CAF, COLF E BADANTIISEE e badante convivente: come incideISEE e badante convivente: come incideLa badante convivente NON rientra nel nucleo familiare ISEE del datore di lavoro. Vale come componente familiare solo se: parente o affine, coniuge, figli. Una badante assunta con con…Indice dei contenutiLa badante convivente fa nucleo familiareReddito della badante e ISEEDeduzioni per spese badante nellISEEBadante straniera e residenza ISEECertificazione spese badante per ISEELa badante convivente fa nucleo familiareLa badante convivente NON rientra nel nucleo familiare ISEE del datore di lavoro. Vale come componente familiare solo se: parente o affine, coniuge, figli. Una badante assunta con contratto di lavoro domestico resta esclusa dal nucleo. Reddito della badante e ISEEIl reddito percepito dalla badante convivente NON incide sullISEE del datore. Ogni lavoratore dipendente presenta il proprio ISEE includendo il reddito da lavoro domestico nella propria DSU. Deduzioni per spese badante nellISEENel calcolo ISEE si possono dedurre: spese per assistenza personale fino a 5.000 euro annui (se ISEE inferiore a 40.000 euro), contributi previdenziali versati per badanti (interamente deducibili). Badante straniera e residenza ISEESe la badante e straniera e convive, non altera lISEE del datore. La badante puo avere: residenza anagrafica presso il datore (se convivente), ISEE proprio per accedere a bonus (es. assegno unico se ha figli). Certificazione spese badante per ISEEPer detrarre le spese badante servono: buste paga con versamenti tracciabili, ricevute MAV contributi INPS, contratto di lavoro registrato. Il CAF Centro Fiscale fornisce tutta la documentazione per ISEE. Domande frequenti (FAQ)Quanto costa il servizio?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: gestione buste paga badanti 25 euro/mese, consulenza contrattuale 50 euro, assistenza pratiche INPS.Assistenza badanti – CAF Centro Fiscale UdineServizi completi per badanti e datori di lavoro: contratti, buste paga 25 euro/mese, pratiche INPS 50 euro. Prenota consulenza gratuita Luglio 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-13 06:00:002026-03-17 19:06:20ISEE e badante convivente: come incideConti Correnti e Banche Online, Conti Privati e Cashback, Finanza & Servizi, Promozioni e CashbackPromozioni conti correnti con cashback 2026: lista aggiornataLe banche online e tradizionali offrono regolarmente promozioni per l’apertura di nuovi conti correnti: bonus cashback sull’accredito dello stipendio, interessi sul conto deposito abbinato, rimborsi sugli acquisti con carta. In questa pagina trovi la lista aggiornata delle principali promozioni attive nel 2026 per privati e famiglie, con indicazione dei requisiti e delle modalita’ di accesso.Importante: le promozioni bancarie cambiano frequentemente. Verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale della banca prima di aprire un conto. Le date di scadenza e gli importi indicati in questa pagina sono aggiornati alla data di pubblicazione.Come funzionano le promozioni cashback sui contiIl termine cashback in ambito bancario indica il rimborso di una percentuale della spesa effettuata con la carta di debito o credito abbinata al conto. Non va confuso con il Cashback di Stato (programma governativo concluso nel 2021), che era un’iniziativa pubblica separata.Le promozioni per l’apertura di un nuovo conto si dividono in tre categorie:Bonus una-tantum — importo fisso (es. 100-200 euro) accreditato dopo l’apertura e il soddisfacimento di requisiti (accredito stipendio, spesa minima con carta, addebito bollette)Cashback percentuale — rimborso ricorrente su acquisti con carta per un periodo limitato (es. 5% sui pagamenti nei primi 3 mesi)Interessi sul conto deposito — tasso di interesse promozionale sul conto deposito abbinato per i primi 6-12 mesiPromozioni BBVA 2026BBVA Italia offre periodicamente bonus per i nuovi clienti che aprono il conto online. Le promozioni tipiche includono:Bonus di benvenuto fino a 100 euro per chi apre il conto e accredita lo stipendio o la pensione entro i termini indicatiCanone zero a vita sul conto corrente baseCarta di debito gratuita inclusa con rimborsi cashback su acquisti selezionatiPer i dettagli aggiornati e le condizioni complete, consulta il sito ufficiale BBVA Italia. La nostra recensione BBVA aggiornata approfondisce le caratteristiche del conto.Promozioni Hello bank! 2026Hello bank! (di BNP Paribas) e’ nota per le sue campagne promozionali con bonus di benvenuto tra i piu’ generosi del mercato. Le offerte tipiche includono:Bonus fino a 150 euro per i nuovi clienti che aprono il conto e soddisfano i requisiti di utilizzo (ad esempio, almeno 5 pagamenti con carta nei primi 3 mesi)Canone annuale gratuito per il primo annoCashback sulle categorie di spesa selezionate (ristorazione, carburante, supermercati)Le promozioni Hello bank! hanno scadenze specifiche e i requisiti cambiano periodicamente. Verifica sempre le condizioni in corso su hellobank.it.Promozioni Crédit Agricole 2026Crédit Agricole (ex Cariparma) propone promozioni di benvenuto per i nuovi correntisti. Le offerte tipiche includono:Bonus fino a 200 euro per chi apre il conto Crédit Agricole e soddisfa i requisiti di utilizzo (accredito stipendio, spesa con carta)Azzeramento del canone per i primi 12 mesiCashback sul carburante e sulla grande distribuzionePer le condizioni aggiornate e le promozioni in corso, consulta credit-agricole.it.Altre promozioni attive nel 2026ING DirectING propone periodicamente il Conto Corrente Arancio con canone gratuito e tasso promozionale sul Conto Deposito Arancio per i primi 12 mesi. I tassi variano in base alle condizioni di mercato BCE. Consulta ing.it per le offerte in corso.N26N26 offre un conto gratuito a vita (N26 Standard) senza promozione una-tantum, ma con vantaggi strutturali come cashback fino al 5% su Booking.com e altri partner selezionati per i piani superiori (N26 You, N26 Metal). Piu’ adatto a chi viaggia o usa servizi digitali frequentemente.RevolutRevolut Standard e’ gratuito e offre cashback occasionale tramite la funzione “Perks” (offerte personalizzate da merchant partner). Non prevede un bonus di apertura fisso, ma offre vantaggi strutturali sul cambio valuta per chi viaggia o acquista in valuta estera. Leggi la recensione Revolut Business per l’uso professionale.Come valutare una promozione: 5 domande da porsiPrima di aprire un conto per il bonus, e’ utile valutare la promozione in modo critico:Qual e’ il canone dopo il periodo promozionale? Un conto gratuito per 12 mesi con canone successivo di 10 euro/mese costa 120 euro l’anno; se il bonus e’ 100 euro, il saldo netto e’ negativo.Devo accreditare lo stipendio? Se la promo e’ condizionata all’accredito stipendio, devo cambiare il conto principale. E’ una scelta piu’ impegnativa.Quanto tempo ho per soddisfare i requisiti? Alcune promo hanno finestre brevissime (30-60 giorni).Il bonus e’ tassabile? I bonus bancari sono soggetti a ritenuta alla fonte del 26% prima dell’accredito (tassazione su rendimenti finanziari).Ci sono costi nascosti? Verificare commissioni su prelievi ATM, bonifici, canone carta.Tassazione dei bonus bancariUn aspetto spesso trascurato: i bonus bancari di benvenuto sono considerati dal Fisco italiano come proventi finanziari e soggetti a ritenuta alla fonte del 26% (art. 26 DPR 600/1973). Questo significa che se una banca comunica un bonus di 100 euro, l’importo effettivamente accreditato sara’ di circa 74 euro (100 euro al netto della ritenuta del 26%). Le banche devono comunicare questi proventi e applicare la ritenuta prima dell’accredito.Confronto conti correnti privatiPer una visione completa dei conti correnti per privati con cashback e promozioni, consulta la nostra guida ai conti correnti privati con cashback 2026, dove trovi il confronto strutturale tra i principali conti (non solo le promozioni temporanee ma le caratteristiche permanenti).Domande frequentiPosso aprire piu’ conti per incassare piu’ bonus?Si’, non esiste un divieto legale ad aprire piu’ conti correnti contemporaneamente in Italia. Alcune banche tuttavia prevedono che la promozione sia valida solo per chi non e’ gia’ stato cliente negli ultimi 12-24 mesi. I bonus vanno dichiarati se derivanti da rapporti finanziari (la ritenuta viene applicata dalla banca, quindi per la dichiarazione dei redditi non c’e’ solitamente un obbligo aggiuntivo per il correntista).Il cashback sugli acquisti con carta e’ tassabile?Il cashback sulle carte di pagamento in percentuale sugli acquisti e’ generalmente trattato, secondo l’orientamento prevalente, come uno sconto sul prezzo d’acquisto piuttosto che come un provento finanziario imponibile. Tuttavia la materia non e’ del tutto univoca: in caso di importi significativi o se ricevuto nell’ambito di un’attivita’ d’impresa, e’ consigliabile verificare con il proprio commercialista. I bonus una-tantum di benvenuto, invece, sono soggetti alla ritenuta del 26% come indicato sopra.Dove posso monitorare le promozioni bancarie aggiornate?Le principali fonti per monitorare le promozioni bancarie attive in Italia sono: i siti ufficiali delle banche, i comparatori come Facile.it e Segugio.it (per conti correnti), e i forum di utenti specializzati come FinancialMente e Pianificazione Finanziaria. Questa pagina viene aggiornata periodicamente con le promo piu’ significative.Luglio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-12 17:00:002026-09-27 09:52:26Promozioni conti correnti con cashback 2026: lista aggiornataPARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Social Media Manager 2026: Apertura, Regime Forfettario e TasseAprire la partita IVA come Social Media Manager nel 2026 è uno degli ingressi più scelti tra i professionisti digitali italiani. Con oltre 43 milioni di utenti social attivi nel nostro Paese e budget aziendali in continua crescita per la comunicazione online, le aziende cercano figure capaci di trasformare i canali social in veri strumenti di business. In questa guida completa scoprirai come aprire la partita IVA SMM, quale codice ATECO scegliere, come funziona il regime forfettario al 78% di redditività, quali sono i contributi alla Gestione Separata INPS e come strutturare tariffe e contratti per crescere senza errori fiscali.Il Social Media Manager è una professione digitale ad alto volume di ricerche, complementare ma distinta da copywriter e SEO specialist. Se gestisci profili Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook, YouTube, X o Pinterest per aziende, brand personali o e-commerce, questa guida ti accompagnerà passo-passo nell’apertura e gestione corretta della tua attività freelance.Indice dei contenutiChi è il Social Media ManagerDifferenze con copywriter, social specialist, community managerRequisiti pratici e certificazioni SMMCodice ATECO Social Media Manager 2026Regime forfettario al 78% di redditivitàGestione Separata INPS per Social Media ManagerServizi tipici e tariffe di mercatoIl modello retainer: perché convieneFatturazione B2B e clienti esteriDiritto d’autore e account ownershipPiattaforme di pagamento e contenuti sponsorizzatiTools indispensabili per SMM freelanceFreelance vs agenzia socialEsempi di calcolo tasse: 25K, 45K, 70KCome trovare clienti SMMFAQ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il Social Media ManagerIl Social Media Manager (SMM) è il professionista che gestisce in modo strategico e operativo la presenza di un brand sui canali social. Non è un semplice “operatore” che pubblica contenuti: è il responsabile della strategia, della crescita organica, dell’engagement e dei risultati di business legati al social.Le sue attività quotidiane includono:Definizione strategia social: obiettivi, target, posizionamento, tone of voicePianificazione editoriale: calendario contenuti settimanale o mensileCreazione contenuti: testi, grafica (con tool come Canva), video brevi, reel, storiesPubblicazione e schedulazione: post, story, video, diretteCommunity management: risposta a commenti, DM, recensioniMonitoraggio KPI: reach, engagement rate, follower growth, conversioniReportistica mensile: analisi performance e suggerimenti strategiciCoordinamento con copywriter, grafici, videomaker, ADS specialistLe piattaforme principali su cui lavora un SMM nel 2026 sono Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook, YouTube, X (ex Twitter) e Pinterest. Ogni piattaforma ha logiche, formati e audience differenti: per questo molti SMM si specializzano in 1-2 social, pur conoscendo le basi di tutti. Differenze con copywriter, social specialist, community managerUna delle confusioni più comuni nel mondo digitale riguarda i confini tra le figure professionali. Capirle bene è importante non solo per posizionarti correttamente sul mercato, ma anche per scegliere il giusto codice ATECO ed evitare di vendere servizi che vanno oltre il tuo perimetro.Social Media Manager vs CopywriterIl copywriter scrive testi persuasivi (headline, articoli, landing page, e-mail). Il SMM usa anche testi, ma il suo lavoro principale è strategico e visivo: ragiona in termini di formati social, hashtag, trending topic, calendario editoriale. Un SMM può scrivere caption, ma non è il suo focus principale. Se vuoi approfondire il profilo gemello, puoi leggere la nostra guida alla Partita IVA Copywriter, Consulente SEO e Digital Marketing 2026.Social Media Manager vs Social Media SpecialistIl Social Media Specialist (o “social executor”) è la figura operativa che esegue ciò che lo SMM ha pianificato: pubblica i post, programma le stories, risponde ai commenti. È spesso un ruolo junior o di supporto. Il Social Media Manager, invece, ha responsabilità strategica e di rendicontazione dei risultati. In agenzia esistono entrambe le figure; come freelance, l’SMM in genere copre tutto, ma può delegare parti operative a collaboratori.Social Media Manager vs Community ManagerIl Community Manager è specializzato nell’interazione con la community: risponde ai commenti, gestisce gruppi Facebook, modera discussioni, coltiva relazioni con i fan più attivi. Lo SMM ingloba spesso questa attività, ma per brand grandi sono ruoli distinti.Social Media Manager vs Social ADS SpecialistIl Social ADS Specialist (o Meta Ads Specialist, TikTok Ads, LinkedIn Ads) si occupa esclusivamente di campagne pubblicitarie a pagamento: creazione, ottimizzazione, scaling. Lo SMM lavora prevalentemente sull’organico; molti SMM offrono anche servizi ADS base, ma le grandi campagne richiedono uno specialist dedicato. Requisiti pratici e certificazioni SMMIl Social Media Manager non è una professione regolamentata: non esiste un albo, non serve un’abilitazione di Stato e nessun titolo di studio è obbligatorio per esercitare. Questo significa che chiunque può aprire partita IVA come SMM, ma significa anche che il mercato giudica i risultati, non i diplomi.I requisiti pratici che fanno davvero la differenza nella scelta da parte dei clienti sono:Portfolio account gestiti: account reali con metriche di crescita, contenuti pubblicati, casi studio. È il “biglietto da visita” più importanteCertificazioni ufficiali: Meta Blueprint (la certificazione di Meta per Facebook/Instagram/WhatsApp), TikTok Academy, LinkedIn Learning (corsi e certificati LinkedIn), Google Digital GarageConoscenza dei KPI social: engagement rate, reach, impressioni, CTR, CPM, conversion rateTool di gestione: padronanza di almeno uno tra Hootsuite, Buffer, Later, Sprout SocialCapacità grafiche e video editing base: Canva, CapCut, InShotCultura digitale e trend awareness: capacità di intercettare trending topic e adattarli al brandSuggerimento pratico: prima di aprire partita IVA, costruisci un portfolio con almeno 2-3 account gestiti (anche personali, di amici imprenditori, di no-profit). Documenta crescita follower, engagement rate e conversioni ottenute. Questo accorcerà drasticamente i tempi per acquisire i primi clienti paganti.Codice ATECO Social Media Manager 2026Il codice ATECO è il codice che identifica l’attività economica che svolgi e va comunicato all’Agenzia delle Entrate al momento dell’apertura partita IVA. Per il Social Media Manager esistono due opzioni principali, entrambe corrette a seconda del tipo di servizi prevalenti.ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketingÈ il codice più consigliato per chi gestisce strategicamente i social di un brand puntando a obiettivi di marketing (lead, vendite, awareness). Include la pianificazione di campagne, calendari editoriali, coordinamento di contenuti orientati ai risultati commerciali.Codice: 73.11.02Descrizione: Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitariCoefficiente redditività forfettario: 78%Quando sceglierlo: se il tuo lavoro principale è strategia + gestione orientata al businessATECO 70.21.00 – Pubbliche relazioni e comunicazionePiù adatto se il tuo focus è la comunicazione corporate, la gestione della reputazione online, il personal branding di figure pubbliche, le relazioni con community e stakeholder.Codice: 70.21.00Descrizione: Pubbliche relazioni e comunicazioneCoefficiente redditività forfettario: 78%Quando sceglierlo: se ti occupi di personal branding, brand reputation, comunicazione istituzionaleEntrambi i codici hanno lo stesso coefficiente di redditività forfettario (78%) e gli stessi adempimenti contributivi, quindi sotto il profilo fiscale sono equivalenti. La scelta dipende dalla descrizione che meglio rappresenta la tua attività prevalente. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti nella scelta in fase di apertura. Regime forfettario al 78% di redditivitàIl regime forfettario è il regime fiscale agevolato pensato per partite IVA con ricavi annui non superiori a 85.000 euro. Per i Social Media Manager con codici ATECO 73.11.02 o 70.21.00 è quasi sempre la scelta migliore in fase di apertura, e spesso anche per anni successivi.Come funziona il forfettario per SMMIl principio è semplice: il fisco non ti chiede di documentare le spese reali, ma applica un coefficiente forfettario per stimare quanto del tuo fatturato è “vero guadagno” (reddito imponibile). Per gli ATECO 73.11.02 e 70.21.00 il coefficiente è del 78%.Significa che, per il fisco, il 78% di quanto fatturi è considerato reddito; il restante 22% è spese forfettarie automatiche. Su quel 78% si applica l’imposta sostitutiva.Aliquota 5% (start-up) vs 15%Aliquota 5%: per i primi 5 anni di attività, se sei una “nuova attività” (non hai svolto la stessa attività nei 3 anni precedenti, anche come dipendente del cliente attuale)Aliquota 15%: dal 6° anno in poi, oppure se non rispetti i requisiti di start-upEsempio pratico di calcoloImmagina che Giulia, social media manager freelance al primo anno, fatturi 30.000 euro:Fatturato: 30.000 euroReddito imponibile (78%): 23.400 euroImposta sostitutiva al 5%: 1.170 euroContributi INPS Gestione Separata stimati: circa 5.640 euro (sul reddito netto contributi)Netto in tasca: circa 23.190 euroConfronta con il regime ordinario: stessa Giulia in IRPEF avrebbe pagato circa 5.000-6.000 euro di sole imposte. Il vantaggio del forfettario è evidente.Limiti e cause di esclusioneRicavi annui > 85.000 euro (in caso di superamento > 100.000 euro, si esce immediatamente già nell’anno in corso)Spese per dipendenti/collaboratori superiori a 20.000 euro lordiPossesso di partecipazioni in società di persone o controllo di SRL con stessa attivitàRedditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro nell’anno precedente Gestione Separata INPS per Social Media ManagerIl Social Media Manager non ha una cassa professionale dedicata (come avvocati, geometri o medici): rientra nella Gestione Separata INPS, la cassa pensionistica per i lavoratori autonomi senza albo professionale.Aliquote 202626,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (lavoratore autonomo “puro”)24% per chi è già coperto da altra cassa (es. dipendenti che fanno SMM come secondo lavoro, o pensionati)I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (78% del fatturato), entro il massimale annuo (circa 119.650 euro per il 2026).Esempio calcolo contributiMarco, SMM freelance senza altra copertura, fattura 40.000 euro:Reddito imponibile forfettario: 31.200 euro (78% di 40.000)Contributi Gestione Separata: 31.200 × 26,07% = 8.134 euroSuddivisi in saldo + 2 acconti annuali (giugno e novembre)Importante: i contributi INPS sono interamente deducibili dal reddito imponibile l’anno successivo, riducendo l’imposta sostitutiva da pagare.Rivalsa INPS in fatturaI forfettari iscritti alla Gestione Separata possono addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4% al cliente, scritta come voce separata. Esempio: fattura 1.000 euro + rivalsa INPS 40 euro = totale 1.040 euro. Questa rivalsa NON è obbligatoria, ma è una prassi consigliata per non erodere troppo i margini.Servizi tipici e tariffe di mercatoUna delle domande più frequenti dei nuovi Social Media Manager è: “Quanto posso chiedere?”. Le tariffe variano molto in base a esperienza, settore del cliente, complessità dei canali e risultati richiesti. Di seguito i range di mercato 2026 per professionisti freelance in Italia.Strategia social una tantumJunior (0-2 anni esperienza): 500-1.000 euroMid-level (2-5 anni): 1.000-2.000 euroSenior (5+ anni o nicchie verticali): 2.000-3.000+ euroInclude: analisi target e competitor, definizione obiettivi, scelta canali, tone of voice, primo calendario editoriale tipo. È spesso il primo step prima di un retainer mensile.Gestione mensile 1-2 canaliRange tariffario: 500-2.000 euro/meseCosa include tipicamente: 8-15 post/mese, stories settimanali, community management base, reportisticaQuando applicare il prezzo alto: brand consolidato, settori complessi (B2B tech, healthcare, finanza)Gestione mensile 3+ canaliRange tariffario: 1.500-5.000 euro/meseTipicamente per: aziende strutturate, brand premium, multinazionaliServizi inclusi: strategia integrata multicanale, contenuti dedicati per piattaforma, ADS basic, community management completo, report dettagliatiServizi accessoriCreazione singolo post (testo + grafica): 30-150 euroCalendario editoriale mensile: 200-800 euroReportistica mensile: inclusa nel retainer o 100-300 euro extraReel/Short Video: 80-300 euro a videoAudit social profilo: 200-500 euro Il modello retainer: perché convieneIl retainer mensile è il contratto a tariffa fissa con cui un’azienda paga il SMM ogni mese per un pacchetto di servizi predefinito. È il modello di business più sano e redditizio per chi fa social media management freelance, ed è quello consigliato dai professionisti più esperti.Vantaggi del retainer per il freelanceEntrate prevedibili: sai quanto fatturi ogni mese, puoi pianificare investimenti e spese personaliRelazioni durature: lavorando con lo stesso cliente per mesi/anni, conosci a fondo brand, prodotti, audienceRisultati migliori: i social danno frutti nel medio-lungo periodo. Un retainer permette di costruireRiduzione tempo “vendita”: meno tempo speso a cercare nuovi clienti, più tempo per lavorareMargini più alti: i pacchetti pre-strutturati sono più efficienti del lavoro a progettoCome strutturare un buon retainerUn contratto retainer ben fatto deve includere:Numero esatto di output: es. “12 post/mese su Instagram, 8 post LinkedIn, 4 reel”SLA tempi di risposta: quanto tempo per approvazioni, revisioniNumero di revisioni incluse: oltre il limite, costo extraPolitica fuori-scope: lavori extra fatturati a parte (es. lanci speciali, eventi)Durata minima: 3-6 mesi consigliati per dare stabilitàModalità di pagamento: anticipato a inizio mese (consigliato!)Clausola di disdetta: preavviso 30-60 giorni ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B.06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
Conti Correnti e Banche Online, Conti Privati e Cashback, Finanza & Servizi, Promozioni e CashbackPromozioni conti correnti con cashback 2026: lista aggiornataLe banche online e tradizionali offrono regolarmente promozioni per l’apertura di nuovi conti correnti: bonus cashback sull’accredito dello stipendio, interessi sul conto deposito abbinato, rimborsi sugli acquisti con carta. In questa pagina trovi la lista aggiornata delle principali promozioni attive nel 2026 per privati e famiglie, con indicazione dei requisiti e delle modalita’ di accesso.Importante: le promozioni bancarie cambiano frequentemente. Verifica sempre le condizioni aggiornate sul sito ufficiale della banca prima di aprire un conto. Le date di scadenza e gli importi indicati in questa pagina sono aggiornati alla data di pubblicazione.Come funzionano le promozioni cashback sui contiIl termine cashback in ambito bancario indica il rimborso di una percentuale della spesa effettuata con la carta di debito o credito abbinata al conto. Non va confuso con il Cashback di Stato (programma governativo concluso nel 2021), che era un’iniziativa pubblica separata.Le promozioni per l’apertura di un nuovo conto si dividono in tre categorie:Bonus una-tantum — importo fisso (es. 100-200 euro) accreditato dopo l’apertura e il soddisfacimento di requisiti (accredito stipendio, spesa minima con carta, addebito bollette)Cashback percentuale — rimborso ricorrente su acquisti con carta per un periodo limitato (es. 5% sui pagamenti nei primi 3 mesi)Interessi sul conto deposito — tasso di interesse promozionale sul conto deposito abbinato per i primi 6-12 mesiPromozioni BBVA 2026BBVA Italia offre periodicamente bonus per i nuovi clienti che aprono il conto online. Le promozioni tipiche includono:Bonus di benvenuto fino a 100 euro per chi apre il conto e accredita lo stipendio o la pensione entro i termini indicatiCanone zero a vita sul conto corrente baseCarta di debito gratuita inclusa con rimborsi cashback su acquisti selezionatiPer i dettagli aggiornati e le condizioni complete, consulta il sito ufficiale BBVA Italia. La nostra recensione BBVA aggiornata approfondisce le caratteristiche del conto.Promozioni Hello bank! 2026Hello bank! (di BNP Paribas) e’ nota per le sue campagne promozionali con bonus di benvenuto tra i piu’ generosi del mercato. Le offerte tipiche includono:Bonus fino a 150 euro per i nuovi clienti che aprono il conto e soddisfano i requisiti di utilizzo (ad esempio, almeno 5 pagamenti con carta nei primi 3 mesi)Canone annuale gratuito per il primo annoCashback sulle categorie di spesa selezionate (ristorazione, carburante, supermercati)Le promozioni Hello bank! hanno scadenze specifiche e i requisiti cambiano periodicamente. Verifica sempre le condizioni in corso su hellobank.it.Promozioni Crédit Agricole 2026Crédit Agricole (ex Cariparma) propone promozioni di benvenuto per i nuovi correntisti. Le offerte tipiche includono:Bonus fino a 200 euro per chi apre il conto Crédit Agricole e soddisfa i requisiti di utilizzo (accredito stipendio, spesa con carta)Azzeramento del canone per i primi 12 mesiCashback sul carburante e sulla grande distribuzionePer le condizioni aggiornate e le promozioni in corso, consulta credit-agricole.it.Altre promozioni attive nel 2026ING DirectING propone periodicamente il Conto Corrente Arancio con canone gratuito e tasso promozionale sul Conto Deposito Arancio per i primi 12 mesi. I tassi variano in base alle condizioni di mercato BCE. Consulta ing.it per le offerte in corso.N26N26 offre un conto gratuito a vita (N26 Standard) senza promozione una-tantum, ma con vantaggi strutturali come cashback fino al 5% su Booking.com e altri partner selezionati per i piani superiori (N26 You, N26 Metal). Piu’ adatto a chi viaggia o usa servizi digitali frequentemente.RevolutRevolut Standard e’ gratuito e offre cashback occasionale tramite la funzione “Perks” (offerte personalizzate da merchant partner). Non prevede un bonus di apertura fisso, ma offre vantaggi strutturali sul cambio valuta per chi viaggia o acquista in valuta estera. Leggi la recensione Revolut Business per l’uso professionale.Come valutare una promozione: 5 domande da porsiPrima di aprire un conto per il bonus, e’ utile valutare la promozione in modo critico:Qual e’ il canone dopo il periodo promozionale? Un conto gratuito per 12 mesi con canone successivo di 10 euro/mese costa 120 euro l’anno; se il bonus e’ 100 euro, il saldo netto e’ negativo.Devo accreditare lo stipendio? Se la promo e’ condizionata all’accredito stipendio, devo cambiare il conto principale. E’ una scelta piu’ impegnativa.Quanto tempo ho per soddisfare i requisiti? Alcune promo hanno finestre brevissime (30-60 giorni).Il bonus e’ tassabile? I bonus bancari sono soggetti a ritenuta alla fonte del 26% prima dell’accredito (tassazione su rendimenti finanziari).Ci sono costi nascosti? Verificare commissioni su prelievi ATM, bonifici, canone carta.Tassazione dei bonus bancariUn aspetto spesso trascurato: i bonus bancari di benvenuto sono considerati dal Fisco italiano come proventi finanziari e soggetti a ritenuta alla fonte del 26% (art. 26 DPR 600/1973). Questo significa che se una banca comunica un bonus di 100 euro, l’importo effettivamente accreditato sara’ di circa 74 euro (100 euro al netto della ritenuta del 26%). Le banche devono comunicare questi proventi e applicare la ritenuta prima dell’accredito.Confronto conti correnti privatiPer una visione completa dei conti correnti per privati con cashback e promozioni, consulta la nostra guida ai conti correnti privati con cashback 2026, dove trovi il confronto strutturale tra i principali conti (non solo le promozioni temporanee ma le caratteristiche permanenti).Domande frequentiPosso aprire piu’ conti per incassare piu’ bonus?Si’, non esiste un divieto legale ad aprire piu’ conti correnti contemporaneamente in Italia. Alcune banche tuttavia prevedono che la promozione sia valida solo per chi non e’ gia’ stato cliente negli ultimi 12-24 mesi. I bonus vanno dichiarati se derivanti da rapporti finanziari (la ritenuta viene applicata dalla banca, quindi per la dichiarazione dei redditi non c’e’ solitamente un obbligo aggiuntivo per il correntista).Il cashback sugli acquisti con carta e’ tassabile?Il cashback sulle carte di pagamento in percentuale sugli acquisti e’ generalmente trattato, secondo l’orientamento prevalente, come uno sconto sul prezzo d’acquisto piuttosto che come un provento finanziario imponibile. Tuttavia la materia non e’ del tutto univoca: in caso di importi significativi o se ricevuto nell’ambito di un’attivita’ d’impresa, e’ consigliabile verificare con il proprio commercialista. I bonus una-tantum di benvenuto, invece, sono soggetti alla ritenuta del 26% come indicato sopra.Dove posso monitorare le promozioni bancarie aggiornate?Le principali fonti per monitorare le promozioni bancarie attive in Italia sono: i siti ufficiali delle banche, i comparatori come Facile.it e Segugio.it (per conti correnti), e i forum di utenti specializzati come FinancialMente e Pianificazione Finanziaria. Questa pagina viene aggiornata periodicamente con le promo piu’ significative.Luglio 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-12 17:00:002026-09-27 09:52:26Promozioni conti correnti con cashback 2026: lista aggiornata
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Social Media Manager 2026: Apertura, Regime Forfettario e TasseAprire la partita IVA come Social Media Manager nel 2026 è uno degli ingressi più scelti tra i professionisti digitali italiani. Con oltre 43 milioni di utenti social attivi nel nostro Paese e budget aziendali in continua crescita per la comunicazione online, le aziende cercano figure capaci di trasformare i canali social in veri strumenti di business. In questa guida completa scoprirai come aprire la partita IVA SMM, quale codice ATECO scegliere, come funziona il regime forfettario al 78% di redditività, quali sono i contributi alla Gestione Separata INPS e come strutturare tariffe e contratti per crescere senza errori fiscali.Il Social Media Manager è una professione digitale ad alto volume di ricerche, complementare ma distinta da copywriter e SEO specialist. Se gestisci profili Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook, YouTube, X o Pinterest per aziende, brand personali o e-commerce, questa guida ti accompagnerà passo-passo nell’apertura e gestione corretta della tua attività freelance.Indice dei contenutiChi è il Social Media ManagerDifferenze con copywriter, social specialist, community managerRequisiti pratici e certificazioni SMMCodice ATECO Social Media Manager 2026Regime forfettario al 78% di redditivitàGestione Separata INPS per Social Media ManagerServizi tipici e tariffe di mercatoIl modello retainer: perché convieneFatturazione B2B e clienti esteriDiritto d’autore e account ownershipPiattaforme di pagamento e contenuti sponsorizzatiTools indispensabili per SMM freelanceFreelance vs agenzia socialEsempi di calcolo tasse: 25K, 45K, 70KCome trovare clienti SMMFAQ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il Social Media ManagerIl Social Media Manager (SMM) è il professionista che gestisce in modo strategico e operativo la presenza di un brand sui canali social. Non è un semplice “operatore” che pubblica contenuti: è il responsabile della strategia, della crescita organica, dell’engagement e dei risultati di business legati al social.Le sue attività quotidiane includono:Definizione strategia social: obiettivi, target, posizionamento, tone of voicePianificazione editoriale: calendario contenuti settimanale o mensileCreazione contenuti: testi, grafica (con tool come Canva), video brevi, reel, storiesPubblicazione e schedulazione: post, story, video, diretteCommunity management: risposta a commenti, DM, recensioniMonitoraggio KPI: reach, engagement rate, follower growth, conversioniReportistica mensile: analisi performance e suggerimenti strategiciCoordinamento con copywriter, grafici, videomaker, ADS specialistLe piattaforme principali su cui lavora un SMM nel 2026 sono Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook, YouTube, X (ex Twitter) e Pinterest. Ogni piattaforma ha logiche, formati e audience differenti: per questo molti SMM si specializzano in 1-2 social, pur conoscendo le basi di tutti. Differenze con copywriter, social specialist, community managerUna delle confusioni più comuni nel mondo digitale riguarda i confini tra le figure professionali. Capirle bene è importante non solo per posizionarti correttamente sul mercato, ma anche per scegliere il giusto codice ATECO ed evitare di vendere servizi che vanno oltre il tuo perimetro.Social Media Manager vs CopywriterIl copywriter scrive testi persuasivi (headline, articoli, landing page, e-mail). Il SMM usa anche testi, ma il suo lavoro principale è strategico e visivo: ragiona in termini di formati social, hashtag, trending topic, calendario editoriale. Un SMM può scrivere caption, ma non è il suo focus principale. Se vuoi approfondire il profilo gemello, puoi leggere la nostra guida alla Partita IVA Copywriter, Consulente SEO e Digital Marketing 2026.Social Media Manager vs Social Media SpecialistIl Social Media Specialist (o “social executor”) è la figura operativa che esegue ciò che lo SMM ha pianificato: pubblica i post, programma le stories, risponde ai commenti. È spesso un ruolo junior o di supporto. Il Social Media Manager, invece, ha responsabilità strategica e di rendicontazione dei risultati. In agenzia esistono entrambe le figure; come freelance, l’SMM in genere copre tutto, ma può delegare parti operative a collaboratori.Social Media Manager vs Community ManagerIl Community Manager è specializzato nell’interazione con la community: risponde ai commenti, gestisce gruppi Facebook, modera discussioni, coltiva relazioni con i fan più attivi. Lo SMM ingloba spesso questa attività, ma per brand grandi sono ruoli distinti.Social Media Manager vs Social ADS SpecialistIl Social ADS Specialist (o Meta Ads Specialist, TikTok Ads, LinkedIn Ads) si occupa esclusivamente di campagne pubblicitarie a pagamento: creazione, ottimizzazione, scaling. Lo SMM lavora prevalentemente sull’organico; molti SMM offrono anche servizi ADS base, ma le grandi campagne richiedono uno specialist dedicato. Requisiti pratici e certificazioni SMMIl Social Media Manager non è una professione regolamentata: non esiste un albo, non serve un’abilitazione di Stato e nessun titolo di studio è obbligatorio per esercitare. Questo significa che chiunque può aprire partita IVA come SMM, ma significa anche che il mercato giudica i risultati, non i diplomi.I requisiti pratici che fanno davvero la differenza nella scelta da parte dei clienti sono:Portfolio account gestiti: account reali con metriche di crescita, contenuti pubblicati, casi studio. È il “biglietto da visita” più importanteCertificazioni ufficiali: Meta Blueprint (la certificazione di Meta per Facebook/Instagram/WhatsApp), TikTok Academy, LinkedIn Learning (corsi e certificati LinkedIn), Google Digital GarageConoscenza dei KPI social: engagement rate, reach, impressioni, CTR, CPM, conversion rateTool di gestione: padronanza di almeno uno tra Hootsuite, Buffer, Later, Sprout SocialCapacità grafiche e video editing base: Canva, CapCut, InShotCultura digitale e trend awareness: capacità di intercettare trending topic e adattarli al brandSuggerimento pratico: prima di aprire partita IVA, costruisci un portfolio con almeno 2-3 account gestiti (anche personali, di amici imprenditori, di no-profit). Documenta crescita follower, engagement rate e conversioni ottenute. Questo accorcerà drasticamente i tempi per acquisire i primi clienti paganti.Codice ATECO Social Media Manager 2026Il codice ATECO è il codice che identifica l’attività economica che svolgi e va comunicato all’Agenzia delle Entrate al momento dell’apertura partita IVA. Per il Social Media Manager esistono due opzioni principali, entrambe corrette a seconda del tipo di servizi prevalenti.ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketingÈ il codice più consigliato per chi gestisce strategicamente i social di un brand puntando a obiettivi di marketing (lead, vendite, awareness). Include la pianificazione di campagne, calendari editoriali, coordinamento di contenuti orientati ai risultati commerciali.Codice: 73.11.02Descrizione: Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitariCoefficiente redditività forfettario: 78%Quando sceglierlo: se il tuo lavoro principale è strategia + gestione orientata al businessATECO 70.21.00 – Pubbliche relazioni e comunicazionePiù adatto se il tuo focus è la comunicazione corporate, la gestione della reputazione online, il personal branding di figure pubbliche, le relazioni con community e stakeholder.Codice: 70.21.00Descrizione: Pubbliche relazioni e comunicazioneCoefficiente redditività forfettario: 78%Quando sceglierlo: se ti occupi di personal branding, brand reputation, comunicazione istituzionaleEntrambi i codici hanno lo stesso coefficiente di redditività forfettario (78%) e gli stessi adempimenti contributivi, quindi sotto il profilo fiscale sono equivalenti. La scelta dipende dalla descrizione che meglio rappresenta la tua attività prevalente. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti nella scelta in fase di apertura. Regime forfettario al 78% di redditivitàIl regime forfettario è il regime fiscale agevolato pensato per partite IVA con ricavi annui non superiori a 85.000 euro. Per i Social Media Manager con codici ATECO 73.11.02 o 70.21.00 è quasi sempre la scelta migliore in fase di apertura, e spesso anche per anni successivi.Come funziona il forfettario per SMMIl principio è semplice: il fisco non ti chiede di documentare le spese reali, ma applica un coefficiente forfettario per stimare quanto del tuo fatturato è “vero guadagno” (reddito imponibile). Per gli ATECO 73.11.02 e 70.21.00 il coefficiente è del 78%.Significa che, per il fisco, il 78% di quanto fatturi è considerato reddito; il restante 22% è spese forfettarie automatiche. Su quel 78% si applica l’imposta sostitutiva.Aliquota 5% (start-up) vs 15%Aliquota 5%: per i primi 5 anni di attività, se sei una “nuova attività” (non hai svolto la stessa attività nei 3 anni precedenti, anche come dipendente del cliente attuale)Aliquota 15%: dal 6° anno in poi, oppure se non rispetti i requisiti di start-upEsempio pratico di calcoloImmagina che Giulia, social media manager freelance al primo anno, fatturi 30.000 euro:Fatturato: 30.000 euroReddito imponibile (78%): 23.400 euroImposta sostitutiva al 5%: 1.170 euroContributi INPS Gestione Separata stimati: circa 5.640 euro (sul reddito netto contributi)Netto in tasca: circa 23.190 euroConfronta con il regime ordinario: stessa Giulia in IRPEF avrebbe pagato circa 5.000-6.000 euro di sole imposte. Il vantaggio del forfettario è evidente.Limiti e cause di esclusioneRicavi annui > 85.000 euro (in caso di superamento > 100.000 euro, si esce immediatamente già nell’anno in corso)Spese per dipendenti/collaboratori superiori a 20.000 euro lordiPossesso di partecipazioni in società di persone o controllo di SRL con stessa attivitàRedditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro nell’anno precedente Gestione Separata INPS per Social Media ManagerIl Social Media Manager non ha una cassa professionale dedicata (come avvocati, geometri o medici): rientra nella Gestione Separata INPS, la cassa pensionistica per i lavoratori autonomi senza albo professionale.Aliquote 202626,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (lavoratore autonomo “puro”)24% per chi è già coperto da altra cassa (es. dipendenti che fanno SMM come secondo lavoro, o pensionati)I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (78% del fatturato), entro il massimale annuo (circa 119.650 euro per il 2026).Esempio calcolo contributiMarco, SMM freelance senza altra copertura, fattura 40.000 euro:Reddito imponibile forfettario: 31.200 euro (78% di 40.000)Contributi Gestione Separata: 31.200 × 26,07% = 8.134 euroSuddivisi in saldo + 2 acconti annuali (giugno e novembre)Importante: i contributi INPS sono interamente deducibili dal reddito imponibile l’anno successivo, riducendo l’imposta sostitutiva da pagare.Rivalsa INPS in fatturaI forfettari iscritti alla Gestione Separata possono addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4% al cliente, scritta come voce separata. Esempio: fattura 1.000 euro + rivalsa INPS 40 euro = totale 1.040 euro. Questa rivalsa NON è obbligatoria, ma è una prassi consigliata per non erodere troppo i margini.Servizi tipici e tariffe di mercatoUna delle domande più frequenti dei nuovi Social Media Manager è: “Quanto posso chiedere?”. Le tariffe variano molto in base a esperienza, settore del cliente, complessità dei canali e risultati richiesti. Di seguito i range di mercato 2026 per professionisti freelance in Italia.Strategia social una tantumJunior (0-2 anni esperienza): 500-1.000 euroMid-level (2-5 anni): 1.000-2.000 euroSenior (5+ anni o nicchie verticali): 2.000-3.000+ euroInclude: analisi target e competitor, definizione obiettivi, scelta canali, tone of voice, primo calendario editoriale tipo. È spesso il primo step prima di un retainer mensile.Gestione mensile 1-2 canaliRange tariffario: 500-2.000 euro/meseCosa include tipicamente: 8-15 post/mese, stories settimanali, community management base, reportisticaQuando applicare il prezzo alto: brand consolidato, settori complessi (B2B tech, healthcare, finanza)Gestione mensile 3+ canaliRange tariffario: 1.500-5.000 euro/meseTipicamente per: aziende strutturate, brand premium, multinazionaliServizi inclusi: strategia integrata multicanale, contenuti dedicati per piattaforma, ADS basic, community management completo, report dettagliatiServizi accessoriCreazione singolo post (testo + grafica): 30-150 euroCalendario editoriale mensile: 200-800 euroReportistica mensile: inclusa nel retainer o 100-300 euro extraReel/Short Video: 80-300 euro a videoAudit social profilo: 200-500 euro Il modello retainer: perché convieneIl retainer mensile è il contratto a tariffa fissa con cui un’azienda paga il SMM ogni mese per un pacchetto di servizi predefinito. È il modello di business più sano e redditizio per chi fa social media management freelance, ed è quello consigliato dai professionisti più esperti.Vantaggi del retainer per il freelanceEntrate prevedibili: sai quanto fatturi ogni mese, puoi pianificare investimenti e spese personaliRelazioni durature: lavorando con lo stesso cliente per mesi/anni, conosci a fondo brand, prodotti, audienceRisultati migliori: i social danno frutti nel medio-lungo periodo. Un retainer permette di costruireRiduzione tempo “vendita”: meno tempo speso a cercare nuovi clienti, più tempo per lavorareMargini più alti: i pacchetti pre-strutturati sono più efficienti del lavoro a progettoCome strutturare un buon retainerUn contratto retainer ben fatto deve includere:Numero esatto di output: es. “12 post/mese su Instagram, 8 post LinkedIn, 4 reel”SLA tempi di risposta: quanto tempo per approvazioni, revisioniNumero di revisioni incluse: oltre il limite, costo extraPolitica fuori-scope: lavori extra fatturati a parte (es. lanci speciali, eventi)Durata minima: 3-6 mesi consigliati per dare stabilitàModalità di pagamento: anticipato a inizio mese (consigliato!)Clausola di disdetta: preavviso 30-60 giorni ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATOAssegno Unico per Figli Maggiorenni 2026: Requisiti, Importi e Cosa Fare al Compimento dei 18 AnniASSEGNO UNICO UNIVERSALEIndice dei ContenutiCos’e’ l’Assegno Unico e Universale per i FigliAssegno Unico Maggiorenni: a Chi SpettaI 5 Requisiti per i Figli Tra 18 e 21 AnniImporti Assegno Unico Maggiorenni 2026Maggiorazioni Disponibili per Figli MaggiorenniCosa Succede al Compimento dei 18 Anni: Guida PraticaCome Fare Domanda per l’Assegno Unico con Figli MaggiorenniISEE e Assegno Unico: Come Incide sull’ImportoFigli Disabili: Assegno Unico Senza Limiti di Eta’Domande Frequenti sull’Assegno Unico per MaggiorenniL’assegno unico per figli maggiorenni e’ una delle componenti meno conosciute dell’Assegno Unico e Universale (AUU), il sussidio mensile introdotto dal D.Lgs. 230/2021 che ha rivoluzionato il sistema di sostegno alle famiglie italiane. Molti genitori credono che il beneficio si interrompa automaticamente quando il figlio compie 18 anni, ma non e’ così’: in presenza di determinate condizioni, l’assegno unico continua a essere erogato fino ai 21 anni. Capire quando spetta, per quale importo e cosa fare concretamente al compimento dei 18 anni e’ fondamentale per non perdere un contributo a cui si ha pieno diritto.In questa guida completa trovi tutte le risposte: i requisiti 2026, gli importi aggiornati per figli maggiorenni, le maggiorazioni previste e la procedura per gestire correttamente la pratica INPS. Se hai un figlio che si avvicina ai 18 anni oppure che li ha già’ compiuti, questa guida e’ scritta apposta per te.Cos’e’ l’Assegno Unico e Universale per i FigliPrima di entrare nel dettaglio dei figli maggiorenni, e’ utile ricordare brevemente cos’e’ l’Assegno Unico e Universale. Si tratta di un sostegno economico mensile introdotto con il D.Lgs. 230/2021 ed erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico. Il termine universale indica che spetta a prescindere dalla situazione lavorativa dei genitori: dipendenti, autonomi, disoccupati e inattivi hanno tutti diritto all’assegno, purche’ rispettino i requisiti di residenza e fiscali previsti dalla legge.L’importo dell’assegno unico varia in base all’ISEE del nucleo familiare e al numero di figli. Per il 2026, per i figli minorenni, il range va da un minimo di 58,30 euro mensili per figlio (senza ISEE o con ISEE oltre 46.582,71 euro) a un massimo di 203,80 euro mensili per figlio per le famiglie con ISEE fino a 17.468,51 euro. Tra questi due estremi esiste una scala progressiva: più basso è l’ISEE, più alto è l’importo ricevuto.L’assegno unico ha sostituito, a partire dal 1 marzo 2022, una serie di misure precedenti come gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF), le detrazioni fiscali per i figli under 21 e il Bonus bebbe’. Questo ha semplificato notevolmente il panorama dei sostegni familiari, concentrando tutto in un’unica prestazione gestita dall’INPS. Per approfondire cosa e’ rimasto degli ANF per alcune categorie specifiche, puoi leggere la nostra guida su ANF 2026: cosa resta dopo l’Assegno Unico. Assegno Unico Maggiorenni: a Chi SpettaLa regola generale e’ semplice: l’assegno unico spetta per tutti i figli minorenni a carico, senza necessita’ di soddisfare condizioni particolari. La situazione cambia quando il figlio raggiunge i 18 anni. In questo caso, il beneficio non si interrompe automaticamente, ma continua solo se il figlio maggiorenne soddisfa almeno uno dei requisiti previsti dall’articolo 4 del D.Lgs. 230/2021, fino al limite dei 21 anni di eta’.È importante chiarire subito che l’assegno unico per figli maggiorenni viene corrisposto in misura ridotta rispetto a quello per i minorenni. Questo non significa però’ che la cifra sia trascurabile: per molte famiglie, continuare a ricevere il contributo anche tra i 18 e i 21 anni del figlio rappresenta un aiuto concreto e significativo. La questione e’ quindi fondamentale: molti genitori, per mancanza di informazioni, non aggiornano la domanda INPS e perdono un beneficio a cui avrebbero diritto. I 5 Requisiti per i Figli Tra 18 e 21 AnniPerché’ un figlio maggiorenne tra i 18 e i 21 anni possa continuare a dare diritto all’assegno unico, deve trovarsi in almeno una delle seguenti condizioni. Queste condizioni sono tassative: al di fuori di esse, il beneficio cessa al compimento del diciottesimo anno di eta’.Frequenta un corso di formazione scolastica o professionale — rientrano in questa categoria le scuole superiori, l’universita’, i corsi ITS (Istituti Tecnici Superiori), le accademie, i conservatori, i corsi di formazione professionale regionali e tutte le forme di istruzione riconosciute.Svolge un tirocinio o un’altra misura di orientamento al lavoro — i tirocini formativi extracurriculari e le misure simili rientrano in questa voce.Svolge un’attività’ lavorativa con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro — se il figlio lavora ma guadagna meno di 8.000 euro annui, il beneficio viene mantenuto. Il limite di 8.000 euro riguarda il reddito complessivo del figlio, non del nucleo familiare.E’ registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego (centri per l’impiego) — anche in questo caso il diritto all’assegno e’ preservato, a patto che la registrazione sia attiva e aggiornata.Svolge il servizio civile universale — i giovani impegnati nel servizio civile nazionale mantengono il diritto all’assegno unico fino ai 21 anni.Un caso a parte riguarda i figli con disabilita’: per loro l’assegno unico spetta senza limiti di eta’ e con importi maggiorati, indipendentemente dal soddisfacimento delle condizioni sopra elencate.Vediamo un esempio pratico: immagina che Marco compia 18 anni a settembre 2026 ed e’ iscritto all’universita’. I suoi genitori continuano a ricevere l’assegno unico maggiorenni perché’ Marco frequenta un percorso di istruzione. Se invece Marco lasciasse gli studi e trovasse un lavoro con un reddito superiore a 8.000 euro annui, il beneficio cesserebbe. Importi Assegno Unico Maggiorenni 2026Gli importi dell’assegno unico per figli maggiorenni nel 2026 sono ridotti rispetto a quelli per i minorenni. Si tratta di una scelta normativa che tiene conto del fatto che i figli tra 18 e 21 anni hanno spesso una maggiore autonomia economica. Ecco i valori vigenti per il 2026 (Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1):ISEE del nucleo familiareImporto mensile per figlio maggiorenne (18-20 anni)Fino a 17.468,51 euro99,10 euroISEE di 20.000 euro92,90 euroISEE di 25.000 euro80,80 euroISEE di 30.000 euro68,90 euroISEE di 35.000 euro56,90 euroISEE di 40.000 euro44,60 euroOltre 46.582,71 euro (o senza ISEE)29,10 euroCome puoi notare, anche l’assegno unico per figli maggiorenni segue una logica progressiva legata all’ISEE: più’ basso e’ il reddito familiare, più’ alto e’ l’importo ricevuto. Una famiglia con ISEE fino a 17.468,51 euro riceve 99,10 euro al mese per ogni figlio maggiorenne tra i 18 e i 21 anni, che su base annua significa quasi 1.200 euro di contributo. Una cifra tutt’altro che trascurabile, soprattutto per i nuclei con più’ figli.Vale la pena confrontare questi importi con quelli per i figli minorenni: nel 2026, il range va da 203,80 euro (con ISEE fino a 17.468,51 euro) a 58,30 euro (senza ISEE o con ISEE oltre 46.582,71 euro). La riduzione per i maggiorenni è significativa, ma non azzera il beneficio. Il passaggio avviene automaticamente nel mese successivo al diciottesimo compleanno, a patto che siano soddisfatti i requisiti. Maggiorazioni Disponibili per Figli MaggiorenniOltre all’importo base, e’ possibile ricevere delle maggiorazioni che aumentano il contributo mensile. Non tutte le maggiorazioni previste per i minorenni si applicano anche ai maggiorenni, ma alcune si mantengono anche per i figli tra 18 e 21 anni.Attenzione a un errore diffuso: la maggiorazione per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano (fino a 34,90 euro mensili per figlio nel 2026, decrescente con l’ISEE e azzerata oltre 46.582,71 euro) spetta solo per i figli minorenni. Per i figli tra 18 e 21 anni non è prevista.MaggiorazioneImporto mensileRequisitoEntrambi i genitori lavoratoriFino a 34,90 euro per figlioSolo per figli minorenni: non spetta tra 18 e 21 anniFamiglie numerose (4+ figli)150 euro al mese per nucleoImporto forfettario per nuclei con almeno 4 figli a carico (non per figlio)Madri under 2123,30 euro per figlioLa madre del figlio ha meno di 21 anniFiglio con disabilità under 2199,10 euro (media), 110,60 euro (grave), 122,30 euro (non autosufficienza)Fino a 21 anni; importo fisso, non dipende dall’ISEE. Oltre i 21 anni resta l’assegno base, senza limiti di etàAttenzione alla maggiorazione per famiglie numerose (nuclei con almeno 4 figli a carico): è un importo forfettario di 150 euro al mese per l’intero nucleo, non per singolo figlio. Se i figli a carico scendono sotto quattro, per esempio perché il più grande compie 21 anni o non soddisfa più i requisiti, la maggiorazione non spetta più. Cosa Succede al Compimento dei 18 Anni: Guida PraticaIl compimento dei 18 anni del figlio e’ il momento più’ delicato nella gestione dell’assegno unico maggiorenni. La prima cosa da sapere e’ che l’INPS riduce automaticamente l’importo dell’assegno nel mese successivo al diciottesimo compleanno. Questa riduzione e’ automatica: non devi fare nulla per segnalare il compleanno del figlio. Tuttavia, la riduzione avviene in ogni caso, anche se il figlio soddisfa i requisiti per il mantenimento del beneficio. Questo può’ generare confusione: i genitori vedono l’importo scendere e pensano di aver perso del tutto l’assegno, quando invece il ridimensionamento e’ fisiologico.La vera questione critica e’ un’altra: se il figlio maggiorenne soddisfa uno dei 5 requisiti elencati in precedenza (studio, tirocinio, lavoro sotto soglia, disoccupazione registrata, servizio civile), il genitore deve comunicarlo all’INPS. Senza questo aggiornamento della domanda, l’assegno per quel figlio si interrompe (Circolare INPS n. 7/2026). Ecco perché’ e’ fondamentale agire tempestivamente.Un’altra conseguenza del compimento dei 18 anni riguarda le detrazioni fiscali per figli a carico. I figli fino a 21 anni non danno diritto a detrazioni fiscali nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi), perché’ il sistema dell’Assegno Unico le ha sostituite. I figli maggiori di 21 anni a carico, invece, danno diritto a una detrazione di 950 euro annui per figlio.Per ulteriori informazioni sui bonus e agevolazioni per famiglie nel 2026, puoi consultare la nostra guida completa su bonus e agevolazioni famiglie 2026.Come Fare Domanda per l’Assegno Unico con Figli MaggiorenniLa procedura per la domanda dell’assegno unico con figli maggiorenni segue lo stesso iter di quella per i minorenni, ma con alcune particolarita’. Il principio di fondo e’ che la domanda rimane unica per tutto il nucleo familiare: non e’ necessario presentare una nuova richiesta ogni volta che un figlio compie 18 anni, ma e’ necessario aggiornare le informazioni relative alla condizione del figlio.Se stai presentando la domanda per la prima volta e tra i tuoi figli c’e’ un maggiorenne tra i 18 e i 21 anni, dovrai indicare la sua condizione (studente, lavoratore con reddito sotto soglia, ecc.) direttamente nel modulo di domanda INPS. I dati richiesti includono la composizione del nucleo familiare, il luogo di residenza e l’IBAN per il pagamento.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione e l’aggiornamento della domanda di assegno unico, sia in ufficio che online. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla raccolta dei documenti necessari alla verifica della condizione del figlio, garantendo che la pratica venga presentata correttamente e che non vengano persi mesi di contributo. Scopri tutti i bonus maternita’ e famiglia a Udine e in FVG.Hai bisogno di assistenza per la domanda di assegno unico figli maggiorenni? Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Il servizio e’ disponibile sia in ufficio a Udine che online, in tutta Italia. ISEE e Assegno Unico: Come Incide sull’ImportoL’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e’ il parametro fondamentale che determina l’importo dell’assegno unico, sia per i minorenni che per i maggiorenni. Capire come funziona e quando aggiornarlo e’ essenziale per ricevere il contributo corretto.L’ISEE ha validità’ annuale: si calcola tra gennaio e dicembre di ogni anno. Per ricevere l’importo pieno (commisurato al proprio reddito) e’ necessario presentare un ISEE aggiornato all’INPS. Se non si presenta l’ISEE, si riceve automaticamente solo l’importo minimo. Presentare l’ISEE può’ fare una differenza sostanziale: per una famiglia con ISEE basso, la differenza tra presentarlo e non presentarlo vale fino a 70 euro in più al mese per figlio maggiorenne (99,10 euro invece di 29,10).È importante sapere che l’ISEE deve essere rinnovato ogni anno. Se non si aggiorna, l’assegno viene ridotto all’importo minimo a partire da marzo di ogni anno. Per ricevere gli arretrati a partire da marzo, è necessario presentare l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno dell’anno di riferimento. Dopo questa data, si perdono gli arretrati dei mesi precedenti.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella elaborazione e presentazione del modello ISEE, verificando che tutti i dati siano corretti. Per saperne di più’, consulta la nostra guida sull’ISEE a Udine: come calcolarlo con il CAF Centro Fiscale. Leggi anche le considerazioni specifiche sulle famiglie separate nella nostra guida sull’ISEE dopo separazione.Figli Disabili: Assegno Unico Senza Limiti di Eta’Un capitolo a parte meritano i figli con disabilita’. La normativa prevede per loro una disciplina decisamente più’ favorevole: l’assegno unico spetta senza limiti di eta’ e senza la necessita’ di soddisfare le condizioni previste per i figli maggiorenni. Che il figlio abbia 20, 30 o 50 anni, se e’ riconosciuto come disabile continua ad aver diritto all’assegno.Oltre all’assegno base, per i figli con disabilita’ sono previste maggiorazioni specifiche che variano in base alla gravità della condizione, ma non in base all’ISEE (valori 2026, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1):Assegno base per i figli con disabilità di qualsiasi età: stesso importo previsto per i figli minorenni, da 203,80 euro (ISEE fino a 17.468,51 euro) a 58,30 euro al mese (ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE)99,10 euro mensili in più per figli under 21 con disabilità media110,60 euro mensili in più per figli under 21 con disabilità grave122,30 euro mensili in più per figli under 21 non autosufficientiQueste maggiorazioni si aggiungono all’importo base dell’assegno. Una famiglia con un figlio di 19 anni con disabilità grave e ISEE fino a 17.468,51 euro riceve quindi 203,80 + 110,60 = 314,40 euro al mese per quel figlio, un aiuto concreto per il nucleo familiare. Per richiedere le maggiorazioni per disabilita’ e’ necessario che il figlio sia già’ in possesso del riconoscimento ufficiale di disabilita’.FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale) Domande Frequenti sull’Assegno Unico per MaggiorenniHai altri dubbi sull’assegno unico per figli maggiorenni? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione per rispondere a tutte le tue domande e per assisterti nella gestione della pratica INPS. Ogni situazione familiare e’ diversa: la condizione del figlio, il livello di ISEE, l’eventuale disabilita’ e la struttura del nucleo familiare influenzano l’importo finale. Affidarsi a un esperto e’ il modo migliore per essere certi di ricevere tutto cio’ a cui si ha diritto.Hai bisogno di assistenza per la gestione dell’assegno unico maggiorenni? Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda INPS. Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-11 18:23:222026-09-30 09:16:55Assegno Unico per Figli Maggiorenni 2026: Requisiti, Importi e Cosa Fare al Compimento dei 18 Anni
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPIDHai aderito alla Rottamazione quinquies ma non riesci a trovare i tuoi moduli di pagamento? Hai perso la lettera inviata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione o semplicemente non ricordi dove hai messo i bollettini? Non preoccuparti: esistono diverse modalità per recuperare online i moduli di pagamento della rottamazione, anche senza avere lo SPID. In questa guida ti spieghiamo come fare, passo dopo passo.Cos’è la Rottamazione quinquies e perché i moduli sono fondamentaliLa Rottamazione quinquies è la quinta edizione della cosiddetta «definizione agevolata delle cartelle esattoriali», introdotta dalla Legge n. 199/2025, poi integrata e modificata dal D.L. 38/2026 (convertito con Legge n. 88/2026). In parole semplici, si tratta di una misura che permette ai contribuenti di estinguere i debiti fiscali iscritti a ruolo pagando solo la quota capitale ed eliminando sanzioni, interessi di mora e aggi di riscossione.La misura riguarda i carichi affidati all’Agente della Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. I contribuenti che hanno presentato domanda di adesione hanno ricevuto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ADER) — entro il 30 giugno 2026 — la «Comunicazione delle somme dovute» con l’importo da pagare e i moduli (bollettini) per effettuare i versamenti.Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di circa 9 anni (prima rata il 31 luglio 2026, ultima rata il 31 maggio 2035). Per il pagamento rateale si applicano interessi al tasso del 3% annuo, calcolati a partire dal 1° agosto 2026. Ogni rata ha un bollettino associato con il codice di pagamento. Questi bollettini sono essenziali: senza di essi non è possibile pagare correttamente, rischiando di perdere i benefici della rottamazione e incorrere nella decadenza dal piano. Perché puoi perdere i moduli di pagamentoI motivi per cui un contribuente si trova senza i moduli di pagamento sono diversi e molto comuni:La lettera cartacea è andata persa o smarrita durante un trasloco o semplicemente non si ricorda più dove è stata messa.La comunicazione è stata inviata a un indirizzo non aggiornato nei registri dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Non si è ricevuta la PEC (nel caso in cui si sia comunicato un indirizzo di posta certificata) o la si è cancellata per errore.Il computer si è rotto o si è formattato il dispositivo su cui erano salvati i file PDF dei bollettini.Si è cambiato account email e non si riesce più ad accedere ai vecchi messaggi.Fortunatamente, in tutti questi casi è possibile recuperare i moduli di pagamento online, anche senza disporre di credenziali SPID, CIE o CNS. Come recuperare i moduli senza SPID: il servizio ADER dedicatoL’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha predisposto un servizio dedicato al recupero dei documenti della rottamazione, accessibile anche da chi non possiede lo SPID, la CIE (Carta d’Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Si tratta di un’area web pubblica che richiede solo il codice fiscale e alcuni dati identificativi di base. Procedura passo-passo per recuperare i moduli senza SPIDEcco come procedere concretamente:Vai sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione: www.agenziaentrateriscossione.gov.itNella home page, cerca la sezione dedicata alla «Definizione agevolata» o utilizza la barra di ricerca del sito digitando «rottamazione quinquies».Accedi alla pagina della Rottamazione quinquies e cerca il link «Documenti senza accesso» o equivalente (il servizio permette di scaricare la comunicazione delle somme dovute senza autenticazione).Il sistema ti chiederà di inserire il tuo codice fiscale e, per confermare la tua identità, uno dei seguenti dati:il numero di cartella oppureil codice documento riportato nella comunicazione originale, oppurein alcuni casi, la data di nascita e il cap di residenzaDopo la verifica dei dati inseriti, il sistema genera e ti mostra i moduli PDF con i bollettini di pagamento, che puoi scaricare e stampare o utilizzare per pagare tramite i canali telematici.Importante: il servizio senza autenticazione SPID è pensato proprio per garantire l’accessibilità a tutti i contribuenti, comprese le persone anziane o chi non ha ancora attivato le credenziali digitali. Tuttavia, ti consigliamo di avere a portata di mano la comunicazione originale di accoglimento della domanda (se ancora disponibile), perché potrebbe contenere il codice documento necessario.Accesso con SPID, CIE o CNS: la via dell’area riservataSe invece possiedi lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), la CIE o la CNS, puoi accedere all’area riservata del sito ADER per una gestione ancora più completa della tua posizione debitoria. Tramite l’area riservata puoi:Visualizzare l’intera situazione debitoria in tempo realeScaricare tutti i moduli di pagamento delle rate ancora da saldareVerificare lo stato dei pagamenti già effettuatiControllare se sei in regola con le scadenze e se non sei incorso in decadenza dal pianoRichiedere eventuali rettifiche o chiarimenti sulla propria posizioneSe non hai ancora lo SPID, considera di attivarlo: è gratuito, richiede circa 15-20 minuti e ti permetterà di accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione italiana. I provider accreditati per il rilascio dello SPID sono ad esempio PosteID (tramite l’app Poste), Namirial, Aruba, Infocert e altri. Puoi attivarlo anche tramite la tua banca se offre questo servizio. Le scadenze delle rate della Rottamazione quinquies nel 2026Prima di metterti a cercare i moduli, è utile ricordare il calendario delle scadenze di pagamento previsto dalla normativa. La Rottamazione quinquies prevede il pagamento in un massimo di 54 rate bimestrali, con le seguenti scadenze:RataScadenzaTolleranzaUnica soluzione o 1ª rata31 luglio 20265 agosto 20262ª rata30 settembre 20265 ottobre 20263ª rata30 novembre 20265 dicembre 20264ª → 51ª rata31 gennaio / 31 marzo / 31 maggio / 31 luglio / 30 settembre / 30 novembre di ciascun anno dal 2027+5 giorni52ª rata31 gennaio 20355 febbraio 203553ª rata31 marzo 20355 aprile 203554ª rata31 maggio 20355 giugno 2035Nota importante: il pagamento in unica soluzione o della prima rata (31 luglio 2026) non comporta l’applicazione di interessi. Per chi sceglie la rateizzazione, dal 1° agosto 2026 si applicano interessi al tasso del 3% annuo sull’importo residuo. Chi paga in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 non paga interessi. Cosa succede se si perde una rata: rischio decadenzaQuesto è uno dei punti più critici della rottamazione: la decadenza dal piano. Se non paghi una rata entro la scadenza (compresi i 5 giorni di tolleranza), perdi automaticamente i benefici della definizione agevolata. In questo caso:I versamenti già effettuati vengono comunque considerati a titolo di acconto sul debito originarioIl debito residuo torna a essere esigibile per intero, incluse sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossioneNon è possibile accedere a una nuova rottamazione per gli stessi debiti (salvo diverse disposizioni normative future)L’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riprendere le azioni di recupero (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)Per questo motivo, è fondamentale recuperare i moduli di pagamento in tempo e non ritardare. Se hai perso i bollettini e la scadenza del 31 luglio 2026 si avvicina, agisci subito: hai ancora la tolleranza fino al 5 agosto 2026, ma non è consigliabile aspettare l’ultimo momento.Come pagare i moduli recuperati: tutti i canali disponibiliUna volta recuperati i moduli PDF, puoi pagare la rata della Rottamazione quinquies attraverso numerosi canali: Canali fisici (sportelli)Sportelli ADER: puoi recarti fisicamente agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (previo appuntamento)Uffici Postali: accettano i bollettini postali allegati alla comunicazione ADERTabaccai e ricevitorie: convenzionati con i circuiti Sisal e Lottomatica accettano pagamenti con i bollettiniSportelli bancari: la maggior parte delle banche accetta i bollettini ADER allo sportelloCanali digitali e telematiciHome banking / Internet banking: inserisci il codice di pagamento (codice RAV o identificativo bollettino) nel tuo sportello onlineApp bancarie: molte app bancarie consentono la scansione del codice a barre o QR code del bollettinoPagamento online ADER: direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione con carta di credito/debitoPagoPA: il sistema di pagamento unificato della Pubblica AmministrazioneATM bancari: alcuni sportelli automatici permettono pagamenti bollettiniSuggerimento pratico: il metodo più comodo per chi non vuole recarsi fisicamente da nessuna parte è utilizzare l’home banking. Basta avere a portata di mano il codice RAV o il codice di pagamento riportato sul bollettino PDF scaricato dal sito ADER.Problemi tecnici e soluzioni: cosa fare se il sito ADER non funzionaA volte il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione può essere lento, in manutenzione o dare errori. Ecco alcune soluzioni alternative:1. Riprova in un orario diversoI sistemi informatici dell’amministrazione pubblica tendono a essere più congestionati nelle ore di punta (mattina presto e tarda mattinata nei giorni feriali). Prova a collegarti nelle ore serali o nel weekend.2. Chiama il numero verde ADERIl numero verde dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione è 060101. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00. Gli operatori possono:Verificare la tua posizione relativa alla rottamazioneInviarti i moduli di pagamento all’indirizzo email o PEC che hai comunicatoDarti informazioni sulle modalità di pagamento3. Prenota uno sportello fisicoSe preferisci risolvere di persona, puoi prenotare un appuntamento allo sportello ADER più vicino a te tramite il sito ufficiale o chiamando il numero verde. Porta con te un documento d’identità valido e il codice fiscale: gli operatori dello sportello potranno stamparti i moduli direttamente.4. Rivolgiti al tuo CAFIl tuo CAF di riferimento può assisterti nel recupero dei moduli e nella verifica della tua posizione con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto per tutte le pratiche legate alla rottamazione delle cartelle: dalla verifica dell’adesione al controllo delle rate già pagate, fino all’assistenza per eventuali situazioni di decadenza o reclamo.Tabella riepilogativa: metodi per recuperare i moduli senza SPIDMetodoStrumenti necessariTempo medioCostoSito ADER (area senza autenticazione)Codice fiscale + codice documento o numero cartella5-10 minutiGratuitoNumero verde ADER 060101Codice fiscale, documento d’identità a portata di mano15-30 minuti (attesa inclusa)GratuitoSportello ADER (appuntamento)Documento d’identità + codice fiscale1-2 giorni lavorativi (attesa appuntamento)GratuitoCAF di riferimentoDocumento d’identità + codice fiscaleDa concordareVaria per servizio Caso pratico: Maria ha perso i bollettini, ecco come li ha recuperatiImmagina la situazione di Maria, 62 anni, pensionata di Udine. Ha aderito alla Rottamazione quinquies e a luglio 2026, quando si avvicina la prima scadenza (31 luglio 2026), non riesce a trovare la lettera con i bollettini: era nella pila di posta sul tavolo e probabilmente è finita nel sacco della carta da riciclare.Maria non ha lo SPID perché non si è mai sentita sicura nell’usarlo. Cosa fa?Va sul sito agenziaentrateriscossione.gov.itTrova la sezione Rottamazione quinquies e clicca su «Documenti senza accesso»Inserisce il suo codice fiscale e il numero di cartella che aveva annotato su un foglioIn pochi secondi scarica il PDF con tutti i bollettiniUtilizza il codice RAV per pagare tramite l’home banking della sua banca, comodamente da casaIl tutto richiede circa 10 minuti. Senza nessuna competenza informatica avanzata e senza lo SPID. E soprattutto, pagando entro il 31 luglio 2026, evita l’applicazione degli interessi del 3% annuo che scattano per chi sceglie la rateizzazione a partire dal 1° agosto.Domande frequenti (FAQ) sulla Rottamazione quinquies e i moduli senza SPID Posso davvero scaricare i moduli senza SPID?Sì. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha messo a disposizione un servizio di recupero documenti accessibile con il solo codice fiscale e alcuni dati identificativi, senza bisogno di SPID, CIE o CNS. Questa scelta è stata fatta proprio per garantire l’accesso anche ai cittadini che non hanno ancora attivato le credenziali digitali.Ho cambiato indirizzo: i miei moduli sono stati inviati alla vecchia casa?È possibile. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia le comunicazioni all’indirizzo di residenza risultante dall’Anagrafe Tributaria. Se hai cambiato residenza, è importante aggiornare i dati presso il Comune di residenza e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, puoi recuperare i moduli online come descritto in questa guida, indipendentemente dall’indirizzo a cui è stata spedita la comunicazione originale.Posso pagare senza i bollettini, con un semplice bonifico?No, non è possibile. Il pagamento della rottamazione deve essere effettuato utilizzando i codici specifici riportati sui bollettini (codice RAV o identificativo pagamento). Un bonifico generico non verrebbe associato alla tua pratica di rottamazione e non risulterebbe valido ai fini della definizione agevolata. Per questo è fondamentale recuperare i bollettini prima di effettuare qualsiasi versamento.Cosa devo fare se la mia domanda di rottamazione risulta non accolta?Può capitare che, accedendo al sito ADER per recuperare i moduli, tu scopra che la tua domanda di adesione non è stata accolta. Le cause più comuni sono: domanda presentata fuori termine, debiti non rientranti nell’ambito applicativo della rottamazione, o dati errati nella domanda. In questo caso ti consigliamo di:Verificare la comunicazione di diniego che ADER ha inviato (o che puoi trovare nell’area riservata)Contattare il numero verde 060101 per capire le motivazioniRivolgerti a un CAF o a un consulente fiscale per valutare se e come contestare il diniegoPosso pagare in anticipo rispetto alla scadenza?Sì, è possibile pagare le rate in anticipo rispetto alle scadenze previste. Non ci sono penalità per il pagamento anticipato. Anzi, estinguere prima il debito può darti maggiore tranquillità ed evitare il rischio di dimenticare le scadenze successive. Pagare in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 ti consente inoltre di evitare completamente gli interessi del 3% annuo previsti per la rateizzazione.Cosa succede se non riesco a pagare entro la scadenza?La legge prevede una tolleranza di 5 giorni di calendario. Se il pagamento viene effettuato entro questo termine aggiuntivo, è comunque considerato valido. Ad esempio, per la prima rata con scadenza il 31 luglio 2026, il termine con tolleranza è il 5 agosto 2026. Oltre tale termine, si verifica la decadenza dal piano e si perde il beneficio della rottamazione. Non esiste la possibilità di «riattivare» il piano dopo la decadenza, salvo nuove misure legislative.I debiti della Rottamazione quinquies possono essere oggetto di pignoramenti nel frattempo?No. Fino al completamento del pagamento, i debiti inclusi nella rottamazione sono sospesi: l’ADER non può eseguire azioni esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche) sui carichi per i quali è stata presentata e accettata la domanda di definizione agevolata. Questa sospensione dura fino a quando sei in regola con i pagamenti.La Rottamazione quinquies: normativa e link utiliPer completezza, ecco i principali riferimenti normativi e le risorse ufficiali della Rottamazione quinquies:Legge n. 199/2025: norma istitutiva della Rottamazione quinquiesD.L. 38/2026 (convertito con Legge n. 88/2026): integrazioni e modifiche operativeSito ADER: www.agenziaentrateriscossione.gov.it — per scaricare i moduli e accedere all’area riservataNumero verde ADER: 060101 (lun-ven 8-20, sab 8-14)Per approfondire altri aspetti della Rottamazione quinquies, consulta anche i nostri articoli correlati: come aderire alla rottamazione quinquies, le informazioni sugli esiti online e la tolleranza pagamenti fino al 5 agosto, e cosa succede con le cartelle rateizzate nella rottamazione quinquies.Conclusione: non rischiare la decadenza, recupera subito i tuoi moduliLa Rottamazione quinquies è un’opportunità importante per chi ha debiti con il Fisco: permette di azzerare sanzioni e interessi, spesso la parte più pesante del debito complessivo. Perdere questa opportunità per non aver pagato una rata — magari solo perché non si trovano i bollettini — sarebbe un vero peccato, soprattutto considerando che la prima scadenza del 31 luglio 2026 (con tolleranza al 5 agosto) si avvicina.La buona notizia è che il recupero dei moduli senza SPID è semplice e rapido. Basta andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, inserire il codice fiscale e i dati richiesti, e in pochi minuti hai a disposizione i PDF da scaricare. In alternativa, il numero verde 060101 e gli sportelli ADER fisici sono a tua disposizione.Se hai dubbi sulla tua situazione, se non sei sicuro di essere in regola o se hai bisogno di assistenza per gestire la pratica di rottamazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri esperti possono verificare la tua posizione con ADER, aiutarti a recuperare i documenti e assisterti in tutta la procedura. Prenota un appuntamento o contattaci per un supporto personalizzato. Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-11 17:23:222026-07-11 16:01:27Rottamazione quinquies: come recuperare online i moduli di pagamento senza SPID
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOAssegno di Invalidità INPS: come funziona il passaggio alla pensioneIl passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione è un momento cruciale nella vita previdenziale di chi soffre di una riduzione permanente della capacità lavorativa. L’INPS ha chiarito nel tempo le modalità, i requisiti e le procedure che regolano questa transizione, che non è automatica e richiede un’attenta valutazione delle condizioni del beneficiario. In questa guida aggiornata al 2026 esaminiamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere: dalle differenze tra i due istituti previdenziali, fino agli aspetti pratici della domanda e al calcolo dell’importo.Che cos’è l’assegno ordinario di invalidità INPSL’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione previdenziale erogata dall’INPS a favore dei lavoratori che, a causa di infermità fisica o mentale, abbiano visto ridursi la propria capacità lavorativa a meno di un terzo in modo permanente. Questa prestazione è disciplinata dalla Legge 222 del 12 giugno 1984, che costituisce ancora oggi il riferimento normativo principale.A differenza della pensione di inabilità assoluta e permanente, l’assegno di invalidità presuppone che la riduzione della capacità lavorativa sia significativa ma non totale: il beneficiario può quindi, in linea teorica, svolgere ancora un’attività lavorativa, anche se ridotta rispetto a quella precedente. Requisiti contributivi per l’assegno di invaliditàPer ottenere l’assegno ordinario di invalidità è necessario soddisfare due condizioni fondamentali:Requisito sanitario: riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo in modo permanente, accertata dalla commissione medica dell’INPS.Requisito contributivo: almeno 5 anni di contribuzione complessivi, di cui almeno 3 anni negli ultimi 5 che precedono la domanda (260 settimane totali, 156 settimane nel quinquennio).L’assegno ha durata triennale e viene rinnovato su domanda dell’interessato. Dopo tre riconoscimenti consecutivi (ovvero dopo 9 anni), diventa definitivo e non è più soggetto a revisione sanitaria periodica.Differenza tra assegno di invalidità e pensione di inabilitàÈ fondamentale non confondere l’assegno ordinario di invalidità con la pensione di inabilità. Si tratta di due prestazioni distinte con presupposti e importi diversi.CaratteristicaAssegno di invaliditàPensione di inabilitàRiduzione capacità lavorativaPiù di 2/3 (inferiore a 1/3 residua)Totale e permanente (100%)DurataTriennale (rinnovabile)DefinitivaCompatibilità con lavoroSì (con eventuali riduzioni)No (incompatibile)Contributi richiesti5 anni (3 nel quinquennio)5 anni (3 nel quinquennio)Integrazione al minimoSì, se redditi bassiSì, se redditi bassiLa pensione di inabilità assoluta e permanente spetta invece a chi non possa svolgere alcuna attività lavorativa, indipendentemente dalle mansioni: è quindi una condizione molto più grave che esclude qualsiasi forma di occupazione. Il passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione: quando avvieneIl passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione rappresenta uno degli aspetti più delicati e spesso fraintesi del sistema previdenziale italiano. L’INPS ha chiarito più volte, attraverso circolari e messaggi ufficiali, le regole che governano questa transizione.Esistono due tipologie principali di passaggio che possono riguardare il beneficiario dell’assegno di invalidità:Passaggio alla pensione di vecchiaia: avviene al compimento dell’età pensionabile (67 anni nel 2026), se sussistono i requisiti contributivi minimi.Passaggio alla pensione di inabilità assoluta: avviene qualora le condizioni di salute peggiorino ulteriormente e la capacità lavorativa si azzeri completamente. Il chiarimento INPS sul meccanismo di trasformazioneL’INPS ha ribadito che il passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione di vecchiaia non è automatico. Il beneficiario deve presentare apposita domanda, e il cambio di prestazione avviene solo dopo verifica dei requisiti.In particolare, l’INPS ha chiarito i seguenti punti fondamentali:L’assegno di invalidità non si trasforma automaticamente in pensione al raggiungimento dei 67 anni.Il beneficiario deve presentare domanda di pensione di vecchiaia attraverso i canali INPS (portale web, patronato, CAF).Se i contributi accumulati durante la percezione dell’assegno sono sufficienti, il calcolo della pensione di vecchiaia includerà anche questi periodi.In caso di peggioramento delle condizioni di salute, è possibile presentare domanda di pensione di inabilità in qualsiasi momento, indipendentemente dall’età anagrafica.Requisiti per il passaggio alla pensione di vecchiaia nel 2026Per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2026, anche partendo dall’assegno ordinario di invalidità, è necessario soddisfare i seguenti requisiti previsti dalla Legge 214/2011 (Riforma Fornero) come aggiornata dalle successive leggi di bilancio:Età anagrafica: 67 anni (sia per uomini che per donne nel 2026).Contribuzione minima: 20 anni di contributi versati.Soglia di importo (solo sistema contributivo puro): l’assegno risultante deve essere pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale (nel 2026 circa 808-830 euro mensili, da verificare sulla circolare INPS annuale) per chi è privo di contribuzione ante 1996; tale soglia non si applica a chi ha contributi ante 1996.Un aspetto importante: i periodi durante i quali è stato percepito l’assegno ordinario di invalidità sono comunque utili ai fini del calcolo della pensione. L’INPS valorizza questi periodi come se il lavoratore avesse continuato a versare contributi, sulla base della retribuzione percepita nei 12 mesi precedenti l’insorgenza dell’invalidità. L’accredito figurativo durante la percezione dell’assegnoUno degli aspetti più rilevanti chiariti dall’INPS riguarda il cosiddetto accredito figurativo. Durante il periodo di godimento dell’assegno di invalidità, l’INPS accredita al lavoratore una contribuzione figurativa che va a integrare la contribuzione reale versata in precedenza.Questo meccanismo è fondamentale perché:Consente al beneficiario di maturare il requisito contributivo di 20 anni necessario per la pensione di vecchiaia.Influenza positivamente il calcolo dell’importo della futura pensione.Permette di raggiungere anche i requisiti per la pensione anticipata, se combinati con contributi effettivi sufficienti.Compatibilità dell’assegno di invalidità con il lavoroL’assegno di invalidità è in linea di principio compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Tuttavia, la legge prevede alcune limitazioni importanti che dipendono dal reddito conseguito (art. 1 L. 222/1984):Se il reddito da lavoro supera il quattro volte il trattamento minimo INPS (nel 2025-2026 circa 2.414 euro mensili lordi), l’assegno viene ridotto del 25%.Se il reddito supera il cinque volte il trattamento minimo (circa 3.017 euro mensili lordi), l’assegno viene ridotto del 50%.Questa compatibilità rappresenta una differenza sostanziale rispetto alla pensione di inabilità, che è invece incompatibile con qualsiasi forma di attività lavorativa. Chi continua a lavorare percependo l’assegno di invalidità accumula ulteriori contributi che potranno poi essere valorizzati al momento del pensionamento definitivo. Tabella riepilogativa: riduzione assegno per reddito da lavoro 2026Reddito da lavoro mensile (lordo)Riduzione assegnoFino a circa 2.414 euroNessuna riduzioneDa circa 2.414 a 3.017 euroRiduzione del 25%Oltre circa 3.017 euroRiduzione del 50%Nota: gli importi indicati sono calcolati sul trattamento minimo INPS 2025 (circa 603 euro mensili, Circolare INPS n. 1/2025). Verificare con l’INPS o un patronato il valore aggiornato per il 2026, che viene rivalutato annualmente in base all’indice ISTAT.Come presentare la domanda di passaggio alla pensioneRaggiunto il requisito anagrafico (67 anni) o verificatosi il peggioramento delle condizioni di salute, il beneficiario dell’assegno di invalidità deve seguire un iter preciso per il passaggio alla pensione.Canali di presentazione della domandaLa domanda di pensione può essere presentata attraverso i seguenti canali ufficiali:Portale INPS (myINPS): accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Domande di prestazioni previdenziali”.Patronato: rivolgendosi a un patronato riconosciuto (INCA, ACLI, CGIL, CISL, UIL, ecc.) che assiste gratuitamente il lavoratore nella compilazione e presentazione della domanda.CAF abilitati: alcuni CAF, come il Centro Fiscale, offrono assistenza anche per le pratiche previdenziali INPS in collaborazione con i patronati convenzionati.Documentazione necessariaPer la presentazione della domanda di pensione è generalmente necessario predisporre:Documento di identità in corso di validità.Codice fiscale.Estratto conto contributivo INPS (verificabile tramite myINPS).Documentazione sanitaria attestante lo stato di invalidità (utile in caso di peggioramento per domanda di inabilità).Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito della pensione.Decorrenza della pensioneLa decorrenza della pensione di vecchiaia segue regole precise anche per chi proviene dall’assegno di invalidità:La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se i requisiti sono già maturati.Se la domanda viene presentata prima del compimento dei 67 anni, la pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dell’età.Non è possibile ottenere arretrati per periodi precedenti la domanda, salvo casi eccezionali previsti dalla legge.Come si calcola la pensione per chi ha percepito l’assegno di invaliditàIl calcolo della pensione per chi ha beneficiato dell’assegno di invalidità segue le regole generali del sistema previdenziale italiano, con alcune specificità legate alla presenza della contribuzione figurativa. Il sistema di calcolo applicabileA seconda dell’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, si applicano sistemi di calcolo differenti:Sistema retributivo: per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995 (calcolo sulla retribuzione media degli ultimi anni di lavoro).Sistema misto: per chi aveva contributi ante 1996 ma meno di 18 anni al 31/12/1995.Sistema contributivo puro: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi (calcolo sui contributi effettivamente versati).Per la quota di pensione calcolata con il metodo contributivo, anche i contributi figurativi accreditati durante l’assegno di invalidità entrano nel montante contributivo e concorrono alla formazione dell’importo pensionistico.L’importo minimo garantitoChi percepisce l’assegno di invalidità con redditi bassi ha diritto all’integrazione al trattamento minimo. Anche la pensione risultante dal passaggio, se di importo inferiore al minimo, può essere integrata, a condizione che il pensionato non superi determinati limiti di reddito complessivo.Per il 2025, il trattamento minimo INPS è di circa 603 euro mensili (per tredici mensilità, confermato dalla Circolare INPS n. 1/2025). Il valore 2026 verrà aggiornato con rivalutazione ISTAT. L’integrazione al minimo spetta se il reddito personale non supera determinati limiti stabiliti annualmente dall’INPS con propria circolare.Cosa succede se le condizioni peggiorano: il passaggio alla pensione di inabilitàSe durante la percezione dell’assegno ordinario di invalidità le condizioni di salute peggiorano al punto da rendere il lavoratore assolutamente e permanentemente inabile a qualsiasi attività lavorativa, è possibile richiedere la trasformazione in pensione di inabilità.Procedura per la domanda di inabilità assolutaIn questo caso il percorso è il seguente:Presentazione della domanda di pensione di inabilità tramite patronato o portale INPS.Visita medica da parte della commissione medica INPS per l’accertamento dell’inabilità assoluta.In caso di esito positivo, liquidazione della pensione di inabilità con decorrenza dal mese successivo alla domanda.La pensione di inabilità assoluta ha il vantaggio di non essere soggetta a revisione sanitaria periodica (una volta riconosciuta in via definitiva) e di essere incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, il che comporta però anche la perdita del diritto a percepire redditi da lavoro.Il requisito dell’anzianità contributiva per la pensione di inabilitàPer la pensione di inabilità assoluta e permanente sono richiesti gli stessi requisiti contributivi dell’assegno di invalidità:Almeno 5 anni di contribuzione totale.Di cui almeno 3 anni nell’ultimo quinquennio.In questo caso, i contributi figurativi accreditati durante la percezione dell’assegno di invalidità concorrono al raggiungimento di questi requisiti, facilitando l’accesso alla pensione di inabilità anche per chi ha poche annualità di contribuzione effettiva.Cumulabilità e altri aspetti praticiOltre ai temi già trattati, esistono altri aspetti pratici rilevanti per il beneficiario dell’assegno di invalidità che si avvicina al pensionamento. L’assegno di invalidità e la pensione anticipataIl beneficiario dell’assegno di invalidità può, se ha maturato sufficienti anni di contribuzione (inclusi quelli figurativi), accedere anche alla pensione anticipata prima dei 67 anni. Nel 2026 i requisiti per la pensione anticipata sono:Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età anagrafica).Quota 103: 62 anni di età + 41 anni di contributi (prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 con importo massimo di 4 volte il trattamento minimo fino ai 67 anni).APE Sociale: 63 anni e 5 mesi di età + 30 anni di contributi per i soggetti in condizioni di disabilità grave (almeno il 74% di invalidità civile riconosciuta).Per gli invalidi con percentuale riconosciuta pari ad almeno il 74%, l’APE Sociale rappresenta spesso la via di uscita anticipata più conveniente, permettendo di accedere alla pensione già a 63 anni e 5 mesi con soli 30 anni di contributi. È importante verificare con un patronato la compatibilità tra assegno di invalidità e APE Sociale, in quanto le due prestazioni non sono cumulabili.Successione delle prestazioni: cosa fare in praticaIl beneficiario dell’assegno di invalidità che si avvicina al pensionamento dovrebbe seguire questo schema pratico:Verificare l’estratto conto contributivo su myINPS per conoscere gli anni di contribuzione effettiva e figurativa accumulata.Calcolare l’età pensionabile più conveniente (vecchiaia a 67 anni, anticipata se si hanno i requisiti, APE Sociale se si rientra nelle categorie).Presentare domanda con congruo anticipo (almeno 3 mesi prima della decorrenza prevista) tramite patronato o portale INPS.Verificare la posizione medica: se le condizioni sono peggiorate significativamente, valutare la domanda di pensione di inabilità anziché di vecchiaia.Le posizioni dell’INPS: circolari e messaggi di chiarimentoL’INPS ha emanato nel corso degli anni diversi documenti ufficiali per chiarire il funzionamento del passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione. Tra i più rilevanti:Legge 222/1984: disciplina organica dell’assegno ordinario di invalidità e della pensione di inabilità, ancora oggi riferimento normativo principale.Circolare INPS n. 90/1993: ha chiarito i criteri di calcolo della contribuzione figurativa durante il periodo di godimento dell’assegno di invalidità.Circolare INPS n. 35/2012: ha precisato le modalità di applicazione del sistema contributivo ai titolari di assegno di invalidità nell’ambito della riforma Fornero.Circolare INPS n. 1/2025: ha definito gli importi aggiornati del trattamento minimo (603 euro) e le soglie reddituali per la compatibilità con il lavoro.È consigliabile consultare il sito ufficiale dell’INPS (www.inps.it) o rivolgersi a un patronato per avere accesso ai documenti ufficiali più aggiornati, poiché le circolari vengono periodicamente integrate e modificate.Esempi pratici di passaggio dall’assegno di invalidità alla pensionePer rendere più concreto il funzionamento del meccanismo, presentiamo due esempi tipici. Esempio 1: Marco, 67 anni, assegno di invalidità da 10 anniMarco ha iniziato a lavorare a 22 anni e ha ricevuto l’assegno ordinario di invalidità a 57 anni, dopo aver maturato 35 anni di contribuzione effettiva. Durante i 10 anni di percezione dell’assegno ha accumulato ulteriori 10 anni di contribuzione figurativa, portando il totale a 45 anni.Al compimento dei 67 anni, Marco deve presentare domanda di pensione di vecchiaia. Essendo nel sistema misto (aveva contributi ante 1996 ma meno di 18 anni al 31/12/1995, avendo iniziato a lavorare nel 1981), la pensione verrà calcolata in parte con il sistema retributivo e in parte con il contributivo. I 10 anni di contribuzione figurativa contribuiscono positivamente alla quota contributiva.Esempio 2: Giulia, 65 anni, disabilità all’80% con possibilità APE SocialeGiulia ha percepito l’assegno di invalidità per 8 anni e la sua percentuale di invalidità riconosciuta è aumentata all’80%. Con 33 anni di contribuzione totale (25 effettivi + 8 figurativi) e 65 anni di età, Giulia non ha ancora i requisiti per la pensione di vecchiaia (mancano 2 anni) né per la pensione anticipata ordinaria (mancherebbero anni di contributi).Tuttavia, essendo la disabilità superiore al 74% e avendo più di 30 anni di contributi, Giulia avrebbe potuto accedere all’APE Sociale già a 63 anni e 5 mesi, se le condizioni di salute certificate fossero state compatibili con la categoria specifica. In alternativa, se l’inabilità fosse diventata assoluta, può presentare domanda di pensione di inabilità senza attendere i 67 anni.Domande frequenti (FAQ)Il passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione di vecchiaia è automatico?No. L’INPS ha chiarito esplicitamente che il passaggio non avviene in modo automatico al compimento dei 67 anni. Il beneficiario deve presentare apposita domanda di pensione di vecchiaia attraverso il portale INPS o tramite patronato/CAF. Se non si presenta domanda, l’assegno di invalidità continua ad essere erogato, ma il beneficiario non inizia a ricevere la pensione di vecchiaia.I contributi figurativi dell’assegno di invalidità servono per la pensione?Sì. L’INPS accredita contribuzione figurativa per tutto il periodo di percezione dell’assegno di invalidità. Questa contribuzione è utile sia per raggiungere il requisito dei 20 anni necessari per la pensione di vecchiaia, sia per incrementare il montante contributivo su cui viene calcolata la quota contributiva della pensione.L’assegno di invalidità è compatibile con il lavoro?Sì, ma con limitazioni. Se si superano determinati limiti di reddito da lavoro (pari a 4 o 5 volte il trattamento minimo INPS), l’assegno viene ridotto del 25% o del 50%. Qualora le condizioni di salute migliorassero, la commissione medica in sede di revisione potrebbe anche revocare l’assegno.Posso percepire sia l’assegno di invalidità che la pensione anticipata?Non è possibile percepire contemporaneamente l’assegno di invalidità e una pensione INPS. Quando si ottiene la pensione (di qualsiasi tipo), l’assegno cessa. La pensione rappresenta la prestazione definitiva che sostituisce l’assegno temporaneo.Cosa succede se l’assegno di invalidità non viene rinnovato?L’assegno di invalidità ha durata triennale e deve essere rinnovato su domanda. Se la commissione medica in sede di revisione accerta che le condizioni di salute sono migliorate e la capacità lavorativa è tornata a livelli superiori a un terzo, l’assegno non viene rinnovato e cessa l’erogazione. In questo caso, il lavoratore torna a versare contributi previdenziali normali.Chi assiste il beneficiario nella transizione alla pensione?I patronati (INCA, ACLI, ENAS, ecc.) offrono assistenza gratuita per la presentazione della domanda di pensione e per tutti gli adempimenti connessi. I CAF come il Centro Fiscale possono affiancarsi ai patronati per la parte documentale e per la verifica della posizione contributiva.Come il CAF Centro Fiscale può aiutartiIl passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione è una procedura che richiede attenzione ai dettagli e conoscenza delle normative previdenziali vigenti. Il CAF Centro Fiscale collabora con patronati convenzionati per offrire assistenza completa ai propri assistiti in queste delicate situazioni:Verifica della posizione contributiva tramite estratto conto INPS.Analisi della situazione previdenziale individuale e scelta della tipologia di pensione più conveniente.Supporto nella raccolta della documentazione necessaria.Assistenza nella presentazione della domanda in coordinamento con il patronato.Puoi anche leggere le nostre guide correlate per approfondire:Pensione Anticipata 2026: Guida Completa a Quota 103, Opzione Donna, APE SocialePensione in Cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS: Guida Completa 2026Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoDomanda Reversibilità INPS: Procedura e Documenti 2026Per un appuntamento o una consulenza, contattaci tramite i canali ufficiali del Centro Fiscale. Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-11 16:23:222026-07-11 15:49:36Assegno di Invalidità INPS: come funziona il passaggio alla pensione