Regime forfettario 2026: tutto sui limiti e i controlli automatici

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Regime forfettario 2026: rischi e controlli automatici

Per le partite IVA in regime forfettario il mese di dicembre è il momento cruciale per effettuare tutti i
controlli di fine anno e capire se sarà possibile continuare ad applicare la flat tax nel 2026.
I verifiche riguardano in particolare ricavi e compensi, redditi da lavoro dipendente e pensione,
oltre alle spese per dipendenti e collaboratori e alle diverse cause ostative che possono
far perdere il regime agevolato.

Un’attenta analisi dei dati entro il 31 dicembre consente di evitare errori e brutte sorprese, come l’uscita forzata dal
regime forfettario con passaggio alla tassazione ordinaria, spesso molto più onerosa
per i professionisti e le piccole imprese.

Limite di ricavi e compensi per il regime forfettario: soglia 85.000 e 100.000 euro

Il primo controllo da effettuare a fine anno per le partite IVA in regime forfettario riguarda il
limite di ricavi e compensi percepiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025.
Per poter applicare il regime forfettario nel 2026, occorre rispettare la soglia di
85.000 euro.

Se il totale di ricavi e compensi supera questo limite, si presentano due scenari distinti:

  • Se il totale è superiore a 85.000 euro ma inferiore a 100.000 euro,
    si perde il regime forfettario a partire dall’anno successivo, cioè dal 2026.
    In pratica, il contribuente potrà usare ancora il forfettario per il 2025, ma dal 1° gennaio 2026 passerà
    al regime ordinario.
  • Se invece nel corso dell’anno si supera la soglia “antielusione” di
    100.000 euro, la fuoriuscita dal regime forfettario è
    immediata e la flat tax cessa di applicarsi già nel 2025.

Per questo è fondamentale monitorare con precisione l’andamento di fatturato e
incassi durante tutto l’anno, con un controllo puntuale a dicembre, così da non oltrepassare
inavvertitamente le soglie che determinano l’accesso o l’uscita dalla flat tax 2026.

Regime forfettario e criterio di cassa: contano solo gli incassi

Nella verifica della soglia di 85.000 euro, il regime forfettario segue il
criterio di cassa. Questo significa che, ai fini del conteggio, rilevano esclusivamente i
ricavi e compensi effettivamente incassati nell’anno, indipendentemente dalla data di emissione della fattura.

Ad esempio, una fattura emessa il 28 dicembre 2025 ma incassata nel gennaio 2026
non verrà considerata ai fini del limite di 85.000 euro per il 2025, ma peserà sul
calcolo del limite per il 2026. Viceversa, una fattura emessa a fine 2024 e incassata nel 2025 rientra
nel conteggio dei ricavi 2025.

Capire bene la logica del criterio di cassa è essenziale per evitare errori nella stima del
fatturato utile a mantenere il regime forfettario e la flat tax.

Redditi da lavoro dipendente e pensione: limite 35.000 euro per la flat tax 2026

Oltre ai ricavi e compensi della partita IVA, è necessario verificare anche la presenza di
redditi da lavoro dipendente o di pensione. Per mantenere il
regime forfettario nel 2026, il contribuente non deve superare il limite di
35.000 euro di redditi da lavoro o pensione percepiti nell’anno precedente.

Il limite ordinario dei 30.000 euro è stato infatti elevato a 35.000 euro e la soglia
risulta confermata anche per il 2026. Il riferimento è ai redditi da lavoro dipendente e pensione
percepiti nell’anno, al netto degli oneri deducibili, ma senza tenere conto delle somme
sottoposte a tassazione separata.

La verifica non è necessaria se il rapporto di lavoro dipendente è cessato nel corso del 2025 e nel medesimo
anno non sono stati percepiti ulteriori redditi di lavoro dipendente o redditi di pensione. In tutti gli altri casi,
il superamento del limite comporta la perdita della flat tax e l’uscita dal
regime forfettario.

Spese per dipendenti e collaboratori: tetto massimo 20.000 euro

Un altro controllo fondamentale di fine anno riguarda le spese per dipendenti e collaboratori.
Il regime forfettario prevede infatti un limite massimo di 20.000 euro annui per le
spese sostenute per forza lavoro, superato il quale non è più possibile mantenere la
flat tax nell’anno successivo.

Nel calcolo rientrano tutte le somme corrisposte a:

  • dipendenti;
  • collaboratori a vario titolo;
  • lavoratori a progetto;
  • altri soggetti che prestano la propria attività con forme assimilabili al lavoro dipendente.

Questa regola serve a garantire che il regime forfettario resti uno strumento pensato per
micro imprese e professionisti con una struttura ridotta, escludendo realtà con
organizzazione complessa e costi del personale elevati.

Cause ostative al regime forfettario: ex datore di lavoro, società e partecipazioni

I controlli di fine anno per la flat tax 2026 non si fermano ai limiti numerici di
ricavi, redditi e spese, ma riguardano anche le cause ostative previste dalla normativa.

Tra le principali:

  • La prevalenza dei compensi derivanti da attività svolta nei confronti dell’ex datore di lavoro
    (o soggetti a esso riconducibili) nei due anni precedenti. Se oltre il 50 per cento dei compensi
    della partita IVA deriva dall’ex datore di lavoro, di norma non si può applicare il regime forfettario.
  • La partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari con attività
    riconducibili a quella svolta come persona fisica.
  • Il controllo diretto o indiretto di società a responsabilità limitata (SRL) o associazioni in
    partecipazione che svolgono attività economiche riconducibili a quella esercitata individualmente.

Questi elementi vanno monitorati con attenzione, perché possono determinare l’esclusione dal
regime forfettario anche in presenza di limiti di ricavi e spese formalmente rispettati.

Checklist pratica dei controlli di fine anno per il regime forfettario

Per gestire correttamente i controlli di fine anno e verificare la possibilità di applicare la
flat tax nel 2026, è utile seguire una semplice checklist operativa:

  • Calcolare tutti i ricavi e compensi incassati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 e verificare
    il rispetto del limite di 85.000 euro e della soglia 100.000 euro “antielusione”.
  • Controllare i redditi da lavoro dipendente e pensione percepiti nell’anno precedente,
    verificando il limite di 35.000 euro.
  • Sommare tutte le spese per dipendenti e collaboratori sostenute nel 2025 e verificare la soglia
    di 20.000 euro.
  • Analizzare eventuali rapporti con ex datori di lavoro per verificare la prevalenza dei compensi.
  • Verificare la presenza di partecipazioni in società o il controllo di SRL con attività
    riconducibili a quella svolta a titolo individuale.

Questi passaggi permettono di avere un quadro completo e aggiornato della propria posizione rispetto al
regime forfettario e alla flat tax.

Rischi, sanzioni e conseguenze in caso di errori

Ignorare o sottovalutare i controlli di fine anno può comportare conseguenze rilevanti in
termini di accertamenti fiscali, sanzioni e recupero imposte. L’applicazione del
regime forfettario in assenza dei requisiti può portare l’Agenzia delle Entrate a:

  • recuperare le imposte non versate applicando la tassazione ordinaria in luogo della
    flat tax;
  • irrogare sanzioni e interessi per utilizzo indebito del regime agevolato;
  • effettuare controlli incrociati su fatturato, rapporti di lavoro, partecipazioni societarie e
    flussi bancari.

Per questo è opportuno muoversi in modo prudente e documentato, mantenendo sempre traccia delle verifiche
effettuate su ricavi, redditi e spese.

Consigli finali e importanza della consulenza fiscale

I controlli di fine anno sul regime forfettario sono un passaggio fondamentale per chi
vuole continuare ad applicare la flat tax nel 2026 in sicurezza. Le regole su
ricavi e compensi, redditi da lavoro dipendente, pensione,
spese per dipendenti e collaboratori e cause ostative sono numerose e in continua evoluzione.

Per evitare errori nella gestione del regime forfettario e ridurre il rischio di
accertamenti fiscali, è spesso consigliabile affidarsi a una consulenza fiscale specializzata,
in grado di:

  • verificare il rispetto di tutti i requisiti per la flat tax 2026;
  • simulare il confronto tra regime forfettario e regime ordinario in ottica di risparmio fiscale;
  • supportare il contribuente nella corretta gestione di fatture, incassi e adempimenti fiscali.

Un controllo accurato oggi permette di affrontare il 2026 con maggiore serenità, evitando di perdere i vantaggi della flat tax e mantenendo la propria attività in un contesto di piena
regolarità fiscale.

regime forfettario partita iva

Aprire una Partita IVA è un grande passo, ma porta con sé una verità scomoda che molti scoprono solo dopo: il conto corrente personale non basta più. Mescolare incassi professionali e spese personali è uno dei più grandi errori che un freelance, un professionista o una PMI possa fare. Significa fare i salti mortali a fine mese per capire quanto hai realmente guadagnato, perdere deduzioni fiscali importanti e – nei casi peggiori – attirare l’attenzione del Fisco per movimenti poco trasparenti.

La soluzione esiste e si chiama conto business. Ma non un conto business qualsiasi: serve uno strumento vero, pensato per chi lavora con la Partita IVA, integrato con la fatturazione elettronica, capace di categorizzare automaticamente le spese deducibili e – soprattutto – con un IBAN italiano per non avere problemi con SEPA, INPS, F24 e clienti italiani.

In questa guida completa ti racconto perché il CAF Centro Fiscale consiglia Qonto ai propri clienti: dalla nostra esperienza diretta con centinaia di Partite IVA, è la soluzione più equilibrata sul mercato italiano in termini di costi, funzionalità, integrazione fiscale e affidabilità. Non è il conto più economico in assoluto, ma è quello che ti fa risparmiare di più in tempo, errori e commercialista. Vedremo insieme tutti i piani 2026 con prezzi aggiornati, le funzioni reali, come aprirlo in 10 minuti, i pro e contro onesti e i confronti con i principali concorrenti (Revolut, N26, Hype, Finom, Tot).

Alla fine saprai esattamente se Qonto fa al caso tuo, quale piano scegliere e come attivarlo senza errori. Apri Qonto cliccando qui se hai già le idee chiare, oppure continua a leggere per la recensione completa.

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Cos’è Qonto: storia, sede legale e target

Qonto è una fintech europea specializzata in conti business per professionisti, freelance, Partite IVA e PMI. Fondata nel 2016 a Parigi da Alexandre Prot e Steve Anavi, oggi è uno degli operatori finanziari più importanti d’Europa per il segmento business, con oltre 500.000 clienti tra Francia, Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi e un team di più di 1.400 persone.

Qonto non è una banca tradizionale: opera come istituto di pagamento autorizzato dalla Banque de France (ACPR) e iscritto all’albo degli istituti di pagamento. In Italia opera tramite la sede legale di Qonto Italia S.r.l. e i fondi dei clienti sono segregati su conti vigilati presso banche partner, garantendo la massima sicurezza patrimoniale.

Il target di Qonto è chiarissimo: chi lavora. Non si rivolge ai privati che cercano un conto per la spesa o lo stipendio, ma esclusivamente a chi ha bisogno di gestire flussi finanziari professionali. Questa specializzazione è il suo grande vantaggio: ogni funzione è pensata per il tuo lavoro, non per “consumer” generici.

Nel 2022 Qonto ha acquisito Penta (concorrente tedesco) e ha continuato a crescere fino a diventare un punto di riferimento per il neobanking business in Europa. Per maggiori dettagli puoi visitare la pagina ufficiale Qonto e vedere le ultime offerte.

Per chi è ideale Qonto: profili professionali

Non tutti i conti business si adattano a tutti. Qonto eccelle in alcuni profili specifici e offre meno valore in altri. Vediamo per chi è davvero la scelta giusta:

  • Freelance e Partite IVA in regime forfettario: il piano Basic a 9€/mese è perfetto. Hai IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata e categorizzazione automatica. Ti consente di gestire incassi e spese deducibili senza commercialista per il day-by-day.
  • Professionisti con cassa di previdenza (avvocati, ingegneri, geometri, psicologi, medici): l’integrazione con la fattura elettronica è fondamentale per gestire le ritenute d’acconto e il flusso clienti.
  • SRL e SRLS: il piano Smart o Premium offre più carte, più utenti e funzionalità di multi-utente con permessi differenziati. Ideale per società con 2-10 collaboratori.
  • Startup e fondatori: Qonto è amato dall’ecosistema startup per la sua API, le integrazioni con Stripe, Shopify e i tool di accounting moderni. Apertura conto rapida anche per società appena costituite.
  • Liberi professionisti con regime ordinario: per chi ha volumi più alti, Qonto offre limiti operativi più ampi e funzioni avanzate come bonifici batch e gestione fornitori.
  • E-commerce e dropshipper: integrazione nativa con Shopify, PayPal, Stripe e gestione cambio valuta a costi competitivi.
  • Associazioni e cooperative: i piani business permettono di gestire conti collettivi con più amministratori.

Per chi non è ideale Qonto? Per chi cerca un conto privato (Qonto è solo business), per chi vuole massimizzare il cashback su acquisti personali, o per chi necessita di servizi bancari complessi come mutui ipotecari (per cui serve una banca tradizionale).

Tutti i piani Qonto 2026 con prezzi dettagliati

Qonto offre due famiglie di piani: una per liberi professionisti e freelance (Solo Basic, Solo Smart, Solo Premium) e una per società e team (Team Essential, Team Business, Team Enterprise). Ecco la panoramica completa dei prezzi 2026:

PianoTargetPrezzoCarte incluseBonifici SEPAUtenti
BasicFreelance forfettari9€/mese1 (One)30/mese1
Solo SmartFreelance attivi19€/mese1 (Plus)60/mese1
Solo PremiumProfessionisti avanzati39€/mese1 (X) + 2 virtuali100/mese1
Team EssentialPiccole società49€/mese2100/mese5
Team BusinessSRL strutturate99€/mese5500/mese10
Team EnterpriseAziende grandi199€/mese15+IllimitatiIllimitati

Sconto pagamento annuale: tutti i piani offrono uno sconto del 10-20% se paghi annualmente invece che mensilmente. Per un Basic, ad esempio, il costo annuale è di circa 99€ invece di 108€.

Piano Basic (9€/mese): perfetto per forfettari

È il piano d’ingresso, pensato per chi ha appena aperto Partita IVA o ha volumi limitati. Include: IBAN italiano, 1 carta Mastercard One, 30 bonifici SEPA al mese, fatturazione elettronica illimitata in entrata e in uscita, app mobile e desktop, supporto in italiano. Ideale per regime forfettario sotto i 30.000€ annui.

Piano Solo Smart (19€/mese): il più scelto da freelance

Aggiunge al Basic: 60 bonifici, carta Plus con limiti più alti e cashback (1% su Google/Facebook Ads, utile per chi fa marketing), 1 carta virtuale, integrazione con Apple Pay e Google Pay potenziata, supporto prioritario. È il piano più scelto dai freelance attivi.

Piano Solo Premium (39€/mese): per chi fattura tanto

Per Partite IVA strutturate. Include: 100 bonifici, carta X metallica con assicurazione viaggio fino a 5.000€, 2 carte virtuali, accesso a salotti aeroportuali, gestione multi-valuta, integrazioni avanzate (Zapier, Make), assistenza dedicata.

Piani per società: Team Essential, Team Business, Team Enterprise

I piani per società partono da Team Essential a 49€/mese (5 utenti, 2 carte) e arrivano a Team Enterprise a 199€/mese con utenti illimitati e API personalizzate. Il piano Team Business a 99€/mese è il più scelto da SRL con 3-10 dipendenti: include 10 utenti, controllo accessi, approvazioni multi-livello, esportazione contabile automatica.

Per scegliere il piano giusto, vai sul sito Qonto e usa il configuratore: ti aiuta a stimare il piano in base ai tuoi volumi.

Le 12 funzioni principali di Qonto

Qonto non è solo un conto: è una piattaforma finanziaria completa. Ecco le 12 funzioni che fanno la differenza nel quotidiano:

  • 🇮🇹 IBAN italiano IT60 – nessun problema con SEPA Italia, F24, INPS, addebiti.
  • 📄 Fatturazione elettronica integrata – emetti e ricevi fatture XML SDI direttamente dall’app.
  • 🏷️ Categorizzazione automatica spese – l’AI di Qonto cataloga ogni movimento (carburante, ristoranti, software).
  • 💳 Carte fisiche e virtuali Mastercard – con limiti personalizzabili e cashback su categorie.
  • 📱 App mobile e web – sincronizzate, intuitive, in italiano.
  • 👥 Multi-utente con permessi – aggiungi commercialista, soci, dipendenti con ruoli granulari.
  • 📊 Dashboard analytics – grafici di entrate/uscite, cash flow, previsioni.
  • 🔄 Bonifici SEPA Instant – arrivi in 10 secondi 24/7.
  • 📥 Bonifici batch (CBI) – paga 100 fornitori in un click caricando un file.
  • 🔗 Integrazioni – Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, Shopify, Stripe, Zapier.
  • 🤝 Accesso commercialista – il tuo professionista ha login dedicato per scaricare estratti conto.
  • 🛡️ Sicurezza 3D Secure – autenticazione forte SCA su ogni operazione.

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Apertura conto Qonto: guida step-by-step

Aprire un conto Qonto è uno dei processi più rapidi del mercato: in 10 minuti hai compilato la richiesta, in 24-48 ore il conto è operativo. Ecco i passaggi reali:

  1. Step 1 – Vai sul sito Qonto (2 min): apri Qonto cliccando qui e seleziona “Apri un conto”. Scegli tra Freelance/Professionista o Società.
  2. Step 2 – Inserisci dati personali (3 min): nome, cognome, email, password, numero di telefono. Verifica via SMS.
  3. Step 3 – Inserisci dati Partita IVA o società (3 min): codice fiscale, P.IVA, codice ATECO, regime fiscale, indirizzo legale. Per le SRL: visura camerale e atto costitutivo (basta foto).
  4. Step 4 – Verifica identità via video (2 min): selfie con documento (carta d’identità o passaporto). Tutto via app.
  5. Step 5 – Scegli il piano: in base al tuo profilo Qonto ti suggerisce il piano migliore. Puoi cambiarlo in qualsiasi momento.
  6. Step 6 – Firma il contratto digitale: tramite SPID, identità digitale o codice OTP. IBAN italiano attivato in 24-48 ore lavorative.

Tempo totale stimato: 10-15 minuti per la compilazione, 24-48h per l’attivazione completa con IBAN operativo.

Documenti necessari per aprire Qonto

I documenti richiesti variano in base al tipo di soggetto:

Per Freelance e Partita IVA individuale

  • Documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto o patente).
  • Codice fiscale.
  • Certificato di attribuzione Partita IVA (rilasciato dall’Agenzia Entrate).
  • Conferma del codice ATECO e del regime fiscale.
  • Selfie con documento per video-verifica.

Per SRL, SAS, SNC e società

  • Visura camerale aggiornata (ultimi 6 mesi).
  • Atto costitutivo e statuto.
  • Documento d’identità del legale rappresentante e dei beneficiari effettivi (chi detiene > 25%).
  • Codice fiscale dei soci.
  • In caso di S.r.l.s.: tutti i documenti sopra + verbale di nomina amministratore.

Verifica identità e attivazione del conto

Qonto utilizza una procedura di video-identificazione KYC (Know Your Customer) conforme alle normative anti-riciclaggio europee. Il processo è 100% digitale, dura circa 2 minuti e prevede:

  • Foto del documento: fronte e retro della carta d’identità o foto del passaporto.
  • Selfie dinamico: la app ti chiede di girare la testa e fare alcuni movimenti per verificare che sei reale (anti-spoofing).
  • Validazione automatica: in pochi minuti ricevi conferma. Se ci sono dubbi, un operatore Qonto ti contatta entro 24 ore.

Una volta validata l’identità, il conto è attivo e l’IBAN ti viene comunicato. La carta fisica arriva via posta in 5-7 giorni lavorativi, ma puoi già usare la carta virtuale immediatamente per pagamenti online o aggiungerla a Apple Pay/Google Pay.

IBAN italiano Qonto: il vantaggio chiave

Questo è il vantaggio decisivo che rende Qonto superiore a molti concorrenti come Revolut, N26 o Wise: l’IBAN è italiano (IT60…), non lituano, francese o britannico. Cosa cambia in pratica?

  • Domiciliazioni F24: puoi domiciliare gli F24 senza problemi (alcuni IBAN esteri sono rifiutati da Entratel).
  • INPS e Agenzia delle Entrate: nessun blocco su rimborsi e pagamenti.
  • Stipendi e clienti italiani: nessun cliente ti chiederà “ma è davvero un IBAN italiano?”.
  • RID/SDD diretti: puoi attivare addebiti automatici per utenze, abbonamenti, leasing.
  • Fattura elettronica: i tuoi clienti ti pagano senza problemi anche con bonifico ordinario.

Questa caratteristica è una delle principali ragioni per cui il CAF Centro Fiscale raccomanda Qonto: abbiamo visto troppi clienti con IBAN esteri avere problemi con F24 o rimborsi IRPEF. Con Qonto, questo problema non esiste.

Carta Mastercard Qonto: tipologie e plafond

Qonto offre tre tipologie di carte fisiche più carte virtuali illimitate (a seconda del piano):

CartaMaterialePlafond mensileCashbackInclusa in
OnePlastica20.000€NoSolo Basic, Team Essential
PlusPlastica nera40.000€1% Google/Meta AdsSolo Smart, Team Business
XMetallo200.000€1% + assicurazioniSolo Premium, Team Enterprise

Carte virtuali: create in 10 secondi dall’app, ideali per abbonamenti SaaS o spese una tantum. Puoi cancellarle quando vuoi senza commissioni.

Limiti personalizzabili: ogni carta ha limiti giornalieri, settimanali e mensili modificabili dall’app. Utilissimo se dai una carta a un dipendente o collaboratore.

Compatibile con: Apple Pay, Google Pay, Samsung Pay, Garmin Pay. Pagamento contactless e prelievi bancomat in tutta l’area SEPA (alcuni gratis, altri con piccola commissione in base al piano).

Fatturazione elettronica integrata: come funziona

Questa è una delle funzioni che rendono Qonto unico in Italia. La fatturazione elettronica è obbligatoria per quasi tutti i soggetti P.IVA dal 2024 (anche forfettari sopra i 25.000€) e Qonto la integra nativamente, senza bisogno di software esterni.

Cosa puoi fare:

  • Emettere fatture elettroniche direttamente dall’app o dal web, con invio automatico al SDI (Sistema di Interscambio).
  • Ricevere fatture passive dei tuoi fornitori, accessibili nell’archivio Qonto.
  • Riconciliazione automatica: Qonto associa la fattura al pagamento bancario in modo automatico (matching incassi).
  • Esportazione contabile verso il commercialista (formato XML SDI o Excel/CSV).
  • Conservazione sostitutiva a norma per 10 anni (in alcuni piani superiori).

Per la maggior parte dei freelance e Partite IVA forfettarie, questo elimina completamente la necessità di software come Aruba Fattura Elettronica (29,90€ + IVA l’anno) o Fatture in Cloud forfettari (48€ + IVA il primo anno, poi 96€ + IVA), facendoti risparmiare fino a 100€ l’anno solo su questo.

Categorizzazione automatica spese

L’intelligenza artificiale di Qonto categorizza ogni movimento in 30+ categorie predefinite: ristoranti, carburante, hotel, software, marketing, formazione, trasporti, utenze, fornitori, ecc.

Vantaggi pratici:

  • Risparmio commercialista: a fine anno tutte le spese sono già divise per categoria. Il commercialista impiega meno ore = meno parcella.
  • Deduzioni fiscali ottimizzate: identifichi subito spese deducibili e non deducibili (es. ristoranti al 75%, formazione al 100%).
  • Allegato ricevute: scatti la foto allo scontrino dall’app e Qonto lo allega al movimento. Niente più scatole di scontrini.
  • Etichette personalizzate: crei tag come “Cliente X” o “Progetto Y” per il job costing.
  • Report mensili: dashboard con grafici di entrate/uscite per categoria.

Integrazione con software gestionali e e-commerce

Qonto si integra con i principali software che utilizzano professionisti e aziende italiane:

  • Fatture in Cloud – sincronizzazione automatica fatture e movimenti.
  • Aruba Fattura Elettronica – import/export XML SDI.
  • TeamSystem – per studi commercialisti strutturati.
  • Fatturapro.click – integrazione completa.
  • Shopify, WooCommerce, PrestaShop – per e-commerce.
  • Stripe, PayPal, GoCardless – per incassi online.
  • Zapier, Make (ex Integromat) – per automazioni custom.
  • API REST pubblica – per chi vuole integrazioni su misura.

Se hai un software gestionale specifico, controlla sul marketplace integrazioni Qonto – la lista cresce ogni mese.

Qonto vs concorrenti: confronto rapido

Sul mercato italiano i principali concorrenti di Qonto sono Revolut Business, N26 Business, Hype Business, Finom e Tot. Ecco un confronto onesto:

CaratteristicaQontoRevolutN26HypeFinomTot
IBAN italiano✅ Sì❌ Lituano❌ Tedesco✅ Sì❌ Estone✅ Sì
Fattura elettronica✅ Integrata❌ No❌ No⚠️ Limitata✅ Sì✅ Sì
Prezzo base9€0-10€0-9€9,90€9€10€
Multi-utente✅ Avanzato✅ Base❌ No❌ No✅ Base✅ Sì
Categorizzazione AI✅ Eccellente⚠️ Base⚠️ Base⚠️ Base✅ Sì✅ Sì
Supporto in italiano✅ Ottimo⚠️ Limitato⚠️ Limitato✅ Sì✅ Sì✅ Sì
TargetP.IVA & PMIMistoPrivati e P.IVAPrivati e mini P.IVAFreelanceP.IVA

Verdetto onesto del CAF: Qonto è la soluzione più completa e bilanciata per chi cerca un conto business “serio”. Revolut è più economico ma manca di IBAN italiano e fattura elettronica. Hype è più friendly ma meno potente. Finom è ottimo per freelance internazionali. Tot è un’alternativa italiana valida ma con un ecosistema integrazioni più piccolo.

Pro e Contro onesti di Qonto

✅ Pro di Qonto

  • IBAN italiano nativo (zero problemi con F24, INPS, Agenzia Entrate).
  • Fatturazione elettronica integrata – elimina software esterni.
  • Apertura conto rapidissima – 10 minuti, zero burocrazia fisica.
  • Categorizzazione AI eccellente – risparmio sul commercialista.
  • Supporto in italiano di qualità, anche via chat.
  • App mobile e web moderne e intuitive.
  • Integrazioni nutrite (Fatture in Cloud, Shopify, Zapier…).
  • Sicurezza europea: fondi segregati, ACPR, PSD2.
  • Multi-utente con permessi granulari (ottimo per SRL).
  • Prova gratuita di 30 giorni su tutti i piani.

❌ Contro di Qonto

  • Non è una banca tradizionale: niente mutui, prestiti personali o investimenti.
  • Costo mensile: a differenza di alcuni concorrenti non c’è un piano “free” (ma il valore lo giustifica).
  • Limiti bonifici nel piano Basic: 30/mese possono essere pochi per chi paga tanti fornitori.
  • Cashback limitato (solo su carte Plus/X e categorie specifiche).
  • Niente conto privato: non puoi mescolare uso personale e business (anche se questo è in realtà un pro).
  • Costo cambio valuta meno competitivo rispetto a Revolut o Wise.

Recensioni utenti reali su Qonto

Qonto ha un punteggio medio di 4,7/5 su Trustpilot con oltre 30.000 recensioni in Europa. In Italia, le recensioni sui principali store e portali confermano:

  • App Store iOS: 4,8/5 stelle.
  • Google Play: 4,6/5 stelle.
  • Altroconsumo / forum freelance: uno dei conti business più consigliati.

Cosa apprezzano gli utenti: la rapidità di apertura, la qualità del supporto, l’integrazione fattura elettronica, la pulizia dell’app, la stabilità del servizio (downtime quasi zero).

Critiche più comuni: il costo per chi parte (per chi è abituato al “free”), alcuni utenti vorrebbero limiti più alti nel Basic, qualche recensione si lamenta della verifica KYC se i documenti sono scaduti o di scarsa qualità.

Casi d’uso reali per professione

Marco, 32 anni – Web designer freelance forfettario

Marco fattura 35.000€/anno a 8-10 clienti diversi. Ha aperto Qonto Basic (9€/mese). Oggi: emette tutte le fatture elettroniche dall’app, riconcilia gli incassi automaticamente, ha eliminato Aruba (-29,90€ + IVA l’anno), il commercialista impiega 3 ore in meno a fine anno (-150€). Risparmio netto annuo: ~65€ rispetto al setup precedente. Il vero valore: 5 ore al mese in meno di “amministrazione”.

Avv. Laura, 45 anni – Studio legale individuale

Laura ha scelto Qonto Solo Smart (19€/mese). Le serve la carta Plus per le spese di trasferta e gli abbonamenti professionali. Apprezza la categorizzazione automatica per separare spese deducibili (formazione 100%, ristoranti 75%) e la possibilità di dare al suo commercialista accesso in sola lettura.

Studio Rossi & Bianchi – SRL di consulenza con 6 dipendenti

Hanno scelto Qonto Team Business (99€/mese). I 10 utenti inclusi nel piano coprono i 6 collaboratori e i ruoli admin/contabilità, ciascuno con carta a limiti differenziati. I bonifici stipendi vengono fatti in batch (file CBI). Le spese viaggio dei consulenti vengono caricate dall’app con foto degli scontrini. Il sistema di approvazione interno (manager → admin) ha eliminato l’uso di anticipi cassa.

Anna – E-commerce di abbigliamento (Shopify)

Anna gestisce un Shopify con 200 ordini al mese. Qonto è collegato a Stripe e Shopify: ogni incasso si riconcilia automaticamente, le fatture verso clienti privati italiani sono generate via Qonto. Usa la carta X (Solo Premium) per le campagne Meta Ads e ottiene 1% cashback (oltre 600€ all’anno solo di cashback su pubblicità).

Dott. Verdi – Dentista con studio

Il dottor Verdi usa Qonto Solo Premium per le sue trasferte ai congressi (assicurazione viaggio inclusa nella carta X). La fattura elettronica integrata gestisce sia i pazienti privati sia il convenzionato SSN. La categorizzazione automatica gli permette di tracciare in tempo reale spese di studio, attrezzature e formazione (100% deducibili).

Costi nascosti e cose da sapere prima

Per essere onesti: Qonto non è “gratis” e ha alcuni costi extra che è bene conoscere prima:

  • Bonifici extra-plan: oltre la soglia mensile (es. 30 nel Basic), ogni bonifico costa 0,40€.
  • Prelievo ATM: nel Basic 5 prelievi gratis/mese, poi 2€ a prelievo.
  • Cambio valuta: 1-2% sul cambio ufficiale (più alto di Revolut/Wise).
  • Rinnovo carta dopo perdita: 10€ per la sostituzione fisica (la virtuale è gratuita).
  • Bonifici extra-SEPA: SWIFT internazionali con commissioni dedicate (10-25€).
  • SDD attivi: l’invio massivo di SDD (incassi RID) è un servizio aggiuntivo a pagamento.

Per la maggior parte dei freelance forfettari, questi costi extra sono trascurabili. Per chi fa molti bonifici internazionali o cambi valuta, conviene considerare anche un conto Wise affiancato.

Come disdire il conto Qonto

Disdire Qonto è semplice e gratuito (nessuna penale di uscita anche per i piani annuali, salvo recupero pro-rata):

  1. Accedi all’app o al sito web Qonto.
  2. Vai su Impostazioni → Il mio piano → Disdici.
  3. Selezioni il motivo (è una semplice survey, non blocca nulla).
  4. Confermi via OTP/SMS.
  5. Il conto resta attivo fino alla fine del periodo già pagato.
  6. Trasferisci eventuali fondi residui sul tuo nuovo conto.

Se hai pagato annualmente, il rimborso pro-rata viene accreditato in 5-10 giorni lavorativi. Nessuna domiciliazione “fantasma” prosegue: tutto si chiude pulito.

Perché il CAF Centro Fiscale consiglia Qonto

Negli anni il CAF Centro Fiscale di Udine ha avuto centinaia di clienti con i conti business più diversi. Abbiamo visto:

  • Clienti con Revolut Business non riuscire a domiciliare F24 → bloccati per giorni.
  • Freelance pasticciare con conti correnti personali e perdere deduzioni.
  • SRL gestire 5 carte aziendali su Excel senza tracciabilità.
  • Studi legali pagare 200€/anno per software fattura elettronica + 100€/anno per gestionale spese.

Con Qonto, questi problemi spariscono. Il CAF Centro Fiscale lo consiglia attivamente per 3 motivi concreti:

  1. Risparmio reale: tra eliminazione di software esterni e tempo risparmiato in contabilità, il “vero costo” netto di Qonto si avvicina allo zero per la maggior parte dei freelance.
  2. Meno errori fiscali: tracciabilità completa, IBAN italiano, integrazione con commercialista. Tutti i nostri clienti Qonto hanno chiusure d’anno più rapide e con meno correzioni.
  3. Affidabilità europea: fondi segregati, regolamentazione ACPR, sicurezza enterprise. Niente “sorprese” come succede con alcune startup fintech.

Per questo abbiamo deciso di diventare partner ufficiali Qonto: i nostri clienti che lo aprono tramite il nostro link ricevono assistenza dedicata anche dal nostro team in caso di dubbi su categorie, deducibilità o integrazione con la nostra contabilità.

Partner ufficiale CAF Centro Fiscale

Apri il conto business consigliato dai professionisti

Qonto è la soluzione integrata che il nostro CAF consiglia a freelance, professionisti e PMI per gestire fatturazione, spese e contabilità in un unico posto.

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Apertura in 10 min

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Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Per le fatture elettroniche ti consigliamo fatturazioneitalia.it: da 49 € l’anno IVA inclusa con prezzo bloccato 3 anni, Sistema Tessera Sanitaria nel piano Pro e 30 giorni di prova gratuita senza carta.

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FAQ – Domande frequenti su Qonto

1. Qonto è una banca?

No, Qonto è un istituto di pagamento autorizzato (ACPR – Banque de France). I fondi dei clienti sono segregati su conti vigilati presso banche partner, con la stessa sicurezza patrimoniale di una banca.

2. L’IBAN Qonto è davvero italiano?

Sì, gli IBAN Qonto attivati per l’Italia iniziano con IT60 e sono al 100% italiani. Funzionano per F24, INPS, Agenzia Entrate, RID/SDD e tutti gli usi domestici.

3. Qonto è adatto al regime forfettario?

Sì, è il conto business più consigliato per il regime forfettario. Il piano Basic a 9€/mese è perfetto e tutto il costo è deducibile (anzi, abbattuto al 78% in base al coefficiente).

4. Posso usare Qonto come unico conto?

Per uso professionale sì. Per la vita privata serve comunque un conto personale separato (cosa che peraltro raccomandiamo sempre dal punto di vista fiscale).

5. Quanto tempo ci vuole per aprire il conto?

10-15 minuti per la compilazione, 24-48 ore per l’attivazione completa con IBAN operativo. Per le SRL può essere leggermente più lungo (fino a 5 giorni in caso di documenti complessi).

6. C’è una prova gratuita?

Sì, Qonto offre 30 giorni di prova gratuita su quasi tutti i piani. Se disdici prima, non paghi nulla. Apri Qonto qui per attivare la prova.

7. Posso dare accesso al mio commercialista?

Sì. Qonto ha una sezione “Commercialista” gratuita: il professionista accede in sola lettura, scarica estratti conto, esporta CSV e XML SDI senza poter operare sul conto.

8. Qonto deduce dal reddito tutta la quota mensile?

Sì, il costo del conto è una spesa professionale 100% deducibile (per regimi ordinari) o pesata sul coefficiente di redditività (per i forfettari).

9. Posso aprire Qonto se ho meno di 18 anni?

No, devi essere maggiorenne e avere una Partita IVA o una società attiva. Per i minori P.IVA serve l’intermediazione del genitore esercente la potestà.

10. Qonto trattiene tasse o ritenute?

No, Qonto è un puro conto operativo. Non versa tasse al posto tuo, non gestisce ritenute d’acconto. Tu rimani il responsabile fiscale tramite il tuo commercialista.


Questo articolo è stato curato dal team del CAF Centro Fiscale di Udine, partner ufficiale Qonto. I link al sito Qonto sono link di affiliazione: cliccandoli non hai nessun costo aggiuntivo, ma supporti il nostro lavoro di divulgazione gratuita su fiscalità e gestione finanziaria. Per consulenza personalizzata contattaci direttamente in sede o tramite il nostro sito.

regime forfettario partita iva

Se sei un medico o odontoiatra iscritto all’Albo professionale, sei automaticamente soggetto ai contributi ENPAM 2026. L’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici gestisce la previdenza obbligatoria per tutti i professionisti sanitari, garantendo la futura pensione attraverso un sistema contributivo articolato in diverse quote. In questa guida completa scoprirai come calcolare i contributi ENPAM, quali sono le aliquote 2026, le scadenze di versamento e come dedurre fiscalmente gli importi versati.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’ENPAM e chi deve iscriversi
  2. Quota A: il contributo fisso obbligatorio
  3. Quota B: il contributo proporzionale al reddito
  4. Fondi Speciali per medici convenzionati SSN
  5. Scadenze versamenti 2026: calendario completo
  6. Come calcolare i contributi ENPAM: 3 esempi pratici
  7. Agevolazioni e riduzioni per giovani medici
  8. Deducibilità fiscale dei contributi ENPAM
  9. Domande frequenti sui contributi ENPAM

Cos’è l’ENPAM e chi deve iscriversi

La Fondazione ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è l’ente previdenziale di riferimento per tutti i medici e odontoiatri italiani. Costituita nel 1919, ENPAM gestisce la previdenza obbligatoria per oltre 400.000 professionisti sanitari iscritti agli Ordini professionali.

L’iscrizione all’ENPAM è obbligatoria per tutti i medici e odontoiatri iscritti agli Albi provinciali, indipendentemente dal fatto che esercitino la libera professione o abbiano un rapporto di lavoro dipendente. L’iscrizione avviene automaticamente al momento dell’iscrizione all’Albo professionale e comporta l’obbligo di versamento dei contributi previdenziali ENPAM.

Il sistema contributivo ENPAM si basa su più gestioni separate, tra cui il Fondo Generale (con Quota A e Quota B) e i Fondi Speciali per i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. Questa struttura garantisce una copertura previdenziale completa, costruendo nel tempo il montante contributivo che determinerà l’importo della pensione futura.

Quota A: il contributo fisso obbligatorio

La Quota A ENPAM è un contributo fisso annuale dovuto da tutti i medici e odontoiatri iscritti all’ENPAM, indipendentemente dal reddito prodotto. Si tratta di un contributo soggettivo che varia in base all’età dell’iscritto e alla sua condizione professionale.

Importi Quota A 2026 per fascia di età

Gli importi della Quota A 2026 sono progressivi e aumentano con l’età del professionista. Ecco la tabella aggiornata con le aliquote vigenti:

Età/CategoriaImporto annuo Quota A 2026
Studenti universitari€ 152,37
Fino a 30 anni€ 304,73
Da 30 a 35 anni€ 591,47
Da 35 a 40 anni€ 1.109,92
Oltre 40 anni fino a pensione€ 2.049,83

A questi importi si aggiunge il contributo di maternità, pari a € 84,26 annui, dovuto da tutti gli iscritti per finanziare le prestazioni di maternità, adozione e interruzione di gravidanza erogate dall’ENPAM.

Come si paga la Quota A

La Quota A ENPAM può essere versata in diverse modalità:

  • Soluzione unica entro il 30 aprile 2026
  • 4 rate trimestrali con scadenze: 30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre 2026
  • 8 rate mensili (opzione disponibile per chi sceglie la rateizzazione estesa)

Il pagamento avviene tramite bollettino MAV inviato direttamente dall’ENPAM oppure attraverso l’area riservata del sito ENPAM, dove è possibile generare i bollettini e pagare online con carta di credito o addebito bancario.

Quota B: il contributo proporzionale al reddito

La Quota B ENPAM è il contributo proporzionale calcolato sul reddito netto da libera professione prodotto dal medico o odontoiatra. Si tratta della componente più significativa dei contributi ENPAM, in quanto determina la parte principale del montante contributivo utile per il calcolo della pensione futura.

Aliquota Quota B 2026

L’aliquota contributiva della Quota B per il 2026 è pari a:

  • 19,50% sul reddito netto professionale fino a € 150.000
  • 1% sulla parte di reddito eccedente € 150.000

Questa aliquota si applica al reddito professionale netto, ossia il reddito derivante dall’attività libero-professionale al netto delle spese sostenute per l’esercizio dell’attività. Il reddito da considerare è quello dichiarato ai fini fiscali (rigo RE02 del Modello Redditi o equivalente).

Aliquote ridotte per specifiche categorie

Per alcune categorie di professionisti è prevista, su domanda, un’aliquota dimezzata del 9,75% (pari al 50% dell’aliquota ordinaria). Questa agevolazione si applica a:

  • Medici specializzandi iscritti alle scuole di specializzazione
  • Professionisti già iscritti ad altri enti previdenziali obbligatori
  • Medici e odontoiatri pensionati

L’aliquota dimezzata si applica perché questi professionisti versano già contributi previdenziali per l’attività principale (ad esempio come dipendenti) e la Quota B rappresenta una contribuzione integrativa.

Esiste inoltre un’aliquota ridotta del 2%, riservata ai tirocinanti del corso di formazione in Medicina generale e ai redditi da attività intramoenia (ed equiparata).

Per i medici convenzionati o accreditati con il SSN e per i redditi da attività extramoenia ENPAM prevede regole e aliquote specifiche: prima del versamento è bene verificarle su enpam.it o farsi assistere dal CAF.

Minimale contributivo Quota B

Non esiste un minimale contributivo obbligatorio per la Quota B: se il medico non produce reddito da libera professione, non è tenuto al versamento della Quota B. Tuttavia, l’assenza di versamenti alla Quota B comporta la mancata accumulazione di montante contributivo per quella gestione, riducendo l’importo della futura pensione ENPAM.

Fondi Speciali per medici convenzionati SSN

I medici che lavorano in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono iscritti ai Fondi Speciali ENPAM, gestioni previdenziali separate dal Fondo Generale. Questi fondi coprono specifiche categorie professionali e prevedono contributi calcolati sul reddito convenzionale.

Fondo Speciale Medicina Convenzionata

Il Fondo Speciale di Medicina Convenzionata copre i seguenti medici:

  • Medici di medicina generale (MMG)
  • Pediatri di libera scelta (PLS)
  • Medici di continuità assistenziale (ex guardia medica)
  • Medici di emergenza territoriale
  • Medici della medicina dei servizi

I contributi per questo fondo sono ripartiti tra il medico e il Servizio Sanitario:

  • Quota a carico del medico: trattenuta direttamente dalla ASL al momento del pagamento dei compensi
  • Quota a carico del SSN: versata direttamente dall’ente convenzionante

Fondo Speciale Medicina Accreditata

Il Fondo Speciale di Medicina Accreditata riguarda i medici specialisti ambulatoriali convenzionati con il SSN. Anche in questo caso, i contributi sono ripartiti tra il professionista e l’ente convenzionante, con trattenuta diretta sui compensi erogati.

I medici iscritti ai Fondi Speciali ENPAM continuano comunque a versare la Quota A del Fondo Generale. Se svolgono anche attività libero-professionale privata, devono dichiarare tale reddito con il Modello D e versare la Quota B: l’aliquota applicabile ai convenzionati dipende dalla situazione specifica e va verificata su enpam.it.

Scadenze versamenti 2026: calendario completo

Le scadenze ENPAM 2026 variano a seconda della tipologia di contributo. È fondamentale rispettare le date di versamento per evitare sanzioni e interessi di mora. Ecco il calendario completo delle scadenze contributive.

Scadenze Quota A 2026

La Quota A può essere versata in soluzione unica o rateizzata:

Modalità pagamentoScadenze 2026
Soluzione unica30 aprile 2026
4 rate trimestrali30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre 2026

Scadenze Quota B 2026

La Quota B viene versata in base al reddito prodotto nell’anno precedente (2025). I contributi possono essere versati in 5 rate bimestrali con le seguenti scadenze:

RataScadenza 2026
1a rata31 ottobre 2026
2a rata31 dicembre 2026
3a rata28 febbraio 2027
4a rata30 aprile 2027
5a rata30 giugno 2027

E importante notare che la dichiarazione del reddito all’ENPAM (tramite Modello D) deve essere presentata entro il 31 luglio 2026 per i redditi prodotti nel 2025. Solo dopo la dichiarazione, ENPAM calcolerà i contributi dovuti e invierà i bollettini di pagamento.

Cosa succede se non si rispettano le scadenze

Il mancato rispetto delle scadenze ENPAM comporta:

  • Interessi di mora calcolati sui giorni di ritardo
  • Sanzioni amministrative in caso di omessa dichiarazione del reddito
  • Possibili conseguenze sulla regolarità contributiva, necessaria per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali

In caso di difficoltà economiche temporanee, è possibile richiedere all’ENPAM piani di rateizzazione personalizzati per dilazionare i pagamenti arretrati.

Come calcolare i contributi ENPAM: 3 esempi pratici

Per comprendere meglio il calcolo dei contributi ENPAM, vediamo tre casi pratici con diverse situazioni professionali.

Esempio 1: Medico libero professionista under 35

Situazione: Medico di 32 anni, svolge solo attività libero-professionale privata, reddito netto 2025: 45.000 euro.

Calcolo contributi ENPAM 2026:

  • Quota A: 591,47 euro (fascia 30-35 anni)
  • Contributo maternità: 84,26 euro
  • Quota B: 45.000 x 19,50% = 8.775 euro
  • Totale contributi ENPAM 2026: 591,47 + 84,26 + 8.775 = 9.450,73 euro

Esempio 2: Medico dipendente con attività intramoenia

Situazione: Medico ospedaliero di 45 anni, dipendente a tempo pieno, reddito intramoenia 2025: 25.000 euro.

Calcolo contributi ENPAM 2026:

  • Quota A: 2.049,83 euro (oltre 40 anni)
  • Contributo maternità: 84,26 euro
  • Quota B (aliquota ridotta intramoenia): 25.000 x 2% = 500 euro
  • Totale contributi ENPAM 2026: 2.049,83 + 84,26 + 500 = 2.634,09 euro

Nota: Il medico dipendente versa già contributi INPS sul reddito da lavoro dipendente, la Quota B ENPAM riguarda solo l’attività intramoenia con aliquota ridotta del 2%.

Esempio 3: Libero professionista con reddito elevato

Situazione: Odontoiatra di 50 anni, reddito netto 2025: 180.000 euro.

Calcolo contributi ENPAM 2026:

  • Quota A: 2.049,83 euro (oltre 40 anni)
  • Contributo maternità: 84,26 euro
  • Quota B:
    • 150.000 x 19,50% = 29.250 euro
    • (180.000 – 150.000) x 1% = 300 euro
    • Totale Quota B: 29.550 euro
  • Totale contributi ENPAM 2026: 2.049,83 + 84,26 + 29.550 = 31.684,09 euro

Come si vede dall’esempio, sulla parte di reddito eccedente 150.000 euro si applica l’aliquota ridotta dell’1%, rendendo meno gravoso il carico contributivo sui redditi più elevati.

Agevolazioni e riduzioni per giovani medici

L’ENPAM prevede diverse agevolazioni contributive per sostenere i giovani professionisti nelle fasi iniziali della carriera, quando i redditi sono generalmente più contenuti.

Riduzione Quota A per età

La Quota A è progressiva per età: i medici più giovani beneficiano di importi ridotti. Un medico under 30 paga solo 304,73 euro annui, circa il 15% di quanto versa un medico over 40. Questa agevolazione automatica permette ai giovani professionisti di affrontare costi previdenziali sostenibili nei primi anni di attività.

Esonero contributivo in specifiche situazioni

In alcune situazioni particolari è possibile richiedere l’esonero contributivo temporaneo:

  • Congedo parentale: durante i periodi di astensione per maternità/paternità
  • Malattia grave: in caso di patologie invalidanti certificate
  • Inattività professionale: se il medico non esercita e non produce reddito

L’esonero deve essere richiesto formalmente all’ENPAM presentando la documentazione giustificativa. Durante il periodo di esonero, non si accumulano contributi e quindi non si matura montante pensionistico.

Riscatto anni di laurea

I medici possono riscattare gli anni di corso di laurea ai fini previdenziali ENPAM, aumentando così il montante contributivo e anticipando potenzialmente l’accesso alla pensione. Il costo del riscatto varia in base all’età, al reddito e agli anni da riscattare. Questa opportunità è particolarmente vantaggiosa se effettuata nei primi anni di iscrizione, quando i costi sono più contenuti.

Deducibilita fiscale dei contributi ENPAM

I contributi ENPAM versati sono integralmente deducibili dal reddito imponibile ai fini fiscali. Questa deducibilita rappresenta un importante vantaggio fiscale che riduce l’onere contributivo effettivo.

Come funziona la deduzione fiscale

Sia la Quota A che la Quota B ENPAM sono oneri deducibili ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Nella pratica:

  • I contributi versati riducono il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF
  • La deduzione opera nell’anno di competenza (anno in cui sono dovuti, non necessariamente pagati)
  • Non c’e limite di importo deducibile: tutti i contributi ENPAM obbligatori sono interamente deducibili

Esempio pratico di risparmio fiscale

Riprendiamo l’Esempio 1 visto sopra (medico libero professionista con reddito 45.000 euro):

  • Reddito netto: 45.000 euro
  • Contributi ENPAM: 9.450,73 euro
  • Reddito imponibile IRPEF: 45.000 – 9.450,73 = 35.549,27 euro

Supponendo un’aliquota IRPEF media del 35%, il risparmio fiscale generato dalla deduzione e: 9.450,73 x 35% = 3.307,76 euro

Grazie alla deducibilita fiscale, il costo reale dei contributi ENPAM si riduce significativamente.

Dichiarazione dei redditi e contributi ENPAM

Nella dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF o modello 730), i contributi ENPAM vanno indicati nel Quadro RE (redditi da lavoro autonomo) e Quadro RP (oneri deducibili). Se ti avvali di un CAF o commercialista, i contributi ENPAM saranno automaticamente dedotti.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande frequenti sui contributi ENPAM

Devo pagare i contributi ENPAM se non esercito la professione?

Se sei iscritto all’Albo professionale, devi versare la Quota A ENPAM anche se non eserciti. La Quota A e un contributo soggettivo legato all’iscrizione. La Quota B, invece, e dovuta solo se produci reddito da libera professione.

Posso rateizzare i contributi ENPAM in difficolta economiche?

Si, l’ENPAM prevede piani di rateizzazione personalizzati per chi ha difficolta temporanee. E possibile richiedere dilazioni fino a 60 mesi tramite l’area riservata del sito ENPAM.

I contributi ENPAM danno diritto alla pensione anticipata?

Si, con almeno 40 anni di contributi e possibile accedere alla pensione anticipata ENPAM indipendentemente dall’eta. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a verificare quando potrai andare in pensione.

Come verifico la mia posizione contributiva ENPAM?

Accedi all’area riservata del sito www.enpam.it con SPID, CIE o CNS. Nell’area personale trovi l’estratto conto contributivo aggiornato con tutti i versamenti effettuati e il montante maturato.

Posso dedurre i contributi ENPAM pagati in ritardo?

Si, i contributi ENPAM sono deducibili nell’anno di competenza, indipendentemente dalla data di pagamento. Tuttavia, il ritardo comporta interessi di mora.

Medici specializzandi devono versare contributi ENPAM?

Si, i medici specializzandi devono versare la Quota A ridotta. Se svolgono attivita libero-professionale, versano anche la Quota B, per la quale possono chiedere l’aliquota dimezzata del 9,75%.


Hai bisogno di assistenza per i contributi ENPAM?

Calcolare correttamente i contributi ENPAM richiede competenze specifiche. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa ai medici e odontoiatri per calcolo contributi, compilazione Modello D, verifica posizione contributiva e dichiarazione dei redditi.

Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Contattaci per una consulenza personalizzata:

Il CAF Centro Fiscale e al tuo fianco per gestire al meglio gli adempimenti previdenziali e fiscali della tua attivita medica.

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regime forfettario partita iva

Quando un medico decide di aprire partita IVA, una delle prime questioni da affrontare riguarda la scelta del codice ATECO. Questa sigla identifica l’attività svolta e ha conseguenze dirette su tassazione, contributi previdenziali e obblighi fiscali. La classificazione ATECO 2007, adottata dall’Agenzia delle Entrate e dall’ISTAT, prevede due codici specifici per i medici: il 86.21.00 per i medici di medicina generale e il 86.22.09 per i medici specialisti. In questa guida completa analizziamo le differenze tra questi codici, il coefficiente di redditività del 78%, le procedure per inserirli correttamente e gli errori più comuni da evitare.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante per i Medici
  2. Codice ATECO 86.21.00 – Medici di Medicina Generale
  3. Codice ATECO 86.22.09 – Medici Specialisti
  4. Coefficiente di Redditività 78%: Come si Calcola il Reddito
  5. Differenze tra i Due Codici ATECO
  6. Come Inserire il Codice ATECO all’Apertura della Partita IVA
  7. Codici ATECO per Attività Mediche Specifiche
  8. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante per i Medici

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un sistema di classificazione utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per identificare le attività economiche svolte da imprese e professionisti.

Per un medico con partita IVA, il codice ATECO determina diversi aspetti fondamentali della gestione fiscale e previdenziale.

Innanzitutto, il codice ATECO medico influisce sul coefficiente di redditività applicato nel regime forfettario. Questo coefficiente, fissato al 78% per le attività sanitarie, determina l’ammontare del reddito imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva. In pratica, se un medico fattura 50.000 euro all’anno, il suo reddito imponibile sarà di 39.000 euro (50.000 x 78%).

Inoltre, la scelta del codice ATECO corretto è essenziale per accedere al regime forfettario 2026, che prevede un limite di ricavi di 85.000 euro annui e un’aliquota agevolata del 15% (o 5% per i primi 5 anni se si è in possesso dei requisiti per lo start-up). Un codice ATECO sbagliato può comportare problemi con l’Agenzia delle Entrate, l’impossibilità di accedere a determinate agevolazioni o errori nel calcolo dei contributi previdenziali ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici).

Infine, il codice ATECO medico viene richiesto in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 per i liberi professionisti. Una volta comunicato, può essere modificato presentando una variazione dati, ma è preferibile sceglierlo correttamente fin dall’inizio per evitare complicazioni burocratiche.

Codice ATECO 86.21.00 – Medici di Medicina Generale

Il codice ATECO 86.21.00 identifica le attività svolte dai medici di medicina generale, comunemente chiamati medici di base o medici di famiglia. Questo codice comprende tutte le prestazioni di assistenza sanitaria di base fornite alla popolazione, inclusi i servizi di guardia medica e le visite domiciliari.

I medici di medicina generale (MMG) che utilizzano questo codice ATECO svolgono principalmente attività di primo livello assistenziale: visite ambulatoriali, prescrizioni farmacologiche, certificazioni mediche, compilazione di piani terapeutici e coordinamento dell’assistenza territoriale. Il medico di base rappresenta il primo punto di contatto tra il cittadino e il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Va precisato che la maggior parte dei medici di medicina generale opera in convenzione con il SSN e non ha partita IVA, ricevendo un compenso forfettario in base al numero di assistiti. Tuttavia, alcuni MMG possono esercitare anche attività libero-professionale parallela (ad esempio, visite private non convenzionate, certificazioni mediche a pagamento, medicina del lavoro), per la quale è necessaria l’apertura della partita IVA con codice ATECO 86.21.00.

Il coefficiente di redditività per il codice 86.21.00 è del 78%, come per tutti i codici ATECO relativi alle attività sanitarie. Questo significa che se un medico di medicina generale con partita IVA in regime forfettario fattura 40.000 euro all’anno, il suo reddito imponibile sarà di 31.200 euro (40.000 x 78%). Su questa base imponibile si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni con i requisiti start-up).

Codice ATECO 86.22.09 – Medici Specialisti

Il codice ATECO 86.22.09 è quello più utilizzato dai medici con partita IVA, poiché comprende tutte le attività svolte dai medici specialisti. Questo codice include un’ampia gamma di specializzazioni mediche: cardiologia, dermatologia, ortopedia, ginecologia, oculistica, otorinolaringoiatria, neurologia, psichiatria, urologia, gastroenterologia, endocrinologia, pneumologia, nefrologia e molte altre.

I medici specialisti che utilizzano il codice ATECO 86.22.09 svolgono attività di secondo livello, con competenze diagnostiche e terapeutiche approfondite in un settore specifico della medicina. Le prestazioni tipiche includono: visite specialistiche, esami diagnostici, procedure ambulatoriali, interventi chirurgici, follow-up post-operatori, prescrizioni di terapie specialistiche e consulenze medico-legali.

A differenza dei medici di medicina generale, la maggior parte degli specialisti esercita la libera professione con partita IVA, sia in regime forfettario che ordinario. Molti medici specialisti operano contemporaneamente in diverse modalità: attività intramoenia presso strutture pubbliche, attività libero-professionale in studi privati, collaborazioni con cliniche e poliambulatori, attività di docenza universitaria o formazione.

Anche per il codice ATECO 86.22.09 si applica il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario. Ad esempio, un dermatologo con partita IVA forfettaria che fattura 70.000 euro annui avrà un reddito imponibile di 54.600 euro (70.000 x 78%), su cui calcolerà l’imposta sostitutiva del 15%.

È importante notare che il codice 86.22.09 copre tutte le specializzazioni mediche senza distinzione. Non esistono codici ATECO separati per cardiologo, ortopedico o ginecologo: tutti i medici specialisti utilizzano il medesimo codice 86.22.09. La specializzazione viene indicata altrove (ad esempio nell’iscrizione all’Ordine dei Medici o nei documenti ENPAM), ma ai fini del codice ATECO l’unico riferimento è il 86.22.09.

Coefficiente di Redditività 78%: Come si Calcola il Reddito

Il coefficiente di redditività è uno degli elementi chiave del regime forfettario. Per i medici, sia di medicina generale che specialisti, questo coefficiente è fissato al 78%. Ma cosa significa esattamente e come si applica nel calcolo del reddito imponibile?

Il coefficiente di redditività rappresenta la percentuale di reddito netto che il legislatore presume derivi dai ricavi lordi del professionista. In altre parole, l’Agenzia delle Entrate considera che il 78% dei ricavi di un medico costituisca il reddito effettivo, mentre il restante 22% rappresenta i costi forfettari (affitto dello studio, materiale sanitario, assicurazione professionale, formazione, utenze, etc.).

Vediamo un esempio pratico di calcolo per un medico specialista con codice ATECO 86.22.09 in regime forfettario:

  • Ricavi annui: 60.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
  • Contributi ENPAM: circa 4.500-5.000 euro (variabili in base al reddito)
  • Reddito netto finale: circa 48.000 euro

Un altro esempio per un medico di base con codice ATECO 86.21.00 che svolge attività libero-professionale parallela:

  • Ricavi annui P.IVA: 30.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Reddito imponibile: 30.000 x 78% = 23.400 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 23.400 x 15% = 3.510 euro
  • Contributi ENPAM: circa 2.200-2.500 euro
  • Reddito netto finale: circa 24.000 euro

È fondamentale comprendere che nel regime forfettario non è possibile dedurre le spese effettivamente sostenute. Il coefficiente del 78% sostituisce tutte le deduzioni: non si possono scaricare affitto, acquisto di strumenti diagnostici, corsi di aggiornamento o altre spese professionali. Questo rende il regime forfettario molto vantaggioso per i medici con costi contenuti, ma potenzialmente svantaggioso per chi ha spese elevate (ad esempio, chi gestisce uno studio con apparecchiature costose).

Per i medici con ricavi superiori a 85.000 euro o con spese superiori al 22% dei ricavi, può essere più conveniente il regime ordinario, che permette la deduzione analitica di tutte le spese effettivamente sostenute e documentate.

Differenze tra i Due Codici ATECO

Sebbene entrambi i codici ATECO per medici (86.21.00 e 86.22.09) condividano il medesimo coefficiente di redditività del 78%, esistono differenze importanti che ogni medico deve conoscere prima di scegliere quale utilizzare. Ecco una tabella comparativa che riassume le principali caratteristiche:

CaratteristicaCodice 86.21.00Codice 86.22.09
DenominazioneServizi degli studi medici di medicina generaleAttività dei medici specialisti
Tipologia di mediciMedici di medicina generale, medici di base, guardia medicaTutti i medici specialisti (cardiologo, dermatologo, ortopedico, etc.)
Attività principaleAssistenza sanitaria di base, visite generiche, certificazioniVisite specialistiche, diagnosi e terapie specializzate
Coefficiente di redditività78%78%
Regime fiscale applicabileForfettario o ordinarioForfettario o ordinario
Contributi previdenzialiENPAM (area B se libero professionista)ENPAM (area B se libero professionista)
Quando usarloMedico di base con attività libero-professionale parallelaMedico specialista che esercita libera professione

La scelta tra i due codici dipende essenzialmente dal tipo di attività medica svolta. Un medico di medicina generale che esercita principalmente attività di assistenza territoriale di base (visite ambulatoriali generiche, prescrizioni, certificati di malattia) dovrebbe utilizzare il codice 86.21.00. Questo vale soprattutto per i MMG che svolgono attività libero-professionale non convenzionata, ad esempio medicina del lavoro o visite private.

Al contrario, un medico specialista che ha conseguito una specializzazione post-laurea riconosciuta e svolge attività di secondo livello (visite specialistiche, esami diagnostici, procedure terapeutiche specialistiche) deve utilizzare il codice 86.22.09. Questo codice è indicato per cardiologi, dermatologi, ortopedici, ginecologi, oculisti, psichiatri, urologi e tutte le altre specializzazioni mediche.

Un caso particolare riguarda i medici con doppia attività: ad esempio, un medico con specializzazione che svolge contemporaneamente attività da MMG convenzionato e attività specialistica privata. In questo caso, per la partita IVA relativa all’attività specialistica si utilizzerà il codice 86.22.09, mentre l’attività da medico di base convenzionato rimane esclusa da IVA (rientra nel compenso forfettario corrisposto dal SSN).

Come Inserire il Codice ATECO all’Apertura della Partita IVA

L’inserimento del codice ATECO medico avviene in fase di apertura della partita IVA, tramite la compilazione del modello AA9/12 per i liberi professionisti. Questa procedura può essere effettuata autonomamente sul portale dell’Agenzia delle Entrate (sezione Fisconline o Entratel) oppure affidandosi a un CAF o commercialista che si occuperà di tutti gli adempimenti.

Ecco i passaggi principali per inserire correttamente il codice ATECO:

  1. Identificazione del codice corretto: Prima di aprire la partita IVA, è fondamentale individuare il codice ATECO appropriato. Per i medici di medicina generale si utilizza il 86.21.00, mentre per i medici specialisti il 86.22.09.
  2. Compilazione modello AA9/12: Nel modello di apertura partita IVA per liberi professionisti, nella sezione dedicata all’attività economica, si inserisce il codice ATECO a 6 cifre (ad esempio, 86.22.09).
  3. Indicazione del regime fiscale: Contestualmente si dichiara il regime fiscale prescelto (forfettario o ordinario). Per il regime forfettario è necessario barrare l’apposita casella e verificare il possesso dei requisiti richiesti.
  4. Comunicazione all’ENPAM: Dopo l’apertura della partita IVA, il medico deve comunicare l’avvio dell’attività libero-professionale all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza Medici) per l’iscrizione all’area B e il calcolo dei contributi previdenziali.
  5. Iscrizione all’Ordine dei Medici: Il medico deve essere regolarmente iscritto all’Albo dell’Ordine dei Medici della provincia di competenza. Questa iscrizione è obbligatoria per l’esercizio della professione medica.

È importante sottolineare che l’apertura della partita IVA per un medico richiede attenzione particolare a diversi aspetti normativi e fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i medici in tutte le fasi: dalla scelta del codice ATECO corretto alla compilazione del modello AA9/12, dalla valutazione della convenienza del regime forfettario alla gestione dei rapporti con ENPAM e Ordine dei Medici.

Una volta aperta la partita IVA, il codice ATECO può essere modificato in caso di errore o variazione dell’attività svolta. La modifica si effettua tramite il modello AA7/10 (variazione dati), presentabile online sul portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite intermediario abilitato. Tuttavia, è preferibile scegliere il codice corretto fin dall’inizio per evitare complicazioni burocratiche e possibili sanzioni.

Codici ATECO per Attività Mediche Specifiche

Oltre ai due codici principali (86.21.00 e 86.22.09), esistono alcune attività mediche specifiche che potrebbero richiedere l’utilizzo di codici ATECO differenti o complementari. Vediamo i casi più rilevanti:

Chirurgia Estetica

I medici che svolgono chirurgia estetica utilizzano generalmente il codice ATECO 86.22.09 (attività dei medici specialisti), in quanto la chirurgia estetica rientra nelle specializzazioni mediche. Tuttavia, per alcune prestazioni puramente estetiche non terapeutiche (ad esempio, trattamenti di medicina estetica non chirurgica come filler, botox, peeling), alcuni professionisti utilizzano codici ATECO relativi ai servizi estetici. È consigliabile consultare un commercialista specializzato per valutare caso per caso.

Medicina del Lavoro

I medici competenti che svolgono attività di medicina del lavoro (sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro, visite periodiche ai lavoratori, valutazione dell’idoneità alla mansione) utilizzano il codice ATECO 86.22.09. La medicina del lavoro è considerata una specializzazione medica e rientra quindi nelle attività dei medici specialisti.

Medicina Sportiva

Anche i medici che esercitano medicina sportiva (certificazioni medico-sportive, visite di idoneità agonistica, gestione sanitaria di atleti e società sportive) utilizzano il codice ATECO 86.22.09. La medicina sportiva è una specializzazione riconosciuta e rientra nelle attività specialistiche.

Attività Diagnostica Strumentale

I medici che gestiscono centri diagnostici o svolgono prevalentemente attività di diagnostica strumentale (ecografie, radiografie, elettrocardiogrammi, spirometrie) potrebbero valutare l’utilizzo del codice ATECO 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti). Tuttavia, se l’attività è svolta da un medico specialista che effettua anche diagnosi e refertazione, rimane appropriato il codice 86.22.09.

In tutti questi casi, la scelta del codice ATECO corretto dipende dall’attività prevalente svolta e dalla modalità organizzativa dello studio. Per evitare errori, è fondamentale farsi assistere da un CAF specializzato che conosca le specificità della professione medica e possa guidare nella scelta più appropriata.

Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

La scelta del codice ATECO sbagliato è uno degli errori più frequenti commessi dai medici in fase di apertura della partita IVA. Questi errori possono avere conseguenze fiscali, previdenziali e amministrative significative. Vediamo i casi più comuni:

1. Confondere il Codice del Medico Generalista con Quello dello Specialista

Molti medici specialisti scelgono erroneamente il codice 86.21.00 (medicina generale) invece del corretto 86.22.09 (attività specialistica). Questo errore può derivare da una scarsa conoscenza della classificazione ATECO o da una compilazione frettolosa del modello AA9/12. Utilizzare il codice sbagliato non comporta variazioni fiscali immediate (il coefficiente di redditività è identico), ma può creare problemi in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate o difficoltà nella comunicazione con ENPAM.

2. Non Aggiornare il Codice ATECO dopo una Specializzazione

Alcuni medici aprono la partita IVA durante il periodo di specializzazione o subito dopo la laurea, utilizzando il codice 86.21.00. Una volta conseguita la specializzazione, è necessario aggiornare il codice ATECO al 86.22.09 tramite variazione dati (modello AA7/10). Dimenticare questo aggiornamento può comportare incongruenze tra l’attività effettivamente svolta e quella dichiarata.

3. Utilizzare Codici ATECO Generici o Non Pertinenti

Alcuni professionisti, per confusione o errore, utilizzano codici ATECO generici come 86.90.29 (altre attività paramediche) o addirittura codici relativi ad altre professioni sanitarie (infermieri, fisioterapisti). Questo errore può essere più grave, in quanto modifica il coefficiente di redditività applicabile e può comportare contestazioni fiscali.

4. Indicare Più Codici ATECO senza Necessità

Un medico può avere più codici ATECO se svolge attività diverse (ad esempio, attività medica + attività di formazione o consulenza). Tuttavia, molti professionisti indicano erroneamente più codici senza reale necessità, complicando la gestione fiscale. Se l’attività è esclusivamente medica, basta un solo codice (86.21.00 o 86.22.09).

5. Non Comunicare il Codice ATECO all’ENPAM

Dopo l’apertura della partita IVA, il medico deve comunicare tempestivamente l’avvio dell’attività libero-professionale all’ENPAM per l’iscrizione all’area B e il calcolo dei contributi previdenziali. Dimenticare questa comunicazione può comportare sanzioni e il mancato riconoscimento dei periodi contributivi.

Per evitare tutti questi errori, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per l’apertura della partita IVA medica: scelta del codice ATECO corretto, valutazione del regime fiscale più conveniente, compilazione e invio del modello AA9/12, comunicazione all’ENPAM e supporto continuo per tutta la gestione fiscale e previdenziale.

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Domande Frequenti sul Codice ATECO Medico

Qual è il codice ATECO per un medico specialista?

Il codice ATECO per i medici specialisti è il 86.22.09 (attività dei medici specialisti). Questo codice comprende tutte le specializzazioni mediche: cardiologia, dermatologia, ortopedia, ginecologia, oculistica, psichiatria e tutte le altre. Non esistono codici ATECO separati per ogni specializzazione.

Posso cambiare il codice ATECO dopo l’apertura della partita IVA?

Sì, è possibile modificare il codice ATECO presentando una variazione dati tramite il modello AA7/10. La modifica può essere effettuata online sul portale dell’Agenzia delle Entrate o tramite un commercialista o CAF. Tuttavia, è preferibile scegliere il codice corretto fin dall’inizio per evitare complicazioni amministrative.

Quale coefficiente di redditività si applica ai medici?

Per i medici, sia di medicina generale (codice 86.21.00) che specialisti (codice 86.22.09), il coefficiente di redditività è del 78%. Questo significa che il reddito imponibile si calcola moltiplicando i ricavi lordi per 0,78. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi anni se si possiedono i requisiti start-up).

Un medico di base può avere la partita IVA?

Sì, un medico di medicina generale può avere partita IVA per svolgere attività libero-professionale parallela non convenzionata con il SSN. Ad esempio, può emettere fatture per visite private, certificazioni mediche a pagamento, medicina del lavoro, consulenze o altre prestazioni mediche. In questo caso utilizzerà il codice ATECO 86.21.00.

Qual è la differenza tra il codice 86.21.00 e 86.22.09?

Il codice 86.21.00 identifica i medici di medicina generale (medici di base, MMG, guardia medica), mentre il codice 86.22.09 identifica i medici specialisti (cardiologi, dermatologi, ortopedici, etc.). Entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività (78%), ma si differenziano per il tipo di attività medica svolta: assistenza sanitaria di base nel primo caso, attività specialistica di secondo livello nel secondo.

Posso usare il regime forfettario con il codice ATECO medico?

Sì, i medici con codice ATECO 86.21.00 o 86.22.09 possono accedere al regime forfettario rispettando i requisiti previsti: ricavi annui entro 85.000 euro, assenza di partecipazioni in società, limite di spesa per collaboratori. Il regime forfettario prevede un’aliquota agevolata del 15% (o 5% per i primi 5 anni con i requisiti start-up) e semplificazioni contabili significative.


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La scelta del codice ATECO corretto e la gestione fiscale della professione medica richiedono competenze specifiche e aggiornamento continuo sulle normative. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per assistere i medici in tutte le fasi: dall’apertura della partita IVA alla scelta del regime fiscale più conveniente, dalla gestione della contabilità alla comunicazione con ENPAM e Ordine dei Medici.

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CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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Alexandra Bala
04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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Paola Zilli
07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
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Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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