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Tag Archivio per: spese detraibili 730

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili

Dichiarazione dei redditi 730

Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione più consultata di tutta la dichiarazione dei redditi, perché è lì che si scaricano le spese che riducono l’IRPEF da pagare o aumentano il rimborso. Nel modello 730/2026 il quadro E è composto da 6 sezioni e da decine di righi, ognuno con regole precise: sbagliare un rigo o un codice significa perdere la detrazione o ricevere una lettera di controllo dall’Agenzia delle Entrate.

In questa guida vediamo come compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori: quali spese detraibili 730 elenco vanno in ogni sezione, quali codici usare nei righi E8-E10, come gestire ristrutturazioni, Superbonus, Ecobonus e detrazioni per canoni di locazione. Alla fine trovi la sezione dedicata agli errori più comuni e le FAQ. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale a Udine compila il quadro E per te, garantendo la correttezza di ogni rigo.

Indice dei contenuti

  1. Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono
  2. Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali
  3. Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni
  4. Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)
  5. Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)
  6. Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)
  7. Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)
  8. Errori comuni da evitare
  9. Domande frequenti sul quadro E
  10. Consulenza CAF per la compilazione

Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono

Il quadro E 730 spese detraibili raccoglie tutti gli oneri che riducono l’imposta o il reddito imponibile. È diviso in 6 sezioni, ciascuna con una logica precisa: alcune spese fanno abbassare l’IRPEF (detrazioni), altre riducono direttamente il reddito su cui si calcola l’imposta (deduzioni). Sapere in quale sezione va inserita ogni spesa è il primo passo per compilare correttamente il modello 730/2026.

  • Sezione I — Spese per le quali spetta la detrazione al 19% o 26% (righi E1-E10)
  • Sezione II — Oneri deducibili dal reddito complessivo (righi E21-E32)
  • Sezione III A — Spese per interventi di recupero patrimonio edilizio, Sismabonus e Superbonus (righi E41-E43)
  • Sezione III B — Dati catastali degli immobili oggetto degli interventi
  • Sezione III C — Altre detrazioni sui redditi al 50-110% (righi E56-E59)
  • Sezione IV — Spese per interventi di risparmio energetico Ecobonus (righi E61-E62)
  • Sezione V — Detrazioni per canoni di locazione (righi E71-E72)
  • Sezione VI — Altri dati residuali (rigo E83 e simili)

Attenzione: la differenza tra detrazione e deduzione è fondamentale. La detrazione (Sezioni I, III, IV, V) riduce l’imposta lorda di una percentuale della spesa; la deduzione (Sezione II) abbassa invece il reddito imponibile, quindi il risparmio dipende dall’aliquota IRPEF applicata. Nei prossimi paragrafi analizziamo sezione per sezione i righi quadro E 730 più utilizzati.

Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali

La Sezione I del quadro E 730 spese detraibili è la più utilizzata dai contribuenti italiani, perché contiene le spese detraibili al 19% (in alcuni casi al 26%). I righi da E1 a E7 hanno un’etichetta specifica per ogni tipologia di spesa, mentre i righi E8-E10 sono generici e richiedono un codice numerico.

  • Rigo E1 — Spese sanitarie proprie e per familiari a carico (visite, farmaci, ticket, cure specialistiche). Detrazione 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
  • Rigo E2 — Spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico affetti da patologie esenti
  • Rigo E3 — Spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi ausiliari, sussidi tecnici)
  • Rigo E4 — Spese per acquisto di veicoli destinati a persone con disabilità
  • Rigo E5 — Spese per l’acquisto di cani guida per non vedenti
  • Rigo E6 — Spese sanitarie rateizzate negli anni precedenti (importo superiore a 15.493,71 euro)
  • Rigo E7 — Interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale

Un esempio pratico: Marco ha speso 800 euro tra farmaci e visite specialistiche. Nel rigo E1 indica 800 euro. Il sistema calcola la detrazione sui 670,89 euro eccedenti la franchigia (800 – 129,11), riconoscendo un beneficio del 19%, pari a circa 127 euro di risparmio IRPEF. È essenziale conservare tutti gli scontrini parlanti e le ricevute per almeno 5 anni, in caso di controlli. Per la gestione delle spese sanitarie familiari è utile il servizio dedicato del CAF Centro Fiscale di Udine.

Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni

I righi E8, E9 ed E10 del quadro E 730 spese detraibili raccolgono tutte le altre spese detraibili al 19% (o 26% per alcune erogazioni liberali) che non hanno un rigo dedicato. Per ciascuna spesa va indicato un codice numerico nella colonna di sinistra e l’importo in quella di destra. Il codice identifica il tipo di spesa: sbagliarlo significa perdere la detrazione.

  • Codice 12 — Spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria
  • Codice 13 — Spese universitarie (tasse, corsi di laurea, master statali e non statali entro limiti)
  • Codice 14 — Spese funebri sostenute per la morte di familiari (max 1.550 euro per decesso)
  • Codice 15 — Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) di persone non autosufficienti
  • Codice 16 — Spese per attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anni
  • Codice 17 — Compensi di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale
  • Codice 35 — Erogazioni liberali a favore di ONLUS ed enti del terzo settore
  • Codice 36 — Erogazioni ad associazioni sportive dilettantistiche

L’elenco completo dei codici (dal 12 al 99, con salti) è riportato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Ogni codice ha limiti di importo e requisiti specifici: ad esempio le spese universitarie non statali hanno tetti annui differenziati per area disciplinare e regione. Per non sbagliare, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

Un caso particolare che rientra tra i codici della Sezione I riguarda le famiglie con figli con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): le spese per strumenti compensativi, sussidi tecnici e informatici e doposcuola specialistico hanno un codice dedicato e regole proprie. Per un approfondimento verticale su questa voce di spesa, consulta la nostra guida Spese Detraibili DSA 2026: guida completa per le famiglie con figli con Disturbi dell’Apprendimento.

Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)

La Sezione II del quadro E 730 spese detraibili raccoglie gli oneri deducibili, cioè le spese che si sottraggono direttamente dal reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF. Il vantaggio è proporzionale all’aliquota marginale: chi ha un’aliquota IRPEF alta risparmia di più. I righi vanno da E21 a E32.

  • Rigo E21 — Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS, gestione separata, casse professionali)
  • Rigo E22 — Assegno periodico corrisposto al coniuge separato o divorziato (esclusa la quota per i figli)
  • Rigo E23 — Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) nel limite annuo
  • Rigo E26 — Altri oneri deducibili con codici specifici (rendite, assegni alimentari, contributi consorzi)
  • Rigo E27 — Contributi versati ai fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro annui)

Un caso frequente: Lucia ha una colf regolarmente contrattualizzata e ha versato 900 euro di contributi INPS a suo carico. Indica l’importo nel rigo E23 e ottiene la deduzione entro il limite di 1.549,37 euro annui. Se ha un’aliquota IRPEF del 35%, risparmia circa 315 euro. Ricorda: gli oneri deducibili vanno documentati con ricevute, F24 o bollettini nominativi.

Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)

La Sezione III A del quadro E è dedicata ai lavori edilizi agevolati. I righi E41-E43 ospitano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazioni), gli interventi Sismabonus e le spese ammesse al Superbonus. Per ogni intervento vanno indicati anno, importo totale, quota annuale e dati catastali dell’immobile (che si inseriscono poi nella Sezione III B).

  • Bonus ristrutturazioni — Detrazione del 50% per interventi su abitazione principale (nel 2026 aliquota confermata solo per prima casa; altri immobili al 36%)
  • Sismabonus — Detrazioni variabili in base alla riduzione della classe di rischio sismico
  • Superbonus — Aliquota residua per interventi ammessi nei limiti previsti dalla normativa vigente

Le detrazioni edilizie si ripartiscono in 10 rate annuali di pari importo. Ogni anno va indicato l’importo della quota di competenza, non l’intero costo dei lavori. Nella Sezione III B vanno riportati i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno, comune) sui quali sono stati eseguiti gli interventi: senza questi dati la detrazione può essere disconosciuta.

Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)

La Sezione III C del quadro E 730 spese detraibili ospita le altre detrazioni sui redditi derivanti da interventi edilizi speciali, con aliquote variabili dal 50% al 110%. I righi principali sono E56-E59, dedicati a specifiche misure agevolative.

  • Rigo E57 — Bonus mobili ed elettrodomestici per l’arredo di immobili ristrutturati (aliquota e limiti annuali definiti dalla legge di bilancio vigente)
  • Righi E56-E59 — Detrazioni per colonnine di ricarica veicoli elettrici e altre misure agevolative con aliquote 50-110%

La Sezione IV è invece dedicata all’Ecobonus, cioè agli interventi di risparmio energetico qualificato. I righi E61-E62 ospitano spese per coibentazione, sostituzione infissi, caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari termici. Le aliquote sono variabili, in genere 50% o 65% a seconda dell’intervento e dell’immobile.

Esempio: Anna ha sostituito la caldaia con una a condensazione ad alta efficienza spendendo 4.000 euro. Nel rigo E61 indica la spesa con il codice corrispondente, ottenendo una detrazione ripartita in 10 anni. Ogni anno riporta la quota di competenza nel 730 successivo, finché la detrazione non è completamente utilizzata.

Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)

La Sezione V del quadro E 730 spese detraibili è riservata agli inquilini che vivono in affitto nell’abitazione principale. I righi E71 ed E72 permettono di ottenere una detrazione IRPEF forfettaria, il cui importo varia in base al reddito complessivo e alla tipologia di contratto.

  • Rigo E71 — Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, con codice che identifica il tipo di contratto (canone libero, canone concordato, giovani under 31)
  • Rigo E72 — Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro

Attenzione: la detrazione è forfettaria, cioè fissa in base al reddito e al tipo di contratto, non commisurata al canone effettivamente pagato. Il beneficio si esaurisce se il reddito complessivo supera i limiti previsti (in genere 30.987,41 euro). Per contratti a canone concordato ed inquilini giovani gli importi sono più favorevoli.

Errori comuni da evitare nella compilazione

Compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori richiede attenzione, perché ogni rigo ha regole diverse e i codici non ammettono confusione. Gli errori più frequenti che ci capitano di correggere presso il CAF Centro Fiscale di Udine sono i seguenti.

  • Confondere detrazione e deduzione: inserire un contributo previdenziale nel rigo E1 anziché in E21 fa perdere il beneficio
  • Sbagliare il codice nei righi E8-E10 (es. usare il codice 13 per spese scolastiche anziché il 12)
  • Non applicare la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie in E1
  • Dimenticare i dati catastali nella Sezione III B per le detrazioni edilizie
  • Indicare l’intero costo dei lavori anziché la quota annuale in E41-E43 (le detrazioni si ripartiscono in 10 rate)
  • Non conservare i giustificativi (scontrini parlanti, fatture, bonifici parlanti per ristrutturazioni)

Il modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate contiene molti dati già inseriti, ma non è infallibile: mancano spesso spese sanitarie non trasmesse, detrazioni per familiari, oneri deducibili. Verificare e integrare il precompilato è indispensabile.

Domande frequenti sul quadro E

Consulenza CAF per la compilazione del quadro E

Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione dove si concentra il maggior valore economico per il contribuente, ma anche il maggior rischio di errori. Un rigo sbagliato, un codice errato o un giustificativo mancante possono trasformare un rimborso in una lettera di controllo. Per questo affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura: i nostri operatori compilano ogni rigo del quadro E verificando tutti i codici spesa e la documentazione, così ottieni il massimo del rimborso senza rischi.

Offriamo il servizio 730 sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia: raccogliamo i tuoi documenti, calcoliamo la dichiarazione e ti restituiamo il modello firmato. Per iniziare puoi prenotare un appuntamento o consultare la pagina dedicata al servizio 730 del CAF Centro Fiscale a Udine.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-06 07:42:322026-07-06 07:42:32Come compilare il quadro E del 730 nel 2026: guida spese detraibili
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Dichiarazione dei redditi 730

Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

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Indice dei contenuti

  1. Le novità del Modello 730 2026
  2. Scadenze del Modello 730 2026
  3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
  4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
  5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
  6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
  7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
  8. Documenti da portare al CAF per il 730
  9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
  10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

Le novità del Modello 730 2026

Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Fino a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

  • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
  • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
  • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

Scadenze del Modello 730 2026

Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

AdempimentoScadenza
Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

Spese sanitarie

Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
  • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
  • Ricoveri e interventi chirurgici
  • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
  • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
  • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
  • Fisioterapia e terapie riabilitative
  • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

Interessi passivi su mutuo per la prima casa

Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

Spese per istruzione

Sono detraibili al 19% le spese per:

  • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
  • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
  • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
  • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
  • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
  • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

Premi assicurativi

I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

Spese veterinarie

Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

Spese funebri

Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

Erogazioni liberali (donazioni)

Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

  • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
  • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

Contributi previdenziali e assistenziali

I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

  • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
  • Contributi artigiani e commercianti
  • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
  • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
  • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

Fondi pensione complementare

I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

Assegno di mantenimento al coniuge separato

L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

Spese mediche per persone con disabilità

Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

Erogazioni liberali a enti religiosi

Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

Detrazione per coniuge a carico

La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

Detrazione per altri familiari a carico

Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

  1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
  2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
  3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

Documenti da portare al CAF per il 730

Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

  • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
  • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
  • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
  • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
  • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
  • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
  • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
  • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
  • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
  • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

  • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
  • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
  • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

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Domande frequenti sul Modello 730 2026

Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

Entro quando si deve presentare il Modello 730?

La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

Posso detrarre le spese pagate in contanti?

Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
CAF

Estratto Conto Bancario al Posto delle Ricevute POS: Guida Completa alla Novità 2024

Elenco documenti per MODELLO 730 Dichiarazione dei redditi

Dal 2024 i contribuenti italiani possono utilizzare l’estratto conto bancario o della carta di credito come documento alternativo alle ricevute POS per documentare le spese detraibili nella dichiarazione dei redditi. Questa semplificazione, introdotta per ridurre gli oneri documentali, permette di portare in detrazione spese mediche, veterinarie e altre spese tracciabili anche senza la classica ricevuta cartacea del POS, purché l’estratto conto riporti tutti i dati obbligatori richiesti dall’Agenzia delle Entrate.

In questa guida completa analizziamo la normativa di riferimento, quando e come si può usare l’estratto conto al posto della ricevuta POS, quali sono i requisiti che deve avere il documento per essere valido, le differenze tra i due sistemi di documentazione, i vantaggi e i limiti della novità, con esempi pratici e una sezione FAQ per chiarire tutti i dubbi per la dichiarazione dei redditi 730.

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Indice dei contenuti

  1. Normativa di Riferimento: Decreto Fiscale 2024 e Circolare Agenzia Entrate
  2. Quando Si Può Usare l’Estratto Conto al Posto della Ricevuta POS
  3. Requisiti dell’Estratto Conto per Essere Valido: Dati Obbligatori
  4. Differenze tra Estratto Conto e Ricevuta POS: Tabella Comparativa
  5. Vantaggi per il Contribuente
  6. Limiti e Criticità della Novità
  7. Spese Detraibili Interessate dalla Novità
  8. Come Conservare Correttamente la Documentazione per il 730
  9. Esempi Pratici e Casi Concreti
  10. Errori da Evitare
  11. Domande Frequenti (FAQ)

Normativa di Riferimento: Decreto Fiscale 2024 e Circolare Agenzia Entrate

La possibilità di utilizzare l’estratto conto bancario o della carta di credito come documento valido per certificare le spese detraibili è stata introdotta dal Decreto Legislativo n. 1/2024 (Decreto Adempimenti) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio 2024. Questo decreto fa parte del piano di semplificazione fiscale voluto dal governo per ridurre gli oneri burocratici a carico dei contribuenti.

La misura è stata successivamente chiarita dalla Circolare n. 6/E del 28 marzo 2024 dell’Agenzia delle Entrate, che ha specificato i requisiti tecnici che devono avere gli estratti conto per essere considerati documenti probatori validi ai fini delle detrazioni IRPEF nel modello 730.

Il riferimento normativo principale è l’articolo 4, comma 3, del DLgs 1/2024, che modifica l’articolo 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) in materia di documentazione delle spese sanitarie, veterinarie e di altre spese detraibili che devono essere pagate con mezzi tracciabili.

La normativa si applica alle spese sostenute dal 1° gennaio 2024 in poi e riguarda tutte le tipologie di spese per le quali è già obbligatorio il pagamento con metodi tracciabili (carte, bancomat, bonifici, assegni).

Quando Si Può Usare l’Estratto Conto al Posto della Ricevuta POS

L’estratto conto bancario o della carta di credito può sostituire la ricevuta POS in tutti i casi in cui la spesa è stata effettuata con metodi di pagamento tracciabili. Nello specifico, l’estratto conto è valido per documentare:

  • Spese mediche e sanitarie (visite specialistiche, esami diagnostici, acquisto di farmaci con ricetta, prestazioni odontoiatriche)
  • Spese veterinarie per la cura di animali da compagnia
  • Spese per attività sportive dei figli (palestre, piscine, corsi sportivi)
  • Spese scolastiche e universitarie
  • Spese per servizi di assistenza personale (badanti, colf con pagamento tracciabile)
  • Premi assicurativi pagati con carta o bonifico
  • Spese per intermediazione immobiliare
  • Spese funebri
  • Spese per l’acquisto di abbonamenti ai trasporti pubblici

L’estratto conto NON può sostituire la ricevuta POS nei seguenti casi:

  • Quando è richiesta una fattura (es. interventi di ristrutturazione edilizia)
  • Quando è richiesta una certificazione specifica (es. certificazione per asili nido)
  • Quando il pagamento è avvenuto in contanti (ovviamente non tracciabile)
  • Per spese che richiedono documentazione aggiuntiva (es. prescrizione medica per alcuni dispositivi medici)

Importante: l’estratto conto può essere usato anche se il contribuente è in possesso della ricevuta POS, come documento alternativo o integrativo.

Requisiti dell’Estratto Conto per Essere Valido: Dati Obbligatori

Perché l’estratto conto bancario o della carta di credito possa essere utilizzato come documento probatorio per le spese detraibili, deve contenere obbligatoriamente i seguenti dati, come specificato dalla Circolare n. 6/E del 28 marzo 2024:

1. Data dell’operazione

Deve coincidere con la data in cui è stata effettuata la spesa (non la data di addebito sul conto, che potrebbe essere successiva).

2. Importo esatto della transazione

Deve corrispondere all’importo della spesa da portare in detrazione.

3. Descrizione della transazione

Deve contenere informazioni sufficienti per identificare il tipo di spesa e il beneficiario del pagamento. Esempi: “Pagamento POS presso Farmacia XYZ“, “Pagamento presso Studio Medico Dr. Rossi“, “Bonifico a Clinica ABC“.

4. Dati del beneficiario

Nome del professionista, denominazione della struttura sanitaria, farmacia, o altro soggetto che ha ricevuto il pagamento. Se il beneficiario è identificabile dalla descrizione dell’operazione, questo requisito è soddisfatto.

5. Codice identificativo della transazione

Numero di autorizzazione POS o codice univoco della transazione.

Se l’estratto conto non riporta tutti questi dati in modo chiaro, potrebbe non essere sufficiente e sarà necessario conservare anche altri documenti integrativi (fattura, ricevuta, scontrino parlante).

ATTENZIONE: Non tutti gli estratti conto riportano automaticamente tutti questi dati. È consigliabile verificare preventivamente con la propria banca o l’emittente della carta di credito che l’estratto conto contenga le informazioni richieste.

Differenze tra Estratto Conto e Ricevuta POS: Tabella Comparativa

Ecco una tabella che riassume le principali differenze tra l’estratto conto bancario e la ricevuta POS tradizionale come documenti probatori per le spese detraibili:

CaratteristicaRicevuta POSEstratto Conto
EmissioneImmediata al momento del pagamentoPeriodica (mensile o trimestrale)
Dati presentiData, importo, codice transazione, beneficiarioData, importo, descrizione transazione, beneficiario (se disponibile)
ConservazioneCartacea o digitale, deve essere conservata dal contribuenteFornito automaticamente dalla banca
ValiditàSempre valida se completaValida solo se contiene tutti i dati obbligatori
Facilità di smarrimentoAlta (documento cartaceo piccolo)Bassa (documento bancario conservato digitalmente)
Integrazione con altri documentiNon necessaria se completaPuò richiedere integrazione con fattura o ricevuta se dati insufficienti
Accettazione da parte del CAFSempre accettataAccettata se conforme ai requisiti
RecuperabilitàDifficile se persaFacile, richiedibile alla banca anche a distanza di tempo

In sintesi, la ricevuta POS rimane il documento più completo e sicuro, ma l’estratto conto offre un’alternativa comoda soprattutto per chi ha smarrito le ricevute originali o per ridurre l’accumulo di documentazione cartacea.

Vantaggi per il Contribuente: Perché la Novità È Utile

L’introduzione dell’estratto conto come documento alternativo alle ricevute POS porta diversi vantaggi concreti per i contribuenti:

  1. Riduzione del carico documentale: non è più necessario conservare tutte le ricevute cartacee durante l’anno. L’estratto conto bancario, che molti contribuenti già conservano o consultano regolarmente, diventa sufficiente.
  2. Recuperabilità delle spese dimenticate: se hai smarrito una ricevuta POS ma hai effettuato il pagamento con carta, puoi recuperare la documentazione richiedendo l’estratto conto alla banca, anche a distanza di mesi.
  3. Semplificazione nella raccolta documenti per il 730: al momento di preparare la dichiarazione dei redditi, basta scaricare gli estratti conto dell’anno invece di cercare singole ricevute sparse.
  4. Riduzione del rischio di perdita documentale: le ricevute POS cartacee si scoloriscono, si strappano o si perdono facilmente. Gli estratti conto digitali sono più sicuri e conservabili nel tempo.
  5. Velocizzazione delle verifiche da parte del CAF: il commercialista o il CAF possono verificare più rapidamente le spese tracciabili consultando un unico documento (estratto conto) invece di decine di ricevute separate.
  6. Maggiore certezza sulla tracciabilità: l’estratto conto bancario è un documento ufficiale emesso da un istituto di credito, quindi ha valore probatorio più forte rispetto a una semplice ricevuta.
  7. Allineamento con l’era digitale: la misura si inserisce nel processo di digitalizzazione della PA e semplificazione degli adempimenti fiscali.

Limiti e Criticità della Novità: Cosa Occorre Sapere

Nonostante i vantaggi, l’utilizzo dell’estratto conto al posto delle ricevute POS presenta anche alcuni limiti e criticità da considerare:

  1. Completezza delle informazioni: non tutti gli estratti conto riportano il dettaglio completo del beneficiario. Se nell’estratto compare solo “Pagamento POS” senza ulteriori specifiche, potrebbe non essere sufficiente per identificare la natura della spesa.
  2. Difficoltà nell’identificazione della tipologia di spesa: se hai effettuato più pagamenti presso la stessa struttura (es. farmacia) nello stesso giorno, l’estratto conto potrebbe non permettere di distinguere tra farmaci detraibili e prodotti non detraibili.
  3. Necessità di documentazione integrativa: per alcune spese l’estratto conto non basta. Ad esempio, per farmaci da banco serve comunque lo scontrino parlante che indichi il codice fiscale e la natura del farmaco.
  4. Variabilità tra istituti bancari: ogni banca struttura l’estratto conto in modo diverso. Alcune banche forniscono dettagli completi, altre no. È necessario verificare preventivamente.
  5. Tempi di disponibilità: se hai bisogno dell’estratto conto per una spesa recente, potresti dover attendere la chiusura del periodo di rendicontazione (fine mese) prima di averlo disponibile.
  6. Controlli più approfonditi: l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere ulteriori verifiche o integrazioni documentali in caso di controllo, se l’estratto conto non è sufficientemente dettagliato.
  7. Non sostituisce la prescrizione medica: per dispositivi medici o farmaci che richiedono prescrizione, l’estratto conto certifica il pagamento ma non sostituisce la ricetta o certificazione medica necessaria.

Consiglio pratico: conserva comunque le ricevute POS originali quando possibile, usando l’estratto conto come alternativa solo quando necessario o come documento integrativo.

Spese Detraibili Interessate dalla Novità: Elenco Completo

La possibilità di usare l’estratto conto al posto della ricevuta POS riguarda tutte le spese detraibili per le quali è già previsto l’obbligo di pagamento tracciabile. Ecco l’elenco dettagliato:

SPESE MEDICHE E SANITARIE (detraibili al 19%)

  • Visite mediche specialistiche
  • Analisi cliniche ed esami diagnostici
  • Prestazioni chirurgiche
  • Cure odontoiatriche
  • Fisioterapia e riabilitazione
  • Acquisto di farmaci con ricetta medica
  • Acquisto di dispositivi medici (occhiali, apparecchi acustici, tutori)
  • Ricoveri ospedalieri
  • Prestazioni di assistenza infermieristica
  • Prestazioni rese da psicologi e psicoterapeuti

SPESE VETERINARIE (detraibili al 19%, max 500 euro)

  • Visite veterinarie
  • Interventi chirurgici su animali da compagnia
  • Acquisto di farmaci veterinari
  • Analisi ed esami diagnostici per animali

ALTRE SPESE DETRAIBILI

  • Spese per attività sportive dei figli minori (detraibili al 19%, max 210 euro per figlio)
  • Spese per iscrizione a università pubbliche e private (detraibili al 19%)
  • Spese per asili nido (detraibili al 19%, max 632 euro per figlio)
  • Spese funebri (detraibili al 19%, max 1.550 euro)
  • Spese per addetti all’assistenza personale (detraibili al 19%, max 2.100 euro)
  • Premi assicurativi per rischio morte/invalidità permanente (detraibili al 19%)
  • Spese per intermediazione immobiliare (detraibili al 19%, max 1.000 euro)
  • Abbonamenti ai trasporti pubblici (detraibili al 19%, max 250 euro)

IMPORTANTE: Per tutte queste spese è già obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Il contante non è ammesso e quindi non genera alcuna detrazione.

Come Conservare Correttamente la Documentazione per il 730

Per utilizzare correttamente l’estratto conto come documento probatorio delle spese detraibili nel modello 730, è fondamentale seguire alcune regole di conservazione:

1. TEMPI DI CONSERVAZIONE

  • Gli estratti conto devono essere conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (termine di decadenza per gli accertamenti fiscali).
  • Meglio conservare per 6-7 anni per sicurezza, considerando eventuali ritardi negli accertamenti.

2. FORMATO DI CONSERVAZIONE

  • Estratti conto cartacei: conservare in un raccoglitore dedicato, divisi per anno fiscale.
  • Estratti conto digitali (PDF): salvare su computer o cloud, creare una cartella per ogni anno fiscale (es. “730_2024”, “730_2025”).
  • Consiglio: preferire il formato digitale, più sicuro e duraturo nel tempo.

3. INTEGRAZIONE CON ALTRI DOCUMENTI

  • Se l’estratto conto non è sufficientemente dettagliato, conservare anche le ricevute originali, le fatture o gli scontrini parlanti.
  • Per farmaci: conservare comunque lo scontrino parlante che indica il codice fiscale e la natura del farmaco.
  • Per dispositivi medici: conservare la prescrizione medica e la certificazione di conformità.

4. ORGANIZZAZIONE PRATICA

  • Crea un file Excel o un documento di riepilogo con tutte le spese detraibili dell’anno, indicando per ciascuna: data, importo, beneficiario, tipo di spesa, riferimento all’estratto conto.
  • Evidenzia sull’estratto conto le transazioni detraibili con un evidenziatore colorato (se cartaceo) o note/commenti (se digitale).

5. BACKUP E SICUREZZA

  • Se conservi gli estratti conto in digitale, fai backup regolari su supporti diversi (PC + hard disk esterno + cloud).
  • Non affidarti solo all’home banking: le banche conservano gli estratti online per un periodo limitato (generalmente 3-5 anni). Scarica e salva i tuoi estratti regolarmente.

6. PREPARAZIONE PER IL CAF

  • Quando prepari i documenti per il commercialista o il CAF, stampa o invia solo le pagine dell’estratto conto che contengono le transazioni detraibili, evidenziate.
  • Prepara un elenco riepilogativo delle spese con riferimento ai movimenti dell’estratto conto per facilitare il lavoro del professionista.

ATTENZIONE: In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, sarà tua responsabilità fornire la documentazione richiesta entro i termini stabiliti. Una corretta conservazione ti eviterà problemi.

Esempi Pratici e Casi Concreti

Vediamo alcuni esempi pratici per capire meglio come funziona l’utilizzo dell’estratto conto al posto delle ricevute POS:

ESEMPIO 1 – SPESE MEDICHE

Maria ha effettuato una visita cardiologica presso uno studio privato, pagando 120 euro con carta di credito. Ha smarrito la ricevuta POS. Nel suo estratto conto della carta di credito compare:

  • Data: 15/03/2024
  • Importo: 120,00 euro
  • Descrizione: “Pagamento POS – Studio Medico Dr. Bianchi – Cardiologia“
  • Codice transazione: 456789

✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: contiene tutti i dati necessari (data, importo, beneficiario identificabile, descrizione chiara del servizio). Maria può portare la spesa in detrazione nel 730/2025.

ESEMPIO 2 – FARMACI

Giovanni ha acquistato farmaci per 45 euro con bancomat presso la Farmacia Centrale. Nel suo estratto conto bancario compare:

  • Data: 22/04/2024
  • Importo: 45,00 euro
  • Descrizione: “Pagamento POS – Farmacia”

❌ QUESTO ESTRATTO CONTO NON È SUFFICIENTE: manca il nome specifico della farmacia e soprattutto non indica se i farmaci acquistati sono detraibili (con ricetta) o prodotti non detraibili (parafarmaci, cosmetici). Giovanni deve recuperare lo scontrino parlante o la ricevuta originale.

ESEMPIO 3 – SPESE VETERINARIE

Laura ha portato il suo cane dal veterinario, pagando 180 euro con carta di debito. Nell’estratto conto compare:

  • Data: 10/05/2024
  • Importo: 180,00 euro
  • Descrizione: “Pagamento POS – Clinica Veterinaria Fido – Dr. Rossi“
  • Codice transazione: 789456

✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: contiene tutti i dati necessari. Laura può portare la spesa in detrazione (max 500 euro annui per spese veterinarie).

ESEMPIO 4 – PIÙ PAGAMENTI STESSO GIORNO

Marco ha fatto due pagamenti presso la stessa farmacia lo stesso giorno: 35 euro per farmaci con ricetta (detraibili) e 28 euro per integratori (non detraibili). Nel suo estratto conto compare:

  • Ore 10:15 – 35,00 euro – “Pagamento POS – Farmacia San Marco”
  • Ore 10:20 – 28,00 euro – “Pagamento POS – Farmacia San Marco”

❌ QUESTO ESTRATTO CONTO NON È SUFFICIENTE DA SOLO: per distinguere tra la spesa detraibile e quella non detraibile, Marco deve conservare anche gli scontrini originali che indicano la natura dei prodotti acquistati.

ESEMPIO 5 – BONIFICO PER ASSISTENZA

Anna ha pagato 500 euro alla badante di sua madre con bonifico bancario. Nel suo estratto conto compare:

  • Data: 01/06/2024
  • Importo: 500,00 euro
  • Causale bonifico: “Pagamento assistenza Sig.ra Verdi – Maggio 2024”
  • Beneficiario: Maria Rossi (badante regolarmente assunta)

✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: il bonifico è un metodo di pagamento tracciabile e l’estratto conto riporta tutti i dati necessari. Anna può portare la spesa in detrazione (max 2.100 euro annui).

Errori da Evitare nella Documentazione delle Spese Detraibili

Per sfruttare correttamente la possibilità di usare l’estratto conto al posto delle ricevute POS ed evitare problemi in caso di controlli fiscali, ecco gli errori più comuni da evitare:

1. ERRORE: Buttare via le ricevute POS pensando che l’estratto conto basti sempre

CORRETTO: Conserva le ricevute originali quando contengono informazioni importanti non presenti nell’estratto conto (es. scontrini parlanti di farmacia con codice fiscale).

2. ERRORE: Non verificare che l’estratto conto contenga tutti i dati obbligatori

CORRETTO: Controlla periodicamente che gli estratti conto della tua banca riportino data, importo, beneficiario e descrizione dettagliata delle transazioni. Se mancano questi dati, chiedi alla banca un formato più dettagliato o conserva le ricevute.

3. ERRORE: Pagare in contanti pensando di recuperare la spesa con altri documenti

CORRETTO: Per avere diritto alla detrazione, devi SEMPRE pagare con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Il contante non è ammesso.

4. ERRORE: Non scaricare tempestivamente gli estratti conto digitali

CORRETTO: Scarica e salva gli estratti conto appena disponibili sul tuo home banking. Le banche non conservano gli estratti online per sempre (generalmente 3-5 anni).

5. ERRORE: Presentare al CAF solo l’estratto conto senza evidenziare le spese detraibili

CORRETTO: Evidenzia o annota le transazioni detraibili sull’estratto conto per facilitare il lavoro del commercialista e velocizzare la preparazione del 730.

6. ERRORE: Confondere la data della transazione con la data di addebito

CORRETTO: La data che conta ai fini fiscali è quella della transazione (quando hai effettuato il pagamento), non quella di addebito sul conto corrente che può essere successiva.

7. ERRORE: Non conservare la documentazione integrativa (prescrizioni, certificazioni)

CORRETTO: L’estratto conto certifica il pagamento, ma per alcune spese serve anche altra documentazione (es. prescrizione medica per dispositivi medici, certificazione per asilo nido).

8. ERRORE: Usare carte intestate ad altri per pagare le proprie spese detraibili

CORRETTO: Le spese sono detraibili solo se pagate dal contribuente che le porta in detrazione. Se paghi con la carta di un familiare, devi documentare il rapporto e il motivo.

9. ERRORE: Non tenere traccia delle spese durante l’anno

CORRETTO: Crea un file Excel o un documento dove annoti tutte le spese detraibili mese per mese, così a fine anno avrai già tutto pronto per il 730.

10. ERRORE: Superare i limiti di spesa detraibili pensando di portare tutto in detrazione

CORRETTO: Verifica sempre i tetti massimi di spesa detraibile per ogni categoria (es. max 500 euro per spese veterinarie, max 632 euro per asili nido). L’eccedenza non è detraibile.

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📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti (FAQ) sull’Estratto Conto e Detrazioni Fiscali

Posso usare l’estratto conto della carta di credito al posto della ricevuta POS per le spese mediche?

Sì, dal 2024 puoi usare l’estratto conto della carta di credito come documento probatorio per le spese mediche detraibili nel 730, purché contenga tutti i dati obbligatori: data della transazione, importo esatto, descrizione con identificazione del beneficiario (medico, struttura sanitaria) e codice transazione. Se l’estratto conto non riporta queste informazioni in modo chiaro, dovrai conservare anche la ricevuta POS o la fattura originale.

L’estratto conto vale anche per i farmaci acquistati in farmacia?

L’estratto conto vale per documentare il pagamento, ma per i farmaci è comunque necessario conservare lo scontrino parlante della farmacia che riporta il codice fiscale e indica quali prodotti sono medicinali detraibili. L’estratto conto da solo non permette di distinguere tra farmaci con ricetta (detraibili) e prodotti da banco o parafarmaci (non detraibili).

Se ho perso la ricevuta POS posso recuperare la detrazione con l’estratto conto?

Sì, se hai smarrito la ricevuta POS ma hai pagato con carta, bancomat o bonifico, puoi recuperare la documentazione richiedendo l’estratto conto alla tua banca. Verifica però che l’estratto contenga tutti i dati richiesti dalla normativa (data, importo, beneficiario identificabile, descrizione della transazione). Se l’estratto conto è incompleto, potrebbe non essere sufficiente.

L’estratto conto sostituisce completamente la ricevuta POS?

No, l’estratto conto non sostituisce completamente la ricevuta POS in tutti i casi. È un documento alternativo valido quando contiene tutte le informazioni necessarie, ma ci sono situazioni in cui serve comunque la ricevuta originale o altra documentazione integrativa (es. scontrini parlanti di farmacia, prescrizioni mediche, certificazioni per asili nido). La ricevuta POS rimane il documento più completo e sicuro.

Devo conservare sia l’estratto conto che la ricevuta POS?

Non è obbligatorio conservare entrambi i documenti, ma è consigliabile. La ricevuta POS contiene spesso informazioni più dettagliate, mentre l’estratto conto è più facile da recuperare in caso di smarrimento e ha valore probatorio più forte. Conserva almeno uno dei due documenti, preferibilmente quello più completo. Se l’estratto conto è dettagliato, può bastare quello.

Quanto tempo devo conservare gli estratti conto per le detrazioni fiscali?

Devi conservare gli estratti conto per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, che è il termine di decadenza per gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate. È consigliabile conservarli per 6-7 anni per sicurezza. Preferisci il formato digitale (PDF scaricato dall’home banking e salvato su PC/cloud) che è più duraturo e sicuro del formato cartaceo.

Se l’estratto conto riporta solo Pagamento POS senza altri dettagli è sufficiente?

No, un estratto conto che riporta solo Pagamento POS senza indicare il beneficiario (nome medico, struttura sanitaria, farmacia, ecc.) non è sufficiente per documentare la spesa detraibile. In questo caso devi conservare la ricevuta POS originale o la fattura. Verifica con la tua banca se è possibile ottenere un formato di estratto conto più dettagliato.


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Gestire correttamente la documentazione delle spese detraibili richiede attenzione ai dettagli e conoscenza della normativa. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo risparmio fiscale possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che la tua documentazione (estratti conto, ricevute, fatture) sia conforme ai requisiti dell’Agenzia delle Entrate, compilare correttamente il modello 730 con tutte le detrazioni spettanti e gestire anche situazioni complesse (spese miste, documentazione integrativa, controlli fiscali).

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    Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione più consultata di tutta la dichiarazione dei redditi, perché è lì che si scaricano le spese che riducono l’IRPEF da pagare o aumentano il rimborso. Nel modello 730/2026 il quadro E è composto da 6 sezioni e da decine di righi, ognuno con regole precise: sbagliare un rigo o un codice significa perdere la detrazione o ricevere una lettera di controllo dall’Agenzia delle Entrate.

    In questa guida vediamo come compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori: quali spese detraibili 730 elenco vanno in ogni sezione, quali codici usare nei righi E8-E10, come gestire ristrutturazioni, Superbonus, Ecobonus e detrazioni per canoni di locazione. Alla fine trovi la sezione dedicata agli errori più comuni e le FAQ. Se preferisci affidarti a un professionista, il CAF Centro Fiscale a Udine compila il quadro E per te, garantendo la correttezza di ogni rigo.

    Indice dei contenuti

    1. Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono
    2. Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali
    3. Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni
    4. Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)
    5. Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)
    6. Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)
    7. Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)
    8. Errori comuni da evitare
    9. Domande frequenti sul quadro E
    10. Consulenza CAF per la compilazione

    Quadro E del 730: le 6 sezioni e a cosa servono

    Il quadro E 730 spese detraibili raccoglie tutti gli oneri che riducono l’imposta o il reddito imponibile. È diviso in 6 sezioni, ciascuna con una logica precisa: alcune spese fanno abbassare l’IRPEF (detrazioni), altre riducono direttamente il reddito su cui si calcola l’imposta (deduzioni). Sapere in quale sezione va inserita ogni spesa è il primo passo per compilare correttamente il modello 730/2026.

    • Sezione I — Spese per le quali spetta la detrazione al 19% o 26% (righi E1-E10)
    • Sezione II — Oneri deducibili dal reddito complessivo (righi E21-E32)
    • Sezione III A — Spese per interventi di recupero patrimonio edilizio, Sismabonus e Superbonus (righi E41-E43)
    • Sezione III B — Dati catastali degli immobili oggetto degli interventi
    • Sezione III C — Altre detrazioni sui redditi al 50-110% (righi E56-E59)
    • Sezione IV — Spese per interventi di risparmio energetico Ecobonus (righi E61-E62)
    • Sezione V — Detrazioni per canoni di locazione (righi E71-E72)
    • Sezione VI — Altri dati residuali (rigo E83 e simili)

    Attenzione: la differenza tra detrazione e deduzione è fondamentale. La detrazione (Sezioni I, III, IV, V) riduce l’imposta lorda di una percentuale della spesa; la deduzione (Sezione II) abbassa invece il reddito imponibile, quindi il risparmio dipende dall’aliquota IRPEF applicata. Nei prossimi paragrafi analizziamo sezione per sezione i righi quadro E 730 più utilizzati.

    Sezione I: detrazioni 19%/26% e i righi E1-E7 principali

    La Sezione I del quadro E 730 spese detraibili è la più utilizzata dai contribuenti italiani, perché contiene le spese detraibili al 19% (in alcuni casi al 26%). I righi da E1 a E7 hanno un’etichetta specifica per ogni tipologia di spesa, mentre i righi E8-E10 sono generici e richiedono un codice numerico.

    • Rigo E1 — Spese sanitarie proprie e per familiari a carico (visite, farmaci, ticket, cure specialistiche). Detrazione 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro
    • Rigo E2 — Spese sanitarie sostenute per familiari non fiscalmente a carico affetti da patologie esenti
    • Rigo E3 — Spese sanitarie per portatori di handicap (mezzi ausiliari, sussidi tecnici)
    • Rigo E4 — Spese per acquisto di veicoli destinati a persone con disabilità
    • Rigo E5 — Spese per l’acquisto di cani guida per non vedenti
    • Rigo E6 — Spese sanitarie rateizzate negli anni precedenti (importo superiore a 15.493,71 euro)
    • Rigo E7 — Interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale

    Un esempio pratico: Marco ha speso 800 euro tra farmaci e visite specialistiche. Nel rigo E1 indica 800 euro. Il sistema calcola la detrazione sui 670,89 euro eccedenti la franchigia (800 – 129,11), riconoscendo un beneficio del 19%, pari a circa 127 euro di risparmio IRPEF. È essenziale conservare tutti gli scontrini parlanti e le ricevute per almeno 5 anni, in caso di controlli. Per la gestione delle spese sanitarie familiari è utile il servizio dedicato del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Sezione I: righi E8-E10 con i codici spesa più comuni

    I righi E8, E9 ed E10 del quadro E 730 spese detraibili raccolgono tutte le altre spese detraibili al 19% (o 26% per alcune erogazioni liberali) che non hanno un rigo dedicato. Per ciascuna spesa va indicato un codice numerico nella colonna di sinistra e l’importo in quella di destra. Il codice identifica il tipo di spesa: sbagliarlo significa perdere la detrazione.

    • Codice 12 — Spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria
    • Codice 13 — Spese universitarie (tasse, corsi di laurea, master statali e non statali entro limiti)
    • Codice 14 — Spese funebri sostenute per la morte di familiari (max 1.550 euro per decesso)
    • Codice 15 — Spese per addetti all’assistenza personale (badanti) di persone non autosufficienti
    • Codice 16 — Spese per attività sportive praticate da ragazzi tra i 5 e i 18 anni
    • Codice 17 — Compensi di intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale
    • Codice 35 — Erogazioni liberali a favore di ONLUS ed enti del terzo settore
    • Codice 36 — Erogazioni ad associazioni sportive dilettantistiche

    L’elenco completo dei codici (dal 12 al 99, con salti) è riportato nelle istruzioni ufficiali del modello 730/2026 dell’Agenzia delle Entrate. Ogni codice ha limiti di importo e requisiti specifici: ad esempio le spese universitarie non statali hanno tetti annui differenziati per area disciplinare e regione. Per non sbagliare, affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Un caso particolare che rientra tra i codici della Sezione I riguarda le famiglie con figli con DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento): le spese per strumenti compensativi, sussidi tecnici e informatici e doposcuola specialistico hanno un codice dedicato e regole proprie. Per un approfondimento verticale su questa voce di spesa, consulta la nostra guida Spese Detraibili DSA 2026: guida completa per le famiglie con figli con Disturbi dell’Apprendimento.

    Sezione II: oneri deducibili (E21-E32)

    La Sezione II del quadro E 730 spese detraibili raccoglie gli oneri deducibili, cioè le spese che si sottraggono direttamente dal reddito complessivo prima del calcolo dell’IRPEF. Il vantaggio è proporzionale all’aliquota marginale: chi ha un’aliquota IRPEF alta risparmia di più. I righi vanno da E21 a E32.

    • Rigo E21 — Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori (es. contributi INPS, gestione separata, casse professionali)
    • Rigo E22 — Assegno periodico corrisposto al coniuge separato o divorziato (esclusa la quota per i figli)
    • Rigo E23 — Contributi per addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) nel limite annuo
    • Rigo E26 — Altri oneri deducibili con codici specifici (rendite, assegni alimentari, contributi consorzi)
    • Rigo E27 — Contributi versati ai fondi pensione integrativi (deducibili fino a 5.164,57 euro annui)

    Un caso frequente: Lucia ha una colf regolarmente contrattualizzata e ha versato 900 euro di contributi INPS a suo carico. Indica l’importo nel rigo E23 e ottiene la deduzione entro il limite di 1.549,37 euro annui. Se ha un’aliquota IRPEF del 35%, risparmia circa 315 euro. Ricorda: gli oneri deducibili vanno documentati con ricevute, F24 o bollettini nominativi.

    Sezione III A: ristrutturazioni, Sismabonus, Superbonus (E41-E43)

    La Sezione III A del quadro E è dedicata ai lavori edilizi agevolati. I righi E41-E43 ospitano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazioni), gli interventi Sismabonus e le spese ammesse al Superbonus. Per ogni intervento vanno indicati anno, importo totale, quota annuale e dati catastali dell’immobile (che si inseriscono poi nella Sezione III B).

    • Bonus ristrutturazioni — Detrazione del 50% per interventi su abitazione principale (nel 2026 aliquota confermata solo per prima casa; altri immobili al 36%)
    • Sismabonus — Detrazioni variabili in base alla riduzione della classe di rischio sismico
    • Superbonus — Aliquota residua per interventi ammessi nei limiti previsti dalla normativa vigente

    Le detrazioni edilizie si ripartiscono in 10 rate annuali di pari importo. Ogni anno va indicato l’importo della quota di competenza, non l’intero costo dei lavori. Nella Sezione III B vanno riportati i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno, comune) sui quali sono stati eseguiti gli interventi: senza questi dati la detrazione può essere disconosciuta.

    Sezione III C e IV: detrazioni 50-110% (E56-E59) e Ecobonus (E61-E62)

    La Sezione III C del quadro E 730 spese detraibili ospita le altre detrazioni sui redditi derivanti da interventi edilizi speciali, con aliquote variabili dal 50% al 110%. I righi principali sono E56-E59, dedicati a specifiche misure agevolative.

    • Rigo E57 — Bonus mobili ed elettrodomestici per l’arredo di immobili ristrutturati (aliquota e limiti annuali definiti dalla legge di bilancio vigente)
    • Righi E56-E59 — Detrazioni per colonnine di ricarica veicoli elettrici e altre misure agevolative con aliquote 50-110%

    La Sezione IV è invece dedicata all’Ecobonus, cioè agli interventi di risparmio energetico qualificato. I righi E61-E62 ospitano spese per coibentazione, sostituzione infissi, caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari termici. Le aliquote sono variabili, in genere 50% o 65% a seconda dell’intervento e dell’immobile.

    Esempio: Anna ha sostituito la caldaia con una a condensazione ad alta efficienza spendendo 4.000 euro. Nel rigo E61 indica la spesa con il codice corrispondente, ottenendo una detrazione ripartita in 10 anni. Ogni anno riporta la quota di competenza nel 730 successivo, finché la detrazione non è completamente utilizzata.

    Sezione V: detrazioni per canoni di locazione (E71-E72)

    La Sezione V del quadro E 730 spese detraibili è riservata agli inquilini che vivono in affitto nell’abitazione principale. I righi E71 ed E72 permettono di ottenere una detrazione IRPEF forfettaria, il cui importo varia in base al reddito complessivo e alla tipologia di contratto.

    • Rigo E71 — Detrazione per inquilini di alloggi adibiti ad abitazione principale, con codice che identifica il tipo di contratto (canone libero, canone concordato, giovani under 31)
    • Rigo E72 — Detrazione per lavoratori dipendenti che trasferiscono la residenza per motivi di lavoro

    Attenzione: la detrazione è forfettaria, cioè fissa in base al reddito e al tipo di contratto, non commisurata al canone effettivamente pagato. Il beneficio si esaurisce se il reddito complessivo supera i limiti previsti (in genere 30.987,41 euro). Per contratti a canone concordato ed inquilini giovani gli importi sono più favorevoli.

    Errori comuni da evitare nella compilazione

    Compilare il quadro E 730 spese detraibili senza errori richiede attenzione, perché ogni rigo ha regole diverse e i codici non ammettono confusione. Gli errori più frequenti che ci capitano di correggere presso il CAF Centro Fiscale di Udine sono i seguenti.

    • Confondere detrazione e deduzione: inserire un contributo previdenziale nel rigo E1 anziché in E21 fa perdere il beneficio
    • Sbagliare il codice nei righi E8-E10 (es. usare il codice 13 per spese scolastiche anziché il 12)
    • Non applicare la franchigia di 129,11 euro sulle spese sanitarie in E1
    • Dimenticare i dati catastali nella Sezione III B per le detrazioni edilizie
    • Indicare l’intero costo dei lavori anziché la quota annuale in E41-E43 (le detrazioni si ripartiscono in 10 rate)
    • Non conservare i giustificativi (scontrini parlanti, fatture, bonifici parlanti per ristrutturazioni)

    Il modello 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate contiene molti dati già inseriti, ma non è infallibile: mancano spesso spese sanitarie non trasmesse, detrazioni per familiari, oneri deducibili. Verificare e integrare il precompilato è indispensabile.

    Domande frequenti sul quadro E

    Consulenza CAF per la compilazione del quadro E

    Il quadro E 730 spese detraibili è la sezione dove si concentra il maggior valore economico per il contribuente, ma anche il maggior rischio di errori. Un rigo sbagliato, un codice errato o un giustificativo mancante possono trasformare un rimborso in una lettera di controllo. Per questo affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine è la scelta più sicura: i nostri operatori compilano ogni rigo del quadro E verificando tutti i codici spesa e la documentazione, così ottieni il massimo del rimborso senza rischi.

    Offriamo il servizio 730 sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia: raccogliamo i tuoi documenti, calcoliamo la dichiarazione e ti restituiamo il modello firmato. Per iniziare puoi prenotare un appuntamento o consultare la pagina dedicata al servizio 730 del CAF Centro Fiscale a Udine.

    Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili

    Il Modello 730 2026 riguarda i redditi percepiti nel corso del 2025 e porta con sé alcune novità importanti rispetto agli anni precedenti. Tra le principali: il precompilato è disponibile dal 30 aprile 2026 (non più dal 15 aprile come in passato), e il tetto massimo complessivo per la maggior parte delle detrazioni al 19% è stato fissato in 75.000 euro di reddito complessivo, con alcune spese escluse da questo limite. Capire quali spese si possono portare in detrazione e quali si possono dedurre dal reddito è fondamentale per pagare il giusto e non lasciare soldi sul tavolo.

    In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che devi sapere: le scadenze 2026, le principali novità normative, l’elenco delle spese detraibili e deducibili più comuni, con gli importi aggiornati e le condizioni per beneficiarne.

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    Indice dei contenuti

    1. Le novità del Modello 730 2026
    2. Scadenze del Modello 730 2026
    3. Spese detraibili al 19%: l’elenco completo
    4. Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni
    5. Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026
    6. Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico
    7. Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili
    8. Documenti da portare al CAF per il 730
    9. Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo
    10. Domande frequenti sul Modello 730 2026

    Le novità del Modello 730 2026

    Il 730/2026 introduce alcune modifiche rispetto agli anni precedenti, sia nelle scadenze sia nelle regole sulle detrazioni. Ecco le principali novità che devi conoscere.

    Precompilato disponibile dal 30 aprile (non più dal 15 aprile)

    Dal 2026, il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate è consultabile dal 30 aprile, non più dal 15 aprile come avveniva in passato. Questa modifica è stata introdotta per consentire all’Agenzia di raccogliere più dati dai sostituti d’imposta e dai sistemi di trasmissione delle spese (Sistema Tessera Sanitaria, catasto, ecc.) prima di popolare la dichiarazione.

    Scaglioni IRPEF: tre aliquote dal 2024 in poi

    Una novità già operativa dal 2024 e confermata per il 2026 riguarda la struttura dell’IRPEF. Prima del 2024 esistevano quattro scaglioni; ora ne esistono tre (riforma introdotta dal D.Lgs. 216/2023):

    Scaglione di redditoAliquota IRPEF
    Fino a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    La fascia intermedia (25% tra 15.001 e 28.000 euro) è stata eliminata, unificata nella prima aliquota al 23%. Questo ha portato a un risparmio fiscale per chi ha redditi medio-bassi.

    Nuovo tetto di 75.000 euro per le detrazioni al 19%

    Dal 2025 (anno d’imposta dichiarato nel 730/2026) è in vigore una nuova regola: la maggior parte delle detrazioni al 19% sono soggette a un limite decrescente al crescere del reddito. Nello specifico:

    • Chi ha un reddito complessivo fino a 75.000 euro può detrarre al 19% in base alle regole ordinarie (salvo il limite individuale per spesa)
    • Chi supera i 75.000 euro vede ridursi progressivamente le detrazioni disponibili
    • Alcune spese sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita/infortuni, spese per persone con disabilità. Per questi ultimi il limite non si applica. Puoi leggere l’analisi completa nella nostra guida detrazioni 2026 e limite 75.000 euro.

    Scadenze del Modello 730 2026

    Ecco le scadenze principali da segnare in agenda per il Modello 730/2026:

    AdempimentoScadenza
    Disponibilità 730 precompilato30 aprile 2026
    Invio definitivo Modello 73030 settembre 2026
    Invio Modello Redditi PF (autonomi)30 novembre 2026
    730 integrativo (correzione errori)25 ottobre 2026

    Chi può presentare il 730? I lavoratori dipendenti, i pensionati, e chi percepisce redditi assimilati (es. collaboratori coordinati e continuativi). Chi ha partita IVA con redditi d’impresa o lavoro autonomo deve invece presentare il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026.

    Se hai già presentato il 730 e hai ricevuto il rimborso sul cedolino, puoi verificare i dettagli nella nostra guida: rimborso 730 2026: quando viene accreditato e come controllarlo. Per i pensionati invece, puoi trovare informazioni specifiche nell’articolo sul rimborso 730 luglio 2026.

    Spese detraibili al 19%: l’elenco completo

    Le detrazioni fiscali al 19% riducono direttamente l’imposta dovuta (non il reddito imponibile). Significa che se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, risparmi 190 euro di tasse. Ecco le principali categorie.

    Spese sanitarie

    Le spese mediche sono detraibili al 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro. Non c’è un limite massimo di spesa e sono escluse dal tetto dei 75.000 euro.

    Rientrano in questa categoria:

    • Visite mediche specialistiche (cardiologo, ortopedico, oculista, ecc.)
    • Esami diagnostici (analisi del sangue, ecografie, TAC, risonanze)
    • Ricoveri e interventi chirurgici
    • Acquisto di farmaci con scontrino farmaceutico intestato
    • Protesi ortopediche, dentarie, acustiche
    • Occhiali da vista e lenti a contatto (con scontrino o fattura)
    • Fisioterapia e terapie riabilitative
    • Spese per disabilità (ausili, carrozzine, montascale) — senza franchigia

    Attenzione al pagamento tracciabile: le spese sanitarie devono essere pagate con metodi tracciabili (carta di credito, bancomat, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket sanitari, che si possono pagare anche in contanti.

    Interessi passivi su mutuo per la prima casa

    Gli interessi passivi pagati sul mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa sono detraibili al 19%, con un limite massimo di 4.000 euro per i mutui d’acquisto e di 2.582,28 euro per i mutui di ristrutturazione. Attenzione: per i mutui stipulati prima del 2025, questa detrazione non rientra nel tetto dei 75.000 euro.

    Spese per istruzione

    Sono detraibili al 19% le spese per:

    • Università pubblica: rette e tasse universitarie integralmente
    • Università privata: fino all’importo delle tasse di una pubblica analoga
    • Asilo nido: fino a 632 euro per figlio
    • Scuola dell’infanzia, primaria e secondaria: fino a 800 euro per figlio
    • Mensa scolastica e spese di trasporto scolastico
    • Conservatori e accademie: spese per l’iscrizione dei figli

    Premi assicurativi

    I premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni sono detraibili al 19% fino a 530 euro. Sale a 750 euro se il contratto copre il rischio di non autosufficienza. Per le polizze contro gli eventi calamitosi su immobili, il limite è di 1.291,14 euro. Se vuoi approfondire il confronto tra fondi pensione e assicurazioni vita, leggi la nostra guida: fondo pensione o assicurazione vita: quale conviene.

    Spese veterinarie

    Le spese per le cure degli animali domestici sono detraibili al 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro, fino a un massimo di 550 euro. Anche queste devono essere pagate con metodi tracciabili.

    Spese funebri

    Le spese per servizi funebri sono detraibili al 19% fino a 1.550 euro per ogni decesso di un familiare a carico.

    Erogazioni liberali (donazioni)

    Le donazioni a ONLUS, APS e organizzazioni del Terzo Settore sono detraibili al 30% (35% per le ASD) fino a 30.000 euro. Le donazioni a partiti politici sono detraibili al 26% tra 30 e 100.000 euro.

    Spese deducibili dal reddito: differenza con le detrazioni

    Prima di elencare le spese deducibili, chiariamo la differenza fondamentale rispetto alle detrazioni:

    • Detrazione al 19%: riduce direttamente l’imposta da pagare (l’IRPEF). Se hai una spesa detraibile di 1.000 euro, l’IRPEF scende di 190 euro.
    • Deduzione dal reddito: riduce il reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF. Se hai una deduzione di 1.000 euro e sei nello scaglione al 23%, paghi 230 euro di IRPEF in meno. Se sei nello scaglione al 35%, risparmi 350 euro.

    Le deduzioni, quindi, valgono di più per chi ha redditi più alti (perché l’aliquota è più alta). Vediamo le principali.

    Contributi previdenziali e assistenziali

    I contributi INPS pagati nel 2025 sono integralmente deducibili dal reddito. Rientrano in questa categoria:

    • Contributi alla Gestione Separata INPS (per collaboratori, professionisti senza cassa, ecc.)
    • Contributi artigiani e commercianti
    • Contributi volontari INPS per riscatto anni di studio, ricongiunzione, ecc.
    • Contributi a casse professionali (avvocati, ingegneri, medici, ecc.)
    • Contributi per colf e badanti: il datore può dedurre fino a 1.549,37 euro all’anno

    Fondi pensione complementare

    I versamenti a fondi pensione integrativi sono deducibili fino a 5.164,57 euro annui. È uno dei meccanismi di risparmio fiscale più potenti disponibili per i lavoratori dipendenti: oltre al risparmio IRPEF immediato, il capitale si accumula con vantaggi fiscali in fase di rendita.

    Assegno di mantenimento al coniuge separato

    L’assegno periodico corrisposto all’ex coniuge (non quello per i figli) in base a provvedimento dell’autorità giudiziaria è integralmente deducibile. Non si deduce l’assegno per i figli.

    Spese mediche per persone con disabilità

    Le spese sanitarie sostenute per persone con disabilità grave (legge 104/1992) sono deducibili integralmente dal reddito, senza franchigia e senza limite massimo. Questa categoria comprende anche le spese per assistenza personale.

    Erogazioni liberali a enti religiosi

    Le donazioni a istituzioni religiose riconosciute (come la CEI, le chiese valdesi, ecc.) sono deducibili fino a 1.032,91 euro per ciascuna istituzione.

    Detrazioni per familiari a carico nel 730/2026

    Un familiare è considerato “a carico” quando ha un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro (4.000 euro per i figli fino a 24 anni).

    Detrazione per coniuge a carico

    La detrazione per il coniuge fiscalmente a carico è pari a 950 euro (aggiornata rispetto al precedente valore di 800 euro) ed è decrescente al crescere del reddito. Si azzera per redditi molto elevati.

    Detrazione per figli a carico (over 21 anni)

    Per i figli di età superiore a 21 anni (non sostituiti dall’Assegno Unico Universale), la detrazione è di 950 euro per figlio. I figli fino a 21 anni rientrano invece nell’Assegno Unico Universale, prestazione mensile erogata direttamente dall’INPS.

    Detrazione per altri familiari a carico

    Per genitori, suoceri, fratelli, sorelle e altri familiari conviventi a carico, la detrazione è pari a 750 euro per ciascun familiare, decrescente con il reddito.

    Ristrutturazione edilizia e risparmio energetico

    Questa categoria di detrazioni interessa moltissimi contribuenti che hanno effettuato lavori in casa nel 2025. Ecco le principali aliquote applicabili nel 730/2026:

    Tipologia lavoriDetrazioneLimite spesa (per unità)Rate
    Ristrutturazione edilizia (art. 16-bis TUIR)50%96.000 euro10 anni
    Bonus mobili ed elettrodomestici (collegato a ristrutturazione)50%5.000 euro10 anni
    Ecobonus (risparmio energetico standard)50% o 65%Variabile per intervento10 anni
    Sismabonus (aree sismiche)50%-85%96.000 euro per unità5 anni

    Nota importante: Il Superbonus al 110% e al 70% (per lavori avviati rispettivamente prima del 2023 e nel 2024) continua a comparire nel 730/2026 per i contribuenti che stanno ancora recuperando le quote annuali in detrazione. Chi ha ceduto il credito o optato per lo sconto in fattura non inserisce nulla in dichiarazione.

    Come presentare il 730/2026: le modalità disponibili

    Per presentare il Modello 730 hai tre possibilità:

    1. Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la modalità più semplice e sicura. Il CAF verifica la documentazione, compila la dichiarazione e la trasmette. In caso di errore del CAF, la responsabilità è del CAF stesso, non del contribuente.
    2. Tramite il datore di lavoro o ente pensionistico (sostituto d’imposta): se il datore di lavoro offre questo servizio, puoi presentare il 730 direttamente.
    3. In autonomia tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: accedendo al sito con SPID, CIE o CNS, puoi modificare e inviare il 730 precompilato. Richiede però competenza specifica.

    Perché scegliere il CAF? Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica la correttezza dei dati, ti aiuta a non dimenticare nessuna spesa detraibile e risponde in caso di eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate. La responsabilità per eventuali errori nella dichiarazione presentata tramite CAF è del CAF stesso.

    Documenti da portare al CAF per il 730

    Quando prenoti un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine, porta con te:

    • Documento d’identità e codice fiscale (tuo e dei familiari a carico)
    • CU (Certificazione Unica) del datore di lavoro o ente pensionistico
    • Documentazione spese sanitarie: scontrini farmaceutici, fatture medici/strutture sanitarie (il Sistema Tessera Sanitaria ne precarica molte, ma verifica sempre)
    • Documentazione mutuo prima casa: certificato degli interessi passivi rilasciato dalla banca
    • Fatture ristrutturazione edilizia e bonifici parlanti
    • Scontrini/fatture spese scolastiche (rette asilo nido, università, ecc.)
    • Premi assicurativi: polizze vita/infortuni con indicazione del premio annuo
    • Estratti conto fondi pensione con versamenti effettuati nel 2025
    • 730 dell’anno precedente (utile per confronto e per verificare eventuali eccedenze)
    • Per chi ha carichi di famiglia non già presenti in anagrafe: autocertificazione

    Cosa succede se si sbaglia il 730: ravvedimento e 730 integrativo

    Se ti accorgi di aver commesso un errore nel 730 già inviato, puoi rimediare:

    • 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026: puoi presentare un 730 correttivo tramite CAF o sostituto d’imposta. Se il secondo 730 è a favore del contribuente (maggior rimborso o minor debito), viene elaborato entro novembre 2026.
    • Modello Redditi PF integrativo: se l’errore non è correggibile tramite 730 integrativo (ad esempio perché hai presentato autonomamente o per redditi non inseribili nel 730), puoi presentare il Modello Redditi PF integrativo entro il 30 novembre 2026.
    • Ravvedimento operoso: se hai omesso di presentare la dichiarazione entro il 30 settembre 2026, puoi presentarla in ritardo entro 90 giorni con una sanzione ridotta di 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono ben più severe (dal 120% al 240% dell’imposta dovuta).

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    Domande frequenti sul Modello 730 2026

    Quando è disponibile il 730 precompilato 2026?

    Dal 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile con SPID, CIE o CNS. Rispetto agli anni precedenti, la disponibilità è stata posticipata dal 15 aprile al 30 aprile.

    Entro quando si deve presentare il Modello 730?

    La scadenza è il 30 settembre 2026. Per i chi presenta autonomamente via portale AdE o tramite CAF.

    Quali spese non rientrano nel limite dei 75.000 euro?

    Sono escluse dal tetto: spese sanitarie, interessi su mutui prima casa stipulati prima del 2025, premi assicurativi vita e infortuni, spese per persone con disabilità e spese di recupero del patrimonio edilizio (ristrutturazioni) già avviate prima del 2025.

    Posso detrarre le spese pagate in contanti?

    Per la maggior parte delle spese detraibili (sanitarie, veterinarie, scolastiche, ecc.) il pagamento deve essere tracciabile (carta, bonifico, app di pagamento). Fanno eccezione i farmaci e i ticket del Servizio Sanitario Nazionale, che si possono pagare in contanti.

    Ho una colf o badante: cosa posso dedurre?

    I contributi INPS versati per colf e badanti sono deducibili fino a 1.549,37 euro annui. Se hai sostenuto spese per l’assistenza a un anziano non autosufficiente, puoi detrarre anche le spese di assistenza fino a un massimo di 2.100 euro (al 19%), a condizione che l’assistito abbia un reddito non superiore a 40.000 euro. Per tutti i dettagli leggi la nostra guida specifica: detrazione spese assistenza anziani 2026.

    Quando mi viene rimborsato l’importo a credito?

    Se hai un rimborso, questo viene erogato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico con il cedolino di luglio (per i dipendenti) o agosto/settembre (per i pensionati). Per informazioni dettagliate sui tempi consulta il nostro articolo: rimborso 730 2026: quando arriva e come controllarlo.


    Hai bisogno di aiuto con il tuo 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e trasmettere la tua dichiarazione dei redditi in modo corretto e senza stress. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine. Puoi contattarci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Prenota il tuo appuntamento: la nostra assistenza è personalizzata e professionale.

    Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 04:31:352026-07-03 07:54:07Modello 730 2026: Novità, Spese Detraibili e Deducibili
    CAF

    Estratto Conto Bancario al Posto delle Ricevute POS: Guida Completa alla Novità 2024

    Elenco documenti per MODELLO 730 Dichiarazione dei redditi

    Dal 2024 i contribuenti italiani possono utilizzare l’estratto conto bancario o della carta di credito come documento alternativo alle ricevute POS per documentare le spese detraibili nella dichiarazione dei redditi. Questa semplificazione, introdotta per ridurre gli oneri documentali, permette di portare in detrazione spese mediche, veterinarie e altre spese tracciabili anche senza la classica ricevuta cartacea del POS, purché l’estratto conto riporti tutti i dati obbligatori richiesti dall’Agenzia delle Entrate.

    In questa guida completa analizziamo la normativa di riferimento, quando e come si può usare l’estratto conto al posto della ricevuta POS, quali sono i requisiti che deve avere il documento per essere valido, le differenze tra i due sistemi di documentazione, i vantaggi e i limiti della novità, con esempi pratici e una sezione FAQ per chiarire tutti i dubbi per la dichiarazione dei redditi 730.

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    Indice dei contenuti

    1. Normativa di Riferimento: Decreto Fiscale 2024 e Circolare Agenzia Entrate
    2. Quando Si Può Usare l’Estratto Conto al Posto della Ricevuta POS
    3. Requisiti dell’Estratto Conto per Essere Valido: Dati Obbligatori
    4. Differenze tra Estratto Conto e Ricevuta POS: Tabella Comparativa
    5. Vantaggi per il Contribuente
    6. Limiti e Criticità della Novità
    7. Spese Detraibili Interessate dalla Novità
    8. Come Conservare Correttamente la Documentazione per il 730
    9. Esempi Pratici e Casi Concreti
    10. Errori da Evitare
    11. Domande Frequenti (FAQ)

    Normativa di Riferimento: Decreto Fiscale 2024 e Circolare Agenzia Entrate

    La possibilità di utilizzare l’estratto conto bancario o della carta di credito come documento valido per certificare le spese detraibili è stata introdotta dal Decreto Legislativo n. 1/2024 (Decreto Adempimenti) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio 2024. Questo decreto fa parte del piano di semplificazione fiscale voluto dal governo per ridurre gli oneri burocratici a carico dei contribuenti.

    La misura è stata successivamente chiarita dalla Circolare n. 6/E del 28 marzo 2024 dell’Agenzia delle Entrate, che ha specificato i requisiti tecnici che devono avere gli estratti conto per essere considerati documenti probatori validi ai fini delle detrazioni IRPEF nel modello 730.

    Il riferimento normativo principale è l’articolo 4, comma 3, del DLgs 1/2024, che modifica l’articolo 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) in materia di documentazione delle spese sanitarie, veterinarie e di altre spese detraibili che devono essere pagate con mezzi tracciabili.

    La normativa si applica alle spese sostenute dal 1° gennaio 2024 in poi e riguarda tutte le tipologie di spese per le quali è già obbligatorio il pagamento con metodi tracciabili (carte, bancomat, bonifici, assegni).

    Quando Si Può Usare l’Estratto Conto al Posto della Ricevuta POS

    L’estratto conto bancario o della carta di credito può sostituire la ricevuta POS in tutti i casi in cui la spesa è stata effettuata con metodi di pagamento tracciabili. Nello specifico, l’estratto conto è valido per documentare:

    • Spese mediche e sanitarie (visite specialistiche, esami diagnostici, acquisto di farmaci con ricetta, prestazioni odontoiatriche)
    • Spese veterinarie per la cura di animali da compagnia
    • Spese per attività sportive dei figli (palestre, piscine, corsi sportivi)
    • Spese scolastiche e universitarie
    • Spese per servizi di assistenza personale (badanti, colf con pagamento tracciabile)
    • Premi assicurativi pagati con carta o bonifico
    • Spese per intermediazione immobiliare
    • Spese funebri
    • Spese per l’acquisto di abbonamenti ai trasporti pubblici

    L’estratto conto NON può sostituire la ricevuta POS nei seguenti casi:

    • Quando è richiesta una fattura (es. interventi di ristrutturazione edilizia)
    • Quando è richiesta una certificazione specifica (es. certificazione per asili nido)
    • Quando il pagamento è avvenuto in contanti (ovviamente non tracciabile)
    • Per spese che richiedono documentazione aggiuntiva (es. prescrizione medica per alcuni dispositivi medici)

    Importante: l’estratto conto può essere usato anche se il contribuente è in possesso della ricevuta POS, come documento alternativo o integrativo.

    Requisiti dell’Estratto Conto per Essere Valido: Dati Obbligatori

    Perché l’estratto conto bancario o della carta di credito possa essere utilizzato come documento probatorio per le spese detraibili, deve contenere obbligatoriamente i seguenti dati, come specificato dalla Circolare n. 6/E del 28 marzo 2024:

    1. Data dell’operazione

    Deve coincidere con la data in cui è stata effettuata la spesa (non la data di addebito sul conto, che potrebbe essere successiva).

    2. Importo esatto della transazione

    Deve corrispondere all’importo della spesa da portare in detrazione.

    3. Descrizione della transazione

    Deve contenere informazioni sufficienti per identificare il tipo di spesa e il beneficiario del pagamento. Esempi: “Pagamento POS presso Farmacia XYZ“, “Pagamento presso Studio Medico Dr. Rossi“, “Bonifico a Clinica ABC“.

    4. Dati del beneficiario

    Nome del professionista, denominazione della struttura sanitaria, farmacia, o altro soggetto che ha ricevuto il pagamento. Se il beneficiario è identificabile dalla descrizione dell’operazione, questo requisito è soddisfatto.

    5. Codice identificativo della transazione

    Numero di autorizzazione POS o codice univoco della transazione.

    Se l’estratto conto non riporta tutti questi dati in modo chiaro, potrebbe non essere sufficiente e sarà necessario conservare anche altri documenti integrativi (fattura, ricevuta, scontrino parlante).

    ATTENZIONE: Non tutti gli estratti conto riportano automaticamente tutti questi dati. È consigliabile verificare preventivamente con la propria banca o l’emittente della carta di credito che l’estratto conto contenga le informazioni richieste.

    Differenze tra Estratto Conto e Ricevuta POS: Tabella Comparativa

    Ecco una tabella che riassume le principali differenze tra l’estratto conto bancario e la ricevuta POS tradizionale come documenti probatori per le spese detraibili:

    CaratteristicaRicevuta POSEstratto Conto
    EmissioneImmediata al momento del pagamentoPeriodica (mensile o trimestrale)
    Dati presentiData, importo, codice transazione, beneficiarioData, importo, descrizione transazione, beneficiario (se disponibile)
    ConservazioneCartacea o digitale, deve essere conservata dal contribuenteFornito automaticamente dalla banca
    ValiditàSempre valida se completaValida solo se contiene tutti i dati obbligatori
    Facilità di smarrimentoAlta (documento cartaceo piccolo)Bassa (documento bancario conservato digitalmente)
    Integrazione con altri documentiNon necessaria se completaPuò richiedere integrazione con fattura o ricevuta se dati insufficienti
    Accettazione da parte del CAFSempre accettataAccettata se conforme ai requisiti
    RecuperabilitàDifficile se persaFacile, richiedibile alla banca anche a distanza di tempo

    In sintesi, la ricevuta POS rimane il documento più completo e sicuro, ma l’estratto conto offre un’alternativa comoda soprattutto per chi ha smarrito le ricevute originali o per ridurre l’accumulo di documentazione cartacea.

    Vantaggi per il Contribuente: Perché la Novità È Utile

    L’introduzione dell’estratto conto come documento alternativo alle ricevute POS porta diversi vantaggi concreti per i contribuenti:

    1. Riduzione del carico documentale: non è più necessario conservare tutte le ricevute cartacee durante l’anno. L’estratto conto bancario, che molti contribuenti già conservano o consultano regolarmente, diventa sufficiente.
    2. Recuperabilità delle spese dimenticate: se hai smarrito una ricevuta POS ma hai effettuato il pagamento con carta, puoi recuperare la documentazione richiedendo l’estratto conto alla banca, anche a distanza di mesi.
    3. Semplificazione nella raccolta documenti per il 730: al momento di preparare la dichiarazione dei redditi, basta scaricare gli estratti conto dell’anno invece di cercare singole ricevute sparse.
    4. Riduzione del rischio di perdita documentale: le ricevute POS cartacee si scoloriscono, si strappano o si perdono facilmente. Gli estratti conto digitali sono più sicuri e conservabili nel tempo.
    5. Velocizzazione delle verifiche da parte del CAF: il commercialista o il CAF possono verificare più rapidamente le spese tracciabili consultando un unico documento (estratto conto) invece di decine di ricevute separate.
    6. Maggiore certezza sulla tracciabilità: l’estratto conto bancario è un documento ufficiale emesso da un istituto di credito, quindi ha valore probatorio più forte rispetto a una semplice ricevuta.
    7. Allineamento con l’era digitale: la misura si inserisce nel processo di digitalizzazione della PA e semplificazione degli adempimenti fiscali.

    Limiti e Criticità della Novità: Cosa Occorre Sapere

    Nonostante i vantaggi, l’utilizzo dell’estratto conto al posto delle ricevute POS presenta anche alcuni limiti e criticità da considerare:

    1. Completezza delle informazioni: non tutti gli estratti conto riportano il dettaglio completo del beneficiario. Se nell’estratto compare solo “Pagamento POS” senza ulteriori specifiche, potrebbe non essere sufficiente per identificare la natura della spesa.
    2. Difficoltà nell’identificazione della tipologia di spesa: se hai effettuato più pagamenti presso la stessa struttura (es. farmacia) nello stesso giorno, l’estratto conto potrebbe non permettere di distinguere tra farmaci detraibili e prodotti non detraibili.
    3. Necessità di documentazione integrativa: per alcune spese l’estratto conto non basta. Ad esempio, per farmaci da banco serve comunque lo scontrino parlante che indichi il codice fiscale e la natura del farmaco.
    4. Variabilità tra istituti bancari: ogni banca struttura l’estratto conto in modo diverso. Alcune banche forniscono dettagli completi, altre no. È necessario verificare preventivamente.
    5. Tempi di disponibilità: se hai bisogno dell’estratto conto per una spesa recente, potresti dover attendere la chiusura del periodo di rendicontazione (fine mese) prima di averlo disponibile.
    6. Controlli più approfonditi: l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere ulteriori verifiche o integrazioni documentali in caso di controllo, se l’estratto conto non è sufficientemente dettagliato.
    7. Non sostituisce la prescrizione medica: per dispositivi medici o farmaci che richiedono prescrizione, l’estratto conto certifica il pagamento ma non sostituisce la ricetta o certificazione medica necessaria.

    Consiglio pratico: conserva comunque le ricevute POS originali quando possibile, usando l’estratto conto come alternativa solo quando necessario o come documento integrativo.

    Spese Detraibili Interessate dalla Novità: Elenco Completo

    La possibilità di usare l’estratto conto al posto della ricevuta POS riguarda tutte le spese detraibili per le quali è già previsto l’obbligo di pagamento tracciabile. Ecco l’elenco dettagliato:

    SPESE MEDICHE E SANITARIE (detraibili al 19%)

    • Visite mediche specialistiche
    • Analisi cliniche ed esami diagnostici
    • Prestazioni chirurgiche
    • Cure odontoiatriche
    • Fisioterapia e riabilitazione
    • Acquisto di farmaci con ricetta medica
    • Acquisto di dispositivi medici (occhiali, apparecchi acustici, tutori)
    • Ricoveri ospedalieri
    • Prestazioni di assistenza infermieristica
    • Prestazioni rese da psicologi e psicoterapeuti

    SPESE VETERINARIE (detraibili al 19%, max 500 euro)

    • Visite veterinarie
    • Interventi chirurgici su animali da compagnia
    • Acquisto di farmaci veterinari
    • Analisi ed esami diagnostici per animali

    ALTRE SPESE DETRAIBILI

    • Spese per attività sportive dei figli minori (detraibili al 19%, max 210 euro per figlio)
    • Spese per iscrizione a università pubbliche e private (detraibili al 19%)
    • Spese per asili nido (detraibili al 19%, max 632 euro per figlio)
    • Spese funebri (detraibili al 19%, max 1.550 euro)
    • Spese per addetti all’assistenza personale (detraibili al 19%, max 2.100 euro)
    • Premi assicurativi per rischio morte/invalidità permanente (detraibili al 19%)
    • Spese per intermediazione immobiliare (detraibili al 19%, max 1.000 euro)
    • Abbonamenti ai trasporti pubblici (detraibili al 19%, max 250 euro)

    IMPORTANTE: Per tutte queste spese è già obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Il contante non è ammesso e quindi non genera alcuna detrazione.

    Come Conservare Correttamente la Documentazione per il 730

    Per utilizzare correttamente l’estratto conto come documento probatorio delle spese detraibili nel modello 730, è fondamentale seguire alcune regole di conservazione:

    1. TEMPI DI CONSERVAZIONE

    • Gli estratti conto devono essere conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (termine di decadenza per gli accertamenti fiscali).
    • Meglio conservare per 6-7 anni per sicurezza, considerando eventuali ritardi negli accertamenti.

    2. FORMATO DI CONSERVAZIONE

    • Estratti conto cartacei: conservare in un raccoglitore dedicato, divisi per anno fiscale.
    • Estratti conto digitali (PDF): salvare su computer o cloud, creare una cartella per ogni anno fiscale (es. “730_2024”, “730_2025”).
    • Consiglio: preferire il formato digitale, più sicuro e duraturo nel tempo.

    3. INTEGRAZIONE CON ALTRI DOCUMENTI

    • Se l’estratto conto non è sufficientemente dettagliato, conservare anche le ricevute originali, le fatture o gli scontrini parlanti.
    • Per farmaci: conservare comunque lo scontrino parlante che indica il codice fiscale e la natura del farmaco.
    • Per dispositivi medici: conservare la prescrizione medica e la certificazione di conformità.

    4. ORGANIZZAZIONE PRATICA

    • Crea un file Excel o un documento di riepilogo con tutte le spese detraibili dell’anno, indicando per ciascuna: data, importo, beneficiario, tipo di spesa, riferimento all’estratto conto.
    • Evidenzia sull’estratto conto le transazioni detraibili con un evidenziatore colorato (se cartaceo) o note/commenti (se digitale).

    5. BACKUP E SICUREZZA

    • Se conservi gli estratti conto in digitale, fai backup regolari su supporti diversi (PC + hard disk esterno + cloud).
    • Non affidarti solo all’home banking: le banche conservano gli estratti online per un periodo limitato (generalmente 3-5 anni). Scarica e salva i tuoi estratti regolarmente.

    6. PREPARAZIONE PER IL CAF

    • Quando prepari i documenti per il commercialista o il CAF, stampa o invia solo le pagine dell’estratto conto che contengono le transazioni detraibili, evidenziate.
    • Prepara un elenco riepilogativo delle spese con riferimento ai movimenti dell’estratto conto per facilitare il lavoro del professionista.

    ATTENZIONE: In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, sarà tua responsabilità fornire la documentazione richiesta entro i termini stabiliti. Una corretta conservazione ti eviterà problemi.

    Esempi Pratici e Casi Concreti

    Vediamo alcuni esempi pratici per capire meglio come funziona l’utilizzo dell’estratto conto al posto delle ricevute POS:

    ESEMPIO 1 – SPESE MEDICHE

    Maria ha effettuato una visita cardiologica presso uno studio privato, pagando 120 euro con carta di credito. Ha smarrito la ricevuta POS. Nel suo estratto conto della carta di credito compare:

    • Data: 15/03/2024
    • Importo: 120,00 euro
    • Descrizione: “Pagamento POS – Studio Medico Dr. Bianchi – Cardiologia“
    • Codice transazione: 456789

    ✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: contiene tutti i dati necessari (data, importo, beneficiario identificabile, descrizione chiara del servizio). Maria può portare la spesa in detrazione nel 730/2025.

    ESEMPIO 2 – FARMACI

    Giovanni ha acquistato farmaci per 45 euro con bancomat presso la Farmacia Centrale. Nel suo estratto conto bancario compare:

    • Data: 22/04/2024
    • Importo: 45,00 euro
    • Descrizione: “Pagamento POS – Farmacia”

    ❌ QUESTO ESTRATTO CONTO NON È SUFFICIENTE: manca il nome specifico della farmacia e soprattutto non indica se i farmaci acquistati sono detraibili (con ricetta) o prodotti non detraibili (parafarmaci, cosmetici). Giovanni deve recuperare lo scontrino parlante o la ricevuta originale.

    ESEMPIO 3 – SPESE VETERINARIE

    Laura ha portato il suo cane dal veterinario, pagando 180 euro con carta di debito. Nell’estratto conto compare:

    • Data: 10/05/2024
    • Importo: 180,00 euro
    • Descrizione: “Pagamento POS – Clinica Veterinaria Fido – Dr. Rossi“
    • Codice transazione: 789456

    ✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: contiene tutti i dati necessari. Laura può portare la spesa in detrazione (max 500 euro annui per spese veterinarie).

    ESEMPIO 4 – PIÙ PAGAMENTI STESSO GIORNO

    Marco ha fatto due pagamenti presso la stessa farmacia lo stesso giorno: 35 euro per farmaci con ricetta (detraibili) e 28 euro per integratori (non detraibili). Nel suo estratto conto compare:

    • Ore 10:15 – 35,00 euro – “Pagamento POS – Farmacia San Marco”
    • Ore 10:20 – 28,00 euro – “Pagamento POS – Farmacia San Marco”

    ❌ QUESTO ESTRATTO CONTO NON È SUFFICIENTE DA SOLO: per distinguere tra la spesa detraibile e quella non detraibile, Marco deve conservare anche gli scontrini originali che indicano la natura dei prodotti acquistati.

    ESEMPIO 5 – BONIFICO PER ASSISTENZA

    Anna ha pagato 500 euro alla badante di sua madre con bonifico bancario. Nel suo estratto conto compare:

    • Data: 01/06/2024
    • Importo: 500,00 euro
    • Causale bonifico: “Pagamento assistenza Sig.ra Verdi – Maggio 2024”
    • Beneficiario: Maria Rossi (badante regolarmente assunta)

    ✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: il bonifico è un metodo di pagamento tracciabile e l’estratto conto riporta tutti i dati necessari. Anna può portare la spesa in detrazione (max 2.100 euro annui).

    Errori da Evitare nella Documentazione delle Spese Detraibili

    Per sfruttare correttamente la possibilità di usare l’estratto conto al posto delle ricevute POS ed evitare problemi in caso di controlli fiscali, ecco gli errori più comuni da evitare:

    1. ERRORE: Buttare via le ricevute POS pensando che l’estratto conto basti sempre

    CORRETTO: Conserva le ricevute originali quando contengono informazioni importanti non presenti nell’estratto conto (es. scontrini parlanti di farmacia con codice fiscale).

    2. ERRORE: Non verificare che l’estratto conto contenga tutti i dati obbligatori

    CORRETTO: Controlla periodicamente che gli estratti conto della tua banca riportino data, importo, beneficiario e descrizione dettagliata delle transazioni. Se mancano questi dati, chiedi alla banca un formato più dettagliato o conserva le ricevute.

    3. ERRORE: Pagare in contanti pensando di recuperare la spesa con altri documenti

    CORRETTO: Per avere diritto alla detrazione, devi SEMPRE pagare con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Il contante non è ammesso.

    4. ERRORE: Non scaricare tempestivamente gli estratti conto digitali

    CORRETTO: Scarica e salva gli estratti conto appena disponibili sul tuo home banking. Le banche non conservano gli estratti online per sempre (generalmente 3-5 anni).

    5. ERRORE: Presentare al CAF solo l’estratto conto senza evidenziare le spese detraibili

    CORRETTO: Evidenzia o annota le transazioni detraibili sull’estratto conto per facilitare il lavoro del commercialista e velocizzare la preparazione del 730.

    6. ERRORE: Confondere la data della transazione con la data di addebito

    CORRETTO: La data che conta ai fini fiscali è quella della transazione (quando hai effettuato il pagamento), non quella di addebito sul conto corrente che può essere successiva.

    7. ERRORE: Non conservare la documentazione integrativa (prescrizioni, certificazioni)

    CORRETTO: L’estratto conto certifica il pagamento, ma per alcune spese serve anche altra documentazione (es. prescrizione medica per dispositivi medici, certificazione per asilo nido).

    8. ERRORE: Usare carte intestate ad altri per pagare le proprie spese detraibili

    CORRETTO: Le spese sono detraibili solo se pagate dal contribuente che le porta in detrazione. Se paghi con la carta di un familiare, devi documentare il rapporto e il motivo.

    9. ERRORE: Non tenere traccia delle spese durante l’anno

    CORRETTO: Crea un file Excel o un documento dove annoti tutte le spese detraibili mese per mese, così a fine anno avrai già tutto pronto per il 730.

    10. ERRORE: Superare i limiti di spesa detraibili pensando di portare tutto in detrazione

    CORRETTO: Verifica sempre i tetti massimi di spesa detraibile per ogni categoria (es. max 500 euro per spese veterinarie, max 632 euro per asili nido). L’eccedenza non è detraibile.

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    Domande Frequenti (FAQ) sull’Estratto Conto e Detrazioni Fiscali

    Posso usare l’estratto conto della carta di credito al posto della ricevuta POS per le spese mediche?

    Sì, dal 2024 puoi usare l’estratto conto della carta di credito come documento probatorio per le spese mediche detraibili nel 730, purché contenga tutti i dati obbligatori: data della transazione, importo esatto, descrizione con identificazione del beneficiario (medico, struttura sanitaria) e codice transazione. Se l’estratto conto non riporta queste informazioni in modo chiaro, dovrai conservare anche la ricevuta POS o la fattura originale.

    L’estratto conto vale anche per i farmaci acquistati in farmacia?

    L’estratto conto vale per documentare il pagamento, ma per i farmaci è comunque necessario conservare lo scontrino parlante della farmacia che riporta il codice fiscale e indica quali prodotti sono medicinali detraibili. L’estratto conto da solo non permette di distinguere tra farmaci con ricetta (detraibili) e prodotti da banco o parafarmaci (non detraibili).

    Se ho perso la ricevuta POS posso recuperare la detrazione con l’estratto conto?

    Sì, se hai smarrito la ricevuta POS ma hai pagato con carta, bancomat o bonifico, puoi recuperare la documentazione richiedendo l’estratto conto alla tua banca. Verifica però che l’estratto contenga tutti i dati richiesti dalla normativa (data, importo, beneficiario identificabile, descrizione della transazione). Se l’estratto conto è incompleto, potrebbe non essere sufficiente.

    L’estratto conto sostituisce completamente la ricevuta POS?

    No, l’estratto conto non sostituisce completamente la ricevuta POS in tutti i casi. È un documento alternativo valido quando contiene tutte le informazioni necessarie, ma ci sono situazioni in cui serve comunque la ricevuta originale o altra documentazione integrativa (es. scontrini parlanti di farmacia, prescrizioni mediche, certificazioni per asili nido). La ricevuta POS rimane il documento più completo e sicuro.

    Devo conservare sia l’estratto conto che la ricevuta POS?

    Non è obbligatorio conservare entrambi i documenti, ma è consigliabile. La ricevuta POS contiene spesso informazioni più dettagliate, mentre l’estratto conto è più facile da recuperare in caso di smarrimento e ha valore probatorio più forte. Conserva almeno uno dei due documenti, preferibilmente quello più completo. Se l’estratto conto è dettagliato, può bastare quello.

    Quanto tempo devo conservare gli estratti conto per le detrazioni fiscali?

    Devi conservare gli estratti conto per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, che è il termine di decadenza per gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate. È consigliabile conservarli per 6-7 anni per sicurezza. Preferisci il formato digitale (PDF scaricato dall’home banking e salvato su PC/cloud) che è più duraturo e sicuro del formato cartaceo.

    Se l’estratto conto riporta solo Pagamento POS senza altri dettagli è sufficiente?

    No, un estratto conto che riporta solo Pagamento POS senza indicare il beneficiario (nome medico, struttura sanitaria, farmacia, ecc.) non è sufficiente per documentare la spesa detraibile. In questo caso devi conservare la ricevuta POS originale o la fattura. Verifica con la tua banca se è possibile ottenere un formato di estratto conto più dettagliato.


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    Gestire correttamente la documentazione delle spese detraibili richiede attenzione ai dettagli e conoscenza della normativa. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo risparmio fiscale possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che la tua documentazione (estratti conto, ricevute, fatture) sia conforme ai requisiti dell’Agenzia delle Entrate, compilare correttamente il modello 730 con tutte le detrazioni spettanti e gestire anche situazioni complesse (spese miste, documentazione integrativa, controlli fiscali).

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      Estratto Conto Bancario al Posto delle Ricevute POS: Guida Completa alla Novità 2024

      Elenco documenti per MODELLO 730 Dichiarazione dei redditi

      Dal 2024 i contribuenti italiani possono utilizzare l’estratto conto bancario o della carta di credito come documento alternativo alle ricevute POS per documentare le spese detraibili nella dichiarazione dei redditi. Questa semplificazione, introdotta per ridurre gli oneri documentali, permette di portare in detrazione spese mediche, veterinarie e altre spese tracciabili anche senza la classica ricevuta cartacea del POS, purché l’estratto conto riporti tutti i dati obbligatori richiesti dall’Agenzia delle Entrate.

      In questa guida completa analizziamo la normativa di riferimento, quando e come si può usare l’estratto conto al posto della ricevuta POS, quali sono i requisiti che deve avere il documento per essere valido, le differenze tra i due sistemi di documentazione, i vantaggi e i limiti della novità, con esempi pratici e una sezione FAQ per chiarire tutti i dubbi per la dichiarazione dei redditi 730.

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      Indice dei contenuti

      1. Normativa di Riferimento: Decreto Fiscale 2024 e Circolare Agenzia Entrate
      2. Quando Si Può Usare l’Estratto Conto al Posto della Ricevuta POS
      3. Requisiti dell’Estratto Conto per Essere Valido: Dati Obbligatori
      4. Differenze tra Estratto Conto e Ricevuta POS: Tabella Comparativa
      5. Vantaggi per il Contribuente
      6. Limiti e Criticità della Novità
      7. Spese Detraibili Interessate dalla Novità
      8. Come Conservare Correttamente la Documentazione per il 730
      9. Esempi Pratici e Casi Concreti
      10. Errori da Evitare
      11. Domande Frequenti (FAQ)

      Normativa di Riferimento: Decreto Fiscale 2024 e Circolare Agenzia Entrate

      La possibilità di utilizzare l’estratto conto bancario o della carta di credito come documento valido per certificare le spese detraibili è stata introdotta dal Decreto Legislativo n. 1/2024 (Decreto Adempimenti) pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio 2024. Questo decreto fa parte del piano di semplificazione fiscale voluto dal governo per ridurre gli oneri burocratici a carico dei contribuenti.

      La misura è stata successivamente chiarita dalla Circolare n. 6/E del 28 marzo 2024 dell’Agenzia delle Entrate, che ha specificato i requisiti tecnici che devono avere gli estratti conto per essere considerati documenti probatori validi ai fini delle detrazioni IRPEF nel modello 730.

      Il riferimento normativo principale è l’articolo 4, comma 3, del DLgs 1/2024, che modifica l’articolo 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) in materia di documentazione delle spese sanitarie, veterinarie e di altre spese detraibili che devono essere pagate con mezzi tracciabili.

      La normativa si applica alle spese sostenute dal 1° gennaio 2024 in poi e riguarda tutte le tipologie di spese per le quali è già obbligatorio il pagamento con metodi tracciabili (carte, bancomat, bonifici, assegni).

      Quando Si Può Usare l’Estratto Conto al Posto della Ricevuta POS

      L’estratto conto bancario o della carta di credito può sostituire la ricevuta POS in tutti i casi in cui la spesa è stata effettuata con metodi di pagamento tracciabili. Nello specifico, l’estratto conto è valido per documentare:

      • Spese mediche e sanitarie (visite specialistiche, esami diagnostici, acquisto di farmaci con ricetta, prestazioni odontoiatriche)
      • Spese veterinarie per la cura di animali da compagnia
      • Spese per attività sportive dei figli (palestre, piscine, corsi sportivi)
      • Spese scolastiche e universitarie
      • Spese per servizi di assistenza personale (badanti, colf con pagamento tracciabile)
      • Premi assicurativi pagati con carta o bonifico
      • Spese per intermediazione immobiliare
      • Spese funebri
      • Spese per l’acquisto di abbonamenti ai trasporti pubblici

      L’estratto conto NON può sostituire la ricevuta POS nei seguenti casi:

      • Quando è richiesta una fattura (es. interventi di ristrutturazione edilizia)
      • Quando è richiesta una certificazione specifica (es. certificazione per asili nido)
      • Quando il pagamento è avvenuto in contanti (ovviamente non tracciabile)
      • Per spese che richiedono documentazione aggiuntiva (es. prescrizione medica per alcuni dispositivi medici)

      Importante: l’estratto conto può essere usato anche se il contribuente è in possesso della ricevuta POS, come documento alternativo o integrativo.

      Requisiti dell’Estratto Conto per Essere Valido: Dati Obbligatori

      Perché l’estratto conto bancario o della carta di credito possa essere utilizzato come documento probatorio per le spese detraibili, deve contenere obbligatoriamente i seguenti dati, come specificato dalla Circolare n. 6/E del 28 marzo 2024:

      1. Data dell’operazione

      Deve coincidere con la data in cui è stata effettuata la spesa (non la data di addebito sul conto, che potrebbe essere successiva).

      2. Importo esatto della transazione

      Deve corrispondere all’importo della spesa da portare in detrazione.

      3. Descrizione della transazione

      Deve contenere informazioni sufficienti per identificare il tipo di spesa e il beneficiario del pagamento. Esempi: “Pagamento POS presso Farmacia XYZ“, “Pagamento presso Studio Medico Dr. Rossi“, “Bonifico a Clinica ABC“.

      4. Dati del beneficiario

      Nome del professionista, denominazione della struttura sanitaria, farmacia, o altro soggetto che ha ricevuto il pagamento. Se il beneficiario è identificabile dalla descrizione dell’operazione, questo requisito è soddisfatto.

      5. Codice identificativo della transazione

      Numero di autorizzazione POS o codice univoco della transazione.

      Se l’estratto conto non riporta tutti questi dati in modo chiaro, potrebbe non essere sufficiente e sarà necessario conservare anche altri documenti integrativi (fattura, ricevuta, scontrino parlante).

      ATTENZIONE: Non tutti gli estratti conto riportano automaticamente tutti questi dati. È consigliabile verificare preventivamente con la propria banca o l’emittente della carta di credito che l’estratto conto contenga le informazioni richieste.

      Differenze tra Estratto Conto e Ricevuta POS: Tabella Comparativa

      Ecco una tabella che riassume le principali differenze tra l’estratto conto bancario e la ricevuta POS tradizionale come documenti probatori per le spese detraibili:

      CaratteristicaRicevuta POSEstratto Conto
      EmissioneImmediata al momento del pagamentoPeriodica (mensile o trimestrale)
      Dati presentiData, importo, codice transazione, beneficiarioData, importo, descrizione transazione, beneficiario (se disponibile)
      ConservazioneCartacea o digitale, deve essere conservata dal contribuenteFornito automaticamente dalla banca
      ValiditàSempre valida se completaValida solo se contiene tutti i dati obbligatori
      Facilità di smarrimentoAlta (documento cartaceo piccolo)Bassa (documento bancario conservato digitalmente)
      Integrazione con altri documentiNon necessaria se completaPuò richiedere integrazione con fattura o ricevuta se dati insufficienti
      Accettazione da parte del CAFSempre accettataAccettata se conforme ai requisiti
      RecuperabilitàDifficile se persaFacile, richiedibile alla banca anche a distanza di tempo

      In sintesi, la ricevuta POS rimane il documento più completo e sicuro, ma l’estratto conto offre un’alternativa comoda soprattutto per chi ha smarrito le ricevute originali o per ridurre l’accumulo di documentazione cartacea.

      Vantaggi per il Contribuente: Perché la Novità È Utile

      L’introduzione dell’estratto conto come documento alternativo alle ricevute POS porta diversi vantaggi concreti per i contribuenti:

      1. Riduzione del carico documentale: non è più necessario conservare tutte le ricevute cartacee durante l’anno. L’estratto conto bancario, che molti contribuenti già conservano o consultano regolarmente, diventa sufficiente.
      2. Recuperabilità delle spese dimenticate: se hai smarrito una ricevuta POS ma hai effettuato il pagamento con carta, puoi recuperare la documentazione richiedendo l’estratto conto alla banca, anche a distanza di mesi.
      3. Semplificazione nella raccolta documenti per il 730: al momento di preparare la dichiarazione dei redditi, basta scaricare gli estratti conto dell’anno invece di cercare singole ricevute sparse.
      4. Riduzione del rischio di perdita documentale: le ricevute POS cartacee si scoloriscono, si strappano o si perdono facilmente. Gli estratti conto digitali sono più sicuri e conservabili nel tempo.
      5. Velocizzazione delle verifiche da parte del CAF: il commercialista o il CAF possono verificare più rapidamente le spese tracciabili consultando un unico documento (estratto conto) invece di decine di ricevute separate.
      6. Maggiore certezza sulla tracciabilità: l’estratto conto bancario è un documento ufficiale emesso da un istituto di credito, quindi ha valore probatorio più forte rispetto a una semplice ricevuta.
      7. Allineamento con l’era digitale: la misura si inserisce nel processo di digitalizzazione della PA e semplificazione degli adempimenti fiscali.

      Limiti e Criticità della Novità: Cosa Occorre Sapere

      Nonostante i vantaggi, l’utilizzo dell’estratto conto al posto delle ricevute POS presenta anche alcuni limiti e criticità da considerare:

      1. Completezza delle informazioni: non tutti gli estratti conto riportano il dettaglio completo del beneficiario. Se nell’estratto compare solo “Pagamento POS” senza ulteriori specifiche, potrebbe non essere sufficiente per identificare la natura della spesa.
      2. Difficoltà nell’identificazione della tipologia di spesa: se hai effettuato più pagamenti presso la stessa struttura (es. farmacia) nello stesso giorno, l’estratto conto potrebbe non permettere di distinguere tra farmaci detraibili e prodotti non detraibili.
      3. Necessità di documentazione integrativa: per alcune spese l’estratto conto non basta. Ad esempio, per farmaci da banco serve comunque lo scontrino parlante che indichi il codice fiscale e la natura del farmaco.
      4. Variabilità tra istituti bancari: ogni banca struttura l’estratto conto in modo diverso. Alcune banche forniscono dettagli completi, altre no. È necessario verificare preventivamente.
      5. Tempi di disponibilità: se hai bisogno dell’estratto conto per una spesa recente, potresti dover attendere la chiusura del periodo di rendicontazione (fine mese) prima di averlo disponibile.
      6. Controlli più approfonditi: l’Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere ulteriori verifiche o integrazioni documentali in caso di controllo, se l’estratto conto non è sufficientemente dettagliato.
      7. Non sostituisce la prescrizione medica: per dispositivi medici o farmaci che richiedono prescrizione, l’estratto conto certifica il pagamento ma non sostituisce la ricetta o certificazione medica necessaria.

      Consiglio pratico: conserva comunque le ricevute POS originali quando possibile, usando l’estratto conto come alternativa solo quando necessario o come documento integrativo.

      Spese Detraibili Interessate dalla Novità: Elenco Completo

      La possibilità di usare l’estratto conto al posto della ricevuta POS riguarda tutte le spese detraibili per le quali è già previsto l’obbligo di pagamento tracciabile. Ecco l’elenco dettagliato:

      SPESE MEDICHE E SANITARIE (detraibili al 19%)

      • Visite mediche specialistiche
      • Analisi cliniche ed esami diagnostici
      • Prestazioni chirurgiche
      • Cure odontoiatriche
      • Fisioterapia e riabilitazione
      • Acquisto di farmaci con ricetta medica
      • Acquisto di dispositivi medici (occhiali, apparecchi acustici, tutori)
      • Ricoveri ospedalieri
      • Prestazioni di assistenza infermieristica
      • Prestazioni rese da psicologi e psicoterapeuti

      SPESE VETERINARIE (detraibili al 19%, max 500 euro)

      • Visite veterinarie
      • Interventi chirurgici su animali da compagnia
      • Acquisto di farmaci veterinari
      • Analisi ed esami diagnostici per animali

      ALTRE SPESE DETRAIBILI

      • Spese per attività sportive dei figli minori (detraibili al 19%, max 210 euro per figlio)
      • Spese per iscrizione a università pubbliche e private (detraibili al 19%)
      • Spese per asili nido (detraibili al 19%, max 632 euro per figlio)
      • Spese funebri (detraibili al 19%, max 1.550 euro)
      • Spese per addetti all’assistenza personale (detraibili al 19%, max 2.100 euro)
      • Premi assicurativi per rischio morte/invalidità permanente (detraibili al 19%)
      • Spese per intermediazione immobiliare (detraibili al 19%, max 1.000 euro)
      • Abbonamenti ai trasporti pubblici (detraibili al 19%, max 250 euro)

      IMPORTANTE: Per tutte queste spese è già obbligatorio il pagamento con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Il contante non è ammesso e quindi non genera alcuna detrazione.

      Come Conservare Correttamente la Documentazione per il 730

      Per utilizzare correttamente l’estratto conto come documento probatorio delle spese detraibili nel modello 730, è fondamentale seguire alcune regole di conservazione:

      1. TEMPI DI CONSERVAZIONE

      • Gli estratti conto devono essere conservati per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi (termine di decadenza per gli accertamenti fiscali).
      • Meglio conservare per 6-7 anni per sicurezza, considerando eventuali ritardi negli accertamenti.

      2. FORMATO DI CONSERVAZIONE

      • Estratti conto cartacei: conservare in un raccoglitore dedicato, divisi per anno fiscale.
      • Estratti conto digitali (PDF): salvare su computer o cloud, creare una cartella per ogni anno fiscale (es. “730_2024”, “730_2025”).
      • Consiglio: preferire il formato digitale, più sicuro e duraturo nel tempo.

      3. INTEGRAZIONE CON ALTRI DOCUMENTI

      • Se l’estratto conto non è sufficientemente dettagliato, conservare anche le ricevute originali, le fatture o gli scontrini parlanti.
      • Per farmaci: conservare comunque lo scontrino parlante che indica il codice fiscale e la natura del farmaco.
      • Per dispositivi medici: conservare la prescrizione medica e la certificazione di conformità.

      4. ORGANIZZAZIONE PRATICA

      • Crea un file Excel o un documento di riepilogo con tutte le spese detraibili dell’anno, indicando per ciascuna: data, importo, beneficiario, tipo di spesa, riferimento all’estratto conto.
      • Evidenzia sull’estratto conto le transazioni detraibili con un evidenziatore colorato (se cartaceo) o note/commenti (se digitale).

      5. BACKUP E SICUREZZA

      • Se conservi gli estratti conto in digitale, fai backup regolari su supporti diversi (PC + hard disk esterno + cloud).
      • Non affidarti solo all’home banking: le banche conservano gli estratti online per un periodo limitato (generalmente 3-5 anni). Scarica e salva i tuoi estratti regolarmente.

      6. PREPARAZIONE PER IL CAF

      • Quando prepari i documenti per il commercialista o il CAF, stampa o invia solo le pagine dell’estratto conto che contengono le transazioni detraibili, evidenziate.
      • Prepara un elenco riepilogativo delle spese con riferimento ai movimenti dell’estratto conto per facilitare il lavoro del professionista.

      ATTENZIONE: In caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, sarà tua responsabilità fornire la documentazione richiesta entro i termini stabiliti. Una corretta conservazione ti eviterà problemi.

      Esempi Pratici e Casi Concreti

      Vediamo alcuni esempi pratici per capire meglio come funziona l’utilizzo dell’estratto conto al posto delle ricevute POS:

      ESEMPIO 1 – SPESE MEDICHE

      Maria ha effettuato una visita cardiologica presso uno studio privato, pagando 120 euro con carta di credito. Ha smarrito la ricevuta POS. Nel suo estratto conto della carta di credito compare:

      • Data: 15/03/2024
      • Importo: 120,00 euro
      • Descrizione: “Pagamento POS – Studio Medico Dr. Bianchi – Cardiologia“
      • Codice transazione: 456789

      ✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: contiene tutti i dati necessari (data, importo, beneficiario identificabile, descrizione chiara del servizio). Maria può portare la spesa in detrazione nel 730/2025.

      ESEMPIO 2 – FARMACI

      Giovanni ha acquistato farmaci per 45 euro con bancomat presso la Farmacia Centrale. Nel suo estratto conto bancario compare:

      • Data: 22/04/2024
      • Importo: 45,00 euro
      • Descrizione: “Pagamento POS – Farmacia”

      ❌ QUESTO ESTRATTO CONTO NON È SUFFICIENTE: manca il nome specifico della farmacia e soprattutto non indica se i farmaci acquistati sono detraibili (con ricetta) o prodotti non detraibili (parafarmaci, cosmetici). Giovanni deve recuperare lo scontrino parlante o la ricevuta originale.

      ESEMPIO 3 – SPESE VETERINARIE

      Laura ha portato il suo cane dal veterinario, pagando 180 euro con carta di debito. Nell’estratto conto compare:

      • Data: 10/05/2024
      • Importo: 180,00 euro
      • Descrizione: “Pagamento POS – Clinica Veterinaria Fido – Dr. Rossi“
      • Codice transazione: 789456

      ✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: contiene tutti i dati necessari. Laura può portare la spesa in detrazione (max 500 euro annui per spese veterinarie).

      ESEMPIO 4 – PIÙ PAGAMENTI STESSO GIORNO

      Marco ha fatto due pagamenti presso la stessa farmacia lo stesso giorno: 35 euro per farmaci con ricetta (detraibili) e 28 euro per integratori (non detraibili). Nel suo estratto conto compare:

      • Ore 10:15 – 35,00 euro – “Pagamento POS – Farmacia San Marco”
      • Ore 10:20 – 28,00 euro – “Pagamento POS – Farmacia San Marco”

      ❌ QUESTO ESTRATTO CONTO NON È SUFFICIENTE DA SOLO: per distinguere tra la spesa detraibile e quella non detraibile, Marco deve conservare anche gli scontrini originali che indicano la natura dei prodotti acquistati.

      ESEMPIO 5 – BONIFICO PER ASSISTENZA

      Anna ha pagato 500 euro alla badante di sua madre con bonifico bancario. Nel suo estratto conto compare:

      • Data: 01/06/2024
      • Importo: 500,00 euro
      • Causale bonifico: “Pagamento assistenza Sig.ra Verdi – Maggio 2024”
      • Beneficiario: Maria Rossi (badante regolarmente assunta)

      ✅ QUESTO ESTRATTO CONTO È VALIDO: il bonifico è un metodo di pagamento tracciabile e l’estratto conto riporta tutti i dati necessari. Anna può portare la spesa in detrazione (max 2.100 euro annui).

      Errori da Evitare nella Documentazione delle Spese Detraibili

      Per sfruttare correttamente la possibilità di usare l’estratto conto al posto delle ricevute POS ed evitare problemi in caso di controlli fiscali, ecco gli errori più comuni da evitare:

      1. ERRORE: Buttare via le ricevute POS pensando che l’estratto conto basti sempre

      CORRETTO: Conserva le ricevute originali quando contengono informazioni importanti non presenti nell’estratto conto (es. scontrini parlanti di farmacia con codice fiscale).

      2. ERRORE: Non verificare che l’estratto conto contenga tutti i dati obbligatori

      CORRETTO: Controlla periodicamente che gli estratti conto della tua banca riportino data, importo, beneficiario e descrizione dettagliata delle transazioni. Se mancano questi dati, chiedi alla banca un formato più dettagliato o conserva le ricevute.

      3. ERRORE: Pagare in contanti pensando di recuperare la spesa con altri documenti

      CORRETTO: Per avere diritto alla detrazione, devi SEMPRE pagare con strumenti tracciabili (carte, bancomat, bonifici). Il contante non è ammesso.

      4. ERRORE: Non scaricare tempestivamente gli estratti conto digitali

      CORRETTO: Scarica e salva gli estratti conto appena disponibili sul tuo home banking. Le banche non conservano gli estratti online per sempre (generalmente 3-5 anni).

      5. ERRORE: Presentare al CAF solo l’estratto conto senza evidenziare le spese detraibili

      CORRETTO: Evidenzia o annota le transazioni detraibili sull’estratto conto per facilitare il lavoro del commercialista e velocizzare la preparazione del 730.

      6. ERRORE: Confondere la data della transazione con la data di addebito

      CORRETTO: La data che conta ai fini fiscali è quella della transazione (quando hai effettuato il pagamento), non quella di addebito sul conto corrente che può essere successiva.

      7. ERRORE: Non conservare la documentazione integrativa (prescrizioni, certificazioni)

      CORRETTO: L’estratto conto certifica il pagamento, ma per alcune spese serve anche altra documentazione (es. prescrizione medica per dispositivi medici, certificazione per asilo nido).

      8. ERRORE: Usare carte intestate ad altri per pagare le proprie spese detraibili

      CORRETTO: Le spese sono detraibili solo se pagate dal contribuente che le porta in detrazione. Se paghi con la carta di un familiare, devi documentare il rapporto e il motivo.

      9. ERRORE: Non tenere traccia delle spese durante l’anno

      CORRETTO: Crea un file Excel o un documento dove annoti tutte le spese detraibili mese per mese, così a fine anno avrai già tutto pronto per il 730.

      10. ERRORE: Superare i limiti di spesa detraibili pensando di portare tutto in detrazione

      CORRETTO: Verifica sempre i tetti massimi di spesa detraibile per ogni categoria (es. max 500 euro per spese veterinarie, max 632 euro per asili nido). L’eccedenza non è detraibile.

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      Domande Frequenti (FAQ) sull’Estratto Conto e Detrazioni Fiscali

      Posso usare l’estratto conto della carta di credito al posto della ricevuta POS per le spese mediche?

      Sì, dal 2024 puoi usare l’estratto conto della carta di credito come documento probatorio per le spese mediche detraibili nel 730, purché contenga tutti i dati obbligatori: data della transazione, importo esatto, descrizione con identificazione del beneficiario (medico, struttura sanitaria) e codice transazione. Se l’estratto conto non riporta queste informazioni in modo chiaro, dovrai conservare anche la ricevuta POS o la fattura originale.

      L’estratto conto vale anche per i farmaci acquistati in farmacia?

      L’estratto conto vale per documentare il pagamento, ma per i farmaci è comunque necessario conservare lo scontrino parlante della farmacia che riporta il codice fiscale e indica quali prodotti sono medicinali detraibili. L’estratto conto da solo non permette di distinguere tra farmaci con ricetta (detraibili) e prodotti da banco o parafarmaci (non detraibili).

      Se ho perso la ricevuta POS posso recuperare la detrazione con l’estratto conto?

      Sì, se hai smarrito la ricevuta POS ma hai pagato con carta, bancomat o bonifico, puoi recuperare la documentazione richiedendo l’estratto conto alla tua banca. Verifica però che l’estratto contenga tutti i dati richiesti dalla normativa (data, importo, beneficiario identificabile, descrizione della transazione). Se l’estratto conto è incompleto, potrebbe non essere sufficiente.

      L’estratto conto sostituisce completamente la ricevuta POS?

      No, l’estratto conto non sostituisce completamente la ricevuta POS in tutti i casi. È un documento alternativo valido quando contiene tutte le informazioni necessarie, ma ci sono situazioni in cui serve comunque la ricevuta originale o altra documentazione integrativa (es. scontrini parlanti di farmacia, prescrizioni mediche, certificazioni per asili nido). La ricevuta POS rimane il documento più completo e sicuro.

      Devo conservare sia l’estratto conto che la ricevuta POS?

      Non è obbligatorio conservare entrambi i documenti, ma è consigliabile. La ricevuta POS contiene spesso informazioni più dettagliate, mentre l’estratto conto è più facile da recuperare in caso di smarrimento e ha valore probatorio più forte. Conserva almeno uno dei due documenti, preferibilmente quello più completo. Se l’estratto conto è dettagliato, può bastare quello.

      Quanto tempo devo conservare gli estratti conto per le detrazioni fiscali?

      Devi conservare gli estratti conto per almeno 5 anni dalla presentazione della dichiarazione dei redditi, che è il termine di decadenza per gli accertamenti fiscali dell’Agenzia delle Entrate. È consigliabile conservarli per 6-7 anni per sicurezza. Preferisci il formato digitale (PDF scaricato dall’home banking e salvato su PC/cloud) che è più duraturo e sicuro del formato cartaceo.

      Se l’estratto conto riporta solo Pagamento POS senza altri dettagli è sufficiente?

      No, un estratto conto che riporta solo Pagamento POS senza indicare il beneficiario (nome medico, struttura sanitaria, farmacia, ecc.) non è sufficiente per documentare la spesa detraibile. In questo caso devi conservare la ricevuta POS originale o la fattura. Verifica con la tua banca se è possibile ottenere un formato di estratto conto più dettagliato.


      Hai Bisogno di Assistenza per il 730? Contatta il CAF Centro Fiscale

      Gestire correttamente la documentazione delle spese detraibili richiede attenzione ai dettagli e conoscenza della normativa. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo risparmio fiscale possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

      I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che la tua documentazione (estratti conto, ricevute, fatture) sia conforme ai requisiti dell’Agenzia delle Entrate, compilare correttamente il modello 730 con tutte le detrazioni spettanti e gestire anche situazioni complesse (spese miste, documentazione integrativa, controlli fiscali).

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