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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Cedolino Pensione Luglio 2026: Quando Pagano, Quattordicesima e Come Controllare l’Importo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di luglio 2026 è uno dei più attesi dai pensionati italiani: oltre al normale accredito mensile, molti riceveranno sul cedolino anche la quattordicesima mensilità, un importo aggiuntivo che l’INPS eroga a chi ha una pensione bassa. Ma quando viene pagata esattamente la pensione di luglio? Chi ha diritto alla quattordicesima e per quale importo? E come si controlla il cedolino su MyINPS? In questa guida rispondiamo a tutte le domande più frequenti dei pensionati.

Indice dei contenuti

  1. Quando viene pagata la pensione di luglio 2026: la data esatta
  2. La quattordicesima pensionati 2026: chi la riceve e a quanto ammonta
  3. Perché l’importo di luglio potrebbe essere diverso da giugno
  4. Come controllare il cedolino pensione INPS: la guida passo passo
  5. Come ricevere il cedolino via email o posta
  6. Domande frequenti sul cedolino pensione luglio 2026
  7. Articoli correlati sul cedolino e sulle pensioni di luglio 2026
  8. Hai dubbi sul cedolino? Il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Quando viene pagata la pensione di luglio 2026: la data esatta

L’INPS accredita le pensioni il primo giorno bancabile del mese. Luglio 2026 inizia di mercoledì, quindi il pagamento è previsto per mercoledì 1° luglio 2026. Chi ritira la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane seguirà invece il calendario scaglionato per cognome, che si estende sui primi giorni lavorativi del mese.

Per i pensionati che hanno il conto corrente bancario o postale collegato all’INPS, l’accredito avviene in modo automatico e di solito è già disponibile sul conto la mattina del 1° luglio. Chi ha la pensione su Poste Italiane BancoPosta o su libretto postale troverà l’importo nello stesso giorno.

Calendario ritiro in contanti (Poste Italiane)

Per chi ritira la pensione allo sportello di Poste Italiane in contanti, il pagamento di luglio 2026 segue questo ordine alfabetico per cognome:

  • Cognomi A–B: 1° luglio 2026
  • Cognomi C–D: 2 luglio 2026
  • Cognomi E–K: 3 luglio 2026
  • Cognomi L–P: 4 luglio 2026
  • Cognomi Q–Z: 7 luglio 2026

Questo calendario scaglionato è pensato per evitare assembramenti agli sportelli postali. Se per qualsiasi motivo non riesci a ritirare il giorno previsto, puoi farlo nei giorni successivi senza perdere il diritto al pagamento.

La quattordicesima pensionati 2026: chi la riceve e a quanto ammonta

La quattordicesima mensilità è un importo aggiuntivo che l’INPS eroga ogni anno nel mese di luglio ai pensionati con redditi bassi. Non è un bonus una tantum: è un diritto stabilito per legge dalla Legge n. 127/2007, che ha introdotto questa misura per sostenere i pensionati con assegni più modesti. Non si chiama “quattordicesima” perché è la quattordicesima mensilità nel senso letterale, ma perché viene pagata in aggiunta alle tredici mensilità ordinarie.

Chi ha diritto alla quattordicesima: i requisiti 2026

Per ricevere la quattordicesima nel luglio 2026 devono essere soddisfatti contemporaneamente questi requisiti:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026
  • Tipo di pensione: essere titolari di pensione diretta (vecchiaia, anticipata, invalidità) o di reversibilità a carico dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o dei fondi sostitutivi ed esclusivi
  • Limite di reddito: il reddito complessivo annuo deve essere entro determinate soglie (vedi tabella sotto)

Il reddito preso in considerazione è quello relativo all’anno precedente (2025), comprensivo di tutte le fonti: pensioni, eventuali redditi da lavoro, affitti, interessi bancari, ecc. Non viene invece conteggiata la casa di abitazione.

Tabella importi quattordicesima luglio 2026

Gli importi della quattordicesima dipendono sia dagli anni di contribuzione versati sia dal reddito complessivo. Ecco la tabella di riferimento aggiornata al 2026:

Anni di contribuzioneReddito fino a 1,5 volte il trattamento minimoReddito da 1,5 a 2 volte il trattamento minimo
Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18 a 28 anni (autonomi)546 euro420 euro
Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

Nota: I valori sono indicativi e rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT. Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a 611,85 euro mensili (rivalutato con DM MEF del 19/11/2025, perequazione +1,4%). Per gli importi esatti relativi alla tua posizione, consulta il cedolino su MyINPS o rivolgiti al CAF.

Le soglie di reddito corrispondono a:

  • 1,5 volte il trattamento minimo: circa 11.931 euro annui nel 2026 (su 13 mensilità)
  • 2 volte il trattamento minimo: circa 15.908 euro annui nel 2026 (su 13 mensilità)

Se il tuo reddito supera 2 volte il trattamento minimo non hai diritto alla quattordicesima. Se ti avvicini alla soglia, l’INPS calcola comunque un importo ridotto per evitare l’effetto “tutto o niente”.

Perché l’importo di luglio potrebbe essere diverso da giugno

Molti pensionati si accorgono che la pensione di luglio ha un importo diverso rispetto ai mesi precedenti. Questo può avvenire per diverse ragioni, tutte riportate nel cedolino:

  • Quattordicesima mensilità: per chi ha diritto, l’importo viene aggiunto direttamente al cedolino di luglio, aumentando l’accredito totale
  • Conguagli IRPEF: l’INPS in quanto sostituto d’imposta applica le ritenute IRPEF mensili e può effettuare conguagli fiscali a luglio (soprattutto per i pensionati che hanno presentato il 730)
  • Addizionali regionali e comunali: vengono trattenute a rate mensili e possono variare nei mesi estivi
  • Variazioni derivanti dal 730/2026: se hai presentato il 730 e hai un rimborso o un debito fiscale, l’INPS può iniziare ad accreditare o trattenere importi già da luglio
  • Rivalutazione automatica: gli assegni pensionistici vengono rivalutati ogni anno in base all’inflazione ISTAT; eventuali rettifiche possono comparire nel cedolino

Se noti una variazione inaspettata nel tuo cedolino, non preoccuparti subito: il motivo è quasi sempre spiegato nella voce di dettaglio del cedolino stesso. Leggi attentamente ogni voce prima di contattare il patronato o il CAF.

Come controllare il cedolino pensione INPS: la guida passo passo

Il cedolino della pensione è il documento ufficiale dell’INPS che riepiloga l’importo lordo, le trattenute fiscali e contributive, e il netto che viene accreditato. Puoi consultarlo online in qualsiasi momento, senza doverti recare allo sportello.

Accesso tramite MyINPS (metodo più rapido)

Il modo più semplice per vedere il cedolino di luglio 2026 è accedere al portale MyINPS all’indirizzo myinps.inps.it. Ecco come fare:

  1. Vai su myinps.inps.it dal tuo computer, tablet o smartphone
  2. Clicca su “Accedi” e scegli il metodo di autenticazione: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
  3. Una volta dentro, cerca la sezione “Pensione e Previdenza”
  4. Clicca su “Cedolino della pensione”
  5. Seleziona il mese di luglio 2026 dal menu a tendina
  6. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

Il cedolino diventa disponibile online solitamente verso la metà del mese precedente, quindi il cedolino di luglio dovrebbe essere consultabile già da metà giugno. Se accedi a luglio inoltrato, lo troverai sicuramente disponibile.

Come leggere il cedolino: le voci principali

Il cedolino INPS può sembrare complicato a prima vista, ma le voci principali sono sempre le stesse:

  • Pensione lorda: l’importo complessivo prima delle trattenute
  • IRPEF: la ritenuta fiscale mensile calcolata sul reddito da pensione
  • Addizionale regionale: la quota trattenuta per la regione di residenza
  • Addizionale comunale: la quota trattenuta per il comune di residenza
  • Quattordicesima: visibile come voce separata se ti spetta
  • Importo netto da pagare: quello che trovi sul conto corrente o libretto

Se non riesci ad accedere in autonomia a MyINPS oppure hai difficoltà a interpretare il cedolino, il nostro patronato è a tua disposizione: puoi prenotare un appuntamento presso uno dei nostri sportelli di Udine e provincia per un’assistenza completa.

Come ricevere il cedolino via email o posta

Non tutti i pensionati hanno dimestichezza con il digitale, e l’INPS lo sa. Esistono quindi alternative all’accesso online:

  • Invio via email: puoi richiedere che il cedolino venga inviato automaticamente all’indirizzo email che hai comunicato all’INPS. Per attivare questo servizio, accedi a MyINPS e aggiorna le tue preferenze di comunicazione
  • Contact Center INPS: puoi chiamare il numero gratuito 803 164 (da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento) per ricevere informazioni sul cedolino
  • Sportello CAF/Patronato: il modo più comodo per chi non usa internet: ti assistiamo noi direttamente nella consultazione e nella spiegazione del cedolino

Domande frequenti sul cedolino pensione luglio 2026

Ho 63 anni: ho diritto alla quattordicesima?

No. La quattordicesima spetta solo ai pensionati che hanno compiuto (o compiono) 64 anni entro il 31 luglio 2026. Se compi 64 anni dopo il 31 luglio, la riceverai a partire dal luglio dell’anno successivo.

Non ho ricevuto la quattordicesima: cosa faccio?

Prima verifica i requisiti: hai compiuto 64 anni entro luglio 2026 e il tuo reddito 2025 è entro le soglie previste? Se sì, controlla il cedolino su MyINPS per verificare se la voce “quattordicesima” è presente. Se non lo è e ritieni di averne diritto, puoi presentare domanda di riesame al tuo patronato di fiducia.

La pensione di luglio risulta più bassa del solito: è normale?

Può succedere se l’INPS sta trattenendo importi per conguagli fiscali legati al 730/2026 oppure per addizionali regionali o comunali. Controlla il cedolino per vedere quali voci sono aumentate rispetto al mese precedente. Se hai presentato il 730 con un debito IRPEF, la trattenuta può essere spalmata in più rate a partire da luglio.

Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione in posta per me?

Sì. Poste Italiane consente la delega a un familiare o a un terzo di fiducia per il ritiro della pensione in contanti. È necessario presentare allo sportello il documento del delegante e del delegato, insieme all’apposito modulo di delega reperibile sul sito di Poste Italiane o direttamente allo sportello.

Quando viene pubblicato il cedolino di luglio su MyINPS?

Il cedolino di luglio viene di norma caricato su MyINPS nella seconda metà di giugno. Accedendo a MyINPS dal 15-20 giugno in poi puoi già visualizzare il documento relativo al mese successivo.

La quattordicesima è tassata?

Sì. La quattordicesima mensilità è soggetta a IRPEF come il normale reddito da pensione. L’INPS applica direttamente le ritenute sul cedolino di luglio, quindi l’importo che ricevi in accredito è già al netto delle imposte.

Articoli correlati sul cedolino e sulle pensioni di luglio 2026

Se vuoi approfondire ulteriori aspetti legati alle pensioni di luglio 2026, ti consigliamo di leggere anche:

  • Pagamento pensioni luglio 2026: date di accredito, quattordicesima
  • Quattordicesima pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva
  • Quattordicesima pensione INPS: tutti gli importi ufficiali
  • Modello OBIS-M 2026: cos’è e come scaricarlo

Hai dubbi sul cedolino? Il CAF Centro Fiscale ti aiuta

Il cedolino INPS contiene molte voci e può essere difficile da interpretare, soprattutto quando compaiono trattenute inaspettate o variazioni di importo. Il nostro patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per:

  • Verificare il cedolino e spiegare ogni voce
  • Controllare se hai diritto alla quattordicesima
  • Presentare domanda di riesame in caso di quattordicesima non ricevuta
  • Assistenza per l’accesso a MyINPS con SPID o CIE
  • Verifica dei conguagli fiscali del 730 sulla pensione

Prenota un appuntamento presso i nostri sportelli: siamo a tua disposizione per offrire un’assistenza competente e accessibile, senza costi nascosti.

Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 10:00:002026-07-03 07:54:35Cedolino Pensione Luglio 2026: Quando Pagano, Quattordicesima e Come Controllare l’Importo
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Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, Come Fare Domanda

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La pensione di vecchiaia 2026 rappresenta il traguardo naturale per milioni di lavoratori italiani che hanno raggiunto i requisiti di età e contributi stabiliti dalla normativa INPS. Conoscere con esattezza quando si può andare in pensione, quanto si riceverà e come presentare domanda è fondamentale per pianificare serenamente il proprio futuro previdenziale. Nel 2026, i requisiti per accedere alla pensione ordinaria di vecchiaia restano quelli introdotti dalla riforma Fornero: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Questa guida completa ti aiuterà a capire se hai diritto alla pensione, come calcolare l’importo che ti spetta e quali passaggi seguire per ottenere il tuo assegno mensile dall’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Pensione di Vecchiaia
  2. Requisiti Pensione Vecchiaia 2026
  3. Deroghe per Lavori Usuranti e Gravosi
  4. Calcolo Importo Pensione
  5. Come Fare Domanda INPS
  6. Tempistiche e Decorrenza
  7. Differenze con Pensione Anticipata
  8. Domande Frequenti

Cos’è la Pensione di Vecchiaia

La pensione di vecchiaia è la prestazione previdenziale che l’INPS eroga ai lavoratori che hanno raggiunto una determinata età anagrafica e maturato un numero minimo di anni di contributi. Si tratta della cosiddetta pensione ordinaria, quella a cui ha diritto chiunque abbia lavorato e versato contributi al sistema pensionistico italiano per un periodo sufficientemente lungo. A differenza della pensione anticipata, che permette di ritirarsi prima raggiungendo un elevato numero di contributi indipendentemente dall’età, la pensione di vecchiaia si ottiene quando si raggiunge l’età pensionabile fissata dalla legge.

La pensione di vecchiaia rappresenta un diritto maturato attraverso il lavoro: ogni mese di contributi versati si traduce in un accumulo di anzianità contributiva che, unita al requisito anagrafico, consente l’accesso al trattamento pensionistico. L’importo mensile della pensione dipende da diversi fattori, tra cui il sistema di calcolo applicabile (retributivo, contributivo o misto), l’ammontare dei contributi versati e la storia lavorativa del pensionando. Per capire a quanto ammonta la propria futura pensione e quando sarà possibile richiederla, è importante conoscere i requisiti pensione vecchiaia 2026 e le modalità di calcolo dell’assegno.

Requisiti Pensione Vecchiaia 2026: 67 Anni di Età e 20 Anni di Contributi

Nel 2026, per accedere alla pensione di vecchiaia sono necessari due requisiti fondamentali che devono essere soddisfatti contemporaneamente. Il primo è di tipo anagrafico: occorre aver compiuto 67 anni di età. Questo limite è valido sia per gli uomini che per le donne, sia per i lavoratori del settore privato che per quelli del pubblico impiego. L’età pensionabile di 67 anni è stata introdotta dalla riforma Fornero nel 2011 e resta invariata anche per il 2026, confermando la necessità di raggiungere questa soglia per accedere alla pensione ordinaria.

Il secondo requisito riguarda l’anzianità contributiva: sono necessari almeno 20 anni di contributi effettivi versati all’INPS o ad altre casse previdenziali obbligatorie. Questi 20 anni rappresentano il minimo indispensabile per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia. I contributi possono derivare da lavoro dipendente, lavoro autonomo, attività professionale o essere stati accreditati figurativamente in alcuni casi particolari (come per il servizio militare, la maternità obbligatoria o i periodi di malattia). È importante sottolineare che i 20 anni di contributi devono essere effettivi: non sono sufficienti contributi volontari o riscatti se non accompagnati da periodi di contribuzione obbligatoria.

Esiste però una deroga per i lavoratori con carriere contributive discontinue: chi ha iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996 (i cosiddetti “contributivi puri”) può accedere alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, a condizione di aver raggiunto sempre i 67 anni di età e che l’importo della pensione risultante sia pari almeno all’assegno sociale previsto per quell’anno. Questa possibilità è riservata a chi non ha alcun contributo versato prima del 1996 e rappresenta una tutela per i lavoratori con carriere frammentate o precarie.

Deroghe per Lavori Usuranti e Gravosi

La normativa previdenziale prevede alcune deroghe ai requisiti standard della pensione di vecchiaia per i lavoratori che hanno svolto attività particolarmente gravose o usuranti. Queste categorie professionali, a causa della natura pesante del lavoro svolto, possono accedere alla pensione con requisiti ridotti rispetto ai 67 anni previsti per la generalità dei lavoratori. Si tratta di una tutela importante per chi ha dedicato la propria vita lavorativa a mansioni faticose che comportano un maggiore logoramento fisico.

Tra le professioni usuranti rientrano ad esempio i lavoratori notturni a turni, i conducenti di veicoli pesanti, i lavoratori in galleria o in cava, gli addetti alla linea catena e coloro che svolgono mansioni in ambienti ad alte temperature. Per queste categorie, la legge prevede la possibilità di anticipare il pensionamento attraverso il sistema delle quote, che combina età anagrafica e anzianità contributiva. Ad esempio, chi ha svolto lavori usuranti per almeno metà della vita lavorativa può accedere alla pensione con requisiti ridotti di alcuni anni rispetto ai 67 previsti ordinariamente.

Per i lavori gravosi, invece, esiste l’APE Sociale, una prestazione che consente di andare in pensione a 63 anni e mezzo con almeno 36 anni di contributi. Tra i lavori considerati gravosi figurano gli operai dell’industria estrattiva, gli edili, i conduttori di gru, i conciatori di pelli, i marittimi, gli operatori ecologici e molte altre professioni elencate dalla normativa. Anche in questo caso, la qualifica di lavoro gravoso deve essere certificata e deve aver riguardato almeno 6 anni negli ultimi 7 oppure 7 anni negli ultimi 10 prima della domanda di pensione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se hai diritto a queste agevolazioni e assisterti nella raccolta della documentazione necessaria per dimostrare lo svolgimento di attività usuranti o gravose.

Calcolo Importo Pensione: Sistema Retributivo, Misto e Contributivo

L’importo della pensione di vecchiaia dipende dal sistema di calcolo applicabile al singolo lavoratore, che varia in base agli anni di contribuzione maturati e ai periodi di lavoro. In Italia coesistono tre sistemi: il retributivo, il contributivo e il misto. Comprendere quale sistema si applica al proprio caso è fondamentale per stimare con precisione l’assegno pensionistico che si riceverà mensilmente dall’INPS.

Il sistema retributivo si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Con questo metodo, la pensione è calcolata sulla base delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro (in genere gli ultimi 5-10 anni), ed è tendenzialmente più generoso rispetto al contributivo. Il sistema retributivo garantisce una pensione che si avvicina maggiormente all’ultimo stipendio percepito, proprio perché il calcolo si basa sulle retribuzioni effettive e non sui contributi versati.

Il sistema contributivo, invece, si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi. In questo caso, la pensione viene calcolata esclusivamente sui contributi effettivamente versati durante tutta la carriera lavorativa, rivalutati annualmente in base al PIL. Ogni contributo versato viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione che varia in base all’età di pensionamento: più si va in pensione tardi, più alto è il coefficiente e quindi più elevato sarà l’assegno mensile. Il sistema contributivo tende a essere meno vantaggioso rispetto al retributivo, soprattutto per chi ha avuto carriere discontinue o salari bassi.

Il sistema misto riguarda i lavoratori che avevano meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ma almeno un contributo versato prima di quella data. Per questi lavoratori, la pensione viene calcolata in parte con il metodo retributivo (per i contributi fino al 1995) e in parte con il contributivo (per i contributi dal 1996 in poi). Questo sistema rappresenta una via di mezzo tra i due precedenti e garantisce una tutela maggiore rispetto al contributivo puro. Per sapere con esattezza a quanto ammonta la tua futura pensione di vecchiaia 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una simulazione dettagliata del calcolo, considerando la tua storia contributiva completa e applicando il sistema corretto al tuo caso specifico.

Come Fare Domanda di Pensione di Vecchiaia INPS

La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata all’INPS attraverso una procedura telematica che richiede attenzione e precisione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione del primo assegno. La compilazione della domanda comporta l’inserimento di numerosi dati personali, anagrafici e contributivi, oltre alla scelta di alcune opzioni importanti come le modalità di pagamento, l’eventuale applicazione del cumulo contributivo o la richiesta di detrazioni fiscali.

Per presentare la domanda è necessario essere in possesso delle proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) e raccogliere tutta la documentazione necessaria: codice fiscale, dati anagrafici completi, estratto conto contributivo aggiornato (disponibile sul sito INPS), coordinate bancarie o postali per l’accredito della pensione, eventuale documentazione relativa a periodi di contribuzione estera o riscattati. È inoltre importante verificare che tutti i contributi versati durante la carriera lavorativa siano correttamente registrati nell’estratto conto INPS, perché eventuali periodi mancanti devono essere regolarizzati prima della presentazione della domanda.

La compilazione richiede competenze tecniche e conoscenza della normativa previdenziale: un errore nella scelta del tipo di pensione, nel calcolo dei contributi o nell’indicazione dei periodi lavorativi può comportare il rigetto della domanda o un assegno inferiore a quello spettante. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi all’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di tutto l’iter: dalla raccolta dei documenti alla verifica dell’estratto conto contributivo, dalla compilazione della domanda telematica fino alla presentazione all’INPS. I nostri esperti garantiscono la correttezza di ogni passaggio e ti tengono aggiornato sullo stato della pratica fino all’erogazione del primo assegno pensionistico.

Tempistiche e Decorrenza della Pensione di Vecchiaia 2026

Una volta presentata la domanda di pensione, è importante conoscere i tempi di lavorazione da parte dell’INPS e la data di decorrenza del primo assegno. A differenza di quanto avveniva in passato, per la pensione di vecchiaia non esistono più le cosiddette “finestre mobili”: questo significa che la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti, oppure dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se questa viene inoltrata dopo aver già raggiunto età e contributi.

Ad esempio, se compi 67 anni il 15 marzo 2026 e hai già maturato i 20 anni di contributi, puoi presentare la domanda anche prima di compiere gli anni (fino a 3 mesi prima) e la tua pensione decorrerà dal 1° aprile 2026. Se invece presenti la domanda in ritardo, ad esempio a giugno 2026, la pensione decorrerà comunque dal 1° aprile 2026, ma il primo pagamento potrebbe arrivare solo dopo alcuni mesi, comprensivo degli arretrati maturati.

I tempi tecnici di lavorazione della domanda da parte dell’INPS variano generalmente tra i 2 e i 4 mesi, durante i quali l’Istituto verifica la correttezza dei dati, controlla la posizione contributiva e calcola l’importo spettante. È quindi consigliabile presentare la domanda con un certo anticipo rispetto alla data di decorrenza prevista, per evitare ritardi nell’erogazione del primo assegno. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente lo stato di avanzamento della pratica e interviene tempestivamente in caso di richieste di integrazione documentale o di anomalie nella lavorazione, garantendo che la tua pensione venga liquidata nei tempi più rapidi possibili.

Differenze tra Pensione di Vecchiaia e Pensione Anticipata

Spesso si fa confusione tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata, due strumenti previdenziali diversi che consentono di ritirarsi dal lavoro con requisiti differenti. Comprendere le differenze è importante per scegliere la soluzione più adatta alla propria situazione e capire quale strada percorrere per accedere al trattamento pensionistico.

La pensione di vecchiaia, come abbiamo visto, richiede il raggiungimento di un’età minima di 67 anni e di almeno 20 anni di contributi. Il requisito principale è quindi di tipo anagrafico: si va in pensione perché si è raggiunta l’età stabilita dalla legge. L’importo della pensione dipende dal sistema di calcolo applicabile e dai contributi versati, ma non ci sono penalizzazioni legate all’età di pensionamento.

La pensione anticipata, invece, consente di ritirarsi dal lavoro prima dei 67 anni, a condizione di aver maturato un numero molto elevato di anni di contributi: nel 2026 sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Questo significa che un lavoratore che ha iniziato a lavorare molto giovane potrebbe andare in pensione anche prima dei 60 anni, se ha raggiunto il requisito contributivo richiesto. La pensione anticipata non prevede penalizzazioni sul calcolo dell’assegno, a differenza di altre forme di pensionamento anticipato come l’APE Sociale o Quota 103.

In sintesi, la differenza principale sta nel requisito fondamentale: la pensione di vecchiaia privilegia l’età, mentre la pensione anticipata privilegia gli anni di contributi. La scelta tra le due dipende dalla propria situazione contributiva e dalla volontà di ritirarsi prima o dopo i 67 anni. Il CAF Centro Fiscale di Udine può analizzare la tua posizione contributiva e illustrarti tutte le opzioni disponibili per andare in pensione, valutando insieme a te la soluzione più conveniente in base alla tua carriera lavorativa e alle tue esigenze personali.

Domande Frequenti sulla Pensione di Vecchiaia 2026

Posso andare in pensione a 67 anni con meno di 20 anni di contributi?

Sì, ma solo in un caso specifico: se hai iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi (contributivi puri) puoi accedere alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, a condizione che l’importo della tua pensione sia almeno pari all’assegno sociale previsto per quell’anno. Per tutti gli altri lavoratori, i 20 anni di contributi rappresentano il requisito minimo obbligatorio.

Quando devo presentare la domanda di pensione di vecchiaia?

La domanda può essere presentata fino a 3 mesi prima del compimento dei 67 anni. È consigliabile inviarla con anticipo per permettere all’INPS di lavorare la pratica senza ritardi. Se presenti la domanda in ritardo, la pensione decorrerà comunque dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dei requisiti, ma potresti ricevere il primo pagamento con alcuni mesi di ritardo, seppur comprensivo degli arretrati.

L’importo della pensione di vecchiaia è tassato?

Sì, la pensione è un reddito imponibile soggetto a tassazione IRPEF con le aliquote progressive previste dalla legge. L’INPS applica direttamente le ritenute fiscali sull’assegno mensile, trattenendo l’IRPEF dovuta. Inoltre, sulla pensione si possono applicare detrazioni fiscali per pensionati, che riducono l’importo delle tasse da pagare. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi per ottimizzare le detrazioni e verificare eventuali conguagli.

Posso continuare a lavorare dopo aver ottenuto la pensione di vecchiaia?

Sì, la pensione di vecchiaia è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo. Questo significa che puoi continuare a lavorare anche dopo il pensionamento senza alcuna riduzione dell’assegno pensionistico. I nuovi contributi versati dopo il pensionamento possono essere utilizzati per ottenere un supplemento di pensione, ovvero un incremento dell’assegno mensile, richiedibile dopo almeno 5 anni dall’accesso alla pensione.

Cosa succede se ho lavorato all’estero?

Se hai lavorato in Paesi dell’Unione Europea o in Stati con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, i contributi esteri possono essere totalizzati o cumulati con quelli italiani per raggiungere i requisiti della pensione di vecchiaia. La totalizzazione consente di sommare i periodi contributivi maturati in diversi Stati per raggiungere i 20 anni richiesti. Il calcolo dell’importo viene poi effettuato in modo proporzionale da ciascun Paese in base ai contributi versati sul proprio territorio. Il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione contributiva estera e assisterti nelle pratiche di totalizzazione internazionale.

Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?

In caso di decesso del pensionato o del lavoratore con almeno 15 anni di contributi, il coniuge e i figli a carico hanno diritto alla pensione di reversibilità, che corrisponde a una percentuale dell’assegno pensionistico del defunto. La percentuale varia in base al numero di superstiti: 60% per il coniuge solo, 80% per coniuge e un figlio, 100% per coniuge e due o più figli. La pensione di reversibilità è un importante strumento di tutela per le famiglie e può essere richiesta dai superstiti aventi diritto entro termini stabiliti dalla legge.

Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Vecchiaia?

Hai bisogno di assistenza per la pensione di vecchiaia 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per verificare i tuoi requisiti, calcolare l’importo della tua futura pensione e presentare la domanda all’INPS con la massima precisione. I nostri esperti ti seguono in ogni fase, dalla raccolta documenti fino all’erogazione del primo assegno, sia in ufficio a Udine che comodamente online in tutta Italia.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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CONGEDO PARENTALE, MATERNITA', PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, PATRONATO

Congedo parentale e lavoratrici autonome: regole 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto al congedo parentale, ma con regole diverse rispetto alle dipendenti. Le condizioni di accesso, la durata e soprattutto l’importo dell’indennita variano in base alla categoria previdenziale di appartenenza. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul congedo parentale per partita IVA e lavoratrici autonome nel 2026.

Vedi anche la guida completa: Congedo parentale 2026: durata, indennita e domanda INPS.

Indice dei contenuti

  1. Chi sono le lavoratrici autonome con diritto al congedo
  2. Congedo parentale per iscritte gestione separata INPS
  3. Come si calcola l’indennita di congedo parentale per le autonome
  4. Contributi previdenziali durante il congedo (gestione separata)
  5. Forfettarie: congedo parentale e gestione separata
  6. Congedo parentale per artigiane e commercianti
  7. Professioniste con cassa previdenziale autonoma
  8. Come fare domanda di congedo parentale all’INPS
  9. Domande frequenti sul congedo parentale autonome
  10. Conclusione

Chi sono le lavoratrici autonome con diritto al congedo

Il termine “lavoratrici autonome” ai fini previdenziali include diverse categorie:

  • Iscritte alla gestione separata INPS: freelance, collaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.), professioniste senza cassa autonoma, lavoratrici con partita IVA non iscritte ad albo con cassa propria
  • Artigiane e commercianti: iscritte alla gestione artigiani/commercianti INPS
  • Coltivatrici dirette, colone e mezzadre: iscritte alla gestione agricola INPS
  • Professioniste con cassa previdenziale autonoma: avvocate (Cassa Forense), mediche (ENPAM), ingegnere/architette (Inarcassa), psicologhe (ENPAP), ecc. – le regole variano per ciascuna cassa

Congedo parentale per iscritte gestione separata INPS

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS (incluse molte partite IVA con regime forfettario senza albo professionale con cassa propria) hanno diritto a:

  • Durata: 3 mesi di congedo parentale entro i 12 anni del bambino (in base al D.Lgs. 105/2022 che ha recepito la Direttiva UE 2019/1158)
  • Indennita: pari al 30% del reddito calcolato sulla base del reddito imponibile medio degli ultimi due anni precedenti al congedo
  • Domanda: va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo
  • Requisito contributivo: almeno 3 mesi di contribuzione alla gestione separata nei 12 mesi precedenti la data di inizio del congedo

Importante: l’indennita del 30% per le iscritte alla gestione separata non sale all’80% per il terzo mese. L’aumento all’80% del terzo mese e una novita prevista dalla riforma del congedo parentale (D.Lgs. 105/2022) valida esclusivamente per i lavoratori dipendenti. Le lavoratrici autonome/gestione separata restano al 30% per tutti e tre i mesi.

Come si calcola l’indennita di congedo parentale per le autonome

Il calcolo dell’indennita per le iscritte alla gestione separata segue questa formula:

Base di calcolo = reddito imponibile previdenziale medio degli ultimi 2 anni precedenti l’evento
Indennita giornaliera = (base di calcolo / 365) x 30%
Indennita mensile = indennita giornaliera x 30 giorni

Reddito imponibile medio annuoIndennita giornaliera (30%)Indennita mensile indicativa
20.000 eurocirca 16,44 euro/giornocirca 493 euro/mese
35.000 eurocirca 28,77 euro/giornocirca 863 euro/mese
50.000 eurocirca 41,10 euro/giornocirca 1.233 euro/mese
85.000 euro (max forfettario)circa 69,86 euro/giornocirca 2.096 euro/mese

Nota: i valori sopra sono indicativi. L’INPS calcola l’importo esatto in base ai contributi effettivamente versati e al reddito dichiarato. Per un calcolo preciso, verifica con il Patronato CAF.

Contributi previdenziali durante il congedo (gestione separata)

Durante il periodo di congedo parentale indennizzato, l’INPS accredita d’ufficio i contributi figurativi alla gestione separata. Questo significa che il periodo di congedo viene conteggiato ai fini previdenziali anche senza versamento di contributi effettivi. E un vantaggio importante per le lavoratrici con pochi anni di contribuzione.

L’aliquota della gestione separata nel 2026 per le iscritte senza altra copertura previdenziale (es. forfettarie che non versano contributi artigiani/commercianti) e del 26,07%. Per le iscritte con altra copertura obbligatoria (es. dipendenti part-time + partita IVA) l’aliquota e del 24%.

Forfettarie: congedo parentale e gestione separata

Le lavoratrici in regime forfettario che non esercitano attivita artigiana o commerciale (e che quindi non versano contributi INPS artigiani/commercianti) sono in genere iscritte alla gestione separata. Per loro si applicano le stesse regole descritte sopra per la gestione separata.

Attenzione: alcune forfettarie che svolgono attivita artigiana o commerciale versano invece i contributi INPS artigiani/commercianti con la riduzione del 35% (contributi con riduzione forfettaria). In questo caso le regole sul congedo parentale sono quelle specifiche per artigiane/commercianti (vedi paragrafo successivo).

Congedo parentale per artigiane e commercianti

Le artigiane e commercianti iscritte alla gestione INPS specifica hanno diritto a:

  • 3 mesi di congedo parentale indennizzato entro i 12 anni del figlio
  • Indennita pari al 30% del salario convenzionale annuo stabilito per legge (non il reddito effettivo)
  • Contributi figurativi accreditati per il periodo di congedo

Professioniste con cassa previdenziale autonoma

Le professioniste iscritte ad albi con cassa previdenziale propria (Cassa Forense, ENPAM, ENPAP, Inarcassa, ENPAPI, ecc.) hanno regole specifiche per ciascuna cassa. In linea generale offrono indennita di maternita e congedo parentale, ma gli importi e le condizioni variano. Alcune casse prevedono integrazioni rispetto al minimo INPS. E fondamentale consultare direttamente la propria cassa di appartenenza o rivolgersi al patronato per conoscere i diritti specifici.

Come fare domanda di congedo parentale all’INPS

  1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “Congedo parentale per lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata”
  3. Compila il modulo online inserendo: periodo di congedo richiesto, dati del figlio, coordinate bancarie per il pagamento
  4. Allega la documentazione richiesta (stato di famiglia, certificato di nascita se non ancora comunicato all’INPS)
  5. Invia la domanda. L’INPS elabora e liquida l’indennita tipicamente entro 30-60 giorni

In alternativa, puoi presentare la domanda tramite patronato CAF, che gestisce l’iter completo per conto tuo.

Domande frequenti sul congedo parentale autonome

Il congedo parentale e compatibile con l’attivita lavorativa? No. Durante il periodo di congedo parentale indennizzato non puoi svolgere attivita lavorativa autonoma. Se riprendi a lavorare, il congedo si interrompe e cessa il diritto all’indennita.

Il padre autonomo ha diritto al congedo parentale? Si, anche il padre lavoratore autonomo/libero professionista iscritto alla gestione separata ha diritto ai 3 mesi di congedo parentale con le stesse modalita della madre.

I 3 mesi di congedo si possono frazionare? Si. Il congedo parentale puo essere fruito in modo continuativo, a mesi, a settimane o a giorni (a seconda della modalita scelta al momento della domanda).

Come influisce il congedo sul calcolo dell’ISEE? L’indennita di congedo parentale erogata dall’INPS concorre al reddito complessivo ai fini ISEE per l’anno in cui viene percepita. Per dubbi su come compilare la DSU in questi casi, il CAF Centro Fiscale puo assisterti.

Conclusione

Il congedo parentale per lavoratrici autonome e partite IVA nel 2026 garantisce 3 mesi di indennita pari al 30% del reddito per le iscritte alla gestione separata. A differenza dei dipendenti, le autonome non beneficiano dell’aumento all’80% per il terzo mese. Per calcolare l’importo esatto della tua indennita e per presentare la domanda all’INPS, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa. Prenota un appuntamento.

Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-29 08:30:002026-07-03 07:54:52Congedo parentale e lavoratrici autonome: regole 2026
INAIL AGGRAVAMENTI, RICONOSCIMENTO MALATTIE PROFESSIONALI, PATRONATO

Aggravamento INAIL: revisione rendita e tempistiche

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Quando le condizioni di salute di un lavoratore peggiorano dopo aver ottenuto una rendita INAIL, e possibile chiedere la revisione della rendita per aggravamento. Questa procedura permette di far rivalutare il grado di invalidita e, se l’aggravamento e confermato, di ottenere un incremento dell’indennizzo. In questa guida spieghiamo come funziona la revisione della rendita INAIL nel 2026, le tempistiche e i passi pratici per presentare la domanda.

Vedi anche la guida principale: INAIL aggravamento malattia professionale: come fare domanda.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e la rendita INAIL per infortunio o malattia professionale
  2. Gradi di menomazione e tipo di prestazione INAIL
  3. Cos’e l’aggravamento e quando si puo chiedere la revisione
  4. Come si presenta la domanda di revisione per aggravamento
  5. Tempistiche della revisione della rendita INAIL
  6. Casi pratici: esempi di aggravamento riconoscibile
  7. Cosa fare se INAIL non riconosce l’aggravamento
  8. Domande frequenti sulla revisione rendita INAIL
  9. Conclusione

Cos’e la rendita INAIL per infortunio o malattia professionale

La rendita INAIL e una prestazione economica periodica riconosciuta ai lavoratori che hanno subito un infortunio sul lavoro o una malattia professionale con esiti permanenti che determinano una riduzione della capacita lavorativa. E disciplinata principalmente dal D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo Unico INAIL) e dal D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38 (riforma del danno biologico).

La rendita viene calcolata in base al grado di menomazione dell’integrita psicofisica (MIP, ex invalidita permanente) e alla retribuzione annua del lavoratore. A partire dal grado del 16% si ha diritto a una rendita periodica (mensile); per gradi tra 6% e 15% e previsto un indennizzo in capitale una-tantum.

Gradi di menomazione e tipo di prestazione INAIL

Grado di menomazioneTipo prestazioneNote
Inferiore al 6%Nessun indennizzo permanenteSolo indennizzo temporaneo durante la guarigione clinica
Dal 6% al 15%Indennizzo in capitale (una-tantum)Importo variabile in base al grado e alla retribuzione
Dal 16% al 100%Rendita periodica mensileCommisurata a retribuzione annua e grado MIP
Dal 80% al 100%Rendita + assegno per assistenza personaleNei casi di grande invalidita con necessita di assistenza continua

Cos’e l’aggravamento e quando si puo chiedere la revisione

L’aggravamento si verifica quando le condizioni di salute del lavoratore peggiorano rispetto alla valutazione medica che ha determinato la rendita originaria. In questi casi il lavoratore ha diritto a richiedere una nuova valutazione della menomazione.

La revisione della rendita per aggravamento e disciplinata dall’art. 83 del D.P.R. 1124/1965 e puo essere chiesta:

  • Decorsi 4 anni dalla liquidazione della rendita originaria (per le malattie professionali tabellate)
  • Decorsi 10 anni dalla liquidazione per gli infortuni sul lavoro
  • In qualsiasi momento se l’aggravamento e dovuto a cause nuove e sopravvenute legate alla stessa patologia professionale

Come si presenta la domanda di revisione per aggravamento

  1. Raccolta documentazione: prepara tutta la documentazione medica aggiornata (referti specialistici, cartella clinica, esami diagnostici che attestano il peggioramento)
  2. Presentazione domanda: la domanda si presenta alla sede INAIL competente per territorio, online tramite il portale INAIL (www.inail.it) con SPID, oppure tramite patronato abilitato
  3. Visita medica di revisione: INAIL convoca il lavoratore per una visita collegiale presso la sede INAIL. Il medico legale INAIL valuta il grado di menomazione attuale
  4. Notifica del provvedimento: INAIL comunica l’esito entro 120 giorni dalla domanda. Se l’aggravamento e riconosciuto, la rendita viene adeguata (o liquidato un supplemento di indennizzo in capitale se si sale tra i gradi 6-15%)
  5. Ricorso: se INAIL rigetta la domanda o riconosce un grado inferiore a quello atteso, e possibile presentare ricorso amministrativo o giudiziario

Tempistiche della revisione della rendita INAIL

FaseTempistica indicativa
Presentazione domanda a INAILImmediata (online o via patronato)
Convocazione visita medica30-90 giorni dalla domanda
Esito della valutazione30-60 giorni dalla visita
Decorrenza nuova rendita (se riconosciuta)Dal mese successivo alla domanda (retroattivamente)
Termini ricorso amministrativo60 giorni dal provvedimento
Termini ricorso giudiziario3 anni dal provvedimento (prescrizione)

Casi pratici: esempi di aggravamento riconoscibile

Esempi tipici di aggravamento documentabile che possono dare luogo a revisione della rendita:

  • Ernia del disco da infortunio sul lavoro che si aggrava fino a richiedere intervento chirurgico, con deficit neurologici residui piu gravi
  • Malattia polmonare professionale (es. silicosi, asbestosi) con progressione documentata da TAC o spirometria
  • Sordita professionale con peggioramento audiometrico rispetto alla valutazione originaria
  • Lesioni ossee da infortunio con artrosi post-traumatica progressiva documentata radiologicamente
  • Dermatite professionale cronica che si cronicizza nonostante la cessazione dell’esposizione

Cosa fare se INAIL non riconosce l’aggravamento

Se la domanda viene rigettata o il grado riconosciuto non riflette il reale stato di salute, esistono due percorsi:

  • Ricorso amministrativo: entro 60 giorni dal provvedimento, alla Direzione Regionale INAIL competente. E gratuito e puo portare a una rivalutazione interna
  • Ricorso giudiziario: davanti al Tribunale del Lavoro, entro 3 anni. E consigliabile avvalersi di un avvocato specializzato e di un perito medico-legale di parte che confuti le valutazioni INAIL

Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza nella presentazione della domanda di revisione rendita INAIL, nella raccolta della documentazione medica e nel monitoraggio dei termini procedurali. Prenota un appuntamento per una consulenza.

Domande frequenti sulla revisione rendita INAIL

La rendita INAIL viene tassata? Le rendite INAIL per infortuni sul lavoro e malattie professionali sono esenti da IRPEF ai sensi dell’art. 6 del TUIR. Non vanno dichiarate nel modello 730 o Redditi PF.

Posso chiedere la revisione anche se lavoro ancora? Si, l’aggravamento puo essere riconosciuto indipendentemente dallo stato occupazionale attuale del lavoratore.

La rendita INAIL si somma ad altri trattamenti (es. pensione di inabilita)? In linea generale si, con alcune limitazioni per evitare duplicazioni. Il patronato CAF puo verificare la compatibilita specifica nel tuo caso.

Conclusione

La revisione della rendita INAIL per aggravamento e un diritto del lavoratore e uno strumento importante per garantire che l’indennizzo corrisponda all’effettivo stato di salute. La documentazione medica aggiornata e il rispetto dei termini procedurali sono i due elementi chiave per il successo della domanda. Per assistenza pratica nella preparazione e presentazione della domanda, il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine e al tuo fianco.

Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-28 17:00:002026-07-03 07:54:55Aggravamento INAIL: revisione rendita e tempistiche
INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATO

Pensione anticipata con invalidità 75%: requisiti, tabella 2026 e come richiederla

Pensione 2026 INPS

Chi ha un’invalidità civile riconosciuta pari o superiore al 75% può andare in pensione prima. Questo è uno dei benefici meno conosciuti del sistema previdenziale italiano, ma può fare una differenza enorme: anni di contribuzione ridotti o accesso alla pensione a un’età più bassa rispetto agli altri lavoratori.

In questo articolo spieghiamo tutto: cosa dice la legge, quali sono i requisiti nel 2026, come si calcola il beneficio e come presentare domanda all’INPS. Parliamo anche delle differenze con la Legge 104, con cui spesso c’è confusione.

Indice dei contenuti

  1. Che cos’è l’invalidità civile al 75%
  2. Pensione anticipata con invalidità 75%: i requisiti 2026
  3. Tabella 2026: età e contributi per chi ha invalidità 75%
  4. Pensione a 58 anni con invalidità e Legge 104: è possibile?
  5. Come fare domanda per la pensione con invalidità 75%
  6. Pensione di invalidità INPS vs pensione anticipata per invalidi: la differenza
  7. Domande frequenti sulla pensione con invalidità 75%
  8. Cosa fare adesso: contatta il Patronato

Che cos’è l’invalidità civile al 75%

L’invalidità civile è un riconoscimento dello Stato che certifica la riduzione della capacità lavorativa di una persona a causa di una patologia. La percentuale indica il grado di menomazione:

  • Sotto il 33%: nessun beneficio previdenziale specifico
  • Dal 33% al 74%: diritto ad alcune agevolazioni (collocamento mirato, ecc.)
  • Dal 75% in poi: diritto alla riduzione dei requisiti pensionistici
  • Dall’80%: accesso all’assegno di invalidità civile (prestazione assistenziale separata)
  • 100% non deambulante: ulteriori benefici e indennità di accompagnamento

L’invalidità civile al 75% non è la stessa cosa della Legge 104. Ne parliamo meglio più avanti.

Pensione anticipata con invalidità 75%: i requisiti 2026

Il D.Lgs. 503/1992 (art. 2, comma 3) e le successive modifiche riconoscono a chi ha invalidità pari o superiore al 75% il diritto di andare in pensione con requisiti ridotti.

Nel 2026, i requisiti per la pensione di vecchiaia con invalidità 75% sono:

Tipo requisitoLavoratore standardCon invalidità 75% o superiore
Età (uomo)67 anni61 anni
Età (donna)67 anni56 anni
Contributi minimi20 anni20 anni (invariato)

La riduzione dell’età è quindi di 6 anni sia per uomini che per donne rispetto alla pensione di vecchiaia ordinaria.

Attenzione: questo beneficio riguarda la pensione di vecchiaia. Per la pensione anticipata “ordinaria” (basata solo sui contributi, senza requisito di età), il beneficio riguarda invece la riduzione degli anni contributivi:

Tipo pensioneStandardCon invalidità 75% o superiore
Pensione anticipata (uomo)42 anni e 10 mesi40 anni e 10 mesi (riduzione 2 anni)
Pensione anticipata (donna)41 anni e 10 mesi39 anni e 10 mesi (riduzione 2 anni)

Tabella 2026: età e contributi per chi ha invalidità 75%

Riepiloghiamo tutti i canali di accesso alla pensione con invalidità 75% nel 2026:

Pensione di vecchiaia con invalidità 75%

GenereEtà minimaContributi minimi
Uomo61 anni20 anni
Donna56 anni20 anni

Pensione anticipata (solo contributi) con invalidità 75%

GenereContributi richiesti
Uomo40 anni e 10 mesi
Donna39 anni e 10 mesi

Pensione a 58 anni con invalidità e Legge 104: è possibile?

Questa è la domanda più frequente: posso andare in pensione a 58 anni con la Legge 104?

La risposta è: dipende, e bisogna distinguere due situazioni diverse.

La Legge 104 da sola non dà la pensione anticipata

La Legge 104/1992 (quella per l’assistenza ai disabili e ai loro familiari) non riduce i requisiti pensionistici. Essa dà diritto a permessi lavorativi (3 giorni al mese per chi assiste un familiare disabile), priorità nei trasferimenti, ecc., ma non incide sull’età pensionabile.

Invalidità 75% + Legge 104 insieme

Un lavoratore che ha sia il riconoscimento di invalidità 75% che la tutela della Legge 104 (per sé o per un familiare) può:

  • Usare i benefici della Legge 104 durante il lavoro (permessi, flessibilità)
  • Andare in pensione prima grazie all’invalidità propria al 75%

In sintesi: la pensione a 58 anni è possibile in via teorica solo se si hanno circa 40 anni di contributi a quell’età (richiede di aver iniziato a lavorare intorno ai 18 anni). Per la maggior parte dei lavoratori, il beneficio principale resta la pensione di vecchiaia a 61 anni (uomini) o 56 anni (donne).

Come fare domanda per la pensione con invalidità 75%

Il percorso prevede due fasi distinte.

Fase 1: ottenere il riconoscimento dell’invalidità

Se non hai ancora il riconoscimento formale dell’invalidità al 75%, devi:

  1. Fare visita medica dal medico di base, che compila la documentazione iniziale
  2. Presentare domanda all’INPS (tramite Patronato o portale online) per ottenere la convocazione alla Commissione Medica
  3. Sostenere la visita presso la Commissione Medica INPS (ASL locale)
  4. Ricevere il verbale con la percentuale di invalidità riconosciuta

I tempi variano da 3 a 12 mesi a seconda della ASL di riferimento, quindi è importante avviare per tempo la pratica.

Fase 2: presentare domanda di pensione all’INPS

Una volta ottenuto il verbale con invalidità pari o superiore al 75%:

  1. Accedi al portale INPS (myINPS) o affidati a un Patronato
  2. Presenta domanda di pensione indicando il canale corretto (vecchiaia con riduzione per invalidità o pensione anticipata)
  3. Allega il verbale di invalidità civile
  4. Attendi la liquidazione dell’assegno (di solito 3-6 mesi dalla domanda)

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste in tutto il processo: dalla prima domanda di invalidità alla presentazione della domanda di pensione.

Pensione di invalidità INPS vs pensione anticipata per invalidi: la differenza

Molti confondono due prestazioni diverse:

PrestazioneA chi spettaCosa è
Assegno di invalidità INPSInvalidi con riduzione capacità lavorativa da 2/3 in suPrestazione temporanea (rinnovabile), erogata prima della pensione
Pensione di invalidità INPSInvalidi totali (inabilità assoluta)Prestazione definitiva, importo fisso
Pensione anticipata per invalidi 75%Chi ha invalidità 75% + requisiti contributiviPensione di vecchiaia o anticipata con requisiti ridotti

La pensione anticipata per invalidi al 75% di cui parliamo in questo articolo è la terza tipologia: non è un aiuto economico per l’invalidità in sé, ma il diritto di accedere prima alla pensione ordinaria.

Domande frequenti sulla pensione con invalidità 75%

L’invalidità al 74% dà diritto alla riduzione?

No. La soglia minima è il 75%. Con il 74% non si ha diritto alla riduzione dei requisiti pensionistici. Se la patologia è peggiorata, è possibile richiedere una revisione del verbale alla Commissione Medica INPS.

Si può cumulare il beneficio con l’APE Sociale?

L’APE Sociale ha requisiti propri (63 anni + 30 anni di contributi per invalidi al 74%+). In alcuni casi può essere più conveniente dell’accesso tramite invalidità 75%, soprattutto per chi ha meno contributi. Conviene sempre confrontare le due opzioni con il Patronato.

Il beneficio vale anche per lavoratori autonomi e partite IVA?

Si, il beneficio si applica a tutti i lavoratori iscritti a gestioni previdenziali INPS (dipendenti, autonomi, artigiani, commercianti, gestione separata). Per i liberi professionisti con casse private (Inarcassa, Cassa Forense, ENPAM, ecc.) le regole variano.

Cosa fare adesso: contatta il Patronato

Se hai un’invalidità civile riconosciuta e vuoi capire se puoi andare in pensione prima, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Calcoleremo insieme i tuoi anni contributivi, verificheremo i requisiti e presenteremo la domanda all’INPS.

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    CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640

    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 14:00:002026-07-03 07:54:57Pensione anticipata con invalidità 75%: requisiti, tabella 2026 e come richiederla
    BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

    Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno

    Bonus mamma

    Attenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.

    Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona
    2. Chi ha diritto alla decontribuzione
    3. Importo della decontribuzione
    4. Differenze rispetto al 2025
    5. Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS
    6. Come fare domanda
    7. Le due misure si cumulano con altri bonus?
    8. Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

    Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona

    La decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.

    Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori.

    Chi ha diritto alla decontribuzione

    Nel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:

    • Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni
    • È lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)

    Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo).

    Importo della decontribuzione

    Lo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):

    RequisitoFiglio più giovaneSgravio
    Almeno 3 figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/anno

    L’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.

    Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato.

    Differenze rispetto al 2025

    La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome.

    Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS

    Il Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.

    Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:

    • Almeno 2 figli
    • Un reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno

    A differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.

    Come fare domanda

    Per la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:

    1. Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figli
    2. Rivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisiti

    Per il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.

    Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.

    Le due misure si cumulano con altri bonus?

    Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:

    • Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)
    • Bonus asilo nido INPS
    • Altre agevolazioni fiscali per famiglie con figli

    La decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

    Se vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

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      CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640

      Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

      Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 sono ufficiali: dal 1° gennaio 2026 importi e soglie ISEE sono stati rivalutati dell’1,4% (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026) e il massimale mensile per ogni figlio minorenne è salito a 203,80 euro per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Una buona notizia per le famiglie italiane con figli a carico, che vedono crescere il sostegno mensile grazie all’adeguamento automatico all’inflazione previsto dal D.Lgs. 230/2021.

      In questa guida aggiornata trovi tutto quello che devi sapere: nuovi importi 2026 per fascia ISEE, maggiorazioni speciali, calendario pagamenti INPS, arretrati e come verificare online il tuo importo personalizzato.

      Indice dei contenuti

      1. Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT
      2. Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE
      3. Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente
      4. Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026
      5. Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere
      6. Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno
      7. Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS
      8. Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE
      9. Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero
      10. Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026
      11. Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

      Cosa sono gli aumenti AUU 2026: la rivalutazione ISTAT

      L’Assegno Unico Universale (AUU) e un beneficio mensile erogato dall’INPS per ogni figlio a carico fino a 21 anni (senza limiti di eta per figli disabili), introdotto dal D.Lgs. 230/2021 ed entrato in vigore dal 1 marzo 2022. La legge istitutiva prevede un meccanismo di rivalutazione annuale automatica legato all’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

      Per il 2026 la rivalutazione è stata applicata con effetto dal 1° gennaio 2026: la rata di febbraio è stata pagata già con i nuovi importi e la differenza relativa a gennaio è stata corrisposta a partire dalla rata di marzo. L’aggiornamento porta a un incremento degli importi rispetto al 2025, ridefinendo la tabella ufficiale INPS.

      La rivalutazione non e un bonus straordinario ma una norma strutturale. Ogni anno l’INPS pubblica una circolare con i nuovi importi aggiornati (per il 2026 la n. 7 del 30 gennaio 2026) e li applica automaticamente sui pagamenti.

      Importi Assegno Unico 2026: tabella aggiornata per fascia ISEE

      Gli importi 2026 si dividono in base all’ISEE del nucleo familiare. Ecco la tabella ufficiale aggiornata:

      ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio minorenneImporto mensile per figlio 18-20 anni
      Fino a 17.468,51 euro (importo pieno)203,80 euro99,10 euro
      Da 17.468,52 a 46.582,71 euro (graduale)Tra 203,80 e 58,30 euro (scala progressiva)Tra 99,10 e 29,10 euro
      Oltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euro

      Tra le due soglie l’importo scende gradualmente all’aumentare dell’ISEE, secondo la tabella per fasce allegata alla Circolare INPS n. 7/2026 (Allegato 1). Per conoscere l’importo esatto spettante al proprio nucleo occorre verificare sul portale INPS o tramite patronato.

      Importo senza ISEE: chi non ha presentato la DSU riceve il minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne (29,10 euro per i figli tra 18 e 20 anni). Presentare l’ISEE è quindi fortemente consigliato per accedere all’importo pieno o intermedio.

      Maggiorazioni 2026: quando l’importo aumenta ulteriormente

      Oltre all’importo base, il D.Lgs. 230/2021 prevede una serie di maggiorazioni aggiuntive per specifiche situazioni familiari, anch’esse rivalutate per il 2026:

      • Figli con disabilità (under 21): maggiorazione di 99,10 euro/mese per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza. È un importo fisso, che non dipende dall’ISEE
      • Famiglie con almeno 4 figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo (non per figlio)
      • Entrambi i genitori lavoratori: fino a 34,90 euro/mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro; l’importo scende all’aumentare dell’ISEE e si azzera oltre 46.582,71 euro. Non spetta per i figli tra 18 e 21 anni
      • Madri under 21 anni: maggiorazione di 23,30 euro/mese per figlio
      • Figli sotto 1 anno: l’importo base aumenta del 50% fino al compimento del primo anno di vita
      • Figli dal terzo in poi: maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo, da 99,10 euro/mese con ISEE fino a 17.468,51 euro a 17,40 euro oltre 46.582,71 euro
      • Nuclei con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro: l’importo base aumenta del 50% per ogni figlio tra 1 e 3 anni

      Le maggiorazioni si cumulano tra loro: una famiglia con ISEE basso, 4 figli ed entrambi i genitori lavoratori può arrivare a importi mensili significativamente superiori alla base di 203,80 euro per figlio.

      Calendario pagamenti INPS Assegno Unico 2026

      L’INPS accredita l’Assegno Unico secondo le seguenti modalita:

      • Beneficiari già in pagamento senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025). Da giugno a dicembre: 18-19 giugno, 20-21 luglio, 18-19 agosto, 21-22 settembre, 21-22 ottobre, 19-20 novembre, 16-17 dicembre
      • Nuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione della domanda
      • Domande presentate entro il 30 giugno: diritto agli arretrati da marzo dello stesso anno

      I pagamenti avvengono direttamente sul conto corrente o carta prepagata indicata nella domanda INPS. In caso di accredito su IBAN intestato al richiedente o al coniuge, il pagamento viene erogato mensilmente senza necessita di ulteriori azioni.

      Arretrati e conguagli AUU 2026: cosa sapere

      Una situazione frequente riguarda le famiglie che presentano la DSU in ritardo. In questi casi:

      • Presentazione DSU entro il 30 giugno: l’assegno viene ricalcolato a partire da marzo e gli arretrati vengono pagati
      • Presentazione DSU dopo il 30 giugno: il beneficio decorre dal mese di presentazione, senza arretrati per i mesi precedenti
      • Rinnovo ISEE tardivo: l’INPS eroga temporaneamente l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), poi ricalcola con conguaglio una volta ricevuto il nuovo ISEE

      Consulta l’articolo dedicato: Quando rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026.

      Quando rinnovare l’ISEE per non perdere l’importo pieno

      L’ISEE ha validita dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non subire riduzioni dell’Assegno Unico e necessario presentare la nuova DSU entro i termini corretti.

      Scadenza critica: 30 giugno 2026. Chi presenta la nuova DSU entro il 30 giugno ottiene il ricalcolo con arretrati da marzo (gennaio e febbraio sono calcolati con l’ISEE valido al 31 dicembre 2025). Chi presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati per i mesi precedenti. Per approfondire: guida completa all’aggiornamento ISEE per AUU 2026.

      Come verificare l’importo AUU personalizzato: portale INPS e MyINPS

      • Portale INPS (MyINPS): accedi con SPID, CIE o CNS a www.inps.it -> Prestazioni e servizi -> Assegno Unico -> Consulta la tua domanda
      • App INPS Mobile: disponibile per iOS e Android, permette di consultare lo stato della domanda e i pagamenti accreditati
      • Fascicolo previdenziale del cittadino: sezione dedicata ai pagamenti ricevuti con dettaglio mensile
      • Patronato CAF: verifica gratuita dello stato della domanda e importo spettante, con possibilita di riesame

      Casi pratici: quanto spetta con diversi livelli di ISEE

      Caso 1: Famiglia con 2 figli, ISEE 15.000 euro

      Figli minorenni, ISEE sotto la soglia di 17.468,51 euro: importo pieno 203,80 euro x 2 figli = 407,60 euro/mese. Se entrambi i genitori lavorano si aggiunge la maggiorazione: 34,90 x 2 = 69,80 euro. Totale mensile stimato: 477,40 euro.

      Caso 2: Famiglia con 2 figli, ISEE 30.000 euro

      ISEE nella fascia intermedia (17.468,52-46.582,71 euro): con 30.000 euro l’importo per figlio minorenne è di 140,90 euro (Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026). Totale per 2 figli: 281,80 euro/mese.

      Caso 3: Famiglia con 2 figli, ISEE 50.000 euro o senza ISEE

      Importo minimo per figli minorenni: 58,30 euro x 2 figli = 116,60 euro/mese. Con ISEE fino a 46.582,71 euro, presentare l’ISEE anche per redditi medio-alti può aumentare l’importo rispetto al minimo garantito.

      Aumenti 2026 vs modifiche strutturali: cosa cambia davvero

      • Rivalutazione ISTAT (aumenti 2026): aggiornamento automatico degli importi all’inflazione, previsto dalla legge istitutiva. Non richiede nuove domande ne azioni da parte del beneficiario
      • Modifiche strutturali: richiedono interventi legislativi (Legge di Bilancio). Le regole base dell’AUU restano invariate rispetto al 2025: stesso meccanismo di calcolo (le soglie ISEE vengono solo rivalutate), stessa struttura delle maggiorazioni, stessa platea di beneficiari

      Per chi ha figli disabili, ricorda anche il Bonus Mamme lavoratrici 2026.

      Fonti

      • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
      • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
      • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
      • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

      Domande frequenti (FAQ) sugli aumenti Assegno Unico 2026

      Devo fare una nuova domanda per ricevere gli importi aumentati?

      No. Se hai gia una domanda AUU attiva, l’importo aggiornato per il 2026 viene applicato automaticamente dall’INPS. Non devi fare nulla, a condizione che la domanda sia ancora valida e l’ISEE 2026 sia stato presentato.

      Cosa succede se non ho ancora presentato l’ISEE 2026?

      Da marzo l’INPS eroga l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne) fino alla presentazione del nuovo ISEE. Se la DSU è presentata entro il 30 giugno 2026, l’importo viene ricalcolato da marzo e vengono pagati gli arretrati; se è presentata dopo, non spettano gli arretrati per i mesi precedenti.

      L’AUU e compatibile con altri bonus?

      Si, con la maggior parte dei bonus familiari (bonus asilo nido, carta dedicata a te). Non e compatibile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico under 21 (sostituite dall’AUU dal 2022).

      Come faccio se l’importo ricevuto mi sembra sbagliato?

      Puoi presentare istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgerti al CAF Centro Fiscale, che verifica gratuitamente il calcolo e presenta eventuali ricorsi o richieste di rettifica.

      Conclusione: come massimizzare l’Assegno Unico 2026

      Gli aumenti dell’Assegno Unico 2026 portano il massimale a 203,80 euro mensili per ogni figlio minorenne per i nuclei con ISEE fino a 17.468,51 euro. Per ricevere l’importo pieno spettante: avere una domanda AUU attiva, rinnovare l’ISEE 2026 entro il 30 giugno, verificare le maggiorazioni riconosciute dall’INPS e consultare un patronato in caso di dubbi.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la presentazione della DSU ISEE, il rinnovo della domanda AUU e la verifica degli importi. Contattaci per un appuntamento: ti aiutiamo a non perdere nemmeno un euro di Assegno Unico spettante.

      Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 11:00:002026-09-29 10:23:59Aumenti Assegno Unico 2026: nuovi importi, requisiti e calendario INPS
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

      Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      A luglio 2026 l’Assegno Unico può cambiare per molte famiglie, ma non per un nuovo aumento: gli importi 2026 sono stati rivalutati già dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Cambia per chi aggiorna l’ISEE. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, perdi gli arretrati da marzo e continui a ricevere l’importo minimo di 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne.

      In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito.

      Indice dei contenuti

      1. Perché a luglio 2026 l’importo può cambiare
      2. Importi assegno unico luglio 2026
      3. Chi riceve di più da luglio 2026
      4. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi
      5. Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno
      6. Quando viene pagato l’Assegno Unico
      7. Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

      Perché a luglio 2026 l’importo può cambiare

      L’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per il 2026 l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021 (+1,4%) è scattato dal 1° gennaio, con nuove soglie ISEE e nuovi importi base (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026): a luglio non arriva un ulteriore aumento.

      In pratica, più l’ISEE è basso, più l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta.

      Importi assegno unico luglio 2026

      Ecco gli importi mensili per figlio in vigore dal 1° gennaio 2026, validi anche per la rata di luglio:

      Situazione ISEEImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anni
      ISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euro
      ISEE da 17.468,52 a 46.582,71 euroImporto progressivo (scala decrescente)Importo progressivo
      ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euro

      Maggiorazioni previste

      Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:

      • Figli con disabilità (under 21): +99,10 euro al mese per disabilità media, +110,60 per disabilità grave, +122,30 per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)
      • Famiglie con almeno 4 figli: +150 euro al mese forfettari per nucleo (non per figlio)
      • Entrambi i genitori lavoratori: fino a +34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)
      • Madri under 21: +23,30 euro al mese per figlio

      Queste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE fino a 17.468,51 euro, due figli minorenni ed entrambi i genitori che lavorano arriva a 238,70 euro al mese per figlio (203,80 + 34,90).

      Chi riceve di più da luglio 2026

      1. Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugno
      2. Le famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e rivalutata dal 1° gennaio 2026
      3. Le famiglie numerose (4+ figli) — spetta la maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo
      4. I nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata dal 1° gennaio 2026

      Chi NON presenta la DSU aggiornata riceve l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), anche se potrebbe avere diritto a molto di più; chi la presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati da marzo.

      Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi

      L’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.

      La scadenza per non perdere gli arretrati da marzo è il 30 giugno 2026.

      • DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo viene ricalcolato a partire da marzo 2026 e gli arretrati vengono pagati
      • DSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato non recupera i mesi precedenti, quindi niente arretrati da marzo
      • Nessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne, indipendentemente dalla situazione reale

      Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno

      1. Raccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)
      2. Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPS
      3. Verificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenza

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.

      Quando viene pagato l’Assegno Unico

      • Per i beneficiari già in corso senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025); a luglio il 20 e 21
      • Per le nuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione

      Se aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’INPS ricalcola l’importo e paga gli arretrati da marzo con le rate successive al ricalcolo.

      Fonti

      • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
      • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
      • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
      • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

      Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

      Se non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli arretrati.

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        Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-09-29 10:28:38Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS

        Pensione 2026 INPS

        La pensione di luglio 2026 porta con sé alcune novità importanti rispetto ai mesi precedenti: oltre all’accredito ordinario, molti pensionati riceveranno la quattordicesima mensilità e potrebbero trovare nel cedolino importi diversi rispetto a giugno, a causa di conguagli IRPEF e addizionali regionali e comunali. Capire come consultare il cedolino della pensione INPS è fondamentale per verificare l’esattezza dell’importo ricevuto e comprendere le voci che lo compongono.

        In questa guida completa spieghiamo come accedere al cedolino online, cosa significa ogni voce, quali sono le date di pagamento pensioni luglio 2026 e come interpretare le eventuali variazioni di importo.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarlo
        2. Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNS
        3. Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicata
        4. Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principali
        5. Date di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completo
        6. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi
        7. Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variare
        8. Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%
        9. Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanze
        10. Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionati
        11. Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026

        Cos’è il cedolino della pensione e perché consultarlo

        Il cedolino della pensione è il documento mensile emesso dall’INPS che riepiloga tutte le voci che compongono l’importo netto accreditato al pensionato. A differenza di quanto molti credono, non si tratta semplicemente di un’attestazione del pagamento: il cedolino contiene informazioni dettagliate su:

        • Importo lordo della pensione (o delle pensioni, se il pensionato ne percepisce più)
        • Trattenute IRPEF (ritenute d’acconto mensili)
        • Addizionali regionali e comunali all’IRPEF (trattenute a rate da gennaio a novembre)
        • Detrazioni fiscali spettanti (per lavoro, per carichi familiari)
        • Conguagli positivi o negativi (derivanti dalla dichiarazione 730 o dal conguaglio di fine anno precedente)
        • Voci speciali come la quattordicesima mensilità (erogata a luglio)
        • Importo netto effettivamente corrisposto

        Consultare il cedolino con regolarità è importante per diversi motivi. In primo luogo, permette di verificare che l’importo accreditato sia corretto e conforme alle aspettative. In secondo luogo, consente di controllare che le detrazioni fiscali siano applicate correttamente. Infine, è uno strumento essenziale per comprendere l’impatto dei conguagli IRPEF che, a luglio, possono far variare significativamente il netto mensile.

        Come accedere al cedolino pensione INPS online: SPID, CIE e CNS

        L’INPS ha reso disponibile la consultazione del cedolino pensione esclusivamente online, attraverso il proprio portale istituzionale. Per accedere al servizio è necessario disporre di uno dei seguenti strumenti di identità digitale:

        1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)

        Lo SPID è lo strumento più diffuso tra i pensionati italiani. Si tratta di un sistema di autenticazione con username, password e codice OTP (One Time Password) inviato al cellulare. I principali provider SPID sono PosteID (Poste Italiane), TIM id, Aruba, Namirial e altri. Il livello minimo richiesto per l’accesso ai servizi INPS è SPID livello 2.

        2. CIE (Carta di Identità Elettronica)

        La Carta di Identità Elettronica di nuova generazione (con il chip NFC) può essere usata per accedere ai servizi INPS. L’accesso avviene tramite l’app “CieID” scaricabile su smartphone Android o iOS, oppure tramite un lettore NFC collegato al computer. Per accedere sono necessari il PIN della CIE (rilasciato al momento dell’emissione del documento) e il PUK.

        3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        La CNS è una tessera magnetica (spesso coincide con la Tessera Sanitaria abilitata) che consente l’accesso ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione. Richiede un lettore di smart card e l’installazione di specifici software sul proprio computer. È meno diffusa rispetto a SPID e CIE, ma rimane una valida alternativa per chi non dispone degli altri strumenti.

        Passaggi per accedere al cedolino sul sito INPS

        Una volta in possesso di uno dei sistemi di autenticazione, la procedura per consultare il cedolino è la seguente:

        1. Vai sul sito ufficiale www.inps.it
        2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
        3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
        4. Completa l’autenticazione seguendo le istruzioni
        5. Una volta nella tua area personale, vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
        6. Seleziona “Cedolino della pensione” (o “Cedolini” nella sezione pensioni)
        7. Scegli il mese che ti interessa (ad esempio luglio 2026)
        8. Scarica o visualizza il cedolino in formato PDF

        In alternativa, i pensionati che riscuotono la pensione tramite Poste Italiane possono consultare il cedolino anche tramite l’app PostePay o presso qualsiasi Ufficio Postale, mostrando un documento d’identità valido.

        Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino: la sezione INPS dedicata

        Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è la sezione del portale INPS che raccoglie tutte le informazioni previdenziali del singolo utente. È accessibile dall’area personale del sito www.inps.it e contiene:

        • La situazione contributiva (estratto conto contributivo)
        • I cedolini della pensione dei mesi correnti e degli anni precedenti
        • Le attestazioni fiscali (CU – Certificazione Unica)
        • Il calendario dei pagamenti previsti
        • Le dichiarazioni di responsabilità (ad esempio per prestazioni legate al reddito)
        • I dati anagrafici e di pagamento (IBAN, indirizzo di riscossione)

        Per raggiungere il cedolino dall’interno del Fascicolo Previdenziale, segui questo percorso: “Il tuo Fascicolo” → “Posizioni previdenziali” → “Pensione” → “Cedolino”. Se hai più pensioni (ad esempio una di vecchiaia e una di reversibilità), le visualizzerai entrambe in elenco e potrai selezionare quella che ti interessa.

        App INPS Mobile: consulta il cedolino dallo smartphone

        L’INPS ha sviluppato un’applicazione ufficiale per smartphone, “INPS Mobile”, disponibile gratuitamente su App Store (iOS) e Google Play (Android). Tramite l’app è possibile:

        • Consultare i cedolini della pensione degli ultimi 24 mesi
        • Visualizzare le date di pagamento delle mensilità future
        • Scaricare il cedolino in formato PDF
        • Accedere al proprio estratto conto contributivo
        • Inviare comunicazioni all’INPS

        L’accesso all’app richiede le stesse credenziali del sito web: SPID, CIE o CNS. Una volta effettuato il login, il cedolino del mese corrente è solitamente visualizzabile nella schermata principale nella sezione “Le mie pensioni”.

        Come leggere il cedolino pensione: guida alle voci principali

        La struttura del cedolino pensione INPS può sembrare complessa a prima vista, ma seguendo la logica delle voci è possibile comprenderla agevolmente. Ecco le principali sezioni e cosa significano.

        Sezione 1: Intestazione e dati identificativi

        In questa sezione trovi:

        • Nome, cognome e codice fiscale del pensionato
        • Numero di pensione (NGL – Numero Generale del Lavoro)
        • Sede INPS di competenza
        • Tipo di pensione (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)
        • Mese e anno di riferimento del cedolino

        Sezione 2: Competenze (importi a credito del pensionato)

        Le competenze rappresentano tutti gli importi che l’INPS eroga al pensionato:

        • Pensione lorda mensile: l’importo teorico prima di qualsiasi trattenuta
        • Integrazione al minimo: eventuale maggiorazione per portare la pensione al trattamento minimo (611,85 euro nel 2026)
        • Maggiorazione sociale: per pensionati con redditi bassi che hanno compiuto 70 anni
        • Quattordicesima mensilità: presente solo nel cedolino di luglio, per chi ha i requisiti
        • Arretrati: eventuali somme dovute per i mesi precedenti (es. conguaglio perequazione)

        Sezione 3: Trattenute fiscali

        Le trattenute sono gli importi che l’INPS trattiene dalla pensione lorda per conto del Fisco:

        • IRPEF: la ritenuta d’acconto mensile calcolata sull’importo lordo della pensione, applicando gli scaglioni vigenti (23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre)
        • Addizionale regionale IRPEF: varia in base alla regione di residenza (generalmente tra l’1,23% e il 3,33% del reddito imponibile), trattenuta a rate mensili da gennaio a novembre
        • Addizionale comunale IRPEF: stabilita dal singolo Comune, trattenu ta anch’essa a rate mensili
        • Conguaglio IRPEF positivo o negativo: derivante dal ricalcolo delle imposte dell’anno precedente (saldo) o dall’elaborazione del 730

        Sezione 4: Detrazioni spettanti

        Le detrazioni riducono l’IRPEF da versare e includono:

        • Detrazione per pensione: spetta a tutti i pensionati (uguale a quella per reddito da lavoro dipendente/pensione, con calcolo progressivo)
        • Detrazione per coniuge a carico: se il coniuge ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro (o 4.000 euro se sotto i 24 anni)
        • Detrazione per figli a carico: ridotta dal 2022 dall’Assegno Unico Universale, ma ancora applicabile per figli maggiorenni non beneficiari dell’AUU
        • Detrazione per altri familiari a carico

        Sezione 5: Importo netto

        L’importo netto è la somma che viene effettivamente accreditata sul conto corrente o consegnata allo sportello. Si calcola come:

        Netto = Competenze totali – Trattenute totali + Detrazioni applicate

        Date di pagamento pensioni luglio 2026: il calendario completo

        Le pensioni di luglio 2026 vengono erogate secondo il calendario stabilito dall’INPS. Il pagamento avviene il primo giorno bancabile del mese, ma le modalità di riscossione differenziano le date effettive di accredito.

        Modalità di riscossioneData accredito luglio 2026Note
        Banca (accredito su conto corrente)1° luglio 2026 (martedì)Accredito diretto sul c/c
        Poste Italiane – Libretto di risparmio1° luglio 2026Disponibile dall’1 luglio
        Poste Italiane – Sportello (cognomi A-C)1° luglio 2026Turni alfabetici
        Poste Italiane – Sportello (cognomi D-K)2 luglio 2026Turni alfabetici
        Poste Italiane – Sportello (cognomi L-P)3 luglio 2026Turni alfabetici
        Poste Italiane – Sportello (cognomi Q-Z)4 luglio 2026Turni alfabetici
        Poste Italiane – BancoPosta o Postepay1° luglio 2026Accredito automatico

        Nota importante: il 1° luglio 2026 è martedì (giorno lavorativo bancario), pertanto non si prevedono slittamenti rispetto al primo del mese. I pensionati che riscuotono tramite accredito su conto corrente bancario o postale riceveranno l’accredito in data 1 luglio.

        Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi

        Il cedolino di luglio 2026 per molti pensionati include anche la quattordicesima mensilità, un’ulteriore prestazione erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. Questa somma aggiuntiva è stata introdotta dalla Legge n. 127/2007 e spetta ai pensionati che soddisfano determinati requisiti anagrafici e reddituali.

        Requisiti per ricevere la quattordicesima

        • Età: aver compiuto almeno 64 anni entro il 31 luglio 2026
        • Reddito: reddito personale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS (per il 2026: entro circa 917,78 euro mensili o 10.773 euro annui per la fascia base) o 2 volte il trattamento minimo per la fascia superiore
        • Tipo di pensione: deve essere una pensione a carico delle gestioni pensionistiche obbligatorie (vecchiaia, anzianità, anticipata, invalidità, reversibilità, ecc.)
        Anni di contributiImporto massimo (ex dipendenti)Importo massimo (ex autonomi)
        Fino a 15 anni437,00 euro ca.335,00 euro ca.
        Da 15 a 25 anni546,00 euro ca.437,00 euro ca.
        Oltre 25 anni655,00 euro ca.546,00 euro ca.

        Nota: gli importi esatti della quattordicesima 2026 vengono rivalutati ogni anno dall’INPS in base alla perequazione. I valori indicati sono orientativi e basati sui dati degli anni precedenti rivalutati dell’1,4% (tasso perequazione 2026 confermato dal DM MEF 19/11/2025).

        Conguagli IRPEF a luglio 2026: cosa sono e perché l’importo può variare

        Uno degli aspetti che genera più confusione tra i pensionati è la variazione dell’importo netto della pensione a luglio rispetto ai mesi precedenti. Questa variazione è spesso dovuta ai conguagli IRPEF derivanti dall’elaborazione del modello 730 o dal ricalcolo delle imposte di competenza dell’anno precedente.

        Conguaglio da 730: come funziona

        Se il pensionato ha presentato il modello 730/2026 (dichiarazione dei redditi anno 2025) con l’INPS come sostituto d’imposta, il conguaglio viene applicato direttamente sul cedolino della pensione. In particolare:

        • Se dall’elaborazione del 730 emerge un credito IRPEF (il pensionato ha pagato più imposte del dovuto), la somma viene rimborsata direttamente nella busta paga di luglio (o nel primo cedolino utile dopo la ricezione della dichiarazione dall’INPS)
        • Se invece emerge un debito IRPEF (il pensionato ha pagato meno imposte del dovuto), la trattenuta aggiuntiva viene applicata a partire dalla mensilità di luglio, con la possibilità di rateizzazione fino a novembre se l’importo supera 100 euro

        Conguaglio di fine anno precedente

        Oltre al conguaglio da 730, a luglio può essere presente anche il conguaglio di fine anno relativo all’anno fiscale precedente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ogni anno ricalcola le imposte effettivamente dovute sulla base del reddito complessivo del pensionato e applica le eventuali differenze (in più o in meno) sui cedolini successivi.

        Addizionali regionali e comunali: come si calcolano

        Le addizionali IRPEF (regionali e comunali) vengono trattenute in dodici rate mensili da gennaio a novembre, con saldo a novembre. L’aliquota varia in base al Comune e alla Regione di residenza. Alcuni esempi per i pensionati residenti in Friuli Venezia Giulia:

        • Addizionale regionale FVG: 1,23% (aliquota base per i redditi fino a 15.000 euro), con possibilità di esenzione per redditi bassi
        • Addizionale comunale Udine: variabile annualmente (verificare sul sito del Comune)

        Perequazione pensioni 2026: l’aumento dell’1,4%

        Dal 1° gennaio 2026 le pensioni italiane sono state rivalutate del 1,4% in applicazione del meccanismo di perequazione automatica (indicizzazione all’inflazione). Questo aggiornamento, previsto dalla normativa previdenziale italiana, garantisce che le pensioni mantengano il loro potere d’acquisto nel tempo adeguandosi all’andamento del costo della vita (indice FOI rilevato dall’ISTAT).

        Il tasso di rivalutazione dell’1,4% per il 2026 è stato confermato dal DM MEF del 19 novembre 2025. La perequazione si applica in modo differenziato in base all’importo della pensione:

        Fascia di importo pensionePercentuale rivalutazione 2026
        Fino a 4 volte il minimo (2.447,40 euro/mese)100% dell’1,4% = +1,4%
        Da 4 a 5 volte il minimo90% dell’1,4% = +1,26%
        Da 5 a 6 volte il minimo75% dell’1,4% = +1,05%
        Da 6 a 8 volte il minimo50% dell’1,4% = +0,70%
        Da 8 a 10 volte il minimo25% dell’1,4% = +0,35%
        Oltre 10 volte il minimo0% (nessun adeguamento)

        Il trattamento minimo INPS per il 2026 è di 611,85 euro al mese (importo confermato dal DM MEF 19/11/2025 dopo rivalutazione dell’1,4% rispetto al 2025).

        Cosa fare se il cedolino presenta errori o discrepanze

        Se dopo aver consultato il cedolino di luglio 2026 riscontri importi che non corrispondono alle tue aspettative, o voci che non riesci a interpretare, ecco come procedere.

        Verifica preliminare autonoma

        Prima di rivolgerti all’INPS, effettua alcune verifiche autonome:

        1. Confronta con i cedolini dei mesi precedenti: verifica se la variazione è compatibile con la quattordicesima, con conguagli 730 o con le addizionali
        2. Controlla se hai presentato il 730: se sì, la variazione di luglio potrebbe essere proprio il conguaglio fiscale
        3. Verifica l’estratto conto contributivo: accessibile sempre dal Fascicolo Previdenziale, ti mostra la storia dei pagamenti ricevuti
        4. Leggi il dettaglio del cedolino: spesso la risposta è nelle singole voci (es. “conguaglio IRPEF a debito” o “rata addizionale regionale”)

        Come contattare l’INPS per chiarimenti

        Se le verifiche autonome non bastano, puoi rivolgerti all’INPS attraverso i seguenti canali:

        • Portale INPS: tramite il servizio “Contatta l’INPS” nella tua area personale, puoi inviare una richiesta scritta con allegato il cedolino
        • Contact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso, gratuito) oppure 06 164 164 (da cellulare, a pagamento in base al piano tariffario)
        • Sede INPS territoriale: puoi prenotare un appuntamento tramite il portale INPS o presentarti allo sportello
        • Patronato o CAF: rivolgiti al tuo patronato di fiducia o a un Centro di Assistenza Fiscale (come il CAF Centro Fiscale) per un supporto professionale nell’interpretazione del cedolino e nella gestione di eventuali ricorsi o richieste di rettifica

        Puoi anche consultare la guida ai Pagamenti INPS Luglio 2026 per avere il calendario completo di tutte le prestazioni (pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI).

        Cedolino pensione: le domande più frequenti dei pensionati

        Raccogliamo le domande che riceviamo più spesso dai pensionati che si rivolgono al CAF Centro Fiscale di Udine riguardo al cedolino di luglio.

        Quando viene pubblicato il cedolino di luglio sul sito INPS?

        Il cedolino di luglio 2026 viene solitamente reso disponibile sul portale INPS nella seconda metà di giugno, circa 10-15 giorni prima della data di pagamento. Questo consente al pensionato di verificare in anticipo l’importo che riceverà. Se a fine giugno il cedolino non fosse ancora visibile, è normale: l’INPS lo carica progressivamente per tutte le posizioni.

        Perché a luglio la pensione è più alta del solito?

        Se la pensione di luglio è più alta rispetto a giugno, la ragione principale è quasi sempre la quattordicesima mensilità, erogata a luglio ai pensionati con requisiti reddituali e anagrafici specifici. Altri motivi possono essere rimborsi da conguaglio 730 o arretrati perequativi.

        Perché a luglio la pensione netta è più bassa?

        Se invece la pensione netta di luglio è inferiore al normale, la causa più probabile è il conguaglio IRPEF a debito derivante dall’elaborazione del 730 (importi da versare allo Stato per le spese detraibili non sufficienti a coprire il debito d’imposta) o dal conguaglio di fine anno precedente. Anche le rate delle addizionali regionali e comunali, se non correttamente conteggiate nei mesi precedenti, possono incidere.

        Posso delegare qualcuno a ritirare la pensione alle Poste?

        Sì. I pensionati impossibilitati a recarsi allo sportello postale possono conferire una delega scritta a un familiare o a un’altra persona di fiducia. La delega deve essere accompagnata da copia del documento di identità del delegante e del delegato. In alternativa, è sempre consigliabile richiedere l’accredito diretto su conto corrente (bancario o postale), eliminando la necessità di recarsi fisicamente allo sportello.

        Come cambio l’IBAN per l’accredito della pensione?

        Per modificare l’IBAN su cui viene accreditata la pensione, è necessario comunicarlo all’INPS tramite:

        • Il portale INPS (area personale, sezione “Dati di pagamento”)
        • Il Contact Center INPS (803 164)
        • La sede INPS territoriale
        • Tramite un patronato o CAF abilitato

        La modifica richiede in genere qualche settimana per essere recepita, quindi è consigliabile effettuarla con congruo anticipo rispetto alla data di pagamento.

        Cosa significa “NGL” nel cedolino?

        NGL sta per Numero Generale del Lavoro: è il codice identificativo univoco della tua pensione presso l’INPS. Ogni pensione ha il suo NGL, che va indicato in tutte le comunicazioni con l’Istituto. Se il pensionato percepisce più pensioni (ad esempio vecchiaia + reversibilità), ogni pensione ha un NGL diverso e un cedolino separato.

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        Riepilogo: guida rapida al cedolino pensione luglio 2026

        Ecco i punti chiave da ricordare per il cedolino di luglio 2026:

        • Accesso: inps.it con SPID, CIE o CNS oppure app INPS Mobile
        • Sezione: Fascicolo Previdenziale del Cittadino → Cedolino pensione
        • Data pagamento: 1° luglio 2026 (accredito bancario e postale); turni alfabetici agli sportelli postali dall’1 al 4 luglio
        • Quattordicesima: presente per chi ha almeno 64 anni e redditi entro il limite
        • Perequazione 2026: +1,4% applicato da gennaio 2026 (DM MEF 19/11/2025)
        • Trattamento minimo 2026: 611,85 euro al mese
        • Conguagli: possibili variazioni (in più o in meno) per 730 o conguaglio fiscale di fine anno
        • Problemi: Contact Center INPS 803 164 o rivolgiti al tuo CAF/patronato

        Se hai bisogno di assistenza per interpretare il tuo cedolino pensione, per presentare domanda di quattordicesima o per gestire i conguagli fiscali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione. Chiamaci allo 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento.

        Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 22:29:322026-06-28 00:08:46Pensione luglio 2026: come consultare il cedolino INPS
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Pensione INPS all’estero, RedEst al via per evitare la sospensione

        Pensione 2026 INPS

        Se sei un pensionato italiano che vive all’estero — o se hai un familiare che percepisce la pensione INPS fuori dall’Italia — il nome RedEst è fondamentale da conoscere. Si tratta della procedura annuale con cui l’INPS verifica che i propri pensionati residenti all’estero siano ancora in vita, e senza di essa la pensione può essere sospesa e poi revocata.

        Nel 2026, la campagna RedEst è ufficialmente al via: Citibank — il partner internazionale incaricato da INPS — ha già avviato l’invio dei questionari di accertamento dell’esistenza in vita. Ignorare questi questionari può costare la pensione. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: cos’è RedEst, come compilarlo, le scadenze per ciascun paese e cosa fare se la pensione è già stata sospesa.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il RedEst INPS e perché è obbligatorio
        2. Come funziona la campagna RedEst 2026: Citibank e il questionario
        3. Scadenze RedEst 2026 per area geografica: la tabella completa
        4. Paesi con accordi bilaterali: le eccezioni alla regola RedEst
        5. Cosa succede se non rispondi al questionario RedEst: la procedura di sospensione
        6. Come compilare e restituire il questionario RedEst: istruzioni passo passo
        7. Alternative al questionario cartaceo: digitalizzazione e patronati
        8. La pensione INPS all’estero è tassata? Aspetti fiscali da conoscere
        9. Cosa fare se la pensione INPS è già stata sospesa: procedura di riattivazione
        10. Aggiornamento indirizzo estero e variazioni anagrafiche: come comunicarle a INPS
        11. Il ruolo del CAF per i pensionati INPS all’estero: cosa possiamo fare per te
        12. Domande frequenti (FAQ) su RedEst e pensione INPS all’estero

        Cos’è il RedEst INPS e perché è obbligatorio

        Il RedEst (acronimo di Redditi Esteri, ma nella pratica usato come sinonimo di campagna di accertamento esistenza in vita all’estero) è la procedura annuale obbligatoria gestita da INPS tramite Citibank N.A., l’istituto bancario internazionale incaricato di svolgere questa verifica nei confronti dei pensionati italiani residenti fuori dall’Italia.

        L’INPS paga ogni anno pensioni a circa 300.000 pensionati italiani residenti all’estero in oltre 160 paesi. Per evitare di erogare assegni a persone decedute — una forma di frode previdenziale — la normativa prevede che periodicamente ogni beneficiario dimostri di essere ancora in vita.

        In termini tecnici questa verifica si chiama accertamento dell’esistenza in vita o proof of life. Se il pensionato non risponde entro la scadenza prevista, l’INPS prima sospende il pagamento della pensione e poi, dopo ulteriori mesi senza risposta, ne dispone la revoca definitiva.

        La base normativa è solida: l’INPS è tenuto a verificare periodicamente la permanenza del diritto alle prestazioni pensionistiche in base al proprio Statuto e alle disposizioni del D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 479 (riordino degli enti previdenziali) e successive modifiche, oltre che ai protocolli di controllo previsti dalle circolari INPS aggiornate annualmente. La collaborazione con Citibank N.A. per l’accertamento dell’esistenza in vita all’estero è regolamentata da apposite convenzioni operative e comunicata tramite messaggi INPS specifici ogni anno.

        Come funziona la campagna RedEst 2026: Citibank e il questionario

        Il meccanismo è semplice ma rigoroso. Ogni anno, a partire dai mesi di ottobre-novembre, Citibank invia a ogni pensionato INPS residente all’estero un questionario cartaceo (accompagnato da una busta pre-affrancata per la risposta) all’indirizzo risultante dagli archivi INPS.

        Il questionario chiede al pensionato di:

        • Confermare i propri dati anagrafici e l’indirizzo estero attuale
        • Dichiarare il proprio stato civile aggiornato
        • Indicare se ci sono stati cambiamenti nella composizione familiare rilevanti per la pensione
        • Firmare il modulo (firma autografa obbligatoria)
        • Far autenticare la firma o allegare copia del documento d’identità (a seconda del paese)

        Il questionario compilato va restituito a Citibank entro la scadenza prevista per il proprio paese. In alternativa, per alcune nazioni, esiste la possibilità di effettuare la verifica di persona presso banche corrispondenti di Citibank, presso consolati o patronati italiani all’estero.

        Attenzione: Citibank non chiede mai denaro per questa procedura. Qualsiasi richiesta di pagamento è una truffa. La procedura è completamente gratuita per il pensionato.

        Scadenze RedEst 2026 per area geografica: la tabella completa

        Le scadenze RedEst variano in base all’area geografica di residenza del pensionato. L’INPS, in coordinamento con Citibank, ha definito un calendario a scaglioni per gestire i flussi di risposta. Ecco la tabella delle scadenze tipiche per il 2026 (le date esatte vengono comunicate da Citibank nel questionario inviato al pensionato):

        Area geografica / PaesePeriodo invio questionariScadenza risposta
        Europa (paesi UE e SEE)Ottobre – Novembre 2025Gennaio 2026
        America Settentrionale (USA, Canada)Ottobre – Novembre 2025Febbraio 2026
        America Latina (Argentina, Brasile, Venezuela, ecc.)Novembre – Dicembre 2025Marzo 2026
        Australia e OceaniaNovembre – Dicembre 2025Febbraio 2026
        Africa e Medio OrienteDicembre 2025 – Gennaio 2026Aprile 2026
        Asia (incluse Filippine, Cina, India)Dicembre 2025 – Gennaio 2026Marzo – Aprile 2026

        Nota: le date esatte sono comunicate da Citibank nel singolo questionario. Se non hai ricevuto il questionario entro la scadenza del tuo paese, contatta Citibank o il patronato INCA-CGIL / ACLI / INAS CISL all’estero.

        Paesi con accordi bilaterali: le eccezioni alla regola RedEst

        Non tutti i pensionati INPS all’estero seguono il processo Citibank. Esistono importanti eccezioni legate agli accordi bilaterali di sicurezza sociale stipulati dall’Italia con alcuni paesi.

        In questi casi, l’accertamento dell’esistenza in vita non avviene tramite Citibank ma attraverso lo scambio diretto di dati tra gli enti previdenziali dei due paesi. I principali paesi con accordo bilaterale che include la verifica automatica dell’esistenza in vita sono:

        • Germania: la Deutsche Rentenversicherung (DRV) scambia dati con INPS
        • Francia: l’CNAV e le casse complementari comunicano i decessi all’INPS
        • Svizzera: l’AVS/AHV aggiorna l’INPS tramite protocollo bilaterale
        • Belgio: coordinamento tramite l’ONSS/RSZ
        • Lussemburgo: accordo con il CNAP lussemburghese
        • San Marino: ISS San Marino comunica con INPS

        Anche se risiedi in un paese con accordo bilaterale, è buona norma verificare che l’INPS abbia il tuo indirizzo aggiornato e non ignorare eventuali comunicazioni. Gli accordi bilaterali non sempre coprono al 100% tutte le tipologie di pensione INPS.

        Cosa succede se non rispondi al questionario RedEst: la procedura di sospensione

        Se il questionario non viene restituito entro la scadenza, la procedura di sospensione si attiva in modo automatico e segue fasi precise:

        1. Primo sollecito (30-60 giorni dopo la scadenza): Citibank invia un secondo avviso al pensionato all’indirizzo registrato. In alcuni casi viene anche contattato telefonicamente.
        2. Sospensione del pagamento (dopo ulteriori 60-90 giorni): L’INPS emette un provvedimento di sospensione del pagamento della pensione. Il pensionato ne viene informato tramite raccomandata. La pensione smette di essere accreditata sul conto corrente estero.
        3. Comunicazione al patronato di riferimento: L’INPS notifica la sospensione anche ai patronati italiani abilitati, che possono intervenire per conto del pensionato.
        4. Riattivazione: Il pensionato può riattivare la pensione inviando il questionario compilato o documentazione equivalente. Le rate sospese vengono recuperate integralmente una volta ripristinata l’erogazione, a condizione che il periodo di sospensione non superi determinate soglie.
        5. Revoca definitiva (casi estremi): In caso di assenza di risposta prolungata (oltre 12-18 mesi), l’INPS può procedere alla revoca definitiva della prestazione. In questo caso il recupero delle somme arretrate è più complesso e richiede una procedura specifica.

        Quanto tempo si ha per riattivare la pensione sospesa? Non esiste un termine fisso unico: dipende dalla tipologia di pensione e dall’anzianità del sospeso. In linea generale, entro 6 mesi dalla sospensione è possibile regolarizzare senza perdere le rate arretrate. Oltre quel termine, alcune rate potrebbero essere soggette a prescrizione.

        Come compilare e restituire il questionario RedEst: istruzioni passo passo

        Compilare il questionario RedEst è semplice, ma bisogna seguire le istruzioni alla lettera per evitare che venga respinto. Ecco cosa fare:

        1. Ricevi il questionario per posta: Arriva all’indirizzo estero registrato presso INPS. Se non lo ricevi entro dicembre, contatta Citibank o il patronato locale.
        2. Leggi attentamente le istruzioni nella lingua del paese di residenza (Citibank le invia in italiano e nella lingua locale).
        3. Compila tutti i campi: nome, cognome, data di nascita, codice fiscale italiano, indirizzo attuale. Non lasciare campi vuoti.
        4. Firma il modulo di persona (firma autografa, non digitale). La firma deve corrispondere a quella registrata presso INPS.
        5. Autentica la firma se richiesto: Alcuni paesi richiedono che la firma sia autenticata da un notaio locale, dall’ambasciata/consolato italiano o da un funzionario pubblico riconosciuto. Le istruzioni nel questionario indicano esattamente cosa serve per il tuo paese.
        6. Allega copia del documento d’identità: In molti casi è sufficiente allegare una fotocopia del passaporto o della carta d’identità valida invece dell’autenticazione.
        7. Spedisci il questionario usando la busta pre-affrancata fornita da Citibank, oppure invialo direttamente al seguente indirizzo:
          Citibank N.A. – INPS Pensioners Service
          c/o Citibank Europe plc
          [indirizzo del centro di raccolta per area geografica — indicato nel questionario]
        8. Conserva una copia del questionario compilato e la ricevuta di spedizione, nel caso in cui Citibank o INPS chiedesse conferma dell’invio.

        Alternative al questionario cartaceo: digitalizzazione e patronati

        Non è obbligatorio usare il questionario cartaceo. Esistono alternative ufficiali che semplificano la procedura:

        1. Sportelli Citibank nel paese di residenza

        In diversi paesi, Citibank ha sportelli o agenzie corrispondenti autorizzate dove è possibile presentarsi di persona con un documento d’identità valido e completare la verifica dell’esistenza in vita senza compilare il questionario cartaceo. Questa opzione è disponibile soprattutto in Argentina, Brasile, USA, Australia e nelle principali città europee.

        2. Consolati e ambasciate italiane

        I consolati italiani all’estero possono attestare l’esistenza in vita del pensionato e trasmettere la documentazione necessaria a INPS. È una delle soluzioni più sicure, particolarmente raccomandata per i paesi dove la rete Citibank è limitata.

        3. Patronati italiani all’estero (INCA, ACLI, INAS, ENASCO, EPASA)

        I patronati italiani operano in quasi tutti i paesi del mondo e offrono assistenza gratuita ai pensionati INPS per la procedura RedEst. Possono:

        • Assistere nella compilazione del questionario
        • Autenticare la firma del pensionato
        • Trasmettere la documentazione direttamente a INPS o Citibank
        • Intervenire in caso di sospensione per avviare la procedura di riattivazione

        Per trovare il patronato italiano più vicino, consulta il sito del Ministero degli Affari Esteri o direttamente i siti di INCA-CGIL, ACLI o INAS-CISL.

        4. Servizio online tramite MyINPS (sperimentale)

        INPS ha avviato un progetto di digitalizzazione della procedura. Tramite il portale MyINPS (accessibile con SPID o CIE), il pensionato può, in alcuni casi, effettuare la dichiarazione di esistenza in vita in formato digitale. Questa opzione è ancora in fase di espansione e non è disponibile per tutti i paesi. Verifica sul sito INPS.it se il tuo paese è abilitato.

        La pensione INPS all’estero è tassata? Aspetti fiscali da conoscere

        La procedura RedEst riguarda l’accertamento dell’esistenza in vita, ma molti pensionati all’estero si chiedono anche come vengono tassate le pensioni INPS percepite fuori dall’Italia. La risposta dipende dalla convenzione contro la doppia imposizione stipulata dall’Italia con il paese di residenza del pensionato.

        In linea generale esistono tre situazioni:

        • Tassazione esclusiva in Italia: Se il paese di residenza non ha una convenzione con l’Italia (o se la convenzione prevede tassazione alla fonte), INPS applica una ritenuta d’acconto sull’importo lordo della pensione. L’aliquota varia in base al paese e alla tipologia di pensione.
        • Tassazione esclusiva nel paese di residenza: In alcuni accordi bilaterali (es. con Australia, Canada, USA) la pensione INPS privata è tassata solo nel paese di residenza e l’INPS eroga il lordo senza ritenuta.
        • Tassazione condivisa: In rari casi entrambi i paesi possono tassare la pensione, con credito d’imposta nel paese di residenza per evitare la doppia tassazione.

        Per verificare il regime fiscale applicabile alla tua pensione, consulta il tuo Cedolino di pensione INPS (disponibile su MyINPS) o contatta un CAF o consulente fiscale specializzato in fiscalità internazionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza anche per le pratiche fiscali dei pensionati italiani all’estero e dei loro familiari residenti in Italia.

        Leggi anche: Pensioni di luglio più ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi

        Cosa fare se la pensione INPS è già stata sospesa: procedura di riattivazione

        Se hai ricevuto la comunicazione di sospensione della pensione INPS — o se il pagamento sul conto corrente estero ha semplicemente smesso di arrivare — ecco i passi da seguire per riattivare l’erogazione nel minor tempo possibile:

        1. Contatta immediatamente Citibank: il numero verde internazionale e l’indirizzo email per i pensionati INPS all’estero sono indicati nel sito ufficiale di Citibank e nella comunicazione di sospensione ricevuta.
        2. Richiedi il modulo di esistenza in vita: Se non hai mai ricevuto il questionario o non riesci a trovarlo, Citibank può inviarlo nuovamente per posta o, in alcuni casi, per email.
        3. Compila il modulo e fai autenticare la firma come descritto nella sezione precedente.
        4. Invia il modulo con urgenza (raccomandata con ricevuta di ritorno) e conserva tutta la documentazione.
        5. Contatta il patronato italiano: In caso di difficoltà, un patronato italiano abilitato può intervenire direttamente presso INPS per accelerare la riattivazione.
        6. Verifica i tempi di riattivazione: Una volta ricevuta la documentazione, INPS richiede solitamente 30-60 giorni lavorativi per elaborare la pratica e riprendere i pagamenti. Le rate sospese vengono corrisposte in un’unica soluzione o rateizzate sul primo pagamento utile.

        Attenzione alle truffe: Esistono soggetti non autorizzati che si spacciano per intermediari per riattivare la pensione sospesa, chiedendo compensi. I patronati italiani abilitati offrono questo servizio gratuitamente. Non pagare mai intermediari non accreditati.

        Aggiornamento indirizzo estero e variazioni anagrafiche: come comunicarle a INPS

        Uno dei motivi più frequenti per cui il questionario RedEst non arriva è il mancato aggiornamento dell’indirizzo estero negli archivi INPS. Se ti sei trasferito in un altro paese o hai cambiato indirizzo, è fondamentale comunicarlo prima dell’inizio della campagna RedEst.

        Come aggiornare i propri dati presso INPS:

        • Online tramite MyINPS (con SPID o CIE): accedi alla sezione “Gestione dati anagrafici” e aggiorna l’indirizzo estero. È il metodo più rapido.
        • Tramite patronato: Un patronato italiano abilitato può aggiornare i tuoi dati presso INPS tramite i propri canali istituzionali.
        • Tramite consolato italiano: Il consolato può inviare la comunicazione di cambio residenza all’INPS.
        • Tramite CAF o professionista: Con delega scritta, un CAF o consulente autorizzato può aggiornare i dati per tuo conto.

        Oltre all’indirizzo, è importante aggiornare tempestivamente anche:

        • Il conto corrente estero di accredito (cambio di banca o IBAN)
        • Lo stato civile (matrimonio, divorzio, vedovanza) che può incidere su eventuali supplementi o quote di reversibilità
        • La presenza di familiari a carico che potrebbe dare diritto a integrazioni della pensione

        Leggi anche: Lavori gravosi e pensione anticipata 2026: nuova tabella INPS, requisiti e Ape sociale

        Il ruolo del CAF per i pensionati INPS all’estero: cosa possiamo fare per te

        Il CAF Centro Fiscale di Udine — punto di riferimento per i cittadini del Friuli Venezia Giulia e non solo — offre una gamma completa di servizi per i pensionati italiani che vivono all’estero e per i loro familiari rimasti in Italia:

        • Assistenza per la procedura RedEst: Ti aiutiamo a capire cosa fare, a compilare correttamente la documentazione necessaria e a coordinarci con patronati esteri o consolati italiani.
        • Verifica della posizione pensionistica INPS: Accediamo al tuo fascicolo previdenziale tramite le deleghe di patronato e verifichiamo che tutto sia in regola.
        • Pratiche di pensione all’estero: Domande di pensione di vecchiaia, pensione anticipata o pensione di reversibilità per pensionati residenti fuori dall’Italia.
        • Dichiarazione dei redditi: Se sei ancora soggetto alle obbligazioni fiscali italiane (perché hai redditi in Italia o rientri nel regime ordinario), possiamo assisterti nella compilazione del modello 730 o Redditi PF.
        • Consulenza su trattati contro la doppia imposizione: Ti aiutiamo a capire in quale paese devi pagare le tasse sulla tua pensione INPS.

        Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale per un appuntamento. Operiamo anche da remoto per chi vive all’estero o ha familiari fuori sede.

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        Domande frequenti (FAQ) su RedEst e pensione INPS all’estero

        Cos’è il RedEst INPS?

        Il RedEst è la campagna annuale dell’INPS — gestita operativamente da Citibank N.A. — per accertare l’esistenza in vita dei pensionati italiani residenti all’estero. Ogni anno viene inviato un questionario che il pensionato deve compilare, firmare e restituire entro la scadenza prevista per il proprio paese. Senza questo adempimento, la pensione viene sospesa.

        Chi deve partecipare al RedEst?

        Tutti i pensionati INPS (pensione di vecchiaia, anticipata, di invalidità, di reversibilità) che risiedono stabilmente all’estero e il cui paese di residenza non è coperto da un accordo bilaterale automatico con l’Italia. In caso di dubbio, è meglio rispondere al questionario anche se si ritiene di essere esonerati.

        Ho perso il questionario RedEst: cosa faccio?

        Contatta direttamente Citibank al numero verde internazionale indicato sul sito INPS o rivolgiti al patronato italiano più vicino. Citibank può inviare un duplicato del questionario o indicare come procedere alternativamente (sportello di persona, invio tramite consolato, ecc.).

        Quanto tempo ho per rispondere al questionario RedEst?

        La scadenza è indicata nel questionario inviato da Citibank e varia per area geografica (vedi tabella nella sezione specifica). In genere le scadenze vanno da gennaio ad aprile 2026. Non aspettare l’ultimo momento: i tempi postali internazionali possono essere lunghi.

        Se la mia pensione viene sospesa, perdo le rate arretrate?

        No, in linea generale. Le rate sospese vengono recuperate una volta che la procedura di riattivazione è completata, purché ci si attivi entro tempi ragionevoli (entro 6 mesi dalla sospensione è il termine consigliato per evitare problemi di prescrizione). Le rate vengono corrisposte in arretrato sul primo pagamento disponibile dopo la riattivazione.

        Ho un familiare all’estero che non riesce a compilare il questionario da solo: posso farlo io per lui?

        Non direttamente: la firma del questionario deve essere quella del pensionato stesso (o del tutore legale in caso di incapacità accertata). Tuttavia, puoi aiutare il tuo familiare contattando un patronato italiano nel paese in cui risiede: il patronato può recarsi al domicilio del pensionato, assistere nella compilazione e autenticare la firma. In caso di pensionato non autosufficiente, il tutore legale può firmare previo accertamento medico formale.

        La pensione INPS all’estero viene tassata?

        Dipende dalla convenzione fiscale tra Italia e il paese di residenza. In alcuni casi la pensione INPS è tassata solo in Italia (con ritenuta applicata da INPS), in altri solo nel paese estero, in altri ancora con criteri misti. Il cedolino INPS indica sempre le ritenute applicate. Per una verifica specifica, rivolgiti al CAF o a un consulente fiscale internazionale.

        Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-27 19:29:322026-06-28 00:15:23Pensione INPS all’estero, RedEst al via per evitare la sospensione
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