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Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, ENPAP-F e Regime Forfettario

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Aprire la partita IVA fisioterapista nel 2026 richiede di orientarsi tra codici ATECO, casse previdenziali, albo professionale e regime fiscale ottimale. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche: qual e’ il codice ATECO corretto, quanto si paga di contributi, conviene il regime forfettario e quali sono gli adempimenti da seguire passo dopo passo.

Indice dei contenuti

Codice ATECO fisioterapista 2026

Il codice ATECO da indicare all’apertura della partita IVA dipende dalla natura dell’attivita’ svolta. Per i fisioterapisti liberi professionisti il codice corretto e’ il 86.90.29 – Altre attivita’ paramediche indipendenti nca. Questo codice identifica le prestazioni di fisioterapia svolte in forma autonoma, al di fuori di strutture ospedaliere o SSN.

Esiste anche il codice 86.90.21, che riguarda in senso stretto alcune figure come i tecnici sanitari di radiologia medica. La maggior parte dei fisioterapisti liberi professionisti utilizza il 86.90.29, ma e’ opportuno verificare con il proprio commercialista o con il CAF quale codice si adatta meglio alla specifica attivita’ svolta, specie nei casi di fisioterapia specialistica o sportiva.

Codice ATECODescrizioneUso tipico
86.90.29Altre attivita’ paramediche indipendenti ncaFisioterapisti liberi professionisti (prevalente)
86.90.21Altre attivita’ paramediche (tecnici sanitari)Tecnici sanitari di radiologia e similari

Il codice ATECO influenza il coefficiente di redditivita’ applicabile nel regime forfettario: per entrambi i codici della categoria 86 rientra nella macro-categoria attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie, con coefficiente del 78%.

Albo professionale TSRM-PSTRP: iscrizione obbligatoria

Prima di aprire la partita IVA, il fisioterapista deve essere iscritto all’albo professionale. L’ente di riferimento e’ l’Ordine TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). I fisioterapisti, in qualita’ di professione sanitaria della riabilitazione, rientrano in questo ordine.

L’iscrizione all’albo e’ un requisito obbligatorio per esercitare la professione in forma autonoma. Senza iscrizione all’Ordine non e’ possibile legalmente esercitare l’attivita’ come libero professionista. La procedura di iscrizione avviene presso la sezione provinciale del TSRM-PSTRP territorialmente competente e richiede il titolo abilitante (laurea triennale in Fisioterapia o diploma equivalente ante-riforma).

La quota annuale di iscrizione all’Ordine varia da provincia a provincia, ma generalmente si attesta tra 80 e 150 euro annui. Questa spesa e’ deducibile dal reddito professionale.

Regime forfettario per fisioterapisti: come funziona

Il regime forfettario e’ il regime fiscale agevolato piu’ conveniente per la maggior parte dei fisioterapisti che iniziano l’attivita’ in forma autonoma. Ecco i parametri chiave per il 2026.

Soglia di ricavi e aliquota sostitutiva

Per restare nel regime forfettario i compensi annui non devono superare 85.000 euro. Se nel corso dell’anno si supera la soglia di 100.000 euro, si esce dal regime forfettario immediatamente con ricalcolo dell’IVA. Se si supera solo la soglia di 85.000 euro, si esce l’anno successivo.

L’aliquota d’imposta sostitutiva e’ del 15% per i professionisti gia’ avviati. Per i neoforfettari che aprono la prima partita IVA senza aver esercitato attivita’ simile nei 3 anni precedenti, l’aliquota si riduce al 5% per i primi 5 anni di attivita’. Si tratta di un vantaggio fiscale significativo, soprattutto nei primi anni.

Coefficiente di redditivita’ 78%

Il coefficiente di redditivita’ per le attivita’ sanitarie paramediche (codice ATECO 86.90.29) e’ del 78%. Significa che il reddito imponibile sul quale calcolare le imposte corrisponde al 78% dei compensi lordi incassati. Il restante 22% viene considerato forfettariamente come costo dell’attivita’ e non viene tassato.

Esempio pratico: Un fisioterapista con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile di 31.200 euro (40.000 x 78%). L’imposta sostitutiva al 15% sara’ di 4.680 euro. A questa si aggiungono i contributi previdenziali.

Cause ostative al forfettario

Non possono accedere al regime forfettario i fisioterapisti che:

  • Hanno percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025)
  • Sostengono spese per lavoratori superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipano a societa’ di persone o associazioni professionali
  • Svolgono attivita’ prevalentemente verso ex datori di lavoro

ENPAP-F: la cassa previdenziale dei fisioterapisti

I fisioterapisti liberi professionisti devono iscriversi all’ENPAP-F (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Fisioterapisti), la cassa previdenziale di categoria istituita specificamente per questa professione sanitaria. L’iscrizione all’ENPAP-F e’ obbligatoria per tutti i fisioterapisti che esercitano in forma autonoma, ed e’ incompatibile con l’iscrizione alla Gestione Separata INPS per la medesima attivita’.

Nota importante: l’ENPAP-F e’ distinto dall’ENPAP (che e’ la cassa degli psicologi) e dall’ENPAPI (cassa degli infermieri). I fisioterapisti non si iscrivono all’ENPAP, nonostante la somiglianza nel nome.

Aliquote e contributi minimi 2026

L’ENPAP-F prevede il versamento di contributi previdenziali calcolati in percentuale sul reddito professionale netto. Le aliquote e i contributi minimi 2026 sono soggetti ad approvazione annuale del Consiglio di Amministrazione dell’ente: per i valori aggiornati e’ necessario consultare il sito ufficiale dell’ENPAP-F (enpapf.it) o contattare direttamente la cassa. I fisioterapisti che aprono per la prima volta la partita IVA beneficiano in genere di agevolazioni sui contributi minimi nei primi anni di attivita’.

I contributi versati all’ENPAP-F sono deducibili dal reddito sia nel regime forfettario che in quello ordinario, il che riduce l’imponibile fiscale complessivo.

INPS Gestione Separata: quando si applica

Il fisioterapista iscritto all’ENPAP-F non deve iscriversi anche alla Gestione Separata INPS per la medesima attivita’. La Gestione Separata si applica solo ai professionisti privi di altra cassa previdenziale di categoria. Tuttavia, se il fisioterapista svolge anche attivita’ di lavoro autonomo occasionale (non continuativo) o collaborazioni coordinate, la situazione previdenziale puo’ essere diversa: e’ consigliabile una valutazione personalizzata.

Per la gestione Separata INPS, a titolo di riferimento, l’aliquota 2026 per i professionisti senza altra copertura e’ del 26,07% sul reddito imponibile.

Fatturazione elettronica per fisioterapisti: le regole 2026

Le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti nei confronti di persone fisiche privati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/72, in quanto trattasi di prestazioni terapeutiche rese da professionisti sanitari abilitati. Si utilizzera’ il codice natura N4 in fattura.

Dal 2024 anche i fisioterapisti in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Questo vale per tutte le fatture emesse nei confronti di aziende, strutture e privati. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie verso persone fisiche private: in questo caso e’ vietato emettere fattura elettronica tramite SDI (per tutela della privacy del paziente). Le fatture per privati restano cartacee o in formato analogico, ma devono essere trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Per maggiori dettagli sul Sistema TS e la gestione della fatturazione sanitaria, consulta la nostra guida: Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026.

Le fatture emesse in regime forfettario non addebitano IVA e contengono la dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”. Anche la ritenuta d’acconto non si applica.

Costi di apertura e avvio della partita IVA

Aprire la partita IVA come fisioterapista ha costi contenuti sul versante burocratico-fiscale. Ecco una panoramica:

AdempimentoCosto indicativoFrequenza
Apertura partita IVA (Agenzia Entrate)GratuitaUna tantum
Iscrizione Ordine TSRM-PSTRP80-150 euroAnnuale
Iscrizione ENPAP-FGratuita (contributi dovuti)Una tantum
Software fatturazione sanitaria/Sistema TS0-200 euro/annoAnnuale
Consulenza CAF/commercialista aperturaPreventivo personalizzatoUna tantum
Dichiarazione dei redditi annualePreventivo personalizzatoAnnuale

I costi di consulenza fiscale variano in base alla complessita’ della situazione. Il CAF Centro Fiscale offre un preventivo personalizzato per i fisioterapisti che aprono la partita IVA per la prima volta.

Forfettario vs regime ordinario semplificato: quale conviene?

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario semplificato e’ cruciale per ottimizzare il carico fiscale. Ecco un confronto pratico per i fisioterapisti:

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario Semplificato
Soglia ricaviFino a 85.000 euroNessun limite
IVANon addebitata ne’ detraibile22% addebitata, IVA a credito detraibile
Aliquota imposta15% (5% startup 5 anni)IRPEF progressive 23%-43%
Costi deducibili22% forfettario (solo implicito)Costi reali documentati
Contabilita’Semplificata (solo registro corrispettivi)Registri IVA + libro giornale
ConvenienzaCompensi < 50.000-60.000 euroSpese elevate o compensi alti

Per la maggior parte dei fisioterapisti alle prime armi o con compensi entro i 50.000-60.000 euro annui, il regime forfettario e’ la scelta piu’ conveniente. Permette di risparmiare sull’IRPEF, evitare la complessita’ dell’IVA e ridurre i costi contabili. Per i professionisti con spese elevate (attrezzature, affitto studio, collaboratori) il regime ordinario potrebbe essere piu’ vantaggioso: e’ consigliabile una simulazione personalizzata.

Per approfondire la gestione finanziaria dello studio, consulta anche: Conto Business per Medici e Sanitari 2026.

FAQ – Domande frequenti

Qual e’ il codice ATECO per il fisioterapista libero professionista?

Il codice ATECO prevalente per i fisioterapisti che esercitano in forma autonoma e’ il 86.90.29 (Altre attivita’ paramediche indipendenti nca). In alcuni casi puo’ applicarsi il 86.90.21. E’ consigliabile verificare con un consulente fiscale quale codice sia piu’ adatto alla specifica attivita’.

I fisioterapisti devono iscriversi all’INPS o all’ENPAP-F?

I fisioterapisti liberi professionisti devono iscriversi all’ENPAP-F, la cassa previdenziale specifica di categoria, e non alla Gestione Separata INPS. L’iscrizione INPS resta obbligatoria solo per i professionisti privi di cassa di categoria propria.

Il fisioterapista puo’ applicare il regime forfettario?

Si’. I fisioterapisti possono accedere al regime forfettario se i compensi annui non superano 85.000 euro e non sussistono cause ostative. Il coefficiente di redditivita’ applicabile e’ il 78%. L’aliquota sostitutiva e’ del 15% (5% per i primi 5 anni se si tratta di nuova attivita’).

I fisioterapisti devono fare la fattura elettronica?

Dal 2024 si, con un’eccezione importante: le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche private non possono essere fatturate elettronicamente tramite SDI per tutela della privacy. In quel caso le fatture rimangono analogiche ma vanno trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Quanto si paga di tasse con partita IVA fisioterapista in forfettario?

Con il regime forfettario, il fisioterapista paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (compensi x 78%). Esempio: 40.000 euro di compensi generano 31.200 euro di imponibile e circa 4.680 euro di imposta sostitutiva. A questo si aggiungono i contributi ENPAP-F.

E’ necessario iscriversi all’Ordine prima di aprire la partita IVA?

Si’. L’iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP e’ un prerequisito per esercitare la professione di fisioterapista in forma autonoma. Senza iscrizione all’albo, l’esercizio professionale non e’ legalmente consentito.


Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.


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