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Tag Archivio per: codici tributo irpef

CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il modello F24 è il documento che ogni contribuente italiano usa per pagare tasse, imposte, contributi previdenziali e molte altre somme dovute allo Stato. Al suo interno, i codici tributo F24 sono il cuore del sistema: identificano con precisione il tipo di versamento, l’anno di riferimento e la sezione corretta del modello. Senza il codice giusto, il pagamento potrebbe essere attribuito in modo errato — con conseguenti sanzioni o richieste di chiarimento dall’Agenzia delle Entrate.

In questa guida trovi una spiegazione chiara di come funzionano i codici tributo, una tabella riassuntiva aggiornata al 2026 con i codici più utilizzati, e le istruzioni per compilare il modello F24 senza errori. Abbiamo anche analizzato le risoluzioni più recenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno introdotto nuovi codici tributo nel corso del 2025 e 2026.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24
  2. Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici
  3. Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026
  4. Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo
  5. Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi
  6. Compensazione con il Modello F24: Come Funziona
  7. Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026
  8. Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti
  9. Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24
  10. Come Trovare il Codice Tributo Corretto
  11. Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare
  12. F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio
  13. Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24

Il codice tributo è un codice alfanumerico di 4 cifre (a volte accompagnato da lettere) che identifica univocamente la natura del versamento nel modello F24. È, in pratica, il “nome” del pagamento che stai effettuando: ogni tipo di tassa, contributo o imposta ha il suo codice specifico.

Per capirne l’importanza, immagina di dover pagare l’IRPEF a saldo: senza il codice tributo corretto (1001), l’Agenzia delle Entrate non saprebbe a quale imposta applicare il tuo versamento. Lo stesso vale per l’acconto IRPEF (codice 0100), l’IVA mensile (codice 6001-6012), i contributi INPS e decine di altre voci.

I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite apposite risoluzioni. Queste risoluzioni, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e sul portale AdE, definiscono il codice, la sezione del modello F24 in cui inserirlo, e le istruzioni operative. Nel corso del 2025-2026 sono state emesse numerose risoluzioni per nuovi adempimenti, agevolazioni fiscali e semplificazioni.

Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici

Il modello F24 è suddiviso in diverse sezioni, ognuna destinata a una categoria specifica di versamenti. I codici tributo variano a seconda della sezione utilizzata:

  • Sezione ERARIO: per le imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, addizionali statali). È la sezione più utilizzata dai privati e dalle partite IVA.
  • Sezione REGIONI: per l’addizionale regionale IRPEF e i tributi regionali specifici.
  • Sezione ICI/IMU: per il pagamento dell’IMU, della TASI e di altre imposte sugli immobili (codici che iniziano con 3xxx o 4xxx).
  • Sezione INPS: per i contributi previdenziali, sia dei dipendenti sia degli autonomi (regime forfettario, artigiani, commercianti).
  • Sezione Altri Enti: per versamenti a enti diversi (es. INAIL, ENPAM, Cassa Edile).

Conoscere la sezione corretta è fondamentale: inserire un codice tributo nella sezione sbagliata invalida il pagamento e può generare sanzioni.

Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026

Di seguito la tabella riepilogativa dei codici tributo più comuni, suddivisi per categoria di versamento:

CodiceDescrizioneSezione F24Rif. Anno
IRPEF e Imposte sui Redditi
1001IRPEF – saldoErarioAnno d’imposta
0100IRPEF – acconto prima rataErarioAnno di versamento
0200IRPEF – acconto seconda rata o acconto unicoErarioAnno di versamento
1800IRES – saldoErarioAnno d’imposta
2002IRES – acconto prima rataErarioAnno di versamento
IVA
6001-6012IVA mensile (6001 = gennaio, 6012 = dicembre)ErarioAnno d’imposta
6031-6034IVA trimestrale (6031 = I trim., 6032 = II, 6033 = III, 6034 = IV)ErarioAnno d’imposta
6099IVA – saldo annualeErarioAnno d’imposta
6013IVA – acconto dicembreErarioAnno d’imposta
Imposta Sostitutiva (Regime Forfettario)
1790Imposta sostitutiva regime forfettario – saldoErarioAnno d’imposta
1791Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rataErarioAnno di versamento
1792Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rataErarioAnno di versamento
IMU e Tributi Locali
3912IMU – abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenzeICI/IMUAnno d’imposta
3918IMU – altri fabbricatiICI/IMUAnno d’imposta
3914IMU – terreni agricoliICI/IMUAnno d’imposta
3916IMU – aree fabbricabiliICI/IMUAnno d’imposta
Contributi INPS
0901Contributi INPS artigiani – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
0903Contributi INPS commercianti – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
0902Contributi INPS artigiani – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
0904Contributi INPS commercianti – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
2521Contributi INPS gestione separata – compenso lavoro autonomoINPSAnno d’imposta
2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPSAnno di versamento
Ritenute alla Fonte
1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioniErarioMese di riferimento
1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiErarioMese di riferimento
1030Ritenute su redditi di lavoro dipendente (tempo determinato)ErarioMese di riferimento
Cedolare Secca
1840Cedolare secca – saldo (aliquota 21% o 10% per canone concordato)ErarioAnno d’imposta
1841Cedolare secca – acconto prima rataErarioAnno di versamento
1842Cedolare secca – acconto seconda rataErarioAnno di versamento

Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo

L’Agenzia delle Entrate emette periodicamente risoluzioni per istituire nuovi codici tributo legati a provvedimenti normativi di recente approvazione. Ogni risoluzione descrive in modo preciso il codice, la sua denominazione, la sezione F24 di riferimento e le modalità di utilizzo.

Nel corso del 2025, alcune delle risoluzioni più significative hanno riguardato:

  • Nuovi codici per la rottamazione delle cartelle: con l’introduzione delle rate della rottamazione quinquies (sanatoria dei carichi affidati all’Agente della Riscossione), sono stati istituiti specifici codici tributo da utilizzare nella sezione Erario del modello F24. Le risoluzioni AdE hanno aggiornato le istruzioni per ogni rata di pagamento.
  • Codici per la tregua fiscale e il ravvedimento speciale: nell’ambito delle misure di pace fiscale previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono stati introdotti codici tributo dedicati per la regolarizzazione spontanea di violazioni tributarie (ravvedimento operoso speciale, concordato preventivo biennale).
  • Codici per il concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al CPB per gli anni 2024-2025 devono versare l’imposta sostitutiva tramite codici tributo specifici istituiti dall’AdE nel 2024-2025.
  • Codici per agevolazioni settoriali: nuovi incentivi (crediti d’imposta per investimenti, ZES unica Sud, Transizione 5.0) hanno richiesto l’istituzione di codici tributo ad hoc per il corretto utilizzo in compensazione tramite F24.

Per restare aggiornato sulle risoluzioni più recenti, ti consigliamo di consultare regolarmente la sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” del portale agenziaentrate.gov.it oppure di iscriverti alla nostra newsletter qui sopra.

Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi

Compilare correttamente il modello F24 non è difficile, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i campi principali da compilare nella sezione Erario (la più utilizzata):

  • Codice tributo: il codice a 4 cifre che identifica il tipo di pagamento (es. 1790 per l’imposta sostitutiva del forfettario).
  • Rateazione/Regione/Prov.: indica il numero di rata se stai pagando a rate (es. 0101 = prima rata su una, 0103 = prima rata su tre), oppure lascia vuoto se paghi in unica soluzione.
  • Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il tributo. Per l’IRPEF a saldo 2025 (da pagare nel 2026) si indica 2025; per gli acconti 2026 si indica 2026.
  • Importi a debito versati: la somma che stai pagando.
  • Importi a credito compensati: eventuali crediti che stai utilizzando in compensazione.

Esempio pratico: Supponiamo che Luca, libero professionista con regime forfettario, debba pagare il saldo dell’imposta sostitutiva per il 2025 entro il 30 giugno 2026. Il suo F24 avrà:

  • Sezione: Erario
  • Codice tributo: 1790 (imposta sostitutiva forfettario – saldo)
  • Anno di riferimento: 2025
  • Importo a debito: [importo calcolato]

Compensazione con il Modello F24: Come Funziona

Una delle caratteristiche più utili del modello F24 è la possibilità di utilizzare i crediti tributari in compensazione: invece di pagare l’intero importo dovuto, puoi scalare i crediti che vanti verso il fisco (es. crediti IVA, crediti IRPEF da rimborso, crediti d’imposta per investimenti).

La compensazione funziona così:

  • Compensazione orizzontale: puoi usare un credito di un’imposta per pagarne un’altra (es. credito IVA per pagare IRPEF). Ammessa fino a 2 milioni di euro annui per i crediti fiscali (limite portato a 2 milioni dalla L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025).
  • Compensazione verticale: usi il credito della stessa imposta (es. IVA a credito di un periodo per compensare IVA a debito del periodo successivo).
  • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro (IVA) o 5.000 euro (altri tributi) è obbligatorio il visto di conformità apposto da un CAF o un professionista abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questo adempimento.

Attenzione: dal 2024 è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica quando si utilizza la compensazione (anche se il saldo netto è zero). Non è più possibile presentarlo in forma cartacea in questi casi.

Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026

I contribuenti in regime forfettario hanno codici tributo specifici per il versamento dell’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i nuovi contribuenti nei primi 5 anni). Ecco una guida pratica:

CodiceDescrizioneScadenza 2026
1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo anno precedente30 giugno 2026 (con proroga possibile al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)
1791Imposta sostitutiva forfettario – acconto 1ª rata (40%)30 giugno 2026
1792Imposta sostitutiva forfettario – acconto 2ª rata (60%)30 novembre 2026

Nota importante per il 2026: i contribuenti forfettari devono versare gli acconti con il metodo storico (basato sull’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale (basato al reddito atteso). Se hai dubbi su quale metodo conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo corretto e a compilare il modello F24.

Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti

I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi tramite F24 con i seguenti codici:

CodiceDescrizioneSezione
2521Contributi INPS gestione separata – saldo compenso lavoro autonomoINPS
2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPS
2523Contributi INPS gestione separata – acconto seconda rataINPS

L’aliquota contributiva della Gestione Separata per il 2026 è del 26,07% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, e del 24% per i soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse. Ricorda di indicare sempre l’anno di riferimento nel campo apposito del modello F24.

Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24

Gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il modello F24 riguardano proprio i codici tributo. Ecco i più comuni e come evitarli:

  • Codice tributo sbagliato per la sezione: inserire un codice IMU (es. 3916) nella sezione Erario invece che nella sezione ICI/IMU. Il sistema telematico di solito blocca l’operazione, ma meglio verificare prima.
  • Anno di riferimento errato: per il saldo IRPEF 2025 (da pagare nel 2026) si deve indicare 2025, non 2026. Per gli acconti 2026 si indica 2026. Confondere i due può portare a versamenti non imputati correttamente.
  • Rateazione non compilata: se si paga a rate (es. 3 rate), il campo rateazione deve riportare il codice corretto (0101 = prima rata su una, 0103 = prima di tre, 0203 = seconda di tre, ecc.).
  • Compensazione senza visto: usare crediti superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità è sanzionabile. Rivolgiti sempre a un CAF o commercialista abilitato.
  • Inversione debito/credito: mettere l’importo nella colonna sbagliata (a debito invece di a credito, o viceversa) può causare problemi seri. Verifica sempre prima di inviare.

Come Trovare il Codice Tributo Corretto

Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, hai diverse opzioni:

  • Portale AdE: la sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene le istruzioni complete e la lista dei codici tributo aggiornata.
  • Software di compilazione F24: il servizio telematico dell’AdE (F24 online) propone automaticamente i codici tributo in base al tipo di versamento selezionato.
  • Risoluzione AdE di riferimento: ogni nuovo codice tributo è istituito con una risoluzione numerata. Puoi cercare la risoluzione specifica sul portale normativa dell’AdE.
  • CAF o commercialista: la soluzione più sicura. Un operatore qualificato verifica che tutto sia corretto prima dell’invio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la compilazione del modello F24 e la gestione delle scadenze fiscali.

Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare

Oltre al codice tributo, è fondamentale rispettare le scadenze di versamento. Ecco le principali date del 2026 che interessano privati e partite IVA:

  • 16 di ogni mese: versamento ritenute, contributi INPS dipendenti, IVA mensile del mese precedente.
  • 16 marzo 2026: IVA annuale – saldo (con codice 6099).
  • 16 aprile, 16 luglio, 16 settembre, 16 dicembre 2026: IVA trimestrale (per contribuenti trimestrali).
  • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026 + saldo/acconto imposta sostitutiva forfettario. Possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%.
  • 1 dicembre 2026: secondo acconto IRPEF (ufficialmente confermato da calendario AdE).
  • 16 giugno e 16 dicembre 2026: rate IMU (acconto e saldo).

Puoi trovare il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026 nel nostro articolo dedicato: Scadenze fiscali di luglio 2026: tutte le date per privati, imprese e Partite IVA.

F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio

In alcuni casi, il modello F24 deve essere presentato anche quando il totale da versare è zero euro. Questo accade tipicamente quando si utilizza la compensazione integrale: l’importo a credito compensa completamente l’importo a debito, e il saldo finale è zero.

In questi casi:

  • Il modello F24 deve essere presentato obbligatoriamente per via telematica (non può essere presentato in forma cartacea o allo sportello bancario).
  • L’F24 a zero può essere inviato solo tramite i servizi telematici dell’AdE (Fisconline/Entratel) o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).
  • Le banche e Poste non accettano F24 a saldo zero.

Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

Dove trovo la lista aggiornata dei codici tributo F24?

La lista ufficiale e aggiornata dei codici tributo è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), nella sezione dedicata al modello F24. Ogni nuovo codice viene istituito con una risoluzione numerata che puoi consultare nella sezione “Normativa e prassi”. In alternativa, i principali software di compilazione F24 aggiornano automaticamente i codici disponibili.

Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?

Se hai usato un codice tributo errato, il versamento potrebbe essere imputato a un tributo diverso da quello dovuto, oppure potrebbe risultare non lavorabile da parte dell’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi puoi presentare una richiesta di correzione (istanza di correzione dati F24) all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione che prova l’errore materiale. È consigliabile agire tempestivamente per evitare che vengano emesse cartelle esattoriali per il tributo non versato.

Posso pagare il modello F24 in banca senza essere correntista?

Sì, è possibile pagare il modello F24 cartaceo allo sportello bancario o postale anche senza essere correntista, purché il saldo da versare sia superiore a zero e non si utilizzi la compensazione. Se invece il saldo è zero (per compensazione integrale) oppure l’importo supera 1.000 euro in alcuni casi specifici, è obbligatorio il pagamento telematico.

Come funziona il codice tributo per il ravvedimento operoso?

Quando si regolarizza spontaneamente un pagamento omesso o tardivo tramite ravvedimento operoso, si usa lo stesso codice tributo del versamento originario, a cui si aggiungono ulteriori righe per gli interessi (codice tributo 1989 per interessi da ravvedimento su imposte erariali) e le sanzioni ridotte (vari codici in base al tipo di sanzione). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare correttamente l’importo del ravvedimento e a compilare il modello F24 in modo corretto.

Qual è il codice tributo per pagare l’INPS gestione separata?

I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, freelance, professionisti senza cassa) usano i codici: 2521 (saldo), 2522 (acconto prima rata), 2523 (acconto seconda rata). Questi vanno inseriti nella sezione INPS del modello F24, indicando nell’apposito campo il codice sede INPS di competenza e la matricola INPS.

I nuovi codici tributo 2026 dove vengono pubblicati?

I nuovi codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite risoluzioni ufficiali, pubblicate sul portale agenziaentrate.gov.it nella sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ogni risoluzione riporta il numero progressivo, la data di emissione, la denominazione del nuovo codice, la sezione F24 di riferimento e le istruzioni per l’utilizzo corretto. È buona pratica verificare sempre che il codice che si intende utilizzare sia quello più aggiornato, soprattutto per versamenti legati a nuovi adempimenti o agevolazioni di recente istituzione.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del modello F24, la gestione della compensazione tributaria e l’aggiornamento sui nuovi codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 03:04:252026-07-03 07:53:42Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE
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Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Calendario completo scadenze luglio 2026
  2. 16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute
  3. 16 luglio: IVA mensile giugno 2026
  4. 16 luglio: contributi INPS gestione separata
  5. 20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026
  6. 30 luglio: saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
  7. 30 luglio: diritto annuale CCIAA con maggiorazione
  8. Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio
  9. Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi
  10. FAQ – Domande frequenti

Il mese di luglio 2026 è uno dei periodi più impegnativi dell’anno dal punto di vista fiscale. Si concentrano in poche settimane il versamento delle ritenute IRPEF, l’IVA mensile, i contributi INPS e, soprattutto, il saldo IRPEF con maggiorazione dello 0,40% per chi ha differito il pagamento dalla scadenza del 30 giugno. A questi si aggiungono la comunicazione LIPE del secondo trimestre e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato delle scadenze fiscali di luglio 2026 con date, codici tributo, importi e indicazioni pratiche per non dimenticare nessun adempimento. Se hai bisogno di assistenza per i versamenti o la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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Calendario completo scadenze fiscali luglio 2026

Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di luglio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tieni presente che quando una scadenza cade di sabato o domenica, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro dipendenteDatori di lavoro, sostituti d’imposta1001
16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro autonomoCommittenti che pagano professionisti1040
16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensili6006
16 luglioVersamento IVA II trimestre 2026Contribuenti IVA trimestrali6032
16 luglioContributi INPS gestione separata (rata)Committenti per collaboratoriCXX / C10
16 luglioAddizionali regionali e comunali IRPEFDatori di lavoro3802 / 3848
20 luglioLIPE – Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (II trimestre)Soggetti passivi IVA–
25 luglioPresentazione modelli INTRASTAT (giugno o II trimestre)Operatori intracomunitari–
30 luglioSaldo IRPEF + primo acconto con maggiorazione 0,40%Chi ha differito dal 30 giugno4001 / 4033
30 luglioSaldo cedolare secca con maggiorazione 0,40%Locatori che hanno differito1842
30 luglioImposta sostitutiva regime forfettario con maggiorazione 0,40%Forfettari che hanno differito1790 / 1791
30 luglioDiritto annuale CCIAA con maggiorazione 0,40%Imprese iscritte al Registro3850
30 luglioIVIE e IVAFE con maggiorazione 0,40%Titolari immobili/attività estere4041 / 4043
31 luglioPresentazione Modello 770 (ritenute anno 2025)Sostituti d’imposta–

16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute

Il 16 luglio 2026 è la prima data cruciale del mese. Entro questo giorno, tutti i datori di lavoro e sostituti d’imposta devono effettuare il versamento delle ritenute operate nel mese di giugno sulle retribuzioni dei dipendenti e sui compensi dei lavoratori autonomi. Si tratta di un adempimento mensile ricorrente, ma è fondamentale non sottovalutarlo: i ritardi comportano sanzioni e interessi.

Le ritenute IRPEF sul lavoro dipendente si versano con il codice tributo 1001 tramite modello F24. Per i compensi ai lavoratori autonomi (ad esempio consulenti, professionisti, collaboratori occasionali), il codice tributo da utilizzare è il 1040. In entrambi i casi, il periodo di riferimento da indicare nell’F24 è “06/2026”.

Oltre alle ritenute IRPEF, il 16 luglio scadono anche le addizionali regionali e comunali trattenute in busta paga. Le addizionali regionali si versano con codice tributo 3802, mentre quelle comunali con il 3848. Ricorda che le addizionali comunali prevedono anche un eventuale acconto (codice 3847) che va versato mensilmente da marzo a novembre.

Attenzione: il versamento deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico (Entratel o Fisconline). I datori di lavoro domestici (colf e badanti) non sono sostituti d’imposta e quindi non devono effettuare queste ritenute.

16 luglio: IVA mensile giugno 2026

Sempre entro il 16 luglio, i contribuenti con liquidazione IVA mensile devono versare l’imposta risultante dalla liquidazione relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo è il 6006 (dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento: 06 = giugno).

Per i contribuenti IVA trimestrali, luglio rappresenta un mese particolarmente importante perché scade il versamento dell’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno). Il codice tributo da utilizzare è il 6032. A differenza del versamento mensile, l’IVA trimestrale prevede una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, calcolata sull’importo dovuto.

Chi opera in regime forfettario è esonerato dalla liquidazione periodica IVA e quindi non ha questo adempimento. Tuttavia, i forfettari che hanno differito il pagamento dell’imposta sostitutiva dal 30 giugno dovranno versarla entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

16 luglio: contributi INPS gestione separata

Il 16 luglio 2026 è anche il termine per il versamento dei contributi INPS alla gestione separata relativi ai compensi erogati nel mese di giugno. Questo adempimento riguarda i committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla gestione separata INPS, ma anche i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria.

Le aliquote contributive 2026 per la gestione separata sono:

  • 26,07% per i collaboratori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • 24% per i professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata
  • 35,03% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (per i quali è prevista anche la contribuzione DIS-COLL)

Il versamento si effettua con modello F24 utilizzando i codici tributo della serie “CXX” o “C10”. Un aspetto importante: per i collaboratori, il contributo è ripartito per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, ma il versamento deve essere effettuato interamente dal committente.

20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026

Entro il 20 luglio 2026 (termine ordinario, salvo proroghe), i soggetti passivi IVA devono inviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre (aprile-maggio-giugno 2026). Si tratta di un adempimento telematico obbligatorio introdotto dal DL 193/2016 per consentire all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati con quelli effettivamente versati.

La LIPE deve essere trasmessa in via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Nel modulo occorre indicare il totale delle operazioni attive e passive, l’IVA a debito o a credito risultante dalla liquidazione e l’eventuale credito del periodo precedente.

La mancata o tardiva presentazione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione. Tuttavia, se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 1.000 euro). Il ravvedimento operoso permette di ridurre ulteriormente l’importo della sanzione.

30 luglio: saldo IRPEF e primo acconto con maggiorazione 0,40%

Il 30 luglio 2026 è la scadenza più importante del mese per milioni di contribuenti. Chi non ha versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può farlo entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legittimo per il differimento del pagamento di 30 giorni.

La maggiorazione dello 0,40% si applica sull’intero importo dovuto, compreso il primo acconto. In pratica, se devi versare 3.000 euro di saldo IRPEF, la maggiorazione sarà di soli 12 euro (3.000 x 0,40%). I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

  • 4001 – Saldo IRPEF (anno d’imposta 2025)
  • 4033 – Primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026)
  • 4034 – Secondo o unico acconto IRPEF (se versato con il saldo)

La stessa maggiorazione si applica anche alle imposte sostitutive che scadevano al 30 giugno. Quindi, anche i contribuenti in regime forfettario che non hanno versato al 30 giugno possono pagare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I codici tributo per i forfettari sono il 1790 (saldo imposta sostitutiva) e il 1791 (primo acconto).

Consiglio pratico: se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo e gli acconti vengono trattenuti direttamente in busta paga o dalla pensione. In quel caso, non devi fare nulla a luglio. La maggiorazione riguarda solo chi paga con F24 (Modello Redditi PF).

Per chi ha la cedolare secca sugli affitti, il 30 luglio è il termine per versare il saldo con maggiorazione utilizzando il codice tributo 1842. Anche le imposte patrimoniali sugli immobili esteri (IVIE, codice 4041) e sulle attività finanziarie estere (IVAFE, codice 4043) seguono la stessa tempistica.

30 luglio: diritto annuale Camera di Commercio con maggiorazione

Le imprese iscritte al Registro delle Imprese che non hanno versato il diritto annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, possono farlo entro il 30 luglio 2026 con la consueta maggiorazione dello 0,40%. Il diritto annuale CCIAA è un tributo obbligatorio per tutte le imprese e si versa con il codice tributo 3850 tramite modello F24.

L’importo del diritto annuale varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa. Le ditte individuali versano un importo fisso (generalmente 53 euro per le sedi principali, più eventuali maggiorazioni regionali), mentre le società pagano in base a scaglioni di fatturato. Per conoscere l’importo esatto dovuto dalla tua impresa, puoi consultare il sito della tua Camera di Commercio territoriale o rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio

Buone notizie per i datori di lavoro domestico: a luglio 2026 non ci sono scadenze per il versamento dei contributi di colf, badanti e babysitter. I contributi INPS per il lavoro domestico si versano trimestralmente con scadenze fisse:

  • 10 aprile – contributi I trimestre (gennaio-marzo)
  • 10 luglio – contributi II trimestre (aprile-giugno)
  • 10 ottobre – contributi III trimestre (luglio-settembre)
  • 10 gennaio – contributi IV trimestre (ottobre-dicembre)

La scadenza del 10 luglio per il II trimestre è già passata al momento in cui leggi questa guida (se la consulti dopo il 10 luglio). La prossima scadenza per i contributi domestici sarà il 10 ottobre 2026. Il pagamento avviene tramite il Portale dei pagamenti INPS, bollettino MAV oppure avviso pagoPA. Se hai bisogno di assistenza per calcolare l’importo dei contributi della tua colf o badante, il CAF Centro Fiscale può aiutarti.

Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi già a luglio

Anche se la scadenza per l’invio del Modello Redditi PF 2026 (relativo ai redditi 2025) è fissata al 30 novembre 2026, luglio è il momento ideale per iniziare a preparare la documentazione. Chi ha versato il saldo IRPEF con maggiorazione entro il 30 luglio ha ormai definito gli importi dovuti, e predisporre il modello in anticipo permette di evitare la corsa dell’ultimo minuto.

Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può presentare il Modello 730, ovvero:

  • Titolari di partita IVA (anche in regime forfettario)
  • Contribuenti con redditi esteri da dichiarare nel Quadro RW
  • Chi possiede criptovalute da dichiarare nel Quadro W
  • Chi ha redditi di natura diversa non gestibili nel 730
  • Contribuenti non residenti in Italia

Se hai dubbi su quale modello utilizzare o se hai bisogno di assistenza per la compilazione, puoi prenotare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti guideranno nella scelta del modello più adatto e nella corretta compilazione di tutti i quadri.

FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di luglio 2026

Cosa succede se non pago l’IRPEF entro il 30 luglio con maggiorazione?

Se non versi entro il 30 luglio, il pagamento diventa tardivo e scattano le sanzioni per omesso versamento (30% dell’importo non versato, riducibile con il ravvedimento operoso). Fino al 30 luglio, invece, paghi solo lo 0,40% in più senza alcuna sanzione. Conviene quindi rispettare questa scadenza per evitare costi molto più elevati.

La maggiorazione dello 0,40% si applica anche agli acconti?

Sì, la maggiorazione dello 0,40% si applica a tutti gli importi che avevano scadenza al 30 giugno e vengono differiti al 30 luglio, compresi il saldo, il primo acconto IRPEF, l’imposta sostitutiva dei forfettari e le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE).

Devo pagare i contributi della badante a luglio?

La scadenza dei contributi INPS per colf e badanti del secondo trimestre è il 10 luglio. Se stai leggendo questa guida prima di tale data, ricordati di effettuare il pagamento. La prossima scadenza successiva sarà il 10 ottobre 2026 per il terzo trimestre.

Cos’è la LIPE e chi deve inviarla?

La LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) è un adempimento telematico trimestrale obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni IVA effettuate nel trimestre. La scadenza per il secondo trimestre 2026 è il 20 luglio (salvo proroghe). Sono esonerati i contribuenti in regime forfettario e i contribuenti minimi.

Posso rateizzare il saldo IRPEF di luglio?

Sì, è possibile rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto. Se scegli di differire al 30 luglio con maggiorazione, puoi comunque pagare a rate. La prima rata scade il 30 luglio (con lo 0,40% sull’intero importo), e le rate successive scadono il 16 di ogni mese, con interessi del 4% annuo calcolati dal giorno del differimento. L’ultima rata non può andare oltre il 16 novembre 2026.

Entro quando devo inviare il Modello Redditi PF 2026?

Il termine per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (redditi 2025) è il 30 novembre 2026. Tuttavia, i versamenti delle imposte (saldo e acconti) hanno scadenze anticipate: 30 giugno (ordinaria) o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%). È quindi consigliabile predisporre il modello in anticipo per calcolare correttamente gli importi dovuti.

Hai bisogno di assistenza per le scadenze di luglio?

Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono numerose e complesse. Tra ritenute, IVA, contributi, maggiorazioni e comunicazioni telematiche, il rischio di dimenticare un adempimento è concreto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti con:

  • Calcolo e versamento del saldo IRPEF con maggiorazione
  • Compilazione e invio della LIPE trimestrale
  • Predisposizione del Modello Redditi PF
  • Calcolo dei contributi INPS e consulenza previdenziale
  • Assistenza per F24 e codici tributo
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    Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 14:00:002026-04-18 10:23:27Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi
    CAF

    Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    I codici tributo F24 sono codici numerici a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni imposta, contributo o sanzione da versare con il Modello F24. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, con il rischio di ricevere cartelle esattoriali e sanzioni. In questa guida trovi l’elenco completo e aggiornato al 2026 dei codici tributo più utilizzati, suddivisi per categoria.

    Per una panoramica generale su come compilare il Modello F24, consulta la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono i Codici Tributo
    2. Codici Tributo IRPEF
    3. Codici Tributo IMU 2026
    4. Codici Tributo IVA
    5. Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali
    6. Codici Tributo Regime Forfettario
    7. Codici Tributo per Ravvedimento Operoso
    8. Codici Tributo INPS e Contributi
    9. Come Trovare il Codice Tributo Giusto
    10. Domande Frequenti (FAQ)

    Cosa Sono i Codici Tributo

    Il codice tributo è un numero composto da 4 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a ogni tipo di versamento fiscale. Quando compili il Modello F24, devi inserire il codice tributo corretto nella sezione appropriata (Erario, Regioni, IMU, INPS) per identificare esattamente quale imposta stai pagando.

    I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e possono cambiare nel tempo. Per questo è fondamentale consultare sempre l’elenco aggiornato prima di effettuare un versamento. Un errore nel codice tributo non annulla il pagamento, ma lo attribuisce all’imposta sbagliata, costringendoti a presentare un’istanza di correzione.

    Codici Tributo IRPEF

    L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta principale che ogni contribuente versa in base al proprio reddito. Ecco i codici tributo più usati per i versamenti IRPEF nel 2026:

    Saldo e acconti IRPEF:

    • 4001 – IRPEF saldo (versamento a saldo dell’anno precedente)
    • 4033 – IRPEF acconto prima rata (40% dell’acconto, scadenza 30 giugno)
    • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione (60% dell’acconto, scadenza 30 novembre)

    Ritenute d’acconto:

    • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni
    • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive
    • 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati
    • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro

    Cedolare secca:

    • 1840 – Cedolare secca locazioni – acconto prima rata
    • 1841 – Cedolare secca locazioni – acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1842 – Cedolare secca locazioni – saldo

    Rateizzazione e interessi:

    • 1668 – Interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili sezione Erario
    • 4033 con rateazione – Se paghi l’acconto IRPEF a rate, indica la rata nel campo “Rateazione”

    Codici Tributo IMU 2026

    L’IMU (Imposta Municipale Unica) si versa nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24. I codici variano in base alla tipologia di immobile. Per il calcolo dell’imposta, consulta la nostra guida sul calcolo IMU 2026.

    • 3912 – IMU abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
    • 3914 – IMU terreni
    • 3916 – IMU aree fabbricabili
    • 3918 – IMU altri fabbricati (il più comune: seconde case, uffici, negozi)
    • 3925 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato
    • 3930 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Comune

    Ricorda: per l’IMU devi indicare anche il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine) e barrare la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda del versamento.

    Codici Tributo IVA

    I versamenti IVA si effettuano nella sezione Erario del Modello F24. La periodicità dipende dal volume d’affari: mensile (per chi supera una certa soglia) o trimestrale.

    Versamenti periodici IVA:

    • 6001 – 6012 – IVA mensile (da gennaio a dicembre: 6001 per gennaio, 6002 per febbraio, ecc.)
    • 6031 – IVA 1 trimestre
    • 6032 – IVA 2 trimestre
    • 6033 – IVA 3 trimestre
    • 6034 – IVA 4 trimestre (solo per particolari categorie)
    • 6035 – IVA acconto (scadenza 27 dicembre)

    Versamento annuale e altri:

    • 6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
    • 6494 – IVA da adeguamento agli studi di settore
    • 6497 – IVA da adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

    Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali

    Le addizionali IRPEF sono imposte aggiuntive che si versano alla Regione e al Comune di residenza. Si compilano rispettivamente nella sezione “Regioni” e nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24.

    Addizionale regionale:

    • 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF (la più comune)
    • 3805 – Interessi pagamento dilazionato addizionale regionale

    Addizionale comunale:

    • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
    • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
    • 3848 – Addizionale comunale IRPEF – interessi pagamento dilazionato

    Codici Tributo Regime Forfettario

    Chi aderisce al regime forfettario versa un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, IRAP e addizionali. L’aliquota è del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività).

    • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
    • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo

    Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del Modello F24, indicando l’anno di riferimento dell’imposta.

    Codici Tributo per Ravvedimento Operoso

    Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare versamenti omessi o tardivi pagando sanzioni ridotte e interessi legali. Oltre al codice del tributo originario, servono codici specifici per le sanzioni e gli interessi:

    • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF
    • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale IRPEF
    • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale IRPEF
    • 8904 – Sanzione pecuniaria IVA
    • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
    • 8907 – Sanzione pecuniaria IRAP
    • 1989 – Interessi sul ravvedimento – IRPEF
    • 1990 – Interessi sul ravvedimento – addizionale regionale
    • 1991 – Interessi sul ravvedimento – addizionale comunale
    • 1993 – Interessi sul ravvedimento – IVA

    Quando effettui un ravvedimento, compili 3 righe nella stessa sezione: una per il tributo originario, una per la sanzione (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). L’anno di riferimento è sempre quello dell’imposta originaria, non quello in cui fai il pagamento.

    Codici Tributo INPS e Contributi

    I contributi previdenziali INPS si versano nella sezione apposita del Modello F24. Non hanno un codice tributo a 4 cifre come le imposte, ma utilizzano una causale contributo (sigla alfanumerica):

    • DM10 – Contributi lavoratori dipendenti
    • RC01 – Contributi gestione separata – committenti
    • PXX – Contributi gestione separata – professionisti
    • AF – Contributi artigiani – quota fissa
    • CF – Contributi commercianti – quota fissa
    • AP – Contributi artigiani – acconto su eccedenza minimale
    • CP – Contributi commercianti – acconto su eccedenza minimale

    Per i contributi INPS fissi (artigiani e commercianti) le scadenze trimestrali 2026 sono: 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per la Gestione Separata i versamenti seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi (saldo + acconti).

    Come Trovare il Codice Tributo Giusto

    Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, ecco come verificarlo:

    1. Sito dell’Agenzia delle Entrate: nella sezione “Codici tributo” trovi il motore di ricerca ufficiale dove puoi cercare per tipo di imposta, descrizione o codice
    2. Comunicazione dell’ente: l’avviso di pagamento (dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o dell’INPS) riporta sempre il codice tributo da utilizzare
    3. Software di compilazione: i software per F24 online (sia bancari che dell’Agenzia) spesso suggeriscono il codice in base alla descrizione del tributo
    4. Consulta il CAF: al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a identificare il codice corretto e a compilare il Modello F24 senza errori

    Consiglio pratico: prima di confermare il pagamento F24 online, ricontrolla sempre il codice tributo con l’avviso di pagamento o con la tabella di riferimento. Correggere un errore richiede tempo e burocrazia che puoi evitare con una semplice verifica.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Dove trovo l’elenco ufficiale dei codici tributo?

    L’elenco ufficiale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Servizi – Codici tributo”. Viene aggiornato periodicamente con risoluzioni che istituiscono nuovi codici o modificano quelli esistenti.

    Cosa succede se uso un codice tributo sbagliato?

    Il pagamento viene attribuito al tributo corrispondente al codice inserito, non a quello che intendevi pagare. Per correggere l’errore devi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (circ. 29/E/2011). Il tributo “non pagato” potrebbe generare solleciti, ma l’istanza risolve la situazione senza sanzioni aggiuntive se il versamento originale era nei termini.

    I codici tributo cambiano ogni anno?

    La maggior parte dei codici tributo resta stabile nel tempo. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può istituire nuovi codici per nuove imposte o agevolazioni, o sopprimere codici obsoleti. È buona norma verificare sempre prima di effettuare il versamento, specialmente per tributi meno comuni.

    Assistenza per la Compilazione F24

    Non sei sicuro di quale codice tributo usare? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a compilare correttamente il Modello F24 con tutti i codici tributo aggiornati al 2026. Evita errori e sanzioni: contattaci per un appuntamento.

    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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      Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 09:00:002026-05-31 17:47:53Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026
      CAF

      Codici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026

      aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

      Indice dei contenuti

      1. Cosa sono i codici tributo IRPEF
      2. Il modello F24: struttura e funzionamento
      3. Elenco completo codici tributo IRPEF
      4. Codici per saldo e acconti IRPEF
      5. Codici per ritenute alla fonte
      6. Codici per addizionali regionali e comunali
      7. Novità 2026: nuovi codici e modifiche
      8. Come compilare correttamente l’F24
      9. Scadenze pagamento IRPEF 2026
      10. Domande frequenti

      Il modello F24 è lo strumento fondamentale per il pagamento delle imposte in Italia, e conoscere i codici tributo IRPEF corretti è essenziale per evitare errori che potrebbero causare sanzioni o ritardi nei pagamenti. In questa guida completa analizziamo tutti i codici tributo F24 relativi all’IRPEF, con le novità introdotte nel 2026 e le istruzioni dettagliate per la compilazione.

      Che tu debba versare il saldo IRPEF, gli acconti IRPEF o le addizionali regionali e comunali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente il modello F24 ed effettuare i pagamenti nei termini previsti.

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      Cosa sono i codici tributo IRPEF

      I codici tributo sono codici numerici di 4 cifre che identificano in modo univoco la tipologia di imposta o contributo da versare tramite il modello F24. Per quanto riguarda l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), esistono diversi codici tributo che corrispondono a differenti tipologie di pagamento.

      Ogni codice tributo IRPEF ha una funzione specifica e deve essere utilizzato nel contesto corretto: versare il codice sbagliato può comportare l’errato accredito del pagamento, con conseguenti problematiche fiscali e l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.

      I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite specifiche Risoluzioni e sono periodicamente aggiornati per adeguarsi alle modifiche normative. È fondamentale consultare sempre la documentazione ufficiale più recente per verificare eventuali variazioni.

      Il modello F24: struttura e funzionamento

      Il modello F24 è il documento unificato per il pagamento di imposte, tributi e contributi. Si compone di diverse sezioni, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di versamenti:

      • Sezione Erario: per il versamento di imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive) e IVA
      • Sezione INPS: per contributi previdenziali e assistenziali
      • Sezione Regioni: per tributi regionali (IRAP, tasse automobilistiche, ecc.)
      • Sezione IMU e altri tributi locali: per imposte comunali
      • Sezione Altri enti previdenziali e assicurativi: per contributi a enti diversi dall’INPS

      Per i versamenti IRPEF, la compilazione avviene principalmente nella sezione Erario, dove vanno indicati:

      • Codice tributo: il codice di 4 cifre specifico (es. 4001 per il saldo IRPEF)
      • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento (formato AAAA)
      • Importo a debito versato: la somma da pagare
      • Codice ufficio: eventuale codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (spesso non necessario)
      • Codice atto: utilizzato in caso di ravvedimento operoso o versamenti a seguito di controlli

      Il modello F24 può essere compilato e pagato in diverse modalità: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online), attraverso home banking, oppure presso sportelli bancari e postali (limitatamente ad alcuni casi specifici).

      Elenco completo codici tributo IRPEF

      Di seguito la tabella completa dei principali codici tributo IRPEF utilizzati per i versamenti tramite modello F24. I codici sono suddivisi per tipologia di pagamento:

      Codice TributoDescrizioneUtilizzo
      4001Saldo IRPEFVersamento del saldo annuale dell’imposta
      4033Prima rata acconto IRPEFAcconto del 40% (giugno/luglio)
      4034Seconda rata acconto IRPEFAcconto del 60% (novembre)
      1989Addizionale regionale IRPEF – SaldoSaldo addizionale regionale
      1990Addizionale regionale IRPEF – Prima rata accontoPrima rata acconto regionale
      1991Addizionale regionale IRPEF – Seconda rata accontoSeconda rata acconto regionale
      3801Addizionale comunale IRPEF – SaldoSaldo addizionale comunale
      3802Addizionale comunale IRPEF – AccontoAcconto addizionale comunale
      1001Ritenute IRPEF lavoro dipendenteRitenute operate dai sostituti d’imposta
      1002Ritenute IRPEF lavoro autonomoRitenute su compensi professionali
      1012Ritenute IRPEF redditi di capitaleRitenute su interessi, dividendi
      1040Ritenute IRPEF provvigioniRitenute su provvigioni
      1627IRPEF da lavoro dipendente trattenuta dal datoreVersamento trattenute mensili

      Questa tabella comprende i codici tributo più utilizzati dai contribuenti per la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Ciascun codice ha una specifica funzione e va utilizzato nel contesto appropriato.

      Codici per saldo e acconti IRPEF

      Il pagamento dell’IRPEF avviene attraverso un sistema di saldo e acconti. Vediamo nel dettaglio i codici tributo da utilizzare per ciascuna tipologia di versamento:

      Codice 4001: Saldo IRPEF

      Il codice tributo 4001 viene utilizzato per il versamento del saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti.

      Il saldo IRPEF si versa entro le seguenti scadenze:

      • 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (senza maggiorazione)
      • 30 luglio dell’anno successivo (con maggiorazione dello 0,40%)

      Esempio pratico: per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), il saldo IRPEF va versato entro il 30 giugno 2025 utilizzando il codice tributo 4001, indicando “2024” come anno di riferimento.

      Codice 4033: Prima rata acconto IRPEF

      Il codice tributo 4033 identifica la prima rata dell’acconto IRPEF, pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso (stimata sulla base dell’anno precedente).

      La prima rata acconto si versa:

      • 30 giugno (per chi presenta il modello 730)
      • 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% (rateizzazione consentita)

      È possibile versare la prima rata in un’unica soluzione insieme al saldo, oppure rateizzarla fino a novembre applicando gli interessi.

      Codice 4034: Seconda rata acconto IRPEF

      Il codice tributo 4034 si utilizza per la seconda rata dell’acconto IRPEF, pari al 60% dell’imposta annua stimata.

      La scadenza della seconda rata acconto è fissata al 30 novembre di ciascun anno. Non è prevista la possibilità di rateizzazione per questa quota.

      Attenzione: l’acconto IRPEF non è dovuto se l’importo complessivo (prima + seconda rata) è inferiore a 51,65 euro.

      Codici per ritenute alla fonte

      Le ritenute alla fonte sono prelievi fiscali che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, istituto bancario) opera direttamente alla fonte del reddito, versandole all’Erario per conto del contribuente.

      I principali codici tributo per le ritenute IRPEF sono i seguenti:

      Codice 1001: Ritenute IRPEF lavoro dipendente

      Il codice 1001 viene utilizzato dai datori di lavoro per versare le ritenute IRPEF operate sulle retribuzioni dei dipendenti. Il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di corresponsione degli stipendi.

      Codice 1002: Ritenute IRPEF lavoro autonomo

      Il codice tributo 1002 si applica alle ritenute d’acconto operate sui compensi dei professionisti e lavoratori autonomi. L’aliquota standard è del 20% del compenso lordo.

      Il committente che corrisponde il compenso deve operare la ritenuta e versarla entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, potrà scomputare le ritenute subite dall’imposta complessiva dovuta.

      Codice 1012: Ritenute su redditi di capitale

      Il codice 1012 identifica le ritenute IRPEF applicate ai redditi di capitale, come interessi su conti correnti, dividendi azionari, interessi su obbligazioni.

      Le banche e gli intermediari finanziari operano automaticamente la ritenuta (solitamente del 26%) e la versano all’Erario utilizzando questo codice tributo.

      Codici per addizionali regionali e comunali

      Oltre all’IRPEF nazionale, i contribuenti devono versare anche le addizionali IRPEF a favore di Regioni e Comuni. Queste imposte seguono la stessa base imponibile dell’IRPEF ma hanno aliquote stabilite dagli enti locali.

      Addizionale regionale IRPEF

      L’addizionale regionale IRPEF viene versata utilizzando i seguenti codici tributo:

      • Codice 1989: saldo addizionale regionale IRPEF
      • Codice 1990: prima rata acconto addizionale regionale
      • Codice 1991: seconda rata acconto addizionale regionale

      Le aliquote dell’addizionale regionale variano da Regione a Regione e possono essere progressive. Ad esempio:

      • Lombardia: aliquota base 1,23% (con progressive maggiorazioni per redditi superiori)
      • Lazio: aliquota base 1,73% (con progressive maggiorazioni)
      • Friuli Venezia Giulia: aliquota 1,23%

      Il saldo e gli acconti seguono le stesse scadenze dell’IRPEF nazionale (30 giugno o 30 luglio per saldo e prima rata, 30 novembre per seconda rata).

      Addizionale comunale IRPEF

      L’addizionale comunale IRPEF utilizza i codici tributo:

      • Codice 3801: saldo addizionale comunale IRPEF
      • Codice 3802: acconto addizionale comunale IRPEF

      Ogni Comune stabilisce autonomamente l’aliquota dell’addizionale (con un tetto massimo dello 0,9%), eventuali detrazioni e soglie di esenzione. Le aliquote comunali variano significativamente: alcuni Comuni non applicano l’addizionale, altri applicano aliquote progressive fino allo 0,9%.

      Per conoscere l’aliquota specifica del proprio Comune di residenza, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze del MEF o il portale del Comune stesso.

      Novità 2026: nuovi codici e modifiche

      Per l’anno 2026 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di codici tributo IRPEF e modalità di versamento. Vediamo le principali modifiche:

      Riforma IRPEF: nuove aliquote e scaglioni

      Con la Legge di Bilancio 2026 è stata confermata la struttura a tre scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

      • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
      • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
      • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

      Sebbene le aliquote siano rimaste invariate, il calcolo del saldo e degli acconti IRPEF per il 2026 dovrà tenere conto di queste percentuali. I codici tributo (4001, 4033, 4034) restano gli stessi.

      Nuovi codici per regimi speciali

      Sono stati istituiti nuovi codici tributo specifici per particolari categorie di contribuenti o regimi fiscali agevolati. Tra questi:

      • Codici dedicati ai lavoratori impatriati che usufruiscono di agevolazioni fiscali
      • Codici per il regime forfettario (imposta sostitutiva 5% o 15%)
      • Codici per cedolare secca sugli affitti (21% o 10%)

      Per i contribuenti in regime forfettario, l’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) si versa con codici tributo dedicati e non con i codici IRPEF ordinari.

      Modifiche alle addizionali regionali 2026

      Alcune Regioni hanno modificato le aliquote dell’addizionale regionale IRPEF per il 2026. È fondamentale verificare l’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza prima di calcolare saldo e acconti.

      Le modifiche più significative hanno riguardato:

      • Lazio: conferma aliquota progressiva fino al 3,33% per redditi oltre 75.000 euro
      • Piemonte: aliquota confermata al 1,68% (con maggiorazioni progressive)
      • Calabria: conferma aliquota maggiorata per il rientro dal deficit sanitario

      Come compilare correttamente l’F24

      La corretta compilazione del modello F24 è fondamentale per evitare errori nei versamenti IRPEF. Vediamo passo dopo passo come procedere:

      Passo 1: Individuare la sezione corretta

      Per i versamenti IRPEF, utilizza la sezione “Erario” del modello F24. Questa sezione si trova nella parte superiore del modulo e prevede diverse colonne da compilare.

      Passo 2: Inserire il codice tributo

      Nella colonna “codice tributo”, inserisci il codice di 4 cifre corrispondente al tipo di versamento che devi effettuare. Ad esempio:

      • 4001 per il saldo IRPEF
      • 4033 per la prima rata acconto
      • 1989 per il saldo addizionale regionale

      Passo 3: Indicare l’anno di riferimento

      Nella colonna “anno di riferimento”, scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento nel formato AAAA. Ad esempio, per il saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024), scrivi “2024”.

      Passo 4: Compilare l’importo a debito

      Nella colonna “importi a debito versati”, indica la somma da pagare in euro, senza il simbolo dell’euro. Utilizza la virgola per separare i decimali (es. 1.234,56).

      Attenzione: NON compilare la colonna “importi a credito compensati” se stai effettuando un semplice versamento. Questa colonna va utilizzata solo in caso di compensazione di crediti fiscali.

      Esempio pratico di compilazione

      Supponiamo di dover versare:

      • Saldo IRPEF 2024: 1.500,00 euro
      • Prima rata acconto IRPEF 2025: 800,00 euro
      • Saldo addizionale regionale 2024: 200,00 euro

      Il modello F24 verrà compilato con tre righe separate nella sezione Erario:

      Codice tributoAnno rif.Importo a debito
      400120241.500,00
      40332025800,00
      19892024200,00

      Totale da versare: 2.500,00 euro (somma delle tre righe).

      Modalità di pagamento F24

      Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:

      • Home banking: la modalità più comoda, disponibile con tutti i principali istituti bancari
      • F24 web: servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate accessibile dal sito con SPID, CIE o CNS
      • Sportello bancario o postale: solo per importi non superiori a 1.000 euro e in assenza di compensazioni
      • CAF o commercialista: tramite intermediari abilitati

      Per importi superiori a 1.000 euro o in presenza di compensazioni (crediti da scomputare), il versamento deve essere effettuato obbligatoriamente online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking.

      Scadenze pagamento IRPEF 2026

      Conoscere le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze IRPEF per il 2026:

      Scadenze per contribuenti con modello 730

      • 30 giugno 2026: versamento saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024) e prima rata acconto 2026
      • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% (sia saldo che prima rata acconto)
      • 30 novembre 2026: versamento seconda rata acconto IRPEF 2026

      Scadenze per contribuenti con Redditi PF

      • 30 giugno 2026: versamento saldo e prima rata acconto (per chi presenta la dichiarazione entro maggio)
      • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione (per chi presenta entro giugno)
      • 30 novembre 2026: seconda rata acconto

      Rateizzazione dei versamenti

      È possibile rateizzare il pagamento del saldo e della prima rata acconto IRPEF:

      • Prima rata: 30 giugno o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%)
      • Rate successive: dal 16 luglio fino al 16 novembre (con applicazione di interessi mensili)

      Gli interessi per la rateizzazione vengono calcolati con tasso legale (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera dalla scadenza ordinaria fino alla data di versamento effettivo.

      Ravvedimento operoso

      Se hai dimenticato di pagare entro le scadenze, puoi regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, versando:

      • L’imposta dovuta con il codice tributo ordinario
      • Gli interessi calcolati giorno per giorno
      • La sanzione ridotta (dallo 0,1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo)

      Per effettuare il ravvedimento è necessario utilizzare codici tributo specifici per sanzioni e interessi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nel calcolo corretto di tutti gli importi dovuti.

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      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sui codici tributo IRPEF

      Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF?

      Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001. Va utilizzato per versare la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti. Il versamento va effettuato entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) tramite modello F24 indicando l’anno di riferimento corretto.

      Cosa succede se sbaglio il codice tributo?

      Se sbagli il codice tributo, il versamento viene erroneamente attribuito a una diversa tipologia di imposta. Questo puo causare la mancata copertura del debito fiscale corretto e l’applicazione di sanzioni e interessi. È possibile correggere l’errore tramite istanza all’Agenzia delle Entrate o utilizzando il ravvedimento operoso per versare nuovamente con il codice corretto.

      Quando si versa la prima rata acconto IRPEF?

      La prima rata dell’acconto IRPEF (codice 4033) si versa entro il 30 giugno insieme al saldo dell’anno precedente. È possibile versare entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata è pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso. È ammessa la rateizzazione fino a novembre con applicazione di interessi.

      Dove trovo i codici tributo per le addizionali regionali?

      I codici tributo per le addizionali regionali IRPEF sono: 1989 per il saldo, 1990 per la prima rata acconto, 1991 per la seconda rata acconto. Questi codici vanno utilizzati nella sezione Erario del modello F24 indicando lo stesso anno di riferimento utilizzato per l’IRPEF nazionale.

      È obbligatorio versare gli acconti IRPEF?

      Sì, gli acconti IRPEF sono obbligatori se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. Gli acconti servono a rateizzare il carico fiscale durante l’anno. Se non versi gli acconti nei termini previsti, dovrai applicare sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.

      Posso compensare crediti fiscali con l’F24?

      Sì, tramite il modello F24 è possibile compensare crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF da dichiarazione) con debiti di altre imposte. In questo caso va compilata la colonna importi a credito compensati oltre alla colonna importi a debito versati. La compensazione è ammessa solo tramite versamento telematico se l’importo supera 5.000 euro annui.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del 730, il calcolo degli acconti IRPEF e la gestione di tutte le scadenze fiscali.

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        CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

        Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Il modello F24 è il documento che ogni contribuente italiano usa per pagare tasse, imposte, contributi previdenziali e molte altre somme dovute allo Stato. Al suo interno, i codici tributo F24 sono il cuore del sistema: identificano con precisione il tipo di versamento, l’anno di riferimento e la sezione corretta del modello. Senza il codice giusto, il pagamento potrebbe essere attribuito in modo errato — con conseguenti sanzioni o richieste di chiarimento dall’Agenzia delle Entrate.

        In questa guida trovi una spiegazione chiara di come funzionano i codici tributo, una tabella riassuntiva aggiornata al 2026 con i codici più utilizzati, e le istruzioni per compilare il modello F24 senza errori. Abbiamo anche analizzato le risoluzioni più recenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno introdotto nuovi codici tributo nel corso del 2025 e 2026.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24
        2. Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici
        3. Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026
        4. Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo
        5. Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi
        6. Compensazione con il Modello F24: Come Funziona
        7. Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026
        8. Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti
        9. Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24
        10. Come Trovare il Codice Tributo Corretto
        11. Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare
        12. F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio
        13. Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

        Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24

        Il codice tributo è un codice alfanumerico di 4 cifre (a volte accompagnato da lettere) che identifica univocamente la natura del versamento nel modello F24. È, in pratica, il “nome” del pagamento che stai effettuando: ogni tipo di tassa, contributo o imposta ha il suo codice specifico.

        Per capirne l’importanza, immagina di dover pagare l’IRPEF a saldo: senza il codice tributo corretto (1001), l’Agenzia delle Entrate non saprebbe a quale imposta applicare il tuo versamento. Lo stesso vale per l’acconto IRPEF (codice 0100), l’IVA mensile (codice 6001-6012), i contributi INPS e decine di altre voci.

        I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite apposite risoluzioni. Queste risoluzioni, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e sul portale AdE, definiscono il codice, la sezione del modello F24 in cui inserirlo, e le istruzioni operative. Nel corso del 2025-2026 sono state emesse numerose risoluzioni per nuovi adempimenti, agevolazioni fiscali e semplificazioni.

        Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi Codici

        Il modello F24 è suddiviso in diverse sezioni, ognuna destinata a una categoria specifica di versamenti. I codici tributo variano a seconda della sezione utilizzata:

        • Sezione ERARIO: per le imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, addizionali statali). È la sezione più utilizzata dai privati e dalle partite IVA.
        • Sezione REGIONI: per l’addizionale regionale IRPEF e i tributi regionali specifici.
        • Sezione ICI/IMU: per il pagamento dell’IMU, della TASI e di altre imposte sugli immobili (codici che iniziano con 3xxx o 4xxx).
        • Sezione INPS: per i contributi previdenziali, sia dei dipendenti sia degli autonomi (regime forfettario, artigiani, commercianti).
        • Sezione Altri Enti: per versamenti a enti diversi (es. INAIL, ENPAM, Cassa Edile).

        Conoscere la sezione corretta è fondamentale: inserire un codice tributo nella sezione sbagliata invalida il pagamento e può generare sanzioni.

        Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026

        Di seguito la tabella riepilogativa dei codici tributo più comuni, suddivisi per categoria di versamento:

        CodiceDescrizioneSezione F24Rif. Anno
        IRPEF e Imposte sui Redditi
        1001IRPEF – saldoErarioAnno d’imposta
        0100IRPEF – acconto prima rataErarioAnno di versamento
        0200IRPEF – acconto seconda rata o acconto unicoErarioAnno di versamento
        1800IRES – saldoErarioAnno d’imposta
        2002IRES – acconto prima rataErarioAnno di versamento
        IVA
        6001-6012IVA mensile (6001 = gennaio, 6012 = dicembre)ErarioAnno d’imposta
        6031-6034IVA trimestrale (6031 = I trim., 6032 = II, 6033 = III, 6034 = IV)ErarioAnno d’imposta
        6099IVA – saldo annualeErarioAnno d’imposta
        6013IVA – acconto dicembreErarioAnno d’imposta
        Imposta Sostitutiva (Regime Forfettario)
        1790Imposta sostitutiva regime forfettario – saldoErarioAnno d’imposta
        1791Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rataErarioAnno di versamento
        1792Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rataErarioAnno di versamento
        IMU e Tributi Locali
        3912IMU – abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenzeICI/IMUAnno d’imposta
        3918IMU – altri fabbricatiICI/IMUAnno d’imposta
        3914IMU – terreni agricoliICI/IMUAnno d’imposta
        3916IMU – aree fabbricabiliICI/IMUAnno d’imposta
        Contributi INPS
        0901Contributi INPS artigiani – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
        0903Contributi INPS commercianti – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale
        0902Contributi INPS artigiani – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
        0904Contributi INPS commercianti – eccedenza sul minimaleINPSSaldo
        2521Contributi INPS gestione separata – compenso lavoro autonomoINPSAnno d’imposta
        2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPSAnno di versamento
        Ritenute alla Fonte
        1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioniErarioMese di riferimento
        1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiErarioMese di riferimento
        1030Ritenute su redditi di lavoro dipendente (tempo determinato)ErarioMese di riferimento
        Cedolare Secca
        1840Cedolare secca – saldo (aliquota 21% o 10% per canone concordato)ErarioAnno d’imposta
        1841Cedolare secca – acconto prima rataErarioAnno di versamento
        1842Cedolare secca – acconto seconda rataErarioAnno di versamento

        Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici Tributo

        L’Agenzia delle Entrate emette periodicamente risoluzioni per istituire nuovi codici tributo legati a provvedimenti normativi di recente approvazione. Ogni risoluzione descrive in modo preciso il codice, la sua denominazione, la sezione F24 di riferimento e le modalità di utilizzo.

        Nel corso del 2025, alcune delle risoluzioni più significative hanno riguardato:

        • Nuovi codici per la rottamazione delle cartelle: con l’introduzione delle rate della rottamazione quinquies (sanatoria dei carichi affidati all’Agente della Riscossione), sono stati istituiti specifici codici tributo da utilizzare nella sezione Erario del modello F24. Le risoluzioni AdE hanno aggiornato le istruzioni per ogni rata di pagamento.
        • Codici per la tregua fiscale e il ravvedimento speciale: nell’ambito delle misure di pace fiscale previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono stati introdotti codici tributo dedicati per la regolarizzazione spontanea di violazioni tributarie (ravvedimento operoso speciale, concordato preventivo biennale).
        • Codici per il concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al CPB per gli anni 2024-2025 devono versare l’imposta sostitutiva tramite codici tributo specifici istituiti dall’AdE nel 2024-2025.
        • Codici per agevolazioni settoriali: nuovi incentivi (crediti d’imposta per investimenti, ZES unica Sud, Transizione 5.0) hanno richiesto l’istituzione di codici tributo ad hoc per il corretto utilizzo in compensazione tramite F24.

        Per restare aggiornato sulle risoluzioni più recenti, ti consigliamo di consultare regolarmente la sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” del portale agenziaentrate.gov.it oppure di iscriverti alla nostra newsletter qui sopra.

        Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai Campi

        Compilare correttamente il modello F24 non è difficile, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i campi principali da compilare nella sezione Erario (la più utilizzata):

        • Codice tributo: il codice a 4 cifre che identifica il tipo di pagamento (es. 1790 per l’imposta sostitutiva del forfettario).
        • Rateazione/Regione/Prov.: indica il numero di rata se stai pagando a rate (es. 0101 = prima rata su una, 0103 = prima rata su tre), oppure lascia vuoto se paghi in unica soluzione.
        • Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il tributo. Per l’IRPEF a saldo 2025 (da pagare nel 2026) si indica 2025; per gli acconti 2026 si indica 2026.
        • Importi a debito versati: la somma che stai pagando.
        • Importi a credito compensati: eventuali crediti che stai utilizzando in compensazione.

        Esempio pratico: Supponiamo che Luca, libero professionista con regime forfettario, debba pagare il saldo dell’imposta sostitutiva per il 2025 entro il 30 giugno 2026. Il suo F24 avrà:

        • Sezione: Erario
        • Codice tributo: 1790 (imposta sostitutiva forfettario – saldo)
        • Anno di riferimento: 2025
        • Importo a debito: [importo calcolato]

        Compensazione con il Modello F24: Come Funziona

        Una delle caratteristiche più utili del modello F24 è la possibilità di utilizzare i crediti tributari in compensazione: invece di pagare l’intero importo dovuto, puoi scalare i crediti che vanti verso il fisco (es. crediti IVA, crediti IRPEF da rimborso, crediti d’imposta per investimenti).

        La compensazione funziona così:

        • Compensazione orizzontale: puoi usare un credito di un’imposta per pagarne un’altra (es. credito IVA per pagare IRPEF). Ammessa fino a 2 milioni di euro annui per i crediti fiscali (limite portato a 2 milioni dalla L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025).
        • Compensazione verticale: usi il credito della stessa imposta (es. IVA a credito di un periodo per compensare IVA a debito del periodo successivo).
        • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro (IVA) o 5.000 euro (altri tributi) è obbligatorio il visto di conformità apposto da un CAF o un professionista abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questo adempimento.

        Attenzione: dal 2024 è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica quando si utilizza la compensazione (anche se il saldo netto è zero). Non è più possibile presentarlo in forma cartacea in questi casi.

        Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026

        I contribuenti in regime forfettario hanno codici tributo specifici per il versamento dell’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i nuovi contribuenti nei primi 5 anni). Ecco una guida pratica:

        CodiceDescrizioneScadenza 2026
        1790Imposta sostitutiva forfettario – saldo anno precedente30 giugno 2026 (con proroga possibile al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)
        1791Imposta sostitutiva forfettario – acconto 1ª rata (40%)30 giugno 2026
        1792Imposta sostitutiva forfettario – acconto 2ª rata (60%)30 novembre 2026

        Nota importante per il 2026: i contribuenti forfettari devono versare gli acconti con il metodo storico (basato sull’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale (basato al reddito atteso). Se hai dubbi su quale metodo conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo corretto e a compilare il modello F24.

        Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi Professionisti

        I liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi tramite F24 con i seguenti codici:

        CodiceDescrizioneSezione
        2521Contributi INPS gestione separata – saldo compenso lavoro autonomoINPS
        2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPS
        2523Contributi INPS gestione separata – acconto seconda rataINPS

        L’aliquota contributiva della Gestione Separata per il 2026 è del 26,07% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, e del 24% per i soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse. Ricorda di indicare sempre l’anno di riferimento nel campo apposito del modello F24.

        Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24

        Gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il modello F24 riguardano proprio i codici tributo. Ecco i più comuni e come evitarli:

        • Codice tributo sbagliato per la sezione: inserire un codice IMU (es. 3916) nella sezione Erario invece che nella sezione ICI/IMU. Il sistema telematico di solito blocca l’operazione, ma meglio verificare prima.
        • Anno di riferimento errato: per il saldo IRPEF 2025 (da pagare nel 2026) si deve indicare 2025, non 2026. Per gli acconti 2026 si indica 2026. Confondere i due può portare a versamenti non imputati correttamente.
        • Rateazione non compilata: se si paga a rate (es. 3 rate), il campo rateazione deve riportare il codice corretto (0101 = prima rata su una, 0103 = prima di tre, 0203 = seconda di tre, ecc.).
        • Compensazione senza visto: usare crediti superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità è sanzionabile. Rivolgiti sempre a un CAF o commercialista abilitato.
        • Inversione debito/credito: mettere l’importo nella colonna sbagliata (a debito invece di a credito, o viceversa) può causare problemi seri. Verifica sempre prima di inviare.

        Come Trovare il Codice Tributo Corretto

        Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, hai diverse opzioni:

        • Portale AdE: la sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene le istruzioni complete e la lista dei codici tributo aggiornata.
        • Software di compilazione F24: il servizio telematico dell’AdE (F24 online) propone automaticamente i codici tributo in base al tipo di versamento selezionato.
        • Risoluzione AdE di riferimento: ogni nuovo codice tributo è istituito con una risoluzione numerata. Puoi cercare la risoluzione specifica sul portale normativa dell’AdE.
        • CAF o commercialista: la soluzione più sicura. Un operatore qualificato verifica che tutto sia corretto prima dell’invio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la compilazione del modello F24 e la gestione delle scadenze fiscali.

        Scadenze F24 del 2026: le Date da Ricordare

        Oltre al codice tributo, è fondamentale rispettare le scadenze di versamento. Ecco le principali date del 2026 che interessano privati e partite IVA:

        • 16 di ogni mese: versamento ritenute, contributi INPS dipendenti, IVA mensile del mese precedente.
        • 16 marzo 2026: IVA annuale – saldo (con codice 6099).
        • 16 aprile, 16 luglio, 16 settembre, 16 dicembre 2026: IVA trimestrale (per contribuenti trimestrali).
        • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026 + saldo/acconto imposta sostitutiva forfettario. Possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%.
        • 1 dicembre 2026: secondo acconto IRPEF (ufficialmente confermato da calendario AdE).
        • 16 giugno e 16 dicembre 2026: rate IMU (acconto e saldo).

        Puoi trovare il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026 nel nostro articolo dedicato: Scadenze fiscali di luglio 2026: tutte le date per privati, imprese e Partite IVA.

        F24 a Saldo Zero: Quando è Obbligatorio

        In alcuni casi, il modello F24 deve essere presentato anche quando il totale da versare è zero euro. Questo accade tipicamente quando si utilizza la compensazione integrale: l’importo a credito compensa completamente l’importo a debito, e il saldo finale è zero.

        In questi casi:

        • Il modello F24 deve essere presentato obbligatoriamente per via telematica (non può essere presentato in forma cartacea o allo sportello bancario).
        • L’F24 a zero può essere inviato solo tramite i servizi telematici dell’AdE (Fisconline/Entratel) o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).
        • Le banche e Poste non accettano F24 a saldo zero.

        Domande Frequenti sui Codici Tributo F24

        Dove trovo la lista aggiornata dei codici tributo F24?

        La lista ufficiale e aggiornata dei codici tributo è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), nella sezione dedicata al modello F24. Ogni nuovo codice viene istituito con una risoluzione numerata che puoi consultare nella sezione “Normativa e prassi”. In alternativa, i principali software di compilazione F24 aggiornano automaticamente i codici disponibili.

        Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?

        Se hai usato un codice tributo errato, il versamento potrebbe essere imputato a un tributo diverso da quello dovuto, oppure potrebbe risultare non lavorabile da parte dell’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi puoi presentare una richiesta di correzione (istanza di correzione dati F24) all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione che prova l’errore materiale. È consigliabile agire tempestivamente per evitare che vengano emesse cartelle esattoriali per il tributo non versato.

        Posso pagare il modello F24 in banca senza essere correntista?

        Sì, è possibile pagare il modello F24 cartaceo allo sportello bancario o postale anche senza essere correntista, purché il saldo da versare sia superiore a zero e non si utilizzi la compensazione. Se invece il saldo è zero (per compensazione integrale) oppure l’importo supera 1.000 euro in alcuni casi specifici, è obbligatorio il pagamento telematico.

        Come funziona il codice tributo per il ravvedimento operoso?

        Quando si regolarizza spontaneamente un pagamento omesso o tardivo tramite ravvedimento operoso, si usa lo stesso codice tributo del versamento originario, a cui si aggiungono ulteriori righe per gli interessi (codice tributo 1989 per interessi da ravvedimento su imposte erariali) e le sanzioni ridotte (vari codici in base al tipo di sanzione). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare correttamente l’importo del ravvedimento e a compilare il modello F24 in modo corretto.

        Qual è il codice tributo per pagare l’INPS gestione separata?

        I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, freelance, professionisti senza cassa) usano i codici: 2521 (saldo), 2522 (acconto prima rata), 2523 (acconto seconda rata). Questi vanno inseriti nella sezione INPS del modello F24, indicando nell’apposito campo il codice sede INPS di competenza e la matricola INPS.

        I nuovi codici tributo 2026 dove vengono pubblicati?

        I nuovi codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite risoluzioni ufficiali, pubblicate sul portale agenziaentrate.gov.it nella sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ogni risoluzione riporta il numero progressivo, la data di emissione, la denominazione del nuovo codice, la sezione F24 di riferimento e le istruzioni per l’utilizzo corretto. È buona pratica verificare sempre che il codice che si intende utilizzare sia quello più aggiornato, soprattutto per versamenti legati a nuovi adempimenti o agevolazioni di recente istituzione.

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        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del modello F24, la gestione della compensazione tributaria e l’aggiornamento sui nuovi codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

        Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 03:04:252026-07-03 07:53:42Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE
        CAF

        Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Calendario completo scadenze luglio 2026
        2. 16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute
        3. 16 luglio: IVA mensile giugno 2026
        4. 16 luglio: contributi INPS gestione separata
        5. 20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026
        6. 30 luglio: saldo IRPEF con maggiorazione 0,40%
        7. 30 luglio: diritto annuale CCIAA con maggiorazione
        8. Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio
        9. Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi
        10. FAQ – Domande frequenti

        Il mese di luglio 2026 è uno dei periodi più impegnativi dell’anno dal punto di vista fiscale. Si concentrano in poche settimane il versamento delle ritenute IRPEF, l’IVA mensile, i contributi INPS e, soprattutto, il saldo IRPEF con maggiorazione dello 0,40% per chi ha differito il pagamento dalla scadenza del 30 giugno. A questi si aggiungono la comunicazione LIPE del secondo trimestre e il diritto annuale alla Camera di Commercio.

        In questa guida completa, aggiornata alle ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS, troverai il calendario dettagliato delle scadenze fiscali di luglio 2026 con date, codici tributo, importi e indicazioni pratiche per non dimenticare nessun adempimento. Se hai bisogno di assistenza per i versamenti o la dichiarazione dei redditi, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

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        Calendario completo scadenze fiscali luglio 2026

        Ecco il calendario dettagliato di tutte le principali scadenze fiscali del mese di luglio 2026, organizzato giorno per giorno secondo lo Scadenzario ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Tieni presente che quando una scadenza cade di sabato o domenica, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

        DataAdempimentoChi deve adempiereCodice Tributo
        16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro dipendenteDatori di lavoro, sostituti d’imposta1001
        16 luglioVersamento ritenute IRPEF lavoro autonomoCommittenti che pagano professionisti1040
        16 luglioVersamento IVA mensile (giugno 2026)Contribuenti IVA mensili6006
        16 luglioVersamento IVA II trimestre 2026Contribuenti IVA trimestrali6032
        16 luglioContributi INPS gestione separata (rata)Committenti per collaboratoriCXX / C10
        16 luglioAddizionali regionali e comunali IRPEFDatori di lavoro3802 / 3848
        20 luglioLIPE – Comunicazione liquidazioni periodiche IVA (II trimestre)Soggetti passivi IVA–
        25 luglioPresentazione modelli INTRASTAT (giugno o II trimestre)Operatori intracomunitari–
        30 luglioSaldo IRPEF + primo acconto con maggiorazione 0,40%Chi ha differito dal 30 giugno4001 / 4033
        30 luglioSaldo cedolare secca con maggiorazione 0,40%Locatori che hanno differito1842
        30 luglioImposta sostitutiva regime forfettario con maggiorazione 0,40%Forfettari che hanno differito1790 / 1791
        30 luglioDiritto annuale CCIAA con maggiorazione 0,40%Imprese iscritte al Registro3850
        30 luglioIVIE e IVAFE con maggiorazione 0,40%Titolari immobili/attività estere4041 / 4043
        31 luglioPresentazione Modello 770 (ritenute anno 2025)Sostituti d’imposta–

        16 luglio: versamenti IRPEF e ritenute

        Il 16 luglio 2026 è la prima data cruciale del mese. Entro questo giorno, tutti i datori di lavoro e sostituti d’imposta devono effettuare il versamento delle ritenute operate nel mese di giugno sulle retribuzioni dei dipendenti e sui compensi dei lavoratori autonomi. Si tratta di un adempimento mensile ricorrente, ma è fondamentale non sottovalutarlo: i ritardi comportano sanzioni e interessi.

        Le ritenute IRPEF sul lavoro dipendente si versano con il codice tributo 1001 tramite modello F24. Per i compensi ai lavoratori autonomi (ad esempio consulenti, professionisti, collaboratori occasionali), il codice tributo da utilizzare è il 1040. In entrambi i casi, il periodo di riferimento da indicare nell’F24 è “06/2026”.

        Oltre alle ritenute IRPEF, il 16 luglio scadono anche le addizionali regionali e comunali trattenute in busta paga. Le addizionali regionali si versano con codice tributo 3802, mentre quelle comunali con il 3848. Ricorda che le addizionali comunali prevedono anche un eventuale acconto (codice 3847) che va versato mensilmente da marzo a novembre.

        Attenzione: il versamento deve essere effettuato esclusivamente tramite modello F24 telematico (Entratel o Fisconline). I datori di lavoro domestici (colf e badanti) non sono sostituti d’imposta e quindi non devono effettuare queste ritenute.

        16 luglio: IVA mensile giugno 2026

        Sempre entro il 16 luglio, i contribuenti con liquidazione IVA mensile devono versare l’imposta risultante dalla liquidazione relativa al mese di giugno 2026. Il codice tributo è il 6006 (dove le ultime due cifre indicano il mese di riferimento: 06 = giugno).

        Per i contribuenti IVA trimestrali, luglio rappresenta un mese particolarmente importante perché scade il versamento dell’IVA relativa al secondo trimestre 2026 (aprile-maggio-giugno). Il codice tributo da utilizzare è il 6032. A differenza del versamento mensile, l’IVA trimestrale prevede una maggiorazione dell’1% a titolo di interessi, calcolata sull’importo dovuto.

        Chi opera in regime forfettario è esonerato dalla liquidazione periodica IVA e quindi non ha questo adempimento. Tuttavia, i forfettari che hanno differito il pagamento dell’imposta sostitutiva dal 30 giugno dovranno versarla entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40%.

        16 luglio: contributi INPS gestione separata

        Il 16 luglio 2026 è anche il termine per il versamento dei contributi INPS alla gestione separata relativi ai compensi erogati nel mese di giugno. Questo adempimento riguarda i committenti che utilizzano collaboratori iscritti alla gestione separata INPS, ma anche i liberi professionisti senza cassa previdenziale propria.

        Le aliquote contributive 2026 per la gestione separata sono:

        • 26,07% per i collaboratori non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
        • 24% per i professionisti titolari di partita IVA iscritti alla gestione separata
        • 35,03% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie (per i quali è prevista anche la contribuzione DIS-COLL)

        Il versamento si effettua con modello F24 utilizzando i codici tributo della serie “CXX” o “C10”. Un aspetto importante: per i collaboratori, il contributo è ripartito per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del collaboratore, ma il versamento deve essere effettuato interamente dal committente.

        20 luglio: LIPE secondo trimestre 2026

        Entro il 20 luglio 2026 (termine ordinario, salvo proroghe), i soggetti passivi IVA devono inviare la Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre (aprile-maggio-giugno 2026). Si tratta di un adempimento telematico obbligatorio introdotto dal DL 193/2016 per consentire all’Agenzia delle Entrate di incrociare i dati dichiarati con quelli effettivamente versati.

        La LIPE deve essere trasmessa in via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Nel modulo occorre indicare il totale delle operazioni attive e passive, l’IVA a debito o a credito risultante dalla liquidazione e l’eventuale credito del periodo precedente.

        La mancata o tardiva presentazione della LIPE comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro per ciascuna comunicazione. Tuttavia, se l’invio avviene entro 15 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà (da 250 a 1.000 euro). Il ravvedimento operoso permette di ridurre ulteriormente l’importo della sanzione.

        30 luglio: saldo IRPEF e primo acconto con maggiorazione 0,40%

        Il 30 luglio 2026 è la scadenza più importante del mese per milioni di contribuenti. Chi non ha versato il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 giugno, può farlo entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo. Non si tratta di una sanzione, ma di un interesse legittimo per il differimento del pagamento di 30 giorni.

        La maggiorazione dello 0,40% si applica sull’intero importo dovuto, compreso il primo acconto. In pratica, se devi versare 3.000 euro di saldo IRPEF, la maggiorazione sarà di soli 12 euro (3.000 x 0,40%). I codici tributo da utilizzare nel modello F24 sono:

        • 4001 – Saldo IRPEF (anno d’imposta 2025)
        • 4033 – Primo acconto IRPEF (anno d’imposta 2026)
        • 4034 – Secondo o unico acconto IRPEF (se versato con il saldo)

        La stessa maggiorazione si applica anche alle imposte sostitutive che scadevano al 30 giugno. Quindi, anche i contribuenti in regime forfettario che non hanno versato al 30 giugno possono pagare entro il 30 luglio con lo 0,40% in più. I codici tributo per i forfettari sono il 1790 (saldo imposta sostitutiva) e il 1791 (primo acconto).

        Consiglio pratico: se hai presentato il Modello 730 con sostituto d’imposta, il saldo e gli acconti vengono trattenuti direttamente in busta paga o dalla pensione. In quel caso, non devi fare nulla a luglio. La maggiorazione riguarda solo chi paga con F24 (Modello Redditi PF).

        Per chi ha la cedolare secca sugli affitti, il 30 luglio è il termine per versare il saldo con maggiorazione utilizzando il codice tributo 1842. Anche le imposte patrimoniali sugli immobili esteri (IVIE, codice 4041) e sulle attività finanziarie estere (IVAFE, codice 4043) seguono la stessa tempistica.

        30 luglio: diritto annuale Camera di Commercio con maggiorazione

        Le imprese iscritte al Registro delle Imprese che non hanno versato il diritto annuale alla Camera di Commercio entro il 30 giugno, possono farlo entro il 30 luglio 2026 con la consueta maggiorazione dello 0,40%. Il diritto annuale CCIAA è un tributo obbligatorio per tutte le imprese e si versa con il codice tributo 3850 tramite modello F24.

        L’importo del diritto annuale varia in base alla forma giuridica e al fatturato dell’impresa. Le ditte individuali versano un importo fisso (generalmente 53 euro per le sedi principali, più eventuali maggiorazioni regionali), mentre le società pagano in base a scaglioni di fatturato. Per conoscere l’importo esatto dovuto dalla tua impresa, puoi consultare il sito della tua Camera di Commercio territoriale o rivolgerti al CAF Centro Fiscale.

        Contributi colf e badanti: nessuna scadenza a luglio

        Buone notizie per i datori di lavoro domestico: a luglio 2026 non ci sono scadenze per il versamento dei contributi di colf, badanti e babysitter. I contributi INPS per il lavoro domestico si versano trimestralmente con scadenze fisse:

        • 10 aprile – contributi I trimestre (gennaio-marzo)
        • 10 luglio – contributi II trimestre (aprile-giugno)
        • 10 ottobre – contributi III trimestre (luglio-settembre)
        • 10 gennaio – contributi IV trimestre (ottobre-dicembre)

        La scadenza del 10 luglio per il II trimestre è già passata al momento in cui leggi questa guida (se la consulti dopo il 10 luglio). La prossima scadenza per i contributi domestici sarà il 10 ottobre 2026. Il pagamento avviene tramite il Portale dei pagamenti INPS, bollettino MAV oppure avviso pagoPA. Se hai bisogno di assistenza per calcolare l’importo dei contributi della tua colf o badante, il CAF Centro Fiscale può aiutarti.

        Modello Redditi PF 2026: conviene prepararsi già a luglio

        Anche se la scadenza per l’invio del Modello Redditi PF 2026 (relativo ai redditi 2025) è fissata al 30 novembre 2026, luglio è il momento ideale per iniziare a preparare la documentazione. Chi ha versato il saldo IRPEF con maggiorazione entro il 30 luglio ha ormai definito gli importi dovuti, e predisporre il modello in anticipo permette di evitare la corsa dell’ultimo minuto.

        Il Modello Redditi PF è obbligatorio per chi non può presentare il Modello 730, ovvero:

        • Titolari di partita IVA (anche in regime forfettario)
        • Contribuenti con redditi esteri da dichiarare nel Quadro RW
        • Chi possiede criptovalute da dichiarare nel Quadro W
        • Chi ha redditi di natura diversa non gestibili nel 730
        • Contribuenti non residenti in Italia

        Se hai dubbi su quale modello utilizzare o se hai bisogno di assistenza per la compilazione, puoi prenotare un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti guideranno nella scelta del modello più adatto e nella corretta compilazione di tutti i quadri.

        FAQ – Domande frequenti sulle scadenze fiscali di luglio 2026

        Cosa succede se non pago l’IRPEF entro il 30 luglio con maggiorazione?

        Se non versi entro il 30 luglio, il pagamento diventa tardivo e scattano le sanzioni per omesso versamento (30% dell’importo non versato, riducibile con il ravvedimento operoso). Fino al 30 luglio, invece, paghi solo lo 0,40% in più senza alcuna sanzione. Conviene quindi rispettare questa scadenza per evitare costi molto più elevati.

        La maggiorazione dello 0,40% si applica anche agli acconti?

        Sì, la maggiorazione dello 0,40% si applica a tutti gli importi che avevano scadenza al 30 giugno e vengono differiti al 30 luglio, compresi il saldo, il primo acconto IRPEF, l’imposta sostitutiva dei forfettari e le imposte patrimoniali estere (IVIE e IVAFE).

        Devo pagare i contributi della badante a luglio?

        La scadenza dei contributi INPS per colf e badanti del secondo trimestre è il 10 luglio. Se stai leggendo questa guida prima di tale data, ricordati di effettuare il pagamento. La prossima scadenza successiva sarà il 10 ottobre 2026 per il terzo trimestre.

        Cos’è la LIPE e chi deve inviarla?

        La LIPE (Comunicazione delle Liquidazioni Periodiche IVA) è un adempimento telematico trimestrale obbligatorio per tutti i soggetti passivi IVA. Serve a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati delle liquidazioni IVA effettuate nel trimestre. La scadenza per il secondo trimestre 2026 è il 20 luglio (salvo proroghe). Sono esonerati i contribuenti in regime forfettario e i contribuenti minimi.

        Posso rateizzare il saldo IRPEF di luglio?

        Sì, è possibile rateizzare il saldo IRPEF e il primo acconto. Se scegli di differire al 30 luglio con maggiorazione, puoi comunque pagare a rate. La prima rata scade il 30 luglio (con lo 0,40% sull’intero importo), e le rate successive scadono il 16 di ogni mese, con interessi del 4% annuo calcolati dal giorno del differimento. L’ultima rata non può andare oltre il 16 novembre 2026.

        Entro quando devo inviare il Modello Redditi PF 2026?

        Il termine per l’invio telematico del Modello Redditi PF 2026 (redditi 2025) è il 30 novembre 2026. Tuttavia, i versamenti delle imposte (saldo e acconti) hanno scadenze anticipate: 30 giugno (ordinaria) o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%). È quindi consigliabile predisporre il modello in anticipo per calcolare correttamente gli importi dovuti.

        Hai bisogno di assistenza per le scadenze di luglio?

        Le scadenze fiscali di luglio 2026 sono numerose e complesse. Tra ritenute, IVA, contributi, maggiorazioni e comunicazioni telematiche, il rischio di dimenticare un adempimento è concreto. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per aiutarti con:

        • Calcolo e versamento del saldo IRPEF con maggiorazione
        • Compilazione e invio della LIPE trimestrale
        • Predisposizione del Modello Redditi PF
        • Calcolo dei contributi INPS e consulenza previdenziale
        • Assistenza per F24 e codici tributo
        Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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          Giugno 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-22 14:00:002026-04-18 10:23:27Scadenze Fiscali Luglio 2026: Calendario Completo IRPEF, IVA, Contributi e Modello Redditi
          CAF

          Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          I codici tributo F24 sono codici numerici a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni imposta, contributo o sanzione da versare con il Modello F24. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, con il rischio di ricevere cartelle esattoriali e sanzioni. In questa guida trovi l’elenco completo e aggiornato al 2026 dei codici tributo più utilizzati, suddivisi per categoria.

          Per una panoramica generale su come compilare il Modello F24, consulta la nostra guida completa alla compilazione F24 2026.

          Indice dei contenuti

          1. Cosa Sono i Codici Tributo
          2. Codici Tributo IRPEF
          3. Codici Tributo IMU 2026
          4. Codici Tributo IVA
          5. Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali
          6. Codici Tributo Regime Forfettario
          7. Codici Tributo per Ravvedimento Operoso
          8. Codici Tributo INPS e Contributi
          9. Come Trovare il Codice Tributo Giusto
          10. Domande Frequenti (FAQ)

          Cosa Sono i Codici Tributo

          Il codice tributo è un numero composto da 4 cifre che l’Agenzia delle Entrate assegna a ogni tipo di versamento fiscale. Quando compili il Modello F24, devi inserire il codice tributo corretto nella sezione appropriata (Erario, Regioni, IMU, INPS) per identificare esattamente quale imposta stai pagando.

          I codici tributo vengono istituiti con risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e possono cambiare nel tempo. Per questo è fondamentale consultare sempre l’elenco aggiornato prima di effettuare un versamento. Un errore nel codice tributo non annulla il pagamento, ma lo attribuisce all’imposta sbagliata, costringendoti a presentare un’istanza di correzione.

          Codici Tributo IRPEF

          L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è l’imposta principale che ogni contribuente versa in base al proprio reddito. Ecco i codici tributo più usati per i versamenti IRPEF nel 2026:

          Saldo e acconti IRPEF:

          • 4001 – IRPEF saldo (versamento a saldo dell’anno precedente)
          • 4033 – IRPEF acconto prima rata (40% dell’acconto, scadenza 30 giugno)
          • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione (60% dell’acconto, scadenza 30 novembre)

          Ritenute d’acconto:

          • 1040 – Ritenute su redditi di lavoro autonomo, compensi per l’esercizio di arti e professioni
          • 1001 – Ritenute su retribuzioni, pensioni, trasferte, mensilità aggiuntive
          • 1002 – Ritenute su emolumenti arretrati
          • 1012 – Ritenute su indennità per cessazione rapporto di lavoro

          Cedolare secca:

          • 1840 – Cedolare secca locazioni – acconto prima rata
          • 1841 – Cedolare secca locazioni – acconto seconda rata o unica soluzione
          • 1842 – Cedolare secca locazioni – saldo

          Rateizzazione e interessi:

          • 1668 – Interessi pagamento dilazionato importi rateizzabili sezione Erario
          • 4033 con rateazione – Se paghi l’acconto IRPEF a rate, indica la rata nel campo “Rateazione”

          Codici Tributo IMU 2026

          L’IMU (Imposta Municipale Unica) si versa nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24. I codici variano in base alla tipologia di immobile. Per il calcolo dell’imposta, consulta la nostra guida sul calcolo IMU 2026.

          • 3912 – IMU abitazione principale e pertinenze (solo categorie A/1, A/8, A/9)
          • 3914 – IMU terreni
          • 3916 – IMU aree fabbricabili
          • 3918 – IMU altri fabbricati (il più comune: seconde case, uffici, negozi)
          • 3925 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Stato
          • 3930 – IMU immobili a uso produttivo categoria D – quota Comune

          Ricorda: per l’IMU devi indicare anche il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (ad esempio L483 per Udine) e barrare la casella “Acconto” o “Saldo” a seconda del versamento.

          Codici Tributo IVA

          I versamenti IVA si effettuano nella sezione Erario del Modello F24. La periodicità dipende dal volume d’affari: mensile (per chi supera una certa soglia) o trimestrale.

          Versamenti periodici IVA:

          • 6001 – 6012 – IVA mensile (da gennaio a dicembre: 6001 per gennaio, 6002 per febbraio, ecc.)
          • 6031 – IVA 1 trimestre
          • 6032 – IVA 2 trimestre
          • 6033 – IVA 3 trimestre
          • 6034 – IVA 4 trimestre (solo per particolari categorie)
          • 6035 – IVA acconto (scadenza 27 dicembre)

          Versamento annuale e altri:

          • 6099 – Versamento IVA sulla base della dichiarazione annuale
          • 6494 – IVA da adeguamento agli studi di settore
          • 6497 – IVA da adeguamento agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA)

          Codici Tributo Addizionali Regionali e Comunali

          Le addizionali IRPEF sono imposte aggiuntive che si versano alla Regione e al Comune di residenza. Si compilano rispettivamente nella sezione “Regioni” e nella sezione “IMU e altri tributi locali” del Modello F24.

          Addizionale regionale:

          • 3801 – Addizionale regionale all’IRPEF (la più comune)
          • 3805 – Interessi pagamento dilazionato addizionale regionale

          Addizionale comunale:

          • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
          • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
          • 3848 – Addizionale comunale IRPEF – interessi pagamento dilazionato

          Codici Tributo Regime Forfettario

          Chi aderisce al regime forfettario versa un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, IRAP e addizionali. L’aliquota è del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività).

          • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
          • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata o unica soluzione
          • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo

          Questi codici vanno inseriti nella sezione Erario del Modello F24, indicando l’anno di riferimento dell’imposta.

          Codici Tributo per Ravvedimento Operoso

          Il ravvedimento operoso permette di regolarizzare versamenti omessi o tardivi pagando sanzioni ridotte e interessi legali. Oltre al codice del tributo originario, servono codici specifici per le sanzioni e gli interessi:

          • 8901 – Sanzione pecuniaria IRPEF
          • 8902 – Sanzione pecuniaria addizionale regionale IRPEF
          • 8903 – Sanzione pecuniaria addizionale comunale IRPEF
          • 8904 – Sanzione pecuniaria IVA
          • 8906 – Sanzione pecuniaria sostituti d’imposta
          • 8907 – Sanzione pecuniaria IRAP
          • 1989 – Interessi sul ravvedimento – IRPEF
          • 1990 – Interessi sul ravvedimento – addizionale regionale
          • 1991 – Interessi sul ravvedimento – addizionale comunale
          • 1993 – Interessi sul ravvedimento – IVA

          Quando effettui un ravvedimento, compili 3 righe nella stessa sezione: una per il tributo originario, una per la sanzione (codice 89xx) e una per gli interessi (codice 19xx). L’anno di riferimento è sempre quello dell’imposta originaria, non quello in cui fai il pagamento.

          Codici Tributo INPS e Contributi

          I contributi previdenziali INPS si versano nella sezione apposita del Modello F24. Non hanno un codice tributo a 4 cifre come le imposte, ma utilizzano una causale contributo (sigla alfanumerica):

          • DM10 – Contributi lavoratori dipendenti
          • RC01 – Contributi gestione separata – committenti
          • PXX – Contributi gestione separata – professionisti
          • AF – Contributi artigiani – quota fissa
          • CF – Contributi commercianti – quota fissa
          • AP – Contributi artigiani – acconto su eccedenza minimale
          • CP – Contributi commercianti – acconto su eccedenza minimale

          Per i contributi INPS fissi (artigiani e commercianti) le scadenze trimestrali 2026 sono: 16 maggio, 20 agosto, 17 novembre e 16 febbraio 2027. Per la Gestione Separata i versamenti seguono le stesse scadenze delle imposte sui redditi (saldo + acconti).

          Come Trovare il Codice Tributo Giusto

          Se non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, ecco come verificarlo:

          1. Sito dell’Agenzia delle Entrate: nella sezione “Codici tributo” trovi il motore di ricerca ufficiale dove puoi cercare per tipo di imposta, descrizione o codice
          2. Comunicazione dell’ente: l’avviso di pagamento (dell’Agenzia delle Entrate, del Comune o dell’INPS) riporta sempre il codice tributo da utilizzare
          3. Software di compilazione: i software per F24 online (sia bancari che dell’Agenzia) spesso suggeriscono il codice in base alla descrizione del tributo
          4. Consulta il CAF: al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a identificare il codice corretto e a compilare il Modello F24 senza errori

          Consiglio pratico: prima di confermare il pagamento F24 online, ricontrolla sempre il codice tributo con l’avviso di pagamento o con la tabella di riferimento. Correggere un errore richiede tempo e burocrazia che puoi evitare con una semplice verifica.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti (FAQ)

          Dove trovo l’elenco ufficiale dei codici tributo?

          L’elenco ufficiale è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Servizi – Codici tributo”. Viene aggiornato periodicamente con risoluzioni che istituiscono nuovi codici o modificano quelli esistenti.

          Cosa succede se uso un codice tributo sbagliato?

          Il pagamento viene attribuito al tributo corrispondente al codice inserito, non a quello che intendevi pagare. Per correggere l’errore devi presentare un’istanza di correzione all’Agenzia delle Entrate (circ. 29/E/2011). Il tributo “non pagato” potrebbe generare solleciti, ma l’istanza risolve la situazione senza sanzioni aggiuntive se il versamento originale era nei termini.

          I codici tributo cambiano ogni anno?

          La maggior parte dei codici tributo resta stabile nel tempo. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può istituire nuovi codici per nuove imposte o agevolazioni, o sopprimere codici obsoleti. È buona norma verificare sempre prima di effettuare il versamento, specialmente per tributi meno comuni.

          Assistenza per la Compilazione F24

          Non sei sicuro di quale codice tributo usare? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a compilare correttamente il Modello F24 con tutti i codici tributo aggiornati al 2026. Evita errori e sanzioni: contattaci per un appuntamento.

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            Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 09:00:002026-05-31 17:47:53Codici Tributo F24: Elenco Completo e Aggiornato 2026
            CAF

            Codici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026

            aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

            Indice dei contenuti

            1. Cosa sono i codici tributo IRPEF
            2. Il modello F24: struttura e funzionamento
            3. Elenco completo codici tributo IRPEF
            4. Codici per saldo e acconti IRPEF
            5. Codici per ritenute alla fonte
            6. Codici per addizionali regionali e comunali
            7. Novità 2026: nuovi codici e modifiche
            8. Come compilare correttamente l’F24
            9. Scadenze pagamento IRPEF 2026
            10. Domande frequenti

            Il modello F24 è lo strumento fondamentale per il pagamento delle imposte in Italia, e conoscere i codici tributo IRPEF corretti è essenziale per evitare errori che potrebbero causare sanzioni o ritardi nei pagamenti. In questa guida completa analizziamo tutti i codici tributo F24 relativi all’IRPEF, con le novità introdotte nel 2026 e le istruzioni dettagliate per la compilazione.

            Che tu debba versare il saldo IRPEF, gli acconti IRPEF o le addizionali regionali e comunali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente il modello F24 ed effettuare i pagamenti nei termini previsti.

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            Cosa sono i codici tributo IRPEF

            I codici tributo sono codici numerici di 4 cifre che identificano in modo univoco la tipologia di imposta o contributo da versare tramite il modello F24. Per quanto riguarda l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), esistono diversi codici tributo che corrispondono a differenti tipologie di pagamento.

            Ogni codice tributo IRPEF ha una funzione specifica e deve essere utilizzato nel contesto corretto: versare il codice sbagliato può comportare l’errato accredito del pagamento, con conseguenti problematiche fiscali e l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.

            I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite specifiche Risoluzioni e sono periodicamente aggiornati per adeguarsi alle modifiche normative. È fondamentale consultare sempre la documentazione ufficiale più recente per verificare eventuali variazioni.

            Il modello F24: struttura e funzionamento

            Il modello F24 è il documento unificato per il pagamento di imposte, tributi e contributi. Si compone di diverse sezioni, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di versamenti:

            • Sezione Erario: per il versamento di imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive) e IVA
            • Sezione INPS: per contributi previdenziali e assistenziali
            • Sezione Regioni: per tributi regionali (IRAP, tasse automobilistiche, ecc.)
            • Sezione IMU e altri tributi locali: per imposte comunali
            • Sezione Altri enti previdenziali e assicurativi: per contributi a enti diversi dall’INPS

            Per i versamenti IRPEF, la compilazione avviene principalmente nella sezione Erario, dove vanno indicati:

            • Codice tributo: il codice di 4 cifre specifico (es. 4001 per il saldo IRPEF)
            • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento (formato AAAA)
            • Importo a debito versato: la somma da pagare
            • Codice ufficio: eventuale codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (spesso non necessario)
            • Codice atto: utilizzato in caso di ravvedimento operoso o versamenti a seguito di controlli

            Il modello F24 può essere compilato e pagato in diverse modalità: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online), attraverso home banking, oppure presso sportelli bancari e postali (limitatamente ad alcuni casi specifici).

            Elenco completo codici tributo IRPEF

            Di seguito la tabella completa dei principali codici tributo IRPEF utilizzati per i versamenti tramite modello F24. I codici sono suddivisi per tipologia di pagamento:

            Codice TributoDescrizioneUtilizzo
            4001Saldo IRPEFVersamento del saldo annuale dell’imposta
            4033Prima rata acconto IRPEFAcconto del 40% (giugno/luglio)
            4034Seconda rata acconto IRPEFAcconto del 60% (novembre)
            1989Addizionale regionale IRPEF – SaldoSaldo addizionale regionale
            1990Addizionale regionale IRPEF – Prima rata accontoPrima rata acconto regionale
            1991Addizionale regionale IRPEF – Seconda rata accontoSeconda rata acconto regionale
            3801Addizionale comunale IRPEF – SaldoSaldo addizionale comunale
            3802Addizionale comunale IRPEF – AccontoAcconto addizionale comunale
            1001Ritenute IRPEF lavoro dipendenteRitenute operate dai sostituti d’imposta
            1002Ritenute IRPEF lavoro autonomoRitenute su compensi professionali
            1012Ritenute IRPEF redditi di capitaleRitenute su interessi, dividendi
            1040Ritenute IRPEF provvigioniRitenute su provvigioni
            1627IRPEF da lavoro dipendente trattenuta dal datoreVersamento trattenute mensili

            Questa tabella comprende i codici tributo più utilizzati dai contribuenti per la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Ciascun codice ha una specifica funzione e va utilizzato nel contesto appropriato.

            Codici per saldo e acconti IRPEF

            Il pagamento dell’IRPEF avviene attraverso un sistema di saldo e acconti. Vediamo nel dettaglio i codici tributo da utilizzare per ciascuna tipologia di versamento:

            Codice 4001: Saldo IRPEF

            Il codice tributo 4001 viene utilizzato per il versamento del saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti.

            Il saldo IRPEF si versa entro le seguenti scadenze:

            • 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (senza maggiorazione)
            • 30 luglio dell’anno successivo (con maggiorazione dello 0,40%)

            Esempio pratico: per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), il saldo IRPEF va versato entro il 30 giugno 2025 utilizzando il codice tributo 4001, indicando “2024” come anno di riferimento.

            Codice 4033: Prima rata acconto IRPEF

            Il codice tributo 4033 identifica la prima rata dell’acconto IRPEF, pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso (stimata sulla base dell’anno precedente).

            La prima rata acconto si versa:

            • 30 giugno (per chi presenta il modello 730)
            • 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% (rateizzazione consentita)

            È possibile versare la prima rata in un’unica soluzione insieme al saldo, oppure rateizzarla fino a novembre applicando gli interessi.

            Codice 4034: Seconda rata acconto IRPEF

            Il codice tributo 4034 si utilizza per la seconda rata dell’acconto IRPEF, pari al 60% dell’imposta annua stimata.

            La scadenza della seconda rata acconto è fissata al 30 novembre di ciascun anno. Non è prevista la possibilità di rateizzazione per questa quota.

            Attenzione: l’acconto IRPEF non è dovuto se l’importo complessivo (prima + seconda rata) è inferiore a 51,65 euro.

            Codici per ritenute alla fonte

            Le ritenute alla fonte sono prelievi fiscali che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, istituto bancario) opera direttamente alla fonte del reddito, versandole all’Erario per conto del contribuente.

            I principali codici tributo per le ritenute IRPEF sono i seguenti:

            Codice 1001: Ritenute IRPEF lavoro dipendente

            Il codice 1001 viene utilizzato dai datori di lavoro per versare le ritenute IRPEF operate sulle retribuzioni dei dipendenti. Il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di corresponsione degli stipendi.

            Codice 1002: Ritenute IRPEF lavoro autonomo

            Il codice tributo 1002 si applica alle ritenute d’acconto operate sui compensi dei professionisti e lavoratori autonomi. L’aliquota standard è del 20% del compenso lordo.

            Il committente che corrisponde il compenso deve operare la ritenuta e versarla entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, potrà scomputare le ritenute subite dall’imposta complessiva dovuta.

            Codice 1012: Ritenute su redditi di capitale

            Il codice 1012 identifica le ritenute IRPEF applicate ai redditi di capitale, come interessi su conti correnti, dividendi azionari, interessi su obbligazioni.

            Le banche e gli intermediari finanziari operano automaticamente la ritenuta (solitamente del 26%) e la versano all’Erario utilizzando questo codice tributo.

            Codici per addizionali regionali e comunali

            Oltre all’IRPEF nazionale, i contribuenti devono versare anche le addizionali IRPEF a favore di Regioni e Comuni. Queste imposte seguono la stessa base imponibile dell’IRPEF ma hanno aliquote stabilite dagli enti locali.

            Addizionale regionale IRPEF

            L’addizionale regionale IRPEF viene versata utilizzando i seguenti codici tributo:

            • Codice 1989: saldo addizionale regionale IRPEF
            • Codice 1990: prima rata acconto addizionale regionale
            • Codice 1991: seconda rata acconto addizionale regionale

            Le aliquote dell’addizionale regionale variano da Regione a Regione e possono essere progressive. Ad esempio:

            • Lombardia: aliquota base 1,23% (con progressive maggiorazioni per redditi superiori)
            • Lazio: aliquota base 1,73% (con progressive maggiorazioni)
            • Friuli Venezia Giulia: aliquota 1,23%

            Il saldo e gli acconti seguono le stesse scadenze dell’IRPEF nazionale (30 giugno o 30 luglio per saldo e prima rata, 30 novembre per seconda rata).

            Addizionale comunale IRPEF

            L’addizionale comunale IRPEF utilizza i codici tributo:

            • Codice 3801: saldo addizionale comunale IRPEF
            • Codice 3802: acconto addizionale comunale IRPEF

            Ogni Comune stabilisce autonomamente l’aliquota dell’addizionale (con un tetto massimo dello 0,9%), eventuali detrazioni e soglie di esenzione. Le aliquote comunali variano significativamente: alcuni Comuni non applicano l’addizionale, altri applicano aliquote progressive fino allo 0,9%.

            Per conoscere l’aliquota specifica del proprio Comune di residenza, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze del MEF o il portale del Comune stesso.

            Novità 2026: nuovi codici e modifiche

            Per l’anno 2026 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di codici tributo IRPEF e modalità di versamento. Vediamo le principali modifiche:

            Riforma IRPEF: nuove aliquote e scaglioni

            Con la Legge di Bilancio 2026 è stata confermata la struttura a tre scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

            • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
            • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
            • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

            Sebbene le aliquote siano rimaste invariate, il calcolo del saldo e degli acconti IRPEF per il 2026 dovrà tenere conto di queste percentuali. I codici tributo (4001, 4033, 4034) restano gli stessi.

            Nuovi codici per regimi speciali

            Sono stati istituiti nuovi codici tributo specifici per particolari categorie di contribuenti o regimi fiscali agevolati. Tra questi:

            • Codici dedicati ai lavoratori impatriati che usufruiscono di agevolazioni fiscali
            • Codici per il regime forfettario (imposta sostitutiva 5% o 15%)
            • Codici per cedolare secca sugli affitti (21% o 10%)

            Per i contribuenti in regime forfettario, l’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) si versa con codici tributo dedicati e non con i codici IRPEF ordinari.

            Modifiche alle addizionali regionali 2026

            Alcune Regioni hanno modificato le aliquote dell’addizionale regionale IRPEF per il 2026. È fondamentale verificare l’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza prima di calcolare saldo e acconti.

            Le modifiche più significative hanno riguardato:

            • Lazio: conferma aliquota progressiva fino al 3,33% per redditi oltre 75.000 euro
            • Piemonte: aliquota confermata al 1,68% (con maggiorazioni progressive)
            • Calabria: conferma aliquota maggiorata per il rientro dal deficit sanitario

            Come compilare correttamente l’F24

            La corretta compilazione del modello F24 è fondamentale per evitare errori nei versamenti IRPEF. Vediamo passo dopo passo come procedere:

            Passo 1: Individuare la sezione corretta

            Per i versamenti IRPEF, utilizza la sezione “Erario” del modello F24. Questa sezione si trova nella parte superiore del modulo e prevede diverse colonne da compilare.

            Passo 2: Inserire il codice tributo

            Nella colonna “codice tributo”, inserisci il codice di 4 cifre corrispondente al tipo di versamento che devi effettuare. Ad esempio:

            • 4001 per il saldo IRPEF
            • 4033 per la prima rata acconto
            • 1989 per il saldo addizionale regionale

            Passo 3: Indicare l’anno di riferimento

            Nella colonna “anno di riferimento”, scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento nel formato AAAA. Ad esempio, per il saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024), scrivi “2024”.

            Passo 4: Compilare l’importo a debito

            Nella colonna “importi a debito versati”, indica la somma da pagare in euro, senza il simbolo dell’euro. Utilizza la virgola per separare i decimali (es. 1.234,56).

            Attenzione: NON compilare la colonna “importi a credito compensati” se stai effettuando un semplice versamento. Questa colonna va utilizzata solo in caso di compensazione di crediti fiscali.

            Esempio pratico di compilazione

            Supponiamo di dover versare:

            • Saldo IRPEF 2024: 1.500,00 euro
            • Prima rata acconto IRPEF 2025: 800,00 euro
            • Saldo addizionale regionale 2024: 200,00 euro

            Il modello F24 verrà compilato con tre righe separate nella sezione Erario:

            Codice tributoAnno rif.Importo a debito
            400120241.500,00
            40332025800,00
            19892024200,00

            Totale da versare: 2.500,00 euro (somma delle tre righe).

            Modalità di pagamento F24

            Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:

            • Home banking: la modalità più comoda, disponibile con tutti i principali istituti bancari
            • F24 web: servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate accessibile dal sito con SPID, CIE o CNS
            • Sportello bancario o postale: solo per importi non superiori a 1.000 euro e in assenza di compensazioni
            • CAF o commercialista: tramite intermediari abilitati

            Per importi superiori a 1.000 euro o in presenza di compensazioni (crediti da scomputare), il versamento deve essere effettuato obbligatoriamente online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking.

            Scadenze pagamento IRPEF 2026

            Conoscere le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze IRPEF per il 2026:

            Scadenze per contribuenti con modello 730

            • 30 giugno 2026: versamento saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024) e prima rata acconto 2026
            • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% (sia saldo che prima rata acconto)
            • 30 novembre 2026: versamento seconda rata acconto IRPEF 2026

            Scadenze per contribuenti con Redditi PF

            • 30 giugno 2026: versamento saldo e prima rata acconto (per chi presenta la dichiarazione entro maggio)
            • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione (per chi presenta entro giugno)
            • 30 novembre 2026: seconda rata acconto

            Rateizzazione dei versamenti

            È possibile rateizzare il pagamento del saldo e della prima rata acconto IRPEF:

            • Prima rata: 30 giugno o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%)
            • Rate successive: dal 16 luglio fino al 16 novembre (con applicazione di interessi mensili)

            Gli interessi per la rateizzazione vengono calcolati con tasso legale (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera dalla scadenza ordinaria fino alla data di versamento effettivo.

            Ravvedimento operoso

            Se hai dimenticato di pagare entro le scadenze, puoi regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, versando:

            • L’imposta dovuta con il codice tributo ordinario
            • Gli interessi calcolati giorno per giorno
            • La sanzione ridotta (dallo 0,1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo)

            Per effettuare il ravvedimento è necessario utilizzare codici tributo specifici per sanzioni e interessi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nel calcolo corretto di tutti gli importi dovuti.

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            Domande frequenti sui codici tributo IRPEF

            Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF?

            Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001. Va utilizzato per versare la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti. Il versamento va effettuato entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) tramite modello F24 indicando l’anno di riferimento corretto.

            Cosa succede se sbaglio il codice tributo?

            Se sbagli il codice tributo, il versamento viene erroneamente attribuito a una diversa tipologia di imposta. Questo puo causare la mancata copertura del debito fiscale corretto e l’applicazione di sanzioni e interessi. È possibile correggere l’errore tramite istanza all’Agenzia delle Entrate o utilizzando il ravvedimento operoso per versare nuovamente con il codice corretto.

            Quando si versa la prima rata acconto IRPEF?

            La prima rata dell’acconto IRPEF (codice 4033) si versa entro il 30 giugno insieme al saldo dell’anno precedente. È possibile versare entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata è pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso. È ammessa la rateizzazione fino a novembre con applicazione di interessi.

            Dove trovo i codici tributo per le addizionali regionali?

            I codici tributo per le addizionali regionali IRPEF sono: 1989 per il saldo, 1990 per la prima rata acconto, 1991 per la seconda rata acconto. Questi codici vanno utilizzati nella sezione Erario del modello F24 indicando lo stesso anno di riferimento utilizzato per l’IRPEF nazionale.

            È obbligatorio versare gli acconti IRPEF?

            Sì, gli acconti IRPEF sono obbligatori se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. Gli acconti servono a rateizzare il carico fiscale durante l’anno. Se non versi gli acconti nei termini previsti, dovrai applicare sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.

            Posso compensare crediti fiscali con l’F24?

            Sì, tramite il modello F24 è possibile compensare crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF da dichiarazione) con debiti di altre imposte. In questo caso va compilata la colonna importi a credito compensati oltre alla colonna importi a debito versati. La compensazione è ammessa solo tramite versamento telematico se l’importo supera 5.000 euro annui.


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