INPS può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite, con applicazione di sanzioni amministrative fino al 30% dell’importo recuperato.

      Esempi Pratici e Calcoli

      Per comprendere meglio come funzionano sospensione e riattivazione della NASpI, ecco alcuni casi pratici con calcoli dettagliati:

      Caso 1: Lavoro subordinato di 4 mesi durante NASpI

      Situazione: Marco percepisce la NASpI da gennaio 2026 (importo mensile: 1.200 euro, durata residua: 18 mesi). Il 1° aprile 2026 trova un lavoro a tempo determinato di 4 mesi con stipendio netto di 1.400 euro/mese.

      Procedura corretta:

      1. Marco comunica all’INPS l’inizio del contratto entro 30 giorni (entro il 1° maggio 2026)
      2. Verifica che il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.500 euro: 1.400 × 4 mesi = 5.600 euro ✅
      3. La NASpI viene sospesa da aprile a luglio 2026 (4 mesi)
      4. Al termine del contratto (31 luglio 2026), Marco comunica la fine del rapporto entro 30 giorni
      5. La NASpI viene riattivata da agosto 2026 con importo ridotto del 3% per 2 mesi (aprile e maggio erano nel 4° e 5° mese di NASpI, non riducibili; giugno era il 6° mese, riduzione 3%; luglio era il 7° mese, riduzione ulteriore 3%)
      6. Nuovo importo NASpI: 1.200 × 0,97 × 0,97 = 1.128 euro/mese
      7. Durata residua: 18 – 3 (mesi goduti prima della sospensione) = 15 mesi

      Caso 2: Apertura partita IVA durante NASpI

      Situazione: Laura percepisce la NASpI da febbraio 2026 (importo mensile: 950 euro, durata residua: 12 mesi). Il 1° giugno 2026 apre partita IVA come grafica freelance, stimando un reddito mensile di 350 euro.

      Procedura corretta:

      1. Laura comunica all’INPS l’apertura della partita IVA entro 30 giorni (entro il 1° luglio 2026)
      2. Calcola il reddito annuo previsto: 350 × 7 mesi (da giugno a dicembre) = 2.450 euro
      3. 2.450 euro < 5.500 euro → La NASpI non decade, ma viene ridotta
      4. Riduzione mensile: 2.450 × 80% ÷ 7 mesi = 280 euro/mese
      5. Nuovo importo NASpI: 950 – 280 = 670 euro/mese da giugno a dicembre 2026
      6. Da gennaio 2027, Laura dovrà comunicare il reddito effettivo 2026 e l’INPS ricalcolerà eventuali conguagli

      Caso 3: Contratto di 8 mesi durante NASpI

      Situazione: Giulia percepisce la NASpI da marzo 2026 (importo mensile: 1.100 euro, durata residua: 20 mesi). Il 1° maggio 2026 firma un contratto a tempo determinato di 8 mesi con stipendio netto di 1.300 euro/mese.

      Conseguenza:

      • Il contratto supera i 6 mesi → La NASpI decade definitivamente
      • Giulia perde il diritto ai 18 mesi residui di NASpI (20 – 2 mesi già goduti)
      • Se il contratto termina il 31 dicembre 2026, Giulia dovrà presentare una nuova domanda di NASpI entro 68 giorni, purché abbia maturato i requisiti contributivi richiesti

      ⚠️ Raccomandazione: Prima di accettare un contratto superiore a 6 mesi, valuta attentamente se il reddito complessivo del nuovo lavoro compensa la perdita della NASpI residua.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla NASpI Marzo 2026

      Domande Frequenti sulla NASpI

      Quando viene pagata la NASpI di marzo 2026?

      La NASpI di marzo 2026 viene accreditata generalmente tra il 11 e il 15 marzo per i beneficiari con IBAN bancario o postale. Per i pagamenti in contanti presso Poste Italiane, l’accredito può avvenire fino al 17 marzo. Le nuove domande o i ricalcoli possono essere pagati entro il 25 marzo 2026.

      Posso lavorare durante la NASpI senza perderla?

      Sì, puoi lavorare durante la NASpI rispettando precisi limiti di reddito. Per lavoro subordinato fino a 6 mesi: limite 8.500 euro annui (NASpI sospesa). Per lavoro autonomo o partita IVA: limite 5.500 euro annui (NASpI ridotta dell’80% del reddito). Oltre questi limiti, la NASpI decade definitivamente.

      Come si riattiva la NASpI dopo un contratto a termine?

      La riattivazione è automatica se il contratto era inferiore a 6 mesi e il reddito non superava 8.500 euro annui. Devi comunicare all’INPS la fine del rapporto di lavoro entro 30 giorni tramite il modello NASpI-Com e presentare nuovamente la DID al Centro per l’Impiego. La NASpI riprende per il periodo residuo non ancora goduto.

      Qual è la differenza tra sospensione e decadenza della NASpI?

      La sospensione è temporanea e reversibile: l’indennità si interrompe ma può essere riattivata automaticamente. La decadenza è definitiva: perdi il diritto alla NASpI e non puoi recuperare le mensilità residue. La decadenza avviene per contratti oltre 6 mesi, mancata partecipazione a convocazioni, superamento limiti reddito o omessa comunicazione.

      Devo comunicare sempre i redditi da lavoro all’INPS?

      Sì, è obbligatorio comunicare qualsiasi reddito da lavoro (subordinato, autonomo, occasionale) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, tramite il modello NASpI-Com sul portale INPS. L’omessa comunicazione comporta la decadenza dalla NASpI e il recupero delle somme indebitamente percepite, con sanzioni fino al 30% dell’importo.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione della tua NASpI: dalla presentazione della domanda al controllo dei pagamenti, dalla comunicazione dei redditi alla riattivazione dopo sospensione.

      I nostri servizi per la NASpI includono:

      • Compilazione e invio domanda NASpI online con verifica requisiti contributivi
      • Calcolo preventivo importo e durata dell’indennità spettante
      • Comunicazione redditi da lavoro (modello NASpI-Com) per sospensione o riduzione
      • Verifica pagamenti e assistenza per ritardi o anomalie
      • Riattivazione NASpI dopo contratti a termine o periodi di sospensione
      • Consulenza per lavoro autonomo durante NASpI (limiti reddito e comunicazioni INPS)
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 08:12:402026-05-31 09:42:06NASpI Marzo 2026: Date Accredito, Sospensione e Riattivazione
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS

        Pensione 2026 INPS

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo
        2. Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga
        3. Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED
        4. Quali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED
        5. Come Compilare il Modello RED: Guida Pratica
        6. Documenti Necessari per il Modello RED
        7. Come Inviare il Modello RED all’INPS
        8. Sanzioni e Conseguenze per Ritardi o Omissioni
        9. Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED
        10. Domande Frequenti sul Modello RED

        Sei un pensionato INPS e hai ricevuto una comunicazione che ti chiede di presentare il Modello RED 2026? Oppure vuoi sapere se rientri tra i soggetti obbligati e quali sono le scadenze da rispettare per evitare sanzioni o la sospensione della pensione?

        Il Modello RED (Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione annuale obbligatoria che molti pensionati devono inviare all’INPS per comunicare i propri redditi percepiti nell’anno precedente. Questa dichiarazione serve all’Istituto per verificare che continui a sussistere il diritto alla prestazione previdenziale o assistenziale goduta.

        In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul Modello RED 2026: dalla scadenza del 31 marzo (con eventuale proroga) a chi deve presentarlo, da quali redditi dichiarare a come compilarlo correttamente, fino alle modalità di invio e alle sanzioni previste per chi non lo presenta.

        Scoprirai se sei obbligato a presentare il Modello RED, quali documenti servono, come evitare errori che potrebbero portare alla sospensione della pensione e quando puoi essere esonerato dalla presentazione.

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        Cos’è il Modello RED e Chi Deve Presentarlo

        Il Modello RED (acronimo di Redditi Esenti da Dichiarazione) è una dichiarazione reddituale annuale che l’INPS richiede ad alcuni pensionati per verificare il mantenimento dei requisiti reddituali necessari per continuare a percepire determinate prestazioni economiche.

        A differenza del modello 730 o del modello Redditi, il Modello RED si concentra su redditi che non sempre confluiscono nella dichiarazione fiscale ordinaria o che l’INPS non può acquisire automaticamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

        A Cosa Serve il Modello RED

        L’INPS utilizza il Modello RED per verificare annualmente che il beneficiario di una prestazione economica continui a rispettare i limiti di reddito previsti dalla legge. Questo controllo è fondamentale per:

        • Prestazioni assistenziali (come l’assegno sociale, le maggiorazioni sociali, le pensioni di invalidità civile)
        • Prestazioni previdenziali collegate al reddito (pensioni ai superstiti, integrazioni al minimo, pensioni di reversibilità)
        • Assegni familiari e altre prestazioni economiche condizionate dal reddito del nucleo familiare

        Se il pensionato non presenta il Modello RED entro i termini, l’INPS può sospendere cautelativamente la prestazione fino alla regolarizzazione della posizione.

        Differenza tra Modello RED e Dichiarazione dei Redditi

        È importante comprendere che il Modello RED NON sostituisce la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Sono due adempimenti distinti e complementari:

        CaratteristicaModello RED730/Modello Redditi
        DestinatarioINPSAgenzia delle Entrate
        ScopoVerificare diritto a prestazioni INPSDeterminare imposte da pagare/rimborsare
        ObbligatorietàSolo se richiesto da INPSObbligatorio se reddito oltre soglie
        Scadenza31 marzo 2026 (possibile proroga)30 settembre 2026 (per 730) o 30 novembre (Redditi)
        Redditi inclusiRedditi che incidono su prestazioni INPSTutti i redditi imponibili

        ATTENZIONE: Anche se presenti il 730 o il Modello Redditi, se l’INPS ti richiede il Modello RED sei comunque obbligato a presentarlo. I due adempimenti non si escludono a vicenda.

        Scadenza Modello RED 2026 e Possibile Proroga

        La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello RED 2026 è fissata al 31 marzo 2026. Entro questa data, i pensionati obbligati devono comunicare all’INPS i redditi percepiti nell’anno 2025.

        Scadenza 31 Marzo 2026: Date Importanti

        Ecco il calendario completo delle scadenze relative al Modello RED 2026:

        DataEvento
        Febbraio 2026L’INPS invia le comunicazioni ai pensionati obbligati a presentare il RED
        31 marzo 2026Scadenza ordinaria per l’invio del Modello RED
        Aprile 2026Possibile comunicazione di proroga da parte dell’INPS
        Da aprile 2026Inizio delle sospensioni cautelative per chi non ha presentato il RED

        Proroga del Modello RED: Quando Viene Concessa

        Negli ultimi anni, l’INPS ha spesso concesso una proroga della scadenza del Modello RED, spostando il termine dal 31 marzo a fine aprile o inizio maggio. Questa proroga viene comunicata tramite:

        • Messaggio INPS ufficiale pubblicato sul sito istituzionale
        • Comunicazioni dirette ai pensionati interessati
        • Notizie sui canali CAF e patronati

        Motivi della proroga:

        • Elevato numero di pratiche da gestire
        • Problemi tecnici sulla piattaforma INPS
        • Richieste di CAF e patronati per dare più tempo agli assistiti
        • Sovrapposizione con altre scadenze fiscali (es. dichiarazione dei redditi precompilata)

        IMPORTANTE: Anche se negli anni passati ci sono state proroghe, non è garantito che la proroga venga concessa ogni anno. Per questo motivo, il consiglio è di non aspettare l’ultimo momento e presentare il Modello RED entro febbraio o inizio marzo 2026.

        Come Verificare la Scadenza Aggiornata

        Per verificare se è stata concessa una proroga e quale sia la scadenza effettiva del Modello RED 2026, puoi:

        1. Consultare il sito INPS alla sezione “Messaggi” o “Comunicati stampa”
        2. Accedere al tuo cassetto previdenziale sul portale INPS con SPID, CIE o CNS
        3. Contattare il CAF Centro Fiscale di Udine al numero 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121
        4. Verificare la lettera ricevuta dall’INPS con la richiesta del Modello RED (contiene la scadenza)

        Chi è Obbligato a Presentare il Modello RED

        Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. L’obbligo sussiste solo per chi percepisce determinate prestazioni economiche collegate al reddito e che l’INPS non può verificare autonomamente tramite l’Agenzia delle Entrate.

        Prestazioni INPS che Richiedono il Modello RED

        Devi presentare il Modello RED 2026 se percepisci una delle seguenti prestazioni economiche:

        • Assegno sociale (ex pensione sociale)
        • Maggiorazioni sociali sulle pensioni
        • Pensioni e assegni di invalidità civile (per inabili civili, ciechi, sordi)
        • Pensioni ai superstiti (reversibilità e indirette)
        • Integrazioni al trattamento minimo delle pensioni
        • Pensioni di guerra indirette ai superstiti
        • Assegni familiari ai pensionati
        • Maggiorazione della pensione per figli a carico
        • Indennità di accompagnamento (in alcuni casi)

        Come Sapere Se Devi Presentare il Modello RED

        L’INPS invia una comunicazione diretta ai pensionati obbligati a presentare il Modello RED. Questa comunicazione arriva:

        • Per posta cartacea (raccomandata) all’indirizzo di residenza
        • Sul cassetto previdenziale online accessibile con SPID/CIE/CNS
        • Tramite SMS o email (se hai attivato le notifiche INPS)

        La lettera contiene:

        • L’elenco dei redditi che devi dichiarare
        • La scadenza per presentare il Modello RED
        • Il codice fiscale e i dati identificativi della prestazione
        • Le modalità di invio (online, tramite CAF, ecc.)

        Se NON ricevi la comunicazione INPS, NON sei obbligato a presentare il Modello RED per quell’anno.

        Casi Particolari: Nucleo Familiare e Redditi Coniuge

        Per alcune prestazioni (come l’assegno sociale o le maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge o del nucleo familiare. In questi casi:

        • Dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge
        • Se il coniuge ha presentato la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), l’INPS potrebbe acquisire i dati automaticamente
        • Se il coniuge non ha presentato la dichiarazione, dovrai dichiarare i suoi redditi nel tuo Modello RED

        Quali Redditi Vanno Dichiarati nel Modello RED

        Il Modello RED richiede la dichiarazione di redditi specifici che potrebbero non essere stati comunicati all’Agenzia delle Entrate o che l’INPS non può acquisire automaticamente. Vediamo nel dettaglio quali redditi vanno dichiarati e quali invece sono esenti.

        Redditi da Dichiarare Obbligatoriamente

        Nel Modello RED 2026 devi dichiarare i seguenti redditi percepiti nel 2025:

        • Redditi da lavoro dipendente (stipendi, salari, emolumenti)
        • Redditi da lavoro autonomo occasionale
        • Redditi da pensione (pensioni italiane e estere, comprese quelle erogate da enti diversi dall’INPS)
        • Redditi da lavoro autonomo professionale (anche in regime forfettario)
        • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
        • Redditi da terreni (agricoli e non coltivati)
        • Redditi di capitale (interessi bancari, dividendi azionari)
        • Redditi diversi (plusvalenze immobiliari, affitti brevi, ecc.)
        • Redditi prodotti all’estero (lavoro, pensioni, immobili esteri)
        • Redditi del coniuge (se richiesto dall’INPS nella comunicazione)

        Redditi Esenti (NON da Dichiarare)

        Non vanno dichiarati nel Modello RED i seguenti redditi, in quanto esenti ai fini delle prestazioni INPS:

        • Reddito della prima casa (abitazione principale e relative pertinenze)
        • TFR e indennità di fine rapporto
        • Rendite INAIL per infortunio sul lavoro o malattia professionale
        • Pensioni di guerra
        • Pensioni privilegiate ordinarie (comprese quelle per ciechi civili assoluti)
        • Assegno per il nucleo familiare (ANF)
        • Assegno Unico Universale per i figli
        • Indennità di accompagnamento
        • Pensioni erogate da Stati esteri in regime di convenzione bilaterale (solo in alcuni casi)
        • Arretrati di lavoro dipendente relativi ad anni precedenti

        Tabella Riepilogativa: Cosa Dichiarare

        Tipo di RedditoDa Dichiarare nel RED?
        Stipendio da lavoro dipendenteSÌ
        Pensione INPSSÌ
        Pensione esteraSÍ
        Affitti percepitiSÌ
        Lavoro autonomo occasionaleSÌ
        Interessi bancariSÌ
        Prima casa (rendita catastale)NO
        TFR percepitoNO
        Assegno Unico figliNO
        Rendita INAILNO
        Indennità di accompagnamentoNO

        Come Calcolare i Redditi da Dichiarare

        Per compilare correttamente il Modello RED, devi sommare tutti i redditi imponibili percepiti nel 2025, escludendo quelli esenti. Per farlo:

        1. Raccogli la documentazione (CU 2026, estratti conto bancari, contratti di affitto, ecc.)
        2. Verifica ogni singolo reddito se rientra tra quelli da dichiarare
        3. Calcola il totale dei redditi imponibili
        4. Compila il Modello RED indicando ogni categoria di reddito nell’apposita sezione

        Esempio pratico:

        Mario è pensionato e nel 2025 ha percepito:

        • Pensione INPS: 12.000 euro (SÌ, da dichiarare)
        • Affitto appartamento: 6.000 euro (SÌ, da dichiarare)
        • Indennità di accompagnamento: 6.000 euro (NO, esente)
        • Rendita prima casa: 800 euro (NO, esente)
        • TFR ricevuto: 15.000 euro (NO, esente)

        Reddito totale da dichiarare nel Modello RED: 12.000 + 6.000 = 18.000 euro

        Come Compilare il Modello RED: Guida Pratica

        La compilazione del Modello RED può sembrare complessa, ma seguendo questa guida passo-passo riuscirai a completarlo correttamente. Il modello si compone di diverse sezioni, ognuna dedicata a una categoria di redditi.

        Struttura del Modello RED

        Il Modello RED 2026 è suddiviso in queste sezioni principali:

        1. Quadro A – Dati identificativi: codice fiscale, dati anagrafici, tipo di prestazione
        2. Quadro B – Redditi soggetto dichiarante: tutti i redditi del pensionato
        3. Quadro C – Redditi del coniuge (se richiesto)
        4. Quadro D – Redditi di altri componenti del nucleo (per prestazioni assistenziali)
        5. Quadro E – Dichiarazioni integrative: situazioni particolari (residenza, separazione, ecc.)

        Guida Step-by-Step alla Compilazione

        Ecco come compilare correttamente ogni sezione del Modello RED:

        STEP 1: Quadro A – Dati Identificativi

        • Inserisci il tuo codice fiscale
        • Verifica che nome, cognome e data di nascita siano corretti
        • Indica il tipo di prestazione per cui stai presentando il RED (la comunicazione INPS ti indica quale)
        • Inserisci l’anno di riferimento dei redditi: 2025

        STEP 2: Quadro B – Redditi del Dichiarante

        In questa sezione devi indicare tutti i tuoi redditi percepiti nel 2025, suddivisi per categoria:

        • Sezione B1 – Redditi da lavoro dipendente: riporta l’importo indicato nella Certificazione Unica (CU) 2026 al rigo 1 (reddito complessivo)
        • Sezione B2 – Redditi da pensione: somma di tutte le pensioni percepite (INPS, INPDAP, enti privati, estere)
        • Sezione B3 – Redditi da lavoro autonomo: reddito netto da partita IVA o collaborazioni occasionali
        • Sezione B4 – Redditi fondiari: affitti percepiti, rendite da terreni (esclusa prima casa)
        • Sezione B5 – Redditi di capitale: interessi bancari, dividendi
        • Sezione B6 – Redditi diversi: plusvalenze, affitti brevi

        ATTENZIONE: Riporta gli importi al lordo (prima delle trattenute fiscali), tranne dove espressamente richiesto il netto.

        STEP 3: Quadro C – Redditi del Coniuge

        Se la comunicazione INPS ti richiede di dichiarare anche i redditi del coniuge (es. per assegno sociale, maggiorazione sociale), compila questa sezione con le stesse modalità del Quadro B, indicando:

        • Codice fiscale del coniuge
        • Tutti i redditi del coniuge suddivisi per categoria
        • Se il coniuge ha presentato il 730 o Modello Redditi, puoi barrare la casella apposita (l’INPS acquisirà i dati automaticamente)

        STEP 4: Quadro E – Dichiarazioni Integrative

        In questa sezione devi indicare eventuali situazioni particolari:

        • Cambio di residenza nel 2025
        • Separazione o divorzio avvenuti durante l’anno
        • Ricovero in strutture sanitarie o assistenziali
        • Decesso del coniuge
        • Altre situazioni che potrebbero influire sul diritto alla prestazione

        Errori Comuni da Evitare

        Ecco gli errori più frequenti nella compilazione del Modello RED:

        • Dimenticare redditi minori (es. interessi bancari, piccoli affitti)
        • Dichiarare redditi esenti (es. indennità di accompagnamento, TFR)
        • Indicare importi netti invece che lordi
        • Non dichiarare redditi del coniuge quando richiesto
        • Sbagliare l’anno di riferimento (nel 2026 si dichiarano i redditi del 2025)
        • Omettere pensioni estere o redditi prodotti all’estero

        Documenti Necessari per il Modello RED

        Per compilare correttamente il Modello RED, devi avere a disposizione tutta la documentazione relativa ai redditi percepiti nel 2025. Ecco l’elenco completo dei documenti necessari.

        Documenti Obbligatori per Tutti

        • Comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED
        • Documento di identità in corso di validità (carta d’identità, patente, passaporto)
        • Codice fiscale del dichiarante e del coniuge (se richiesto)
        • Tessera sanitaria o codice fiscale plastificato

        Documenti per Redditi da Lavoro

        Se hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione nel 2025:

        • Certificazione Unica (CU) 2026 rilasciata dal datore di lavoro o ente pensionistico entro il 16 marzo 2026
        • Ultimi cedolini stipendio/pensione del 2025 (dicembre + tredicesima)
        • Contratto di lavoro se assunto nel corso del 2025

        Documenti per Redditi da Immobili

        Se possiedi immobili locati o terreni:

        • Contratti di affitto registrati con indicazione dei canoni percepiti nel 2025
        • Quietanze di pagamento degli affitti ricevuti
        • Visura catastale aggiornata degli immobili posseduti
        • Rendita catastale di fabbricati e terreni
        • Dichiarazione IMU 2025 (se proprietario di immobili diversi dalla prima casa)

        Documenti per Altri Redditi

        A seconda dei redditi percepiti:

        • Estratto conto bancario/postale (per interessi, dividendi, capital gain)
        • Fatture emesse per prestazioni occasionali o professionali
        • Dichiarazione dei redditi esteri se hai percepito redditi all’estero
        • CU estere tradotte se hai percepito pensioni estere
        • Modello 730/2025 o Redditi 2025 (dichiarazione anno precedente, se presentata)

        Documenti per il Coniuge (se richiesto)

        Se devi dichiarare anche i redditi del coniuge:

        • Certificazione Unica (CU) del coniuge
        • Codice fiscale del coniuge
        • Eventuale modello 730/Redditi del coniuge
        • Documenti reddituali del coniuge (come per il dichiarante)

        Checklist Documentale Completa

        Prima di presentare il Modello RED, verifica di avere tutti i documenti necessari con questa checklist:

        DocumentoObbligatorio?Note
        Comunicazione INPS✅ SÌIndica quali redditi dichiarare
        Documento identità✅ SÌIn corso di validità
        Codice fiscale✅ SÌDel dichiarante e coniuge
        CU 2026✅ SÌ (se lavoratore/pensionato)Rilasciata entro 16/3/2026
        Contratti affitto✅ SÌ (se proprietario)Solo immobili locati
        Estratto conto bancario⚠️ Se hai interessi rilevantiAnno 2025
        Dichiarazione redditi esteri✅ SÌ (se redditi esteri)Tradotta in italiano
        730/Redditi anno precedente❌ FacoltativoUtile come riferimento

        SUGGERIMENTO: Se ti rivolgi al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione assistita, porta con te tutti i documenti elencati. In questo modo eviterai di dover tornare più volte e velocizzerai la pratica.

        Come Inviare il Modello RED all’INPS

        Una volta compilato il Modello RED, devi trasmetterlo all’INPS entro la scadenza del 31 marzo 2026 (salvo proroga). Esistono diverse modalità di invio: vediamole nel dettaglio.

        Modalità 1: Invio Online tramite Portale INPS

        Puoi inviare il Modello RED autonomamente accedendo al sito INPS con le tue credenziali digitali:

        1. Vai su www.inps.it
        2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
        3. Cerca il servizio “Dichiarazione Reddituale – RED”
        4. Compila il modello online seguendo le istruzioni
        5. Verifica i dati inseriti
        6. Invia la dichiarazione
        7. Scarica e conserva la ricevuta di avvenuta presentazione

        PRO: Gratuito, veloce, disponibile 24/7

        CONTRO: Richiede dimestichezza con l’informatica e possesso di SPID/CIE/CNS

        Modalità 2: Tramite CAF o Patronato

        La modalità più semplice e sicura è rivolgersi a un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o a un patronato. Il servizio è completamente gratuito per i pensionati.

        Come fare con il CAF Centro Fiscale di Udine:

        1. Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o tramite WhatsApp 366 6018121
        2. Porta tutti i documenti elencati nella sezione precedente
        3. Il nostro operatore compilerà il Modello RED per te, verificando la correttezza dei dati
        4. Firmerai la dichiarazione
        5. Il CAF trasmetterà telematicamente il Modello RED all’INPS
        6. Riceverai la ricevuta di avvenuta presentazione

        PRO: Assistenza qualificata, zero errori, servizio gratuito, nessuna competenza informatica richiesta

        CONTRO: Necessità di recarsi fisicamente presso il CAF (ma possiamo aiutarti anche a distanza in alcuni casi)

        Modalità 3: Tramite Contact Center INPS

        Puoi chiedere assistenza telefonica al Contact Center INPS:

        • Numero verde INPS: 803 164 (gratuito da rete fissa)
        • Da cellulare: 06 164 164 (a pagamento secondo il piano tariffario)

        L’operatore ti guiderà nella compilazione telefonica del Modello RED.

        PRO: Non serve recarsi fisicamente da nessuna parte

        CONTRO: Tempi di attesa lunghi, possibili errori di comunicazione telefonica

        Quale Modalità Scegliere?

        La scelta dipende dalle tue esigenze:

        Se sei…Modalità consigliata
        Pratico con computer e SPIDInvio online autonomo
        Hai situazione reddituale sempliceInvio online o Contact Center
        Hai redditi complessi o dubbiCAF (CONSIGLIATO)
        Non hai SPID/CIE/CNSCAF (OBBLIGATORIO)
        Vuoi assistenza personalizzataCAF Centro Fiscale Udine

        Ricevuta e Verifica dell’Invio

        Dopo aver inviato il Modello RED, conserva sempre la ricevuta. Puoi verificare l’avvenuta ricezione:

        • Accedendo al tuo cassetto previdenziale sul sito INPS
        • Controllando che la sospensione della pensione non venga applicata
        • Chiamando il Contact Center INPS per conferma

        Sanzioni e Conseguenze per Ritardi o Omissioni

        La mancata presentazione del Modello RED entro i termini previsti comporta gravi conseguenze sia economiche che previdenziali. Vediamo nel dettaglio quali sono le sanzioni e come evitarle.

        Sospensione della Prestazione

        Se non presenti il Modello RED entro la scadenza, l’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica. Questo significa:

        • Stop al pagamento della pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.
        • La sospensione parte generalmente dal mese successivo alla scadenza
        • La pensione rimane sospesa fino a quando non presenti il Modello RED
        • Nessun arretrato automatico: dovrai richiedere espressamente il pagamento dei mesi arretrati

        Esempio:

        Se la scadenza è il 31 marzo 2026 e tu presenti il Modello RED il 15 maggio 2026, la tua pensione potrebbe essere sospesa da aprile a maggio. Dovrai poi chiedere il recupero dei ratei non pagati.

        Revoca della Prestazione

        In casi più gravi, se ometti ripetutamente la presentazione del Modello RED o se viene accertato che non avevi diritto alla prestazione, l’INPS può:

      • Revocare definitivamente la prestazione economica
      • Richiedere la restituzione di quanto percepito indebitamente
      • Applicare sanzioni amministrative
      • Recupero Somme Indebitamente Percepite

        Se dall’esame del Modello RED risulta che non avevi diritto (o avevi diritto parziale) alla prestazione percepita, l’INPS:

        1. Calcola l’importo indebitamente percepito
        2. Invia una comunicazione di debito
        3. Procede al recupero tramite trattenute sulla pensione futura (di solito 1/5 dell’importo mensile)
        4. In alternativa, puoi restituire l’importo in un’unica soluzione

        Importante: Il recupero può riguardare anche più anni arretrati, con un debito potenzialmente molto elevato.

        Sanzioni Amministrative

        Oltre al recupero delle somme, l’INPS può applicare sanzioni amministrative in caso di:

        • Dichiarazioni false o incomplete: sanzione da 5.000 a 50.000 euro
        • Omessa presentazione ripetuta: sanzione variabile
        • Occultamento doloso di redditi: possibile denuncia penale per truffa aggravata ai danni dello Stato

        Come Evitare Sanzioni e Sospensioni

        Per evitare problemi:

        1. Presenta il Modello RED entro la scadenza (non aspettare l’ultimo giorno)
        2. Dichiara TUTTI i redditi richiesti, anche quelli minimi
        3. Conserva tutta la documentazione per almeno 10 anni
        4. In caso di dubbi, rivolgiti al CAF per una compilazione assistita
        5. Verifica la ricevuta di avvenuta presentazione

        Cosa Fare Se Hai Dimenticato la Scadenza

        Se hai superato la scadenza senza presentare il Modello RED:

        1. Presentalo SUBITO, anche se in ritardo (meglio tardi che mai)
        2. Contatta l’INPS per verificare se la pensione è stata sospesa
        3. Chiedi il pagamento degli arretrati se la sospensione è già avvenuta
        4. Rivolgiti al CAF per assistenza nella regolarizzazione

        Nella maggior parte dei casi, se presenti il Modello RED in ritardo ma prima che l’INPS concluda i controlli, puoi ottenere il ripristino della prestazione senza ulteriori sanzioni.

        Esoneri ed Esclusioni dal Modello RED

        Non tutti i pensionati sono obbligati a presentare il Modello RED. Esistono infatti alcuni casi di esonero previsti dalla normativa INPS. Vediamo quando NON devi presentare il Modello RED.

        Esonero Automatico dall’INPS

        L’INPS può esonerare automaticamente dalla presentazione del Modello RED i pensionati che si trovano in queste situazioni:

        • Redditi già noti all’INPS: se l’Istituto ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate
        • Pensionati con solo reddito da pensione INPS (nessun altro reddito)
        • Dichiarazione dei redditi già presentata: se hai fatto il 730 o il Modello Redditi, l’INPS può acquisire automaticamente i dati
        • Prestazioni non collegate al reddito: se percepisci prestazioni che non dipendono dal reddito (es. pensione di vecchiaia senza integrazioni)

        Come sapere se sei esonerato?

        Se sei esonerato, NON riceverai la comunicazione INPS con la richiesta di presentare il Modello RED. L’assenza di comunicazione = esonero automatico.

        Esonero per Tipologia di Prestazione

        Alcune prestazioni non richiedono mai il Modello RED:

        • Pensione di vecchiaia ordinaria senza integrazioni al minimo
        • Pensione di anzianità/anticipata senza integrazioni
        • Indennità di accompagnamento (non collegata al reddito)
        • Pensioni di guerra dirette
        • TFR e liquidazioni

        Esonero per Età Avanzata

        In alcuni casi, l’INPS può esonerare pensionati molto anziani (es. oltre 90 anni) dalla presentazione del Modello RED, soprattutto se la situazione reddituale è stabile da anni e nota all’Istituto.

        Comunicazione di Esonero

        Se sei esonerato, potresti ricevere una comunicazione esplicita di esonero dall’INPS, oppure semplicemente non riceverai alcuna comunicazione di richiesta del Modello RED.

        ATTENZIONE: Se negli anni precedenti eri esonerato ma quest’anno ricevi la comunicazione INPS, significa che la tua situazione è cambiata e sei obbligato a presentare il RED.

        Tabella Riepilogativa Esoneri

        SituazioneObbligato a presentare RED?
        Ricevo solo pensione INPS, nessun altro redditoNO (esonero automatico)
        Ricevo pensione + affittiSÌ (se INPS lo richiede)
        Ricevo assegno socialeSÌ
        Ricevo pensione con integrazione al minimoSÌ
        Ricevo pensione di reversibilitàSÌ (se INPS lo richiede)
        Ricevo solo indennità di accompagnamentoNO
        Ho fatto il 730 e l’INPS ha acquisito i datiFORSE NO (verifica comunicazione INPS)
        Non ho ricevuto comunicazione INPSNO (sei esonerato)

        Come Verificare Se Sei Obbligato

        Per avere la certezza se devi presentare il Modello RED:

        1. Controlla la posta (cartacea e sul cassetto previdenziale INPS)
        2. Se ricevi comunicazione INPS → SEI OBBLIGATO
        3. Se NON ricevi comunicazione → SEI ESONERATO
        4. In caso di dubbi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sul Modello RED

        Ecco le risposte alle domande più frequenti sul Modello RED pensioni 2026.

        Quando scade il Modello RED 2026?

        La scadenza ordinaria è il 31 marzo 2026. Tuttavia, l’INPS può concedere una proroga (comunicata tramite messaggio ufficiale). Negli anni passati le proroghe hanno spostato la scadenza a fine aprile o inizio maggio.

        Cosa succede se non presento il Modello RED?

        L’INPS può sospendere cautelativamente la tua prestazione economica (pensione, assegno sociale, integrazione al minimo, ecc.) fino a quando non regolarizzi la situazione. La sospensione comporta stop ai pagamenti.

        Devo presentare il Modello RED anche se ho fatto il 730?

        Sì, se l’INPS te lo richiede. Il Modello RED e la dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi) sono adempimenti distinti che possono coesistere. Tuttavia, se hai fatto il 730 e l’INPS ha già acquisito tutti i tuoi redditi tramite l’Agenzia delle Entrate, potresti essere esonerato automaticamente (verificherai dall’assenza di comunicazione INPS).

        Il servizio del CAF per il Modello RED è a pagamento?

        No, il servizio di assistenza per la compilazione e l’invio del Modello RED presso il CAF Centro Fiscale di Udine è completamente gratuito per i pensionati.

        Quali redditi NON devo dichiarare nel Modello RED?

        Non vanno dichiarati: reddito prima casa, TFR, rendite INAIL, pensioni di guerra, assegno unico figli, indennità di accompagnamento, ANF.

        Posso presentare il Modello RED in ritardo?

        Sì, è sempre meglio presentarlo in ritardo che non presentarlo affatto. Presentandolo anche dopo la scadenza puoi ottenere il ripristino della prestazione e il pagamento degli arretrati (anche se dovrai richiederli esplicitamente).

        Come faccio a sapere se devo presentare il Modello RED?

        L’INPS invia una comunicazione diretta (per posta o sul cassetto previdenziale) ai pensionati obbligati. Se non ricevi comunicazione, sei esonerato.

        Posso inviare il Modello RED online da solo?

        Sì, se hai SPID, CIE o CNS puoi accedere al portale INPS e compilare autonomamente il Modello RED online. Tuttavia, se hai dubbi o situazioni complesse, è consigliabile rivolgersi al CAF.

        Devo dichiarare anche i redditi del coniuge?

        Solo se richiesto dall’INPS nella comunicazione. Per alcune prestazioni (come assegno sociale, maggiorazioni sociali), l’INPS verifica anche il reddito del coniuge. In quel caso dovrai dichiarare sia i tuoi redditi che quelli del coniuge.

        Quanto tempo ci vuole per presentare il Modello RED al CAF?

        Con tutti i documenti in ordine, la compilazione e l’invio richiedono circa 30 minuti presso il CAF Centro Fiscale di Udine. Prenota il tuo appuntamento chiamando il 0432 1638640.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del Modello RED 2026.

        Cosa facciamo per te:

        • ✅ Compilazione assistita del Modello RED
        • ✅ Verifica documentale completa
        • ✅ Invio telematico all’INPS
        • ✅ Consegna ricevuta di avvenuta presentazione
        • ✅ Assistenza su pratiche pensionistiche
        • ✅ Servizio completamente gratuito
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        Marzo 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-03 07:20:352026-05-31 10:13:24Modello RED Pensioni 2026: Scadenza, Proroga e Guida Invio INPS
        ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

        Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Indice dei contenuti

        1. Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo
        2. Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante
        3. Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS
        4. Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio
        5. Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda
        6. Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)
        7. Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo
        8. Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

        A poche ore dalla scadenza del 28 febbraio 2026 per la presentazione della domanda di Assegno Unico Universale con arretrati da gennaio, migliaia di famiglie italiane si trovano ad affrontare problemi tecnici sul portale INPS. Rallentamenti, timeout, errori di sistema e impossibilità di accedere all’area riservata stanno creando panico e frustrazione tra i cittadini che rischiano di perdere mesi di arretrati economici a causa di disservizi non dipendenti dalla loro volontà.

        Il portale INPS per l’Assegno Unico (disponibile su www.inps.it nella sezione “Assegno Unico e Universale per i Figli a Carico”) sta registrando picchi di traffico anomali in queste ultime 48 ore prima della scadenza cruciale. Gli utenti segnalano sessioni che si interrompono, caricamenti infiniti, errori di autenticazione SPID/CIE e impossibilità di completare la procedura anche dopo ore di tentativi.

        In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa sta succedendo al portale INPS, quali sono le conseguenze reali del mancato rispetto della scadenza, cosa fare se non riesci a inviare la domanda online e come il CAF Centro Fiscale di Udine può intervenire anche all’ultimo momento per salvare i tuoi arretrati. Se stai affrontando problemi tecnici con il portale INPS, non sei solo e ci sono soluzioni concrete.

        Portale INPS in Tilt: Cosa Sta Succedendo

        Il portale INPS dedicato all’Assegno Unico Universale sta subendo disservizi significativi negli ultimi giorni di febbraio 2026, con segnalazioni massicce da parte degli utenti su tutto il territorio nazionale.

        Problemi Tecnici Segnalati dagli Utenti

        Le principali criticità riscontrate includono:

        • Accesso impossibile all’area riservata – Il sistema non riconosce le credenziali SPID, CIE o CNS anche se corrette
        • Timeout continui – Le pagine si caricano per minuti senza mai completare l’operazione
        • Errore “Servizio temporaneamente non disponibile” – Comparsa sistematica dopo aver compilato metà della domanda
        • Perdita dei dati inseriti – Il sistema non salva automaticamente e le sessioni scadono improvvisamente
        • Impossibilità di allegare documenti – L’upload di ISEE, documenti di identità o altri file genera errori
        • Messaggi di errore generici – “Si è verificato un errore. Riprovare più tardi” senza ulteriori spiegazioni
        • Blocco durante la firma digitale – La procedura si interrompe al momento della conferma finale

        Cause Probabili dei Disservizi

        Analizzando le segnalazioni e confrontandole con situazioni simili degli anni passati, le cause probabili sono:

        • Sovraccarico del server – Centinaia di migliaia di utenti cercano di accedere contemporaneamente nelle ultime 48 ore
        • Picco di traffico concentrato – La maggior parte degli utenti rimanda all’ultimo momento la presentazione della domanda
        • Infrastruttura inadeguata – I server INPS non sono dimensionati per gestire picchi così intensi
        • Manutenzione programmata non comunicata – Possibili interventi tecnici che coincidono con il periodo di punta
        • Problemi di integrazione con SPID – L’autenticazione tramite identità digitale può avere colli di bottiglia nei sistemi di terze parti

        L’INPS non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sui disservizi, limitandosi a pubblicare avvisi generici sulla possibilità di “temporanei rallentamenti” dovuti all’elevato numero di accessi.

        Orari di Maggior Traffico da Evitare

        Dalle segnalazioni degli utenti, gli orari più critici in cui il portale è sostanzialmente inutilizzabile sono:

        • Dalle 9:00 alle 13:00 – Picco mattutino quando gli utenti si collegano prima di andare al lavoro
        • Dalle 18:00 alle 23:00 – Picco serale quando gli utenti rientrano dal lavoro
        • Sabato mattina 9:00-12:00 – Accesso concentrato nel weekend prima della scadenza

        Gli orari più favorevoli per tentare l’accesso (ma senza garanzie) sono: prime ore del mattino (6:00-8:00), pausa pranzo (13:00-14:30) e tarda serata (23:00-1:00).

        Perché la Scadenza del 28 Febbraio è Così Importante

        La data del 28 febbraio 2026 non è una scadenza arbitraria, ma rappresenta lo spartiacque fondamentale per la ricezione degli arretrati dell’Assegno Unico relativi ai mesi di gennaio e febbraio 2026.

        Cosa Succede con Domanda Presentata Entro il 28 Febbraio

        Se presenti la domanda di Assegno Unico entro il 28 febbraio 2026, hai diritto a:

        • Arretrati da gennaio 2026 – Ricevi l’importo anche per i mesi precedenti alla domanda
        • Primo pagamento a marzo 2026 – L’INPS eroga gli arretrati di gennaio e febbraio insieme al pagamento di marzo
        • Importo calcolato con ISEE aggiornato – Se hai presentato ISEE 2026, l’assegno è calcolato con le fasce di reddito attuali
        • Nessuna perdita economica – Ricevi tutto quanto ti spetta dall’inizio dell’anno

        Cosa Succede con Domanda Presentata dal 1° Marzo in Poi

        Se presenti la domanda dal 1° marzo 2026 in avanti, la situazione cambia drasticamente:

        • NESSUN arretrato – Perdi definitivamente gli importi di gennaio e febbraio 2026
        • Pagamento dal mese successivo – Se fai domanda a marzo, il primo pagamento arriva ad aprile
        • Perdita economica stimata – Tra 350 euro e 700 euro (due mesi di assegno) a seconda dell’ISEE e del numero di figli

        Importi Medi Persi con Domanda in Ritardo

        Ecco quanto rischi di perdere definitivamente se non rispetti la scadenza del 28 febbraio 2026:

        Situazione FamiliareISEE 2026Arretrati Persi (2 mesi)
        1 figlio minoreFino a 17.090,61 euro403,60 euro
        1 figlio minoreOltre 45.574,96 euro114 euro
        2 figli minoriFino a 17.090,61 euro742,40 euro
        2 figli minoriOltre 45.574,96 euro228 euro
        3 figli minoriFino a 17.090,61 euro1.247 euro

        Come si può vedere, la perdita economica è molto significativa, soprattutto per famiglie numerose con ISEE basso. Parliamo di importi che vanno dai 100 euro ai 1.200 euro persi definitivamente.

        Per maggiori dettagli sulla normativa dell’Assegno Unico e sugli importi 2026, consulta la nostra guida completa.

        Errori Comuni e Messaggi del Portale INPS

        Quando il portale INPS è sotto stress, gli utenti incontrano una serie di errori tecnici ricorrenti. Ecco i più comuni e cosa significano realmente.

        Errore: “Servizio Temporaneamente Non Disponibile”

        Messaggio completo: “Il servizio richiesto è temporaneamente non disponibile. Si prega di riprovare più tardi.”

        Cosa significa: I server INPS sono sovraccarichi e non riescono a gestire la tua richiesta. Non dipende da te.

        Cosa fare: Attendere 15-30 minuti e riprovare in un orario diverso (preferibilmente notturno o prime ore del mattino).

        Errore: “Autenticazione Non Riuscita”

        Messaggio completo: “Autenticazione non riuscita. Verificare le credenziali SPID/CIE.”

        Cosa significa: Il sistema di autenticazione (SPID, CIE o CNS) non comunica correttamente con il portale INPS. Può dipendere da problemi tecnici di AgID o dei provider SPID.

        Cosa fare: Tentare con un altro provider SPID se ne hai più di uno, oppure usare la CIE se disponibile. Cancellare cache e cookie del browser.

        Errore: “Sessione Scaduta”

        Messaggio completo: “La sessione è scaduta per inattività. Effettuare nuovamente l’accesso.”

        Cosa significa: Sei rimasto troppo tempo inattivo (in realtà bastano 5-10 minuti) o il server ha resettato le sessioni per liberare risorse.

        Cosa fare: Salvare offline tutti i dati che hai già compilato (screenshot, appunti), disconnettersi completamente, riavviare il browser e riaccedere.

        Errore: “Impossibile Caricare il Documento”

        Messaggio completo: “Errore durante il caricamento del file. Verificare formato e dimensioni.”

        Cosa significa: Il sistema non riesce a processare il file allegato (ISEE, documento identità). Può dipendere da formato incompatibile, dimensioni eccessive o timeout del server.

        Cosa fare: Verificare che il file sia in PDF, JPG o PNG, con dimensione inferiore a 2 MB. Comprimere il file se necessario. Tentare di caricare un file alla volta anziché tutti insieme.

        Errore: “Codice Fiscale Figlio Non Trovato”

        Messaggio completo: “Il codice fiscale del figlio inserito non risulta nell’anagrafe tributaria.”

        Cosa significa: Hai digitato un codice fiscale errato oppure il figlio è nato da poco e non è ancora sincronizzato con l’Agenzia delle Entrate.

        Cosa fare: Verificare attentamente il codice fiscale confrontandolo con la tessera sanitaria. Se il figlio è nato a gennaio/febbraio 2026, attendere qualche giorno per la sincronizzazione.

        Conseguenze del Mancato Invio Entro il 28 Febbraio

        Vediamo nel dettaglio tutte le conseguenze economiche e pratiche del mancato rispetto della scadenza del 28 febbraio 2026 per la domanda di Assegno Unico.

        Perdita Economica Immediata

        La conseguenza più grave e immediata è la perdita definitiva degli arretrati di gennaio e febbraio 2026. Questo significa:

        • Nessun recupero possibile – Gli arretrati persi non possono essere richiesti successivamente
        • Importo variabile – La perdita va da 100 euro a oltre 1.200 euro a seconda di ISEE e numero figli
        • Impatto sul bilancio familiare – Per molte famiglie con ISEE basso, 400-700 euro rappresentano una mensilità di spese essenziali

        Slittamento dei Pagamenti Futuri

        Oltre alla perdita degli arretrati, la domanda presentata dopo il 28 febbraio comporta:

        • Primo pagamento posticipato – Domanda a marzo = primo pagamento ad aprile (un mese in più di attesa)
        • Pianificazione finanziaria difficile – Se contavi sull’assegno di marzo per spese programmate, devi riorganizzare il budget
        • Tempi tecnici INPS – L’INPS impiega mediamente 30-45 giorni per elaborare una nuova domanda

        Problemi con ISEE Scaduto

        Un aspetto spesso trascurato: se la domanda arriva dopo il 28 febbraio e non hai ancora presentato ISEE 2026, rischi:

        • Pagamento minimo – Senza ISEE valido, l’INPS eroga l’importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro
        • Conguaglio successivo – Quando presenti ISEE, l’INPS calcola gli arretrati ma NON quelli di gennaio-febbraio 2026
        • Doppia perdita – Perdi sia i mesi di gennaio-febbraio sia la differenza tra importo minimo e importo spettante per i mesi successivi fino alla presentazione ISEE

        Per evitare questa situazione, è fondamentale presentare ISEE 2026 prima o contestualmente alla domanda di Assegno Unico.

        Situazioni Particolari: Nuovi Nati e Separazioni

        Alcune situazioni familiari rendono la scadenza ancora più delicata:

        • Figlio nato a gennaio/febbraio 2026 – Se non fai domanda entro il 28 febbraio, perdi gli importi per i primi mesi di vita del neonato
        • Separazione recente – Il genitore che ottiene l’affidamento deve fare nuova domanda entro il 28 febbraio per non perdere arretrati
        • Cambio residenza – Se cambi comune di residenza a gennaio/febbraio 2026, devi aggiornare tempestivamente la domanda

        Cosa Fare se Non Riesci a Inviare la Domanda Online

        Se ti trovi nell’impossibilità di completare la domanda di Assegno Unico online a causa dei problemi tecnici del portale INPS, ecco le soluzioni concrete da adottare immediatamente.

        Soluzione 1: Tentare in Orari Alternativi

        Prima di passare alle soluzioni alternative, tenta ancora l’invio online ma in modo strategico:

        • Orari notturni (23:00 – 6:00) – Il traffico è drasticamente inferiore
        • Prime ore del mattino (6:00 – 8:00) – Prima dell’afflusso di massa
        • Pausa pranzo (13:00 – 14:30) – Momento di relativa calma
        • Usa connessione mobile invece di WiFi – A volte il problema è nella rete locale
        • Cambia browser – Se usi Chrome prova con Firefox o Edge, e viceversa
        • Modalità incognito – Elimina interferenze da cookie e cache

        Soluzione 2: Rivolgiti al CAF (Anche All’Ultimo Minuto)

        La soluzione più efficace e sicura è rivolgersi a un CAF che può presentare la domanda per tuo conto anche se mancano poche ore alla scadenza.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre:

        • Accesso prioritario – I CAF hanno canali riservati INPS con meno congestione
        • Assistenza completa – Compiliamo noi la domanda con i tuoi dati
        • Verifica ISEE – Controlliamo che l’ISEE sia valido e correttamente associato
        • Gestione errori tecnici – Sappiamo come aggirare i problemi comuni del portale
        • Ricevuta immediata – Ti forniamo subito la ricevuta di protocollazione INPS
        • Anche il 28 febbraio – Siamo disponibili fino alla mezzanotte per le urgenze dell’ultimo giorno

        Contattaci subito su WhatsApp al 366 6018121 o vieni direttamente in sede al Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

        Soluzione 3: Contact Center INPS (Ultima Risorsa)

        In casi estremi puoi tentare il Contact Center INPS, ma con limitazioni:

        • Numero verde 803 164 (da fisso gratuito) o 06 164164 (da mobile a pagamento)
        • Orari: lunedì-venerdì 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00
        • Tempi di attesa elevatissimi – Nelle ultime ore prima della scadenza aspetti anche 1-2 ore
        • Operatore può aiutarti – Ma non può presentare domanda completa per te, solo guidarti nella compilazione
        • Poco utile per problemi tecnici – Gli operatori non possono risolvere errori del portale

        Soluzione 4: App INPS Mobile

        L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) può essere un’alternativa al sito web:

        • Meno traffico – L’app è usata da meno persone rispetto al sito web
        • Stessa funzionalità – Puoi presentare domanda completa di Assegno Unico
        • Accesso con SPID/CIE – Stesse credenziali del portale web
        • Limitazioni – Upload documenti può essere più difficile da mobile

        Scarica l’app: Cerca “INPS Mobile” su Google Play o App Store, scarica gratuitamente e accedi con le tue credenziali SPID o CIE.

        Cosa NON Fare (Errori Comuni)

        • NON inviare domande multiple – Creare più richieste genera conflitti e rallenta ulteriormente il sistema
        • NON usare VPN – Il portale INPS può bloccare accessi da VPN per motivi di sicurezza
        • NON aspettare l’ultimo minuto del 28 febbraio – Il sistema potrebbe bloccarsi completamente nelle ultime ore
        • NON affidarti a “intermediari non ufficiali” – Affidati solo a CAF, patronati o commercialisti autorizzati

        Come il CAF Può Aiutarti (Anche All’Ultimo Minuto)

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è la tua soluzione più rapida e sicura per presentare la domanda di Assegno Unico anche quando il portale INPS è in tilt o quando ti trovi a poche ore dalla scadenza del 28 febbraio.

        Perché Scegliere il CAF Invece del Fai-Da-Te

        Affidarsi a un CAF autorizzato offre vantaggi decisivi:

        • Accesso diretto al portale INPS – I CAF hanno credenziali professionali con server dedicati meno congestionati
        • Zero problemi tecnici per te – Non devi preoccuparti di SPID, timeout o errori di sistema
        • Controllo preventivo documentazione – Verifichiamo che ISEE, codici fiscali e dati siano corretti prima dell’invio
        • Compilazione professionale – Evitiamo errori che potrebbero rallentare l’istruttoria INPS
        • Ricevuta protocollata – Ti consegniamo immediatamente la ricevuta INPS con numero protocollo e data di presentazione
        • Massimizzazione importo – Ti consigliamo su eventuali maggiorazioni (disabilità, nuclei numerosi, ecc.)

        Cosa Serve per Presentare Domanda al CAF

        Per velocizzare la procedura, porta con te:

        • Documento identità valido del richiedente
        • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare (anche coniuge e figli)
        • Attestazione ISEE 2026 (se già presentata) – Verifichiamo noi se è valida
        • Coordinate IBAN per accredito pagamenti
        • Eventuale documentazione disabilità (se applicabile per maggiorazioni)

        Non hai l’ISEE 2026? Nessun problema: possiamo calcolarlo e presentarlo insieme alla domanda di Assegno Unico nello stesso appuntamento.

        Tempi di Presentazione al CAF

        La procedura al CAF è molto più veloce del portale INPS:

        • 15-20 minuti – Tempo medio per compilazione e invio domanda con tutta la documentazione già pronta
        • 30-40 minuti – Se dobbiamo anche elaborare l’ISEE contestualmente
        • Invio immediato – La domanda viene protocollata in tempo reale, ricevi subito la ricevuta

        Servizio Urgenze Fino al 28 Febbraio

        Per venire incontro a chi si trova in difficoltà con i problemi del portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine attiva un servizio urgenze:

        • Orari estesi fino al 28 febbraio – Apertura prolungata anche in serata
        • Assistenza WhatsApp 24/7 – Rispondiamo anche fuori orario per urgenze
        • Appuntamenti last-minute – Chiamaci anche il giorno stesso, cerchiamo di trovare uno spazio
        • Servizio online – Se non puoi venire in sede, possiamo gestire tutto via email/WhatsApp con firma digitale

        Contattaci ora:

        • WhatsApp: 366 6018121 (risposta rapida anche fuori orario)
        • Telefono: 0432 1638640 (orari ufficio)
        • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – 33100 Udine

        Costi del Servizio CAF

        I servizi del CAF per l’Assegno Unico hanno costi contenuti e trasparenti:

        • Prima domanda Assegno Unico – Tariffa standard (contattaci per preventivo personalizzato)
        • Rinnovo annuale – Costo ridotto per chi è già nostro cliente
        • Pacchetto ISEE + Assegno Unico – Sconto combinando entrambi i servizi
        • Urgenze last-minute – Piccola maggiorazione per gestione prioritaria

        Considera che il costo del servizio CAF è ampiamente ripagato dagli arretrati che salvi rispettando la scadenza del 28 febbraio (da 350 a oltre 1.200 euro a seconda della situazione familiare).

        Differenza Importi: Domanda a Febbraio vs Marzo

        Per comprendere meglio l’impatto economico della scadenza del 28 febbraio, analizziamo esempi concreti di quanto si perde presentando domanda in ritardo.

        Esempio 1: Famiglia con 1 Figlio Minore, ISEE 15.000 Euro

        Situazione: Coppia con un figlio di 4 anni, ISEE 2026 pari a 15.000 euro (sotto la soglia massima 17.090,61 euro per importo pieno).

        Importo mensile assegno unico spettante: 201,80 euro/mese

        ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
        Arretrati gennaio-febbraio403,60 euro0 euro-403,60 euro
        Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
        Totale percepito entro aprile 2026807,20 euro201,80 euro-605,40 euro

        Conclusione: Presentando domanda il 1° marzo invece del 28 febbraio, questa famiglia perde 403,60 euro di arretrati e riceve il primo pagamento con un mese di ritardo.

        Esempio 2: Famiglia con 3 Figli, ISEE 10.000 Euro

        Situazione: Coppia con tre figli (6 anni, 9 anni, 12 anni), ISEE 2026 pari a 10.000 euro.

        Importo mensile assegno unico spettante: 623,50 euro/mese (importo pieno per ISEE basso + maggiorazione terzo figlio)

        ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
        Arretrati gennaio-febbraio1.247 euro0 euro-1.247 euro
        Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
        Totale percepito entro aprile 20262.494 euro623,50 euro-1.870,50 euro

        Conclusione: Per famiglie numerose con ISEE basso, la perdita economica supera i 1.200 euro. Un importo che può fare la differenza per spese essenziali (libri scolastici, visite mediche, bollette).

        Esempio 3: Famiglia con 2 Figli, ISEE Alto (Oltre 45.574,96 Euro)

        Situazione: Coppia con due figli (3 anni e 7 anni), ISEE 2026 pari a 50.000 euro (oltre la soglia massima).

        Importo mensile assegno unico spettante: 114 euro/mese (importo minimo previsto per ISEE elevato)

        ScenarioDomanda Entro 28 FebDomanda 1° MarzoPerdita
        Arretrati gennaio-febbraio228 euro0 euro-228 euro
        Primo pagamentoMarzo 2026Aprile 20261 mese ritardo
        Totale percepito entro aprile 2026456 euro114 euro-342 euro

        Conclusione: Anche con ISEE elevato, la perdita economica non è trascurabile. 228 euro potrebbero coprire un mese di spese per attività extrascolastiche dei figli.

        Consulta la nostra guida completa all’Assegno Unico per calcolare l’importo spettante in base alla tua situazione familiare.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Problemi Portale INPS

        Il portale INPS non mi fa accedere con SPID. Cosa faccio?

        Se il portale INPS non accetta le credenziali SPID anche se corrette, il problema potrebbe dipendere da sovraccarico del sistema di autenticazione. Prova a: 1) Cambiare provider SPID se ne hai piu di uno, 2) Usare CIE invece di SPID, 3) Cancellare cache e cookie del browser, 4) Tentare in orari notturni (23:00-6:00). Se il problema persiste, rivolgiti al CAF che ha accessi professionali meno soggetti a congestione.

        Se non riesco a inviare domanda entro il 28 febbraio, posso recuperare gli arretrati?

        No, gli arretrati di gennaio e febbraio 2026 NON sono recuperabili se la domanda viene presentata dal 1 marzo in poi. La scadenza del 28 febbraio e tassativa: domande successive decorrono dal mese di presentazione senza diritto a arretrati. Per questo motivo e fondamentale rivolgersi tempestivamente a un CAF se hai problemi tecnici con il portale INPS.

        Quanto tempo impiega il CAF a presentare la domanda di Assegno Unico?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine impiega mediamente 15-20 minuti per compilare e inviare la domanda di Assegno Unico se hai gia tutta la documentazione (ISEE, codici fiscali, IBAN). Se dobbiamo elaborare anche l ISEE contestualmente, servono circa 30-40 minuti. Ricevi immediatamente la ricevuta INPS protocollata con conferma di invio.

        Il portale dice sessione scaduta dopo pochi minuti. E normale?

        Durante i periodi di picco (ultimi giorni prima della scadenza), il portale INPS puo resettare le sessioni per liberare risorse. Questo e un problema tecnico del sistema, non dipende da te. Per evitare di perdere i dati inseriti, annotali offline (screenshot o documento Word) prima di iniziare la compilazione, cosi puoi reinserirli velocemente se la sessione scade.

        Posso presentare domanda Assegno Unico anche senza ISEE?

        Si, puoi presentare domanda anche senza ISEE 2026, ma riceverai l importo minimo previsto per ISEE oltre 45.574,96 euro (circa 57 euro a figlio). Quando presenterai ISEE successivamente, l INPS ricalcolera gli importi e ti dara gli arretrati, MA solo dal mese di presentazione della domanda (non da gennaio-febbraio se fai domanda dopo il 28 febbraio). Conviene sempre presentare ISEE prima o insieme alla domanda.

        Il CAF puo aiutarmi anche il 28 febbraio stesso?

        Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre servizio urgenze fino all ultimo giorno. Contattaci su WhatsApp al 366 6018121 anche il 28 febbraio: cerchiamo di trovare uno spazio per gestire la tua pratica in tempo utile. Offriamo anche servizio online (via email WhatsApp con firma digitale) se non puoi venire in sede.


        Non Perdere gli Arretrati dell’Assegno Unico: Il CAF Ti Aiuta Subito

        Se hai difficoltà con il portale INPS e rischi di perdere la scadenza del 28 febbraio, il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a presentare la domanda di Assegno Unico anche all’ultimo minuto.

        Offriamo:

        • Accesso diretto al portale INPS (senza code o problemi tecnici)
        • Verifica e calcolo ISEE 2026 contestuale
        • Ricevuta protocollata immediata
        • Assistenza urgenze fino al 28 febbraio
        • Servizio anche online (se non puoi venire in sede)
        Contattaci su WhatsApp Ora

        Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          Agosto 19, 2026
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          Maggiorazioni Assegno Unico 2026: 8 Casi Particolari da Conoscere

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          Agosto 2, 2026
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          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-27 11:29:202026-05-31 16:14:00Problemi Portale INPS Assegno Unico: Cosa Fare Prima della Scadenza del 28 Febbraio
          CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

          APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS

          Pensione 2026 INPS

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026
          2. Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale
          3. Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026
          4. Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026
          5. Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026
          6. Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti
          7. Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona
          8. Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa
          9. Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni
          10. Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta
          11. Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

          Il 2026 porta importanti novità per chi si avvicina alla pensione anticipata. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato e rafforzato l’APE Sociale, lo strumento che consente di uscire dal lavoro con 63 anni di età e specifici requisiti contributivi. Parallelamente, le maggiorazioni pensionistiche e il Bonus Maroni offrono opportunità per incrementare l’assegno pensionistico o posticipare il pensionamento con vantaggi economici.

          L’INPS ha pubblicato la Circolare n. 18 del 2026 che aggiorna tutti i requisiti, le categorie beneficiarie, gli importi massimi e le scadenze per presentare domanda. In questa guida analizziamo nel dettaglio l’APE Sociale 2026, le maggiorazioni pensionistiche previste dalla normativa vigente e il Bonus Maroni, con esempi pratici di calcolo e tabelle comparative per aiutarti a scegliere la soluzione più conveniente.

          Se hai maturato i requisiti o stai valutando quando andare in pensione, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione informata. Per assistenza personalizzata nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

          Cos’è l’APE Sociale e Quali Sono le Novità 2026

          L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico) è un’indennità economica a carico dello Stato, riconosciuta a lavoratori in condizioni di particolare disagio che si trovano a pochi anni dal pensionamento di vecchiaia. Non è un vero e proprio trattamento pensionistico, ma un sussidio ponte che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione ordinaria.

          L’APE Sociale 2026 è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025) con alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti:

          • Requisito anagrafico confermato a 63 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
          • Requisito contributivo minimo: da 30 a 36 anni a seconda della categoria di appartenenza
          • Importo massimo mensile: 1.500 euro lordi (non rivalutabile annualmente)
          • Durata: fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
          • Non è reversibile: in caso di decesso del beneficiario, l’assegno non passa ai superstiti
          • È cumulabile con redditi da lavoro limitati (massimo 5.000 euro annui)

          La Circolare INPS n. 18/2026 ha confermato la proroga per tutto il 2026 e ha ribadito che l’APE Sociale non è soggetta a contribuzione, quindi non genera ulteriori mesi di contributi ai fini pensionistici. È importante sottolineare che l’indennità non può superare l’importo della pensione calcolata al momento della domanda.

          Categorie di Lavoratori che Possono Richiedere l’APE Sociale

          L’APE Sociale 2026 è riservata a quattro categorie di lavoratori che si trovano in situazioni di particolare difficoltà. Ogni categoria ha requisiti specifici sia in termini di contribuzione che di condizioni soggettive.

          1. Disoccupati

          Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che si trovano in stato di disoccupazione involontaria a seguito di:

          • Licenziamento (incluso licenziamento collettivo)
          • Dimissioni per giusta causa
          • Risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di mobilità

          Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

          Condizioni aggiuntive: aver terminato l’intero periodo di fruizione della NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi.

          2. Caregivers (Assistenti familiari)

          Rientrano in questa categoria i lavoratori che assistono da almeno 6 mesi continuativi (alla data della domanda) un familiare con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, articolo 3 comma 3. Il familiare deve essere:

          • Coniuge o unito civilmente
          • Parente di primo grado (genitori, figli)
          • Parente di secondo grado (solo se i genitori o il coniuge della persona da assistere hanno più di 70 anni, sono affetti da patologie invalidanti o sono deceduti)

          Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

          3. Invalidi con Riduzione della Capacità Lavorativa

          Possono accedere i lavoratori con riconoscimento di:

          • Invalidità civile almeno al 74%
          • Invalidità INPS (pensione di inabilità o assegno ordinario di invalidità)

          Requisiti contributivi: 30 anni di contributi

          4. Lavoratori che Svolgono Mansioni Gravose

          Questa categoria comprende i lavoratori che hanno svolto per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 11 attività gravose individuate dalla legge:

          • Operai edili e agricoli
          • Conducenti di veicoli pesanti (camion, autobus, TIR)
          • Personale delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
          • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
          • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori di asili nido
          • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
          • Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
          • Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti
          • Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione edifici
          • Conciatori di pelli e pellicce
          • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante

          Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (requisito più alto)

          La Circolare INPS n. 18/2026 ha ribadito che l’elenco delle attività gravose è tassativo e non ammette interpretazioni estensive.

          Requisiti Anagrafici e Contributivi per l’APE Sociale 2026

          Per accedere all’APE Sociale nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti anagrafici e contributivi. Ecco il dettaglio completo:

          Requisito Anagrafico

          Il richiedente deve aver compiuto 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026. Questo significa che possono presentare domanda nel 2026 tutti i nati entro il 31 dicembre 1963.

          Requisiti Contributivi

          La contribuzione richiesta varia in base alla categoria di appartenenza:

          CategoriaContributi RichiestiCondizioni Aggiuntive
          Disoccupati30 anniDisoccupazione involontaria + fine NASPI da almeno 3 mesi
          Caregivers30 anniAssistenza familiare con L.104 art.3 comma 3 da almeno 6 mesi
          Invalidi (≥74%)30 anniInvalidità civile o INPS riconosciuta
          Lavori gravosi36 anni7 anni negli ultimi 10 di attività gravosa (o 6 negli ultimi 7)

          Attenzione: i contributi devono essere effettivi, quindi non sono computabili:

          • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI, mini-ASPI)
          • Contributi figurativi per malattia oltre i primi 12 mesi
          • Contributi da riscatto del corso di laurea (salvo casi specifici)

          Sono invece computabili:

          • Contributi obbligatori da lavoro dipendente e autonomo
          • Contributi volontari
          • Contributi figurativi per maternità, servizio militare e infortunio sul lavoro

          Importo dell’APE Sociale: Calcolo e Limiti 2026

          L’importo dell’APE Sociale è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili.

          Come si Calcola l’Importo

          L’INPS calcola l’importo sulla base dei contributi versati e del montante contributivo accumulato. Il calcolo segue queste regole:

          • Se la pensione calcolata è inferiore a 1.500 euro: l’APE Sociale corrisponde all’intero importo della pensione
          • Se la pensione calcolata è superiore a 1.500 euro: l’APE Sociale viene limitata a 1.500 euro

          Esempio pratico di calcolo:

          • Lavoratore A: pensione maturata 1.200 euro → APE Sociale di 1.200 euro
          • Lavoratore B: pensione maturata 1.800 euro → APE Sociale di 1.500 euro (tetto massimo)

          Trattamento Fiscale

          L’APE Sociale è soggetta a tassazione IRPEF, come qualsiasi reddito pensionistico. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’assegno mensile. Non sono dovuti contributi previdenziali, quindi l’indennità non genera ulteriori mesi di contribuzione.

          Non è Rivalutabile

          A differenza delle pensioni ordinarie, l’APE Sociale non è soggetta a rivalutazione annuale in base all’inflazione. L’importo riconosciuto alla decorrenza resta fisso fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia.

          Cumulo con Altri Redditi

          L’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro entro il limite di:

          • 5.000 euro annui per lavoro dipendente
          • 5.000 euro annui per lavoro autonomo

          Se il reddito supera questa soglia, l’APE Sociale viene revocata con obbligo di restituzione delle somme percepite.

          Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda APE Sociale 2026

          La domanda di APE Sociale deve essere presentata esclusivamente in via telematica all’INPS. Per il 2026, la normativa prevede tre finestre temporali per la presentazione:

          Finestre per la Domanda 2026

          FinestraScadenza DomandaDecorrenza Indennità
          Prima finestraEntro il 31 marzo 2026Dal 1° luglio 2026 (se approvata)
          Seconda finestraEntro il 15 luglio 2026Dal 1° novembre 2026 (se approvata)
          Terza finestraEntro il 30 novembre 2026Dal 1° marzo 2027 (se approvata)

          Importante: le domande presentate dopo le scadenze vengono comunque accolte, ma slittano alla finestra successiva. Ad esempio, una domanda presentata il 10 aprile 2026 verrà valutata nella seconda finestra (decorrenza 1° novembre).

          Come Presentare la Domanda

          Esistono tre modalità per presentare la domanda:

          • Online sul sito INPS: accedendo con SPID, CIE o CNS all’area riservata MyINPS, sezione “Domanda di pensione”
          • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
          • Tramite Patronato o CAF: affidandosi a un intermediario abilitato che presenterà la domanda per conto del richiedente (servizio gratuito)

          Documenti Necessari

          A seconda della categoria di appartenenza, è necessario allegare:

          • Disoccupati: certificato di disoccupazione (rilasciato dal Centro per l’Impiego), documentazione NASPI/DIS-COLL
          • Caregivers: certificazione di handicap grave L.104 art.3 comma 3 del familiare assistito, autodichiarazione di coabitazione o assistenza continuativa
          • Invalidi: verbale di invalidità civile ≥74% o provvedimento INPS di invalidità/inabilità
          • Lavori gravosi: estratto conto contributivo INPS con evidenza delle attività gravose svolte

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa nella presentazione della domanda, dalla verifica dei requisiti alla raccolta della documentazione fino all’invio telematico all’INPS.

          Maggiorazioni Pensionistiche: Tipologie e Requisiti

          Le maggiorazioni pensionistiche sono incrementi economici che si aggiungono all’importo della pensione ordinaria in presenza di specifiche condizioni soggettive o economiche. Non vanno confuse con l’APE Sociale: si tratta di benefici aggiuntivi sulla pensione definitiva, non di anticipi pensionistici.

          1. Maggiorazione Sociale (Art. 1 Legge 544/1988)

          È la più diffusa e spetta ai pensionati con redditi bassi. I requisiti sono:

          • Età minima: 60 anni (uomini e donne)
          • Reddito personale annuo: non superiore a 13.907,58 euro (2026)
          • Reddito coniugale annuo: non superiore a 26.814,87 euro (se coniugato)

          Importo della maggiorazione: varia in base all’età del pensionato:

          • Dai 60 ai 64 anni: fino a 25,83 euro mensili
          • Dai 65 ai 69 anni: fino a 82,64 euro mensili
          • Dai 70 anni in poi: fino a 136,44 euro mensili

          La maggiorazione viene erogata automaticamente dall’INPS se si possiedono i requisiti, senza necessità di presentare domanda specifica.

          2. Quattordicesima Mensilità (D.L. 81/2007)

          È una somma aggiuntiva corrisposta una volta l’anno (a luglio) ai pensionati con redditi bassi. Requisiti:

          • Età minima: 64 anni compiuti entro il 31 dicembre dell’anno di riferimento
          • Reddito personale annuo: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.000 euro nel 2026)

          Importo della quattordicesima: varia in base agli anni di contribuzione:

          Anni di ContributiImporto (Dipendenti)Importo (Autonomi)
          Fino a 15 anni437 euro336 euro
          Tra 15 e 25 anni546 euro420 euro
          Oltre 25 anni655 euro504 euro

          3. Incremento al Milione (Legge 448/2001)

          È una maggiorazione che porta la pensione fino a 774,36 euro mensili (soglia di povertà). Requisiti:

          • Età minima: 70 anni (ridotta a 65 per invalidi al 100%)
          • Reddito personale: inferiore alla soglia prevista per il diritto alla maggiorazione
          • Titolarità di pensione sociale o assegno sociale

          4. Maggiorazione per Figli a Carico

          Alcuni trattamenti pensionistici prevedono maggiorazioni per carichi familiari, in particolare:

          • Pensione ai superstiti: incremento per ogni figlio minorenne o inabile a carico
          • Assegno ordinario di invalidità: maggiorazione per coniuge e figli a carico

          Bonus Maroni 2026: Cos’è e Come Funziona

          Il Bonus Maroni (ufficialmente chiamato Incentivo alla prosecuzione dell’attività lavorativa) è una misura introdotta dalla Riforma Maroni del 2004 e confermata dalla normativa vigente. Consente ai lavoratori dipendenti che hanno già maturato i requisiti per la pensione anticipata di continuare a lavorare ricevendo in busta paga, al posto dei contributi previdenziali, una somma netta aggiuntiva.

          Come Funziona il Bonus Maroni

          Normalmente, su ogni stipendio lordo il datore di lavoro versa all’INPS i contributi previdenziali (circa il 9,19% a carico del lavoratore). Con il Bonus Maroni, il lavoratore che ha maturato i requisiti per la pensione ma sceglie di non andare in pensione può richiedere che questa quota contributiva gli venga erogata direttamente in busta paga come somma netta.

          Requisiti per Accedere al Bonus Maroni

          • Aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne nel 2026)
          • Essere un lavoratore dipendente del settore privato (esclusi pubblici dipendenti)
          • Non aver presentato domanda di pensione all’INPS
          • Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo

          Quanto si Guadagna con il Bonus Maroni

          L’importo del Bonus Maroni dipende dalla retribuzione lorda mensile. La quota contributiva a carico del lavoratore (9,19%) viene erogata come somma netta in busta paga.

          Esempio pratico di calcolo:

          • Stipendio lordo mensile: 2.500 euro
          • Contributi a carico lavoratore (9,19%): 229,75 euro
          • Bonus Maroni netto in busta paga: circa 229 euro al mese (senza tassazione aggiuntiva)
          • Guadagno annuo aggiuntivo: circa 2.750 euro netti

          Per uno stipendio di 3.000 euro lordi, il Bonus Maroni vale circa 275 euro al mese (3.300 euro annui).

          Convenienza del Bonus Maroni: Quando Conviene

          Il Bonus Maroni è conveniente se:

          • Lo stipendio netto attuale è significativamente superiore alla pensione futura
          • Si desidera continuare a lavorare per motivi personali o economici
          • Si vuole incrementare il montante contributivo per aumentare la pensione futura (i contributi continuano a essere versati dal datore di lavoro)

          Attenzione: rinunciare al Bonus Maroni per continuare a versare i contributi è conveniente se si vuole aumentare l’assegno pensionistico futuro, perché ogni anno lavorato in più incrementa il montante contributivo e quindi la pensione.

          Come Richiedere il Bonus Maroni

          Il lavoratore deve:

          1. Verificare di aver maturato i requisiti per la pensione anticipata (tramite estratto conto INPS)
          2. Presentare domanda scritta al datore di lavoro per richiedere l’esonero contributivo
          3. Il datore di lavoro trasmette la richiesta all’INPS per la verifica dei requisiti
          4. Una volta approvato, il Bonus Maroni viene erogato mensilmente in busta paga

          Confronto tra APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni: Tabella Riepilogativa

          Per aiutarti a comprendere meglio le differenze tra le diverse opzioni, ecco una tabella comparativa che riassume le caratteristiche principali di APE Sociale, Maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni.

          CaratteristicaAPE SocialeMaggiorazioni PensionisticheBonus Maroni
          Cos’èIndennità ponte fino alla pensione di vecchiaiaIncrementi economici sulla pensione ordinariaEsonero contributivo per chi rimane al lavoro
          Età minima63 anniDa 60 a 70 anni (varia)Nessun limite (se maturati requisiti pensione)
          Requisiti contributivi30 o 36 anni (categoria)Variabili (quattordicesima)42 anni e 10 mesi (uomini), 41 e 10 (donne)
          Importo massimo1.500 euro/meseFino a 655 euro/anno (quattordicesima)Circa 9,19% dello stipendio lordo
          DurataFino a 67 anni (pensione vecchiaia)Permanente (sulla pensione)Finché si lavora
          Cumulabile con lavoroSì (fino a 5.000 euro/anno)Sì (con limiti reddituali)Sì (è un beneficio per chi lavora)
          RivalutabileNoSì (segue inflazione)Varia con lo stipendio
          ReversibileNoSì (alcune maggiorazioni)No
          DomandaTelematica all’INPS (scadenze)Automatica o tramite INPSAl datore di lavoro

          Quale Opzione Scegliere?

          • APE Sociale: conviene se si vuole smettere di lavorare a 63 anni e si rientra in una delle 4 categorie protette
          • Maggiorazioni pensionistiche: si applicano automaticamente sulla pensione ordinaria se si possiedono i requisiti reddituali
          • Bonus Maroni: conviene se si vuole continuare a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, ottenendo un incremento netto in busta paga

          Per una valutazione personalizzata della soluzione più conveniente nel tuo caso specifico, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

          Esempi Pratici: Quando Conviene l’APE Sociale o il Bonus Maroni

          Per comprendere meglio quale opzione sia più conveniente, analizziamo alcuni casi pratici reali.

          Caso 1: Mario, Operaio Edile 63 Anni

          Situazione:

          • Età: 63 anni
          • Lavoro: operaio edile (attività gravosa)
          • Contributi: 36 anni
          • Stipendio lordo: 1.800 euro/mese
          • Pensione calcolata: 1.300 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Continuare a lavorare: guadagno netto attuale circa 1.350 euro/mese
          • APE Sociale: indennità di 1.300 euro/mese (pari alla pensione maturata)

          Convenienza: L’APE Sociale è leggermente meno vantaggiosa dello stipendio (50 euro in meno al mese), ma Mario è stanco del lavoro fisico pesante. Scelta consigliata: APE Sociale, per uscire dal lavoro usurante con un’indennità dignitosa.

          Caso 2: Lucia, Infermiera 63 Anni

          Situazione:

          • Età: 63 anni
          • Lavoro: infermiera con turni (attività gravosa)
          • Contributi: 37 anni
          • Stipendio lordo: 2.200 euro/mese
          • Pensione calcolata: 1.650 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Continuare a lavorare: stipendio netto circa 1.600 euro/mese
          • APE Sociale: indennità di 1.500 euro/mese (tetto massimo, anche se la pensione è 1.650 euro)

          Convenienza: Lucia perde circa 100 euro al mese con l’APE Sociale rispetto allo stipendio, e 150 euro rispetto alla pensione calcolata (per via del tetto di 1.500 euro). Scelta consigliata: se la salute regge e il lavoro è sostenibile, conviene continuare a lavorare fino a 67 anni per ottenere la pensione piena di 1.650 euro.

          Caso 3: Giovanni, Impiegato 64 Anni con Requisiti Pensione Anticipata

          Situazione:

          • Età: 64 anni
          • Lavoro: impiegato privato
          • Contributi: 43 anni (ha già maturato requisiti pensione anticipata)
          • Stipendio lordo: 2.800 euro/mese
          • Pensione calcolata: 1.900 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Andare in pensione anticipata: 1.900 euro/mese
          • Continuare a lavorare con Bonus Maroni: stipendio netto 2.100 euro + Bonus Maroni 257 euro = 2.357 euro/mese

          Convenienza: Continuare a lavorare con il Bonus Maroni garantisce un reddito netto 457 euro superiore alla pensione anticipata. Inoltre, ogni anno lavorato in più aumenta la pensione futura. Scelta consigliata: Bonus Maroni per 2-3 anni, poi pensionamento con assegno più alto.

          Caso 4: Anna, Caregiver 63 Anni

          Situazione:

          • Età: 63 anni
          • Lavoro: part-time (900 euro/mese netti)
          • Contributi: 31 anni
          • Assiste la madre con handicap grave L.104 da 8 mesi
          • Pensione calcolata: 950 euro/mese

          Opzioni disponibili:

          • Continuare a lavorare part-time: 900 euro/mese + stress da doppia gestione lavoro/assistenza
          • APE Sociale: 950 euro/mese + possibilità di dedicarsi completamente all’assistenza

          Convenienza: L’APE Sociale garantisce 50 euro in più e soprattutto permette ad Anna di ridurre lo stress e dedicarsi completamente alla madre. Scelta consigliata: APE Sociale.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Conclusioni: Come Scegliere la Soluzione Più Adatta

          La scelta tra APE Sociale, maggiorazioni pensionistiche e Bonus Maroni dipende da molteplici fattori personali, economici e di salute. Ecco alcune linee guida generali per orientarti:

          Quando Scegliere l’APE Sociale

          • Hai 63 anni e rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavoro gravoso)
          • Il tuo lavoro è usurante o la salute non ti permette di continuare fino a 67 anni
          • La differenza tra stipendio e APE Sociale è contenuta (meno di 200-300 euro)
          • Preferisci la serenità di uscire dal lavoro piuttosto che continuare per pochi euro in più

          Quando Preferire le Maggiorazioni Pensionistiche

          • Hai già raggiunto l’età pensionabile ordinaria (67 anni)
          • Hai redditi bassi e potresti beneficiare della maggiorazione sociale o della quattordicesima
          • Vuoi massimizzare l’importo pensionistico con tutti gli incrementi disponibili

          Quando Conviene il Bonus Maroni

          • Hai maturato i requisiti per la pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi) ma vuoi continuare a lavorare
          • Lo stipendio netto + Bonus Maroni supera significativamente la pensione calcolata
          • Sei in buona salute e il lavoro è sostenibile per altri 2-4 anni
          • Vuoi incrementare il montante contributivo per ottenere una pensione futura più alta

          Il Ruolo del CAF nella Scelta

          La decisione finale richiede una valutazione personalizzata che tenga conto di:

          • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
          • Simulazione della pensione futura
          • Calcolo dell’importo APE Sociale
          • Stima del Bonus Maroni in base allo stipendio
          • Analisi delle maggiorazioni spettanti

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di consulenza pensionistica, con simulazioni personalizzate e assistenza nella presentazione delle domande. Non affidarti al caso: una scelta informata può fare la differenza tra una pensione serena e anni di lavoro evitabili (o viceversa, tra un’uscita anticipata troppo penalizzante e un reddito soddisfacente).

          Domande Frequenti su APE Sociale, Maggiorazioni e Bonus Maroni

          Posso richiedere l’APE Sociale se sono ancora in attività lavorativa?

          Sì, puoi richiedere l’APE Sociale anche se stai ancora lavorando, purché tu rientri in una delle 4 categorie protette (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi) e abbia compiuto 63 anni. Tuttavia, l’APE Sociale è cumulabile con redditi da lavoro solo fino a 5.000 euro annui. Se superi questa soglia, l’indennità viene revocata.

          L’APE Sociale è reversibile ai superstiti?

          No, l’APE Sociale non è reversibile. In caso di decesso del beneficiario, l’indennità cessa immediatamente e non passa al coniuge o ai familiari superstiti. Questo è uno dei principali limiti rispetto alla pensione ordinaria.

          Se scelgo il Bonus Maroni, perdo contributi per la pensione futura?

          No, il Bonus Maroni prevede l’esonero della quota contributiva a carico del lavoratore (circa 9,19%), ma il datore di lavoro continua a versare la propria quota (circa 23%). Quindi continui ad accumulare contributi, anche se in misura ridotta rispetto a chi non richiede il Bonus.

          Posso presentare domanda di APE Sociale dopo la scadenza della terza finestra?

          Sì, le domande presentate oltre il 30 novembre 2026 vengono comunque accolte, ma slittano automaticamente all’anno successivo (prima finestra 2027). È quindi importante rispettare le scadenze se si vuole ottenere l’indennità nel corso del 2026.

          La maggiorazione sociale si somma all’APE Sociale?

          No, l’APE Sociale è un’indennità temporanea che non può essere cumulata con le maggiorazioni pensionistiche come la maggiorazione sociale o la quattordicesima. Queste ultime spettano solo sulla pensione definitiva, a partire dai 67 anni (pensione di vecchiaia).

          Conviene di più l’APE Sociale o aspettare la pensione di vecchiaia a 67 anni?

          Dipende dalla tua situazione. L’APE Sociale ti permette di uscire dal lavoro 4 anni prima (a 63 anni) con un’indennità fino a 1.500 euro, ma non è rivalutabile e non è reversibile. Se continui a lavorare fino a 67 anni, otterrai una pensione ordinaria più alta, rivalutabile annualmente e reversibile ai superstiti. La scelta va valutata con un consulente del CAF in base ai tuoi contributi e alla tua situazione economica.

          Posso cumulare APE Sociale e Bonus Maroni?

          No, non è possibile. Il Bonus Maroni è riservato a chi continua a lavorare dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata, mentre l’APE Sociale è un’indennità per chi esce dal lavoro a 63 anni. Sono due strumenti alternativi, non cumulabili.


          Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale o la Pensione?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica dei requisiti APE Sociale, il calcolo della pensione futura, la simulazione del Bonus Maroni e la presentazione della domanda all’INPS.

          I nostri servizi includono:

          • Verifica requisiti APE Sociale 2026 (età, contributi, categoria di appartenenza)
          • Estratto conto contributivo INPS aggiornato
          • Simulazione importo pensione (APE Sociale, pensione di vecchiaia, anticipata)
          • Calcolo convenienza Bonus Maroni vs pensionamento immediato
          • Assistenza nella raccolta documenti (certificato disoccupazione, L.104, verbale invalidità)
          • Presentazione domanda telematica INPS
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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 18:13:112026-05-31 10:12:58APE Sociale 2026: Requisiti, Maggiorazioni e Bonus Maroni | Guida INPS
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            Pensioni di Invalidità 2026: Aumentano Assegni e Limiti di Reddito, al Via gli Arretrati

            Pensione 2026 INPS

            Nel 2026 le pensioni di invalidità civile subiscono un importante incremento grazie alla rivalutazione ISTAT e all’adeguamento dei limiti di reddito per l’accesso alle prestazioni. L’INPS ha comunicato i nuovi importi che si applicano a tutte le tipologie di prestazioni assistenziali: dalla pensione di inabilità totale (invalidi 100%) all’assegno mensile per invalidità parziale (74-99%), fino all’indennità di accompagnamento.

            Una novità rilevante riguarda gli arretrati: molti beneficiari che hanno presentato domanda negli anni precedenti hanno diritto a ricevere le differenze retroattive, che l’INPS erogherà automaticamente o su richiesta. Questa guida completa analizza nel dettaglio tutti gli importi 2026, i requisiti di reddito, le procedure di domanda e il ruolo fondamentale del CAF nell’assistenza alle pratiche di invalidità civile.

            Se hai bisogno di assistenza per la domanda di invalidità o per verificare il tuo diritto agli arretrati, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione con consulenti esperti in diritto previdenziale. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Indice dei contenuti

            1. Rivalutazione pensioni invalidità 2026: percentuali e criteri ISTAT
            2. Nuovi importi pensioni di invalidità 2026: tabella completa
            3. Pensione di inabilità civile totale (invalidi 100%)
            4. Pensione di invalidità civile parziale (74-99%)
            5. Assegno mensile di assistenza per invalidi parziali
            6. Indennità di accompagnamento 2026: importo e requisiti
            7. Limiti di reddito 2026 per accesso alle prestazioni
            8. Arretrati pensioni invalidità: chi ne ha diritto e come richiederli
            9. Come fare domanda di invalidità civile: procedura INPS
            10. Il ruolo del CAF nell’assistenza alle pratiche di invalidità

            Rivalutazione Pensioni Invalidità 2026: Percentuali e Criteri ISTAT

            Le pensioni di invalidità civile sono soggette a rivalutazione annuale in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026, l’indice provvisorio di rivalutazione è stato fissato al +0,8%, valore che sarà confermato o leggermente modificato a gennaio 2026 sulla base dei dati definitivi dell’inflazione 2025.

            La rivalutazione si applica a tutte le prestazioni assistenziali erogate dall’INPS agli invalidi civili, incluse:

            • Pensione di inabilità per invalidi civili totali (100%)
            • Pensione di invalidità parziale (74-99%)
            • Assegno mensile di assistenza
            • Indennità di accompagnamento
            • Indennità di frequenza per minori

            L’INPS, con circolare n. 1/2026, ha comunicato ufficialmente i nuovi importi che decorrono dal 1° gennaio 2026. La rivalutazione garantisce che le prestazioni mantengano il loro potere d’acquisto nonostante l’inflazione, assicurando un sostegno economico adeguato ai cittadini con disabilità.

            Fonte normativa: La rivalutazione è prevista dalla Legge 448/1998 e successive modifiche, che stabilisce l’adeguamento automatico delle prestazioni previdenziali e assistenziali in base agli indici ISTAT.

            Nuovi Importi Pensioni di Invalidità 2026: Tabella Completa

            Ecco la tabella completa con tutti gli importi 2026 delle pensioni di invalidità civile, aggiornati con la rivalutazione ISTAT dello 0,8%:

            PrestazionePercentuale InvaliditàImporto Mensile 2026Importo Annuo 2026
            Pensione di inabilità100%€ 333,33€ 4.333,29
            Pensione invalidità parziale74-99%€ 313,91€ 4.080,83
            Assegno mensile assistenza74-99%€ 313,91€ 4.080,83
            Indennità accompagnamento100% non autosufficiente€ 531,76€ 6.912,88
            Indennità frequenza minoriMinori con difficoltà€ 313,91€ 4.080,83

            Nota importante: La pensione di inabilità e l’assegno mensile sono soggetti a limiti di reddito (vedi sezione dedicata), mentre l’indennità di accompagnamento è esente da limiti reddituali ed è erogata anche ai ricoverati.

            Gli importi indicati sono lordi e vengono erogati per 13 mensilità (12 mesi + tredicesima) per le pensioni, mentre l’indennità di accompagnamento è corrisposta per 12 mensilità.

            Pensione di Inabilità Civile Totale (Invalidi 100%)

            La pensione di inabilità civile è riconosciuta ai cittadini con invalidità totale (100%) che si trovano in condizioni di assoluta impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa. Per il 2026, l’importo mensile è di € 333,33, pari a € 4.333,29 annui (13 mensilità).

            Requisiti per la Pensione di Inabilità 2026

            Per ottenere la pensione di inabilità totale è necessario possedere i seguenti requisiti:

            • Riconoscimento di invalidità civile al 100% da parte della commissione medica ASL/INPS
            • Età compresa tra 18 e 67 anni (prima dei 18 anni spetta l’indennità di frequenza, dopo i 67 anni l’assegno sociale)
            • Cittadinanza italiana o UE, o cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno lungo periodo
            • Residenza stabile in Italia
            • Reddito personale annuo inferiore a € 19.461,12 (limite 2026 aggiornato)

            Attenzione: Il limite di reddito si riferisce al reddito personale del richiedente, non al reddito familiare. Sono esclusi dal calcolo alcuni redditi come l’indennità di accompagnamento, le pensioni di guerra, gli assegni di cura.

            Quando Spetta la Maggiorazione

            Dal compimento dei 60 anni, gli invalidi civili totali possono richiedere la maggiorazione sociale (ex “incremento al milione”), che porta l’importo mensile della pensione fino a € 735,05 (valore indicativo 2026), a condizione di rispettare limiti reddituali più stringenti.

            Pensione di Invalidità Civile Parziale (74-99%)

            La pensione di invalidità civile parziale, chiamata anche assegno di assistenza, è destinata ai cittadini con una percentuale di invalidità compresa tra il 74% e il 99%. Per il 2026, l’importo mensile è di € 313,91, pari a € 4.080,83 annui (13 mensilità).

            Chi Ha Diritto all’Assegno di Invalidità Parziale

            L’assegno mensile è riconosciuto a chi possiede questi requisiti:

            • Invalidità civile riconosciuta tra 74% e 99%
            • Età tra 18 e 67 anni
            • Cittadinanza italiana, UE o permesso lungo periodo
            • Residenza stabile in Italia
            • Reddito personale annuo inferiore a € 5.725,46 (limite 2026)

            A differenza della pensione di inabilità totale, l’assegno mensile ha un limite di reddito molto più basso (circa € 5.725 contro € 19.461), rendendo più difficile l’accesso per chi ha anche altre entrate.

            Differenze tra Invalidità 74% e 100%

            Ecco un confronto pratico tra le due prestazioni:

            CaratteristicaInvalidità 74-99%Inabilità 100%
            Importo mensile 2026€ 313,91€ 333,33
            Limite reddito 2026€ 5.725,46€ 19.461,12
            Compatibilità con lavoroSì, con limiti redditoNo, invalidità totale
            Indennità accompagnamentoNo (salvo non autosufficienza)Sì, se non autosufficiente

            Assegno Mensile di Assistenza per Invalidi Parziali

            L’assegno mensile di assistenza è la denominazione tecnica della prestazione per invalidi con percentuale dal 74% al 99%. Come visto sopra, l’importo per il 2026 è di € 313,91 mensili.

            Questa prestazione ha alcune particolarità importanti:

            • È compatibile con attività lavorativa, purché il reddito non superi il limite di € 5.725,46
            • Non è reversibile ai superstiti (a differenza della pensione di inabilità)
            • Viene sospesa in caso di ricovero a carico dello Stato per più di 30 giorni continuativi
            • Richiede revisione periodica della percentuale di invalidità

            Esempio pratico: Mario ha 80% di invalidità e percepisce un reddito da lavoro dipendente di € 5.000 annui. Ha diritto all’assegno mensile di € 313,91 perché il suo reddito è inferiore al limite di € 5.725,46. Se il suo reddito aumentasse a € 6.000, perderebbe il diritto alla prestazione.

            Indennità di Accompagnamento 2026: Importo e Requisiti

            L’indennità di accompagnamento è una prestazione fondamentale per gli invalidi civili totali non autosufficienti. Per il 2026, l’importo mensile è di € 531,76, pari a € 6.912,88 annui (12 mensilità, senza tredicesima).

            Requisiti per l’Indennità di Accompagnamento

            L’indennità è riconosciuta a chi possiede tutti questi requisiti:

            • Invalidità civile al 100% con riconoscimento di non autosufficienza
            • Impossibilità di deambulare senza aiuto o necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita
            • Cittadinanza italiana, UE o permesso lungo periodo
            • Residenza stabile in Italia
            • Nessun limite di età (spetta anche ai minori e agli ultra 67enni)
            • Nessun limite di reddito (la prestazione è esente da limiti reddituali)

            Importante: L’indennità di accompagnamento non è compatibile con:

            • Indennità simili per causa di servizio, lavoro o guerra
            • Ricovero gratuito in istituto con retta a carico dello Stato (salvo eccezioni COVID e altre specifiche)

            Tuttavia, è cumulabile con la pensione di inabilità civile, con lo svolgimento di attività lavorativa e con la patente speciale per la guida.

            Limiti di Reddito 2026 per Accesso alle Prestazioni

            I limiti di reddito per accedere alle pensioni di invalidità civile vengono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT. Ecco la tabella completa dei limiti 2026:

            PrestazioneLimite Reddito Annuo 2026
            Pensione di inabilità (100%)€ 19.461,12
            Assegno mensile (74-99%)€ 5.725,46
            Indennità accompagnamentoNessun limite
            Indennità frequenza minori€ 5.725,46

            Come Si Calcola il Reddito

            Il reddito rilevante ai fini delle pensioni di invalidità è il reddito personale annuo del richiedente, calcolato secondo le regole fiscali IRPEF. Sono inclusi:

            • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
            • Redditi da lavoro autonomo e professionale
            • Redditi da pensione (anche estera)
            • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
            • Redditi fondiari (fabbricati, terreni)

            Sono esclusi dal calcolo:

            • L’indennità di accompagnamento e prestazioni similari
            • Le pensioni di guerra
            • L’assegno di cura erogato dal Comune
            • I trattamenti di famiglia (assegni per il nucleo familiare)
            • La casa di abitazione principale (il reddito figurativo non conta)

            Attenzione: Il limite di reddito si riferisce al reddito dell’anno precedente. Per esempio, per le prestazioni 2026 si considera il reddito 2025 dichiarato nel 730/2026 o Redditi PF 2026.

            Arretrati Pensioni Invalidità: Chi Ne Ha Diritto e Come Richiederli

            Una delle novità più importanti del 2026 riguarda gli arretrati delle pensioni di invalidità civile. Molti beneficiari hanno diritto a ricevere somme arretrate per diversi motivi:

            Quando Spettano gli Arretrati

            1. Domanda accolta con decorrenza retroattiva
              Se la domanda di invalidità è stata accolta ma l’INPS ha iniziato a pagare dopo la data di decorrenza della prestazione, spettano gli arretrati dal primo giorno utile.
            2. Aumento della percentuale di invalidità
              Se a seguito di revisione o ricorso la percentuale di invalidità viene aumentata (es. da 74% a 100%), gli arretrati decorrono dalla data della domanda di aggravamento.
            3. Sentenze favorevoli
              In caso di ricorso giudiziario accolto, gli arretrati spettano dalla data di presentazione della domanda originaria rifiutata.
            4. Rivalutazione ISTAT non applicata
              Se l’INPS non ha applicato correttamente le rivalutazioni annuali, spettano le differenze arretrate.
            5. Incremento al milione (maggiorazione 60 anni)
              Chi compie 60 anni e non ha mai richiesto la maggiorazione può ottenerla con arretrati fino a 5 anni (prescrizione).

            Come Richiedere gli Arretrati

            Gli arretrati possono essere richiesti in due modalità:

            1. Erogazione automatica dall’INPS
            In molti casi, l’INPS calcola e versa automaticamente gli arretrati insieme ai primi pagamenti mensili o in un’unica soluzione separata. Non serve fare domanda esplicita.

            2. Domanda di ricostituzione
            Se gli arretrati non vengono erogati automaticamente, è necessario presentare una domanda di ricostituzione tramite:

            • Portale INPS (servizio “Prestazioni e Domande”)
            • Contact Center INPS (803 164 da fisso, 06 164 164 da mobile)
            • Patronato o CAF (assistenza gratuita)

            Documenti necessari:

            • Verbale di invalidità civile aggiornato
            • Sentenza del tribunale (se c’è stato ricorso)
            • Provvedimento di aggravamento (se applicabile)
            • IBAN per accredito

            Prescrizione: Entro Quanto Tempo Richiedere gli Arretrati

            Gli arretrati delle pensioni di invalidità civile si prescrivono in 5 anni dalla data in cui sono diventati esigibili. Questo significa che:

            • Se hai diritto ad arretrati dal 2021, devi richiederli entro il 2026
            • Gli arretrati precedenti al 2021 sono ormai prescritti e non più recuperabili

            Consiglio: Non attendere! Se pensi di avere diritto ad arretrati, rivolgiti subito al CAF Centro Fiscale per verificare la tua posizione e presentare domanda prima della prescrizione.

            Come Fare Domanda di Invalidità Civile: Procedura INPS

            La domanda di invalidità civile si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale INPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.

            Step 1: Certificato Medico Introduttivo

            Il primo passo è recarsi dal medico di base o da uno specialista per ottenere il certificato medico introduttivo. Il medico deve:

            • Compilare il certificato telematico sul portale INPS
            • Indicare le patologie e le menomazioni
            • Specificare se si richiede anche l’indennità di accompagnamento
            • Rilasciare al paziente il codice identificativo del certificato (valido 90 giorni)

            Costo: Il certificato medico introduttivo ha un costo variabile (generalmente tra € 50 e € 150) a carico del richiedente.

            Step 2: Presentazione Domanda INPS

            Entro 90 giorni dal rilascio del certificato medico, bisogna presentare la domanda all’INPS tramite:

            • Portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
            • Patronato o CAF (servizio gratuito)
            • Contact Center INPS (803 164)

            Nella domanda occorre indicare:

            • Il codice del certificato medico
            • I dati anagrafici e fiscali
            • L’IBAN per l’eventuale accredito
            • Se si chiede anche l’indennità di accompagnamento

            Step 3: Visita Medica di Accertamento

            Dopo la presentazione della domanda, l’INPS fissa la visita medica presso la Commissione ASL/INPS entro:

            • 30 giorni per le patologie oncologiche
            • 15 giorni per le domande con diritto di priorità (minori, ultra 67enni, patologie gravi)
            • 60-90 giorni per le domande ordinarie

            Il cittadino riceve la convocazione tramite:

            • Raccomandata A/R
            • PEC (se disponibile)
            • Notifica sull’area personale INPS

            Importante: È possibile farsi assistere durante la visita da un medico di fiducia (a proprie spese).

            Step 4: Verbale e Decorrenza della Prestazione

            Al termine della visita, la Commissione redige il verbale con l’esito:

            • Invalidità riconosciuta: il verbale indica la percentuale e l’eventuale diritto alle prestazioni economiche
            • Invalidità non riconosciuta: è possibile fare ricorso entro 180 giorni
            • Revisione richiesta: la Commissione fissa una data per la visita di revisione

            Se la domanda è accolta, la decorrenza della prestazione è:

            • Primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda
            • Oppure dal compimento del 18° anno di età (se minore)

            L’INPS procede al pagamento entro 120 giorni dall’esito positivo della visita, salvo verifiche amministrative.

            Il Ruolo del CAF nell’Assistenza alle Pratiche di Invalidità

            Il CAF (Centro di Assistenza Fiscale) svolge un ruolo fondamentale nell’assistenza gratuita ai cittadini che devono presentare domanda di invalidità civile o richiedere arretrati. Ecco tutti i servizi che il CAF Centro Fiscale di Udine offre in materia di invalidità:

            Servizi CAF per l’Invalidità Civile

            1. Consulenza preliminare
              Verifichiamo se hai i requisiti per la domanda di invalidità e ti orientiamo sulla percentuale presumibile e sulle prestazioni spettanti.
            2. Assistenza per il certificato medico
              Ti indichiamo i medici certificatori convenzionati e ti spieghiamo come compilare correttamente la documentazione sanitaria.
            3. Compilazione e invio domanda INPS
              Compiliamo per te la domanda telematica e la trasmettiamo all’INPS, fornendoti il protocollo di presentazione.
            4. Monitoraggio della pratica
              Seguiamo l’iter della tua domanda, verificando le convocazioni e gli esiti delle visite.
            5. Assistenza per ricorsi
              In caso di esito negativo o percentuale insufficiente, ti assistiamo nel ricorso amministrativo o giudiziario, mettendoti in contatto con avvocati specializzati.
            6. Richiesta arretrati
              Verifichiamo se hai diritto ad arretrati e presentiamo la domanda di ricostituzione per il recupero delle somme.
            7. Aggravamento e revisione
              Ti assistiamo nelle domande di aggravamento (se le condizioni peggiorano) e nelle visite di revisione periodiche.
            8. Maggiorazioni e aumenti
              Verifichiamo il diritto alla maggiorazione sociale al compimento dei 60 anni e presentiamo domanda per conto tuo.

            Perché Rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine

            Il CAF Centro Fiscale offre vantaggi importanti:

            • Servizio completamente gratuito (l’assistenza per le pratiche INPS è sempre gratuita per legge)
            • Esperienza ventennale in diritto previdenziale e assistenziale
            • Conoscenza delle specificità locali (sistema sanitario FVG, commissioni ASL Udine)
            • Assistenza personalizzata con consulente dedicato
            • Sede comoda a Udine in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B
            • Anche a domicilio per persone non autosufficienti

            Contattaci oggi stesso:

            • 📞 Telefono: 0432 1638640
            • 📱 WhatsApp: 366 6018121
            • ✉️ Email: info@centrofiscale.com

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sulle Pensioni di Invalidita Civile 2026

            Quanto aumentano le pensioni di invalidita nel 2026?

            Le pensioni di invalidita civile aumentano dello 0,8% nel 2026 grazie alla rivalutazione ISTAT. La pensione di inabilita passa a 333,33 euro mensili, l’assegno per invalidita parziale a 313,91 euro e l’indennita di accompagnamento a 531,76 euro mensili.

            Chi ha diritto agli arretrati delle pensioni di invalidita?

            Hanno diritto agli arretrati: chi ha ottenuto il riconoscimento con decorrenza retroattiva, chi ha vinto un ricorso, chi ha avuto un aumento della percentuale di invalidita, chi compie 60 anni e richiede la maggiorazione sociale. Gli arretrati si prescrivono in 5 anni.

            Qual e il limite di reddito per la pensione di invalidita 2026?

            Per la pensione di inabilita totale (100%) il limite e 19.461,12 euro annui. Per l’assegno di invalidita parziale (74-99%) il limite e 5.725,46 euro annui. L’indennita di accompagnamento non ha limiti di reddito.

            Come si fa domanda di invalidita civile?

            La domanda si presenta online tramite portale INPS con SPID. Serve prima il certificato medico introduttivo dal medico di base. Il CAF Centro Fiscale offre assistenza gratuita per compilare e inviare la domanda telematica.

            L’indennita di accompagnamento e compatibile con il lavoro?

            Si, l’indennita di accompagnamento e compatibile con qualsiasi attivita lavorativa e non ha limiti di reddito. E cumulabile con la pensione di inabilita e con altre prestazioni previdenziali. Non e compatibile solo con indennita simili per causa di servizio o guerra.


            Hai Bisogno di Assistenza per le Pensioni di Invalidita?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le pratiche di invalidita civile:

            • Compilazione e invio domanda INPS
            • Verifica diritto agli arretrati
            • Assistenza per ricorsi e aggravamenti
            • Richiesta maggiorazione sociale 60 anni
            • Supporto per visite di revisione
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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Pensione Anticipata Lavori Gravosi 2026: Requisiti e Attività

              Questo articolo è stato redatto con l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
              Settembre 1, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-01 06:00:002026-08-17 11:02:36Pensione Anticipata Lavori Gravosi 2026: Requisiti e Attività

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Febbraio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-25 07:36:562026-05-31 09:54:47Pensioni di Invalidità 2026: Aumentano Assegni e Limiti di Reddito, al Via gli Arretrati
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              Conguaglio Fiscale Pensione 2026: Guida Completa per Capire le Trattenute INPS

              Pensione 2026 INPS

              Hai notato una trattenuta inaspettata sul cedolino della pensione di febbraio o marzo? Non preoccuparti: si tratta molto probabilmente del conguaglio fiscale pensione 2026, un meccanismo attraverso cui l’INPS effettua il ricalcolo definitivo delle imposte dovute nell’anno precedente. In questa guida completa ti spieghiamo in modo semplice cos’è il conguaglio fiscale, quando viene applicato e come verificarlo sul tuo cedolino, così potrai finalmente capire perché l’importo della tua pensione è cambiato.

              Il conguaglio fiscale sulla pensione rappresenta uno dei momenti più delicati dell’anno per i pensionati italiani. Molti si trovano spiazzati nel vedere un importo netto inferiore al solito, oppure – quando va bene – un rimborso inatteso. Comprendere questo meccanismo è fondamentale per gestire serenamente le proprie finanze e per sapere quando è il caso di rivolgersi a un esperto per verificare la correttezza dei calcoli INPS.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’è il Conguaglio Fiscale sulla Pensione
              2. Quando si Applica il Conguaglio nel 2026
              3. Perché l’INPS Trattiene di Più o Rimborsa
              4. Come Verificare il Conguaglio sul Cedolino INPS
              5. Esempi Pratici di Calcolo Conguaglio
              6. Conguaglio a Debito vs a Credito
              7. Come Evitare Sorprese sul Cedolino
              8. Domande Frequenti sul Conguaglio Pensione

              Cos’è il Conguaglio Fiscale sulla Pensione

              Il conguaglio fiscale pensione 2026 è l’operazione con cui l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, verifica a fine anno se le ritenute IRPEF applicate mensilmente sulla tua pensione corrispondono effettivamente all’imposta dovuta per l’intero anno. In parole semplici, l’INPS fa i conti definitivi e sistema eventuali differenze.

              Durante l’anno, l’INPS trattiene ogni mese una quota di IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) dalla tua pensione lorda. Questa trattenuta viene calcolata in modo provvisorio, stimando quanto dovrai pagare complessivamente. Tuttavia, il calcolo definitivo può essere fatto solo a fine anno, quando si conosce l’importo totale della pensione percepita.

              Il conguaglio fiscale serve proprio a questo: confrontare quanto hai già pagato con quanto effettivamente devi. Se hai pagato troppo, l’INPS ti rimborsa la differenza. Se invece hai pagato meno del dovuto, l’INPS recupera la somma mancante trattenendola dai cedolini successivi.

              Per capire meglio tutte le voci che compongono il cedolino, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa su come leggere il cedolino pensione INPS, dove spieghiamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

              Come funziona il meccanismo del conguaglio

              L’INPS applica le ritenute mensili utilizzando le aliquote IRPEF vigenti, che nel 2026 sono organizzate su tre scaglioni:

              • 23% per i redditi fino a 28.000 euro
              • 35% per i redditi da 28.001 a 50.000 euro
              • 43% per i redditi oltre 50.000 euro

              Il problema nasce dal fatto che ogni mese l’INPS deve stimare in quale scaglione ricadrai a fine anno. Se la stima si rivela imprecisa, il conguaglio fiscale corregge l’errore. Questo è particolarmente frequente quando durante l’anno ci sono stati aumenti della pensione (ad esempio per rivalutazione ISTAT) o modifiche alle detrazioni spettanti.

              Quando si Applica il Conguaglio Fiscale nel 2026

              Il conguaglio fiscale pensione 2026 viene applicato dall’INPS in momenti specifici dell’anno, seguendo un calendario preciso che è importante conoscere per non farsi cogliere impreparati. Vediamo nel dettaglio quando aspettarsi queste operazioni.

              Conguaglio di fine anno (dicembre-gennaio)

              Il primo e più importante conguaglio avviene tra dicembre 2025 e gennaio 2026. In questo periodo l’INPS effettua il calcolo definitivo delle ritenute IRPEF relative all’anno appena concluso. Se risulta un debito d’imposta, le trattenute vengono recuperate già sul cedolino di gennaio o, se l’importo è elevato, ripartite tra gennaio e febbraio.

              Se invece risulta un credito (hai pagato più del dovuto), il rimborso viene accreditato generalmente sul cedolino di gennaio o febbraio 2026. Per conoscere le date esatte di accredito, consulta il calendario pagamento pensioni 2026.

              Addizionali regionali e comunali (marzo)

              Un secondo momento critico è il cedolino di marzo 2026, quando l’INPS inizia a trattenere le addizionali regionali e comunali IRPEF relative all’anno precedente. Queste imposte locali vengono suddivise in rate mensili da marzo a novembre, causando una riduzione dell’importo netto della pensione.

              Le addizionali variano significativamente in base alla regione e al comune di residenza. Alcune regioni, come la Lombardia, hanno aliquote più basse, mentre altre, come il Lazio o la Calabria, applicano aliquote più elevate. Per approfondire le novità del cedolino pensione marzo 2026, leggi il nostro articolo dedicato.

              Calendario completo delle trattenute 2026

              Ecco un riepilogo dei periodi in cui potresti notare variazioni sul cedolino dovute al conguaglio fiscale:

              • Gennaio 2026: Conguaglio IRPEF anno 2025 (eventuale debito o credito)
              • Febbraio 2026: Eventuale seconda rata conguaglio IRPEF 2025
              • Marzo 2026: Inizio trattenute addizionali regionali e comunali 2025
              • Da marzo a novembre 2026: Rate mensili addizionali locali
              • Dicembre 2026: Nuovo conguaglio IRPEF per l’anno 2026

              Perché l’INPS Trattiene di Più o Rimborsa

              Comprendere le ragioni dietro al conguaglio fiscale pensione 2026 ti aiuta a interpretare correttamente le variazioni sul cedolino. Esistono diverse situazioni che possono determinare un debito o un credito d’imposta: vediamole nel dettaglio.

              Cause di conguaglio a debito (trattenuta)

              Ti trovi a dover pagare di più quando durante l’anno le ritenute applicate sono state insufficienti. Ecco le cause più comuni:

              • Rivalutazione ISTAT della pensione: Gli aumenti delle pensioni 2026 per adeguamento all’inflazione possono far salire il reddito complessivo, portandoti in uno scaglione IRPEF superiore
              • Cumulo di più pensioni: Se percepisci più trattamenti pensionistici (es. pensione di vecchiaia + reversibilità), l’IRPEF va calcolata sul totale
              • Altri redditi non comunicati: Redditi da affitti, collaborazioni occasionali o altre fonti che non erano note all’INPS
              • Detrazioni non più spettanti: Perdita del diritto a detrazioni per familiari a carico o altre agevolazioni
              • Errori nei dati anagrafici: Informazioni errate che hanno causato l’applicazione di aliquote o detrazioni sbagliate

              Cause di conguaglio a credito (rimborso)

              In altri casi, il conguaglio fiscale può portare un rimborso. Questo accade quando:

              • Ritenute eccessive durante l’anno: L’INPS ha trattenuto più IRPEF del necessario
              • Nuove detrazioni riconosciute: Detrazioni per carichi di famiglia comunicate tardivamente
              • Spese detraibili: Oneri che riducono l’imposta dovuta (spese mediche, interessi mutuo, ecc.)
              • Bonus fiscali: Crediti d’imposta spettanti non applicati durante l’anno

              Per capire meglio perché la tua pensione netta cambia ogni mese, ti consigliamo di approfondire il meccanismo delle trattenute variabili.

              Come Verificare il Conguaglio sul Cedolino INPS

              Verificare il conguaglio fiscale pensione 2026 sul cedolino richiede attenzione alle voci specifiche. Il cedolino INPS è un documento complesso, ma con le giuste indicazioni puoi imparare a leggerlo correttamente.

              Dove trovare le voci del conguaglio

              Sul cedolino pensione INPS, le informazioni relative al conguaglio fiscale si trovano nella sezione dedicata alle trattenute fiscali. Ecco le voci da controllare:

              • “Conguaglio IRPEF” o “Cong. IRPEF anno prec.”: Indica l’importo del conguaglio relativo all’anno precedente
              • “Add. Regionale” e “Add. Comunale”: Le rate delle addizionali locali
              • “Ritenute IRPEF”: L’imposta mensile ordinaria trattenuta
              • “Detrazioni”: Le agevolazioni fiscali applicate (lavoro dipendente, carichi famiglia)

              Come interpretare i numeri

              Sul cedolino, i numeri negativi (con il segno meno) indicano trattenute, mentre i numeri positivi rappresentano accrediti o rimborsi. Se nella voce “Conguaglio IRPEF” vedi un importo negativo, significa che l’INPS sta trattenendo quella somma perché durante l’anno hai pagato meno del dovuto.

              È importante confrontare il cedolino attuale con quelli dei mesi precedenti per capire l’entità della variazione. Se noti differenze significative che non riesci a spiegare, è consigliabile rivolgersi a un esperto per una verifica approfondita.

              Richiedi assistenza per la verifica

              La lettura del cedolino può risultare complessa, soprattutto quando sono presenti più voci di conguaglio o trattenute anomale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di verifica del cedolino pensione: i nostri operatori controllano la correttezza di tutte le voci e ti spiegano nel dettaglio ogni trattenuta.

              Esempi Pratici di Calcolo Conguaglio Fiscale Pensione 2026

              Per rendere più chiaro il funzionamento del conguaglio fiscale pensione 2026, vediamo alcuni esempi pratici che illustrano situazioni comuni tra i pensionati.

              Esempio 1: Conguaglio a debito per rivalutazione

              Immagina che Mario percepisca una pensione lorda di 1.800 euro mensili. A inizio 2025, l’INPS ha calcolato le ritenute IRPEF stimando un reddito annuo di 23.400 euro (1.800 x 13 mensilità). Con la rivalutazione ISTAT di gennaio 2025, la pensione è aumentata a 1.850 euro, portando il reddito annuo effettivo a 24.050 euro.

              Questa differenza di 650 euro di reddito comporta un’IRPEF aggiuntiva di circa 150 euro (23% di 650). Sul cedolino di gennaio o febbraio 2026, Mario vedrà una trattenuta di conguaglio di 150 euro, eventualmente suddivisa in due rate.

              Esempio 2: Conguaglio a credito per detrazioni

              Supponiamo che Laura, pensionata con 1.500 euro mensili, abbia comunicato tardivamente all’INPS di avere il coniuge a carico. Le detrazioni per coniuge a carico valgono circa 690 euro annui (per redditi fino a 28.000 euro). Non avendo applicato questa detrazione durante l’anno, l’INPS ha trattenuto 690 euro di IRPEF in più.

              Con il conguaglio fiscale, Laura riceverà un rimborso di circa 690 euro, che vedrà accreditato sul cedolino di gennaio o febbraio 2026.

              Esempio 3: Cumulo di due pensioni

              Giorgio percepisce una pensione di vecchiaia di 1.200 euro e una pensione di reversibilità di 600 euro. Ogni trattamento viene tassato separatamente durante l’anno, ma il reddito complessivo è di 1.800 euro mensili, pari a 23.400 euro annui.

              Se l’INPS ha applicato le ritenute considerando i due trattamenti separatamente (con aliquote più basse), il conguaglio fiscale pensione 2026 recupererà la differenza dovuta al cumulo dei redditi. Giorgio potrebbe trovarsi a pagare diverse centinaia di euro di conguaglio.

              Conguaglio a Debito vs Conguaglio a Credito: Le Differenze

              Il conguaglio fiscale pensione 2026 può avere due esiti opposti: a debito (devi pagare) o a credito (ricevi un rimborso). Vediamo le differenze e come vengono gestiti i due casi dall’INPS.

              Conguaglio a debito: come viene recuperato

              Quando il conguaglio è a debito, significa che durante l’anno hai versato meno imposte del dovuto. L’INPS recupera la somma secondo queste modalità:

              • Importi fino a 100 euro: Trattenuta in un’unica soluzione sul cedolino di gennaio
              • Importi tra 100 e 300 euro: Suddivisione in due rate (gennaio e febbraio)
              • Importi superiori a 300 euro: Possibile rateizzazione fino a 11 rate mensili

              È importante sapere che l’INPS non può trattenere più di un quinto della pensione netta per il recupero del conguaglio. Se il debito è molto elevato, le rate verranno spalmate su più mesi per rispettare questo limite.

              Conguaglio a credito: quando arriva il rimborso

              Se il conguaglio fiscale è a tuo favore, l’INPS ti rimborsa la differenza direttamente sul cedolino. Il rimborso viene generalmente accreditato:

              • Sul cedolino di gennaio: Per i rimborsi calcolati entro dicembre dell’anno precedente
              • Sul cedolino di febbraio: Per i rimborsi elaborati successivamente
              • In un’unica soluzione: L’intero importo viene accreditato tutto insieme

              Sul cedolino vedrai una voce positiva denominata “Conguaglio IRPEF a credito” o simile, che si sommerà all’importo netto della pensione.

              Come Evitare Sorprese sul Cedolino della Pensione

              Il conguaglio fiscale pensione 2026 può essere fonte di preoccupazione, ma con alcuni accorgimenti puoi ridurre al minimo le sorprese negative. Ecco i nostri consigli per una gestione serena delle tue finanze.

              Comunica tempestivamente le variazioni all’INPS

              Una delle cause principali di conguagli elevati è la mancata comunicazione di informazioni rilevanti. Assicurati di segnalare tempestivamente:

              • Variazioni nei carichi di famiglia: Coniuge o figli che entrano o escono dal nucleo a carico
              • Altri redditi percepiti: Affitti, collaborazioni, altri trattamenti pensionistici
              • Cambio di residenza: Influisce sulle addizionali regionali e comunali
              • Richiesta di aliquota IRPEF più alta: Puoi chiedere all’INPS di applicare un’aliquota superiore per evitare conguagli a debito

              Monitora regolarmente il cedolino

              Non aspettare la sorpresa di gennaio per accorgerti che qualcosa non quadra. Controlla il cedolino ogni mese per verificare che le trattenute siano coerenti con la tua situazione. Se noti anomalie, segnalale subito.

              Fai verificare la tua posizione fiscale

              Il modo migliore per evitare sorprese è affidarsi a professionisti che conoscono la materia fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di verifica della posizione contributiva e fiscale che ti permette di:

              • Controllare la correttezza delle trattenute INPS
              • Verificare che tutte le detrazioni spettanti siano state applicate
              • Identificare eventuali errori nei calcoli dell’INPS
              • Pianificare in anticipo l’impatto del conguaglio

              Con una consulenza preventiva, puoi arrivare preparato al momento del conguaglio fiscale e gestire serenamente la tua pensione.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sul Conguaglio Fiscale Pensione 2026

              Ecco le risposte alle domande più comuni sul conguaglio fiscale pensione 2026 che riceviamo dai pensionati che si rivolgono al nostro CAF.

              Cos’è esattamente il conguaglio fiscale sulla pensione?

              Il conguaglio fiscale è il ricalcolo definitivo delle imposte dovute sulla pensione. L’INPS verifica se le ritenute IRPEF applicate mensilmente durante l’anno corrispondono all’imposta effettivamente dovuta. Se hai pagato troppo, ricevi un rimborso; se hai pagato meno, l’INPS trattiene la differenza.

              Quando viene applicato il conguaglio INPS?

              Il conguaglio fiscale pensione 2026 viene applicato principalmente sui cedolini di gennaio e febbraio per quanto riguarda l’IRPEF dell’anno precedente. Da marzo iniziano le trattenute per le addizionali regionali e comunali, che proseguono fino a novembre.

              Perché la mia pensione di gennaio è più bassa?

              Se noti una pensione netta inferiore sul cedolino di gennaio, molto probabilmente è dovuto al conguaglio a debito. Significa che durante il 2025 le ritenute IRPEF applicate sono state insufficienti e l’INPS sta recuperando la differenza. Controlla la voce “Conguaglio IRPEF” sul cedolino per verificare l’importo.

              Posso contestare il conguaglio fiscale?

              Sì, se ritieni che il calcolo del conguaglio sia errato, puoi presentare una richiesta di riesame all’INPS. È importante però avere documentazione a supporto della contestazione. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella verifica dei calcoli e nella predisposizione della richiesta di riesame.

              Come posso evitare conguagli pesanti in futuro?

              Per ridurre l’impatto del conguaglio fiscale, puoi richiedere all’INPS di applicare un’aliquota IRPEF più alta durante l’anno. In questo modo pagherai un po’ di più ogni mese, ma eviterai trattenute pesanti a gennaio. Inoltre, comunica tempestivamente ogni variazione della tua situazione personale (altri redditi, carichi di famiglia, cambio residenza).

              Il conguaglio vale anche per le addizionali regionali e comunali?

              Le addizionali regionali e comunali vengono trattate separatamente dall’IRPEF nazionale. Queste imposte locali relative all’anno precedente vengono trattenute in rate mensili da marzo a novembre dell’anno successivo. Il loro importo dipende dalla regione e dal comune di residenza al 1° gennaio dell’anno di riferimento.

              Leggi anche: pagamento Assegno Unico marzo 2026 – date, importi aggiornati e come verificare lo stato dell’accredito INPS.

              Conclusione: Affidati al CAF Centro Fiscale per la Verifica del Cedolino

              Il conguaglio fiscale pensione 2026 può sembrare complesso, ma con le giuste informazioni diventa più semplice capire cosa sta succedendo sul tuo cedolino. Ricorda i punti chiave: il conguaglio è un ricalcolo delle imposte che avviene principalmente tra gennaio e marzo, può essere a tuo debito o a tuo credito, e dipende dalla differenza tra quanto hai pagato durante l’anno e quanto effettivamente dovevi.

              Se hai dubbi sulla correttezza delle trattenute applicate dall’INPS, o se hai notato variazioni anomale sul cedolino che non riesci a spiegare, non restare nel dubbio. Un controllo professionale può farti risparmiare denaro e preoccupazioni.

              Hai bisogno di assistenza per verificare il conguaglio fiscale sulla tua pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri operatori specializzati possono controllare il tuo cedolino, verificare la correttezza dei calcoli INPS e assisterti in caso di errori o contestazioni.

              Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Siamo qui per aiutarti a gestire serenamente la tua pensione.

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              Febbraio 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-24 08:00:002026-05-31 18:20:56Conguaglio Fiscale Pensione 2026: Guida Completa per Capire le Trattenute INPS
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