CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOProroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e ForfettariLa proroga dei versamenti delle dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) e per i contribuenti in regime forfettario rappresenta uno degli appuntamenti più attesi del calendario fiscale italiano. Per l’anno d’imposta 2025, l’Agenzia delle Entrate ha confermato lo slittamento della scadenza ordinaria del 30 giugno 2026, allineandosi a quanto previsto dall’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 e dai provvedimenti attuativi.In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi sono i soggetti beneficiari della proroga, quali versamenti rientrano nello slittamento, come calcolare correttamente saldo IRPEF 2025 e acconti 2026, e come gestire la rateizzazione delle imposte. Sono inclusi esempi pratici, tabelle riassuntive dei codici tributo, e una sezione dedicata agli errori più frequenti.La proroga non è una sanatoria né una riduzione del debito d’imposta: si tratta di uno spostamento del termine di versamento senza maggiorazioni, finalizzato a consentire ai professionisti, ai commercialisti e ai CAF di gestire i carichi di lavoro derivanti dall’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB) e dagli adempimenti collegati al modello Redditi PF/SP/SC 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiProroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoChi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiIl quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Quali versamenti sono prorogati: elenco completoCalcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVersamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Rateizzazione: come pagare in rate mensiliCodici tributo F24: tabella completaCasi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiErrori più frequenti e ravvedimento operosoDomande frequenti sulla proroga 2026Proroga 20 luglio 2026: cosa cambia rispetto al 30 giugnoLa scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 per il pagamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi 2026 (anno d’imposta 2025) viene posticipata al 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione per i contribuenti che soddisfano specifici requisiti. Si tratta di una proroga ormai strutturale, confermata anno dopo anno dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per i soggetti che applicano gli ISA e per i forfettari, in considerazione dei tempi tecnici di pubblicazione dei software dichiarativi e delle istruzioni operative dell’Agenzia delle Entrate.Cosa significa concretamente? Significa che chi rientra nell’ambito applicativo della proroga potrà:Versare saldo IRPEF 2025 e primo acconto IRPEF 2026 entro il 20 luglio 2026 (anziché il 30 giugno) senza maggiorazione dello 0,40%;Versare entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione dello 0,40% (anziché entro il 30 luglio);Avviare la rateizzazione con prima rata al 20 luglio (rate mensili successive).La proroga riguarda solo i versamenti, non incide invece sulla scadenza di invio telematico del modello Redditi, fissata al 31 ottobre 2026 (modello Redditi PF/SP/SC) né sulla dichiarazione IRAP (anch’essa al 31 ottobre 2026).Fonte: Agenzia delle Entrate, sezione “Scadenze fiscali”; art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024. Chi sono i destinatari: soggetti ISA, forfettari e minimiLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tre categorie principali di contribuenti:1. Soggetti che applicano gli ISASono interessati i contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA), introdotti dall’art. 9-bis del D.L. 50/2017 in sostituzione degli ex studi di settore. Rientrano nel beneficio:Persone fisiche titolari di partita IVA (artigiani, commercianti, professionisti) con ricavi/compensi fino a 5.164.569 euro;Società di persone (SNC, SAS) e soggetti equiparati che applicano gli ISA;Società di capitali (SRL, SPA) che applicano gli ISA con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare;Soci di società (SAS, SNC) e collaboratori familiari per redditi attribuiti per trasparenza.Sono esclusi dagli ISA (e quindi non beneficiano automaticamente della proroga in quanto soggetti ISA) i contribuenti con cause di esclusione – ad esempio inizio o cessazione attività nel periodo, periodo non coincidente con anno solare, ricavi superiori a 5.164.569 euro – salvo che rientrino in altri presupposti.2. Contribuenti in regime forfettarioI contribuenti che applicano il regime forfettario ex art. 1 commi 54-89 della Legge 190/2014, pur essendo esclusi dall’applicazione degli ISA, beneficiano comunque della proroga in virtù di esplicita previsione normativa. Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario nel 2025 è fissato a 85.000 euro.3. Contribuenti in regime di vantaggio (ex minimi)Anche i residui contribuenti che ancora applicano il regime dei minimi (art. 27 commi 1 e 2 del D.L. 98/2011), in scadenza al compimento del quinto anno di attività o al compimento del 35esimo anno di età, rientrano nella proroga al 20 luglio 2026.Casi di estensione della prorogaLa proroga si estende anche ai soci di società che partecipano a soggetti ISA o forfettari, in regime di trasparenza fiscale (art. 5, 115 e 116 TUIR). In particolare:Soci di SNC, SAS e società equiparate;Soci di SRL che hanno optato per la trasparenza (art. 116 TUIR);Collaboratori familiari (art. 230-bis Codice Civile). Il quadro normativo: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024La proroga dei versamenti per soggetti ISA e forfettari non è una concessione estemporanea: ha radici normative chiare e progressivamente consolidate.Il punto di partenza: art. 17 DPR 435/2001La normativa di base sulle scadenze di versamento delle imposte da dichiarazione e l’articolo 17 del DPR 7 dicembre 2001 n. 435, che stabilisce due termini ordinari:30 giugno: termine ordinario senza maggiorazione;30 luglio (i 30 giorni successivi): termine con maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.Le proroghe annuali: dal DPCM al D.Lgs. 13/2024Negli anni precedenti la proroga era disposta annualmente con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Dal 2024 in poi, l’articolo 37 del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 (attuativo della delega fiscale L. 111/2023) ha previsto una proroga strutturale per i soggetti ISA e forfettari, collegandola all’avvio del Concordato Preventivo Biennale (CPB).In particolare, per il 2026 (anno d’imposta 2025), la proroga al 20 luglio è collegata anche all’esigenza di dare tempi adeguati per l’adesione al CPB 2025-2026, riservato proprio ai soggetti ISA e forfettari (limitatamente al periodo 2025 con applicazione dell’imposta sostitutiva ad aliquota agevolata 10-15% sull’eccedenza concordata).Provvedimenti applicativi 2026Per il 2026 la proroga è stata confermata dai consueti comunicati MEF e dalle FAQ pubblicate dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito istituzionale. Si veda inoltre la circolare AdE 18/E del 2024 in materia di CPB, che richiama i termini di versamento per i soggetti aderenti.Riferimenti normativi: D.Lgs. 13/2024 art. 37; DPR 435/2001 art. 17; L. 111/2023 (delega fiscale); circolare AdE 18/E/2024. Quali versamenti sono prorogati: elenco completoLa proroga al 20 luglio 2026 si applica a tutti i versamenti il cui termine ordinario cade il 30 giugno 2026 e che risultano dalla dichiarazione dei redditi. In particolare, rientrano nel beneficio:Imposte diretteSaldo IRPEF 2025 (codice tributo 4001) e relative addizionali regionali e comunali (codici 3801, 3844);Primo acconto IRPEF 2026 (codice tributo 4033), pari al 40% dell’imposta dovuta per il 2025 (per il regime forfettario il primo acconto è generalmente al 50% del totale acconto);Saldo IRES 2025 (codice tributo 2003) per società di capitali con esercizio solare;Primo acconto IRES 2026 (codice tributo 2001);Saldo e acconto IRAP 2025 (codici 3800, 3812, 3813).Imposta sostitutiva per il regime forfettarioSaldo imposta sostitutiva 2025 (aliquota 15%, oppure 5% per nuove attività nei primi 5 anni) – codice tributo 1792;Primo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1790;Secondo acconto imposta sostitutiva 2026 – codice tributo 1791 (scadenza ordinaria 30 novembre 2026, non interessata dalla proroga di luglio).Imposte sostitutive e patrimonialiCedolare secca sui canoni di locazione – saldo (codice 1842) e primo acconto (codice 1840);IVIE (Imposta sul Valore degli Immobili all’Estero) – codice 4041 saldo, 4044 primo acconto;IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero) – codice 4043 saldo, 4047 primo acconto.Contributi previdenzialiLa proroga si applica anche ai contributi previdenziali INPS Gestione Separata e ai contributi della Gestione Artigiani e Commercianti dovuti a saldo e primo acconto, calcolati sul reddito eccedente il minimale.IVA annualeL’IVA annuale 2025 con scadenza al 16 marzo 2026 NON è oggetto della proroga di luglio. Tuttavia, chi ha scelto di rateizzare l’IVA annuale o di posticiparla con la maggiorazione dello 0,40% mensile alla scadenza di giugno-luglio, ricade nei termini della proroga.VersamentoCodice tributoScadenza ordinariaScadenza prorogataSaldo IRPEF 2025400130/06/202620/07/2026Primo acconto IRPEF 2026403330/06/202620/07/2026Saldo imposta sost. forfettari179230/06/202620/07/2026Primo acconto imp. sost. forfettari179030/06/202620/07/2026Saldo IRES 2025200330/06/202620/07/2026Saldo IRAP 2025380030/06/202620/07/2026Cedolare secca saldo184230/06/202620/07/2026Addizionale regionale380130/06/202620/07/2026Addizionale comunale saldo384430/06/202620/07/2026 Calcolo saldo IRPEF 2025 e acconti 2026: esempi praticiVediamo come si calcolano concretamente saldo e acconti per le due principali categorie di contribuenti che beneficiano della proroga.Esempio 1: Artigiano con ricavi ISAMario, idraulico in regime ordinario semplificato, soggetto agli ISA per il codice ATECO 43.22.01, presenta:Reddito d’impresa 2025: 38.000 euro;IRPEF lorda calcolata: 8.450 euro;Detrazioni: 1.880 euro;IRPEF netta: 6.570 euro;Acconti già versati nel 2025 (giugno + novembre): 5.940 euro.Calcolo:Saldo IRPEF 2025 = 6.570 – 5.940 = 630 euro (codice 4001);Primo acconto IRPEF 2026 = 40% di 6.570 = 2.628 euro (codice 4033);Secondo acconto IRPEF 2026 = 60% di 6.570 = 3.942 euro (scadenza 30/11/2026, codice 4034).Totale da versare entro il 20 luglio 2026: 3.258 euro (630 + 2.628). Oppure entro il 20 agosto 2026 con maggiorazione 0,40%: 3.258 + 13,03 = 3.271,03 euro.Esempio 2: Professionista in regime forfettarioLaura, consulente IT, primo anno di attività superato (non più start-up al 5%):Compensi 2025: 52.000 euro;Coefficiente di redditività (codice ATECO 62.02.00): 78%;Reddito imponibile: 52.000 x 78% = 40.560 euro;Contributi INPS Gestione Separata 2025 pagati: 5.200 euro;Reddito imponibile netto: 40.560 – 5.200 = 35.360 euro;Imposta sostitutiva 15%: 5.304 euro.Calcolo:Saldo imposta sostitutiva 2025 = 5.304 – acconti versati nel 2025 (codice 1792);Primo acconto 2026 (50% del totale) = 2.652 euro (codice 1790);Secondo acconto 2026 (50%) = 2.652 euro entro il 30/11/2026 (codice 1791).Regola importante (acconti per forfettari): non è dovuto acconto se l’imposta sostitutiva dichiarata è inferiore a 51,65 euro; è dovuto in unica soluzione entro il 30/11 se inferiore a 257,52 euro; è dovuto in due rate (40% + 60%, oppure 50%+50% a seconda del regime) se superiore a 257,52 euro.Esempio 3: Socio SRL trasparenteGiulia, socia al 50% di una SRL trasparente (art. 116 TUIR), riceve per trasparenza un reddito di partecipazione di 28.000 euro. Anche lei beneficia della proroga al 20 luglio per il versamento del saldo IRPEF e del primo acconto, in quanto socio di soggetto ISA. Versamento dal 21 luglio al 20 agosto con maggiorazione 0,40%Chi non riesce a versare entro il 20 luglio 2026 può avvalersi della possibilità di posticipare il pagamento entro i 30 giorni successivi, cioè fino al 20 agosto 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.La maggiorazione dello 0,40% si applica:Solo sugli importi versati tra il 21 luglio e il 20 agosto 2026;Su tutti i tributi della dichiarazione (IRPEF, IRES, IRAP, imposta sostitutiva, addizionali, cedolare, ecc.);Sui contributi INPS calcolati a saldo e primo acconto.Esempio di calcolo maggiorazioneRiprendendo Mario dell’esempio 1, se versa il 5 agosto 2026 anziché il 20 luglio:Importo base: 3.258 euro;Maggiorazione 0,40%: 3.258 x 0,4% = 13,03 euro;Totale da versare: 3.271,03 euro.La maggiorazione va aggiunta direttamente nel modello F24 al campo “Importi a debito versati” insieme all’importo principale. Non esiste un codice tributo separato per la maggiorazione 0,40%.Attenzione: Il termine del 20 agosto 2026 cade di giovedì – non c’è quindi slittamento al primo giorno lavorativo successivo. Diversamente, quando il termine cade di sabato, domenica o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (art. 6 D.L. 330/1994).Rateizzazione: come pagare in rate mensiliI contribuenti possono decidere di rateizzare gli importi a debito in rate mensili di pari importo, beneficiando comunque della proroga al 20 luglio 2026 come data della prima rata.Numero massimo di rateLe rate possono essere distribuite fino al 16 dicembre 2026, con scadenze così articolate:1a rata: 20 luglio 2026 (oppure 20 agosto con maggiorazione 0,40%);2a rata: 20 agosto 2026;3a rata: 16 settembre 2026;4a rata: 16 ottobre 2026;5a rata: 17 novembre 2026 (il 16 cade di lunedì – confermare il calendario ufficiale);6a rata: 16 dicembre 2026 (ultima rata possibile).Le rate successive alla prima sono maggiorate degli interessi nella misura del 4% annuo (DM 21/05/2009), calcolati su base mensile dal giorno successivo al primo versamento.Tabella interessi per rate successiveRataScadenzaInteressi su rata1a20/07/20260,00%2a20/08/20260,33%3a16/09/20260,66%4a16/10/20260,99%5a16/11/20261,32%6a16/12/20261,65%Codice tributo per gli interessi da rateizzazione: 1668.Cosa NON si può rateizzareNON sono rateizzabili: il secondo acconto IRPEF, le imposte sostitutive di IRPEF (es. ceduole secche), l’IVA annuale (già con suo regime di rateazione separato fino al 16 dicembre). Codici tributo F24: tabella completaPer il versamento delle imposte risultanti dalla dichiarazione 2026, ecco la tabella aggiornata dei principali codici tributo da utilizzare nel modello F24:CodiceDescrizioneAnno di riferimento4001IRPEF – saldo20254033IRPEF – acconto prima rata20264034IRPEF – acconto seconda rata o unica soluzione20261790Imposta sost. forfettari – acconto prima rata20261791Imposta sost. forfettari – acconto seconda rata20261792Imposta sost. forfettari – saldo20252003IRES – saldo20252001IRES – acconto prima rata20263800IRAP – saldo20253812IRAP – acconto prima rata20263801Addizionale regionale20253844Addizionale comunale – saldo20253843Addizionale comunale – acconto20261842Cedolare secca – saldo20251840Cedolare secca – acconto prima rata20261668Interessi rateizzazione20264041IVIE – saldo20254043IVAFE – saldo2025Per i contributi INPS i codici sono: AP (Artigiani Saldo), AF (Artigiani Acconto), CP (Commercianti Saldo), CF (Commercianti Acconto), PXM/P10 (Gestione Separata). Casi particolari: soci, eredi, contribuenti minimiSoci di società di persone (SNC, SAS)I soci di società di persone che applicano gli ISA o sono in regime forfettario beneficiano della proroga al 20 luglio 2026 anche per le imposte dovute sui redditi attribuiti per trasparenza. Devono comunque presentare il proprio modello Redditi PF entro il 31 ottobre 2026.Eredi del contribuente decedutoGli eredi di un contribuente soggetto ISA o forfettario deceduto nel 2025 beneficiano di un regime speciale di proroga: i termini di versamento e di presentazione della dichiarazione del de cuius sono prorogati di sei mesi (art. 65 DPR 600/1973). Anche la proroga al 20 luglio 2026 si applica ai versamenti dovuti dal de cuius per il 2025, salvo l’ulteriore proroga semestrale.Inizio o cessazione attività nel 2025Chi ha iniziato o cessato l’attività nel 2025 è generalmente escluso dagli ISA per cause oggettive. Tuttavia, ai fini della proroga al 20 luglio si guarda alla natura del contribuente (titolare di partita IVA con attività potenzialmente assoggettata a ISA o forfettaria), quindi il beneficio si applica comunque.Periodo d’imposta non solareLe società di capitali con esercizio non coincidente con l’anno solare (es. 1/7-30/6) seguono il termine di versamento ordinario al ultimo giorno del sesto mese successivo alla chiusura dell’esercizio. La proroga al 20 luglio 2026 si applica solo a chi ha esercizio solare.Contribuenti aderenti al CPB (Concordato Preventivo Biennale)I soggetti che hanno aderito al CPB per il biennio 2025-2026 (o per il singolo periodo 2025 per i forfettari) versano l’imposta sostitutiva sull’eccedenza concordata (aliquota dal 10% al 15% per soggetti ISA, 10% per forfettari) entro il 20 luglio 2026, codici tributo dedicati (4068, 4069, 4070, 4071, 4072 per soggetti ISA in base al livello di affidabilità raggiunto).Errori più frequenti e ravvedimento operosoVediamo i più comuni errori commessi durante i versamenti di luglio e come correggerli tempestivamente con il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997).Errore 1: Mancato versamento entro il 20 luglioChi non versa entro il 20 agosto 2026 (con maggiorazione) è considerato in ritardo. Il ravvedimento permette di sanare con sanzioni ridotte:Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione 0,1% per ogni giorno di ritardo;Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione 1,5% (1/10 del 15%);Ravvedimento intermedio (entro 90 giorni): sanzione 1,67% (1/9 del 15%);Ravvedimento lungo (entro un anno): sanzione 3,75% (1/8 del 30%);Ravvedimento ultra-annuale (entro 2 anni): sanzione 4,29% (1/7 del 30%);Ravvedimento oltre 2 anni: sanzione 5% (1/6 del 30%).A queste sanzioni si aggiungono gli interessi al tasso legale (per il 2025 era 2%, per il 2026 da verificare dopo decreto MEF di fine 2025 – in caso di mancato aggiornamento si applica l’ultimo tasso vigente).Errore 2: Sbagliare il codice tributoUn errore comune è versare l’IRPEF con il codice della cedolare secca o viceversa. La correzione si effettua tramite il modello F24 di Variazione (codice tributo da indicare con segno meno e indicazione del codice corretto), oppure tramite richiesta di compensazione via cassetto fiscale.Errore 3: Calcolare l’acconto sul reddito sbagliatoPer i forfettari l’acconto si calcola sull’imposta sostitutiva e non sul reddito imponibile. Per i soggetti ordinari si calcola sull’imposta IRPEF/IRES netta, al netto delle ritenute subite e dei crediti d’imposta. Errori comuni portano a sovraversamenti che si recuperano in compensazione orizzontale F24 negli anni successivi.Errore 4: Ignorare la riduzione di acconto per il primo annoI forfettari al primo anno di attività possono optare per l’aliquota agevolata 5% (anziché 15%), ma in tal caso possono scegliere di NON versare alcun acconto per il periodo d’imposta successivo qualora abbiano applicato per la prima volta il regime. Verificare sempre il quadro LM del modello Redditi PF.Errore 5: Saltare l’addizionale regionale e comunaleSaldo e acconto delle addizionali (codici 3801, 3844, 3843) seguono la proroga ma sono spesso dimenticati. Il software dichiarativo li calcola in automatico, ma in compilazione manuale è bene controllarli sempre. 💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Prova gratis 30 giorniDomande frequenti sulla proroga 20261. La proroga vale anche per i contribuenti non titolari di partita IVA?No. La proroga al 20 luglio 2026 è riservata ai titolari di partita IVA che applicano gli ISA o sono in regime forfettario, ai loro soci/collaboratori e agli eredi. I lavoratori dipendenti, i pensionati e gli altri contribuenti non titolari di reddito d’impresa o lavoro autonomo applicano la scadenza ordinaria del 30 giugno 2026 o quella alternativa del 30 luglio 2026 con maggiorazione 0,40%.2. Devo presentare la dichiarazione entro il 20 luglio?No. La proroga riguarda solo i versamenti. La scadenza per la presentazione telematica del modello Redditi PF, SP, SC e IRAP resta il 31 ottobre 2026.3. Posso compensare il debito con crediti d’imposta?Sì, è prassi diffusa. Tramite modello F24 si possono compensare i debiti IRPEF/IRES/IRAP con crediti d’imposta disponibili (es. crediti IVA, credito 730, credito IRAP eccedente). Attenzione: la compensazione orizzontale oltre 5.000 euro richiede visto di conformità.4. Cosa succede se verso il 19 luglio (sabato)?Il 20 luglio 2026 cade di lunedì, quindi non c’è slittamento. Tuttavia, se si versa il 19 luglio (sabato) o il 18 luglio (domenica) il versamento è accettato come anticipato e valido.5. Sono pensionato con partita IVA aperta in regime forfettario per consulenze occasionali: beneficio della proroga?Sì. La proroga si applica in base al regime fiscale (forfettario) e non alla qualifica anagrafica. Anche il pensionato in regime forfettario versa al 20 luglio 2026.6. Posso versare in compensazione tramite F24 telematico anche dopo il 20 luglio?Sì, ma con maggiorazione 0,40% se versato tra il 21 luglio e il 20 agosto, o con ravvedimento operoso se oltre. Il termine per la compensazione è quello di versamento.7. La proroga si applica al diritto camerale CCIAA?Sì. Il diritto annuale alla Camera di Commercio, codice tributo 3850, ha scadenza coincidente con il primo termine di versamento delle imposte dirette, e quindi beneficia della proroga al 20 luglio 2026 per soggetti ISA e forfettari.8. Ho dimenticato di versare il primo acconto: posso pagare solo il saldo?No. Saldo e acconto sono distinti e vanno entrambi versati. Il primo acconto va comunque pagato (può essere ravveduto se in ritardo). In alternativa, se l’acconto era inferiore alla soglia minima (51,65 euro IRPEF) o (51,65 euro imposta sostitutiva), non era dovuto.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai bisogno di assistenza per i versamenti 2026?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste artigiani, commercianti, professionisti e contribuenti forfettari nella compilazione della dichiarazione dei redditi, nel calcolo di saldo e acconti, e nella corretta predisposizione del modello F24 con o senza compensazione di crediti d’imposta. Contattaci per fissare un appuntamento e affidare i tuoi versamenti a chi conosce nel dettaglio la disciplina degli ISA e del regime forfettario.Fonti consultate: art. 17 DPR 435/2001; art. 37 D.Lgs. 13/2024; L. 111/2023; circolare AdE 18/E del 17 settembre 2024; comunicati MEF su scadenze fiscali; sito ufficiale Agenzia Entrate sezione “Scadenze fiscali” e “Modello F24 codici tributo”.Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 10:25:432026-09-27 09:18:45Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari
ESTRATTO CONTRIBUTIVO, PATRONATODebiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributiHai un debito con l’INPS e temi di non riuscire a pagarlo in un’unica soluzione? Da gennaio 2025 le regole sono cambiate in modo significativo: grazie al Decreto Legge 132/2024 (convertito nella Legge 162/2024) e alle nuove disposizioni operative dell’INPS, è ora possibile rateizzare i debiti contributivi fino a 60 rate mensili, ovvero 5 anni. Una vera boccata d’ossigeno per lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla Gestione Separata e datori di lavoro che si trovano in difficoltà.Ma non è tutto: pagare i contributi arretrati non significa solo “mettersi in regola con l’INPS”. Significa soprattutto recuperare anni di contribuzione utili ai fini pensionistici, evitare il blocco del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), scongiurare l’iscrizione a ruolo da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e bloccare l’accumulo di sanzioni civili che, in alcuni casi, possono superare il 50% del debito originario.In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla rateizzazione dei debiti INPS nel 2026: chi può accedere, come si calcolano gli interessi, quanti documenti servono, come si presenta la domanda e cosa succede se salti una rata. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti alle ultime circolari.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono i debiti INPS e come nasconoLa novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Chi può richiedere la rateizzazioneQuante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceInteressi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneDocumenti necessari e procedura di domandaEsempi pratici di calcolo della rateizzazioneRecupero contributi ai fini pensionisticiCosa succede se salti una rata: la decadenzaDifferenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeConsigli pratici e ruolo del PatronatoDomande frequenti (FAQ) Cosa sono i debiti INPS e come nasconoPer debito con l’INPS si intende qualunque somma dovuta all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a titolo di contributi previdenziali e assistenziali non versati entro le scadenze previste. Si tratta di una situazione molto più diffusa di quanto si pensi: secondo i dati pubblicati dall’INPS nei suoi rendiconti annuali, milioni di posizioni contributive presentano scoperti, totali o parziali.I debiti INPS possono nascere per molteplici ragioni:Omessi versamenti: il contribuente non ha pagato i contributi alla scadenza prevista (per artigiani, commercianti e professionisti le scadenze ordinarie sono in maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo);Versamenti insufficienti: l’importo pagato è inferiore a quello dovuto, magari per un errore di calcolo del reddito;Accertamenti d’ufficio: l’INPS, attraverso le verifiche incrociate con l’Agenzia delle Entrate, rileva contributi non dichiarati e li richiede d’ufficio;Conguagli: per i datori di lavoro, situazioni di debito possono nascere dalle differenze tra contributi versati mensilmente e quelli risultanti dal flusso UniEmens;Sanzioni e interessi: anche le maggiorazioni applicate per ritardato pagamento si trasformano, se non saldate, in debito esigibile.Le conseguenze di un debito INPS non risolto sono pesanti: dall’iscrizione a ruolo (con passaggio della pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione), al blocco del DURC per imprese e professionisti, fino al mancato accredito dei contributi sulla posizione previdenziale, con effetti diretti sulla futura pensione. La novità: dilazione fino a 60 rate dal 2025Fino al 31 dicembre 2024 la rateizzazione ordinaria dei debiti contributivi INPS prevedeva un limite massimo di 24 rate mensili. Per ottenere un piano di dilazione più lungo (fino a 36 mesi) era necessario un decreto autorizzativo del Ministero del Lavoro, mentre per arrivare a 60 mesi serviva addirittura un’autorizzazione “straordinaria” rilasciata in casi eccezionali e con procedure complesse.Le cose sono cambiate radicalmente con l’articolo 23 del Decreto Legge 9 settembre 2024, n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 13 novembre 2024, n. 162. La nuova norma ha riscritto le regole della dilazione amministrativa dei debiti contributivi, con un duplice obiettivo: aiutare i contribuenti in difficoltà e al tempo stesso aumentare il recupero crediti da parte dell’Istituto, riducendo le iscrizioni a ruolo.L’INPS ha disciplinato l’applicazione concreta della norma con la Circolare n. 8 del 17 gennaio 2025 e con il successivo Messaggio n. 622 del 13 febbraio 2025, che ha attivato la procedura telematica aggiornata. In sintesi, i punti chiave della riforma sono:Estensione fino a 60 rate mensili della dilazione amministrativa per i debiti contributivi non ancora iscritti a ruolo;Articolazione in tre fasce di rate (fino a 24, da 25 a 36, da 37 a 60) con requisiti progressivamente più stringenti;Gestione interamente telematica tramite il portale “Rateazione” del sito INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS;Applicazione anche ai debiti già esistenti al momento dell’entrata in vigore della norma, purché non siano stati iscritti a ruolo;Mantenimento del calcolo delle sanzioni civili previsto dall’articolo 116, comma 8, della Legge 388/2000.La Circolare INPS n. 8/2025 ha inoltre chiarito che la nuova disciplina si applica alle domande presentate a partire dal 1° gennaio 2025 e che le rateazioni in corso, autorizzate con le vecchie regole, restano regolate dalla normativa previgente. Chi può richiedere la rateizzazioneLa dilazione amministrativa fino a 60 rate è uno strumento ampio, pensato per intercettare tutte le tipologie di contribuente che hanno maturato un debito previdenziale. Possono presentare domanda:Lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali: artigiani e commercianti iscritti alle rispettive Gestioni INPS;Coltivatori diretti, mezzadri e coloni iscritti alla Gestione agricoltura;Professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata (lavoratori autonomi occasionali, collaboratori coordinati e continuativi, amministratori di società, dottorandi, ricercatori);Datori di lavoro privati per i debiti relativi ai contributi dei loro dipendenti (sia per lavoratori subordinati che per collaboratori);Datori di lavoro domestico (famiglie che hanno assunto colf, badanti, baby sitter) per i contributi non versati alla Gestione Domestici;Committenti di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o di prestazione occasionale;Liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata che esercitano attività non coperte da una cassa professionale autonoma.Sono esclusi dalla rateizzazione amministrativa INPS i debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. In questi casi, occorre rivolgersi direttamente ad ADER per chiedere la rateizzazione esattoriale, che segue regole proprie (e che attualmente prevede fino a 84 rate ordinarie, elevabili a 120 con dichiarazione di temporanea difficoltà economica documentata). I requisiti di accesso alla rateizzazionePer ottenere una rateizzazione INPS è necessario:Essere identificato in modo univoco presso l’INPS (codice fiscale, matricola aziendale o numero di iscrizione);Non avere precedenti rateazioni decadute per mancato pagamento di rate (la decadenza preclude nuove richieste, salvo specifiche eccezioni);Presentare un piano coerente con la propria capacità economica, soprattutto per le fasce più alte di dilazione (37-60 rate);Versare regolarmente i contributi correnti durante il piano di rateizzazione: la regolarità contributiva ordinaria non si interrompe e va mantenuta per non incorrere in nuove sanzioni;Pagare la prima rata entro 30 giorni dalla notifica dell’accoglimento, condizione necessaria perché il piano diventi operativo.Quante rate si possono ottenere: il sistema a tre fasceLa nuova rateizzazione INPS introdotta dal 2025 funziona con un meccanismo a tre fasce progressive. Ogni fascia richiede requisiti più stringenti e una documentazione più articolata. Lo schema è il seguente:FasciaNumero rateDurata massimaDocumentazione richiestaFascia 1 – Ordinariafino a 24 rate2 anniDomanda telematica semplice, senza documentazione economica aggiuntivaFascia 2 – Estesada 25 a 36 rate3 anniDomanda telematica + dichiarazione di temporanea difficoltà economica + documentazione comprovanteFascia 3 – Straordinariada 37 a 60 rate5 anniDomanda telematica + documentazione economico-patrimoniale completa (ISEE, bilanci, indicatori di liquidità) + relazione motivataL’INPS fissa un importo minimo della singola rata per evitare piani di rateizzazione antieconomici e troppo lunghi in rapporto all’entità del debito. La soglia esatta varia in base alla tipologia di gestione (Artigiani, Commercianti, Gestione Separata, Lavoro Domestico) e alle istruzioni operative pubblicate dall’INPS. In sede di domanda telematica, il sistema verifica automaticamente la congruità della rata proposta rispetto al debito complessivo. Cosa significa “temporanea difficoltà economica”Per accedere alle fasce 2 e 3 occorre dimostrare una situazione di temporanea difficoltà economica o finanziaria. La Circolare INPS n. 8/2025 ha chiarito che questa condizione va valutata caso per caso, ma fornisce alcuni indicatori di riferimento:ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) non superiore a determinate soglie, parametrate alla composizione del nucleo familiare;Indice di Liquidità (rapporto tra attività liquide e passività a breve) inferiore a una soglia di sostenibilità, per le imprese;Indice Alfa (rapporto tra debito INPS e valore della produzione o fatturato) superiore a determinate soglie;Documentazione di eventi straordinari (calamità naturali, crisi di settore, perdita di clienti rilevanti, problemi sanitari del titolare).In pratica, chi richiede 60 rate deve dimostrare di non poter sostenere un piano più breve senza compromettere la propria attività o sostentamento. Il CAF e il Patronato possono aiutare a costruire la documentazione e a redigere la relazione motivata richiesta dalla Fascia 3.Interessi, sanzioni civili e costi della rateizzazioneLa rateizzazione INPS non azzera i costi del debito, ma li struttura in modo prevedibile. Vediamo nel dettaglio le componenti economiche di un piano di dilazione.Sanzioni civili sul debitoLe sanzioni civili previste dall’articolo 116, comma 8, della Legge 23 dicembre 2000, n. 388 si applicano a tutti i debiti contributivi non versati alla scadenza. La misura è la seguente:Omissione contributiva (il debito è stato denunciato regolarmente ma non versato): sanzione pari al Tasso Ufficiale di Riferimento BCE + 5,5 punti percentuali, su base annua, fino al limite massimo del 40% del debito;Evasione contributiva (il debito è stato occultato all’INPS): sanzione fissa del 30% del debito su base annua, fino al limite massimo del 60% del debito.Una volta raggiunto il limite massimo (40% o 60%), continuano a maturare gli interessi di mora al tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, fino all’effettivo pagamento.Interessi di dilazioneSull’importo da rateizzare l’INPS applica anche interessi di dilazione, calcolati al tasso ufficiale di riferimento BCE maggiorato di 6 punti percentuali, su base annua. Questi interessi servono a remunerare l’Istituto per la dilazione temporale del pagamento e si aggiungono alle eventuali sanzioni civili già maturate.Il tasso si determina al momento della concessione del piano e resta fisso per tutta la durata della rateizzazione, salvo modifiche legislative.Tabella riassuntiva dei costiTipo costoImporto / aliquotaLimite massimoNormaSanzione omissioneTUR + 5,5 punti annuo40% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. aSanzione evasione30% annuo60% del debitoL. 388/2000 art. 116 c. 8 lett. bInteressi di dilazioneTUR + 6 punti annuon.d.Circolare INPS n. 8/2025Interessi di mora post-limiteTUR + 5,5 punti annuon.d.L. 388/2000 art. 116 c. 8Il Tasso Ufficiale di Riferimento (TUR) della Banca Centrale Europea va verificato al momento del piano. Per il 2026, considerata la traiettoria di politica monetaria della BCE, il tasso si colloca intorno al 2-2,5%, quindi gli interessi complessivi di dilazione si aggirano sull’8% annuo. Si tratta di un costo non trascurabile, ma molto inferiore a quello di un finanziamento bancario per importi analoghi e, soprattutto, con la certezza di sbloccare DURC e posizione previdenziale.Documenti necessari e procedura di domandaLa domanda di rateizzazione INPS si presenta esclusivamente in modalità telematica, attraverso il portale dell’Istituto. La procedura è stata aggiornata e razionalizzata con il Messaggio INPS n. 622 del 13 febbraio 2025. Come accedere al servizio onlineCollegarsi al sito www.inps.it;Accedere all’area riservata con SPID di secondo livello, CIE 3.0 o CNS;Cercare il servizio “Rateazione contributi” oppure “Dilazione amministrativa”;Selezionare la posizione contributiva interessata e il tipo di debito da rateizzare;Compilare il piano di rateazione, scegliendo il numero di rate (da 1 a 24, da 25 a 36 o da 37 a 60);Allegare la documentazione richiesta (per fasce 2 e 3);Confermare e inviare la domanda.Documentazione per la Fascia 1 (fino a 24 rate)Per la rateizzazione ordinaria non serve documentazione economica aggiuntiva. Bastano i dati anagrafici, il codice fiscale e l’identificazione della posizione INPS. La domanda viene accolta automaticamente se non ci sono cause ostative (rateazioni precedenti decadute, debiti già iscritti a ruolo, ecc.).Documentazione per la Fascia 2 (25-36 rate)Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la temporanea difficoltà economica;ISEE in corso di validità per persone fisiche;Ultimo bilancio depositato per società di capitali;Modello Unico/Redditi degli ultimi due anni per ditte individuali e società di persone;Documentazione bancaria recente (estratti conto, situazione affidamenti).Documentazione per la Fascia 3 (37-60 rate)Tutto quanto previsto per la Fascia 2;Relazione tecnico-economica motivata sulla situazione di difficoltà e sul piano di rientro proposto;Calcolo dell’Indice di Liquidità e dell’Indice Alfa per imprese e società;Eventuale documentazione di eventi straordinari (calamità, crisi di settore, problemi sanitari);Visura camerale aggiornata per imprese iscritte al Registro delle Imprese.Tempi di rispostaL’INPS, di norma, risponde entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Per le fasce 2 e 3, che richiedono valutazioni più articolate, i tempi possono allungarsi fino a 90 giorni. In caso di silenzio prolungato è possibile inviare un sollecito o rivolgersi alla sede territoriale competente.Esempi pratici di calcolo della rateizzazionePer capire concretamente quanto costa una rateizzazione INPS, vediamo due esempi pratici con cifre realistiche. Ipotizziamo un Tasso Ufficiale di Riferimento BCE del 2,15% (valore di riferimento 2026).Esempio 1: artigiano con debito di 8.000 euroMarco, idraulico iscritto alla Gestione Artigiani, non ha versato i contributi delle rate di maggio e agosto 2025. Il suo debito complessivo (capitale + sanzioni civili maturate per omissione) ammonta a 8.000 euro. Marco chiede una rateizzazione in 24 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 8.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 24 mesi: circa 705 euroTotale da pagare: circa 8.705 euroRata mensile media: circa 363 euroEsempio 2: commerciante con debito di 25.000 euroGiulia, titolare di un negozio iscritta alla Gestione Commercianti, ha accumulato debiti contributivi negli ultimi tre anni per 25.000 euro (capitale + sanzioni). Considerato il calo del fatturato e l’indice di liquidità sotto soglia, chiede e ottiene una rateizzazione in 60 mesi (Fascia 3).Debito da rateizzare: 25.000 euroTasso interessi dilazione: 2,15% + 6 punti = 8,15% annuoInteressi totali sul piano 60 mesi: circa 5.580 euroTotale da pagare: circa 30.580 euroRata mensile media: circa 510 euroConfrontando i due piani si nota che, all’aumentare della durata, cresce il costo complessivo per via degli interessi, ma diminuisce la rata mensile, alleggerendo l’impatto sul flusso di cassa. La scelta della fascia va quindi calibrata sulla propria capacità di pagamento sostenibile nel medio periodo.Esempio 3: famiglia con colf in debito di 3.000 euroLa famiglia Rossi non ha versato i contributi della Gestione Domestici per due trimestri della propria colf, accumulando un debito di 3.000 euro. Chiede una rateizzazione in 18 mesi (Fascia 1).Debito da rateizzare: 3.000 euroInteressi totali sul piano 18 mesi: circa 200 euroTotale da pagare: circa 3.200 euroRata mensile media: circa 178 euroPer le famiglie con lavoratori domestici, la rateizzazione INPS è uno strumento utilissimo per regolarizzare situazioni di morosità senza dover ricorrere a finanziamenti onerosi. Il pagamento delle rate si effettua con il consueto bollettino MAV o tramite addebito SEPA, sempre con codici contributo dedicati alla Gestione Domestici.Recupero contributi ai fini pensionisticiUno degli aspetti spesso sottovalutati della rateizzazione INPS riguarda gli effetti sulla posizione previdenziale. Pagare i contributi arretrati, anche a rate, significa riaccreditare anni di contribuzione sulla propria posizione assicurativa, con effetti diretti sul calcolo della futura pensione. Quando si accreditano i contributi rateizzatiL’INPS ha confermato, anche con la Circolare n. 8/2025, che i contributi inclusi in un piano di rateizzazione vengono accreditati sulla posizione assicurativa man mano che le rate vengono pagate. Questo significa che:Non bisogna attendere la fine del piano per vedere i contributi sulla propria posizione;Ogni rata pagata genera un accredito proporzionale;Solo al completo pagamento del piano l’INPS considera regolarizzata integralmente la posizione contributiva del periodo rateizzato;In caso di decadenza, i contributi accreditati fino a quel momento restano validi.Effetti sulla pensionePer chi è vicino al pensionamento, completare il piano di rateizzazione può essere determinante per maturare i requisiti contributivi minimi. I principali requisiti per le pensioni del sistema italiano sono:Pensione di vecchiaia: 67 anni di età e 20 anni di contributi;Pensione anticipata: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne, a prescindere dall’età;Quota 103 (sperimentale): 62 anni di età + 41 anni di contributi, con specifiche regole di accesso;Opzione Donna: requisiti specifici legati a particolari categorie (caregiver, invalide, lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi).Recuperare anche solo uno o due anni di contributi tramite rateizzazione può fare la differenza tra “non avere ancora i requisiti” e “poter andare in pensione”. Il consiglio è sempre quello di richiedere preventivamente l’estratto contributivo INPS per verificare l’esatta situazione previdenziale e calcolare l’impatto della regolarizzazione.Riscatto e contribuzione volontaria: alternative complementariLa rateizzazione non è l’unico strumento per “ricostruire” la posizione previdenziale. In alcuni casi può essere combinata con:Riscatto di laurea (ordinario o agevolato per i periodi entro i 45 anni di età);Contribuzione volontaria per coprire periodi di interruzione lavorativa;Ricongiunzione contributiva tra gestioni diverse (INPS, casse professionali, gestioni speciali);Totalizzazione dei periodi assicurativi maturati in gestioni differenti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una valutazione personalizzata della tua posizione previdenziale e indicarti la combinazione di strumenti più conveniente in vista del pensionamento.Cosa succede se salti una rata: la decadenzaLa regolarità nel pagamento delle rate è la condizione essenziale per mantenere attivo il piano di dilazione. Le regole sulla decadenza, ribadite dalla Circolare INPS n. 8/2025, sono chiare: il mancato pagamento di un numero predefinito di rate, anche non consecutive, comporta la decadenza automatica del piano.Soglia di decadenzaLa normativa attualmente prevede la decadenza in caso di mancato pagamento di:5 rate, anche non consecutive, sul totale delle rate previste dal piano;L’ultima rata del piano di rateizzazione.Una volta verificata la decadenza, l’INPS notifica al contribuente il provvedimento e procede:A iscrivere a ruolo il residuo debito non ancora coperto dai pagamenti effettuati;A trasmettere la pratica all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero forzoso;A negare nuove rateizzazioni sullo stesso debito, salvo eccezioni;A ripristinare il calcolo delle sanzioni civili per i periodi residui non pagati.È possibile rimediare?In caso di temporanea impossibilità a pagare una rata, è possibile richiedere all’INPS una sospensione temporanea del piano, motivata da gravi e documentate ragioni. La sospensione non è automatica: serve un’istanza motivata, accompagnata da documentazione, e l’autorizzazione è discrezionale.In alternativa, sempre prima della decadenza, è possibile chiedere una ridefinizione del piano (ad esempio passando da 24 a 36 rate o da 36 a 60), per allungare la durata e ridurre l’importo della singola rata.La regola fondamentale è: non aspettare la decadenza, agire prima. Se hai difficoltà a pagare anche solo una rata, rivolgiti immediatamente al Patronato per valutare insieme la soluzione più adatta.Differenza tra dilazione INPS e cartella esattorialeÈ importante distinguere tra due tipi di rateizzazione che riguardano i debiti contributivi:Rateizzazione amministrativa INPS: si applica ai debiti non ancora iscritti a ruolo. È quella di cui abbiamo parlato finora: fino a 60 rate, gestita direttamente dall’INPS, con i requisiti che abbiamo visto;Rateizzazione esattoriale ADER: si applica ai debiti già iscritti a ruolo e affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. È gestita da ADER, segue regole proprie e prevede attualmente fino a 84 rate ordinarie, elevabili fino a 120 in casi di documentata difficoltà.La scelta della procedura non è discrezionale: dipende dallo stato di lavorazione del debito. Finché il debito è “in casa” INPS (non iscritto a ruolo) si applica la rateizzazione amministrativa; quando è stato già trasmesso all’Agente della Riscossione, si applica la rateizzazione esattoriale. Tabella comparativaCaratteristicaDilazione INPSRateazione ADERGestoreINPSAgenzia Entrate-RiscossioneStato del debitoNon iscritto a ruoloIscritto a ruoloNumero massimo rateFino a 60Fino a 120Importo minimo rataDefinito da istruzioni INPS50 euroProceduraTelematica via portale INPSTelematica via portale ADERDocumentazioneCrescente per fasceCrescente per fasceEffetto su DURCDURC regolare se piano in regolaDURC regolare se piano in regolaConviene quindi agire tempestivamente: chiedere la rateizzazione INPS prima dell’iscrizione a ruolo evita aggravi di costi (oneri di riscossione, ulteriori interessi di mora) e mantiene il rapporto direttamente con l’Istituto previdenziale.Consigli pratici e ruolo del PatronatoLa rateizzazione INPS è uno strumento potente ma va gestito con attenzione. Ecco alcuni consigli pratici per evitare errori e massimizzare i benefici.Prima di chiedere la rateizzazioneRichiedi l’estratto contributivo aggiornato per avere chiarezza sulla composizione del debito;Verifica la prescrizione: i contributi previdenziali si prescrivono in 5 anni. Periodi più antichi potrebbero essere già prescritti e non più dovuti (con eccezioni);Controlla eventuali errori di accertamento d’ufficio: a volte la pretesa INPS si fonda su redditi presunti che non corrispondono alla realtà;Valuta la fascia adatta alla tua capacità di pagamento sostenibile: meglio una rata più alta in tempi brevi che un piano lungo a rischio decadenza.Durante il piano di rateizzazioneImposta promemoria per ogni scadenza mensile;Attiva l’addebito automatico SEPA per evitare dimenticanze;Continua a versare regolarmente i contributi correnti (la rateizzazione riguarda solo il pregresso);Conserva tutte le ricevute di pagamento;Monitora periodicamente la tua posizione contributiva online.Il ruolo del Patronato CAF Centro FiscaleIl Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa e gratuita per la gestione di tutte le pratiche relative ai debiti INPS. In particolare:Analisi della posizione contributiva: estratti contributivi, ricostruzione storica, individuazione di eventuali errori o periodi prescritti;Predisposizione della domanda di rateizzazione: compilazione, raccolta documentazione, presentazione telematica;Assistenza per la Fascia 3: redazione della relazione tecnico-economica, calcolo degli indici, presentazione documentazione completa;Consulenza previdenziale: valutazione dell’impatto della regolarizzazione sulla futura pensione, individuazione di alternative (riscatto, contribuzione volontaria);Monitoraggio del piano: verifica della corretta esecuzione, supporto in caso di difficoltà.Tutti i servizi del Patronato sono gratuiti per il cittadino, in quanto finanziati con fondi pubblici dedicati. Rivolgersi a un Patronato significa avere al proprio fianco un professionista esperto che conosce procedure, normative e prassi INPS, riducendo drasticamente il rischio di errori o rigetti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ) Posso rateizzare un debito INPS già iscritto a ruolo?No, la rateizzazione amministrativa INPS si applica solo ai debiti non ancora iscritti a ruolo. Se il debito è già stato affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, devi presentare domanda di rateizzazione direttamente ad ADER, che applica regole proprie e prevede fino a 84 rate ordinarie (elevabili a 120 in caso di difficoltà documentata).Quanto tempo ho per chiedere la rateizzazione?Non esiste un termine perentorio, ma è essenziale agire prima dell’iscrizione a ruolo del debito. Una volta che l’INPS ha trasmesso la pratica ad ADER (di solito entro 12-18 mesi dalla scadenza non rispettata), la rateizzazione amministrativa non è più possibile e occorre rivolgersi all’Agente della Riscossione.Posso ottenere una rateizzazione se ho già un debito iscritto a ruolo per altre pendenze INPS?Sì, la valutazione si fa per ogni singolo debito. Puoi avere contemporaneamente una rateizzazione amministrativa INPS per un debito non ancora iscritto a ruolo e una rateizzazione ADER per debiti già ruolizzati. Sono procedure parallele e indipendenti.Cosa succede al DURC durante la rateizzazione?Il DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) viene rilasciato regolarmente se sei in regola con il piano di rateizzazione (pagamento delle rate alle scadenze) e con il versamento dei contributi correnti. Una sola rata non pagata può compromettere temporaneamente il DURC.I contributi pagati a rate “valgono” per la pensione anche prima della fine del piano?Sì, l’INPS accredita i contributi proporzionalmente man mano che le rate vengono pagate. Quindi anche durante il piano la tua posizione assicurativa cresce. Solo a piano completato, però, il periodo viene considerato integralmente regolarizzato.Posso saldare anticipatamente le rate per chiudere prima il piano?Sì, è sempre possibile estinguere anticipatamente la rateizzazione pagando il debito residuo in un’unica soluzione. Gli interessi di dilazione vengono ricalcolati e ridotti proporzionalmente al periodo di anticipo.Quanto costa l’assistenza del Patronato per la rateizzazione INPS?L’assistenza del Patronato è completamente gratuita per il cittadino. I servizi sono finanziati con fondi pubblici dedicati alla tutela previdenziale e assistenziale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza completa per la presentazione della domanda di rateizzazione e per tutte le pratiche INPS connesse.Conclusione: agire subito è la chiaveAvere un debito con l’INPS non è una condanna: la riforma introdotta dal Decreto Legge 132/2024 e attuata con la Circolare INPS n. 8/2025 ha aperto possibilità di rientro molto più ampie rispetto al passato, con piani di rateizzazione fino a 60 mesi e una procedura interamente telematica.L’importante è agire tempestivamente: prima il debito viene affrontato, minori saranno gli aggravi di sanzioni e interessi, e maggiore sarà la possibilità di evitare l’iscrizione a ruolo. Rateizzare significa non solo “mettersi in regola” con l’INPS, ma soprattutto recuperare anni preziosi di contribuzione per la propria pensione, sbloccare il DURC e ripartire con serenità.Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco con un Patronato qualificato che ti assiste in ogni fase: dall’analisi della posizione contributiva alla scelta della fascia di rateizzazione, dalla preparazione della documentazione alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio del piano nel tempo. Tutti i servizi sono gratuiti per il cittadino.Hai un debito con l’INPS o vuoi verificare la tua situazione contributiva? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per un appuntamento. Un nostro operatore valuterà gratuitamente la tua posizione e ti indicherà la strada migliore per regolarizzare e proteggere il tuo futuro previdenziale.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:25:432026-05-31 17:44:28Debiti con l’INPS fino a 60 rate: come ottenere il pagamento agevolato e recuperare i contributi
CAFPensione Reversibilità 2026: Requisiti, Importi e DomandaLa pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduto. Nel 2026, le regole per accedere a questa forma di tutela restano sostanzialmente invariate, ma è fondamentale conoscere requisiti, percentuali e limiti di reddito aggiornati. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sulla pensione ai superstiti 2026.Indice dei contenutiCos’è la pensione di reversibilitàDifferenza tra reversibilità e pensione indirettaChi ha diritto alla reversibilitàPercentuali e importi 2026Limiti di reddito e decurtazioniRequisiti contributivi per la pensione indirettaCome fare domanda INPSDecorrenza e tempi di erogazioneReversibilità e altri redditiCasi particolariDomande frequenti (FAQ) Cos’è la pensione di reversibilitàLa pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che l’INPS riconosce ai familiari superstiti quando muore una persona che già percepiva la pensione (di vecchiaia, anticipata, di invalidità o di inabilità). In pratica, una parte della pensione del defunto viene trasferita ai suoi familiari più stretti.Questa tutela nasce dall’esigenza di garantire un sostegno economico a chi dipendeva dal reddito del pensionato venuto a mancare. La reversibilità non è automatica: bisogna presentare apposita domanda all’INPS e possedere determinati requisiti.La normativa di riferimento è la Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che disciplina le percentuali di spettanza e i limiti reddituali per i beneficiari. Differenza tra reversibilità e pensione indirettaSpesso si confondono due termini che, pur essendo simili, indicano situazioni diverse:Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già pensionato. I familiari ricevono una quota della pensione che percepiva.Pensione indiretta: spetta quando il defunto era un lavoratore (non ancora pensionato) che aveva versato un certo numero di contributi. In questo caso, la pensione viene calcolata sulla base dei contributi accumulati.In entrambi i casi si parla genericamente di pensione ai superstiti, ma i requisiti contributivi sono diversi. Per la reversibilità non servono requisiti contributivi aggiuntivi (basta che il defunto fosse pensionato), mentre per la pensione indiretta il lavoratore deceduto deve aver maturato almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data del decesso. Chi ha diritto alla reversibilitàLa legge stabilisce un ordine preciso di beneficiari della pensione di reversibilità. Hanno diritto, in ordine di priorità:Il coniuge superstiteIl coniuge (marito o moglie) ha sempre diritto alla reversibilità, a prescindere dall’età e dalla durata del matrimonio. Il diritto spetta anche al coniuge separato. Il coniuge divorziato ha diritto solo se percepiva l’assegno di divorzio, non si è risposato e il rapporto da cui trae origine il diritto alla pensione è anteriore alla sentenza di divorzio.I figliHanno diritto alla reversibilità i figli minorenni alla data del decesso, i figli studenti (fino a 21 anni se frequentano scuola superiore, fino a 26 anni se universitari) a carico del genitore deceduto e i figli inabili al lavoro a prescindere dall’età, purché a carico del genitore al momento del decesso. Per un approfondimento, leggi la nostra guida sulla reversibilità ai figli.Genitori e fratelli/sorelleIn assenza di coniuge e figli aventi diritto, possono accedere alla pensione i genitori del defunto (se ultra 65enni, non titolari di pensione e a carico) e, in ultima istanza, i fratelli e le sorelle non sposati, inabili al lavoro, non titolari di pensione e a carico del defunto. Percentuali e importi 2026L’importo della pensione di reversibilità è calcolato come percentuale della pensione del defunto. Le aliquote variano in base al nucleo familiare superstite:BeneficiariPercentualeSolo coniuge60%Coniuge + 1 figlio80%Coniuge + 2 o più figli100%1 figlio (senza coniuge)70%2 figli (senza coniuge)80%3 o più figli (senza coniuge)100%1 genitore15%2 genitori30%1 fratello/sorella15%2 o più fratelli/sorelle30%Esempio pratico: supponiamo che Mario, pensionato con un assegno di 1.500 euro al mese, venga a mancare lasciando la moglie Anna e un figlio minorenne. Anna e il figlio riceveranno l’80% di 1.500 euro, ovvero 1.200 euro al mese. Quando il figlio perderà il diritto (ad esempio compiendo 18 anni senza proseguire gli studi), la quota scenderà al 60%, cioè 900 euro mensili per la sola Anna. Limiti di reddito e decurtazioniAttenzione: la pensione di reversibilità può subire delle riduzioni se il beneficiario possiede altri redditi personali. Questo vale solo per il coniuge (o l’ex coniuge divorziato), non per i figli. Le decurtazioni sono state introdotte dalla Legge 335/1995 e si applicano in base al rapporto tra il reddito del superstite e il trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a circa 603,40 euro al mese, ovvero 7.844,20 euro annui).Ecco la tabella decurtazioni 2026 aggiornata:Reddito annuo del beneficiarioRiduzione sulla reversibilitàFino a 23.532,60 euro (3 volte il minimo)Nessuna riduzioneDa 23.532,61 a 31.376,80 euro (4 volte il minimo)-25%Da 31.376,81 a 39.221,00 euro (5 volte il minimo)-40%Oltre 39.221,00 euro-50%Esempio pratico: se il coniuge superstite ha un reddito personale da lavoro di 35.000 euro annui (compreso nella fascia 4-5 volte il minimo), la reversibilità verrà ridotta del 40%. Se la pensione del defunto era di 1.500 euro e la quota di reversibilità al 60% sarebbe di 900 euro, con la decurtazione del 40% scende a 540 euro al mese.Importante: le decurtazioni non si applicano se nel nucleo familiare ci sono figli minori, studenti o inabili. Per un’analisi dettagliata, consulta il nostro approfondimento su reversibilità e limiti di reddito 2026. Requisiti contributivi per la pensione indirettaCome anticipato, se il defunto non era ancora pensionato ma era un lavoratore, i familiari possono richiedere la pensione indiretta. In questo caso, il lavoratore deceduto deve aver maturato uno dei seguenti requisiti:Almeno 15 anni di contributi (780 settimane) versati nell’intera vita lavorativa;Almeno 5 anni di contributi (260 settimane), di cui almeno 3 anni (156 settimane) versati nei 5 anni precedenti la data del decesso.Questi requisiti alternativi significano che anche un lavoratore giovane, con pochi anni di contributi, può garantire la pensione indiretta ai superstiti, a patto che abbia lavorato con continuità negli ultimi anni. Ad esempio, un lavoratore di 30 anni con soli 4 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni, soddisfa il secondo requisito.Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, partite IVA), valgono le stesse regole contributive. La pensione indiretta viene calcolata interamente con il sistema contributivo.Come fare domanda INPSLa domanda di pensione di reversibilità va presentata all’INPS. Ecco i canali disponibili:Online: tramite il sito www.inps.it, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Prestazioni e servizi” > “Pensione ai superstiti”Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellularePatronato o CAF: rivolgendosi a un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine, che presenta la domanda gratuitamente per conto del cittadinoPer la procedura completa e la lista dei documenti necessari, leggi la guida dedicata alla domanda di reversibilità INPS. Decorrenza e tempi di erogazioneLa pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato (o del lavoratore, nel caso della pensione indiretta). Questo indipendentemente dalla data in cui viene presentata la domanda.Esempio: se il decesso avviene il 15 marzo 2026, la reversibilità decorre dal 1 aprile 2026. Anche se la domanda viene presentata a giugno, verranno riconosciuti e pagati gli arretrati da aprile.I tempi di lavorazione dell’INPS variano generalmente tra 30 e 90 giorni dalla presentazione della domanda completa. In caso di ritardo, è possibile sollecitare tramite il patronato o presentare istanza di autotutela.Prescrizione: il diritto alla pensione ai superstiti non si prescrive (non ha scadenza), ma gli arretrati si prescrivono dopo 5 anni. Per questo è consigliabile presentare la domanda il prima possibile.Reversibilità e altri redditiUna domanda frequente riguarda la compatibilità della reversibilità con altri redditi. Ecco le principali casistiche:Reddito da lavoro dipendente o autonomo: la reversibilità è compatibile, ma può subire le decurtazioni già descritte nella tabella sopraAltra pensione: se il coniuge superstite percepisce già una propria pensione (diretta), la reversibilità è comunque spettante, ma i redditi da pensione propria rientrano nel calcolo per le fasce di decurtazioneNASPI: l’indennità di disoccupazione è compatibile con la reversibilitàAssegno sociale: chi percepisce l’assegno sociale potrebbe vederlo ridotto o revocato se ottiene la reversibilità, poiché questa viene conteggiata come redditoReddito da affitto: anche i redditi da locazione vengono considerati nel calcolo delle fasce di reddito per le decurtazioniLe decurtazioni si applicano confrontando il reddito complessivo del beneficiario con le soglie del trattamento minimo INPS, come indicato nella tabella precedente. È fondamentale dichiarare correttamente tutti i redditi per evitare contestazioni o richieste di restituzione da parte dell’INPS. Casi particolariAlcune situazioni meritano un approfondimento specifico perché presentano regole particolari:Reversibilità e nuovo matrimonioSe il coniuge superstite si risposa, perde il diritto alla reversibilità. Tuttavia, ha diritto a una doppia annualità (pari a 26 mensilità della pensione percepita) come liquidazione una tantum. Per tutti i dettagli, consulta il nostro articolo su reversibilità e nuovo matrimonio.Conviventi e unioni civiliDal 2016, con la Legge Cirinnà (L. 76/2016), il partner di un’unione civile ha gli stessi diritti del coniuge ai fini della reversibilità. Il convivente di fatto, invece, attualmente non ha diritto alla pensione ai superstiti, salvo specifiche sentenze giudiziarie. Approfondisci nella guida su reversibilità e convivente.Ex coniuge divorziatoL’ex coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità a tre condizioni: deve percepire l’assegno divorzile, non deve essersi risposato e il rapporto di lavoro da cui origina la pensione deve essere anteriore alla sentenza di divorzio. Se il defunto si era risposato, la reversibilità viene ripartita dal Tribunale tra coniuge superstite ed ex coniuge.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Quanto dura la pensione di reversibilità?Per il coniuge, la reversibilità è vitalizia (dura tutta la vita), a meno che non si risposi. Per i figli, dura fino al compimento dei 18 anni (o 21 se studenti di scuola superiore, 26 se universitari). Per i figli inabili, dura finché permane lo stato di inabilità.La reversibilità spetta anche al coniuge separato?Sì, il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità alle stesse condizioni del coniuge convivente, indipendentemente dalla separazione consensuale o giudiziale e dall’eventuale addebito.Posso lavorare e percepire la reversibilità?Sì, la reversibilità è compatibile con il reddito da lavoro. Tuttavia, se il reddito supera determinate soglie (legate al trattamento minimo INPS), l’importo della reversibilità viene ridotto del 25%, 40% o 50%.Se mi risposo perdo la reversibilità?Sì, il nuovo matrimonio comporta la cessazione della reversibilità. Però si ha diritto a un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione. La convivenza di fatto, invece, non fa perdere il diritto.Quanto tempo ci vuole per ottenere la reversibilità?I tempi medi sono di 30-90 giorni dalla presentazione della domanda completa. Gli arretrati vengono comunque riconosciuti dal mese successivo al decesso, indipendentemente da quando si presenta la domanda.Il convivente ha diritto alla reversibilità?Il convivente di fatto attualmente non ha diritto alla pensione di reversibilità. Il diritto spetta invece al partner di un’unione civile registrata, equiparato al coniuge dalla Legge Cirinnà del 2016. ConclusioneLa pensione di reversibilità 2026 rappresenta una tutela fondamentale per i familiari superstiti. Conoscere i requisiti, le percentuali e i limiti di reddito è essenziale per far valere i propri diritti e ottenere l’importo corretto.Se hai bisogno di assistenza per la domanda di reversibilità, per verificare i limiti di reddito o per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti guideranno in ogni fase della pratica, dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda INPS.Contattaci: chiama il 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche inviarci una email a info@centrofiscale.com. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 09:00:002026-05-31 17:44:36Pensione Reversibilità 2026: Requisiti, Importi e Domanda
CAF, SUCCESSIONISuccessioni 2026: Guida Completa a Dichiarazione, Imposte e FranchigieSuccessioni 2026: Guida Completa alla Dichiarazione di SuccessioneLa dichiarazione di successione e un adempimento fiscale obbligatorio quando una persona viene a mancare. Entro 12 mesi dal decesso, gli eredi devono presentare all’Agenzia delle Entrate un documento che elenca tutti i beni del defunto, per permettere il calcolo delle imposte dovute.Nel 2026 le regole sulla successione rimangono sostanzialmente stabili, ma e importante conoscere bene le procedure, le scadenze e le franchigie per evitare sanzioni e gestire correttamente il passaggio dei beni agli eredi.Questa guida completa alle successioni 2026 ti spiega tutto quello che devi sapere: quando e obbligatoria, quali documenti servono, come si calcolano le imposte e quali sono le franchigie per i familiari stretti.Indice dei contenutiQuando e obbligatoria la dichiarazioneChi deve presentare la successioneDocumenti necessariBeni da inserire nella successioneImposte e aliquote 2026Franchigie per familiariPassaggi della proceduraScadenze e sanzioniSistema tavolare FVGCosti: CAF vs notaioDomande frequenti Quando e Obbligatoria la Dichiarazione di SuccessioneLa dichiarazione di successione e obbligatoria nella maggior parte dei casi in cui una persona deceduta lascia beni immobili, denaro o altri beni di valore.Quando e necessariaDevi presentare la dichiarazione di successione se il defunto possedeva:Immobili (case, terreni, pertinenze)Diritti reali su immobili (usufrutto, nuda proprieta)Conti correnti e depositi bancari superiori a determinate soglieTitoli, azioni, obbligazioniPartecipazioni societarieVeicoli, imbarcazioniQuando NON e obbligatoriaLa dichiarazione di successione non e obbligatoria se ricorrono tutti i seguenti requisiti:L’eredita si devolve al coniuge e/o ai parenti in linea retta (figli, genitori)L’attivo ereditario ha un valore inferiore a 100.000 euroNon ci sono beni immobili o diritti reali immobiliariSe anche solo una di queste condizioni non e soddisfatta, la dichiarazione e obbligatoria. Chi Deve Presentare la Dichiarazione di SuccessioneL’obbligo di presentare la dichiarazione di successione ricade su diverse categorie di soggetti.Soggetti obbligatiSono tenuti a presentare la dichiarazione:Gli eredi (chiamati all’eredita che hanno accettato o non hanno rinunciato)I legatari (chi riceve beni specifici tramite testamento)Gli amministratori dell’ereditaI curatori dell’eredita giacenteGli esecutori testamentariI trust o i fiduciariResponsabilita solidaleSe ci sono piu eredi, e sufficiente che uno solo presenti la dichiarazione. Tuttavia, tutti gli eredi sono responsabili in solido per le imposte dovute: l’Agenzia delle Entrate puo chiedere il pagamento a ciascuno di loro per l’intero importo. Documenti Necessari per la SuccessionePer presentare la dichiarazione di successione occorre raccogliere diversi documenti. Ecco una checklist completa.Documenti del defuntoCertificato di morte (originale o copia conforme)Stato di famiglia storico del defuntoCodice fiscale del defuntoEventuale testamento (con verbale di pubblicazione se olografo)Documenti degli erediDocumenti d’identita di tutti gli erediCodici fiscali di tutti gli erediCertificato di stato di famiglia degli erediEventuale atto di rinuncia all’ereditaDocumenti patrimonialiVisure catastali degli immobiliAtti di provenienza degli immobili (rogiti, donazioni precedenti)Estratti conto bancari alla data del decessoCertificati di titoli e azioniLibretti di risparmio e depositiPolizze vita (per verificare eventuali esenzioni)Documenti veicoli (se presenti) Beni da Inserire nella Dichiarazione di SuccessioneLa dichiarazione di successione deve includere tutti i beni del defunto, sia immobili che mobili.Beni immobiliAbitazioni (prima casa e altre)Terreni agricoli e edificabiliPertinenze (garage, cantine, box)Fabbricati ruraliQuote di proprietaBeni mobiliConti correnti e librettiTitoli di Stato, obbligazioni, azioniQuote di fondi comuniPartecipazioni societarieCrediti verso terziGioielli e preziosi (se di valore rilevante)Veicoli e imbarcazioniCosa NON si dichiaraTFR e indennita di fine rapporto (non fanno parte dell’eredita)Polizze vita con beneficiario designato (vanno direttamente al beneficiario)Beni intestati ad altri Imposte di Successione: Aliquote 2026Le imposte di successione variano in base al grado di parentela tra il defunto e l’erede. Ecco le aliquote in vigore nel 2026.Aliquote per grado di parentelaParentelaAliquotaFranchigiaConiuge e parenti in linea retta (figli, genitori)4%1.000.000 euro per eredeFratelli e sorelle6%100.000 euro per eredeAltri parenti fino al 4 grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3 grado6%NessunaAltri soggetti (estranei)8%NessunaImposte ipotecarie e catastaliSe nell’eredita ci sono immobili, oltre all’imposta di successione si pagano:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastaleImposta catastale: 1% del valore catastaleAgevolazione prima casaSe l’erede trasferisce la residenza nell’immobile ereditato (e non possiede altra prima casa), le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro fisse ciascuna.Franchigie: Quando Non si Pagano ImposteLe franchigie sono soglie sotto le quali non si paga l’imposta di successione. Si applicano per singolo erede.Franchigia di 1 milione per coniuge e figliCiascun erede che e coniuge o parente in linea retta (figli, genitori, nipoti) ha diritto a una franchigia di 1.000.000 di euro. Questo significa che:Se erediti beni per un valore inferiore a 1 milione, non paghi imposta di successioneSe erediti beni per un valore superiore, paghi il 4% solo sulla parte eccedenteEsempio praticoUn figlio eredita beni per 1.200.000 euro:Franchigia: 1.000.000 euro (esente)Imponibile: 200.000 euroImposta di successione: 200.000 x 4% = 8.000 euroFranchigia per disabiliPer gli eredi con disabilita grave (Legge 104) la franchigia e elevata a 1.500.000 euro. Passaggi della Procedura di SuccessioneLa procedura di successione prevede diversi passaggi, dalla raccolta documenti alla voltura degli immobili.1. Raccolta documentiIl primo passo e raccogliere tutti i documenti necessari: certificato di morte, documenti degli eredi, visure catastali, estratti conto bancari.2. Presentazione dichiarazioneLa dichiarazione di successione si presenta telematicamente all’Agenzia delle Entrate, utilizzando il software gratuito “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”.3. Pagamento imposteLe imposte si pagano con modello F24 entro 60 giorni dalla notifica dell’avviso di liquidazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, oppure in autoliquidazione al momento della presentazione.4. Voltura catastaleCon la dichiarazione telematica, la voltura catastale (aggiornamento dell’intestazione degli immobili al catasto) avviene automaticamente.5. Trascrizione (se sistema ordinario)Nelle regioni a catasto ordinario, la trascrizione nei registri immobiliari avviene automaticamente. Nel Friuli-Venezia Giulia con sistema tavolare, serve invece l’intavolazione.Scadenze e Sanzioni per RitardiE fondamentale rispettare le scadenze per evitare sanzioni anche pesanti.Termine di presentazioneLa dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla data del decesso.Sanzioni per ritardoRitardoSanzioneEntro 30 giorni dalla scadenzaDa 150 a 500 euroOltre 30 giorniDa 120% a 240% dell’imposta dovuta (minimo 250 euro)Ravvedimento operosoE possibile presentare la dichiarazione tardiva beneficiando del ravvedimento operoso, che riduce sensibilmente le sanzioni se ci si ravvede spontaneamente prima di controlli. Sistema Tavolare in Friuli-Venezia GiuliaIl Friuli-Venezia Giulia (insieme a Trentino-Alto Adige e alcuni comuni del Veneto) utilizza il sistema tavolare invece del catasto ordinario. Questo comporta differenze importanti nella procedura di successione.Cos’e il sistema tavolareIl sistema tavolare (o sistema del Libro Fondiario) e un sistema di pubblicita immobiliare di derivazione austro-ungarica. La proprieta si trasferisce solo con l’intavolazione nel Libro Fondiario, non con la semplice trascrizione.Differenze nella successioneNelle zone a sistema tavolare:Dopo la dichiarazione di successione serve l’intavolazione presso il TribunaleServono documenti aggiuntivi (estratto tavolare, mappa tavolare)I tempi sono generalmente piu lunghiI costi possono essere superiori per le pratiche aggiuntiveDove si applica in FVGIl sistema tavolare si applica nelle ex province di:Trieste (tutta la provincia)Gorizia (tutta la provincia)Udine (solo alcuni comuni, principalmente in Carnia e nel Tarvisiano)Costi della Successione: CAF vs NotaioI costi per gestire una successione variano molto a seconda che ci si rivolga a un CAF/patronato o a un notaio.Costi al CAFIl CAF offre un servizio di assistenza a costi contenuti:Pratica standard: 300-600 euroPratica complessa: 600-900 euroSono escluse le imposte (che dipendono dal valore dei beni)Costi dal notaioIl notaio e necessario solo in casi specifici (testamento pubblico, rinuncia eredita, accettazione con beneficio d’inventario). I costi sono superiori:Pratica semplice: 1.500-2.500 euroPratica complessa: 3.000-5.000 euro o piuQuando serve il notaioPubblicazione del testamento olografoAccettazione con beneficio d’inventarioRinuncia all’ereditaDivisione ereditaria con atti pubblici Domande Frequenti sulle SuccessioniQuanto tempo ho per presentare la successione?Hai 12 mesi dalla data del decesso per presentare la dichiarazione di successione. Dopo questo termine si applicano sanzioni.Devo accettare l’eredita prima di presentare la successione?No, la dichiarazione di successione puo essere presentata anche prima dell’accettazione formale. Tuttavia, presentare la dichiarazione e considerato un atto di accettazione tacita.Posso rinunciare all’eredita?Si, la rinuncia all’eredita deve essere fatta con dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale. Non e possibile rinunciare dopo aver compiuto atti di accettazione (anche tacita).Cosa succede se un erede non vuole firmare?La dichiarazione puo essere presentata anche da un solo erede. Gli altri rimangono comunque responsabili per le imposte, ma non e necessaria la loro firma sulla dichiarazione.Le polizze vita rientrano nella successione?Le polizze vita con beneficiario designato non rientrano nell’asse ereditario e non sono soggette a imposta di successione. Il capitale va direttamente al beneficiario.Assistenza per la Successione a UdineIl CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per le pratiche di successione, incluse quelle in zone a sistema tavolare.Raccolta e verifica documentazioneCalcolo delle imposte dovuteCompilazione e invio dichiarazione telematicaAssistenza per volture e intavolazioni (sistema tavolare)Consulenza su rinuncia, accettazione beneficiata, divisioniContattaci per una consulenza gratuita:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121 Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 09:00:002026-05-30 00:09:19Successioni 2026: Guida Completa a Dichiarazione, Imposte e FranchigieCAF, CRIPTOVALUTE, DICHIARAZIONE DEI REDDITICriptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regoleSe nel 2025 hai comprato, venduto, scambiato Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute, oppure se semplicemente le hai detenute su un wallet o su un exchange estero, la dichiarazione dei redditi 2026 ti riguarda direttamente. La domanda che ci sentiamo fare ogni primavera al CAF Centro Fiscale di Udine è sempre la stessa: «Posso dichiarare le mie cripto nel Modello 730/2026?». La risposta breve è: no, non puoi. La risposta lunga è che il 730 non è lo strumento adatto e che, per le cripto-attività, devi obbligatoriamente compilare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, anche se per il resto dei tuoi redditi il 730 sarebbe sufficiente.In questa guida operativa spiegheremo, in modo chiaro e con esempi concreti, perché le criptovalute non si dichiarano nel 730, quali quadri devi usare nel Modello Redditi PF 2026, qual è la nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze in vigore dal 2026, come funzionano il Quadro W e il Quadro RT, qual è la soglia di esenzione e come gestire la direttiva DAC8 che, dal 2026, obbliga gli exchange a comunicare i dati al Fisco. Tutto aggiornato alla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiPerché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCAQuadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%Soglia di esenzione 2.000 euro: come funzionaEsempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attivitàMining, staking, airdrop e NFT: come si tassanoDAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automaticoSanzioni e ravvedimento operosoScadenze 2026 e modalità di pagamentoGli errori più comuni da evitareDomande frequentiPerché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026La regola, spesso ignorata, è semplice: il Modello 730 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati con redditi «ordinari», che non richiede compilazioni complesse e che permette di ottenere il rimborso o pagare l’eventuale debito direttamente in busta paga o sulla pensione. Le cripto-attività sono però trattate dal Fisco come strumenti finanziari particolari, soggetti a:monitoraggio fiscale (obbligo di indicare wallet e saldi al 31/12);imposta sostitutiva sulle plusvalenze;IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività.Tutti questi adempimenti richiedono quadri specifici (il Quadro W e il Quadro RT) che non esistono nel Modello 730/2026. Di conseguenza, se nel 2025 hai detenuto o movimentato criptovalute, il 730 da solo non basta. La soluzione corretta è presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 (modalità nota come «730 + Redditi PF integrativo») oppure presentando solo il Modello Redditi PF. Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026L’obbligo di dichiarazione delle cripto-attività nasce in due situazioni distinte, e non sempre coincidono:Detenzione di cripto al 31/12/2025 (anche senza vendite): scatta l’obbligo di compilare il Quadro W per il monitoraggio fiscale e per il versamento dell’IVCA (0,2% sul valore detenuto).Realizzo di plusvalenze nel 2025 (vendita, scambio, conversione in euro o in altra crypto, pagamento di beni/servizi): scatta l’obbligo di compilare il Quadro RT per la tassazione delle plusvalenze.In altre parole: anche chi nel 2025 non ha venduto nemmeno un satoshi, ma ha lasciato fermi 1.000 euro di Bitcoin sull’exchange Binance al 31/12, ha l’obbligo di dichiararli nel Quadro W. Viceversa, chi ha venduto cripto generando plusvalenze deve compilare il Quadro RT, anche se al 31/12 non ne deteneva più nemmeno una.Attenzione: i wallet self-custody (Ledger, Trezor, MetaMask, Phantom, ecc.) e quelli su exchange esteri (Binance, Kraken, Coinbase) sono i casi più comuni di obbligo dichiarativo. Anche gli exchange italiani (Young Platform, Conio, The Rock Trading) implicano dichiarazione del saldo nel Quadro W, salvo che applichino regime amministrato: in tal caso, l’IVCA è trattenuta dall’intermediario. Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026Nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) la dichiarazione delle cripto-attività si gioca su tre quadri principali, da compilare a seconda della situazione del contribuente:QuadroA cosa serveQuando si compilaQuadro WMonitoraggio fiscale delle cripto detenute all’estero e su exchange senza ritenuta + calcolo IVCASempre, se hai detenuto cripto nel 2025 (anche senza vendite)Quadro RT, Sezione II-bisPlusvalenze da cripto-attività tassate al 33% (dal 2026)Quando hai realizzato plusvalenze o minusvalenze nel 2025Quadro RL, Sezione IIRedditi diversi da mining/staking/airdrop se occasionaliSolo per casi specifici (mining hobbistico, airdrop ricevuti, alcune forme di staking)Il Quadro W, introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività dal 2023. Resta tuttavia consuetudine, anche nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, sentire parlare di «monitoraggio fiscale via RW»: oggi, per le crypto, il quadro corretto è W. Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCAIl Quadro W del Modello Redditi PF 2026 ha due funzioni complementari:Sezione I – Monitoraggio fiscale: serve a comunicare al Fisco l’esistenza e il valore delle cripto detenute all’estero (o su intermediari non residenti). È un obbligo formale di trasparenza.Sezione II – IVCA: serve a liquidare l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo al 31/12/2025.Per ogni rigo del Quadro W devi indicare:codice cripto-attività (es. codice 21 per «cripto-attività»);identificativo dell’exchange o del wallet;quota di possesso (%);valore iniziale e finale dell’anno;periodo di possesso (in giorni);importo dell’IVCA dovuta.Esempio: hai detenuto 0,5 BTC dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 su un wallet self-custody. Valore al 31/12/2025: 32.000 euro. IVCA dovuta = 32.000 × 0,2% = 64 euro. L’imposta va versata con i codici tributo dedicati (1727 per saldo, 1728 per la prima rata di acconto, 1729 per la seconda) entro le scadenze ordinarie del Modello Redditi PF. Quadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%Il Quadro RT, Sezione II-bis è il cuore della tassazione cripto. Qui si calcolano le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività nel 2025 e si applica l’imposta sostitutiva.Per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) l’aliquota applicabile è ancora il 26%, in quanto la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 in poi. Quindi:Plusvalenze realizzate nel 2025 (Modello Redditi PF 2026) → aliquota 26%;Plusvalenze realizzate nel 2026 (Modello Redditi PF 2027) → aliquota 33%.Questa è una delle informazioni più importanti, perché molti utenti commettono l’errore di applicare già il 33% sulla dichiarazione 2026. Attenzione: i 730 e i Redditi PF presentati nel 2026 si riferiscono ai redditi 2025 e quindi all’aliquota del 26%. Le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026 in avanti saranno invece tassate al 33% e finiranno nel Modello Redditi PF 2027.Metodo LIFO obbligatorioPer calcolare la plusvalenza si usa il metodo LIFO (Last In, First Out): si considera che le prime cripto vendute siano le ultime acquistate. Questo criterio è stato espressamente confermato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 30/E/2023 e successive risoluzioni.Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 25) ha innalzato l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività dal 26% al 33%, con decorrenza 1° gennaio 2026. Si tratta dell’aliquota più alta mai applicata in Italia a una rendita finanziaria di questo tipo, persino superiore al 26% dei dividendi e degli interessi sui titoli di Stato esteri.Periodo realizzoAliquotaDichiarazioneNorma202326%Redditi PF 2024L. 197/2022202426%Redditi PF 2025L. 197/2022202526%Redditi PF 2026L. 197/2022202633%Redditi PF 2027L. 207/2024L’aumento al 33% è stato accompagnato dall’eliminazione della franchigia di 2.000 euro a partire dalle plusvalenze del 2026: dall’anno fiscale 2026 in poi, infatti, anche le plusvalenze sotto soglia diventano imponibili. Questa è una novità di rilievo che deve far riflettere chi gestisce piccole somme: fino al 31/12/2025 valeva la soglia di esenzione di 2.000 euro annui; dal 2026 ogni euro di plusvalenza sarà tassato. Tieni quindi presente che nella dichiarazione 2026 (redditi 2025) la franchigia 2.000 euro è ancora valida, mentre sparirà nella dichiarazione 2027 (redditi 2026). Soglia di esenzione 2.000 euro: come funzionaPer il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) vige ancora la soglia di esenzione di 2.000 euro introdotta dalla L. 197/2022. La regola è questa: se la somma algebrica annua di plusvalenze e minusvalenze realizzate è inferiore o uguale a 2.000 euro, queste plusvalenze non sono tassate e non concorrono alla formazione del reddito imponibile.Attenzione: la soglia è di esenzione, non di franchigia. Cosa significa?Se realizzi 1.800 euro di plusvalenza → non paghi nulla;Se realizzi 2.500 euro di plusvalenza → tassi l’intera somma al 26% (= 650 euro), non solo i 500 euro eccedenti.Inoltre, anche se la plusvalenza è sotto soglia e non viene tassata, restano comunque obbligatori il monitoraggio fiscale (Quadro W) e il versamento dell’IVCA.Esempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)Vediamo tre casi concreti di contribuenti che si rivolgono al CAF Centro Fiscale, per capire come si calcolano le imposte.Caso 1 – Piccolo investitore con plusvalenza sotto sogliaMarco ha comprato 0,02 BTC a marzo 2025 per 1.400 euro e li ha rivenduti a novembre per 2.900 euro. Plusvalenza: 1.500 euro. Essendo sotto la soglia di 2.000 euro, Marco non paga imposta sostitutiva, ma deve comunque compilare il Quadro W per il monitoraggio (nei mesi di possesso) e versare l’IVCA proporzionale al periodo.Caso 2 – Investitore medio con plusvalenza tassabileLaura ha acquistato 1 ETH a gennaio 2024 per 2.200 euro e lo ha venduto a ottobre 2025 per 4.700 euro. Plusvalenza: 2.500 euro. Supera la soglia, quindi l’intera plusvalenza è tassabile: 2.500 × 26% = 650 euro di imposta sostitutiva da versare con il codice tributo 1715. Anche in questo caso vanno compilati il Quadro RT, Sezione II-bis, e il Quadro W.Caso 3 – Operatore attivo con metodo LIFODavide ha acquistato 3 ETH in tre tranche: aprile 2023 a 1.800 euro, gennaio 2024 a 2.500 euro, agosto 2025 a 3.200 euro. A novembre 2025 vende 1 ETH a 3.500 euro. Con il metodo LIFO, l’ETH venduto è quello acquistato più di recente (agosto 2025 a 3.200 euro). Plusvalenza: 3.500 − 3.200 = 300 euro (sotto soglia). Davide non paga imposta, ma deve dichiarare tutti i 3 ETH detenuti nel Quadro W.Caso 4 – Compensazione delle minusvalenzeLe minusvalenze realizzate sulle cripto-attività possono essere portate in compensazione con plusvalenze cripto fino ai 4 periodi d’imposta successivi. Importante: non possono compensare plusvalenze di altri strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ETF), e viceversa. IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attivitàL’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è analoga all’IVAFE applicata ai conti esteri: si versa annualmente in misura pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo delle cripto detenute al 31 dicembre 2025, indipendentemente dall’aver realizzato o meno plusvalenze.Differenze rispetto all’IVAFE:Base imponibile: valore al 31/12 di tutte le cripto detenute (non la giacenza media);Esonero: se il versamento dovuto è inferiore a 12 euro, non si paga;Esonero ulteriore: niente IVCA per le cripto su exchange italiani con regime amministrato che fungono da sostituti d’imposta;Codici tributo: 1727 (saldo), 1728 (acconto 1° rata), 1729 (acconto 2° rata).Un esempio rapido: se al 31/12/2025 detieni cripto per un controvalore complessivo di 10.000 euro, l’IVCA dovuta è 10.000 × 0,002 = 20 euro. Se ne detieni 5.000, l’imposta sarebbe di 10 euro: sotto la soglia minima di 12 euro, quindi non dovuta.Mining, staking, airdrop e NFT: come si tassanoOltre alle plusvalenze classiche da compravendita, esistono altre forme di reddito legate alle cripto-attività che hanno una tassazione propria.MiningIl mining svolto in modalità hobbistica/occasionale rientra tra i redditi diversi (Quadro RL, Sezione II) e si tassa come reddito ordinario in base all’aliquota IRPEF del contribuente. Se invece il mining è svolto in forma professionale e organizzata, costituisce reddito d’impresa con apertura di partita IVA, fatturazione elettronica e tutti i relativi adempimenti contabili.StakingLo staking, ossia il blocco di cripto per ottenere ricompense (rewards), è trattato come plusvalenza cripto: i rewards confluiscono nel Quadro RT e sono tassati al 26% per le maturazioni 2025 (33% dal 2026). Il momento impositivo è quello in cui i rewards diventano disponibili, valutati al cambio del giorno di accredito.AirdropGli airdrop ricevuti gratuitamente sono inquadrati come redditi diversi occasionali, tassati secondo aliquota IRPEF nel Quadro RL al momento in cui sono percepiti, valutati al cambio di ricezione. Quando vengono successivamente venduti, si determina poi un’eventuale plusvalenza/minusvalenza sulla base del costo fiscale già tassato come reddito diverso.NFTGli NFT sono assimilati a cripto-attività dal 2023 e seguono le stesse regole: plusvalenze nel Quadro RT, monitoraggio e IVCA nel Quadro W, con valutazione al valore di mercato al 31/12. DAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automaticoLa direttiva europea DAC8 (Direttiva UE 2023/2226) ha introdotto, per la prima volta a livello UE, un sistema di scambio automatico di informazioni sulle cripto-attività tra Stati membri. Il recepimento italiano è in vigore dal 2026: significa che, da quest’anno, gli exchange e i prestatori di servizi cripto (CASP) con clientela italiana saranno tenuti a comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati di:identità degli utenti residenti in Italia;saldi delle cripto detenute;operazioni di compravendita e scambio effettuate.In pratica, dal 2026 chi pensa di non dichiarare le proprie cripto rischia di essere scoperto in automatico. L’Agenzia delle Entrate sta già ricevendo i dati di milioni di account italiani aperti su Binance, Coinbase, Kraken e altri exchange. Anche se DAC8 entra ufficialmente in regime dal 2026, gli effetti sui controlli si vedranno già sulle dichiarazioni 2026 (redditi 2025), perché il Fisco incrocerà le informazioni a posteriori.Sanzioni e ravvedimento operosoLe sanzioni per chi omette o dichiara parzialmente le cripto-attività sono particolarmente severe. Ecco un riepilogo delle principali violazioni e delle relative sanzioni:ViolazioneSanzione minimaSanzione massimaNoteOmessa compilazione Quadro W (monitoraggio)3% del valore non dichiarato15% del valore non dichiaratoRaddoppiata per Paesi black listOmesso versamento IVCA30% dell’imposta30% dell’impostaRiducibile con ravvedimentoOmessa indicazione plusvalenze (Quadro RT)90% imposta non versata180% imposta non versataSi applica anche se l’imposta è pari a zeroDichiarazione infedele90% maggiore imposta180% maggiore impostaRiducibile con ravvedimentoChi si accorge dell’errore può sanare la posizione con il ravvedimento operoso, ottenendo una forte riduzione della sanzione in base al tempo trascorso (da 1/10 entro 30 giorni a 1/5 oltre i 2 anni). Per i casi più complessi, è consigliato rivolgersi a un professionista o al CAF per evitare ulteriori errori in fase di regolarizzazione. Scadenze 2026 e modalità di pagamentoLe principali scadenze del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 sono:30 giugno 2026 – versamento del saldo IRPEF, dell’imposta sostitutiva sulle cripto e dell’IVCA, senza maggiorazione;30 luglio 2026 – versamento con maggiorazione dello 0,4%;30 novembre 2026 – secondo acconto IRPEF e seconda rata di acconto IVCA;31 ottobre 2026 – presentazione telematica del Modello Redditi PF 2026.I codici tributo principali da usare nel Modello F24 sono:1715 – imposta sostitutiva su plusvalenze da cripto-attività;1727 – saldo IVCA;1728 – prima rata di acconto IVCA;1729 – seconda rata di acconto IVCA.Gli errori più comuni da evitareNegli anni abbiamo visto ripetersi gli stessi errori. I principali, da evitare assolutamente:Pensare di poter dichiarare le cripto nel 730: il 730 non prevede i quadri W e RT, è obbligatorio il Modello Redditi PF.Applicare già il 33% sulle plusvalenze 2025: l’aliquota 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026.Dimenticare il Quadro W in caso di sola detenzione: anche senza vendite, se hai cripto al 31/12 devi dichiarare i wallet e versare l’IVCA.Confondere franchigia ed esenzione: la soglia 2.000 euro è di esenzione totale, ma una volta superata si tassa l’intero importo.Considerare estere solo le cripto su Binance o Coinbase: anche le cripto in self-custody (Ledger, MetaMask) richiedono monitoraggio.Compensare minusvalenze cripto con plusvalenze azionarie: i due regimi sono separati.Trascurare gli airdrop ricevuti: sono redditi diversi tassati a IRPEF nel momento della percezione.Dimenticare le operazioni di swap: anche lo scambio crypto-to-crypto realizza plusvalenza.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiPosso aggiungere le criptovalute al mio Modello 730/2026?No. Il 730 non prevede i quadri W e RT, fondamentali per dichiarare le cripto. Devi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 se hai redditi da lavoro dipendente o pensione.Se ho solo 200 euro di Bitcoin su Binance devo dichiararli?Sì. L’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W non ha una soglia di esenzione: anche piccoli importi vanno dichiarati. L’IVCA non si paga se inferiore a 12 euro, ma la sola compilazione del quadro è comunque obbligatoria.L’aliquota 33% si applica già nella dichiarazione 2026?No. Nel Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) le plusvalenze restano tassate al 26%. L’aliquota del 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026, che andranno dichiarate nel Modello Redditi PF 2027.Cos’è la rivalutazione cripto e mi conviene?La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la possibilità di rivalutare le cripto detenute al 1° gennaio, versando un’imposta sostitutiva agevolata. Successive proroghe hanno reiterato la possibilità di rivalutare anche le cripto possedute al 1° gennaio 2025 e 1° gennaio 2026 (consulta gli ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per aliquote e scadenze aggiornate). La rivalutazione conviene se prevedi una vendita futura con plusvalenza significativa: aumentando il costo fiscale, riduci l’imponibile da tassare al 33%. È una valutazione caso per caso che richiede simulazioni.Come dichiaro le cripto se uso più exchange e wallet?Ogni exchange/wallet va indicato in un rigo separato del Quadro W, con i propri valori al 1° gennaio e al 31 dicembre 2025. Per il Quadro RT (plusvalenze) si sommano invece tutte le operazioni dell’anno, applicando il metodo LIFO sull’insieme delle cripto della stessa tipologia.E se l’exchange italiano fa da sostituto d’imposta?Alcuni exchange italiani (come Young Platform per il regime amministrato) trattengono direttamente l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e versano l’IVCA. In tal caso, sei esonerato dalla compilazione del Quadro W e del Quadro RT per le cripto custodite presso quell’intermediario, ma resta l’obbligo dichiarativo per quelle detenute altrove.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per la tua dichiarazione criptoLa dichiarazione delle cripto-attività è uno degli adempimenti più complessi della dichiarazione dei redditi, con rischi elevati di errore e sanzioni significative. Il nostro team di esperti del CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase:raccolta degli estratti conto di tutti i tuoi exchange e wallet;calcolo accurato di plusvalenze e minusvalenze con metodo LIFO;compilazione del Quadro W (monitoraggio + IVCA) e del Quadro RT per le plusvalenze;simulazione del vantaggio della rivalutazione cripto;predisposizione e invio del Modello Redditi PF 2026 integrato con il 730;assistenza per il ravvedimento operoso in caso di omissioni passate.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per fissare un appuntamento dedicato: ti aiuteremo a regolarizzare la tua posizione, evitando sanzioni e ottimizzando il carico fiscale. Telefono, email e indirizzo sono disponibili nella pagina contatti del nostro sito.Fonti normative principali: Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Bilancio 2023), art. 1 commi 126-147; Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio 2025), art. 1 c. 25; Agenzia delle Entrate – Sezione cripto-attività; Circolare n. 30/E del 27/10/2023; D.Lgs. attuativo direttiva UE 2023/2226 (DAC8); TUIR – D.P.R. 917/1986, art. 67 comma 1 lett. c-sexies.Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:25:432026-05-31 17:44:43Criptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regoleCAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi ParticolariL’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.📋 Devi pagare l’IMU 2026? Calcolo gratuito al CAF.Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola l’IMU 2026 e prepara il modello F24 in pochi minuti. Servizio veloce per tutte le tipologie di immobile. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121. Indice dei contenutiScadenza acconto IMU 2026: 16 giugnoIMU prima casa: quando si paga e quando noPensionati AIRE all’estero: regola del 50%Comodato d’uso a parentiCasa affittata: aliquote e calcoloCome pagare: F24 e codici tributoCalcolo IMU al CAF Centro FiscaleDomande frequentiScadenza acconto IMU 2026: 16 giugnoL’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.Riepilogo scadenze IMU 2026:16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto. IMU prima casa: quando si paga e quando noLa regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.Eccezioni: case di lussoL’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:A/1: abitazioni di tipo signorileA/8: abitazioni in villeA/9: castelli e palazzi di pregioPer queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.Coniugi separatiIn caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.Requisiti per beneficiare del 50%:Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionalePossedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativoL’immobile non deve essere locato né concesso in comodatoEsempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3. Comodato d’uso a parentiSe concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.Condizioni per il comodato agevolato:Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle EntrateComodatario residente nello stesso Comune dell’immobileComodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionaleComodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorioImmobile non di categoria A/1, A/8, A/9Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.Casa affittata: aliquote e calcoloSe la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)Udine10,67,610,6Pordenone9,87,69,8Trieste10,68,610,6Codroipo (UD)10,67,610,6Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €Acconto giugno (50%): 534,24 €Saldo dicembre (50%): 534,24 €Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.Come pagare: F24 e codici tributoIl pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:Codice tributoDescrizione3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)3914IMU terreni3916IMU aree fabbricabili3918IMU altri fabbricati (seconde case)3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)Dove pagare l’F24:Banche e Poste con servizio F24 cartaceoHome banking (modello F24 telematico)Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle EntrateTramite intermediario (CAF, commercialista)Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto. Calcolo IMU 2026 al CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquotaCalcolo IMU per ogni unità immobiliarePredisposizione del modello F24 (acconto e saldo)Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal ComuneIl servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di UdineCalcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.📞 Telefono: 0432 1638640 💬 WhatsApp: 366 6018121 📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineServizio IMU e F24📬 Resta aggiornato sulle novità fiscaliIscriviti per ricevere le scadenze fiscali, gli aggiornamenti su pensioni e IMU e le guide del CAF Centro Fiscale. 🔒 Dati al sicuro.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiQuando si paga l’acconto IMU 2026?L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.Quale codice tributo per IMU seconde case?Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali. Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi ParticolariSUCCESSIONIConiuge Superstite 2026: Diritti, Quote Ereditarie e Diritto di AbitazioneLa morte del proprio coniuge e gia un momento devastante sul piano emotivo: quando a questo si aggiunge l’incertezza sui propri diritti successori, la situazione puo diventare difficile da gestire. Molti vedovi e vedove si chiedono: Quale parte dell’eredita mi spetta? Posso continuare a vivere nella casa dove abbiamo vissuto insieme? Cosa cambia se eravamo separati?Il coniuge superstite gode di una tutela speciale nell’ordinamento italiano: e considerato erede legittimario, significa che gli spetta sempre una quota minima dell’eredita (la cosiddetta “legittima”) che nemmeno un testamento puo togliergli. In piu, la legge gli garantisce il diritto di abitazione sulla casa coniugale per tutta la vita e una franchigia fiscale elevatissima (1 milione di euro) sull’imposta di successione.In questa guida 2026 analizziamo tutti i diritti del coniuge superstite: quote ereditarie con e senza testamento, diritto di abitazione, trattamento fiscale, differenze tra coniuge separato, divorziato e convivente, documenti necessari e casi particolari. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di famiglie friulane nella gestione della successione: forti dell’esperienza sul sistema tavolare FVG, sappiamo come proteggere i tuoi diritti.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiChi e il coniuge superstite nella successioneDifferenze: separato, divorziato, conviventeQuote di legittima (art. 540 C.C.)Diritto di abitazione sulla casa coniugaleDiritto di abitazione vs usufruttoValore fiscale del diritto di abitazioneSuccessione legittima senza testamentoFranchigia e imposta di successioneConiuge superstite e IMU sulla prima casaPensione di reversibilitaDocumenti necessari per far valere i dirittiDomande frequentiChi e il coniuge superstite nella successioneIl coniuge superstite e la persona sposata con il defunto al momento dell’apertura della successione (cioe alla data del decesso). La qualifica di “coniuge” nell’ordinamento italiano si applica a chi e legato dal matrimonio civile o concordatario regolarmente trascritto, oppure dall’unione civile tra persone dello stesso sesso (Legge 76/2016, che ha equiparato le tutele successorie).Nel sistema successorio italiano, il coniuge superstite e uno dei legittimari (art. 536 Codice Civile), insieme ai figli (e discendenti) e agli ascendenti (solo se mancano i figli). Questo significa che:Gli spetta sempre una quota minima del patrimonio (la legittima), anche contro la volonta del defunto espressa nel testamento;Se il defunto non ha lasciato testamento, si apre la successione legittima con quote predeterminate dalla legge;Il coniuge ha diritti aggiuntivi rispetto agli altri eredi: diritto di abitazione, diritto d’uso dei mobili, franchigia fiscale maggiorata.Queste tutele speciali riflettono il principio costituzionale della protezione della famiglia (art. 29 Costituzione): il legislatore ha voluto garantire che il coniuge superstite non si trovi in difficolta economica o abitativa dopo la perdita del partner. Differenze: coniuge separato, divorziato, conviventeNon tutti i rapporti di coppia generano gli stessi diritti successori. Il nostro ordinamento distingue nettamente tra matrimonio, separazione, divorzio e convivenza: ecco cosa cambia per ciascuna situazione.Coniuge separato: quali diritti conservaLa separazione legale (consensuale o giudiziale) non scioglie il matrimonio: il vincolo matrimoniale sussiste finche non interviene la sentenza di divorzio. Di conseguenza, il coniuge separato e ancora coniuge e conserva i diritti successori. Tuttavia, la situazione cambia a seconda che la separazione sia stata con o senza addebito:Separazione senza addebito: il coniuge superstite conserva tutti i diritti successori (legittima, diritto di abitazione, pensione di reversibilita, franchigia fiscale);Separazione con addebito (art. 548 C.C.): il coniuge al quale e stato addebitato il fallimento del matrimonio perde il diritto alla legittima e alla successione legittima. Ha diritto solo a un assegno vitalizio a carico dell’eredita, ma soltanto se al momento della morte godeva gia degli alimenti dal defunto.Attenzione: l’addebito non si presume mai. Deve essere stato espressamente pronunciato dal giudice nella sentenza di separazione. Una separazione consensuale omologata dal tribunale, per definizione, non comporta mai addebito.Coniuge divorziato: perde ogni diritto successorioCon la sentenza di divorzio (che oggi puo essere ottenuta anche in Comune, dopo almeno 6 mesi di separazione consensuale) il vincolo matrimoniale si scioglie definitivamente. Il coniuge divorziato:Non ha diritto a quota di legittima;Non ha diritto a succedere per legge (successione legittima);Non ha diritto al diritto di abitazione sulla casa coniugale;Puo avere diritto a un assegno periodico a carico dell’eredita (art. 9-bis Legge 898/1970), solo se gia percepiva l’assegno divorzile e si trova in stato di bisogno;Puo avere diritto a una quota della pensione di reversibilita, se percepiva l’assegno divorzile e non si e risposato.Convivente di fatto: nessun diritto automaticoLa convivenza di fatto disciplinata dalla Legge 76/2016 (cosiddetta “Cirinna”) e molto meno tutelata del matrimonio in ambito successorio:Nessun diritto di legittima: il convivente non e erede legittimario;Nessun diritto nella successione legittima senza testamento;Diritto di abitazione limitato: solo per 2 anni o per un periodo pari alla convivenza (minimo 2, massimo 5 anni), ma solo se la casa era di proprieta esclusiva del defunto e senza figli minori o disabili (in quel caso il termine puo essere esteso fino a 3 anni);Imposta di successione: applicata all’aliquota massima del 8% senza franchigia (come gli estranei), se il defunto ha lasciato beni al convivente per testamento;Nessun diritto alla pensione di reversibilita (salvo casi particolari per le unioni civili, equiparate al matrimonio).Questa e una delle ragioni per cui molte coppie conviventi scelgono di formalizzare la loro unione o di predisporre testamenti e polizze vita a favore del partner. Quote di legittima del coniuge (art. 540 C.C.)La quota di legittima e la parte di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente al coniuge superstite, anche contro le disposizioni testamentarie del defunto. Le quote variano in base alla presenza di altri legittimari (figli, ascendenti) e sono disciplinate dagli articoli 540, 542 e 544 del Codice Civile.Solo il coniuge (nessun figlio, nessun ascendente)Se il defunto lascia soltanto il coniuge, senza figli e senza genitori o ascendenti in vita:1/2 del patrimonio al coniuge (quota di legittima)1/2 del patrimonio e la quota disponibile (di cui il testatore puo liberamente disporre a favore di chiunque)Coniuge con un solo figlioQuando il defunto lascia il coniuge e un solo figlio (art. 542 C.C.):1/3 al coniuge1/3 al figlio1/3 disponibileConiuge con due o piu figliCon due o piu figli le quote si modificano:1/4 al coniuge1/2 ai figli (da dividere in parti uguali tra loro)1/4 disponibileEsempio pratico: un uomo muore lasciando la moglie e 3 figli. Su un patrimonio di 400.000 euro: 100.000 alla moglie (1/4), 200.000 ai figli (1/2, cioe circa 66.666 euro ciascuno), 100.000 disponibili (se c’e testamento, possono andare a chiunque indicato dal defunto; altrimenti aumentano proporzionalmente le quote degli eredi legittimi).Coniuge con ascendenti (nessun figlio)Se non ci sono figli ma sono in vita i genitori (o nonni) del defunto (art. 544 C.C.):2/3 al coniuge1/4 agli ascendenti1/12 disponibileImportante: oltre alla quota di legittima sopra indicata, al coniuge spettano sempre, in aggiunta, il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto d’uso sui mobili che la arredano (art. 540, comma 2 C.C.). Questi diritti gravano sulla disponibile e, se necessario, sulla quota di legittima degli altri eredi. Diritto di abitazione sulla casa coniugaleIl diritto di abitazione e una delle tutele piu importanti riservate al coniuge superstite. L’art. 540, comma 2, del Codice Civile stabilisce che al coniuge spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui mobili che la arredano, se di proprieta del defunto o comuni.Caratteristiche del diritto di abitazioneVitalizio: dura per tutta la vita del coniuge superstite (si estingue solo con la sua morte);Personale: il coniuge puo abitare la casa solo con la propria famiglia (figli conviventi, ad esempio), ma non puo affittarla a terzi ne cederla;Automatico: nasce di diritto alla morte del coniuge, senza necessita di atti specifici (ma va dichiarato nella successione);Non dipende dalle quote ereditarie: spetta al coniuge oltre alla quota di legittima.Quando spettaIl diritto di abitazione spetta al coniuge superstite se la casa:Era adibita a residenza familiare al momento della morte (ossia dove la coppia viveva abitualmente);Era di proprieta esclusiva del defunto o in comunione tra i coniugi;Non si applica se la casa era in locazione (in quel caso si applica la successione nel contratto di affitto ex L. 392/78).Attenzione al FVG: nel sistema tavolare friulano, il diritto di abitazione va iscritto al Libro Fondiario per essere opponibile ai terzi. La dichiarazione di successione non e sufficiente: occorre una domanda tavolare ad hoc. Il CAF Centro Fiscale di Udine, specializzato nel sistema tavolare, puo curare tutto l’iter.Cosa succede se la casa era cointestataSe la casa coniugale era in comunione (es. 50% marito e 50% moglie), alla morte di uno dei coniugi:La quota del defunto (50%) entra in successione e va divisa tra gli eredi (coniuge e figli);Sulla totalita dell’immobile (100%) grava comunque il diritto di abitazione a favore del coniuge superstite;Il coniuge puo quindi continuare a vivere nella casa anche se i figli diventano comproprietari. Diritto di abitazione vs usufrutto: le differenzeSpesso si confondono diritto di abitazione e usufrutto. Sono due istituti giuridici diversi, con caratteristiche ben distinte:AspettoDiritto di abitazioneUsufruttoFonteAutomatico per legge (art. 540 C.C.)Da testamento o atto tra viviOggettoSolo la casa di residenza familiareQualsiasi bene mobile o immobileUsoAbitazione personale (con famiglia)Puo godere di tutti i frutti (anche affittando)Affitto a terziVietatoConsentitoDurataVitaliziaPuo essere temporaneo o vitalizioValore fiscaleCalcolato sul coefficiente etaCalcolato sul coefficiente etaCessioneNon trasferibilePuo essere cedutoIn pratica, il diritto di abitazione e piu limitato rispetto all’usufrutto: serve a garantire al coniuge superstite di continuare a vivere nella casa familiare, ma non a trarne profitto economico. Se il coniuge vuole lasciare la casa (ad esempio per trasferirsi in casa di riposo), puo rinunciarvi, ma non puo darla in affitto.Come si calcola il valore fiscale del diritto di abitazioneAi fini della dichiarazione di successione e delle relative imposte, il diritto di abitazione ha un valore economico che dipende dall’eta del beneficiario (coniuge superstite). Il calcolo avviene secondo i coefficienti previsti dalla tabella allegata al DPR 131/1986 (Testo Unico imposte di registro), aggiornati periodicamente dal Ministero delle Finanze.Formula di calcoloValore usufrutto/abitazione = Valore piena proprieta X CoefficienteI coefficienti sono calcolati sul tasso legale di interesse (attualmente 2,5% per il 2026). Ecco un estratto semplificato della tabella coefficienti 2026:Eta del beneficiarioCoefficiente abitazione% del valore piena proprietaDa 21 a 30 anni3895%Da 31 a 40 anni3690%Da 41 a 50 anni3485%Da 51 a 53 anni3280%Da 54 a 56 anni3075%Da 57 a 60 anni2870%Da 61 a 63 anni2665%Da 64 a 66 anni2460%Da 67 a 69 anni2255%Da 70 a 72 anni2050%Da 73 a 75 anni1845%Da 76 a 78 anni1640%Da 79 a 82 anni1435%Da 83 a 86 anni1230%Da 87 a 92 anni1025%93 anni e oltre820%Esempio di calcolo: casa di residenza con valore catastale rivalutato pari a 200.000 euro. Vedova di 72 anni. Il coefficiente per la fascia 70-72 anni e 20, quindi il valore del diritto di abitazione e 200.000 X 50% = 100.000 euro. La nuda proprieta (quella che andra ai figli eredi) vale i restanti 100.000 euro.Il valore del diritto di abitazione va indicato nella dichiarazione di successione e concorre alla base imponibile dell’imposta di successione, con la franchigia di 1 milione di euro per il coniuge (di cui parleremo a breve). Successione legittima senza testamento (artt. 581-585 C.C.)Se il defunto non ha lasciato testamento, si apre la successione legittima: l’eredita si divide secondo le quote stabilite dal Codice Civile. Le quote del coniuge superstite nella successione legittima sono diverse da quelle della legittima (che riguardano il caso di testamento che le violi).Coniuge con discendenti (figli o nipoti)Art. 581 C.C.: le quote sono identiche alla legittima:Coniuge + 1 figlio: 1/2 coniuge, 1/2 figlioConiuge + 2 o piu figli: 1/3 coniuge, 2/3 figli (divisi tra loro)Nota: nella successione legittima non esiste “quota disponibile”, perche manca il testamento. Tutto il patrimonio va ai legittimari secondo queste quote.Coniuge con ascendenti o fratelli (no figli)Art. 582 C.C.: se non ci sono figli ma ascendenti (genitori, nonni) o fratelli/sorelle del defunto:2/3 al coniuge1/3 ad ascendenti e/o fratelli (da dividere secondo regole specifiche tra loro)Solo il coniuge (nessun altro parente)Art. 583 C.C.: se non ci sono ne figli, ne ascendenti, ne fratelli/sorelle o loro discendenti:100% del patrimonio al coniugeIn assenza di testamento e di altri parenti entro il 6 grado, il coniuge eredita l’intero patrimonio del defunto.Tabella riepilogativaSituazioneLegittima (con testamento)Legittima (senza testamento)Solo coniuge1/2 + 1/2 disp.100% al coniugeConiuge + 1 figlio1/3 + 1/3 + 1/3 disp.1/2 + 1/2Coniuge + 2+ figli1/4 + 1/2 + 1/4 disp.1/3 + 2/3Coniuge + ascendenti2/3 + 1/4 + 1/12 disp.2/3 + 1/3Imposta di successione: franchigia di 1 milione di euroDal punto di vista fiscale, il coniuge superstite gode di un trattamento estremamente favorevole. L’imposta di successione si applica sui beni ricevuti in eredita, ma con una franchigia molto elevata:Franchigia: 1.000.000 euro (un milione) per coniuge e figli (ciascuno)Aliquota oltre franchigia: 4%Significa che il coniuge paga l’imposta di successione solo sulla parte di eredita che supera 1 milione di euro. Considerando che il patrimonio medio delle famiglie italiane e inferiore a questa soglia, nella maggior parte dei casi il coniuge non paga nulla di imposta di successione.Esempio praticoSig.ra Maria, vedova, riceve in eredita dal marito una casa (valore 300.000 euro) e conti correnti/titoli (200.000 euro) per un totale di 500.000 euro. Essendo sotto la franchigia di 1 milione, non deve pagare alcuna imposta di successione. Pagara solo:Imposta ipotecaria 2% sul valore degli immobili (6.000 euro sui 300.000)Imposta catastale 1% sul valore degli immobili (3.000 euro sui 300.000)Tassa di trascrizione e altri tributi minoriImportante: se nell’eredita c’e la casa di residenza e almeno uno degli eredi (solitamente il coniuge) richiede i benefici prima casa, imposta ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (al posto del 2% + 1%). Un risparmio notevole che il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce abitualmente. Coniuge superstite e IMU sulla prima casaIl coniuge superstite che continua a vivere nella casa coniugale gode di un’importante agevolazione ai fini IMU: se utilizza l’immobile come abitazione principale e non e classificato come A/1, A/8 o A/9 (categorie di lusso), l’IMU non si applica.Condizioni per l’esenzioneIl coniuge superstite deve risiedere anagraficamente nell’immobile;Deve avere l’immobile come dimora abituale;L’immobile non deve essere classificato come A/1 (abitazione di tipo signorile), A/8 (ville) o A/9 (castelli);Il diritto di abitazione ex art. 540 C.C. e equiparato alla proprieta ai fini IMU (Circolare MEF 3/DF/2012).Attenzione: l’esenzione vale anche se i figli sono diventati comproprietari della casa (per successione): paga IMU solo chi non abita l’immobile come prima casa. Il coniuge superstite titolare del diritto di abitazione non paga, mentre i figli comproprietari che abitano altrove pagheranno IMU come seconda casa sulla loro quota.TARI e altri tributi localiLa TARI (tassa sui rifiuti) resta a carico del coniuge superstite che occupa l’immobile. Alcuni Comuni (tra cui Udine e alcune localita del FVG) prevedono riduzioni TARI per vedovi anziani con basso reddito: e sempre utile verificare i regolamenti locali.Pensione di reversibilita al coniuge superstiteOltre ai diritti successori, al coniuge superstite di un pensionato (o di un lavoratore con contributi sufficienti) spetta la pensione di reversibilita. E una prestazione economica erogata dall’INPS che consente al coniuge di ricevere una parte della pensione del defunto.Percentuali di reversibilitaSolo coniuge: 60% della pensione del defuntoConiuge + 1 figlio minore/studente/inabile: 80%Coniuge + 2 o piu figli aventi diritto: 100%Requisiti per il coniugeMatrimonio o unione civile valida al momento della morte;Coniuge separato senza addebito: ha diritto alla reversibilita;Coniuge separato con addebito: ha diritto solo se percepiva gli alimenti dal defunto;Coniuge divorziato: ha diritto se percepiva l’assegno divorzile e non si e risposato; se il defunto si era risposato, la reversibilita si divide tra l’ex coniuge e il nuovo coniuge in base alla durata dei matrimoni.Limiti di redditoLa pensione di reversibilita subisce riduzioni in base al reddito del coniuge superstite:Reddito fino a 3 volte il minimo INPS: reversibilita interaReddito tra 3 e 4 volte il minimo: riduzione 25%Reddito tra 4 e 5 volte il minimo: riduzione 40%Reddito oltre 5 volte il minimo: riduzione 50%Il Patronato del CAF Centro Fiscale gestisce la domanda di pensione di reversibilita in tutta la sua istruttoria: documenti, presentazione, seguimento pratica. Documenti necessari per far valere i dirittiPer far valere i propri diritti di coniuge superstite, e necessario raccogliere la documentazione completa. Ecco la checklist aggiornata:Documenti personaliDocumento di identita valido e codice fiscale del coniuge superstite;Certificato di morte del coniuge defunto (in carta libera, rilasciato dal Comune);Stato di famiglia storico alla data del decesso;Certificato di matrimonio aggiornato;Eventuale sentenza di separazione (se applicabile, per verificare l’assenza di addebito).Documenti del patrimonio ereditarioAtti di proprieta immobiliare (rogiti) del defunto;Visure catastali aggiornate degli immobili;Estratto di libro fondiario (per FVG – sistema tavolare);Estratti conto bancari e/o postali del defunto alla data del decesso;Elenco titoli, fondi, azioni, obbligazioni (dossier titoli);Contratti di polizze vita intestate al defunto (anche a favore del coniuge);Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto);Atto di notorieta o dichiarazione sostitutiva (autocertificazione) sugli eredi.Documenti per reversibilita e benefici INPSUltimo cedolino della pensione del defunto (se pensionato);Estratto contributivo INPS del defunto (se lavoratore);IBAN del coniuge superstite per accredito reversibilita;Dichiarazione dei redditi del coniuge superstite (per verifica limiti reddito).Scadenze da rispettareDichiarazione di successione: entro 12 mesi dalla morte del defunto (Agenzia Entrate);Domanda di reversibilita: non c’e scadenza, ma conviene presentarla subito (la decorrenza e sempre dal mese successivo alla morte);Accettazione dell’eredita: entro 10 anni dall’apertura della successione;Rinuncia all’eredita: entro 10 anni (se si ha il possesso dei beni, entro 3 mesi va fatto l’inventario).Domande frequenti sul coniuge superstiteSe mio marito muore senza figli e senza testamento, posso ereditare tutto io?Solo se non ci sono altri parenti entro il 6 grado. Se invece sono in vita i genitori del defunto (ascendenti) o i fratelli/sorelle, 2/3 vanno a te e 1/3 a loro (art. 582 C.C.). Se non c’e nessuno di questi parenti, l’intero patrimonio va a te (art. 583 C.C.).Il diritto di abitazione e automatico o devo farlo riconoscere?Nasce automaticamente al momento della morte del coniuge (art. 540, comma 2 C.C.). Tuttavia va dichiarato nella successione e, nel FVG, iscritto al Libro Fondiario con apposita domanda tavolare. Senza l’iscrizione tavolare, il diritto non e opponibile a terzi acquirenti.Mio marito mi ha diseredato nel testamento. Posso fare qualcosa?Si. Essendo il coniuge un legittimario, la tua quota di legittima e intoccabile. Puoi promuovere l’azione di riduzione (artt. 553 e seguenti C.C.) entro 10 anni dall’accettazione di eredita da parte degli altri beneficiari, per ottenere la quota minima che ti spetta (1/2, 1/3 o 1/4 a seconda dei casi, piu il diritto di abitazione).Eravamo separati da 3 anni ma non divorziati: ho diritto all’eredita?Si, se la separazione era senza addebito. La separazione personale, per quanto prolungata, non scioglie il matrimonio, quindi conservi tutti i diritti successori del coniuge (legittima, successione legittima, diritto di abitazione, reversibilita). Se invece la separazione era stata con addebito a te, perdi tali diritti e conservi solo un eventuale assegno vitalizio se percepivi gli alimenti.Convivevo da 15 anni con il mio compagno, ma non eravamo sposati. Cosa mi spetta?Purtroppo molto poco: come convivente di fatto non sei erede legittima. Se il tuo compagno non ha lasciato testamento a tuo favore, l’intero patrimonio va ai suoi parenti (figli, genitori, fratelli). Hai solo un diritto di abitazione temporaneo (2-5 anni) sulla casa di proprieta esclusiva del defunto. Per questo motivo e sempre consigliabile formalizzare la convivenza o predisporre un testamento.Posso vendere la casa se ho il diritto di abitazione?Il tuo diritto di abitazione non puo essere ceduto ne venduto (e personale e vitalizio). Tuttavia i nudi proprietari (tuoi figli o altri eredi) possono vendere la nuda proprieta, ma il diritto di abitazione resta e si trasferisce con la casa. In pratica, chi compra ottiene la piena proprieta solo alla tua morte. E possibile pero accordarsi per una vendita congiunta con liberazione del diritto di abitazione, ricevendo una quota del prezzo di vendita.L’imposta di successione si paga sempre sulla casa?No. Il coniuge ha una franchigia di 1 milione di euro e un’aliquota del 4% solo sulla parte eccedente. Inoltre, se la casa e adibita a prima casa dell’erede (tipicamente il coniuge stesso che ci abita), le imposte ipotecaria e catastale si riducono da 2%+1% a soli 200+200 euro (beneficio prima casa).Se mi risposo, perdo la reversibilita?Si, con il nuovo matrimonio perdi la pensione di reversibilita del precedente coniuge (ma hai diritto a una una tantum pari a due annualita di reversibilita, art. 3 Legge 222/1952). La reversibilita si trasferisce poi agli eventuali figli del precedente matrimonio aventi diritto. Conclusione: tutela il tuo futuro con il CAF Centro FiscaleI diritti del coniuge superstite nella successione italiana sono molteplici e di grande valore: dalla quota di legittima (sempre garantita, anche contro il testamento) al diritto di abitazione vitalizio, dalla franchigia fiscale di 1 milione di euro alla pensione di reversibilita. Ma conoscerli non basta: bisogna farli valere correttamente, rispettando scadenze e formalita.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza successoria:Consulenza preliminare gratuita per valutare la tua situazione;Redazione e invio della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate;Pratiche tavolari per iscrizione al Libro Fondiario (specialita FVG);Domanda di pensione di reversibilita tramite Patronato;Volture catastali e pratiche IMU;Assistenza per benefici prima casa e agevolazioni fiscali.Conosciamo a fondo le peculiarita del sistema tavolare friulano e sappiamo come proteggere i tuoi diritti in ogni fase. Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiuteremo a far valere ogni diritto che la legge ti riconosce come coniuge superstite.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.com ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-30 00:15:25Coniuge Superstite 2026: Diritti, Quote Ereditarie e Diritto di AbitazionePATRONATOQuattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoIndice dei contenutiCos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaQuando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoChi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiImporto Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataQuattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaCome Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaLa quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoLa domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.Calendario pagamento quattordicesima 2026Ecco il riepilogo delle date di pagamento:Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro FiscaleSe nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiNon tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:Pensione di vecchiaia o pensione anticipataPensione di anzianitàPensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.Soglie di reddito per la quattordicesima 2026Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euroFascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euroChi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataL’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euroQuesti importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euroGli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.Come si calcola l’importo esattoIl calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettiviSe il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaAl contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientriVerificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioniPresentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamenteSpesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attualeContributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommatiCambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di redditoErrori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o erratiIn tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026NOTIZIE Bonus prima casa: si può avere se l’altra è affittata?Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-09 09:00:002026-10-05 08:43:47Bonus prima casa: si può avere se l’altra è affittata?NOTIZIE Bonus Editoria 2026: gli interventi straordinari per il settoreContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-09 07:00:002026-10-05 08:43:37Bonus Editoria 2026: gli interventi straordinari per il settoreNOTIZIE Fondo Ismea-Inail 2026, c’è la proroga: come ottenere i contributi per l’agricolturaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2019/01/agricoltore-768x513.jpg 513 768 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-08 09:00:002026-09-29 10:21:40Fondo Ismea-Inail 2026, c’è la proroga: come ottenere i contributi per l’agricolturaNOTIZIE Portiere a termine: diritto di precedenza in condominioContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 11:00:002026-09-29 07:29:37Portiere a termine: diritto di precedenza in condominioNOTIZIE Indagini sui conti correnti e doppia attività: l’onere della prova resta al contribuenteContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 09:00:002026-09-29 07:30:47Indagini sui conti correnti e doppia attività: l’onere della prova resta al contribuenteNOTIZIE Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 07:00:002026-09-29 07:31:11Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?NOTIZIE Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-06 18:00:002026-10-06 08:25:47Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMNOTIZIE Sicurezza sul lavoro, niente rateizzazione delle sanzioni: pagamento entro 30 giorniContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 12:00:002026-09-29 07:32:22Sicurezza sul lavoro, niente rateizzazione delle sanzioni: pagamento entro 30 giorniNOTIZIE Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 10:00:002026-09-29 10:24:26Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%Prec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIQuadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolariIl quadro C del Modello 730/2026 è la sezione dedicata ai redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione. Si tratta del quadro più compilato in assoluto, perché riguarda la maggior parte dei contribuenti italiani che devono dichiarare i propri redditi all’Agenzia delle Entrate.In questa guida completa scoprirai come si compila il quadro C del 730/2026 sezione per sezione, quali importi inserire, come funzionano il Bonus IRPEF e il Trattamento Integrativo, la detassazione dei premi di risultato e l’imposta sostitutiva sulle mance per il settore turistico-alberghiero. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive con gli scaglioni IRPEF aggiornati e le scadenze ufficiali per il 2026.Il Modello 730/2026 si riferisce ai redditi percepiti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e la scadenza per l’invio definitivo è fissata al 30 settembre 2026. Vediamo nel dettaglio come orientarsi tra righi, sezioni e casi particolari del quadro C.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il quadro C del Modello 730/2026 e a cosa serveIl quadro C del Modello 730/2026 raccoglie tutti i redditi che, ai fini fiscali, vengono trattati come “redditi di lavoro dipendente”. Comprende quindi non solo lo stipendio del lavoratore subordinato, ma anche le pensioni, le indennità sostitutive (come la Cassa Integrazione o la NASPI) e una serie di redditi assimilati, come quelli da collaborazione coordinata e continuativa.La struttura del quadro è organizzata in sette sezioni, ognuna dedicata a una tipologia specifica di reddito o di ritenuta. Ecco la mappa generale:Sezione I (righi C1–C3): redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensioniSezione II (righi C4–C5): altri redditi assimilati senza detrazioneSezione III (righi C9–C11): ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunaliSezione IV (rigo C12): ritenute per lavori socialmente utiliSezione V (righi C14–C15): Bonus IRPEF (ex Bonus Renzi 100 euro) e Trattamento IntegrativoSezione VI (rigo C4 specifico): detassazione premi di risultatoSezione VII: opzione imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)Tutti i dati da inserire nel quadro C provengono dalla Certificazione Unica (CU) che il datore di lavoro o l’ente pensionistico (INPS) consegna entro il 16 marzo di ogni anno. Per il 730/2026, dovrai utilizzare la CU 2026, riferita ai redditi 2025. Sezione I: Redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione (righi C1–C3)La Sezione I è il cuore del quadro C. Qui devi indicare i redditi che danno diritto alla detrazione per lavoro dipendente o pensione. La compilazione richiede attenzione perché ogni rigo ha un codice specifico (colonna 1) che identifica il tipo di reddito. Rigo C1: tipologia di redditoNel rigo C1 devi indicare:Colonna 1 (Tipologia reddito): un codice numerico che identifica il tipo di reddito:Codice 1: reddito di pensioneCodice 2: reddito di lavoro dipendente o assimilato per il quale è stata riconosciuta la detrazioneCodice 3: compensi percepiti da lavoratori socialmente utili (LSU) in regime agevolatoCodice 4: redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera (frontalieri)Colonna 2 (Indeterminato/Determinato): codice 1 se contratto a tempo indeterminato, codice 2 se a tempo determinatoColonna 3 (Reddito): l’importo del reddito percepito, così come risulta dal punto 1 (o 2 per i pensionati) della CU 2026Esempio pratico: Marco è un impiegato a tempo indeterminato e nel 2025 ha percepito uno stipendio lordo di 28.500 euro (punto 1 della CU). Compilerà il rigo C1 inserendo: colonna 1 = “2”, colonna 2 = “1”, colonna 3 = “28.500”.Righi C2 e C3: ulteriori redditiI righi C2 e C3 seguono la stessa logica del C1 e servono a indicare ulteriori redditi di lavoro dipendente o pensione percepiti nel 2025. Sono utili nei casi in cui hai cambiato datore di lavoro durante l’anno o percepisci più redditi contemporaneamente (ad esempio uno stipendio e una pensione).Attenzione: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto d’imposta, devi sommare gli importi e inserirli in un unico rigo, salvo che le condizioni di lavoro siano cambiate (es. passaggio da tempo determinato a indeterminato).Sezione II: Altri redditi assimilati (righi C4–C5)La Sezione II ospita i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali NON spetta la detrazione prevista dall’art. 13 del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una categoria residuale che include casistiche specifiche.Tra i redditi che vanno inseriti in questa sezione troviamo:Assegni periodici percepiti dal coniuge in caso di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio (esclusi quelli per il mantenimento dei figli)Assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro (es. rendite vitalizie)Compensi per cariche elettive (consiglieri comunali, regionali, parlamentari) e per l’esercizio di pubbliche funzioniIndennità giudiziarie e compensi corrisposti dallo Stato a giudici tributari, di pace, esperti del tribunale di sorveglianzaNei righi C4 e C5 devi indicare:Colonna 1 (Reddito): l’importo lordo del reddito percepitoDa non confondere con le collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.) che, dal 2001, sono assimilate a tutti gli effetti ai redditi di lavoro dipendente e vanno quindi inserite nella Sezione I (rigo C1, codice 2). Sezione III: Ritenute IRPEF e addizionali (righi C9–C11)La Sezione III è dedicata all’indicazione delle ritenute fiscali già subite sui redditi dichiarati nelle Sezioni I e II. Si tratta di un passaggio cruciale perché determina se sei a credito (rimborso) o a debito (pagamento) nei confronti dell’Erario. Rigo C9: Ritenute IRPEFNel rigo C9 devi inserire il totale delle ritenute IRPEF subite, che troverai al punto 21 della CU 2026. Le ritenute IRPEF sono l’imposta sui redditi delle persone fisiche trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico ogni mese e versata all’Erario per tuo conto.Rigo C10: Ritenute Addizionale RegionaleNel rigo C10 indichi le ritenute per l’addizionale regionale all’IRPEF, riportate al punto 22 della CU 2026. L’aliquota dell’addizionale regionale varia da regione a regione (in base alla Delibera del Consiglio Regionale) e si applica al reddito imponibile dell’anno precedente.Rigo C11: Ritenute Addizionale Comunale (saldo + acconto)Il rigo C11 richiede due valori distinti:Colonna 1: acconto addizionale comunale 2025 (punto 26 della CU)Colonna 2: saldo addizionale comunale 2024 + eventuale acconto 2025 trattenuto (punti 27 e 29 della CU)L’addizionale comunale, come quella regionale, è determinata dal Comune di residenza al 1° gennaio dell’anno di riferimento.Sezione IV: Ritenute per lavori socialmente utili (rigo C12)La Sezione IV è una sezione molto specifica, dedicata ai lavoratori impiegati in attività socialmente utili (LSU) che hanno raggiunto l’età pensionabile.I compensi percepiti dai lavoratori LSU che hanno raggiunto l’età pensionabile godono di un regime fiscale agevolato: sono assoggettati a una ritenuta a titolo d’imposta del 23% (con franchigia agevolata). Nel rigo C12 vanno indicate le ritenute IRPEF e le addizionali regionali specificamente operate su questi compensi.Questa sezione interessa una platea ristretta di contribuenti, ma è importante compilarla correttamente per evitare doppie tassazioni. Per maggiori informazioni puoi consultare le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Sezione V: Bonus IRPEF e Trattamento Integrativo (righi C14–C15)La Sezione V è una delle più importanti del quadro C, perché determina il diritto al Trattamento Integrativo (l’evoluzione del cosiddetto “Bonus Renzi” da 100 euro mensili) e all’eventuale Bonus IRPEF aggiuntivo.Cos’è il Trattamento IntegrativoIl Trattamento Integrativo è una somma erogata mensilmente in busta paga ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. L’importo massimo erogabile è di 1.200 euro annui (pari a 100 euro mensili), riconosciuto in proporzione al periodo di lavoro nell’anno.Il Trattamento Integrativo è disciplinato dall’articolo 1 del D.L. 3/2020, convertito in Legge 21/2020, e successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) e dalla riforma fiscale del 2024 (DLgs 216/2023).Estensione fino a 28.000 euro: casi particolariPer i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, il Trattamento Integrativo spetta solo se l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente e assimilati è superiore al totale delle detrazioni per lavoro dipendente, familiari a carico e altre spese detraibili. In questo caso, l’importo è pari alla differenza (max 1.200 euro).Compilazione dei righi C14 e C15Nel rigo C14 (Bonus IRPEF) e nel rigo C15 (Trattamento Integrativo) devi indicare:Colonna 1 (Codice): “1” se il sostituto d’imposta ha erogato il bonus/trattamento, “2” se NON l’ha erogato pur spettandoColonna 2 (Importo): l’importo del bonus erogato (punto 391/392 della CU 2026 per il Trattamento Integrativo)Esempio pratico – Recupero del Trattamento Integrativo: Anna è una collaboratrice domestica che ha lavorato presso più famiglie nel 2025 senza che nessuno le abbia erogato il Trattamento Integrativo (i datori di lavoro domestico non sono sostituti d’imposta). Il suo reddito complessivo è di 12.000 euro. Nel 730/2026 compilerà il rigo C15 con codice “2” e importo “0” per richiedere il rimborso del Trattamento Integrativo non erogato, che riceverà come credito in dichiarazione.Restituzione del Trattamento IntegrativoAttenzione al caso opposto: se hai ricevuto il Trattamento Integrativo in busta paga ma in dichiarazione risulti non averne diritto (ad esempio perché hai superato la soglia di reddito), dovrai restituirlo. La somma verrà calcolata e inserita automaticamente nel debito IRPEF del 730/2026.Sezione VI: Detassazione premi di risultatoLa Sezione VI riguarda la detassazione dei premi di risultato, un’agevolazione fiscale prevista per i lavoratori del settore privato che ricevono somme variabili legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Come funziona la detassazioneI premi di risultato, fino a un importo lordo di 3.000 euro annui (elevati a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro), sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.L’aliquota agevolata al 5% per il 2025 è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ed è stata prorogata anche per il triennio 2025-2027.Requisiti per accedere alla detassazioneReddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non superiore a 80.000 euroIl premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato presso l’Ispettorato Territoriale del LavoroErogazione collegata a parametri oggettivi e misurabili di incremento di produttività, redditività, qualità o efficienzaIn alternativa, il lavoratore può scegliere di convertire il premio (in tutto o in parte) in servizi di welfare aziendale (buoni pasto, asili nido, polizze sanitarie, contributi previdenza complementare), che sono completamente esentasse.Compilazione del rigo C4 per la detassazioneLe informazioni sui premi di risultato vanno riportate nel rigo C4, utilizzando i dati indicati ai punti 571-580 della CU 2026:Colonna 1: somme tassate con imposta sostitutiva del 5%Colonna 2: somme tassate ordinariamente (se hai rinunciato all’agevolazione)Colonna 3: ritenute operateColonna 4: benefit di welfare in sostituzione del premioColonne 5-7: opzione di tassazione (sostitutiva o ordinaria), utile se la scelta del datore di lavoro non è quella più convenienteSezione VII: Imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)La Sezione VII è stata introdotta recentemente dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 commi 58-62) e riguarda esclusivamente i lavoratori del settore turistico-alberghiero e della ristorazione.Come funziona la tassazione agevolata delle manceLe mance percepite dai lavoratori del settore privato di strutture ricettive e di somministrazione di pasti e bevande sono qualificate come redditi di lavoro dipendente, ma possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali.Limiti e requisitiL’agevolazione si applica fino al 25% del reddito percepito nel periodo d’imposta per le prestazioni di lavoroIl lavoratore non deve aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 75.000 euro nell’anno precedente (soglia confermata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, che ha esteso e potenziato la misura)Il lavoratore può comunque rinunciare alla tassazione sostitutiva e optare per quella ordinaria, se più convenienteEsempio pratico: Luca lavora come cameriere in un ristorante e nel 2025 ha percepito uno stipendio di 18.000 euro e mance per 3.500 euro. Il 25% del reddito è pari a 4.500 euro, quindi le mance rientrano interamente nel limite e sono tassate al 5% (175 euro di imposta sostitutiva), invece che con l’aliquota IRPEF ordinaria (805 euro, calcolando il 23% su 3.500 euro). Risparmio: 630 euro.Scaglioni IRPEF 2025 per la dichiarazione 2026: tabella riassuntivaPer calcolare l’imposta dovuta sui redditi indicati nel quadro C, è fondamentale conoscere gli scaglioni IRPEF 2025. Dal 2024, infatti, gli scaglioni sono passati da quattro a tre (DLgs 216/2023, riforma fiscale Meloni), e questa modifica è stata resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta da pagareFino a 28.000 euro23%23% del redditoDa 28.001 a 50.000 euro35%6.440 € + 35% sulla parte eccedente 28.000 €Oltre 50.000 euro43%14.140 € + 43% sulla parte eccedente 50.000 €Esempio di calcolo IRPEF lordo: Su un reddito imponibile di 35.000 euro l’IRPEF lorda è pari a:23% × 28.000 = 6.440 euro (sul primo scaglione)35% × 7.000 = 2.450 euro (sulla parte eccedente i 28.000 euro fino a 35.000)IRPEF lorda totale = 8.890 euroA questo importo si applicano poi le detrazioni (per lavoro dipendente, per familiari a carico, per spese sanitarie, ecc.) per ottenere l’IRPEF netta effettivamente dovuta. Detrazione per lavoro dipendente 2025La detrazione per i redditi di lavoro dipendente è regolata dall’art. 13 del TUIR ed è stata aggiornata nel 2024:Per redditi fino a 15.000 euro: detrazione fissa di 1.955 euro (con minimo garantito non inferiore a 690 euro o 1.380 euro per i contratti a tempo determinato)Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro: detrazione decrescente con formula proporzionalePer redditi tra 28.001 e 50.000 euro: detrazione ulteriormente ridottaOltre 50.000 euro: detrazione azzerataLa cosiddetta “no tax area” per i lavoratori dipendenti è stata portata a 8.500 euro di reddito complessivo: chi guadagna meno non paga IRPEF (allineamento con la no tax area dei pensionati).Casi particolari: dipendenti pubblici, residenti esteri, frontalieri, sportiviDipendenti pubbliciI dipendenti delle pubbliche amministrazioni compilano il quadro C esattamente come i dipendenti privati, indicando i redditi al punto 1 della CU. Una specificità riguarda il conguaglio di fine anno: il sostituto d’imposta pubblico effettua il conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo, e gli effetti possono comparire nella CU 2026.Residenti all’estero che lavorano in ItaliaI soggetti non residenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente in Italia non possono utilizzare il Modello 730. Devono presentare il Modello Redditi PF. L’unica eccezione: i lavoratori italiani residenti in Stati di confine (frontalieri) che mantengono la residenza fiscale in Italia.FrontalieriI lavoratori frontalieri (residenti in Italia che lavorano stabilmente all’estero in zone di confine) godono di una franchigia di esenzione IRPEF aggiornata, di norma indicata dalla Legge di Bilancio dell’anno. Il reddito viene comunque indicato nel quadro C con il codice 4 nella colonna 1 e l’importo che eccede la franchigia è soggetto a tassazione ordinaria.Per il Friuli Venezia Giulia, regione particolarmente interessata dal lavoro frontaliero con Slovenia e Austria, la disciplina ha specificità ulteriori che richiedono assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specialistica per i frontalieri della regione.Sportivi dilettantiI compensi degli sportivi dilettanti sono stati radicalmente riformati dal DLgs 36/2021 (Riforma dello Sport), entrato pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Ora i compensi sportivi sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente e:Fino a 15.000 euro annui sono esenti da imposizioneL’eccedenza è soggetta a tassazione ordinaria nel quadro CScadenze e termini di presentazione del 730/2026Le date da ricordare per il Modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025) sono:DataAdempimento30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate (in precedenza era il 15 aprile)15 giugno 2026Termine per primi conguagli e rimborsi via sostituto d’imposta (per chi presenta entro maggio)30 settembre 2026Scadenza invio definitivo del 730/202625 ottobre 2026Termine per la presentazione del 730 integrativo30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF (per chi non può usare il 730)L’apertura del precompilato è stata spostata dal 15 al 30 aprile a partire dal 2026, per consentire all’Agenzia delle Entrate di disporre di più tempo per la verifica dei dati trasmessi da banche, datori di lavoro ed enti previdenziali. Errori comuni nel quadro C e come correggerliCompilare correttamente il quadro C è fondamentale per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti e come rimediare.Errori più comuniInserire l’importo netto invece del lordo: nel rigo C1 va inserito sempre il reddito lordo (punto 1 della CU), non il netto in busta pagaDimenticare di richiedere il Trattamento Integrativo: se hai diritto al bonus ma il datore di lavoro non l’ha erogato, devi compilare il rigo C15 con codice “2”Confondere ritenute IRPEF e addizionali: ogni voce ha un rigo dedicato (C9, C10, C11). Riportare i valori in righi errati può generare errori di calcoloNon sommare più CU dello stesso datore: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto, gli importi vanno sommatiIndicare i redditi del coniuge: nel quadro C vanno solo i tuoi redditi, anche nel 730 congiunto (il coniuge ha una colonna separata)730 integrativo: come correggere a favore del contribuenteSe ti accorgi di aver dimenticato detrazioni o deduzioni che ti spettavano (a tuo favore), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. È utilizzabile esclusivamente per modifiche che aumentano il credito o riducono il debito. Va presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato (intermediario fiscale).730 correttivo e dichiarazione integrativa nel Modello Redditi PFPer le correzioni che aumentano il debito o quelle effettuate dopo il 25 ottobre 2026, non è possibile presentare un 730 integrativo. Bisogna ricorrere al Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (in regime di ravvedimento operoso, con sanzioni e interessi ridotti progressivamente in base alla tempestività della correzione).730 precompilato: cosa controllare nel quadro CIl 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate il 30 aprile 2026 contiene già i dati del quadro C preimpostati grazie alle informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta. Tuttavia, è sempre opportuno verificare:Che tutti i datori di lavoro abbiano trasmesso la CU (le CU non trasmesse non saranno nel precompilato)Che gli importi delle ritenute corrispondano a quelli effettivamente subitiChe il codice tipologia reddito (colonna 1 del rigo C1) sia correttoChe il Trattamento Integrativo sia stato correttamente erogato (o richiesto)Che i premi di risultato siano stati assoggettati all’imposta sostitutiva del 5% se vi avete dirittoAffidati al CAF Centro Fiscale di Udine per il tuo 730/2026Il quadro C del Modello 730/2026 è composto da numerose sezioni e richiede attenzione ai dettagli: un errore può costare caro in termini di rimborsi mancati o di accertamenti futuri. Affidarsi a un CAF qualificato significa avere la certezza di:Compilazione corretta di tutti i righi e codiciMassimizzazione del credito (rimborsi più alti possibili)Recupero del Trattamento Integrativo non erogatoVerifica dei calcoli su scaglioni IRPEF e detrazioniAssistenza in caso di controllo o richiesta di documenti da parte dell’Agenzia delle EntrateApposizione del visto di conformità, indispensabile per rimborsi superiori a 4.000 euroIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia nella compilazione del Modello 730, con particolare specializzazione su casistiche complesse come frontalieri Italia-Slovenia/Austria, redditi esteri e casi particolari di Trattamento Integrativo.Prenota un appuntamento online per la compilazione del tuo 730/2026 o vieni a trovarci direttamente in sede a Udine. Ti aspettiamo per offrirti un servizio professionale, rapido e a un costo trasparente. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul quadro C del 730/2026Posso compilare il quadro C se ho solo redditi da pensione?Sì, anche i pensionati compilano il quadro C utilizzando il codice “1” nella colonna 1 del rigo C1. Il reddito di pensione va riportato dal punto 1 (o 2, in casi specifici) della CU 2026 ricevuta dall’INPS o dall’ente previdenziale.Cosa succede se non ho ricevuto la CU dal datore di lavoro?Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la CU entro il 16 marzo. Se non l’hai ricevuta, contatta il datore o l’INPS. In ultima istanza, puoi richiedere all’Agenzia delle Entrate una copia della CU trasmessa al sistema fiscale, oppure ricostruire i redditi dalle buste paga, segnalando l’anomalia.Il Trattamento Integrativo spetta anche con la NASPI?Sì. La NASPI è un reddito di lavoro dipendente assimilato e quindi rientra nel quadro C, dando diritto al Trattamento Integrativo a condizione che il reddito complessivo annuo non superi i 15.000 euro (o, in alcuni casi, i 28.000 euro con i parametri della “capienza fiscale” sopra descritta).Devo dichiarare le mance se sono cameriere?Sì, le mance sono redditi imponibili e vanno dichiarate. Se lavori in una struttura del settore turistico-alberghiero o di ristorazione, fino al 25% del reddito da lavoro le mance possono essere assoggettate all’imposta sostitutiva del 5% (Legge di Bilancio 2025), che è generalmente molto più vantaggiosa della tassazione ordinaria.Posso correggere il 730 dopo averlo presentato?Sì. Per correzioni a tuo favore (più rimborso o meno debito), puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per correzioni a sfavore (più debito), devi utilizzare il Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.Le collaborazioni coordinate e continuative vanno nel quadro C?Sì. I redditi delle Co.Co.Co. sono assimilati al lavoro dipendente e vanno indicati nella Sezione I del quadro C (di norma rigo C1 con codice “2”), dando diritto alla detrazione per lavoro dipendente prevista dall’art. 13 del TUIR.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Fonti ufficiali e riferimenti normativiDPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR – Testo Unico Imposte sui Redditi), artt. 49–52 e art. 13DLgs 30 dicembre 2023 n. 216 – Riforma fiscale (riduzione scaglioni IRPEF da 4 a 3)L. 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025) – Conferma strutturale aliquote IRPEF, proroga detassazione premi di risultato e tassazione agevolata manceD.L. 5 febbraio 2020 n. 3 convertito in L. 21/2020 – Trattamento IntegrativoL. 29 dicembre 2022 n. 197 (Legge di Bilancio 2023), art. 1 commi 58-62 – Imposta sostitutiva mance settore turistico-alberghieroDLgs 28 febbraio 2021 n. 36 – Riforma dello SportAgenzia delle Entrate – Istruzioni Modello 730/2026Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 07:25:432026-05-31 17:44:59Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolariCAF, COLF E BADANTIDimissioni badante 2026: procedura e dirittiDimissioni badante 2026: procedura e dirittiLe dimissioni della badante richiedono una procedura precisa: preavviso CCNL, comunicazione telematica INPS, calcolo TFR e ferie residue. Questa guida spiega diritti economici, tempi, documenti e quando e possibile dimettersi per giusta causa.Indice dei contenutiQuando e come la badante puo dimettersiPreavviso CCNL: tempi per anzianitaProcedura dimissioni telematiche INPSDiritti economici: TFR, ferie e rateiDimissioni per giusta causaMancato preavviso: conseguenzeNASpI per badanti dopo dimissioniDocumenti da richiedereQuando e come la badante puo dimettersiLe dimissioni volontarie della badante (lavoratrice domestica) sono regolate dal CCNL Colf e Badanti. La badante ha il diritto di rassegnare le dimissioni in qualsiasi momento, rispettando i termini di preavviso previsti dal contratto collettivo.Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto al datore di lavoro e, dal 2016, e obbligatorio utilizzare la procedura telematica INPS per la convalida. Questo garantisce trasparenza e tutela sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro.Le dimissioni possono essere:Ordinarie (con preavviso)Per giusta causa (senza preavviso)Incentivate (accordo tra le parti) Preavviso CCNL: tempi per anzianita di servizioIl CCNL Colf e Badanti prevede termini di preavviso differenziati in base all’anzianita di servizio presso lo stesso datore di lavoro:Badanti conviventi:Fino a 5 anni: 15 giorni di calendarioOltre 5 anni: 30 giorni di calendarioBadanti non conviventi (a ore):Fino a 2 anni: 8 giorni di calendarioDa 2 a 5 anni: 15 giorni di calendarioOltre 5 anni: 30 giorni di calendarioIl preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno di ogni mese, a seconda della data di comunicazione. Se la badante non rispetta il preavviso, il datore di lavoro puo trattenere dal TFR un importo pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non lavorato. Procedura dimissioni telematiche INPSDal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie devono essere comunicate telematicamente all’INPS tramite il portale dedicato. Questa procedura e obbligatoria anche per le lavoratrici domestiche (badanti, colf).Come fare:Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNSCercare il servizio Dimissioni volontarieCompilare il modulo indicando:Dati del datore di lavoroData di inizio rapportoData di cessazione desiderataTipologia di dimissioni (ordinarie o per giusta causa)Inviare telematicamenteRicevere ricevuta tramite email o PECAlternativa: Rivolgersi a un CAF, un patronato o un consulente del lavoro per l’invio telematico.La comunicazione INPS genera automaticamente la Comunicazione Obbligatoria (Unilav-Cessazione) che il datore di lavoro deve trasmettere al Centro per l’Impiego entro 5 giorni. Diritti economici: TFR, ferie e rateiAl momento della cessazione del rapporto, la badante ha diritto a ricevere tutte le competenze maturate:TFR (Trattamento di Fine Rapporto):Pari al 6,91% della retribuzione annua lordaMatura per ogni anno di servizioVa liquidato entro 60 giorni dalla cessazioneEsempio: stipendio 1.000 euro al mese uguale TFR annuo circa 830 euroFerie non godute:26 giorni all’anno per le badanti conviventiMaturano in proporzione ai mesi lavoratiNon godute = monetizzate in busta paga finaleRatei tredicesima:Maturano mensilmente (1/12 per ogni mese)Vanno corrisposti anche per frazioni di mese superiori a 15 giorniEsempio pratico:Badante convivente con 3 anni di anzianita, stipendio 1.200 euro al mese:TFR: circa 2.500 euroFerie residue 10 giorni: circa 400 euroRateo tredicesima 4 mesi: 400 euroTotale competenze: circa 3.300 euroPer il calcolo preciso, e consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. Dimissioni per giusta causaLe dimissioni per giusta causa consentono alla badante di risolvere immediatamente il rapporto senza obbligo di preavviso, mantenendo tutti i diritti economici compreso il TFR.Motivi di giusta causa:Mancato pagamento dello stipendio (anche parziale o ritardato)Mancato versamento contributi INPSMaltrattamenti, molestie o comportamenti vessatoriCondizioni di lavoro insalubri o pericoloseModifica unilaterale delle mansioni o dell’orarioViolazione grave degli obblighi contrattualiProcedura:Raccogliere prove documentali (buste paga, messaggi, certificati medici)Inviare lettera raccomandata A/R al datore specificando i motiviComunicazione telematica INPS entro 7 giorniEventuale ricorso all’Ispettorato del LavoroAttenzione: La giusta causa deve essere grave e comprovata. In caso di contestazione, sara il giudice del lavoro a valutare la fondatezza. Per assistenza legale, contattare il CAF o un consulente del lavoro. Mancato preavviso: conseguenze e penaliSe la badante si dimette senza rispettare il periodo di preavviso e senza giusta causa, il datore di lavoro ha diritto a trattenere l’indennita sostitutiva del preavviso dal TFR.Calcolo penale:L’importo trattenuto corrisponde alla retribuzione globale di fatto per i giorni di preavviso non rispettati.Esempio:Preavviso dovuto: 15 giorniStipendio giornaliero: 40 euroPenale: 40 x 15 uguale 600 euroQuesta somma viene sottratta dal TFR finale. Se il TFR non e sufficiente a coprire la penale, il datore puo richiedere il residuo tramite decreto ingiuntivo.Quando non si applica:Dimissioni per giusta causaAccordo tra le parti per riduzione o esonero preavvisoPeriodo di provaConsiglio: Anche in caso di urgenza, e sempre meglio comunicare le dimissioni correttamente e tentare un accordo con il datore per ridurre il preavviso. Il CAF puo assistere nella mediazione.NASpI per badanti dopo le dimissioniLe badanti che si dimettono volontariamente NON hanno diritto alla NASpI (disoccupazione INPS), salvo casi particolari.Eccezioni che consentono NASpI:Dimissioni per giusta causaDimissioni durante il periodo tutelato di maternita (gravidanza fino a 1 anno di vita del bambino)Risoluzione consensuale nell’ambito della conciliazione presso l’Ispettorato del LavoroDimissioni ordinarie:Se le dimissioni sono volontarie senza giusta causa, la badante puo richiedere NASpI solo se:Trova un nuovo lavoro che dura almeno 13 settimanePerde involontariamente questo nuovo lavoro (licenziamento)Presenta domanda NASpI entro 68 giorni dalla cessazioneContributi INPS:Per avere diritto a NASpI servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Verifica la tua posizione contributiva sul portale INPS o tramite CAF. Documenti da richiedere al datoreAlla cessazione del rapporto, la badante ha diritto a ricevere dal datore di lavoro:Documenti obbligatori:Ultima busta paga con conguaglio TFR, ferie, rateiCertificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivoModulo Unilav-Cessazione (comunicazione fine rapporto)Copia dei versamenti INPS trimestrali (mod. MAV)Documenti utili:Lettera di referenze (facoltativa, ma consigliata)Attestazione anzianita di servizioQuietanza liberatoria (se si accetta saldo e stralcio)Per NASpI o disoccupazione:Documento UniLav (se dimissioni per giusta causa)Attestazione motivi dimissioniConservare tutta la documentazione per almeno 5 anni. Il CAF Centro Fiscale puo verificare la correttezza dei conteggi finali.Domande frequenti (FAQ)Quanto preavviso deve dare una badante che si dimette?Dipende dall’anzianita: 15 giorni fino a 5 anni di servizio, 30 giorni oltre i 5 anni (per conviventi). Le badanti a ore hanno tempi diversi: 8 giorni fino a 2 anni, 15 giorni da 2 a 5 anni, 30 giorni oltre i 5 anni.Come si fanno le dimissioni telematiche INPS?Si accede al portale INPS con SPID e si compila il modulo Dimissioni volontarie indicando dati del datore e data cessazione. In alternativa, ci si puo rivolgere a un CAF o patronato per l’invio telematico.Cosa succede se non do il preavviso?Il datore puo trattenere dal TFR un importo pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Ad esempio, per 15 giorni di preavviso con stipendio giornaliero di 40 euro, la penale sara di 600 euro.Ho diritto alla disoccupazione se mi dimetto?No, le dimissioni volontarie non danno diritto a NASpI, salvo dimissioni per giusta causa o durante maternita tutelata. Puoi ottenere NASpI solo se trovi un nuovo lavoro (minimo 13 settimane) e poi lo perdi involontariamente.Quando mi pagano il TFR?Il TFR deve essere liquidato entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto. Se ci sono ferie residue e ratei di tredicesima, vengono corrisposti insieme al TFR nell’ultima busta paga.Posso dimettermi senza preavviso per giusta causa?Si, in caso di mancato pagamento stipendio, maltrattamenti, condizioni insalubri o gravi violazioni contrattuali. Serve pero documentazione probatoria e comunicazione scritta dei motivi al datore. Assistenza dimissioni badante – CAF Centro Fiscale UdineHai bisogno di aiuto per le dimissioni o per verificare i conteggi finali? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:Dimissioni telematiche INPSCalcolo TFR e competenze finaliConsulenza su preavviso e dirittiVerifica buste paga e contributiDomande NASpI e disoccupazioneServizi per datori di lavoro:Gestione buste paga: 25 euro al meseConsulenza contrattuale: 50 euroCessazione rapporto: 50 euro Prenota consulenza gratuita Sede: Via Cividale 92, Udine | Tel: 0432 204811 Email: info@centrofiscale.com | Orari: Lun-Ven 9-13 e 15-18Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 06:00:002026-03-17 19:04:09Dimissioni badante 2026: procedura e dirittiPagina 100 di 193«‹9899100101102›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
CAF, CRIPTOVALUTE, DICHIARAZIONE DEI REDDITICriptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regoleSe nel 2025 hai comprato, venduto, scambiato Bitcoin, Ethereum o altre criptovalute, oppure se semplicemente le hai detenute su un wallet o su un exchange estero, la dichiarazione dei redditi 2026 ti riguarda direttamente. La domanda che ci sentiamo fare ogni primavera al CAF Centro Fiscale di Udine è sempre la stessa: «Posso dichiarare le mie cripto nel Modello 730/2026?». La risposta breve è: no, non puoi. La risposta lunga è che il 730 non è lo strumento adatto e che, per le cripto-attività, devi obbligatoriamente compilare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, anche se per il resto dei tuoi redditi il 730 sarebbe sufficiente.In questa guida operativa spiegheremo, in modo chiaro e con esempi concreti, perché le criptovalute non si dichiarano nel 730, quali quadri devi usare nel Modello Redditi PF 2026, qual è la nuova aliquota al 33% sulle plusvalenze in vigore dal 2026, come funzionano il Quadro W e il Quadro RT, qual è la soglia di esenzione e come gestire la direttiva DAC8 che, dal 2026, obbliga gli exchange a comunicare i dati al Fisco. Tutto aggiornato alla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiPerché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCAQuadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%Soglia di esenzione 2.000 euro: come funzionaEsempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attivitàMining, staking, airdrop e NFT: come si tassanoDAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automaticoSanzioni e ravvedimento operosoScadenze 2026 e modalità di pagamentoGli errori più comuni da evitareDomande frequentiPerché le criptovalute non si dichiarano nel Modello 730/2026La regola, spesso ignorata, è semplice: il Modello 730 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati con redditi «ordinari», che non richiede compilazioni complesse e che permette di ottenere il rimborso o pagare l’eventuale debito direttamente in busta paga o sulla pensione. Le cripto-attività sono però trattate dal Fisco come strumenti finanziari particolari, soggetti a:monitoraggio fiscale (obbligo di indicare wallet e saldi al 31/12);imposta sostitutiva sulle plusvalenze;IVCA, l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività.Tutti questi adempimenti richiedono quadri specifici (il Quadro W e il Quadro RT) che non esistono nel Modello 730/2026. Di conseguenza, se nel 2025 hai detenuto o movimentato criptovalute, il 730 da solo non basta. La soluzione corretta è presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 (modalità nota come «730 + Redditi PF integrativo») oppure presentando solo il Modello Redditi PF. Chi deve dichiarare le criptovalute nel 2026L’obbligo di dichiarazione delle cripto-attività nasce in due situazioni distinte, e non sempre coincidono:Detenzione di cripto al 31/12/2025 (anche senza vendite): scatta l’obbligo di compilare il Quadro W per il monitoraggio fiscale e per il versamento dell’IVCA (0,2% sul valore detenuto).Realizzo di plusvalenze nel 2025 (vendita, scambio, conversione in euro o in altra crypto, pagamento di beni/servizi): scatta l’obbligo di compilare il Quadro RT per la tassazione delle plusvalenze.In altre parole: anche chi nel 2025 non ha venduto nemmeno un satoshi, ma ha lasciato fermi 1.000 euro di Bitcoin sull’exchange Binance al 31/12, ha l’obbligo di dichiararli nel Quadro W. Viceversa, chi ha venduto cripto generando plusvalenze deve compilare il Quadro RT, anche se al 31/12 non ne deteneva più nemmeno una.Attenzione: i wallet self-custody (Ledger, Trezor, MetaMask, Phantom, ecc.) e quelli su exchange esteri (Binance, Kraken, Coinbase) sono i casi più comuni di obbligo dichiarativo. Anche gli exchange italiani (Young Platform, Conio, The Rock Trading) implicano dichiarazione del saldo nel Quadro W, salvo che applichino regime amministrato: in tal caso, l’IVCA è trattenuta dall’intermediario. Quali quadri usare nel Modello Redditi PF 2026Nel Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) la dichiarazione delle cripto-attività si gioca su tre quadri principali, da compilare a seconda della situazione del contribuente:QuadroA cosa serveQuando si compilaQuadro WMonitoraggio fiscale delle cripto detenute all’estero e su exchange senza ritenuta + calcolo IVCASempre, se hai detenuto cripto nel 2025 (anche senza vendite)Quadro RT, Sezione II-bisPlusvalenze da cripto-attività tassate al 33% (dal 2026)Quando hai realizzato plusvalenze o minusvalenze nel 2025Quadro RL, Sezione IIRedditi diversi da mining/staking/airdrop se occasionaliSolo per casi specifici (mining hobbistico, airdrop ricevuti, alcune forme di staking)Il Quadro W, introdotto dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022), ha sostituito il vecchio Quadro RW per le cripto-attività dal 2023. Resta tuttavia consuetudine, anche nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, sentire parlare di «monitoraggio fiscale via RW»: oggi, per le crypto, il quadro corretto è W. Quadro W: monitoraggio fiscale e IVCAIl Quadro W del Modello Redditi PF 2026 ha due funzioni complementari:Sezione I – Monitoraggio fiscale: serve a comunicare al Fisco l’esistenza e il valore delle cripto detenute all’estero (o su intermediari non residenti). È un obbligo formale di trasparenza.Sezione II – IVCA: serve a liquidare l’Imposta sul Valore delle Cripto-Attività, pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo al 31/12/2025.Per ogni rigo del Quadro W devi indicare:codice cripto-attività (es. codice 21 per «cripto-attività»);identificativo dell’exchange o del wallet;quota di possesso (%);valore iniziale e finale dell’anno;periodo di possesso (in giorni);importo dell’IVCA dovuta.Esempio: hai detenuto 0,5 BTC dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 su un wallet self-custody. Valore al 31/12/2025: 32.000 euro. IVCA dovuta = 32.000 × 0,2% = 64 euro. L’imposta va versata con i codici tributo dedicati (1727 per saldo, 1728 per la prima rata di acconto, 1729 per la seconda) entro le scadenze ordinarie del Modello Redditi PF. Quadro RT: plusvalenze e nuova aliquota 33%Il Quadro RT, Sezione II-bis è il cuore della tassazione cripto. Qui si calcolano le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di cripto-attività nel 2025 e si applica l’imposta sostitutiva.Per la dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025) l’aliquota applicabile è ancora il 26%, in quanto la riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 si applica alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026 in poi. Quindi:Plusvalenze realizzate nel 2025 (Modello Redditi PF 2026) → aliquota 26%;Plusvalenze realizzate nel 2026 (Modello Redditi PF 2027) → aliquota 33%.Questa è una delle informazioni più importanti, perché molti utenti commettono l’errore di applicare già il 33% sulla dichiarazione 2026. Attenzione: i 730 e i Redditi PF presentati nel 2026 si riferiscono ai redditi 2025 e quindi all’aliquota del 26%. Le operazioni effettuate dal 1° gennaio 2026 in avanti saranno invece tassate al 33% e finiranno nel Modello Redditi PF 2027.Metodo LIFO obbligatorioPer calcolare la plusvalenza si usa il metodo LIFO (Last In, First Out): si considera che le prime cripto vendute siano le ultime acquistate. Questo criterio è stato espressamente confermato dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare 30/E/2023 e successive risoluzioni.Aliquota 33% dal 2026: cosa cambia rispetto al 26%La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024, art. 1, comma 25) ha innalzato l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-attività dal 26% al 33%, con decorrenza 1° gennaio 2026. Si tratta dell’aliquota più alta mai applicata in Italia a una rendita finanziaria di questo tipo, persino superiore al 26% dei dividendi e degli interessi sui titoli di Stato esteri.Periodo realizzoAliquotaDichiarazioneNorma202326%Redditi PF 2024L. 197/2022202426%Redditi PF 2025L. 197/2022202526%Redditi PF 2026L. 197/2022202633%Redditi PF 2027L. 207/2024L’aumento al 33% è stato accompagnato dall’eliminazione della franchigia di 2.000 euro a partire dalle plusvalenze del 2026: dall’anno fiscale 2026 in poi, infatti, anche le plusvalenze sotto soglia diventano imponibili. Questa è una novità di rilievo che deve far riflettere chi gestisce piccole somme: fino al 31/12/2025 valeva la soglia di esenzione di 2.000 euro annui; dal 2026 ogni euro di plusvalenza sarà tassato. Tieni quindi presente che nella dichiarazione 2026 (redditi 2025) la franchigia 2.000 euro è ancora valida, mentre sparirà nella dichiarazione 2027 (redditi 2026). Soglia di esenzione 2.000 euro: come funzionaPer il Modello Redditi PF 2026 (anno d’imposta 2025) vige ancora la soglia di esenzione di 2.000 euro introdotta dalla L. 197/2022. La regola è questa: se la somma algebrica annua di plusvalenze e minusvalenze realizzate è inferiore o uguale a 2.000 euro, queste plusvalenze non sono tassate e non concorrono alla formazione del reddito imponibile.Attenzione: la soglia è di esenzione, non di franchigia. Cosa significa?Se realizzi 1.800 euro di plusvalenza → non paghi nulla;Se realizzi 2.500 euro di plusvalenza → tassi l’intera somma al 26% (= 650 euro), non solo i 500 euro eccedenti.Inoltre, anche se la plusvalenza è sotto soglia e non viene tassata, restano comunque obbligatori il monitoraggio fiscale (Quadro W) e il versamento dell’IVCA.Esempi pratici di calcolo (LIFO, plusvalenze, minusvalenze)Vediamo tre casi concreti di contribuenti che si rivolgono al CAF Centro Fiscale, per capire come si calcolano le imposte.Caso 1 – Piccolo investitore con plusvalenza sotto sogliaMarco ha comprato 0,02 BTC a marzo 2025 per 1.400 euro e li ha rivenduti a novembre per 2.900 euro. Plusvalenza: 1.500 euro. Essendo sotto la soglia di 2.000 euro, Marco non paga imposta sostitutiva, ma deve comunque compilare il Quadro W per il monitoraggio (nei mesi di possesso) e versare l’IVCA proporzionale al periodo.Caso 2 – Investitore medio con plusvalenza tassabileLaura ha acquistato 1 ETH a gennaio 2024 per 2.200 euro e lo ha venduto a ottobre 2025 per 4.700 euro. Plusvalenza: 2.500 euro. Supera la soglia, quindi l’intera plusvalenza è tassabile: 2.500 × 26% = 650 euro di imposta sostitutiva da versare con il codice tributo 1715. Anche in questo caso vanno compilati il Quadro RT, Sezione II-bis, e il Quadro W.Caso 3 – Operatore attivo con metodo LIFODavide ha acquistato 3 ETH in tre tranche: aprile 2023 a 1.800 euro, gennaio 2024 a 2.500 euro, agosto 2025 a 3.200 euro. A novembre 2025 vende 1 ETH a 3.500 euro. Con il metodo LIFO, l’ETH venduto è quello acquistato più di recente (agosto 2025 a 3.200 euro). Plusvalenza: 3.500 − 3.200 = 300 euro (sotto soglia). Davide non paga imposta, ma deve dichiarare tutti i 3 ETH detenuti nel Quadro W.Caso 4 – Compensazione delle minusvalenzeLe minusvalenze realizzate sulle cripto-attività possono essere portate in compensazione con plusvalenze cripto fino ai 4 periodi d’imposta successivi. Importante: non possono compensare plusvalenze di altri strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, ETF), e viceversa. IVCA: l’imposta sul valore delle cripto-attivitàL’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) è analoga all’IVAFE applicata ai conti esteri: si versa annualmente in misura pari allo 0,2% (2 per mille) del valore complessivo delle cripto detenute al 31 dicembre 2025, indipendentemente dall’aver realizzato o meno plusvalenze.Differenze rispetto all’IVAFE:Base imponibile: valore al 31/12 di tutte le cripto detenute (non la giacenza media);Esonero: se il versamento dovuto è inferiore a 12 euro, non si paga;Esonero ulteriore: niente IVCA per le cripto su exchange italiani con regime amministrato che fungono da sostituti d’imposta;Codici tributo: 1727 (saldo), 1728 (acconto 1° rata), 1729 (acconto 2° rata).Un esempio rapido: se al 31/12/2025 detieni cripto per un controvalore complessivo di 10.000 euro, l’IVCA dovuta è 10.000 × 0,002 = 20 euro. Se ne detieni 5.000, l’imposta sarebbe di 10 euro: sotto la soglia minima di 12 euro, quindi non dovuta.Mining, staking, airdrop e NFT: come si tassanoOltre alle plusvalenze classiche da compravendita, esistono altre forme di reddito legate alle cripto-attività che hanno una tassazione propria.MiningIl mining svolto in modalità hobbistica/occasionale rientra tra i redditi diversi (Quadro RL, Sezione II) e si tassa come reddito ordinario in base all’aliquota IRPEF del contribuente. Se invece il mining è svolto in forma professionale e organizzata, costituisce reddito d’impresa con apertura di partita IVA, fatturazione elettronica e tutti i relativi adempimenti contabili.StakingLo staking, ossia il blocco di cripto per ottenere ricompense (rewards), è trattato come plusvalenza cripto: i rewards confluiscono nel Quadro RT e sono tassati al 26% per le maturazioni 2025 (33% dal 2026). Il momento impositivo è quello in cui i rewards diventano disponibili, valutati al cambio del giorno di accredito.AirdropGli airdrop ricevuti gratuitamente sono inquadrati come redditi diversi occasionali, tassati secondo aliquota IRPEF nel Quadro RL al momento in cui sono percepiti, valutati al cambio di ricezione. Quando vengono successivamente venduti, si determina poi un’eventuale plusvalenza/minusvalenza sulla base del costo fiscale già tassato come reddito diverso.NFTGli NFT sono assimilati a cripto-attività dal 2023 e seguono le stesse regole: plusvalenze nel Quadro RT, monitoraggio e IVCA nel Quadro W, con valutazione al valore di mercato al 31/12. DAC8: cosa cambia dal 2026 con lo scambio automaticoLa direttiva europea DAC8 (Direttiva UE 2023/2226) ha introdotto, per la prima volta a livello UE, un sistema di scambio automatico di informazioni sulle cripto-attività tra Stati membri. Il recepimento italiano è in vigore dal 2026: significa che, da quest’anno, gli exchange e i prestatori di servizi cripto (CASP) con clientela italiana saranno tenuti a comunicare automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati di:identità degli utenti residenti in Italia;saldi delle cripto detenute;operazioni di compravendita e scambio effettuate.In pratica, dal 2026 chi pensa di non dichiarare le proprie cripto rischia di essere scoperto in automatico. L’Agenzia delle Entrate sta già ricevendo i dati di milioni di account italiani aperti su Binance, Coinbase, Kraken e altri exchange. Anche se DAC8 entra ufficialmente in regime dal 2026, gli effetti sui controlli si vedranno già sulle dichiarazioni 2026 (redditi 2025), perché il Fisco incrocerà le informazioni a posteriori.Sanzioni e ravvedimento operosoLe sanzioni per chi omette o dichiara parzialmente le cripto-attività sono particolarmente severe. Ecco un riepilogo delle principali violazioni e delle relative sanzioni:ViolazioneSanzione minimaSanzione massimaNoteOmessa compilazione Quadro W (monitoraggio)3% del valore non dichiarato15% del valore non dichiaratoRaddoppiata per Paesi black listOmesso versamento IVCA30% dell’imposta30% dell’impostaRiducibile con ravvedimentoOmessa indicazione plusvalenze (Quadro RT)90% imposta non versata180% imposta non versataSi applica anche se l’imposta è pari a zeroDichiarazione infedele90% maggiore imposta180% maggiore impostaRiducibile con ravvedimentoChi si accorge dell’errore può sanare la posizione con il ravvedimento operoso, ottenendo una forte riduzione della sanzione in base al tempo trascorso (da 1/10 entro 30 giorni a 1/5 oltre i 2 anni). Per i casi più complessi, è consigliato rivolgersi a un professionista o al CAF per evitare ulteriori errori in fase di regolarizzazione. Scadenze 2026 e modalità di pagamentoLe principali scadenze del Modello Redditi Persone Fisiche 2026 sono:30 giugno 2026 – versamento del saldo IRPEF, dell’imposta sostitutiva sulle cripto e dell’IVCA, senza maggiorazione;30 luglio 2026 – versamento con maggiorazione dello 0,4%;30 novembre 2026 – secondo acconto IRPEF e seconda rata di acconto IVCA;31 ottobre 2026 – presentazione telematica del Modello Redditi PF 2026.I codici tributo principali da usare nel Modello F24 sono:1715 – imposta sostitutiva su plusvalenze da cripto-attività;1727 – saldo IVCA;1728 – prima rata di acconto IVCA;1729 – seconda rata di acconto IVCA.Gli errori più comuni da evitareNegli anni abbiamo visto ripetersi gli stessi errori. I principali, da evitare assolutamente:Pensare di poter dichiarare le cripto nel 730: il 730 non prevede i quadri W e RT, è obbligatorio il Modello Redditi PF.Applicare già il 33% sulle plusvalenze 2025: l’aliquota 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026.Dimenticare il Quadro W in caso di sola detenzione: anche senza vendite, se hai cripto al 31/12 devi dichiarare i wallet e versare l’IVCA.Confondere franchigia ed esenzione: la soglia 2.000 euro è di esenzione totale, ma una volta superata si tassa l’intero importo.Considerare estere solo le cripto su Binance o Coinbase: anche le cripto in self-custody (Ledger, MetaMask) richiedono monitoraggio.Compensare minusvalenze cripto con plusvalenze azionarie: i due regimi sono separati.Trascurare gli airdrop ricevuti: sono redditi diversi tassati a IRPEF nel momento della percezione.Dimenticare le operazioni di swap: anche lo scambio crypto-to-crypto realizza plusvalenza.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiPosso aggiungere le criptovalute al mio Modello 730/2026?No. Il 730 non prevede i quadri W e RT, fondamentali per dichiarare le cripto. Devi presentare il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, eventualmente in aggiunta al 730 se hai redditi da lavoro dipendente o pensione.Se ho solo 200 euro di Bitcoin su Binance devo dichiararli?Sì. L’obbligo di monitoraggio fiscale nel Quadro W non ha una soglia di esenzione: anche piccoli importi vanno dichiarati. L’IVCA non si paga se inferiore a 12 euro, ma la sola compilazione del quadro è comunque obbligatoria.L’aliquota 33% si applica già nella dichiarazione 2026?No. Nel Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) le plusvalenze restano tassate al 26%. L’aliquota del 33% si applica solo alle plusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2026, che andranno dichiarate nel Modello Redditi PF 2027.Cos’è la rivalutazione cripto e mi conviene?La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la possibilità di rivalutare le cripto detenute al 1° gennaio, versando un’imposta sostitutiva agevolata. Successive proroghe hanno reiterato la possibilità di rivalutare anche le cripto possedute al 1° gennaio 2025 e 1° gennaio 2026 (consulta gli ultimi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate per aliquote e scadenze aggiornate). La rivalutazione conviene se prevedi una vendita futura con plusvalenza significativa: aumentando il costo fiscale, riduci l’imponibile da tassare al 33%. È una valutazione caso per caso che richiede simulazioni.Come dichiaro le cripto se uso più exchange e wallet?Ogni exchange/wallet va indicato in un rigo separato del Quadro W, con i propri valori al 1° gennaio e al 31 dicembre 2025. Per il Quadro RT (plusvalenze) si sommano invece tutte le operazioni dell’anno, applicando il metodo LIFO sull’insieme delle cripto della stessa tipologia.E se l’exchange italiano fa da sostituto d’imposta?Alcuni exchange italiani (come Young Platform per il regime amministrato) trattengono direttamente l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze e versano l’IVCA. In tal caso, sei esonerato dalla compilazione del Quadro W e del Quadro RT per le cripto custodite presso quell’intermediario, ma resta l’obbligo dichiarativo per quelle detenute altrove.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per la tua dichiarazione criptoLa dichiarazione delle cripto-attività è uno degli adempimenti più complessi della dichiarazione dei redditi, con rischi elevati di errore e sanzioni significative. Il nostro team di esperti del CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase:raccolta degli estratti conto di tutti i tuoi exchange e wallet;calcolo accurato di plusvalenze e minusvalenze con metodo LIFO;compilazione del Quadro W (monitoraggio + IVCA) e del Quadro RT per le plusvalenze;simulazione del vantaggio della rivalutazione cripto;predisposizione e invio del Modello Redditi PF 2026 integrato con il 730;assistenza per il ravvedimento operoso in caso di omissioni passate.Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per fissare un appuntamento dedicato: ti aiuteremo a regolarizzare la tua posizione, evitando sanzioni e ottimizzando il carico fiscale. Telefono, email e indirizzo sono disponibili nella pagina contatti del nostro sito.Fonti normative principali: Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Bilancio 2023), art. 1 commi 126-147; Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio 2025), art. 1 c. 25; Agenzia delle Entrate – Sezione cripto-attività; Circolare n. 30/E del 27/10/2023; D.Lgs. attuativo direttiva UE 2023/2226 (DAC8); TUIR – D.P.R. 917/1986, art. 67 comma 1 lett. c-sexies.Maggio 25, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:25:432026-05-31 17:44:43Criptovalute nel Modello 730/2026, quando e come si dichiarano: le regole
CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi ParticolariL’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.📋 Devi pagare l’IMU 2026? Calcolo gratuito al CAF.Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola l’IMU 2026 e prepara il modello F24 in pochi minuti. Servizio veloce per tutte le tipologie di immobile. Chiamaci allo 0432 1638640 o WhatsApp 366 6018121. Indice dei contenutiScadenza acconto IMU 2026: 16 giugnoIMU prima casa: quando si paga e quando noPensionati AIRE all’estero: regola del 50%Comodato d’uso a parentiCasa affittata: aliquote e calcoloCome pagare: F24 e codici tributoCalcolo IMU al CAF Centro FiscaleDomande frequentiScadenza acconto IMU 2026: 16 giugnoL’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.Riepilogo scadenze IMU 2026:16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto. IMU prima casa: quando si paga e quando noLa regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.Eccezioni: case di lussoL’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:A/1: abitazioni di tipo signorileA/8: abitazioni in villeA/9: castelli e palazzi di pregioPer queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.Coniugi separatiIn caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.Requisiti per beneficiare del 50%:Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionalePossedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativoL’immobile non deve essere locato né concesso in comodatoEsempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3. Comodato d’uso a parentiSe concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.Condizioni per il comodato agevolato:Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle EntrateComodatario residente nello stesso Comune dell’immobileComodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionaleComodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorioImmobile non di categoria A/1, A/8, A/9Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.Casa affittata: aliquote e calcoloSe la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)Udine10,67,610,6Pordenone9,87,69,8Trieste10,68,610,6Codroipo (UD)10,67,610,6Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €Acconto giugno (50%): 534,24 €Saldo dicembre (50%): 534,24 €Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.Come pagare: F24 e codici tributoIl pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:Codice tributoDescrizione3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)3914IMU terreni3916IMU aree fabbricabili3918IMU altri fabbricati (seconde case)3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)Dove pagare l’F24:Banche e Poste con servizio F24 cartaceoHome banking (modello F24 telematico)Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle EntrateTramite intermediario (CAF, commercialista)Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto. Calcolo IMU 2026 al CAF Centro FiscaleIl CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquotaCalcolo IMU per ogni unità immobiliarePredisposizione del modello F24 (acconto e saldo)Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal ComuneIl servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di UdineCalcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.📞 Telefono: 0432 1638640 💬 WhatsApp: 366 6018121 📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineServizio IMU e F24📬 Resta aggiornato sulle novità fiscaliIscriviti per ricevere le scadenze fiscali, gli aggiornamenti su pensioni e IMU e le guide del CAF Centro Fiscale. 🔒 Dati al sicuro.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequentiQuando si paga l’acconto IMU 2026?L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.Quale codice tributo per IMU seconde case?Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali. Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari
SUCCESSIONIConiuge Superstite 2026: Diritti, Quote Ereditarie e Diritto di AbitazioneLa morte del proprio coniuge e gia un momento devastante sul piano emotivo: quando a questo si aggiunge l’incertezza sui propri diritti successori, la situazione puo diventare difficile da gestire. Molti vedovi e vedove si chiedono: Quale parte dell’eredita mi spetta? Posso continuare a vivere nella casa dove abbiamo vissuto insieme? Cosa cambia se eravamo separati?Il coniuge superstite gode di una tutela speciale nell’ordinamento italiano: e considerato erede legittimario, significa che gli spetta sempre una quota minima dell’eredita (la cosiddetta “legittima”) che nemmeno un testamento puo togliergli. In piu, la legge gli garantisce il diritto di abitazione sulla casa coniugale per tutta la vita e una franchigia fiscale elevatissima (1 milione di euro) sull’imposta di successione.In questa guida 2026 analizziamo tutti i diritti del coniuge superstite: quote ereditarie con e senza testamento, diritto di abitazione, trattamento fiscale, differenze tra coniuge separato, divorziato e convivente, documenti necessari e casi particolari. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di famiglie friulane nella gestione della successione: forti dell’esperienza sul sistema tavolare FVG, sappiamo come proteggere i tuoi diritti.📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailIndice dei contenutiChi e il coniuge superstite nella successioneDifferenze: separato, divorziato, conviventeQuote di legittima (art. 540 C.C.)Diritto di abitazione sulla casa coniugaleDiritto di abitazione vs usufruttoValore fiscale del diritto di abitazioneSuccessione legittima senza testamentoFranchigia e imposta di successioneConiuge superstite e IMU sulla prima casaPensione di reversibilitaDocumenti necessari per far valere i dirittiDomande frequentiChi e il coniuge superstite nella successioneIl coniuge superstite e la persona sposata con il defunto al momento dell’apertura della successione (cioe alla data del decesso). La qualifica di “coniuge” nell’ordinamento italiano si applica a chi e legato dal matrimonio civile o concordatario regolarmente trascritto, oppure dall’unione civile tra persone dello stesso sesso (Legge 76/2016, che ha equiparato le tutele successorie).Nel sistema successorio italiano, il coniuge superstite e uno dei legittimari (art. 536 Codice Civile), insieme ai figli (e discendenti) e agli ascendenti (solo se mancano i figli). Questo significa che:Gli spetta sempre una quota minima del patrimonio (la legittima), anche contro la volonta del defunto espressa nel testamento;Se il defunto non ha lasciato testamento, si apre la successione legittima con quote predeterminate dalla legge;Il coniuge ha diritti aggiuntivi rispetto agli altri eredi: diritto di abitazione, diritto d’uso dei mobili, franchigia fiscale maggiorata.Queste tutele speciali riflettono il principio costituzionale della protezione della famiglia (art. 29 Costituzione): il legislatore ha voluto garantire che il coniuge superstite non si trovi in difficolta economica o abitativa dopo la perdita del partner. Differenze: coniuge separato, divorziato, conviventeNon tutti i rapporti di coppia generano gli stessi diritti successori. Il nostro ordinamento distingue nettamente tra matrimonio, separazione, divorzio e convivenza: ecco cosa cambia per ciascuna situazione.Coniuge separato: quali diritti conservaLa separazione legale (consensuale o giudiziale) non scioglie il matrimonio: il vincolo matrimoniale sussiste finche non interviene la sentenza di divorzio. Di conseguenza, il coniuge separato e ancora coniuge e conserva i diritti successori. Tuttavia, la situazione cambia a seconda che la separazione sia stata con o senza addebito:Separazione senza addebito: il coniuge superstite conserva tutti i diritti successori (legittima, diritto di abitazione, pensione di reversibilita, franchigia fiscale);Separazione con addebito (art. 548 C.C.): il coniuge al quale e stato addebitato il fallimento del matrimonio perde il diritto alla legittima e alla successione legittima. Ha diritto solo a un assegno vitalizio a carico dell’eredita, ma soltanto se al momento della morte godeva gia degli alimenti dal defunto.Attenzione: l’addebito non si presume mai. Deve essere stato espressamente pronunciato dal giudice nella sentenza di separazione. Una separazione consensuale omologata dal tribunale, per definizione, non comporta mai addebito.Coniuge divorziato: perde ogni diritto successorioCon la sentenza di divorzio (che oggi puo essere ottenuta anche in Comune, dopo almeno 6 mesi di separazione consensuale) il vincolo matrimoniale si scioglie definitivamente. Il coniuge divorziato:Non ha diritto a quota di legittima;Non ha diritto a succedere per legge (successione legittima);Non ha diritto al diritto di abitazione sulla casa coniugale;Puo avere diritto a un assegno periodico a carico dell’eredita (art. 9-bis Legge 898/1970), solo se gia percepiva l’assegno divorzile e si trova in stato di bisogno;Puo avere diritto a una quota della pensione di reversibilita, se percepiva l’assegno divorzile e non si e risposato.Convivente di fatto: nessun diritto automaticoLa convivenza di fatto disciplinata dalla Legge 76/2016 (cosiddetta “Cirinna”) e molto meno tutelata del matrimonio in ambito successorio:Nessun diritto di legittima: il convivente non e erede legittimario;Nessun diritto nella successione legittima senza testamento;Diritto di abitazione limitato: solo per 2 anni o per un periodo pari alla convivenza (minimo 2, massimo 5 anni), ma solo se la casa era di proprieta esclusiva del defunto e senza figli minori o disabili (in quel caso il termine puo essere esteso fino a 3 anni);Imposta di successione: applicata all’aliquota massima del 8% senza franchigia (come gli estranei), se il defunto ha lasciato beni al convivente per testamento;Nessun diritto alla pensione di reversibilita (salvo casi particolari per le unioni civili, equiparate al matrimonio).Questa e una delle ragioni per cui molte coppie conviventi scelgono di formalizzare la loro unione o di predisporre testamenti e polizze vita a favore del partner. Quote di legittima del coniuge (art. 540 C.C.)La quota di legittima e la parte di patrimonio che la legge riserva obbligatoriamente al coniuge superstite, anche contro le disposizioni testamentarie del defunto. Le quote variano in base alla presenza di altri legittimari (figli, ascendenti) e sono disciplinate dagli articoli 540, 542 e 544 del Codice Civile.Solo il coniuge (nessun figlio, nessun ascendente)Se il defunto lascia soltanto il coniuge, senza figli e senza genitori o ascendenti in vita:1/2 del patrimonio al coniuge (quota di legittima)1/2 del patrimonio e la quota disponibile (di cui il testatore puo liberamente disporre a favore di chiunque)Coniuge con un solo figlioQuando il defunto lascia il coniuge e un solo figlio (art. 542 C.C.):1/3 al coniuge1/3 al figlio1/3 disponibileConiuge con due o piu figliCon due o piu figli le quote si modificano:1/4 al coniuge1/2 ai figli (da dividere in parti uguali tra loro)1/4 disponibileEsempio pratico: un uomo muore lasciando la moglie e 3 figli. Su un patrimonio di 400.000 euro: 100.000 alla moglie (1/4), 200.000 ai figli (1/2, cioe circa 66.666 euro ciascuno), 100.000 disponibili (se c’e testamento, possono andare a chiunque indicato dal defunto; altrimenti aumentano proporzionalmente le quote degli eredi legittimi).Coniuge con ascendenti (nessun figlio)Se non ci sono figli ma sono in vita i genitori (o nonni) del defunto (art. 544 C.C.):2/3 al coniuge1/4 agli ascendenti1/12 disponibileImportante: oltre alla quota di legittima sopra indicata, al coniuge spettano sempre, in aggiunta, il diritto di abitazione sulla casa coniugale e il diritto d’uso sui mobili che la arredano (art. 540, comma 2 C.C.). Questi diritti gravano sulla disponibile e, se necessario, sulla quota di legittima degli altri eredi. Diritto di abitazione sulla casa coniugaleIl diritto di abitazione e una delle tutele piu importanti riservate al coniuge superstite. L’art. 540, comma 2, del Codice Civile stabilisce che al coniuge spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e il diritto d’uso sui mobili che la arredano, se di proprieta del defunto o comuni.Caratteristiche del diritto di abitazioneVitalizio: dura per tutta la vita del coniuge superstite (si estingue solo con la sua morte);Personale: il coniuge puo abitare la casa solo con la propria famiglia (figli conviventi, ad esempio), ma non puo affittarla a terzi ne cederla;Automatico: nasce di diritto alla morte del coniuge, senza necessita di atti specifici (ma va dichiarato nella successione);Non dipende dalle quote ereditarie: spetta al coniuge oltre alla quota di legittima.Quando spettaIl diritto di abitazione spetta al coniuge superstite se la casa:Era adibita a residenza familiare al momento della morte (ossia dove la coppia viveva abitualmente);Era di proprieta esclusiva del defunto o in comunione tra i coniugi;Non si applica se la casa era in locazione (in quel caso si applica la successione nel contratto di affitto ex L. 392/78).Attenzione al FVG: nel sistema tavolare friulano, il diritto di abitazione va iscritto al Libro Fondiario per essere opponibile ai terzi. La dichiarazione di successione non e sufficiente: occorre una domanda tavolare ad hoc. Il CAF Centro Fiscale di Udine, specializzato nel sistema tavolare, puo curare tutto l’iter.Cosa succede se la casa era cointestataSe la casa coniugale era in comunione (es. 50% marito e 50% moglie), alla morte di uno dei coniugi:La quota del defunto (50%) entra in successione e va divisa tra gli eredi (coniuge e figli);Sulla totalita dell’immobile (100%) grava comunque il diritto di abitazione a favore del coniuge superstite;Il coniuge puo quindi continuare a vivere nella casa anche se i figli diventano comproprietari. Diritto di abitazione vs usufrutto: le differenzeSpesso si confondono diritto di abitazione e usufrutto. Sono due istituti giuridici diversi, con caratteristiche ben distinte:AspettoDiritto di abitazioneUsufruttoFonteAutomatico per legge (art. 540 C.C.)Da testamento o atto tra viviOggettoSolo la casa di residenza familiareQualsiasi bene mobile o immobileUsoAbitazione personale (con famiglia)Puo godere di tutti i frutti (anche affittando)Affitto a terziVietatoConsentitoDurataVitaliziaPuo essere temporaneo o vitalizioValore fiscaleCalcolato sul coefficiente etaCalcolato sul coefficiente etaCessioneNon trasferibilePuo essere cedutoIn pratica, il diritto di abitazione e piu limitato rispetto all’usufrutto: serve a garantire al coniuge superstite di continuare a vivere nella casa familiare, ma non a trarne profitto economico. Se il coniuge vuole lasciare la casa (ad esempio per trasferirsi in casa di riposo), puo rinunciarvi, ma non puo darla in affitto.Come si calcola il valore fiscale del diritto di abitazioneAi fini della dichiarazione di successione e delle relative imposte, il diritto di abitazione ha un valore economico che dipende dall’eta del beneficiario (coniuge superstite). Il calcolo avviene secondo i coefficienti previsti dalla tabella allegata al DPR 131/1986 (Testo Unico imposte di registro), aggiornati periodicamente dal Ministero delle Finanze.Formula di calcoloValore usufrutto/abitazione = Valore piena proprieta X CoefficienteI coefficienti sono calcolati sul tasso legale di interesse (attualmente 2,5% per il 2026). Ecco un estratto semplificato della tabella coefficienti 2026:Eta del beneficiarioCoefficiente abitazione% del valore piena proprietaDa 21 a 30 anni3895%Da 31 a 40 anni3690%Da 41 a 50 anni3485%Da 51 a 53 anni3280%Da 54 a 56 anni3075%Da 57 a 60 anni2870%Da 61 a 63 anni2665%Da 64 a 66 anni2460%Da 67 a 69 anni2255%Da 70 a 72 anni2050%Da 73 a 75 anni1845%Da 76 a 78 anni1640%Da 79 a 82 anni1435%Da 83 a 86 anni1230%Da 87 a 92 anni1025%93 anni e oltre820%Esempio di calcolo: casa di residenza con valore catastale rivalutato pari a 200.000 euro. Vedova di 72 anni. Il coefficiente per la fascia 70-72 anni e 20, quindi il valore del diritto di abitazione e 200.000 X 50% = 100.000 euro. La nuda proprieta (quella che andra ai figli eredi) vale i restanti 100.000 euro.Il valore del diritto di abitazione va indicato nella dichiarazione di successione e concorre alla base imponibile dell’imposta di successione, con la franchigia di 1 milione di euro per il coniuge (di cui parleremo a breve). Successione legittima senza testamento (artt. 581-585 C.C.)Se il defunto non ha lasciato testamento, si apre la successione legittima: l’eredita si divide secondo le quote stabilite dal Codice Civile. Le quote del coniuge superstite nella successione legittima sono diverse da quelle della legittima (che riguardano il caso di testamento che le violi).Coniuge con discendenti (figli o nipoti)Art. 581 C.C.: le quote sono identiche alla legittima:Coniuge + 1 figlio: 1/2 coniuge, 1/2 figlioConiuge + 2 o piu figli: 1/3 coniuge, 2/3 figli (divisi tra loro)Nota: nella successione legittima non esiste “quota disponibile”, perche manca il testamento. Tutto il patrimonio va ai legittimari secondo queste quote.Coniuge con ascendenti o fratelli (no figli)Art. 582 C.C.: se non ci sono figli ma ascendenti (genitori, nonni) o fratelli/sorelle del defunto:2/3 al coniuge1/3 ad ascendenti e/o fratelli (da dividere secondo regole specifiche tra loro)Solo il coniuge (nessun altro parente)Art. 583 C.C.: se non ci sono ne figli, ne ascendenti, ne fratelli/sorelle o loro discendenti:100% del patrimonio al coniugeIn assenza di testamento e di altri parenti entro il 6 grado, il coniuge eredita l’intero patrimonio del defunto.Tabella riepilogativaSituazioneLegittima (con testamento)Legittima (senza testamento)Solo coniuge1/2 + 1/2 disp.100% al coniugeConiuge + 1 figlio1/3 + 1/3 + 1/3 disp.1/2 + 1/2Coniuge + 2+ figli1/4 + 1/2 + 1/4 disp.1/3 + 2/3Coniuge + ascendenti2/3 + 1/4 + 1/12 disp.2/3 + 1/3Imposta di successione: franchigia di 1 milione di euroDal punto di vista fiscale, il coniuge superstite gode di un trattamento estremamente favorevole. L’imposta di successione si applica sui beni ricevuti in eredita, ma con una franchigia molto elevata:Franchigia: 1.000.000 euro (un milione) per coniuge e figli (ciascuno)Aliquota oltre franchigia: 4%Significa che il coniuge paga l’imposta di successione solo sulla parte di eredita che supera 1 milione di euro. Considerando che il patrimonio medio delle famiglie italiane e inferiore a questa soglia, nella maggior parte dei casi il coniuge non paga nulla di imposta di successione.Esempio praticoSig.ra Maria, vedova, riceve in eredita dal marito una casa (valore 300.000 euro) e conti correnti/titoli (200.000 euro) per un totale di 500.000 euro. Essendo sotto la franchigia di 1 milione, non deve pagare alcuna imposta di successione. Pagara solo:Imposta ipotecaria 2% sul valore degli immobili (6.000 euro sui 300.000)Imposta catastale 1% sul valore degli immobili (3.000 euro sui 300.000)Tassa di trascrizione e altri tributi minoriImportante: se nell’eredita c’e la casa di residenza e almeno uno degli eredi (solitamente il coniuge) richiede i benefici prima casa, imposta ipotecaria e catastale si riducono a 200 euro ciascuna (al posto del 2% + 1%). Un risparmio notevole che il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce abitualmente. Coniuge superstite e IMU sulla prima casaIl coniuge superstite che continua a vivere nella casa coniugale gode di un’importante agevolazione ai fini IMU: se utilizza l’immobile come abitazione principale e non e classificato come A/1, A/8 o A/9 (categorie di lusso), l’IMU non si applica.Condizioni per l’esenzioneIl coniuge superstite deve risiedere anagraficamente nell’immobile;Deve avere l’immobile come dimora abituale;L’immobile non deve essere classificato come A/1 (abitazione di tipo signorile), A/8 (ville) o A/9 (castelli);Il diritto di abitazione ex art. 540 C.C. e equiparato alla proprieta ai fini IMU (Circolare MEF 3/DF/2012).Attenzione: l’esenzione vale anche se i figli sono diventati comproprietari della casa (per successione): paga IMU solo chi non abita l’immobile come prima casa. Il coniuge superstite titolare del diritto di abitazione non paga, mentre i figli comproprietari che abitano altrove pagheranno IMU come seconda casa sulla loro quota.TARI e altri tributi localiLa TARI (tassa sui rifiuti) resta a carico del coniuge superstite che occupa l’immobile. Alcuni Comuni (tra cui Udine e alcune localita del FVG) prevedono riduzioni TARI per vedovi anziani con basso reddito: e sempre utile verificare i regolamenti locali.Pensione di reversibilita al coniuge superstiteOltre ai diritti successori, al coniuge superstite di un pensionato (o di un lavoratore con contributi sufficienti) spetta la pensione di reversibilita. E una prestazione economica erogata dall’INPS che consente al coniuge di ricevere una parte della pensione del defunto.Percentuali di reversibilitaSolo coniuge: 60% della pensione del defuntoConiuge + 1 figlio minore/studente/inabile: 80%Coniuge + 2 o piu figli aventi diritto: 100%Requisiti per il coniugeMatrimonio o unione civile valida al momento della morte;Coniuge separato senza addebito: ha diritto alla reversibilita;Coniuge separato con addebito: ha diritto solo se percepiva gli alimenti dal defunto;Coniuge divorziato: ha diritto se percepiva l’assegno divorzile e non si e risposato; se il defunto si era risposato, la reversibilita si divide tra l’ex coniuge e il nuovo coniuge in base alla durata dei matrimoni.Limiti di redditoLa pensione di reversibilita subisce riduzioni in base al reddito del coniuge superstite:Reddito fino a 3 volte il minimo INPS: reversibilita interaReddito tra 3 e 4 volte il minimo: riduzione 25%Reddito tra 4 e 5 volte il minimo: riduzione 40%Reddito oltre 5 volte il minimo: riduzione 50%Il Patronato del CAF Centro Fiscale gestisce la domanda di pensione di reversibilita in tutta la sua istruttoria: documenti, presentazione, seguimento pratica. Documenti necessari per far valere i dirittiPer far valere i propri diritti di coniuge superstite, e necessario raccogliere la documentazione completa. Ecco la checklist aggiornata:Documenti personaliDocumento di identita valido e codice fiscale del coniuge superstite;Certificato di morte del coniuge defunto (in carta libera, rilasciato dal Comune);Stato di famiglia storico alla data del decesso;Certificato di matrimonio aggiornato;Eventuale sentenza di separazione (se applicabile, per verificare l’assenza di addebito).Documenti del patrimonio ereditarioAtti di proprieta immobiliare (rogiti) del defunto;Visure catastali aggiornate degli immobili;Estratto di libro fondiario (per FVG – sistema tavolare);Estratti conto bancari e/o postali del defunto alla data del decesso;Elenco titoli, fondi, azioni, obbligazioni (dossier titoli);Contratti di polizze vita intestate al defunto (anche a favore del coniuge);Eventuale testamento (olografo, pubblico o segreto);Atto di notorieta o dichiarazione sostitutiva (autocertificazione) sugli eredi.Documenti per reversibilita e benefici INPSUltimo cedolino della pensione del defunto (se pensionato);Estratto contributivo INPS del defunto (se lavoratore);IBAN del coniuge superstite per accredito reversibilita;Dichiarazione dei redditi del coniuge superstite (per verifica limiti reddito).Scadenze da rispettareDichiarazione di successione: entro 12 mesi dalla morte del defunto (Agenzia Entrate);Domanda di reversibilita: non c’e scadenza, ma conviene presentarla subito (la decorrenza e sempre dal mese successivo alla morte);Accettazione dell’eredita: entro 10 anni dall’apertura della successione;Rinuncia all’eredita: entro 10 anni (se si ha il possesso dei beni, entro 3 mesi va fatto l’inventario).Domande frequenti sul coniuge superstiteSe mio marito muore senza figli e senza testamento, posso ereditare tutto io?Solo se non ci sono altri parenti entro il 6 grado. Se invece sono in vita i genitori del defunto (ascendenti) o i fratelli/sorelle, 2/3 vanno a te e 1/3 a loro (art. 582 C.C.). Se non c’e nessuno di questi parenti, l’intero patrimonio va a te (art. 583 C.C.).Il diritto di abitazione e automatico o devo farlo riconoscere?Nasce automaticamente al momento della morte del coniuge (art. 540, comma 2 C.C.). Tuttavia va dichiarato nella successione e, nel FVG, iscritto al Libro Fondiario con apposita domanda tavolare. Senza l’iscrizione tavolare, il diritto non e opponibile a terzi acquirenti.Mio marito mi ha diseredato nel testamento. Posso fare qualcosa?Si. Essendo il coniuge un legittimario, la tua quota di legittima e intoccabile. Puoi promuovere l’azione di riduzione (artt. 553 e seguenti C.C.) entro 10 anni dall’accettazione di eredita da parte degli altri beneficiari, per ottenere la quota minima che ti spetta (1/2, 1/3 o 1/4 a seconda dei casi, piu il diritto di abitazione).Eravamo separati da 3 anni ma non divorziati: ho diritto all’eredita?Si, se la separazione era senza addebito. La separazione personale, per quanto prolungata, non scioglie il matrimonio, quindi conservi tutti i diritti successori del coniuge (legittima, successione legittima, diritto di abitazione, reversibilita). Se invece la separazione era stata con addebito a te, perdi tali diritti e conservi solo un eventuale assegno vitalizio se percepivi gli alimenti.Convivevo da 15 anni con il mio compagno, ma non eravamo sposati. Cosa mi spetta?Purtroppo molto poco: come convivente di fatto non sei erede legittima. Se il tuo compagno non ha lasciato testamento a tuo favore, l’intero patrimonio va ai suoi parenti (figli, genitori, fratelli). Hai solo un diritto di abitazione temporaneo (2-5 anni) sulla casa di proprieta esclusiva del defunto. Per questo motivo e sempre consigliabile formalizzare la convivenza o predisporre un testamento.Posso vendere la casa se ho il diritto di abitazione?Il tuo diritto di abitazione non puo essere ceduto ne venduto (e personale e vitalizio). Tuttavia i nudi proprietari (tuoi figli o altri eredi) possono vendere la nuda proprieta, ma il diritto di abitazione resta e si trasferisce con la casa. In pratica, chi compra ottiene la piena proprieta solo alla tua morte. E possibile pero accordarsi per una vendita congiunta con liberazione del diritto di abitazione, ricevendo una quota del prezzo di vendita.L’imposta di successione si paga sempre sulla casa?No. Il coniuge ha una franchigia di 1 milione di euro e un’aliquota del 4% solo sulla parte eccedente. Inoltre, se la casa e adibita a prima casa dell’erede (tipicamente il coniuge stesso che ci abita), le imposte ipotecaria e catastale si riducono da 2%+1% a soli 200+200 euro (beneficio prima casa).Se mi risposo, perdo la reversibilita?Si, con il nuovo matrimonio perdi la pensione di reversibilita del precedente coniuge (ma hai diritto a una una tantum pari a due annualita di reversibilita, art. 3 Legge 222/1952). La reversibilita si trasferisce poi agli eventuali figli del precedente matrimonio aventi diritto. Conclusione: tutela il tuo futuro con il CAF Centro FiscaleI diritti del coniuge superstite nella successione italiana sono molteplici e di grande valore: dalla quota di legittima (sempre garantita, anche contro il testamento) al diritto di abitazione vitalizio, dalla franchigia fiscale di 1 milione di euro alla pensione di reversibilita. Ma conoscerli non basta: bisogna farli valere correttamente, rispettando scadenze e formalita.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza successoria:Consulenza preliminare gratuita per valutare la tua situazione;Redazione e invio della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate;Pratiche tavolari per iscrizione al Libro Fondiario (specialita FVG);Domanda di pensione di reversibilita tramite Patronato;Volture catastali e pratiche IMU;Assistenza per benefici prima casa e agevolazioni fiscali.Conosciamo a fondo le peculiarita del sistema tavolare friulano e sappiamo come proteggere i tuoi diritti in ogni fase. Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiuteremo a far valere ogni diritto che la legge ti riconosce come coniuge superstite.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.com ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/dichiarazione-di-successione.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-30 00:15:25Coniuge Superstite 2026: Diritti, Quote Ereditarie e Diritto di Abitazione
PATRONATOQuattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoIndice dei contenutiCos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaQuando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoChi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiImporto Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataQuattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaCome Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come FunzionaLa quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di PagamentoLa domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.Calendario pagamento quattordicesima 2026Ecco il riepilogo delle date di pagamento:Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro FiscaleSe nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: RequisitiNon tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:Pensione di vecchiaia o pensione anticipataPensione di anzianitàPensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.Soglie di reddito per la quattordicesima 2026Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euroFascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euroChi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella AggiornataL’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euroQuesti importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuoFino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euroDa 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euroOltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euroGli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.Come si calcola l’importo esattoIl calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettiviSe il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non SpettaAl contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientriVerificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioniPresentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamenteSpesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attualeContributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommatiCambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di redditoErrori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o erratiIn tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026NOTIZIE Bonus prima casa: si può avere se l’altra è affittata?Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/03/bonus-acquisto-prima-casa-fondo-prima-casa-2020-giovani-coppie-agevolazioni.jpg 500 850 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-09 09:00:002026-10-05 08:43:47Bonus prima casa: si può avere se l’altra è affittata?NOTIZIE Bonus Editoria 2026: gli interventi straordinari per il settoreContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-09 07:00:002026-10-05 08:43:37Bonus Editoria 2026: gli interventi straordinari per il settoreNOTIZIE Fondo Ismea-Inail 2026, c’è la proroga: come ottenere i contributi per l’agricolturaContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2019/01/agricoltore-768x513.jpg 513 768 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-08 09:00:002026-09-29 10:21:40Fondo Ismea-Inail 2026, c’è la proroga: come ottenere i contributi per l’agricolturaNOTIZIE Portiere a termine: diritto di precedenza in condominioContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 11:00:002026-09-29 07:29:37Portiere a termine: diritto di precedenza in condominioNOTIZIE Indagini sui conti correnti e doppia attività: l’onere della prova resta al contribuenteContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 09:00:002026-09-29 07:30:47Indagini sui conti correnti e doppia attività: l’onere della prova resta al contribuenteNOTIZIE Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 07:00:002026-09-29 07:31:11Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?NOTIZIE Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-06 18:00:002026-10-06 08:25:47Lettere compliance Agenzia Entrate ricavi 2023: fatture e corrispettivi non dichiarati in RF, RG e LMNOTIZIE Sicurezza sul lavoro, niente rateizzazione delle sanzioni: pagamento entro 30 giorniContinua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 12:00:002026-09-29 07:32:22Sicurezza sul lavoro, niente rateizzazione delle sanzioni: pagamento entro 30 giorniNOTIZIE Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%Continua a leggere https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-06 10:00:002026-09-29 10:24:26Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%Prec Prec PrecSucc Succ Succ Pubblicato su Google Alexandra Bala 04/09/2026 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
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CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIQuadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolariIl quadro C del Modello 730/2026 è la sezione dedicata ai redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione. Si tratta del quadro più compilato in assoluto, perché riguarda la maggior parte dei contribuenti italiani che devono dichiarare i propri redditi all’Agenzia delle Entrate.In questa guida completa scoprirai come si compila il quadro C del 730/2026 sezione per sezione, quali importi inserire, come funzionano il Bonus IRPEF e il Trattamento Integrativo, la detassazione dei premi di risultato e l’imposta sostitutiva sulle mance per il settore turistico-alberghiero. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive con gli scaglioni IRPEF aggiornati e le scadenze ufficiali per il 2026.Il Modello 730/2026 si riferisce ai redditi percepiti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e la scadenza per l’invio definitivo è fissata al 30 settembre 2026. Vediamo nel dettaglio come orientarsi tra righi, sezioni e casi particolari del quadro C.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il quadro C del Modello 730/2026 e a cosa serveIl quadro C del Modello 730/2026 raccoglie tutti i redditi che, ai fini fiscali, vengono trattati come “redditi di lavoro dipendente”. Comprende quindi non solo lo stipendio del lavoratore subordinato, ma anche le pensioni, le indennità sostitutive (come la Cassa Integrazione o la NASPI) e una serie di redditi assimilati, come quelli da collaborazione coordinata e continuativa.La struttura del quadro è organizzata in sette sezioni, ognuna dedicata a una tipologia specifica di reddito o di ritenuta. Ecco la mappa generale:Sezione I (righi C1–C3): redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensioniSezione II (righi C4–C5): altri redditi assimilati senza detrazioneSezione III (righi C9–C11): ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunaliSezione IV (rigo C12): ritenute per lavori socialmente utiliSezione V (righi C14–C15): Bonus IRPEF (ex Bonus Renzi 100 euro) e Trattamento IntegrativoSezione VI (rigo C4 specifico): detassazione premi di risultatoSezione VII: opzione imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)Tutti i dati da inserire nel quadro C provengono dalla Certificazione Unica (CU) che il datore di lavoro o l’ente pensionistico (INPS) consegna entro il 16 marzo di ogni anno. Per il 730/2026, dovrai utilizzare la CU 2026, riferita ai redditi 2025. Sezione I: Redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione (righi C1–C3)La Sezione I è il cuore del quadro C. Qui devi indicare i redditi che danno diritto alla detrazione per lavoro dipendente o pensione. La compilazione richiede attenzione perché ogni rigo ha un codice specifico (colonna 1) che identifica il tipo di reddito. Rigo C1: tipologia di redditoNel rigo C1 devi indicare:Colonna 1 (Tipologia reddito): un codice numerico che identifica il tipo di reddito:Codice 1: reddito di pensioneCodice 2: reddito di lavoro dipendente o assimilato per il quale è stata riconosciuta la detrazioneCodice 3: compensi percepiti da lavoratori socialmente utili (LSU) in regime agevolatoCodice 4: redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera (frontalieri)Colonna 2 (Indeterminato/Determinato): codice 1 se contratto a tempo indeterminato, codice 2 se a tempo determinatoColonna 3 (Reddito): l’importo del reddito percepito, così come risulta dal punto 1 (o 2 per i pensionati) della CU 2026Esempio pratico: Marco è un impiegato a tempo indeterminato e nel 2025 ha percepito uno stipendio lordo di 28.500 euro (punto 1 della CU). Compilerà il rigo C1 inserendo: colonna 1 = “2”, colonna 2 = “1”, colonna 3 = “28.500”.Righi C2 e C3: ulteriori redditiI righi C2 e C3 seguono la stessa logica del C1 e servono a indicare ulteriori redditi di lavoro dipendente o pensione percepiti nel 2025. Sono utili nei casi in cui hai cambiato datore di lavoro durante l’anno o percepisci più redditi contemporaneamente (ad esempio uno stipendio e una pensione).Attenzione: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto d’imposta, devi sommare gli importi e inserirli in un unico rigo, salvo che le condizioni di lavoro siano cambiate (es. passaggio da tempo determinato a indeterminato).Sezione II: Altri redditi assimilati (righi C4–C5)La Sezione II ospita i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali NON spetta la detrazione prevista dall’art. 13 del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una categoria residuale che include casistiche specifiche.Tra i redditi che vanno inseriti in questa sezione troviamo:Assegni periodici percepiti dal coniuge in caso di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio (esclusi quelli per il mantenimento dei figli)Assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro (es. rendite vitalizie)Compensi per cariche elettive (consiglieri comunali, regionali, parlamentari) e per l’esercizio di pubbliche funzioniIndennità giudiziarie e compensi corrisposti dallo Stato a giudici tributari, di pace, esperti del tribunale di sorveglianzaNei righi C4 e C5 devi indicare:Colonna 1 (Reddito): l’importo lordo del reddito percepitoDa non confondere con le collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.) che, dal 2001, sono assimilate a tutti gli effetti ai redditi di lavoro dipendente e vanno quindi inserite nella Sezione I (rigo C1, codice 2). Sezione III: Ritenute IRPEF e addizionali (righi C9–C11)La Sezione III è dedicata all’indicazione delle ritenute fiscali già subite sui redditi dichiarati nelle Sezioni I e II. Si tratta di un passaggio cruciale perché determina se sei a credito (rimborso) o a debito (pagamento) nei confronti dell’Erario. Rigo C9: Ritenute IRPEFNel rigo C9 devi inserire il totale delle ritenute IRPEF subite, che troverai al punto 21 della CU 2026. Le ritenute IRPEF sono l’imposta sui redditi delle persone fisiche trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico ogni mese e versata all’Erario per tuo conto.Rigo C10: Ritenute Addizionale RegionaleNel rigo C10 indichi le ritenute per l’addizionale regionale all’IRPEF, riportate al punto 22 della CU 2026. L’aliquota dell’addizionale regionale varia da regione a regione (in base alla Delibera del Consiglio Regionale) e si applica al reddito imponibile dell’anno precedente.Rigo C11: Ritenute Addizionale Comunale (saldo + acconto)Il rigo C11 richiede due valori distinti:Colonna 1: acconto addizionale comunale 2025 (punto 26 della CU)Colonna 2: saldo addizionale comunale 2024 + eventuale acconto 2025 trattenuto (punti 27 e 29 della CU)L’addizionale comunale, come quella regionale, è determinata dal Comune di residenza al 1° gennaio dell’anno di riferimento.Sezione IV: Ritenute per lavori socialmente utili (rigo C12)La Sezione IV è una sezione molto specifica, dedicata ai lavoratori impiegati in attività socialmente utili (LSU) che hanno raggiunto l’età pensionabile.I compensi percepiti dai lavoratori LSU che hanno raggiunto l’età pensionabile godono di un regime fiscale agevolato: sono assoggettati a una ritenuta a titolo d’imposta del 23% (con franchigia agevolata). Nel rigo C12 vanno indicate le ritenute IRPEF e le addizionali regionali specificamente operate su questi compensi.Questa sezione interessa una platea ristretta di contribuenti, ma è importante compilarla correttamente per evitare doppie tassazioni. Per maggiori informazioni puoi consultare le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate. Sezione V: Bonus IRPEF e Trattamento Integrativo (righi C14–C15)La Sezione V è una delle più importanti del quadro C, perché determina il diritto al Trattamento Integrativo (l’evoluzione del cosiddetto “Bonus Renzi” da 100 euro mensili) e all’eventuale Bonus IRPEF aggiuntivo.Cos’è il Trattamento IntegrativoIl Trattamento Integrativo è una somma erogata mensilmente in busta paga ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. L’importo massimo erogabile è di 1.200 euro annui (pari a 100 euro mensili), riconosciuto in proporzione al periodo di lavoro nell’anno.Il Trattamento Integrativo è disciplinato dall’articolo 1 del D.L. 3/2020, convertito in Legge 21/2020, e successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) e dalla riforma fiscale del 2024 (DLgs 216/2023).Estensione fino a 28.000 euro: casi particolariPer i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, il Trattamento Integrativo spetta solo se l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente e assimilati è superiore al totale delle detrazioni per lavoro dipendente, familiari a carico e altre spese detraibili. In questo caso, l’importo è pari alla differenza (max 1.200 euro).Compilazione dei righi C14 e C15Nel rigo C14 (Bonus IRPEF) e nel rigo C15 (Trattamento Integrativo) devi indicare:Colonna 1 (Codice): “1” se il sostituto d’imposta ha erogato il bonus/trattamento, “2” se NON l’ha erogato pur spettandoColonna 2 (Importo): l’importo del bonus erogato (punto 391/392 della CU 2026 per il Trattamento Integrativo)Esempio pratico – Recupero del Trattamento Integrativo: Anna è una collaboratrice domestica che ha lavorato presso più famiglie nel 2025 senza che nessuno le abbia erogato il Trattamento Integrativo (i datori di lavoro domestico non sono sostituti d’imposta). Il suo reddito complessivo è di 12.000 euro. Nel 730/2026 compilerà il rigo C15 con codice “2” e importo “0” per richiedere il rimborso del Trattamento Integrativo non erogato, che riceverà come credito in dichiarazione.Restituzione del Trattamento IntegrativoAttenzione al caso opposto: se hai ricevuto il Trattamento Integrativo in busta paga ma in dichiarazione risulti non averne diritto (ad esempio perché hai superato la soglia di reddito), dovrai restituirlo. La somma verrà calcolata e inserita automaticamente nel debito IRPEF del 730/2026.Sezione VI: Detassazione premi di risultatoLa Sezione VI riguarda la detassazione dei premi di risultato, un’agevolazione fiscale prevista per i lavoratori del settore privato che ricevono somme variabili legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Come funziona la detassazioneI premi di risultato, fino a un importo lordo di 3.000 euro annui (elevati a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro), sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.L’aliquota agevolata al 5% per il 2025 è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ed è stata prorogata anche per il triennio 2025-2027.Requisiti per accedere alla detassazioneReddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non superiore a 80.000 euroIl premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato presso l’Ispettorato Territoriale del LavoroErogazione collegata a parametri oggettivi e misurabili di incremento di produttività, redditività, qualità o efficienzaIn alternativa, il lavoratore può scegliere di convertire il premio (in tutto o in parte) in servizi di welfare aziendale (buoni pasto, asili nido, polizze sanitarie, contributi previdenza complementare), che sono completamente esentasse.Compilazione del rigo C4 per la detassazioneLe informazioni sui premi di risultato vanno riportate nel rigo C4, utilizzando i dati indicati ai punti 571-580 della CU 2026:Colonna 1: somme tassate con imposta sostitutiva del 5%Colonna 2: somme tassate ordinariamente (se hai rinunciato all’agevolazione)Colonna 3: ritenute operateColonna 4: benefit di welfare in sostituzione del premioColonne 5-7: opzione di tassazione (sostitutiva o ordinaria), utile se la scelta del datore di lavoro non è quella più convenienteSezione VII: Imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)La Sezione VII è stata introdotta recentemente dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 commi 58-62) e riguarda esclusivamente i lavoratori del settore turistico-alberghiero e della ristorazione.Come funziona la tassazione agevolata delle manceLe mance percepite dai lavoratori del settore privato di strutture ricettive e di somministrazione di pasti e bevande sono qualificate come redditi di lavoro dipendente, ma possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali.Limiti e requisitiL’agevolazione si applica fino al 25% del reddito percepito nel periodo d’imposta per le prestazioni di lavoroIl lavoratore non deve aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 75.000 euro nell’anno precedente (soglia confermata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, che ha esteso e potenziato la misura)Il lavoratore può comunque rinunciare alla tassazione sostitutiva e optare per quella ordinaria, se più convenienteEsempio pratico: Luca lavora come cameriere in un ristorante e nel 2025 ha percepito uno stipendio di 18.000 euro e mance per 3.500 euro. Il 25% del reddito è pari a 4.500 euro, quindi le mance rientrano interamente nel limite e sono tassate al 5% (175 euro di imposta sostitutiva), invece che con l’aliquota IRPEF ordinaria (805 euro, calcolando il 23% su 3.500 euro). Risparmio: 630 euro.Scaglioni IRPEF 2025 per la dichiarazione 2026: tabella riassuntivaPer calcolare l’imposta dovuta sui redditi indicati nel quadro C, è fondamentale conoscere gli scaglioni IRPEF 2025. Dal 2024, infatti, gli scaglioni sono passati da quattro a tre (DLgs 216/2023, riforma fiscale Meloni), e questa modifica è stata resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta da pagareFino a 28.000 euro23%23% del redditoDa 28.001 a 50.000 euro35%6.440 € + 35% sulla parte eccedente 28.000 €Oltre 50.000 euro43%14.140 € + 43% sulla parte eccedente 50.000 €Esempio di calcolo IRPEF lordo: Su un reddito imponibile di 35.000 euro l’IRPEF lorda è pari a:23% × 28.000 = 6.440 euro (sul primo scaglione)35% × 7.000 = 2.450 euro (sulla parte eccedente i 28.000 euro fino a 35.000)IRPEF lorda totale = 8.890 euroA questo importo si applicano poi le detrazioni (per lavoro dipendente, per familiari a carico, per spese sanitarie, ecc.) per ottenere l’IRPEF netta effettivamente dovuta. Detrazione per lavoro dipendente 2025La detrazione per i redditi di lavoro dipendente è regolata dall’art. 13 del TUIR ed è stata aggiornata nel 2024:Per redditi fino a 15.000 euro: detrazione fissa di 1.955 euro (con minimo garantito non inferiore a 690 euro o 1.380 euro per i contratti a tempo determinato)Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro: detrazione decrescente con formula proporzionalePer redditi tra 28.001 e 50.000 euro: detrazione ulteriormente ridottaOltre 50.000 euro: detrazione azzerataLa cosiddetta “no tax area” per i lavoratori dipendenti è stata portata a 8.500 euro di reddito complessivo: chi guadagna meno non paga IRPEF (allineamento con la no tax area dei pensionati).Casi particolari: dipendenti pubblici, residenti esteri, frontalieri, sportiviDipendenti pubbliciI dipendenti delle pubbliche amministrazioni compilano il quadro C esattamente come i dipendenti privati, indicando i redditi al punto 1 della CU. Una specificità riguarda il conguaglio di fine anno: il sostituto d’imposta pubblico effettua il conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo, e gli effetti possono comparire nella CU 2026.Residenti all’estero che lavorano in ItaliaI soggetti non residenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente in Italia non possono utilizzare il Modello 730. Devono presentare il Modello Redditi PF. L’unica eccezione: i lavoratori italiani residenti in Stati di confine (frontalieri) che mantengono la residenza fiscale in Italia.FrontalieriI lavoratori frontalieri (residenti in Italia che lavorano stabilmente all’estero in zone di confine) godono di una franchigia di esenzione IRPEF aggiornata, di norma indicata dalla Legge di Bilancio dell’anno. Il reddito viene comunque indicato nel quadro C con il codice 4 nella colonna 1 e l’importo che eccede la franchigia è soggetto a tassazione ordinaria.Per il Friuli Venezia Giulia, regione particolarmente interessata dal lavoro frontaliero con Slovenia e Austria, la disciplina ha specificità ulteriori che richiedono assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specialistica per i frontalieri della regione.Sportivi dilettantiI compensi degli sportivi dilettanti sono stati radicalmente riformati dal DLgs 36/2021 (Riforma dello Sport), entrato pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Ora i compensi sportivi sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente e:Fino a 15.000 euro annui sono esenti da imposizioneL’eccedenza è soggetta a tassazione ordinaria nel quadro CScadenze e termini di presentazione del 730/2026Le date da ricordare per il Modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025) sono:DataAdempimento30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate (in precedenza era il 15 aprile)15 giugno 2026Termine per primi conguagli e rimborsi via sostituto d’imposta (per chi presenta entro maggio)30 settembre 2026Scadenza invio definitivo del 730/202625 ottobre 2026Termine per la presentazione del 730 integrativo30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF (per chi non può usare il 730)L’apertura del precompilato è stata spostata dal 15 al 30 aprile a partire dal 2026, per consentire all’Agenzia delle Entrate di disporre di più tempo per la verifica dei dati trasmessi da banche, datori di lavoro ed enti previdenziali. Errori comuni nel quadro C e come correggerliCompilare correttamente il quadro C è fondamentale per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti e come rimediare.Errori più comuniInserire l’importo netto invece del lordo: nel rigo C1 va inserito sempre il reddito lordo (punto 1 della CU), non il netto in busta pagaDimenticare di richiedere il Trattamento Integrativo: se hai diritto al bonus ma il datore di lavoro non l’ha erogato, devi compilare il rigo C15 con codice “2”Confondere ritenute IRPEF e addizionali: ogni voce ha un rigo dedicato (C9, C10, C11). Riportare i valori in righi errati può generare errori di calcoloNon sommare più CU dello stesso datore: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto, gli importi vanno sommatiIndicare i redditi del coniuge: nel quadro C vanno solo i tuoi redditi, anche nel 730 congiunto (il coniuge ha una colonna separata)730 integrativo: come correggere a favore del contribuenteSe ti accorgi di aver dimenticato detrazioni o deduzioni che ti spettavano (a tuo favore), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. È utilizzabile esclusivamente per modifiche che aumentano il credito o riducono il debito. Va presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato (intermediario fiscale).730 correttivo e dichiarazione integrativa nel Modello Redditi PFPer le correzioni che aumentano il debito o quelle effettuate dopo il 25 ottobre 2026, non è possibile presentare un 730 integrativo. Bisogna ricorrere al Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (in regime di ravvedimento operoso, con sanzioni e interessi ridotti progressivamente in base alla tempestività della correzione).730 precompilato: cosa controllare nel quadro CIl 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate il 30 aprile 2026 contiene già i dati del quadro C preimpostati grazie alle informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta. Tuttavia, è sempre opportuno verificare:Che tutti i datori di lavoro abbiano trasmesso la CU (le CU non trasmesse non saranno nel precompilato)Che gli importi delle ritenute corrispondano a quelli effettivamente subitiChe il codice tipologia reddito (colonna 1 del rigo C1) sia correttoChe il Trattamento Integrativo sia stato correttamente erogato (o richiesto)Che i premi di risultato siano stati assoggettati all’imposta sostitutiva del 5% se vi avete dirittoAffidati al CAF Centro Fiscale di Udine per il tuo 730/2026Il quadro C del Modello 730/2026 è composto da numerose sezioni e richiede attenzione ai dettagli: un errore può costare caro in termini di rimborsi mancati o di accertamenti futuri. Affidarsi a un CAF qualificato significa avere la certezza di:Compilazione corretta di tutti i righi e codiciMassimizzazione del credito (rimborsi più alti possibili)Recupero del Trattamento Integrativo non erogatoVerifica dei calcoli su scaglioni IRPEF e detrazioniAssistenza in caso di controllo o richiesta di documenti da parte dell’Agenzia delle EntrateApposizione del visto di conformità, indispensabile per rimborsi superiori a 4.000 euroIl CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia nella compilazione del Modello 730, con particolare specializzazione su casistiche complesse come frontalieri Italia-Slovenia/Austria, redditi esteri e casi particolari di Trattamento Integrativo.Prenota un appuntamento online per la compilazione del tuo 730/2026 o vieni a trovarci direttamente in sede a Udine. Ti aspettiamo per offrirti un servizio professionale, rapido e a un costo trasparente. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sul quadro C del 730/2026Posso compilare il quadro C se ho solo redditi da pensione?Sì, anche i pensionati compilano il quadro C utilizzando il codice “1” nella colonna 1 del rigo C1. Il reddito di pensione va riportato dal punto 1 (o 2, in casi specifici) della CU 2026 ricevuta dall’INPS o dall’ente previdenziale.Cosa succede se non ho ricevuto la CU dal datore di lavoro?Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la CU entro il 16 marzo. Se non l’hai ricevuta, contatta il datore o l’INPS. In ultima istanza, puoi richiedere all’Agenzia delle Entrate una copia della CU trasmessa al sistema fiscale, oppure ricostruire i redditi dalle buste paga, segnalando l’anomalia.Il Trattamento Integrativo spetta anche con la NASPI?Sì. La NASPI è un reddito di lavoro dipendente assimilato e quindi rientra nel quadro C, dando diritto al Trattamento Integrativo a condizione che il reddito complessivo annuo non superi i 15.000 euro (o, in alcuni casi, i 28.000 euro con i parametri della “capienza fiscale” sopra descritta).Devo dichiarare le mance se sono cameriere?Sì, le mance sono redditi imponibili e vanno dichiarate. Se lavori in una struttura del settore turistico-alberghiero o di ristorazione, fino al 25% del reddito da lavoro le mance possono essere assoggettate all’imposta sostitutiva del 5% (Legge di Bilancio 2025), che è generalmente molto più vantaggiosa della tassazione ordinaria.Posso correggere il 730 dopo averlo presentato?Sì. Per correzioni a tuo favore (più rimborso o meno debito), puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per correzioni a sfavore (più debito), devi utilizzare il Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.Le collaborazioni coordinate e continuative vanno nel quadro C?Sì. I redditi delle Co.Co.Co. sono assimilati al lavoro dipendente e vanno indicati nella Sezione I del quadro C (di norma rigo C1 con codice “2”), dando diritto alla detrazione per lavoro dipendente prevista dall’art. 13 del TUIR.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Fonti ufficiali e riferimenti normativiDPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR – Testo Unico Imposte sui Redditi), artt. 49–52 e art. 13DLgs 30 dicembre 2023 n. 216 – Riforma fiscale (riduzione scaglioni IRPEF da 4 a 3)L. 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025) – Conferma strutturale aliquote IRPEF, proroga detassazione premi di risultato e tassazione agevolata manceD.L. 5 febbraio 2020 n. 3 convertito in L. 21/2020 – Trattamento IntegrativoL. 29 dicembre 2022 n. 197 (Legge di Bilancio 2023), art. 1 commi 58-62 – Imposta sostitutiva mance settore turistico-alberghieroDLgs 28 febbraio 2021 n. 36 – Riforma dello SportAgenzia delle Entrate – Istruzioni Modello 730/2026Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 07:25:432026-05-31 17:44:59Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari
CAF, COLF E BADANTIDimissioni badante 2026: procedura e dirittiDimissioni badante 2026: procedura e dirittiLe dimissioni della badante richiedono una procedura precisa: preavviso CCNL, comunicazione telematica INPS, calcolo TFR e ferie residue. Questa guida spiega diritti economici, tempi, documenti e quando e possibile dimettersi per giusta causa.Indice dei contenutiQuando e come la badante puo dimettersiPreavviso CCNL: tempi per anzianitaProcedura dimissioni telematiche INPSDiritti economici: TFR, ferie e rateiDimissioni per giusta causaMancato preavviso: conseguenzeNASpI per badanti dopo dimissioniDocumenti da richiedereQuando e come la badante puo dimettersiLe dimissioni volontarie della badante (lavoratrice domestica) sono regolate dal CCNL Colf e Badanti. La badante ha il diritto di rassegnare le dimissioni in qualsiasi momento, rispettando i termini di preavviso previsti dal contratto collettivo.Le dimissioni devono essere comunicate per iscritto al datore di lavoro e, dal 2016, e obbligatorio utilizzare la procedura telematica INPS per la convalida. Questo garantisce trasparenza e tutela sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro.Le dimissioni possono essere:Ordinarie (con preavviso)Per giusta causa (senza preavviso)Incentivate (accordo tra le parti) Preavviso CCNL: tempi per anzianita di servizioIl CCNL Colf e Badanti prevede termini di preavviso differenziati in base all’anzianita di servizio presso lo stesso datore di lavoro:Badanti conviventi:Fino a 5 anni: 15 giorni di calendarioOltre 5 anni: 30 giorni di calendarioBadanti non conviventi (a ore):Fino a 2 anni: 8 giorni di calendarioDa 2 a 5 anni: 15 giorni di calendarioOltre 5 anni: 30 giorni di calendarioIl preavviso decorre dal primo o dal sedicesimo giorno di ogni mese, a seconda della data di comunicazione. Se la badante non rispetta il preavviso, il datore di lavoro puo trattenere dal TFR un importo pari alla retribuzione corrispondente al periodo di preavviso non lavorato. Procedura dimissioni telematiche INPSDal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie devono essere comunicate telematicamente all’INPS tramite il portale dedicato. Questa procedura e obbligatoria anche per le lavoratrici domestiche (badanti, colf).Come fare:Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNSCercare il servizio Dimissioni volontarieCompilare il modulo indicando:Dati del datore di lavoroData di inizio rapportoData di cessazione desiderataTipologia di dimissioni (ordinarie o per giusta causa)Inviare telematicamenteRicevere ricevuta tramite email o PECAlternativa: Rivolgersi a un CAF, un patronato o un consulente del lavoro per l’invio telematico.La comunicazione INPS genera automaticamente la Comunicazione Obbligatoria (Unilav-Cessazione) che il datore di lavoro deve trasmettere al Centro per l’Impiego entro 5 giorni. Diritti economici: TFR, ferie e rateiAl momento della cessazione del rapporto, la badante ha diritto a ricevere tutte le competenze maturate:TFR (Trattamento di Fine Rapporto):Pari al 6,91% della retribuzione annua lordaMatura per ogni anno di servizioVa liquidato entro 60 giorni dalla cessazioneEsempio: stipendio 1.000 euro al mese uguale TFR annuo circa 830 euroFerie non godute:26 giorni all’anno per le badanti conviventiMaturano in proporzione ai mesi lavoratiNon godute = monetizzate in busta paga finaleRatei tredicesima:Maturano mensilmente (1/12 per ogni mese)Vanno corrisposti anche per frazioni di mese superiori a 15 giorniEsempio pratico:Badante convivente con 3 anni di anzianita, stipendio 1.200 euro al mese:TFR: circa 2.500 euroFerie residue 10 giorni: circa 400 euroRateo tredicesima 4 mesi: 400 euroTotale competenze: circa 3.300 euroPer il calcolo preciso, e consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine. Dimissioni per giusta causaLe dimissioni per giusta causa consentono alla badante di risolvere immediatamente il rapporto senza obbligo di preavviso, mantenendo tutti i diritti economici compreso il TFR.Motivi di giusta causa:Mancato pagamento dello stipendio (anche parziale o ritardato)Mancato versamento contributi INPSMaltrattamenti, molestie o comportamenti vessatoriCondizioni di lavoro insalubri o pericoloseModifica unilaterale delle mansioni o dell’orarioViolazione grave degli obblighi contrattualiProcedura:Raccogliere prove documentali (buste paga, messaggi, certificati medici)Inviare lettera raccomandata A/R al datore specificando i motiviComunicazione telematica INPS entro 7 giorniEventuale ricorso all’Ispettorato del LavoroAttenzione: La giusta causa deve essere grave e comprovata. In caso di contestazione, sara il giudice del lavoro a valutare la fondatezza. Per assistenza legale, contattare il CAF o un consulente del lavoro. Mancato preavviso: conseguenze e penaliSe la badante si dimette senza rispettare il periodo di preavviso e senza giusta causa, il datore di lavoro ha diritto a trattenere l’indennita sostitutiva del preavviso dal TFR.Calcolo penale:L’importo trattenuto corrisponde alla retribuzione globale di fatto per i giorni di preavviso non rispettati.Esempio:Preavviso dovuto: 15 giorniStipendio giornaliero: 40 euroPenale: 40 x 15 uguale 600 euroQuesta somma viene sottratta dal TFR finale. Se il TFR non e sufficiente a coprire la penale, il datore puo richiedere il residuo tramite decreto ingiuntivo.Quando non si applica:Dimissioni per giusta causaAccordo tra le parti per riduzione o esonero preavvisoPeriodo di provaConsiglio: Anche in caso di urgenza, e sempre meglio comunicare le dimissioni correttamente e tentare un accordo con il datore per ridurre il preavviso. Il CAF puo assistere nella mediazione.NASpI per badanti dopo le dimissioniLe badanti che si dimettono volontariamente NON hanno diritto alla NASpI (disoccupazione INPS), salvo casi particolari.Eccezioni che consentono NASpI:Dimissioni per giusta causaDimissioni durante il periodo tutelato di maternita (gravidanza fino a 1 anno di vita del bambino)Risoluzione consensuale nell’ambito della conciliazione presso l’Ispettorato del LavoroDimissioni ordinarie:Se le dimissioni sono volontarie senza giusta causa, la badante puo richiedere NASpI solo se:Trova un nuovo lavoro che dura almeno 13 settimanePerde involontariamente questo nuovo lavoro (licenziamento)Presenta domanda NASpI entro 68 giorni dalla cessazioneContributi INPS:Per avere diritto a NASpI servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni. Verifica la tua posizione contributiva sul portale INPS o tramite CAF. Documenti da richiedere al datoreAlla cessazione del rapporto, la badante ha diritto a ricevere dal datore di lavoro:Documenti obbligatori:Ultima busta paga con conguaglio TFR, ferie, rateiCertificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivoModulo Unilav-Cessazione (comunicazione fine rapporto)Copia dei versamenti INPS trimestrali (mod. MAV)Documenti utili:Lettera di referenze (facoltativa, ma consigliata)Attestazione anzianita di servizioQuietanza liberatoria (se si accetta saldo e stralcio)Per NASpI o disoccupazione:Documento UniLav (se dimissioni per giusta causa)Attestazione motivi dimissioniConservare tutta la documentazione per almeno 5 anni. Il CAF Centro Fiscale puo verificare la correttezza dei conteggi finali.Domande frequenti (FAQ)Quanto preavviso deve dare una badante che si dimette?Dipende dall’anzianita: 15 giorni fino a 5 anni di servizio, 30 giorni oltre i 5 anni (per conviventi). Le badanti a ore hanno tempi diversi: 8 giorni fino a 2 anni, 15 giorni da 2 a 5 anni, 30 giorni oltre i 5 anni.Come si fanno le dimissioni telematiche INPS?Si accede al portale INPS con SPID e si compila il modulo Dimissioni volontarie indicando dati del datore e data cessazione. In alternativa, ci si puo rivolgere a un CAF o patronato per l’invio telematico.Cosa succede se non do il preavviso?Il datore puo trattenere dal TFR un importo pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Ad esempio, per 15 giorni di preavviso con stipendio giornaliero di 40 euro, la penale sara di 600 euro.Ho diritto alla disoccupazione se mi dimetto?No, le dimissioni volontarie non danno diritto a NASpI, salvo dimissioni per giusta causa o durante maternita tutelata. Puoi ottenere NASpI solo se trovi un nuovo lavoro (minimo 13 settimane) e poi lo perdi involontariamente.Quando mi pagano il TFR?Il TFR deve essere liquidato entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto. Se ci sono ferie residue e ratei di tredicesima, vengono corrisposti insieme al TFR nell’ultima busta paga.Posso dimettermi senza preavviso per giusta causa?Si, in caso di mancato pagamento stipendio, maltrattamenti, condizioni insalubri o gravi violazioni contrattuali. Serve pero documentazione probatoria e comunicazione scritta dei motivi al datore. Assistenza dimissioni badante – CAF Centro Fiscale UdineHai bisogno di aiuto per le dimissioni o per verificare i conteggi finali? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa:Dimissioni telematiche INPSCalcolo TFR e competenze finaliConsulenza su preavviso e dirittiVerifica buste paga e contributiDomande NASpI e disoccupazioneServizi per datori di lavoro:Gestione buste paga: 25 euro al meseConsulenza contrattuale: 50 euroCessazione rapporto: 50 euro Prenota consulenza gratuita Sede: Via Cividale 92, Udine | Tel: 0432 204811 Email: info@centrofiscale.com | Orari: Lun-Ven 9-13 e 15-18Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 06:00:002026-03-17 19:04:09Dimissioni badante 2026: procedura e dirittiPagina 100 di 193«‹9899100101102›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto