GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOModello Fattura Regime Forfettario 2026: Template Word ed Esempi PraticiCercare un modello di fattura per il regime forfettario 2026 in formato Word, Excel o PDF è una delle ricerche più frequenti tra le partite IVA forfettarie italiane. La motivazione è chiara: ogni fattura forfettaria ha una struttura specifica, con diciture obbligatorie, codici natura IVA particolari e regole sul bollo che, se sbagliate, possono portare a sanzioni o contestazioni fiscali.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che serve: la struttura completa della fattura forfettaria 2026, gli elementi obbligatori, la dicitura corretta dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, le regole sull’imposta di bollo da 2 euro, tre esempi pratici compilati (B2B, B2C e fattura sotto 77,47 euro) e l’indicazione su come ottenere il modello Word/PDF gratuito.Premessa: dal 2024 anche i forfettari fanno fattura elettronicaLa prima cosa da chiarire è fondamentale: dal 1° gennaio 2024 anche le partite IVA in regime forfettario sono obbligate a emettere fattura elettronica (art. 18 D.L. 36/2022), senza eccezioni di fatturato. Fino al 2023 esisteva una soglia minima (25.000 euro di ricavi) sotto la quale era ancora possibile emettere fattura cartacea, ma nel 2026 questa esenzione non esiste più: tutti i forfettari, anche chi fattura 1.000 euro l’anno, devono usare il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.Questo significa che il classico “modello Word” o “modello PDF” della fattura forfettaria non ha più valore fiscale: il documento da emettere e trasmettere al cliente deve essere un file XML con firma digitale, inviato tramite SDI con codice destinatario o PEC.A cosa serve allora un modello Word o PDF di fattura forfettaria? Ha tre utilità concrete:Riferimento per compilare il software di fatturazione: avere sotto mano un esempio compilato aiuta a riempire correttamente i campi del software (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, ecc.) senza dimenticare la dicitura del regime, il codice natura N2.2 o l’imposta di bollo.Uso interno e preventivi: per un preventivo da inviare a un cliente prima dell’incarico, oppure per archivio interno, il formato Word/PDF rimane comodo e veloce.Imparare la struttura corretta: per chi ha appena aperto la partita IVA forfettaria, vedere un modello compilato è il modo più rapido per capire come deve essere fatta una fattura senza IVA con regime agevolato.Quindi sì, il modello Word/PDF serve ancora, ma per uso pratico e didattico, non come documento fiscale ufficiale. La fattura “vera” deve sempre passare dal SDI in formato XML. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Elementi obbligatori della fattura forfettaria 2026Una fattura forfettaria, sia in formato XML che in modello cartaceo di riferimento, deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del D.P.R. 633/1972, con alcune specificità tipiche del regime agevolato. Ecco la lista completa degli elementi obbligatori:Numero progressivo: numerazione univoca crescente nell’anno solare (es. 1/2026, 2/2026…). È ammessa anche la numerazione per sezionali (es. 1A/2026, 1B/2026).Data di emissione: la data in cui la fattura viene emessa e trasmessa al SDI (entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione per fattura immediata, entro il 15 del mese successivo per fattura differita).Dati emittente: nome e cognome (o ragione sociale), partita IVA, codice fiscale, indirizzo completo (via, CAP, città, provincia).Dati cliente: nome e cognome o denominazione, P.IVA o codice fiscale, indirizzo, codice destinatario (7 caratteri per chi ha SDI proprio, “0000000” per privati senza PEC) oppure indirizzo PEC.Descrizione dei beni o servizi: indicare in modo chiaro la natura, qualità e quantità della prestazione (es. “Consulenza fiscale per l’anno 2026” o “Corso online di marketing digitale – 8 ore”).Quantità e prezzo unitario: per ogni voce, indicare quante unità e il prezzo singolo.Imponibile: l’importo totale della prestazione, che per il forfettario coincide con il totale lordo (non c’è IVA da scorporare).Codice natura IVA N2.2: nel campo IVA del file XML va indicato “0,00%” e nel campo “Natura” il codice N2.2 – Non soggette – altri casi.Dicitura obbligatoria del regime forfettario: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”.Imposta di bollo da 2 euro: se l’imponibile supera 77,47 euro, è obbligatoria l’imposta di bollo. Va indicata in fattura con la dicitura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”.Totale fattura: somma dell’imponibile più il bollo (se dovuto).Modalità di pagamento e IBAN: indicare se il pagamento è a vista, a 30 giorni, ecc., e includere l’IBAN per bonifico bancario.Firma: non obbligatoria per legge nella fattura elettronica (la firma digitale del SDI ha valore legale), ma consigliata nei modelli Word/PDF di riferimento.Mancare uno di questi elementi può comportare il rigetto della fattura da parte del SDI (con scarto), oppure problemi in caso di controllo fiscale. La dicitura del regime forfettario è fondamentale: senza quella, la fattura potrebbe essere considerata “ordinaria” e teoricamente assoggettata a IVA. Codice natura IVA N2.2: cos’è e perché si usa nel forfettarioQuando si compila la fattura elettronica forfettaria nel software, il sistema chiede sempre di indicare un codice natura IVA. Per il regime forfettario il codice corretto è N2.2 – Non soggette – altri casi.Questo codice serve a comunicare al Sistema di Interscambio che l’operazione non è soggetta a IVA non perché esente o fuori campo, ma perché rientra in un regime speciale agevolato. Attenzione: il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 1° gennaio 2021, sostituito da N2.1 (operazioni non soggette a IVA per mancanza di territorialità) e N2.2 (altri casi, tra cui il regime forfettario).Nei principali software di fatturazione (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, Subito Fatture, ecc.) il codice N2.2 è di solito già preimpostato come default per gli utenti che dichiarano di essere in regime forfettario in fase di configurazione. È comunque sempre buona norma verificare prima dell’invio che nel campo “Natura” della fattura compaia esattamente “N2.2”.Per approfondire la disciplina IVA del forfettario, leggi anche la nostra guida sull’esigibilità IVA nel regime forfettario 2026, che spiega tutti i casi particolari (reverse charge, acquisti UE, importazioni, OSS). Imposta di bollo da 2 euro: quando va applicata e comeUna delle peculiarità della fattura forfettaria è l’imposta di bollo da 2 euro. Si tratta di un’imposta sostitutiva (in luogo dell’IVA) che il forfettario deve applicare quando l’imponibile della singola fattura supera 77,47 euro.Quando si applica il bollo da 2 euroFattura con imponibile superiore a 77,47 euro: bollo da 2 euro obbligatorio.Fattura con imponibile pari o inferiore a 77,47 euro: bollo non dovuto.La soglia si calcola sul singolo documento, non sul totale annuo.Il bollo si applica anche alle ricevute fiscali e quietanze rilasciate dal forfettario.Bollo virtuale e versamento trimestrale con F24Dal 2019, con l’arrivo della fattura elettronica obbligatoria, il bollo si applica in modalità virtuale: non si attacca più la marca da bollo cartacea sulla fattura, ma si versa cumulativamente all’Agenzia delle Entrate con modello F24 ogni trimestre.I codici tributo F24 da utilizzare per il versamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche sono:2521 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 1° trimestre (gennaio-marzo)2522 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 2° trimestre (aprile-giugno)2523 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 3° trimestre (luglio-settembre)2524 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 4° trimestre (ottobre-dicembre)Le scadenze di versamento sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo trimestrale è inferiore a 5.000 euro, il versamento può essere posticipato al trimestre successivo.Indicazione obbligatoria in fatturaQuando si emette una fattura con bollo, in fattura va sempre indicata la dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”. Nel software di fatturazione c’è di solito un flag dedicato che, se attivato, inserisce automaticamente sia l’importo (2 euro) che la dicitura nel file XML.Il bollo viene addebitato al cliente: il forfettario lo incassa insieme al corrispettivo della prestazione e poi lo riversa all’erario. Quindi se la prestazione è 1.500 euro, il cliente paga 1.502 euro (1.500 + 2 di bollo). Esempio pratico 1: fattura B2B per consulenza professionaleVediamo ora un esempio concreto di fattura forfettaria B2B (cliente azienda con partita IVA), che è il caso più frequente per consulenti, commercialisti, avvocati, formatori e professionisti in genere.Scenario: Mario Rossi, dottore commercialista in regime forfettario, emette fattura a “Alfa SRL” per un incarico di consulenza fiscale per l’anno 2026.FATTURA N. 12/2026Data emissione: 11/05/2026EMITTENTEMario RossiDottore CommercialistaVia Roma 12 – 33100 Udine (UD)P.IVA: 02345678901C.F.: RSSMRA80A01L483ZCassa: CNPADCCLIENTEAlfa SRLVia Garibaldi 45 – 33100 Udine (UD)P.IVA: 03456789012C.F.: 03456789012Codice destinatario: ABCDEF1DescrizioneQ.tàPrezzo unit.ImponibileConsulenza fiscale e tributaria – Anno 2026(servizio continuativo gennaio-dicembre 2026)1€ 1.500,00€ 1.500,00Imponibile€ 1.500,00IVA (Natura N2.2)€ 0,00Imposta di bollo€ 2,00TOTALE FATTURA€ 1.502,00Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.Modalità di pagamento: Bonifico bancario a 30 giorni data fatturaIBAN: IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456 – Banca FriuliPunti chiave dell’esempio:Cliente con partita IVA → cliente “soggetto IVA” (B2B)Codice destinatario di 7 caratteri perché Alfa SRL ha SDI proprioImponibile 1.500 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorioTotale fattura: 1.500 + 2 = 1.502 euroCodice natura IVA: N2.2 (compilato nel software, non visibile sulla rappresentazione cartacea)Dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014 sempre presente Esempio pratico 2: fattura B2C a un privato (corso online)Vediamo ora il caso B2C: il forfettario emette fattura a un cliente privato (consumatore finale), che non ha partita IVA né codice destinatario.Scenario: Giulia Bianchi, formatrice in regime forfettario, vende un corso online di marketing digitale a Luca Verdi, privato cittadino.FATTURA N. 5/2026Data emissione: 11/05/2026EMITTENTEGiulia BianchiFormatrice / Consulente marketingVia Mazzini 8 – 33100 Udine (UD)P.IVA: 02567891234C.F.: BNCGLI85B41L483KCassa: Gestione Separata INPSCLIENTELuca VerdiVia Dante 22 – 33170 Pordenone (PN)C.F.: VRDLCU90C15G888JCodice destinatario: 0000000(privato senza PEC)DescrizioneQ.tàPrezzo unit.ImponibileCorso online “Marketing digitale per piccole imprese” – 8 oreAccesso piattaforma e materiale didattico1€ 200,00€ 200,00Imponibile€ 200,00IVA (Natura N2.2)€ 0,00Imposta di bollo€ 2,00TOTALE FATTURA€ 202,00Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.Modalità di pagamento: Bonifico bancario / PayPal anticipatoIBAN: IT45 K030 6909 6061 0000 0098 765Punti chiave dell’esempio B2C:Cliente privato → si indica solo il codice fiscale, non la P.IVACodice destinatario 0000000 (sette zeri): obbligatorio per privati senza PECLa fattura passa comunque dal SDI: il privato la riceve come copia analogica via email o cartacea, oppure può scaricarla dal proprio cassetto fiscaleImponibile 200 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorioTotale: 200 + 2 = 202 euroImportante: per i clienti privati, oltre alla trasmissione SDI, è buona norma consegnare anche una copia analogica (PDF via email, oppure stampata) al momento del pagamento. Il SDI riconsegna la fattura nel cassetto fiscale del privato, ma molti consumatori non sanno come accedervi. Esempio pratico 3: fattura sotto 77,47 euro (senza bollo)Terzo caso: fattura di piccolo importo, sotto la soglia dei 77,47 euro. È il classico esempio di una piccola prestazione occasionale o di un acconto, dove l’imposta di bollo NON va applicata.Scenario: Andrea Costa, grafico freelance in regime forfettario, fattura un piccolo lavoro (logo veloce) a un cliente privato.FATTURA N. 18/2026Data emissione: 11/05/2026EMITTENTEAndrea CostaGrafico freelanceVia Aquileia 33 – 33100 Udine (UD)P.IVA: 02789012345C.F.: CSTNDR92D10L483WCassa: Gestione Separata INPSCLIENTESara NeriVia Cavour 7 – 33100 Udine (UD)C.F.: NRESRA88E55L483BCodice destinatario: 0000000DescrizioneQ.tàPrezzo unit.ImponibileRealizzazione logo personale base(consegna 1 file PNG + 1 file vettoriale)1€ 50,00€ 50,00Imponibile€ 50,00IVA (Natura N2.2)€ 0,00Imposta di bollonon dovuta (imp. < 77,47 €)TOTALE FATTURA€ 50,00Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.Modalità di pagamento: Bonifico immediatoIBAN: IT78 P020 0805 3640 0000 0654 321Punti chiave:Imponibile 50 euro < 77,47 → nessuna imposta di bolloTotale fattura = imponibile = 50 euroLa dicitura del regime forfettario è comunque obbligatoriaNel software di fatturazione il flag “Imposta di bollo” va lasciato disattivatoAttenzione: la soglia di 77,47 euro si applica al singolo documento. Quindi se nello stesso giorno emetti due fatture da 50 euro ciascuna, in nessuna delle due c’è bollo (anche se la somma è 100 euro). Se invece emetti un’unica fattura da 100 euro, il bollo è dovuto. Download modello fattura forfettaria Word/PDF gratuitoIl CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente un modello di fattura forfettaria 2026 in formato Word e PDF, già strutturato con tutti gli elementi obbligatori, le diciture corrette dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 e i campi pre-impostati per imposta di bollo e codice destinatario.Cosa contiene il modello scaricabile:Modello Word editabile (.docx) per uso interno e preventiviModello PDF compilabile (.pdf) come traccia di riferimentoVersione con bollo (per fatture > 77,47 euro)Versione senza bollo (per fatture < 77,47 euro)Esempio compilato B2B e B2CMini-guida con istruzioni di compilazioneCome riceverlo: invia una richiesta via email a successioni@centrofiscale.com indicando nome, cognome e città di residenza. Il modello viene inviato gratuitamente in allegato entro 24-48 ore.Ricorda: questo modello è valido come strumento di riferimento e per uso interno. Per la fattura ufficiale verso un cliente devi sempre usare un software di fatturazione elettronica che invii il file XML al SDI.Software gratuiti per fattura elettronica forfettariaPer emettere fatture elettroniche valide nel 2026, ecco i principali software disponibili sul mercato, con un focus su quelli adatti ai forfettari:1. “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)È il portale ufficiale e gratuito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile dall’area riservata con SPID/CIE/CNS. Permette di:Compilare e inviare fatture elettroniche con interfaccia webConservare a norma le fatture emesse e ricevuteVisualizzare il proprio cassetto fiscaleCalcolare automaticamente il bollo virtuale dovutoPro: totalmente gratuito, ufficiale, integrato con SDI.Contro: interfaccia spartana, poche funzioni di gestione (no scadenzario, no numerazione automatica progettata).2. Software a pagamento (più completi)Fatture in Cloud (TeamSystem) – Da circa 4 €/mese, una delle soluzioni più usate dai forfettari. Numerazione automatica, scadenzario, gestione bollo, conservazione decennale a norma inclusa.Aruba Fatturazione Elettronica – Da circa 1 €/mese (piano base), molto economico. Buona integrazione con i servizi PEC Aruba.Subito Fatture, FattureGratis, Fattura24 – Altre alternative valide, con prezzi e funzionalità variabili.Per chi è agli inizi e fattura poco, il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate è più che sufficiente. Quando il volume di fatture cresce, conviene passare a un software dedicato per risparmiare tempo nella gestione. Errori comuni nella fattura forfettaria (e come evitarli)Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, ecco gli errori più frequenti che troviamo sulle fatture dei forfettari, soprattutto chi ha appena aperto la P.IVA:Dimenticare la dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014: senza questa frase, la fattura potrebbe essere riqualificata come operazione ordinaria con IVA.Indicare aliquota IVA invece di N2.2: alcuni software, se non configurati correttamente, mettono di default l’aliquota 22%. Verificare sempre che il campo “Natura” sia N2.2 e l’aliquota 0%.Bollo non applicato sopra 77,47 euro: dimenticare il bollo significa dover comunque versare l’imposta in F24 più la sanzione (30% dell’imposta non versata).Bollo applicato anche sotto 77,47 euro: errore opposto, meno grave ma scorretto.Numerazione non progressiva: ogni fattura deve avere numero univoco crescente. Saltare numeri (es. 1, 2, 4, 5…) o ripetere lo stesso numero è una violazione formale.Codice destinatario sbagliato: per privati va sempre “0000000” (sette zeri); per imprese, va il codice di 7 caratteri o la PEC del cliente.Indicare ritenuta d’acconto: il forfettario non è soggetto a ritenuta (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione.Errore sul codice fiscale del cliente privato: 16 caratteri obbligatori. Un errore qui può far scartare la fattura dal SDI.Mancato versamento bollo trimestrale: dimenticare la scadenza del 31 maggio (1° trim.) o successive comporta sanzioni.Non conservare le fatture: anche le fatture emesse via SDI vanno conservate per 10 anni a norma. Il portale gratuito Agenzia Entrate include questa conservazione.Un controllo periodico delle fatture emesse, ancora meglio se affidato a un CAF o a un commercialista, evita la maggior parte di questi errori. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande frequenti sulla fattura forfettaria 2026Posso ancora emettere fattura cartacea nel 2026 se sono forfettario?No. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari, anche con ricavi sotto 25.000 euro, devono emettere fattura elettronica via SDI. La fattura cartacea o il PDF non hanno più valore fiscale come documento ufficiale.Cosa succede se mando per errore una fattura cartacea?La fattura non emessa via SDI è considerata “non emessa” ai fini fiscali. La sanzione amministrativa va dal 90% al 180% dell’imposta non documentata, con minimo 250 euro per fattura. È sempre possibile sanare la situazione con il ravvedimento operoso, riducendo le sanzioni.Quale codice natura IVA usare in fattura forfettaria?Sempre N2.2 – Non soggette – altri casi. Il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 2021 e non è più valido.Devo applicare la ritenuta d’acconto sulle mie fatture?No. I contribuenti in regime forfettario non sono soggetti a ritenuta d’acconto (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Va indicato in fattura: “Non si applica ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”. Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione corretta.Come faccio a sapere il codice destinatario del mio cliente?Per le aziende: si chiede direttamente al cliente, che lo comunica al momento della prima fattura. Per i privati: usa “0000000” (sette zeri). Se il cliente fornisce solo la PEC, va inserita nel campo “PEC destinatario” e il codice destinatario va a “0000000”.Quando devo versare il bollo da 2 euro all’Agenzia delle Entrate?Il versamento è trimestrale, con questi codici tributo F24: 2521 (1° trim.), 2522 (2° trim.), 2523 (3° trim.), 2524 (4° trim.). Le scadenze sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo dovuto nel trimestre è inferiore a 5.000 euro, si può rinviare al trimestre successivo.Se il cliente paga in ritardo, quando devo versare il bollo?Il bollo si versa in base alla data di emissione della fattura, non alla data di pagamento. Quindi anche se il cliente paga a 90 giorni, il bollo va comunque versato nei termini trimestrali in base a quando è stata emessa la fattura.Posso usare un modello Word personalizzato come fattura ufficiale?No. La fattura ufficiale deve essere in formato XML e transitare dal SDI. Il modello Word può servire come bozza interna, preventivo o documento di lavoro, ma non sostituisce la fattura elettronica obbligatoria.Il CAF può aiutarmi a emettere le fatture?Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per partite IVA forfettarie: configurazione del software di fatturazione, controllo periodico delle fatture emesse, calcolo e versamento del bollo trimestrale, conservazione a norma. Contatta il CAF per un preventivo personalizzato.Hai bisogno di aiuto con la fattura forfettaria? Contatta il CAF Centro Fiscale di UdineHai aperto da poco la partita IVA in regime forfettario e non sai come configurare il software di fatturazione? Vuoi un controllo delle fatture emesse per essere sicuro di non aver sbagliato la dicitura, il codice natura o il bollo? Vuoi ricevere il modello Word/PDF gratuito con esempi compilati?Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di partite IVA forfettarie nella gestione della fatturazione elettronica, dei versamenti trimestrali del bollo e della dichiarazione dei redditi annuale. Il nostro team segue il forfettario in tutte le sue fasi: dall’apertura della P.IVA alla configurazione del software, dall’emissione corretta della prima fattura al monitoraggio dei limiti di 85.000 e 100.000 euro.Contattaci per:Ricevere il modello fattura forfettaria 2026 Word/PDF gratuitoConfigurare il software di fatturazione elettronicaControllare la correttezza delle fatture emesseCalcolare e versare il bollo trimestrale F24Gestire dichiarazione dei redditi e contributi INPSAprire una nuova partita IVA in regime forfettarioCAF Centro Fiscale UdineEmail: successioni@centrofiscale.comSito: centrofiscale.comUltimo aggiornamento: maggio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulla normativa fiscale italiana vigente al momento della pubblicazione (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, D.M. 17/06/2014, Provvedimento Agenzia Entrate n. 89757/2018). Per situazioni specifiche è sempre consigliato richiedere un parere personalizzato.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-11 08:00:002026-05-31 22:24:34Modello Fattura Regime Forfettario 2026: Template Word ed Esempi Pratici
GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVATermini Emissione Fattura Elettronica 2026: Scadenze, Sanzioni e Regole AggiornateI termini emissione fattura elettronica rappresentano uno degli aspetti più importanti per chi ha una partita IVA. Sbagliare le scadenze può costare caro: le sanzioni partono da 250 euro e possono arrivare al 10% dell’imposta non documentata. In questa guida aggiornata al 2026 vediamo esattamente entro quando emettere la fattura elettronica, quali sono le differenze tra fattura immediata e differita, e come evitare problemi con il Fisco.Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo di fatturazione elettronica si è esteso a tutti i titolari di partita IVA, compresi i forfettari che fino al 2023 ne erano parzialmente esonerati. Conoscere i termini di emissione è quindi fondamentale per ogni professionista, artigiano e imprenditore. Indice dei contenutiCos’è la fattura elettronica e chi è obbligatoTermini emissione fattura elettronica immediataFattura differita: termini e regoleData fattura e data trasmissione SDISpecifiche tecniche: formato XML, codice destinatario e PECFattura elettronica a privati (B2C)Fattura elettronica per forfettariAutofattura e reverse chargeSanzioni per ritardo o mancata emissioneRavvedimento operoso per fatture tardiveConservazione sostitutivaSoftware e strumentiDomande frequentiCos’è la Fattura Elettronica e Chi è ObbligatoLa fattura elettronica è un documento fiscale in formato digitale XML che viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate. A differenza della vecchia fattura cartacea, non basta creare un PDF e inviarlo via email: la fattura elettronica deve rispettare un formato tecnico preciso e transitare obbligatoriamente attraverso il SDI.Dal 1° gennaio 2024, l’obbligo riguarda tutti i soggetti titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia, senza eccezioni di fatturato. Questo significa che anche chi opera in regime forfettario o nel regime dei minimi deve emettere fattura elettronica tramite SDI.Sono obbligati alla fatturazione elettronica:Imprese di qualsiasi dimensione (ditte individuali, SRL, SPA, SNC, SAS)Professionisti con partita IVA (avvocati, architetti, consulenti, ingegneri)Artigiani e commercianti iscritti alla Camera di CommercioForfettari e minimi, senza limiti di ricavi dal 2024Associazioni in regime 398 con partita IVA per attività commercialeRestano esonerati solo alcuni soggetti specifici: i medici e gli operatori sanitari (per le fatture verso pazienti persone fisiche, in attesa del divieto di trasmissione dati sanitari al SDI), e i soggetti che applicano il regime speciale ex legge 398/1991 con proventi fino a 65.000 euro. Termini Emissione Fattura Elettronica ImmediataLa fattura immediata è quella che documenta una singola operazione e viene emessa contestualmente o entro breve termine dall’effettuazione dell’operazione. È il tipo di fattura più comune per professionisti e piccole imprese.Per capire i termini di emissione della fattura elettronica immediata, occorre distinguere il momento in cui nasce l’obbligo di fatturazione. L’operazione si considera effettuata:Per le cessioni di beni mobili: alla data di consegna o spedizione della mercePer le prestazioni di servizi: alla data del pagamento del corrispettivoPer le cessioni di beni immobili: alla data di stipula dell’atto notarileUna volta individuato il momento di effettuazione, il termine per emettere la fattura elettronica immediata è di 12 giorni. In concreto, hai 12 giorni di tempo dalla data dell’operazione per trasmettere la fattura al Sistema di Interscambio.Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Marco, consulente informatico, completi una prestazione il 10 aprile 2026 e riceva il pagamento lo stesso giorno. Marco ha tempo fino al 22 aprile 2026 per trasmettere la fattura elettronica al SDI. La data della fattura sarà comunque il 10 aprile (data dell’operazione), ma il campo “data trasmissione” potrà essere qualsiasi giorno entro il 22 aprile.Attenzione: i 12 giorni si contano in giorni di calendario, compresi sabato, domenica e festivi. Se il dodicesimo giorno cade di sabato o festivo, la scadenza non si sposta al primo giorno lavorativo successivo. Questo è un errore molto comune che porta a sanzioni evitabili. Fattura Differita: Termini e RegoleLa fattura differita è una soluzione prevista dall’art. 21, comma 4 del DPR 633/72 che permette di riepilogare in un unico documento più operazioni effettuate nello stesso mese verso lo stesso cliente. È particolarmente utile per chi effettua consegne frequenti di merci.Il termine per emettere la fattura differita è il 15 del mese successivo a quello in cui le operazioni sono state effettuate. Ad esempio, per tutte le consegne di merce effettuate nel mese di aprile 2026, la fattura differita può essere emessa entro il 15 maggio 2026.Per poter emettere fattura differita, è necessario che le operazioni siano documentate da un DDT (Documento di Trasporto) o da altro documento idoneo che identifichi i soggetti, la natura, la qualità, la quantità dei beni e la data dell’operazione. Senza DDT valido, non è possibile ricorrere alla fatturazione differita.Anche per le prestazioni di servizi è possibile emettere fattura differita, a condizione che le operazioni siano individuabili attraverso documentazione idonea (ad esempio, note di consegna lavori, rapportini, timesheet firmati dal cliente). In questo caso, il termine resta sempre il 15 del mese successivo al pagamento.Un aspetto importante riguarda la liquidazione IVA: la fattura differita, anche se emessa entro il 15 del mese successivo, concorre alla liquidazione IVA del mese in cui le operazioni sono state effettuate. In pratica, l’IVA della fattura differita di aprile va inclusa nella liquidazione IVA di aprile, non di maggio. Data Fattura e Data Trasmissione SDI: DifferenzeUno degli aspetti più confusi della fatturazione elettronica riguarda la differenza tra data della fattura e data di trasmissione al SDI. Si tratta di due concetti distinti che è fondamentale comprendere per evitare errori.La data della fattura (campo “Data” nel tracciato XML) è la data in cui l’operazione si è effettuata. Questa data ha rilevanza ai fini IVA: determina in quale periodo di liquidazione rientra l’operazione.La data di trasmissione è invece il giorno in cui il file XML viene effettivamente inviato al Sistema di Interscambio. Questa è la data che deve rientrare nei termini di emissione (12 giorni per l’immediata, 15 del mese successivo per la differita).Facciamo un esempio concreto: Laura, avvocato, incassa il compenso per una consulenza il 5 marzo 2026. Emette la fattura con data 5 marzo 2026, ma la trasmette al SDI il 15 marzo 2026. La fattura è perfettamente regolare perché la trasmissione avviene entro i 12 giorni dalla data dell’operazione. L’IVA concorre alla liquidazione di marzo.Attenzione al caso della fattura differita: se Laura emette una fattura differita per più prestazioni di marzo, la data della fattura sarà il 31 marzo 2026 (ultimo giorno del mese delle operazioni), mentre la data di trasmissione potrà essere qualsiasi giorno fino al 15 aprile 2026. Specifiche Tecniche: Formato XML, Codice Destinatario e PECLe specifiche tecniche della fattura elettronica sono definite dall’Agenzia delle Entrate e riguardano il formato del file, i codici identificativi e le modalità di recapito. Comprendere questi aspetti tecnici è importante anche se si usa un software di fatturazione, perché gli errori tecnici causano lo scarto della fattura da parte del SDI.Il formato obbligatorio è l’XML (eXtensible Markup Language), nella versione FatturaPA 1.2.2 attualmente in vigore. Il file deve rispettare il tracciato definito dall’Agenzia delle Entrate e contenere tutti i campi obbligatori: dati del cedente/prestatore, dati del cessionario/committente, dati della fattura e dettaglio delle righe.Il Codice Destinatario è un codice alfanumerico di 7 caratteri che identifica il canale telematico attraverso cui il destinatario riceve le fatture. Chi usa un software di fatturazione o un intermediario (come il commercialista) ha un proprio codice destinatario. Se non si conosce il codice del cliente, si può utilizzare il valore “0000000” (sette zeri) e indicare la PEC del destinatario.La PEC (Posta Elettronica Certificata) è un canale alternativo per il recapito delle fatture elettroniche. Se il destinatario non ha un codice destinatario attivo, il SDI tenta la consegna via PEC. Se anche la PEC non è disponibile, la fattura viene depositata nel cassetto fiscale del destinatario, accessibile dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.I principali codici di errore che causano lo scarto della fattura da parte del SDI includono:Errore 00305: partita IVA del cessionario non valida o cessataErrore 00311: data fattura successiva alla data di trasmissioneErrore 00400: fattura duplicata (stesso numero, data, cedente e cessionario)Errore 00404: importo IVA non coerente con aliquota e imponibileFattura Elettronica a Privati (B2C)Quando il cliente è un privato cittadino (consumatore finale senza partita IVA), la fattura elettronica va emessa comunque tramite il SDI. La differenza principale riguarda il codice destinatario e le modalità di consegna.Per le fatture verso privati (operazioni B2C) si utilizza il codice destinatario “0000000” (sette zeri) e si indica il codice fiscale del cliente nel campo dedicato. Non serve la PEC del privato, perché la fattura viene automaticamente depositata nel cassetto fiscale del cliente, accessibile con SPID o CIE dal sito dell’Agenzia delle Entrate.Il titolare di partita IVA è comunque obbligato a consegnare al cliente privato una copia della fattura, in formato cartaceo o PDF. Questo obbligo è spesso dimenticato ma resta vigente: il cliente privato potrebbe non sapere di dover consultare il proprio cassetto fiscale, e ha diritto a ricevere il documento.I termini di emissione per le fatture B2C sono identici a quelli delle fatture B2B: 12 giorni per la fattura immediata, 15 del mese successivo per la differita. Non ci sono differenze nei tempi, solo nel formato di compilazione. Fattura Elettronica per Forfettari: Obbligo dal 2024L’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari è diventato universale dal 1° gennaio 2024. Fino al 2023, i forfettari con ricavi fino a 25.000 euro potevano ancora emettere fatture cartacee. Questa eccezione è stata definitivamente eliminata.Chi opera in regime forfettario deve quindi emettere fattura elettronica con le stesse modalità di tutti gli altri soggetti IVA. I termini di emissione sono identici: 12 giorni per la fattura immediata e 15 del mese successivo per la differita.Una particolarità della fatturazione per i forfettari riguarda il campo “Regime Fiscale” nel tracciato XML. I forfettari devono indicare il codice RF19 (Regime forfettario), e nel campo “Natura” dell’operazione il codice N2.2 (operazioni non soggette – altri casi). L’IVA non va esposta in fattura, perché i forfettari non applicano IVA sulle cessioni e prestazioni.Un aspetto da non dimenticare è la marca da bollo virtuale: per le fatture di importo superiore a 77,47 euro senza IVA, il forfettario deve applicare il bollo da 2 euro. Con la fattura elettronica, il bollo si indica nel campo apposito del tracciato XML e si versa trimestralmente tramite il servizio dell’Agenzia delle Entrate. Le scadenze per il versamento del bollo sono: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo.Autofattura e Reverse Charge: Termini SpecificiL’autofattura è un documento che il cessionario o committente emette per conto del cedente o prestatore, in situazioni specifiche previste dalla legge. I casi più comuni riguardano gli acquisti da soggetti esteri (integrazione/autofattura per operazioni intracomunitarie e da Paesi extra-UE) e le operazioni in reverse charge (inversione contabile).Con l’introduzione dell’esterometro tramite SDI (dal 1° luglio 2022), le autofatture per acquisti da soggetti esteri devono essere trasmesse al Sistema di Interscambio utilizzando i codici documento specifici:TD17: integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’esteroTD18: integrazione per acquisto beni intracomunitariTD19: integrazione/autofattura per acquisto beni ex art. 17 c.2 DPR 633/72TD20: autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (art. 6 c.8 D.Lgs. 471/97)TD16: integrazione fattura reverse charge internoIl termine per la trasmissione di queste autofatture è il 15 del mese successivo a quello di ricevimento del documento (per acquisti intracomunitari) o di effettuazione dell’operazione (per acquisti da Paesi extra-UE). Per il reverse charge interno (TD16), il termine è entro la data di liquidazione IVA del periodo in cui l’operazione rientra.Un caso particolare riguarda l’autofattura per mancata ricezione della fattura dal fornitore (TD20). Se il fornitore non emette fattura entro 4 mesi dall’operazione, il cliente è obbligato a emettere autofattura entro il 30° giorno successivo alla scadenza dei 4 mesi. Sanzioni per Ritardo o Mancata Emissione della FatturaLe sanzioni per la mancata o tardiva emissione della fattura elettronica sono disciplinate dall’art. 6 del D.Lgs. 471/1997 e sono state aggiornate dalla riforma delle sanzioni tributarie entrata in vigore dal 1° settembre 2024 (D.Lgs. 87/2024).Le sanzioni si applicano in modo diverso a seconda che la violazione abbia o meno inciso sulla corretta liquidazione dell’IVA:Violazione che incide sulla liquidazione IVA: sanzione dal 70% al 100% dell’imposta non documentata, con un minimo di 300 euroViolazione che NON incide sulla liquidazione IVA (es. fattura emessa in ritardo ma IVA correttamente liquidata): sanzione dal 5% al 10% del corrispettivo non documentato, con un minimo di 250 euro (dal 1° settembre 2024, prima era sanzione fissa di 250 euro)Violazione relativa a operazioni esenti, non imponibili o non soggette: sanzione dal 5% al 10% del corrispettivo, con un minimo di 250 euroFacciamo un esempio pratico: se emetti una fattura di 5.000 euro + IVA con 10 giorni di ritardo, ma l’IVA era già stata correttamente inclusa nella liquidazione periodica, la sanzione base sarà compresa tra 250 e 500 euro (5%-10% di 5.000 euro). Se invece il ritardo ha causato un’omessa liquidazione IVA, la sanzione sale al 70-100% dell’IVA non versata.Ravvedimento Operoso per Fatture TardiveSe ti accorgi di aver emesso una fattura elettronica in ritardo, puoi limitare i danni economici grazie al ravvedimento operoso. Questo istituto, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, permette di regolarizzare la violazione pagando una sanzione ridotta.Le riduzioni delle sanzioni variano in base al tempo trascorso dalla violazione:Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 del minimo (quindi 25 euro per violazioni che non incidono sulla liquidazione IVA)Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 del minimo (circa 27,78 euro)Entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno della violazione: sanzione ridotta a 1/8 del minimo (31,25 euro)Entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo: riduzione a 1/7Oltre, ma prima della notifica di un atto di accertamento: riduzione a 1/6In pratica, se ti accorgi entro 30 giorni di non aver emesso una fattura nei termini, puoi regolarizzare pagando solo 25 euro con F24 (codice tributo 8911) oltre all’eventuale IVA dovuta con interessi. È una cifra molto contenuta rispetto alla sanzione piena di 250 euro.Il consiglio del CAF Centro Fiscale di Udine è di monitorare costantemente i termini di emissione e, in caso di ritardo, procedere immediatamente con il ravvedimento operoso: prima si agisce, meno si paga. Conservazione Sostitutiva delle Fatture ElettronicheLa conservazione sostitutiva (o conservazione digitale a norma) è l’obbligo di archiviare le fatture elettroniche in formato digitale per 10 anni, garantendone l’autenticità, l’integrità e la leggibilità nel tempo. Non basta salvare il file XML sul proprio computer: la conservazione deve rispettare le regole tecniche definite dall’AgID.La buona notizia è che l’Agenzia delle Entrate offre un servizio gratuito di conservazione per tutte le fatture transitate tramite il SDI. Per attivarlo, basta accedere al portale “Fatture e Corrispettivi” con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, e sottoscrivere l’accordo di servizio. Una volta attivato, tutte le fatture emesse e ricevute vengono conservate automaticamente.In alternativa, si può affidare la conservazione a un servizio di conservazione certificato: molti software di fatturazione (come quelli descritti nella sezione successiva) includono già il servizio di conservazione nel proprio abbonamento. Anche il commercialista o il CAF possono occuparsi della conservazione per conto del contribuente.Il termine per la conservazione è il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno di riferimento. In pratica, le fatture del 2025 devono essere portate in conservazione entro il 30 luglio 2026 (dichiarazione IVA 2025 con scadenza 30 aprile 2026 + 3 mesi).Software e Strumenti per la Fatturazione ElettronicaPer emettere fatture elettroniche esistono diverse soluzioni, dal servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate ai software professionali a pagamento. La scelta dipende dal volume di fatture e dalle esigenze di integrazione con la contabilità.Il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile dal portale “Fatture e Corrispettivi”, permette di compilare e trasmettere fatture elettroniche senza costi. È adatto a chi emette poche fatture al mese (meno di 10-15) e non ha bisogno di funzionalità avanzate. Il portale include anche la generazione, trasmissione e conservazione delle fatture, ma l’interfaccia è piuttosto essenziale.I software di fatturazione privati più utilizzati in Italia includono:Aruba Fatturazione: tra i più economici, con piani da circa 25 euro/anno per forfettari. Include conservazione sostitutivaFatture in Cloud (TeamSystem): molto diffuso tra professionisti e piccole imprese, con funzionalità di contabilità integrataFattureWeb (Wolters Kluwer): utilizzato da molti studi professionali, con integrazione ai gestionali contabiliLegalinvoice (InfoCert): ottimo per chi cerca sicurezza certificata e firma digitale integrataIn alternativa, molti commercialisti e CAF offrono il servizio di fatturazione elettronica come parte dell’assistenza contabile. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a scegliere la soluzione più adatta alle tue esigenze e assisterti nella configurazione iniziale del software. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaDomande Frequenti sulla Fattura ElettronicaEntro quanti giorni devo emettere la fattura elettronica?Per la fattura immediata hai 12 giorni di calendario dalla data di effettuazione dell’operazione (consegna del bene o pagamento del servizio). Per la fattura differita, il termine è il 15 del mese successivo, a condizione che le operazioni siano supportate da DDT o documentazione equivalente.Cosa succede se emetto la fattura elettronica in ritardo?Se il ritardo non incide sulla liquidazione IVA, rischi una sanzione dal 5% al 10% del corrispettivo, con un minimo di 250 euro. Puoi ridurre significativamente la sanzione con il ravvedimento operoso: se regolarizzi entro 30 giorni, paghi solo 25 euro.I forfettari sono obbligati alla fattura elettronica nel 2026?Sì, dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari sono obbligati alla fatturazione elettronica, indipendentemente dal volume dei ricavi. Non esistono più esoneri legati alla soglia dei 25.000 euro.Come emetto fattura elettronica a un privato senza partita IVA?Devi inserire il codice destinatario “0000000” (sette zeri) e il codice fiscale del cliente. La fattura sarà depositata nel cassetto fiscale del privato. Sei comunque obbligato a consegnare una copia cartacea o PDF al cliente.La data della fattura può essere diversa dalla data di trasmissione al SDI?Sì, è normale e previsto dalla legge. La data della fattura è la data dell’operazione, mentre la trasmissione può avvenire entro i 12 giorni successivi (fattura immediata). L’importante è che la data della fattura non sia successiva alla data di trasmissione.Devo conservare le fatture elettroniche? Per quanto tempo?Sì, la conservazione digitale è obbligatoria per 10 anni. Puoi usare il servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate (portale Fatture e Corrispettivi) oppure affidarti a un software di fatturazione che include la conservazione sostitutiva.Hai Bisogno di Assistenza per la Fatturazione Elettronica?I termini di emissione, le specifiche tecniche e le sanzioni possono sembrare complessi, ma con il giusto supporto la fatturazione elettronica diventa una routine semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la gestione della partita IVA e degli adempimenti fiscali.Scrivici su WhatsApp: 366 6018121Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640 | info@centrofiscale.comAprile 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-20 14:00:002026-05-31 22:27:30Termini Emissione Fattura Elettronica 2026: Scadenze, Sanzioni e Regole Aggiornate
CAF, GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOFatturazione elettronica e pagamento bolli: la guidaGuida alla fatturazione elettronica e pagamento bolli: tutto quello che devi sapere Vuoi avere maggiori informazioni sulla fatturazione elettronica e sulla gestione della partita iva forfettaria? contattaci su whatsapp o compila il form in fondo alla pagina Fatturazione elettronica e marche da bollo: sommario Che cos’è la fatturazione elettronica? Come funziona la fatturazione elettronica e […]Continua a leggere Gennaio 11, 2024/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2024-01-11 09:41:442026-05-30 00:43:34Fatturazione elettronica e pagamento bolli: la guida