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Tag Archivio per: acconti irpef

GESTIONE PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito Scaricabile per Simulazione Imposte

regime forfettario partita iva

Stai cercando un Excel calcolo tasse forfettario 2026 per simulare quanto pagherai di imposte e contributi prima di aprire la partita IVA o per pianificare gli acconti del prossimo anno? In questa guida ti spieghiamo passo passo cosa deve calcolare un foglio Excel forfettario ben fatto, ti mettiamo a disposizione un tool interattivo gratuito per il calcolo immediato e ti diamo la possibilità di richiedere il file Excel scaricabile personalizzato dal CAF Centro Fiscale di Udine.

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato preferito dalle partite IVA italiane fino a 85.000 euro di compensi annui. Ma per pianificare bene il tuo lavoro autonomo serve sapere in anticipo quanto pagherai tra imposta sostitutiva, contributi previdenziali e acconti. Un Excel ben costruito ti aiuta a fare proprio questo.

Cosa trovi in questa guida

  • Tool interattivo per calcolo immediato tasse forfettario 2026
  • Tabella completa coefficienti redditività per tutti i codici ATECO
  • 4 scenari pre-calcolati per professionisti (20K, 35K, 50K, 75K euro)
  • Come si calcolano gli acconti per l’anno successivo
  • Errori comuni da evitare nel calcolo fai-da-te
  • File Excel gratuito su richiesta via email

Indice dei contenuti

  1. Perché serve un Excel calcolo tasse forfettario
  2. Cosa deve calcolare un Excel forfettario completo
  3. Tabella coefficienti redditività 2026 per codice ATECO
  4. Tool interattivo: calcola subito le tue tasse
  5. Scenari pre-calcolati per professionisti (coefficiente 78%)
  6. Come si calcolano gli acconti del forfettario
  7. Errori comuni nei calcoli fai-da-te
  8. Limiti dell’Excel: quando serve il commercialista
  9. Scarica il file Excel gratuito
  10. FAQ: domande frequenti

Perché serve un Excel calcolo tasse forfettario

Avere un Excel di calcolo tasse forfettario non è solo questione di curiosità fiscale: è uno strumento operativo di pianificazione che ti permette di prendere decisioni economiche più consapevoli. Vediamo i tre casi d’uso principali.

1. Pianificare le tasse durante l’anno

Nel regime forfettario non c’è ritenuta d’acconto sui compensi (eccetto il caso del “non sostituto d’imposta”): incassi al lordo e devi accantonare tu le somme per pagare le imposte a giugno e novembre. Senza un Excel preciso rischi di trovarti scoperto al momento dei pagamenti F24.

Mese per mese, sapere quanto stai accumulando di “debito fiscale” potenziale ti permette di tenere i soldi su un conto separato e arrivare alle scadenze tranquillo.

2. Simulare scenari prima di aprire la partita IVA

Stai pensando di passare da dipendente a libero professionista? Un Excel ti permette di rispondere a domande critiche:

  • Con 35.000 euro di compensi annui, quanto mi resta netto?
  • I primi 5 anni con aliquota startup al 5% quanto mi fanno risparmiare?
  • Conviene davvero passare al forfettario o resto da dipendente?
  • Con il mio codice ATECO (coefficiente 78%) quanta parte del fatturato è “tassata”?

3. Calcolare gli acconti per evitare sorprese

A novembre 2026 dovrai pagare il secondo acconto sull’imposta del 2026, calcolato sulla base di quanto hai versato nel 2025 (metodo storico) oppure su una stima del 2026 stesso (metodo previsionale). Un Excel aggiornato ti dice subito qual è la scelta più conveniente.

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Cosa deve calcolare un Excel forfettario completo

Un Excel calcolo tasse forfettario 2026 ben costruito deve elaborare in sequenza queste 6 grandezze fiscali, partendo dai compensi lordi fino al totale dovuto al fisco. Ti spieghiamo ogni passaggio con la formula corretta.

Step 1: Reddito imponibile lordo

Il primo calcolo del foglio Excel applica il coefficiente di redditività ai compensi incassati nell’anno (principio di cassa). La formula è:

Reddito imponibile = Compensi annui × Coefficiente redditività

Esempio: un consulente professionista (coefficiente 78%) con 30.000 euro di compensi ha un reddito imponibile lordo di 30.000 × 0,78 = 23.400 euro. Il restante 22% (6.600 euro) è considerato “spesa forfettaria” e non si tassa, indipendentemente dalle spese reali sostenute.

Step 2: Contributi previdenziali deducibili

I contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno (Gestione Separata INPS, Artigiani, Commercianti, casse private come Cassa Forense, ENPACL, ENPAM, INARCASSA, ecc.) sono integralmente deducibili dal reddito imponibile.

Attenzione: vale il principio di cassa, quindi vanno considerati solo i contributi effettivamente pagati nell’anno (anche se di competenza di anni precedenti). Se a gennaio 2026 paghi il saldo INPS 2025, quel versamento è deducibile dal reddito 2026.

Step 3: Reddito imponibile netto

Reddito netto = Reddito imponibile lordo − Contributi versati

Tornando al consulente con 23.400 euro di reddito lordo: se ha versato 5.500 euro di contributi alla Gestione Separata, il reddito netto su cui calcolerà l’imposta è 17.900 euro.

Step 4: Imposta sostitutiva (5% o 15%)

Sul reddito netto si applica l’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Le aliquote sono due:

  • 5% per i primi 5 anni di attività se ricorrono i requisiti “startup” (no attività precedente nei 3 anni, no continuazione di lavoro dipendente, ecc.)
  • 15% in tutti gli altri casi (regime ordinario forfettario)

Imposta sostitutiva = Reddito netto × 0,05 (o 0,15)

Step 5: Acconti per l’anno successivo

Se l’imposta sostitutiva supera 51,65 euro, il forfettario deve versare anche gli acconti per l’anno successivo:

  • Primo acconto (40%) entro il 30 giugno (50% se aliquota è 5%? No: l’acconto è sempre 100% diviso in 40+60, ma il primo acconto è obbligatorio solo se l’imposta dell’anno precedente supera 257,52 euro)
  • Secondo acconto (60%) entro il 30 novembre

Regola pratica: se l’imposta dovuta per il 2026 è ad esempio 3.000 euro, gli acconti per il 2027 saranno 100% di 3.000 = 3.000 euro, divisi in 1.200 (giugno) + 1.800 (novembre).

Step 6: Totale tasse da pagare

Totale F24 = Saldo imposta anno corrente + Acconti anno successivo + Contributi INPS

Attenzione: è proprio in questo passaggio che molti forfettari “saltano sulla sedia”. A giugno dell’anno N si paga il saldo dell’anno N-1 + il primo acconto dell’anno N, che spesso supera l’imposta annuale stessa. Un Excel ben fatto ti mostra questo “doppio impatto” in chiaro.

Tabella coefficienti redditività 2026 per codice ATECO

Il coefficiente di redditività è il cuore del calcolo forfettario: determina quale percentuale dei tuoi compensi è considerata “reddito” da tassare. La legge 190/2014 (art. 1 commi 54-89) li raggruppa in 9 categorie, dal 40% all’86%. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026.

CoefficienteSettore di attivitàCodici ATECO
40%Industrie alimentari e delle bevande10.1, 10.2, 11
40%Commercio all’ingrosso e al dettaglio45, 46, 47 (escluso 47.81, 47.82, 47.89)
40%Commercio ambulante prodotti alimentari e bevande47.81
54%Commercio ambulante altri prodotti47.82, 47.89
62%Intermediari del commercio (agenti, rappresentanti)46.1
67%Servizi di alloggio e ristorazione55, 56
78%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, finanziarie, assicurativeM, N (parz.), Q, P, K (parz.)
86%Costruzioni e attività immobiliariF, L
67%Altre attività economiche (non comprese nelle precedenti)Categoria residuale

Importante: nel tuo Excel devi indicare con precisione il coefficiente che corrisponde al tuo codice ATECO principale. Se hai più codici ATECO con coefficienti diversi, devi calcolare il reddito imponibile separatamente per ciascuna attività e poi sommare.

I coefficienti più diffusi nel 2026

Le partite IVA forfettarie italiane si concentrano per oltre il 60% nei servizi professionali (78%): consulenti, freelance digitali, designer, traduttori, formatori, psicologi, architetti, avvocati, commercialisti, ingegneri. Subito dopo: commercianti (40%) e artigiani edili (86%).

Tool interattivo: calcola subito le tue tasse forfettario 2026

Inserisci i tuoi dati nel simulatore qui sotto e ottieni in tempo reale il calcolo del reddito imponibile, dell’imposta sostitutiva e delle tasse totali da pagare. Il tool è gratuito, non richiede registrazione e funziona direttamente nel browser.

Simulatore Tasse Forfettario 2026

Compila i campi e visualizza istantaneamente il calcolo

Massimo 85.000 euro per restare nel forfettario
INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o cassa professionale
Spunta solo se rispetti tutti i requisiti per l’aliquota agevolata

Risultato del calcolo

Reddito imponibile lordo23.400,00 €
Contributi deducibili– 5.500,00 €
Reddito imponibile netto17.900,00 €
Aliquota applicata15%
Imposta sostitutiva2.685,00 €
Acconti per l’anno successivo (100%)2.685,00 €
TOTALE F24 (saldo + acconti)5.370,00 €

Il calcolo non include i contributi INPS dell’anno in corso che si aggiungono al totale F24.

Prenota una consulenza con il CAF di Udine

Come usare il simulatore: modifica uno qualsiasi dei campi per vedere aggiornarsi in tempo reale il risultato. Prova ad esempio a confrontare lo scenario con/senza aliquota startup spuntando la casella “Primi 5 anni”: vedrai immediatamente quanto vale il regime agevolato (-66% di imposta).

Scenari pre-calcolati per professionisti (coefficiente 78%)

Per i professionisti (consulenti, freelance, sanitari, architetti, ingegneri, avvocati, ecc.) che applicano il coefficiente 78%, ecco quattro scenari tipo che ti danno un’idea immediata del carico fiscale per fasce di compensi.

Compensi annuiReddito imponibile (78%)AliquotaImposta sostitutivaPressione effettiva
20.000 €15.600 €5% (startup)780 €3,9%
35.000 €27.300 €15%4.095 €11,7%
50.000 €39.000 €15%5.850 €11,7%
75.000 €58.500 €15%8.775 €11,7%

Lettura della tabella: gli scenari mostrano l’imposta sostitutiva al lordo dei contributi previdenziali deducibili. Nella realtà, sottraendo dal reddito imponibile i contributi versati (di solito tra il 24% e il 26% del reddito), l’imposta scende ulteriormente. Esempio pratico: con compensi 50.000 euro e contributi 7.000 euro, l’imposta sostitutiva passa da 5.850 a (39.000 – 7.000) × 15% = 4.800 euro.

Confronto startup 5% vs ordinario 15%

Per chi è nei primi 5 anni di attività e rispetta i requisiti dell’aliquota agevolata, il risparmio è notevole. Esempio per un professionista con 35.000 euro di compensi:

  • Aliquota 5% startup: 27.300 × 5% = 1.365 euro di imposta
  • Aliquota 15% ordinaria: 27.300 × 15% = 4.095 euro di imposta
  • Risparmio: 2.730 euro all’anno (= 66,7% in meno)

Come si calcolano gli acconti del forfettario

Il calcolo degli acconti è uno degli aspetti che genera più dubbi tra i forfettari, perché richiede di “anticipare” allo Stato un’imposta su un reddito non ancora maturato. Vediamo le due metodologie ammesse e quale conviene.

Metodo storico

Si calcolano gli acconti dell’anno N sul 100% dell’imposta sostitutiva pagata nell’anno N-1. È il metodo automatico, quello che ti propone il commercialista o il software gestionale “in default”.

  • Se imposta 2025 = 4.000 euro → acconti 2026 = 4.000 euro totali
  • Primo acconto (40%): 1.600 euro entro 30 giugno 2026
  • Secondo acconto (60%): 2.400 euro entro 30 novembre 2026

Eccezione: se l’imposta dell’anno precedente è inferiore a 257,52 euro, l’acconto si versa in un’unica soluzione a novembre. Se inferiore a 51,65 euro, non si versa alcun acconto.

Metodo previsionale

Si calcolano gli acconti su una stima del reddito che si presume di realizzare nell’anno in corso. È utile quando sai già che il 2026 sarà nettamente peggiore (o migliore) del 2025.

Attenzione: con il metodo previsionale, se a fine anno l’imposta effettiva supera quella stimata e gli acconti versati sono insufficienti, scattano sanzioni e interessi per insufficiente versamento (sanzione 30% ridotta con ravvedimento operoso). Quindi il previsionale conviene solo se sei certo che il reddito 2026 sarà più basso del 2025.

Esempio pratico di calcolo acconti

Maria, consulente psicologa (coefficiente 78%, aliquota 15%) ha avuto nel 2025:

  • Compensi: 38.000 euro
  • Reddito imponibile lordo: 38.000 × 78% = 29.640 euro
  • Contributi ENPAP versati: 6.500 euro
  • Reddito netto: 23.140 euro
  • Imposta 2025: 23.140 × 15% = 3.471 euro

Nel 2026 Maria dovrà versare:

  • 30 giugno 2026: saldo 2025 (3.471 €) + primo acconto 2026 (40% di 3.471 = 1.388,40 €) = 4.859,40 euro
  • 30 novembre 2026: secondo acconto 2026 (60% di 3.471 = 2.082,60 euro) = 2.082,60 euro

Totale tasse 2026: 6.942 euro (escluso INPS e contributi cassa). Un Excel ben fatto deve mostrarti questa “doppia stretta” di giugno (saldo + acconto) per evitare sorprese a metà anno.

Errori comuni nei calcoli fai-da-te con Excel

Se costruisci da solo il tuo Excel calcolo tasse forfettario, evita questi 7 errori frequenti che possono portare a versamenti errati e sanzioni dell’Agenzia delle Entrate.

1. Confondere fatturato e compensi incassati

Nel forfettario vale il principio di cassa: tassi solo i compensi effettivamente incassati nell’anno, non quelli fatturati ma non ancora pagati dal cliente. Una fattura emessa a dicembre 2025 e incassata a gennaio 2026 è reddito 2026, non 2025.

2. Includere il bollo in fattura come compenso

I 2 euro di marca da bollo addebitati in fattura sopra i 77,47 euro non sono compenso: sono un rimborso spese che non concorre al reddito. Vanno scorporati dai compensi imponibili.

3. Dimenticare i contributi pagati nell’anno

I contributi previdenziali deducibili sono quelli versati nell’anno, non quelli di competenza. Se nel 2026 paghi anche il saldo INPS 2025, quel versamento è deducibile dal reddito 2026. Molti dimenticano questa “extra deduzione” e pagano più imposta del dovuto.

4. Applicare l’aliquota startup senza requisiti

L’aliquota 5% si applica solo se rispetti tutti e tre i requisiti: nessuna attività professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti, attività non in continuazione di precedente lavoro dipendente (salvo eccezioni), compensi sotto le soglie ATECO. Sbagliare l’aliquota porta a sanzioni dal 90% al 180% sull’imposta evasa.

5. Sbagliare il coefficiente per attività miste

Se hai più codici ATECO con coefficienti diversi (es. consulenza 78% + commercio online 40%), devi calcolare il reddito separatamente per ogni attività. Applicare un unico coefficiente medio è un errore comune che falsa il calcolo.

6. Calcolare l’INPS sul reddito netto

I contributi INPS dei forfettari (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti) si calcolano sul reddito imponibile forfettario (compensi × coefficiente), al lordo dei contributi stessi. Calcolarli sul netto è un errore che porta a versamenti insufficienti.

7. Ignorare la riduzione contributiva 35%

Gli artigiani e commercianti forfettari possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS. Va espressamente domandata entro il 28 febbraio dell’anno di applicazione. Un Excel ben fatto deve avere un’opzione “applica riduzione 35%” da spuntare.

Limiti dell’Excel: quando serve il commercialista

Un foglio Excel di calcolo tasse forfettario è uno strumento eccellente per la pianificazione di base e la simulazione, ma non sostituisce la consulenza fiscale professionale in alcuni scenari critici.

Casi in cui l’Excel non basta

  • Cause ostative: superamento soglia 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente, partecipazioni in società, controllo di SRL con attività riconducibile
  • Soglia 100.000 euro: uscita immediata dal regime con conseguenze IVA da gestire correttamente
  • Operazioni con l’estero: clienti UE, reverse charge, esportazioni, prestazioni servizi B2B intracomunitarie
  • Acquisti intracomunitari: superamento soglia 10.000 euro che obbliga a iscriversi al VIES e applicare l’IVA
  • Passaggio dal regime ordinario al forfettario (o viceversa) con rettifiche IVA da gestire
  • Attività professionali con cassa privata: Cassa Forense, INARCASSA, ENPAM, ENPAP hanno regole specifiche di contribuzione minima e massima
  • Errori dell’anno precedente da correggere: ravvedimento operoso, dichiarazione integrativa

Attenzione alle simulazioni semplificate: gli Excel scaricati da blog generalisti spesso non aggiornano i parametri (coefficienti, soglie, aliquote contributive) e non considerano le specificità del tuo settore. Un errore di calcolo del 5% su 50.000 euro di compensi significa 375 euro di tasse sbagliate.

Quando affidarsi a un CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato alle partite IVA forfettarie con:

  • Verifica annuale della permanenza nel regime e cause ostative
  • Calcolo preciso di imposta sostitutiva, INPS e acconti
  • Compilazione e invio modello Redditi PF (quadro LM)
  • Pianificazione fiscale personalizzata in base al tuo codice ATECO
  • Predisposizione F24 con codici tributo corretti (1790 per saldo, 1791 e 1792 per acconti)
  • Supporto in caso di richieste documentali dall’Agenzia delle Entrate

Scarica il file Excel calcolo tasse forfettario gratuito

Hai utilizzato il simulatore qui sopra e vuoi avere il file Excel completo offline per le tue simulazioni personalizzate? Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente, su richiesta via email, un file Excel pronto all’uso con:

  • Calcolo automatico imposta sostitutiva (5% e 15%)
  • Tabella interattiva con tutti i coefficienti redditività ATECO
  • Calcolo acconti con metodo storico e previsionale a confronto
  • Stima contributi INPS Gestione Separata / Artigiani / Commercianti
  • Pianificazione mensile flussi di cassa per accantonamento tasse
  • Confronto multi-scenario startup 5% vs ordinario 15%

Richiedi gratis l’Excel calcolo tasse forfettario 2026

Invia una email con oggetto “Richiesta Excel forfettario” all’indirizzo:

info@centrofiscale.com

Riceverai il file entro 24 ore lavorative direttamente sulla tua casella di posta. Nessun costo, nessuna registrazione.

Specifica nel testo della mail il tuo codice ATECO principale (o il settore di attività): ti invieremo la versione dell’Excel pre-impostata con il coefficiente redditività corretto per il tuo caso.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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FAQ: domande frequenti su Excel calcolo tasse forfettario

Posso usare l’Excel anche se ho aperto la partita IVA da meno di un anno?

Sì, ma con un’avvertenza: nel primo anno di attività non avrai un’imposta dell’anno precedente da utilizzare per gli acconti, quindi gli acconti per l’anno successivo si calcoleranno sull’imposta del primo anno completo. Inoltre, se rispetti i requisiti startup, applica l’aliquota agevolata 5% per i primi 5 periodi d’imposta.

L’Excel calcola anche i contributi INPS Gestione Separata?

Il file Excel completo che scarichi dal CAF include anche il calcolo dei contributi Gestione Separata INPS al 26,07% (per il 2026, aliquota da confermare con tabelle ufficiali) sul reddito forfettario, con possibilità di rateizzazione e applicazione del massimale annuo (circa 119.650 euro). Il simulatore online qui sopra si limita all’imposta sostitutiva.

Come faccio se ho compensi sopra 85.000 euro a metà anno?

Se superi 85.000 euro durante l’anno ma rimani sotto 100.000, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, esci immediatamente dal regime e devi applicare l’IVA su tutte le operazioni dal momento dello sforamento. In entrambi i casi, l’Excel di calcolo va sostituito con un foglio per il regime ordinario semplificato (calcolo IRPEF + addizionali).

Il simulatore considera la flat tax incrementale?

No, il simulatore di questa pagina è dedicato al regime forfettario standard. La flat tax incrementale (introdotta nel 2023, prorogata e modificata negli anni successivi) si applica solo a chi è in regime ordinario, non ai forfettari. Per simulare entrambi i regimi a confronto, rivolgiti al CAF.

Quanto risparmio passando dal regime ordinario al forfettario?

Dipende dai tuoi compensi e dalle tue spese reali. Indicativamente, un professionista con 40.000 euro di compensi e poche spese reali (under 5.000 euro) risparmia tra 3.000 e 5.000 euro all’anno con il forfettario rispetto all’ordinario. Se invece hai spese reali alte (ad esempio 15.000 euro), il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. L’Excel completo permette il confronto diretto.

Perché l’imposta calcolata nel mio Excel è diversa da quella del commercialista?

I motivi più frequenti: hai dimenticato di sottrarre i contributi previdenziali pagati nell’anno, hai applicato un coefficiente sbagliato, hai tassato compensi non incassati (errore principio di cassa), oppure hai applicato erroneamente l’aliquota startup. Confronta i passaggi nel tuo Excel con i 6 step indicati in questa guida.

I codici tributo da usare in F24 per pagare le tasse forfettario?

I codici tributo principali per il regime forfettario sono:

  • 1790: imposta sostitutiva forfettario – Saldo
  • 1791: imposta sostitutiva forfettario – Acconto prima rata
  • 1792: imposta sostitutiva forfettario – Acconto seconda rata

L’Excel completo del CAF integra questi codici nei modelli F24 pre-compilati per facilitarti la vita al momento dei versamenti.

In sintesi: pianifica le tasse forfettario senza sorprese

Un buon Excel calcolo tasse forfettario 2026 deve seguire i 6 step fiscali (compensi → reddito imponibile lordo → contributi → reddito netto → imposta → acconti), applicare il coefficiente redditività corretto per il tuo codice ATECO, considerare la doppia stretta di giugno con saldo + primo acconto, ed evitare i 7 errori di calcolo più frequenti. Il simulatore interattivo di questa pagina ti dà una stima immediata; il file Excel scaricabile gratuitamente via email è lo strumento operativo per la pianificazione mensile.

Vuoi pianificare le tue tasse forfettario senza errori?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale specializzata per partite IVA in regime forfettario. Calcolo imposte, acconti, F24 e pianificazione contributiva personalizzata.

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
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Email: info@centrofiscale.com

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Maggio 15, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 14:00:002026-09-27 00:05:16Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito Scaricabile per Simulazione Imposte
CAF

Codici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026

aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono i codici tributo IRPEF
  2. Il modello F24: struttura e funzionamento
  3. Elenco completo codici tributo IRPEF
  4. Codici per saldo e acconti IRPEF
  5. Codici per ritenute alla fonte
  6. Codici per addizionali regionali e comunali
  7. Novità 2026: nuovi codici e modifiche
  8. Come compilare correttamente l’F24
  9. Scadenze pagamento IRPEF 2026
  10. Domande frequenti

Il modello F24 è lo strumento fondamentale per il pagamento delle imposte in Italia, e conoscere i codici tributo IRPEF corretti è essenziale per evitare errori che potrebbero causare sanzioni o ritardi nei pagamenti. In questa guida completa analizziamo tutti i codici tributo F24 relativi all’IRPEF, con le novità introdotte nel 2026 e le istruzioni dettagliate per la compilazione.

Che tu debba versare il saldo IRPEF, gli acconti IRPEF o le addizionali regionali e comunali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente il modello F24 ed effettuare i pagamenti nei termini previsti.

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Cosa sono i codici tributo IRPEF

I codici tributo sono codici numerici di 4 cifre che identificano in modo univoco la tipologia di imposta o contributo da versare tramite il modello F24. Per quanto riguarda l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), esistono diversi codici tributo che corrispondono a differenti tipologie di pagamento.

Ogni codice tributo IRPEF ha una funzione specifica e deve essere utilizzato nel contesto corretto: versare il codice sbagliato può comportare l’errato accredito del pagamento, con conseguenti problematiche fiscali e l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.

I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite specifiche Risoluzioni e sono periodicamente aggiornati per adeguarsi alle modifiche normative. È fondamentale consultare sempre la documentazione ufficiale più recente per verificare eventuali variazioni.

Il modello F24: struttura e funzionamento

Il modello F24 è il documento unificato per il pagamento di imposte, tributi e contributi. Si compone di diverse sezioni, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di versamenti:

  • Sezione Erario: per il versamento di imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive) e IVA
  • Sezione INPS: per contributi previdenziali e assistenziali
  • Sezione Regioni: per tributi regionali (IRAP, tasse automobilistiche, ecc.)
  • Sezione IMU e altri tributi locali: per imposte comunali
  • Sezione Altri enti previdenziali e assicurativi: per contributi a enti diversi dall’INPS

Per i versamenti IRPEF, la compilazione avviene principalmente nella sezione Erario, dove vanno indicati:

  • Codice tributo: il codice di 4 cifre specifico (es. 4001 per il saldo IRPEF)
  • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento (formato AAAA)
  • Importo a debito versato: la somma da pagare
  • Codice ufficio: eventuale codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (spesso non necessario)
  • Codice atto: utilizzato in caso di ravvedimento operoso o versamenti a seguito di controlli

Il modello F24 può essere compilato e pagato in diverse modalità: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online), attraverso home banking, oppure presso sportelli bancari e postali (limitatamente ad alcuni casi specifici).

Elenco completo codici tributo IRPEF

Di seguito la tabella completa dei principali codici tributo IRPEF utilizzati per i versamenti tramite modello F24. I codici sono suddivisi per tipologia di pagamento:

Codice TributoDescrizioneUtilizzo
4001Saldo IRPEFVersamento del saldo annuale dell’imposta
4033Prima rata acconto IRPEFAcconto del 40% (giugno/luglio)
4034Seconda rata acconto IRPEFAcconto del 60% (novembre)
1989Addizionale regionale IRPEF – SaldoSaldo addizionale regionale
1990Addizionale regionale IRPEF – Prima rata accontoPrima rata acconto regionale
1991Addizionale regionale IRPEF – Seconda rata accontoSeconda rata acconto regionale
3801Addizionale comunale IRPEF – SaldoSaldo addizionale comunale
3802Addizionale comunale IRPEF – AccontoAcconto addizionale comunale
1001Ritenute IRPEF lavoro dipendenteRitenute operate dai sostituti d’imposta
1002Ritenute IRPEF lavoro autonomoRitenute su compensi professionali
1012Ritenute IRPEF redditi di capitaleRitenute su interessi, dividendi
1040Ritenute IRPEF provvigioniRitenute su provvigioni
1627IRPEF da lavoro dipendente trattenuta dal datoreVersamento trattenute mensili

Questa tabella comprende i codici tributo più utilizzati dai contribuenti per la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Ciascun codice ha una specifica funzione e va utilizzato nel contesto appropriato.

Codici per saldo e acconti IRPEF

Il pagamento dell’IRPEF avviene attraverso un sistema di saldo e acconti. Vediamo nel dettaglio i codici tributo da utilizzare per ciascuna tipologia di versamento:

Codice 4001: Saldo IRPEF

Il codice tributo 4001 viene utilizzato per il versamento del saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti.

Il saldo IRPEF si versa entro le seguenti scadenze:

  • 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (senza maggiorazione)
  • 30 luglio dell’anno successivo (con maggiorazione dello 0,40%)

Esempio pratico: per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), il saldo IRPEF va versato entro il 30 giugno 2025 utilizzando il codice tributo 4001, indicando “2024” come anno di riferimento.

Codice 4033: Prima rata acconto IRPEF

Il codice tributo 4033 identifica la prima rata dell’acconto IRPEF, pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso (stimata sulla base dell’anno precedente).

La prima rata acconto si versa:

  • 30 giugno (per chi presenta il modello 730)
  • 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% (rateizzazione consentita)

È possibile versare la prima rata in un’unica soluzione insieme al saldo, oppure rateizzarla fino a novembre applicando gli interessi.

Codice 4034: Seconda rata acconto IRPEF

Il codice tributo 4034 si utilizza per la seconda rata dell’acconto IRPEF, pari al 60% dell’imposta annua stimata.

La scadenza della seconda rata acconto è fissata al 30 novembre di ciascun anno. Non è prevista la possibilità di rateizzazione per questa quota.

Attenzione: l’acconto IRPEF non è dovuto se l’importo complessivo (prima + seconda rata) è inferiore a 51,65 euro.

Codici per ritenute alla fonte

Le ritenute alla fonte sono prelievi fiscali che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, istituto bancario) opera direttamente alla fonte del reddito, versandole all’Erario per conto del contribuente.

I principali codici tributo per le ritenute IRPEF sono i seguenti:

Codice 1001: Ritenute IRPEF lavoro dipendente

Il codice 1001 viene utilizzato dai datori di lavoro per versare le ritenute IRPEF operate sulle retribuzioni dei dipendenti. Il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di corresponsione degli stipendi.

Codice 1002: Ritenute IRPEF lavoro autonomo

Il codice tributo 1002 si applica alle ritenute d’acconto operate sui compensi dei professionisti e lavoratori autonomi. L’aliquota standard è del 20% del compenso lordo.

Il committente che corrisponde il compenso deve operare la ritenuta e versarla entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, potrà scomputare le ritenute subite dall’imposta complessiva dovuta.

Codice 1012: Ritenute su redditi di capitale

Il codice 1012 identifica le ritenute IRPEF applicate ai redditi di capitale, come interessi su conti correnti, dividendi azionari, interessi su obbligazioni.

Le banche e gli intermediari finanziari operano automaticamente la ritenuta (solitamente del 26%) e la versano all’Erario utilizzando questo codice tributo.

Codici per addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF nazionale, i contribuenti devono versare anche le addizionali IRPEF a favore di Regioni e Comuni. Queste imposte seguono la stessa base imponibile dell’IRPEF ma hanno aliquote stabilite dagli enti locali.

Addizionale regionale IRPEF

L’addizionale regionale IRPEF viene versata utilizzando i seguenti codici tributo:

  • Codice 1989: saldo addizionale regionale IRPEF
  • Codice 1990: prima rata acconto addizionale regionale
  • Codice 1991: seconda rata acconto addizionale regionale

Le aliquote dell’addizionale regionale variano da Regione a Regione e possono essere progressive. Ad esempio:

  • Lombardia: aliquota base 1,23% (con progressive maggiorazioni per redditi superiori)
  • Lazio: aliquota base 1,73% (con progressive maggiorazioni)
  • Friuli Venezia Giulia: aliquota 1,23%

Il saldo e gli acconti seguono le stesse scadenze dell’IRPEF nazionale (30 giugno o 30 luglio per saldo e prima rata, 30 novembre per seconda rata).

Addizionale comunale IRPEF

L’addizionale comunale IRPEF utilizza i codici tributo:

  • Codice 3801: saldo addizionale comunale IRPEF
  • Codice 3802: acconto addizionale comunale IRPEF

Ogni Comune stabilisce autonomamente l’aliquota dell’addizionale (con un tetto massimo dello 0,9%), eventuali detrazioni e soglie di esenzione. Le aliquote comunali variano significativamente: alcuni Comuni non applicano l’addizionale, altri applicano aliquote progressive fino allo 0,9%.

Per conoscere l’aliquota specifica del proprio Comune di residenza, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze del MEF o il portale del Comune stesso.

Novità 2026: nuovi codici e modifiche

Per l’anno 2026 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di codici tributo IRPEF e modalità di versamento. Vediamo le principali modifiche:

Riforma IRPEF: nuove aliquote e scaglioni

Con la Legge di Bilancio 2026 è stata confermata la struttura a tre scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

Sebbene le aliquote siano rimaste invariate, il calcolo del saldo e degli acconti IRPEF per il 2026 dovrà tenere conto di queste percentuali. I codici tributo (4001, 4033, 4034) restano gli stessi.

Nuovi codici per regimi speciali

Sono stati istituiti nuovi codici tributo specifici per particolari categorie di contribuenti o regimi fiscali agevolati. Tra questi:

  • Codici dedicati ai lavoratori impatriati che usufruiscono di agevolazioni fiscali
  • Codici per il regime forfettario (imposta sostitutiva 5% o 15%)
  • Codici per cedolare secca sugli affitti (21% o 10%)

Per i contribuenti in regime forfettario, l’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) si versa con codici tributo dedicati e non con i codici IRPEF ordinari.

Modifiche alle addizionali regionali 2026

Alcune Regioni hanno modificato le aliquote dell’addizionale regionale IRPEF per il 2026. È fondamentale verificare l’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza prima di calcolare saldo e acconti.

Le modifiche più significative hanno riguardato:

  • Lazio: conferma aliquota progressiva fino al 3,33% per redditi oltre 75.000 euro
  • Piemonte: aliquota confermata al 1,68% (con maggiorazioni progressive)
  • Calabria: conferma aliquota maggiorata per il rientro dal deficit sanitario

Come compilare correttamente l’F24

La corretta compilazione del modello F24 è fondamentale per evitare errori nei versamenti IRPEF. Vediamo passo dopo passo come procedere:

Passo 1: Individuare la sezione corretta

Per i versamenti IRPEF, utilizza la sezione “Erario” del modello F24. Questa sezione si trova nella parte superiore del modulo e prevede diverse colonne da compilare.

Passo 2: Inserire il codice tributo

Nella colonna “codice tributo”, inserisci il codice di 4 cifre corrispondente al tipo di versamento che devi effettuare. Ad esempio:

  • 4001 per il saldo IRPEF
  • 4033 per la prima rata acconto
  • 1989 per il saldo addizionale regionale

Passo 3: Indicare l’anno di riferimento

Nella colonna “anno di riferimento”, scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento nel formato AAAA. Ad esempio, per il saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024), scrivi “2024”.

Passo 4: Compilare l’importo a debito

Nella colonna “importi a debito versati”, indica la somma da pagare in euro, senza il simbolo dell’euro. Utilizza la virgola per separare i decimali (es. 1.234,56).

Attenzione: NON compilare la colonna “importi a credito compensati” se stai effettuando un semplice versamento. Questa colonna va utilizzata solo in caso di compensazione di crediti fiscali.

Esempio pratico di compilazione

Supponiamo di dover versare:

  • Saldo IRPEF 2024: 1.500,00 euro
  • Prima rata acconto IRPEF 2025: 800,00 euro
  • Saldo addizionale regionale 2024: 200,00 euro

Il modello F24 verrà compilato con tre righe separate nella sezione Erario:

Codice tributoAnno rif.Importo a debito
400120241.500,00
40332025800,00
19892024200,00

Totale da versare: 2.500,00 euro (somma delle tre righe).

Modalità di pagamento F24

Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:

  • Home banking: la modalità più comoda, disponibile con tutti i principali istituti bancari
  • F24 web: servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate accessibile dal sito con SPID, CIE o CNS
  • Sportello bancario o postale: solo per importi non superiori a 1.000 euro e in assenza di compensazioni
  • CAF o commercialista: tramite intermediari abilitati

Per importi superiori a 1.000 euro o in presenza di compensazioni (crediti da scomputare), il versamento deve essere effettuato obbligatoriamente online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking.

Scadenze pagamento IRPEF 2026

Conoscere le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze IRPEF per il 2026:

Scadenze per contribuenti con modello 730

  • 30 giugno 2026: versamento saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024) e prima rata acconto 2026
  • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% (sia saldo che prima rata acconto)
  • 30 novembre 2026: versamento seconda rata acconto IRPEF 2026

Scadenze per contribuenti con Redditi PF

  • 30 giugno 2026: versamento saldo e prima rata acconto (per chi presenta la dichiarazione entro maggio)
  • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione (per chi presenta entro giugno)
  • 30 novembre 2026: seconda rata acconto

Rateizzazione dei versamenti

È possibile rateizzare il pagamento del saldo e della prima rata acconto IRPEF:

  • Prima rata: 30 giugno o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%)
  • Rate successive: dal 16 luglio fino al 16 novembre (con applicazione di interessi mensili)

Gli interessi per la rateizzazione vengono calcolati con tasso legale (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera dalla scadenza ordinaria fino alla data di versamento effettivo.

Ravvedimento operoso

Se hai dimenticato di pagare entro le scadenze, puoi regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, versando:

  • L’imposta dovuta con il codice tributo ordinario
  • Gli interessi calcolati giorno per giorno
  • La sanzione ridotta (dallo 0,1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo)

Per effettuare il ravvedimento è necessario utilizzare codici tributo specifici per sanzioni e interessi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nel calcolo corretto di tutti gli importi dovuti.

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Domande frequenti sui codici tributo IRPEF

Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF?

Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001. Va utilizzato per versare la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti. Il versamento va effettuato entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) tramite modello F24 indicando l’anno di riferimento corretto.

Cosa succede se sbaglio il codice tributo?

Se sbagli il codice tributo, il versamento viene erroneamente attribuito a una diversa tipologia di imposta. Questo puo causare la mancata copertura del debito fiscale corretto e l’applicazione di sanzioni e interessi. È possibile correggere l’errore tramite istanza all’Agenzia delle Entrate o utilizzando il ravvedimento operoso per versare nuovamente con il codice corretto.

Quando si versa la prima rata acconto IRPEF?

La prima rata dell’acconto IRPEF (codice 4033) si versa entro il 30 giugno insieme al saldo dell’anno precedente. È possibile versare entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata è pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso. È ammessa la rateizzazione fino a novembre con applicazione di interessi.

Dove trovo i codici tributo per le addizionali regionali?

I codici tributo per le addizionali regionali IRPEF sono: 1989 per il saldo, 1990 per la prima rata acconto, 1991 per la seconda rata acconto. Questi codici vanno utilizzati nella sezione Erario del modello F24 indicando lo stesso anno di riferimento utilizzato per l’IRPEF nazionale.

È obbligatorio versare gli acconti IRPEF?

Sì, gli acconti IRPEF sono obbligatori se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. Gli acconti servono a rateizzare il carico fiscale durante l’anno. Se non versi gli acconti nei termini previsti, dovrai applicare sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.

Posso compensare crediti fiscali con l’F24?

Sì, tramite il modello F24 è possibile compensare crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF da dichiarazione) con debiti di altre imposte. In questo caso va compilata la colonna importi a credito compensati oltre alla colonna importi a debito versati. La compensazione è ammessa solo tramite versamento telematico se l’importo supera 5.000 euro annui.


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    • Tool interattivo per calcolo immediato tasse forfettario 2026
    • Tabella completa coefficienti redditività per tutti i codici ATECO
    • 4 scenari pre-calcolati per professionisti (20K, 35K, 50K, 75K euro)
    • Come si calcolano gli acconti per l’anno successivo
    • Errori comuni da evitare nel calcolo fai-da-te
    • File Excel gratuito su richiesta via email

    Indice dei contenuti

    1. Perché serve un Excel calcolo tasse forfettario
    2. Cosa deve calcolare un Excel forfettario completo
    3. Tabella coefficienti redditività 2026 per codice ATECO
    4. Tool interattivo: calcola subito le tue tasse
    5. Scenari pre-calcolati per professionisti (coefficiente 78%)
    6. Come si calcolano gli acconti del forfettario
    7. Errori comuni nei calcoli fai-da-te
    8. Limiti dell’Excel: quando serve il commercialista
    9. Scarica il file Excel gratuito
    10. FAQ: domande frequenti

    Perché serve un Excel calcolo tasse forfettario

    Avere un Excel di calcolo tasse forfettario non è solo questione di curiosità fiscale: è uno strumento operativo di pianificazione che ti permette di prendere decisioni economiche più consapevoli. Vediamo i tre casi d’uso principali.

    1. Pianificare le tasse durante l’anno

    Nel regime forfettario non c’è ritenuta d’acconto sui compensi (eccetto il caso del “non sostituto d’imposta”): incassi al lordo e devi accantonare tu le somme per pagare le imposte a giugno e novembre. Senza un Excel preciso rischi di trovarti scoperto al momento dei pagamenti F24.

    Mese per mese, sapere quanto stai accumulando di “debito fiscale” potenziale ti permette di tenere i soldi su un conto separato e arrivare alle scadenze tranquillo.

    2. Simulare scenari prima di aprire la partita IVA

    Stai pensando di passare da dipendente a libero professionista? Un Excel ti permette di rispondere a domande critiche:

    • Con 35.000 euro di compensi annui, quanto mi resta netto?
    • I primi 5 anni con aliquota startup al 5% quanto mi fanno risparmiare?
    • Conviene davvero passare al forfettario o resto da dipendente?
    • Con il mio codice ATECO (coefficiente 78%) quanta parte del fatturato è “tassata”?

    3. Calcolare gli acconti per evitare sorprese

    A novembre 2026 dovrai pagare il secondo acconto sull’imposta del 2026, calcolato sulla base di quanto hai versato nel 2025 (metodo storico) oppure su una stima del 2026 stesso (metodo previsionale). Un Excel aggiornato ti dice subito qual è la scelta più conveniente.

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    Cosa deve calcolare un Excel forfettario completo

    Un Excel calcolo tasse forfettario 2026 ben costruito deve elaborare in sequenza queste 6 grandezze fiscali, partendo dai compensi lordi fino al totale dovuto al fisco. Ti spieghiamo ogni passaggio con la formula corretta.

    Step 1: Reddito imponibile lordo

    Il primo calcolo del foglio Excel applica il coefficiente di redditività ai compensi incassati nell’anno (principio di cassa). La formula è:

    Reddito imponibile = Compensi annui × Coefficiente redditività

    Esempio: un consulente professionista (coefficiente 78%) con 30.000 euro di compensi ha un reddito imponibile lordo di 30.000 × 0,78 = 23.400 euro. Il restante 22% (6.600 euro) è considerato “spesa forfettaria” e non si tassa, indipendentemente dalle spese reali sostenute.

    Step 2: Contributi previdenziali deducibili

    I contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno (Gestione Separata INPS, Artigiani, Commercianti, casse private come Cassa Forense, ENPACL, ENPAM, INARCASSA, ecc.) sono integralmente deducibili dal reddito imponibile.

    Attenzione: vale il principio di cassa, quindi vanno considerati solo i contributi effettivamente pagati nell’anno (anche se di competenza di anni precedenti). Se a gennaio 2026 paghi il saldo INPS 2025, quel versamento è deducibile dal reddito 2026.

    Step 3: Reddito imponibile netto

    Reddito netto = Reddito imponibile lordo − Contributi versati

    Tornando al consulente con 23.400 euro di reddito lordo: se ha versato 5.500 euro di contributi alla Gestione Separata, il reddito netto su cui calcolerà l’imposta è 17.900 euro.

    Step 4: Imposta sostitutiva (5% o 15%)

    Sul reddito netto si applica l’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP. Le aliquote sono due:

    • 5% per i primi 5 anni di attività se ricorrono i requisiti “startup” (no attività precedente nei 3 anni, no continuazione di lavoro dipendente, ecc.)
    • 15% in tutti gli altri casi (regime ordinario forfettario)

    Imposta sostitutiva = Reddito netto × 0,05 (o 0,15)

    Step 5: Acconti per l’anno successivo

    Se l’imposta sostitutiva supera 51,65 euro, il forfettario deve versare anche gli acconti per l’anno successivo:

    • Primo acconto (40%) entro il 30 giugno (50% se aliquota è 5%? No: l’acconto è sempre 100% diviso in 40+60, ma il primo acconto è obbligatorio solo se l’imposta dell’anno precedente supera 257,52 euro)
    • Secondo acconto (60%) entro il 30 novembre

    Regola pratica: se l’imposta dovuta per il 2026 è ad esempio 3.000 euro, gli acconti per il 2027 saranno 100% di 3.000 = 3.000 euro, divisi in 1.200 (giugno) + 1.800 (novembre).

    Step 6: Totale tasse da pagare

    Totale F24 = Saldo imposta anno corrente + Acconti anno successivo + Contributi INPS

    Attenzione: è proprio in questo passaggio che molti forfettari “saltano sulla sedia”. A giugno dell’anno N si paga il saldo dell’anno N-1 + il primo acconto dell’anno N, che spesso supera l’imposta annuale stessa. Un Excel ben fatto ti mostra questo “doppio impatto” in chiaro.

    Tabella coefficienti redditività 2026 per codice ATECO

    Il coefficiente di redditività è il cuore del calcolo forfettario: determina quale percentuale dei tuoi compensi è considerata “reddito” da tassare. La legge 190/2014 (art. 1 commi 54-89) li raggruppa in 9 categorie, dal 40% all’86%. Ecco la tabella completa aggiornata al 2026.

    CoefficienteSettore di attivitàCodici ATECO
    40%Industrie alimentari e delle bevande10.1, 10.2, 11
    40%Commercio all’ingrosso e al dettaglio45, 46, 47 (escluso 47.81, 47.82, 47.89)
    40%Commercio ambulante prodotti alimentari e bevande47.81
    54%Commercio ambulante altri prodotti47.82, 47.89
    62%Intermediari del commercio (agenti, rappresentanti)46.1
    67%Servizi di alloggio e ristorazione55, 56
    78%Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, finanziarie, assicurativeM, N (parz.), Q, P, K (parz.)
    86%Costruzioni e attività immobiliariF, L
    67%Altre attività economiche (non comprese nelle precedenti)Categoria residuale

    Importante: nel tuo Excel devi indicare con precisione il coefficiente che corrisponde al tuo codice ATECO principale. Se hai più codici ATECO con coefficienti diversi, devi calcolare il reddito imponibile separatamente per ciascuna attività e poi sommare.

    I coefficienti più diffusi nel 2026

    Le partite IVA forfettarie italiane si concentrano per oltre il 60% nei servizi professionali (78%): consulenti, freelance digitali, designer, traduttori, formatori, psicologi, architetti, avvocati, commercialisti, ingegneri. Subito dopo: commercianti (40%) e artigiani edili (86%).

    Tool interattivo: calcola subito le tue tasse forfettario 2026

    Inserisci i tuoi dati nel simulatore qui sotto e ottieni in tempo reale il calcolo del reddito imponibile, dell’imposta sostitutiva e delle tasse totali da pagare. Il tool è gratuito, non richiede registrazione e funziona direttamente nel browser.

    Simulatore Tasse Forfettario 2026

    Compila i campi e visualizza istantaneamente il calcolo

    Massimo 85.000 euro per restare nel forfettario
    INPS Gestione Separata, Artigiani, Commercianti o cassa professionale
    Spunta solo se rispetti tutti i requisiti per l’aliquota agevolata

    Risultato del calcolo

    Reddito imponibile lordo23.400,00 €
    Contributi deducibili– 5.500,00 €
    Reddito imponibile netto17.900,00 €
    Aliquota applicata15%
    Imposta sostitutiva2.685,00 €
    Acconti per l’anno successivo (100%)2.685,00 €
    TOTALE F24 (saldo + acconti)5.370,00 €

    Il calcolo non include i contributi INPS dell’anno in corso che si aggiungono al totale F24.

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    Come usare il simulatore: modifica uno qualsiasi dei campi per vedere aggiornarsi in tempo reale il risultato. Prova ad esempio a confrontare lo scenario con/senza aliquota startup spuntando la casella “Primi 5 anni”: vedrai immediatamente quanto vale il regime agevolato (-66% di imposta).

    Scenari pre-calcolati per professionisti (coefficiente 78%)

    Per i professionisti (consulenti, freelance, sanitari, architetti, ingegneri, avvocati, ecc.) che applicano il coefficiente 78%, ecco quattro scenari tipo che ti danno un’idea immediata del carico fiscale per fasce di compensi.

    Compensi annuiReddito imponibile (78%)AliquotaImposta sostitutivaPressione effettiva
    20.000 €15.600 €5% (startup)780 €3,9%
    35.000 €27.300 €15%4.095 €11,7%
    50.000 €39.000 €15%5.850 €11,7%
    75.000 €58.500 €15%8.775 €11,7%

    Lettura della tabella: gli scenari mostrano l’imposta sostitutiva al lordo dei contributi previdenziali deducibili. Nella realtà, sottraendo dal reddito imponibile i contributi versati (di solito tra il 24% e il 26% del reddito), l’imposta scende ulteriormente. Esempio pratico: con compensi 50.000 euro e contributi 7.000 euro, l’imposta sostitutiva passa da 5.850 a (39.000 – 7.000) × 15% = 4.800 euro.

    Confronto startup 5% vs ordinario 15%

    Per chi è nei primi 5 anni di attività e rispetta i requisiti dell’aliquota agevolata, il risparmio è notevole. Esempio per un professionista con 35.000 euro di compensi:

    • Aliquota 5% startup: 27.300 × 5% = 1.365 euro di imposta
    • Aliquota 15% ordinaria: 27.300 × 15% = 4.095 euro di imposta
    • Risparmio: 2.730 euro all’anno (= 66,7% in meno)

    Come si calcolano gli acconti del forfettario

    Il calcolo degli acconti è uno degli aspetti che genera più dubbi tra i forfettari, perché richiede di “anticipare” allo Stato un’imposta su un reddito non ancora maturato. Vediamo le due metodologie ammesse e quale conviene.

    Metodo storico

    Si calcolano gli acconti dell’anno N sul 100% dell’imposta sostitutiva pagata nell’anno N-1. È il metodo automatico, quello che ti propone il commercialista o il software gestionale “in default”.

    • Se imposta 2025 = 4.000 euro → acconti 2026 = 4.000 euro totali
    • Primo acconto (40%): 1.600 euro entro 30 giugno 2026
    • Secondo acconto (60%): 2.400 euro entro 30 novembre 2026

    Eccezione: se l’imposta dell’anno precedente è inferiore a 257,52 euro, l’acconto si versa in un’unica soluzione a novembre. Se inferiore a 51,65 euro, non si versa alcun acconto.

    Metodo previsionale

    Si calcolano gli acconti su una stima del reddito che si presume di realizzare nell’anno in corso. È utile quando sai già che il 2026 sarà nettamente peggiore (o migliore) del 2025.

    Attenzione: con il metodo previsionale, se a fine anno l’imposta effettiva supera quella stimata e gli acconti versati sono insufficienti, scattano sanzioni e interessi per insufficiente versamento (sanzione 30% ridotta con ravvedimento operoso). Quindi il previsionale conviene solo se sei certo che il reddito 2026 sarà più basso del 2025.

    Esempio pratico di calcolo acconti

    Maria, consulente psicologa (coefficiente 78%, aliquota 15%) ha avuto nel 2025:

    • Compensi: 38.000 euro
    • Reddito imponibile lordo: 38.000 × 78% = 29.640 euro
    • Contributi ENPAP versati: 6.500 euro
    • Reddito netto: 23.140 euro
    • Imposta 2025: 23.140 × 15% = 3.471 euro

    Nel 2026 Maria dovrà versare:

    • 30 giugno 2026: saldo 2025 (3.471 €) + primo acconto 2026 (40% di 3.471 = 1.388,40 €) = 4.859,40 euro
    • 30 novembre 2026: secondo acconto 2026 (60% di 3.471 = 2.082,60 euro) = 2.082,60 euro

    Totale tasse 2026: 6.942 euro (escluso INPS e contributi cassa). Un Excel ben fatto deve mostrarti questa “doppia stretta” di giugno (saldo + acconto) per evitare sorprese a metà anno.

    Errori comuni nei calcoli fai-da-te con Excel

    Se costruisci da solo il tuo Excel calcolo tasse forfettario, evita questi 7 errori frequenti che possono portare a versamenti errati e sanzioni dell’Agenzia delle Entrate.

    1. Confondere fatturato e compensi incassati

    Nel forfettario vale il principio di cassa: tassi solo i compensi effettivamente incassati nell’anno, non quelli fatturati ma non ancora pagati dal cliente. Una fattura emessa a dicembre 2025 e incassata a gennaio 2026 è reddito 2026, non 2025.

    2. Includere il bollo in fattura come compenso

    I 2 euro di marca da bollo addebitati in fattura sopra i 77,47 euro non sono compenso: sono un rimborso spese che non concorre al reddito. Vanno scorporati dai compensi imponibili.

    3. Dimenticare i contributi pagati nell’anno

    I contributi previdenziali deducibili sono quelli versati nell’anno, non quelli di competenza. Se nel 2026 paghi anche il saldo INPS 2025, quel versamento è deducibile dal reddito 2026. Molti dimenticano questa “extra deduzione” e pagano più imposta del dovuto.

    4. Applicare l’aliquota startup senza requisiti

    L’aliquota 5% si applica solo se rispetti tutti e tre i requisiti: nessuna attività professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti, attività non in continuazione di precedente lavoro dipendente (salvo eccezioni), compensi sotto le soglie ATECO. Sbagliare l’aliquota porta a sanzioni dal 90% al 180% sull’imposta evasa.

    5. Sbagliare il coefficiente per attività miste

    Se hai più codici ATECO con coefficienti diversi (es. consulenza 78% + commercio online 40%), devi calcolare il reddito separatamente per ogni attività. Applicare un unico coefficiente medio è un errore comune che falsa il calcolo.

    6. Calcolare l’INPS sul reddito netto

    I contributi INPS dei forfettari (Gestione Separata, Artigiani, Commercianti) si calcolano sul reddito imponibile forfettario (compensi × coefficiente), al lordo dei contributi stessi. Calcolarli sul netto è un errore che porta a versamenti insufficienti.

    7. Ignorare la riduzione contributiva 35%

    Gli artigiani e commercianti forfettari possono richiedere la riduzione del 35% sui contributi INPS. Va espressamente domandata entro il 28 febbraio dell’anno di applicazione. Un Excel ben fatto deve avere un’opzione “applica riduzione 35%” da spuntare.

    Limiti dell’Excel: quando serve il commercialista

    Un foglio Excel di calcolo tasse forfettario è uno strumento eccellente per la pianificazione di base e la simulazione, ma non sostituisce la consulenza fiscale professionale in alcuni scenari critici.

    Casi in cui l’Excel non basta

    • Cause ostative: superamento soglia 30.000 euro di redditi da lavoro dipendente, partecipazioni in società, controllo di SRL con attività riconducibile
    • Soglia 100.000 euro: uscita immediata dal regime con conseguenze IVA da gestire correttamente
    • Operazioni con l’estero: clienti UE, reverse charge, esportazioni, prestazioni servizi B2B intracomunitarie
    • Acquisti intracomunitari: superamento soglia 10.000 euro che obbliga a iscriversi al VIES e applicare l’IVA
    • Passaggio dal regime ordinario al forfettario (o viceversa) con rettifiche IVA da gestire
    • Attività professionali con cassa privata: Cassa Forense, INARCASSA, ENPAM, ENPAP hanno regole specifiche di contribuzione minima e massima
    • Errori dell’anno precedente da correggere: ravvedimento operoso, dichiarazione integrativa

    Attenzione alle simulazioni semplificate: gli Excel scaricati da blog generalisti spesso non aggiornano i parametri (coefficienti, soglie, aliquote contributive) e non considerano le specificità del tuo settore. Un errore di calcolo del 5% su 50.000 euro di compensi significa 375 euro di tasse sbagliate.

    Quando affidarsi a un CAF

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato alle partite IVA forfettarie con:

    • Verifica annuale della permanenza nel regime e cause ostative
    • Calcolo preciso di imposta sostitutiva, INPS e acconti
    • Compilazione e invio modello Redditi PF (quadro LM)
    • Pianificazione fiscale personalizzata in base al tuo codice ATECO
    • Predisposizione F24 con codici tributo corretti (1790 per saldo, 1791 e 1792 per acconti)
    • Supporto in caso di richieste documentali dall’Agenzia delle Entrate

    Scarica il file Excel calcolo tasse forfettario gratuito

    Hai utilizzato il simulatore qui sopra e vuoi avere il file Excel completo offline per le tue simulazioni personalizzate? Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente, su richiesta via email, un file Excel pronto all’uso con:

    • Calcolo automatico imposta sostitutiva (5% e 15%)
    • Tabella interattiva con tutti i coefficienti redditività ATECO
    • Calcolo acconti con metodo storico e previsionale a confronto
    • Stima contributi INPS Gestione Separata / Artigiani / Commercianti
    • Pianificazione mensile flussi di cassa per accantonamento tasse
    • Confronto multi-scenario startup 5% vs ordinario 15%

    Richiedi gratis l’Excel calcolo tasse forfettario 2026

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    Specifica nel testo della mail il tuo codice ATECO principale (o il settore di attività): ti invieremo la versione dell’Excel pre-impostata con il coefficiente redditività corretto per il tuo caso.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    FAQ: domande frequenti su Excel calcolo tasse forfettario

    Posso usare l’Excel anche se ho aperto la partita IVA da meno di un anno?

    Sì, ma con un’avvertenza: nel primo anno di attività non avrai un’imposta dell’anno precedente da utilizzare per gli acconti, quindi gli acconti per l’anno successivo si calcoleranno sull’imposta del primo anno completo. Inoltre, se rispetti i requisiti startup, applica l’aliquota agevolata 5% per i primi 5 periodi d’imposta.

    L’Excel calcola anche i contributi INPS Gestione Separata?

    Il file Excel completo che scarichi dal CAF include anche il calcolo dei contributi Gestione Separata INPS al 26,07% (per il 2026, aliquota da confermare con tabelle ufficiali) sul reddito forfettario, con possibilità di rateizzazione e applicazione del massimale annuo (circa 119.650 euro). Il simulatore online qui sopra si limita all’imposta sostitutiva.

    Come faccio se ho compensi sopra 85.000 euro a metà anno?

    Se superi 85.000 euro durante l’anno ma rimani sotto 100.000, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, esci immediatamente dal regime e devi applicare l’IVA su tutte le operazioni dal momento dello sforamento. In entrambi i casi, l’Excel di calcolo va sostituito con un foglio per il regime ordinario semplificato (calcolo IRPEF + addizionali).

    Il simulatore considera la flat tax incrementale?

    No, il simulatore di questa pagina è dedicato al regime forfettario standard. La flat tax incrementale (introdotta nel 2023, prorogata e modificata negli anni successivi) si applica solo a chi è in regime ordinario, non ai forfettari. Per simulare entrambi i regimi a confronto, rivolgiti al CAF.

    Quanto risparmio passando dal regime ordinario al forfettario?

    Dipende dai tuoi compensi e dalle tue spese reali. Indicativamente, un professionista con 40.000 euro di compensi e poche spese reali (under 5.000 euro) risparmia tra 3.000 e 5.000 euro all’anno con il forfettario rispetto all’ordinario. Se invece hai spese reali alte (ad esempio 15.000 euro), il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. L’Excel completo permette il confronto diretto.

    Perché l’imposta calcolata nel mio Excel è diversa da quella del commercialista?

    I motivi più frequenti: hai dimenticato di sottrarre i contributi previdenziali pagati nell’anno, hai applicato un coefficiente sbagliato, hai tassato compensi non incassati (errore principio di cassa), oppure hai applicato erroneamente l’aliquota startup. Confronta i passaggi nel tuo Excel con i 6 step indicati in questa guida.

    I codici tributo da usare in F24 per pagare le tasse forfettario?

    I codici tributo principali per il regime forfettario sono:

    • 1790: imposta sostitutiva forfettario – Saldo
    • 1791: imposta sostitutiva forfettario – Acconto prima rata
    • 1792: imposta sostitutiva forfettario – Acconto seconda rata

    L’Excel completo del CAF integra questi codici nei modelli F24 pre-compilati per facilitarti la vita al momento dei versamenti.

    In sintesi: pianifica le tasse forfettario senza sorprese

    Un buon Excel calcolo tasse forfettario 2026 deve seguire i 6 step fiscali (compensi → reddito imponibile lordo → contributi → reddito netto → imposta → acconti), applicare il coefficiente redditività corretto per il tuo codice ATECO, considerare la doppia stretta di giugno con saldo + primo acconto, ed evitare i 7 errori di calcolo più frequenti. Il simulatore interattivo di questa pagina ti dà una stima immediata; il file Excel scaricabile gratuitamente via email è lo strumento operativo per la pianificazione mensile.

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    Maggio 15, 2026/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 14:00:002026-09-27 00:05:16Excel Calcolo Tasse Forfettario 2026: Tool Gratuito Scaricabile per Simulazione Imposte
    CAF

    Codici Tributo IRPEF F24: Elenco Completo e Novità 2026

    aliquote irpef 2024 e calcolo detrazioni

    Indice dei contenuti

    1. Cosa sono i codici tributo IRPEF
    2. Il modello F24: struttura e funzionamento
    3. Elenco completo codici tributo IRPEF
    4. Codici per saldo e acconti IRPEF
    5. Codici per ritenute alla fonte
    6. Codici per addizionali regionali e comunali
    7. Novità 2026: nuovi codici e modifiche
    8. Come compilare correttamente l’F24
    9. Scadenze pagamento IRPEF 2026
    10. Domande frequenti

    Il modello F24 è lo strumento fondamentale per il pagamento delle imposte in Italia, e conoscere i codici tributo IRPEF corretti è essenziale per evitare errori che potrebbero causare sanzioni o ritardi nei pagamenti. In questa guida completa analizziamo tutti i codici tributo F24 relativi all’IRPEF, con le novità introdotte nel 2026 e le istruzioni dettagliate per la compilazione.

    Che tu debba versare il saldo IRPEF, gli acconti IRPEF o le addizionali regionali e comunali, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente il modello F24 ed effettuare i pagamenti nei termini previsti.

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    Cosa sono i codici tributo IRPEF

    I codici tributo sono codici numerici di 4 cifre che identificano in modo univoco la tipologia di imposta o contributo da versare tramite il modello F24. Per quanto riguarda l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), esistono diversi codici tributo che corrispondono a differenti tipologie di pagamento.

    Ogni codice tributo IRPEF ha una funzione specifica e deve essere utilizzato nel contesto corretto: versare il codice sbagliato può comportare l’errato accredito del pagamento, con conseguenti problematiche fiscali e l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.

    I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite specifiche Risoluzioni e sono periodicamente aggiornati per adeguarsi alle modifiche normative. È fondamentale consultare sempre la documentazione ufficiale più recente per verificare eventuali variazioni.

    Il modello F24: struttura e funzionamento

    Il modello F24 è il documento unificato per il pagamento di imposte, tributi e contributi. Si compone di diverse sezioni, ciascuna dedicata a specifiche tipologie di versamenti:

    • Sezione Erario: per il versamento di imposte dirette (IRPEF, IRES, imposte sostitutive) e IVA
    • Sezione INPS: per contributi previdenziali e assistenziali
    • Sezione Regioni: per tributi regionali (IRAP, tasse automobilistiche, ecc.)
    • Sezione IMU e altri tributi locali: per imposte comunali
    • Sezione Altri enti previdenziali e assicurativi: per contributi a enti diversi dall’INPS

    Per i versamenti IRPEF, la compilazione avviene principalmente nella sezione Erario, dove vanno indicati:

    • Codice tributo: il codice di 4 cifre specifico (es. 4001 per il saldo IRPEF)
    • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il pagamento (formato AAAA)
    • Importo a debito versato: la somma da pagare
    • Codice ufficio: eventuale codice dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (spesso non necessario)
    • Codice atto: utilizzato in caso di ravvedimento operoso o versamenti a seguito di controlli

    Il modello F24 può essere compilato e pagato in diverse modalità: online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 web, F24 online), attraverso home banking, oppure presso sportelli bancari e postali (limitatamente ad alcuni casi specifici).

    Elenco completo codici tributo IRPEF

    Di seguito la tabella completa dei principali codici tributo IRPEF utilizzati per i versamenti tramite modello F24. I codici sono suddivisi per tipologia di pagamento:

    Codice TributoDescrizioneUtilizzo
    4001Saldo IRPEFVersamento del saldo annuale dell’imposta
    4033Prima rata acconto IRPEFAcconto del 40% (giugno/luglio)
    4034Seconda rata acconto IRPEFAcconto del 60% (novembre)
    1989Addizionale regionale IRPEF – SaldoSaldo addizionale regionale
    1990Addizionale regionale IRPEF – Prima rata accontoPrima rata acconto regionale
    1991Addizionale regionale IRPEF – Seconda rata accontoSeconda rata acconto regionale
    3801Addizionale comunale IRPEF – SaldoSaldo addizionale comunale
    3802Addizionale comunale IRPEF – AccontoAcconto addizionale comunale
    1001Ritenute IRPEF lavoro dipendenteRitenute operate dai sostituti d’imposta
    1002Ritenute IRPEF lavoro autonomoRitenute su compensi professionali
    1012Ritenute IRPEF redditi di capitaleRitenute su interessi, dividendi
    1040Ritenute IRPEF provvigioniRitenute su provvigioni
    1627IRPEF da lavoro dipendente trattenuta dal datoreVersamento trattenute mensili

    Questa tabella comprende i codici tributo più utilizzati dai contribuenti per la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Ciascun codice ha una specifica funzione e va utilizzato nel contesto appropriato.

    Codici per saldo e acconti IRPEF

    Il pagamento dell’IRPEF avviene attraverso un sistema di saldo e acconti. Vediamo nel dettaglio i codici tributo da utilizzare per ciascuna tipologia di versamento:

    Codice 4001: Saldo IRPEF

    Il codice tributo 4001 viene utilizzato per il versamento del saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti.

    Il saldo IRPEF si versa entro le seguenti scadenze:

    • 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento (senza maggiorazione)
    • 30 luglio dell’anno successivo (con maggiorazione dello 0,40%)

    Esempio pratico: per la dichiarazione dei redditi 2025 (anno d’imposta 2024), il saldo IRPEF va versato entro il 30 giugno 2025 utilizzando il codice tributo 4001, indicando “2024” come anno di riferimento.

    Codice 4033: Prima rata acconto IRPEF

    Il codice tributo 4033 identifica la prima rata dell’acconto IRPEF, pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso (stimata sulla base dell’anno precedente).

    La prima rata acconto si versa:

    • 30 giugno (per chi presenta il modello 730)
    • 30 luglio con maggiorazione dello 0,40% (rateizzazione consentita)

    È possibile versare la prima rata in un’unica soluzione insieme al saldo, oppure rateizzarla fino a novembre applicando gli interessi.

    Codice 4034: Seconda rata acconto IRPEF

    Il codice tributo 4034 si utilizza per la seconda rata dell’acconto IRPEF, pari al 60% dell’imposta annua stimata.

    La scadenza della seconda rata acconto è fissata al 30 novembre di ciascun anno. Non è prevista la possibilità di rateizzazione per questa quota.

    Attenzione: l’acconto IRPEF non è dovuto se l’importo complessivo (prima + seconda rata) è inferiore a 51,65 euro.

    Codici per ritenute alla fonte

    Le ritenute alla fonte sono prelievi fiscali che il sostituto d’imposta (datore di lavoro, committente, istituto bancario) opera direttamente alla fonte del reddito, versandole all’Erario per conto del contribuente.

    I principali codici tributo per le ritenute IRPEF sono i seguenti:

    Codice 1001: Ritenute IRPEF lavoro dipendente

    Il codice 1001 viene utilizzato dai datori di lavoro per versare le ritenute IRPEF operate sulle retribuzioni dei dipendenti. Il versamento va effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di corresponsione degli stipendi.

    Codice 1002: Ritenute IRPEF lavoro autonomo

    Il codice tributo 1002 si applica alle ritenute d’acconto operate sui compensi dei professionisti e lavoratori autonomi. L’aliquota standard è del 20% del compenso lordo.

    Il committente che corrisponde il compenso deve operare la ritenuta e versarla entro il 16 del mese successivo al pagamento. Il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, potrà scomputare le ritenute subite dall’imposta complessiva dovuta.

    Codice 1012: Ritenute su redditi di capitale

    Il codice 1012 identifica le ritenute IRPEF applicate ai redditi di capitale, come interessi su conti correnti, dividendi azionari, interessi su obbligazioni.

    Le banche e gli intermediari finanziari operano automaticamente la ritenuta (solitamente del 26%) e la versano all’Erario utilizzando questo codice tributo.

    Codici per addizionali regionali e comunali

    Oltre all’IRPEF nazionale, i contribuenti devono versare anche le addizionali IRPEF a favore di Regioni e Comuni. Queste imposte seguono la stessa base imponibile dell’IRPEF ma hanno aliquote stabilite dagli enti locali.

    Addizionale regionale IRPEF

    L’addizionale regionale IRPEF viene versata utilizzando i seguenti codici tributo:

    • Codice 1989: saldo addizionale regionale IRPEF
    • Codice 1990: prima rata acconto addizionale regionale
    • Codice 1991: seconda rata acconto addizionale regionale

    Le aliquote dell’addizionale regionale variano da Regione a Regione e possono essere progressive. Ad esempio:

    • Lombardia: aliquota base 1,23% (con progressive maggiorazioni per redditi superiori)
    • Lazio: aliquota base 1,73% (con progressive maggiorazioni)
    • Friuli Venezia Giulia: aliquota 1,23%

    Il saldo e gli acconti seguono le stesse scadenze dell’IRPEF nazionale (30 giugno o 30 luglio per saldo e prima rata, 30 novembre per seconda rata).

    Addizionale comunale IRPEF

    L’addizionale comunale IRPEF utilizza i codici tributo:

    • Codice 3801: saldo addizionale comunale IRPEF
    • Codice 3802: acconto addizionale comunale IRPEF

    Ogni Comune stabilisce autonomamente l’aliquota dell’addizionale (con un tetto massimo dello 0,9%), eventuali detrazioni e soglie di esenzione. Le aliquote comunali variano significativamente: alcuni Comuni non applicano l’addizionale, altri applicano aliquote progressive fino allo 0,9%.

    Per conoscere l’aliquota specifica del proprio Comune di residenza, è possibile consultare il sito del Dipartimento delle Finanze del MEF o il portale del Comune stesso.

    Novità 2026: nuovi codici e modifiche

    Per l’anno 2026 sono state introdotte alcune importanti novità in materia di codici tributo IRPEF e modalità di versamento. Vediamo le principali modifiche:

    Riforma IRPEF: nuove aliquote e scaglioni

    Con la Legge di Bilancio 2026 è stata confermata la struttura a tre scaglioni IRPEF introdotta nel 2024:

    • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
    • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
    • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

    Sebbene le aliquote siano rimaste invariate, il calcolo del saldo e degli acconti IRPEF per il 2026 dovrà tenere conto di queste percentuali. I codici tributo (4001, 4033, 4034) restano gli stessi.

    Nuovi codici per regimi speciali

    Sono stati istituiti nuovi codici tributo specifici per particolari categorie di contribuenti o regimi fiscali agevolati. Tra questi:

    • Codici dedicati ai lavoratori impatriati che usufruiscono di agevolazioni fiscali
    • Codici per il regime forfettario (imposta sostitutiva 5% o 15%)
    • Codici per cedolare secca sugli affitti (21% o 10%)

    Per i contribuenti in regime forfettario, l’imposta sostitutiva (che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP) si versa con codici tributo dedicati e non con i codici IRPEF ordinari.

    Modifiche alle addizionali regionali 2026

    Alcune Regioni hanno modificato le aliquote dell’addizionale regionale IRPEF per il 2026. È fondamentale verificare l’aliquota applicata dalla propria Regione di residenza prima di calcolare saldo e acconti.

    Le modifiche più significative hanno riguardato:

    • Lazio: conferma aliquota progressiva fino al 3,33% per redditi oltre 75.000 euro
    • Piemonte: aliquota confermata al 1,68% (con maggiorazioni progressive)
    • Calabria: conferma aliquota maggiorata per il rientro dal deficit sanitario

    Come compilare correttamente l’F24

    La corretta compilazione del modello F24 è fondamentale per evitare errori nei versamenti IRPEF. Vediamo passo dopo passo come procedere:

    Passo 1: Individuare la sezione corretta

    Per i versamenti IRPEF, utilizza la sezione “Erario” del modello F24. Questa sezione si trova nella parte superiore del modulo e prevede diverse colonne da compilare.

    Passo 2: Inserire il codice tributo

    Nella colonna “codice tributo”, inserisci il codice di 4 cifre corrispondente al tipo di versamento che devi effettuare. Ad esempio:

    • 4001 per il saldo IRPEF
    • 4033 per la prima rata acconto
    • 1989 per il saldo addizionale regionale

    Passo 3: Indicare l’anno di riferimento

    Nella colonna “anno di riferimento”, scrivi l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento nel formato AAAA. Ad esempio, per il saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024), scrivi “2024”.

    Passo 4: Compilare l’importo a debito

    Nella colonna “importi a debito versati”, indica la somma da pagare in euro, senza il simbolo dell’euro. Utilizza la virgola per separare i decimali (es. 1.234,56).

    Attenzione: NON compilare la colonna “importi a credito compensati” se stai effettuando un semplice versamento. Questa colonna va utilizzata solo in caso di compensazione di crediti fiscali.

    Esempio pratico di compilazione

    Supponiamo di dover versare:

    • Saldo IRPEF 2024: 1.500,00 euro
    • Prima rata acconto IRPEF 2025: 800,00 euro
    • Saldo addizionale regionale 2024: 200,00 euro

    Il modello F24 verrà compilato con tre righe separate nella sezione Erario:

    Codice tributoAnno rif.Importo a debito
    400120241.500,00
    40332025800,00
    19892024200,00

    Totale da versare: 2.500,00 euro (somma delle tre righe).

    Modalità di pagamento F24

    Una volta compilato, il modello F24 può essere pagato tramite:

    • Home banking: la modalità più comoda, disponibile con tutti i principali istituti bancari
    • F24 web: servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate accessibile dal sito con SPID, CIE o CNS
    • Sportello bancario o postale: solo per importi non superiori a 1.000 euro e in assenza di compensazioni
    • CAF o commercialista: tramite intermediari abilitati

    Per importi superiori a 1.000 euro o in presenza di compensazioni (crediti da scomputare), il versamento deve essere effettuato obbligatoriamente online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking.

    Scadenze pagamento IRPEF 2026

    Conoscere le scadenze fiscali è essenziale per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze IRPEF per il 2026:

    Scadenze per contribuenti con modello 730

    • 30 giugno 2026: versamento saldo IRPEF 2025 (anno d’imposta 2024) e prima rata acconto 2026
    • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione dello 0,40% (sia saldo che prima rata acconto)
    • 30 novembre 2026: versamento seconda rata acconto IRPEF 2026

    Scadenze per contribuenti con Redditi PF

    • 30 giugno 2026: versamento saldo e prima rata acconto (per chi presenta la dichiarazione entro maggio)
    • 30 luglio 2026: versamento con maggiorazione (per chi presenta entro giugno)
    • 30 novembre 2026: seconda rata acconto

    Rateizzazione dei versamenti

    È possibile rateizzare il pagamento del saldo e della prima rata acconto IRPEF:

    • Prima rata: 30 giugno o 30 luglio (con maggiorazione 0,40%)
    • Rate successive: dal 16 luglio fino al 16 novembre (con applicazione di interessi mensili)

    Gli interessi per la rateizzazione vengono calcolati con tasso legale (attualmente 2,5% annuo) su base giornaliera dalla scadenza ordinaria fino alla data di versamento effettivo.

    Ravvedimento operoso

    Se hai dimenticato di pagare entro le scadenze, puoi regolarizzare la tua posizione tramite ravvedimento operoso, versando:

    • L’imposta dovuta con il codice tributo ordinario
    • Gli interessi calcolati giorno per giorno
    • La sanzione ridotta (dallo 0,1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo)

    Per effettuare il ravvedimento è necessario utilizzare codici tributo specifici per sanzioni e interessi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nel calcolo corretto di tutti gli importi dovuti.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sui codici tributo IRPEF

    Qual è il codice tributo per il saldo IRPEF?

    Il codice tributo per il saldo IRPEF è il 4001. Va utilizzato per versare la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno precedente e quanto già versato tramite ritenute e acconti. Il versamento va effettuato entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) tramite modello F24 indicando l’anno di riferimento corretto.

    Cosa succede se sbaglio il codice tributo?

    Se sbagli il codice tributo, il versamento viene erroneamente attribuito a una diversa tipologia di imposta. Questo puo causare la mancata copertura del debito fiscale corretto e l’applicazione di sanzioni e interessi. È possibile correggere l’errore tramite istanza all’Agenzia delle Entrate o utilizzando il ravvedimento operoso per versare nuovamente con il codice corretto.

    Quando si versa la prima rata acconto IRPEF?

    La prima rata dell’acconto IRPEF (codice 4033) si versa entro il 30 giugno insieme al saldo dell’anno precedente. È possibile versare entro il 30 luglio applicando una maggiorazione dello 0,40%. La prima rata è pari al 40% dell’imposta calcolata per l’anno in corso. È ammessa la rateizzazione fino a novembre con applicazione di interessi.

    Dove trovo i codici tributo per le addizionali regionali?

    I codici tributo per le addizionali regionali IRPEF sono: 1989 per il saldo, 1990 per la prima rata acconto, 1991 per la seconda rata acconto. Questi codici vanno utilizzati nella sezione Erario del modello F24 indicando lo stesso anno di riferimento utilizzato per l’IRPEF nazionale.

    È obbligatorio versare gli acconti IRPEF?

    Sì, gli acconti IRPEF sono obbligatori se l’imposta dovuta per l’anno precedente supera i 51,65 euro. Gli acconti servono a rateizzare il carico fiscale durante l’anno. Se non versi gli acconti nei termini previsti, dovrai applicare sanzioni e interessi tramite ravvedimento operoso.

    Posso compensare crediti fiscali con l’F24?

    Sì, tramite il modello F24 è possibile compensare crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF da dichiarazione) con debiti di altre imposte. In questo caso va compilata la colonna importi a credito compensati oltre alla colonna importi a debito versati. La compensazione è ammessa solo tramite versamento telematico se l’importo supera 5.000 euro annui.


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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