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Tag Archivio per: pensioni 2026

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come Richiederla

calcolo pensione CAF Udine

La pensione per casalinghe è una prestazione previdenziale destinata a chi svolge attività domestica non retribuita. Nel 2026 offre la possibilità di costruire una pensione autonoma con contributi volontari accessibili.

Cos’è la Pensione Casalinghe INPS

Il Fondo Casalinghe INPS è una gestione previdenziale separata creata per garantire copertura pensionistica a chi si dedica alla cura della casa e della famiglia senza percepire reddito da lavoro.

A chi è rivolta

  • Casalinghe e casalinghi
  • Coniugi che si occupano esclusivamente della famiglia
  • Persone che assistono familiari anziani o disabili
  • Chi non ha altre coperture previdenziali obbligatorie



Requisiti per Iscriversi

Possono iscriversi al Fondo Casalinghe 2026:

  • Età: tra 16 e 65 anni
  • Residenza: in Italia
  • Attività: lavoro domestico non retribuito (cura casa, famiglia)
  • Non iscritti ad altre gestioni previdenziali obbligatorie

L’iscrizione è volontaria e può essere effettuata in qualsiasi momento.



Quanto si Versa nel 2026

I contributi sono volontari e flessibili:

Contributo minimo annuale

310 euro circa (importo indicativo 2026)

Questo versamento copre 1 mese di contribuzione utile per la pensione.

Per maturare un anno intero

Versamento annuale: circa 3.720 euro (12 mesi × 310 euro)

Contributi deducibili

I contributi versati sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF (se la casalinga è a carico fiscale del coniuge che li paga).



Pensione di Vecchiaia Casalinghe

Requisiti 2026

  • Età: 67 anni (come la pensione di vecchiaia ordinaria)
  • Contributi minimi: 20 anni (240 mesi)
  • Importo minimo: pensione pari almeno all’assegno sociale (circa 534 euro/mese nel 2026)

Importo pensione

La pensione viene calcolata con il sistema contributivo:

Formula: Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

Esempio:

  • Versati 3.720 euro/anno per 20 anni = 74.400 euro totali
  • Coefficiente a 67 anni: 5,6% circa
  • Pensione annua: 74.400 × 5,6% = 4.166 euro
  • Pensione mensile: 4.166 / 13 = 320 euro/mese

L’importo cresce se si versano contributi maggiori o per più anni.



Come Iscriversi al Fondo Casalinghe

  1. Accedi a inps.it con SPID/CIE/CNS
  2. Vai in Prestazioni → Domanda di iscrizione Fondo Casalinghe
  3. Compila il modulo con dati anagrafici e dichiarazione attività domestica
  4. Invia la domanda

L’iscrizione è immediata e gratuita.

Versamento contributi

Dopo l’iscrizione, puoi versare i contributi:

  • Online tramite INPS
  • Con bollettino MAV ricevuto per email
  • In unica soluzione annuale o rateizzati



Vantaggi della Pensione Casalinghe

1. Indipendenza previdenziale

Costruisci una pensione autonoma, senza dipendere dalla reversibilità del coniuge.

2. Contributi flessibili

Decidi quanto e quando versare, senza obblighi fissi.

3. Deducibilità fiscale

Se il coniuge paga i contributi per la casalinga a carico, può dedurli dal proprio reddito.

4. Cumulo con altri periodi

I contributi casalinghe possono essere cumulati con altri periodi lavorativi (es. lavoro dipendente prima del matrimonio).

Pensione ai Superstiti per Casalinghe

Se la casalinga iscritta al Fondo decede, i familiari possono avere diritto a:

  • Pensione di reversibilità (se erano a carico)
  • Pensione indiretta (se aveva almeno 15 anni di contributi)



Domande Frequenti

Posso iscrivermi se ho già lavorato in passato?

Sì, se attualmente non lavori e ti dedichi esclusivamente alla famiglia.

I contributi sono obbligatori dopo l’iscrizione?

No, l’iscrizione non comporta obblighi. Versi solo se e quando vuoi.

Posso cumulare con altri contributi?

Sì, con il cumulo gratuito puoi sommare i contributi casalinghe con altri periodi in diverse gestioni.

Chi può pagare i contributi?

La casalinga stessa o il coniuge/familiare (che beneficia della deducibilità se la casalinga è a carico).

Serve un ISEE basso?

No, l’iscrizione è aperta a tutti, senza limiti di reddito familiare.

Conclusioni

La pensione casalinghe 2026 è uno strumento utile per garantire copertura previdenziale a chi si dedica alla cura della famiglia. Con contributi accessibili e flessibili, permette di costruire una pensione autonoma e indipendente.

Hai bisogno di assistenza per pratiche pensionistiche e welfare?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

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Agosto 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Riscatto Laurea 2026: Conviene Davvero? Costi, Requisiti e Calcolo

calcolo pensione CAF Udine

Il riscatto della laurea è uno strumento che permette di valorizzare gli anni di studio universitario ai fini pensionistici. Nel 2026, con le ultime modifiche normative, questa opzione può rappresentare un’opportunità strategica per anticipare la pensione o aumentarne l’importo.

Ma conviene davvero riscattare la laurea nel 2026? La risposta dipende da età, reddito, anni da riscattare e obiettivi pensionistici.



Indice dei contenuti

  1. Cos’è il riscatto della laurea
  2. Chi può richiederlo
  3. Quanto costa nel 2026
  4. Vantaggi fiscali
  5. Quando conviene
  6. Come richiederlo
  7. Domande frequenti

Cos’è il Riscatto della Laurea

Il riscatto della laurea consente di trasformare gli anni di studio universitario in contributi utili per la pensione, versando un importo all’INPS.

Gli anni riscattati servono sia per maturare prima i requisiti (diritto alla pensione) che per aumentare l’importo mensile della pensione futura.

Cosa si può riscattare

  • Diploma universitario (2-3 anni)
  • Laurea triennale (3 anni)
  • Laurea magistrale (2 anni)
  • Laurea a ciclo unico (5-6 anni: Medicina, Giurisprudenza, Architettura)
  • Dottorato di ricerca
  • Diplomi di specializzazione post-laurea

Importante: si riscattano solo gli anni della durata legale, non gli anni fuori corso.



Chi Può Riscattare la Laurea nel 2026

Possono richiedere il riscatto:

1. Lavoratori dipendenti e autonomi

Iscritti a qualsiasi gestione INPS (dipendenti, Gestione Separata, artigiani, commercianti).

2. Professionisti con cassa privata

Iscritti alle Casse professionali (la domanda va presentata alla propria Cassa).

3. Inoccupati

Chi non ha mai lavorato può richiedere il riscatto agevolato a costi ridotti.

4. Studenti o genitori

Anche durante gli studi si può riscattare, beneficiando di costi più bassi.



Quanto Costa il Riscatto Laurea nel 2026

Il costo varia in base a sistema di calcolo (retributivo/contributivo), reddito e tipologia di riscatto.

Riscatto ordinario (sistema contributivo)

Formula: Reddito × 33% × Anni da riscattare

Esempio (5 anni, reddito 35.000 euro):

35.000 × 0,33 × 5 = 57.750 euro

Riscatto agevolato

Calcolato sul minimale contributivo (circa 17.500 euro nel 2026):

17.500 × 0,33 × 5 = 28.875 euro circa

Il riscatto agevolato costa la metà rispetto all’ordinario ed è accessibile a chi ha contributi solo dopo il 1996.

Confronto costi (5 anni)

Tipo riscattoCosto totale
Ordinario retributivo40.000-80.000 euro
Ordinario contributivo (reddito 35k)57.750 euro
Agevolato28.875 euro



Vantaggi Fiscali del Riscatto

L’importo versato è interamente deducibile dal reddito imponibile IRPEF.

Esempio:

  • Riscatto pagato: 10.000 euro
  • Aliquota marginale: 35%
  • Risparmio fiscale: 10.000 × 35% = 3.500 euro
  • Costo effettivo: 10.000 – 3.500 = 6.500 euro

Il vantaggio fiscale è maggiore per redditi elevati (aliquote 35-43%).

Modalità di pagamento

  • Unica soluzione: deduzione concentrata in un anno
  • Rateale (fino a 120 rate): pagamento mensile senza interessi, ogni rata è deducibile nell’anno di pagamento



Quando Conviene Riscattare la Laurea

CONVIENE se:

  • Sei vicino alla pensione: il riscatto ti permette di anticipare l’uscita
  • Hai redditi elevati: massimizzi il risparmio fiscale
  • Puoi accedere al riscatto agevolato: costi dimezzati
  • Vuoi aumentare la pensione: 5 anni in più possono incrementare l’assegno del 10-15%

NON conviene se:

  • Sei molto giovane (sotto 30 anni): il ritorno è troppo lontano
  • Hai reddito basso: scarso vantaggio fiscale
  • Mancano 20+ anni alla pensione: meglio investire altrove
  • Non hai liquidità: ci sono priorità finanziarie più urgenti

Calcolo break-even

Formula: Costo effettivo / Incremento annuo pensione

Esempio:

  • Costo effettivo (al netto tasse): 20.000 euro
  • Incremento pensione: 1.800 euro/anno
  • Break-even: 20.000 / 1.800 = 11 anni

Se vivi da pensionato più di 11 anni, recuperi l’investimento.



Come Richiedere il Riscatto Laurea

  1. Accedi al sito inps.it con SPID/CIE/CNS
  2. Vai in Prestazioni e servizi → Riscatto di laurea
  3. Compila il form con dati anagrafici e titolo di studio
  4. Allega certificato di laurea o autocertificazione
  5. Scegli modalità di pagamento (unica o rateale)
  6. Invia domanda

Tempi

  • Esame domanda: 60-90 giorni
  • Ricevi prospetto con costo esatto
  • Hai 60 giorni per accettare o rinunciare

Domande Frequenti

Posso riscattare solo alcuni anni?

Sì, anche solo 1 anno. Non sei obbligato a riscattare l’intero corso.

Il riscatto vale per tutte le pensioni?

Sì, è utile per vecchiaia, anticipata, Quota 103, ecc.

Posso riscattare da pensionato?

Solo in casi specifici (ricongiunzione, supplemento). Generalmente va richiesto prima del pensionamento.

Se interrompo il pagamento rateale?

I contributi già versati restano acquisiti. Non perdi quanto già pagato.

Chi può richiedere il riscatto agevolato?

Chi ha contributi solo dopo il 1996 (interamente nel sistema contributivo), anche se lavora.

Il riscatto pagato per un figlio è deducibile?

Sì, è deducibile dal reddito del genitore se il figlio è a carico.



Conclusioni

Il riscatto della laurea nel 2026 è molto conveniente se:

  • Sei vicino alla pensione e vuoi anticipare l’uscita
  • Hai redditi elevati e benefici fiscali importanti
  • Puoi accedere al riscatto agevolato (costo dimezzato)

Per valutare la convenienza effettiva, chiedi una simulazione personalizzata all’INPS o rivolgiti al CAF.

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Agosto 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS

Pensione 2026 INPS

Il pagamento delle pensioni di agosto 2026 segue un calendario particolare perché il 1° agosto cade di sabato. Questo significa che chi riceve la pensione su conto corrente bancario vedrà l’accredito in anticipo, il venerdì 31 luglio 2026, mentre chi ritira allo sportello di Poste Italiane dovrà attendere il lunedì 3 agosto, seguendo il consueto calendario alfabetico. In questa guida completa trovi tutte le date di accredito, gli importi aggiornati con la rivalutazione pensioni 2026, le eventuali trattenute IRPEF dal modello 730 e le istruzioni per consultare il cedolino pensione su MyINPS.

Indice dei contenuti

  1. Data Accredito Pensione Agosto 2026
  2. Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026
  3. Importi Pensioni Agosto 2026 con Rivalutazione
  4. Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026
  5. Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026
  6. Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto
  7. Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026
  8. Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026
  9. Domande Frequenti

Data Accredito Pensione Agosto 2026: Quando Arriva

La data ufficiale di pagamento delle pensioni di agosto 2026 è il 1° agosto, come previsto dal calendario INPS che fissa l’accredito al primo giorno bancabile del mese. Tuttavia, poiché il 1° agosto 2026 cade di sabato, le banche anticipano l’operazione al giorno lavorativo precedente.

Ecco nel dettaglio le date di accredito in base al canale di riscossione:

  • Conto corrente bancario: accredito il venerdì 31 luglio 2026 (anticipo perché il 1° agosto è sabato)
  • Conto corrente postale (BancoPosta): accredito il venerdì 31 luglio 2026
  • Libretto postale: accredito il venerdì 31 luglio 2026
  • Carta Postepay Evolution: accredito il venerdì 31 luglio 2026
  • Ritiro in contanti allo sportello Poste: dal lunedì 3 agosto 2026 secondo calendario alfabetico

Chi ha la pensione accreditata direttamente su conto corrente, sia bancario che postale, potrà disporre della somma già dalla mattina del 31 luglio. È importante verificare sempre il proprio estratto conto, poiché in rari casi l’accredito potrebbe essere posticipato di qualche ora a causa dei tempi tecnici interbancari.

Calendario Ritiro Poste Italiane Agosto 2026

I pensionati che ritirano la pensione in contanti allo sportello di Poste Italiane devono seguire il calendario alfabetico stabilito per evitare assembramenti. Il ritiro del pagamento pensioni agosto 2026 inizia lunedì 3 agosto, poiché il 1° e il 2 agosto cadono nel weekend.

Ecco il calendario alfabetico di agosto 2026 per il ritiro allo sportello:

GiornoDataCognomi dalla lettera
Lunedì3 agosto 2026A – B
Martedì4 agosto 2026C – D
Mercoledì5 agosto 2026E – K
Giovedì6 agosto 2026L – O
Venerdì7 agosto 2026P – R
Sabato8 agosto 2026S – Z

Ricorda che il calendario è indicativo e puoi ritirare la pensione anche nei giorni successivi a quello assegnato alla tua iniziale del cognome. Il calendario serve solo a evitare code e garantire un servizio più ordinato. Se non riesci a ritirare nel giorno previsto, puoi presentarti in qualsiasi giorno lavorativo successivo, entro la fine del mese.

Importi Pensioni Agosto 2026 con Rivalutazione

Gli importi delle pensioni di agosto 2026 includono la rivalutazione ISTAT applicata a partire da gennaio 2026. La perequazione automatica, ovvero l’adeguamento delle pensioni al costo della vita, segue il meccanismo stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 con aliquote differenziate in base all’importo della pensione.

Ecco le fasce di rivalutazione applicate nel 2026 in base al trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a 603,40 euro mensili):

Fascia di pensioneImporto mensileRivalutazione 2026
Fino a 4 volte il minimoFino a 2.413,60 euro100% dell’indice ISTAT
Da 4 a 5 volte il minimoDa 2.413,61 a 3.017,00 euro90% dell’indice ISTAT
Da 5 a 6 volte il minimoDa 3.017,01 a 3.620,40 euro75% dell’indice ISTAT
Da 6 a 8 volte il minimoDa 3.620,41 a 4.827,20 euro50% dell’indice ISTAT
Da 8 a 10 volte il minimoDa 4.827,21 a 6.034,00 euro40% dell’indice ISTAT
Oltre 10 volte il minimoOltre 6.034,00 euro32% dell’indice ISTAT

In pratica, chi percepisce una pensione fino a circa 2.400 euro mensili lordi riceve la rivalutazione piena, mentre per le pensioni più alte l’adeguamento è parziale. Il cedolino di agosto 2026 riflette già questi importi aggiornati, come confermato dall’INPS nella circolare di inizio anno. Per approfondire tutte le opzioni di uscita dal lavoro e i requisiti pensionistici, consulta la nostra guida sulle pensioni 2026.

Pensione Minima e Maggiorazione Sociale Agosto 2026

La pensione minima, chiamata tecnicamente “trattamento minimo”, rappresenta l’importo base garantito dall’INPS a chi ha maturato i requisiti contributivi minimi. Per il 2026, la pensione minima INPS è pari a 603,40 euro al mese (lordi), per 13 mensilità.

Oltre al trattamento minimo, i pensionati con redditi bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un’integrazione economica che aumenta l’importo della pensione. I requisiti per ottenerla sono:

  • Età compresa tra 60 e 64 anni: maggiorazione fino a 25,83 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 6.898 euro annui
  • Età tra 65 e 69 anni: maggiorazione fino a 82,64 euro al mese, con limite di reddito personale di circa 8.642 euro annui
  • Età dai 70 anni in su: maggiorazione fino a 136,44 euro al mese (cosiddetto “incremento al milione”), con limite di reddito personale di circa 9.560 euro annui

La maggiorazione sociale viene erogata automaticamente dall’INPS se i requisiti reddituali sono soddisfatti, ma è sempre consigliabile verificare il proprio cedolino per accertarsi che venga correttamente applicata. Se noti anomalie nell’importo della tua pensione di agosto 2026, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

Trattenute IRPEF e Conguagli 730 su Pensione Agosto 2026

Il cedolino della pensione di agosto 2026 potrebbe presentare trattenute aggiuntive rispetto ai mesi precedenti. Questo accade perché l’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, effettua i conguagli fiscali derivanti dal modello 730/2026 a partire dai ratei di pensione di agosto e settembre.

Le principali trattenute che potresti trovare nel cedolino di agosto sono:

  • Conguaglio IRPEF a debito: se dal 730 precompilato 2026 risulta un’imposta aggiuntiva da versare, l’INPS trattiene l’importo direttamente dalla pensione
  • Addizionale regionale IRPEF: la quota annuale viene ripartita in rate mensili e trattenuta dal cedolino
  • Addizionale comunale IRPEF: analogamente, viene trattenuta mensilmente in base al Comune di residenza
  • Recupero di somme erogate in eccesso: l’INPS potrebbe recuperare importi pagati per errore nei mesi precedenti
  • Trattenute per cessione del quinto: se hai attivato un prestito con cessione del quinto sulla pensione

Se il conguaglio IRPEF a debito supera un certo importo, l’INPS lo rateizza automaticamente nei mesi successivi per evitare che la pensione netta si riduca troppo in un solo mese. In ogni caso, è fondamentale controllare attentamente il cedolino e, in caso di dubbi sulle trattenute, rivolgersi a un professionista fiscale per verificare la correttezza dei calcoli.

Rimborso 730 su Pensione: Chi lo Riceve ad Agosto 2026

La buona notizia per molti pensionati è che il cedolino di agosto 2026 potrebbe contenere anche il rimborso IRPEF derivante dal modello 730. Se dalla dichiarazione dei redditi risulta un credito a tuo favore, l’INPS lo eroga direttamente come maggiorazione sulla pensione.

Il rimborso arriva nel mese di agosto a condizione che tu abbia presentato il modello 730/2026 entro giugno. Ecco il calendario indicativo dei rimborsi:

  • 730 presentato entro maggio 2026: rimborso nel cedolino di agosto 2026
  • 730 presentato a giugno 2026: rimborso nel cedolino di agosto o settembre 2026
  • 730 presentato a luglio-settembre 2026: rimborso nei mesi successivi (settembre-novembre)

Il rimborso compare nel cedolino come voce distinta, generalmente indicata come “conguaglio 730” con segno positivo. L’importo dipende dalle detrazioni fiscali spettanti: spese mediche, interessi sul mutuo, spese per ristrutturazione, bonus edilizi, spese scolastiche e universitarie, e così via.

Se non hai ancora presentato il 730, c’è ancora tempo: la scadenza è fissata al 30 settembre 2026. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio, assicurandosi che tutte le detrazioni spettanti siano correttamente inserite per massimizzare il tuo rimborso.

Quattordicesima Mensilità: Pagamento ad Agosto 2026

Un aspetto importante da considerare riguarda la quattordicesima mensilità, la somma aggiuntiva erogata dall’INPS ai pensionati con redditi bassi. La quattordicesima viene generalmente pagata nel mese di luglio insieme al rateo ordinario, ma in alcuni casi il pagamento o il conguaglio può slittare ad agosto 2026.

Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che soddisfano questi requisiti:

  • Età: almeno 64 anni compiuti
  • Reddito personale: non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.488 euro annui nel 2026)
  • Tipo di pensione: pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria o fondi sostitutivi

L’importo della quattordicesima varia in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Per chi ha fino a 15 anni di contributi, l’importo è di 437 euro; con 15-25 anni sale a 546 euro; oltre 25 anni si arriva a 655 euro. Se i tuoi redditi sono ancora più bassi (entro 1,5 volte il minimo), gli importi aumentano rispettivamente a 655, 546 e 655 euro.

Se non hai ricevuto la quattordicesima a luglio e ritieni di averne diritto, controlla il cedolino di agosto oppure rivolgiti al Patronato per verificare la tua situazione.

Come Consultare il Cedolino Pensione Agosto 2026

Il cedolino della pensione di agosto 2026 è consultabile online sul portale MyINPS generalmente a partire da una decina di giorni prima della data di accredito. Ecco la procedura passo dopo passo per visualizzare il tuo cedolino:

  1. Accedi al sito www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
  3. Autenticati con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  4. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati” nella barra di ricerca
  5. Seleziona il mese di agosto 2026 dal menu a tendina
  6. Visualizza e scarica il cedolino in formato PDF

Sul cedolino troverai tutte le voci che compongono il tuo pagamento: l’importo lordo della pensione, le trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali), eventuali conguagli dal 730, trattenute per cessione del quinto e l’importo netto che riceverai.

Se non hai le credenziali SPID o incontri difficoltà nell’accesso al portale, puoi rivolgerti al Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, dove un operatore qualificato potrà accedere al tuo cedolino e spiegarti ogni singola voce. Il servizio di consultazione cedolino è completamente gratuito.

Domande Frequenti sul Pagamento Pensioni Agosto 2026

Quando viene pagata la pensione di agosto 2026?

La pensione di agosto 2026 viene accreditata il 31 luglio 2026 (venerdì) per chi riceve su conto corrente bancario o postale. Per il ritiro allo sportello di Poste Italiane, il calendario parte dal 3 agosto 2026 (lunedì) seguendo l’ordine alfabetico dei cognomi.

Perché la pensione di agosto arriva a luglio?

La pensione di agosto viene accreditata il 31 luglio perché il 1° agosto 2026 cade di sabato, giorno non bancabile. Le banche anticipano quindi il pagamento all’ultimo giorno lavorativo utile, che è il venerdì 31 luglio. L’importo si riferisce comunque alla mensilità di agosto.

Il rimborso del 730 arriva con la pensione di agosto?

Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro maggio-giugno, il rimborso IRPEF viene erogato dall’INPS nel cedolino di agosto come voce aggiuntiva. Se il 730 è stato presentato successivamente, il rimborso arriverà nei mesi seguenti.

Cosa sono le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto?

Le trattenute aggiuntive nel cedolino di agosto possono essere relative ai conguagli IRPEF dal 730 (se risulta un debito), alle addizionali regionali e comunali, oppure a recuperi di somme erogate in eccesso dall’INPS nei mesi precedenti.

Come posso controllare il cedolino della pensione di agosto?

Puoi consultare il cedolino online accedendo al servizio “Cedolino pensione” sul portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. In alternativa, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la consultazione.

La pensione minima di agosto 2026 a quanto ammonta?

La pensione minima INPS per il 2026 è di 603,40 euro mensili lordi. A questa cifra possono aggiungersi le maggiorazioni sociali per chi ha un reddito basso e un’età superiore ai 60 anni, con incrementi che possono arrivare fino a 136,44 euro al mese per gli over 70.


Hai Dubbi sulla Tua Pensione? Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti Aiuta

Se hai domande sul pagamento della pensione di agosto 2026, sulle trattenute nel cedolino o sul rimborso del 730, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori qualificati possono:

  • Verificare il tuo cedolino e spiegarti ogni voce
  • Controllare che la rivalutazione sia stata applicata correttamente
  • Assistere nella compilazione del modello 730 per ottenere il rimborso
  • Verificare il diritto alla quattordicesima e alla maggiorazione sociale
  • Gestire pratiche di pensione, Quota 41 e APE Sociale
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    Luglio 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-20 14:00:002026-04-18 11:13:24Pagamento Pensioni Agosto 2026: Date di Accredito, Importi e Calendario INPS
    PATRONATO

    Riscatto Laurea 2026: Costi, Calcolo e Quando Conviene per la Pensione

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Riscatto della Laurea
    2. Riscatto Ordinario vs Riscatto Agevolato 2026
    3. Calcolo del Costo del Riscatto Laurea 2026
    4. Requisiti e Chi Può Richiedere il Riscatto Laurea
    5. Quando Conviene Riscattare la Laurea: Analisi Costi-Benefici
    6. Come Fare Domanda di Riscatto Laurea all’INPS
    7. Deducibilità Fiscale del Riscatto Laurea 2026

    Il **riscatto laurea 2026** rappresenta un’opportunità importante per chi desidera anticipare la **pensione** valorizzando gli **anni di università**. Attraverso questa procedura INPS è possibile trasformare il periodo degli studi universitari in **contributi pensionistici utili**, riducendo così il tempo necessario per raggiungere i requisiti della **pensione anticipata** o di vecchiaia. Ma quanto costa effettivamente il **riscatto laurea 2026**? E soprattutto, **conviene davvero** dal punto di vista economico?In questa guida completa analizzeremo tutti gli aspetti del **riscatto degli anni di università**: dalla differenza tra **riscatto ordinario** e **riscatto agevolato**, al **calcolo del costo** con esempi pratici, fino alla **deducibilità fiscale** che può ridurre significativamente l’importo da versare. Vedremo anche quando il **riscatto laurea** rappresenta una scelta vantaggiosa e quando invece potrebbe non convenire, fornendoti tutti gli elementi per una decisione consapevole.

    Cos’è il Riscatto della Laurea

    Il **riscatto della laurea** è uno strumento previdenziale che permette di **valorizzare ai fini pensionistici** il periodo trascorso all’università per conseguire il titolo di studio. In pratica, pagando un importo calcolato dall’INPS, è possibile trasformare gli **anni di università** in **anni di contribuzione** utili per il calcolo della pensione.

    Questo significa che chi ha studiato per cinque anni può, attraverso il **riscatto laurea 2026**, accreditare quei cinque anni nel proprio montante contributivo, avvicinandosi così ai requisiti necessari per la **pensione**. Il meccanismo è particolarmente vantaggioso per chi ha iniziato a lavorare tardi o ha avuto periodi di discontinuità lavorativa.

    Il **riscatto degli anni universitari** può riguardare diversi titoli di studio, tra cui:

    • **Diploma universitario** (corsi di durata non inferiore a 2 anni e non superiore a 3)
    • **Diploma di laurea** (vecchio ordinamento)
    • **Laurea triennale** (nuovo ordinamento)
    • **Laurea magistrale** o specialistica
    • **Dottorato di ricerca**
    • **Diplomi di specializzazione post-lauream**

    È importante sottolineare che si possono riscattare esclusivamente i periodi che hanno portato effettivamente al conseguimento del titolo. Gli **anni fuori corso**, ad esempio, non possono essere oggetto di riscatto. Inoltre, il periodo da riscattare non deve essere già coperto da contribuzione obbligatoria in nessuna forma pensionistica.

    Riscatto Ordinario vs Riscatto Agevolato 2026

    Quando si parla di **riscatto laurea 2026**, è fondamentale distinguere tra due modalità di calcolo completamente diverse: il **riscatto ordinario** e il **riscatto agevolato**. La scelta tra le due opzioni può fare una differenza enorme nell’importo finale da versare.

    **Il riscatto ordinario** è la modalità standard, utilizzata per i periodi di studio che si collocano nel **sistema retributivo** o **misto**. In questo caso, il **calcolo del costo** viene effettuato secondo il metodo della riserva matematica: l’INPS determina quale beneficio pensionistico deriverà dal riscatto e calcola quanto serve accantonare oggi per finanziare quella maggiore pensione futura. Questo metodo porta spesso a importi molto elevati, che possono raggiungere e superare i **100.000 euro** per chi ha retribuzioni alte.

    **Il riscatto agevolato**, invece, è una modalità di calcolo semplificata introdotta per rendere più accessibile il **riscatto degli anni universitari**. Si applica esclusivamente ai periodi di studio che si collocano nel **sistema contributivo** (generalmente dopo il 1° gennaio 1996) e prevede un **costo fisso** calcolato sulla base dell’aliquota IVS (33%) applicata al minimale di reddito degli artigiani e commercianti dell’anno di presentazione della domanda.

    Per il **2026**, il minimale contributivo è di circa **17.504 euro** annui. Applicando l’aliquota del 33%, il **costo del riscatto agevolato** risulta essere circa **5.776 euro per ogni anno** da riscattare. Un’intera laurea triennale (3 anni) costerebbe quindi circa **17.328 euro**, mentre una magistrale (2 anni aggiuntivi) circa **11.552 euro**.

    **Esempio pratico di confronto:**

    Marco, 35 anni, dipendente con **stipendio annuo di 35.000 euro**, vuole riscattare la sua **laurea magistrale** (5 anni) conseguita tra il 2008 e il 2013.

    **Con riscatto agevolato:** • 5 anni × 5.776 euro = **28.880 euro**

    **Con riscatto ordinario:** • Stima circa **65.000-80.000 euro** (dipende da età, retribuzione, anzianità)

    La differenza è evidente: il **riscatto agevolato** permette un risparmio di oltre **40.000 euro** rispetto al metodo ordinario. Tuttavia, c’è un aspetto da considerare: il **riscatto agevolato** non modifica l’importo della pensione futura in proporzione, poiché i contributi versati sono calcolati sul minimale e non sulla retribuzione reale.

    Chi può accedere al riscatto agevolato

    Il **riscatto laurea agevolato** è disponibile solo per chi soddisfa questi requisiti:

    • Il periodo universitario da riscattare deve collocarsi **interamente nel sistema contributivo** (dopo il 31 dicembre 1995)
    • Il richiedente deve essere iscritto a una **gestione pensionistica contributiva** (INPS dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
    • **Non è richiesta l’inoccupazione**: anche chi lavora può accedere al riscatto agevolato, se i periodi da riscattare sono nel sistema contributivo

    Attenzione: chi ha iniziato a lavorare prima del 1996 e ha già contribuzione nel sistema retributivo non può utilizzare il riscatto agevolato per gli anni di università, anche se questi sono successivi al 1995. In questi casi si applica il **riscatto ordinario** con la riserva matematica.

    Calcolo del Costo del Riscatto Laurea 2026

    Comprendere come viene calcolato il **costo del riscatto laurea** è essenziale per valutare la convenienza dell’operazione. Come abbiamo visto, il metodo di calcolo cambia radicalmente tra **riscatto ordinario** e **riscatto agevolato**.

    **Formula riscatto agevolato:**

    Il calcolo è semplice e standardizzato:

    • **Minimale annuo** artigiani/commercianti 2026: circa **17.504 euro**
    • **Aliquota IVS**: 33%
    • **Costo per un anno**: 17.504 × 33% = **5.776 euro**
    • **Costo totale**: 5.776 × numero di anni da riscattare

    **Esempio 1 – Laurea triennale:** Sofia, 28 anni, laureata nel 2023 con una triennale (3 anni). • Costo: 3 anni × 5.776 euro = **17.328 euro** • Pagamento rateale possibile: 120 rate da **144 euro/mese**

    **Esempio 2 – Laurea magistrale completa:** Luca, 32 anni, laureato con magistrale nel 2021 (5 anni totali). • Costo: 5 anni × 5.776 euro = **28.880 euro** • Pagamento rateale: 120 rate da **241 euro/mese**

    **Formula riscatto ordinario:**

    Il **calcolo del riscatto ordinario** è molto più complesso e personalizzato. L’INPS utilizza il metodo della **riserva matematica**, che tiene conto di:

    • **Età del richiedente** al momento della domanda
    • **Retribuzione annua** degli ultimi 12 mesi
    • **Anzianità contributiva** maturata
    • **Sesso** (le donne hanno un’aspettativa di vita maggiore, quindi costi più alti)
    • **Sistema pensionistico** in cui ricadono gli anni da riscattare

    Non esiste una formula semplice applicabile da soli: è necessario richiedere un **preventivo gratuito** all’INPS, che fornirà l’importo esatto entro 30-60 giorni.

    **Esempio 3 – Riscatto ordinario:** Giovanna, 45 anni, dipendente pubblica con **stipendio di 45.000 euro** annui, vuole riscattare 4 anni di università (1996-2000) nel sistema retributivo.

    • Preventivo INPS: circa **85.000 euro**
    • Pagamento rateale massimo: 120 rate da **708 euro/mese**

    Come si nota, il **riscatto ordinario** può risultare molto più oneroso. Tuttavia, in questo caso, l’incremento pensionistico sarà proporzionalmente maggiore, poiché calcolato sulla retribuzione reale e non sul minimale contributivo.

    Modalità di pagamento del riscatto

    L’INPS offre diverse modalità di pagamento per il **riscatto laurea 2026**, per venire incontro alle esigenze di chi desidera valorizzare gli **anni di università**:

    **Soluzione unica**: versamento dell’intero importo in un’unica soluzione. Questa modalità permette di dedurre l’intero costo nell’anno di pagamento.

    **Rateizzazione fino a 120 rate mensili**: l’importo può essere dilazionato in un massimo di 10 anni (120 rate) senza interessi. Le rate sono costanti e vengono addebitate tramite RID bancario. Attenzione: la **deducibilità fiscale** si applica solo nell’anno di effettivo pagamento di ciascuna rata.

    **Rateizzazione automatica dalla pensione**: chi è già prossimo alla pensione può scegliere di pagare il riscatto con trattenute mensili direttamente sulla pensione futura, fino a un massimo di 120 rate. Questa opzione è particolarmente utile per chi non ha liquidità immediata ma vuole comunque accedere ai benefici del riscatto.

    Requisiti e Chi Può Richiedere il Riscatto Laurea

    Il **riscatto laurea 2026** è accessibile a un’ampia platea di lavoratori, ma è importante conoscere con precisione i **requisiti** necessari per presentare domanda all’INPS.

    **Requisiti generali per il riscatto:**

    • Aver conseguito un **titolo di studio universitario** (diploma, laurea triennale, magistrale, dottorato, specializzazione)
    • Essere **iscritti a una gestione pensionistica** INPS (dipendenti privati, pubblici, artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Il periodo di studio da riscattare **non deve essere coperto** da contribuzione obbligatoria in nessuna forma
    • Gli **anni fuori corso** non possono essere riscattati
    • Il titolo di studio deve essere stato **effettivamente conseguito** (non si possono riscattare studi non completati)

    **Chi può presentare domanda:**

    Il **riscatto degli anni universitari** può essere richiesto:

    • **Dal lavoratore direttamente**: sia dipendenti che autonomi, anche se ancora giovani. Non c’è un’età minima o massima, ma generalmente conviene valutare il riscatto quando si è già inseriti nel mondo del lavoro.
    • **Dal datore di lavoro**: l’azienda può decidere di pagare il riscatto per il proprio dipendente come forma di welfare aziendale. In questo caso, l’importo è deducibile per l’azienda e non costituisce reddito per il lavoratore.
    • **Dai genitori per i figli**: è possibile riscattare gli anni di università di un figlio **fiscalmente a carico**, anche se il figlio è inoccupato. Questa opzione è particolarmente interessante perché permette ai genitori di dedurre il costo e al figlio di vedersi accreditati immediatamente i contributi.

    **Esempio di riscatto da parte dei genitori:**

    Maria e Paolo, entrambi lavoratori dipendenti, hanno una figlia neolaureata che sta cercando lavoro. Decidono di riscattare per lei i 5 anni di università (laurea magistrale) utilizzando il **riscatto agevolato**.

    • Costo totale: **28.880 euro**
    • Pagamento: 120 rate da 241 euro/mese
    • **Deduzione fiscale**: Maria e Paolo, trovandosi nello scaglione IRPEF del 35%, recuperano circa **10.108 euro** di tasse nel corso dei 10 anni
    • Beneficio per la figlia: 5 anni di contributi immediatamente accreditati sul suo estratto conto INPS

    Questa soluzione permette ai genitori di ottimizzare il carico fiscale e alla figlia di partire con un significativo vantaggio contributivo quando entrerà nel mondo del lavoro.

    Quando Conviene Riscattare la Laurea: Analisi Costi-Benefici

    La domanda cruciale che tutti si pongono è: **conviene davvero il riscatto laurea**? La risposta non è univoca e dipende da numerosi fattori personali. Analizziamo le diverse situazioni in cui il **riscatto laurea 2026** risulta vantaggioso o meno.

    **Quando il riscatto laurea CONVIENE:**

    **1. Anticipare la pensione di alcuni anni**

    Se ti mancano pochi anni di contributi per raggiungere i requisiti della **pensione anticipata** (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne), il **riscatto degli anni universitari** può permetterti di lasciare il lavoro prima, recuperando l’investimento attraverso gli anni aggiuntivi di pensione.

    **Esempio:**

    Roberto, 60 anni, ha 38 anni di contributi. Gli mancano 4 anni e 10 mesi per la **pensione anticipata**. Ha una laurea magistrale (5 anni).

    • Senza riscatto: andrebbe in pensione a 65 anni
    • Con riscatto di 5 anni: andrebbe in pensione a 60 anni, guadagnando 5 anni di pensione
    • Pensione mensile stimata: **2.200 euro**
    • 5 anni di pensione in più: 2.200 × 12 × 5 = **132.000 euro**
    • Costo riscatto agevolato: **28.880 euro**
    • **Convenienza netta**: oltre 100.000 euro di vantaggio

    In questo caso, il **riscatto laurea conviene** ampiamente.

    **2. Riscatto agevolato con deducibilità fiscale**

    Se puoi accedere al **riscatto agevolato** e ti trovi in uno scaglione IRPEF elevato (35% o 43%), la **deducibilità fiscale** riduce significativamente il costo reale.

    **Esempio:**

    Federica, 35 anni, reddito **55.000 euro** annui (scaglione 35%), riscatta 5 anni di università con il metodo agevolato.

    • Costo nominale: **28.880 euro**
    • Recupero fiscale (35%): **10.108 euro**
    • **Costo reale netto**: 18.772 euro

    Con meno di 20.000 euro, Federica si accredita 5 anni di contributi e aumenta la sua futura pensione.

    **3. Riscatto pagato dai genitori per figli a carico**

    I genitori con redditi elevati possono sfruttare la **deduzione fiscale** riscattando gli anni di università dei figli inoccupati o con redditi bassi. Il beneficio fiscale abbatte notevolmente il costo.

    **Quando il riscatto laurea NON CONVIENE:**

    **1. Riscatto ordinario con costi elevatissimi**

    Se il **preventivo INPS** per il riscatto ordinario supera i 60.000-80.000 euro e non hai urgenza di andare in pensione, l’investimento potrebbe non essere recuperato nell’arco della vita pensionistica.

    **Esempio:**

    Claudio, 50 anni, stipendio **70.000 euro**, riceve un preventivo di **120.000 euro** per riscattare 4 anni di università nel sistema retributivo.

    • Incremento pensione stimato: +**250 euro/mese**
    • Anni necessari per recuperare l’investimento: 120.000 / (250 × 12) = **40 anni**
    • A 67 anni andrà in pensione, recupererebbe l’investimento a 107 anni

    In questo caso, il **riscatto laurea non conviene** economicamente.

    **2. Pochi anni di distanza dalla pensione senza benefici immediati**

    Se hai già i requisiti per la pensione e il riscatto servirebbe solo per aumentare lievemente l’importo, il ritorno sull’investimento potrebbe essere troppo lungo.

    **3. Incertezza sul futuro lavorativo**

    Se prevedi di trasferire la tua posizione previdenziale all’estero o di cambiare sistema pensionistico, il riscatto potrebbe non portare i benefici sperati.

    Simulazioni personalizzate con il CAF

    Determinare se il **riscatto laurea conviene** nel tuo caso specifico richiede un’analisi approfondita della tua posizione contributiva, del reddito, dell’età e degli obiettivi pensionistici. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** effettua **simulazioni personalizzate** che tengono conto di tutti questi fattori, fornendoti un quadro chiaro dei costi, dei benefici e dei tempi di recupero dell’investimento. Affidati ai nostri esperti per una valutazione accurata della tua situazione.

    Come Fare Domanda di Riscatto Laurea all’INPS

    La **domanda di riscatto laurea** deve essere presentata esclusivamente all’INPS attraverso i canali telematici. La procedura richiede attenzione nella raccolta dei documenti e nella compilazione corretta dei moduli, per evitare ritardi o rigetti della pratica.

    **Documenti necessari per la domanda:**

    Per avviare la pratica di **riscatto degli anni universitari** occorre preparare:

    • **Certificato di laurea** o autocertificazione del titolo conseguito
    • **Libretto universitario** o certificato con l’indicazione della durata legale del corso
    • **Codice fiscale** e documento d’identità
    • **Estratto conto contributivo INPS** (reperibile sul portale INPS con SPID)
    • **Eventuale documentazione** che attesti la posizione di figlio fiscalmente a carico (se la domanda è presentata dai genitori)

    **Fasi della procedura:**

    La domanda di **riscatto laurea 2026** si articola in diverse fasi che richiedono competenza e precisione. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** si occupa dell’intera procedura, dalla raccolta della documentazione alla presentazione della domanda, garantendo che ogni passaggio sia eseguito correttamente.

    Innanzitutto, viene verificata la posizione contributiva del richiedente e la presenza di eventuali periodi già coperti da contribuzione. Successivamente, si procede con la compilazione della domanda telematica, indicando con precisione i periodi universitari da riscattare, il titolo conseguito e la modalità di calcolo richiesta (ordinaria o agevolata).

    Una volta inviata la domanda, l’INPS rilascia una ricevuta e avvia l’istruttoria. Entro **30-60 giorni**, l’Istituto fornisce il **preventivo del costo** del riscatto. A questo punto, il richiedente ha tempo per valutare se accettare o rinunciare, senza alcun vincolo.

    Se si accetta il preventivo, si procede con il versamento dell’importo (in soluzione unica o rateizzato). Solo dopo il pagamento completo o l’avvio della rateizzazione, l’INPS accredita i contributi sull’estratto conto pensionistico.

    **Tempi di lavorazione:**

    • **Invio domanda**: immediato (telematico)
    • **Ricezione preventivo**: 30-60 giorni
    • **Accettazione preventivo**: nessun limite temporale (ma conviene decidere entro 6 mesi per evitare ricalcoli)
    • **Accredito contributi**: dopo il primo pagamento o l’avvio della rateizzazione

    Il **CAF Centro Fiscale** monitora costantemente lo stato della pratica, sollecitando l’INPS in caso di ritardi e verificando che l’accredito dei contributi sia stato effettuato correttamente.

    Deducibilità Fiscale del Riscatto Laurea 2026

    Uno degli aspetti più vantaggiosi del **riscatto laurea** è la sua piena **deducibilità fiscale** dal reddito imponibile IRPEF. Questo significa che l’importo versato per il riscatto riduce il reddito sul quale vengono calcolate le imposte, generando un **risparmio fiscale** che abbatte il costo reale dell’operazione.

    **Come funziona la deduzione:**

    I contributi versati per il **riscatto degli anni universitari** sono interamente **deducibili dal reddito complessivo** ai sensi dell’articolo 10 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). La deduzione si applica:

    • Nell’anno di effettivo pagamento del contributo
    • Sia per i versamenti in soluzione unica che per le singole rate
    • Sia per il riscatto proprio che per quello di familiari fiscalmente a carico
    • Senza alcun limite di importo (a differenza di altre deduzioni che hanno massimali)

    La **deduzione fiscale** del riscatto laurea non ha tetti: anche se versi 50.000 o 100.000 euro in un anno, l’intero importo è deducibile.

    **Calcolo del risparmio fiscale:**

    Il risparmio fiscale effettivo dipende dallo **scaglione IRPEF** in cui si colloca il reddito:

    • Scaglione **23%**: recupero di 23 euro ogni 100 euro versati
    • Scaglione **35%**: recupero di 35 euro ogni 100 euro versati
    • Scaglione **43%**: recupero di 43 euro ogni 100 euro versati

    **Esempio 1 – Reddito medio:**

    Alessandro, dipendente con reddito **32.000 euro** (scaglione 23%), riscatta 3 anni di laurea con il metodo agevolato.

    • Costo nominale: 3 × 5.776 = **17.328 euro**
    • Risparmio IRPEF (23%): **3.985 euro**
    • **Costo reale netto**: 13.343 euro

    **Esempio 2 – Reddito alto:**

    Elena, libera professionista con reddito **80.000 euro** (scaglione 43%), riscatta 5 anni con metodo agevolato.

    • Costo nominale: 5 × 5.776 = **28.880 euro**
    • Risparmio IRPEF (43%): **12.418 euro**
    • **Costo reale netto**: 16.462 euro

    Come si vede, più alto è il reddito, maggiore è il beneficio fiscale del **riscatto laurea 2026**.

    **Deduzione per riscatto di figli a carico:**

    Una strategia particolarmente efficace è il **riscatto pagato dai genitori** per i figli fiscalmente a carico. In questo caso:

    • Il genitore deduce l’intero importo dal proprio reddito
    • Il figlio riceve i contributi accreditati sul suo estratto conto INPS
    • Non c’è alcuna tassazione per il figlio (non costituisce reddito)

    **Esempio 3 – Riscatto da parte dei genitori:**

    I coniugi Martini (redditi complessivi **90.000 euro**, scaglione 35%) riscattano 5 anni di università per la figlia neolaureata inoccupata.

    • Costo nominale: **28.880 euro**
    • Risparmio IRPEF (35%): **10.108 euro**
    • **Costo reale netto** per i genitori: 18.772 euro
    • Beneficio per la figlia: 5 anni di contributi regalati

    Questa operazione è conveniente soprattutto se i genitori hanno redditi elevati e la figlia non avrebbe la capacità contributiva per sostenere il riscatto autonomamente.

    **Come dichiarare il riscatto nel 730:**

    I contributi per il **riscatto laurea** vanno indicati nel **modello 730** o nel modello Redditi:

    • **Rigo E27** (oneri deducibili – contributi previdenziali)
    • Indicare l’importo effettivamente versato nell’anno
    • Conservare le ricevute di pagamento INPS come documentazione

    Il **CAF Centro Fiscale di Udine** si occupa della corretta compilazione della dichiarazione dei redditi, assicurandosi che tutti i contributi versati per il riscatto siano correttamente dedotti, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

    Domande Frequenti sul Riscatto Laurea 2026

    Quanto costa riscattare 5 anni di laurea nel 2026?

    Con il **riscatto agevolato**, 5 anni di laurea costano circa **28.880 euro** (5.776 euro per anno), pagabili anche in 120 rate mensili da 241 euro. Con il **riscatto ordinario**, il costo varia significativamente in base a età, retribuzione e sistema pensionistico, e può superare gli 80.000-100.000 euro. Il **CAF Centro Fiscale** può richiedere per te il preventivo gratuito INPS e aiutarti a valutare quale opzione è più conveniente.

    Il riscatto laurea conviene davvero?

    Il **riscatto laurea conviene** soprattutto in tre casi: se ti permette di anticipare la pensione di alcuni anni, se accedi al **riscatto agevolato** con costi contenuti, o se hai un reddito alto che ti consente di recuperare molto tramite la **deducibilità fiscale**. Non conviene se il preventivo ordinario è troppo elevato rispetto ai benefici pensionistici. È fondamentale fare una simulazione personalizzata: il **CAF Centro Fiscale** effettua calcoli dettagliati per valutare la tua situazione specifica.

    Posso riscattare solo alcuni anni di università o devo riscattare tutto il corso?

    Puoi scegliere liberamente **quanti anni riscattare**, anche solo uno o due. Non sei obbligato a riscattare l’intero periodo del corso di laurea. Molti scelgono di riscattare solo gli anni necessari per raggiungere i requisiti della pensione anticipata, riducendo così il costo totale dell’operazione.

    I genitori possono riscattare gli anni di università per i figli?

    Sì, i genitori possono riscattare gli **anni di università** per i figli **fiscalmente a carico**, anche se inoccupati. Questa soluzione è molto vantaggiosa perché i genitori deducono l’importo dal proprio reddito (recuperando dal 23% al 43% tramite IRPEF), mentre il figlio riceve i contributi accreditati sul suo estratto conto INPS senza alcuna tassazione.

    Posso detrarre il riscatto laurea dalle tasse?

    Il **riscatto laurea** non è detraibile ma **deducibile**, il che è ancora più vantaggioso. La **deduzione** riduce il reddito imponibile su cui si calcolano le imposte, mentre la detrazione ridurrebbe solo l’imposta. In pratica, se versi 10.000 euro di riscatto e sei nel scaglione IRPEF del 35%, risparmi 3.500 euro di tasse. L’importo deducibile è illimitato e si indica nel **modello 730** al rigo E27.

    Quanto tempo ha l’INPS per dare il preventivo del riscatto?

    L’INPS ha **30-60 giorni** di tempo per elaborare e inviare il **preventivo del costo** del riscatto laurea. Una volta ricevuto il preventivo, non hai scadenze per accettarlo: puoi valutare con calma se procedere o rinunciare. Il **CAF Centro Fiscale** monitora i tempi dell’INPS e sollecita eventuali ritardi, assicurandosi che tu riceva tempestivamente tutte le informazioni necessarie per decidere.

    Conclusioni

    Il **riscatto laurea 2026** rappresenta uno strumento previdenziale potente, ma la sua convenienza va valutata con attenzione in base alla situazione personale. Tra **costi**, **calcoli**, **deducibilità fiscale** e impatti sulla futura **pensione**, le variabili sono molte e richiedono competenze specifiche per essere analizzate correttamente. Hai bisogno di assistenza per valutare se il **riscatto degli anni universitari** conviene nel tuo caso? Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per effettuare simulazioni personalizzate, richiedere il preventivo INPS, presentare la domanda e gestire tutti gli aspetti fiscali e previdenziali dell’operazione. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su WhatsApp al **366 6018121**.

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    PATRONATO

    Pensione di Vecchiaia 2026: Requisiti di Eta e Contributi, Come Fare Domanda

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La pensione di vecchiaia 2026 rappresenta il traguardo naturale per milioni di lavoratori italiani che hanno raggiunto i requisiti di età e contributi stabiliti dalla normativa INPS. Conoscere con esattezza quando si può andare in pensione, quanto si riceverà e come presentare domanda è fondamentale per pianificare serenamente il proprio futuro previdenziale. Nel 2026, i requisiti per accedere alla pensione ordinaria di vecchiaia restano quelli introdotti dalla riforma Fornero: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi versati. Questa guida completa ti aiuterà a capire se hai diritto alla pensione, come calcolare l’importo che ti spetta e quali passaggi seguire per ottenere il tuo assegno mensile dall’INPS.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la Pensione di Vecchiaia
    2. Requisiti Pensione Vecchiaia 2026
    3. Deroghe per Lavori Usuranti e Gravosi
    4. Calcolo Importo Pensione
    5. Come Fare Domanda INPS
    6. Tempistiche e Decorrenza
    7. Differenze con Pensione Anticipata
    8. Domande Frequenti

    Cos’è la Pensione di Vecchiaia

    La pensione di vecchiaia è la prestazione previdenziale che l’INPS eroga ai lavoratori che hanno raggiunto una determinata età anagrafica e maturato un numero minimo di anni di contributi. Si tratta della cosiddetta pensione ordinaria, quella a cui ha diritto chiunque abbia lavorato e versato contributi al sistema pensionistico italiano per un periodo sufficientemente lungo. A differenza della pensione anticipata, che permette di ritirarsi prima raggiungendo un elevato numero di contributi indipendentemente dall’età, la pensione di vecchiaia si ottiene quando si raggiunge l’età pensionabile fissata dalla legge.

    La pensione di vecchiaia rappresenta un diritto maturato attraverso il lavoro: ogni mese di contributi versati si traduce in un accumulo di anzianità contributiva che, unita al requisito anagrafico, consente l’accesso al trattamento pensionistico. L’importo mensile della pensione dipende da diversi fattori, tra cui il sistema di calcolo applicabile (retributivo, contributivo o misto), l’ammontare dei contributi versati e la storia lavorativa del pensionando. Per capire a quanto ammonta la propria futura pensione e quando sarà possibile richiederla, è importante conoscere i requisiti pensione vecchiaia 2026 e le modalità di calcolo dell’assegno.

    Requisiti Pensione Vecchiaia 2026: 67 Anni di Età e 20 Anni di Contributi

    Nel 2026, per accedere alla pensione di vecchiaia sono necessari due requisiti fondamentali che devono essere soddisfatti contemporaneamente. Il primo è di tipo anagrafico: occorre aver compiuto 67 anni di età. Questo limite è valido sia per gli uomini che per le donne, sia per i lavoratori del settore privato che per quelli del pubblico impiego. L’età pensionabile di 67 anni è stata introdotta dalla riforma Fornero nel 2011 e resta invariata anche per il 2026, confermando la necessità di raggiungere questa soglia per accedere alla pensione ordinaria.

    Il secondo requisito riguarda l’anzianità contributiva: sono necessari almeno 20 anni di contributi effettivi versati all’INPS o ad altre casse previdenziali obbligatorie. Questi 20 anni rappresentano il minimo indispensabile per maturare il diritto alla pensione di vecchiaia. I contributi possono derivare da lavoro dipendente, lavoro autonomo, attività professionale o essere stati accreditati figurativamente in alcuni casi particolari (come per il servizio militare, la maternità obbligatoria o i periodi di malattia). È importante sottolineare che i 20 anni di contributi devono essere effettivi: non sono sufficienti contributi volontari o riscatti se non accompagnati da periodi di contribuzione obbligatoria.

    Esiste però una deroga per i lavoratori con carriere contributive discontinue: chi ha iniziato a versare contributi a partire dal 1° gennaio 1996 (i cosiddetti “contributivi puri”) può accedere alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, a condizione di aver raggiunto sempre i 67 anni di età e che l’importo della pensione risultante sia pari almeno all’assegno sociale previsto per quell’anno. Questa possibilità è riservata a chi non ha alcun contributo versato prima del 1996 e rappresenta una tutela per i lavoratori con carriere frammentate o precarie.

    Deroghe per Lavori Usuranti e Gravosi

    La normativa previdenziale prevede alcune deroghe ai requisiti standard della pensione di vecchiaia per i lavoratori che hanno svolto attività particolarmente gravose o usuranti. Queste categorie professionali, a causa della natura pesante del lavoro svolto, possono accedere alla pensione con requisiti ridotti rispetto ai 67 anni previsti per la generalità dei lavoratori. Si tratta di una tutela importante per chi ha dedicato la propria vita lavorativa a mansioni faticose che comportano un maggiore logoramento fisico.

    Tra le professioni usuranti rientrano ad esempio i lavoratori notturni a turni, i conducenti di veicoli pesanti, i lavoratori in galleria o in cava, gli addetti alla linea catena e coloro che svolgono mansioni in ambienti ad alte temperature. Per queste categorie, la legge prevede la possibilità di anticipare il pensionamento attraverso il sistema delle quote, che combina età anagrafica e anzianità contributiva. Ad esempio, chi ha svolto lavori usuranti per almeno metà della vita lavorativa può accedere alla pensione con requisiti ridotti di alcuni anni rispetto ai 67 previsti ordinariamente.

    Per i lavori gravosi, invece, esiste l’APE Sociale, una prestazione che consente di andare in pensione a 63 anni e mezzo con almeno 36 anni di contributi. Tra i lavori considerati gravosi figurano gli operai dell’industria estrattiva, gli edili, i conduttori di gru, i conciatori di pelli, i marittimi, gli operatori ecologici e molte altre professioni elencate dalla normativa. Anche in questo caso, la qualifica di lavoro gravoso deve essere certificata e deve aver riguardato almeno 6 anni negli ultimi 7 oppure 7 anni negli ultimi 10 prima della domanda di pensione. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare se hai diritto a queste agevolazioni e assisterti nella raccolta della documentazione necessaria per dimostrare lo svolgimento di attività usuranti o gravose.

    Calcolo Importo Pensione: Sistema Retributivo, Misto e Contributivo

    L’importo della pensione di vecchiaia dipende dal sistema di calcolo applicabile al singolo lavoratore, che varia in base agli anni di contribuzione maturati e ai periodi di lavoro. In Italia coesistono tre sistemi: il retributivo, il contributivo e il misto. Comprendere quale sistema si applica al proprio caso è fondamentale per stimare con precisione l’assegno pensionistico che si riceverà mensilmente dall’INPS.

    Il sistema retributivo si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Con questo metodo, la pensione è calcolata sulla base delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di lavoro (in genere gli ultimi 5-10 anni), ed è tendenzialmente più generoso rispetto al contributivo. Il sistema retributivo garantisce una pensione che si avvicina maggiormente all’ultimo stipendio percepito, proprio perché il calcolo si basa sulle retribuzioni effettive e non sui contributi versati.

    Il sistema contributivo, invece, si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi. In questo caso, la pensione viene calcolata esclusivamente sui contributi effettivamente versati durante tutta la carriera lavorativa, rivalutati annualmente in base al PIL. Ogni contributo versato viene moltiplicato per un coefficiente di trasformazione che varia in base all’età di pensionamento: più si va in pensione tardi, più alto è il coefficiente e quindi più elevato sarà l’assegno mensile. Il sistema contributivo tende a essere meno vantaggioso rispetto al retributivo, soprattutto per chi ha avuto carriere discontinue o salari bassi.

    Il sistema misto riguarda i lavoratori che avevano meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 ma almeno un contributo versato prima di quella data. Per questi lavoratori, la pensione viene calcolata in parte con il metodo retributivo (per i contributi fino al 1995) e in parte con il contributivo (per i contributi dal 1996 in poi). Questo sistema rappresenta una via di mezzo tra i due precedenti e garantisce una tutela maggiore rispetto al contributivo puro. Per sapere con esattezza a quanto ammonta la tua futura pensione di vecchiaia 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine può effettuare una simulazione dettagliata del calcolo, considerando la tua storia contributiva completa e applicando il sistema corretto al tuo caso specifico.

    Come Fare Domanda di Pensione di Vecchiaia INPS

    La domanda di pensione di vecchiaia deve essere presentata all’INPS attraverso una procedura telematica che richiede attenzione e precisione per evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione del primo assegno. La compilazione della domanda comporta l’inserimento di numerosi dati personali, anagrafici e contributivi, oltre alla scelta di alcune opzioni importanti come le modalità di pagamento, l’eventuale applicazione del cumulo contributivo o la richiesta di detrazioni fiscali.

    Per presentare la domanda è necessario essere in possesso delle proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) e raccogliere tutta la documentazione necessaria: codice fiscale, dati anagrafici completi, estratto conto contributivo aggiornato (disponibile sul sito INPS), coordinate bancarie o postali per l’accredito della pensione, eventuale documentazione relativa a periodi di contribuzione estera o riscattati. È inoltre importante verificare che tutti i contributi versati durante la carriera lavorativa siano correttamente registrati nell’estratto conto INPS, perché eventuali periodi mancanti devono essere regolarizzati prima della presentazione della domanda.

    La compilazione richiede competenze tecniche e conoscenza della normativa previdenziale: un errore nella scelta del tipo di pensione, nel calcolo dei contributi o nell’indicazione dei periodi lavorativi può comportare il rigetto della domanda o un assegno inferiore a quello spettante. Per questo motivo, è consigliabile affidarsi all’assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di tutto l’iter: dalla raccolta dei documenti alla verifica dell’estratto conto contributivo, dalla compilazione della domanda telematica fino alla presentazione all’INPS. I nostri esperti garantiscono la correttezza di ogni passaggio e ti tengono aggiornato sullo stato della pratica fino all’erogazione del primo assegno pensionistico.

    Tempistiche e Decorrenza della Pensione di Vecchiaia 2026

    Una volta presentata la domanda di pensione, è importante conoscere i tempi di lavorazione da parte dell’INPS e la data di decorrenza del primo assegno. A differenza di quanto avveniva in passato, per la pensione di vecchiaia non esistono più le cosiddette “finestre mobili”: questo significa che la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si maturano i requisiti, oppure dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se questa viene inoltrata dopo aver già raggiunto età e contributi.

    Ad esempio, se compi 67 anni il 15 marzo 2026 e hai già maturato i 20 anni di contributi, puoi presentare la domanda anche prima di compiere gli anni (fino a 3 mesi prima) e la tua pensione decorrerà dal 1° aprile 2026. Se invece presenti la domanda in ritardo, ad esempio a giugno 2026, la pensione decorrerà comunque dal 1° aprile 2026, ma il primo pagamento potrebbe arrivare solo dopo alcuni mesi, comprensivo degli arretrati maturati.

    I tempi tecnici di lavorazione della domanda da parte dell’INPS variano generalmente tra i 2 e i 4 mesi, durante i quali l’Istituto verifica la correttezza dei dati, controlla la posizione contributiva e calcola l’importo spettante. È quindi consigliabile presentare la domanda con un certo anticipo rispetto alla data di decorrenza prevista, per evitare ritardi nell’erogazione del primo assegno. Il CAF Centro Fiscale monitora costantemente lo stato di avanzamento della pratica e interviene tempestivamente in caso di richieste di integrazione documentale o di anomalie nella lavorazione, garantendo che la tua pensione venga liquidata nei tempi più rapidi possibili.

    Differenze tra Pensione di Vecchiaia e Pensione Anticipata

    Spesso si fa confusione tra pensione di vecchiaia e pensione anticipata, due strumenti previdenziali diversi che consentono di ritirarsi dal lavoro con requisiti differenti. Comprendere le differenze è importante per scegliere la soluzione più adatta alla propria situazione e capire quale strada percorrere per accedere al trattamento pensionistico.

    La pensione di vecchiaia, come abbiamo visto, richiede il raggiungimento di un’età minima di 67 anni e di almeno 20 anni di contributi. Il requisito principale è quindi di tipo anagrafico: si va in pensione perché si è raggiunta l’età stabilita dalla legge. L’importo della pensione dipende dal sistema di calcolo applicabile e dai contributi versati, ma non ci sono penalizzazioni legate all’età di pensionamento.

    La pensione anticipata, invece, consente di ritirarsi dal lavoro prima dei 67 anni, a condizione di aver maturato un numero molto elevato di anni di contributi: nel 2026 sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età anagrafica. Questo significa che un lavoratore che ha iniziato a lavorare molto giovane potrebbe andare in pensione anche prima dei 60 anni, se ha raggiunto il requisito contributivo richiesto. La pensione anticipata non prevede penalizzazioni sul calcolo dell’assegno, a differenza di altre forme di pensionamento anticipato come l’APE Sociale o Quota 103.

    In sintesi, la differenza principale sta nel requisito fondamentale: la pensione di vecchiaia privilegia l’età, mentre la pensione anticipata privilegia gli anni di contributi. La scelta tra le due dipende dalla propria situazione contributiva e dalla volontà di ritirarsi prima o dopo i 67 anni. Il CAF Centro Fiscale di Udine può analizzare la tua posizione contributiva e illustrarti tutte le opzioni disponibili per andare in pensione, valutando insieme a te la soluzione più conveniente in base alla tua carriera lavorativa e alle tue esigenze personali.

    Domande Frequenti sulla Pensione di Vecchiaia 2026

    Posso andare in pensione a 67 anni con meno di 20 anni di contributi?

    Sì, ma solo in un caso specifico: se hai iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi (contributivi puri) puoi accedere alla pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, a condizione che l’importo della tua pensione sia almeno pari all’assegno sociale previsto per quell’anno. Per tutti gli altri lavoratori, i 20 anni di contributi rappresentano il requisito minimo obbligatorio.

    Quando devo presentare la domanda di pensione di vecchiaia?

    La domanda può essere presentata fino a 3 mesi prima del compimento dei 67 anni. È consigliabile inviarla con anticipo per permettere all’INPS di lavorare la pratica senza ritardi. Se presenti la domanda in ritardo, la pensione decorrerà comunque dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dei requisiti, ma potresti ricevere il primo pagamento con alcuni mesi di ritardo, seppur comprensivo degli arretrati.

    L’importo della pensione di vecchiaia è tassato?

    Sì, la pensione è un reddito imponibile soggetto a tassazione IRPEF con le aliquote progressive previste dalla legge. L’INPS applica direttamente le ritenute fiscali sull’assegno mensile, trattenendo l’IRPEF dovuta. Inoltre, sulla pensione si possono applicare detrazioni fiscali per pensionati, che riducono l’importo delle tasse da pagare. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella compilazione della dichiarazione dei redditi per ottimizzare le detrazioni e verificare eventuali conguagli.

    Posso continuare a lavorare dopo aver ottenuto la pensione di vecchiaia?

    Sì, la pensione di vecchiaia è totalmente cumulabile con i redditi da lavoro, sia dipendente che autonomo. Questo significa che puoi continuare a lavorare anche dopo il pensionamento senza alcuna riduzione dell’assegno pensionistico. I nuovi contributi versati dopo il pensionamento possono essere utilizzati per ottenere un supplemento di pensione, ovvero un incremento dell’assegno mensile, richiedibile dopo almeno 5 anni dall’accesso alla pensione.

    Cosa succede se ho lavorato all’estero?

    Se hai lavorato in Paesi dell’Unione Europea o in Stati con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, i contributi esteri possono essere totalizzati o cumulati con quelli italiani per raggiungere i requisiti della pensione di vecchiaia. La totalizzazione consente di sommare i periodi contributivi maturati in diversi Stati per raggiungere i 20 anni richiesti. Il calcolo dell’importo viene poi effettuato in modo proporzionale da ciascun Paese in base ai contributi versati sul proprio territorio. Il CAF Centro Fiscale può verificare la tua posizione contributiva estera e assisterti nelle pratiche di totalizzazione internazionale.

    Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?

    In caso di decesso del pensionato o del lavoratore con almeno 15 anni di contributi, il coniuge e i figli a carico hanno diritto alla pensione di reversibilità, che corrisponde a una percentuale dell’assegno pensionistico del defunto. La percentuale varia in base al numero di superstiti: 60% per il coniuge solo, 80% per coniuge e un figlio, 100% per coniuge e due o più figli. La pensione di reversibilità è un importante strumento di tutela per le famiglie e può essere richiesta dai superstiti aventi diritto entro termini stabiliti dalla legge.

    Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Vecchiaia?

    Hai bisogno di assistenza per la pensione di vecchiaia 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per verificare i tuoi requisiti, calcolare l’importo della tua futura pensione e presentare la domanda all’INPS con la massima precisione. I nostri esperti ti seguono in ogni fase, dalla raccolta documenti fino all’erogazione del primo assegno, sia in ufficio a Udine che comodamente online in tutta Italia.

    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima

    Pensione 2026 INPS

    Pagamenti INPS luglio 2026: ecco il calendario completo con tutte le date di accredito per pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e quattordicesima. Luglio è un mese particolarmente atteso dai pensionati italiani, perché oltre al rateo mensile arriva anche la quattordicesima mensilità, un bonus che spetta a chi ha redditi entro determinate soglie. Non solo: da luglio partono anche i primi rimborsi del modello 730 direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. In questa guida trovi tutte le date, gli importi e le istruzioni per verificare i pagamenti sul portale MyINPS.

    Indice dei contenuti

    1. Calendario pagamenti INPS luglio 2026
    2. Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesima
    3. Quattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importi
    4. Assegno Unico luglio 2026: date pagamento
    5. NASpI luglio 2026: quando arriva
    6. ADI Assegno di Inclusione luglio 2026
    7. Rimborsi 730 luglio 2026 in busta paga
    8. Bonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026
    9. Come verificare i pagamenti su MyINPS
    10. Domande frequenti

    Calendario pagamenti INPS luglio 2026: tutte le date

    Il mese di luglio 2026 è ricco di scadenze e accrediti INPS. Per aiutarti a tenere tutto sotto controllo, ecco la tabella riepilogativa con le date previste per ogni tipo di prestazione. Le date indicate sono indicative e basate sullo storico degli anni precedenti: l’INPS potrebbe variare leggermente i tempi di accredito.

    DataPrestazioneNote
    1 luglio 2026Pensioni (accredito bancario)Primo giorno bancabile del mese
    1 luglio 2026Quattordicesima pensionatiInsieme al rateo pensione di luglio
    1-2 luglio 2026Pensioni (ritiro in Posta)In base alla lettera del cognome
    1 luglio 2026Rimborsi 730 su pensionePer chi ha inviato il 730 entro fine maggio
    10-20 luglio 2026NASpILa data varia in base alla domanda individuale
    15 luglio 2026Bonus NidoRimborso mensile per chi ha presentato domanda
    16-17-18 luglio 2026Assegno UnicoTre giorni di accredito per tutti i beneficiari
    23 luglio 2026Rimborsi 730 in busta pagaPer i lavoratori dipendenti (prima finestra)
    27 luglio 2026ADI – Assegno di InclusioneRicarica su carta ADI
    Fine luglio 2026Bonus MammeEsonero contributivo per lavoratrici con figli

    Pensioni luglio 2026: data accredito e quattordicesima

    Le pensioni di luglio 2026 verranno accreditate a partire da mercoledì 1 luglio, che rappresenta il primo giorno bancabile del mese. Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario o postale, l’importo sarà disponibile fin dalla mattina del 1° luglio.

    Chi invece ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali dovrà seguire il calendario alfabetico stabilito da Poste Italiane, generalmente distribuito tra il 1° e il 2 luglio. L’ordine viene comunicato da Poste Italiane qualche giorno prima della scadenza e si basa sulla lettera iniziale del cognome del pensionato.

    Luglio è un mese speciale per i pensionati perché il cedolino della pensione include non solo il rateo ordinario, ma anche la quattordicesima mensilità per gli aventi diritto e, per chi ha presentato il modello 730 entro fine maggio, anche i primi rimborsi IRPEF. Questo significa che molti pensionati riceveranno un accredito sensibilmente più alto rispetto ai mesi precedenti.

    Per consultare in anticipo il cedolino della pensione di luglio 2026, puoi accedere al servizio dedicato sul portale INPS. Il cedolino pensione viene generalmente pubblicato online circa 10 giorni prima della data di pagamento, quindi intorno al 20 giugno.

    Quattordicesima pensionati luglio 2026: chi la riceve e importi

    La quattordicesima mensilità per i pensionati viene erogata con il rateo di luglio ed è una delle prestazioni più attese dell’anno. Si tratta di una somma aggiuntiva, detta anche “bonus pensione estivo”, riservata ai pensionati con reddito complessivo annuo entro determinati limiti. Non tutti i pensionati ne hanno diritto: vediamo nel dettaglio chi può riceverla e quanto spetta.

    La quattordicesima pensione 2026 spetta ai pensionati che soddisfano questi requisiti:

    • Età minima: 64 anni compiuti (o da compiere entro il 31 dicembre 2026)
    • Titolarità di una pensione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o di fondi sostitutivi, esclusivi, esonerativi
    • Reddito personale complessivo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro annui per il 2026)

    Gli importi della quattordicesima 2026 variano in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. Ecco una tabella riepilogativa:

    Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimoReddito da 1,5x a 2x minimo
    Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
    Da 15 a 25 anni (dipendenti) / 18-28 (autonomi)546 euro420 euro
    Oltre 25 anni (dipendenti) / 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

    La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS a chi ne ha diritto, senza necessità di presentare domanda. Se ritieni di avere i requisiti ma non l’hai ricevuta, puoi verificare la tua situazione accedendo al fascicolo previdenziale su MyINPS oppure contattare il CAF Centro Fiscale di Udine per un controllo gratuito.

    Assegno Unico luglio 2026: date pagamento

    L’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio, come da calendario INPS consolidato. L’importo viene versato direttamente sul conto corrente indicato dal richiedente al momento della domanda.

    Ricordiamo che l’importo dell’Assegno Unico Universale dipende dal valore dell’ISEE del nucleo familiare. Per il 2026, gli importi vanno da un minimo di 57 euro per figlio (senza ISEE o con ISEE superiore a 45.574,96 euro) fino a un massimo di 200 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro). A questi importi base si aggiungono le maggiorazioni previste per:

    • Figli disabili: maggiorazione da 85 a 105 euro per figlio
    • Nuclei con 3 o più figli: maggiorazione di 85 euro dal terzo figlio
    • Madri sotto i 21 anni: maggiorazione di 20 euro per figlio
    • Genitori entrambi lavoratori: maggiorazione fino a 30 euro per figlio (con ISEE fino a 17.090,61 euro)

    Se non hai ancora presentato la domanda o se il tuo ISEE è scaduto, è fondamentale aggiornarlo il prima possibile per non perdere le maggiorazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella preparazione dell’ISEE e nella domanda di Assegno Unico.

    NASpI luglio 2026: quando arriva il pagamento

    Il pagamento della NASpI di luglio 2026 è previsto indicativamente tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta dipende dalla situazione individuale del beneficiario. A differenza delle pensioni, la NASpI non ha una data fissa uguale per tutti: l’INPS elabora i pagamenti in base alla data di presentazione della domanda e al giorno di cessazione del rapporto di lavoro.

    Per chi percepisce la NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego), è importante ricordare che l’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (ottavo mese per gli over 55). Questa riduzione progressiva, detta decalage, fa sì che l’importo di luglio possa essere inferiore rispetto a quello dei mesi precedenti.

    Se hai dubbi sull’importo della tua NASpI o sulla data di pagamento, puoi verificare lo stato della prestazione direttamente su MyINPS, nella sezione “Prestazioni e servizi” → “NASpI”. In alternativa, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione e, se necessario, aiutarti a presentare la dichiarazione dei redditi per il recupero delle detrazioni spettanti.

    ADI Assegno di Inclusione luglio 2026: data ricarica

    L’Assegno di Inclusione (ADI) di luglio 2026 verrà accreditato il 27 luglio sulla carta ADI. Si tratta della prestazione che ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024, destinata ai nuclei familiari in difficoltà economica con almeno un componente minore, disabile, over 60 o in condizione di svantaggio certificato.

    Per ricevere l’ADI è necessario avere un ISEE in corso di validità non superiore a 9.360 euro. L’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare e al reddito percepito, con un massimo di 6.000 euro annui (500 euro al mese) integrabili con una componente per l’affitto fino a 3.360 euro annui.

    È importante ricordare che i beneficiari dell’ADI devono rispettare gli obblighi di partecipazione attiva, inclusa la sottoscrizione del Patto di Attivazione Digitale (PAD) e la partecipazione ai percorsi di inclusione sociale o lavorativa. Il mancato rispetto di questi obblighi può comportare la sospensione o la revoca del beneficio.

    Rimborsi 730 luglio 2026: primi accrediti in busta paga e pensione

    Luglio 2026 segna l’inizio dei rimborsi IRPEF del modello 730, una delle novità più attese da lavoratori dipendenti e pensionati. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 o ti sei rivolto a un CAF entro fine maggio, i primi rimborsi arriveranno già con la busta paga di luglio (per i lavoratori dipendenti) o con il cedolino pensione di luglio/agosto (per i pensionati).

    Ecco come funziona il meccanismo dei rimborsi:

    • Lavoratori dipendenti: il rimborso viene accreditato nella busta paga di luglio dal datore di lavoro che funge da sostituto d’imposta. La data esatta dipende dalle tempistiche aziendali di elaborazione degli stipendi, generalmente tra il 23 e il 27 luglio
    • Pensionati: il rimborso viene erogato dall’INPS direttamente nel cedolino pensione. Per chi ha inviato il 730 entro fine maggio, il rimborso arriva con la pensione di luglio (1 luglio). Per invii successivi, il rimborso slitterà ai mesi di agosto o settembre
    • Senza sostituto d’imposta: chi ha presentato il 730 senza sostituto riceverà il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche più lunghe (generalmente entro 6 mesi dalla presentazione)

    Se dal 730 risulta un debito anziché un credito, le trattenute inizieranno dalla busta paga o dalla pensione di luglio. In caso di importi elevati, è possibile rateizzare il debito in più mesi (massimo 5 rate da luglio a novembre). Non hai ancora presentato il 730? Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti per massimizzare le detrazioni fiscali a cui hai diritto.

    Bonus Nido e Bonus Mamme luglio 2026

    Oltre alle prestazioni principali, a luglio 2026 l’INPS eroga anche il Bonus Nido e il Bonus Mamme, due misure di sostegno alla genitorialità particolarmente importanti per le famiglie italiane.

    Il Bonus Asilo Nido 2026 viene erogato mensilmente come rimborso delle rette pagate per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati. L’importo massimo annuo è di 3.600 euro per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro e con un altro figlio sotto i 10 anni. Per le famiglie con ISEE tra 25.001 e 40.000 euro l’importo scende a 2.500 euro, mentre per ISEE superiori o senza ISEE si ha diritto a 1.500 euro annui. Il pagamento di luglio riguarda il rimborso delle rette di maggio-giugno, generalmente accreditato intorno al 15 luglio.

    Il Bonus Mamme 2026, ovvero l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, continua a essere erogato mensilmente in busta paga. Nel 2026, il beneficio è stato esteso anche alle lavoratrici con 2 figli (il più piccolo sotto i 10 anni), oltre a confermarsi per le mamme con 3 o più figli. L’esonero massimo è di 3.000 euro annui, pari a circa 250 euro al mese di sconto sui contributi. L’accredito avviene con la busta paga di fine luglio.

    Come verificare i pagamenti su MyINPS

    Per controllare la data esatta del tuo pagamento e l’importo che riceverai, puoi utilizzare il portale MyINPS. Ecco la procedura passo passo per verificare ogni tipo di prestazione:

    1. Accedi a MyINPS: vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
    2. Vai al Fascicolo Previdenziale: dalla homepage, clicca su “Fascicolo Previdenziale del Cittadino”
    3. Seleziona la prestazione: nel menu a sinistra, scegli la voce corrispondente:
      • Cedolino pensione → per pensioni e quattordicesima
      • NASpI → per la disoccupazione
      • Assegno Unico → per i pagamenti AUU
      • Assegno di Inclusione → per l’ADI
    4. Controlla la sezione “Pagamenti”: qui trovi lo storico degli accrediti e le date previste per i prossimi

    In alternativa, puoi scaricare l’app INPS Mobile disponibile per Android e iOS, che offre le stesse funzionalità del portale web con notifiche push per avvisarti quando un nuovo pagamento è disponibile. Se riscontri problemi nell’accesso o discrepanze negli importi, puoi contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare, a pagamento).

    Domande frequenti sui pagamenti INPS luglio 2026

    Quando vengono pagate le pensioni di luglio 2026?

    Le pensioni di luglio 2026 verranno accreditate il 1 luglio 2026 per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Per chi ritira in contanti alle Poste, il pagamento è previsto tra il 1 e il 2 luglio, secondo il calendario alfabetico di Poste Italiane.

    Chi riceve la quattordicesima a luglio 2026?

    La quattordicesima spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e un reddito annuo non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 15.900 euro). L’importo va da 336 a 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito.

    Quando arriva l’Assegno Unico di luglio 2026?

    L’Assegno Unico di luglio 2026 verrà accreditato nelle giornate del 16, 17 e 18 luglio. L’importo dipende dal valore dell’ISEE: si va da 57 euro a 200 euro per figlio, con maggiorazioni per disabilità, nuclei numerosi e altri casi specifici.

    Quando arriva la NASpI di luglio 2026?

    La NASpI di luglio 2026 viene generalmente accreditata tra il 10 e il 20 luglio, ma la data esatta varia per ogni beneficiario. Puoi controllare la data precisa del tuo pagamento nella sezione “NASpI” del tuo fascicolo previdenziale su MyINPS.

    Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

    Per sapere se hai diritto alla quattordicesima, verifica di avere almeno 64 anni e un reddito personale complessivo non superiore a circa 15.900 euro annui (2 volte il trattamento minimo INPS 2026). La quattordicesima viene erogata automaticamente dall’INPS, senza domanda. Se pensi di averne diritto ma non l’hai ricevuta, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640.

    I rimborsi 730 arrivano a luglio?

    Sì, i primi rimborsi del 730 partono da luglio 2026 per chi ha presentato la dichiarazione entro fine maggio. I lavoratori dipendenti li ricevono nella busta paga di luglio, i pensionati nel cedolino pensione di luglio o agosto. La tempistica dipende da quando è stato inviato il modello e dal tipo di sostituto d’imposta.

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    Giugno 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-25 08:00:002026-04-18 10:48:57Pagamenti INPS Luglio 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI, ADI e Quattordicesima
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    Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La pensione anticipata 2026 rappresenta una delle principali vie d’uscita dal mondo del lavoro per chi ha accumulato un’anzianità contributiva significativa, ma non ha ancora raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, questa forma pensionistica consente di ritirarsi prima, a prescindere dall’età anagrafica.

    In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti per la pensione anticipata nel 2026, le modalità per presentare domanda all’INPS, le finestre mobili previste, il calcolo dell’importo pensionistico e le alternative disponibili, come la pensione anticipata contributiva per chi ha esclusivamente contributi versati dal 1996 in poi.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la pensione anticipata
    2. Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026
    3. Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni
    4. Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione
    5. Come fare domanda INPS: procedura online
    6. Calcolo importo pensione anticipata
    7. Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano
    8. Domande frequenti (FAQ)
    9. Assistenza CAF per la domanda di pensione

    Cos’è la pensione anticipata

    La pensione anticipata è una prestazione previdenziale che consente di accedere alla pensione prima di aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni), a condizione di aver maturato un elevato numero di anni di contributi.

    A differenza della pensione di vecchiaia, dove il requisito principale è l’età anagrafica (67 anni con almeno 20 anni di contributi), la pensione anticipata si basa esclusivamente sull’anzianità contributiva, senza limiti di età minima o massima.

    Esistono due tipologie principali:

    • Pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di inizio dell’attività lavorativa)
    • Pensione anticipata contributiva: richiede 64 anni di età e 20 anni di contributi, ma è riservata esclusivamente a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (lavoratori contributivi puri)

    Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026

    Per accedere alla pensione anticipata ordinaria nel 2026, è necessario soddisfare i seguenti requisiti contributivi, che non sono soggetti ad adeguamento alla speranza di vita (congelati dal 2019):

    Requisiti contributivi per uomini

    • 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane)
    • Nessun requisito di età anagrafica minima o massima
    • Sono validi tutti i tipi di contributi: obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto

    Requisiti contributivi per donne

    • 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane)
    • Nessun requisito di età anagrafica
    • Tutti i tipi di contributi sono validi (obbligatori, volontari, figurativi, riscatto laurea, ricongiunzione)

    Contributi validi per il calcolo

    Ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, sono considerati validi:

    • Contributi obbligatori: versati dal datore di lavoro o dal lavoratore autonomo
    • Contributi volontari: versati dal lavoratore per coprire periodi non lavorati
    • Contributi figurativi: accreditati per maternità, disoccupazione (NASPI), malattia, cassa integrazione
    • Contributi da riscatto: riscatto laurea, riscatto periodi non coperti da contribuzione
    • Contributi da ricongiunzione: unificazione di contributi versati in diverse gestioni previdenziali

    Nota importante: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri), è richiesto anche che l’importo della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (circa 1.603 euro lordi mensili nel 2026).

    Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni

    La pensione anticipata contributiva è una forma specifica di pensionamento anticipato riservata esclusivamente ai lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e non hanno contributi versati nel sistema retributivo.

    Requisiti nel 2026

    • 64 anni di età (requisito soggetto ad adeguamento alla speranza di vita)
    • 20 anni di contributi effettivi (almeno 1.040 settimane)
    • Primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996 o successivo
    • Importo minimo della pensione: almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.717 euro lordi mensili nel 2026)

    Differenze con la pensione anticipata ordinaria

    A differenza della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la pensione anticipata contributiva:

    • Richiede molti meno anni di contributi (20 invece di 42/41)
    • Prevede un requisito anagrafico (64 anni)
    • Richiede un importo minimo di pensione (3 volte l’assegno sociale)
    • È calcolata esclusivamente con il sistema contributivo (generalmente meno favorevole del sistema misto o retributivo)

    Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, questa opzione non è accessibile: l’unica via per la pensione anticipata resta quella ordinaria con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi.

    Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione

    Una volta maturati i requisiti contributivi per la pensione anticipata, non si accede immediatamente al trattamento pensionistico. È necessario attendere il periodo di finestra mobile, che decorre dalla data di maturazione dei requisiti.

    Finestre per la pensione anticipata ordinaria

    Per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la finestra mobile è di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti:

    • Lavoratori dipendenti: 3 mesi di attesa
    • Lavoratori autonomi: 3 mesi di attesa

    Esempio pratico: se un lavoratore dipendente uomo matura i 42 anni e 10 mesi di contributi il 15 marzo 2026, potrà accedere alla pensione dal 1° luglio 2026 (primo giorno del mese successivo alla scadenza dei 3 mesi).

    Finestre per la pensione anticipata contributiva

    Per la pensione anticipata contributiva (64 anni + 20 anni contributi), le finestre mobili sono:

    • Lavoratori dipendenti: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
    • Lavoratori autonomi: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti

    Decorrenza del primo pagamento

    Il primo pagamento della pensione avviene generalmente il primo giorno del mese successivo alla scadenza della finestra mobile. L’INPS eroga le pensioni con le seguenti cadenze:

    • Ufficio postale: dal primo giorno bancabile del mese
    • Accredito bancario: generalmente il primo del mese (se giorno lavorativo)

    Come fare domanda INPS: procedura online

    La domanda di pensione anticipata deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Sono disponibili tre modalità:

    1. Portale INPS con SPID, CIE o CNS

    Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi):

    1. Accedi all’area personale “MyINPS”
    2. Nella sezione “Pensione e Previdenza”, seleziona “Domanda di pensione”
    3. Scegli “Pensione anticipata” come tipo di prestazione
    4. Compila tutti i campi richiesti (dati anagrafici, contributivi, modalità di pagamento)
    5. Allega i documenti richiesti (se necessario)
    6. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il protocollo

    2. Contact Center INPS

    Puoi presentare domanda telefonicamente chiamando il Contact Center INPS:

    • Numero verde: 803 164 (gratuito da rete fissa)
    • Numero ordinario: 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

    Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00; sabato dalle 8:00 alle 14:00.

    3. Tramite CAF o Patronato

    Il metodo più semplice e sicuro è rivolgersi a un CAF patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Il professionista:

    • Verifica preventivamente i requisiti contributivi e anagrafici
    • Raccoglie tutta la documentazione necessaria
    • Compila correttamente la domanda online
    • Monitora lo stato della pratica fino all’esito
    • Ti assiste in caso di richieste integrative o problematiche

    Documenti necessari

    Per presentare la domanda di pensione anticipata, prepara la seguente documentazione:

    • Documento d’identità in corso di validità
    • Codice fiscale
    • Estratto contributivo (scaricabile dal portale INPS o fornito dal CAF)
    • IBAN del conto corrente per l’accredito della pensione
    • Modello AP139 (se hai contributi esteri da totalizzare)
    • Eventuale documentazione aggiuntiva per riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni

    Tempi di lavorazione

    L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda e comunicare l’esito. Nei casi complessi (contributi da ricongiunzione, riscatti, contributi esteri), i tempi possono allungarsi. È consigliabile presentare la domanda almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento.

    Calcolo importo pensione anticipata

    L’importo della pensione anticipata dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, in base alla data di inizio dell’attività lavorativa e all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

    Sistema di calcolo retributivo

    Si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Il calcolo è basato sulla media delle ultime retribuzioni (sistema più favorevole):

    • Quota A: anzianità contributiva fino al 31/12/1992, calcolata sulla media delle ultime 5 anni (dipendenti) o 10 anni (autonomi)
    • Quota B: anzianità dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla media delle ultime 10 anni (dipendenti) o 15 anni (autonomi)
    • Quota C: anzianità dal 01/01/2012 in poi, calcolata con il sistema contributivo

    Sistema di calcolo misto

    Si applica a chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ma ha iniziato a lavorare prima del 1996:

    • Contributi fino al 31/12/1995: calcolo con sistema retributivo
    • Contributi dal 01/01/1996 in poi: calcolo con sistema contributivo

    Sistema di calcolo contributivo

    Si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri). Il calcolo è basato sui contributi effettivamente versati:

    1. Montante contributivo: somma di tutti i contributi versati, rivalutati annualmente in base al PIL
    2. Coefficiente di trasformazione: percentuale che varia in base all’età di pensionamento (più alta a 67 anni, più bassa a 64 anni)
    3. Importo annuo pensione = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

    Esempio: montante di 400.000 euro a 64 anni → coefficiente 5,094% → pensione annua lorda 20.376 euro (circa 1.568 euro lordi/mese per 13 mensilità).

    Simulazione calcolo pensione

    Per ottenere una simulazione precisa dell’importo della tua pensione anticipata:

    • Accedi al portale INPS con SPID
    • Vai su “Pensione e Previdenza” → “La mia pensione futura”
    • Inserisci i dati richiesti (età di pensionamento prevista, retribuzione)
    • Ottieni la simulazione indicativa dell’importo

    In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione professionale che tenga conto di tutti i fattori (riscatti, ricongiunzioni, contributi figurativi).

    Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano

    La pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) non prevede penalizzazioni sull’importo della pensione, indipendentemente dall’età anagrafica al momento del pensionamento.

    Tuttavia, esistono alcuni casi particolari in cui possono applicarsi decurtazioni:

    Opzione contributiva donne

    Le donne che scelgono di andare in pensione con l’Opzione Donna (regime sperimentale) accettano volontariamente una decurtazione dell’assegno pensionistico, poiché la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo (meno favorevole). La riduzione può arrivare al 20-30% rispetto al calcolo ordinario.

    Pensione anticipata contributiva

    Chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni (anziché attendere i 67 anni della pensione di vecchiaia) subisce una riduzione indiretta dell’importo pensionistico, dovuta all’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso (il coefficiente aumenta con l’età).

    Esempio: stesso montante contributivo a 64 anni → coefficiente 5,094%; a 67 anni → coefficiente 5,723%. La differenza comporta circa il 12% in meno di pensione.

    Quota 103 e altre quote

    Le pensioni anticipate cosiddette “a quota” (come Quota 103: 62 anni + 41 anni contributi) prevedono penalizzazioni temporanee:

    • Importo massimo: non superiore a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.800 euro lordi/mese) fino ai 67 anni
    • Divieto di cumulo con redditi da lavoro (tranne lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro/anno)

    Domande frequenti (FAQ)

    Posso andare in pensione anticipata a 60 anni?

    Sì, se hai maturato i requisiti contributivi richiesti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). La pensione anticipata ordinaria non prevede limiti di età, quindi puoi accedervi anche a 58-60 anni, purché tu abbia accumulato l’anzianità contributiva necessaria.

    I contributi figurativi contano per la pensione anticipata?

    Sì, i contributi figurativi (maternità, NASPI, malattia, cassa integrazione) sono validi ai fini del raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi. Tuttavia, per i lavoratori contributivi puri (dal 1996), sono validi solo i contributi obbligatori ai fini del requisito minimo dei 20 anni per la pensione anticipata contributiva.

    Quanto tempo dopo la domanda si riceve la pensione?

    L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda. Dopo l’approvazione, devi attendere la scadenza della finestra mobile (3 mesi per la pensione anticipata ordinaria). Il primo pagamento avviene il mese successivo alla decorrenza della pensione.

    Posso lavorare dopo aver ottenuto la pensione anticipata?

    Sì, la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) è cumulabile con i redditi da lavoro senza limiti. Puoi continuare a lavorare come dipendente, autonomo o freelance, e cumulare stipendio e pensione.

    Attenzione: per le pensioni a “quota” (es. Quota 103), esistono divieti di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

    Come si calcola l’importo netto della pensione?

    L’importo lordo della pensione è soggetto a:

    • Ritenute IRPEF: aliquote progressive dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito
    • Addizionali regionali e comunali: variano in base al comune di residenza (in Friuli Venezia Giulia, circa 1,23% regionale)
    • Detrazioni per redditi da pensione: riducono l’IRPEF dovuta

    Indicativamente, l’importo netto è circa il 75-85% del lordo, a seconda della fascia di reddito.

    Conviene riscattare la laurea per anticipare la pensione?

    Il riscatto della laurea consente di accreditare gli anni di studio universitario come contributi validi per la pensione. Può essere conveniente se:

    • Ti mancano pochi anni per raggiungere i requisiti (es. hai 40 anni di contributi e riscatti 2 anni di laurea per arrivare a 42)
    • Hai un reddito elevato e il costo del riscatto è deducibile fiscalmente
    • Il sistema di calcolo applicabile è retributivo (più favorevole)

    Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione personalizzata costi/benefici del riscatto laurea.

    Assistenza CAF per la domanda di pensione

    La domanda di pensione anticipata è una pratica complessa che richiede una verifica accurata dei requisiti contributivi, il calcolo dell’importo previsionale e la corretta compilazione della documentazione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza completo per la pensione anticipata:

    • Verifica prerequisiti: analisi dell’estratto contributivo per verificare il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi
    • Simulazione importo: calcolo indicativo della pensione in base al sistema retributivo/misto/contributivo applicabile
    • Presentazione domanda INPS: compilazione e invio telematico della domanda di pensione anticipata
    • Monitoraggio pratica: verifica dello stato di lavorazione e gestione richieste integrative INPS
    • Assistenza post-pensionamento: gestione modello RED, verifica cedolini, assistenza per cumulo redditi

    Prenota un appuntamento

    Per ricevere assistenza personalizzata sulla pensione anticipata 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121
    • Email: info@centrofiscale.com
    • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    Il nostro team di esperti è a tua disposizione per verificare i requisiti, calcolare l’importo della pensione e presentare la domanda all’INPS in modo sicuro e veloce.

    Non lasciare la tua pensione al caso: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-23 09:00:002026-02-23 15:21:22Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda
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    NASPI e Pensione 2026: Cumulabilita, Requisiti e Decadenza

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La NASPI e pensione 2026 possono coesistere? Questa è una delle domande più frequenti tra chi percepisce l’indennità di disoccupazione e si avvicina ai requisiti pensionistici. In questa guida completa scoprirai la compatibilità tra NASPI e pensione, quando decade la NASPI con la pensione anticipata o di vecchiaia, e come pianificare la transizione.

    Indice dei Contenuti

    1. NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole
    2. Quando Termina la NASPI con la Pensione
    3. NASPI e Pensione Anticipata
    4. NASPI e Quota 103
    5. APE Sociale e NASPI
    6. Domande Frequenti

    NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole Generali

    La NASPI decade automaticamente quando il beneficiario matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche senza presentare domanda. Non è possibile percepire contemporaneamente NASPI e pensione.

    Quando Termina la NASPI con la Pensione di Vecchiaia

    Nel 2026 i requisiti per la pensione di vecchiaia sono: 67 anni di età e 20 anni di contributi. La NASPI termina automaticamente dal mese successivo al raggiungimento di entrambi i requisiti.

    NASPI e Pensione Anticipata: Requisiti e Decadenza

    Per la pensione anticipata 2026 servono: 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). La NASPI decade automaticamente al raggiungimento di questi requisiti contributivi.

    NASPI e Quota 103: Compatibilità nel 2026

    Quota 103 richiede 62 anni di età e 41 anni di contributi. Anche in questo caso la NASPI decade automaticamente. Attenzione: la finestra mobile è di 7-9 mesi.

    APE Sociale e NASPI: Cosa Cambia nel 2026

    Per accedere all’APE Sociale come disoccupato è necessario aver concluso la NASPI da almeno 3 mesi. Requisiti: 63 anni e 30-36 anni di contributi.

    Domande Frequenti

    Posso percepire NASPI e pensione insieme?

    No, la NASPI decade automaticamente quando si maturano i requisiti pensionistici.

    Quanto tempo prima devo presentare domanda di pensione?

    Almeno 3-6 mesi prima per evitare vuoti di reddito tra NASPI e pensione.


    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti pensionistici e nella compilazione delle domande INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

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    Giugno 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS

    Pensione 2026 INPS

    Il pagamento pensioni luglio 2026 è il mese più atteso dell’anno per milioni di pensionati italiani. Il motivo? Insieme alla mensilità ordinaria, a luglio arriva la quattordicesima, il bonus economico che può valere da 336 a 655 euro in più sul cedolino. Quando viene accreditata la pensione di luglio? Chi ha diritto alla quattordicesima? E come funziona il rimborso 730 sulla pensione? In questa guida completa troverai tutte le risposte: la data di accredito, il calendario alfabetico delle Poste per il ritiro in contanti, gli importi rivalutati, le trattenute fiscali e come consultare il cedolino su MyINPS.

    Indice dei contenuti

    1. Data accredito pensione luglio 2026
    2. Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026
    3. Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi
    4. Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTAT
    5. Trattenute sulla pensione di luglio 2026
    6. Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglio
    7. Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPS
    8. Pensione minima e maggiorazione sociale 2026
    9. FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026

    Data accredito pensione luglio 2026

    La data di pagamento della pensione di luglio 2026 segue la regola generale stabilita dall’INPS: l’accredito avviene il primo giorno bancabile del mese. Per luglio 2026, il 1° luglio cade di mercoledì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti.

    La pensione di luglio 2026 verrà accreditata mercoledì 1° luglio 2026 per chi riceve il pagamento tramite:

    • Conto corrente bancario – accredito il 1° luglio, disponibile dalla mattina
    • Conto corrente postale (BancoPosta) – accredito il 1° luglio
    • Libretto postale – accredito il 1° luglio
    • Carta Postepay Evolution – accredito il 1° luglio

    Attenzione: chi ritira la pensione in contanti allo sportello delle Poste dovrà seguire il calendario alfabetico di turnazione che parte sempre dal 1° luglio ma è distribuito su più giorni per evitare assembramenti.

    Luglio è un mese particolarmente importante perché, oltre alla mensilità ordinaria, sul cedolino compare anche la quattordicesima mensilità per tutti i pensionati aventi diritto. L’importo netto di luglio sarà quindi sensibilmente più alto rispetto agli altri mesi.

    Calendario Poste: ritiro in contanti luglio 2026

    Per i pensionati che ritirano la pensione in contanti presso gli uffici postali, Poste Italiane prevede un calendario scaglionato per ordine alfabetico del cognome. Questa organizzazione serve a distribuire gli accessi agli sportelli ed evitare code e assembramenti.

    Ecco il calendario previsto per luglio 2026 (il calendario ufficiale verrà confermato da Poste Italiane a ridosso del mese):

    GiornoDataCognomi dalla lettera
    Mercoledì1 luglio 2026A – B
    Giovedì2 luglio 2026C – D
    Venerdì3 luglio 2026E – K
    Sabato4 luglio 2026L – O
    Lunedì6 luglio 2026P – R
    Martedì7 luglio 2026S – Z

    Nota bene: il calendario sopra è indicativo e basato sullo schema abituale di Poste Italiane. Il calendario ufficiale per luglio 2026 verrà pubblicato da Poste Italiane nelle settimane precedenti. Il 5 luglio (domenica) gli uffici postali sono chiusi. Alcuni uffici postali con apertura ridotta potrebbero avere calendari leggermente diversi.

    Consiglio: se possibile, valuta l’accredito su conto corrente o carta Postepay Evolution per ricevere la pensione il 1° luglio senza fare code. Puoi richiedere il cambio modalità di pagamento direttamente all’INPS o presso il tuo ufficio postale.

    Quattordicesima pensione luglio 2026: chi la riceve e importi

    Luglio è il mese della quattordicesima mensilità (tecnicamente chiamata “somma aggiuntiva”). Si tratta di un bonus una tantum erogato dall’INPS insieme alla pensione di luglio a favore dei pensionati con redditi bassi. È la voce che rende il cedolino di luglio il più “ricco” dell’anno.

    Chi ha diritto alla quattordicesima 2026

    Per ricevere la quattordicesima pensione a luglio 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

    • Età minima 64 anni compiuti entro il 31 luglio 2026
    • Essere titolari di pensione di vecchiaia, anticipata, invalidità o ai superstiti (reversibilità)
    • Avere un reddito complessivo personale non superiore a 2 volte il trattamento minimo INPS (circa 14.400 euro annui nel 2026)
    • Non essere titolari di pensioni di guerra o assimilate

    Importante: la quattordicesima spetta esclusivamente per le pensioni erogate dall’INPS. Non è prevista per le pensioni di enti previdenziali privati (casse professionali). Per i lavoratori autonomi (ex INPS gestione commercianti/artigiani) i requisiti contributivi sono leggermente diversi.

    Importi quattordicesima pensione 2026

    L’importo della quattordicesima varia in base a due fattori: gli anni di contributi versati e la fascia di reddito. Esistono due soglie di reddito e tre fasce contributive:

    Anni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (circa 10.800 euro)Reddito da 1,5x a 2x minimo (fino a circa 14.400 euro)
    Fino a 15 anni (dipendenti) / 18 anni (autonomi)437 euro336 euro
    Da 15 a 25 anni (dipendenti) / da 18 a 28 anni (autonomi)546 euro420 euro
    Oltre 25 anni (dipendenti) / oltre 28 anni (autonomi)655 euro504 euro

    Esempio pratico: Maria, pensionata con 30 anni di contributi da lavoro dipendente e reddito annuo di 10.000 euro, riceverà a luglio 2026 una quattordicesima di 655 euro netti in aggiunta alla pensione ordinaria. Se il suo reddito fosse invece di 12.000 euro, riceverebbe 504 euro.

    La quattordicesima è tassata? No, la quattordicesima è esente da IRPEF. L’importo indicato nella tabella è netto e viene accreditato per intero sul cedolino di luglio.

    Quando viene pagata la quattordicesima

    L’INPS eroga la quattordicesima in due finestre:

    • Luglio 2026 – per tutti i pensionati che già possiedono i requisiti al 31 luglio (erogazione automatica d’ufficio)
    • Dicembre 2026 – per chi matura i requisiti nel secondo semestre (ad esempio chi compie 64 anni tra agosto e dicembre)

    Se hai diritto alla quattordicesima ma non la ricevi a luglio, potresti doverla richiedere. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale o al patronato per verificare la tua posizione e, se necessario, presentare domanda all’INPS.

    Importi pensioni luglio 2026 e rivalutazione ISTAT

    Gli importi delle pensioni di luglio 2026 riflettono la rivalutazione automatica applicata dall’INPS in base all’inflazione rilevata dall’ISTAT. Il meccanismo di perequazione è confermato dalla Legge di Bilancio 2026 e funziona a scaglioni progressivi.

    Fascia di pensioneRivalutazione applicataEffetto sull’importo
    Fino a 4 volte il minimo (circa 2.400 euro/mese)100% dell’indice ISTATRivalutazione piena
    Da 4 a 5 volte il minimo (2.400 – 3.000 euro)90% dell’indice ISTATRivalutazione parziale
    Da 5 a 6 volte il minimo (3.000 – 3.600 euro)75% dell’indice ISTATRivalutazione ridotta
    Oltre 6 volte il minimo (oltre 3.600 euro)50% dell’indice ISTATRivalutazione dimezzata

    La rivalutazione al 100% spetta ai trattamenti pensionistici più bassi, fino a circa 2.400 euro lordi mensili. Le pensioni più elevate ricevono un adeguamento percentuale inferiore. Il trattamento minimo 2026 è fissato a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di conferma INPS con circolare).

    Esempio pratico: Giuseppe percepisce una pensione lorda di 1.800 euro al mese. Con un indice ISTAT dell’1,6%, l’aumento è di 1.800 x 1,6% = 28,80 euro lordi mensili. A luglio, Giuseppe troverà la pensione già rivalutata nel cedolino, più la quattordicesima se ne ha diritto.

    Trattenute sulla pensione di luglio 2026

    Il cedolino di luglio 2026 è particolarmente complesso perché può contenere sia voci in aggiunta (quattordicesima, rimborso 730) sia trattenute straordinarie. Ecco le principali voci che possono comparire:

    Trattenute ordinarie

    • IRPEF mensile ordinaria – la trattenuta fiscale standard calcolata in base allo scaglione di reddito (23%, 25%, 35% o 43%)
    • Addizionale regionale IRPEF – trattenuta in 11 rate da gennaio a novembre. A luglio sei alla settima rata
    • Addizionale comunale IRPEF – suddivisa in rate mensili, varia da comune a comune
    • Trattenute per cessione del quinto – se hai un prestito con cessione del quinto sulla pensione
    • Quota associativa sindacale – se hai aderito a un sindacato dei pensionati

    Trattenute straordinarie di luglio

    • Conguaglio IRPEF da 730/2026 – se dalla dichiarazione dei redditi risulta un debito fiscale, l’INPS inizia a trattenerlo dal cedolino di luglio (o agosto, in base alla data di elaborazione del 730)
    • Conguaglio addizionali – eventuali differenze sulle addizionali regionali e comunali
    • Recupero somme indebite – se l’INPS ha erogato importi non dovuti nei mesi precedenti, può iniziare il recupero a luglio

    Importante: se l’importo netto di luglio ti sembra più basso del previsto nonostante la quattordicesima, controlla il cedolino su MyINPS. Potrebbero esserci trattenute da conguaglio 730 che riducono il netto percepito. In caso di dubbi, il CAF Centro Fiscale può aiutarti a leggere il cedolino.

    Rimborso 730 sulla pensione: quando arriva a luglio

    Luglio 2026 è il mese in cui molti pensionati ricevono il rimborso IRPEF dal modello 730 direttamente sulla pensione. Se hai presentato il modello 730/2026 e dalla dichiarazione risulta un credito d’imposta, l’INPS lo accredita come sostituto d’imposta.

    Come funziona il rimborso 730 sulla pensione

    • Se hai presentato il 730 entro fine maggio/inizio giugno → il rimborso arriva con il cedolino di luglio o agosto 2026
    • Se hai presentato il 730 a giugno-luglio → il rimborso arriva con il cedolino di agosto o settembre 2026
    • Se hai presentato il 730 dopo luglio → il rimborso arriva nei mesi successivi (fino a novembre)

    Il rimborso viene sommato all’importo netto della pensione e compare come voce separata nel cedolino con la dicitura “Conguaglio 730 – Credito IRPEF” o simile.

    Rimborso superiore a 4.000 euro: se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli preventivi prima di autorizzare il rimborso. In questo caso, l’accredito potrebbe subire ritardi di alcuni mesi.

    730 a debito: se dalla dichiarazione risulta un debito, l’INPS trattiene l’importo dal cedolino di luglio (o dal primo cedolino utile). Se il debito è elevato, può essere rateizzato su più mensilità fino a novembre.

    Cedolino pensione luglio 2026: come consultarlo su MyINPS

    Il cedolino pensione luglio 2026 è il documento che riporta nel dettaglio l’importo lordo, le trattenute, la quattordicesima (se spettante), eventuali rimborsi 730 e il netto accreditato. A luglio, il cedolino è più ricco di voci rispetto agli altri mesi ed è fondamentale verificare che tutto sia corretto.

    Come accedere al cedolino pensione online:

    1. Vai sul sito www.inps.it
    2. Accedi con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS
    3. Cerca il servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”
    4. Seleziona il mese di luglio 2026
    5. Visualizza o scarica il cedolino in formato PDF

    Nel cedolino di luglio 2026 troverai queste voci specifiche:

    • Importo lordo della pensione mensile
    • Quattordicesima mensilità (voce separata, esente IRPEF)
    • Trattenute IRPEF ordinarie (sulla sola pensione, non sulla quattordicesima)
    • Addizionali regionali e comunali (settima rata)
    • Conguaglio 730 – credito (rimborso) o debito (trattenuta)
    • Detrazioni eventualmente spettanti
    • Importo netto totale accreditato

    Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026? Indicativamente a partire dal 20-25 giugno 2026. Se non riesci ad accedere al portale INPS, puoi chiamare il numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o il 06 164 164 (da mobile, a pagamento).

    Pensione minima e maggiorazione sociale 2026

    La pensione minima (trattamento minimo) è l’importo minimo garantito dall’INPS ai pensionati con contributi insufficienti per raggiungere una pensione adeguata. Per il 2026, il trattamento minimo è rivalutato in base all’inflazione ISTAT ed è pari a circa 603-616 euro al mese (importo definitivo in attesa di circolare INPS).

    Per i pensionati al trattamento minimo, luglio è un mese particolarmente importante: la quattordicesima può significare un aumento del cedolino anche del 70-100% rispetto alla mensilità ordinaria.

    Maggiorazione sociale: i pensionati con redditi molto bassi possono beneficiare della maggiorazione sociale, un incremento dell’importo pensionistico. La maggiorazione spetta a chi ha compiuto 60 anni e il cui reddito personale (o coniugale) non supera determinati limiti:

    • Over 60: incremento mensile che porta la pensione a un importo più dignitoso
    • Over 70: incremento più sostanzioso (fino a circa 700 euro totali al mese)
    • Requisiti reddituali: il reddito personale e quello coniugale non devono superare le soglie fissate annualmente dall’INPS

    Se ritieni di avere diritto alla maggiorazione sociale e non la ricevi, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per verificare la tua situazione e presentare domanda.

    FAQ: domande frequenti sul pagamento pensioni luglio 2026

    Quando viene pagata la pensione di luglio 2026?

    La pensione di luglio 2026 viene accreditata il 1° luglio 2026 (mercoledì) per chi ha l’accredito su conto corrente bancario o postale. Chi ritira in contanti alle Poste segue il calendario alfabetico dal 1° al 7 luglio.

    La quattordicesima viene pagata a luglio 2026?

    Sì, la quattordicesima viene pagata con il cedolino di luglio 2026 per tutti i pensionati che hanno maturato i requisiti (almeno 64 anni e reddito entro 2 volte il trattamento minimo). L’erogazione è automatica, senza bisogno di fare domanda.

    Quanto vale la quattordicesima nel 2026?

    L’importo va da un minimo di 336 euro a un massimo di 655 euro, in base agli anni di contributi versati e alla fascia di reddito. La quattordicesima è esente da IRPEF, quindi l’importo è interamente netto.

    Come faccio a sapere se ho diritto alla quattordicesima?

    Hai diritto alla quattordicesima se hai almeno 64 anni, sei titolare di una pensione INPS (vecchiaia, anticipata, invalidità o reversibilità) e il tuo reddito complessivo annuo non supera circa 14.400 euro (2 volte il trattamento minimo). Puoi verificare sul cedolino MyINPS o chiedere al CAF.

    A luglio arriva anche il rimborso del 730?

    Sì, se hai presentato il modello 730/2026 entro fine maggio e risulta un credito IRPEF, il rimborso può arrivare già con il cedolino di luglio. Se il 730 è stato presentato più tardi, il rimborso arriva ad agosto o nei mesi successivi.

    Perché la pensione di luglio è più alta del solito?

    La pensione di luglio è generalmente più alta perché include la quattordicesima mensilità (per chi ne ha diritto) e può includere il rimborso 730. Verifica il cedolino su MyINPS per vedere il dettaglio di ogni voce.

    La quattordicesima è tassata?

    No, la quattordicesima è totalmente esente da tassazione IRPEF. L’importo indicato nelle tabelle (da 336 a 655 euro) è netto e viene accreditato per intero sulla pensione di luglio.

    Quando sarà disponibile il cedolino di luglio 2026?

    Il cedolino pensione luglio 2026 sarà consultabile su MyINPS indicativamente dal 20-25 giugno 2026. Accedi con SPID, CIE o CNS al servizio “Cedolino pensione e servizi collegati”.

    Hai dubbi sulla tua pensione o sulla quattordicesima? Il CAF può aiutarti

    Capire il cedolino pensione di luglio, verificare le trattenute, controllare se hai diritto alla quattordicesima o al rimborso 730 può sembrare complicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

    • Leggere e spiegare il tuo cedolino pensione
    • Verificare se hai diritto alla quattordicesima e il relativo importo
    • Controllare la corretta applicazione della rivalutazione ISTAT
    • Verificare lo stato del rimborso 730
    • Assistenza per la dichiarazione dei redditi 730/2026
    • Domanda di pensione e pratiche di patronato
    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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      Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 14:00:002026-04-18 10:38:49Pagamento Pensioni Luglio 2026: Date di Accredito, Quattordicesima e Calendario INPS
      PATRONATO

      NASPI Sospensione 2026: Quando e Come Sospendere l’Indennità

      SERVIZI CAF Centro Fiscale

      La sospensione della NASPI è un diritto fondamentale per chi percepisce l’indennità di disoccupazione e trova un nuovo lavoro temporaneo. A differenza della decadenza definitiva, la sospensione consente di mettere in pausa l’indennità e riprenderla automaticamente al termine del rapporto di lavoro, senza perdere i mesi residui.

      Nel 2026, le regole INPS per la sospensione NASPI rimangono chiare: è possibile sospendere l’indennità in caso di nuovo lavoro subordinato (anche a tempo determinato), attività autonoma occasionale, malattia o maternità. La comunicazione tempestiva all’INPS è essenziale per evitare sanzioni e garantire la ripresa automatica del beneficio.

      Indice dei contenuti

      • Quando si sospende la NASPI
      • Sospensione per nuovo lavoro subordinato
      • Sospensione per lavoro autonomo occasionale
      • Sospensione per malattia e maternità
      • Come comunicare la sospensione all’INPS
      • Ripresa automatica della NASPI
      • Calcolo della durata residua
      • Errori comuni da evitare
      • Domande frequenti

      Quando si sospende la NASPI

      La NASPI si sospende automaticamente in presenza di specifiche situazioni previste dalla normativa INPS. La sospensione non comporta la perdita del diritto all’indennità, ma solo una pausa temporanea durante la quale i mesi residui vengono congelati.

      Casi di sospensione NASPI 2026:

      • Nuovo lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro (limite 2026)
      • Lavoro autonomo occasionale con compensi annui entro 5.500 euro
      • Malattia certificata dal medico curante
      • Maternità obbligatoria e congedi parentali
      • Richiamo alle armi o servizio civile

      La sospensione opera d’ufficio una volta che l’INPS riceve la comunicazione obbligatoria. Durante il periodo di sospensione, il percettore non riceve l’indennità NASPI, ma conserva il diritto ai mesi residui.

      Sospensione per nuovo lavoro subordinato

      Il caso più frequente di sospensione riguarda chi, mentre percepisce la NASPI, trova un nuovo lavoro dipendente. La normativa 2026 prevede che l’indennità si sospenda solo se il reddito annuo previsto è inferiore a 8.500 euro lordi.

      Esempi pratici di sospensione:

      • Contratto 3 mesi con RAL 6.000 euro → NASPI sospesa per 3 mesi, poi ripresa automatica
      • Contratto part-time 6 mesi con RAL 7.800 euro → NASPI sospesa per 6 mesi
      • Contratto full-time con RAL 25.000 euro → NASPI decade definitivamente (reddito oltre soglia)

      La sospensione copre l’intero periodo lavorativo, dal primo all’ultimo giorno di contratto. Il percettore deve comunicare all’INPS l’inizio del rapporto entro 30 giorni tramite il portale MyINPS o patronato.

      Attenzione: se il contratto viene rinnovato o prorogato più volte, superando complessivamente i 6 mesi di durata, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive sulla natura temporanea del rapporto.

      Sospensione per lavoro autonomo occasionale

      Chi percepisce la NASPI può svolgere attività autonoma occasionale senza aprire Partita IVA, ma deve rispettare il limite di 5.500 euro annui (dato 2026). Superata questa soglia, la NASPI decade definitivamente.

      Differenza tra sospensione e decadenza per lavoro autonomo:

      SituazioneReddito previstoEffetto NASPI
      Prestazione occasionale singolaFino a 5.500 euro/annoSospensione per il periodo
      Lavoro autonomo continuativoOltre 5.500 euro/annoDecadenza definitiva
      Apertura Partita IVAQualsiasi importoComunicazione obbligatoria entro 30 giorni

      La comunicazione all’INPS è sempre obbligatoria, anche per compensi minimi. Il mancato invio può comportare la revoca dell’indennità con obbligo di restituzione delle somme percepite.

      Sospensione per malattia e maternità

      La NASPI si sospende automaticamente in caso di malattia certificata o maternità obbligatoria. Questa sospensione è particolarmente vantaggiosa perché consente di conservare i mesi residui senza consumare l’indennità durante periodi in cui non si è nelle condizioni di cercare attivamente lavoro.

      Sospensione per malattia

      In caso di malattia durante la NASPI:

      • Il medico curante invia il certificato telematico all’INPS
      • La NASPI si sospende automaticamente dal giorno di inizio malattia
      • Non viene corrisposta indennità di malattia (la NASPI sostituisce il trattamento economico)
      • I giorni di malattia non vengono scalati dalla durata residua NASPI
      • Al termine della malattia, la NASPI riprende automaticamente

      Esempio: Mario ha 10 mesi di NASPI residui. Si ammala per 20 giorni. Durante la malattia non riceve pagamenti, ma al termine della convalescenza riprende la NASPI con ancora 10 mesi pieni disponibili.

      Sospensione per maternità

      La maternità obbligatoria (congedo pre e post parto) sospende la NASPI per tutta la durata del congedo (5 mesi totali). Durante questo periodo:

      • L’INPS eroga l’indennità di maternità (80% della retribuzione di riferimento)
      • La NASPI rimane sospesa e i mesi residui non vengono consumati
      • Al termine del congedo obbligatorio, la NASPI riprende automaticamente
      • I congedi parentali facoltativi possono ulteriormente sospendere la NASPI (max 6 mesi entro i 12 anni del bambino)

      Questa regola rende la NASPI particolarmente protettiva per le lavoratrici in gravidanza che hanno perso il lavoro.

      Come comunicare la sospensione all’INPS

      La comunicazione tempestiva all’INPS è fondamentale per evitare sanzioni, recuperi indebiti e decadenza dell’indennità. Il termine è 30 giorni dall’inizio dell’evento che causa la sospensione (nuovo lavoro, attività autonoma).

      Procedura online MyINPS

      Passaggi per comunicare la sospensione NASPI:

      1. Accedi al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio “NASPI-COM” (Comunicazioni NASPI)
      3. Seleziona “Nuova comunicazione“
      4. Indica il tipo di evento: “Nuovo lavoro subordinato” o “Lavoro autonomo occasionale”
      5. Inserisci i dati richiesti:
        • Data inizio rapporto di lavoro
        • Durata prevista (se determinato)
        • Reddito annuo previsto
        • Dati datore di lavoro o committente
      6. Allega eventuale copia del contratto (facoltativo ma consigliato)
      7. Invia la comunicazione e scarica la ricevuta

      La ricevuta è la prova dell’avvenuta comunicazione e va conservata per eventuali controlli futuri.

      Comunicazione tramite patronato

      In alternativa, è possibile rivolgersi al CAF o patronato, che invierà la comunicazione per conto del percettore. Questo servizio è gratuito e particolarmente utile per chi ha difficoltà con le procedure telematiche.

      Documenti da portare al CAF:

      • Documento d’identità valido
      • Codice fiscale
      • Copia del contratto di lavoro o lettera d’assunzione
      • Eventuale comunicazione precedente INPS (se disponibile)

      Ripresa automatica della NASPI

      Al termine del periodo di sospensione, la NASPI riprende automaticamente senza necessità di presentare nuova domanda. L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro o dall’evento sospensivo.

      Come avviene la ripresa:

      • L’INPS riceve la comunicazione di cessazione dal datore di lavoro (Unilav)
      • Il sistema verifica la durata residua della NASPI
      • L’indennità viene riattivata con l’importo precedente alla sospensione (senza ricalcoli al ribasso)
      • I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario NASPI

      Attenzione: se al termine del contratto temporaneo rimangono meno di 30 giorni di NASPI residua, l’INPS potrebbe non riattivare l’indennità per motivi amministrativi. In questi casi, è consigliabile verificare telefonicamente la propria posizione.

      Verifica ripresa NASPI

      Per controllare se la NASPI è stata riattivata:

      • Accedi a MyINPS → “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo Previdenziale”
      • Controlla lo stato della pratica NASPI (deve risultare “In pagamento”)
      • Verifica il prospetto pagamenti per confermare le date di accredito

      Se dopo 30 giorni dalla fine del lavoro la NASPI non risulta riattivata, contatta l’INPS o rivolgiti a un patronato.

      Calcolo della durata residua

      Durante la sospensione, i mesi residui di NASPI vengono congelati e non consumati. Questo significa che il periodo di sospensione “prolunga” di fatto la durata complessiva dell’indennità.

      Esempio di calcolo durata residua:

      • Durata NASPI originaria: 12 mesi (dal 1° gennaio 2026)
      • Mesi fruiti prima della sospensione: 4 mesi (gennaio-aprile 2026)
      • Sospensione per nuovo lavoro: 3 mesi (maggio-luglio 2026)
      • Ripresa NASPI: 1° agosto 2026
      • Mesi residui disponibili: 12 – 4 = 8 mesi (agosto 2026 – marzo 2027)

      La NASPI terminerà quindi il 31 marzo 2027, invece del 31 dicembre 2026 originario.

      Riduzione mensile del 3%

      La riduzione del 3% mensile dell’importo NASPI (prevista dal 4° mese in poi) si applica solo ai mesi effettivamente fruiti, non a quelli di sospensione.

      Esempio:

      • Mario percepisce NASPI di 1.200 euro/mese
      • Al 4° mese, l’importo scende a 1.164 euro (-3%)
      • Al 5° mese inizia un lavoro di 2 mesi → sospensione
      • Alla ripresa (7° mese di NASPI), riprende con 1.164 euro (l’importo del 4° mese, senza ulteriori decurtazioni per i mesi sospesi)

      Errori comuni da evitare

      Molti percettori NASPI commettono errori che possono causare la decadenza dell’indennità o l’obbligo di restituire somme percepite indebitamente. Ecco i più frequenti:

      1. Mancata comunicazione entro 30 giorni

      Errore: Iniziare un nuovo lavoro e non comunicarlo all’INPS entro il termine.

      Conseguenze: Revoca NASPI, recupero somme con sanzioni amministrative, possibile segnalazione per indebita percezione.

      Soluzione: Comunicare sempre entro 30 giorni, anche per contratti brevissimi o compensi minimi.

      2. Superamento soglie di reddito

      Errore: Accettare un lavoro con RAL superiore a 8.500 euro pensando che si sospenda comunque.

      Conseguenze: La NASPI decade definitivamente (non si sospende).

      Soluzione: Verificare sempre il reddito annuo previsto nel contratto prima di firmare.

      3. Confondere sospensione e decadenza

      Errore: Pensare che qualsiasi nuovo lavoro comporti la perdita definitiva della NASPI.

      Conseguenze: Rinunciare a opportunità lavorative temporanee per paura di perdere l’indennità.

      Soluzione: Informarsi correttamente sulle differenze tra sospensione (temporanea, reversibile) e decadenza (definitiva).

      4. Non verificare la ripresa automatica

      Errore: Dare per scontato che la NASPI riprenda senza controllare su MyINPS.

      Conseguenze: Ritardi nei pagamenti, mancata riattivazione per disguidi amministrativi.

      Soluzione: Controllare lo stato della pratica entro 15 giorni dalla fine del lavoro.

      Domande frequenti sulla sospensione NASPI

      Posso lavorare 2 settimane senza perdere la NASPI?

      Sì, se il reddito previsto è inferiore a 8.500 euro annui. Devi comunque comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. La NASPI si sospenderà per le 2 settimane e riprenderà automaticamente.

      Se faccio una prestazione occasionale di 500 euro, devo comunicarlo?

      Sì, sempre. Anche i compensi occasionali minimi vanno comunicati all’INPS, purché rientrino nel limite di 5.500 euro annui.

      Durante la malattia ricevo comunque la NASPI?

      No. Durante la malattia la NASPI si sospende e non viene corrisposta alcuna indennità. I giorni di malattia però non vengono scalati dalla durata residua.

      Posso richiedere volontariamente la sospensione NASPI?

      No. La sospensione opera solo nei casi previsti dalla legge (nuovo lavoro, malattia, maternità). Non esiste una sospensione volontaria “a piacimento”.

      Se il contratto viene prorogato più volte, cosa succede?

      La NASPI rimane sospesa per tutta la durata delle proroghe, purché il reddito complessivo annuo resti sotto 8.500 euro. Ogni proroga va comunicata all’INPS entro 30 giorni.

      Posso prendere NASPI e part-time insieme?

      No. Se il part-time ha RAL inferiore a 8.500 euro, la NASPI si sospende completamente (non si cumula). Se la RAL supera 8.500 euro, la NASPI decade.

      Dopo quanto tempo riprende la NASPI?

      L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla comunicazione di fine rapporto. I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario.

      Se la NASPI scade durante la sospensione?

      La durata residua viene comunque conservata. Se al termine della sospensione rimangono ancora mesi disponibili, la NASPI riprende. Se invece la durata teorica è esaurita, l’indennità termina definitivamente.


      Hai dubbi sulla sospensione della tua NASPI?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione completa della NASPI: comunicazioni INPS, verifica requisiti, calcolo durata residua e assistenza in caso di contestazioni.

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      Giugno 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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