Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA'

Come Richiedere il Bonus Mamme 2026: Domanda INPS Passo per Passo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Come Richiedere il Bonus Mamme 2026: Domanda INPS Passo per Passo Scorrere alla sezione successiva Scorrere alla sezione successiva Indice dei contenuti Prerequisiti per la Domanda Procedura Domanda INPS Online Documenti da Allegare Invio e Conferma Tempi di Risposta e Monitoraggio Domanda Tramite CAF Errori Comuni da Evitare Domande Frequenti Il Bonus Mamme 2026 è […]

Continua a leggere
Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-27 08:30:002026-05-30 01:02:44Come Richiedere il Bonus Mamme 2026: Domanda INPS Passo per Passo
CAF, ISEE

ISEE per Iscritti AIRE: Quando Non è Possibile Ottenerlo

ISEE CORRENTE 2026

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’AIRE e chi deve iscriversi
  2. ISEE per Residenti AIRE: Quando NON è Possibile Ottenerlo
  3. 3 Casi Principali di Impossibilità ISEE per AIRE
  4. Documenti Necessari per ISEE AIRE (Quando Possibile)
  5. Alternative alle Prestazioni Sociali per Residenti AIRE
  6. Come Funziona l’Attestazione di Impossibilità ISEE
  7. Il Ruolo del CAF nell’Assistenza ai Residenti AIRE
  8. Domande Frequenti su ISEE e AIRE

Sei iscritto all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e ti chiedi se puoi ottenere l’ISEE 2026 per accedere a bonus fiscali, Assegno Unico o altre prestazioni sociali? La risposta non è sempre semplice: in alcuni casi è possibile, in altri è impossibile ottenerlo per ragioni normative e pratiche.

Questa guida completa spiega quando e perché un residente AIRE non può ottenere l’ISEE, quali sono i casi di impossibilità più frequenti, quali documenti servono quando è possibile richiederlo, e quali alternative esistono per accedere comunque a prestazioni sociali. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza ai cittadini italiani residenti all’estero e può guidarti in ogni fase della pratica.

Cos’è l’AIRE e chi deve iscriversi

L’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) è un registro tenuto dai Comuni italiani che raccoglie i dati dei cittadini italiani che trasferiscono la residenza all’estero per un periodo superiore a 12 mesi.

Chi deve iscriversi all’AIRE

L’iscrizione all’AIRE è obbligatoria per legge (Legge 470/1988) per:

  • Cittadini italiani che si trasferiscono all’estero per motivi di lavoro, studio, famiglia o pensionamento
  • Lavoratori espatriati con contratto di almeno 12 mesi
  • Studenti universitari all’estero per più di un anno accademico
  • Pensionati che scelgono di vivere stabilmente in un altro Paese
  • Famiglie che si trasferiscono con minori

L’iscrizione va effettuata presso il Consolato italiano nel Paese di residenza entro 90 giorni dal trasferimento.

Vantaggi e svantaggi dell’AIRE

Vantaggi:

  • Cancellazione dal sistema sanitario italiano (eviti di pagare ticket e contributi)
  • Esenzione IMU sulla prima casa in Italia
  • Diritto di voto per corrispondenza alle elezioni politiche
  • Servizi consolari facilitati

Svantaggi:

  • Perdita dell’assistenza sanitaria nazionale in Italia (salvo accordi bilaterali)
  • Difficoltà nell’ottenere l’ISEE per prestazioni sociali italiane
  • Limitazioni nell’accesso ad alcuni bonus e agevolazioni

ISEE per Residenti AIRE: Quando NON è Possibile Ottenerlo

L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è uno strumento pensato per fotografare la situazione economica dei residenti in Italia. Per i residenti AIRE esistono regole specifiche che in molti casi rendono impossibile ottenere l’attestazione ISEE.

Il principio generale: ISEE solo per prestazioni “agevolate”

Secondo il DPCM 159/2013 (normativa ISEE), i residenti all’estero possono presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e ottenere l’ISEE solo se richiedono prestazioni agevolate erogate in Italia e solo se i redditi esteri sono fiscalmente rilevanti in Italia.

In altre parole: se i tuoi redditi esteri non vengono dichiarati in Italia (perché tassati solo all’estero in base alle convenzioni fiscali bilaterali), il sistema INPS non può calcolare un ISEE valido.

Quando l’ISEE AIRE è impossibile: regola generale

L’ISEE NON può essere rilasciato per residenti AIRE se:

  1. I redditi percepiti all’estero non sono tassabili in Italia (per convenzioni contro le doppie imposizioni)
  2. Il patrimonio estero non è tracciabile o documentabile secondo gli standard italiani
  3. Non esiste reciprocità fiscale con il Paese di residenza
  4. La persona non ha alcun reddito o patrimonio in Italia da dichiarare

In questi casi, anche presentando la DSU, il CAF o l’INPS emetteranno un’attestazione di omissione/difformità che rende l’ISEE non valido per accedere alle prestazioni.

3 Casi Principali di Impossibilità ISEE per AIRE

Vediamo nel dettaglio i 3 casi più frequenti in cui un residente AIRE non può ottenere l’ISEE valido.

Caso 1: Redditi esteri non dichiarabili in Italia

Esempio pratico: Marco lavora in Germania con contratto a tempo indeterminato. La convenzione fiscale Italia-Germania prevede che i redditi da lavoro dipendente siano tassati solo in Germania. Marco dichiara tutto il suo stipendio al Finanzamt tedesco e paga le imposte là.

In Italia, Marco non presenta il Modello Redditi perché non ha redditi tassabili in Italia. Quando prova a richiedere l’ISEE per l’Assegno Unico per i figli, il CAF non può calcolarlo: i dati reddituali tedeschi non sono acquisibili dall’Agenzia delle Entrate italiana e non possono essere autocertificati senza riscontro fiscale.

Risultato: ISEE non rilasciabile.

Caso 2: Patrimonio estero non tracciabile

Esempio pratico: Laura vive in Svizzera e ha:

  • Un conto corrente presso UBS (banca svizzera)
  • Un immobile a Zurigo
  • Un piano pensionistico privato svizzero

Laura non ha beni in Italia. Quando richiede l’ISEE per accedere a una borsa di studio universitaria italiana per il figlio, deve dichiarare il patrimonio svizzero. Tuttavia:

  • Le banche svizzere non rilasciano documenti compatibili con i requisiti ISEE italiani (giacenza media, saldo al 31/12)
  • Il valore catastale dell’immobile svizzero non è equiparabile a quello italiano
  • Il fondo pensione privato ha una regolamentazione diversa

Risultato: Il CAF non può validare i dati patrimoniali esteri perché mancano i documenti conformi agli standard INPS. ISEE non rilasciabile o omesso.

Caso 3: Paesi senza reciprocità fiscale

Esempio pratico: Giovanni vive negli Emirati Arabi Uniti, Paese dove non esiste tassazione sui redditi da lavoro. Non dichiara alcun reddito né in Italia né negli Emirati (perché non c’è l’obbligo).

Quando prova a richiedere l’ISEE per la carta acquisti (social card) per i genitori anziani residenti in Italia, si trova di fronte a un problema: non ha alcun documento fiscale estero da presentare (perché negli UAE non esiste dichiarazione dei redditi), e non può autocertificare senza riscontro.

Risultato: ISEE impossibile da rilasciare perché mancano i dati reddituali verificabili.

Documenti Necessari per ISEE AIRE (Quando Possibile)

Nei casi in cui l’ISEE AIRE è possibile (ad esempio, per residenti AIRE che hanno ancora redditi o patrimoni in Italia, o che dichiarano i redditi esteri in Italia tramite Modello Redditi PF), ecco i documenti necessari da presentare al CAF.

Documenti anagrafici e identificativi

  • Certificato di iscrizione AIRE rilasciato dal Comune italiano di ultima residenza
  • Documento di identità valido (passaporto o carta d’identità)
  • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • Stato di famiglia estero (tradotto e legalizzato se necessario)
  • Certificato di residenza estero (apostillato o legalizzato)

Documenti reddituali

  • Modello Redditi PF presentato in Italia (se i redditi esteri sono dichiarati in Italia)
  • Dichiarazione fiscale estera tradotta e legalizzata (se richiesta dall’INPS)
  • CU (Certificazione Unica) per eventuali redditi italiani (pensioni INPS, immobili locati in Italia)
  • Documentazione redditi esteri con conversione in euro (buste paga, contratti)

Documenti patrimoniali

  • Conti correnti esteri: saldo al 31/12 e giacenza media (se rilasciati dalla banca estera)
  • Conti correnti italiani: saldo e giacenza media
  • Immobili in Italia: visura catastale, rendita catastale
  • Immobili all’estero: documentazione di proprietà tradotta, valore di mercato
  • Titoli e investimenti: estratti conto al 31/12

Documenti per prestazioni specifiche

Se richiedi ISEE per:

  • Assegno Unico figli: certificato di nascita dei figli, eventuale certificato di studio
  • Università: iscrizione universitaria, residenza studente
  • Prestazioni socio-sanitarie: certificazione disabilità, spese assistenza

IMPORTANTE: Molti documenti esteri devono essere tradotti in italiano da traduttore giurato e legalizzati (apostille dell’Aia) per essere accettati dall’INPS. Il CAF Centro Fiscale può indicarti quali documenti necessitano di questo passaggio.

Alternative alle Prestazioni Sociali per Residenti AIRE

Se non puoi ottenere l’ISEE perché residente AIRE con redditi esteri non dichiarabili in Italia, esistono comunque alcune alternative e soluzioni per accedere a benefici e prestazioni.

1. Prestazioni universali senza ISEE

Alcune prestazioni non richiedono l’ISEE per i residenti AIRE:

  • Pensioni INPS: se hai contributi versati in Italia, puoi richiedere la pensione anche dall’estero (totalizzazione internazionale)
  • Certificati anagrafici: rilasciati dai Consolati
  • Assistenza sanitaria in Italia: se rientri temporaneamente, con TEAM (Tessera Europea Assicurazione Malattia) del Paese di residenza

2. Assegno Unico AIRE con importo minimo

Per l’Assegno Unico Universale, i residenti AIRE possono richiederlo anche senza ISEE. In questo caso, riceveranno l’importo minimo previsto dalla normativa (circa 50 euro/mese per figlio nel 2026), senza maggiorazioni legate all’ISEE basso.

Se invece riesci a presentare un ISEE valido (perché hai redditi dichiarati in Italia o patrimoni italiani), potrai accedere agli importi maggiorati fino a 200 euro/mese per figlio.

3. Prestazioni del Paese di residenza

Molti Paesi esteri offrono prestazioni sociali equivalenti a quelle italiane:

  • Assegni familiari: Germania (Kindergeld), Francia (Allocations familiales), UK (Child Benefit)
  • Reddito di cittadinanza: equivalenti in Spagna (Ingreso Mínimo Vital), Francia (RSA)
  • Bonus energia: agevolazioni su bollette in molti Paesi EU

Informati presso i servizi sociali del tuo Paese di residenza: spesso le prestazioni locali sono più vantaggiose di quelle italiane.

4. Rientro temporaneo in Italia

Se hai bisogno urgente di accedere a prestazioni italiane, puoi valutare un rientro temporaneo in Italia (almeno 6 mesi) per:

  • Cancellarti dall’AIRE e riscrivere la residenza in Italia
  • Presentare la DSU ordinaria come residente italiano
  • Accedere a tutte le prestazioni senza limitazioni AIRE

Questa soluzione è indicata per chi intende rientrare stabilmente o ha necessità temporanee (es. assistenza sanitaria per cure importanti).

Come Funziona l’Attestazione di Impossibilità ISEE

Quando presenti la DSU al CAF o all’INPS ma i dati reddituali/patrimoniali esteri non possono essere validati, il sistema emette un’attestazione con omissioni o difformità.

Cosa significa “omissione” nell’ISEE

L’omissione indica che mancano dati fondamentali per il calcolo dell’ISEE. Nel caso AIRE, tipicamente si verifica quando:

  • Hai dichiarato di avere redditi esteri ma non hai presentato la documentazione
  • I redditi esteri non sono presenti nel database Agenzia Entrate
  • Mancano i dati patrimoniali esteri richiesti

Conseguenza: L’attestazione ISEE viene rilasciata ma con valore “omesso”, che la rende non valida per richiedere prestazioni agevolate.

Attestazione di impossibilità per residenti AIRE

In alcuni casi, il CAF può rilasciare un’attestazione di impossibilità che certifica formalmente che l’ISEE non può essere calcolato per motivi tecnici/normativi legati alla residenza estera.

Questa attestazione può essere presentata all’ente erogatore (INPS, Comune, Università) per:

  • Giustificare l’assenza di ISEE
  • Richiedere prestazioni minime senza ISEE (es. Assegno Unico importo base)
  • Ottenere eventuale deroga in casi particolari

Come richiedere l’attestazione di impossibilità

Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine con:

  1. Certificato AIRE
  2. Documentazione redditi esteri (anche se non valida per ISEE)
  3. Spiegazione del motivo per cui serve l’ISEE

Il CAF valuterà la tua situazione e rilascerà l’attestazione appropriata.

Il Ruolo del CAF nell’Assistenza ai Residenti AIRE

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specializzata ai cittadini italiani residenti all’estero, sia per la gestione delle pratiche ISEE sia per molti altri adempimenti fiscali e previdenziali.

Servizi CAF per residenti AIRE

  • Consulenza ISEE personalizzata: verifica preliminare se nel tuo caso l’ISEE è ottenibile o meno
  • Compilazione DSU AIRE: gestione documenti esteri, traduzioni, legalizzazioni
  • Assistenza Assegno Unico: domanda per figli anche senza ISEE (importo minimo)
  • Dichiarazione redditi esteri: Modello Redditi PF con quadro RW per patrimoni esteri
  • Pratiche pensionistiche: totalizzazione contributi esteri, domande pensione INPS
  • Successioni internazionali: gestione eredità con beni in Italia e all’estero
  • Assistenza da remoto: consulenza online, invio documenti via email, videochiamate

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

  • Esperienza con residenti esteri: gestiamo decine di pratiche AIRE ogni anno
  • Competenza internazionale: conosciamo le convenzioni fiscali bilaterali
  • Supporto in italiano: per chi vive all’estero da anni e ha bisogno di aiuto nella lingua madre
  • Rete consolare: collaboriamo con Consolati per legalizzazioni e certificazioni
  • Servizio completo: da ISEE a 730, da pensioni a successioni, tutto in un unico punto

Come contattare il CAF da remoto

Se vivi all’estero, puoi contattarci facilmente:

  • Email: info@centrofiscale.com (invia documenti in PDF)
  • WhatsApp: +39 366 6018121 (anche messaggi vocali)
  • Telefono: +39 0432 1638640 (orari ufficio italiano)
  • Videochiamata: appuntamenti online su Zoom/Teams

Il nostro team ti guiderà passo passo nella raccolta documenti e nella presentazione delle pratiche.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti su ISEE e AIRE

Sono iscritto AIRE in Germania, posso avere l’ISEE per l’Assegno Unico?

Dipende. Se i tuoi redditi tedeschi sono tassati SOLO in Germania (convenzione bilaterale) e non li dichiari in Italia, l’ISEE NON può essere calcolato. Puoi comunque richiedere l’Assegno Unico senza ISEE, ricevendo l’importo minimo (circa 50 euro al mese per figlio). Se invece hai anche redditi italiani (pensione INPS, affitti in Italia), l’ISEE può essere calcolato su quelli.

Quali documenti esteri servono per l’ISEE AIRE?

Servono: certificato AIRE, certificato residenza estero apostillato, dichiarazione fiscale estera tradotta, estratti conto bancari esteri con saldo al 31 dicembre e giacenza media, documentazione immobili esteri. Molti documenti devono essere tradotti da traduttore giurato e legalizzati. Il CAF ti indica esattamente cosa serve nel tuo caso.

Se non posso avere l’ISEE AIRE, perdo tutti i bonus?

No, non tutti. L’Assegno Unico è richiedibile anche senza ISEE (importo minimo). Alcune prestazioni universali non richiedono ISEE. Inoltre, il Paese estero di residenza spesso offre prestazioni equivalenti o migliori. Il CAF può aiutarti a verificare le alternative disponibili.

Posso autocertificare i redditi esteri per l’ISEE?

No, l’autocertificazione non è sufficiente. L’INPS richiede documentazione ufficiale verificabile. Se i redditi esteri non sono presenti nel database Agenzia Entrate italiana (perché non li dichiari in Italia), l’ISEE risulta omesso anche se autocertifichi. Servono documenti fiscali esteri ufficiali tradotti e validati.

Quanto costa il servizio CAF per ISEE AIRE?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione DSU e ISEE GRATUITAMENTE, come previsto dalla normativa per tutti i cittadini. Eventuali costi possono riguardare solo traduzioni giurate e legalizzazioni di documenti esteri (se necessarie), che dipendono dal numero di documenti. Contattaci per un preventivo personalizzato.


Hai Bisogno di Assistenza per l’ISEE AIRE?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la consulenza ISEE per residenti AIRE, verifica preliminare possibilità, compilazione DSU con documenti esteri, attestazione impossibilità e assistenza Assegno Unico.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Scopri le nostre guide complete su ISEE e prestazioni sociali:

    • ISEE 2026: Guida Completa – Cos’è, come funziona, novità normative
    • Documenti ISEE 2026: Elenco Completo – Tutti i documenti da presentare al CAF
    • Assegno Unico 2026 – Come richiederlo con e senza ISEE
    • ISEE Corrente 2026 – Quando e come aggiornare l’ISEE per variazioni reddituali
    • Quadro RW 2026 – Dichiarazione patrimoni esteri per residenti AIRE
    • Modello Redditi PF 2026 – Dichiarazione redditi esteri

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Copia-di-ISEE-ERRATO-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 08:18:112026-05-31 14:06:37ISEE per Iscritti AIRE: Quando Non è Possibile Ottenerlo
    CAF

    Ritenuta 21% Affitti Brevi: Come Funziona e Cosa Cambia nel 2025

    cedolare secca

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Ritenuta del 21% sugli Affitti Brevi
    2. Chi Applica la Ritenuta del 21%
    3. Come Funziona il Meccanismo della Ritenuta
    4. Obblighi Dichiarativi per il Proprietario
    5. Differenze Gestione Diretta vs Intermediari
    6. Novità 2024-2025 sulla Cedolare Secca

    Se affitti il tuo appartamento tramite Airbnb, Booking o altri portali online, dal 1° gennaio 2024 è entrata in vigore la ritenuta d’acconto del 21% sugli affitti brevi. Questa novità fiscale impatta direttamente i proprietari di immobili che si affidano a intermediari immobiliari per gestire le locazioni turistiche. In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega cos’è la ritenuta del 21%, chi deve applicarla, come funziona il meccanismo pratico, quali sono gli obblighi dichiarativi per il proprietario e come recuperare la ritenuta subita nel modello 730 o Redditi PF. Inoltre, analizziamo le novità 2024-2025 sulla cedolare secca e le differenze tra gestione diretta e gestione tramite intermediari.

    Cos’è la Ritenuta del 21% sugli Affitti Brevi

    La ritenuta d’acconto del 21% è un prelievo fiscale che gli intermediari immobiliari (come Airbnb, Booking.com, Vrbo, HomeAway) devono applicare sui canoni di locazione breve che incassano per conto dei proprietari.

    Si tratta di una ritenuta a titolo d’acconto, ossia un anticipo di imposta che verrà poi scontato nella dichiarazione dei redditi del proprietario (modello 730 o Redditi PF). Non è un’imposta aggiuntiva, ma un meccanismo di prelievo anticipato che lo Stato utilizza per garantire il gettito fiscale sulle locazioni turistiche.

    La normativa è stata introdotta dall’articolo 4 del D.L. 50/2017 (convertito in Legge 96/2017) e successivamente modificata dalla Legge di Bilancio 2024.

    Quando si applica la ritenuta

    La ritenuta del 21% si applica quando sono presenti tutte queste condizioni:

    • Locazione breve: contratto di durata non superiore a 30 giorni
    • Immobile a uso abitativo: appartamenti, case, ville (NON negozi o uffici)
    • Intermediazione: il proprietario si avvale di un portale online o agenzia immobiliare che incassa i pagamenti
    • Dal 1° gennaio 2024: la ritenuta è obbligatoria per tutti i contratti stipulati da questa data

    Se il proprietario gestisce direttamente l’affitto (senza intermediari), NON si applica la ritenuta del 21%.

    Chi Applica la Ritenuta del 21%

    La ritenuta del 21% deve essere applicata dagli intermediari immobiliari che soddisfano entrambi i seguenti requisiti:

    1. Incassano i canoni per conto del proprietario
    2. Intervengono nel pagamento (es. Airbnb trattiene la commissione e versa il netto al proprietario)

    I principali portali e piattaforme che applicano la ritenuta sono:

    • Airbnb
    • Booking.com
    • Vrbo
    • HomeAway
    • Agenzie immobiliari specializzate in affitti brevi

    Quando l’intermediario NON applica la ritenuta

    Ci sono casi in cui l’intermediario NON deve applicare la ritenuta del 21%:

    • Agenzie che non incassano: se l’agenzia si limita a pubblicizzare l’immobile ma il pagamento avviene direttamente tra ospite e proprietario
    • Proprietario in regime d’impresa: se il proprietario affitta più di 4 appartamenti contemporaneamente (scatta l’obbligo di Partita IVA)
    • Contratti stipulati prima del 1° gennaio 2024: per questi si applicano le vecchie regole

    Come Funziona il Meccanismo della Ritenuta

    Il meccanismo pratico della ritenuta del 21% funziona così:

    1. L’ospite paga il canone all’intermediario (es. 1.000 euro)
    2. L’intermediario trattiene la propria commissione (es. 15% = 150 euro)
    3. L’intermediario calcola la ritenuta del 21% sul canone lordo (210 euro = 21% di 1.000 euro)
    4. L’intermediario versa la ritenuta all’Agenzia delle Entrate entro il 16 del mese successivo
    5. Il proprietario riceve il netto: 1.000 – 150 (commissione) – 210 (ritenuta) = 640 euro

    IMPORTANTE: La ritenuta del 21% si calcola sul canone lordo (quello che paga l’ospite), NON sul netto che riceve il proprietario.

    Esempio pratico con Airbnb

    Un proprietario affitta il suo appartamento su Airbnb per 7 notti a 100 euro/notte (totale 700 euro):

    VoceImporto
    Canone lordo pagato dall’ospite700,00 €
    Commissione Airbnb (15%)– 105,00 €
    Ritenuta 21% (su 700 €)– 147,00 €
    NETTO al proprietario448,00 €

    I 147 euro di ritenuta verranno poi scontati nella dichiarazione dei redditi del proprietario.

    Certificazione della ritenuta

    Entro il 28 febbraio dell’anno successivo, l’intermediario deve rilasciare al proprietario la Certificazione Unica (CU) che attesta:

    • Canoni lordi percepiti nell’anno
    • Ritenute applicate e versate all’Erario
    • Codice tributo: 1919 (ritenute su locazioni brevi)

    Questa certificazione è fondamentale per recuperare la ritenuta nella dichiarazione dei redditi.

    Obblighi Dichiarativi per il Proprietario

    Anche se l’intermediario applica e versa la ritenuta del 21%, il proprietario NON è esonerato dalla dichiarazione dei redditi. Gli obblighi fiscali rimangono:

    1. Dichiarare i canoni nel modello 730 o Redditi PF (quadro RB per i redditi fondiari)
    2. Indicare le ritenute subite (recuperandole come credito d’imposta)
    3. Optare per la cedolare secca (se conveniente) oppure tassazione ordinaria IRPEF
    4. Comunicare i contratti all’Agenzia delle Entrate (se non lo ha fatto l’intermediario)

    Cedolare secca vs Tassazione ordinaria

    Il proprietario può scegliere tra due regimi fiscali:

    1. Cedolare secca (21%)

    • Aliquota fissa 21% sul canone annuo
    • NO addizionali regionali/comunali
    • NO detrazioni per spese o interessi sul mutuo
    • Conveniente per redditi medio-alti o immobili senza mutuo

    2. Tassazione ordinaria IRPEF

    • Aliquote progressive dal 23% al 43%
    • Sì detrazioni per spese, interessi mutuo, ristrutturazioni
    • Conveniente per redditi bassi o immobili con mutuo elevato

    NOVITÀ 2024-2025: Dal 2024 la cedolare secca al 26% si applica solo a chi affitta più di un immobile contemporaneamente (dal secondo in poi). Per il primo immobile resta al 21%.

    Come recuperare la ritenuta nel 730

    La ritenuta del 21% applicata dall’intermediario è un anticipo d’imposta. Il proprietario può recuperarla in questo modo:

    1. Compilare il quadro RB del modello 730 o Redditi PF, indicando i canoni lordi
    2. Barrare l’opzione cedolare secca (se scelta)
    3. Riportare le ritenute subite nel quadro del 730 dedicato ai crediti (la CU rilasciata dall’intermediario)
    4. Calcolo finale: imposta dovuta – ritenute subite = rimborso o saldo da versare

    Se le ritenute superano l’imposta dovuta, il contribuente avrà un credito (rimborso o compensazione).

    Esempio: Canoni annui 10.000 euro, ritenute applicate 2.100 euro (21%), cedolare secca scelta: imposta dovuta 2.100 euro – ritenute 2.100 euro = saldo zero.

    Differenze Gestione Diretta vs Intermediari

    La modalità di gestione dell’affitto breve impatta direttamente sull’applicazione della ritenuta:

    AspettoGestione DIRETTACon INTERMEDIARIO
    Ritenuta 21%❌ NO✅ SÌ
    Commissione piattaforma0%12-18%
    Dichiarazione redditiObbligatoriaObbligatoria
    Comunicazione contrattiA carico proprietarioA carico intermediario
    Gestione pagamentiManuale (bonifico, contanti)Automatica (online)

    Vantaggi gestione diretta: nessuna commissione, nessuna ritenuta anticipata, massima autonomia.

    Vantaggi con intermediario: visibilità internazionale, pagamenti garantiti, gestione automatizzata, comunicazioni fiscali gestite dalla piattaforma.

    Novità 2024-2025 sulla Cedolare Secca

    La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto importanti novità fiscali per gli affitti brevi:

    Cedolare secca al 26% dal secondo immobile

    Dal 1° gennaio 2024, per chi affitta più di un immobile contemporaneamente in locazione breve:

    • Primo immobile: cedolare secca al 21%
    • Dal secondo immobile in poi: cedolare secca al 26%

    Questa misura mira a scoraggiare la proliferazione degli affitti brevi nelle città turistiche.

    Codice Identificativo Nazionale (CIN)

    Dal 2024 è obbligatorio il CIN (Codice Identificativo Nazionale) per ogni immobile in locazione breve. Si richiede sul portale del Ministero del Turismo. Senza CIN, sanzioni da 800 a 8.000 euro.

    Limite 120 giorni per non professionisti

    Alcune regioni (es. Lazio, Veneto) hanno introdotto un limite di 120 giorni/anno per gli affitti brevi gestiti da privati. Oltre questa soglia, scatta l’obbligo di aprire Partita IVA come struttura ricettiva.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Ritenuta 21% Affitti Brevi

    La ritenuta del 21% è un’imposta aggiuntiva?

    No, la ritenuta del 21% è un anticipo d’imposta che viene poi scontato nella dichiarazione dei redditi. Non è un costo aggiuntivo, ma un prelievo anticipato che riduce l’imposta finale da versare.

    Se affitto tramite Airbnb devo comunque fare la dichiarazione dei redditi?

    Sì, anche se Airbnb applica la ritenuta del 21%, il proprietario deve comunque dichiarare i canoni nel modello 730 o Redditi PF. La ritenuta subita verrà scontata dall’imposta dovuta, ma l’obbligo dichiarativo rimane.

    Posso recuperare la ritenuta se ho scelto la cedolare secca?

    Sì, se hai optato per la cedolare secca al 21%, la ritenuta del 21% applicata dall’intermediario coprirà esattamente l’imposta dovuta. Se l’imposta è inferiore (es. per pochi affitti), avrai un credito da recuperare.

    Cosa succede se l’intermediario non applica la ritenuta?

    Se l’intermediario è obbligato ad applicare la ritenuta ma non lo fa, la responsabilità ricade su di lui (sanzioni e interessi). Il proprietario dovrà comunque dichiarare i canoni e versare l’imposta dovuta senza poter scontare ritenute inesistenti.

    La ritenuta si applica anche sulle spese di pulizia?

    No, la ritenuta del 21% si calcola solo sul canone di locazione. Le spese di pulizia, se fatturate separatamente e documentate, NON rientrano nella base imponibile per la ritenuta.

    Devo comunicare i contratti se uso Booking.com?

    No, se usi un intermediario come Booking.com, la comunicazione dei contratti all’Agenzia delle Entrate è a carico della piattaforma. Il proprietario è esonerato da questo adempimento.

    Conviene di più la cedolare secca o la tassazione ordinaria?

    Dipende dal tuo reddito complessivo e dalla presenza di mutui o spese deducibili. La cedolare secca al 21% è conveniente per redditi medio-alti o immobili senza mutuo. La tassazione ordinaria IRPEF può essere vantaggiosa con redditi bassi e mutuo elevato. Il CAF può fare una simulazione personalizzata.


    Hai Bisogno di Assistenza per gli Affitti Brevi?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione fiscale degli affitti brevi: dalla compilazione del 730 alla scelta tra cedolare secca e tassazione ordinaria, fino al recupero delle ritenute subite.

    I nostri servizi includono:

    • Compilazione modello 730 con ritenute affitti brevi
    • Scelta ottimale tra cedolare secca e IRPEF
    • Verifica CU rilasciate dagli intermediari
    • Calcolo convenienza fiscale personalizzato
    • Comunicazione contratti Agenzia Entrate
    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      regime forfettario partita iva
      CAF

      Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026

      Se sei una guida turistica abilitata o stai pensando di intraprendere questa professione, una delle domande più frequenti riguarda il regime IVA applicabile. La normativa fiscale italiana prevede infatti regole specifiche per i servizi delle…
      Febbraio 23, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:52:522026-02-23 07:52:52Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026
      regime forfettario partita iva
      CAF

      Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione

      Il regime IVA delle guide turistiche è uno degli aspetti più delicati nella gestione fiscale di questa professione. Molti operatori del settore si chiedono quando applicare l’esenzione IVA e quando invece fatturare con IVA ordinaria.La…
      Febbraio 23, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:51:212026-02-23 07:53:41Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      CAF

      Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

      Indice dei contenutiCos’è il RUNTS e perché è obbligatorio Regole per l’iscrizione al RUNTS Requisiti fiscali per gli ETS Conseguenze della mancata iscrizione Come adeguarsi: i passi da seguireL’Agenzia delle Entrate ha…
      Febbraio 22, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-22 08:22:122026-02-22 08:22:26Codice del Terzo Settore: Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su Iscrizione al RUNTS

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:59:162026-05-31 14:09:01Ritenuta 21% Affitti Brevi: Come Funziona e Cosa Cambia nel 2025
      PATRONATO

      Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti

      congedo parentale 2025

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il Congedo Parentale
      2. Congedo Parentale fino a 14 Anni: La Novità 2024-2026
      3. A Chi Spetta il Congedo Parentale
      4. Durata del Congedo Parentale: 10 Mesi Complessivi
      5. Indennità INPS: Quanto Spetta nel 2026
      6. Come Fare Domanda di Congedo Parentale
      7. Congedo Parentale a Ore: Come Funziona
      8. Casi Particolari: Adozione, Affidamento e Genitore Solo
      9. Diritti e Tutele durante il Congedo Parentale

      Il congedo parentale è un diritto fondamentale per i lavoratori dipendenti con figli, che consente di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei bambini nei primi anni di vita. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 e confermate per il 2026, il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni, ampliando significativamente le possibilità per le famiglie.

      In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul congedo parentale 14 anni: a chi spetta, quanto dura, quale indennità INPS spetta (dal 30% all’80% della retribuzione), come presentare la domanda INPS e quali sono i tuoi diritti come genitore lavoratore.

      Cos’è il Congedo Parentale

      Il congedo parentale, precedentemente chiamato congedo di maternità facoltativo o astensione facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro che entrambi i genitori possono richiedere per accudire il proprio figlio.

      Si tratta di un diritto individuale di ciascun genitore, riconosciuto sia alle lavoratrici dipendenti che ai lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.

      Differenza tra congedo di maternità e congedo parentale

      È importante non confondere il congedo parentale con il congedo di maternità obbligatorio:

      • Congedo di maternità obbligatorio: periodo di 5 mesi (2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o altre combinazioni) con indennità al 100% della retribuzione, obbligatorio per la madre lavoratrice
      • Congedo parentale: periodo facoltativo fino a 10 mesi complessivi (per entrambi i genitori), con indennità variabile dal 30% all’80% della retribuzione, fruibile fino ai 14 anni del bambino

      Il congedo parentale si aggiunge quindi al congedo di maternità obbligatorio e permette di prolungare il periodo di cura del bambino con una copertura economica parziale.

      Congedo Parentale fino a 14 Anni: La Novità 2024-2026

      Una delle principali novità introdotte dalla riforma del congedo parentale è l’estensione del limite di età del figlio da 12 a 14 anni.

      Come funziona il limite di 14 anni

      I genitori lavoratori dipendenti possono ora fruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni di età del figlio, rispetto ai precedenti 12 anni. Questo significa:

      • Maggiore flessibilità per le famiglie con figli in età scolare
      • Possibilità di gestire meglio le esigenze di cura anche oltre la prima infanzia
      • Supporto durante periodi critici come l’ingresso alle scuole medie

      Periodi retribuiti e non retribuiti

      Attenzione: l’estensione a 14 anni riguarda la possibilità di assentarsi dal lavoro, ma l’indennità INPS ha limiti di età diversi:

      • Congedo indennizzato al 30%: fino ai 6 anni del bambino (primi 6 mesi di congedo)
      • Congedo indennizzato all’80%: 1 mese aggiuntivo fino ai 6 anni del bambino (novità 2024-2026)
      • Congedo non retribuito: dai 6 ai 12 anni del bambino
      • Congedo non retribuito: dai 12 ai 14 anni del bambino

      Quindi, mentre puoi assentarti fino ai 14 anni del figlio, l’indennità INPS viene corrisposta solo per i periodi fruiti entro i 6 anni di età del bambino (o fino ai 12 anni per i primi 6 mesi al 30%).

      A Chi Spetta il Congedo Parentale

      Il congedo parentale spetta a entrambi i genitori lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.

      Requisiti per i dipendenti

      Hanno diritto al congedo parentale:

      • Madri lavoratrici dipendenti (pubbliche o private)
      • Padri lavoratori dipendenti (pubblici o privati)
      • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

      Chi NON ha diritto

      Il congedo parentale per dipendenti non spetta a:

      • Lavoratori autonomi (hanno una disciplina separata con limiti diversi)
      • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
      • Genitori con contratti di lavoro domestico (colf, badanti)

      Genitori single e famiglie monoparentali

      In caso di genitore solo (morte dell’altro genitore, abbandono, affidamento esclusivo), il genitore ha diritto all’intero periodo di 10 mesi di congedo parentale, senza riduzioni.

      Durata del Congedo Parentale: 10 Mesi Complessivi

      La durata massima complessiva del congedo parentale per entrambi i genitori è di 10 mesi, elevabili a 11 mesi in determinate condizioni.

      Ripartizione tra madre e padre

      Ciascun genitore ha diritto individualmente a:

      • Madre: massimo 6 mesi di congedo parentale
      • Padre: massimo 7 mesi di congedo parentale (se ne fruisce almeno 3 mesi continuativi o frazionati)
      • Limite complessivo: 10 mesi totali tra entrambi i genitori, elevabili a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi

      Esempi pratici di ripartizione

      Esempio 1: La madre prende 6 mesi, il padre prende 4 mesi → Totale: 10 mesi

      Esempio 2: La madre prende 6 mesi, il padre prende 5 mesi (di cui 3 continuativi) → Totale: 11 mesi

      Esempio 3: La madre prende 3 mesi, il padre prende 7 mesi (di cui 3 continuativi) → Totale: 10 mesi

      Flessibilità nella fruizione

      Il congedo parentale può essere fruito:

      • Continuativamente: in un unico periodo (es. 3 mesi consecutivi)
      • Frazionato: in più periodi separati (es. 1 mese + 2 settimane + 1 settimana)
      • A ore: su base oraria giornaliera (es. 2 ore al giorno per 30 giorni)

      Indennità INPS: Quanto Spetta nel 2026

      Durante il congedo parentale, l’INPS corrisponde un’indennità economica che varia in base al periodo fruito e all’età del bambino.

      Indennità al 30% della retribuzione

      Per i primi 6 mesi di congedo parentale complessivo (tra entrambi i genitori), fruiti fino ai 6 anni di età del bambino, spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera.

      Caratteristiche:

      • Calcolata sul 30% della retribuzione media degli ultimi 3 mesi
      • Soggetta a contribuzione figurativa ai fini pensionistici
      • Non richiede requisiti contributivi minimi

      Indennità all’80% della retribuzione (Novità 2024-2026)

      Con la Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2025 e il 2026, è stata introdotta una maggiorazione dell’indennità all’80% per un mese aggiuntivo di congedo parentale.

      Condizioni:

      • Valido per 1 mese (o 30 giorni) di congedo
      • Fruibile solo entro i 6 anni di età del bambino
      • Alternativo tra i genitori (non cumulabile)
      • Retribuzione all’80% invece del 30%

      Esempio pratico:

      • Madre prende 4 mesi al 30% + 1 mese all’80% = 5 mesi totali
      • Padre prende 1 mese al 30% = 1 mese
      • Totale: 6 mesi indennizzati (5+1), di cui 1 all’80%

      Congedo non retribuito dai 6 ai 14 anni

      Per i periodi di congedo fruiti:

      • Dai 6 ai 12 anni del bambino: nessuna indennità INPS, ma diritto all’astensione dal lavoro
      • Dai 12 ai 14 anni del bambino: nessuna indennità INPS, ma diritto all’astensione dal lavoro

      Questi periodi danno comunque diritto alla contribuzione figurativa ai fini pensionistici, ma senza retribuzione.

      Come Fare Domanda di Congedo Parentale

      La domanda di congedo parentale deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro, esclusivamente in via telematica all’INPS.

      Modalità di presentazione

      Ci sono tre modalità per presentare la domanda:

      1. Online tramite il sito INPS

      Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE, CNS) e compila la domanda nella sezione “Domanda di Congedo Parentale“.

      2. Tramite Contact Center INPS

      Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento) per ricevere assistenza telefonica.

      3. Tramite Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

      • Assistenza personalizzata da esperti
      • Verifica dei requisiti e della documentazione
      • Nessun costo per il servizio
      • Supporto in caso di problemi o integrazioni

      Documentazione necessaria

      Per presentare la domanda servono:

      • Codice fiscale del genitore richiedente
      • Codice fiscale del bambino
      • Data di nascita del bambino (o data di ingresso in famiglia per adozione/affidamento)
      • Periodo di congedo richiesto (date inizio e fine)
      • Eventuale documentazione del datore di lavoro (comunicazione di astensione)

      Tempi di presentazione

      La domanda va presentata:

      • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (se continuativo)
      • Almeno 2 giorni prima (per congedi brevi o frazionati)
      • Entro il giorno stesso in casi eccezionali documentati

      È comunque consigliabile presentare la domanda con congruo anticipo per evitare problemi di lavorazione.

      Congedo Parentale a Ore: Come Funziona

      Oltre alla fruizione in giorni o mesi, il congedo parentale può essere richiesto anche su base oraria, offrendo maggiore flessibilità ai genitori.

      Modalità di fruizione oraria

      Il congedo parentale a ore consente di assentarsi per alcune ore della giornata lavorativa, anziché per intere giornate.

      Caratteristiche:

      • Fruibile in multipli di 1 ora
      • Limite giornaliero: metà della giornata lavorativa (es. 4 ore su 8 ore)
      • Non cumulabile nella stessa giornata con permessi retribuiti o altri congedi

      Conversione ore in giorni

      Le ore di congedo vengono computate ai fini del monte ore complessivo di 10 mesi (o 11 mesi). La conversione è:

      • 1 mese di congedo = circa 168 ore (per un orario full-time di 40 ore settimanali)
      • 1 giorno di congedo = circa 8 ore (per un orario full-time)

      Esempio: Se lavori 40 ore settimanali e prendi 80 ore di congedo parentale, hai utilizzato circa mezzo mese (80/168) del tuo monte ore.

      Vantaggi del congedo a ore

      • Maggiore flessibilità per conciliare lavoro e famiglia
      • Possibilità di restare presenti sul lavoro part-time
      • Riduzione dell’impatto economico rispetto al congedo continuativo

      Casi Particolari: Adozione, Affidamento e Genitore Solo

      Il congedo parentale è riconosciuto anche in situazioni familiari specifiche, con alcune particolarità.

      Congedo parentale per adozione e affidamento

      I genitori adottivi o affidatari hanno gli stessi diritti dei genitori biologici, ma con alcune differenze nei termini:

      • Il congedo può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia
      • In ogni caso non oltre il compimento della maggiore età del minore
      • Per adozioni internazionali, il congedo può essere fruito anche prima dell’ingresso in Italia del minore

      Genitore solo (vedovo, separato, non riconosciuto)

      In caso di:

      • Morte dell’altro genitore
      • Abbandono del nucleo familiare
      • Affidamento esclusivo a un solo genitore
      • Mancato riconoscimento da parte dell’altro genitore

      Il genitore rimasto ha diritto all’intero periodo di 10 mesi (o 11 mesi se ne fruisce almeno 3 continuativi), senza dover condividere il monte ore con l’altro genitore.

      Genitori con figli disabili

      Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92), esistono ulteriori agevolazioni:

      • Prolungamento del congedo parentale fino ai 12 anni di età del figlio (oltre i normali 10-11 mesi), con indennità al 30%
      • Permessi retribuiti L. 104 cumulabili con il congedo parentale

      Diritti e Tutele durante il Congedo Parentale

      Durante il periodo di congedo parentale, il lavoratore gode di specifiche tutele per proteggere il rapporto di lavoro.

      Conservazione del posto di lavoro

      Il congedo parentale dà diritto alla conservazione del posto di lavoro. Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore che fruisce del congedo, salvo per:

      • Cessazione dell’attività aziendale
      • Colpa grave del lavoratore (non correlata al congedo)
      • Scadenza del contratto a termine

      Contribuzione figurativa

      Tutti i periodi di congedo parentale (anche quelli non retribuiti dai 6 ai 14 anni) sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. Questo significa:

      • I mesi di congedo vengono conteggiati per maturare i requisiti pensionistici
      • Vengono computati nell’anzianità contributiva
      • Non riducono l’importo della futura pensione (per i periodi indennizzati)

      Divieto di licenziamento

      Durante il congedo parentale vige il divieto di licenziamento, analogo a quello del congedo di maternità obbligatorio. Il licenziamento è nullo se:

      • Avviene durante il congedo parentale
      • È motivato dalla richiesta o fruizione del congedo

      Rientro al lavoro

      Al termine del congedo parentale, il lavoratore ha diritto a:

      • Rientrare nella stessa posizione o in una equivalente
      • Mantenere qualifica e mansioni precedenti
      • Ricevere eventuali aumenti retributivi maturati nel frattempo

      Il congedo parentale fino a 14 anni rappresenta un importante strumento di conciliazione vita-lavoro per i genitori lavoratori dipendenti. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, tra cui l’indennità all’80% per un mese e l’estensione del limite di età, le famiglie hanno maggiore flessibilità per prendersi cura dei figli.

      Ricorda che hai diritto a 10-11 mesi complessivi di congedo, con indennità INPS per i periodi fruiti entro i 6 anni del bambino, e che puoi fruirne anche a ore per adattarlo alle tue esigenze.

      Per presentare correttamente la domanda di congedo parentale ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, affidati al Patronato CAF Centro Fiscale di Udine.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Congedo Parentale 14 Anni

      Fino a quanti anni del figlio posso prendere il congedo parentale?

      I lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni di eta del figlio. Tuttavia, l indennita INPS viene corrisposta solo per i periodi fruiti entro i 6 anni (al 30% per i primi 6 mesi, all 80% per 1 mese aggiuntivo). Dai 6 ai 14 anni il congedo e non retribuito ma da diritto alla contribuzione figurativa.

      Quanto spetta di indennita con il congedo parentale?

      L indennita INPS varia: 30% della retribuzione per i primi 6 mesi di congedo fruiti entro i 6 anni del bambino; 80% della retribuzione per 1 mese aggiuntivo (novita 2024-2026) fruibile entro i 6 anni; nessuna indennita per periodi fruiti dai 6 ai 14 anni del bambino, ma con contribuzione figurativa.

      Posso prendere il congedo parentale a ore?

      Si, il congedo parentale puo essere fruito anche su base oraria. Puoi assentarti per alcune ore della giornata lavorativa (fino a meta dell orario giornaliero), anziché per interi giorni. Le ore vengono computate nel monte ore complessivo di 10-11 mesi. Ad esempio, 80 ore di congedo equivalgono a circa mezzo mese.

      Come si fa domanda di congedo parentale?

      La domanda va presentata telematicamente all INPS prima dell inizio del congedo. Puoi utilizzare: il portale INPS online con SPID/CIE; il Contact Center INPS (803 164); oppure rivolgerti gratuitamente al Patronato CAF Centro Fiscale di Udine che ti assiste nella compilazione. La domanda va presentata almeno 5 giorni prima dell inizio del congedo.

      Che differenza c e tra congedo di maternita e congedo parentale?

      Il congedo di maternita obbligatorio e un periodo di 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto) con indennita al 100%, obbligatorio per la madre. Il congedo parentale e facoltativo, dura fino a 10-11 mesi complessivi per entrambi i genitori, con indennita dal 30% all 80%, fruibile fino ai 14 anni del bambino. Il congedo parentale si aggiunge alla maternita obbligatoria.

      Quanti mesi di congedo parentale spettano a ciascun genitore?

      La madre puo fruire di massimo 6 mesi di congedo parentale. Il padre puo fruire di massimo 7 mesi (se ne prende almeno 3 continuativi o frazionati). Il limite complessivo tra entrambi i genitori e di 10 mesi, elevabile a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi.

      Il congedo parentale vale per la pensione?

      Si, tutti i periodi di congedo parentale (anche quelli non retribuiti dai 6 ai 14 anni) sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. I mesi di congedo vengono conteggiati per maturare i requisiti pensionistici e nell anzianita contributiva, senza ridurre l importo della futura pensione per i periodi indennizzati.

      Posso essere licenziato durante il congedo parentale?

      No, durante il congedo parentale vige il divieto di licenziamento. Il datore di lavoro non puo licenziarti, salvo casi eccezionali come cessazione dell attivita aziendale o colpa grave non correlata al congedo. Il licenziamento motivato dalla richiesta o fruizione del congedo e nullo. Hai diritto alla conservazione del posto di lavoro.


      Richiedi Assistenza per il Congedo Parentale

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella domanda di congedo parentale INPS.

      I nostri servizi:

      • Compilazione domanda INPS online
      • Verifica requisiti e documentazione
      • Calcolo indennità spettante (30% o 80%)
      • Assistenza in caso di problemi o integrazioni
      Contattaci su WhatsApp

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

        Il tuo nome (*)

        La tua email (*)

        Il tuo telefono (*)

        Richiesta (eventuale)

        Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


        ARTICOLI CORRELATI

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
        ASSEGNO UNICO, MATERNITA’

        Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio

        Il tempo sta per scadere: entro il 28 febbraio 2026 tutte le famiglie che percepiscono l’Assegno Unico Universale devono presentare l’ISEE aggiornato se vogliono continuare a ricevere l’importo pieno della prestazione. Chi non presenta l’ISEE…
        Febbraio 23, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-23 07:26:062026-02-23 07:30:44Assegno Unico 2026: Ultima Chiamata per l’ISEE, Scadenza 28 Febbraio
        Pensione 2026 INPS
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS

        Il cedolino pensione marzo 2026 e disponibile sul portale INPS. Questo mese porta con se alcune novita importanti per i pensionati italiani: dai conguagli IRPEF alle addizionali regionali e comunali, fino agli eventuali arretrati della rivalutazione.…
        Febbraio 21, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:18:462026-02-23 19:04:06Cedolino Pensione Marzo 2026: Data Pagamento, Importi e Novita INPS
        Pensione 2026 INPS
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026

        Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi.…
        Febbraio 20, 2026
        /
        0 Commenti
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-02-23 15:24:02Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

        Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/congedo-parentale.jpg 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:49:272026-05-31 14:02:19Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti
        NOTIZIE

        Rottamazione Quinquies: Cosa Succede se Non Pago una Rata?

        ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

        Indice dei contenuti

        1. Conseguenze del Mancato Pagamento di una Rata
        2. Tolleranza di 5 Giorni: Come Funziona
        3. Differenza tra Decadenza e Semplice Ritardo
        4. Come Rimediare se Hai Saltato una Rata
        5. Cosa Succede alle Procedure Esecutive Dopo la Decadenza
        6. Alternative alla Rottamazione Quinquies Decaduta

        Hai aderito alla rottamazione quinquies ma temi di non riuscire a pagare una rata nei tempi previsti? Capire cosa succede in caso di mancato pagamento è fondamentale per evitare brutte sorprese. In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio le conseguenze della decadenza, i termini di tolleranza, e cosa fare se hai saltato una scadenza.

        Se hai già presentato la domanda di rottamazione quinquies, è importante sapere che il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza automatica dall’intero beneficio. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti.

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Conseguenze del Mancato Pagamento di una Rata

        Se non paghi anche solo una rata della rottamazione quinquies entro la scadenza prevista, si verifica la decadenza automatica dall’intero beneficio. Questo significa che:

        • Decade l’intera adesione alla rottamazione quinquies
        • Vengono ripristinate tutte le sanzioni e gli interessi di mora originariamente dovuti
        • L’Agenzia delle Entrate-Riscossione riprende le azioni di recupero (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)
        • Perdita dell’aggio che era stato azzerato con la rottamazione

        La decadenza è automatica e non richiede alcuna comunicazione preventiva da parte dell’Agenzia. Il contribuente che non paga una rata si ritrova nella situazione di partenza, ma con il debito aumentato per il tempo trascorso.

        Cosa significa “ripristino delle sanzioni”?

        Quando decade la rottamazione quinquies, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ricalcola il debito come se non avessi mai aderito. Questo include:

        • Sanzioni pecuniarie originarie (dal 30% al 120% dell’imposta)
        • Interessi di mora calcolati dal giorno del mancato pagamento originario fino al saldo effettivo
        • Aggio di riscossione (compenso dell’Agenzia, generalmente 8-9% del debito)
        • Interessi per dilazione se avevi scelto il pagamento rateale

        In pratica, il tuo debito può aumentare anche del 50-100% rispetto all’importo originario della rottamazione.

        Tolleranza di 5 Giorni: Come Funziona

        La legge prevede una tolleranza di 5 giorni per il pagamento delle rate della rottamazione quinquies. Questo significa che:

        • Hai 5 giorni aggiuntivi oltre la scadenza ufficiale per pagare senza incorrere nella decadenza
        • La tolleranza vale per tutte le rate, non solo per la prima
        • Il pagamento effettuato entro il quinto giorno successivo alla scadenza è considerato nei termini

        Esempio pratico:

        • Scadenza rata: 31 luglio 2026
        • Tolleranza: fino al 5 agosto 2026
        • Se paghi entro il 5 agosto, l’adesione resta valida
        • Se paghi il 6 agosto o dopo, decadi dalla rottamazione

        La tolleranza vale anche per la prima rata?

        Sì, la tolleranza di 5 giorni vale anche per la prima rata (o per il pagamento in unica soluzione). Se la scadenza è il 31 luglio 2026, puoi pagare fino al 5 agosto 2026 senza conseguenze.

        Attenzione: Non confondere la tolleranza sul pagamento con la scadenza per presentare la domanda di rottamazione (30 aprile 2026). Quest’ultima è tassativa e non prevede giorni di tolleranza.

        Il sabato e la domenica contano?

        Sì, i 5 giorni di tolleranza sono giorni solari, quindi includono anche sabato, domenica e festivi. Non vengono esclusi i giorni non lavorativi dal conteggio.

        Differenza tra Decadenza e Semplice Ritardo

        È importante distinguere tra ritardo tollerato e decadenza effettiva:

        SituazioneConseguenze
        Ritardo entro 5 giorniNessuna conseguenza, adesione valida
        Ritardo oltre 5 giorniDecadenza automatica, ripristino sanzioni
        Pagamento parziale della rataConsiderato mancato pagamento, decadenza
        Errore nell’importo (anche 1 euro in meno)Rischio decadenza, verificare con l’Agenzia

        Non esiste una zona grigia: o paghi l’intero importo entro i 5 giorni, o decade tutto il piano.

        Posso chiedere una proroga per difficoltà economiche?

        No, la normativa sulla rottamazione quinquies non prevede proroghe o sospensioni per difficoltà economiche sopravvenute. I termini sono perentori e la decadenza è automatica.

        Se prevedi difficoltà nel pagamento, l’unica opzione è non aderire alla rottamazione quinquies e valutare altre soluzioni (es. rateizzazione ordinaria con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che è più flessibile).

        Come Rimediare se Hai Saltato una Rata

        Se hai già saltato una rata e sono passati i 5 giorni di tolleranza, la rottamazione quinquies è decaduta. Purtroppo non è possibile “rientrare” nello stesso beneficio.

        Ecco cosa puoi fare:

        1. Verifica lo stato della tua adesione accedendo all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Riceverai una comunicazione ufficiale di decadenza.

        2. Valuta la rateizzazione ordinaria: Puoi chiedere una dilazione del pagamento all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Questa opzione prevede:

        • Fino a 72 rate mensili (6 anni) per debiti sotto 120.000 euro
        • Fino a 120 rate mensili (10 anni) per debiti sopra 120.000 euro
        • Interessi al 2% annuo sul debito residuo
        • Maggiore flessibilità in caso di difficoltà (possibile sospensione temporanea)

        3. Pagamento immediato: Se hai liquidità, puoi saldare il debito in unica soluzione per evitare ulteriori aggravi di interessi e azioni esecutive.

        4. Richiedi assistenza al CAF: Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

        • Calcolare il debito ripristinato dopo la decadenza
        • Presentare la domanda di rateizzazione ordinaria
        • Verificare eventuali errori nel calcolo dell’Agenzia
        • Valutare la possibilità di contestare eventuali atti illegittimi

        Posso aderire a una futura rottamazione sexies?

        Se la rottamazione quinquies decade, non puoi aderire nuovamente alla stessa sanatoria. Tuttavia, se il legislatore dovesse introdurre una rottamazione sexies (sesta sanatoria) in futuro, potresti aderire a quella, a condizione che il tuo debito rientri nei criteri previsti dalla nuova normativa.

        Storicamente, le rottamazioni vengono introdotte ogni 2-3 anni, ma non c’è certezza che ne venga approvata una nuova.

        Cosa Succede alle Procedure Esecutive Dopo la Decadenza

        Durante il periodo di adesione alla rottamazione quinquies, le procedure esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche) sono sospese. Ma cosa succede se decadi?

        • Ripristino immediato di tutte le procedure esecutive sospese
        • L’Agenzia può riprendere i pignoramenti di stipendio, pensione o conto corrente
        • I fermi amministrativi su auto e moto vengono riattivati
        • Le ipoteche su immobili restano attive e possono portare a espropriazione forzata

        L’Agenzia non deve avvisarti prima di riprendere le azioni di recupero: la decadenza è automatica e gli atti esecutivi riprendono di diritto.

        Posso bloccare un pignoramento dopo la decadenza?

        Dopo la decadenza dalla rottamazione quinquies, l’unico modo per bloccare o sospendere un pignoramento è:

        • Pagare il debito in unica soluzione
        • Chiedere una rateizzazione ordinaria all’Agenzia (che sospende le procedure durante la dilazione)
        • In casi estremi, valutare la composizione della crisi da sovraindebitamento (Legge 3/2012) con l’assistenza di un professionista

        Il CAF Centro Fiscale può indirizzarti verso la soluzione più adatta al tuo caso.

        Alternative alla Rottamazione Quinquies Decaduta

        Se sei decaduto dalla rottamazione quinquies, non tutto è perduto. Esistono alternative per gestire il debito:

        1. Rateizzazione ordinaria (definizione agevolata)

        • Vantaggi: flessibilità, possibilità di sospensione, durata fino a 10 anni
        • Svantaggi: interessi al 2% annuo, non azzera sanzioni e aggio
        • Quando sceglierla: se hai un reddito stabile ma non puoi pagare tutto subito

        2. Saldo e stralcio (se previsto per debiti sotto 5.000 euro)

        • Vantaggi: paghi solo una percentuale del debito (40-90% a seconda del reddito ISEE)
        • Svantaggi: disponibile solo per debiti sotto soglie molto basse e in periodi specifici
        • Quando sceglierla: se hai debiti piccoli e reddito basso

        3. Composizione della crisi da sovraindebitamento

        • Vantaggi: possibile riduzione/cancellazione debiti per chi non può pagare
        • Svantaggi: procedura complessa, richiede OCC (Organismo di Composizione della Crisi)
        • Quando sceglierla: sovraindebitamento grave, impossibilità oggettiva di pagare

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può valutare con te quale opzione è più adatta alla tua situazione economica e patrimoniale.

        Non pagare una rata della rottamazione quinquies ha conseguenze molto gravi: decadenza automatica, ripristino di sanzioni e interessi, e ripresa delle azioni esecutive. La tolleranza di 5 giorni è una salvaguardia importante, ma non lascia spazio a errori.

        Se temi di non riuscire a rispettare le scadenze, valuta alternative come la rateizzazione ordinaria, che offre maggiore flessibilità. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assisterti nella scelta della soluzione più adatta alla tua situazione. Non aspettare: contattaci oggi stesso per una consulenza personalizzata.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies

        📬

        Resta aggiornato sulle novità fiscali

        Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

        🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

        Quanti giorni di tolleranza ho per pagare una rata della rottamazione quinquies?

        Hai 5 giorni di tolleranza oltre la scadenza ufficiale. Se la rata scade il 31 luglio, puoi pagare fino al 5 agosto senza incorrere nella decadenza. I 5 giorni includono sabato, domenica e festivi.

        Cosa succede se pago in ritardo ma entro i 5 giorni?

        Se paghi entro i 5 giorni successivi alla scadenza, il pagamento e considerato nei termini e l’adesione alla rottamazione quinquies resta valida. Non ci sono sanzioni o conseguenze.

        Posso pagare meno dell’importo della rata per evitare la decadenza?

        No. Il pagamento parziale della rata e considerato mancato pagamento e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quinquies. Devi pagare l’intero importo indicato nel bollettino.

        Come faccio a sapere se sono decaduto dalla rottamazione?

        Riceverai una comunicazione ufficiale dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione che ti informa della decadenza. Puoi anche verificare lo stato della tua adesione accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia con SPID, CIE o CNS.

        Posso chiedere una proroga se ho difficolta economiche?

        No, la normativa sulla rottamazione quinquies non prevede proroghe o sospensioni. Se prevedi difficolta, valuta la rateizzazione ordinaria che offre maggiore flessibilita, oppure contatta il CAF per esplorare altre soluzioni.


        Hai Bisogno di Assistenza per la Rottamazione Quinquies?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

        • Verifica dello stato della rottamazione quinquies
        • Calcolo del debito dopo la decadenza
        • Presentazione domanda di rateizzazione ordinaria
        • Assistenza completa per cartelle esattoriali
        Contattaci su WhatsApp

        Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

          Il tuo nome (*)

          La tua email (*)

          Il tuo telefono (*)

          Richiesta (eventuale)

          Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


          Approfondimenti sulla Rottamazione Quinquies

          Scopri tutto sulla rottamazione quinquies nelle nostre guide dedicate:

          • Rottamazione Quinquies 2026: Come Fare la Domanda Passo per Passo – Guida completa alla presentazione della domanda
          • Rottamazione Quinquies 2026: Guida Completa e Novità – Panoramica generale della sanatoria
          • Rottamazione Quinquies in 54 Rate: Come Funziona – Dettagli sulla rateizzazione

          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:36:432026-05-31 14:04:58Rottamazione Quinquies: Cosa Succede se Non Pago una Rata?
          CAF, SUCCESSIONI

          Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?

          detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

          Indice dei contenuti

          1. Regola Generale: Le Detrazioni Si Trasferiscono agli Eredi
          2. Quote Ereditarie: Come Si Ripartiscono le Detrazioni
          3. Requisiti per Mantenere il Diritto alle Detrazioni
          4. Procedura Pratica: Come Gli Eredi Usufruiscono delle Detrazioni
          5. Casi Particolari: Vendita e Comunione Ereditaria

          Quando si eredita una casa su cui il defunto aveva in corso detrazioni fiscali per lavori di ristrutturazione, la domanda più frequente degli eredi è: perdo il bonus o continuo a usufruirne? La risposta, rassicurante, è che le detrazioni residue si trasferiscono agli eredi, ma con regole precise da rispettare. Vediamo cosa accade alle rate non ancora utilizzate di bonus ristrutturazione, ecobonus, superbonus e bonus mobili quando l’immobile passa per successione.

          Regola Generale: Le Detrazioni Si Trasferiscono agli Eredi

          L’articolo 16-bis del TUIR stabilisce che le detrazioni fiscali per interventi edilizi non si perdono con il decesso del beneficiario originario. Le rate residue (quelle non ancora utilizzate dal defunto) si trasferiscono automaticamente agli eredi che acquisiscono la proprietà dell’immobile.

          Esempio pratico: il signor Mario aveva sostenuto nel 2022 spese per ristrutturazione edilizia pari a 50.000 euro, con diritto a detrazione del 50% (25.000 euro) in 10 anni (2.500 euro/anno). Mario è deceduto nel 2025 dopo aver utilizzato solo 3 rate (7.500 euro). Restano quindi 7 rate residue (17.500 euro) che si trasferiscono agli eredi.

          Bonus interessati dal trasferimento:

          • Bonus ristrutturazione (detrazione 50%)
          • Ecobonus (detrazione 50-65-70-75%)
          • Superbonus (detrazione 110% per spese 2020-2023, poi 70-65%)
          • Sismabonus (detrazione 50-70-80-85%)
          • Bonus mobili (detrazione 50% su arredi per immobile ristrutturato)
          • Bonus barriere architettoniche (detrazione 75%)

          Quote Ereditarie: Come Si Ripartiscono le Detrazioni

          Se gli eredi sono più di uno, le detrazioni residue si ripartiscono in proporzione alle quote ereditarie di ciascuno. Non è necessaria la divisione in parti uguali: vale la quota effettiva indicata nella dichiarazione di successione.

          Esempio: due figli ereditano l’immobile con quote del 60% e 40%. Le 7 rate residue di 2.500 euro (totale 17.500 euro) si ripartiscono così:

          • Figlio A (60%): 1.500 euro/anno per 7 anni
          • Figlio B (40%): 1.000 euro/anno per 7 anni

          ATTENZIONE: se uno degli eredi rinuncia all’eredità, perde anche il diritto alla sua quota di detrazioni, che viene ripartita tra gli altri eredi accettanti.

          Requisiti per Mantenere il Diritto alle Detrazioni

          Gli eredi mantengono il diritto alle detrazioni residue solo se rispettano due condizioni fondamentali:

          1. Mantenimento della Proprietà dell’Immobile

          L’erede deve conservare la proprietà (o altro diritto reale: usufrutto, uso, abitazione) dell’immobile oggetto degli interventi. Se vende la casa prima di aver fruito di tutte le rate, perde le detrazioni residue (che NON si trasferiscono all’acquirente, salvo casi specifici del Superbonus).

          2. Destinazione dell’Immobile

          L’immobile deve mantenere la stessa destinazione che aveva quando sono stati effettuati i lavori (abitativa, produttiva di reddito). Se l’erede cambia la destinazione d’uso (es. da abitazione a deposito non locato), può perdere le detrazioni residue.

          NON è invece richiesto che l’erede:

          • Utilizzi l’immobile come abitazione principale
          • Sia residente nell’immobile
          • Abbia capienza fiscale sufficiente nell’anno (le detrazioni non utilizzate per incapienza si perdono, non sono riportabili)

          Procedura Pratica: Come Gli Eredi Usufruiscono delle Detrazioni

          Per fruire delle detrazioni ereditate, gli eredi devono inserirle nella propria dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF) a partire dall’anno successivo al decesso.

          Step Operativi

          ANNO DEL DECESSO: l’ultima rata spetta ancora al defunto. Gli eredi (o il CAF incaricato) devono presentare la dichiarazione dei redditi del de cuius per quell’anno, includendo la rata annuale della detrazione.

          ANNI SUCCESSIVI: ogni erede inserisce nella propria dichiarazione la quota di detrazione spettante (calcolata in base alla quota ereditaria).

          Documentazione Necessaria

          • Dichiarazione di successione (per verificare le quote ereditarie)
          • Documentazione originale dei lavori (fatture, bonifici, comunicazioni ENEA se richieste)
          • Visura catastale aggiornata con nuova intestazione
          • Eventuale prospetto delle rate già utilizzate dal defunto

          Compilazione 730/Redditi: le detrazioni vanno indicate nei quadri E (redditi da fabbricati) o RP (oneri e spese), sezione dedicata alle ristrutturazioni/riqualificazioni energetiche, barrando la casella “erede” e indicando la propria quota percentuale.

          Casi Particolari: Vendita e Comunione Ereditaria

          Vendita dell’Immobile Ereditato

          Se l’erede vende la casa prima di aver utilizzato tutte le rate residue, perde le detrazioni non ancora fruite. Eccezione: per il Superbonus, dal 2024 è possibile che l’acquirente subentri nelle detrazioni residue se l’immobile è adibito ad abitazione principale entro 18 mesi dall’acquisto (art. 119, comma 11, DL 34/2020).

          Immobile in Comunione Ereditaria

          Se l’immobile è ereditato in comunione tra più eredi (senza divisione), ciascun comproprietario:

          • Ha diritto alla propria quota di detrazione in base alla quota di proprietà
          • Può fruirne indipendentemente dagli altri coeredi
          • Se uno degli eredi cede la propria quota a un terzo o a un altro coerede, perde le detrazioni residue

          Rinuncia all’Eredità

          Chi rinuncia all’eredità perde automaticamente il diritto alle detrazioni fiscali. La quota di detrazione rinunciata viene ripartita tra gli altri eredi accettanti in proporzione alle loro quote.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti

          Se eredito una casa con bonus ristrutturazione in corso, perdo le rate residue?

          No, le detrazioni residue si trasferiscono automaticamente agli eredi in proporzione alle quote ereditarie. Non si perdono con il decesso del beneficiario originario.

          Posso vendere la casa ereditata e mantenere le detrazioni fiscali?

          No, se vendi l’immobile perdi le rate residue non ancora utilizzate. Eccezione: per il Superbonus, l’acquirente può subentrare nelle detrazioni se adibisce l’immobile ad abitazione principale entro 18 mesi.

          Come si ripartiscono le detrazioni tra più eredi?

          Le detrazioni si ripartiscono in base alle quote ereditarie indicate nella dichiarazione di successione. Se un erede ha il 60% e l’altro il 40%, anche le detrazioni si dividono con la stessa proporzione.

          Devo usare la casa ereditata come abitazione principale per mantenere i bonus?

          No, non è necessario che l’immobile sia la tua abitazione principale né che tu ci risieda. Basta mantenere la proprietà e la destinazione d’uso originaria dell’immobile.

          Quali documenti servono per usufruire delle detrazioni ereditate?

          Servono la dichiarazione di successione, la documentazione originale dei lavori (fatture e bonifici), la visura catastale aggiornata e il prospetto delle rate già utilizzate dal defunto.


          Ereditare un immobile con detrazioni fiscali in corso non comporta la perdita dei benefici: le rate residue si trasferiscono agli eredi in proporzione alle quote ereditarie. È però fondamentale mantenere la proprietà dell’immobile e rispettare i requisiti normativi. Per gestire correttamente le detrazioni ereditate nella dichiarazione dei redditi, è consigliabile rivolgersi a un CAF esperto in successioni e fiscalità immobiliare.

          ARTICOLI CORRELATI

          Accettazione e rinuncia all'ereditàAccettazione e rinuncia all’eredità
          CAF, SUCCESSIONI

          Certificato di Eredita 2026: Guida Completa per Ottenerlo Senza Errori

          Gennaio 28, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Accettazione-e-rinuncia-alleredita-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-28 08:30:002026-01-03 06:14:20Certificato di Eredita 2026: Guida Completa per Ottenerlo Senza Errori
          detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia
          CAF, SUCCESSIONI

          Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?

          Indice dei contenutiRegola Generale: Le Detrazioni Si Trasferiscono agli Eredi Quote Ereditarie: Come Si Ripartiscono le Detrazioni Requisiti per Mantenere il Diritto alle Detrazioni Procedura Pratica: Come Gli Eredi Usufruiscono delle…
          Gennaio 27, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:26:472026-01-27 07:27:12Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?
          dichiarazione di successione CAF
          CAF, SUCCESSIONI

          Donazione Senza Testimoni: Validita, Nullita e Soluzioni 2026

          La donazione senza testimoni è uno degli errori più comuni che le famiglie commettono quando trasferiscono beni ai propri cari. Molti pensano che basti un accordo informale o una semplice scrittura privata per donare un immobile, del denaro…
          Gennaio 18, 2026
          /
          0 Commenti
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-18 10:47:592026-02-23 23:30:33Donazione Senza Testimoni: Validita, Nullita e Soluzioni 2026
          Gennaio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-27 07:26:472026-05-31 16:25:39Eredito Casa con Bonus: Perdo la Detrazione Fiscale?
          Modello 770 e Certificazione Unica

          Codice Fiscale Condominio: Come Richiederlo e Quando Serve (Guida 2026)

          Modello 770 e certificazione unica

          Il codice fiscale del condominio è un elemento fondamentale per tutti gli adempimenti fiscali che l’amministratore di condominio deve gestire ogni anno. Senza questo codice identificativo, non è possibile presentare il Modello 770, rilasciare le Certificazioni Uniche (CU) ai dipendenti e collaboratori del condominio, né versare le ritenute d’acconto tramite modello F24. Dal momento in cui il condominio effettua pagamenti soggetti a ritenuta fiscale del 4% (come compensi a portieri, giardinieri o manutentori), diventa obbligatorio richiedere il codice fiscale all’Agenzia delle Entrate. La procedura è gratuita e relativamente semplice, ma richiede la compilazione del Modello AA5/6 e la presentazione di documenti specifici. In questa guida completa vedremo quando è obbligatorio avere il codice fiscale del condominio, chi deve richiederlo, come compilare il Modello AA5/6 passo dopo passo, quali documenti servono e come utilizzare il codice per gli adempimenti fiscali annuali come 770, CU e F24. Se sei un amministratore di condominio o un condomino delegato alle pratiche fiscali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per ottenere il codice fiscale condominio 2026 in modo corretto e tempestivo.

          📌 Leggi la guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Guida Completa per Amministratori

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Codice Fiscale del Condominio
          2. Quando è Obbligatorio Avere il Codice Fiscale Condominio
          3. Chi Deve Richiedere il Codice Fiscale del Condominio
          4. Come Richiedere il Codice Fiscale: Procedura Agenzia Entrate
          5. Documenti Necessari per la Richiesta
          6. Modello AA5/6: Come Compilarlo Correttamente
          7. Codice Fiscale e Adempimenti Fiscali (770, CU, F24)
          8. Domande Frequenti

          Cos’è il Codice Fiscale del Condominio

          Il codice fiscale del condominio è un codice alfanumerico di 11 cifre (formato numerico, diverso da quello delle persone fisiche) che identifica in modo univoco il condominio presso l’Agenzia delle Entrate e gli enti fiscali. Questo codice viene attribuito gratuitamente dall’amministrazione finanziaria su richiesta e serve per tracciare tutti i rapporti fiscali che il condominio intrattiene con lo Stato.A differenza del codice fiscale delle persone fisiche (16 caratteri alfanumerici), il codice fiscale del condominio è composto da soli numeri ed è strutturato in modo da identificare univocamente l’entità condominiale. Questo codice deve essere utilizzato in tutti i documenti fiscali e nelle comunicazioni ufficiali con l’Agenzia delle Entrate.Il codice fiscale condominio permette di:– Identificare il condominio come sostituto d’imposta quando effettua pagamenti soggetti a ritenuta – Versare le ritenute fiscali del 4% tramite modello F24 – Presentare il Modello 770 annuale all’Agenzia delle Entrate – Rilasciare le Certificazioni Uniche (CU) ai percettori di compensi – Gestire eventuali rimborsi fiscali o crediti d’imposta – Rispondere a comunicazioni e controlli dell’amministrazione finanziariaSenza il codice fiscale, il condominio non può adempiere correttamente ai propri obblighi tributari e l’amministratore rischia di incorrere in sanzioni amministrative. Per questo motivo, la richiesta del codice fiscale è uno dei primi adempimenti che un amministratore deve effettuare quando assume l’incarico in un condominio che non ne è ancora dotato.

          Quando è Obbligatorio Avere il Codice Fiscale Condominio

          L’obbligo di richiedere il codice fiscale del condominio scatta nel momento in cui il condominio diventa sostituto d’imposta, ovvero quando effettua pagamenti a soggetti per i quali deve operare una ritenuta fiscale. Non tutti i condomini hanno questa necessità: dipende dalla tipologia di rapporti di lavoro e dalle prestazioni che vengono svolte per la gestione dello stabile.Il codice fiscale condominio è obbligatorio quando il condominio:– Impiega un portiere o un custode come dipendente o con contratto di collaborazione – Paga compensi a giardinieri, manutentori o addetti alle pulizie con rapporto continuativo – Corrisponde compensi sportivi ad allenatori o istruttori (se presenti impianti sportivi condominiali) – Versa indennità o rimborsi soggetti a ritenuta fiscale – Effettua pagamenti a collaboratori occasionali che superano la franchigia annuale – Deve rilasciare Certificazioni Uniche (CU) per redditi da lavoro dipendente o assimilatiIn pratica, se il condominio si limita a pagare fatture a professionisti (idraulici, elettricisti, imprese di pulizia con partita IVA) senza operare ritenute, non è obbligato ad avere un codice fiscale. La ritenuta del 4% scatta solo per compensi a lavoratori autonomi occasionali o collaboratori continuativi senza partita IVA.È importante sottolineare che l’obbligo sorge dal primo pagamento soggetto a ritenuta, anche se si tratta di un importo modesto. L’amministratore deve quindi valutare attentamente la tipologia di contratti in essere e richiedere il codice fiscale prima di effettuare il primo versamento di compensi soggetti a ritenuta.

          Condomini Minimi Senza Amministratore

          Un caso particolare riguarda i condomini minimi (fino a 8 condòmini) che non hanno l’obbligo di nominare un amministratore. In queste situazioni, se il condominio deve comunque effettuare pagamenti soggetti a ritenuta (ad esempio, assume un portiere part-time), sarà necessario nominare un condomino delegato che si occupi della richiesta del codice fiscale e degli adempimenti fiscali.Il condomino delegato agisce in rappresentanza dell’assemblea e deve essere formalmente incaricato tramite verbale assembleare. Questo documento sarà necessario per presentare la richiesta di codice fiscale all’Agenzia delle Entrate. In alternativa, i condomini possono decidere di nominare comunque un amministratore professionale, anche se non obbligatorio, per semplificare la gestione fiscale.

          Chi Deve Richiedere il Codice Fiscale del Condominio

          La richiesta del codice fiscale del condominio deve essere effettuata dal soggetto che rappresenta legalmente l’entità condominiale presso l’Agenzia delle Entrate. Nella maggior parte dei casi, questo compito spetta all’amministratore di condominio, ma ci sono situazioni specifiche in cui può essere un condomino delegato o un rappresentante temporaneo.Vediamo i soggetti legittimati a richiedere il codice fiscale:1. Amministratore di condominio (caso più frequente)L’amministratore nominato dall’assemblea è il soggetto naturalmente deputato a richiedere il codice fiscale. Essendo il rappresentante legale del condominio per gli atti fiscali, ha il potere di presentare il Modello AA5/6 e ottenere l’attribuzione del codice. Deve allegare alla richiesta:– Copia del verbale di nomina dell’assemblea condominiale – Documento d’identità dell’amministratore – Eventuale delega se la richiesta viene presentata da un intermediario2. Condomino delegato (condomini senza amministratore)Nei condomini minimi (fino a 8 unità) non è obbligatorio nominare un amministratore. In questi casi, l’assemblea può delegare un condomino a richiedere il codice fiscale. Il delegato deve presentare:– Verbale assembleare che attesta la delega conferita – Documento d’identità del condomino delegato – Elenco dei condòmini con indicazione delle quote millesimali3. Amministratore provvisorio o giudiziarioSe il condominio è privo di amministratore (per dimissioni o scadenza mandato) e l’assemblea non riesce a nominarne uno nuovo, il Tribunale può nominare un amministratore giudiziario. Anche in questo caso, l’amministratore provvisorio può richiedere il codice fiscale allegando:– Decreto di nomina del Tribunale – Documento d’identità dell’amministratore giudiziarioIn ogni caso, il soggetto richiedente deve essere maggiorenne, con piena capacità di agire e deve avere un titolo legittimo (nomina assembleare o giudiziaria) che lo autorizza ad agire per conto del condominio. La richiesta può essere presentata personalmente presso l’Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF) con apposita delega.

          Come Richiedere il Codice Fiscale: Procedura Agenzia Entrate

          La procedura per richiedere il codice fiscale del condominio all’Agenzia delle Entrate è gratuita e può essere completata in pochi giorni lavorativi. L’amministratore di condominio o il delegato devono seguire questi passaggi per ottenere l’attribuzione del codice identificativo.STEP 1: Verifica documentazione necessariaPrima di recarti all’Agenzia delle Entrate, assicurati di avere tutti i documenti obbligatori (vedi sezione successiva). Senza la documentazione completa, la richiesta non potrà essere accolta e dovrai tornare in un secondo momento.STEP 2: Compila il Modello AA5/6Il Modello AA5/6 è il modulo ufficiale per la richiesta di attribuzione, variazione o cessazione del codice fiscale per enti, associazioni e altri soggetti diversi dalle persone fisiche. Il modulo è disponibile:– Sul sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione “Modelli e servizi”) – Presso gli sportelli degli uffici territoriali dell’Agenzia – Presso CAF e commercialisti che offrono assistenza fiscaleIl modello deve essere compilato in tutte le sezioni obbligatorie (vedi prossima sezione per i dettagli).STEP 3: Presenta la domandaLa richiesta di codice fiscale può essere presentata con tre modalità:– Di persona presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate (non è necessario andare nell’ufficio della zona di residenza del condominio) – Tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente del lavoro) con delega scritta – Per posta raccomandata con ricevuta di ritorno all’ufficio territoriale competente (sconsigliato per i tempi lunghi)La modalità più veloce è la presentazione diretta allo sportello, che consente di ricevere il codice fiscale in tempo reale se la documentazione è completa e corretta.STEP 4: Ricevi il codice fiscaleSe la richiesta è regolare e completa:– Presentazione allo sportello: ricevi il codice fiscale immediatamente (rilascio contestuale) – Tramite intermediario: il professionista ti comunica il codice entro 1-3 giorni lavorativi – Per posta: tempi di 10-15 giorni lavorativi (non consigliato)L’Agenzia delle Entrate rilascia un certificato di attribuzione che attesta il codice fiscale assegnato al condominio. Questo documento deve essere conservato dall’amministratore insieme agli atti condominiali.STEP 5: Comunica il codice fiscaleDopo aver ottenuto il codice fiscale, l’amministratore deve:– Comunicarlo ai condòmini tramite assemblea o circolare – Indicarlo nelle ritenute d’acconto (modello F24) – Utilizzarlo nel Modello 770 e nelle Certificazioni Uniche – Riportarlo nelle comunicazioni con l’Agenzia delle EntrateIl codice fiscale del condominio non ha scadenza e rimane valido fino all’eventuale scioglimento del condominio (ad esempio, per demolizione dell’edificio).

          Documenti Necessari per la Richiesta

          Per richiedere il codice fiscale del condominio all’Agenzia delle Entrate, è necessario presentare una serie di documenti che attestano l’esistenza del condominio, la legittimazione del richiedente e i dati identificativi dell’entità condominiale. Ecco l’elenco completo dei documenti obbligatori e facoltativi da portare con sé.DOCUMENTI OBBLIGATORI1. Modello AA5/6 compilatoÈ il modulo ufficiale di richiesta, che deve essere compilato in ogni sua parte (vedi sezione successiva). Deve essere firmato dal richiedente (amministratore o delegato).2. Documento d’identità del richiedente– Carta d’identità o patente di guida in corso di validità – Il documento deve essere dell’amministratore o del condomino delegato che presenta la richiesta3. Codice fiscale del richiedente– Tessera sanitaria o altro documento che attesti il codice fiscale personale di chi presenta la domanda4. Verbale di nomina amministratore (se presente)Se la richiesta è presentata dall’amministratore di condominio, è necessaria una copia del verbale assembleare che attesta la nomina. Il verbale deve contenere:– Data dell’assemblea – Elenco dei presenti e delle quote millesimali – Delibera di nomina dell’amministratore – Firma del presidente dell’assembleaNon è necessario che il verbale sia autenticato da un notaio: è sufficiente la copia conforme firmata dall’amministratore stesso.5. Delega assembleare (per condomini senza amministratore)Se il condominio non ha un amministratore (condomini minimi), serve un verbale assembleare che:– Delega un condomino specifico alla richiesta del codice fiscale – Elenca i condòmini e le rispettive quote – Riporta la decisione dell’assemblea di dotarsi di codice fiscaleDOCUMENTI FACOLTATIVI (ma consigliati)6. Elenco condòmini con quote millesimaliAnche se non sempre richiesto, è utile portare un prospetto dei condòmini con:– Nome, cognome e codice fiscale di ogni condomino – Quote millesimali di proprietàQuesto documento può velocizzare la pratica e chiarire eventuali dubbi dell’ufficio.7. Visura catastale dell’edificioNon è obbligatoria, ma può essere richiesta per verificare l’esistenza del condominio e il numero di unità immobiliari. La visura si ottiene gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (sezione Consultazioni).8. Regolamento condominialeSe presente, una copia del regolamento condominiale può attestare l’esistenza e l’organizzazione del condominio.DOCUMENTI PER INTERMEDIARI (commercialisti, CAF)Se la richiesta viene presentata da un intermediario abilitato per conto dell’amministratore, serve:– Delega scritta firmata dall’amministratore – Copia del documento d’identità dell’amministratore delegante – Eventuale procura notarile se l’intermediario non ha già un mandato per gli adempimenti fiscali del condominioDOVE REPERIRE I DOCUMENTI– Modello AA5/6: [sito Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it) > Modelli e servizi > Attribuzione codice fiscale – Verbali assembleari: archivio dell’amministratore uscente o segreteria condominiale – Visura catastale: [sito Agenzia delle Entrate](https://www.agenziaentrate.gov.it) > Consultazioni > Visure e certificatiPresentando la documentazione completa, la pratica di attribuzione del codice fiscale viene evasa immediatamente allo sportello. In caso di documentazione incompleta, l’ufficio può richiedere un’integrazione con tempi di attesa più lunghi.

          Modello AA5/6: Come Compilarlo Correttamente

          Il Modello AA5/6 è il modulo ufficiale per richiedere l’attribuzione del codice fiscale per soggetti diversi dalle persone fisiche, quindi anche per i condomìni. La compilazione corretta è fondamentale per evitare ritardi o rigetti della domanda. Vediamo sezione per sezione come compilare il modulo.SEZIONE 1: TIPO DI RICHIESTABarrare la casella “Attribuzione” del codice fiscale. Le altre opzioni (“Variazione” e “Cessazione”) si usano rispettivamente per modificare dati già registrati o comunicare lo scioglimento del condominio.SEZIONE 2: DATI DEL SOGGETTO– Denominazione: Scrivere “Condominio” seguito dall’indirizzo completo dell’edificio (es. “Condominio Via Roma 10 – Udine”) – Natura giuridica: Selezionare il codice “08 – Altri soggetti” (i condomìni rientrano in questa categoria) – Sede legale: Indicare l’indirizzo completo del condominio (via, numero civico, CAP, comune, provincia) – Comune: Nome del comune dove si trova il condominio – Provincia: Sigla della provincia (es. UD per Udine) – CAP: Codice di avviamento postaleSEZIONE 3: RAPPRESENTANTE LEGALEInserire i dati dell’amministratore di condominio o del condomino delegato:– Cognome e nome – Codice fiscale del rappresentante – Data e luogo di nascita – Residenza (indirizzo completo)Questi dati servono per identificare chi agisce in nome e per conto del condominio.SEZIONE 4: ESTREMI ATTO DI COSTITUZIONEPer i condomìni:– Data: Indicare la data del verbale assembleare che ha deliberato la richiesta del codice fiscale (o la data di nomina dell’amministratore) – Notaio/Pubblico Ufficiale: Lasciare vuoto (i verbali condominiali non richiedono atti notarili) – Repertorio: Lasciare vuotoSe il condominio esiste da molti anni e non si dispone di una data precisa, si può indicare una data presunta o la data della prima assemblea disponibile negli archivi.SEZIONE 5: ATTIVITÀ SVOLTA– Attività principale: Scrivere “Gestione condominio” o “Amministrazione immobiliare condominiale” – Non è necessario indicare un codice ATECO per i condomìniSEZIONE 6: FIRMA E DATA– Luogo e data: Indicare il luogo e la data di compilazione del modulo – Firma del richiedente: L’amministratore o il condomino delegato deve firmare il moduloSe la richiesta viene presentata da un intermediario abilitato (commercialista, CAF), deve essere allegata una delega firmata dall’amministratore.ALLEGATI AL MODELLOInsieme al Modello AA5/6 compilato, allegare:– Copia del documento d’identità del richiedente – Verbale di nomina dell’amministratore (o delega assembleare) – Eventuale elenco condòmini con quote millesimali (se richiesto dall’ufficio)ERRORI COMUNI DA EVITARE– Non indicare “Condominio” nella denominazione: senza questa dicitura, l’ufficio potrebbe non identificare correttamente il soggetto – Natura giuridica errata: selezionare un codice diverso da “08 – Altri soggetti” può causare problemi – Mancanza della firma: il modulo non firmato non è valido – Indirizzo incompleto: l’indirizzo deve includere via, numero civico, CAP, comune e provinciaDOVE SCARICARE IL MODELLOIl Modello AA5/6 è disponibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate:1. Vai su [agenziaentrate.gov.it](https://www.agenziaentrate.gov.it) 2. Sezione “Strumenti” > “Moduli e servizi” 3. Cerca “Modello AA5/6” 4. Scarica il PDF compilabileIn alternativa, puoi ritirare il modulo cartaceo presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.PRESENTAZIONE DEL MODELLODopo la compilazione:– Stampa il modulo in duplice copia (una per l’ufficio, una con timbro di ricevuta per te) – Presenta la richiesta allo sportello dell’Agenzia delle Entrate più vicino – Consegna il modulo insieme a tutti i documenti obbligatoriL’ufficio verifica la documentazione e, se tutto è in ordine, rilascia immediatamente il codice fiscale con un certificato di attribuzione. Conserva questo documento negli archivi condominiali: sarà necessario per tutti gli adempimenti fiscali futuri.

          Codice Fiscale e Adempimenti Fiscali (770, CU, F24)

          Una volta ottenuto il codice fiscale del condominio, l’amministratore deve utilizzarlo per tutti gli adempimenti fiscali obbligatori previsti dalla normativa. Il codice identificativo consente al condominio di operare come sostituto d’imposta e di assolvere correttamente agli obblighi tributari. Vediamo in dettaglio come si utilizza il codice fiscale nei principali adempimenti.MODELLO 770 ANNUALEIl Modello 770 è la dichiarazione dei sostituti d’imposta che l’amministratore deve presentare all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre di ogni anno. Questo modello riepiloga tutte le ritenute operate dal condominio nell’anno fiscale precedente sui compensi corrisposti a:– Dipendenti (portieri, custodi) – Collaboratori coordinati e continuativi – Lavoratori autonomi occasionali – Professionisti (se soggetti a ritenuta d’acconto)Il codice fiscale del condominio deve essere indicato:– Nel frontespizio del Modello 770 (campo “Codice fiscale del sostituto d’imposta”) – In tutte le sezioni di dettaglio (ST, SV, SX) che riportano i dati dei percettori – Nei versamenti F24 riepilogati nel modelloSenza il codice fiscale, non è possibile trasmettere telematicamente il Modello 770, con conseguenti sanzioni amministrative per omessa dichiarazione.CERTIFICAZIONE UNICA (CU)La Certificazione Unica (CU) è il documento che l’amministratore deve rilasciare entro il 17 marzo di ogni anno a tutti i percettori di compensi soggetti a ritenuta. La CU attesta:– L’importo lordo dei compensi corrisposti nell’anno precedente – Le ritenute fiscali del 4% operate dal condominio – Le addizionali regionali e comunali (se dovute) – I dati del sostituto d’imposta (condominio) e del percettoreIl codice fiscale del condominio deve comparire:– Nella sezione “Dati del sostituto d’imposta” della CU – Insieme alla denominazione del condominio e all’indirizzoIl percettore (ad esempio, il portiere) utilizzerà la CU per la propria dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi). Se il codice fiscale del condominio non è corretto o mancante, la CU non è valida e il percettore rischia problemi con il fisco.MODELLO F24 (versamenti ritenute)Il Modello F24 è il modulo utilizzato per versare le ritenute d’acconto all’Erario. L’amministratore deve effettuare i versamenti con scadenza mensile (entro il giorno 16 del mese successivo al pagamento del compenso) oppure trimestrale (se l’importo delle ritenute è inferiore a 500 euro trimestrali).Nel Modello F24, il codice fiscale del condominio deve essere riportato:– Nel campo “Codice fiscale del contribuente” (sezione in alto) – Insieme alla denominazione del condominioGli elementi essenziali del versamento F24 per condomini:– Codice tributo: 1040 (ritenute su redditi da lavoro dipendente) o 1038 (ritenute su redditi assimilati) – Anno di riferimento: anno in cui sono stati effettuati i pagamenti – Mese di riferimento: mese in cui sono stati corrisposti i compensi – Importo a debito: somma delle ritenute operate nel periodoSe il codice fiscale non è presente o errato, il versamento non viene attribuito correttamente al condominio, causando problemi di ricostruzione dei versamenti in fase di controllo.COMUNICAZIONI CON L’AGENZIA DELLE ENTRATEOgni comunicazione ufficiale tra il condominio e l’Agenzia delle Entrate deve riportare il codice fiscale:– Istanze di rimborso per eccedenze di versamento – Risposte a controlli automatizzati (es. comunicazioni di irregolarità) – Richieste di rateizzazione di debiti fiscali – Comunicazioni di variazione dati (cambio amministratore, indirizzo)Il codice fiscale permette all’amministrazione finanziaria di identificare univocamente il condominio e di associare correttamente tutte le pratiche fiscali.SANZIONI PER OMESSO UTILIZZOSe l’amministratore non richiede il codice fiscale quando obbligatorio, oppure lo utilizza in modo errato, può incorrere in:– Sanzioni per omessa presentazione del 770: da 258 euro a 2.065 euro (art. 11, D.Lgs. 471/1997) – Sanzioni per mancato rilascio CU: da 258 euro a 2.065 euro – Sanzioni per omesso versamento ritenute: 30% dell’importo non versatoPer evitare queste conseguenze, è fondamentale richiedere il codice fiscale del condominio appena si configura l’obbligo (primo pagamento soggetto a ritenuta) e utilizzarlo correttamente in tutti gli adempimenti fiscali.Se hai dubbi sulla gestione degli adempimenti fiscali del condominio o sulla richiesta del codice fiscale, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza specializzata agli amministratori di condominio. Contattaci per una consulenza personalizzata: 0432 1638640 oppure via WhatsApp al 366 6018121.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti

          Quanto costa richiedere il codice fiscale del condominio?

          La richiesta di codice fiscale del condominio è completamente gratuita. Non sono previsti costi né per la presentazione del Modello AA5/6 né per il rilascio del codice da parte dell’Agenzia delle Entrate. Se ti rivolgi a un commercialista o CAF per l’assistenza nella compilazione e presentazione, potrebbe essere previsto un compenso professionale (variabile da 30 a 100 euro circa), ma il servizio dell’Agenzia delle Entrate è gratuito.

          Il codice fiscale del condominio ha una scadenza?

          No, il codice fiscale del condominio non ha scadenza e rimane valido per tutta la durata di vita del condominio. L’unico caso in cui il codice cessa di essere valido è lo scioglimento del condominio (ad esempio, per demolizione totale dell’edificio o trasformazione in proprietà unica). In questo caso, l’amministratore deve comunicare la cessazione all’Agenzia delle Entrate tramite il Modello AA5/6 barrando la casella “Cessazione”.

          Cosa succede se cambio amministratore? Devo richiedere un nuovo codice fiscale?

          No, il codice fiscale del condominio rimane lo stesso anche in caso di cambio di amministratore. Il codice è legato all’entità condominiale (l’edificio), non alla persona dell’amministratore. Quando subentra un nuovo amministratore, deve semplicemente recuperare il codice fiscale esistente (negli archivi condominiali o tramite visura presso l’Agenzia delle Entrate) e utilizzarlo per gli adempimenti fiscali. Non è necessario comunicare il cambio di amministratore all’Agenzia delle Entrate.

          Posso richiedere il codice fiscale del condominio online?

          Attualmente, la richiesta di codice fiscale per condomini non può essere completata interamente online. È necessario presentare il Modello AA5/6 cartaceo (o tramite intermediario abilitato) presso un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Puoi scaricare il modulo dal sito dell’Agenzia delle Entrate, compilarlo a casa e poi presentarlo di persona allo sportello. In alternativa, puoi affidare la pratica a un commercialista o CAF che si occuperà della presentazione per tuo conto.

          Tutti i condomini devono avere il codice fiscale?

          No, il codice fiscale del condominio è obbligatorio solo se il condominio diventa sostituto d’imposta, cioè quando effettua pagamenti soggetti a ritenuta fiscale del 4% (ad esempio, compensi a portieri, giardinieri, collaboratori). Se il condominio si limita a pagare fatture a professionisti con partita IVA (idraulici, elettricisti, imprese) senza operare ritenute, non è obbligato ad avere un codice fiscale. L’obbligo scatta dal momento del primo pagamento soggetto a ritenuta.

          Come posso recuperare il codice fiscale del condominio se l’amministratore precedente non me lo ha passato?

          Se il precedente amministratore non ti ha consegnato il codice fiscale del condominio, puoi recuperarlo in due modi: 1) Richiedere una visura del codice fiscale presso l’Agenzia delle Entrate presentando il tuo documento d’identità e il verbale di nomina come amministratore. 2) Contattare l’Agenzia delle Entrate (ufficio territoriale competente) e fornire i dati del condominio (indirizzo completo). L’ufficio verificherà se esiste già un codice fiscale associato al condominio e te lo comunicherà. Se il condominio non ha mai avuto un codice fiscale, dovrai richiederlo ex novo.

          Conclusione

          Il codice fiscale del condominio è uno strumento fondamentale per assolvere correttamente agli adempimenti fiscali obbligatori come Modello 770, Certificazioni Uniche e versamenti F24. La procedura per richiederlo all’Agenzia delle Entrate è gratuita e relativamente semplice, ma richiede la compilazione accurata del Modello AA5/6 e la presentazione della documentazione corretta. Se sei amministratore di condominio o condomino delegato e devi richiedere il codice fiscale, oppure hai dubbi sulla gestione fiscale del tuo condominio, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121: ti guideremo in tutti i passaggi, dalla compilazione del modulo alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza e la tempestività degli adempimenti. Serviamo amministratori e condomini sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

          Contatta CAF Centro Fiscale Udine su WhatsApp

          Articoli Correlati

          • Guide Turistiche: Regime IVA e Fatturazione 2026
          • Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
          • Guide Turistiche e Regime IVA: Quando Applicare l’Esenzione
          • Bonus Tende da Sole 2026: Detrazione al 50% con ENEA Anche Senza Ristrutturazione
          • Bonus Tende da Sole 2026: Detrazione 50% con Enea (Anche Senza Ristrutturazione)

          Le Recensioni dei Nostri Clienti

          Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-26 10:00:002026-05-31 13:03:51Codice Fiscale Condominio: Come Richiederlo e Quando Serve (Guida 2026)
          PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Psicologi

          Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico

          regime forfettario partita iva

          Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico

          Sei uno psicologo libero professionista e hai dubbi su come emettere correttamente le fatture? Non sai se devi usare la fatturazione elettronica o cartacea? Vuoi capire come addebitare il contributo ENPAP e la marca da bollo?

          La fatturazione per gli psicologi presenta alcune particolarita rispetto ad altre professioni, soprattutto per quanto riguarda la privacy dei pazienti e gli obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria. In questa guida completa scoprirai tutto sulla fatturazione per psicologi nel 2026: regole, diciture obbligatorie, esempi pratici e scadenze.

          Il CAF Centro Fiscale assiste gli psicologi nella corretta gestione della fatturazione, dalla predisposizione dei documenti all’invio dei dati al Sistema TS, garantendo il rispetto di tutti gli obblighi fiscali.

          Indice dei contenuti

          1. Fattura Elettronica o Cartacea nel 2026?
          2. Elementi Obbligatori della Fattura
          3. Diciture Obbligatorie Regime Forfettario
          4. Come Addebitare il Contributo ENPAP 2%
          5. Marca da Bollo: Quando e Come Applicarla
          6. Sistema Tessera Sanitaria: Invio Dati
          7. Esempio Pratico di Fattura Psicologo
          8. Psicoterapia vs Consulenza: Differenze
          9. Domande Frequenti

          Fattura Elettronica o Cartacea nel 2026?

          Una delle domande piu frequenti riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica per gli psicologi. La situazione e particolare per le prestazioni sanitarie.

          Divieto di Fattura Elettronica per Prestazioni Sanitarie

          Per le prestazioni sanitarie erogate a persone fisiche (pazienti privati), vige un divieto di fatturazione elettronica, prorogato dal Decreto Milleproroghe:

          FATTURAZIONE ELETTRONICA PSICOLOGI
          Prestazioni sanitarie a privatiDIVIETO – Fattura cartacea obbligatoria
          Prestazioni sanitarie a aziende/entiOBBLIGO – Fattura elettronica obbligatoria
          Consulenze non sanitarieOBBLIGO – Fattura elettronica obbligatoria

          Perche il Divieto?

          Il divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie a privati e stato introdotto per tutelare la privacy dei pazienti. I dati delle fatture elettroniche transitano nel Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate, e la natura sensibile delle prestazioni psicologiche richiede maggiore riservatezza.

          Cosa Fare nel 2026

          • Psicoterapia, sostegno, colloqui clinici a privati: Fattura cartacea
          • Consulenze aziendali, selezione personale, perizie: Fattura elettronica
          • Prestazioni a cooperative, RSA, enti: Fattura elettronica

          Nota: Il divieto potrebbe essere rimosso in futuro. Monitorare gli aggiornamenti normativi e le comunicazioni dell’Ordine degli Psicologi.

          Elementi Obbligatori della Fattura Psicologo

          Ogni fattura emessa da uno psicologo deve contenere alcuni elementi obbligatori per essere fiscalmente valida.

          Dati Obbligatori del Prestatore (Psicologo)

          • Nome e cognome (o ragione sociale)
          • Indirizzo di residenza o sede legale
          • Partita IVA
          • Codice fiscale
          • Numero iscrizione all’Albo degli Psicologi
          • Numero iscrizione ENPAP (consigliato)

          Dati Obbligatori del Cliente (Paziente)

          • Nome e cognome
          • Indirizzo di residenza
          • Codice fiscale (obbligatorio per invio Sistema TS)

          Dati della Prestazione

          • Numero progressivo della fattura
          • Data di emissione
          • Descrizione della prestazione (es. “Psicoterapia”, “Colloquio clinico”, “Sostegno psicologico”)
          • Data della prestazione (se diversa dalla data fattura)
          • Importo del compenso

          Altri Elementi

          • Contributo integrativo ENPAP 2%
          • Marca da bollo (se importo > 77,47 euro)
          • Diciture fiscali obbligatorie (regime forfettario)
          • Modalita di pagamento
          • Totale da pagare

          Riepilogo Struttura Fattura

          SezioneContenuto
          IntestazioneNumero fattura, data, dati psicologo
          DestinatarioDati paziente (nome, indirizzo, CF)
          CorpoDescrizione prestazione, importo
          CalcoliCompenso + ENPAP 2% + bollo = Totale
          DicitureRegime forfettario, esenzione IVA/ritenuta
          PagamentoModalita e scadenza

          Diciture Obbligatorie Regime Forfettario

          Se sei in regime forfettario, devi inserire in fattura specifiche diciture che giustificano la non applicazione di IVA e ritenuta d’acconto.

          Dicitura per Non Applicazione IVA

          “Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario”

          Dicitura per Esonero Ritenuta d’Acconto

          “Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, L. n. 190/2014 e successive modificazioni”

          Dicitura per Marca da Bollo

          Se l’importo della fattura supera 77,47 euro, aggiungi:

          “Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”

          Esempio Completo di Diciture

          In fondo alla fattura inserisci tutte le diciture necessarie:

          NOTE FISCALI:

          Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario.

          Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, L. n. 190/2014.

          Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale.

          Codice Regime Fiscale (per e-fattura)

          Se emetti fattura elettronica (es. verso aziende), usa il codice:

          • RF19 = Regime forfettario

          Come Addebitare il Contributo ENPAP 2%

          Il contributo integrativo ENPAP del 2% e un importo che lo psicologo deve addebitare in fattura al cliente. Non e un costo per lo psicologo, ma una rivalsa sul paziente.

          Cos’e il Contributo Integrativo

          CONTRIBUTO INTEGRATIVO ENPAP
          Aliquota2% del corrispettivo lordo
          Chi lo pagaIl cliente/paziente
          Chi lo versa all’ENPAPLo psicologo (dopo averlo incassato)
          Minimo annuo66 euro (anche se fatturi poco)

          Come Calcolarlo

          Contributo ENPAP = Compenso x 2%

          Esempio:

          • Compenso seduta: 80 euro
          • Contributo ENPAP: 80 x 2% = 1,60 euro

          Come Indicarlo in Fattura

          Il contributo va indicato come voce separata:

          Compenso per prestazione sanitaria80,00 euro
          Contributo integrativo ENPAP (2%)1,60 euro
          Marca da bollo2,00 euro
          TOTALE83,60 euro

          Il Contributo e Obbligatorio?

          Si, l’addebito del contributo integrativo al cliente e obbligatorio per legge (art. 11 Regolamento ENPAP). Non puoi decidere di non addebitarlo al paziente.

          Cosa Succede se Non lo Addebiti

          Se non addebiti il 2% al cliente:

          • Devi versarlo comunque all’ENPAP (di tasca tua)
          • Il minimo annuo (66 euro) e sempre dovuto
          • Violi il regolamento ENPAP

          Marca da Bollo: Quando e Come Applicarla

          La marca da bollo da 2 euro e obbligatoria sulle fatture che superano un certo importo.

          Quando Applicare la Marca da Bollo

          MARCA DA BOLLO 2 EURO
          Soglia di applicazioneImporti superiori a 77,47 euro
          Chi la pagaIl cliente (ma lo psicologo la anticipa)
          Dove applicarlaSull’originale della fattura cartacea
          NormativaD.P.R. n. 642/1972

          Come Funziona in Pratica

          1. Acquista le marche da bollo in tabaccheria
          2. Applica la marca sull’originale della fattura
          3. Addebita i 2 euro al cliente nella fattura
          4. Conserva la fattura per 5 anni

          Esempi Pratici

          Totale FatturaMarca da Bollo
          60,00 euro (compenso 58,82 + ENPAP 1,18)NO – Sotto soglia
          77,47 euroNO – Esattamente sulla soglia
          77,48 euroSI – Sopra soglia
          102,00 euro (compenso 100 + ENPAP 2)SI – Sopra soglia

          Attenzione: Il Bollo Incide sul Reddito

          Se addebiti la marca da bollo al cliente in regime forfettario, i 2 euro costituiscono compenso aggiuntivo e:

          • Concorrono al reddito forfettario (tassati al 5% o 15%)
          • Sono soggetti al 2% ENPAP integrativo

          In pratica: su 2 euro di bollo paghi circa 0,10-0,30 euro di tasse e 0,04 euro di ENPAP.

          Versamento Bolli Accumulati

          Se accumuli bolli superiori a 5.000 euro annui, devi versarli con modello F24 trimestralmente:

          • 31 maggio
          • 30 settembre
          • 30 novembre
          • 28 febbraio (anno successivo)

          Sistema Tessera Sanitaria: Invio Dati

          Gli psicologi che erogano prestazioni sanitarie a privati devono trasmettere i dati delle fatture al Sistema Tessera Sanitaria (STS) per la precompilazione del 730.

          Chi Deve Inviare i Dati

          • Tutti gli psicologi che emettono fatture per prestazioni cliniche a privati
          • Solo prestazioni sanitarie: psicoterapia, sostegno, colloqui clinici, valutazioni
          • Escludere: consulenze aziendali, selezione personale, perizie (non sanitarie)

          Scadenza Invio Dati 2026

          AdempimentoScadenzaNote
          Invio dati fatture 20252 febbraio 2026Il 31/1 cade di sabato
          Correzione errori (senza sanzione)Entro 9 febbraio 20265 giorni dalla scadenza
          Consultazione pazienti10 feb – 8 mar 2026Possono opporsi

          Come Inviare i Dati

          1. Accreditati sul portale www.sistemats.it
          2. Accedi con SPID, CIE o credenziali
          3. Inserisci i dati delle fatture (codice fiscale paziente, importo, data)
          4. Invia entro la scadenza
          5. Verifica la corretta trasmissione

          Opposizione del Paziente

          Il paziente puo opporsi all’invio dei suoi dati al Sistema TS per ragioni di privacy. In questo caso:

          • Comunichi i dati al STS senza il codice fiscale del paziente
          • La spesa non apparira nel 730 precompilato del paziente
          • Conserva una dichiarazione di opposizione firmata dal paziente

          Sanzioni per Mancato Invio

          100 euro per ogni documento non comunicato o comunicato in modo errato (riducibile se corretto entro 120 giorni).

          Dati da Trasmettere

          • Codice fiscale del paziente (o senza, se opposizione)
          • Data della prestazione
          • Tipologia di spesa (SP = Spesa sanitaria)
          • Importo della prestazione
          • Modalita di pagamento (tracciabile/contanti)

          Esempio Pratico di Fattura Psicologo

          Ecco un esempio completo di fattura per uno psicologo in regime forfettario.

          FATTURA

          Numero: 001/2026
          Data emissione: 15 gennaio 2026


          PRESTATORE:
          Dott. Mario Rossi
          Via della Terapia, 10 – 33100 Udine
          Codice Fiscale: RSSMRA80A01L483K
          Partita IVA: 01234567890
          Iscritto Albo Psicologi FVG n. 1234
          Iscritto ENPAP n. 12345


          CLIENTE:
          Sig.ra Giulia Bianchi
          Via Roma, 5 – 33100 Udine
          Codice Fiscale: BNNGLA85B42L483D


          PRESTAZIONE:

          Psicoterapia – Colloquio clinico del 10/01/2026100,00 euro
          Contributo integrativo ENPAP (2%)2,00 euro
          Subtotale: 102,00 euro
          Marca da bollo2,00 euro
          TOTALE DA PAGARE104,00 euro

          MODALITA DI PAGAMENTO: Bonifico bancario / Contanti


          NOTE FISCALI:
          Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime Forfettario.
          Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014.
          Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro.

          Variante: Fattura Sotto Soglia Bollo

          Se il compenso e di 60 euro:

          Psicoterapia – Colloquio clinico60,00 euro
          Contributo integrativo ENPAP (2%)1,20 euro
          TOTALE DA PAGARE61,20 euro

          Niente marca da bollo perche il totale (61,20 euro) e inferiore a 77,47 euro.

          Variante: Fattura per Piu Sedute

          Se fatturi 5 sedute insieme:

          Psicoterapia – 5 sedute (gen 2026)500,00 euro
          Contributo integrativo ENPAP (2%)10,00 euro
          Marca da bollo2,00 euro
          TOTALE DA PAGARE512,00 euro

          Psicoterapia vs Consulenza: Differenze Fiscali

          Non tutte le attivita dello psicologo sono prestazioni sanitarie. Le differenze hanno importanti conseguenze fiscali.

          Prestazioni Sanitarie (Psicoterapia)

          PRESTAZIONI SANITARIE
          EsempiPsicoterapia, sostegno psicologico, colloqui clinici, diagnosi, valutazioni psicodiagnostiche
          IVAEsente (art. 10 DPR 633/72)
          FatturazioneCartacea (divieto e-fattura a privati)
          Sistema TSObbligatorio invio dati
          Detraibilita pazienteSi (19% nel 730)

          Prestazioni Non Sanitarie (Consulenza)

          PRESTAZIONI NON SANITARIE
          EsempiSelezione personale, psicologia del lavoro, perizie CTU/CTP, consulenze aziendali, formazione
          IVA22% (regime ordinario) / Esente (forfettario)
          FatturazioneElettronica obbligatoria
          Sistema TSNon obbligatorio
          Detraibilita clienteNo (non e spesa sanitaria)

          Come Comportarsi

          Se svolgi entrambe le attivita:

          • Prestazioni sanitarie a privati: Fattura cartacea + invio Sistema TS
          • Consulenze a aziende/enti: Fattura elettronica + NO Sistema TS
          • Perizie per tribunali: Fattura elettronica (verso PA)

          Consiglio: Tieni separate le numerazioni o usa un registro per distinguere le tipologie di fatture.

          Domande Frequenti (FAQ)

          Lo psicologo deve fare fattura elettronica?

          Dipende. Per le prestazioni sanitarie a privati (psicoterapia, colloqui clinici) vige il divieto di e-fattura e si usa la fattura cartacea. Per consulenze aziendali, selezione personale o prestazioni a enti, la fattura elettronica e obbligatoria.

          Come addebito il contributo ENPAP 2% in fattura?

          Inserisci una riga separata: “Contributo integrativo ENPAP 2%” calcolato sul compenso. Esempio: compenso 100 euro + ENPAP 2 euro = 102 euro. Il contributo e a carico del paziente ed e obbligatorio addebitarlo.

          Quando devo applicare la marca da bollo da 2 euro?

          Quando il totale della fattura supera 77,47 euro. La marca va apposta sull’originale cartaceo e addebitata al cliente.

          Cosa succede se non invio i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

          Rischi una sanzione di 100 euro per ogni documento non comunicato. La scadenza per i dati 2025 e il 2 febbraio 2026.

          Il paziente puo opporsi all’invio dei dati al Sistema TS?

          Si. Il paziente puo esercitare l’opposizione per motivi di privacy. In questo caso trasmetti i dati senza il suo codice fiscale e la spesa non apparira nel suo 730 precompilato.

          Le spese psicologiche sono detraibili per il paziente?

          Si. Le spese per psicoterapia e prestazioni sanitarie sono detraibili al 19% nel 730. Devono essere pagate con metodo tracciabile (bancomat, bonifico, carta).

          Devo numerare le fatture progressivamente?

          Si. Le fatture devono avere una numerazione progressiva univoca per anno solare (es. 001/2026, 002/2026, ecc.).

          Conclusioni

          La fatturazione per psicologi richiede attenzione a diversi aspetti: tipologia di prestazione, regime fiscale, obblighi verso il Sistema TS e corretta applicazione di contributi e bolli.

          Punti chiave da ricordare:

          • Prestazioni sanitarie a privati: Fattura cartacea (divieto e-fattura)
          • Contributo ENPAP 2%: Sempre da addebitare al cliente
          • Marca da bollo: 2 euro se importo > 77,47 euro
          • Sistema TS: Invio dati entro il 2 febbraio (per fatture anno precedente)
          • Diciture forfettario: Obbligatorie per giustificare esenzione IVA e ritenuta

          Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa nella gestione della fatturazione per psicologi: predisposizione fatture, invio dati Sistema TS, gestione contributi ENPAP e adempimenti fiscali.

          Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza sulla tua situazione.

          Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per normative aggiornate consultare il sito dell’Ordine degli Psicologi e dell’ENPAP.

          Articoli correlati:

          • Partita IVA Psicologo 2026: Guida Completa
          • Contributi ENPAP 2026: Aliquote e Calcolo

          Vuoi aprire la Partita IVA senza pensieri?

          Il nostro team di esperti ti guida in ogni passaggio: dall’apertura della partita IVA alla gestione fiscale completa. Nessun errore, nessuna sorpresa.

          +2000
          Partite IVA aperte
          100%
          Assistenza garantita

          Compila il modulo per una consulenza gratuita:

            Il tuo nome (*)

            La tua email (*)

            Il tuo telefono (*)

            Richiesta (eventuale)

            Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

            Oppure chiamaci: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

            Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-26 09:00:002026-05-31 08:40:16Fatturazione Psicologo 2026: Guida Completa con Esempio Pratico
            NOTIZIE

            Bonus Bollette: Sale la Soglia ISEE, Ecco Come Ottenere lo Sconto

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Indice dei contenuti

            1. Nuova Soglia ISEE 2026: Da 9.530 a 9.796 Euro
            2. Come Ottenere lo Sconto Automatico in Bolletta
            3. Chi Può Beneficiare del Bonus Bollette 2026
            4. Importi del Bonus Sociale 2026
            5. Documenti Necessari per l’ISEE 2026

            Dal 2026 aumenta la soglia ISEE per il bonus bollette: passa da 9.530 a 9.796 euro, permettendo a migliaia di famiglie in più di ottenere lo sconto automatico su luce e gas. Questa novità della Legge di Bilancio 2026 amplia la platea dei beneficiari del bonus sociale elettrico e gas, con risparmi fino a 375 euro all’anno per nucleo familiare.

            Se il tuo ISEE 2026 è sotto la nuova soglia, puoi accedere al bonus bollette senza presentare domanda: basta avere un ISEE valido e lo sconto viene applicato direttamente dai fornitori di energia. Ecco tutte le novità e come ottenere il beneficio.

            Nuova Soglia ISEE 2026: Da 9.530 a 9.796 Euro

            La Legge di Bilancio 2026 porta una buona notizia per le famiglie italiane: la soglia ISEE per accedere al bonus bollette sale da 9.530 euro (limite 2025) a 9.796 euro. Questo aumento di 266 euro permette a circa 100.000 famiglie in più di beneficiare dello sconto automatico sulle bollette di luce e gas.

            Per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico, il limite ISEE resta invariato a 20.000 euro. Il bonus viene applicato automaticamente dai fornitori di energia senza bisogno di presentare domanda specifica.

            Chi beneficia della novità? Le famiglie con ISEE tra 9.531 e 9.796 euro che nel 2025 erano escluse, nuclei con redditi medio-bassi, pensionati con pensioni minime e lavoratori part-time o stagionali.

            Come Ottenere lo Sconto Automatico in Bolletta

            Per accedere al bonus bollette 2026 non serve fare domanda. È sufficiente presentare l’ISEE 2026 presso un CAF autorizzato o direttamente online sul sito INPS. Una volta elaborato l’ISEE, i dati vengono trasmessi automaticamente ai fornitori di energia che applicano lo sconto direttamente in bolletta.

            I passaggi sono semplici:

            • Presenta la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF Centro Fiscale di Udine
            • Attendi l’elaborazione ISEE da parte dell’INPS (10-15 giorni lavorativi)
            • Il fornitore applica il bonus nella prima bolletta utile
            • Lo sconto è retroattivo: se presenti l’ISEE a giugno, ricevi anche gli arretrati da gennaio

            Nella bolletta lo sconto appare come “Bonus Sociale” o “Compensazione SGAte”. Il bonus viene riconosciuto per 12 mesi consecutivi e si rinnova automaticamente se l’ISEE resta valido.

            Chi Può Beneficiare del Bonus Bollette 2026

            Possono accedere al bonus bollette 2026:

            • Famiglie con ISEE fino a 9.796 euro (bonus elettrico e gas)
            • Famiglie numerose con ISEE fino a 20.000 euro (4 o più figli a carico)
            • Percettori di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza (riconoscimento automatico)
            • Persone con disagio fisico (bonus elettrico senza limiti ISEE, con certificazione ASL)

            Il titolare del contratto di fornitura deve far parte del nucleo familiare indicato nell’ISEE. Il bonus viene applicato sia per l’energia elettrica che per il gas naturale, con importi diversi in base alla composizione del nucleo e all’uso dell’energia.

            Importi del Bonus Sociale 2026

            Gli importi del bonus bollette 2026 variano in base al numero di componenti del nucleo familiare e, per il gas, anche alla zona climatica e all’uso (cucina, acqua calda, riscaldamento).

            Bonus elettrico stimato:

            • Nucleo 1-2 persone: circa 150 euro/anno
            • Nucleo 3-4 persone: circa 175 euro/anno
            • Nucleo oltre 4 persone: circa 200 euro/anno

            Bonus gas stimato (zona climatica E – Udine, Milano, Torino):

            • Solo cucina: circa 35-50 euro/anno
            • Cucina + acqua calda: circa 90-110 euro/anno
            • Riscaldamento autonomo: circa 200-230 euro/anno

            Una famiglia di 4 persone con riscaldamento a gas può risparmiare fino a 375 euro all’anno sulle bollette: 175 euro dal bonus elettrico e 200 euro dal bonus gas.

            Gli importi vengono aggiornati trimestralmente dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) in base all’andamento del mercato energetico.

            Documenti Necessari per l’ISEE 2026

            Per richiedere l’ISEE 2026 e accedere al bonus bollette servono i seguenti documenti:

            Documenti anagrafici:

            • Stato di famiglia aggiornato
            • Codice fiscale di tutti i componenti
            • Documento d’identità del richiedente

            Documenti reddituali (anno 2024):

            • Certificazione Unica (CU) 2025 relativa ai redditi 2024
            • Modello 730 o Redditi se presentato
            • Documentazione redditi da partita IVA (autonomi, forfettari)

            Documenti patrimoniali (al 31/12/2024):

            • Saldo e giacenza media di tutti i conti correnti e libretti
            • Visure catastali degli immobili posseduti
            • Titoli, azioni, obbligazioni (valore al 31 dicembre 2024)
            • Contratti di mutuo con capitale residuo

            Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la documentazione e compila la DSU in modo corretto, evitando errori che potrebbero ritardare l’accesso ai bonus. Per la lista completa dei documenti necessari per l’ISEE, consulta la nostra guida dettagliata.

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Bonus Bollette

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Il bonus bollette è automatico?

            Sì, il bonus bollette 2026 è completamente automatico. Basta presentare l’ISEE 2026 al CAF o online. L’INPS trasmette i dati ai fornitori che applicano lo sconto direttamente in bolletta senza bisogno di domanda.

            Se presento l’ISEE in ritardo, perdo i mesi precedenti?

            No, il bonus è retroattivo. Se presenti l’ISEE a giugno 2026, riceverai lo sconto anche per i mesi di gennaio-maggio in un’unica soluzione nella prima bolletta utile. Conviene comunque presentarlo a inizio anno.

            Quanto vale il bonus bollette per una famiglia di 4 persone?

            Una famiglia di 4 persone con ISEE sotto 9.796 euro può risparmiare circa 375 euro all’anno: 175 euro dal bonus elettrico e 200 euro dal bonus gas (con riscaldamento autonomo in zona climatica E).

            Il bonus vale anche se cambio fornitore di energia?

            Sì, il bonus ti segue automaticamente anche se cambi fornitore. Il nuovo fornitore riceve i tuoi dati dal Sistema Informativo Integrato e continua ad applicare lo sconto senza che tu debba fare nulla.


            Dal 2026 ottenere il bonus bollette è più facile grazie all’aumento della soglia ISEE a 9.796 euro. Per accedere allo sconto automatico su luce e gas, presenta l’ISEE 2026 al CAF Centro Fiscale di Udine entro i primi mesi dell’anno per beneficiare subito del risparmio in bolletta.

            Per maggiori informazioni sul bonus bollette 2026, consulta la nostra guida completa con tutti i dettagli su requisiti, importi e attivazione.


            ARTICOLI CORRELATI

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            NOTIZIE

            ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

            Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
            Febbraio 21, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
            Dichiarazione dei redditi 730
            NOTIZIE

            Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

            Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
            Febbraio 20, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
            NOTIZIE

            Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

            Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
            Febbraio 19, 2026
            /
            0 Commenti
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
            Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-26 08:37:202026-05-31 18:24:58Bonus Bollette: Sale la Soglia ISEE, Ecco Come Ottenere lo Sconto
            NOTIZIE

            Bonus Mamme 2025: Scadenza Domande al 31 Gennaio – Ultimi Giorni per Richiederlo

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Indice dei contenuti

            1. Scadenza 31 Gennaio: Perché è Importante
            2. Chi Può Presentare Domanda Entro il 31 Gennaio
            3. Requisiti Essenziali per il Bonus Mamme
            4. Come Presentare la Domanda: Procedura Veloce
            5. Cosa Succede Dopo la Scadenza del 31 Gennaio

            Attenzione: mancano pochi giorni alla scadenza del Bonus Mamme 2025. Il 31 gennaio 2025 è l’ultimo giorno utile per le lavoratrici madri che vogliono presentare domanda di esonero contributivo per i periodi di lavoro svolti nel 2024.

            Se sei una lavoratrice dipendente con figli e hai lavorato nel corso del 2024, questa è la tua ultima opportunità per richiedere un beneficio economico fino a 3.000 euro annui. Il termine è perentorio: chi non presenta domanda entro il 31 gennaio perde il diritto all’esonero per l’anno 2024.

            In questo articolo ti spieghiamo chi può fare domanda, quali sono i requisiti minimi, come presentare la richiesta e cosa succede dopo la scadenza. Scopri tutti i dettagli nella nostra guida completa al Bonus Mamme 2026.

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Scadenza 31 Gennaio: Perché è Importante

            La scadenza del 31 gennaio 2025 riguarda specificatamente la domanda di esonero contributivo per il 2024. Questo significa che le lavoratrici che hanno maturato il diritto al bonus durante l’anno scorso devono necessariamente comunicarlo all’INPS entro questa data.

            Il Bonus Mamme 2025 (introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato per il 2025) consiste in un esonero parziale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, che si traduce in un aumento netto della busta paga fino a 250 euro mensili (circa 3.000 euro annui).

            Attenzione: chi non presenta la domanda entro il 31 gennaio 2025 per i periodi 2024 non potrà più recuperare il beneficio per quei mesi. L’esonero non è automatico: serve una comunicazione esplicita al datore di lavoro tramite portale INPS.

            Cosa Succede se Non Rispetti la Scadenza

            Se la domanda non viene presentata entro il 31 gennaio 2025:

            • Perdita definitiva del diritto all’esonero contributivo per i mesi di lavoro del 2024
            • Il datore di lavoro non potrà applicare retroattivamente l’esonero
            • Nessun rimborso o conguaglio per i contributi già versati nel 2024

            Per questo motivo è fondamentale agire subito se ritieni di avere i requisiti.

            Chi Può Presentare Domanda Entro il 31 Gennaio

            Possono presentare domanda di esonero contributivo entro il 31 gennaio 2025 le lavoratrici che soddisfano tutti i seguenti requisiti:

            1. Tipologia di Lavoro

            • Lavoratrici dipendenti del settore privato (a tempo indeterminato o determinato)
            • Escluse: lavoratrici autonome, partite IVA, collaboratrici, lavoratrici domestiche

            2. Numero di Figli

            Il bonus si applica a due categorie di madri:

            • Madri con almeno 2 figli (di cui almeno uno minore di 10 anni)
            • Madri con almeno 3 figli (di cui almeno uno minore di 18 anni)

            Esempio pratico:

            • Maria ha 2 figli (5 e 12 anni) → ha diritto al bonus (il figlio di 5 anni è sotto i 10)
            • Giulia ha 2 figli (11 e 14 anni) → NON ha diritto (nessun figlio sotto i 10 anni)
            • Laura ha 3 figli (15, 12 e 8 anni) → ha diritto al bonus (il figlio di 8 anni è minore)

            3. Periodo di Riferimento

            La domanda da presentare entro il 31 gennaio 2025 riguarda i mesi di lavoro del 2024 in cui la lavoratrice aveva già i requisiti (figli con età richiesta).

            Requisiti Essenziali per il Bonus Mamme

            Oltre ai requisiti anagrafici (numero e età dei figli), la lavoratrice deve rispettare alcune condizioni tecniche:

            Limite di Reddito

            L’esonero contributivo si applica fino a un limite massimo di retribuzione imponibile mensile pari a 2.692 euro (che corrispondono a circa 35.000 euro annui). Oltre questa soglia, l’esonero non si applica sulla parte eccedente.

            Aliquota di Esonero

            L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, esclusi i contributi pensionistici. In pratica, vengono azzerati i contributi IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) che normalmente la lavoratrice paga sulla busta paga.

            Compatibilità con Altri Bonus

            Il Bonus Mamme è cumulabile con:

            • Assegno Unico Universale per i figli a carico
            • Detrazioni fiscali per figli a carico
            • Altri bonus o agevolazioni per famiglie

            Non è cumulabile con altre forme di esonero contributivo totale sulla stessa posizione lavorativa.

            Come Presentare la Domanda: Procedura Veloce

            La domanda di esonero contributivo deve essere presentata esclusivamente online tramite il portale INPS. Ecco i passaggi da seguire:

            Passaggio 1: Accedi al Portale INPS

            Accedi al sito www.inps.it con una delle seguenti credenziali:

            • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
            • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
            • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

            Passaggio 2: Cerca il Servizio

            Nella barra di ricerca del portale INPS, digita: “Esonero contributivo lavoratrici madri” oppure accedi direttamente alla sezione “Sostegni, Sussidi e Indennità”.

            Passaggio 3: Compila la Domanda

            Dovrai indicare:

            • Dati anagrafici della lavoratrice
            • Codice fiscale dei figli e date di nascita
            • Dati del datore di lavoro (codice fiscale, denominazione)
            • Periodo per cui si richiede l’esonero (mesi del 2024)

            Passaggio 4: Invia e Comunica al Datore

            Dopo l’invio della domanda:

            • Riceverai una ricevuta di protocollo dall’INPS
            • Comunica immediatamente al tuo datore di lavoro di aver presentato domanda
            • Il datore di lavoro verificherà l’esito tramite il proprio cassetto previdenziale
            • Se accolta, l’esonero verrà applicato retroattivamente dal primo mese valido del 2024

            Difficoltà con la Procedura Online?

            Se hai difficoltà a compilare la domanda online o non hai le credenziali SPID, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assisteremo nella:

            • Verifica dei requisiti
            • Compilazione e invio della domanda
            • Comunicazione con il datore di lavoro

            Contattaci subito:

            • Telefono: 0432 1638640
            • WhatsApp: 366 6018121
            • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

            Cosa Succede Dopo la Scadenza del 31 Gennaio

            Dopo il 31 gennaio 2025, non sarà più possibile presentare domanda per l’esonero contributivo relativo ai periodi di lavoro del 2024. Tuttavia, è importante sapere che:

            Esonero per il 2025 e Anni Successivi

            Se hai i requisiti (figli con età richiesta), potrai comunque richiedere l’esonero per i mesi di lavoro del 2025. La domanda per il 2025 andrà presentata appena inizi a maturare il diritto (non c’è una scadenza annuale fissa, ma conviene fare domanda subito per massimizzare il beneficio).

            Controlli INPS e Decadenza

            L’INPS effettua controlli periodici sulla sussistenza dei requisiti. Se durante l’anno:

            • Il figlio compie 10 anni (per madri con 2 figli) → l’esonero cessa dal mese successivo
            • Il figlio compie 18 anni (per madri con 3 figli) → l’esonero cessa dal mese successivo
            • Cambia la situazione lavorativa (licenziamento, dimissioni) → l’esonero si interrompe

            È responsabilità della lavoratrice comunicare tempestivamente al datore di lavoro eventuali variazioni che comportano la perdita del diritto.

            Recupero Retroattivo Limitato

            Se presenti domanda dopo il 31 gennaio per i mesi del 2024, l’INPS respingerà la domanda. Non è previsto alcun recupero retroattivo oltre la scadenza.

            Per i mesi del 2025, invece, l’esonero può essere applicato retroattivamente dall’inizio dell’anno o dal mese in cui si acquisiscono i requisiti, purché la domanda venga presentata entro i termini (consigliato: entro il primo trimestre 2025).

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sulla Scadenza Bonus Mamme

            📬

            Resta aggiornato sulle novità fiscali

            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            Posso fare domanda se ho partorito il secondo figlio a dicembre 2024?

            Si, se il secondo figlio e nato entro il 31 dicembre 2024 e ha meno di 10 anni, puoi richiedere l’esonero per i mesi di lavoro successivi al parto (es. dicembre 2024 se hai lavorato dopo il parto). La domanda va presentata entro il 31 gennaio 2025 per i periodi 2024.

            Il Bonus Mamme vale anche per contratti part-time?

            Si, l’esonero contributivo si applica anche alle lavoratrici con contratto part-time. L’importo del beneficio sara proporzionale alle ore lavorate e alla retribuzione percepita.

            Se mio figlio compie 10 anni a febbraio 2025, perdo subito il bonus?

            Se hai 2 figli e uno compie 10 anni, l’esonero cessa dal mese successivo al compimento (nel tuo caso, da marzo 2025). Tuttavia, per i mesi di gennaio e febbraio 2025 hai ancora diritto al bonus, e per tutto il 2024 se avevi i requisiti.

            Devo presentare domanda ogni anno?

            Si, per ogni anno in cui vuoi beneficiare dell’esonero devi presentare una nuova domanda. La scadenza per il 2024 e il 31 gennaio 2025. Per il 2025, conviene presentare domanda appena possibile per non perdere mesi di esonero.

            Il CAF puo aiutarmi a compilare la domanda?

            Si, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per verificare i requisiti, compilare la domanda online tramite portale INPS e comunicare con il datore di lavoro. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.


            Il 31 gennaio 2025 è la scadenza perentoria per richiedere il Bonus Mamme relativo ai periodi di lavoro del 2024. Se hai lavorato nel 2024 e hai almeno 2 figli (con uno sotto i 10 anni) o 3 figli (con uno sotto i 18 anni), non perdere questa opportunità.

            Ricorda che l’esonero contributivo può portare un beneficio fino a 3.000 euro annui – una cifra significativa che può fare la differenza per il bilancio familiare. Ma serve agire subito: dopo il 31 gennaio, il diritto per il 2024 sarà perso definitivamente.

            Hai dubbi sui requisiti o difficoltà con la procedura online?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

            • Verificare se hai diritto al Bonus Mamme
            • Compilare e inviare la domanda tramite portale INPS
            • Assisterti nella comunicazione con il datore di lavoro
            • Rispondere a ogni tua domanda sul beneficio

            Contattaci oggi stesso:

            • Telefono: 0432 1638640
            • WhatsApp: 366 6018121
            • Email: info@centrofiscale.com
            • Vieni in sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

            Non aspettare l’ultimo momento – agisci ora e assicurati il tuo diritto al Bonus Mamme 2025!

            → Leggi la guida completa al Bonus Mamme 2026 con tutti i dettagli


            Articoli Correlati

            • Bonus Mamme 2026: Guida Completa da 720 Euro per Lavoratrici con Figli – La guida completa con tutti i dettagli, requisiti, importi e procedura
            Gennaio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-26 07:37:202026-05-31 18:25:10Bonus Mamme 2025: Scadenza Domande al 31 Gennaio – Ultimi Giorni per Richiederlo
            Pagina 166 di 191«‹164165166167168›»

            Ultime notizie

            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
            Search Search

            Seguici su Facebook

            Categorie Articoli

            Ultimi Articoli

            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
            • fatturazione elettronica CAF Udine
              Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
            • regime forfettario partita iva
              Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
            CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

            Contatti

            Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
            Email: info@centrofiscale.com
            Telefono: 0432 1638640
            WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
            WhatsApp Patronato: 324 7411699

            Ultimi Articoli

            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Anticipazione TFM amministratori: regole civilistiche e trattamento fiscaleOttobre 4, 2026 - 11:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              Ecobonus 2027: il Governo valuta una detrazione al 65% per l’efficienza energeticaOttobre 4, 2026 - 9:00 am
            • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
              CPB 2026-2027: adesione o rinnovo entro il 2 novembre, regole e vantaggiOttobre 4, 2026 - 7:00 am
            © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
            mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
            • Collegamento a Facebook
            • Collegamento a Instagram
            • Collegamento a Rss questo sito
            Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto