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CAF Centro Fiscale
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensioni di luglio più ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi

Con il cedolino di luglio 2026, molti pensionati si accorgeranno di ricevere un importo superiore al solito. La causa è la quattordicesima mensilità, una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno nel mese di luglio ai pensionati con redditi bassi. Si tratta di un sostegno economico istituito dalla Legge 127/2007 (art. 5) e poi ampliato dalla Legge 232/2016 (commi 187 e seguenti), che ha esteso la platea dei beneficiari includendo fasce reddituali più alte. In questa guida completa trovi la tabella degli importi aggiornata al 2026, i requisiti per riceverla, come viene calcolata e cosa fare se non la ricevi pur avendone diritto.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione INPS
  2. A chi spetta la quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. La tabella completa degli importi quattordicesima 2026
  4. Come si calcola: le soglie reddituali nel dettaglio
  5. Esempi pratici di calcolo
  6. Quando arriva la quattordicesima 2026: date di pagamento
  7. Come verificare di avere diritto alla quattordicesima
  8. Cosa fare se non ricevi la quattordicesima pur avendone diritto
  9. Quattordicesima e tassazione: è soggetta a IRPEF?
  10. Riferimenti normativi e circolari INPS
  11. Domande frequenti sulla quattordicesima pensione 2026

Cos’è la quattordicesima pensione INPS

La quattordicesima pensione è una somma aggiuntiva una tantum corrisposta ogni anno ai pensionati con reddito basso, erogata direttamente dall’INPS insieme alla rata di luglio. Non si tratta di un aumento strutturale della pensione, ma di un bonus annuale il cui importo varia in base a due criteri fondamentali:

  • Il reddito complessivo del pensionato (calcolato su base annua)
  • Gli anni di contribuzione versati durante la vita lavorativa

La misura è stata introdotta originariamente dall’art. 5 della Legge 127/2007 per i pensionati con reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo INPS. Con la Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016, commi 187-189) la platea è stata estesa anche ai pensionati con reddito fino a 2 volte il trattamento minimo, sia pure con importi ridotti. Questa estensione è rimasta in vigore anche per il 2026.

Il pagamento avviene in un’unica soluzione: chi ha diritto alla quattordicesima la riceve automaticamente nel cedolino di luglio, senza dover presentare alcuna domanda. L’INPS verifica d’ufficio il possesso dei requisiti sulla base delle dichiarazioni reddituali disponibili.

A chi spetta la quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensione nel 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente tutti i seguenti requisiti:

  1. Aver compiuto 64 anni di età entro il 31 luglio 2026 (o averli già compiuti in anni precedenti)
  2. Essere titolare di una pensione INPS (diretta o indiretta, ad eccezione delle sole pensioni di invalidità civile erogate dal Ministero dell’Interno)
  3. Avere un reddito complessivo annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS in vigore per l’anno 2026

Il trattamento minimo INPS viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Il valore 2025 era pari a 617,90 euro mensili; per il 2026 l’INPS ha pubblicato la rivalutazione ufficiale con apposita circolare (da consultare per il valore esatto aggiornato). Sulla base di questo importo le soglie reddituali risultano indicativamente:

  • Fascia piena (fino a 1,5 volte il minimo): reddito annuo fino a circa 11.100-11.200 euro (valore esatto dipendente dalla rivalutazione 2026)
  • Fascia ridotta (da 1,5 a 2 volte il minimo): reddito annuo da circa 11.100-11.200 euro fino a circa 14.800-15.000 euro (valore esatto da circolare INPS 2026)

Nota importante: nel calcolo del reddito si considera il reddito complessivo ai fini IRPEF, esclusi i redditi esenti, l’abitazione principale e le relative pertinenze. Sono invece inclusi tutti i redditi da lavoro, da pensione, da fabbricati (eccetto l’abitazione principale), da capitale e diversi.

La tabella completa degli importi quattordicesima 2026

L’importo della quattordicesima varia in base a due variabili: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione. A differenza del trattamento minimo (aggiornato ogni anno), gli importi della quattordicesima sono rimasti invariati rispetto all’istituzione originaria del 2007. La tabella che segue riporta i valori vigenti, che si applicano anche per il 2026. Si tratta di importi lordi, soggetti a tassazione IRPEF secondo le aliquote ordinarie del beneficiario.

Lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico)

Anni di contribuzioneReddito fino a 1,5 volte il minimo
(Fascia A – importo pieno)
Reddito da 1,5 a 2 volte il minimo
(Fascia B – importo ridotto)
Fino a 15 anni336,00 euro168,00 euro
Da 15 a 25 anni420,00 euro210,00 euro
Oltre 25 anni504,00 euro252,00 euro

Lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti)

Anni di contribuzioneReddito fino a 1,5 volte il minimo
(Fascia A – importo pieno)
Reddito da 1,5 a 2 volte il minimo
(Fascia B – importo ridotto)
Fino a 18 anni336,00 euro168,00 euro
Da 18 a 28 anni420,00 euro210,00 euro
Oltre 28 anni504,00 euro252,00 euro

Attenzione: le soglie di contribuzione per i lavoratori autonomi sono differenziate rispetto ai dipendenti per tener conto delle diverse aliquote contributive storicamente applicate alle gestioni artigiani e commercianti INPS.

Come si calcola: le soglie reddituali nel dettaglio

Per capire a quale fascia appartieni, è necessario calcolare correttamente il reddito complessivo annuo. Ecco i passaggi:

  1. Somma tutti i redditi: pensione lorda annua + eventuali altri redditi (lavoro occasionale, affitti, rendite finanziarie, ecc.)
  2. Escludi: reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze; redditi esenti da imposta (es. indennità di accompagnamento, invalidità civile)
  3. Confronta con le soglie: verifica a quale fascia corrisponde il totale ottenuto rispetto al trattamento minimo INPS vigente

Il trattamento minimo INPS viene rivalutato ogni anno. Sulla base del valore 2025 (617,90 euro/mese) e considerando la rivalutazione per il 2026, le soglie indicative sono:

FasciaReddito annuo (indicativo 2026)Importo quattordicesima
Fascia A (piena)Fino a ~11.100-11.200 euro336 / 420 / 504 euro
Fascia B (ridotta)Da ~11.100 a ~14.800-15.000 euro168 / 210 / 252 euro
Oltre fascia BOltre ~14.800-15.000 euroNessuna quattordicesima

Nota: i valori delle soglie sono indicativi e dipendono dall’importo del trattamento minimo INPS per il 2026, pubblicato con apposita circolare. Per il valore esatto, consulta il sito INPS o contatta un Patronato.

Esempi pratici di calcolo

Per rendere più chiaro il meccanismo, ecco tre esempi concreti:

Esempio 1 — Maria, pensionata dipendente con 30 anni di contributi

Maria ha 68 anni, ha lavorato come impiegata per 30 anni e riceve una pensione mensile lorda di 820 euro (9.840 euro annui). Non ha altri redditi, possiede solo l’abitazione principale (esclusa dal reddito). Reddito complessivo: 9.840 euro annui, ampiamente sotto la soglia fascia A. Anni di contribuzione: oltre 25 anni (lavoratrice dipendente). Quattordicesima spettante: 504 euro.

Esempio 2 — Giuseppe, artigiano pensionato con 20 anni di contributi

Giuseppe ha 71 anni, ha gestito un laboratorio artigianale per 20 anni versando contributi alla Gestione Artigiani INPS. Riceve una pensione di 800 euro mensili (9.600 euro annui). Oltre alla pensione, affitta un box auto per 1.500 euro annui. Reddito totale: 11.100 euro circa. Se tale importo risulta inferiore alla soglia fascia A (1,5 volte il minimo 2026), rientra in fascia A. Anni di contribuzione: da 18 a 28 anni (lavoratore autonomo). Quattordicesima spettante: 420 euro.

Esempio 3 — Anna, pensionata con pensione di reversibilità

Anna ha 66 anni e percepisce una pensione di reversibilità del marito di 700 euro mensili (8.400 euro annui), più una piccola pensione diretta di 250 euro mensili (3.000 euro annui). Totale reddito da pensioni: 11.400 euro annui. Tale importo potrebbe collocarsi in fascia B (tra le due soglie), a seconda dell’esatto valore del trattamento minimo 2026. La pensione di reversibilità è una pensione indiretta che dà diritto alla quattordicesima se il beneficiario ha compiuto 64 anni. Per gli anni di contribuzione si considerano quelli del defunto coniuge (supponiamo 22 anni da dipendente). Quattordicesima spettante: 420 euro (fascia A) o 210 euro (fascia B), da verificare con circolare INPS 2026.

Quando arriva la quattordicesima 2026: date di pagamento

La quattordicesima viene corrisposta insieme alla rata di pensione di luglio 2026. Le date di accredito dipendono dall’istituto attraverso cui si riceve la pensione:

  • Banca/conto corrente: la pensione di luglio viene accreditata il 1° luglio 2026 (il 1° luglio cade di mercoledì, l’accredito è confermato per quella data)
  • Ufficio postale (sportello): il pagamento è scaglionato in base all’iniziale del cognome, secondo il calendario che Poste Italiane pubblica ogni mese. Per luglio 2026 il primo giorno utile è il 1° luglio
  • BancoPosta / Libretto postale: accredito il 1° luglio 2026, stesso giorno delle banche

Per sapere esattamente quando arriva il tuo cedolino, consulta l’articolo dedicato: Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima.

Come verificare di avere diritto alla quattordicesima

L’INPS verifica automaticamente i requisiti attingendo ai dati fiscali dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è bene che ogni pensionato verifichi autonomamente la propria situazione, specialmente se:

  • Ha compiuto 64 anni nel corso del 2026 (è il primo anno in cui potrebbe maturare il diritto)
  • Ha avuto variazioni di reddito nell’anno precedente (nuovi affitti, cessazione di attività, ecc.)
  • Non ha ricevuto la quattordicesima negli anni precedenti pur rientrando nei requisiti

Per verificare, accedi al portale myINPS (myinps.inps.it) con SPID, CIE o CNS e consulta il cedolino di luglio. Troverai l’importo della quattordicesima indicato come voce separata rispetto alla pensione mensile. In alternativa, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento). Leggi anche: Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti.

Cosa fare se non ricevi la quattordicesima pur avendone diritto

Se ritieni di avere tutti i requisiti ma non vedi la quattordicesima nel cedolino di luglio, le cause più comuni sono:

  • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS utilizza i redditi dell’anno precedente comunicati dall’Agenzia delle Entrate. Se hai avuto variazioni rilevanti, potrebbe esserci uno sfasamento
  • Reddito appena sopra la soglia: verifica attentamente che nel calcolo non siano stati inclusi redditi esenti o l’abitazione principale
  • Pensione erogata da ente diverso: alcune categorie (es. pensionati ex dipendenti pubblici in gestione INPS, militari, magistrati) potrebbero avere casistiche particolari
  • Errore amministrativo: raro, ma possibile; è opportuno verificare prima di presentare istanza

In caso di mancato pagamento ingiustificato, è possibile presentare un’istanza di riesame tramite il portale INPS o rivolgersi a un Patronato. Il CAF Centro Fiscale offre assistenza per verificare la situazione previdenziale e presentare eventuali ricorsi o domande di riliquidazione. Puoi richiedere una consulenza personalizzata chiamando il numero 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

Quattordicesima e tassazione: è soggetta a IRPEF?

Sì, la quattordicesima pensione è soggetta a tassazione IRPEF ordinaria, esattamente come la pensione mensile. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sulla somma erogata, applicando le stesse aliquote e detrazioni già utilizzate per il calcolo dell’imposta sulla pensione.

In pratica, gli importi indicati nelle tabelle sono lordi: il netto effettivamente accreditato sarà inferiore in base all’aliquota IRPEF marginale del pensionato e alle eventuali detrazioni spettanti (detrazione da pensione, detrazioni per familiari a carico). Per la maggior parte dei pensionati in fascia A (reddito molto basso, spesso sotto la soglia di capienza IRPEF), l’imposta potrebbe essere molto ridotta o nulla grazie alle detrazioni per reddito da pensione.

Riferimenti normativi e circolari INPS

Per approfondire la normativa di riferimento sulla quattordicesima pensione, ecco i documenti ufficiali più importanti:

  • Legge 127/2007, art. 5: istituzione della quattordicesima per i pensionati a basso reddito; fissa importi, soglie di anni di contribuzione e requisito anagrafico (64 anni)
  • Legge 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), commi 187-189: estensione della platea ai pensionati con reddito fino a 2 volte il trattamento minimo, con importi pari alla metà di quelli della fascia originaria
  • Circolari INPS annuali: ogni anno l’INPS pubblica una circolare con gli importi del trattamento minimo aggiornati (rivalutazione ISTAT), i limiti reddituali esatti e le istruzioni operative per il pagamento della quattordicesima

Per consultare le circolari ufficiali, accedi alla sezione Normativa del sito INPS (inps.it) oppure alla banca dati normativa del Ministero del Lavoro. Vuoi sapere di più sulle pensioni di luglio? Leggi anche: Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS.

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Domande frequenti sulla quattordicesima pensione 2026

La quattordicesima spetta anche ai pensionati che lavorano?

Dipende dal reddito complessivo. Se un pensionato svolge ancora un’attività lavorativa, il reddito da lavoro si somma alla pensione. Se il totale supera la soglia di 2 volte il trattamento minimo INPS 2026, non si ha diritto alla quattordicesima. Se invece il totale rientra nelle fasce previste, la quattordicesima spetta regolarmente.

Chi ha compiuto 64 anni in luglio riceve la quattordicesima?

Sì. Il requisito dell’età è soddisfatto se si compiono 64 anni entro il 31 luglio 2026. Quindi anche chi compie 64 anni nel corso di luglio 2026 ha diritto alla quattordicesima per il 2026, purché rispetti gli altri requisiti reddituali e previdenziali.

La quattordicesima spetta alle pensioni di invalidità?

Le pensioni INPS di invalidità (assegno ordinario di invalidità, pensione di inabilità) danno diritto alla quattordicesima se il titolare ha almeno 64 anni e soddisfa i requisiti reddituali. Le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità civile erogate dal Ministero dell’Interno sono invece escluse dal computo del reddito ai fini della quattordicesima (sono esenti da IRPEF).

Come si conta il reddito se si hanno più pensioni?

Se il pensionato riceve più trattamenti (es. pensione diretta + pensione di reversibilità), i redditi si sommano tutti per verificare il superamento o meno delle soglie. L’INPS aggrega automaticamente tutti i trattamenti erogati dalla propria gestione, mentre deve fare affidamento sulle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate per i redditi di fonte esterna.

È possibile richiedere la quattordicesima in ritardo se non l’ho ricevuta negli anni precedenti?

Sì. Se negli anni precedenti non hai ricevuto la quattordicesima pur avendone diritto, puoi presentare un’istanza di riliquidazione all’INPS. I termini di prescrizione per i crediti previdenziali sono generalmente di 5 anni. È consigliabile rivolgersi a un Patronato o a un CAF per verificare la situazione e presentare la domanda di riliquidazione in modo corretto.

Gli importi della quattordicesima aumentano ogni anno?

No. Gli importi fissi (336, 420, 504 euro per fascia A; 168, 210, 252 euro per fascia B) non vengono rivalutati annualmente e sono rimasti invariati sin dall’introduzione nel 2007. Quello che cambia ogni anno sono le soglie reddituali, che dipendono dal trattamento minimo INPS e vengono aggiornate con la rivalutazione ISTAT.

Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/BOX-PENSIONI.png 788 940 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-27 17:29:322026-06-28 00:08:53Pensioni di luglio più ricche con la quattordicesima, a chi spetta: la tabella degli importi
DIMISSIONI ONLINE, PATRONATO

Dimissioni online INPS: procedura UNILAV 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le dimissioni volontarie in Italia devono essere presentate obbligatoriamente in forma telematica dal 2016. Questo significa che non e piu sufficiente consegnare una lettera di dimissioni al datore di lavoro: devi utilizzare il portale online del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In questa guida spieghiamo come funzionano le dimissioni online nel 2026, la procedura passo per passo con SPID, i casi particolari e quando puoi richiedere la NASPI.

Indice dei contenuti

  1. Perche le dimissioni devono essere telematiche
  2. Procedura dimissioni online 2026: guida passo per passo
  3. Cosa sono le comunicazioni UNILAV
  4. Casi particolari: quando la procedura telematica non si applica
  5. Dimissioni per giusta causa: cosa cambia
  6. Revoca delle dimissioni telematiche
  7. NASPI dopo le dimissioni: quando spetta
  8. Domande frequenti sulle dimissioni online
  9. Conclusione: assistenza patronato per le dimissioni

Perche le dimissioni devono essere telematiche

L’obbligo di dimissioni telematiche e stato introdotto dall’articolo 26 del D.Lgs. 151/2015 (Jobs Act) per contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco: la pratica, illegale, di far firmare al lavoratore al momento dell’assunzione un foglio di dimissioni non datato, che il datore di lavoro poteva usare in qualsiasi momento.

Con la procedura telematica, le dimissioni vengono trasmesse direttamente al Ministero del Lavoro attraverso il portale online, con codice univoco e data certa. Il datore di lavoro riceve notifica automatica e non puo contestare la data.

Procedura dimissioni online 2026: guida passo per passo

  1. SPID o CIE: accedi al portale del Ministero del Lavoro (www.lavoro.gov.it) con le tue credenziali SPID di livello 2 o con la CIE
  2. Selezione datore di lavoro: inserisci il codice fiscale o la partita IVA del datore di lavoro. Il sistema recupera i dati dal registro delle comunicazioni obbligatorie
  3. Tipo di dimissioni: scegli tra dimissioni volontarie, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale del rapporto
  4. Data di decorrenza: indica la data prevista di fine rapporto (tiene conto del preavviso contrattuale)
  5. Invio e conferma: dopo l’invio ricevi via email il codice univoco. Il datore di lavoro riceve notifica automatica via PEC o email certificata

Il portale e disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’accesso e gratuito.

Cosa sono le comunicazioni UNILAV

UNILAV e il sistema telematico di comunicazioni obbligatorie dei rapporti di lavoro al Ministero del Lavoro. Quando un lavoratore si dimette, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione UNILAV di cessazione del rapporto entro 5 giorni. Questo sistema e distinto dalla procedura di dimissioni telematiche che fa il lavoratore: entrambe le comunicazioni sono necessarie e si integrano nel sistema informativo del Ministero.

Casi particolari: quando la procedura telematica non si applica

Esistono alcune eccezioni alla procedura telematica standard:

CasoProceduraEnte competente
Dimissioni durante maternita/paternita (fino a 3 anni del bambino)Convalida obbligatoria presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL)ITL (ex DTL)
Lavoratori domestici (colf, badanti)Lettera raccomandata o PEC al datore di lavoro (non usano il portale telematico)–
Lavoratori in mobilita o CIGProcedura telematica standard + eventuale comunicazione INPSINPS
Apprendisti durante il periodo formativoProcedura telematica standardMinistero Lavoro
DirigentiProcedura telematica standardMinistero Lavoro

Dimissioni per giusta causa: cosa cambia

Le dimissioni per giusta causa si hanno quando il lavoratore si dimette a causa di un comportamento grave del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione del rapporto. Esempi tipici:

  • Mancato pagamento dello stipendio per piu mesi
  • Mobbing documentato
  • Modifiche sostanziali delle mansioni in peius (demansionamento illegittimo)
  • Trasferimento illegittimo
  • Violazioni gravi degli obblighi contrattuali del datore di lavoro

In caso di dimissioni per giusta causa il lavoratore non deve rispettare il preavviso e ha diritto alla NASPI (indennita di disoccupazione INPS), come se fosse stato licenziato. E necessario tuttavia dimostrare la giusta causa: e fortemente consigliato il supporto di un patronato o di un legale per documentare correttamente la situazione.

Revoca delle dimissioni telematiche

Le dimissioni telematiche possono essere revocate entro 7 giorni dalla trasmissione. La revoca si effettua accedendo nuovamente al portale del Ministero del Lavoro con lo stesso codice univoco ricevuto al momento dell’invio. Dopo i 7 giorni, la revoca non e piu possibile in via telematica ma puo essere concordata tra le parti con accordo scritto.

NASPI dopo le dimissioni: quando spetta

In linea generale, chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASPI (indennita di disoccupazione). Fanno eccezione:

  • Dimissioni per giusta causa: si ha diritto alla NASPI (art. 3 c. 2 D.Lgs. 22/2015)
  • Risoluzione consensuale in sede di conciliazione: si ha diritto alla NASPI
  • Dimissioni durante la maternita (entro 1 anno dal parto): si ha diritto alla NASPI se le dimissioni sono convalidate dall’ITL

Il patronato CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica del diritto alla NASPI e nella presentazione della domanda all’INPS.

Domande frequenti sulle dimissioni online

Posso dimettermi senza SPID? Si, con la CIE (Carta di Identita Elettronica) di seconda generazione dotata di chip. Se non hai ne SPID ne CIE, puoi rivolgerti a un patronato che puo effettuare la procedura per tuo conto.

Le dimissioni telematiche valgono anche per i part-time? Si, la procedura telematica si applica a tutti i contratti di lavoro dipendente, a prescindere dall’orario (full-time o part-time).

Il datore di lavoro deve accettare le dimissioni? Le dimissioni volontarie del lavoratore sono un atto unilaterale: il datore di lavoro non deve accettarle. Una volta inviate telematicamente, le dimissioni sono valide e producono effetto decorso il periodo di preavviso.

Cosa succede se il datore di lavoro non paga il TFR dopo le dimissioni? Il TFR deve essere corrisposto entro i termini previsti dal contratto (di solito entro il mese successivo alla cessazione). In caso di mancato pagamento, puoi presentare un ricorso al giudice del lavoro o attivare la procedura di pignoramento. Il patronato CAF puo assisterti nelle pratiche preliminari.

Conclusione: assistenza patronato per le dimissioni

La procedura di dimissioni telematiche e semplice se disponi di SPID e hai un rapporto di lavoro standard. Nei casi particolari (dimissioni in maternita, giusta causa, lavoratori domestici, mancanza di SPID), l’assistenza di un patronato CAF e preziosa per evitare errori che potrebbero compromettere i tuoi diritti. Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per dimissioni telematiche, domande NASPI e pratiche di fine rapporto. Prenota un appuntamento.

Giugno 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-27 10:00:002026-06-28 00:15:25Dimissioni online INPS: procedura UNILAV 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Lavori gravosi e pensione anticipata 2026: nuova tabella INPS, requisiti e Ape sociale

Pensione 2026 INPS

Hai lavorato tutta la vita svolgendo un’attività fisicamente impegnativa o in condizioni difficili? Nel 2026 esistono percorsi previdenziali dedicati che ti permettono di andare in pensione prima dell’età ordinaria. La nuova tabella dei lavori gravosi è stata ampliata negli ultimi anni e include oggi decine di categorie di lavoratori che possono accedere a forme di anticipo pensionistico con requisiti ridotti.

In questa guida analizziamo la tabella aggiornata al 2026 dei lavori gravosi, i requisiti per l’APE Sociale e la Quota 41 precoci, la differenza con i lavori usuranti e le modalità di domanda. Una guida operativa per chi vuole capire se la propria attività rientra tra quelle agevolate e come agire concretamente.

Indice dei contenuti

  1. Lavori gravosi e lavori usuranti: qual è la differenza?
  2. La nuova tabella lavori gravosi INPS 2026: mansioni aggiornate
  3. APE Sociale per lavori gravosi 2026: requisiti aggiornati
  4. Quota 41 per lavoratori precoci con mansioni gravose
  5. Opzione Donna 2026: stato attuale
  6. Come presentare domanda APE Sociale: scadenze 2026
  7. Documentazione richiesta: come certificare il lavoro gravoso
  8. Calcolo e importo della pensione per lavori gravosi
  9. Casi pratici: chi può accedere nel 2026
  10. Domande frequenti sui lavori gravosi e la pensione anticipata
  11. Il Patronato ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda

Lavori gravosi e lavori usuranti: qual è la differenza?

Prima di tutto è fondamentale chiarire la distinzione tra due categorie spesso confuse:

Lavori usuranti (DM 19/05/1999 e D.Lgs. 67/2011): le attività più gravose in assoluto, elencate in modo tassativo. Includono lavori notturni continuativi (almeno 6 ore tra mezzanotte e le 5 per almeno 64 giorni l’anno), lavori in catena di montaggio, autisti di veicoli pesanti, addetti all’edilizia su ponteggi, lavoratori in cave e miniere. Per i lavori usuranti si applica una riduzione dell’età pensionabile più significativa, ma i requisiti di accesso sono più severi: bisogna dimostrare di aver svolto l’attività usurante per la maggior parte della vita lavorativa (almeno 7 anni negli ultimi 10 o la metà dell’intera vita lavorativa).

Lavori gravosi (DM 5/2/2018 e successive modifiche con L. Bilancio 2022, 2023, 2024): un insieme più ampio di attività che comportano notevole sforzo fisico, rischio per la salute o condizioni di lavoro particolarmente difficili. L’elenco è stato progressivamente ampliato. Per i lavori gravosi si accede principalmente all’APE Sociale con requisiti specifici. Il regime è meno restrittivo rispetto agli usuranti.

La nuova tabella lavori gravosi INPS 2026: mansioni aggiornate

La tabella dei lavori gravosi per l’accesso all’APE Sociale (e in parte alla Quota 41 precoci) è stata ampliata significativamente dalle Leggi di Bilancio degli ultimi anni. Le mansioni riconosciute come gravose nel 2026:

  • Operai edili: muratori, carpentieri, piastrellisti, imbianchini e lavoratori del settore costruzioni (codice ATECO sezione F)
  • Conducenti di veicoli pesanti adibiti al trasporto pubblico locale (TPL): autisti di autobus, tram, metropolitana
  • Infermieri e ostetriche: con turni notturni (almeno 6 ore tra le 24 e le 6, per almeno 64 notti l’anno)
  • Addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti: badanti, assistenti familiari, operatori sociosanitari (OSS) in attività di cura diretta
  • Maestre e insegnanti della scuola dell’infanzia (incluse le educatrici degli asili nido)
  • Facchini, addetti allo spostamento merci e portabagagli
  • Operatori ecologici (netturbini) e addetti alla raccolta rifiuti
  • Gruisti e operatori di gru o macchinari fissi per la perforazione nelle costruzioni
  • Conciatori di pelli e pellicce
  • Pescatori della pesca costiera, lagunare e delle acque interne
  • Lavoratori agricoli svantaggiati: operai agricoli con mansioni pesanti nei campi
  • Siderurgici di prima e seconda fusione e addetti alla lavorazione del vetro cavo
  • Addetti alla macellazione e spazzini

Non basta svolgere una delle mansioni elencate: è necessario dimostrare di averla svolta per il periodo minimo richiesto (7 anni negli ultimi 10, o 6 anni negli ultimi 7 per alcune categorie).

APE Sociale per lavori gravosi 2026: requisiti aggiornati

L’APE Sociale per lavoratori gravosi nel 2026 richiede:

  • Età minima: 63 anni e 5 mesi
  • Anni di contribuzione: almeno 36 anni (contro i 30 richiesti per gli invalidi civili)
  • Svolgimento dell’attività gravosa: per almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per alcune categorie)
  • Cessazione del lavoro dipendente: non stai lavorando come dipendente al momento della domanda

Importo APE Sociale lavori gravosi 2026: pari alla pensione maturata al momento della domanda, tetto massimo 1.500 euro lordi mensili. Nessuna tredicesima, nessuna rivalutazione. Si percepisce fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni) e poi si trasforma automaticamente in pensione.

Per tutti i dettagli sulle domande e proroghe, leggi: APE Sociale 2026 Proroga: Requisiti, Importi e Come Fare Domanda.

Quota 41 per lavoratori precoci con mansioni gravose

La Quota 41 per lavoratori precoci consente l’anticipo pensionistico a chi rientra in determinate categorie svantaggiate, inclusi i lavoratori gravosi. Nel 2026 i requisiti sono:

  • Almeno 12 mesi di contribuzione effettiva (non figurativa) prima del compimento dei 19 anni di età. Questa è la condizione per essere considerato “lavoratore precoce”.
  • Almeno 41 anni totali di contributi versati
  • Rientrare in una delle categorie protette: disoccupati da almeno 3 mesi (con esaurimento NASPI/DIS-COLL), caregivers (assistenza a familiare disabile L.104/92), invalidi civili con almeno 74%, oppure lavoratori gravosi da almeno 6 anni negli ultimi 7

Vantaggio Quota 41 rispetto all’APE Sociale: non c’è limite d’età minimo e l’importo non ha il tetto di 1.500 euro. Si percepisce direttamente la pensione intera calcolata sulla contribuzione complessiva.

Svantaggio: il requisito dei 41 anni di contributi è molto alto, specie per chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto carriere discontinue.

Opzione Donna 2026: stato attuale

L’Opzione Donna nel 2026 rimane disponibile ma con requisiti più selettivi rispetto agli anni passati. Accessibile a donne lavoratrici che:

  • Abbiano almeno 35 anni di contributi
  • Si trovino in una delle condizioni protette: caregiver, invalida civile (almeno 74%), lavoratrice di impresa in crisi o cessata
  • Abbiano almeno 60 anni di età

L’Opzione Donna prevede il ricalcolo della pensione interamente con il metodo contributivo, il che comporta spesso una riduzione significativa dell’assegno. Conviene valutarla attentamente prima di aderire.

Come presentare domanda APE Sociale: scadenze 2026

L’APE Sociale non parte automaticamente: bisogna fare domanda nei termini stabiliti. Nel 2026 le tre finestre di domanda sono:

  • Entro il 31 marzo 2026: prestazione decorrente da aprile
  • Entro il 15 luglio 2026: seconda finestra, per domande da accogliere nel secondo semestre
  • Entro il 30 novembre 2026: terza e ultima finestra dell’anno

Procedura:

  • Raccogliere la documentazione: estratto contributivo INPS, busta paga, certificazioni del datore di lavoro (lettera mansioni, LUL), curriculum lavorativo
  • Presentare la domanda tramite Patronato (raccomandato) o direttamente su MyINPS con SPID
  • Attendere l’esito dell’istruttoria INPS (normalmente 30-60 giorni)
  • In caso di accoglimento: la prestazione parte il mese successivo

Documentazione richiesta: come certificare il lavoro gravoso

  • Lettera di mansioni del datore di lavoro: attestazione scritta specifica e dettagliata delle mansioni svolte e del periodo
  • LUL (Libro Unico del Lavoro): estratto con le qualifiche ricoperte negli anni
  • Buste paga: utili per dimostrare la qualifica in un certo periodo
  • Contratto di lavoro: specialmente per mansioni specifiche (es. infermieri notturni)
  • Per infermieri notturni: documentazione delle turnazioni (tabella turni, attestazione reparto)
  • Estratto contributivo INPS: per verificare i periodi lavorativi riconosciuti

Calcolo e importo della pensione per lavori gravosi

L’APE Sociale per lavori gravosi eroga un importo che corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, con tetto di 1.500 euro lordi mensili:

  • Se la tua pensione maturata è 1.200 euro a 63 anni e 5 mesi, ricevi 1.200 euro mensili fino ai 67 anni
  • Se la tua pensione maturata è 1.800 euro, ricevi comunque solo 1.500 euro (tetto) durante l’APE Sociale, poi 1.800 euro dalla pensione di vecchiaia
  • La rinuncia agli anni di lavoro tra 63 e 67 anni riduce l’anzianità contributiva finale

Prima di fare domanda, è fondamentale una simulazione personalizzata. Il Patronato può calcolare sia l’importo APE Sociale sia la pensione di vecchiaia definitiva.

Casi pratici: chi può accedere nel 2026

Caso 1 – Operaio edile 63 anni e 8 mesi, 36 anni di contributi
Ha lavorato come muratore per tutta la vita. Con 36 anni di contributi e più di 63 anni e 5 mesi di età, accede all’APE Sociale. Domanda entro il 15 luglio o il 30 novembre 2026.

Caso 2 – Infermiera 63 anni, 36 anni di contributi, turni notturni
Ha svolto turni notturni per più di 64 notti l’anno negli ultimi 10 anni. Rientra nella categoria lavori gravosi infermieri notturni. Accede all’APE Sociale.

Caso 3 – Badante 64 anni, 36 anni di contributi
Ha lavorato come assistente familiare per persone non autosufficienti. Rientra tra le categorie gravose. Documenta con contratto CCNL domestico e attestazione del datore privato.

Caso 4 – Autista TPL 62 anni, 38 anni di contributi
Rientra tra i conducenti TPL (categoria gravosa). Tuttavia ha solo 62 anni: manca l’età minima di 63 anni e 5 mesi. Deve attendere prima di fare domanda.

Caso 5 – Maestra scuola infanzia 63 anni, 38 anni contributi
Solo gli ultimi anni di insegnamento nella scuola dell’infanzia contano come lavoro gravoso. Se ha 7 anni di attività gravosa negli ultimi 10, soddisfa il requisito e accede all’APE Sociale.

Domande frequenti sui lavori gravosi e la pensione anticipata

Come faccio a sapere se la mia mansione è gravosa?
Devi verificare che il tuo codice professionale (ISTAT CP2011) o la descrizione della tua mansione rientri nell’elenco ufficiale dei lavori gravosi. Il Patronato può aiutarti a fare questa verifica sui documenti lavorativi.

Vale anche per i lavoratori autonomi?
L’APE Sociale nella categoria lavori gravosi si applica principalmente ai lavoratori dipendenti. I lavoratori autonomi non rientrano generalmente in questa categoria, salvo eccezioni specifiche.

Se cambio lavoro nell’ultimo anno perdo il requisito gravoso?
Non necessariamente. Il requisito è 7 anni negli ultimi 10: se hai svolto l’attività gravosa per almeno 7 anni su 10, anche se nell’ultimo anno hai cambiato mansioni, il requisito è soddisfatto.

L’APE Sociale riduce la pensione finale?
Sì, indirettamente. Smettendo di lavorare prima non versi contributi per quegli anni, quindi la pensione definitiva sarà calcolata su una contribuzione inferiore. Va valutato caso per caso.

Il Patronato ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda

Verificare se la tua mansione rientra tra i lavori gravosi, raccogliere la documentazione corretta e presentare la domanda nei termini giusti richiede competenza e attenzione. Un errore può portare a un rigetto e all’attesa della finestra successiva.

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno lavoratori di tutta la regione FVG nella presentazione di domande APE Sociale, Quota 41 e pensione anticipata. Contattaci per un appuntamento di consulenza previdenziale.

Puoi approfondire anche la guida sulla Pensione Anticipata 2026, quella sull’APE Sociale 2026 Proroga, l’articolo sull’Estratto Contributivo per verifica pensione e la guida su Invalidità 75% e pensione anticipata 2026.

Giugno 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-26 11:00:002026-06-28 00:08:57Lavori gravosi e pensione anticipata 2026: nuova tabella INPS, requisiti e Ape sociale
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione di Reversibilita 2026: Calcolo, Limiti Reddito e Domanda Online

Pensione 2026 INPS

La pensione di reversibilità 2026 è la prestazione che INPS riconosce ai familiari superstiti di un pensionato deceduto. Le percentuali dipendono dal numero di beneficiari: 60% al coniuge solo, 80% con un figlio, 100% con due o più figli. Per coniugi con altri redditi sono previste riduzioni (25%, 40%, 50%) se si superano determinate soglie. La domanda si presenta online entro 10 anni dal decesso. Vediamo calcolo, beneficiari, documenti e tempi.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Reversibilità in pillole

  • A chi spetta: coniuge superstite, figli (minori, studenti, inabili), in mancanza genitori e fratelli/sorelle inabili.
  • Percentuali base: 60% coniuge, +20% per ogni figlio fino al 100%.
  • Riduzioni reddituali: 25% (>3x minimo), 40% (>4x), 50% (>5x).
  • Decorrenza: dal mese successivo al decesso (se domanda entro 120 gg).

Beneficiari: coniuge, figli, genitori, fratelli

  • Coniuge superstite: anche separato (se aveva diritto all’assegno di mantenimento) o divorziato (con assegno divorzile percepito).
  • Unito civile: equiparato al coniuge.
  • Figli: minorenni, studenti fino a 21 anni (medie superiori) o 26 anni (università), inabili al lavoro senza limite età.
  • Genitori: solo se mancano coniuge e figli, e se erano a carico del defunto.
  • Fratelli/sorelle: solo se inabili al lavoro e mancano tutti gli altri.

Percentuali 2026 (60-80-100%)

BeneficiariPercentuale
Coniuge solo60%
Coniuge + 1 figlio80%
Coniuge + 2 o più figli100%
1 figlio (no coniuge)70%
2 figli (no coniuge)80%
3+ figli (no coniuge)100%

Limiti reddito e riduzione (25%, 40%, 50%)

Per il coniuge superstite con altri redditi è prevista una riduzione della reversibilità:

  • Reddito fino 3 volte il minimo (~23.840 € nel 2026): nessuna riduzione.
  • Da 3 a 4 volte il minimo: riduzione 25%.
  • Da 4 a 5 volte il minimo: riduzione 40%.
  • Oltre 5 volte il minimo: riduzione 50%.

La riduzione non si applica se ci sono figli minori, studenti o inabili.

Domanda online o al patronato

  • Online su MyINPS: con SPID, CIE, CNS. Servizio “Pensione ai superstiti”.
  • Patronato: assistenza gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna anche nella raccolta documenti.
  • Termine: 10 anni dal decesso, ma se entro 120 giorni la reversibilità decorre dal mese successivo al decesso.

Documenti necessari

  • Certificato di morte del pensionato.
  • Stato di famiglia storico alla data del decesso.
  • Documento d’identità e codice fiscale del richiedente.
  • Atto di matrimonio o sentenza di divorzio (con assegno).
  • Per figli: certificati di studio/inabilità.
  • IBAN per l’accredito.

Tempi di pagamento INPS

Tipicamente, INPS liquida la reversibilità entro 60-120 giorni dalla presentazione della domanda completa. La prima rata include gli arretrati dal mese successivo al decesso. Per accelerare i tempi conviene presentare domanda entro 30 giorni dal decesso con tutta la documentazione.

Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera pratica gratuitamente. Per la quattordicesima sulla reversibilità valgono regole specifiche.

FAQ

A chi spetta la reversibilità?

Coniuge superstite, unito civile, figli minori/studenti/inabili, e in mancanza genitori o fratelli inabili a carico.

Si perde con altro reddito?

Non si perde, ma si riduce: 25% se reddito 3-4x minimo, 40% se 4-5x, 50% se oltre 5x. La riduzione non si applica se ci sono figli minori/studenti/inabili.

Quanto tempo richiede la domanda?

Tipicamente 60-120 giorni dalla presentazione completa. Conviene presentare domanda entro 30 giorni dal decesso.

Reversibilità con figli maggiorenni?

I figli maggiorenni hanno diritto solo se studenti universitari fino a 26 anni, oppure inabili al lavoro senza limite di età. Altrimenti escono dal computo dei beneficiari.

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Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

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Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-25 07:00:002026-06-25 07:00:00Pensione di Reversibilita 2026: Calcolo, Limiti Reddito e Domanda Online
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, INVALIDITA' 104, MALATTIA, INDENNITA' DI ACCOMPAGNAMENTO, PATRONATO

Invalidità 75% pensione anticipata 2026: requisiti, calcolo e domanda INPS

Pensione 2026 INPS

Se hai un’invalidità del 75% (o più) e vuoi andare in pensione prima dell’età ordinaria, nel 2026 esistono percorsi diversi a seconda della tua situazione contributiva e del tipo di riconoscimento che hai ottenuto. Non esiste un’unica “pensione per invalidi al 75%”: ci sono almeno tre misure distinte con requisiti, importi e modalità di domanda completamente diversi.

In questa guida analizziamo l’APE Sociale (anticipo pensionistico per invalidi civili), l’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) e le possibilità di pensione anticipata ordinaria con contribuzione maggiorata. Ti diciamo anche cosa fare praticamente per presentare domanda al Patronato o all’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Le tre misure per chi ha invalidità e vuole anticipare la pensione
  2. APE Sociale per invalidi civili 2026: requisiti aggiornati
  3. Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): cos’è e come funziona nel 2026
  4. Differenze pratiche: invalidità 75%, 74% e 66%
  5. Pensione anticipata ordinaria e contribuzione figurativa per invalidità
  6. Calcolo dell’importo: quanto si percepisce
  7. Come fare domanda: documenti necessari e iter INPS
  8. Casi pratici: chi può fare cosa nel 2026
  9. Compatibilità con NASPI e lavoro
  10. Domande frequenti sull’invalidità 75% e pensione anticipata
  11. Il Patronato ti aiuta con la domanda di pensione anticipata

Le tre misure per chi ha invalidità e vuole anticipare la pensione

L’espressione “invalidità 75% pensione anticipata” può riferirsi a tre percorsi diversi:

  • APE Sociale: anticipo pensionistico statale per invalidi civili con percentuale uguale o superiore al 74%. Permette di anticipare la pensione a 63 anni e 5 mesi con almeno 30 anni di contributi. Non è tecnicamente una pensione ma un’indennità ponte.
  • Pensione anticipata ordinaria: accessibile a chi ha maturato 41 anni e 10 mesi (donne) o 42 anni e 10 mesi (uomini) di contributi, a qualsiasi età. I periodi di malattia possono aver generato contribuzione figurativa utile.
  • Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): non è una pensione anticipata in senso stretto ma una prestazione INPS per chi ha riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 (66,67%) con soli 3 anni di contributi negli ultimi 5. È provvisoria e revisionabile ogni 3 anni.

APE Sociale per invalidi civili 2026: requisiti aggiornati

L’APE Sociale 2026 è prorogata e consente di ricevere un’indennità mensile sino alla maturazione della pensione di vecchiaia. Per gli invalidi civili i requisiti aggiornati al 2026 sono:

  • Età minima: 63 anni e 5 mesi
  • Contributi versati: almeno 30 anni (sia uomini che donne nella categoria invalidi)
  • Grado di invalidità civile: pari o superiore al 74%, accertato dalla commissione ASL/INPS
  • Stato di non occupazione dipendente: non stai svolgendo attività di lavoro dipendente

Nota importante: la soglia per l’APE Sociale invalidi civili è 74% e non 75%. Chi ha un’invalidità accertata al 75% rientra quindi ampiamente in questa categoria. La soglia del 74% è stata introdotta dalla Legge 232/2016 che ha istituito l’APE Sociale e confermata in tutte le proroghe successive.

Importo APE Sociale 2026: l’indennità corrisponde alla pensione maturata al momento della domanda, con tetto massimo di 1.500 euro lordi mensili. Non prevede tredicesima né indicizzazione ISTAT. Si percepisce dal mese di accoglimento della domanda fino alla pensione di vecchiaia.

Per i dettagli sulle scadenze per fare domanda, consulta il nostro articolo: APE Sociale 2026 Proroga: Requisiti, Importi e Come Fare Domanda.

Assegno Ordinario di Invalidità (AOI): cos’è e come funziona nel 2026

L’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) non è una pensione anticipata ma la prestazione INPS per chi non riesce a svolgere attività lavorativa proficua a causa di infermità fisica o mentale.

I requisiti per l’AOI nel 2026:

  • Riduzione della capacità lavorativa: superiore a 2/3 (cioè più del 66,67%), accertata dalla commissione medica INPS
  • Requisito contributivo minimo: almeno 5 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni precedenti la domanda
  • Non aver raggiunto l’età pensionabile: l’AOI decade alla maturazione della pensione di vecchiaia e si trasforma automaticamente in pensione

Differenza chiave con l’APE Sociale: l’APE Sociale richiede 30 anni di contributi ma un assegno dignitoso in attesa della pensione. L’AOI richiede solo 3 anni di contributi negli ultimi 5 e aiuta chi ha una carriera contributiva breve o discontinua. L’importo AOI è però generalmente basso e la prestazione è revisionata ogni 3 anni.

Compatibilità AOI con il lavoro: l’AOI è parzialmente compatibile con attività lavorativa entro i limiti di reddito previsti. Superata la soglia, si perde il diritto alla prestazione.

Differenze pratiche: invalidità 75%, 74% e 66%

  • 66,67% (2/3): soglia minima per l’AOI INPS. Con questa percentuale e almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 puoi richiedere l’AOI.
  • 74%: soglia per l’APE Sociale categoria invalidi civili. Serve questa percentuale riconosciuta dalla commissione ASL/INPS per accedere all’anticipo pensionistico a 63 anni e 5 mesi con 30 anni di contributi.
  • 75%: rientra nella categoria APE Sociale invalidi (soglia superiore al 74% richiesto). Non esiste una misura specifica solo per il 75%; chi ha questa percentuale accede alle stesse misure di chi ha il 74%.
  • 100% con accompagnamento: per i grandi invalidi e i portatori di handicap grave (L. 104/92 art. 3 c. 3) esistono ulteriori agevolazioni, compresa la pensione di inabilità assoluta.

Pensione anticipata ordinaria e contribuzione figurativa per invalidità

Chi ha un’invalidità riconosciuta e una lunga carriera contributiva può maturare la pensione anticipata ordinaria indipendentemente dall’invalidità. Nel 2026 i requisiti sono:

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi età
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi, a qualsiasi età

I periodi di malattia (anche lunghi) possono aver generato contribuzione figurativa accreditata dall’INPS. Se hai avuto lunghi periodi di ricovero o degenza, questi anni potrebbero coprire contributi figurativi utili ai fini della pensione anticipata.

Per verificare i contributi maturati inclusi i figurativi, accedi al tuo estratto contributivo su MyINPS o fatti assistere dal Patronato. Consulta la nostra guida: Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda.

Calcolo dell’importo: quanto si percepisce

Per l’APE Sociale: l’importo è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il metodo contributivo o misto. Tetto massimo 1.500 euro lordi mensili.

Per l’AOI: l’importo è calcolato sulla contribuzione effettiva versata. Data la limitata contribuzione richiesta, gli importi AOI sono spesso bassi, talvolta prossimi alla pensione minima INPS.

Per la pensione anticipata ordinaria: il calcolo si basa sull’intera contribuzione versata, con metodo contributivo per i periodi post-1996 e retributivo per quelli pre-1996 (per chi ha almeno 18 anni di contributi ante 1996).

Come fare domanda: documenti necessari e iter INPS

Documenti necessari:

  • Verbale di invalidità civile con percentuale certificata (minimo 74% per APE Sociale)
  • Per l’AOI: verbale della commissione medica INPS che certifica riduzione capacità lavorativa superiore a 2/3
  • Estratto contributivo INPS aggiornato
  • Documento d’identità e codice fiscale
  • Eventuale documentazione medica a supporto (cartelle cliniche, referti)
  • Per l’APE Sociale: dichiarazione di cessazione del rapporto di lavoro

Modalità di domanda:

  • Tramite Patronato (raccomandato): verifica la documentazione e presenta la domanda telematicamente. Metodo più sicuro per prestazioni complesse come AOI e APE Sociale.
  • Tramite MyINPS: puoi presentare autonomamente con SPID o CIE.
  • Tramite Contact Center INPS: numero verde 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile).

Scadenze APE Sociale 2026: tre finestre annuali: entro il 31 marzo, entro il 15 luglio e entro il 30 novembre.

Casi pratici: chi può fare cosa nel 2026

Caso A – Lavoratore 63 anni, 30 anni contributi, invalidità 75%
Rientra nell’APE Sociale 2026 categoria invalidi civili (soglia 74% superata). Può presentare domanda nella finestra più vicina e percepire l’indennità fino alla pensione di vecchiaia. Importo massimo 1.500 euro mensili.

Caso B – Lavoratore 55 anni, 12 anni contributi, invalidità 80%
Non ha i 30 anni per l’APE Sociale né i 41-42 anni per la pensione anticipata ordinaria. Può richiedere l’AOI se ha almeno 3 anni di contributi negli ultimi 5 e riduzione capacità lavorativa superiore ai 2/3.

Caso C – Lavoratrice 61 anni, 42 anni contributi (inclusi figurativi), invalidità 75%
Avendo 41 anni e 10 mesi di contributi come donna, ha già maturato il diritto alla pensione anticipata ordinaria indipendentemente dall’invalidità. Può presentare domanda di pensione anticipata direttamente.

Compatibilità con NASPI e lavoro

  • APE Sociale + lavoro: incompatibile con qualsiasi lavoro dipendente. Ammette solo lavoro autonomo entro soglie molto limitate.
  • AOI + lavoro: parzialmente compatibile entro i limiti di reddito previsti.
  • NASPI + invalidità: NASPI e prestazioni di invalidità non sono cumulabili. Chi percepisce la NASPI e vuole richiedere AOI o APE Sociale deve rinunciare alla NASPI.

Domande frequenti sull’invalidità 75% e pensione anticipata

Con invalidità 75% posso andare in pensione prima dei 60 anni?
Dipende dalla contribuzione. L’APE Sociale è disponibile da 63 anni e 5 mesi. La pensione anticipata ordinaria non ha limiti d’età ma richiede 41-42 anni di contributi. L’AOI non ha limite d’età ma non è una pensione anticipata.

L’invalidità civile e l’invalidità INPS sono la stessa cosa?
No. L’invalidità civile è accertata dalla commissione ASL (usata per APE Sociale). L’invalidità ai fini pensionistici INPS (per l’AOI) è accertata dalla commissione medica INPS. Sono due procedimenti distinti.

Quanti anni di contributi servono per l’AOI?
Almeno 5 anni totali, di cui 3 negli ultimi 5 anni. È il requisito minimo più basso tra tutte le misure previdenziali.

L’APE Sociale si trasforma automaticamente in pensione?
Sì. Alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni), l’APE Sociale cessa automaticamente e diventa pensione INPS. L’INPS agisce d’ufficio.

Il Patronato ti aiuta con la domanda di pensione anticipata

Navigare tra APE Sociale, AOI e pensione anticipata ordinaria non è semplice. I requisiti cambiano con le leggi di bilancio, le scadenze per la domanda sono precise e gli errori nella documentazione possono ritardare l’accoglimento di mesi.

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutto il percorso: verifica la situazione contributiva, individua la misura più adatta al tuo caso, raccoglie la documentazione e presenta la domanda telematica nei termini corretti. Contattaci per un appuntamento. Consulta anche la nostra guida sulla Pensione Anticipata 2026 e sull’estratto contributivo per verifica pensione.

Giugno 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-24 11:00:002026-06-28 00:09:05Invalidità 75% pensione anticipata 2026: requisiti, calcolo e domanda INPS
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Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026

Pensione 2026 INPS

La quattordicesima pensione 2026 sta per arrivare sul cedolino di luglio di milioni di pensionati italiani. Con la Circolare INPS n. 53 del 2026, l’Istituto ha ufficializzato gli importi aggiornati in base ai nuovi limiti reddituali rivalutati per l’anno in corso. Se sei un pensionato e vuoi sapere se hai diritto alla quattordicesima, quanto riceverai esattamente e quando verrà accreditata, sei nel posto giusto.

In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026 per fasce di reddito, i requisiti aggiornati, gli esempi pratici di calcolo e tutte le risposte alle domande più frequenti.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste
  2. Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale
  4. Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no
  5. Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026
  6. Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?
  7. Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno
  8. La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa
  9. Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare
  10. Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo
  11. Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali
  12. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste

La quattordicesima pensione è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga ogni anno, nel mese di luglio, ai pensionati con redditi bassi. Non si tratta di una mensilità in più in senso stretto, ma di un bonus una tantum che si aggiunge alla pensione di luglio e viene erogato d’ufficio, senza che il pensionato debba farne richiesta.

La misura è stata introdotta dall’articolo 5 della Legge 127/2007, che ha stabilito per la prima volta il diritto dei pensionati a basso reddito a ricevere questa somma aggiuntiva. Nel corso degli anni, gli importi e i limiti reddituali sono stati periodicamente rivalutati per tenere conto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

È importante non confondere la quattordicesima pensione con la quattordicesima mensilità in busta paga: quella riguarda i lavoratori dipendenti e viene pagata dal datore di lavoro in base al contratto collettivo. Leggi la nostra guida sulla quattordicesima in busta paga se vuoi approfondire questo aspetto.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensione 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente due condizioni principali:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (o averli già compiuti negli anni precedenti)
  • Reddito: avere un reddito complessivo annuo non superiore ai limiti stabiliti dalla legge, rivalutati ogni anno

Il reddito che conta per la quattordicesima è il reddito complessivo individuale del pensionato, calcolato ai fini IRPEF. Non si guarda al reddito del coniuge o del nucleo familiare, ma solo a quello del singolo pensionato. Il reddito della casa di abitazione non concorre al limite.

I limiti di reddito 2026 sono espressi come multipli del trattamento minimo INPS (la pensione minima garantita dall’INPS). Per il 2026, il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili, che corrisponde a 7.954,05 euro annui (611,85 x 13 mensilità). Su base annua i limiti sono:

  • Fascia 1: reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo = fino a 11.900 euro annui
  • Fascia 2: reddito da 11.900,01 euro fino a 2 volte il trattamento minimo = fino a 15.870 euro annui

Chi supera la soglia di 2 volte il trattamento minimo (15.870 euro) non ha diritto alla quattordicesima.

Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale

L’importo della quattordicesima dipende da due fattori: la fascia di reddito del pensionato e gli anni di contributi versati nel corso della vita lavorativa. Chi ha lavorato di più riceve una somma leggermente superiore.

Ecco la tabella completa degli importi 2026, aggiornata con i valori rivalutati dall’INPS:

Categoria lavoratoriAnni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (fino a 11.900 €)Reddito da 1,5x a 2x minimo (11.900,01 – 15.870 €)
Lavoratori dipendentiFino a 15 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori dipendentiDa 15 a 25 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori dipendentiOltre 25 anni655,00 €504,00 €
Lavoratori autonomiFino a 18 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori autonomiDa 18 a 28 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori autonomiOltre 28 anni655,00 €504,00 €

Fonte: elaborazione su dati INPS 2026. Gli importi sono stati rivalutati rispetto al 2025 in base all’indice di perequazione automatica.

Cosa si intende per lavoratori dipendenti e autonomi? Ai fini della quattordicesima, la classificazione dipende dal tipo di lavoro prevalente svolto durante la vita lavorativa: se il pensionato ha lavorato principalmente come dipendente (impiegato, operaio, insegnante, ecc.) appartiene alla categoria dipendenti; se ha lavorato principalmente in proprio (artigiano, commerciante, agricoltore, libero professionista) appartiene alla categoria autonomi.

Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no

Capire cosa rientra nel reddito complessivo ai fini della quattordicesima è fondamentale per verificare correttamente il diritto al beneficio. Molti pensionati pensano di non avere diritto perché sommano erroneamente voci che non dovrebbero essere conteggiate.

Redditi che SI computano nel limite:

  • Tutte le pensioni percepite (pensione di vecchiaia, invalidità, reversibilità, ecc.)
  • Redditi da lavoro (se il pensionato svolge ancora attività lavorativa)
  • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
  • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
  • Redditi diversi (plusvalenze, proventi vari)
  • Redditi di impresa e di lavoro autonomo

Redditi che NON si computano nel limite:

  • Il reddito dell’abitazione principale e delle pertinenze (garage, cantina)
  • I trattamenti di famiglia (assegni familiari)
  • Il reddito dei familiari a carico
  • I redditi esenti da IRPEF (es. alcune indennità di invalidità civile)
  • Il TFR e le somme percepite una tantum per fine rapporto di lavoro

Un errore comune è includere il valore della casa in cui si abita. Se sei proprietario dell’appartamento in cui vivi, quella rendita catastale non va sommata al reddito per la quattordicesima.

Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026

La quattordicesima viene pagata insieme alla pensione del mese di luglio 2026. La data esatta di accredito dipende dalla modalità di pagamento scelta dal pensionato:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale: il pagamento viene effettuato il 1° luglio 2026 (o il primo giorno lavorativo successivo se il 1° cade di domenica o festivo). Per luglio 2026, il 1° luglio è un mercoledì, quindi l’accredito avverrà regolarmente il 1° luglio.
  • Ritiro in contanti agli sportelli postali: l’INPS scagliona i pagamenti in base alla lettera iniziale del cognome, dal 1° al 31 luglio 2026, per evitare assembramenti agli uffici postali.

Puoi verificare la data esatta del tuo accredito e l’importo della quattordicesima accedendo al cedolino della pensione tramite il portale INPS (MyINPS) oppure tramite il CAF. Consulta il calendario completo dei pagamenti delle pensioni di luglio 2026 per tutti i dettagli sulle date.

Se hai compiuto 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, riceverai la quattordicesima in dicembre 2026, con la pensione di quel mese, sempre che il tuo reddito sia nei limiti previsti.

Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?

Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona il calcolo e l’importo spettante:

Esempio 1 – Maria, ex dipendente, 30 anni di contributi, reddito 9.000 euro/anno

Maria ha 68 anni, ha lavorato come commessa per 30 anni e percepisce una pensione di vecchiaia. Il suo reddito complessivo annuo (solo pensione, non ha altri redditi) è di 9.000 euro, ben al di sotto del limite di 11.900 euro. Avendo oltre 25 anni di contributi da dipendente, riceverà la quattordicesima nella fascia più alta: 655,00 euro.

Esempio 2 – Carlo, ex artigiano, 20 anni di contributi, reddito 13.500 euro/anno

Carlo ha 70 anni, ha gestito una piccola officina per 20 anni (lavoratore autonomo). Il suo reddito complessivo è 13.500 euro annui (pensione + piccolo affitto da un box). Rientra nella fascia tra 1,5x e 2x il trattamento minimo. Con 20 anni di contributi da autonomo (tra 18 e 28 anni), riceverà: 420,00 euro.

Esempio 3 – Giovanna, ex insegnante, 35 anni di contributi, reddito 16.000 euro/anno

Giovanna ha 66 anni e ha insegnato alle scuole elementari per 35 anni. Il suo reddito complessivo è 16.000 euro annui. Superando il limite di 15.870 euro (2 volte il trattamento minimo), non ha diritto alla quattordicesima.

Esempio 4 – Luigi, ex operaio, 12 anni di contributi, reddito 10.000 euro/anno

Luigi ha 72 anni, ha lavorato in fabbrica per 12 anni e poi ha perso il lavoro. Ha una pensione modesta. Il suo reddito è 10.000 euro, nella prima fascia. Con meno di 15 anni di contributi da dipendente, riceverà: 437,00 euro.

Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno

Cosa succede se un pensionato compie 64 anni durante il 2026, o se ha iniziato a percepire la pensione nel corso dell’anno? In questi casi, la quattordicesima viene erogata in misura proporzionale ai mesi per cui si hanno i requisiti.

Ad esempio, se hai compiuto 64 anni a maggio 2026 e il tuo reddito è nei limiti, riceverai la quattordicesima per i mesi da maggio a luglio 2026, quindi 3/12 dell’importo annuo.

Analogamente, chi ha iniziato a percepire la pensione a marzo 2026 riceverà la quattordicesima solo per i mesi da marzo a luglio.

La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa

Una domanda frequente riguarda la tassazione della quattordicesima pensione. La risposta è: no, la quattordicesima non è soggetta a IRPEF.

La Legge 127/2007, che ha istituito la quattordicesima, stabilisce espressamente che questa somma è esente da imposte. Non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi. Ricevi l’importo pieno, senza ritenute fiscali.

Attenzione però: la quattordicesima concorre al reddito complessivo ai fini della verifica del diritto ad altri benefici e agevolazioni fiscali. In altre parole, la somma ricevuta va sommata al tuo reddito per valutare se hai diritto ad altri bonus o detrazioni. Questo è un aspetto tecnico che può sorprendere molti pensionati.

Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare

Se ritieni di avere diritto alla quattordicesima ma non la vedi sul cedolino di luglio, ecco cosa fare:

  • Controlla il cedolino: accedi a MyINPS e verifica il cedolino di luglio. La quattordicesima appare come voce separata con la dicitura “Quota aggiuntiva (art. 5, L. 127/2007)”.
  • Verifica i requisiti reddituali: assicurati che il tuo reddito complessivo 2025 (utilizzato per calcolare la quattordicesima 2026) fosse nei limiti previsti.
  • Contatta il CAF: un consulente CAF può accedere alla tua posizione INPS e verificare perché non hai ricevuto la quattordicesima.
  • Presenta istanza di riesame a INPS: se ritieni di avere diritto al beneficio, puoi presentare formale richiesta di riesame tramite il portale INPS o tramite un patronato.

Il termine per la rivalutazione è importante: se non ricevi la quattordicesima a luglio ma maturate i requisiti entro il 31 dicembre 2026, l’INPS effettuerà un conguaglio a dicembre.

Per verificare la tua posizione previdenziale completa e capire se hai diritto alla quattordicesima, puoi rivolgerti al nostro sportello CAF. Il servizio di patronato di Centro Fiscale offre assistenza completa per la gestione della tua pensione. Scopri di più sul pagamento delle pensioni di luglio 2026.

Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo

Spesso si confonde la quattordicesima con l’integrazione al trattamento minimo. Si tratta di due misure diverse:

CaratteristicaQuattordicesima pensioneIntegrazione al minimo
NaturaSomma aggiuntiva una tantum annuaIntegrazione mensile della pensione
Quando viene pagataUna volta l’anno, a luglio (o dicembre)Ogni mese, sulla pensione mensile
Requisito età64 anni compiutiNessun requisito di età specifico
Requisito redditoFino a 2x il trattamento minimoReddito inferiore al trattamento minimo
Base normativaArt. 5 Legge 127/2007Art. 6 Legge 638/1983

È possibile percepire entrambe le misure contemporaneamente, se si hanno i requisiti per entrambe.

Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali

Per il 2026, gli importi della quattordicesima e i limiti reddituali sono stati rivalutati rispetto all’anno precedente in base all’indice di perequazione automatica delle pensioni, lo stesso meccanismo che si applica alla rivalutazione delle pensioni in generale.

La perequazione automatica è il meccanismo che adegua le pensioni all’inflazione, per proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Ogni anno, l’INPS calcola la variazione dell’indice dei prezzi al consumo (FOI – Famiglie Operai e Impiegati) e adegua di conseguenza sia gli importi delle pensioni sia i limiti reddituali per i benefici accessori come la quattordicesima.

Questo significa che, rispetto al 2025, nel 2026 i limiti di reddito si sono leggermente alzati, permettendo a qualche pensionato in più di rientrare nella soglia e quindi di beneficiare della quattordicesima o di ricevere un importo maggiore. Consulta la guida completa sulla quattordicesima 2026 per tutti i dettagli sulle novità normative.

Domande frequenti (FAQ)

La quattordicesima spetta anche ai pensionati con pensione di reversibilità?

Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità, purché abbiano compiuto 64 anni e il loro reddito complessivo sia nei limiti previsti. La pensione di reversibilità viene sommata agli altri redditi per verificare il rispetto del limite.

Devo fare domanda per ricevere la quattordicesima?

No. La quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, automaticamente, a tutti i pensionati che hanno i requisiti. Non è necessario presentare alcuna domanda. L’INPS verifica d’ufficio i requisiti anagrafici e reddituali sulla base dei dati in suo possesso.

Cosa succede se il mio reddito supera di poco il limite?

Se il tuo reddito supera solo di poco il limite di 2 volte il trattamento minimo, purtroppo non hai diritto alla quattordicesima intera. Tuttavia, la legge prevede un meccanismo di attenuazione: se il reddito che riceveresti sommando la quattordicesima supererebbe il limite, ricevi solo la parte della quattordicesima che non fa superare il limite. In pratica, ricevi una quattordicesima ridotta, pari alla differenza tra il limite massimo e il tuo reddito attuale.

La quattordicesima si perde se si lavora ancora?

Non necessariamente. Se sei pensionato e svolgi ancora un’attività lavorativa, i redditi da lavoro si sommano alla pensione per verificare il limite reddituale. Se il totale (pensione + redditi da lavoro) è nei limiti previsti, hai diritto alla quattordicesima. Se superi i limiti, non hai diritto al beneficio.

I pensionati residenti all’estero hanno diritto alla quattordicesima?

I pensionati che percepiscono una pensione INPS ma risiedono all’estero possono avere diritto alla quattordicesima, a condizione che abbiano i requisiti di età e che il loro reddito complessivo, calcolato secondo le regole italiane, sia nei limiti previsti. La verifica del reddito per i residenti all’estero può essere più complessa e conviene rivolgersi a un patronato.

Cosa fa il CAF per i pensionati riguardo alla quattordicesima?

Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo di consulenza previdenziale per i pensionati:

  • Verifica del diritto alla quattordicesima e calcolo dell’importo spettante
  • Controllo del cedolino pensionistico per eventuali errori o omissioni
  • Assistenza nella presentazione di istanze di riesame all’INPS
  • Supporto per l’accesso ai servizi INPS online (MyINPS, fascicolo previdenziale)
  • Consulenza su tutti i benefici accessori collegati alla pensione

Puoi rivolgerti agli sportelli CAF Centro Fiscale nelle nostre sedi. Il servizio patronato è gratuito per i pensionati che presentano il PIN o lo SPID. Approfondisci il tema dei limiti di reddito per la quattordicesima.

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Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 20:23:482026-06-28 00:09:19Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti

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Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti

La quattordicesima pensionati 2026 è una delle misure più attese dall’estate italiana: ogni anno, a luglio, l’INPS accredita una somma aggiuntiva sulle pensioni di importo più basso, come piccolo sostegno al potere d’acquisto. Ma non tutti i pensionati ne hanno diritto: esistono limiti di reddito precisi, requisiti anagrafici e soglie contributive che determinano chi riceve quanto. In questa guida completa troverai tutto quello che devi sapere sulla quattordicesima pensione 2026: chi ha diritto, quando arriva, quanto vale e come verificare la propria situazione.

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o vuoi verificare se hai diritto alla quattordicesima, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per una consulenza personalizzata.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione e chi l’ha introdotta
  2. Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. Limiti di reddito quattordicesima pensionati 2026: la tabella completa
  4. Importi quattordicesima pensionati 2026: quanto si riceve
  5. Quando arriva la quattordicesima pensionati 2026: date di pagamento
  6. Come verificare se hai diritto alla quattordicesima 2026
  7. Quattordicesima pensionati 2026: esempi pratici di calcolo
  8. Quattordicesima e cedolare secca: attenzione al reddito
  9. Domande frequenti sulla quattordicesima pensionati 2026 (FAQ)
  10. Differenza tra quattordicesima pensionati e tredicesima: non confonderle
  11. Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Cos’è la quattordicesima pensione e chi l’ha introdotta

La quattordicesima mensilità per i pensionati è una somma aggiuntiva erogata dall’INPS una volta l’anno, solitamente a luglio, insieme al rateo ordinario di pensione. È stata istituita dalla Legge n. 127/2007 (il cosiddetto "decreto Prodi", convertito in legge dall’art. 5 del D.L. 81/2007) con l’obiettivo di sostenere il potere d’acquisto delle pensioni di importo più basso.

La misura è rivolta esclusivamente ai pensionati con reddito complessivo non superiore a determinate soglie, calcolate in multipli del trattamento minimo INPS. Non si tratta di un bonus una tantum: è una prestazione strutturale, erogata ogni anno a chi mantiene i requisiti.

Attenzione: la quattordicesima pensionati non va confusa con la quattordicesima mensilità dei lavoratori dipendenti, prevista da alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Sono due istituti completamente diversi, con regole e plafond differenti. Per saperne di più sulla quattordicesima in busta paga, leggi il nostro articolo su Quattordicesima in busta paga: a chi spetta e come si calcola.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensionati 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente questi requisiti:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (chi compie 64 anni entro il 31 dicembre 2026 riceve la quattordicesima a dicembre)
  • Residenza: essere residenti in Italia (i pensionati all’estero iscritti all’AIRE di norma non hanno diritto alla prestazione)
  • Tipo di pensione: percepire una pensione diretta a carico dell’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria) o delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative, oppure una pensione a carico degli enti previdenziali privatizzati o privati (ex D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996) iscritti all’INPS come gestori delle prestazioni
  • Reddito complessivo: non superare i limiti di reddito previsti dalla normativa (vedi tabella sotto)

Non hanno diritto alla quattordicesima:

  • I titolari di pensioni di reversibilità o pensioni indirette
  • I pensionati residenti all’estero (salvo eccezioni previste da accordi bilaterali)
  • Chi percepisce esclusivamente l’assegno sociale o la pensione di invalidità civile
  • Chi supera i limiti di reddito previsti

Il requisito anagrafico: cosa significa "64 anni entro luglio"

Il requisito dei 64 anni è fondamentale. La regola pratica è questa:

  • Se compi 64 anni entro il 31 luglio 2026 → ricevi la quattordicesima a luglio 2026
  • Se compi 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026 → ricevi la quattordicesima a dicembre 2026 (con il pagamento della tredicesima mensualità)
  • Se non compi ancora 64 anni nel 2026 → nessuna quattordicesima nel 2026

Esempio pratico: La signora Maria compie 64 anni il 15 agosto 2026. Non riceverà la quattordicesima a luglio, ma la riceverà a dicembre 2026 insieme alla tredicesima. Il signor Giovanni, che ha già compiuto 70 anni, ha diritto alla quattordicesima a luglio 2026, purché rientri nei limiti di reddito.

Limiti di reddito quattordicesima pensionati 2026: la tabella completa

Il diritto alla quattordicesima dipende dal reddito complessivo annuo del pensionato, calcolato secondo le regole IRPEF. I limiti sono espressi come multipli del trattamento minimo INPS. Per il 2026, il trattamento minimo mensile è pari indicativamente a circa 598-605 euro (l’importo esatto viene aggiornato annualmente con rivalutazione ISTAT dall’INPS con apposita circolare; il valore 2024 era 598,61 euro). Su base annua (13 mensilità), il trattamento minimo si aggira intorno a 7.780-7.865 euro.

I limiti di reddito per la quattordicesima sono fissati a:

  • Fascia A: reddito complessivo annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo annuo → circa 11.700 euro (indicativo per il 2026)
  • Fascia B: reddito complessivo annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo → tra circa 11.700 e circa 15.600 euro (indicativo per il 2026)

Chi supera il doppio del trattamento minimo annuo non ha diritto alla quattordicesima.

Come si calcola il reddito ai fini della quattordicesima

Il reddito rilevante per la quattordicesima comprende:

  • Tutti i redditi assoggettabili a IRPEF (pensioni, redditi da lavoro, redditi da fabbricati, ecc.)
  • Le pensioni estere
  • I redditi esenti da IRPEF rilevanti ai fini previdenziali

NON viene conteggiato:

  • La casa di abitazione principale (reddito figurativo dell’abitazione principale)
  • Le rendite INAIL per infortuni sul lavoro
  • L’importo della quattordicesima stessa
  • L’indennità di accompagnamento

Per avere un quadro preciso della propria situazione reddituale e verificare il diritto alla quattordicesima, puoi consultare il nostro approfondimento sui limiti di reddito per la quattordicesima pensione.

Importi quattordicesima pensionati 2026: quanto si riceve

L’importo della quattordicesima varia in base a due fattori:

  • Fascia di reddito (A o B, come indicato sopra)
  • Anni di contribuzione versati durante la vita lavorativa

Di seguito la tabella degli importi 2026 aggiornati con la rivalutazione ISTAT:

Gestione pensionisticaAnni di contributiFascia A (fino a 1,5 min.)Fascia B (da 1,5 a 2 min.)
Lavoratori dipendenti (AGO)Fino a 15 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori dipendenti (AGO)Da 15 a 25 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori dipendenti (AGO)Oltre 25 anni655,00 €504,00 €
Lavoratori autonomi (artigiani/commercianti)Fino a 18 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori autonomi (artigiani/commercianti)Da 18 a 28 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori autonomi (artigiani/commercianti)Oltre 28 anni655,00 €504,00 €

Nota: gli importi indicati in tabella corrispondono ai valori delle circolari INPS più recenti disponibili. L’INPS aggiorna annualmente gli importi con rivalutazione ISTAT e li comunica con apposita circolare. Per i valori definitivi 2026, verificare la circolare INPS pubblicata a maggio/giugno 2026.

La maggiorazione introdotta dalla Legge di Bilancio 2023

La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 comma 308) ha ampliato la platea dei beneficiari della quattordicesima, estendendo il diritto anche a chi rientra nella cosiddetta "fascia aggiuntiva": pensionati con redditi compresi tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo. Questa fascia era già prevista dalla normativa originaria del 2007 per i soli iscritti all’INPS, ma la legge del 2023 ha rafforzato e reso strutturale la misura.

Quando arriva la quattordicesima pensionati 2026: date di pagamento

La quattordicesima viene accreditata in due finestre annuali:

  • Luglio 2026: per i pensionati che hanno già compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026. Il pagamento viene erogato insieme alla pensione di luglio, solitamente tra il 1° e il 3 luglio 2026 (per chi riscuote presso Poste Italiane o via bonifico bancario).
  • Dicembre 2026: per i pensionati che compiono 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026. Il pagamento arriva con la tredicesima mensilità di dicembre.

Per il calendario preciso degli accrediti di luglio 2026, consulta il nostro articolo su Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS.

Modalità di riscossione: come viene pagata

La quattordicesima è accreditata automaticamente dall’INPS insieme al rateo ordinario di pensione di luglio (o dicembre). Non occorre fare nessuna domanda: l’INPS verifica autonomamente i requisiti anagrafici e reddituali sulla base dei dati in suo possesso.

Il pagamento avviene nelle stesse modalità della pensione ordinaria:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale: di solito il primo giorno lavorativo del mese
  • Riscossione in contanti alle Poste: scaglionata per cognome nei primi giorni lavorativi del mese
  • Libretto di risparmio postale: stesse date dell’accredito in contanti

Come verificare se hai diritto alla quattordicesima 2026

L’INPS effettua il calcolo automatico, ma è utile sapere come fare una verifica preventiva. Ecco i passi:

1. Verifica il tuo reddito complessivo

Recupera il reddito complessivo dell’anno di imposta precedente (2025) dalla dichiarazione dei redditi presentata nel 2026 (modello 730 o Redditi PF). Il reddito rilevante è quello indicato nel quadro RN del modello Redditi o nel rigo 11 del 730.

Ricorda di escludere il reddito dell’abitazione principale e di includere eventuali redditi esteri. Per approfondire, leggi il nostro articolo sul limite di reddito per la quattordicesima pensione.

2. Confronta con i limiti previsti

Controlla se il tuo reddito complessivo rientra nella Fascia A (fino a circa 11.700 euro annui) o nella Fascia B (fino a circa 15.600 euro annui). Le soglie esatte 2026 sono comunicate dall’INPS con circolare annuale. Se superi la Fascia B, non hai diritto alla quattordicesima.

3. Verifica il cedolino di luglio

A luglio, controlla il tuo cedolino pensione tramite il portale INPS (MyINPS) o il portale NoiPA (per i pensionati ex dipendenti pubblici). La quattordicesima apparirà come voce separata nel cedolino, denominata "somma aggiuntiva quattordicesima". Per istruzioni su come leggere il cedolino di luglio con la quattordicesima, consulta il nostro approfondimento sulla Quattordicesima 2026: Calendario Pagamento, Importi Esatti e Chi Ne Ha Diritto.

4. Se non ricevi la quattordicesima: cosa fare

Se pensi di avere diritto alla quattordicesima ma non la ricevi, puoi:

  • Verificare online tramite il servizio di simulazione INPS disponibile sul portale istituzionale
  • Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164164 (da cellulare)
  • Rivolgerti a un CAF o Patronato per un controllo della posizione previdenziale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la verifica del diritto alla quattordicesima e per eventuali richieste di riesame della propria posizione INPS.

Quattordicesima pensionati 2026: esempi pratici di calcolo

Per capire meglio come funziona la quattordicesima, vediamo alcuni esempi concreti con diverse situazioni.

Esempio 1: ex lavoratore dipendente, 38 anni di contributi

Situazione: Mario, 70 anni, ex lavoratore dipendente privato con 38 anni di contributi versati. Pensione mensile lordo: 980 euro. Reddito complessivo annuo: 12.740 euro (solo pensione, nessun altro reddito). Abita in casa di proprietà.

  • Età: 70 anni ✓ (ha già 64 anni)
  • Residenza Italia: ✓
  • Tipo pensione: pensione diretta AGO ✓
  • Reddito 12.740 euro: superiore alla soglia Fascia A (circa 11.700 euro) ma inferiore alla soglia Fascia B (circa 15.600 euro) → Fascia B
  • Anni contributi: 38 (oltre 25 anni) → importo Fascia B colonna "oltre 25 anni"
  • Quattordicesima spettante: 504,00 euro

Esempio 2: ex artigiana, 22 anni di contributi

Situazione: Lucia, 67 anni, ex artigiana con 22 anni di contributi alla Gestione Artigiani INPS. Pensione mensile: 720 euro. Reddito complessivo annuo: 9.360 euro.

  • Età: 67 anni ✓
  • Residenza Italia: ✓
  • Tipo pensione: pensione diretta Gestione Artigiani ✓
  • Reddito 9.360 euro: inferiore alla soglia Fascia A (circa 11.700 euro) → Fascia A
  • Anni contributi: 22 (tra 18 e 28 anni per autonomi) → importo Fascia A colonna "da 18 a 28 anni"
  • Quattordicesima spettante: 546,00 euro

Esempio 3: pensionato con redditi aggiuntivi

Situazione: Roberto, 68 anni, pensionato con 30 anni di contributi da dipendente. Pensione mensile: 1.050 euro. Possiede un piccolo appartamento affittato: reddito da locazione 4.800 euro annui. Reddito complessivo totale: 13.650 + 4.800 = 18.450 euro annui circa.

  • Reddito 18.450 euro: superiore alla soglia Fascia B (circa 15.600 euro) → NESSUN DIRITTO alla quattordicesima

Attenzione: anche i redditi da locazione con cedolare secca concorrono al calcolo del reddito complessivo ai fini della quattordicesima. Questo è un aspetto spesso trascurato che può far perdere il diritto alla prestazione.

Quattordicesima e cedolare secca: attenzione al reddito

Un tema spesso fonte di confusione riguarda il trattamento dei redditi da locazione assoggettati a cedolare secca. Molti pensionati credono erroneamente che i redditi con cedolare secca non rilevino ai fini del diritto alla quattordicesima perché "già tassati separatamente".

In realtà, l’INPS include nel calcolo del reddito complessivo anche i redditi da locazione assoggettati a cedolare secca, perché la norma sulla quattordicesima fa riferimento al reddito complessivo secondo le regole IRPEF, che include le locazioni anche se soggette a regime sostitutivo.

Se hai dubbi su quali redditi includere nel calcolo, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica precisa della tua posizione.

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Domande frequenti sulla quattordicesima pensionati 2026 (FAQ)

La quattordicesima è imponibile ai fini IRPEF?

No. La quattordicesima pensionati è esente da IRPEF. Non è soggetta a ritenuta fiscale e non va indicata nella dichiarazione dei redditi. Si tratta di un beneficio netto, che il pensionato riceve integralmente senza dover pagare imposte su di essa.

La quattordicesima è inclusa nel reddito complessivo per il calcolo dei limiti?

No. L’importo della quattordicesima stessa non viene conteggiato nel reddito complessivo utilizzato per verificare il diritto alla prestazione. Questo è espressamente previsto dalla normativa per evitare un paradosso (chi riceve la quattordicesima non la perde per averla ricevuta).

Cosa succede se l’INPS ha erogato la quattordicesima per errore e il pensionato non aveva diritto?

Se l’INPS verifica a posteriori che la quattordicesima è stata erogata senza averne diritto (ad esempio perché il reddito effettivo superava i limiti), può procedere al recupero delle somme indebitamente percepite. Il recupero avviene di solito mediante trattenuta sulle mensilità successive della pensione, con rate mensili che non possono superare il 20% della pensione netta.

Chi percepisce più pensioni ha diritto alla quattordicesima?

Sì, ma il diritto è valutato sulla somma di tutti i redditi percepiti, incluse tutte le pensioni. La quattordicesima viene erogata una sola volta, di norma sulla pensione principale (la pensione di importo maggiore o quella con anzianità contributiva più alta).

I titolari di pensione di invalidità civile hanno diritto alla quattordicesima?

No. I titolari di pensione di invalidità civile, assegno sociale, pensione di guerra o pensioni ai superstiti (reversibilità/indiretta) non hanno diritto alla quattordicesima INPS. La misura è riservata ai titolari di pensioni dirette a carico dell’AGO o forme equivalenti.

Serve fare domanda all’INPS per ricevere la quattordicesima?

No. La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS senza necessità di presentare domanda. L’INPS verifica i requisiti di età e reddito autonomamente, in base ai dati delle dichiarazioni dei redditi e degli archivi previdenziali. Tuttavia, se ritieni di averne diritto ma non la ricevi, puoi presentare richiesta di riesame tramite CAF, Patronato o direttamente tramite il portale INPS.

I pensionati con pensione estera hanno diritto alla quattordicesima INPS?

Non in linea generale. I pensionati residenti all’estero iscritti all’AIRE non hanno diritto alla quattordicesima. Tuttavia, chi è residente in Italia e percepisce anche una pensione estera, deve includere quest’ultima nel calcolo del reddito complessivo, il che potrebbe ridurre o azzerare il diritto alla quattordicesima.

Differenza tra quattordicesima pensionati e tredicesima: non confonderle

È utile chiarire la differenza tra le due prestazioni aggiuntive che i pensionati possono ricevere nel corso dell’anno:

CaratteristicaTredicesima pensionatiQuattordicesima pensionati
Chi ne ha dirittoTutti i pensionatiSolo pensionati con reddito basso (fascia A/B) e almeno 64 anni
Quando arrivaDicembre (con la pensione)Luglio (o dicembre per chi compie 64 anni dopo luglio)
ImportoPari a una mensilità di pensioneFisso per fasce (437-655 euro)
Soggetta a IRPEFSìNo (esente)
NormativaArt. 1 L. 29/1979Art. 5 D.L. 81/2007 (L. 127/2007)

Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutto quanto riguarda la pensione e le prestazioni INPS. In particolare puoi rivolgerti a noi per:

  • Verificare il diritto alla quattordicesima: controlliamo il tuo reddito complessivo e gli anni di contribuzione per stabilire se e quanto ti spetta
  • Contestare un mancato pagamento: se l’INPS non ti ha erogato la quattordicesima pur avendo i requisiti, ti assistiamo nella presentazione del ricorso amministrativo
  • Verificare la posizione previdenziale: estratto contributivo, anni di contributi, gestioni previdenziali
  • Assistenza nella dichiarazione dei redditi: il 730 e il modello Redditi PF per i pensionati, con verifica dei redditi ai fini delle prestazioni INPS
  • Pianificazione pensionistica: valutazione dei requisiti per Quota 103, pensione anticipata, APE Sociale e altre forme di pensionamento anticipato

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Puoi anche consultare il nostro articolo su Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino per rimanere aggiornato sui pagamenti INPS.

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2021/11/imu.jpg 351 377 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 16:23:482026-07-03 07:55:13Quattordicesima Pensionati 2026: a chi spetta, quando arriva, importi e requisiti
PATRONATO

Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La pensione anticipata 2026 rappresenta una delle principali vie d’uscita dal mondo del lavoro per chi ha accumulato un’anzianità contributiva significativa, ma non ha ancora raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, questa forma pensionistica consente di ritirarsi prima, a prescindere dall’età anagrafica.

In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti per la pensione anticipata nel 2026, le modalità per presentare domanda all’INPS, le finestre mobili previste, il calcolo dell’importo pensionistico e le alternative disponibili, come la pensione anticipata contributiva per chi ha esclusivamente contributi versati dal 1996 in poi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la pensione anticipata
  2. Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026
  3. Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni
  4. Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione
  5. Come fare domanda INPS: procedura online
  6. Calcolo importo pensione anticipata
  7. Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano
  8. Domande frequenti (FAQ)
  9. Assistenza CAF per la domanda di pensione

Cos’è la pensione anticipata

La pensione anticipata è una prestazione previdenziale che consente di accedere alla pensione prima di aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni), a condizione di aver maturato un elevato numero di anni di contributi.

A differenza della pensione di vecchiaia, dove il requisito principale è l’età anagrafica (67 anni con almeno 20 anni di contributi), la pensione anticipata si basa esclusivamente sull’anzianità contributiva, senza limiti di età minima o massima.

Esistono due tipologie principali:

  • Pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di inizio dell’attività lavorativa)
  • Pensione anticipata contributiva: richiede 64 anni di età e 20 anni di contributi, ma è riservata esclusivamente a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (lavoratori contributivi puri)

Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026

Per accedere alla pensione anticipata ordinaria nel 2026, è necessario soddisfare i seguenti requisiti contributivi, che non sono soggetti ad adeguamento alla speranza di vita (congelati dal 2019):

Requisiti contributivi per uomini

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane)
  • Nessun requisito di età anagrafica minima o massima
  • Sono validi tutti i tipi di contributi: obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto

Requisiti contributivi per donne

  • 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane)
  • Nessun requisito di età anagrafica
  • Tutti i tipi di contributi sono validi (obbligatori, volontari, figurativi, riscatto laurea, ricongiunzione)

Contributi validi per il calcolo

Ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, sono considerati validi:

  • Contributi obbligatori: versati dal datore di lavoro o dal lavoratore autonomo
  • Contributi volontari: versati dal lavoratore per coprire periodi non lavorati
  • Contributi figurativi: accreditati per maternità, disoccupazione (NASPI), malattia, cassa integrazione
  • Contributi da riscatto: riscatto laurea, riscatto periodi non coperti da contribuzione
  • Contributi da ricongiunzione: unificazione di contributi versati in diverse gestioni previdenziali

Nota importante: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri), è richiesto anche che l’importo della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (circa 1.603 euro lordi mensili nel 2026).

Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni

La pensione anticipata contributiva è una forma specifica di pensionamento anticipato riservata esclusivamente ai lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e non hanno contributi versati nel sistema retributivo.

Requisiti nel 2026

  • 64 anni di età (requisito soggetto ad adeguamento alla speranza di vita)
  • 20 anni di contributi effettivi (almeno 1.040 settimane)
  • Primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996 o successivo
  • Importo minimo della pensione: almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.717 euro lordi mensili nel 2026)

Differenze con la pensione anticipata ordinaria

A differenza della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la pensione anticipata contributiva:

  • Richiede molti meno anni di contributi (20 invece di 42/41)
  • Prevede un requisito anagrafico (64 anni)
  • Richiede un importo minimo di pensione (3 volte l’assegno sociale)
  • È calcolata esclusivamente con il sistema contributivo (generalmente meno favorevole del sistema misto o retributivo)

Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, questa opzione non è accessibile: l’unica via per la pensione anticipata resta quella ordinaria con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi.

Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione

Una volta maturati i requisiti contributivi per la pensione anticipata, non si accede immediatamente al trattamento pensionistico. È necessario attendere il periodo di finestra mobile, che decorre dalla data di maturazione dei requisiti.

Finestre per la pensione anticipata ordinaria

Per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la finestra mobile è di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti:

  • Lavoratori dipendenti: 3 mesi di attesa
  • Lavoratori autonomi: 3 mesi di attesa

Esempio pratico: se un lavoratore dipendente uomo matura i 42 anni e 10 mesi di contributi il 15 marzo 2026, potrà accedere alla pensione dal 1° luglio 2026 (primo giorno del mese successivo alla scadenza dei 3 mesi).

Finestre per la pensione anticipata contributiva

Per la pensione anticipata contributiva (64 anni + 20 anni contributi), le finestre mobili sono:

  • Lavoratori dipendenti: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
  • Lavoratori autonomi: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti

Decorrenza del primo pagamento

Il primo pagamento della pensione avviene generalmente il primo giorno del mese successivo alla scadenza della finestra mobile. L’INPS eroga le pensioni con le seguenti cadenze:

  • Ufficio postale: dal primo giorno bancabile del mese
  • Accredito bancario: generalmente il primo del mese (se giorno lavorativo)

Come fare domanda INPS: procedura online

La domanda di pensione anticipata deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Sono disponibili tre modalità:

1. Portale INPS con SPID, CIE o CNS

Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi):

  1. Accedi all’area personale “MyINPS”
  2. Nella sezione “Pensione e Previdenza”, seleziona “Domanda di pensione”
  3. Scegli “Pensione anticipata” come tipo di prestazione
  4. Compila tutti i campi richiesti (dati anagrafici, contributivi, modalità di pagamento)
  5. Allega i documenti richiesti (se necessario)
  6. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il protocollo

2. Contact Center INPS

Puoi presentare domanda telefonicamente chiamando il Contact Center INPS:

  • Numero verde: 803 164 (gratuito da rete fissa)
  • Numero ordinario: 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00; sabato dalle 8:00 alle 14:00.

3. Tramite CAF o Patronato

Il metodo più semplice e sicuro è rivolgersi a un CAF patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Il professionista:

  • Verifica preventivamente i requisiti contributivi e anagrafici
  • Raccoglie tutta la documentazione necessaria
  • Compila correttamente la domanda online
  • Monitora lo stato della pratica fino all’esito
  • Ti assiste in caso di richieste integrative o problematiche

Documenti necessari

Per presentare la domanda di pensione anticipata, prepara la seguente documentazione:

  • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Estratto contributivo (scaricabile dal portale INPS o fornito dal CAF)
  • IBAN del conto corrente per l’accredito della pensione
  • Modello AP139 (se hai contributi esteri da totalizzare)
  • Eventuale documentazione aggiuntiva per riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni

Tempi di lavorazione

L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda e comunicare l’esito. Nei casi complessi (contributi da ricongiunzione, riscatti, contributi esteri), i tempi possono allungarsi. È consigliabile presentare la domanda almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento.

Calcolo importo pensione anticipata

L’importo della pensione anticipata dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, in base alla data di inizio dell’attività lavorativa e all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Sistema di calcolo retributivo

Si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Il calcolo è basato sulla media delle ultime retribuzioni (sistema più favorevole):

  • Quota A: anzianità contributiva fino al 31/12/1992, calcolata sulla media delle ultime 5 anni (dipendenti) o 10 anni (autonomi)
  • Quota B: anzianità dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla media delle ultime 10 anni (dipendenti) o 15 anni (autonomi)
  • Quota C: anzianità dal 01/01/2012 in poi, calcolata con il sistema contributivo

Sistema di calcolo misto

Si applica a chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ma ha iniziato a lavorare prima del 1996:

  • Contributi fino al 31/12/1995: calcolo con sistema retributivo
  • Contributi dal 01/01/1996 in poi: calcolo con sistema contributivo

Sistema di calcolo contributivo

Si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri). Il calcolo è basato sui contributi effettivamente versati:

  1. Montante contributivo: somma di tutti i contributi versati, rivalutati annualmente in base al PIL
  2. Coefficiente di trasformazione: percentuale che varia in base all’età di pensionamento (più alta a 67 anni, più bassa a 64 anni)
  3. Importo annuo pensione = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

Esempio: montante di 400.000 euro a 64 anni → coefficiente 5,094% → pensione annua lorda 20.376 euro (circa 1.568 euro lordi/mese per 13 mensilità).

Simulazione calcolo pensione

Per ottenere una simulazione precisa dell’importo della tua pensione anticipata:

  • Accedi al portale INPS con SPID
  • Vai su “Pensione e Previdenza” → “La mia pensione futura”
  • Inserisci i dati richiesti (età di pensionamento prevista, retribuzione)
  • Ottieni la simulazione indicativa dell’importo

In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione professionale che tenga conto di tutti i fattori (riscatti, ricongiunzioni, contributi figurativi).

Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano

La pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) non prevede penalizzazioni sull’importo della pensione, indipendentemente dall’età anagrafica al momento del pensionamento.

Tuttavia, esistono alcuni casi particolari in cui possono applicarsi decurtazioni:

Opzione contributiva donne

Le donne che scelgono di andare in pensione con l’Opzione Donna (regime sperimentale) accettano volontariamente una decurtazione dell’assegno pensionistico, poiché la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo (meno favorevole). La riduzione può arrivare al 20-30% rispetto al calcolo ordinario.

Pensione anticipata contributiva

Chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni (anziché attendere i 67 anni della pensione di vecchiaia) subisce una riduzione indiretta dell’importo pensionistico, dovuta all’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso (il coefficiente aumenta con l’età).

Esempio: stesso montante contributivo a 64 anni → coefficiente 5,094%; a 67 anni → coefficiente 5,723%. La differenza comporta circa il 12% in meno di pensione.

Quota 103 e altre quote

Le pensioni anticipate cosiddette “a quota” (come Quota 103: 62 anni + 41 anni contributi) prevedono penalizzazioni temporanee:

  • Importo massimo: non superiore a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.800 euro lordi/mese) fino ai 67 anni
  • Divieto di cumulo con redditi da lavoro (tranne lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro/anno)

Domande frequenti (FAQ)

Posso andare in pensione anticipata a 60 anni?

Sì, se hai maturato i requisiti contributivi richiesti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). La pensione anticipata ordinaria non prevede limiti di età, quindi puoi accedervi anche a 58-60 anni, purché tu abbia accumulato l’anzianità contributiva necessaria.

I contributi figurativi contano per la pensione anticipata?

Sì, i contributi figurativi (maternità, NASPI, malattia, cassa integrazione) sono validi ai fini del raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi. Tuttavia, per i lavoratori contributivi puri (dal 1996), sono validi solo i contributi obbligatori ai fini del requisito minimo dei 20 anni per la pensione anticipata contributiva.

Quanto tempo dopo la domanda si riceve la pensione?

L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda. Dopo l’approvazione, devi attendere la scadenza della finestra mobile (3 mesi per la pensione anticipata ordinaria). Il primo pagamento avviene il mese successivo alla decorrenza della pensione.

Posso lavorare dopo aver ottenuto la pensione anticipata?

Sì, la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) è cumulabile con i redditi da lavoro senza limiti. Puoi continuare a lavorare come dipendente, autonomo o freelance, e cumulare stipendio e pensione.

Attenzione: per le pensioni a “quota” (es. Quota 103), esistono divieti di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Come si calcola l’importo netto della pensione?

L’importo lordo della pensione è soggetto a:

  • Ritenute IRPEF: aliquote progressive dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito
  • Addizionali regionali e comunali: variano in base al comune di residenza (in Friuli Venezia Giulia, circa 1,23% regionale)
  • Detrazioni per redditi da pensione: riducono l’IRPEF dovuta

Indicativamente, l’importo netto è circa il 75-85% del lordo, a seconda della fascia di reddito.

Conviene riscattare la laurea per anticipare la pensione?

Il riscatto della laurea consente di accreditare gli anni di studio universitario come contributi validi per la pensione. Può essere conveniente se:

  • Ti mancano pochi anni per raggiungere i requisiti (es. hai 40 anni di contributi e riscatti 2 anni di laurea per arrivare a 42)
  • Hai un reddito elevato e il costo del riscatto è deducibile fiscalmente
  • Il sistema di calcolo applicabile è retributivo (più favorevole)

Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione personalizzata costi/benefici del riscatto laurea.

Assistenza CAF per la domanda di pensione

La domanda di pensione anticipata è una pratica complessa che richiede una verifica accurata dei requisiti contributivi, il calcolo dell’importo previsionale e la corretta compilazione della documentazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza completo per la pensione anticipata:

  • Verifica prerequisiti: analisi dell’estratto contributivo per verificare il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi
  • Simulazione importo: calcolo indicativo della pensione in base al sistema retributivo/misto/contributivo applicabile
  • Presentazione domanda INPS: compilazione e invio telematico della domanda di pensione anticipata
  • Monitoraggio pratica: verifica dello stato di lavorazione e gestione richieste integrative INPS
  • Assistenza post-pensionamento: gestione modello RED, verifica cedolini, assistenza per cumulo redditi

Prenota un appuntamento

Per ricevere assistenza personalizzata sulla pensione anticipata 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Il nostro team di esperti è a tua disposizione per verificare i requisiti, calcolare l’importo della pensione e presentare la domanda all’INPS in modo sicuro e veloce.

Non lasciare la tua pensione al caso: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 09:00:002026-02-23 15:21:22Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

Modello OBIS-M 2026: Cos’e, A Cosa Serve e Come Scaricarlo da INPS

Modello 770 e certificazione unica

Il Modello OBIS-M è la certificazione INPS che riepiloga l’importo annuo della pensione, le ritenute fiscali e tutte le voci necessarie per la dichiarazione dei redditi e per le pratiche bancarie. Per il 2026 è disponibile online su MyINPS dalla seconda metà di gennaio. Vediamo a cosa serve, come scaricarlo in 4 passi, le differenze con la Certificazione Unica e come correggere eventuali errori.

Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

OBIS-M cos’è

L’OBIS-M (Obbligo di Informazione Mensile) è il prospetto fiscale e previdenziale della pensione INPS. Mostra:

  • Importo lordo annuale della pensione.
  • Ritenute IRPEF applicate.
  • Addizionali regionali e comunali.
  • Detrazioni applicate.
  • Imponibile fiscale ai fini dichiarazione redditi.
  • Cessioni del quinto e trattenute volontarie.

Quando serve: 730, banca, ISEE, mutuo

L’OBIS-M è richiesto in diverse situazioni:

  • Modello 730 / Redditi PF: documenta i redditi da pensione.
  • Pratiche bancarie: mutuo, prestiti, cessione del quinto, conto corrente con verifica reddito.
  • ISEE: certificazione dei redditi pensione per DSU.
  • Bonus e agevolazioni: bonus sociali, esenzioni ticket sanitario, contributi affitto.

Differenza OBIS-M e CU pensionati

  • OBIS-M: documento informativo annuale completo (importi, trattenute, detrazioni) emesso a inizio anno.
  • Certificazione Unica (CU) pensionati: certificazione fiscale ufficiale dei redditi di lavoro/pensione dell’anno precedente, equivalente al CUD. Si ottiene dopo il 16 marzo di ogni anno.
  • Quando usare cosa: per il 730 serve la CU; per pratiche bancarie va bene anche l’OBIS-M.

Scaricare da MyINPS in 4 passi

  1. Accedi a inps.it con SPID, CIE o CNS.
  2. Cerca il servizio “Obis-M” o “Certificazione pensione”.
  3. Seleziona l’anno desiderato (per il 2026, l’OBIS-M è disponibile da gennaio).
  4. Clicca su “Scarica PDF” e salva il documento sul tuo dispositivo.

Richiesta cartacea: dove e come

Se non hai SPID o accesso digitale, puoi richiedere la copia cartacea:

  • Presso lo sportello INPS della tua sede territoriale (su appuntamento).
  • Tramite numero verde 803.164 (richiesta invio a casa).
  • Al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine (gratuito).

Lettura: dato per dato

L’OBIS-M è strutturato in sezioni:

  • Sezione 1 – Dati anagrafici e pensione: nome, codice fiscale, tipo pensione, decorrenza.
  • Sezione 2 – Importi mensili: rate gennaio-dicembre con dettaglio lordo/IRPEF/netto.
  • Sezione 3 – Riepilogo annuale: totali per voce.
  • Sezione 4 – Ritenute fiscali: IRPEF, addizionale regionale, comunale.
  • Sezione 5 – Detrazioni applicate: lavoro pensionato, familiari a carico.

Errori comuni e come correggerli

  • Detrazioni familiari mancanti: comunica all’INPS lo stato di famiglia aggiornato tramite “Detrazione carichi familiari” su MyINPS.
  • Importi rivalutazione non aggiornati: richiedi rettifica al patronato.
  • Cessioni quinto incongruenti: contatta la finanziaria e INPS per verificare il piano residuo.

Per i dettagli sul cedolino mensile vedi la guida cedolino pensione; per l’ISEE pensionati la guida ISEE 2026.

FAQ

Quando esce OBIS-M 2026?

L’OBIS-M relativo all’anno 2026 (importi correnti) è disponibile da gennaio 2026; la CU per la dichiarazione 730/2026 (anno 2025) esce dopo il 16 marzo 2026.

OBIS-M e CU sono uguali?

No: OBIS-M è informativo, CU è certificazione fiscale ufficiale. Per il 730 serve la CU; per pratiche bancarie va bene OBIS-M.

Posso averlo per anni precedenti?

Sì, su MyINPS sono disponibili gli OBIS-M degli ultimi 5 anni. Per anni più vecchi, richiesta al patronato o sportello INPS.

Serve all’ISEE?

Sì, l’OBIS-M è uno dei documenti necessari per la compilazione DSU ISEE 2026 dei pensionati.

Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?

Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.

Tel: 0432 1638640  |  WhatsApp: 366 6018121

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 07:00:002026-06-23 07:00:00Modello OBIS-M 2026: Cos’e, A Cosa Serve e Come Scaricarlo da INPS
PATRONATO

NASPI e Pensione 2026: Cumulabilita, Requisiti e Decadenza

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La NASPI e pensione 2026 possono coesistere? Questa è una delle domande più frequenti tra chi percepisce l’indennità di disoccupazione e si avvicina ai requisiti pensionistici. In questa guida completa scoprirai la compatibilità tra NASPI e pensione, quando decade la NASPI con la pensione anticipata o di vecchiaia, e come pianificare la transizione.

Indice dei Contenuti

  1. NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole
  2. Quando Termina la NASPI con la Pensione
  3. NASPI e Pensione Anticipata
  4. NASPI e Quota 103
  5. APE Sociale e NASPI
  6. Domande Frequenti

NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole Generali

La NASPI decade automaticamente quando il beneficiario matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche senza presentare domanda. Non è possibile percepire contemporaneamente NASPI e pensione.

Quando Termina la NASPI con la Pensione di Vecchiaia

Nel 2026 i requisiti per la pensione di vecchiaia sono: 67 anni di età e 20 anni di contributi. La NASPI termina automaticamente dal mese successivo al raggiungimento di entrambi i requisiti.

NASPI e Pensione Anticipata: Requisiti e Decadenza

Per la pensione anticipata 2026 servono: 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). La NASPI decade automaticamente al raggiungimento di questi requisiti contributivi.

NASPI e Quota 103: Compatibilità nel 2026

Quota 103 richiede 62 anni di età e 41 anni di contributi. Anche in questo caso la NASPI decade automaticamente. Attenzione: la finestra mobile è di 7-9 mesi.

APE Sociale e NASPI: Cosa Cambia nel 2026

Per accedere all’APE Sociale come disoccupato è necessario aver concluso la NASPI da almeno 3 mesi. Requisiti: 63 anni e 30-36 anni di contributi.

Domande Frequenti

Posso percepire NASPI e pensione insieme?

No, la NASPI decade automaticamente quando si maturano i requisiti pensionistici.

Quanto tempo prima devo presentare domanda di pensione?

Almeno 3-6 mesi prima per evitare vuoti di reddito tra NASPI e pensione.


Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti pensionistici e nella compilazione delle domande INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

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Giugno 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-21 09:00:002026-02-23 15:21:25NASPI e Pensione 2026: Cumulabilita, Requisiti e Decadenza
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