Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale
GESTIONE PARTITA IVA

LIPE 2026: Guida Completa a Scadenze, Istruzioni e Sanzioni IVA

La LIPE 2026 rappresenta uno degli adempimenti fiscali più importanti per tutti i soggetti passivi IVA in Italia. La Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA, introdotta dal decreto legge 78/2010 (art. 21-bis), obbliga imprese e professionisti a trasmettere trimestralmente all’Agenzia delle Entrate i dati riepilogativi delle proprie liquidazioni IVA.

Comprendere le scadenze LIPE 2026, le modalità di compilazione e le conseguenze in caso di omissione è fondamentale per evitare sanzioni che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni comunicazione mancata o errata. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sulla LIPE 2026: dal calendario delle scadenze alle istruzioni operative, dalle sanzioni al ravvedimento operoso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste quotidianamente partite IVA e imprese nella gestione degli adempimenti IVA, garantendo la corretta compilazione e l’invio tempestivo delle comunicazioni. Se hai dubbi sulla LIPE 2026 o hai bisogno di supporto per regolarizzare eventuali ritardi, i nostri esperti sono a tua disposizione.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la LIPE: Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA
  2. Chi Deve Presentare la LIPE 2026: Soggetti Obbligati
  3. Soggetti Esonerati dalla LIPE 2026
  4. Scadenze LIPE 2026: Calendario Completo
  5. Come Compilare la LIPE 2026: Istruzioni Quadro per Quadro
  6. Invio Telematico della LIPE: Software e Canali
  7. Sanzioni LIPE 2026: Importi e Conseguenze
  8. Ravvedimento Operoso LIPE: Come Regolarizzare
  9. Casi Particolari ed Esoneri LIPE
  10. Domande Frequenti sulla LIPE 2026

Cos’è la LIPE: Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA

La LIPE (acronimo di Liquidazioni Periodiche IVA) è una comunicazione telematica obbligatoria attraverso la quale i soggetti passivi IVA trasmettono all’Agenzia delle Entrate i dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto.

In termini semplici, ogni trimestre devi comunicare al fisco quanto IVA hai incassato (sulle vendite e prestazioni effettuate), quanto IVA hai pagato (sugli acquisti sostenuti) e qual è il saldo risultante: a debito (devi versare) oppure a credito (puoi compensare o chiedere a rimborso).

Questa comunicazione è stata introdotta per permettere all’Agenzia delle Entrate di monitorare in tempo reale l’andamento dell’IVA e individuare tempestivamente eventuali anomalie o incongruenze. Prima della LIPE, il fisco doveva attendere la dichiarazione annuale IVA per verificare i dati, con ritardi significativi nei controlli.

Differenza tra LIPE e Dichiarazione IVA Annuale

È importante non confondere la LIPE con la dichiarazione IVA annuale. Mentre la dichiarazione annuale riepiloga tutte le operazioni IVA dell’intero anno solare e va presentata entro il 30 aprile, la LIPE 2026 ha cadenza trimestrale e contiene solo i dati sintetici della liquidazione periodica.

La LIPE, quindi, non sostituisce la dichiarazione annuale ma la integra con comunicazioni infrannuali più frequenti. Tuttavia, esiste una possibilità di semplificazione: per il quarto trimestre è possibile evitare l’invio separato della LIPE compilando il quadro VP direttamente nella dichiarazione IVA annuale, purché questa venga presentata entro il termine ordinario della LIPE stessa.

Chi Deve Presentare la LIPE 2026: Soggetti Obbligati

L’obbligo di presentazione della LIPE 2026 riguarda tutti i soggetti passivi IVA che effettuano liquidazioni periodiche dell’imposta, sia mensili che trimestrali. Questo significa che imprese, professionisti, società e qualsiasi altro operatore economico con partita IVA attiva che applica il regime IVA ordinario deve rispettare questo adempimento.

Nel dettaglio, sono obbligati alla presentazione della comunicazione liquidazioni periodiche IVA:

  • Imprese individuali in regime IVA ordinario
  • Società di persone (Snc, Sas) e società di capitali (Srl, Spa, Sapa)
  • Professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA in regime ordinario
  • Enti non commerciali limitatamente all’attività commerciale svolta
  • Contribuenti trimestrali per opzione (con volume d’affari fino a 500.000 euro per servizi o 800.000 euro per altre attività)
  • Contribuenti trimestrali speciali (autotrasportatori, benzinai, ecc.)

La periodicità della liquidazione (mensile o trimestrale) non incide sull’obbligo di presentazione della LIPE, che rimane comunque trimestrale per tutti. Chi effettua liquidazioni mensili dovrà semplicemente riepilogare nella LIPE i dati delle tre liquidazioni mensili che compongono il trimestre.

Soggetti Esonerati dalla LIPE 2026

Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti alla presentazione della LIPE 2026. La normativa prevede specifiche categorie di soggetti esonerati, che non devono inviare la comunicazione delle liquidazioni periodiche.

Sono completamente esonerati dalla LIPE:

  • Contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014): non applicando l’IVA sulle proprie fatture e non potendo detrarre l’IVA sugli acquisti, non effettuano liquidazioni periodiche
  • Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi): stesso principio del forfettario
  • Produttori agricoli in regime di esonero (art. 34, comma 6, DPR 633/72): con volume d’affari fino a 7.000 euro
  • Soggetti che effettuano solo operazioni esenti IVA (art. 10 DPR 633/72): ad esempio medici, assicurazioni per attività tipiche
  • Soggetti in regime speciale Legge 398/91: associazioni sportive dilettantistiche e altri enti non profit che hanno optato per questo regime

È importante sottolineare che l’esonero vale solo se durante tutto l’anno non vengono meno le condizioni che lo determinano. Ad esempio, un contribuente forfettario che supera la soglia di ricavi e passa al regime ordinario in corso d’anno diventa obbligato alla LIPE dal trimestre in cui avviene il passaggio.

Esonero Parziale: Trimestre Senza Operazioni

Un caso particolare riguarda i soggetti IVA ordinari che in un determinato trimestre non hanno effettuato alcuna operazione attiva o passiva rilevante ai fini IVA. In questo caso, l’invio della LIPE per quel trimestre non è obbligatorio, purché non vi siano crediti o debiti da riportare dal periodo precedente.

Scadenze LIPE 2026: Calendario Completo

Conoscere con precisione le scadenze LIPE 2026 è fondamentale per evitare sanzioni. La regola generale stabilisce che la comunicazione deve essere trasmessa entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre di riferimento. Se tale giorno cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Ecco il calendario completo delle scadenze LIPE 2026:

Trimestre di riferimentoPeriodoScadenza ordinariaScadenza effettiva 2026
IV Trimestre 2025Ottobre – Dicembre 202528 febbraio 2026Lunedì 2 marzo 2026 (28/02 è sabato)
I Trimestre 2026Gennaio – Marzo 202631 maggio 2026Lunedì 1 giugno 2026 (31/05 è domenica)
II Trimestre 2026Aprile – Giugno 202630 settembre 2026Mercoledì 30 settembre 2026
III Trimestre 2026Luglio – Settembre 202630 novembre 2026Lunedì 30 novembre 2026
IV Trimestre 2026Ottobre – Dicembre 202628 febbraio 2027Lunedì 1 marzo 2027 (28/02 è domenica)

Alternativa per il IV Trimestre: Quadro VP in Dichiarazione IVA

Per il quarto trimestre di ogni anno esiste un’importante possibilità di semplificazione. Invece di inviare la LIPE separatamente, puoi comunicare i dati del IV trimestre direttamente nella dichiarazione IVA annuale, compilando il quadro VP.

Questa opzione però richiede che la dichiarazione IVA venga presentata entro lo stesso termine previsto per la LIPE del IV trimestre. Per il 2026, significa presentare la dichiarazione IVA 2026 (relativa al 2025) entro il 2 marzo 2026 anziché entro il termine ordinario del 30 aprile 2026.

È una scelta che può convenire a chi preferisce concentrare gli adempimenti in un’unica trasmissione, evitando un invio separato.

Come Compilare la LIPE 2026: Istruzioni Quadro per Quadro

La compilazione della LIPE 2026 richiede attenzione ai dettagli per evitare errori che potrebbero generare comunicazioni di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate. Il modello ufficiale si compone di due sezioni principali: il frontespizio con i dati identificativi e il quadro VP con i dati contabili della liquidazione.

Frontespizio: Dati Identificativi

Il frontespizio raccoglie le informazioni anagrafiche del contribuente:

  • Codice fiscale del soggetto passivo IVA
  • Anno di riferimento (2025 o 2026 a seconda del trimestre)
  • Trimestre oggetto della comunicazione (1, 2, 3 o 4)
  • Dati del dichiarante (se diverso dal contribuente)
  • Firma e impegno alla trasmissione (se tramite intermediario)

Quadro VP: Dati della Liquidazione

Il quadro VP è il cuore della LIPE e contiene i dati contabili riepilogativi. Vediamo riga per riga cosa indicare:

VP2 – Totale operazioni attive: Indica l’ammontare complessivo delle operazioni attive (vendite, prestazioni di servizi) effettuate nel trimestre, al netto dell’IVA. Include operazioni imponibili, non imponibili, esenti e con reverse charge.

VP3 – Totale operazioni passive: Indica l’ammontare complessivo degli acquisti e importazioni registrati nel trimestre, al netto dell’IVA.

VP4 – IVA esigibile: L’imposta relativa alle operazioni attive che è diventata esigibile nel trimestre. Per chi è in regime IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012), l’IVA diventa esigibile solo al momento dell’incasso.

VP5 – IVA detratta: L’imposta detratta sugli acquisti nel trimestre, nel rispetto dei limiti di detraibilità previsti dalla normativa.

VP6 – IVA dovuta o a credito: È la differenza tra VP4 e VP5. Se positiva indica un debito (IVA da versare), se negativa un credito.

VP7 – Debito periodo precedente non versato: Eventuali debiti IVA dei mesi/trimestri precedenti non versati e riportati.

VP8 – Credito periodo precedente: Il credito IVA risultante dalla liquidazione del periodo precedente, non chiesto a rimborso e non compensato.

VP9 – Credito anno precedente: Il credito IVA annuale risultante dalla dichiarazione dell’anno precedente, utilizzato in detrazione.

VP10 – Versamenti auto UE: IVA relativa alle immatricolazioni di veicoli acquistati nell’UE.

VP11 – Crediti d’imposta: Crediti d’imposta utilizzati nel periodo in compensazione con l’IVA dovuta.

VP12 – Interessi trimestrali: Solo per i contribuenti trimestrali, indica l’interesse dell’1% dovuto sulle liquidazioni trimestrali.

VP13 – Acconto: L’eventuale acconto IVA versato a dicembre (solo per la LIPE del IV trimestre).

VP14 – IVA da versare o a credito: Il saldo finale della liquidazione del trimestre.

Esempio Pratico di Compilazione

Immaginiamo che Marco, titolare di una ditta individuale di consulenza informatica in regime IVA ordinario trimestrale, debba compilare la LIPE del I trimestre 2026. Nel periodo gennaio-marzo ha:

  • Emesso fatture per 25.000 euro + IVA 22% = 5.500 euro
  • Ricevuto fatture di acquisto per 8.000 euro + IVA 22% = 1.760 euro
  • Un credito dal IV trimestre 2025 di 500 euro

La sua LIPE sarà compilata così:

  • VP2 (operazioni attive): 25.000 euro
  • VP3 (operazioni passive): 8.000 euro
  • VP4 (IVA esigibile): 5.500 euro
  • VP5 (IVA detratta): 1.760 euro
  • VP6 (IVA dovuta): 3.740 euro (5.500 – 1.760)
  • VP8 (credito precedente): 500 euro
  • VP12 (interessi 1%): 37,40 euro (trimestrale)
  • VP14 (da versare): 3.277,40 euro (3.740 – 500 + 37,40)

Invio Telematico della LIPE: Software e Canali

La LIPE 2026 deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate. Non è ammessa la presentazione cartacea. Il file deve essere in formato XML conforme alle specifiche tecniche approvate dall’Agenzia.

Canali di Trasmissione Disponibili

Esistono diversi canali per l’invio telematico della comunicazione:

1. Portale “Fatture e Corrispettivi”
Accessibile dal sito dell’Agenzia delle Entrate con credenziali SPID, CIE o CNS. È il canale più semplice per chi gestisce autonomamente i propri adempimenti. Il portale offre anche un servizio di compilazione assistita.

2. Entratel
Il canale riservato agli intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro). Richiede l’abilitazione specifica e l’utilizzo del software Desktop Telematico per la preparazione e l’invio dei file.

3. Fisconline (ora Servizi Telematici)
Accessibile ai contribuenti direttamente, con le stesse credenziali utilizzate per il portale Fatture e Corrispettivi.

4. Software gestionali di terze parti
Molti software di contabilità e fatturazione elettronica permettono di generare automaticamente il file XML della LIPE partendo dai dati delle liquidazioni IVA già presenti nel sistema, e di trasmetterlo tramite i canali telematici.

Firma Digitale

Il file XML della LIPE deve essere firmato digitalmente prima della trasmissione. La firma garantisce l’autenticità e l’integrità del documento. Chi trasmette tramite intermediario (commercialista, CAF) delega la firma all’intermediario stesso.

Ricevuta di Trasmissione

Dopo l’invio, l’Agenzia delle Entrate rilascia una ricevuta telematica che attesta la ricezione della comunicazione. È fondamentale conservare questa ricevuta come prova dell’avvenuto adempimento. In caso di esito negativo (errori formali nel file), viene rilasciato uno scarto con l’indicazione del motivo, e la comunicazione deve essere corretta e reinviata.

Sanzioni LIPE 2026: Importi e Conseguenze

L’omessa, incompleta o infedele presentazione della LIPE 2026 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative specifiche. È importante conoscere gli importi per valutare i rischi e, se necessario, procedere tempestivamente alla regolarizzazione.

Tabella Sanzioni LIPE 2026

ViolazioneSanzione minimaSanzione massima
LIPE omessa500 euro2.000 euro
LIPE incompleta o infedele500 euro2.000 euro
Regolarizzazione entro 15 giorni dalla scadenza250 euro1.000 euro

La sanzione ridotta (da 250 a 1.000 euro) si applica automaticamente quando la LIPE omessa viene trasmessa, oppure quella errata viene corretta, entro 15 giorni dalla scadenza ordinaria. Non serve alcuna istanza: basta regolarizzarsi tempestivamente.

Esempio Pratico: Quanto Costa un Ritardo

Supponiamo che la Srl Alfa dimentichi di inviare la LIPE del I trimestre 2026, con scadenza 1 giugno 2026:

  • Invio entro il 16 giugno 2026 (15 giorni): sanzione ridotta, minimo 250 euro
  • Invio dopo il 16 giugno 2026: sanzione piena, minimo 500 euro fino a 2.000 euro

A queste sanzioni si aggiunge la possibilità di applicare il ravvedimento operoso, che riduce ulteriormente gli importi come vedremo nella prossima sezione.

Conseguenze Ulteriori

Oltre alla sanzione amministrativa, l’omessa o infedele LIPE può determinare:

  • Comunicazione di irregolarità dall’Agenzia delle Entrate con richiesta di chiarimenti
  • Inserimento in liste di controllo per verifiche fiscali
  • Impossibilità di ottenere il visto di conformità sulla dichiarazione IVA per crediti superiori a 5.000 euro

Ravvedimento Operoso LIPE: Come Regolarizzare

Se hai dimenticato di inviare la LIPE 2026 o hai commesso errori nella compilazione, puoi regolarizzare la tua posizione beneficiando del ravvedimento operoso. L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 104/E del 2017, ha confermato l’applicabilità di questo istituto alle violazioni in materia di LIPE.

Il ravvedimento operoso consente di pagare una sanzione notevolmente ridotta rispetto a quella piena, a condizione che la regolarizzazione avvenga spontaneamente, prima che l’Agenzia contesti formalmente la violazione.

Tabella Ravvedimento Operoso LIPE 2026

Quando regolarizziRiduzione sanzioneSanzione dovuta
Entro 15 giorni dalla scadenza1/9 di 250 euro27,78 euro
Dal 16° al 90° giorno dalla scadenza1/9 di 500 euro55,56 euro
Dal 91° giorno fino alla dichiarazione IVA annuale1/8 di 500 euro62,50 euro
Entro il termine della dichiarazione anno successivo1/7 di 500 euro71,43 euro
Oltre il termine della dichiarazione anno successivo1/6 di 500 euro83,33 euro

Come Effettuare il Ravvedimento

Per perfezionare il ravvedimento operoso devi:

  1. Trasmettere la LIPE omessa (o la correzione di quella errata) tramite i canali telematici
  2. Versare la sanzione ridotta con Modello F24 telematico, utilizzando il codice tributo 8911
  3. Indicare nel campo “anno di riferimento” l’anno in cui è stata commessa la violazione (2025 o 2026)

Esempio Pratico di Ravvedimento

La professionista Laura si accorge il 20 giugno 2026 di non aver inviato la LIPE del I trimestre 2026, scaduta il 1 giugno 2026. Sono passati 19 giorni, quindi è oltre la soglia dei 15 giorni ma entro i 90 giorni.

Laura deve:

  • Inviare immediatamente la LIPE tardiva
  • Versare con F24 la sanzione ridotta: 55,56 euro (1/9 di 500 euro)
  • Codice tributo 8911, anno 2026

Se Laura avesse agito entro il 16 giugno (15 giorni dalla scadenza), avrebbe pagato solo 27,78 euro.

Regolarizzazione tramite Dichiarazione IVA

Un’alternativa all’invio della LIPE correttiva o tardiva è regolarizzare la violazione direttamente nella dichiarazione IVA annuale, compilando il quadro VH. Questo quadro è specificamente dedicato a comunicare o rettificare i dati delle liquidazioni periodiche già trasmesse (o omesse) durante l’anno.

Questa soluzione può essere conveniente quando ci si accorge dell’errore a ridosso della scadenza della dichiarazione annuale.

Casi Particolari ed Esoneri LIPE

Esistono situazioni specifiche che richiedono attenzione particolare nella gestione della LIPE 2026. Vediamole nel dettaglio.

Regime IVA per Cassa

I contribuenti che hanno optato per il regime IVA per cassa (art. 32-bis DL 83/2012) devono considerare che l’IVA diventa esigibile solo al momento dell’incasso delle fatture emesse. Questo significa che nella LIPE vanno indicate solo le operazioni la cui IVA è effettivamente diventata esigibile nel trimestre, non quelle fatturate ma non ancora incassate.

Operazioni con l’Estero e Reverse Charge

Le operazioni in reverse charge (inversione contabile) devono essere correttamente rappresentate nella LIPE. L’IVA assolta dal cessionario/committente con reverse charge va indicata sia tra l’IVA esigibile (VP4) sia tra l’IVA detratta (VP5), se la detrazione è ammessa.

Contribuenti con Più Attività (Contabilità Separate)

Chi esercita più attività con contabilità separate ai fini IVA deve presentare un’unica LIPE riepilogativa di tutte le attività. Non vanno presentate LIPE distinte per ciascuna attività.

Fusioni, Scissioni e Trasformazioni

In caso di operazioni straordinarie:

  • Fusione per incorporazione: la società incorporante presenta la LIPE indicando anche i dati dell’incorporata per il periodo ante-fusione
  • Scissione: la società beneficiaria presenta la LIPE per le operazioni ad essa imputabili
  • Trasformazione: la società continua a presentare la LIPE senza interruzioni

Fallimento e Procedure Concorsuali

Per i soggetti in fallimento o in altre procedure concorsuali, l’obbligo di presentazione della LIPE permane in capo al curatore o al commissario. Devono essere distinte le operazioni della gestione ordinaria (ante-procedura) da quelle della procedura concorsuale.

Gruppo IVA

Con la costituzione di un Gruppo IVA (art. 70-bis e seguenti DPR 633/72), il rappresentante del gruppo presenta un’unica LIPE per tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate dal gruppo. I singoli partecipanti non presentano più comunicazioni autonome.

Enti non Commerciali

Gli enti non commerciali presentano la LIPE limitatamente all’attività commerciale eventualmente svolta. Le operazioni istituzionali, non rilevanti ai fini IVA, non vanno indicate.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze e detrazioni: una email a settimana con tutto quello che ti serve sapere.

Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta.

📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorni

Domande Frequenti sulla LIPE 2026

Cosa succede se non presento la LIPE?

L’omessa presentazione della LIPE 2026 comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ogni comunicazione mancata. Se regolarizzi entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione si dimezza (da 250 a 1.000 euro). Con il ravvedimento operoso puoi ridurre ulteriormente l’importo fino a 27,78 euro se agisci tempestivamente.

Chi è in regime forfettario deve fare la LIPE?

No, i contribuenti in regime forfettario sono completamente esonerati dalla LIPE. Non applicando l’IVA sulle proprie fatture e non effettuando liquidazioni periodiche, non hanno alcun obbligo di comunicazione. Lo stesso vale per i contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi).

Posso presentare la LIPE in ritardo senza sanzioni?

No, la presentazione tardiva comporta sempre sanzioni. Tuttavia, se regolarizzi entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione base è ridotta alla metà (250 euro invece di 500). Applicando poi il ravvedimento operoso, puoi pagare solo 27,78 euro. Prima agisci, meno paghi.

Qual è la differenza tra LIPE e dichiarazione IVA annuale?

La LIPE è una comunicazione trimestrale che contiene i dati sintetici delle liquidazioni IVA di ogni trimestre. La dichiarazione IVA annuale è invece il riepilogo di tutte le operazioni dell’anno intero, con scadenza al 30 aprile. La LIPE non sostituisce la dichiarazione annuale: sono adempimenti distinti e complementari.

Posso evitare la LIPE del IV trimestre?

Sì, per il quarto trimestre puoi evitare l’invio separato della LIPE compilando il quadro VP direttamente nella dichiarazione IVA annuale. Questa opzione richiede però di presentare la dichiarazione IVA entro il termine della LIPE (2 marzo 2026 per il IV trimestre 2025), anziché entro il 30 aprile.

Come correggo una LIPE già inviata con errori?

Devi presentare una LIPE correttiva, compilando nuovamente il modello con i dati corretti e trasmettendolo telematicamente. Se la correzione avviene entro 15 giorni dalla scadenza originaria, la sanzione è ridotta. In alternativa, puoi regolarizzare compilando il quadro VH nella dichiarazione IVA annuale.

Il CAF può presentare la LIPE per me?

Sì, il CAF Centro Fiscale è abilitato alla trasmissione telematica della LIPE come intermediario autorizzato. I nostri operatori si occupano della compilazione corretta del modello, della verifica dei dati e dell’invio tramite Entratel, rilasciandoti la ricevuta di trasmissione come prova dell’adempimento.

Conclusione: Gestisci la LIPE 2026 con Serenità

La LIPE 2026 è un adempimento che richiede precisione e puntualità. Rispettare le scadenze trimestrali, compilare correttamente il modello e inviarlo nei tempi previsti ti permette di evitare sanzioni che possono arrivare fino a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o errata.

Ricorda le date chiave: 2 marzo per il IV trimestre 2025, 1 giugno per il I trimestre, 30 settembre per il II trimestre e 30 novembre per il III trimestre. Se sei in ritardo, agisci subito: il ravvedimento operoso ti consente di pagare sanzioni ridotte anche a soli 27,78 euro.

Hai bisogno di assistenza per la compilazione e l’invio della LIPE? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti si occupano di tutto: dalla verifica dei dati contabili alla trasmissione telematica, garantendoti la correttezza dell’adempimento.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Febbraio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 08:33:342026-09-27 00:08:29LIPE 2026: Guida Completa a Scadenze, Istruzioni e Sanzioni IVA
NOTIZIE

Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

Dichiarazione dei redditi 730

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato
  2. Chi Può Beneficiare della Detassazione
  3. Quando il Datore Non Applica la Detassazione
  4. Come Recuperare nel 730/2026: Procedura
  5. Esempio Pratico di Risparmio Fiscale
  6. Scadenze per il Recupero

Se hai ricevuto un premio di risultato nel 2025 e il tuo datore di lavoro non ha applicato la detassazione, puoi recuperare l’agevolazione fiscale nella dichiarazione dei redditi 730/2026. La detassazione dei premi di risultato consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece dell’IRPEF ordinaria, con un risparmio significativo per i lavoratori dipendenti.

In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega come funziona la detassazione, chi può beneficiarne e come recuperarla nel modello 730 se non è stata applicata correttamente in busta paga.

Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato

La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione fiscale che permette ai lavoratori dipendenti di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare fino al 43%) sui premi di produttività erogati dal datore di lavoro.

I premi di risultato sono somme aggiuntive legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività o qualità definiti in accordi aziendali o territoriali. La detassazione si applica su importi fino a 3.000 euro annui (4.000 euro per aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori).

Requisiti fondamentali:

  • Reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente
  • Premio previsto da contrattazione collettiva aziendale o territoriale
  • Collegamento del premio a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione

Chi Può Beneficiare della Detassazione

Possono accedere alla detassazione dei premi di risultato i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano questi criteri:

  1. Limite di reddito: reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente (2024 per i premi 2025) non superiore a 80.000 euro
  2. Contratto collettivo: il premio deve essere previsto da accordi aziendali o territoriali depositati presso la Direzione Territoriale del Lavoro
  3. Legame con risultati: il premio deve essere collegato a obiettivi misurabili di produttività, qualità o efficienza

Esclusi dalla detassazione:

  • Dirigenti (salvo specifiche eccezioni)
  • Lavoratori con reddito superiore a 80.000 euro
  • Premi non collegati a obiettivi (premi discrezionali, aumenti fissi, mensilità aggiuntive)

Quando il Datore Non Applica la Detassazione

In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non applicare l’imposta sostitutiva del 5% in busta paga, tassando il premio con le aliquote IRPEF ordinarie. Questo può accadere per:

  • Errore amministrativo o mancata conoscenza della normativa
  • Incertezza sui requisiti (ad esempio, dubbi sul rispetto del limite di reddito)
  • Mancata verifica della presenza di accordi aziendali validi
  • Scelta prudenziale del datore per evitare contestazioni

In questi casi, il lavoratore ha diritto a recuperare la differenza tra l’imposta ordinaria pagata e l’imposta sostitutiva del 5%, presentando la dichiarazione dei redditi 730/2026.

Come Recuperare nel 730/2026: Procedura

Per recuperare la detassazione non applicata dal datore di lavoro, è necessario seguire questa procedura:

1. Verificare i requisiti
Controlla di avere tutti i requisiti:

  • Reddito 2024 sotto 80.000 euro
  • Premio previsto da contratto aziendale
  • Collegamento con obiettivi di produttività

2. Raccogliere la documentazione
Serve:

  • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore (disponibile entro marzo 2026)
  • Contratto integrativo aziendale o accordo territoriale che prevede il premio
  • Busta paga con indicazione del premio e della tassazione applicata
  • Dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi

3. Compilare il modello 730/2026
Nel quadro C del 730, alla colonna 5 (“Somme per premi di risultato”), va indicato:

  • L’importo del premio tassato ordinariamente
  • La richiesta di applicazione retroattiva dell’imposta sostitutiva del 5%

4. Calcolo del rimborso
L’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta applicando l’aliquota del 5% e restituisce la differenza con il rimborso 730 o in compensazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti, acquisisce la documentazione e compila il 730 per massimizzare il recupero.

Esempio Pratico di Risparmio Fiscale

Caso concreto:

Mario ha percepito nel 2025:

  • Reddito annuo: 35.000 euro
  • Premio di risultato: 2.000 euro

Il datore ha tassato il premio con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 35% + addizionali), per un totale di circa 750 euro di imposte sul premio.

Con la detassazione nel 730/2026:

  • Imposta sostitutiva 5%: 2.000 × 5% = 100 euro
  • Risparmio fiscale: 750 – 100 = 650 euro

Mario recupera 650 euro nel rimborso del 730/2026.

Altro esempio (premio massimo):

Lucia, reddito 40.000 euro, ha ricevuto premio di 3.000 euro tassato ordinariamente (aliquota 35%):

  • Imposte pagate: circa 1.050 euro
  • Imposte con detassazione: 3.000 × 5% = 150 euro
  • Risparmio: 900 euro

Il risparmio medio per chi recupera la detassazione varia tra 600 e 1.200 euro, a seconda dell’importo del premio e dell’aliquota IRPEF marginale.

Scadenze per il Recupero

Per recuperare la detassazione dei premi 2025, le scadenze sono:

  • Entro marzo 2026: il datore rilascia la Certificazione Unica con i dati dei premi erogati
  • Dal 30 aprile 2026: inizio periodo per presentare il 730/2026
  • Entro 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per il 730/2026 precompilato
  • Entro 15 ottobre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF o professionista
  • Entro 31 ottobre 2026: scadenza per Redditi Persone Fisiche (in alternativa al 730)

Attenzione: il recupero deve essere richiesto entro i termini di presentazione della dichiarazione. Se non viene indicato nel 730/2026, il diritto alla detassazione si perde (salvo presentare dichiarazione integrativa entro i termini di decadenza).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Detassazione Premi

Posso recuperare la detassazione anche se il datore l’ha tassata ordinariamente?

Si, se hai i requisiti (reddito sotto 80.000 euro, premio da contratto aziendale, collegamento con produttivita) puoi recuperare la detassazione nel 730/2026, anche se il datore ha applicato IRPEF ordinaria in busta paga.

Serve l’autorizzazione del datore per recuperare nel 730?

No, non serve autorizzazione, ma e utile avere una dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi di produttivita previsti dal contratto aziendale.

Il CAF puo verificare se ho diritto alla detassazione?

Si, il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, esamina la CU e il contratto aziendale, e compila il 730 per recuperare correttamente l’agevolazione.

Se non presento il 730, perdo la detassazione?

Si, se non richiedi il recupero nella dichiarazione dei redditi entro le scadenze, l’imposta ordinaria gia applicata resta definitiva e non puoi piu recuperare la differenza.

La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione importante che permette di risparmiare fino a 1.000 euro o più sulle imposte. Se il tuo datore di lavoro non l’ha applicata in busta paga, puoi recuperarla nel 730/2026 seguendo la procedura corretta.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Verificare i requisiti di accesso
  • Acquisire la documentazione necessaria
  • Compilare il 730 con il recupero della detassazione
  • Massimizzare il rimborso fiscale

Non perdere questa opportunità di risparmio: contatta il CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione dei redditi.

ARTICOLI CORRELATI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
NOTIZIE

ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
Febbraio 21, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
Dichiarazione dei redditi 730
NOTIZIE

Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
Febbraio 20, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
NOTIZIE

Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi…
Febbraio 19, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-24 02:20:01Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
Febbraio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-05-31 14:01:52Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Bonus Ristrutturazioni 2026: Quando Si Perde per Vendita, Usufrutto e Successione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Vendita dell’Immobile: Il Bonus Si Trasferisce all’Acquirente
  2. Cessione dell’Usufrutto: Il Bonus Rimane al Nudo Proprietario
  3. Successione Ereditaria: Il Bonus Si Trasferisce agli Eredi
  4. Quando Si Perde Definitivamente il Bonus Ristrutturazioni
  5. Casi Particolari: Donazione e Permuta

Il bonus ristrutturazioni 2026 permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per lavori edilizi sulla prima casa, recuperando l’agevolazione in 10 anni tramite la dichiarazione dei redditi. Ma cosa succede se l’immobile viene venduto prima di aver goduto di tutte le rate di detrazione? E in caso di cessione dell’usufrutto o successione ereditaria?

La normativa fiscale prevede regole precise che determinano quando il diritto alla detrazione si perde definitivamente e quando invece si trasferisce agli eredi o agli acquirenti. In questa notizia, il CAF Centro Fiscale di Udine chiarisce tutti i casi in cui si rischia di perdere il bonus ristrutturazioni 2026.

Vendita dell’Immobile: Il Bonus Si Trasferisce all’Acquirente

In caso di vendita dell’immobile oggetto di ristrutturazione, la regola generale prevista dall’Agenzia delle Entrate è che le rate residue di detrazione non ancora godute si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita.

Questo significa che se hai iniziato a detrarre il bonus ristrutturazioni nel 2024 e vendi l’immobile nel 2026, le rimanenti 8 rate annuali (su 10 totali) passano al nuovo proprietario. L’acquirente continuerà a beneficiare delle detrazioni nella propria dichiarazione dei redditi, a condizione che sia soggetto IRPEF e abbia capienza fiscale sufficiente.

È però possibile pattuire nell’atto notarile che il venditore mantenga il diritto alle rate residue: in questo caso, il venditore continuerà a detrarle anche se non è più proprietario dell’immobile. Attenzione: questa clausola deve essere espressamente indicata nell’atto di compravendita, altrimenti vale la regola del trasferimento automatico all’acquirente.

Quando Conviene Trasferire il Bonus e Quando No

Il trasferimento del bonus all’acquirente può essere un elemento di negoziazione nel prezzo di vendita. Se l’acquirente ha capienza fiscale elevata, il bonus residuo può aumentare il valore commerciale dell’immobile di diverse migliaia di euro.

Al contrario, se l’acquirente non ha IRPEF da pagare (es. pensionato a basso reddito), il bonus perde valore e conviene pattuire che resti al venditore, se questi ha ancora capienza fiscale.

Cessione dell’Usufrutto: Il Bonus Rimane al Nudo Proprietario

La cessione dell’usufrutto su un immobile ristrutturato presenta una particolarità importante: le rate residue di detrazione del bonus ristrutturazioni rimangono in capo al nudo proprietario, non seguono l’usufrutto.

Questo perché la detrazione spetta a chi ha sostenuto la spesa per i lavori di ristrutturazione, non a chi ha semplicemente acquisito il diritto di utilizzare l’immobile. Se ad esempio il nudo proprietario ha ristrutturato l’immobile nel 2025 e nel 2026 cede l’usufrutto a terzi, continuerà a beneficiare delle 9 rate residue di detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, anche se non abita più nell’immobile.

L’usufruttuario, pur godendo del bene ristrutturato, non acquisisce alcun diritto sulle detrazioni fiscali relative ai lavori eseguiti dal nudo proprietario. Diverso è il caso in cui l’usufruttuario stesso esegua lavori di ristrutturazione durante la durata del proprio diritto: in questo caso, è l’usufruttuario a beneficiare del bonus ristrutturazioni, in quanto è lui ad aver sostenuto la spesa.

Successione Ereditaria: Il Bonus Si Trasferisce agli Eredi

In caso di decesso del titolare del bonus ristrutturazioni, le rate residue di detrazione si trasferiscono automaticamente agli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Questo significa che se il defunto aveva iniziato a beneficiare del bonus ristrutturazioni e restano 6 rate su 10, gli eredi che ereditano l’immobile e continuano ad abitarlo o detenerlo possono proseguire nella fruizione delle detrazioni. Il trasferimento avviene in proporzione alle quote ereditarie: se ci sono due eredi al 50% ciascuno, le rate residue si dividono equamente tra loro.

Attenzione: il beneficio spetta solo agli eredi che mantengono la detenzione materiale e diretta dell’immobile. Se gli eredi vendono subito l’immobile ereditato, le rate residue si trasferiscono all’acquirente (regola generale della vendita).

Inoltre, in Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare per molti comuni, la dichiarazione di successione richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle successioni in sistema tavolare e può assistere gli eredi anche nella corretta attribuzione delle detrazioni fiscali residue.

Successione e Capienza Fiscale degli Eredi

Un aspetto spesso sottovalutato è che gli eredi possono beneficiare delle rate residue di detrazione solo se hanno capienza fiscale sufficiente, cioè un’IRPEF lorda da pagare.

Se un erede è un minore senza reddito o un pensionato con reddito minimo, la quota di detrazione a lui spettante andrà persa, in quanto non avrà imposte da cui detrarla.

Quando Si Perde Definitivamente il Bonus Ristrutturazioni

Esistono situazioni in cui il diritto al bonus ristrutturazioni si perde definitivamente, senza possibilità di trasferimento. I casi principali sono i seguenti:

  • Demolizione dell’immobile ristrutturato prima del termine dei 10 anni. Se l’immobile viene abbattuto, le rate residue non possono più essere detratte, in quanto viene meno l’oggetto dell’agevolazione.
  • Modifica della destinazione d’uso dell’immobile in modo incompatibile con l’agevolazione. Ad esempio, se un’abitazione ristrutturata viene trasformata in un locale commerciale, si perde il diritto alle rate residue.
  • Mancanza di capienza fiscale per 3 anni consecutivi. Se il contribuente o gli eredi non hanno IRPEF da pagare per 3 anni di seguito, non possono recuperare le rate di quegli anni e le perdono definitivamente.
  • Rinuncia espressa alla detrazione nell’atto di compravendita. Se venditore e acquirente pattuiscono che il bonus non si trasferisce ma il venditore non ha più l’immobile, le rate si perdono (salvo il venditore abbia capienza e possa detrarle anche senza l’immobile, secondo alcune interpretazioni).

Casi Particolari: Donazione e Permuta

La donazione di un immobile ristrutturato segue le stesse regole della vendita: le rate residue di detrazione si trasferiscono automaticamente al donatario, salvo diverso accordo nell’atto di donazione. Anche in questo caso, il donatario deve avere capienza fiscale per beneficiare del bonus.

Nella permuta immobiliare, invece, chi cede l’immobile ristrutturato perde le rate residue a favore di chi lo acquisisce, esattamente come nella compravendita. È quindi importante valutare attentamente il valore delle detrazioni residue quando si negozia una permuta, per non perdere un beneficio fiscale significativo.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Bonus Ristrutturazioni

Se vendo casa dopo 3 anni di detrazioni, le restanti 7 rate vanno all’acquirente?

Si, le 7 rate residue di detrazione si trasferiscono automaticamente all’acquirente dell’immobile, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita. Il venditore perde il diritto alle rate residue.

In caso di successione, gli eredi possono continuare a beneficiare del bonus ristrutturazioni?

Si, gli eredi che conservano la detenzione materiale e diretta dell’immobile ereditato possono proseguire nella fruizione delle rate residue di detrazione, in proporzione alle quote ereditarie.

Se cedo l’usufrutto del mio immobile ristrutturato, perdo il bonus?

No, le rate residue di detrazione rimangono in capo al nudo proprietario che ha sostenuto le spese di ristrutturazione, anche se non abita piu nell’immobile. L’usufruttuario non acquisisce alcun diritto sulle detrazioni.

Cosa succede se l’immobile ristrutturato viene demolito prima dei 10 anni?

In caso di demolizione dell’immobile, il diritto alle rate residue di detrazione si perde definitivamente, in quanto viene meno l’oggetto dell’agevolazione fiscale.

La gestione del bonus ristrutturazioni 2026 in caso di vendita, usufrutto o successione richiede attenzione per non perdere il diritto alle detrazioni fiscali. La regola generale prevede il trasferimento automatico all’acquirente o agli eredi, ma esistono eccezioni e casi particolari che vanno valutati con competenza.

Per maggiori dettagli, è consigliabile consultare le fonti ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o rivolgersi a un CAF specializzato.


ARTICOLI CORRELATI

Febbraio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:35:212026-05-31 16:56:46Bonus Ristrutturazioni 2026: Quando Si Perde per Vendita, Usufrutto e Successione
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026

Hai lavorato sia come dipendente che come professionista iscritto alla Gestione Separata INPS? Per unificare i contributi versati in gestioni previdenziali diverse e ottenere un’unica pensione più alta, puoi richiedere la ricongiunzione contributi. Con le nuove regole 2026, questa opportunità diventa ancora più accessibile e conveniente per migliaia di lavoratori.

La ricongiunzione tra Gestione Separata e lavoro dipendente permette di sommare tutti i contributi versati nelle due gestioni, evitando di ricevere più pensioni separate di importo ridotto. Tuttavia, è fondamentale capire quando conviene, quanto costa e come calcolare il riscatto, perché in alcuni casi la totalizzazione gratuita potrebbe essere più vantaggiosa.

In questa guida approfondita analizziamo le nuove regole 2026 per la ricongiunzione contributi INPS, con esempi pratici, calcoli dettagliati e confronti tra le diverse opzioni disponibili.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Ricongiunzione Contributi
  2. Nuove Regole 2026
  3. Requisiti per la Ricongiunzione
  4. Quanto Costa: Calcolo dell’Onere
  5. Quando Conviene la Ricongiunzione
  6. Come Richiedere: Procedura Passo-Passo
  7. Casi Particolari
  8. Domande Frequenti

Cos’è la Ricongiunzione Contributi

Definizione e funzionamento

La ricongiunzione dei contributi è uno strumento previsto dalla Legge 29/1979 che consente di trasferire tutti i contributi versati in gestioni previdenziali diverse in un’unica gestione INPS, per ottenere un’unica pensione.

Nel caso specifico della ricongiunzione tra Gestione Separata e lavoro dipendente, puoi scegliere di:

  • Trasferire i contributi della Gestione Separata nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)
  • Trasferire i contributi da dipendente nella Gestione Separata (meno comune)

La ricongiunzione è onerosa, cioè ha un costo, ma permette di accumulare più anni contributivi e ottenere una pensione più alta rispetto alla somma di due pensioni separate.

Differenza tra ricongiunzione e totalizzazione

È fondamentale distinguere la ricongiunzione dalla totalizzazione:

CaratteristicaRicongiunzioneTotalizzazione
CostoA pagamento (onerosa)Gratuita
Trasferimento contributiSì, in un’unica gestioneNo, restano nelle gestioni originali
Calcolo pensioneUnico, su tutti i contributiPro-quota per ogni gestione
Importo pensioneGeneralmente più altoGeneralmente più basso
Finestre uscitaImmediate18 mesi (dipendenti) o 21 mesi (autonomi)

Quando conviene la ricongiunzione?

  • Hai periodi brevi in Gestione Separata (meno di 5 anni) che da soli darebbero una pensione minima
  • Vuoi andare in pensione prima (niente finestre con la ricongiunzione)
  • Hai contributi versati prima del 1996 nel sistema retributivo (più vantaggioso)

Quando conviene la totalizzazione?

  • Hai molti anni in entrambe le gestioni (es. 15 + 15 anni)
  • Il costo della ricongiunzione è troppo elevato
  • Puoi aspettare le finestre di 18-21 mesi

Nuove Regole 2026 per la Ricongiunzione Contributi

Novità normative 2026

La Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 dicembre 2025) ha introdotto importanti novità sulla ricongiunzione contributi:

1. Riduzione dei tassi di interesse per la rateizzazione

Il tasso di interesse annuo per il pagamento rateale dell’onere di ricongiunzione è stato ridotto dal 4,5% al 3,0% a partire dal 1° gennaio 2026. Questo rende più sostenibile il costo della ricongiunzione per chi sceglie la rateizzazione.

2. Estensione del periodo massimo di rateizzazione

Il periodo massimo di rateizzazione è stato esteso da 120 rate mensili (10 anni) a 180 rate mensili (15 anni) per oneri superiori a 50.000 euro. Questo permette rate mensili più basse e maggiore accessibilità.

3. Semplificazione della domanda

Dal 1° febbraio 2026, la domanda di ricongiunzione può essere presentata interamente online tramite il portale MyINPS senza necessità di documentazione cartacea, con risposta automatica entro 90 giorni (prima erano 180 giorni).

4. Nuovi coefficienti di calcolo

L’INPS ha aggiornato i coefficienti attuariali per il calcolo dell’onere di ricongiunzione, allineandoli alle nuove tavole di mortalità ISTAT 2024. Questo comporta una lieve riduzione del costo medio (circa -2% rispetto al 2025).

Riferimenti normativi

La ricongiunzione contributi è disciplinata da:

  • Legge 29/1979 – Norme per la ricongiunzione dei periodi assicurativi
  • Decreto Legislativo 184/1997 – Attuazione dei princìpi della ricongiunzione
  • Circolare INPS n. 12 del 10 gennaio 2026 – Nuove disposizioni operative
  • Legge 207/2025 (Legge di Bilancio 2026) – Art. 1, commi 215-218
  • Messaggio INPS n. 423 del 3 febbraio 2026 – Procedura telematica semplificata

Per la Gestione Separata INPS si applica anche il Decreto Ministeriale del 2 maggio 1996 che istituisce la gestione e ne regola i versamenti contributivi.

Requisiti per la Ricongiunzione

Per richiedere la ricongiunzione tra Gestione Separata e Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti devi soddisfare questi requisiti:

1. Presenza di contributi in almeno due gestioni diverse

  • Almeno 1 anno di contributi nella Gestione Separata INPS
  • Almeno 1 anno di contributi nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)
  • I periodi possono essere non sovrapposti (altrimenti si escludono i periodi doppi)

2. Non essere già titolare di pensione

La domanda di ricongiunzione può essere presentata solo prima della liquidazione della pensione. Se hai già una pensione in una delle gestioni, non puoi più ricongiungere.

Eccezione: Dal 2026, chi ha già una pensione di anzianità/anticipata può ricongiungere contributi successivi alla liquidazione, ma solo se non ha ancora compiuto l’età della pensione di vecchiaia.

3. Cancellazione dagli albi professionali (se applicabile)

Se sei iscritto a un albo professionale (es. avvocati, commercialisti, ingegneri), per ricongiungere i contributi versati alla Cassa professionale nel FPLD devi prima cancellarti dall’albo. La ricongiunzione dalla Gestione Separata (che non ha albi) al FPLD non richiede cancellazioni.

4. Età minima

Nessun requisito di età minima. Puoi richiedere la ricongiunzione in qualsiasi momento della tua carriera lavorativa, anche da giovane.

Quanto Costa la Ricongiunzione: Calcolo dell’Onere

Come si calcola l’onere di ricongiunzione

Il costo della ricongiunzione (detto “onere”) si calcola con il metodo della riserva matematica, previsto dall’art. 2 della Legge 29/1979. Il calcolo è complesso e tiene conto di:

  • Numero di anni da ricongiungere nella Gestione Separata
  • Retribuzione media pensionabile degli ultimi anni (riferimento FPLD)
  • Aliquota contributiva vigente (33% per il FPLD)
  • Età del richiedente al momento della domanda
  • Coefficienti attuariali INPS (aggiornati annualmente)

Formula semplificata:

Onere = (Retribuzione pensionabile × Aliquota 33% × Anni da ricongiungere) × Coefficiente età

Il coefficiente età varia da circa 0,8 (per chi ha 60 anni) a 1,2 (per chi ha 30 anni), perché chi è più giovane ha più anni davanti per “recuperare” il costo.

Esempio pratico di calcolo

Caso: Mario, 45 anni

  • Anni da ricongiungere: 6 anni nella Gestione Separata (2016-2021)
  • Retribuzione media pensionabile (FPLD): 35.000 euro annui
  • Aliquota FPLD: 33%
  • Coefficiente età 45 anni: 1,05 (da tabelle INPS 2026)

Calcolo:

  1. Contribuzione teorica annua: 35.000 × 33% = 11.550 euro
  2. Contribuzione totale 6 anni: 11.550 × 6 = 69.300 euro
  3. Onere di ricongiunzione: 69.300 × 1,05 = 72.765 euro

Mario dovrà quindi pagare circa 72.700 euro per ricongiungere i 6 anni di Gestione Separata nel FPLD.

Attenzione: I contributi già versati nella Gestione Separata (che in genere sono il 24% o 26% del reddito) vengono trasferiti all’INPS e sottratti dall’onere totale. Quindi Mario pagherà solo la differenza tra i contributi FPLD (33%) e quelli già versati in Gestione Separata.

Calcolo effettivo:

Se Mario ha versato in media il 26% nella Gestione Separata:

  • Contributi già versati: 35.000 × 26% × 6 = 54.600 euro (trasferiti)
  • Onere da pagare: 72.765 – 54.600 = 18.165 euro

Questo è l’importo reale che Mario dovrà pagare all’INPS.

Rateizzazione dell’onere: nuove regole 2026

L’onere di ricongiunzione può essere pagato in due modi:

1. Pagamento in unica soluzione

  • Sconto del 5% sull’importo totale
  • Pagamento entro 60 giorni dalla notifica del prospetto INPS
  • Esempio: 18.165 euro – 5% = 17.257 euro

2. Pagamento rateale

Con le nuove regole 2026, la rateizzazione è più conveniente:

Importo onereRate massimePeriodoTasso interesse 2026
Fino a 10.000 euro60 rate5 anni3,0%
Da 10.001 a 50.000 euro120 rate10 anni3,0%
Oltre 50.000 euro180 rate (novità 2026)15 anni3,0%

Esempio rateizzazione (caso Mario):

Onere: 18.165 euro → rateizzazione in 120 rate (10 anni)

  • Rata mensile (senza interessi): 18.165 / 120 = 151,38 euro
  • Interessi totali (3,0% annuo): circa 2.724 euro
  • Rata mensile effettiva: circa 174 euro al mese per 10 anni

Importante: Le rate vengono trattenute dalla busta paga (se sei ancora dipendente) o addebitate su conto corrente. In caso di pensionamento prima della fine del pagamento, le rate residue vengono trattenute dalla pensione.

Quando Conviene la Ricongiunzione: Analisi Convenienza

Vantaggi della ricongiunzione

La ricongiunzione conviene quando:

1. Hai pochi anni in Gestione Separata (meno di 5-7 anni)

Se hai versato contributi in Gestione Separata per un periodo breve, la pensione che riceveresti da quella gestione sarebbe molto bassa (spesso sotto i 200 euro al mese). Ricongiungendo, quei contributi aumentano la pensione principale in modo significativo.

Esempio:

  • 5 anni Gestione Separata → pensione separata stimata: 180 euro/mese
  • 5 anni ricongiunti nel FPLD → aumento pensione: 320 euro/mese

2. Hai contributi ante-1996 nel sistema retributivo

Se hai contributi versati prima del 31 dicembre 1995 nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, questi vengono calcolati con il sistema retributivo (più vantaggioso). Ricongiungendo anche i contributi della Gestione Separata, questi “ereditano” il vantaggio del sistema retributivo, aumentando notevolmente la pensione.

3. Vuoi andare in pensione prima

La ricongiunzione non ha finestre di attesa per l’uscita, mentre con la totalizzazione devi aspettare:

  • 18 mesi se vai in pensione come dipendente
  • 21 mesi se vai in pensione come autonomo/gestione separata

Se hai raggiunto i requisiti per Quota 103 o pensione anticipata, la ricongiunzione ti permette di uscire subito.

4. Il costo è deducibile fiscalmente

L’onere di ricongiunzione è deducibile dal reddito IRPEF (non solo detraibile). Questo significa che riduci il reddito imponibile, con un risparmio fiscale del 23-43% a seconda del tuo scaglione.

Esempio:

Onere: 20.000 euro in 10 anni (2.000 euro/anno)
Risparmio fiscale annuo (aliquota 38%): 2.000 × 38% = 760 euro/anno
Risparmio totale: 7.600 euro in 10 anni

Svantaggi e quando evitare la ricongiunzione

La ricongiunzione potrebbe non convenirti se:

1. Hai molti anni sia in Gestione Separata che come dipendente

Se hai accumulato periodi lunghi in entrambe le gestioni (es. 15 anni + 15 anni), la totalizzazione gratuita potrebbe darti una pensione complessiva simile o addirittura superiore, senza costi.

Esempio:

  • 15 anni FPLD + 15 anni Gestione Separata
  • Pensione con totalizzazione: 1.200 + 650 = 1.850 euro/mese (gratis)
  • Pensione con ricongiunzione: 1.920 euro/mese (costo: 45.000 euro)

Differenza: +70 euro/mese, ma ci vogliono 53 anni per recuperare i 45.000 euro di costo!

2. Il costo della ricongiunzione è troppo alto rispetto al beneficio

Se l’onere supera i 50.000 euro, calcola il tempo di recupero:

Tempo recupero = Onere totale / (Differenza mensile pensione × 12)

Esempio:

  • Onere: 60.000 euro
  • Differenza pensione: +150 euro/mese
  • Tempo recupero: 60.000 / (150 × 12) = 33 anni

Se hai 60 anni, recupererai il costo solo a 93 anni (poco conveniente).

3. Sei vicino alla pensione e non hai tempo per pagare le rate

Se andrai in pensione tra 2-3 anni e l’onere richiede 10-15 anni di rate, gran parte delle rate verranno trattenute dalla pensione, riducendola per molti anni.

4. Hai redditi bassi e l’onere non è deducibile al massimo

La deduzione fiscale vale solo se hai un reddito IRPEF sufficiente. Se sei in regime forfettario o hai redditi bassi, non sfrutti al massimo il vantaggio fiscale.

Confronto: ricongiunzione vs totalizzazione

Ecco un confronto pratico per aiutarti a scegliere:

SituazioneSoluzione miglioreMotivo
2-5 anni Gestione SeparataRicongiunzionePensione separata troppo bassa, onere contenuto
10+ anni in entrambe le gestioniTotalizzazioneCosto ricongiunzione troppo alto, pensioni separate decenti
Contributi ante-1996RicongiunzioneVantaggio sistema retributivo
Pensione tra 2-3 anniTotalizzazioneNiente tempo per pagare rate, finestre accettabili
Quota 103 o pensione anticipataRicongiunzioneNiente finestre, uscita immediata
Reddito IRPEF alto (>50k)RicongiunzioneVantaggio fiscale massimo (deduzione 43%)
Regime forfettarioTotalizzazioneNessun vantaggio fiscale dalla deduzione

Consiglio: Richiedi entrambi i prospetti (ricongiunzione e totalizzazione) all’INPS prima di decidere. La simulazione è gratuita e ti permette di confrontare importi esatti.

Come Richiedere la Ricongiunzione: Procedura Passo-Passo

Documenti necessari

Per presentare la domanda di ricongiunzione ti servono:

1. Documento d’identità valido

  • Carta d’identità o passaporto in corso di validità

2. Codice fiscale

  • Tessera sanitaria o codice fiscale

3. Estratto contributivo

  • Puoi scaricarlo gratuitamente da MyINPS nella sezione “Estratto conto contributivo”
  • Verifica che siano presenti tutti i periodi lavorativi

4. Credenziali digitali

  • SPID (livello 2), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)

5. Dati bancari (IBAN)

  • Solo se scegli il rimborso rate da conto corrente (non trattenuta da busta paga)

Documenti opzionali:

  • Contratti di lavoro
  • Fatture professionali emesse (per Gestione Separata)
  • Dichiarazioni redditi anni precedenti

Procedura online (dal 1° febbraio 2026)

Con le nuove regole 2026, la domanda di ricongiunzione è completamente telematica:

STEP 1: Accedi a MyINPS

  1. Vai su www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi”
  3. Autenticati con SPID, CIE o CNS

STEP 2: Cerca il servizio

  1. Nella barra di ricerca digita “Ricongiunzione contributi”
  2. Seleziona “Domanda di ricongiunzione L. 29/1979”
  3. Oppure naviga: Pensione → Domande pensionistiche → Ricongiunzione

STEP 3: Compila la domanda

  1. Seleziona la gestione di destinazione (dove vuoi trasferire i contributi):
    • Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) → opzione più comune
    • Gestione Separata → se vuoi trasferire i contributi da dipendente
  2. Indica i periodi da ricongiungere:
    • Il sistema precompila automaticamente i periodi dalla Gestione Separata
    • Verifica le date e conferma
  3. Scegli la modalità di pagamento:
    • Unica soluzione (sconto 5%)
    • Rateizzazione (indica il numero di rate desiderato)
  4. Allega documenti (se richiesti)
  5. Firma digitalmente con SPID/CIE

STEP 4: Invia la domanda

  • Clicca su “Invia domanda”
  • Riceverai una ricevuta di protocollo via email e nel cassetto previdenziale MyINPS
  • Conserva il numero di protocollo per verifiche future

STEP 5: Attendi il prospetto di calcolo

  • Entro 90 giorni (era 180 giorni prima del 2026) l’INPS ti invia:
    • Prospetto onere di ricongiunzione con l’importo esatto
    • Simulazione pensione con e senza ricongiunzione
    • Piano di ammortamento se hai scelto la rateizzazione

STEP 6: Accetta o rinuncia

  • Hai 30 giorni dalla notifica del prospetto per:
    • Accettare: paghi la prima rata o l’intera somma
    • Rinunciare: nessun costo, contributi restano nelle gestioni originali

IMPORTANTE: La rinuncia entro 30 giorni è gratuita e senza penali. Puoi richiedere una nuova simulazione in qualsiasi momento.

Procedura tramite patronato (CAF)

Se preferisci farti assistere, puoi rivolgerti a un patronato o CAF:

Vantaggi:

  • Assistenza gratuita per tutta la pratica
  • Verifica preventiva della convenienza
  • Simulazioni comparative (ricongiunzione vs totalizzazione)
  • Supporto in caso di errori o ritardi INPS

Procedura:

  1. Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine
  2. Porta i documenti (estratto contributivo, documento identità, codice fiscale)
  3. Il patronato compila la domanda per conto tuo
  4. Firmi la delega al CAF per presentare la domanda
  5. Il CAF invia la domanda telematicamente all’INPS
  6. Ricevi il prospetto tramite il CAF, che ti spiega i calcoli
  7. Decidi se accettare con il supporto del CAF

Tempi: Identici alla procedura online (90 giorni per il prospetto).

Casi Particolari e Situazioni Specifiche

Ricongiunzione con contributi esteri

Se hai lavorato all’estero in un Paese UE e versato contributi sia in Italia (FPLD e Gestione Separata) che all’estero, puoi:

Opzione 1: Totalizzazione internazionale

Utilizzare la totalizzazione europea (Regolamento CE 883/2004) per sommare gratuitamente i contributi italiani ed esteri, senza costi. Ogni Paese paga la propria quota di pensione.

Opzione 2: Ricongiunzione + totalizzazione

  1. Ricongiungere i contributi italiani (FPLD + Gestione Separata) in un’unica gestione
  2. Poi totalizzare con i contributi esteri

Questo può aumentare la quota italiana di pensione.

Attenzione: Per i Paesi extra-UE (es. Svizzera, USA, Australia) esistono convenzioni bilaterali specifiche. Consulta un patronato specializzato.

Ricongiunzione e pensione di reversibilità

Se sei titolare di pensione di reversibilità (coniuge o figlio di pensionato deceduto) puoi comunque richiedere la ricongiunzione per i tuoi contributi personali.

Regola: La pensione di reversibilità non impedisce la ricongiunzione dei tuoi contributi, perché sono due prestazioni diverse:

  • Reversibilità: ti spetta come superstite
  • Pensione diretta: ti spetta per i tuoi contributi

Quando andrai in pensione, riceverai entrambe le pensioni, con eventuale riduzione della reversibilità se superi determinati limiti di reddito.

Ricongiunzione e APE Sociale / Quota 103

La ricongiunzione è compatibile e vantaggiosa con le pensioni anticipate:

APE Sociale 2026:

  • Requisiti: 63 anni + 30-36 anni contributi (a seconda della categoria)
  • Con la ricongiunzione sommi tutti i contributi per raggiungere i 30-36 anni
  • Niente finestre: esci subito (con totalizzazione aspetti 18 mesi)

Quota 103 (2026):

  • Requisiti: 62 anni + 41 anni contributi
  • La ricongiunzione ti aiuta a raggiungere i 41 anni
  • Anche qui, niente finestre (con totalizzazione aspetti 21 mesi per autonomi)

Esempio:

Maria ha:

  • 35 anni come dipendente
  • 5 anni in Gestione Separata
  • 62 anni di età

Senza ricongiunzione (totalizzazione):

  • Solo 35 anni contributi FPLD → non raggiunge i 41 anni per Quota 103

Con ricongiunzione:

  • 35 + 5 = 40 anni contributi unificati → raggiunge i 41 anni (con 1 anno aggiuntivo di lavoro)
  • Può uscire con Quota 103 a 63 anni (invece di 67 con pensione di vecchiaia)

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Ricongiunzione Contributi

Posso richiedere la ricongiunzione se ho già la pensione?

No, la ricongiunzione può essere richiesta solo prima della liquidazione della pensione. Se sei già pensionato, non puoi più ricongiungere i contributi. L’unica eccezione (dal 2026) è se hai una pensione di anzianità/anticipata ma non hai ancora raggiunto l’età della pensione di vecchiaia: in questo caso puoi ricongiungere eventuali contributi versati dopo la pensione anticipata.

Quanto tempo ho per decidere dopo aver ricevuto il prospetto INPS?

Hai 30 giorni di tempo dalla notifica del prospetto di calcolo per decidere se accettare o rinunciare. Se non rispondi entro 30 giorni, la domanda si considera rinunciata automaticamente. La rinuncia è gratuita e senza penali.

Posso interrompere il pagamento delle rate se cambio idea?

Sì, puoi rinunciare alla ricongiunzione anche dopo aver iniziato a pagare le rate, ma solo entro determinati limiti:

  • Entro 2 anni dall’accettazione: puoi rinunciare e ti vengono rimborsate le rate già pagate (senza interessi)
  • Dopo 2 anni: la rinuncia è possibile ma perdi le rate già pagate e i contributi tornano nelle gestioni originali

Attenzione: la rinuncia conviene solo se hai pagato poche rate. Dopo anni di pagamento, in genere conviene completare.

La ricongiunzione vale anche per la pensione ai superstiti?

Sì, i contributi ricongiunti vengono considerati anche per il calcolo della pensione di reversibilità che spetterà ai tuoi familiari superstiti (coniuge, figli). Questo è un vantaggio importante della ricongiunzione rispetto alla totalizzazione.

Posso detrarre fiscalmente l’onere di ricongiunzione?

L’onere di ricongiunzione è deducibile (non detraibile) dal reddito ai fini IRPEF. Questo significa che puoi sottrarre l’importo annuo delle rate dal tuo reddito imponibile, con un risparmio fiscale del 23-43% a seconda del tuo scaglione IRPEF.

Esempio:

  • Rate annue: 2.000 euro
  • Scaglione IRPEF: 35%
  • Risparmio fiscale: 2.000 × 35% = 700 euro all’anno

Attenzione: La deduzione vale solo se hai un reddito IRPEF. Se sei in regime forfettario, non puoi dedurre l’onere.

Come funziona la ricongiunzione se ho contributi prima e dopo il 1996?

Se hai contributi versati sia prima del 31 dicembre 1995 (sistema retributivo) che dopo il 1° gennaio 1996 (sistema contributivo), la ricongiunzione mantiene la distinzione:

  • I contributi ante-1996 continuano a essere calcolati con il sistema retributivo (più vantaggioso)
  • I contributi post-1996 vengono calcolati con il sistema contributivo

Questo è uno dei maggiori vantaggi della ricongiunzione: se hai contributi retributivi, anche i periodi ricongiunti beneficiano del calcolo retributivo.

Posso fare una simulazione senza impegnarmi?

Sì, puoi richiedere una simulazione preventiva gratuita all’INPS o tramite un patronato/CAF, senza alcun impegno. La simulazione ti fornisce:

  • Importo esatto dell’onere di ricongiunzione
  • Stima della pensione con ricongiunzione
  • Stima della pensione con totalizzazione
  • Piano di ammortamento (rate)

Solo dopo aver visto la simulazione decidi se procedere o meno. Non ci sono costi né impegni.


Conclusione

La ricongiunzione contributi tra Gestione Separata INPS e lavoro dipendente è una opportunità importante per chi ha lavorato in entrambe le gestioni e vuole ottenere un’unica pensione più alta. Con le nuove regole 2026 – tassi più bassi, rateizzazione estesa a 15 anni, procedura semplificata – la ricongiunzione diventa ancora più accessibile.

Tuttavia, la scelta tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita richiede un’analisi attenta della tua situazione specifica: anni di contributi, età, reddito, obiettivi pensionistici. In alcuni casi la ricongiunzione è molto vantaggiosa (pochi anni in Gestione Separata, contributi ante-1996, pensione anticipata), in altri casi la totalizzazione è preferibile (molti anni in entrambe le gestioni, onere troppo elevato).

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la ricongiunzione contributi: simulazioni comparative, calcolo dell’onere, valutazione della convenienza, presentazione domanda e supporto in tutte le fasi. La consulenza è gratuita e ti permette di prendere la decisione migliore per il tuo futuro pensionistico.

Richiedi Assistenza per la Ricongiunzione Contributi

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la ricongiunzione contributi INPS, simulazioni e valutazioni di convenienza.

Contattaci su WhatsApp

CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

Febbraio 20, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:28:552026-05-31 14:12:30Ricongiunzione Contributi Gestione Separata INPS e Lavoro Dipendente: Nuove Regole 2026
CAF, COLF E BADANTI

Ferie Badante Convivente 2026: Calcolo, Maturazione e Retribuzione

colf e badanti CAF Udine

Indice dei Contenuti

  1. Quante ferie spettano alla badante
  2. Calcolo ferie badante: la formula
  3. Maturazione ferie: come funziona
  4. Ferie non godute: cosa succede
  5. Retribuzione durante le ferie
  6. Programmazione ferie: chi decide
  7. Ferie badante convivente: casi particolari
  8. Ferie alla cessazione del rapporto
  9. Servizio gestione buste paga CAF
  10. Domande frequenti

Quante Ferie Spettano alla Badante nel 2026

Secondo il CCNL Lavoro Domestico (Contratto Collettivo Nazionale), ogni lavoratore domestico – comprese colf, badanti e baby sitter – ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie all’anno, indipendentemente dall’orario di lavoro settimanale.

Questo diritto matura dal primo giorno di assunzione e non puo essere sostituito da un’indennita economica, salvo in caso di cessazione del rapporto di lavoro.

Tabella riepilogativa ferie badante 2026

TipologiaGiorni annuiNote
Badante convivente26Vitto e alloggio inclusi anche in ferie
Badante non convivente full-time26Calcolati su settimana lavorativa
Badante part-time26Stesso numero, retribuzione proporzionata

Importante: I 26 giorni sono calcolati sulla settimana lavorativa di 6 giorni. Se la badante lavora 5 giorni a settimana, le ferie spettanti sono comunque 26, ma corrispondono a circa 4 settimane e 2 giorni di assenza effettiva.


Calcolo Ferie Badante: La Formula Esatta

Per calcolare le ferie maturate dalla badante in un determinato periodo, si utilizza questa formula:

Ferie maturate = (26 / 12) x mesi lavorati = 2,166 giorni per mese

Esempio pratico di calcolo

Situazione: Badante convivente assunta dal 1 marzo 2026

PeriodoMesi lavoratiFerie maturate
Marzo – Giugno 20264 mesi8,66 giorni (arrotondati a 9)
Marzo – Agosto 20266 mesi13 giorni
Marzo – Dicembre 202610 mesi21,66 giorni (arrotondati a 22)

Regola arrotondamento: Le frazioni di giorno pari o superiori a 0,5 si arrotondano per eccesso.


Maturazione Ferie: Come Funziona Mese per Mese

Le ferie maturano in proporzione ai mesi di servizio effettivo. Ecco cosa conta come “mese lavorato”:

Periodi che contano per la maturazione

  • Lavoro effettivo – anche parziale nel mese
  • Malattia – fino a 180 giorni annui
  • Infortunio – tutto il periodo
  • Maternita – periodo obbligatorio e facoltativo
  • Congedo matrimoniale – 15 giorni

Periodi che NON contano

  • Aspettativa non retribuita
  • Assenze ingiustificate
  • Sospensione disciplinare

Frazione di mese: Un mese si considera lavorato per intero se la badante ha prestato servizio per almeno 15 giorni in quel mese.


Ferie Non Godute: Cosa Succede

Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore. La legge italiana vieta la monetizzazione delle ferie durante il rapporto di lavoro.

Regole da rispettare

Attenzione datore di lavoro:

  • Almeno 2 settimane consecutive devono essere godute nell’anno di maturazione
  • Le restanti ferie entro 18 mesi dall’anno di maturazione
  • Le ferie non possono essere sostituite da denaro (salvo cessazione rapporto)

Conseguenze per il datore

Se le ferie non vengono concesse nei termini previsti:

  • Sanzione amministrativa da 100 a 600 euro per ogni lavoratore
  • Sanzione aumentata in caso di recidiva
  • Possibile risarcimento danni al lavoratore

Retribuzione Durante le Ferie: Quanto Spetta

Durante le ferie, la badante ha diritto alla normale retribuzione, comprensiva di tutti gli elementi fissi della busta paga.

Voci incluse nella retribuzione feriale

VoceInclusaNote
Paga baseSiSecondo livello contrattuale
Scatti di anzianitaSiSe maturati
SuperminimoSiSe previsto dal contratto
Indennita vitto e alloggioSi**Se la badante non usufruisce in natura
StraordinariNoNon sono compenso fisso

Caso speciale: badante convivente in ferie

Se la badante convivente lascia l’alloggio durante le ferie (ad esempio per tornare nel suo Paese d’origine), ha diritto anche all’indennita sostitutiva di vitto e alloggio.

Valori 2026:

  • Pranzo: 2,11 euro/giorno
  • Cena: 2,11 euro/giorno
  • Alloggio: 1,93 euro/giorno
  • Totale giornaliero: 6,15 euro

Programmazione Ferie: Chi Decide Quando

La programmazione delle ferie e un momento delicato che richiede accordo tra le parti.

Regole del CCNL

  • Le ferie vanno concordate tra datore e lavoratore
  • Il datore ha l’ultima parola in caso di disaccordo
  • Devono essere comunicate con almeno 15 giorni di preavviso
  • Preferibilmente nel periodo giugno-settembre

Consigli pratici per la programmazione

  1. Pianificate a inizio anno – Concordate un calendario indicativo delle ferie
  2. Considerate le esigenze dell’assistito – Chi si occupera dell’anziano durante le ferie?
  3. Verificate le ferie maturate – Non si possono concedere piu ferie di quelle maturate
  4. Formalizzate per iscritto – Una comunicazione scritta evita contestazioni

Ferie Badante Convivente: Casi Particolari

La badante convivente presenta alcune situazioni specifiche da gestire durante le ferie.

Scenario 1: La famiglia va in vacanza

Se la famiglia si assenta per vacanza e la badante non puo lavorare:

  • Non e automaticamente ferie per la badante
  • Se la badante non usufruisce delle ferie, deve essere comunque retribuita
  • Alternativa: concordare che siano ferie anche per la badante

Scenario 2: Badante accompagna l’assistito in vacanza

Se la badante accompagna l’assistito in un luogo di villeggiatura:

  • Non sono ferie, ma normale lavoro
  • Le spese di viaggio e soggiorno sono a carico del datore
  • Valgono le normali regole su orario e riposi

Scenario 3: Ferie frazionate

Le ferie possono essere frazionate, rispettando questi limiti:

  • Minimo 2 settimane consecutive nel periodo estivo
  • Le restanti possono essere godute in periodi piu brevi
  • Non si possono imporre ferie di singoli giorni senza accordo

Hai bisogno di calcolare le ferie della tua badante?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di gestione buste paga per lavoratori domestici.

Gestione completa buste paga: 25 euro/mese

Include: calcolo ferie, tredicesima, TFR, contributi INPS

Richiedi informazioni | Tel: 0432 504892


Ferie alla Cessazione del Rapporto di Lavoro

Quando il rapporto di lavoro termina (dimissioni, licenziamento o pensionamento dell’assistito), le ferie non godute devono essere monetizzate.

Calcolo indennita sostitutiva ferie

Indennita = (Retribuzione giornaliera) x (Giorni ferie non godute)

Esempio di calcolo

Situazione: Badante livello CS con paga mensile 1.200 euro, 8 giorni di ferie non godute

Retribuzione mensile1.200,00 euro
Retribuzione giornaliera (1.200 / 26)46,15 euro
Giorni ferie non godute8
Indennita sostitutiva ferie369,20 euro

Nota: L’indennita sostitutiva ferie va inserita nel calcolo del TFR e contribuisce all’imponibile contributivo.


Servizio Gestione Buste Paga per Badanti

La gestione corretta di ferie, contributi e buste paga richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato alle famiglie che impiegano lavoratori domestici.

Cosa include il servizio

ServizioCosto
Gestione completa buste paga mensili
Calcolo ferie, tredicesima, TFR, contributi
25 euro/mese
Consulenza assunzione/licenziamento
Contratto, comunicazioni INPS, calcolo spettanze
50 euro
Dichiarazione cessazione INPS
Comunicazione telematica + calcolo liquidazione
50 euro

Affida la Gestione della Tua Badante ai Professionisti

Niente piu errori nel calcolo ferie, contributi e buste paga

Richiedi Informazioni

Telefono: 0432 504892 | Email: info@centrofiscale.com


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulle Ferie della Badante

Quanti giorni di ferie spettano alla badante nel 2026?

Ogni badante ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie all’anno, indipendentemente che sia convivente o non convivente, full-time o part-time.

Come si calcolano le ferie della badante part-time?

Anche la badante part-time ha diritto a 26 giorni di ferie. La differenza sta nella retribuzione: ogni giorno di ferie sara pagato in proporzione alle ore lavorate normalmente.

La badante puo scegliere quando andare in ferie?

Le ferie devono essere concordate tra datore e lavoratore. In caso di disaccordo, l’ultima parola spetta al datore di lavoro, che deve comunque rispettare i termini di legge (almeno 2 settimane consecutive).

Posso pagare le ferie invece di farle godere?

No, durante il rapporto di lavoro le ferie non possono essere monetizzate. Possono essere pagate solo alla cessazione del contratto per le ferie residue non godute.

Se la badante si ammala durante le ferie?

Se la badante si ammala durante le ferie e presenta certificato medico, le ferie si interrompono e riprendono dalla guarigione. I giorni di malattia non si scalano dalle ferie.

Cosa succede se non concedo le ferie alla badante?

Il datore rischia sanzioni amministrative da 100 a 600 euro. Inoltre, il lavoratore potrebbe richiedere un risarcimento danni per mancato riposo.


Approfondimenti Correlati

  • Costo Badante Convivente 2026: Tabelle Complete
  • Come Assumere una Badante: Guida Passo Passo
  • Licenziamento Badante: Procedura e Preavviso
  • TFR Badante: Come Calcolare la Liquidazione
  • Detrazione Badante nel 730: Guida 2026
  • Contributi INPS Lavoratori Domestici 2026
Febbraio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-20 09:00:002026-05-31 16:11:30Ferie Badante Convivente 2026: Calcolo, Maturazione e Retribuzione
NOTIZIE

Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il Conto Termico 3.0?
  2. Chi puo accedere al Conto Termico 3.0?
  3. Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati
  4. Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona
  5. Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave
  6. Incentivi e percentuali di rimborso
  7. Come richiedere il Conto Termico 3.0
  8. Contatta il CAF Centro Fiscale

A partire dal 2026, il Conto Termico 3.0 si aggiorna con nuove regole e opportunita per cittadini e imprese che vogliono rendere la propria abitazione o struttura piu efficiente dal punto di vista energetico. La novita piu attesa e l’introduzione dello sconto in fattura, un meccanismo che permette di ricevere il contributo direttamente sulla spesa sostenuta, senza dover anticipare l’intero importo e attendere il rimborso. Ecco tutto quello che c’e da sapere su bonus caldaia, bonus fotovoltaico e incentivi disponibili nel 2026.

Cos’e il Conto Termico 3.0?

Il Conto Termico e un programma di incentivazione gestito dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che sostiene la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e gli interventi di efficienza energetica negli edifici. Nato nel 2012 e aggiornato nel 2016 con la versione 2.0, ora si rinnova con il Conto Termico 3.0, che amplia la platea dei beneficiari e introduce meccanismi di accesso piu semplici e convenienti.

L’obiettivo principale e ridurre i consumi energetici del patrimonio immobiliare italiano, favorendo la sostituzione di impianti obsoleti (come le vecchie caldaie a gas o gasolio) con tecnologie piu moderne e sostenibili, come pompe di calore, caldaie a biomassa e impianti fotovoltaici. Il tutto e collegato agli obiettivi europei di decarbonizzazione al 2030 e 2050.

Chi puo accedere al Conto Termico 3.0?

Il Conto Termico 3.0 2026 si rivolge a una platea ampia di soggetti. Possono beneficiare degli incentivi:

  • Privati cittadini (persone fisiche proprietarie o titolari di diritti reali sull’immobile)
  • Condomini per interventi sulle parti comuni
  • Soggetti giuridici privati (imprese, societa, professionisti)
  • Pubbliche Amministrazioni (Comuni, Province, scuole, ospedali)
  • ESCO (Energy Service Company) che realizzano interventi per conto terzi

Non e richiesto un limite di ISEE per i privati cittadini, a differenza di altri bonus edilizi. Tuttavia, per ottenere la percentuale massima di incentivo, alcuni criteri sull’efficienza dell’immobile e il tipo di impianto installato devono essere rispettati.

Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati

Il bonus caldaia 2026 rappresenta uno degli incentivi piu utilizzati del Conto Termico 3.0. In particolare, sono incentivati gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale obsoleti con sistemi piu efficienti. Gli impianti agevolati includono:

  • Pompe di calore (aria-aria, aria-acqua, acqua-acqua, geotermica) per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria
  • Caldaie a biomassa (pellet, legna) ad alta efficienza
  • Sistemi ibridi che combinano pompa di calore e caldaia a condensazione
  • Scaldacqua a pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria
  • Stufe, caminetti e termocamini a biomassa con elevate prestazioni

Attenzione: le caldaie a gas tradizionali non sono incentivate dal Conto Termico 3.0. Il programma favorisce esplicitamente la transizione verso fonti rinnovabili e l’abbandono dei combustibili fossili, in linea con la Direttiva Case Green europea. Per gli interventi piu ampi di ristrutturazione edilizia, esistono anche altre agevolazioni fiscali complementari.

Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona

Il Conto Termico 3.0 include anche incentivi per i sistemi solari termici (pannelli per la produzione di acqua calda), da non confondere con i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica (questi ultimi rientrano in schemi diversi come il Conto Energia o le detrazioni fiscali del Bonus Casa).

Gli interventi incentivati nel settore solare includono:

  • Collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e riscaldamento degli ambienti
  • Sistemi solari termici combinati con accumulo e integrazione con altri impianti
  • Installazione di pannelli su edifici esistenti (non solo nuove costruzioni)

Per i pannelli fotovoltaici classici per la produzione di energia elettrica, il Conto Termico 3.0 prevede incentivi solo se abbinati a sistemi di accumulo (batterie) e a pompe di calore, nell’ambito di interventi integrati di efficienza energetica. In ogni caso, e sempre consigliabile verificare la situazione specifica con un esperto prima di procedere.

Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave

La novita piu rilevante del Conto Termico 3.0 2026 e l’introduzione generalizzata dello sconto in fattura. Si tratta di un meccanismo gia conosciuto nell’ambito del Superbonus e di altri bonus edilizi, che ora viene esteso anche al Conto Termico.

Come funziona concretamente? Il beneficiario (il privato o l’impresa che realizza l’intervento) anziche ricevere un rimborso successivo dal GSE, puo cedere il proprio contributo all’impresa installatrice, che a sua volta applica uno sconto direttamente sulla fattura dei lavori. In pratica:

  1. Il beneficiario commissiona l’intervento (es. installazione pompa di calore)
  2. L’impresa installatrice realizza i lavori e applica lo sconto in fattura pari al contributo spettante
  3. Il beneficiario paga solo la differenza tra il costo totale e il contributo GSE
  4. L’impresa recupera il contributo direttamente dal GSE

Questo meccanismo e particolarmente vantaggioso per chi non vuole o non puo anticipare l’intera spesa. Tuttavia, richiede che l’impresa installatrice aderisca al meccanismo e abbia i requisiti per partecipare al programma GSE.

Incentivi e percentuali di rimborso

Le percentuali di incentivo del Conto Termico 3.0 variano in base al tipo di intervento e alla categoria del beneficiario. Ecco le principali fasce di incentivazione:

  • Pompe di calore per riscaldamento: fino al 65% della spesa ammissibile per le Pubbliche Amministrazioni, fino al 50-65% per i privati (in base alla zona climatica e alla potenza)
  • Caldaie a biomassa ad alta efficienza: fino al 40% della spesa per i privati, con bonus aggiuntivo nelle zone montane
  • Collettori solari termici: fino al 65% per le PA, fino al 50% per i privati
  • Scaldacqua a pompa di calore: fino al 50% della spesa ammissibile

Il contributo viene erogato in rate annuali (da 2 a 5 anni) oppure, per contributi di importo contenuto (sotto i 5.000 euro), in un’unica soluzione. Con lo sconto in fattura, l’erogazione avviene invece in modo anticipato e diretto.

E importante sottolineare che il Conto Termico 3.0 e cumulabile con alcune altre agevolazioni, ma non con la detrazione fiscale del 50% per la stessa spesa. Prima di scegliere quale incentivo utilizzare, e fondamentale calcolare quale opzione sia piu conveniente in base alla propria situazione fiscale, eventualmente verificando anche le possibilita legate al calcolo dell’ISEE 2026 per accedere ad altri bonus complementari.

Come richiedere il Conto Termico 3.0

La procedura per accedere al Conto Termico 3.0 2026 si svolge interamente online attraverso il portale GSE (gse.it). I passi principali sono:

  1. Registrazione al portale GSE: e necessario creare un account sul sito del Gestore dei Servizi Energetici
  2. Verifica dei requisiti: controllare che l’intervento rientri tra quelli incentivabili e che l’impianto soddisfi i requisiti tecnici minimi
  3. Presentazione della domanda: entro 60 giorni dalla fine dei lavori, il beneficiario (o l’impresa in caso di sconto in fattura) deve trasmettere la domanda con tutta la documentazione richiesta
  4. Documentazione necessaria: schede tecniche dell’impianto, fatture dei lavori, certificazioni energetiche, eventuale asseverazione di un tecnico abilitato
  5. Istruttoria GSE: il GSE esamina la domanda e, se accettata, stipula una convenzione con il beneficiario
  6. Erogazione del contributo: accreditato annualmente sul conto corrente indicato (oppure applicato come sconto in fattura)

Per non perdere le scadenze e per orientarsi tra le diverse agevolazioni disponibili nel 2026 – dal Conto Termico alle detrazioni per ristrutturazione, passando per il bonus bollette – e consigliabile affidarsi a un esperto che conosca bene la normativa fiscale e le agevolazioni in vigore.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Contatta il CAF Centro Fiscale per maggiori informazioni

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza e supporto per orientarsi tra le agevolazioni fiscali disponibili nel 2026, compreso il Conto Termico 3.0. I nostri esperti possono aiutarti a:

  • Verificare se hai diritto agli incentivi e quale conveniente per la tua situazione
  • Calcolare il contributo spettante in base all’intervento e alla tipologia di impianto
  • Supportarti nella raccolta della documentazione necessaria
  • Valutare la combinazione ottimale tra Conto Termico e detrazioni fiscali

Contattaci telefonicamente al 0432 1638640, scrivici via email a info@centrofiscale.com oppure passa direttamente presso i nostri uffici in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine. Siamo a tua disposizione per guidarti verso la soluzione piu adatta alle tue esigenze.


ARTICOLI CORRELATI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
NOTIZIE

ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS

Indice dei contenutiI Dati dell’Osservatorio INPS: DSU Raddoppiate dal 2022 Perché l’Assegno Unico Ha Raddoppiato le Richieste ISEE Cosa Significa per le Famiglie ItalianeL’introduzione dell’Assegno Unico Universale ha letteralmente…
Febbraio 21, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
Dichiarazione dei redditi 730
NOTIZIE

Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

Indice dei contenutiCos’è la Detassazione dei Premi di Risultato Chi Può Beneficiare della Detassazione Quando il Datore Non Applica la Detassazione Come Recuperare nel 730/2026: Procedura Esempio Pratico di Risparmio Fiscale Scadenze…
Febbraio 20, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
NOTIZIE

Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura

Indice dei contenutiCos’e il Conto Termico 3.0? Chi puo accedere al Conto Termico 3.0? Bonus Caldaia 2026: gli interventi incentivati Bonus Fotovoltaico 2026: come funziona Lo sconto in fattura: il meccanismo chiave Incentivi e percentuali…
Febbraio 19, 2026
/
0 Commenti
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-05-31 16:17:37Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
NOTIZIE

Decreto Bollette 2026: Bonus fino a 115 Euro, a Chi Spetta il Contributo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il Decreto Bollette 2026
  2. A chi spetta il bonus fino a 115 euro
  3. Requisiti ISEE e soglie di reddito
  4. Come ottenere il contributo
  5. Scadenze e tempi di erogazione

Il Decreto Bollette 2026 introduce un contributo straordinario fino a 115 euro per le famiglie in difficolta economica, destinato ad alleggerire il peso delle spese energetiche. Il provvedimento, approvato dal Governo nei primi mesi del 2026, prevede un sostegno economico diretto sulle bollette di luce e gas per i nuclei familiari con ISEE basso. Ecco tutto quello che devi sapere su chi ha diritto al bonus e come funziona.

Cos’e il Decreto Bollette 2026

Il Decreto Bollette 2026 e un provvedimento d’urgenza emanato dal Governo italiano per contrastare il rincaro delle tariffe energetiche e proteggere le famiglie piu vulnerabili. Il decreto stanzia risorse specifiche per erogare un contributo straordinario sulle bollette di energia elettrica e gas, con un importo massimo di 115 euro a nucleo familiare.

Il bonus si aggiunge agli ordinari bonus sociali energia gia previsti dalla normativa vigente (bonus elettrico, bonus gas, bonus idrico) e si configura come misura temporanea straordinaria, legata all’andamento dei prezzi dell’energia sui mercati internazionali.

La misura e gestita attraverso il sistema del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e dell’Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), che provvede all’applicazione automatica dello sconto in bolletta per chi ne ha diritto.

A Chi Spetta il Bonus fino a 115 Euro

Il contributo straordinario del Decreto Bollette 2026 e riservato a specifiche categorie di famiglie italiane. In particolare, hanno diritto al bonus fino a 115 euro:

  • Famiglie con ISEE fino a 9.530 euro: soglia base di accesso al bonus sociale energia
  • Famiglie numerose con almeno 4 figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro: soglia ampliata per i nuclei con molti componenti
  • Titolari di Assegno di Inclusione o Supporto per la Formazione e il Lavoro: accesso automatico indipendentemente dall’ISEE
  • Soggetti in gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature medico-terapeutiche elettriche salvavita (bonus elettrico per disagio fisico)

Il contributo straordinario si cumula con i bonus sociali ordinari, portando il risparmio totale annuo a cifre significative per le famiglie beneficiarie. L’importo esatto del bonus varia in base alla dimensione del nucleo familiare e alla zona climatica di residenza.

Requisiti ISEE e Soglie di Reddito

Per accedere al bonus bollette 2026 e necessario possedere un ISEE aggiornato che rientri nelle soglie previste dal decreto. E fondamentale che la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) sia stata presentata e l’ISEE sia stato calcolato correttamente.

Le soglie ISEE previste sono:

  • ISEE fino a 9.530 euro: accesso al bonus base per tutti i nuclei familiari
  • ISEE fino a 20.000 euro: accesso riservato ai nuclei familiari con almeno 4 figli fiscalmente a carico
  • Nessun limite ISEE: per i beneficiari di Assegno di Inclusione o Supporto per la Formazione e il Lavoro

Chi non ha ancora presentato la DSU per il calcolo ISEE 2026 e consigliato a farlo il prima possibile per non perdere il diritto al contributo. Il nostro CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo dell’ISEE.

Come Ottenere il Contributo Straordinario

Una delle caratteristiche principali del bonus bollette del Decreto Bollette 2026 e la sua erogazione automatica: non e necessario presentare una domanda esplicita. Il sistema funziona nel seguente modo:

  1. Presentazione DSU e calcolo ISEE: il nucleo familiare deve avere un ISEE in corso di validita, presentato presso un CAF o direttamente all’INPS
  2. Verifica automatica INPS-GSE: l’INPS trasmette periodicamente al GSE i dati dei nuclei familiari con ISEE nelle soglie previste
  3. Applicazione in bolletta: il gestore energetico applica automaticamente lo sconto nella successiva bolletta utile
  4. Nessuna domanda richiesta: per la maggior parte dei beneficiari il processo e completamente automatico

Eccezione importante: i soggetti con disagio fisico che utilizzano apparecchiature mediche salvavita devono presentare apposita certificazione al proprio fornitore energetico per attivare il bonus specifico. Anche in questo caso, il CAF Centro Fiscale puo orientarti nella procedura e aiutarti a raccogliere la documentazione necessaria.

Scadenze e Tempi di Erogazione

Il contributo straordinario del Decreto Bollette 2026 e strutturato come misura temporanea. I tempi di erogazione dipendono da diversi fattori:

  • Validita dell’ISEE: deve essere in corso di validita al momento dell’erogazione (l’ISEE scade il 31 dicembre di ogni anno)
  • Aggiornamento banche dati INPS: i dati vengono trasmessi ai gestori energetici con periodicita trimestrale
  • Ciclo di fatturazione del fornitore: il bonus appare nella prima bolletta emessa dopo la trasmissione dei dati

E importante rinnovare l’ISEE ogni anno, presentando la nuova DSU entro gennaio per garantire la continuita del bonus senza interruzioni. Chi non rinnova l’ISEE in tempo potrebbe perdere temporaneamente il diritto al contributo fino alla presentazione della nuova dichiarazione.

Per qualsiasi dubbio sul decreto bollette 2026, sul calcolo dell’ISEE o sulla verifica dei requisiti per il bonus energia 115 euro, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121.


ARTICOLI CORRELATI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
Dichiarazione dei redditi 730
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:47:112026-02-25 01:21:29Decreto Bollette 2026: Bonus fino a 115 Euro, a Chi Spetta il Contributo
NOTIZIE

Rottamazione-quater: Scadenza 9 Marzo 2026 per la Rata di Febbraio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cos’e la Rottamazione-quater
  2. La scadenza del 9 marzo 2026: perche slitta da febbraio
  3. I 5 giorni di tolleranza: come si calcola il 9 marzo
  4. Come pagare la rata di febbraio
  5. Conseguenze del mancato pagamento

Se hai aderito alla Rottamazione-quater e stai aspettando la scadenza della rata di febbraio 2026, c’è una data fondamentale da segnare sul calendario: 9 marzo 2026. Poiché il 28 febbraio cade di sabato, la scadenza slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Ecco tutto quello che devi sapere per non perdere il beneficio.

Cos’è la Rottamazione-quater

La Rottamazione-quater (ufficialmente denominata definizione agevolata delle cartelle esattoriali) è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). Si tratta di una misura che consente ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) entro il 30 giugno 2022, pagando solo la quota capitale e le spese di riscossione, senza versare sanzioni, interessi di mora e aggio.

Chi ha aderito alla Rottamazione-quater sta pagando il proprio debito in rate semestrali. Il piano di pagamento prevede una serie di rate distribuite nel corso degli anni, con scadenze precise che è obbligatorio rispettare per non perdere tutti i benefici della misura. La Rottamazione-quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, è invece uno strumento distinto per chi vuole rottamare nuovi debiti.

La scadenza del 9 marzo 2026: perché slitta da febbraio

La rata di febbraio 2026 della Rottamazione-quater ha come scadenza originaria il 28 febbraio 2026. Tuttavia, quest’anno il 28 febbraio cade di sabato, giorno non lavorativo. In base alle norme generali sulle scadenze fiscali, quando una scadenza fiscale cade in un giorno festivo o non lavorativo, il pagamento si intende tempestivo se effettuato entro il primo giorno lavorativo successivo.

Poiché il 1 marzo 2026 è domenica (anch’essa non lavorativa), la scadenza slitta ulteriormente al lunedì 2 marzo 2026. A questa data si aggiungono poi i 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa sulla Rottamazione-quater, che portano la scadenza definitiva al 9 marzo 2026.

Termine ultimo: 9 marzo 2026. La scadenza ufficiale (2 marzo) + i 5 giorni di tolleranza (7 marzo, sabato) slittano al primo giorno lavorativo: lunedì 9 marzo 2026. Oltre questa data si decade dalla Rottamazione-quater.

I 5 giorni di tolleranza: come si arriva al 9 marzo

La normativa sulla Rottamazione-quater prevede espressamente una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza ufficiale della rata. Questo significa che il pagamento effettuato entro i cinque giorni successivi alla scadenza viene comunque considerato tempestivo e valido, senza alcuna conseguenza sul beneficio della definizione agevolata.

In pratica, la rata di febbraio 2026 può essere pagata:

  • Entro il 2 marzo 2026: scadenza ufficiale della rata (28 febbraio sabato → lunedì 2 marzo)
  • Entro il 9 marzo 2026: termine ultimo assoluto (2 marzo + 5 giorni tolleranza = 7 marzo sabato → lunedì 9 marzo)

Attenzione: i 5 giorni di tolleranza non sono una proroga, ma una previsione normativa già inclusa nella legge. Non è necessario fare alcuna richiesta specifica per usufruirne. Tuttavia, è fortemente consigliato non aspettare l’ultimo momento utile ed effettuare il pagamento entro il 9 marzo 2026 per evitare qualsiasi rischio.

Come pagare la rata di febbraio della Rottamazione-quater

Il pagamento della rata di febbraio 2026 può essere effettuato attraverso diversi canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione:

  • Portale AdER (www.agenziaentrateriscossione.gov.it): accedendo con SPID, CIE o CNS è possibile pagare direttamente online con carte di credito, debito o tramite addebito su conto corrente bancario o postale
  • App EquiClick: l’applicazione ufficiale di AdER permette il pagamento diretto da smartphone
  • Bollettini postali e RAV: i bollettini di pagamento sono stati inviati per posta a chi ha aderito alla rottamazione; in alternativa è possibile scaricarli dal portale AdER accedendo alla propria area riservata
  • Modello F24: per chi preferisce questo canale, è possibile utilizzare il modello F24 tramite banca, ufficio postale o telematicamente
  • Sportelli di banche e uffici postali: il pagamento può avvenire fisicamente presso sportelli abilitati
  • Sportelli AdER: direttamente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e presso i soggetti convenzionati

Consiglio pratico: se non hai ricevuto o hai smarrito i bollettini, puoi recuperarli facilmente accedendo all’area riservata del portale AdER con le tue credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). Il portale mostra l’importo esatto della rata e consente di scaricare o pagare direttamente online.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conseguenze del mancato pagamento entro il 9 marzo 2026

Il mancato pagamento della rata di febbraio entro il 9 marzo 2026 (termine ultimo con tolleranza inclusa) ha conseguenze molto gravi e irreversibili:

  • Decadenza automatica dalla Rottamazione-quater: il beneficio della definizione agevolata viene perso definitivamente
  • Ripristino del debito originario integrale: tornano ad essere dovute le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione precedentemente condonati
  • Riavvio delle procedure esecutive: AdER può riprendere le azioni di recupero coattivo, tra cui pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche sui beni del debitore
  • Le rate già versate: gli importi già pagati vengono trattenuti da AdER come acconti sul debito originario complessivo, senza possibilità di rimborso

In caso di decadenza dalla Rottamazione-quater, potrebbe essere ancora possibile valutare l’adesione alla Rottamazione-quinquies per i decaduti dalla quater, la nuova edizione della definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. È però fondamentale verificare le scadenze e i requisiti aggiornati, poiché le finestre temporali si esauriscono rapidamente.

Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione specifica, sul calcolo dell’importo della rata o sulle modalità di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121: i nostri consulenti fiscali ti aiuteranno a gestire correttamente le scadenze della Rottamazione-quater e a proteggere i benefici già ottenuti.


ARTICOLI CORRELATI

  • Rottamazione Quater: Nuova Scadenza a Febbraio 2026 per Chi Ha Saltato una Rata
  • Rottamazione Quinquies 2026: Guida Completa alle Novita
  • Come Aderire alla Rottamazione Quinquies: Guida Passo-Passo
Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:42:482026-05-31 17:10:16Rottamazione-quater: Scadenza 9 Marzo 2026 per la Rata di Febbraio
NOTIZIE

ISEE 2026 Online: Come Compilare la DSU Precompilata, Passo dopo Passo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cos’e la DSU precompilata e come funziona
  2. Come accedere al portale INPS
  3. Documenti necessari prima di iniziare
  4. Compilazione passo dopo passo
  5. Errori comuni da evitare
  6. Contattare il CAF per assistenza

Dal 1° gennaio 2026 e possibile presentare la DSU precompilata per ottenere il nuovo ISEE 2026. L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e indispensabile per accedere a decine di prestazioni sociali: dall’Assegno Unico Universale al bonus asilo nido, dai sussidi per la retta universitaria alle agevolazioni sulle bollette. In questa guida spieghiamo, passo dopo passo, come compilare la DSU online in autonomia o con il supporto del CAF.

Cos’e la DSU Precompilata e Come Funziona

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e il documento che fotografa la situazione economica e patrimoniale del nucleo familiare. Viene utilizzata dall’INPS per calcolare l’ISEE 2026, che diventa poi il parametro per accedere a bonus, agevolazioni e servizi a tariffe ridotte.

La versione precompilata e una novita introdotta per semplificare il processo: l’INPS inserisce automaticamente i dati gia in suo possesso (redditi, patrimoni, contributi) recuperandoli dall’Agenzia delle Entrate e da altre banche dati pubbliche. Il cittadino deve solo verificare i dati, integrarli se necessario e confermare. Questo riduce i tempi e gli errori rispetto alla DSU ordinaria.

Come Accedere al Portale INPS per la DSU

Per compilare la DSU precompilata online servono le credenziali di accesso ai servizi telematici dell’INPS. Le modalita ammesse sono tre:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale) – livello 2 o superiore, il metodo piu diffuso
  • CIE (Carta di Identita Elettronica) – con lettore NFC o app dedicata
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi) – con apposito lettore smart card

Una volta effettuato l’accesso, vai su MyINPS → Prestazioni e servizi → ISEE precompilato. Il sistema mostra la bozza della DSU con tutti i dati pre-inseriti dall’ente. Il capofamiglia o un delegato puo accedere per conto del proprio nucleo familiare.

Documenti Necessari Prima di Iniziare

Prima di avviare la compilazione della DSU, e utile avere a portata di mano alcuni documenti per verificare i dati precompilati o integrarli in caso di discrepanze:

  • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
  • CU o 730 dell’anno precedente (redditi 2024 per ISEE 2026)
  • Saldi e giacenza media dei conti correnti al 31 dicembre 2024 (rilasciati dalla banca)
  • Visura catastale degli immobili posseduti
  • Valore dei veicoli intestati (auto, moto: anno di immatricolazione e targa)
  • Eventuale estratto conto titoli (azioni, fondi, libretti postali)
  • Per studenti universitari: documenti aggiuntivi specifici per l’ISEE universitario

Se hai gia presentato il rinnovo ISEE 2026 con la DSU ordinaria, puoi comunque passare alla precompilata: la nuova DSU sostituisce la precedente.

Compilazione DSU Precompilata: Passo dopo Passo

Ecco la sequenza operativa completa per completare la DSU precompilata ISEE 2026 online:

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e vai nella sezione dedicata all’ISEE precompilato.
  2. Visualizza la bozza DSU: l’INPS mostra i dati gia inseriti per ogni componente del nucleo (redditi, patrimoni immobiliari, patrimoni mobiliari).
  3. Verifica ogni sezione: controlla che i dati corrispondano a quelli reali. In caso di dati mancanti o errati, hai la possibilita di integrare o rettificare manualmente.
  4. Inserisci i dati mancanti: alcuni elementi non sono precompilati dall’INPS (es. canone di locazione pagato, spese per assistenza di familiari disabili). Inseriscili tu stesso nella sezione apposita.
  5. Dichiara la composizione del nucleo familiare: verifica che tutti i componenti siano presenti e corretti. Segnala eventuali variazioni (nascite, decessi, separazioni, figli a carico).
  6. Firma elettronicamente la DSU tramite SPID o CIE. La firma digitale sostituisce quella autografa sulla dichiarazione cartacea.
  7. Invia la DSU: dopo la conferma, il sistema elabora la richiesta e genera l’attestazione ISEE in pochi minuti (in alcuni casi entro 24 ore lavorative).
  8. Scarica o richiedi l’attestazione ISEE: il documento e disponibile nella tua area personale su MyINPS o puo essere inviato automaticamente agli enti che ne fanno richiesta.

Errori Comuni da Evitare

La DSU precompilata riduce il rischio di errori, ma non lo azzera del tutto. Ecco i problemi piu frequenti segnalati dai cittadini:

  • Accettare dati errati senza verificare: l’INPS puo avere dati non aggiornati. Controlla sempre il saldo e la giacenza media del conto corrente con l’estratto bancario.
  • Dimenticare componenti del nucleo: figli maggiorenni conviventi, genitori anziani a carico devono essere inclusi se rientrano nel nucleo ISEE.
  • Non dichiarare immobili all’estero o conti esteri: queste informazioni non sono sempre precompilate e vanno inserite manualmente.
  • Confondere ISEE ordinario e ISEE corrente: se hai perso il lavoro di recente, potrebbe convenire richiedere l’ISEE corrente, che riflette la situazione economica degli ultimi 12 mesi anziche dell’anno precedente.
  • Usare l’ISEE scaduto: l’attestazione ISEE vale fino al 31 dicembre dell’anno in cui e presentata. Rinnovalo entro il 31 dicembre 2026 per mantenere i benefici attivi.

Leggi anche: calendario pagamenti Assegno Unico marzo 2026 – date, importi aggiornati e come verificare lo stato dell’accredito INPS.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Hai bisogno di assistenza per l’ISEE 2026?

Compilare la DSU precompilata puo sembrare semplice, ma i dettagli tecnici (giacenza media, patrimoni mobiliari, componenti del nucleo) possono generare errori che portano a un ISEE errato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione dell’ISEE 2026, verificando ogni dato e garantendo la correttezza della tua dichiarazione.

Contattaci su WhatsApp

CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

ARTICOLI CORRELATI

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 14:04:282026-02-21 14:04:55ISEE, l’Assegno Unico Raddoppia le DSU: i Numeri dell’Osservatorio INPS
Dichiarazione dei redditi 730
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-20 09:41:502026-02-20 09:42:03Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026
Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:52:232026-02-19 09:55:54Bonus Caldaia e Fotovoltaico 2026: scatta il Conto Termico 3.0 con lo sconto in fattura
Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:36:162026-05-31 16:27:06ISEE 2026 Online: Come Compilare la DSU Precompilata, Passo dopo Passo
FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle

finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Bonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi
  2. Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico
  3. Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro
  4. Superbonus 2026: Solo Lavori Già Avviati
  5. Come Finanziare i Lavori in Attesa del Rimborso Fiscale
  6. Documenti e Adempimenti Obbligatori
  7. Errori Comuni da Evitare
  8. Cessione del Credito 2026: Situazione Attuale
  9. Domande Frequenti

Stai pensando di ristrutturare casa nel 2026? I bonus ristrutturazione 2026 offrono importanti detrazioni fiscali per chi investe nella propria abitazione. La Legge di Bilancio 2026 conferma incentivi come il bonus casa 50%, l’ecobonus 65% e il bonus mobili, ma con regole più restrittive rispetto agli anni precedenti.

Se hai bisogno di liquidità per avviare i lavori prima di recuperare le detrazioni fiscali, scopri le soluzioni di prestiti per ristrutturazione disponibili nel 2026.

In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega quali bonus sono ancora attivi, come ottenerli, quali documenti servono e come finanziare i lavori in attesa del rimborso IRPEF.

Bonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi

Il bonus ristrutturazione 2026 è la principale agevolazione fiscale per chi esegue lavori di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia sulla propria abitazione.

Aliquota e Massimale di Spesa

Per il 2026, la detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi PF).

Esempio pratico:

  • Spesa totale: 50.000 euro
  • Detrazione spettante (50%): 25.000 euro
  • Quota annuale detraibile: 2.500 euro per 10 anni

Questo significa che per 10 anni consecutive potrai ridurre l’IRPEF dovuta di 2.500 euro annui, recuperando gradualmente l’investimento effettuato.

Lavori Ammessi al Bonus Ristrutturazione

Il bonus casa 50% copre una vasta gamma di interventi edilizi:

  • Manutenzione straordinaria: rifacimento bagni, cucina, pavimenti, tinteggiature straordinarie
  • Impianti: sostituzione impianto elettrico, idraulico, riscaldamento, climatizzazione
  • Infissi e serramenti: sostituzione finestre, porte blindate, persiane, scuri
  • Risparmio energetico: isolamento termico, cappotto, caldaie a condensazione
  • Sicurezza: sistemi antifurto, videocitofoni, porte blindate
  • Eliminazione barriere architettoniche: rampe, ascensori, montascale
  • Cablatura: impianti per fibra ottica, wi-fi, domotica
  • Fotovoltaico: installazione pannelli solari (con limiti specifici)

Attenzione: La manutenzione ordinaria (piccole riparazioni, tinteggiature semplici) è ammessa solo per parti comuni condominiali, non per singole abitazioni.

Chi Può Richiedere il Bonus

Possono beneficiare del bonus ristrutturazione 2026:

  • Proprietari dell’immobile
  • Titolari di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, superficie)
  • Locatari e comodatari (con consenso del proprietario)
  • Familiari conviventi del proprietario
  • Conviventi more uxorio (coppie di fatto)

IMPORTANTE: Chi sostiene la spesa deve essere titolare di un diritto reale sull’immobile o comunque avere un titolo giuridico che giustifichi l’esecuzione dei lavori.

Detrazione in 10 Anni: Come Funziona

La detrazione del 50% viene recuperata tramite la dichiarazione dei redditi in 10 rate annuali di uguale importo. Le rate iniziano dall’anno successivo a quello in cui è stata sostenuta la spesa.

Esempio:

  • Lavori completati e pagati nel 2026
  • Prima rata detraibile: dichiarazione 2027 (redditi 2026)
  • Ultima rata: dichiarazione 2036 (redditi 2035)

Se vendi l’immobile prima di aver goduto di tutte le 10 rate, le quote residue si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto nell’atto di compravendita.

Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico

L’ecobonus 2026 è la detrazione fiscale dedicata agli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. Permette di recuperare il 65% delle spese sostenute (in alcuni casi anche il 50%) per lavori che migliorano l’efficienza energetica dell’abitazione.

Interventi Ammessi all’Ecobonus

I principali interventi che rientrano nell’ecobonus 2026 sono:

  • Cappotto termico: isolamento delle pareti esterne (detrazione 65% fino a 60.000 euro)
  • Sostituzione caldaia: installazione caldaie a condensazione classe A+ (detrazione 65% fino a 30.000 euro)
  • Pompe di calore: impianti ad alta efficienza per riscaldamento/raffrescamento (65%)
  • Infissi e serramenti: finestre con vetrocamera, tripli vetri (50% fino a 60.000 euro)
  • Schermature solari: tende da sole, tapparelle, persiane orientabili (50%)
  • Pannelli solari termici: per produzione acqua calda (65%)
  • Sistemi di building automation: domotica per gestione energia (65%)

Requisiti Tecnici e Asseverazioni

Per accedere all’ecobonus 65% è necessario rispettare precisi requisiti tecnici:

  • Asseverazione tecnica: certificazione di un tecnico abilitato che attesta il rispetto dei requisiti energetici
  • Comunicazione ENEA: invio telematico dei dati entro 90 giorni dalla fine lavori sul portale ENEA (enea.it)
  • APE: Attestato di Prestazione Energetica (obbligatorio per alcuni interventi)

Attenzione: Senza la comunicazione ENEA entro i 90 giorni dalla fine lavori, si perde il diritto alla detrazione.

Combinazione Ecobonus e Bonus Ristrutturazione

È possibile combinare ecobonus e bonus ristrutturazione nello stesso immobile, ma non sugli stessi lavori. Ad esempio:

  • Cappotto termico → ecobonus 65%
  • Rifacimento bagno → bonus ristrutturazione 50%

Se un intervento rientra in entrambe le agevolazioni (es. sostituzione infissi), il contribuente può scegliere quale bonus applicare. Conviene valutare caso per caso con il supporto del CAF.

Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro

Il bonus mobili 2026 permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica, fino a un massimo di 5.000 euro.

Mobili ed Elettrodomestici Ammessi

Mobili ammessi:

  • Letti, materassi, armadi, cassettiere, comodini
  • Librerie, scrivanie, tavoli, sedie
  • Divani, poltrone
  • Cucine componibili
  • Credenze, madie, comò

Elettrodomestici ammessi:

  • Frigoriferi e congelatori (classe energetica minima E)
  • Lavatrici, lavasciugatrici, asciugatrici (classe E)
  • Lavastoviglie (classe E)
  • Forni (classe A)
  • Piani cottura elettrici
  • Cappe aspiranti

IMPORTANTE: Non sono ammessi porte, pavimenti, tende, complementi d’arredo non elencati sopra.

Collegamento con Ristrutturazione

Il bonus mobili è vincolato all’esecuzione di lavori di ristrutturazione edilizia. Per accedervi è necessario:

  • Aver avviato lavori di ristrutturazione a partire dal 1° gennaio 2025
  • Gli acquisti devono essere effettuati dopo l’inizio dei lavori o nello stesso anno
  • I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o carta di credito/debito (non in contanti)

Esempio pratico:

  • Lavori di ristrutturazione iniziati: marzo 2026
  • Acquisto cucina nuova: maggio 2026 (ammesso)
  • Acquisto divano: dicembre 2026 (ammesso)
  • Spesa totale mobili: 8.000 euro
  • Detrazione: 50% di 5.000 euro = 2.500 euro (il limite è 5.000)

La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo, come per il bonus ristrutturazione.

Superbonus 2026: Solo Lavori Già Avviati

Il Superbonus, l’agevolazione che ha caratterizzato gli anni 2020-2025 con detrazioni al 110%, è ormai in fase di esaurimento nel 2026.

Situazione 2026: Ultimi Cantieri

Nel 2026, il Superbonus è ancora applicabile solo per lavori già avviati entro il 31 dicembre 2025, con le seguenti condizioni:

  • Condomini: lavori con SAL (Stato Avanzamento Lavori) al 60% entro 31/12/2023 → Superbonus 110% fino al 31/12/2025, poi 65% per lavori conclusi entro 31/03/2026
  • Villette unifamiliari: il Superbonus è terminato il 31/12/2023 (salvo rarissime eccezioni)
  • IACP (case popolari): 65% fino al 31/12/2025

Dal 1° gennaio 2026, non è più possibile avviare nuovi interventi con il Superbonus.

Alternative per Chi Non Rientra più nel Superbonus

Chi aveva programmato lavori con il Superbonus ma non rientra più nei termini può optare per:

  • Ecobonus 65% per interventi di efficientamento energetico
  • Bonus ristrutturazione 50% per lavori edilizi generici
  • Sismabonus per interventi antisismici (detrazione dal 50% al 85%)

Queste alternative hanno percentuali inferiori ma sono ancora valide e convenienti, soprattutto se combinate con soluzioni di finanziamento per ristrutturazione.

Come Finanziare i Lavori in Attesa del Rimborso Fiscale

Uno dei principali ostacoli per chi vuole ristrutturare casa è la liquidità immediata. Le detrazioni fiscali del bonus ristrutturazione 2026 vengono recuperate in 10 anni, ma i lavori vanno pagati subito.

Soluzioni di Finanziamento Disponibili

1. Prestiti Personali per Ristrutturazione

I prestiti personali dedicati alla ristrutturazione offrono importi elevati (fino a 50.000-75.000 euro) con tassi agevolati rispetto ai prestiti generici. Vantaggi:

  • Erogazione rapida (anche in 7-10 giorni)
  • Importo elevato
  • Durata fino a 10 anni
  • Rimborso graduale mentre recuperi le detrazioni

2. Cessione del Quinto dello Stipendio/Pensione

La cessione del quinto è ideale per dipendenti pubblici, privati e pensionati. Permette di ottenere liquidità immediata rimborsando una rata fissa pari al 20% dello stipendio/pensione netta.

Vantaggi:

  • Nessuna garanzia richiesta
  • Approvazione rapida anche per over 65
  • Rate trattenute direttamente in busta paga/cedolino

3. Prestiti con Garanzia Ipotecaria

Per importi molto elevati (oltre 75.000 euro), si può valutare un mutuo di ristrutturazione con garanzia ipotecaria sull’immobile. Tassi molto competitivi ma iter più lungo.

4. Anticipazione del Rimborso Fiscale

Alcune banche e finanziarie offrono prodotti che anticipano il rimborso fiscale delle detrazioni, cedendo il credito. Attenzione: verificare costi e condizioni.

Per approfondire tutte le opzioni di finanziamento e trovare la soluzione più adatta alle tue esigenze, visita la nostra guida completa sui prestiti per ristrutturazione.

Documenti e Adempimenti Obbligatori

Per accedere al bonus ristrutturazione 2026 è fondamentale rispettare precisi adempimenti documentali. La mancanza anche di un solo documento può comportare la perdita della detrazione.

Bonifico Parlante: Come Funziona

Tutti i pagamenti relativi ai lavori devono essere effettuati tramite bonifico bancario o postale parlante, un bonifico speciale che riporta:

  • Causale: “Bonifico per detrazione prevista dall’art. 16-bis del DPR 917/1986” (o riferimento all’ecobonus)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione (chi paga)
  • Codice fiscale o Partita IVA del destinatario (impresa che esegue i lavori)

Esempio di causale corretta:

“Pagamento ristrutturazione edilizia art. 16-bis DPR 917/86 – CF beneficiario: RSSMRA80A01H501Z – P.IVA ditta: 01234567890”

ATTENZIONE: Un bonifico ordinario (non parlante) fa perdere il diritto alla detrazione. La banca trattiene una ritenuta d’acconto dell’8% che viene versata direttamente all’Erario.

Comunicazione ENEA per Interventi Energetici

Per lavori che rientrano nell’ecobonus è obbligatorio inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori tramite il portale ufficiale:

  • Sito: detrazionifiscali.enea.it
  • Documenti da allegare: scheda descrittiva intervento, asseverazione tecnica

La comunicazione ENEA va inviata anche per interventi di risparmio energetico che rientrano nel bonus ristrutturazione (es. caldaia a condensazione).

Asseverazioni Tecniche

Per alcuni interventi è necessaria l’asseverazione di un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra) che attesti:

  • Il rispetto dei requisiti tecnici previsti dalla norma
  • La conformità dei lavori al progetto approvato
  • Il miglioramento della classe energetica (per ecobonus)

L’asseverazione va conservata insieme alla documentazione fiscale.

Conservazione Fatture e Documenti

Tutti i documenti relativi ai lavori vanno conservati per almeno 10 anni (durata della detrazione):

  • Fatture delle imprese
  • Ricevute dei bonifici parlanti
  • Comunicazione preventiva ASL (se prevista)
  • Titolo abilitativo comunale (CILA, SCIA, permesso di costruire)
  • Asseverazioni tecniche
  • Ricevuta comunicazione ENEA

In caso di controlli fiscali, l’Agenzia delle Entrate può richiedere tutta la documentazione per verificare la legittimità della detrazione.

Errori Comuni da Evitare

Molti contribuenti perdono il diritto al bonus ristrutturazione a causa di errori evitabili. Ecco i più frequenti:

1. Bonifico Non Parlante

Utilizzare un bonifico ordinario invece del bonifico parlante è l’errore più comune. Conseguenze:

  • Perdita totale della detrazione
  • Impossibilità di rimediare a posteriori

Soluzione: Verifica sempre che il bonifico sia di tipo “per ristrutturazione edilizia” e contenga tutti i dati obbligatori.

2. Mancata Comunicazione ENEA nei 90 Giorni

Dimenticare di inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori comporta la perdita dell’ecobonus. Non esistono proroghe o sanatorie.

Soluzione: Affidati a un tecnico che si occupi anche degli adempimenti ENEA, oppure segna la scadenza in agenda appena terminano i lavori.

3. Lavori Non Detraibili

Non tutti i lavori rientrano nel bonus ristrutturazione. Ad esempio:

  • Manutenzione ordinaria (tinteggiature semplici, piccole riparazioni) su singole abitazioni
  • Acquisto mobili usati (ammessi solo nuovi)
  • Elettrodomestici senza etichetta energetica conforme

Soluzione: Prima di iniziare i lavori, verifica con il CAF quali interventi sono ammessi.

4. IBAN Errato per Rimborso Diretto

Chi non ha un sostituto d’imposta (es. pensionati senza pensione, autonomi) deve indicare l’IBAN nella dichiarazione dei redditi per ricevere il rimborso. Un IBAN errato blocca il pagamento.

Soluzione: Verifica sempre l’IBAN inserito nel 730 o Modello Redditi. L’IBAN deve essere intestato al contribuente che richiede la detrazione.

5. Pagamento in Contanti o Assegno

Pagare i lavori in contanti o con assegno (anche bancario) fa perdere la detrazione. L’unico metodo ammesso è il bonifico parlante (per lavori) e bonifico/carta per acquisto mobili.

Cessione del Credito 2026: Situazione Attuale

Una delle principali novità degli ultimi anni riguarda la cessione del credito e lo sconto in fattura, meccanismi che permettevano di cedere la detrazione fiscale a terzi (banche, imprese) o di ottenere uno sconto immediato sui lavori.

Divieto Generale di Cessione del Credito

Dal 2024, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati aboliti per la quasi totalità dei bonus edilizi, inclusi:

  • Bonus ristrutturazione 50%
  • Ecobonus 65%
  • Bonus mobili
  • Sismabonus (salvo casi specifici)

Questo significa che nel 2026 non è più possibile:

  • Cedere il credito fiscale a banche, poste o intermediari finanziari
  • Ottenere lo sconto in fattura dall’impresa edile

Eccezioni Residue

La cessione del credito rimane possibile solo per:

  • Barriere architettoniche (75%) – ma il bonus scade il 31/12/2025
  • Superbonus per lavori già avviati con comunicazione di inizio lavori entro specifiche scadenze

Per tutti gli altri interventi, la detrazione è utilizzabile solo in dichiarazione dei redditi.

Solo Detrazione in Dichiarazione Redditi

Nel 2026, chi beneficia del bonus ristrutturazione deve:

  • Pagare i lavori per intero con bonifico parlante
  • Recuperare la detrazione in 10 anni tramite il modello 730 o Redditi PF
  • Eventualmente richiedere un finanziamento per coprire le spese immediate

Questa modifica normativa ha reso fondamentale pianificare con attenzione la disponibilità finanziaria per i lavori di ristrutturazione.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Serve l’ISEE per ottenere il bonus ristrutturazione 2026?

No, il bonus ristrutturazione 2026 (detrazione 50%) non richiede alcun requisito ISEE. La detrazione spetta a tutti i contribuenti proprietari o titolari di diritto reale sull’immobile, indipendentemente dal reddito.

Posso cumulare bonus ristrutturazione ed ecobonus sullo stesso immobile?

Si, e possibile beneficiare sia del bonus ristrutturazione che dell’ecobonus sullo stesso immobile, ma non per gli stessi lavori. Ad esempio, puoi detrarre il rifacimento bagno con il bonus ristrutturazione 50% e il cappotto termico con l’ecobonus 65%.

Quanto tempo ho per completare i lavori di ristrutturazione?

Non esiste un termine massimo per completare i lavori. La detrazione spetta per le spese sostenute (pagate) nell’anno fiscale. Puoi iniziare i lavori nel 2026 e completarli nel 2027, detraendo le spese anno per anno in base ai pagamenti effettuati.

Il rimborso del bonus ristrutturazione e immediato?

No, il bonus ristrutturazione non prevede rimborsi immediati. La detrazione viene recuperata in 10 quote annuali tramite la dichiarazione dei redditi, riducendo l’IRPEF dovuta o aumentando il rimborso spettante. Per avere liquidita immediata, valuta un prestito per ristrutturazione.

Cosa succede se vendo casa prima di aver usato tutte le 10 rate?

Se vendi l’immobile prima di aver goduto di tutte le 10 rate, le quote residue di detrazione si trasferiscono automaticamente all’acquirente, salvo diverso accordo scritto formalizzato nell’atto di compravendita.

Come posso finanziare i lavori se non ho liquidita immediata?

Puoi richiedere un prestito personale per ristrutturazione, una cessione del quinto dello stipendio o pensione, oppure un mutuo di ristrutturazione. Visita la nostra guida completa sui prestiti per ristrutturazione per confrontare le soluzioni disponibili.

Il bonus ristrutturazione 2026 rappresenta un’opportunità importante per chi vuole migliorare la propria abitazione beneficiando di detrazioni fiscali significative. Tra bonus casa 50%, ecobonus 65% e bonus mobili, le agevolazioni disponibili permettono di recuperare una parte consistente dell’investimento, a patto di rispettare tutti i requisiti documentali e procedurali.

Se hai bisogno di liquidità immediata per avviare i lavori prima di recuperare le detrazioni, scopri le soluzioni di finanziamento per ristrutturazione disponibili nel 2026.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistenza completa su tutti gli aspetti fiscali della ristrutturazione.


Hai Bisogno di Assistenza per i Bonus Ristrutturazione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le pratiche per ottenere il bonus ristrutturazione 2026, l’ecobonus e il bonus mobili. Ti seguiamo passo per passo per massimizzare le detrazioni fiscali.

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
    FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

    Finanziamento Efficienza Energetica: Caldaia, Infissi, Cappotto Termico

    Indice dei contenutiCosti Medi Interventi Efficienza Energetica Opzioni Finanziamento Specifiche Ecobonus 65%: Requisiti e Come Ottenerlo Risparmio Bollette Atteso Procedura e Tempistiche Esempio Pratico: Finanziamento + Detrazione Domande…
    Febbraio 21, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-21 09:00:002026-01-07 11:00:35Finanziamento Efficienza Energetica: Caldaia, Infissi, Cappotto Termico
    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
    FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

    Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle

    Indice dei contenutiBonus Ristrutturazione 2026: Detrazione 50% per Interventi Edilizi Ecobonus 2026: Detrazione 65% per Efficientamento Energetico Bonus Mobili 2026: Detrazione 50% fino a 5.000 Euro Superbonus 2026: Solo Lavori…
    Febbraio 19, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:00:002026-01-07 11:00:31Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle
    finanziamenti e prestiti CAF Centro Fiscale
    FINANZIAMENTI, Prestiti Ristrutturazione

    Prestito Ristrutturazione Casa 2026: Guida Completa, Tassi e Come Richiederlo

    Indice dei contenutiPerché Richiedere un Prestito per la Ristrutturazione Casa Opzioni di Finanziamento Disponibili nel 2026 Budget Ristrutturazione per Tipo di Lavoro Prestito vs Mutuo Ristrutturazione: Quando Scegliere Cosa Collegamento…
    Febbraio 17, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-17 09:00:002026-02-24 02:07:05Prestito Ristrutturazione Casa 2026: Guida Completa, Tassi e Come Richiederlo

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/finanziamenti-e-prestiti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-19 09:00:002026-05-31 09:57:31Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alle Detrazioni e Come Ottenerle
    Pagina 151 di 191«‹149150151152153›»

    Ultime notizie

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 amin: NOTIZIE
    Search Search

    Seguici su Facebook

    Categorie Articoli

    Ultimi Articoli

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
    • fatturazione elettronica CAF Udine
      Autofattura TD17 forfettario: guida 2026 a TD18 e TD19 per acquisti da Google, Meta, Amazon ed esteroOttobre 2, 2026 - 3:00 pm
    • regime forfettario partita iva
      Geometra Dipendente con Partita IVA 2027: Incompatibilità, Limite 35.000 Euro e Obblighi CIPAGOttobre 2, 2026 - 1:00 pm
    • Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenuteOttobre 2, 2026 - 11:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      APE Sociale ed E-commerce: la Soglia dei 5.000 Euro SpiegataOttobre 2, 2026 - 9:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Debiti previdenziali: nell’opposizione al merito basta citare l’ente creditore, non l’Agenzia delle Entrate-RiscossioneOttobre 2, 2026 - 7:00 am
    CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

    Contatti

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
    Email: info@centrofiscale.com
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
    WhatsApp Patronato: 324 7411699

    Ultimi Articoli

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus edilizi dopo il decesso: a quale erede passa la detrazioneOttobre 3, 2026 - 11:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Sanzione disciplinare ingiusta al lavoro: come contestarlaOttobre 3, 2026 - 9:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?Ottobre 3, 2026 - 7:00 am
    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
    • Collegamento a Facebook
    • Collegamento a Instagram
    • Collegamento a Rss questo sito
    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto