Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Guide fiscali e amministrative dedicate ai professionisti sanitari italiani: medici, odontoiatri, psicologi, fisioterapisti, infermieri, ostetriche, logopedisti, podologi, osteopati, veterinari, biologi e nutrizionisti.

Infermieri

Fatturazione Infermiere Libero Professionista 2026: Guida Pratica

regime forfettario partita iva



La fatturazione infermiere libero professionista nel 2026 richiede attenzione a specifiche norme fiscali e previdenziali. Chi svolge attività di assistenza infermieristica in regime autonomo deve rispettare l’esenzione IVA prevista dall’articolo 10 del DPR 633/1972 per le prestazioni sanitarie, ma deve applicare il contributo integrativo ENPAPI del 4% su ogni fattura. Oltre agli obblighi fiscali, l’infermiere libero professionista deve conoscere le differenze tra fatturazione a privati e aziende, gestire correttamente la fatturazione elettronica e applicare le giuste diciture per garantire la conformità normativa. In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti della fatturazione infermieristica: dall’esenzione IVA alla struttura della fattura, dalle tariffe indicative agli errori più comuni da evitare. Che tu abbia appena aperto la partita IVA infermiere o voglia verificare la correttezza delle tue fatture, troverai tutte le informazioni necessarie per fatturare in modo professionale e conforme alla normativa 2026.

Esenzione IVA per Prestazioni Infermieristiche

Le prestazioni infermieristiche rese da professionisti iscritti all’albo sono esenti da IVA ai sensi dell’articolo 10, comma 1, numero 18 del DPR 633/1972. Questo significa che l’infermiere libero professionista non deve addebitare l’IVA sulle fatture emesse per prestazioni sanitarie. L’esenzione si applica a tutte le attività riconosciute dalla professione infermieristica: assistenza domiciliare, medicazioni, prelievi ematici, iniezioni intramuscolari o endovenose, gestione di stomie, cateteri e presidi sanitari.

Per beneficiare dell’esenzione IVA è obbligatorio essere iscritti all’albo professionale FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche). Senza iscrizione all’ordine, l’attività è considerata non professionale e soggetta a IVA ordinaria. Inoltre, l’esenzione vale solo per prestazioni direttamente correlate alla salute del paziente: attività formative, consulenze organizzative o servizi amministrativi sono invece soggette a IVA al 22%.

Nella fattura è fondamentale inserire la dicitura corretta: “Operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/72”. Questa formula deve comparire nel corpo della fattura per giustificare l’assenza di addebito IVA. Senza questa dicitura, la fattura potrebbe essere contestata dall’Agenzia delle Entrate o dal cliente. L’esenzione IVA non esonera invece dall’obbligo di versare i contributi previdenziali ENPAPI, che vanno sempre applicati e addebitati al cliente.

Contributo Integrativo ENPAPI 4%

Ogni infermiere libero professionista iscritto all’ENPAPI (Ente Nazionale Previdenza e Assistenza Infermieri Professionali) deve applicare un contributo integrativo del 4% su tutte le fatture emesse. Questo contributo è a carico del cliente e va addebitato separatamente rispetto al compenso per la prestazione. Il contributo integrativo non è un costo per il professionista, ma una somma che viene incassata dal cliente e poi versata trimestralmente all’ENPAPI insieme ai contributi soggettivi.

Il calcolo del contributo integrativo è semplice: si applica il 4% sull’imponibile della fattura (cioè sul compenso lordo). Ad esempio, se la prestazione costa 100 euro, il contributo integrativo sarà di 4 euro (100 × 4% = 4). Il totale della fattura sarà quindi 104 euro. In regime forfettario, il contributo integrativo va comunque applicato, ma non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF (viene calcolato separatamente).

È importante specificare nella fattura la voce “Contributo integrativo ENPAPI 4%” in modo chiaro e distinto dal compenso. Questo contributo non è soggetto a ritenuta d’acconto quando si fattura ad aziende o enti pubblici, mentre il compenso per la prestazione può esserlo. Il mancato addebito del contributo integrativo è un errore frequente che comporta un danno economico per il professionista, poiché dovrà comunque versarlo all’ENPAPI attingendo dal proprio compenso.

Struttura della Fattura Infermiere: Dati Obbligatori

Una fattura infermiere corretta deve contenere tutti i dati obbligatori previsti dalla normativa fiscale. Vediamo nel dettaglio quali sono gli elementi essenziali da inserire in ogni documento:

  • Dati del professionista: nome, cognome, indirizzo, partita IVA, codice fiscale, numero iscrizione albo FNOPI
  • Dati del cliente: nome/ragione sociale, indirizzo, codice fiscale o partita IVA
  • Numero progressivo fattura: numerazione univoca e sequenziale (es. 2026/001)
  • Data di emissione: giorno in cui si emette la fattura
  • Descrizione prestazione: dettaglio dei servizi resi (es. “Assistenza infermieristica domiciliare”)
  • Compenso: importo per la prestazione professionale
  • Contributo ENPAPI 4%: calcolato sul compenso
  • Ritenuta d’acconto 20%: se applicabile (solo in regime ordinario e solo su fatture ad aziende/enti pubblici)
  • Dicitura esenzione IVA: “Operazione esente IVA art. 10 c.1 n.18 DPR 633/72”
  • Marca da bollo: da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro e non c’è IVA

Esempio di Fattura Infermiere Completa

Fattura n. 2026/015 del 15/03/2026

Professionista:
Dott.ssa Maria Rossi
Via Roma 10, 33100 Udine
P.IVA 12345678901 – CF RSSMRA80A41L483X
Iscritta Albo Infermieri Udine n. 1234

Cliente:
Sig. Giovanni Bianchi
Via Verdi 5, 33100 Udine
CF BNCGNN50A01L483Z

Prestazione:
Assistenza infermieristica domiciliare (3 ore) il 14/03/2026
Compenso: € 90,00
Contributo integrativo ENPAPI 4%: € 3,60
Totale fattura: € 93,60

Operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10 c.1 n.18 DPR 633/72
Imposta di bollo assolta in modo virtuale – Aut. Agenzia Entrate n. XXX del XX/XX/XXXX

Questa struttura garantisce la piena conformità normativa e la chiarezza per il cliente. Se si fattura a un’azienda o ente pubblico in regime ordinario, va aggiunta la ritenuta d’acconto del 20% sul compenso (non sul contributo ENPAPI).

Fattura Elettronica per Infermieri

Dal 1° gennaio 2019, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA che emettono fatture verso aziende, professionisti ed enti pubblici (B2B). Per le fatture a privati cittadini (B2C), l’obbligo di fatturazione elettronica è stato esteso dal 1° luglio 2022, con alcune eccezioni. Gli infermieri liberi professionisti devono quindi emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per generare e inviare fatture elettroniche serve un software di fatturazione abilitato. Esistono diverse opzioni gratuite e a pagamento: Fatture e Corrispettivi (portale Agenzia Entrate), Aruba, Fatture in Cloud, TeamSystem. Il software genera un file XML con formato standardizzato, che viene inviato al SdI. Quest’ultimo verifica la correttezza formale della fattura e la recapita al destinatario tramite il suo codice univoco (per aziende e professionisti) o PEC.

Quando si fattura a privati cittadini privi di partita IVA, il codice destinatario è “0000000” e la fattura viene comunque trasmessa al SdI, che la mette a disposizione del cliente nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”. Il cliente riceve una notifica via email (se ha fornito l’indirizzo). È buona prassi inviare al paziente anche una copia PDF della fattura per comodità. Gli infermieri in regime forfettario hanno lo stesso obbligo di fatturazione elettronica degli altri professionisti.

Fatturazione a Privati vs Aziende

La fatturazione infermiere cambia a seconda che il cliente sia un privato cittadino o un’azienda/ente pubblico. Nel caso di fatture a privati, non si applica la ritenuta d’acconto: il paziente paga l’intero importo della fattura (compenso + contributo ENPAPI). La fattura deve essere emessa in formato elettronico con codice destinatario “0000000”. Il privato può portare in detrazione fiscale (modello 730) le spese per prestazioni sanitarie nella misura del 19% sulla parte eccedente 129,11 euro, purché il pagamento sia tracciabile.

Quando si fattura ad aziende, enti pubblici o professionisti (soggetti con partita IVA), la fattura in regime ordinario prevede l’applicazione della ritenuta d’acconto del 20% sul compenso. La ritenuta non si applica al contributo ENPAPI. Il cliente trattiene il 20% del compenso e lo versa direttamente all’Agenzia delle Entrate, pagando al professionista solo l’80% del compenso più il 4% di contributo ENPAPI. Ad esempio: compenso 100€ + contributo 4€ = totale 104€. Ritenuta 20% su 100€ = 20€. Netto da pagare: 84€.

Un caso particolare è la fatturazione al Sistema Sanitario Nazionale (ospedali, ASL, RSA). In questi casi si utilizza il Sistema TS (Tessera Sanitaria), un sistema dedicato per la trasmissione telematica dei dati delle prestazioni sanitarie rese a cittadini assistiti dal SSN. Le prestazioni vanno comunque fatturate, ma i dati devono essere inviati anche al Sistema TS per consentire al cittadino di vedere le spese nel proprio Fascicolo Sanitario Elettronico e utilizzarle per la dichiarazione dei redditi precompilata.

Fatturazione in Regime Forfettario

Gli infermieri che adottano il regime forfettario godono di semplificazioni fiscali importanti. In questo regime non si applica la ritenuta d’acconto, nemmeno quando si fattura ad aziende o enti pubblici. La fattura deve riportare la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario – Non soggetta a ritenuta d’acconto”. Questo significa che il cliente paga l’intero importo della fattura senza trattenere alcuna somma.

Anche in regime forfettario resta l’obbligo di applicare il contributo ENPAPI del 4% e di rispettare l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie. La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria se la fattura supera 77,47 euro. Il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di attività) calcolata sul reddito forfettario, determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai ricavi annui. Per approfondire, consulta la nostra guida completa al regime forfettario per infermieri.

Tariffe Indicative Infermiere Libero Professionista 2026

Le tariffe infermiere libero professionista variano in base al tipo di prestazione, alla complessità dell’intervento, alla zona geografica e all’esperienza del professionista. Non esistono tariffari obbligatori, ma è utile conoscere i valori di mercato per orientarsi. Di seguito una tabella con le tariffe indicative per le prestazioni più comuni nel 2026:

PrestazioneTariffa indicativaNote
Assistenza domiciliare25-40 €/oraVaria in base a complessità e orari
Medicazione semplice15-25 €Es. medicazione di ferita chirurgica
Medicazione complessa30-50 €Es. lesioni da pressione, ulcere
Iniezione intramuscolare10-15 €Include preparazione e somministrazione
Prelievo ematico15-25 €A domicilio, escluso costo provette
Fleboclisi20-35 €Include posizionamento accesso venoso
Gestione catetere vescicale25-40 €Cambio o posizionamento
Gestione PEG/SNG20-35 €Medicazione e controllo
Assistenza notturna30-50 €/oraTariffa maggiorata per orari notturni
Assistenza festiva35-55 €/oraMaggiorazione per giorni festivi

Queste tariffe sono indicative e vanno intese come lordo professionale (escluso contributo ENPAPI). Ogni infermiere definisce le proprie tariffe considerando costi di gestione (carburante, materiale sanitario, assicurazione professionale, commercialista), investimenti formativi e posizionamento sul mercato. In zone con alta richiesta o per prestazioni specialistiche (es. wound care avanzato, terapia infusionale oncologica), le tariffe possono essere superiori. È consigliabile redigere un tariffario professionale chiaro da condividere con i pazienti prima della prestazione.

Errori Comuni nella Fatturazione Infermiere

Anche i professionisti più attenti possono incorrere in errori di fatturazione. Ecco i 5 errori più frequenti che gli infermieri commettono e come evitarli:

  1. Dimenticare il contributo ENPAPI del 4%. Molti infermieri, soprattutto all’inizio, emettono fatture senza addebitare il contributo integrativo. Questo comporta una perdita economica, poiché il contributo andrà comunque versato all’ente previdenziale attingendo dal compenso.
  2. Omettere la dicitura di esenzione IVA. Senza la formula “Operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10 c.1 n.18 DPR 633/72”, la fattura può essere contestata. La dicitura è obbligatoria per giustificare l’assenza di addebito IVA.
  3. Non applicare la marca da bollo. Se la fattura supera 77,47 euro e non c’è IVA (come nel caso delle prestazioni sanitarie esenti), è obbligatoria l’imposta di bollo da 2 euro. Può essere assolta in modo virtuale con autorizzazione dell’Agenzia delle Entrate o applicata fisicamente.
  4. Calcolare male la ritenuta d’acconto. In regime ordinario, quando si fattura ad aziende, la ritenuta del 20% va applicata solo sul compenso, non sul contributo ENPAPI. Un errore nel calcolo può creare problemi sia al professionista che al cliente.
  5. Inviare fatture cartacee. Dal 2022 anche le fatture a privati devono essere elettroniche. Emettere fatture cartacee comporta sanzioni da 250 a 2.000 euro per ogni documento. Utilizzare sempre il Sistema di Interscambio.

Per evitare questi errori è consigliabile affidarsi a un software di fatturazione professionale e, soprattutto all’inizio dell’attività, consultare un commercialista o un CAF specializzato in professioni sanitarie.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande Frequenti sulla Fatturazione Infermiere

Devo emettere fattura elettronica anche ai privati?

Sì, dal 1° luglio 2022 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per le prestazioni rese a privati cittadini. La fattura va inviata al Sistema di Interscambio con codice destinatario “0000000”. Il cliente potrà visualizzarla nella sua area riservata del portale Agenzia Entrate.

Il contributo ENPAPI 4% è detraibile per il paziente?

Sì, il contributo ENPAPI rientra nel totale della spesa sanitaria detraibile al 19% nel modello 730. Il paziente può portare in detrazione l’intero importo della fattura (compenso + contributo ENPAPI) nella misura prevista dalla legge, purché il pagamento sia tracciabile (bonifico, carta, assegno).

Posso fatturare senza partita IVA?

No, per esercitare come infermiere libero professionista e emettere fatture è obbligatorio aprire la partita IVA. L’attività occasionale (prestazione occasionale con ritenuta d’acconto) è possibile solo entro limiti molto ristretti (5.000 euro annui) e non è adatta a un’attività professionale continuativa. Per approfondire, leggi la nostra guida su come aprire partita IVA da infermiere.

Quando si applica la ritenuta d’acconto del 20%?

La ritenuta d’acconto si applica solo in regime ordinario e solo quando si fattura a soggetti con partita IVA (aziende, enti pubblici, altri professionisti). In regime forfettario la ritenuta non si applica mai. La ritenuta è calcolata sul compenso, non sul contributo ENPAPI.

Quanto costa un commercialista per gestire la fatturazione infermiere?

I costi variano in base al volume di fatture e alla complessità della gestione. In media, un commercialista per un infermiere in regime forfettario chiede tra 300 e 800 euro all’anno per la tenuta contabile base (registrazione fatture, F24, dichiarazione dei redditi). Servizi aggiuntivi come consulenza fiscale o gestione ENPAPI comportano costi maggiori. Un’alternativa più economica è rivolgersi a un CAF specializzato.

Conclusione: Affidati al CAF per la Tua Fatturazione

La fatturazione infermiere richiede precisione e conoscenza delle norme fiscali e previdenziali. Dall’esenzione IVA al contributo ENPAPI, dalla fattura elettronica alla gestione della ritenuta d’acconto, ogni dettaglio conta per evitare errori e sanzioni. Se hai dubbi sulla corretta impostazione delle tue fatture o vuoi verificare la conformità della tua gestione fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

I nostri esperti ti affiancano nella gestione fiscale e previdenziale della tua attività di infermiere libero professionista: dall’apertura della partita IVA alla compilazione della dichiarazione dei redditi, dalla registrazione delle fatture alla gestione dei versamenti ENPAPI. Offriamo assistenza sia in ufficio a Udine che online, per seguirti ovunque tu sia.

Contattaci per una consulenza:
📞 Telefono: 0432 504432
📱 WhatsApp: 366 6018121
📧 Email: info@centrofiscale.com

Il CAF Centro Fiscale di Udine: il tuo partner per una gestione fiscale serena e professionale.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Infermiere 2026

Hai bisogno di assistenza?

Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

Richiedi una consulenza gratuita
Marzo 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-26 09:00:002026-08-17 10:14:46Fatturazione Infermiere Libero Professionista 2026: Guida Pratica
Infermieri

Contributi ENPAPI 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze Infermieri

regime forfettario partita iva

I contributi ENPAPI 2026 rappresentano un obbligo per tutti gli infermieri liberi professionisti iscritti all’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica. Con l’avvio del nuovo anno, è fondamentale conoscere le aliquote aggiornate, le scadenze di pagamento e le modalità di calcolo per evitare sanzioni e garantirsi una corretta posizione previdenziale. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sui contributi obbligatori, dalle percentuali agli esempi pratici di calcolo, fino alle agevolazioni per i giovani professionisti.

Cos’è l’ENPAPI e chi deve iscriversi

L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è l’ente previdenziale privato di riferimento per tutti gli infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari che esercitano la libera professione in Italia. Istituito con D.Lgs. 103/1996 e riconosciuto con Decreto Ministeriale del 14 febbraio 1997, l’ENPAPI gestisce la previdenza obbligatoria per questi professionisti sanitari.

L’iscrizione all’ENPAPI è obbligatoria per tutti gli infermieri che esercitano attività libero-professionale, anche se svolta in forma occasionale o aggiuntiva rispetto a un rapporto di lavoro dipendente. Questo significa che se sei un infermiere dipendente e apri una partita IVA per prestazioni private, dovrai iscriverti all’ENPAPI e versare i contributi sulla parte di reddito prodotta come libero professionista.

L’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dall’inizio dell’attività libero-professionale, comunicando all’ente l’apertura della partita IVA. L’ENPAPI garantisce agli iscritti prestazioni previdenziali quali pensione di vecchiaia, pensione di invalidità, indennità di maternità e altre forme di sostegno economico in caso di necessità.

La gestione previdenziale è separata rispetto all’INPS: chi è iscritto all’ENPAPI non versa contributi INPS sulla gestione separata per la quota libero-professionale, ma solo all’ente di categoria. Questo sistema garantisce una previdenza specifica per la professione infermieristica, con regole e prestazioni dedicate.

Aliquote Contributi ENPAPI 2026

Per il 2026, l’ENPAPI conferma le aliquote contributive già in vigore negli anni precedenti. Il sistema prevede diversi tipi di contributi obbligatori, calcolati sul reddito professionale netto derivante dall’attività libero-professionale:

  • Contributo soggettivo: 16% del reddito netto professionale
  • Contributo integrativo: 4% del volume d’affari (fatturato)
  • Contributo di maternità: quota fissa annuale di circa 50 euro

Il contributo soggettivo del 16% rappresenta la quota principale destinata alla copertura pensionistica. Si calcola sul reddito netto professionale dichiarato ai fini IRPEF, quindi dopo aver dedotto tutte le spese professionali ammesse. Ad esempio, se il tuo reddito netto professionale è di 30.000 euro, dovrai versare 4.800 euro di contributo soggettivo (30.000 × 16%).

Il contributo integrativo del 4% si calcola invece sul volume d’affari, cioè il fatturato lordo emesso durante l’anno. Questo contributo viene generalmente addebitato in fattura al cliente, che lo rimborsa al professionista insieme al compenso. È importante inserirlo correttamente nelle fatture con la dicitura “Contributo integrativo ENPAPI 4% – ex art. 2, L. 576/1980”. Questo contributo concorre alla formazione del reddito imponibile del cliente.

Il contributo di maternità è una quota fissa annuale (circa 50 euro per il 2026) destinata al fondo maternità, che garantisce l’indennità alle professioniste in caso di gravidanza e puerperio.

Tipo di contributoAliquota/ImportoBase di calcolo
Contributo soggettivo16%Reddito netto professionale
Contributo integrativo4%Volume d’affari (fatturato)
Contributo maternità€ 50 circaQuota fissa annuale

È importante sottolineare che queste aliquote si applicano esclusivamente al reddito derivante da attività libero-professionale. Se sei un infermiere con doppio lavoro (dipendente + libero professionista), i contributi ENPAPI si calcolano solo sulla quota di reddito prodotta come libero professionista, mentre per la parte da lavoro dipendente continuerai a versare i contributi INPS tramite il datore di lavoro.

Contributo Minimo Obbligatorio 2026

L’ENPAPI prevede un contributo minimo obbligatorio per tutti gli iscritti, indipendentemente dal reddito effettivamente prodotto. Per il 2026, il contributo minimo soggettivo è pari a circa 1.800 euro annui, calcolato su un reddito minimale convenzionale.

Questo significa che anche se il tuo reddito netto professionale fosse inferiore alla soglia minima (o addirittura zero), saresti comunque tenuto a versare il contributo minimo obbligatorio. La ratio di questa regola è garantire una copertura previdenziale di base per tutti gli iscritti e assicurare la sostenibilità del sistema pensionistico.

Il contributo minimo può essere esonerabile in caso di sospensione dell’attività debitamente comunicata all’ENPAPI, oppure in situazioni particolari come malattia, maternità o altri eventi previsti dal regolamento. In caso di reddito zero dichiarato per più anni consecutivi senza giustificazione, l’ENPAPI può richiedere chiarimenti o procedere con accertamenti sulla reale cessazione dell’attività.

Per i giovani professionisti under 30 esistono agevolazioni specifiche che riducono l’importo minimo dovuto nei primi anni di attività, come vedremo nella sezione dedicata.

Calcolo Contributi ENPAPI: Esempi Pratici 2026

Per comprendere meglio come si calcolano i contributi ENPAPI, analizziamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito professionale. In tutti i casi, ipotizziamo un infermiere libero professionista con partita IVA in regime forfettario, che emette fatture con il contributo integrativo del 4%.

Esempio 1: Reddito netto 25.000 euro

Marco è un infermiere freelance che nel 2026 ha un volume d’affari di 35.000 euro (fatturato lordo). Applicando il coefficiente di redditività del regime forfettario per i liberi professionisti (78%), il suo reddito netto ai fini fiscali è:

35.000 € × 78% = 27.300 euro

Tuttavia, Marco ha sostenuto spese deducibili per circa 2.300 euro (formazione, attrezzature), quindi il suo reddito netto professionale ai fini ENPAPI è di 25.000 euro.

Calcolo contributi:

  • Contributo soggettivo: 25.000 € × 16% = 4.000 euro
  • Contributo integrativo: 35.000 € × 4% = 1.400 euro (già addebitato in fattura ai clienti)
  • Contributo maternità: 50 euro
  • TOTALE DA VERSARE: 4.000 + 50 = 4.050 euro (il contributo integrativo è già stato incassato dai clienti)

Marco verserà quindi 4.050 euro all’ENPAPI (escluso il contributo integrativo già incassato), suddivisi in due rate semestrali: 2.025 euro entro il 30 giugno e 2.025 euro entro il 30 novembre 2026.

Esempio 2: Reddito netto 40.000 euro

Laura è un’infermiera con esperienza che ha un volume d’affari di 60.000 euro. Il suo reddito netto professionale, dopo aver dedotto le spese ammesse, è di 40.000 euro.

Calcolo contributi:

  • Contributo soggettivo: 40.000 € × 16% = 6.400 euro
  • Contributo integrativo: 60.000 € × 4% = 2.400 euro (già incassato dai clienti)
  • Contributo maternità: 50 euro
  • TOTALE DA VERSARE: 6.400 + 50 = 6.450 euro

Laura verserà 6.450 euro in due rate: 3.225 euro entro il 30 giugno e 3.225 euro entro il 30 novembre. Il peso contributivo sul suo reddito netto è del 16,1% circa, in linea con l’aliquota soggettiva.

Esempio 3: Reddito netto 60.000 euro

Giorgio è un infermiere specializzato in assistenza domiciliare con un volume d’affari di 85.000 euro (vicino al limite del forfettario). Il suo reddito netto professionale è di 60.000 euro.

Calcolo contributi:

  • Contributo soggettivo: 60.000 € × 16% = 9.600 euro
  • Contributo integrativo: 85.000 € × 4% = 3.400 euro (già incassato)
  • Contributo maternità: 50 euro
  • TOTALE DA VERSARE: 9.600 + 50 = 9.650 euro

Giorgio verserà 9.650 euro in due rate semestrali. Pur essendo un importo elevato, questo garantisce una copertura pensionistica proporzionale al reddito prodotto, assicurando una pensione adeguata al termine della carriera professionale.

Scadenze Pagamento Contributi ENPAPI 2026

I contributi ENPAPI 2026 devono essere versati in due rate semestrali con scadenze fisse:

  • Prima rata: entro il 30 giugno 2026
  • Seconda rata: entro il 30 novembre 2026

La prima rata corrisponde al 50% dei contributi calcolati sul reddito stimato per l’anno in corso (o sul reddito dell’anno precedente, se disponibile). La seconda rata include il saldo finale, ricalcolato sul reddito effettivo dichiarato nella dichiarazione dei redditi.

L’ENPAPI invia agli iscritti i bollettini precompilati tramite l’area riservata del sito ufficiale (www.enpapi.it) e via PEC. È fondamentale rispettare le scadenze per evitare l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.

ScadenzaDataImporto
Prima rata 202630 giugno 202650% dei contributi dovuti
Seconda rata 202630 novembre 2026Saldo finale
Contributo maternità30 giugno 2026Quota fissa annuale

In caso di ritardo nel pagamento, l’ENPAPI applica interessi di mora calcolati giornalmente. È possibile avvalersi del ravvedimento operoso per regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte, come vedremo nella sezione dedicata.

Agevolazioni Contributi ENPAPI per Under 30

L’ENPAPI prevede agevolazioni contributive per i giovani professionisti che si iscrivono all’ente prima dei 30 anni di età. Queste misure hanno l’obiettivo di favorire l’ingresso dei giovani nel mondo della libera professione, riducendo il carico contributivo iniziale.

Le agevolazioni under 30 prevedono:

  • Riduzione del 50% del contributo minimo per i primi 3 anni di iscrizione
  • Riduzione del 25% per il quarto e quinto anno
  • Aliquota contributiva soggettiva piena (16%) solo dal sesto anno in poi

Ad esempio, un infermiere di 27 anni che si iscrive all’ENPAPI nel 2026 pagherà solo 900 euro di contributo minimo annuo (invece di 1.800 euro) per i primi tre anni. Dal quarto anno il contributo minimo salirà a 1.350 euro (riduzione del 25%), per poi tornare a 1.800 euro dal sesto anno.

Queste agevolazioni si applicano automaticamente per chi si iscrive prima dei 30 anni, senza necessità di presentare domanda specifica. È sufficiente che l’iscrizione avvenga entro il compimento del trentesimo anno di età. L’agevolazione riguarda il contributo minimo, mentre sul reddito eccedente si applica sempre l’aliquota piena del 16%.

Questa misura rende molto più sostenibile l’avvio dell’attività libero-professionale per i giovani infermieri, riducendo significativamente il peso dei contributi fissi nei primi anni, quando il reddito professionale è spesso ancora contenuto.

Come Addebitare il Contributo Integrativo 4% in Fattura

Il contributo integrativo ENPAPI del 4% deve essere addebitato in fattura ai clienti, separato dal compenso professionale. Questo contributo è imponibile ai fini IVA (se il professionista non è in regime forfettario) e concorre alla formazione del reddito imponibile del cliente che lo paga.

Ecco come deve essere strutturata correttamente la fattura:

Esempio di fattura con contributo integrativo ENPAPI

Fattura n. 12/2026 del 15 marzo 2026

Prestazione infermieristica domiciliare
Compenso: 1.000,00 €

Contributo integrativo ENPAPI 4% (ex art. 2, L. 576/1980)
Importo: 40,00 €

Totale imponibile: 1.040,00 €

Regime forfettario – operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014

Ritenuta d’acconto 20%: – 200,00 €
TOTALE A PAGARE: 840,00 €

Alcuni punti importanti da ricordare:

  • Il contributo integrativo si calcola sul compenso lordo, prima della ritenuta d’acconto
  • Il contributo del 4% aumenta il totale fatturato e quindi il reddito del professionista
  • Per i professionisti in regime ordinario, il contributo integrativo è soggetto a IVA
  • Per chi è in regime forfettario, il contributo segue il regime agevolato senza IVA
  • Il cliente che paga il contributo può dedurlo come costo fiscalmente riconosciuto

Non addebitare il contributo integrativo in fattura è un errore comune che porta a una riduzione del reddito professionale, oltre che a una possibile irregolarità nei confronti dell’ENPAPI. L’ente prevede infatti che il contributo del 4% sia fatturato separatamente e poi versato insieme agli altri contributi.

Prestazioni Previdenziali e Assistenziali ENPAPI

Versare i contributi ENPAPI non e solo un obbligo, ma garantisce l accesso a importanti prestazioni previdenziali e assistenziali che tutelano l infermiere libero professionista nei momenti di bisogno.

Le principali prestazioni erogate dall ENPAPI sono:

  • Pensione di vecchiaia: erogata al compimento dell eta pensionabile (attualmente 67 anni) con almeno 5 anni di contribuzione
  • Pensione di anzianita: possibile con almeno 40 anni di contributi, indipendentemente dall eta
  • Pensione di invalidita: in caso di riduzione permanente della capacita lavorativa superiore ai 2/3
  • Pensione ai superstiti: per coniuge e figli in caso di decesso dell iscritto
  • Indennita di maternita: 5 mesi di indennita per le professioniste in gravidanza
  • Prestazioni assistenziali straordinarie: sussidi in caso di malattia grave, calamita, situazioni di difficolta economica

L importo della pensione e calcolato con il sistema contributivo: piu contributi versi e piu alta sara la pensione finale. Per questo e importante mantenere una posizione contributiva regolare durante tutta la carriera professionale.

L indennita di maternita e particolarmente importante per le infermiere libere professioniste, che non hanno diritto alla maternita INPS riservata alle lavoratrici dipendenti. L ENPAPI eroga un indennita pari all 80% del reddito professionale medio degli ultimi 12 mesi, per un periodo di 5 mesi (2 mesi prima del parto e 3 dopo).

Sanzioni per Mancato Pagamento dei Contributi

Il mancato o ritardato pagamento dei contributi ENPAPI comporta l applicazione di sanzioni e interessi di mora. E fondamentale rispettare le scadenze per evitare aggravi economici e possibili problemi con la propria posizione previdenziale.

In caso di ritardo nel pagamento, l ENPAPI applica:

  • Interessi di mora: calcolati al tasso legale vigente (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera
  • Sanzioni amministrative: possono arrivare fino al 30% dell importo dovuto in caso di grave inadempienza
  • Sospensione delle prestazioni: in caso di morosita prolungata, l ENPAPI puo sospendere l erogazione di prestazioni assistenziali

E possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, che riduce le sanzioni in base alla tempestivita del versamento:

  • Entro 14 giorni: sanzione ridotta allo 0,1% per ogni giorno di ritardo
  • Entro 30 giorni: sanzione ridotta al 1,5%
  • Entro 90 giorni: sanzione ridotta al 1,67%
  • Oltre 90 giorni: sanzione ordinaria (fino al 30%)

In caso di difficolta economiche, e possibile richiedere all ENPAPI la rateizzazione dei contributi arretrati, presentando una domanda motivata. L ente valuta caso per caso e puo concedere piani di rientro personalizzati, permettendo di regolarizzare la posizione senza subire sanzioni eccessive.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande Frequenti sui Contributi ENPAPI 2026

1. Devo iscrivermi all ENPAPI se sono infermiere dipendente con partita IVA occasionale?

Si, l iscrizione e obbligatoria anche se l attivita libero-professionale e occasionale o secondaria rispetto al lavoro dipendente. I contributi si calcolano solo sul reddito prodotto come libero professionista.

2. Posso dedurre i contributi ENPAPI dalla dichiarazione dei redditi?

Si, i contributi soggettivi versati all ENPAPI sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il carico fiscale complessivo. Il contributo integrativo del 4%, invece, e gia un costo addebitato ai clienti.

3. Cosa succede se chiudo la partita IVA? Devo continuare a versare i contributi?

In caso di cessazione definitiva dell attivita libero-professionale, devi comunicarlo tempestivamente all ENPAPI. La contribuzione si interrompe dalla data di cessazione. Se riapri la partita IVA in futuro, dovrai iscriverti nuovamente.

4. Posso recuperare i contributi versati se cambio professione?

No, i contributi versati all ENPAPI restano nella tua posizione previdenziale e concorrono al calcolo della pensione futura, anche se cambi professione. In alcuni casi e possibile la ricongiunzione con altri enti previdenziali.

5. Il contributo integrativo del 4% e obbligatorio in tutte le fatture?

Si, deve essere addebitato in tutte le fatture emesse per prestazioni professionali come infermiere. Non addebitarlo costituisce una violazione degli obblighi ENPAPI e riduce il tuo reddito professionale.

6. Come posso verificare la mia posizione contributiva?

Puoi accedere all area riservata del sito ENPAPI (www.enpapi.it) con le tue credenziali SPID o CIE. Qui trovi l estratto conto contributivo aggiornato, i bollettini da pagare e tutte le comunicazioni dell ente.

Affidati al CAF per la Gestione dei Contributi ENPAPI

La gestione dei contributi ENPAPI richiede attenzione e precisione per evitare errori di calcolo, ritardi nei pagamenti e sanzioni. Se sei un infermiere libero professionista e hai bisogno di supporto nella gestione della tua posizione previdenziale, nella compilazione delle dichiarazioni dei redditi o nel calcolo corretto dei contributi dovuti, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

I nostri esperti ti assistono in tutte le pratiche fiscali e contributive, sia in ufficio che online, garantendoti la massima tranquillita nella gestione della tua attivita professionale.

Contattaci per una consulenza personalizzata:

  • Telefono: 0432 504432
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per infermieri liberi professionisti, con servizio disponibile sia in sede a Udine che da remoto in tutta Italia.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Infermiere 2026

Hai bisogno di assistenza?

Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

Richiedi una consulenza gratuita
Marzo 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-24 09:00:002026-08-17 10:14:44Contributi ENPAPI 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze Infermieri
Infermieri

Codice ATECO Infermiere 2026: Guida Completa 86.90.29

regime forfettario partita iva

Se sei un infermiere professionista e stai valutando di aprire la partita IVA, la scelta del codice ATECO infermiere e uno dei primi passi fondamentali. Il codice corretto per il 2026 e il 86.90.29 denominato “Altre attivita paramediche indipendenti nca”, che consente di lavorare in regime forfettario con un coefficiente di redditivita del 78%. In questa guida completa ti spiegheremo tutto quello che devi sapere: dalla scelta del codice ATECO alle implicazioni fiscali, dagli adempimenti ENPAPI agli errori comuni da evitare.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il codice ATECO e perche e importante
  2. Codice ATECO corretto per infermieri: 86.90.29
  3. Coefficiente di redditivita 78%
  4. Attivita incluse nel codice 86.90.29
  5. Come inserire il codice ATECO
  6. Regime forfettario con codice 86.90.29
  7. Codici ATECO alternativi per infermieri
  8. Errori comuni da evitare
  9. Domande frequenti

Cos’e il Codice ATECO e Perche e Importante

Il codice ATECO (Attivita Economiche) e un sistema di classificazione alfanumerico che identifica la natura dell’attivita economica svolta da un’impresa o un professionista. Questo codice e fondamentale per l’Agenzia delle Entrate e per l’INPS per inquadrare correttamente la tua professione dal punto di vista fiscale e contributivo.

Per gli infermieri liberi professionisti, la scelta del codice ATECO corretto determina tre aspetti cruciali:

  • Coefficiente di redditivita: percentuale del fatturato considerata come reddito imponibile nel regime forfettario
  • Contributi previdenziali: l’obbligo di iscrizione alla cassa previdenziale ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza della Professione Infermieristica)
  • Regime fiscale applicabile: possibilita o meno di accedere al regime forfettario e relativi limiti di fatturato

Indicare un codice ATECO errato puo comportare conseguenze serie: dall’applicazione di un coefficiente di redditivita sbagliato, con calcolo errato delle tasse, fino a sanzioni amministrative per attivita non conformi al codice dichiarato. Per questo motivo e essenziale scegliere il codice giusto fin dall’apertura della partita IVA.


Codice ATECO Corretto per Infermieri: 86.90.29

Il codice ATECO 86.90.29 e il codice ufficiale da utilizzare per l’attivita di infermiere professionista con partita IVA. La denominazione ufficiale e “Altre attivita paramediche indipendenti nca” (nca significa “non classificate altrove”).

Questo codice appartiene alla sezione Q – Sanita e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, ed e specificamente pensato per i professionisti sanitari che operano in autonomia, al di fuori di strutture ospedaliere o ambulatoriali.

Perche 86.90.29 e non altri codici?

Esistono altri codici ATECO nel settore sanitario che potrebbero sembrare simili, ma hanno applicazioni diverse. Ecco un confronto per capire le differenze:

Codice ATECODescrizioneProfessioneCoefficiente
86.90.29Altre attivita paramediche indipendenti ncaInfermiere78%
86.90.21Servizi di fisioterapiaFisioterapista78%
86.21.00Servizi degli studi medici di medicina generaleMedico78%
86.22.09Attivita dei medici specialistiMedico specialista78%
86.90.11Laboratori di analisi clinicheTecnico di laboratorio67%

Come puoi vedere dalla tabella, il codice 86.90.29 e l’unico specifico per infermieri. Utilizzare un codice diverso (ad esempio quello dei fisioterapisti o dei medici) comporterebbe una classificazione errata della tua attivita, con possibili contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Nota importante: Dal 1 aprile 2025 e entrato in vigore un nuovo codice ATECO piu specifico: 86.94.01 – “Attivita infermieristiche”. Chi ha gia la partita IVA con il codice 86.90.29 dovra procedere alla variazione entro le scadenze indicate dall’Agenzia delle Entrate. Il coefficiente di redditivita rimane invariato al 78%.


Coefficiente di Redditivita 78%

Il coefficiente di redditivita e uno dei concetti chiave del regime forfettario. In parole semplici, rappresenta la percentuale del tuo fatturato annuo che viene considerata come reddito imponibile, cioe la base su cui si calcolano le tasse.

Per il codice ATECO 86.90.29, il coefficiente e del 78%. Questo significa che il restante 22% del fatturato viene considerato forfettariamente come “spese” e non viene tassato. E un calcolo semplificato che ti evita di dover dimostrare le spese effettive sostenute per la tua attivita.

Come si calcola il reddito imponibile

Il calcolo e molto semplice. Partiamo da un esempio pratico:

Esempio 1: Fatturato annuo 30.000 euro

  • Fatturato lordo: 30.000 euro
  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Reddito imponibile: 30.000 x 0,78 = 23.400 euro
  • Spese forfettarie: 30.000 x 0,22 = 6.600 euro (non vengono tassate)

Sul reddito imponibile di 23.400 euro si applicheranno poi:

  • Imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni se sei in possesso dei requisiti)
  • Contributi previdenziali ENPAPI (circa 25-28% del reddito)

Confronto con altri codici ATECO sanitari

Il coefficiente del 78% e lo stesso per la maggior parte delle professioni sanitarie e paramediche. Questo perche l’Agenzia delle Entrate considera che queste attivita abbiano una struttura di costi simile. Tuttavia, esistono delle eccezioni:

  • Fisioterapisti (86.90.21): 78%
  • Medici (86.21.00 e 86.22.09): 78%
  • Psicologi (86.90.30): 78%
  • Laboratori analisi (86.90.11): 67% (coefficiente piu basso per via dei costi strumentali)
  • Ambulatori polispecialistici (86.90.40): 67%

Gli infermieri professionisti beneficiano quindi di un coefficiente favorevole che riconosce i costi relativamente contenuti della professione (principalmente DPI, materiale sanitario, aggiornamento professionale).


Attivita Incluse nel Codice 86.90.29

Il codice ATECO 86.90.29 copre un’ampia gamma di prestazioni infermieristiche che l’infermiere puo svolgere in regime di libera professione. E importante verificare che le tue attivita rientrino effettivamente in questo codice per evitare problemi con il Fisco.

Le principali attivita incluse nel codice 86.90.29 sono:

  • Prestazioni infermieristiche domiciliari: assistenza a domicilio per pazienti anziani, disabili o con patologie croniche
  • Assistenza post-operatoria: cure infermieristiche dopo interventi chirurgici, gestione drenaggi, controllo ferite chirurgiche
  • Medicazioni: medicazioni semplici e complesse, gestione di lesioni cutanee, ulcere da pressione, piaghe
  • Terapie iniettive: somministrazione intramuscolare, sottocutanea, endovenosa di farmaci prescritti dal medico
  • Prelievi ematici: prelievi venosi a domicilio o presso ambulatori privati
  • Assistenza a pazienti cronici: gestione di pazienti diabetici, portatori di catetere, PEG, tracheostomia
  • Educazione sanitaria: consulenze per familiari, formazione su tecniche di assistenza, educazione terapeutica
  • Monitoraggio parametri vitali: rilevazione pressione arteriosa, glicemia, saturazione, temperatura
  • Gestione stomie: assistenza a pazienti stomizzati, cambio sacche, educazione alla gestione autonoma

Tutte queste prestazioni devono essere svolte nel rispetto del Codice Deontologico dell’Infermiere e delle competenze previste dal profilo professionale. Non rientrano nel codice ATECO attivita che esulano dalle competenze infermieristiche (ad esempio prestazioni riabilitative di competenza del fisioterapista o diagnosi mediche).


Come Inserire il Codice ATECO

L’inserimento del codice ATECO infermiere avviene al momento dell’apertura della partita IVA, tramite la compilazione del modello AA9/12 (Dichiarazione di inizio attivita, variazione dati o cessazione attivita ai fini IVA).

Procedura di apertura partita IVA

La procedura standard prevede questi passaggi:

  1. Compilazione modello AA9/12: puoi compilarlo online sul sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite il tuo commercialista
  2. Sezione “Attivita esercitata”: qui dovrai indicare il codice ATECO 86.90.29
  3. Regime fiscale: nella stessa sezione scegli il regime forfettario (se in possesso dei requisiti)
  4. Invio telematico: il modello va inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate

Entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA riceverai il numero di partita IVA e potrai iniziare a fatturare. E fondamentale che il codice ATECO sia corretto fin da subito, perche eventuali correzioni successive richiedono una comunicazione di variazione dati.

Dove indicare il codice ATECO

Nel modello AA9/12, il codice ATECO va inserito nel quadro A – Inizio attivita, alla voce “Attivita economica esercitata”. Dovrai indicare:

  • Codice ATECO primario: 86.90.29
  • Descrizione attivita: “Attivita paramediche infermieristiche indipendenti”
  • Data di inizio attivita

Possibilita di aggiungere codici secondari

Se svolgi anche altre attivita professionali oltre all’assistenza infermieristica, puoi indicare dei codici ATECO secondari. Ad esempio, se ti occupi anche di formazione sanitaria o consulenza, potresti aggiungere codici specifici. Tuttavia, il codice primario deve sempre rimanere il 86.90.29 se l’attivita infermieristica e la tua principale fonte di reddito.

Variazione del codice ATECO

Se hai gia la partita IVA con un codice ATECO diverso e devi passare al 86.90.29 (o al nuovo 86.94.01 dal 2025), dovrai presentare una comunicazione di variazione dati compilando nuovamente il modello AA9/12 nella sezione “Variazione dati”. La variazione deve essere comunicata entro 30 giorni dall’inizio della nuova attivita.


Regime Forfettario con Codice 86.90.29

Il regime forfettario e il regime fiscale agevolato piu vantaggioso per gli infermieri liberi professionisti con partita IVA. Vediamo nel dettaglio come funziona con il codice ATECO 86.90.29.

Limite di fatturato: 85.000 euro

Per accedere e rimanere nel regime forfettario, il tuo fatturato annuo non deve superare gli 85.000 euro. Questo limite vale per tutti i codici ATECO, indipendentemente dal coefficiente di redditivita. Se superi questa soglia, dall’anno successivo dovrai passare obbligatoriamente al regime ordinario.

Altri requisiti per accedere al regime forfettario includono:

  • Non aver sostenuto spese per lavoro dipendente o collaboratori superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Non possedere partecipazioni in societa di persone o associazioni professionali
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro (per applicare l’aliquota agevolata al 5%)

Puoi approfondire tutti i requisiti nella nostra guida completa al regime forfettario 2026.

Calcolo dell’imposta sostitutiva

Nel regime forfettario non si pagano IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Al loro posto si applica un’unica imposta sostitutiva con due aliquote possibili:

  • 5% per i primi 5 anni dall’apertura della partita IVA (se rispetti tutti i requisiti previsti)
  • 15% dal sesto anno in poi, o subito se non hai i requisiti per il 5%

L’imposta si calcola sul reddito imponibile, cioe sul fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita del 78%.

Esempio completo: da fatturato a netto

Vediamo un esempio pratico completo per capire quanto guadagni effettivamente come infermiere in regime forfettario:

Caso: Infermiere al secondo anno di attivita

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Reddito imponibile: 40.000 x 0,78 = 31.200 euro

Imposte e contributi da pagare:

  1. Imposta sostitutiva (aliquota 5% per startup): 31.200 x 5% = 1.560 euro
  2. Contributi ENPAPI (circa 26% del reddito imponibile): 31.200 x 26% = 8.112 euro
  3. Totale imposte e contributi: 1.560 + 8.112 = 9.672 euro

Reddito netto annuo: 40.000 – 9.672 = 30.328 euro

Reddito netto mensile medio: 30.328 / 12 = 2.527 euro

Come puoi vedere, il regime forfettario con coefficiente 78% e molto vantaggioso perche permette di trattenere circa il 75-76% del fatturato lordo. Rispetto al regime ordinario, il risparmio fiscale puo arrivare al 30-40%.

Per approfondire come funzionano i contributi previdenziali ENPAPI, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa ENPAPI 2026.


Codici ATECO Alternativi per Infermieri

Nella maggior parte dei casi, il codice ATECO 86.90.29 (o il nuovo 86.94.01 dal 2025) e l’unica scelta corretta per gli infermieri liberi professionisti. Tuttavia, esistono alcune situazioni particolari in cui potrebbero essere utilizzati codici diversi.

86.90.29 vs 86.94.01

Come accennato, dal 1 aprile 2025 e stato introdotto il nuovo codice 86.94.01 – “Attivita infermieristiche”. Questo codice e piu specifico e sostituisce progressivamente il generico 86.90.29. Le caratteristiche sono identiche:

  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Regime forfettario: applicabile
  • Cassa previdenziale: ENPAPI

La differenza e solo nella denominazione, piu precisa e riconoscibile. Se hai gia la partita IVA con il codice 86.90.29, e consigliabile effettuare la variazione al nuovo codice per evitare future contestazioni.

Quando usare codici diversi

In alcuni casi specifici potrebbero essere utilizzati codici ATECO diversi o aggiuntivi:

  • Infermiere che svolge anche attivita di formazione: potrebbe aggiungere un codice ATECO secondario (85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale)
  • Infermiere che gestisce un ambulatorio: in questo caso il codice principale potrebbe essere 86.90.40 – Ambulatori e poliambulatori (coefficiente 67%)
  • Infermiere che svolge anche attivita di ricerca: codice secondario 72.20.01 – Ricerca scientifica

In questi casi e fondamentale valutare con attenzione quale sia l’attivita prevalente per determinare il codice ATECO primario.


Errori Comuni da Evitare

Quando si apre la partita IVA come infermiere, ci sono alcuni errori comuni che possono creare problemi fiscali e previdenziali. Ecco i piu frequenti e come evitarli:

1. Codice ATECO errato

Errore: Indicare un codice ATECO generico o sbagliato (ad esempio 86.90.21 dei fisioterapisti) invece del corretto 86.90.29.

Conseguenze: L’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la correttezza del coefficiente di redditivita applicato, con ricalcolo delle imposte e sanzioni.

Come evitarlo: Verifica sempre il codice ATECO corretto prima di aprire la partita IVA. Affidati a un CAF o commercialista per la compilazione.

2. Mancata comunicazione delle variazioni

Errore: Non comunicare la variazione del codice ATECO quando si passa dal vecchio 86.90.29 al nuovo 86.94.01.

Conseguenze: Sanzioni amministrative da 250 a 2.000 euro per omessa o tardiva comunicazione.

Come evitarlo: Presenta tempestivamente (entro 30 giorni) la comunicazione di variazione dati.

3. Attivita non coerenti con il codice dichiarato

Errore: Svolgere e fatturare attivita che non rientrano nelle competenze infermieristiche.

Conseguenze: Rischio di esercizio abusivo della professione, con conseguenze penali e civili oltre che fiscali.

Come evitarlo: Svolgi solo le attivita previste dal profilo professionale dell’infermiere e dal Codice Deontologico.

4. Mancata iscrizione ENPAPI

Errore: Aprire la partita IVA senza procedere contestualmente all’iscrizione alla cassa previdenziale ENPAPI.

Conseguenze: Obbligo di versamento retroattivo dei contributi con sanzioni e interessi. L’ENPAPI puo richiedere i contributi arretrati fino a 5 anni indietro.

Come evitarlo: Entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA, presenta la domanda di iscrizione ENPAPI.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande Frequenti sul Codice ATECO Infermiere

Qual e il codice ATECO corretto per infermiere con partita IVA?

Il codice ATECO corretto per infermiere e il 86.90.29 denominato “Altre attivita paramediche indipendenti nca”. Dal 1 aprile 2025 e disponibile anche il nuovo codice piu specifico 86.94.01 – “Attivita infermieristiche”, con le stesse caratteristiche fiscali (coefficiente 78%).

Che coefficiente di redditivita ha il codice ATECO 86.90.29?

Il coefficiente di redditivita del codice ATECO 86.90.29 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario il 78% del fatturato viene considerato come reddito imponibile, mentre il restante 22% e considerato forfettariamente come spese.

Posso usare il regime forfettario come infermiere libero professionista?

Si, gli infermieri con partita IVA possono accedere al regime forfettario se rispettano i requisiti previsti: fatturato annuo inferiore a 85.000 euro, spese per collaboratori non superiori a 20.000 euro, assenza di partecipazioni in societa.

Devo iscrivermi a ENPAPI se apro la partita IVA come infermiere?

Si, l’iscrizione all’ENPAPI e obbligatoria per tutti gli infermieri che esercitano l’attivita in forma autonoma con partita IVA. Devi presentare domanda di iscrizione entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

Posso avere piu codici ATECO nella mia partita IVA?

Si, puoi indicare un codice ATECO primario (86.90.29 per l’attivita infermieristica) e uno o piu codici secondari se svolgi anche altre attivita professionali. Tuttavia, dovrai tenere separati i ricavi per ciascuna attivita e applicare il coefficiente di redditivita corretto a ciascuna categoria.

Cosa succede se indico un codice ATECO sbagliato?

Se indichi un codice ATECO errato, potrebbero verificarsi diverse conseguenze: applicazione di un coefficiente di redditivita sbagliato con ricalcolo delle imposte, sanzioni amministrative, problemi con l’iscrizione alla cassa previdenziale ENPAPI. In caso di errore, e necessario presentare immediatamente una comunicazione di variazione dati.


Hai Bisogno di Assistenza per la Tua Partita IVA da Infermiere?

Se stai valutando di aprire la partita IVA come infermiere o hai bisogno di verificare che il tuo codice ATECO sia corretto, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per offrirti consulenza personalizzata. I nostri esperti ti aiutano in tutte le fasi: dall’apertura della partita IVA alla scelta del regime fiscale piu conveniente, dalla gestione degli adempimenti ENPAPI alla compilazione delle dichiarazioni dei redditi.

Offriamo assistenza sia in ufficio a Udine che online, per permetterti di gestire la tua posizione fiscale comodamente da casa tua. Per approfondire tutti gli aspetti della professione infermieristica con partita IVA, consulta anche la nostra guida completa alla partita IVA per infermieri 2026.

Contattaci oggi stesso:

  • Telefono: 0432 504432
  • WhatsApp: 366 6018121

Il nostro team di professionisti e pronto ad assisterti per garantire che la tua attivita di infermiere libero professionista sia gestita nel modo piu vantaggioso e conforme alla normativa vigente.

Hai bisogno di assistenza?

Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

Richiedi una consulenza gratuita
Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 09:00:002026-08-17 10:14:40Codice ATECO Infermiere 2026: Guida Completa 86.90.29
Infermieri

Partita IVA Infermiere 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAPI

regime forfettario partita iva

La partita IVA infermiere rappresenta oggi un’opportunità concreta per i professionisti sanitari che vogliono esercitare la libera professione. Con il regime forfettario 2026 e i vantaggi fiscali previsti, sempre più infermieri scelgono di affiancare o sostituire il lavoro dipendente con l’attività autonoma. Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere: dai requisiti normativi ai contributi ENPAPI, dal calcolo del guadagno netto alle opportunità di lavoro, fino agli adempimenti fiscali e alle scadenze da rispettare.

Indice dei contenuti

  1. Introduzione alla Libera Professione Infermieristica
  2. Requisiti per Aprire Partita IVA come Infermiere
  3. Come Aprire la Partita IVA: Iter Completo
  4. Regime Forfettario per Infermieri 2026
  5. Contributi ENPAPI: Quanto si Paga
  6. Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici
  7. Fatturazione per Infermieri
  8. Opportunità di Lavoro per Infermieri con Partita IVA
  9. Adempimenti Fiscali e Scadenze
  10. Domande Frequenti

Introduzione alla Libera Professione Infermieristica

Negli ultimi anni, la libera professione infermieristica ha registrato una crescita significativa in Italia. I cambiamenti demografici, con l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche, hanno creato una domanda crescente di assistenza infermieristica domiciliare e specializzata.

Il mercato offre opportunità concrete: secondo le stime più recenti, oltre il 30% degli infermieri iscritti all’OPI svolge attività libero-professionale, in forma esclusiva o come integrazione al lavoro dipendente. Le aree di maggiore richiesta sono l’assistenza domiciliare, le RSA, gli studi medici privati e le cooperative socio-sanitarie.

Aprire una partita IVA come infermiere significa acquisire autonomia professionale, poter scegliere i propri clienti e organizzare liberamente il proprio tempo. Il regime forfettario rende questa scelta particolarmente vantaggiosa dal punto di vista fiscale, con aliquote agevolate e adempimenti semplificati rispetto al regime ordinario.

Requisiti per Aprire Partita IVA come Infermiere

Per esercitare la libera professione infermieristica con partita IVA, è necessario possedere specifici requisiti professionali e assicurativi. Vediamoli nel dettaglio.

Titolo di Studio e Abilitazione

Il primo requisito fondamentale è il possesso della Laurea in Infermieristica (L/SNT1 – Classe delle professioni sanitarie infermieristiche e professione sanitaria ostetrica). Deve trattarsi di una laurea conseguita presso un’università italiana o di un titolo estero riconosciuto equivalente dal Ministero della Salute.

Dopo la laurea, è obbligatorio superare l’esame di abilitazione alla professione di infermiere. Questo esame conferisce il titolo di “Infermiere” e l’autorizzazione a esercitare la professione sul territorio nazionale.

Iscrizione all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI)

L’iscrizione all’OPI (ex IPASVI) della provincia in cui si intende esercitare è obbligatoria per legge. Senza questa iscrizione non è possibile aprire partita IVA come infermiere libero professionista. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annuale che varia tra 130 e 180 euro a seconda della provincia.

Assicurazione di Responsabilità Civile Professionale

Dal 2012, la polizza RC professionale è obbligatoria per tutti i professionisti sanitari che esercitano in forma autonoma. La polizza deve coprire i danni causati a terzi nell’esercizio dell’attività professionale, con un massimale minimo consigliato di almeno 1.000.000 di euro per sinistro.

Il costo medio di una polizza RC per infermiere libero professionista varia tra 200 e 500 euro annui, a seconda del massimale scelto e delle attività svolte. Alcune compagnie offrono polizze specifiche per infermieri con coperture personalizzabili.

Come Aprire la Partita IVA: Iter Completo

L’apertura della partita IVA infermiere richiede alcuni passaggi amministrativi da completare con precisione. Vediamo l’iter completo passo dopo passo.

Compilazione del Modello AA9/12

Il primo passaggio consiste nella compilazione del modello AA9/12 (dichiarazione di inizio attività) da presentare all’Agenzia delle Entrate. Il modello può essere:

  • Presentato online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio Fisconline o Entratel)
  • Consegnato a un CAF o commercialista che si occuperà della trasmissione telematica
  • Inviato tramite PEC all’indirizzo della Direzione Provinciale competente

Nel modello dovrai indicare:

  • Dati anagrafici e residenza
  • Codice ATECO dell’attività
  • Regime fiscale scelto (forfettario o ordinario)
  • Luogo di svolgimento dell’attività
  • Data di inizio attività

Scelta del Codice ATECO

Per l’attività di infermiere libero professionista, il codice ATECO corretto è il 86.90.29 – “Altre attività paramediche indipendenti NCA”. Questo codice identifica le prestazioni infermieristiche svolte in forma autonoma, sia a domicilio che presso strutture sanitarie.

Il codice ATECO determina il coefficiente di redditività per il regime forfettario (78% per questa attività) e l’inquadramento contributivo presso l’ENPAPI.

Iscrizione alla Gestione Separata ENPAPI

Entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA, è obbligatorio iscriversi all’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica). L’iscrizione si effettua online sul sito enpapi.it compilando il modulo dedicato.

L’ENPAPI gestisce la previdenza obbligatoria degli infermieri liberi professionisti e sostituisce la Gestione Separata INPS. È fondamentale comunicare all’ENPAPI eventuali variazioni di attività o di reddito.

Comunicazione Unica (ComUnica)

La Comunicazione Unica viene generata automaticamente al momento della presentazione del modello AA9/12 e consente di assolvere contemporaneamente a tutti gli obblighi verso:

  • Agenzia delle Entrate (attribuzione partita IVA)
  • INPS (apertura posizione contributiva, poi trasferita a ENPAPI)
  • Camera di Commercio (se richiesto)
  • INAIL (solo se si assumono dipendenti)

Regime Forfettario per Infermieri 2026

Il regime forfettario è la scelta fiscale più conveniente per la maggior parte degli infermieri liberi professionisti. Vediamo come funziona nel dettaglio e quali sono i vantaggi.

Limite di Ricavi e Requisiti di Accesso

Per accedere al regime forfettario nel 2026, è necessario rispettare un limite di ricavi di 85.000 euro annui. Chi supera questa soglia è obbligato a passare al regime ordinario dall’anno successivo.

Altri requisiti per accedere al forfettario:

  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia aggiornata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024 — la causa ostativa si applica indipendentemente dal datore di lavoro)
  • Non aver sostenuto spese per collaboratori o dipendenti superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Non partecipare contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o imprese familiari

Coefficiente di Redditività e Calcolo dell’Imposta

Nel regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività del 78% ai ricavi incassati. In pratica, l’Agenzia delle Entrate presume che il 78% dei tuoi incassi sia reddito netto, mentre il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi.

Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostitutiva:

  • 5% per i primi 5 anni di attività (se non hai esercitato nei 3 anni precedenti attività simile, nemmeno in forma dipendente o autonoma)
  • 15% ordinaria dal sesto anno in poi o se non hai i requisiti per l’aliquota agevolata

L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Non si pagano quindi più imposte sul reddito professionale.

Vantaggi del Regime Forfettario

I principali vantaggi del regime forfettario per gli infermieri sono:

  • Tassazione agevolata: aliquota 5% o 15% contro il 23-43% del regime ordinario
  • Nessun obbligo di fatturazione elettronica verso privati (facoltativa)
  • Esonero IVA: non si applica IVA in fattura e non si presenta dichiarazione IVA
  • Contabilità semplificata: basta un registro cronologico degli incassi
  • Nessun obbligo di ritenuta d’acconto: si incassa l’intero importo fatturato
  • Risparmio sui costi del commercialista: contabilità molto più semplice

Contributi ENPAPI: Quanto si Paga

I contributi ENPAPI rappresentano la principale voce di spesa previdenziale per l’infermiere libero professionista. Vediamo come funzionano e quanto si paga effettivamente.

Contributo Soggettivo (16%)

Il contributo soggettivo ENPAPI si calcola applicando l’aliquota del 16% sul reddito professionale dichiarato. Nel regime forfettario, il reddito su cui si calcolano i contributi è quello determinato con il coefficiente di redditività del 78%.

Esempio pratico: se hai fatturato 40.000 euro, il tuo reddito forfettario è 31.200 euro (40.000 x 78%). Il contributo soggettivo sarà 4.992 euro (31.200 x 16%).

Contributo Integrativo (4%)

In aggiunta al contributo soggettivo, gli infermieri con partita IVA devono versare il contributo integrativo del 4% sul volume d’affari (ricavi lordi). Questo contributo va addebitato in fattura al cliente e versato all’ENPAPI.

Il contributo integrativo è deducibile dal reddito professionale e finanzia le prestazioni assistenziali dell’Ente. In pratica, aggiungi il 4% a ogni fattura emessa e poi versi l’importo raccolto all’ENPAPI.

Contributo Minimo Annuale

L’ENPAPI prevede un contributo minimo annuale che deve essere versato anche se il reddito professionale è basso o nullo. Per il 2026, il contributo minimo soggettivo è pari a circa 2.700 euro annui.

Questo significa che anche se hai guadagnato poco, dovrai comunque versare almeno questa cifra per mantenere l’iscrizione attiva e accumulare anzianità contributiva utile per la pensione.

Scadenze Versamenti ENPAPI

I contributi ENPAPI si versano in 4 rate annuali:

  • Prima rata: entro il 31 maggio (saldo anno precedente + primo acconto anno corrente)
  • Seconda rata: entro il 30 novembre (secondo acconto anno corrente)
  • I versamenti si effettuano tramite modello F24 con codici tributo ENPAPI specifici

Per approfondire il calcolo dei contributi ENPAPI 2026, consulta la nostra guida dedicata con esempi pratici e scadenze aggiornate.

Calcolo Guadagno Netto: 3 Esempi Pratici

Per capire quanto si guadagna realmente con la partita IVA infermiere, vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di fatturato. Consideriamo un infermiere in regime forfettario con aliquota 15% (non primo quinquennio).

Esempio 1: Fatturato 30.000 Euro

VoceImporto
Fatturato annuo lordo30.000 euro
Contributo integrativo 4% (addebitato ai clienti)+ 1.200 euro
Totale incassato31.200 euro
Reddito imponibile (78% di 30.000)23.400 euro
Imposta sostitutiva 15%– 3.510 euro
Contributi ENPAPI soggettivi 16%– 3.744 euro
Contributo integrativo ENPAPI da versare– 1.200 euro
Polizza RC professionale– 300 euro
Quota annuale OPI– 150 euro
Commercialista (forfettario)– 800 euro
NETTO ANNUO21.496 euro
NETTO MENSILE1.791 euro

Esempio 2: Fatturato 50.000 Euro

VoceImporto
Fatturato annuo lordo50.000 euro
Contributo integrativo 4%+ 2.000 euro
Totale incassato52.000 euro
Reddito imponibile (78% di 50.000)39.000 euro
Imposta sostitutiva 15%– 5.850 euro
Contributi ENPAPI soggettivi 16%– 6.240 euro
Contributo integrativo ENPAPI da versare– 2.000 euro
Polizza RC professionale– 350 euro
Quota annuale OPI– 150 euro
Commercialista– 1.000 euro
NETTO ANNUO36.410 euro
NETTO MENSILE3.034 euro

Esempio 3: Fatturato 70.000 Euro

VoceImporto
Fatturato annuo lordo70.000 euro
Contributo integrativo 4%+ 2.800 euro
Totale incassato72.800 euro
Reddito imponibile (78% di 70.000)54.600 euro
Imposta sostitutiva 15%– 8.190 euro
Contributi ENPAPI soggettivi 16%– 8.736 euro
Contributo integrativo ENPAPI da versare– 2.800 euro
Polizza RC professionale– 400 euro
Quota annuale OPI– 150 euro
Commercialista– 1.200 euro
NETTO ANNUO51.324 euro
NETTO MENSILE4.277 euro

Come si può vedere, il guadagno netto varia sensibilmente in base al fatturato. Con 50.000 euro di ricavi annui, un infermiere in regime forfettario porta a casa circa 3.000 euro netti al mese, cifra competitiva rispetto al lavoro dipendente ma con maggiore flessibilità e autonomia.

Fatturazione per Infermieri

La fatturazione è un aspetto cruciale per chi esercita con partita IVA. Gli infermieri godono di un regime particolare per quanto riguarda l’IVA. Vediamo come emettere correttamente le fatture.

Esenzione IVA Art. 10 DPR 633/72

Le prestazioni infermieristiche rientrano tra le prestazioni sanitarie esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72. Questo significa che in fattura non va applicata l’IVA, indipendentemente dal regime fiscale adottato (forfettario o ordinario).

Sulla fattura dovrai indicare:

  • Descrizione della prestazione infermieristica
  • Importo della prestazione
  • Contributo integrativo ENPAPI 4%
  • Dicitura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72”

Tariffe Professionali

Non esistono tariffari minimi obbligatori per gli infermieri liberi professionisti. Le tariffe medie praticate variano a seconda della tipologia di prestazione:

  • Assistenza domiciliare generica: 18-25 euro/ora
  • Medicazioni e iniezioni: 15-20 euro a prestazione
  • Prelievi domiciliari: 25-35 euro
  • Assistenza post-operatoria: 20-30 euro/ora
  • Gestione stomie/PEG/CVC: 25-40 euro a prestazione
  • Assistenza notturna: maggiorazione 30-50%

Opportunità di Lavoro per Infermieri con Partita IVA

Il mercato offre numerose opportunità per gli infermieri liberi professionisti. Vediamo i principali ambiti di lavoro e come accedervi.

Assistenza Domiciliare Privata

L’assistenza domiciliare rappresenta il settore con maggiore richiesta. Sempre più famiglie cercano infermieri per assistere anziani o malati cronici a casa, evitando ricoveri ospedalieri o RSA costose.

Collaborazioni con RSA e Case di Riposo

Molte RSA e case di riposo si rivolgono a infermieri liberi professionisti per sostituzioni per ferie o malattie del personale, copertura turni notturni e festivi.

Adempimenti Fiscali e Scadenze

Anche nel regime forfettario, gli infermieri con partita IVA devono rispettare alcuni adempimenti fiscali.

Dichiarazione dei Redditi

Ogni anno è obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi Persone Fisiche. La scadenza è fissata al 30 novembre dell’anno successivo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande Frequenti

Posso avere partita IVA e contratto dipendente contemporaneamente?

Si, e possibile lavorare come infermiere dipendente e contemporaneamente esercitare la libera professione con partita IVA.

Conviene il regime forfettario o ordinario?

Per la stragrande maggioranza degli infermieri liberi professionisti, il regime forfettario è più conveniente.


Hai bisogno di assistenza per aprire la partita IVA come infermiere?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi. Contattaci al 0432 504432 o WhatsApp 366 6018121.

Hai bisogno di assistenza?

Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

Richiedi una consulenza gratuita
Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-19 09:00:002026-08-17 10:14:37Partita IVA Infermiere 2026: Guida Completa Regime Forfettario e ENPAPI
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fisioterapista Dipendente e Partita IVA: Si Può Fare? Guida 2026

regime forfettario partita iva

Sempre più fisioterapisti dipendenti si chiedono se sia possibile aprire una Partita IVA per svolgere attività libero-professionale. La risposta è: sì, nella maggior parte dei casi è possibile lavorare come dipendente e libero professionista contemporaneamente, ma con alcune importanti condizioni da rispettare.

La compatibilità tra dipendente e Partita IVA dipende dal tipo di contratto, clausole di esclusività e regime fiscale. Analizziamo tutti gli aspetti della doppia attività fisioterapista.

Compatibilità Dipendente Pubblico vs Privato

Nel settore pubblico la legge prevede l’esclusività del rapporto. Devi richiedere autorizzazione o valutare il part-time. Nel settore privato è più flessibile.

Regime Fiscale: Forfettario o Ordinario?

Il regime forfettario è la scelta migliore. Limiti: massimo 85.000 euro ricavi P.IVA e 30.000 euro lordi da dipendente.

Gestione Contributi ENPAPI e INPS

Paghi contributi INPS sul lavoro dipendente ed ENPAPI sull’attività P.IVA (22% sul reddito).

Vantaggi della Doppia Attività

Aumento reddito, diversificazione entrate, ottimizzazione fiscale, crescita professionale, autonomia, sicurezza dipendente.

Svantaggi e Criticità

Gestione tempo, doppia contribuzione, fatturazione complessa, monitoraggio limiti.

Obblighi Fiscali e Dichiarazione

Devi presentare il Modello Redditi PF. Il CAF ti assiste. Puoi aprire P.IVA online.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande Frequenti

Posso essere dipendente pubblico e avere P.IVA?

Sì, ma devi richiedere autorizzazione o passare a part-time.

Quali limiti per il regime forfettario?

Massimo 85.000 euro ricavi P.IVA e 30.000 euro da dipendente.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta dall’apertura alla gestione fiscale. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

WhatsApp
Febbraio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-25 16:09:292026-06-01 08:16:47Fisioterapista Dipendente e Partita IVA: Si Può Fare? Guida 2026
Fisioterapisti, PARTITA IVA

Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti

regime forfettario partita iva

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è una decisione importante che molti neo-iscritti all’albo TSRM-PSTRP affrontano subito dopo aver concluso gli studi. Tra codice ATECO, regime forfettario, contributi ENPAPI, Sistema TS e divieto di fattura elettronica per le prestazioni a privati, la materia non è affatto banale. Eppure, con la guida giusta, si tratta di un percorso lineare che permette di iniziare a esercitare la libera professione in pochi giorni. In questa guida aggiornata vediamo passo passo tutto ciò che serve sapere per aprire partita IVA fisioterapista 2026, dalle aliquote al software di fatturazione, fino alle implicazioni dello studio condiviso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di fisioterapisti nell’avvio dell’attività, gestendo apertura, iscrizione ENPAPI, accreditamento Sistema TS e contabilità annuale. Continua a leggere per scoprire perché pianificare bene il day 1 ti farà risparmiare migliaia di euro nei primi cinque anni.

Indice dei contenuti

  1. Quando un fisioterapista deve aprire P.IVA
  2. Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00
  3. Forfettario o ordinario per fisioterapisti
  4. Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapista
  5. ENPAPI: cassa di previdenza del fisioterapista
  6. Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione albo
  7. Divieto SdI per prestazioni a privati 2026
  8. Scegliere il software di fatturazione al day 1
  9. Studio condiviso vs studio proprio
  10. Errori più comuni del neo-fisioterapista
  11. FAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026

Quando un fisioterapista deve aprire P.IVA

Il fisioterapista deve aprire partita IVA nel momento in cui inizia a esercitare la professione in forma abituale e continuativa, anche se i compensi sono modesti. La legge italiana non fissa una soglia di reddito sotto la quale si può lavorare senza partita IVA: il vero discrimine è l’abitualità. Un fisioterapista che effettua trattamenti regolari nel proprio studio o presso pazienti, anche solo poche ore a settimana, è a tutti gli effetti un libero professionista tenuto ad aprire P.IVA.

Esiste una sola eccezione: la prestazione occasionale. Si applica quando l’attività è davvero sporadica, non organizzata e non ripetuta nel tempo. In questo caso si emette una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20%, fino a un limite di 5.000 euro netti all’anno. Superata questa soglia, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. Per un neo-fisioterapista che vuole costruire una professione duratura, la prestazione occasionale è una soluzione temporanea: prima si apre la partita IVA, prima si accede ai vantaggi del regime forfettario e si costruisce una posizione previdenziale presso ENPAPI.

Un caso tipico che vediamo in CAF: Marco, fisioterapista neo-iscritto all’albo TSRM-PSTRP, inizia a collaborare con una palestra e con due studi medici. Anche se nei primi mesi i compensi sono bassi, l’attività è già abituale. Marco deve aprire la P.IVA prima della prima fattura, perché emettere ricevute occasionali in modo continuativo equivale a evasione contributiva e fiscale.

Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00

Il codice ATECO fisioterapista classifica l’attività ai fini fiscali, previdenziali e statistici. Per anni il codice di riferimento è stato 86.90.21 – Altre attività paramediche indipendenti, utilizzato in maniera generica per molte professioni sanitarie autonome. Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della classificazione ATECO 2025, è stato introdotto un codice specifico: 86.95.00 – Attività professionale di fisioterapista.

Questa novità ha un significato importante: per la prima volta i fisioterapisti hanno un codice dedicato, separato dalle altre attività paramediche. La transizione è gestita in maniera automatica per molte posizioni già attive, ma chi apre partita IVA fisioterapista 2026 deve indicare direttamente il nuovo codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Chi già opera con il vecchio 86.90.21 è bene verifichi presso l’Agenzia delle Entrate che la migrazione sia avvenuta correttamente; in caso contrario, va comunicata con il modello AA9/12 o tramite ComUnica.

Coefficiente di redditività 78%

Il codice ATECO 86.95.00 è compatibile con il regime forfettario ed è classificato come attività professionale. Questo significa che il coefficiente di redditività applicabile è del 78%. In parole semplici, il coefficiente è la percentuale di ricavi che viene considerata reddito imponibile: il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi che il legislatore presume tu sostenga, e non è tassato.

Esempio pratico: Sara apre P.IVA come fisioterapista nel 2026 e fattura 40.000 euro. Il reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Su questa cifra si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi ENPAPI. Non importa se Sara ha speso 5.000 euro o 12.000 euro per affitti, attrezzature e formazione: il regime forfettario non considera le spese effettive.

Forfettario o ordinario per fisioterapisti

Per la quasi totalità dei neo-fisioterapisti, il regime forfettario 2026 è la scelta vincente. Il motivo è duplice: nei primi cinque anni si applica l’aliquota agevolata del 5% sull’imposta sostitutiva, e la contabilità è ridotta al minimo. Vediamo perché conviene quasi sempre, ma anche quando può essere utile valutare il regime ordinario.

Quando conviene il forfettario

Il fisioterapista forfettario 2026 beneficia di:

  • Aliquota 5% per i primi cinque anni (start-up), poi 15%
  • Nessuna IVA in fattura, nessun versamento IVA, nessun registro IVA
  • Esonero dalla ritenuta d’acconto del 20% (utile se fatturi a studi medici o cooperative)
  • Nessun ISA né studi di settore
  • Coefficiente di redditività 78%: tassi solo il 78% del fatturato
  • Contabilità semplificata e costi di gestione molto contenuti

Per un neo-fisioterapista con fatturato fino a 50.000-60.000 euro e spese contenute, il risparmio fiscale rispetto al regime ordinario può arrivare a 5.000-8.000 euro all’anno.

Considerando che il limite di ricavi per accedere al regime forfettario è di 85.000 euro, la maggior parte degli studi professionali di fisioterapia rientra comodamente in questo perimetro.

Quando valutare l’ordinario

Il regime ordinario può essere preferibile in pochi casi specifici: se prevedi investimenti molto alti in attrezzature (lettini elettrici, apparecchiature elettromedicali, tecar, laser) superiori a 15.000-20.000 euro, perché nel forfettario non li detrai. Oppure se la tua attività supererà prevedibilmente gli 85.000 euro nei primi anni. Per una valutazione personalizzata, il CAF Centro Fiscale offre una simulazione gratuita di convenienza tra forfettario e ordinario. Se vuoi una panoramica generica, consulta la guida regime forfettario 2026 e la guida apertura partita IVA.

Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapista

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 richiede una sequenza precisa di adempimenti, alcuni preliminari (iscrizione all’albo) e altri immediatamente successivi (iscrizione ENPAPI, Sistema TS). Saltare uno step o sbagliare un codice può costare mesi di correzioni. Ecco la procedura completa nel modo corretto.

  1. Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: è il prerequisito assoluto. Senza iscrizione all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, non puoi esercitare. Si presenta domanda all’Ordine territorialmente competente con titolo, autocertificazione e pagamento tassa annuale.
  2. Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate: è il modulo di apertura partita IVA. Vanno indicati codice ATECO 86.95.00, opzione per il regime forfettario, regime fiscale del 5% (se hai i requisiti start-up), domicilio fiscale e sede dell’attività.
  3. Iscrizione ENPAPI: entro 30 giorni dall’apertura della P.IVA, devi iscriverti alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore degli Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia. Dal 2024 ENPAPI accoglie anche i fisioterapisti liberi professionisti.
  4. Accreditamento Sistema TS: tutti i fisioterapisti iscritti all’albo con partita IVA devono accreditarsi al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie.
  5. SCIA al Comune (se hai studio aperto al pubblico): in molte regioni è prevista una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, eventualmente con autorizzazione sanitaria.
  6. Polizza RC professionale: è obbligatoria per legge per tutte le professioni sanitarie. Va attivata prima della prima prestazione.
  7. Scelta software di fatturazione: lo affrontiamo in dettaglio più avanti, ma va deciso prima della prima fattura.

Il CAF Centro Fiscale gestisce in autonomia tutti questi passaggi per i propri clienti: dall’apertura P.IVA al modulo AA9/12, all’iscrizione ENPAPI, fino all’accreditamento Sistema TS. In media il fisioterapista ottiene la P.IVA in 48-72 ore dalla firma dei moduli.

ENPAPI: cassa di previdenza del fisioterapista (16% + 4%)

ENPAPI è la cassa di previdenza dei fisioterapisti liberi professionisti, inquadrati come professioni sanitarie tecniche della riabilitazione. L’iscrizione è obbligatoria entro 30 giorni dall’apertura della P.IVA. Il sistema previdenziale ENPAPI prevede due contributi distinti, che si pagano in modo molto diverso e che non vanno mai confusi.

Contributo soggettivo 16%

Il contributo soggettivo è pari al 16% del reddito netto professionale. È a carico esclusivo del professionista e costituisce il montante pensionistico. Per un fisioterapista forfettario, il reddito netto di riferimento è quello calcolato applicando il coefficiente di redditività 78% ai ricavi. Esiste un contributo minimo annuo: nel 2026 il minimo soggettivo è indicativamente intorno a 1.600 euro (verifica sempre il valore esatto pubblicato sul portale ENPAPI ad inizio anno).

Contributo integrativo 4%

Il contributo integrativo è pari al 4% ed è una maggiorazione che si applica sui corrispettivi lordi fatturati. Funziona in modo diverso dal soggettivo: si addebita direttamente al cliente in fattura e poi si versa a ENPAPI. In pratica, su una prestazione di 50 euro il fisioterapista incassa 52 euro e versa 2 euro come integrativo. È previsto un minimo annuo di circa 150 euro.

Nota: il brief originale di questo articolo riportava l’integrativo al 2%. La verifica diretta sui dati ufficiali ENPAPI conferma invece l’aliquota integrativa al 4%. Per la cifra esatta valida per il singolo anno, consulta la guida ENPAPI 2026 del CAF Centro Fiscale o il portale enpapi.it.

I contributi previdenziali ENPAPI versati sono deducibili dal reddito anche per chi è in regime forfettario: rappresentano una delle poche deduzioni utili in questo regime, e abbattono direttamente la base imponibile dell’imposta sostitutiva.

Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione albo

Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, per renderle disponibili nella dichiarazione dei redditi precompilata. Tutti i fisioterapisti iscritti all’albo TSRM-PSTRP con partita IVA sono obbligati a trasmettere i dati delle fatture emesse a privati, senza eccezioni. L’obbligo nasce dal momento stesso dell’iscrizione all’albo.

Sono esclusi solo i fisioterapisti dipendenti di strutture pubbliche SSN: in quel caso l’obbligo ricade sulla struttura ospedaliera e non sul professionista. Per il libero professionista privato, invece, non esistono soglie minime: anche una sola fattura a un paziente privato va trasmessa. Per approfondire il tema della fatturazione fisioterapista e Sistema TS, leggi la guida dedicata del CAF.

Trasmissione annuale dal 2026

Una novità 2026: con il DLgs 81/2025, l’invio dei dati al Sistema TS è diventato annuale e non più semestrale. La scadenza ordinaria è fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello delle fatture. Per i dati riferiti al 2025, il termine slitta al 2 febbraio 2026, con possibilità di correzione e integrazione entro il 9 febbraio 2026. Le scadenze esatte vanno comunque verificate annualmente sul portale del Sistema TS, perché possono variare per ragioni di calendario.

Il paziente può sempre opporsi alla trasmissione dei propri dati con apposita dichiarazione. In quel caso il fisioterapista trasmette l’importo aggregato come spesa sanitaria con opposizione, senza identificare il contribuente.

Divieto SdI per prestazioni a privati 2026

Il divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie verso privati è diventato permanente dal 2026. Si tratta di una delle novità più importanti per chi apre partita IVA fisioterapista 2026: contrariamente a quanto accade per tutte le altre attività, il fisioterapista non deve emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio quando il cliente è una persona fisica.

La base normativa è il DLgs 81/2025, che ha modificato in modo strutturale l’articolo 10-bis del DL 119/2018. Prima il divieto era prorogato anno per anno; ora è a regime. La ragione è la tutela della privacy sanitaria: i dati delle fatture passerebbero sul SdI, esponendoli a rischi rispetto al diritto del paziente alla riservatezza.

Cosa fare in pratica

Il fisioterapista, per le fatture a privati cittadini, deve:

  • Emettere fattura cartacea o in PDF, NON tramite SdI
  • Trasmettere comunque i dati al Sistema TS entro le scadenze annuali
  • Conservare la copia della fattura (cartacea o digitale) per 10 anni
  • Apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro se esenti IVA

Restano invece soggette a fattura elettronica via SdI le prestazioni B2B (verso cliniche private, cooperative, società di servizi) e B2G (verso enti pubblici). Un esempio: il fisioterapista che collabora con una palestra emette fattura elettronica al gestore della palestra (B2B), ma per i pazienti che paga in studio emette fattura cartacea/PDF.

Scegliere il software di fatturazione al day 1

Uno degli errori più comuni del neo-fisioterapista è rimandare la scelta del software fatturazione fisioterapista. Spesso si inizia con il foglio Word, poi si passa a un programma generalista, e dopo sei mesi ci si ritrova con fatture sparse, errori di numerazione e dati mancanti per il Sistema TS. Il consiglio del CAF è netto: scegli il software al day 1, prima di emettere la prima fattura, e fallo tenendo conto dei requisiti specifici di una professione sanitaria.

Cosa deve avere un buon software per fisioterapisti

  • Trasmissione Sistema TS in 1 click: invio automatizzato delle fatture al portale TS, gestione dell’opposizione del paziente, controllo errori
  • Esclusione automatica SdI per privati: il software deve riconoscere il cliente persona fisica e NON inviare la fattura via SdI
  • Setup forfettario zero-config: nessuna configurazione manuale di aliquote, esclusione IVA, dicitura forfettaria, gestione bollo automatico
  • Gestione contributo integrativo ENPAPI 4% direttamente in fattura
  • Numerazione progressiva e archivio digitale conservato
  • Supporto CAF/commercialista per esportazione dati a fine anno

Fatturazione Italia: la scelta consigliata

Tra i software che soddisfano tutti questi requisiti, il CAF Centro Fiscale consiglia Fatturazione Italia, una soluzione italiana pensata specificamente per professionisti forfettari e sanitari. I punti di forza concreti:

  • Sistema TS in 1 click con gestione dell’opposizione del paziente e correzione errori
  • Zero-config per il forfettario: appena ti registri, la piattaforma applica le regole giuste senza che tu debba toccare nulla
  • Prezzo bloccato per 5 anni: nessun aumento, nessuna sorpresa nei rinnovi
  • 30 giorni di trial gratuito con tutte le funzionalità attive
  • Supporto CAF integrato: il tuo commercialista o il CAF Centro Fiscale possono accedere ai tuoi dati per chiusure annuali e dichiarazioni

Prova Fatturazione Italia gratis per 30 giorni: è il modo più semplice per partire bene al day 1 senza rischi.

Esistono anche soluzioni verticali per il mondo sanitario come Komodo, che integrano gestione fatture, agenda pazienti e cartella clinica digitale. Sono utili se prevedi un volume di pazienti elevato e vuoi un gestionale completo. Per chi inizia, però, una soluzione fatturazione-only ben configurata è spesso sufficiente.

Studio condiviso vs studio proprio: implicazioni fiscali

Molti neo-fisioterapisti iniziano in uno studio condiviso con altri colleghi o subaffittando un locale presso uno studio medico, una palestra o un poliambulatorio. Le implicazioni fiscali sono diverse rispetto all’apertura di uno studio proprio, e possono incidere sulla scelta del regime fiscale e sulla deducibilità dei costi.

Studio condiviso o subaffitto

In studio condiviso, il fisioterapista paga un canone mensile (spesso forfettario) per l’uso degli spazi e dei servizi (sala d’attesa, segreteria, utenze). In regime forfettario questi costi non sono detraibili: il forfait del 22% li copre già. Lo studio principale emette fattura per il subaffitto al fisioterapista, che la conserva ma non la deduce.

Attenzione a una trappola tipica: lo studio principale non può configurarsi come datore di lavoro mascherato. Se il fisioterapista lavora solo per quello studio, con orari imposti e pazienti assegnati, c’è il rischio che l’Ispettorato del Lavoro riqualifichi il rapporto come subordinato. Per evitarlo, il fisioterapista deve mantenere autonomia organizzativa, avere più clienti, e gestire l’agenda.

Studio proprio

Lo studio proprio comporta investimenti iniziali più alti (lettini, ecografo portatile, tecar, arredi) e costi di gestione (affitto, utenze, pulizie, abbonamenti software). Per il fisioterapista forfettario nessuno di questi costi è deducibile in modo diretto: vale sempre il coefficiente 78%. Se prevedi investimenti molto pesanti nei primi anni, è l’unico caso in cui il regime ordinario può diventare conveniente.

Errori più comuni del neo-fisioterapista

Negli anni in cui assistiamo fisioterapisti neo-iscritti, alcuni errori si ripetono con una frequenza sorprendente. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di partire con una posizione fiscale pulita.

  • Iniziare con ricevute occasionali per troppo tempo: oltre i 5.000 euro o oltre i pochi mesi, è una pratica a rischio sanzioni.
  • Dimenticare l’iscrizione ENPAPI entro 30 giorni: comporta sanzioni e interessi.
  • Non accreditarsi al Sistema TS: chi non trasmette i dati delle spese sanitarie subisce sanzioni da 100 a 500 euro per ogni comunicazione omessa.
  • Emettere fattura elettronica via SdI a un privato: viola il divieto permanente 2026 ed espone a contestazioni privacy.
  • Non addebitare il contributo integrativo 4% in fattura: il professionista lo paga di tasca propria.
  • Scegliere il software dopo i primi mesi: si finisce con la doppia migrazione e fatture non conformi al Sistema TS.
  • Confondere ricavi e reddito imponibile: nel forfettario si tassa il 78% dei ricavi, non il 100%.
  • Non pianificare gli acconti: a novembre arriva un esborso doppio (saldo + acconti) che spiazza chi non si è organizzato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i fisioterapisti a evitarli tutti grazie a un percorso strutturato di affiancamento nei primi 12 mesi di attività.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

FAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026

Quanto costa aprire partita IVA come fisioterapista?

L’apertura partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi reali sono: iscrizione albo TSRM-PSTRP (variabile a seconda dell’Ordine territoriale, in media 130-180 euro all’anno), iscrizione ENPAPI con contributi minimi annui, polizza RC professionale (da 150 a 400 euro all’anno), eventuali costi del commercialista o CAF per la pratica di apertura. Nel complesso si parte con poche centinaia di euro.

Posso aprire P.IVA come fisioterapista mentre sono ancora dipendente?

Sì, è una situazione perfettamente legittima e molto frequente. Il fisioterapista dipendente con reddito da lavoro dipendente entro 35.000 euro può accedere senza problemi al regime forfettario 2026 (soglia 2026 da L. 207/2024) per l’attività libero-professionale. Sopra i 35.000 euro di reddito da dipendente (soglia vigente dal 2026), scatta una causa di esclusione dal forfettario. Per i dettagli, vedi la guida dedicata al fisioterapista dipendente con partita IVA.

ENPAPI o gestione separata INPS per i fisioterapisti?

Dal momento in cui ENPAPI ha esteso la copertura previdenziale anche ai fisioterapisti, l’iscrizione è a ENPAPI e non più alla gestione separata INPS. L’iscrizione è obbligatoria entro 30 giorni dall’apertura della P.IVA. Le aliquote ENPAPI (16% soggettivo + 4% integrativo) sono leggermente più basse di quelle della gestione separata (26,07%), ma si applicano a basi imponibili e logiche diverse.

Devo emettere fattura elettronica anche se sono fisioterapista in forfettario?

Sì per le fatture B2B e B2G (a cliniche, palestre, cooperative, enti pubblici), NO per le fatture a privati cittadini. Per i privati vige il divieto permanente SdI 2026 introdotto dal DLgs 81/2025. Resta però l’obbligo di trasmettere i dati al Sistema TS annualmente.

Quanto guadagna in media un fisioterapista con partita IVA?

Il guadagno netto dipende da volume pazienti, città, specializzazione e gestione fiscale. Un fisioterapista neo-iscritto nei primi due anni può realisticamente fatturare 20.000-35.000 euro, con netto in tasca tra 15.000 e 27.000 euro grazie al regime forfettario al 5%. A regime, fisioterapisti consolidati superano facilmente i 50.000 euro di fatturato. Il CAF può elaborare una simulazione personalizzata.

Conclusione

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è un’opportunità concreta per costruire una carriera autonoma redditizia, ma richiede pianificazione corretta del day 1: codice ATECO giusto (86.95.00), regime forfettario con aliquota 5% per i primi cinque anni, iscrizione ENPAPI entro 30 giorni, accreditamento Sistema TS, scelta del software fatturazione conforme al divieto SdI e alle trasmissioni Sistema TS. Sbagliare anche solo uno di questi passaggi può costare mesi di rettifiche e migliaia di euro tra sanzioni e maggiori imposte.

Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata su apertura P.IVA, regime forfettario, iscrizione ENPAPI e Sistema TS.

Stima del tuo netto annuo in forfettario (fisioterapisti)

Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Gestione Separata INPS, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi GestioneIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro4.680 euro2.223 euro18.097 euro
50.000 euro39.000 euro9.360 euro4.446 euro36.194 euro
80.000 euro62.400 euro14.976 euro7.114 euro57.910 euro
Stime semplificate basate su contributi Gestione Separata INPS. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

Errori comuni nel forfettario per fisioterapisti

Dopo aver assistito centinaia di fisioterapisti in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Non trasmettere le prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria entro fine mese successivo (sanzione 100 euro/prestazione, max 50.000/anno)
  • Confondere prestazione sanitaria esente IVA con prestazione di benessere/estetica (NON esente)
  • Errore sulla soglia 35.000 euro redditi dipendenti per chi lavora anche in ospedale o studio terzi (causa ostativa L. 207/2024)
  • Non applicare l’opposizione 730 quando il paziente la richiede
  • Trascurare l’obbligo di iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP per esercitare in libera professione
  • Confondere fatturazione B2C (privato) con B2B (centro medico): codici e marche da bollo diversi
  • Non scegliere correttamente fra GS aliquota 24% (con altra previdenza obbligatoria) o 26,07% (sola GS)

Simulazione personalizzata gratuita per fisioterapisti

Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Gestione Separata INPS nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i fisioterapisti in regime forfettario.

Cosa ricevi nella simulazione:

  • Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo caso
  • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
  • Calcolo contributi Gestione Separata INPS sulla tua fascia di reddito reale
  • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
  • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

Richiedi la tua simulazione personalizzata →

Servizio gratuito, senza impegno. Risposta del nostro team entro 1 giorno lavorativo.

Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 09:00:002026-06-29 21:37:13Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fatturazione Fisioterapista 2026: Guida Sistema TS e Obblighi Fiscali

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Come Fatturare come Fisioterapista
  2. Sistema Tessera Sanitaria
  3. Fattura Elettronica 2026
  4. Marca da Bollo Digitale
  5. Scadenze 2026
  6. Sanzioni
  7. Software Consigliati
  8. Domande Frequenti

La fatturazione fisioterapista nel 2026 presenta obblighi specifici per i professionisti sanitari con partita IVA. I fisioterapisti liberi professionisti devono trasmettere i dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), gestire la marca da bollo digitale sulle fatture oltre 77,47 euro ed eventualmente emettere fattura elettronica.

Nel 2026 sono entrate in vigore importanti novita con il Decreto Legislativo 81/2025: l’invio dati Sistema TS e ora annuale (non piu trimestrale), con scadenza 31 gennaio. Per i dati 2025, il termine slitta al 2 febbraio 2026, con correzioni entro il 9 febbraio 2026.

Che tu sia un fisioterapista che ha appena aperto partita IVA o un professionista esperto, questa guida ti fornira tutte le informazioni per gestire la fatturazione fisioterapista. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione fiscale, compilazione fatture e invio Sistema TS.

Come Fatturare come Fisioterapista Libero Professionista

La fatturazione fisioterapista segue regole specifiche per prestazioni sanitarie detraibili al 19%. Ogni fisioterapista deve emettere fattura per ogni prestazione, in studio, a domicilio o presso strutture terze.

Dati obbligatori nella fattura:

  • Dati fisioterapista: P.IVA, codice fiscale, numero Albo TSRM-PSTRP
  • Dati paziente: nome, cognome, codice fiscale (obbligatorio per Sistema TS)
  • Data emissione e numero progressivo fattura
  • Descrizione prestazione fisioterapica
  • Importo prestazione
  • Contributo ENPAPI 4% (da addebitare al cliente)
  • Marca da bollo 2 euro se fattura oltre 77,47 euro senza IVA
  • Dicitura regime fiscale (se regime forfettario)

Contributo integrativo ENPAPI: I fisioterapisti iscritti a ENPAPI devono applicare il 4% sui compensi, a carico del cliente.

Esempio calcolo fattura (regime forfettario):

Prestazione: 80,00 euro
Contributo ENPAPI 4%: 3,20 euro
Totale: 83,20 euro
Marca da bollo: 2,00 euro

Sistema Tessera Sanitaria: Obbligo Invio Dati per Fisioterapisti

Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) e la piattaforma telematica MEF per la trasmissione dati spese sanitarie. I dati confluiscono nel 730 precompilato con detrazione 19%.

Chi e obbligato: Tutti i fisioterapisti con P.IVA che emettono fatture a pazienti privati, indipendentemente dal regime fiscale.

Novita 2026: invio annuale

Scadenza unica: 31 gennaio anno successivo
Per dati 2025: 2 febbraio 2026 (31/01 e sabato)
Correzioni: entro 9 febbraio 2026

Fattura Elettronica per Fisioterapisti: Obblighi 2026

La fattura elettronica e obbligatoria solo verso PA e aziende. Verso pazienti privati si puo usare fattura cartacea.

Marca da Bollo Digitale su Fatture Sanitarie

La marca da bollo 2 euro e obbligatoria su fatture senza IVA (forfettari) di importo oltre 77,47 euro. Costo fisso 2 euro (non proporzionale).

Scadenze Invio Sistema TS 2026

SISTEMA TS: 2 febbraio 2026 (invio dati 2025) | Correzioni entro 9 febbraio

CONTRIBUTI ENPAPI: 20 maggio | 20 agosto | 20 novembre | 20 febbraio

DICHIARAZIONE REDDITI: 30 settembre (730) | 30 novembre (Redditi PF)

Sanzioni Mancato Invio Sistema TS

Omesso invio: da 100 euro per fattura
Invio tardivo: 0,10-0,17 euro/documento con ravvedimento
Omessa marca bollo: 1-5 euro/fattura

Software Consigliati per Fatturazione Fisioterapista

Software top 2026: Aruba Fatturazione (da 1 euro/mese), FattureInCloud (da 9,99 euro/mese), Danea Easyfatt (99 euro una tantum), SaniGest (da 15 euro/mese).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronica

Domande Frequenti

1. Un fisioterapista forfettario deve emettere fattura elettronica?
Per pazienti privati NO. Obbligatoria solo verso PA e aziende.

2. Entro quando invio dati Sistema TS nel 2026?
2 febbraio 2026 per dati 2025. Correzioni entro 9 febbraio.

3. Quando serve marca da bollo da 2 euro?
Su fatture senza IVA oltre 77,47 euro.

4. Il contributo ENPAPI 4% va sempre addebitato?
Si, sempre. E obbligatorio per legge.

Conclusione

Hai bisogno di assistenza? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta: emissione fatture, invio Sistema TS, contributi ENPAPI, consulenza continuativa. Contattaci al 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121, in ufficio a Udine o online da tutta Italia.

Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

+2000
Partite IVA aperte
100%
Assistenza garantita

Compila il modulo per una consulenza gratuita:

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

    Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-30 15:48:222026-06-01 08:16:51Fatturazione Fisioterapista 2026: Guida Sistema TS e Obblighi Fiscali
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Psicologi

    Come Aprire uno Studio di Psicologia nel 2026: Requisiti, Costi e Adempimenti

    regime forfettario partita iva

    Come Aprire uno Studio di Psicologia nel 2026: Requisiti, Costi e Adempimenti

    Vuoi aprire il tuo studio di psicologia ma non sai da dove iniziare? Ti chiedi quali sono i requisiti burocratici, le autorizzazioni necessarie e i costi di avvio? Sei confuso tra SCIA, comunicazione ASL e normativa privacy?

    Aprire uno studio di psicologia richiede una serie di adempimenti che variano da regione a regione. In questa guida completa scoprirai tutto quello che serve per avviare la tua attivita come psicologo libero professionista nel 2026: requisiti, iter burocratico, costi stimati e obblighi assicurativi.

    Il CAF Centro Fiscale assiste gli psicologi nell’apertura dello studio professionale: dalla partita IVA alla comunicazione ASL, garantendo il rispetto di tutti gli adempimenti fiscali e amministrativi.

    Indice dei contenuti

    1. Requisiti di Base per Aprire lo Studio
    2. Adempimenti Burocratici Obbligatori
    3. Requisiti Igienico-Sanitari del Locale
    4. Comunicazione ASL: Quando e Come
    5. Privacy e GDPR: Consenso Informato
    6. Costi di Avvio Stimati
    7. Assicurazione RC Professionale
    8. Studio Privato vs Collaborazione
    9. Domande Frequenti

    Requisiti di Base per Aprire lo Studio

    Per aprire uno studio di psicologia devi possedere alcuni requisiti fondamentali che attestano la tua abilitazione professionale.

    Titolo di Studio e Abilitazione

    RequisitoDettaglio
    LaureaLaurea magistrale in Psicologia (5 anni o 3+2)
    Esame di StatoSuperamento dell’esame per l’abilitazione professionale
    Iscrizione AlboSezione A dell’Albo degli Psicologi nella propria regione
    Iscrizione ENPAPObbligatoria per tutti i liberi professionisti

    Sezioni dell’Albo degli Psicologi

    • Sezione A: Laureati magistrali in Psicologia – Possono svolgere tutte le attivita dello psicologo
    • Sezione B: Dottori in Tecniche Psicologiche (triennale) – Attivita limitate

    Per la Psicoterapia

    Se vuoi esercitare la psicoterapia (oltre alla psicologia), devi anche:

    • Completare una Scuola di Specializzazione quadriennale riconosciuta dal MIUR
    • Iscriverti all’Elenco degli Psicoterapeuti presso l’Ordine

    Tempistiche per l’Iscrizione all’Albo

    1. Richiedi l’iscrizione all’Ordine degli Psicologi della tua regione
    2. Presenta i documenti: laurea, certificato esame di stato, carta d’identita, CF
    3. Paga le tasse: circa 70 euro + 168 euro tasse governative
    4. Attendi l’approvazione: normalmente 1-2 mesi

    Adempimenti Burocratici Obbligatori

    Una volta ottenuta l’iscrizione all’Albo, devi completare alcuni adempimenti burocratici per avviare l’attivita.

    Checklist Adempimenti

    AdempimentoDoveCosto
    Partita IVAAgenzia Entrate (o commercialista)Gratuita
    Iscrizione ENPAPSito ENPAPMinimali annuali
    PECProvider certificati10-30 euro/anno
    SCIASUAP del Comune0-100 euro
    Comunicazione ASLASL competenteGratuita
    Assicurazione RCCompagnie assicurative250-400 euro/anno

    1. Apertura Partita IVA

    La partita IVA per psicologi richiede:

    • Codice ATECO: 86.90.30 “Attivita di psicologi”
    • Regime fiscale: Forfettario (consigliato) o Ordinario
    • Apertura: Gratuita presso Agenzia Entrate o tramite commercialista

    2. Iscrizione ENPAP

    L’iscrizione all’ENPAP deve avvenire entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA. Dovrai versare:

    • Contributo soggettivo: minimo 856 euro/anno
    • Contributo integrativo: minimo 66 euro/anno
    • Contributo maternita: 110 euro/anno

    3. PEC (Posta Elettronica Certificata)

    Obbligatoria per le comunicazioni ufficiali con PA, clienti e Ordine professionale.

    4. SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attivita)

    La SCIA va presentata al SUAP del Comune dove ha sede lo studio. Non e sempre obbligatoria:

    • Studio associato: SCIA obbligatoria
    • Studio individuale: Dipende dal Comune e dalla regione
    • Attivita a domicilio del paziente: Non richiesta

    Consiglio: Verifica con il SUAP del tuo Comune gli adempimenti specifici.

    Tempistiche Iter Burocratico

    L’intero iter richiede mediamente 2-3 mesi dalla decisione di aprire lo studio alla piena operativita.

    Requisiti Igienico-Sanitari del Locale

    Il locale dove svolgerai l’attivita deve rispettare specifici requisiti igienico-sanitari. Le regole variano per regione e comune.

    Dimensioni Minime

    AmbienteSuperficie MinimaNote
    Studio/Locale operativo9-14 mqEsclusi disimpegni e bagno
    Servizio igienico4-5 mq circaAccessibile da disimpegno
    Altezza minima2,40 mSecondo regolamento edilizio

    Requisiti del Servizio Igienico

    Il bagno deve rispettare i criteri di accessibilita per disabili:

    • 100 cm liberi lateralmente rispetto all’asse del WC
    • 80 cm di spazio frontale libero davanti al lavabo
    • Porte con luce netta di almeno 75-80 cm
    • Accessibile da disimpegno comune (non direttamente dallo studio)

    Illuminazione e Areazione

    • Illuminazione naturale: Finestra con minimo 0,60 mq di luce libera
    • Areazione: Naturale o artificiale adeguata
    • Illuminazione artificiale: Sufficiente e di qualita calda (consigliata)

    Altri Requisiti

    • Riscaldamento: Impianto a norma
    • Pavimentazione: Lavabile e in buono stato
    • Pareti: Tinteggiate e in buone condizioni
    • Insonorizzazione: Consigliata per la privacy dei colloqui

    Destinazione d’Uso

    Il locale deve avere destinazione d’uso compatibile con l’attivita professionale:

    • Ufficio/Studio professionale: Ideale
    • Uso commerciale: Generalmente accettato
    • Uso residenziale: Potrebbe richiedere cambio di destinazione

    Importante: Verifica il Regolamento Edilizio del tuo Comune e contatta l’ASL per i requisiti specifici della tua zona.

    Comunicazione ASL: Quando e Come

    La comunicazione all’ASL e un adempimento che varia significativamente da regione a regione.

    Obbligo per Regione

    RegioneObbligoNote
    LazioSIComunicazione Inizio Attivita (CIA)
    LombardiaSIComunicazione alla ATS competente
    Emilia-RomagnaSIDelibera GR 1919/2023
    PiemonteNONon richiesta comunicazione ASL
    Altre regioniVariabileVerificare con Ordine regionale

    Quando la Comunicazione NON e Richiesta

    In molte regioni la comunicazione ASL non e obbligatoria se:

    • Svolgi attivita esclusivamente online
    • Ti occupi solo di psicologia del lavoro (non clinica)
    • Lavori presso la sede del cliente (aziende, scuole)
    • Fai colloqui a domicilio del paziente

    Contenuto della Comunicazione

    La comunicazione ASL generalmente include:

    • Dati anagrafici del professionista
    • Numero iscrizione all’Albo
    • Indirizzo dello studio
    • Tipologia di attivita svolta
    • Planimetria del locale
    • Estremi dell’assicurazione RC

    Come Procedere

    1. Contatta l’Ordine degli Psicologi della tua regione
    2. Verifica i requisiti specifici per la tua zona
    3. Compila il modulo di comunicazione (se richiesto)
    4. Allega i documenti necessari
    5. Invia tramite PEC all’ASL competente

    Consiglio: Anche se non obbligatoria, la comunicazione ASL puo essere utile per tutela professionale.

    Privacy e GDPR: Consenso Informato

    Il trattamento dei dati dei pazienti richiede il rispetto della normativa privacy (GDPR) e del Codice Deontologico.

    Documenti Obbligatori

    DOCUMENTI PRIVACY
    Informativa privacyDocumento che spiega come tratti i dati del paziente
    Consenso informatoAutorizzazione scritta al trattamento e all’intervento
    Registro dei trattamentiDocumentazione delle attivita di trattamento dati

    Contenuto dell’Informativa Privacy

    L’informativa deve indicare obbligatoriamente:

    • Oggetto e finalita del trattamento
    • Modalita di trattamento e conservazione
    • Diritti dell’interessato (accesso, rettifica, cancellazione)
    • Dati di contatto del titolare (tu)
    • Eventuali comunicazioni a terzi
    • Periodo di conservazione dei dati

    Consenso Informato

    Il consenso informato deve essere:

    • Scritto: Firmato dal paziente (o genitore se minore)
    • Specifico: Relativo al trattamento proposto
    • Revocabile: Il paziente puo ritirarlo in qualsiasi momento
    • Preventivo: Prima dell’inizio del trattamento

    Quando Rinnovare il Consenso

    Serve un nuovo consenso quando:

    • Cambia la natura dell’intervento (consulenza diventa psicoterapia)
    • Si modificano le condizioni economiche
    • Cambiano elementi significativi (setting, tecniche)
    • Il paziente minore raggiunge la maggiore eta

    Conservazione Cartelle Cliniche

    Le cartelle e i dati dei pazienti devono essere conservati per minimo 5-10 anni dopo la conclusione del rapporto professionale.

    Modelli Fac-Simile

    L’Ordine degli Psicologi e il CNOP mettono a disposizione modelli fac-simile aggiornati per informativa e consenso. Consultali sul sito del tuo Ordine regionale.

    Costi di Avvio Stimati

    Ecco una stima dei costi per aprire uno studio di psicologia nel 2026.

    Costi Burocratici (Primo Anno)

    VoceCosto
    Iscrizione Albo70 + 168 euro (tasse)
    Partita IVAGratuita
    ENPAP (minimali primo anno)~1.032 euro
    Assicurazione RC250-400 euro
    PEC10-30 euro
    Commercialista (annuo)300-600 euro
    TOTALE BUROCRATICO1.800-2.300 euro

    Costi di Allestimento Studio

    VoceCosto
    Arredo (scrivania, sedie, poltrone)800-1.500 euro
    Librerie, contenitori400-800 euro
    Illuminazione e decorazioni300-500 euro
    Computer, stampante, software600-1.500 euro
    TOTALE ALLESTIMENTO2.100-4.300 euro

    Costi Affitto

    • Canone mensile: 400-1.200 euro (dipende dalla citta)
    • Caparra: 2-3 mensilita

    Costi Fissi Mensili

    Affitto400-1.200 euro/mese
    Utenze (luce, internet, telefono)80-200 euro/mese
    Commercialista60-120 euro/mese
    ENPAP (media mensile)~86 euro/mese
    TOTALE MENSILE626-1.606 euro

    Capitale Iniziale Minimo

    Per avviare uno studio di psicologia servono indicativamente:

    5.000 – 10.000 euro

    (burocratica + arredo + prime mensilita affitto)

    Alternativa Low-Cost: Subaffitto a Ore

    Se vuoi iniziare con investimenti ridotti, puoi subaffittare a ore da un collega:

    • Costo: 8-15 euro/ora
    • Vantaggi: Nessun investimento iniziale, nessun affitto fisso
    • Ideale per: Chi inizia e vuole testare l’attivita

    Assicurazione RC Professionale

    L’assicurazione RC professionale e obbligatoria per tutti gli psicologi iscritti all’Albo.

    Obbligo di Legge

    ASSICURAZIONE RC OBBLIGATORIA
    NormativaDPR 137/2012 + Legge Gelli 24/2017
    Chi deve stipularlaTutti gli psicologi liberi professionisti
    Massimale minimo250.000 euro
    Costo annuo250-400 euro

    Cosa Copre

    La polizza RC copre i danni causati a pazienti o terzi per:

    • Errore professionale
    • Negligenza
    • Imperizia
    • Attivita clinica, valutativa o formativa

    Obbligo di Comunicazione al Paziente

    Devi comunicare al paziente al momento dell’assunzione dell’incarico:

    • Massimale della polizza
    • Estremi della polizza (numero, scadenza)
    • Eventuali variazioni successive

    Attenzione: La mancata comunicazione costituisce illecito disciplinare.

    Novita 2026: Collegamento con ECM

    Dal 2026, l’efficacia della polizza RC e collegata ai crediti ECM:

    • Devi aver maturato almeno il 70% dei crediti ECM obbligatori nel triennio 2023-2025
    • Senza i crediti, la polizza potrebbe non essere efficace

    Scadenza Importante

    Entro il 16 marzo 2026: Tutte le polizze devono adeguarsi ai nuovi requisiti del Decreto M.232/2023.

    Dove Stipulare

    Puoi stipulare l’assicurazione presso:

    • Compagnie assicurative tradizionali
    • Convenzioni dell’Ordine degli Psicologi
    • Broker specializzati in professioni sanitarie

    Studio Privato vs Collaborazione con Strutture

    Puoi scegliere tra diverse modalita per esercitare la professione.

    Studio Privato Individuale

    STUDIO PRIVATO
    VantaggiPiena autonomia, guadagni interamente tuoi, gestione diretta clientela
    SvantaggiCosti fissi maggiori, rischio economico, devi farti conoscere
    AdempimentiP.IVA, ENPAP, RC, comunicazione ASL (se richiesta), SCIA
    Ideale perChi vuole costruire una propria identita professionale

    Studio Associato / STP

    STUDIO ASSOCIATO
    VantaggiCondivisione costi, supporto colleghi, minore investimento
    SvantaggiGuadagni condivisi, necessita di accordi chiari
    FormeStudio associato informale, STP (Societa tra Professionisti)
    AdempimentiOgni professionista mantiene i propri obblighi individuali

    Collaborazione con Strutture

    COLLABORAZIONE
    OpzioniCentri medici, poliambulatori, RSA, cooperative, scuole
    VantaggiNessun rischio economico, pazienti garantiti, strutture fornite
    SvantaggiMinore autonomia, guadagni ridotti, orari imposti
    Ideale perChi inizia e vuole esperienza, chi preferisce la sicurezza

    Quale Scegliere?

    • Se hai capitale e vuoi autonomia: Studio privato
    • Se vuoi ridurre i costi: Studio associato o subaffitto
    • Se preferisci sicurezza: Collaborazione con strutture
    • Se inizi ora: Parti con collaborazioni, poi valuta lo studio

    Domande Frequenti (FAQ)

    Serve la laurea magistrale per aprire uno studio?

    Si. Per iscriversi alla Sezione A dell’Albo degli Psicologi e svolgere tutte le attivita dello psicologo serve la laurea magistrale (5 anni o 3+2) e il superamento dell’Esame di Stato.

    Quanto costa aprire uno studio di psicologia?

    Il capitale iniziale minimo e di circa 5.000-10.000 euro, comprensivo di costi burocratici, allestimento e prime mensilita di affitto. Si puo iniziare con meno optando per il subaffitto a ore.

    L’assicurazione RC e obbligatoria?

    Si. L’assicurazione RC professionale e obbligatoria per legge (DPR 137/2012). Il massimale minimo e di 250.000 euro e costa 250-400 euro all’anno.

    Devo comunicare all’ASL l’apertura dello studio?

    Dipende dalla regione. In Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna e obbligatoria. In Piemonte no. Verifica con l’Ordine degli Psicologi della tua regione.

    Posso esercitare solo online senza studio fisico?

    Si. L’attivita online e consentita. In molte regioni non richiede comunicazione ASL ne SCIA, ma servono comunque P.IVA, ENPAP e assicurazione RC.

    Quali sono i requisiti del locale?

    Il locale deve avere almeno 9-14 mq per lo studio, servizio igienico accessibile, illuminazione e areazione adeguate. I requisiti specifici variano per comune e regione.

    Posso iniziare subaffittando da un collega?

    Si. Il subaffitto a ore (8-15 euro/ora) e un’ottima soluzione per iniziare con investimenti ridotti e testare l’attivita prima di aprire un proprio studio.

    Conclusioni

    Aprire uno studio di psicologia richiede una serie di adempimenti burocratici e un investimento iniziale, ma con la giusta pianificazione e fattibile.

    Checklist finale:

    • Laurea magistrale + Esame di Stato + Iscrizione Albo
    • Apertura Partita IVA (ATECO 86.90.30)
    • Iscrizione ENPAP entro 90 giorni
    • Assicurazione RC professionale obbligatoria
    • Locale con requisiti igienico-sanitari
    • Comunicazione ASL (verifica nella tua regione)
    • Informativa privacy e consenso informato

    Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per l’apertura dello studio di psicologia: apertura partita IVA, iscrizione ENPAP, consulenza fiscale e adempimenti amministrativi.

    Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

    Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per requisiti specifici della tua regione, contatta l’Ordine degli Psicologi e l’ASL competente.

    Articoli correlati:

    • Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa
    • Fatturazione Psicologo: Guida Pratica
    • Contributi ENPAP 2026

    Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

    Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

    +2000
    Partite IVA aperte
    100%
    Assistenza garantita

    Compila il modulo per una consulenza gratuita:

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

      Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-27 09:00:002026-05-31 08:40:13Come Aprire uno Studio di Psicologia nel 2026: Requisiti, Costi e Adempimenti
      PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Psicologi

      Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico

      regime forfettario partita iva

      Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico

      Sei uno psicologo libero professionista e hai dubbi su come emettere correttamente le fatture? Non sai se devi usare la fatturazione elettronica o cartacea? Vuoi capire come addebitare il contributo ENPAP e la marca da bollo?

      La fatturazione per gli psicologi presenta alcune particolarita rispetto ad altre professioni, soprattutto per quanto riguarda la privacy dei pazienti e gli obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria. In questa guida completa scoprirai tutto sulla fatturazione per psicologi nel 2026: regole, diciture obbligatorie, esempi pratici e scadenze.

      Il CAF Centro Fiscale assiste gli psicologi nella corretta gestione della fatturazione, dalla predisposizione dei documenti all’invio dei dati al Sistema TS, garantendo il rispetto di tutti gli obblighi fiscali.

      Indice dei contenuti

      1. Fattura Elettronica o Cartacea nel 2026?
      2. Elementi Obbligatori della Fattura
      3. Diciture Obbligatorie Regime Forfettario
      4. Come Addebitare il Contributo ENPAP 2%
      5. Marca da Bollo: Quando e Come Applicarla
      6. Sistema Tessera Sanitaria: Invio Dati
      7. Esempio Pratico di Fattura Psicologo
      8. Psicoterapia vs Consulenza: Differenze
      9. Domande Frequenti

      Fattura Elettronica o Cartacea nel 2026?

      Una delle domande piu frequenti riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica per gli psicologi. La situazione e particolare per le prestazioni sanitarie.

      Divieto di Fattura Elettronica per Prestazioni Sanitarie

      Per le prestazioni sanitarie erogate a persone fisiche (pazienti privati), vige un divieto di fatturazione elettronica, prorogato dal Decreto Milleproroghe:

      FATTURAZIONE ELETTRONICA PSICOLOGI
      Prestazioni sanitarie a privatiDIVIETO – Fattura cartacea obbligatoria
      Prestazioni sanitarie a aziende/entiOBBLIGO – Fattura elettronica obbligatoria
      Consulenze non sanitarieOBBLIGO – Fattura elettronica obbligatoria

      Perche il Divieto?

      Il divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie a privati e stato introdotto per tutelare la privacy dei pazienti. I dati delle fatture elettroniche transitano nel Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, e la natura sensibile delle prestazioni psicologiche richiede maggiore riservatezza.

      Cosa Fare nel 2026

      • Psicoterapia, sostegno, colloqui clinici a privati: Fattura cartacea
      • Consulenze aziendali, selezione personale, perizie: Fattura elettronica
      • Prestazioni a cooperative, RSA, enti: Fattura elettronica

      Nota: Il divieto potrebbe essere rimosso in futuro. Monitorare gli aggiornamenti normativi e le comunicazioni dell’Ordine degli Psicologi.

      Elementi Obbligatori della Fattura Psicologo

      Ogni fattura emessa da uno psicologo deve contenere alcuni elementi obbligatori per essere fiscalmente valida.

      Dati Obbligatori del Prestatore (Psicologo)

      • Nome e cognome (o ragione sociale)
      • Indirizzo di residenza o sede legale
      • Partita IVA
      • Codice fiscale
      • Numero iscrizione all’Albo degli Psicologi
      • Numero iscrizione ENPAP (consigliato)

      Dati Obbligatori del Cliente (Paziente)

      • Nome e cognome
      • Indirizzo di residenza
      • Codice fiscale (obbligatorio per invio Sistema TS)

      Dati della Prestazione

      • Numero progressivo della fattura
      • Data di emissione
      • Descrizione della prestazione (es. “Psicoterapia”, “Colloquio clinico”, “Sostegno psicologico”)
      • Data della prestazione (se diversa dalla data fattura)
      • Importo del compenso

      Altri Elementi

      • Contributo integrativo ENPAP 2%
      • Marca da bollo (se importo > 77,47 euro)
      • Diciture fiscali obbligatorie (regime forfettario)
      • Modalita di pagamento
      • Totale da pagare

      Riepilogo Struttura Fattura

      SezioneContenuto
      IntestazioneNumero fattura, data, dati psicologo
      DestinatarioDati paziente (nome, indirizzo, CF)
      CorpoDescrizione prestazione, importo
      CalcoliCompenso + ENPAP 2% + bollo = Totale
      DicitureRegime forfettario, esenzione IVA/ritenuta
      PagamentoModalita e scadenza

      Diciture Obbligatorie Regime Forfettario

      Se sei in regime forfettario, devi inserire in fattura specifiche diciture che giustificano la non applicazione di IVA e ritenuta d’acconto.

      Dicitura per Non Applicazione IVA

      “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario”

      Dicitura per Esonero Ritenuta d’Acconto

      “Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, L. n. 190/2014 e successive modificazioni”

      Dicitura per Marca da Bollo

      Se l’importo della fattura supera 77,47 euro, aggiungi:

      “Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

      Esempio Completo di Diciture

      In fondo alla fattura inserisci tutte le diciture necessarie:

      NOTE FISCALI:

      Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario.

      Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, L. n. 190/2014.

      Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale.

      Codice Regime Fiscale (per e-fattura)

      Se emetti fattura elettronica (es. verso aziende), usa il codice:

      • RF19 = Regime forfettario

      Come Addebitare il Contributo ENPAP 2%

      Il contributo integrativo ENPAP del 2% e un importo che lo psicologo deve addebitare in fattura al cliente. Non e un costo per lo psicologo, ma una rivalsa sul paziente.

      Cos’e il Contributo Integrativo

      CONTRIBUTO INTEGRATIVO ENPAP
      Aliquota2% del corrispettivo lordo
      Chi lo pagaIl cliente/paziente
      Chi lo versa all’ENPAPLo psicologo (dopo averlo incassato)
      Minimo annuo66 euro (anche se fatturi poco)

      Come Calcolarlo

      Contributo ENPAP = Compenso x 2%

      Esempio:

      • Compenso seduta: 80 euro
      • Contributo ENPAP: 80 x 2% = 1,60 euro

      Come Indicarlo in Fattura

      Il contributo va indicato come voce separata:

      Compenso per prestazione sanitaria80,00 euro
      Contributo integrativo ENPAP (2%)1,60 euro
      Marca da bollo2,00 euro
      TOTALE83,60 euro

      Il Contributo e Obbligatorio?

      Si, l’addebito del contributo integrativo al cliente e obbligatorio per legge (art. 11 Regolamento ENPAP). Non puoi decidere di non addebitarlo al paziente.

      Cosa Succede se Non lo Addebiti

      Se non addebiti il 2% al cliente:

      • Devi versarlo comunque all’ENPAP (di tasca tua)
      • Il minimo annuo (66 euro) e sempre dovuto
      • Violi il regolamento ENPAP

      Marca da Bollo: Quando e Come Applicarla

      La marca da bollo da 2 euro e obbligatoria sulle fatture che superano un certo importo.

      Quando Applicare la Marca da Bollo

      MARCA DA BOLLO 2 EURO
      Soglia di applicazioneImporti superiori a 77,47 euro
      Chi la pagaIl cliente (ma lo psicologo la anticipa)
      Dove applicarlaSull’originale della fattura cartacea
      NormativaD.P.R. n. 642/1972

      Come Funziona in Pratica

      1. Acquista le marche da bollo in tabaccheria
      2. Applica la marca sull’originale della fattura
      3. Addebita i 2 euro al cliente nella fattura
      4. Conserva la fattura per 5 anni

      Esempi Pratici

      Totale FatturaMarca da Bollo
      60,00 euro (compenso 58,82 + ENPAP 1,18)NO – Sotto soglia
      77,47 euroNO – Esattamente sulla soglia
      77,48 euroSI – Sopra soglia
      102,00 euro (compenso 100 + ENPAP 2)SI – Sopra soglia

      Attenzione: Il Bollo Incide sul Reddito

      Se addebiti la marca da bollo al cliente in regime forfettario, i 2 euro costituiscono compenso aggiuntivo e:

      • Concorrono al reddito forfettario (tassati al 5% o 15%)
      • Sono soggetti al 2% ENPAP integrativo

      In pratica: su 2 euro di bollo paghi circa 0,10-0,30 euro di tasse e 0,04 euro di ENPAP.

      Versamento Bolli Accumulati

      Se accumuli bolli superiori a 5.000 euro annui, devi versarli con modello F24 trimestralmente:

      • 31 maggio
      • 30 settembre
      • 30 novembre
      • 28 febbraio (anno successivo)

      Sistema Tessera Sanitaria: Invio Dati

      Gli psicologi che erogano prestazioni sanitarie a privati devono trasmettere i dati delle fatture al Sistema Tessera Sanitaria (STS) per la precompilazione del 730.

      Chi Deve Inviare i Dati

      • Tutti gli psicologi che emettono fatture per prestazioni cliniche a privati
      • Solo prestazioni sanitarie: psicoterapia, sostegno, colloqui clinici, valutazioni
      • Escludere: consulenze aziendali, selezione personale, perizie (non sanitarie)

      Scadenza Invio Dati 2026

      AdempimentoScadenzaNote
      Invio dati fatture 20252 febbraio 2026Il 31/1 cade di sabato
      Correzione errori (senza sanzione)Entro 9 febbraio 20265 giorni dalla scadenza
      Consultazione pazienti10 feb – 8 mar 2026Possono opporsi

      Come Inviare i Dati

      1. Accreditati sul portale www.sistemats.it
      2. Accedi con SPID, CIE o credenziali
      3. Inserisci i dati delle fatture (codice fiscale paziente, importo, data)
      4. Invia entro la scadenza
      5. Verifica la corretta trasmissione

      Opposizione del Paziente

      Il paziente puo opporsi all’invio dei suoi dati al Sistema TS per ragioni di privacy. In questo caso:

      • Comunichi i dati al STS senza il codice fiscale del paziente
      • La spesa non apparira nel 730 precompilato del paziente
      • Conserva una dichiarazione di opposizione firmata dal paziente

      Sanzioni per Mancato Invio

      100 euro per ogni documento non comunicato o comunicato in modo errato (riducibile se corretto entro 120 giorni).

      Dati da Trasmettere

      • Codice fiscale del paziente (o senza, se opposizione)
      • Data della prestazione
      • Tipologia di spesa (SP = Spesa sanitaria)
      • Importo della prestazione
      • Modalita di pagamento (tracciabile/contanti)

      Esempio Pratico di Fattura Psicologo

      Ecco un esempio completo di fattura per uno psicologo in regime forfettario.

      FATTURA

      Numero: 001/2026
      Data emissione: 15 gennaio 2026


      PRESTATORE:
      Dott. Mario Rossi
      Via della Terapia, 10 – 33100 Udine
      Codice Fiscale: RSSMRA80A01L483K
      Partita IVA: 01234567890
      Iscritto Albo Psicologi FVG n. 1234
      Iscritto ENPAP n. 12345


      CLIENTE:
      Sig.ra Giulia Bianchi
      Via Roma, 5 – 33100 Udine
      Codice Fiscale: BNNGLA85B42L483D


      PRESTAZIONE:

      Psicoterapia – Colloquio clinico del 10/01/2026100,00 euro
      Contributo integrativo ENPAP (2%)2,00 euro
      Subtotale: 102,00 euro
      Marca da bollo2,00 euro
      TOTALE DA PAGARE104,00 euro

      MODALITA DI PAGAMENTO: Bonifico bancario / Contanti


      NOTE FISCALI:
      Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario.
      Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014.
      Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro.

      Variante: Fattura Sotto Soglia Bollo

      Se il compenso e di 60 euro:

      Psicoterapia – Colloquio clinico60,00 euro
      Contributo integrativo ENPAP (2%)1,20 euro
      TOTALE DA PAGARE61,20 euro

      Niente marca da bollo perche il totale (61,20 euro) e inferiore a 77,47 euro.

      Variante: Fattura per Piu Sedute

      Se fatturi 5 sedute insieme:

      Psicoterapia – 5 sedute (gen 2026)500,00 euro
      Contributo integrativo ENPAP (2%)10,00 euro
      Marca da bollo2,00 euro
      TOTALE DA PAGARE512,00 euro

      Psicoterapia vs Consulenza: Differenze Fiscali

      Non tutte le attivita dello psicologo sono prestazioni sanitarie. Le differenze hanno importanti conseguenze fiscali.

      Prestazioni Sanitarie (Psicoterapia)

      PRESTAZIONI SANITARIE
      EsempiPsicoterapia, sostegno psicologico, colloqui clinici, diagnosi, valutazioni psicodiagnostiche
      IVAEsente (art. 10 DPR 633/72)
      FatturazioneCartacea (divieto e-fattura a privati)
      Sistema TSObbligatorio invio dati
      Detraibilita pazienteSi (19% nel 730)

      Prestazioni Non Sanitarie (Consulenza)

      PRESTAZIONI NON SANITARIE
      EsempiSelezione personale, psicologia del lavoro, perizie CTU/CTP, consulenze aziendali, formazione
      IVA22% (regime ordinario) / Esente (forfettario)
      FatturazioneElettronica obbligatoria
      Sistema TSNon obbligatorio
      Detraibilita clienteNo (non e spesa sanitaria)

      Come Comportarsi

      Se svolgi entrambe le attivita:

      • Prestazioni sanitarie a privati: Fattura cartacea + invio Sistema TS
      • Consulenze a aziende/enti: Fattura elettronica + NO Sistema TS
      • Perizie per tribunali: Fattura elettronica (verso PA)

      Consiglio: Tieni separate le numerazioni o usa un registro per distinguere le tipologie di fatture.

      Domande Frequenti (FAQ)

      Lo psicologo deve fare fattura elettronica?

      Dipende. Per le prestazioni sanitarie a privati (psicoterapia, colloqui clinici) vige il divieto di e-fattura e si usa la fattura cartacea. Per consulenze aziendali, selezione personale o prestazioni a enti, la fattura elettronica e obbligatoria.

      Come addebito il contributo ENPAP 2% in fattura?

      Inserisci una riga separata: “Contributo integrativo ENPAP 2%” calcolato sul compenso. Esempio: compenso 100 euro + ENPAP 2 euro = 102 euro. Il contributo e a carico del paziente ed e obbligatorio addebitarlo.

      Quando devo applicare la marca da bollo da 2 euro?

      Quando il totale della fattura supera 77,47 euro. La marca va apposta sull’originale cartaceo e addebitata al cliente.

      Cosa succede se non invio i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

      Rischi una sanzione di 100 euro per ogni documento non comunicato. La scadenza per i dati 2025 e il 2 febbraio 2026.

      Il paziente puo opporsi all’invio dei dati al Sistema TS?

      Si. Il paziente puo esercitare l’opposizione per motivi di privacy. In questo caso trasmetti i dati senza il suo codice fiscale e la spesa non apparira nel suo 730 precompilato.

      Le spese psicologiche sono detraibili per il paziente?

      Si. Le spese per psicoterapia e prestazioni sanitarie sono detraibili al 19% nel 730. Devono essere pagate con metodo tracciabile (bancomat, bonifico, carta).

      Devo numerare le fatture progressivamente?

      Si. Le fatture devono avere una numerazione progressiva univoca per anno solare (es. 001/2026, 002/2026, ecc.).

      Conclusioni

      La fatturazione per psicologi richiede attenzione a diversi aspetti: tipologia di prestazione, regime fiscale, obblighi verso il Sistema TS e corretta applicazione di contributi e bolli.

      Punti chiave da ricordare:

      • Prestazioni sanitarie a privati: Fattura cartacea (divieto e-fattura)
      • Contributo ENPAP 2%: Sempre da addebitare al cliente
      • Marca da bollo: 2 euro se importo > 77,47 euro
      • Sistema TS: Invio dati entro il 2 febbraio (per fatture anno precedente)
      • Diciture forfettario: Obbligatorie per giustificare esenzione IVA e ritenuta

      Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella gestione della fatturazione per psicologi: predisposizione fatture, invio dati Sistema TS, gestione contributi ENPAP e adempimenti fiscali.

      Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza sulla tua situazione.

      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per normative aggiornate consultare il sito dell’Ordine degli Psicologi e dell’ENPAP.

      Articoli correlati:

      • Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa
      • Contributi ENPAP 2026: Aliquote e Calcolo

      Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

      Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

      +2000
      Partite IVA aperte
      100%
      Assistenza garantita

      Compila il modulo per una consulenza gratuita:

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

        Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-26 09:00:002026-05-31 08:40:16Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico
        PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Psicologi

        Contributi ENPAP 2026: Guida Completa ad Aliquote, Calcolo e Scadenze per Psicologi

        regime forfettario partita iva

        Contributi ENPAP 2026 per Psicologi: Guida Completa ad Aliquote, Calcolo e Scadenze

        Sei uno psicologo libero professionista e vuoi sapere esattamente quanto pagherai di contributi ENPAP nel 2026? Vuoi capire come si calcolano i contributi in regime forfettario? Sei confuso tra contributo soggettivo, integrativo e maternita?

        L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) e la cassa previdenziale obbligatoria per tutti gli psicologi che esercitano la libera professione con partita IVA. In questa guida completa scoprirai tutto sui contributi ENPAP 2026: aliquote, minimali, calcolo pratico, scadenze e agevolazioni per i nuovi iscritti.

        Il CAF Centro Fiscale assiste gli psicologi nella corretta gestione dei contributi previdenziali, dalla prima iscrizione al calcolo annuale, garantendo il rispetto di tutte le scadenze e l’ottimizzazione fiscale dei versamenti.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’e l’ENPAP e Chi Deve Iscriversi
        2. Le 3 Tipologie di Contributi ENPAP
        3. Aliquote e Minimali 2026
        4. Calcolo Contributi in Regime Forfettario
        5. Tabella di Calcolo per Fasce di Fatturato
        6. Scadenze Versamenti 2026
        7. Riduzioni e Agevolazioni per Nuovi Iscritti
        8. Come Versare i Contributi
        9. Domande Frequenti

        Cos’e l’ENPAP e Chi Deve Iscriversi

        L’ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi) e stato istituito nel 1996 come cassa previdenziale di categoria per tutti gli psicologi liberi professionisti. E un ente di diritto privato che gestisce la previdenza obbligatoria degli psicologi iscritti all’Albo che esercitano attivita professionale autonoma.

        Chi Deve Iscriversi all’ENPAP

        L’iscrizione all’ENPAP e obbligatoria per:

        • Psicologi iscritti all’Albo che esercitano attivita libero-professionale
        • Psicologi con partita IVA che svolgono attivita di consulenza, sostegno, valutazione, psicoterapia
        • Anche se l’attivita e occasionale o di importo minimo
        • Anche se hai un lavoro dipendente e svolgi attivita libero-professionale in parallelo

        Chi NON Deve Iscriversi

        Non sono tenuti all’iscrizione ENPAP:

        • Psicologi dipendenti che non svolgono alcuna attivita libero-professionale
        • Psicologi iscritti all’Albo che non esercitano la professione
        • Psicologi non iscritti all’Albo (non possono esercitare comunque)

        Quando Iscriversi

        L’iscrizione all’ENPAP deve avvenire entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA o dall’inizio dell’attivita libero-professionale.

        Documenti necessari per l’iscrizione:

        • Copia documento d’identita
        • Codice fiscale
        • Numero di partita IVA
        • Numero di iscrizione all’Albo degli Psicologi
        • Data di inizio attivita

        Cosa Offre l’ENPAP

        In cambio dei contributi, l’ENPAP garantisce:

        • Pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti
        • Pensione di invalidita in caso di inabilita
        • Pensione ai superstiti in caso di decesso
        • Indennita di maternita per le iscritte
        • Prestazioni assistenziali in caso di difficolta

        Le 3 Tipologie di Contributi ENPAP

        I contributi ENPAP si suddividono in tre componenti distinte, ciascuna con caratteristiche e finalita specifiche.

        1. Contributo Soggettivo

        CONTRIBUTO SOGGETTIVO
        Aliquota ordinaria10% del reddito professionale netto
        Aliquota minima10%
        Aliquota massima volontariaFino al 30% (incrementi del 2%)
        Minimale 2026856 euro
        FinalitaCostruzione del montante pensionistico
        Deducibilita fiscale100% deducibile dal reddito

        Nota: Puoi scegliere di versare un’aliquota superiore al 10% (12%, 14%, 16%… fino al 30%) per aumentare la tua pensione futura. La scelta e volontaria e reversibile.

        2. Contributo Integrativo

        CONTRIBUTO INTEGRATIVO
        Aliquota2% del corrispettivo lordo fatturato
        Minimale 202666 euro
        Chi lo pagaIl cliente (addebitato in fattura)
        FinalitaFinanziamento servizi dell’Ente
        Deducibilita fiscaleNON deducibile (e a carico del cliente)

        Importante: Il contributo integrativo deve essere sempre addebitato in fattura al cliente come voce separata. Non e un costo per lo psicologo ma un importo che transita verso l’ENPAP.

        3. Contributo di Maternita

        CONTRIBUTO DI MATERNITA
        Importo 2026110 euro (fisso annuale)
        Chi lo pagaTutti gli iscritti (uomini e donne)
        FinalitaFinanziamento indennita di maternita
        Deducibilita fiscale100% deducibile dal reddito

        Nota: Il contributo di maternita e dovuto da tutti gli iscritti, indipendentemente dal sesso, per finanziare le indennita di maternita delle colleghe iscritte.

        Riepilogo Contributi ENPAP

        ContributoBase di CalcoloAliquotaMinimo 2026Deducibile
        SoggettivoReddito netto10%856 euroSI
        IntegrativoFatturato lordo2%66 euroNO (a carico cliente)
        MaternitaFisso–110 euroSI
        TOTALE MINIMO1.032 euro–

        Aliquote e Minimali ENPAP 2026

        Ecco il riepilogo completo delle aliquote e dei minimali contributivi ENPAP per l’anno 2026.

        Aliquote Contributive 2026

        Tipo ContributoAliquotaBase di Calcolo
        Soggettivo ordinario10%Reddito professionale netto
        Soggettivo pensionati ENPAP5%Reddito professionale netto
        Soggettivo volontario aumentato12%-30%Reddito professionale netto
        Integrativo2%Corrispettivo lordo fatturato
        MaternitaFisso110 euro annui

        Minimali Contributivi 2026

        ContributoMinimo OrdinarioNote
        Soggettivo856 euroSempre dovuto anche con reddito basso
        Integrativo66 euroSempre dovuto anche con fatturato basso
        Maternita110 euroImporto fisso
        TOTALE MINIMO1.032 euroDa versare anche con reddito zero

        Minimali Ridotti per Situazioni Particolari

        SituazioneRiduzione SoggettivoImporto Ridotto
        Nuovi iscritti (primi 3 anni)Riduzione a 1/3286 euro
        Lavoro dipendente contestualeRiduzione al 50%428 euro
        Reddito inferiore a 1.560 euroRiduzione speciale156 euro
        Pensionati over 57 (altro ente)Riduzione al 50%428 euro
        Inattivita 6+ mesi (malattia/maternita)Riduzione al 50%428 euro

        Massimale Contributivo 2026

        Il reddito su cui si calcola il contributo soggettivo ha un massimale annuo (oltre il quale non si paga piu contributo):

        Massimale 2026: circa 103.000 euro di reddito

        Oltre questa soglia, il contributo soggettivo non aumenta piu (per la parte eccedente l’aliquota e zero).

        Calcolo Contributi ENPAP in Regime Forfettario

        Per gli psicologi in regime forfettario, il calcolo dei contributi ENPAP segue regole specifiche basate sul coefficiente di redditivita del 78%.

        Formula di Calcolo Step by Step

        STEP 1: Calcola il reddito forfettario

        Reddito = Fatturato annuo x 78%

        STEP 2: Calcola il contributo soggettivo

        Contributo soggettivo = Reddito x 10%
        (se inferiore a 856 euro, paga il minimo di 856 euro)

        STEP 3: Calcola il contributo integrativo

        Contributo integrativo = Fatturato x 2%
        (se inferiore a 66 euro, paga il minimo di 66 euro)

        STEP 4: Aggiungi il contributo maternita

        Contributo maternita = 110 euro (fisso)

        STEP 5: Somma totale

        TOTALE ENPAP = Soggettivo + Integrativo + Maternita

        Esempio Pratico 1: Fatturato 20.000 euro

        Fatturato annuo20.000 euro
        Reddito forfettario (20.000 x 78%)15.600 euro
        CALCOLO CONTRIBUTI
        Contributo soggettivo (15.600 x 10%)1.560 euro
        Contributo integrativo (20.000 x 2%)400 euro
        Contributo maternita110 euro
        TOTALE ENPAP ANNUO2.070 euro

        Esempio Pratico 2: Fatturato 40.000 euro

        Fatturato annuo40.000 euro
        Reddito forfettario (40.000 x 78%)31.200 euro
        CALCOLO CONTRIBUTI
        Contributo soggettivo (31.200 x 10%)3.120 euro
        Contributo integrativo (40.000 x 2%)800 euro
        Contributo maternita110 euro
        TOTALE ENPAP ANNUO4.030 euro

        Esempio Pratico 3: Fatturato 8.000 euro (sotto minimali)

        Fatturato annuo8.000 euro
        Reddito forfettario (8.000 x 78%)6.240 euro
        CALCOLO CONTRIBUTI
        Contributo soggettivo calcolato (6.240 x 10%)624 euro
        Minimo soggettivo applicato856 euro
        Contributo integrativo (8.000 x 2%)160 euro
        Contributo maternita110 euro
        TOTALE ENPAP ANNUO1.126 euro

        Nota: Anche con reddito basso, si paga sempre il minimo di 856 euro per il soggettivo.

        Tabella di Calcolo Contributi per Fasce di Fatturato

        Ecco una tabella riepilogativa dei contributi ENPAP per diverse fasce di fatturato in regime forfettario:

        FatturatoReddito (78%)SoggettivoIntegrativoMaternitaTOTALE
        5.000 euro3.900 euro856 euro (min)100 euro110 euro1.066 euro
        10.000 euro7.800 euro856 euro (min)200 euro110 euro1.166 euro
        15.000 euro11.700 euro1.170 euro300 euro110 euro1.580 euro
        20.000 euro15.600 euro1.560 euro400 euro110 euro2.070 euro
        25.000 euro19.500 euro1.950 euro500 euro110 euro2.560 euro
        30.000 euro23.400 euro2.340 euro600 euro110 euro3.050 euro
        35.000 euro27.300 euro2.730 euro700 euro110 euro3.540 euro
        40.000 euro31.200 euro3.120 euro800 euro110 euro4.030 euro
        50.000 euro39.000 euro3.900 euro1.000 euro110 euro5.010 euro
        60.000 euro46.800 euro4.680 euro1.200 euro110 euro5.990 euro
        70.000 euro54.600 euro5.460 euro1.400 euro110 euro6.970 euro
        80.000 euro62.400 euro6.240 euro1.600 euro110 euro7.950 euro
        85.000 euro66.300 euro6.630 euro1.700 euro110 euro8.440 euro

        I valori del contributo integrativo (2%) sono a carico del cliente e addebitati in fattura.

        Scadenze Versamenti ENPAP 2026

        I contributi ENPAP si versano in due momenti durante l’anno: acconto a marzo e saldo a ottobre.

        Calendario Scadenze 2026

        ScadenzaAdempimentoImporto
        1 Marzo 2026Versamento acconto70% dei contributi 2025
        1 Ottobre 2026Comunicazione reddituale + SaldoDifferenza tra dovuto e acconto

        Come Funziona l’Acconto

        L’acconto di marzo si calcola come 70% dei contributi (soggettivo + integrativo) dovuti l’anno precedente:

        Acconto 2026 = (Soggettivo 2025 + Integrativo 2025) x 70%

        Esempio: Se nel 2025 hai versato 3.000 euro di soggettivo + integrativo, l’acconto 2026 sara:
        3.000 x 70% = 2.100 euro (da versare entro il 1 marzo 2026)

        Come Funziona il Saldo

        A ottobre, insieme alla comunicazione reddituale (dichiarazione dei redditi 2025), versi il saldo:

        Saldo 2026 = Contributi dovuti 2025 – Acconto versato a marzo

        Se l’acconto versato e superiore al dovuto, avrai un credito da compensare l’anno successivo.

        Primo Anno di Attivita

        Se apri la partita IVA nel 2026, il primo anno verserai i soli minimali a ottobre (comunicazione reddituale), e inizierai a versare acconti da marzo 2027.

        Sanzioni per Ritardo

        Il mancato o ritardato versamento comporta:

        • Sanzioni: dal 5% al 30% dell’importo dovuto
        • Interessi legali: sulla somma non versata
        • Sospensione prestazioni: in caso di morosita prolungata

        Consiglio: Imposta promemoria o addebito automatico per non dimenticare le scadenze.

        Riduzioni e Agevolazioni per Nuovi Iscritti

        L’ENPAP prevede riduzioni sui contributi minimi per specifiche categorie di iscritti.

        Riduzione per Nuovi Iscritti (Primi 3 Anni)

        Chi si iscrive all’ENPAP per la prima volta beneficia della riduzione del minimo soggettivo a 1/3 per i primi 3 anni:

        Minimo soggettivo ridotto (primi 3 anni)286 euro (invece di 856)
        Minimo integrativo66 euro (invariato)
        Contributo maternita110 euro (invariato)
        TOTALE MINIMO (primi 3 anni)462 euro

        Risparmio: 570 euro/anno rispetto al minimo ordinario

        Riduzione per Lavoro Dipendente Contestuale

        Chi svolge contemporaneamente lavoro dipendente (pubblico o privato) e libera professione puo richiedere la riduzione del minimo soggettivo al 50%:

        Minimo soggettivo ridotto (dipendente)428 euro (invece di 856)

        Requisito: Dimostrare che si ha un contratto di lavoro dipendente attivo.

        Riduzione per Reddito Molto Basso

        Chi ha un reddito professionale inferiore a 1.560 euro/anno puo richiedere la riduzione speciale:

        Minimo soggettivo ridotto (reddito < 1.560 euro)156 euro

        Riduzione per Pensionati (Altro Ente)

        Gli psicologi over 57 che percepiscono pensione da altro ente previdenziale possono richiedere la riduzione del minimo soggettivo al 50%:

        Minimo soggettivo ridotto (pensionati over 57)428 euro

        Come Richiedere le Riduzioni

        Le riduzioni non sono automatiche. Devi:

        1. Accedere all’area riservata ENPAP
        2. Compilare il modulo di richiesta riduzione
        3. Allegare la documentazione richiesta
        4. Inviare entro la scadenza prevista (generalmente febbraio)

        La riduzione, una volta approvata, si applica per l’intero anno contributivo.

        Come Versare i Contributi ENPAP

        I contributi ENPAP si possono versare attraverso diversi canali.

        Modalita di Pagamento

        • Bonifico bancario: IBAN disponibile nell’area riservata ENPAP
        • MAV bancario: Generato automaticamente dall’area riservata
        • PagoPA: Tramite il sistema di pagamenti della Pubblica Amministrazione
        • Addebito diretto (SDD): Domiciliazione bancaria automatica

        Procedura di Versamento

        1. Accedi all’area riservata ENPAP (www.enpap.it)
        2. Vai alla sezione Contributi > Versamenti
        3. Genera il MAV o ottieni i dati per il bonifico
        4. Effettua il pagamento entro la scadenza
        5. Conserva la ricevuta

        Rateizzazione

        E possibile richiedere la rateizzazione dei contributi in caso di difficolta economiche:

        • Fino a 12 rate mensili per importi fino a 5.000 euro
        • Fino a 24 rate mensili per importi superiori
        • Applicazione di interessi sulle rate successive alla prima

        La richiesta va presentata tramite l’area riservata ENPAP.

        Comunicazione Reddituale

        Entro il 1 ottobre di ogni anno devi presentare la comunicazione reddituale, dichiarando:

        • Reddito professionale dell’anno precedente
        • Fatturato lordo dell’anno precedente
        • Eventuali variazioni della situazione contributiva

        La comunicazione si compila online nell’area riservata ENPAP.

        Domande Frequenti (FAQ)

        Quanto paga di contributi ENPAP uno psicologo?

        Il minimo annuale e di 1.032 euro (856 soggettivo + 66 integrativo + 110 maternita). Per chi fattura di piu, si paga il 10% del reddito + 2% del fatturato + 110 euro fissi.

        I contributi ENPAP sono deducibili fiscalmente?

        Si, il contributo soggettivo e il contributo di maternita sono integralmente deducibili dal reddito. Il contributo integrativo non e deducibile perche e a carico del cliente.

        Devo iscrivermi all’ENPAP anche se ho un lavoro dipendente?

        Si, se svolgi attivita libero-professionale come psicologo (anche occasionale) devi iscriverti all’ENPAP. Puoi pero richiedere la riduzione del minimo contributivo al 50%.

        Cosa succede se non verso i contributi?

        Il mancato versamento comporta sanzioni (5-30% dell’importo), interessi e possibile sospensione delle prestazioni. In caso di morosita prolungata, l’ENPAP puo attivare la riscossione coattiva.

        Posso versare piu del 10% per avere una pensione piu alta?

        Si, puoi scegliere un’aliquota del contributo soggettivo superiore al 10% (fino al 30%, con incrementi del 2%). Questo aumenta il montante contributivo e quindi la pensione futura.

        Come addebito il contributo integrativo in fattura?

        Aggiungi una riga separata nella fattura: “Contributo integrativo ENPAP 2%” calcolato sull’onorario. Esempio: onorario 70 euro + integrativo 1,40 euro = totale 71,40 euro.

        Da quando devo iscrivermi all’ENPAP?

        Entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA o dall’inizio dell’attivita libero-professionale come psicologo.

        Conclusioni

        I contributi ENPAP rappresentano un costo importante per gli psicologi liberi professionisti, ma garantiscono tutele previdenziali fondamentali. Ecco i punti chiave da ricordare:

        • Tre contributi: Soggettivo (10%), Integrativo (2%), Maternita (110 euro)
        • Minimo annuale: 1.032 euro (riducibile per nuovi iscritti)
        • Scadenze: Acconto a marzo, saldo a ottobre
        • Deducibilita: Soggettivo e maternita sono deducibili al 100%
        • Integrativo: Sempre da addebitare in fattura al cliente

        Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella gestione dei contributi ENPAP: calcolo, scadenze, richieste di riduzione e comunicazione reddituale.

        Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza sulla tua situazione contributiva.

        Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sempre sul sito ENPAP (www.enpap.it).

        Articoli correlati:

        • Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa
        • Quanto Guadagna uno Psicologo con P.IVA

        Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

        Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

        +2000
        Partite IVA aperte
        100%
        Assistenza garantita

        Compila il modulo per una consulenza gratuita:

          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

          Gennaio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-25 09:00:002026-05-31 08:40:19Contributi ENPAP 2026: Guida Completa ad Aliquote, Calcolo e Scadenze per Psicologi
          Pagina 5 di 6«‹3456›

          Ultime notizie

          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus carburanti agricoli 2026: domanda AGEA entro il 30 settembre sul SIANAgosto 25, 2026 - 6:42 pmin: NOTIZIE
          • Pensione 2026 INPS
            Pensione di sicurezza sociale tedesca: la quota esente in ItaliaAgosto 25, 2026 - 5:42 pmin: NOTIZIE
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus Casa 2026: Ripresa Guidata dai Lavori sulle Prime AbitazioniAgosto 25, 2026 - 3:42 pmin: NOTIZIE
          Search Search

          Seguici su Facebook

          Categorie Articoli

          Ultimi Articoli

          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus carburanti agricoli 2026: domanda AGEA entro il 30 settembre sul SIANAgosto 25, 2026 - 6:42 pm
          • Pensione 2026 INPS
            Pensione di sicurezza sociale tedesca: la quota esente in ItaliaAgosto 25, 2026 - 5:42 pm
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus Casa 2026: Ripresa Guidata dai Lavori sulle Prime AbitazioniAgosto 25, 2026 - 3:42 pm
          • Pensione 2026 INPS
            Pensione estera e italiana con gli stessi contributi esteri: come funziona il cumuloAgosto 25, 2026 - 2:48 pm
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Contributi agricoltura per prodotti DOP e IGP: scadenza il 24 settembre 2026Agosto 25, 2026 - 2:22 pm
          • Pensione 2026 INPS
            Pagamenti INPS Settembre 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADIAgosto 25, 2026 - 2:00 pm
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Nuovo Codice della Strada: ipotesi multa ai pedoni che usano il telefono mentre attraversanoAgosto 25, 2026 - 1:22 pm
          • riscatto anni laurea CAF Udine
            Riscatto laurea automatico per docenti e ATA: la proposta per equipararli ai militariAgosto 25, 2026 - 12:22 pm
          CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

          Contatti

          Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
          Email: info@centrofiscale.com
          Telefono: 0432 1638640
          WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
          WhatsApp Patronato: 324 7411699

          Ultimi Articoli

          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus carburanti agricoli 2026: domanda AGEA entro il 30 settembre sul SIANAgosto 25, 2026 - 6:42 pm
          • Pensione 2026 INPS
            Pensione di sicurezza sociale tedesca: la quota esente in ItaliaAgosto 25, 2026 - 5:42 pm
          • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            Bonus Casa 2026: Ripresa Guidata dai Lavori sulle Prime AbitazioniAgosto 25, 2026 - 3:42 pm
          © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
          mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
          • Collegamento a Facebook
          • Collegamento a Instagram
          • Collegamento a Rss questo sito
          Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto