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Tag Archivio per: pensioni 2026

PATRONATO

Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La pensione anticipata 2026 rappresenta una delle principali vie d’uscita dal mondo del lavoro per chi ha accumulato un’anzianità contributiva significativa, ma non ha ancora raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, questa forma pensionistica consente di ritirarsi prima, a prescindere dall’età anagrafica.

In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti per la pensione anticipata nel 2026, le modalità per presentare domanda all’INPS, le finestre mobili previste, il calcolo dell’importo pensionistico e le alternative disponibili, come la pensione anticipata contributiva per chi ha esclusivamente contributi versati dal 1996 in poi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la pensione anticipata
  2. Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026
  3. Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni
  4. Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione
  5. Come fare domanda INPS: procedura online
  6. Calcolo importo pensione anticipata
  7. Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano
  8. Domande frequenti (FAQ)
  9. Assistenza CAF per la domanda di pensione

Cos’è la pensione anticipata

La pensione anticipata è una prestazione previdenziale che consente di accedere alla pensione prima di aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni), a condizione di aver maturato un elevato numero di anni di contributi.

A differenza della pensione di vecchiaia, dove il requisito principale è l’età anagrafica (67 anni con almeno 20 anni di contributi), la pensione anticipata si basa esclusivamente sull’anzianità contributiva, senza limiti di età minima o massima.

Esistono due tipologie principali:

  • Pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di inizio dell’attività lavorativa)
  • Pensione anticipata contributiva: richiede 64 anni di età e 20 anni di contributi, ma è riservata esclusivamente a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (lavoratori contributivi puri)

Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026

Per accedere alla pensione anticipata ordinaria nel 2026, è necessario soddisfare i seguenti requisiti contributivi, che non sono soggetti ad adeguamento alla speranza di vita (congelati dal 2019):

Requisiti contributivi per uomini

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane)
  • Nessun requisito di età anagrafica minima o massima
  • Sono validi tutti i tipi di contributi: obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto

Requisiti contributivi per donne

  • 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane)
  • Nessun requisito di età anagrafica
  • Tutti i tipi di contributi sono validi (obbligatori, volontari, figurativi, riscatto laurea, ricongiunzione)

Contributi validi per il calcolo

Ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, sono considerati validi:

  • Contributi obbligatori: versati dal datore di lavoro o dal lavoratore autonomo
  • Contributi volontari: versati dal lavoratore per coprire periodi non lavorati
  • Contributi figurativi: accreditati per maternità, disoccupazione (NASPI), malattia, cassa integrazione
  • Contributi da riscatto: riscatto laurea, riscatto periodi non coperti da contribuzione
  • Contributi da ricongiunzione: unificazione di contributi versati in diverse gestioni previdenziali

Nota importante: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri), è richiesto anche che l’importo della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (circa 1.603 euro lordi mensili nel 2026).

Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni

La pensione anticipata contributiva è una forma specifica di pensionamento anticipato riservata esclusivamente ai lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e non hanno contributi versati nel sistema retributivo.

Requisiti nel 2026

  • 64 anni di età (requisito soggetto ad adeguamento alla speranza di vita)
  • 20 anni di contributi effettivi (almeno 1.040 settimane)
  • Primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996 o successivo
  • Importo minimo della pensione: almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.717 euro lordi mensili nel 2026)

Differenze con la pensione anticipata ordinaria

A differenza della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la pensione anticipata contributiva:

  • Richiede molti meno anni di contributi (20 invece di 42/41)
  • Prevede un requisito anagrafico (64 anni)
  • Richiede un importo minimo di pensione (3 volte l’assegno sociale)
  • È calcolata esclusivamente con il sistema contributivo (generalmente meno favorevole del sistema misto o retributivo)

Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, questa opzione non è accessibile: l’unica via per la pensione anticipata resta quella ordinaria con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi.

Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione

Una volta maturati i requisiti contributivi per la pensione anticipata, non si accede immediatamente al trattamento pensionistico. È necessario attendere il periodo di finestra mobile, che decorre dalla data di maturazione dei requisiti.

Finestre per la pensione anticipata ordinaria

Per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la finestra mobile è di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti:

  • Lavoratori dipendenti: 3 mesi di attesa
  • Lavoratori autonomi: 3 mesi di attesa

Esempio pratico: se un lavoratore dipendente uomo matura i 42 anni e 10 mesi di contributi il 15 marzo 2026, potrà accedere alla pensione dal 1° luglio 2026 (primo giorno del mese successivo alla scadenza dei 3 mesi).

Finestre per la pensione anticipata contributiva

Per la pensione anticipata contributiva (64 anni + 20 anni contributi), le finestre mobili sono:

  • Lavoratori dipendenti: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
  • Lavoratori autonomi: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti

Decorrenza del primo pagamento

Il primo pagamento della pensione avviene generalmente il primo giorno del mese successivo alla scadenza della finestra mobile. L’INPS eroga le pensioni con le seguenti cadenze:

  • Ufficio postale: dal primo giorno bancabile del mese
  • Accredito bancario: generalmente il primo del mese (se giorno lavorativo)

Come fare domanda INPS: procedura online

La domanda di pensione anticipata deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Sono disponibili tre modalità:

1. Portale INPS con SPID, CIE o CNS

Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi):

  1. Accedi all’area personale “MyINPS”
  2. Nella sezione “Pensione e Previdenza”, seleziona “Domanda di pensione”
  3. Scegli “Pensione anticipata” come tipo di prestazione
  4. Compila tutti i campi richiesti (dati anagrafici, contributivi, modalità di pagamento)
  5. Allega i documenti richiesti (se necessario)
  6. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il protocollo

2. Contact Center INPS

Puoi presentare domanda telefonicamente chiamando il Contact Center INPS:

  • Numero verde: 803 164 (gratuito da rete fissa)
  • Numero ordinario: 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00; sabato dalle 8:00 alle 14:00.

3. Tramite CAF o Patronato

Il metodo più semplice e sicuro è rivolgersi a un CAF patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Il professionista:

  • Verifica preventivamente i requisiti contributivi e anagrafici
  • Raccoglie tutta la documentazione necessaria
  • Compila correttamente la domanda online
  • Monitora lo stato della pratica fino all’esito
  • Ti assiste in caso di richieste integrative o problematiche

Documenti necessari

Per presentare la domanda di pensione anticipata, prepara la seguente documentazione:

  • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Estratto contributivo (scaricabile dal portale INPS o fornito dal CAF)
  • IBAN del conto corrente per l’accredito della pensione
  • Modello AP139 (se hai contributi esteri da totalizzare)
  • Eventuale documentazione aggiuntiva per riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni

Tempi di lavorazione

L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda e comunicare l’esito. Nei casi complessi (contributi da ricongiunzione, riscatti, contributi esteri), i tempi possono allungarsi. È consigliabile presentare la domanda almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento.

Calcolo importo pensione anticipata

L’importo della pensione anticipata dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, in base alla data di inizio dell’attività lavorativa e all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Sistema di calcolo retributivo

Si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Il calcolo è basato sulla media delle ultime retribuzioni (sistema più favorevole):

  • Quota A: anzianità contributiva fino al 31/12/1992, calcolata sulla media delle ultime 5 anni (dipendenti) o 10 anni (autonomi)
  • Quota B: anzianità dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla media delle ultime 10 anni (dipendenti) o 15 anni (autonomi)
  • Quota C: anzianità dal 01/01/2012 in poi, calcolata con il sistema contributivo

Sistema di calcolo misto

Si applica a chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ma ha iniziato a lavorare prima del 1996:

  • Contributi fino al 31/12/1995: calcolo con sistema retributivo
  • Contributi dal 01/01/1996 in poi: calcolo con sistema contributivo

Sistema di calcolo contributivo

Si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri). Il calcolo è basato sui contributi effettivamente versati:

  1. Montante contributivo: somma di tutti i contributi versati, rivalutati annualmente in base al PIL
  2. Coefficiente di trasformazione: percentuale che varia in base all’età di pensionamento (più alta a 67 anni, più bassa a 64 anni)
  3. Importo annuo pensione = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

Esempio: montante di 400.000 euro a 64 anni → coefficiente 5,094% → pensione annua lorda 20.376 euro (circa 1.568 euro lordi/mese per 13 mensilità).

Simulazione calcolo pensione

Per ottenere una simulazione precisa dell’importo della tua pensione anticipata:

  • Accedi al portale INPS con SPID
  • Vai su “Pensione e Previdenza” → “La mia pensione futura”
  • Inserisci i dati richiesti (età di pensionamento prevista, retribuzione)
  • Ottieni la simulazione indicativa dell’importo

In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione professionale che tenga conto di tutti i fattori (riscatti, ricongiunzioni, contributi figurativi).

Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano

La pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) non prevede penalizzazioni sull’importo della pensione, indipendentemente dall’età anagrafica al momento del pensionamento.

Tuttavia, esistono alcuni casi particolari in cui possono applicarsi decurtazioni:

Opzione contributiva donne

Le donne che scelgono di andare in pensione con l’Opzione Donna (regime sperimentale) accettano volontariamente una decurtazione dell’assegno pensionistico, poiché la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo (meno favorevole). La riduzione può arrivare al 20-30% rispetto al calcolo ordinario.

Pensione anticipata contributiva

Chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni (anziché attendere i 67 anni della pensione di vecchiaia) subisce una riduzione indiretta dell’importo pensionistico, dovuta all’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso (il coefficiente aumenta con l’età).

Esempio: stesso montante contributivo a 64 anni → coefficiente 5,094%; a 67 anni → coefficiente 5,723%. La differenza comporta circa il 12% in meno di pensione.

Quota 103 e altre quote

Le pensioni anticipate cosiddette “a quota” (come Quota 103: 62 anni + 41 anni contributi) prevedono penalizzazioni temporanee:

  • Importo massimo: non superiore a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.800 euro lordi/mese) fino ai 67 anni
  • Divieto di cumulo con redditi da lavoro (tranne lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro/anno)

Domande frequenti (FAQ)

Posso andare in pensione anticipata a 60 anni?

Sì, se hai maturato i requisiti contributivi richiesti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). La pensione anticipata ordinaria non prevede limiti di età, quindi puoi accedervi anche a 58-60 anni, purché tu abbia accumulato l’anzianità contributiva necessaria.

I contributi figurativi contano per la pensione anticipata?

Sì, i contributi figurativi (maternità, NASPI, malattia, cassa integrazione) sono validi ai fini del raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi. Tuttavia, per i lavoratori contributivi puri (dal 1996), sono validi solo i contributi obbligatori ai fini del requisito minimo dei 20 anni per la pensione anticipata contributiva.

Quanto tempo dopo la domanda si riceve la pensione?

L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda. Dopo l’approvazione, devi attendere la scadenza della finestra mobile (3 mesi per la pensione anticipata ordinaria). Il primo pagamento avviene il mese successivo alla decorrenza della pensione.

Posso lavorare dopo aver ottenuto la pensione anticipata?

Sì, la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) è cumulabile con i redditi da lavoro senza limiti. Puoi continuare a lavorare come dipendente, autonomo o freelance, e cumulare stipendio e pensione.

Attenzione: per le pensioni a “quota” (es. Quota 103), esistono divieti di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Come si calcola l’importo netto della pensione?

L’importo lordo della pensione è soggetto a:

  • Ritenute IRPEF: aliquote progressive dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito
  • Addizionali regionali e comunali: variano in base al comune di residenza (in Friuli Venezia Giulia, circa 1,23% regionale)
  • Detrazioni per redditi da pensione: riducono l’IRPEF dovuta

Indicativamente, l’importo netto è circa il 75-85% del lordo, a seconda della fascia di reddito.

Conviene riscattare la laurea per anticipare la pensione?

Il riscatto della laurea consente di accreditare gli anni di studio universitario come contributi validi per la pensione. Può essere conveniente se:

  • Ti mancano pochi anni per raggiungere i requisiti (es. hai 40 anni di contributi e riscatti 2 anni di laurea per arrivare a 42)
  • Hai un reddito elevato e il costo del riscatto è deducibile fiscalmente
  • Il sistema di calcolo applicabile è retributivo (più favorevole)

Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione personalizzata costi/benefici del riscatto laurea.

Assistenza CAF per la domanda di pensione

La domanda di pensione anticipata è una pratica complessa che richiede una verifica accurata dei requisiti contributivi, il calcolo dell’importo previsionale e la corretta compilazione della documentazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza completo per la pensione anticipata:

  • Verifica prerequisiti: analisi dell’estratto contributivo per verificare il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi
  • Simulazione importo: calcolo indicativo della pensione in base al sistema retributivo/misto/contributivo applicabile
  • Presentazione domanda INPS: compilazione e invio telematico della domanda di pensione anticipata
  • Monitoraggio pratica: verifica dello stato di lavorazione e gestione richieste integrative INPS
  • Assistenza post-pensionamento: gestione modello RED, verifica cedolini, assistenza per cumulo redditi

Prenota un appuntamento

Per ricevere assistenza personalizzata sulla pensione anticipata 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Il nostro team di esperti è a tua disposizione per verificare i requisiti, calcolare l’importo della pensione e presentare la domanda all’INPS in modo sicuro e veloce.

Non lasciare la tua pensione al caso: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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PATRONATO

NASPI e Pensione 2026: Cumulabilita, Requisiti e Decadenza

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La NASPI e pensione 2026 possono coesistere? Questa è una delle domande più frequenti tra chi percepisce l’indennità di disoccupazione e si avvicina ai requisiti pensionistici. In questa guida completa scoprirai la compatibilità tra NASPI e pensione, quando decade la NASPI con la pensione anticipata o di vecchiaia, e come pianificare la transizione.

Indice dei Contenuti

  1. NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole
  2. Quando Termina la NASPI con la Pensione
  3. NASPI e Pensione Anticipata
  4. NASPI e Quota 103
  5. APE Sociale e NASPI
  6. Domande Frequenti

NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole Generali

La NASPI decade automaticamente quando il beneficiario matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche senza presentare domanda. Non è possibile percepire contemporaneamente NASPI e pensione.

Quando Termina la NASPI con la Pensione di Vecchiaia

Nel 2026 i requisiti per la pensione di vecchiaia sono: 67 anni di età e 20 anni di contributi. La NASPI termina automaticamente dal mese successivo al raggiungimento di entrambi i requisiti.

NASPI e Pensione Anticipata: Requisiti e Decadenza

Per la pensione anticipata 2026 servono: 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). La NASPI decade automaticamente al raggiungimento di questi requisiti contributivi.

NASPI e Quota 103: Compatibilità nel 2026

Quota 103 richiede 62 anni di età e 41 anni di contributi. Anche in questo caso la NASPI decade automaticamente. Attenzione: la finestra mobile è di 7-9 mesi.

APE Sociale e NASPI: Cosa Cambia nel 2026

Per accedere all’APE Sociale come disoccupato è necessario aver concluso la NASPI da almeno 3 mesi. Requisiti: 63 anni e 30-36 anni di contributi.

Domande Frequenti

Posso percepire NASPI e pensione insieme?

No, la NASPI decade automaticamente quando si maturano i requisiti pensionistici.

Quanto tempo prima devo presentare domanda di pensione?

Almeno 3-6 mesi prima per evitare vuoti di reddito tra NASPI e pensione.


Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti pensionistici e nella compilazione delle domande INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento pensioni luglio 2026 è il mese più atteso dell’anno per milioni di pensionati italiani. Il motivo? Insieme alla mensilità ordinaria, a luglio arriva la quattordicesima, il bonus economico che può valere da 336 a 655 euro in più sul cedolino. Quando viene accreditata la pensione di luglio? Chi ha diritto alla quattordicesima? E come funziona il rimborso 730 sulla pensione? In questa guida completa troverai tutte le risposte: la data di accredito, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati, le trattenute fiscali e come consultare il cedolino su MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Data accredito pensione luglio 2026
  2. Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026
  3. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi
  4. Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTAT
  5. Trattenute sulla pensione di luglio 2026
  6. Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglio
  7. Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPS
  8. Pensione minima e maggiorazione sociale 2026
  9. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026

Data accredito pensione luglio 2026

La data di pagamento della pensione di luglio 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per luglio 2026, il 1° luglio cade di mercoledì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.

La pensione di luglio 2026 verrà accreditata mercoledì 1° luglio 2026 per chi riceve il pagamento tramite:

  • Conto corrente bancario – accredito il 1° luglio, disponibile dalla mattina
  • Conto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° luglio
  • Libretto postale – accredito il 1° luglio
  • Carta Postepay Evolution – accredito il 1° luglio

Attenzione: chi ritira la pensione in contanti allo sportello delle Poste dovrà seguire il calendario alfabetico di turnazione che parte sempre dal 1° luglio ma è distribuito su più giorni per evitare assembramenti.

Luglio è un mese particolarmente importante perché, oltre alla mensilità ordinaria, sul cedolino compare anche la quattordicesima mensilità per tutti i pensionati aventi diritto. L’importo netto di luglio sarà quindi sensibilmente più alto rispetto agli altri mesi.

Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026

Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione serve a distribuire gli accessi agli sportelli ed evitare code e assembramenti.

Ecco il calendario previsto per luglio 2026 (il calendario ufficiale verrà confermato da Poste Italiane a ridosso del mese):

GiornoDataCognomi dalla lettera
Mercoledì1 luglio 2026A – B
Giovedì2 luglio 2026C – D
Venerdì3 luglio 2026E – K
Sabato4 luglio 2026L – O
Lunedì6 luglio 2026P – R
Martedì7 luglio 2026S – Z

Nota bene: il calendario sopra è indicativo e basato sullo schema abituale di Poste Italiane. Il calendario ufficiale per luglio 2026 verrà pubblicato da Poste Italiane nelle settimane precedenti. Il 5 luglio (domenica) gli uffici postali sono chiusi. Alcuni uffici postali con apertura ridotta potrebbero avere calendari leggermente diversi.

Consiglio: se possibile, valuta l’accredito su conto corrente o carta Postepay Evolution per ricevere la pensione il 1° luglio senza fare code. Puoi richiedere il cambio modalità di pagamento direttamente all’INPS o presso il tuo ufficio postale.

Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi

Luglio è il mese della quattordicesima mensilità (tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva”). Si tratta di un bonus una tantum erogato dall’INPS insieme alla pensione di luglio a favore dei pensionati con redditi bassi. È la voce che rende il cedolino di luglio il più “ricco” dell’anno.

Chi ha diritto alla quattordicesima 2026

Per ricevere la quattordicesima pensione a luglio 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

  • Età minima 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026
  • Essere titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)
  • Avere un reddito complessivo personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.400 euro annui nel 2026)
  • Non essere titolari di pensioni di guerra o assimilate

Importante: la quattordicesima spetta esclusivamente per le pensioni erogate dall’INPS. Non è prevista per le pensioni di enti previdenziali privati (casse professionali). Per i lavoratori autonomi (ex INPS gestione commercianti/artigiani) i requisiti contributivi sono leggermente diversi.

Importi quattordicesima pensione 2026

L’importo della quattordicesima varia in base a due fattori: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito. Esistono due soglie di reddito e tre fasce contributive:

Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (circa 10.800 euro)Reddito da 1,5x a 2x minimo (fino a circa 14.400 euro)
Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
Da 15 a 25 anni (dipendenti) / da 18 a 28 anni (autonomi)546 euro420 euro
Oltre 25 anni (dipendenti) / oltre 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

Esempio pratico: Maria, pensionata con 30 anni di contributi da lavoro dipendente e reddito annuo di 10.000 euro, riceverà a luglio 2026 una quattordicesima di 655 euro netti in aggiunta alla pensione ordinaria. Se il suo reddito fosse invece di 12.000 euro, riceverebbe 504 euro.

La quattordicesima è tassata? No, la quattordicesima è esente da IRPEF. L’importo indicato nella tabella è netto e viene accreditato per intero sul cedolino di luglio.

Quando viene pagata la quattordicesima

L’INPS eroga la quattordicesima in due finestre:

  • Luglio 2026 – per tutti i pensionati che già possiedono i requisiti al 31 luglio (erogazione automatica d’ufficio)
  • Dicembre 2026 – per chi matura i requisiti nel secondo semestre (ad esempio chi compie 64 anni tra agosto e dicembre)

Se hai diritto alla quattordicesima ma non la ricevi a luglio, potresti doverla richiedere. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale o al patronato per verificare la tua posizione e, se necessario, presentare domanda all’INPS.

Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTAT

Gli importi delle pensioni di luglio 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT. Il meccanismo di perequazione è confermato dalla Legge di Bilancio 2026 e funziona a scaglioni progressivi.

Fascia di pensioneRivalutazione applicataEffetto sull’importo
Fino a 4 volte il minimo (circa 2.400 euro/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione piena
Da 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 euro)90% dell’indice ISTATRivalutazione parziale
Da 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 euro)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridotta
Oltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 euro)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzata

La rivalutazione al 100% spetta ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Le pensioni più elevate ricevono un adeguamento percentuale inferiore. Il trattamento minimo 2026 è fissato a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di conferma INPS con circolare).

Esempio pratico: Giuseppe percepisce una pensione lorda di 1.800 euro al mese. Con un indice ISTAT dell’1,6%, l’aumento è di 1.800 x 1,6% = 28,80 euro lordi mensili. A luglio, Giuseppe troverà la pensione già rivalutata nel cedolino, più la quattordicesima se ne ha diritto.

Trattenute sulla pensione di luglio 2026

Il cedolino di luglio 2026 è particolarmente complesso perché può contenere sia voci in aggiunta (quattordicesima, rimborso 730) sia trattenute straordinarie. Ecco le principali voci che possono comparire:

Trattenute ordinarie

  • IRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito (23%, 25%, 35% o 43%)
  • Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A luglio sei alla settima rata
  • Addizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comune
  • Trattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensione
  • Quota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionati

Trattenute straordinarie di luglio

  • Conguaglio IRPEF da 730/2026 – se dalla dichiarazione dei redditi risulta un debito fiscale, l’INPS inizia a trattenerlo dal cedolino di luglio (o agosto, in base alla data di elaborazione del 730)
  • Conguaglio addizionali – eventuali differenze sulle addizionali regionali e comunali
  • Recupero somme indebite – se l’INPS ha erogato importi non dovuti nei mesi precedenti, può iniziare il recupero a luglio

Importante: se l’importo netto di luglio ti sembra più basso del previsto nonostante la quattordicesima, controlla il cedolino su MyINPS. Potrebbero esserci trattenute da conguaglio 730 che riducono il netto percepito. In caso di dubbi, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a leggere il cedolino.

Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglio

Luglio 2026 è il mese in cui molti pensionati ricevono il rimborso IRPEF dal modello 730 direttamente sulla pensione. Se hai presentato il modello 730/2026 e dalla dichiarazione risulta un credito d’imposta, l’INPS lo accredita come sostituto d’imposta.

Come funziona il rimborso 730 sulla pensione

  • Se hai presentato il 730 entro fine maggio/inizio giugno → il rimborso arriva con il cedolino di luglio o agosto 2026
  • Se hai presentato il 730 a giugno-luglio → il rimborso arriva con il cedolino di agosto o settembre 2026
  • Se hai presentato il 730 dopo luglio → il rimborso arriva nei mesi successivi (fino a novembre)

Il rimborso viene sommato all’importo netto della pensione e compare come voce separata nel cedolino con la dicitura “Conguaglio 730 – Credito IRPEF” o simile.

Rimborso superiore a 4.000 euro: se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi prima di autorizzare il rimborso. In questo caso, l’accredito potrebbe subire ritardi di alcuni mesi.

730 a debito: se dalla dichiarazione risulta un debito, l’INPS trattiene l’importo dal cedolino di luglio (o dal primo cedolino utile). Se il debito è elevato, può essere rateizzato su più mensilità fino a novembre.

Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPS

Il cedolino pensione luglio 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute, la quattordicesima (se spettante), eventuali rimborsi 730 e il netto accreditato. A luglio, il cedolino è più ricco di voci rispetto agli altri mesi ed è fondamentale verificare che tutto sia corretto.

Come accedere al cedolino pensione online:

  1. Vai sul sito www.inps.it
  2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
  3. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”
  4. Seleziona il mese di luglio 2026
  5. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

Nel cedolino di luglio 2026 troverai queste voci specifiche:

  • Importo lordo della pensione mensile
  • Quattordicesima mensilità (voce separata, esente IRPEF)
  • Trattenute IRPEF ordinarie (sulla sola pensione, non sulla quattordicesima)
  • Addizionali regionali e comunali (settima rata)
  • Conguaglio 730 – credito (rimborso) o debito (trattenuta)
  • Detrazioni eventualmente spettanti
  • Importo netto totale accreditato

Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026? Indicativamente a partire dal 20-25 giugno 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi chiamare il numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o il 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

Pensione minima e maggiorazione sociale 2026

La pensione minima (trattamento minimo) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati con contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è rivalutato in base all’inflazione ISTAT ed è pari a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di circolare INPS).

Per i pensionati al trattamento minimo, luglio è un mese particolarmente importante: la quattordicesima può significare un aumento del cedolino anche del 70-100% rispetto alla mensilità ordinaria.

Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale) non supera determinati limiti:

  • Over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitoso
  • Over 70: incremento più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)
  • Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPS

Se ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare la tua situazione e presentare domanda.

FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026

Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (mercoledì) per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste segue il calendario alfabetico dal 1° al 7 luglio.

La quattordicesima viene pagata a luglio 2026?

Sì, la quattordicesima viene pagata con il cedolino di luglio 2026 per tutti i pensionati che hanno maturato i requisiti (almeno 64 anni e reddito entro 2 volte il trattamento minimo). L’erogazione è automatica, senza bisogno di fare domanda.

Quanto vale la quattordicesima nel 2026?

L’importo va da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. La quattordicesima è esente da IRPEF, quindi l’importo è interamente netto.

Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

Hai diritto alla quattordicesima se hai almeno 64 anni, sei titolare di una pensione INPS (vecchiaia, anticipata, invalidità o reversibilità) e il tuo reddito complessivo annuo non supera circa 14.400 euro (2 volte il trattamento minimo). Puoi verificare sul cedolino MyINPS o chiedere al CAF.

A luglio arriva anche il rimborso del 730?

Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro fine maggio e risulta un credito IRPEF, il rimborso può arrivare già con il cedolino di luglio. Se il 730 è stato presentato più tardi, il rimborso arriva ad agosto o nei mesi successivi.

Perché la pensione di luglio è più alta del solito?

La pensione di luglio è generalmente più alta perché include la quattordicesima mensilità (per chi ne ha diritto) e può includere il rimborso 730. Verifica il cedolino su MyINPS per vedere il dettaglio di ogni voce.

La quattordicesima è tassata?

No, la quattordicesima è totalmente esente da tassazione IRPEF. L’importo indicato nelle tabelle (da 336 a 655 euro) è netto e viene accreditato per intero sulla pensione di luglio.

Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026?

Il cedolino pensione luglio 2026 sarà consultabile su MyINPS indicativamente dal 20-25 giugno 2026. Accedi con SPID, CIE o CNS al servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”.

Hai dubbi sulla tua pensione o sulla quattordicesima? Il CAF può aiutarti

Capire il cedolino pensione di luglio, verificare le trattenute, controllare se hai diritto alla quattordicesima o al rimborso 730 può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

  • Leggere e spiegare il tuo cedolino pensione
  • Verificare se hai diritto alla quattordicesima e il relativo importo
  • Controllare la corretta applicazione della rivalutazione ISTAT
  • Verificare lo stato del rimborso 730
  • Assistenza per la dichiarazione dei redditi 730/2026
  • Domanda di pensione e pratiche di patronato
Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:

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    Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 14:00:002026-04-18 10:38:49Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS
    PATRONATO

    NASPI Sospensione 2026: Quando e Come Sospendere l’Indennità

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La sospensione della NASPI è un diritto fondamentale per chi percepisce l’indennità di disoccupazione e trova un nuovo lavoro temporaneo. A differenza della decadenza definitiva, la sospensione consente di mettere in pausa l’indennità e riprenderla automaticamente al termine del rapporto di lavoro, senza perdere i mesi residui.

    Nel 2026, le regole INPS per la sospensione NASPI rimangono chiare: è possibile sospendere l’indennità in caso di nuovo lavoro subordinato (anche a tempo determinato), attività autonoma occasionale, malattia o maternità. La comunicazione tempestiva all’INPS è essenziale per evitare sanzioni e garantire la ripresa automatica del beneficio.

    Indice dei contenuti

    • Quando si sospende la NASPI
    • Sospensione per nuovo lavoro subordinato
    • Sospensione per lavoro autonomo occasionale
    • Sospensione per malattia e maternità
    • Come comunicare la sospensione all’INPS
    • Ripresa automatica della NASPI
    • Calcolo della durata residua
    • Errori comuni da evitare
    • Domande frequenti

    Quando si sospende la NASPI

    La NASPI si sospende automaticamente in presenza di specifiche situazioni previste dalla normativa INPS. La sospensione non comporta la perdita del diritto all’indennità, ma solo una pausa temporanea durante la quale i mesi residui vengono congelati.

    Casi di sospensione NASPI 2026:

    • Nuovo lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro (limite 2026)
    • Lavoro autonomo occasionale con compensi annui entro 5.500 euro
    • Malattia certificata dal medico curante
    • Maternità obbligatoria e congedi parentali
    • Richiamo alle armi o servizio civile

    La sospensione opera d’ufficio una volta che l’INPS riceve la comunicazione obbligatoria. Durante il periodo di sospensione, il percettore non riceve l’indennità NASPI, ma conserva il diritto ai mesi residui.

    Sospensione per nuovo lavoro subordinato

    Il caso più frequente di sospensione riguarda chi, mentre percepisce la NASPI, trova un nuovo lavoro dipendente. La normativa 2026 prevede che l’indennità si sospenda solo se il reddito annuo previsto è inferiore a 8.500 euro lordi.

    Esempi pratici di sospensione:

    • Contratto 3 mesi con RAL 6.000 euro → NASPI sospesa per 3 mesi, poi ripresa automatica
    • Contratto part-time 6 mesi con RAL 7.800 euro → NASPI sospesa per 6 mesi
    • Contratto full-time con RAL 25.000 euro → NASPI decade definitivamente (reddito oltre soglia)

    La sospensione copre l’intero periodo lavorativo, dal primo all’ultimo giorno di contratto. Il percettore deve comunicare all’INPS l’inizio del rapporto entro 30 giorni tramite il portale MyINPS o patronato.

    Attenzione: se il contratto viene rinnovato o prorogato più volte, superando complessivamente i 6 mesi di durata, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive sulla natura temporanea del rapporto.

    Sospensione per lavoro autonomo occasionale

    Chi percepisce la NASPI può svolgere attività autonoma occasionale senza aprire Partita IVA, ma deve rispettare il limite di 5.500 euro annui (dato 2026). Superata questa soglia, la NASPI decade definitivamente.

    Differenza tra sospensione e decadenza per lavoro autonomo:

    SituazioneReddito previstoEffetto NASPI
    Prestazione occasionale singolaFino a 5.500 euro/annoSospensione per il periodo
    Lavoro autonomo continuativoOltre 5.500 euro/annoDecadenza definitiva
    Apertura Partita IVAQualsiasi importoComunicazione obbligatoria entro 30 giorni

    La comunicazione all’INPS è sempre obbligatoria, anche per compensi minimi. Il mancato invio può comportare la revoca dell’indennità con obbligo di restituzione delle somme percepite.

    Sospensione per malattia e maternità

    La NASPI si sospende automaticamente in caso di malattia certificata o maternità obbligatoria. Questa sospensione è particolarmente vantaggiosa perché consente di conservare i mesi residui senza consumare l’indennità durante periodi in cui non si è nelle condizioni di cercare attivamente lavoro.

    Sospensione per malattia

    In caso di malattia durante la NASPI:

    • Il medico curante invia il certificato telematico all’INPS
    • La NASPI si sospende automaticamente dal giorno di inizio malattia
    • Non viene corrisposta indennità di malattia (la NASPI sostituisce il trattamento economico)
    • I giorni di malattia non vengono scalati dalla durata residua NASPI
    • Al termine della malattia, la NASPI riprende automaticamente

    Esempio: Mario ha 10 mesi di NASPI residui. Si ammala per 20 giorni. Durante la malattia non riceve pagamenti, ma al termine della convalescenza riprende la NASPI con ancora 10 mesi pieni disponibili.

    Sospensione per maternità

    La maternità obbligatoria (congedo pre e post parto) sospende la NASPI per tutta la durata del congedo (5 mesi totali). Durante questo periodo:

    • L’INPS eroga l’indennità di maternità (80% della retribuzione di riferimento)
    • La NASPI rimane sospesa e i mesi residui non vengono consumati
    • Al termine del congedo obbligatorio, la NASPI riprende automaticamente
    • I congedi parentali facoltativi possono ulteriormente sospendere la NASPI (max 6 mesi entro i 12 anni del bambino)

    Questa regola rende la NASPI particolarmente protettiva per le lavoratrici in gravidanza che hanno perso il lavoro.

    Come comunicare la sospensione all’INPS

    La comunicazione tempestiva all’INPS è fondamentale per evitare sanzioni, recuperi indebiti e decadenza dell’indennità. Il termine è 30 giorni dall’inizio dell’evento che causa la sospensione (nuovo lavoro, attività autonoma).

    Procedura online MyINPS

    Passaggi per comunicare la sospensione NASPI:

    1. Accedi al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS
    2. Cerca il servizio “NASPI-COM” (Comunicazioni NASPI)
    3. Seleziona “Nuova comunicazione“
    4. Indica il tipo di evento: “Nuovo lavoro subordinato” o “Lavoro autonomo occasionale”
    5. Inserisci i dati richiesti:
      • Data inizio rapporto di lavoro
      • Durata prevista (se determinato)
      • Reddito annuo previsto
      • Dati datore di lavoro o committente
    6. Allega eventuale copia del contratto (facoltativo ma consigliato)
    7. Invia la comunicazione e scarica la ricevuta

    La ricevuta è la prova dell’avvenuta comunicazione e va conservata per eventuali controlli futuri.

    Comunicazione tramite patronato

    In alternativa, è possibile rivolgersi al CAF o patronato, che invierà la comunicazione per conto del percettore. Questo servizio è gratuito e particolarmente utile per chi ha difficoltà con le procedure telematiche.

    Documenti da portare al CAF:

    • Documento d’identità valido
    • Codice fiscale
    • Copia del contratto di lavoro o lettera d’assunzione
    • Eventuale comunicazione precedente INPS (se disponibile)

    Ripresa automatica della NASPI

    Al termine del periodo di sospensione, la NASPI riprende automaticamente senza necessità di presentare nuova domanda. L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro o dall’evento sospensivo.

    Come avviene la ripresa:

    • L’INPS riceve la comunicazione di cessazione dal datore di lavoro (Unilav)
    • Il sistema verifica la durata residua della NASPI
    • L’indennità viene riattivata con l’importo precedente alla sospensione (senza ricalcoli al ribasso)
    • I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario NASPI

    Attenzione: se al termine del contratto temporaneo rimangono meno di 30 giorni di NASPI residua, l’INPS potrebbe non riattivare l’indennità per motivi amministrativi. In questi casi, è consigliabile verificare telefonicamente la propria posizione.

    Verifica ripresa NASPI

    Per controllare se la NASPI è stata riattivata:

    • Accedi a MyINPS → “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo Previdenziale”
    • Controlla lo stato della pratica NASPI (deve risultare “In pagamento”)
    • Verifica il prospetto pagamenti per confermare le date di accredito

    Se dopo 30 giorni dalla fine del lavoro la NASPI non risulta riattivata, contatta l’INPS o rivolgiti a un patronato.

    Calcolo della durata residua

    Durante la sospensione, i mesi residui di NASPI vengono congelati e non consumati. Questo significa che il periodo di sospensione “prolunga” di fatto la durata complessiva dell’indennità.

    Esempio di calcolo durata residua:

    • Durata NASPI originaria: 12 mesi (dal 1° gennaio 2026)
    • Mesi fruiti prima della sospensione: 4 mesi (gennaio-aprile 2026)
    • Sospensione per nuovo lavoro: 3 mesi (maggio-luglio 2026)
    • Ripresa NASPI: 1° agosto 2026
    • Mesi residui disponibili: 12 – 4 = 8 mesi (agosto 2026 – marzo 2027)

    La NASPI terminerà quindi il 31 marzo 2027, invece del 31 dicembre 2026 originario.

    Riduzione mensile del 3%

    La riduzione del 3% mensile dell’importo NASPI (prevista dal 4° mese in poi) si applica solo ai mesi effettivamente fruiti, non a quelli di sospensione.

    Esempio:

    • Mario percepisce NASPI di 1.200 euro/mese
    • Al 4° mese, l’importo scende a 1.164 euro (-3%)
    • Al 5° mese inizia un lavoro di 2 mesi → sospensione
    • Alla ripresa (7° mese di NASPI), riprende con 1.164 euro (l’importo del 4° mese, senza ulteriori decurtazioni per i mesi sospesi)

    Errori comuni da evitare

    Molti percettori NASPI commettono errori che possono causare la decadenza dell’indennità o l’obbligo di restituire somme percepite indebitamente. Ecco i più frequenti:

    1. Mancata comunicazione entro 30 giorni

    Errore: Iniziare un nuovo lavoro e non comunicarlo all’INPS entro il termine.

    Conseguenze: Revoca NASPI, recupero somme con sanzioni amministrative, possibile segnalazione per indebita percezione.

    Soluzione: Comunicare sempre entro 30 giorni, anche per contratti brevissimi o compensi minimi.

    2. Superamento soglie di reddito

    Errore: Accettare un lavoro con RAL superiore a 8.500 euro pensando che si sospenda comunque.

    Conseguenze: La NASPI decade definitivamente (non si sospende).

    Soluzione: Verificare sempre il reddito annuo previsto nel contratto prima di firmare.

    3. Confondere sospensione e decadenza

    Errore: Pensare che qualsiasi nuovo lavoro comporti la perdita definitiva della NASPI.

    Conseguenze: Rinunciare a opportunità lavorative temporanee per paura di perdere l’indennità.

    Soluzione: Informarsi correttamente sulle differenze tra sospensione (temporanea, reversibile) e decadenza (definitiva).

    4. Non verificare la ripresa automatica

    Errore: Dare per scontato che la NASPI riprenda senza controllare su MyINPS.

    Conseguenze: Ritardi nei pagamenti, mancata riattivazione per disguidi amministrativi.

    Soluzione: Controllare lo stato della pratica entro 15 giorni dalla fine del lavoro.

    Domande frequenti sulla sospensione NASPI

    Posso lavorare 2 settimane senza perdere la NASPI?

    Sì, se il reddito previsto è inferiore a 8.500 euro annui. Devi comunque comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. La NASPI si sospenderà per le 2 settimane e riprenderà automaticamente.

    Se faccio una prestazione occasionale di 500 euro, devo comunicarlo?

    Sì, sempre. Anche i compensi occasionali minimi vanno comunicati all’INPS, purché rientrino nel limite di 5.500 euro annui.

    Durante la malattia ricevo comunque la NASPI?

    No. Durante la malattia la NASPI si sospende e non viene corrisposta alcuna indennità. I giorni di malattia però non vengono scalati dalla durata residua.

    Posso richiedere volontariamente la sospensione NASPI?

    No. La sospensione opera solo nei casi previsti dalla legge (nuovo lavoro, malattia, maternità). Non esiste una sospensione volontaria “a piacimento”.

    Se il contratto viene prorogato più volte, cosa succede?

    La NASPI rimane sospesa per tutta la durata delle proroghe, purché il reddito complessivo annuo resti sotto 8.500 euro. Ogni proroga va comunicata all’INPS entro 30 giorni.

    Posso prendere NASPI e part-time insieme?

    No. Se il part-time ha RAL inferiore a 8.500 euro, la NASPI si sospende completamente (non si cumula). Se la RAL supera 8.500 euro, la NASPI decade.

    Dopo quanto tempo riprende la NASPI?

    L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla comunicazione di fine rapporto. I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario.

    Se la NASPI scade durante la sospensione?

    La durata residua viene comunque conservata. Se al termine della sospensione rimangono ancora mesi disponibili, la NASPI riprende. Se invece la durata teorica è esaurita, l’indennità termina definitivamente.


    Hai dubbi sulla sospensione della tua NASPI?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione completa della NASPI: comunicazioni INPS, verifica requisiti, calcolo durata residua e assistenza in caso di contestazioni.

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    • 📞 Telefono: 0432 234567
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    PATRONATO

    Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona
    2. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento
    3. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti
    4. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata
    5. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?
    6. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta
    7. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026
    8. Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026
    9. Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

    La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?

    In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.

    Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona

    La quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.

    A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.

    La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani.

    Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento

    La domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.

    Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.

    Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.

    È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.

    Calendario pagamento quattordicesima 2026

    Ecco il riepilogo delle date di pagamento:

    • Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026
    • Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026
    • Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro Fiscale

    Se nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica.

    Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti

    Non tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.

    Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.

    Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:

    • Pensione di vecchiaia o pensione anticipata
    • Pensione di anzianità
    • Pensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)
    • Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)
    • Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)

    Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.

    Soglie di reddito per la quattordicesima 2026

    Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:

    • Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euro
    • Fascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro

    Chi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata.

    Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata

    L’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.

    Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:

    Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)

    Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:

    Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
    Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euro
    Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euro
    Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euro

    Questi importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.

    Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)

    Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:

    Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
    Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euro
    Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euro
    Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euro

    Gli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.

    Come si calcola l’importo esatto

    Il calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.

    Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:

    • Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettivi
    • Se il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)

    Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali.

    Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?

    Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).

    Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.

    È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge.

    Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta

    Al contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.

    Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.

    Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito.

    Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026

    Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.

    Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:

    • Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)
    • Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientri
    • Verificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioni
    • Presentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamente

    Spesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.

    Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026

    Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.

    La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

    I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:

    • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attuale
    • Contributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommati
    • Cambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di reddito
    • Errori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o errati

    In tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

    Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?

    La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.

    Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?

    L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.

    La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?

    Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.

    Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?

    Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.

    La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?

    No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.

    Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?

    Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.


    La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.

    Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     
    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
    PATRONATO

    Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La pensione anticipata 2026 rappresenta una delle principali vie d’uscita dal mondo del lavoro per chi ha accumulato un’anzianità contributiva significativa, ma non ha ancora raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, questa forma pensionistica consente di ritirarsi prima, a prescindere dall’età anagrafica.

    In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti per la pensione anticipata nel 2026, le modalità per presentare domanda all’INPS, le finestre mobili previste, il calcolo dell’importo pensionistico e le alternative disponibili, come la pensione anticipata contributiva per chi ha esclusivamente contributi versati dal 1996 in poi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la pensione anticipata
    2. Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026
    3. Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni
    4. Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione
    5. Come fare domanda INPS: procedura online
    6. Calcolo importo pensione anticipata
    7. Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano
    8. Domande frequenti (FAQ)
    9. Assistenza CAF per la domanda di pensione

    Cos’è la pensione anticipata

    La pensione anticipata è una prestazione previdenziale che consente di accedere alla pensione prima di aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni), a condizione di aver maturato un elevato numero di anni di contributi.

    A differenza della pensione di vecchiaia, dove il requisito principale è l’età anagrafica (67 anni con almeno 20 anni di contributi), la pensione anticipata si basa esclusivamente sull’anzianità contributiva, senza limiti di età minima o massima.

    Esistono due tipologie principali:

    • Pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di inizio dell’attività lavorativa)
    • Pensione anticipata contributiva: richiede 64 anni di età e 20 anni di contributi, ma è riservata esclusivamente a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (lavoratori contributivi puri)

    Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026

    Per accedere alla pensione anticipata ordinaria nel 2026, è necessario soddisfare i seguenti requisiti contributivi, che non sono soggetti ad adeguamento alla speranza di vita (congelati dal 2019):

    Requisiti contributivi per uomini

    • 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane)
    • Nessun requisito di età anagrafica minima o massima
    • Sono validi tutti i tipi di contributi: obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto

    Requisiti contributivi per donne

    • 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane)
    • Nessun requisito di età anagrafica
    • Tutti i tipi di contributi sono validi (obbligatori, volontari, figurativi, riscatto laurea, ricongiunzione)

    Contributi validi per il calcolo

    Ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, sono considerati validi:

    • Contributi obbligatori: versati dal datore di lavoro o dal lavoratore autonomo
    • Contributi volontari: versati dal lavoratore per coprire periodi non lavorati
    • Contributi figurativi: accreditati per maternità, disoccupazione (NASPI), malattia, cassa integrazione
    • Contributi da riscatto: riscatto laurea, riscatto periodi non coperti da contribuzione
    • Contributi da ricongiunzione: unificazione di contributi versati in diverse gestioni previdenziali

    Nota importante: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri), è richiesto anche che l’importo della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (circa 1.603 euro lordi mensili nel 2026).

    Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni

    La pensione anticipata contributiva è una forma specifica di pensionamento anticipato riservata esclusivamente ai lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e non hanno contributi versati nel sistema retributivo.

    Requisiti nel 2026

    • 64 anni di età (requisito soggetto ad adeguamento alla speranza di vita)
    • 20 anni di contributi effettivi (almeno 1.040 settimane)
    • Primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996 o successivo
    • Importo minimo della pensione: almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.717 euro lordi mensili nel 2026)

    Differenze con la pensione anticipata ordinaria

    A differenza della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la pensione anticipata contributiva:

    • Richiede molti meno anni di contributi (20 invece di 42/41)
    • Prevede un requisito anagrafico (64 anni)
    • Richiede un importo minimo di pensione (3 volte l’assegno sociale)
    • È calcolata esclusivamente con il sistema contributivo (generalmente meno favorevole del sistema misto o retributivo)

    Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, questa opzione non è accessibile: l’unica via per la pensione anticipata resta quella ordinaria con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi.

    Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione

    Una volta maturati i requisiti contributivi per la pensione anticipata, non si accede immediatamente al trattamento pensionistico. È necessario attendere il periodo di finestra mobile, che decorre dalla data di maturazione dei requisiti.

    Finestre per la pensione anticipata ordinaria

    Per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la finestra mobile è di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti:

    • Lavoratori dipendenti: 3 mesi di attesa
    • Lavoratori autonomi: 3 mesi di attesa

    Esempio pratico: se un lavoratore dipendente uomo matura i 42 anni e 10 mesi di contributi il 15 marzo 2026, potrà accedere alla pensione dal 1° luglio 2026 (primo giorno del mese successivo alla scadenza dei 3 mesi).

    Finestre per la pensione anticipata contributiva

    Per la pensione anticipata contributiva (64 anni + 20 anni contributi), le finestre mobili sono:

    • Lavoratori dipendenti: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
    • Lavoratori autonomi: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti

    Decorrenza del primo pagamento

    Il primo pagamento della pensione avviene generalmente il primo giorno del mese successivo alla scadenza della finestra mobile. L’INPS eroga le pensioni con le seguenti cadenze:

    • Ufficio postale: dal primo giorno bancabile del mese
    • Accredito bancario: generalmente il primo del mese (se giorno lavorativo)

    Come fare domanda INPS: procedura online

    La domanda di pensione anticipata deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Sono disponibili tre modalità:

    1. Portale INPS con SPID, CIE o CNS

    Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi):

    1. Accedi all’area personale “MyINPS”
    2. Nella sezione “Pensione e Previdenza”, seleziona “Domanda di pensione”
    3. Scegli “Pensione anticipata” come tipo di prestazione
    4. Compila tutti i campi richiesti (dati anagrafici, contributivi, modalità di pagamento)
    5. Allega i documenti richiesti (se necessario)
    6. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il protocollo

    2. Contact Center INPS

    Puoi presentare domanda telefonicamente chiamando il Contact Center INPS:

    • Numero verde: 803 164 (gratuito da rete fissa)
    • Numero ordinario: 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

    Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00; sabato dalle 8:00 alle 14:00.

    3. Tramite CAF o Patronato

    Il metodo più semplice e sicuro è rivolgersi a un CAF patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Il professionista:

    • Verifica preventivamente i requisiti contributivi e anagrafici
    • Raccoglie tutta la documentazione necessaria
    • Compila correttamente la domanda online
    • Monitora lo stato della pratica fino all’esito
    • Ti assiste in caso di richieste integrative o problematiche

    Documenti necessari

    Per presentare la domanda di pensione anticipata, prepara la seguente documentazione:

    • Documento d’identità in corso di validità
    • Codice fiscale
    • Estratto contributivo (scaricabile dal portale INPS o fornito dal CAF)
    • IBAN del conto corrente per l’accredito della pensione
    • Modello AP139 (se hai contributi esteri da totalizzare)
    • Eventuale documentazione aggiuntiva per riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni

    Tempi di lavorazione

    L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda e comunicare l’esito. Nei casi complessi (contributi da ricongiunzione, riscatti, contributi esteri), i tempi possono allungarsi. È consigliabile presentare la domanda almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento.

    Calcolo importo pensione anticipata

    L’importo della pensione anticipata dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, in base alla data di inizio dell’attività lavorativa e all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

    Sistema di calcolo retributivo

    Si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Il calcolo è basato sulla media delle ultime retribuzioni (sistema più favorevole):

    • Quota A: anzianità contributiva fino al 31/12/1992, calcolata sulla media delle ultime 5 anni (dipendenti) o 10 anni (autonomi)
    • Quota B: anzianità dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla media delle ultime 10 anni (dipendenti) o 15 anni (autonomi)
    • Quota C: anzianità dal 01/01/2012 in poi, calcolata con il sistema contributivo

    Sistema di calcolo misto

    Si applica a chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ma ha iniziato a lavorare prima del 1996:

    • Contributi fino al 31/12/1995: calcolo con sistema retributivo
    • Contributi dal 01/01/1996 in poi: calcolo con sistema contributivo

    Sistema di calcolo contributivo

    Si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri). Il calcolo è basato sui contributi effettivamente versati:

    1. Montante contributivo: somma di tutti i contributi versati, rivalutati annualmente in base al PIL
    2. Coefficiente di trasformazione: percentuale che varia in base all’età di pensionamento (più alta a 67 anni, più bassa a 64 anni)
    3. Importo annuo pensione = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

    Esempio: montante di 400.000 euro a 64 anni → coefficiente 5,094% → pensione annua lorda 20.376 euro (circa 1.568 euro lordi/mese per 13 mensilità).

    Simulazione calcolo pensione

    Per ottenere una simulazione precisa dell’importo della tua pensione anticipata:

    • Accedi al portale INPS con SPID
    • Vai su “Pensione e Previdenza” → “La mia pensione futura”
    • Inserisci i dati richiesti (età di pensionamento prevista, retribuzione)
    • Ottieni la simulazione indicativa dell’importo

    In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione professionale che tenga conto di tutti i fattori (riscatti, ricongiunzioni, contributi figurativi).

    Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano

    La pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) non prevede penalizzazioni sull’importo della pensione, indipendentemente dall’età anagrafica al momento del pensionamento.

    Tuttavia, esistono alcuni casi particolari in cui possono applicarsi decurtazioni:

    Opzione contributiva donne

    Le donne che scelgono di andare in pensione con l’Opzione Donna (regime sperimentale) accettano volontariamente una decurtazione dell’assegno pensionistico, poiché la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo (meno favorevole). La riduzione può arrivare al 20-30% rispetto al calcolo ordinario.

    Pensione anticipata contributiva

    Chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni (anziché attendere i 67 anni della pensione di vecchiaia) subisce una riduzione indiretta dell’importo pensionistico, dovuta all’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso (il coefficiente aumenta con l’età).

    Esempio: stesso montante contributivo a 64 anni → coefficiente 5,094%; a 67 anni → coefficiente 5,723%. La differenza comporta circa il 12% in meno di pensione.

    Quota 103 e altre quote

    Le pensioni anticipate cosiddette “a quota” (come Quota 103: 62 anni + 41 anni contributi) prevedono penalizzazioni temporanee:

    • Importo massimo: non superiore a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.800 euro lordi/mese) fino ai 67 anni
    • Divieto di cumulo con redditi da lavoro (tranne lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro/anno)

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso andare in pensione anticipata a 60 anni?

    Sì, se hai maturato i requisiti contributivi richiesti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). La pensione anticipata ordinaria non prevede limiti di età, quindi puoi accedervi anche a 58-60 anni, purché tu abbia accumulato l’anzianità contributiva necessaria.

    I contributi figurativi contano per la pensione anticipata?

    Sì, i contributi figurativi (maternità, NASPI, malattia, cassa integrazione) sono validi ai fini del raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi. Tuttavia, per i lavoratori contributivi puri (dal 1996), sono validi solo i contributi obbligatori ai fini del requisito minimo dei 20 anni per la pensione anticipata contributiva.

    Quanto tempo dopo la domanda si riceve la pensione?

    L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda. Dopo l’approvazione, devi attendere la scadenza della finestra mobile (3 mesi per la pensione anticipata ordinaria). Il primo pagamento avviene il mese successivo alla decorrenza della pensione.

    Posso lavorare dopo aver ottenuto la pensione anticipata?

    Sì, la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) è cumulabile con i redditi da lavoro senza limiti. Puoi continuare a lavorare come dipendente, autonomo o freelance, e cumulare stipendio e pensione.

    Attenzione: per le pensioni a “quota” (es. Quota 103), esistono divieti di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

    Come si calcola l’importo netto della pensione?

    L’importo lordo della pensione è soggetto a:

    • Ritenute IRPEF: aliquote progressive dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito
    • Addizionali regionali e comunali: variano in base al comune di residenza (in Friuli Venezia Giulia, circa 1,23% regionale)
    • Detrazioni per redditi da pensione: riducono l’IRPEF dovuta

    Indicativamente, l’importo netto è circa il 75-85% del lordo, a seconda della fascia di reddito.

    Conviene riscattare la laurea per anticipare la pensione?

    Il riscatto della laurea consente di accreditare gli anni di studio universitario come contributi validi per la pensione. Può essere conveniente se:

    • Ti mancano pochi anni per raggiungere i requisiti (es. hai 40 anni di contributi e riscatti 2 anni di laurea per arrivare a 42)
    • Hai un reddito elevato e il costo del riscatto è deducibile fiscalmente
    • Il sistema di calcolo applicabile è retributivo (più favorevole)

    Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione personalizzata costi/benefici del riscatto laurea.

    Assistenza CAF per la domanda di pensione

    La domanda di pensione anticipata è una pratica complessa che richiede una verifica accurata dei requisiti contributivi, il calcolo dell’importo previsionale e la corretta compilazione della documentazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza completo per la pensione anticipata:

    • Verifica prerequisiti: analisi dell’estratto contributivo per verificare il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi
    • Simulazione importo: calcolo indicativo della pensione in base al sistema retributivo/misto/contributivo applicabile
    • Presentazione domanda INPS: compilazione e invio telematico della domanda di pensione anticipata
    • Monitoraggio pratica: verifica dello stato di lavorazione e gestione richieste integrative INPS
    • Assistenza post-pensionamento: gestione modello RED, verifica cedolini, assistenza per cumulo redditi

    Prenota un appuntamento

    Per ricevere assistenza personalizzata sulla pensione anticipata 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Il nostro team di esperti è a tua disposizione per verificare i requisiti, calcolare l’importo della pensione e presentare la domanda all’INPS in modo sicuro e veloce.

    Non lasciare la tua pensione al caso: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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    PATRONATO

    NASPI e Pensione 2026: Cumulabilita, Requisiti e Decadenza

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La NASPI e pensione 2026 possono coesistere? Questa è una delle domande più frequenti tra chi percepisce l’indennità di disoccupazione e si avvicina ai requisiti pensionistici. In questa guida completa scoprirai la compatibilità tra NASPI e pensione, quando decade la NASPI con la pensione anticipata o di vecchiaia, e come pianificare la transizione.

    Indice dei Contenuti

    1. NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole
    2. Quando Termina la NASPI con la Pensione
    3. NASPI e Pensione Anticipata
    4. NASPI e Quota 103
    5. APE Sociale e NASPI
    6. Domande Frequenti

    NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole Generali

    La NASPI decade automaticamente quando il beneficiario matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche senza presentare domanda. Non è possibile percepire contemporaneamente NASPI e pensione.

    Quando Termina la NASPI con la Pensione di Vecchiaia

    Nel 2026 i requisiti per la pensione di vecchiaia sono: 67 anni di età e 20 anni di contributi. La NASPI termina automaticamente dal mese successivo al raggiungimento di entrambi i requisiti.

    NASPI e Pensione Anticipata: Requisiti e Decadenza

    Per la pensione anticipata 2026 servono: 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). La NASPI decade automaticamente al raggiungimento di questi requisiti contributivi.

    NASPI e Quota 103: Compatibilità nel 2026

    Quota 103 richiede 62 anni di età e 41 anni di contributi. Anche in questo caso la NASPI decade automaticamente. Attenzione: la finestra mobile è di 7-9 mesi.

    APE Sociale e NASPI: Cosa Cambia nel 2026

    Per accedere all’APE Sociale come disoccupato è necessario aver concluso la NASPI da almeno 3 mesi. Requisiti: 63 anni e 30-36 anni di contributi.

    Domande Frequenti

    Posso percepire NASPI e pensione insieme?

    No, la NASPI decade automaticamente quando si maturano i requisiti pensionistici.

    Quanto tempo prima devo presentare domanda di pensione?

    Almeno 3-6 mesi prima per evitare vuoti di reddito tra NASPI e pensione.


    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti pensionistici e nella compilazione delle domande INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

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    Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS

    Pensione 2026 INPS

    Il pagamento pensioni luglio 2026 è il mese più atteso dell’anno per milioni di pensionati italiani. Il motivo? Insieme alla mensilità ordinaria, a luglio arriva la quattordicesima, il bonus economico che può valere da 336 a 655 euro in più sul cedolino. Quando viene accreditata la pensione di luglio? Chi ha diritto alla quattordicesima? E come funziona il rimborso 730 sulla pensione? In questa guida completa troverai tutte le risposte: la data di accredito, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati, le trattenute fiscali e come consultare il cedolino su MyINPS.

    Indice dei contenuti

    1. Data accredito pensione luglio 2026
    2. Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026
    3. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi
    4. Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTAT
    5. Trattenute sulla pensione di luglio 2026
    6. Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglio
    7. Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPS
    8. Pensione minima e maggiorazione sociale 2026
    9. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026

    Data accredito pensione luglio 2026

    La data di pagamento della pensione di luglio 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per luglio 2026, il 1° luglio cade di mercoledì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.

    La pensione di luglio 2026 verrà accreditata mercoledì 1° luglio 2026 per chi riceve il pagamento tramite:

    • Conto corrente bancario – accredito il 1° luglio, disponibile dalla mattina
    • Conto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° luglio
    • Libretto postale – accredito il 1° luglio
    • Carta Postepay Evolution – accredito il 1° luglio

    Attenzione: chi ritira la pensione in contanti allo sportello delle Poste dovrà seguire il calendario alfabetico di turnazione che parte sempre dal 1° luglio ma è distribuito su più giorni per evitare assembramenti.

    Luglio è un mese particolarmente importante perché, oltre alla mensilità ordinaria, sul cedolino compare anche la quattordicesima mensilità per tutti i pensionati aventi diritto. L’importo netto di luglio sarà quindi sensibilmente più alto rispetto agli altri mesi.

    Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026

    Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione serve a distribuire gli accessi agli sportelli ed evitare code e assembramenti.

    Ecco il calendario previsto per luglio 2026 (il calendario ufficiale verrà confermato da Poste Italiane a ridosso del mese):

    GiornoDataCognomi dalla lettera
    Mercoledì1 luglio 2026A – B
    Giovedì2 luglio 2026C – D
    Venerdì3 luglio 2026E – K
    Sabato4 luglio 2026L – O
    Lunedì6 luglio 2026P – R
    Martedì7 luglio 2026S – Z

    Nota bene: il calendario sopra è indicativo e basato sullo schema abituale di Poste Italiane. Il calendario ufficiale per luglio 2026 verrà pubblicato da Poste Italiane nelle settimane precedenti. Il 5 luglio (domenica) gli uffici postali sono chiusi. Alcuni uffici postali con apertura ridotta potrebbero avere calendari leggermente diversi.

    Consiglio: se possibile, valuta l’accredito su conto corrente o carta Postepay Evolution per ricevere la pensione il 1° luglio senza fare code. Puoi richiedere il cambio modalità di pagamento direttamente all’INPS o presso il tuo ufficio postale.

    Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi

    Luglio è il mese della quattordicesima mensilità (tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva”). Si tratta di un bonus una tantum erogato dall’INPS insieme alla pensione di luglio a favore dei pensionati con redditi bassi. È la voce che rende il cedolino di luglio il più “ricco” dell’anno.

    Chi ha diritto alla quattordicesima 2026

    Per ricevere la quattordicesima pensione a luglio 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

    • Età minima 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026
    • Essere titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)
    • Avere un reddito complessivo personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.400 euro annui nel 2026)
    • Non essere titolari di pensioni di guerra o assimilate

    Importante: la quattordicesima spetta esclusivamente per le pensioni erogate dall’INPS. Non è prevista per le pensioni di enti previdenziali privati (casse professionali). Per i lavoratori autonomi (ex INPS gestione commercianti/artigiani) i requisiti contributivi sono leggermente diversi.

    Importi quattordicesima pensione 2026

    L’importo della quattordicesima varia in base a due fattori: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito. Esistono due soglie di reddito e tre fasce contributive:

    Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (circa 10.800 euro)Reddito da 1,5x a 2x minimo (fino a circa 14.400 euro)
    Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
    Da 15 a 25 anni (dipendenti) / da 18 a 28 anni (autonomi)546 euro420 euro
    Oltre 25 anni (dipendenti) / oltre 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

    Esempio pratico: Maria, pensionata con 30 anni di contributi da lavoro dipendente e reddito annuo di 10.000 euro, riceverà a luglio 2026 una quattordicesima di 655 euro netti in aggiunta alla pensione ordinaria. Se il suo reddito fosse invece di 12.000 euro, riceverebbe 504 euro.

    La quattordicesima è tassata? No, la quattordicesima è esente da IRPEF. L’importo indicato nella tabella è netto e viene accreditato per intero sul cedolino di luglio.

    Quando viene pagata la quattordicesima

    L’INPS eroga la quattordicesima in due finestre:

    • Luglio 2026 – per tutti i pensionati che già possiedono i requisiti al 31 luglio (erogazione automatica d’ufficio)
    • Dicembre 2026 – per chi matura i requisiti nel secondo semestre (ad esempio chi compie 64 anni tra agosto e dicembre)

    Se hai diritto alla quattordicesima ma non la ricevi a luglio, potresti doverla richiedere. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale o al patronato per verificare la tua posizione e, se necessario, presentare domanda all’INPS.

    Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTAT

    Gli importi delle pensioni di luglio 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT. Il meccanismo di perequazione è confermato dalla Legge di Bilancio 2026 e funziona a scaglioni progressivi.

    Fascia di pensioneRivalutazione applicataEffetto sull’importo
    Fino a 4 volte il minimo (circa 2.400 euro/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione piena
    Da 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 euro)90% dell’indice ISTATRivalutazione parziale
    Da 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 euro)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridotta
    Oltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 euro)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzata

    La rivalutazione al 100% spetta ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Le pensioni più elevate ricevono un adeguamento percentuale inferiore. Il trattamento minimo 2026 è fissato a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di conferma INPS con circolare).

    Esempio pratico: Giuseppe percepisce una pensione lorda di 1.800 euro al mese. Con un indice ISTAT dell’1,6%, l’aumento è di 1.800 x 1,6% = 28,80 euro lordi mensili. A luglio, Giuseppe troverà la pensione già rivalutata nel cedolino, più la quattordicesima se ne ha diritto.

    Trattenute sulla pensione di luglio 2026

    Il cedolino di luglio 2026 è particolarmente complesso perché può contenere sia voci in aggiunta (quattordicesima, rimborso 730) sia trattenute straordinarie. Ecco le principali voci che possono comparire:

    Trattenute ordinarie

    • IRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito (23%, 25%, 35% o 43%)
    • Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A luglio sei alla settima rata
    • Addizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comune
    • Trattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensione
    • Quota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionati

    Trattenute straordinarie di luglio

    • Conguaglio IRPEF da 730/2026 – se dalla dichiarazione dei redditi risulta un debito fiscale, l’INPS inizia a trattenerlo dal cedolino di luglio (o agosto, in base alla data di elaborazione del 730)
    • Conguaglio addizionali – eventuali differenze sulle addizionali regionali e comunali
    • Recupero somme indebite – se l’INPS ha erogato importi non dovuti nei mesi precedenti, può iniziare il recupero a luglio

    Importante: se l’importo netto di luglio ti sembra più basso del previsto nonostante la quattordicesima, controlla il cedolino su MyINPS. Potrebbero esserci trattenute da conguaglio 730 che riducono il netto percepito. In caso di dubbi, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a leggere il cedolino.

    Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglio

    Luglio 2026 è il mese in cui molti pensionati ricevono il rimborso IRPEF dal modello 730 direttamente sulla pensione. Se hai presentato il modello 730/2026 e dalla dichiarazione risulta un credito d’imposta, l’INPS lo accredita come sostituto d’imposta.

    Come funziona il rimborso 730 sulla pensione

    • Se hai presentato il 730 entro fine maggio/inizio giugno → il rimborso arriva con il cedolino di luglio o agosto 2026
    • Se hai presentato il 730 a giugno-luglio → il rimborso arriva con il cedolino di agosto o settembre 2026
    • Se hai presentato il 730 dopo luglio → il rimborso arriva nei mesi successivi (fino a novembre)

    Il rimborso viene sommato all’importo netto della pensione e compare come voce separata nel cedolino con la dicitura “Conguaglio 730 – Credito IRPEF” o simile.

    Rimborso superiore a 4.000 euro: se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi prima di autorizzare il rimborso. In questo caso, l’accredito potrebbe subire ritardi di alcuni mesi.

    730 a debito: se dalla dichiarazione risulta un debito, l’INPS trattiene l’importo dal cedolino di luglio (o dal primo cedolino utile). Se il debito è elevato, può essere rateizzato su più mensilità fino a novembre.

    Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPS

    Il cedolino pensione luglio 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute, la quattordicesima (se spettante), eventuali rimborsi 730 e il netto accreditato. A luglio, il cedolino è più ricco di voci rispetto agli altri mesi ed è fondamentale verificare che tutto sia corretto.

    Come accedere al cedolino pensione online:

    1. Vai sul sito www.inps.it
    2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
    3. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”
    4. Seleziona il mese di luglio 2026
    5. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

    Nel cedolino di luglio 2026 troverai queste voci specifiche:

    • Importo lordo della pensione mensile
    • Quattordicesima mensilità (voce separata, esente IRPEF)
    • Trattenute IRPEF ordinarie (sulla sola pensione, non sulla quattordicesima)
    • Addizionali regionali e comunali (settima rata)
    • Conguaglio 730 – credito (rimborso) o debito (trattenuta)
    • Detrazioni eventualmente spettanti
    • Importo netto totale accreditato

    Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026? Indicativamente a partire dal 20-25 giugno 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi chiamare il numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o il 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

    Pensione minima e maggiorazione sociale 2026

    La pensione minima (trattamento minimo) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati con contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è rivalutato in base all’inflazione ISTAT ed è pari a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di circolare INPS).

    Per i pensionati al trattamento minimo, luglio è un mese particolarmente importante: la quattordicesima può significare un aumento del cedolino anche del 70-100% rispetto alla mensilità ordinaria.

    Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale) non supera determinati limiti:

    • Over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitoso
    • Over 70: incremento più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)
    • Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPS

    Se ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare la tua situazione e presentare domanda.

    FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026

    Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

    La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (mercoledì) per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste segue il calendario alfabetico dal 1° al 7 luglio.

    La quattordicesima viene pagata a luglio 2026?

    Sì, la quattordicesima viene pagata con il cedolino di luglio 2026 per tutti i pensionati che hanno maturato i requisiti (almeno 64 anni e reddito entro 2 volte il trattamento minimo). L’erogazione è automatica, senza bisogno di fare domanda.

    Quanto vale la quattordicesima nel 2026?

    L’importo va da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. La quattordicesima è esente da IRPEF, quindi l’importo è interamente netto.

    Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

    Hai diritto alla quattordicesima se hai almeno 64 anni, sei titolare di una pensione INPS (vecchiaia, anticipata, invalidità o reversibilità) e il tuo reddito complessivo annuo non supera circa 14.400 euro (2 volte il trattamento minimo). Puoi verificare sul cedolino MyINPS o chiedere al CAF.

    A luglio arriva anche il rimborso del 730?

    Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro fine maggio e risulta un credito IRPEF, il rimborso può arrivare già con il cedolino di luglio. Se il 730 è stato presentato più tardi, il rimborso arriva ad agosto o nei mesi successivi.

    Perché la pensione di luglio è più alta del solito?

    La pensione di luglio è generalmente più alta perché include la quattordicesima mensilità (per chi ne ha diritto) e può includere il rimborso 730. Verifica il cedolino su MyINPS per vedere il dettaglio di ogni voce.

    La quattordicesima è tassata?

    No, la quattordicesima è totalmente esente da tassazione IRPEF. L’importo indicato nelle tabelle (da 336 a 655 euro) è netto e viene accreditato per intero sulla pensione di luglio.

    Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026?

    Il cedolino pensione luglio 2026 sarà consultabile su MyINPS indicativamente dal 20-25 giugno 2026. Accedi con SPID, CIE o CNS al servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”.

    Hai dubbi sulla tua pensione o sulla quattordicesima? Il CAF può aiutarti

    Capire il cedolino pensione di luglio, verificare le trattenute, controllare se hai diritto alla quattordicesima o al rimborso 730 può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

    • Leggere e spiegare il tuo cedolino pensione
    • Verificare se hai diritto alla quattordicesima e il relativo importo
    • Controllare la corretta applicazione della rivalutazione ISTAT
    • Verificare lo stato del rimborso 730
    • Assistenza per la dichiarazione dei redditi 730/2026
    • Domanda di pensione e pratiche di patronato
    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato:

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      Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 14:00:002026-04-18 10:38:49Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS
      PATRONATO

      NASPI Sospensione 2026: Quando e Come Sospendere l’Indennità

      SERVIZI CAF Centro Fiscale

      La sospensione della NASPI è un diritto fondamentale per chi percepisce l’indennità di disoccupazione e trova un nuovo lavoro temporaneo. A differenza della decadenza definitiva, la sospensione consente di mettere in pausa l’indennità e riprenderla automaticamente al termine del rapporto di lavoro, senza perdere i mesi residui.

      Nel 2026, le regole INPS per la sospensione NASPI rimangono chiare: è possibile sospendere l’indennità in caso di nuovo lavoro subordinato (anche a tempo determinato), attività autonoma occasionale, malattia o maternità. La comunicazione tempestiva all’INPS è essenziale per evitare sanzioni e garantire la ripresa automatica del beneficio.

      Indice dei contenuti

      • Quando si sospende la NASPI
      • Sospensione per nuovo lavoro subordinato
      • Sospensione per lavoro autonomo occasionale
      • Sospensione per malattia e maternità
      • Come comunicare la sospensione all’INPS
      • Ripresa automatica della NASPI
      • Calcolo della durata residua
      • Errori comuni da evitare
      • Domande frequenti

      Quando si sospende la NASPI

      La NASPI si sospende automaticamente in presenza di specifiche situazioni previste dalla normativa INPS. La sospensione non comporta la perdita del diritto all’indennità, ma solo una pausa temporanea durante la quale i mesi residui vengono congelati.

      Casi di sospensione NASPI 2026:

      • Nuovo lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro (limite 2026)
      • Lavoro autonomo occasionale con compensi annui entro 5.500 euro
      • Malattia certificata dal medico curante
      • Maternità obbligatoria e congedi parentali
      • Richiamo alle armi o servizio civile

      La sospensione opera d’ufficio una volta che l’INPS riceve la comunicazione obbligatoria. Durante il periodo di sospensione, il percettore non riceve l’indennità NASPI, ma conserva il diritto ai mesi residui.

      Sospensione per nuovo lavoro subordinato

      Il caso più frequente di sospensione riguarda chi, mentre percepisce la NASPI, trova un nuovo lavoro dipendente. La normativa 2026 prevede che l’indennità si sospenda solo se il reddito annuo previsto è inferiore a 8.500 euro lordi.

      Esempi pratici di sospensione:

      • Contratto 3 mesi con RAL 6.000 euro → NASPI sospesa per 3 mesi, poi ripresa automatica
      • Contratto part-time 6 mesi con RAL 7.800 euro → NASPI sospesa per 6 mesi
      • Contratto full-time con RAL 25.000 euro → NASPI decade definitivamente (reddito oltre soglia)

      La sospensione copre l’intero periodo lavorativo, dal primo all’ultimo giorno di contratto. Il percettore deve comunicare all’INPS l’inizio del rapporto entro 30 giorni tramite il portale MyINPS o patronato.

      Attenzione: se il contratto viene rinnovato o prorogato più volte, superando complessivamente i 6 mesi di durata, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive sulla natura temporanea del rapporto.

      Sospensione per lavoro autonomo occasionale

      Chi percepisce la NASPI può svolgere attività autonoma occasionale senza aprire Partita IVA, ma deve rispettare il limite di 5.500 euro annui (dato 2026). Superata questa soglia, la NASPI decade definitivamente.

      Differenza tra sospensione e decadenza per lavoro autonomo:

      SituazioneReddito previstoEffetto NASPI
      Prestazione occasionale singolaFino a 5.500 euro/annoSospensione per il periodo
      Lavoro autonomo continuativoOltre 5.500 euro/annoDecadenza definitiva
      Apertura Partita IVAQualsiasi importoComunicazione obbligatoria entro 30 giorni

      La comunicazione all’INPS è sempre obbligatoria, anche per compensi minimi. Il mancato invio può comportare la revoca dell’indennità con obbligo di restituzione delle somme percepite.

      Sospensione per malattia e maternità

      La NASPI si sospende automaticamente in caso di malattia certificata o maternità obbligatoria. Questa sospensione è particolarmente vantaggiosa perché consente di conservare i mesi residui senza consumare l’indennità durante periodi in cui non si è nelle condizioni di cercare attivamente lavoro.

      Sospensione per malattia

      In caso di malattia durante la NASPI:

      • Il medico curante invia il certificato telematico all’INPS
      • La NASPI si sospende automaticamente dal giorno di inizio malattia
      • Non viene corrisposta indennità di malattia (la NASPI sostituisce il trattamento economico)
      • I giorni di malattia non vengono scalati dalla durata residua NASPI
      • Al termine della malattia, la NASPI riprende automaticamente

      Esempio: Mario ha 10 mesi di NASPI residui. Si ammala per 20 giorni. Durante la malattia non riceve pagamenti, ma al termine della convalescenza riprende la NASPI con ancora 10 mesi pieni disponibili.

      Sospensione per maternità

      La maternità obbligatoria (congedo pre e post parto) sospende la NASPI per tutta la durata del congedo (5 mesi totali). Durante questo periodo:

      • L’INPS eroga l’indennità di maternità (80% della retribuzione di riferimento)
      • La NASPI rimane sospesa e i mesi residui non vengono consumati
      • Al termine del congedo obbligatorio, la NASPI riprende automaticamente
      • I congedi parentali facoltativi possono ulteriormente sospendere la NASPI (max 6 mesi entro i 12 anni del bambino)

      Questa regola rende la NASPI particolarmente protettiva per le lavoratrici in gravidanza che hanno perso il lavoro.

      Come comunicare la sospensione all’INPS

      La comunicazione tempestiva all’INPS è fondamentale per evitare sanzioni, recuperi indebiti e decadenza dell’indennità. Il termine è 30 giorni dall’inizio dell’evento che causa la sospensione (nuovo lavoro, attività autonoma).

      Procedura online MyINPS

      Passaggi per comunicare la sospensione NASPI:

      1. Accedi al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio “NASPI-COM” (Comunicazioni NASPI)
      3. Seleziona “Nuova comunicazione“
      4. Indica il tipo di evento: “Nuovo lavoro subordinato” o “Lavoro autonomo occasionale”
      5. Inserisci i dati richiesti:
        • Data inizio rapporto di lavoro
        • Durata prevista (se determinato)
        • Reddito annuo previsto
        • Dati datore di lavoro o committente
      6. Allega eventuale copia del contratto (facoltativo ma consigliato)
      7. Invia la comunicazione e scarica la ricevuta

      La ricevuta è la prova dell’avvenuta comunicazione e va conservata per eventuali controlli futuri.

      Comunicazione tramite patronato

      In alternativa, è possibile rivolgersi al CAF o patronato, che invierà la comunicazione per conto del percettore. Questo servizio è gratuito e particolarmente utile per chi ha difficoltà con le procedure telematiche.

      Documenti da portare al CAF:

      • Documento d’identità valido
      • Codice fiscale
      • Copia del contratto di lavoro o lettera d’assunzione
      • Eventuale comunicazione precedente INPS (se disponibile)

      Ripresa automatica della NASPI

      Al termine del periodo di sospensione, la NASPI riprende automaticamente senza necessità di presentare nuova domanda. L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro o dall’evento sospensivo.

      Come avviene la ripresa:

      • L’INPS riceve la comunicazione di cessazione dal datore di lavoro (Unilav)
      • Il sistema verifica la durata residua della NASPI
      • L’indennità viene riattivata con l’importo precedente alla sospensione (senza ricalcoli al ribasso)
      • I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario NASPI

      Attenzione: se al termine del contratto temporaneo rimangono meno di 30 giorni di NASPI residua, l’INPS potrebbe non riattivare l’indennità per motivi amministrativi. In questi casi, è consigliabile verificare telefonicamente la propria posizione.

      Verifica ripresa NASPI

      Per controllare se la NASPI è stata riattivata:

      • Accedi a MyINPS → “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo Previdenziale”
      • Controlla lo stato della pratica NASPI (deve risultare “In pagamento”)
      • Verifica il prospetto pagamenti per confermare le date di accredito

      Se dopo 30 giorni dalla fine del lavoro la NASPI non risulta riattivata, contatta l’INPS o rivolgiti a un patronato.

      Calcolo della durata residua

      Durante la sospensione, i mesi residui di NASPI vengono congelati e non consumati. Questo significa che il periodo di sospensione “prolunga” di fatto la durata complessiva dell’indennità.

      Esempio di calcolo durata residua:

      • Durata NASPI originaria: 12 mesi (dal 1° gennaio 2026)
      • Mesi fruiti prima della sospensione: 4 mesi (gennaio-aprile 2026)
      • Sospensione per nuovo lavoro: 3 mesi (maggio-luglio 2026)
      • Ripresa NASPI: 1° agosto 2026
      • Mesi residui disponibili: 12 – 4 = 8 mesi (agosto 2026 – marzo 2027)

      La NASPI terminerà quindi il 31 marzo 2027, invece del 31 dicembre 2026 originario.

      Riduzione mensile del 3%

      La riduzione del 3% mensile dell’importo NASPI (prevista dal 4° mese in poi) si applica solo ai mesi effettivamente fruiti, non a quelli di sospensione.

      Esempio:

      • Mario percepisce NASPI di 1.200 euro/mese
      • Al 4° mese, l’importo scende a 1.164 euro (-3%)
      • Al 5° mese inizia un lavoro di 2 mesi → sospensione
      • Alla ripresa (7° mese di NASPI), riprende con 1.164 euro (l’importo del 4° mese, senza ulteriori decurtazioni per i mesi sospesi)

      Errori comuni da evitare

      Molti percettori NASPI commettono errori che possono causare la decadenza dell’indennità o l’obbligo di restituire somme percepite indebitamente. Ecco i più frequenti:

      1. Mancata comunicazione entro 30 giorni

      Errore: Iniziare un nuovo lavoro e non comunicarlo all’INPS entro il termine.

      Conseguenze: Revoca NASPI, recupero somme con sanzioni amministrative, possibile segnalazione per indebita percezione.

      Soluzione: Comunicare sempre entro 30 giorni, anche per contratti brevissimi o compensi minimi.

      2. Superamento soglie di reddito

      Errore: Accettare un lavoro con RAL superiore a 8.500 euro pensando che si sospenda comunque.

      Conseguenze: La NASPI decade definitivamente (non si sospende).

      Soluzione: Verificare sempre il reddito annuo previsto nel contratto prima di firmare.

      3. Confondere sospensione e decadenza

      Errore: Pensare che qualsiasi nuovo lavoro comporti la perdita definitiva della NASPI.

      Conseguenze: Rinunciare a opportunità lavorative temporanee per paura di perdere l’indennità.

      Soluzione: Informarsi correttamente sulle differenze tra sospensione (temporanea, reversibile) e decadenza (definitiva).

      4. Non verificare la ripresa automatica

      Errore: Dare per scontato che la NASPI riprenda senza controllare su MyINPS.

      Conseguenze: Ritardi nei pagamenti, mancata riattivazione per disguidi amministrativi.

      Soluzione: Controllare lo stato della pratica entro 15 giorni dalla fine del lavoro.

      Domande frequenti sulla sospensione NASPI

      Posso lavorare 2 settimane senza perdere la NASPI?

      Sì, se il reddito previsto è inferiore a 8.500 euro annui. Devi comunque comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. La NASPI si sospenderà per le 2 settimane e riprenderà automaticamente.

      Se faccio una prestazione occasionale di 500 euro, devo comunicarlo?

      Sì, sempre. Anche i compensi occasionali minimi vanno comunicati all’INPS, purché rientrino nel limite di 5.500 euro annui.

      Durante la malattia ricevo comunque la NASPI?

      No. Durante la malattia la NASPI si sospende e non viene corrisposta alcuna indennità. I giorni di malattia però non vengono scalati dalla durata residua.

      Posso richiedere volontariamente la sospensione NASPI?

      No. La sospensione opera solo nei casi previsti dalla legge (nuovo lavoro, malattia, maternità). Non esiste una sospensione volontaria “a piacimento”.

      Se il contratto viene prorogato più volte, cosa succede?

      La NASPI rimane sospesa per tutta la durata delle proroghe, purché il reddito complessivo annuo resti sotto 8.500 euro. Ogni proroga va comunicata all’INPS entro 30 giorni.

      Posso prendere NASPI e part-time insieme?

      No. Se il part-time ha RAL inferiore a 8.500 euro, la NASPI si sospende completamente (non si cumula). Se la RAL supera 8.500 euro, la NASPI decade.

      Dopo quanto tempo riprende la NASPI?

      L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla comunicazione di fine rapporto. I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario.

      Se la NASPI scade durante la sospensione?

      La durata residua viene comunque conservata. Se al termine della sospensione rimangono ancora mesi disponibili, la NASPI riprende. Se invece la durata teorica è esaurita, l’indennità termina definitivamente.


      Hai dubbi sulla sospensione della tua NASPI?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione completa della NASPI: comunicazioni INPS, verifica requisiti, calcolo durata residua e assistenza in caso di contestazioni.

      Contattaci per una consulenza:

      • 📞 Telefono: 0432 234567
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      Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona
      2. Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento
      3. Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti
      4. Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata
      5. Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?
      6. Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta
      7. Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026
      8. Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026
      9. Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

      La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta una delle prestazioni INPS più attese dai pensionati italiani, soprattutto con l’arrivo dell’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva che viene erogata una volta l’anno ai pensionati con redditi bassi, un vero e proprio aiuto economico che può arrivare fino a 655 euro. Ma quando arriva la quattordicesima 2026? Chi ne ha diritto? E soprattutto, quanto spetta in base ai propri anni di contributi?

      In questa guida completa rispondiamo a tutte le domande sulla quattordicesima pensionati 2026: dalle date di pagamento agli importi aggiornati, dai requisiti di reddito e di età fino alle istruzioni per verificare se ti spetta consultando il cedolino pensione. Se hai dubbi sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare tutto con precisione.

      Cos’è la Quattordicesima Pensionati e Come Funziona

      La quattordicesima pensionati 2026 è una somma aggiuntiva, tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva” (art. 5, commi 1-4, della Legge 3 agosto 2007, n. 127), che l’INPS eroga ai pensionati con redditi più bassi. Non si tratta di un bonus una tantum, ma di una prestazione strutturale che viene pagata automaticamente ogni anno a chi ne ha diritto.

      A differenza della tredicesima, che spetta a tutti i pensionati, la quattordicesima pensione 2026 è riservata esclusivamente a chi ha un reddito complessivo individuale al di sotto di determinate soglie. L’importo varia in base a due fattori principali: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito in cui si rientra.

      La misura è stata introdotta nel 2007 e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari e aumentato gli importi per chi ha redditi più bassi. Oggi ne beneficiano circa 3,2 milioni di pensionati italiani.

      Quando Arriva la Quattordicesima Pensionati 2026: Date di Pagamento

      La domanda più frequente è: quando arriva la quattordicesima 2026? Il pagamento avviene in due momenti diversi durante l’anno, a seconda della situazione del pensionato.

      Per chi ha già maturato il diritto alla quattordicesima (cioè ha già compiuto 64 anni entro il primo semestre 2026 e rientra nei limiti di reddito), il pagamento avviene con la pensione di luglio 2026. Si tratta dell’accredito principale che riguarda la maggior parte dei beneficiari.

      Per chi invece matura i requisiti nel secondo semestre 2026 (ad esempio compie 64 anni tra luglio e dicembre), la quattordicesima pensionati 2026 viene erogata con la pensione di dicembre 2026, come conguaglio di fine anno.

      È importante sapere che la quattordicesima non arriva in un bonifico separato: viene accreditata direttamente nella pensione del mese di riferimento (luglio o dicembre), quindi vedrai un importo più alto del solito nel cedolino.

      Calendario pagamento quattordicesima 2026

      Ecco il riepilogo delle date di pagamento:

      • Luglio 2026 (1° luglio per chi ha conto corrente, 2 luglio per chi ritira alle Poste): pagamento per chi ha già i requisiti al 30 giugno 2026
      • Dicembre 2026: pagamento per chi matura i requisiti tra il 1° luglio e il 31 dicembre 2026
      • Su domanda: chi non la riceve automaticamente può presentare domanda INPS tramite il CAF Centro Fiscale

      Se nel cedolino di luglio non trovi la quattordicesima INPS 2026, non preoccuparti subito: potresti rientrare nel gruppo di dicembre, oppure potrebbe essere necessario presentare una domanda specifica.

      Chi Ha Diritto alla Quattordicesima Pensionati 2026: Requisiti

      Non tutti i pensionati ricevono la quattordicesima pensione 2026. Per averne diritto è necessario soddisfare contemporaneamente tre requisiti fondamentali: età, tipo di pensione e reddito.

      Il primo requisito riguarda l’età anagrafica: bisogna aver compiuto almeno 64 anni di età. Il requisito si considera soddisfatto nel momento del compimento degli anni, motivo per cui chi compie 64 anni nel secondo semestre riceve la quattordicesima a dicembre anziché a luglio.

      Il secondo requisito riguarda il tipo di pensione. La quattordicesima spetta ai titolari di:

      • Pensione di vecchiaia o pensione anticipata
      • Pensione di anzianità
      • Pensione di invalidità (assegno ordinario di invalidità o pensione di inabilità)
      • Pensione ai superstiti (reversibilità e indiretta)
      • Pensione anticipata con qualsiasi formula (Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale)

      Il terzo requisito, forse il più importante, riguarda il reddito complessivo individuale. Si considera solo il reddito del pensionato, non quello del coniuge o del nucleo familiare.

      Soglie di reddito per la quattordicesima 2026

      Le soglie di reddito per la quattordicesima pensionati 2026 sono collegate al trattamento minimo INPS, che per il 2026 è pari a circa 598,61 euro mensili (7.781,93 euro annui, inclusa la tredicesima). Le fasce di reddito sono due:

      • Fascia 1 (importo pieno): reddito annuo fino a 1,5 volte il trattamento minimo, ovvero fino a circa 11.672,90 euro
      • Fascia 2 (importo ridotto): reddito annuo tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ovvero tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro

      Chi ha un reddito superiore a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.563,86 euro annui) non ha diritto alla quattordicesima. È fondamentale ricordare che nel calcolo del reddito si considerano tutti i redditi assoggettabili a IRPEF, comprese altre prestazioni assistenziali, ma sono esclusi la casa di abitazione, il TFR e gli arretrati soggetti a tassazione separata.

      Importo Quattordicesima Pensionati 2026: Tabella Aggiornata

      L’importo della quattordicesima pensionati 2026 varia in base a due parametri: la fascia di reddito e gli anni di contribuzione versati. Più anni di contributi hai versato, più alto è l’importo che ricevi.

      Ecco la tabella aggiornata degli importi della quattordicesima 2026:

      Importi per la Fascia 1 (reddito fino a 1,5 volte il minimo)

      Per i pensionati con reddito annuo fino a circa 11.672,90 euro (1,5 volte il trattamento minimo), gli importi sono i più alti:

      Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
      Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni437 euro
      Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni546 euro
      Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni655 euro

      Questi importi rappresentano il massimo ottenibile con la quattordicesima INPS 2026.

      Importi per la Fascia 2 (reddito tra 1,5 e 2 volte il minimo)

      Per i pensionati con reddito annuo tra circa 11.672,90 e 15.563,86 euro, gli importi sono ridotti:

      Anni di contributiLavoratori dipendentiLavoratori autonomiImporto annuo
      Fino a 15 anniFino a 15 anniFino a 18 anni336 euro
      Da 15 a 25 anniDa 15 a 25 anniDa 18 a 28 anni420 euro
      Oltre 25 anniOltre 25 anniOltre 28 anni504 euro

      Gli importi della Fascia 2 sono stati introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, che ha ampliato la platea dei beneficiari includendo anche i pensionati con redditi leggermente superiori alla soglia originaria.

      Come si calcola l’importo esatto

      Il calcolo dell’importo della quattordicesima pensionati 2026 segue regole precise. Per chi rientra pienamente nella fascia di riferimento, l’importo è quello indicato nelle tabelle sopra, erogato in un’unica soluzione.

      Tuttavia, in alcuni casi l’importo può essere proporzionato:

      • Se il diritto alla pensione è maturato durante l’anno (e non dal 1° gennaio), la quattordicesima viene calcolata in proporzione ai mesi di pensione effettivi
      • Se il reddito si colloca a cavallo della soglia, l’importo viene ridotto in modo che la somma di pensione + quattordicesima non superi il limite della fascia superiore (cosiddetto meccanismo di “clausola di salvaguardia”)

      Per verificare con certezza l’importo spettante nella tua situazione specifica, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che può effettuare un calcolo personalizzato in base ai tuoi dati contributivi e reddituali.

      Quattordicesima e Pensione di Reversibilità: Spetta?

      Una domanda molto frequente riguarda il rapporto tra quattordicesima e pensione di reversibilità. La risposta è sì: la quattordicesima pensionati 2026 spetta anche a chi percepisce la pensione ai superstiti, sia essa una reversibilità (se il pensionato era già in pensione) o una pensione indiretta (se il lavoratore è deceduto prima di andare in pensione).

      Per averne diritto, il titolare della reversibilità deve comunque soddisfare tutti i requisiti generali: aver compiuto 64 anni e avere un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi da considerare sono quelli del lavoratore o pensionato deceduto, non quelli del superstite.

      È importante sottolineare che il reddito da considerare è sempre quello individuale del superstite, non quello del nucleo familiare. Questo significa che la pensione di reversibilità stessa viene conteggiata nel reddito, ma non i redditi dell’eventuale nuovo coniuge.

      Quattordicesima e Assegno Sociale: Non Spetta

      Al contrario della reversibilità, chi percepisce l’assegno sociale (ex pensione sociale) non ha diritto alla quattordicesima pensionati 2026. L’assegno sociale, infatti, è una prestazione di tipo assistenziale e non previdenziale: viene erogato a chi ha compiuto 67 anni e non ha redditi sufficienti, ma non si basa su contributi versati.

      Poiché la quattordicesima pensione 2026 è calcolata proprio sulla base degli anni di contribuzione, chi non ha mai versato contributi (o non ha maturato una pensione contributiva) resta escluso dalla prestazione.

      Attenzione però a non confondere l’assegno sociale con l’assegno ordinario di invalidità (AOI): quest’ultimo è una prestazione previdenziale basata sui contributi e dà diritto alla quattordicesima, a patto che si soddisfino i requisiti di età e reddito.

      Come Verificare se Spetta la Quattordicesima 2026

      Per sapere se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, il metodo più immediato è controllare il cedolino pensione sul portale MyINPS. Il cedolino di luglio mostrerà una voce aggiuntiva se la quattordicesima è stata riconosciuta.

      Però attenzione: consultare il cedolino da soli può generare confusione, soprattutto se l’importo è diverso da quello atteso o se la voce non compare. Per una verifica completa e sicura, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale, dove i nostri operatori possono:

      • Verificare i tuoi anni di contribuzione effettivi (che potrebbero differire da quelli che ricordi)
      • Controllare il tuo reddito complessivo e capire in quale fascia rientri
      • Verificare se ci sono eventuali incompatibilità con altre prestazioni
      • Presentare domanda nel caso in cui la quattordicesima non sia stata erogata automaticamente

      Spesso l’INPS eroga la quattordicesima d’ufficio sulla base dei dati in suo possesso, ma non sempre i dati sono aggiornati. Se il tuo reddito è cambiato rispetto all’anno precedente, o se hai maturato il requisito anagrafico di recente, potrebbe essere necessario un intervento manuale.

      Cosa Fare se Non Ricevi la Quattordicesima Pensionati 2026

      Se nel cedolino di luglio 2026 non trovi la quattordicesima INPS 2026 e ritieni di averne diritto, è possibile che l’INPS non abbia tutti i dati necessari per il calcolo automatico. In questo caso, è necessario presentare domanda.

      La procedura richiede attenzione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: dalla verifica dei requisiti alla presentazione della domanda, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

      I motivi più comuni per cui la quattordicesima non viene erogata automaticamente sono:

      • Dati reddituali non aggiornati: l’INPS si basa sulle dichiarazioni dei redditi precedenti, che potrebbero non riflettere la situazione attuale
      • Contributi non ricongiunti: se hai lavorato con diverse casse previdenziali, i periodi contributivi potrebbero non essere stati sommati
      • Cambio di situazione: nuovo pensionamento, raggiungimento dei 64 anni nel corso dell’anno, variazione di reddito
      • Errori nei database INPS: a volte i dati risultano incompleti o errati

      In tutti questi casi, il nostro team verifica la tua posizione contributiva e reddituale, e presenta la domanda per il riconoscimento della quattordicesima pensione 2026 con tutta la documentazione necessaria.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Quattordicesima Pensionati 2026

      Quando viene pagata la quattordicesima pensionati 2026?

      La quattordicesima pensionati 2026 viene pagata con la pensione di luglio 2026 per chi ha già maturato i requisiti entro il 30 giugno. Chi matura i requisiti nel secondo semestre (luglio-dicembre) la riceve con la pensione di dicembre 2026.

      Quanto è l’importo della quattordicesima pensione 2026?

      L’importo varia da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Chi ha più di 25 anni di contributi e un reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo riceve l’importo massimo di 655 euro.

      La quattordicesima spetta con la pensione di reversibilità?

      Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità e pensione indiretta, a patto che il beneficiario abbia almeno 64 anni e un reddito individuale al di sotto delle soglie previste. Gli anni di contributi considerati sono quelli del lavoratore deceduto.

      Qual è il reddito massimo per avere la quattordicesima 2026?

      Il reddito massimo per avere diritto alla quattordicesima è pari a 2 volte il trattamento minimo INPS, ovvero circa 15.563,86 euro annui per il 2026. Chi ha un reddito fino a 1,5 volte il minimo (circa 11.672,90 euro) riceve importi più alti.

      La quattordicesima si paga sull’assegno sociale?

      No, la quattordicesima non spetta ai titolari di assegno sociale. L’assegno sociale è una prestazione assistenziale, non previdenziale, e la quattordicesima richiede un minimo di anni di contribuzione versati.

      Come faccio a sapere se mi spetta la quattordicesima?

      Per verificare se hai diritto alla quattordicesima pensionati 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori controllano la tua posizione contributiva, il reddito e ti assistono nella domanda se necessario. Puoi anche controllare il cedolino pensione di luglio per vedere se compare la voce aggiuntiva.


      La quattordicesima pensionati 2026 rappresenta un importante sostegno economico per milioni di pensionati italiani con redditi medio-bassi. Con importi che vanno da 336 a 655 euro, conoscere i requisiti e le date di pagamento è fondamentale per non perdere questo diritto.

      Hai bisogno di assistenza per verificare se ti spetta la quattordicesima pensione 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Leggi anche: Pagamento Pensioni Giugno 2026 | Pensione Anticipata | APE Sociale 2026 | NASPI 2026

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
      Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 08:00:002026-05-31 16:55:25Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

      Pensione 2026 INPS

      Il pagamento pensioni giugno 2026 rappresenta un appuntamento molto atteso da milioni di pensionati italiani. Quando arriva la pensione di giugno? Quali importi aspettarsi? E chi riceverà la quattordicesima? In questa guida completa troverai tutte le informazioni aggiornate: la data di accredito su conto corrente, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati con l’adeguamento ISTAT e le trattenute fiscali applicate nel mese di giugno. Se sei un pensionato che vuole pianificare le proprie spese, qui trovi tutto quello che ti serve sapere.

      Indice dei contenuti

      1. Data accredito pensione giugno 2026
      2. Calendario Poste: ritiro in contanti giugno 2026
      3. Importi pensioni giugno 2026 e rivalutazione ISTAT
      4. Trattenute sulla pensione di giugno 2026
      5. Quattordicesima pensione: chi la riceve a giugno 2026
      6. Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo su MyINPS
      7. Pensione minima e maggiorazione sociale 2026
      8. Tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata e reversibilità
      9. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

      Data accredito pensione giugno 2026

      La data di pagamento della pensione di giugno 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per giugno 2026, il 1° giugno cade di lunedì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.

      Questo significa che la pensione di giugno 2026 verrà accreditata lunedì 1° giugno 2026 per chi riceve il pagamento tramite:

      • Conto corrente bancario – accredito il 1° giugno, disponibile dalla mattina
      • Conto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° giugno
      • Libretto postale – accredito il 1° giugno, prelevabile in giornata
      • Carta Postepay Evolution – accredito il 1° giugno

      Se il primo giorno del mese fosse caduto di sabato, domenica o festivo, il pagamento sarebbe slittato al primo giorno lavorativo successivo. Per giugno 2026 questo problema non si pone: il pagamento arriva puntuale il primo del mese.

      Attenzione: in alcuni casi, l’accredito può risultare visibile sul conto nella serata del giorno precedente (31 maggio), soprattutto per i correntisti di alcune banche che anticipano la valuta. Tuttavia, la data ufficiale INPS resta il 1° giugno 2026.

      Calendario Poste: ritiro in contanti giugno 2026

      Per chi riscuote la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione, introdotta durante la pandemia, è stata mantenuta per evitare assembramenti e rendere il servizio più efficiente.

      Il calendario ritiro pensione giugno 2026 alle Poste segue indicativamente questa suddivisione (le date esatte vengono comunicate da Poste Italiane qualche giorno prima):

      GiornoDataCognomi
      Lunedì1 giugno 2026A – B
      Martedì2 giugno 2026Festa della Repubblica – Uffici chiusi
      Mercoledì3 giugno 2026C – D
      Giovedì4 giugno 2026E – K
      Venerdì5 giugno 2026L – O
      Sabato (mattina)6 giugno 2026P – R
      Lunedì8 giugno 2026S – Z

      Nota importante: il 2 giugno è la Festa della Repubblica, quindi gli uffici postali saranno chiusi. Questo potrebbe modificare leggermente il calendario rispetto ad altri mesi. Ti consigliamo di verificare il calendario definitivo sul sito di Poste Italiane o direttamente presso il tuo ufficio postale di riferimento.

      Chi si presenta in un giorno diverso da quello assegnato potrebbe dover attendere più a lungo o essere invitato a tornare nel giorno corretto.

      Importi pensioni giugno 2026 e rivalutazione ISTAT

      Gli importi delle pensioni di giugno 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS a partire dal 1° gennaio 2026, in base all’indice di inflazione ISTAT. La rivalutazione (detta anche “perequazione automatica”) serve a proteggere il potere d’acquisto dei pensionati dall’aumento del costo della vita.

      Per il 2026, il Ministero dell’Economia ha fissato la rivalutazione provvisoria in base ai dati ISTAT sull’inflazione del 2025. Ecco come funziona il meccanismo a scaglioni:

      Fascia di pensioneRivalutazione applicataEsempio su pensione lorda
      Fino a 4 volte il minimo (circa 2.400 €/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione piena
      Da 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 €)90% dell’indice ISTATRivalutazione parziale
      Da 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 €)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridotta
      Oltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 €)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzata

      La rivalutazione piena al 100% spetta solo ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Chi percepisce pensioni più elevate riceve un adeguamento percentuale inferiore. Questo meccanismo è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026.

      Esempio pratico: supponiamo che Mario percepisce una pensione lorda di 1.500 euro al mese e che l’indice ISTAT sia dell’1,6%. L’aumento sarà di 1.500 x 1,6% = 24 euro lordi mensili. A giugno, Mario troverà già la pensione rivalutata nel cedolino.

      Trattenute sulla pensione di giugno 2026

      Il mese di giugno è particolarmente significativo per le trattenute fiscali sulla pensione. Oltre alle trattenute ordinarie (IRPEF mensile), a giugno l’INPS applica anche trattenute aggiuntive legate al conguaglio fiscale derivante dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.

      Ecco le principali voci che possono comparire sul cedolino pensione giugno 2026:

      • IRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito
      • Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A giugno sei alla sesta rata
      • Addizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comune
      • Conguaglio IRPEF 2025 – se dal ricalcolo risulta un debito fiscale per il 2025, l’INPS lo trattiene a partire da giugno (o dal mese in cui elabora il modello 730)
      • Trattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensione
      • Quota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionati

      Importante: se hai presentato il modello 730/2026 tramite il CAF entro le prime scadenze, il conguaglio fiscale (a debito o a credito) potrebbe comparire già nel cedolino di giugno o luglio. In caso di credito IRPEF, riceverai il rimborso direttamente nella pensione. In caso di debito, la trattenuta verrà applicata sulla mensilità.

      Quattordicesima pensione: chi la riceve a giugno 2026

      La quattordicesima mensilità (o “somma aggiuntiva”) è un bonus economico erogato dall’INPS a favore dei pensionati con reddito complessivo basso. Normalmente viene pagata con la mensilità di luglio, ma in alcuni casi può essere anticipata o erogata in un momento diverso.

      Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026?

      • Pensionati con almeno 64 anni di età
      • Titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)
      • Con reddito complessivo entro determinati limiti (aggiornati annualmente)

      Gli importi della quattordicesima variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito:

      Anni di contributiImporto (reddito fino a 1,5x minimo)Importo (reddito fino a 2x minimo)
      Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 (autonomi)437 €336 €
      Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 €420 €
      Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 (autonomi)655 €504 €

      Quando arriva la quattordicesima a giugno 2026? Di norma, l’INPS eroga la quattordicesima con il cedolino di luglio per chi ha già i requisiti. Tuttavia, per i pensionati che compiono 64 anni nel primo semestre 2026, potrebbe esserci un’erogazione anticipata. Se non la ricevi a luglio e ritieni di averne diritto, puoi presentare domanda tramite il portale INPS o rivolgendoti a un patronato.

      Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

      Il cedolino pensione giugno 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute e il netto accreditato. Consultarlo è fondamentale per verificare che tutto sia corretto e per capire eventuali variazioni rispetto al mese precedente.

      Come accedere al cedolino pensione online:

      1. Vai sul sito www.inps.it
      2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
      3. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”
      4. Seleziona il mese di giugno 2026
      5. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

      Sul cedolino troverai le seguenti informazioni:

      • Importo lordo della pensione
      • Trattenute IRPEF (aliquota applicata e importo)
      • Addizionali regionali e comunali
      • Detrazioni eventualmente spettanti
      • Importo netto accreditato
      • Eventuali arretrati o conguagli
      • La quattordicesima, se erogata nel mese

      Il cedolino di giugno 2026 sarà disponibile indicativamente a partire dal 20-25 maggio 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi richiedere assistenza al numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o al 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

      Pensione minima e maggiorazione sociale 2026

      La pensione minima (o “trattamento minimo”) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati che hanno versato contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è stato rivalutato in base all’inflazione ISTAT.

      L’importo della pensione minima 2026 è di circa 603-616 euro al mese (l’importo esatto verrà confermato dall’INPS con la circolare definitiva). Per 13 mensilità si tratta di circa 7.800-8.000 euro annui.

      Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico previsto dalla legge. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale, se coniugato) non supera determinati limiti.

      • Maggiorazione per over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitoso
      • Maggiorazione per over 70: l’incremento è più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)
      • Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPS

      Se ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, è consigliabile rivolgersi a un patronato o al CAF per verificare la tua situazione e presentare domanda.

      Tipologie di pensione: vecchiaia, anticipata e reversibilità

      Non tutte le pensioni sono uguali. Il sistema previdenziale italiano prevede diverse tipologie di trattamento pensionistico, ciascuna con requisiti e importi differenti. Conoscere la differenza è importante per capire quanto riceverai a giugno e quali regole si applicano al tuo caso.

      Pensione di vecchiaia

      È la forma più comune di pensione. Spetta a chi raggiunge l’età pensionabile (attualmente 67 anni) con almeno 20 anni di contributi. L’importo dipende dalla retribuzione media e dai contributi versati durante la carriera lavorativa.

      Pensione anticipata

      Permette di andare in pensione prima dei 67 anni, a patto di aver maturato un numero sufficiente di anni di contributi: 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. L’importo potrebbe essere leggermente inferiore rispetto alla pensione di vecchiaia, perché si percepisce per un periodo più lungo. Esistono anche altre opzioni come la Quota 103 e Opzione Donna con requisiti specifici.

      Pensione di reversibilità (ai superstiti)

      Spetta al coniuge superstite (e in alcuni casi ai figli) del pensionato deceduto. L’importo è una percentuale della pensione del defunto:

      • 60% al coniuge solo
      • 80% al coniuge con un figlio a carico
      • 100% al coniuge con due o più figli a carico

      Se il reddito del superstite supera determinate soglie, la percentuale viene ridotta (del 25%, 40% o 50%). Anche la pensione di reversibilità viene accreditata il 1° giugno 2026 con le stesse modalità.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni giugno 2026

      Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

      La pensione di giugno 2026 viene accreditata lunedì 1° giugno 2026 su conto corrente bancario, postale, libretto di risparmio o carta Postepay Evolution. Per il ritiro in contanti alle Poste si segue il calendario alfabetico che inizia sempre dal 1° giugno.

      Come faccio a vedere il cedolino pensione di giugno 2026?

      Puoi consultare il cedolino pensione di giugno 2026 accedendo al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” e seleziona il mese di giugno. Il cedolino sarà disponibile indicativamente dal 20-25 maggio 2026.

      La pensione di giugno 2026 include la quattordicesima?

      Di norma, la quattordicesima viene erogata con il cedolino di luglio. Tuttavia, i pensionati che compiono 64 anni nel primo semestre 2026 potrebbero riceverla in anticipo. Controlla il cedolino di giugno per eventuali importi aggiuntivi.

      Perché la pensione di giugno è più bassa del solito?

      Se la pensione di giugno risulta più bassa, le cause più comuni sono: il conguaglio IRPEF (trattenuta extra dovuta alla dichiarazione dei redditi 2025), le addizionali regionali e comunali in corso di trattenuta, oppure la cessazione di una detrazione che non spetta più. Controlla il cedolino per capire la voce specifica.

      Quanto è la pensione minima a giugno 2026?

      La pensione minima 2026 è di circa 603-616 euro al mese (importo rivalutato ISTAT). Chi ha redditi molto bassi può beneficiare della maggiorazione sociale, che incrementa l’importo fino a circa 700 euro mensili per gli over 70.

      Il 2 giugno le Poste sono aperte per il ritiro pensione?

      No, il 2 giugno 2026 è la Festa della Repubblica e gli uffici postali sono chiusi. Il calendario di ritiro pensioni salta questa giornata e riprende il 3 giugno. Se il tuo cognome rientra nella fascia prevista per il 2 giugno, verifica il calendario aggiornato sul sito di Poste Italiane.

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      Capire il cedolino pensione, verificare le trattenute e controllare se hai diritto alla quattordicesima o alla maggiorazione sociale può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

      • Leggere e spiegare il tuo cedolino pensione
      • Verificare se hai diritto alla quattordicesima
      • Controllare la corretta applicazione della rivalutazione
      • Assistenza per la dichiarazione dei redditi (730/2026)
      • Domanda di pensione e pratiche di patronato
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        Maggio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-20 08:00:002026-05-31 17:48:29Pagamento Pensioni Giugno 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Quota 103 nel 2026: Come Funziona, Requisiti e Importo

        calcolo pensione CAF Udine

        Quota 103 nel 2026: Cos’e e Come Funziona

        La Quota 103 e una misura di pensionamento anticipato che permette di andare in pensione quando la somma tra eta anagrafica e anni di contributi raggiunge almeno 103. Nel 2026, questa opzione rimane attiva ma con alcune limitazioni importanti rispetto agli anni precedenti.

        Si tratta di una forma di flessibilita pensionistica introdotta per permettere a chi ha lavorato a lungo di lasciare prima il lavoro rispetto ai requisiti ordinari. Tuttavia, e fondamentale conoscere bene le regole per evitare sorprese sull’importo della pensione.

        In questa guida ti spieghiamo come funziona Quota 103 nel 2026, quali sono i requisiti, come si calcola l’importo e quali sono i pro e contro di questa scelta.

        Indice dei contenuti

        1. Requisiti Quota 103
        2. Come si calcola l’importo
        3. Finestra e decorrenza
        4. Limiti all’importo della pensione
        5. Cumulo con redditi da lavoro
        6. Quando conviene Quota 103
        7. Domande frequenti



        Requisiti per Accedere a Quota 103 nel 2026

        Per accedere a Quota 103 nel 2026 devi soddisfare contemporaneamente due requisiti:

        • Eta anagrafica minima: 62 anni
        • Anzianita contributiva minima: 41 anni

        La somma di questi due valori deve essere almeno 103, da cui il nome della misura. In pratica, il requisito minimo e 62 anni di eta + 41 anni di contributi.

        Esempi pratici

        • 62 anni + 41 anni di contributi = 103 – Requisito minimo soddisfatto
        • 63 anni + 41 anni di contributi = 104 – Requisito soddisfatto
        • 62 anni + 40 anni di contributi = 102 – Requisito NON soddisfatto

        A chi si applica

        Quota 103 e accessibile a tutti i lavoratori iscritti:

        • All’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO)
        • Alle gestioni sostitutive ed esclusive dell’AGO
        • Alla Gestione Separata INPS

        E possibile utilizzare il cumulo gratuito per sommare contributi versati in gestioni diverse.



        Come si Calcola l’Importo di Quota 103

        Una delle caratteristiche piu importanti di Quota 103 riguarda il sistema di calcolo della pensione. Dal 2024, l’importo viene calcolato interamente con il sistema contributivo.

        Cosa significa sistema contributivo

        Con il sistema contributivo, l’importo della pensione dipende esclusivamente dai contributi effettivamente versati durante la vita lavorativa, non dalle ultime retribuzioni. Questo comporta generalmente un assegno piu basso rispetto al sistema retributivo o misto.

        Impatto sull’importo

        Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 (e avrebbe diritto al calcolo misto o retributivo), scegliere Quota 103 comporta una penalizzazione economica rispetto ad aspettare la pensione anticipata ordinaria o la pensione di vecchiaia.

        La riduzione dell’importo puo variare dal 10% al 25% circa, a seconda della storia contributiva individuale.



        Finestra e Decorrenza della Pensione

        Una volta maturati i requisiti, la pensione non parte subito. E prevista una finestra di attesa:

        • Lavoratori del settore privato: 7 mesi di finestra
        • Lavoratori del settore pubblico: 9 mesi di finestra

        Esempio pratico

        Se maturi i requisiti per Quota 103 il 1 marzo 2026:

        • Settore privato: la pensione decorrera dal 1 ottobre 2026 (dopo 7 mesi)
        • Settore pubblico: la pensione decorrera dal 1 dicembre 2026 (dopo 9 mesi)

        Quando presentare la domanda

        Ti consigliamo di presentare la domanda all’INPS con almeno 3 mesi di anticipo rispetto alla data prevista di decorrenza.



        Limiti all’Importo Massimo della Pensione

        Un’altra caratteristica importante di Quota 103 e il tetto massimo all’importo della pensione fino al raggiungimento dell’eta per la pensione di vecchiaia (67 anni).

        Come funziona il tetto

        Fino a 67 anni, l’importo della pensione Quota 103 non puo superare 4 volte il trattamento minimo INPS. Nel 2026 questo corrisponde a circa 2.400 euro lordi al mese.

        Se il calcolo della tua pensione darebbe un importo superiore, percepirai comunque il massimo consentito fino ai 67 anni. Dal compimento dei 67 anni, potrai percepire l’importo pieno.

        A chi si applica il tetto

        Il limite si applica a tutti coloro che accedono a Quota 103. Chi ha una pensione calcolata inferiore al tetto non subisce alcuna riduzione.



        Cumulo con Redditi da Lavoro

        Una limitazione significativa di Quota 103 riguarda la possibilita di lavorare mentre si percepisce la pensione.

        Divieto di cumulo

        Fino al compimento dei 67 anni, chi percepisce Quota 103 non puo cumulare la pensione con redditi da lavoro dipendente o autonomo, salvo per lavori occasionali entro il limite di 5.000 euro annui.

        Dopo i 67 anni

        Dal compimento dei 67 anni (eta per la pensione di vecchiaia), il divieto di cumulo decade e potrai lavorare liberamente percependo sia la pensione che il reddito da lavoro.

        Quando Conviene Scegliere Quota 103

        Quota 103 puo essere conveniente in alcune situazioni specifiche, ma richiede una valutazione attenta.

        Quando puo convenire

        • Lavori usuranti o difficili: se il lavoro e diventato troppo pesante
        • Situazioni di difficolta lavorativa: rischio di perdere il posto di lavoro
        • Chi non prevede di lavorare dopo la pensione: il divieto di cumulo non e un problema
        • Chi ha una pensione calcolata sotto il tetto: non subisce la limitazione sull’importo

        Quando potrebbe non convenire

        • Chi puo aspettare: la pensione anticipata ordinaria o di vecchiaia garantisce un importo maggiore
        • Chi vuole continuare a lavorare: il divieto di cumulo e penalizzante
        • Chi avrebbe diritto al calcolo retributivo/misto: il ricalcolo contributivo riduce l’importo

        Confronto con altre opzioni

        Prima di scegliere Quota 103, valuta le alternative:

        • Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne), senza penalizzazioni
        • APE Sociale: per alcune categorie specifiche (caregiver, disoccupati, lavori gravosi)
        • Opzione Donna: per le lavoratrici con requisiti specifici



        Domande Frequenti su Quota 103

        Quota 103 e penalizzata?

        Si, in modo indiretto. Il calcolo interamente contributivo e il tetto massimo all’importo comportano una pensione inferiore rispetto ad altre forme di pensionamento. Non si tratta di una penalizzazione percentuale fissa, ma il risultato pratico e una riduzione dell’assegno.

        Posso rinunciare a Quota 103 se cambio idea?

        Una volta presentata la domanda e accettata la pensione, non e possibile tornare indietro. E quindi fondamentale valutare bene prima di fare la scelta.

        Il tetto dei 4 volte il minimo si applica sempre?

        Si, il tetto si applica a tutti i beneficiari di Quota 103 fino al compimento dei 67 anni. Dopo questa eta, percepirai l’importo pieno calcolato.

        Posso usare i contributi da riscatto laurea?

        Si, i contributi da riscatto laurea sono utili ai fini del raggiungimento dei 41 anni di anzianita contributiva richiesti.

        Valuta la Tua Situazione con il CAF

        Scegliere tra Quota 103 e altre forme di pensionamento richiede un’analisi approfondita della propria situazione contributiva e delle proprie esigenze. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di consulenza pensionistica per:

        • Simulazione dell’importo con Quota 103 vs altre opzioni
        • Verifica dei requisiti contributivi
        • Analisi costi/benefici del pensionamento anticipato
        • Assistenza nella presentazione della domanda

        Contattaci per una consulenza:

        • Telefono: 0432 1638640
        • WhatsApp: 366 6018121

        Scopri anche la nostra guida completa alle pensioni 2026 per conoscere tutte le opzioni di pensionamento disponibili.

        Maggio 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-18 09:00:002026-05-30 00:53:50Quota 103 nel 2026: Come Funziona, Requisiti e Importo
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

        Pensioni 2026: Guida Completa al Pensionamento in Italia

        calcolo pensione CAF Udine

        Il sistema pensionistico italiano nel 2026 presenta importanti novità introdotte dalla Legge di Bilancio. Quest’anno segna un punto di svolta per chi si avvicina al pensionamento: sono stati eliminati alcuni canali di accesso anticipato come Quota 103 e Opzione Donna, mentre è stata prorogata l’APE sociale. Comprendere i requisiti per le pensioni 2026 è fondamentale per pianificare il proprio futuro previdenziale.

        In questa guida completa analizziamo tutte le tipologie di pensione disponibili nel 2026, i requisiti di età e contributi, le novità normative e le procedure per presentare la domanda all’INPS. Se hai dubbi sui tuoi requisiti o vuoi verificare quando potrai andare in pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per un’analisi personalizzata della tua posizione contributiva.

        Indice dei Contenuti

        1. Cosa Cambia per le Pensioni 2026: Le Novità della Legge di Bilancio
        2. Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Età e Contributi
        3. Pensione Anticipata Ordinaria 2026: Come Funziona
        4. Quota 103 nel 2026: Eliminata per Nuovi Richiedenti
        5. Opzione Donna 2026: Chiusa ai Nuovi Ingressi
        6. APE Sociale 2026: Requisiti e Categorie Protette
        7. Calcolo della Pensione: Sistema Contributivo, Retributivo e Misto
        8. Come Verificare i Contributi Versati: Estratto Conto INPS
        9. Come Presentare la Domanda di Pensione all’INPS
        10. Pensione e Lavoro: Cumulo, Limiti e Divieti
        11. Tassazione delle Pensioni: Aliquote IRPEF e Detrazioni
        12. Quattordicesima Mensilità e Bonus Pensioni

        Cosa Cambia per le Pensioni 2026: Le Novità della Legge di Bilancio

        La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto cambiamenti significativi al sistema previdenziale italiano, riducendo le opzioni di pensionamento anticipato. La principale novità riguarda l’eliminazione di Quota 103 e di Opzione Donna per i nuovi richiedenti: questi strumenti erano stati prorogati negli anni precedenti, ma dal 1° gennaio 2026 non è più possibile accedere a queste forme di pensionamento anticipato.

        Resta invece disponibile l’APE sociale, confermata per tutto il 2026 alle medesime condizioni del 2025. Un’altra importante modifica riguarda l’aumento graduale dell’età pensionabile a partire dal 2027: dal 1° gennaio 2027 la pensione di vecchiaia ordinaria richiederà 67 anni e un mese di età, mentre dal 2028 si passerà a 67 anni e tre mesi. Questo adeguamento è legato all’incremento dell’aspettativa di vita rilevato dall’ISTAT.

        È stata inoltre abrogata la possibilità di computare le rendite dei fondi pensione complementari per raggiungere l’importo soglia necessario alla pensione anticipata contributiva. Vediamo nel dettaglio tutte le opzioni disponibili nel 2026 e i relativi requisiti.

        Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Età e Contributi

        La pensione di vecchiaia ordinaria nel 2026 richiede il compimento di 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi effettivi. Questi requisiti restano invariati rispetto al 2025, poiché l’aumento dell’età pensionabile scatterà solo dal 2027.

        La pensione di vecchiaia è il canale principale di accesso alla pensione per la maggior parte dei lavoratori dipendenti e autonomi. Per ottenere la pensione di vecchiaia è necessario aver versato contributi per almeno 20 anni, che possono derivare da diverse forme di lavoro: dipendente, autonomo, parasubordinato o da riscatto di periodi non coperti da contribuzione (ad esempio il riscatto della laurea).

        Il diritto alla pensione si acquisisce il primo giorno del mese successivo al compimento dei 67 anni, a condizione che siano soddisfatti entrambi i requisiti di età e contribuzione. La domanda va presentata all’INPS tramite i canali telematici: portale web con credenziali SPID, CIE o CNS, oppure attraverso il patronato.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per verificare i contributi versati, calcolare l’importo della futura pensione e presentare la domanda all’INPS, assicurandosi che tutti i documenti siano corretti e completi.

        Decorrenza e Finestre Mobili per la Pensione di Vecchiaia

        A differenza di altre forme di pensionamento anticipato, la pensione di vecchiaia ordinaria non prevede finestre mobili: il diritto si acquisisce il mese successivo al raggiungimento dei requisiti. Ad esempio, se compi 67 anni il 15 maggio 2026 e hai già maturato 20 anni di contributi, avrai diritto alla prima rata di pensione a partire dal 1° giugno 2026.

        È importante presentare la domanda con qualche mese di anticipo per evitare ritardi nell’erogazione della prima mensilità. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare la data esatta di decorrenza e gestire tutta la pratica con l’INPS.

        Pensione Anticipata Ordinaria 2026: Come Funziona

        La pensione anticipata ordinaria consente di andare in pensione indipendentemente dall’età anagrafica, a condizione di aver maturato un determinato numero di anni di contributi. Nel 2026 i requisiti contributivi sono: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.

        Questa forma di pensionamento non richiede un’età minima, quindi teoricamente si potrebbe accedere anche prima dei 60 anni, purché si abbiano i contributi necessari. La pensione anticipata ordinaria è soggetta a una finestra mobile di tre mesi: questo significa che dal momento in cui si maturano i requisiti contributivi, la prima erogazione della pensione avviene tre mesi dopo.

        Ad esempio, se maturi 42 anni e 10 mesi di contributi il 1° marzo 2026, la tua pensione decorrerà dal 1° giugno 2026. Un aspetto importante riguarda il divieto di cumulo con redditi da lavoro: chi accede alla pensione anticipata prima dei 67 anni non può svolgere alcuna attività lavorativa (fatta eccezione per lavori occasionali entro i 5.000 euro lordi annui).

        Superati i 67 anni, invece, è possibile cumulare liberamente la pensione con redditi da lavoro. Il calcolo dell’importo della pensione anticipata segue le stesse regole della pensione di vecchiaia e dipende dal sistema di calcolo applicabile: retributivo, contributivo o misto.

        Penalizzazioni per Chi Va in Pensione Anticipata Prima dei 62 Anni

        Per chi accede alla pensione anticipata ordinaria prima dei 62 anni di età è prevista una penalizzazione economica sull’importo della pensione. La riduzione è pari all’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni, calcolata sulla quota retributiva della pensione.

        Ad esempio, se vai in pensione a 60 anni, la quota retributiva sarà ridotta del 2%. Questa penalizzazione non si applica a chi ha maturato almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne) dopo i 62 anni di età. Per comprendere l’impatto di eventuali penalizzazioni sul tuo futuro assegno pensionistico, è consigliabile richiedere una simulazione del calcolo della pensione al CAF Centro Fiscale.

        Quota 103 nel 2026: Eliminata per Nuovi Richiedenti

        Quota 103 è stata una delle forme di pensionamento anticipato più discusse degli ultimi anni. Permetteva di andare in pensione con 62 anni di età e 41 anni di contributi, sommando quindi 103 tra età e contributi.

        Tuttavia, la Legge di Bilancio 2026 non ha prorogato questa misura: dal 1° gennaio 2026 non è più possibile accedere a Quota 103 per chi non aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025. Chi aveva raggiunto i requisiti entro quella data può ancora presentare domanda nel 2026, ma per i nuovi richiedenti questa opzione è definitivamente chiusa.

        Quota 103 aveva alcune caratteristiche penalizzanti: l’importo della pensione era calcolato interamente con il sistema contributivo (meno favorevole rispetto al retributivo), con un tetto massimo di circa 2.394 euro lordi mensili fino al raggiungimento dei 67 anni. Inoltre, era prevista una finestra mobile di 7 mesi per i dipendenti del settore privato e di 9 mesi per i dipendenti pubblici.

        Con l’eliminazione di Quota 103, le alternative per il pensionamento anticipato nel 2026 si riducono sostanzialmente alla pensione anticipata ordinaria e all’APE sociale per chi rientra nelle categorie protette.

        Opzione Donna 2026: Chiusa ai Nuovi Ingressi

        Opzione Donna era una forma di pensionamento anticipato riservata alle lavoratrici dipendenti e autonome che permetteva di andare in pensione in anticipo accettando il calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo. Anche questa misura è stata eliminata dalla Legge di Bilancio 2026: possono accedervi solo le donne che avevano maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024.

        I requisiti previsti per Opzione Donna erano: almeno 35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni (ridotta a 60 anni per le donne con un figlio e a 59 anni per le donne con due o più figli). L’accesso era riservato a specifiche categorie: caregiver che assistono familiari disabili da almeno 6 mesi, lavoratrici con invalidità civile almeno al 74%, dipendenti o licenziate da imprese in crisi.

        La penalizzazione principale di Opzione Donna consisteva nel ricalcolo dell’intera pensione con il sistema contributivo, che generalmente comporta un assegno più basso rispetto al calcolo retributivo o misto. Con la chiusura di Opzione Donna, le lavoratrici che desiderano andare in pensione anticipatamente nel 2026 devono fare affidamento sulla pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi di contributi) o, se rientrano nei requisiti, sull’APE sociale.

        APE Sociale 2026: Requisiti e Categorie Protette

        L’APE sociale è l’unica forma di pensionamento anticipato agevolato confermata per il 2026. Si tratta di un’indennità a carico dello Stato (non una vera e propria pensione) che permette di lasciare il lavoro prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

        I requisiti generali per accedere all’APE sociale nel 2026 sono: aver compiuto 63 anni e 5 mesi di età e aver maturato almeno 30 o 36 anni di contributi (a seconda della categoria di appartenenza). L’accesso è riservato a quattro categorie protette:

        • Disoccupati che hanno terminato da almeno tre mesi la prestazione per la disoccupazione (NASpI o DIS-COLL)
        • Caregiver che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave
        • Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%
        • Lavoratori impegnati in attività gravose (edilizia, assistenza ospedaliera, autotrasporto, insegnanti, ecc.)

        Per le prime tre categorie sono richiesti 30 anni di contributi, mentre per i lavoratori in attività gravose servono 36 anni di contributi. L’importo dell’APE sociale non può superare i 1.500 euro lordi mensili e viene erogato per 12 mensilità all’anno (senza tredicesima) fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

        Durante la fruizione dell’APE sociale non è possibile svolgere attività lavorativa. La domanda va presentata all’INPS entro scadenze specifiche: il primo termine è il 31 marzo 2026, il secondo il 15 luglio 2026.

        Come Presentare Domanda per l’APE Sociale

        La procedura per richiedere l’APE sociale richiede attenzione e precisione nella compilazione dei documenti. È necessario presentare domanda all’INPS allegando la certificazione che attesta l’appartenenza a una delle quattro categorie protette: certificato di disoccupazione, verbale di invalidità civile, autocertificazione per assistenza a familiari disabili, oppure dichiarazione del datore di lavoro per le attività gravose.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa della raccolta di tutta la documentazione necessaria, della verifica dei requisiti contributivi tramite l’estratto conto INPS e della compilazione e invio telematico della domanda, garantendo il rispetto delle scadenze e la correttezza formale della pratica.

        Calcolo della Pensione: Sistema Contributivo, Retributivo e Misto

        L’importo della pensione dipende dal sistema di calcolo applicabile, che varia in base all’anzianità contributiva maturata. Esistono tre sistemi di calcolo: retributivo, contributivo e misto.

        Il sistema retributivo si applica ai lavoratori che avevano almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e calcola la pensione sulla base della media delle retribuzioni degli ultimi anni lavorativi (ultimi 5 anni per i dipendenti, ultimi 10 per gli autonomi). È il sistema più favorevole perché garantisce pensioni più elevate.

        Il sistema contributivo si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 e calcola la pensione in base ai contributi effettivamente versati durante tutta la carriera lavorativa, rivalutati secondo il PIL. Questo sistema è meno favorevole, soprattutto per chi ha avuto carriere discontinue o redditi bassi.

        Il sistema misto si applica a chi aveva meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995: la pensione è calcolata con il sistema retributivo per i contributi versati fino al 31 dicembre 1995 (o fino al 2011 per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 1995) e con il sistema contributivo per i contributi successivi.

        Per calcolare l’importo della tua futura pensione è fondamentale conoscere il proprio estratto conto contributivo INPS, che riporta tutti i periodi lavorativi e i contributi versati. Il CAF Centro Fiscale offre un servizio di simulazione del calcolo pensionistico, analizzando la tua posizione contributiva e fornendoti una stima dell’assegno mensile che percepirai.

        Coefficienti di Trasformazione e Montante Contributivo

        Nel sistema contributivo, l’importo della pensione si calcola applicando un coefficiente di trasformazione al montante contributivo accumulato. Il montante contributivo è la somma di tutti i contributi versati durante la carriera lavorativa, rivalutati annualmente in base all’andamento del PIL.

        I coefficienti di trasformazione variano in base all’età di pensionamento: più si va in pensione tardi, più alto è il coefficiente applicato e quindi maggiore sarà l’assegno mensile. Ad esempio, andando in pensione a 67 anni il coefficiente è più alto rispetto a chi va in pensione a 64 anni. Questo meccanismo incentiva il posticipo del pensionamento.

        Come Verificare i Contributi Versati: Estratto Conto INPS

        Prima di pianificare il pensionamento è essenziale verificare la propria posizione contributiva attraverso l’estratto conto certificativo INPS. Questo documento riporta tutti i periodi lavorativi, i contributi versati, le settimane o i mesi accreditati e eventuali buchi contributivi.

        L’estratto conto è disponibile online sul portale INPS accedendo con SPID, CIE o CNS. Verificare i contributi è importante per diversi motivi: scoprire se ci sono periodi non coperti da contribuzione che possono essere riscattati (come gli anni di università con il riscatto della laurea); controllare che tutti i datori di lavoro abbiano effettivamente versato i contributi; calcolare quando si matureranno i requisiti per la pensione; individuare eventuali errori o omissioni da segnalare all’INPS per la correzione.

        Spesso i lavoratori scoprono solo a ridosso della pensione che mancano contributi per periodi lavorativi effettivamente svolti, oppure che ci sono errori nei dati anagrafici o contributivi. Questi problemi possono ritardare l’accesso alla pensione.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio di verifica dell’estratto conto contributivo: i nostri esperti analizzano la tua posizione, individuano eventuali anomalie e ti assistono nelle pratiche di regolarizzazione con l’INPS, incluse le richieste di integrazione contributiva e il riscatto di periodi non coperti.

        La domanda di pensione va presentata telematicamente all’INPS con un anticipo di almeno tre mesi rispetto alla data prevista di pensionamento. La presentazione può avvenire attraverso tre canali: direttamente online tramite il portale INPS accedendo con credenziali digitali (SPID, CIE, CNS); telefonando al Contact Center INPS al numero 803 164; oppure tramite un patronato o CAF abilitato.

        Presentare la domanda in anticipo è fondamentale per evitare ritardi nell’erogazione della prima mensilità di pensione. Insieme alla domanda vanno allegati alcuni documenti: documento di identità, codice fiscale, estratto conto contributivo (che l’INPS ha già in archivio ma è bene verificare), dati bancari per l’accredito della pensione (IBAN), eventuale documentazione per maggiorazioni (ad esempio per invalidità o per lavori usuranti).

        Una volta presentata la domanda, l’INPS avvia l’istruttoria: verifica i requisiti, calcola l’importo della pensione e comunica l’esito tramite il portale e via PEC o raccomandata. I tempi di lavorazione variano da 60 a 120 giorni.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intero processo di presentazione della domanda di pensione: dalla raccolta documenti alla compilazione telematica, dal monitoraggio dell’istruttoria fino alla verifica del primo pagamento. I nostri operatori ti affiancano passo dopo passo, risolvendo eventuali problematiche e accelerando i tempi di risposta dell’INPS.

        Pensione e Lavoro: Cumulo, Limiti e Divieti

        Una domanda frequente riguarda la possibilità di cumulare la pensione con redditi da lavoro. Le regole variano a seconda del tipo di pensione e dell’età del pensionato.

        Chi percepisce la pensione di vecchiaia (67 anni) può cumulare liberamente la pensione con qualsiasi reddito da lavoro, sia dipendente che autonomo, senza alcun limite o decurtazione dell’assegno pensionistico.

        Chi invece accede alla pensione anticipata ordinaria prima dei 67 anni non può svolgere alcuna attività lavorativa (dipendente o autonoma), fatta eccezione per lavori occasionali entro il limite di 5.000 euro lordi annui. Superati i 67 anni, anche chi ha la pensione anticipata può cumulare liberamente pensione e redditi da lavoro.

        Per l’APE sociale vige un divieto assoluto di cumulo: durante la fruizione dell’APE non è consentito alcun reddito da lavoro, né dipendente né autonomo. Eventuali redditi da lavoro comportano la revoca dell’APE sociale.

        Diverso è il caso della pensione con totalizzazione o cumulo contributivo: in questi casi i limiti di cumulo dipendono dalle gestioni previdenziali coinvolte e vanno verificati caso per caso. Anche per quanto riguarda le pensioni di invalidità esistono limiti di reddito cumulabile.

        Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a comprendere se e quanto puoi lavorare dopo il pensionamento senza perdere o veder ridotto il tuo assegno pensionistico.

        Tassazione delle Pensioni: Aliquote IRPEF e Detrazioni

        Le pensioni sono soggette a tassazione IRPEF esattamente come i redditi da lavoro dipendente, con applicazione delle aliquote progressive per scaglioni. Le aliquote IRPEF per il 2026 sono: 23% per redditi fino a 28.000 euro; 35% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro; 43% per redditi superiori a 50.000 euro.

        Sull’importo lordo della pensione si applicano le ritenute IRPEF e le addizionali regionali e comunali. Inoltre, i pensionati hanno diritto a specifiche detrazioni fiscali: la detrazione base per redditi da pensione, che varia in base all’importo del reddito complessivo (massima per pensioni basse, decrescente fino ad azzerarsi oltre determinate soglie); detrazioni per familiari a carico (coniuge, figli, altri familiari); detrazioni per spese sanitarie, farmaci, ristrutturazioni, risparmio energetico, ecc.

        I pensionati con redditi bassi possono beneficiare della no tax area: se il reddito complessivo annuo è inferiore a 8.500 euro, non si paga IRPEF grazie alla detrazione. Sull’assegno pensionistico non si applicano i contributi previdenziali (a differenza degli stipendi), quindi la trattenuta è solo fiscale.

        Ogni anno l’INPS rilascia la Certificazione Unica (CU), che attesta i redditi da pensione percepiti e le ritenute applicate. Questa certificazione serve per compilare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi) e ottenere eventuali rimborsi fiscali per spese detraibili o deducibili.

        Il CAF Centro Fiscale offre assistenza per la compilazione del 730 per pensionati, verificando tutte le spese detraibili e ottimizzando il carico fiscale.

        Quattordicesima Mensilità e Bonus Pensioni

        Molti pensionati hanno diritto alla quattordicesima mensilità, una somma aggiuntiva erogata dall’INPS a luglio per i pensionati con redditi bassi. I requisiti per la quattordicesima nel 2026 sono: avere almeno 64 anni di età compiuti entro il 31 luglio 2026 (oppure entro il 31 dicembre per la quattordicesima di dicembre); avere un reddito complessivo non superiore a determinate soglie (attualmente circa 15.000-20.000 euro lordi annui, a seconda degli anni di contributi).

        L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi maturati e al tipo di lavoro (dipendente o autonomo): si va da circa 336 euro fino a oltre 650 euro. La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS, senza necessità di presentare domanda, direttamente con il cedolino della pensione di luglio o dicembre.

        Oltre alla quattordicesima, esistono altri bonus e maggiorazioni per i pensionati: la maggiorazione sociale per le pensioni minime (incremento al milione per gli over 70 con redditi bassissimi); il bonus Natale (una tantum in caso di provvedimenti specifici del Governo); le detrazioni fiscali potenziate per determinate categorie.

        Ogni anno la normativa può cambiare, introducendo nuovi bonus o modificando quelli esistenti. Il CAF Centro Fiscale ti aggiorna sulle agevolazioni disponibili e verifica se hai diritto a prestazioni assistenziali o integrative della tua pensione.

        Domande Frequenti sulle Pensioni 2026

        A che età si va in pensione nel 2026?

        Nel 2026 l’età per la pensione di vecchiaia è di 67 anni con almeno 20 anni di contributi. È possibile andare in pensione prima con la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne) oppure con l’APE sociale (63 anni e 5 mesi per categorie protette).

        Quota 103 è ancora valida nel 2026?

        No, Quota 103 è stata eliminata dalla Legge di Bilancio 2026. Possono accedervi solo coloro che avevano maturato i requisiti (62 anni di età e 41 anni di contributi) entro il 31 dicembre 2025. Per chi non aveva i requisiti entro quella data, Quota 103 non è più disponibile.

        Cos’è l’APE sociale e chi può richiederla?

        L’APE sociale è un’indennità che permette di andare in pensione a 63 anni e 5 mesi con 30 o 36 anni di contributi. È riservata a quattro categorie: disoccupati, caregiver che assistono familiari disabili, invalidi civili con riduzione capacità lavorativa almeno al 74%, lavoratori in attività gravose. Viene erogata fino al raggiungimento dei 67 anni.

        Come si calcola l’importo della pensione?

        L’importo della pensione dipende dal sistema di calcolo applicabile: retributivo (per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 1995), contributivo (per chi ha iniziato a lavorare dal 1996) o misto. Il sistema retributivo calcola la pensione sulla media delle ultime retribuzioni, mentre il contributivo si basa sui contributi effettivamente versati. Per una stima precisa del tuo futuro assegno, richiedi una simulazione al CAF Centro Fiscale.

        Posso lavorare dopo essere andato in pensione?

        Dipende dal tipo di pensione. Chi ha la pensione di vecchiaia (67 anni) può cumulare liberamente pensione e redditi da lavoro. Chi ha la pensione anticipata prima dei 67 anni non può lavorare (salvo lavori occasionali entro 5.000 euro). Con l’APE sociale è vietato qualsiasi lavoro fino ai 67 anni.

        Come faccio a sapere quanti contributi ho versato?

        Puoi verificare i tuoi contributi consultando l’estratto conto contributivo INPS sul portale inps.it con accesso SPID, CIE o CNS. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine può richiedere e analizzare per te l’estratto conto, individuando eventuali periodi mancanti o errori da correggere.

        Orientarsi nel complesso sistema pensionistico italiano non è semplice, soprattutto con le continue modifiche normative introdotte dalle Leggi di Bilancio. Comprendere quando potrai andare in pensione nel 2026, quali requisiti ti mancano, quanto sarà il tuo assegno mensile e come presentare correttamente la domanda all’INPS richiede competenze specifiche e un’attenta analisi della tua posizione contributiva.

        Hai bisogno di assistenza per la tua pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i tuoi contributi, simulare l’importo della futura pensione, valutare le opzioni di pensionamento anticipato e presentare la domanda all’INPS. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un appuntamento personalizzato.

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        Pensioni ottobre 2026: calendario pagamenti, cedolino e trattenute

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
        Maggio 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/calcolo-pensione-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-13 09:00:002026-05-30 00:54:04Pensioni 2026: Guida Completa al Pensionamento in Italia
        ASSEGNO UNICO, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, NASPI / DISOCCUPAZIONE, NOTIZIE

        Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026
        2. Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito
        3. Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento
        4. NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione
        5. Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026
        6. Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica
        7. Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili
        8. Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga
        9. Come Verificare i Pagamenti su MyINPS
        10. Domande Frequenti

        I pagamenti INPS maggio 2026 rappresentano un appuntamento fondamentale per milioni di italiani che attendono l’accredito di pensioni, Assegno Unico, NASpI, Assegno di Inclusione e altri benefici. Conoscere in anticipo le date esatte dei pagamenti INPS di maggio 2026 permette di pianificare le proprie spese e verificare tempestivamente eventuali ritardi.

        In questa guida trovi il calendario completo e aggiornato con tutte le date di accredito previste per maggio 2026, suddivise per prestazione. Per ciascun pagamento indichiamo la data prevista, le eventuali variazioni e come controllare lo stato del proprio accredito direttamente dal portale MyINPS.

        Calendario Completo Pagamenti INPS Maggio 2026

        Ecco il calendario riepilogativo di tutti i pagamenti INPS previsti per maggio 2026. La tabella mostra la data di accredito stimata per ciascuna prestazione:

        PrestazioneData Pagamento Maggio 2026Beneficiari
        PensioniVenerdi 1 maggio 2026 (anticipo giovedi 30 aprile per Poste)Pensionati INPS
        Assegno Unico (in corso)15-17-18-19 maggio 2026Famiglie con figli a carico
        Assegno Unico (nuove domande)Fine maggio (dal 24 al 31)Nuovi richiedenti
        NASpIVariabile, tra il 7 e il 20 maggioDisoccupati con NASpI attiva
        Assegno di Inclusione (ADI)Mercoledi 27 maggio 2026Nuclei con componenti fragili
        ADI (primo pagamento)15 maggio 2026Nuovi beneficiari ADI
        Bonus NidoEntro fine maggio (rimborsi mensili)Genitori con figli al nido
        Bonus MammeIn busta paga di maggioMadri lavoratrici dipendenti
        Carta Dedicata a TeRicarica prevista luglio 2026Famiglie ISEE sotto 15.000 euro

        Nota importante: le date indicate sono basate sulle disposizioni INPS e sullo storico dei pagamenti dei mesi precedenti. Possono verificarsi leggere variazioni in base all’istituto bancario o all’ufficio postale di riferimento.

        Pensioni Maggio 2026: Data di Accredito

        Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il primo giorno bancabile del mese. Poiche il 1 maggio 2026 cade di venerdi e non e festivo bancario in quanto giorno lavorativo per le banche (anche se e la Festa dei Lavoratori, le banche elaborano i bonifici il giorno prima), la situazione e la seguente:

        • Accredito su conto corrente bancario: venerdi 1 maggio 2026 (il bonifico viene disposto il 30 aprile con valuta 1 maggio)
        • Accredito su conto BancoPosta: venerdi 1 maggio 2026
        • Ritiro in contanti alle Poste: a partire da giovedi 30 aprile 2026, in base al calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane

        Calendario alfabetico ritiro pensioni in Posta – Maggio 2026

        Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane organizza l’affluenza secondo il cognome del titolare. Il calendario per maggio 2026 prevede indicativamente:

        CognomiGiorno di ritiro
        A – CMercoledi 30 aprile
        D – GGiovedi 30 aprile (pomeriggio) / Venerdi 1 maggio
        H – MSabato 2 maggio (solo mattina)
        N – RLunedi 4 maggio
        S – ZMartedi 5 maggio

        Attenzione: il calendario definitivo viene pubblicato da Poste Italiane qualche giorno prima. Verifica sempre presso il tuo ufficio postale di riferimento.

        Importi pensioni maggio 2026

        L’importo della pensione di maggio 2026 resta invariato rispetto ai mesi precedenti, salvo eventuali conguagli fiscali o trattenute IRPEF. Ricordiamo che dal 2026 la rivalutazione ISTAT e applicata nella misura del:

        • 100% per pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo
        • 90% per pensioni tra 4 e 5 volte il minimo
        • 75% per pensioni superiori a 5 volte il minimo

        Assegno Unico Maggio 2026: Date di Pagamento

        L’Assegno Unico e Universale di maggio 2026 viene erogato dall’INPS con tempistiche diverse a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o di una nuova domanda.

        Pagamenti per beneficiari gia in corso

        Per chi percepisce gia l’Assegno Unico e ha l’ISEE aggiornato al 2026, i pagamenti di maggio sono previsti nelle seguenti date:

        • 15 maggio 2026 (giovedi) – primo ciclo di pagamento
        • 17 maggio 2026 (sabato) – secondo ciclo
        • 18 maggio 2026 (domenica, valuta lunedi 19) – terzo ciclo
        • 19 maggio 2026 (lunedi) – quarto ciclo

        La data esatta dipende dal ciclo di pagamento INPS assegnato a ciascun beneficiario. Puoi verificare il tuo ciclo accedendo al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS.

        Pagamenti per nuove domande e conguagli

        Chi ha presentato una nuova domanda di Assegno Unico o ha aggiornato l’ISEE nei mesi precedenti potrebbe ricevere il pagamento nella seconda parte di maggio, indicativamente tra il 24 e il 31 maggio 2026. In questo caso e possibile ricevere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti.

        Importi Assegno Unico 2026 aggiornati

        Gli importi dell’Assegno Unico 2026, rivalutati del 0,8%, sono i seguenti:

        ISEE familiareImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-20 anni
        Fino a 17.090,61 euro199,40 euro/mese96,90 euro/mese
        Da 17.090,61 a 45.574,96 euroDa 199,40 a 57 euro/meseDa 96,90 a 28 euro/mese
        Oltre 45.574,96 euro (o senza ISEE)57 euro/mese28 euro/mese

        Ricorda: se non hai ancora aggiornato l’ISEE 2026, l’INPS eroga l’importo minimo (57 euro per figlio). Presentando l’ISEE aggiornato entro il 30 giugno 2026, riceverai gli arretrati dalla rata di marzo.

        NASpI Maggio 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

        La NASpI di maggio 2026 non ha una data fissa di pagamento. L’INPS eroga l’indennita di disoccupazione in base alla data di presentazione della domanda e al ciclo di elaborazione assegnato.

        Date indicative NASpI maggio 2026

        In base allo storico dei mesi precedenti, i pagamenti NASpI di maggio 2026 sono previsti:

        • Prima finestra: tra il 7 e il 10 maggio 2026
        • Seconda finestra: tra il 12 e il 16 maggio 2026
        • Pagamenti residui: tra il 18 e il 22 maggio 2026

        Per chi ha presentato domanda di recente, il primo pagamento potrebbe arrivare con un ritardo di 30-45 giorni dall’invio della domanda.

        Come sapere quando arriva la NASpI

        Per conoscere la data esatta del tuo pagamento NASpI:

        1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
        2. Vai su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
        3. Seleziona “Prestazioni” → “Pagamenti”
        4. Cerca la voce relativa alla NASpI
        5. Verifica la data di disposizione del pagamento

        Quando lo stato del pagamento risulta “In elaborazione”, l’accredito avviene generalmente entro 2-3 giorni lavorativi.

        Importo NASpI maggio 2026

        Ricordiamo che la NASpI si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni). L’importo massimo mensile per il 2026 e pari a 1.562,82 euro.

        Assegno di Inclusione (ADI) Maggio 2026

        L’Assegno di Inclusione (ADI) di maggio 2026 segue il calendario standard fissato dall’INPS, con due date distinte a seconda che si tratti di un pagamento ricorrente o del primo accredito.

        Date pagamento ADI maggio 2026

        • Pagamento ricorrente (dal secondo mese in poi): mercoledi 27 maggio 2026
        • Primo pagamento (nuovi beneficiari): giovedi 15 maggio 2026

        L’importo dell’ADI viene accreditato sulla Carta di Inclusione, la carta prepagata emessa da PostePay. La carta puo essere utilizzata per acquisti nei negozi convenzionati, per pagare le utenze domestiche e per effettuare un prelievo in contanti fino a 100 euro al mese.

        Importi ADI 2026

        L’Assegno di Inclusione prevede un importo base che varia in base alla composizione del nucleo familiare:

        • Componente base: 500 euro/mese (6.000 euro/anno) per nuclei in affitto
        • Integrazione affitto: fino a 280 euro/mese aggiuntivi
        • Scala di equivalenza: l’importo aumenta con il numero di componenti fragili (minori, disabili, over 60)

        Carta Dedicata a Te 2026: Prossima Ricarica

        La Carta Dedicata a Te e la social card da 500 euro destinata alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessita e carburante.

        A maggio 2026 non e prevista alcuna ricarica

        La Carta Dedicata a Te 2026 segue un calendario di ricarica diverso rispetto alle altre prestazioni INPS:

        • Ricarica annuale: prevista per luglio 2026 (come avvenuto nel 2025 e 2024)
        • Importo previsto: 500 euro per nucleo familiare
        • Primo acquisto obbligatorio: entro il 14 settembre 2026 (pena la decadenza)

        Se hai gia la Carta Dedicata a Te ricevuta nel 2024 o 2025, la stessa carta verra ricaricata automaticamente se il tuo nucleo familiare mantiene i requisiti. Non e necessario presentare una nuova domanda.

        Bonus Nido Maggio 2026: Rimborsi Mensili

        Il Bonus Nido prevede rimborsi mensili per le rette dell’asilo nido pagate dai genitori. A maggio 2026 i beneficiari possono ricevere il rimborso delle mensilita gia rendicontate.

        Come funziona il pagamento

        Il Bonus Nido non ha una data fissa di pagamento mensile. L’INPS eroga il rimborso entro 30-45 giorni dall’inserimento della ricevuta di pagamento nella piattaforma dedicata. Per ottenere il rimborso di maggio:

        1. Accedi al servizio “Bonus asilo nido” su MyINPS
        2. Carica la ricevuta di pagamento della retta di aprile o maggio
        3. Attendi la conferma di presa in carico
        4. Il rimborso arriva entro 30-45 giorni sul conto indicato nella domanda

        Importi Bonus Nido 2026

        ISEE familiareImporto annuo massimoImporto mensile massimo
        Fino a 25.000 euro3.600 euro327,27 euro
        Da 25.001 a 40.000 euro2.500 euro227,27 euro
        Oltre 40.000 euro1.500 euro136,37 euro

        Novita 2026: per le famiglie con un secondo figlio nato dal 2024 e ISEE fino a 40.000 euro, l’importo massimo sale a 3.600 euro annui indipendentemente dalla fascia ISEE.

        Bonus Mamme 2026: Esonero Contributivo in Busta Paga

        Il Bonus Mamme 2026 non e un pagamento INPS diretto, ma un esonero contributivo che si applica direttamente in busta paga. Le madri lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli (di cui uno sotto i 10 anni) beneficiano di una riduzione dei contributi previdenziali a loro carico.

        Come si applica a maggio 2026

        • Esonero massimo: fino a 3.000 euro annui (250 euro/mese circa)
        • Applicazione: automatica in busta paga dal datore di lavoro
        • Requisiti: madre lavoratrice dipendente con 2+ figli (almeno uno under 10)
        • Durata: fino al compimento dei 10 anni del figlio piu piccolo

        Se nella busta paga di maggio non vedi l’esonero applicato, contatta l’ufficio paghe della tua azienda o rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una verifica.

        Come Verificare i Pagamenti su MyINPS

        Per controllare lo stato dei pagamenti INPS di maggio 2026 puoi utilizzare diversi canali messi a disposizione dall’Istituto.

        Fascicolo Previdenziale del Cittadino

        Il metodo piu completo e rapido per verificare tutti i pagamenti INPS:

        1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
        2. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
        3. Seleziona “Prestazioni” dal menu a sinistra
        4. Clicca su “Pagamenti”
        5. Filtra per prestazione (pensione, NASpI, Assegno Unico, ecc.)

        Qui troverai l’elenco completo con data di disposizione, importo lordo e netto, stato del pagamento.

        App INPS Mobile

        Puoi verificare i pagamenti anche dall’app ufficiale INPS:

        • Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
        • Accedi con SPID o CIE
        • Vai nella sezione “I miei pagamenti”
        • Visualizza la data e l’importo dell’ultimo pagamento disposto

        Contact Center INPS

        Se non riesci ad accedere online, puoi chiamare il Contact Center INPS:

        • 803 164 (da rete fissa, gratuito)
        • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)
        • Orario: lunedi-venerdi 8:00-20:00, sabato 8:00-14:00

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Maggio 2026

        Quando vengono pagate le pensioni a maggio 2026?

        Le pensioni di maggio 2026 vengono accreditate il 1 maggio 2026 per chi ha il conto in banca. Per chi ritira in contanti alle Poste, il ritiro inizia dal 30 aprile seguendo il calendario alfabetico comunicato da Poste Italiane.

        Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

        L’Assegno Unico di maggio 2026 viene pagato tra il 15 e il 19 maggio per chi lo percepisce regolarmente. Per le nuove domande o i conguagli, il pagamento avviene nella seconda meta di maggio (dal 24 al 31).

        La NASpI di maggio quando viene pagata?

        La NASpI non ha una data fissa. A maggio 2026 i pagamenti sono previsti tra il 7 e il 22 maggio, con la maggior parte degli accrediti concentrati nella seconda settimana del mese. Verifica la data esatta nel Fascicolo Previdenziale su MyINPS.

        Quando arriva l’Assegno di Inclusione a maggio?

        L’ADI di maggio 2026 viene accreditato il 27 maggio per chi lo percepisce gia. Per i nuovi beneficiari, il primo pagamento e previsto il 15 maggio.

        Come faccio a sapere se il mio pagamento INPS e stato disposto?

        Accedi al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione “Prestazioni → Pagamenti” puoi vedere la data di disposizione e lo stato di ciascun pagamento. Lo stato “In elaborazione” significa che l’accredito arrivera entro 2-3 giorni lavorativi.

        Cosa fare se il pagamento INPS non arriva?

        Se il pagamento non risulta nel Fascicolo Previdenziale entro le date previste, puoi:

        1. Attendere 2-3 giorni lavorativi aggiuntivi (possibili ritardi tecnici)
        2. Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto
        3. Contattare il Contact Center INPS al numero 803 164
        4. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale sollecito

        Hai bisogno di assistenza per i pagamenti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare lo stato delle tue prestazioni, presentare domande e risolvere eventuali problemi con l’INPS. Contattaci per una consulenza gratuita.

        Aprile 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-28 08:00:002026-05-31 16:10:50Pagamenti INPS Maggio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e ADI
        CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO

        Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026

        Come leggere cedolino pensione INPS guida completa

        Ogni mese l’INPS mette a disposizione il cedolino pensione, un documento fondamentale che riepiloga l’importo della pensione, le trattenute fiscali e il netto accreditato. Sapere come leggere il cedolino pensione INPS permette di verificare la correttezza dei calcoli e di capire perche l’importo varia da un mese all’altro.

        In questa guida completa analizziamo sezione per sezione tutte le voci del cedolino 2026, spiegando in modo semplice cosa significa ogni importo e come controllare che tutto sia corretto.

        Indice dei contenuti

        1. Come accedere al cedolino online
        2. Struttura del cedolino: le sezioni principali
        3. Sezione Dati Anagrafici
        4. Sezione Importo Lordo
        5. Sezione Trattenute Fiscali
        6. Sezione Importo Netto
        7. Voci speciali: arretrati, conguagli e bonus
        8. Come scaricare e stampare il cedolino
        9. Domande frequenti

        Come Accedere al Cedolino Online

        Il cedolino pensione e disponibile nell’area riservata MyINPS. Per accedere sono necessarie le credenziali digitali:

        Modalita di accesso

        • SPID – Sistema Pubblico di Identita Digitale (livello 2)
        • CIE – Carta d’Identita Elettronica con lettore o smartphone NFC
        • CNS – Carta Nazionale dei Servizi con lettore smart card

        Percorso per trovare il cedolino

        1. Accedi a www.inps.it
        2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
        3. Autenticati con SPID, CIE o CNS
        4. Cerca “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricerca
        5. Oppure vai su Prestazioni e servizi → Cedolino pensione
        6. Seleziona il mese da visualizzare

        Suggerimento: il cedolino del mese corrente viene pubblicato generalmente tra il 20 e il 25 del mese precedente. Ad esempio, il cedolino di marzo 2026 sara disponibile intorno al 20-25 febbraio 2026.

        Struttura del Cedolino: Le Sezioni Principali

        Il cedolino pensione INPS 2026 e organizzato in sezioni ben definite. Ecco la struttura tipica:

        SezioneContenuto
        IntestazioneDati anagrafici, numero pensione, mese di riferimento
        Importo lordoPensione base + integrazioni + maggiorazioni
        TrattenuteIRPEF, addizionali regionali/comunali, altre trattenute
        DetrazioniDetrazioni per redditi da pensione, familiari a carico
        Importo nettoSomma effettivamente accreditata

        Capire questa struttura e il primo passo per verificare la correttezza del proprio cedolino. Se noti variazioni dell’importo netto da un mese all’altro, spesso la causa si trova nelle trattenute.

        Sezione Dati Anagrafici

        Nella parte superiore del cedolino trovi i dati identificativi:

        Informazioni presenti

        • Cognome e Nome del titolare della pensione
        • Codice Fiscale
        • Numero della pensione (es. 12345678)
        • Categoria pensione (es. pensione di vecchiaia, anzianita, superstiti)
        • Sede INPS di riferimento
        • Mese e anno di riferimento del cedolino
        • Decorrenza della pensione

        Cosa verificare

        Controlla sempre che:

        • I dati anagrafici siano corretti
        • Il numero di pensione corrisponda (importante se hai piu pensioni)
        • La categoria sia quella giusta

        Attenzione: se hai piu pensioni (es. pensione di vecchiaia + pensione di reversibilita), avrai cedolini separati o voci distinte nello stesso documento.

        Sezione Importo Lordo

        La sezione dell’importo lordo mostra tutte le voci che compongono la pensione prima delle trattenute. Ecco cosa puoi trovare:

        Pensione base

        E l’importo principale della tua pensione, calcolato in base ai contributi versati e al sistema di calcolo applicato (retributivo, contributivo o misto). Da gennaio 2026 gli importi sono stati rivalutati dello 0,8% per adeguamento all’inflazione.

        Integrazione al trattamento minimo

        Se la tua pensione calcolata e inferiore al trattamento minimo (598,61 euro mensili nel 2026), l’INPS aggiunge un’integrazione per raggiungere questa soglia. Nel cedolino vedrai una voce specifica.

        Maggiorazioni sociali

        Sono importi aggiuntivi riconosciuti a chi ha redditi bassi e determinate condizioni:

        • Maggiorazione sociale base – per pensionati con redditi sotto soglia
        • Incremento maggiorazione – per over 60, 65 o 70 con limiti reddituali
        • Importo aggiuntivo – 154,94 euro annui (pagato a dicembre)

        Quattordicesima

        La quattordicesima e una mensilita aggiuntiva pagata a luglio ai pensionati con reddito fino a 2 volte il trattamento minimo. Nel cedolino di luglio troverai la voce specifica con l’importo (da 336 a 655 euro in base ai contributi).

        Esempio di importo lordo

        VoceImporto
        Pensione base1.200,00 euro
        Integrazione al minimo0,00 euro
        Maggiorazione sociale0,00 euro
        TOTALE LORDO1.200,00 euro

        Sezione Trattenute Fiscali

        La sezione trattenute e quella che spesso genera piu confusione. Qui vengono elencate tutte le ritenute fiscali operate dall’INPS come sostituto d’imposta.

        IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)

        L’IRPEF e l’imposta principale. Dal 2024 si applica con tre aliquote:

        Scaglione di redditoAliquota
        Fino a 28.000 euro23%
        Da 28.001 a 50.000 euro35%
        Oltre 50.000 euro43%

        L’INPS calcola l’IRPEF mensile considerando il reddito annuo presunto. Da marzo 2026 potresti notare variazioni dell’IRPEF e arretrati legati ai conguagli.

        Addizionale Regionale IRPEF

        L’addizionale regionale e un’imposta aggiuntiva che varia da regione a regione. Nel cedolino trovi due voci:

        • Saldo anno precedente – trattenuto in 11 rate da gennaio a novembre
        • Acconto anno corrente – trattenuto in 9 rate da marzo a novembre

        Le aliquote variano dall’1,23% al 3,33% in base alla regione di residenza. Per approfondire, leggi la nostra guida sulle addizionali regionali pensione 2026.

        Addizionale Comunale IRPEF

        Anche l’addizionale comunale si compone di saldo e acconto:

        • Saldo anno precedente – trattenuto in 11 rate da gennaio a novembre
        • Acconto anno corrente (30%) – trattenuto in 9 rate da marzo a novembre

        Le aliquote variano da comune a comune (da 0% a 0,9%). Per i dettagli, consulta l’articolo sulle addizionali comunali pensione 2026.

        Altre trattenute possibili

        Nel cedolino potresti trovare anche:

        • Cessione del quinto – rata del prestito trattenuta direttamente
        • Trattenute sindacali – quota associativa sindacato
        • Recupero indebiti – restituzione di somme percepite erroneamente
        • Assegno mantenimento ex coniuge – se disposto dal giudice
        • Pignoramenti – trattenute per debiti (nei limiti di legge)

        Sezione Importo Netto

        L’importo netto e la somma effettivamente accreditata sul tuo conto corrente. Si calcola cosi:

        NETTO = LORDO – IRPEF – Addizionali – Altre trattenute + Detrazioni

        Le detrazioni riducono l’imposta

        Prima di arrivare al netto, dall’IRPEF lorda vengono sottratte le detrazioni:

        • Detrazione per redditi da pensione – fino a 1.955 euro annui, decrescente al crescere del reddito
        • Detrazioni per familiari a carico – coniuge, figli oltre 21 anni, altri familiari

        Esempio di calcolo completo

        VoceImporto
        Pensione lorda1.500,00 euro
        IRPEF lorda– 345,00 euro
        Detrazione pensione+ 110,00 euro
        IRPEF netta– 235,00 euro
        Addizionale regionale (saldo)– 25,00 euro
        Addizionale comunale (saldo)– 8,00 euro
        NETTO IN PAGAMENTO1.232,00 euro

        Per capire perche la pensione netta cambia ogni mese, considera che le addizionali hanno importi diversi tra saldo e acconto, e che alcuni mesi hanno trattenute aggiuntive.

        Voci Speciali: Arretrati, Conguagli e Bonus

        In alcuni mesi il cedolino contiene voci straordinarie che modificano significativamente l’importo:

        Arretrati

        Gli arretrati compaiono quando:

        • Viene riconosciuto un aumento retroattivo (es. rivalutazione)
        • Si concludono pratiche di ricongiunzione contributi
        • Vengono riconosciute maggiorazioni con decorrenza passata

        Nel cedolino vedrai la voce “ARRETRATI” con il periodo di riferimento e l’importo. Attenzione: gli arretrati sono tassati con aliquota media dell’anno di competenza.

        Conguaglio fiscale di fine anno

        A dicembre e gennaio l’INPS effettua il conguaglio fiscale:

        • Se durante l’anno hai pagato piu IRPEF del dovuto → rimborso
        • Se hai pagato meno del dovuto → trattenuta aggiuntiva

        Il conguaglio tiene conto delle detrazioni effettive e del reddito complessivo annuo.

        Bonus 154,94 euro

        A dicembre, i pensionati con reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo ricevono l’importo aggiuntivo di 154,94 euro (o importo ridotto se superano parzialmente la soglia).

        Trattenute per recupero indebiti

        Se in passato hai percepito somme non spettanti, l’INPS le recupera con trattenute mensili. Nel cedolino troverai la voce “RECUPERO INDEBITO” con l’importo e il debito residuo.

        Come Scaricare e Stampare il Cedolino

        Per conservare una copia del cedolino o presentarlo a enti terzi, puoi scaricarlo e stamparlo facilmente.

        Procedura di download

        1. Accedi al servizio “Cedolino pensione” su MyINPS
        2. Seleziona il mese desiderato
        3. Clicca su “Visualizza cedolino”
        4. Nella schermata del cedolino, clicca su “Scarica PDF” o “Stampa”

        Storico cedolini

        Puoi accedere ai cedolini degli ultimi 24 mesi direttamente online. Per cedolini piu vecchi, devi fare richiesta alla sede INPS competente.

        Cedolino semplificato

        Oltre al cedolino completo, e disponibile anche una versione semplificata con le sole informazioni essenziali:

        • Importo lordo
        • Trattenute totali
        • Importo netto
        • Data di pagamento

        Per conoscere le date esatte di pagamento di ogni mese, consulta il calendario pagamento pensioni 2026.

        Domande Frequenti

        Perche l’importo netto della pensione cambia ogni mese?

        L’importo netto varia principalmente per le addizionali IRPEF. Il saldo dell’anno precedente viene trattenuto da gennaio a novembre, mentre l’acconto parte da marzo. Inoltre, alcuni mesi hanno conguagli o bonus. Per approfondire: perche la pensione netta cambia ogni mese.

        Dove trovo la certificazione CU nel cedolino?

        La Certificazione Unica (CU) non e nel cedolino mensile. E un documento separato che l’INPS rilascia entro il 16 marzo di ogni anno, consultabile nella sezione “Certificazione Unica” di MyINPS.

        Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

        La quattordicesima spetta ai pensionati con reddito personale fino a 2 volte il trattamento minimo (circa 15.500 euro nel 2026). Se ne hai diritto, la vedrai nel cedolino di luglio con la voce specifica.

        Cosa significa la voce “trattenute sindacali” nel cedolino?

        E la quota associativa che viene trattenuta mensilmente se hai aderito a un sindacato dei pensionati (es. SPI-CGIL, FNP-CISL, UILP-UIL). Per revocarla devi comunicare la disdetta al sindacato.

        Posso contestare un’informazione errata nel cedolino?

        Si, puoi presentare un reclamo o una richiesta di riesame alla sede INPS competente. Usa il servizio online “INPS Risponde” o recati allo sportello con la documentazione. E consigliabile farsi assistere da un patronato per la pratica.

        Come verifico se l’IRPEF e stata calcolata correttamente?

        Moltiplica la pensione lorda annua per l’aliquota del tuo scaglione, poi sottrai le detrazioni. Se il calcolo non torna, potresti avere altre detrazioni o deduzioni non considerate. Il CAF puo aiutarti a verificare.

        Conclusione

        Saper leggere il cedolino pensione INPS e fondamentale per verificare che i calcoli siano corretti e capire da cosa dipendono le variazioni mensili. Le sezioni principali – dati anagrafici, importo lordo, trattenute e netto – seguono una logica chiara una volta compresa.

        Ricorda che le addizionali regionali e comunali sono la causa piu frequente delle variazioni mensili, mentre eventi straordinari come arretrati e conguagli possono modificare significativamente l’importo di singoli mesi.

        Se hai dubbi sulla correttezza del tuo cedolino o vuoi capire meglio le trattenute applicate, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per una verifica gratuita.

        Hai dubbi sul tuo cedolino pensione?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare gratuitamente le trattenute e capire ogni voce del cedolino.

        Chiama 0432 1638640

        WhatsApp 366 6018121

        Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

        Novita Cedolino 2026

        Per le novita specifiche di questo mese, consulta le nostre guide aggiornate:

        • Cedolino Pensione Marzo 2026: date, importi e novita INPS
        • Taglio IRPEF e Arretrati Marzo 2026
        • Aumenti Pensioni 2026: rivalutazione e importi
        Febbraio 19, 2026/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png 0 0 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-19 08:00:002026-05-30 01:00:54Come Leggere il Cedolino Pensione INPS: Guida Completa alle Voci 2026
        Pagina 2 di 3123

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