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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

TFS e TFR Dipendenti Pubblici 2026: Calcolo, Tempi e Novità Pagamenti

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici
  2. Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa
  3. Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR
  4. Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici
  5. Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici
  6. Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo
  7. Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

Con l’arrivo del pensionamento, i dipendenti pubblici si trovano ad affrontare una questione fondamentale: il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto). Nel 2026 sono entrate in vigore importanti novità sui tempi di pagamento, sulle modalità di anticipo e sul calcolo delle somme spettanti.

Comprendere la differenza tra TFS e TFR è essenziale per pianificare il proprio futuro economico. Il TFS riguarda principalmente i dipendenti pubblici assunti prima del 2001, mentre il TFR pubblico si applica a chi è stato assunto dopo quella data. Entrambe le prestazioni rappresentano una liquidazione maturata durante gli anni di servizio, ma con modalità di calcolo e tempi di erogazione differenti.

Le novità 2026 hanno modificato soprattutto i tempi di attesa per ricevere questi pagamenti. La normativa prevede oggi la rateizzazione in 12 o 24 mesi a seconda dell’importo maturato, con tempi diversi tra chi va in pensione per anzianità e chi si dimette volontariamente. Inoltre, è stata confermata la possibilità di richiedere un anticipo bancario attraverso la convenzione ABI-MEF, che permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

Questo articolo fornisce una guida completa su TFS e TFR dipendenti pubblici 2026, spiegando nel dettaglio come si calcolano, quali sono i tempi di pagamento, come richiedere l’anticipo e quale tassazione si applica. Vedremo anche esempi pratici di calcolo per comprendere meglio quanto spetta a ciascun lavoratore.

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Cosa sono TFS e TFR per Dipendenti Pubblici

Il TFS (Trattamento di Fine Servizio) e il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) rappresentano le indennità di liquidazione che i dipendenti pubblici ricevono al termine della loro carriera lavorativa. Si tratta di somme accantonate durante gli anni di servizio, che vengono erogate al momento del pensionamento o della cessazione del rapporto di lavoro.

Il TFS è destinato ai dipendenti pubblici assunti prima del 1° gennaio 2001, mentre il TFR pubblico si applica a coloro che sono stati assunti successivamente a quella data. Questa distinzione è fondamentale perché le due prestazioni hanno modalità di calcolo diverse e tempi di erogazione differenti.

A chi spetta il TFS

Il TFS spetta alle seguenti categorie di dipendenti pubblici:

  • Dipendenti statali assunti prima del 2001 (ministeri, agenzie fiscali, scuole)
  • Personale degli enti locali (comuni, province, regioni) assunto ante 2001
  • Personale sanitario del Servizio Sanitario Nazionale con contratto precedente al 2001
  • Forze dell’ordine e militari in servizio prima del 2001
  • Magistrati e personale della giustizia assunti ante 2001

A chi spetta il TFR pubblico

Il TFR pubblico riguarda invece:

  • Dipendenti pubblici assunti dopo il 1° gennaio 2001
  • Lavoratori del pubblico impiego che hanno optato per il TFR invece del TFS
  • Personale delle aziende pubbliche privatizzate dopo il 2001

Entrambe le prestazioni rappresentano un diritto del lavoratore e vengono calcolate in base agli anni di servizio prestati e alla retribuzione percepita. La principale differenza sta nel fatto che il TFS viene erogato in base all’ultimo stipendio e agli anni di anzianità, mentre il TFR si accumula anno per anno come una quota accantonata pari al 6,91% della retribuzione annua.

Differenze tra TFS e TFR: Tabella Comparativa

Le differenze tra TFS e TFR non riguardano solo le modalità di calcolo, ma anche i tempi di erogazione, la rivalutazione annua e le categorie di lavoratori interessate. Di seguito una tabella comparativa che evidenzia le principali distinzioni:

CaratteristicaTFSTFR Pubblico
Data di assunzionePrima del 1° gennaio 2001Dopo il 1° gennaio 2001
Formula di calcolo(80% ultimo stipendio × anni servizio) / 12Retribuzione annua × 6,91%
RivalutazioneNon prevista (calcolato al momento del pensionamento)Annuale (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)
Tempi di erogazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazioneDa 12 a 24 mesi dalla cessazione
Anticipo possibileSì, tramite convenzione ABI-MEFSì, tramite convenzione ABI-MEF
TassazioneTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)

Categorie interessate al TFS

Il TFS riguarda principalmente:

  • Dipendenti statali: ministeri, agenzie fiscali, enti previdenziali
  • Personale scolastico: docenti e ATA assunti ante 2001
  • Forze armate e di polizia: militari, carabinieri, polizia di stato, guardia di finanza
  • Magistrati e personale giudiziario

Categorie interessate al TFR pubblico

Il TFR pubblico si applica a:

  • Dipendenti pubblici post-2001: assunti con contratto a tempo indeterminato dopo il 1° gennaio 2001
  • Lavoratori delle partecipate pubbliche: società a controllo pubblico privatizzate
  • Personale sanitario assunto dopo il 2001 nel SSN

Un aspetto importante da sottolineare è che la differenza principale tra le due prestazioni risiede nel sistema di accantonamento: mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula gradualmente ogni anno, venendo rivalutato annualmente in base all’inflazione.

Novità 2026 sui Tempi di Pagamento TFS e TFR

Le novità 2026 riguardano principalmente i tempi di attesa per l’erogazione del TFS e del TFR pubblico. La normativa attuale prevede una rateizzazione obbligatoria che dipende dall’importo maturato e dalla modalità di cessazione del servizio.

Tempi di pagamento in base all’importo

Nel 2026, i tempi di erogazione del TFS e TFR sono regolati come segue:

  • Importi fino a 50.000 euro: pagamento in un’unica soluzione dopo 12 mesi dalla cessazione del servizio
  • Importi tra 50.000 e 100.000 euro: pagamento rateizzato in due rate annuali (prima rata dopo 12 mesi, seconda dopo 24 mesi)
  • Importi superiori a 100.000 euro: pagamento rateizzato in tre rate annuali (una ogni 12 mesi)

Differenza tra pensione per anzianità e dimissioni volontarie

Un elemento cruciale introdotto dalle novità 2026 è la distinzione tra:

  • Pensione per anzianità o vecchiaia: i tempi di attesa partono dalla data di cessazione del servizio. Il primo pagamento avviene dopo 12 mesi dalla data di pensionamento.
  • Dimissioni volontarie: i tempi di attesa sono più lunghi. Il primo pagamento può avvenire fino a 24 mesi dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

Questa distinzione penalizza chi lascia il pubblico impiego prima del raggiungimento dei requisiti pensionistici, incentivando quindi la permanenza in servizio fino alla maturazione della pensione.

Normativa di riferimento

Le novità 2026 sui tempi di pagamento derivano da una serie di interventi normativi, tra cui:

  • Decreto Legge n. 4/2019: ha introdotto la rateizzazione obbligatoria per gli importi superiori a 50.000 euro
  • Legge di Bilancio 2023: ha confermato i tempi di attesa di 12-24 mesi
  • Convenzione ABI-MEF 2024-2026: ha rinnovato la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS/TFR

Nonostante le proteste dei sindacati, che chiedono da anni l’abolizione dei tempi di attesa, il governo ha mantenuto la rateizzazione per motivi di sostenibilità finanziaria. Di conseguenza, l’anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF rimane la soluzione più utilizzata dai dipendenti pubblici per ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento.

Come si Calcola il TFS: Formula ed Esempi Pratici

Il calcolo del TFS si basa su una formula specifica che tiene conto dell’ultimo stipendio percepito e degli anni di servizio prestati. A differenza del TFR, il TFS non si accumula annualmente, ma viene calcolato in un’unica soluzione al momento della cessazione del servizio.

Formula di calcolo del TFS

La formula generale per calcolare il TFS è la seguente:

TFS = (Ultimo stipendio mensile × 80% × Anni di servizio) / 12

Dove:

  • Ultimo stipendio mensile: l’ultima retribuzione mensile lorda percepita (comprensiva di indennità e competenze accessorie)
  • 80%: la percentuale applicabile per legge
  • Anni di servizio: gli anni effettivi di servizio presso il pubblico impiego (arrotondati per eccesso dopo 6 mesi)
  • 12: i mesi dell’anno

Esempio pratico di calcolo TFS

Supponiamo che un dipendente pubblico vada in pensione con le seguenti caratteristiche:

  • Ultimo stipendio mensile lordo: 2.800 euro
  • Anni di servizio: 35 anni

Applicando la formula:

TFS = (2.800 euro × 80% × 35 anni) / 12

TFS = (2.800 × 0,80 × 35) / 12

TFS = 78.400 / 12

TFS = 6.533,33 euro

Questo importo rappresenta la mensilità di TFS. Moltiplicando per i 35 anni di servizio, si ottiene il TFS totale di circa 78.400 euro.

Elementi che influenzano il calcolo

Nel calcolo del TFS vanno considerati alcuni elementi aggiuntivi:

  • Indennità accessorie: vanno incluse nell’ultimo stipendio tutte le competenze fisse (es. indennità di posizione, indennità di vacanza contrattuale)
  • Massimale TFS: il TFS è soggetto a un limite massimo pari a € 2.500.000 (applicabile solo in casi eccezionali di carriere molto lunghe con stipendi elevati)
  • Servizio pre-ruolo: gli anni di servizio precario (supplenze, contratti a termine) possono essere riscattati e quindi inclusi nel calcolo

Un ulteriore aspetto da considerare è che il TFS non viene rivalutato annualmente, a differenza del TFR. Questo significa che il calcolo viene effettuato esclusivamente al momento del pensionamento, senza tenere conto dell’inflazione accumulata durante gli anni di servizio.

Come si Calcola il TFR per Dipendenti Pubblici

Il calcolo del TFR pubblico segue un meccanismo diverso rispetto al TFS. Mentre il TFS viene calcolato in un’unica soluzione al momento del pensionamento, il TFR si accumula anno per anno e viene rivalutato annualmente in base all’inflazione ISTAT.

Formula di calcolo del TFR pubblico

La formula per calcolare il TFR pubblico è la seguente:

TFR annuo = Retribuzione annua lorda × 6,91%

Ogni anno, la quota di TFR maturata viene accantonata e rivalutata secondo la seguente formula:

Rivalutazione annua = TFR maturato × (75% inflazione ISTAT + 1,5% fisso)

Questo significa che il TFR pubblico si rivaluta ogni anno in base al tasso di inflazione, garantendo al lavoratore un potere d’acquisto che tiene conto dell’aumento dei prezzi.

Esempio pratico di calcolo TFR pubblico

Supponiamo che un dipendente pubblico assunto nel 2010 abbia una retribuzione annua lorda di 35.000 euro. Vediamo come si calcola il TFR per un anno:

TFR maturato nell’anno = 35.000 euro × 6,91%

TFR maturato nell’anno = 2.418,50 euro

Questo importo viene aggiunto al TFR totale accumulato negli anni precedenti e poi rivalutato annualmente.

Se il dipendente ha lavorato per 15 anni con uno stipendio costante di 35.000 euro annui, il TFR lordo (senza considerare la rivalutazione) sarebbe:

TFR totale (senza rivalutazione) = 2.418,50 euro × 15 anni

TFR totale = 36.277,50 euro

Aggiungendo la rivalutazione annuale in base all’inflazione, il TFR effettivo sarà superiore, arrivando a circa 40.000-42.000 euro (a seconda del tasso di inflazione medio degli ultimi 15 anni).

Rivalutazione ISTAT e inflazione

La rivalutazione del TFR pubblico avviene ogni anno secondo il seguente meccanismo:

  • 75% dell’inflazione ISTAT: se l’inflazione annua è del 2%, la rivalutazione sarà del 1,5%
  • 1,5% fisso: questo è un tasso aggiuntivo garantito per legge

Ad esempio, se l’inflazione ISTAT nell’anno è stata del 3%:

Rivalutazione annua = (3% × 75%) + 1,5%

Rivalutazione annua = 2,25% + 1,5%

Rivalutazione annua = 3,75%

Questa rivalutazione si applica sul montante TFR maturato fino al 31 dicembre dell’anno precedente, proteggendo così il lavoratore dalla perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione.

Anticipo TFS e TFR: Come Richiederlo

Una delle novità più apprezzate dai dipendenti pubblici è la possibilità di richiedere l’anticipo bancario del TFS e TFR tramite la convenzione ABI-MEF. Questo strumento permette di ottenere la liquidazione subito dopo il pensionamento, evitando i lunghi tempi di attesa previsti dalla normativa (12-24 mesi).

Convenzione ABI-MEF: come funziona

La convenzione ABI-MEF (Associazione Bancaria Italiana – Ministero dell’Economia e delle Finanze) è un accordo tra banche e Stato che consente ai dipendenti pubblici neo-pensionati di ottenere un prestito bancario pari all’importo del TFS/TFR maturato, con rimborso garantito direttamente dall’INPS.

In pratica:

  1. Il pensionato richiede l’anticipo alla banca
  2. La banca eroga l’importo del TFS/TFR (al netto degli interessi)
  3. Quando l’INPS paga il TFS/TFR (dopo 12-24 mesi), il pagamento va direttamente alla banca come rimborso del prestito

Requisiti per richiedere l’anticipo

Per accedere all’anticipo TFS/TFR è necessario soddisfare i seguenti requisiti:

  • Essere andato in pensione (pensione di vecchiaia, anzianità, anticipata)
  • Aver maturato il diritto al TFS o TFR
  • Avere almeno 62 anni di età (per alcune categorie il requisito è ridotto a 60 anni)
  • Non avere protesti o segnalazioni negative nella Centrale Rischi della Banca d’Italia

Procedura di richiesta

La procedura per richiedere l’anticipo è la seguente:

  1. Calcolare l’importo del TFS/TFR tramite il simulatore INPS o rivolgendosi al CAF
  2. Contattare una banca convenzionata (la lista è disponibile sul sito del MEF e dell’INPS)
  3. Presentare la domanda con i seguenti documenti:
    • Documento di identità e codice fiscale
    • Certificato di pensione INPS
    • Autocertificazione dell’importo del TFS/TFR
  4. Attendere l’approvazione (solitamente 30-60 giorni)
  5. Ricevere l’accredito sul conto corrente

Tassi di interesse massimi

La convenzione ABI-MEF prevede dei tassi di interesse massimi applicabili dalle banche, stabiliti annualmente dal MEF. Per il 2026, i tassi massimi sono:

  • TAN (Tasso Annuo Nominale): max 4,25%
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): max 4,50%

Questi tassi sono molto vantaggiosi rispetto ai normali prestiti personali, poiché il rischio per la banca è azzerato (il rimborso è garantito dall’INPS). Tuttavia, l’importo degli interessi dipende dalla durata del periodo di attesa previsto per il pagamento del TFS/TFR da parte dell’INPS.

Ad esempio, se il TFS previsto è di 80.000 euro e il tempo di attesa è di 24 mesi, gli interessi bancari saranno calcolati su questo periodo, risultando in un costo complessivo di circa 6.000-7.000 euro.

Tassazione TFS e TFR: Regime Fiscale Separato

Il TFS e il TFR pubblico sono soggetti a un regime di tassazione separata, che è generalmente più vantaggioso rispetto alla tassazione ordinaria. Questo significa che l’importo della liquidazione non viene sommato agli altri redditi del pensionato, evitando così un aumento eccessivo dello scaglione IRPEF.

Come funziona la tassazione separata

La tassazione separata si applica calcolando l’aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito. In pratica:

  1. Si prendono i redditi complessivi degli ultimi 5 anni
  2. Si calcola l’aliquota media IRPEF pagata in quegli anni
  3. Questa aliquota viene applicata all’importo del TFS/TFR

Esempio pratico:

Reddito medio ultimi 5 anni: 30.000 euro annui

Aliquota media IRPEF: 26%

TFS maturato: 80.000 euro

Imposta dovuta = 80.000 euro × 26% = 20.800 euro

TFS netto: 80.000 – 20.800 = 59.200 euro

Detrazioni per anzianità di servizio

Un vantaggio importante della tassazione separata del TFS/TFR è la possibilità di beneficiare di detrazioni specifiche legate all’anzianità di servizio. In particolare:

  • Per anzianità fino a 15 anni: nessuna detrazione aggiuntiva
  • Per anzianità superiore a 15 anni: si applica una detrazione progressiva che riduce l’imponibile fiscale
  • Per anzianità superiore a 35 anni: la detrazione può arrivare fino al 30% dell’imponibile

Questo meccanismo è pensato per premiare chi ha dedicato una lunga carriera al pubblico impiego, riducendo il carico fiscale sulla liquidazione.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF, sul TFS/TFR si applicano anche le addizionali regionali e comunali, che variano in base al luogo di residenza del pensionato. Queste addizionali rappresentano solitamente un ulteriore 1-3% dell’imponibile.

Ad esempio, per un TFS di 80.000 euro:

  • IRPEF (26%): 20.800 euro
  • Addizionale regionale (1,5%): 1.200 euro
  • Addizionale comunale (0,8%): 640 euro
  • Totale imposte: 22.640 euro
  • TFS netto: 57.360 euro

È importante sottolineare che la tassazione separata è comunque più conveniente rispetto alla tassazione ordinaria, poiché evita di sommare il TFS/TFR agli altri redditi del pensionato (come la pensione stessa), che porterebbe a un scaglione IRPEF superiore.

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Domande Frequenti su TFS e TFR Dipendenti Pubblici

Quanto tempo devo aspettare per ricevere il TFS dopo il pensionamento?

Nel 2026, i tempi di attesa per il pagamento del TFS sono di 12 mesi per importi fino a 50.000 euro, 24 mesi per importi superiori. Chi va in pensione per anzianita riceve il primo pagamento dopo 12 mesi, mentre chi si dimette volontariamente deve attendere fino a 24 mesi. E possibile richiedere un anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF per ottenere la liquidazione subito.

Qual e la differenza principale tra TFS e TFR pubblico?

Il TFS si applica ai dipendenti pubblici assunti prima del 1 gennaio 2001 e si calcola con la formula (80 percento ultimo stipendio per anni servizio) diviso 12. Il TFR pubblico riguarda gli assunti dopo il 2001 e si accumula annualmente con il 6,91 percento della retribuzione, rivalutato ogni anno in base all inflazione ISTAT. Il TFS non viene rivalutato, mentre il TFR si rivaluta annualmente.

Come posso richiedere l’anticipo del TFS o TFR?

Per richiedere l anticipo TFS o TFR devi avere almeno 62 anni di eta, essere andato in pensione e non avere protesti bancari. La procedura prevede di contattare una banca convenzionata con la convenzione ABI-MEF, presentare domanda con certificato di pensione INPS e documenti di identita. I tassi di interesse massimi per il 2026 sono TAN 4,25 percento e TAEG 4,50 percento.

Che tassazione si applica al TFS e TFR?

TFS e TFR sono soggetti a tassazione separata. Si calcola l aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di reddito e la si applica all importo della liquidazione. Questa tassazione e piu conveniente rispetto alla ordinaria perche non somma il TFS TFR agli altri redditi. Si applicano anche detrazioni per anzianita di servizio superiore ai 15 anni, che possono ridurre fino al 30 percento l imponibile.

Posso ricevere sia TFS che TFR?

No, un dipendente pubblico riceve o il TFS o il TFR in base alla data di assunzione. Chi e stato assunto prima del 1 gennaio 2001 riceve il TFS, chi e stato assunto dopo riceve il TFR pubblico. Non e possibile cumulare entrambe le prestazioni. Tuttavia, chi ha avuto carriere miste (privato piu pubblico) puo ricevere il TFR del settore privato e il TFS o TFR pubblico separatamente.

Il TFS viene pagato in un’unica soluzione?

Dipende dall importo maturato. Per importi fino a 50.000 euro il pagamento avviene in unica soluzione dopo 12 mesi. Per importi tra 50.000 e 100.000 euro viene rateizzato in due rate annuali. Per importi superiori a 100.000 euro viene rateizzato in tre rate annuali. Per evitare la rateizzazione, molti dipendenti richiedono l anticipo bancario tramite la convenzione ABI-MEF.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Giulia Guida
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    Jacqueline B.
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Cedolino Pensione Aprile 2026: Data Pagamento e Novità

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Data di pagamento pensioni aprile 2026
    2. Come consultare il cedolino su MyINPS
    3. Novità importi aprile 2026
    4. Differenze rispetto a marzo 2026
    5. Calendario pagamenti primo semestre 2026
    6. Domande frequenti

    Il cedolino pensione aprile 2026 porta con sé alcune novità importanti per i pensionati italiani. Dopo le variazioni di marzo legate al conguaglio fiscale, aprile 2026 segna la ripresa di un importo mensile più stabile, con i consueti aggiustamenti di inizio anno ormai assorbiti. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: data di pagamento pensione aprile 2026, come leggere il cedolino su MyINPS e quali voci potrebbero cambiare rispetto al mese precedente.

    Data di Pagamento Pensioni Aprile 2026

    L’INPS ha comunicato le date ufficiali di accredito per il mese di aprile 2026. Come di consueto, esistono due modalità principali di pagamento con date differenti:

    • Accredito su conto corrente bancario o postale (o libretto di risparmio): mercoledì 1 aprile 2026. L’importo sarà disponibile fin dalla mattina del giorno stesso, in base agli orari di valuta del proprio istituto di credito.
    • Ritiro in contanti presso gli sportelli Poste Italiane: giovedì 2 aprile 2026, con distribuzione scaglionata in ordine alfabetico per evitare assembramenti.

    Calendario ritiro allo sportello Poste Italiane (aprile 2026)

    Per chi ritira la pensione in contanti alle Poste, il calendario di aprile 2026 prevede la distribuzione alfabetica nelle seguenti date:

    Cognomi (iniziale)Data ritiro
    A – BGiovedì 2 aprile 2026
    C – DVenerdì 3 aprile 2026
    E – KMartedì 7 aprile 2026
    L – PMercoledì 8 aprile 2026
    Q – ZGiovedì 9 aprile 2026

    Nota: I titolari di conto BancoPosta ricevono l’accredito il 1 aprile, come per qualsiasi altro conto corrente bancario, senza dover attendere il proprio turno alfabetico.

    Come Consultare il Cedolino su MyINPS

    Il cedolino pensione aprile 2026 è disponibile online sulla piattaforma MyINPS già nei giorni precedenti l’accredito. Consultarlo ti permette di verificare l’importo netto che riceverai, le trattenute fiscali applicate e le eventuali variazioni rispetto al mese precedente.

    Procedura passo dopo passo per accedere al cedolino

    1. Vai sul sito ufficiale myinps.inps.it
    2. Clicca su “Accedi” in alto a destra
    3. Scegli il metodo di autenticazione: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
    4. Una volta dentro, vai nella sezione “Pensione” → “Cedolino della pensione”
    5. Seleziona il mese di interesse (aprile 2026) e scarica o visualizza il cedolino in formato PDF

    In alternativa, puoi richiedere il cedolino cartaceo tramite il Patronato o direttamente agli sportelli INPS della tua provincia, presentando documento d’identità e tessera sanitaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per l’accesso ai servizi MyINPS.

    Novità Importi Aprile 2026: Rivalutazione e Trattenute IRPEF

    Il cedolino pensione aprile 2026 importo riflette le variazioni entrate in vigore con la Legge di Bilancio 2026 e i conguagli applicati dall’INPS nei mesi precedenti. Ecco le principali voci che incidono sull’importo:

    Rivalutazione automatica 2026

    Le pensioni sono state rivalutate dal 1° gennaio 2026 sulla base del tasso di inflazione consuntivo 2025. La rivalutazione viene applicata in modo differenziato per fasce di importo:

    • Pensioni fino a 4 volte il minimo INPS: rivalutazione piena al 100%
    • Pensioni tra 4 e 5 volte il minimo: rivalutazione all’85%
    • Pensioni oltre 5 volte il minimo: rivalutazione progressivamente ridotta

    Trattenute IRPEF e addizionali

    L’INPS agisce come sostituto d’imposta per i pensionati e applica mensilmente le trattenute IRPEF sull’importo lordo della pensione. Ad aprile 2026, le ritenute tengono conto delle nuove aliquote IRPEF introdotte dalla riforma fiscale:

    • 23% per redditi fino a 28.000 euro annui
    • 35% per redditi tra 28.001 e 50.000 euro annui
    • 43% per redditi oltre 50.000 euro annui

    Le addizionali regionali e comunali IRPEF vengono invece trattenute in rate mensili nel corso dell’anno, in base alla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente (o alla dichiarazione precompilata 730). Se nel 2025 hai presentato il 730 tramite il CAF, le addizionali dovute vengono già ripartite automaticamente.

    Differenze rispetto a Marzo 2026: Conguaglio e Addizionali

    Rispetto al cedolino pensione marzo 2026, il mese di aprile presenta alcune differenze che è utile conoscere per non sorprendersi dell’importo accreditato.

    Conguaglio fiscale di fine anno precedente

    A marzo 2026, molti pensionati hanno visto applicare il conguaglio fiscale relativo all’anno d’imposta 2025. Questo conguaglio può aver generato:

    • Trattenuta aggiuntiva (se le ritenute 2025 sono risultate insufficienti rispetto all’imposta dovuta)
    • Rimborso a credito (se le ritenute versate erano eccessive)

    Ad aprile, questo conguaglio è generalmente già stato applicato, quindi l’importo tende a stabilizzarsi. Per verificare i dettagli relativi alle pensioni e taglio IRPEF con arretrati applicati nei mesi precedenti, puoi consultare il nostro articolo dedicato.

    Addizionali regionali e comunali 2025 a rate

    Le addizionali regionali e comunali 2025 dovute in base al 730 o al Modello Redditi PF presentato l’anno scorso vengono trattenute mensilmente, di norma da marzo a novembre. Ad aprile vedrai quindi la seconda rata di queste addizionali nel tuo cedolino. L’importo varia in base alla regione e al comune di residenza.

    Arretrati pensione: eventuali conguagli INPS

    Se l’INPS ha effettuato revisioni di posizione o ha riconosciuto benefici pensionistici con decorrenza retroattiva, potrebbero comparire nel cedolino di aprile arretrati pensione. Questi importi vengono tassati separatamente con il regime della tassazione separata, che in genere risulta più conveniente della tassazione ordinaria. Per capire meglio i pagamenti INPS di aprile 2026 e tutte le prestazioni in pagamento questo mese, consulta il calendario completo INPS.

    Calendario Completo Pagamenti Pensioni Primo Semestre 2026

    Per pianificare al meglio le tue finanze, ecco il calendario completo dei pagamenti pensioni INPS per il primo semestre 2026, con le date di accredito su conto corrente e quelle per il ritiro allo sportello Poste Italiane:

    MeseAccredito su contoRitiro allo sportello Poste (primo giorno)
    Gennaio 20262 gennaio 20262 gennaio 2026 (A-B)
    Febbraio 20262 febbraio 20262 febbraio 2026 (A-B)
    Marzo 20261 marzo 2026 (domenica: 2 marzo)2 marzo 2026 (A-B)
    Aprile 20261 aprile 20262 aprile 2026 (A-B)
    Maggio 20264 maggio 2026 (1 maggio festivo)4 maggio 2026 (A-B)
    Giugno 20261 giugno 20262 giugno 2026 (A-B)

    Nota bene: quando il primo del mese cade di domenica o in un giorno festivo, il pagamento viene anticipato al giorno lavorativo precedente oppure posticipato al primo giorno lavorativo utile successivo, in base alle disposizioni INPS.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sul Cedolino Pensione Aprile 2026

    Quando viene accreditata la pensione di aprile 2026?

    La pensione di aprile 2026 viene accreditata il 1 aprile 2026 su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste puo farlo a partire dal 2 aprile 2026, seguendo il calendario alfabetico per cognome.

    Dove posso scaricare il cedolino pensione aprile 2026?

    Il cedolino pensione aprile 2026 e disponibile sul portale MyINPS (myinps.inps.it), accessibile con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pensione trovi il cedolino mensile scaricabile in PDF. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF o al Patronato per assistenza.

    Perche l’importo della pensione di aprile e diverso da marzo?

    Le differenze tra marzo e aprile possono dipendere da: completamento del conguaglio fiscale 2025 applicato a marzo, variazione delle rate delle addizionali regionali e comunali, eventuali arretrati o conguagli INPS relativi alla posizione individuale.

    Come vengono calcolate le trattenute IRPEF sulla pensione?

    L’INPS applica mensilmente le ritenute IRPEF sull’importo lordo della pensione, agendo come sostituto d’imposta. Le aliquote sono: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.001 e 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro annui. Le addizionali regionali e comunali si aggiungono in rate mensili.

    Cosa fare se il cedolino pensione di aprile non e corretto?

    Se riscontri un errore nel cedolino pensione aprile 2026, puoi presentare un reclamo all’INPS tramite il portale MyINPS oppure recarti a uno sportello INPS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti gratuitamente nella verifica e nella presentazione del reclamo.


    Hai Dubbi sul tuo Cedolino Pensione? Contatta il CAF

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza qualificata per leggere il cedolino pensione, verificare le trattenute IRPEF, presentare il 730 come pensionato e gestire le pratiche di pensionamento. Il nostro Patronato ti supporta gratuitamente nei rapporti con l’INPS.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 16:54:38Cedolino Pensione Aprile 2026: Data Pagamento e Novità
      ASSEGNO UNICO

      Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS e Importi Aggiornati

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Quando arriva l’Assegno Unico di aprile 2026? In questa guida trovi le date di pagamento INPS aggiornate, gli importi per ogni fascia ISEE, le scadenze per il rinnovo e come verificare lo stato della tua domanda. L’Assegno Unico e Universale (AUU) è il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico e viene erogato mensilmente dall’INPS.

      Indice dei Contenuti

      1. Date di Pagamento Aprile 2026
      2. Importi per Fascia ISEE 2026
      3. Maggiorazioni: Chi Ha Diritto
      4. Rinnovo ISEE: Scadenza e Conseguenze
      5. Come Verificare lo Stato della Domanda
      6. Arretrati e Conguagli
      7. Domande Frequenti

      Date di Pagamento Assegno Unico Aprile 2026

      L’INPS segue un calendario consolidato per l’erogazione dell’Assegno Unico. Per aprile 2026, le date previste sono:

      • 15-17 aprile 2026: pagamento per i beneficiari che già percepiscono l’Assegno Unico (domande in essere con ISEE rinnovato). Questa è la finestra principale per la maggior parte delle famiglie
      • Fine aprile 2026 (28-30 aprile): pagamento per le nuove domande presentate nei mesi precedenti e per i casi che hanno richiesto verifiche aggiuntive da parte dell’INPS
      • Pagamenti straordinari: eventuali conguagli e arretrati possono essere erogati in qualsiasi momento del mese

      Nota: le date possono variare di 1-2 giorni lavorativi in base all’istituto bancario o postale del beneficiario. Poste Italiane generalmente accredita con 1-2 giorni di anticipo rispetto alle banche.

      Importi Assegno Unico 2026 per Fascia ISEE

      Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono stati rivalutati dell’0,8% rispetto al 2025, in linea con l’adeguamento ISTAT. Ecco la tabella aggiornata degli importi mensili per ciascun figlio:

      Fascia ISEEImporto mensile per figlio
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
      Da 17.090,62 a 20.000 euroDa 199,40 a 175 euro (decrescente)
      Da 20.001 a 25.000 euroDa 175 a 145 euro
      Da 25.001 a 30.000 euroDa 145 a 120 euro
      Da 30.001 a 35.000 euroDa 120 a 100 euro
      Da 35.001 a 40.000 euroDa 100 a 80 euro
      Da 40.001 a 45.810,71 euroDa 80 a 57 euro
      Oltre 45.810,71 euro o senza ISEE57 euro

      Importante: chi non presenta l’ISEE o lo presenta in ritardo riceve l’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato l’ISEE, l’INPS ricalcola l’importo e eroga gli arretrati dalla data di decorrenza.

      Maggiorazioni: Chi Ha Diritto a Importi Più Alti

      Oltre all’importo base, sono previste diverse maggiorazioni che possono aumentare significativamente l’Assegno Unico:

      • Figli con disabilità: maggiorazione da 91,20 a 113,50 euro per figlio minorenne disabile (in base al grado); importo fisso di 96,90 euro per figli maggiorenni 18-20 anni disabili
      • Madri under 21: maggiorazione di 22,80 euro per figlio per le madri con meno di 21 anni
      • Nuclei numerosi (3+ figli): maggiorazione da 17,10 a 96,90 euro per figlio (in base all’ISEE) per famiglie con 3 o più figli
      • Nuclei con 4+ figli: forfait aggiuntivo di 159,60 euro mensili (indipendente dall’ISEE)
      • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,10 euro per figlio minorenne se entrambi i genitori hanno reddito da lavoro (ISEE fino a 17.090,61 euro)

      Rinnovo ISEE: Scadenza e Conseguenze

      Per ricevere l’Assegno Unico nell’importo corretto, è fondamentale avere un ISEE 2026 in corso di validità. Ecco le regole:

      • Scadenza ISEE 2025: l’ISEE dell’anno precedente scade il 31 dicembre 2025. Da gennaio 2026 è necessario rinnovarlo
      • Rinnovo entro il 28 febbraio: chi rinnova l’ISEE entro fine febbraio 2026 riceve gli arretrati di gennaio e febbraio con l’importo aggiornato
      • Rinnovo dopo il 28 febbraio: gli arretrati vengono calcolati solo dalla data di presentazione della nuova DSU. I mesi precedenti restano con l’importo minimo (57 euro)
      • Senza ISEE: l’Assegno Unico viene comunque erogato, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio

      Consiglio: se non hai ancora rinnovato l’ISEE per il 2026, fallo il prima possibile per non perdere gli arretrati. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente.

      Come Verificare lo Stato della Domanda

      Per controllare lo stato della tua domanda di Assegno Unico e i pagamenti in arrivo:

      1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca “Assegno Unico”: nella barra di ricerca, digita “Assegno Unico e Universale”
      3. Sezione “Consulta e gestisci”: qui trovi il riepilogo della tua domanda con stato, importo calcolato e storico pagamenti
      4. Dettaglio per figlio: per ogni figlio a carico puoi vedere l’importo base e le eventuali maggiorazioni riconosciute
      5. Storico pagamenti: elenco completo dei pagamenti effettuati con data, importo lordo e netto

      Stato della domanda: verifica che risulti “Accolta” e “In pagamento”. Se risulta “In istruttoria” o “Sospesa”, potrebbe essere necessario integrare la documentazione.

      Arretrati e Conguagli di Aprile 2026

      Con il pagamento di aprile 2026, molte famiglie potrebbero ricevere importi diversi dal solito per via di conguagli e arretrati:

      • Arretrati ISEE: chi ha rinnovato l’ISEE a marzo 2026 potrebbe ricevere ad aprile gli arretrati dei mesi precedenti calcolati con il nuovo importo
      • Conguagli per variazioni nucleo familiare: nascita di un figlio, variazione della composizione del nucleo, cambio di residenza
      • Rivalutazione ISTAT: il primo conguaglio dell’anno con la rivalutazione dello 0,8% potrebbe generare piccoli arretrati

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sull’Assegno Unico Aprile 2026

      L’Assegno Unico di aprile arriva prima di Pasqua?

      Dipende dal calendario. Le festività pasquali nel 2026 cadono il 5 aprile (Pasqua) e 6 aprile (Pasquetta). I pagamenti dell’Assegno Unico avvengono generalmente tra il 15 e il 17 aprile, quindi dopo le festività pasquali.

      Perché l’importo di aprile è diverso da marzo?

      Le variazioni di importo possono dipendere da: rinnovo ISEE con fascia diversa, variazioni del nucleo familiare, conguagli o arretrati. Verifica il dettaglio del calcolo nella sezione “Consulta e gestisci” su MyINPS.

      Se non ho ancora rinnovato l’ISEE, perdo l’Assegno?

      No, l’Assegno Unico viene comunque erogato anche senza ISEE valido, ma all’importo minimo di 57 euro per figlio. Una volta presentato il nuovo ISEE, l’INPS ricalcolerà l’importo. Se il rinnovo avviene dopo il 28 febbraio, gli arretrati decorrono dalla data di presentazione della DSU.

      Come modifico l’IBAN per l’accredito?

      Puoi modificare l’IBAN accedendo alla tua domanda di Assegno Unico su MyINPS, sezione “Modifica domanda” > “Modalità di pagamento”. La modifica ha effetto dalla mensilità successiva all’elaborazione.

      L’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni?

      Sì, l’Assegno Unico spetta anche per i figli maggiorenni fino a 21 anni, a condizione che: frequentino un percorso di formazione, svolgano un tirocinio o servizio civile, siano disoccupati e in cerca di lavoro, o abbiano un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro. L’importo è ridotto rispetto ai figli minorenni.

      Hai bisogno di assistenza con l’Assegno Unico o il rinnovo ISEE? Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente e ti assiste nella domanda di Assegno Unico. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

      Marzo 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-31 09:00:002026-05-31 13:08:08Assegno Unico Aprile 2026: Date Pagamento INPS e Importi Aggiornati
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pensione 2026: Tutte le Strade per Andare in Pensione Prima degli Aumenti del 2027

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Gli Aumenti dell’Età Pensionabile dal 2027
      2. Pensione Anticipata Ordinaria 2026
      3. Quota 103: Requisiti e Novità 2026
      4. Opzione Donna 2026: Chi Può Accedere
      5. APE Sociale 2026: Categorie e Requisiti Aggiornati
      6. Pensione di Vecchiaia Anticipata per Invalidità
      7. Isopensione e Contratto di Espansione
      8. Tabelle Riepilogative: Tutti i Requisiti 2026
      9. Esempi Pratici e Simulazioni di Calcolo
      10. Scadenze e Procedure per Presentare Domanda
      11. Domande Frequenti

      Il 2026 rappresenta un anno cruciale per chi vuole andare in pensione prima che entrino in vigore gli aumenti dell’età pensionabile previsti per il 2027. A partire dal 1° gennaio 2027, infatti, scatterà il nuovo adeguamento alla speranza di vita che modificherà i requisiti di età per accedere alla pensione di vecchiaia e ad alcune forme di pensione anticipata.

      Secondo le proiezioni ISTAT e i dati del Ministero dell’Economia, l’età pensionabile potrebbe aumentare di 3-4 mesi rispetto agli attuali 67 anni, rendendo ancora più difficile l’accesso alla pensione per chi non ha maturato i requisiti contributivi per le forme di uscita anticipata.

      In questo contesto, il 2026 offre diverse opportunità per anticipare il pensionamento sfruttando le misure previste dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) e le disposizioni INPS ancora in vigore. Dalle tradizionali pensioni anticipate ordinarie alle misure sperimentali come Quota 103, dall’APE Sociale all’Opzione Donna, esistono diverse strade percorribili a seconda della propria situazione contributiva, anagrafica e lavorativa.

      In questa guida approfondita analizzeremo tutte le opzioni disponibili nel 2026, con requisiti aggiornati, esempi pratici di calcolo, scadenze da rispettare e indicazioni operative per presentare la domanda. Che tu sia un lavoratore dipendente, un autonomo, un caregiver o un lavoratore con mansioni gravose, troverai la soluzione più adatta alla tua situazione.

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      Gli Aumenti dell’Età Pensionabile dal 2027

      Prima di analizzare le singole opzioni per andare in pensione nel 2026, è fondamentale comprendere quali cambiamenti ci aspettano dal 2027 e perché conviene accelerare il pensionamento.

      L’Adeguamento alla Speranza di Vita

      Il meccanismo dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita è stato introdotto dalla Riforma Fornero (Legge 214/2011) e prevede una revisione biennale dei requisiti anagrafici sulla base delle rilevazioni ISTAT.

      Secondo il Decreto MEF del 16 dicembre 2024, a partire dal 1° gennaio 2027 scatterà un nuovo adeguamento che comporterà:

      • Aumento dell’età per la pensione di vecchiaia: dagli attuali 67 anni a 67 anni e 3 mesi
      • Aumento dei requisiti contributivi minimi per alcune forme di pensione anticipata
      • Modifica delle finestre di decorrenza per le pensioni già maturate

      Impatto sulle Diverse Forme Pensionistiche

      L’adeguamento 2027 non colpirà tutte le forme pensionistiche allo stesso modo. Ecco una tabella comparativa dei requisiti 2026 vs 2027:

      Forma PensionisticaRequisiti 2026Requisiti dal 2027Variazione
      Pensione di vecchiaia67 anni + 20 anni contributi67 anni e 3 mesi + 20 anni contributi+3 mesi
      Pensione anticipata ordinaria42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)43 anni e 1 mese (uomini) / 42 anni e 1 mese (donne)+3 mesi
      Quota 10362 anni + 41 anni contributiMisura in scadenza (salvo proroghe)–
      APE Sociale63 anni e 5 mesi + contributi variabiliMisura in scadenza (salvo proroghe)–

      Perché Conviene Andare in Pensione nel 2026

      I motivi per cui anticipare il pensionamento al 2026 sono molteplici:

      • Evitare l’innalzamento dell’età: Maturare i requisiti nel 2026 significa bloccare i parametri attuali
      • Sfruttare le misure sperimentali: Quota 103, APE Sociale e Opzione Donna potrebbero non essere prorogate oltre il 31 dicembre 2026
      • Accedere alle finestre mobili più brevi: Maturando i requisiti nel 2026, si ottiene la decorrenza prima degli aumenti
      • Cristallizzare il diritto acquisito: Una volta maturati i requisiti, il diritto alla pensione è acquisito

      Pensione Anticipata Ordinaria 2026

      La pensione anticipata ordinaria è la forma pensionistica più “classica” e stabile, non soggetta a scadenze o proroghe annuali. È disciplinata dall’art. 24, comma 10, D.L. 201/2011 (Riforma Fornero) e consente di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, purché si abbiano sufficienti anni di contributi.

      Requisiti 2026

      Per accedere alla pensione anticipata nel 2026 sono necessari:

      • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (2.227 settimane)
      • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi (2.175 settimane)

      I requisiti sono indipendenti dall’età anagrafica: si può andare in pensione anticipata anche a 60 anni, se si hanno i contributi necessari.

      Contributi validi: obbligatori, volontari, figurativi (disoccupazione, malattia, maternità), da riscatto (laurea, periodi non coperti).

      Finestra Mobile e Penalizzazioni

      La pensione anticipata ordinaria prevede una finestra mobile di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti per i lavoratori dipendenti, e di 6 mesi per gli autonomi.

      Chi matura la pensione anticipata prima dei 62 anni di età subisce una penalizzazione dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni, fino a un massimo del 2%.

      Esempio pratico: Lucia, 58 anni, ha 42 anni di contributi. Matura la pensione anticipata a 58 anni (4 anni prima dei 62). Penalizzazione: 2% (massimo consentito). Se l’importo teorico è 1.500 euro/mese → pensione effettiva: 1.470 euro/mese (-30 euro).

      Quota 103: Requisiti e Novità 2026

      La Quota 103 è una misura sperimentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e prorogata per il 2024, 2025 e 2026. Permette di andare in pensione con un’età inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia, a condizione di avere almeno 41 anni di contributi.

      Requisiti Quota 103 nel 2026

      Per accedere a Quota 103 nel 2026 sono necessari contemporaneamente:

      • Età minima: 62 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2026)
      • Contributi minimi: 41 anni (2.132 settimane)

      Entrambi i requisiti devono essere maturati entro il 31 dicembre 2026 per rientrare nella proroga attuale.

      Finestra Mobile e Limitazioni

      Una delle caratteristiche più penalizzanti di Quota 103 è la finestra mobile lunga:

      • Lavoratori dipendenti: 7 mesi dalla maturazione dei requisiti
      • Lavoratori autonomi: 9 mesi dalla maturazione dei requisiti

      Divieto di cumulo con redditi da lavoro: Chi accede a Quota 103 non può cumulare la pensione con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026). È consentito solo il cumulo con redditi da lavoro occasionale entro 5.000 euro/anno.

      Calcolo contributivo puro: La quota di pensione relativa ai contributi versati dopo il 31 dicembre 2011 viene calcolata esclusivamente con il sistema contributivo, comportando una riduzione dell’importo del 10-15% rispetto alla pensione anticipata ordinaria.

      Opzione Donna 2026: Chi Può Accedere

      L’Opzione Donna è una misura pensionistica riservata alle lavoratrici donne che permette di andare in pensione con requisiti anagrafici e contributivi ridotti, in cambio di un ricalcolo integrale della pensione con il sistema contributivo.

      La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato Opzione Donna per il 2026, ma con requisiti ancora più stringenti.

      Requisiti Opzione Donna 2026

      Per accedere a Opzione Donna nel 2026 sono necessari:

      1. Requisiti anagrafici (ridotti in base ai figli)

      • 61 anni (se senza figli o con 1 figlio)
      • 60 anni (se con 2 figli)
      • 59 anni (se con 3 o più figli)

      2. Requisiti contributivi: Almeno 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2026

      3. Appartenenza a categorie specifiche: Dal 2024 Opzione Donna è riservata solo a tre categorie di lavoratrici:

      CategoriaRequisiti Specifici
      CaregiverAssistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104/1992)
      Invalide ≥74%Riconoscimento di invalidità civile almeno al 74%
      Licenziate o dipendenti di aziende in crisiDipendenti di imprese con tavolo di crisi presso il MIMIT o licenziate da almeno 3 mesi

      Penalizzazione: Ricalcolo Contributivo Integrale

      Il principale “costo” di Opzione Donna è il ricalcolo integrale della pensione con il sistema contributivo, comportando una riduzione dell’importo del 25-35%.

      Esempio pratico: Giulia, 60 anni, 2 figli, caregiver. Ha 36 anni di contributi. Pensione stimata con sistema retributivo/misto: 1.400 euro/mese. Pensione con Opzione Donna (ricalcolo contributivo): 950-1.000 euro/mese. Perdita: 400-450 euro/mese (-30% circa).

      APE Sociale 2026: Categorie e Requisiti Aggiornati

      L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità a carico dello Stato che permette di anticipare l’uscita dal lavoro a determinate categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà. La misura è stata prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 con validità fino al 31 dicembre 2026.

      Requisiti Generali APE Sociale 2026

      Per accedere all’APE Sociale nel 2026 sono necessari:

      • Età minima: 63 anni e 5 mesi
      • Cessazione dell’attività lavorativa
      • Appartenenza a una delle 4 categorie previste
      • Contributi variabili: minimo 30 anni, massimo 36 anni per mansioni gravose

      Le 4 Categorie di Beneficiari

      1. Disoccupati (dopo NASPI o altro ammortizzatore): 30 anni di contributi, aver terminato la NASPI da almeno 3 mesi.

      2. Caregiver: 30 anni di contributi, assistono da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave (Legge 104/1992).

      3. Invalidi civili ≥74%: 30 anni di contributi, riconoscimento invalidità civile almeno al 74%.

      4. Lavoratori con mansioni gravose: 36 anni di contributi, aver svolto almeno 7 anni negli ultimi 10 una delle 15 professioni gravose (operai edilizia, infermieri, insegnanti scuola infanzia, addetti pulizia, ecc.).

      Importo e Scadenze

      L’APE Sociale ha un importo massimo di 1.500 euro lordi al mese per 12 mensilità. Viene erogata fino al raggiungimento dei 67 anni, momento in cui scatta la pensione definitiva.

      Scadenze domanda APE Sociale 2026:

      • Prima finestra: entro il 31 marzo 2026
      • Seconda finestra: entro il 15 luglio 2026
      • Terza finestra: entro il 30 novembre 2026

      Pensione di Vecchiaia Anticipata per Invalidità

      La pensione di vecchiaia anticipata per invalidità è riservata ai lavoratori con invalidità riconosciuta almeno all’80%.

      Requisiti 2026

      • Età minima: 61 anni (uomini), 56 anni (donne dipendenti), 61 anni (donne autonome)
      • Contributi minimi: 20 anni
      • Invalidità ≥80% riconosciuta dalla commissione ASL

      Riservata a lavoratori dipendenti privato, autonomi e Gestione Separata INPS. NON per dipendenti pubblici.

      Finestra mobile: 12 mesi (dipendenti), 18 mesi (autonomi).

      Isopensione e Contratto di Espansione

      L’Isopensione e il Contratto di Espansione sono strumenti di accompagnamento alla pensione riservati ai dipendenti di grandi aziende.

      Isopensione (Legge 92/2012)

      Indennità pagata dall’azienda ai lavoratori prossimi alla pensione che accettano di uscire anticipatamente. Requisiti: aziende ≥15 dipendenti, mancare massimo 7 anni alla pensione, accordo sindacale.

      L’azienda eroga un’indennità mensile pari all’ultima retribuzione e versa i contributi figurativi all’INPS.

      Contratto di Espansione (D.L. 34/2020)

      Per aziende ≥50 dipendenti. Mancare massimo 5 anni alla pensione. L’azienda eroga un’indennità mensile commisurata al trattamento pensionistico (minimo 1.000 euro/mese) e versa i contributi figurativi.

      Tabelle Riepilogative: Tutti i Requisiti 2026

      Ecco una tabella comparativa completa con tutti i requisiti per andare in pensione nel 2026.

      Forma PensionisticaEtàContributiFinestraPenalizzazioni
      Pensione di vecchiaia67 anni20 anniNessunaNessuna
      Pensione anticipata ordinariaQualsiasi42a 10m (uomini)
      41a 10m (donne)
      3 mesi (dip.)
      6 mesi (aut.)
      -1% annuo se <62 anni (max -2%)
      Quota 10362 anni41 anni7 mesi (dip.)
      9 mesi (aut.)
      Calcolo contributivo post-2011
      No cumulo redditi
      Opzione Donna59-61 anni (in base a figli)35 anni12 mesi (dip.)
      18 mesi (aut.)
      Ricalcolo contributivo (-25-35%)
      APE Sociale63 anni e 5 mesi30 anni (36 se gravosi)NessunaMax 1.500€/mese
      No cumulo redditi
      Pensione invalidità ≥80%56-61 anni20 anni12 mesi (dip.)
      18 mesi (aut.)
      Nessuna

      Esempi Pratici e Simulazioni di Calcolo

      Vediamo alcuni esempi pratici per comprendere meglio le diverse opzioni pensionistiche.

      Esempio 1: Marco, 58 anni, 43 anni di contributi

      Situazione: Lavoratore dipendente, 58 anni, 43 anni contributi.

      Opzione migliore: Pensione anticipata ordinaria (requisiti: 42a 10m uomini → Marco ha 43 anni ✓). Finestra: 3 mesi. Penalizzazione: 2% (4 anni prima dei 62). Importo stimato: 2.000€/mese → 1.960€/mese.

      Conviene anticipare? Se Marco ha bisogno di smettere per salute → SÌ. Se può lavorare → meglio attendere 62 anni.

      Esempio 2: Giulia, 60 anni, 36 anni contributi, caregiver

      Opzione 1: Opzione Donna (60 anni + 2 figli + caregiver ✓). Importo: 980€/mese (-30%). Decorrenza: gennaio 2027.

      Opzione 2: APE Sociale (deve attendere 3,5 anni fino a 63a 5m). Indennità: 1.400€/mese.

      Conviene Opzione Donna perché incassa subito e per più tempo, nonostante la penalizzazione.

      Scadenze e Procedure per Presentare Domanda

      Conoscere le scadenze e le procedure è fondamentale per non perdere opportunità.

      Forma PensionisticaScadenze 2026
      APE Sociale31 marzo / 15 luglio / 30 novembre
      Quota 10331 dicembre 2026
      Opzione Donna31 dicembre 2026
      Pensione anticipata ordinariaNessuna scadenza

      Come presentare domanda: La domanda va presentata all’INPS in modalità telematica. Tre modalità:

      1. INPS Online: Accesso con SPID/CIE, sezione “Domanda di pensione”
      2. Contact Center INPS: 803 164 (fisso) o 06 164 164 (cellulare)
      3. CAF o Patronato (consigliato): Assistenza completa, servizio gratuito

      Documenti necessari: Carta d’identità, codice fiscale, estratto contributivo INPS, CUD, dichiarazioni redditi. Per categorie specifiche: verbale handicap/invalidità, certificati figli, attestazioni mansioni gravose, IBAN.

      Tempi di risposta INPS: 60-90 giorni (vecchiaia/anticipata), 90-120 giorni (Quota 103), 120-180 giorni (APE Sociale). Presentare domanda con almeno 3-4 mesi di anticipo.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti su Pensione 2026

      Quali sono gli aumenti dell’età pensionabile dal 2027?

      Dal 1 gennaio 2027 scatterà un adeguamento che aumenterà l’età per la pensione di vecchiaia da 67 anni a 67 anni e 3 mesi. Anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria aumenteranno di 3 mesi (da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e 1 mese per gli uomini, da 41 anni e 10 mesi a 42 anni e 1 mese per le donne).

      Conviene andare in pensione con Quota 103 o aspettare la pensione anticipata ordinaria?

      Dipende dalla situazione. Quota 103 permette di uscire prima (a 62 anni con 41 anni di contributi), ma prevede penalizzazioni (calcolo contributivo post-2011 e divieto di cumulo con redditi da lavoro fino a 67 anni). La pensione anticipata ordinaria richiede più contributi ma non ha limitazioni sui redditi e calcolo più favorevole. Se si è vicini ai requisiti ordinari, conviene attendere.

      Opzione Donna: quanto si perde con il ricalcolo contributivo?

      Il ricalcolo integrale con il sistema contributivo comporta generalmente una riduzione dell’importo pensionistico del 25-35% rispetto a quanto si percepirebbe con la pensione di vecchiaia calcolata con sistema misto o retributivo. La perdita varia in base all’anzianità contributiva e agli importi retributivi.

      APE Sociale: posso lavorare mentre percepisco l’indennità?

      No, l’APE Sociale è incompatibile con qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo. È consentito solo svolgere lavoro occasionale entro il limite di 5.000 euro annui. Se si lavora oltre tale soglia, si perde il diritto all’indennità.

      Se maturo i requisiti nel 2026 ma la pensione decorre nel 2027, subisco gli aumenti?

      No, se maturi i requisiti entro il 31 dicembre 2026, hai acquisito il diritto alla pensione con i parametri 2026, anche se la decorrenza effettiva slitta al 2027 a causa della finestra mobile. Il diritto acquisito è cristallizzato e non viene intaccato dagli aumenti successivi.

      Quanto tempo prima devo presentare la domanda di pensione?

      È consigliabile presentare la domanda con almeno 3-4 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di decorrenza della pensione. I tempi di lavorazione INPS variano da 60 giorni (pensione di vecchiaia) fino a 180 giorni (APE Sociale). Presentare in anticipo evita ritardi nei pagamenti.

      Posso cumulare la pensione anticipata con redditi da lavoro?

      Dipende dalla forma pensionistica. La pensione anticipata ordinaria è cumulabile senza limiti. Quota 103 NON è cumulabile fino a 67 anni (consentito solo lavoro occasionale fino a 5.000 euro). APE Sociale NON è cumulabile (limite 5.000 euro). Opzione Donna è cumulabile dopo la finestra mobile.

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        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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        In base a 920 recensioni
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady profile picture
        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-25 14:00:272026-05-31 17:12:09Pensione 2026: Tutte le Strade per Andare in Pensione Prima degli Aumenti del 2027
        ASSEGNO UNICO

        Assegno Unico 2026: Tabella Importi per Ogni Fascia ISEE

        Quanto spetta di Assegno Unico 2026 in base alla fascia ISEE? In questa guida trovi la tabella completa degli importi aggiornata, con tutti i dettagli per figlio minorenne, maggiorenne e le maggiorazioni previste.

        L’Assegno Unico e Universale (AUU), erogato dall’INPS, e il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico. L’importo varia in base al valore ISEE del nucleo familiare: piu basso e l’ISEE, piu alto e l’assegno. Vediamo nel dettaglio quanto spetta per ogni fascia.

        Leggi anche: Assegno Unico 2026: come funziona (guida completa)



        Indice dei contenuti

        1. Come funziona il calcolo dell’Assegno Unico 2026
        2. Tabella importi per figlio minorenne
        3. Tabella importi per figlio maggiorenne (18-21 anni)
        4. Maggiorazioni: disabili, famiglie numerose, genitori lavoratori
        5. Importo senza ISEE: quanto si perde
        6. Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’importo pieno
        7. Date di pagamento 2026
        8. Domande frequenti

        Come funziona il calcolo dell’Assegno Unico 2026

        L’importo dell’Assegno Unico viene calcolato dall’INPS in base a tre fattori principali:

        • Valore ISEE del nucleo familiare: determina la fascia di appartenenza e quindi l’importo base
        • Eta dei figli: l’importo e diverso per figli minorenni (0-17 anni) e maggiorenni (18-21 anni)
        • Maggiorazioni: importi aggiuntivi per disabilita, famiglie numerose o entrambi i genitori lavoratori

        Il sistema prevede una scala progressiva: con ISEE fino a 17.090,61 euro si riceve l’importo massimo, che poi decresce gradualmente fino alla soglia di 45.574,96 euro. Oltre questa soglia (o senza ISEE presentato) si riceve l’importo minimo.

        Gli importi 2026 sono stati rivalutati dell’0,8% rispetto al 2025, in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo, come previsto dal D.Lgs. 230/2021.

        Approfondisci: Calcola il tuo Assegno Unico 2026 con il simulatore



        Tabella importi per figlio minorenne (0-17 anni)

        Ecco la tabella completa degli importi mensili dell’Assegno Unico 2026 per ogni figlio minorenne a carico. L’importo e riferito a ciascun figlio e viene erogato mensilmente.

        Fascia ISEEImporto mensile per figlio
        Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
        17.090,62 – 20.000 euro186,50 euro
        20.001 – 22.000 euro175,80 euro
        22.001 – 24.000 euro163,70 euro
        24.001 – 26.000 euro151,90 euro
        26.001 – 28.000 euro140,40 euro
        28.001 – 30.000 euro129,20 euro
        30.001 – 32.000 euro117,70 euro
        32.001 – 34.000 euro106,30 euro
        34.001 – 36.000 euro95,10 euro
        36.001 – 38.000 euro84,10 euro
        38.001 – 40.000 euro73,40 euro
        40.001 – 42.000 euro66,70 euro
        42.001 – 44.000 euro61,20 euro
        44.001 – 45.574,96 euro58,30 euro
        Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato57,00 euro

        Esempio pratico: una famiglia con ISEE di 25.000 euro e 2 figli minorenni riceve circa 303,80 euro al mese (151,90 x 2), pari a 3.645,60 euro all’anno.



        Tabella importi per figlio maggiorenne (18-21 anni)

        Per i figli tra 18 e 21 anni, l’Assegno Unico spetta a condizione che il figlio sia a carico e rientri in almeno una di queste situazioni: studente, tirocinante, lavoratore con reddito sotto 8.500 euro annui, disoccupato in cerca di lavoro, o impegnato nel Servizio Civile.

        Gli importi sono inferiori rispetto ai figli minorenni:

        Fascia ISEEImporto mensile per figlio (18-21 anni)
        Fino a 17.090,61 euro96,90 euro
        17.090,62 – 20.000 euro89,70 euro
        20.001 – 25.000 euro76,30 euro
        25.001 – 30.000 euro62,10 euro
        30.001 – 35.000 euro48,40 euro
        35.001 – 40.000 euro37,20 euro
        40.001 – 45.574,96 euro30,80 euro
        Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato28,50 euro

        Attenzione: al compimento dei 21 anni il figlio perde il diritto all’Assegno Unico (salvo figli disabili, per cui non c’e limite di eta).



        Maggiorazioni: disabili, famiglie numerose, genitori lavoratori

        Oltre all’importo base, l’Assegno Unico 2026 prevede maggiorazioni che possono aumentare significativamente la somma percepita. Ecco tutte le maggiorazioni in vigore:

        Maggiorazione per figli disabili

        CondizioneMaggiorazione mensile
        Figlio minorenne – non autosufficienza119,60 euro
        Figlio minorenne – disabilita grave108,20 euro
        Figlio minorenne – disabilita media96,90 euro
        Figlio maggiorenne (18-21) – qualsiasi disabilita91,20 euro
        Figlio disabile over 21 a caricoda 28,50 a 96,90 euro (in base a ISEE)

        Maggiorazione per famiglie numerose (3 o piu figli)

        • Dal terzo figlio in poi: maggiorazione da 17,10 euro (ISEE oltre 45.574,96) a 96,90 euro (ISEE fino a 17.090,61) per ciascun figlio dal terzo
        • Famiglie con 4 o piu figli: importo forfettario aggiuntivo di 150 euro al mese complessivi (non per figlio)

        Maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori

        Se entrambi i genitori percepiscono un reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), spetta una maggiorazione aggiuntiva:

        • ISEE fino a 17.090,61 euro: 34,10 euro per figlio al mese
        • ISEE oltre 45.574,96 euro o non presentato: 0 euro
        • Per le fasce intermedie l’importo decresce progressivamente

        Maggiorazione per madri under 21

        Per le madri con meno di 21 anni e prevista una maggiorazione fissa di 22,80 euro al mese per ciascun figlio, indipendentemente dall’ISEE.



        Importo senza ISEE: quanto si perde

        Chi non presenta l’ISEE o presenta un ISEE superiore a 45.574,96 euro riceve sempre e solo l’importo minimo:

        TipologiaCon ISEE minimoSenza ISEEDifferenza annua per figlio
        Figlio minorenne199,40 euro/mese57,00 euro/mese-1.708,80 euro
        Figlio maggiorenne96,90 euro/mese28,50 euro/mese-820,80 euro

        Quanto si perde in concreto? Una famiglia con 2 figli minorenni e ISEE basso che non presenta l’attestazione rischia di perdere fino a 3.417,60 euro all’anno. Presentare l’ISEE e fondamentale per ottenere l’importo pieno.

        Inoltre, senza ISEE non si ha diritto alle maggiorazioni per famiglie numerose e genitori lavoratori.

        Scopri tutti i bonus per ISEE basso: ISEE basso 2026: lista completa bonus e agevolazioni



        Come aggiornare l’ISEE per ottenere l’importo pieno

        L’ISEE va rinnovato ogni anno entro il 28 febbraio per evitare di ricevere l’importo minimo da marzo in poi. Se lo presenti in ritardo, hai diritto agli arretrati con conguaglio.

        Come fare l’ISEE

        1. Raccogli i documenti necessari: dichiarazione dei redditi, saldi conti correnti al 31/12/2024, patrimonio immobiliare, investimenti (vedi lista completa documenti ISEE)
        2. Rivolgiti al CAF: la compilazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e gratuita presso i CAF convenzionati
        3. Attendi l’attestazione: l’INPS elabora l’ISEE in circa 10 giorni lavorativi
        4. Aggiornamento automatico: una volta emesso, l’INPS adegua automaticamente l’importo dell’Assegno Unico

        ISEE corrente: quando conviene

        Se la tua situazione economica e peggiorata rispetto ai redditi 2024 (perdita lavoro, cassa integrazione, calo del reddito del 25%), puoi richiedere l’ISEE corrente che fotografa la situazione attuale e puo farti ottenere un assegno piu alto.

        Approfondisci: Guida completa ISEE 2026

        Hai bisogno di aiuto con l’ISEE? Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE gratuitamente. Prenota il tuo appuntamento:

        Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

        Date di pagamento 2026

        L’INPS eroga l’Assegno Unico ogni mese, generalmente tra il 15 e il 21 del mese. Ecco il calendario pagamenti 2026:

        Mese di competenzaData pagamento prevista
        Gennaio 202617-20 gennaio
        Febbraio 202617-19 febbraio
        Marzo 202617-20 marzo
        Aprile 202616-20 aprile
        Maggio 202615-20 maggio
        Giugno 202617-19 giugno
        Luglio 202616-20 luglio
        Agosto 202618-20 agosto
        Settembre 202617-21 settembre
        Ottobre 202616-20 ottobre
        Novembre 202617-19 novembre
        Dicembre 202615-18 dicembre

        Nota: le date possono variare di 1-2 giorni. I nuovi beneficiari (prima domanda) ricevono il primo pagamento entro la fine del mese successivo alla domanda.



        Domande frequenti

        Quanto prendo di Assegno Unico con ISEE di 25.000 euro?

        Con un ISEE di 25.000 euro, per ogni figlio minorenne spettano circa 151,90 euro al mese. Per un figlio maggiorenne (18-21 anni) l’importo e di circa 62,10 euro al mese. A questi importi vanno aggiunte le eventuali maggiorazioni.

        Quanto prendo di Assegno Unico con ISEE di 15.000 euro?

        Con un ISEE di 15.000 euro (inferiore alla soglia minima di 17.090,61 euro) hai diritto all’importo massimo: 199,40 euro al mese per figlio minorenne e 96,90 euro per figlio maggiorenne.

        Quanto spetta senza ISEE?

        Senza ISEE si riceve l’importo minimo: 57 euro al mese per figlio minorenne e 28,50 euro per figlio maggiorenne. Si perdono anche le maggiorazioni per famiglie numerose e genitori lavoratori.

        Ogni quanto viene rivalutato l’importo?

        Gli importi vengono rivalutati ogni anno in base all’inflazione (indice ISTAT FOI). Per il 2026 la rivalutazione e stata dello 0,8%.

        L’Assegno Unico si cumula con il Bonus Nido?

        Si, l’Assegno Unico e cumulabile con il Bonus Asilo Nido. Sono due prestazioni distinte e si possono ricevere entrambe.

        Come verifico il mio importo?

        Puoi controllare l’importo riconosciuto accedendo al portale INPS con SPID/CIE, sezione “Assegno Unico e Universale”, oppure utilizzare il simulatore online.

        Hai bisogno di aiuto con l’Assegno Unico o l’ISEE?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione dell’ISEE e nella domanda per l’Assegno Unico. Prenota il tuo appuntamento.

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        Marzo 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-24 09:00:002026-05-30 00:47:51Assegno Unico 2026: Tabella Importi per Ogni Fascia ISEE
        NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

        Dimissioni per Giusta Causa se l’Azienda Non Versa i Contributi: Guida Completa 2026

        Il mancato versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro è una delle violazioni più gravi che un lavoratore può subire. Questa omissione non solo compromette il futuro pensionistico del dipendente, ma costituisce anche una giusta causa di dimissioni ai sensi dell’Art. 2119 del Codice Civile.

        In questa guida completa analizziamo tutto ciò che devi sapere: dalla verifica tramite estratto contributivo INPS alla procedura di dimissioni telematiche, fino al diritto alla NASPI e alle tutele legali disponibili. Se il tuo datore di lavoro non versa i contributi, hai diritti precisi — e il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a tutelarli.

        Leggi questa guida con attenzione: sapere come muoverti nella giusta sequenza può fare la differenza tra perdere i tuoi diritti previdenziali e recuperarli integralmente.

        Indice dei contenuti

        1. Cosa sono le dimissioni per giusta causa
        2. Art. 2119 Codice Civile: il fondamento giuridico
        3. Mancato versamento contributi: quando scatta la giusta causa
        4. Come verificare se i contributi non sono stati versati
        5. Procedura di dimissioni per giusta causa: passo dopo passo
        6. Diritto alla NASPI con dimissioni per giusta causa
        7. Indennità sostitutiva del preavviso e altri diritti
        8. Come recuperare i contributi non versati
        9. Il ruolo del CAF: assistenza completa
        10. Domande Frequenti

        Cosa sono le dimissioni per giusta causa

        Le dimissioni per giusta causa sono una forma particolare di recesso dal contratto di lavoro in cui il dipendente abbandona il posto senza dover rispettare il periodo di preavviso e, soprattutto, senza perdere i diritti economici connessi alla cessazione del rapporto.

        A differenza delle dimissioni volontarie ordinarie, quelle per giusta causa sono equiparate — sotto il profilo delle tutele economiche — a un licenziamento illegittimo. Questo significa che il lavoratore conserva il diritto a:

        • Trattamento di Fine Rapporto (TFR) integrale
        • Indennità sostitutiva del preavviso
        • NASPI (indennità di disoccupazione INPS)
        • Ferie, permessi e ROL non goduti
        • Tredicesima e quattordicesima maturate

        La giusta causa è definita dalla legge come una condotta del datore di lavoro talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto nemmeno in via temporanea. Il mancato o irregolare versamento dei contributi previdenziali rientra pienamente in questa fattispecie, come confermato da decenni di giurisprudenza del lavoro.

        Art. 2119 Codice Civile: il fondamento giuridico

        L’Art. 2119 del Codice Civile stabilisce che ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.

        Il testo di legge non elenca espressamente le ipotesi di giusta causa, rimandando all’interpretazione giurisprudenziale. Nel corso degli anni, la Corte di Cassazione e i tribunali del lavoro hanno riconosciuto come giusta causa di dimissioni, tra l’altro:

        • Il mancato versamento della retribuzione per più mensilità
        • Il mancato o irregolare versamento dei contributi previdenziali
        • Le molestie o il mobbing da parte del datore di lavoro o dei superiori
        • La modifica unilaterale delle mansioni in peius (demansionamento)
        • La violazione delle norme di sicurezza sul lavoro che espongano il lavoratore a rischi gravi
        • Il trasferimento illegittimo della sede di lavoro

        Per quanto riguarda i contributi non versati, è fondamentale distinguere tra omissione contributiva (il datore non versa ma registra correttamente i contributi in busta paga) ed evasione contributiva (il datore non versa e non espone i contributi). In entrambi i casi la condotta è illecita, ma le conseguenze penali e il grado di gravità variano.

        Nota importante: Le dimissioni per giusta causa devono essere contestate tempestivamente. Il lavoratore non può aspettare mesi prima di agire: la tolleranza prolungata della situazione potrebbe essere interpretata come accettazione implicita, riducendo la forza della giusta causa.

        Mancato versamento contributi: quando scatta la giusta causa

        Non ogni irregolarità contributiva è sufficiente a configurare la giusta causa di dimissioni. La giurisprudenza richiede che la violazione sia grave, reiterata e tale da compromettere in modo significativo la posizione previdenziale del lavoratore.

        Casi in cui la giusta causa è riconosciuta

        • Mancato versamento continuativo per 3 o più mesi consecutivi: configura quasi certamente la giusta causa, essendo una violazione sistematica
        • Omissione contributiva pluriennale: quando il datore ha trattenuto dalla busta paga la quota contributiva a carico del lavoratore senza versarla all’INPS
        • Versamento parziale ricorrente: anche il versamento sistematicamente inferiore al dovuto può integrare la giusta causa se la differenza è significativa
        • Lavoro in nero o irregolare: il lavoratore non risultante come dipendente regolare non ha contributi versati e può dimettersi per giusta causa appena la situazione emerge

        Casi più complessi o controversi

        • Ritardi temporanei isolati: un singolo ritardo nel versamento, poi sanato, raramente è sufficiente. Occorre valutare la frequenza e il contesto
        • Difficoltà economica documentata del datore: alcune sentenze hanno attenuato la responsabilità quando il datore ha dimostrato difficoltà finanziarie oggettive e ha comunicato la situazione al lavoratore
        • Piccoli importi: omissioni di importo minimo, non ricorrenti, potrebbero non raggiungere la soglia di gravità richiesta per la giusta causa

        In ogni caso, è fortemente consigliato rivolgersi a un CAF o a un legale specializzato prima di procedere con le dimissioni per giusta causa, per valutare la solidità della posizione e ridurre il rischio di contestazioni.

        Come verificare se i contributi non sono stati versati

        Prima di procedere con le dimissioni, è indispensabile documentare l’omissione contributiva. Questo non solo rafforza la giusta causa, ma è anche necessario per le successive pratiche NASPI e per eventuali azioni legali.

        1. Estratto contributivo INPS

        Lo strumento principale è l’estratto contributivo INPS, che riporta tutti i versamenti effettuati dal datore di lavoro per conto del dipendente. È accessibile gratuitamente tramite:

        • MyINPS (sito web INPS) con SPID, CIE o CNS
        • App IO sezione “Lavoro e Previdenza”
        • CAF che può richiederlo in delega

        Nell’estratto troverai i periodi di contribuzione, gli importi e i datori di lavoro che hanno effettuato i versamenti. Se mancano mesi o periodi interi, significa che il datore non ha versato.

        2. Confronto con le buste paga

        Le buste paga (cedolini)) riportano nella sezione trattenute la quota contributiva a carico del lavoratore (attualmente circa il 9,19% per i lavoratori dipendenti del settore privato). Confronta quanto trattenuto in busta paga con quanto effettivamente risulta versato nell’estratto INPS:

        • Se in busta paga risulta la trattenuta ma nell’estratto INPS non compare il versamento del periodo corrispondente → omissione contributiva accertata
        • Se non ci sono cedolini → situazione di lavoro irregolare, documenta tutto ciò che hai (messaggi, bonifici ricevuti, testimonianze)

        3. Richiesta di estratto contributivo via CAF

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può richiedere per tuo conto l’estratto contributivo INPS e analizzarlo, confrontandolo con le buste paga. Questo servizio ti permette di avere un quadro chiaro e documentato della situazione prima di procedere con qualsiasi azione legale o burocratica.

        Procedura di dimissioni per giusta causa: passo dopo passo

        Dal 2016, le dimissioni volontarie — incluse quelle per giusta causa — devono essere rassegnate tramite il portale telematico del Ministero del Lavoro. Non è più possibile dimettersi con una semplice lettera cartacea, salvo casi specifici di esonero.

        Step 1: Documenta l’omissione contributiva

        Prima di dimettersi, raccogli tutta la documentazione disponibile: estratto contributivo INPS aggiornato, cedolini paga degli ultimi 24 mesi, eventuali comunicazioni scritte con il datore di lavoro sulla questione. Questa documentazione sarà indispensabile sia per le dimissioni che per la successiva domanda di NASPI.

        Step 2: Accedi al portale dimissioni telematiche

        La procedura telematica si effettua sul sito servizi.lavoro.gov.it, nella sezione dedicata alle dimissioni e risoluzioni consensuali. Per accedere è necessario:

        • SPID (livello 2 o superiore) — il metodo più rapido
        • CIE (Carta di Identità Elettronica) con lettore NFC o carta fisica
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        In alternativa, puoi delegare un CAF, un patronato o un consulente del lavoro abilitato ad effettuare la procedura per tuo conto, senza doverla fare personalmente.

        Step 3: Compila il modulo con indicazione della giusta causa

        Nel modulo telematico dovrai indicare:

        • Datore di lavoro (denominazione e codice fiscale)
        • Data di decorrenza delle dimissioni
        • Tipologia: “Dimissioni per giusta causa” — questo campo è fondamentale per il diritto alla NASPI
        • Motivazione sintetica: “mancato versamento dei contributi previdenziali”

        Attenzione: se nel campo tipologia selezioni “Dimissioni volontarie” anziché “Dimissioni per giusta causa”, potresti perdere automaticamente il diritto alla NASPI. Verifica sempre con attenzione prima di confermare.

        Step 4: Invia la comunicazione al datore di lavoro

        Contestualmente o subito dopo la procedura telematica, è consigliabile inviare al datore di lavoro una comunicazione scritta formale (raccomandata A/R o PEC) in cui:

        • Si comunica ufficialmente la risoluzione del rapporto
        • Si specifica la giusta causa e si richiama il mancato versamento dei contributi
        • Si richiede il pagamento di tutte le spettanze di fine rapporto (TFR, indennità preavviso, ferie non godute, ratei tredicesima/quattordicesima)
        • Si indica un termine per il pagamento (di solito 15-30 giorni)

        Step 5: Presenta domanda di NASPI

        Dopo le dimissioni, hai 68 giorni per presentare la domanda di NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) tramite il sito INPS, l’app IO o tramite CAF/Patronato. La domanda può essere presentata anche prima della scadenza: prima la presenti, prima inizierai a percepire l’indennità.

        Diritto alla NASPI con dimissioni per giusta causa

        Uno degli aspetti più importanti delle dimissioni per giusta causa è il diritto alla NASPI. Normalmente, chi si dimette volontariamente non ha diritto all’indennità di disoccupazione. Le dimissioni per giusta causa costituiscono una deroga fondamentale a questa regola.

        Requisiti per la NASPI

        Per accedere alla NASPI dopo le dimissioni per giusta causa, devi soddisfare i requisiti contributivi standard:

        • 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti la disoccupazione
        • 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione
        • Stato di disoccupazione involontaria (garantito dalle dimissioni per giusta causa)

        Proprio qui emerge un paradosso: se il datore non ha versato i contributi, potresti avere difficoltà a raggiungere le 13 settimane necessarie. In questo caso, è fondamentale agire per far accreditare i contributi omessi prima o contestualmente alla domanda di NASPI (vedi sezione successiva).

        Importo e durata della NASPI 2026

        L’importo della NASPI nel 2026 è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni, se questa è inferiore a 1.425,21 euro (importo soglia 2026). Per retribuzioni superiori, si aggiunge il 25% della differenza tra la retribuzione media e la soglia, fino a un massimo mensile di 1.550,42 euro.

        La durata è pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. L’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dall’ottavo mese (o dal quarto mese per gli over 55).

        Per chi ha un progetto imprenditoriale, è possibile richiedere anche la NASPI anticipata (erogazione in un’unica soluzione) per avviare un’attività autonoma.

        La NASPI e i contributi non versati: come gestire il paradosso

        Se i periodi di contribuzione mancano a causa dell’omissione del datore, l’INPS può riconoscere i periodi di contribuzione anche in assenza di versamenti, grazie alla procedura di recupero contributivo. In pratica:

        • L’INPS verifica la regolarità del rapporto di lavoro tramite le comunicazioni obbligatorie (assunzione, libro unico del lavoro)
        • Se il rapporto è documentato, i periodi vengono riconosciuti anche se i contributi non sono stati versati
        • Il debito contributivo viene recuperato dal datore di lavoro, non dal lavoratore

        Indennità sostitutiva del preavviso e altri diritti

        Oltre alla NASPI, le dimissioni per giusta causa garantiscono al lavoratore una serie di diritti economici che normalmente sarebbero perduti o ridotti in caso di dimissioni volontarie ordinarie.

        Indennità sostitutiva del preavviso

        Con le dimissioni per giusta causa, il lavoratore non è tenuto a prestare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo (CCNL) o dal contratto individuale. Può invece chiedere al datore di lavoro il pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso, calcolata sulla retribuzione lorda che avrebbe percepito durante il periodo di preavviso.

        La durata del preavviso varia in base a:

        • Anzianità di servizio (maggiore è l’anzianità, più lungo è il preavviso)
        • Qualifica contrattuale (operaio, impiegato, quadro, dirigente)
        • CCNL applicato (ogni contratto collettivo ha le proprie regole)

        Trattamento di Fine Rapporto (TFR)

        Il TFR è sempre dovuto al lavoratore alla cessazione del rapporto, indipendentemente dalla causale (dimissioni, licenziamento, scadenza contratto). In caso di dimissioni per giusta causa, il TFR deve essere pagato integralmente, senza decurtazioni. Se il datore di lavoro si rifiuta di pagarlo, il lavoratore può agire legalmente per il recupero.

        Ferie non godute, permessi e ratei

        Alla cessazione del rapporto devono essere liquidati:

        • Ferie maturate e non godute (non possono essere “bruciate” durante il preavviso senza accordo)
        • Permessi ROL (Riduzione Orario di Lavoro) non fruiti
        • Rateo di tredicesima maturato nell’anno in corso
        • Rateo di quattordicesima (se prevista dal CCNL)
        • Eventuali premi o bonus maturati e non corrisposti

        Come recuperare i contributi non versati

        Il recupero dei contributi non versati è un percorso parallelo alle dimissioni che può seguire diversi canali, a seconda della gravità della situazione e della disponibilità del datore a sanare la propria posizione.

        1. Segnalazione all’Ispettorato Nazionale del Lavoro

        L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) è l’organo di vigilanza competente per le violazioni in materia di lavoro e previdenza. Puoi presentare una segnalazione:

        • Online sul sito ispettorato.gov.it
        • Presso la sede territoriale dell’Ispettorato della tua città
        • Tramite il sindacato o un legale

        L’INL può avviare un’ispezione, accertare la violazione e diffidare il datore a versare i contributi omessi entro un termine definito, con applicazione di sanzioni e interessi.

        2. Denuncia-querela per omesso versamento

        L’omesso versamento delle ritenute previdenziali è un reato penale ai sensi dell’Art. 2 del D.Lgs. 463/1983, quando l’importo supera i 10.000 euro annui (soglia di punibilità). Il datore di lavoro rischia:

        • Reclusione fino a 3 anni
        • Multa fino a 1.032 euro
        • Sanzioni INPS aggiuntive (interessi di mora, sanzioni civili)

        La denuncia può essere presentata alla Procura della Repubblica o ai Carabinieri/Polizia. L’azione penale, anche se lenta, esercita spesso una pressione significativa sul datore di lavoro, inducendolo a regolarizzare la situazione.

        3. Ricorso all’INPS per il riconoscimento dei periodi

        Come già accennato, l’INPS può riconoscere i periodi lavorativi anche in assenza di contribuzione, se il rapporto di lavoro è documentabile. Puoi presentare un’istanza di accertamento d’ufficio all’INPS, allegando la documentazione disponibile (contratto, cedolini, comunicazioni del datore).

        Se l’INPS accerta il diritto, provvederà a recuperare i contributi dal datore e ad accreditare i periodi nella tua posizione assicurativa. Questo è fondamentale sia per la NASPI che per il futuro trattamento pensionistico. Per confronto, puoi anche valutare il versamento di contributi volontari INPS per colmare lacune contributive in attesa del recupero.

        4. Azione legale per il risarcimento

        Il lavoratore può agire in giudizio — tramite il Giudice del Lavoro — per ottenere il risarcimento dei danni subiti a causa dell’omissione contributiva. I danni risarcibili includono:

        • Danno previdenziale: riduzione futura della pensione a causa delle lacune contributive
        • Danno patrimoniale: spese sostenute per l’azione legale e perdita di opportunità economiche
        • Eventuale danno morale: nei casi più gravi, con condotta dolosa del datore

        Il ruolo del CAF: assistenza completa per le dimissioni per giusta causa

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un supporto completo a tutti i lavoratori che si trovano nella difficile situazione di dover gestire il mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Il nostro servizio copre tutti gli aspetti pratici e burocratici:

        • Verifica dell’estratto contributivo INPS e confronto con le buste paga per documentare l’omissione
        • Assistenza nella procedura di dimissioni telematiche tramite il portale del Ministero del Lavoro
        • Presentazione della domanda di NASPI all’INPS, con calcolo dell’importo spettante e della durata
        • Supporto per il recupero dei contributi tramite segnalazione all’Ispettorato del Lavoro
        • Consulenza su TFR, indennità preavviso e liquidazione delle spettanze di fine rapporto
        • Assistenza per la dichiarazione dei redditi nell’anno successivo alle dimissioni

        Il nostro team di esperti è disponibile presso la sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure puoi contattarci telefonicamente al 0432 1638640 o tramite WhatsApp al 366 6018121.

        Domande Frequenti sulle Dimissioni per Giusta Causa e Contributi Non Versati

        Se mi dimetto per giusta causa per mancato versamento contributi, ho diritto alla NASPI?

        Si, le dimissioni per giusta causa danno diritto alla NASPI esattamente come un licenziamento involontario. Devi pero presentare la domanda entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto e soddisfare i requisiti contributivi (13 settimane negli ultimi 4 anni e 30 giornate negli ultimi 12 mesi). Se i contributi mancanti pregiudicano il requisito, contatta il CAF o il patronato per gestire la pratica nel modo corretto.

        Devo avvisare il datore di lavoro prima di dimettermi per giusta causa?

        Non e obbligatorio, ma e fortemente consigliato inviare prima delle dimissioni formali una contestazione scritta al datore, intimandogli di sanare la propria posizione entro un termine ragionevole (es. 15 giorni). Se non ottempera, le dimissioni per giusta causa diventano ancora piu solide dal punto di vista giuridico. In ogni caso, consulta un CAF o un legale prima di procedere.

        Quanto tempo ho per dimettermi dopo aver scoperto che i contributi non sono stati versati?

        Non esiste un termine legale fisso, ma e necessario agire con tempestivita. La giurisprudenza richiede che il lavoratore non toleri la situazione per un tempo eccessivo, poiche la tolleranza prolungata potrebbe essere interpretata come accettazione tacita della violazione. In genere, si consiglia di agire entro 30-60 giorni dalla scoperta dell’omissione.

        Cosa succede se il datore di lavoro non paga il TFR e le spettanze di fine rapporto?

        Se il datore non paga spontaneamente entro il termine indicato nella lettera di dimissioni, il lavoratore puo agire in giudizio presso il Tribunale del Lavoro. In alternativa, puo tentare una procedura di conciliazione stragiudiziale presso l’Ispettorato del Lavoro. Nei casi piu gravi di insolvenza del datore, e possibile accedere al Fondo di Garanzia INPS per il recupero del TFR.

        Il CAF puo fare le dimissioni telematiche al posto mio?

        Si, il CAF Centro Fiscale di Udine e abilitato a effettuare la procedura di dimissioni telematiche in delega. Dovrai fornire le tue credenziali SPID o firmare una delega specifica. Il CAF si occupa di compilare correttamente il modulo, con indicazione della giusta causa, e di inviarlo al Ministero del Lavoro. Successivamente puo occuparsi anche della domanda di NASPI.


        Hai Bisogno di Assistenza per le Dimissioni o la NASPI?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutta la procedura: verifica contributi, dimissioni telematiche, domanda NASPI e recupero spettanze.

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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Marzo 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Copia-di-DIMISSIONI-PER-GIUSTA-CAUSA-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-23 09:16:032026-05-30 00:12:24Dimissioni per Giusta Causa se l’Azienda Non Versa i Contributi: Guida Completa 2026
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          Pensione Aprile 2026: Calendario Pagamenti, Cedolino e Novità INPS

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il pagamento delle pensioni di aprile 2026 è alle porte e come ogni mese milioni di pensionati italiani attendono di conoscere le date esatte, le novità sul cedolino INPS e gli eventuali conguagli previsti per questo mese. In questa guida completa analizziamo tutto quello che c’è da sapere: dal calendario pagamenti presso Poste Italiane e banche, alle modalità per consultare il cedolino online, fino alle ultime novità sulla rivalutazione delle pensioni 2026.

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          Indice dei contenuti

          1. Calendario Pagamenti Pensioni Aprile 2026
          2. Date Pagamento presso Poste Italiane
          3. Date Pagamento presso Banche
          4. Novità Cedolino Aprile 2026
          5. Rivalutazione Pensioni 2026
          6. Conguaglio Fiscale Aprile 2026
          7. Pensione Minima 2026: Importi Aggiornati
          8. Quattordicesima Mensilità
          9. Come Consultare il Cedolino Online
          10. Trattenute e Detrazioni sul Cedolino
          11. Assistenza CAF per Pensioni
          12. Domande Frequenti

          Calendario Pagamenti Pensioni Aprile 2026

          Il pagamento delle pensioni di aprile 2026 seguirà il consueto calendario INPS, con alcune differenze tra chi ritira presso Poste Italiane e chi riceve l’accredito su conto corrente bancario.

          Come avviene ormai da anni, l’INPS anticipa i pagamenti per i pensionati che ritirano in contanti o su Libretto Postale presso gli uffici postali, scaglionando le date in ordine alfabetico per evitare assembramenti. Chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale, invece, vede accreditato l’importo il primo giorno bancabile del mese.

          Per aprile 2026, il primo giorno bancabile è mercoledì 1° aprile, data in cui le banche effettueranno gli accrediti automatici.

          Date Pagamento presso Poste Italiane

          Per chi ritira la pensione in contanti agli sportelli di Poste Italiane, il calendario di aprile 2026 prevede il ritiro scaglionato dal 26 marzo al 1° aprile 2026, secondo l’ordine alfabetico del cognome.

          Calendario Ritiro Poste Aprile 2026

          Cognome inizialeData ritiro
          A – BMercoledì 26 marzo 2026
          C – DGiovedì 27 marzo 2026
          E – KVenerdì 28 marzo 2026
          L – OSabato 29 marzo 2026 (solo mattina)
          P – RLunedì 31 marzo 2026
          S – ZMartedì 1° aprile 2026

          Importante: Chi ha un Libretto Postale o un conto BancoPosta con accredito automatico riceverà la pensione il 1° aprile 2026, senza necessità di recarsi allo sportello.

          Gli uffici postali potrebbero prevedere orari dedicati agli over 75 nelle prime ore del mattino, per garantire maggiore sicurezza e ridurre i tempi di attesa.

          Date Pagamento presso Banche

          Per i pensionati con accredito su conto corrente bancario, la pensione di aprile 2026 sarà disponibile a partire da mercoledì 1° aprile 2026.

          L’accredito è automatico e avviene nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, quindi il denaro sarà visibile sul conto già dalla mattina del primo giorno del mese. Non è necessario recarsi in filiale né effettuare alcuna operazione.

          Bonifico bancario: Se la pensione viene erogata tramite bonifico domiciliato (modalità oggi meno comune), l’INPS comunica al pensionato dove e quando ritirare l’importo presso uno sportello bancario convenzionato.

          Novità Cedolino Aprile 2026

          Il cedolino pensione di aprile 2026 presenta alcune novità rispetto ai mesi precedenti, principalmente legate a:

          • Rivalutazione pensioni 2026 definitiva (dopo il conguaglio provvisorio di gennaio)
          • Conguaglio fiscale su addizionali regionali e comunali 2025
          • Trattenute IRPEF aggiornate in base al nuovo scaglione applicato
          • Eventuale recupero crediti da parte dell’INPS per prestazioni erogate in eccesso

          Conguaglio Rivalutazione Pensioni

          Nel cedolino di aprile 2026, l’INPS effettua il conguaglio definitivo della rivalutazione pensioni applicata a gennaio 2026. Se l’indice ISTAT definitivo differisce da quello provvisorio, il pensionato riceverà:

          • Un rimborso (se l’aumento spettante era maggiore)
          • Una trattenuta (se l’aumento applicato era eccessivo)

          Questa operazione viene indicata nella sezione “Variazioni” del cedolino, con la voce “Conguaglio perequazione 2026”.

          Rivalutazione Pensioni 2026

          La rivalutazione delle pensioni 2026 è stata applicata a partire da gennaio 2026, sulla base dell’inflazione registrata nel 2025. L’ISTAT ha comunicato un tasso di inflazione provvisorio che l’INPS ha utilizzato per il calcolo degli aumenti.

          La perequazione automatica (rivalutazione) funziona con un sistema a fasce, che privilegia le pensioni più basse:

          Fasce Rivalutazione 2026

          Importo pensione (rispetto al minimo)Percentuale rivalutazione applicata
          Fino a 4 volte il minimo100% dell’inflazione
          Da 4 a 5 volte il minimo85% dell’inflazione
          Oltre 5 volte il minimo53% dell’inflazione

          Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a circa 598,61 euro al mese (valore da confermare con decreto ufficiale), quindi:

          • Pensioni fino a 2.394 euro/mese → rivalutazione al 100%
          • Pensioni tra 2.394 e 2.993 euro/mese → rivalutazione al 85%
          • Pensioni oltre 2.993 euro/mese → rivalutazione al 53%

          Nell’articolo dedicato alla rivalutazione pensioni 2026 trovi tutti i dettagli e gli esempi di calcolo per ogni fascia.

          Conguaglio Fiscale Aprile 2026

          Nel cedolino di aprile 2026, l’INPS effettua il conguaglio fiscale relativo alle addizionali regionali e comunali IRPEF dovute per l’anno 2025. Questo significa che il pensionato vedrà una trattenuta aggiuntiva sul cedolino di aprile (e eventualmente maggio) per il saldo di queste imposte.

          Come Funziona il Conguaglio

          Durante l’anno 2025, l’INPS ha applicato le trattenute IRPEF mensili in base agli scaglioni di reddito, ma le addizionali comunali e regionali vengono calcolate a consuntivo, una volta noto il reddito complessivo annuo.

          Nel cedolino di aprile 2026, quindi, l’INPS:

          • Calcola l’addizionale regionale dovuta per il 2025 (varia da regione a regione)
          • Calcola l’addizionale comunale dovuta per il 2025 (varia da comune a comune)
          • Sottrae quanto già trattenuto nell’anno
          • Richiede il saldo in 11 rate mensili (da aprile 2026 a febbraio 2027)

          Esempio pratico: Un pensionato residente a Udine con pensione annua di 18.000 euro potrebbe vedere una trattenuta mensile aggiuntiva di circa 15-30 euro per il conguaglio delle addizionali 2025.

          Nel cedolino, questa voce compare come “Addizionale regionale” e “Addizionale comunale” nella sezione trattenute.

          Pensione Minima 2026: Importi Aggiornati

          La pensione minima INPS 2026 è l’importo base garantito ai pensionati con carriere contributive basse o incomplete. Dopo la rivalutazione di gennaio 2026, l’importo è stato aggiornato a circa 598,61 euro al mese (dato da confermare con decreto MEF).

          Maggiorazione Sociale per Over 70

          I pensionati con più di 70 anni e redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento che porta la pensione minima a circa 650-680 euro al mese, a seconda della fascia di età e del reddito complessivo.

          Per verificare se hai diritto alla maggiorazione sociale, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine, che effettua la verifica reddituale e presenta la domanda all’INPS.

          Incremento al Milione (Legge 544/1988)

          Gli over 60 con invalidità civile o gli over 70 con redditi molto bassi possono ottenere l’incremento al milione, che porta la pensione fino a circa 735,80 euro al mese (importo 2026 stimato).

          Questa prestazione è subordinata a limiti reddituali molto rigidi: il reddito personale non deve superare circa 8.430 euro/anno, e il reddito coniugale circa 14.310 euro/anno.

          Quattordicesima Mensilità

          La quattordicesima mensilità è un bonus pensioni erogato dall’INPS una volta all’anno, nel mese di luglio (per chi è già pensionato a giugno) oppure nel mese di dicembre (per chi compie 64 anni nel corso dell’anno).

          Nel cedolino di aprile 2026 non è prevista l’erogazione della quattordicesima, ma è importante ricordare i requisiti per riceverla a luglio:

          • Età minima: 64 anni compiuti
          • Reddito complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.580 euro/anno)
          • Tipo di pensione: vecchiaia, anzianità, invalidità, inabilità, superstiti

          L’importo della quattordicesima 2026 varia da 336 euro a 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla tipologia di lavoro (dipendente, autonomo, artigiano).

          Se non hai mai ricevuto la quattordicesima e pensi di averne diritto, il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione e presentare richiesta di ricostituzione della pensione all’INPS.

          Come Consultare il Cedolino Online

          Per consultare il cedolino pensione di aprile 2026, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti online, accessibili dal sito ufficiale www.inps.it o dall’app mobile INPS Mobile.

          Accesso al Cedolino tramite SPID

          Il metodo più semplice per accedere al cedolino è utilizzare lo SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), la CIE (Carta d’Identità Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

          Procedura passo passo:

          1. Accedi al sito www.inps.it
          2. Clicca su “Entra con SPID” o “Entra con CIE”
          3. Seleziona il tuo provider SPID (Poste, Infocert, Aruba, ecc.)
          4. Inserisci credenziali SPID e autorizza l’accesso
          5. Nella homepage personale, clicca su “Prestazioni e servizi”
          6. Cerca “Cedolino pensione e servizi collegati”
          7. Seleziona il mese di aprile 2026 per visualizzare o scaricare il cedolino in PDF

          Cedolino tramite App INPS Mobile

          L’app INPS Mobile permette di consultare il cedolino direttamente da smartphone o tablet. Dopo aver effettuato l’accesso con SPID o CIE, seleziona la sezione “Pensioni” e poi “Cedolino”.

          L’app consente anche di attivare le notifiche push, così ricevi un avviso ogni volta che un nuovo cedolino è disponibile.

          Assistenza CAF per Consultazione Cedolino

          Se hai difficoltà con SPID o con l’accesso al sito INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:

          • Consultare il cedolino pensione
          • Scaricare e stampare il PDF
          • Spiegare le voci del cedolino (trattenute, variazioni, conguagli)
          • Verificare eventuali anomalie o errori

          Puoi prenotare un appuntamento chiamando il 0432 1638640 oppure scrivendo su WhatsApp.

          Trattenute e Detrazioni sul Cedolino

          Il cedolino pensione contiene diverse voci di trattenute fiscali e contributive. Vediamo le principali:

          IRPEF (Imposta sul Reddito)

          L’IRPEF viene trattenuta mensilmente dall’INPS in base agli scaglioni di reddito previsti per il 2026:

          • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
          • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
          • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

          Sulla pensione vengono applicate anche le detrazioni fiscali per reddito da pensione, che riducono l’IRPEF dovuta. La detrazione base è di circa 1.880 euro/anno per redditi fino a 8.500 euro, e decresce progressivamente fino ad azzerarsi oltre i 50.000 euro.

          Addizionali Regionali e Comunali

          Come già detto, le addizionali IRPEF regionali e comunali vengono trattenute a conguaglio nel cedolino di aprile. Le aliquote variano da regione a regione e da comune a comune.

          Esempio Friuli Venezia Giulia (FVG):

          • Addizionale regionale: circa 1,23% sul reddito imponibile
          • Addizionale comunale Udine: circa 0,8% sul reddito imponibile

          Trattenute Sindacali

          Se hai sottoscritto l’iscrizione a un sindacato pensionati (SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL), l’INPS effettua la trattenuta della quota associativa direttamente sul cedolino. L’importo varia da 8 a 15 euro al mese, a seconda del sindacato.

          Recupero Crediti INPS

          Se l’INPS rileva un pagamento in eccesso (ad esempio per errore di calcolo o perché è venuto meno un requisito), procede al recupero del credito tramite trattenuta mensile sul cedolino.

          In questo caso, nel cedolino compare la voce “Recupero indebito” con l’importo trattenuto. Il recupero avviene in più rate mensili, fino a estinzione del debito.

          Se ritieni che il recupero sia ingiusto, puoi presentare ricorso amministrativo all’INPS entro 90 giorni dalla comunicazione. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella presentazione del ricorso.

          Assistenza CAF per Pensioni

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa su tutte le prestazioni pensionistiche INPS:

          • Verifica requisiti per pensione di vecchiaia, anticipata, Quota 103, APE Sociale
          • Ricostruzione carriera contributiva e calcolo dell’importo pensione
          • Presentazione domande di pensione tramite patronato convenzionato
          • Ricorsi amministrativi contro rigetti o errori INPS
          • Ricostituzione pensione per recupero contributi o maggiorazioni non riconosciute
          • Verifiche cedolino e spiegazione delle trattenute
          • Domande quattordicesima, maggiorazione sociale, incremento al milione

          Per fissare un appuntamento:

          • Telefono: 0432 1638640
          • WhatsApp: 366 6018121
          • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

          Trovi maggiori informazioni sulle pensioni anticipate e sull’APE Sociale 2026 nelle guide dedicate.

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          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulla Pensione Aprile 2026

          Quando viene pagata la pensione di aprile 2026?

          La pensione di aprile 2026 viene pagata a partire dal 26 marzo 2026 per chi ritira in contanti presso Poste Italiane (calendario scaglionato fino al 1° aprile), mentre per chi ha accredito su conto corrente bancario il pagamento avviene il 1° aprile 2026.

          Come posso consultare il cedolino di aprile 2026?

          Il cedolino pensione di aprile 2026 è consultabile sul sito INPS accedendo con SPID, CIE o CNS, nella sezione Prestazioni e servizi > Cedolino pensione. Puoi anche utilizzare l’app INPS Mobile oppure rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza gratuita.

          Nel cedolino di aprile ci sono trattenute particolari?

          Si, nel cedolino di aprile 2026 l’INPS effettua il conguaglio delle addizionali regionali e comunali IRPEF relative al 2025. Inoltre potrebbe esserci il conguaglio definitivo della rivalutazione pensioni se l’indice ISTAT definitivo differisce da quello provvisorio applicato a gennaio.

          Quanto è la pensione minima 2026?

          La pensione minima INPS 2026, dopo la rivalutazione di gennaio, è pari a circa 598,61 euro al mese per 13 mensilità. Gli over 70 con bassi redditi possono richiedere la maggiorazione sociale che porta l’importo a circa 650-680 euro.

          Nel cedolino di aprile viene pagata la quattordicesima?

          No, la quattordicesima mensilita viene erogata dall’INPS nel mese di luglio (per chi è gia pensionato a giugno) oppure a dicembre (per chi compie 64 anni nel corso dell’anno). Nel cedolino di aprile non è prevista.


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            Approfondimenti sulle Pensioni

            Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

            • Pensione Anticipata 2026 – Requisiti, età e contributi necessari
            • APE Sociale 2026 – Guida completa per andare in pensione a 63 anni
            • Quota 103 nel 2026 – Chi può accedere e come fare domanda
            • Rivalutazione Pensioni 2026 – Calcolo aumenti e fasce di perequazione
            • Pensione di Vecchiaia – Requisiti anagrafici e contributivi aggiornati

            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            ECCELLENTE
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            In base a 920 recensioni
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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Marzo 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-23 08:16:032026-05-31 16:18:50Pensione Aprile 2026: Calendario Pagamenti, Cedolino e Novità INPS
            CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

            Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa

            Pensione 2026 INPS

            Le attestazioni INPS sono documenti ufficiali che certificano la presenza di contributi previdenziali versati o da versare per specifiche operazioni come il riscatto della laurea, la ricongiunzione contributiva o la costituzione di rendite vitalizie. Dal 2026, l’INPS ha potenziato i servizi online per richiedere e scaricare queste attestazioni direttamente dal portale MyINPS, semplificando notevolmente le procedure per i cittadini.

            Che tu debba riscattare periodi non coperti da contribuzione, riunificare posizioni contributive sparse tra diverse gestioni o certificare rendite previdenziali, conoscere le modalità corrette per ottenere l’attestazione INPS è fondamentale per non incorrere in ritardi o problemi burocratici. Questa guida ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle attestazioni INPS 2026, spiegando quando servono, come richiederle online e quali documenti preparare.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella richiesta di tutte le attestazioni INPS, verificando la tua posizione contributiva e assistendoti nell’invio delle domande telematiche. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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            Indice dei contenuti

            1. Cosa Sono le Attestazioni INPS
            2. Tipi di Attestazioni INPS Disponibili
            3. Come Richiedere le Attestazioni INPS Online
            4. Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare
            5. Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere
            6. Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione
            7. Scadenze e Tempistiche 2026
            8. Documenti Necessari per la Richiesta
            9. Costi e Modalità di Pagamento

            Cosa Sono le Attestazioni INPS

            Le attestazioni INPS sono certificazioni ufficiali rilasciate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che documentano la situazione contributiva del lavoratore in relazione a specifiche operazioni previdenziali. Si tratta di documenti indispensabili per formalizzare domande di riscatto, ricongiunzione o per dimostrare l’esistenza di rendite vitalizie costituite presso l’INPS.

            A differenza di un semplice estratto contributivo (che elenca i contributi versati), l’attestazione certifica l’ammissibilità e il costo di operazioni specifiche come:

            • Riscatto di periodi non coperti: laurea, diploma universitario, periodi di aspettativa non retribuita, lavoro all’estero in paesi non convenzionati
            • Ricongiunzione contributiva: riunificazione di contributi versati in gestioni previdenziali diverse (INPS, casse professionali, ex INPDAP)
            • Totalizzazione contributiva: cumulo gratuito di contributi per maturare il diritto a pensione
            • Rendite vitalizie INPS: certificazione dell’esistenza di rendite costituite a favore del richiedente

            Le attestazioni hanno validità temporale limitata (generalmente 6-12 mesi) e devono essere aggiornate se nel frattempo intervengono modifiche alla situazione contributiva.

            Novità 2026: Procedura Completamente Telematica

            Dal 2026, l’INPS ha reso completamente digitale la richiesta di attestazioni, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli. Attraverso il portale MyINPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), è possibile richiedere l’attestazione online compilando un form guidato, allegare documenti in formato PDF, monitorare lo stato di lavorazione della pratica in tempo reale e scaricare l’attestazione firmata digitalmente dall’INPS direttamente dal portale.

            I tempi di rilascio si sono ridotti mediamente a 30-45 giorni dalla presentazione della domanda completa, contro i 60-90 giorni necessari con la procedura cartacea.

            Tipi di Attestazioni INPS Disponibili

            L’INPS rilascia diverse tipologie di attestazioni in base all’operazione previdenziale richiesta. Vediamo nel dettaglio le principali.

            Attestazione Riscatto Contributi

            L’attestazione per riscatto contributi certifica la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Le casistiche più comuni sono il riscatto laurea (periodo del corso di studi universitario), il riscatto lavoro all’estero (periodi lavorati in paesi extra-UE senza convenzioni bilaterali) e il riscatto periodi non coperti (aspettative non retribuite, interruzioni lavorative documentate).

            L’attestazione indica la durata riscattabile (in anni, mesi, giorni), l’onere economico totale da versare all’INPS, la possibilità di rateizzazione (massimo 120 rate mensili senza interessi) e il risparmio fiscale ottenibile. Il costo del riscatto varia in base al sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) e alla retribuzione percepita negli ultimi anni.

            Attestazione Ricongiunzione Contributiva

            L’attestazione per ricongiunzione contributiva (regolata dalla Legge 29/1979) certifica la possibilità di riunificare in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse. È particolarmente utile per chi ha cambiato lavoro passando da dipendente pubblico a privato, o da lavoro subordinato ad autonomo.

            L’attestazione specifica le gestioni coinvolte, il totale dei contributi da ricongiungere (in anni e mesi), l’onere della ricongiunzione (calcolato secondo la riserva matematica) e la gestione di destinazione dove confluiranno tutti i contributi. La ricongiunzione è onerosa (costa mediamente il 50-70% dell’importo complessivo dei contributi da ricongiungere) ma permette di unificare tutta la carriera contributiva, evitando penalizzazioni nel calcolo della pensione.

            Attestazione Totalizzazione Contributi

            L’attestazione per totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) certifica la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere i requisiti minimi di pensione. A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita (nessun onere da versare), non unifica fisicamente i contributi (restano nelle gestioni originarie), richiede almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare e comporta il ricalcolo contributivo dell’intera pensione (penalizzazione del 20-30% rispetto al sistema retributivo).

            L’attestazione indica il montante contributivo complessivo e la data di maturazione del diritto a pensione con totalizzazione.

            Come Richiedere le Attestazioni INPS Online

            La richiesta delle attestazioni INPS avviene esclusivamente online attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.

            Step 1: Accesso al Portale MyINPS

            Per accedere al portale MyINPS è necessario uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore, CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card.

            Collegati a www.inps.it e clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra. Seleziona il metodo di autenticazione preferito e inserisci le credenziali.

            Step 2: Ricerca del Servizio

            Una volta autenticato, utilizza la barra di ricerca del portale e digita “Attestazione riscatto contributi” per il riscatto laurea/periodi, “Attestazione ricongiunzione contributiva” per la ricongiunzione, “Attestazione totalizzazione” per la totalizzazione gratuita o “Attestazione rendita” per le rendite vitalizie. Alternativamente, naviga nel menu: Pensione e Previdenza → Domande Previdenziali → Attestazioni.

            Step 3: Compilazione del Modulo

            Il sistema ti presenterà un modulo guidato da compilare con dati anagrafici (verificati automaticamente dal sistema INPS), periodo da attestare (date inizio e fine del periodo da riscattare/ricongiungere), gestione previdenziale di interesse (dove vuoi far confluire i contributi), documenti da allegare (certificato di laurea, contratti di lavoro estero, dichiarazioni sostitutive) e modalità di pagamento preferita (unica soluzione o rateizzazione).

            Presta particolare attenzione alla sezione allegati: i documenti devono essere in formato PDF, con dimensione massima di 5 MB ciascuno. Per il riscatto laurea è obbligatorio allegare il certificato di laurea con votazione e data di conseguimento.

            Step 4: Invio della Domanda

            Dopo aver compilato tutti i campi obbligatori e verificato i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genererà una ricevuta di protocollazione con numero di protocollo univoco della domanda, data e ora di presentazione e riepilogo dei dati inseriti. Salva o stampa la ricevuta: ti servirà per monitorare lo stato della pratica e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

            Step 5: Monitoraggio della Pratica

            Puoi verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta accedendo a MyINPS → Le mie domande → Attestazioni. Gli stati possibili sono: In lavorazione (la domanda è stata acquisita), Documentazione integrativa richiesta (l’INPS ha bisogno di documenti aggiuntivi), Attestazione emessa (il documento è pronto per il download) o Domanda respinta (con motivazione dettagliata).

            I tempi medi di lavorazione sono 30-45 giorni per le attestazioni standard, fino a 60-90 giorni per quelle complesse (es. ricongiunzioni con più gestioni coinvolte).

            Step 6: Download dell’Attestazione

            Quando lo stato della pratica cambia in “Attestazione emessa”, puoi scaricare il documento cliccando su “Scarica PDF”. L’attestazione è firmata digitalmente dall’INPS, ha validità di 6-12 mesi dalla data di emissione, riporta un codice QR per la verifica online dell’autenticità e può essere utilizzata per presentare la domanda definitiva di riscatto/ricongiunzione o per pratiche con enti terzi.

            Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare

            Il riscatto contributivo è l’istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Vediamo nel dettaglio le casistiche riscattabili.

            Riscatto Laurea Ordinario

            Il riscatto ordinario del corso di studi (Legge 1338/1962 e D.Lgs. 184/1997) permette di riscattare il periodo del corso universitario che ha portato al conseguimento del titolo. Sono riscattabili la laurea triennale (massimo 3 anni), la laurea magistrale (2 anni aggiuntivi), la laurea a ciclo unico (5-6 anni: medicina, giurisprudenza, architettura), il dottorato di ricerca (3-4 anni) e il diploma universitario ante-riforma (2-3 anni).

            Non sono riscattabili i periodi di fuori corso (oltre la durata legale del corso), gli anni di studio già coperti da contribuzione (es. lavoro contemporaneo agli studi) e i corsi di laurea non portati a termine (senza conseguimento del titolo).

            Il costo del riscatto ordinario si calcola con il metodo della riserva matematica per chi ha contributi prima del 1996, ed è generalmente elevato (da 25.000 a 80.000 euro per 5 anni di laurea, in base all’età e alla retribuzione). L’onere è deducibile integralmente dal reddito IRPEF.

            Riscatto Laurea Agevolato (Pace Contributiva)

            Il riscatto agevolato (introdotto dal Decreto Legge 4/2019) è riservato ai lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro). Il costo fisso è di 5.775,73 euro per ogni anno riscattato (dato 2026, rivalutato annualmente), con un risparmio sostanziale del 70-80% rispetto al riscatto ordinario. La deducibilità fiscale è però limitata al 50% dell’onere (contro il 100% del riscatto ordinario) e il riscatto agevolato aumenta l’anzianità contributiva ma non il montante (nessun incremento dell’assegno pensionistico).

            Conviene il riscatto agevolato quando l’obiettivo è anticipare la pensione (es. Quota 103, pensione anticipata) raggiungendo prima i requisiti contributivi, anche a costo di non incrementare l’importo dell’assegno.

            Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere

            Quando hai contributi in gestioni previdenziali diverse (es. INPS dipendenti + INPS artigiani, o INPS + ex INPDAP + Cassa Avvocati), devi scegliere tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita. Vediamo le differenze.

            Ricongiunzione Contributiva (Legge 29/1979)

            La ricongiunzione onerosa riunifica fisicamente tutti i contributi in un’unica gestione. I vantaggi sono il calcolo retributivo/misto preservato (se hai contributi ante-1995, il sistema di calcolo favorevole viene mantenuto), il maggior importo pensione (eliminando le penalizzazioni da pro-rata, l’assegno risulta più alto del 20-30%) e la flessibilità nella scelta della gestione (puoi decidere dove far confluire tutti i contributi).

            Gli svantaggi sono il costo elevato (l’onere può raggiungere il 50-70% del valore complessivo dei contributi da ricongiungere, da 20.000 a 100.000+ euro), la rateizzazione massima 120 mesi (rate mensili elevate per chi ha oneri superiori a 50.000 euro) e i tempi lunghi (la pratica può richiedere 6-12 mesi per il completamento).

            Conviene la ricongiunzione quando hai contributi ante-1995 e vuoi preservare il calcolo retributivo, l’incremento dell’assegno pensionistico compensa l’onere entro 10-15 anni di pensione o puoi permetterti la spesa o l’importo delle rate.

            Totalizzazione Contributiva (D.Lgs. 42/2006)

            La totalizzazione gratuita somma virtualmente i contributi senza unificarli. I vantaggi sono il nessun costo (completamente gratuita), l’accesso alla pensione (permette di raggiungere i requisiti minimi sommando contributi altrimenti insufficienti) e la procedura semplificata (basta una domanda di pensione con totalizzazione).

            Gli svantaggi sono il calcolo interamente contributivo (anche i contributi ante-1995 vengono ricalcolati col metodo contributivo, con penalizzazione 20-30%), il requisito minimo (serve almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare) e le finestre di attesa (18 mesi dalla maturazione dei requisiti per pensione di vecchiaia, 21 mesi per anticipata).

            Conviene la totalizzazione quando hai solo contributi post-1995 (nessuna perdita dal ricalcolo contributivo), non puoi permetterti l’onere della ricongiunzione o l’obiettivo è andare in pensione prima possibile, anche con assegno ridotto.

            Simulazione Personalizzata: Affidati al CAF

            La scelta tra ricongiunzione e totalizzazione dipende dalla tua situazione contributiva specifica: anni di contributi, gestioni coinvolte, età, redditi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative gratuite per aiutarti a scegliere l’opzione più vantaggiosa. Contattaci per un appuntamento.

            Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione

            L’attestazione di rendita INPS certifica l’esistenza e l’importo di rendite vitalizie costituite presso l’INPS. È richiesta in diverse situazioni.

            Rendite da Riscatto INAIL

            Le rendite INAIL per inabilità permanente conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale possono essere trasferite all’INPS per gestione unitaria. L’attestazione certifica l’importo mensile della rendita INAIL in gestione INPS, la percentuale di invalidità riconosciuta, la rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT e la reversibilità ai superstiti in caso di decesso. Serve per pratiche bancarie (mutui, finanziamenti) come prova di reddito, o per dichiarazioni ISEE.

            Come Richiedere l’Attestazione di Rendita

            La richiesta segue la procedura standard online: accedi a MyINPS con SPID/CIE/CNS, cerca “Attestazione rendita vitalizia”, compila il modulo indicando il tipo di rendita e il periodo di riferimento, allega eventuale documentazione pregressa (verbali INAIL, contratti aziendali), invia la domanda e attendi 15-30 giorni per l’emissione. L’attestazione ha validità annuale e deve essere rinnovata se l’importo della rendita viene rivalutato.

            Scadenze e Tempistiche 2026

            Le attestazioni INPS non hanno scadenze specifiche di presentazione (puoi richiederle in qualsiasi momento), ma è importante rispettare alcune tempistiche per evitare ritardi.

            Tempi di Rilascio

            I tempi medi di emissione delle attestazioni nel 2026 sono: 30-40 giorni per attestazione riscatto laurea (se documentazione completa), 45-60 giorni per attestazione ricongiunzione (fino a 90 giorni se coinvolte 3+ gestioni), 30-45 giorni per attestazione totalizzazione e 15-30 giorni per attestazione rendita.

            Le tempistiche si allungano se l’INPS richiede documentazione integrativa: in questo caso ricevi una notifica nell’area riservata e hai 30 giorni per fornire i documenti mancanti, altrimenti la domanda decade.

            Validità dell’Attestazione

            Le attestazioni INPS hanno validità temporale limitata: 6-12 mesi dalla data di emissione per riscatto/ricongiunzione e 12 mesi (rinnovabile annualmente) per rendite. Se l’attestazione scade prima di presentare la domanda definitiva di riscatto o ricongiunzione, devi richiederne una nuova. L’onere economico viene ricalcolato in base alla nuova età e retribuzione.

            Quando Richiederla

            Per ottimizzare i tempi, richiedi l’attestazione almeno 3-4 mesi prima della scadenza per riscatto agevolato laurea (se hai pianificato di riscattare entro una certa data), 6-12 mesi prima del pensionamento se devi decidere tra ricongiunzione e totalizzazione o subito se hai bisogno dell’attestazione per pratiche bancarie o ISEE.

            Documenti Necessari per la Richiesta

            Per richiedere correttamente un’attestazione INPS, prepara in anticipo i seguenti documenti in formato digitale (PDF).

            Per Attestazione Riscatto Laurea

            Per l’attestazione riscatto laurea servono il certificato di laurea con indicazione della data di conseguimento, votazione e durata legale del corso, l’autocertificazione periodi lavorativi durante gli studi (se hai lavorato contemporaneamente), il documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. Se richiedi il riscatto agevolato (pace contributiva), l’INPS verifica automaticamente che il tuo primo contributo sia successivo al 31/12/1995.

            Per Attestazione Ricongiunzione

            Per l’attestazione ricongiunzione servono gli estratti contributivi di tutte le gestioni coinvolte (scaricabili da MyINPS o richiedibili alle casse professionali), i documenti identificativi delle posizioni assicurative (numeri di matricola, codici ente) e la dichiarazione sostitutiva di non aver già presentato domande di ricongiunzione precedenti.

            Per Attestazione Rendita

            Per l’attestazione rendita servono il verbale INAIL (se rendita da infortunio/malattia professionale), il contratto aziendale o documentazione TFR (se rendita da cessione quote) e l’ultima certificazione di rendita (se rinnovo attestazione).

            Costi e Modalità di Pagamento

            I costi delle operazioni attestate dall’INPS variano significativamente. Vediamo nel dettaglio.

            Quanto Costa Riscattare la Laurea

            Il costo del riscatto laurea dipende dal sistema di calcolo pensione (retributivo ante-1995 costa molto di più del contributivo post-1995), dalla retribuzione (per chi ha contributi ante-1995, l’onere è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi) e dall’età al momento del riscatto (chi riscatta in giovane età paga meno).

            Esempi di costo riscatto 5 anni laurea (dati 2026): riscatto ordinario sistema retributivo, età 50 anni, RAL 35.000 euro: 65.000-75.000 euro; riscatto ordinario sistema contributivo, età 30 anni, RAL 25.000 euro: 28.000-32.000 euro; riscatto agevolato (pace contributiva): 28.878 euro (5.775,73 × 5 anni, dato fisso 2026). L’attestazione INPS riporta l’onere esatto calcolato sulla tua posizione specifica.

            Quanto Costa la Ricongiunzione

            Il costo della ricongiunzione si calcola con il metodo della riserva matematica, che stima il valore attuale dei contributi da trasferire. Dipende dal montante contributivo da ricongiungere, dall’età del richiedente e dalla differenza tra le aliquote delle gestioni coinvolte. Esempio: ricongiunzione di 10 anni di contributi da Cassa Avvocati (aliquota 14%) a INPS dipendenti (aliquota 33%) con montante 80.000 euro → onere stimato 45.000-55.000 euro. La totalizzazione, alternativa gratuita, non comporta costi ma penalizza l’importo della pensione del 20-30%.

            Modalità di Pagamento

            Una volta ricevuta l’attestazione con l’onere economico, puoi pagare in unica soluzione (bonifico bancario o F24 con codice tributo specifico indicato nell’attestazione) oppure con rateizzazione (fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro). Il vantaggio fiscale del pagamento rateale è che puoi dedurre l’onere gradualmente negli anni, distribuendo il risparmio IRPEF. Con aliquota marginale 38%, un riscatto da 30.000 euro comporta risparmio fiscale di circa 11.400 euro in 10 anni.

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            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Conclusione

            Le attestazioni INPS 2026 rappresentano il primo passo fondamentale per valorizzare la tua posizione contributiva attraverso riscatto, ricongiunzione o totalizzazione. Grazie alla procedura completamente online introdotta quest’anno, richiedere e ottenere un’attestazione è diventato più semplice e veloce, con tempi medi ridotti a 30-45 giorni.

            Che tu debba riscattare la laurea per anticipare la pensione, ricongiungere contributi sparsi tra più gestioni o certificare una rendita INPS, conoscere le procedure corrette e avere un’attestazione aggiornata è indispensabile per pianificare il tuo futuro previdenziale senza sorprese.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in ogni fase: dalla verifica della tua posizione contributiva alla richiesta dell’attestazione online, fino alla simulazione comparativa tra ricongiunzione e totalizzazione per individuare la soluzione più vantaggiosa. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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            Domande Frequenti sulle Attestazioni INPS

            Quanto tempo ci vuole per ottenere un’attestazione INPS nel 2026?

            I tempi medi sono 30-45 giorni per attestazioni standard (riscatto laurea, totalizzazione), fino a 60-90 giorni per ricongiunzioni complesse con più gestioni coinvolte. Le attestazioni di rendita sono più rapide: 15-30 giorni.

            L’attestazione INPS ha una scadenza?

            Sì, le attestazioni per riscatto e ricongiunzione hanno validità di 6-12 mesi dalla data di emissione. Se scade prima di presentare la domanda definitiva, devi richiederne una nuova con ricalcolo dell’onere.

            Posso richiedere l’attestazione senza SPID?

            No, dal 2026 l’accesso ai servizi INPS online richiede obbligatoriamente SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che presenta la domanda per tuo conto.

            Conviene di più il riscatto ordinario o agevolato della laurea?

            Il riscatto agevolato costa molto meno (5.775 euro/anno contro 6.000-15.000 euro/anno del riscatto ordinario) ma non aumenta l’importo della pensione, solo l’anzianità contributiva. Conviene per anticipare il pensionamento, mentre il riscatto ordinario conviene per aumentare l’assegno pensionistico.

            Posso rateizzare il costo del riscatto o della ricongiunzione?

            Sì, puoi rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro. Il pagamento rateale ti permette di spalmare la deduzione fiscale su più anni.

            La ricongiunzione è sempre conveniente rispetto alla totalizzazione?

            No, dipende dalla tua situazione. La ricongiunzione costa 50-70% del montante contributivo ma preserva il calcolo retributivo (+20-30% di pensione). La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto col metodo contributivo. Conviene la ricongiunzione se hai contributi ante-1995 e l’incremento pensionistico ripaga l’onere entro 10-15 anni.

            Posso richiedere più attestazioni contemporaneamente?

            Sì, puoi presentare più domande di attestazione per operazioni diverse (es. riscatto laurea + ricongiunzione). Ogni domanda ha un proprio numero di protocollo e iter di lavorazione indipendente.


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              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              In base a 920 recensioni
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady profile picture
              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 18:41:462026-05-31 18:09:54Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa
              ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

              Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE

              ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

              L’Assegno Unico Universale per i figli rappresenta una delle misure più importanti per il sostegno alle famiglie italiane. Con l’aggiornamento dei dati INPS per il 2026, è fondamentale conoscere gli importi medi effettivamente erogati alle famiglie italiane, suddivisi per fascia ISEE e tipologia di nucleo familiare.

              L’INPS ha recentemente comunicato le statistiche aggiornate relative agli importi medi mensili dell’Assegno Unico, fornendo un quadro chiaro di quanto mediamente percepiscono le famiglie italiane in base alla loro situazione economica. Questi dati sono essenziali per capire quanto si può ricevere in concreto e per verificare la correttezza degli importi accreditati.

              In questo articolo analizziamo nel dettaglio gli importi medi dell’Assegno Unico 2026, con tabelle complete per fascia ISEE, esempi pratici di calcolo e tutti i requisiti per ottenere gli importi massimi. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella presentazione della DSU ISEE aggiornata e nella verifica degli importi spettanti.

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              Indice dei contenuti

              1. Assegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioni
              2. Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornati
              3. Tabella completa importi Assegno Unico 2026
              4. Esempi pratici: quanto si prende realmente
              5. Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importo
              6. Domande frequenti sugli importi

              Assegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioni

              L’Assegno Unico Universale è regolato dal Decreto Legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021 e viene erogato mensilmente dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. Gli importi base variano in funzione dell’ISEE del nucleo familiare e dell’età dei figli.

              Importo base per figlio minorenne

              • ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €199,40 al mese per figlio minorenne
              • ISEE da 17.090,62 a 45.574,96 euro: importo decrescente in modo progressivo
              • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €57 al mese

              Importo base per figlio maggiorenne (18-21 anni)

              • ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €96,90 al mese
              • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €27,50 al mese

              L’Assegno Unico continua ad essere erogato senza limiti di età per i figli con disabilità a carico, con importi variabili in base al grado di disabilità e all’ISEE.

              Maggiorazioni previste

              • Maggiorazione per nuclei numerosi: €100 mensili se ci sono almeno 3 figli a carico
              • Maggiorazione per figli disabili: da €105 a €119,60 mensili in base al grado di disabilità
              • Maggiorazione per madri under 21: €22,80 mensili per ogni figlio
              • Maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: €33,50 mensili se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro e l’ISEE non supera i 45.574,96 euro
              • Maggiorazione per nuclei con 4 o più figli: ulteriori €100 mensili (totale €200)

              Queste maggiorazioni si sommano all’importo base, permettendo alle famiglie con particolari caratteristiche di percepire cifre mensili significativamente superiori. Una famiglia con 3 figli minori, ISEE basso e entrambi i genitori lavoratori può arrivare a percepire oltre €700 mensili di Assegno Unico.

              Fonte: INPS, Circolare n. 23 del 9 febbraio 2024 – Tabelle importi Assegno Unico Universale.

              Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornati

              L’INPS ha pubblicato i dati statistici sugli importi medi mensili effettivamente erogati alle famiglie italiane per l’Assegno Unico nel 2026. Questi dati sono suddivisi per fascia ISEE e rappresentano la media reale di quanto le famiglie percepiscono mensilmente.

              Importi medi mensili per fascia ISEE (dati INPS 2026)

              Fascia ISEE 0 – 10.000 euro:
              Importo medio per nucleo familiare: €380 al mese. Il 68% delle famiglie in questa fascia ha almeno 2 figli a carico e beneficia degli importi massimi.

              Fascia ISEE 10.001 – 17.090 euro:
              Importo medio: €360 al mese

              Fascia ISEE 17.091 – 25.000 euro:
              Importo medio: €295 al mese

              Fascia ISEE 25.001 – 35.000 euro:
              Importo medio: €220 al mese

              Fascia ISEE 35.001 – 45.574 euro:
              Importo medio: €165 al mese

              Fascia ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE:
              Importo medio: €125 al mese (importo minimo)

              I dati evidenziano come la presenza dell’ISEE aggiornato sia fondamentale per massimizzare l’importo. Le famiglie senza ISEE percepiscono mediamente il 67% in meno rispetto a quelle con ISEE basso. Le maggiorazioni per nuclei numerosi ed entrambi i genitori lavoratori possono aumentare l’importo del 40-50%.

              Fonte: INPS, Osservatorio statistico Assegno Unico – Report marzo 2026.

              Tabella completa importi Assegno Unico 2026

              Ecco la tabella completa e aggiornata degli importi mensili dell’Assegno Unico 2026 per figlio, suddivisi per fascia ISEE e età del figlio.

              Tabella importi base per figlio minorenne (0-17 anni)

              ISEE del nucleoImporto mensile per figlio
              Fino a €17.090,61€199,40
              €17.091 – €20.000€190,00
              €20.001 – €25.000€165,00
              €25.001 – €30.000€140,00
              €30.001 – €35.000€115,00
              €35.001 – €40.000€90,00
              €40.001 – €45.574,96€70,00
              Oltre €45.574,96 o senza ISEE€57,00

              Tabella maggiorazioni mensili

              MaggiorazioneRequisitoImporto mensile
              Nuclei 3+ figliAlmeno 3 figli a carico€100,00
              Nuclei 4+ figliAlmeno 4 figli a carico€200,00
              Entrambi genitori lavoratoriISEE ≤ €45.574,96€33,50 per figlio
              Madre under 21Madre con meno di 21 anni€22,80 per figlio
              Disabilità graveLegge 104, art. 3 comma 3€105,00-€119,60

              Note: Gli importi sono mensili per ciascun figlio. Le maggiorazioni si cumulano con gli importi base. Gli importi vengono rivalutati annualmente in base all’inflazione.

              Esempi pratici: quanto si prende realmente

              Vediamo alcuni esempi concreti di calcolo dell’Assegno Unico per diverse tipologie di nuclei familiari.

              Esempio 1: Coppia con 2 figli minorenni, ISEE €25.000, entrambi lavoratori

              • Importo base per figlio: €165,00
              • Importo per 2 figli: €330,00
              • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €33,50 × 2 = €67,00
              • Totale mensile: €397,00
              • Totale annuo: €4.764,00

              Esempio 2: Famiglia numerosa con 3 figli minorenni, ISEE €12.000

              • Importo base per figlio: €199,40
              • Importo per 3 figli: €598,20
              • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €100,50
              • Maggiorazione nuclei numerosi (3+ figli): €100,00
              • Totale mensile: €798,70
              • Totale annuo: €9.584,40

              Esempio 3: Famiglia con 2 figli, di cui 1 con disabilità grave, ISEE €18.000

              • Importo base figlio 1: €190,00
              • Importo base figlio 2: €190,00
              • Maggiorazione disabilità grave figlio 2: €108,20
              • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €67,00
              • Totale mensile: €555,20
              • Totale annuo: €6.662,40

              Esempio 4: Coppia senza ISEE, 2 figli minorenni

              • Importo base minimo per figlio: €57,00
              • Importo per 2 figli: €114,00
              • Nessuna maggiorazione
              • Totale mensile: €114,00
              • Totale annuo: €1.368,00
              • Perdita annuale rispetto a ISEE basso: circa €3.400

              Gli esempi evidenziano come presentare l’ISEE aggiornato e beneficiare delle maggiorazioni faccia una differenza enorme nell’importo percepito. Non presentare l’ISEE comporta perdite di €2.000-4.000 all’anno per famiglia media.

              Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importo

              Il momento in cui presenti l’ISEE può fare una grande differenza sull’importo totale annuo che ricevi di Assegno Unico.

              Periodo IDEALE: Gennaio – Febbraio

              Presentare l’ISEE a gennaio o febbraio è la scelta migliore perché:

              • L’ISEE viene elaborato entro fine febbraio
              • L’INPS applica il nuovo ISEE già da marzo
              • Ricevi l’importo corretto per tutto l’anno senza attese
              • Eviti perdite anche di 1-2 mesi di importo pieno

              Periodo BUONO: Marzo – Giugno

              Se presenti l’ISEE tra marzo e giugno:

              • L’INPS applica il nuovo ISEE dal mese successivo
              • Eroga un conguaglio retroattivo per i mesi precedenti
              • Il conguaglio viene pagato entro 60-90 giorni dalla validazione

              ISEE Corrente: quando richiederlo

              L’ISEE Corrente è una versione aggiornata dell’ISEE ordinario che può essere richiesta se la situazione economica è peggiorata:

              • Perdita di lavoro di un componente del nucleo
              • Riduzione del reddito superiore al 25%
              • Riduzione del patrimonio superiore al 20%

              L’ISEE Corrente riflette la situazione attuale (ultimi 12 o 6 mesi), non quella di 2 anni fa, e può portare a un ISEE molto più basso e quindi a un importo Assegno Unico più alto.

              Rinnovo annuale: L’ISEE ha validità annuale (1° gennaio – 31 dicembre). Ogni anno devi presentare una nuova DSU. Se non rinnovi, dal 1° marzo l’INPS applica l’importo minimo.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande frequenti sugli importi dell’Assegno Unico

              Qual è l’importo massimo dell’Assegno Unico per un figlio?

              L’importo massimo per un figlio minorenne è di €199,40 al mese (per ISEE fino a €17.090), che diventano €232,90 al mese se entrambi i genitori lavorano. Per i figli con disabilità, si possono aggiungere fino a €119,60 al mese di maggiorazione.

              Quanto si prende di Assegno Unico con 2 figli e ISEE 20.000?

              Con 2 figli minorenni e ISEE 20.000 euro, l’importo base è 330 euro al mese. Con la maggiorazione entrambi i genitori lavoratori, si arriva a 397 euro al mese (4.764 euro all’anno).

              L’Assegno Unico si prende anche senza ISEE?

              Si, l’Assegno Unico viene erogato anche senza ISEE, ma con l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio minorenne. Presentando l’ISEE si può arrivare a triplicare l’importo.

              Quando arriva il conguaglio se presento l’ISEE in ritardo?

              Se presenti l’ISEE dopo marzo, l’INPS eroga il conguaglio arretrato entro 60-90 giorni dalla validazione dell’ISEE. Il conguaglio viene accreditato in un’unica soluzione.

              Posso ricevere l’Assegno Unico se mio figlio ha piu di 21 anni?

              L’Assegno Unico spetta fino ai 21 anni di eta del figlio. Oltre i 21 anni, l’Assegno continua ad essere erogato solo per figli con disabilita, senza limiti di eta.

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                Agosto 20, 2026
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                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 08:00:002026-08-17 11:02:09Pagamento Assegno Unico Settembre 2026: Date INPS, Importi e Calendario
                ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE
                ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

                Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPS

                Hai visto la voce “conguaglio” nel pagamento dell’Assegno Unico e non sai cosa significa? Ecco perché l’INPS ricalcola gli importi, come vedere il conguaglio a credito o a debito e cosa fare se il calcolo sembra sbagliato.
                Agosto 19, 2026
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                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-19 09:00:002026-08-13 09:12:32Conguaglio Assegno Unico 2026: Cos’è, Come Funziona e Come Vederlo su INPS
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                ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

                Maggiorazioni Assegno Unico 2026: 8 Casi Particolari da Conoscere

                Guida completa alle maggiorazioni dell'Assegno Unico 2026: figli con disabilità, nuclei numerosi, entrambi i genitori lavoratori, madri under 21 e maggiorazione transitoria. Scopri quali sono automatiche, quali vanno richieste e gli errori che ti fanno perdere soldi.
                Agosto 2, 2026
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                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-02 09:00:002026-08-02 08:31:15Maggiorazioni Assegno Unico 2026: 8 Casi Particolari da Conoscere

                CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

                ECCELLENTE
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                Alexandra Bala
                04/09/2026
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                ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                paolino servidio
                03/09/2026
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                Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                Lady
                01/09/2026
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                Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                Giulia Guida
                25/08/2026
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                Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                Paola Zilli
                07/08/2026
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                Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                Jacqueline B.
                06/08/2026
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                Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                Maura Masutto
                06/08/2026
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                Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                Issam Elhefnawi
                31/07/2026
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                Molto gentile
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                Sibongile Moyana
                30/07/2026
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                Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                Sabrina Cirina
                23/07/2026
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                Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

                Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

                Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 17:41:462026-05-31 17:10:56Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE
                PATRONATO

                Pagamenti INPS Aprile 2026: Calendario Pensioni, Assegno Unico, ADI, NASpI e SFL

                Pensione 2026 INPS

                Aprile 2026 è un mese cruciale per milioni di italiani che aspettano i pagamenti INPS: dalle pensioni all’Assegno Unico Universale, dalla NASpI all’ADI (Assegno di Inclusione), fino al SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro). Conoscere le date esatte dei bonifici aiuta a pianificare meglio le proprie finanze e a non farsi cogliere impreparati.

                In questa guida completa trovi il calendario aggiornato 2026 con tutte le date di pagamento, gli importi previsti, i requisiti per ogni prestazione e esempi pratici per capire a quanto ammonta il tuo assegno.

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                Indice dei contenuti

                1. Pensioni Aprile 2026: Date di Pagamento
                2. Assegno Unico Aprile 2026
                3. ADI (Assegno di Inclusione) Aprile 2026
                4. NASpI Aprile 2026
                5. SFL (Supporto Formazione e Lavoro) Aprile 2026
                6. Calendario Completo Pagamenti INPS Aprile 2026
                7. Come Verificare il Pagamento
                8. Domande Frequenti

                Pensioni Aprile 2026: Date di Pagamento

                Le pensioni INPS di aprile 2026 saranno pagate a partire dal 1° aprile 2026 (martedì). Questa data vale per:

                • Pensioni INPS (ex FPLD, gestione privata)
                • Pensioni ex INPDAP (pubblico impiego)
                • Pensioni artigiani e commercianti
                • Pensioni gestione separata

                Il pagamento in contante presso Poste Italiane seguirà il consueto calendario scaglionato per evitare assembramenti. Ecco le date allo sportello postale per aprile 2026:

                Cognome inizia conData ritiro contanti Poste
                A – BMartedì 1° aprile 2026
                C – DMercoledì 2 aprile 2026
                E – KGiovedì 3 aprile 2026
                L – OVenerdì 4 aprile 2026
                P – RSabato 5 aprile 2026 (solo mattina)
                S – ZLunedì 7 aprile 2026

                IMPORTANTE: Chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale vedrà l’accredito già dal 1° aprile 2026, indipendentemente dal cognome.

                Le pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento e assegni sociali seguono le stesse date.

                Importi Pensioni Aprile 2026

                Gli importi delle pensioni aprile 2026 riflettono la rivalutazione 2026 applicata a gennaio. Le pensioni minime 2026 ammontano a circa 598 euro mensili (importo indicativo, da confermare con circolare INPS).

                Esempio pratico: Un pensionato con pensione minima INPS (598 euro/mese) riceverà circa 598 euro netti ad aprile, senza trattenute fiscali sotto la soglia di non imponibilità.

                Assegno Unico Aprile 2026

                L’Assegno Unico Universale (AUU) per i figli a carico sarà pagato dall’INPS tra il 17 e il 22 aprile 2026, come da calendario consueto.

                Le date precise Assegno Unico aprile 2026 sono:

                • 17-18 aprile: pagamento per chi ha fatto domanda entro febbraio 2026 con IBAN già validato
                • 19-22 aprile: pagamento per domande recenti o aggiornamenti ISEE

                Importi Assegno Unico 2026: L’importo varia in base all’ISEE 2026 e al numero di figli. Per ISEE sotto i 17.090 euro, l’importo massimo è circa 199 euro/mese per figlio (0-3 anni) e 189 euro/mese per figli 3-18 anni.

                Maggiorazioni previste:

                • +105 euro/mese per ogni figlio con disabilità
                • +100 euro/mese per nuclei con 4+ figli
                • +30-40 euro per madri under 21

                Esempio pratico: Famiglia con ISEE 15.000 euro e 2 figli (1 anno e 5 anni):

                • Figlio 1 anno: 199 euro
                • Figlio 5 anni: 189 euro
                • Totale Assegno Unico: 388 euro/mese

                ATTENZIONE: Se non hai presentato l’ISEE 2026, riceverai l’importo minimo (circa 57 euro/figlio). Aggiorna l’ISEE al CAF per ottenere l’importo pieno.

                ADI (Assegno di Inclusione) Aprile 2026

                L’Assegno di Inclusione (ADI), che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, viene pagato dall’INPS il 15 aprile 2026 per chi ha già la carta ADI attiva.

                Per le nuove domande ADI approvate a marzo 2026, il pagamento arriverà tra il 27 e il 30 aprile.

                Importo ADI 2026: L’importo massimo dell’Assegno di Inclusione è 6.000 euro/anno (500 euro/mese) per un singolo, moltiplicato per la scala di equivalenza del nucleo familiare.

                Scala di equivalenza ADI:

                • 1,00 per il primo componente adulto
                • +0,50 per ogni adulto successivo
                • +0,15 per ogni minore (max 2 minori)
                • +0,10 per ogni minore successivo al secondo

                Requisiti ADI 2026:

                • ISEE sotto 9.360 euro
                • Reddito familiare sotto 6.000 euro/anno (moltiplicato scala equivalenza)
                • Patrimonio mobiliare sotto 6.000 euro (aumentabile per figli/disabili)
                • Almeno un componente minorenne, disabile o over 60

                Esempio pratico ADI: Famiglia con 2 adulti e 1 minore, ISEE 8.000 euro, reddito zero:

                • Scala equivalenza: 1,00 + 0,50 + 0,15 = 1,65
                • Importo massimo: 500 x 1,65 = 825 euro/mese

                NASpI Aprile 2026

                La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) viene pagata dall’INPS tra il 10 e il 15 aprile 2026, a seconda della data di invio della domanda.

                Calendario NASpI aprile 2026:

                • Dal 10 aprile: NASpI per domande inviate entro il 28 febbraio
                • Dal 13-15 aprile: NASpI per domande inviate a marzo

                Importo NASpI 2026: La NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, con un massimale di 1.550,42 euro/mese (2026, da confermare).

                Se la retribuzione media supera 1.352 euro, la NASpI è calcolata come: (75% di 1.352) + (25% della quota eccedente).

                Esempio NASpI:

                • Retribuzione media: 1.800 euro/mese
                • Calcolo: (75% di 1.352) + (25% di 448) = 1.014 + 112 = 1.126 euro/mese

                Durata NASpI 2026: La NASpI dura la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni (massimo 24 mesi).

                Requisiti NASpI:

                • Almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
                • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della disoccupazione
                • Disoccupazione involontaria (licenziamento, fine contratto, dimissioni per giusta causa)

                Riduzione NASpI: Dal 4° mese di percezione, la NASpI si riduce del 3% al mese.

                SFL (Supporto Formazione e Lavoro) Aprile 2026

                Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è un contributo di 350 euro/mese per 12 mesi, rivolto a disoccupati tra 18 e 59 anni che non rientrano nei requisiti ADI.

                Pagamento SFL aprile 2026: Il SFL viene pagato il 15 aprile 2026, insieme all’ADI.

                Requisiti SFL 2026:

                • ISEE sotto 6.000 euro
                • Età 18-59 anni
                • Partecipazione a progetti di formazione o tirocinio
                • Non beneficiari di NASpI, ADI o altre indennità INPS

                Durata SFL: Il Supporto per la Formazione e il Lavoro dura 12 mesi continuativi, non rinnovabili (salvo nuove normative).

                Compatibilità SFL: Il SFL è compatibile con redditi da lavoro fino a 3.000 euro/anno. Superata questa soglia, il beneficio si sospende.

                Calendario Completo Pagamenti INPS Aprile 2026

                Ecco la tabella riassuntiva con tutte le date di pagamento INPS aprile 2026:

                Prestazione INPSData pagamento aprile 2026Modalità
                Pensioni (tutte le gestioni)Dal 1° aprile (bonifico) / 1-7 aprile (Poste scaglionato)Bonifico bancario/postale o contanti Poste
                Assegno Unico17-22 aprileBonifico bancario/postale o Poste
                ADI (Assegno Inclusione)15 aprile (carte attive) / 27-30 aprile (nuove)Carta ADI o bonifico
                NASpI10-15 aprileBonifico bancario/postale
                SFL (Supporto Formazione Lavoro)15 aprileBonifico bancario/postale
                Indennità di disoccupazione agricolaVariabile (verifica con INPS)Bonifico

                NOTA BENE: Le date possono subire lievi variazioni in base a festività o problemi tecnici. Verifica sempre l’estratto conto INPS sul portale ufficiale.

                Come Verificare il Pagamento INPS

                Per controllare lo stato del pagamento INPS, accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS:

                1. Vai su www.inps.it
                2. Accedi con SPID/CIE/CNS
                3. Clicca su “Prestazioni e servizi”
                4. Seleziona la tua prestazione (Pensione, NASpI, Assegno Unico, ADI, ecc.)
                5. Consulta “Pagamenti” o “Cedolino”

                Estratto conto pensione: Trovi il cedolino pensione nella sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”.

                Pagamenti Assegno Unico: Consulta “Assegno Unico Universale per i Figli” → “Consulta e gestisci domande” → “Pagamenti”.

                Pagamenti NASpI: Vai su “NASpI: Indennità mensile di disoccupazione” → “Fascicolo previdenziale”.

                DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE? Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a controllare i pagamenti INPS, verificare eventuali ritardi o problemi, e presentare domande di riesame.

                📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

                Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

                Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Aprile 2026

                Quando arrivano le pensioni di aprile 2026?

                Le pensioni di aprile 2026 vengono pagate dal 1 aprile per chi ha il bonifico su conto corrente. Per il ritiro in contanti presso Poste Italiane, il calendario e scaglionato dal 1 al 7 aprile 2026 in base all’iniziale del cognome.

                Quando viene pagato l’Assegno Unico ad aprile 2026?

                L’Assegno Unico Universale per aprile 2026 sara pagato tra il 17 e il 22 aprile. Chi ha domanda gia approvata e IBAN validato riceve il pagamento prima (17-18 aprile), chi ha fatto domanda di recente o aggiornato ISEE dopo (19-22 aprile).

                ADI aprile 2026: quando arriva il pagamento?

                L’Assegno di Inclusione (ADI) viene pagato il 15 aprile 2026 per chi ha gia la carta ADI attiva. Le nuove domande approvate a marzo riceveranno il pagamento tra il 27 e il 30 aprile.

                Quanto ammonta la NASpI ad aprile 2026?

                La NASpI 2026 ammonta al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, con massimale di circa 1.550 euro al mese. L’importo si riduce del 3% al mese dal quarto mese di percezione.

                Come faccio a sapere se il pagamento INPS e arrivato?

                Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS, vai su Prestazioni e servizi, seleziona la tua prestazione (Pensione, NASpI, Assegno Unico, ADI) e consulta la sezione Pagamenti o Cedolino. In alternativa, rivolgiti al CAF per assistenza.

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                • ADI e SFL
                • Pensioni: calcolo, domanda, riesame
                • Controllo pagamenti e estratti conto INPS
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                  Settembre 15, 2026
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                  Alexandra Bala
                  04/09/2026
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                  ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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                  paolino servidio
                  03/09/2026
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                  Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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                  Lady
                  01/09/2026
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                  Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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                  Giulia Guida
                  25/08/2026
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                  Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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                  Paola Zilli
                  07/08/2026
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                  Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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                  Jacqueline B.
                  06/08/2026
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                  Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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                  Maura Masutto
                  06/08/2026
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                  Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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                  Issam Elhefnawi
                  31/07/2026
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                  Molto gentile
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                  Sibongile Moyana
                  30/07/2026
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                  Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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                  Sabrina Cirina
                  23/07/2026
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                  Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

                  Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

                  Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                  https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 16:41:462026-05-31 09:42:40Pagamenti INPS Aprile 2026: Calendario Pensioni, Assegno Unico, ADI, NASpI e SFL
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