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Modello 770 e Certificazione Unica

CU Associazioni Sportive 2026: Guida Completa agli Obblighi

La Certificazione Unica (CU) per le associazioni sportive 2026 rappresenta un adempimento fiscale fondamentale per le ASD (Associazioni Sportive Dilettantistiche), le SSD (Società Sportive Dilettantistiche) e tutti gli enti sportivi dilettantistici che nel 2025 hanno corrisposto compensi a istruttori, allenatori o collaboratori. Con le novità introdotte dalla riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021), gli obblighi di certificazione sono cambiati: vediamo nel dettaglio quando la CU è obbligatoria, cosa deve essere certificato e quali sono le scadenze 2026 da rispettare.

La CU associazioni sportive serve a certificare i compensi erogati ai collaboratori sportivi, applicando correttamente il regime fiscale agevolato previsto dalla riforma dello sport. L’obbligo riguarda le associazioni che operano come sostituti d’imposta, ovvero che hanno trattenuto imposte sui compensi corrisposti o che devono comunque certificare somme erogate nell’anno precedente. Comprendere correttamente gli obblighi permette di evitare sanzioni e gestire in modo trasparente i rapporti con collaboratori e Agenzia delle Entrate.

Indice dei contenuti

  1. Quando è Obbligatoria la CU per Associazioni Sportive
  2. Cosa Certificare nella CU Associazioni Sportive 2026
  3. Novità Riforma Sport 2026 sulla Certificazione Unica
  4. Soglia Esenzione 15.000 Euro e Obblighi Fiscali
  5. Scadenza CU Associazioni Sportive 2026: 17 Marzo
  6. Come Compilare la CU per Compensi Sportivi

Quando è Obbligatoria la CU per Associazioni Sportive

L’obbligo di emettere la Certificazione Unica per le associazioni sportive scatta quando l’ente ha corrisposto nel 2025 compensi a collaboratori sportivi soggetti a ritenuta fiscale o che rientrano nel regime agevolato previsto dalla legge sullo sport dilettantistico.

Le associazioni sportive dilettantistiche devono emettere la CU 2026 se nel 2025 hanno pagato:

  • Compensi a istruttori e allenatori che superano la soglia di esenzione di 15.000 euro annui
  • Rimborsi spese che eccedono i limiti previsti dalla normativa
  • Compensi a collaboratori sportivi con contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
  • Compensi a professionisti esterni (commercialisti, consulenti, medici sportivi) con ritenuta d’acconto del 20%
  • Compensi per prestazioni occasionali soggette a ritenuta IRPEF

Non è invece obbligatoria la CU per i rimborsi spese forfettari entro i limiti previsti dalla normativa sportiva (fino a 15.000 euro) che non costituiscono reddito imponibile per il percipiente.

La riforma dello sport 2026 ha confermato il regime agevolato: i compensi sportivi fino a 15.000 euro annui restano esenti da tassazione IRPEF. Attenzione: i compensi tra 5.000 e 15.000 euro, pur essendo esenti IRPEF, sono soggetti a contributi INPS alla gestione separata e richiedono quindi la certificazione nella CU. Oltre i 15.000 euro scatta anche l’obbligo di ritenuta IRPEF progressiva.

Cosa Certificare nella CU Associazioni Sportive 2026

La Certificazione Unica delle associazioni sportive deve riportare con precisione tutti i compensi erogati nel 2025 ai collaboratori sportivi, distinguendo le diverse tipologie di pagamento secondo la normativa fiscale applicabile.

Ecco cosa deve contenere la CU per le ASD e SSD:

Compensi Sportivi Dilettantistici

I compensi erogati a istruttori, allenatori e collaboratori sportivi vanno indicati specificando:

  • L’importo complessivo lordo corrisposto nell’anno 2025
  • La quota esente (fino a 15.000 euro) non soggetta a ritenuta
  • La quota eccedente i 15.000 euro, soggetta a ritenuta IRPEF progressiva
  • Le ritenute fiscali eventualmente operate dall’associazione

Prestazioni Occasionali

Per le prestazioni occasionali di natura sportiva occorre certificare:

  • Il compenso lordo erogato
  • La ritenuta d’acconto del 20% eventualmente applicata
  • I contributi INPS versati alla gestione separata (se dovuti)

Collaborazioni Coordinate e Continuative Sportive

I co.co.co. sportivi beneficiano delle stesse agevolazioni previste per i lavoratori sportivi dilettanti. In particolare:

  • Esenzione fiscale fino a 15.000 euro annui: i compensi entro questa soglia non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF (art. 36, comma 6, D.Lgs. 36/2021)
  • Esenzione contributiva fino a 5.000 euro annui: i compensi entro questa soglia non sono soggetti a contributi INPS alla gestione separata
  • Nessun obbligo INAIL: i co.co.co. sportivi sono esclusi dall’assicurazione INAIL e sono coperti dalla tutela assicurativa obbligatoria tramite tesseramento federale (art. 51, L. 289/2002, come confermato dal D.Lgs. 120/2023)

Per i co.co.co. sportivi con compensi superiori alle soglie di esenzione, la CU deve certificare:

  • Compenso lordo annuo complessivo
  • Quota esente fiscale (fino a 15.000 euro) e quota imponibile IRPEF (eccedenza)
  • Ritenute IRPEF operate sull’eccedenza oltre i 15.000 euro
  • Contributi INPS versati alla gestione separata sull’eccedenza oltre i 5.000 euro (con riduzione del 50% dell’imponibile contributivo fino al 31 dicembre 2027)
  • Detrazioni fiscali riconosciute al collaboratore

Nella CU 2026 delle associazioni sportive è fondamentale utilizzare i codici fiscali corretti per identificare la tipologia di reddito: il codice per i compensi sportivi dilettantistici è diverso da quello per le collaborazioni ordinarie, e l’uso del codice sbagliato può generare problemi al percipiente in fase di dichiarazione dei redditi.

Novità Riforma Sport 2026 sulla Certificazione Unica

La riforma dello sport introdotta con il D.Lgs. 36/2021 e i successivi decreti attuativi ha modificato in modo significativo il regime fiscale e contributivo dei compensi sportivi dilettantistici, con riflessi diretti sulla Certificazione Unica 2026.

Le principali novità della riforma sport che impattano sulla CU delle associazioni sportive sono:

Soglia di Esenzione Confermata a 15.000 Euro

La soglia di 15.000 euro annui per l’esenzione fiscale dei compensi sportivi dilettantistici è stata confermata anche per il 2026. Fino a questo importo, i compensi corrisposti da ASD e SSD a istruttori e collaboratori sportivi (inclusi i co.co.co. sportivi) non sono soggetti a tassazione IRPEF e non generano obbligo di certificazione. Questa esenzione si applica a tutti i compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo, come previsto dall’art. 36, comma 6, del D.Lgs. 36/2021.

Nuova Classificazione dei Lavoratori Sportivi

La riforma ha introdotto la distinzione tra:

  • Lavoratori sportivi professionisti – con contratto subordinato e contributi previdenziali obbligatori
  • Lavoratori sportivi dilettanti – con regime agevolato fino a 15.000 euro
  • Volontari sportivi – senza alcun compenso o con rimborsi spese documentati

Questa classificazione determina quale tipo di CU deve essere emessa e quali obblighi fiscali e contributivi gravano sull’associazione.

Gestione Separata INPS Estesa

Dal 2024 (con la piena attuazione della riforma sport), i compensi sportivi oltre i 5.000 euro annui sono soggetti a contributi INPS alla gestione separata. Attenzione: la soglia contributiva INPS (5.000 euro) è diversa e inferiore rispetto alla soglia fiscale IRPEF (15.000 euro). L’associazione deve:

  • Versare i contributi con cadenza trimestrale
  • Certificare nella CU l’importo dei contributi versati
  • Indicare il codice fiscale INPS corretto per i versamenti sportivi
  • Applicare la riduzione del 50% dell’imponibile contributivo (prevista fino al 31 dicembre 2027 dal D.Lgs. 36/2021)

L’aliquota contributiva 2026 per i collaboratori sportivi senza altra copertura previdenziale è pari al 25% circa, ripartita per 2/3 a carico dell’associazione e 1/3 a carico del collaboratore. Ricordiamo che questa aliquota si applica solo sull’eccedenza oltre i 5.000 euro e che, fino al 2027, l’imponibile contributivo è ridotto del 50%.

Semplificazioni per Piccole ASD

Le associazioni sportive dilettantistiche con ricavi inferiori a 400.000 euro annui possono beneficiare di alcune semplificazioni nella gestione degli adempimenti fiscali, ma restano comunque obbligate a emettere la CU per i compensi oltre soglia.

Soglia Esenzione 15.000 Euro e Obblighi Fiscali

La soglia di 15.000 euro rappresenta il limite fondamentale per determinare gli obblighi fiscali delle associazioni sportive in relazione ai compensi corrisposti a collaboratori, istruttori e allenatori.

Vediamo come funziona nel dettaglio il regime di esenzione fiscale per i compensi sportivi dilettantistici.

Entro i 15.000 Euro: Esenzione Totale

I compensi sportivi erogati da ASD e SSD fino a 15.000 euro annui per ciascun collaboratore sono:

  • Esenti da tassazione IRPEF per il percipiente
  • Non soggetti a ritenuta d’acconto da parte dell’associazione
  • Non certificabili nella CU (non c’è obbligo di emissione)
  • Non imponibili ai fini contributivi INPS (fino a 5.000 euro; tra 5.000 e 15.000 euro sono esenti IRPEF ma soggetti a contributi INPS)

Importante: con la riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021), l’esenzione fiscale fino a 15.000 euro si applica a tutti i compensi di lavoro sportivo nell’area del dilettantismo, indipendentemente dalla forma contrattuale (co.co.co., prestazioni occasionali, lavoro autonomo sportivo). Non è più necessario qualificarli come “rimborsi spese forfettari” come nel vecchio regime.

Nota sulle soglie: la soglia fiscale (15.000 euro) e la soglia contributiva INPS (5.000 euro) sono distinte. Un collaboratore sportivo che percepisce 10.000 euro annui non paga IRPEF (sotto i 15.000) ma deve versare contributi INPS sull’eccedenza oltre i 5.000 euro (con riduzione del 50% fino al 2027).

Oltre i 15.000 Euro: Tassazione Progressiva

Quando i compensi sportivi superano la soglia di 15.000 euro, l’associazione sportiva deve:

  1. Operare ritenuta IRPEF sull’eccedenza oltre i 15.000 euro, applicando le aliquote progressive (dal 23% al 43% secondo gli scaglioni)
  2. Emettere la CU certificando sia la quota esente (15.000 euro) che quella imponibile (eccedenza)
  3. Versare contributi INPS alla gestione separata sull’importo eccedente i 5.000 euro (soglia contributiva separata da quella fiscale)
  4. Presentare il modello 770 con i dati riepilogativi di tutte le CU emesse

Esempio pratico: un istruttore percepisce 20.000 euro nel 2025 da un’ASD:

  • IRPEF: i primi 15.000 euro sono esenti fiscalmente. I restanti 5.000 euro sono soggetti a ritenuta IRPEF del 23% (primo scaglione) = 1.150 euro
  • INPS: i primi 5.000 euro sono esenti da contributi. I restanti 15.000 euro sono soggetti a contributi INPS gestione separata, ma con la riduzione del 50% l’imponibile contributivo diventa 7.500 euro. Contributi INPS = circa 1.875 euro (25% di 7.500, ripartiti 2/3 associazione e 1/3 collaboratore)
  • CU obbligatoria: deve certificare 15.000 euro esenti IRPEF + 5.000 euro imponibili IRPEF, e separatamente 5.000 euro esenti INPS + 15.000 euro imponibili INPS (con riduzione 50%)

L’associazione deve trattenere la ritenuta dal compenso dell’istruttore e versarla mensilmente all’Erario tramite modello F24.

Scadenza CU Associazioni Sportive 2026: 17 Marzo

La scadenza per la trasmissione della Certificazione Unica 2026 da parte delle associazioni sportive dilettantistiche è fissata al 17 marzo 2026. Entro questa data, tutte le ASD, SSD ed enti sportivi che hanno corrisposto nel 2025 compensi soggetti a certificazione devono aver completato l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate.

Il calendario degli adempimenti fiscali per le associazioni sportive nel 2026 prevede:

Entro il 17 Marzo 2026

  • Trasmissione telematica della CU 2026 all’Agenzia delle Entrate tramite sistema Entratel o Fisconline
  • Consegna della copia della CU a ciascun collaboratore certificato

Entro il 31 Ottobre 2026

  • Presentazione del modello 770/2026 (dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta) con i dati riepilogativi di tutte le ritenute operate e le CU emesse nel 2025

La CU delle associazioni sportive deve essere trasmessa esclusivamente in via telematica utilizzando:

  • Il portale Entratel (per intermediari abilitati: commercialisti, CAF)
  • Il servizio Fisconline (per invio diretto da parte dell’associazione)
  • Software gestionali certificati dall’Agenzia delle Entrate

Sanzioni per Ritardo o Omissione

Le associazioni sportive che non rispettano la scadenza del 17 marzo 2026 per la trasmissione della CU incorrono in sanzioni amministrative:

  • 100 euro per ogni CU omessa o trasmessa in ritardo (entro 60 giorni)
  • Raddoppio della sanzione (200 euro) se il ritardo supera i 60 giorni
  • Sanzioni ridotte se l’errore viene corretto spontaneamente con ravvedimento operoso

Per le piccole ASD con poche certificazioni da emettere, la sanzione può sembrare contenuta, ma per società sportive con decine di collaboratori l’importo complessivo può diventare significativo.

Consegna al Collaboratore

Oltre all’invio telematico, l’associazione sportiva deve consegnare entro il 17 marzo una copia della CU anche al collaboratore certificato. La consegna può avvenire:

  • In formato cartaceo con firma di ricevuta
  • Via email certificata (PEC)
  • Tramite area riservata online (se l’associazione ha un portale)

Il collaboratore utilizzerà la CU ricevuta per compilare la propria dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730 o Redditi PF), indicando i compensi sportivi percepiti e le ritenute subite.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Come Compilare la CU per Compensi Sportivi

La compilazione corretta della Certificazione Unica per le associazioni sportive richiede attenzione ai dettagli, perché errori nella certificazione possono generare problemi fiscali sia per l’associazione che per il collaboratore.

La CU 2026 per i compensi sportivi dilettantistici si compone di diverse sezioni che devono essere compilate seguendo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Dati Anagrafici dell’Associazione

Nella sezione dedicata al sostituto d’imposta (l’associazione sportiva) occorre indicare:

  • Denominazione completa dell’ASD o SSD
  • Codice fiscale dell’associazione
  • Sede legale (indirizzo completo)
  • Codice fiscale del rappresentante legale

Dati del Percipiente

Per ciascun collaboratore certificato vanno inseriti:

  • Nome, cognome e codice fiscale
  • Residenza anagrafica
  • Data di nascita e luogo di nascita

È fondamentale verificare l’esattezza del codice fiscale del collaboratore: un errore in questo campo invalida la certificazione.

Tipologia di Reddito e Causale

La sezione più delicata riguarda la tipologia di reddito certificato. Per i compensi sportivi dilettantistici oltre i 15.000 euro si utilizza:

  • Causale M – Redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche
  • Indicazione separata della quota esente (fino a 15.000 euro)
  • Indicazione della quota imponibile (eccedenza)

Per i co.co.co. sportivi si usa invece:

  • Causale A – Redditi di lavoro dipendente e assimilati
  • Con specifica annotazione per il regime sportivo

Ritenute e Contributi

Deve essere certificato:

  • L’ammontare delle ritenute IRPEF operate dall’associazione sull’importo eccedente i 15.000 euro
  • I contributi INPS versati alla gestione separata (quota a carico collaboratore + quota a carico associazione)
  • Eventuali detrazioni fiscali riconosciute al collaboratore

Nel caso di collaboratori sportivi che hanno anche altri redditi da lavoro dipendente, la CU dell’associazione riporta solo i compensi sportivi, mentre altre fonti di reddito saranno certificate separatamente.

Controlli Prima dell’Invio

Prima di trasmettere la CU 2026, l’associazione sportiva deve verificare:

  • Corrispondenza tra importi certificati e pagamenti effettivamente erogati
  • Correttezza dei codici fiscali di tutti i percipenti
  • Quadratura tra ritenute certificate e versamenti F24 effettuati nel 2025
  • Compilazione di tutti i campi obbligatori del modello

Un controllo accurato riduce il rischio di comunicazioni di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate e di conseguenti sanzioni.

Domande Frequenti

Quando un’associazione sportiva deve fare la CU?

L’associazione sportiva deve emettere la CU quando ha corrisposto nel 2025 compensi a collaboratori sportivi superiori a 15.000 euro annui, prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto, o co.co.co. sportivi. La CU va trasmessa entro il 17 marzo 2026.

Cosa succede se non si fa la CU per associazioni sportive?

L’omessa o tardiva trasmissione della CU comporta sanzioni di 100 euro per ogni certificazione non presentata entro 60 giorni dalla scadenza, che raddoppiano a 200 euro se il ritardo supera i 60 giorni. Inoltre, l’associazione può subire accertamenti fiscali.

I compensi sportivi sotto 15.000 euro vanno certificati?

I compensi sportivi dilettantistici fino a 15.000 euro annui sono esenti da tassazione IRPEF. Tuttavia, se superano i 5.000 euro annui, sono soggetti a contributi INPS alla gestione separata e quindi richiedono la certificazione nella CU per la parte contributiva. Solo i compensi entro i 5.000 euro sono completamente esenti sia fiscalmente che contributivamente.

Come si compila la CU per istruttori sportivi?

Per gli istruttori sportivi la CU riporta: i dati anagrafici dell’istruttore, la causale M (redditi sportivi dilettantistici), la quota esente fino a 15.000 euro, l’eventuale eccedenza imponibile, le ritenute IRPEF operate e i contributi INPS versati.

Chi può aiutare le ASD con la Certificazione Unica?

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le associazioni sportive nella compilazione e trasmissione della CU, garantendo il rispetto delle scadenze e la correttezza dei dati certificati. Affidati ai nostri esperti per evitare errori e sanzioni.

Conclusione

La gestione corretta della Certificazione Unica per le associazioni sportive 2026 è fondamentale per rispettare gli obblighi fiscali e tutelare sia l’ente che i collaboratori da possibili contestazioni dell’Agenzia delle Entrate. Con le novità introdotte dalla riforma dello sport e la scadenza del 17 marzo 2026, è importante affidarsi a professionisti competenti.

Hai bisogno di assistenza per la CU della tua associazione sportiva? Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato negli adempimenti fiscali di ASD e SSD, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un supporto completo nella gestione delle Certificazioni Uniche e di tutti gli obblighi da sostituto d’imposta.

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Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 20:22:432026-05-31 09:42:50CU Associazioni Sportive 2026: Guida Completa agli Obblighi
Modello 770 e Certificazione Unica

Ritenuta 4% Condominio 2026: Guida Completa per Amministratori

Modello 770 e certificazione unica

La ritenuta 4% sui condomini è un obbligo fiscale fondamentale per gli amministratori di condominio. Nel 2026, con il rafforzamento dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate, è essenziale conoscere perfettamente quando applicarla, come calcolarla e come versarla correttamente.

In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sulla ritenuta 4% per i condomini: dalle tipologie di contratti soggetti all’obbligo, al calcolo preciso, fino ai codici tributo da utilizzare per il versamento.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la ritenuta 4% e quando si applica
  2. Contratti soggetti a ritenuta
  3. Come calcolare la ritenuta 4%
  4. Versamento con F24: scadenze e codici tributo
  5. Esenzioni e casi particolari
  6. Collegamento con la Certificazione Unica
  7. Collegamento con il Modello 770
  8. Obblighi dell’amministratore di condominio
  9. Domande frequenti

Cos’è la ritenuta 4% e quando si applica

La ritenuta 4% sui condomini è una ritenuta d’acconto che l’amministratore di condominio deve applicare sui pagamenti effettuati a imprese e professionisti per lavori, servizi e forniture.

Si tratta di un obbligo fiscale previsto dall’articolo 25-ter del DPR 600/1973, introdotto per contrastare l’evasione fiscale nel settore edile e nei servizi condominiali.

Quando si applica:

  • Su appalti di opere e servizi effettuati nell’esercizio di impresa
  • Quando il corrispettivo complessivo annuo supera i 200 euro
  • Sui pagamenti a imprese e professionisti (non ai privati)
  • Solo se il fornitore/prestatore NON è in regime forfettario

La ritenuta si applica sull’imponibile, quindi al netto dell’IVA.

Contratti soggetti a ritenuta

Non tutti i contratti condominiali sono soggetti alla ritenuta 4%. Ecco un elenco completo delle tipologie soggette all’obbligo:

Appalti lavori edili

  • Manutenzione ordinaria: tinteggiatura, piccole riparazioni, pulizia facciate
  • Manutenzione straordinaria: rifacimento tetto, impermeabilizzazioni, ristrutturazioni
  • Installazione impianti: ascensori, caldaie condominiali, impianti antincendio
  • Lavori di efficientamento energetico: cappotto termico, sostituzione infissi

Servizi condominiali

  • Pulizie: scale, cortili, aree comuni
  • Manutenzione giardini: giardinieri, potatura alberi
  • Disinfestazione e derattizzazione
  • Servizi di vigilanza (portierato escluso se dipendente)
  • Spurgo pozzi neri e fognature

Altri servizi professionali

  • Consulenze tecniche (ingegneri, architetti)
  • Revisione contabilità condominiale
  • Consulenze legali per il condominio

Attenzione: La ritenuta 4% NON si applica su:

  • Forniture di beni (es. acquisto materiali senza posa in opera)
  • Utenze (luce, gas, acqua, rifiuti)
  • Assicurazioni
  • Prestazioni di dipendenti (portiere assunto dal condominio)

Come calcolare la ritenuta 4%

Il calcolo della ritenuta 4% è semplice, ma va fatto correttamente per evitare errori.

Formula di calcolo:

Ritenuta = (Imponibile – IVA) × 4%

Esempio pratico

Il condominio paga 5.000 euro + IVA 22% (1.100 euro) per lavori di tinteggiatura:

  • Imponibile: 5.000 euro
  • IVA 22%: 1.100 euro
  • Totale fattura: 6.100 euro
  • Ritenuta 4%: 5.000 × 4% = 200 euro
  • Netto da pagare al fornitore: 6.100 – 200 = 5.900 euro

La ritenuta di 200 euro dovrà essere versata all’Agenzia delle Entrate entro il 16 del mese successivo al pagamento.

Attenzione agli acconti

Se il condominio paga degli acconti, la ritenuta va applicata su ogni singolo pagamento, non solo sul saldo finale.

Versamento con F24: scadenze e codici tributo

La ritenuta 4% deve essere versata all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24, utilizzando codici tributo specifici.

Scadenze versamento

Vedi anche: Calendario completo scadenze amministratore condominio 2026

Entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento al fornitore.

Esempi:

  • Pagamento al fornitore: 10 gennaio 2026 → Versamento ritenuta: entro 16 febbraio 2026
  • Pagamento al fornitore: 25 marzo 2026 → Versamento ritenuta: entro 16 aprile 2026

Se il 16 cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Codici tributo F24

Codice tributoDescrizione
1019Ritenute del 4% operate dai condomini – Art. 25-ter DPR 600/73
1020Interessi per ritardato versamento ritenute condomini
8906Sanzioni per omesso/ritardato versamento ritenute

Nel modello F24, la ritenuta va inserita nella Sezione Erario, indicando:

  • Codice tributo: 1019
  • Mese di riferimento: mese del pagamento (formato MM/AAAA)
  • Anno di riferimento: anno del pagamento
  • Importo a debito versato

Esenzioni e casi particolari

Esistono situazioni in cui la ritenuta 4% non si applica o si applicano regole speciali.

Fornitori in regime forfettario

ESENZIONE TOTALE – Se il fornitore/prestatore è in regime forfettario (Legge 190/2014), il condominio NON deve applicare alcuna ritenuta.

Il fornitore deve comunicarlo espressamente in fattura con la dicitura: “Operazione senza applicazione di ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014”.

Corrispettivi sotto i 200 euro annui

Se il totale dei compensi corrisposti allo stesso fornitore nell’anno non supera 200 euro, la ritenuta non si applica.

Attenzione: Il limite si calcola per anno solare, non per singola fattura.

Forniture pure (senza posa)

Se il condominio acquista solo materiali (es. vernice, mattonelle) senza servizio di posa in opera, NON si applica la ritenuta.

Se invece l’impresa fornisce materiali + posa, la ritenuta si applica sull’intero importo.

Prestazioni occasionali di privati

Se il condominio paga un privato per una prestazione occasionale (non esercitata in forma di impresa), non si applica la ritenuta 4%, ma eventualmente la ritenuta 20% prevista per le prestazioni occasionali (se superano 5.000 euro annui).

Collegamento con la Certificazione Unica

📚 Approfondimento: CU Condominio 2026: Scadenza 17 Marzo e Guida alla Compilazione

Entro il 17 marzo di ogni anno, l’amministratore di condominio deve rilasciare la Certificazione Unica (CU) a tutti i fornitori a cui ha applicato ritenute nell’anno precedente.

Nella CU vanno indicati:

  • Dati del condominio (committente)
  • Dati del fornitore (percipiente)
  • Totale compensi corrisposti nell’anno
  • Totale ritenute operate

La CU è fondamentale perché consente al fornitore di recuperare le ritenute subite in dichiarazione dei redditi o in compensazione F24.

Scadenza 2026: entro 17 marzo 2026 va trasmessa la CU relativa alle ritenute operate nel 2025.

Collegamento con il Modello 770

📚 Guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Tutto quello che devi sapere

Entro il 31 ottobre di ogni anno, l’amministratore di condominio deve presentare il Modello 770, che è la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta.

Nel 770 vanno riepilogate:

  • Tutte le ritenute operate nell’anno precedente
  • Le Certificazioni Uniche inviate
  • Gli eventuali versamenti effettuati

Il modello 770 si presenta telematicamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel) oppure tramite intermediario abilitato (commercialista, CAF).

Scadenza 2026: entro 31 ottobre 2026 va presentato il 770 relativo al 2025.

Obblighi dell’amministratore di condominio

L’amministratore di condominio, in qualità di sostituto d’imposta, ha precise responsabilità fiscali.

Obblighi principali

  • Applicare correttamente la ritenuta 4% sui pagamenti soggetti
  • Versare le ritenute entro il 16 del mese successivo con F24
  • Rilasciare la Certificazione Unica entro il 17 marzo
  • Presentare il Modello 770 entro il 31 ottobre
  • Conservare la documentazione per eventuali controlli (fatture, F24, CU)

Responsabilità e sanzioni

L’omesso o ritardato versamento delle ritenute comporta sanzioni amministrative:

  • Dal 120% al 240% dell’importo non versato (sanzione base)
  • Riduzione al 30% se si applica il ravvedimento operoso entro 30 giorni
  • Interessi di mora calcolati giorno per giorno

In caso di omessa presentazione del 770, sanzione da 258 a 2.065 euro.

Delega a professionisti

L’amministratore può delegare la gestione fiscale (F24, CU, 770) a un commercialista o CAF, ma rimane comunque responsabile in solido per eventuali irregolarità.

Domande frequenti

Chi deve applicare la ritenuta 4%?

L’amministratore di condominio, in qualità di sostituto d’imposta, quando effettua pagamenti per lavori, servizi e forniture a imprese e professionisti.

Si applica la ritenuta 4% sulle utenze condominiali?

No, sulle utenze (luce, gas, acqua, rifiuti) non si applica alcuna ritenuta.

E se il fornitore è in regime forfettario?

Se il fornitore è in regime forfettario, NON si applica alcuna ritenuta. Deve indicarlo in fattura.

Cosa succede se dimentico di versare la ritenuta?

Scattano sanzioni dal 120% al 240% dell’importo, ma puoi ridurle al 30% con il ravvedimento operoso entro 30 giorni.

Devo applicare la ritenuta anche sugli acconti?

Sì, la ritenuta va applicata su ogni pagamento effettuato, compresi gli acconti.

Come faccio a sapere se un fornitore è in regime forfettario?

Il fornitore deve indicarlo espressamente in fattura. In caso di dubbio, chiedi una dichiarazione scritta.

Conclusione

La gestione corretta della ritenuta 4% sui condomini è fondamentale per evitare sanzioni e problemi con il Fisco. Come amministratore di condominio, devi prestare particolare attenzione a:

  • Verificare se il fornitore è in regime forfettario (esenzione totale)
  • Calcolare correttamente la ritenuta (4% sull’imponibile)
  • Versare entro il 16 del mese successivo con codice tributo 1019
  • Rilasciare la CU entro il 17 marzo
  • Presentare il 770 entro il 31 ottobre

Hai bisogno di assistenza per la gestione fiscale del tuo condominio?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per amministratori di condominio:

  • Calcolo e versamento ritenute
  • Compilazione e invio Certificazioni Uniche
  • Presentazione Modello 770
  • Consulenza fiscale personalizzata

Contattaci per una consulenza:
📞 Telefono: 0432 1638640
💬 WhatsApp: 366 6018121
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Il nostro team di esperti è a tua disposizione per supportarti in tutti gli adempimenti fiscali del condominio, garantendoti tranquillità e conformità normativa.

Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 20:22:402026-02-25 03:39:58Ritenuta 4% Condominio 2026: Guida Completa per Amministratori
Modello 770 e Certificazione Unica

770 CU Associazioni 2026 – Guida Completa

Le associazioni sportive dilettantistiche (ASD), le associazioni culturali e gli enti del terzo settore che nel 2025 hanno corrisposto compensi a collaboratori, istruttori o professionisti, devono adempiere agli obblighi fiscali come sostituti d’imposta. Questo significa presentare il modello 770/2026 e la Certificazione Unica (CU) 2026, rispettando scadenze precise e normative aggiornate.

Con le novità introdotte dalla riforma dello sport (Legge 86/2019) e i recenti aggiornamenti normativi per il terzo settore, è fondamentale conoscere esattamente quando e come presentare questi documenti, quali compensi certificare e come evitare sanzioni.

In questa guida completa scoprirai:

  • Chi è obbligato a presentare 770 e CU nel 2026
  • Le scadenze da rispettare (17 marzo per la CU, 31 ottobre per il 770)
  • Come compilare correttamente i modelli
  • Il regime fiscale dei compensi sportivi 2026
  • Gli errori più comuni e come rimediare
  • Come il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire tutto per te, anche online

Indice dei contenuti

  1. Chi deve presentare 770 e CU
  2. Certificazione Unica 2026 per Associazioni
  3. Modello 770/2026 per Associazioni
  4. Compensi sportivi: regime fiscale 2026
  5. Errori comuni e sanzioni
  6. Il nostro servizio per Associazioni
  7. Domande frequenti

Per una panoramica completa su tutti gli adempimenti fiscali dei sostituti d’imposta, consulta la nostra guida al modello 770 e CU.

Chi deve presentare 770 e CU

Non tutte le associazioni sono obbligate a presentare il modello 770 e la Certificazione Unica. L’obbligo scatta quando l’associazione opera come sostituto d’imposta, cioè quando:

  • Corrisponde compensi soggetti a ritenuta d’acconto
  • Eroga redditi di lavoro dipendente o assimilati
  • Paga collaboratori occasionali o continuativi

Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD)

Le ASD devono presentare 770 e CU quando corrispondono:

  • Compensi agli istruttori sportivi (anche se esenti fino a 15.000 euro annui)
  • Rimborsi forfettari eccedenti le soglie di esenzione
  • Compensi a collaboratori coordinati e continuativi sportivi
  • Compensi a professionisti esterni (commercialisti, medici sportivi, fisioterapisti)

Con la riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021 attuativo della L. 86/2019), sono stati ridefiniti i confini tra volontariato sportivo e lavoro sportivo. Le ASD devono quindi prestare particolare attenzione alla corretta qualificazione dei compensi.

Associazioni Culturali

Le associazioni culturali sono obbligate quando pagano:

  • Compensi a docenti, relatori, artisti
  • Collaborazioni occasionali o co.co.co.
  • Prestazioni professionali (grafici, fotografi, consulenti)

Associazioni di Promozione Sociale (APS)

Le APS rientrano negli obblighi quando corrispondono:

  • Compensi a collaboratori (anche se contenuti)
  • Rimborsi spese eccedenti i limiti previsti dal Codice del Terzo Settore
  • Compensi per prestazioni occasionali

Enti del Terzo Settore (ETS)

Gli ETS iscritti al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) devono presentare 770 e CU se erogano:

  • Compensi a lavoratori dipendenti o assimilati
  • Rimborsi spese ai volontari eccedenti le franchigie previste
  • Compensi a professionisti esterni

Casi di esonero

Sono esonerate dall’obbligo di presentazione:

  • Associazioni che non hanno corrisposto alcun compenso soggetto a certificazione nel 2025
  • Associazioni di puro volontariato senza alcun rapporto di lavoro (dipendente o autonomo)
  • Associazioni che erogano solo rimborsi spese analitici (con documentazione giustificativa) entro i limiti di legge

Certificazione Unica 2026 per Associazioni

La Certificazione Unica (CU) 2026 è il documento con cui l’associazione certifica ai percettori (collaboratori, professionisti, lavoratori dipendenti) i compensi erogati nel 2025 e le ritenute fiscali e previdenziali applicate.

Scadenza CU 2026

La scadenza per l’invio telematico della Certificazione Unica 2026 è fissata al:

17 marzo 2026

Entro questa data, l’associazione deve:

  1. Consegnare la CU ai percettori (in formato cartaceo o digitale)
  2. Inviare telematicamente la CU all’Agenzia delle Entrate

Cosa certificare nella CU 2026

Le associazioni devono certificare:

  • Compensi sportivi corrisposti a istruttori, allenatori, preparatori atletici (anche se esenti fino a 15.000 euro annui)
  • Rimborsi forfettari erogati a collaboratori sportivi
  • Collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) sportive e non sportive
  • Prestazioni occasionali soggette a ritenuta d’acconto
  • Compensi a professionisti esterni (commercialisti, medici, fisioterapisti, ecc.)
  • Redditi di lavoro dipendente (se presenti)

Novità 2026: riforma dello sport

Con l’entrata a regime della riforma dello sport, le associazioni devono:

  • Certificare i compensi esenti fino a 15.000 euro per lavoratori sportivi (codice specifico nella CU)
  • Distinguere tra lavoro sportivo e volontariato sportivo
  • Applicare le nuove regole previdenziali per i co.co.co. sportivi (iscrizione alla Gestione Separata INPS)

Modello CU: struttura e compilazione

Il modello CU 2026 si compone di diverse sezioni:

  • Frontespizio: dati identificativi dell’associazione (denominazione, codice fiscale, indirizzo)
  • Dati fiscali del percettore: codice fiscale, dati anagrafici, residenza
  • Certificazione dei redditi: tipologia reddito (lavoro dipendente, autonomo, altro), importi lordi, ritenute IRPEF applicate
  • Dati previdenziali: contributi INPS versati (se presenti)

Per le ASD, è fondamentale utilizzare i codici specifici per i compensi sportivi esenti (codice 2 – “Redditi derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa” con causale specifica).

Invio telematico della CU

La CU deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite:

  • Software dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)
  • Intermediario abilitato (commercialista, CAF)
  • Portale “Entratel” o “Fisconline”

L’Agenzia rilascia una ricevuta di avvenuta presentazione che l’associazione deve conservare.

Consegna ai percettori

Oltre all’invio telematico, l’associazione deve consegnare ai percettori una copia della CU entro il 17 marzo 2026. La consegna può avvenire:

  • In formato cartaceo (firmata dal rappresentante legale)
  • In formato digitale (PDF via email, purché il percettore sia d’accordo)

Modello 770/2026 per Associazioni

Il modello 770/2026 è la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta con cui l’associazione comunica all’Agenzia delle Entrate le ritenute fiscali operate nel 2025 e i relativi versamenti effettuati.

Scadenza modello 770/2026

La scadenza per la presentazione telematica del modello 770/2026 è fissata al:

31 ottobre 2026

Quadri da compilare

Il modello 770 si compone di diversi quadri. Le associazioni devono compilare:

  • Quadro ST: dati identificativi del sostituto d’imposta (associazione)
  • Quadro SV: ritenute operate su redditi di lavoro dipendente e assimilati
  • Quadro SX: ritenute operate su redditi di lavoro autonomo (prestazioni occasionali, collaborazioni, compensi professionisti)
  • Quadro SS: riepilogo delle ritenute e dei versamenti effettuati con F24

Per le ASD, il Quadro SX è particolarmente rilevante, in quanto certifica le ritenute su:

  • Compensi sportivi eccedenti i 15.000 euro
  • Collaborazioni coordinate e continuative sportive
  • Prestazioni occasionali di professionisti

Ritenute su compensi a professionisti esterni

Quando l’associazione paga professionisti esterni (commercialisti, consulenti del lavoro, medici sportivi, fisioterapisti, grafici, ecc.), deve applicare una ritenuta d’acconto del 20% (salvo diverse aliquote previste per specifiche categorie).

Queste ritenute devono essere:

  1. Versate mensilmente con modello F24 (entro il 16 del mese successivo al pagamento)
  2. Certificate nella CU al professionista
  3. Dichiarate nel 770 (Quadro SX)

Versamenti F24: scadenze mensili

Le ritenute fiscali operate devono essere versate all’Erario tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso.

Ad esempio:

  • Compenso pagato a gennaio 2025 → ritenuta da versare entro il 16 febbraio 2025
  • Compenso pagato a dicembre 2025 → ritenuta da versare entro il 16 gennaio 2026

I codici tributo da utilizzare nel F24 sono:

  • 1001: ritenute su redditi di lavoro dipendente
  • 1040: ritenute su redditi di lavoro autonomo (compensi professionisti, collaborazioni occasionali)

Collegamento tra CU e 770

Il modello 770 e la Certificazione Unica sono strettamente collegati:

  • La CU certifica i compensi erogati ai singoli percettori
  • Il 770 riepiloga tutte le ritenute operate e i versamenti effettuati dall’associazione

I dati devono essere coerenti: la somma delle ritenute certificate nelle CU deve corrispondere alle ritenute dichiarate nel 770.

L’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatici incrociando i dati. Eventuali incongruenze possono generare richieste di chiarimenti o sanzioni.

Compensi sportivi: regime fiscale 2026

Il regime fiscale dei compensi sportivi è stato profondamente modificato dalla riforma dello sport (D.Lgs. 36/2021). È fondamentale per le ASD conoscere le nuove regole per applicare correttamente le ritenute e certificare i compensi.

Nuove soglie di esenzione

Per l’anno 2026, i compensi erogati da ASD e SSD a lavoratori sportivi (istruttori, allenatori, preparatori atletici, direttori tecnici) sono esenti da imposte fino a:

15.000 euro annui

Questa soglia si applica a:

  • Compensi per prestazioni sportive dilettantistiche
  • Collaborazioni coordinate e continuative sportive
  • Rapporti di lavoro sportivo (anche se di natura subordinata, purché nell’ambito dilettantistico)

I compensi eccedenti i 15.000 euro sono invece soggetti a tassazione ordinaria con applicazione delle ritenute IRPEF.

Differenza tra volontari e lavoratori sportivi

La riforma ha distinto nettamente:

  • Volontari sportivi: prestano attività gratuitamente o con rimborso spese analitico (documentato). Non percepiscono compensi. Non vanno certificati nel 770/CU.
  • Lavoratori sportivi: svolgono attività retribuita (anche se entro i 15.000 euro esenti). Devono essere certificati nella CU, anche se il compenso è esente.

Attenzione: un rimborso forfettario (senza giustificativi) superiore ai limiti di legge è considerato compenso e va certificato.

Co.co.co. sportivi: obblighi contributivi e fiscali

I collaboratori coordinati e continuativi sportivi (co.co.co. sportivi) hanno un regime particolare:

  • Esenzione fiscale fino a 15.000 euro annui
  • Obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per compensi eccedenti 5.000 euro annui
  • Contributi INPS a carico dell’associazione (quota del 24% circa, di cui 1/3 a carico del collaboratore)

L’associazione deve:

  1. Iscrivere il collaboratore alla Gestione Separata INPS
  2. Versare i contributi mensilmente tramite F24
  3. Certificare i contributi nella CU

Prestazioni occasionali: soglie e obblighi

Le prestazioni occasionali (es. arbitro per una partita, relatore per un evento) sono soggette a:

  • Ritenuta d’acconto del 20% se superiori a 77,47 euro (salvo esenzione per compensi sportivi entro i 15.000 euro)
  • Nessun obbligo contributivo INPS se entro 5.000 euro annui

Anche le prestazioni occasionali esenti (perché rientranti nei 15.000 euro) devono essere certificate nella CU.

Errori comuni e sanzioni

La presentazione di 770 e CU comporta responsabilità precise. Omissioni o errori possono generare sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, anche fiscali.

Errori più comuni

Ecco gli errori più frequenti commessi dalle associazioni:

  • Omessa presentazione della CU: dimenticare di inviare la CU all’Agenzia delle Entrate o di consegnarla ai percettori
  • Ritardo nella presentazione: inviare la CU o il 770 oltre le scadenze previste
  • Dati errati: indicare importi sbagliati, codici fiscali errati, ritenute non corrispondenti ai versamenti
  • Mancata certificazione di compensi esenti: pensare che i compensi sportivi esenti (entro 15.000 euro) non vadano certificati
  • Incoerenza tra CU e 770: discordanze tra le ritenute certificate nelle CU e quelle dichiarate nel 770
  • Versamenti F24 in ritardo: pagare le ritenute oltre il 16 del mese successivo

Sanzioni per omessa presentazione

L’omessa presentazione della CU comporta una sanzione di:

100 euro per ogni CU non inviata, con un massimo di 50.000 euro

Se la CU viene inviata entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta alla metà.

Per il modello 770 omesso, la sanzione varia da:

258 euro a 2.065 euro

Sanzioni per ritardo

Se la CU o il 770 vengono presentati in ritardo (ma entro i termini per il ravvedimento), la sanzione è ridotta tramite ravvedimento operoso.

Sanzioni per dati errati

Se la CU o il 770 contengono dati errati o incompleti, l’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione di irregolarità. L’associazione ha 30 giorni per:

  • Fornire chiarimenti
  • Inviare una CU sostitutiva o un 770 correttivo

Se non si risponde o non si corregge, può scattare una sanzione da 258 euro a 2.065 euro.

Come rimediare: ravvedimento operoso

Se l’associazione si accorge di un errore o di un ritardo prima che l’Agenzia notifichi una contestazione, può utilizzare il ravvedimento operoso per regolarizzare la posizione con sanzioni ridotte.

Il ravvedimento operoso prevede:

  • Ravvedimento sprint (entro 14 giorni): sanzione ridotta a 1/10 del minimo
  • Ravvedimento breve (entro 30 giorni): sanzione ridotta a 1/9 del minimo
  • Ravvedimento medio (entro 90 giorni): sanzione ridotta a 1/8 del minimo
  • Ravvedimento lungo (entro 1 anno): sanzione ridotta a 1/7 del minimo
  • Ravvedimento lunghissimo (entro 2 anni): sanzione ridotta a 1/6 del minimo

Per applicare il ravvedimento, l’associazione deve:

  1. Presentare la dichiarazione omessa o correttiva
  2. Versare la sanzione ridotta tramite F24 (codice tributo 8911 per CU, 8906 per 770)
  3. Versare eventuali imposte dovute e interessi legali

Il nostro servizio per Associazioni

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre alle associazioni sportive, culturali e del terzo settore un servizio completo e chiavi in mano per la gestione di 770 e Certificazione Unica 2026.

Servizio ONLINE disponibile in tutta Italia

Il nostro servizio è completamente online, accessibile da tutta Italia. Non è necessario recarsi fisicamente presso i nostri uffici di Udine: tutto può essere gestito via email, telefono e WhatsApp.

Questo significa che la tua associazione, ovunque si trovi, può beneficiare della nostra esperienza professionale senza vincoli geografici.

Cosa include il servizio

Il nostro servizio per associazioni include:

  • Raccolta dati: ti forniamo un modulo semplificato per comunicarci i dati dei collaboratori e i compensi erogati nel 2025
  • Compilazione CU: prepariamo le Certificazioni Uniche per tutti i percettori, applicando correttamente le esenzioni fiscali per compensi sportivi
  • Invio telematico CU: trasmettiamo le CU all’Agenzia delle Entrate entro il 17 marzo 2026
  • Consegna CU ai percettori: ti forniamo le copie da consegnare ai collaboratori (in formato PDF)
  • Compilazione modello 770: prepariamo il modello 770/2026 con tutti i quadri necessari
  • Invio telematico 770: trasmettiamo il 770 all’Agenzia entro il 31 ottobre 2026
  • Verifica versamenti F24: controlliamo che le ritenute siano state versate correttamente
  • Assistenza e consulenza continua: rispondiamo a tutte le tue domande su obblighi fiscali, regime dei compensi sportivi, contributi INPS

Esperienza specifica con ASD e enti no-profit

Il CAF Centro Fiscale ha esperienza pluriennale nella gestione fiscale di:

  • Associazioni sportive dilettantistiche (ASD)
  • Società sportive dilettantistiche (SSD)
  • Associazioni culturali
  • Associazioni di promozione sociale (APS)
  • Enti del terzo settore (ETS)

Conosciamo a fondo:

  • La riforma dello sport e le sue implicazioni fiscali
  • Il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017)
  • Le agevolazioni fiscali per associazioni no-profit
  • Gli obblighi contributivi INPS per lavoratori sportivi

Supporto continuo durante l’anno

Non ci limitiamo a gestire 770 e CU. Il nostro servizio include:

  • Consulenza fiscale continuativa per l’associazione
  • Verifica requisiti per agevolazioni fiscali (regime forfettario associazioni, esenzioni IVA, ecc.)
  • Assistenza per adempimenti INPS (iscrizione Gestione Separata collaboratori sportivi)
  • Supporto in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate o INPS

Contattaci per un preventivo personalizzato

Ogni associazione ha esigenze diverse. Per questo offriamo preventivi personalizzati in base al numero di collaboratori e alla complessità della gestione.

Contattaci per ricevere una consulenza gratuita e un preventivo su misura:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: assistenza@centrofiscale.com

I nostri uffici sono a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, ma ricorda: il servizio è completamente fruibile online, ovunque tu sia.

Domande frequenti

Le associazioni di puro volontariato devono presentare 770 e CU?

No. Se l’associazione si basa esclusivamente su volontari che non percepiscono alcun compenso (neanche rimborsi forfettari), non c’è obbligo di presentare 770 e CU. L’obbligo scatta solo se vengono corrisposti compensi soggetti a certificazione.

I compensi sportivi esenti fino a 15.000 euro vanno certificati nella CU?

Sì. Anche se esenti da imposte, i compensi sportivi fino a 15.000 euro devono essere certificati nella Certificazione Unica, utilizzando il codice specifico per redditi esenti. Questo permette all’Agenzia delle Entrate di verificare il corretto utilizzo dell’esenzione.

Cosa succede se presento la CU in ritardo?

Se presenti la CU entro 60 giorni dalla scadenza (quindi entro metà maggio 2026), puoi utilizzare il ravvedimento operoso pagando una sanzione ridotta. Oltre i 60 giorni, rischi sanzioni più elevate (fino a 100 euro per ogni CU omessa).

I rimborsi spese ai volontari vanno certificati?

Dipende. I rimborsi spese analitici (documentati con ricevute, scontrini, fatture) entro i limiti previsti dal Codice del Terzo Settore non vanno certificati. I rimborsi forfettari (senza documentazione) superiori alle franchigie previste sono considerati compensi e vanno certificati.

L’associazione deve versare contributi INPS per i lavoratori sportivi?

Sì, se il lavoratore sportivo percepisce più di 5.000 euro annui. In questo caso, l’associazione deve iscrivere il collaboratore alla Gestione Separata INPS e versare i contributi (circa 24%, di cui 1/3 a carico del collaboratore). I contributi vanno versati mensilmente tramite F24.

Posso correggere una CU già inviata?

Sì. Se ti accorgi di un errore nella CU già inviata, puoi trasmettere una CU sostitutiva utilizzando l’apposita funzione nel software dell’Agenzia delle Entrate o tramite un intermediario. La CU sostitutiva annulla e sostituisce quella precedente.

Quanto costa il servizio del CAF per gestire 770 e CU?

Il costo dipende dal numero di collaboratori e dalla complessità della gestione. Offriamo preventivi personalizzati gratuiti. Contattaci al 0432 1638640 o via WhatsApp (366 6018121) per ricevere un preventivo su misura per la tua associazione.

Affida 770 e CU al CAF Centro Fiscale

Non lasciare che gli adempimenti fiscali diventino un peso per la tua associazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre un servizio completo, professionale e accessibile da tutta Italia.

Cosa ottieni affidandoti a noi:

  • Zero pensieri: gestiamo tutto noi
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  • Rispetto delle scadenze (17 marzo CU, 31 ottobre 770)
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I nostri uffici sono a Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, ma ricorda: puoi gestire tutto comodamente online, senza bisogno di venire in ufficio.

Affida i tuoi adempimenti fiscali a professionisti esperti. Il CAF Centro Fiscale è al tuo fianco.

Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:53:482026-02-25 03:40:36770 CU Associazioni 2026 – Guida Completa
Modello 770 e Certificazione Unica

770 CU Condominio 2026: Guida Completa per Amministratori

Modello 770 e certificazione unica

Se sei un amministratore di condominio, devi sapere che il condominio agisce come sostituto d’imposta per alcune spese sostenute. Questo significa che sei obbligato a:

  • Operare ritenute d’acconto del 4% su determinati pagamenti
  • Rilasciare la Certificazione Unica (CU) ai percettori entro il 17 marzo 2026
  • Trasmettere il Modello 770 all’Agenzia delle Entrate entro il 31 ottobre 2026

In questa guida completa ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sul 770 e la CU del condominio nel 2026: normativa, scadenze, modalita di compilazione, esempi pratici e sanzioni. Se preferisci affidarti a professionisti esperti, scopri il nostro servizio specializzato alla fine dell’articolo.

Indice dei contenuti

  1. Il Condominio come Sostituto d’Imposta
  2. Certificazione Unica (CU) Condominio 2026
  3. Modello 770 Condominio 2026
  4. Ritenuta d’Acconto 4%: Quando si Applica
  5. Esempi Pratici e Casistiche
  6. Scadenze 2026: CU e Modello 770
  7. Sanzioni e Ravvedimento Operoso
  8. Servizio CAF per 770 e CU Condominio
  9. Domande Frequenti (FAQ)

Il Condominio come Sostituto d’Imposta

Il condominio e considerato sostituto d’imposta ai sensi dell’art. 23 del DPR 600/1973. Questa qualifica comporta obblighi precisi in materia di ritenute fiscali e dichiarazioni.

Quando il Condominio e Sostituto d’Imposta

Il condominio deve operare come sostituto d’imposta quando corrisponde compensi soggetti a ritenuta d’acconto. Le principali casistiche sono:

  • Contratti di appalto per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria
  • Prestazioni professionali (geometri, architetti, ingegneri per pratiche condominiali)
  • Servizi continuativi (portierato, pulizie, giardinaggio, ascensoristi)
  • Compensi amministratore (se professionista con partita IVA)

Esenzioni dalla Ritenuta

NON si applica la ritenuta del 4% per:

  • Forniture senza posa in opera (es. acquisto materiali)
  • Utenze (energia elettrica, gas, acqua, telefono)
  • Spese condominiali ordinarie (ascensore, riscaldamento centralizzato)
  • Soggetti che emettono fattura con marca da bollo (regime forfettario, minimi)

Attenzione: i forfettari con partita IVA possono applicare la dicitura Operazione senza applicazione della ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell art. 1 comma 67 L. 190/2014 per evitare la ritenuta del 4%.

Certificazione Unica (CU) Condominio 2026

📚 Approfondimento: CU Condominio 2026: Scadenza 17 Marzo e Guida Completa

La Certificazione Unica (CU) e il documento che attesta le somme corrisposte dal condominio nel 2025 e le ritenute d’acconto operate.

Chi Riceve la CU

Il condominio deve rilasciare la CU a tutti i soggetti cui ha corrisposto compensi soggetti a ritenuta d’acconto nel 2025:

  • Imprese edili (appalti manutenzione)
  • Professionisti (geometri, architetti, consulenti)
  • Dipendenti del condominio (portiere, custode)
  • Collaboratori esterni (giardiniere, manutentore)

Scadenza CU 2026

La Certificazione Unica relativa ai compensi 2025 deve essere:

  • Consegnata ai percettori: entro il 17 marzo 2026 (lunedi)
  • Trasmessa telematicamente all Agenzia Entrate: entro il 17 marzo 2026

Modalita di Invio

La CU deve essere trasmessa esclusivamente per via telematica tramite:

  • File XML generato con software dedicato
  • Canale Entratel/Fisconline (se l amministratore ha le credenziali)
  • Intermediario abilitato (commercialista, CAF, consulente del lavoro)

Contenuto della CU

La Certificazione Unica contiene:

  • Dati anagrafici del condominio (codice fiscale)
  • Dati del percettore (partita IVA o codice fiscale)
  • Importo lordo corrisposto nel 2025
  • Ritenute d’acconto operate (4%)
  • Causale del pagamento (codice A per collaborazioni, M per lavori)

Modello 770 Condominio 2026

Il Modello 770 e la dichiarazione annuale dei sostituti d’imposta, con cui il condominio comunica all Agenzia delle Entrate tutte le ritenute operate nel 2025.

Scadenza Modello 770/2026

Il Modello 770 relativo all’anno 2025 deve essere trasmesso telematicamente entro il 31 ottobre 2026.

Contenuto del Modello 770

Il 770 riepiloga:

  • Tutte le ritenute d’acconto operate nel 2025
  • I versamenti effettuati con F24 (codice tributo 1040)
  • Le Certificazioni Uniche rilasciate
  • Eventuali conguagli o compensazioni

Sezioni del Modello 770

Per i condomini, le sezioni rilevanti sono:

  • Frontespizio: dati del condominio e dell amministratore
  • Quadro ST: riepilogo ritenute operate
  • Quadro SX: dettaglio ritenute per singolo percettore

Modalita di Invio

Il 770 si invia esclusivamente in via telematica:

  • Direttamente dall amministratore (con credenziali Entratel/Fisconline)
  • Tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista)

Attenzione: il 770 e obbligatorio anche se non ci sono ritenute da dichiarare (770 a zero).

Ritenuta d’Acconto 4%: Quando si Applica

📚 Guida dettagliata: Ritenuta 4% Condominio 2026: Calcolo, Versamento e Codici Tributo

La ritenuta d’acconto del 4% e l aliquota applicata dal condominio sui compensi soggetti a tassazione.

Casistiche di Applicazione

PrestazioneRitenuta 4%?Note
Appalto lavori ediliSIRifacimento tetto, facciate, impianti
Manutenzione ascensoreSIContratto manutenzione periodica
Pulizia scaleSIImpresa pulizie con contratto
Compenso amministratoreSISolo se professionista (P.IVA)
Parcella geometraSIPratiche catastali, collaudi
Fornitura materialiNOSolo acquisto senza posa
Bollette utenzeNOLuce, gas, acqua, rifiuti
Forfettari (regime agevolato)NOSe indicato in fattura (L. 190/2014)

Come Calcolare la Ritenuta

Formula: Imponibile × 4% = Ritenuta

Esempio pratico:

  • Fattura impresa edile: 10.000 euro (imponibile) + 2.200 euro (IVA 22%) = 12.200 euro totale
  • Ritenuta 4%: 10.000 × 4% = 400 euro
  • Importo da pagare: 12.200 – 400 = 11.800 euro

Il condominio paga 11.800 euro all impresa e versa 400 euro all Agenzia Entrate (codice tributo 1040).

Versamento Ritenute

Le ritenute operate devono essere versate entro il 16 del mese successivo al pagamento tramite modello F24:

  • Codice tributo: 1040
  • Periodo di riferimento: mese/anno pagamento
  • Codice fiscale: del condominio

Esempi Pratici e Casistiche

Esempio 1: Manutenzione Portone Condominiale

Situazione: Il condominio affida a un fabbro la sostituzione del portone d’ingresso per 5.000 euro + IVA.

Operazioni:

  1. Fattura fabbro: 5.000 euro + IVA 22% (1.100 euro) = 6.100 euro totale
  2. Ritenuta 4%: 5.000 × 4% = 200 euro
  3. Importo da pagare al fabbro: 6.100 – 200 = 5.900 euro
  4. Versamento ritenuta: 200 euro entro il 16 del mese successivo (F24 codice 1040)
  5. CU al fabbro: da rilasciare entro il 17 marzo 2026
  6. Dichiarazione 770: da inviare entro il 31 ottobre 2026

Esempio 2: Compenso Amministratore Professionista

Situazione: L amministratore di condominio (professionista con P.IVA) emette parcella trimestrale di 1.500 euro + IVA + contributi Cassa.

Operazioni:

  1. Parcella: 1.500 euro + IVA 22% (330 euro) + contributi Cassa 4% (60 euro) = 1.890 euro
  2. Ritenuta 4%: 1.500 × 4% = 60 euro
  3. Importo da pagare: 1.890 – 60 = 1.830 euro
  4. Versamento ritenuta: 60 euro entro il 16 del mese successivo
  5. CU annuale: somma di tutte le ritenute trimestrali operate nel 2025

Esempio 3: Impresa Pulizie (Regime Forfettario)

Situazione: Il condominio paga un impresa di pulizie in regime forfettario 800 euro/mese.

Operazioni:

  1. Fattura impresa: 800 euro (senza IVA, regime forfettario)
  2. Dicitura in fattura: Operazione senza ritenuta ai sensi L. 190/2014
  3. Ritenuta 4%: NON si applica
  4. Importo da pagare: 800 euro
  5. Nessuna CU da rilasciare
  6. Nessun obbligo 770 per questa fattura

Scadenze 2026: CU e Modello 770

📅 Calendario completo: Tutte le Scadenze Fiscali Amministratore Condominio 2026

Ecco il calendario completo delle scadenze fiscali 2026 per amministratori di condominio:

ScadenzaAdempimentoRiferimento
16 marzo 2026Comunicazione detrazioni fiscali condominioSpese 2025 (bonus edilizi)
17 marzo 2026Certificazione Unica (CU)Compensi 2025
16 ogni meseVersamento ritenute d’acconto (F24)Mese precedente
31 ottobre 2026Modello 770Anno 2025

Attenzione: se il 16 o il 17 del mese cade di sabato o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Sanzioni e Ravvedimento Operoso

⚠️ Approfondimento: Sanzioni 770 Condominio: Importi e Come Evitarle

Il mancato adempimento degli obblighi fiscali comporta sanzioni pecuniarie a carico del condominio (e dell amministratore in via sussidiaria).

Sanzioni CU Omessa o Tardiva

  • 100 euro per ogni CU non inviata (ridotta a 33,33 euro con ravvedimento entro 90 giorni)
  • Sanzione massima: 50.000 euro per anno

Sanzioni Modello 770 Omesso o Tardivo

  • Da 258 a 2.065 euro (art. 11 D.Lgs. 471/97)
  • Con ravvedimento operoso: sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo

Sanzioni Versamento Ritenute

  • 30% dell importo non versato (ridotta al 15% con ravvedimento entro 30 giorni)
  • Interessi legali calcolati giornalmente

Ravvedimento Operoso

E possibile regolarizzare spontaneamente omissioni o ritardi con sanzioni ridotte:

  • Entro 14 giorni: sanzione ridotta a 1/10 (0,1% per ogni giorno di ritardo versamento)
  • Entro 30 giorni: sanzione ridotta a 1/10 (1,5% versamento ritenute)
  • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 (1,67%)
  • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 (3,75%)
  • Oltre 1 anno: sanzione ridotta a 1/7 (4,29%)

Servizio CAF per 770 e CU Condominio

Gestire gli adempimenti fiscali del condominio richiede competenze specifiche e attenzione ai dettagli. Un errore nella CU o nel 770 puo costare caro in termini di sanzioni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e professionale per amministratori di condominio.

Cosa Facciamo per Te

  • Calcolo ritenute d’acconto su tutte le fatture del condominio
  • Compilazione e invio Certificazione Unica (CU) entro il 17 marzo
  • Predisposizione e trasmissione Modello 770 entro il 31 ottobre
  • Gestione versamenti F24 (codice tributo 1040)
  • Verifica conformita normativa e assistenza in caso di controlli
  • Consulenza fiscale continuativa per tutto l’anno

Vantaggi del Nostro Servizio

  • Zero pensieri: ci occupiamo di tutti gli adempimenti
  • Nessun rischio sanzioni: invii garantiti nei termini
  • Assistenza dedicata: risposta a ogni tua domanda
  • Esperienza consolidata: oltre 15 anni con condomini
  • Servizio nazionale online: lavoriamo con condomini in tutta Italia

Contattaci per un Preventivo Gratuito

Non rischiare sanzioni. Affida la gestione fiscale del tuo condominio a professionisti esperti:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: assistenza@centrofiscale.com
  • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, Udine

Siamo specializzati in fiscalita condominiale: CU, 770, comunicazioni detrazioni, consulenza amministratori.

Domande Frequenti (FAQ)

Devo fare il 770 anche se non ho operato ritenute nel 2025?

Si. Il Modello 770 va presentato anche se a zero (nessuna ritenuta operata). L omessa presentazione comporta sanzioni, indipendentemente dall importo delle ritenute.

Come faccio a sapere se un fornitore e in regime forfettario?

Verifica la fattura: i forfettari devono indicare Operazione in franchigia IVA + Operazione senza ritenuta ai sensi L. 190/2014. Se la dicitura c e, NON devi operare la ritenuta del 4%.

Posso correggere una CU gia inviata?

Si. Puoi inviare una CU sostitutiva entro i termini (17 marzo 2026). Dopo la scadenza, e possibile inviare una CU integrativa con sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Il portiere del condominio deve ricevere la CU?

Si, se il portiere e un dipendente del condominio. In questo caso devi rilasciare la CU Lavoro Dipendente (sezione specifica). Se invece il portiere e un collaboratore occasionale o ha partita IVA, serve la CU Lavoro Autonomo.

Quando devo versare le ritenute con F24?

Entro il 16 del mese successivo al pagamento della fattura. Esempio: fattura pagata il 20 gennaio → versamento ritenuta entro il 16 febbraio con F24 (codice tributo 1040).

Il CAF puo fare anche la contabilita del condominio?

No. Il CAF si occupa degli aspetti fiscali (CU, 770, consulenza tributaria, dichiarazioni). Per la contabilita ordinaria (bilanci, rendiconti, gestione assemblee) serve un amministratore di condominio abilitato. Possiamo pero affiancarti per tutti gli adempimenti fiscali.

Gestire il 770 e la CU del condominio richiede precisione, conoscenza normativa e rispetto delle scadenze. Gli obblighi fiscali dell amministratore di condominio sono tanti e complessi: ritenute d’acconto, versamenti F24, Certificazione Unica, Modello 770.

Un errore o un ritardo puo costare caro in termini di sanzioni (fino a 2.065 euro per il 770, 100 euro per ogni CU omessa). Il ravvedimento operoso aiuta, ma e sempre meglio prevenire.

Il nostro consiglio? Non improvvisare. Affida la gestione fiscale del condominio a professionisti esperti che conoscono la normativa e le scadenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine e specializzato in fiscalita condominiale da oltre 15 anni.

Chiama ora: 0432 1638640
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Metti in sicurezza il tuo condominio. Contattaci per un preventivo gratuito e senza impegno.

Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:30:312026-02-25 03:41:14770 CU Condominio 2026: Guida Completa per Amministratori
Modello 770 e Certificazione Unica

Comunicazione Detrazioni Condominio 2026: Scadenza 16 Marzo

Modello 770 e certificazione unica

Attenzione amministratori di condominio: entro il 16 marzo 2026 scade l’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese detraibili sostenute dal condominio nel 2025. Chi non rispetta questa scadenza rischia sanzioni fino a 2.000 euro per ogni comunicazione omessa o tardiva.

Se gestisci un condominio che ha effettuato lavori di ristrutturazione, bonus edilizi o superbonus 110%, questa comunicazione è obbligatoria. Devi trasmettere i dati delle spese detraibili ai singoli condòmini, consentendo loro di usufruire delle detrazioni fiscali in dichiarazione dei redditi.

In questa guida ti spieghiamo cosa comunicare, come farlo e entro quando, con tutti i dettagli operativi per amministratori di condominio. Se preferisci affidarti a un CAF specializzato, scopri il nostro servizio chiavi in mano alla fine dell’articolo.

Indice dei contenuti

  1. Obbligo Comunicazione Detrazioni Condominio 2026
  2. Scadenza 16 Marzo 2026: Termine Tassativo
  3. Quali Spese Devi Comunicare
  4. Dati da Trasmettere per Ogni Condomino
  5. Come Fare la Comunicazione: Procedura Telematica
  6. Sanzioni per Mancata Comunicazione
  7. Servizio CAF Chiavi in Mano
  8. Domande Frequenti (FAQ)

Obbligo Comunicazione Detrazioni Condominio 2026

📚 Guida completa: 770 e CU Condominio 2026: Tutto quello che devi sapere

L’articolo 16-bis comma 8 del DPR 917/86 (TUIR) impone agli amministratori di condominio l’obbligo di comunicare annualmente all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute per interventi edilizi che danno diritto a detrazioni fiscali.

Questa comunicazione serve a permettere ai singoli condòmini di:

  • Vedere le spese detraibili precompilate nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)
  • Verificare la correttezza degli importi attribuiti
  • Usufruire delle detrazioni fiscali (50%, 65%, 110%, ecc.) senza dover inserire manualmente i dati

Chi deve comunicare?

  • L’amministratore di condominio (anche se non professionista)
  • In assenza di amministratore: uno dei condòmini (di solito chi ha coordinato i lavori)

Quali condomìni sono coinvolti?

Tutti i condomìni che nel 2025 hanno sostenuto spese per:

  • Bonus ristrutturazioni edilizie (50%)
  • Ecobonus (50-65%)
  • Superbonus 110% (anche se in fase di chiusura)
  • Bonus facciate (abolito dal 2023, ma ancora valido per spese 2022-2023 rateizzate)
  • Bonus barriere architettoniche (75%)
  • Sismabonus

Scadenza 16 Marzo 2026: Termine Tassativo

Vedi anche: Calendario completo scadenze amministratore condominio 2026

La scadenza per la comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio è il 16 marzo 2026 (il 16 marzo cade di lunedì, quindi nessuna proroga per festività).

Riferimenti normativi:

  • Provvedimento Agenzia Entrate 27 gennaio 2017: istituisce la comunicazione telematica
  • Modello e istruzioni: disponibili sul sito Agenzia Entrate (sezione “Bonus edilizi”)

Cosa succede se comunico in ritardo?

Le comunicazioni inviate dopo il 16 marzo 2026 sono considerate tardive. Le sanzioni applicabili sono:

  • Da 258 a 2.065 euro per ogni comunicazione omessa (art. 11 D.Lgs. 471/97)
  • Possibilità di ravvedimento operoso se si invia entro 90 giorni dalla scadenza (sanzione ridotta)

Consiglio pratico: non aspettare gli ultimi giorni. Raccogli i dati e invia la comunicazione entro la prima settimana di marzo per evitare problemi tecnici o intasamenti del sistema telematico.

Quali Spese Devi Comunicare

Devi comunicare tutte le spese sostenute nel 2025 dal condominio per interventi che danno diritto a detrazioni fiscali. Ecco l’elenco completo:

1. Bonus Ristrutturazioni Edilizie (50%)

  • Rifacimento facciate
  • Sostituzione infissi e serramenti
  • Manutenzione straordinaria parti comuni
  • Installazione ascensori o montacarichi

2. Ecobonus (50-65%)

  • Cappotto termico
  • Sostituzione caldaia con caldaia a condensazione
  • Installazione pannelli solari termici
  • Sostituzione impianti di climatizzazione

3. Superbonus 110% (e percentuali ridotte 2024-2025)

  • Interventi trainanti: cappotto termico, sostituzione impianto termico centralizzato, sismabonus
  • Interventi trainati: fotovoltaico, batterie accumulo, colonnine ricarica auto elettriche
  • Attenzione: per il 2025 il Superbonus è sceso al 70% (se applicabile)

4. Bonus Barriere Architettoniche (75%)

  • Installazione rampe, ascensori, servoscala
  • Automazione cancelli e porte
  • Eliminazione barriere architettoniche

5. Sismabonus

  • Interventi antisismici su edifici in zone sismiche 1, 2, 3

Importante: vanno comunicate SOLO le spese sostenute nel 2025, anche se i lavori sono iniziati in anni precedenti. Se il condominio ha optato per sconto in fattura o cessione del credito, non occorre comunicare nulla (le spese sono già tracciate dal fornitore).

Dati da Trasmettere per Ogni Condomino

La comunicazione deve contenere i seguenti dati per ogni singolo condomino che ha diritto alla detrazione:

Dati Anagrafici

  • Codice fiscale del condomino
  • Nome e cognome

Dati delle Spese

  • Importo totale della spesa sostenuta dal condominio nel 2025
  • Quota di spesa imputabile al singolo condomino (in base ai millesimi di proprietà o altro criterio deliberato)
  • Percentuale di detrazione spettante (50%, 65%, 110%, 75%, ecc.)
  • Importo detraibile per il condomino (calcolato automaticamente)

Dati dell’Intervento

  • Tipologia intervento (es. “Ecobonus – Cappotto termico”)
  • Codice fiscale condominio
  • Anno di sostenimento della spesa (2025)

Dati dei Bonifici

Per ogni bonifico effettuato nel 2025:

  • Data bonifico
  • Importo
  • Causale (deve contenere riferimento normativo: art. 16-bis DPR 917/86)
  • Codice fiscale beneficiario (ditta esecutrice lavori)

Esempio pratico:

Il condominio di Via Roma ha speso 100.000 euro per il cappotto termico (Ecobonus 65%). Il condomino Rossi Mario (CF: RSSMRA70A01H501Z) ha una quota millesimale del 5%. La comunicazione conterrà:

  • Importo totale spesa: 100.000 euro
  • Quota Rossi: 5.000 euro (5% di 100.000)
  • Detrazione 65%: 3.250 euro
  • Ripartizione in 10 anni: 325 euro/anno

Come Fare la Comunicazione: Procedura Telematica

La comunicazione deve essere inviata esclusivamente per via telematica tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Opzione 1: Invio Diretto da Parte dell’Amministratore

Requisiti:

  • Credenziali SPID, CIE o CNS
  • Accesso all’area riservata Agenzia Entrate
  • Software o compilazione online del modello

Procedura:

  1. Accedi all’area riservata Agenzia Entrate con SPID/CIE
  2. Vai su “Servizi” > “Comunicazione dati spese ristrutturazione edilizia e risparmio energetico”
  3. Compila il modello online o carica il file XML (se usi software dedicato)
  4. Inserisci i dati del condominio e di ogni singolo condomino
  5. Verifica i dati e invia
  6. Ricevi ricevuta telematica (conservala per 10 anni)

Opzione 2: Invio Tramite Intermediario Abilitato (CAF o Commercialista)

Puoi delegare l’invio a:

  • CAF (Centro di Assistenza Fiscale)
  • Commercialista o consulente del lavoro
  • Associazione di categoria amministratori

Vantaggi:

  • Nessuna preoccupazione per scadenze o errori di compilazione
  • Verifica professionale dei dati
  • Assistenza in caso di controlli Agenzia Entrate

Documentazione da fornire al CAF:

  • Elenco condòmini con codici fiscali
  • Tabelle millesimali
  • Fatture e bonifici 2025
  • Delibera assembleare di approvazione lavori
  • Visure catastali (se richieste)

Sanzioni per Mancata Comunicazione

⚠️ Approfondimento: Sanzioni 770 Condominio e Ravvedimento Operoso

L’omessa o tardiva comunicazione comporta sanzioni pecuniarie a carico dell’amministratore del condominio.

Sanzioni Previste

  • Da 258 a 2.065 euro per ogni comunicazione omessa o tardiva (art. 11 D.Lgs. 471/97)
  • La sanzione è applicata per ogni anno di imposta non comunicato

Responsabilità dell’Amministratore

L’amministratore di condominio risponde personalmente della mancata comunicazione. In caso di assemblea che deliberi di non comunicare, l’amministratore ha comunque l’obbligo di procedere (e può essere sollevato dall’incarico se rifiuta).

Ravvedimento Operoso

Se ti accorgi di aver dimenticato la comunicazione, puoi utilizzare il ravvedimento operoso:

  • Entro 90 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 25,80 euro (1/10 del minimo)
  • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 43 euro (1/8 del minimo)
  • Oltre 1 anno: sanzione ridotta a 51,60 euro (1/7 del minimo)

Attenzione: il ravvedimento operoso si applica solo se comunichi spontaneamente prima di eventuali controlli o contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Danni ai Condòmini

Se la mancata comunicazione impedisce ai condòmini di usufruire delle detrazioni fiscali, l’amministratore potrebbe essere chiamato a risarcire il danno economico subito (detrazione fiscale persa).

Servizio CAF Chiavi in Mano

Sei un amministratore di condominio e vuoi evitare errori, sanzioni e perdite di tempo?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo chiavi in mano per la comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio.

Cosa Facciamo per Te

  • Raccolta e verifica documentazione (fatture, bonifici, delibere)
  • Calcolo quote millesimali per ogni condomino
  • Compilazione e invio telematico della comunicazione
  • Conservazione digitale della ricevuta (10 anni)
  • Assistenza post-invio in caso di controlli Agenzia Entrate

Vantaggi del Nostro Servizio

  • Zero pensieri: ci occupiamo di tutto, dalla A alla Z
  • Nessun rischio sanzioni: invio garantito entro il 16 marzo
  • Assistenza continuativa: disponibili per ogni tua domanda
  • Servizio nazionale online: lavoriamo con condomìni in tutta Italia

Contattaci Subito

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Siamo un CAF specializzato in fiscalità condominiale, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione di bonus edilizi e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.

Domande Frequenti (FAQ)

Devo comunicare anche se il condominio ha optato per lo sconto in fattura?

No. Se il condominio ha utilizzato lo sconto in fattura o la cessione del credito, non è necessario comunicare nulla all’Agenzia delle Entrate. La comunicazione è obbligatoria solo per le spese che danno diritto alla detrazione diretta in dichiarazione dei redditi.

Cosa succede se un condomino ha venduto l’appartamento nel 2025?

Le detrazioni fiscali seguono la proprietà dell’immobile. Se un condomino ha venduto nel 2025, dovrai comunicare la spesa al nuovo proprietario (se la vendita è avvenuta prima del sostenimento della spesa) oppure al venditore (se la spesa è stata sostenuta prima della vendita). In caso di dubbi, verifica gli atti notarili e consulta un CAF.

Devo comunicare anche i lavori iniziati nel 2024 ma pagati nel 2025?

Sì. La comunicazione deve contenere tutte le spese pagate nel 2025, indipendentemente dall’anno di inizio dei lavori. Se hai effettuato bonifici nel 2025 per lavori deliberati nel 2024, questi vanno comunicati nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

Il mio condominio ha solo 2 proprietari. Devo comunque comunicare?

Sì. L’obbligo di comunicazione vale per tutti i condomìni, anche quelli con pochi condòmini. L’unica eccezione è il condominio con un solo proprietario (che ovviamente non esiste, essendo per definizione un edificio con più proprietà).

Posso correggere una comunicazione già inviata?

Sì. Se ti accorgi di aver commesso un errore nella comunicazione già inviata, puoi inviare una comunicazione sostitutiva entro i termini di scadenza (16 marzo 2026). Dopo la scadenza, è possibile inviare una comunicazione integrativa, ma potrebbero applicarsi sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.

Il CAF può occuparsi anche della contabilità del condominio?

Il CAF Centro Fiscale si occupa esclusivamente degli aspetti fiscali (comunicazione detrazioni, 770, CU, consulenza tributaria). Per la contabilità ordinaria del condominio (bilanci, rendiconti, assemblee) devi rivolgerti a un amministratore di condominio abilitato. Possiamo però affiancarti per tutti gli adempimenti fiscali.

La comunicazione delle detrazioni fiscali del condominio è un adempimento obbligatorio che non puoi sottovalutare. Entro il 16 marzo 2026 devi trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute nel 2025 per bonus edilizi, ecobonus, superbonus e altri incentivi fiscali.

Se non rispetti la scadenza, rischi sanzioni fino a 2.065 euro e potresti causare danni ai condòmini che non potranno detrarre le spese in dichiarazione dei redditi.

Il nostro consiglio? Non aspettare gli ultimi giorni. Raccogli subito la documentazione (fatture, bonifici, delibere) e procedi con l’invio telematico. Se preferisci un servizio professionale senza pensieri, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ci occupiamo di tutto noi, dalla raccolta documenti all’invio telematico.

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Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 19:30:242026-02-25 03:41:52Comunicazione Detrazioni Condominio 2026: Scadenza 16 Marzo
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Tassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione
  2. Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione
  3. Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione
  4. Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni
  5. Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione
  6. Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in Azienda
  7. Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia
  8. Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo Pensione

Quando si versa il TFR nel fondo pensione, molti lavoratori si chiedono: come verrà tassato il TFR pregresso al momento della liquidazione? La risposta non è semplice, perché il TFR pregresso ha un trattamento fiscale diverso rispetto ai contributi versati volontariamente.

In questa guida completa spieghiamo come viene tassato il TFR pregresso versato nel fondo pensione, quali sono le aliquote applicate, come si calcola la tassazione separata e quali vantaggi fiscali offre rispetto al TFR lasciato in azienda.

Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza specializzata per ottimizzare la tua posizione previdenziale.

Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione

Il TFR pregresso è la quota di Trattamento di Fine Rapporto che il lavoratore ha deciso di trasferire dal datore di lavoro al fondo pensione complementare.

A differenza dei contributi volontari (che il lavoratore versa con denaro proprio e che sono deducibili dal reddito), il TFR pregresso:

  • Non è stato mai tassato durante la vita lavorativa
  • Non è deducibile dal reddito (perché non è un versamento volontario)
  • Viene tassato solo alla liquidazione del fondo pensione
  • Gode di un regime fiscale agevolato rispetto al TFR lasciato in azienda

Quanto TFR si può versare nel fondo pensione?

Il lavoratore può decidere di versare nel fondo pensione:

  • 100% del TFR maturando (quota che matura anno per anno)
  • Il TFR già maturato (TFR pregresso), se il fondo lo prevede

Molti fondi negoziali (come Cometa, Fonchim, Previambiente) permettono di trasferire anche il TFR pregresso maturato negli anni precedenti all’adesione al fondo.

Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione

La scelta di versare il TFR nel fondo pensione ha importanti conseguenze fiscali. Vediamo le differenze:

TFR lasciato in azienda

  • Tassazione separata al momento della liquidazione (fine rapporto)
  • Aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoro
  • Rivalutazione ISTAT + 1,5% fisso annuo
  • Nessun vantaggio fiscale aggiuntivo

TFR versato nel fondo pensione

  • Tassazione separata alla liquidazione del fondo (pensione o riscatto)
  • Aliquota media ultimi 5 anni sul TFR pregresso
  • Aliquota agevolata 15% (riducibile fino al 9%) sui rendimenti del fondo
  • Rendimento potenzialmente superiore al TFR in azienda (dipende dal fondo)
  • Deducibilità fiscale dei contributi volontari (fino a 5.164 euro/anno)

IMPORTANTE: Il TFR pregresso versato nel fondo non perde il diritto alla tassazione separata, ma beneficia di un trattamento fiscale più vantaggioso rispetto al TFR in azienda.

Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione

Quando si liquida il fondo pensione (per pensionamento, riscatto o RITA), il TFR pregresso viene tassato separatamente rispetto ai contributi volontari e ai rendimenti.

Tassazione del TFR pregresso: le regole

Il TFR pregresso versato nel fondo pensione viene tassato con:

  • Tassazione separata (come il TFR lasciato in azienda)
  • Aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito prima della cessazione del rapporto di lavoro
  • Aliquota minima del 23% (anche se l’aliquota media fosse inferiore)

Questa tassazione si applica solo al capitale TFR versato nel fondo, non ai rendimenti generati da quel capitale (che sono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione).

Tassazione dei rendimenti del TFR pregresso

I rendimenti generati dal TFR pregresso investito nel fondo pensione vengono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione:

  • 15% base per anzianità fino a 15 anni
  • Riduzione dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° anno di iscrizione
  • Aliquota minima del 9% dopo 35 anni di adesione al fondo

ESEMPIO: Se hai versato 50.000 euro di TFR pregresso nel fondo, e dopo 10 anni il fondo ha generato 15.000 euro di rendimenti:

  • 50.000 euro (capitale TFR pregresso): tassazione separata con aliquota media ultimi 5 anni (es. 30%)
  • 15.000 euro (rendimenti): aliquota agevolata 15%

Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni

L’aliquota media degli ultimi 5 anni è il parametro chiave per calcolare la tassazione del TFR pregresso. Vediamo come si calcola.

Formula di calcolo

L’aliquota media si calcola dividendo:

  • IRPEF pagata negli ultimi 5 anni (somma totale)
  • Reddito imponibile degli ultimi 5 anni (somma totale)

Formula: Aliquota media = (IRPEF totale 5 anni / Reddito totale 5 anni) × 100

Esempio pratico di calcolo

Lavoratore con i seguenti redditi negli ultimi 5 anni:

AnnoReddito imponibileIRPEF pagata
202130.000 euro6.800 euro
202232.000 euro7.400 euro
202333.000 euro7.700 euro
202435.000 euro8.300 euro
202536.000 euro8.600 euro
TOTALE166.000 euro38.800 euro

Aliquota media: (38.800 / 166.000) × 100 = 23,37%

Questa sarà l’aliquota applicata al TFR pregresso versato nel fondo pensione.

Aliquota minima del 23%

Se l’aliquota media risulta inferiore al 23%, si applica comunque l’aliquota minima del 23% sul TFR pregresso.

Questo accade raramente, perché per avere un’aliquota media sotto il 23% bisognerebbe avere redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro annui).

Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione

Esempio 1: TFR pregresso con 10 anni di permanenza nel fondo

Dati:

  • TFR pregresso versato nel fondo: 60.000 euro
  • Rendimento generato in 10 anni: 18.000 euro
  • Totale capitale al momento della liquidazione: 78.000 euro
  • Aliquota media ultimi 5 anni: 28%
  • Anzianità nel fondo: 10 anni (aliquota rendimenti: 15%)

Calcolo tassazione:

  • TFR pregresso (60.000 euro): 60.000 × 28% = 16.800 euro
  • Rendimenti (18.000 euro): 18.000 × 15% = 2.700 euro
  • TOTALE IMPOSTE: 16.800 + 2.700 = 19.500 euro
  • NETTO LIQUIDATO: 78.000 – 19.500 = 58.500 euro

Esempio 2: TFR pregresso con 20 anni di permanenza nel fondo

Dati:

  • TFR pregresso versato: 50.000 euro
  • Rendimento generato in 20 anni: 35.000 euro
  • Totale capitale: 85.000 euro
  • Aliquota media ultimi 5 anni: 30%
  • Anzianità nel fondo: 20 anni (aliquota rendimenti: 13,5%)

Calcolo tassazione:

  • TFR pregresso (50.000 euro): 50.000 × 30% = 15.000 euro
  • Rendimenti (35.000 euro): 35.000 × 13,5% = 4.725 euro
  • TOTALE IMPOSTE: 15.000 + 4.725 = 19.725 euro
  • NETTO LIQUIDATO: 85.000 – 19.725 = 65.275 euro

Risparmio fiscale rispetto al TFR in azienda: Grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti, si risparmiano circa 600 euro di imposte (rispetto a una tassazione al 30% anche sui rendimenti).

Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in Azienda

Versare il TFR nel fondo pensione offre significativi vantaggi fiscali rispetto a lasciarlo in azienda.

1. Tassazione agevolata sui rendimenti

I rendimenti del TFR investito nel fondo sono tassati con aliquota del 15% (riducibile al 9%), mentre il TFR lasciato in azienda è rivalutato con ISTAT+1,5% e tassato interamente con l’aliquota media (spesso 28-35%).

ESEMPIO: Su 20.000 euro di rendimenti:

  • Nel fondo pensione (15%): 3.000 euro di imposte → netto 17.000 euro
  • TFR in azienda (30%): 6.000 euro di imposte → netto 14.000 euro
  • Risparmio fiscale: 3.000 euro

2. Deducibilità dei contributi volontari

Oltre al TFR pregresso, puoi versare contributi volontari deducibili fino a 5.164 euro all’anno, con un risparmio fiscale immediato del 23-43% (in base al tuo scaglione IRPEF).

3. Rendimento potenzialmente superiore

Il TFR in azienda ha una rivalutazione fissa (ISTAT+1,5%, circa 2-3% annuo). Il TFR investito nel fondo pensione può generare rendimenti superiori al 4-6% annuo (dipende dal fondo e dalla linea di investimento scelta).

4. Flessibilità nelle modalità di liquidazione

Con il fondo pensione puoi scegliere tra:

  • Capitale (100%)
  • Rendita vitalizia (100%)
  • Mix capitale + rendita (fino al 50% in capitale)
  • RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) prima della pensione

Il TFR in azienda è liquidato solo in capitale alla cessazione del rapporto.

Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia

Se hai necessità di liquidare il fondo pensione prima della pensione, puoi richiedere un riscatto anticipato. Ma attenzione: la tassazione del TFR pregresso cambia in base al motivo del riscatto.

Tipologie di riscatto anticipato

Il riscatto può essere:

  • Totale (100% del capitale accumulato)
  • Parziale (fino al 50% del capitale, a seconda dei casi)

Tassazione del riscatto anticipato

In caso di riscatto anticipato, il TFR pregresso viene comunque tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni), ma:

  • Non beneficia della riduzione dell’anzianità (applicata solo ai rendimenti)
  • L’aliquota media potrebbe essere più alta se si è ancora in età lavorativa

RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

La RITA è un’alternativa vantaggiosa al riscatto totale. Permette di ricevere il capitale del fondo pensione a rate mensili (come una rendita) prima della pensione ufficiale, con una tassazione agevolata del 15% (anziché l’aliquota media).

Requisiti RITA:

  • Almeno 5 anni di anzianità nel fondo
  • Almeno 20 anni di contributi previdenziali
  • Disoccupazione da almeno 24 mesi
  • Età massima 5 anni prima della pensione di vecchiaia

VANTAGGIO FISCALE: Con la RITA, anche il TFR pregresso può essere tassato al 15% (anziché al 28-35%), con un risparmio fiscale enorme.

Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo Pensione

Riepiloghiamo le differenze di tassazione tra le due opzioni:

AspettoTFR in AziendaTFR nel Fondo Pensione
Tassazione capitale TFRTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)
Tassazione rendimentiInclusi nella tassazione separata (aliquota media)Aliquota agevolata 15% (riducibile al 9%)
Aliquota tipica28-35%15-23% (TFR) + 9-15% (rendimenti)
Deducibilità contributiNOSÌ (fino a 5.164 euro/anno)
Rendimento atteso2-3% annuo (ISTAT+1,5%)4-6% annuo (variabile)
Flessibilità liquidazioneSolo capitale, solo a fine rapportoCapitale, rendita, RITA

Risparmio fiscale stimato: Su un TFR di 100.000 euro versato per 20 anni nel fondo pensione, il risparmio fiscale può arrivare a 5.000-10.000 euro rispetto al TFR lasciato in azienda.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Tassazione del TFR Pregresso


La tassazione del TFR pregresso versato nel fondo pensione è un tema complesso, ma offre vantaggi fiscali significativi rispetto al TFR lasciato in azienda, soprattutto grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti (15% riducibile al 9%).

Punti chiave da ricordare:

  • Il TFR pregresso è tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)
  • I rendimenti del TFR nel fondo sono tassati al 15% (riducibile al 9%)
  • Il risparmio fiscale può arrivare a migliaia di euro su TFR elevati
  • La RITA offre tassazione agevolata del 15% anche sul TFR pregresso
  • I contributi volontari sono deducibili fino a 5.164 euro/anno

Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione o vuoi valutare se conviene trasferire il TFR pregresso, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.


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    PATRONATO

    Pensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali Superstiti

    calcolo pensione CAF Udine

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Pensione di Reversibilità
    2. Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti
    3. Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%
    4. Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo
    5. Rivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi
    6. Come Fare Domanda all’INPS Online
    7. Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione
    8. Domande Frequenti sulla Pensione di Reversibilità

    La perdita di un familiare è un momento difficile, ma è importante sapere che la legge tutela i superstiti attraverso la pensione di reversibilità 2026. Questa prestazione economica garantisce un sostegno al coniuge, ai figli e, in alcuni casi, ad altri familiari del defunto che era titolare di pensione o aveva maturato i requisiti contributivi. Con le rivalutazioni ISTAT 2026 e le nuove soglie di reddito, è fondamentale conoscere a quanto ammonta l’assegno spettante e quali documenti servono per la domanda.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta della pensione di reversibilità, verificando i requisiti, calcolando l’importo spettante e presentando la domanda all’INPS. In questa guida completa scoprirai chi ha diritto alla pensione ai superstiti, le percentuali previste, le soglie di reddito, i nuovi importi 2026 e come evitare errori nella domanda.

    Cos’è la Pensione di Reversibilità

    La pensione di reversibilità è una prestazione economica che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un assicurato o pensionato deceduto. Si tratta di una forma di tutela sociale che garantisce continuità economica alla famiglia dopo la scomparsa del titolare di pensione o di un lavoratore che aveva maturato i requisiti contributivi minimi.

    Esistono due tipologie di pensione ai superstiti:

    • Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità)
    • Pensione indiretta: spetta quando il defunto non percepiva ancora la pensione ma aveva almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la morte

    Nel linguaggio comune, entrambe vengono chiamate “pensione di reversibilità”, ma tecnicamente la distinzione è importante per calcolare l’importo e verificare i requisiti contributivi del defunto.

    Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti

    La pensione di reversibilità 2026 spetta a determinati familiari del defunto, secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge. Vediamo nel dettaglio chi può richiederla.

    1. Coniuge superstite

    Il coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità a vita, a meno che non contragga nuovo matrimonio (in tal caso perde il diritto ma riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione).

    Requisiti per il coniuge:

    • Matrimonio valido al momento del decesso
    • Nessun limite di età o di durata del matrimonio (salvo tagliola contributiva, vedi sotto)
    • Include anche il coniuge separato con diritto agli alimenti

    Tagliola contributiva: Se il matrimonio è stato contratto quando il pensionato aveva già compiuto 70 anni e il matrimonio è durato meno di 10 anni, la pensione di reversibilità viene ridotta secondo parametri specifici (salvo presenza di figli minori, studenti o inabili).

    2. Figli superstiti

    I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità se:

    • Minorenni: fino al compimento dei 18 anni
    • Studenti: fino a 21 anni se frequentano scuola media superiore o professionale
    • Universitari: fino a 26 anni se iscritti all’università
    • Inabili: a vita se riconosciuti inabili al lavoro, indipendentemente dall’età

    La pensione ai figli decade se:

    • Cessano gli studi senza conseguire il titolo
    • Iniziano un’attività lavorativa con reddito superiore al trattamento minimo INPS (€ 603,40 mensili nel 2026)
    • Contraggono matrimonio

    3. Altri familiari superstiti

    In assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità può spettare:

    • Genitori: se hanno compiuto 65 anni, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defunto
    • Fratelli celibi e sorelle nubili: se inabili, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defunto

    Importante: Questi familiari hanno diritto alla pensione solo se NON esistono coniuge o figli aventi diritto.

    Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%

    La pensione di reversibilità non corrisponde all’intero importo della pensione del defunto, ma a una quota percentuale che varia in base al numero e alla tipologia di beneficiari.

    Tabella percentuali reversibilità 2026

    Beneficiario/iPercentualeEsempio su pensione € 2.000
    Solo coniuge60%€ 1.200/mese
    Solo 1 figlio70%€ 1.400/mese
    Solo 2 figli80%€ 1.600/mese
    Coniuge + 1 figlio80%€ 1.600/mese
    Coniuge + 2 o più figli100%€ 2.000/mese
    3 o più figli (senza coniuge)100%€ 2.000/mese
    Genitori15% ciascuno€ 300/mese (per genitore)
    Fratelli/sorelle15% ciascuno€ 300/mese (per fratello/sorella)

    Come funziona il riparto tra più beneficiari:

    Se la pensione spetta a più beneficiari, l’importo totale viene ripartito tra loro secondo quote stabilite dalla legge. Ad esempio:

    • Coniuge + 1 figlio (80% totale): il coniuge riceve il 60% e il figlio il 20%
    • Coniuge + 2 figli (100% totale): il coniuge riceve il 60%, ciascun figlio il 20%

    Quando un beneficiario perde il diritto (es. figlio che compie 26 anni), la sua quota viene redistribuita tra i beneficiari rimasti, senza ricalcolare la percentuale totale. Ad esempio, se il coniuge percepiva € 1.200 (60%) e il figlio € 400 (20%), al decadere del figlio il coniuge percepirà € 1.600 (80%).

    Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo

    La pensione di reversibilità 2026 può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre determinate soglie. Questa riduzione si applica SOLO al coniuge superstite, NON ai figli.

    Soglie di reddito e riduzioni 2026

    Le soglie di reddito sono ancorate al trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui).

    Reddito del coniuge superstiteRiduzione pensione
    Fino a 3 volte il minimo (€ 23.532,60)Nessuna riduzione
    Da 3 a 4 volte il minimo (€ 23.532,61 – € 31.376,80)-25%
    Da 4 a 5 volte il minimo (€ 31.376,81 – € 39.221,00)-40%
    Oltre 5 volte il minimo (oltre € 39.221,00)-50%

    Esempio pratico di riduzione:

    Supponiamo che Maria, vedova, percepisca una pensione di reversibilità di € 1.200 mensili (60% di una pensione di € 2.000). Se Maria ha anche una pensione propria di lavoro di € 1.800 mensili, il suo reddito complessivo annuo è:

    • Reversibilità: € 1.200 × 13 = € 15.600
    • Pensione propria: € 1.800 × 13 = € 23.400
    • Totale reddito: € 39.000 (senza contare la reversibilità)

    € 39.000 rientra nella fascia da 4 a 5 volte il minimo, quindi la pensione di reversibilità viene ridotta del 40%:

    • Reversibilità spettante: € 1.200
    • Riduzione 40%: – € 480
    • Reversibilità effettiva: € 720 mensili

    Quali redditi si considerano

    Per il calcolo delle soglie si considerano:

    • Redditi da lavoro dipendente o autonomo
    • Altre pensioni (vecchiaia, invalidità, assegni vitalizi)
    • Redditi da fabbricati (affitti)
    • Redditi da capitale (interessi, dividendi)

    Non si considerano:

    • Prima casa (abitazione principale)
    • Trattamenti di fine rapporto (TFR)
    • Rendite INAIL
    • Pensione di reversibilità stessa

    Rivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi

    Ogni anno, le pensioni vengono rivalutate in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. La perequazione 2026 ha applicato un aumento differenziato per fasce di importo.

    Rivalutazione pensioni 2026: percentuali

    Fascia di importoPercentuale rivalutazione
    Fino a 4 volte il minimo (€ 2.413,60/mese)+0,8% (100% inflazione)
    Da 4 a 5 volte il minimo (€ 2.413,61 – € 3.017,00)+0,72% (90% inflazione)
    Oltre 5 volte il minimo (oltre € 3.017,00)+0,60% (75% inflazione)

    Nota: La rivalutazione si applica anche alle pensioni di reversibilità. Se la pensione del defunto è stata rivalutata, la reversibilità segue lo stesso criterio applicato alla percentuale spettante (60%, 70%, 80%, 100%).

    Importo minimo pensione di reversibilità 2026

    Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui lordi). Per chi ha solo la pensione di reversibilità e nessun altro reddito, sono previste maggiorazioni sociali:

    • € 25,83/mese per pensionati di età 60-64 anni
    • € 82,64/mese per pensionati over 70 con redditi bassi

    Queste maggiorazioni portano l’importo minimo effettivo per chi ha solo la reversibilità a circa € 686/mese (con maggiorazione piena).

    Come Fare Domanda all’INPS Online

    La domanda di pensione di reversibilità deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Non esiste più la possibilità di presentarla in forma cartacea.

    Documenti necessari per la domanda

    Prima di procedere, prepara:

    • Certificato di morte del pensionato o assicurato
    • Stato di famiglia alla data del decesso
    • Codice fiscale del defunto e di tutti i beneficiari
    • Certificato di matrimonio (per il coniuge)
    • Certificati di nascita dei figli
    • Certificati di iscrizione a scuola/università (per figli studenti)
    • Verbale di inabilità (per figli o altri familiari inabili)
    • Dichiarazione redditi del beneficiario (Modello 730 o Redditi PF) per calcolare eventuali riduzioni
    • IBAN per l’accredito della pensione

    Procedura di presentazione domanda

    Opzione 1: Presentazione autonoma online

    Puoi presentare la domanda autonomamente accedendo al sito INPS con:

    • SPID (Identità Digitale)
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Una volta autenticato, segui il percorso: Prestazioni e servizi → Pensione ai superstiti → Domanda pensione ai superstiti.

    Opzione 2: Tramite CAF Centro Fiscale (CONSIGLIATO)

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • Verifica requisiti e calcolo importo spettante
    • Raccolta e controllo documenti
    • Compilazione e invio domanda telematica
    • Monitoraggio istruttoria e solleciti INPS
    • Assistenza su ricorsi in caso di rigetto

    Tempi di erogazione

    La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando viene presentata la domanda. Tuttavia, è fondamentale presentarla entro termini ragionevoli:

    • Se presentata entro 90 giorni dal decesso: decorrenza regolare
    • Se presentata dopo 90 giorni: gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda

    I tempi di liquidazione sono generalmente di 2-3 mesi dalla presentazione della domanda.

    Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione

    La pensione di reversibilità presenta alcune particolarità in caso di separazione, divorzio o nuovo matrimonio. Vediamo i casi più comuni.

    1. Coniuge separato

    Il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità se:

    • Separazione legale (non solo di fatto)
    • Titolare di assegno di mantenimento da parte del defunto

    In questo caso, la pensione spetta nella stessa misura del coniuge non separato (60%).

    2. Coniuge divorziato

    Il coniuge divorziato (ex coniuge) ha diritto alla pensione di reversibilità solo se:

    • Titolare di assegno divorzile da parte del defunto
    • NON si è risposato (se si risposa perde definitivamente il diritto)
    • Il defunto era già assicurato INPS prima del matrimonio (requisito contributivo anteriore al matrimonio)

    Importante: Se esiste sia un coniuge superstite che un ex coniuge divorziato, entrambi hanno diritto alla pensione. L’importo viene ripartito dal giudice in base agli anni di matrimonio e all’assegno di mantenimento.

    3. Nuovo matrimonio del superstite

    Se il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, perde il diritto alla pensione di reversibilità, ma riceve una liquidazione una tantum pari a:

    • Due annualità dell’importo della pensione che percepiva al momento del nuovo matrimonio

    Esempio: Se percepivi € 1.200 mensili di reversibilità, riceverai € 1.200 × 12 × 2 = € 28.800 una tantum.

    I figli, invece, NON perdono il diritto alla loro quota di reversibilità se il genitore superstite si risposa.

    4. Ricongiunzione contributi

    Se il defunto aveva contributi in diverse gestioni previdenziali (INPS, Casse professionali, Gestione Separata), è possibile chiedere la ricongiunzione gratuita per aumentare l’importo della pensione di reversibilità. Il CAF Centro Fiscale ti assiste anche in questa pratica.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Pensione di Reversibilità

    Quanto spetta di pensione di reversibilità al coniuge superstite?

    Il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione del defunto. Se ci sono anche figli, la percentuale sale: 80% con un figlio, 100% con due o più figli. L’importo può essere ridotto se il coniuge ha redditi propri superiori a € 23.532 annui (3 volte il minimo INPS).

    La pensione di reversibilità si perde se mi risposo?

    Sì, il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione di reversibilità. In compenso, riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva. I figli, invece, mantengono la loro quota di reversibilità anche se il genitore si risposa.

    Fino a quando spetta la pensione di reversibilità ai figli?

    I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità: fino a 18 anni (minorenni), fino a 21 anni se studenti di scuola superiore, fino a 26 anni se universitari, a vita se riconosciuti inabili al lavoro. Il diritto decade se iniziano un lavoro con reddito superiore al minimo INPS, se abbandonano gli studi o se si sposano.

    Come si calcola la riduzione per cumulo con altri redditi?

    La pensione di reversibilità viene ridotta se il coniuge superstite ha redditi propri (pensione, lavoro, affitti). Le riduzioni sono: nessuna riduzione fino a € 23.532 annui, -25% tra € 23.532 e € 31.376, -40% tra € 31.376 e € 39.221, -50% oltre € 39.221. La riduzione si applica solo al coniuge, non ai figli.

    L’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità?

    Sì, l’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità se: era titolare di assegno divorzile, non si è risposato, il defunto era assicurato INPS prima del matrimonio. Se esiste sia un coniuge attuale che un ex divorziato, la pensione viene ripartita tra loro dal giudice in base agli anni di matrimonio.

    Quanto tempo ho per presentare la domanda di pensione di reversibilità?

    Non esiste un termine perentorio, ma è importante presentare la domanda entro 90 giorni dal decesso per evitare perdite economiche. Se presentata dopo, gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda. La pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al decesso.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Reversibilità?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di pensione ai superstiti, il calcolo dell’importo spettante e la verifica dei requisiti.

    I nostri esperti ti assistono in:

    • Verifica requisiti contributivi del defunto
    • Calcolo importo spettante e riduzioni per reddito
    • Raccolta documenti necessari per la domanda
    • Compilazione e invio domanda telematica INPS
    • Ricorsi e solleciti in caso di ritardi o rigetti
    • Ricongiunzione contributi per aumentare l’importo
    Contattaci su WhatsApp

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      Pensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di Bilancio

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La Legge di Bilancio 2026 ha confermato importanti novità sul fronte pensioni, con particolare attenzione alla proroga dell’APE Sociale fino al 31 dicembre 2026. Si tratta di un’ulteriore estensione della misura che consente l’uscita anticipata dal lavoro per specifiche categorie di lavoratori in condizioni di difficoltà.

      In questo articolo facciamo il punto sulle novità pensioni 2026, sui requisiti aggiornati per l’APE Sociale, sulle scadenze per la domanda e sugli eventuali impatti del referendum giustizia sulle tematiche previdenziali. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda.

      Indice dei contenuti

      1. Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio
      2. Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse
      3. Scadenze Domanda APE Sociale 2026
      4. Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio
      5. Referendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?
      6. Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026

      Proroga APE Sociale 2026: La Conferma nella Legge di Bilancio

      La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 207) ha prorogato l’APE Sociale per tutto il 2026, confermando la misura che permette di andare in pensione anticipatamente con 63 anni di età e determinati requisiti contributivi.

      L’APE Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) è un’indennità mensile erogata dall’INPS fino al raggiungimento dell’età pensionabile ordinaria, riservata a lavoratori che si trovano in condizioni di particolare disagio sociale o lavorativo.

      Principali caratteristiche APE Sociale 2026:

      • Età minima: 63 anni compiuti
      • Durata: fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia (67 anni nel 2026)
      • Importo massimo: 1.500 euro lordi mensili (non rivalutabile)
      • Compatibilità con redditi da lavoro: NO (incompatibile con attività lavorativa dipendente o autonoma)

      Requisiti APE Sociale 2026: Le Quattro Categorie Ammesse

      Per accedere all’APE Sociale nel 2026, è necessario rientrare in una delle quattro categorie previste dalla normativa:

      1. DISOCCUPATI

      • Requisiti contributivi: 30 anni di contributi
      • Condizione: Aver terminato integralmente la NASPI o DIS-COLL da almeno 3 mesi
      • Licenziamento: Per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale

      2. LAVORATORI CON INVALIDITÀ CIVILE ≥74%

      • Requisiti contributivi: 30 anni di contributi
      • Invalidità: Certificata dalle commissioni ASL con percentuale pari o superiore al 74%

      3. CAREGIVER

      • Requisiti contributivi: 30 anni di contributi
      • Condizione: Assistere da almeno 6 mesi il coniuge o parente di primo grado convivente con handicap grave (Legge 104, comma 3)

      4. LAVORATORI GRAVOSI

      • Requisiti contributivi: 36 anni di contributi (non 30)
      • Condizione: Aver svolto per almeno 7 degli ultimi 10 anni (o 6 degli ultimi 7) una delle professioni gravose individuate dalla normativa

      Professioni gravose 2026 (elenco parziale):

      • Operai edili e dell’industria estrattiva
      • Conduttori di gru e macchinari mobili per costruzione
      • Conciatori di pelli e pellicce
      • Personale addetto alla coibentazione
      • Conduttori di mezzi pesanti e camion
      • Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro a turni
      • Addetti all’assistenza personale di persone non autosufficienti
      • Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido
      • Facchini, addetti allo spostamento merci e personale non qualificato dei servizi di pulizia

      (L’elenco completo conta 15 categorie professionali – consulta il CAF per verificare la tua mansione)

      Scadenze Domanda APE Sociale 2026

      Per presentare domanda di APE Sociale nel 2026, l’INPS ha previsto tre finestre temporali con scadenze precise:

      1. PRIMA FINESTRA

      • Scadenza domanda: 31 marzo 2026
      • Lavorazione INPS: entro il 30 giugno 2026
      • Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti (se accolta)

      2. SECONDA FINESTRA

      • Scadenza domanda: 15 luglio 2026
      • Lavorazione INPS: entro il 15 ottobre 2026
      • Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti

      3. TERZA FINESTRA

      • Scadenza domanda: 30 novembre 2026
      • Lavorazione INPS: entro il 28 febbraio 2027
      • Decorrenza APE: dal mese successivo alla maturazione dei requisiti

      IMPORTANTE: È consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile per massimizzare le possibilità di accoglimento, poiché l’APE Sociale è soggetta a limiti di spesa annui e potrebbero esaurirsi i fondi nelle finestre successive.

      La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite CAF o patronato.

      Altre Novità Pensioni 2026 dalla Legge di Bilancio

      Oltre alla proroga dell’APE Sociale, la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto o confermato altre misure pensionistiche:

      OPZIONE DONNA 2026

      • Confermata con requisiti più stringenti
      • Età: 61 anni (con 2 figli), 60 anni (con 3+ figli)
      • Contributi: 35 anni
      • Categorie: caregiver, invalide ≥74%, licenziate o dipendenti di aziende in crisi

      QUOTA 103 (Prorogata)

      • Età: 62 anni
      • Contributi: 41 anni
      • Penalizzazioni: calcolo contributivo + massimale 5 volte il trattamento minimo fino a 67 anni

      PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA

      • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’età)
      • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
      • Nessuna finestra mobile

      PENSIONE DI VECCHIAIA

      • Età: 67 anni (confermata per il 2026)
      • Contributi minimi: 20 anni

      RIVALUTAZIONE PENSIONI

      • Indicizzazione pensioni all’inflazione per il 2026 con meccanismo a scaglioni
      • Pensioni fino a 4 volte il minimo: rivalutazione al 100%
      • Pensioni superiori: rivalutazione ridotta per scaglioni

      Referendum Giustizia: Possibili Impatti sulle Pensioni?

      Nei primi mesi del 2026 si è discusso del referendum sulla giustizia promosso da diversi comitati e partiti politici. I quesiti referendari riguardano principalmente temi di giustizia civile e penale (es. responsabilità civile dei magistrati, separazione delle carriere, elezione del CSM).

      Al momento, NON ci sono impatti diretti del referendum giustizia sulle pensioni. I quesiti non riguardano la previdenza sociale né l’INPS.

      Tuttavia, alcune voci nel dibattito pubblico hanno sollevato il tema della giustizia previdenziale, in riferimento a:

      • Tempi lunghi dei contenziosi previdenziali presso i tribunali del lavoro
      • Difficoltà di ottenere riconoscimento di periodi contributivi contestati
      • Ritardi nell’erogazione di prestazioni pensionistiche dopo sentenze favorevoli

      Se il referendum dovesse portare a riforme della giustizia civile con accelerazione dei procedimenti, potrebbe indirettamente beneficiare anche i ricorsi previdenziali contro l’INPS. Ma si tratta di effetti indiretti e di lungo periodo.

      Conclusione: Al momento, il referendum giustizia NON modifica né i requisiti pensionistici né le modalità di accesso alle prestazioni INPS.

      Come Verificare i Requisiti per l’APE Sociale 2026

      Per sapere se hai diritto all’APE Sociale 2026, devi verificare:

      STEP 1: Età

      • Hai compiuto 63 anni entro il 31 dicembre 2026?

      STEP 2: Categoria di appartenenza

      • Sei disoccupato con NASPI terminata da almeno 3 mesi?
      • Hai un’invalidità civile ≥74%?
      • Sei caregiver di un familiare con handicap grave?
      • Svolgi un lavoro gravoso da almeno 6 degli ultimi 7 anni?

      STEP 3: Contributi

      • Hai 30 anni di contributi (per disoccupati, invalidi, caregiver)?
      • Hai 36 anni di contributi (per lavoratori gravosi)?

      STEP 4: Estratto contributivo INPS

      • Richiedi l’estratto contributivo sul portale INPS per verificare l’anzianità contributiva effettiva
      • Verifica che non ci siano buchi contributivi o periodi contestati

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per:

      • Verifica requisiti APE Sociale
      • Calcolo esatto dell’anzianità contributiva
      • Supporto nella richiesta estratto contributivo INPS
      • Compilazione e invio domanda APE Sociale
      • Assistenza in caso di diniego o richiesta di integrazione documenti

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti su Pensioni 2026 e APE Sociale

      Quali sono i requisiti per l’APE Sociale 2026?

      Per l’APE Sociale 2026 servono 63 anni di eta e 30 anni di contributi (36 per lavori gravosi). Devi rientrare in una delle 4 categorie: disoccupato con NASPI terminata da 3+ mesi, invalido civile maggiore uguale 74%, caregiver di familiare con handicap grave, oppure lavoratore con mansione gravosa svolta per 6 degli ultimi 7 anni.

      Quando scadono le domande APE Sociale 2026?

      Ci sono tre finestre: 31 marzo 2026, 15 luglio 2026 e 30 novembre 2026. E consigliabile presentare la domanda nella prima finestra utile perche l’APE Sociale ha limiti di spesa e potrebbe esaurire i fondi.

      L’APE Sociale e compatibile con lavoro part-time?

      No, l’APE Sociale e incompatibile con qualsiasi attivita lavorativa dipendente o autonoma, anche part-time. Se inizi a lavorare, perdi il diritto all’indennita.

      Il referendum giustizia influisce sulle pensioni?

      No, al momento il referendum giustizia non ha impatti diretti sulle pensioni. I quesiti riguardano la giustizia civile e penale, non la previdenza sociale. Eventuali effetti sui contenziosi previdenziali sarebbero solo indiretti e di lungo periodo.


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      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

      Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-01-17 15:19:012026-05-31 17:09:05Pensioni 2026 e APE Sociale: Novità dalla Legge di Bilancio
      NOTIZIE

      Esenzione IMU ENC 2026: Novità per Attività a Pagamento (Senza Rimborso)

      calcolo imu CAF Udine

      Una novità importante per gli Enti Non Commerciali (ENC) arriva con il 2026: l’esenzione IMU si estende anche alle attività svolte a pagamento, purché rispettino determinati requisiti. La modifica normativa rappresenta un significativo ampliamento dell’agevolazione fiscale per il terzo settore, associazioni sportive dilettantistiche, parrocchie, fondazioni e altri enti simili.

      Tuttavia, c’è un aspetto critico da chiarire subito: non è previsto alcun rimborso per l’IMU pagata negli anni precedenti (2023, 2024, 2025) sugli immobili utilizzati per attività a pagamento. La norma ha efficacia solo dal 1° gennaio 2026 e non opera retroattivamente.

      Vediamo nel dettaglio cosa cambia, chi ne beneficia e come verificare i requisiti per l’esenzione.


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      Cosa Cambia dal 2026

      Fino al 2025, l’esenzione IMU per gli ENC (prevista dall’art. 7, comma 1, lett. i) del D.Lgs. 504/1992) si applicava solo agli immobili destinati esclusivamente allo svolgimento di attività non commerciali. Gli enti che svolgevano attività a pagamento — anche se con finalità sociali — rischiavano di perdere il beneficio fiscale.

      Dal 1° gennaio 2026, l’esenzione si estende anche agli immobili utilizzati per:

      • Attività assistenziali
      • Previdenziali
      • Sanitarie
      • Didattiche
      • Ricettive
      • Culturali
      • Ricreative
      • Sportive

      anche se svolte dietro pagamento di un corrispettivo, purché l’ente rispetti i requisiti previsti dalla normativa (ad esempio, assenza di scopo di lucro, reinvestimento degli utili, trasparenza gestionale).

      Questo significa che, ad esempio:

      • Una casa di riposo gestita da una fondazione potrà beneficiare dell’esenzione anche se richiede una retta agli ospiti
      • Una scuola paritaria no-profit non dovrà più versare l’IMU, pur richiedendo tasse di iscrizione
      • Un oratorio che affitta sale per eventi a pagamento potrà mantenere l’esenzione
      • Un circolo sportivo dilettantistico che fa pagare tessere e corsi sarà esente

      Attività a Pagamento: Cosa Sono

      Per attività a pagamento si intendono tutte quelle prestazioni o servizi per cui l’ente richiede un corrispettivo economico agli utenti, soci o beneficiari. Non si tratta necessariamente di attività commerciali in senso stretto, ma di servizi che comportano un flusso di denaro verso l’ente.

      Esempi concreti:

      • Rette per case di riposo, comunità alloggio, centri diurni
      • Tariffe per servizi sanitari (ambulatori, poliambulatori)
      • Tasse di iscrizione per scuole paritarie, corsi di formazione
      • Quote associative e abbonamenti per circoli ricreativi, sportivi, culturali
      • Affitti temporanei di sale per eventi, matrimoni, convegni
      • Biglietti per spettacoli, concerti, mostre organizzati dall’ente

      L’importante è che l’ente non abbia scopo di lucro e che i proventi siano interamente reinvestiti nelle finalità istituzionali (assistenziali, educative, culturali, ecc.). Se c’è distribuzione di utili ai soci o agli amministratori, l’esenzione non si applica.


      Perché Non C’è Rimborso

      Molti ENC che hanno pagato l’IMU negli anni 2023, 2024 e 2025 su immobili con attività a pagamento si chiedono se possano ottenere un rimborso alla luce della nuova normativa.

      La risposta è negativa. La norma ha efficacia dal 1° gennaio 2026 e non è retroattiva. Questo significa che:

      • L’IMU versata per gli anni d’imposta precedenti al 2026 resta definitiva
      • Non è possibile presentare istanze di rimborso per periodi anteriori al 2026
      • Non si possono contestare gli accertamenti IMU ricevuti per gli anni passati

      Il principio generale del diritto tributario prevede che le agevolazioni fiscali si applichino dal momento della loro entrata in vigore, salvo esplicita previsione di retroattività (che in questo caso manca).

      Quindi, chi ha correttamente versato l’IMU fino al 2025 ha adempiuto all’obbligo di legge vigente in quel periodo. La nuova esenzione rappresenta un beneficio futuro, non un diritto al recupero del passato.


      Chi Può Beneficiare dell’Esenzione

      Possono beneficiare della nuova esenzione IMU dal 2026 tutti gli Enti Non Commerciali che rispettano i seguenti requisiti:

      1. Natura giuridica:

      • Associazioni (sportive, culturali, di volontariato)
      • Fondazioni (assistenziali, educative)
      • Comitati
      • Enti ecclesiastici (parrocchie, diocesi)
      • Cooperative sociali
      • ONLUS e Organizzazioni di Volontariato (ODV)
      • Associazioni di Promozione Sociale (APS)
      • Tutti gli enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS

      2. Assenza di scopo di lucro:

      L’ente non deve distribuire utili ai soci, amministratori o dipendenti. Eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nelle attività istituzionali.

      3. Attività istituzionale:

      L’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività elencate dalla norma: assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive.

      4. Requisiti formali:

      • Statuto che preveda finalità non lucrative
      • Trasparenza nella gestione contabile
      • Destinazione esclusiva dell’immobile alle attività istituzionali

      5. Comunicazione al Comune:

      L’ente deve presentare al Comune una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti per l’esenzione. Molti Comuni richiedono questa comunicazione entro il 30 giugno dell’anno di riferimento.


      Come Verificare i Requisiti

      Per verificare se il tuo ente ha diritto all’esenzione IMU dal 2026, segui questi passaggi:

      Step 1: Controlla lo statuto

      Verifica che lo statuto dell’ente contenga:

      • Finalità non lucrative esplicite
      • Divieto di distribuzione degli utili
      • Obbligo di reinvestimento degli avanzi di gestione
      • Devoluzione del patrimonio in caso di scioglimento

      Step 2: Analizza l’utilizzo dell’immobile

      L’immobile deve essere utilizzato esclusivamente per le attività istituzionali elencate dalla norma. Anche un utilizzo parziale per scopi diversi (es. affitto commerciale a terzi) può far decadere l’esenzione.

      Step 3: Verifica l’iscrizione nei registri

      Se applicabile, controlla che l’ente sia iscritto:

      • RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore)
      • Registro ASD presso CONI/CIP (per associazioni sportive)
      • Anagrafe ONLUS (ancora vigente per alcuni enti)

      Step 4: Prepara la documentazione

      Raccogli:

      • Statuto aggiornato
      • Visura dal registro competente
      • Bilancio degli ultimi esercizi
      • Planimetria catastale dell’immobile
      • Dichiarazione di destinazione d’uso esclusiva

      Step 5: Presenta la dichiarazione al Comune

      Compila il modello di dichiarazione IMU fornito dal Comune (se previsto) e invialo entro la scadenza (solitamente 30 giugno 2026 per l’anno d’imposta 2026).

      ATTENZIONE: Ogni Comune può avere regole specifiche. Consulta il sito del Comune o rivolgiti all’Ufficio Tributi per chiarimenti.


      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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      Posso chiedere il rimborso dell’IMU pagata nel 2023, 2024 e 2025?

      No. La nuova esenzione ha efficacia solo dal 1 gennaio 2026 e non e retroattiva. L’IMU versata per gli anni precedenti resta definitiva e non puo essere rimborsata.

      L’esenzione vale anche se l’ente ha dipendenti retribuiti?

      Si, purche l’ente non abbia scopo di lucro e non distribuisca utili. Gli enti del terzo settore possono avere personale retribuito (insegnanti, operatori, istruttori) senza perdere l’esenzione, se i compensi sono coerenti con le finalita istituzionali.

      Come si dimostra l’assenza di scopo di lucro?

      Attraverso lo statuto (che deve vietare la distribuzione di utili), il bilancio (che deve mostrare il reinvestimento degli avanzi) e l’iscrizione nei registri ufficiali (RUNTS, registro ASD, ecc.).

      Se l’ente affitta una sala occasionalmente, perde l’esenzione?

      Dipende. Se l’affitto e occasionale e coerente con le finalita istituzionali (es. oratorio che affitta sala per eventi parrocchiali a pagamento), l’esenzione puo restare. Se invece l’affitto e abituale e a soggetti terzi senza legame con le finalita dell’ente, si rischia la perdita parziale dell’esenzione su quella porzione di immobile.


      Conclusione

      La nuova esenzione IMU per gli ENC dal 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per il terzo settore e per tutti gli enti che svolgono attività socialmente rilevanti. L’estensione dell’esenzione anche alle attività a pagamento riconosce finalmente la natura non lucrativa di servizi essenziali come l’assistenza, l’istruzione, la cultura e lo sport.

      Tuttavia, è fondamentale ricordare che non sono previsti rimborsi per gli anni passati. L’esenzione opera solo dal 2026 in poi. Per beneficiarne, verifica i requisiti del tuo ente e presenta tempestivamente la dichiarazione al Comune.

      Se hai dubbi o necessiti di assistenza per la gestione fiscale del tuo ente, rivolgiti a un commercialista o a un CAF specializzato in enti non profit.


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      IVA 2026: Novità nei Modelli Dichiarativi e Nuovi Obblighi

      regime forfettario partita iva

      Indice dei contenuti

      1. Novità nei Modelli TR
      2. Dichiarazione Annuale IVA 2026
      3. Nuovi Obblighi per le Partite IVA
      4. Scadenze IVA 2026
      5. Domande Frequenti

      La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità in materia di IVA che si riflettono nei nuovi modelli dichiarativi pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Le modifiche riguardano sia il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche) che la dichiarazione annuale IVA, con nuovi campi, codici tributo aggiornati e obblighi informativi rafforzati. Vediamo nel dettaglio cosa cambia per partite IVA e aziende dal 2026.

      Novità nei Modelli TR (Comunicazione Liquidazioni Periodiche IVA)

      Il modello TR, utilizzato per comunicare le liquidazioni periodiche IVA, è stato aggiornato con l’introduzione di nuovi quadri e campi obbligatori.

      Principali modifiche:

      • Nuovo quadro VP6: dedicato alle operazioni con l’estero soggette a reverse charge interno (es. energia elettrica, gas, servizi da piattaforme digitali)
      • Campo “Operazioni con split payment”: ora obbligatorio indicare separatamente le operazioni con scissione dei pagamenti verso PA e società pubbliche
      • Dettaglio IVA ad esigibilità differita: nuovo rigo per indicare le fatture con IVA differita oltre 12 mesi
      • Aggiornamento codici tributo: alcuni codici sono stati sostituiti per allinearsi alle nuove causali

      Le modifiche sono operative dal primo trimestre 2026, quindi la prima comunicazione TR con i nuovi campi andrà presentata entro il 16 maggio 2026 (per il I trimestre).

      Dichiarazione Annuale IVA 2026: Cosa Cambia

      La dichiarazione annuale IVA, da presentare entro il 30 aprile 2026 (per l’anno d’imposta 2025), presenta anch’essa diverse novità.

      Modifiche principali:

      • Sezione VE (Operazioni intracomunitarie): nuovi campi per dettagliare le triangolazioni UE e le operazioni con operatori OSS (One Stop Shop)
      • Quadro VJ (Acquisti da San Marino): ampliato per includere anche le operazioni con la Città del Vaticano soggette a IVA
      • Rigo VF50 (Ventilazione IVA): ora obbligatorio per tutti i contribuenti in regime speciale (non solo agricoltura)
      • Dettaglio crediti compensati: obbligo di indicare l’ammontare esatto del credito IVA compensato in F24 durante l’anno

      L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato le istruzioni aggiornate e i software di compilazione sono disponibili dal 15 gennaio 2026.

      Nuovi Obblighi per le Partite IVA dal 2026

      Oltre alle modifiche ai modelli, la normativa 2026 introduce nuovi obblighi dichiarativi per alcune categorie di contribuenti.

      Novità operative:

      • Operatori e-commerce: obbligo di dettagliare nel TR le vendite a distanza intra-UE sopra la soglia di 10.000 euro annui
      • Prestatori di servizi digitali: nuova sezione dedicata nel modello annuale per chi utilizza il regime OSS
      • Operazioni con criptovalute: per la prima volta, i contribuenti che effettuano operazioni rilevanti IVA con pagamenti in crypto devono indicarle in un apposito quadro
      • Ravvedimento operoso semplificato: possibilità di sanare errori nei TR trimestrali con il nuovo quadro “Rettifiche volontarie”

      Queste novità mirano a rafforzare il contrasto all’evasione IVA e ad allineare l’Italia alle direttive europee sul commercio digitale.

      Scadenze IVA 2026 da Ricordare

      Per non incorrere in sanzioni, è fondamentale rispettare le scadenze IVA 2026:

      • 16 febbraio 2026: versamento IVA annuale 2025 (oppure rateizzazione)
      • 16 marzo 2026: primo acconto IVA 2026 (metodo storico)
      • 30 aprile 2026: presentazione dichiarazione annuale IVA 2025
      • 16 maggio 2026: comunicazione TR I trimestre 2026 (con nuovi campi obbligatori)
      • 16 agosto 2026: comunicazione TR II trimestre 2026
      • 16 novembre 2026: comunicazione TR III trimestre 2026
      • 16 dicembre 2026: versamento secondo acconto IVA (metodo effettivo o storico)

      Attenzione: Il mancato invio del modello TR o della dichiarazione IVA comporta sanzioni da 250 euro a 2.000 euro, oltre agli interessi.

      Domande Frequenti sulle Novità IVA 2026

      Quando entrano in vigore le novità IVA 2026?

      Le modifiche ai modelli TR sono operative dal primo trimestre 2026. La dichiarazione annuale IVA con i nuovi campi va presentata entro il 30 aprile 2026 per l’anno d’imposta 2025.

      Il modello TR è obbligatorio per tutti?

      Il modello TR (comunicazione liquidazioni periodiche IVA) è obbligatorio per tutti i contribuenti IVA trimestrali e mensili, salvo chi applica regimi speciali esonerati. I forfettari non devono presentarlo.

      Cosa succede se sbaglio a compilare il nuovo modello TR?

      Puoi utilizzare il nuovo quadro Rettifiche volontarie per correggere errori nei TR precedenti tramite ravvedimento operoso semplificato, riducendo le sanzioni.

      Le novità IVA 2026 riguardano anche i forfettari?

      No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dagli obblighi IVA e non devono presentare ne modello TR ne dichiarazione annuale IVA.

      Le novità IVA 2026 richiedono attenzione nella compilazione dei modelli dichiarativi e nel rispetto delle nuove scadenze. I nuovi campi nei modelli TR e nella dichiarazione annuale comportano un maggiore carico amministrativo, soprattutto per le partite IVA che operano con l’estero o nel settore digitale.

      Affidarsi a un CAF esperto come il CAF Centro Fiscale di Udine permette di evitare errori, sanzioni e garantire la piena conformità normativa.


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