Bonus Colonnine Elettriche 2026: Rimborsi Fino All’80% per Case e Condomini

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Chi possiede un’auto elettrica o sta valutando di acquistarne una può contare su un nuovo aiuto economico per installare un punto di ricarica a casa propria. Il bonus colonnine elettriche torna infatti a disposizione di privati e condomini, con un contributo che può coprire fino all’80% delle spese sostenute. La misura, attesa da mesi dagli automobilisti che si sono convertiti alla mobilità elettrica, punta a rendere più semplice ed economico installare wallbox e altre infrastrutture di ricarica domestica.

Il provvedimento arriva in un momento in cui il tema della mobilità sostenibile è al centro di diverse iniziative pubbliche, dal taglio delle accise sui carburanti fino agli incentivi per l’acquisto di veicoli a basso impatto ambientale. Vediamo nel dettaglio come funziona il bonus colonnine elettriche 2026, chi può richiederlo e quali sono le scadenze da tenere d’occhio.

Cos’è il bonus colonnine elettriche 2026

Il bonus colonnine elettriche è un contributo economico pensato per incentivare l’installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici presso abitazioni private e in ambito condominiale. Si tratta, in pratica, di un rimborso parziale delle spese sostenute per acquistare e installare una wallbox, cioè la colonnina di ricarica domestica che permette di ricaricare l’auto elettrica direttamente a casa, senza dover ricorrere alle colonnine pubbliche.

La misura è prevista dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026, registrato dalla Corte dei conti il 25 giugno 2026 al n. 900, mentre le regole operative sono state fissate da un decreto direttoriale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). La gestione è affidata a Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti. Il bonus resta attivo per un periodo pluriennale, fino al 2030, con uno stanziamento complessivo di 68 milioni di euro: 15 milioni per ciascuna annualità dal 2026 al 2029 e 8 milioni per il 2030.

Trattandosi di una misura appena avviata, resta comunque utile consultare la pagina dedicata sul sito del MIMIT e la piattaforma di Invitalia prima di procedere con la richiesta, così da tenere sotto controllo eventuali aggiornamenti operativi.

Chi può richiedere il bonus colonnine elettriche e quali sono gli importi

Il bonus colonnine elettriche si rivolge a due categorie principali di beneficiari: le persone fisiche residenti in Italia, proprietarie o detentrici di immobili a uso privato, e i condomini che intendono installare un punto di ricarica per uso collettivo. Gli importi del contributo cambiano a seconda della situazione.

Rimborso per privati fino a 1.500 euro

Per le persone fisiche, il contributo copre fino all’80% della spesa sostenuta, con un tetto massimo di rimborso pari a 1.500 euro. In questo caso, la colonnina deve essere destinata a un uso esclusivamente privato, cioè non può essere resa accessibile al pubblico o a soggetti estranei al nucleo familiare.

Rimborso per condomini fino a 8.000 euro

Per gli edifici condominiali il discorso cambia leggermente: il tetto massimo del contributo sale fino a 8.000 euro, sempre con una copertura pari all’80% della spesa, a condizione che l’intervento riguardi le parti comuni dell’edificio. In questo caso l’infrastruttura di ricarica deve essere destinata all’utilizzo collettivo dei condòmini, e anche qui resta fermo il divieto di renderla accessibile a soggetti esterni all’edificio. Per accedere al contributo, il condominio dovrà generalmente disporre di una delibera assembleare che autorizzi i lavori, oltre a una dichiarazione dell’amministratore.

Chi vive in un contesto condominiale sa quanto possano essere complesse le pratiche legate a lavori sulle parti comuni: non a caso, temi simili si intrecciano spesso con altri adempimenti amministrativi, come la comunicazione delle detrazioni condominiali che gli amministratori sono tenuti a gestire ogni anno.

Quali spese sono coperte dal bonus colonnine elettriche

Il contributo non riguarda soltanto l’acquisto della colonnina in sé, ma un ventaglio più ampio di costi collegati all’installazione. Tra le voci di spesa che rientrano nel bonus colonnine elettriche figurano:

  • l’acquisto e la messa in opera dell’infrastruttura di ricarica (wallbox o colonnina), compresi gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie e i sistemi di monitoraggio;
  • le spese di progettazione e direzione dei lavori;
  • i costi per la sicurezza del cantiere e i collaudi finali;
  • gli oneri per la connessione alla rete elettrica tramite attivazione di un nuovo POD, quando necessaria.

Questa impostazione consente di coprire l’intero percorso di installazione, non solo il costo dell’apparecchio, rendendo il beneficio più consistente per chi deve mettere in conto anche interventi sull’impianto elettrico esistente.

Come e quando fare domanda: le scadenze del bonus colonnine elettriche

Lo sportello per presentare le domande del bonus colonnine elettriche apre alle ore 12:00 del 22 settembre 2026 e resta attivo fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027. Per questa prima finestra il contributo riguarda le installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026; per le annualità successive sono ammesse le installazioni realizzate dal 1° gennaio al 31 dicembre di ciascun anno, con termine finale al 31 marzo 2030. La domanda può essere presentata solo a installazione già completata.

Le domande si presentano attraverso la piattaforma online di Invitalia, con accesso tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Ogni soggetto può presentare una sola domanda e deve disporre di un indirizzo PEC attivo. Tra i documenti richiesti in fase di presentazione della domanda rientrano:

  • un documento d’identità valido;
  • le fatture elettroniche relative alla spesa sostenuta;
  • gli estratti conto bancari che attestino il pagamento;
  • la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore;
  • un indirizzo PEC attivo per le comunicazioni;
  • per i condomini, anche la delibera assembleare e la dichiarazione dell’amministratore.

Le domande vengono processate in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse stanziate per ciascuna annualità (15 milioni di euro per il 2026). Questo aspetto rende importante muoversi con tempestività una volta aperto lo sportello, senza però trascurare la corretta raccolta della documentazione richiesta.

Domande frequenti

Chi può richiedere il bonus colonnine elettriche?

Possono accedere al contributo le persone fisiche residenti in Italia, proprietarie o detentrici di un immobile privato, e i condomini che intendono installare un punto di ricarica per uso collettivo dei condòmini.

Quanto copre il bonus colonnine elettriche?

Il contributo copre l’80% della spesa sostenuta, con un tetto massimo di contributo pari a 1.500 euro per ciascuna persona fisica e a 8.000 euro per gli interventi sulle parti comuni dei condomini.

Quando si può fare domanda per il bonus colonnine elettriche?

Lo sportello apre alle ore 12:00 del 22 settembre 2026 e resta attivo fino alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.

La colonnina può essere accessibile al pubblico?

No. Sia per i privati sia per i condomini, l’infrastruttura di ricarica finanziata dal bonus deve restare a uso esclusivo del proprietario o dei condòmini, senza possibilità di accesso per soggetti estranei.

Quali spese rientrano nel bonus colonnine elettriche?

Oltre all’acquisto e all’installazione della colonnina, rientrano anche gli impianti elettrici e le opere edili strettamente necessarie, le spese di progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi, oltre alla connessione alla rete elettrica con attivazione di un nuovo POD.

Chi è interessato al bonus colonnine elettriche farebbe bene a preparare per tempo fatture elettroniche, prova dei pagamenti e dichiarazione di conformità, così da presentare una domanda completa e corretta fin dall’apertura dello sportello: le risorse, infatti, vengono assegnate in ordine cronologico.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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