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Geometri, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fatturazione Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario e Ordinario

regime forfettario partita iva

Come si emette una fattura da geometra libero professionista? Se hai appena aperto partita IVA o vuoi chiarire i tuoi dubbi sulla fatturazione geometra, questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere nel 2026.

La fatturazione per geometri presenta alcune particolarità rispetto ad altri professionisti: il contributo integrativo CIPAG del 5% (obbligatorio per tutti gli iscritti alla Cassa), la gestione della marca da bollo da 2 euro oltre determinate soglie, e le differenze sostanziali tra regime forfettario e regime ordinario.

In questa guida completa scoprirai come emettere correttamente una fattura geometra regime forfettario, come calcolare il contributo CIPAG, quando applicare la ritenuta d’acconto, e vedrai esempi pratici passo-passo per entrambi i regimi fiscali.

Indice dei contenuti

  1. Come Fatturare in Regime Forfettario
  2. Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)
  3. Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura
  4. Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria
  5. Esempio Fattura Geometra Forfettario
  6. Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario
  7. Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica
  8. FAQ Fatturazione Geometra

Come Fatturare in Regime Forfettario

Se sei un geometra in regime forfettario, la tua fatturazione è semplificata rispetto al regime ordinario, ma devi rispettare alcune regole precise.

Nel regime forfettario 2026 non applichi l’IVA sulle tue prestazioni (sei esonerato dall’IVA), quindi la fattura non riporta alcuna imposta sul valore aggiunto. Tuttavia, devi obbligatoriamente calcolare e addebitare al cliente il contributo integrativo CIPAG del 5% sul compenso.

Elementi obbligatori nella fattura forfettaria

Una fattura geometra regime forfettario deve contenere:

  • Numerazione progressiva annuale (esempio: 1/2026, 2/2026, etc.)
  • Data di emissione (entro il giorno 12 del mese successivo alla prestazione)
  • Dati del geometra: nome, cognome, partita IVA, indirizzo, iscrizione Collegio Geometri
  • Dati del cliente: denominazione/nome, indirizzo, codice fiscale o P.IVA
  • Descrizione della prestazione professionale resa
  • Compenso professionale (netto)
  • Contributo CIPAG 5% calcolato sul compenso
  • Ritenuta d’acconto 20% (solo se il cliente è sostituto d’imposta)
  • Totale fattura
  • Dicitura regime forfettario: “Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, comma 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario”
  • Marca da bollo da 2 euro (se l’importo supera 77,47 euro)

È importante sottolineare che nel regime forfettario non puoi scaricare l’IVA sugli acquisti (è già inclusa nel coefficiente di redditività), quindi quando acquisti materiali o servizi per il tuo studio paghi l’IVA piena.

Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)

Nel regime ordinario, la fatturazione del geometra diventa più articolata perché devi gestire l’IVA, che per le prestazioni professionali dei geometri è al 22%.

A differenza del forfettario, in questo regime puoi detrarre l’IVA pagata sugli acquisti professionali (strumenti tecnici, software, carburante per sopralluoghi, etc.), ma hai obblighi contabili più complessi e devi presentare la dichiarazione IVA annuale e le liquidazioni IVA trimestrali.

Struttura della fattura ordinaria

La fattura geometra in regime ordinario include questi elementi:

  • Compenso professionale (imponibile)
  • Contributo CIPAG 5% (calcolato sul compenso, soggetto anch’esso a IVA)
  • Totale imponibile (compenso + CIPAG)
  • IVA 22% applicata sul totale imponibile
  • Ritenuta d’acconto 20% (applicata solo sul compenso, non sul CIPAG)
  • Totale a pagare

La particolarità della fatturazione ordinaria per geometri è che il contributo CIPAG è soggetto a IVA, quindi concorre a formare la base imponibile sulla quale si applica il 22%. Questo aumenta leggermente l’importo totale della fattura rispetto a un semplice calcolo del 22% sul solo compenso.

Un altro vantaggio del regime ordinario è che se i tuoi acquisti professionali hanno IVA elevata (ad esempio perché hai investito in strumentazione tecnica costosa), puoi trovarti in credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura

Il contributo integrativo CIPAG del 5% è una voce obbligatoria per tutti i geometri iscritti alla Cassa, sia in regime forfettario che ordinario. Si tratta di una quota che va a finanziare la previdenza integrativa dei geometri.

Come si calcola il contributo CIPAG

Il contributo si calcola applicando il 5% al compenso professionale lordo. Questo importo:

  • Va addebitato al cliente (non lo paghi tu, lo incassi e lo versi alla Cassa)
  • Concorre a formare il reddito imponibile per le tasse
  • È soggetto a IVA nel regime ordinario (mentre in forfettario non c’è IVA)
  • Non è soggetto a ritenuta d’acconto

Esempio pratico: se emetti una fattura per un compenso di 1.000 euro, il contributo CIPAG sarà di 50 euro (5% di 1.000). Questo importo viene sommato al compenso nel totale fattura.

Il contributo CIPAG va versato trimestralmente alla Cassa tramite il modello F24, utilizzando i codici tributo specifici. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella corretta compilazione degli F24 e nel calcolo delle scadenze contributive.

Differenza tra contributo soggettivo e integrativo

Attenzione a non confondere il contributo integrativo del 5% (che addebiti in fattura) con il contributo soggettivo CIPAG (che invece versi tu personalmente in base al tuo reddito annuale). Il contributo integrativo è un costo per il cliente, quello soggettivo è un costo per te come professionista.

Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria

La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria sulle fatture che superano l’importo di 77,47 euro, quando la fattura è esente IVA (quindi principalmente per chi è in regime forfettario).

Quando si applica la marca da bollo

Nel regime forfettario, se il totale della fattura (compenso + contributo CIPAG) supera 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro. Puoi scegliere tra:

  • Marca da bollo cartacea: acquisti la marca fisica e la incolli sulla fattura cartacea
  • Bollo virtuale: paghi il bollo tramite F24 e indichi in fattura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”

Nel regime ordinario, invece, la marca da bollo non serve perché la fattura è soggetta a IVA. L’obbligo di bollo scatta solo per le fatture esenti o escluse da IVA.

Come calcolare l’importo della marca da bollo

Esempio: emetti una fattura da 1.000 euro di compenso + 50 euro CIPAG = totale 1.050 euro. Poiché supera 77,47 euro, applichi la marca da bollo da 2 euro. Nella fattura puoi:

  • Opzione 1: addebitare al cliente i 2 euro del bollo (totale a pagare: 1.050 euro, di cui 2 euro per marca da bollo)
  • Opzione 2: assorbirlo tu nel compenso (totale a pagare: 1.050 euro, bollo a tuo carico)

La scelta è commerciale. Molti geometri preferiscono indicare separatamente il bollo per trasparenza verso il cliente.

Esempio Fattura Geometra Forfettario

Vediamo un esempio pratico di fattura geometra regime forfettario con tutti i calcoli step-by-step.

Scenario

Il geometra Mario Rossi emette fattura per una pratica catastale verso un’azienda cliente (sostituto d’imposta). Compenso pattuito: 800 euro.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro (5% di 800)
Totale fattura: 840,00 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800, calcolata solo sul compenso)
Marca da bollo: -2,00 euro (assolta virtualmente)

Netto a pagare: 678,00 euro

Diciture obbligatorie

Nella fattura devi riportare:
“Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario“
“Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014“

Il cliente ti pagherà 678 euro. Tu incasserai netto 638 euro (perché 40 euro di CIPAG dovrai versarli alla Cassa), e recupererai i 160 euro di ritenuta in dichiarazione dei redditi come credito d’imposta.

Nota importante: la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata solo sul compenso (800 euro), non sul contributo CIPAG. Questa è una regola fondamentale da rispettare.

Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario

Vediamo ora un esempio di fatturazione in regime ordinario con IVA, sempre con lo stesso compenso di 800 euro.

Scenario

Geometra Mario Rossi in regime ordinario, stessa prestazione verso azienda cliente.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro
Totale imponibile: 840,00 euro

IVA 22% su 840 euro: 184,80 euro

Totale fattura: 1.024,80 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800)
Netto a pagare: 864,80 euro

Differenze rispetto al forfettario

Come puoi notare, la fattura in regime ordinario risulta più alta per il cliente a causa dell’IVA (1.024,80 euro contro 840 euro del forfettario). Tuttavia, se il cliente è un’azienda con partita IVA, può scaricare l’IVA, quindi il costo netto finale è simile.

Per te geometra in regime ordinario, i 184,80 euro di IVA non sono un ricavo: dovrai versarli all’Erario tramite liquidazione IVA trimestrale, ma potrai detrarre l’IVA pagata sui tuoi acquisti professionali (software, strumenti, auto, etc.).

In questo esempio non c’è marca da bollo perché la fattura è soggetta a IVA.

Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

La ritenuta d’acconto del 20% è un meccanismo fiscale che serve ad anticipare parte delle imposte che dovrai pagare sul reddito professionale. Non è una tassa aggiuntiva, ma un acconto sulle tasse finali.

Chi applica la ritenuta

La ritenuta viene applicata dal cliente quando questo è un sostituto d’imposta, ossia:

  • Aziende (società di persone o di capitali)
  • Enti pubblici (Comuni, Province, Regioni)
  • Professionisti con dipendenti o che esercitano in forma associata

Se invece fatturi a un privato cittadino (una persona fisica che non ha partita IVA), non si applica la ritenuta d’acconto e il cliente ti paga l’intero importo della fattura.

Come funziona in pratica

Quando emetti una fattura da 840 euro (compenso + CIPAG) verso un’azienda, indichi in fattura la ritenuta del 20% calcolata sul compenso (800 euro × 20% = 160 euro). L’azienda ti paga 680 euro e trattiene i 160 euro che verserà all’Erario per tuo conto.

A fine anno, quando fai la dichiarazione dei redditi, quei 160 euro trattenuti ti vengono riconosciuti come credito d’imposta e vengono scalati dalle tasse totali da pagare. Se hai avuto molte ritenute durante l’anno, potresti trovarti addirittura in credito e ricevere un rimborso.

Certificazione Unica (CU)

I clienti che hanno applicato ritenute devono rilasciarti entro il 31 marzo di ogni anno la Certificazione Unica (CU), un documento che attesta tutte le ritenute subite nell’anno precedente. Questo documento serve al tuo commercialista o al CAF per compilare correttamente il modello Redditi.

FAQ Fatturazione Geometra

Posso emettere fatture senza partita IVA?

No, per emettere fatture come geometra libero professionista devi obbligatoriamente avere la partita IVA attiva. Se lavori saltuariamente puoi usare la ritenuta d’acconto senza P.IVA, ma solo per prestazioni occasionali (massimo 5.000 euro annui) e non puoi iscriverti all’Albo in questo modo.

Quanto tempo ho per emettere una fattura?

Le fatture vanno emesse entro 12 giorni dalla data di ultimazione della prestazione professionale o dall’incasso del compenso. In caso di acconto, emetti fattura al momento del pagamento dell’acconto, poi saldo a lavoro completato.

Devo emettere fattura elettronica?

Sì, dal 1° gennaio 2024 anche i professionisti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI), a meno che non rientrino in esenzioni specifiche. Per il regime ordinario la fattura elettronica è sempre obbligatoria verso clienti B2B e PA.

Il contributo CIPAG è deducibile per il cliente?

Sì, il contributo CIPAG addebitato in fattura è interamente deducibile per il cliente come costo professionale, esattamente come il compenso del geometra.

Posso fatturare senza cassa previdenziale?

No, se sei iscritto all’Albo dei Geometri devi obbligatoriamente iscriverti alla Cassa CIPAG e versare i contributi. L’iscrizione alla Cassa è requisito per l’esercizio della professione.

Come faccio a scegliere tra regime forfettario e ordinario?

La scelta dipende dal tuo volume d’affari previsto, dai costi deducibili e dalla tipologia di clienti. In generale, il regime forfettario conviene se hai ricavi sotto gli 85.000 euro annui e pochi costi da scaricare. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Cosa succede se sbaglio a emettere una fattura?

Puoi emettere una nota di credito (fattura di storno) per annullare la fattura errata, poi riemetterla corretta. Oppure puoi emettere una nota di variazione se l’errore riguarda solo l’importo. È importante correggere tempestivamente per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione da geometra?

La corretta gestione della fatturazione professionale è fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per geometri liberi professionisti: ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale più conveniente, a emettere correttamente le fatture, a calcolare i contributi CIPAG e a gestire tutti gli adempimenti contabili e fiscali.

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 09:00:002026-05-30 00:08:55Fatturazione Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario e Ordinario
Geometri

Quanto Guadagna un Geometra con Partita IVA nel 2026

regime forfettario partita iva

Stai pensando di intraprendere la professione di geometra o vuoi valutare se passare dal lavoro dipendente alla libera professione? Una delle domande piu frequenti e: quanto guadagna effettivamente un geometra in Italia nel 2026? La risposta dipende da molti fattori: se lavori come dipendente o libero professionista, il settore (pubblico o privato), l’esperienza accumulata, la zona geografica e le tue specializzazioni.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio stipendi, fatturati, tariffe e redditi netti dei geometri nel 2026, con esempi pratici e calcoli reali per aiutarti a capire le reali opportunita economiche di questa professione.

Indice dei contenuti

  1. Stipendio del Geometra Dipendente: Pubblico vs Privato
  2. Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista
  3. Tariffe Indicative per le Principali Prestazioni
  4. Calcolo del Guadagno Netto in Regime Forfettario
  5. Specializzazioni Piu Redditizie per Geometri
  6. Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra
  7. Confronto: Geometra Dipendente vs Libero Professionista
  8. Domande Frequenti

Stipendio del Geometra Dipendente: Pubblico vs Privato

Il geometra dipendente in Italia percepisce uno stipendio che varia significativamente in base all’esperienza, al settore di impiego e alla zona geografica. Secondo i dati aggiornati al 2026, la retribuzione annua lorda (RAL) media si attesta intorno ai 42.500 euro, con una fascia tipica compresa tra 28.500 euro (25 percentile) e 56.500 euro (75 percentile).

Vediamo nel dettaglio le differenze di stipendio in base all’esperienza professionale:

EsperienzaStipendio Netto MensileRAL Annua Indicativa
0-3 anni (junior)1.180 – 1.350 euro28.500 – 32.000 euro
4-9 anni (mid-level)1.410 – 1.650 euro35.000 – 42.000 euro
10-20 anni (senior)1.900 – 2.200 euro45.000 – 52.000 euro
Oltre 20 anni (esperto)2.420 – 2.800 euro52.000 – 56.500 euro

Il settore pubblico offre generalmente stipendi piu bassi rispetto al privato, ma garantisce maggiore stabilita contrattuale e benefit come buonuscita e trattamento pensionistico favorevole. Un geometra comunale guadagna mediamente 25.000-30.000 euro lordi all’anno.

Nel settore privato, invece, un geometra dipendente puo raggiungere stipendi piu elevati, soprattutto lavorando per grandi studi professionali, imprese di costruzioni o societa di ingegneria. In questi contesti, un geometra senior puo arrivare oltre 3.000 euro netti al mese.


Quanto Guadagna un Geometra Libero Professionista

Il geometra libero professionista ha un potenziale di guadagno molto piu variabile rispetto al dipendente. Il fatturato annuo puo oscillare tra i 20.000 euro per chi inizia l’attivita, fino a superare i 70.000-100.000 euro per professionisti affermati con un buon portafoglio clienti.

Ecco una stima realistica dei fatturati tipici in base all’esperienza:

  • Geometra neo-iscritto all’albo (primi 1-2 anni): fatturato 15.000 – 25.000 euro/anno
  • Geometra con esperienza moderata (3-5 anni): fatturato 30.000 – 45.000 euro/anno
  • Geometra affermato (oltre 5 anni, buon network): fatturato 50.000 – 70.000 euro/anno
  • Studio strutturato con collaboratori: fatturato 80.000 – 150.000+ euro/anno

Attenzione: il fatturato NON corrisponde al guadagno netto. Dal fatturato vanno sottratte diverse voci di spesa, tra cui i contributi previdenziali CIPAG, le imposte, le spese di gestione dello studio e gli eventuali costi per collaboratori.

Un geometra con partita IVA in regime forfettario puo beneficiare di una tassazione molto agevolata. Se stai valutando l’apertura della partita IVA, leggi la nostra guida completa all’apertura della partita IVA per geometri nel 2026.


Tariffe Indicative per le Principali Prestazioni

Per capire quanto guadagna un geometra e utile conoscere le tariffe indicative per le prestazioni piu richieste. Questi prezzi sono orientativi e possono variare in base alla complessita, alla zona geografica e all’esperienza del professionista.

Pratiche Edilizie

PraticaTariffa IndicativaNote
CILA (Comunicazione Inizio Lavori)300 – 800 euroManutenzione straordinaria leggera
SCIA (Segnalazione Certificata)400 – 1.000 euroManutenzione straordinaria pesante
Permesso di Costruire1.500 – 3.500 euroNuove costruzioni, ampliamenti
Sanatoria edilizia800 – 2.500 euroRegolarizzazione abusi
Condono edilizio2.000 – 6.000 euroComplessita elevata

Pratiche Catastali

PraticaTariffa IndicativaNote
DOCFA (variazione catastale)250 – 800 euroDipende dal numero di unita
Frazionamento catastale600 – 1.500 euroTerreni o fabbricati
Tipo mappale400 – 1.200 euroNuove costruzioni su terreno
Voltura catastale100 – 300 euroCambio intestazione

Certificazioni e Perizie

PrestazioneTariffa IndicativaNote
APE (Attestato Prestazione Energetica)150 – 300 euroObbligatorio vendita/affitto
Perizia estimativa300 – 1.500 euroDipende dal valore immobile
Perizia CTU tribunale1.000 – 5.000 euroTariffe stabilite dal giudice
Relazione tecnica200 – 600 euroDue diligence, compravendite

Calcolo del Guadagno Netto in Regime Forfettario

Il regime forfettario 2026 e la scelta fiscale piu conveniente per la maggior parte dei geometri liberi professionisti. Vediamo come calcolare il guadagno netto reale partendo dal fatturato.

Parametri del Regime Forfettario per Geometri

  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Aliquota imposta sostitutiva: 5% primi 5 anni (nuove attivita), poi 15%
  • Contributi CIPAG: circa 20% del reddito (minimo 4.205 euro/anno)
  • Nessuna IVA da addebitare ai clienti
  • Nessuna ritenuta d’acconto

Esempio 1: Geometra con fatturato 40.000 euro (primi 5 anni)

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 31.200 euro
  • Contributi CIPAG (20%): 6.240 euro
  • Reddito al netto contributi: 24.960 euro
  • Imposta sostitutiva (5%): 1.248 euro
  • Guadagno netto: 32.512 euro (circa 2.710 euro/mese)

Esempio 2: Geometra con fatturato 60.000 euro (dopo 5 anni)

  • Fatturato annuo: 60.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 46.800 euro
  • Contributi CIPAG (20%): 9.360 euro
  • Reddito al netto contributi: 37.440 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 5.616 euro
  • Guadagno netto: 45.024 euro (circa 3.752 euro/mese)

Ricorda che i contributi CIPAG sono interamente deducibili dal reddito, riducendo la base imponibile.


Specializzazioni Piu Redditizie per Geometri

Non tutti i geometri guadagnano allo stesso modo. Le specializzazioni possono fare una grande differenza nel reddito annuale. Ecco le aree piu redditizie nel 2026:

1. CTU e Perito del Tribunale

Diventare Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) presso il tribunale puo generare compensi elevati, soprattutto per cause complesse come divisioni ereditarie, contenziosi immobiliari e stime giudiziarie. I compensi variano da 1.000 a 5.000+ euro per incarico.

2. Coordinatore Sicurezza Cantieri

Con l’abilitazione come Coordinatore per la Sicurezza (CSP/CSE), puoi accedere a incarichi ben remunerati. Per cantieri di medie dimensioni, i compensi vanno da 2.000 a 8.000 euro per progetto.

3. Certificazione Energetica e Superbonus

Gli APE e le pratiche legate all’efficientamento energetico restano molto richiesti. Con le detrazioni fiscali attive, un tecnico specializzato puo fatturare 30.000-50.000 euro/anno solo con questa tipologia di incarichi.

4. BIM Manager

La competenza nel Building Information Modeling (BIM) e sempre piu richiesta, soprattutto per appalti pubblici. I compensi per un BIM specialist partono da 50.000 euro/anno.

5. Amministrazione Condomini

L’amministrazione condominiale garantisce un reddito ricorrente. Gestendo 20-30 condomini, si possono guadagnare 40.000-60.000 euro/anno con compensi stabili.


Fattori che Influenzano il Reddito del Geometra

Il guadagno di un geometra dipende da diversi fattori chiave:

Zona Geografica

Al Nord Italia gli stipendi e le tariffe sono mediamente piu alti del 20-30% rispetto al Sud. Milano, Roma e le grandi citta offrono piu opportunita ma anche maggiore concorrenza.

Network e Passaparola

Un buon network professionale (agenzie immobiliari, notai, avvocati, imprese edili) e fondamentale per avere un flusso costante di incarichi. Il passaparola resta il principale canale di acquisizione clienti.

Digitalizzazione e Marketing

I geometri che investono in presenza online (sito web, Google My Business, social) e strumenti digitali (software CAD avanzati, firma digitale) hanno un vantaggio competitivo significativo.

Formazione Continua

Aggiornarsi costantemente sulle normative (bonus edilizi, codice appalti, catasto) e acquisire nuove competenze (BIM, certificazioni energetiche) permette di offrire servizi a maggior valore aggiunto.


Confronto: Geometra Dipendente vs Libero Professionista

Quale strada conviene? Dipende dai tuoi obiettivi e dalla tua propensione al rischio.

AspettoDipendenteLibero Professionista
Reddito garantitoSi, stipendio fisso mensileNo, dipende dal fatturato
Potenziale guadagnoLimitato (max 56.500 euro/anno)Illimitato (anche oltre 100.000 euro)
Flessibilita orariaBassa (orario fisso)Alta (gestisci tu il tempo)
Ferie e malattiaRetribuiteNon retribuite
Contributi pensioneINPS (piu tutele)CIPAG (gestione separata)
Rischio imprenditorialeNulloPresente
Crescita professionaleLegata all’aziendaDipende da te

Una soluzione intermedia e mantenere un lavoro dipendente part-time mentre avvii l’attivita autonoma, per ridurre il rischio iniziale.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 3 anni.

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Domande Frequenti

Quanto guadagna un geometra al mese?

Un geometra dipendente guadagna mediamente tra 1.200 e 2.400 euro netti al mese. Un libero professionista con fatturato di 40.000 euro in regime forfettario ottiene circa 2.700 euro netti mensili.

Qual e lo stipendio di un geometra neo-laureato?

Un geometra neo-laureato come dipendente parte da circa 1.100-1.300 euro netti al mese (RAL 24.000-28.000 euro). Come libero professionista, nei primi anni il fatturato si aggira sui 15.000-25.000 euro annui.

Conviene aprire partita IVA come geometra?

Conviene se hai un buon network di potenziali clienti e tolleranza al rischio. Il regime forfettario rende la tassazione molto vantaggiosa, ma servono i primi 2-3 anni per costruire un portafoglio clienti stabile.

Quanto costa aprire la partita IVA come geometra?

L’apertura della partita IVA con il CAF Centro Fiscale costa 120-150 euro per i professionisti. I costi iniziali includono: iscrizione CIPAG, assicurazione professionale obbligatoria (300-600 euro/anno), eventuali software e attrezzature. Per una guida completa, leggi il nostro articolo sulla partita IVA geometra 2026.

Quali sono i contributi previdenziali per un geometra?

I geometri liberi professionisti versano i contributi alla CIPAG. L’aliquota e del 20% sul reddito professionale, con un minimo di 4.205 euro/anno. I contributi sono deducibili dal reddito imponibile.

Qual e il codice ATECO per geometra?

Il codice ATECO per i geometri e il 71.12.30 “Attivita tecniche svolte da geometri”. Approfondisci nella nostra guida al codice ATECO geometra 2026.


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Se stai valutando di aprire la partita IVA come geometra o vuoi ottimizzare la gestione fiscale della tua attivita professionale, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

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Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 09:00:002026-09-17 15:34:24Quanto Guadagna un Geometra con Partita IVA nel 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Co.Co.Co. Sportivo e Partita IVA Forfettaria 2026: Guida Completa alla Compatibilita

società sportiva SSD

Aggiornato a marzo 2026 – Sei un istruttore sportivo con un contratto Co.Co.Co. e stai pensando di aprire partita IVA forfettaria? Oppure hai già una P.IVA e vuoi capire se puoi accettare anche compensi sportivi? La buona notizia è che le due forme sono perfettamente compatibili, ma ci sono regole precise da conoscere per non perdere i benefici fiscali. In questa guida completa analizziamo tutto: soglie, contributi INPS, tassazione e esempi pratici con calcoli reali.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo
  2. Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026
  3. Requisiti Regime Forfettario 2026
  4. Compatibilità Co.Co.Co. e Forfettario
  5. Contributi INPS: Come Funzionano
  6. Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati
  7. Obblighi Fiscali e Dichiarativi
  8. Quando Conviene Aprire P.IVA
  9. Domande Frequenti

Cos’è il Contratto Co.Co.Co. Sportivo

Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (Co.Co.Co. sportivo) è una forma contrattuale introdotta dal D.Lgs. 36/2021 (Riforma dello Sport), entrata pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Si tratta di una tipologia contrattuale specifica per il settore sportivo dilettantistico che permette alle associazioni e società sportive dilettantistiche (ASD/SSD) di instaurare rapporti di lavoro con istruttori, allenatori, preparatori e altri collaboratori sportivi.

Le caratteristiche distintive del Co.Co.Co. sportivo sono:

  • Coordinamento con l’ente sportivo: il lavoratore organizza la propria attività seguendo le direttive dell’ASD/SSD
  • Continuità della prestazione: non si tratta di prestazioni occasionali, ma di un rapporto stabile nel tempo
  • Prevalenza personale: il lavoro viene svolto personalmente dal collaboratore
  • Assenza di vincolo di subordinazione: diversamente dal lavoro dipendente, il collaboratore mantiene autonomia organizzativa

Chi può avere un Co.Co.Co. sportivo? Questo contratto è riservato a figure professionali del mondo sportivo dilettantistico: istruttori di nuoto, fitness, tennis, calcio, pallavolo, preparatori atletici, allenatori di squadre giovanili, direttori tecnici e altre figure previste dai regolamenti delle federazioni sportive.

Le Soglie di Esenzione Fiscale 2026

Uno dei principali vantaggi del Co.Co.Co. sportivo è il regime fiscale agevolato. Per il 2026, le soglie di esenzione sono confermate come segue:

Fascia di CompensoTassazione IRPEFContributi INPS
0 – 5.000 euroEsenteEsenti
5.001 – 15.000 euroEsenteDovuti (con riduzione 50%)
Oltre 15.000 euroTassati (solo parte eccedente)Dovuti

Soglia 5.000 euro: esenzione totale

I compensi sportivi fino a 5.000 euro annui lordi sono completamente esenti sia da IRPEF che da contributi INPS. Questa soglia è cumulativa: se lavori per più ASD/SSD, devi sommare tutti i compensi ricevuti. Ad esempio, se ricevi 3.000 euro da un’ASD e 4.000 euro da un’altra, il totale di 7.000 euro supera la soglia dei 5.000 euro.

Soglia 15.000 euro: esenzione solo IRPEF

I compensi tra 5.001 e 15.000 euro restano esenti da IRPEF, ma sono soggetti a contributi INPS. La contribuzione si calcola sulla parte eccedente i 5.000 euro, con una riduzione del 50% dell’imponibile contributivo valida fino al 31 dicembre 2027.

Oltre 15.000 euro: tassazione ordinaria

Superata la soglia di 15.000 euro, i compensi eccedenti vengono tassati secondo le aliquote IRPEF ordinarie. La tassazione si applica solo sulla parte che supera i 15.000 euro, non sull’intero importo.

Requisiti Regime Forfettario 2026

Per comprendere la compatibilità tra Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria, è fondamentale conoscere i requisiti del regime forfettario 2026:

Limite di ricavi: 85.000 euro

Il limite principale è quello dei ricavi/compensi: per restare nel regime forfettario, non devi superare 85.000 euro annui di fatturato dalla tua attività con partita IVA. Se superi questa soglia ma resti sotto i 100.000 euro, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata.

Limite redditi da lavoro dipendente: 35.000 euro

Attenzione a questo requisito: se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 euro (limite elevato per il 2025-2026, in precedenza era 30.000 euro), non puoi accedere al forfettario. Tuttavia, i compensi sportivi Co.Co.Co. NON rientrano in questo limite, come vedremo nel prossimo paragrafo.

Altre cause di esclusione

  • Spese per dipendenti: non devi aver sostenuto spese per lavoro dipendente superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipazioni societarie: non puoi possedere quote in società di persone o controllare SRL con attività riconducibile alla tua
  • Ex datore di lavoro: se oltre il 50% dei tuoi compensi deriva dal tuo ex datore di lavoro dei 2 anni precedenti, sei escluso
  • Regimi speciali IVA: non puoi utilizzare contemporaneamente regimi speciali IVA

Aliquote del regime forfettario

TipologiaAliquotaRequisiti
Start-up5%Primi 5 anni, nuova attività
Ordinaria15%Dal 6° anno o senza requisiti start-up

Il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi. Per le attività sportive (codice ATECO 85.51 e simili), il coefficiente è del 78%.

Compatibilità Co.Co.Co. Sportivo e P.IVA Forfettaria

Arriviamo alla domanda centrale: si può avere contemporaneamente un Co.Co.Co. sportivo e una partita IVA forfettaria? La risposta è sì, sono perfettamente compatibili.

Perché sono compatibili

I compensi sportivi percepiti con Co.Co.Co. sono classificati fiscalmente come redditi diversi (art. 67, comma 1, lettera m del TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente o assimilati. Questo significa che:

  • Non contano ai fini del limite 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente/assimilato
  • Non contano ai fini del limite 85.000 euro di ricavi forfettari (sono redditi separati)
  • Non creano incompatibilità con il regime forfettario

Questa interpretazione è confermata dalla Circolare Agenzia delle Entrate 10/E del 4 aprile 2016 e dalla Risoluzione 64/E del 2019, che chiariscono la natura dei compensi sportivi e la loro compatibilità con altri regimi fiscali.

Come si cumulano i redditi

I due redditi vengono dichiarati separatamente e tassati con regole diverse:

  • Reddito forfettario: tassato con imposta sostitutiva 5% o 15%
  • Compensi sportivi fino a 15.000 euro: esenti IRPEF
  • Compensi sportivi oltre 15.000 euro: tassati con IRPEF ordinaria (solo la parte eccedente)

Contributi INPS: Come Funzionano

La gestione contributiva è uno degli aspetti più complessi quando si combinano Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria. Vediamo nel dettaglio come funzionano i contributi INPS 2026.

Contributi sul Co.Co.Co. sportivo

I collaboratori sportivi sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026, secondo la Circolare INPS n. 8/2026, sono:

SituazioneAliquota IVSAliquota totale
Senza altra copertura previdenziale25%27,03% (+ contributi minori)
Con altra copertura (es. P.IVA)24%24%

Riduzione 50% fino al 2027: per i lavoratori sportivi, l’imponibile contributivo è ridotto del 50% sulla parte eccedente i 5.000 euro. Questo significa che su 10.000 euro di compensi sportivi, i contributi si calcolano solo su 2.500 euro (metà di 5.000 euro eccedenti).

Ripartizione dell’onere: 2/3 a carico dell’ASD/SSD, 1/3 a carico del collaboratore.

Contributi sulla P.IVA forfettaria

Se sei iscritto alla Gestione Separata anche per la P.IVA (professionista senza cassa), l’aliquota 2026 è:

  • 26,07% se non hai altra copertura previdenziale
  • 24% se hai già altra copertura (es. dal Co.Co.Co. sportivo)

In caso di doppia iscrizione, puoi beneficiare dell’aliquota ridotta del 24% sulla P.IVA, poiché risulti già coperto dalla previdenza del Co.Co.Co.

Esempi Pratici con Calcoli Dettagliati

Vediamo ora tre esempi pratici con calcoli reali per capire concretamente quanto si paga e quanto resta netto.

Esempio 1: Istruttore di nuoto con P.IVA personal trainer

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso piscina comunale: 12.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria come personal trainer: 28.000 euro/anno

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (12.000 euro):

  • IRPEF: 0 euro (sotto soglia 15.000 euro, esente)
  • Contributi INPS: base imponibile = (12.000 – 5.000) x 50% = 3.500 euro
  • Contributi dovuti: 3.500 x 24% = 840 euro (di cui 280 euro a carico del lavoratore)

Reddito forfettario (28.000 euro):

  • Reddito imponibile: 28.000 x 78% = 21.840 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 21.840 x 15% = 3.276 euro
  • Contributi INPS (24%): 21.840 x 24% = 5.242 euro

Totale imposte e contributi annui:

  • IRPEF/Imposta sostitutiva: 3.276 euro
  • Contributi totali a carico: 280 + 5.242 = 5.522 euro
  • Totale: 8.798 euro

Reddito netto annuo: 40.000 – 8.798 = 31.202 euro (circa 2.600 euro/mese)

Esempio 2: Personal trainer con doppia attività intensa

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso 2 palestre: 8.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria (corsi privati + online): 45.000 euro/anno

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (8.000 euro):

  • IRPEF: 0 euro (esente)
  • Contributi INPS: base = (8.000 – 5.000) x 50% = 1.500 euro
  • Contributi dovuti: 1.500 x 24% = 360 euro (120 euro a carico lavoratore)

Reddito forfettario (45.000 euro):

  • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 35.100 x 15% = 5.265 euro
  • Contributi INPS (24%): 35.100 x 24% = 8.424 euro

Totale imposte e contributi: 5.265 + 120 + 8.424 = 13.809 euro

Reddito netto annuo: 53.000 – 13.809 = 39.191 euro (circa 3.266 euro/mese)

Esempio 3: Fisioterapista sportivo (caso limite)

Situazione:

  • Co.Co.Co. sportivo presso società calcio: 20.000 euro/anno
  • P.IVA forfettaria come fisioterapista: 60.000 euro/anno

Verifica compatibilità: OK – il Co.Co.Co. sportivo non conta per il limite 85.000 euro forfettario né per il limite 35.000 euro redditi dipendenti.

Calcolo imposte e contributi:

Compensi sportivi (20.000 euro):

  • IRPEF su parte eccedente 15.000: (20.000 – 15.000) x 23% = 1.150 euro
  • Contributi INPS: base = (20.000 – 5.000) x 50% = 7.500 euro
  • Contributi dovuti: 7.500 x 24% = 1.800 euro (600 euro a carico lavoratore)

Reddito forfettario (60.000 euro):

  • Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 46.800 x 15% = 7.020 euro
  • Contributi INPS (24%): 46.800 x 24% = 11.232 euro

Totale imposte e contributi: 1.150 + 600 + 7.020 + 11.232 = 20.002 euro

Reddito netto annuo: 80.000 – 20.002 = 59.998 euro (circa 5.000 euro/mese)

Obblighi Fiscali e Dichiarativi

Chi ha sia Co.Co.Co. sportivo che P.IVA forfettaria deve presentare il Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico). Ecco i quadri da compilare:

Quadri del Modello Redditi PF

  • Quadro LM: per il reddito forfettario (sezione II per forfettari)
  • Quadro RL: per i compensi sportivi (rigo RL21/RL22 per redditi diversi)
  • Quadro RR: per i contributi INPS Gestione Separata

Certificazione Unica (CU)

L’ASD/SSD che ti corrisponde i compensi sportivi deve rilasciarti la Certificazione Unica entro il 16 marzo di ogni anno. Questo documento riporta i compensi erogati e le eventuali ritenute/contributi.

Scadenze 2026

AdempimentoScadenza
Ricezione CU dall’ASD16 marzo 2026
Dichiarazione Redditi PF30 settembre 2026
Saldo imposte + 1° acconto30 giugno 2026
2° acconto imposte30 novembre 2026

Quando Conviene Aprire Partita IVA

Non sempre conviene aprire partita IVA se hai già un Co.Co.Co. sportivo. Ecco una checklist decisionale:

Conviene aprire P.IVA se:

  • Hai clienti privati che vogliono fattura
  • Vuoi offrire servizi a palestre/centri sportivi come fornitore esterno
  • I tuoi compensi sportivi sono stabili e vuoi diversificare
  • Vuoi dedurre costi (nel forfettario solo in modo forfettario)
  • Hai prospettive di crescita oltre i limiti del Co.Co.Co.

Non conviene aprire P.IVA se:

  • I compensi sportivi sono già sufficienti
  • Non hai clienti esterni all’ASD
  • Vuoi mantenere la semplicità gestionale
  • Rischi di superare i limiti del forfettario

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Domande Frequenti

Posso avere Co.Co.Co. sportivo e P.IVA forfettaria insieme?

Sì, le due forme sono perfettamente compatibili. I compensi sportivi sono classificati come redditi diversi e non interferiscono con i requisiti del regime forfettario.

I compensi sportivi contano per il limite 85.000 euro del forfettario?

No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non rientrano nel calcolo dei ricavi/compensi forfettari. Sono redditi di natura diversa e vengono dichiarati separatamente.

Cosa succede se supero 35.000 euro di compensi sportivi?

I compensi sportivi non sono redditi da lavoro dipendente, quindi non contano ai fini del limite 35.000 euro per l’accesso al forfettario. Puoi percepire qualsiasi importo di compensi sportivi senza perdere il diritto al regime forfettario.

Devo emettere fattura per i compensi sportivi?

No, i compensi sportivi da Co.Co.Co. non richiedono fattura. L’ASD/SSD ti rilascia una ricevuta o un cedolino e ti fornisce la Certificazione Unica a fine anno.

Posso avere più Co.Co.Co. con diverse ASD?

Sì, puoi collaborare con più associazioni sportive. Ricorda però che le soglie di esenzione (5.000 e 15.000 euro) sono cumulative: devi sommare tutti i compensi ricevuti da tutte le ASD/SSD.

Quali contributi pago in totale?

Se hai entrambe le attività, paghi: contributi sul Co.Co.Co. (24% sulla base ridotta al 50%, di cui 1/3 a tuo carico) + contributi sulla P.IVA (24% sul reddito forfettario, avendo già altra copertura). L’aliquota ridotta del 24% anziché 26,07% si applica perché risulti già coperto previdenzialmente.

Come dichiaro i redditi delle due attività?

Devi presentare il Modello Redditi PF, compilando il Quadro LM per il reddito forfettario e il Quadro RL per i compensi sportivi. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta.

Conviene aprire P.IVA se ho compensi sportivi stabili?

Dipende dalla tua situazione. Se hai già compensi sportivi significativi (oltre 10-15.000 euro) e la possibilità di acquisire clienti privati, la P.IVA forfettaria può essere un ottimo complemento. Se invece i compensi sportivi ti bastano e non hai prospettive di clientela esterna, potrebbe non convenire aggiungere gli adempimenti della partita IVA.

Hai bisogno di assistenza?

La gestione fiscale di Co.Co.Co. sportivo e partita IVA forfettaria richiede attenzione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella valutazione della tua situazione, nell’apertura della partita IVA e nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Contattaci:

  • Telefono: 0432 1638640
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Geometri

Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

regime forfettario partita iva

Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), e fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novita che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e la CIPAG e chi deve iscriversi
  2. Aliquote Contributive 2026
  3. Contributo Minimo 4.205 euro
  4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
  5. Contributo Integrativo in Fattura
  6. Scadenze Versamenti 2026
  7. Agevolazioni per Geometri Under 30
  8. Sanzioni per Mancato Pagamento
  9. Novita: Aumento al 22% dal 2027
  10. Domande Frequenti

Cos’e la CIPAG e chi deve iscriversi

La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) e l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione e automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attivita professionale.

La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti) e l’assistenza (indennita di maternita, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG e una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

Chi deve iscriversi:

  • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
  • Geometri che esercitano in forma di societa tra professionisti (STP)
  • Anche chi opera in regime forfettario e obbligato al versamento

Chi NON deve iscriversi:

  • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
  • Geometri pensionati che non esercitano piu attivita professionale
  • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non e automatica, va richiesta formalmente)

L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


Aliquote Contributive 2026

I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. E importante capire la differenza tra queste voci perche si calcolano in modo diverso e hanno finalita distinte.

1. Contributo Soggettivo (20%)

Il contributo soggettivo e la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidita, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale e quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

Attenzione: Se il tuo reddito e basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 e pari a 4.205 euro.

2. Contributo Integrativo (5%)

Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioe sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

Questo contributo ha una particolarita importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti paghera insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

Esempio di fattura:

  • Compenso professionale: 1.000 euro
  • Contributo integrativo 5%: 50 euro
  • Imponibile totale: 1.050 euro
  • IVA 22% su 1.050: 231 euro
  • Totale fattura: 1.281 euro

I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

3. Contributo di Maternita (0,50%)

Il contributo di maternita e un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennita di maternita e l’indennita di paternita. L’aliquota per il 2026 e dello 0,50% del reddito professionale netto.

Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternita e di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

Riepilogo aliquote 2026:

  • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
  • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
  • Contributo maternita: 0,50% del reddito netto

Contributo Minimo 4.205 euro

Anche se il tuo reddito professionale e basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo e pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

A chi si applica il contributo minimo

Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo e inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

Esempio pratico:

  • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
  • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
  • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attivita) – Si versa comunque 4.205 euro

Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attivita o attraversa un periodo di fatturato basso.


Come si Calcolano i Contributi CIPAG

Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 e fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

Esempio 1: Reddito 20.000 euro

Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
  • Contributo maternita: 20.000 x 0,50% = 100 euro
  • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

Totale: 4.305 euro (piu 1.400 euro integrativo gia incassati dai clienti)

Esempio 2: Reddito 40.000 euro

Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
  • Contributo maternita: 40.000 x 0,50% = 200 euro
  • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

Totale: 8.200 euro (piu 2.750 euro integrativo)

Esempio 3: Reddito 60.000 euro

Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
  • Contributo maternita: 60.000 x 0,50% = 300 euro
  • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

Totale: 12.300 euro (piu 4.000 euro integrativo)


Contributo Integrativo in Fattura

Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

Struttura di una fattura corretta:

  1. Compenso professionale: 1.500 euro
  2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
  3. Imponibile IVA: 1.575 euro
  4. IVA 22%: 346,50 euro
  5. Totale fattura: 1.921,50 euro

Regime forfettario

Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


Scadenze Versamenti 2026

I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

RataScadenzaNote
Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

E fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


Agevolazioni per Geometri Under 30

Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

Riduzione nei primi 2 anni

Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

  • Contributo ordinario: 4.205 euro
  • Contributo agevolato: 1.051 euro
  • Risparmio: 3.154 euro/anno

Risparmio totale 5 anni

Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


Sanzioni per Mancato Pagamento

Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

Ravvedimento operoso

Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

  • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
  • Entro 30 giorni: 1,5%
  • Entro 90 giorni: 1,67%

Novita: Aumento al 22% dal 2027

Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumentera dal 20% al 22%. Questo incremento e necessario per garantire la sostenibilita del sistema previdenziale.

Quanto pagherai in piu

  • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
  • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
  • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
  • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

E consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

Si, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

Se chiudo la partita IVA a meta anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attivita professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

Si, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita e a tuo carico.

Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non e automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

Si, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valutera la tua situazione economica.


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Gestire correttamente i contributi CIPAG 2026 e fondamentale per evitare sanzioni, ottimizzare la tua posizione previdenziale e pianificare con serenita la tua attivita professionale. Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per:

  • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
  • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
  • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
  • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
  • Ottimizzare la tua posizione fiscale e previdenziale

Il nostro servizio e disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-12 09:00:002026-08-17 10:14:30Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri
Geometri

Codice ATECO Geometra 2026: Guida al Codice 71.12.30 e Coefficiente 78%

regime forfettario partita iva

Il codice ATECO geometra corretto e fondamentale per aprire partita IVA nel 2026 e accedere al regime forfettario. Scegliere il codice sbagliato significa applicare il coefficiente di redditivita errato, con conseguenze fiscali importanti. In questa guida scopri tutto sul codice ATECO 71.12.30, le attivita incluse e come comunicarlo all’Agenzia delle Entrate.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il Codice ATECO e Perche e Importante
  2. Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT
  3. Attivita Incluse nel Codice 71.12.30
  4. Coefficiente di Redditivita 78% nel Regime Forfettario
  5. Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate
  6. Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri
  7. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO
  8. Domande Frequenti

Cos’e il Codice ATECO e Perche e Importante

Il codice ATECO (Attivita Economiche) e un sistema di classificazione delle attivita produttive utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate. Ogni professionista che apre partita IVA come geometra deve dichiarare il proprio codice ATECO, che identifica il tipo di attivita svolta.

Per i geometri, il codice principale e il 71.12.30, che rientra nella categoria delle “Attivita tecniche svolte da geometri”. Questo codice e determinante per tre motivi principali:

  • Coefficiente di redditivita: nel regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 ha un coefficiente del 78%. Questo significa che se fatturi 30.000 euro, il reddito imponibile su cui paghi le tasse e di 23.400 euro (30.000 x 78%).
  • Contributi previdenziali: il codice determina quale cassa previdenziale devi iscriverti. I geometri devono iscriversi alla Cassa Italiana Geometri (CIPAG).
  • Detrazioni e agevolazioni: alcuni bonus fiscali sono riservati a specifici codici ATECO. Un codice errato puo farti perdere opportunita di risparmio.

Scegliere il codice ATECO sbagliato comporta errori nel calcolo delle tasse e potenziali sanzioni in caso di controlli. Per questo e importante affidarsi a un CAF specializzato che verifichi la correttezza della classificazione.

Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT

Il codice ATECO 71.12.30 e cosi definito dall’ISTAT nella classificazione ufficiale 2007 (aggiornata al 2025-2026):

“Attivita tecniche svolte da geometri”

Questa categoria comprende le attivita professionali tipiche del geometra, regolamentate dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati. Il codice si inserisce nella gerarchia ATECO in questo modo:

  • Sezione M: Attivita professionali, scientifiche e tecniche
  • Divisione 71: Attivita degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
  • Gruppo 71.1: Attivita degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici
  • Classe 71.12: Attivita degli studi di ingegneria ed altri studi tecnici
  • Categoria 71.12.30: Attivita tecniche svolte da geometri

Questo codice distingue i geometri da altre figure tecniche come gli ingegneri (codice 71.12.10) o gli architetti (codice 71.11.00). La distinzione e importante perche ogni professione ha regole deontologiche, limiti di competenza e contributi previdenziali differenti.

Attivita Incluse nel Codice 71.12.30

Il codice ATECO 71.12.30 copre tutte le attivita tecniche che rientrano nelle competenze professionali del geometra, secondo quanto previsto dalla normativa italiana. Ecco le principali attivita incluse:

Rilievi e Topografia

  • Rilievi topografici per progetti edilizi e infrastrutturali
  • Tracciamenti di confini, lottizzazioni e frazionamenti
  • Misurazione terreni e determinazione di superfici
  • Accatastamenti di nuove costruzioni e variazioni catastali

Progettazione Edilizia

  • Progettazione di edifici civili di limitata complessita
  • Ristrutturazioni e ampliamenti edilizi
  • Direzione lavori per cantieri edili
  • Computi metrici e preventivi di spesa

Consulenza Tecnica e Amministrativa

  • Pratiche edilizie: CILA, SCIA, permessi di costruire
  • Certificazioni energetiche (APE)
  • Perizie tecniche e stime immobiliari
  • Consulenze catastali e successioni immobiliari

Sicurezza e Ambiente

  • Coordinamento sicurezza nei cantieri edili
  • Valutazioni di impatto ambientale (VIA) di competenza
  • Pratiche per bonus edilizi: Superbonus, Ecobonus, Sismabonus

Queste attivita sono quelle tipicamente svolte dai geometri e riconosciute dalla legge professionale. Se la tua attivita principale rientra in questa descrizione, il codice ATECO 71.12.30 e quello corretto per la tua partita IVA.

Coefficiente di Redditivita 78% nel Regime Forfettario

Nel regime forfettario 2026, il coefficiente di redditivita e la percentuale di fatturato che viene considerata come reddito imponibile. Per il codice ATECO 71.12.30, questo coefficiente e del 78%.

Vediamo con un esempio pratico come funziona il calcolo:

Esempio di Calcolo delle Tasse

Immagina di essere un geometra in regime forfettario con questi dati:

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Coefficiente di redditivita: 78%
  • Imposta sostitutiva: 15% (o 5% se sei nei primi 5 anni di attivita)

Il calcolo e questo:

  1. Reddito imponibile = 40.000 euro x 78% = 31.200 euro
  2. Imposta sostitutiva = 31.200 euro x 15% = 4.680 euro

A questi 4.680 euro devi aggiungere i contributi CIPAG (Cassa Italiana Geometri), che nel 2026 sono calcolati sul reddito imponibile con aliquote progressive. In media, per un reddito di 31.200 euro, i contributi si aggirano intorno ai 5.000-6.000 euro annui.

L’imposta sostitutiva e una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali/comunali. In pratica, invece di pagare piu imposte separate, ne paghi una sola con aliquota agevolata. Questo rende il regime forfettario molto conveniente rispetto al regime ordinario.

Perche il Coefficiente e 78%

Il coefficiente del 78% riflette il fatto che i geometri, come molti professionisti tecnici, hanno spese operative moderate. Il legislatore stima che circa il 22% del fatturato sia assorbito da costi (software, strumentazione, formazione, assicurazioni), mentre il restante 78% costituisce il reddito effettivo.

Questo coefficiente e identico per altre professioni tecniche simili (ingegneri, architetti), mentre differisce per attivita con strutture di costo diverse. Ad esempio, il commercio al dettaglio ha coefficienti piu bassi (40%) perche i costi di acquisto merce sono molto elevati.

Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate

Il codice ATECO geometra va comunicato all’Agenzia delle Entrate in due momenti principali: all’apertura della partita IVA e in caso di variazione dell’attivita.

Apertura Partita IVA

Quando apri partita IVA come geometra, devi presentare il modello AA9/12 (persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. In questo modello compili:

  • Quadro B: dati anagrafici e domicilio fiscale
  • Quadro C: attivita svolta e codice ATECO 71.12.30
  • Quadro F: regime contabile (ad esempio, regime forfettario)

Il modello puo essere presentato in tre modi:

  1. Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (serve SPID o CIE)
  2. Tramite intermediario abilitato (commercialista o CAF)
  3. Consegna diretta presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la procedura: dalla compilazione del modello alla scelta del codice ATECO corretto, fino alla verifica della tua iscrizione alla Cassa Geometri (CIPAG). Questo ti garantisce di partire senza errori e con tutti gli adempimenti in regola.

Variazione Codice ATECO

Se cambi attivita o aggiungi nuovi servizi, devi comunicare la variazione del codice ATECO entro 30 giorni dall’inizio della nuova attivita. Si usa sempre il modello AA9/12, barrando la casella “Variazione dati”.

Ad esempio, se sei un geometra che inizia anche attivita di amministrazione condominiale, potresti aggiungere il codice ATECO 68.32.00. Oppure, se ti specializzi in progettazione impianti termici, potresti affiancare il codice 71.12.40.

Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri

Oltre al codice principale 71.12.30, i geometri possono utilizzare codici ATECO aggiuntivi se svolgono attivita complementari. Ecco una tabella di confronto con i codici piu comuni:

Codice ATECODescrizione AttivitaCoefficiente RedditivitaQuando Usarlo
71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%Attivita principale del geometra
71.12.10Attivita degli studi di ingegneria78%Se sei geometra laureato con competenze ingegneristiche
71.11.00Attivita degli studi di architettura78%Progettazione architettonica (solo con titolo abilitante)
71.12.40Attivita tecniche svolte da periti industriali78%Perizie tecniche industriali e impiantistiche
68.32.00Amministrazione di condomini e gestione beni immobiliari67%Se svolgi anche attivita di amministratore di condominio
71.20.10Controllo di qualita e certificazione78%Certificazioni energetiche, collaudi tecnici

La scelta del codice ATECO giusto dipende dalla prevalenza dell’attivita. Se svolgi principalmente attivita tecniche tipiche del geometra (rilievi, progettazione, direzione lavori), il codice corretto e il 71.12.30. Se invece affianchi servizi complementari (ad esempio, amministrazione condominiale), puoi dichiarare il 71.12.30 come codice principale e il 68.32.00 come attivita secondaria.

Attenzione: nel regime forfettario, se svolgi attivita con coefficienti diversi, si applica il coefficiente dell’attivita prevalente. Per questo e importante tracciare bene i ricavi per ogni tipo di servizio.

Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

Molti geometri commettono errori nella scelta del codice ATECO, con conseguenze fiscali e contributive. Ecco i piu frequenti:

1. Confondere 71.12.30 con 71.12.10

Il codice 71.12.10 e riservato agli ingegneri, non ai geometri. Anche se hanno lo stesso coefficiente di redditivita (78%), la differenza e sostanziale per l’iscrizione alla cassa previdenziale. Gli ingegneri si iscrivono a INARCASSA, i geometri alla CIPAG. Usare il codice sbagliato significa iscriversi alla cassa sbagliata, con sanzioni e recuperi contributivi.

2. Non Dichiarare Attivita Secondarie

Se svolgi anche amministrazione condominiale o consulenza immobiliare, devi dichiarare anche questi codici ATECO. Non farlo significa rischiare contestazioni in caso di controllo fiscale, impossibilita di emettere fatture conformi per quei servizi e problemi con le detrazioni fiscali richieste dai clienti.

3. Scegliere il Codice Solo per il Coefficiente

Alcuni professionisti scelgono il codice ATECO in base al coefficiente di redditivita piu basso (per pagare meno tasse nel forfettario). Questo e un errore grave: il codice ATECO deve rispecchiare l’attivita effettivamente svolta, non la convenienza fiscale. L’Agenzia delle Entrate puo contestare il codice se non corrisponde ai servizi fatturati, con sanzioni e recupero delle imposte.

4. Non Aggiornare il Codice quando Cambia l’Attivita

Se ampli i tuoi servizi (ad esempio, inizi a fare anche progettazione energetica o sicurezza cantieri), devi comunicare la variazione. Continuare a usare il vecchio codice ATECO significa operare in modo irregolare.

5. Non Verificare la Coerenza con la Cassa Previdenziale

Il codice ATECO deve essere coerente con l’iscrizione alla CIPAG. Se ti iscrivi alla Cassa Geometri ma usi un codice diverso dal 71.12.30, la cassa puo chiedere chiarimenti e contestare i contributi versati. Affidati al CAF per verificare che tutto sia allineato.

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Domande Frequenti

Qual e il codice ATECO per geometri nel 2026?

Il codice ATECO principale per i geometri e il 71.12.30 – “Attivita tecniche svolte da geometri”. Questo codice ha un coefficiente di redditivita del 78% nel regime forfettario.

Posso usare piu codici ATECO come geometra?

Si, puoi dichiarare un codice ATECO principale (71.12.30) e uno o piu codici secondari se svolgi attivita complementari, come amministrazione condominiale (68.32.00) o consulenza immobiliare. L’importante e che il codice principale corrisponda all’attivita prevalente.

Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

Se il codice ATECO non corrisponde all’attivita effettivamente svolta, rischi sanzioni fiscali per dichiarazioni non conformi, recupero imposte se hai applicato il coefficiente di redditivita errato, e problemi con la cassa previdenziale (CIPAG), che potrebbe contestare i contributi versati.

Il codice ATECO 71.12.30 vale anche per geometri laureati?

Si, il codice 71.12.30 vale sia per i geometri diplomati che per i geometri laureati (L-7 o L-23). La differenza di competenze professionali non cambia il codice ATECO, ma solo le attivita che puoi svolgere secondo la normativa professionale.

Come comunico il codice ATECO all’apertura della partita IVA?

Compili il modello AA9/12 (persone fisiche) e lo presenti all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita. Puoi farlo online, tramite intermediario (CAF o commercialista) o presso un ufficio territoriale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutta la pratica per te.

Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto partita IVA?

Si, puoi modificare il codice ATECO presentando una variazione dati con il modello AA9/12 entro 30 giorni dal cambio di attivita. Ad esempio, se inizi a svolgere anche amministrazione condominiale, aggiungi il codice 68.32.00 come attivita secondaria.


Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come geometra o verificare se il tuo codice ATECO e corretto? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-10 09:00:002026-05-31 22:33:57Codice ATECO Geometra 2026: Guida al Codice 71.12.30 e Coefficiente 78%
Geometri

Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse

regime forfettario partita iva

Stai pensando di aprire la partita IVA come geometra nel 2026? Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere per avviare e gestire la tua attivita professionale in modo fiscalmente vantaggioso. Aprire la partita IVA geometra significa entrare nel mondo del lavoro autonomo con una professione tecnica riconosciuta e regolamentata, che offre ottime opportunita di guadagno e flessibilita lavorativa.

Il regime forfettario per geometri rappresenta oggi la soluzione fiscale piu conveniente per i liberi professionisti: consente di pagare solo il 5% di tasse per i primi 5 anni (se hai meno di 35 anni e apri una nuova attivita) oppure il 15% a regime, senza dover gestire IVA e con adempimenti contabili molto semplificati. Questa forma di tassazione agevolata e particolarmente vantaggiosa per chi inizia l’attivita o ha un volume di ricavi contenuto entro i 85.000 euro annui.

Oltre alle tasse, dovrai considerare i contributi previdenziali CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri), che per il 2026 prevedono un’aliquota del 20% sul reddito con un minimo obbligatorio di 4.205 euro annui. La CIPAG garantisce la copertura pensionistica e assistenziale ai geometri liberi professionisti iscritti all’Albo.

In questa guida analizzeremo tutti gli aspetti fondamentali: dai requisiti per aprire la partita IVA geometra, al codice ATECO 71.12.30, fino al calcolo preciso delle tasse, dei contributi e del guadagno netto mensile. Scoprirai anche quando conviene il forfettario rispetto al regime ordinario e quali sono i costi annuali complessivi da sostenere.

Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra
  2. Codice ATECO 71.12.30 per Geometri: Cosa Comprende
  3. Regime Forfettario per Geometri 2026: Come Funziona
  4. Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga
  5. Come Si Calcola il Guadagno Netto di un Geometra con Partita IVA
  6. Fatturazione Elettronica e Adempimenti per Geometri
  7. Quanto Costa Mantenere la Partita IVA Geometra: Tutti i Costi
  8. Quando Conviene il Regime Forfettario per Geometri
  9. Servizio di Apertura Partita IVA al CAF Centro Fiscale Udine

Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra

Per aprire la partita IVA come geometra, e necessario soddisfare precisi requisiti normativi che garantiscono la regolarita dell’attivita professionale. La professione di geometra e regolamentata dalla Legge 274/1929 e successive modifiche, che definiscono i titoli abilitativi e gli obblighi professionali.

Il primo requisito fondamentale e il diploma di geometra conseguito presso un istituto tecnico per geometri o titolo equipollente. Dopo il diploma, e obbligatorio svolgere un tirocinio professionale della durata di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra iscritto all’albo. Durante questo periodo, il praticante deve svolgere attivita tecniche sotto la supervisione del tutor.

Al termine del tirocinio, il candidato deve superare l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di geometra. L’esame prevede prove scritte, grafiche e orali su materie tecniche, normative urbanistiche ed estimo. Una volta superato l’esame, si ottiene l’abilitazione professionale necessaria per iscriversi all’albo.

L’iscrizione all’Albo Professionale e obbligatoria per esercitare la professione. Ogni Collegio Provinciale dei Geometri gestisce l’albo territoriale, dove il professionista deve iscriversi per poter operare legalmente. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annuale al Collegio e l’obbligo di rispettare il codice deontologico della professione.

Parallelamente all’iscrizione all’albo, e necessario aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. La procedura si effettua compilando il modello AA9/12 (per persone fisiche) entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita. Nella dichiarazione di inizio attivita occorre indicare il codice ATECO 71.12.30 specifico per i geometri.

Un altro obbligo fondamentale e l’iscrizione alla Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti). L’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali obbligatori per la pensione futura. Il contributo minimo per il 2026 e di 4.205 euro annui.

Infine, e fortemente consigliata la stipula di una polizza assicurativa per la responsabilita civile professionale. Anche se non sempre obbligatoria per legge, questa copertura e essenziale per proteggere il geometra da eventuali richieste di risarcimento derivanti da errori o omissioni nell’esercizio della professione. Molti committenti, soprattutto enti pubblici, richiedono espressamente la polizza RC professionale prima di affidare incarichi.

Riepilogo requisiti essenziali:

  • Diploma di geometra e abilitazione professionale
  • Iscrizione all’Albo Professionale presso il Collegio Provinciale
  • Apertura partita IVA con codice ATECO 71.12.30
  • Iscrizione obbligatoria alla Cassa CIPAG
  • Polizza RC professionale (fortemente consigliata)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, dalla compilazione delle pratiche alla verifica dei requisiti, garantendo che ogni passaggio venga eseguito correttamente e nei termini di legge.


Codice ATECO 71.12.30 per Geometri

Il codice ATECO 71.12.30 identifica in modo specifico le “Attivita tecniche svolte da geometri” nell’ambito della classificazione delle attivita economiche italiane. La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per l’apertura della partita IVA geometra, poiche determina gli obblighi fiscali, previdenziali e statistici dell’attivita professionale.

La classificazione ATECO (Attivita Economiche) e la versione italiana della nomenclatura europea NACE, aggiornata periodicamente dall’ISTAT. Il codice 71.12.30 appartiene alla sezione M “Attivita professionali, scientifiche e tecniche”, divisione 71 “Attivita degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche”.

Attivita incluse nel codice ATECO 71.12.30

Questo codice ATECO comprende tutte le attivita tecniche tipiche della professione di geometra, definite dalla normativa professionale. Le principali attivita rientranti sono:

Rilievi topografici e cartografici: misurazione e rappresentazione grafica di terreni, elaborazione di planimetrie catastali, frazionamenti, accatastamenti e aggiornamenti cartografici. Queste attivita rappresentano il cuore tradizionale della professione di geometra.

Progettazione edilizia: progettazione di opere edili di modesta entita, direzione lavori, computi metrici estimativi e sicurezza nei cantieri. I geometri possono progettare edifici civili fino a determinati parametri dimensionali e di complessita strutturale.

Pratiche urbanistiche e catastali: presentazione di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire), variazioni catastali, volture, docfa e pregeo. L’esperto geometra e il professionista di riferimento per tutte le pratiche che coinvolgono Comune e Catasto.

Stime e perizie: valutazioni immobiliari, stime di danni, perizie tecniche per tribunali o compagnie assicurative. L’attivita estimativa e una competenza distintiva del geometra, particolarmente richiesta in ambito giudiziario.

Certificazioni energetiche: redazione di Attestati di Prestazione Energetica (APE) per compravendite e locazioni immobiliari, dopo aver conseguito l’abilitazione specifica come certificatore energetico.

Coefficiente di redditivita per il regime forfettario

Per i geometri che scelgono il regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 e associato a un coefficiente di redditivita del 78%. Questo significa che il Fisco presume che il 78% dei ricavi costituisca reddito imponibile, mentre il 22% rappresenta le spese forfettarie.

Facciamo un esempio pratico. Un geometra in regime forfettario che fattura 50.000 euro in un anno avra:

  • Reddito imponibile: 50.000 x 78% = 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 39.000 x 15% = 5.850 euro
  • Reddito netto prima dei contributi: 50.000 – 5.850 = 44.150 euro

Il coefficiente del 78% e uno dei piu alti tra le professioni intellettuali, il che rende il regime forfettario particolarmente conveniente per i geometri, specialmente se le spese effettive sono inferiori al 22% forfettizzato.

Altri codici ATECO correlati

Alcuni geometri svolgono attivita che potrebbero richiedere codici ATECO aggiuntivi:

Codice ATECOAttivitaCoefficiente
68.31.00Attivita di mediazione immobiliare67%
71.20.01Controllo di qualita e certificazione78%
74.90.99Altre attivita professionali NCA67%

Se un geometra svolge anche attivita di mediazione immobiliare, deve aggiungere il codice 68.31.00 e iscriversi al ruolo degli agenti immobiliari. In questo caso, ai fini del regime forfettario, si applica il coefficiente piu basso (67%) per entrambe le attivita.

La scelta del codice ATECO corretto va comunicata all’Agenzia delle Entrate in fase di apertura partita IVA tramite il modello AA9/12. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica che il codice corrisponda effettivamente alle attivita svolte, evitando errori che potrebbero causare contestazioni fiscali future.


Regime Forfettario per Geometri 2026

Il regime forfettario rappresenta la scelta fiscale piu conveniente per la maggioranza dei geometri liberi professionisti. Questo regime agevolato, disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, offre una tassazione semplificata con un’aliquota imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di nuova attivita).

Per i geometri, il regime forfettario e particolarmente vantaggioso grazie al coefficiente di redditivita del 78% associato al codice ATECO 71.12.30. Questo significa che il reddito imponibile si calcola applicando questo coefficiente ai ricavi totali, senza dover documentare analiticamente le spese effettive.

Requisiti di accesso per il 2026

Per accedere al regime forfettario geometra 2026, e necessario rispettare specifici requisiti che la Legge di Bilancio ha confermato anche per quest’anno:

Limite di ricavi: non superare 85.000 euro di compensi nell’anno precedente. Questo limite vale per tutte le attivita svolte dal geometra. Se nel 2025 hai fatturato 86.000 euro, dal 2026 esci automaticamente dal forfettario e devi passare al regime ordinario.

Spese per lavoro dipendente: le spese per dipendenti e collaboratori non devono superare 20.000 euro lordi annui. Questo limite include stipendi, contributi e compensi a collaboratori occasionali. Molti geometri lavorano da soli o con un praticante, rispettando facilmente questo vincolo.

Beni strumentali: il valore complessivo dei beni strumentali acquistati (computer, strumentazione topografica, software, auto) non deve superare 20.000 euro. Si considerano solo i beni ammortizzabili acquistati l’anno precedente, non il valore totale dei beni posseduti.

Nessuna prevalenza verso ex datore di lavoro: se nei due anni precedenti hai avuto un rapporto di lavoro dipendente, non puoi emettere piu del 50% dei ricavi verso quell’ex datore di lavoro. Questa norma vuole evitare false partite IVA.

Nessuna partecipazione in societa: non puoi essere socio di societa di persone, di capitali o associazioni professionali che svolgono attivita riconducibile a quella del geometra. Se sei socio di una SRL che fa progettazione edilizia, non puoi accedere al forfettario.

Come funziona la tassazione forfettaria

La tassazione nel regime forfettario e molto piu semplice rispetto al regime ordinario. Vediamo un esempio concreto per un geometra che fattura 60.000 euro nel 2026:

Passo 1 – Calcolo reddito imponibile:
Ricavi totali: 60.000 euro
Coefficiente di redditivita: 78%
Reddito imponibile = 60.000 x 78% = 46.800 euro

Passo 2 – Contributi CIPAG deducibili:
Il geometra versa contributi CIPAG per circa 11.000 euro annui (considerando contributo soggettivo su 46.800 euro di reddito). Questi contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile:
Reddito imponibile dopo deduzioni = 46.800 – 11.000 = 35.800 euro

Passo 3 – Calcolo imposta sostitutiva:
Aliquota ordinaria: 15%
Imposta dovuta = 35.800 x 15% = 5.370 euro

Se il geometra e in regime agevolato startup (primi 5 anni), l’aliquota scende al 5%:
Imposta agevolata = 35.800 x 5% = 1.790 euro

Passo 4 – Calcolo guadagno netto:
Ricavi: 60.000 euro
Imposte: 5.370 euro (o 1.790 con aliquota 5%)
Contributi CIPAG: 11.000 euro
Netto in tasca = 60.000 – 5.370 – 11.000 = 43.630 euro
(oppure 47.210 euro con aliquota agevolata 5%)

Vantaggi del regime forfettario per geometri

Il regime forfettario offre numerosi vantaggi specifici per la professione di geometra:

Esenzione IVA: non devi addebitare IVA ai clienti (fatture con dicitura “operazione in regime forfettario ex L. 190/2014”), ma non puoi nemmeno detrarre l’IVA sugli acquisti. Per i geometri questo e spesso vantaggioso, perche molti costi (software in abbonamento, benzina, telefono) hanno IVA limitata.

Nessuna ritenuta d’acconto: quando fatturi a clienti che normalmente applicano ritenute (imprese, professionisti, enti pubblici), non subisci la trattenuta del 20%. Questo migliora la liquidita, perche incassi l’intero importo fatturato senza dover attendere il conguaglio fiscale.

Contabilita semplificata: non devi tenere registri IVA, scritture contabili complesse o bilanci. E sufficiente conservare fatture emesse e ricevute, registrando cronologicamente i ricavi. Questo riduce i costi di commercialista e il tempo dedicato alla burocrazia.

Nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilita): i geometri in regime ordinario sono soggetti agli ISA, algoritmi che verificano la congruita dei ricavi rispetto agli standard di settore. Nel forfettario non si applicano, eliminando il rischio di contestazioni basate su parametri statistici.

Aliquota startup al 5%: i geometri che aprono una nuova partita IVA possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attivita, a condizione di non aver svolto attivita professionale nei tre anni precedenti. Questo e ideale per geometri neolaureati che avviano lo studio.

Quando si esce dal regime forfettario

L’uscita dal regime forfettario avviene automaticamente se si superano i limiti o vengono meno i requisiti:

Se nel 2026 superi 85.000 euro di ricavi, dal 2027 passi obbligatoriamente al regime ordinario. Esiste una tolleranza: se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario solo dall’anno successivo.

Se durante l’anno superi 100.000 euro, l’uscita e immediata dal momento del superamento. Dovrai iniziare ad applicare IVA e tenere contabilita ordinaria dalla fattura che fa sforare il limite.

Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente i ricavi per i clienti geometri, avvisando tempestivamente se ci si avvicina alle soglie critiche, cosi da programmare per tempo eventuali strategie o il passaggio al regime ordinario.


Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga

La Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti) gestisce la previdenza obbligatoria di tutti i geometri liberi professionisti. L’iscrizione alla CIPAG e obbligatoria per legge entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali che finanziano la futura pensione.

Per il 2026, la CIPAG ha confermato le aliquote contributive con un importante aumento programmato: l’aliquota soggettiva passa dal 19% al 20% nel 2026, per poi salire ulteriormente al 22% dal 2027. Questo incremento graduale e stato deciso per garantire la sostenibilita del sistema pensionistico della categoria.

Tipologie di contributi CIPAG

I geometri iscritti alla CIPAG versano tre tipologie di contributi:

Contributo soggettivo: e il contributo principale, calcolato sul reddito professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota e del 20%. Questo contributo finanzia la pensione di vecchiaia e di anzianita del geometra.

Contributo integrativo: si applica in misura del 5% sull’ammontare dei compensi fatturati. Va addebitato obbligatoriamente in fattura al cliente, aumentando l’importo totale. Il contributo integrativo finanzia prestazioni assistenziali e integrative della Cassa.

Contributo di maternita: e un contributo di solidarieta calcolato in base al reddito e destinato a finanziare le indennita di maternita per le geometre professioniste. L’importo e generalmente contenuto (poche centinaia di euro annue).

Come si calcolano i contributi per il 2026

Vediamo un esempio concreto di calcolo dei contributi CIPAG per un geometra in regime forfettario che nel 2026 fattura 50.000 euro:

Passo 1 – Calcolo reddito professionale:
Ricavi totali: 50.000 euro
Coefficiente forfettario: 78%
Reddito professionale = 50.000 x 78% = 39.000 euro

Passo 2 – Contributo soggettivo:
Aliquota 2026: 20%
Contributo soggettivo = 39.000 x 20% = 7.800 euro

Attenzione: esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche se il reddito e basso o nullo. Se il 20% del reddito scende sotto questa soglia, va comunque versato il minimo.

Passo 3 – Contributo integrativo:
Si calcola sul fatturato lordo, non sul reddito:
Contributo integrativo = 50.000 x 5% = 2.500 euro

Questo importo va addebitato in fattura. Esempio pratico: per una prestazione di 1.000 euro, il geometra emettera fattura cosi:

  • Compenso professionale: 1.000 euro
  • Contributo CIPAG 5%: 50 euro
  • Totale fattura: 1.050 euro

Il cliente paga 1.050 euro, di cui 50 verranno versati alla CIPAG entro i termini previsti.

Passo 4 – Contributo di maternita:
Varia in base al reddito, indicativamente 200-400 euro annui.

Totale contributi annui CIPAG per questo esempio:
7.800 (soggettivo) + 2.500 (integrativo) + 300 (maternita stimato) = 10.600 euro

Contributo minimo CIPAG 2026

Anche i geometri con redditi bassi o che hanno appena aperto la partita IVA devono versare il contributo minimo di 4.205 euro nel 2026. Questo vale anche per chi ha fatturato zero o cifre molto contenute.

Facciamo un esempio: un geometra neolaureato apre partita IVA a ottobre 2026 e fattura solo 5.000 euro nei primi mesi. Il suo reddito forfettario sara:
5.000 x 78% = 3.900 euro

Il contributo soggettivo sarebbe: 3.900 x 20% = 780 euro

Ma essendo inferiore al minimo, dovra comunque versare 4.205 euro di contributo soggettivo. A questo si aggiungono:

  • Contributo integrativo: 5.000 x 5% = 250 euro
  • Contributo maternita: circa 200 euro

Totale: 4.655 euro

Questo rappresenta un costo fisso importante da considerare nella valutazione di convenienza dell’apertura della partita IVA geometra.

Agevolazioni contributive under 30

I geometri under 30 che si iscrivono per la prima volta alla CIPAG possono beneficiare di importanti riduzioni contributive:

Primi 2 anni: riduzione al 25% del contributo soggettivo minimo
Contributo dovuto: 4.205 x 25% = 1.051 euro annui

Anni 3-5: riduzione al 50% del contributo soggettivo minimo
Contributo dovuto: 4.205 x 50% = 2.102 euro annui

Questi sconti si applicano solo sul contributo soggettivo minimo, non sul contributo integrativo. Rappresentano un aiuto concreto per i giovani geometri che avviano la professione, riducendo significativamente i costi fissi iniziali.

Modalita e scadenze di versamento

I contributi CIPAG si versano in quattro rate trimestrali con scadenze fisse:

  • 31 maggio: acconto 30% su reddito anno precedente
  • 31 agosto: secondo acconto 30%
  • 30 novembre: terzo acconto 30%
  • 28 febbraio anno successivo: saldo a conguaglio

Il contributo integrativo (5% in fattura) va versato entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. I versamenti si effettuano tramite modello F24 con codici tributo specifici CIPAG.

Il mancato pagamento dei contributi comporta l’applicazione di sanzioni e interessi, oltre al rischio di radiazione dalla Cassa con conseguente impossibilita di esercitare la professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola automaticamente gli importi dovuti e invia promemoria delle scadenze, evitando dimenticanze e sanzioni.


Come Si Calcola il Guadagno Netto

Calcolare il guadagno netto di un geometra con partita IVA richiede di considerare tutte le voci di costo che incidono sul fatturato lordo. Molti geometri alle prime armi sovrastimano i guadagni perche non considerano l’impatto di imposte, contributi previdenziali e spese professionali.

Vediamo nel dettaglio come si passa dal fatturato al netto in tasca, analizzando un caso concreto di un geometra in regime forfettario che fattura 70.000 euro nel 2026.

Esempio completo: da 70.000 euro di fatturato al netto

ENTRATE

Fatturato lordo annuo: 70.000 euro
Di cui contributo CIPAG 5% (gia incluso in fattura): 3.333 euro
Ricavi effettivi: 70.000 euro

Nel regime forfettario il contributo integrativo CIPAG (5%) e incluso nel fatturato perche va addebitato al cliente. Quindi, se hai incassato 70.000 euro totali dalle fatture, circa 3.333 euro sono contributo CIPAG da versare alla Cassa.

CALCOLO REDDITO IMPONIBILE

Ricavi: 70.000 euro
Coefficiente di redditivita ATECO 71.12.30: 78%
Reddito imponibile forfettario = 70.000 x 78% = 54.600 euro

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI CIPAG

Contributo soggettivo: 54.600 x 20% = 10.920 euro
Contributo integrativo: 3.333 euro (gia fatturato)
Contributo maternita: 350 euro (stimato)
Totale contributi CIPAG = 14.603 euro

I contributi soggettivi e di maternita sono deducibili dal reddito imponibile fiscale.

IMPOSTE SUL REDDITO

Reddito imponibile: 54.600 euro
Deduzioni contributi: 10.920 + 350 = 11.270 euro
Reddito imponibile dopo deduzioni = 54.600 – 11.270 = 43.330 euro

Imposta sostitutiva 15%: 43.330 x 15% = 6.500 euro

(Se il geometra e in regime agevolato startup con aliquota 5%, l’imposta sarebbe solo 2.167 euro)

CALCOLO NETTO FINALE

Fatturato totale: 70.000 euro
Meno imposte: -6.500 euro
Meno contributi CIPAG: -14.603 euro
Netto disponibile = 48.897 euro

Questo e l’importo che rimane al geometra prima di pagare le spese professionali effettive (software, carburante, telefono, assicurazione RC, ecc.).

Incidenza percentuale dei costi

Analizzando l’esempio sopra, vediamo l’impatto percentuale di ogni voce sul fatturato:

VoceImporto% su fatturato
Fatturato lordo70.000 euro100%
Imposte (15%)6.500 euro9,3%
Contributi CIPAG14.603 euro20,9%
Netto disponibile48.897 euro69,8%

Come si vede, circa il 30% del fatturato va in tasse e contributi. Questo e uno dei motivi per cui il regime forfettario e cosi conveniente per i geometri: in regime ordinario IRPEF l’incidenza fiscale sarebbe molto piu alta.

Tabella riepilogativa per diversi livelli di fatturato

Ecco una sintesi del netto disponibile per diversi livelli di fatturato annuo (regime forfettario aliquota 15%):

FatturatoImposteContributi CIPAGNetto% Netto
30.000 euro1.900 euro6.105 euro21.995 euro73,3%
50.000 euro4.235 euro10.850 euro34.915 euro69,8%
70.000 euro6.500 euro14.603 euro48.897 euro69,8%
85.000 euro8.177 euro17.853 euro58.970 euro69,4%

Come si nota, la percentuale di netto sul fatturato rimane abbastanza stabile tra il 69-73%, grazie alla tassazione proporzionale del regime forfettario.

Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce simulazioni personalizzate del guadagno netto, aiutando i geometri a pianificare investimenti, valutare l’opportunita di assumere collaboratori o decidere se accettare determinati incarichi in base alla redditivita effettiva.


Fatturazione Elettronica e Adempimenti

La fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i geometri con partita IVA, sia in regime forfettario che ordinario. Dal 1 gennaio 2019, tutte le operazioni tra soggetti IVA residenti in Italia devono essere documentate tramite fattura elettronica trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per i geometri in regime forfettario, dal 1 luglio 2022 e scattato l’obbligo di fatturazione elettronica anche verso privati cittadini, completando la digitalizzazione di tutti i documenti fiscali.

Come funziona la fattura elettronica per geometri

Il processo di fatturazione elettronica per un geometra prevede questi passaggi:

1. Creazione della fattura: si utilizza un software di fatturazione che genera il file XML secondo il formato standard previsto dall’Agenzia delle Entrate. Il file contiene tutte le informazioni della fattura: dati del geometra, dati del cliente, descrizione prestazione, importi, contributo CIPAG 5%, eventuali ritenute.

2. Firma digitale (facoltativa): il geometra puo apporre una firma digitale qualificata al file XML per garantire l’autenticita del documento. Non e obbligatoria ma e consigliata per prestazioni verso enti pubblici.

3. Trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI): il file XML viene inviato al sistema dell’Agenzia delle Entrate tramite PEC o attraverso i canali messi a disposizione dal software di fatturazione. Il SdI verifica la correttezza formale del file.

4. Recapito al cliente: se il cliente e un’impresa o professionista, riceve la fattura sul proprio indirizzo PEC o codice destinatario. Se e un privato cittadino (codice destinatario: 0000000), puo scaricare la fattura dalla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

5. Conservazione sostitutiva: tutte le fatture elettroniche vengono conservate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate per 10 anni, sostituendo l’obbligo di archiviazione cartacea.

Elementi essenziali della fattura geometra

Una fattura corretta emessa da un geometra in regime forfettario deve contenere:

Dati del geometra:

  • Denominazione/nome e cognome
  • Partita IVA
  • Indirizzo studio professionale
  • Numero iscrizione all’Albo Geometri

Dati del cliente:

  • Denominazione/nome e cognome
  • Codice fiscale o Partita IVA
  • Indirizzo
  • Codice destinatario o PEC (per soggetti IVA)

Descrizione della prestazione:
Indicare chiaramente il tipo di attivita svolta: “Progettazione architettonica villetta unifamiliare”, “Rilievo topografico e frazionamento catastale lotto X”, “Direzione lavori ristrutturazione”, ecc.

Importi:

  • Compenso professionale: 1.500 euro
  • Contributo CIPAG 5%: 75 euro
  • Totale fattura: 1.575 euro

Dicitura regime forfettario:
“Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014.”

Marca da bollo su fatture elettroniche

Le fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro devono riportare l’imposta di bollo di 2 euro. Sulla fattura elettronica si indica “Bollo virtuale assolto ai sensi dell’art. 15 del DPR 642/72” e si versa l’imposta tramite modello F24 entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno (quindi entro 30 aprile dell’anno successivo).

Esempio: un geometra emette 200 fatture nel 2026, di cui 180 sopra i 77,47 euro. Dovra versare:
180 fatture x 2 euro = 360 euro di imposta di bollo entro il 30 aprile 2027.

Il versamento si effettua con modello F24, codice tributo “2501”. La mancata applicazione del bollo comporta sanzioni dal 100% al 500% dell’imposta dovuta.

Altri adempimenti fiscali per geometri

Oltre alla fatturazione elettronica, i geometri con partita IVA devono gestire questi adempimenti:

Dichiarazione dei redditi: il geometra in regime forfettario presenta il modello Redditi PF entro il 30 novembre dell’anno successivo, indicando i ricavi percepiti e versando l’imposta sostitutiva. Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e dell’invio telematico.

Certificazione Unica (CU): entro il 16 marzo, il geometra deve inviare la CU ai committenti soggetti a ritenuta (se applicabile) e all’Agenzia delle Entrate. Nel regime forfettario questo adempimento e spesso non necessario perche non si applicano ritenute.

Registri contabili: i geometri in regime forfettario non devono tenere registri IVA ne libro giornale. E sufficiente conservare cronologicamente le fatture emesse e ricevute. Obbligatoria invece la numerazione progressiva delle fatture emesse.

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutti questi adempimenti per i geometri clienti, dalla predisposizione delle fatture elettroniche al calcolo dell’imposta di bollo, fino alla dichiarazione annuale dei redditi, garantendo la piena conformita normativa e la massima tranquillita operativa.


Quanto Costa Mantenere la Partita IVA

Il mantenimento della partita IVA geometra comporta una serie di costi fissi e variabili che vanno considerati attentamente prima di avviare l’attivita professionale. Molti geometri neolaureati sottovalutano l’impatto economico di questi costi, rischiando di trovarsi in difficolta finanziarie nei primi anni.

Costi obbligatori annuali

1. Contributi previdenziali CIPAG – da 4.205 a 20.000+ euro

Il costo piu rilevante per un geometra e rappresentato dai contributi CIPAG. Come abbiamo visto, esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche con redditi bassi o nulli. Se il reddito cresce, i contributi aumentano proporzionalmente al 20% del reddito.

Esempi:

  • Reddito 20.000 euro – contributi 4.205 euro (minimo)
  • Reddito 40.000 euro – contributi 10.600 euro circa
  • Reddito 60.000 euro – contributi 15.400 euro circa

Per i geometri under 30 al primo anno, il contributo minimo scende a 1.051 euro, rappresentando un notevole risparmio iniziale.

2. Quota iscrizione Albo Geometri – 150-300 euro

Ogni Collegio Provinciale dei Geometri richiede una quota annuale per l’iscrizione all’albo professionale. L’importo varia da provincia a provincia, oscillando generalmente tra 150 e 300 euro.

3. Assicurazione RC professionale – 300-800 euro

L’assicurazione responsabilita civile professionale e tecnicamente facoltativa, ma nella pratica e indispensabile. Copre i danni causati a terzi per errori o omissioni nell’esercizio della professione.

4. Commercialista o CAF – 500-1.500 euro

Anche in regime forfettario, e altamente consigliabile affidarsi a un commercialista o CAF per la gestione fiscale. I servizi tipicamente inclusi sono: dichiarazione dei redditi annuale, calcolo e verifica contributi CIPAG, assistenza nella fatturazione elettronica.

5. Software professionale – 300-1.000 euro

Un geometra moderno non puo prescindere da alcuni strumenti software: CAD (AutoCAD, Revit), software topografico (Pregeo, Docfa), gestionale fatturazione elettronica.

6. Marca da bollo fatture – 200-500 euro

Ogni fattura superiore a 77,47 euro richiede l’applicazione di una marca da bollo da 2 euro.

Riepilogo costi annuali totali

GEOMETRA NEOABILITATO (primo anno, under 30, da casa)

VoceCosto annuo
Contributi CIPAG minimi (agevolati)1.051 euro
Quota Albo Geometri200 euro
Assicurazione RC professionale350 euro
Commercialista/CAF600 euro
Software base500 euro
Marca da bollo (stima 50 fatture)100 euro
Spese operative1.000 euro
TOTALE COSTI FISSI ANNUI3.801 euro

Un geometra neoabilitato under 30 puo avviare l’attivita con circa 3.800 euro di costi annui fissi, piu l’investimento iniziale in attrezzatura (1.500-3.000 euro una tantum).

GEOMETRA AFFERMATO (fatturato 60.000 euro, studio esterno)

VoceCosto annuo
Contributi CIPAG15.400 euro
Affitto studio4.800 euro
Quota Albo Geometri250 euro
Assicurazione RC professionale600 euro
Commercialista/CAF350-1.200 euro
Software professionali800 euro
Spese operative2.500 euro
TOTALE COSTI ANNUI25.550 euro

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i geometri a pianificare i costi di gestione della partita IVA, fornendo simulazioni personalizzate e consulenza sulla sostenibilita economica dell’attivita professionale nei diversi scenari di fatturato.


Quando Conviene il Regime Forfettario

Il regime forfettario e la scelta fiscale piu vantaggiosa per la stragrande maggioranza dei geometri liberi professionisti, ma non e sempre la soluzione ottimale. Esistono situazioni specifiche in cui il regime ordinario IRPEF potrebbe risultare piu conveniente, soprattutto quando le spese effettive superano ampiamente la quota forfettizzata del 22%.

Vantaggi del regime forfettario per geometri

Il regime forfettario offre benefici sostanziali che lo rendono attraente per i geometri:

1. Tassazione ridotta: l’aliquota del 15% (o 5% per startup) e enormemente inferiore alle aliquote IRPEF progressive che partono dal 23% e arrivano fino al 43%. Un geometra con reddito di 45.000 euro risparmia circa 10.000-12.000 euro di imposte all’anno scegliendo il forfettario.

2. Nessuna ritenuta d’acconto: il geometra in forfettario incassa immediatamente l’intero importo fatturato, senza subire la trattenuta del 20% tipica dei professionisti. Questo migliora enormemente la liquidita aziendale.

3. Semplificazione amministrativa: non serve tenere registri IVA, prima nota, libro giornale. La contabilita si riduce alla conservazione cronologica delle fatture.

4. Coefficiente di redditivita elevato: con il 78% di coefficiente, il forfettario presume che solo il 22% dei ricavi costituisca spese. Nella realta, molti geometri hanno costi effettivi ben inferiori al 22%, ottenendo un vantaggio fiscale nascosto.

Quando il forfettario e la scelta migliore

Il regime forfettario geometra conviene particolarmente in questi casi:

  • Geometra con basse spese strutturali: se lavori da casa, non hai dipendenti, usi software in abbonamento economici
  • Geometra neoabilitato: i primi cinque anni con aliquota al 5% sono imbattibili
  • Geometra con clientela prevalentemente privata: non addebitare IVA rende i preventivi piu competitivi
  • Geometra sotto gli 85.000 euro di ricavi: fino a questa soglia, il forfettario e praticamente sempre conveniente

Quando il forfettario potrebbe NON convenire

Esistono situazioni in cui il regime ordinario potrebbe essere piu vantaggioso:

1. Spese molto elevate e documentabili
Se le tue spese effettive superano il 22% forfettizzato (affitto studio elevato, dipendenti, attrezzature costose), il regime ordinario permette di dedurle integralmente.

2. Superamento frequente degli 85.000 euro
Se hai un’attivita consolidata con ricavi annui stabilmente sopra gli 85.000 euro, il forfettario non e accessibile.

Esempio comparativo: forfettario vs ordinario

Vediamo un confronto numerico per un geometra con fatturato 60.000 euro e spese effettive di 10.000 euro:

REGIME FORFETTARIO:
Reddito imponibile: 60.000 x 78% = 46.800 euro
Imposta sostitutiva 15%: circa 5.370 euro (dopo deduzioni contributi)
Netto finale: circa 43.630 euro

REGIME ORDINARIO:
Reddito imponibile: 60.000 – 10.000 spese = 50.000 euro
IRPEF + addizionali: circa 11.315 euro
Recupero IVA su spese: 2.200 euro
Netto finale: circa 29.385 euro

Differenza a favore del forfettario: oltre 14.000 euro!

Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative personalizzate tra regime forfettario e ordinario, analizzando la tua situazione specifica per indicarti la scelta fiscale piu conveniente.


Servizio CAF Centro Fiscale Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e specializzato per l’apertura e la gestione della partita IVA geometra, accompagnando il professionista in ogni fase del percorso, dalla valutazione iniziale di convenienza fino alla gestione fiscale annuale.

Affidandoti al nostro servizio, potrai concentrarti esclusivamente sull’attivita tecnica di geometra, lasciando a noi tutti gli adempimenti burocratici, fiscali e previdenziali.

Cosa include il servizio di apertura partita IVA

Il nostro servizio di apertura partita IVA per geometri comprende:

1. Consulenza preliminare personalizzata
Analizziamo insieme la tua situazione specifica: valutazione della convenienza economica, simulazione del guadagno netto atteso, confronto tra regime forfettario e regime ordinario.

2. Compilazione e invio pratiche amministrative
Ci occupiamo del modello AA9/12 per apertura partita IVA, scelta del codice ATECO corretto (71.12.30), comunicazione regime fiscale prescelto.

3. Iscrizione alla Cassa CIPAG
Gestiamo l’iscrizione obbligatoria alla Cassa dei Geometri entro i termini di legge.

4. Configurazione fatturazione elettronica
Ti aiutiamo a impostare il sistema di fatturazione: attivazione PEC, registrazione al portale Fatture e Corrispettivi, formazione sull’uso del software.

Servizi di gestione annuale partita IVA

Una volta aperta la partita IVA, offriamo un servizio continuativo di assistenza fiscale:

  • Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF)
  • Calcolo e monitoraggio contributi CIPAG
  • Gestione marca da bollo su fatture elettroniche
  • Consulenza fiscale continuativa

Perche scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

Esperienza specifica con geometri: seguiamo decine di geometri liberi professionisti in Friuli Venezia Giulia e conosciamo perfettamente le peculiarita della professione.

Tariffe trasparenti: i nostri onorari sono chiari fin dall’inizio, senza sorprese. Il costo per l’apertura della partita IVA da professionista è di 120-150 euro; la gestione annuale del forfettario, dichiarazione dei redditi compresa, costa 350 euro.

Assistenza rapida: rispondiamo entro 24 ore a email e messaggi WhatsApp.

Come iniziare

Per aprire la tua partita IVA geometra con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine, contattaci:

  • Telefono: 0432 504432
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Indirizzo: Via Battistig 48, 33100 Udine

Ti risponderemo entro 24 ore per fissare una prima consulenza gratuita, durante la quale analizzeremo la tua situazione e ti forniremo una simulazione personalizzata di costi e guadagni.

Affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale: la tua partita IVA geometra gestita con competenza, trasparenza e attenzione.


📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti

Quanto costa aprire la partita IVA come geometra?

L’apertura della partita IVA in se e gratuita. I costi iniziali comprendono: iscrizione CIPAG (contributo minimo 4.205 euro, ridotto a 1.051 per under 30), quota Albo Geometri (150-300 euro), eventuale assistenza CAF o commercialista (150-300 euro). Il primo anno un geometra under 30 puo iniziare con circa 1.500 euro di costi fissi.

Quanto paga di tasse un geometra in regime forfettario?

Un geometra in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attivita) calcolata sul 78% dei ricavi. Con 50.000 euro di fatturato, le imposte ammontano a circa 4.200 euro con aliquota 15%, o circa 1.400 euro con aliquota agevolata 5%.

Qual e il codice ATECO corretto per un geometra?

Il codice ATECO per le attivita tecniche svolte da geometri e il 71.12.30. Questo codice comprende rilievi topografici, progettazione edilizia di modesta entita, pratiche catastali e urbanistiche, stime e perizie. Il coefficiente di redditivita associato e del 78%.

Quanto versa alla CIPAG un geometra?

Nel 2026, il contributo soggettivo CIPAG e pari al 20% del reddito professionale, con un minimo obbligatorio di 4.205 euro annui. I geometri under 30 nei primi 2 anni pagano solo 1.051 euro. A questo si aggiunge il contributo integrativo del 5% da addebitare in fattura ai clienti.

Conviene il regime forfettario per un geometra?

Per la maggior parte dei geometri con ricavi fino a 85.000 euro, il regime forfettario e decisamente conveniente. Offre tassazione ridotta (15% o 5%), nessuna IVA da gestire, nessuna ritenuta d’acconto e contabilita semplificata. Diventa meno conveniente solo con spese effettive molto elevate (oltre il 30-35% dei ricavi).

Quanto guadagna un geometra con partita IVA?

Il guadagno netto di un geometra dipende dal fatturato. Con 50.000 euro di ricavi in regime forfettario, il netto in tasca e circa 35.000 euro (70%). Con 70.000 euro di fatturato, il netto e circa 49.000 euro. Circa il 30% del fatturato va in tasse e contributi CIPAG.

Hai bisogno di assistenza?

Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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Marzo 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-07 09:00:002026-09-17 15:34:10Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. Cosa Significa “NON Proporzionale”
  2. Differenza tra 85.000€ e 100.000€
  3. Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi
  4. Esempi Pratici con Calcoli
  5. Strategie di Pianificazione Fiscale
  6. Errori Comuni da Evitare
  7. Domande Frequenti

Una delle caratteristiche più interessanti e spesso incomprese del regime forfettario riguarda i limiti di fatturato: gli 85.000 euro per la permanenza nel regime e i 100.000 euro per l’uscita immediata NON sono proporzionati al periodo di attività nell’anno.

Questo significa che anche chi apre partita IVA a dicembre ha gli stessi limiti di chi lavora per tutto l’anno. Un vantaggio enorme che molti professionisti e consulenti non conoscono o non sfruttano appieno.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio il principio della non proporzionalità dei limiti forfettario 2026, con esempi pratici, strategie di pianificazione fiscale e risposte alle domande più frequenti.

Cosa Significa “NON Proporzionale”

Nel regime forfettario, i limiti di fatturato sono annuali e non proporzionali al periodo di attività. Questa regola è stabilita dalla normativa fiscale italiana e rappresenta un’opportunità significativa per chi decide di aprire partita IVA in corso d’anno.

I Due Limiti Fondamentali

  • 85.000 euro: limite di permanenza nel regime forfettario. Se superi questo importo, perdi il forfettario dall’anno successivo.
  • 100.000 euro: limite di uscita immediata. Se superi questo importo, perdi il forfettario già dall’anno in corso, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento.

IMPORTANTE: Questi limiti valgono indipendentemente dal numero di mesi in cui hai lavorato nell’anno. Non c’è alcun calcolo proporzionale basato sui mesi di attività.

Cosa Significa in Pratica

Se apri partita IVA l’1 dicembre 2026 e fatturi 84.000 euro entro il 31 dicembre 2026, rimani in regime forfettario sia per il 2026 che per il 2027 (purché rispetti gli altri requisiti).

Non importa che tu abbia lavorato solo un mese: hai comunque diritto all’intero limite di 85.000 euro per l’anno solare.

Differenza tra 85.000€ e 100.000€

Molti contribuenti confondono i due limiti. Ecco le differenze fondamentali:

1. Limite 85.000 Euro: Permanenza nel Regime

Se nel corso dell’anno superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, succede questo:

  • ✅ Rimani in forfettario per l’anno in corso (puoi continuare a fatturare con le aliquote agevolate 5% o 15%)
  • ❌ Perdi il forfettario dall’anno successivo (dovrai passare al regime ordinario dal 1° gennaio)
  • 📝 Non devi comunicare nulla immediatamente, ma dovrai indicarlo nella dichiarazione dei redditi

Esempio: Superi il limite il 15 ottobre 2026 arrivando a 88.000 euro. Puoi continuare a lavorare in forfettario fino al 31 dicembre 2026, ma dal 1° gennaio 2027 passerai al regime ordinario.

2. Limite 100.000 Euro: Uscita Immediata

Se nel corso dell’anno superi 100.000 euro, le conseguenze sono immediate:

  • ❌ Perdi il forfettario immediatamente, dalla fattura che fa scattare il superamento
  • 📊 Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno
  • 🔄 Devi regolarizzare le fatture precedenti emettendo note di variazione con IVA
  • ⚠️ Devi comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate

Esempio: Il 20 novembre 2026 emetti una fattura che ti porta a 101.000 euro. Da quella fattura in poi sei in regime ordinario e devi applicare IVA al 22%. Inoltre, devi regolarizzare tutte le fatture precedenti dell’anno.

Tabella Riepilogativa

Fatturato AnnuoConseguenze Anno CorrenteConseguenze Anno Successivo
Fino a 85.000€✅ Rimani in forfettario✅ Rimani in forfettario
Tra 85.001€ e 100.000€✅ Rimani in forfettario❌ Esci dal forfettario
Oltre 100.000€❌ Esci immediatamente❌ Rimani in ordinario

Apertura Partita IVA a Fine Anno: I Vantaggi

Grazie alla non proporzionalità dei limiti, aprire partita IVA verso la fine dell’anno può offrire vantaggi fiscali significativi.

Vantaggio 1: Massimizzare i Ricavi nel Primo Anno

Se apri partita IVA a novembre o dicembre, puoi comunque fatturare fino a 85.000 euro entro il 31 dicembre, con l’aliquota agevolata del 5% (se rispetti i requisiti per la flat tax startup).

Esempio:

  • Apertura partita IVA: 1° dicembre 2026
  • Fatturato dicembre 2026: 80.000 euro
  • Tasse da pagare (5%): 4.000 euro
  • Netto incassato: 76.000 euro in un solo mese

Se avessi aspettato gennaio 2027, avresti dovuto spalmare questi ricavi su tutto l’anno, con maggiori vincoli organizzativi.

Vantaggio 2: Due Anni di Flat Tax al 5%

Chi apre partita IVA per la prima volta può beneficiare della flat tax al 5% per i primi 5 anni di attività, purché non abbia svolto attività similari nei 3 anni precedenti (art. 1, comma 65, Legge 190/2014).

Aprendo a fine anno, ottieni:

  • Anno 1 (dicembre 2026): Fatturi fino a 85.000€ al 5%
  • Anno 2 (tutto il 2027): Fatturi altri 85.000€ al 5%
  • Totale: 170.000 euro di fatturato a tassazione agevolata in 13 mesi

Vantaggio 3: Pianificazione Fiscale Strategica

Aprire a fine anno ti permette di:

  • 🎯 Testare il mercato con pochi mesi di attività, senza impegni fiscali gravosi
  • 📊 Fatturare subito grossi importi da progetti già in pipeline
  • 💰 Incassare prima dei clienti che chiudono i budget a fine anno
  • 📅 Avere tutto il 2027 per programmare la crescita

Esempi Pratici con Calcoli

Vediamo alcuni scenari reali per capire meglio come funziona la non proporzionalità dei limiti.

Esempio 1: Apertura Dicembre 2026

Scenario:
Mario apre partita IVA il 1° dicembre 2026 come consulente informatico (coefficiente redditività: 67%).

Fatturato dicembre 2026: 75.000 euro

Calcolo imposta sostitutiva (5% per startup):

  • Reddito imponibile: 75.000 × 67% = 50.250 euro
  • Imposta sostitutiva: 50.250 × 5% = 2.512,50 euro
  • Netto incassato: 75.000 – 2.512,50 = 72.487,50 euro

Conclusione: Mario ha incassato oltre 72.000 euro netti in un solo mese di attività, rimanendo in regime forfettario anche per il 2027.

Esempio 2: Apertura Gennaio vs Dicembre

Confrontiamo due professionisti con lo stesso progetto da 100.000 euro da completare tra dicembre 2026 e marzo 2027.

Opzione A – Apertura Dicembre 2026:

  • Dicembre 2026: fattura 50.000€ (entro limite 85k)
  • Gennaio-marzo 2027: fattura altri 50.000€ (entro limite 85k)
  • Risultato: Tutto il progetto gestito in forfettario al 5%

Opzione B – Apertura Gennaio 2027:

  • Gennaio-marzo 2027: fattura 100.000€
  • Risultato: Supera 85k, esce dal forfettario nel 2028

Differenza fiscale:

  • Opzione A: 100.000€ al 5% = 5.000€ di tasse (in 2 anni)
  • Opzione B: 100.000€ al 5% nel 2027, poi ordinario nel 2028 = maggiori imposte future

Esempio 3: Superamento Limite 100.000€

Scenario:
Giulia apre partita IVA il 15 novembre 2026 e riceve un grosso contratto.

Fatturato novembre-dicembre 2026:

  • 15 novembre: fattura da 60.000 euro
  • 5 dicembre: fattura da 45.000 euro
  • Totale: 105.000 euro

Cosa succede:

  • ❌ Con la fattura del 5 dicembre, Giulia supera 100.000€
  • ⚠️ Esce dal forfettario immediatamente
  • 📝 Deve emettere note di variazione IVA per entrambe le fatture
  • 💶 Deve versare l’IVA al 22% sulle fatture (23.100 euro)

Soluzione migliore: Se Giulia avesse previsto questo scenario, avrebbe potuto:

  • Fatturare 85.000€ nel 2026 (rimanendo in forfettario)
  • Fatturare i restanti 20.000€ a gennaio 2027 (ancora in forfettario)

Strategie di Pianificazione Fiscale

Come sfruttare al meglio la non proporzionalità dei limiti per ottimizzare la tua posizione fiscale.

1. Timing di Apertura Partita IVA

Se hai già dei progetti in cantiere o clienti pronti a firmare, considera di aprire la partita IVA a:

  • Novembre/Dicembre se hai progetti che si chiudono a fine anno
  • Gennaio se vuoi partire con calma e pianificare tutto l’anno

Quando conviene aprire a fine anno:

  • Hai un contratto importante da fatturare subito (30-80k€)
  • Vuoi chiudere il budget di clienti aziendali entro dicembre
  • Hai già esperienza nel settore e non hai bisogno di “rodaggio”
  • Vuoi massimizzare i 5 anni di flat tax al 5%

2. Gestione del Fatturato a Cavallo d’Anno

Se ti trovi vicino al limite di 85.000€ a fine anno, puoi:

  • 📅 Posticipare alcune fatture a gennaio dell’anno successivo
  • 💶 Frazionare contratti grossi tra dicembre e gennaio
  • ⏰ Accordarti col cliente per ricevere il pagamento dopo il 1° gennaio

Attenzione: Per il regime forfettario, i ricavi si considerano nel momento dell’incasso (criterio di cassa), quindi puoi gestire strategicamente la data di emissione fattura.

3. Monitoraggio Costante del Fatturato

Tieni sempre sotto controllo il tuo fatturato progressivo per evitare di superare involontariamente i limiti:

  • 📊 Usa un foglio Excel o un software di fatturazione con alert automatici
  • 🔔 Imposta notifiche a 70.000€ e 80.000€ per monitorare l’avvicinamento al limite
  • 📞 Consulta il CAF quando arrivi a 75.000€ per pianificare le mosse successive

4. Pianificazione Multi-Anno

Se prevedi di crescere oltre gli 85.000€, pianifica per tempo:

  • Anno 1-5: Sfrutta la flat tax al 5% con limiti di 85k/anno
  • Anno 6: Valuta se passare al regime ordinario o rimanere al 15%
  • Apertura SRL: Se superi costantemente 100k€, valuta la società di capitali

Errori Comuni da Evitare

❌ Errore 1: Credere nei Limiti Proporzionali

Errore: “Ho aperto a novembre, quindi il mio limite è 85.000 ÷ 12 × 2 mesi = 14.166 euro”

Realtà: Il limite è sempre 85.000 euro annui, indipendentemente da quando apri la partita IVA nell’anno.

❌ Errore 2: Confondere i Due Limiti

Errore: “Se supero 85.000€ devo subito applicare l’IVA”

Realtà: Superando 85k ma rimanendo sotto 100k, continui in forfettario per l’anno corrente. L’uscita immediata scatta solo sopra i 100.000 euro.

❌ Errore 3: Non Comunicare il Superamento dei 100k

Errore: Superare 100.000€ e non comunicarlo all’Agenzia delle Entrate

Conseguenza: Sanzioni da 250 a 2.000 euro per omessa comunicazione, oltre alle sanzioni per mancato versamento IVA.

Soluzione: Comunica il superamento entro 30 giorni con il modello AA9/12.

❌ Errore 4: Fatturare Tutto a Dicembre Senza Pianificare

Errore: Fatturare 120.000€ a dicembre credendo di “spremerci dentro tutto”

Conseguenza: Superi il limite di 100k, esci dal forfettario immediatamente, devi regolarizzare tutto con IVA.

Soluzione: Pianifica con il CAF come distribuire le fatture tra dicembre e gennaio per ottimizzare il carico fiscale.

❌ Errore 5: Ignorare gli Altri Requisiti

Errore: Concentrarsi solo sui limiti di fatturato, ignorando gli altri requisiti del forfettario

Altri requisiti da rispettare:

  • ❌ Non aver percepito più di 30.000 euro da lavoro dipendente nell’anno precedente
  • ❌ Non aver sostenuto più di 20.000 euro lordi per lavoro dipendente/collaboratori
  • ❌ Non aver beni strumentali superiori a 20.000 euro (esclusi immobili)
  • ❌ Non esercitare attività prevalentemente verso ex datore di lavoro (nei 2 anni precedenti)

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Domande Frequenti sui Limiti Forfettario

Se apro partita IVA a dicembre, posso fatturare 85.000 euro in un solo mese?

Si, i limiti del regime forfettario (85.000 euro per la permanenza e 100.000 euro per l’uscita immediata) sono annuali e NON proporzionali ai mesi di attivita. Anche aprendo a dicembre, hai diritto all’intero limite di 85.000 euro per quell’anno solare.

Cosa succede se supero 85.000 euro ma rimango sotto 100.000 euro?

Se superi 85.000 euro ma rimani sotto 100.000 euro, continui a operare in regime forfettario per tutto l’anno corrente. Uscirai dal forfettario solo dall’anno successivo, passando al regime ordinario dal 1 gennaio.

Cosa succede se supero 100.000 euro di fatturato?

Se superi 100.000 euro, esci dal regime forfettario immediatamente, a partire dalla fattura che fa scattare il superamento. Devi applicare IVA retroattivamente su tutte le fatture dell’anno, emettere note di variazione e comunicare il superamento entro 30 giorni all’Agenzia delle Entrate.

Conviene aprire partita IVA a fine anno per sfruttare i limiti?

Puo convenire se hai gia progetti importanti da fatturare subito (30-80k euro). In questo modo sfrutti l’intero limite di 85.000 euro in pochi mesi, e benefici della flat tax al 5 percento per startup anche l’anno successivo, massimizzando il risparmio fiscale nei primi 2 anni.

I limiti di 85.000 e 100.000 euro includono l’IVA?

No, il regime forfettario non prevede applicazione di IVA. I limiti di 85.000 e 100.000 euro si riferiscono ai ricavi lordi percepiti, senza IVA. Se esci dal forfettario, dovrai applicare IVA sulle fatture successive.


Hai Bisogno di Assistenza per il Regime Forfettario?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’apertura della partita IVA, la gestione del regime forfettario e la pianificazione fiscale per ottimizzare il tuo carico tributario.

I nostri servizi includono:

  • Apertura partita IVA in regime forfettario con verifica requisiti
  • Consulenza fiscale personalizzata per scelta del codice ATECO e coefficiente di redditività
  • Gestione dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) per forfettari
  • Pianificazione fiscale strategica per ottimizzare i limiti di fatturato
  • Assistenza per il passaggio da forfettario a ordinario quando necessario
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    In base a 920 recensioni
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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 08:00:002026-05-31 22:34:40Limiti Forfettario 2026: 85.000€ e 100.000€ NON Proporzionali
    Modello 770 e Certificazione Unica, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    CU 2026 e forfettari: la deroga per medici SSN e indennita non transitanti nello SdI

    La Certificazione Unica 2026 relativa ai redditi 2025 ha introdotto importanti novita per i contribuenti in regime forfettario. Con il D.Lgs. n. 1/2024, primo provvedimento attuativo della riforma fiscale, e stato abolito l’obbligo di invio della CU per i compensi erogati ai forfettari. Tuttavia, esistono eccezioni rilevanti che riguardano specificamente i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale e le indennita non transitanti nel Sistema di Interscambio (SdI).

    In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per la CU 2026, quando l’esonero non si applica, come compilare correttamente la certificazione per i medici forfettari e quali codici utilizzare.

    Indice dei contenuti

    1. L’esonero dalla CU per i forfettari: il quadro normativo
    2. La deroga per i medici convenzionati SSN
    3. Indennita e compensi fuori dal Sistema di Interscambio
    4. I codici da utilizzare nella CU 2026
    5. Il foglio di liquidazione: documento sostitutivo della fattura
    6. Come compilare la CU 2026 per i medici forfettari
    7. Scadenze per l’invio della CU 2026
    8. Esempi pratici: MMG, PLS e specialisti ambulatoriali
    9. Assistenza del CAF Centro Fiscale

    L’esonero dalla CU per i forfettari: il quadro normativo

    Il Decreto Legislativo n. 1 dell’8 gennaio 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2024, ha rappresentato una svolta significativa per i contribuenti in regime forfettario. L’articolo 3 del decreto, rubricato “Eliminazione della Certificazione Unica relativa ai soggetti forfettari e ai soggetti in regime fiscale di vantaggio”, ha modificato l’articolo 4 del DPR 322/1998 inserendo il nuovo comma 6-septies.

    La norma stabilisce che, a decorrere dall’anno d’imposta 2024, i soggetti che corrispondono compensi ai contribuenti che applicano:

    • Il regime forfettario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge 190/2014
    • Il regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27, commi 1 e 2, del D.L. 98/2011

    sono esonerati dagli adempimenti previsti dai commi 6-ter, 6-quater e 6-quinquies del medesimo articolo 4, ovvero dalla predisposizione e invio della Certificazione Unica.

    La ratio dell’esonero

    La semplificazione trova fondamento in una considerazione pratica: dal 1 gennaio 2024, tutti i contribuenti in regime forfettario sono obbligati all’emissione di fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio (SdI). I dati reddituali di questi soggetti sono quindi gia a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, rendendo superflua la duplicazione delle informazioni attraverso la CU.

    In pratica, l’ultima Certificazione Unica inviata per i forfettari e stata quella 2024, relativa ai compensi corrisposti nel 2023. Per tutti i compensi erogati ai forfettari nell’anno d’imposta 2024 e successivi, non e piu dovuto l’invio della CU all’Agenzia delle Entrate.

    La deroga per i medici convenzionati SSN

    L’esonero dalla CU per i forfettari presenta una deroga fondamentale che riguarda i medici convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale. La Risposta a interpello n. 132 del 13 maggio 2025 dell’Agenzia delle Entrate ha definitivamente chiarito la questione.

    Il quesito dell’ASL e la risposta dell’Agenzia

    Un’Azienda Sanitaria Provinciale aveva chiesto all’Agenzia delle Entrate se fosse legittimo non emettere la Certificazione Unica 2025 per i compensi erogati ai medici forfettari convenzionati nel corso del 2024. La risposta e stata inequivocabile: per le ASL che corrispondono compensi ai medici convenzionati con il SSN in regime forfettario o di vantaggio, permane l’obbligo di rilascio della CU.

    Perche i medici SSN sono esclusi dall’esonero

    La motivazione risiede nel mancato coordinamento normativo tra le disposizioni sulla CU e quelle sulla fatturazione elettronica. I medici convenzionati con il SSN rientrano tra i soggetti per i quali vige il divieto permanente di fatturazione elettronica tramite SdI.

    Il D.Lgs. n. 81/2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno 2025, ha reso definitivo il divieto di emissione di fattura elettronica via SdI per:

    • Soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria
    • Soggetti che documentano prestazioni sanitarie verso persone fisiche

    Questo divieto, inizialmente introdotto nel 2019 per ragioni di privacy (tutela dei dati sanitari sensibili), e ora a regime dal 2026. Di conseguenza, i redditi dei medici convenzionati non transitano per il Sistema di Interscambio e non sono visibili telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

    Categorie di medici interessate dalla deroga

    L’obbligo di CU permane specificamente per i compensi erogati a:

    • Medici di Medicina Generale (MMG)
    • Pediatri di Libera Scelta (PLS)
    • Medici di Continuita Assistenziale (ex guardia medica) con rapporto a tempo determinato
    • Medici specialisti ambulatoriali convenzionati

    Per tutti questi professionisti, indipendentemente dall’adesione al regime forfettario, la CU resta obbligatoria.

    Indennita e compensi fuori dal Sistema di Interscambio

    Oltre ai medici SSN, esistono altre tipologie di compensi per cui l’esonero dalla CU non si applica. Si tratta delle indennita non assoggettate a ritenuta d’acconto che non richiedono l’emissione di fattura elettronica.

    Tipologie di indennita soggette a CU

    Le istruzioni alla Certificazione Unica 2026 specificano che restano soggette all’obbligo di certificazione:

    • Indennita di maternita corrisposte agli iscritti alla Gestione Separata INPS
    • Contributi di maternita erogati dalle casse previdenziali professionali
    • Indennita per malattia e infortunio non documentate da fattura
    • Altre indennita non assoggettate a ritenuta che non transitano per il SdI

    Queste somme devono essere indicate nei punti 4 e 7 della sezione dedicata al lavoro autonomo della Certificazione Unica, con l’indicazione dell’apposito codice nel punto 6.

    Esempio pratico: indennita di maternita forfettaria

    Una professionista in regime forfettario iscritta alla Gestione Separata INPS percepisce nel 2025 l’indennita di maternita. L’INPS, in qualita di sostituto d’imposta, e tenuto a rilasciare la CU 2026 indicando:

    • Punto 4: importo lordo dell’indennita
    • Punto 6: codice 25 (indennita non soggetta a ritenuta per forfettari)
    • Punto 7: importo netto corrisposto

    I codici da utilizzare nella CU 2026

    La Certificazione Unica 2026 prevede codici specifici per identificare le diverse tipologie di compensi erogati ai contribuenti forfettari. Le istruzioni hanno introdotto una novita importante rispetto all’anno precedente.

    Il nuovo codice 24 per i medici SSN forfettari

    Nel modello CU 2026, per i compensi erogati ai medici convenzionati con il SSN in regime forfettario si utilizza il codice 24. Questo codice sostituisce il codice 25 che era stato utilizzato in via transitoria nella CU 2025.

    Il codice 24 va indicato nel punto 6 della sezione redditi di lavoro autonomo e si applica a:

    • Medici di medicina generale forfettari
    • Pediatri di libera scelta forfettari
    • Medici di continuita assistenziale forfettari (rapporto a tempo determinato)
    • Specialisti ambulatoriali forfettari convenzionati SSN

    Il codice 25 per le indennita

    Il codice 25 torna alla sua funzione originaria: la certificazione delle indennita non soggette a ritenuta d’acconto erogate a contribuenti forfettari. Si utilizza per:

    • Indennita di maternita
    • Contributi di maternita da casse professionali
    • Altre indennita non assoggettate a ritenuta

    Tabella riepilogativa dei codici CU 2026

    CodiceDescrizioneSoggetti interessati
    24Compensi medici SSN non soggetti a ritenutaMMG, PLS, medici continuita assistenziale, specialisti SSN forfettari
    25Indennita non soggette a ritenutaForfettari che percepiscono indennita (es. maternita)
    26Indennita non soggette a ritenutaContribuenti in regime di vantaggio

    Il foglio di liquidazione: documento sostitutivo della fattura

    Per comprendere appieno la deroga prevista per i medici SSN, e fondamentale analizzare il foglio di liquidazione dei corrispettivi, documento centrale nel rapporto tra medici convenzionati e Aziende Sanitarie.

    Il fondamento normativo: DM 31 ottobre 1974

    L’articolo 2 del Decreto del Ministro delle Finanze del 31 ottobre 1974 stabilisce che “nei rapporti tra gli esercenti la professione sanitaria e gli enti mutualistici per prestazioni medico-sanitarie generiche e specialistiche, il foglio di liquidazione dei corrispettivi compilato dai detti enti tiene luogo della fattura di cui all’art. 21 del DPR 633/72″.

    Questa norma, mai abrogata, e stata confermata dalla prassi amministrativa attraverso:

    • Risoluzione n. 98/E/2015
    • Risposta all’interpello n. 558/2021
    • Risposta all’interpello n. 132/2025

    Contenuto del foglio di liquidazione

    Il foglio di liquidazione deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del DPR 633/72 per la fattura:

    • Dati identificativi dell’ASL emittente
    • Dati identificativi del medico percipiente
    • Data di emissione
    • Descrizione delle prestazioni
    • Importi lordi e netti
    • Eventuali trattenute

    Il documento deve essere prodotto in triplice copia: una per il medico, una per l’ASL e una per l’Agenzia delle Entrate competente.

    Perche il foglio di liquidazione non transita per il SdI

    A differenza delle fatture elettroniche dei forfettari, il foglio di liquidazione:

    • Non viene trasmesso al Sistema di Interscambio
    • Non e accessibile automaticamente dall’Agenzia delle Entrate
    • Contiene dati sensibili sanitari soggetti a tutela privacy

    Proprio questa “invisibilita telematica” giustifica il mantenimento dell’obbligo di CU per i medici convenzionati, anche se forfettari.

    Come compilare la CU 2026 per i medici forfettari

    Le Aziende Sanitarie Locali e Provinciali devono prestare particolare attenzione alla corretta compilazione della Certificazione Unica per i medici convenzionati in regime forfettario.

    Sezione Redditi di Lavoro Autonomo

    I compensi erogati ai medici forfettari vanno indicati nella sezione dedicata ai redditi di lavoro autonomo, non nella sezione lavoro dipendente (anche se il rapporto di convenzione presenta alcuni tratti para-subordinati).

    Campi da compilare

    Per la corretta compilazione della CU 2026 relativa ai medici SSN forfettari:

    • Punto 4: Ammontare lordo corrisposto
    • Punto 6: Codice 24 (compensi medici SSN non soggetti a ritenuta)
    • Punto 7: Ammontare delle somme non soggette a ritenuta (uguale al punto 4)
    • Punto 8: Non compilare (nessuna ritenuta effettuata)

    Attenzione: nessuna ritenuta d’acconto

    E fondamentale ricordare che sui compensi dei medici forfettari l’ASL non deve operare alcuna ritenuta d’acconto. I forfettari sono esonerati dalla ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, della Legge 190/2014. L’intero importo lordo corrisposto deve essere indicato sia al punto 4 che al punto 7.

    Scadenze per l’invio della CU 2026

    Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 15 gennaio 2026 (prot. n. 15707/2026) ha approvato il modello CU 2026 e fissato le scadenze per l’anno corrente.

    Calendario scadenze CU 2026

    ScadenzaAdempimentoSoggetti interessati
    16 marzo 2026Trasmissione telematica CURedditi da lavoro dipendente e assimilati
    16 marzo 2026Consegna al percipienteTutti i percipienti (dipendenti e autonomi)
    30 aprile 2026Trasmissione telematica CURedditi da lavoro autonomo (inclusi medici forfettari)
    31 ottobre 2026Trasmissione telematica CURedditi esenti o non inseribili in precompilata

    Novita 2026: un mese in piu per i lavoratori autonomi

    Una novita rilevante per il 2026 e lo slittamento al 30 aprile della scadenza per la trasmissione delle CU relative ai redditi da lavoro autonomo. Questo comporta un mese aggiuntivo rispetto alla precedente scadenza del 31 marzo, dando piu tempo alle ASL per la predisposizione delle certificazioni dei medici convenzionati.

    Sanzioni per omessa o tardiva trasmissione

    A differenza del 2025, quando l’Agenzia delle Entrate aveva fornito chiarimenti tardivi (13 maggio) consentendo di fatto l’invio senza sanzioni, per il 2026 il regime sanzionatorio e pienamente operativo:

    • 100 euro per ogni CU omessa, tardiva o errata
    • Sanzione ridotta a 33,33 euro se la CU corretta viene trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza

    Esempi pratici: MMG, PLS e specialisti ambulatoriali

    Per chiarire l’applicazione concreta delle norme, analizziamo alcuni casi pratici relativi a diverse tipologie di medici convenzionati.

    Esempio 1: Medico di Medicina Generale in regime forfettario

    Situazione: Il Dott. Rossi e medico di medicina generale con 1.200 pazienti, convenzionato con l’ASL di Udine. Applica il regime forfettario dal 2020.

    Compensi 2025:

    • Quota capitaria annua: 55.000 euro
    • Indennita accessorie: 8.000 euro
    • Totale lordo: 63.000 euro

    CU 2026 dell’ASL:

    • Punto 4: 63.000 euro
    • Punto 6: Codice 24
    • Punto 7: 63.000 euro
    • Punto 8: 0 (nessuna ritenuta)

    L’ASL deve trasmettere la CU entro il 30 aprile 2026 e consegnarla al Dott. Rossi entro il 16 marzo 2026.

    Esempio 2: Pediatra di Libera Scelta forfettario

    Situazione: La Dott.ssa Bianchi e pediatra di libera scelta con 800 assistiti. Opera in regime forfettario.

    Compensi 2025:

    • Quota capitaria annua: 42.000 euro
    • Bilanci di salute e vaccinazioni: 6.500 euro
    • Totale lordo: 48.500 euro

    CU 2026: L’ASL compila la certificazione con codice 24, indicando l’intero importo di 48.500 euro come somma non soggetta a ritenuta.

    Esempio 3: Medico di Continuita Assistenziale

    Situazione: Il Dott. Verdi presta servizio di continuita assistenziale (ex guardia medica) con contratto a tempo determinato. Ha scelto il regime forfettario.

    Compensi 2025:

    • Compenso orario per 1.800 ore: 36.000 euro
    • Indennita notturna e festiva: 4.200 euro
    • Totale lordo: 40.200 euro

    CU 2026: Anche in questo caso l’ASL e obbligata all’invio della CU con codice 24, nonostante il regime forfettario del medico.

    Esempio 4: Specialista ambulatoriale con attivita mista

    Situazione: La Dott.ssa Neri e cardiologa specialista ambulatoriale convenzionata (18 ore settimanali) e svolge anche attivita privata. Applica il regime forfettario.

    Compensi 2025:

    • Compensi SSN: 45.000 euro (foglio di liquidazione)
    • Compensi attivita privata: 25.000 euro (fattura elettronica)

    Trattamento CU:

    • Compensi SSN (45.000 euro): l’ASL rilascia CU con codice 24
    • Compensi privati (25.000 euro): i clienti privati non devono rilasciare CU (compensi documentati da fattura elettronica)

    Assistenza del CAF Centro Fiscale

    La gestione della Certificazione Unica per i medici convenzionati in regime forfettario presenta complessita che richiedono competenza specifica. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata per:

    • Verifica della corretta compilazione delle CU ricevute
    • Assistenza nella dichiarazione dei redditi per medici forfettari
    • Consulenza sul regime forfettario per professionisti sanitari
    • Supporto per ASL e strutture sanitarie nella predisposizione delle CU

    Il nostro team di esperti fiscali e costantemente aggiornato sulle novita normative e sulla prassi dell’Agenzia delle Entrate in materia di certificazioni e regime forfettario per i professionisti del settore sanitario.

    Contattaci

    Per maggiori informazioni o per fissare un appuntamento:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Articolo aggiornato a marzo 2026 con le ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate.

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    Fonti normative e prassi

    • D.Lgs. n. 1/2024 – Razionalizzazione e semplificazione adempimenti tributari
    • D.Lgs. n. 81/2025 – Divieto permanente fatturazione elettronica prestazioni sanitarie
    • DM 31 ottobre 1974, art. 2 – Foglio di liquidazione corrispettivi
    • Risposta interpello n. 132/2025 – Agenzia delle Entrate
    • Risposta interpello n. 558/2021 – Agenzia delle Entrate
    • Provvedimento Direttore AdE n. 15707/2026 – Approvazione modello CU 2026
    • Legge n. 190/2014, art. 1, commi 54-89 – Regime forfettario
    Marzo 2, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-02 07:22:112026-05-31 22:34:50CU 2026 e forfettari: la deroga per medici SSN e indennita non transitanti nello SdI
    Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Fisioterapista Dipendente e Partita IVA: Si Può Fare? Guida 2026

    regime forfettario partita iva

    Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

    Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

    Sempre più fisioterapisti dipendenti si chiedono se sia possibile aprire una Partita IVA per svolgere attività libero-professionale. La risposta è: sì, nella maggior parte dei casi è possibile lavorare come dipendente e libero professionista contemporaneamente, ma con alcune importanti condizioni da rispettare.

    La compatibilità tra dipendente e Partita IVA dipende dal tipo di contratto, clausole di esclusività e regime fiscale. Analizziamo tutti gli aspetti della doppia attività fisioterapista.

    Compatibilità Dipendente Pubblico vs Privato

    Nel settore pubblico la legge prevede l’esclusività del rapporto. Devi richiedere autorizzazione o valutare il part-time. Nel settore privato è più flessibile.

    Regime Fiscale: Forfettario o Ordinario?

    Il regime forfettario è la scelta migliore. Limiti: massimo 85.000 euro ricavi P.IVA e 30.000 euro lordi da dipendente.

    Gestione Contributi INPS: Dipendente e Gestione Separata

    Paghi i contributi INPS sul lavoro dipendente (tramite il datore di lavoro) e, per l’attività con partita IVA, i contributi alla Gestione Separata INPS con l’aliquota ridotta del 24%, prevista per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria (circolare INPS n. 8/2026). Il fisioterapista non si iscrive all’ENPAPI, che è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.

    Vantaggi della Doppia Attività

    Aumento reddito, diversificazione entrate, ottimizzazione fiscale, crescita professionale, autonomia, sicurezza dipendente.

    Svantaggi e Criticità

    Gestione tempo, doppia contribuzione, fatturazione complessa, monitoraggio limiti.

    Obblighi Fiscali e Dichiarazione

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    Domande Frequenti

    Posso essere dipendente pubblico e avere P.IVA?

    Sì, ma devi richiedere autorizzazione o passare a part-time.

    Quali limiti per il regime forfettario?

    Massimo 85.000 euro ricavi P.IVA e 30.000 euro da dipendente.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta dall’apertura alla gestione fiscale. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

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    Febbraio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-25 16:09:292026-09-04 12:15:47Fisioterapista Dipendente e Partita IVA: Si Può Fare? Guida 2026
    PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Nuove Partite IVA 2026: Bonus, Incentivi e Agevolazioni per Chi Apre

    Bonus Partita IVA Under 35

    Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

    Aliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% per i liberi professionisti senza altra tutela pensionistica obbligatoria e 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). Una versione precedente riportava erroneamente il 26,23%; gli esempi di calcolo sono stati ricalcolati.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa significa aprire una Partita IVA nel 2026
    2. Regime forfettario 2026: l’aliquota al 5% per i primi 5 anni
    3. Requisiti e limiti del regime forfettario 2026
    4. Contributi INPS ridotti per le nuove attività
    5. ISCRO: l’indennità straordinaria per i lavoratori autonomi
    6. Flat tax incrementale 2026: come funziona
    7. Bonus, startup e crediti d’imposta per le nuove imprese
    8. Confronto tra regimi fiscali: forfettario vs ordinario
    9. Come aprire la Partita IVA nel 2026: la procedura
    10. Errori comuni da evitare quando si apre una Partita IVA
    11. Domande Frequenti sulle nuove Partite IVA 2026

    Aprire una nuova Partita IVA nel 2026 può essere una scelta strategica e conveniente, grazie a un pacchetto di bonus, agevolazioni fiscali e incentivi pensati appositamente per chi avvia un’attività in proprio. Il legislatore, con la Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) e le disposizioni ancora in vigore del regime forfettario, ha mantenuto un sistema di vantaggi fiscali significativi per i nuovi lavoratori autonomi, i freelance e i piccoli imprenditori che scelgono di mettersi in proprio nel 2026. Questa guida completa ti illustra tutto ciò che devi sapere: dall’aliquota agevolata al 5% sui redditi, ai contributi INPS ridotti, dall’ISCRO all’indennità di disoccupazione per autonomi, fino ai crediti d’imposta per le startup innovative.

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    Nota normativa 2026: il limite di ricavi/compensi per accedere e restare nel regime forfettario nel 2026 è 85.000 euro annui (con uscita immediata oltre i 100.000 euro). Qualsiasi cifra inferiore (es. 65.000 euro) eventualmente citata negli esempi di questo articolo si riferisce a scenari di reddito ipotetico, non al limite normativo. Fonte: L. 197/2022 (Legge di Bilancio 2023).

    Cosa significa aprire una Partita IVA nel 2026

    Aprire una Partita IVA significa registrarsi fiscalmente come lavoratore autonomo, libero professionista o piccolo imprenditore presso l’Agenzia delle Entrate, ottenendo un codice identificativo univoco per l’esercizio di un’attività economica. Nel 2026, questa scelta è agevolata da un sistema di incentivi fiscali e previdenziali che la rende accessibile e conveniente anche per chi parte da zero. La decisione di aprire nuove Partite IVA nel 2026 viene spesso presa da freelance, consulenti, artigiani, commercianti, professionisti e giovani under 35 che vogliono trasformare le proprie competenze in un’attività redditizia.

    Il punto di partenza per valutare la convenienza è capire quale regime fiscale si potrà adottare. Per la stragrande maggioranza di chi apre oggi una nuova attività, la scelta obbligata — e vantaggiosissima — è il regime forfettario: un sistema semplificato che prevede una tassazione ridotta, esonero da IVA, esonero da ISA e una gestione contabile estremamente snella. Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, commi 54-89), modificata dalla Legge di Bilancio 2023 che ha innalzato la soglia di ricavi a 85.000 euro annui.

    Regime forfettario 2026: l’aliquota al 5% per i primi 5 anni

    Il vantaggio principale per chi apre una nuova Partita IVA nel 2026 è l’applicazione dell’aliquota agevolata al 5% di imposta sostitutiva per i primi cinque anni di attività. Per capire cosa significa in concreto: l’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali. In pratica, invece di pagare aliquote IRPEF ordinarie che vanno dal 23% al 43% del reddito, il nuovo forfettario paga solo il 5% sul reddito imponibile. Si tratta di un risparmio fiscale enorme, soprattutto nei primi anni in cui l’attività è ancora in fase di avvio.

    Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Marco, grafico freelance, apra la sua Partita IVA nel 2026 e nel primo anno fatturi 30.000 euro. Con il codice ATECO per attività grafiche, il coefficiente di redditività (ovvero la percentuale del fatturato considerata come reddito) è del 78%. Il reddito imponibile sarà quindi 23.400 euro (30.000 × 78%). Su questa cifra, Marco pagherà il 5% di imposta sostitutiva, pari a soli 1.170 euro. Se fosse in regime ordinario IRPEF, pagherebbe almeno il 23%, ovvero circa 5.382 euro. Il risparmio supera i 4.200 euro nel primo anno.

    Dopo i primi cinque anni, l’aliquota sale al 15% (comunque inferiore alle aliquote IRPEF ordinarie), rendendo il regime forfettario conveniente anche a lungo termine per chi non supera la soglia di 85.000 euro di ricavi. Per sapere tutto su questo regime agevolato, consulta la nostra guida completa al regime forfettario 2026.

    Il coefficiente di redditività: come si calcola il reddito imponibile

    Il coefficiente di redditività è un moltiplicatore forfettario che l’Agenzia delle Entrate applica ai ricavi per determinare il reddito imponibile, senza necessità di tenere la contabilità analitica delle spese. Ogni attività ha il suo coefficiente in base al codice ATECO. Ecco i principali:

    Categoria di attivitàCoefficiente di redditività
    Commercio al dettaglio di alimentari40%
    Intermediari del commercio62%
    Costruzioni e attività immobiliari86%
    Servizi professionali (avvocati, consulenti, ecc.)78%
    Artigiani e altri servizi67%
    Altre attività economiche67%

    Il reddito imponibile si calcola semplicemente moltiplicando i ricavi annui per il coefficiente. Su questo reddito si applica poi il 5% (o 15% dopo i 5 anni). Non è necessario conservare ricevute di spese, non serve un commercialista per la contabilità analitica, e non si applica l’IVA alle fatture emesse.

    Requisiti e limiti del regime forfettario 2026

    Per accedere al regime forfettario nel 2026 e beneficiare dell’aliquota al 5%, è necessario soddisfare determinati requisiti previsti dalla legge. Il requisito principale riguarda il limite di ricavi: l’attività non deve aver superato (nell’anno precedente, se già avviata) la soglia di 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Per chi apre una nuova Partita IVA, questo limite non si applica al primo anno, poiché si presume che i ricavi saranno inferiori alla soglia.

    Esistono però anche cause di esclusione che impediscono l’accesso al regime agevolato:

    • Partecipazione in società di persone, associazioni professionali o imprese familiari: non è possibile aderire al forfettario se si è contemporaneamente soci in una SNC, SAS o si esercita attività d’impresa in un’impresa familiare.
    • Attività prevalente verso datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti: se più del 50% dei ricavi proviene da un soggetto che è stato (o è tuttora) datore di lavoro, si è esclusi. Questa regola è stata introdotta per evitare che le aziende trasformassero i dipendenti in finti autonomi.
    • Regime speciale IVA o determinazione del reddito su base catastale: alcune attività che usano regimi IVA speciali non possono accedere al forfettario.
    • Ricavi superiori a 85.000 euro nell’anno precedente: chi supera la soglia nell’anno in corso esce dal forfettario dall’anno successivo. Tuttavia, se i ricavi superano i 100.000 euro in un anno, l’uscita è immediata nello stesso anno.

    Per l’applicazione dell’aliquota al 5% (anziché 15%), sono necessarie condizioni aggiuntive specifiche per le nuove attività: l’attività non deve essere stata esercitata nei tre anni precedenti, nemmeno in forma associata; l’attività da avviare non deve essere mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo (salvo il caso del praticantato obbligatorio); se è la prosecuzione di un’attività altrui, i ricavi di quell’attività nell’anno precedente non devono aver superato i 85.000 euro.

    Contributi INPS ridotti per le nuove attività

    Un secondo grande vantaggio per chi apre una nuova Partita IVA nel 2026 riguarda i contributi previdenziali INPS. I lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS (come la maggior parte dei freelance e dei professionisti senza cassa previdenziale di categoria) pagano i contributi in percentuale sul reddito effettivo. Nel 2026, l’aliquota per la Gestione Separata è del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (circolare INPS n. 8/2026). Questo importo è deducibile dal reddito complessivo, ma per i forfettari si applica in modo forfettario: è deducibile in misura del 35% dei contributi versati direttamente dal reddito imponibile forfettario.

    Per gli artigiani e i commercianti iscritti all’INPS Artigiani e Commercianti, esiste invece una specifica agevolazione: i contributi in regime forfettario prevedono una riduzione del 35% rispetto alle aliquote ordinarie. Questa riduzione, introdotta dalla Legge n. 190/2014 (art. 1, comma 77), si applica su domanda e comporta un risparmio concreto nei contributi minimi obbligatori. Per il 2026, i contributi minimi per gli artigiani in regime forfettario con riduzione al 35% sono di circa 3.100-3.200 euro annui (contro i circa 4.800 euro del regime ordinario), mentre per i commercianti si attestano su valori simili.

    Per i professionisti con cassa di previdenza di categoria (avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM, geometri con CIPAG, ecc.), il discorso è diverso: si applicano le aliquote specifiche della propria cassa. Tuttavia, anche in questo caso, la tassazione ridotta al 5% sul reddito complessivo riduce significativamente il carico fiscale totale, rendendo la Partita IVA in regime forfettario molto vantaggiosa.

    Esempio di calcolo contributi INPS per nuova Partita IVA 2026

    Riprendiamo l’esempio di Marco, grafico con Partita IVA aperta nel 2026 e 30.000 euro di ricavi. Ipotizzando che sia iscritto alla Gestione Separata INPS:

    • Reddito imponibile lordo: 23.400 euro (30.000 × 78%)
    • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): circa 6.100 euro
    • Deduzione contributi (35% forfettario): circa 2.135 euro
    • Reddito imponibile netto: circa 21.265 euro
    • Imposta sostitutiva al 5%: circa 1.063 euro
    • Totale tasse + contributi: circa 7.200 euro su 30.000 euro di fatturato (24% del fatturato totale)

    Si tratta di un carico fiscale e previdenziale complessivo relativamente basso, specialmente se confrontato con quello di un lavoratore dipendente (dove il costo del lavoro per il datore di lavoro supera il 40% della retribuzione lorda). La nuova Partita IVA nel 2026 rimane quindi una scelta competitiva dal punto di vista economico.

    ISCRO: l’indennità straordinaria per i lavoratori autonomi

    Un elemento spesso sottovalutato da chi sta valutando di aprire una Partita IVA è la disponibilità di una forma di tutela in caso di calo del reddito: l’ISCRO, ovvero l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa. Questo strumento, introdotto in via sperimentale dal 2021 e reso strutturale dalla Legge delega sulla riforma fiscale (L. 111/2023) e dal successivo decreto attuativo, è destinato ai liberi professionisti e lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS.

    L’ISCRO funziona come una sorta di “cassa integrazione per autonomi”: se il tuo reddito da lavoro autonomo nell’anno precedente è stato inferiore al 70% della media dei redditi dei due anni precedenti ancora, puoi accedere a questa indennità. In pratica, se hai avuto un calo significativo dei guadagni, l’INPS ti fornisce un sussidio mensile per un massimo di 6 mesi.

    L’importo dell’ISCRO 2026 è compreso tra un minimo del 25% e un massimo del 50% dell’ultimo reddito annuo percepito, con un importo mensile che si aggira tipicamente tra i 250 e i 800 euro. Per accedere all’ISCRO è necessario:

    • Essere iscritto alla Gestione Separata INPS da almeno 4 anni
    • Non essere titolare di pensione diretta o trattamenti di sostegno al reddito
    • Avere un reddito nell’anno precedente inferiore al 70% della media biennale
    • Avere un reddito nell’anno precedente non superiore a 12.000 euro (soglia 2026, da verificare con aggiornamenti INPS)
    • Essere in regola con i versamenti contributivi

    L’ISCRO rappresenta una tutela importante per i nuovi lavoratori autonomi, che spesso non dispongono della rete di protezione del lavoro dipendente. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti anche nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda ISCRO all’INPS.

    Flat tax incrementale 2026: come funziona

    La flat tax incrementale è un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (art. 1, commi 55-57, L. 197/2022) che si rivolge ai contribuenti in regime ordinario (non forfettario) che registrano un incremento del reddito rispetto agli anni precedenti. Nel 2026, questo strumento rimane disponibile per i lavoratori autonomi e le imprese individuali che non aderiscono al regime forfettario.

    Il meccanismo è il seguente: sull’incremento di reddito rispetto al reddito più alto degli ultimi tre anni, si applica un’aliquota fissa del 15% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare al 43%). Tuttavia, l’incremento agevolato non può superare il 5% del reddito di riferimento degli anni precedenti, con un massimale di 40.000 euro. Si tratta quindi di un’agevolazione con impatto limitato ma comunque significativa per chi ha redditi in crescita.

    Esempio pratico di flat tax incrementale: supponiamo che una consulente, Giulia, abbia avuto i seguenti redditi: 2023: 55.000 euro; 2024: 60.000 euro; 2025: 65.000 euro. Il reddito più alto del triennio precedente al 2026 è 65.000 euro. L’incremento massimo agevolabile è il 5% di 65.000 euro = 3.250 euro. Se nel 2026 il reddito di Giulia è 70.000 euro, l’incremento effettivo è 5.000 euro. Sull’incremento agevolato di 3.250 euro pagherà il 15% (487,50 euro) invece dell’aliquota IRPEF del 43% (1.397,50 euro). Risparmio: circa 910 euro.

    Bonus, startup e crediti d’imposta per le nuove imprese

    Il quadro degli incentivi per le nuove Partite IVA nel 2026 si arricchisce di una serie di bonus e crediti d’imposta destinati a chi avvia un’attività innovativa o investe in digitalizzazione e formazione. Vediamo i principali strumenti disponibili.

    Bonus investimenti in startup innovative

    La Legge di Bilancio 2025 ha prorogato e ampliato le agevolazioni per gli investimenti in startup innovative e PMI innovative, estendendo il beneficio anche ai contribuenti in regime forfettario. In precedenza, i forfettari erano esclusi da questo bonus. La novità consente a chi aderisce al regime forfettario di beneficiare di una detrazione del 30% dell’investimento effettuato nel capitale di startup innovative (quotate o non quotate), con un investimento massimo annuo di 1 milione di euro. Per le startup a vocazione sociale o nei settori dell’energia e del turismo, la detrazione può salire fino al 65%.

    Il Bonus Investimenti Startup Innovative 2026 esteso ai forfettari è una novità rilevante, già prevista dalla normativa vigente. Il Bonus Startup Innovative per Forfettari 2026 è dettagliatamente illustrato nella nostra guida dedicata.

    Transizione 5.0 e crediti d’imposta per la digitalizzazione

    Il piano Transizione 5.0, finanziato con risorse del PNRR e introdotto dal DL n. 19/2024 (art. 38), prevede crediti d’imposta per le imprese che investono in beni strumentali nuovi nel biennio 2024-2025, con effetti che si ripercuotono sulle dichiarazioni del 2026. Il piano si affianca a Transizione 4.0 e prevede crediti d’imposta variabili tra il 25% e il 45% degli investimenti in beni materiali e immateriali ad alto contenuto tecnologico, con condizione che l’investimento determini una riduzione dei consumi energetici dell’unità produttiva di almeno il 3%.

    Anche le nuove Partite IVA in forma di impresa individuale possono in linea teorica accedere a questi crediti, purché effettuino investimenti in beni qualificati. Si tratta però di uno strumento più adatto alle imprese strutturate che ai freelance professionisti.

    Bando Imprese Giovanili FVG 2026

    Per chi vive e opera in Friuli Venezia Giulia, è disponibile il Bando Imprese Giovanili FVG 2026, che eroga contributi fino a 40.000 euro per l’avvio di nuove imprese da parte di giovani under 40. Il Bando Imprese Giovanili FVG 2026 rappresenta un’opportunità concreta per chi vuole aprire la propria Partita IVA in regione e ha necessità di un contributo iniziale per avviare l’attività.

    NASPI anticipata per avvio attività autonoma

    Un’opportunità spesso sconosciuta è la possibilità di ricevere la NASpI in forma anticipata (pagamento in un’unica soluzione) per chi la utilizza come capitale iniziale per avviare un’attività autonoma o imprenditoriale. Questa opzione, prevista dall’art. 8 del D.Lgs. 22/2015, consente ai lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro di ricevere l’intero importo della NASpI non ancora erogata in un’unica soluzione, da utilizzare come capitale iniziale per la nuova attività. Per approfondire, leggi la nostra guida sulla NASpI 2026.

    Confronto tra regimi fiscali: forfettario vs ordinario

    Una delle domande più frequenti di chi valuta di aprire una nuova Partita IVA nel 2026 è: quale regime fiscale conviene? La risposta dipende da diversi fattori, ma per la maggior parte dei nuovi lavoratori autonomi con ricavi sotto i 85.000 euro, il regime forfettario è quasi sempre la scelta più vantaggiosa, almeno nei primi anni. Vediamo un confronto diretto tra i due regimi.

    CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario
    Limite ricavi85.000 euro/annoNessun limite
    Aliquota tasse (nuovi)5% (primi 5 anni)23%-43% IRPEF progressiva
    Aliquota tasse (regime normale)15%23%-43% IRPEF progressiva
    IVA sulle fattureNon si applica22% (o altra aliquota)
    ContabilitàSemplificata (no registri IVA)Completa (registri IVA obbligatori)
    Deduzione speseSolo forfettaria (coefficiente)Spese reali documentate
    Studi di settore/ISAEsoneratoObbligatorio
    Ritenuta d’accontoNon subisce ritenutaSubisce ritenuta 20%
    Costo commercialistaMolto bassoElevato

    Il regime ordinario può risultare conveniente in casi specifici: quando le spese reali documentate sono molto elevate (ad esempio per chi ha costi significativi di struttura, dipendenti o macchinari) e supererebbero il coefficiente forfettario; quando il professionista ha redditi da lavoro dipendente che generano capienza IRPEF sufficiente a sfruttare detrazioni e deduzioni; quando si prevede di superare in breve la soglia degli 85.000 euro di ricavi. Per tutti gli altri casi, il regime forfettario nel 2026 rimane nettamente più conveniente.

    Per approfondire tutti i dettagli sull’imposta sostitutiva del regime forfettario e sulla dichiarazione precompilata per forfettari 2026, consulta le nostre guide specializzate.

    Come aprire la Partita IVA nel 2026: la procedura

    Aprire una nuova Partita IVA nel 2026 richiede alcuni passaggi amministrativi che, se eseguiti correttamente fin dall’inizio, evitano problemi futuri. La procedura corretta prevede la scelta del codice ATECO, la selezione del regime fiscale, l’apertura presso l’Agenzia delle Entrate e l’iscrizione all’ente previdenziale di riferimento. Si tratta di passaggi apparentemente semplici ma ricchi di insidie per chi non conosce la normativa: un codice ATECO sbagliato, ad esempio, può comportare un coefficiente di redditività errato e quindi calcoli fiscali e contributivi scorretti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i propri clienti in ogni fase dell’apertura della Partita IVA, dalla scelta del codice ATECO più adatto all’attività svolta, alla valutazione del regime fiscale più conveniente, fino all’iscrizione previdenziale. Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per clienti in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata sull’apertura della tua Partita IVA.

    Il codice ATECO: come sceglierlo correttamente

    Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che classifica l’attività svolta dalla Partita IVA. La scelta è fondamentale per due motivi: determina il coefficiente di redditività (e quindi le tasse da pagare) e stabilisce l’ente previdenziale di iscrizione (INPS Gestione Separata, INPS Artigiani e Commercianti, o cassa professionale). Scegliere il codice ATECO sbagliato può portare a significativi errori di calcolo nelle tasse e nei contributi. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua specifica attività per identificare il codice ATECO più corretto e vantaggioso.

    Iscrizione all’ente previdenziale: quali sono le opzioni

    In base all’attività svolta, chi apre una Partita IVA deve iscriversi all’ente previdenziale competente:

    • Gestione Separata INPS: per i liberi professionisti senza cassa di categoria (consulenti, informatici, grafici, traduttori, ecc.) e per i collaboratori occasionali.
    • INPS Artigiani: per i lavoratori che esercitano attività artigianali (idraulici, elettricisti, falegnami, parrucchieri, estetisti, ecc.).
    • INPS Commercianti: per chi svolge attività commerciale (negozianti, agenti di commercio, ecc.).
    • Casse professionali di categoria: per le professioni ordinistiche (avvocati con Cassa Forense, medici con ENPAM, geometri con CIPAG, notai con Cassa Nazionale del Notariato, ecc.).

    Errori comuni da evitare quando si apre una Partita IVA

    Aprire una Partita IVA nel 2026 senza una corretta pianificazione fiscale può portare a errori costosi. Ecco i principali errori che il CAF Centro Fiscale riscontra frequentemente nei nuovi lavoratori autonomi e come evitarli.

    1. Non accantonare le tasse durante l’anno

    Il principale errore di chi apre una nuova Partita IVA è dimenticare che le tasse si pagano in un’unica soluzione (o in due rate con il meccanismo degli acconti e del saldo). Molti nuovi titolari di Partita IVA non accantonano durante l’anno la quota corrispondente alle tasse da pagare, trovandosi poi in difficoltà al momento del versamento. La regola pratica è semplice: accantona sempre almeno il 25-30% di ogni incasso per far fronte a tasse e contributi. In regime forfettario al 5%, questo margine è più che sufficiente.

    2. Scegliere il codice ATECO sbagliato

    Come già accennato, il codice ATECO ha un impatto diretto sul coefficiente di redditività e quindi sulle tasse. Un errore nella scelta può portare a pagare più tasse del dovuto (o meno, con il rischio di contestazioni dall’Agenzia delle Entrate). Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce una consulenza specializzata per la corretta identificazione del codice ATECO in base all’attività concretamente svolta.

    3. Non verificare i requisiti per l’aliquota al 5%

    L’aliquota ridotta al 5% per le nuove attività non è automatica: è necessario verificare che si rispettino le condizioni di novità dell’attività. Se un nuovo titolare di Partita IVA applica il 5% senza averne i requisiti, rischia di dover corrispondere la differenza (10 punti percentuali) all’Agenzia delle Entrate con sanzioni e interessi. È fondamentale affidarsi a professionisti per la verifica preliminare dei requisiti.

    4. Non tenere traccia dei ricavi e superare inconsapevolmente l’85.000 euro

    Chi aderisce al regime forfettario deve monitorare costantemente i propri ricavi durante l’anno. Superare la soglia di 85.000 euro comporta l’uscita dal regime nell’anno successivo. Peggio ancora, superare i 100.000 euro nello stesso anno comporta l’obbligo di applicare l’IVA sulle fatture emesse dal momento del superamento, con tutte le conseguenze gestionali e fiscali del caso. Il monitoraggio costante è indispensabile.

    5. Trascurare gli adempimenti previdenziali

    I contributi INPS o della cassa professionale sono un obbligo, non un’opzione. Trascurarli significa accumulare debiti previdenziali con sanzioni e interessi crescenti. Inoltre, per accedere a prestazioni come l’ISCRO o la futura pensione, è necessario essere in regola con i versamenti contributivi. Il CAF Centro Fiscale gestisce anche la corretta pianificazione e il pagamento dei contributi previdenziali per i propri clienti.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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    Domande Frequenti sulle nuove Partite IVA 2026

    Quanto si paga di tasse con una nuova Partita IVA nel 2026?

    Con il regime forfettario per i nuovi, si paga solo il 5% di imposta sostitutiva sul reddito imponibile (calcolato come ricavi x coefficiente di redditivita). Ad esempio, con 30.000 euro di fatturato e un coefficiente del 78%, il reddito imponibile e 23.400 euro e le tasse sono solo 1.170 euro. A questo si aggiungono i contributi previdenziali INPS (circa il 26% del reddito per la Gestione Separata). Il carico fiscale totale nei primi cinque anni e molto contenuto rispetto al lavoro dipendente.

    Posso aprire una Partita IVA se sono ancora dipendente?

    Si, e possibile essere contemporaneamente lavoratori dipendenti e titolari di Partita IVA. Tuttavia, occorre verificare il contratto di lavoro dipendente (alcune categorie hanno clausole di esclusiva) e soprattutto rispettare la regola forfettaria: non piu del 50% dei ricavi della Partita IVA puo provenire dall’attuale datore di lavoro o da datori degli ultimi 2 anni, altrimenti si perde il diritto al regime forfettario. E fondamentale una valutazione preventiva con il CAF.

    Per quanti anni dura l’aliquota al 5% per le nuove Partite IVA?

    L’aliquota agevolata al 5% per le nuove attivita dura per i primi 5 anni dall’apertura della Partita IVA, a condizione che si mantengano i requisiti del regime forfettario (ricavi sotto 85.000 euro annui e assenza delle cause di esclusione). Dal sesto anno in poi, l’aliquota sale al 15%, che rimane comunque molto vantaggiosa rispetto alle aliquote IRPEF ordinarie (23%-43%).

    Cosa succede se supero l’85.000 euro di ricavi nel 2026?

    Se i ricavi superano 85.000 euro ma restano sotto i 100.000 euro, si esce dal regime forfettario dall’anno successivo (2027), tornando al regime ordinario IRPEF. Se i ricavi superano 100.000 euro nello stesso anno, l’uscita dal forfettario e immediata e occorre applicare l’IVA sulle fatture dal momento del superamento. E importante monitorare i ricavi durante l’anno e pianificare per tempo l’eventuale transizione al regime ordinario.

    Il regime forfettario e conveniente se ho molte spese?

    Il regime forfettario applica una deduzione forfettaria delle spese tramite il coefficiente di redditivita (che va dal 40% all’86% del fatturato). Se le spese reali dell’attivita superano significativamente la quota deducibile forfettariamente, il regime ordinario potrebbe risultare piu conveniente. Il CAF Centro Fiscale esegue un’analisi personalizzata per determinare quale regime sia piu vantaggioso in base alla situazione specifica di ogni cliente.


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