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Cedolare Secca Affitti 2026: Guida Completa con Aliquote, Requisiti e Vantaggi

cedolare secca

La cedolare secca è un regime fiscale agevolato che consente ai proprietari di immobili concessi in locazione di pagare un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali sul reddito da locazione. Introdotta nel 2011 per semplificare la tassazione sugli affitti e combattere l’evasione fiscale, la cedolare secca sugli affitti rappresenta oggi una delle scelte più convenienti per chi affitta abitazioni a uso residenziale.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio come funziona la cedolare secca 2026, quali sono le aliquote applicabili (21% ordinaria e 10% per contratti concordati), i requisiti per accedere al regime, i vantaggi fiscali rispetto alla tassazione ordinaria, le procedure per esercitare l’opzione e tutte le novità normative più recenti. Che tu sia un proprietario che sta valutando se applicare la cedolare secca o un inquilino che vuole capire le implicazioni di questo regime, troverai qui tutte le informazioni necessarie per orientarti con sicurezza.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Cedolare Secca sugli Affitti
  2. Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%
  3. Requisiti per Accedere alla Cedolare Secca
  4. Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%
  5. Vantaggi Fiscali della Cedolare Secca
  6. Svantaggi e Limiti della Cedolare Secca
  7. Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare Secca
  8. Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RB
  9. Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria
  10. Domande Frequenti

Cos’è la Cedolare Secca sugli Affitti

La cedolare secca è un’imposta sostitutiva dell’IRPEF che può essere applicata ai redditi derivanti dalla locazione di immobili ad uso abitativo. Il termine “secca” indica che si tratta di un’imposta a tasso fisso, senza progressività, che sostituisce completamente il regime ordinario di tassazione.

Quando si opta per la cedolare secca, il proprietario dell’immobile non paga sul reddito da locazione:

  • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
  • Addizionale regionale IRPEF
  • Addizionale comunale IRPEF
  • Imposta di registro sul contratto di locazione (annuale)
  • Imposta di bollo sul contratto

Al posto di tutte queste imposte, si versa un’unica imposta sostitutiva con aliquota fissa del 21% o del 10% (per i contratti a canone concordato), calcolata sul canone di locazione annuo.

La normativa di riferimento è contenuta nell’art. 3 del D.Lgs. 23/2011, con successive modifiche e integrazioni. L’opzione per la cedolare secca è facoltativa e deve essere esercitata dal locatore al momento della registrazione del contratto o in sede di proroga.

Esempio pratico: se affitti un appartamento a 800 euro mensili (9.600 euro annui) con cedolare secca al 21%, pagherai un’imposta di 2.016 euro annui, senza dover versare IRPEF, addizionali, imposte di registro e bollo. Con il regime ordinario, invece, i 9.600 euro si sommerebbero agli altri redditi e sarebbero tassati con le aliquote IRPEF progressive (23%-43%) oltre alle addizionali.

Aliquote Cedolare Secca 2026: 21% e 10%

Le aliquote della cedolare secca previste per il 2026 sono due, in base alla tipologia di contratto di locazione stipulato:

Aliquota ordinaria del 21%

L’aliquota del 21% si applica alla maggior parte dei contratti di locazione a canone libero di immobili ad uso abitativo. Questa è l’aliquota standard e rappresenta comunque un notevole risparmio fiscale rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, soprattutto per i contribuenti con redditi medio-alti che altrimenti pagherebbero aliquote marginali del 35% o 43%.

L’aliquota del 21% si applica a:

  • Contratti a canone libero (4+4 anni)
  • Contratti transitori per esigenze temporanee (massimo 18 mesi)
  • Contratti per studenti universitari (da 6 a 36 mesi)
  • Locazioni brevi (fino a 30 giorni) dal secondo immobile in poi

Aliquota agevolata del 10%

L’aliquota ridotta del 10% si applica ai cosiddetti contratti a canone concordato, stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa secondo accordi territoriali tra le organizzazioni di proprietari e inquilini.

Possono beneficiare dell’aliquota del 10%:

  • Contratti a canone concordato (3+2 anni) nei comuni ad alta tensione abitativa
  • Contratti transitori concordati (fino a 18 mesi)
  • Contratti per studenti universitari concordati (da 6 a 36 mesi)

Per applicare l’aliquota del 10%, il contratto deve rispettare i parametri di canone massimo stabiliti dagli accordi territoriali locali e deve essere stipulato utilizzando i modelli standard previsti. Non è sufficiente dichiarare che il contratto è “concordato”: deve effettivamente rispettare le convenzioni locali in vigore.

Attenzione: per i contratti brevi (fino a 30 giorni), come quelli per affitti turistici tramite Airbnb o Booking, la cedolare secca al 21% si applica automaticamente solo al primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un regime diverso (imposta sostitutiva al 26%) che non rientra nella cedolare secca ordinaria.

Requisiti per Accedere alla Cedolare Secca

Per poter optare per il regime della cedolare secca, devono essere soddisfatti contemporaneamente alcuni requisiti oggettivi (relativi all’immobile) e soggettivi (relativi al locatore).

Requisiti del locatore (soggetti)

Possono applicare la cedolare secca:

  • Persone fisiche (privati cittadini)
  • Che agiscono al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti o professioni
  • Che siano proprietari o titolari di altro diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione)

Non possono applicare la cedolare secca:

  • Società (di persone, di capitali, cooperative)
  • Enti pubblici e privati
  • Imprenditori individuali che locano immobili strumentali alla propria attività
  • Professionisti che locano immobili strumentali

Esempio: un medico che affitta un appartamento di sua proprietà come abitazione può applicare la cedolare secca. Lo stesso medico che affitta l’immobile da adibire a studio medico non può applicare la cedolare secca (perché è locazione strumentale all’attività professionale).

Requisiti dell’immobile (oggettivi)

L’immobile locato deve:

  • Essere classificato nella categoria catastale A (abitazioni), esclusa la categoria A/10 (uffici e studi privati)
  • Essere locato per uso abitativo
  • Essere situato in Italia
  • Eventuali pertinenze (box, cantine, soffitte) classificate C/2, C/6 e C/7 possono essere incluse nella cedolare secca se locate congiuntamente all’abitazione (massimo una per categoria)

Non possono rientrare nella cedolare secca:

  • Immobili ad uso commerciale (negozi, uffici, laboratori)
  • Immobili strumentali all’attività d’impresa o professionale
  • Immobili di lusso classificati A/1, A/8, A/9 (ville, castelli, palazzi storici) – possono comunque applicare la cedolare secca, ma l’aliquota del 21% resta invariata

Requisiti del contratto

Il contratto di locazione deve:

  • Essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate
  • Prevedere un canone pattuito liberamente tra le parti o secondo gli accordi territoriali per i contratti concordati
  • Essere stipulato per uso abitativo dell’inquilino o dei suoi familiari

La cedolare secca si applica anche ai contratti di locazione breve (fino a 30 giorni), ma con regole particolari per i proprietari che locano più di un immobile.

Comuni ad Alta Tensione Abitativa per Cedolare Secca al 10%

L’aliquota ridotta del 10% per i contratti a canone concordato si applica solo nei comuni ad alta tensione abitativa, individuati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e definiti da specifiche delibere normative.

L’elenco completo dei comuni è contenuto nella Delibera CIPE del 13 novembre 2003 e successive modifiche. Complessivamente, circa 1.300 comuni italiani rientrano tra quelli ad alta tensione abitativa.

Principali comuni ad alta tensione abitativa

Tra i comuni più rilevanti troviamo:

Grandi città metropolitane:

  • Roma, Milano, Napoli, Torino
  • Palermo, Genova, Bologna, Firenze
  • Bari, Catania, Venezia, Verona

Comuni dell’hinterland delle grandi città:

  • Tutti i comuni della provincia di Milano
  • Comuni della prima cintura di Roma (es. Fiumicino, Ciampino, Guidonia)
  • Comuni dell’area metropolitana di Napoli
  • Comuni limitrofi a Firenze, Bologna, Torino

Comuni turistici:

  • Riccione, Rimini, Bibione (località balneari)
  • Cortina d’Ampezzo, Madonna di Campiglio (località montane)
  • Comuni del lago di Garda, lago di Como

Come verificare se il tuo comune è ad alta tensione abitativa

Per verificare se il comune in cui si trova l’immobile rientra nell’elenco:

  1. Consulta la Delibera CIPE 13/11/2003 sul sito del MEF
  2. Verifica con il CAF Centro Fiscale che dispone della lista aggiornata
  3. Controlla sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella sezione dedicata alle locazioni

Se il comune non rientra tra quelli ad alta tensione abitativa, anche stipulando un contratto a canone concordato non sarà possibile applicare l’aliquota ridotta del 10%, ma si applicherà comunque l’aliquota ordinaria del 21% (che resta vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria).

Attenzione: per i contratti concordati è obbligatorio utilizzare i modelli standard definiti dagli accordi territoriali locali tra le associazioni dei proprietari (Confedilizia, Uppi, Asppi) e degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat). Il contratto deve essere preventivamente “asseverato” da una delle associazioni firmatarie dell’accordo territoriale.

Vantaggi Fiscali della Cedolare Secca

La cedolare secca offre numerosi vantaggi fiscali rispetto al regime ordinario di tassazione dei redditi da locazione. Vediamo nel dettaglio tutti i benefici per il proprietario.

1. Esenzione dall’IRPEF e dalle addizionali

Il vantaggio principale è l’esenzione dall’IRPEF sul reddito da locazione. Nel regime ordinario, il canone di affitto si somma agli altri redditi del contribuente e viene tassato con le aliquote progressive IRPEF (23%, 35%, 43%), oltre alle addizionali regionali e comunali.

Con la cedolare secca, invece, si paga un’aliquota fissa del 21% o 10%, indipendentemente dal reddito complessivo del contribuente.

Esempio comparativo:

Supponiamo un contribuente con reddito da lavoro dipendente di 40.000 euro annui che percepisce un affitto di 10.000 euro annui.

Regime ordinario (senza cedolare secca):

  • Reddito imponibile totale: 50.000 euro
  • Aliquota marginale IRPEF: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)
  • IRPEF sui 10.000 euro di affitto: 4.300 euro
  • Addizionale regionale (media 1,5%): 150 euro
  • Addizionale comunale (media 0,8%): 80 euro
  • Imposta di registro (2%): 200 euro
  • Totale tasse sull’affitto: 4.730 euro

Regime cedolare secca:

  • Imposta sostitutiva (21%): 2.100 euro
  • Totale tasse sull’affitto: 2.100 euro

Risparmio fiscale: 2.630 euro annui (55,6%)

2. Esenzione dall’imposta di registro e bollo

Con la cedolare secca non si pagano:

  • Imposta di registro annuale sul contratto (2% del canone annuo)
  • Imposta di bollo (normalmente 16 euro ogni 100 righe del contratto)

Queste imposte sono a carico del proprietario nel regime ordinario e rappresentano un costo aggiuntivo significativo.

3. Semplificazione amministrativa

La cedolare secca comporta una notevole semplificazione degli adempimenti fiscali:

  • Un’unica imposta al posto di multiple imposte
  • Calcolo più semplice (aliquota fissa sul canone)
  • Nessuna necessità di calcolare IRPEF con aliquote progressive
  • Meno righe da compilare nella dichiarazione dei redditi

4. Nessun obbligo di adeguamento ISTAT

Con la cedolare secca, il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Questo potrebbe sembrare uno svantaggio, ma nei periodi di bassa inflazione o per contratti brevi risulta irrilevante, mentre il risparmio fiscale resta sempre considerevole.

5. Vantaggi per l’inquilino

Anche l’inquilino beneficia indirettamente della cedolare secca:

  • Non deve pagare la sua quota di imposta di registro (che nel regime ordinario è al 50% con il proprietario)
  • Non paga l’imposta di bollo
  • Il proprietario, risparmiando sulle tasse, potrebbe essere più propenso a praticare canoni più bassi

Svantaggi e Limiti della Cedolare Secca

Nonostante i numerosi vantaggi, la cedolare secca presenta anche alcuni svantaggi che è importante conoscere prima di optare per questo regime fiscale.

1. Rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone

Il principale svantaggio della cedolare secca è che il proprietario rinuncia alla facoltà di aggiornare il canone di locazione in base alla variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Nel regime ordinario, il contratto di locazione prevede generalmente la possibilità di adeguare annualmente il canone in base all’inflazione (fino al 75% o 100% della variazione ISTAT). Con la cedolare secca, questa possibilità viene meno.

Impatto pratico:

  • In periodi di alta inflazione (come nel 2022-2023 con inflazione oltre il 7%), la rinuncia all’adeguamento ISTAT può comportare una perdita economica significativa nel corso degli anni
  • In periodi di bassa inflazione (sotto l’1-2%), l’impatto è trascurabile e il risparmio fiscale della cedolare secca prevale ampiamente

Esempio numerico:

Canone mensile: 1.000 euro (12.000 euro annui)
Inflazione annua: 6%

  • Con adeguamento ISTAT: canone sale a 1.060 euro/mese dal secondo anno (+720 euro annui)
  • Con cedolare secca: canone resta 1.000 euro/mese

Perdita annua: 720 euro
Risparmio fiscale medio cedolare secca: 2.500-3.000 euro annui

Bilancio: la cedolare secca resta comunque conveniente

2. Impossibilità di dedurre spese

Nel regime ordinario, il proprietario può dedurre dal reddito da locazione alcune spese sostenute per l’immobile (manutenzioni straordinarie, spese condominiali straordinarie, interessi passivi su mutui ipotecari).

Con la cedolare secca, l’imposta si applica sul canone lordo senza possibilità di dedurre alcuna spesa. Per gli immobili con elevate spese di gestione, questo potrebbe ridurre la convenienza della cedolare.

Quando la deduzione delle spese è rilevante:

  • Immobili con mutuo ipotecario in corso (gli interessi passivi sono deducibili nel regime ordinario)
  • Immobili che richiedono frequenti manutenzioni straordinarie
  • Immobili con elevate spese condominiali straordinarie

Valutazione caso per caso:

Se le spese deducibili superano il 30-40% del canone annuo, potrebbe essere conveniente il regime ordinario. In tutti gli altri casi, la cedolare secca resta più vantaggiosa.

3. Redditi da locazione esclusi dal computo per alcune agevolazioni

I redditi assoggettati a cedolare secca non concorrono alla formazione del reddito complessivo IRPEF del contribuente. Questo può avere alcune conseguenze:

  • Non aumentano la base imponibile per il calcolo di detrazioni fiscali e deduzioni (vantaggio)
  • Non sono considerati ai fini di alcune prestazioni sociali legate all’ISEE
  • Non rilevano per alcuni bonus fiscali legati al reddito complessivo

Per la maggior parte dei proprietari, questo è irrilevante o addirittura vantaggioso.

4. Impossibilità di compensare perdite pregresse

Le perdite fiscali derivanti da immobili locati negli anni precedenti (regime ordinario) non possono essere compensate con i redditi da cedolare secca degli anni successivi.

5. Tassazione più alta per immobili di lusso

Per gli immobili di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9), la cedolare secca al 21% potrebbe non essere conveniente rispetto al regime ordinario con coefficienti di abbattimento catastali. In questi casi è necessaria una valutazione personalizzata.

Come Esercitare l’Opzione per la Cedolare Secca

L’opzione per la cedolare secca deve essere esercitata espressamente dal locatore in momenti specifici. Vediamo come procedere in base alle diverse situazioni.

Opzione in sede di registrazione del contratto

Per i nuovi contratti di locazione, l’opzione va esercitata contestualmente alla registrazione del contratto presso l’Agenzia delle Entrate.

Le modalità sono:

1. Registrazione telematica con modello RLI

Il modello RLI (Registrazione Locazioni Immobili) è il modulo da compilare per registrare il contratto e deve essere inviato telematicamente tramite:

  • Servizio web dell’Agenzia delle Entrate (accessibile con SPID, CIE o CNS)
  • Software RLI desktop scaricabile dal sito dell’Agenzia
  • Intermediario abilitato (CAF, commercialista)

Nel modello RLI, nella Sezione “Locatore”, occorre barrare la casella:

“Cedolare secca” per esercitare l’opzione

2. Comunicazione preventiva all’inquilino

Prima della registrazione, il locatore deve comunicare all’inquilino la scelta di avvalersi della cedolare secca. La comunicazione:

  • Deve essere effettuata tramite raccomandata A/R o PEC
  • Deve contenere il riferimento al contratto e alla rinuncia all’aggiornamento ISTAT del canone
  • Deve essere allegata alla registrazione del contratto

La mancata comunicazione preventiva non invalida l’opzione, ma potrebbe comportare sanzioni amministrative.

Opzione in sede di proroga del contratto

Se il contratto è già stato registrato con regime ordinario, è possibile optare per la cedolare secca in occasione della proroga (rinnovo) del contratto.

La procedura è analoga:

  1. Comunicare la scelta all’inquilino (raccomandata o PEC)
  2. Compilare il modello RLI per la proroga
  3. Barrare la casella “Cedolare secca” nella sezione Locatore
  4. Inviare telematicamente entro 30 giorni dalla scadenza del contratto

Esempio: contratto 4+4 anni registrato nel 2022 con regime ordinario. Alla scadenza dei primi 4 anni (2026), in sede di rinnovo automatico è possibile optare per la cedolare secca per i successivi 4 anni.

Opzione annuale (revoca e riesercizio)

L’opzione per la cedolare secca ha validità per l’intera durata del contratto o della proroga, ma può essere revocata e riesercitata annualmente.

La revoca deve essere comunicata:

  • Tramite modello RLI entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello in cui si intende applicare il regime ordinario
  • La comunicazione ha effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo

Esempio pratico:

  • Contratto registrato nel 2024 con cedolare secca
  • Nel dicembre 2025, il proprietario revoca l’opzione tramite RLI
  • Dal 1° gennaio 2026, si applica il regime ordinario
  • Nel dicembre 2026, il proprietario può riesercitare l’opzione per il 2027

Opzione in dichiarazione dei redditi

Se l’opzione non è stata esercitata in sede di registrazione o proroga, è possibile farlo in sede di dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF), compilando il Quadro RB (redditi da fabbricati).

In questo caso:

  • L’opzione ha effetto dall’anno d’imposta della dichiarazione
  • Occorre comunque aver comunicato la scelta all’inquilino
  • Non si ha diritto al rimborso delle imposte di registro già pagate per l’anno in corso

Importante: per evitare errori e sanzioni, è consigliabile affidarsi al CAF Centro Fiscale per la compilazione del modello RLI e della dichiarazione dei redditi.

Dichiarazione dei Redditi con Cedolare Secca: Quadro RB

I redditi assoggettati a cedolare secca vanno dichiarati nel modello 730 o nel Redditi Persone Fisiche compilando il Quadro RB (Redditi dei fabbricati).

La compilazione del quadro RB è obbligatoria anche per chi ha optato per la cedolare secca, perché serve a determinare la base imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva.

Come compilare il Quadro RB per la cedolare secca

Colonna 1 – Utilizzo:
Indicare il codice “3” (immobile locato)

Colonna 2 – Rendita catastale:
Riportare la rendita catastale rivalutata del 5% dell’immobile

Colonna 7 – Canone di locazione:
Indicare l’importo del canone annuo percepito (somma dei canoni mensili effettivamente incassati nell’anno)

Colonna 8 – Cedolare secca:
Barrare la casella per indicare l’opzione per la cedolare secca

Colonna 9 – Aliquota cedolare:
Indicare:

  • Codice “1” per l’aliquota del 21% (contratti ordinari)
  • Codice “2” per l’aliquota del 10% (contratti a canone concordato)

Colonna 10 – Imposte dovute:
Il software fiscale calcola automaticamente l’imposta sostitutiva applicando l’aliquota corretta al canone annuo dichiarato.

Calcolo dell’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva da versare è:

Cedolare secca = Canone annuo lordo × Aliquota

Dove:

  • Canone annuo lordo = somma di tutti i canoni mensili percepiti (anche se non tutti i mesi sono stati locati)
  • Aliquota = 21% o 10%

Esempio di calcolo:

Appartamento affittato per 12 mesi a 900 euro mensili

  • Canone annuo: 900 × 12 = 10.800 euro
  • Cedolare secca (21%): 10.800 × 21% = 2.268 euro

Se l’immobile è stato locato solo per parte dell’anno (es. da giugno a dicembre), si considerano solo i mesi effettivi:

  • Canone annuo: 900 × 7 = 6.300 euro
  • Cedolare secca (21%): 6.300 × 21% = 1.323 euro

Versamento dell’imposta: saldo e acconti

Come per l’IRPEF, anche la cedolare secca prevede un sistema di versamenti con saldo e acconti:

Saldo:

  • Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) dell’anno successivo
  • Codice tributo F24: 1840 (saldo cedolare secca abitazioni)

Primo acconto (40%):

  • Versamento entro il 30 giugno (o 30 luglio con maggiorazione)
  • Calcolato sul 40% dell’imposta dovuta per l’anno in corso
  • Codice tributo F24: 1840

Secondo acconto (60%):

  • Versamento entro il 30 novembre
  • Calcolato sul 60% dell’imposta dovuta
  • Codice tributo F24: 1841 (acconto cedolare secca abitazioni)

L’acconto non è dovuto se l’imposta complessiva è inferiore a 51,65 euro.

Rateizzazione

È possibile rateizzare il versamento del saldo e del primo acconto in rate mensili (da giugno/luglio fino a novembre), applicando gli interessi al tasso legale.

Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione corretta del quadro RB e nel calcolo degli importi da versare, garantendo la conformità alle normative fiscali e l’ottimizzazione del carico tributario.

Confronto Cedolare Secca vs Tassazione Ordinaria: Quale Conviene?

Per valutare se la cedolare secca è conveniente rispetto alla tassazione ordinaria IRPEF, è necessario considerare diversi fattori: il reddito complessivo del contribuente, l’ammontare del canone di locazione, le spese deducibili e l’inflazione attesa.

Simulazione comparativa per diverse fasce di reddito

Vediamo un confronto dettagliato per un appartamento affittato a 1.000 euro mensili (12.000 euro annui) con diversi livelli di reddito del proprietario.

CASO 1: Reddito basso (15.000 euro annui)

Regime ordinario:

  • Reddito totale: 15.000 + 12.000 = 27.000 euro
  • IRPEF (aliquota media 20%): 2.400 euro
  • Addizionali (1,5%): 180 euro
  • Imposta di registro (2%): 240 euro
  • Totale: 2.820 euro

Cedolare secca (21%):

  • Imposta: 12.000 × 21% = 2.520 euro

Risparmio: 300 euro (10,6%)


CASO 2: Reddito medio (35.000 euro annui)

Regime ordinario:

  • Reddito totale: 35.000 + 12.000 = 47.000 euro
  • IRPEF (aliquota marginale 35%): 4.200 euro
  • Addizionali (2%): 240 euro
  • Imposta di registro: 240 euro
  • Totale: 4.680 euro

Cedolare secca (21%):

  • Imposta: 2.520 euro

Risparmio: 2.160 euro (46,2%)


CASO 3: Reddito alto (55.000 euro annui)

Regime ordinario:

  • Reddito totale: 55.000 + 12.000 = 67.000 euro
  • IRPEF (aliquota marginale 43%): 5.160 euro
  • Addizionali (2,5%): 300 euro
  • Imposta di registro: 240 euro
  • Totale: 5.700 euro

Cedolare secca (21%):

  • Imposta: 2.520 euro

Risparmio: 3.180 euro (55,8%)

Quando la cedolare secca conviene SEMPRE

La cedolare secca è sempre conveniente quando:

  • Il proprietario ha un reddito medio-alto (oltre 30.000 euro annui)
  • Non ci sono spese deducibili significative (mutuo, ristrutturazioni)
  • L’inflazione attesa è bassa (sotto il 3-4% annuo)
  • Si tratta di contratti a canone concordato nei comuni ad alta tensione (aliquota 10%)

Quando valutare attentamente il regime ordinario

Il regime ordinario potrebbe essere più conveniente quando:

  • Il proprietario ha un reddito molto basso (sotto i 20.000 euro annui)
  • Ci sono elevate spese deducibili: interessi passivi su mutuo superiori al 20-30% del canone
  • Si prevede alta inflazione (oltre il 5-6% annuo) e il contratto ha lunga durata
  • L’immobile richiede frequenti manutenzioni straordinarie deducibili

Strumenti per la valutazione

Per una valutazione precisa, è necessario considerare:

  1. Reddito complessivo del proprietario (da lavoro, pensione, altri redditi)
  2. Canone annuo dell’immobile
  3. Spese deducibili previste (mutuo, manutenzioni)
  4. Durata del contratto e inflazione attesa
  5. Tipologia di contratto (libero o concordato)
  6. Comune in cui si trova l’immobile (alta tensione o no)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza personalizzata per valutare quale regime fiscale è più conveniente per la tua situazione specifica, con simulazioni dettagliate e calcoli precisi del risparmio fiscale.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Cedolare Secca

Posso applicare la cedolare secca se l’inquilino usa l’immobile come ufficio?

No, la cedolare secca si applica solo alle locazioni per uso abitativo. Se l’inquilino utilizza l’immobile come ufficio o per attivita commerciale, anche se si tratta di un appartamento residenziale, non e possibile applicare la cedolare secca e si deve usare il regime ordinario IRPEF.

Devo comunicare ogni anno all’inquilino che applico la cedolare secca?

No, la comunicazione va fatta solo una volta, al momento della scelta iniziale per la cedolare secca. Se non revochi l’opzione, resta valida per tutta la durata del contratto senza necessita di comunicazioni annuali. Solo in caso di revoca o riesercizio dell’opzione occorre comunicarlo nuovamente.

Se affitto due appartamenti, posso applicare la cedolare secca solo a uno dei due?

Si, l’opzione per la cedolare secca si esercita separatamente per ciascun immobile locato. Puoi decidere di applicare la cedolare secca a uno o piu immobili e il regime ordinario ad altri, in base alla convenienza specifica di ciascun contratto.

Posso aumentare il canone durante il contratto con cedolare secca?

Con la cedolare secca rinunci all’aggiornamento automatico ISTAT del canone. Tuttavia, puoi comunque aumentare il canone se previsto contrattualmente per altre ragioni (es. migliorie concordate) o se tu e l’inquilino concordate un aumento volontario. In questo caso dovrai registrare l’adeguamento con modello RLI.

La cedolare secca si applica anche agli affitti brevi tipo Airbnb?

Si, per gli affitti brevi (fino a 30 giorni) si applica la cedolare secca al 21% sul primo immobile locato. Dal secondo immobile in poi si applica un’imposta sostitutiva al 26% (non piu cedolare secca ordinaria). E importante tenere traccia di quale immobile si considera come primo per l’anno fiscale.


Hai bisogno di assistenza per la cedolare secca?

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

  • Valutare la convenienza della cedolare secca per il tuo caso specifico
  • Registrare il contratto di locazione con opzione per la cedolare
  • Compilare correttamente la dichiarazione dei redditi (quadro RB)
  • Calcolare saldo e acconti da versare
  • Gestire revoche e riesercizio dell’opzione

I nostri esperti fiscali ti guideranno nella scelta del regime più vantaggioso, garantendo la piena conformità alle normative e il massimo risparmio fiscale. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.

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CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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04/09/2026
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⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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paolino servidio
03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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Lady
01/09/2026
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Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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Giulia Guida
25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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Jacqueline B.
06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Molto gentile
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Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
 

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Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento 2026: Guida Completa al Modello DA-LS-2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta un’importante opportunita per i contribuenti che si trovano in una procedura di composizione della crisi e desiderano regolarizzare i propri debiti con il fisco. La Legge di Bilancio 2026 (L. n. 199/2025), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 301 del 30 dicembre 2025, ha introdotto questa nuova definizione agevolata che permette di estinguere i debiti senza pagare sanzioni, interessi di mora e aggio.

Se ti trovi in una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 o del D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa), puoi comunque aderire alla rottamazione quinquies utilizzando il modello DA-LS-2026. A differenza della procedura ordinaria, chi e in sovraindebitamento deve presentare la domanda esclusivamente via PEC, seguendo una procedura specifica che vedremo nel dettaglio.

In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la rottamazione quinquies per il sovraindebitamento, quali sono i requisiti, come scaricare e compilare il modello di domanda, e quali scadenze rispettare per non perdere questa agevolazione fiscale.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’e la Rottamazione Quinquies 2026 e Chi Puo Aderire
  2. Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento: La Grande Novita
  3. Requisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies con Sovraindebitamento
  4. Il Modello DA-LS-2026: Come Scaricarlo e Dove Trovarlo
  5. Come Compilare il Modello DA-LS-2026 Passo Passo
  6. Come Inviare la Domanda via PEC: Procedura Completa
  7. Debiti Ammessi ed Esclusi dalla Rottamazione Quinquies
  8. Scadenze Rottamazione Quinquies 2026: Il Calendario Completo
  9. Esempio Pratico: Quanto Si Risparmia con la Rottamazione Quinquies
  10. Cosa Succede se la Domanda Viene Respinta
  11. Decadenza dalla Rottamazione Quinquies: Quando Si Perde il Beneficio
  12. Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento

Cos’e la Rottamazione Quinquies 2026 e Chi Puo Aderire

La rottamazione quinquies 2026 e una misura di definizione agevolata dei debiti fiscali introdotta dalla Legge n. 199/2025. Si tratta della quinta edizione di questo strumento di pace fiscale che permette ai contribuenti di mettersi in regola con il fisco pagando solo il capitale dovuto, senza sanzioni e interessi.

Per capire meglio, immagina di avere una cartella esattoriale da 10.000 euro composta da 6.000 euro di imposte non pagate, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la rottamazione quinquies pagheresti solo i 6.000 euro di capitale, risparmiando ben 4.000 euro.

Possono aderire alla rottamazione quinquies tutti i contribuenti che hanno debiti affidati all’Agente della riscossione nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. I debiti rottamabili derivano da:

  • Imposte risultanti da controlli automatici (art. 36-bis DPR 600/1973) e controlli formali (art. 36-ter) effettuati dall’Agenzia delle Entrate
  • IVA non versata a seguito dei controlli previsti dagli artt. 54-bis e 54-ter del DPR 633/1972
  • Contributi previdenziali INPS non pagati, con esclusione di quelli derivanti da accertamento
  • Sanzioni per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle Prefetture

La novita piu importante di questa edizione e proprio la possibilita di aderire anche per chi si trova in una procedura di sovraindebitamento, una situazione che in passato precludeva l’accesso alle definizioni agevolate.

Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento: La Grande Novita

La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta una svolta significativa rispetto alle precedenti edizioni. Per la prima volta, i contribuenti che hanno gia avviato una procedura di composizione della crisi possono includere nella definizione agevolata anche i debiti oggetto di tale procedura.

Ma cos’e esattamente il sovraindebitamento? Si tratta di una situazione in cui una persona fisica, un professionista o una piccola impresa non e piu in grado di far fronte ai propri debiti con le entrate ordinarie. La legge italiana prevede specifiche procedure per aiutare questi soggetti a uscire dalla crisi, disciplinate dalla Legge n. 3/2012 (la cosiddetta “legge salva-suicidi”) e successivamente dal D.Lgs. n. 14/2019 (Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza).

Le procedure di sovraindebitamento comprendono:

  • Piano del consumatore – riservato alle persone fisiche che non svolgono attivita d’impresa
  • Accordo di composizione della crisi – per professionisti, imprenditori sotto-soglia e consumatori
  • Liquidazione del patrimonio – procedura che prevede la vendita di tutti i beni per soddisfare i creditori
  • Ristrutturazione dei debiti del consumatore – introdotta dal nuovo Codice della Crisi
  • Concordato minore – per gli imprenditori sotto-soglia
  • Esdebitazione del debitore incapiente – per chi non ha alcun patrimonio

Se hai gia avviato una di queste procedure e tra i tuoi debiti ci sono cartelle esattoriali, puoi ora rottamarle con la rottamazione quinquies, ottenendo un doppio vantaggio: da un lato riduci l’importo complessivo del debito eliminando sanzioni e interessi, dall’altro semplifichi la gestione della procedura di sovraindebitamento.

Requisiti per Aderire alla Rottamazione Quinquies con Sovraindebitamento

Per poter utilizzare la procedura speciale di rottamazione quinquies sovraindebitamento, e necessario soddisfare requisiti specifici sia di natura soggettiva che oggettiva. Non basta trovarsi in difficolta economica: occorre che sia gia stata formalmente avviata una procedura di composizione della crisi.

I requisiti soggettivi prevedono che il contribuente abbia gia instaurato un procedimento di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 oppure ai sensi del D.Lgs. n. 14/2019. La procedura deve essere stata formalmente aperta presso l’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) territorialmente competente, con deposito della domanda presso il Tribunale.

I requisiti oggettivi riguardano invece i debiti che possono essere inclusi nella rottamazione. Devono trattarsi di carichi affidati all’Agente della riscossione tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, che siano stati inseriti nella massa debitoria della procedura di sovraindebitamento.

Tabella Requisiti Rottamazione Quinquies Sovraindebitamento

RequisitoDescrizioneDocumenti richiesti
Procedura avviataIstanza di sovraindebitamento depositataCopia del ricorso
Normativa di riferimentoL. 3/2012 o D.Lgs. 14/2019Indicazione nel modello
Periodo carichiDal 01/01/2000 al 31/12/2023Estratto di ruolo
Debiti inclusiSolo quelli nella proceduraElenco debiti
Tipologia debitiImposte, contributi INPS, multeDocumentazione specifica

Il Modello DA-LS-2026: Come Scaricarlo e Dove Trovarlo

Il modello DA-LS-2026 e il documento ufficiale predisposto dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per consentire ai contribuenti in sovraindebitamento di aderire alla rottamazione quinquies. Si tratta di un modello diverso da quello ordinario, specificamente progettato per questa situazione particolare.

Per scaricare il modello DA-LS-2026 devi accedere al sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione all’indirizzo www.agenziaentrateriscossione.gov.it. Nella sezione dedicata alla “Definizione agevolata – Rottamazione quinquies” troverai un’area specifica per il sovraindebitamento con il modello in formato PDF editabile.

Il modello DA-LS-2026 e composto da diverse sezioni:

  • Sezione A – Dati anagrafici del contribuente o del rappresentante legale
  • Sezione B – Dati relativi alla procedura di sovraindebitamento (numero procedura, Tribunale, data deposito)
  • Sezione C – Elenco dei carichi da includere nella definizione agevolata
  • Sezione D – Modalita di pagamento prescelta
  • Sezione E – Dichiarazioni e sottoscrizione

A pagina 3 del modello trovi l’elenco completo degli indirizzi PEC delle Direzioni regionali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. E fondamentale inviare la domanda alla PEC corretta in base alla tua residenza o sede legale, altrimenti la richiesta potrebbe non essere elaborata correttamente.

Un aspetto importante: il modello DA-LS-2026 non e aperto a tutti i contribuenti in difficolta economica. Puo essere utilizzato esclusivamente da chi ha gia formalmente avviato una procedura di sovraindebitamento secondo le norme richiamate. Chi si trova semplicemente in difficolta ma non ha ancora avviato la procedura deve utilizzare il modello ordinario.

Come Compilare il Modello DA-LS-2026 Passo Passo

La compilazione del modello DA-LS-2026 richiede attenzione a diversi aspetti tecnici. Ecco una guida passo dopo passo per compilarlo correttamente e evitare errori che potrebbero rallentare o compromettere la tua richiesta di adesione alla rottamazione quinquies sovraindebitamento.

Passo 1 – Dati anagrafici
Inserisci i tuoi dati personali completi: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenza. Se la domanda viene presentata da un rappresentante legale (ad esempio l’amministratore di una societa), dovrai indicare anche i dati del soggetto rappresentato e allegare la documentazione che attesta i poteri di rappresentanza.

Passo 2 – Dati della procedura di sovraindebitamento
Questa e la sezione piu delicata. Devi indicare con precisione:

  • Il numero del procedimento assegnato dal Tribunale
  • Il Tribunale competente presso cui e stata depositata l’istanza
  • La data di deposito della domanda di sovraindebitamento
  • La tipologia di procedura (piano del consumatore, accordo di composizione, liquidazione, ecc.)
  • Il nome dell’Organismo di Composizione della Crisi (OCC) che gestisce la pratica

Passo 3 – Elenco dei carichi da rottamare
Devi indicare i carichi che intendi includere nella rottamazione. Puoi farlo in due modi:

  • Indicando i numeri delle cartelle esattoriali specifiche
  • Richiedendo la rottamazione di tutti i carichi presenti nel tuo estratto di ruolo per il periodo ammesso

Ti consigliamo di richiedere preventivamente il tuo estratto di ruolo aggiornato, cosi da avere un quadro completo della situazione debitoria.

Passo 4 – Modalita di pagamento
Devi scegliere se pagare:

  • In unica soluzione entro il 31 luglio 2026
  • In rate bimestrali (fino a 54 rate in 9 anni)

Per chi e in sovraindebitamento esiste pero una possibilita aggiuntiva: il pagamento puo avvenire secondo le modalita e i tempi previsti dal decreto di omologazione della procedura, quindi potenzialmente con tempistiche diverse da quelle standard.

Passo 5 – Allegati obbligatori
Alla domanda devi allegare:

  • Copia del documento di identita in corso di validita
  • Copia del codice fiscale
  • Documentazione attestante l’avvio della procedura di sovraindebitamento
  • Eventuale delega se la domanda e presentata da un intermediario

Come Inviare la Domanda via PEC: Procedura Completa

A differenza della procedura ordinaria che avviene online, la domanda di rottamazione quinquies per sovraindebitamento deve essere inviata esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Questo significa che devi possedere una casella PEC attiva o affidarti a un professionista o al CAF che ne disponga.

L’invio via PEC garantisce la tracciabilita della comunicazione e ha valore legale equivalente a una raccomandata con ricevuta di ritorno. La data di invio fara fede ai fini del rispetto della scadenza del 30 aprile 2026.

Ecco come procedere:

Preparazione dei documenti
Prima di procedere all’invio, assicurati di avere tutti i documenti in formato PDF:

  • Modello DA-LS-2026 compilato e firmato (firma autografa scannerizzata o firma digitale)
  • Documento di identita fronte-retro
  • Codice fiscale
  • Documentazione della procedura di sovraindebitamento

Individuazione della PEC corretta
Controlla a pagina 3 del modello DA-LS-2026 l’indirizzo PEC della Direzione regionale competente in base alla tua residenza. Ad esempio:

  • Per il Friuli Venezia Giulia: utilizza la PEC indicata per la Direzione regionale FVG
  • Per la Lombardia: utilizza la PEC della Direzione regionale Lombardia

Composizione della PEC
L’oggetto della PEC deve essere chiaro e contenere i riferimenti essenziali. Ti suggeriamo di utilizzare questo formato:
“Domanda adesione Rottamazione quinquies – Sovraindebitamento – CF: [TUO CODICE FISCALE]”

Nel corpo del messaggio inserisci una breve descrizione:
“Si trasmette in allegato la domanda di adesione alla Definizione agevolata (Rottamazione quinquies) per i carichi oggetto della procedura di sovraindebitamento ai sensi della L. 3/2012 [o D.Lgs. 14/2019].”

Invio e conservazione
Dopo l’invio, conserva con cura:

  • La ricevuta di accettazione (conferma che la PEC e partita)
  • La ricevuta di avvenuta consegna (conferma che l’Agenzia ha ricevuto il messaggio)

Queste ricevute sono la prova dell’avvenuta presentazione della domanda nei termini.

Debiti Ammessi ed Esclusi dalla Rottamazione Quinquies

Non tutti i debiti possono essere inclusi nella rottamazione quinquies, anche per chi si trova in una procedura di sovraindebitamento. E fondamentale conoscere esattamente quali carichi possono essere definiti in modo agevolato e quali invece restano esclusi.

Debiti ammessi alla rottamazione quinquies:

  • IRPEF, IRES, IRAP e relative addizionali non versate
  • IVA risultante da controlli automatici e formali
  • Contributi INPS (esclusi quelli da accertamento)
  • Imposte di registro, successione, donazione
  • Imposte ipotecarie e catastali
  • Canone RAI non pagato
  • Multe stradali irrogate dalle Prefetture (per la sola parte sanzionatoria)
  • IMU, TASI, TARI se affidate all’Agente della riscossione
  • Contributi alle Casse professionali (se l’ente aderisce con delibera)

Debiti esclusi dalla rottamazione quinquies:

  • Debiti gia in rottamazione quater regolare – chi al 30 settembre 2025 risultava in regola con i pagamenti della quater non puo passare alla quinquies
  • Contributi INPS da accertamento – restano fuori dalla definizione
  • Risorse proprie UE – dazi e diritti doganali
  • IVA all’importazione
  • Somme dovute a titolo di recupero aiuti di Stato
  • Crediti da condanne penali (multe e ammende penali)
  • Sanzioni e ammende irrogate da Autorita amministrative (AGCM, Consob, ecc.)

Attenzione particolare per il sovraindebitamento: i debiti che puoi rottamare sono solo quelli che rientrano nella procedura di composizione della crisi. Se hai altri debiti non inclusi nel piano di sovraindebitamento ma comunque affidati alla riscossione, per quelli dovrai presentare domanda ordinaria attraverso i canali telematici standard.

Scadenze Rottamazione Quinquies 2026: Il Calendario Completo

Rispettare le scadenze della rottamazione quinquies e fondamentale per non perdere i benefici della definizione agevolata. Di seguito trovi il calendario completo con tutte le date da segnare.

Scadenze per la presentazione della domanda

DataAdempimento
30 aprile 2026Termine ultimo per presentare la domanda di adesione
30 giugno 2026L’Agenzia comunica l’esito (accoglimento o diniego) e il piano di pagamento

Scadenze per il pagamento – Unica soluzione

DataAdempimento
31 luglio 2026Pagamento dell’intero importo dovuto

Scadenze per il pagamento – 54 rate bimestrali

RataScadenzaNote
1 rata31 luglio 2026Senza interessi
2 rata30 settembre 2026Senza interessi
3 rata30 novembre 2026Senza interessi
4 rata31 gennaio 2027Con interessi 3% annuo
5-51 rataBimestrali 2027-2034Con interessi 3% annuo
52 rata31 gennaio 2035Con interessi 3% annuo
53 rata31 marzo 2035Con interessi 3% annuo
54 rata31 maggio 2035Ultima rata

Le rate dalla quarta in poi hanno scadenza bimestrale: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno.

Attenzione ai giorni di tolleranza: e ammessa una tolleranza di 5 giorni per il pagamento delle rate. Questo significa che se paghi entro il quinto giorno successivo alla scadenza, il versamento e considerato tempestivo.

Particolarita per il sovraindebitamento: come gia accennato, per chi e in procedura di sovraindebitamento il pagamento puo avvenire secondo le modalita e i tempi previsti dal decreto di omologazione. Questo significa che potresti avere un piano personalizzato diverso dalle 54 rate standard, concordato nell’ambito della tua procedura di composizione della crisi.

Esempio Pratico: Quanto Si Risparmia con la Rottamazione Quinquies

Per comprendere meglio i vantaggi concreti della rottamazione quinquies sovraindebitamento, vediamo un esempio pratico di calcolo del risparmio.

Caso di Mario – Contribuente in sovraindebitamento

Mario e un piccolo imprenditore che nel 2022 ha avviato una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012. Tra i suoi debiti ci sono diverse cartelle esattoriali per un totale cosi composto:

VoceImporto
Capitale (imposte non pagate)15.000 euro
Sanzioni7.500 euro
Interessi di mora3.200 euro
Aggio di riscossione1.300 euro
Totale cartelle27.000 euro

Con la rottamazione quinquies Mario paghera:

VoceImporto
Solo capitale15.000 euro
Sanzioni0 euro
Interessi di mora0 euro
Aggio0 euro
Totale da pagare15.000 euro

Risparmio totale: 12.000 euro (44,4%)

Se Mario sceglie di pagare in 54 rate, l’importo della singola rata sara di circa 278 euro ogni due mesi, piu gli interessi del 3% annuo dalla quarta rata in poi.

Caso di Laura – Consumatrice con debiti fiscali

Laura e una dipendente che ha accumulato debiti per mancati pagamenti di IMU e cartelle per controlli automatici sul 730. Ha avviato un piano del consumatore che include:

VoceImporto
Capitale IMU non pagata4.500 euro
Capitale IRPEF (36-bis)3.000 euro
Sanzioni totali3.750 euro
Interessi totali1.800 euro
Aggio950 euro
Totale debito14.000 euro

Con la rottamazione quinquies Laura paghera:

VoceImporto
Capitale totale7.500 euro
Interessi legali (solo per rateazione)circa 500 euro
Totale con 54 ratecirca 8.000 euro

Risparmio totale: circa 6.000 euro (43%)

Questi esempi mostrano come la rottamazione quinquies possa alleggerire significativamente il carico debitorio anche per chi e gia in difficolta economica con una procedura di sovraindebitamento in corso.

Cosa Succede se la Domanda Viene Respinta

Dopo aver presentato la domanda di rottamazione quinquies sovraindebitamento, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha tempo fino al 30 giugno 2026 per comunicare l’esito. In caso di accoglimento, riceverai la comunicazione con l’importo dovuto e il piano di pagamento. Ma cosa succede se la domanda viene respinta?

I motivi di rigetto piu comuni sono:

  • Carichi non rientranti nell’ambito temporale – debiti affidati prima del 2000 o dopo il 2023
  • Procedura di sovraindebitamento non formalmente avviata – mancanza del deposito presso il Tribunale
  • Documentazione incompleta o errata – errori nella compilazione del modello DA-LS-2026
  • Debiti gia in rottamazione quater regolare – esclusione prevista dalla norma
  • Tipologia di debiti esclusa – ad esempio contributi INPS da accertamento

In caso di diniego, l’Agenzia e tenuta a comunicare le motivazioni del rigetto. A quel punto hai diverse possibilita:

  1. Verificare l’errore – se si tratta di un errore formale o documentale, potresti presentare una nuova istanza corretta (se ancora nei termini) o chiedere chiarimenti
  2. Presentare istanza di riesame – puoi contestare il diniego se ritieni che sia errato, allegando documentazione a supporto
  3. Ricorrere alla giustizia tributaria – in ultima istanza, puoi impugnare il provvedimento di diniego presso la Commissione tributaria
  4. Valutare alternative – se i debiti non sono rottamabili, potresti comunque procedere con la rateizzazione ordinaria o proseguire con la sola procedura di sovraindebitamento

In ogni caso, il rigetto della rottamazione non pregiudica la procedura di sovraindebitamento gia in corso, che prosegue secondo le sue regole.

Decadenza dalla Rottamazione Quinquies: Quando Si Perde il Beneficio

Ottenere l’accoglimento della domanda di rottamazione quinquies non significa aver concluso definitivamente la pratica. E fondamentale rispettare il piano di pagamento concordato, altrimenti si rischia la decadenza con conseguenze importanti.

La decadenza dalla rottamazione quinquies si verifica in caso di:

  • Mancato pagamento della prima o unica rata entro il 31 luglio 2026
  • Mancato pagamento di due rate, anche non consecutive
  • Mancato pagamento dell’ultima rata del piano

Conseguenze della decadenza:

Se decadi dalla rottamazione quinquies, perdi tutti i benefici della definizione agevolata. In particolare:

  1. Tornano dovute sanzioni e interessi – l’intero importo originario, comprensivo di sanzioni, interessi di mora e aggio, torna ad essere esigibile
  2. Ripresa delle azioni di riscossione – l’Agente della riscossione puo riprendere le procedure di recupero (fermi, pignoramenti, ipoteche)
  3. Impossibilita di nuova rateizzazione – i debiti per i quali sei decaduto non possono piu essere rateizzati in modo ordinario
  4. Perdita dei versamenti gia effettuati – le somme gia pagate vengono comunque trattenute come acconto sul debito totale

Per chi e in sovraindebitamento: la decadenza dalla rottamazione quinquies ha ripercussioni anche sulla procedura di composizione della crisi. Il debito fiscale tornera ad essere considerato per l’intero importo originario, potenzialmente alterando l’equilibrio del piano e richiedendo una sua modifica.

Come evitare la decadenza:

Per non rischiare, ti consigliamo di:

  • Impostare promemoria per ogni scadenza di pagamento
  • Verificare sempre la disponibilita dei fondi prima della scadenza
  • Ricordare che hai 5 giorni di tolleranza in caso di ritardo
  • In caso di difficolta temporanee, contattare il CAF per valutare le opzioni

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento

Ecco le risposte alle domande piu frequenti sulla rottamazione quinquies sovraindebitamento.

Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono in sovraindebitamento?

Si, la Legge di Bilancio 2026 ha previsto espressamente la possibilita di aderire alla rottamazione quinquies anche per i contribuenti che hanno gia avviato una procedura di sovraindebitamento ai sensi della Legge n. 3/2012 o del D.Lgs. n. 14/2019. E necessario utilizzare il modello specifico DA-LS-2026 e presentare la domanda via PEC.

Qual e la differenza tra modello ordinario e modello DA-LS-2026?

Il modello ordinario si presenta online attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione ed e destinato a tutti i contribuenti. Il modello DA-LS-2026 e invece riservato esclusivamente a chi e in procedura di sovraindebitamento e deve essere inviato tramite PEC alla Direzione regionale competente.

Entro quando devo presentare la domanda di rottamazione quinquies?

La scadenza per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies e il 30 aprile 2026. Per chi e in sovraindebitamento, la domanda va inviata via PEC entro la stessa data. Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia comunichera l’esito e l’importo da pagare.

In quante rate posso pagare la rottamazione quinquies?

Puoi scegliere di pagare in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in 9 anni. Le prime tre rate sono senza interessi; dalla quarta si applica un interesse del 3% annuo. Per chi e in sovraindebitamento, il pagamento puo seguire anche le tempistiche del decreto di omologazione.

Cosa succede se salto una rata della rottamazione quinquies?

Se salti una sola rata, non decadi immediatamente dalla rottamazione. La decadenza scatta in caso di mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) oppure se non paghi la prima/unica rata o l’ultima rata del piano. E comunque prevista una tolleranza di 5 giorni per ogni scadenza.

I contributi INPS sono inclusi nella rottamazione quinquies?

I contributi previdenziali INPS sono inclusi nella rottamazione quinquies, ma solo quelli derivanti da omesso versamento. Sono invece esclusi i contributi richiesti a seguito di accertamento. Anche i contributi alle Casse professionali privatizzate possono rientrare, se l’ente di previdenza lo delibera.

Posso rottamare anche le multe stradali?

Si, le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada irrogate dalle Prefetture possono essere rottamate. Tuttavia, la definizione agevolata riguarda solo la parte sanzionatoria (interessi e maggiorazioni): l’importo originario della multa resta comunque dovuto per intero.

Come faccio a sapere quali cartelle posso rottamare?

Puoi richiedere il tuo estratto di ruolo all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che elenca tutti i carichi affidati a tuo nome. In alternativa, il CAF Centro Fiscale puo verificare la tua situazione debitoria e identificare i carichi rottamabili nel periodo dal 2000 al 2023.

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Conclusione

La rottamazione quinquies sovraindebitamento rappresenta un’opportunita unica per chi si trova in difficolta economica di alleggerire il proprio carico fiscale. Grazie al modello DA-LS-2026, anche i contribuenti in procedura di composizione della crisi possono accedere ai benefici della definizione agevolata, eliminando sanzioni, interessi e aggio.

La procedura richiede attenzione nella compilazione del modello e nel rispetto delle scadenze. Un errore nella documentazione o un ritardo nell’invio della PEC potrebbero compromettere l’adesione. Per questo e fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscano sia la normativa sulla rottamazione sia le procedure di sovraindebitamento.

Hai bisogno di assistenza per la rottamazione quinquies? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Marzo 21, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 22:41:462026-05-31 16:12:51Rottamazione Quinquies e Sovraindebitamento 2026: Guida Completa al Modello DA-LS-2026
CAF

Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il congedo per cure per lavoratori con invalidità dal 50% è un diritto poco conosciuto che garantisce 30 giorni di permesso retribuito all’anno, anche senza il riconoscimento della Legge 104. Previsto dal D.Lgs. 119/2011, questo congedo consente ai lavoratori dipendenti con invalidità riconosciuta dal 50% di assentarsi dal lavoro per sottoporsi a cure mediche, terapie e trattamenti, mantenendo la piena retribuzione INPS.

A differenza dei permessi Legge 104, il congedo per cure invalidi non richiede la certificazione di handicap grave (comma 3, art. 3 L. 104/92), ma solo l’accertamento sanitario ASL che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%. Questo lo rende accessibile a una platea molto più ampia di lavoratori con patologie croniche, disabilità permanenti o condizioni invalidanti.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale scoprirai come funziona il congedo per cure invalidi 2026, quali sono i requisiti di invalidità, come richiedere i 30 giorni di permesso retribuito, la procedura INPS e le differenze con altri istituti previdenziali.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il congedo per cure agli invalidi
  2. Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104
  3. Requisiti di invalidità: dal 50% in su
  4. Retribuzione e contributi durante il congedo
  5. Come richiedere il congedo per cure INPS
  6. Casi particolari e cumulo con altri permessi
  7. Domande Frequenti

Cos’è il congedo per cure agli invalidi

Il congedo per cure è un permesso retribuito di 30 giorni all’anno riconosciuto ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati) con invalidità accertata pari o superiore al 50%. Introdotto dall’art. 7, D.Lgs. 119/2011, questo diritto consente di assentarsi dal lavoro per:

  • Cure mediche ricorrenti (fisioterapia, dialisi, chemioterapia)
  • Visite specialistiche programmate
  • Trattamenti riabilitativi collegati all’invalidità
  • Terapie continuative per patologie croniche
  • Ricoveri ospedalieri brevi per controlli

Il congedo non è frazionabile in ore: si utilizza solo per giornate intere. I 30 giorni spettano complessivamente nell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre) e non sono cumulabili con l’anno successivo se non utilizzati.

La retribuzione è garantita dall’INPS tramite indennità economica pari al 100% della retribuzione giornaliera, comprensiva di tredicesima e contributi pensionistici. Il datore di lavoro anticipa lo stipendio e recupera poi dall’INPS tramite conguaglio contributivo.

Chi può richiederlo:

  • Lavoratori subordinati (tempo indeterminato, determinato, part-time)
  • Dipendenti pubblici (PA, scuola, sanità)
  • Lavoratori con contratto a progetto (se configurato come lavoro subordinato)

Esclusi: autonomi, liberi professionisti, partite IVA, collaboratori occasionali.

Differenza tra congedo cure e permessi Legge 104

Molti lavoratori confondono il congedo per cure invalidi con i permessi Legge 104. Si tratta di due istituti completamente diversi, con requisiti, finalità e modalità di utilizzo differenti.

AspettoCongedo per curePermessi Legge 104
RequisitoInvalidità ≥ 50%Handicap grave (art. 3 comma 3)
Giorni/mesi30 giorni all’anno3 giorni al mese
FinalitàCure mediche per séAssistenza a familiare disabile
FrazionabilitàSolo giornate intereOre o giorni
Retribuzione100% INPS100% datore + INPS
CumulabilitàNO con L.104 per séSÌ con congedo cure

Esempio pratico:

Mario ha invalidità 67% (senza L.104 art. 3 comma 3). Può utilizzare i 30 giorni di congedo per cure per le sue terapie fisioterapiche. Se in futuro ottiene anche la certificazione handicap grave, può richiedere i permessi L.104 per assistere un familiare disabile, ma NON può cumulare entrambi per sé stesso.

La differenza chiave è la certificazione richiesta:

  • Congedo cure: serve solo il verbale invalidità ASL con percentuale ≥ 50%
  • Permessi 104: serve il verbale handicap grave (art. 3 comma 3, L.104/92)

Molte persone con invalidità media (50-74%) non hanno accesso alla L.104, ma possono comunque beneficiare del congedo per cure di 30 giorni.

Requisiti di invalidità: dal 50% in su

Per accedere al congedo per cure, è necessario possedere un verbale di invalidità civile rilasciato dall’ASL o dalla Commissione Medica INPS che attesti una percentuale di invalidità pari o superiore al 50%.

Come ottenere il riconoscimento di invalidità:

  1. Certificato medico introduttivo: il tuo medico curante invia telematicamente all’INPS il certificato che attesta la tua patologia invalidante
  2. Domanda di invalidità: entro 90 giorni dal certificato, presenti domanda all’INPS (online, tramite CAF o patronato)
  3. Visita medica: la Commissione ASL-INPS ti convoca per accertamento sanitario
  4. Verbale definitivo: ricevi il verbale con la percentuale riconosciuta (es. 50%, 67%, 75%, 100%)

Percentuali di invalidità e diritti:

InvaliditàCongedo 30 giorniAltri benefici
46-49%❌ NOIscrizione collocamento mirato
50-66%✅ SÌCongedo cure
67-73%✅ SÌCongedo + esenzione ticket (categorie)
74-99%✅ SÌCongedo + assegno invalidità INPS
100%✅ SÌCongedo + pensione invalidità civile

Patologie che danno diritto al congedo:

  • Patologie oncologiche (anche in remissione con invalidità ≥50%)
  • Malattie cardiovascolari gravi (cardiopatie, post-infarto)
  • Diabete insulino-dipendente con complicanze
  • Insufficienza renale cronica (dialisi)
  • Sclerosi multipla e malattie neurodegenerative
  • Disabilità motorie permanenti
  • Malattie respiratorie croniche gravi (BPCO, fibrosi cistica)

Il verbale di invalidità è permanente se non indica una data di revisione. Se c’è revisione, devi ripetere la visita alla scadenza per confermare la percentuale.

Retribuzione e contributi durante il congedo

Durante i 30 giorni di congedo per cure, il lavoratore riceve una retribuzione piena al 100%, comprensiva di tutti gli elementi stipendiali ordinari:

  • Stipendio base
  • Scatti di anzianità
  • Indennità fisse (es. indennità vacanza contrattuale)
  • Quota tredicesima (maturata proporzionalmente)
  • Quota quattordicesima (se prevista dal CCNL)

Esclusi dal calcolo:

  • Straordinari
  • Premi di produzione variabili
  • Indennità trasferta
  • Benefit occasionali

Come funziona il pagamento:

  1. Anticipo del datore: il datore di lavoro eroga lo stipendio normalmente in busta paga
  2. Conguaglio INPS: il datore recupera l’importo anticipato tramite compensazione contributiva (denuncia UniEmens)
  3. Nessun costo per l’azienda: il congedo è interamente a carico INPS

Contributi previdenziali:

I 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi:

  • ✅ Valgono per la pensione (anzianità contributiva)
  • ✅ Utili per il calcolo dell’anzianità lavorativa
  • ✅ Coperti per TFR (trattamento di fine rapporto)
  • ✅ Considerati periodo lavorato ai fini contrattuali

Esempio retribuzione:

Laura, impiegata con RAL 28.000 euro, utilizza 15 giorni di congedo per cure nel mese di marzo. In busta paga riceverà:

  • Stipendio marzo: 2.333 euro (importo pieno, nessuna decurtazione)
  • Contributi previdenziali: versati regolarmente dall’INPS
  • TFR: matura normalmente

Il datore di lavoro anticiperà l’intero stipendio e recupererà i 15 giorni di indennità INPS tramite conguaglio contributivo nelle denunce successive.

Come richiedere il congedo per cure INPS

La procedura per richiedere i 30 giorni di congedo per cure prevede due passaggi: comunicazione al datore di lavoro e certificazione medica.

Step 1: Richiesta scritta al datore di lavoro

Invia una comunicazione formale (raccomandata o PEC) al tuo datore di lavoro con:

  • Domanda di congedo per cure ai sensi dell’art. 7, D.Lgs. 119/2011
  • Copia del verbale di invalidità (con percentuale ≥50%)
  • Periodo richiesto (es. “dal 15 al 20 marzo 2026”)
  • Motivazione generica (es. “per sottoporsi a trattamenti terapeutici”)

Fac-simile lettera di richiesta:

Oggetto: Richiesta congedo per cure - art. 7 D.Lgs. 119/2011

Il/La sottoscritto/a [NOME COGNOME], dipendente con qualifica [QUALIFICA],
chiede di usufruire del congedo per cure previsto dall'art. 7 del D.Lgs. 119/2011
per il periodo dal [DATA INIZIO] al [DATA FINE] per complessivi [N] giorni.

Si allega verbale di riconoscimento invalidità civile pari al [XX]%.

Cordiali saluti,
[FIRMA]

Step 2: Certificazione medica

Durante il congedo, devi presentare al datore di lavoro:

  • Certificato medico che attesti la necessità delle cure
  • Documentazione sanitaria (es. prenotazione visita, ricetta terapia)
  • Attestazioni di presenza alle cure (se richiesto dal CCNL)

Il certificato medico non deve necessariamente essere un certificato di malattia, ma una dichiarazione del medico specialista o curante che confermi che il lavoratore deve sottoporsi a trattamenti terapeutici correlati all’invalidità.

Tempi di preavviso:

La legge non prevede un preavviso minimo obbligatorio. Tuttavia, per esigenze organizzative aziendali, è consigliabile:

  • Preavviso di 3-5 giorni per periodi programmabili
  • Comunicazione immediata per cure urgenti o ricoveri improvvisi

Il datore di lavoro non può rifiutare il congedo se il lavoratore ha i requisiti di legge. L’eventuale diniego è illegittimo e può essere impugnato.

Gestione del congedo:

  • Il datore autorizza il congedo e registra l’assenza come “congedo cure art. 7 D.Lgs. 119/2011”
  • Il lavoratore non deve inviare domanda all’INPS: è il datore a gestire il recupero tramite conguaglio contributivo
  • In busta paga, l’assenza risulta come permesso retribuito al 100%

Casi particolari e cumulo con altri permessi

Il congedo per cure presenta alcune peculiarità in caso di cumulo con altri istituti previdenziali o in situazioni lavorative particolari.

Congedo per cure + Permessi Legge 104 per familiare

Se hai invalidità ≥50% (congedo per te) e assisti un familiare con handicap grave (L.104), puoi cumulare entrambi:

  • ✅ 30 giorni congedo cure per le tue terapie
  • ✅ 3 giorni al mese L.104 per assistere il familiare

Congedo per cure + Malattia

Se durante il congedo per cure ti ammali di altra patologia acuta, puoi:

  • Interrompere il congedo cure
  • Passare a malattia ordinaria (con certificato medico di malattia)
  • Riprendere il congedo cure quando guarisci dalla malattia acuta

I giorni di malattia non decurtano i 30 giorni di congedo.

Congedo per cure durante periodo di prova

Il congedo per cure è un diritto anche durante il periodo di prova. Il datore di lavoro non può licenziare per aver richiesto il congedo, ma può recedere per altre motivazioni connesse all’idoneità lavorativa.

Part-time

I lavoratori part-time hanno diritto agli stessi 30 giorni dei full-time (non proporzionali). La retribuzione è calcolata sulla base della retribuzione giornaliera effettiva del part-time.

Contratto a tempo determinato

I lavoratori a tempo determinato hanno pieno diritto al congedo, anche se il contratto è di breve durata. I 30 giorni spettano per anno solare, non per contratto.

Settore pubblico

Nel pubblico impiego, il congedo per cure è regolamentato dagli stessi principi del settore privato, ma la gestione amministrativa può variare:

  • Scuola: richiesta tramite SIDI con autorizzazione dirigente scolastico
  • Sanità: comunicazione al responsabile UOC con certificato medico
  • PA: domanda protocollata all’ufficio personale

Licenziamento durante congedo

Il licenziamento durante il congedo per cure è nullo se motivato dall’assenza per cure. Il lavoratore può impugnare il licenziamento entro 60 giorni.

Maternità/Paternità + Congedo cure

Durante maternità obbligatoria o congedo parentale, il congedo per cure è sospeso. Puoi richiederlo prima o dopo il periodo di maternità/paternità, ma non in contemporanea.

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Domande Frequenti sul Congedo per Cure Invalidi

Il congedo per cure spetta anche con invalidita al 50% esatta?

Si, il diritto scatta con invalidita pari o superiore al 50%. Chi ha esattamente il 50% di invalidita riconosciuta ha pieno diritto ai 30 giorni di congedo retribuito, alle stesse condizioni di chi ha percentuali superiori.

Posso usare il congedo per cure senza la Legge 104?

Si, il congedo per cure non richiede la certificazione di handicap grave prevista dalla Legge 104. Serve solo il verbale di invalidita civile con percentuale pari o superiore al 50%, rilasciato dalla Commissione ASL-INPS.

Il congedo per cure decurta ferie o permessi?

No, i 30 giorni di congedo per cure sono autonomi e non decurtano ferie, permessi ROL o altri istituti contrattuali. Sono un diritto aggiuntivo e indipendente previsto per legge.

Devo dimostrare di aver fatto effettivamente le cure?

Si, e necessario presentare al datore di lavoro certificazione medica che attesti la necessita delle cure. Alcuni CCNL richiedono anche attestazioni di presenza (es. ricevute prenotazioni, certificati medici post-visita). Il datore puo richiedere verifiche.

Il congedo per cure vale per la pensione?

Si, i 30 giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa INPS, quindi valgono ai fini del calcolo della pensione, dell’anzianita contributiva e del TFR. Sono considerati periodo effettivamente lavorato.


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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 21:41:462026-05-31 16:21:14Congedo per Cure agli Invalidi dal 50%: Guida Completa ai 30 Giorni Senza Legge 104
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      Pagina 134 di 246«‹132133134135136›»
      ECCELLENTE
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      In base a 920 recensioni
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
      Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 20:41:462026-03-21 17:52:10Rimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo Passo
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      Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa

      Pensione 2026 INPS

      Le attestazioni INPS sono documenti ufficiali che certificano la presenza di contributi previdenziali versati o da versare per specifiche operazioni come il riscatto della laurea, la ricongiunzione contributiva o la costituzione di rendite vitalizie. Dal 2026, l’INPS ha potenziato i servizi online per richiedere e scaricare queste attestazioni direttamente dal portale MyINPS, semplificando notevolmente le procedure per i cittadini.

      Che tu debba riscattare periodi non coperti da contribuzione, riunificare posizioni contributive sparse tra diverse gestioni o certificare rendite previdenziali, conoscere le modalità corrette per ottenere l’attestazione INPS è fondamentale per non incorrere in ritardi o problemi burocratici. Questa guida ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle attestazioni INPS 2026, spiegando quando servono, come richiederle online e quali documenti preparare.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella richiesta di tutte le attestazioni INPS, verificando la tua posizione contributiva e assistendoti nell’invio delle domande telematiche. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono le Attestazioni INPS
      2. Tipi di Attestazioni INPS Disponibili
      3. Come Richiedere le Attestazioni INPS Online
      4. Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare
      5. Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere
      6. Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione
      7. Scadenze e Tempistiche 2026
      8. Documenti Necessari per la Richiesta
      9. Costi e Modalità di Pagamento

      Cosa Sono le Attestazioni INPS

      Le attestazioni INPS sono certificazioni ufficiali rilasciate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che documentano la situazione contributiva del lavoratore in relazione a specifiche operazioni previdenziali. Si tratta di documenti indispensabili per formalizzare domande di riscatto, ricongiunzione o per dimostrare l’esistenza di rendite vitalizie costituite presso l’INPS.

      A differenza di un semplice estratto contributivo (che elenca i contributi versati), l’attestazione certifica l’ammissibilità e il costo di operazioni specifiche come:

      • Riscatto di periodi non coperti: laurea, diploma universitario, periodi di aspettativa non retribuita, lavoro all’estero in paesi non convenzionati
      • Ricongiunzione contributiva: riunificazione di contributi versati in gestioni previdenziali diverse (INPS, casse professionali, ex INPDAP)
      • Totalizzazione contributiva: cumulo gratuito di contributi per maturare il diritto a pensione
      • Rendite vitalizie INPS: certificazione dell’esistenza di rendite costituite a favore del richiedente

      Le attestazioni hanno validità temporale limitata (generalmente 6-12 mesi) e devono essere aggiornate se nel frattempo intervengono modifiche alla situazione contributiva.

      Novità 2026: Procedura Completamente Telematica

      Dal 2026, l’INPS ha reso completamente digitale la richiesta di attestazioni, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli. Attraverso il portale MyINPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), è possibile richiedere l’attestazione online compilando un form guidato, allegare documenti in formato PDF, monitorare lo stato di lavorazione della pratica in tempo reale e scaricare l’attestazione firmata digitalmente dall’INPS direttamente dal portale.

      I tempi di rilascio si sono ridotti mediamente a 30-45 giorni dalla presentazione della domanda completa, contro i 60-90 giorni necessari con la procedura cartacea.

      Tipi di Attestazioni INPS Disponibili

      L’INPS rilascia diverse tipologie di attestazioni in base all’operazione previdenziale richiesta. Vediamo nel dettaglio le principali.

      Attestazione Riscatto Contributi

      L’attestazione per riscatto contributi certifica la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Le casistiche più comuni sono il riscatto laurea (periodo del corso di studi universitario), il riscatto lavoro all’estero (periodi lavorati in paesi extra-UE senza convenzioni bilaterali) e il riscatto periodi non coperti (aspettative non retribuite, interruzioni lavorative documentate).

      L’attestazione indica la durata riscattabile (in anni, mesi, giorni), l’onere economico totale da versare all’INPS, la possibilità di rateizzazione (massimo 120 rate mensili senza interessi) e il risparmio fiscale ottenibile. Il costo del riscatto varia in base al sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) e alla retribuzione percepita negli ultimi anni.

      Attestazione Ricongiunzione Contributiva

      L’attestazione per ricongiunzione contributiva (regolata dalla Legge 29/1979) certifica la possibilità di riunificare in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse. È particolarmente utile per chi ha cambiato lavoro passando da dipendente pubblico a privato, o da lavoro subordinato ad autonomo.

      L’attestazione specifica le gestioni coinvolte, il totale dei contributi da ricongiungere (in anni e mesi), l’onere della ricongiunzione (calcolato secondo la riserva matematica) e la gestione di destinazione dove confluiranno tutti i contributi. La ricongiunzione è onerosa (costa mediamente il 50-70% dell’importo complessivo dei contributi da ricongiungere) ma permette di unificare tutta la carriera contributiva, evitando penalizzazioni nel calcolo della pensione.

      Attestazione Totalizzazione Contributi

      L’attestazione per totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) certifica la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere i requisiti minimi di pensione. A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita (nessun onere da versare), non unifica fisicamente i contributi (restano nelle gestioni originarie), richiede almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare e comporta il ricalcolo contributivo dell’intera pensione (penalizzazione del 20-30% rispetto al sistema retributivo).

      L’attestazione indica il montante contributivo complessivo e la data di maturazione del diritto a pensione con totalizzazione.

      Come Richiedere le Attestazioni INPS Online

      La richiesta delle attestazioni INPS avviene esclusivamente online attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.

      Step 1: Accesso al Portale MyINPS

      Per accedere al portale MyINPS è necessario uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore, CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card.

      Collegati a www.inps.it e clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra. Seleziona il metodo di autenticazione preferito e inserisci le credenziali.

      Step 2: Ricerca del Servizio

      Una volta autenticato, utilizza la barra di ricerca del portale e digita “Attestazione riscatto contributi” per il riscatto laurea/periodi, “Attestazione ricongiunzione contributiva” per la ricongiunzione, “Attestazione totalizzazione” per la totalizzazione gratuita o “Attestazione rendita” per le rendite vitalizie. Alternativamente, naviga nel menu: Pensione e Previdenza → Domande Previdenziali → Attestazioni.

      Step 3: Compilazione del Modulo

      Il sistema ti presenterà un modulo guidato da compilare con dati anagrafici (verificati automaticamente dal sistema INPS), periodo da attestare (date inizio e fine del periodo da riscattare/ricongiungere), gestione previdenziale di interesse (dove vuoi far confluire i contributi), documenti da allegare (certificato di laurea, contratti di lavoro estero, dichiarazioni sostitutive) e modalità di pagamento preferita (unica soluzione o rateizzazione).

      Presta particolare attenzione alla sezione allegati: i documenti devono essere in formato PDF, con dimensione massima di 5 MB ciascuno. Per il riscatto laurea è obbligatorio allegare il certificato di laurea con votazione e data di conseguimento.

      Step 4: Invio della Domanda

      Dopo aver compilato tutti i campi obbligatori e verificato i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genererà una ricevuta di protocollazione con numero di protocollo univoco della domanda, data e ora di presentazione e riepilogo dei dati inseriti. Salva o stampa la ricevuta: ti servirà per monitorare lo stato della pratica e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

      Step 5: Monitoraggio della Pratica

      Puoi verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta accedendo a MyINPS → Le mie domande → Attestazioni. Gli stati possibili sono: In lavorazione (la domanda è stata acquisita), Documentazione integrativa richiesta (l’INPS ha bisogno di documenti aggiuntivi), Attestazione emessa (il documento è pronto per il download) o Domanda respinta (con motivazione dettagliata).

      I tempi medi di lavorazione sono 30-45 giorni per le attestazioni standard, fino a 60-90 giorni per quelle complesse (es. ricongiunzioni con più gestioni coinvolte).

      Step 6: Download dell’Attestazione

      Quando lo stato della pratica cambia in “Attestazione emessa”, puoi scaricare il documento cliccando su “Scarica PDF”. L’attestazione è firmata digitalmente dall’INPS, ha validità di 6-12 mesi dalla data di emissione, riporta un codice QR per la verifica online dell’autenticità e può essere utilizzata per presentare la domanda definitiva di riscatto/ricongiunzione o per pratiche con enti terzi.

      Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare

      Il riscatto contributivo è l’istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Vediamo nel dettaglio le casistiche riscattabili.

      Riscatto Laurea Ordinario

      Il riscatto ordinario del corso di studi (Legge 1338/1962 e D.Lgs. 184/1997) permette di riscattare il periodo del corso universitario che ha portato al conseguimento del titolo. Sono riscattabili la laurea triennale (massimo 3 anni), la laurea magistrale (2 anni aggiuntivi), la laurea a ciclo unico (5-6 anni: medicina, giurisprudenza, architettura), il dottorato di ricerca (3-4 anni) e il diploma universitario ante-riforma (2-3 anni).

      Non sono riscattabili i periodi di fuori corso (oltre la durata legale del corso), gli anni di studio già coperti da contribuzione (es. lavoro contemporaneo agli studi) e i corsi di laurea non portati a termine (senza conseguimento del titolo).

      Il costo del riscatto ordinario si calcola con il metodo della riserva matematica per chi ha contributi prima del 1996, ed è generalmente elevato (da 25.000 a 80.000 euro per 5 anni di laurea, in base all’età e alla retribuzione). L’onere è deducibile integralmente dal reddito IRPEF.

      Riscatto Laurea Agevolato (Pace Contributiva)

      Il riscatto agevolato (introdotto dal Decreto Legge 4/2019) è riservato ai lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro). Il costo fisso è di 5.775,73 euro per ogni anno riscattato (dato 2026, rivalutato annualmente), con un risparmio sostanziale del 70-80% rispetto al riscatto ordinario. La deducibilità fiscale è però limitata al 50% dell’onere (contro il 100% del riscatto ordinario) e il riscatto agevolato aumenta l’anzianità contributiva ma non il montante (nessun incremento dell’assegno pensionistico).

      Conviene il riscatto agevolato quando l’obiettivo è anticipare la pensione (es. Quota 103, pensione anticipata) raggiungendo prima i requisiti contributivi, anche a costo di non incrementare l’importo dell’assegno.

      Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere

      Quando hai contributi in gestioni previdenziali diverse (es. INPS dipendenti + INPS artigiani, o INPS + ex INPDAP + Cassa Avvocati), devi scegliere tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita. Vediamo le differenze.

      Ricongiunzione Contributiva (Legge 29/1979)

      La ricongiunzione onerosa riunifica fisicamente tutti i contributi in un’unica gestione. I vantaggi sono il calcolo retributivo/misto preservato (se hai contributi ante-1995, il sistema di calcolo favorevole viene mantenuto), il maggior importo pensione (eliminando le penalizzazioni da pro-rata, l’assegno risulta più alto del 20-30%) e la flessibilità nella scelta della gestione (puoi decidere dove far confluire tutti i contributi).

      Gli svantaggi sono il costo elevato (l’onere può raggiungere il 50-70% del valore complessivo dei contributi da ricongiungere, da 20.000 a 100.000+ euro), la rateizzazione massima 120 mesi (rate mensili elevate per chi ha oneri superiori a 50.000 euro) e i tempi lunghi (la pratica può richiedere 6-12 mesi per il completamento).

      Conviene la ricongiunzione quando hai contributi ante-1995 e vuoi preservare il calcolo retributivo, l’incremento dell’assegno pensionistico compensa l’onere entro 10-15 anni di pensione o puoi permetterti la spesa o l’importo delle rate.

      Totalizzazione Contributiva (D.Lgs. 42/2006)

      La totalizzazione gratuita somma virtualmente i contributi senza unificarli. I vantaggi sono il nessun costo (completamente gratuita), l’accesso alla pensione (permette di raggiungere i requisiti minimi sommando contributi altrimenti insufficienti) e la procedura semplificata (basta una domanda di pensione con totalizzazione).

      Gli svantaggi sono il calcolo interamente contributivo (anche i contributi ante-1995 vengono ricalcolati col metodo contributivo, con penalizzazione 20-30%), il requisito minimo (serve almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare) e le finestre di attesa (18 mesi dalla maturazione dei requisiti per pensione di vecchiaia, 21 mesi per anticipata).

      Conviene la totalizzazione quando hai solo contributi post-1995 (nessuna perdita dal ricalcolo contributivo), non puoi permetterti l’onere della ricongiunzione o l’obiettivo è andare in pensione prima possibile, anche con assegno ridotto.

      Simulazione Personalizzata: Affidati al CAF

      La scelta tra ricongiunzione e totalizzazione dipende dalla tua situazione contributiva specifica: anni di contributi, gestioni coinvolte, età, redditi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative gratuite per aiutarti a scegliere l’opzione più vantaggiosa. Contattaci per un appuntamento.

      Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione

      L’attestazione di rendita INPS certifica l’esistenza e l’importo di rendite vitalizie costituite presso l’INPS. È richiesta in diverse situazioni.

      Rendite da Riscatto INAIL

      Le rendite INAIL per inabilità permanente conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale possono essere trasferite all’INPS per gestione unitaria. L’attestazione certifica l’importo mensile della rendita INAIL in gestione INPS, la percentuale di invalidità riconosciuta, la rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT e la reversibilità ai superstiti in caso di decesso. Serve per pratiche bancarie (mutui, finanziamenti) come prova di reddito, o per dichiarazioni ISEE.

      Come Richiedere l’Attestazione di Rendita

      La richiesta segue la procedura standard online: accedi a MyINPS con SPID/CIE/CNS, cerca “Attestazione rendita vitalizia”, compila il modulo indicando il tipo di rendita e il periodo di riferimento, allega eventuale documentazione pregressa (verbali INAIL, contratti aziendali), invia la domanda e attendi 15-30 giorni per l’emissione. L’attestazione ha validità annuale e deve essere rinnovata se l’importo della rendita viene rivalutato.

      Scadenze e Tempistiche 2026

      Le attestazioni INPS non hanno scadenze specifiche di presentazione (puoi richiederle in qualsiasi momento), ma è importante rispettare alcune tempistiche per evitare ritardi.

      Tempi di Rilascio

      I tempi medi di emissione delle attestazioni nel 2026 sono: 30-40 giorni per attestazione riscatto laurea (se documentazione completa), 45-60 giorni per attestazione ricongiunzione (fino a 90 giorni se coinvolte 3+ gestioni), 30-45 giorni per attestazione totalizzazione e 15-30 giorni per attestazione rendita.

      Le tempistiche si allungano se l’INPS richiede documentazione integrativa: in questo caso ricevi una notifica nell’area riservata e hai 30 giorni per fornire i documenti mancanti, altrimenti la domanda decade.

      Validità dell’Attestazione

      Le attestazioni INPS hanno validità temporale limitata: 6-12 mesi dalla data di emissione per riscatto/ricongiunzione e 12 mesi (rinnovabile annualmente) per rendite. Se l’attestazione scade prima di presentare la domanda definitiva di riscatto o ricongiunzione, devi richiederne una nuova. L’onere economico viene ricalcolato in base alla nuova età e retribuzione.

      Quando Richiederla

      Per ottimizzare i tempi, richiedi l’attestazione almeno 3-4 mesi prima della scadenza per riscatto agevolato laurea (se hai pianificato di riscattare entro una certa data), 6-12 mesi prima del pensionamento se devi decidere tra ricongiunzione e totalizzazione o subito se hai bisogno dell’attestazione per pratiche bancarie o ISEE.

      Documenti Necessari per la Richiesta

      Per richiedere correttamente un’attestazione INPS, prepara in anticipo i seguenti documenti in formato digitale (PDF).

      Per Attestazione Riscatto Laurea

      Per l’attestazione riscatto laurea servono il certificato di laurea con indicazione della data di conseguimento, votazione e durata legale del corso, l’autocertificazione periodi lavorativi durante gli studi (se hai lavorato contemporaneamente), il documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. Se richiedi il riscatto agevolato (pace contributiva), l’INPS verifica automaticamente che il tuo primo contributo sia successivo al 31/12/1995.

      Per Attestazione Ricongiunzione

      Per l’attestazione ricongiunzione servono gli estratti contributivi di tutte le gestioni coinvolte (scaricabili da MyINPS o richiedibili alle casse professionali), i documenti identificativi delle posizioni assicurative (numeri di matricola, codici ente) e la dichiarazione sostitutiva di non aver già presentato domande di ricongiunzione precedenti.

      Per Attestazione Rendita

      Per l’attestazione rendita servono il verbale INAIL (se rendita da infortunio/malattia professionale), il contratto aziendale o documentazione TFR (se rendita da cessione quote) e l’ultima certificazione di rendita (se rinnovo attestazione).

      Costi e Modalità di Pagamento

      I costi delle operazioni attestate dall’INPS variano significativamente. Vediamo nel dettaglio.

      Quanto Costa Riscattare la Laurea

      Il costo del riscatto laurea dipende dal sistema di calcolo pensione (retributivo ante-1995 costa molto di più del contributivo post-1995), dalla retribuzione (per chi ha contributi ante-1995, l’onere è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi) e dall’età al momento del riscatto (chi riscatta in giovane età paga meno).

      Esempi di costo riscatto 5 anni laurea (dati 2026): riscatto ordinario sistema retributivo, età 50 anni, RAL 35.000 euro: 65.000-75.000 euro; riscatto ordinario sistema contributivo, età 30 anni, RAL 25.000 euro: 28.000-32.000 euro; riscatto agevolato (pace contributiva): 28.878 euro (5.775,73 × 5 anni, dato fisso 2026). L’attestazione INPS riporta l’onere esatto calcolato sulla tua posizione specifica.

      Quanto Costa la Ricongiunzione

      Il costo della ricongiunzione si calcola con il metodo della riserva matematica, che stima il valore attuale dei contributi da trasferire. Dipende dal montante contributivo da ricongiungere, dall’età del richiedente e dalla differenza tra le aliquote delle gestioni coinvolte. Esempio: ricongiunzione di 10 anni di contributi da Cassa Avvocati (aliquota 14%) a INPS dipendenti (aliquota 33%) con montante 80.000 euro → onere stimato 45.000-55.000 euro. La totalizzazione, alternativa gratuita, non comporta costi ma penalizza l’importo della pensione del 20-30%.

      Modalità di Pagamento

      Una volta ricevuta l’attestazione con l’onere economico, puoi pagare in unica soluzione (bonifico bancario o F24 con codice tributo specifico indicato nell’attestazione) oppure con rateizzazione (fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro). Il vantaggio fiscale del pagamento rateale è che puoi dedurre l’onere gradualmente negli anni, distribuendo il risparmio IRPEF. Con aliquota marginale 38%, un riscatto da 30.000 euro comporta risparmio fiscale di circa 11.400 euro in 10 anni.

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      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione

      Le attestazioni INPS 2026 rappresentano il primo passo fondamentale per valorizzare la tua posizione contributiva attraverso riscatto, ricongiunzione o totalizzazione. Grazie alla procedura completamente online introdotta quest’anno, richiedere e ottenere un’attestazione è diventato più semplice e veloce, con tempi medi ridotti a 30-45 giorni.

      Che tu debba riscattare la laurea per anticipare la pensione, ricongiungere contributi sparsi tra più gestioni o certificare una rendita INPS, conoscere le procedure corrette e avere un’attestazione aggiornata è indispensabile per pianificare il tuo futuro previdenziale senza sorprese.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in ogni fase: dalla verifica della tua posizione contributiva alla richiesta dell’attestazione online, fino alla simulazione comparativa tra ricongiunzione e totalizzazione per individuare la soluzione più vantaggiosa. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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      Domande Frequenti sulle Attestazioni INPS

      Quanto tempo ci vuole per ottenere un’attestazione INPS nel 2026?

      I tempi medi sono 30-45 giorni per attestazioni standard (riscatto laurea, totalizzazione), fino a 60-90 giorni per ricongiunzioni complesse con più gestioni coinvolte. Le attestazioni di rendita sono più rapide: 15-30 giorni.

      L’attestazione INPS ha una scadenza?

      Sì, le attestazioni per riscatto e ricongiunzione hanno validità di 6-12 mesi dalla data di emissione. Se scade prima di presentare la domanda definitiva, devi richiederne una nuova con ricalcolo dell’onere.

      Posso richiedere l’attestazione senza SPID?

      No, dal 2026 l’accesso ai servizi INPS online richiede obbligatoriamente SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che presenta la domanda per tuo conto.

      Conviene di più il riscatto ordinario o agevolato della laurea?

      Il riscatto agevolato costa molto meno (5.775 euro/anno contro 6.000-15.000 euro/anno del riscatto ordinario) ma non aumenta l’importo della pensione, solo l’anzianità contributiva. Conviene per anticipare il pensionamento, mentre il riscatto ordinario conviene per aumentare l’assegno pensionistico.

      Posso rateizzare il costo del riscatto o della ricongiunzione?

      Sì, puoi rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro. Il pagamento rateale ti permette di spalmare la deduzione fiscale su più anni.

      La ricongiunzione è sempre conveniente rispetto alla totalizzazione?

      No, dipende dalla tua situazione. La ricongiunzione costa 50-70% del montante contributivo ma preserva il calcolo retributivo (+20-30% di pensione). La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto col metodo contributivo. Conviene la ricongiunzione se hai contributi ante-1995 e l’incremento pensionistico ripaga l’onere entro 10-15 anni.

      Posso richiedere più attestazioni contemporaneamente?

      Sì, puoi presentare più domande di attestazione per operazioni diverse (es. riscatto laurea + ricongiunzione). Ogni domanda ha un proprio numero di protocollo e iter di lavorazione indipendente.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 18:41:462026-05-31 18:09:54Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa
        ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

        Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        L’Assegno Unico Universale per i figli rappresenta una delle misure più importanti per il sostegno alle famiglie italiane. Con l’aggiornamento dei dati INPS per il 2026, è fondamentale conoscere gli importi medi effettivamente erogati alle famiglie italiane, suddivisi per fascia ISEE e tipologia di nucleo familiare.

        L’INPS ha recentemente comunicato le statistiche aggiornate relative agli importi medi mensili dell’Assegno Unico, fornendo un quadro chiaro di quanto mediamente percepiscono le famiglie italiane in base alla loro situazione economica. Questi dati sono essenziali per capire quanto si può ricevere in concreto e per verificare la correttezza degli importi accreditati.

        In questo articolo analizziamo nel dettaglio gli importi medi dell’Assegno Unico 2026, con tabelle complete per fascia ISEE, esempi pratici di calcolo e tutti i requisiti per ottenere gli importi massimi. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella presentazione della DSU ISEE aggiornata e nella verifica degli importi spettanti.

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        Indice dei contenuti

        1. Assegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioni
        2. Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornati
        3. Tabella completa importi Assegno Unico 2026
        4. Esempi pratici: quanto si prende realmente
        5. Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importo
        6. Domande frequenti sugli importi

        Assegno Unico 2026: gli importi base e le maggiorazioni

        L’Assegno Unico Universale è regolato dal Decreto Legislativo n. 230 del 21 dicembre 2021 e viene erogato mensilmente dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. Gli importi base variano in funzione dell’ISEE del nucleo familiare e dell’età dei figli.

        Importo base per figlio minorenne

        • ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €199,40 al mese per figlio minorenne
        • ISEE da 17.090,62 a 45.574,96 euro: importo decrescente in modo progressivo
        • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €57 al mese

        Importo base per figlio maggiorenne (18-21 anni)

        • ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di €96,90 al mese
        • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assenza di ISEE: importo minimo di €27,50 al mese

        L’Assegno Unico continua ad essere erogato senza limiti di età per i figli con disabilità a carico, con importi variabili in base al grado di disabilità e all’ISEE.

        Maggiorazioni previste

        • Maggiorazione per nuclei numerosi: €100 mensili se ci sono almeno 3 figli a carico
        • Maggiorazione per figli disabili: da €105 a €119,60 mensili in base al grado di disabilità
        • Maggiorazione per madri under 21: €22,80 mensili per ogni figlio
        • Maggiorazione per entrambi i genitori lavoratori: €33,50 mensili se entrambi i genitori hanno un reddito da lavoro e l’ISEE non supera i 45.574,96 euro
        • Maggiorazione per nuclei con 4 o più figli: ulteriori €100 mensili (totale €200)

        Queste maggiorazioni si sommano all’importo base, permettendo alle famiglie con particolari caratteristiche di percepire cifre mensili significativamente superiori. Una famiglia con 3 figli minori, ISEE basso e entrambi i genitori lavoratori può arrivare a percepire oltre €700 mensili di Assegno Unico.

        Fonte: INPS, Circolare n. 23 del 9 febbraio 2024 – Tabelle importi Assegno Unico Universale.

        Importi medi per fascia ISEE: i dati INPS aggiornati

        L’INPS ha pubblicato i dati statistici sugli importi medi mensili effettivamente erogati alle famiglie italiane per l’Assegno Unico nel 2026. Questi dati sono suddivisi per fascia ISEE e rappresentano la media reale di quanto le famiglie percepiscono mensilmente.

        Importi medi mensili per fascia ISEE (dati INPS 2026)

        Fascia ISEE 0 – 10.000 euro:
        Importo medio per nucleo familiare: €380 al mese. Il 68% delle famiglie in questa fascia ha almeno 2 figli a carico e beneficia degli importi massimi.

        Fascia ISEE 10.001 – 17.090 euro:
        Importo medio: €360 al mese

        Fascia ISEE 17.091 – 25.000 euro:
        Importo medio: €295 al mese

        Fascia ISEE 25.001 – 35.000 euro:
        Importo medio: €220 al mese

        Fascia ISEE 35.001 – 45.574 euro:
        Importo medio: €165 al mese

        Fascia ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE:
        Importo medio: €125 al mese (importo minimo)

        I dati evidenziano come la presenza dell’ISEE aggiornato sia fondamentale per massimizzare l’importo. Le famiglie senza ISEE percepiscono mediamente il 67% in meno rispetto a quelle con ISEE basso. Le maggiorazioni per nuclei numerosi ed entrambi i genitori lavoratori possono aumentare l’importo del 40-50%.

        Fonte: INPS, Osservatorio statistico Assegno Unico – Report marzo 2026.

        Tabella completa importi Assegno Unico 2026

        Ecco la tabella completa e aggiornata degli importi mensili dell’Assegno Unico 2026 per figlio, suddivisi per fascia ISEE e età del figlio.

        Tabella importi base per figlio minorenne (0-17 anni)

        ISEE del nucleoImporto mensile per figlio
        Fino a €17.090,61€199,40
        €17.091 – €20.000€190,00
        €20.001 – €25.000€165,00
        €25.001 – €30.000€140,00
        €30.001 – €35.000€115,00
        €35.001 – €40.000€90,00
        €40.001 – €45.574,96€70,00
        Oltre €45.574,96 o senza ISEE€57,00

        Tabella maggiorazioni mensili

        MaggiorazioneRequisitoImporto mensile
        Nuclei 3+ figliAlmeno 3 figli a carico€100,00
        Nuclei 4+ figliAlmeno 4 figli a carico€200,00
        Entrambi genitori lavoratoriISEE ≤ €45.574,96€33,50 per figlio
        Madre under 21Madre con meno di 21 anni€22,80 per figlio
        Disabilità graveLegge 104, art. 3 comma 3€105,00-€119,60

        Note: Gli importi sono mensili per ciascun figlio. Le maggiorazioni si cumulano con gli importi base. Gli importi vengono rivalutati annualmente in base all’inflazione.

        Esempi pratici: quanto si prende realmente

        Vediamo alcuni esempi concreti di calcolo dell’Assegno Unico per diverse tipologie di nuclei familiari.

        Esempio 1: Coppia con 2 figli minorenni, ISEE €25.000, entrambi lavoratori

        • Importo base per figlio: €165,00
        • Importo per 2 figli: €330,00
        • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €33,50 × 2 = €67,00
        • Totale mensile: €397,00
        • Totale annuo: €4.764,00

        Esempio 2: Famiglia numerosa con 3 figli minorenni, ISEE €12.000

        • Importo base per figlio: €199,40
        • Importo per 3 figli: €598,20
        • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €100,50
        • Maggiorazione nuclei numerosi (3+ figli): €100,00
        • Totale mensile: €798,70
        • Totale annuo: €9.584,40

        Esempio 3: Famiglia con 2 figli, di cui 1 con disabilità grave, ISEE €18.000

        • Importo base figlio 1: €190,00
        • Importo base figlio 2: €190,00
        • Maggiorazione disabilità grave figlio 2: €108,20
        • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: €67,00
        • Totale mensile: €555,20
        • Totale annuo: €6.662,40

        Esempio 4: Coppia senza ISEE, 2 figli minorenni

        • Importo base minimo per figlio: €57,00
        • Importo per 2 figli: €114,00
        • Nessuna maggiorazione
        • Totale mensile: €114,00
        • Totale annuo: €1.368,00
        • Perdita annuale rispetto a ISEE basso: circa €3.400

        Gli esempi evidenziano come presentare l’ISEE aggiornato e beneficiare delle maggiorazioni faccia una differenza enorme nell’importo percepito. Non presentare l’ISEE comporta perdite di €2.000-4.000 all’anno per famiglia media.

        Quando presentare l’ISEE per massimizzare l’importo

        Il momento in cui presenti l’ISEE può fare una grande differenza sull’importo totale annuo che ricevi di Assegno Unico.

        Periodo IDEALE: Gennaio – Febbraio

        Presentare l’ISEE a gennaio o febbraio è la scelta migliore perché:

        • L’ISEE viene elaborato entro fine febbraio
        • L’INPS applica il nuovo ISEE già da marzo
        • Ricevi l’importo corretto per tutto l’anno senza attese
        • Eviti perdite anche di 1-2 mesi di importo pieno

        Periodo BUONO: Marzo – Giugno

        Se presenti l’ISEE tra marzo e giugno:

        • L’INPS applica il nuovo ISEE dal mese successivo
        • Eroga un conguaglio retroattivo per i mesi precedenti
        • Il conguaglio viene pagato entro 60-90 giorni dalla validazione

        ISEE Corrente: quando richiederlo

        L’ISEE Corrente è una versione aggiornata dell’ISEE ordinario che può essere richiesta se la situazione economica è peggiorata:

        • Perdita di lavoro di un componente del nucleo
        • Riduzione del reddito superiore al 25%
        • Riduzione del patrimonio superiore al 20%

        L’ISEE Corrente riflette la situazione attuale (ultimi 12 o 6 mesi), non quella di 2 anni fa, e può portare a un ISEE molto più basso e quindi a un importo Assegno Unico più alto.

        Rinnovo annuale: L’ISEE ha validità annuale (1° gennaio – 31 dicembre). Ogni anno devi presentare una nuova DSU. Se non rinnovi, dal 1° marzo l’INPS applica l’importo minimo.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande frequenti sugli importi dell’Assegno Unico

        Qual è l’importo massimo dell’Assegno Unico per un figlio?

        L’importo massimo per un figlio minorenne è di €199,40 al mese (per ISEE fino a €17.090), che diventano €232,90 al mese se entrambi i genitori lavorano. Per i figli con disabilità, si possono aggiungere fino a €119,60 al mese di maggiorazione.

        Quanto si prende di Assegno Unico con 2 figli e ISEE 20.000?

        Con 2 figli minorenni e ISEE 20.000 euro, l’importo base è 330 euro al mese. Con la maggiorazione entrambi i genitori lavoratori, si arriva a 397 euro al mese (4.764 euro all’anno).

        L’Assegno Unico si prende anche senza ISEE?

        Si, l’Assegno Unico viene erogato anche senza ISEE, ma con l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio minorenne. Presentando l’ISEE si può arrivare a triplicare l’importo.

        Quando arriva il conguaglio se presento l’ISEE in ritardo?

        Se presenti l’ISEE dopo marzo, l’INPS eroga il conguaglio arretrato entro 60-90 giorni dalla validazione dell’ISEE. Il conguaglio viene accreditato in un’unica soluzione.

        Posso ricevere l’Assegno Unico se mio figlio ha piu di 21 anni?

        L’Assegno Unico spetta fino ai 21 anni di eta del figlio. Oltre i 21 anni, l’Assegno continua ad essere erogato solo per figli con disabilita, senza limiti di eta.

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          CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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          Alexandra Bala
          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          paolino servidio
          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          Lady
          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          Giulia Guida
          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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          Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 17:41:462026-05-31 17:10:56Importi Medi Assegno Unico 2026: I Dati INPS Aggiornati per Fascia ISEE
          CAF

          Bonus Sociale Elettrico 115 Euro 2026: Come Riceverlo e Requisiti ISEE

          Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

          Il bonus sociale elettrico è un’agevolazione economica fondamentale per le famiglie italiane in condizione di disagio economico o fisico. Con l’aggiornamento normativo del 2026, l’ARERA ha definito le nuove modalità di erogazione del bonus, che può arrivare fino a 115 euro per nucleo familiare. In questa guida completa analizzeremo tutti i requisiti di accesso, le modalità di richiesta e le novità introdotte dalla delibera ARERA per garantire che chi ne ha diritto possa beneficiare di questo importante sostegno economico sulle bollette della luce.

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          Indice dei contenuti

          1. Cos’è il Bonus Sociale Elettrico e a Chi Spetta
          2. Requisiti di Accesso al Bonus Sociale Elettrico 2026
          3. Come Funziona l’Erogazione Automatica del Bonus
          4. Importi e Calcolo del Bonus Sociale Elettrico
          5. Come Verificare se Hai Diritto al Bonus
          6. Casi Particolari: Disagio Fisico e Famiglie Numerose
          7. Come Fare Domanda ISEE Aggiornato per il Bonus
          8. Domande Frequenti sul Bonus Sociale Elettrico

          Cos’è il Bonus Sociale Elettrico e a Chi Spetta

          Il bonus sociale elettrico è uno sconto applicato direttamente sulle bollette della luce destinato alle famiglie in condizione di disagio economico. Questa misura, istituita dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e finanziata dallo Stato, ha l’obiettivo di ridurre la spesa energetica delle famiglie più vulnerabili.

          Il bonus viene riconosciuto automaticamente a tutti i cittadini che presentano un’attestazione ISEE in corso di validità e che rispettano i requisiti di reddito stabiliti dalla normativa. Non è necessaria alcuna domanda specifica presso il fornitore di energia elettrica.

          Dal 2021, infatti, il meccanismo di riconoscimento è stato completamente automatizzato: è sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) per ottenere l’attestazione ISEE presso un CAF o attraverso il portale INPS. Il Sistema Informativo Integrato (SII) dell’ARERA verifica automaticamente i requisiti e comunica ai fornitori di energia l’elenco dei beneficiari.

          Il bonus sociale per disagio economico spetta alle famiglie con ISEE non superiore a 9.530 euro annui, o fino a 20.000 euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico. Esiste anche un bonus per disagio fisico, riservato a chi utilizza apparecchiature elettromedicali salvavita, con requisiti e importi differenti.

          Chi può richiedere il bonus sociale elettrico:

          • Famiglie con ISEE fino a 9.530 euro (disagio economico ordinario)
          • Famiglie numerose con almeno 4 figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro
          • Beneficiari di Reddito di Cittadinanza o Pensione di Cittadinanza (automatico)
          • Persone affette da gravi condizioni di salute che utilizzano apparecchiature elettromedicali (disagio fisico)

          Requisiti di Accesso al Bonus Sociale Elettrico 2026

          Per accedere al bonus sociale elettrico nel 2026 è necessario soddisfare specifici requisiti di reddito e composizione del nucleo familiare. I requisiti economici sono stabiliti dalla delibera ARERA e aggiornati annualmente.

          Per l’anno 2026, possono beneficiare del bonus sociale le famiglie con ISEE ordinario non superiore a 9.530 euro. Per i nuclei familiari numerosi con almeno 4 figli a carico, la soglia ISEE è innalzata fino a 20.000 euro annui.

          Questi limiti di reddito vengono verificati automaticamente dal Sistema Informativo Integrato attraverso la banca dati ISEE dell’INPS. È fondamentale che l’attestazione ISEE sia in corso di validità: l’ISEE ha validità dal momento della presentazione della DSU fino al 31 dicembre dello stesso anno.

          Chi presenta l’ISEE a gennaio 2026 avrà diritto al bonus per tutto l’anno, mentre chi lo presenta a dicembre 2026 lo riceverà solo per quel mese, salvo rinnovo.

          Tabella Riepilogativa Requisiti ISEE 2026

          Tipologia Nucleo FamiliareSoglia ISEE MassimaImporto Bonus Annuo (indicativo)
          Nucleo 1-2 componenti9.530 euro115 euro
          Nucleo 3-4 componenti9.530 euro148 euro
          Nucleo oltre 4 componenti9.530 euro173 euro
          Nucleo con almeno 4 figli a carico20.000 euroVariabile (maggiorato)
          Beneficiari RdC/PdCNessun limiteCome disagio economico
          Disagio fisico (apparecchiature salvavita)Nessun limite ISEEFino a 185 euro

          Oltre ai requisiti economici, è necessario che l’utenza elettrica sia intestata a uno dei componenti del nucleo familiare ISEE e che il contratto di fornitura sia per uso domestico (residenti). Non hanno diritto al bonus le utenze non residenti, i contratti condominiali e le utenze intestate a società o enti.

          Il bonus spetta anche a chi è beneficiario del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza, senza necessità di presentare un ISEE specifico.

          Come Funziona l’Erogazione Automatica del Bonus

          Dal 2021 l’erogazione del bonus sociale elettrico avviene in modo completamente automatico, senza necessità di presentare domanda al proprio fornitore di energia. Il meccanismo si basa su un sistema di interscambio dati tra INPS e ARERA.

          Quando un cittadino presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presso un CAF o tramite il portale INPS per ottenere l’attestazione ISEE, i dati vengono trasmessi automaticamente al Sistema Informativo Integrato (SII) gestito da Acquirente Unico per conto di ARERA.

          Il SII verifica mensilmente la presenza di tutti i requisiti previsti dalla normativa:

          • Valore ISEE entro le soglie previste dalla legge
          • Presenza di un contratto di fornitura elettrica attivo intestato a un componente del nucleo familiare
          • Tipologia di contratto domestico residente

          Se tutti i requisiti sono soddisfatti, il SII comunica al fornitore di energia l’elenco degli aventi diritto. Il fornitore applica quindi lo sconto direttamente in bolletta, con una voce dedicata che riporta l’importo del bonus riconosciuto per il periodo di riferimento.

          Lo sconto viene applicato con cadenza mensile o bimestrale, a seconda della periodicità di fatturazione scelta dal cliente. Il bonus ha validità di 12 mesi dalla data di presentazione dell’ISEE e viene rinnovato automaticamente ogni anno, purché venga presentata una nuova DSU entro il 31 dicembre.

          In caso di mancato rinnovo dell’ISEE, il bonus cessa automaticamente e non viene più applicato sulle bollette successive.

          Importi e Calcolo del Bonus Sociale Elettrico

          Gli importi del bonus sociale elettrico per il 2026 sono stabiliti dall’ARERA con cadenza trimestrale e variano in base alla composizione del nucleo familiare e alla zona climatica di residenza.

          Per il disagio economico, il bonus standard per un nucleo familiare da 1-2 componenti è di circa 115 euro annui, suddiviso nelle bollette dell’anno. Per le famiglie più numerose gli importi aumentano:

          • Nuclei di 3-4 componenti: circa 148 euro annui
          • Famiglie con oltre 4 componenti: fino a 173 euro annui

          Questi valori sono indicativi e vengono aggiornati trimestralmente da ARERA in base all’andamento dei prezzi dell’energia elettrica e del mercato tutelato.

          Il calcolo del bonus tiene conto anche della zona climatica di residenza (da A/B a F), poiché nelle zone più fredde i consumi energetici sono mediamente più elevati. L’importo viene ripartito proporzionalmente nelle bollette emesse durante l’anno di validità del bonus.

          Esempio Pratico di Ripartizione del Bonus

          Ad esempio, se un cliente riceve bollette bimestrali, l’importo annuo di 115 euro sarà suddiviso in 6 rate da circa 19 euro ciascuna. In bolletta il bonus appare come voce negativa denominata “Bonus sociale” o “Compensazione per disagio economico“, che riduce l’importo totale da pagare.

          Per il disagio fisico (utilizzo di apparecchiature elettromedicali), gli importi sono differenti e più elevati, calcolati in base al consumo delle apparecchiature salvavita utilizzate. Chi beneficia sia del bonus per disagio economico che fisico ha diritto a ricevere entrambi i contributi cumulativamente.

          Tabella Importi Bonus per Disagio Fisico

          Tipo ApparecchiaturaOre Utilizzo GiornalieroImporto Bonus Annuo
          Apparecchiature salvavita baseFino a 4 ore/giornoCirca 85 euro
          Apparecchiature salvavita medie4-8 ore/giornoCirca 130 euro
          Apparecchiature salvavita intensiveOltre 8 ore/giornoFino a 185 euro

          Come Verificare se Hai Diritto al Bonus

          Verificare se si ha diritto al bonus sociale elettrico è semplice e può essere fatto attraverso diversi canali ufficiali.

          Il primo controllo da effettuare riguarda il proprio ISEE: se il valore dell’attestazione ISEE ordinaria è inferiore a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli), si rientra automaticamente nei requisiti economici.

          Per verificare l’effettiva attivazione del bonus sulla propria utenza, il metodo più immediato è controllare le bollette della luce: nella sezione dedicata ai dettagli della spesa dovrebbe comparire una voce denominata “Bonus sociale” o “Compensazione per disagio economico” con l’importo dello sconto applicato.

          Se questa voce non compare nonostante si abbiano i requisiti, è possibile che il sistema non abbia ancora elaborato i dati ISEE oppure che ci siano problemi di abbinamento tra il codice fiscale presente nell’ISEE e quello intestatario del contratto di fornitura. In questi casi, è utile rivolgersi a un CAF per verificare la correttezza dei dati inseriti nella DSU.

          Canali di Verifica Ufficiali

          • Portale SGAte di ARERA: accessibile dal sito www.arera.it, dove è possibile verificare lo stato della propria richiesta inserendo codice fiscale e dati della fornitura
          • Numero verde 800.166.654: sportello per il consumatore Energia e Ambiente gestito da ARERA (attivo lunedì-venerdì)
          • Bollette della luce: controllo diretto della voce “Bonus sociale” nella sezione dettagli spesa
          • CAF Centro Fiscale di Udine: assistenza gratuita per verificare requisiti ISEE e controllo attivazione bonus

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per verificare i requisiti ISEE e controllare l’effettiva attivazione del bonus sulle utenze dei propri assistiti.

          Casi Particolari: Disagio Fisico e Famiglie Numerose

          Oltre al bonus per disagio economico esistono situazioni particolari che danno diritto a ulteriori agevolazioni o modalità di erogazione specifiche.

          Bonus per Disagio Fisico

          Il bonus sociale per disagio fisico è riconosciuto indipendentemente dal reddito ISEE ai cittadini affetti da gravi condizioni di salute che richiedono l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali salvavita.

          In questo caso è necessaria una certificazione ASL che attesti la necessità di utilizzare tali apparecchiature e la loro tipologia. Gli importi del bonus per disagio fisico sono più elevati rispetto al bonus economico e variano in base al tipo di apparecchiatura utilizzata e alle ore di utilizzo giornaliero, con importi che possono arrivare fino a 185 euro annui per i casi più gravi.

          Bonus per Famiglie Numerose

          Per le famiglie numerose con almeno 4 figli a carico, oltre alla soglia ISEE più elevata (20.000 euro invece di 9.530 euro), spetta un importo maggiorato del bonus sociale, calcolato sulla base del numero di componenti del nucleo familiare. È importante che tutti i figli siano presenti nell’attestazione ISEE e risultino effettivamente a carico.

          Pompe di Calore

          Un altro caso particolare riguarda i clienti domestici che utilizzano pompe di calore come unico sistema di riscaldamento: in alcune zone climatiche questi clienti possono avere diritto a un bonus maggiorato, poiché i consumi elettrici per il riscaldamento sono significativamente più elevati rispetto alla media.

          Reddito di Cittadinanza

          Chi beneficia del Reddito di Cittadinanza o della Pensione di Cittadinanza ha diritto automaticamente al bonus sociale, anche se non presenta un ISEE specifico, poiché i dati vengono trasmessi automaticamente dall’INPS al Sistema Informativo Integrato di ARERA.

          In tutti questi casi particolari, è consigliabile rivolgersi a un CAF esperto per verificare la corretta applicazione delle agevolazioni.

          Come Fare Domanda ISEE Aggiornato per il Bonus

          Per accedere al bonus sociale elettrico è fondamentale presentare una Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per ottenere l’attestazione ISEE. La DSU può essere presentata in qualsiasi momento dell’anno, ma è consigliabile farlo entro i primi mesi per beneficiare del bonus per l’intero anno solare.

          La procedura può essere effettuata in autonomia tramite il portale INPS (utilizzando SPID, CIE o CNS) oppure rivolgendosi a un CAF o a un patronato, che offre assistenza gratuita nella compilazione.

          Documenti Necessari per l’ISEE

          Per compilare la DSU è necessario raccogliere una serie di documenti relativi a tutti i componenti del nucleo familiare:

          • Documenti di identità e codici fiscali di tutti i componenti
          • Contratti di affitto o atto di proprietà dell’abitazione
          • Saldo e giacenza media di conti correnti e depositi bancari/postali al 31 dicembre dell’anno precedente
          • Certificazioni reddituali (CU, modello 730 o Redditi PF)
          • Documenti relativi a eventuali immobili o autoveicoli posseduti

          Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la completezza della documentazione e compila telematicamente la DSU, trasmettendola all’INPS. Entro pochi giorni lavorativi, l’INPS elabora i dati e rilascia l’attestazione ISEE con l’indicazione del valore ISEE del nucleo familiare.

          Una volta ottenuta l’attestazione ISEE in corso di validità, il sistema automatico di ARERA verifica mensilmente la presenza dei requisiti per il bonus e, se spettante, lo applica automaticamente sulle bollette entro 2-3 mesi dalla presentazione della DSU. Non è necessario comunicare nulla al proprio fornitore di energia elettrica.

          L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione, pertanto è importante rinnovarlo ogni anno entro quella data per non perdere il diritto al bonus nell’anno successivo.

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          Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sul Bonus Sociale Elettrico

          Quanto vale il bonus sociale elettrico nel 2026?

          Il bonus sociale elettrico per disagio economico nel 2026 vale circa 115 euro annui per nuclei familiari da 1-2 componenti, 148 euro per nuclei da 3-4 componenti e fino a 173 euro per famiglie con oltre 4 componenti. Gli importi vengono aggiornati trimestralmente da ARERA in base all’andamento dei prezzi dell’energia.

          Devo fare domanda al fornitore di energia per ricevere il bonus?

          No, dal 2021 il bonus sociale è completamente automatico. È sufficiente presentare la DSU per ottenere l’attestazione ISEE presso un CAF o tramite il portale INPS. Se i requisiti sono soddisfatti, il sistema ARERA comunica automaticamente al fornitore di applicare lo sconto in bolletta.

          Qual è la soglia ISEE per accedere al bonus sociale elettrico?

          Per il 2026, possono accedere al bonus le famiglie con ISEE ordinario non superiore a 9.530 euro annui. Per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico, la soglia è innalzata a 20.000 euro annui.

          Come faccio a sapere se mi è stato applicato il bonus?

          Il modo più semplice è controllare le bollette della luce: nella sezione dedicata ai dettagli della spesa deve comparire una voce denominata Bonus sociale o Compensazione per disagio economico con l’importo dello sconto. In alternativa, si può verificare sul portale SGAte di ARERA o contattando il numero verde 800.166.654.

          Quanto tempo ci vuole per ricevere il bonus dopo aver fatto l’ISEE?

          Dopo la presentazione della DSU e il rilascio dell’attestazione ISEE, il sistema automatico di ARERA impiega generalmente 2-3 mesi per verificare i requisiti e comunicare al fornitore di energia l’attivazione del bonus. Lo sconto comparirà nelle bollette successive.

          Il bonus sociale è cumulabile con altre agevolazioni?

          Sì, il bonus sociale per disagio economico è cumulabile con il bonus per disagio fisico. Chi ha sia i requisiti ISEE che la certificazione ASL per apparecchiature elettromedicali salvavita può ricevere entrambi i bonus contemporaneamente.

          Cosa succede se dimentico di rinnovare l’ISEE?

          Se non si rinnova l’attestazione ISEE entro il 31 dicembre, il bonus cessa automaticamente dall’anno successivo e non verrà più applicato sulle bollette. È quindi importante presentare una nuova DSU ogni anno per mantenere il diritto al bonus.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione della DSU, il calcolo dell’ISEE e la verifica del bonus sociale sulle tue utenze.

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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            PATRONATO

            Pagamenti INPS Aprile 2026: Calendario Pensioni, Assegno Unico, ADI, NASpI e SFL

            Pensione 2026 INPS

            Aprile 2026 è un mese cruciale per milioni di italiani che aspettano i pagamenti INPS: dalle pensioni all’Assegno Unico Universale, dalla NASpI all’ADI (Assegno di Inclusione), fino al SFL (Supporto per la Formazione e il Lavoro). Conoscere le date esatte dei bonifici aiuta a pianificare meglio le proprie finanze e a non farsi cogliere impreparati.

            In questa guida completa trovi il calendario aggiornato 2026 con tutte le date di pagamento, gli importi previsti, i requisiti per ogni prestazione e esempi pratici per capire a quanto ammonta il tuo assegno.

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            Indice dei contenuti

            1. Pensioni Aprile 2026: Date di Pagamento
            2. Assegno Unico Aprile 2026
            3. ADI (Assegno di Inclusione) Aprile 2026
            4. NASpI Aprile 2026
            5. SFL (Supporto Formazione e Lavoro) Aprile 2026
            6. Calendario Completo Pagamenti INPS Aprile 2026
            7. Come Verificare il Pagamento
            8. Domande Frequenti

            Pensioni Aprile 2026: Date di Pagamento

            Le pensioni INPS di aprile 2026 saranno pagate a partire dal 1° aprile 2026 (martedì). Questa data vale per:

            • Pensioni INPS (ex FPLD, gestione privata)
            • Pensioni ex INPDAP (pubblico impiego)
            • Pensioni artigiani e commercianti
            • Pensioni gestione separata

            Il pagamento in contante presso Poste Italiane seguirà il consueto calendario scaglionato per evitare assembramenti. Ecco le date allo sportello postale per aprile 2026:

            Cognome inizia conData ritiro contanti Poste
            A – BMartedì 1° aprile 2026
            C – DMercoledì 2 aprile 2026
            E – KGiovedì 3 aprile 2026
            L – OVenerdì 4 aprile 2026
            P – RSabato 5 aprile 2026 (solo mattina)
            S – ZLunedì 7 aprile 2026

            IMPORTANTE: Chi riceve la pensione su conto corrente bancario o postale vedrà l’accredito già dal 1° aprile 2026, indipendentemente dal cognome.

            Le pensioni di invalidità civile, indennità di accompagnamento e assegni sociali seguono le stesse date.

            Importi Pensioni Aprile 2026

            Gli importi delle pensioni aprile 2026 riflettono la rivalutazione 2026 applicata a gennaio. Le pensioni minime 2026 ammontano a circa 598 euro mensili (importo indicativo, da confermare con circolare INPS).

            Esempio pratico: Un pensionato con pensione minima INPS (598 euro/mese) riceverà circa 598 euro netti ad aprile, senza trattenute fiscali sotto la soglia di non imponibilità.

            Assegno Unico Aprile 2026

            L’Assegno Unico Universale (AUU) per i figli a carico sarà pagato dall’INPS tra il 17 e il 22 aprile 2026, come da calendario consueto.

            Le date precise Assegno Unico aprile 2026 sono:

            • 17-18 aprile: pagamento per chi ha fatto domanda entro febbraio 2026 con IBAN già validato
            • 19-22 aprile: pagamento per domande recenti o aggiornamenti ISEE

            Importi Assegno Unico 2026: L’importo varia in base all’ISEE 2026 e al numero di figli. Per ISEE sotto i 17.090 euro, l’importo massimo è circa 199 euro/mese per figlio (0-3 anni) e 189 euro/mese per figli 3-18 anni.

            Maggiorazioni previste:

            • +105 euro/mese per ogni figlio con disabilità
            • +100 euro/mese per nuclei con 4+ figli
            • +30-40 euro per madri under 21

            Esempio pratico: Famiglia con ISEE 15.000 euro e 2 figli (1 anno e 5 anni):

            • Figlio 1 anno: 199 euro
            • Figlio 5 anni: 189 euro
            • Totale Assegno Unico: 388 euro/mese

            ATTENZIONE: Se non hai presentato l’ISEE 2026, riceverai l’importo minimo (circa 57 euro/figlio). Aggiorna l’ISEE al CAF per ottenere l’importo pieno.

            ADI (Assegno di Inclusione) Aprile 2026

            L’Assegno di Inclusione (ADI), che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza, viene pagato dall’INPS il 15 aprile 2026 per chi ha già la carta ADI attiva.

            Per le nuove domande ADI approvate a marzo 2026, il pagamento arriverà tra il 27 e il 30 aprile.

            Importo ADI 2026: L’importo massimo dell’Assegno di Inclusione è 6.000 euro/anno (500 euro/mese) per un singolo, moltiplicato per la scala di equivalenza del nucleo familiare.

            Scala di equivalenza ADI:

            • 1,00 per il primo componente adulto
            • +0,50 per ogni adulto successivo
            • +0,15 per ogni minore (max 2 minori)
            • +0,10 per ogni minore successivo al secondo

            Requisiti ADI 2026:

            • ISEE sotto 9.360 euro
            • Reddito familiare sotto 6.000 euro/anno (moltiplicato scala equivalenza)
            • Patrimonio mobiliare sotto 6.000 euro (aumentabile per figli/disabili)
            • Almeno un componente minorenne, disabile o over 60

            Esempio pratico ADI: Famiglia con 2 adulti e 1 minore, ISEE 8.000 euro, reddito zero:

            • Scala equivalenza: 1,00 + 0,50 + 0,15 = 1,65
            • Importo massimo: 500 x 1,65 = 825 euro/mese

            NASpI Aprile 2026

            La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) viene pagata dall’INPS tra il 10 e il 15 aprile 2026, a seconda della data di invio della domanda.

            Calendario NASpI aprile 2026:

            • Dal 10 aprile: NASpI per domande inviate entro il 28 febbraio
            • Dal 13-15 aprile: NASpI per domande inviate a marzo

            Importo NASpI 2026: La NASpI è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, con un massimale di 1.550,42 euro/mese (2026, da confermare).

            Se la retribuzione media supera 1.352 euro, la NASpI è calcolata come: (75% di 1.352) + (25% della quota eccedente).

            Esempio NASpI:

            • Retribuzione media: 1.800 euro/mese
            • Calcolo: (75% di 1.352) + (25% di 448) = 1.014 + 112 = 1.126 euro/mese

            Durata NASpI 2026: La NASpI dura la metà delle settimane lavorate negli ultimi 4 anni (massimo 24 mesi).

            Requisiti NASpI:

            • Almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
            • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi prima della disoccupazione
            • Disoccupazione involontaria (licenziamento, fine contratto, dimissioni per giusta causa)

            Riduzione NASpI: Dal 4° mese di percezione, la NASpI si riduce del 3% al mese.

            SFL (Supporto Formazione e Lavoro) Aprile 2026

            Il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) è un contributo di 350 euro/mese per 12 mesi, rivolto a disoccupati tra 18 e 59 anni che non rientrano nei requisiti ADI.

            Pagamento SFL aprile 2026: Il SFL viene pagato il 15 aprile 2026, insieme all’ADI.

            Requisiti SFL 2026:

            • ISEE sotto 6.000 euro
            • Età 18-59 anni
            • Partecipazione a progetti di formazione o tirocinio
            • Non beneficiari di NASpI, ADI o altre indennità INPS

            Durata SFL: Il Supporto per la Formazione e il Lavoro dura 12 mesi continuativi, non rinnovabili (salvo nuove normative).

            Compatibilità SFL: Il SFL è compatibile con redditi da lavoro fino a 3.000 euro/anno. Superata questa soglia, il beneficio si sospende.

            Calendario Completo Pagamenti INPS Aprile 2026

            Ecco la tabella riassuntiva con tutte le date di pagamento INPS aprile 2026:

            Prestazione INPSData pagamento aprile 2026Modalità
            Pensioni (tutte le gestioni)Dal 1° aprile (bonifico) / 1-7 aprile (Poste scaglionato)Bonifico bancario/postale o contanti Poste
            Assegno Unico17-22 aprileBonifico bancario/postale o Poste
            ADI (Assegno Inclusione)15 aprile (carte attive) / 27-30 aprile (nuove)Carta ADI o bonifico
            NASpI10-15 aprileBonifico bancario/postale
            SFL (Supporto Formazione Lavoro)15 aprileBonifico bancario/postale
            Indennità di disoccupazione agricolaVariabile (verifica con INPS)Bonifico

            NOTA BENE: Le date possono subire lievi variazioni in base a festività o problemi tecnici. Verifica sempre l’estratto conto INPS sul portale ufficiale.

            Come Verificare il Pagamento INPS

            Per controllare lo stato del pagamento INPS, accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS:

            1. Vai su www.inps.it
            2. Accedi con SPID/CIE/CNS
            3. Clicca su “Prestazioni e servizi”
            4. Seleziona la tua prestazione (Pensione, NASpI, Assegno Unico, ADI, ecc.)
            5. Consulta “Pagamenti” o “Cedolino”

            Estratto conto pensione: Trovi il cedolino pensione nella sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”.

            Pagamenti Assegno Unico: Consulta “Assegno Unico Universale per i Figli” → “Consulta e gestisci domande” → “Pagamenti”.

            Pagamenti NASpI: Vai su “NASpI: Indennità mensile di disoccupazione” → “Fascicolo previdenziale”.

            DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE? Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a controllare i pagamenti INPS, verificare eventuali ritardi o problemi, e presentare domande di riesame.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Aprile 2026

            Quando arrivano le pensioni di aprile 2026?

            Le pensioni di aprile 2026 vengono pagate dal 1 aprile per chi ha il bonifico su conto corrente. Per il ritiro in contanti presso Poste Italiane, il calendario e scaglionato dal 1 al 7 aprile 2026 in base all’iniziale del cognome.

            Quando viene pagato l’Assegno Unico ad aprile 2026?

            L’Assegno Unico Universale per aprile 2026 sara pagato tra il 17 e il 22 aprile. Chi ha domanda gia approvata e IBAN validato riceve il pagamento prima (17-18 aprile), chi ha fatto domanda di recente o aggiornato ISEE dopo (19-22 aprile).

            ADI aprile 2026: quando arriva il pagamento?

            L’Assegno di Inclusione (ADI) viene pagato il 15 aprile 2026 per chi ha gia la carta ADI attiva. Le nuove domande approvate a marzo riceveranno il pagamento tra il 27 e il 30 aprile.

            Quanto ammonta la NASpI ad aprile 2026?

            La NASpI 2026 ammonta al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, con massimale di circa 1.550 euro al mese. L’importo si riduce del 3% al mese dal quarto mese di percezione.

            Come faccio a sapere se il pagamento INPS e arrivato?

            Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS, vai su Prestazioni e servizi, seleziona la tua prestazione (Pensione, NASpI, Assegno Unico, ADI) e consulta la sezione Pagamenti o Cedolino. In alternativa, rivolgiti al CAF per assistenza.

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            I nostri servizi:

            • Domande NASpI e disoccupazione
            • Assegno Unico e bonus famiglie
            • ADI e SFL
            • Pensioni: calcolo, domanda, riesame
            • Controllo pagamenti e estratti conto INPS
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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              Settembre 18, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 06:00:002026-09-30 08:01:44Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di Lavoro
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              Settembre 15, 2026
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              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-15 06:00:002026-09-30 08:01:54DIS-COLL 2026: Disoccupazione per Collaboratori Coordinati

              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

              ECCELLENTE
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
              Pubblicato su Google Google
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 16:41:462026-05-31 09:42:40Pagamenti INPS Aprile 2026: Calendario Pensioni, Assegno Unico, ADI, NASpI e SFL
              PAC e Pensione

              PAC vs Fondo Pensione: Quale Scegliere per il Lungo Termine

              Risparmio e Investimenti

              PAC assicurativo o Fondo Pensione? Entrambi servono a costruire un capitale per il futuro, ma funzionano in modo completamente diverso. Uno ti fa risparmiare subito sulle tasse, l’altro ti lascia libero di ritirare i soldi quando vuoi. Quale scegliere? Dipende dalla tua situazione: in questa guida li confrontiamo punto per punto, con numeri ed esempi pratici, per aiutarti a prendere la decisione giusta.

              Indice dei contenuti

              1. Cos’e un Fondo Pensione
              2. Cos’e un PAC Assicurativo
              3. Tabella Confronto: PAC vs Fondo Pensione
              4. Il Grande Vantaggio del Fondo Pensione: la Deducibilita
              5. Il Grande Vantaggio del PAC: la Flessibilita
              6. Quando Scegliere il Fondo Pensione
              7. Quando Scegliere il PAC
              8. La Strategia Ottimale: Usare Entrambi
              9. Domande Frequenti

              Cos’e un Fondo Pensione

              Il fondo pensione e uno strumento di previdenza complementare che ti permette di costruire una pensione integrativa rispetto a quella pubblica INPS. Si tratta di un investimento a lungo termine con un obiettivo preciso: garantirti un reddito aggiuntivo quando andrai in pensione.

              Come funziona il fondo pensione

              Ogni mese (o con la periodicita che preferisci) versi una somma nel fondo pensione. Questi contributi vengono investiti in strumenti finanziari diversificati – azioni, obbligazioni, titoli di Stato – in base alla linea di investimento che scegli.

              La caratteristica principale: i contributi versati sono deducibili dal reddito fino a un massimo di 5.164,57 euro l’anno. Questo significa un risparmio fiscale immediato che puo arrivare anche a 2.000 euro l’anno se hai un’aliquota IRPEF elevata.

              Tipologie di fondi pensione

              • Fondi pensione chiusi (negoziali): riservati a specifiche categorie di lavoratori (es. Cometa per metalmeccanici, Fon.Te per commercio)
              • Fondi pensione aperti: accessibili a tutti, gestiti da banche, assicurazioni o SGR
              • PIP (Piani Individuali Pensionistici): polizze assicurative con finalita previdenziali

              Il vincolo temporale

              Il capitale accumulato nel fondo pensione e vincolato fino al raggiungimento della pensione. Puoi richiedere anticipazioni solo in casi specifici:

              • Spese sanitarie gravi: fino al 75% del capitale, in qualsiasi momento
              • Acquisto prima casa: fino al 75%, dopo 8 anni di iscrizione
              • Altre esigenze: fino al 30%, dopo 8 anni di iscrizione

              Per approfondire le opzioni di riscatto del fondo pensione e quando puoi accedere al capitale prima della pensione.

              Cos’e un PAC Assicurativo

              Il PAC assicurativo (Piano di Accumulo del Capitale) e una polizza vita unit linked che ti permette di accumulare capitale nel tempo investendo in fondi interni collegati ai mercati finanziari. A differenza del fondo pensione, non ha finalita previdenziale ma puramente di risparmio e investimento.

              Come funziona il PAC

              Anche in questo caso versi periodicamente (mensilmente, trimestralmente) una somma che viene investita. La differenza fondamentale e che non hai vincoli rigidi: puoi riscattare il capitale quando vuoi, generalmente dopo il primo anno dalla sottoscrizione.

              Per capire meglio il funzionamento, leggi la nostra guida completa al PAC.

              Caratteristiche principali del PAC

              • Nessuna deducibilita fiscale sui versamenti
              • Riscatto possibile dopo 12 mesi (in genere)
              • Tassazione differita: paghi le imposte solo al momento del riscatto
              • Imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze (ridotta al 12,5% per la quota investita in titoli di Stato)
              • Protezione assicurativa: spesso include copertura caso morte o esonero premi

              Tabella Confronto: PAC vs Fondo Pensione

              Ecco un confronto sintetico delle principali differenze tra i due strumenti:

              CaratteristicaFondo PensionePAC Assicurativo
              Deducibilita fiscaleSi, fino a 5.164,57 euro/annoNo
              Vincolo temporaleSi, fino alla pensioneNo, riscatto dopo 1 anno
              Tassazione finale9-15% (agevolata)26% (ma differita)
              AnticipazioniSolo casi specificiSempre possibile
              Versamento TFRSi, possibileNo
              Rendimento storico medio3-5% annuo5-7% annuo
              FlessibilitaBassaAlta
              Coperture accessorieRendita reversibileCaso morte, esonero premi
              PortabilitaSi, tra fondi pensioneNo (riscatto e nuova apertura)
              Finalita principalePensione integrativaAccumulo capitale flessibile

              Il Grande Vantaggio del Fondo Pensione: la Deducibilita

              Il punto di forza assoluto del fondo pensione e la deducibilita fiscale dei contributi. Vediamo cosa significa in pratica con un esempio concreto.

              Come funziona il risparmio fiscale

              Se versi 5.000 euro l’anno in un fondo pensione, questa somma viene sottratta dal tuo reddito imponibile ai fini IRPEF. Il risparmio dipende dalla tua aliquota marginale:

              Reddito annuoAliquota IRPEFRisparmio su 5.000 euro versati
              Fino a 28.000 euro23%1.150 euro
              Da 28.001 a 50.000 euro35%1.750 euro
              Oltre 50.000 euro43%2.150 euro

              Esempio pratico: Mario, dipendente con RAL 55.000 euro

              Mario ha un reddito lordo di 55.000 euro annui e decide di versare il massimo deducibile (5.164,57 euro) nel suo fondo pensione.

              • Aliquota marginale: 43%
              • Risparmio IRPEF immediato: 5.164,57 x 43% = 2.220,77 euro
              • Costo effettivo del versamento: 5.164,57 – 2.220,77 = 2.943,80 euro

              In pratica, Mario investe 5.164 euro ma ne spende davvero solo 2.943. Lo Stato gli “regala” oltre 2.200 euro di risparmio fiscale.

              La tassazione finale agevolata

              Al momento del pensionamento, la prestazione viene tassata con un’aliquota agevolata tra il 9% e il 15%:

              • 15% per i primi 15 anni di iscrizione
              • -0,30% per ogni anno successivo al 15esimo
              • Minimo 9% dopo 35 anni di partecipazione

              Questo rende il fondo pensione uno degli strumenti con la tassazione piu vantaggiosa in assoluto nel panorama italiano. Per approfondire il tema fiscale, consulta la nostra guida sulla tassazione del fondo pensione.

              Il Grande Vantaggio del PAC: la Flessibilita

              Se il fondo pensione vince sulla fiscalita, il PAC vince sulla flessibilita. E questo fa tutta la differenza per chi non vuole (o non puo) vincolare i propri risparmi per decenni.

              Accesso al capitale quando serve

              Con un PAC assicurativo puoi riscattare il capitale in qualsiasi momento dopo il primo anno, senza dover giustificare il motivo e senza penalizzazioni particolari (a parte eventuali costi di uscita anticipata previsti dal contratto).

              Questo significa che se hai 35 anni e tra 10 anni vuoi comprare casa, aprire un’attivita o affrontare una spesa imprevista, puoi farlo senza problemi.

              Cambi obiettivo? Nessun problema

              La vita cambia, e con essa cambiano le priorita. Un PAC ti permette di:

              • Riscattare tutto se hai bisogno di liquidita
              • Riscattare parzialmente per esigenze specifiche
              • Sospendere i versamenti senza penali se attraversi un periodo difficile
              • Modificare l’importo del versamento periodico
              • Cambiare linea di investimento in base alla tua propensione al rischio

              La tassazione differita

              Anche se l’aliquota e piu alta (26%), il PAC offre il vantaggio della tassazione differita: non paghi imposte anno per anno sui guadagni, ma solo al momento del riscatto. Questo permette al capitale di crescere piu velocemente grazie all’effetto compounding.

              Per tutti i dettagli sulla fiscalita, leggi la nostra guida sulla tassazione del PAC.

              Quando Scegliere il Fondo Pensione

              Il fondo pensione e la scelta giusta se ti ritrovi in una di queste situazioni:

              1. Hai un’aliquota IRPEF alta (35% o 43%)

              Se guadagni piu di 28.000 euro lordi annui, il risparmio fiscale del fondo pensione diventa davvero significativo. Con un reddito sopra i 50.000 euro, risparmi oltre 2.000 euro l’anno di tasse versando il massimo deducibile.

              2. Sei sicuro di non aver bisogno di liquidita prima della pensione

              Se hai gia un fondo di emergenza, una casa di proprieta (o non hai intenzione di comprarla), e un lavoro stabile, il vincolo del fondo pensione non ti pesa.

              3. Vuoi massimizzare il risparmio fiscale

              Il fondo pensione e in assoluto lo strumento piu efficiente dal punto di vista fiscale per costruire un capitale per il futuro. Nessun altro investimento offre deducibilita + tassazione finale agevolata.

              4. Hai TFR da destinare

              Se sei un dipendente privato, puoi destinare il TFR futuro al fondo pensione. Questo aumenta ulteriormente l’accumulo senza impattare sul tuo stipendio netto.

              5. Hai accesso a un fondo pensione di categoria

              I fondi pensione negoziali (chiusi) hanno costi bassissimi e spesso prevedono un contributo aggiuntivo del datore di lavoro. Se ne hai diritto, e quasi sempre conveniente aderire.

              Quando Scegliere il PAC

              Il PAC assicurativo e piu adatto se ti ritrovi in queste situazioni:

              1. Vuoi flessibilita totale

              Se non sai cosa fara la tua vita tra 5, 10 o 20 anni, un PAC ti lascia tutte le porte aperte. Puoi usare il capitale per qualsiasi obiettivo: casa, figli, attivita, pensione anticipata, o semplicemente per goderti la vita.

              2. Potresti aver bisogno di liquidita

              Se non hai un fondo di emergenza solido, se stai pensando di comprare casa, o se il tuo lavoro non e stabilissimo, il PAC ti offre una rete di sicurezza che il fondo pensione non puo darti.

              3. Hai gia un fondo pensione aziendale

              Se il tuo datore di lavoro versa gia per te in un fondo pensione (e magari ci metti anche tu qualcosa), hai gia coperto la parte previdenziale. Il PAC ti serve per obiettivi diversi, a medio termine.

              4. Hai un’aliquota IRPEF bassa

              Se guadagni meno di 28.000 euro lordi annui, il vantaggio fiscale del fondo pensione e limitato (solo 23% di risparmio). In questo caso, la flessibilita del PAC potrebbe valere di piu.

              5. Vuoi investire per i figli minorenni

              I fondi pensione intestati ai minori hanno senso solo in casi specifici. Per la maggior parte delle famiglie, un PAC per i figli e la scelta piu pratica e flessibile.

              La Strategia Ottimale: Usare Entrambi

              E se ti dicessimo che la risposta giusta non e “PAC o fondo pensione” ma “PAC e fondo pensione”? Per molte persone, la strategia ottimale e proprio questa: usare entrambi gli strumenti, ciascuno per il suo scopo.

              Come combinare i due strumenti

              La logica e semplice:

              1. Prima: satura la deducibilita del fondo pensione – Versa fino a 5.164,57 euro l’anno per massimizzare il risparmio fiscale
              2. Poi: tutto il resto nel PAC – Quello che riesci a risparmiare oltre i 5.164 euro lo metti in un PAC flessibile

              In questo modo ottieni il meglio dei due mondi: risparmio fiscale garantito + flessibilita per le esigenze di breve-medio termine.

              Esempio pratico: Giulia, 35 anni, reddito 45.000 euro

              Giulia riesce a risparmiare 600 euro al mese (7.200 euro l’anno). Ecco come potrebbe allocarli:

              StrumentoVersamento annuoVantaggio
              Fondo pensione5.164 euro (430 euro/mese)Risparmio IRPEF 1.807 euro (35%)
              PAC assicurativo2.036 euro (170 euro/mese)Flessibilita per obiettivi intermedi
              Totale7.200 euro–

              Risultato dopo 10 anni (ipotizzando rendimento 5% annuo per entrambi):

              • Fondo pensione: circa 67.000 euro + 18.000 euro di risparmio fiscale accumulato
              • PAC: circa 26.000 euro, disponibili in qualsiasi momento

              Giulia avra circa 93.000 euro di capitale accumulato, di cui 26.000 accessibili subito se ne avesse bisogno.

              Perche funziona questa strategia

              La diversificazione tra strumenti ti protegge da diverse situazioni:

              • Emergenza improvvisa: hai il PAC liquido
              • Pensione: hai il fondo pensione ottimizzato fiscalmente
              • Cambio di vita: puoi modulare i versamenti su entrambi
              • Ottimizzazione fiscale: sfrutti sempre il massimo della deducibilita

              Per capire come costruire una pensione integrativa completa con il PAC, leggi la nostra guida al PAC per la pensione integrativa.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti

              Posso avere sia un PAC che un Fondo Pensione?

              Assolutamente si. Non c’e alcun limite normativo al numero di strumenti di risparmio e previdenza che puoi sottoscrivere. Anzi, come abbiamo visto, la combinazione dei due e spesso la strategia piu efficace per bilanciare risparmio fiscale e flessibilita.

              Quale dei due rende di piu?

              Il rendimento lordo dipende dagli investimenti sottostanti, non dallo strumento in se. Storicamente, i PAC assicurativi hanno rendimenti leggermente superiori (5-7% vs 3-5%) perche spesso investono in linee piu dinamiche. Tuttavia, il fondo pensione puo avere un rendimento “effettivo” superiore se consideri il risparmio fiscale: un 4% di rendimento piu un 35% di risparmio IRPEF batte facilmente un 6% senza vantaggi fiscali.

              Come viene tassato il Fondo Pensione?

              Il fondo pensione gode di una tassazione molto favorevole:

              • Durante l’accumulo: i rendimenti sono tassati al 20% (ridotto al 12,5% per la quota in titoli di Stato) – ma e un’imposta sostitutiva, molto piu bassa dell’IRPEF
              • Alla liquidazione: la prestazione e tassata con un’aliquota tra il 9% e il 15%, a seconda degli anni di partecipazione

              Il PAC e meno conveniente fiscalmente?

              Dal punto di vista della deduzione dei versamenti, si: il PAC non offre alcun vantaggio. Pero il PAC compensa con la flessibilita e con la tassazione differita (non paghi imposte finche non riscatti). Per chi ha aliquote IRPEF basse o priorita di breve termine, il PAC puo essere comunque conveniente.

              Cosa succede al Fondo Pensione se cambio lavoro?

              Il fondo pensione e portabile: puoi trasferire la tua posizione da un fondo all’altro senza perdere l’anzianita maturata ne subire tassazione. Se cambi lavoro e passi a un settore con un diverso fondo negoziale, puoi trasferire tutto. Se vai all’estero, puoi mantenere il fondo italiano o riscattarlo (con tassazione del 23%).

              Posso trasferire i soldi dal PAC al Fondo Pensione (o viceversa)?

              Non direttamente. Dovresti prima riscattare il PAC (pagando le imposte sulle plusvalenze), e poi versare nel fondo pensione come nuovo contributo. Il passaggio inverso (da fondo pensione a PAC) e ancora piu complicato perche richiede il riscatto del fondo pensione, possibile solo in casi specifici prima della pensione.

              Conclusione: Quale Scegliere per il Tuo Futuro

              La scelta tra PAC e fondo pensione non e una questione di “meglio o peggio” ma di quale strumento si adatta meglio alla tua situazione.

              Scegli il fondo pensione se:

              • Hai un reddito medio-alto (oltre 28.000 euro)
              • Vuoi massimizzare il risparmio fiscale
              • Puoi permetterti di vincolare il capitale fino alla pensione
              • Hai accesso a un fondo negoziale con contributo datoriale

              Scegli il PAC se:

              • Vuoi massima flessibilita
              • Potresti aver bisogno del capitale prima della pensione
              • Hai gia copertura previdenziale adeguata
              • Hai un reddito basso (il risparmio fiscale sarebbe limitato)

              Scegli entrambi se:

              • Riesci a risparmiare piu di 5.000 euro l’anno
              • Vuoi ottimizzare sia la fiscalita che la flessibilita
              • Hai obiettivi sia di breve che di lungo termine

              La cosa piu importante e iniziare a risparmiare regolarmente, qualunque strumento tu scelga. Il tempo e il tuo alleato piu prezioso quando si tratta di costruire un capitale per il futuro.

              Vuoi Capire Quale Soluzione Fa per Te?

              Ogni situazione e diversa: la scelta tra PAC e fondo pensione dipende dal tuo reddito, dai tuoi obiettivi e dalla tua propensione al rischio. Contatta i nostri consulenti per una valutazione personalizzata e scopri quale combinazione di strumenti e piu adatta alle tue esigenze.

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                Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Risparmio-e-Investimenti.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 14:00:002026-05-31 18:10:04PAC vs Fondo Pensione: Quale Scegliere per il Lungo Termine
                Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

                Come Aprire uno Studio di Geometra: Guida Completa 2026

                regime forfettario partita iva

                Aprire uno studio di geometra libero professionista è il sogno di molti neodiplomati dell’istituto tecnico per geometri e giovani professionisti che vogliono mettersi in proprio. Ma quali sono i requisiti per aprire uno studio di geometra? Quali passaggi burocratici devi affrontare? E soprattutto, quanto costa avviare l’attività?

                In questa guida completa scoprirai tutto l’iter per aprire uno studio tecnico geometra nel 2026: dall’iscrizione all’Albo dei Geometri all’apertura della partita IVA, dai contributi CIPAG alle attrezzature necessarie, fino alla scelta tra studio individuale o associato.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase dell’apertura dello studio: dalla consulenza fiscale iniziale alla gestione contabile annuale, aiutandoti a scegliere il regime fiscale più conveniente e a rispettare tutti gli adempimenti obbligatori.

                Indice dei contenuti

                1. Requisiti per Aprire uno Studio di Geometra
                2. Iter Burocratico: Passaggi Obbligatori
                3. Iscrizione all’Albo dei Geometri
                4. Apertura Partita IVA e Codice ATECO
                5. Iscrizione alla Cassa CIPAG
                6. Costi Iniziali per Aprire lo Studio
                7. Attrezzature e Software Necessari
                8. Studio Individuale o Associato: Cosa Conviene
                9. Domande Frequenti

                Requisiti per Aprire uno Studio di Geometra

                Per aprire uno studio di geometra libero professionista in Italia devi possedere alcuni requisiti obbligatori previsti dalla legge. Non basta il diploma: serve un percorso formativo e professionale ben preciso.

                Il primo requisito è il diploma di geometra conseguito presso un istituto tecnico per geometri (oggi CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio). Il diploma da solo però non ti abilita alla professione: devi completare un tirocinio praticante di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra iscritto all’Albo da almeno 5 anni.

                Durante il tirocinio acquisirai esperienza pratica su:
                – Rilievi topografici e catastali
                – Progettazione edilizia e pratiche urbanistiche
                – Direzione lavori e contabilità di cantiere
                – Pratiche catastali e successioni immobiliari
                – Stime e perizie tecniche

                Completato il tirocinio, devi superare l’esame di Stato per geometri, che si svolge due volte l’anno (sessioni estiva e invernale) e comprende prove scritte, grafiche e un colloquio orale. Solo dopo aver superato l’esame puoi iscriverti all’Albo dei Geometri e Geometri Laureati della tua provincia.

                Altri requisiti fondamentali per aprire lo studio:
                – Cittadinanza italiana o di uno Stato UE
                – Assenza di condanne penali che impediscono l’esercizio della professione
                – Residenza o domicilio professionale nel territorio della provincia dove ti iscrivi
                – Assicurazione professionale RC obbligatoria per legge

                Una volta ottenuta l’iscrizione all’Albo, puoi finalmente aprire la partita IVA come geometra libero professionista e avviare il tuo studio tecnico.

                Iter Burocratico: Passaggi Obbligatori

                L’iter burocratico per aprire uno studio di geometra prevede una serie di passaggi obbligatori da completare in sequenza. Seguire l’ordine corretto ti permette di evitare errori e ritardi nell’avvio dell’attività.

                Ecco i passaggi fondamentali in ordine cronologico:

                1. Iscrizione all’Albo dei Geometri – È il primo passo obbligatorio. Devi presentare domanda al Collegio Geometri della tua provincia entro 30 giorni dal superamento dell’esame di Stato. Senza l’iscrizione all’Albo non puoi esercitare la professione né aprire partita IVA come geometra.

                2. Apertura partita IVA – Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività professionale devi aprire la partita IVA tramite il modello AA9/12 da presentare all’Agenzia delle Entrate. Dovrai indicare il codice ATECO 71.12.10 (attività degli studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici).

                3. Iscrizione CIPAG – Entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA devi iscriverti alla Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri, la cassa previdenziale obbligatoria per tutti i geometri liberi professionisti. L’iscrizione comporta il versamento dei contributi previdenziali calcolati sul reddito professionale.

                4. Apertura casella PEC – Obbligatoria per legge, la Posta Elettronica Certificata serve per tutte le comunicazioni ufficiali con enti pubblici, tribunali, clienti e fornitori. Costa circa 5-10 euro all’anno.

                5. Stipula assicurazione RC professionale – L’assicurazione di responsabilità civile professionale è obbligatoria per tutti i geometri. Copre eventuali danni arrecati ai clienti nello svolgimento dell’attività professionale. Il costo minimo parte da 300-400 euro all’anno.

                6. Iscrizione INAIL – Se svolgi attività che comportano rischi specifici (sopralluoghi in cantiere, rilievi topografici), devi iscriverti all’INAIL per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

                7. Apertura conto corrente professionale – Anche se non obbligatorio, è fortemente consigliato aprire un conto corrente dedicato all’attività professionale per separare le spese personali da quelle dello studio.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti guida in tutto l’iter burocratico, occupandosi dell’apertura partita IVA, dell’iscrizione CIPAG e di tutti gli adempimenti fiscali iniziali.

                Iscrizione all’Albo dei Geometri

                L’iscrizione all’Albo dei Geometri è il requisito fondamentale per esercitare la professione e aprire il tuo studio tecnico. Senza l’iscrizione non puoi firmare progetti, rilievi, perizie o qualsiasi altro atto professionale.

                Per iscriverti devi presentare domanda al Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della provincia dove hai la residenza o dove intendi esercitare la professione. La domanda va presentata entro 30 giorni dal superamento dell’esame di Stato.

                I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo sono:
                – Domanda di iscrizione compilata sul modulo del Collegio
                – Certificato di superamento esame di Stato
                – Copia del diploma di geometra
                – Certificato del casellario giudiziale
                – Attestato di compiuto tirocinio (18 mesi)
                – Documento d’identità e codice fiscale
                – Attestazione di avvenuto pagamento della tassa di iscrizione

                La tassa di iscrizione all’Albo varia da provincia a provincia, ma generalmente si aggira tra 150 e 300 euro. Oltre alla tassa iniziale, dovrai versare un contributo annuale di circa 200-250 euro per mantenere attiva l’iscrizione.

                Una volta accettata la domanda, il Collegio ti rilascia il numero di iscrizione all’Albo, che dovrai indicare su tutti i documenti professionali (preventivi, fatture, relazioni tecniche, progetti). Il numero va riportato anche sul timbro professionale.

                L’iscrizione all’Albo comporta anche alcuni obblighi deontologici:
                – Rispetto del codice deontologico della professione
                – Aggiornamento professionale continuo (crediti formativi)
                – Partecipazione alle assemblee del Collegio
                – Comunicazione tempestiva di variazioni di residenza o dati anagrafici

                Ogni anno il Collegio organizza corsi di formazione obbligatoria per garantire l’aggiornamento professionale. Devi accumulare un numero minimo di crediti formativi per mantenere l’iscrizione attiva.

                Apertura Partita IVA e Codice ATECO

                L’apertura della partita IVA è il passo successivo all’iscrizione all’Albo. Come geometra libero professionista devi aprire partita IVA entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività professionale.

                La procedura di apertura prevede la presentazione del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, che può essere inviato telematicamente o consegnato presso un ufficio territoriale. Il modulo è gratuito e non comporta costi di apertura.

                Il codice ATECO da utilizzare per l’attività di geometra è il 71.12.10 – “Attività degli studi di architettura, ingegneria e altri studi tecnici”. Questo codice identifica l’attività di progettazione, direzione lavori, rilievi topografici, perizie e tutte le prestazioni tecniche tipiche del geometra.

                Insieme al codice ATECO devi scegliere il regime fiscale più adatto alla tua situazione. Per i geometri che iniziano l’attività, il regime forfettario è spesso la scelta più conveniente, a patto di rispettare il limite di ricavi di 85.000 euro all’anno.

                Nel regime forfettario:
                – Applichi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni se sei una startup)
                – Non addebiti IVA in fattura ai clienti
                – Non scarichi l’IVA sugli acquisti
                – Hai una contabilità semplificata
                – Non sei soggetto a ritenuta d’acconto sui compensi

                Se prevedi di superare gli 85.000 euro o hai già avuto partita IVA in passato, puoi optare per il regime ordinario, che prevede l’applicazione dell’IVA al 22% sulle prestazioni e la possibilità di scaricare l’IVA sugli acquisti professionali.

                Altri dati da indicare nell’apertura partita IVA:
                – Sede dell’attività (indirizzo dello studio)
                – Data inizio attività (giorno effettivo di avvio)
                – Tipo di attività (professionale intellettuale)
                – Regime contabile (forfettario o ordinario)

                Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la pratica di apertura partita IVA per geometri, valutando insieme a te il regime fiscale più conveniente e gestendo tutti gli adempimenti iniziali.

                Iscrizione alla Cassa CIPAG

                Tutti i geometri liberi professionisti con partita IVA devono iscriversi obbligatoriamente alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), la cassa previdenziale che gestisce la pensione e le prestazioni assistenziali della categoria.

                L’iscrizione alla CIPAG va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA, pena l’applicazione di sanzioni e interessi di mora. La domanda si presenta online sul portale CIPAG utilizzando le credenziali SPID o CIE.

                I contributi CIPAG da versare ogni anno sono di due tipi:

                1. Contributo soggettivo obbligatorio – Calcolato sul reddito professionale netto con aliquota del 14,5% per il 2026. Se sei in regime forfettario, il reddito si calcola applicando il coefficiente di redditività del 78% ai ricavi. Esiste un minimale contributivo anche per chi non ha reddito: circa 3.700 euro all’anno.

                2. Contributo integrativo – Si applica sui compensi lordi fatturati con aliquota del 5%. Questo contributo va addebitato in fattura al cliente come voce separata e poi versato alla CIPAG. Non è deducibile dal reddito perché è a carico del committente.

                Per i primi 3 anni di attività i geometri under 35 possono beneficiare di una riduzione contributiva del 50% sui contributi minimi, a patto di non aver mai esercitato l’attività professionale in precedenza.

                Le scadenze dei versamenti CIPAG sono quattro:
                – 31 maggio (primo acconto)
                – 31 luglio (secondo acconto)
                – 30 novembre (terzo acconto)
                – 28 febbraio dell’anno successivo (saldo)

                Oltre ai contributi previdenziali, la CIPAG offre diverse prestazioni assistenziali:
                – Assegno di maternità per le geometre
                – Indennità di malattia e infortunio
                – Sussidi per situazioni di disagio economico
                – Borse di studio per figli di iscritti

                L’iscrizione alla CIPAG ti dà diritto alla pensione di vecchiaia (requisiti: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi) o alla pensione anticipata (requisiti: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione dei contributi CIPAG: calcola l’importo dovuto in base al reddito, emette i bollettini F24 per i versamenti e presenta la dichiarazione annuale dei redditi alla Cassa.

                Costi Iniziali per Aprire lo Studio

                Quanto costa aprire uno studio di geometra nel 2026? I costi iniziali variano in base alla tua situazione di partenza (se hai già un locale o lavori da casa, se acquisti attrezzature nuove o usate), ma ecco una stima realistica delle spese da sostenere.

                Costi burocratici obbligatori:

                | Voce | Importo |
                |——|———|
                | Iscrizione Albo Geometri | 150-300 euro (una tantum) |
                | Contributo annuale Albo | 200-250 euro/anno |
                | Apertura partita IVA | Gratuito |
                | Casella PEC | 5-10 euro/anno |
                | Assicurazione RC professionale | 300-600 euro/anno (base) |
                | Iscrizione CIPAG | Gratuita |
                | Contributi CIPAG minimi | Circa 3.700 euro/anno |
                | Totale primo anno | Circa 4.500-5.000 euro |

                Costi attrezzature e arredi:

                | Voce | Importo |
                |——|———|
                | Computer professionale | 800-1.500 euro |
                | Monitor aggiuntivo | 150-300 euro |
                | Stampante multifunzione A3 | 400-800 euro |
                | Scanner documenti | 100-200 euro |
                | Scrivania e sedia ergonomica | 300-600 euro |
                | Armadi e scaffalature | 200-400 euro |
                | Totale arredi | Circa 2.000-4.000 euro |

                Software e licenze professionali:

                I software per geometri sono tra le spese più importanti. Esistono soluzioni gratuite e a pagamento:

                – Software CAD (AutoCAD, BricsCad): 200-1.500 euro/anno
                – Software topografia (Pregeo, CorrMap): 300-800 euro/anno
                – Software pratiche catastali (Docfa, Voltura): 150-400 euro/anno
                – Software computo metrico (PriMus, STR Vision): 300-600 euro/anno
                – Gestionale fatturazione (anche gratuiti): 0-300 euro/anno

                Totale software: 1.000-3.500 euro/anno (esistono pacchetti completi che riducono i costi)

                Locale dello studio:

                Se decidi di aprire uno studio esterno anziché lavorare da casa, devi considerare:
                – Affitto mensile: 300-800 euro/mese (dipende dalla zona)
                – Caparra iniziale: 2-3 mensilità
                – Utenze (luce, gas, internet): 100-200 euro/mese
                – Spese condominiali: 50-150 euro/mese

                Lavorare da casa inizialmente ti permette di ridurre i costi fissi e investire di più in formazione, software e marketing.

                Riepilogo investimento iniziale:

                – Studio da casa: 5.000-10.000 euro (primo anno)
                – Studio con locale: 10.000-20.000 euro (primo anno)

                Molti geometri iniziano con una configurazione base e ampliano progressivamente dotazione e spazi man mano che aumentano i clienti e il fatturato.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a pianificare i costi iniziali e a scegliere il regime fiscale che ti permette di scaricare il massimo delle spese professionali, ottimizzando il carico fiscale fin dal primo anno.

                Attrezzature e Software Necessari

                Per lavorare come geometra libero professionista hai bisogno di attrezzature tecniche e software specializzati che ti permettano di svolgere le attività tipiche della professione: rilievi topografici, progettazione, pratiche catastali, direzione lavori.

                Strumentazione topografica base:

                | Attrezzatura | Costo | Quando serve |
                |————–|——-|————–|
                | Stazione totale | 3.000-15.000 euro | Rilievi topografici complessi |
                | GPS/GNSS | 2.000-10.000 euro | Rilievi georiferiti e catastali |
                | Distanziometro laser | 100-500 euro | Misurazioni interne ed esterne |
                | Livello ottico | 300-1.000 euro | Livellazioni terreni |
                | Treppiede | 80-200 euro | Supporto per strumenti |

                All’inizio non è necessario acquistare tutta la strumentazione. Puoi:
                – Iniziare con un distanziometro laser (indispensabile)
                – Noleggiare strumenti costosi quando servono
                – Acquistare attrezzatura usata certificata
                – Investire gradualmente man mano che aumentano i lavori

                Software professionali indispensabili:

                1. Software CAD – Per disegnare progetti, planimetrie, sezioni:
                – AutoCAD (standard di settore): 1.500 euro/anno
                – BricsCad (alternativa economica): 600 euro/anno
                – DraftSight (versione free limitata): gratuito
                – LibreCAD (open source): gratuito

                2. Software topografia – Per elaborare rilievi e gestire coordinate:
                – Pregeo (obbligatorio per atti di aggiornamento catastale): gratuito Agenzia Entrate
                – CorrMap: 300-500 euro/anno
                – AutoCAD Civil 3D: 2.500 euro/anno

                3. Software pratiche catastali – Per compilare Docfa, volture, visure:
                – Docfa (Agenzia Entrate): gratuito
                – Voltura 1.1 (Agenzia Entrate): gratuito
                – Sofware integrati di mercato: 300-800 euro/anno

                4. Software computo metrico e contabilità lavori:
                – PriMus: 600 euro/anno
                – STR Vision CPM: 400 euro/anno
                – Computi alternativi: da 200 euro/anno

                5. Software gestionale e fatturazione:
                – Fatture in Cloud: 200 euro/anno
                – Aruba Fatturazione Elettronica: 150 euro/anno
                – Software gratuiti ENPAPI: gratuito

                Pacchetti all-in-one:

                Diverse software house offrono pacchetti completi per geometri che includono CAD, topografia, computi, pratiche catastali a prezzi scontati rispetto all’acquisto separato. Valuta queste soluzioni se devi partire da zero.

                Hardware consigliato:

                – Computer desktop o laptop con processore i5/i7 o Ryzen 5/7, RAM minima 16 GB, SSD da 512 GB, scheda grafica dedicata (per CAD 3D)
                – Monitor secondario 24-27 pollici per lavorare su due schermi
                – Stampante multifunzione A3 per stampare progetti e planimetrie
                – Scanner A4 per digitalizzare documenti
                – Tablet per rilievi in campo con app dedicate

                Investimento software primo anno: 1.500-4.000 euro

                Molti software offrono sconti per giovani professionisti o versioni educational per i primi anni di attività. Informati presso i produttori prima dell’acquisto.

                Studio Individuale o Associato: Cosa Conviene

                Quando decidi di aprire uno studio di geometra devi scegliere la forma giuridica più adatta alle tue esigenze. Le opzioni principali sono due: studio individuale o studio associato (o società tra professionisti).

                Studio individuale

                È la forma più semplice e diffusa, soprattutto per chi inizia. Lavori come geometra libero professionista con partita IVA individuale. Sei l’unico titolare dello studio e rispondi personalmente di tutte le obbligazioni professionali.

                Vantaggi dello studio individuale:
                – Massima autonomia decisionale
                – Contabilità semplificata
                – Possibilità di regime forfettario (se entro 85.000 euro)
                – Nessun obbligo di bilancio
                – Nessun costo di costituzione
                – Gestione flessibile di orari e carichi di lavoro

                Svantaggi:
                – Responsabilità illimitata (rispondi con tutto il patrimonio personale)
                – Tutto il carico di lavoro su una sola persona
                – Difficoltà a gestire lavori complessi o simultanei
                – Limitazioni nella crescita dimensionale

                Studio associato o Società tra Professionisti (STP)

                Lo studio associato è una forma di collaborazione tra due o più geometri (o altri professionisti tecnici compatibili: architetti, ingegneri, periti). Ogni associato mantiene la propria partita IVA individuale ma lavora insieme agli altri condividendo spese, clienti e competenze.

                La Società tra Professionisti è una vera società (srl, snc) costituita tra professionisti. Ha partita IVA propria e patrimonio separato dai soci.

                Vantaggi dello studio associato/STP:
                – Condivisione dei costi fissi (affitto, software, attrezzature)
                – Divisione del lavoro e maggiore capacità produttiva
                – Possibilità di offrire servizi integrati (geometra + architetto + ingegnere)
                – Maggiore credibilità verso clienti grandi (enti, imprese)
                – Nella STP: responsabilità limitata al patrimonio societario

                Svantaggi:
                – Necessità di accordi chiari sulla gestione e divisione utili
                – Contabilità più complessa (specie nella STP)
                – Incompatibilità con regime forfettario nella STP
                – Costi di costituzione (per la STP: atto notarile, iscrizione Registro Imprese)
                – Potenziali conflitti tra soci

                Quando conviene lo studio associato?

                Lo studio associato o la STP convengono se:
                – Hai già un buon numero di clienti e prevedi ricavi oltre gli 85.000 euro
                – Vuoi offrire servizi integrati (progettazione + direzione lavori + pratiche catastali + sicurezza cantieri)
                – Lavori su commesse pubbliche o grandi progetti privati
                – Vuoi condividere investimenti costosi (strumentazione topografica, software avanzati)

                Quando conviene lo studio individuale?

                Lo studio individuale conviene se:
                – Sei all’inizio e hai ancora pochi clienti
                – Lavori principalmente su piccole commesse private
                – Vuoi mantenere il regime forfettario
                – Preferisci massima autonomia e flessibilità

                Molti geometri iniziano con uno studio individuale e dopo alcuni anni, quando consolidano il portafoglio clienti e le competenze, valutano l’associazione con altri professionisti per crescere.

                Il CAF Centro Fiscale di Udine ti consiglia sulla forma giuridica più conveniente analizzando la tua situazione specifica e le prospettive di crescita. Ti assiste anche nella costituzione di studi associati o STP, curando tutti gli aspetti fiscali e contributivi.

                Domande Frequenti – Aprire Studio Geometra

                Quanto costa aprire uno studio di geometra?

                I costi iniziali per aprire uno studio di geometra partono da circa 5.000-10.000 euro se lavori da casa, fino a 10.000-20.000 euro se affitti un locale. Le spese principali includono: iscrizione Albo (150-300 euro), assicurazione RC (300-600 euro/anno), contributi CIPAG minimi (3.700 euro/anno), computer e attrezzature (2.000-4.000 euro), software professionali (1.000-3.500 euro/anno).

                Posso aprire uno studio di geometra subito dopo il diploma?

                No, il diploma da solo non basta. Devi completare un tirocinio praticante di 18 mesi presso uno studio professionale e poi superare l’esame di Stato. Solo dopo aver superato l’esame puoi iscriverti all’Albo dei Geometri e aprire la partita IVA come libero professionista.

                È obbligatorio iscriversi alla CIPAG?

                Sì, l’iscrizione alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è obbligatoria per tutti i geometri con partita IVA. Devi iscriverti entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e versare i contributi previdenziali calcolati sul reddito professionale (minimo circa 3.700 euro/anno).

                Quale regime fiscale conviene per un geometra?

                Per i geometri che iniziano l’attività il regime forfettario è generalmente il più conveniente, se rispetti il limite di 85.000 euro di ricavi annui. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni) e hai contabilità semplificata. Se prevedi ricavi superiori o hai già avuto partita IVA, valuta il regime ordinario con il supporto del CAF.

                Posso aprire uno studio di geometra da casa?

                Sì, puoi lavorare da casa come geometra libero professionista. Devi indicare l’indirizzo di casa come sede dell’attività nell’apertura della partita IVA. Lavorare da casa inizialmente ti permette di ridurre i costi fissi e investire di più in attrezzature, software e formazione.

                Quanto guadagna un geometra libero professionista?

                Il guadagno di un geometra dipende dall’esperienza, dalla zona geografica e dalla tipologia di clienti. Nei primi anni un geometra può fatturare tra 20.000 e 40.000 euro annui. Con esperienza e un buon portafoglio clienti si può arrivare a 50.000-80.000 euro o superare i 100.000 euro per gli studi affermati.

                Che software servono per aprire uno studio di geometra?

                I software essenziali sono: un CAD per la progettazione (AutoCAD, BricsCad), software per topografia (Pregeo, CorrMap), software per pratiche catastali (Docfa, Voltura), software per computi metrici (PriMus, STR Vision) e un gestionale di fatturazione. Esistono pacchetti completi per geometri che includono tutte queste funzioni a prezzi scontati.

                Conviene aprire uno studio individuale o associato?

                Dipende dalla tua situazione. Lo studio individuale conviene all’inizio: hai massima autonomia, contabilità semplice e puoi accedere al regime forfettario. Lo studio associato o la Società tra Professionisti conviene quando hai già molti clienti, vuoi offrire servizi integrati o lavorare su commesse grandi. Il CAF ti aiuta a valutare la soluzione migliore.

                Hai bisogno di assistenza per aprire il tuo studio di geometra?

                Aprire uno studio di geometra richiede una pianificazione accurata di tutti gli aspetti fiscali, contributivi e contabili. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni fase: dall’apertura della partita IVA alla scelta del regime fiscale più conveniente, dall’iscrizione CIPAG alla gestione contabile annuale.

                I nostri consulenti specializzati in partite IVA per professionisti ti aiutano a:
                – Valutare il regime fiscale ottimale (forfettario o ordinario)
                – Aprire la partita IVA con il codice ATECO corretto
                – Iscriverti alla CIPAG e calcolare i contributi
                – Gestire la contabilità mensile e le scadenze fiscali
                – Presentare le dichiarazioni annuali (Redditi, IVA, CIPAG)
                – Ottimizzare le spese deducibili e il carico fiscale

                Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

                Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

                Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

                Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
                https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-21 09:00:002026-05-30 00:09:01Come Aprire uno Studio di Geometra: Guida Completa 2026
                Pagina 134 di 190«‹132133134135136›»

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