DICHIARAZIONE DEI REDDITIEcobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori AmmessiL’ecobonus 2026 detrazioni rappresenta una delle principali agevolazioni fiscali per chi desidera migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione. Si tratta di una detrazione fiscale che consente di recuperare parte delle spese sostenute per interventi di risparmio energetico, riducendo così i costi in bolletta e l’impatto ambientale. La detrazione si ottiene in dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730 o Redditi, distribuita in 10 rate annuali di pari importo.Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, le aliquote ecobonus 2026 sono state ridotte rispetto agli anni precedenti, passando dal 65% al 50% per molti interventi. Tuttavia, per alcune tipologie di lavori particolarmente efficienti, come l’installazione di pannelli solari o la sostituzione di caldaie a condensazione, resta applicabile l’aliquota del 65%. È fondamentale conoscere quali sono i lavori ammessi all’ecobonus, i massimali di spesa previsti e i requisiti tecnici da rispettare per non perdere il diritto alla detrazione.In questa guida completa vedremo tutto ciò che serve sapere sull’ecobonus 2026 detrazioni: dalle aliquote applicabili agli interventi ammessi, dai massimali di spesa alla documentazione obbligatoria, fino alla procedura di pagamento con bonifico parlante e alla comunicazione ENEA. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida passo dopo passo per sfruttare al meglio questa importante agevolazione.Indice dei ContenutiCos’è l’Ecobonus 2026 e Novità della Legge di BilancioAliquote di Detrazione Ecobonus 2026: 50% e 65%Lavori Ammessi all’Ecobonus: Elenco CompletoMassimali di Spesa per Tipologia di InterventoRequisiti Tecnici e Comunicazione ENEA ObbligatoriaCome Pagare: Bonifico Parlante e TracciabilitàDocumentazione da Conservare per l’EcobonusDomande Frequenti sull’Ecobonus 2026 Cos’è l’Ecobonus 2026 e Novità della Legge di BilancioL’ecobonus 2026 detrazioni è un’agevolazione fiscale prevista dall’articolo 14 del Decreto Legge 63/2013 (convertito in Legge 90/2013) che permette di detrarre dall’IRPEF o dall’IRES una percentuale delle spese sostenute per interventi che aumentano l’efficienza energetica degli edifici. In pratica, chi investe in risparmio energetico può recuperare parte della spesa direttamente dalle tasse, riducendo così l’impatto economico dell’investimento.La detrazione viene ripartita in 10 rate annuali di uguale importo, da indicare nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Ad esempio, se hai sostenuto una spesa di 30.000 euro per l’installazione di un cappotto termico con aliquota del 50%, potrai detrarre 15.000 euro totali, pari a 1.500 euro all’anno per 10 anni.Novità 2026: Riduzione delle AliquoteLa Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti modifiche all’ecobonus. La principale novità riguarda la riduzione delle aliquote per molti interventi: dal 1° gennaio 2026, l’aliquota standard è scesa dal 65% al 50%. Questa riduzione era già stata anticipata negli anni precedenti e si inserisce in un percorso di progressiva riduzione delle detrazioni fiscali per interventi edilizi.Tuttavia, per alcune tipologie di interventi particolarmente virtuosi dal punto di vista energetico-ambientale, rimane applicabile l’aliquota del 65%. Tra questi rientrano:Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitariaSostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione di classe A o superioreInstallazione di pompe di calore ad alta efficienzaSistemi di building automation per il controllo e la gestione degli impianti termiciMicro-cogeneratori per la produzione combinata di energia elettrica e caloreÈ importante sottolineare che l’ecobonus 2026 detrazioni si applica sia alle abitazioni private (prime e seconde case) sia ai condomini, con alcune specificità per le parti comuni degli edifici condominiali.Aliquote di Detrazione Ecobonus 2026: 50% e 65%Le aliquote ecobonus 2026 variano in base alla tipologia di intervento realizzato e al livello di efficienza energetica raggiunto. Comprendere quale percentuale si applica al proprio caso è fondamentale per calcolare correttamente il risparmio fiscale ottenibile. Interventi con Aliquota al 50%Dal 1° gennaio 2026, l’aliquota standard per la maggior parte degli interventi di risparmio energetico detrazione è del 50%. Rientrano in questa categoria:Sostituzione di infissi e serramenti che migliorano la trasmittanza termicaInstallazione di schermature solari (tende, persiane, tapparelle)Coibentazione di pareti, pavimenti e coperture (cappotto termico semplice)Sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione di classe BAcquisto e posa in opera di generatori di calore alimentati a biomasse combustibiliFacciamo un esempio concreto: se sostituisci tutti gli infissi della tua abitazione con finestre a doppio vetro basso emissivo, spendendo 10.000 euro, potrai detrarre il 50%, ossia 5.000 euro, ripartiti in 10 rate annuali da 500 euro ciascuna. Questo significa che per 10 anni, ogni anno, pagherai 500 euro in meno di tasse.Interventi con Aliquota al 65%L’aliquota maggiorata del 65% è riservata agli interventi che garantiscono un miglioramento energetico più significativo. Rientrano in questa fascia:Cappotto termico su edifici condominiali (almeno il 25% della superficie disperdente)Installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitariaSostituzione di caldaie con pompe di calore ad alta efficienzaCaldaie a condensazione di classe A abbinate a sistemi di termoregolazione evolutiSistemi di building automation per il controllo intelligente degli impiantiGeneratori ibridi (caldaia a condensazione + pompa di calore)Micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistentiPrendiamo il caso di un condominio che installa un cappotto termico per un importo di 100.000 euro. Con l’aliquota del 65%, la detrazione totale sarà di 65.000 euro, ripartiti tra i condomini in base ai millesimi di proprietà. Ogni proprietario potrà quindi detrarre la sua quota in 10 rate annuali attraverso il proprio modello 730.È evidente come l’ecobonus 2026 detrazioni con aliquota al 65% rappresenti un’opportunità ancora più vantaggiosa, soprattutto per interventi complessi come il cappotto termico detrazione su edifici condominiali o l’installazione di sistemi di riscaldamento ad alta efficienza.Lavori Ammessi all’Ecobonus: Elenco CompletoNon tutti gli interventi edilizi danno diritto all’ecobonus 2026 detrazioni. La normativa fiscale prevede un elenco preciso dei lavori ammessi ecobonus, che devono rispettare specifici requisiti tecnici e prestazionali. Vediamo nel dettaglio quali sono le principali categorie di intervento.1. Isolamento Termico (Cappotto Termico)Il cappotto termico detrazione è uno degli interventi più efficaci per ridurre la dispersione di calore. Consiste nell’applicazione di pannelli isolanti sulle pareti esterne o interne dell’edificio. Per accedere all’ecobonus, il cappotto deve interessare almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio e rispettare i valori di trasmittanza termica previsti dal decreto requisiti minimi.Rientrano in questa categoria anche la coibentazione di solai, pavimenti e coperture (tetti). L’aliquota applicabile è del 50% per le singole unità abitative e del 65% per i condomini che realizzano interventi sulle parti comuni.2. Sostituzione Infissi e SerramentiLa sostituzione infissi 2026 comprende la sostituzione di finestre, porte-finestre, portoncini d’ingresso e relativi cassonetti, purché delimitino un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati. Gli infissi devono rispettare i valori di trasmittanza termica stabiliti per ciascuna zona climatica italiana.L’aliquota è del 50% e il massimale di spesa è di 60.000 euro per unità immobiliare. Sono agevolabili anche le schermature solari (tende da sole, persiane, tapparelle) che riducono l’irraggiamento solare estivo, con aliquota del 50% e limite di spesa di 60.000 euro.3. Sostituzione Impianti di ClimatizzazioneRientrano nell’ecobonus 2026 detrazioni tutti gli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento esistenti con sistemi più efficienti:Caldaie a condensazione di classe A (aliquota 65%) o classe B (aliquota 50%)Pompe di calore ad alta efficienza per riscaldamento e/o raffrescamento (65%)Generatori ibridi che combinano caldaia a condensazione e pompa di calore (65%)Caldaie a biomassa con requisiti di emissioni e rendimento certificati (50%)Sistemi di teleriscaldamento efficiente (50%)Attenzione: la semplice sostituzione di una caldaia tradizionale con una nuova caldaia tradizionale non dà diritto all’ecobonus. È necessario installare tecnologie più efficienti, come le caldaie a condensazione.4. Installazione Pannelli Solari TermiciL’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o per l’integrazione dell’impianto di riscaldamento è agevolata con aliquota del 65%. I pannelli devono essere dotati di garanzia di almeno 5 anni e rispettare specifiche norme tecniche (UNI EN 12975 o UNI EN 12976).Il massimale di spesa è di 60.000 euro per unità immobiliare. Sono compresi anche i costi per lo smaltimento dei vecchi impianti e per eventuali opere murarie connesse.5. Building Automation e DomoticaI sistemi di building automation sono dispositivi tecnologici che permettono la gestione automatica e intelligente degli impianti di riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda. Questi sistemi consentono di programmare temperature, orari di accensione e spegnimento, monitorare i consumi e controllare tutto da remoto tramite smartphone.L’aliquota è del 65% con massimale di 15.000 euro per unità immobiliare. L’installazione deve essere abbinata alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o alla loro nuova installazione.6. Micro-CogeneratoriI micro-cogeneratori sono impianti che producono simultaneamente energia elettrica e termica, sfruttando al massimo il combustibile utilizzato. Sono agevolati con aliquota del 65% fino a un valore massimo di detrazione di 100.000 euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio energetico annuo del 20% rispetto alla situazione precedente.Massimali di Spesa per Tipologia di InterventoOgni tipologia di intervento prevista dall’ecobonus 2026 detrazioni ha un massimale di spesa oltre il quale non è possibile calcolare la detrazione. È importante conoscere questi limiti per pianificare correttamente l’investimento e non perdere parte del beneficio fiscale. Ecco la tabella riepilogativa dei massimali di spesa per i principali interventi:Tipo di interventoMassimale di spesaAliquotaRiqualificazione energetica globale100.000 euro50%Involucro edilizio (cappotto, coibentazione)60.000 euro50% (65% condomini)Sostituzione infissi e serramenti60.000 euro50%Installazione pannelli solari termici60.000 euro65%Sostituzione impianti di climatizzazione30.000 euro50% o 65%Schermature solari60.000 euro50%Building automation15.000 euro65%Micro-cogeneratori100.000 euro (max detrazione)65%Facciamo un esempio pratico per chiarire come funzionano i massimali. Supponiamo che tu voglia sostituire gli infissi della tua casa con una spesa totale di 70.000 euro. Il massimale previsto è di 60.000 euro, quindi la detrazione al 50% sarà calcolata solo su questa cifra: 60.000 × 50% = 30.000 euro di detrazione totale, ripartita in 10 anni (3.000 euro all’anno). I restanti 10.000 euro di spesa eccedente non danno diritto a detrazione.Nel caso di interventi su edifici condominiali, il massimale si intende riferito a ciascuna unità immobiliare. Ad esempio, in un condominio di 10 appartamenti che realizza un cappotto termico, il massimale complessivo sarà di 600.000 euro (60.000 × 10 unità).Requisiti Tecnici e Comunicazione ENEA ObbligatoriaPer accedere all’ecobonus 2026 detrazioni non basta semplicemente realizzare i lavori: è necessario rispettare specifici requisiti tecnici e adempiere a precise formalità burocratiche, tra cui la fondamentale comunicazione ENEA.Requisiti Tecnici degli InterventiOgni tipologia di intervento deve rispettare i requisiti prestazionali minimi definiti dal decreto 26 giugno 2015 (cosiddetto “decreto requisiti minimi”) e successive modifiche. I parametri principali da verificare sono:Trasmittanza termica per infissi, pareti, solai e coperture (varia in base alla zona climatica)Rendimento energetico per caldaie e generatori di calore (classi A+ o superiori)Coefficiente di prestazione (COP) per pompe di calore (valori minimi previsti per legge)Certificazione europea per pannelli solari termici (UNI EN 12975 o 12976)Efficienza energetica stagionale per sistemi ibridi e micro-cogeneratoriÈ fondamentale che i materiali e gli impianti installati rispettino questi parametri, altrimenti il risparmio energetico detrazione non sarà riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate in caso di controlli.Asseverazione del Tecnico AbilitatoPer alcuni interventi complessi (cappotto termico, sostituzione impianti di climatizzazione, riqualificazione energetica globale) è obbligatoria l’asseverazione di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra, perito). L’asseverazione è una dichiarazione che certifica la conformità dell’intervento ai requisiti tecnici richiesti e il risparmio energetico conseguito.Il tecnico deve redigere:Relazione tecnica ex Legge 10/1991 che descrive l’interventoAsseverazione che attesta il rispetto dei requisiti tecniciAttestato di Prestazione Energetica (APE) post-intervento (non sempre obbligatorio)Comunicazione ENEA: Scadenza e ProceduraLa comunicazione ENEA è un adempimento fondamentale e obbligatorio per accedere all’ecobonus 2026 detrazioni. Deve essere inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori (che coincide con il collaudo o con la data dell’ultima fattura, se non è previsto collaudo).La comunicazione va effettuata online sul portale ENEA 2026 dedicato alle detrazioni fiscali. Il portale raccoglie informazioni tecniche sull’intervento realizzato, i dati catastali dell’immobile, le spese sostenute e i dati del beneficiario della detrazione.Al termine della procedura, il sistema rilascia una ricevuta con codice CPID (Codice Personale IDentificativo) che attesta l’avvenuta comunicazione. Questo codice va conservato insieme alla documentazione fiscale e potrebbe essere richiesto in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.Attenzione: l’omessa o tardiva comunicazione ENEA comporta la perdita del diritto alla detrazione. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e nell’invio della pratica, verificando che tutti i dati siano corretti e completi.Come Pagare: Bonifico Parlante e TracciabilitàPer beneficiare dell’ecobonus 2026 detrazioni, le spese devono essere pagate esclusivamente con bonifico bancario o postale parlante (noto anche come “bonifico per detrazioni fiscali”). Questo particolare tipo di bonifico contiene informazioni aggiuntive rispetto a un bonifico ordinario, necessarie per consentire all’Agenzia delle Entrate di effettuare i controlli. Cosa Deve Contenere il Bonifico ParlanteIl bonifico parlante deve riportare obbligatoriamente i seguenti dati:Causale specifica: “Bonifico per detrazione ecobonus ai sensi dell’art. 14 DL 63/2013”Numero e data della fattura a cui si riferisce il pagamentoCodice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga e scarica le spese)Codice fiscale o Partita IVA del beneficiario del pagamento (impresa che esegue i lavori)La maggior parte delle banche e degli istituti postali offre moduli precompilati specifici per le detrazioni fiscali, proprio per evitare errori nella compilazione.Ritenuta d’Acconto dell’8%Sul bonifico parlante la banca o la posta opera automaticamente una ritenuta d’acconto dell’8% a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che esegue i lavori. Questo significa che l’importo che arriva all’impresa è inferiore a quanto indicato in fattura.Facciamo un esempio: se la fattura è di 10.000 euro, la banca trattiene 800 euro (8%) che versa direttamente all’erario. L’impresa riceve quindi 9.200 euro. È importante verificare con l’impresa che questa modalità di pagamento sia accettabile, perché alcuni preferiscono incassare l’intero importo senza ritenute.Pagamenti Non AmmessiNon danno diritto all’ecobonus 2026 detrazioni i pagamenti effettuati con:Contanti (anche per importi ridotti)Assegni bancari o circolariBonifici ordinari (senza i dati richiesti nella causale)Carte di credito o debitoCompensazioni o altre forme di pagamento non tracciabiliAnche un solo pagamento effettuato con modalità diverse dal bonifico parlante può compromettere l’intera detrazione. Per questo motivo è fondamentale prestare la massima attenzione e conservare tutte le ricevute dei bonifici.Bonifico Parlante per CondominiNel caso di interventi su parti comuni condominiali, il bonifico può essere effettuato dall’amministratore di condominio utilizzando il conto corrente del condominio. La causale deve indicare i codici fiscali di tutti i condomini che intendono fruire della detrazione, oppure è possibile fare riferimento a una tabella allegata.L’amministratore rilascia poi a ciascun condomino una certificazione annuale delle spese sostenute e della quota imputabile a ciascuno, necessaria per compilare il modello 730.Documentazione da Conservare per l’EcobonusPer poter beneficiare dell’ecobonus 2026 detrazioni in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è obbligatorio conservare tutta la documentazione relativa agli interventi effettuati. La normativa prevede un termine di conservazione di 10 anni (pari alla durata della detrazione).Ecco l’elenco completo dei documenti da conservare:1. Documenti FiscaliFatture emesse dall’impresa o dal professionista che ha eseguito i lavori (con dettaglio delle prestazioni)Ricevute dei bonifici parlanti (con tutti i dati obbligatori richiesti)Dichiarazioni dei redditi (modello 730 o Redditi PF) in cui è stata indicata la detrazioneRicevuta di trasmissione della comunicazione ENEA con codice CPID2. Documenti TecniciAsseverazione del tecnico abilitato (per gli interventi che la richiedono)Relazione tecnica ex Legge 10/1991 che descrive l’interventoAttestato di Prestazione Energetica (APE) ante e post intervento (se previsto)Certificati di conformità dei materiali e degli impianti installatiSchede tecniche dei prodotti utilizzati (caldaie, infissi, pannelli solari, ecc.)Dichiarazione di conformità degli impianti rilasciata dall’installatore3. Documenti Catastali e AmministrativiVisura catastale dell’immobile oggetto dell’interventoTitolo abilitativo edilizio (se richiesto: CILA, SCIA, permesso di costruire)Delibera assembleare condominiale (per lavori su parti comuni)Tabella millesimale e ripartizione spese (per condomini)4. Documenti per CondominiSe l’intervento riguarda parti comuni condominiali, ciascun condomino deve conservare anche:Certificazione dell’amministratore che attesta l’importo delle spese sostenute dal condominio e la quota imputabile a ciascun condominoCopia della delibera assembleare che ha approvato i lavoriAttestazione del versamento della propria quota al condominioIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare che tutta la documentazione sia completa e conforme, riducendo il rischio di contestazioni in caso di controllo. Conservare correttamente i documenti è fondamentale per tutelare il tuo diritto al risparmio energetico detrazione.Domande Frequenti sull’Ecobonus 20261. Posso usufruire dell’ecobonus 2026 per la seconda casa? Sì, l’ecobonus 2026 detrazioni è applicabile sia alla prima casa che alle seconde case, purché siano immobili residenziali accatastati (categorie da A/1 ad A/11, escluso A/10). L’aliquota e i massimali sono gli stessi indipendentemente dal fatto che l’immobile sia l’abitazione principale o meno.2. L’ecobonus è cumulabile con il bonus ristrutturazione?No, per lo stesso intervento non è possibile cumulare l’ecobonus con il bonus ristrutturazione (o bonus casa al 50%). Devi scegliere quale agevolazione applicare. In genere, conviene optare per l’ecobonus quando l’aliquota è del 65%, mentre per interventi al 50% le due detrazioni sono equivalenti dal punto di vista economico.3. Chi è in affitto può beneficiare dell’ecobonus?L’ecobonus 2026 detrazioni spetta al soggetto che sostiene effettivamente la spesa. Quindi, se l’inquilino paga i lavori (con il consenso del proprietario), può beneficiare della detrazione. Tuttavia, deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile (proprietà, usufrutto, comodato registrato) o di un contratto di locazione regolarmente registrato. È consigliabile formalizzare l’accordo con il proprietario per evitare contestazioni future.4. Entro quando va inviata la comunicazione ENEA?La comunicazione ENEA deve essere inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori. La data di fine lavori coincide con il collaudo finale o, se non previsto, con la data dell’ultima fattura relativa all’intervento. È un termine perentorio: l’invio tardivo o l’omissione della comunicazione comporta la perdita del diritto alla detrazione.5. Cosa succede se vendo casa prima dei 10 anni?In caso di vendita dell’immobile prima della scadenza del periodo di godimento della detrazione, le rate residue si trasferiscono automaticamente all’acquirente, a meno che le parti non concordino diversamente. In alternativa, il venditore può scegliere di continuare a fruire delle rate residue, ma questo deve essere espressamente indicato nell’atto di compravendita. Il CAF Centro Fiscale ti consiglia su come gestire al meglio questa situazione per non perdere il beneficio.6. È ancora possibile cedere il credito o lo sconto in fattura?No, dal 1° gennaio 2024 le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura per l’ecobonus sono state definitivamente abolite. L’unica modalità per fruire della detrazione è la detrazione diretta in 10 anni attraverso la dichiarazione dei redditi. Questa limitazione rende l’ecobonus meno conveniente per chi ha capienza fiscale ridotta o nulla.Conclusione: Approfitta dell’Ecobonus 2026 con il CAF Centro FiscaleL’ecobonus 2026 detrazioni rappresenta ancora oggi una delle principali opportunità per ridurre i costi energetici della tua abitazione e migliorare il comfort abitativo, pur con le riduzioni di aliquote introdotte dalla Legge di Bilancio. Conoscere le aliquote ecobonus 2026, i lavori ammessi, i massimali di spesa e gli adempimenti necessari (come la comunicazione ENEA e il bonifico parlante) è fondamentale per non commettere errori che potrebbero compromettere il diritto alla detrazione.Affrontare da soli la burocrazia legata all’ecobonus può risultare complesso e rischioso: un errore nella documentazione, nella tempistica o nel pagamento può comportare la perdita dell’intero beneficio fiscale. Per questo motivo, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza, dalla verifica dei requisiti tecnici alla compilazione della comunicazione ENEA, fino all’inserimento della detrazione nel modello 730.Hai bisogno di assistenza per l’ecobonus o vuoi verificare se i tuoi interventi danno diritto alla detrazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.Leggi ancheSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imp…Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e RavvedimentoContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiAgosto 12, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-12 09:00:002026-02-23 15:20:22Ecobonus 2026: Detrazioni per Risparmio Energetico, Aliquote e Lavori Ammessi
Altri Software (TeamSystem, Danea, Verticali)DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e ControStai cercando un software di fatturazione elettronica robusto, pensato per aziende strutturate e studi professionali con esigenze multi-postazione? DocEasy e una delle soluzioni italiane piu longeve sul mercato, con un’offerta che spazia dal piano base per liberi professionisti fino al pacchetto Enterprise con utenze multiple e API per integrazioni gestionali. In questa recensione completa DocEasy 2026 analizziamo prezzi, funzioni, pro e contro, e lo confrontiamo con i principali competitor come Facile Fattura, Fatture in Cloud e Aruba.Se gestisci una partita IVA in regime forfettario, una SRL con piu utenti, o uno studio professionale con commercialisti e collaboratori, troverai qui tutte le informazioni per capire se DocEasy e la scelta giusta per il tuo business o se conviene valutare alternative.Indice dei contenutiCos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italianoA chi si rivolge DocEasy: target e profilo utenteCome funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobilePiani e prezzi DocEasy 2026Funzioni principali di DocEasyI pro di DocEasyI contro di DocEasyConfronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e ArubaRecensioni utenti DocEasyA chi e adatto DocEasyCome attivare DocEasy passo passoAlternative consigliate a DocEasyFAQ – Domande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Cos’e DocEasy: il software di fatturazione elettronica italianoDocEasy e una piattaforma italiana di fatturazione elettronica sviluppata per garantire la piena conformita normativa con i requisiti dell’Agenzia delle Entrate e del Sistema di Interscambio (SdI). Nasce come risposta all’obbligo di fatturazione elettronica esteso a tutte le partite IVA dal 1 gennaio 2024, e si e evoluta nel tempo aggiungendo funzioni di gestione clienti, conservazione sostitutiva e integrazioni con i principali gestionali aziendali.A differenza di soluzioni piu “consumer” come Fatture in Cloud o Aruba, DocEasy ha un’impostazione piu professionale e orientata alle aziende strutturate: la sua forza e la multi-postazione nativa, la conservazione decennale inclusa e le API per integrarsi con software gestionali, ERP e CRM. Si rivolge soprattutto a chi cerca affidabilita e completezza, accettando in cambio un’interfaccia meno “instagrammabile” rispetto ai competitor piu moderni. A chi si rivolge DocEasy: target e profilo utenteDocEasy non e un software pensato per il professionista occasionale che emette poche fatture all’anno. Il suo target tipico include:Aziende strutturate con piu utenti operativi (amministrazione, commerciale, contabilita)Studi professionali (commercialisti, consulenti del lavoro, studi legali) che gestiscono molte fatture per conto dei clientiSRL e SPA con esigenze di integrazione gestionale tramite APIPMI manifatturiere e commerciali con flussi documentali complessi (DDT, fatture pro forma, riepiloghi IVA)Liberi professionisti evoluti che vogliono uno strumento “che cresca con l’attivita”Se sei un forfettario alle prime armi e ti basta emettere 2-3 fatture al mese, probabilmente DocEasy e sovradimensionato rispetto alle tue esigenze: in quel caso e meglio orientarsi su soluzioni piu semplici e con piano gratuito (vedi sezione alternative). Come funziona DocEasy: piattaforma cloud e app mobileDocEasy si basa su un’architettura 100% cloud: non serve installare software sul computer ne preoccuparsi di backup. L’accesso avviene da browser, con credenziali utente personalizzate, oppure tramite app mobile (iOS e Android) per emettere fatture e consultare lo storico anche fuori ufficio.Il flusso operativo tipico e questo:Login con username e password (con possibilita di autenticazione a due fattori per i piani superiori)Selezione del cliente dall’anagrafica (importabile da CSV o Excel)Compilazione fattura con righe articolo, IVA, ritenute, eventuali bolliAnteprima e firma digitale automaticaInvio al SdI con tracciamento dello stato (consegnata, accettata, scartata)Conservazione sostitutiva automatica per 10 anniL’app mobile permette di emettere fatture rapide direttamente dal cellulare, scattare foto di scontrini per il primo nota e ricevere notifiche sullo stato delle fatture inviate. E’ una funzione utile soprattutto per chi e spesso in trasferta o lavora in cantiere. Piani e prezzi DocEasy 2026DocEasy ha una struttura di prezzi a quattro livelli, pensata per accompagnare la crescita dell’attivita. Tutti i piani includono 30 giorni di trial gratuito senza carta di credito.Trial gratuito 30 giorniPer testare la piattaforma DocEasy mette a disposizione un periodo di prova di 30 giorni con accesso a tutte le funzioni del piano Pro. Non e richiesta carta di credito e il rinnovo non e automatico: alla scadenza, se non si attiva un piano a pagamento, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per il recupero.Piano Base – circa 6 euro/meseIl piano Base ha un costo indicativo di circa 6 euro al mese (fatturazione annuale) e include:Numero di fatture limitato (in genere 50-100 fatture/anno)Emissione e ricezione e-fattureConservazione sostitutiva inclusa1 utente operativoSupporto via emailE’ adatto a forfettari con poche fatture, professionisti agli inizi o microattivita.Piano Pro – circa 15 euro/meseIl piano Pro e il piu venduto: costa circa 15 euro al mese e include:Fatture illimitate in emissione e ricezioneGestione completa di clienti, fornitori, articoliPreventivi, proforma, DDTRiepiloghi IVA per liquidazioni periodicheConservazione decennale inclusaApp mobile completa1-2 utentiSupporto via email e chatPiano Business – circa 30 euro/meseIl piano Business, intorno ai 30 euro al mese, e pensato per aziende con piu collaboratori:Tutto il piano ProMulti-utente (in genere fino a 5 utenti, con permessi differenziati)Multi-postazione e multi-aziendaGestione magazzino baseEsportazione dati per commercialistaSupporto telefonicoPiano Enterprise – prezzi su richiestaIl piano Enterprise ha prezzi personalizzati e si rivolge ad aziende con esigenze specifiche: utenti illimitati, integrazione tramite API con gestionali ERP/CRM, customizzazioni dedicate, account manager dedicato, SLA garantito.Nota: i prezzi indicati sono indicativi e possono variare. Verifica sempre le tariffe aggiornate sul sito ufficiale DocEasy prima di sottoscrivere un piano. Funzioni principali di DocEasyVediamo nel dettaglio le funzionalita che caratterizzano il software.Emissione e ricezione e-fattureDocEasy permette di emettere fatture elettroniche in formato XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate, con invio automatico al SdI. Ogni fattura e tracciata con ricevute di consegna, accettazione o scarto. La ricezione avviene tramite codice destinatario o PEC, con archiviazione automatica delle fatture passive.Conservazione sostitutiva 10 anniLa conservazione sostitutiva e inclusa in tutti i piani senza costi aggiuntivi. Le fatture vengono conservate per 10 anni a norma di legge (DPCM 3 dicembre 2013 e DM 17 giugno 2014), garantendo l’opponibilita fiscale e civile dei documenti. E’ un vantaggio importante perche su molti competitor la conservazione e un add-on a pagamento.Gestione clienti e fornitoriL’anagrafica clienti e fornitori permette di salvare partite IVA, codici destinatari, condizioni di pagamento, sconti applicati. I dati possono essere importati da file CSV/Excel o sincronizzati con gestionali esterni via API.Preventivi e proformaSi possono creare preventivi, fatture pro forma, e convertirli in fattura definitiva con un click. Utile per chi lavora con commesse o vendite ricorrenti.Riepiloghi IVA e liquidazioniDocEasy genera riepiloghi IVA mensili e trimestrali con calcolo automatico del debito/credito IVA, utili per le liquidazioni periodiche. I dati sono esportabili in formato compatibile con il commercialista.Multi-postazione e multi-utenteUna delle differenze chiave rispetto ai competitor: DocEasy gestisce nativamente piu utenti contemporaneamente sulla stessa azienda, con permessi granulari (chi puo emettere fatture, chi puo solo consultare, chi puo accedere all’anagrafica clienti).API per integrazioniLe API REST di DocEasy permettono di integrare il software con gestionali ERP, e-commerce, CRM o software custom. E’ una funzione fondamentale per aziende che vogliono automatizzare il flusso documentale e che giustifica il piano Enterprise. I pro di DocEasyAffidabilita comprovata: software italiano con anni di operativita, infrastruttura solida, uptime elevatoConservazione sostitutiva 10 anni inclusa in tutti i piani, senza costi aggiuntiviSupporto multi-utente nativo: ideale per aziende e studi professionaliAPI per integrazioni con gestionali ERP, CRM, e-commerceApp mobile per emettere fatture in mobilitaGestione completa di tutto il ciclo passivo e attivo (fatture, DDT, preventivi, proforma)Conformita normativa garantita con aggiornamenti automatici alle modifiche di leggeI contro di DocEasyInterfaccia meno moderna: il design e funzionale ma poco “instagrammabile” rispetto a Fatture in Cloud o ArubaCurva di apprendimento piu ripida: per chi e alle prime armi puo risultare denso di opzioni e meno intuitivoNessun piano gratuito permanente: oltre il trial di 30 giorni e necessario passare a un piano a pagamentoPrezzo non competitivo per i piccoli forfettari: per chi emette poche fatture esistono soluzioni piu economicheDocumentazione tecnica talvolta poco aggiornata, soprattutto sulle API Confronto DocEasy vs Facile Fattura, Fatture in Cloud e ArubaPer scegliere il software giusto e utile confrontare DocEasy con i principali competitor.DocEasy vs Facile FatturaFacile Fattura ha un piano gratuito permanente (con limite fatture) ed e piu indicato per forfettari e microattivita. DocEasy non ha piano free e parte da circa 6 euro/mese, ma offre multi-utente nativo e API che Facile Fattura non ha. Verdetto: Facile Fattura vince per i piccoli, DocEasy per le aziende strutturate.DocEasy vs Fatture in CloudFatture in Cloud (gruppo TeamSystem) ha un’interfaccia piu moderna e intuitiva, integrazione nativa con strumenti del gruppo (gestione magazzino, contabilita) e una community piu ampia. DocEasy compete su conservazione inclusa e flessibilita multi-azienda. Fatture in Cloud e spesso preferito per chi parte da zero, DocEasy per chi ha gia struttura aziendale.DocEasy vs Aruba Fatturazione ElettronicaAruba ha il vantaggio del brand e di prezzi molto competitivi (a partire da 1 euro/mese in promozione), ma il software e piu basico e meno orientato alle aziende multi-utente. DocEasy costa di piu ma offre funzioni avanzate che Aruba non ha (gestione magazzino, multi-postazione, API enterprise).SoftwarePrezzo basePiano gratuitoMulti-utenteConservazioneAPIDocEasy~6 euro/meseNo (trial 30gg)Si (nativo)Inclusa 10 anniSi (Enterprise)Facile Fattura5 euro/meseSi (Free)LimitatoInclusaNoFatture in Cloud4-8 euro/meseNo (trial)Si (a pagamento)A pagamentoSiAruba1-5 euro/meseNoNoInclusaLimitata Recensioni utenti DocEasyLe recensioni di DocEasy raccolte sui principali portali di review (Trustpilot, Capterra, G2) raccontano un quadro coerente:Punti di forza riconosciuti: stabilita, conservazione inclusa, supporto tecnico competente, multi-utenteCritiche ricorrenti: interfaccia datata, poca formazione iniziale, app mobile a tratti meno fluida del gestionale webVoto medio: si attesta intorno a 4,0/5, con valutazioni piu alte da parte di aziende strutturate e piu basse da parte di freelance singoliLe aziende piu soddisfatte sono quelle che hanno valorizzato la multi-postazione e l’integrazione via API con gestionali interni. I clienti meno soddisfatti sono spesso piccoli professionisti che avrebbero potuto scegliere soluzioni piu leggere.A chi e adatto DocEasyDocEasy e la scelta giusta se:Hai una SRL o un’azienda con piu collaboratori che devono accedere alle stesse fattureGestisci uno studio professionale e fatturi per piu clienti/aziendeTi serve la conservazione decennale inclusa senza pagare extraVuoi integrare la fatturazione con un gestionale ERP, CRM o e-commerce via APICerchi un software italiano solido e affidabile piu che esteticamente curatoNon e la scelta giusta se:Sei un forfettario con poche fatture e vuoi spendere il minimoCerchi un’interfaccia moderna e immediataVuoi un piano completamente gratuito in modo permanenteCome attivare DocEasy passo passoVai sul sito ufficiale DocEasy e clicca su “Prova gratis”Registra un account con email aziendale e dati della partita IVAConfigura l’azienda: ragione sociale, indirizzo, regime fiscale, codice destinatario o PECImporta l’anagrafica clienti (opzionale) tramite file CSV/ExcelEmetti la prima fattura di prova per testare il flusso al SdIAttiva la conservazione sostitutiva dal pannello (e gratuita e in pochi click)Alla fine del trial di 30 giorni, scegli il piano piu adatto e inserisci i dati di pagamentoTutta la procedura richiede in genere 15-30 minuti. Il supporto DocEasy mette a disposizione tutorial video e guide in PDF.Alternative consigliate a DocEasySe DocEasy non ti convince o non rispecchia le tue esigenze, ecco alcune alternative valide:Facile Fattura: ideale per forfettari, ha piano gratuito permanenteFatture in Cloud: interfaccia moderna, ecosistema TeamSystem, ottimo per startupAruba Fatturazione Elettronica: economica, brand affidabile, perfetta per chi cerca il prezzo piu bassoFattura24: equilibrata, buon rapporto qualita/prezzoLibero SiFattura: economica, semplice, indicata per piccoli professionistiVuoi un consiglio personalizzato per la tua attivita? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il software di fatturazione elettronica piu adatto al tuo regime fiscale, alle tue esigenze operative e al tuo budget. Offriamo anche servizi di assistenza alla compilazione e gestione contabile per partite IVA, professionisti e aziende.Contattaci per una consulenza gratuita o vieni a trovarci nei nostri uffici di Udine. FAQ – Domande frequenti su DocEasyDocEasy e adatto ai forfettari?Si, ma e sovradimensionato per chi emette poche fatture all’anno. Per i forfettari con bassi volumi conviene valutare alternative con piano gratuito come Facile Fattura o Aruba.La conservazione sostitutiva 10 anni e davvero inclusa?Si, su tutti i piani DocEasy la conservazione sostitutiva decennale e inclusa nel prezzo, senza add-on. E’ uno dei vantaggi competitivi piu apprezzati.DocEasy ha un piano gratuito permanente?No. C’e solo un trial gratuito di 30 giorni, poi e obbligatorio passare a un piano a pagamento.Posso usare DocEasy con piu utenti?Si, dal piano Business in su (intorno ai 30 euro/mese) e’ disponibile la gestione multi-utente nativa con permessi differenziati. Anche il piano Pro consente fino a 2 utenti.DocEasy si integra con il mio gestionale?Si, tramite le API REST disponibili nel piano Enterprise. E’ possibile integrarlo con ERP, CRM, e-commerce e software custom. Per integrazioni semplici alcune funzionalita sono disponibili anche dai piani Pro/Business.Come funziona il trial di 30 giorni?Il trial e completamente gratuito e non richiede carta di credito. Allo scadere, se non si attiva un piano, l’account viene sospeso ma i dati restano disponibili per 30 giorni aggiuntivi prima dell’eventuale cancellazione.Posso passare da Aruba o Fatture in Cloud a DocEasy?Si, e possibile importare l’anagrafica clienti e lo storico fatture tramite file CSV/Excel. Il supporto DocEasy assiste nella migrazione, soprattutto per i piani Business ed Enterprise.Il CAF Centro Fiscale puo aiutarmi nella scelta?Certo. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza nella scelta del software di fatturazione piu adatto e supporto operativo nella gestione contabile. Contattaci per una valutazione gratuita.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Agosto 12, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-12 08:00:002026-05-24 09:36:31DocEasy Fattura Elettronica Recensione 2026: Prezzi, Pro e Contro
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIAdempimento Collaborativo 2026: Guida Completa ai Chiarimenti Operativi dell’Agenzia delle EntrateRateizzazioni agenzia entrateIl regime di adempimento collaborativo (in inglese cooperative compliance) rappresenta uno degli strumenti più innovativi del diritto tributario italiano degli ultimi anni. Introdotto dal D.Lgs. 128/2015 e profondamente riformato dal D.Lgs. 221/2023, questo regime si propone di trasformare il rapporto tra Agenzia delle Entrate e grandi contribuenti: da un controllo ex post (dopo la presentazione della dichiarazione) a un dialogo preventivo e trasparente sui rischi fiscali.Con i chiarimenti operativi del 2026, l’Agenzia delle Entrate ha ulteriormente definito le regole del gioco nel quadro del percorso di progressivo abbassamento delle soglie di ricavi per ampliare la platea dei soggetti ammissibili, e ha dettagliato i requisiti del Tax Control Framework (TCF), il sistema interno di controllo del rischio fiscale che ogni azienda deve adottare per accedere al regime.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sull’adempimento collaborativo nel 2026: chi può aderire, quali vantaggi offre, come funziona il Tax Control Framework e quali sono le novità operative introdotte dall’Agenzia delle Entrate.Indice dei contenutiCos’è il regime di adempimento collaborativoLa normativa: D.Lgs. 128/2015 e le modifiche del D.Lgs. 221/2023Soglie di ricavi: il percorso 2024-2028Il Tax Control Framework (TCF): cos’è e come funzionaRequisiti per l’ammissione al regimeI benefici del regime: sanzioni, non punibilità e sospensioneChiarimenti operativi 2026 dell’Agenzia delle EntrateCome aderire: procedura passo dopo passoTabella riepilogativa: adempimento collaborativo in sintesiDomande frequenti (FAQ) Cos’è il regime di adempimento collaborativoIl regime di adempimento collaborativo è un accordo volontario tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate basato sulla trasparenza, la buona fede e la comunicazione preventiva dei rischi fiscali. In sostanza, invece di aspettare che il Fisco controlli la dichiarazione dei redditi (spesso anni dopo), l’azienda comunica in anticipo le operazioni o le interpretazioni normative su cui potrebbe esserci incertezza.Immagina che la tua azienda stia valutando un’operazione di riorganizzazione societaria complessa. Con il regime ordinario, presenteresti la dichiarazione, e solo dopo 3-5 anni potrebbe arrivare un eventuale accertamento. Con l’adempimento collaborativo, invece, discuti preventivamente la questione con l’Agenzia delle Entrate, che ti fornisce una risposta certa prima ancora che l’operazione sia completata.Questo cambio di paradigma si ispira ai modelli di cooperative compliance già adottati in altri Paesi europei (Olanda, Irlanda, Spagna) e nei modelli OCSE. L’obiettivo è duplice: ridurre il contenzioso tributario e garantire alle imprese maggiore certezza del diritto. La normativa: D.Lgs. 128/2015 e le modifiche del D.Lgs. 221/2023Il D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 128 ha introdotto per la prima volta in Italia il regime di adempimento collaborativo (artt. 3-7), attuando la delega fiscale della Legge 23/2014. Inizialmente, il regime era riservato solo alle grandissime imprese con volume d’affari superiore a 10 miliardi di euro, rendendolo praticamente inaccessibile alla maggior parte delle aziende italiane.La svolta è arrivata con il D.Lgs. 30 dicembre 2023, n. 221, che ha riformato profondamente il regime nell’ambito della più ampia riforma fiscale avviata dalla Legge delega 9 agosto 2023, n. 111. Le principali novità introdotte dal D.Lgs. 221/2023 sono:Abbassamento progressivo delle soglie di ricavi dal 2024 al 2028 (vedi sezione dedicata)Definizione dettagliata del Tax Control Framework (TCF) e dei requisiti che deve possedereEstensione dei benefici, con l’introduzione di cause di non punibilità per reati tributari in caso di comportamento collaborativoPotenziamento della certezza preventiva: l’Agenzia deve rispondere alle istanze del contribuente entro termini certiIstituzione del Registro dei certificatori del TCF, con la possibilità di avvalersi di soggetti terzi accreditati per certificare il sistema di controlloIntroduzione di obblighi di comunicazione più strutturati e del colloquio preventivo obbligatorioI decreti attuativi del 2024 hanno poi definito nel dettaglio i requisiti del TCF, il processo di certificazione e le modalità operative del regime, completando il quadro normativo che il 2026 consolida con i nuovi chiarimenti operativi dell’Agenzia. Soglie di ricavi: il percorso 2024-2028Uno degli aspetti più significativi della riforma è l’abbassamento graduale delle soglie di volume d’affari o ricavi che consentono di accedere al regime. L’obiettivo del legislatore è ampliare progressivamente la platea dei soggetti ammissibili, fino a includere le imprese di medie dimensioni entro il 2028.Le soglie sono state fissate direttamente dall’art. 7 del D.Lgs. 221/2023, che ha modificato il D.Lgs. 128/2015:Periodo di impostaSoglia minima di ricavi/volume d’affariNoteFino al 2023Oltre 1 miliardo di euroSoglia ante-riforma (pre D.Lgs. 221/2023)Dal 2024750 milioni di euroPrima riduzione – D.Lgs. 221/2023 art. 7, c. 1-bis lett. a)Dal 2026500 milioni di euroSeconda riduzione – D.Lgs. 221/2023 art. 7, c. 1-bis lett. b)Dal 2028100 milioni di euroTerza riduzione – D.Lgs. 221/2023 art. 7, c. 1-bis lett. c)Nel 2026, quindi, possono accedere al regime le imprese con ricavi superiori a 500 milioni di euro. Il grande salto verso le imprese di dimensioni medie (100 milioni) avverrà dal 2028, rendendo il regime accessibile a una platea molto più ampia di aziende italiane. I requisiti dimensionali si calcolano sul valore più elevato tra i ricavi degli ultimi tre esercizi. Il Tax Control Framework (TCF): cos’è e come funzionaIl Tax Control Framework (TCF) è il cuore del regime di adempimento collaborativo. Si tratta di un sistema strutturato di rilevazione, gestione e controllo del rischio fiscale che l’azienda deve adottare e mantenere operativo per poter aderire al regime. In termini semplici, è un insieme di procedure, controlli interni e strumenti che permettono all’impresa di identificare preventivamente le aree di rischio fiscale e gestirle in modo trasparente.Pensa al TCF come a un sistema di allarme interno per i rischi fiscali: così come un’azienda ha procedure per gestire i rischi operativi o finanziari, il TCF serve a presidiare il rischio che vengano commessi errori o adottate posizioni fiscali aggressive non dichiarate al Fisco. Elementi essenziali del TCF secondo i decreti attuativi 2024I decreti attuativi del 2024 hanno definito i requisiti minimi che il TCF deve possedere per essere considerato idoneo:Strategia fiscale: l’azienda deve dotarsi di una strategia fiscale approvata dal Consiglio di Amministrazione (o organo equivalente), che definisca i principi guida nella gestione degli adempimenti tributari e l’approccio al rischio fiscale.Mappatura dei rischi fiscali: identificazione sistematica di tutti i processi aziendali che generano obblighi o rischi fiscali (ciclo attivo, ciclo passivo, operazioni straordinarie, transfer pricing, ecc.).Sistema di controllo: procedure specifiche per prevenire, rilevare e gestire i rischi fiscali identificati. Include sia controlli preventivi (prima dell’operazione) che successivi (verifica della corretta applicazione).Monitoraggio continuo: meccanismi di aggiornamento del sistema in risposta ai cambiamenti normativi, alle operazioni straordinarie o alle evoluzioni del business.Comunicazione e formazione: diffusione della cultura della compliance fiscale all’interno dell’organizzazione, con programmi di formazione per il personale rilevante.Revisione periodica: valutazione regolare dell’efficacia del TCF, con reporting all’organo di gestione e, se certificato, al certificatore terzo.La certificazione del TCFIl D.Lgs. 221/2023 ha introdotto la possibilità di ottenere la certificazione del TCF da parte di un soggetto terzo accreditato, iscritto nel Registro dei certificatori del TCF tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Rientrano tra i potenziali certificatori le società di revisione e i professionisti abilitati che hanno superato uno specifico processo di accreditamento.La certificazione attesta che il TCF adottato dall’impresa rispetta i requisiti minimi previsti dalla normativa ed è effettivamente operativo. Non è una garanzia che l’impresa non commetta mai errori fiscali, ma è la dimostrazione che esiste un sistema strutturato per prevenirli e gestirli. La certificazione deve essere rinnovata periodicamente e aggiornata in caso di modifiche significative al TCF o alla struttura aziendale.Requisiti per l’ammissione al regimePer essere ammessi al regime di adempimento collaborativo nel 2026, un’impresa deve soddisfare contemporaneamente i seguenti requisiti:Soglia dimensionale: ricavi o volume d’affari superiori a 500 milioni di euro (soglia vigente per i nuovi ingressi dal 2026, come stabilito dall’art. 7 del D.Lgs. 221/2023). Dal 2028 la soglia scenderà a 100 milioni.Tax Control Framework adeguato: il contribuente deve disporre di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale conforme ai requisiti minimi previsti dalla normativa.Assenza di cause ostative: non essere stati condannati con sentenza definitiva per reati tributari nei 5 anni precedenti la domanda; non avere in corso procedimenti penali per reati tributari di particolare gravità (frode fiscale, emissione di fatture false, ecc.).Comportamento collaborativo pregresso: non aver tenuto comportamenti sistematicamente non collaborativi nei confronti del Fisco negli anni precedenti. Questo requisito viene valutato caso per caso dall’Agenzia.Istanza di ammissione: presentazione di apposita istanza secondo le modalità telematiche definite dall’Agenzia delle Entrate (Fisconline), corredata dalla documentazione sul TCF.Possono accedere al regime sia le imprese residenti in Italia (comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti) che i gruppi societari, in quest’ultimo caso con la possibilità di presentare un TCF di gruppo che copra le principali entità. Per i gruppi, la soglia di ricavi si calcola a livello di singola entità, ma l’ammissione avviene entità per entità.I benefici del regime: sanzioni, non punibilità e sospensioneI benefici del regime di adempimento collaborativo sono stati ampliati e precisati dal D.Lgs. 221/2023 e dai successivi chiarimenti del 2025-2026. Ecco i principali vantaggi per le imprese aderenti: 1. Riduzione delle sanzioni amministrativeLe imprese in regime di adempimento collaborativo beneficiano di una riduzione delle sanzioni amministrative in caso di violazioni tributarie. In particolare:Riduzione alla metà delle sanzioni previste per le violazioni che riguardano rischi comunicati preventivamente all’Agenzia delle Entrate, quando l’Agenzia abbia espresso un parere che il contribuente ha seguito in buona fede.Esclusione dall’applicazione delle sanzioni per le violazioni che riguardano rischi classificati come “certi” nel TCF e comunicati all’Agenzia entro i termini, quando l’impresa abbia adottato la posizione suggerita dall’Agenzia stessa.In tutti i casi, per i rischi comunicati e valutati preventivamente, le sanzioni non possono comunque superare il 50% del minimo edittale.2. Benefici in materia penale tributariaUna delle novità più rilevanti del D.Lgs. 221/2023 riguarda i benefici in materia penale. Per i contribuenti in regime di adempimento collaborativo, in caso di rischi fiscali comunicati preventivamente all’Agenzia delle Entrate e trattati con trasparenza, possono essere riconosciuti benefici sulle conseguenze penali di eventuali violazioni tributarie, quando:Il rischio fiscale era stato preventivamente comunicato all’Agenzia delle Entrate.L’impresa ha adottato la condotta indicata dall’Agenzia nelle proprie risposte o pareri.La violazione è conseguenza di incertezze interpretative genuine, non di comportamenti fraudolenti.Questi benefici non coprono comportamenti fraudolenti, l’occultamento di redditi o le operazioni simulate. Riguardano esclusivamente le situazioni di genuina incertezza normativa affrontate in modo trasparente con il Fisco.3. Sospensione della riscossionePer i rischi fiscali comunicati preventivamente e oggetto di confronto con l’Agenzia delle Entrate, la riscossione delle somme eventualmente dovute può essere sospesa fino alla conclusione del procedimento di valutazione. Questo è un vantaggio significativo rispetto al regime ordinario, dove il contribuente può essere chiamato a pagare anche in fase di accertamento, con oneri finanziari rilevanti.4. Interlocuzione privilegiata con l’Agenzia delle EntrateOltre ai benefici sanzionatori, le imprese in regime di adempimento collaborativo godono di un canale di comunicazione diretto e prioritario con l’Agenzia delle Entrate. Questo include:Risposte entro termini certi alle istanze di interpello, con tempistiche più rapide rispetto agli interpelli ordinari.Colloqui preventivi obbligatori prima dell’avvio di qualsiasi attività di controllo che riguardi periodi d’imposta in cui l’impresa era nel regime.Assenza di accertamenti a sorpresa: prima di emettere un avviso di accertamento, l’Agenzia deve attivare il contraddittorio preventivo.Riduzione dei termini di accertamento: per i soggetti in regime, i termini ordinari di decadenza dell’accertamento sono ridotti della metà rispetto al regime ordinario.Chiarimenti operativi 2026 dell’Agenzia delle EntrateIl 2026 ha portato importanti chiarimenti operativi da parte dell’Agenzia delle Entrate, che hanno riguardato sia le modalità di accesso al regime per i nuovi soggetti ammissibili (in virtù della soglia scesa a 500 milioni), sia aspetti applicativi che si erano rivelati problematici nelle prime fasi di attuazione della riforma del 2023. Ecco i principali chiarimenti:Chiarimento 1: Calcolo della soglia di ricavi per i gruppiL’Agenzia ha chiarito che, per i gruppi societari, la soglia di ricavi si calcola a livello di singola entità, non a livello consolidato. Questo significa che ogni società del gruppo deve individualmente superare la soglia per poter aderire al regime. Tuttavia, i TCF di gruppo sono ammessi, a condizione che coprano in modo adeguato le specificità di ciascuna entità e che per ciascuna sia redatta una mappatura dei rischi specifica.Chiarimento 2: Retroattività parziale e decorrenza dei beneficiUn tema molto dibattuto riguardava la decorrenza dei benefici per le imprese che ottengono la certificazione del TCF dopo l’avvio dell’istanza. L’Agenzia ha chiarito che i benefici del regime decorrono dalla data di ammissione, non dalla data di presentazione dell’istanza. Per i periodi d’imposta antecedenti all’ammissione, i benefici non si applicano retroattivamente.Chiarimento 3: Comunicazione dei rischi “rilevanti”L’Agenzia ha fornito indicazioni più precise su cosa si intende per rischio fiscale “rilevante” ai fini dell’obbligo di comunicazione. Vengono considerati rilevanti i rischi che, se materializzati, potrebbero comportare una maggiore imposta significativa, oppure che riguardano questioni di interpretazione normativa incerta su cui non esistono ancora orientamenti consolidati (circolari, risoluzioni, pronunce di Cassazione).Chiarimento 4: Esclusione dal regime e cause ostativeI chiarimenti del 2026 hanno precisato le modalità di esclusione dal regime. L’Agenzia può escludere un’impresa dal regime in caso di:Comportamento non collaborativo ripetuto (omessa comunicazione di rischi rilevanti).Deterioramento significativo del TCF (accertato in sede di verifica).Venire meno dei requisiti soggettivi (ricavi scesi sotto la soglia minima).Sopravvenienza di cause ostative penali.L’esclusione è preceduta da un contraddittorio obbligatorio di almeno 30 giorni, durante il quale l’impresa può presentare memorie e documenti. L’esclusione produce effetti dall’inizio del periodo d’imposta in cui si verifica la causa ostativa, con conseguente perdita dei benefici per quel periodo.Chiarimento 5: Tempistiche di risposta alle istanzePer le imprese in adempimento collaborativo, l’Agenzia ha ribadito e precisato le tempistiche per la valutazione delle istanze presentate. La norma prevede termini più rapidi rispetto agli interpelli ordinari, con l’obiettivo di garantire la certezza preventiva che è la ragione d’essere del regime. In caso di complessità tecnica, l’Agenzia comunica al contribuente la necessità di tempi aggiuntivi motivati.Chiarimento 6: Regime transitorio per le imprese già ammesseLe imprese già ammesse al regime con la soglia precedente possono continuare ad applicarlo senza dover adeguare immediatamente il proprio TCF ai nuovi standard evolutivi. Tuttavia, l’Agenzia ha indicato che è attesa una revisione periodica del TCF per mantenere l’ammissione al regime, in modo da assicurare che il sistema di controllo rimanga effettivo e aggiornato rispetto alla crescita e all’evoluzione del business aziendale.Come aderire: procedura passo dopo passoSe la tua impresa supera la soglia di 500 milioni di euro di ricavi (soglia 2026) e sei interessato ad aderire al regime di adempimento collaborativo, ecco la procedura da seguire:Verifica i requisiti soggettivi: controlla che l’impresa superi la soglia di ricavi vigente (500 milioni per i nuovi ingressi nel 2026) e che non vi siano cause ostative penali o comportamentali.Valuta o implementa il TCF: se non hai già un sistema di controllo del rischio fiscale strutturato, avvialo con il supporto di consulenti specializzati. Il TCF deve essere operativo e documentato prima della presentazione dell’istanza.Valuta la certificazione del TCF: la certificazione, pur non obbligatoria per tutti i soggetti, è fortemente raccomandata e necessaria per determinati benefici aggiuntivi. Seleziona un soggetto iscritto nel Registro dei certificatori del TCF tenuto dal MEF.Presenta l’istanza di ammissione: invia l’istanza in via telematica tramite il canale dedicato dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline), allegando la documentazione sul TCF. L’istanza non ha scadenza periodica ma è presentata su base continuativa.Colloquio introduttivo: dopo la presentazione dell’istanza, l’Agenzia convoca di norma un colloquio con i referenti del contribuente per approfondire la struttura del TCF e le principali aree di rischio fiscale.Ammissione al regime: l’Agenzia adotta un provvedimento di ammissione. Dal momento dell’ammissione, l’impresa può beneficiare di tutti i vantaggi del regime.Comunicazione annuale dei rischi: ogni anno, entro i termini stabiliti, l’impresa deve comunicare all’Agenzia i rischi fiscali rilevanti identificati nel corso del periodo d’imposta e le posizioni adottate.Il CAF Centro Fiscale di Udine, pur operando principalmente a supporto di privati, famiglie e piccole partite IVA, è in grado di fornirti una prima orientazione sulla corretta gestione degli adempimenti fiscali e di indirizzarti verso i professionisti specializzati per pratiche di questa complessità. Contattaci per un colloquio preliminare. Tabella riepilogativa: adempimento collaborativo in sintesiAspettoDettaglio 2026Normativa baseD.Lgs. 128/2015, riformato da D.Lgs. 221/2023Soglia ricavi dal 2026Superiore a 500 milioni di euroSoglia ricavi dal 2028Superiore a 100 milioni di euroTCF certificatoFacoltativo (fortemente raccomandato); obbligatorio per accedere a specifici benefici aggiuntiviRiduzione sanzioniFino al 50% del minimo edittale per rischi comunicati preventivamenteBenefici penali tributariPer rischi comunicati preventivamente e trattati in trasparenzaSospensione riscossionePer rischi oggetto di confronto con AdETermini accertamentoRidotti della metà rispetto al regime ordinarioRegistro certificatori TCFTenuto dal MEF; accreditamento specifico richiestoContraddittorio esclusioneObbligatorio, almeno 30 giorniDomande frequenti (FAQ) Chi può aderire al regime di adempimento collaborativo nel 2026?Dal 2026, possono aderire le imprese con ricavi superiori a 500 milioni di euro, come stabilito dall’art. 7 del D.Lgs. 221/2023. La soglia scenderà ulteriormente a 100 milioni di euro a partire dal 2028, rendendo il regime accessibile a una platea più ampia di imprese italiane.Cos’è il Tax Control Framework e chi può certificarlo?Il TCF è il sistema di controllo interno del rischio fiscale dell’impresa. Può certificarlo un soggetto terzo (società di revisione, professionista abilitato) iscritto nel Registro dei certificatori del TCF tenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’elenco dei certificatori accreditati è pubblicato sul sito del MEF.Quali vantaggi offre l’adempimento collaborativo in termini di sanzioni?Le imprese in adempimento collaborativo beneficiano di una riduzione delle sanzioni fino al 50% del minimo edittale per i rischi fiscali comunicati preventivamente. Per i rischi valutati dall’Agenzia che il contribuente ha affrontato seguendo le indicazioni ricevute, le sanzioni possono essere ridotte ulteriormente. Sono previsti anche benefici in materia penale tributaria per le violazioni conseguenti a incertezze interpretative genuine comunicate in anticipo.La soglia di 500 milioni di euro si calcola sui ricavi lordi?Sì. Ai sensi dell’art. 7 del D.Lgs. 221/2023 (comma 1-ter), la soglia si calcola sul valore più elevato tra i ricavi degli ultimi tre esercizi. Si fa riferimento ai ricavi indicati nel bilancio redatto secondo corretti principi contabili e al volume di affari IVA. I requisiti dimensionali si valutano su un orizzonte triennale per evitare che oscillazioni temporanee dei ricavi escludano dal regime imprese strutturalmente idonee.L’adempimento collaborativo riduce la probabilità di subire accertamenti?Non elimina del tutto la possibilità di accertamenti, ma li rende molto meno probabili e comunque meno traumatici. I termini di decadenza dell’accertamento si dimezzano rispetto al regime ordinario. Soprattutto, prima di emettere qualsiasi avviso di accertamento, l’Agenzia deve attivare un contraddittorio preventivo obbligatorio, dando all’impresa la possibilità di chiarire la propria posizione.Dal 2028 il regime sarà accessibile anche alle medie imprese?Sì. A partire dal 2028, la soglia di ricavi scenderà a 100 milioni di euro, rendendo il regime accessibile a un numero molto maggiore di imprese italiane. Per le medie imprese che si stanno avvicinando a quella soglia, è consigliabile iniziare fin d’ora a strutturare un sistema di controllo del rischio fiscale adeguato, sia per essere pronti all’ammissione nel 2028, sia perché un buon TCF è un vantaggio gestionale indipendentemente dall’adempimento collaborativo.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di consulenza fiscale?Il regime di adempimento collaborativo è riservato alle grandi imprese, ma la corretta gestione degli adempimenti fiscali è fondamentale per qualsiasi contribuente. Se hai dubbi sulla tua situazione fiscale, sulla dichiarazione dei redditi o su altri adempimenti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.Prenota un appuntamento presso il nostro ufficio in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 oppure scriverci su WhatsApp al 366 6018121.Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/Rateizzazioni-agenzia-entrate.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-11 19:09:042026-08-11 19:23:05Adempimento Collaborativo 2026: Guida Completa ai Chiarimenti Operativi dell’Agenzia delle Entrate
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOPensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come RichiederlaLa pensione per casalinghe è una prestazione previdenziale destinata a chi svolge attività domestica non retribuita. Nel 2026 offre la possibilità di costruire una pensione autonoma con contributi volontari accessibili.Cos’è la Pensione Casalinghe INPSIl Fondo Casalinghe INPS è una gestione previdenziale separata creata per garantire copertura pensionistica a chi si dedica alla cura della casa e della famiglia senza percepire reddito da lavoro.A chi è rivoltaCasalinghe e casalinghiConiugi che si occupano esclusivamente della famigliaPersone che assistono familiari anziani o disabiliChi non ha altre coperture previdenziali obbligatorie Requisiti per IscriversiPossono iscriversi al Fondo Casalinghe 2026:Età: tra 16 e 65 anniResidenza: in ItaliaAttività: lavoro domestico non retribuito (cura casa, famiglia)Non iscritti ad altre gestioni previdenziali obbligatorieL’iscrizione è volontaria e può essere effettuata in qualsiasi momento. Quanto si Versa nel 2026I contributi sono volontari e flessibili:Contributo minimo mensile25,82 euro per ogni mese di contribuzione accreditato (art. 2 D.Lgs. 565/1996). L’importo è libero: l’INPS accredita tanti mesi quanti sono i multipli di 25,82 euro versati nell’anno (chi versa 110 euro ottiene, ad esempio, 4 mesi).Per maturare un anno interoVersamento annuale: 309,84 euro (12 mesi × 25,82 euro). Non esiste un massimale: versando di più cresce il montante e quindi la pensione futura.Contributi deducibiliI contributi versati sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF (se la casalinga è a carico fiscale del coniuge che li paga). Pensione di Vecchiaia CasalingheRequisiti 2026I requisiti sono quelli specifici del Fondo (art. 3 D.Lgs. 565/1996), diversi da quelli della pensione di vecchiaia ordinaria:Contributi minimi: 5 anni (60 mesi) versati al Fondo, in entrambe le ipotesiA 57 anni: solo se la pensione maturata è almeno pari a 1,2 volte l’assegno socialeA 65 anni: senza alcun limite di importoCon 5 anni di contributi spetta anche la pensione di inabilità, in caso di assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. La pensione del Fondo non è integrabile al trattamento minimo.Importo pensioneLa pensione viene calcolata con il sistema contributivo:Formula: Montante contributivo × Coefficiente di trasformazioneIl montante è la somma dei contributi versati (al netto del 2% trattenuto per le spese di gestione), rivalutata ogni anno in base al PIL. I coefficienti di trasformazione sono quelli specifici del Fondo, fissati con decreto ministeriale per le età da 57 a 65 anni, e crescono con l’età di pensionamento.Con i soli versamenti minimi l’assegno resta modesto: l’importo cresce solo se si versano contributi maggiori o per più anni. Per una simulazione personalizzata conviene chiedere al patronato. Come Iscriversi al Fondo CasalingheAccedi a inps.it con SPID/CIE/CNSVai in Prestazioni → Domanda di iscrizione Fondo CasalingheCompila il modulo con dati anagrafici e dichiarazione attività domesticaInvia la domandaL’iscrizione è immediata e gratuita.Versamento contributiDopo l’iscrizione, puoi versare i contributi:Dal Portale dei Pagamenti INPS, sezione “Fondo Casalinghe e Casalinghi”, con avviso pagoPA (dal 1° ottobre 2026 è l’unico canale ammesso)In qualsiasi momento dell’anno, in unica soluzione o in più versamenti Vantaggi della Pensione Casalinghe1. Indipendenza previdenzialeCostruisci una pensione autonoma, senza dipendere dalla reversibilità del coniuge.2. Contributi flessibiliDecidi quanto e quando versare, senza obblighi fissi.3. Deducibilità fiscaleSe il coniuge paga i contributi per la casalinga a carico, può dedurli dal proprio reddito.4. Tutela in caso di inabilitàCon almeno 5 anni di contributi il Fondo riconosce anche la pensione di inabilità. Attenzione, però: i contributi del Fondo non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli di altre gestioni (ad esempio da lavoro dipendente prima del matrimonio): per la pensione del Fondo valgono solo i versamenti fatti al Fondo (circolare INPS n. 223/2001).Pensione ai Superstiti: cosa prevede il FondoIl Fondo Casalinghe eroga solo la pensione di vecchiaia e quella di inabilità: non è prevista la pensione ai superstiti (reversibilità o indiretta) a favore dei familiari dell’iscritto (art. 3 D.Lgs. 565/1996, circolare INPS n. 223/2001). È un limite da considerare nel valutare l’iscrizione, che resta comunque compatibile con la titolarità di una pensione ai superstiti maturata dal coniuge in un’altra gestione. Domande FrequentiPosso iscrivermi se ho già lavorato in passato?Sì, se attualmente non lavori e ti dedichi esclusivamente alla famiglia.I contributi sono obbligatori dopo l’iscrizione?No, l’iscrizione non comporta obblighi. Versi solo se e quando vuoi.Posso cumulare con altri contributi?No. I contributi del Fondo Casalinghe non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli versati in altre gestioni: la pensione del Fondo si calcola solo sui versamenti fatti al Fondo.Chi può pagare i contributi?La casalinga stessa o il coniuge/familiare (che beneficia della deducibilità se la casalinga è a carico).Serve un ISEE basso?No, l’iscrizione è aperta a tutti, senza limiti di reddito familiare.ConclusioniLa pensione casalinghe 2026 è uno strumento utile per garantire copertura previdenziale a chi si dedica alla cura della famiglia. Con contributi accessibili e flessibili, permette di costruire una pensione autonoma e indipendente.Hai bisogno di assistenza per pratiche pensionistiche e welfare?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:Domande INPS e pratiche previdenzialiCalcolo requisiti pensionisticiSimulazioni importi e date di accessoAssistenza completa dalla domanda all’erogazioneContattaci per una consulenza:Telefono: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121 Email: info@centrofiscale.com Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdinePrenota Appuntamento 📚 Approfondisci: Leggi la nostra Guida completa Pensioni 2026 per una panoramica completa. Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-11 09:00:002026-09-09 11:37:50Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come RichiederlaCALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVOVerifica Posizione Contributiva INPS 2026: ECOCERT, Estratto Conto e BuchiLa verifica della posizione contributiva INPS 2026 è il primo controllo da fare prima di andare in pensione: lo strumento principale è l’ECOCERT (estratto conto certificato) accessibile gratuitamente su MyINPS. Permette di individuare eventuali buchi contributivi da recuperare prima del pensionamento. Ti guidiamo nella lettura, nell’identificazione delle 5 cause più comuni di buchi e nelle soluzioni di riscatto.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.ECOCERT vs estratto conto: differenze Estratto conto contributivo: documento informativo che mostra i contributi versati per periodi. Non ha valore certificativo.ECOCERT (Estratto Conto Certificato): documento ufficiale rilasciato da INPS che certifica la posizione contributiva e ha valore probatorio. Si chiede gratuitamente su MyINPS.Scaricare da MyINPS in 4 passi Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.Cerca “ECOCERT” o “Richiedi estratto conto certificato”.Compila la richiesta indicando il motivo (verifica pensione, ricongiunzione, riscatto).Attendi l’invio (3-6 mesi per ECOCERT certificato, immediato per estratto informativo).Lettura periodo per periodo L’estratto conto mostra:Settimane lavorate per ogni anno.Gestione previdenziale (FPLD dipendenti, gestione separata, artigiani, commercianti).Tipologia contributo: obbligatorio, figurativo (malattia/maternità), volontario, riscattato.Retribuzione di riferimento usata per il calcolo.Buchi contributivi: 5 cause tipiche Datore di lavoro inadempiente: trattenuti ma non versati a INPS.Periodi di lavoro nero: nessuna registrazione.Periodi all’estero non totalizzati: bisogna richiedere riconoscimento.Periodi di formazione/studio: laurea, corsi non riscattati.Periodi figurativi mancanti: maternità, malattia non accreditate.Come segnalare e correggere Datore non versato: documenta con buste paga e segnala a INPS con istanza online. INPS si rivale sul datore (entro prescrizione 5 anni).Periodi mancanti formali: presenta certificazione datore di lavoro o atti.Periodi figurativi: richiedi accredito tramite domanda specifica con documenti (es. certificato maternità).Periodi esteri: domanda di totalizzazione/cumulo.Riscatto periodi non versati Riscatto laurea: corso di studi universitario; costo varia da migliaia a decine di migliaia di euro.Riscatto laurea agevolato: per chi era inattivo, costi ridotti.Riscatto periodi non coperti (L. 4/2019): possibile per periodi tra il 1996 e oggi, max 5 anni.Versamenti volontari: per chi vuole versare contributi senza lavorare, su autorizzazione INPS.Patronato: assistenza gratuitaIl patronato CAF Centro Fiscale Udine offre:Richiesta gratuita ECOCERT.Analisi posizione contributiva e individuazione buchi.Valutazione convenienza riscatto/versamenti volontari.Domanda telematica per correzioni e riscatti.Vedi anche guida ricalcolo pensione e guida ricongiunzione.FAQ Ogni quanto verificare contributi?Almeno una volta ogni 5 anni. Tassativo controllare ECOCERT 1-2 anni prima della pensione per individuare e correggere buchi in tempo.Buco contributivo si recupera?Dipende dalla causa: se è inadempienza datore, INPS si rivale entro prescrizione 5 anni. Se è periodo non versato, serve riscatto o versamenti volontari (a pagamento).ECOCERT vale come certificato?Sì, l’ECOCERT è documento certificato con valore probatorio, utilizzabile per tutte le pratiche pensionistiche.Errori INPS come correggere?Tramite istanza telematica su MyINPS o tramite patronato, allegando documentazione probatoria (buste paga, CUD, certificati).Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-11 07:00:002026-08-11 07:00:00Verifica Posizione Contributiva INPS 2026: ECOCERT, Estratto Conto e BuchiNASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASpI 2026: Quando si Perde, si Sospende o Decade l’IndennitàLa NASpI non è un sostegno economico automatico e senza condizioni: una volta ottenuta, per continuare a percepirla bisogna rispettare precisi obblighi verso l’INPS e comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria situazione lavorativa. Molti beneficiari scoprono solo dopo un controllo che la propria indennità è stata sospesa o, peggio, decaduta, spesso per una semplice comunicazione mancata o in ritardo. In questa guida vediamo con chiarezza quando si perde la NASpI, quali sono le differenze tra sospensione e decadenza, quali obblighi vanno rispettati e cosa fare se l’indennità viene bloccata per errore. Conoscere queste regole permette di evitare brutte sorprese e di gestire correttamente ogni comunicazione con l’INPS. Indice dei contenutiCosa Fa Perdere la NASpI nel 2026Sospensione vs Decadenza: Qual è la DifferenzaGli Obblighi da Rispettare per Non Perdere la NASpICosa Succede se Trovi un Nuovo LavoroComunicazioni e Verifiche INPS: Come ComportarsiPerché Affidarsi al CAF per la Gestione della NASpICosa Fa Perdere la NASpI nel 2026Sono diverse le situazioni che possono determinare la perdita, totale o parziale, della NASpI. La causa più frequente è l’inizio di un nuovo lavoro dipendente o autonomo che superi le soglie di reddito previste per la compatibilità con l’indennità: superata la soglia, la NASpI decade; sotto la soglia, invece, resta possibile il cumulo con l’indennità ridotta dell’80% del reddito presunto, un meccanismo che vale sia per il lavoro dipendente sia per quello autonomo od occasionale, con soglie diverse tra i due casi. Il raggiungimento dei requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) fa cessare automaticamente il diritto alla NASpI, poiché le due prestazioni non sono cumulabili. Infine, la causa più insidiosa è la mancata comunicazione all’INPS di una nuova occupazione: la comunicazione del reddito presunto (anche se pari a zero) va effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, ed è proprio l’omissione di questo adempimento — più che l’importo del reddito in sé — a trasformarsi nella causa più frequente di decadenza con obbligo di restituzione delle somme percepite indebitamente.Le Soglie di Reddito da Nuova OccupazionePer valutare la compatibilità tra NASpI e nuovo reddito da lavoro, l’INPS applica soglie annue di reddito presunto, distinte tra lavoro dipendente e lavoro autonomo od occasionale. Per il lavoro dipendente, se il contratto ha durata non superiore a sei mesi la NASpI viene sospesa d’ufficio; il beneficiario può però chiedere il cumulo se il reddito annuo presunto resta sotto 8.174 euro, percependo l’indennità ridotta dell’80% del reddito presunto. Con contratto di durata superiore a sei mesi, o con reddito oltre la soglia, la NASpI decade. Per il lavoro autonomo o occasionale, la NASpI resta cumulabile, ridotta dell’80% del reddito presunto, solo se questo non supera 5.500 euro annui; oltre tale soglia l’indennità decade. In ogni caso il reddito annuo presunto va comunicato all’INPS con il modello NASpI-Com entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o dalla domanda, se l’attività era preesistente), anche se pari a zero: l’omessa comunicazione comporta da sola la decadenza e la restituzione delle somme. Le soglie possono essere oggetto di aggiornamento periodico: verifica sempre l’importo aggiornato con il tuo patronato di fiducia prima di prendere decisioni sulla tua situazione. Il CAF Centro Fiscale verifica per te la soglia in vigore, gestisce la comunicazione NASpI-Com entro i termini e calcola se il nuovo reddito previsto rientra nei limiti di cumulabilità. Sospensione vs Decadenza: Qual è la DifferenzaÈ fondamentale distinguere tra due situazioni molto diverse fra loro, spesso confuse dai beneficiari: la sospensione e la decadenza della NASpI. Nella sospensione il diritto all’indennità non si estingue: viene semplicemente interrotta l’erogazione per un periodo determinato, al termine del quale la prestazione può riprendere automaticamente, se restano i giorni residui di fruizione. Nella decadenza, invece, il diritto alla NASpI si estingue in modo definitivo: una volta decaduta, l’indennità non può più essere richiesta né ripristinata, indipendentemente dai mesi di fruizione non ancora goduti.Quando Scatta la SospensioneIl caso tipico di sospensione riguarda la rioccupazione con un contratto di lavoro subordinato a termine di durata non superiore a sei mesi. In questa situazione l’INPS sospende l’erogazione della NASpI per il periodo di lavoro, ma alla scadenza del contratto (se il rapporto non prosegue) l’indennità può riprendere automaticamente per i mesi residui, senza bisogno di presentare una nuova domanda. È un meccanismo pensato per non penalizzare chi accetta lavori di breve durata durante il periodo di disoccupazione.Quando Scatta la DecadenzaLa decadenza scatta invece nei casi più gravi: mancata comunicazione all’INPS di una nuova occupazione entro i termini previsti, superamento delle soglie di reddito senza la relativa dichiarazione, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, mancata partecipazione alle convocazioni del centro per l’impiego o alle iniziative di politica attiva del lavoro, e naturalmente il raggiungimento della pensione. In tutti questi casi, l’indennità si estingue definitivamente e, se l’INPS accerta che sono state percepite somme non dovute, ne può richiedere la restituzione. Gli Obblighi da Rispettare per Non Perdere la NASpIPer mantenere il diritto alla NASpI non basta aver presentato la domanda: la normativa prevede una serie di obblighi attivi che il beneficiario deve rispettare durante tutto il periodo di fruizione dell’indennità. Il primo passaggio è la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro, che attesta la propria disponibilità a essere ricollocati e che deve restare valida per tutta la durata della prestazione. Segue la sottoscrizione del patto di servizio personalizzato presso il centro per l’impiego, un documento che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro e gli impegni reciproci tra beneficiario e servizi per l’impiego.Politiche Attive e ConvocazioniChi percepisce la NASpI è tenuto a partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro proposte dal centro per l’impiego, come colloqui di orientamento, corsi di formazione o percorsi di riqualificazione professionale, e a presentarsi alle convocazioni quando richiesto. La mancata presentazione, se non giustificata da motivi validi, può comportare sanzioni progressive fino alla decadenza dal beneficio.La Congruità dell’Offerta di LavoroUn altro punto delicato riguarda la congruità dell’offerta di lavoro: il beneficiario non può rifiutare senza giustificato motivo una proposta di lavoro considerata congrua rispetto alle proprie competenze, alla distanza dal luogo di residenza e al livello retributivo. I criteri di congruità tengono conto anche della durata della disoccupazione: più tempo passa, più le condizioni di ciò che viene considerato “congruo” possono ampliarsi. Valutare correttamente se un’offerta rientra o meno nei parametri di congruità non è sempre semplice: un confronto con il patronato aiuta a evitare rifiuti che potrebbero costare la perdita dell’indennità. Cosa Succede se Trovi un Nuovo LavoroTrovare una nuova occupazione durante il periodo di NASpI non significa perdere automaticamente e in modo definitivo l’indennità: dipende dal tipo di contratto, dalla sua durata e dal reddito previsto. La regola generale, però, è una sola e non ammette eccezioni: ogni nuova occupazione va comunicata all’INPS, indipendentemente dal fatto che si tratti di un lavoro dipendente, autonomo, occasionale o a progetto. La comunicazione va effettuata entro i termini stabiliti dalla normativa e deve indicare la data di inizio dell’attività e, per il lavoro autonomo, il reddito annuo previsto.Comunicare la Nuova Occupazione all’INPSLa comunicazione tempestiva è l’elemento che fa la differenza tra una legittima sospensione o cumulabilità della NASpI e una decadenza con richiesta di restituzione delle somme. Gestire da soli questa comunicazione espone al rischio di errori di modulistica, tempistiche sbagliate o dichiarazioni incomplete: il CAF Centro Fiscale si occupa dell’intera pratica di comunicazione all’INPS, verificando che ogni dato inserito sia corretto e che i termini vengano rispettati, evitando così contestazioni successive.Cumulabilità Entro le Soglie di RedditoCome visto in precedenza, esistono soglie di reddito entro le quali la NASpI resta parzialmente cumulabile con il nuovo lavoro. Il calcolo della quota cumulabile e la verifica dei limiti applicabili al proprio caso specifico, comprese le situazioni di lavoro con Partita IVA, richiedono un’analisi personalizzata: per un approfondimento su compatibilità e limiti di reddito quando si avvia un’attività autonoma, leggi anche la nostra guida su NASPI e Partita IVA 2026: compatibilità e limiti di reddito. Anche il lavoro part-time ha regole specifiche di cumulabilità che vale la pena conoscere: ne parliamo nel dettaglio nell’articolo su NASPI Part-Time 2026: come funziona e quanto spetta. Comunicazioni e Verifiche INPS: Come ComportarsiL’INPS effettua periodicamente controlli incrociati sui dati dei beneficiari NASpI, confrontando le informazioni con altre banche dati (contratti di lavoro, redditi dichiarati, posizioni contributive). Se ricevi una comunicazione di verifica o una richiesta di chiarimenti, è importante non ignorarla e rispondere entro i termini indicati, fornendo la documentazione richiesta. Ignorare una richiesta dell’INPS, anche quando si è in regola, può portare a una sospensione precauzionale della prestazione in attesa di chiarimenti.Se la NASpI Viene Sospesa per ErroreNon è raro che si verifichino errori procedurali da parte dell’INPS: una comunicazione registrata in ritardo, un dato reddituale non aggiornato, un contratto già concluso ma non ancora recepito nei sistemi. Se ritieni che la sospensione o la decadenza della tua NASpI sia ingiustificata, hai diritto a presentare un ricorso amministrativo o un’istanza di riesame della pratica, allegando la documentazione che dimostra la tua corretta posizione. Questi procedimenti hanno termini precisi da rispettare e richiedono una modulistica specifica: il CAF Centro Fiscale assiste i propri utenti nella predisposizione del ricorso, nel reperimento della documentazione necessaria e nel monitoraggio dell’esito della pratica presso l’INPS. Perché Affidarsi al CAF per la Gestione della NASpIGestire in autonomia le comunicazioni relative alla NASpI espone al rischio concreto di perdere l’indennità per un errore evitabile: una data comunicata in ritardo, una soglia di reddito calcolata male, una convocazione non gestita correttamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intero percorso del beneficiario NASpI: dalla verifica periodica della propria posizione, alla gestione delle comunicazioni di nuova occupazione, fino all’assistenza in caso di sospensione o decadenza contestata. Ogni situazione è diversa, per questo il nostro team valuta caso per caso con un preventivo personalizzato, senza approssimazioni.La NASpI è una tutela importante per chi ha perso il lavoro, ma richiede attenzione costante agli obblighi di comunicazione e partecipazione previsti dalla normativa. Conoscere la differenza tra sospensione e decadenza, e sapere esattamente cosa comunicare e quando, permette di evitare di perdere un sostegno economico fondamentale per un errore evitabile. Hai bisogno di assistenza per verificare la tua situazione NASpI o gestire una comunicazione con l’INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Domande Frequenti sulla Decadenza NASpICosa succede se non comunico un nuovo lavoro all’INPS mentre percepisco la NASpI?Rischi la decadenza definitiva dal beneficio e la richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente dal momento in cui è iniziata la nuova occupazione. È sempre necessario comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria situazione lavorativa.Posso rifiutare un’offerta di lavoro senza perdere la NASpI?Solo se l’offerta non è considerata congrua rispetto alle tue competenze, alla distanza dal luogo di residenza e al livello retributivo. Il rifiuto di un’offerta congrua senza giustificato motivo può portare alla decadenza dell’indennità.La NASpI si sospende o decade se trovo un lavoro part-time?Dipende dal reddito previsto e dalla durata del contratto. Per il lavoro dipendente, sotto 8.174 euro annui e con contratto fino a 6 mesi la NASpI resta cumulabile (ridotta dell’80% del reddito presunto), oltre quella soglia o quella durata decade. Per il lavoro autonomo, sotto 5.500 euro annui resta cumulabile con la stessa riduzione dell’80%, oltre quella soglia decade. In ogni caso, senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni (anche a reddito zero) il rischio è la decadenza per omessa dichiarazione.Cosa devo fare se ricevo una convocazione dal centro per l’impiego mentre percepisco la NASpI?È obbligatorio presentarsi, salvo giustificato motivo debitamente documentato. La mancata presentazione senza giustificazione può comportare sanzioni fino alla decadenza dal beneficio.Come faccio ricorso se la mia NASpI è stata sospesa per errore?Puoi presentare un’istanza di riesame o un ricorso amministrativo, allegando la documentazione che dimostra la tua corretta posizione. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella predisposizione della pratica e nel monitoraggio dell’esito presso l’INPS.La pensione fa perdere automaticamente la NASpI?Sì, il raggiungimento dei requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) determina la cessazione automatica del diritto alla NASpI, poiché le due prestazioni non sono cumulabili.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Richiedi Assistenza per la NASpIIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua situazione NASpI e a gestire ogni comunicazione con l’INPS, evitando errori che potrebbero costarti l’indennità.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Contattaci o prenota un appuntamento anche presso il Patronato CAF Centro Fiscale a Udine, in sede o comodamente da casa tua.CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIQuanto Dura la NASpI 2026 e Quanto Spetta: Calcolo Importo e DurataPagamento NASpI Agosto 2026: Quando Arriva e Come ControllarloNASPI e Partita IVA 2026: Compatibilità e Limiti di RedditoNASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAgosto 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/NASPI-disoccupazione-caf.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-10 09:00:002026-08-16 09:46:31NASpI 2026: Quando si Perde, si Sospende o Decade l’IndennitàDICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazioni Familiari a Carico 2026: Guida Completa Figli, Coniuge e AltriLe detrazioni per familiari a carico rappresentano un importante beneficio fiscale per ridurre l’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi 2026. Comprendere chi può essere considerato familiare a carico, quali sono i limiti di reddito e come calcolare correttamente le detrazioni spettanti è fondamentale per ottimizzare la propria situazione fiscale.Con le novità introdotte dall’Assegno Unico Universale per i figli, il sistema delle detrazioni familiari a carico 2026 è cambiato profondamente. Restano infatti le detrazioni per il coniuge a carico e per altri familiari (genitori, fratelli, nonni), mentre per i figli a carico le regole sono diverse. In questa guida completa vediamo tutte le casistiche, i requisiti reddituali, gli importi delle detrazioni e come indicare correttamente i familiari nel modello 730.Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o vuoi essere certo di ottenere tutte le detrazioni che ti spettano, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza personalizzata, sia in ufficio che online.Indice dei contenutiChi Sono i Familiari a Carico nel 2026Limite di Reddito per Essere a Carico: 2.840,51 Euro (4.000 per Under 24)Detrazione per Coniuge a Carico 2026Detrazioni per Figli a Carico: Novità dopo l’Assegno UnicoAltri Familiari a Carico: Genitori, Fratelli, NonniCome Indicare i Familiari a Carico nel Modello 730Ripartizione delle Detrazioni tra GenitoriDomande FrequentiChi Sono i Familiari a Carico nel 2026Prima di parlare di detrazioni familiari a carico 2026, è importante capire chi può essere considerato familiare a carico dal punto di vista fiscale. La definizione non è automatica e richiede il rispetto di specifici requisiti. Un familiare è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito complessivo annuo che non supera determinati limiti. Non basta la convivenza o il legame di parentela: è il reddito percepito dal familiare a determinare se può essere considerato a carico o meno.I familiari che possono essere considerati a carico sono:Coniuge non legalmente ed effettivamente separatoFigli (naturali, adottivi, affidati, affiliati) indipendentemente dall’etàGenitori (anche adottivi)Generi e nuoreSuoceri e suocereFratelli e sorelle (anche unilaterali)Nonni e nonneNipoti (figli di figli)Per essere considerati familiari a carico, questi soggetti devono possedere un reddito annuo che rientra nei limiti stabiliti dalla normativa fiscale. Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono questi limiti per il 2026.Limite di Reddito per Essere a Carico: 2.840,51 Euro (4.000 per Under 24)Il limite di reddito per essere considerati familiari a carico nel 2026 è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, esistono due soglie diverse a seconda dell’età del familiare.Limite generale: un familiare è considerato fiscalmente a carico se possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro. Questo limite si applica a tutti i familiari: coniuge, genitori, fratelli, nonni e altri parenti indicati nella sezione precedente.Limite per figli fino a 24 anni: per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è più elevato e ammonta a 4.000 euro annui. Questa soglia maggiorata è stata introdotta per tenere conto delle maggiori possibilità di reddito dei giovani adulti che studiano o svolgono lavori saltuari.È fondamentale precisare cosa si intende per reddito complessivo annuo. Nel calcolo vanno inclusi:Redditi da lavoro dipendente e assimilatiRedditi da lavoro autonomo e professionaleRedditi da pensioneRedditi fondiari (terreni e fabbricati)Redditi di capitale (interessi, dividendi)Redditi diversi (locazioni brevi, plusvalenze)Non si considerano invece alcuni redditi esenti, come le borse di studio, le indennità di accompagnamento e alcuni sussidi assistenziali. Attenzione: anche piccole somme possono far superare il limite. Ad esempio, uno studente di 22 anni che lavora part-time deve verificare che il suo reddito annuo non superi i 4.000 euro per rimanere a carico dei genitori.Se un familiare supera anche di poco questi limiti, perde completamente lo status di familiare a carico e il contribuente non potrà beneficiare di alcuna detrazione per quel familiare. Non esiste una riduzione proporzionale: o si rientra nel limite e si ha diritto alla detrazione, o lo si supera e non spetta nulla.Detrazione per Coniuge a Carico 2026La detrazione per il coniuge a carico spetta al contribuente il cui coniuge non separato possiede un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro. L’importo della detrazione varia in base al reddito del contribuente che la richiede, secondo un meccanismo a scalare. Gli importi della detrazione coniuge a carico per il 2026 sono:Reddito fino a 15.000 euro: detrazione di 800 euro (calcolata con formula: 800 – (110 x reddito / 15.000))Reddito da 15.001 a 40.000 euro: detrazione di 690 euroReddito da 40.001 a 80.000 euro: detrazione che decresce progressivamente (formula: 690 x (80.000 – reddito) / 40.000)Reddito oltre 80.000 euro: nessuna detrazioneLa detrazione spetta per intero se il coniuge è a carico per l’intero anno. In caso di matrimonio o separazione durante l’anno, la detrazione va ripartita in base ai mesi di effettiva convivenza fiscale.Esempio pratico: Mario ha un reddito annuo di 25.000 euro e la moglie Anna ha un reddito di 1.800 euro (quindi a carico). Mario può portare in detrazione 690 euro nella sua dichiarazione dei redditi, riducendo l’IRPEF dovuta.È importante sottolineare che la detrazione per coniuge a carico non è cumulabile con altre agevolazioni per il coniuge, come ad esempio l’assegno al nucleo familiare. Il contribuente deve scegliere il beneficio più vantaggioso per la propria situazione.La detrazione coniuge può essere richiesta anche se il coniuge è residente all’estero, purché siano rispettati i limiti di reddito. In questo caso occorre verificare anche eventuali redditi prodotti all’estero che concorrono al calcolo del limite di 2.840,51 euro.Detrazioni per Figli a Carico: Novità dopo l’Assegno UnicoLe detrazioni per figli a carico hanno subito una radicale trasformazione con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (AUU) a partire da marzo 2022. Dal 1° gennaio 2022, infatti, le vecchie detrazioni per figli sono state sostituite dall’Assegno Unico, che è una prestazione economica mensile erogata dall’INPS.Cosa è cambiato: prima del 2022, i genitori potevano portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi importi variabili per ogni figlio a carico (circa 950 euro per figlio, con maggiorazioni per figli con disabilità o sotto i 3 anni). Dal 2022 in poi, queste detrazioni fiscali per figli sono state abolite e sostituite dall’Assegno Unico, che viene erogato mensilmente dall’INPS in base all’ISEE del nucleo familiare.Detrazioni residue nel 730/2026: nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno 2025), i genitori non possono più detrarre le spese ordinarie per i figli a carico. Restano però alcune detrazioni specifiche legate a spese documentate sostenute per i figli, come:Spese scolastiche (rette asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie)Spese universitarie (tasse e contributi)Spese mediche e sanitarieSpese sportive per ragazzi (fino a 210 euro)Abbonamenti trasporto pubblicoSpese per attività ricreative e culturali (musei, cinema, teatro)Queste detrazioni per spese specifiche rimangono valide e possono essere portate in detrazione nel modello 730 anche se il figlio beneficia dell’Assegno Unico. Non c’è incompatibilità tra i due benefici.Chi ha diritto all’Assegno Unico: l’Assegno Unico Universale spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, indipendentemente dal reddito (anche se l’importo varia in base all’ISEE). La domanda va presentata all’INPS e deve essere rinnovata ogni anno. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione della domanda di Assegno Unico e nel calcolo dell’ISEE necessario.Attenzione: anche se le detrazioni fiscali ordinarie per figli sono state abolite, è comunque importante indicare i figli a carico nel modello 730 per poter detrarre le spese sostenute per loro e per eventuali altri benefici fiscali collegati.Altri Familiari a Carico: Genitori, Fratelli, NonniOltre al coniuge e ai figli, è possibile portare in detrazione fiscale altri familiari a carico che rispettano il limite di reddito di 2.840,51 euro annui. Questi familiari includono genitori, fratelli, sorelle, nonni, nipoti, suoceri e altri parenti indicati dalla normativa. L’importo della detrazione per altri familiari a carico è pari a 750 euro per ciascun familiare, ma anche in questo caso la detrazione decresce all’aumentare del reddito del contribuente che la richiede. La formula di calcolo è simile a quella del coniuge:Reddito fino a 80.000 euro: detrazione calcolata con formula (750 x (80.000 – reddito) / 80.000)Reddito oltre 80.000 euro: nessuna detrazioneCasi frequenti:Genitori anziani a carico: molti contribuenti portano in detrazione i genitori anziani che percepiscono solo una piccola pensione. Ad esempio, se un genitore ha una pensione annua di 2.500 euro (sotto il limite di 2.840,51 euro), il figlio può indicarlo come familiare a carico e ottenere la detrazione di 750 euro (ridotta in base al proprio reddito).Fratelli o sorelle a carico: è possibile detrarre anche fratelli o sorelle che hanno redditi molto bassi, ad esempio studenti universitari senza redditi da lavoro. La detrazione spetta solo se i genitori non li hanno già indicati come familiari a carico.Nonni a carico: se un nonno o una nonna ha un reddito inferiore al limite (ad esempio una pensione minima), può essere indicato come familiare a carico da un nipote che ne sostiene il mantenimento.Condizioni importanti: affinché la detrazione per altri familiari a carico spetti, è necessario che questi familiari:Abbiano un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euroRicevano mezzi di mantenimento dal contribuente che richiede la detrazione (non devono solo essere parenti, ma effettivamente mantenuti)Non siano già a carico di un altro contribuenteSe più contribuenti possono indicare lo stesso familiare a carico (ad esempio due fratelli che mantengono il genitore anziano), la detrazione può essere ripartita al 50% tra loro, oppure attribuita interamente a uno solo.Esempio: Luca ha un reddito di 35.000 euro e mantiene la madre anziana che ha una pensione di 2.600 euro all’anno. Luca può indicare la madre come familiare a carico e ottenere una detrazione calcolata secondo la formula: 750 x (80.000 – 35.000) / 80.000 = circa 422 euro.Come Indicare i Familiari a Carico nel Modello 730Per beneficiare delle detrazioni per familiari a carico, è necessario indicare correttamente i dati dei familiari nel modello 730 o nel modello Redditi PF (ex Unico). La compilazione corretta di questi campi è fondamentale per evitare errori che potrebbero comportare la perdita delle detrazioni o controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.Nel modello 730/2026, i familiari a carico vanno indicati nel Quadro 1 – Familiari a carico. Per ogni familiare occorre specificare:Codice fiscale del familiareGrado di parentela (coniuge, figlio, genitore, ecc.)Percentuale di detrazione (100% se il familiare è interamente a carico, 50% se la detrazione è ripartita con un altro contribuente)Numero di mesi per i quali il familiare è stato a carico (importante in caso di eventi come matrimonio, separazione, decesso durante l’anno)Eventuali condizioni particolari (ad esempio, figlio con disabilità)Compilazione passo-passo:1. Raccogliere i codici fiscali di tutti i familiari che si intende indicare a carico 2. Verificare i redditi di ciascun familiare per accertarsi che rientrino nei limiti (2.840,51 euro o 4.000 euro per figli under 24) 3. Compilare il Quadro 1 indicando tutti i dati richiesti 4. Verificare che non ci siano altre persone che hanno già indicato lo stesso familiare a carico (per evitare duplicazioni)Attenzione agli errori frequenti:Non indicare familiari che superano il limite di reddito: anche un euro oltre il limite fa perdere completamente la detrazioneNon dimenticare di aggiornare i dati ogni anno: ad esempio, un figlio che compie 25 anni passa dal limite di 4.000 euro a quello di 2.840,51 euroRipartizione con altri contribuenti: se la detrazione viene ripartita (ad esempio tra i due genitori per un figlio), entrambi devono indicare la percentuale corretta (di solito 50% ciascuno)Indicare i mesi corretti: se un familiare è stato a carico solo per parte dell’anno, la detrazione va riproporzionata ai mesi effettiviDetrazioni per spese sostenute per i familiari: oltre a indicare i familiari a carico nel Quadro 1, ricorda di inserire nel Quadro E (Oneri e Spese) tutte le spese detraibili sostenute per loro, come spese mediche, scolastiche, universitarie e altre. Queste detrazioni sono aggiuntive rispetto alla detrazione base per familiare a carico.Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con attenzione tutti i dati dei familiari a carico e si assicura che ogni detrazione spettante venga correttamente inserita nella tua dichiarazione, massimizzando il risparmio fiscale.Ripartizione delle Detrazioni tra GenitoriQuando entrambi i genitori hanno un reddito e il figlio (o altro familiare) è a carico di entrambi, le detrazioni per familiari a carico possono essere ripartite tra i due genitori oppure attribuite interamente a uno solo. Questa scelta ha importanti conseguenze fiscali e va valutata con attenzione. Modalità di ripartizione:1. Ripartizione al 50%: è la modalità più comune. Ciascun genitore porta in detrazione il 50% della detrazione spettante per il figlio o altro familiare a carico. Entrambi indicano il familiare nel proprio modello 730 specificando la percentuale del 50%.2. Attribuzione al 100% a un genitore: in alternativa, la detrazione può essere attribuita interamente a uno solo dei genitori, mentre l’altro non la indica nella propria dichiarazione. Questa scelta è conveniente quando:Uno dei due genitori ha un reddito molto basso o non produce reddito, quindi non trarrebbe beneficio dalla detrazioneUn genitore ha un reddito così elevato da non aver diritto alle detrazioni (oltre 80.000 euro)Si vuole massimizzare il risparmio fiscale concentrando la detrazione su chi ha l’aliquota IRPEF più altaQuale soluzione conviene? In generale:Se entrambi i genitori hanno redditi simili e aliquote IRPEF simili, la ripartizione al 50% è equa e convenienteSe un genitore ha reddito molto superiore all’altro, può convenire attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito più alto (che paga più IRPEF e quindi beneficia di più dalla detrazione)Se un genitore non lavora o ha redditi bassissimi, conviene attribuire il 100% della detrazione all’altro genitoreEsempio: Marta e Paolo hanno un figlio a carico di 8 anni. Marta guadagna 45.000 euro all’anno, Paolo guadagna 20.000 euro. In questo caso, potrebbe convenire attribuire l’intera detrazione a Marta (che ha aliquota IRPEF più alta) anziché ripartirla al 50%.Come comunicare la scelta: la scelta di ripartizione va indicata nel modello 730 compilando correttamente il Quadro 1. Se non viene specificato nulla, di default si applica la ripartizione al 50%. È importante che entrambi i genitori indichino la stessa percentuale (ad esempio, entrambi 50%) per evitare controlli dell’Agenzia delle Entrate.Genitori separati o divorziati: in caso di separazione o divorzio, le detrazioni per i figli vanno ripartite in base a quanto stabilito dal giudice o dagli accordi di separazione. Di solito:Se l’affidamento è condiviso, la detrazione viene ripartita al 50% tra i genitoriSe l’affidamento è esclusivo, la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, a meno che non sia previsto diversamenteIl genitore che versa l’assegno di mantenimento può comunque aver diritto alla detrazione per i figli, anche se non convive con loroIn caso di dubbi sulla ripartizione più conveniente per la tua situazione familiare, il CAF Centro Fiscale può effettuare una simulazione personalizzata e consigliarti la soluzione migliore.Domande FrequentiQual è il limite di reddito per essere considerati familiari a carico nel 2026?Il limite generale è di 2.840,51 euro di reddito annuo complessivo. Per i figli fino a 24 anni, il limite è più elevato e ammonta a 4.000 euro. Se il familiare supera anche di un solo euro questi limiti, perde completamente lo status di familiare a carico.Con l’Assegno Unico posso ancora detrarre i figli a carico nel 730?No, dal 2022 le detrazioni fiscali ordinarie per figli a carico sono state abolite e sostituite dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS. Restano però detraibili le spese specifiche documentate sostenute per i figli, come spese scolastiche, universitarie, mediche e sportive.Posso detrarre mio padre anziano come familiare a carico?Sì, se tuo padre ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro e tu lo mantieni economicamente, puoi indicarlo come familiare a carico e ottenere una detrazione di 750 euro (ridotta in base al tuo reddito). Se la pensione di tuo padre supera questo limite, anche di poco, non puoi portarlo in detrazione.Come si ripartiscono le detrazioni tra i due genitori?Le detrazioni per figli o altri familiari a carico possono essere ripartite al 50% tra i genitori oppure attribuite al 100% a uno solo. La scelta va indicata nel modello 730. Conviene attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito più alto se uno dei due ha redditi molto bassi o non lavora.Cosa succede se mio figlio supera il limite di 4.000 euro di reddito?Se il figlio under 24 supera i 4.000 euro di reddito annuo (o 2.840,51 euro se over 24), perde lo status di familiare a carico e non potrai più beneficiare di alcuna detrazione per lui. Non esiste una riduzione proporzionale: la detrazione si perde completamente.Devo indicare i familiari a carico anche se non ho detrazioni?È comunque consigliabile indicare i familiari a carico nel modello 730 anche se hai un reddito così elevato da non beneficiare delle detrazioni base. Questo perché potrai comunque detrarre le spese specifiche sostenute per loro (mediche, scolastiche, ecc.) e perché l’indicazione dei familiari è rilevante per altri benefici fiscali.Le detrazioni per familiari a carico 2026 rappresentano un importante strumento per ridurre il carico fiscale delle famiglie italiane. Anche se le detrazioni ordinarie per figli sono state sostituite dall’Assegno Unico Universale, restano pienamente operative le detrazioni per coniuge a carico, genitori, fratelli e altri familiari che rispettano i limiti di reddito previsti.Comprendere correttamente chi può essere considerato familiare a carico, calcolare le detrazioni spettanti e indicare tutto correttamente nel modello 730 richiede attenzione ai dettagli. Un errore nella compilazione può far perdere detrazioni importanti o generare problemi con l’Agenzia delle Entrate.Hai bisogno di assistenza per le detrazioni familiari a carico nella tua dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata, sia in ufficio che online. Verifichiamo con attenzione la tua situazione familiare, calcoliamo tutte le detrazioni spettanti e compiliamo correttamente il tuo 730 per massimizzare il risparmio fiscale.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi ancheSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imp…Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e RavvedimentoContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiAgosto 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-10 09:00:002026-08-16 09:46:26Detrazioni Familiari a Carico 2026: Guida Completa Figli, Coniuge e AltriQontoQonto API e Integrazioni 2026: Software Compatibili (Fatture in Cloud, Shopify)Scelta in evidenza · Sponsor — Nel 2026 un conto business non si valuta più solo per costi e funzionalità di base: ciò che davvero fa la differenza nel workflow quotidiano è la capacità di integrarsi con il resto dello stack software aziendale. Software di fatturazione elettronica, e-commerce, gateway di pagamento, CRM, strumenti di automation: ogni minuto risparmiato su riconciliazioni manuali e copia-incolla si traduce in produttività concreta. Qonto, neobank business europea con licenza bancaria francese, ha investito molto sul fronte API e integrazioni native, posizionandosi come una delle soluzioni più aperte e developer-friendly del mercato. In questa guida analizziamo cosa permettono di fare le API di Qonto, quali sono le integrazioni native disponibili nel 2026 (Fatture in Cloud, Shopify, Stripe, Zapier e molte altre), i casi d’uso reali per developer e PMI, i costi e gli aspetti di sicurezza da considerare.Disclosure trasparenza — Questo contenuto è una scelta in evidenza sponsorizzata. CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione qualora tu decida di aprire un conto Qonto attraverso i link presenti nell’articolo. Questo non comporta alcun costo aggiuntivo per te e non influenza la nostra valutazione tecnica del prodotto. Le informazioni fornite hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o di investimento personalizzata.Scelta in evidenza · SponsorApri Qonto e accedi alle API integrateConto business con API REST complete, integrazioni native con Fatture in Cloud, Shopify, Stripe e oltre 50 software. Webhooks in tempo reale e documentazione developer pubblica.Scopri Qonto Business →Apertura 100% online · IBAN italiano · API incluse dal piano SmartIndice dei contenutiCos’è un’API e perché conta per il tuo businessAPI Qonto: cosa permettono di fareIntegrazioni native più richiesteCasi d’uso developer e PMICosti API e limiti di chiamateSicurezza API: OAuth2 e rate limitingDocumentazione developer QontoSoftware contabili italiani compatibiliEsempio pratico: Zapier e notifiche SlackDomande frequentiCos’è un’API e perché conta per il tuo businessAPI è l’acronimo di Application Programming Interface: in termini semplici, è il “linguaggio” che permette a due software di parlarsi e scambiarsi dati in modo automatico, senza intervento umano. Quando il tuo gestionale di fatturazione “vede” un bonifico in arrivo sul conto corrente e contrassegna automaticamente la fattura come pagata, dietro le quinte sta funzionando un’API che mette in comunicazione la banca con il software contabile.Per una PMI o un libero professionista, le API si traducono in tre vantaggi concreti: riduzione del lavoro manuale (niente più export CSV ed import in altri sistemi), aggiornamenti in tempo reale (i dati sono sempre sincronizzati) e minor rischio di errori (eliminata la trascrizione manuale degli importi). In un contesto in cui la PSD2 ha aperto i dati bancari all’interoperabilità, scegliere una banca con API moderne e ben documentate è diventato un criterio di selezione strategico. API Qonto: cosa permettono di fareLe API di Qonto sono REST, basate su standard JSON e accessibili tramite il dominio thirdparty.qonto.com. Sono pensate per essere consumate sia da software di terze parti (integrazioni native) sia da sviluppatori interni che vogliono costruire automazioni custom. Ecco le principali capacità esposte:Lettura organizzazione e conti: recupero dati anagrafici della società, lista dei conti correnti, saldi, IBAN.Lista transazioni: tutte le operazioni in entrata e uscita con metadati ricchi (causale, controparte, categoria, allegati ricevuta).Membership: gestione utenti del team, ruoli, permessi.Etichette e categorie: lettura e scrittura delle label personalizzate per la riconciliazione.Allegati: upload e scaricamento di ricevute e giustificativi associati alle transazioni.Beneficiari: gestione dei beneficiari salvati per bonifici ricorrenti.Bonifici (con permessi specifici): creazione e invio di pagamenti SEPA programmatici.Webhooks: notifiche push in tempo reale quando avvengono eventi (nuovo bonifico ricevuto, pagamento autorizzato, transazione completata).Il punto di forza è la presenza dei webhooks: invece di fare polling continuo (chiamate ripetute per controllare se ci sono novità), il software riceve un avviso istantaneo da Qonto quando si verifica un evento rilevante. Questo abbatte i tempi di reazione e riduce drasticamente il numero di chiamate necessarie.Integrazioni native più richieste nel 2026Per chi non vuole scrivere codice, Qonto offre un marketplace di integrazioni native già pronte. Basta autorizzare il software con un OAuth e l’integrazione funziona. Ecco le più rilevanti per il mercato italiano e internazionale.Fatture in CloudL’integrazione più richiesta dalle partite IVA italiane. Fatture in Cloud (TeamSystem) si collega a Qonto per automatizzare la riconciliazione tra fatture emesse e bonifici incassati: quando un cliente paga, il sistema riconosce l’importo e la causale, abbinando il movimento bancario alla fattura corrispondente. Niente più check manuali del conto, le fatture vengono contrassegnate come “pagate” automaticamente. Funziona anche in direzione opposta: i pagamenti uscenti ai fornitori vengono associati alle fatture ricevute.Aruba Fatturazione ElettronicaPer chi usa la suite Aruba (uno dei principali provider italiani di fatturazione elettronica B2B), l’integrazione con Qonto consente la sincronizzazione automatica dei pagamenti su fatture attive e passive transitate dal SdI. È particolarmente utile per studi professionali che gestiscono molte fatture piccole. ShopifyGli e-commerce su Shopify possono collegare il conto Qonto per riconciliare gli incassi del gateway con i payout giornalieri/settimanali. Quando Shopify Payments versa il netto delle vendite sul conto, l’integrazione mostra in dashboard quali ordini sono coperti da quel payout, con commissioni separate ed eventuali rimborsi tracciati. Per chi vende anche su altri canali (Amazon, eBay), avere un’unica vista è essenziale.WooCommercePer gli e-commerce su WordPress + WooCommerce, l’integrazione passa generalmente attraverso plugin di terze parti che usano le API Qonto, oppure tramite Zapier/Make. Il caso d’uso tipico è ricevere un bonifico bancario come metodo di pagamento e marcare automaticamente l’ordine come “completato” non appena Qonto notifica l’incasso.StripeStripe è il gateway di pagamento globale per eccellenza. L’integrazione con Qonto facilita la gestione dei payout (i versamenti netti delle commissioni Stripe sul conto bancario), permettendo di vedere in un’unica dashboard quanti pagamenti hai incassato lordi, quanto trattiene Stripe come commissione e quanto arriva effettivamente sul conto Qonto.PayPalI prelievi da PayPal verso il conto bancario possono essere monitorati e riconciliati. Per professionisti che usano PayPal come canale secondario (es. corsi online, consulenze internazionali), avere il match automatico tra le transazioni PayPal e i bonifici sul conto Qonto evita il classico mal di testa di fine mese.ZapierZapier è la piattaforma di automation no-code più diffusa al mondo. Connette Qonto a oltre 6.000 altre app: Google Sheets, Slack, Notion, HubSpot, Airtable e molto altro. L’integrazione consente di creare “Zap” come: se arriva un bonifico superiore a 1.000 €, manda un messaggio Slack al canale #amministrazione. Lo vedremo in dettaglio nell’esempio pratico più avanti.Make (Integromat)Make (ex Integromat) è l’alternativa europea a Zapier, spesso preferita da utenti tecnici per la maggiore flessibilità nel design dei flussi (visual workflow builder) e per il pricing più aggressivo sui volumi alti. L’integrazione Qonto + Make consente automazioni complesse multi-step con logiche condizionali, loop e gestione errori.Sponsor · Scelta in evidenzaTutte le integrazioni in un unico marketplaceQonto offre oltre 80 integrazioni native attive nel 2026: connetti il tuo conto al tuo software preferito in pochi click, senza scrivere una riga di codice.Esplora il marketplace Qonto →Casi d’uso developer e PMILe API Qonto non sono solo per grandi aziende con team IT dedicati. Ci sono almeno tre macro-categorie di casi d’uso replicabili anche da PMI con un budget contenuto.1. Riconciliazione automatica fatture-pagamentiÈ il caso d’uso più frequente. Lo script (o l’integrazione no-code) ascolta i webhooks di Qonto sui bonifici in entrata, estrae il numero della fattura dalla causale (con regex o pattern matching) e marca la fattura corrispondente come saldata nel gestionale contabile. Tempo risparmiato: 2-4 ore al mese per uno studio professionale di medie dimensioni. Affidabilità: a parità di causale corretta, il match è praticamente al 100%.2. Notifiche custom in tempo realeVuoi sapere subito quando arriva un pagamento da un cliente strategico, o quando un bonifico supera una certa soglia? Con i webhooks puoi inviare notifiche su Slack, Telegram, email, SMS o anche su una webapp interna. Utile per monitoraggio cash flow real-time, controlli antifrode e per il senior management che vuole essere allertato su movimenti rilevanti. 3. Dashboard custom e business intelligencePer chi ha esigenze di reporting più sofisticate del cruscotto standard di Qonto, le API permettono di esportare i dati in BigQuery, Snowflake, Power BI, Looker, Metabase o Google Data Studio. Si possono costruire KPI personalizzati: cash flow previsto a 30/60/90 giorni, analisi spese per categoria, scoring puntualità clienti, dashboard consolidate multi-conto se hai più società del gruppo.Costi API e limiti di chiamateUna buona notizia: l’accesso alle API di Qonto è incluso nel canone dei piani business, senza costi aggiuntivi. Tuttavia ci sono alcune differenze tra piani:Piano Basic: integrazioni native limitate, accesso API in lettura sui movimenti.Piano Smart e superiori: API complete (lettura e scrittura), webhooks attivi, accesso al marketplace integrazioni completo.Piano Premium / Essential / Business: limiti di chiamate più alti, supporto prioritario per problemi tecnici developer.Sui limiti di chiamate (rate limiting), Qonto applica policy standard di settore: tipicamente alcune centinaia di richieste al minuto per token. Per la stragrande maggioranza dei casi d’uso PMI è abbondantemente sufficiente. Se prevedi volumi più alti (es. SaaS multi-tenant che integra Qonto per migliaia di utenti finali), è consigliabile contattare il supporto Qonto per concordare limiti dedicati.Sicurezza API: OAuth2 e rate limitingLa sicurezza è un capitolo non negoziabile quando si parla di API bancarie. Qonto adotta gli standard più moderni del settore.OAuth2: per le integrazioni di terze parti, l’utente autorizza esplicitamente l’accesso con un flusso a popup, esattamente come fai quando colleghi un’app a Google o Facebook. Le credenziali bancarie non vengono mai condivise con il software esterno.API Token / Login + Secret Key: per gli sviluppatori interni, Qonto fornisce credenziali API gestibili dalla dashboard. Possono essere revocate in qualsiasi momento.Permessi granulari (scopes): ogni token può avere solo i permessi minimi necessari (es. solo lettura, oppure lettura + creazione bonifici, ecc.).HTTPS/TLS obbligatorio: tutte le chiamate avvengono su connessione cifrata.IP whitelisting: opzionale, per limitare le chiamate solo a indirizzi IP autorizzati.Rate limiting: protegge da abusi e attacchi DoS, con risposte HTTP 429 quando si sforano i limiti.Audit log: tutte le chiamate API sono registrate e ispezionabili.Conformità PSD2: per le funzioni AISP/PISP (Account Information / Payment Initiation), Qonto è conforme alle direttive europee. Documentazione developer QontoLa documentazione ufficiale per sviluppatori è ospitata su api-doc.qonto.com ed è pubblicamente accessibile (non serve essere già clienti per consultarla, utile in fase di valutazione tecnica preventiva). I contenuti includono:Reference completa di tutti gli endpoint REST con request/response di esempio.Quick start guide per ottenere le prime credenziali e fare la prima chiamata in pochi minuti.Esempi di codice in più linguaggi (cURL, Python, JavaScript, PHP).Documentazione dei webhooks: eventi disponibili, formato payload, gestione retry.Sezione changelog con tutte le novità API e gli eventuali breaking change comunicati con preavviso.Pagina di status pubblica per monitorare uptime e incidenti in corso.Per i team tecnici è prezioso anche il fatto che Qonto pubblichi roadmap di alto livello e raccolga feedback dalla community developer, segno di un approccio “API as a product”.Software contabili italiani che si integranoOltre alle integrazioni native già citate (Fatture in Cloud, Aruba), nel mercato italiano molti dei principali software contabili e gestionali si integrano con Qonto, sia direttamente sia tramite middleware come Zapier/Make.TeamSystemIl gruppo TeamSystem è il leader italiano dei gestionali per commercialisti e PMI. Diversi prodotti dell’ecosistema (Lynfa, Polyedro, Fatture in Cloud) supportano l’import dei movimenti bancari da Qonto, semplificando la prima nota e la riconciliazione contabile per gli studi che gestiscono molti clienti business.ZucchettiZucchetti, altro big italiano del settore software gestionale, offre connettori bancari per i suoi prodotti (Ad Hoc, Mago) compatibili con CBI/CBI Globe, lo standard interbancario italiano. Qonto, con IBAN italiano IT*** disponibile sul piano Smart e superiori, può essere integrato attraverso questi standard per l’import movimenti.Fatture web e altre soluzioni cloudSoluzioni più leggere come Fatture web, Danea Easyfatt, Fattura24 tipicamente offrono integrazioni Qonto via API o tramite import dei tracciati CBI. Per piccoli studi e partite IVA è spesso il rapporto qualità/prezzo più favorevole.Esempio pratico: bonifico Qonto → notifica Slack automatica con ZapierVediamo un caso d’uso concreto, replicabile in 10 minuti senza scrivere codice. Obiettivo: quando arriva un bonifico in entrata sul conto Qonto, ricevere automaticamente una notifica nel canale Slack #amministrazione con importo, mittente e causale.Crea un account Zapier (il piano free permette fino a 100 task al mese, sufficiente per iniziare).Crea un nuovo Zap e seleziona Qonto come trigger app.Trigger event: “New Transaction” (oppure “New Income” se vuoi solo le entrate).Connetti il tuo account Qonto: Zapier ti chiederà di autorizzare l’accesso con OAuth2. Approvi e rientri nel wizard.Filtro (opzionale ma consigliato): aggiungi uno step “Filter” per processare solo le transazioni con importo > 500 € o con specifici criteri di causale.Action: seleziona Slack, evento “Send Channel Message”.Configura il messaggio: canale = #amministrazione, testo = “Nuovo bonifico ricevuto: {importo} € da {controparte}. Causale: {causale}”.Test e attiva: Zapier permette di testare con un movimento reale. Se funziona, attivi lo Zap e da quel momento è operativo 24/7.Tempo totale di setup: tra i 10 e i 20 minuti. Costo: gratis fino a 100 transazioni al mese, poi piani Zapier a partire da pochi euro al mese. Lo stesso pattern può essere replicato per inviare notifiche su Telegram, email, Microsoft Teams o per scrivere automaticamente in Google Sheets, Airtable, Notion. Scelta in evidenza · SponsorApri Qonto e automatizza il tuo workflowAPI REST complete, oltre 80 integrazioni native, webhooks in tempo reale e documentazione developer pubblica. Tutto incluso nei piani Smart e superiori, senza costi aggiuntivi.Apri il tuo conto Qonto →Apertura 100% online in 10 minuti · IBAN italiano · API e integrazioni incluseDomande frequentiLe API Qonto sono incluse gratuitamente nel canone?Sì, l’accesso alle API e la possibilità di usare le integrazioni native sono incluse nei piani business Qonto, senza costi aggiuntivi. Le funzionalità complete (lettura/scrittura, webhooks, marketplace) sono disponibili dal piano Smart in su.Posso integrare Qonto con Fatture in Cloud anche se non sono uno sviluppatore?Assolutamente sì. L’integrazione Qonto – Fatture in Cloud è una delle native più consolidate: si attiva con pochi click dal pannello “Integrazioni” di Qonto o dal pannello “Conti bancari” di Fatture in Cloud, autorizzando l’accesso reciproco tramite OAuth2. Non serve scrivere codice.Posso usare le API Qonto per inviare bonifici automatici?Sì, gli endpoint per la creazione di bonifici SEPA sono disponibili, ma richiedono permessi e autorizzazioni specifiche e sono soggetti a controlli di sicurezza aggiuntivi (es. autenticazione forte SCA per movimenti rilevanti, in conformità PSD2). È un caso d’uso più avanzato, tipico di software gestionali integrati o di automazioni di pagamento massivo (es. stipendi).Quanti webhooks posso configurare contemporaneamente?Qonto consente di registrare più webhook URL e di filtrarli per tipologia di evento (transazione, bonifico, membership). I limiti precisi dipendono dal piano e sono indicati nella documentazione developer. Per la maggior parte dei casi d’uso PMI un singolo webhook ben configurato è sufficiente.Le integrazioni Qonto funzionano anche per chi vende su Shopify Italia?Sì, l’integrazione Shopify – Qonto funziona indipendentemente dal Paese del negozio, purché il conto Qonto sia configurato correttamente con l’IBAN ricevente. È particolarmente utile per chi gestisce pagamenti in più valute, dato che Qonto offre anche conti multi-valuta sui piani superiori.Come posso testare le API Qonto prima di andare in produzione?Qonto offre un ambiente sandbox per gli sviluppatori, accessibile dalla developer console. È possibile creare credenziali di test, simulare transazioni e webhooks senza impattare i conti reali. Una volta validata l’integrazione, si passa alle credenziali di produzione.Le API Qonto sono compatibili con la PSD2 e la normativa europea?Sì. Qonto è autorizzata come istituto di pagamento con licenza bancaria francese (regolata da ACPR) e le sue API sono conformi alla PSD2, con supporto agli standard OpenBanking europei. Ciò significa che terze parti autorizzate (TPP) possono accedere ai dati di conto previo consenso esplicito dell’utente.Cosa succede se l’API Qonto è temporaneamente non disponibile?Qonto pubblica una pagina di status pubblica con monitoraggio in tempo reale dell’uptime delle API e di ciascun servizio. In caso di interruzione, le best practice consigliano di implementare nei propri client meccanismi di retry esponenziale, gestione delle code di richieste e fallback graceful (es. logging locale dei dati e ri-sincronizzazione successiva).Disclosure: questo articolo è una scelta in evidenza sponsorizzata. CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione qualora apri un conto Qonto tramite i link presenti. Le valutazioni tecniche restano indipendenti e basate sulla documentazione pubblica disponibile al 2026.Agosto 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-10 08:00:002026-05-24 09:36:32Qonto API e Integrazioni 2026: Software Compatibili (Fatture in Cloud, Shopify)NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASpI 2026: Come Fare Domanda e Documenti NecessariSapere come fare domanda NASpI 2026 nei tempi e nei modi corretti è fondamentale per non perdere il diritto all’indennità di disoccupazione. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) va richiesta entro un termine preciso dalla cessazione del rapporto di lavoro, allegando una serie di documenti specifici e completando alcuni adempimenti collegati, come la Dichiarazione di Immediata Disponibilità. In questa guida vediamo passo per passo come fare domanda NASpI 2026: il termine dei 68 giorni, i documenti richiesti, la differenza tra domanda diretta e domanda tramite patronato, gli errori più comuni da evitare e i tempi di lavorazione dell’INPS. Se hai perso il lavoro, il CAF Centro Fiscale di Udine può occuparsi dell’intera pratica NASpI per te, gratuitamente, sia in ufficio che online. Indice dei contenutiDomanda NASpI 2026: il termine dei 68 giorniDocumenti necessari per la domanda NASpI 2026Come fare domanda NASpI 2026: procedura passo dopo passoDID e patto di servizio personalizzato: obblighi collegati alla NASpIErrori tipici che causano il respingimento della domanda NASpITempi di lavorazione INPS e primo pagamento NASpIApprofondimenti collegati alla NASpI 2026Domanda NASpI 2026: il termine dei 68 giorniIl primo aspetto da conoscere quando si parla di come fare domanda NASpI 2026 riguarda i tempi. La legge (D.Lgs. 22/2015) stabilisce che la domanda NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Questo termine decorre dal giorno successivo alla fine del contratto o al licenziamento, e non dal giorno in cui si decide di fare domanda: per questo è importante attivarsi subito, senza rimandare.Se il termine dei 68 giorni viene superato, si va incontro alla decadenza dal diritto alla NASpI: significa che la domanda non può più essere accolta e l’indennità viene persa definitivamente, anche se in teoria si avrebbero tutti i requisiti contributivi e lavorativi necessari. Non esistono, salvo casi eccezionali riconosciuti dall’INPS (ad esempio comprovati motivi di forza maggiore), proroghe automatiche di questo termine.Proprio per la rigidità di questa scadenza, molte persone preferiscono non rischiare e si affidano a un professionista fin dai primi giorni successivi alla cessazione del lavoro. Il CAF Centro Fiscale di Udine tiene sotto controllo le scadenze per ogni pratica NASpI seguita, evitando che il cliente perda il diritto all’indennità per un semplice errore di calcolo delle date. Documenti necessari per la domanda NASpI 2026Per completare correttamente come fare domanda NASpI 2026 servono alcuni documenti e requisiti tecnici. Non tutti li hanno subito a portata di mano, ed è proprio in questa fase che si concentrano i primi errori o ritardi.Identità digitale: SPID, CIE o CNSPer accedere ai servizi telematici INPS collegati alla pratica NASpI serve un’identità digitale valida: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Chi non possiede ancora queste credenziali, o ha difficoltà a usarle, può comunque procedere affidandosi al CAF, che gestisce l’accesso alla pratica tramite le proprie credenziali abilitate.Dati del rapporto di lavoro cessatoServono i dati completi dell’ultimo rapporto di lavoro terminato: dati anagrafici del datore di lavoro, data di inizio e fine del contratto, tipologia contrattuale e, quando disponibile, la comunicazione di cessazione (UNILAV). Questi elementi permettono all’INPS di verificare il requisito contributivo delle 13 settimane nei 4 anni precedenti e il requisito di 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.IBAN per l’accreditoÈ necessario indicare un IBAN intestato o cointestato al richiedente, sul quale l’INPS effettuerà i pagamenti mensili della NASpI. Un errore nella compilazione dell’IBAN è una delle cause più frequenti di ritardo nei pagamenti, quindi va verificato con attenzione prima dell’invio.Modello SR163 quando necessarioIn alcuni casi, se l’INPS non ha già in archivio le coordinate bancarie del richiedente o se si tratta della prima prestazione richiesta, può essere necessario allegare anche il modello SR163, che formalizza la comunicazione dell’IBAN per l’accredito delle prestazioni. Il CAF Centro Fiscale verifica caso per caso se questo modello è richiesto, evitando che la pratica venga sospesa per documentazione mancante. Come fare domanda NASpI 2026: procedura passo dopo passoEsistono due strade per presentare la domanda NASpI 2026: la via diretta tramite i canali INPS oppure la presentazione tramite patronato o CAF. Vediamo le differenze.La domanda diretta INPS richiede l’accesso al portale con le proprie credenziali digitali e la compilazione autonoma di ogni sezione: dati anagrafici, dati del rapporto di lavoro, coordinate bancarie, dichiarazioni di responsabilità. È una procedura articolata, in cui basta una data inserita male o un campo compilato in modo impreciso per generare un rigetto o un rallentamento della pratica.La presentazione tramite patronato o CAF, invece, prevede che sia un operatore qualificato a occuparsi dell’intera procedura: raccolta e verifica dei documenti, compilazione della domanda, invio telematico e monitoraggio dello stato della pratica fino all’esito. Il vantaggio principale è che il rischio di errori si riduce drasticamente, perché la domanda viene predisposta da chi gestisce quotidianamente questo tipo di pratiche.Un aspetto che spesso non è chiaro: il servizio del patronato per la domanda NASpI è gratuito per il lavoratore. Non c’è quindi alcun costo aggiuntivo nell’affidarsi a un professionista invece di procedere da soli, mentre il beneficio in termini di sicurezza e correttezza della pratica è concreto. Per questo motivo, per come fare domanda NASpI 2026 in modo sicuro, la scelta più diffusa resta quella di rivolgersi a un CAF o patronato di fiducia.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica NASpI dall’inizio alla fine: dalla verifica dei requisiti alla raccolta dei documenti, fino all’invio e al monitoraggio della domanda, sia in ufficio che online. In questo modo non è il lavoratore a doversi destreggiare da solo tra scadenze e moduli, ma un professionista che conosce nel dettaglio la normativa. DID e patto di servizio personalizzato: obblighi collegati alla NASpIUn elemento spesso sottovalutato in relazione a come fare domanda NASpI 2026 riguarda gli adempimenti collegati alla condizione di disoccupazione: la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) e il patto di servizio personalizzato.La DID è la dichiarazione con cui il lavoratore comunica formalmente di essere disponibile a un nuovo impiego. È un passaggio obbligatorio per mantenere il diritto alla NASpI: senza la DID, l’indennità può essere sospesa o non erogata, anche se la domanda principale è stata presentata correttamente.Il patto di servizio personalizzato viene sottoscritto presso il Centro per l’Impiego (CPI) territorialmente competente e definisce gli impegni del disoccupato in termini di ricerca attiva di lavoro, partecipazione a percorsi di orientamento o formazione. Anche in questo caso, la mancata sottoscrizione o il mancato rispetto degli impegni previsti può comportare conseguenze sul diritto alla prestazione, fino alla decadenza.Questi due adempimenti si aggiungono, e non sostituiscono, la domanda NASpI vera e propria: per questo motivo è importante avere un quadro chiaro di tutti i passaggi necessari fin dall’inizio, così da non perdere il diritto all’indennità per una dimenticanza procedurale. Il CAF Centro Fiscale informa i propri assistiti su questi obblighi collegati, per evitare sorprese durante l’erogazione della prestazione. Errori tipici che causano il respingimento della domanda NASpIMolte domande NASpI vengono respinte o subiscono ritardi per errori che, con un minimo di attenzione, sarebbero facilmente evitabili. Ecco i più frequenti:I principali errori da evitarePresentare la domanda oltre il termine dei 68 giorni, perdendo così il diritto per decadenzaErrori nell’IBAN o nei dati bancari, che bloccano l’accredito dei pagamentiDati del rapporto di lavoro incompleti o incoerenti con quanto risulta agli archivi INPSMancata sottoscrizione della DID, che sospende l’erogazione della prestazioneDocumentazione mancante, come il modello SR163 quando richiestoIncompatibilità non dichiarate, ad esempio nuovi redditi da lavoro autonomo o dipendente non comunicati tempestivamenteOgnuno di questi errori può tradursi in un rallentamento della pratica di settimane, o addirittura nella perdita del diritto alla NASpI. Affidarsi al CAF Centro Fiscale significa avere un controllo professionale su ciascuno di questi aspetti prima dell’invio della domanda, riducendo sensibilmente il rischio di respingimento. Tempi di lavorazione INPS e primo pagamento NASpIUna volta presentata correttamente la domanda, l’INPS avvia l’istruttoria per verificare il possesso dei requisiti. I tempi di lavorazione generalmente si aggirano attorno ad alcune settimane dalla data di presentazione, ma possono variare in base al carico di lavoro degli uffici territoriali e alla completezza della documentazione fornita.Il primo pagamento viene di norma erogato dopo l’esito positivo dell’istruttoria: indicativamente, per chi presenta la domanda nei tempi corretti e con documentazione completa, il primo accredito può arrivare generalmente entro 30-40 giorni dalla presentazione, salvo eventuali richieste di integrazione documentale che allungano i tempi. Per un quadro aggiornato sulle date di accredito, può essere utile consultare il nostro approfondimento sul pagamento NASpI e sul calendario degli accrediti INPS.È importante ricordare che i tempi di lavorazione dipendono anche dalla qualità della domanda presentata: una pratica compilata con precisione, senza errori nei dati o documenti mancanti, riduce il rischio di ritardi legati a richieste di chiarimento da parte dell’INPS. Anche per questo motivo, affidarsi a un professionista per come fare domanda NASpI 2026 rappresenta spesso la scelta più sicura per ricevere l’indennità nei tempi previsti.Approfondimenti collegati alla NASpI 2026Questa guida si concentra sulla procedura di presentazione della domanda NASpI, ma la disoccupazione INPS comprende diversi altri aspetti che meritano un approfondimento dedicato.Se vuoi sapere quanto dura la prestazione e come viene calcolato l’importo mensile, puoi leggere la nostra guida su quanto dura la NASpI 2026 e quanto spetta, con il dettaglio sul calcolo dell’importo e sulla durata massima della prestazione.Per chi si sta chiedendo se ha diritto alla NASpI dopo aver perso il lavoro, in particolare a seguito di un licenziamento, è disponibile l’articolo dedicato a licenziamento e NASpI 2026: quando spetta e come richiederla.Infine, per conoscere le date di accredito dei pagamenti mensili una volta ottenuta la prestazione, è disponibile la nostra guida aggiornata sul calendario dei pagamenti NASpI.Per qualsiasi dubbio sulla propria situazione specifica, la soluzione più sicura resta comunque rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine, che può valutare gratuitamente ogni caso e occuparsi dell’intera pratica. Sapere come fare domanda NASpI 2026 nei tempi corretti, con i documenti giusti e gli adempimenti collegati come la DID, fa la differenza tra ricevere l’indennità senza intoppi e rischiare ritardi o addirittura la perdita del diritto. Vista la rigidità del termine dei 68 giorni e la quantità di dettagli da verificare, la scelta più sicura resta affidarsi a un professionista.Entro quanto tempo bisogna fare domanda NASpI 2026?La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine si decade dal diritto alla prestazione, salvo casi eccezionali riconosciuti dall’INPS.Quali documenti servono per fare domanda NASpI 2026?Servono un’identità digitale valida (SPID, CIE o CNS), i dati del rapporto di lavoro cessato, l’IBAN per l’accredito dei pagamenti e, in alcuni casi, il modello SR163.È obbligatorio fare la DID per ricevere la NASpI?Sì, la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) è obbligatoria: senza di essa la prestazione può essere sospesa o non erogata, anche se la domanda principale è stata accolta.Conviene fare domanda NASpI da soli o tramite CAF?Il servizio del patronato per la domanda NASpI è gratuito per il lavoratore. Affidarsi al CAF riduce il rischio di errori nella compilazione e nei tempi, aspetti che possono causare ritardi o il respingimento della pratica.Quanto tempo impiega l’INPS a lavorare la domanda NASpI?I tempi di lavorazione variano in base al carico degli uffici e alla completezza della documentazione. Generalmente, con una domanda corretta e completa, il primo pagamento arriva entro alcune settimane dalla presentazione.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di assistenza per la domanda NASpI?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Il servizio per la pratica NASpI è gratuito: ci occupiamo noi di tutto, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640Agosto 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/NASPI-disoccupazione-caf.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-09 09:00:002026-08-09 09:00:00NASpI 2026: Come Fare Domanda e Documenti NecessariISEECarta Acquisti 2026: Requisiti ISEE, Importo e Come RichiederlaLa Carta Acquisti 2026, nota anche come social card, è una misura di sostegno economico destinata a cittadini in condizioni di disagio economico. Si tratta di una carta elettronica prepagata che permette di acquistare beni di prima necessità e pagare bollette, con particolare attenzione a famiglie con bambini piccoli e anziani over 65. In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti ISEE, l’importo mensile, cosa si può comprare e come presentare domanda nel 2026.Indice dei contenutiCos’è la Carta Acquisti (Social Card)Chi può richiederla: Over 65 e FamiglieRequisiti ISEE e Reddituali 2026Importo Mensile e Modalità di RicaricaCosa si può Acquistare con la CartaCome Fare Domanda alle PosteDocumenti Necessari per la RichiestaDomande Frequenti (FAQ)Cos’è la Carta Acquisti (Social Card)La Carta Acquisti è una carta di pagamento elettronica ricaricabile, istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con Poste Italiane. Funziona come una normale carta prepagata, ma viene utilizzata esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari, prodotti per l’infanzia e il pagamento delle utenze domestiche. Il programma nasce con l’obiettivo di sostenere i nuclei familiari in condizioni di maggiore vulnerabilità economica, garantendo l’accesso a beni essenziali. La carta presenta il logo “Carta Acquisti” e viene distribuita gratuitamente presso gli uffici postali.Caratteristiche principali della social card:Carta prepagata ricaricabile bimestralmenteNessun costo di emissione o gestioneUtilizzo presso esercizi convenzionati e uffici postaliValidità fino al rispetto dei requisiti redditualiNon è cedibile a terziLa Carta Acquisti rappresenta uno strumento concreto di welfare, accessibile a categorie fragili che necessitano di un supporto continuativo per affrontare le spese quotidiane.Chi può richiederla: Over 65 e Famiglie con BambiniLa Carta Acquisti 2026 è riservata a due categorie specifiche di cittadini italiani (o stranieri con permesso di soggiorno CE di lungo periodo):1. Cittadini over 65 anniGli anziani che hanno compiuto 65 anni possono richiedere la social card se in possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali stabiliti dalla normativa. Non è richiesta alcuna certificazione di invalidità o condizione sanitaria particolare.2. Genitori o tutori di bambini sotto i 3 anniLe famiglie con figli di età inferiore a 3 anni possono accedere al beneficio per sostenere le spese legate all’infanzia (latte in polvere, pannolini, prodotti per l’igiene, alimenti per la prima infanzia). Anche in questo caso, è necessario rientrare nei limiti ISEE previsti.Importante: la carta è nominativa e può essere richiesta da un solo componente del nucleo familiare. Non è possibile cumulare più carte all’interno dello stesso nucleo.Requisiti ISEE e Reddituali 2026Per accedere alla Carta Acquisti 2026 è fondamentale rispettare precisi requisiti economici e patrimoniali. Ecco nel dettaglio tutte le condizioni da soddisfare: Requisiti economici generaliISEE ordinario non superiore a 8.052,75 euro annui (valore aggiornato 2026)Reddito complessivo del nucleo familiare inferiore a 8.052,75 euro annuiPer i nuclei composti solo da persone di età pari o superiore a 65 anni, il limite reddituale sale a 10.737 euro annuiRequisiti patrimonialiPatrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non superiore a 30.000 euroPatrimonio mobiliare (conti correnti, depositi, titoli) non superiore a 15.000 euroAltri requisiti obbligatoriNon percepire altre misure di sostegno al reddito superiori a 600 euro mensili (es. Assegno di Inclusione, Reddito di Cittadinanza residuo)Non essere intestatari di più di un’utenza elettrica domesticaNon essere intestatari di più di un’utenza del gasNon possedere più di un autoveicolo immatricolato nei 12 mesi antecedenti la domanda (o più di un autoveicolo con cilindrata superiore a 1.300 cc)Come ottenere l’ISEE 2026: è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presso un CAF o commercialista. L’ISEE deve essere in corso di validità (rilasciato nell’anno solare 2026) al momento della domanda.Importo Mensile e Modalità di RicaricaL’importo della Carta Acquisti 2026 è pari a 80 euro al mese, erogati bimestralmente. Ogni ricarica ammonta quindi a 160 euro, accreditati direttamente sulla carta elettronica.Calendario delle ricaricheLe ricariche avvengono automaticamente ogni due mesi, nei primi giorni del bimestre. Non è necessario presentarsi agli uffici postali per attivare la ricarica: il sistema provvede in automatico, purché il beneficiario continui a rispettare i requisiti.Gennaio-Febbraio: 160 euroMarzo-Aprile: 160 euroMaggio-Giugno: 160 euroLuglio-Agosto: 160 euroSettembre-Ottobre: 160 euroNovembre-Dicembre: 160 euroTotale annuo: 960 euroVerifica del saldoIl saldo della Carta Acquisti può essere controllato gratuitamente:Presso qualsiasi sportello di Poste ItalianeChiamando il numero verde 800.666.888 (gratuito da rete fissa)Presso gli ATM PostamatL’importo non utilizzato in un bimestre resta disponibile nei periodi successivi. Non c’è scadenza del credito residuo, purché la carta sia valida.Cosa si può Acquistare con la Carta AcquistiLa Carta Acquisti 2026 può essere utilizzata per acquistare beni di prima necessità e pagare utenze domestiche. Ecco l’elenco completo delle spese ammesse: Prodotti alimentariGeneri alimentari di qualsiasi tipo (frutta, verdura, carne, pesce, pasta, pane, latte, formaggi, ecc.)Prodotti confezionati e freschiBevande (acqua, succhi, latte)Prodotti per l’infanziaLatte in polvere e alimenti per neonatiPannolini e prodotti per l’igiene infantilePappe e omogeneizzatiPagamento bolletteÈ possibile pagare presso gli uffici postali le seguenti utenze domestiche:Bollette energia elettricaBollette del gasCanone telefonico fisso (non mobile)Sconti e convenzioniI titolari della Carta Acquisti beneficiano automaticamente di:Sconto del 5% presso gli esercizi commerciali convenzionati (supermercati, farmacie, negozi alimentari)Tariffe agevolate per visite mediche in alcuni centri convenzionatiSconti su farmaci presso alcune farmacie aderentiDove utilizzarla: la carta è accettata in tutti gli esercizi commerciali che espongono il marchio “Carta Acquisti” e presso gli uffici postali per il pagamento delle bollette.Come Fare Domanda alle Poste ItalianeLa richiesta della Carta Acquisti 2026 si presenta esclusivamente presso gli uffici postali di Poste Italiane. Non è possibile fare domanda online o tramite altri canali.Procedura passo-passoCompilare il modulo di domandaIl modulo può essere scaricato dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze oppure ritirato direttamente presso qualsiasi ufficio postale. È necessario compilarlo in tutte le sue parti, indicando i dati anagrafici, la composizione del nucleo familiare e i requisiti economici.Raccogliere la documentazione necessariaPreparare tutti i documenti richiesti (vedi sezione successiva).Recarsi in PostaPresentare domanda e documenti presso un qualsiasi ufficio postale. Non serve prenotazione, ma è consigliabile evitare gli orari di punta.Consegna della cartaSe la domanda è accolta, la Carta Acquisti viene consegnata immediatamente presso lo stesso ufficio postale. In caso di istruttoria, può essere necessario attendere qualche giorno.Attivazione e prima ricaricaLa carta viene attivata contestualmente alla consegna. La prima ricarica avviene entro 30 giorni dalla presentazione della domanda accolta.Tempi di rispostaNella maggior parte dei casi, se la documentazione è completa e i requisiti sono rispettati, la carta viene consegnata immediatamente. Eventuali verifiche aggiuntive possono richiedere fino a 15 giorni lavorativi.Attenzione: la domanda deve essere presentata personalmente dal richiedente (o da un tutore legale, in caso di minori o soggetti interdetti). Non è ammessa la delega.Documenti Necessari per la RichiestaPer presentare domanda di Carta Acquisti 2026 è necessario portare con sé i seguenti documenti obbligatori: Documento di identità valido (carta d’identità, patente, passaporto)Codice fiscale del richiedente e di tutti i componenti del nucleo familiareAttestazione ISEE 2026 in corso di validità, rilasciata da CAF, commercialista o INPSCertificato di residenza o autocertificazione di residenzaCertificato di stato di famiglia aggiornato (o autocertificazione)Documentazione aggiuntiva per famiglie con bambiniCertificato di nascita del bambino sotto i 3 anniCodice fiscale del minoreDocumentazione per cittadini stranieriPermesso di soggiorno CE di lungo periodo in corso di validitàPassaporto o documento di identità del paese di origineConsiglio pratico: prima di recarsi in posta, è utile richiedere l’ISEE aggiornato presso un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della DSU e nel rilascio dell’attestazione ISEE necessaria per la domanda.Domande Frequenti sulla Carta Acquisti 20261. La Carta Acquisti è compatibile con l’Assegno di Inclusione?Sì, è possibile cumulare la Carta Acquisti con l’Assegno di Inclusione, purché l’importo mensile percepito da altre misure assistenziali non superi i 600 euro. In caso di superamento, il diritto alla social card decade.2. Posso utilizzare la carta all’estero?No, la Carta Acquisti può essere utilizzata esclusivamente sul territorio italiano, presso esercizi commerciali convenzionati e uffici postali.3. Cosa succede se perdo la carta?In caso di smarrimento, furto o danneggiamento, è necessario recarsi immediatamente presso un ufficio postale per richiedere il blocco e la sostituzione della carta. Il servizio di sostituzione è gratuito. Il saldo residuo viene trasferito sulla nuova carta.4. Devo rinnovare la domanda ogni anno?Sì, la Carta Acquisti deve essere rinnovata annualmente. È necessario presentare una nuova domanda con l’ISEE aggiornato dell’anno in corso. Poste Italiane invia generalmente un avviso di scadenza al titolare della carta.5. Posso prelevare contante dalla Carta Acquisti?No, la Carta Acquisti non consente il prelievo di contante. Può essere utilizzata esclusivamente per acquisti presso esercizi convenzionati e per il pagamento di bollette agli sportelli postali.6. Quante volte posso richiedere la carta?La Carta Acquisti può essere rinnovata ogni anno, senza limiti di tempo, purché il richiedente continui a soddisfare i requisiti economici e patrimoniali previsti dalla normativa.Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU)Rilascio dell’attestazione ISEE 2026 in tempi rapidiVerifica dei requisiti per accedere alla Carta AcquistiAssistenza nella raccolta della documentazione necessariaContattaci oggi stesso:📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine📞 Telefono: 0432 1638640📱 WhatsApp: 366 6018121✉️ Email: info@centrofiscale.comIl nostro team di esperti fiscali è pronto a fornirti tutto il supporto necessario per ottenere la Carta Acquisti 2026 e accedere ai benefici previsti. Prenota subito il tuo appuntamento!Leggi ancheAssegno Unico 2026: Importi Aggiornati, Tabella ISEE e Come …Bonus Nido 2026: Importi, Requisiti ISEE e Come Fare Domanda…ISEE Corrente 2026: Quando Richiederlo e Come FunzionaISEE Universitario 2026: Calcolo, Documenti e Fasce per Tass…Agosto 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Copia-di-ISEE-Prodotto-google-1-1.png 560 746 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-08 09:00:002026-02-23 15:20:26Carta Acquisti 2026: Requisiti ISEE, Importo e Come RichiederlaPagina 46 di 190«‹4445464748›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, ESTRATTO CONTRIBUTIVOVerifica Posizione Contributiva INPS 2026: ECOCERT, Estratto Conto e BuchiLa verifica della posizione contributiva INPS 2026 è il primo controllo da fare prima di andare in pensione: lo strumento principale è l’ECOCERT (estratto conto certificato) accessibile gratuitamente su MyINPS. Permette di individuare eventuali buchi contributivi da recuperare prima del pensionamento. Ti guidiamo nella lettura, nell’identificazione delle 5 cause più comuni di buchi e nelle soluzioni di riscatto.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.ECOCERT vs estratto conto: differenze Estratto conto contributivo: documento informativo che mostra i contributi versati per periodi. Non ha valore certificativo.ECOCERT (Estratto Conto Certificato): documento ufficiale rilasciato da INPS che certifica la posizione contributiva e ha valore probatorio. Si chiede gratuitamente su MyINPS.Scaricare da MyINPS in 4 passi Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.Cerca “ECOCERT” o “Richiedi estratto conto certificato”.Compila la richiesta indicando il motivo (verifica pensione, ricongiunzione, riscatto).Attendi l’invio (3-6 mesi per ECOCERT certificato, immediato per estratto informativo).Lettura periodo per periodo L’estratto conto mostra:Settimane lavorate per ogni anno.Gestione previdenziale (FPLD dipendenti, gestione separata, artigiani, commercianti).Tipologia contributo: obbligatorio, figurativo (malattia/maternità), volontario, riscattato.Retribuzione di riferimento usata per il calcolo.Buchi contributivi: 5 cause tipiche Datore di lavoro inadempiente: trattenuti ma non versati a INPS.Periodi di lavoro nero: nessuna registrazione.Periodi all’estero non totalizzati: bisogna richiedere riconoscimento.Periodi di formazione/studio: laurea, corsi non riscattati.Periodi figurativi mancanti: maternità, malattia non accreditate.Come segnalare e correggere Datore non versato: documenta con buste paga e segnala a INPS con istanza online. INPS si rivale sul datore (entro prescrizione 5 anni).Periodi mancanti formali: presenta certificazione datore di lavoro o atti.Periodi figurativi: richiedi accredito tramite domanda specifica con documenti (es. certificato maternità).Periodi esteri: domanda di totalizzazione/cumulo.Riscatto periodi non versati Riscatto laurea: corso di studi universitario; costo varia da migliaia a decine di migliaia di euro.Riscatto laurea agevolato: per chi era inattivo, costi ridotti.Riscatto periodi non coperti (L. 4/2019): possibile per periodi tra il 1996 e oggi, max 5 anni.Versamenti volontari: per chi vuole versare contributi senza lavorare, su autorizzazione INPS.Patronato: assistenza gratuitaIl patronato CAF Centro Fiscale Udine offre:Richiesta gratuita ECOCERT.Analisi posizione contributiva e individuazione buchi.Valutazione convenienza riscatto/versamenti volontari.Domanda telematica per correzioni e riscatti.Vedi anche guida ricalcolo pensione e guida ricongiunzione.FAQ Ogni quanto verificare contributi?Almeno una volta ogni 5 anni. Tassativo controllare ECOCERT 1-2 anni prima della pensione per individuare e correggere buchi in tempo.Buco contributivo si recupera?Dipende dalla causa: se è inadempienza datore, INPS si rivale entro prescrizione 5 anni. Se è periodo non versato, serve riscatto o versamenti volontari (a pagamento).ECOCERT vale come certificato?Sì, l’ECOCERT è documento certificato con valore probatorio, utilizzabile per tutte le pratiche pensionistiche.Errori INPS come correggere?Tramite istanza telematica su MyINPS o tramite patronato, allegando documentazione probatoria (buste paga, CUD, certificati).Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-11 07:00:002026-08-11 07:00:00Verifica Posizione Contributiva INPS 2026: ECOCERT, Estratto Conto e Buchi
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASpI 2026: Quando si Perde, si Sospende o Decade l’IndennitàLa NASpI non è un sostegno economico automatico e senza condizioni: una volta ottenuta, per continuare a percepirla bisogna rispettare precisi obblighi verso l’INPS e comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria situazione lavorativa. Molti beneficiari scoprono solo dopo un controllo che la propria indennità è stata sospesa o, peggio, decaduta, spesso per una semplice comunicazione mancata o in ritardo. In questa guida vediamo con chiarezza quando si perde la NASpI, quali sono le differenze tra sospensione e decadenza, quali obblighi vanno rispettati e cosa fare se l’indennità viene bloccata per errore. Conoscere queste regole permette di evitare brutte sorprese e di gestire correttamente ogni comunicazione con l’INPS. Indice dei contenutiCosa Fa Perdere la NASpI nel 2026Sospensione vs Decadenza: Qual è la DifferenzaGli Obblighi da Rispettare per Non Perdere la NASpICosa Succede se Trovi un Nuovo LavoroComunicazioni e Verifiche INPS: Come ComportarsiPerché Affidarsi al CAF per la Gestione della NASpICosa Fa Perdere la NASpI nel 2026Sono diverse le situazioni che possono determinare la perdita, totale o parziale, della NASpI. La causa più frequente è l’inizio di un nuovo lavoro dipendente o autonomo che superi le soglie di reddito previste per la compatibilità con l’indennità: superata la soglia, la NASpI decade; sotto la soglia, invece, resta possibile il cumulo con l’indennità ridotta dell’80% del reddito presunto, un meccanismo che vale sia per il lavoro dipendente sia per quello autonomo od occasionale, con soglie diverse tra i due casi. Il raggiungimento dei requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) fa cessare automaticamente il diritto alla NASpI, poiché le due prestazioni non sono cumulabili. Infine, la causa più insidiosa è la mancata comunicazione all’INPS di una nuova occupazione: la comunicazione del reddito presunto (anche se pari a zero) va effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, ed è proprio l’omissione di questo adempimento — più che l’importo del reddito in sé — a trasformarsi nella causa più frequente di decadenza con obbligo di restituzione delle somme percepite indebitamente.Le Soglie di Reddito da Nuova OccupazionePer valutare la compatibilità tra NASpI e nuovo reddito da lavoro, l’INPS applica soglie annue di reddito presunto, distinte tra lavoro dipendente e lavoro autonomo od occasionale. Per il lavoro dipendente, se il contratto ha durata non superiore a sei mesi la NASpI viene sospesa d’ufficio; il beneficiario può però chiedere il cumulo se il reddito annuo presunto resta sotto 8.174 euro, percependo l’indennità ridotta dell’80% del reddito presunto. Con contratto di durata superiore a sei mesi, o con reddito oltre la soglia, la NASpI decade. Per il lavoro autonomo o occasionale, la NASpI resta cumulabile, ridotta dell’80% del reddito presunto, solo se questo non supera 5.500 euro annui; oltre tale soglia l’indennità decade. In ogni caso il reddito annuo presunto va comunicato all’INPS con il modello NASpI-Com entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o dalla domanda, se l’attività era preesistente), anche se pari a zero: l’omessa comunicazione comporta da sola la decadenza e la restituzione delle somme. Le soglie possono essere oggetto di aggiornamento periodico: verifica sempre l’importo aggiornato con il tuo patronato di fiducia prima di prendere decisioni sulla tua situazione. Il CAF Centro Fiscale verifica per te la soglia in vigore, gestisce la comunicazione NASpI-Com entro i termini e calcola se il nuovo reddito previsto rientra nei limiti di cumulabilità. Sospensione vs Decadenza: Qual è la DifferenzaÈ fondamentale distinguere tra due situazioni molto diverse fra loro, spesso confuse dai beneficiari: la sospensione e la decadenza della NASpI. Nella sospensione il diritto all’indennità non si estingue: viene semplicemente interrotta l’erogazione per un periodo determinato, al termine del quale la prestazione può riprendere automaticamente, se restano i giorni residui di fruizione. Nella decadenza, invece, il diritto alla NASpI si estingue in modo definitivo: una volta decaduta, l’indennità non può più essere richiesta né ripristinata, indipendentemente dai mesi di fruizione non ancora goduti.Quando Scatta la SospensioneIl caso tipico di sospensione riguarda la rioccupazione con un contratto di lavoro subordinato a termine di durata non superiore a sei mesi. In questa situazione l’INPS sospende l’erogazione della NASpI per il periodo di lavoro, ma alla scadenza del contratto (se il rapporto non prosegue) l’indennità può riprendere automaticamente per i mesi residui, senza bisogno di presentare una nuova domanda. È un meccanismo pensato per non penalizzare chi accetta lavori di breve durata durante il periodo di disoccupazione.Quando Scatta la DecadenzaLa decadenza scatta invece nei casi più gravi: mancata comunicazione all’INPS di una nuova occupazione entro i termini previsti, superamento delle soglie di reddito senza la relativa dichiarazione, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, mancata partecipazione alle convocazioni del centro per l’impiego o alle iniziative di politica attiva del lavoro, e naturalmente il raggiungimento della pensione. In tutti questi casi, l’indennità si estingue definitivamente e, se l’INPS accerta che sono state percepite somme non dovute, ne può richiedere la restituzione. Gli Obblighi da Rispettare per Non Perdere la NASpIPer mantenere il diritto alla NASpI non basta aver presentato la domanda: la normativa prevede una serie di obblighi attivi che il beneficiario deve rispettare durante tutto il periodo di fruizione dell’indennità. Il primo passaggio è la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro, che attesta la propria disponibilità a essere ricollocati e che deve restare valida per tutta la durata della prestazione. Segue la sottoscrizione del patto di servizio personalizzato presso il centro per l’impiego, un documento che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro e gli impegni reciproci tra beneficiario e servizi per l’impiego.Politiche Attive e ConvocazioniChi percepisce la NASpI è tenuto a partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro proposte dal centro per l’impiego, come colloqui di orientamento, corsi di formazione o percorsi di riqualificazione professionale, e a presentarsi alle convocazioni quando richiesto. La mancata presentazione, se non giustificata da motivi validi, può comportare sanzioni progressive fino alla decadenza dal beneficio.La Congruità dell’Offerta di LavoroUn altro punto delicato riguarda la congruità dell’offerta di lavoro: il beneficiario non può rifiutare senza giustificato motivo una proposta di lavoro considerata congrua rispetto alle proprie competenze, alla distanza dal luogo di residenza e al livello retributivo. I criteri di congruità tengono conto anche della durata della disoccupazione: più tempo passa, più le condizioni di ciò che viene considerato “congruo” possono ampliarsi. Valutare correttamente se un’offerta rientra o meno nei parametri di congruità non è sempre semplice: un confronto con il patronato aiuta a evitare rifiuti che potrebbero costare la perdita dell’indennità. Cosa Succede se Trovi un Nuovo LavoroTrovare una nuova occupazione durante il periodo di NASpI non significa perdere automaticamente e in modo definitivo l’indennità: dipende dal tipo di contratto, dalla sua durata e dal reddito previsto. La regola generale, però, è una sola e non ammette eccezioni: ogni nuova occupazione va comunicata all’INPS, indipendentemente dal fatto che si tratti di un lavoro dipendente, autonomo, occasionale o a progetto. La comunicazione va effettuata entro i termini stabiliti dalla normativa e deve indicare la data di inizio dell’attività e, per il lavoro autonomo, il reddito annuo previsto.Comunicare la Nuova Occupazione all’INPSLa comunicazione tempestiva è l’elemento che fa la differenza tra una legittima sospensione o cumulabilità della NASpI e una decadenza con richiesta di restituzione delle somme. Gestire da soli questa comunicazione espone al rischio di errori di modulistica, tempistiche sbagliate o dichiarazioni incomplete: il CAF Centro Fiscale si occupa dell’intera pratica di comunicazione all’INPS, verificando che ogni dato inserito sia corretto e che i termini vengano rispettati, evitando così contestazioni successive.Cumulabilità Entro le Soglie di RedditoCome visto in precedenza, esistono soglie di reddito entro le quali la NASpI resta parzialmente cumulabile con il nuovo lavoro. Il calcolo della quota cumulabile e la verifica dei limiti applicabili al proprio caso specifico, comprese le situazioni di lavoro con Partita IVA, richiedono un’analisi personalizzata: per un approfondimento su compatibilità e limiti di reddito quando si avvia un’attività autonoma, leggi anche la nostra guida su NASPI e Partita IVA 2026: compatibilità e limiti di reddito. Anche il lavoro part-time ha regole specifiche di cumulabilità che vale la pena conoscere: ne parliamo nel dettaglio nell’articolo su NASPI Part-Time 2026: come funziona e quanto spetta. Comunicazioni e Verifiche INPS: Come ComportarsiL’INPS effettua periodicamente controlli incrociati sui dati dei beneficiari NASpI, confrontando le informazioni con altre banche dati (contratti di lavoro, redditi dichiarati, posizioni contributive). Se ricevi una comunicazione di verifica o una richiesta di chiarimenti, è importante non ignorarla e rispondere entro i termini indicati, fornendo la documentazione richiesta. Ignorare una richiesta dell’INPS, anche quando si è in regola, può portare a una sospensione precauzionale della prestazione in attesa di chiarimenti.Se la NASpI Viene Sospesa per ErroreNon è raro che si verifichino errori procedurali da parte dell’INPS: una comunicazione registrata in ritardo, un dato reddituale non aggiornato, un contratto già concluso ma non ancora recepito nei sistemi. Se ritieni che la sospensione o la decadenza della tua NASpI sia ingiustificata, hai diritto a presentare un ricorso amministrativo o un’istanza di riesame della pratica, allegando la documentazione che dimostra la tua corretta posizione. Questi procedimenti hanno termini precisi da rispettare e richiedono una modulistica specifica: il CAF Centro Fiscale assiste i propri utenti nella predisposizione del ricorso, nel reperimento della documentazione necessaria e nel monitoraggio dell’esito della pratica presso l’INPS. Perché Affidarsi al CAF per la Gestione della NASpIGestire in autonomia le comunicazioni relative alla NASpI espone al rischio concreto di perdere l’indennità per un errore evitabile: una data comunicata in ritardo, una soglia di reddito calcolata male, una convocazione non gestita correttamente. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intero percorso del beneficiario NASpI: dalla verifica periodica della propria posizione, alla gestione delle comunicazioni di nuova occupazione, fino all’assistenza in caso di sospensione o decadenza contestata. Ogni situazione è diversa, per questo il nostro team valuta caso per caso con un preventivo personalizzato, senza approssimazioni.La NASpI è una tutela importante per chi ha perso il lavoro, ma richiede attenzione costante agli obblighi di comunicazione e partecipazione previsti dalla normativa. Conoscere la differenza tra sospensione e decadenza, e sapere esattamente cosa comunicare e quando, permette di evitare di perdere un sostegno economico fondamentale per un errore evitabile. Hai bisogno di assistenza per verificare la tua situazione NASpI o gestire una comunicazione con l’INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Domande Frequenti sulla Decadenza NASpICosa succede se non comunico un nuovo lavoro all’INPS mentre percepisco la NASpI?Rischi la decadenza definitiva dal beneficio e la richiesta di restituzione delle somme percepite indebitamente dal momento in cui è iniziata la nuova occupazione. È sempre necessario comunicare tempestivamente ogni cambiamento della propria situazione lavorativa.Posso rifiutare un’offerta di lavoro senza perdere la NASpI?Solo se l’offerta non è considerata congrua rispetto alle tue competenze, alla distanza dal luogo di residenza e al livello retributivo. Il rifiuto di un’offerta congrua senza giustificato motivo può portare alla decadenza dell’indennità.La NASpI si sospende o decade se trovo un lavoro part-time?Dipende dal reddito previsto e dalla durata del contratto. Per il lavoro dipendente, sotto 8.174 euro annui e con contratto fino a 6 mesi la NASpI resta cumulabile (ridotta dell’80% del reddito presunto), oltre quella soglia o quella durata decade. Per il lavoro autonomo, sotto 5.500 euro annui resta cumulabile con la stessa riduzione dell’80%, oltre quella soglia decade. In ogni caso, senza comunicazione all’INPS entro 30 giorni (anche a reddito zero) il rischio è la decadenza per omessa dichiarazione.Cosa devo fare se ricevo una convocazione dal centro per l’impiego mentre percepisco la NASpI?È obbligatorio presentarsi, salvo giustificato motivo debitamente documentato. La mancata presentazione senza giustificazione può comportare sanzioni fino alla decadenza dal beneficio.Come faccio ricorso se la mia NASpI è stata sospesa per errore?Puoi presentare un’istanza di riesame o un ricorso amministrativo, allegando la documentazione che dimostra la tua corretta posizione. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella predisposizione della pratica e nel monitoraggio dell’esito presso l’INPS.La pensione fa perdere automaticamente la NASpI?Sì, il raggiungimento dei requisiti per la pensione (di vecchiaia o anticipata) determina la cessazione automatica del diritto alla NASpI, poiché le due prestazioni non sono cumulabili.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Richiedi Assistenza per la NASpIIl CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la tua situazione NASpI e a gestire ogni comunicazione con l’INPS, evitando errori che potrebbero costarti l’indennità.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Contattaci o prenota un appuntamento anche presso il Patronato CAF Centro Fiscale a Udine, in sede o comodamente da casa tua.CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATIQuanto Dura la NASpI 2026 e Quanto Spetta: Calcolo Importo e DurataPagamento NASpI Agosto 2026: Quando Arriva e Come ControllarloNASPI e Partita IVA 2026: Compatibilità e Limiti di RedditoNASPI Part-Time 2026: Come Funziona e Quanto SpettaCAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Pubblicato su Google robert poletto 17/07/2026 Fantastici Pubblicato su Google Geanina Gaita 16/07/2026 Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAgosto 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/NASPI-disoccupazione-caf.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-10 09:00:002026-08-16 09:46:31NASpI 2026: Quando si Perde, si Sospende o Decade l’Indennità
DICHIARAZIONE DEI REDDITIDetrazioni Familiari a Carico 2026: Guida Completa Figli, Coniuge e AltriLe detrazioni per familiari a carico rappresentano un importante beneficio fiscale per ridurre l’IRPEF dovuta nella dichiarazione dei redditi 2026. Comprendere chi può essere considerato familiare a carico, quali sono i limiti di reddito e come calcolare correttamente le detrazioni spettanti è fondamentale per ottimizzare la propria situazione fiscale.Con le novità introdotte dall’Assegno Unico Universale per i figli, il sistema delle detrazioni familiari a carico 2026 è cambiato profondamente. Restano infatti le detrazioni per il coniuge a carico e per altri familiari (genitori, fratelli, nonni), mentre per i figli a carico le regole sono diverse. In questa guida completa vediamo tutte le casistiche, i requisiti reddituali, gli importi delle detrazioni e come indicare correttamente i familiari nel modello 730.Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o vuoi essere certo di ottenere tutte le detrazioni che ti spettano, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza personalizzata, sia in ufficio che online.Indice dei contenutiChi Sono i Familiari a Carico nel 2026Limite di Reddito per Essere a Carico: 2.840,51 Euro (4.000 per Under 24)Detrazione per Coniuge a Carico 2026Detrazioni per Figli a Carico: Novità dopo l’Assegno UnicoAltri Familiari a Carico: Genitori, Fratelli, NonniCome Indicare i Familiari a Carico nel Modello 730Ripartizione delle Detrazioni tra GenitoriDomande FrequentiChi Sono i Familiari a Carico nel 2026Prima di parlare di detrazioni familiari a carico 2026, è importante capire chi può essere considerato familiare a carico dal punto di vista fiscale. La definizione non è automatica e richiede il rispetto di specifici requisiti. Un familiare è considerato fiscalmente a carico quando possiede un reddito complessivo annuo che non supera determinati limiti. Non basta la convivenza o il legame di parentela: è il reddito percepito dal familiare a determinare se può essere considerato a carico o meno.I familiari che possono essere considerati a carico sono:Coniuge non legalmente ed effettivamente separatoFigli (naturali, adottivi, affidati, affiliati) indipendentemente dall’etàGenitori (anche adottivi)Generi e nuoreSuoceri e suocereFratelli e sorelle (anche unilaterali)Nonni e nonneNipoti (figli di figli)Per essere considerati familiari a carico, questi soggetti devono possedere un reddito annuo che rientra nei limiti stabiliti dalla normativa fiscale. Nel prossimo paragrafo vediamo quali sono questi limiti per il 2026.Limite di Reddito per Essere a Carico: 2.840,51 Euro (4.000 per Under 24)Il limite di reddito per essere considerati familiari a carico nel 2026 è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti. Tuttavia, esistono due soglie diverse a seconda dell’età del familiare.Limite generale: un familiare è considerato fiscalmente a carico se possiede un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro. Questo limite si applica a tutti i familiari: coniuge, genitori, fratelli, nonni e altri parenti indicati nella sezione precedente.Limite per figli fino a 24 anni: per i figli di età non superiore a 24 anni, il limite di reddito è più elevato e ammonta a 4.000 euro annui. Questa soglia maggiorata è stata introdotta per tenere conto delle maggiori possibilità di reddito dei giovani adulti che studiano o svolgono lavori saltuari.È fondamentale precisare cosa si intende per reddito complessivo annuo. Nel calcolo vanno inclusi:Redditi da lavoro dipendente e assimilatiRedditi da lavoro autonomo e professionaleRedditi da pensioneRedditi fondiari (terreni e fabbricati)Redditi di capitale (interessi, dividendi)Redditi diversi (locazioni brevi, plusvalenze)Non si considerano invece alcuni redditi esenti, come le borse di studio, le indennità di accompagnamento e alcuni sussidi assistenziali. Attenzione: anche piccole somme possono far superare il limite. Ad esempio, uno studente di 22 anni che lavora part-time deve verificare che il suo reddito annuo non superi i 4.000 euro per rimanere a carico dei genitori.Se un familiare supera anche di poco questi limiti, perde completamente lo status di familiare a carico e il contribuente non potrà beneficiare di alcuna detrazione per quel familiare. Non esiste una riduzione proporzionale: o si rientra nel limite e si ha diritto alla detrazione, o lo si supera e non spetta nulla.Detrazione per Coniuge a Carico 2026La detrazione per il coniuge a carico spetta al contribuente il cui coniuge non separato possiede un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro. L’importo della detrazione varia in base al reddito del contribuente che la richiede, secondo un meccanismo a scalare. Gli importi della detrazione coniuge a carico per il 2026 sono:Reddito fino a 15.000 euro: detrazione di 800 euro (calcolata con formula: 800 – (110 x reddito / 15.000))Reddito da 15.001 a 40.000 euro: detrazione di 690 euroReddito da 40.001 a 80.000 euro: detrazione che decresce progressivamente (formula: 690 x (80.000 – reddito) / 40.000)Reddito oltre 80.000 euro: nessuna detrazioneLa detrazione spetta per intero se il coniuge è a carico per l’intero anno. In caso di matrimonio o separazione durante l’anno, la detrazione va ripartita in base ai mesi di effettiva convivenza fiscale.Esempio pratico: Mario ha un reddito annuo di 25.000 euro e la moglie Anna ha un reddito di 1.800 euro (quindi a carico). Mario può portare in detrazione 690 euro nella sua dichiarazione dei redditi, riducendo l’IRPEF dovuta.È importante sottolineare che la detrazione per coniuge a carico non è cumulabile con altre agevolazioni per il coniuge, come ad esempio l’assegno al nucleo familiare. Il contribuente deve scegliere il beneficio più vantaggioso per la propria situazione.La detrazione coniuge può essere richiesta anche se il coniuge è residente all’estero, purché siano rispettati i limiti di reddito. In questo caso occorre verificare anche eventuali redditi prodotti all’estero che concorrono al calcolo del limite di 2.840,51 euro.Detrazioni per Figli a Carico: Novità dopo l’Assegno UnicoLe detrazioni per figli a carico hanno subito una radicale trasformazione con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (AUU) a partire da marzo 2022. Dal 1° gennaio 2022, infatti, le vecchie detrazioni per figli sono state sostituite dall’Assegno Unico, che è una prestazione economica mensile erogata dall’INPS.Cosa è cambiato: prima del 2022, i genitori potevano portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi importi variabili per ogni figlio a carico (circa 950 euro per figlio, con maggiorazioni per figli con disabilità o sotto i 3 anni). Dal 2022 in poi, queste detrazioni fiscali per figli sono state abolite e sostituite dall’Assegno Unico, che viene erogato mensilmente dall’INPS in base all’ISEE del nucleo familiare.Detrazioni residue nel 730/2026: nella dichiarazione dei redditi 2026 (relativa all’anno 2025), i genitori non possono più detrarre le spese ordinarie per i figli a carico. Restano però alcune detrazioni specifiche legate a spese documentate sostenute per i figli, come:Spese scolastiche (rette asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie)Spese universitarie (tasse e contributi)Spese mediche e sanitarieSpese sportive per ragazzi (fino a 210 euro)Abbonamenti trasporto pubblicoSpese per attività ricreative e culturali (musei, cinema, teatro)Queste detrazioni per spese specifiche rimangono valide e possono essere portate in detrazione nel modello 730 anche se il figlio beneficia dell’Assegno Unico. Non c’è incompatibilità tra i due benefici.Chi ha diritto all’Assegno Unico: l’Assegno Unico Universale spetta a tutti i nuclei familiari con figli a carico, indipendentemente dal reddito (anche se l’importo varia in base all’ISEE). La domanda va presentata all’INPS e deve essere rinnovata ogni anno. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione della domanda di Assegno Unico e nel calcolo dell’ISEE necessario.Attenzione: anche se le detrazioni fiscali ordinarie per figli sono state abolite, è comunque importante indicare i figli a carico nel modello 730 per poter detrarre le spese sostenute per loro e per eventuali altri benefici fiscali collegati.Altri Familiari a Carico: Genitori, Fratelli, NonniOltre al coniuge e ai figli, è possibile portare in detrazione fiscale altri familiari a carico che rispettano il limite di reddito di 2.840,51 euro annui. Questi familiari includono genitori, fratelli, sorelle, nonni, nipoti, suoceri e altri parenti indicati dalla normativa. L’importo della detrazione per altri familiari a carico è pari a 750 euro per ciascun familiare, ma anche in questo caso la detrazione decresce all’aumentare del reddito del contribuente che la richiede. La formula di calcolo è simile a quella del coniuge:Reddito fino a 80.000 euro: detrazione calcolata con formula (750 x (80.000 – reddito) / 80.000)Reddito oltre 80.000 euro: nessuna detrazioneCasi frequenti:Genitori anziani a carico: molti contribuenti portano in detrazione i genitori anziani che percepiscono solo una piccola pensione. Ad esempio, se un genitore ha una pensione annua di 2.500 euro (sotto il limite di 2.840,51 euro), il figlio può indicarlo come familiare a carico e ottenere la detrazione di 750 euro (ridotta in base al proprio reddito).Fratelli o sorelle a carico: è possibile detrarre anche fratelli o sorelle che hanno redditi molto bassi, ad esempio studenti universitari senza redditi da lavoro. La detrazione spetta solo se i genitori non li hanno già indicati come familiari a carico.Nonni a carico: se un nonno o una nonna ha un reddito inferiore al limite (ad esempio una pensione minima), può essere indicato come familiare a carico da un nipote che ne sostiene il mantenimento.Condizioni importanti: affinché la detrazione per altri familiari a carico spetti, è necessario che questi familiari:Abbiano un reddito annuo non superiore a 2.840,51 euroRicevano mezzi di mantenimento dal contribuente che richiede la detrazione (non devono solo essere parenti, ma effettivamente mantenuti)Non siano già a carico di un altro contribuenteSe più contribuenti possono indicare lo stesso familiare a carico (ad esempio due fratelli che mantengono il genitore anziano), la detrazione può essere ripartita al 50% tra loro, oppure attribuita interamente a uno solo.Esempio: Luca ha un reddito di 35.000 euro e mantiene la madre anziana che ha una pensione di 2.600 euro all’anno. Luca può indicare la madre come familiare a carico e ottenere una detrazione calcolata secondo la formula: 750 x (80.000 – 35.000) / 80.000 = circa 422 euro.Come Indicare i Familiari a Carico nel Modello 730Per beneficiare delle detrazioni per familiari a carico, è necessario indicare correttamente i dati dei familiari nel modello 730 o nel modello Redditi PF (ex Unico). La compilazione corretta di questi campi è fondamentale per evitare errori che potrebbero comportare la perdita delle detrazioni o controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.Nel modello 730/2026, i familiari a carico vanno indicati nel Quadro 1 – Familiari a carico. Per ogni familiare occorre specificare:Codice fiscale del familiareGrado di parentela (coniuge, figlio, genitore, ecc.)Percentuale di detrazione (100% se il familiare è interamente a carico, 50% se la detrazione è ripartita con un altro contribuente)Numero di mesi per i quali il familiare è stato a carico (importante in caso di eventi come matrimonio, separazione, decesso durante l’anno)Eventuali condizioni particolari (ad esempio, figlio con disabilità)Compilazione passo-passo:1. Raccogliere i codici fiscali di tutti i familiari che si intende indicare a carico 2. Verificare i redditi di ciascun familiare per accertarsi che rientrino nei limiti (2.840,51 euro o 4.000 euro per figli under 24) 3. Compilare il Quadro 1 indicando tutti i dati richiesti 4. Verificare che non ci siano altre persone che hanno già indicato lo stesso familiare a carico (per evitare duplicazioni)Attenzione agli errori frequenti:Non indicare familiari che superano il limite di reddito: anche un euro oltre il limite fa perdere completamente la detrazioneNon dimenticare di aggiornare i dati ogni anno: ad esempio, un figlio che compie 25 anni passa dal limite di 4.000 euro a quello di 2.840,51 euroRipartizione con altri contribuenti: se la detrazione viene ripartita (ad esempio tra i due genitori per un figlio), entrambi devono indicare la percentuale corretta (di solito 50% ciascuno)Indicare i mesi corretti: se un familiare è stato a carico solo per parte dell’anno, la detrazione va riproporzionata ai mesi effettiviDetrazioni per spese sostenute per i familiari: oltre a indicare i familiari a carico nel Quadro 1, ricorda di inserire nel Quadro E (Oneri e Spese) tutte le spese detraibili sostenute per loro, come spese mediche, scolastiche, universitarie e altre. Queste detrazioni sono aggiuntive rispetto alla detrazione base per familiare a carico.Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con attenzione tutti i dati dei familiari a carico e si assicura che ogni detrazione spettante venga correttamente inserita nella tua dichiarazione, massimizzando il risparmio fiscale.Ripartizione delle Detrazioni tra GenitoriQuando entrambi i genitori hanno un reddito e il figlio (o altro familiare) è a carico di entrambi, le detrazioni per familiari a carico possono essere ripartite tra i due genitori oppure attribuite interamente a uno solo. Questa scelta ha importanti conseguenze fiscali e va valutata con attenzione. Modalità di ripartizione:1. Ripartizione al 50%: è la modalità più comune. Ciascun genitore porta in detrazione il 50% della detrazione spettante per il figlio o altro familiare a carico. Entrambi indicano il familiare nel proprio modello 730 specificando la percentuale del 50%.2. Attribuzione al 100% a un genitore: in alternativa, la detrazione può essere attribuita interamente a uno solo dei genitori, mentre l’altro non la indica nella propria dichiarazione. Questa scelta è conveniente quando:Uno dei due genitori ha un reddito molto basso o non produce reddito, quindi non trarrebbe beneficio dalla detrazioneUn genitore ha un reddito così elevato da non aver diritto alle detrazioni (oltre 80.000 euro)Si vuole massimizzare il risparmio fiscale concentrando la detrazione su chi ha l’aliquota IRPEF più altaQuale soluzione conviene? In generale:Se entrambi i genitori hanno redditi simili e aliquote IRPEF simili, la ripartizione al 50% è equa e convenienteSe un genitore ha reddito molto superiore all’altro, può convenire attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito più alto (che paga più IRPEF e quindi beneficia di più dalla detrazione)Se un genitore non lavora o ha redditi bassissimi, conviene attribuire il 100% della detrazione all’altro genitoreEsempio: Marta e Paolo hanno un figlio a carico di 8 anni. Marta guadagna 45.000 euro all’anno, Paolo guadagna 20.000 euro. In questo caso, potrebbe convenire attribuire l’intera detrazione a Marta (che ha aliquota IRPEF più alta) anziché ripartirla al 50%.Come comunicare la scelta: la scelta di ripartizione va indicata nel modello 730 compilando correttamente il Quadro 1. Se non viene specificato nulla, di default si applica la ripartizione al 50%. È importante che entrambi i genitori indichino la stessa percentuale (ad esempio, entrambi 50%) per evitare controlli dell’Agenzia delle Entrate.Genitori separati o divorziati: in caso di separazione o divorzio, le detrazioni per i figli vanno ripartite in base a quanto stabilito dal giudice o dagli accordi di separazione. Di solito:Se l’affidamento è condiviso, la detrazione viene ripartita al 50% tra i genitoriSe l’affidamento è esclusivo, la detrazione spetta al 100% al genitore affidatario, a meno che non sia previsto diversamenteIl genitore che versa l’assegno di mantenimento può comunque aver diritto alla detrazione per i figli, anche se non convive con loroIn caso di dubbi sulla ripartizione più conveniente per la tua situazione familiare, il CAF Centro Fiscale può effettuare una simulazione personalizzata e consigliarti la soluzione migliore.Domande FrequentiQual è il limite di reddito per essere considerati familiari a carico nel 2026?Il limite generale è di 2.840,51 euro di reddito annuo complessivo. Per i figli fino a 24 anni, il limite è più elevato e ammonta a 4.000 euro. Se il familiare supera anche di un solo euro questi limiti, perde completamente lo status di familiare a carico.Con l’Assegno Unico posso ancora detrarre i figli a carico nel 730?No, dal 2022 le detrazioni fiscali ordinarie per figli a carico sono state abolite e sostituite dall’Assegno Unico Universale erogato dall’INPS. Restano però detraibili le spese specifiche documentate sostenute per i figli, come spese scolastiche, universitarie, mediche e sportive.Posso detrarre mio padre anziano come familiare a carico?Sì, se tuo padre ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro e tu lo mantieni economicamente, puoi indicarlo come familiare a carico e ottenere una detrazione di 750 euro (ridotta in base al tuo reddito). Se la pensione di tuo padre supera questo limite, anche di poco, non puoi portarlo in detrazione.Come si ripartiscono le detrazioni tra i due genitori?Le detrazioni per figli o altri familiari a carico possono essere ripartite al 50% tra i genitori oppure attribuite al 100% a uno solo. La scelta va indicata nel modello 730. Conviene attribuire l’intera detrazione al genitore con reddito più alto se uno dei due ha redditi molto bassi o non lavora.Cosa succede se mio figlio supera il limite di 4.000 euro di reddito?Se il figlio under 24 supera i 4.000 euro di reddito annuo (o 2.840,51 euro se over 24), perde lo status di familiare a carico e non potrai più beneficiare di alcuna detrazione per lui. Non esiste una riduzione proporzionale: la detrazione si perde completamente.Devo indicare i familiari a carico anche se non ho detrazioni?È comunque consigliabile indicare i familiari a carico nel modello 730 anche se hai un reddito così elevato da non beneficiare delle detrazioni base. Questo perché potrai comunque detrarre le spese specifiche sostenute per loro (mediche, scolastiche, ecc.) e perché l’indicazione dei familiari è rilevante per altri benefici fiscali.Le detrazioni per familiari a carico 2026 rappresentano un importante strumento per ridurre il carico fiscale delle famiglie italiane. Anche se le detrazioni ordinarie per figli sono state sostituite dall’Assegno Unico Universale, restano pienamente operative le detrazioni per coniuge a carico, genitori, fratelli e altri familiari che rispettano i limiti di reddito previsti.Comprendere correttamente chi può essere considerato familiare a carico, calcolare le detrazioni spettanti e indicare tutto correttamente nel modello 730 richiede attenzione ai dettagli. Un errore nella compilazione può far perdere detrazioni importanti o generare problemi con l’Agenzia delle Entrate.Hai bisogno di assistenza per le detrazioni familiari a carico nella tua dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata, sia in ufficio che online. Verifichiamo con attenzione la tua situazione familiare, calcoliamo tutte le detrazioni spettanti e compiliamo correttamente il tuo 730 per massimizzare il risparmio fiscale.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi ancheSuperbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote RidotteCalendario Fiscale 2026: Tutte le Scadenze per Privati e Imp…Dichiarazione Redditi Tardiva 2026: Sanzioni e RavvedimentoContratto di Locazione 2026: Registrazione, Tasse e ObblighiAgosto 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-10 09:00:002026-08-16 09:46:26Detrazioni Familiari a Carico 2026: Guida Completa Figli, Coniuge e Altri
QontoQonto API e Integrazioni 2026: Software Compatibili (Fatture in Cloud, Shopify)Scelta in evidenza · Sponsor — Nel 2026 un conto business non si valuta più solo per costi e funzionalità di base: ciò che davvero fa la differenza nel workflow quotidiano è la capacità di integrarsi con il resto dello stack software aziendale. Software di fatturazione elettronica, e-commerce, gateway di pagamento, CRM, strumenti di automation: ogni minuto risparmiato su riconciliazioni manuali e copia-incolla si traduce in produttività concreta. Qonto, neobank business europea con licenza bancaria francese, ha investito molto sul fronte API e integrazioni native, posizionandosi come una delle soluzioni più aperte e developer-friendly del mercato. In questa guida analizziamo cosa permettono di fare le API di Qonto, quali sono le integrazioni native disponibili nel 2026 (Fatture in Cloud, Shopify, Stripe, Zapier e molte altre), i casi d’uso reali per developer e PMI, i costi e gli aspetti di sicurezza da considerare.Disclosure trasparenza — Questo contenuto è una scelta in evidenza sponsorizzata. CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione qualora tu decida di aprire un conto Qonto attraverso i link presenti nell’articolo. Questo non comporta alcun costo aggiuntivo per te e non influenza la nostra valutazione tecnica del prodotto. Le informazioni fornite hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale o di investimento personalizzata.Scelta in evidenza · SponsorApri Qonto e accedi alle API integrateConto business con API REST complete, integrazioni native con Fatture in Cloud, Shopify, Stripe e oltre 50 software. Webhooks in tempo reale e documentazione developer pubblica.Scopri Qonto Business →Apertura 100% online · IBAN italiano · API incluse dal piano SmartIndice dei contenutiCos’è un’API e perché conta per il tuo businessAPI Qonto: cosa permettono di fareIntegrazioni native più richiesteCasi d’uso developer e PMICosti API e limiti di chiamateSicurezza API: OAuth2 e rate limitingDocumentazione developer QontoSoftware contabili italiani compatibiliEsempio pratico: Zapier e notifiche SlackDomande frequentiCos’è un’API e perché conta per il tuo businessAPI è l’acronimo di Application Programming Interface: in termini semplici, è il “linguaggio” che permette a due software di parlarsi e scambiarsi dati in modo automatico, senza intervento umano. Quando il tuo gestionale di fatturazione “vede” un bonifico in arrivo sul conto corrente e contrassegna automaticamente la fattura come pagata, dietro le quinte sta funzionando un’API che mette in comunicazione la banca con il software contabile.Per una PMI o un libero professionista, le API si traducono in tre vantaggi concreti: riduzione del lavoro manuale (niente più export CSV ed import in altri sistemi), aggiornamenti in tempo reale (i dati sono sempre sincronizzati) e minor rischio di errori (eliminata la trascrizione manuale degli importi). In un contesto in cui la PSD2 ha aperto i dati bancari all’interoperabilità, scegliere una banca con API moderne e ben documentate è diventato un criterio di selezione strategico. API Qonto: cosa permettono di fareLe API di Qonto sono REST, basate su standard JSON e accessibili tramite il dominio thirdparty.qonto.com. Sono pensate per essere consumate sia da software di terze parti (integrazioni native) sia da sviluppatori interni che vogliono costruire automazioni custom. Ecco le principali capacità esposte:Lettura organizzazione e conti: recupero dati anagrafici della società, lista dei conti correnti, saldi, IBAN.Lista transazioni: tutte le operazioni in entrata e uscita con metadati ricchi (causale, controparte, categoria, allegati ricevuta).Membership: gestione utenti del team, ruoli, permessi.Etichette e categorie: lettura e scrittura delle label personalizzate per la riconciliazione.Allegati: upload e scaricamento di ricevute e giustificativi associati alle transazioni.Beneficiari: gestione dei beneficiari salvati per bonifici ricorrenti.Bonifici (con permessi specifici): creazione e invio di pagamenti SEPA programmatici.Webhooks: notifiche push in tempo reale quando avvengono eventi (nuovo bonifico ricevuto, pagamento autorizzato, transazione completata).Il punto di forza è la presenza dei webhooks: invece di fare polling continuo (chiamate ripetute per controllare se ci sono novità), il software riceve un avviso istantaneo da Qonto quando si verifica un evento rilevante. Questo abbatte i tempi di reazione e riduce drasticamente il numero di chiamate necessarie.Integrazioni native più richieste nel 2026Per chi non vuole scrivere codice, Qonto offre un marketplace di integrazioni native già pronte. Basta autorizzare il software con un OAuth e l’integrazione funziona. Ecco le più rilevanti per il mercato italiano e internazionale.Fatture in CloudL’integrazione più richiesta dalle partite IVA italiane. Fatture in Cloud (TeamSystem) si collega a Qonto per automatizzare la riconciliazione tra fatture emesse e bonifici incassati: quando un cliente paga, il sistema riconosce l’importo e la causale, abbinando il movimento bancario alla fattura corrispondente. Niente più check manuali del conto, le fatture vengono contrassegnate come “pagate” automaticamente. Funziona anche in direzione opposta: i pagamenti uscenti ai fornitori vengono associati alle fatture ricevute.Aruba Fatturazione ElettronicaPer chi usa la suite Aruba (uno dei principali provider italiani di fatturazione elettronica B2B), l’integrazione con Qonto consente la sincronizzazione automatica dei pagamenti su fatture attive e passive transitate dal SdI. È particolarmente utile per studi professionali che gestiscono molte fatture piccole. ShopifyGli e-commerce su Shopify possono collegare il conto Qonto per riconciliare gli incassi del gateway con i payout giornalieri/settimanali. Quando Shopify Payments versa il netto delle vendite sul conto, l’integrazione mostra in dashboard quali ordini sono coperti da quel payout, con commissioni separate ed eventuali rimborsi tracciati. Per chi vende anche su altri canali (Amazon, eBay), avere un’unica vista è essenziale.WooCommercePer gli e-commerce su WordPress + WooCommerce, l’integrazione passa generalmente attraverso plugin di terze parti che usano le API Qonto, oppure tramite Zapier/Make. Il caso d’uso tipico è ricevere un bonifico bancario come metodo di pagamento e marcare automaticamente l’ordine come “completato” non appena Qonto notifica l’incasso.StripeStripe è il gateway di pagamento globale per eccellenza. L’integrazione con Qonto facilita la gestione dei payout (i versamenti netti delle commissioni Stripe sul conto bancario), permettendo di vedere in un’unica dashboard quanti pagamenti hai incassato lordi, quanto trattiene Stripe come commissione e quanto arriva effettivamente sul conto Qonto.PayPalI prelievi da PayPal verso il conto bancario possono essere monitorati e riconciliati. Per professionisti che usano PayPal come canale secondario (es. corsi online, consulenze internazionali), avere il match automatico tra le transazioni PayPal e i bonifici sul conto Qonto evita il classico mal di testa di fine mese.ZapierZapier è la piattaforma di automation no-code più diffusa al mondo. Connette Qonto a oltre 6.000 altre app: Google Sheets, Slack, Notion, HubSpot, Airtable e molto altro. L’integrazione consente di creare “Zap” come: se arriva un bonifico superiore a 1.000 €, manda un messaggio Slack al canale #amministrazione. Lo vedremo in dettaglio nell’esempio pratico più avanti.Make (Integromat)Make (ex Integromat) è l’alternativa europea a Zapier, spesso preferita da utenti tecnici per la maggiore flessibilità nel design dei flussi (visual workflow builder) e per il pricing più aggressivo sui volumi alti. L’integrazione Qonto + Make consente automazioni complesse multi-step con logiche condizionali, loop e gestione errori.Sponsor · Scelta in evidenzaTutte le integrazioni in un unico marketplaceQonto offre oltre 80 integrazioni native attive nel 2026: connetti il tuo conto al tuo software preferito in pochi click, senza scrivere una riga di codice.Esplora il marketplace Qonto →Casi d’uso developer e PMILe API Qonto non sono solo per grandi aziende con team IT dedicati. Ci sono almeno tre macro-categorie di casi d’uso replicabili anche da PMI con un budget contenuto.1. Riconciliazione automatica fatture-pagamentiÈ il caso d’uso più frequente. Lo script (o l’integrazione no-code) ascolta i webhooks di Qonto sui bonifici in entrata, estrae il numero della fattura dalla causale (con regex o pattern matching) e marca la fattura corrispondente come saldata nel gestionale contabile. Tempo risparmiato: 2-4 ore al mese per uno studio professionale di medie dimensioni. Affidabilità: a parità di causale corretta, il match è praticamente al 100%.2. Notifiche custom in tempo realeVuoi sapere subito quando arriva un pagamento da un cliente strategico, o quando un bonifico supera una certa soglia? Con i webhooks puoi inviare notifiche su Slack, Telegram, email, SMS o anche su una webapp interna. Utile per monitoraggio cash flow real-time, controlli antifrode e per il senior management che vuole essere allertato su movimenti rilevanti. 3. Dashboard custom e business intelligencePer chi ha esigenze di reporting più sofisticate del cruscotto standard di Qonto, le API permettono di esportare i dati in BigQuery, Snowflake, Power BI, Looker, Metabase o Google Data Studio. Si possono costruire KPI personalizzati: cash flow previsto a 30/60/90 giorni, analisi spese per categoria, scoring puntualità clienti, dashboard consolidate multi-conto se hai più società del gruppo.Costi API e limiti di chiamateUna buona notizia: l’accesso alle API di Qonto è incluso nel canone dei piani business, senza costi aggiuntivi. Tuttavia ci sono alcune differenze tra piani:Piano Basic: integrazioni native limitate, accesso API in lettura sui movimenti.Piano Smart e superiori: API complete (lettura e scrittura), webhooks attivi, accesso al marketplace integrazioni completo.Piano Premium / Essential / Business: limiti di chiamate più alti, supporto prioritario per problemi tecnici developer.Sui limiti di chiamate (rate limiting), Qonto applica policy standard di settore: tipicamente alcune centinaia di richieste al minuto per token. Per la stragrande maggioranza dei casi d’uso PMI è abbondantemente sufficiente. Se prevedi volumi più alti (es. SaaS multi-tenant che integra Qonto per migliaia di utenti finali), è consigliabile contattare il supporto Qonto per concordare limiti dedicati.Sicurezza API: OAuth2 e rate limitingLa sicurezza è un capitolo non negoziabile quando si parla di API bancarie. Qonto adotta gli standard più moderni del settore.OAuth2: per le integrazioni di terze parti, l’utente autorizza esplicitamente l’accesso con un flusso a popup, esattamente come fai quando colleghi un’app a Google o Facebook. Le credenziali bancarie non vengono mai condivise con il software esterno.API Token / Login + Secret Key: per gli sviluppatori interni, Qonto fornisce credenziali API gestibili dalla dashboard. Possono essere revocate in qualsiasi momento.Permessi granulari (scopes): ogni token può avere solo i permessi minimi necessari (es. solo lettura, oppure lettura + creazione bonifici, ecc.).HTTPS/TLS obbligatorio: tutte le chiamate avvengono su connessione cifrata.IP whitelisting: opzionale, per limitare le chiamate solo a indirizzi IP autorizzati.Rate limiting: protegge da abusi e attacchi DoS, con risposte HTTP 429 quando si sforano i limiti.Audit log: tutte le chiamate API sono registrate e ispezionabili.Conformità PSD2: per le funzioni AISP/PISP (Account Information / Payment Initiation), Qonto è conforme alle direttive europee. Documentazione developer QontoLa documentazione ufficiale per sviluppatori è ospitata su api-doc.qonto.com ed è pubblicamente accessibile (non serve essere già clienti per consultarla, utile in fase di valutazione tecnica preventiva). I contenuti includono:Reference completa di tutti gli endpoint REST con request/response di esempio.Quick start guide per ottenere le prime credenziali e fare la prima chiamata in pochi minuti.Esempi di codice in più linguaggi (cURL, Python, JavaScript, PHP).Documentazione dei webhooks: eventi disponibili, formato payload, gestione retry.Sezione changelog con tutte le novità API e gli eventuali breaking change comunicati con preavviso.Pagina di status pubblica per monitorare uptime e incidenti in corso.Per i team tecnici è prezioso anche il fatto che Qonto pubblichi roadmap di alto livello e raccolga feedback dalla community developer, segno di un approccio “API as a product”.Software contabili italiani che si integranoOltre alle integrazioni native già citate (Fatture in Cloud, Aruba), nel mercato italiano molti dei principali software contabili e gestionali si integrano con Qonto, sia direttamente sia tramite middleware come Zapier/Make.TeamSystemIl gruppo TeamSystem è il leader italiano dei gestionali per commercialisti e PMI. Diversi prodotti dell’ecosistema (Lynfa, Polyedro, Fatture in Cloud) supportano l’import dei movimenti bancari da Qonto, semplificando la prima nota e la riconciliazione contabile per gli studi che gestiscono molti clienti business.ZucchettiZucchetti, altro big italiano del settore software gestionale, offre connettori bancari per i suoi prodotti (Ad Hoc, Mago) compatibili con CBI/CBI Globe, lo standard interbancario italiano. Qonto, con IBAN italiano IT*** disponibile sul piano Smart e superiori, può essere integrato attraverso questi standard per l’import movimenti.Fatture web e altre soluzioni cloudSoluzioni più leggere come Fatture web, Danea Easyfatt, Fattura24 tipicamente offrono integrazioni Qonto via API o tramite import dei tracciati CBI. Per piccoli studi e partite IVA è spesso il rapporto qualità/prezzo più favorevole.Esempio pratico: bonifico Qonto → notifica Slack automatica con ZapierVediamo un caso d’uso concreto, replicabile in 10 minuti senza scrivere codice. Obiettivo: quando arriva un bonifico in entrata sul conto Qonto, ricevere automaticamente una notifica nel canale Slack #amministrazione con importo, mittente e causale.Crea un account Zapier (il piano free permette fino a 100 task al mese, sufficiente per iniziare).Crea un nuovo Zap e seleziona Qonto come trigger app.Trigger event: “New Transaction” (oppure “New Income” se vuoi solo le entrate).Connetti il tuo account Qonto: Zapier ti chiederà di autorizzare l’accesso con OAuth2. Approvi e rientri nel wizard.Filtro (opzionale ma consigliato): aggiungi uno step “Filter” per processare solo le transazioni con importo > 500 € o con specifici criteri di causale.Action: seleziona Slack, evento “Send Channel Message”.Configura il messaggio: canale = #amministrazione, testo = “Nuovo bonifico ricevuto: {importo} € da {controparte}. Causale: {causale}”.Test e attiva: Zapier permette di testare con un movimento reale. Se funziona, attivi lo Zap e da quel momento è operativo 24/7.Tempo totale di setup: tra i 10 e i 20 minuti. Costo: gratis fino a 100 transazioni al mese, poi piani Zapier a partire da pochi euro al mese. Lo stesso pattern può essere replicato per inviare notifiche su Telegram, email, Microsoft Teams o per scrivere automaticamente in Google Sheets, Airtable, Notion. Scelta in evidenza · SponsorApri Qonto e automatizza il tuo workflowAPI REST complete, oltre 80 integrazioni native, webhooks in tempo reale e documentazione developer pubblica. Tutto incluso nei piani Smart e superiori, senza costi aggiuntivi.Apri il tuo conto Qonto →Apertura 100% online in 10 minuti · IBAN italiano · API e integrazioni incluseDomande frequentiLe API Qonto sono incluse gratuitamente nel canone?Sì, l’accesso alle API e la possibilità di usare le integrazioni native sono incluse nei piani business Qonto, senza costi aggiuntivi. Le funzionalità complete (lettura/scrittura, webhooks, marketplace) sono disponibili dal piano Smart in su.Posso integrare Qonto con Fatture in Cloud anche se non sono uno sviluppatore?Assolutamente sì. L’integrazione Qonto – Fatture in Cloud è una delle native più consolidate: si attiva con pochi click dal pannello “Integrazioni” di Qonto o dal pannello “Conti bancari” di Fatture in Cloud, autorizzando l’accesso reciproco tramite OAuth2. Non serve scrivere codice.Posso usare le API Qonto per inviare bonifici automatici?Sì, gli endpoint per la creazione di bonifici SEPA sono disponibili, ma richiedono permessi e autorizzazioni specifiche e sono soggetti a controlli di sicurezza aggiuntivi (es. autenticazione forte SCA per movimenti rilevanti, in conformità PSD2). È un caso d’uso più avanzato, tipico di software gestionali integrati o di automazioni di pagamento massivo (es. stipendi).Quanti webhooks posso configurare contemporaneamente?Qonto consente di registrare più webhook URL e di filtrarli per tipologia di evento (transazione, bonifico, membership). I limiti precisi dipendono dal piano e sono indicati nella documentazione developer. Per la maggior parte dei casi d’uso PMI un singolo webhook ben configurato è sufficiente.Le integrazioni Qonto funzionano anche per chi vende su Shopify Italia?Sì, l’integrazione Shopify – Qonto funziona indipendentemente dal Paese del negozio, purché il conto Qonto sia configurato correttamente con l’IBAN ricevente. È particolarmente utile per chi gestisce pagamenti in più valute, dato che Qonto offre anche conti multi-valuta sui piani superiori.Come posso testare le API Qonto prima di andare in produzione?Qonto offre un ambiente sandbox per gli sviluppatori, accessibile dalla developer console. È possibile creare credenziali di test, simulare transazioni e webhooks senza impattare i conti reali. Una volta validata l’integrazione, si passa alle credenziali di produzione.Le API Qonto sono compatibili con la PSD2 e la normativa europea?Sì. Qonto è autorizzata come istituto di pagamento con licenza bancaria francese (regolata da ACPR) e le sue API sono conformi alla PSD2, con supporto agli standard OpenBanking europei. Ciò significa che terze parti autorizzate (TPP) possono accedere ai dati di conto previo consenso esplicito dell’utente.Cosa succede se l’API Qonto è temporaneamente non disponibile?Qonto pubblica una pagina di status pubblica con monitoraggio in tempo reale dell’uptime delle API e di ciascun servizio. In caso di interruzione, le best practice consigliano di implementare nei propri client meccanismi di retry esponenziale, gestione delle code di richieste e fallback graceful (es. logging locale dei dati e ri-sincronizzazione successiva).Disclosure: questo articolo è una scelta in evidenza sponsorizzata. CAF Centro Fiscale può ricevere una commissione qualora apri un conto Qonto tramite i link presenti. Le valutazioni tecniche restano indipendenti e basate sulla documentazione pubblica disponibile al 2026.Agosto 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-10 08:00:002026-05-24 09:36:32Qonto API e Integrazioni 2026: Software Compatibili (Fatture in Cloud, Shopify)
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATONASpI 2026: Come Fare Domanda e Documenti NecessariSapere come fare domanda NASpI 2026 nei tempi e nei modi corretti è fondamentale per non perdere il diritto all’indennità di disoccupazione. La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) va richiesta entro un termine preciso dalla cessazione del rapporto di lavoro, allegando una serie di documenti specifici e completando alcuni adempimenti collegati, come la Dichiarazione di Immediata Disponibilità. In questa guida vediamo passo per passo come fare domanda NASpI 2026: il termine dei 68 giorni, i documenti richiesti, la differenza tra domanda diretta e domanda tramite patronato, gli errori più comuni da evitare e i tempi di lavorazione dell’INPS. Se hai perso il lavoro, il CAF Centro Fiscale di Udine può occuparsi dell’intera pratica NASpI per te, gratuitamente, sia in ufficio che online. Indice dei contenutiDomanda NASpI 2026: il termine dei 68 giorniDocumenti necessari per la domanda NASpI 2026Come fare domanda NASpI 2026: procedura passo dopo passoDID e patto di servizio personalizzato: obblighi collegati alla NASpIErrori tipici che causano il respingimento della domanda NASpITempi di lavorazione INPS e primo pagamento NASpIApprofondimenti collegati alla NASpI 2026Domanda NASpI 2026: il termine dei 68 giorniIl primo aspetto da conoscere quando si parla di come fare domanda NASpI 2026 riguarda i tempi. La legge (D.Lgs. 22/2015) stabilisce che la domanda NASpI deve essere presentata entro 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Questo termine decorre dal giorno successivo alla fine del contratto o al licenziamento, e non dal giorno in cui si decide di fare domanda: per questo è importante attivarsi subito, senza rimandare.Se il termine dei 68 giorni viene superato, si va incontro alla decadenza dal diritto alla NASpI: significa che la domanda non può più essere accolta e l’indennità viene persa definitivamente, anche se in teoria si avrebbero tutti i requisiti contributivi e lavorativi necessari. Non esistono, salvo casi eccezionali riconosciuti dall’INPS (ad esempio comprovati motivi di forza maggiore), proroghe automatiche di questo termine.Proprio per la rigidità di questa scadenza, molte persone preferiscono non rischiare e si affidano a un professionista fin dai primi giorni successivi alla cessazione del lavoro. Il CAF Centro Fiscale di Udine tiene sotto controllo le scadenze per ogni pratica NASpI seguita, evitando che il cliente perda il diritto all’indennità per un semplice errore di calcolo delle date. Documenti necessari per la domanda NASpI 2026Per completare correttamente come fare domanda NASpI 2026 servono alcuni documenti e requisiti tecnici. Non tutti li hanno subito a portata di mano, ed è proprio in questa fase che si concentrano i primi errori o ritardi.Identità digitale: SPID, CIE o CNSPer accedere ai servizi telematici INPS collegati alla pratica NASpI serve un’identità digitale valida: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi). Chi non possiede ancora queste credenziali, o ha difficoltà a usarle, può comunque procedere affidandosi al CAF, che gestisce l’accesso alla pratica tramite le proprie credenziali abilitate.Dati del rapporto di lavoro cessatoServono i dati completi dell’ultimo rapporto di lavoro terminato: dati anagrafici del datore di lavoro, data di inizio e fine del contratto, tipologia contrattuale e, quando disponibile, la comunicazione di cessazione (UNILAV). Questi elementi permettono all’INPS di verificare il requisito contributivo delle 13 settimane nei 4 anni precedenti e il requisito di 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione.IBAN per l’accreditoÈ necessario indicare un IBAN intestato o cointestato al richiedente, sul quale l’INPS effettuerà i pagamenti mensili della NASpI. Un errore nella compilazione dell’IBAN è una delle cause più frequenti di ritardo nei pagamenti, quindi va verificato con attenzione prima dell’invio.Modello SR163 quando necessarioIn alcuni casi, se l’INPS non ha già in archivio le coordinate bancarie del richiedente o se si tratta della prima prestazione richiesta, può essere necessario allegare anche il modello SR163, che formalizza la comunicazione dell’IBAN per l’accredito delle prestazioni. Il CAF Centro Fiscale verifica caso per caso se questo modello è richiesto, evitando che la pratica venga sospesa per documentazione mancante. Come fare domanda NASpI 2026: procedura passo dopo passoEsistono due strade per presentare la domanda NASpI 2026: la via diretta tramite i canali INPS oppure la presentazione tramite patronato o CAF. Vediamo le differenze.La domanda diretta INPS richiede l’accesso al portale con le proprie credenziali digitali e la compilazione autonoma di ogni sezione: dati anagrafici, dati del rapporto di lavoro, coordinate bancarie, dichiarazioni di responsabilità. È una procedura articolata, in cui basta una data inserita male o un campo compilato in modo impreciso per generare un rigetto o un rallentamento della pratica.La presentazione tramite patronato o CAF, invece, prevede che sia un operatore qualificato a occuparsi dell’intera procedura: raccolta e verifica dei documenti, compilazione della domanda, invio telematico e monitoraggio dello stato della pratica fino all’esito. Il vantaggio principale è che il rischio di errori si riduce drasticamente, perché la domanda viene predisposta da chi gestisce quotidianamente questo tipo di pratiche.Un aspetto che spesso non è chiaro: il servizio del patronato per la domanda NASpI è gratuito per il lavoratore. Non c’è quindi alcun costo aggiuntivo nell’affidarsi a un professionista invece di procedere da soli, mentre il beneficio in termini di sicurezza e correttezza della pratica è concreto. Per questo motivo, per come fare domanda NASpI 2026 in modo sicuro, la scelta più diffusa resta quella di rivolgersi a un CAF o patronato di fiducia.Il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica NASpI dall’inizio alla fine: dalla verifica dei requisiti alla raccolta dei documenti, fino all’invio e al monitoraggio della domanda, sia in ufficio che online. In questo modo non è il lavoratore a doversi destreggiare da solo tra scadenze e moduli, ma un professionista che conosce nel dettaglio la normativa. DID e patto di servizio personalizzato: obblighi collegati alla NASpIUn elemento spesso sottovalutato in relazione a come fare domanda NASpI 2026 riguarda gli adempimenti collegati alla condizione di disoccupazione: la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) e il patto di servizio personalizzato.La DID è la dichiarazione con cui il lavoratore comunica formalmente di essere disponibile a un nuovo impiego. È un passaggio obbligatorio per mantenere il diritto alla NASpI: senza la DID, l’indennità può essere sospesa o non erogata, anche se la domanda principale è stata presentata correttamente.Il patto di servizio personalizzato viene sottoscritto presso il Centro per l’Impiego (CPI) territorialmente competente e definisce gli impegni del disoccupato in termini di ricerca attiva di lavoro, partecipazione a percorsi di orientamento o formazione. Anche in questo caso, la mancata sottoscrizione o il mancato rispetto degli impegni previsti può comportare conseguenze sul diritto alla prestazione, fino alla decadenza.Questi due adempimenti si aggiungono, e non sostituiscono, la domanda NASpI vera e propria: per questo motivo è importante avere un quadro chiaro di tutti i passaggi necessari fin dall’inizio, così da non perdere il diritto all’indennità per una dimenticanza procedurale. Il CAF Centro Fiscale informa i propri assistiti su questi obblighi collegati, per evitare sorprese durante l’erogazione della prestazione. Errori tipici che causano il respingimento della domanda NASpIMolte domande NASpI vengono respinte o subiscono ritardi per errori che, con un minimo di attenzione, sarebbero facilmente evitabili. Ecco i più frequenti:I principali errori da evitarePresentare la domanda oltre il termine dei 68 giorni, perdendo così il diritto per decadenzaErrori nell’IBAN o nei dati bancari, che bloccano l’accredito dei pagamentiDati del rapporto di lavoro incompleti o incoerenti con quanto risulta agli archivi INPSMancata sottoscrizione della DID, che sospende l’erogazione della prestazioneDocumentazione mancante, come il modello SR163 quando richiestoIncompatibilità non dichiarate, ad esempio nuovi redditi da lavoro autonomo o dipendente non comunicati tempestivamenteOgnuno di questi errori può tradursi in un rallentamento della pratica di settimane, o addirittura nella perdita del diritto alla NASpI. Affidarsi al CAF Centro Fiscale significa avere un controllo professionale su ciascuno di questi aspetti prima dell’invio della domanda, riducendo sensibilmente il rischio di respingimento. Tempi di lavorazione INPS e primo pagamento NASpIUna volta presentata correttamente la domanda, l’INPS avvia l’istruttoria per verificare il possesso dei requisiti. I tempi di lavorazione generalmente si aggirano attorno ad alcune settimane dalla data di presentazione, ma possono variare in base al carico di lavoro degli uffici territoriali e alla completezza della documentazione fornita.Il primo pagamento viene di norma erogato dopo l’esito positivo dell’istruttoria: indicativamente, per chi presenta la domanda nei tempi corretti e con documentazione completa, il primo accredito può arrivare generalmente entro 30-40 giorni dalla presentazione, salvo eventuali richieste di integrazione documentale che allungano i tempi. Per un quadro aggiornato sulle date di accredito, può essere utile consultare il nostro approfondimento sul pagamento NASpI e sul calendario degli accrediti INPS.È importante ricordare che i tempi di lavorazione dipendono anche dalla qualità della domanda presentata: una pratica compilata con precisione, senza errori nei dati o documenti mancanti, riduce il rischio di ritardi legati a richieste di chiarimento da parte dell’INPS. Anche per questo motivo, affidarsi a un professionista per come fare domanda NASpI 2026 rappresenta spesso la scelta più sicura per ricevere l’indennità nei tempi previsti.Approfondimenti collegati alla NASpI 2026Questa guida si concentra sulla procedura di presentazione della domanda NASpI, ma la disoccupazione INPS comprende diversi altri aspetti che meritano un approfondimento dedicato.Se vuoi sapere quanto dura la prestazione e come viene calcolato l’importo mensile, puoi leggere la nostra guida su quanto dura la NASpI 2026 e quanto spetta, con il dettaglio sul calcolo dell’importo e sulla durata massima della prestazione.Per chi si sta chiedendo se ha diritto alla NASpI dopo aver perso il lavoro, in particolare a seguito di un licenziamento, è disponibile l’articolo dedicato a licenziamento e NASpI 2026: quando spetta e come richiederla.Infine, per conoscere le date di accredito dei pagamenti mensili una volta ottenuta la prestazione, è disponibile la nostra guida aggiornata sul calendario dei pagamenti NASpI.Per qualsiasi dubbio sulla propria situazione specifica, la soluzione più sicura resta comunque rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine, che può valutare gratuitamente ogni caso e occuparsi dell’intera pratica. Sapere come fare domanda NASpI 2026 nei tempi corretti, con i documenti giusti e gli adempimenti collegati come la DID, fa la differenza tra ricevere l’indennità senza intoppi e rischiare ritardi o addirittura la perdita del diritto. Vista la rigidità del termine dei 68 giorni e la quantità di dettagli da verificare, la scelta più sicura resta affidarsi a un professionista.Entro quanto tempo bisogna fare domanda NASpI 2026?La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Superato questo termine si decade dal diritto alla prestazione, salvo casi eccezionali riconosciuti dall’INPS.Quali documenti servono per fare domanda NASpI 2026?Servono un’identità digitale valida (SPID, CIE o CNS), i dati del rapporto di lavoro cessato, l’IBAN per l’accredito dei pagamenti e, in alcuni casi, il modello SR163.È obbligatorio fare la DID per ricevere la NASpI?Sì, la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) è obbligatoria: senza di essa la prestazione può essere sospesa o non erogata, anche se la domanda principale è stata accolta.Conviene fare domanda NASpI da soli o tramite CAF?Il servizio del patronato per la domanda NASpI è gratuito per il lavoratore. Affidarsi al CAF riduce il rischio di errori nella compilazione e nei tempi, aspetti che possono causare ritardi o il respingimento della pratica.Quanto tempo impiega l’INPS a lavorare la domanda NASpI?I tempi di lavorazione variano in base al carico degli uffici e alla completezza della documentazione. Generalmente, con una domanda corretta e completa, il primo pagamento arriva entro alcune settimane dalla presentazione.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Hai bisogno di assistenza per la domanda NASpI?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Il servizio per la pratica NASpI è gratuito: ci occupiamo noi di tutto, dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTel: 0432 1638640Agosto 9, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/NASPI-disoccupazione-caf.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-09 09:00:002026-08-09 09:00:00NASpI 2026: Come Fare Domanda e Documenti Necessari
ISEECarta Acquisti 2026: Requisiti ISEE, Importo e Come RichiederlaLa Carta Acquisti 2026, nota anche come social card, è una misura di sostegno economico destinata a cittadini in condizioni di disagio economico. Si tratta di una carta elettronica prepagata che permette di acquistare beni di prima necessità e pagare bollette, con particolare attenzione a famiglie con bambini piccoli e anziani over 65. In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti ISEE, l’importo mensile, cosa si può comprare e come presentare domanda nel 2026.Indice dei contenutiCos’è la Carta Acquisti (Social Card)Chi può richiederla: Over 65 e FamiglieRequisiti ISEE e Reddituali 2026Importo Mensile e Modalità di RicaricaCosa si può Acquistare con la CartaCome Fare Domanda alle PosteDocumenti Necessari per la RichiestaDomande Frequenti (FAQ)Cos’è la Carta Acquisti (Social Card)La Carta Acquisti è una carta di pagamento elettronica ricaricabile, istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con Poste Italiane. Funziona come una normale carta prepagata, ma viene utilizzata esclusivamente per l’acquisto di beni alimentari, prodotti per l’infanzia e il pagamento delle utenze domestiche. Il programma nasce con l’obiettivo di sostenere i nuclei familiari in condizioni di maggiore vulnerabilità economica, garantendo l’accesso a beni essenziali. La carta presenta il logo “Carta Acquisti” e viene distribuita gratuitamente presso gli uffici postali.Caratteristiche principali della social card:Carta prepagata ricaricabile bimestralmenteNessun costo di emissione o gestioneUtilizzo presso esercizi convenzionati e uffici postaliValidità fino al rispetto dei requisiti redditualiNon è cedibile a terziLa Carta Acquisti rappresenta uno strumento concreto di welfare, accessibile a categorie fragili che necessitano di un supporto continuativo per affrontare le spese quotidiane.Chi può richiederla: Over 65 e Famiglie con BambiniLa Carta Acquisti 2026 è riservata a due categorie specifiche di cittadini italiani (o stranieri con permesso di soggiorno CE di lungo periodo):1. Cittadini over 65 anniGli anziani che hanno compiuto 65 anni possono richiedere la social card se in possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali stabiliti dalla normativa. Non è richiesta alcuna certificazione di invalidità o condizione sanitaria particolare.2. Genitori o tutori di bambini sotto i 3 anniLe famiglie con figli di età inferiore a 3 anni possono accedere al beneficio per sostenere le spese legate all’infanzia (latte in polvere, pannolini, prodotti per l’igiene, alimenti per la prima infanzia). Anche in questo caso, è necessario rientrare nei limiti ISEE previsti.Importante: la carta è nominativa e può essere richiesta da un solo componente del nucleo familiare. Non è possibile cumulare più carte all’interno dello stesso nucleo.Requisiti ISEE e Reddituali 2026Per accedere alla Carta Acquisti 2026 è fondamentale rispettare precisi requisiti economici e patrimoniali. Ecco nel dettaglio tutte le condizioni da soddisfare: Requisiti economici generaliISEE ordinario non superiore a 8.052,75 euro annui (valore aggiornato 2026)Reddito complessivo del nucleo familiare inferiore a 8.052,75 euro annuiPer i nuclei composti solo da persone di età pari o superiore a 65 anni, il limite reddituale sale a 10.737 euro annuiRequisiti patrimonialiPatrimonio immobiliare (esclusa prima casa) non superiore a 30.000 euroPatrimonio mobiliare (conti correnti, depositi, titoli) non superiore a 15.000 euroAltri requisiti obbligatoriNon percepire altre misure di sostegno al reddito superiori a 600 euro mensili (es. Assegno di Inclusione, Reddito di Cittadinanza residuo)Non essere intestatari di più di un’utenza elettrica domesticaNon essere intestatari di più di un’utenza del gasNon possedere più di un autoveicolo immatricolato nei 12 mesi antecedenti la domanda (o più di un autoveicolo con cilindrata superiore a 1.300 cc)Come ottenere l’ISEE 2026: è necessario presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presso un CAF o commercialista. L’ISEE deve essere in corso di validità (rilasciato nell’anno solare 2026) al momento della domanda.Importo Mensile e Modalità di RicaricaL’importo della Carta Acquisti 2026 è pari a 80 euro al mese, erogati bimestralmente. Ogni ricarica ammonta quindi a 160 euro, accreditati direttamente sulla carta elettronica.Calendario delle ricaricheLe ricariche avvengono automaticamente ogni due mesi, nei primi giorni del bimestre. Non è necessario presentarsi agli uffici postali per attivare la ricarica: il sistema provvede in automatico, purché il beneficiario continui a rispettare i requisiti.Gennaio-Febbraio: 160 euroMarzo-Aprile: 160 euroMaggio-Giugno: 160 euroLuglio-Agosto: 160 euroSettembre-Ottobre: 160 euroNovembre-Dicembre: 160 euroTotale annuo: 960 euroVerifica del saldoIl saldo della Carta Acquisti può essere controllato gratuitamente:Presso qualsiasi sportello di Poste ItalianeChiamando il numero verde 800.666.888 (gratuito da rete fissa)Presso gli ATM PostamatL’importo non utilizzato in un bimestre resta disponibile nei periodi successivi. Non c’è scadenza del credito residuo, purché la carta sia valida.Cosa si può Acquistare con la Carta AcquistiLa Carta Acquisti 2026 può essere utilizzata per acquistare beni di prima necessità e pagare utenze domestiche. Ecco l’elenco completo delle spese ammesse: Prodotti alimentariGeneri alimentari di qualsiasi tipo (frutta, verdura, carne, pesce, pasta, pane, latte, formaggi, ecc.)Prodotti confezionati e freschiBevande (acqua, succhi, latte)Prodotti per l’infanziaLatte in polvere e alimenti per neonatiPannolini e prodotti per l’igiene infantilePappe e omogeneizzatiPagamento bolletteÈ possibile pagare presso gli uffici postali le seguenti utenze domestiche:Bollette energia elettricaBollette del gasCanone telefonico fisso (non mobile)Sconti e convenzioniI titolari della Carta Acquisti beneficiano automaticamente di:Sconto del 5% presso gli esercizi commerciali convenzionati (supermercati, farmacie, negozi alimentari)Tariffe agevolate per visite mediche in alcuni centri convenzionatiSconti su farmaci presso alcune farmacie aderentiDove utilizzarla: la carta è accettata in tutti gli esercizi commerciali che espongono il marchio “Carta Acquisti” e presso gli uffici postali per il pagamento delle bollette.Come Fare Domanda alle Poste ItalianeLa richiesta della Carta Acquisti 2026 si presenta esclusivamente presso gli uffici postali di Poste Italiane. Non è possibile fare domanda online o tramite altri canali.Procedura passo-passoCompilare il modulo di domandaIl modulo può essere scaricato dal sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze oppure ritirato direttamente presso qualsiasi ufficio postale. È necessario compilarlo in tutte le sue parti, indicando i dati anagrafici, la composizione del nucleo familiare e i requisiti economici.Raccogliere la documentazione necessariaPreparare tutti i documenti richiesti (vedi sezione successiva).Recarsi in PostaPresentare domanda e documenti presso un qualsiasi ufficio postale. Non serve prenotazione, ma è consigliabile evitare gli orari di punta.Consegna della cartaSe la domanda è accolta, la Carta Acquisti viene consegnata immediatamente presso lo stesso ufficio postale. In caso di istruttoria, può essere necessario attendere qualche giorno.Attivazione e prima ricaricaLa carta viene attivata contestualmente alla consegna. La prima ricarica avviene entro 30 giorni dalla presentazione della domanda accolta.Tempi di rispostaNella maggior parte dei casi, se la documentazione è completa e i requisiti sono rispettati, la carta viene consegnata immediatamente. Eventuali verifiche aggiuntive possono richiedere fino a 15 giorni lavorativi.Attenzione: la domanda deve essere presentata personalmente dal richiedente (o da un tutore legale, in caso di minori o soggetti interdetti). Non è ammessa la delega.Documenti Necessari per la RichiestaPer presentare domanda di Carta Acquisti 2026 è necessario portare con sé i seguenti documenti obbligatori: Documento di identità valido (carta d’identità, patente, passaporto)Codice fiscale del richiedente e di tutti i componenti del nucleo familiareAttestazione ISEE 2026 in corso di validità, rilasciata da CAF, commercialista o INPSCertificato di residenza o autocertificazione di residenzaCertificato di stato di famiglia aggiornato (o autocertificazione)Documentazione aggiuntiva per famiglie con bambiniCertificato di nascita del bambino sotto i 3 anniCodice fiscale del minoreDocumentazione per cittadini stranieriPermesso di soggiorno CE di lungo periodo in corso di validitàPassaporto o documento di identità del paese di origineConsiglio pratico: prima di recarsi in posta, è utile richiedere l’ISEE aggiornato presso un CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della DSU e nel rilascio dell’attestazione ISEE necessaria per la domanda.Domande Frequenti sulla Carta Acquisti 20261. La Carta Acquisti è compatibile con l’Assegno di Inclusione?Sì, è possibile cumulare la Carta Acquisti con l’Assegno di Inclusione, purché l’importo mensile percepito da altre misure assistenziali non superi i 600 euro. In caso di superamento, il diritto alla social card decade.2. Posso utilizzare la carta all’estero?No, la Carta Acquisti può essere utilizzata esclusivamente sul territorio italiano, presso esercizi commerciali convenzionati e uffici postali.3. Cosa succede se perdo la carta?In caso di smarrimento, furto o danneggiamento, è necessario recarsi immediatamente presso un ufficio postale per richiedere il blocco e la sostituzione della carta. Il servizio di sostituzione è gratuito. Il saldo residuo viene trasferito sulla nuova carta.4. Devo rinnovare la domanda ogni anno?Sì, la Carta Acquisti deve essere rinnovata annualmente. È necessario presentare una nuova domanda con l’ISEE aggiornato dell’anno in corso. Poste Italiane invia generalmente un avviso di scadenza al titolare della carta.5. Posso prelevare contante dalla Carta Acquisti?No, la Carta Acquisti non consente il prelievo di contante. Può essere utilizzata esclusivamente per acquisti presso esercizi convenzionati e per il pagamento di bollette agli sportelli postali.6. Quante volte posso richiedere la carta?La Carta Acquisti può essere rinnovata ogni anno, senza limiti di tempo, purché il richiedente continui a soddisfare i requisiti economici e patrimoniali previsti dalla normativa.Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:Compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU)Rilascio dell’attestazione ISEE 2026 in tempi rapidiVerifica dei requisiti per accedere alla Carta AcquistiAssistenza nella raccolta della documentazione necessariaContattaci oggi stesso:📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine📞 Telefono: 0432 1638640📱 WhatsApp: 366 6018121✉️ Email: info@centrofiscale.comIl nostro team di esperti fiscali è pronto a fornirti tutto il supporto necessario per ottenere la Carta Acquisti 2026 e accedere ai benefici previsti. Prenota subito il tuo appuntamento!Leggi ancheAssegno Unico 2026: Importi Aggiornati, Tabella ISEE e Come …Bonus Nido 2026: Importi, Requisiti ISEE e Come Fare Domanda…ISEE Corrente 2026: Quando Richiederlo e Come FunzionaISEE Universitario 2026: Calcolo, Documenti e Fasce per Tass…Agosto 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/11/Copia-di-ISEE-Prodotto-google-1-1.png 560 746 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-08 09:00:002026-02-23 15:20:26Carta Acquisti 2026: Requisiti ISEE, Importo e Come Richiederla