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Tag Archivio per: partita iva fisioterapista

Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta (e quale lo è)

regime forfettario partita iva

Cercando «ENPAPI fisioterapisti» si trovano ancora molte guide (compresa una versione precedente di questa pagina) che indicano l’ENPAPI come cassa di previdenza obbligatoria del fisioterapista. È un errore, e non un errore innocuo: chi lo segue omette l’iscrizione previdenziale corretta e si espone a iscrizione d’ufficio all’INPS, recupero dei contributi e sanzioni civili. In questa pagina spieghiamo qual è il perimetro dell’ENPAPI, perché i fisioterapisti non vi rientrano, qual è la cassa corretta e da dove nasce l’equivoco.

Indice dei contenuti

  1. ENPAPI: che cos’è e chi deve iscriversi
  2. Perché i fisioterapisti non rientrano nell’ENPAPI
  3. La riforma Lorenzin e l’interpello n. 1/2024: l’albo non decide la cassa
  4. La cassa corretta: la Gestione Separata INPS
  5. Doppia abilitazione: l’origine dell’equivoco
  6. Cosa fare se hai seguito l’informazione sbagliata
  7. Domande frequenti

ENPAPI: che cos’è e chi deve iscriversi

L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è stato istituito con decreto interministeriale Lavoro/Tesoro del 24 marzo 1998, come fondazione di diritto privato ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. b), e dell’art. 6 del D.Lgs. 10 febbraio 1996 n. 103, nel quadro del D.Lgs. 30 giugno 1994 n. 509.

Il suo perimetro soggettivo è chiuso a tre categorie, iscritte ai relativi albi ed esercenti in forma libero-professionale:

  • infermieri professionali
  • assistenti sanitari
  • infermieri pediatrici (già vigilatrici d’infanzia)

Lo Statuto ENPAPI conferma questo perimetro. Non esiste alcuna norma che estenda l’obbligo di iscrizione ad altre professioni sanitarie. Per gli infermieri liberi professionisti, che sono i veri destinatari dell’ente, rimandiamo alla guida ai contributi ENPAPI 2026.

Perché i fisioterapisti non rientrano nell’ENPAPI

I fisioterapisti non rientrano tra le categorie individuate dalla fonte istitutiva e dallo Statuto dell’ENPAPI, e non vi sono mai rientrati. Il principio è semplice: l’obbligo contributivo verso una cassa privata discende dall’atto che istituisce l’ente e dal suo statuto, non dalla vicinanza tra professioni sanitarie né dall’appartenenza a un ordine.

Vale anche la regola generale dell’art. 20 del D.Lgs.C.P.S. 13 settembre 1946 n. 233: gli iscritti agli albi sono tenuti alla contribuzione presso l’ente di previdenza «istituito o da istituirsi per ciascuna categoria». Per i fisioterapisti tale ente non è stato costituito. Di conseguenza opera la clausola residuale della Gestione Separata INPS, di cui parliamo più avanti.

Attenzione anche a un’altra informazione circolata in rete: non esiste alcun ente denominato «ENPAP-F» o «cassa dei fisioterapisti». L’ENPAP è la cassa degli psicologi; l’ENPAPI è quella della professione infermieristica.

La riforma Lorenzin e l’interpello n. 1/2024: l’albo non decide la cassa

Gran parte della confusione nasce dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (riforma Lorenzin) e dal D.M. Salute 13 marzo 2018 n. 18, che hanno riordinato gli albi e gli ordini delle professioni sanitarie, collocando i fisioterapisti negli Ordini TSRM-PSTRP. Molti hanno letto in quel riordino anche un cambio di cassa previdenziale. Non è così: quei provvedimenti hanno inciso solo sugli albi e sugli ordini, senza toccare gli obblighi previdenziali.

Lo ha chiarito in modo autoritativo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con l’interpello n. 1/2024 del 19 gennaio 2024 (prot. 769): l’obbligo contributivo verso una cassa privata discende dalla fonte istitutiva e statutaria dell’ente, non dall’albo di appartenenza. Nessuna “estensione dal 2024” dell’ENPAPI ai fisioterapisti è mai avvenuta.

La cassa corretta: la Gestione Separata INPS

Il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS, ai sensi dell’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 (riforma Dini): è il regime residuale per i lavoratori autonomi privi di cassa di categoria. L’iscrizione è gratuita, si fa online dal portale INPS (SPID, CIE o CNS) o tramite il CAF, contestualmente all’apertura della partita IVA.

Le aliquote 2026, fissate dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026, sono:

SituazioneAliquota 2026
Liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie26,07%
Titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria (es. fisioterapista anche dipendente)24%

Non c’è un contributo minimo annuo, i forfettari possono chiedere la riduzione del 35% e la rivalsa del 4% in fattura è facoltativa. Calcolo, scadenze ed esempi sono nella nostra pagina pilastro: Contributi previdenziali fisioterapisti 2026: Gestione Separata INPS. Per l’apertura della partita IVA vedi Aprire partita IVA fisioterapista 2026 (codice ATECO 86.95.00, coefficiente 78%).

Doppia abilitazione: l’origine dell’equivoco

Esiste una sola intersezione legittima tra fisioterapisti ed ENPAPI: il professionista con doppia abilitazione, iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari. In questo caso versa all’ENPAPI per l’attività infermieristica e alla Gestione Separata INPS per l’attività di fisioterapia. Le due posizioni convivono e riguardano redditi distinti.

È molto probabile che proprio da questi casi, relativamente frequenti nelle strutture sanitarie, sia nata la convinzione che «i fisioterapisti si iscrivono all’ENPAPI». Per chi è solo fisioterapista, la risposta resta una: Gestione Separata INPS.

Cosa fare se hai seguito l’informazione sbagliata

  • Non ti sei iscritto a nulla perché pensavi di dover attendere l’ENPAPI: iscriviti subito alla Gestione Separata INPS con decorrenza dalla data di inizio attività e regolarizza i contributi dovuti prima che l’INPS proceda all’iscrizione d’ufficio con sanzioni civili.
  • Hai presentato domanda all’ENPAPI pur essendo solo fisioterapista: contatta l’ente per la cancellazione della posizione non dovuta e apri la posizione INPS corretta.
  • Hai la doppia abilitazione: verifica di avere entrambe le posizioni (ENPAPI per l’attività infermieristica, Gestione Separata per la fisioterapia) e di attribuire correttamente i redditi.
  • In ogni caso: conserva la documentazione e fatti assistere per il calcolo di saldo e acconti, perché la Gestione Separata si versa con F24 insieme alle imposte.

Domande frequenti

I fisioterapisti devono iscriversi all’ENPAPI?

No. L’ENPAPI è riservato a infermieri, assistenti sanitari e infermieri pediatrici (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996, Statuto ENPAPI). Il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995).

Dal 2024 l’ENPAPI accoglie anche i fisioterapisti?

No. Nessuna norma ha esteso l’ENPAPI ai fisioterapisti. La Legge 3/2018 e il D.M. 18/2018 hanno riordinato solo albi e ordini; l’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024 conferma che l’obbligo contributivo dipende dalla fonte istitutiva della cassa, non dall’albo.

Quanto versa un fisioterapista alla Gestione Separata nel 2026?

Il 26,07% del reddito imponibile se non ha altra tutela pensionistica obbligatoria, il 24% se è pensionato o già assicurato altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026). In regime forfettario il reddito imponibile è il 78% dei ricavi e si può chiedere la riduzione del 35%.

Esiste un termine di 30 o 60 giorni per l’iscrizione?

I termini di 30 o 60 giorni citati in molte guide sono termini statutari delle casse private (ENPAPI compreso) e non riguardano i fisioterapisti. L’iscrizione alla Gestione Separata INPS va fatta contestualmente all’inizio dell’attività, con decorrenza da quella data.

Quando un fisioterapista versa davvero all’ENPAPI?

Solo se ha la doppia abilitazione ed è iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari: in quel caso versa all’ENPAPI per l’attività infermieristica e alla Gestione Separata INPS per la fisioterapia.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Sei fisioterapista con partita IVA e vuoi verificare la tua posizione previdenziale?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nell’iscrizione alla Gestione Separata INPS, nel calcolo di saldo e acconti e nella gestione della partita IVA in regime forfettario, in sede o interamente online. Richiedi un preventivo personalizzato.

Settembre 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-04 12:16:212026-09-04 12:16:21ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta (e quale lo è)
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Gestione Separata INPS e Regime Forfettario

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo citava un ente denominato «ENPAP-F» come cassa dei fisioterapisti: tale ente non esiste. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995); l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Corretto anche il codice ATECO: 86.95.00. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Aprire la partita IVA fisioterapista nel 2026 richiede di orientarsi tra codici ATECO, casse previdenziali, albo professionale e regime fiscale ottimale. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche: qual e’ il codice ATECO corretto, quanto si paga di contributi, conviene il regime forfettario e quali sono gli adempimenti da seguire passo dopo passo.

Indice dei contenuti

  • Codice ATECO fisioterapista 2026
  • Albo professionale TSRM-PSTRP
  • Regime forfettario per fisioterapisti
  • Gestione Separata INPS: contributi previdenziali
  • Fatturazione elettronica e sanitari
  • Costi di apertura e avvio
  • Forfettario vs regime ordinario semplificato
  • FAQ

Codice ATECO fisioterapista 2026

Il codice ATECO da indicare all’apertura della partita IVA dipende dalla natura dell’attivita’ svolta. Per i fisioterapisti liberi professionisti il codice corretto e’ il 86.95.00 – Attivita’ di fisioterapia (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025). Questo codice identifica in modo specifico le prestazioni di fisioterapia svolte in forma autonoma, al di fuori di strutture ospedaliere o SSN.

Fino al 31 marzo 2025 si utilizzava il codice 86.90.21: chi ha aperto la partita IVA prima di quella data puo’ verificare con il CAF l’avvenuta riclassificazione. Il codice 86.90.29 (altre attivita’ paramediche indipendenti) NON e’ il codice del fisioterapista: riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

Codice ATECODescrizioneUso tipico
86.95.00Attivita’ di fisioterapia (ATECO 2025)Fisioterapisti liberi professionisti: codice corretto dal 1° aprile 2025
86.90.21Codice precedente (ATECO 2007)Partite IVA aperte prima del 1° aprile 2025, in riclassificazione

Il codice ATECO influenza il coefficiente di redditivita’ applicabile nel regime forfettario: per entrambi i codici della categoria 86 rientra nella macro-categoria attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie, con coefficiente del 78%.

Albo professionale TSRM-PSTRP: iscrizione obbligatoria

Prima di aprire la partita IVA, il fisioterapista deve essere iscritto all’albo professionale. L’ente di riferimento e’ l’Ordine TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). I fisioterapisti, in qualita’ di professione sanitaria della riabilitazione, rientrano in questo ordine.

L’iscrizione all’albo e’ un requisito obbligatorio per esercitare la professione in forma autonoma. Senza iscrizione all’Ordine non e’ possibile legalmente esercitare l’attivita’ come libero professionista. La procedura di iscrizione avviene presso la sezione provinciale del TSRM-PSTRP territorialmente competente e richiede il titolo abilitante (laurea triennale in Fisioterapia o diploma equivalente ante-riforma).

La quota annuale di iscrizione all’Ordine varia da provincia a provincia, ma generalmente si attesta tra 80 e 150 euro annui. Questa spesa e’ deducibile dal reddito professionale.

Regime forfettario per fisioterapisti: come funziona

Il regime forfettario e’ il regime fiscale agevolato piu’ conveniente per la maggior parte dei fisioterapisti che iniziano l’attivita’ in forma autonoma. Ecco i parametri chiave per il 2026.

Soglia di ricavi e aliquota sostitutiva

Per restare nel regime forfettario i compensi annui non devono superare 85.000 euro. Se nel corso dell’anno si supera la soglia di 100.000 euro, si esce dal regime forfettario immediatamente con ricalcolo dell’IVA. Se si supera solo la soglia di 85.000 euro, si esce l’anno successivo.

L’aliquota d’imposta sostitutiva e’ del 15% per i professionisti gia’ avviati. Per i neoforfettari che aprono la prima partita IVA senza aver esercitato attivita’ simile nei 3 anni precedenti, l’aliquota si riduce al 5% per i primi 5 anni di attivita’. Si tratta di un vantaggio fiscale significativo, soprattutto nei primi anni.

Coefficiente di redditivita’ 78%

Il coefficiente di redditivita’ per le attivita’ sanitarie paramediche (codice ATECO 86.95.00) e’ del 78%. Significa che il reddito imponibile sul quale calcolare le imposte corrisponde al 78% dei compensi lordi incassati. Il restante 22% viene considerato forfettariamente come costo dell’attivita’ e non viene tassato.

Esempio pratico: Un fisioterapista con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile di 31.200 euro (40.000 x 78%). L’imposta sostitutiva al 15% sara’ di 4.680 euro. A questa si aggiungono i contributi previdenziali.

Cause ostative al forfettario

Non possono accedere al regime forfettario i fisioterapisti che:

  • Hanno percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025)
  • Sostengono spese per lavoratori superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipano a societa’ di persone o associazioni professionali
  • Svolgono attivita’ prevalentemente verso ex datori di lavoro

Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)

I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrivono alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione e’ obbligatoria, gratuita e va effettuata contestualmente all’apertura della partita IVA, dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF. Chi la omette rischia l’iscrizione d’ufficio, il recupero dei contributi e le sanzioni civili.

Nota importante: non esiste alcun ente denominato “ENPAP-F”. L’ENPAP e’ la cassa degli psicologi; l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996). I fisioterapisti non rientrano in nessuna delle due: la Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti.

Aliquote 2026 e riduzione per i forfettari

La Gestione Separata applica un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o gia’ assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Non esiste un contributo minimo annuo. In regime forfettario il reddito imponibile e’ il 78% dei ricavi e si puo’ chiedere la riduzione contributiva del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Il professionista puo’ addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4%, facoltativa.

I contributi si versano con F24 insieme alle imposte (saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre) e sono deducibili dal reddito sia nel regime forfettario che in quello ordinario.

Doppia abilitazione: l’unico caso in cui entra in gioco l’ENPAPI

Il fisioterapista iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attivita’ e alla Gestione Separata INPS per la fisioterapia. E’ da questa intersezione che nasce l’equivoco sull’ENPAPI. Se svolgi anche lavoro dipendente, per l’attivita’ autonoma resta la Gestione Separata con aliquota ridotta al 24%: e’ consigliabile una valutazione personalizzata.

Fatturazione elettronica per fisioterapisti: le regole 2026

Le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti nei confronti di persone fisiche privati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/72, in quanto trattasi di prestazioni terapeutiche rese da professionisti sanitari abilitati. Si utilizzera’ il codice natura N4 in fattura.

Dal 2024 anche i fisioterapisti in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Questo vale per tutte le fatture emesse nei confronti di aziende, strutture e privati. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie verso persone fisiche private: in questo caso e’ vietato emettere fattura elettronica tramite SDI (per tutela della privacy del paziente). Le fatture per privati restano cartacee o in formato analogico, ma devono essere trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Per maggiori dettagli sul Sistema TS e la gestione della fatturazione sanitaria, consulta la nostra guida: Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026.

Le fatture emesse in regime forfettario non addebitano IVA e contengono la dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”. Anche la ritenuta d’acconto non si applica.

Costi di apertura e avvio della partita IVA

Aprire la partita IVA come fisioterapista ha costi contenuti sul versante burocratico-fiscale. Ecco una panoramica:

AdempimentoCosto indicativoFrequenza
Apertura partita IVA (Agenzia Entrate)GratuitaUna tantum
Iscrizione Ordine TSRM-PSTRP80-150 euroAnnuale
Iscrizione Gestione Separata INPSGratuita (contributi dovuti)Una tantum
Software fatturazione sanitaria/Sistema TS0-200 euro/annoAnnuale
Consulenza CAF/commercialista aperturaPreventivo personalizzatoUna tantum
Dichiarazione dei redditi annualePreventivo personalizzatoAnnuale

I costi di consulenza fiscale variano in base alla complessita’ della situazione. Il CAF Centro Fiscale offre un preventivo personalizzato per i fisioterapisti che aprono la partita IVA per la prima volta.

Forfettario vs regime ordinario semplificato: quale conviene?

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario semplificato e’ cruciale per ottimizzare il carico fiscale. Ecco un confronto pratico per i fisioterapisti:

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario Semplificato
Soglia ricaviFino a 85.000 euroNessun limite
IVANon addebitata ne’ detraibile22% addebitata, IVA a credito detraibile
Aliquota imposta15% (5% startup 5 anni)IRPEF progressive 23%-43%
Costi deducibili22% forfettario (solo implicito)Costi reali documentati
Contabilita’Semplificata (solo registro corrispettivi)Registri IVA + libro giornale
ConvenienzaCompensi < 50.000-60.000 euroSpese elevate o compensi alti

Per la maggior parte dei fisioterapisti alle prime armi o con compensi entro i 50.000-60.000 euro annui, il regime forfettario e’ la scelta piu’ conveniente. Permette di risparmiare sull’IRPEF, evitare la complessita’ dell’IVA e ridurre i costi contabili. Per i professionisti con spese elevate (attrezzature, affitto studio, collaboratori) il regime ordinario potrebbe essere piu’ vantaggioso: e’ consigliabile una simulazione personalizzata.

Per approfondire la gestione finanziaria dello studio, consulta anche: Conto Business per Medici e Sanitari 2026.

FAQ – Domande frequenti

Qual e’ il codice ATECO per il fisioterapista libero professionista?

Il codice ATECO del fisioterapista libero professionista e’ il 86.95.00 (Attivita’ di fisioterapia, coefficiente di redditivita’ 78%), in vigore dal 1° aprile 2025 in sostituzione del precedente 86.90.21. Il 86.90.29 non e’ il codice del fisioterapista.

I fisioterapisti devono iscriversi all’INPS o a una cassa di categoria?

Alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): non esiste una cassa di previdenza dei fisioterapisti. L’ENPAPI e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024) e un ente ‘ENPAP-F’ non esiste. Aliquota 2026: 26,07% (24% per chi ha gia’ un’altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026.

Il fisioterapista puo’ applicare il regime forfettario?

Si’. I fisioterapisti possono accedere al regime forfettario se i compensi annui non superano 85.000 euro e non sussistono cause ostative. Il coefficiente di redditivita’ applicabile e’ il 78%. L’aliquota sostitutiva e’ del 15% (5% per i primi 5 anni se si tratta di nuova attivita’).

I fisioterapisti devono fare la fattura elettronica?

Dal 2024 si, con un’eccezione importante: le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche private non possono essere fatturate elettronicamente tramite SDI per tutela della privacy. In quel caso le fatture rimangono analogiche ma vanno trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Quanto si paga di tasse con partita IVA fisioterapista in forfettario?

Con il regime forfettario, il fisioterapista paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (compensi x 78%). Esempio: 40.000 euro di compensi generano 31.200 euro di imponibile e circa 4.680 euro di imposta sostitutiva. A questo si aggiungono i contributi INPS Gestione Separata: 31.200 x 26,07% = 8.134 euro (ridotti a 5.288 euro chiedendo la riduzione del 35% riservata ai forfettari).

E’ necessario iscriversi all’Ordine prima di aprire la partita IVA?

Si’. L’iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP e’ un prerequisito per esercitare la professione di fisioterapista in forma autonoma. Senza iscrizione all’albo, l’esercizio professionale non e’ legalmente consentito.


Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.


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Approfondisci anche: Contributi previdenziali fisioterapisti 2026: Gestione Separata INPS – ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta – Partita IVA Sanitario in Convenzione SSN 2026

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 09:00:002026-09-04 12:15:33Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Gestione Separata INPS e Regime Forfettario
Fisioterapisti, PARTITA IVA

Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è una decisione importante che molti neo-iscritti all’albo TSRM-PSTRP affrontano subito dopo aver concluso gli studi. Tra codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS Gestione Separata, Sistema TS e divieto di fattura elettronica per le prestazioni a privati, la materia non è affatto banale. Eppure, con la guida giusta, si tratta di un percorso lineare che permette di iniziare a esercitare la libera professione in pochi giorni. In questa guida aggiornata vediamo passo passo tutto ciò che serve sapere per aprire partita IVA fisioterapista 2026, dalle aliquote al software di fatturazione, fino alle implicazioni dello studio condiviso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di fisioterapisti nell’avvio dell’attività, gestendo apertura, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS e contabilità annuale. Continua a leggere per scoprire perché pianificare bene il day 1 ti farà risparmiare migliaia di euro nei primi cinque anni.

Indice dei contenuti

  1. Quando un fisioterapista deve aprire P.IVA
  2. Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00
  3. Forfettario o ordinario per fisioterapisti
  4. Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapista
  5. Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)
  6. Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione albo
  7. Divieto SdI per prestazioni a privati 2026
  8. Scegliere il software di fatturazione al day 1
  9. Studio condiviso vs studio proprio
  10. Errori più comuni del neo-fisioterapista
  11. FAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026

Quando un fisioterapista deve aprire P.IVA

Il fisioterapista deve aprire partita IVA nel momento in cui inizia a esercitare la professione in forma abituale e continuativa, anche se i compensi sono modesti. La legge italiana non fissa una soglia di reddito sotto la quale si può lavorare senza partita IVA: il vero discrimine è l’abitualità. Un fisioterapista che effettua trattamenti regolari nel proprio studio o presso pazienti, anche solo poche ore a settimana, è a tutti gli effetti un libero professionista tenuto ad aprire P.IVA.

Esiste una sola eccezione: la prestazione occasionale. Si applica quando l’attività è davvero sporadica, non organizzata e non ripetuta nel tempo. In questo caso si emette una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20%, fino a un limite di 5.000 euro netti all’anno. Superata questa soglia, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. Per un neo-fisioterapista che vuole costruire una professione duratura, la prestazione occasionale è una soluzione temporanea: prima si apre la partita IVA, prima si accede ai vantaggi del regime forfettario e si costruisce una posizione previdenziale presso la Gestione Separata INPS.

Un caso tipico che vediamo in CAF: Marco, fisioterapista neo-iscritto all’albo TSRM-PSTRP, inizia a collaborare con una palestra e con due studi medici. Anche se nei primi mesi i compensi sono bassi, l’attività è già abituale. Marco deve aprire la P.IVA prima della prima fattura, perché emettere ricevute occasionali in modo continuativo equivale a evasione contributiva e fiscale.

Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00

Il codice ATECO fisioterapista classifica l’attività ai fini fiscali, previdenziali e statistici. Per anni il codice di riferimento è stato 86.90.21 – Altre attività paramediche indipendenti, utilizzato in maniera generica per molte professioni sanitarie autonome. Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della classificazione ATECO 2025, è stato introdotto un codice specifico: 86.95.00 – Attività professionale di fisioterapista.

Questa novità ha un significato importante: per la prima volta i fisioterapisti hanno un codice dedicato, separato dalle altre attività paramediche. La transizione è gestita in maniera automatica per molte posizioni già attive, ma chi apre partita IVA fisioterapista 2026 deve indicare direttamente il nuovo codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Chi già opera con il vecchio 86.90.21 è bene verifichi presso l’Agenzia delle Entrate che la migrazione sia avvenuta correttamente; in caso contrario, va comunicata con il modello AA9/12 o tramite ComUnica.

Coefficiente di redditività 78%

Il codice ATECO 86.95.00 è compatibile con il regime forfettario ed è classificato come attività professionale. Questo significa che il coefficiente di redditività applicabile è del 78%. In parole semplici, il coefficiente è la percentuale di ricavi che viene considerata reddito imponibile: il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi che il legislatore presume tu sostenga, e non è tassato.

Esempio pratico: Sara apre P.IVA come fisioterapista nel 2026 e fattura 40.000 euro. Il reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Su questa cifra si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata. Non importa se Sara ha speso 5.000 euro o 12.000 euro per affitti, attrezzature e formazione: il regime forfettario non considera le spese effettive.

Forfettario o ordinario per fisioterapisti

Per la quasi totalità dei neo-fisioterapisti, il regime forfettario 2026 è la scelta vincente. Il motivo è duplice: nei primi cinque anni si applica l’aliquota agevolata del 5% sull’imposta sostitutiva, e la contabilità è ridotta al minimo. Vediamo perché conviene quasi sempre, ma anche quando può essere utile valutare il regime ordinario.

Quando conviene il forfettario

Il fisioterapista forfettario 2026 beneficia di:

  • Aliquota 5% per i primi cinque anni (start-up), poi 15%
  • Nessuna IVA in fattura, nessun versamento IVA, nessun registro IVA
  • Esonero dalla ritenuta d’acconto del 20% (utile se fatturi a studi medici o cooperative)
  • Nessun ISA né studi di settore
  • Coefficiente di redditività 78%: tassi solo il 78% del fatturato
  • Contabilità semplificata e costi di gestione molto contenuti

Per un neo-fisioterapista con fatturato fino a 50.000-60.000 euro e spese contenute, il risparmio fiscale rispetto al regime ordinario può arrivare a 5.000-8.000 euro all’anno.

Considerando che il limite di ricavi per accedere al regime forfettario è di 85.000 euro, la maggior parte degli studi professionali di fisioterapia rientra comodamente in questo perimetro.

Quando valutare l’ordinario

Il regime ordinario può essere preferibile in pochi casi specifici: se prevedi investimenti molto alti in attrezzature (lettini elettrici, apparecchiature elettromedicali, tecar, laser) superiori a 15.000-20.000 euro, perché nel forfettario non li detrai. Oppure se la tua attività supererà prevedibilmente gli 85.000 euro nei primi anni. Per una valutazione personalizzata, il CAF Centro Fiscale offre una simulazione gratuita di convenienza tra forfettario e ordinario. Se vuoi una panoramica generica, consulta la guida regime forfettario 2026 e la guida apertura partita IVA.

Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapista

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 richiede una sequenza precisa di adempimenti, alcuni preliminari (iscrizione all’albo) e altri immediatamente successivi (iscrizione alla Gestione Separata INPS, Sistema TS). Saltare uno step o sbagliare un codice può costare mesi di correzioni. Ecco la procedura completa nel modo corretto.

  1. Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: è il prerequisito assoluto. Senza iscrizione all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, non puoi esercitare. Si presenta domanda all’Ordine territorialmente competente con titolo, autocertificazione e pagamento tassa annuale.
  2. Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate: è il modulo di apertura partita IVA. Vanno indicati codice ATECO 86.95.00, opzione per il regime forfettario, regime fiscale del 5% (se hai i requisiti start-up), domicilio fiscale e sede dell’attività.
  3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS: il fisioterapista non ha una cassa di categoria, quindi si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, dal portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF. Non ci si iscrive all’ENPAPI, che è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.
  4. Accreditamento Sistema TS: tutti i fisioterapisti iscritti all’albo con partita IVA devono accreditarsi al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie.
  5. SCIA al Comune (se hai studio aperto al pubblico): in molte regioni è prevista una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, eventualmente con autorizzazione sanitaria.
  6. Polizza RC professionale: è obbligatoria per legge per tutte le professioni sanitarie. Va attivata prima della prima prestazione.
  7. Scelta software di fatturazione: lo affrontiamo in dettaglio più avanti, ma va deciso prima della prima fattura.

Il CAF Centro Fiscale gestisce in autonomia tutti questi passaggi per i propri clienti: dall’apertura P.IVA al modulo AA9/12, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS, fino all’accreditamento Sistema TS. In media il fisioterapista ottiene la P.IVA in 48-72 ore dalla firma dei moduli.

Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)

Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF.

ENPAPI non c’entra. L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996): i fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’unica eccezione è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, infermieri pediatrici o assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attività e alla Gestione Separata per la fisioterapia. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti e nell’articolo ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.

Aliquota 2026: 26,07% (o 24%)

La Gestione Separata prevede un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o già assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Per un fisioterapista forfettario il reddito di riferimento è il 78% dei ricavi; su richiesta si può applicare la riduzione del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Non esiste un contributo minimo annuo. Esempio: su 31.200 euro di imponibile (40.000 euro di ricavi) i contributi sono 8.134 euro, oppure 5.288 euro con la riduzione.

Rivalsa 4%, scadenze e deducibilità

Il fisioterapista può addebitare in fattura al cliente una rivalsa INPS del 4%: è facoltativa (a differenza del contributo integrativo delle casse private) e, se non applicata, il contributo resta interamente a carico del professionista. I contributi si versano con F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre.

I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito anche per chi è in regime forfettario: rappresentano una delle poche deduzioni utili in questo regime e abbattono direttamente la base imponibile dell’imposta sostitutiva.

Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione albo

Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, per renderle disponibili nella dichiarazione dei redditi precompilata. Tutti i fisioterapisti iscritti all’albo TSRM-PSTRP con partita IVA sono obbligati a trasmettere i dati delle fatture emesse a privati, senza eccezioni. L’obbligo nasce dal momento stesso dell’iscrizione all’albo.

Sono esclusi solo i fisioterapisti dipendenti di strutture pubbliche SSN: in quel caso l’obbligo ricade sulla struttura ospedaliera e non sul professionista. Per il libero professionista privato, invece, non esistono soglie minime: anche una sola fattura a un paziente privato va trasmessa. Per approfondire il tema della fatturazione fisioterapista e Sistema TS, leggi la guida dedicata del CAF.

Trasmissione annuale dal 2026

Una novità 2026: con il DLgs 81/2025, l’invio dei dati al Sistema TS è diventato annuale e non più semestrale. La scadenza ordinaria è fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello delle fatture. Per i dati riferiti al 2025, il termine slitta al 2 febbraio 2026, con possibilità di correzione e integrazione entro il 9 febbraio 2026. Le scadenze esatte vanno comunque verificate annualmente sul portale del Sistema TS, perché possono variare per ragioni di calendario.

Il paziente può sempre opporsi alla trasmissione dei propri dati con apposita dichiarazione. In quel caso il fisioterapista trasmette l’importo aggregato come spesa sanitaria con opposizione, senza identificare il contribuente.

Divieto SdI per prestazioni a privati 2026

Il divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie verso privati è diventato permanente dal 2026. Si tratta di una delle novità più importanti per chi apre partita IVA fisioterapista 2026: contrariamente a quanto accade per tutte le altre attività, il fisioterapista non deve emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio quando il cliente è una persona fisica.

La base normativa è il DLgs 81/2025, che ha modificato in modo strutturale l’articolo 10-bis del DL 119/2018. Prima il divieto era prorogato anno per anno; ora è a regime. La ragione è la tutela della privacy sanitaria: i dati delle fatture passerebbero sul SdI, esponendoli a rischi rispetto al diritto del paziente alla riservatezza.

Cosa fare in pratica

Il fisioterapista, per le fatture a privati cittadini, deve:

  • Emettere fattura cartacea o in PDF, NON tramite SdI
  • Trasmettere comunque i dati al Sistema TS entro le scadenze annuali
  • Conservare la copia della fattura (cartacea o digitale) per 10 anni
  • Apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro se esenti IVA

Restano invece soggette a fattura elettronica via SdI le prestazioni B2B (verso cliniche private, cooperative, società di servizi) e B2G (verso enti pubblici). Un esempio: il fisioterapista che collabora con una palestra emette fattura elettronica al gestore della palestra (B2B), ma per i pazienti che paga in studio emette fattura cartacea/PDF.

Scegliere il software di fatturazione al day 1

Uno degli errori più comuni del neo-fisioterapista è rimandare la scelta del software fatturazione fisioterapista. Spesso si inizia con il foglio Word, poi si passa a un programma generalista, e dopo sei mesi ci si ritrova con fatture sparse, errori di numerazione e dati mancanti per il Sistema TS. Il consiglio del CAF è netto: scegli il software al day 1, prima di emettere la prima fattura, e fallo tenendo conto dei requisiti specifici di una professione sanitaria.

Cosa deve avere un buon software per fisioterapisti

  • Trasmissione Sistema TS in 1 click: invio automatizzato delle fatture al portale TS, gestione dell’opposizione del paziente, controllo errori
  • Esclusione automatica SdI per privati: il software deve riconoscere il cliente persona fisica e NON inviare la fattura via SdI
  • Setup forfettario zero-config: nessuna configurazione manuale di aliquote, esclusione IVA, dicitura forfettaria, gestione bollo automatico
  • Gestione dell’eventuale rivalsa INPS 4% direttamente in fattura
  • Numerazione progressiva e archivio digitale conservato
  • Supporto CAF/commercialista per esportazione dati a fine anno

Fatturazione Italia: la scelta consigliata

Tra i software che soddisfano tutti questi requisiti, il CAF Centro Fiscale consiglia Fatturazione Italia, una soluzione italiana pensata specificamente per professionisti forfettari e sanitari. I punti di forza concreti:

  • Sistema TS in 1 click con gestione dell’opposizione del paziente e correzione errori
  • Zero-config per il forfettario: appena ti registri, la piattaforma applica le regole giuste senza che tu debba toccare nulla
  • Prezzo bloccato per 5 anni: nessun aumento, nessuna sorpresa nei rinnovi
  • 30 giorni di trial gratuito con tutte le funzionalità attive
  • Supporto CAF integrato: il tuo commercialista o il CAF Centro Fiscale possono accedere ai tuoi dati per chiusure annuali e dichiarazioni

Prova Fatturazione Italia gratis per 30 giorni: è il modo più semplice per partire bene al day 1 senza rischi.

Esistono anche soluzioni verticali per il mondo sanitario come Komodo, che integrano gestione fatture, agenda pazienti e cartella clinica digitale. Sono utili se prevedi un volume di pazienti elevato e vuoi un gestionale completo. Per chi inizia, però, una soluzione fatturazione-only ben configurata è spesso sufficiente.

Studio condiviso vs studio proprio: implicazioni fiscali

Molti neo-fisioterapisti iniziano in uno studio condiviso con altri colleghi o subaffittando un locale presso uno studio medico, una palestra o un poliambulatorio. Le implicazioni fiscali sono diverse rispetto all’apertura di uno studio proprio, e possono incidere sulla scelta del regime fiscale e sulla deducibilità dei costi.

Studio condiviso o subaffitto

In studio condiviso, il fisioterapista paga un canone mensile (spesso forfettario) per l’uso degli spazi e dei servizi (sala d’attesa, segreteria, utenze). In regime forfettario questi costi non sono detraibili: il forfait del 22% li copre già. Lo studio principale emette fattura per il subaffitto al fisioterapista, che la conserva ma non la deduce.

Attenzione a una trappola tipica: lo studio principale non può configurarsi come datore di lavoro mascherato. Se il fisioterapista lavora solo per quello studio, con orari imposti e pazienti assegnati, c’è il rischio che l’Ispettorato del Lavoro riqualifichi il rapporto come subordinato. Per evitarlo, il fisioterapista deve mantenere autonomia organizzativa, avere più clienti, e gestire l’agenda.

Studio proprio

Lo studio proprio comporta investimenti iniziali più alti (lettini, ecografo portatile, tecar, arredi) e costi di gestione (affitto, utenze, pulizie, abbonamenti software). Per il fisioterapista forfettario nessuno di questi costi è deducibile in modo diretto: vale sempre il coefficiente 78%. Se prevedi investimenti molto pesanti nei primi anni, è l’unico caso in cui il regime ordinario può diventare conveniente.

Errori più comuni del neo-fisioterapista

Negli anni in cui assistiamo fisioterapisti neo-iscritti, alcuni errori si ripetono con una frequenza sorprendente. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di partire con una posizione fiscale pulita.

  • Iniziare con ricevute occasionali per troppo tempo: oltre i 5.000 euro o oltre i pochi mesi, è una pratica a rischio sanzioni.
  • Dimenticare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS: comporta iscrizione d’ufficio, recupero dei contributi e sanzioni civili.
  • Non accreditarsi al Sistema TS: chi non trasmette i dati delle spese sanitarie subisce sanzioni da 100 a 500 euro per ogni comunicazione omessa.
  • Emettere fattura elettronica via SdI a un privato: viola il divieto permanente 2026 ed espone a contestazioni privacy.
  • Non valutare la rivalsa INPS 4% in fattura: è facoltativa, ma se non la applichi l’intero contributo resta a tuo carico.
  • Scegliere il software dopo i primi mesi: si finisce con la doppia migrazione e fatture non conformi al Sistema TS.
  • Confondere ricavi e reddito imponibile: nel forfettario si tassa il 78% dei ricavi, non il 100%.
  • Non pianificare gli acconti: a novembre arriva un esborso doppio (saldo + acconti) che spiazza chi non si è organizzato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i fisioterapisti a evitarli tutti grazie a un percorso strutturato di affiancamento nei primi 12 mesi di attività.

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FAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026

Quanto costa aprire partita IVA come fisioterapista?

L’apertura partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi reali sono: iscrizione albo TSRM-PSTRP (variabile a seconda dell’Ordine territoriale, in media 130-180 euro all’anno), polizza RC professionale (da 150 a 400 euro all’anno), eventuali costi del commercialista o CAF per la pratica di apertura. Nel complesso si parte con poche centinaia di euro.

Posso aprire P.IVA come fisioterapista mentre sono ancora dipendente?

Sì, è una situazione perfettamente legittima e molto frequente. Il fisioterapista dipendente con reddito da lavoro dipendente entro 35.000 euro può accedere senza problemi al regime forfettario 2026 (soglia 2026 da L. 207/2024) per l’attività libero-professionale. Sopra i 35.000 euro di reddito da dipendente (soglia vigente dal 2026), scatta una causa di esclusione dal forfettario. Per i dettagli, vedi la guida dedicata al fisioterapista dipendente con partita IVA.

ENPAPI o gestione separata INPS per i fisioterapisti?

Gestione Separata INPS. I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di categoria e versano alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) con aliquota 2026 del 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari e non ha mai esteso la copertura ai fisioterapisti (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’iscrizione va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA.

Devo emettere fattura elettronica anche se sono fisioterapista in forfettario?

Sì per le fatture B2B e B2G (a cliniche, palestre, cooperative, enti pubblici), NO per le fatture a privati cittadini. Per i privati vige il divieto permanente SdI 2026 introdotto dal DLgs 81/2025. Resta però l’obbligo di trasmettere i dati al Sistema TS annualmente.

Quanto guadagna in media un fisioterapista con partita IVA?

Il guadagno netto dipende da volume pazienti, città, specializzazione e gestione fiscale. Un fisioterapista neo-iscritto nei primi due anni può realisticamente fatturare 20.000-35.000 euro, con netto in tasca tra 15.000 e 27.000 euro grazie al regime forfettario al 5%. A regime, fisioterapisti consolidati superano facilmente i 50.000 euro di fatturato. Il CAF può elaborare una simulazione personalizzata.

Conclusione

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è un’opportunità concreta per costruire una carriera autonoma redditizia, ma richiede pianificazione corretta del day 1: codice ATECO giusto (86.95.00), regime forfettario con aliquota 5% per i primi cinque anni, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS, scelta del software fatturazione conforme al divieto SdI e alle trasmissioni Sistema TS. Sbagliare anche solo uno di questi passaggi può costare mesi di rettifiche e migliaia di euro tra sanzioni e maggiori imposte.

Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata su apertura P.IVA, regime forfettario, iscrizione alla Gestione Separata INPS e Sistema TS.

Stima del tuo netto annuo in forfettario (fisioterapisti)

Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Gestione Separata INPS, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi GestioneIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro4.680 euro2.223 euro18.097 euro
50.000 euro39.000 euro9.360 euro4.446 euro36.194 euro
80.000 euro62.400 euro14.976 euro7.114 euro57.910 euro
Stime semplificate basate su contributi Gestione Separata INPS. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

Errori comuni nel forfettario per fisioterapisti

Dopo aver assistito centinaia di fisioterapisti in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Non trasmettere le prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria entro fine mese successivo (sanzione 100 euro/prestazione, max 50.000/anno)
  • Confondere prestazione sanitaria esente IVA con prestazione di benessere/estetica (NON esente)
  • Errore sulla soglia 35.000 euro redditi dipendenti per chi lavora anche in ospedale o studio terzi (causa ostativa L. 207/2024)
  • Non applicare l’opposizione 730 quando il paziente la richiede
  • Trascurare l’obbligo di iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP per esercitare in libera professione
  • Confondere fatturazione B2C (privato) con B2B (centro medico): codici e marche da bollo diversi
  • Non scegliere correttamente fra GS aliquota 24% (con altra previdenza obbligatoria) o 26,07% (sola GS)

Simulazione personalizzata gratuita per fisioterapisti

Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Gestione Separata INPS nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i fisioterapisti in regime forfettario.

Cosa ricevi nella simulazione:

  • Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo caso
  • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
  • Calcolo contributi Gestione Separata INPS sulla tua fascia di reddito reale
  • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
  • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

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Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 09:00:002026-09-04 12:15:18Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto Guadagna un Fisioterapista con Partita IVA nel 2026: Guida Completa

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Aprire partita IVA come fisioterapista libero professionista nel 2026 e una scelta sempre piu diffusa, ma molti si chiedono: quanto si guadagna realmente? La risposta non e semplice, perche il reddito netto annuo di un fisioterapista con P.IVA dipende da numerosi fattori: le tariffe applicate, il numero di pazienti, la specializzazione, l’ubicazione geografica e i costi di gestione.

In questa guida analizziamo nel dettaglio quanto guadagna un fisioterapista con partita IVA, partendo dal lordo fino ad arrivare al netto mensile, considerando tutti i costi reali: contributi INPS Gestione Separata, imposta sostitutiva, affitto studio, attrezzature e formazione. Vedremo anche tre esempi pratici di guadagno (neo-laureato, professionista avviato, specializzato) e strategie per aumentare i ricavi.

Se stai valutando di aprire partita IVA come fisioterapista o vuoi ottimizzare la tua attivita esistente, questa guida ti aiutera a capire quanto puoi realmente portare a casa ogni mese e come massimizzare i tuoi guadagni.

Indice dei contenuti

  1. Fattori che Influenzano il Guadagno del Fisioterapista
  2. Tariffe Medie per Prestazione nel 2026
  3. Calcolo del Guadagno Lordo Annuo
  4. Dal Lordo al Netto: Tutti i Costi da Considerare
  5. 3 Esempi Pratici di Guadagno Netto
  6. Come Aumentare il Guadagno come Fisioterapista
  7. Dipendente vs Libero Professionista: Confronto
  8. Domande Frequenti

Fattori che Influenzano il Guadagno del Fisioterapista

Il guadagno di un fisioterapista con partita IVA varia notevolmente in base a diversi fattori. Comprendere queste variabili e fondamentale per stimare in modo realistico il proprio reddito potenziale e per pianificare strategie di crescita professionale.

Tariffe Orarie e per Seduta

Il primo elemento determinante e la tariffa applicata per ogni prestazione. Le sedute di fisioterapia oscillano mediamente tra 40 e 120 euro, con variazioni significative in base a:

  • Tipologia di trattamento: una seduta base di terapia manuale costa meno di una specialistica (terapia manuale avanzata, dry needling, rieducazione posturale)
  • Durata della seduta: 30-45 minuti per trattamenti standard, 60 minuti o piu per sedute complesse
  • Modalita di erogazione: domiciliare, in studio proprio, presso centri medici o palestre

Numero di Pazienti Giornalieri

Un fisioterapista libero professionista segue mediamente 5-8 pazienti al giorno. Questo numero dipende da:

  • Capacita di attrarre pazienti: passaparola, presenza online, collaborazioni con medici
  • Gestione dell’agenda: ottimizzazione degli slot, riduzione dei buchi tra appuntamenti
  • Stagionalita: periodi di maggiore richiesta (settembre-giugno) vs cali estivi

Specializzazione e Competenze

Le specializzazioni remunerative possono aumentare le tariffe del 30-50%. Le piu richieste includono:

  • Fisioterapia sportiva: atleti professionisti e amatoriali pagano tariffe premium
  • Fisioterapia neurologica: riabilitazione post-ictus, sclerosi multipla, Parkinson
  • Terapia manuale avanzata: tecniche Maitland, Mulligan, osteopatia
  • Rieducazione posturale: metodi Mezieres, Souchard, RPG

Ubicazione Geografica

Le tariffe variano significativamente tra nord e sud Italia. Nelle grandi citta del nord (Milano, Torino, Bologna) le sedute costano mediamente 20-30% in piu rispetto al sud, ma anche i costi di gestione (affitto, contributi) sono piu elevati.

Setting di Lavoro

Il luogo dove si esercita la professione influenza direttamente il guadagno:

  • Studio proprio: massima autonomia tariffaria, ma costi fissi elevati (affitto, utenze, attrezzature)
  • Domiciliare: tariffe piu alte (60-120 euro), nessun affitto, ma tempo speso negli spostamenti
  • Collaborazione con centri medici/palestre: tariffe condivise (50-70% al professionista), ma bacino pazienti garantito
  • Convenzioni ASL: tariffe basse (20-35 euro), ma flusso pazienti stabile

Tariffe Medie per Prestazione nel 2026

Comprendere le tariffe medie applicate nel 2026 e essenziale per stimare il proprio fatturato potenziale come fisioterapista con partita IVA. Ecco un quadro dettagliato delle tariffe standard per tipologia di prestazione.

Seduta Base (30-45 minuti)

La seduta standard di fisioterapia (terapia manuale base, massoterapia, mobilizzazioni) ha un costo medio di 40-60 euro. Questo tipo di trattamento rappresenta la maggioranza delle prestazioni erogate da un fisioterapista generalista.

  • Nord Italia: 50-60 euro
  • Centro Italia: 45-55 euro
  • Sud Italia: 40-50 euro

Seduta Specialistica

Le prestazioni specialistiche (terapia manuale avanzata, dry needling, rieducazione posturale, linfodrenaggio) hanno tariffe superiori: 60-100 euro. Queste tecniche richiedono formazione specifica e competenze avanzate, giustificando il sovrapprezzo.

  • Dry needling: 70-100 euro
  • Rieducazione posturale: 70-90 euro
  • Terapia manuale Maitland/Mulligan: 65-85 euro
  • Linfodrenaggio: 60-80 euro

Prestazioni Domiciliari

Il servizio a domicilio richiede tempo per gli spostamenti e flessibilita oraria, per questo le tariffe sono piu elevate: 60-120 euro a seduta. Il range dipende dalla distanza da coprire e dalla durata del trattamento.

Convenzioni ASL e Centri Convenzionati

Le prestazioni convenzionate con il servizio sanitario nazionale hanno tariffe inferiori: 20-35 euro a seduta. Pur essendo meno remunerative, garantiscono un flusso costante di pazienti e stabilita economica.

Pacchetti e Abbonamenti

Molti fisioterapisti offrono pacchetti di sedute con uno sconto del 10-15% per fidelizzare i pazienti. Questa strategia migliora il cash flow e riduce il rischio di disdette.

Calcolo del Guadagno Lordo Annuo

Per stimare il guadagno lordo annuo di un fisioterapista con partita IVA, partiamo da un caso medio realistico.

Esempio Standard: Professionista Avviato

Consideriamo un fisioterapista con studio proprio che lavora 5 giorni a settimana, riceve mediamente 6 pazienti al giorno e applica una tariffa media di 50 euro a seduta:

  • Pazienti al giorno: 6
  • Tariffa media: 50 euro
  • Guadagno giornaliero: 6 x 50 = 300 euro
  • Giorni lavorativi al mese: 22
  • Guadagno mensile lordo: 300 x 22 = 6.600 euro
  • Mesi lavorativi: 11
  • Guadagno annuo lordo: 6.600 x 11 = 72.600 euro

Range Realistico di Fatturato Annuo

Il fatturato lordo annuo di un fisioterapista con partita IVA varia in base all’esperienza:

  • Neo-laureato (primi 2 anni): 30.000-45.000 euro/anno
  • Professionista avviato (3-7 anni): 50.000-75.000 euro/anno
  • Specializzato/affermato (oltre 7 anni): 75.000-95.000 euro/anno

Nel regime forfettario il limite di ricavi e 85.000 euro annui. Per saperne di piu, consulta la nostra guida completa al regime forfettario 2026.

Dal Lordo al Netto: Tutti i Costi da Considerare

Il guadagno netto si ottiene sottraendo dal fatturato lordo una serie di costi fissi e variabili.

Contributi Previdenziali: Gestione Separata INPS

I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di categoria e versano i contributi alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), non all’ENPAPI:

  • Aliquota 2026: 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8/2026); 24% per chi ha gia altra tutela pensionistica obbligatoria
  • Riduzione forfettari: 35% su richiesta (aliquota effettiva 16,95%)
  • Rivalsa 4%: facoltativa, addebitabile al paziente in fattura
  • Nessun minimale: si versa solo in proporzione al reddito, con saldo e acconti (30 giugno e 30 novembre)

Per un approfondimento, consulta la guida ai contributi previdenziali 2026 per fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Imposta Sostitutiva (Regime Forfettario)

Nel regime forfettario, il fisioterapista paga un’imposta sostitutiva sul reddito imponibile (calcolato con coefficiente di redditivita del 78%):

  • 5% per i primi 5 anni di attivita
  • 15% dal sesto anno in poi

Per maggiori dettagli, leggi come aprire partita IVA da fisioterapista online.

Altri Costi Annui

  • Assicurazione RC professionale: 200-400 euro
  • Affitto studio + utenze: 3.000-8.000 euro
  • Attrezzature e materiali: 1.000-3.000 euro
  • Formazione ECM: 500-1.500 euro
  • Commercialista: 600-1.200 euro

Totale costi medi: circa 15.000-22.000 euro/anno per un professionista avviato.

3 Esempi Pratici di Guadagno Netto

Esempio 1: Neo-Fisioterapista

Profilo: Marco, 25 anni, neo-laureato, 4 pazienti/giorno a 45 euro.

  • Fatturato lordo: 39.600 euro
  • Reddito imponibile (78%): 30.888 euro
  • Totale costi: 10.782 euro
  • Guadagno netto annuo: 20.106 euro
  • Netto mensile: 1.675 euro/mese

Esempio 2: Professionista Avviato

Profilo: Laura, 32 anni, studio proprio, 6 pazienti/giorno a 50 euro.

  • Fatturato lordo: 72.600 euro
  • Reddito imponibile (78%): 56.628 euro
  • Totale costi: 21.158 euro
  • Guadagno netto annuo: 35.470 euro
  • Netto mensile: 2.956 euro/mese

Esempio 3: Specializzato

Profilo: Stefano, 38 anni, fisioterapia sportiva, 7 pazienti/giorno a 65 euro.

  • Fatturato lordo: 84.000 euro (limite forfettario)
  • Reddito imponibile (78%): 65.520 euro
  • Totale costi: 31.784 euro
  • Guadagno netto annuo: 33.736 euro
  • Netto mensile: 2.811 euro/mese

Come Aumentare il Guadagno come Fisioterapista

Specializzarsi in Ambiti Remunerativi

Le specializzazioni permettono di applicare tariffe piu elevate:

  • Fisioterapia sportiva: 70-100 euro a seduta
  • Fisioterapia neurologica: riabilitazione post-ictus, Parkinson
  • Terapia manuale avanzata: tecniche Maitland, Mulligan
  • Dry needling: 70-100 euro a seduta

Collaborazioni con Palestre e Centri Sportivi

Stipulare convenzioni con palestre e squadre sportive garantisce un flusso costante di pazienti.

Marketing e Personal Branding

  • Sito web professionale
  • Google My Business con recensioni positive
  • Social media: Instagram, Facebook
  • SEO locale: “fisioterapista [citta]”

Formazione e Docenza ECM

Diventare docente in corsi ECM genera reddito aggiuntivo: 200-500 euro per giornata formativa.

Dipendente vs Libero Professionista: Confronto

Guadagno Dipendente Ospedaliero/ASL

  • Neoassunto: 25.000-28.000 euro lordi/anno – circa 1.400-1.550 euro netti/mese
  • Dopo 5 anni: 28.000-32.000 euro lordi/anno – circa 1.600-1.800 euro netti/mese
  • Dopo 10+ anni: 32.000-38.000 euro lordi/anno – circa 1.850-2.100 euro netti/mese

Guadagno Libero Professionista

  • Neo-libero professionista: 1.500-2.000 euro netti/mese
  • Professionista avviato: 2.500-3.500 euro netti/mese
  • Specializzato/affermato: 3.500-5.000+ euro netti/mese

Soluzione Ibrida

Molti fisioterapisti scelgono una soluzione mista: part-time ospedaliero per sicurezza economica + P.IVA per attivita privata.

Per aprire partita IVA, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella scelta del codice ATECO corretto. Contattaci al 0432 1638640.

Domande Frequenti

Quanto guadagna un fisioterapista con partita IVA al mese?

Il guadagno netto mensile dipende dall’esperienza. Un neo-fisioterapista guadagna circa 1.500-2.000 euro netti/mese, un professionista avviato 2.500-3.500 euro, mentre un fisioterapista specializzato puo superare i 3.500-5.000 euro netti/mese.

Conviene aprire partita IVA come fisioterapista?

Aprire partita IVA conviene se hai la possibilita di attrarre pazienti e punti a un reddito superiore a quello da dipendente. Il regime forfettario con imposta al 5% (primi 5 anni) e molto vantaggioso.

Quanto costa mantenere la partita IVA da fisioterapista?

I costi annui includono: contributi INPS Gestione Separata (26,07% del reddito imponibile, 16,95% con la riduzione forfettari), imposta sostitutiva (5-15%), assicurazione RC (200-400 euro), commercialista (600-1.200 euro), affitto studio (3.000-8.000 euro). Totale: circa 15.000-25.000 euro/anno.

Qual e la tariffa media per una seduta di fisioterapia nel 2026?

Una seduta base costa 40-60 euro, le sedute specialistiche 60-100 euro, le prestazioni domiciliari 60-120 euro.

Quanti pazienti deve vedere un fisioterapista al giorno?

Un fisioterapista vede mediamente 5-8 pazienti al giorno. Per un guadagno netto di 3.000 euro/mese, servono circa 6 pazienti al giorno a 50 euro.

Come posso aumentare il mio guadagno come fisioterapista?

Puoi specializzarti in ambiti remunerativi (sportiva, neurologica), collaborare con palestre, investire in marketing online, offrire servizi aggiuntivi (telemedicina, corsi) e diventare docente ECM.

Conclusione

Il guadagno di un fisioterapista con partita IVA nel 2026 varia significativamente in base a esperienza, specializzazione e capacita di attrarre pazienti. Un neo-professionista puo aspettarsi circa 1.500-2.000 euro netti/mese, mentre un fisioterapista avviato e specializzato puo superare i 3.500-5.000 euro netti/mese.

Il regime forfettario offre condizioni fiscali vantaggiose, soprattutto nei primi 5 anni con l’imposta sostitutiva al 5%. Per massimizzare il guadagno, le strategie vincenti sono: specializzarsi, investire in marketing e collaborare con palestre e centri sportivi.

Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione per consulenza fiscale, scelta del regime piu vantaggioso e gestione annuale. Siamo operativi sia in ufficio a Udine che online.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Gennaio 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-18 09:00:002026-09-04 12:15:45Quanto Guadagna un Fisioterapista con Partita IVA nel 2026: Guida Completa
    Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00

    regime forfettario partita iva

    Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

    Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

    Il codice ATECO è uno dei primi ostacoli che ogni fisioterapista incontra quando decide di aprire la partita IVA. Scegliere il codice sbagliato può portare a problemi fiscali, errori nella dichiarazione dei redditi e complicazioni con l’Agenzia delle Entrate.

    Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore un nuovo codice ATECO specifico per i fisioterapisti: il codice 86.95.00 “Attività di fisioterapia”. Si tratta di una svolta storica che finalmente riconosce la professione con un codice dedicato, abbandonando i vecchi codici generici 86.90.21 e 86.90.29.

    In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul codice ATECO fisioterapista 2026: quale utilizzare in fase di apertura partita IVA, come funziona il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, cosa fare se hai già la partita IVA con il vecchio codice e come evitare gli errori più comuni.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza a professionisti sanitari e ti guida nella scelta corretta del codice ATECO, nell’apertura della partita IVA e in tutte le pratiche fiscali successive.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Codice ATECO e Perché È Importante
    2. Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025
    3. Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti
    4. Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario
    5. Come Indicare il Codice ATECO nell’Apertura Partita IVA
    6. Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato
    7. Errori Comuni da Evitare
    8. Come Correggere un Codice ATECO Errato
    9. Domande Frequenti

    Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che identifica la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. È utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per classificare le attività produttive e assegnare specifici obblighi fiscali, contributivi e amministrativi.

    Per un fisioterapista con partita IVA, il codice ATECO ha un’importanza fondamentale per diversi motivi:

    • Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, cioè la percentuale di reddito imponibile su cui si calcolano le tasse
    • Identifica il settore economico ai fini delle statistiche ISTAT e delle agevolazioni fiscali
    • Definisce gli obblighi contributivi presso la Gestione Separata INPS (i fisioterapisti non hanno una cassa di categoria: l’ENPAPI è l’ente della professione infermieristica)
    • Influenza l’accesso a bandi e finanziamenti riservati a specifici settori professionali
    • È richiesto in tutte le comunicazioni ufficiali con Agenzia delle Entrate, INPS e Camere di Commercio

    La scelta del codice ATECO corretto avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti). Una volta comunicato, il codice può essere modificato in caso di errore o ampliamento dell’attività, ma è fondamentale individuare quello giusto fin dall’inizio per evitare complicazioni.

    Dal 1° aprile 2025, la classificazione ATECO è cambiata radicalmente per i fisioterapisti, introducendo un codice dedicato che riflette finalmente la specificità della professione.

    Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025

    Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore il nuovo codice ATECO 86.95.00 con la denominazione ufficiale “Attività di fisioterapia”. Questa novità rappresenta una svolta storica per la professione, che finalmente dispone di un codice dedicato e non più generico.

    Cosa Cambia con il Nuovo Codice 86.95.00

    Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati e iscritti all’Albo professionale TSRM-PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Questo codice identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma o presso studi professionali.

    La nuova classificazione si inserisce nella sezione Q – Sanità e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, e riconosce la fisioterapia come attività sanitaria a tutti gli effetti, separata dalle altre professioni sanitarie.

    Caratteristiche del Codice 86.95.00

    • Coefficiente di redditività: 78% – Invariato rispetto ai vecchi codici per il regime forfettario
    • Settore sanitario – Classificato come attività di assistenza sanitaria professionale
    • Accesso riservato – Solo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo
    • Coerente con l’inquadramento previdenziale – Gestione Separata INPS per i fisioterapisti liberi professionisti
    • Valido per tutte le prestazioni fisioterapiche – Riabilitazione, terapia manuale, rieducazione funzionale

    Chi Deve Usare il Codice 86.95.00

    Il nuovo codice 86.95.00 deve essere utilizzato da:

    • Fisioterapisti che aprono la partita IVA dal 1° aprile 2025 – Devono indicare obbligatoriamente il nuovo codice
    • Fisioterapisti con partita IVA già attiva – È consigliato (ma non obbligatorio) fare la variazione al nuovo codice tramite modello AA7/10
    • Studi di fisioterapia associati – Devono aggiornare il codice nella visura camerale

    La transizione al nuovo codice è stata pensata per semplificare la gestione fiscale e contributiva dei fisioterapisti, riducendo le ambiguità interpretative che si verificavano con i vecchi codici generici.

    Se stai per aprire la partita IVA come fisioterapista, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione corretta del modello AA9/12 e nella scelta del codice ATECO 86.95.00.

    Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti

    Prima dell’entrata in vigore del codice 86.95.00, i fisioterapisti con partita IVA utilizzavano principalmente due codici ATECO generici, ora considerati obsoleti:

    Codice ATECO 86.90.21 – Attività di Fisioterapia (vecchia classificazione)

    Il codice 86.90.21 era denominato “Attività di fisioterapia” nella vecchia classificazione ATECO 2007. Era il codice più utilizzato dai fisioterapisti, ma presentava alcune ambiguità perché non distingueva chiaramente tra fisioterapisti laureati e altre figure professionali della riabilitazione.

    Caratteristiche del vecchio codice 86.90.21:

    • Coefficiente di redditività: 78%
    • Settore: Altre attività di assistenza sanitaria
    • Utilizzato fino al 31 marzo 2025

    Codice ATECO 86.90.29 – Altre Attività Paramediche Indipendenti NCA

    Il codice 86.90.29 era un codice “residuale” che includeva tutte le attività paramediche non classificate altrove (NCA). Alcuni fisioterapisti lo utilizzavano erroneamente, creando confusione con altre professioni sanitarie come massoterapisti, osteopati, chiropratici.

    Questo codice era meno specifico: oggi il 86.90.29 identifica altre attività paramediche (ad esempio massofisioterapisti e osteopati), non la fisioterapia.

    Perché i Vecchi Codici Sono Obsoleti

    Con l’introduzione del nuovo codice 86.95.00, i codici 86.90.21 e 86.90.29 sono stati sostituiti per diverse ragioni:

    • Riconoscimento della specificità professionale – Il codice 86.95.00 identifica univocamente i fisioterapisti laureati
    • Maggiore chiarezza fiscale – Elimina le ambiguità interpretative con altre figure sanitarie
    • Allineamento con la normativa europea – Segue le direttive UE sulla classificazione delle professioni sanitarie
    • Chiarezza statistica e fiscale – Identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia presso Agenzia delle Entrate e ISTAT

    Cosa Fare Se Hai Ancora il Vecchio Codice

    Se hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il codice 86.90.21 o 86.90.29, puoi continuare a utilizzarlo senza obbligo di variazione immediata. Tuttavia, è consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per:

    • Evitare possibili incomprensioni con l’Agenzia delle Entrate
    • Assicurare la coerenza tra attività dichiarata e inquadramento previdenziale (Gestione Separata INPS)
    • Accedere a eventuali agevolazioni future riservate al codice 86.95.00

    La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (variazione dati) ed è completamente gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e nell’invio telematico della pratica seguendo i passaggi corretti.

    Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario

    Il coefficiente di redditività è un parametro fondamentale nel regime forfettario. Rappresenta la percentuale di reddito imponibile calcolata sui ricavi totali annui. Per il codice ATECO 86.95.00 (Attività di fisioterapia), il coefficiente è del 78%.

    Cosa Significa Coefficiente di Redditività 78%

    Il coefficiente del 78% indica che, per ogni 100 euro di ricavi incassati, il fisco considera imponibili 78 euro. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del regime forfettario.

    In pratica, il coefficiente di redditività sostituisce il sistema di deduzione delle spese effettive previsto nel regime ordinario. Non puoi scaricare le spese (affitto studio, attrezzature, corsi di formazione), ma hai un abbattimento forfettario del 22% sui ricavi.

    Come Si Calcolano le Tasse nel Regime Forfettario per Fisioterapisti

    Il calcolo delle tasse per un fisioterapista in regime forfettario si articola in questi passaggi:

    1. Calcolo del reddito imponibile

    Reddito imponibile = Ricavi annui × 78%

    Esempio: Se nel 2026 incassi 45.000 euro, il tuo reddito imponibile sarà:

    45.000 € × 78% = 35.100 euro

    2. Sottrazione dei contributi INPS Gestione Separata

    Dal reddito imponibile puoi sottrarre i contributi previdenziali INPS Gestione Separata versati nell’anno. Per il 2026 l’aliquota è il 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8/2026; 24% per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria).

    Contributi INPS Gestione Separata = 35.100 € × 26,07% = 9.151 euro

    Reddito imponibile netto = 35.100 € – 9.151 € = 25.949 euro

    3. Applicazione dell’imposta sostitutiva

    Sul reddito imponibile netto si applica l’imposta sostitutiva:

    • 5% per i primi 5 anni di attività (nuove partite IVA)
    • 15% a regime (dal sesto anno in poi)

    Se sei nei primi 5 anni:

    Imposta sostitutiva = 25.949 € × 5% = 1.297 euro

    Se sei oltre il quinto anno:

    Imposta sostitutiva = 25.949 € × 15% = 3.892 euro

    Esempio Completo di Calcolo Tasse

    Supponiamo che Marco, fisioterapista con partita IVA in regime forfettario, incassi 50.000 euro nel 2026 (oltre il quinto anno di attività).

    • Ricavi annui: 50.000 €
    • Reddito imponibile (78%): 39.000 €
    • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 10.167 €
    • Reddito imponibile netto: 28.833 €
    • Imposta sostitutiva (15%): 4.325 €

    Totale tasse e contributi: 10.167 € + 4.325 € = 14.492 euro

    Reddito netto annuo: 50.000 € – 14.492 € = 35.508 euro

    Vantaggi del Coefficiente 78% per i Fisioterapisti

    Il coefficiente del 78% è tra i più favorevoli nel regime forfettario. Altri professionisti sanitari (medici, psicologi) hanno coefficienti del 67%, quindi più svantaggiosi. Questo significa che i fisioterapisti beneficiano di un maggiore abbattimento forfettario sui ricavi.

    Se vuoi approfondire tutti i requisiti e i vantaggi del regime forfettario 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza gratuita per valutare la convenienza rispetto al regime ordinario.

    Per maggiori dettagli sui contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 (Gestione Separata INPS), consulta la nostra guida dedicata.

    Come Indicare il Codice ATECO nell Apertura Partita IVA

    La comunicazione del codice ATECO avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti) o AA7/10 (per imprese). Il codice deve essere indicato con precisione per evitare problemi fiscali successivi.

    Procedura di Apertura Partita IVA con Codice 86.95.00

    Se sei un fisioterapista che vuole aprire la partita IVA per la prima volta, la procedura si articola in questi passaggi:

    1. Raccolta documenti necessari

    • Documento di identità e codice fiscale
    • Laurea in Fisioterapia (titolo abilitante)
    • Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP (Ordine dei Fisioterapisti)
    • Indirizzo dello studio dove eserciti l’attività (o domicilio fiscale iniziale)

    2. Compilazione del modello AA9/12

    Il modello AA9/12 è il modulo di dichiarazione di inizio attività per professionisti. In questo modulo devi indicare:

    • Codice ATECO primario: 86.95.00 – Attività di fisioterapia
    • Data inizio attività – Giorno in cui cominci effettivamente a esercitare
    • Regime fiscale scelto – Regime forfettario o ordinario
    • Periodicità IVA – Non necessaria nel regime forfettario

    3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS

    Contestualmente all’apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), la previdenza obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti, privi di una cassa di categoria. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. L’iscrizione è gratuita, si effettua online dal portale INPS (SPID, CIE o CNS) e richiede:

    • Codice fiscale e numero di partita IVA assegnato
    • Data di inizio dell’attività libero-professionale
    • Recapiti (email/PEC) per le comunicazioni INPS

    4. Invio telematico all’Agenzia delle Entrate

    Il modello AA9/12 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’invio può essere effettuato tramite:

    • CAF (soluzione consigliata per evitare errori)
    • Commercialista
    • Software fiscale con abilitazione Fisconline

    Dove Inserire il Codice ATECO nel Modello AA9/12

    Nel modello AA9/12, il codice ATECO va indicato nella sezione “Attività esercitata”, al campo “Codice attività”. Devi inserire esattamente:

    86.95.00

    Il sistema dell’Agenzia delle Entrate riconoscerà automaticamente la descrizione “Attività di fisioterapia” e assegnerà il coefficiente di redditività del 78% se hai scelto il regime forfettario.

    Cosa Succede Dopo l’Invio

    Entro pochi giorni dall’invio telematico riceverai:

    • Numero di partita IVA – Composto da 11 cifre (solitamente coincide con il codice fiscale per i professionisti)
    • Ricevuta di protocollazione – Conferma dell’avvenuta registrazione
    • Attribuzione del regime fiscale – Forfettario o ordinario, in base alla scelta indicata

    A questo punto sei ufficialmente iscritto alla partita IVA e puoi iniziare a emettere fatture con il codice ATECO 86.95.00.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera procedura di apertura partita IVA per fisioterapisti, dalla compilazione del modello AA9/12 all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Ti guidiamo nella scelta corretta del codice ATECO e del regime fiscale più conveniente, garantendo la conformità di tutti i passaggi.

    Scopri di più su come aprire la partita IVA come fisioterapista con il supporto del CAF.

    Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato

    Non sempre l’attività del fisioterapista si limita alle sole prestazioni di fisioterapia clinica. Esistono situazioni particolari in cui può essere necessario integrare il codice ATECO primario 86.95.00 con codici secondari o valutare alternative in base all’attività prevalente svolta.

    Fisioterapista che Lavora in Palestra o Centro Fitness

    Se svolgi attività di rieducazione motoria in palestra o ginnastica posturale per utenti senza prescrizione medica, ti trovi in una zona grigia. L’attività di fisioterapia vera e propria richiede sempre una prescrizione medica o una diagnosi funzionale.

    In questi casi, se l’attività prevalente è la fisioterapia con prescrizione, il codice 86.95.00 resta corretto. Se invece l’attività prevalente è la ginnastica posturale generica o il personal training, potresti dover considerare:

    • Codice ATECO 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi
    • Codice ATECO 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisico

    È fondamentale valutare con un esperto quale sia l’attività prevalente per evitare contestazioni fiscali.

    Fisioterapista che Svolge Formazione o Docenza

    Se oltre all’attività clinica svolgi corsi di formazione ECM, docenza in master universitari o consulenze didattiche, puoi integrare il codice primario 86.95.00 con un codice secondario:

    • Codice ATECO 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale

    La presenza di un codice secondario non modifica il coefficiente di redditività del codice primario. Nel regime forfettario, il coefficiente applicato è quello dell’attività prevalente (86.95.00 al 78%).

    Studio Associato di Fisioterapia

    Se eserciti in uno studio associato con altri fisioterapisti, la struttura deve avere una propria partita IVA intestata allo studio. In questo caso, lo studio può utilizzare il codice ATECO 86.95.00 come attività principale, mentre i singoli professionisti associati devono comunque mantenere la loro partita IVA personale.

    Lo studio associato non può aderire al regime forfettario (riservato solo a persone fisiche), quindi dovrà operare in regime ordinario con contabilità semplificata o ordinaria.

    Fisioterapista che Vende Prodotti o Attrezzature

    Se vendi prodotti ortopedici, ausili per la riabilitazione, tutori o attrezzature mediche, devi valutare se questa attività è accessoria o prevalente rispetto alla fisioterapia.

    • Vendita accessoria (meno del 30% del fatturato) – Puoi mantenere solo il codice 86.95.00
    • Vendita prevalente o significativa – Devi aggiungere un codice secondario di commercio al dettaglio, ad esempio 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici

    Attenzione: la vendita di prodotti potrebbe farti uscire dal regime forfettario se superi i limiti di ricavi previsti (85.000 euro annui) o se l’Agenzia delle Entrate considera l’attività commerciale prevalente rispetto a quella professionale.

    Fisioterapista Libero Professionista e Dipendente Contemporaneamente

    Se sei fisioterapista dipendente (ad esempio in ospedale o RSA) e vuoi aprire la partita IVA per attività libero-professionale nel tempo libero, non ci sono incompatibilità legali. Tuttavia, devi verificare:

    • Contratto di lavoro dipendente – Alcune convenzioni ospedaliere o aziende private possono prevedere clausole di esclusiva che vietano l’attività libero-professionale
    • Limiti di tempo – L’attività libero-professionale non deve interferire con l’orario di lavoro dipendente

    In questo caso, il codice ATECO da utilizzare per la partita IVA resta sempre il 86.95.00, e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di fatturato.

    Se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti guideranno nella scelta corretta in base alla tua attività effettiva, evitando errori che potrebbero portare a sanzioni o rettifiche fiscali.

    Errori Comuni da Evitare

    La scelta del codice ATECO sbagliato può portare a complicazioni fiscali, contributive e amministrative. Ecco gli errori più comuni che i fisioterapisti commettono in fase di apertura partita IVA.

    Errore 1: Utilizzare Ancora i Vecchi Codici 86.90.21 o 86.90.29

    Dal 1° aprile 2025, il codice corretto per i fisioterapisti è il 86.95.00. Continuare a utilizzare i vecchi codici 86.90.21 o 86.90.29 in fase di nuova apertura partita IVA è un errore che può generare:

    • Richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate
    • Ritardi nell’assegnazione della partita IVA
    • Incoerenze tra codice attività e inquadramento fiscale

    Soluzione: Assicurati di indicare il codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Se hai già aperto con un vecchio codice, effettua subito la variazione con il modello AA7/10.

    Errore 2: Confondere il Codice ATECO con Quello di Altre Professioni Sanitarie

    Alcuni fisioterapisti confondono il proprio codice con quelli di altre figure sanitarie:

    • 86.90.19 – Altre attività paramediche indipendenti (es. osteopati, chiropratici)
    • 96.04.20 – Servizi di centri per il benessere fisico (massaggi non terapeutici)
    • 85.51.00 – Corsi sportivi (ginnastica posturale senza prescrizione medica)

    Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati iscritti all’Albo. Usare un codice generico crea incoerenze nella classificazione dell’attività e nei controlli dell’Agenzia delle Entrate.

    Soluzione: Verifica sempre che il codice indicato sia esattamente 86.95.00 e non codici simili ma inesatti.

    Errore 3: Non Iscriversi Subito alla Gestione Separata INPS

    L’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per tutti i fisioterapisti con partita IVA (non all’ENPAPI, che riguarda solo la professione infermieristica). Alcuni professionisti ritardano l’iscrizione pensando di poterla fare “in un secondo momento”, ma questo comporta:

    • Iscrizione d’ufficio da parte dell’INPS
    • Recupero dei contributi arretrati con sanzioni civili e interessi
    • Impossibilità di dedurre i contributi versati fino all’iscrizione effettiva

    Soluzione: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’apertura della partita IVA. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella procedura di iscrizione.

    Errore 4: Indicare un Codice ATECO Troppo Generico per “Sicurezza”

    Alcuni professionisti scelgono codici ATECO generici (es. 86.90.29 “Altre attività paramediche NCA”) pensando di coprire meglio tutte le attività future. Questo è un errore perché:

    • Il codice generico non identifica correttamente l’attività di fisioterapia
    • L’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la coerenza tra codice ATECO e attività effettivamente svolta
    • Potrebbero sorgere dubbi sull’applicazione del coefficiente di redditività corretto

    Soluzione: Utilizza sempre il codice più specifico per la tua professione. Se svolgi anche attività accessorie, aggiungi codici secondari, ma il primario deve essere 86.95.00.

    Errore 5: Non Aggiornare il Codice ATECO Dopo Variazioni di Attività

    Se cambi l’attività prevalente (ad esempio passi dalla fisioterapia clinica alla formazione o alla vendita di prodotti ortopedici), devi aggiornare il codice ATECO tramite variazione. Molti professionisti dimenticano questo passaggio, rischiando:

    • Contestazioni fiscali in caso di controlli
    • Applicazione di coefficienti di redditività errati
    • Sanzioni per incongruenze tra attività dichiarata e attività effettiva

    Soluzione: Ogni volta che modifichi significativamente l’attività, consulta il CAF per valutare se è necessario aggiornare il codice ATECO con il modello AA7/10.

    Errore 6: Copiare il Codice ATECO da Colleghi Senza Verificare

    Molti fisioterapisti, per praticità, chiedono ai colleghi “quale codice ATECO hai usato tu?” e lo copiano senza verificare se sia corretto e aggiornato. Questo può portare a:

    • Utilizzo di codici obsoleti (86.90.21, 86.90.29)
    • Codici non coerenti con la propria attività specifica
    • Problemi in caso di controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e INPS

    Soluzione: Affidati sempre a un CAF o commercialista per la scelta del codice ATECO. Il servizio è gratuito e ti evita errori costosi.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te tutti i dettagli dell’attività e ti consiglia il codice ATECO corretto, evitando errori che potrebbero compromettere la tua regolarità fiscale e contributiva.

    Come Correggere un Codice ATECO Errato

    Se hai già aperto la partita IVA con un codice ATECO sbagliato o obsoleto (ad esempio 86.90.21 o 86.90.29) e vuoi aggiornarlo al nuovo codice 86.95.00, la procedura di correzione è semplice e completamente gratuita.

    Quando È Necessario Correggere il Codice ATECO

    Devi procedere con la variazione del codice ATECO se:

    • Hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il vecchio codice 86.90.21 o 86.90.29
    • Hai indicato erroneamente un codice generico o non coerente con l’attività di fisioterapia
    • Vuoi allineare il codice alla nuova classificazione ATECO 2025 dedicata alla fisioterapia
    • Vuoi beneficiare di agevolazioni o bandi futuri riservati al codice 86.95.00

    Procedura di Variazione con Modello AA7/10

    La correzione del codice ATECO si effettua tramite il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati). Ecco i passaggi:

    1. Compilazione del modello AA7/10

    Il modello AA7/10 è il modulo ufficiale per comunicare variazioni dei dati di una partita IVA già esistente. Nella sezione “Variazione dati”, devi indicare:

    • Vecchio codice ATECO – Quello attualmente registrato (es. 86.90.21)
    • Nuovo codice ATECO – Il codice corretto 86.95.00
    • Data di decorrenza della variazione – Solitamente la data di invio del modello

    2. Invio telematico all’Agenzia delle Entrate

    Il modello AA7/10 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite:

    • CAF – Modalità consigliata, servizio gratuito
    • Commercialista – Servizio a pagamento
    • Software fiscale Fisconline – Se abilitato all’invio diretto

    3. Ricezione della ricevuta di variazione

    Dopo l’invio, riceverai entro pochi giorni la ricevuta di protocollazione che conferma l’avvenuta variazione del codice ATECO. Da quel momento, il nuovo codice 86.95.00 sarà registrato nella tua posizione fiscale.

    Costi della Variazione Codice ATECO

    La variazione del codice ATECO tramite modello AA7/10 è completamente gratuita. Non ci sono imposte di bollo, diritti camerali o tasse da pagare. L’unico eventuale costo è quello del servizio di assistenza fiscale se ti rivolgi a un commercialista.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il servizio di variazione codice ATECO gratuitamente per i propri iscritti.

    Tempistiche di Aggiornamento

    La variazione del codice ATECO ha effetto immediato dal momento dell’invio del modello AA7/10. L’aggiornamento nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate avviene entro 5-7 giorni lavorativi.

    Nota: la variazione del codice ATECO non comporta adempimenti verso la Gestione Separata INPS, che non è legata al codice attività. Conserva comunque la ricevuta di variazione dell’Agenzia delle Entrate.

    Conseguenze della Variazione sul Regime Forfettario

    Se sei in regime forfettario, la variazione dal vecchio codice 86.90.21 al nuovo 86.95.00 non comporta modifiche fiscali, perché entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività del 78%.

    Se invece correggi un codice completamente errato con coefficiente diverso, potrebbero esserci implicazioni fiscali retroattive. In questo caso, il CAF valuterà con te se è necessario presentare dichiarazioni integrative per gli anni precedenti.

    Cosa Fare Se Hai Già Emesso Fatture con il Vecchio Codice

    Se hai già emesso fatture indicando il vecchio codice ATECO (o nessun codice), non è necessario riemettere le fatture precedenti. La variazione ha effetto solo per le future comunicazioni fiscali e per le nuove fatture che emetterai.

    Tuttavia, è buona prassi aggiornare il tuo software di fatturazione elettronica per includere il nuovo codice 86.95.00 nelle fatture successive alla data di variazione.

    Assistenza CAF per la Variazione Codice ATECO

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella procedura di variazione del codice ATECO. Ti basta portare:

    • Documento di identità
    • Codice fiscale / Partita IVA
    • Certificato di iscrizione all’Albo (se richiesto)

    seguendo i passaggi corretti compiliamo e inviamo il modello AA7/10, consegnandoti subito copia della ricevuta di protocollazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

    Domande Frequenti

    Qual e il codice ATECO corretto per fisioterapisti nel 2026?

    Il codice ATECO corretto dal 1 aprile 2025 e il 86.95.00 “Attivita di fisioterapia”. I vecchi codici 86.90.21 e 86.90.29 sono obsoleti. Il nuovo codice e esclusivo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo TSRM-PSTRP.

    Qual e il coefficiente di redditivita per il codice ATECO 86.95.00?

    Il coefficiente di redditivita del codice 86.95.00 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario, su 100 euro di ricavi incassati, 78 euro sono considerati reddito imponibile su cui si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata.

    Posso usare ancora il vecchio codice 86.90.21 se ho gia la partita IVA?

    Si, puoi continuare a utilizzare il vecchio codice 86.90.21 se hai aperto la partita IVA prima del 1 aprile 2025. Tuttavia, e consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per evitare problemi futuri con l’Agenzia delle Entrate. La variazione e gratuita.

    Come posso cambiare il codice ATECO della mia partita IVA?

    La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati), da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La procedura e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del modello.

    Quale codice ATECO devo usare se faccio fisioterapia e formazione?

    Se svolgi sia fisioterapia che attivita di formazione o docenza, il codice primario resta il 86.95.00 (attivita prevalente). Puoi aggiungere come codice secondario il 85.59.20 “Corsi di formazione e aggiornamento professionale”. Il coefficiente di redditivita nel regime forfettario sara quello del codice primario (78%).

    Il codice ATECO 86.95.00 e compatibile con il regime forfettario?

    Si, il codice 86.95.00 e pienamente compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditivita e del 78% e l’imposta sostitutiva e del 5% (primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno). Devi rispettare il limite di ricavi annui di 85.000 euro per rimanere nel regime forfettario.

    Devo iscrivermi all’ENPAPI anche se ho il codice ATECO 86.95.00?

    No. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica (infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari) e non accoglie i fisioterapisti. Con qualsiasi codice ATECO, il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, per evitare iscrizione d’ufficio, recupero contributi e sanzioni.

    Posso aprire partita IVA come fisioterapista se sono anche dipendente?

    Si, puoi aprire la partita IVA come fisioterapista anche se sei gia dipendente (es. in ospedale o RSA), a meno che il tuo contratto di lavoro non preveda clausole di esclusiva. Il codice ATECO da utilizzare e sempre il 86.95.00 e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di ricavi.

    Conclusione

    Il codice ATECO 86.95.00 rappresenta una conquista importante per la professione di fisioterapista, finalmente riconosciuta con un codice dedicato e specifico. Dal 1 aprile 2025, tutti i fisioterapisti che aprono la partita IVA devono utilizzare questo codice, abbandonando i vecchi 86.90.21 e 86.90.29.

    La scelta corretta del codice ATECO e fondamentale per:

    • Garantire il corretto calcolo delle tasse nel regime forfettario con coefficiente di redditivita del 78%
    • Evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e incoerenze previdenziali
    • Accedere a future agevolazioni riservate ai professionisti sanitari
    • Mantenere la regolarita fiscale e contributiva

    Se stai per aprire la partita IVA, se hai gia una partita IVA con il vecchio codice o se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione con assistenza specializzata per professionisti sanitari.

    Hai bisogno di assistenza per l’apertura della partita IVA o per la variazione del codice ATECO? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.

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      Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 09:00:002026-09-04 12:15:20Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00
      Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Aprire Partita IVA Fisioterapista Online: Guida Completa 2026

      regime forfettario partita iva

      Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

      Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti e il codice ATECO 86.90.29. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Il codice ATECO corretto è il 86.95.00 (ATECO 2025). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).



      Indice dei contenuti

      1. Requisiti per Aprire P.IVA Fisioterapista
      2. Procedura Online Passo-Passo
      3. Codice ATECO Fisioterapisti 2026
      4. Scelta Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario
      5. Iscrizione alla Gestione Separata INPS
      6. Iscrizione Albo Professionale
      7. Documenti Necessari
      8. Costi Apertura e Gestione Annuale
      9. Domande Frequenti

      Aprire partita IVA come fisioterapista online è il primo passo fondamentale per avviare la libera professione e lavorare con l’aiuto del CAF nel settore della riabilitazione e della fisioterapia. Nel 2026, la procedura di apertura partita IVA fisioterapista può essere completata interamente online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando SPID o CIE per l’autenticazione. La professione di fisioterapista è una professione sanitaria regolamentata, soggetta a iscrizione all’Albo professionale e, per la previdenza, alla Gestione Separata INPS, con obblighi specifici che è essenziale conoscere prima di intraprendere l’attività.

      Se sei un fisioterapista neolaureato o un professionista che vuole passare dalla dipendenza alla libera professione, questa guida ti accompagnerà in ogni fase dell’apertura partita IVA fisioterapista online: dalla compilazione del modulo AA9/12 telematico all’individuazione del codice ATECO corretto (86.95.00), dalla scelta del regime fiscale più conveniente (forfettario o ordinario) all’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS, fino ai costi effettivi di apertura e gestione annuale della partita IVA.

      Aprire una partita IVA fisioterapista comporta vantaggi significativi: libertà professionale, possibilità di scegliere i propri clienti e i propri orari, opportunità di collaborare con studi medici, palestre, centri sportivi o di lavorare a domicilio, e potenziali guadagni più elevati rispetto al lavoro dipendente. Tuttavia, è fondamentale comprendere anche gli obblighi fiscali e contributivi: versamento dei contributi INPS Gestione Separata 2026, tenuta contabilità (semplificata o ordinaria a seconda del regime), emissione fatture elettroniche e rispetto delle scadenze fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura partita IVA fisioterapista: compilazione modulistica, scelta del regime fiscale più vantaggioso, iscrizione alla Gestione Separata INPS e consulenza fiscale continuativa.

      Requisiti per Aprire Partita IVA Fisioterapista

      Prima di aprire partita IVA come fisioterapista, è necessario possedere requisiti specifici legati alla professione sanitaria. A differenza di altre attività autonome, la fisioterapia è una professione regolamentata dalla Legge n. 251/2000 e dal DM 14 settembre 1994 n. 741, che stabilisce precise condizioni di accesso.

      1. Titolo di Studio Abilitante

      Il primo requisito fondamentale è il possesso del titolo di studio abilitante:

      • Laurea in Fisioterapia (Classe L/SNT2 – Professioni Sanitarie della Riabilitazione) conseguita presso un’università italiana riconosciuta dal MIUR
      • Titolo equipollente estero riconosciuto in Italia tramite procedura di equipollenza presso il Ministero della Salute (per fisioterapisti laureati all’estero)
      • Diploma universitario in Fisioterapia conseguito prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento (per fisioterapisti che si sono laureati con il vecchio ordinamento)

      IMPORTANTE: Non è possibile aprire partita IVA come fisioterapista senza possedere il titolo abilitante. L’esercizio abusivo della professione sanitaria è reato penale (art. 348 c.p.).

      2. Iscrizione all’Albo Professionale

      L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è un requisito obbligatorio per esercitare la professione, sia come dipendente che come libero professionista. L’Albo è gestito dagli Ordini TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) a livello provinciale.

      Quando iscriversi all’Albo:

      • Prima di aprire la partita IVA (la P.IVA può essere aperta solo se già iscritti all’Albo)
      • Entro 90 giorni dal conseguimento della laurea
      • Presso l’Ordine TSRM-PSTRP della provincia di residenza o del luogo di lavoro prevalente

      L’iscrizione all’Albo prevede il pagamento di una quota annuale (circa 150-200 euro, variabile per provincia) e comporta l’obbligo di rispettare il Codice Deontologico della professione.

      3. Maggiore Età e Cittadinanza

      Per aprire una partita IVA in Italia è necessario:

      • Aver compiuto 18 anni (maggiore età)
      • Essere cittadino italiano, cittadino UE o cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno che consenta l’esercizio di attività professionale autonoma
      • Possedere un codice fiscale italiano

      4. Capacità di Agire e Assenza di Interdizioni

      Il fisioterapista deve possedere la piena capacità di agire e non deve essere sottoposto a:

      • Interdizione legale o giudiziale
      • Provvedimenti disciplinari che impediscano l’esercizio della professione
      • Condanne penali per reati incompatibili con la professione sanitaria

      Riepilogo requisiti:

      RequisitoDettagliObbligatorio
      Laurea in FisioterapiaTitolo abilitante italiano o riconosciuto✅ Sì
      Iscrizione AlboOrdine TSRM-PSTRP provinciale✅ Sì
      Maggiore età18 anni compiuti✅ Sì
      Codice fiscaleItaliano✅ Sì
      Capacità di agireAssenza di interdizioni✅ Sì

      Procedura Online Passo-Passo per Aprire P.IVA Fisioterapista

      L’apertura della partita IVA fisioterapista online si effettua interamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate compilando il modulo AA9/12 (persone fisiche). La procedura richiede circa 20-30 minuti e può essere completata con il supporto del CAF o con l’assistenza di un CAF o commercialista.

      Passo 1: Accesso al Portale Agenzia Entrate

      Per accedere al servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, hai bisogno di una delle seguenti credenziali digitali:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – consigliato
      • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      • Credenziali Fisconline/Entratel (se già in possesso)

      Una volta autenticato, accedi alla sezione “Apertura Partita IVA” → “Modello AA9/12 – Persone fisiche”.

      Passo 2: Compilazione Dati Anagrafici

      Il sistema richiede l’inserimento dei seguenti dati:

      • Dati personali: nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale
      • Residenza anagrafica: indirizzo completo di residenza
      • Domicilio fiscale: se diverso dalla residenza (es. studio professionale)
      • Recapiti: email (fondamentale per comunicazioni fiscali), PEC (se disponibile), telefono

      Passo 3: Scelta del Codice ATECO

      Il codice ATECO corretto per fisioterapisti è il 86.95.00 – “Attività di fisioterapia” (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025; in precedenza si usava il 86.90.21). Questo codice identifica l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma, sia in studio proprio che a domicilio.

      ATTENZIONE: Alcuni fisioterapisti scelgono erroneamente il codice 96.09.09 (Altri servizi alla persona) o il 86.90.20 (Attività svolta da psicologi). Assicurati di selezionare il codice 86.95.00, dedicato specificamente all’attività di fisioterapia: il 86.90.29 (altre attività paramediche) NON è il codice del fisioterapista, ma riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

      Passo 4: Scelta del Regime Fiscale

      In fase di apertura P.IVA, devi scegliere il regime fiscale. Per i fisioterapisti, le opzioni sono:

      • Regime Forfettario (consigliato per ricavi fino a 85.000 euro annui): imposta sostitutiva 5% primi 5 anni (se nuova attività) o 15% ordinaria
      • Regime Ordinario Semplificato: IRPEF progressiva (23%-43%) + addizionali regionali/comunali + IVA 22%

      La maggior parte dei fisioterapisti sceglie il regime forfettario per la sua semplicità e i vantaggi fiscali (vedi sezione dedicata).

      Passo 5: Dichiarazione Inizio Attività

      Nel modulo AA9/12, indica:

      • Data di inizio attività: la data a partire dalla quale intendi emettere fatture (può essere anche retroattiva di massimo 30 giorni)
      • Luogo di esercizio: studio professionale, domicilio, presso terzi (palestre, centri medici, ecc.)
      • Tipo di attività prevalente: professione sanitaria di fisioterapista

      Passo 6: Invio e Conferma

      Dopo aver compilato tutti i campi:

      • Verifica attentamente i dati inseriti
      • Clicca su “Invia”
      • Riceverai immediatamente una ricevuta telematica con il tuo numero di partita IVA (che corrisponde al codice fiscale per le persone fisiche)
      • L’Agenzia delle Entrate invierà una PEC di conferma (o email se non hai PEC) con tutti i dettagli della tua posizione fiscale

      IMPORTANTE: L’apertura della partita IVA è gratuita e immediata. Non ci sono costi da pagare all’Agenzia delle Entrate per l’apertura. Tuttavia, è consigliabile farsi assistere da un CAF o commercialista per evitare errori nella scelta del regime fiscale o del codice ATECO.

      Codice ATECO Fisioterapisti 2026

      Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che classifica l’attività economica svolta dal professionista. Per i fisioterapisti che esercitano la libera professione, il codice ATECO corretto è il 86.95.00.

      Codice ATECO 86.95.00: Dettagli

      Denominazione ufficiale: “Attività di fisioterapia” (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025; sostituisce il precedente 86.90.21)

      Descrizione: Questo codice identifica in modo specifico l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma. Il codice 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti) NON è il codice del fisioterapista: riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

      Caratteristiche del codice 86.95.00:

      • Coefficiente di redditività forfettario: 78% (per il regime forfettario)
      • Aliquota IVA: 22% (se in regime ordinario); esente IVA in regime forfettario
      • Tipo di fatturazione: prestazioni di servizi professionali sanitari
      • Previdenza obbligatoria: Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), in assenza di una cassa di categoria

      Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

      Alcuni fisioterapisti scelgono erroneamente codici ATECO non adeguati. Ecco i più comuni e perché sono sbagliati:

      Codice ATECODenominazionePerché NON va bene
      96.09.09Altri servizi alla personaNon è specifico per professioni sanitarie
      86.90.20Attività psicologiSpecifico solo per psicologi, non fisioterapisti
      93.13.00Gestione palestreIdentifica gestori di palestre, non professionisti sanitari
      85.51.00Corsi sportiviPer istruttori sportivi, non professionisti sanitari

      CONSIGLIO: Anche se alcune banche dati online propongono codici alternativi, il codice ufficiale per fisioterapisti secondo la classificazione ATECO 2025 è il 86.95.00. In caso di dubbio, contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita.

      Attività Secondarie: Serve un Secondo Codice ATECO?

      Se oltre alla fisioterapia svolgi anche attività formativa (es. corsi di formazione per colleghi) o vendita di prodotti (es. ausili ortopedici, tutori), potrebbe essere necessario aggiungere un codice ATECO secondario:

      • 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale
      • 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici (se vendi prodotti)

      L’aggiunta di un codice ATECO secondario si effettua tramite comunicazione di variazione dati (modello AA7/10) presso l’Agenzia delle Entrate.

      Scelta Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario per Fisioterapisti

      La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti quando apri partita IVA come fisioterapista. Le due opzioni principali sono il regime forfettario e il regime ordinario semplificato. Vediamo quale conviene di più in base al tuo fatturato previsto.

      Regime Forfettario per Fisioterapisti

      Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per partite IVA con ricavi fino a 85.000 euro annui. È la scelta più comune tra i fisioterapisti liberi professionisti grazie ai numerosi vantaggi.

      Vantaggi del regime forfettario:

      • Imposta sostitutiva agevolata: 5% per i primi 5 anni (se nuova attività) o 15% ordinaria
      • Niente IVA: non si applica IVA in fattura (semplificazione per clienti privati)
      • Contabilità semplificata: basta tenere un registro cronologico delle fatture emesse e ricevute
      • Niente ritenuta d’acconto: i compensi incassati non subiscono ritenuta alla fonte
      • Esenzione IRAP: non si paga l’imposta regionale sulle attività produttive

      Calcolo del reddito imponibile forfettario:

      Nel regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi totali. Per i fisioterapisti (codice ATECO 86.95.00), il coefficiente è del 78%.

      Formula: Reddito imponibile = Ricavi × 78%

      Esempio pratico:

      • Ricavi annui: 40.000 euro
      • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euro
      • Imposta sostitutiva (15%): 31.200 × 15% = 4.680 euro
      • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 31.200 × 26,07% = 8.134 euro
      • Totale imposte + contributi: 12.814 euro
      • Netto annuo: 40.000 – 12.814 = 27.186 euro

      Regime Ordinario Semplificato

      Il regime ordinario si applica automaticamente ai fisioterapisti con ricavi superiori a 85.000 euro o che non soddisfano i requisiti del forfettario. Può anche essere scelto volontariamente.

      Caratteristiche del regime ordinario:

      • IRPEF progressiva: aliquote dal 23% al 43% sul reddito effettivo (ricavi – costi)
      • IVA 22%: da applicare in fattura e versare trimestralmente
      • Deducibilità costi: tutti i costi inerenti l’attività sono deducibili (affitto studio, materiale sanitario, formazione, ecc.)
      • Contabilità ordinaria: obbligo di tenuta dei registri IVA, prima nota, libro giornale
      • Ritenuta d’acconto: 20% sui compensi da enti pubblici o aziende (da versare a saldo)

      Esempio pratico regime ordinario:

      • Ricavi annui: 40.000 euro
      • Costi deducibili: 8.000 euro (affitto studio, materiali, formazione, ecc.)
      • Reddito netto: 40.000 – 8.000 = 32.000 euro
      • IRPEF (aliquota media ~25%): 8.000 euro
      • Contributi INPS Gestione Separata (26,07% su 32.000 euro): circa 8.342 euro
      • Totale imposte + contributi: 16.342 euro
      • Netto annuo: 40.000 – 8.000 – 16.342 = 15.658 euro

      Confronto Forfettario vs Ordinario

      AspettoRegime ForfettarioRegime Ordinario
      Limite ricavi85.000 euroNessun limite
      Aliquota fiscale5% o 15%23%-43% (IRPEF)
      IVA❌ No✅ Sì (22%)
      ContabilitàSemplificataOrdinaria
      Deducibilità costiForfettaria (78%)Effettiva (100% costi reali)
      Contributi INPS Gestione SeparataSu reddito forfettarioSu reddito effettivo

      QUALE SCEGLIERE?

      • Regime forfettario: se prevedi ricavi fino a 85.000 euro e hai pochi costi deducibili (lavori principalmente a domicilio o senza studio fisso)
      • Regime ordinario: se prevedi ricavi superiori a 85.000 euro o hai molti costi deducibili (affitto studio costoso, acquisto strumentazione, dipendenti)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il regime fiscale più conveniente in base alla tua situazione specifica, effettuando simulazioni di convenienza personalizzate.

      Iscrizione alla Gestione Separata INPS (non all’ENPAPI)

      Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria: per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria e gratuita.

      Attenzione all’equivoco ENPAPI: l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996). I fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 (Lorenzin) ha riordinato solo albi e ordini, senza toccare gli obblighi previdenziali, come confermato dall’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024 del 19 gennaio 2024: l’obbligo verso una cassa privata dipende dalla fonte istitutiva dell’ente, non dall’albo di appartenenza.

      Quando Iscriversi alla Gestione Separata INPS

      L’iscrizione va effettuata contestualmente all’inizio dell’attività libero-professionale (apertura della partita IVA). Non esiste il termine di 60 giorni che alcune guide citano: è un termine statutario ENPAPI, non applicabile ai fisioterapisti. Chi omette l’iscrizione rischia l’iscrizione d’ufficio da parte dell’INPS, il recupero dei contributi dovuti e le sanzioni civili.

      Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS Online

      La procedura si effettua online dal portale INPS (www.inps.it):

      1. Accedi all’area riservata con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio “Iscrizione alla Gestione Separata” e seleziona la tipologia libero professionista
      3. Indica codice fiscale, partita IVA, data di inizio attività e recapiti (PEC consigliata)
      4. Invia la domanda: la conferma arriva nell’area riservata (nessun costo di iscrizione)

      In alternativa può provvedere il CAF o un intermediario abilitato in tuo nome.

      Contributi Gestione Separata INPS: Quanto Si Paga

      I contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 si calcolano con un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026):

      • 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
      • 24% per i titolari di pensione o già coperti da un’altra tutela pensionistica obbligatoria (es. fisioterapista anche dipendente)

      Non esiste un contributo minimo annuo: si versa solo in proporzione al reddito. In regime forfettario il reddito imponibile è il 78% dei ricavi e, su richiesta, si può ottenere la riduzione contributiva del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con proporzionale riduzione dei contributi accreditati). È facoltativo addebitare al cliente in fattura una rivalsa del 4%.

      Esempio calcolo contributi (reddito imponibile 31.200 euro, cioè 40.000 euro di ricavi in forfettario):

      • Aliquota piena: 31.200 × 26,07% = 8.134 euro annui
      • Con riduzione 35%: 31.200 × 16,95% = 5.288 euro annui

      I contributi si versano con il modello F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. Per approfondimenti sul calcolo, consulta la nostra guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti.

      ENPAPI vs INPS Gestione Separata: il caso della doppia abilitazione

      L’unico caso in cui un fisioterapista versa all’ENPAPI è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari ed esercita quella professione versa all’ENPAPI per tale attività e alla Gestione Separata INPS per l’attività di fisioterapia. È da questa intersezione che nasce l’equivoco. Per tutti gli altri fisioterapisti liberi professionisti, anche se già dipendenti (es. part-time in ospedale), la previdenza dell’attività autonoma è la Gestione Separata INPS. Approfondisci: ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.

      Iscrizione Albo Professionale Fisioterapisti

      L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è un passaggio obbligatorio per poter esercitare la professione, sia come dipendente che come libero professionista con partita IVA. Dal 2018, gli Albi professionali sanitari sono gestiti dagli Ordini TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).

      Dove e Come Iscriversi

      L’iscrizione va richiesta presso l’Ordine TSRM-PSTRP della provincia in cui risiedi o in cui hai la sede principale della tua attività professionale. La procedura è la seguente:

      1. Accedi al sito dell’Ordine TSRM-PSTRP della tua provincia
      2. Scarica il modulo di iscrizione alla sezione fisioterapisti
      3. Compila e firma il modulo allegando:
        • Copia del diploma di laurea in Fisioterapia
        • Documento d’identità valido
        • Codice fiscale
        • Certificato di iscrizione all’università (se neolaureato)
        • Dichiarazione di non essere sottoposto a procedimenti penali o disciplinari
      4. Invia il modulo via PEC o consegnalo di persona presso la sede dell’Ordine
      5. Paga la quota di iscrizione annuale (circa 150-200 euro, variabile per provincia)
      6. Ricevi il certificato di iscrizione con il tuo numero di matricola

      Quota Annuale e Rinnovo

      L’iscrizione all’Albo ha validità annuale e deve essere rinnovata entro il 31 dicembre di ogni anno pagando la quota associativa. L’importo varia da provincia a provincia ma si aggira mediamente sui 150-200 euro annui.

      Cosa include la quota:

      • Iscrizione all’Albo e mantenimento della posizione
      • Assicurazione professionale RCT/RCO (responsabilità civile terzi e operatori)
      • Accesso a corsi di formazione ECM (Educazione Continua in Medicina)
      • Supporto legale e deontologico
      • Comunicazioni ufficiali e aggiornamenti normativi

      Codice Deontologico

      L’iscrizione all’Albo comporta l’obbligo di rispettare il Codice Deontologico della professione di fisioterapista, che disciplina:

      • Doveri professionali verso i pazienti
      • Segreto professionale
      • Divieto di pubblicità ingannevole
      • Obbligo di formazione continua
      • Rapporti con colleghi e altri professionisti sanitari

      La violazione del Codice Deontologico può comportare sanzioni disciplinari, dalla semplice ammonizione fino alla sospensione o radiazione dall’Albo.

      Documenti Necessari per Aprire P.IVA Fisioterapista

      Per aprire partita IVA come fisioterapista e completare tutti gli adempimenti obbligatori (Agenzia Entrate, INPS Gestione Separata, Albo), è necessario predisporre una serie di documenti. Ecco la checklist completa per non dimenticare nulla.

      Documenti per Apertura P.IVA (Agenzia Entrate)

      • Documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto)
      • Codice fiscale (tessera sanitaria)
      • Credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) per accedere al portale Agenzia Entrate
      • Indirizzo di residenza e domicilio fiscale (se diverso)
      • Email e recapito telefonico per comunicazioni fiscali
      • PEC (Posta Elettronica Certificata) – facoltativa ma consigliata per liberi professionisti

      Documenti per Iscrizione alla Gestione Separata INPS

      • SPID, CIE o CNS per l’accesso al portale INPS
      • Codice fiscale e numero di partita IVA
      • Data di inizio dell’attività libero-professionale (coincide con l’apertura P.IVA)
      • Recapiti (email/PEC e telefono) per le comunicazioni INPS

      Documenti per Iscrizione Albo TSRM-PSTRP

      • Diploma di laurea in Fisioterapia (copia conforme o autocertificazione)
      • Documento d’identità valido
      • Codice fiscale
      • Certificato di laurea con voto di laurea (se richiesto dall’Ordine)
      • Autocertificazione assenza condanne penali e procedimenti disciplinari
      • Fototessera (2 copie, formato tessera)
      • Ricevuta pagamento quota annuale iscrizione Albo

      Documenti Facoltativi ma Consigliati

      • Polizza assicurativa RC professionale aggiuntiva (l’Albo include una base, ma molti professionisti integrano con una polizza privata per massimali più alti)
      • Contratto di locazione studio (se lavori in uno studio fisso, per dedurre l’affitto)
      • Fatture di acquisto strumentazione (lettino fisioterapico, elettromedicali, ecc. – per deducibilità fiscale)
      • PEC aziendale dedicata all’attività professionale (per separare comunicazioni personali e professionali)

      Conservazione Documenti

      IMPORTANTE: Tutti i documenti relativi all’apertura partita IVA, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS e all’Albo devono essere conservati per almeno 10 anni a fini fiscali e previdenziali. Si consiglia di:

      • Creare una cartella digitale dedicata con copie scansionate di tutti i documenti
      • Conservare gli originali cartacei in un luogo sicuro
      • Effettuare backup periodici (cloud, hard disk esterno)

      Costi Apertura e Gestione Annuale Partita IVA Fisioterapista

      Uno degli aspetti più importanti da valutare prima di aprire partita IVA come fisioterapista è il costo complessivo, sia iniziale (apertura) che ricorrente (gestione annuale). Vediamo nel dettaglio tutte le voci di spesa.

      Costi di Apertura (Una Tantum)

      L’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Tuttavia, ci sono altri costi iniziali da considerare:

      Voce di CostoImportoNote
      Apertura P.IVA120-150 euroCon il supporto del CAF Centro Fiscale (tariffa professionisti)
      Gestione annuale forfettario350 euro/annoAl CAF Centro Fiscale, dichiarazione dei redditi compresa
      Iscrizione Albo TSRM-PSTRP150-200 euroQuota annuale (primo anno)
      Iscrizione Gestione Separata INPS0 euroGratuita (si pagano poi i contributi)
      Attivazione PEC5-30 euro/annoFacoltativa ma consigliata
      Polizza RC professionale200-500 euro/annoFacoltativa, integrativa a quella dell’Albo
      TOTALE INIZIALE455-1.030 euroVariabile in base alle scelte

      Costi di Gestione Annuale

      I costi fissi annuali per mantenere attiva la partita IVA fisioterapista variano a seconda del regime fiscale e del fatturato. Ecco una stima per un fisioterapista con reddito medio (30.000 euro annui).

      Esempio: Regime Forfettario (Ricavi 40.000 euro)

      Voce di CostoImporto Annuo
      Contributi INPS Gestione Separata8.134 euro
      Imposta sostitutiva 15%4.680 euro
      Quota Albo TSRM-PSTRP180 euro
      Commercialista/CAF500-800 euro
      Fatturazione elettronica (software)50-150 euro
      PEC20 euro
      TOTALE ANNUALE13.564-13.964 euro

      Netto effettivo: 40.000 – 13.800 = 26.200 euro (circa 2.180 euro/mese netti)

      Esempio: Regime Ordinario (Ricavi 40.000 euro, Costi 8.000 euro)

      Voce di CostoImporto Annuo
      Contributi INPS Gestione Separata8.342 euro
      IRPEF + addizionali8.500 euro
      Quota Albo TSRM-PSTRP180 euro
      Commercialista1.200-1.800 euro
      Software contabilità + fatturazione200-400 euro
      PEC20 euro
      TOTALE ANNUALE18.400-19.200 euro

      Netto effettivo: 40.000 – 8.000 (costi) – 18.800 = 13.200 euro (circa 1.100 euro/mese netti)

      Altri Costi Variabili

      Oltre ai costi fissi, considera anche:

      • Affitto studio: 300-800 euro/mese (se non lavori da casa o in condivisione)
      • Utenze studio: 50-150 euro/mese (luce, gas, internet)
      • Materiale sanitario: 200-500 euro/anno (gel, carta lettino, disinfettanti)
      • Formazione ECM: 300-1.000 euro/anno (corsi obbligatori per crediti formativi)
      • Marketing: 500-2.000 euro/anno (sito web, Google Ads, volantini)
      • Acquisto/leasing attrezzatura: variabile (lettini, elettromedicali, ultrasuoni, laser, ecc.)

      IMPORTANTE: Nel regime forfettario, questi costi NON sono deducibili (il reddito si calcola forfettariamente). Nel regime ordinario, invece, sono tutti deducibili al 100%.

      Convenienza Economica: Dipendente vs Libero Professionista

      Molti fisioterapisti si chiedono se conviene di più lavorare come dipendente o come libero professionista. Ecco un confronto indicativo:

      AspettoFisioterapista DipendenteFisioterapista con P.IVA
      Stipendio/Ricavi lordi25.000-35.000 euro/anno30.000-60.000 euro/anno
      Netto mensile1.400-1.800 euro1.800-3.500 euro (variabile)
      StabilitàAlta (contratto tempo indeterminato)Bassa (reddito variabile)
      Ferie pagate✅ Sì❌ No
      Malattia/Infortuni✅ Indennità INPSLimitata (indennità INPS Gestione Separata)
      TFR✅ Sì❌ No
      Contributi pensionisticiINPS (a carico datore)INPS Gestione Separata (a tuo carico)
      Libertà orari❌ No✅ Sì
      Potenziale guadagnoLimitatoElevato (in base a clientela)

      CONCLUSIONE: La partita IVA conviene se riesci a fatturare almeno 30.000-35.000 euro annui e hai una buona base di clienti fidelizzati. Per fatturati più bassi, il lavoro dipendente potrebbe essere più conveniente per via della stabilità e delle tutele.

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      Domande Frequenti su Apertura Partita IVA Fisioterapista

      Quanto costa aprire partita IVA fisioterapista?

      Aprire partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e gratis. I costi iniziali includono: iscrizione Albo TSRM-PSTRP (150-200 euro), eventuale assistenza CAF/commercialista (100-300 euro), PEC facoltativa (20 euro/anno). Totale costi iniziali: 270-520 euro circa. I costi annuali di gestione dipendono dal regime fiscale e dal fatturato (circa 12.000-15.000 euro/anno tra imposte, contributi INPS Gestione Separata e commercialista).

      Posso aprire partita IVA fisioterapista senza iscrizione albo?

      No, l’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti (Ordine TSRM-PSTRP) e obbligatoria per legge per esercitare la professione di fisioterapista, sia come dipendente che come libero professionista. Senza iscrizione all’Albo, non puoi aprire partita IVA come fisioterapista. L’esercizio abusivo della professione sanitaria e reato penale.

      Quale regime fiscale conviene per fisioterapista: forfettario o ordinario?

      Il regime forfettario conviene per ricavi fino a 85.000 euro annui, con imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni nuova attivita) o 15%. Il regime ordinario conviene se hai molti costi deducibili (studio in affitto, strumentazione costosa, dipendenti) o ricavi superiori a 85.000 euro. Per un fatturato di 40.000 euro, il forfettario fa risparmiare circa 3.000-5.000 euro annui rispetto all’ordinario.

      Devo iscrivermi a ENPAPI o INPS Gestione Separata?

      No: i fisioterapisti liberi professionisti si iscrivono alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), perché non esiste una cassa di categoria. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica, riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari: i fisioterapisti non ne fanno parte, come confermato dall’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024. L’iscrizione alla Gestione Separata va fatta contestualmente all’apertura della partita IVA; aliquota 2026: 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria).

      Quanto tempo ci vuole per aprire partita IVA fisioterapista online?

      L’apertura telematica della partita IVA tramite il portale Agenzia delle Entrate richiede circa 20-30 minuti. Il numero di partita IVA viene assegnato immediatamente. Successivamente, devi iscriverti all’Albo TSRM-PSTRP (tempi variabili, 1-4 settimane) e alla Gestione Separata INPS (contestualmente all’apertura P.IVA). Complessivamente, per completare tutti gli adempimenti servono circa 1-2 mesi.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase dell’apertura partita IVA fisioterapista:

      • Compilazione modulo AA9/12 telematico Agenzia Entrate
      • Scelta regime fiscale più conveniente (forfettario vs ordinario)
      • Supporto iscrizione Gestione Separata INPS e calcolo contributi
      • Consulenza fiscale continuativa per gestione annuale
      • Tenuta contabilità e dichiarazione dei redditi
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          Gennaio 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-08 09:13:072026-09-17 15:34:14Aprire Partita IVA Fisioterapista Online: Guida Completa 2026
          Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

          Contributi Previdenziali Fisioterapisti 2026: Gestione Separata INPS (NON ENPAPI)

          regime forfettario partita iva

          Indice dei contenuti

          1. Previdenza Fisioterapisti: Gestione Separata INPS
          2. ENPAPI: Chi Deve Iscriversi (NON i Fisioterapisti)
          3. Aliquote Gestione Separata INPS 2026
          4. Calcolo Contributi Fisioterapisti con Esempi
          5. Scadenze Versamento Contributi INPS
          6. Fisioterapisti in Regime Forfettario
          7. Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS
          8. Domande Frequenti

          I fisioterapisti liberi professionisti con partita IVA in Italia hanno l’obbligo di versare i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS, e NON all’ENPAPI come erroneamente riportato in precedenza. Questa guida aggiornata fornisce tutte le informazioni corrette sulla previdenza obbligatoria per fisioterapisti nel 2026.

          La professione di fisioterapista, pur rientrando tra le professioni sanitarie, non dispone di una cassa previdenziale autonoma dedicata. Per questo motivo, i fisioterapisti che esercitano la libera professione devono obbligatoriamente iscriversi e versare i contributi alla Gestione Separata INPS, il fondo pensionistico gestito dall’INPS per i lavoratori autonomi privi di cassa specifica.

          Previdenza Fisioterapisti: Gestione Separata INPS

          I fisioterapisti con partita IVA che esercitano attivita’ libero-professionale sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS ai sensi della Legge 335/1995 (Riforma Dini). Questo obbligo riguarda tutti i fisioterapisti che:

          • Esercitano la libera professione con partita IVA
          • Non sono iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria (o lo sono parzialmente)
          • Svolgono attivita’ di collaborazione coordinata e continuativa

          La Gestione Separata INPS garantisce ai fisioterapisti:

          • Pensione di vecchiaia e pensione anticipata
          • Pensione di invalidita’ e pensione ai superstiti
          • Indennita’ di maternita’/paternita’
          • Indennita’ di malattia (per degenza ospedaliera)
          • Assegno per il nucleo familiare

          ENPAPI: Chi Deve Iscriversi (NON i Fisioterapisti)

          IMPORTANTE: L’ENPAPI NON e’ la cassa dei fisioterapisti

          L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ riservato esclusivamente a: Infermieri, Infermieri Pediatrici e Assistenti Sanitari.

          Come stabilito dall’art. 4 dello Statuto ENPAPI, sono obbligatoriamente iscritti all’Ente:

          • Infermieri iscritti all’Albo che esercitano attivita’ libero-professionale
          • Infermieri Pediatrici iscritti all’Albo che esercitano attivita’ libero-professionale
          • Assistenti Sanitari iscritti all’Albo che esercitano attivita’ libero-professionale

          I fisioterapisti non rientrano tra i soggetti indicati dall’art. 4 dello Statuto ENPAPI, ne’ sono mai stati inclusi tra i beneficiari obbligatori della tutela previdenziale ENPAPI. L’ENPAPI e’ stato istituito ai sensi del D.Lgs. 509/1994 e del D.Lgs. 103/1996 come ente previdenziale della Professione Infermieristica, non delle professioni sanitarie in generale.

          Aliquote Gestione Separata INPS 2026

          Le aliquote contributive della Gestione Separata INPS per il 2026 sono differenziate in base alla situazione previdenziale del fisioterapista:

          Situazione PrevidenzialeAliquota 2026
          Professionisti senza altra copertura pensionistica26,07%
          Professionisti con altra copertura pensionistica obbligatoria24,00%
          Pensionati o iscritti ad altre gestioni24,00%

          Per i fisioterapisti che esercitano esclusivamente la libera professione (senza lavoro dipendente parallelo), l’aliquota applicabile e’ del 26,07% sul reddito imponibile.

          Importante: A differenza dell’ENPAPI (che prevede contributo soggettivo + integrativo + maternita’), la Gestione Separata INPS prevede un’unica aliquota onnicomprensiva che include tutte le tutele previdenziali e assistenziali.

          Calcolo Contributi Fisioterapisti con Esempi

          Il calcolo dei contributi INPS per fisioterapisti si effettua applicando l’aliquota al reddito imponibile. Per i fisioterapisti in regime forfettario, il reddito imponibile e’ dato dal fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita’ (78% per le attivita’ sanitarie).

          Esempio 1: Fisioterapista in Regime Forfettario

          Dati:

          • Fatturato annuo: 40.000 euro
          • Coefficiente redditivita’: 78%
          • Reddito imponibile: 40.000 x 78% = 31.200 euro
          • Aliquota INPS: 26,07%

          Contributi INPS dovuti: 31.200 x 26,07% = 8.133,84 euro/anno

          Esempio 2: Fisioterapista in Regime Ordinario

          Dati:

          • Ricavi annui: 60.000 euro
          • Costi deducibili: 15.000 euro
          • Reddito imponibile: 60.000 – 15.000 = 45.000 euro
          • Aliquota INPS: 26,07%

          Contributi INPS dovuti: 45.000 x 26,07% = 11.731,50 euro/anno

          Scadenze Versamento Contributi INPS

          I contributi alla Gestione Separata INPS si versano con il meccanismo di saldo e acconto, contestualmente al pagamento delle imposte:

          ScadenzaVersamento
          30 giugno 2026Saldo anno precedente + 1° acconto (40%)
          30 novembre 20262° acconto (60%)

          I versamenti si effettuano tramite Modello F24 con i seguenti codici tributo:

          • PXX – Contributi a saldo
          • PXXR – Contributi a saldo rateizzati
          • PXX1 – Primo acconto contributi
          • PXX2 – Secondo acconto contributi

          Fisioterapisti in Regime Forfettario

          I fisioterapisti in regime forfettario beneficiano di una significativa riduzione contributiva INPS del 35%. Questa agevolazione e’ riservata ai contribuenti che aderiscono al regime forfettario e deve essere richiesta all’INPS.

          Riduzione 35% per Forfettari

          • Aliquota base: 26,07%
          • Riduzione: 35%
          • Aliquota ridotta: 16,95% (circa)

          Attenzione: La riduzione comporta un proporzionale abbassamento della contribuzione pensionistica accreditata.

          Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS

          L’iscrizione alla Gestione Separata INPS e’ obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti e deve essere effettuata entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita’. La procedura e’:

          1. Accedere al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
          2. Selezionare “Iscrizione Gestione Separata” dai servizi online
          3. Compilare il modulo di iscrizione indicando la tipologia di attivita’
          4. Attendere la conferma di iscrizione via PEC o area riservata

          In alternativa, l’iscrizione puo’ essere effettuata tramite:

          • Intermediario abilitato (commercialista, consulente del lavoro)
          • CAF come il Centro Fiscale di Udine
          • Contact Center INPS al numero 803.164

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          Domande Frequenti

          I fisioterapisti devono iscriversi all’ENPAPI?

          No. L’ENPAPI e’ riservato esclusivamente a Infermieri, Infermieri Pediatrici e Assistenti Sanitari. I fisioterapisti liberi professionisti si iscrivono alla Gestione Separata INPS.

          Esiste una cassa previdenziale specifica per fisioterapisti?

          No. Attualmente in Italia non esiste una cassa previdenziale autonoma dedicata ai fisioterapisti. Per questo motivo, i fisioterapisti liberi professionisti versano i contributi alla Gestione Separata INPS.

          Quanto paga di contributi INPS un fisioterapista?

          L’aliquota e’ del 26,07% sul reddito imponibile per chi non ha altra copertura pensionistica. I forfettari possono richiedere la riduzione del 35%.

          Il fisioterapista dipendente deve iscriversi alla Gestione Separata?

          Il fisioterapista con contratto di lavoro dipendente versa i contributi all’INPS tramite il datore di lavoro. Se svolge anche attivita’ libero-professionale, deve iscriversi alla Gestione Separata per i redditi da libera professione (aliquota 24%).

          Hai bisogno di assistenza per i contributi INPS?

          Il Centro Fiscale CAF di Udine ti assiste nella gestione della tua posizione previdenziale, dall’iscrizione alla Gestione Separata INPS alla compilazione della dichiarazione dei redditi.

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          Articolo aggiornato il 27 gennaio 2026 a seguito di comunicazione ufficiale ENPAPI (Prot. ENPAPI.GEN.27-01-2026.50635.U). La versione precedente conteneva informazioni errate sull’obbligo di iscrizione dei fisioterapisti all’ENPAPI. Ci scusiamo per l’inconveniente causato.

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            Gennaio 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-08 08:38:472026-09-04 12:15:55Contributi Previdenziali Fisioterapisti 2026: Gestione Separata INPS (NON ENPAPI)

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