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Tag Archivio per: rottamazione quater

NOTIZIE

Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater devono tenere a mente una data importante: il 31 maggio 2026 scade la prossima rata della rateazione decennale. Si tratta della dodicesima rata complessiva per chi ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (legge 197/2022) e ha optato per il piano di pagamento dilazionato fino al 2027. La buona notizia per chi si trova in difficoltà o ha dimenticato la scadenza arriva direttamente dalla normativa: grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il versamento può essere effettuato senza decadenza entro il 5 giugno 2026, posticipando di fatto la scadenza operativa al primo giorno utile della settimana successiva.

In questa guida completa analizziamo nel dettaglio cosa cambia per i contribuenti, come calcolare correttamente l importo della rata, quali sono i canali di pagamento disponibili, cosa succede in caso di ritardo e come funziona la riammissione alla rottamazione quater introdotta dal decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025). Vedremo anche le differenze tra la rottamazione quater e la nuova rottamazione quinquies introdotta nel 2026, per orientarsi tra le diverse misure di pace fiscale ancora attive.

Indice dei contenuti

  1. Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno
  2. I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente
  3. Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater
  4. Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026
  5. Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali
  6. Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga
  7. Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe
  8. Esempio pratico: come calcolare l importo della rata
  9. Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento
  10. Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali
  11. Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione
  12. FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

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Scadenza del 31 maggio: cosa cambia con il posticipo a giugno

La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta una delle scadenze più importanti dell anno per chi ha aderito alla definizione agevolata 2023 introdotta dalla legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023). Si tratta di un appuntamento ricorrente per i contribuenti che hanno scelto il piano massimo di rateazione, articolato in 18 rate distribuite dal 2023 al 2027 secondo lo schema previsto dalla norma.

Il punto centrale di questa scadenza riguarda la scivolata operativa al mese di giugno. Tecnicamente la rata scade il 31 maggio, ma per due ragioni concorrenti il pagamento effettivo può essere posticipato senza alcuna penalità al primo giorno utile di giugno:

  • I 5 giorni di tolleranza previsti dall articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 119/2018, convertito in legge 136/2018, che si applicano a tutte le rate delle definizioni agevolate
  • La possibile coincidenza del quinto giorno con un giorno festivo o prefestivo, che fa scivolare ulteriormente il termine al primo giorno feriale successivo

Nel concreto, il 31 maggio 2026 cade di domenica. Questa circostanza, di per sé, già sposta il termine ordinario al 1° giugno (lunedì). Considerando poi i 5 giorni di tolleranza, il termine effettivo entro cui versare senza decadere dal beneficio si attesta al 5 giugno 2026. Si tratta di una previsione strutturale del meccanismo della rottamazione, non di una proroga eccezionale: il legislatore ha voluto riconoscere uno spazio di flessibilità per evitare che ritardi minimi facciano perdere ai contribuenti il beneficio dell agevolazione.

Una scadenza che riguarda milioni di contribuenti

Secondo i dati pubblicati da Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER), le domande di adesione alla rottamazione quater hanno coinvolto una platea molto ampia di contribuenti, una larga parte dei quali ha optato per il piano di rateazione massima. La scadenza di maggio 2026 riguarda quindi una platea molto ampia, composta da:

  • Contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro il 30 giugno 2023
  • Soggetti che hanno presentato la domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per ulteriori carichi
  • Decaduti riammessi grazie alla riapertura introdotta dal decreto Milleproroghe 2025

I 5 giorni di tolleranza: la normativa che salva il contribuente

La regola dei 5 giorni di tolleranza è uno degli elementi più importanti da conoscere per chi ha aderito alla rottamazione quater. Si tratta di una previsione normativa strutturale, non di una concessione discrezionale: il termine entro cui pagare per non perdere il beneficio è quello ordinario aumentato di 5 giorni.

La base normativa

Il riferimento è l articolo 3, comma 14-bis del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136. La norma stabilisce che il mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, dell unica rata o di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento, determina la decadenza dai benefici della definizione agevolata se superiore a cinque giorni.

In parole semplici: pagare entro il quinto giorno successivo alla scadenza ordinaria è come pagare il giorno stesso. Non si tratta quindi di una proroga o di un favore, ma di una franchigia legale che il legislatore ha inserito per evitare effetti decadenziali sproporzionati rispetto a ritardi minimi.

Come si calcolano i 5 giorni

Il calcolo dei 5 giorni segue le regole generali del computo dei termini di diritto civile (art. 2963 del codice civile): si conta a partire dal giorno successivo a quello della scadenza ordinaria. Se il quinto giorno cade in un giorno festivo o di sabato/domenica, il termine slitta automaticamente al primo giorno feriale successivo.

Ad esempio, per la scadenza del 31 maggio 2026 (domenica) il calcolo è il seguente:

  • Scadenza ordinaria: domenica 31 maggio 2026
  • Conteggio 5 giorni di tolleranza a partire dalla scadenza: dal 1° al 5 giugno 2026
  • Termine ultimo per pagare senza decadenza: venerdì 5 giugno 2026 (giorno feriale, nessun ulteriore slittamento)

La prassi consolidata di Agenzia delle Entrate-Riscossione è di computare i 5 giorni a partire dal giorno stesso della scadenza nominale; qualora il quinto giorno cadesse di sabato, domenica o festivo, il termine slitterebbe ulteriormente al primo giorno feriale successivo. Nel caso della rata del 31 maggio 2026 il quinto giorno cade di venerdì, quindi il termine resta fissato al 5 giugno.

Attenzione: la lettura prudenziale che AdER suggerisce ai contribuenti è di considerare la scadenza del 31 maggio come termine ordinario, ricorrendo alla tolleranza solo in caso di reale necessità. Programmare il pagamento già in scadenza tolleranza, infatti, espone a rischi operativi (errori bancari, ritardi di sportello) che possono determinare la perdita irreversibile dell agevolazione.

Calendario completo delle rate 2026 della rottamazione quater

Per chi ha aderito al piano massimo di rateazione previsto dalla rottamazione quater, il 2026 prevede quattro rate trimestrali, secondo lo schema stabilito dall articolo 1, comma 232 della legge 197/2022. Ecco il calendario completo:

Numero rataScadenza ordinariaTermine con tolleranzaNote
Rata 11 (di 18)28 febbraio 20269 marzo 2026 (lunedì)Slitta per festività e tolleranza
Rata 12 (di 18)31 maggio 20265 giugno 2026 (venerdì)Slitta per domenica + tolleranza
Rata 13 (di 18)31 luglio 20265 agosto 2026 (mercoledì)Tolleranza 5 giorni
Rata 14 (di 18)30 novembre 20267 dicembre 2026 (lunedì)Slitta per domenica + tolleranza

Schema generale del piano fino al 2027

Il piano di rateazione completo della rottamazione quater prevede 18 rate distribuite secondo lo schema seguente:

  • 2023: 2 rate (31 ottobre e 30 novembre)
  • 2024-2027: 4 rate annuali (28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio, 30 novembre)

La rata di maggio 2026 rappresenta dunque la dodicesima delle 18 rate complessive e segna il superamento dei due terzi del percorso di pagamento dilazionato. Per chi sta rispettando il piano, ogni rata pagata regolarmente consolida l agevolazione fiscale ottenuta con la rottamazione, eliminando definitivamente sanzioni e interessi di mora.

Chi deve pagare la rata in scadenza il 31 maggio 2026

La rata in scadenza il 31 maggio 2026 riguarda tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater entro i termini stabiliti e hanno optato per il piano di rateazione massima. Vediamo nel dettaglio le diverse categorie interessate.

Aderenti originari della rottamazione quater

Sono i contribuenti che hanno presentato domanda di adesione entro il termine originario del 30 giugno 2023, successivamente prorogato per i ritardatari. Per questa categoria la rata di maggio 2026 rappresenta la prosecuzione regolare del piano scelto al momento dell adesione.

Aderenti tramite domanda integrativa

Una circostanza meno nota riguarda chi ha presentato una domanda integrativa entro il 30 settembre 2023 per includere ulteriori carichi nella rottamazione quater. Anche per questi soggetti la rata di maggio 2026 corrisponde a una scadenza ordinaria del piano di pagamento.

Decaduti riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

La novità più rilevante riguarda i contribuenti riammessi alla rottamazione quater grazie al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202 (decreto Milleproroghe), convertito in legge 21 febbraio 2025, n. 15. La norma ha previsto la possibilità per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024 di rientrare nel piano, presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025.

I riammessi seguono un piano di pagamento ad hoc che può prevedere il versamento integrale entro il 31 luglio 2025 oppure in 10 rate di pari importo con scadenze a partire dal 31 luglio 2025. Per chi ha aderito al piano rateale, la rata di maggio 2026 rientra in questo nuovo calendario.

Come pagare: modello F24, PagoPA e canali digitali

Per il versamento della rata della rottamazione quater i contribuenti hanno a disposizione diversi canali di pagamento. La scelta del canale dipende dalle preferenze personali, dalla disponibilità di strumenti digitali e dall importo da versare.

Modello F24 con bollettini precompilati

Il canale tradizionale è rappresentato dai bollettini precompilati inviati dall Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione. I bollettini riportano:

  • L importo esatto della rata
  • I codici tributo specifici per la definizione agevolata
  • La scadenza di ogni singola rata
  • I dati identificativi del contribuente e della pratica

I bollettini possono essere utilizzati per il pagamento presso banche, uffici postali, sportelli bancomat abilitati, ricevitorie convenzionate (Sisal, Lottomatica) e tabaccai che offrono servizi di pagamento.

Pagamento online tramite area riservata AdER

Sul sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione (agenziaentrateriscossione.gov.it) è possibile accedere all area riservata con SPID, CIE o CNS per visualizzare il piano di pagamento, scaricare i bollettini, monitorare i versamenti effettuati e pagare direttamente online con carta di credito, bonifico online o addebito su conto corrente tramite il circuito PagoPA.

App EquiClick e canali mobile

L Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sviluppato anche un app mobile che consente di gestire i pagamenti delle rate da smartphone, ricevere notifiche sulle scadenze e visualizzare lo stato del piano in modo immediato. Questi canali digitali sono particolarmente utili per chi viaggia o per chi vuole avere sempre sotto controllo la propria situazione.

Domiciliazione bancaria

Una soluzione molto comoda per non rischiare di dimenticare le scadenze è l attivazione della domiciliazione bancaria tramite il modulo SDD (Sepa Direct Debit). Una volta attivato, il pagamento avviene automaticamente alla scadenza, senza necessità di intervento da parte del contribuente. La richiesta di domiciliazione deve essere effettuata almeno 30 giorni prima della scadenza della rata per essere operativa.

Decadenza dalla rottamazione: cosa rischia chi non paga

Il mancato pagamento della rata di maggio 2026 entro il termine di tolleranza del 5 giugno 2026 comporta conseguenze gravi e irreversibili per il contribuente. La normativa è chiara: la decadenza dalla rottamazione quater è automatica e produce effetti molto pesanti.

Effetti immediati della decadenza

Quando un contribuente decade dalla rottamazione, si verificano i seguenti effetti automatici:

  • Riemerge il debito originario comprensivo di sanzioni e interessi di mora, che la rottamazione aveva eliminato o ridotto
  • Le somme già versate vengono considerate a titolo di acconto e vengono scomputate dal debito complessivo
  • Riprendono le procedure di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche)
  • Non si può più rateizzare il debito residuo con la dilazione ordinaria di AdER (art. 19 D.P.R. 602/1973), salvo eccezioni

Cosa significa nella pratica

Immaginiamo un contribuente che ha aderito alla rottamazione quater per un debito originario di 30.000 euro, ridotto a 18.000 euro grazie alla cancellazione di sanzioni e interessi. Ha già pagato 5 rate per un totale di 5.000 euro. Se non paga la rata di maggio 2026 entro il 5 giugno, la situazione cambia drasticamente:

  • Il debito torna a 30.000 euro (importo originario)
  • Vengono scomputati i 5.000 euro già versati
  • Restano dovuti 25.000 euro
  • Su questa somma riprendono a maturare interessi di mora
  • AdER può avviare immediatamente le azioni di recupero coattivo

Possibilità di rateizzazione ordinaria post-decadenza

Una volta decaduto dalla rottamazione, il contribuente può comunque richiedere la rateizzazione ordinaria ad AdER per il debito riemerso. La dilazione ordinaria può arrivare fino a 84 rate mensili (84 mesi = 7 anni) per debiti fino a 120.000 euro, o fino a 120 rate per importi superiori, secondo le regole vigenti nel 2026 introdotte dal D.Lgs. 110/2024 in attuazione della riforma fiscale.

Tuttavia, va sottolineato che la rateizzazione ordinaria non comporta lo sconto su sanzioni e interessi previsto dalla rottamazione. Il contribuente paga l importo pieno con interessi di dilazione, perdendo definitivamente il beneficio fiscale ottenuto con la pace fiscale 2023.

Riammessi alla rottamazione quater: il quadro post Milleproroghe

Il decreto Milleproroghe 2025 (D.L. 202/2024 convertito in legge 15/2025) ha introdotto una novità di grande rilievo per i contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione quater: la riapertura dei termini per la riammissione al piano.

Chi può riammettersi

Il decreto ha consentito la riammissione ai contribuenti che, al 31 dicembre 2024, erano decaduti dai benefici della rottamazione quater per il mancato, insufficiente o tardivo versamento di una o più rate. La riammissione doveva essere richiesta presentando apposita istanza entro il 30 aprile 2025 tramite i canali telematici di Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Modalità di pagamento per i riammessi

I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra due modalità di pagamento:

  • Pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2025
  • Pagamento dilazionato in un massimo di 10 rate di pari importo con le seguenti scadenze: 31 luglio e 30 novembre 2025; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2026; 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre 2027

Per i riammessi che hanno scelto il piano in 10 rate, la rata in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta la quarta delle 10 rate complessive. Anche a questa categoria si applicano regolarmente i 5 giorni di tolleranza, con possibilità di versare entro il 5 giugno 2026.

Importanza di non perdere la seconda chance

Per i riammessi la rata di maggio 2026 assume un significato particolare: si tratta della seconda opportunità concessa dal legislatore per beneficiare della rottamazione. Una nuova decadenza preclude definitivamente l accesso alla rottamazione quater e impone il pagamento integrale del debito secondo le procedure ordinarie. Per questo motivo è fondamentale rispettare le scadenze e, in caso di difficoltà, valutare per tempo le alternative disponibili con il supporto di un consulente fiscale o di un CAF.

Esempio pratico: come calcolare l importo della rata

Per comprendere meglio come funziona il piano di pagamento della rottamazione quater, vediamo un esempio pratico con numeri concreti.

Il caso di Marco, artigiano di Udine

Marco è un artigiano friulano con sede a Udine. Nel 2023 aveva accumulato debiti con il fisco per un totale di 40.000 euro di cartelle esattoriali, così composti:

  • Tributo iscritto a ruolo: 25.000 euro
  • Sanzioni: 10.000 euro
  • Interessi di mora: 4.500 euro
  • Aggio della riscossione: 500 euro

Aderendo alla rottamazione quater, Marco ha potuto beneficiare della cancellazione integrale di sanzioni, interessi di mora e aggio. L importo da versare si è quindi ridotto al solo tributo, più le spese esecutive e di notifica delle cartelle (di solito poche decine di euro).

Calcolo dell importo da rateizzare

Per Marco l importo definitivo da pagare con la rottamazione è di circa 25.300 euro (25.000 euro di tributo + 300 euro di spese). Avendo optato per il piano massimo di rateazione in 18 rate, il calcolo è il seguente:

  • Rate del 2023 (2 rate, ciascuna pari al 5% del totale, per il 10% complessivo): 1.265 euro a rata = 2.530 euro complessivi
  • Rate dal 2024 al 2027 (16 rate del restante 90%): circa 1.423 euro a rata

La rata di maggio 2026 per Marco ammonta dunque a circa 1.423 euro, da versare entro il 31 maggio (o entro il 5 giugno sfruttando la tolleranza). Su questo importo va aggiunto l interesse del 2% annuo previsto dalla legge 197/2022 per le rate successive alla prima.

Confronto con la situazione senza rottamazione

Senza rottamazione, Marco avrebbe dovuto pagare l intero importo di 40.000 euro, oltre agli interessi di mora che continuavano a maturare nel tempo. Con la rottamazione quater Marco ha ottenuto un risparmio di circa 14.700 euro, pari al 37% del debito originario. È evidente come il rispetto delle scadenze sia fondamentale per non perdere questo importante beneficio.

Cosa fare in caso di difficoltà nel pagamento

Può capitare che, per circostanze impreviste, un contribuente si trovi in difficoltà nel versare una rata della rottamazione quater alla scadenza prevista. Vediamo quali sono le opzioni disponibili.

Utilizzare i 5 giorni di tolleranza

La prima opzione è ovviamente quella di sfruttare appieno i 5 giorni di tolleranza, organizzandosi per reperire la liquidità necessaria. Per la rata di maggio 2026 questo significa avere fino al 5 giugno per provvedere al versamento senza alcuna penalità.

Pagamento parziale: cosa succede

Un errore comune è pensare che un pagamento parziale possa evitare la decadenza. Non è così: la normativa è chiara nel prevedere che il versamento insufficiente (oltre i 5 giorni di tolleranza) determina la decadenza, esattamente come il mancato pagamento. Per evitare la decadenza è necessario versare l intero importo della rata, non somme parziali.

Verificare il piano di pagamento

Prima della scadenza è sempre opportuno verificare il proprio piano di pagamento accedendo all area riservata di AdER. Può capitare che vi siano stati versamenti già effettuati in eccesso che possono compensare la rata in scadenza, oppure che il piano abbia subito modifiche di cui non si era consapevoli.

Quando rivolgersi al CAF

Se la difficoltà nel pagamento non è transitoria ma strutturale, è importante rivolgersi tempestivamente a un consulente fiscale o a un CAF per valutare le alternative. Più ci si rivolge per tempo, più ampia è la gamma di soluzioni esplorabili: dalla pianificazione dei pagamenti residui, all eventuale adesione alla nuova rottamazione quinquies (se applicabile al caso specifico), fino alla richiesta di rateazione ordinaria post-decadenza.

Rottamazione quater e quinquies: le differenze fondamentali

Con l introduzione della rottamazione quinquies nel 2026 (Legge di Bilancio 2026), molti contribuenti si trovano confusi sulle differenze tra le due misure e su quale convenga in caso di scelta. Chiariamo i punti principali.

Periodo dei carichi rottamabili

La differenza più importante riguarda il periodo dei carichi affidati all agente della riscossione:

  • Rottamazione quater (legge 197/2022): carichi affidati ad AdER dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022
  • Rottamazione quinquies (legge di bilancio 2026): carichi affidati ad AdER successivamente, secondo il perimetro temporale stabilito dalla nuova norma

Convenienza economica

Entrambe le rottamazioni prevedono la cancellazione di sanzioni e interessi di mora, lasciando dovuti solo il tributo, le spese di notifica e quelle esecutive. Tuttavia, la quinquies introduce piani di rateazione potenzialmente diversi e modalità di pagamento differenziate.

Possibilità di cumulo

Un contribuente può aderire contemporaneamente alla rottamazione quater (per i debiti precedenti già in piano di pagamento) e alla rottamazione quinquies (per i debiti rientranti nel nuovo perimetro temporale), trattandosi di due procedure distinte. È però importante valutare la sostenibilità complessiva dei pagamenti, perché le scadenze possono sovrapporsi.

Il ruolo del CAF nell assistenza alla rateazione

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza qualificata a tutti i contribuenti che hanno aderito alla rottamazione quater e si trovano a gestire le scadenze di pagamento. La nostra esperienza pluriennale sul territorio friulano ci consente di seguire ogni pratica con la massima cura, garantendo il rispetto delle scadenze e l ottimizzazione fiscale.

I servizi offerti

Per la gestione della rottamazione quater il CAF Centro Fiscale fornisce:

  • Verifica del piano di pagamento e dello stato delle rate pagate
  • Predisposizione dei modelli F24 e supporto per il versamento
  • Attivazione della domiciliazione bancaria SDD per i pagamenti automatici
  • Calendario personalizzato delle scadenze con promemoria
  • Consulenza sulle alternative in caso di difficoltà (rottamazione quinquies, rateazione ordinaria, ecc.)
  • Assistenza per i riammessi dal decreto Milleproroghe 2025

Perché rivolgersi a un CAF

La rottamazione quater è una procedura tecnicamente complessa che richiede attenzione e precisione. Un errore nel pagamento o una scadenza dimenticata possono comportare la perdita definitiva di un beneficio fiscale anche di migliaia di euro. Affidarsi a un CAF significa avere un punto di riferimento competente che monitora le scadenze, predispone la documentazione e assiste in caso di problematiche.

Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, vanta una conoscenza approfondita delle problematiche fiscali del territorio friulano e una rete consolidata di rapporti con gli uffici locali di AdER, che ci consente di gestire con efficacia anche le situazioni più complesse.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026

Quando scade esattamente la rata della rottamazione quater di maggio 2026?

La scadenza ordinaria è il 31 maggio 2026. Tuttavia, cadendo di domenica, il termine slitta automaticamente al 1° giugno 2026. Considerando i 5 giorni di tolleranza previsti dall art. 3, comma 14-bis del D.L. 119/2018, il termine ultimo per pagare senza decadere è il 5 giugno 2026.

Cosa succede se pago il 6 giugno 2026?

Pagare il 6 giugno 2026 significa pagare oltre i 5 giorni di tolleranza e comporta la decadenza automatica dalla rottamazione quater. Il debito originario riemerge integralmente, comprensivo di sanzioni e interessi di mora, scomputando le somme già versate.

Posso pagare in più tranche entro il 5 giugno?

No. La rata deve essere versata in un unica soluzione entro il termine di tolleranza. Un pagamento parziale, anche se effettuato entro i 5 giorni, equivale a un mancato pagamento e produce la decadenza.

Come faccio a sapere l importo esatto della mia rata?

L importo della rata è indicato nel piano di pagamento trasmesso da Agenzia delle Entrate-Riscossione al momento dell adesione alla rottamazione. Puoi consultarlo nell area riservata del sito AdER accedendo con SPID, CIE o CNS, oppure utilizzando l app EquiClick. In caso di smarrimento dei bollettini puoi richiederne copia all AdER o al tuo CAF di fiducia.

Quali sono i codici tributo per il modello F24?

I codici tributo per la rottamazione quater sono stati istituiti con specifica risoluzione dell Agenzia delle Entrate. I codici sono riportati direttamente sui bollettini precompilati inviati da AdER. Per chi prepara il modello F24 manualmente è necessario fare riferimento alla risoluzione AdE pertinente o richiedere assistenza al proprio CAF.

Posso aderire alla rottamazione quinquies se sono ancora in rottamazione quater?

Sì, ma per carichi diversi. La rottamazione quater riguarda i carichi dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. La rottamazione quinquies riguarda carichi successivi, secondo il perimetro stabilito dalla legge di bilancio 2026. Le due procedure sono indipendenti e possono coesistere per posizioni debitorie diverse.

Cosa succede se la mia banca esegue il bonifico in ritardo?

Ai fini della rottamazione quater fa fede la data di esecuzione del pagamento, non la data di valuta. Se il bonifico viene disposto in tempo utile ma la banca lo esegue con ritardo per ragioni tecniche, il contribuente non è in colpa, ma rischia comunque la decadenza. Per questo motivo è sempre consigliato pagare con qualche giorno di anticipo rispetto al termine di tolleranza.

La rata di maggio è sempre uguale alle altre rate?

Dipende dal piano scelto. Nel piano massimo di 18 rate, le prime 2 rate del 2023 corrispondevano al 10% del totale (5% ciascuna), mentre le 16 rate successive (dal 2024 al 2027) corrispondono al restante 90% diviso equamente. La rata di maggio 2026 ha quindi lo stesso importo delle altre 15 rate del periodo 2024-2027, aumentato dell interesse del 2% annuo previsto dalla legge.

Cosa devo fare se non riesco a pagare la rata?

Se prevedi di non riuscire a pagare la rata, non aspettare la scadenza. Contatta tempestivamente il tuo CAF di fiducia per valutare le alternative: dalla pianificazione dei pagamenti, alla verifica dell adesione alla rottamazione quinquies (se applicabile), fino alla rateazione ordinaria post-decadenza. Più ci si muove in anticipo, più ampie sono le possibilità di trovare una soluzione sostenibile.

Conclusione: il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

La rata della rottamazione quater in scadenza il 31 maggio 2026 rappresenta un appuntamento importante per migliaia di contribuenti che hanno aderito alla pace fiscale 2023. Grazie ai 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il termine effettivo per pagare senza decadere si sposta al 5 giugno 2026, offrendo uno spazio di flessibilità utile a chi avesse necessità di organizzare la liquidità.

Ricordiamo però che la tolleranza non è una proroga: la scadenza ordinaria resta il 31 maggio e l ideale è pianificare il pagamento con largo anticipo, riservando la tolleranza solo a situazioni di reale necessità. Una rata pagata in ritardo oltre i 5 giorni comporta la decadenza definitiva dal beneficio e la perdita dello sconto su sanzioni e interessi di mora.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è al fianco dei contribuenti per la gestione completa della rottamazione quater: dalla verifica del piano di pagamento alla predisposizione dei modelli F24, dall attivazione della domiciliazione bancaria fino alla consulenza sulle alternative in caso di difficoltà. La nostra esperienza pluriennale e la conoscenza approfondita del territorio friulano ci permettono di seguire ogni cliente con la massima professionalità.

Hai dubbi sulla rata della rottamazione quater di maggio 2026? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine in viale Giuseppe Tullio 13, scala B, chiamaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Ti aiuteremo a verificare la tua posizione, calcolare correttamente l importo dovuto e individuare la modalità di pagamento più adatta alle tue esigenze.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 14:10:272026-05-31 17:43:07Rottamazione quater, rata in scadenza il 31 maggio: pagamento posticipato a giugno
NOTIZIE

Rottamazione quater: per la Cassazione basta la prima rata per perfezionare la sanatoria

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

Una nuova pronuncia della Corte di Cassazione riapre il dibattito sulla rottamazione quater, la “definizione agevolata” prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022). Secondo i giudici di legittimità, per perfezionare la sanatoria e mettere al riparo il contribuente dalla riscossione coattiva è sufficiente il pagamento della prima rata entro la scadenza prevista. Una lettura che potrebbe avere ricadute concrete su migliaia di contribuenti decaduti dal beneficio per il mancato pagamento delle rate successive.

In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi pratici, cosa ha stabilito la Cassazione, cosa cambia per chi è in difficoltà con le rate, quali sono i riferimenti normativi (art. 1 commi 231-252 della Legge 197/2022 e successive modifiche tramite il DL 145/2023 convertito nella L. 191/2023) e quali strade restano aperte oggi, nel 2026, tra riammissione e nuova rottamazione quinquies.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”
  2. Rottamazione quater: cos’è e come funziona
  3. Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave
  4. Effetti pratici per i contribuenti
  5. Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023
  6. Cosa rischia chi decade dalle rate successive
  7. La riammissione introdotta dal DL 202/2024
  8. Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata
  9. Esempi pratici e simulazioni
  10. Tabella di confronto tra le rottamazioni
  11. Cosa fare oggi se sei decaduto
  12. Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine
  13. Domande frequenti (FAQ)

Cosa ha detto la Cassazione: il principio della “prima rata”

La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia in materia di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, ha chiarito un punto delicato che da tempo divide contribuenti e Agenzia delle Entrate-Riscossione: cosa succede se il contribuente paga la prima rata della rottamazione e poi salta una rata successiva?

Secondo i giudici di legittimità, occorre distinguere due momenti diversi: il perfezionamento della definizione agevolata e la successiva decadenza dal piano di pagamento rateale. Il pagamento della prima rata (o dell’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza prevista perfeziona la sanatoria, producendo effetti immediati: in particolare, blocca le procedure esecutive in corso e impedisce all’agente della riscossione di avviare nuove azioni cautelari (fermi amministrativi, ipoteche, pignoramenti) basate sui carichi rottamati.

Se poi il contribuente non paga le rate successive, scatta la decadenza dal beneficio: il debito residuo torna esigibile per intero, con sanzioni e interessi di mora. Ma — ed è qui il punto innovativo — gli effetti del perfezionamento già prodotti non vengono cancellati retroattivamente. In particolare, le somme già versate restano acquisite definitivamente dall’Erario a titolo di acconto sul debito originario.

Rottamazione quater: cos’è e come funziona

La rottamazione quater è la quarta edizione della definizione agevolata dei carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia). È stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197), articolo 1, commi da 231 a 252.

In parole semplici, si tratta di una sanatoria che permette al contribuente di chiudere i debiti con il fisco pagando solo l’imposta, senza sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Le uniche somme dovute, oltre al capitale, sono:

  • le spese per le procedure esecutive eventualmente sostenute;
  • i diritti di notifica;
  • per le multe stradali e altre sanzioni amministrative non tributarie: rimangono dovuti il capitale (la sanzione) e gli interessi, ma vengono cancellate le maggiorazioni e gli interessi di mora.

Quali carichi sono “rottamabili”

La rottamazione quater riguarda i carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. Il termine originario per presentare domanda era fissato al 30 aprile 2023, poi prorogato al 30 giugno 2023.

Modalità di pagamento

Il contribuente che ha aderito ha potuto scegliere tra:

  • Pagamento in soluzione unica: scadenza originaria 31 ottobre 2023, poi prorogata.
  • Pagamento rateale: fino a 18 rate in 5 anni. Le prime due rate (di importo pari al 10% del totale ciascuna) scadevano il 31 ottobre 2023 e il 30 novembre 2023; le successive 16 rate, di pari importo, con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno fino al 2027.

Sulle rate successive alla prima si applicano interessi al tasso del 2% annuo, a decorrere dal 1° novembre 2023.

Perfezionamento vs decadenza: la distinzione chiave

La differenza tra perfezionamento e decadenza è il cuore della pronuncia della Cassazione. Vediamola nel dettaglio.

Perfezionamento della sanatoria

Il perfezionamento è il momento in cui la definizione agevolata diventa “efficace”: il contribuente ha aderito (presentando la domanda entro i termini) e ha versato la prima rata (o l’unica rata, se ha scelto la soluzione unica) entro la scadenza. Da quel momento:

  • le procedure esecutive in corso restano sospese e non possono proseguire;
  • l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati;
  • il contribuente risulta in regola ai fini del rilascio del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva, se applicabile);
  • il contribuente può ottenere il certificato dei carichi pendenti “pulito” per le posizioni in rottamazione.

Decadenza dal beneficio rateale

La decadenza è invece la perdita del beneficio della rateazione e si verifica quando il contribuente, dopo aver perfezionato, salta il pagamento di una o più rate (o paga in ritardo oltre i 5 giorni di tolleranza). Le conseguenze sono:

  • il debito residuo torna esigibile per intero;
  • vengono ripristinati sanzioni, interessi di mora e aggio sulle somme non ancora versate;
  • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare le procedure esecutive;
  • le somme già versate restano acquisite a titolo di acconto sul debito originario.

Il principio espresso dalla Cassazione è che il perfezionamento non viene “annullato” dalla decadenza successiva: gli effetti della rottamazione si producono al momento del pagamento della prima rata, anche se poi il contribuente non riesce a portare a termine il piano. Questo principio ha rilevanza soprattutto per le procedure esecutive eventualmente avviate o aggravate dopo il perfezionamento e prima della decadenza, che possono essere considerate illegittime.

Effetti pratici per i contribuenti

La pronuncia della Cassazione ha effetti molto concreti. Vediamo i principali.

1. Tutela dalle azioni esecutive nel periodo “intermedio”

Se hai pagato la prima rata e poi sei decaduto, il periodo che va dal versamento della prima rata fino alla decadenza è coperto dagli effetti del perfezionamento. Quindi se l’Agente della riscossione ha avviato un’azione esecutiva (ad esempio un pignoramento) in quel periodo, puoi contestarla davanti al giudice tributario o ordinario, perché in quel momento la rottamazione era pienamente efficace.

2. Acquisizione definitiva delle somme versate

Le rate già pagate non vanno perdute: vengono imputate a riduzione del debito complessivo. In pratica, se hai versato 1.000 euro su un debito di 5.000 e poi sei decaduto, il debito residuo non sarà più 5.000 ma 4.000 (al netto del ripristino di sanzioni e interessi sulla parte non pagata).

3. Possibilità di accedere a soluzioni alternative

Anche dopo la decadenza, restano aperte alcune strade:

  • la rateazione ordinaria con l’Agente della riscossione (fino a 120 rate in casi di grave difficoltà economica);
  • l’eventuale riammissione alla rottamazione quater per chi ne ha avuto diritto (vedi paragrafo dedicato);
  • l’adesione alla nuova rottamazione quinquies, prevista dalla normativa più recente.

Riferimenti normativi: L. 197/2022 e DL 145/2023

Il quadro normativo della rottamazione quater è articolato. Ecco i principali riferimenti.

Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023)

L’articolo 1, commi 231-252, della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 ha istituito la “definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022”. I commi rilevanti sono:

  • Comma 231: definisce l’ambito applicativo e i carichi rottamabili;
  • Comma 232: disciplina cosa si paga (capitale, spese, diritti di notifica) e cosa è abbuonato (sanzioni, interessi di mora, aggio);
  • Comma 233: stabilisce le modalità di pagamento (unica soluzione o rateale fino a 18 rate);
  • Comma 234: disciplina la sospensione delle procedure esecutive a seguito del perfezionamento;
  • Comma 244: stabilisce la decadenza in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento, anche di una sola rata, oltre cinque giorni dalla scadenza.

DL 145/2023 (Decreto Anticipi)

Il Decreto-Legge 18 ottobre 2023, n. 145, convertito con modificazioni nella Legge 15 dicembre 2023, n. 191, ha introdotto importanti correttivi:

  • ha differito i termini di pagamento delle prime rate al 18 dicembre 2023 (cumulando le prime due rate inizialmente previste per il 31 ottobre e il 30 novembre 2023);
  • ha previsto specifiche regole per i contribuenti dei territori colpiti dall’alluvione del maggio 2023 in Emilia-Romagna, Marche e Toscana.

DL 202/2024 (Milleproroghe)

Il Decreto-Legge 27 dicembre 2024, n. 202 (Milleproroghe), convertito nella Legge 21 febbraio 2025, n. 15, ha introdotto la riammissione alla rottamazione quater per i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2024, riaprendo i termini fino al 30 aprile 2025 (per dettagli vedi paragrafo dedicato).

Cosa rischia chi decade dalle rate successive

La decadenza dalla rottamazione comporta conseguenze rilevanti. Il comma 244 della L. 197/2022 prevede espressamente che, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento — oltre la tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata — la definizione agevolata diventa inefficace e:

  • il debito residuo torna ad essere costituito dalle somme originarie (capitale, sanzioni, interessi di mora, aggio), al netto di quanto già versato;
  • l’Agente della riscossione può riprendere o avviare tutte le azioni cautelari ed esecutive (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche);
  • non è più possibile ottenere una nuova rateazione sui carichi decaduti se non a determinate condizioni;
  • il contribuente non può presentare una nuova domanda di rottamazione per gli stessi carichi (se non in caso di riapertura dei termini per legge).

Tuttavia, come ha chiarito la Cassazione, la decadenza ha effetti ex nunc (cioè “da ora in poi”), non ex tunc (“da allora”, quindi retroattivamente): gli effetti del perfezionamento prodotti prima della decadenza restano efficaci.

La riammissione introdotta dal DL 202/2024

Il legislatore, consapevole delle difficoltà incontrate da molti contribuenti, ha previsto una riammissione alla rottamazione quater. Il DL 202/2024 (art. 3-bis, introdotto in sede di conversione) ha consentito ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 di rientrare nella definizione agevolata, presentando una nuova istanza entro il 30 aprile 2025 tramite l’area riservata o l’area pubblica del sito di Agenzia Entrate-Riscossione.

Modalità di pagamento per i riammessi

I contribuenti riammessi hanno potuto scegliere tra:

  • Pagamento in soluzione unica entro il 31 luglio 2025;
  • Pagamento rateale in massimo 10 rate di pari importo, con scadenze a luglio 2025, novembre 2025, febbraio 2026, maggio 2026, luglio 2026, novembre 2026, febbraio 2027, maggio 2027, luglio 2027 e novembre 2027.

Anche per i riammessi vale il tasso di interesse del 2% annuo sulle rate successive alla prima, decorrente dal 1° novembre 2023.

Chi non è stato riammesso

Non hanno potuto accedere alla riammissione i contribuenti decaduti dopo il 31 dicembre 2024. Per loro, le strade aperte sono la rateazione ordinaria o l’eventuale adesione alla rottamazione quinquies.

Rottamazione quinquies 2026: la nuova definizione agevolata

Nel 2026 si parla con sempre maggiore insistenza di una rottamazione quinquies, la quinta edizione della definizione agevolata. Le ipotesi sul tavolo prevedono:

  • ambito esteso ai carichi affidati all’Agente della riscossione in un periodo da definire (presumibilmente dal 1° gennaio 2000 fino a una data più recente rispetto al 30 giugno 2022 della quater);
  • abbuono di sanzioni, interessi di mora e aggio, secondo lo schema collaudato delle precedenti rottamazioni;
  • piano di rateazione esteso (ipotesi di fino a 120 rate mensili per le situazioni più complesse);
  • regole più flessibili sulla decadenza (con possibile reintegrazione automatica in caso di pagamento entro tempi più ampi).

Al momento in cui scriviamo, i dettagli operativi sono in via di definizione. Per restare aggiornato sulle novità ti consigliamo di iscriverti alla nostra newsletter o di contattare il CAF Centro Fiscale di Udine, che monitora costantemente l’evoluzione normativa.

Esempi pratici e simulazioni

Vediamo alcuni esempi pratici per capire concretamente cosa cambia con il principio espresso dalla Cassazione.

Esempio 1: Mario, decaduto dopo la prima rata

Mario ha aderito alla rottamazione quater per un debito complessivo di 10.000 euro (importo originario con sanzioni e interessi: 14.000 euro). Ha pagato la prima rata di 1.000 euro il 18 dicembre 2023, ma poi non è riuscito a pagare le rate successive ed è decaduto.

Conseguenze:

  • il debito residuo torna a essere quello originario (14.000 euro), ma Mario può detrarre i 1.000 euro già versati: debito netto residuo 13.000 euro;
  • l’Agente della riscossione può riprendere le procedure esecutive sui 13.000 euro;
  • ma Mario era protetto dal perfezionamento dal 18 dicembre 2023 fino alla decadenza: se in quel periodo è stato iscritto un fermo amministrativo o un’ipoteca, Mario può contestarlo;
  • Mario può valutare la riammissione (se decaduto entro il 31 dicembre 2024) o attendere la rottamazione quinquies.

Esempio 2: Lucia, pagamento in unica soluzione

Lucia ha un debito di 5.000 euro (originario 7.500 con sanzioni e interessi). Ha scelto il pagamento in unica soluzione e ha versato i 5.000 euro entro il 18 dicembre 2023.

Conseguenze:

  • la rottamazione si è perfezionata definitivamente;
  • il debito è chiuso, non c’è alcun rischio di decadenza;
  • Lucia ha risparmiato 2.500 euro tra sanzioni e interessi.

Esempio 3: Giuseppe, riammesso nel 2025

Giuseppe è decaduto dalla rottamazione quater a fine 2024 per non aver pagato due rate consecutive. Ha presentato istanza di riammissione il 15 marzo 2025 ed è stato riammesso per il debito residuo di 8.000 euro (al netto delle rate già pagate).

Conseguenze:

  • Giuseppe paga in 10 rate di 800 euro ciascuna, con scadenze tra luglio 2025 e novembre 2027;
  • sulla seconda e successive rate paga il 2% di interessi annui;
  • se rispetta il piano, chiude definitivamente il debito senza ulteriori sanzioni.

Tabella di confronto tra le rottamazioni

Per orientarti tra le varie definizioni agevolate che si sono susseguite, ecco una tabella riepilogativa.

EdizioneNormaCarichi inclusiCosa si pagaNumero rate
Rottamazione (prima)DL 193/20162000-2016Capitale + spese, no sanzioni e interessi5
Rottamazione bisDL 148/20172000-2017Capitale + spese5
Rottamazione terDL 119/20182000-2017Capitale + spese18
Rottamazione quaterL. 197/2022 (commi 231-252)2000-2022 (30 giugno)Capitale + spese, no sanzioni, interessi e aggio18 (in 5 anni)
Riammissione quaterDL 202/2024 art. 3-bisDecaduti entro 31/12/2024Debito residuo, sempre senza sanzioni e interessi10 (in circa 2,5 anni)
Rottamazione quinquiesIn via di definizioneDa definireProbabilmente capitale + speseIpotesi fino a 120 mensili

Cosa fare oggi se sei decaduto

Se hai aderito alla rottamazione quater e poi sei decaduto per il mancato pagamento di una o più rate, ecco i passi concreti che puoi fare oggi, alla luce della pronuncia della Cassazione e delle norme vigenti nel 2026.

1. Richiedi un estratto di ruolo aggiornato

Accedi all’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione (con SPID, CIE o CNS) e scarica l’estratto di ruolo aggiornato. Verifica:

  • quali carichi sono ancora attivi a tuo nome;
  • l’importo residuo dopo le rate già versate;
  • se ci sono procedure esecutive in corso (pignoramenti, fermi, ipoteche).

2. Verifica se sei stato riammesso

Se hai presentato domanda di riammissione entro il 30 aprile 2025, controlla nell’area riservata di Agenzia Entrate-Riscossione la comunicazione di accoglimento e il nuovo piano di pagamento.

3. Valuta la rateazione ordinaria

Se non sei stato riammesso, puoi richiedere una rateazione ordinaria al di fuori della rottamazione (con sanzioni e interessi pieni). Le rateazioni possono arrivare fino a 120 rate mensili per i debiti più ingenti o in caso di comprovata difficoltà economica documentata dall’ISEE.

4. Controlla le azioni esecutive

Alla luce del principio della Cassazione, se hai subito una procedura esecutiva (fermo amministrativo, ipoteca, pignoramento) nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, puoi valutare con un professionista la possibilità di contestarla in giudizio.

5. Monitora la rottamazione quinquies

Se la rottamazione quinquies verrà effettivamente approvata, potrai aderire e includere anche i carichi sui quali sei decaduto dalla quater (sempre nei limiti previsti dalla nuova norma).

Il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine

Districarsi tra rottamazioni, decadenze, riammissioni ed estratti di ruolo può essere complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • verifica della tua posizione presso Agenzia Entrate-Riscossione;
  • lettura e interpretazione dell’estratto di ruolo;
  • valutazione della convenienza tra rottamazione, riammissione e rateazione ordinaria;
  • presentazione delle domande di rateazione e definizione agevolata;
  • assistenza nei rapporti con l’Agente della riscossione per la gestione delle procedure esecutive;
  • monitoraggio del rispetto dei piani di pagamento per evitare nuove decadenze.

I nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere la soluzione più adatta alla tua situazione personale, valutando attentamente i pro e i contro di ogni strada disponibile. Contattaci per prenotare un appuntamento: la prima consulenza è il primo passo per riprendere il controllo della tua situazione fiscale.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Cosa significa “perfezionare” la rottamazione quater?

Perfezionare significa rendere efficace la definizione agevolata: serve aver presentato la domanda entro il termine (originariamente 30 giugno 2023) e aver pagato la prima rata (o l’unica rata, in caso di pagamento in soluzione unica) entro la scadenza, beneficiando dei 5 giorni di tolleranza. Da quel momento si bloccano le procedure esecutive e l’Agente della riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche sui carichi rottamati.

Se pago solo la prima rata e poi salto le altre, perdo tutto?

No. Secondo il principio della Cassazione, gli effetti del perfezionamento prodotti dal pagamento della prima rata restano efficaci fino alla decadenza. Le somme versate sono acquisite definitivamente dall’Erario e vengono detratte dal debito residuo, che torna alla cifra originaria (con sanzioni e interessi) al netto di quanto già pagato.

Posso ancora aderire alla riammissione alla rottamazione quater?

No. La riammissione introdotta dal DL 202/2024 (Milleproroghe) era riservata ai contribuenti decaduti entro il 31 dicembre 2024 e la finestra per presentare istanza si è chiusa il 30 aprile 2025. Chi è decaduto successivamente o non ha presentato istanza in tempo non può più rientrare nella quater.

Quanto tempo ho di tolleranza per pagare una rata?

Il comma 244 della L. 197/2022 prevede una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza della rata. Oltre questo termine, scatta automaticamente la decadenza dalla rottamazione.

Le procedure esecutive avviate dopo la decadenza sono legittime?

Sì. Dopo la decadenza, l’Agente della riscossione recupera pienamente i propri poteri di azione esecutiva sui carichi sui quali era stata aperta la rottamazione. Le procedure avviate nel periodo successivo alla decadenza sono pienamente legittime. La pronuncia della Cassazione riguarda invece le procedure avviate nel periodo tra il perfezionamento e la decadenza, che possono essere contestate.

Cosa rischio se ignoro le cartelle dopo la decadenza?

Rischi tutte le azioni cautelari ed esecutive previste dalla legge: pignoramento dello stipendio o della pensione (fino a un quinto), pignoramento del conto corrente, iscrizione di ipoteca sugli immobili (per debiti superiori a 20.000 euro), fermo amministrativo di veicoli a motore (notificato con preavviso di 30 giorni, scaduto il quale il fermo viene iscritto al PRA). Il consiglio è di rivolgersi subito a un CAF per valutare le alternative.

Quando arriverà la rottamazione quinquies?

Al momento (maggio 2026) la rottamazione quinquies è in fase di definizione politica e tecnica. I dettagli operativi — periodo dei carichi inclusi, modalità di pagamento, numero di rate — saranno chiariti con la pubblicazione del provvedimento normativo. Ti invitiamo a iscriverti alla nostra newsletter o a contattare il CAF Centro Fiscale per essere aggiornato in tempo reale.

Conclusioni

La pronuncia della Cassazione sulla rottamazione quater rappresenta un’importante chiarificazione a favore dei contribuenti: il pagamento della prima rata perfeziona la sanatoria e produce effetti immediati di tutela, anche se poi il piano non viene completato. Si tratta di un principio coerente con la ratio della definizione agevolata, che vuole favorire il rientro del contribuente nella legalità fiscale e non punire chi prova a mettersi in regola.

Se sei un contribuente decaduto dalla rottamazione quater, oggi hai diverse opzioni: dalla rateazione ordinaria (fino a 120 rate per i casi più gravi) all’attesa della rottamazione quinquies, passando per l’eventuale contestazione di procedure esecutive avviate quando la rottamazione era ancora efficace. La scelta migliore dipende dalla tua situazione personale, dall’entità del debito e dalle tue capacità di pagamento.

Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti analizzeranno la tua posizione e ti indicheranno la strada più conveniente. Prenota un appuntamento oggi stesso e riprendi il controllo della tua situazione fiscale.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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NOTIZIE

Rottamazione-quater: Scadenza 9 Marzo 2026 per la Rata di Febbraio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cos’e la Rottamazione-quater
  2. La scadenza del 9 marzo 2026: perche slitta da febbraio
  3. I 5 giorni di tolleranza: come si calcola il 9 marzo
  4. Come pagare la rata di febbraio
  5. Conseguenze del mancato pagamento

Se hai aderito alla Rottamazione-quater e stai aspettando la scadenza della rata di febbraio 2026, c’è una data fondamentale da segnare sul calendario: 9 marzo 2026. Poiché il 28 febbraio cade di sabato, la scadenza slitta automaticamente al primo giorno lavorativo successivo. Ecco tutto quello che devi sapere per non perdere il beneficio.

Cos’è la Rottamazione-quater

La Rottamazione-quater (ufficialmente denominata definizione agevolata delle cartelle esattoriali) è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). Si tratta di una misura che consente ai contribuenti di estinguere i debiti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) entro il 30 giugno 2022, pagando solo la quota capitale e le spese di riscossione, senza versare sanzioni, interessi di mora e aggio.

Chi ha aderito alla Rottamazione-quater sta pagando il proprio debito in rate semestrali. Il piano di pagamento prevede una serie di rate distribuite nel corso degli anni, con scadenze precise che è obbligatorio rispettare per non perdere tutti i benefici della misura. La Rottamazione-quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025, è invece uno strumento distinto per chi vuole rottamare nuovi debiti.

La scadenza del 9 marzo 2026: perché slitta da febbraio

La rata di febbraio 2026 della Rottamazione-quater ha come scadenza originaria il 28 febbraio 2026. Tuttavia, quest’anno il 28 febbraio cade di sabato, giorno non lavorativo. In base alle norme generali sulle scadenze fiscali, quando una scadenza fiscale cade in un giorno festivo o non lavorativo, il pagamento si intende tempestivo se effettuato entro il primo giorno lavorativo successivo.

Poiché il 1 marzo 2026 è domenica (anch’essa non lavorativa), la scadenza slitta ulteriormente al lunedì 2 marzo 2026. A questa data si aggiungono poi i 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa sulla Rottamazione-quater, che portano la scadenza definitiva al 9 marzo 2026.

Termine ultimo: 9 marzo 2026. La scadenza ufficiale (2 marzo) + i 5 giorni di tolleranza (7 marzo, sabato) slittano al primo giorno lavorativo: lunedì 9 marzo 2026. Oltre questa data si decade dalla Rottamazione-quater.

I 5 giorni di tolleranza: come si arriva al 9 marzo

La normativa sulla Rottamazione-quater prevede espressamente una tolleranza di 5 giorni rispetto alla scadenza ufficiale della rata. Questo significa che il pagamento effettuato entro i cinque giorni successivi alla scadenza viene comunque considerato tempestivo e valido, senza alcuna conseguenza sul beneficio della definizione agevolata.

In pratica, la rata di febbraio 2026 può essere pagata:

  • Entro il 2 marzo 2026: scadenza ufficiale della rata (28 febbraio sabato → lunedì 2 marzo)
  • Entro il 9 marzo 2026: termine ultimo assoluto (2 marzo + 5 giorni tolleranza = 7 marzo sabato → lunedì 9 marzo)

Attenzione: i 5 giorni di tolleranza non sono una proroga, ma una previsione normativa già inclusa nella legge. Non è necessario fare alcuna richiesta specifica per usufruirne. Tuttavia, è fortemente consigliato non aspettare l’ultimo momento utile ed effettuare il pagamento entro il 9 marzo 2026 per evitare qualsiasi rischio.

Come pagare la rata di febbraio della Rottamazione-quater

Il pagamento della rata di febbraio 2026 può essere effettuato attraverso diversi canali messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione:

  • Portale AdER (www.agenziaentrateriscossione.gov.it): accedendo con SPID, CIE o CNS è possibile pagare direttamente online con carte di credito, debito o tramite addebito su conto corrente bancario o postale
  • App EquiClick: l’applicazione ufficiale di AdER permette il pagamento diretto da smartphone
  • Bollettini postali e RAV: i bollettini di pagamento sono stati inviati per posta a chi ha aderito alla rottamazione; in alternativa è possibile scaricarli dal portale AdER accedendo alla propria area riservata
  • Modello F24: per chi preferisce questo canale, è possibile utilizzare il modello F24 tramite banca, ufficio postale o telematicamente
  • Sportelli di banche e uffici postali: il pagamento può avvenire fisicamente presso sportelli abilitati
  • Sportelli AdER: direttamente presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione e presso i soggetti convenzionati

Consiglio pratico: se non hai ricevuto o hai smarrito i bollettini, puoi recuperarli facilmente accedendo all’area riservata del portale AdER con le tue credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). Il portale mostra l’importo esatto della rata e consente di scaricare o pagare direttamente online.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conseguenze del mancato pagamento entro il 9 marzo 2026

Il mancato pagamento della rata di febbraio entro il 9 marzo 2026 (termine ultimo con tolleranza inclusa) ha conseguenze molto gravi e irreversibili:

  • Decadenza automatica dalla Rottamazione-quater: il beneficio della definizione agevolata viene perso definitivamente
  • Ripristino del debito originario integrale: tornano ad essere dovute le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio di riscossione precedentemente condonati
  • Riavvio delle procedure esecutive: AdER può riprendere le azioni di recupero coattivo, tra cui pignoramenti, fermi amministrativi e ipoteche sui beni del debitore
  • Le rate già versate: gli importi già pagati vengono trattenuti da AdER come acconti sul debito originario complessivo, senza possibilità di rimborso

In caso di decadenza dalla Rottamazione-quater, potrebbe essere ancora possibile valutare l’adesione alla Rottamazione-quinquies per i decaduti dalla quater, la nuova edizione della definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2025. È però fondamentale verificare le scadenze e i requisiti aggiornati, poiché le finestre temporali si esauriscono rapidamente.

Per qualsiasi dubbio sulla tua situazione specifica, sul calcolo dell’importo della rata o sulle modalità di pagamento, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121: i nostri consulenti fiscali ti aiuteranno a gestire correttamente le scadenze della Rottamazione-quater e a proteggere i benefici già ottenuti.


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Febbraio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Rottamazione Quater: Nuova Scadenza a Febbraio 2026 per Chi Ha Saltato una Rata

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Cosa succede se hai saltato una rata della Rottamazione quater
  2. La nuova scadenza di febbraio 2026
  3. Chi puo beneficiarne
  4. Come fare per rientrare: procedura e importi
  5. Le prossime rate della Rottamazione quinquies
  6. Domande frequenti

Se hai aderito alla Rottamazione quater ma hai saltato una o piu rate nel corso del 2024, potresti avere ancora una possibilita di regolarizzare la tua posizione. Il Decreto Milleproroghe 2026 ha introdotto una nuova finestra temporale che si chiude entro la fine di febbraio 2026, permettendo ai contribuenti decaduti di aderire alla Rottamazione quinquies e tornare in regola con il fisco.

Ecco tutto quello che devi sapere su chi puo beneficiarne, come fare domanda e quanto bisogna pagare.

Cosa succede se hai saltato una rata della Rottamazione quater

La Rottamazione quater (ufficialmente definizione agevolata delle cartelle esattoriali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023) prevedeva il pagamento del debito fiscale in forma agevolata, senza sanzioni e interessi di mora. Tuttavia, la normativa era rigida: il mancato pagamento anche di una sola rata comportava automaticamente la decadenza dalla misura.

Chi e’ decaduto dalla Rottamazione quater si e’ ritrovato in una situazione difficile: il debito originario tornava a essere esigibile per intero, comprensivo di sanzioni, interessi di mora e aggi. Migliaia di contribuenti si sono trovati in questa condizione per rate saltate nel 2024, soprattutto dopo le rate di luglio, novembre e dicembre.

La nuova scadenza di febbraio 2026

Il Decreto Milleproroghe 2026 (convertito in legge a febbraio 2026) ha aperto una porta importante per i decaduti dalla Rottamazione quater: e’ possibile aderire alla Rottamazione quinquies entro il 28 febbraio 2026.

Si tratta di una scadenza tassativa e improrogabile: chi non presenta la domanda entro questa data perde definitivamente la possibilita di beneficiare della nuova definizione agevolata. La Rottamazione quinquies consente di estinguere i debiti iscritti a ruolo nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, con le stesse agevolazioni della quater: niente sanzioni, niente interessi di mora, niente aggio.

Scadenza chiave: 28 febbraio 2026. Oltre questa data non sara piu possibile aderire per i contribuenti decaduti dalla Rottamazione quater.

Chi puo beneficiarne

Possono aderire alla Rottamazione quinquies entro il 28 febbraio 2026 tutti i contribuenti che si trovano in una di queste situazioni:

  • Decaduti dalla Rottamazione quater per mancato pagamento di una o piu rate nel 2024 (rate di luglio, novembre, dicembre 2024 o febbraio 2024)
  • Contribuenti con cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, mai rottamate in precedenza
  • Contribuenti che non avevano aderito alla quater e che ora vogliono aderire alla quinquies nei termini ordinari (la finestra di febbraio e’ pero specificamente riservata ai decaduti dalla quater)

Non possono invece beneficiare della misura coloro che hanno debiti relativi a condanne definitive per reati tributari, risorse proprie dell’Unione Europea, IVA all’importazione, somme recuperate per aiuti di Stato e crediti derivanti da pronunce della Corte dei Conti.

Come fare per rientrare: procedura e importi

La procedura per aderire alla Rottamazione quinquies e’ interamente telematica e si svolge attraverso il portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER). Ecco i passi da seguire:

  1. Accedere al portale AdER (www.agenziaentrateriscossione.gov.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Selezionare “Definizione agevolata” dalla sezione servizi online
  3. Verificare le cartelle eleggibili: il sistema mostrera automaticamente i debiti che rientrano nel perimetro temporale (2000-2023)
  4. Compilare e inviare la domanda entro il 28 febbraio 2026
  5. Attendere la comunicazione di AdER con il piano di pagamento (entro il 30 giugno 2026)

Per quanto riguarda gli importi da pagare, la Rottamazione quinquies per i decaduti dalla quater prevede il pagamento del solo capitale residuo piu gli interessi di rateizzazione al 2% annuo. Le sanzioni e gli interessi di mora vengono completamente azzerati.

Documenti necessari

Non e’ necessario presentare documenti particolari: e’ sufficiente accedere al portale AdER con le proprie credenziali digitali e procedere con la compilazione online. E’ pero consigliabile avere a portata di mano il codice fiscale e un estratto delle cartelle esattoriali per verificare gli importi.

Le prossime rate della Rottamazione quinquies

Chi aderisce alla Rottamazione quinquies (anche tramite la finestra di febbraio 2026) potra pagare il debito in un massimo di 54 rate in 9 anni. Il piano di rateizzazione prevede:

  • Prima rata entro il 31 luglio 2026: 10% del debito totale
  • Seconda rata entro il 30 novembre 2026: un altro 10%
  • Rate successive: semestrali (31 maggio e 30 novembre di ogni anno), dal 2027 al 2034
  • Tasso di interesse: 2% annuo sulle rate successive alla prima

E’ importante ricordare che, a differenza della Rottamazione quater, la quinquies prevede una maggiore tolleranza sui ritardi: il pagamento entro i cinque giorni successivi alla scadenza non comporta la decadenza dalla misura.

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Domande frequenti sulla scadenza di febbraio 2026

Ho saltato solo una rata della quater: posso rientrare?

Si. Anche chi ha saltato una sola rata della Rottamazione quater e’ considerato decaduto e puo aderire alla quinquies entro il 28 febbraio 2026. Non importa quante rate siano state saltate.

Devo pagare le rate della quater che non ho versato?

No. Aderendo alla Rottamazione quinquies, il debito residuo viene ricalcolato ex novo: si paga solo il capitale originario piu il 2% annuo di interessi di rateizzazione, senza tener conto delle rate non versate della quater.

Cosa succede se non faccio domanda entro il 28 febbraio 2026?

Chi non aderisce entro la scadenza vedra il proprio debito tornare esigibile per intero, con tutte le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio. AdER potra riprendere le azioni di riscossione coattiva (pignoramenti, fermi amministrativi, ipoteche).

Posso pagare in un’unica soluzione?

Si. E’ possibile optare per il pagamento in unica soluzione entro il 31 luglio 2026, senza interessi di rateizzazione. In questo caso il risparmio rispetto al debito originario (comprensivo di sanzioni e interessi di mora) e’ ancora piu significativo.


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Febbraio 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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