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Tag Archivio per: codice ATECO fisioterapista

Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Gestione Separata INPS e Regime Forfettario

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo citava un ente denominato «ENPAP-F» come cassa dei fisioterapisti: tale ente non esiste. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995); l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Corretto anche il codice ATECO: 86.95.00. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Aprire la partita IVA fisioterapista nel 2026 richiede di orientarsi tra codici ATECO, casse previdenziali, albo professionale e regime fiscale ottimale. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche: qual e’ il codice ATECO corretto, quanto si paga di contributi, conviene il regime forfettario e quali sono gli adempimenti da seguire passo dopo passo.

Indice dei contenuti

  • Codice ATECO fisioterapista 2026
  • Albo professionale TSRM-PSTRP
  • Regime forfettario per fisioterapisti
  • Gestione Separata INPS: contributi previdenziali
  • Fatturazione elettronica e sanitari
  • Costi di apertura e avvio
  • Forfettario vs regime ordinario semplificato
  • FAQ

Codice ATECO fisioterapista 2026

Il codice ATECO da indicare all’apertura della partita IVA dipende dalla natura dell’attivita’ svolta. Per i fisioterapisti liberi professionisti il codice corretto e’ il 86.95.00 – Attivita’ di fisioterapia (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025). Questo codice identifica in modo specifico le prestazioni di fisioterapia svolte in forma autonoma, al di fuori di strutture ospedaliere o SSN.

Fino al 31 marzo 2025 si utilizzava il codice 86.90.21: chi ha aperto la partita IVA prima di quella data puo’ verificare con il CAF l’avvenuta riclassificazione. Il codice 86.90.29 (altre attivita’ paramediche indipendenti) NON e’ il codice del fisioterapista: riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

Codice ATECODescrizioneUso tipico
86.95.00Attivita’ di fisioterapia (ATECO 2025)Fisioterapisti liberi professionisti: codice corretto dal 1° aprile 2025
86.90.21Codice precedente (ATECO 2007)Partite IVA aperte prima del 1° aprile 2025, in riclassificazione

Il codice ATECO influenza il coefficiente di redditivita’ applicabile nel regime forfettario: per entrambi i codici della categoria 86 rientra nella macro-categoria attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie, con coefficiente del 78%.

Albo professionale TSRM-PSTRP: iscrizione obbligatoria

Prima di aprire la partita IVA, il fisioterapista deve essere iscritto all’albo professionale. L’ente di riferimento e’ l’Ordine TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). I fisioterapisti, in qualita’ di professione sanitaria della riabilitazione, rientrano in questo ordine.

L’iscrizione all’albo e’ un requisito obbligatorio per esercitare la professione in forma autonoma. Senza iscrizione all’Ordine non e’ possibile legalmente esercitare l’attivita’ come libero professionista. La procedura di iscrizione avviene presso la sezione provinciale del TSRM-PSTRP territorialmente competente e richiede il titolo abilitante (laurea triennale in Fisioterapia o diploma equivalente ante-riforma).

La quota annuale di iscrizione all’Ordine varia da provincia a provincia, ma generalmente si attesta tra 80 e 150 euro annui. Questa spesa e’ deducibile dal reddito professionale.

Regime forfettario per fisioterapisti: come funziona

Il regime forfettario e’ il regime fiscale agevolato piu’ conveniente per la maggior parte dei fisioterapisti che iniziano l’attivita’ in forma autonoma. Ecco i parametri chiave per il 2026.

Soglia di ricavi e aliquota sostitutiva

Per restare nel regime forfettario i compensi annui non devono superare 85.000 euro. Se nel corso dell’anno si supera la soglia di 100.000 euro, si esce dal regime forfettario immediatamente con ricalcolo dell’IVA. Se si supera solo la soglia di 85.000 euro, si esce l’anno successivo.

L’aliquota d’imposta sostitutiva e’ del 15% per i professionisti gia’ avviati. Per i neoforfettari che aprono la prima partita IVA senza aver esercitato attivita’ simile nei 3 anni precedenti, l’aliquota si riduce al 5% per i primi 5 anni di attivita’. Si tratta di un vantaggio fiscale significativo, soprattutto nei primi anni.

Coefficiente di redditivita’ 78%

Il coefficiente di redditivita’ per le attivita’ sanitarie paramediche (codice ATECO 86.95.00) e’ del 78%. Significa che il reddito imponibile sul quale calcolare le imposte corrisponde al 78% dei compensi lordi incassati. Il restante 22% viene considerato forfettariamente come costo dell’attivita’ e non viene tassato.

Esempio pratico: Un fisioterapista con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile di 31.200 euro (40.000 x 78%). L’imposta sostitutiva al 15% sara’ di 4.680 euro. A questa si aggiungono i contributi previdenziali.

Cause ostative al forfettario

Non possono accedere al regime forfettario i fisioterapisti che:

  • Hanno percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025)
  • Sostengono spese per lavoratori superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipano a societa’ di persone o associazioni professionali
  • Svolgono attivita’ prevalentemente verso ex datori di lavoro

Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)

I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrivono alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione e’ obbligatoria, gratuita e va effettuata contestualmente all’apertura della partita IVA, dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF. Chi la omette rischia l’iscrizione d’ufficio, il recupero dei contributi e le sanzioni civili.

Nota importante: non esiste alcun ente denominato “ENPAP-F”. L’ENPAP e’ la cassa degli psicologi; l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996). I fisioterapisti non rientrano in nessuna delle due: la Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti.

Aliquote 2026 e riduzione per i forfettari

La Gestione Separata applica un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o gia’ assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Non esiste un contributo minimo annuo. In regime forfettario il reddito imponibile e’ il 78% dei ricavi e si puo’ chiedere la riduzione contributiva del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Il professionista puo’ addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4%, facoltativa.

I contributi si versano con F24 insieme alle imposte (saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre) e sono deducibili dal reddito sia nel regime forfettario che in quello ordinario.

Doppia abilitazione: l’unico caso in cui entra in gioco l’ENPAPI

Il fisioterapista iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attivita’ e alla Gestione Separata INPS per la fisioterapia. E’ da questa intersezione che nasce l’equivoco sull’ENPAPI. Se svolgi anche lavoro dipendente, per l’attivita’ autonoma resta la Gestione Separata con aliquota ridotta al 24%: e’ consigliabile una valutazione personalizzata.

Fatturazione elettronica per fisioterapisti: le regole 2026

Le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti nei confronti di persone fisiche privati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/72, in quanto trattasi di prestazioni terapeutiche rese da professionisti sanitari abilitati. Si utilizzera’ il codice natura N4 in fattura.

Dal 2024 anche i fisioterapisti in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Questo vale per tutte le fatture emesse nei confronti di aziende, strutture e privati. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie verso persone fisiche private: in questo caso e’ vietato emettere fattura elettronica tramite SDI (per tutela della privacy del paziente). Le fatture per privati restano cartacee o in formato analogico, ma devono essere trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Per maggiori dettagli sul Sistema TS e la gestione della fatturazione sanitaria, consulta la nostra guida: Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026.

Le fatture emesse in regime forfettario non addebitano IVA e contengono la dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”. Anche la ritenuta d’acconto non si applica.

Costi di apertura e avvio della partita IVA

Aprire la partita IVA come fisioterapista ha costi contenuti sul versante burocratico-fiscale. Ecco una panoramica:

AdempimentoCosto indicativoFrequenza
Apertura partita IVA (Agenzia Entrate)GratuitaUna tantum
Iscrizione Ordine TSRM-PSTRP80-150 euroAnnuale
Iscrizione Gestione Separata INPSGratuita (contributi dovuti)Una tantum
Software fatturazione sanitaria/Sistema TS0-200 euro/annoAnnuale
Consulenza CAF/commercialista aperturaPreventivo personalizzatoUna tantum
Dichiarazione dei redditi annualePreventivo personalizzatoAnnuale

I costi di consulenza fiscale variano in base alla complessita’ della situazione. Il CAF Centro Fiscale offre un preventivo personalizzato per i fisioterapisti che aprono la partita IVA per la prima volta.

Forfettario vs regime ordinario semplificato: quale conviene?

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario semplificato e’ cruciale per ottimizzare il carico fiscale. Ecco un confronto pratico per i fisioterapisti:

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario Semplificato
Soglia ricaviFino a 85.000 euroNessun limite
IVANon addebitata ne’ detraibile22% addebitata, IVA a credito detraibile
Aliquota imposta15% (5% startup 5 anni)IRPEF progressive 23%-43%
Costi deducibili22% forfettario (solo implicito)Costi reali documentati
Contabilita’Semplificata (solo registro corrispettivi)Registri IVA + libro giornale
ConvenienzaCompensi < 50.000-60.000 euroSpese elevate o compensi alti

Per la maggior parte dei fisioterapisti alle prime armi o con compensi entro i 50.000-60.000 euro annui, il regime forfettario e’ la scelta piu’ conveniente. Permette di risparmiare sull’IRPEF, evitare la complessita’ dell’IVA e ridurre i costi contabili. Per i professionisti con spese elevate (attrezzature, affitto studio, collaboratori) il regime ordinario potrebbe essere piu’ vantaggioso: e’ consigliabile una simulazione personalizzata.

Per approfondire la gestione finanziaria dello studio, consulta anche: Conto Business per Medici e Sanitari 2026.

FAQ – Domande frequenti

Qual e’ il codice ATECO per il fisioterapista libero professionista?

Il codice ATECO del fisioterapista libero professionista e’ il 86.95.00 (Attivita’ di fisioterapia, coefficiente di redditivita’ 78%), in vigore dal 1° aprile 2025 in sostituzione del precedente 86.90.21. Il 86.90.29 non e’ il codice del fisioterapista.

I fisioterapisti devono iscriversi all’INPS o a una cassa di categoria?

Alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): non esiste una cassa di previdenza dei fisioterapisti. L’ENPAPI e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024) e un ente ‘ENPAP-F’ non esiste. Aliquota 2026: 26,07% (24% per chi ha gia’ un’altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026.

Il fisioterapista puo’ applicare il regime forfettario?

Si’. I fisioterapisti possono accedere al regime forfettario se i compensi annui non superano 85.000 euro e non sussistono cause ostative. Il coefficiente di redditivita’ applicabile e’ il 78%. L’aliquota sostitutiva e’ del 15% (5% per i primi 5 anni se si tratta di nuova attivita’).

I fisioterapisti devono fare la fattura elettronica?

Dal 2024 si, con un’eccezione importante: le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche private non possono essere fatturate elettronicamente tramite SDI per tutela della privacy. In quel caso le fatture rimangono analogiche ma vanno trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Quanto si paga di tasse con partita IVA fisioterapista in forfettario?

Con il regime forfettario, il fisioterapista paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (compensi x 78%). Esempio: 40.000 euro di compensi generano 31.200 euro di imponibile e circa 4.680 euro di imposta sostitutiva. A questo si aggiungono i contributi INPS Gestione Separata: 31.200 x 26,07% = 8.134 euro (ridotti a 5.288 euro chiedendo la riduzione del 35% riservata ai forfettari).

E’ necessario iscriversi all’Ordine prima di aprire la partita IVA?

Si’. L’iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP e’ un prerequisito per esercitare la professione di fisioterapista in forma autonoma. Senza iscrizione all’albo, l’esercizio professionale non e’ legalmente consentito.


Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.


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Approfondisci anche: Contributi previdenziali fisioterapisti 2026: Gestione Separata INPS – ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta – Partita IVA Sanitario in Convenzione SSN 2026

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 09:00:002026-09-04 12:15:33Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Gestione Separata INPS e Regime Forfettario
Fisioterapisti, Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Aliquota della Gestione Separata INPS 2026 rettificata: 26,07% (24% per pensionati o già assicurati altrove), circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026; una versione precedente riportava il 26,23%. Corretto anche il codice ATECO del fisioterapista: 86.95.00 (ATECO 2025, dal 1° aprile 2025). Vedi la guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026

Osteopata e fisioterapista sono due figure professionali spesso confuse dai pazienti, ma con profili normativi, albi professionali, codici ATECO e gestione fiscale distinti. Con l’entrata in vigore della Legge 3/2018 (che ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria) e le evoluzioni normative successive, le differenze si sono chiarite ulteriormente. Questa guida analizza le due figure dal punto di vista fiscale e previdenziale per il 2026.

Il fisioterapista: professione sanitaria storica

Il fisioterapista e’ una delle professioni sanitarie piu’ consolidate in Italia, regolamentata dal DM Sanita’ 14 settembre 1994 n. 741 (profilo professionale del fisioterapista). E’ iscritto all’Ordine TSRM e PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).

  • Albo: Ordine TSRM e PSTRP – sezione Fisioterapisti
  • Laurea: Fisioterapia L/SNT2 (triennale abilitante)
  • Codice ATECO: 86.90.21 – Attivita’ dei fisioterapisti
  • Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS (nessuna cassa autonoma per fisioterapisti)
  • Competenza: riabilitazione fisica, trattamento delle disfunzioni del movimento con tecniche manuali, strumentali e fisiche

L’osteopata: professione riconosciuta dalla Legge 3/2018

L’osteopatia e’ stata riconosciuta come professione sanitaria dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonche’ disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie”), all’art. 4 e seguenti. Il relativo Ordine professionale degli osteopati e’ stato istituito successivamente.

Prima del riconoscimento, gli osteopati erano iscritti a vario titolo in elenchi speciali o esercitavano senza albo specifico. Con la Legge 3/2018 e i decreti attuativi:

  • Albo: Ordine professionale degli osteopati (istituito con DM attuativi della L. 3/2018)
  • Requisiti formativi: percorso formativo universitario o riconosciuto equivalente definito dai decreti attuativi
  • Codice ATECO: 86.90.29 – Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA (nella classificazione vigente)
  • Cassa previdenziale: Gestione Separata INPS (in assenza di cassa autonoma riconosciuta a pieno regime)
  • Competenza: approccio osteopatico alla salute, manipolazioni del sistema muscolo-scheletrico, fasciale e viscerale

Differenze nei codici ATECO

Il codice ATECO determina il coefficiente di redditivita’ nel regime forfettario e, in parte, l’appartenenza alla gestione previdenziale:

FiguraCodice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario
Fisioterapista86.90.21Attivita’ dei fisioterapisti78%
Osteopata86.90.29Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA78%

Entrambi applicano il coefficiente del 78% nell’allegato alla Legge 190/2014 per le attivita’ sanitarie paramediche.

Sistema Tessera Sanitaria: obblighi per osteopata e fisioterapista

Entrambe le figure sono tenute alla trasmissione dei dati al Sistema TS (Tessera Sanitaria) per le prestazioni erogate a pazienti privati che sono detraibili al 19% (spese sanitarie, art. 15 TUIR):

  • Scadenze semestrali: 31 gennaio (per secondo semestre anno precedente) e 30 settembre (per primo semestre anno corrente)
  • Dati da trasmettere: codice fiscale paziente, data documento fiscale, importo, tipo spesa
  • Portale: sistemats.it con credenziali SPID/CNS/CIE
  • Esonero fattura elettronica: per i forfettari che trasmettono al sistema TS, le ricevute/fatture verso pazienti privati possono restare in forma cartacea

Regime forfettario per osteopati e fisioterapisti

Le condizioni di accesso al regime forfettario sono le stesse per entrambe le figure:

  • Ricavi annui non superiori a 85.000 euro
  • Assenza delle cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014
  • Esenzione IVA per prestazioni sanitarie riabilitative ex art. 10 c. 1 n. 18 DPR 633/1972 (applicabile sia a fisioterapisti che a osteopati riconosciuti)

Calcolo imposta per fisioterapista forfettario (esempio)

  • Ricavi: 45.000 euro
  • Reddito imponibile: 45.000 x 78% = 35.100 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 35.100 x 15% = 5.265 euro
  • Contributi GS INPS 26,07%: 35.100 x 26,07% = 9.151 euro (circa)
  • Deduzione contributi da reddito: si (i contributi previdenziali abbassano la base imponibile del forfettario)

Contributi previdenziali: Gestione Separata INPS per entrambi

Sia osteopati che fisioterapisti liberi professionisti versano alla Gestione Separata INPS:

  • Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026) per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (es. dipendenti che hanno gia’ copertura INPS da lavoro subordinato pagano aliquota ridotta)
  • Base di calcolo: reddito imponibile (per forfettari: ricavi x 78%)
  • Scadenze: acconto 40% entro 30 giugno; acconto 60% entro 30 novembre; saldo con dichiarazione

Riepilogo comparativo

CaratteristicaFisioterapistaOsteopata
Albo professionaleOrdine TSRM e PSTRPOrdine Osteopati (ex L. 3/2018)
LaureaL/SNT2 triennale abilitantePercorso ex decreti attuativi L. 3/2018
ATECO86.95.00 (dal 1° aprile 2025; prima 86.90.21)86.90.29
Coefficiente forfettario78%78%
Cassa previdenzialeGestione Separata INPSGestione Separata INPS
Aliquota GS INPS 202626,07%26,07%
Sistema TSObbligatorioObbligatorio (se prestazioni detraibili)
IVA prestazioni sanitarieEsente art. 10 DPR 633/72Esente art. 10 DPR 633/72 (se riconosciuto)

FAQ

L’osteopata puo’ anche essere fisioterapista?

Si’. Molti professionisti hanno entrambe le qualifiche: laurea in fisioterapia (L/SNT2) e formazione osteopatica riconosciuta. In questo caso sono iscritti a entrambi gli albi e possono scegliere il codice ATECO piu’ appropriato alla loro attivita’ prevalente.

Le sedute di osteopatia sono detraibili al 19%?

Dipende. Con il riconoscimento ex Legge 3/2018, le prestazioni di osteopati iscritti all’albo riconosciuto con finalita’ terapeutiche rientrano tra le spese sanitarie detraibili, a condizione che i dati vengano trasmessi al Sistema TS. Si consiglia di verificare i chiarimenti piu’ recenti dell’Agenzia delle Entrate sul tema.

Un fisioterapista dipendente del SSN puo’ anche fare il libero professionista?

Si’, se non ci sono clausole di esclusiva nel contratto collettivo applicato. In questo caso versera’ contributi INPS sia come dipendente (tramite il datore di lavoro) sia come libero professionista alla Gestione Separata (con aliquota ridotta, di solito intorno al 24% per chi ha gia’ copertura previdenziale obbligatoria).

Conclusione

Osteopata e fisioterapista condividono molti aspetti fiscali (coefficiente 78%, Gestione Separata INPS, sistema TS, esenzione IVA), ma si differenziano per albo professionale e codice ATECO. Con il riconoscimento della Legge 3/2018, gli osteopati hanno ora un quadro normativo piu’ chiaro che consente una gestione fiscale pienamente regolare.

Luglio 19, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-19 17:00:002026-09-04 12:15:31Osteopata vs fisioterapista: differenze e regime fiscale 2026
Fisioterapisti, PARTITA IVA

Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è una decisione importante che molti neo-iscritti all’albo TSRM-PSTRP affrontano subito dopo aver concluso gli studi. Tra codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS Gestione Separata, Sistema TS e divieto di fattura elettronica per le prestazioni a privati, la materia non è affatto banale. Eppure, con la guida giusta, si tratta di un percorso lineare che permette di iniziare a esercitare la libera professione in pochi giorni. In questa guida aggiornata vediamo passo passo tutto ciò che serve sapere per aprire partita IVA fisioterapista 2026, dalle aliquote al software di fatturazione, fino alle implicazioni dello studio condiviso.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno decine di fisioterapisti nell’avvio dell’attività, gestendo apertura, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS e contabilità annuale. Continua a leggere per scoprire perché pianificare bene il day 1 ti farà risparmiare migliaia di euro nei primi cinque anni.

Indice dei contenuti

  1. Quando un fisioterapista deve aprire P.IVA
  2. Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00
  3. Forfettario o ordinario per fisioterapisti
  4. Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapista
  5. Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)
  6. Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione albo
  7. Divieto SdI per prestazioni a privati 2026
  8. Scegliere il software di fatturazione al day 1
  9. Studio condiviso vs studio proprio
  10. Errori più comuni del neo-fisioterapista
  11. FAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026

Quando un fisioterapista deve aprire P.IVA

Il fisioterapista deve aprire partita IVA nel momento in cui inizia a esercitare la professione in forma abituale e continuativa, anche se i compensi sono modesti. La legge italiana non fissa una soglia di reddito sotto la quale si può lavorare senza partita IVA: il vero discrimine è l’abitualità. Un fisioterapista che effettua trattamenti regolari nel proprio studio o presso pazienti, anche solo poche ore a settimana, è a tutti gli effetti un libero professionista tenuto ad aprire P.IVA.

Esiste una sola eccezione: la prestazione occasionale. Si applica quando l’attività è davvero sporadica, non organizzata e non ripetuta nel tempo. In questo caso si emette una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20%, fino a un limite di 5.000 euro netti all’anno. Superata questa soglia, scatta l’obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS. Per un neo-fisioterapista che vuole costruire una professione duratura, la prestazione occasionale è una soluzione temporanea: prima si apre la partita IVA, prima si accede ai vantaggi del regime forfettario e si costruisce una posizione previdenziale presso la Gestione Separata INPS.

Un caso tipico che vediamo in CAF: Marco, fisioterapista neo-iscritto all’albo TSRM-PSTRP, inizia a collaborare con una palestra e con due studi medici. Anche se nei primi mesi i compensi sono bassi, l’attività è già abituale. Marco deve aprire la P.IVA prima della prima fattura, perché emettere ricevute occasionali in modo continuativo equivale a evasione contributiva e fiscale.

Codice ATECO fisioterapisti: 86.90.21 e nuovo 86.95.00

Il codice ATECO fisioterapista classifica l’attività ai fini fiscali, previdenziali e statistici. Per anni il codice di riferimento è stato 86.90.21 – Altre attività paramediche indipendenti, utilizzato in maniera generica per molte professioni sanitarie autonome. Dal 1° aprile 2025, con l’entrata in vigore della classificazione ATECO 2025, è stato introdotto un codice specifico: 86.95.00 – Attività professionale di fisioterapista.

Questa novità ha un significato importante: per la prima volta i fisioterapisti hanno un codice dedicato, separato dalle altre attività paramediche. La transizione è gestita in maniera automatica per molte posizioni già attive, ma chi apre partita IVA fisioterapista 2026 deve indicare direttamente il nuovo codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Chi già opera con il vecchio 86.90.21 è bene verifichi presso l’Agenzia delle Entrate che la migrazione sia avvenuta correttamente; in caso contrario, va comunicata con il modello AA9/12 o tramite ComUnica.

Coefficiente di redditività 78%

Il codice ATECO 86.95.00 è compatibile con il regime forfettario ed è classificato come attività professionale. Questo significa che il coefficiente di redditività applicabile è del 78%. In parole semplici, il coefficiente è la percentuale di ricavi che viene considerata reddito imponibile: il restante 22% rappresenta forfettariamente i costi che il legislatore presume tu sostenga, e non è tassato.

Esempio pratico: Sara apre P.IVA come fisioterapista nel 2026 e fattura 40.000 euro. Il reddito imponibile sarà 40.000 × 78% = 31.200 euro. Su questa cifra si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata. Non importa se Sara ha speso 5.000 euro o 12.000 euro per affitti, attrezzature e formazione: il regime forfettario non considera le spese effettive.

Forfettario o ordinario per fisioterapisti

Per la quasi totalità dei neo-fisioterapisti, il regime forfettario 2026 è la scelta vincente. Il motivo è duplice: nei primi cinque anni si applica l’aliquota agevolata del 5% sull’imposta sostitutiva, e la contabilità è ridotta al minimo. Vediamo perché conviene quasi sempre, ma anche quando può essere utile valutare il regime ordinario.

Quando conviene il forfettario

Il fisioterapista forfettario 2026 beneficia di:

  • Aliquota 5% per i primi cinque anni (start-up), poi 15%
  • Nessuna IVA in fattura, nessun versamento IVA, nessun registro IVA
  • Esonero dalla ritenuta d’acconto del 20% (utile se fatturi a studi medici o cooperative)
  • Nessun ISA né studi di settore
  • Coefficiente di redditività 78%: tassi solo il 78% del fatturato
  • Contabilità semplificata e costi di gestione molto contenuti

Per un neo-fisioterapista con fatturato fino a 50.000-60.000 euro e spese contenute, il risparmio fiscale rispetto al regime ordinario può arrivare a 5.000-8.000 euro all’anno.

Considerando che il limite di ricavi per accedere al regime forfettario è di 85.000 euro, la maggior parte degli studi professionali di fisioterapia rientra comodamente in questo perimetro.

Quando valutare l’ordinario

Il regime ordinario può essere preferibile in pochi casi specifici: se prevedi investimenti molto alti in attrezzature (lettini elettrici, apparecchiature elettromedicali, tecar, laser) superiori a 15.000-20.000 euro, perché nel forfettario non li detrai. Oppure se la tua attività supererà prevedibilmente gli 85.000 euro nei primi anni. Per una valutazione personalizzata, il CAF Centro Fiscale offre una simulazione gratuita di convenienza tra forfettario e ordinario. Se vuoi una panoramica generica, consulta la guida regime forfettario 2026 e la guida apertura partita IVA.

Procedura step-by-step apertura P.IVA fisioterapista

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 richiede una sequenza precisa di adempimenti, alcuni preliminari (iscrizione all’albo) e altri immediatamente successivi (iscrizione alla Gestione Separata INPS, Sistema TS). Saltare uno step o sbagliare un codice può costare mesi di correzioni. Ecco la procedura completa nel modo corretto.

  1. Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: è il prerequisito assoluto. Senza iscrizione all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, non puoi esercitare. Si presenta domanda all’Ordine territorialmente competente con titolo, autocertificazione e pagamento tassa annuale.
  2. Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate: è il modulo di apertura partita IVA. Vanno indicati codice ATECO 86.95.00, opzione per il regime forfettario, regime fiscale del 5% (se hai i requisiti start-up), domicilio fiscale e sede dell’attività.
  3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS: il fisioterapista non ha una cassa di categoria, quindi si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, dal portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF. Non ci si iscrive all’ENPAPI, che è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari.
  4. Accreditamento Sistema TS: tutti i fisioterapisti iscritti all’albo con partita IVA devono accreditarsi al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione dei dati delle spese sanitarie.
  5. SCIA al Comune (se hai studio aperto al pubblico): in molte regioni è prevista una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, eventualmente con autorizzazione sanitaria.
  6. Polizza RC professionale: è obbligatoria per legge per tutte le professioni sanitarie. Va attivata prima della prima prestazione.
  7. Scelta software di fatturazione: lo affrontiamo in dettaglio più avanti, ma va deciso prima della prima fattura.

Il CAF Centro Fiscale gestisce in autonomia tutti questi passaggi per i propri clienti: dall’apertura P.IVA al modulo AA9/12, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS, fino all’accreditamento Sistema TS. In media il fisioterapista ottiene la P.IVA in 48-72 ore dalla firma dei moduli.

Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)

Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF.

ENPAPI non c’entra. L’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996): i fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’unica eccezione è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, infermieri pediatrici o assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attività e alla Gestione Separata per la fisioterapia. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti e nell’articolo ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.

Aliquota 2026: 26,07% (o 24%)

La Gestione Separata prevede un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o già assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Per un fisioterapista forfettario il reddito di riferimento è il 78% dei ricavi; su richiesta si può applicare la riduzione del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Non esiste un contributo minimo annuo. Esempio: su 31.200 euro di imponibile (40.000 euro di ricavi) i contributi sono 8.134 euro, oppure 5.288 euro con la riduzione.

Rivalsa 4%, scadenze e deducibilità

Il fisioterapista può addebitare in fattura al cliente una rivalsa INPS del 4%: è facoltativa (a differenza del contributo integrativo delle casse private) e, se non applicata, il contributo resta interamente a carico del professionista. I contributi si versano con F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre.

I contributi INPS versati sono deducibili dal reddito anche per chi è in regime forfettario: rappresentano una delle poche deduzioni utili in questo regime e abbattono direttamente la base imponibile dell’imposta sostitutiva.

Sistema TS per fisioterapisti: obbligo dall’iscrizione albo

Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze che raccoglie i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, per renderle disponibili nella dichiarazione dei redditi precompilata. Tutti i fisioterapisti iscritti all’albo TSRM-PSTRP con partita IVA sono obbligati a trasmettere i dati delle fatture emesse a privati, senza eccezioni. L’obbligo nasce dal momento stesso dell’iscrizione all’albo.

Sono esclusi solo i fisioterapisti dipendenti di strutture pubbliche SSN: in quel caso l’obbligo ricade sulla struttura ospedaliera e non sul professionista. Per il libero professionista privato, invece, non esistono soglie minime: anche una sola fattura a un paziente privato va trasmessa. Per approfondire il tema della fatturazione fisioterapista e Sistema TS, leggi la guida dedicata del CAF.

Trasmissione annuale dal 2026

Una novità 2026: con il DLgs 81/2025, l’invio dei dati al Sistema TS è diventato annuale e non più semestrale. La scadenza ordinaria è fissata al 31 gennaio dell’anno successivo a quello delle fatture. Per i dati riferiti al 2025, il termine slitta al 2 febbraio 2026, con possibilità di correzione e integrazione entro il 9 febbraio 2026. Le scadenze esatte vanno comunque verificate annualmente sul portale del Sistema TS, perché possono variare per ragioni di calendario.

Il paziente può sempre opporsi alla trasmissione dei propri dati con apposita dichiarazione. In quel caso il fisioterapista trasmette l’importo aggregato come spesa sanitaria con opposizione, senza identificare il contribuente.

Divieto SdI per prestazioni a privati 2026

Il divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni sanitarie verso privati è diventato permanente dal 2026. Si tratta di una delle novità più importanti per chi apre partita IVA fisioterapista 2026: contrariamente a quanto accade per tutte le altre attività, il fisioterapista non deve emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio quando il cliente è una persona fisica.

La base normativa è il DLgs 81/2025, che ha modificato in modo strutturale l’articolo 10-bis del DL 119/2018. Prima il divieto era prorogato anno per anno; ora è a regime. La ragione è la tutela della privacy sanitaria: i dati delle fatture passerebbero sul SdI, esponendoli a rischi rispetto al diritto del paziente alla riservatezza.

Cosa fare in pratica

Il fisioterapista, per le fatture a privati cittadini, deve:

  • Emettere fattura cartacea o in PDF, NON tramite SdI
  • Trasmettere comunque i dati al Sistema TS entro le scadenze annuali
  • Conservare la copia della fattura (cartacea o digitale) per 10 anni
  • Apporre la marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro se esenti IVA

Restano invece soggette a fattura elettronica via SdI le prestazioni B2B (verso cliniche private, cooperative, società di servizi) e B2G (verso enti pubblici). Un esempio: il fisioterapista che collabora con una palestra emette fattura elettronica al gestore della palestra (B2B), ma per i pazienti che paga in studio emette fattura cartacea/PDF.

Scegliere il software di fatturazione al day 1

Uno degli errori più comuni del neo-fisioterapista è rimandare la scelta del software fatturazione fisioterapista. Spesso si inizia con il foglio Word, poi si passa a un programma generalista, e dopo sei mesi ci si ritrova con fatture sparse, errori di numerazione e dati mancanti per il Sistema TS. Il consiglio del CAF è netto: scegli il software al day 1, prima di emettere la prima fattura, e fallo tenendo conto dei requisiti specifici di una professione sanitaria.

Cosa deve avere un buon software per fisioterapisti

  • Trasmissione Sistema TS in 1 click: invio automatizzato delle fatture al portale TS, gestione dell’opposizione del paziente, controllo errori
  • Esclusione automatica SdI per privati: il software deve riconoscere il cliente persona fisica e NON inviare la fattura via SdI
  • Setup forfettario zero-config: nessuna configurazione manuale di aliquote, esclusione IVA, dicitura forfettaria, gestione bollo automatico
  • Gestione dell’eventuale rivalsa INPS 4% direttamente in fattura
  • Numerazione progressiva e archivio digitale conservato
  • Supporto CAF/commercialista per esportazione dati a fine anno

Fatturazione Italia: la scelta consigliata

Tra i software che soddisfano tutti questi requisiti, il CAF Centro Fiscale consiglia Fatturazione Italia, una soluzione italiana pensata specificamente per professionisti forfettari e sanitari. I punti di forza concreti:

  • Sistema TS in 1 click con gestione dell’opposizione del paziente e correzione errori
  • Zero-config per il forfettario: appena ti registri, la piattaforma applica le regole giuste senza che tu debba toccare nulla
  • Prezzo bloccato per 5 anni: nessun aumento, nessuna sorpresa nei rinnovi
  • 30 giorni di trial gratuito con tutte le funzionalità attive
  • Supporto CAF integrato: il tuo commercialista o il CAF Centro Fiscale possono accedere ai tuoi dati per chiusure annuali e dichiarazioni

Prova Fatturazione Italia gratis per 30 giorni: è il modo più semplice per partire bene al day 1 senza rischi.

Esistono anche soluzioni verticali per il mondo sanitario come Komodo, che integrano gestione fatture, agenda pazienti e cartella clinica digitale. Sono utili se prevedi un volume di pazienti elevato e vuoi un gestionale completo. Per chi inizia, però, una soluzione fatturazione-only ben configurata è spesso sufficiente.

Studio condiviso vs studio proprio: implicazioni fiscali

Molti neo-fisioterapisti iniziano in uno studio condiviso con altri colleghi o subaffittando un locale presso uno studio medico, una palestra o un poliambulatorio. Le implicazioni fiscali sono diverse rispetto all’apertura di uno studio proprio, e possono incidere sulla scelta del regime fiscale e sulla deducibilità dei costi.

Studio condiviso o subaffitto

In studio condiviso, il fisioterapista paga un canone mensile (spesso forfettario) per l’uso degli spazi e dei servizi (sala d’attesa, segreteria, utenze). In regime forfettario questi costi non sono detraibili: il forfait del 22% li copre già. Lo studio principale emette fattura per il subaffitto al fisioterapista, che la conserva ma non la deduce.

Attenzione a una trappola tipica: lo studio principale non può configurarsi come datore di lavoro mascherato. Se il fisioterapista lavora solo per quello studio, con orari imposti e pazienti assegnati, c’è il rischio che l’Ispettorato del Lavoro riqualifichi il rapporto come subordinato. Per evitarlo, il fisioterapista deve mantenere autonomia organizzativa, avere più clienti, e gestire l’agenda.

Studio proprio

Lo studio proprio comporta investimenti iniziali più alti (lettini, ecografo portatile, tecar, arredi) e costi di gestione (affitto, utenze, pulizie, abbonamenti software). Per il fisioterapista forfettario nessuno di questi costi è deducibile in modo diretto: vale sempre il coefficiente 78%. Se prevedi investimenti molto pesanti nei primi anni, è l’unico caso in cui il regime ordinario può diventare conveniente.

Errori più comuni del neo-fisioterapista

Negli anni in cui assistiamo fisioterapisti neo-iscritti, alcuni errori si ripetono con una frequenza sorprendente. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di partire con una posizione fiscale pulita.

  • Iniziare con ricevute occasionali per troppo tempo: oltre i 5.000 euro o oltre i pochi mesi, è una pratica a rischio sanzioni.
  • Dimenticare l’iscrizione alla Gestione Separata INPS: comporta iscrizione d’ufficio, recupero dei contributi e sanzioni civili.
  • Non accreditarsi al Sistema TS: chi non trasmette i dati delle spese sanitarie subisce sanzioni da 100 a 500 euro per ogni comunicazione omessa.
  • Emettere fattura elettronica via SdI a un privato: viola il divieto permanente 2026 ed espone a contestazioni privacy.
  • Non valutare la rivalsa INPS 4% in fattura: è facoltativa, ma se non la applichi l’intero contributo resta a tuo carico.
  • Scegliere il software dopo i primi mesi: si finisce con la doppia migrazione e fatture non conformi al Sistema TS.
  • Confondere ricavi e reddito imponibile: nel forfettario si tassa il 78% dei ricavi, non il 100%.
  • Non pianificare gli acconti: a novembre arriva un esborso doppio (saldo + acconti) che spiazza chi non si è organizzato.

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i fisioterapisti a evitarli tutti grazie a un percorso strutturato di affiancamento nei primi 12 mesi di attività.

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FAQ aprire partita IVA fisioterapista 2026

Quanto costa aprire partita IVA come fisioterapista?

L’apertura partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita. I costi reali sono: iscrizione albo TSRM-PSTRP (variabile a seconda dell’Ordine territoriale, in media 130-180 euro all’anno), polizza RC professionale (da 150 a 400 euro all’anno), eventuali costi del commercialista o CAF per la pratica di apertura. Nel complesso si parte con poche centinaia di euro.

Posso aprire P.IVA come fisioterapista mentre sono ancora dipendente?

Sì, è una situazione perfettamente legittima e molto frequente. Il fisioterapista dipendente con reddito da lavoro dipendente entro 35.000 euro può accedere senza problemi al regime forfettario 2026 (soglia 2026 da L. 207/2024) per l’attività libero-professionale. Sopra i 35.000 euro di reddito da dipendente (soglia vigente dal 2026), scatta una causa di esclusione dal forfettario. Per i dettagli, vedi la guida dedicata al fisioterapista dipendente con partita IVA.

ENPAPI o gestione separata INPS per i fisioterapisti?

Gestione Separata INPS. I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di categoria e versano alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) con aliquota 2026 del 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari e non ha mai esteso la copertura ai fisioterapisti (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). L’iscrizione va fatta contestualmente all’apertura della P.IVA.

Devo emettere fattura elettronica anche se sono fisioterapista in forfettario?

Sì per le fatture B2B e B2G (a cliniche, palestre, cooperative, enti pubblici), NO per le fatture a privati cittadini. Per i privati vige il divieto permanente SdI 2026 introdotto dal DLgs 81/2025. Resta però l’obbligo di trasmettere i dati al Sistema TS annualmente.

Quanto guadagna in media un fisioterapista con partita IVA?

Il guadagno netto dipende da volume pazienti, città, specializzazione e gestione fiscale. Un fisioterapista neo-iscritto nei primi due anni può realisticamente fatturare 20.000-35.000 euro, con netto in tasca tra 15.000 e 27.000 euro grazie al regime forfettario al 5%. A regime, fisioterapisti consolidati superano facilmente i 50.000 euro di fatturato. Il CAF può elaborare una simulazione personalizzata.

Conclusione

Aprire partita IVA fisioterapista 2026 è un’opportunità concreta per costruire una carriera autonoma redditizia, ma richiede pianificazione corretta del day 1: codice ATECO giusto (86.95.00), regime forfettario con aliquota 5% per i primi cinque anni, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento Sistema TS, scelta del software fatturazione conforme al divieto SdI e alle trasmissioni Sistema TS. Sbagliare anche solo uno di questi passaggi può costare mesi di rettifiche e migliaia di euro tra sanzioni e maggiori imposte.

Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata su apertura P.IVA, regime forfettario, iscrizione alla Gestione Separata INPS e Sistema TS.

Stima del tuo netto annuo in forfettario (fisioterapisti)

Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Gestione Separata INPS, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi GestioneIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro4.680 euro2.223 euro18.097 euro
50.000 euro39.000 euro9.360 euro4.446 euro36.194 euro
80.000 euro62.400 euro14.976 euro7.114 euro57.910 euro
Stime semplificate basate su contributi Gestione Separata INPS. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

Errori comuni nel forfettario per fisioterapisti

Dopo aver assistito centinaia di fisioterapisti in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Non trasmettere le prestazioni al Sistema Tessera Sanitaria entro fine mese successivo (sanzione 100 euro/prestazione, max 50.000/anno)
  • Confondere prestazione sanitaria esente IVA con prestazione di benessere/estetica (NON esente)
  • Errore sulla soglia 35.000 euro redditi dipendenti per chi lavora anche in ospedale o studio terzi (causa ostativa L. 207/2024)
  • Non applicare l’opposizione 730 quando il paziente la richiede
  • Trascurare l’obbligo di iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP per esercitare in libera professione
  • Confondere fatturazione B2C (privato) con B2B (centro medico): codici e marche da bollo diversi
  • Non scegliere correttamente fra GS aliquota 24% (con altra previdenza obbligatoria) o 26,07% (sola GS)

Simulazione personalizzata gratuita per fisioterapisti

Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Gestione Separata INPS nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i fisioterapisti in regime forfettario.

Cosa ricevi nella simulazione:

  • Stima del netto annuo nel forfettario applicabile al tuo caso
  • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
  • Calcolo contributi Gestione Separata INPS sulla tua fascia di reddito reale
  • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
  • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

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Febbraio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-03 09:00:002026-09-04 12:15:18Aprire Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Software, Sistema TS e Adempimenti
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Il codice ATECO è uno dei primi ostacoli che ogni fisioterapista incontra quando decide di aprire la partita IVA. Scegliere il codice sbagliato può portare a problemi fiscali, errori nella dichiarazione dei redditi e complicazioni con l’Agenzia delle Entrate.

Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore un nuovo codice ATECO specifico per i fisioterapisti: il codice 86.95.00 “Attività di fisioterapia”. Si tratta di una svolta storica che finalmente riconosce la professione con un codice dedicato, abbandonando i vecchi codici generici 86.90.21 e 86.90.29.

In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul codice ATECO fisioterapista 2026: quale utilizzare in fase di apertura partita IVA, come funziona il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, cosa fare se hai già la partita IVA con il vecchio codice e come evitare gli errori più comuni.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza a professionisti sanitari e ti guida nella scelta corretta del codice ATECO, nell’apertura della partita IVA e in tutte le pratiche fiscali successive.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Codice ATECO e Perché È Importante
  2. Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025
  3. Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti
  4. Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario
  5. Come Indicare il Codice ATECO nell’Apertura Partita IVA
  6. Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato
  7. Errori Comuni da Evitare
  8. Come Correggere un Codice ATECO Errato
  9. Domande Frequenti

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che identifica la tipologia di attività economica svolta da un’impresa o da un professionista. È utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate per classificare le attività produttive e assegnare specifici obblighi fiscali, contributivi e amministrativi.

Per un fisioterapista con partita IVA, il codice ATECO ha un’importanza fondamentale per diversi motivi:

  • Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario, cioè la percentuale di reddito imponibile su cui si calcolano le tasse
  • Identifica il settore economico ai fini delle statistiche ISTAT e delle agevolazioni fiscali
  • Definisce gli obblighi contributivi presso la Gestione Separata INPS (i fisioterapisti non hanno una cassa di categoria: l’ENPAPI è l’ente della professione infermieristica)
  • Influenza l’accesso a bandi e finanziamenti riservati a specifici settori professionali
  • È richiesto in tutte le comunicazioni ufficiali con Agenzia delle Entrate, INPS e Camere di Commercio

La scelta del codice ATECO corretto avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti). Una volta comunicato, il codice può essere modificato in caso di errore o ampliamento dell’attività, ma è fondamentale individuare quello giusto fin dall’inizio per evitare complicazioni.

Dal 1° aprile 2025, la classificazione ATECO è cambiata radicalmente per i fisioterapisti, introducendo un codice dedicato che riflette finalmente la specificità della professione.

Il Nuovo Codice 86.95.00 – Svolta Storica 2025

Dal 1° aprile 2025 è entrato in vigore il nuovo codice ATECO 86.95.00 con la denominazione ufficiale “Attività di fisioterapia”. Questa novità rappresenta una svolta storica per la professione, che finalmente dispone di un codice dedicato e non più generico.

Cosa Cambia con il Nuovo Codice 86.95.00

Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati e iscritti all’Albo professionale TSRM-PSTRP (Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). Questo codice identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma o presso studi professionali.

La nuova classificazione si inserisce nella sezione Q – Sanità e assistenza sociale, divisione 86 – Assistenza sanitaria, e riconosce la fisioterapia come attività sanitaria a tutti gli effetti, separata dalle altre professioni sanitarie.

Caratteristiche del Codice 86.95.00

  • Coefficiente di redditività: 78% – Invariato rispetto ai vecchi codici per il regime forfettario
  • Settore sanitario – Classificato come attività di assistenza sanitaria professionale
  • Accesso riservato – Solo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo
  • Coerente con l’inquadramento previdenziale – Gestione Separata INPS per i fisioterapisti liberi professionisti
  • Valido per tutte le prestazioni fisioterapiche – Riabilitazione, terapia manuale, rieducazione funzionale

Chi Deve Usare il Codice 86.95.00

Il nuovo codice 86.95.00 deve essere utilizzato da:

  • Fisioterapisti che aprono la partita IVA dal 1° aprile 2025 – Devono indicare obbligatoriamente il nuovo codice
  • Fisioterapisti con partita IVA già attiva – È consigliato (ma non obbligatorio) fare la variazione al nuovo codice tramite modello AA7/10
  • Studi di fisioterapia associati – Devono aggiornare il codice nella visura camerale

La transizione al nuovo codice è stata pensata per semplificare la gestione fiscale e contributiva dei fisioterapisti, riducendo le ambiguità interpretative che si verificavano con i vecchi codici generici.

Se stai per aprire la partita IVA come fisioterapista, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione corretta del modello AA9/12 e nella scelta del codice ATECO 86.95.00.

Vecchi Codici 86.90.21 e 86.90.29 – Ora Obsoleti

Prima dell’entrata in vigore del codice 86.95.00, i fisioterapisti con partita IVA utilizzavano principalmente due codici ATECO generici, ora considerati obsoleti:

Codice ATECO 86.90.21 – Attività di Fisioterapia (vecchia classificazione)

Il codice 86.90.21 era denominato “Attività di fisioterapia” nella vecchia classificazione ATECO 2007. Era il codice più utilizzato dai fisioterapisti, ma presentava alcune ambiguità perché non distingueva chiaramente tra fisioterapisti laureati e altre figure professionali della riabilitazione.

Caratteristiche del vecchio codice 86.90.21:

  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Settore: Altre attività di assistenza sanitaria
  • Utilizzato fino al 31 marzo 2025

Codice ATECO 86.90.29 – Altre Attività Paramediche Indipendenti NCA

Il codice 86.90.29 era un codice “residuale” che includeva tutte le attività paramediche non classificate altrove (NCA). Alcuni fisioterapisti lo utilizzavano erroneamente, creando confusione con altre professioni sanitarie come massoterapisti, osteopati, chiropratici.

Questo codice era meno specifico: oggi il 86.90.29 identifica altre attività paramediche (ad esempio massofisioterapisti e osteopati), non la fisioterapia.

Perché i Vecchi Codici Sono Obsoleti

Con l’introduzione del nuovo codice 86.95.00, i codici 86.90.21 e 86.90.29 sono stati sostituiti per diverse ragioni:

  • Riconoscimento della specificità professionale – Il codice 86.95.00 identifica univocamente i fisioterapisti laureati
  • Maggiore chiarezza fiscale – Elimina le ambiguità interpretative con altre figure sanitarie
  • Allineamento con la normativa europea – Segue le direttive UE sulla classificazione delle professioni sanitarie
  • Chiarezza statistica e fiscale – Identifica in modo univoco l’attività di fisioterapia presso Agenzia delle Entrate e ISTAT

Cosa Fare Se Hai Ancora il Vecchio Codice

Se hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il codice 86.90.21 o 86.90.29, puoi continuare a utilizzarlo senza obbligo di variazione immediata. Tuttavia, è consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per:

  • Evitare possibili incomprensioni con l’Agenzia delle Entrate
  • Assicurare la coerenza tra attività dichiarata e inquadramento previdenziale (Gestione Separata INPS)
  • Accedere a eventuali agevolazioni future riservate al codice 86.95.00

La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (variazione dati) ed è completamente gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione e nell’invio telematico della pratica seguendo i passaggi corretti.

Coefficiente Redditività 78% e Calcolo Tasse Forfettario

Il coefficiente di redditività è un parametro fondamentale nel regime forfettario. Rappresenta la percentuale di reddito imponibile calcolata sui ricavi totali annui. Per il codice ATECO 86.95.00 (Attività di fisioterapia), il coefficiente è del 78%.

Cosa Significa Coefficiente di Redditività 78%

Il coefficiente del 78% indica che, per ogni 100 euro di ricavi incassati, il fisco considera imponibili 78 euro. Su questo importo si applica poi l’imposta sostitutiva del regime forfettario.

In pratica, il coefficiente di redditività sostituisce il sistema di deduzione delle spese effettive previsto nel regime ordinario. Non puoi scaricare le spese (affitto studio, attrezzature, corsi di formazione), ma hai un abbattimento forfettario del 22% sui ricavi.

Come Si Calcolano le Tasse nel Regime Forfettario per Fisioterapisti

Il calcolo delle tasse per un fisioterapista in regime forfettario si articola in questi passaggi:

1. Calcolo del reddito imponibile

Reddito imponibile = Ricavi annui × 78%

Esempio: Se nel 2026 incassi 45.000 euro, il tuo reddito imponibile sarà:

45.000 € × 78% = 35.100 euro

2. Sottrazione dei contributi INPS Gestione Separata

Dal reddito imponibile puoi sottrarre i contributi previdenziali INPS Gestione Separata versati nell’anno. Per il 2026 l’aliquota è il 26,07% del reddito imponibile (circolare INPS n. 8/2026; 24% per chi ha già un’altra tutela pensionistica obbligatoria).

Contributi INPS Gestione Separata = 35.100 € × 26,07% = 9.151 euro

Reddito imponibile netto = 35.100 € – 9.151 € = 25.949 euro

3. Applicazione dell’imposta sostitutiva

Sul reddito imponibile netto si applica l’imposta sostitutiva:

  • 5% per i primi 5 anni di attività (nuove partite IVA)
  • 15% a regime (dal sesto anno in poi)

Se sei nei primi 5 anni:

Imposta sostitutiva = 25.949 € × 5% = 1.297 euro

Se sei oltre il quinto anno:

Imposta sostitutiva = 25.949 € × 15% = 3.892 euro

Esempio Completo di Calcolo Tasse

Supponiamo che Marco, fisioterapista con partita IVA in regime forfettario, incassi 50.000 euro nel 2026 (oltre il quinto anno di attività).

  • Ricavi annui: 50.000 €
  • Reddito imponibile (78%): 39.000 €
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 10.167 €
  • Reddito imponibile netto: 28.833 €
  • Imposta sostitutiva (15%): 4.325 €

Totale tasse e contributi: 10.167 € + 4.325 € = 14.492 euro

Reddito netto annuo: 50.000 € – 14.492 € = 35.508 euro

Vantaggi del Coefficiente 78% per i Fisioterapisti

Il coefficiente del 78% è tra i più favorevoli nel regime forfettario. Altri professionisti sanitari (medici, psicologi) hanno coefficienti del 67%, quindi più svantaggiosi. Questo significa che i fisioterapisti beneficiano di un maggiore abbattimento forfettario sui ricavi.

Se vuoi approfondire tutti i requisiti e i vantaggi del regime forfettario 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre una consulenza gratuita per valutare la convenienza rispetto al regime ordinario.

Per maggiori dettagli sui contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 (Gestione Separata INPS), consulta la nostra guida dedicata.

Come Indicare il Codice ATECO nell Apertura Partita IVA

La comunicazione del codice ATECO avviene in fase di apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 (per professionisti) o AA7/10 (per imprese). Il codice deve essere indicato con precisione per evitare problemi fiscali successivi.

Procedura di Apertura Partita IVA con Codice 86.95.00

Se sei un fisioterapista che vuole aprire la partita IVA per la prima volta, la procedura si articola in questi passaggi:

1. Raccolta documenti necessari

  • Documento di identità e codice fiscale
  • Laurea in Fisioterapia (titolo abilitante)
  • Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP (Ordine dei Fisioterapisti)
  • Indirizzo dello studio dove eserciti l’attività (o domicilio fiscale iniziale)

2. Compilazione del modello AA9/12

Il modello AA9/12 è il modulo di dichiarazione di inizio attività per professionisti. In questo modulo devi indicare:

  • Codice ATECO primario: 86.95.00 – Attività di fisioterapia
  • Data inizio attività – Giorno in cui cominci effettivamente a esercitare
  • Regime fiscale scelto – Regime forfettario o ordinario
  • Periodicità IVA – Non necessaria nel regime forfettario

3. Iscrizione alla Gestione Separata INPS

Contestualmente all’apertura della partita IVA, devi iscriverti alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), la previdenza obbligatoria per i fisioterapisti liberi professionisti, privi di una cassa di categoria. L’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. L’iscrizione è gratuita, si effettua online dal portale INPS (SPID, CIE o CNS) e richiede:

  • Codice fiscale e numero di partita IVA assegnato
  • Data di inizio dell’attività libero-professionale
  • Recapiti (email/PEC) per le comunicazioni INPS

4. Invio telematico all’Agenzia delle Entrate

Il modello AA9/12 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. L’invio può essere effettuato tramite:

  • CAF (soluzione consigliata per evitare errori)
  • Commercialista
  • Software fiscale con abilitazione Fisconline

Dove Inserire il Codice ATECO nel Modello AA9/12

Nel modello AA9/12, il codice ATECO va indicato nella sezione “Attività esercitata”, al campo “Codice attività”. Devi inserire esattamente:

86.95.00

Il sistema dell’Agenzia delle Entrate riconoscerà automaticamente la descrizione “Attività di fisioterapia” e assegnerà il coefficiente di redditività del 78% se hai scelto il regime forfettario.

Cosa Succede Dopo l’Invio

Entro pochi giorni dall’invio telematico riceverai:

  • Numero di partita IVA – Composto da 11 cifre (solitamente coincide con il codice fiscale per i professionisti)
  • Ricevuta di protocollazione – Conferma dell’avvenuta registrazione
  • Attribuzione del regime fiscale – Forfettario o ordinario, in base alla scelta indicata

A questo punto sei ufficialmente iscritto alla partita IVA e puoi iniziare a emettere fatture con il codice ATECO 86.95.00.

Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera procedura di apertura partita IVA per fisioterapisti, dalla compilazione del modello AA9/12 all’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Ti guidiamo nella scelta corretta del codice ATECO e del regime fiscale più conveniente, garantendo la conformità di tutti i passaggi.

Scopri di più su come aprire la partita IVA come fisioterapista con il supporto del CAF.

Casi Particolari – Palestra, Formazione, Studio Associato

Non sempre l’attività del fisioterapista si limita alle sole prestazioni di fisioterapia clinica. Esistono situazioni particolari in cui può essere necessario integrare il codice ATECO primario 86.95.00 con codici secondari o valutare alternative in base all’attività prevalente svolta.

Fisioterapista che Lavora in Palestra o Centro Fitness

Se svolgi attività di rieducazione motoria in palestra o ginnastica posturale per utenti senza prescrizione medica, ti trovi in una zona grigia. L’attività di fisioterapia vera e propria richiede sempre una prescrizione medica o una diagnosi funzionale.

In questi casi, se l’attività prevalente è la fisioterapia con prescrizione, il codice 86.95.00 resta corretto. Se invece l’attività prevalente è la ginnastica posturale generica o il personal training, potresti dover considerare:

  • Codice ATECO 85.51.00 – Corsi sportivi e ricreativi
  • Codice ATECO 96.04.10 – Servizi di centri per il benessere fisico

È fondamentale valutare con un esperto quale sia l’attività prevalente per evitare contestazioni fiscali.

Fisioterapista che Svolge Formazione o Docenza

Se oltre all’attività clinica svolgi corsi di formazione ECM, docenza in master universitari o consulenze didattiche, puoi integrare il codice primario 86.95.00 con un codice secondario:

  • Codice ATECO 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale

La presenza di un codice secondario non modifica il coefficiente di redditività del codice primario. Nel regime forfettario, il coefficiente applicato è quello dell’attività prevalente (86.95.00 al 78%).

Studio Associato di Fisioterapia

Se eserciti in uno studio associato con altri fisioterapisti, la struttura deve avere una propria partita IVA intestata allo studio. In questo caso, lo studio può utilizzare il codice ATECO 86.95.00 come attività principale, mentre i singoli professionisti associati devono comunque mantenere la loro partita IVA personale.

Lo studio associato non può aderire al regime forfettario (riservato solo a persone fisiche), quindi dovrà operare in regime ordinario con contabilità semplificata o ordinaria.

Fisioterapista che Vende Prodotti o Attrezzature

Se vendi prodotti ortopedici, ausili per la riabilitazione, tutori o attrezzature mediche, devi valutare se questa attività è accessoria o prevalente rispetto alla fisioterapia.

  • Vendita accessoria (meno del 30% del fatturato) – Puoi mantenere solo il codice 86.95.00
  • Vendita prevalente o significativa – Devi aggiungere un codice secondario di commercio al dettaglio, ad esempio 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici

Attenzione: la vendita di prodotti potrebbe farti uscire dal regime forfettario se superi i limiti di ricavi previsti (85.000 euro annui) o se l’Agenzia delle Entrate considera l’attività commerciale prevalente rispetto a quella professionale.

Fisioterapista Libero Professionista e Dipendente Contemporaneamente

Se sei fisioterapista dipendente (ad esempio in ospedale o RSA) e vuoi aprire la partita IVA per attività libero-professionale nel tempo libero, non ci sono incompatibilità legali. Tuttavia, devi verificare:

  • Contratto di lavoro dipendente – Alcune convenzioni ospedaliere o aziende private possono prevedere clausole di esclusiva che vietano l’attività libero-professionale
  • Limiti di tempo – L’attività libero-professionale non deve interferire con l’orario di lavoro dipendente

In questo caso, il codice ATECO da utilizzare per la partita IVA resta sempre il 86.95.00, e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di fatturato.

Se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti ti guideranno nella scelta corretta in base alla tua attività effettiva, evitando errori che potrebbero portare a sanzioni o rettifiche fiscali.

Errori Comuni da Evitare

La scelta del codice ATECO sbagliato può portare a complicazioni fiscali, contributive e amministrative. Ecco gli errori più comuni che i fisioterapisti commettono in fase di apertura partita IVA.

Errore 1: Utilizzare Ancora i Vecchi Codici 86.90.21 o 86.90.29

Dal 1° aprile 2025, il codice corretto per i fisioterapisti è il 86.95.00. Continuare a utilizzare i vecchi codici 86.90.21 o 86.90.29 in fase di nuova apertura partita IVA è un errore che può generare:

  • Richieste di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Ritardi nell’assegnazione della partita IVA
  • Incoerenze tra codice attività e inquadramento fiscale

Soluzione: Assicurati di indicare il codice 86.95.00 nel modello AA9/12. Se hai già aperto con un vecchio codice, effettua subito la variazione con il modello AA7/10.

Errore 2: Confondere il Codice ATECO con Quello di Altre Professioni Sanitarie

Alcuni fisioterapisti confondono il proprio codice con quelli di altre figure sanitarie:

  • 86.90.19 – Altre attività paramediche indipendenti (es. osteopati, chiropratici)
  • 96.04.20 – Servizi di centri per il benessere fisico (massaggi non terapeutici)
  • 85.51.00 – Corsi sportivi (ginnastica posturale senza prescrizione medica)

Il codice 86.95.00 è esclusivo per i fisioterapisti laureati iscritti all’Albo. Usare un codice generico crea incoerenze nella classificazione dell’attività e nei controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Soluzione: Verifica sempre che il codice indicato sia esattamente 86.95.00 e non codici simili ma inesatti.

Errore 3: Non Iscriversi Subito alla Gestione Separata INPS

L’iscrizione alla Gestione Separata INPS è obbligatoria per tutti i fisioterapisti con partita IVA (non all’ENPAPI, che riguarda solo la professione infermieristica). Alcuni professionisti ritardano l’iscrizione pensando di poterla fare “in un secondo momento”, ma questo comporta:

  • Iscrizione d’ufficio da parte dell’INPS
  • Recupero dei contributi arretrati con sanzioni civili e interessi
  • Impossibilità di dedurre i contributi versati fino all’iscrizione effettiva

Soluzione: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’apertura della partita IVA. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella procedura di iscrizione.

Errore 4: Indicare un Codice ATECO Troppo Generico per “Sicurezza”

Alcuni professionisti scelgono codici ATECO generici (es. 86.90.29 “Altre attività paramediche NCA”) pensando di coprire meglio tutte le attività future. Questo è un errore perché:

  • Il codice generico non identifica correttamente l’attività di fisioterapia
  • L’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la coerenza tra codice ATECO e attività effettivamente svolta
  • Potrebbero sorgere dubbi sull’applicazione del coefficiente di redditività corretto

Soluzione: Utilizza sempre il codice più specifico per la tua professione. Se svolgi anche attività accessorie, aggiungi codici secondari, ma il primario deve essere 86.95.00.

Errore 5: Non Aggiornare il Codice ATECO Dopo Variazioni di Attività

Se cambi l’attività prevalente (ad esempio passi dalla fisioterapia clinica alla formazione o alla vendita di prodotti ortopedici), devi aggiornare il codice ATECO tramite variazione. Molti professionisti dimenticano questo passaggio, rischiando:

  • Contestazioni fiscali in caso di controlli
  • Applicazione di coefficienti di redditività errati
  • Sanzioni per incongruenze tra attività dichiarata e attività effettiva

Soluzione: Ogni volta che modifichi significativamente l’attività, consulta il CAF per valutare se è necessario aggiornare il codice ATECO con il modello AA7/10.

Errore 6: Copiare il Codice ATECO da Colleghi Senza Verificare

Molti fisioterapisti, per praticità, chiedono ai colleghi “quale codice ATECO hai usato tu?” e lo copiano senza verificare se sia corretto e aggiornato. Questo può portare a:

  • Utilizzo di codici obsoleti (86.90.21, 86.90.29)
  • Codici non coerenti con la propria attività specifica
  • Problemi in caso di controlli incrociati tra Agenzia delle Entrate e INPS

Soluzione: Affidati sempre a un CAF o commercialista per la scelta del codice ATECO. Il servizio è gratuito e ti evita errori costosi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te tutti i dettagli dell’attività e ti consiglia il codice ATECO corretto, evitando errori che potrebbero compromettere la tua regolarità fiscale e contributiva.

Come Correggere un Codice ATECO Errato

Se hai già aperto la partita IVA con un codice ATECO sbagliato o obsoleto (ad esempio 86.90.21 o 86.90.29) e vuoi aggiornarlo al nuovo codice 86.95.00, la procedura di correzione è semplice e completamente gratuita.

Quando È Necessario Correggere il Codice ATECO

Devi procedere con la variazione del codice ATECO se:

  • Hai aperto la partita IVA prima del 1° aprile 2025 con il vecchio codice 86.90.21 o 86.90.29
  • Hai indicato erroneamente un codice generico o non coerente con l’attività di fisioterapia
  • Vuoi allineare il codice alla nuova classificazione ATECO 2025 dedicata alla fisioterapia
  • Vuoi beneficiare di agevolazioni o bandi futuri riservati al codice 86.95.00

Procedura di Variazione con Modello AA7/10

La correzione del codice ATECO si effettua tramite il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati). Ecco i passaggi:

1. Compilazione del modello AA7/10

Il modello AA7/10 è il modulo ufficiale per comunicare variazioni dei dati di una partita IVA già esistente. Nella sezione “Variazione dati”, devi indicare:

  • Vecchio codice ATECO – Quello attualmente registrato (es. 86.90.21)
  • Nuovo codice ATECO – Il codice corretto 86.95.00
  • Data di decorrenza della variazione – Solitamente la data di invio del modello

2. Invio telematico all’Agenzia delle Entrate

Il modello AA7/10 deve essere inviato telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite:

  • CAF – Modalità consigliata, servizio gratuito
  • Commercialista – Servizio a pagamento
  • Software fiscale Fisconline – Se abilitato all’invio diretto

3. Ricezione della ricevuta di variazione

Dopo l’invio, riceverai entro pochi giorni la ricevuta di protocollazione che conferma l’avvenuta variazione del codice ATECO. Da quel momento, il nuovo codice 86.95.00 sarà registrato nella tua posizione fiscale.

Costi della Variazione Codice ATECO

La variazione del codice ATECO tramite modello AA7/10 è completamente gratuita. Non ci sono imposte di bollo, diritti camerali o tasse da pagare. L’unico eventuale costo è quello del servizio di assistenza fiscale se ti rivolgi a un commercialista.

Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il servizio di variazione codice ATECO gratuitamente per i propri iscritti.

Tempistiche di Aggiornamento

La variazione del codice ATECO ha effetto immediato dal momento dell’invio del modello AA7/10. L’aggiornamento nei sistemi dell’Agenzia delle Entrate avviene entro 5-7 giorni lavorativi.

Nota: la variazione del codice ATECO non comporta adempimenti verso la Gestione Separata INPS, che non è legata al codice attività. Conserva comunque la ricevuta di variazione dell’Agenzia delle Entrate.

Conseguenze della Variazione sul Regime Forfettario

Se sei in regime forfettario, la variazione dal vecchio codice 86.90.21 al nuovo 86.95.00 non comporta modifiche fiscali, perché entrambi hanno lo stesso coefficiente di redditività del 78%.

Se invece correggi un codice completamente errato con coefficiente diverso, potrebbero esserci implicazioni fiscali retroattive. In questo caso, il CAF valuterà con te se è necessario presentare dichiarazioni integrative per gli anni precedenti.

Cosa Fare Se Hai Già Emesso Fatture con il Vecchio Codice

Se hai già emesso fatture indicando il vecchio codice ATECO (o nessun codice), non è necessario riemettere le fatture precedenti. La variazione ha effetto solo per le future comunicazioni fiscali e per le nuove fatture che emetterai.

Tuttavia, è buona prassi aggiornare il tuo software di fatturazione elettronica per includere il nuovo codice 86.95.00 nelle fatture successive alla data di variazione.

Assistenza CAF per la Variazione Codice ATECO

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella procedura di variazione del codice ATECO. Ti basta portare:

  • Documento di identità
  • Codice fiscale / Partita IVA
  • Certificato di iscrizione all’Albo (se richiesto)

seguendo i passaggi corretti compiliamo e inviamo il modello AA7/10, consegnandoti subito copia della ricevuta di protocollazione. Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Domande Frequenti

Qual e il codice ATECO corretto per fisioterapisti nel 2026?

Il codice ATECO corretto dal 1 aprile 2025 e il 86.95.00 “Attivita di fisioterapia”. I vecchi codici 86.90.21 e 86.90.29 sono obsoleti. Il nuovo codice e esclusivo per fisioterapisti laureati iscritti all’Albo TSRM-PSTRP.

Qual e il coefficiente di redditivita per il codice ATECO 86.95.00?

Il coefficiente di redditivita del codice 86.95.00 e del 78%. Questo significa che nel regime forfettario, su 100 euro di ricavi incassati, 78 euro sono considerati reddito imponibile su cui si calcolano l’imposta sostitutiva e i contributi INPS Gestione Separata.

Posso usare ancora il vecchio codice 86.90.21 se ho gia la partita IVA?

Si, puoi continuare a utilizzare il vecchio codice 86.90.21 se hai aperto la partita IVA prima del 1 aprile 2025. Tuttavia, e consigliato aggiornare al nuovo codice 86.95.00 per evitare problemi futuri con l’Agenzia delle Entrate. La variazione e gratuita.

Come posso cambiare il codice ATECO della mia partita IVA?

La variazione del codice ATECO si effettua con il modello AA7/10 (Comunicazione variazione dati), da inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate. La procedura e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio del modello.

Quale codice ATECO devo usare se faccio fisioterapia e formazione?

Se svolgi sia fisioterapia che attivita di formazione o docenza, il codice primario resta il 86.95.00 (attivita prevalente). Puoi aggiungere come codice secondario il 85.59.20 “Corsi di formazione e aggiornamento professionale”. Il coefficiente di redditivita nel regime forfettario sara quello del codice primario (78%).

Il codice ATECO 86.95.00 e compatibile con il regime forfettario?

Si, il codice 86.95.00 e pienamente compatibile con il regime forfettario. Il coefficiente di redditivita e del 78% e l’imposta sostitutiva e del 5% (primi 5 anni) o 15% (dal sesto anno). Devi rispettare il limite di ricavi annui di 85.000 euro per rimanere nel regime forfettario.

Devo iscrivermi all’ENPAPI anche se ho il codice ATECO 86.95.00?

No. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica (infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitari) e non accoglie i fisioterapisti. Con qualsiasi codice ATECO, il fisioterapista libero professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995) contestualmente all’inizio dell’attività, per evitare iscrizione d’ufficio, recupero contributi e sanzioni.

Posso aprire partita IVA come fisioterapista se sono anche dipendente?

Si, puoi aprire la partita IVA come fisioterapista anche se sei gia dipendente (es. in ospedale o RSA), a meno che il tuo contratto di lavoro non preveda clausole di esclusiva. Il codice ATECO da utilizzare e sempre il 86.95.00 e puoi optare per il regime forfettario se rispetti i limiti di ricavi.

Conclusione

Il codice ATECO 86.95.00 rappresenta una conquista importante per la professione di fisioterapista, finalmente riconosciuta con un codice dedicato e specifico. Dal 1 aprile 2025, tutti i fisioterapisti che aprono la partita IVA devono utilizzare questo codice, abbandonando i vecchi 86.90.21 e 86.90.29.

La scelta corretta del codice ATECO e fondamentale per:

  • Garantire il corretto calcolo delle tasse nel regime forfettario con coefficiente di redditivita del 78%
  • Evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate e incoerenze previdenziali
  • Accedere a future agevolazioni riservate ai professionisti sanitari
  • Mantenere la regolarita fiscale e contributiva

Se stai per aprire la partita IVA, se hai gia una partita IVA con il vecchio codice o se hai dubbi su quale codice ATECO utilizzare per la tua specifica attivita, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione con assistenza specializzata per professionisti sanitari.

Hai bisogno di assistenza per l’apertura della partita IVA o per la variazione del codice ATECO? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio che online.

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    Gennaio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-17 09:00:002026-09-04 12:15:20Codice ATECO Fisioterapista 2026: Guida Completa al Nuovo 86.95.00
    Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Aprire Partita IVA Fisioterapista Online: Guida Completa 2026

    regime forfettario partita iva

    Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

    Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti e il codice ATECO 86.90.29. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Il codice ATECO corretto è il 86.95.00 (ATECO 2025). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).



    Indice dei contenuti

    1. Requisiti per Aprire P.IVA Fisioterapista
    2. Procedura Online Passo-Passo
    3. Codice ATECO Fisioterapisti 2026
    4. Scelta Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario
    5. Iscrizione alla Gestione Separata INPS
    6. Iscrizione Albo Professionale
    7. Documenti Necessari
    8. Costi Apertura e Gestione Annuale
    9. Domande Frequenti

    Aprire partita IVA come fisioterapista online è il primo passo fondamentale per avviare la libera professione e lavorare con l’aiuto del CAF nel settore della riabilitazione e della fisioterapia. Nel 2026, la procedura di apertura partita IVA fisioterapista può essere completata interamente online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando SPID o CIE per l’autenticazione. La professione di fisioterapista è una professione sanitaria regolamentata, soggetta a iscrizione all’Albo professionale e, per la previdenza, alla Gestione Separata INPS, con obblighi specifici che è essenziale conoscere prima di intraprendere l’attività.

    Se sei un fisioterapista neolaureato o un professionista che vuole passare dalla dipendenza alla libera professione, questa guida ti accompagnerà in ogni fase dell’apertura partita IVA fisioterapista online: dalla compilazione del modulo AA9/12 telematico all’individuazione del codice ATECO corretto (86.95.00), dalla scelta del regime fiscale più conveniente (forfettario o ordinario) all’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS, fino ai costi effettivi di apertura e gestione annuale della partita IVA.

    Aprire una partita IVA fisioterapista comporta vantaggi significativi: libertà professionale, possibilità di scegliere i propri clienti e i propri orari, opportunità di collaborare con studi medici, palestre, centri sportivi o di lavorare a domicilio, e potenziali guadagni più elevati rispetto al lavoro dipendente. Tuttavia, è fondamentale comprendere anche gli obblighi fiscali e contributivi: versamento dei contributi INPS Gestione Separata 2026, tenuta contabilità (semplificata o ordinaria a seconda del regime), emissione fatture elettroniche e rispetto delle scadenze fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura partita IVA fisioterapista: compilazione modulistica, scelta del regime fiscale più vantaggioso, iscrizione alla Gestione Separata INPS e consulenza fiscale continuativa.

    Requisiti per Aprire Partita IVA Fisioterapista

    Prima di aprire partita IVA come fisioterapista, è necessario possedere requisiti specifici legati alla professione sanitaria. A differenza di altre attività autonome, la fisioterapia è una professione regolamentata dalla Legge n. 251/2000 e dal DM 14 settembre 1994 n. 741, che stabilisce precise condizioni di accesso.

    1. Titolo di Studio Abilitante

    Il primo requisito fondamentale è il possesso del titolo di studio abilitante:

    • Laurea in Fisioterapia (Classe L/SNT2 – Professioni Sanitarie della Riabilitazione) conseguita presso un’università italiana riconosciuta dal MIUR
    • Titolo equipollente estero riconosciuto in Italia tramite procedura di equipollenza presso il Ministero della Salute (per fisioterapisti laureati all’estero)
    • Diploma universitario in Fisioterapia conseguito prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento (per fisioterapisti che si sono laureati con il vecchio ordinamento)

    IMPORTANTE: Non è possibile aprire partita IVA come fisioterapista senza possedere il titolo abilitante. L’esercizio abusivo della professione sanitaria è reato penale (art. 348 c.p.).

    2. Iscrizione all’Albo Professionale

    L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è un requisito obbligatorio per esercitare la professione, sia come dipendente che come libero professionista. L’Albo è gestito dagli Ordini TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) a livello provinciale.

    Quando iscriversi all’Albo:

    • Prima di aprire la partita IVA (la P.IVA può essere aperta solo se già iscritti all’Albo)
    • Entro 90 giorni dal conseguimento della laurea
    • Presso l’Ordine TSRM-PSTRP della provincia di residenza o del luogo di lavoro prevalente

    L’iscrizione all’Albo prevede il pagamento di una quota annuale (circa 150-200 euro, variabile per provincia) e comporta l’obbligo di rispettare il Codice Deontologico della professione.

    3. Maggiore Età e Cittadinanza

    Per aprire una partita IVA in Italia è necessario:

    • Aver compiuto 18 anni (maggiore età)
    • Essere cittadino italiano, cittadino UE o cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno che consenta l’esercizio di attività professionale autonoma
    • Possedere un codice fiscale italiano

    4. Capacità di Agire e Assenza di Interdizioni

    Il fisioterapista deve possedere la piena capacità di agire e non deve essere sottoposto a:

    • Interdizione legale o giudiziale
    • Provvedimenti disciplinari che impediscano l’esercizio della professione
    • Condanne penali per reati incompatibili con la professione sanitaria

    Riepilogo requisiti:

    RequisitoDettagliObbligatorio
    Laurea in FisioterapiaTitolo abilitante italiano o riconosciuto✅ Sì
    Iscrizione AlboOrdine TSRM-PSTRP provinciale✅ Sì
    Maggiore età18 anni compiuti✅ Sì
    Codice fiscaleItaliano✅ Sì
    Capacità di agireAssenza di interdizioni✅ Sì

    Procedura Online Passo-Passo per Aprire P.IVA Fisioterapista

    L’apertura della partita IVA fisioterapista online si effettua interamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate compilando il modulo AA9/12 (persone fisiche). La procedura richiede circa 20-30 minuti e può essere completata con il supporto del CAF o con l’assistenza di un CAF o commercialista.

    Passo 1: Accesso al Portale Agenzia Entrate

    Per accedere al servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, hai bisogno di una delle seguenti credenziali digitali:

    • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – consigliato
    • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
    • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    • Credenziali Fisconline/Entratel (se già in possesso)

    Una volta autenticato, accedi alla sezione “Apertura Partita IVA” → “Modello AA9/12 – Persone fisiche”.

    Passo 2: Compilazione Dati Anagrafici

    Il sistema richiede l’inserimento dei seguenti dati:

    • Dati personali: nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale
    • Residenza anagrafica: indirizzo completo di residenza
    • Domicilio fiscale: se diverso dalla residenza (es. studio professionale)
    • Recapiti: email (fondamentale per comunicazioni fiscali), PEC (se disponibile), telefono

    Passo 3: Scelta del Codice ATECO

    Il codice ATECO corretto per fisioterapisti è il 86.95.00 – “Attività di fisioterapia” (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025; in precedenza si usava il 86.90.21). Questo codice identifica l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma, sia in studio proprio che a domicilio.

    ATTENZIONE: Alcuni fisioterapisti scelgono erroneamente il codice 96.09.09 (Altri servizi alla persona) o il 86.90.20 (Attività svolta da psicologi). Assicurati di selezionare il codice 86.95.00, dedicato specificamente all’attività di fisioterapia: il 86.90.29 (altre attività paramediche) NON è il codice del fisioterapista, ma riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

    Passo 4: Scelta del Regime Fiscale

    In fase di apertura P.IVA, devi scegliere il regime fiscale. Per i fisioterapisti, le opzioni sono:

    • Regime Forfettario (consigliato per ricavi fino a 85.000 euro annui): imposta sostitutiva 5% primi 5 anni (se nuova attività) o 15% ordinaria
    • Regime Ordinario Semplificato: IRPEF progressiva (23%-43%) + addizionali regionali/comunali + IVA 22%

    La maggior parte dei fisioterapisti sceglie il regime forfettario per la sua semplicità e i vantaggi fiscali (vedi sezione dedicata).

    Passo 5: Dichiarazione Inizio Attività

    Nel modulo AA9/12, indica:

    • Data di inizio attività: la data a partire dalla quale intendi emettere fatture (può essere anche retroattiva di massimo 30 giorni)
    • Luogo di esercizio: studio professionale, domicilio, presso terzi (palestre, centri medici, ecc.)
    • Tipo di attività prevalente: professione sanitaria di fisioterapista

    Passo 6: Invio e Conferma

    Dopo aver compilato tutti i campi:

    • Verifica attentamente i dati inseriti
    • Clicca su “Invia”
    • Riceverai immediatamente una ricevuta telematica con il tuo numero di partita IVA (che corrisponde al codice fiscale per le persone fisiche)
    • L’Agenzia delle Entrate invierà una PEC di conferma (o email se non hai PEC) con tutti i dettagli della tua posizione fiscale

    IMPORTANTE: L’apertura della partita IVA è gratuita e immediata. Non ci sono costi da pagare all’Agenzia delle Entrate per l’apertura. Tuttavia, è consigliabile farsi assistere da un CAF o commercialista per evitare errori nella scelta del regime fiscale o del codice ATECO.

    Codice ATECO Fisioterapisti 2026

    Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che classifica l’attività economica svolta dal professionista. Per i fisioterapisti che esercitano la libera professione, il codice ATECO corretto è il 86.95.00.

    Codice ATECO 86.95.00: Dettagli

    Denominazione ufficiale: “Attività di fisioterapia” (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025; sostituisce il precedente 86.90.21)

    Descrizione: Questo codice identifica in modo specifico l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma. Il codice 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti) NON è il codice del fisioterapista: riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

    Caratteristiche del codice 86.95.00:

    • Coefficiente di redditività forfettario: 78% (per il regime forfettario)
    • Aliquota IVA: 22% (se in regime ordinario); esente IVA in regime forfettario
    • Tipo di fatturazione: prestazioni di servizi professionali sanitari
    • Previdenza obbligatoria: Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), in assenza di una cassa di categoria

    Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

    Alcuni fisioterapisti scelgono erroneamente codici ATECO non adeguati. Ecco i più comuni e perché sono sbagliati:

    Codice ATECODenominazionePerché NON va bene
    96.09.09Altri servizi alla personaNon è specifico per professioni sanitarie
    86.90.20Attività psicologiSpecifico solo per psicologi, non fisioterapisti
    93.13.00Gestione palestreIdentifica gestori di palestre, non professionisti sanitari
    85.51.00Corsi sportiviPer istruttori sportivi, non professionisti sanitari

    CONSIGLIO: Anche se alcune banche dati online propongono codici alternativi, il codice ufficiale per fisioterapisti secondo la classificazione ATECO 2025 è il 86.95.00. In caso di dubbio, contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita.

    Attività Secondarie: Serve un Secondo Codice ATECO?

    Se oltre alla fisioterapia svolgi anche attività formativa (es. corsi di formazione per colleghi) o vendita di prodotti (es. ausili ortopedici, tutori), potrebbe essere necessario aggiungere un codice ATECO secondario:

    • 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale
    • 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici (se vendi prodotti)

    L’aggiunta di un codice ATECO secondario si effettua tramite comunicazione di variazione dati (modello AA7/10) presso l’Agenzia delle Entrate.

    Scelta Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario per Fisioterapisti

    La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti quando apri partita IVA come fisioterapista. Le due opzioni principali sono il regime forfettario e il regime ordinario semplificato. Vediamo quale conviene di più in base al tuo fatturato previsto.

    Regime Forfettario per Fisioterapisti

    Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per partite IVA con ricavi fino a 85.000 euro annui. È la scelta più comune tra i fisioterapisti liberi professionisti grazie ai numerosi vantaggi.

    Vantaggi del regime forfettario:

    • Imposta sostitutiva agevolata: 5% per i primi 5 anni (se nuova attività) o 15% ordinaria
    • Niente IVA: non si applica IVA in fattura (semplificazione per clienti privati)
    • Contabilità semplificata: basta tenere un registro cronologico delle fatture emesse e ricevute
    • Niente ritenuta d’acconto: i compensi incassati non subiscono ritenuta alla fonte
    • Esenzione IRAP: non si paga l’imposta regionale sulle attività produttive

    Calcolo del reddito imponibile forfettario:

    Nel regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi totali. Per i fisioterapisti (codice ATECO 86.95.00), il coefficiente è del 78%.

    Formula: Reddito imponibile = Ricavi × 78%

    Esempio pratico:

    • Ricavi annui: 40.000 euro
    • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euro
    • Imposta sostitutiva (15%): 31.200 × 15% = 4.680 euro
    • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 31.200 × 26,07% = 8.134 euro
    • Totale imposte + contributi: 12.814 euro
    • Netto annuo: 40.000 – 12.814 = 27.186 euro

    Regime Ordinario Semplificato

    Il regime ordinario si applica automaticamente ai fisioterapisti con ricavi superiori a 85.000 euro o che non soddisfano i requisiti del forfettario. Può anche essere scelto volontariamente.

    Caratteristiche del regime ordinario:

    • IRPEF progressiva: aliquote dal 23% al 43% sul reddito effettivo (ricavi – costi)
    • IVA 22%: da applicare in fattura e versare trimestralmente
    • Deducibilità costi: tutti i costi inerenti l’attività sono deducibili (affitto studio, materiale sanitario, formazione, ecc.)
    • Contabilità ordinaria: obbligo di tenuta dei registri IVA, prima nota, libro giornale
    • Ritenuta d’acconto: 20% sui compensi da enti pubblici o aziende (da versare a saldo)

    Esempio pratico regime ordinario:

    • Ricavi annui: 40.000 euro
    • Costi deducibili: 8.000 euro (affitto studio, materiali, formazione, ecc.)
    • Reddito netto: 40.000 – 8.000 = 32.000 euro
    • IRPEF (aliquota media ~25%): 8.000 euro
    • Contributi INPS Gestione Separata (26,07% su 32.000 euro): circa 8.342 euro
    • Totale imposte + contributi: 16.342 euro
    • Netto annuo: 40.000 – 8.000 – 16.342 = 15.658 euro

    Confronto Forfettario vs Ordinario

    AspettoRegime ForfettarioRegime Ordinario
    Limite ricavi85.000 euroNessun limite
    Aliquota fiscale5% o 15%23%-43% (IRPEF)
    IVA❌ No✅ Sì (22%)
    ContabilitàSemplificataOrdinaria
    Deducibilità costiForfettaria (78%)Effettiva (100% costi reali)
    Contributi INPS Gestione SeparataSu reddito forfettarioSu reddito effettivo

    QUALE SCEGLIERE?

    • Regime forfettario: se prevedi ricavi fino a 85.000 euro e hai pochi costi deducibili (lavori principalmente a domicilio o senza studio fisso)
    • Regime ordinario: se prevedi ricavi superiori a 85.000 euro o hai molti costi deducibili (affitto studio costoso, acquisto strumentazione, dipendenti)

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il regime fiscale più conveniente in base alla tua situazione specifica, effettuando simulazioni di convenienza personalizzate.

    Iscrizione alla Gestione Separata INPS (non all’ENPAPI)

    Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria: per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria e gratuita.

    Attenzione all’equivoco ENPAPI: l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996). I fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 (Lorenzin) ha riordinato solo albi e ordini, senza toccare gli obblighi previdenziali, come confermato dall’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024 del 19 gennaio 2024: l’obbligo verso una cassa privata dipende dalla fonte istitutiva dell’ente, non dall’albo di appartenenza.

    Quando Iscriversi alla Gestione Separata INPS

    L’iscrizione va effettuata contestualmente all’inizio dell’attività libero-professionale (apertura della partita IVA). Non esiste il termine di 60 giorni che alcune guide citano: è un termine statutario ENPAPI, non applicabile ai fisioterapisti. Chi omette l’iscrizione rischia l’iscrizione d’ufficio da parte dell’INPS, il recupero dei contributi dovuti e le sanzioni civili.

    Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS Online

    La procedura si effettua online dal portale INPS (www.inps.it):

    1. Accedi all’area riservata con SPID, CIE o CNS
    2. Cerca il servizio “Iscrizione alla Gestione Separata” e seleziona la tipologia libero professionista
    3. Indica codice fiscale, partita IVA, data di inizio attività e recapiti (PEC consigliata)
    4. Invia la domanda: la conferma arriva nell’area riservata (nessun costo di iscrizione)

    In alternativa può provvedere il CAF o un intermediario abilitato in tuo nome.

    Contributi Gestione Separata INPS: Quanto Si Paga

    I contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 si calcolano con un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026):

    • 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
    • 24% per i titolari di pensione o già coperti da un’altra tutela pensionistica obbligatoria (es. fisioterapista anche dipendente)

    Non esiste un contributo minimo annuo: si versa solo in proporzione al reddito. In regime forfettario il reddito imponibile è il 78% dei ricavi e, su richiesta, si può ottenere la riduzione contributiva del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con proporzionale riduzione dei contributi accreditati). È facoltativo addebitare al cliente in fattura una rivalsa del 4%.

    Esempio calcolo contributi (reddito imponibile 31.200 euro, cioè 40.000 euro di ricavi in forfettario):

    • Aliquota piena: 31.200 × 26,07% = 8.134 euro annui
    • Con riduzione 35%: 31.200 × 16,95% = 5.288 euro annui

    I contributi si versano con il modello F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. Per approfondimenti sul calcolo, consulta la nostra guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti.

    ENPAPI vs INPS Gestione Separata: il caso della doppia abilitazione

    L’unico caso in cui un fisioterapista versa all’ENPAPI è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari ed esercita quella professione versa all’ENPAPI per tale attività e alla Gestione Separata INPS per l’attività di fisioterapia. È da questa intersezione che nasce l’equivoco. Per tutti gli altri fisioterapisti liberi professionisti, anche se già dipendenti (es. part-time in ospedale), la previdenza dell’attività autonoma è la Gestione Separata INPS. Approfondisci: ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.

    Iscrizione Albo Professionale Fisioterapisti

    L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è un passaggio obbligatorio per poter esercitare la professione, sia come dipendente che come libero professionista con partita IVA. Dal 2018, gli Albi professionali sanitari sono gestiti dagli Ordini TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).

    Dove e Come Iscriversi

    L’iscrizione va richiesta presso l’Ordine TSRM-PSTRP della provincia in cui risiedi o in cui hai la sede principale della tua attività professionale. La procedura è la seguente:

    1. Accedi al sito dell’Ordine TSRM-PSTRP della tua provincia
    2. Scarica il modulo di iscrizione alla sezione fisioterapisti
    3. Compila e firma il modulo allegando:
      • Copia del diploma di laurea in Fisioterapia
      • Documento d’identità valido
      • Codice fiscale
      • Certificato di iscrizione all’università (se neolaureato)
      • Dichiarazione di non essere sottoposto a procedimenti penali o disciplinari
    4. Invia il modulo via PEC o consegnalo di persona presso la sede dell’Ordine
    5. Paga la quota di iscrizione annuale (circa 150-200 euro, variabile per provincia)
    6. Ricevi il certificato di iscrizione con il tuo numero di matricola

    Quota Annuale e Rinnovo

    L’iscrizione all’Albo ha validità annuale e deve essere rinnovata entro il 31 dicembre di ogni anno pagando la quota associativa. L’importo varia da provincia a provincia ma si aggira mediamente sui 150-200 euro annui.

    Cosa include la quota:

    • Iscrizione all’Albo e mantenimento della posizione
    • Assicurazione professionale RCT/RCO (responsabilità civile terzi e operatori)
    • Accesso a corsi di formazione ECM (Educazione Continua in Medicina)
    • Supporto legale e deontologico
    • Comunicazioni ufficiali e aggiornamenti normativi

    Codice Deontologico

    L’iscrizione all’Albo comporta l’obbligo di rispettare il Codice Deontologico della professione di fisioterapista, che disciplina:

    • Doveri professionali verso i pazienti
    • Segreto professionale
    • Divieto di pubblicità ingannevole
    • Obbligo di formazione continua
    • Rapporti con colleghi e altri professionisti sanitari

    La violazione del Codice Deontologico può comportare sanzioni disciplinari, dalla semplice ammonizione fino alla sospensione o radiazione dall’Albo.

    Documenti Necessari per Aprire P.IVA Fisioterapista

    Per aprire partita IVA come fisioterapista e completare tutti gli adempimenti obbligatori (Agenzia Entrate, INPS Gestione Separata, Albo), è necessario predisporre una serie di documenti. Ecco la checklist completa per non dimenticare nulla.

    Documenti per Apertura P.IVA (Agenzia Entrate)

    • Documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto)
    • Codice fiscale (tessera sanitaria)
    • Credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) per accedere al portale Agenzia Entrate
    • Indirizzo di residenza e domicilio fiscale (se diverso)
    • Email e recapito telefonico per comunicazioni fiscali
    • PEC (Posta Elettronica Certificata) – facoltativa ma consigliata per liberi professionisti

    Documenti per Iscrizione alla Gestione Separata INPS

    • SPID, CIE o CNS per l’accesso al portale INPS
    • Codice fiscale e numero di partita IVA
    • Data di inizio dell’attività libero-professionale (coincide con l’apertura P.IVA)
    • Recapiti (email/PEC e telefono) per le comunicazioni INPS

    Documenti per Iscrizione Albo TSRM-PSTRP

    • Diploma di laurea in Fisioterapia (copia conforme o autocertificazione)
    • Documento d’identità valido
    • Codice fiscale
    • Certificato di laurea con voto di laurea (se richiesto dall’Ordine)
    • Autocertificazione assenza condanne penali e procedimenti disciplinari
    • Fototessera (2 copie, formato tessera)
    • Ricevuta pagamento quota annuale iscrizione Albo

    Documenti Facoltativi ma Consigliati

    • Polizza assicurativa RC professionale aggiuntiva (l’Albo include una base, ma molti professionisti integrano con una polizza privata per massimali più alti)
    • Contratto di locazione studio (se lavori in uno studio fisso, per dedurre l’affitto)
    • Fatture di acquisto strumentazione (lettino fisioterapico, elettromedicali, ecc. – per deducibilità fiscale)
    • PEC aziendale dedicata all’attività professionale (per separare comunicazioni personali e professionali)

    Conservazione Documenti

    IMPORTANTE: Tutti i documenti relativi all’apertura partita IVA, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS e all’Albo devono essere conservati per almeno 10 anni a fini fiscali e previdenziali. Si consiglia di:

    • Creare una cartella digitale dedicata con copie scansionate di tutti i documenti
    • Conservare gli originali cartacei in un luogo sicuro
    • Effettuare backup periodici (cloud, hard disk esterno)

    Costi Apertura e Gestione Annuale Partita IVA Fisioterapista

    Uno degli aspetti più importanti da valutare prima di aprire partita IVA come fisioterapista è il costo complessivo, sia iniziale (apertura) che ricorrente (gestione annuale). Vediamo nel dettaglio tutte le voci di spesa.

    Costi di Apertura (Una Tantum)

    L’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Tuttavia, ci sono altri costi iniziali da considerare:

    Voce di CostoImportoNote
    Apertura P.IVA120-150 euroCon il supporto del CAF Centro Fiscale (tariffa professionisti)
    Gestione annuale forfettario350 euro/annoAl CAF Centro Fiscale, dichiarazione dei redditi compresa
    Iscrizione Albo TSRM-PSTRP150-200 euroQuota annuale (primo anno)
    Iscrizione Gestione Separata INPS0 euroGratuita (si pagano poi i contributi)
    Attivazione PEC5-30 euro/annoFacoltativa ma consigliata
    Polizza RC professionale200-500 euro/annoFacoltativa, integrativa a quella dell’Albo
    TOTALE INIZIALE455-1.030 euroVariabile in base alle scelte

    Costi di Gestione Annuale

    I costi fissi annuali per mantenere attiva la partita IVA fisioterapista variano a seconda del regime fiscale e del fatturato. Ecco una stima per un fisioterapista con reddito medio (30.000 euro annui).

    Esempio: Regime Forfettario (Ricavi 40.000 euro)

    Voce di CostoImporto Annuo
    Contributi INPS Gestione Separata8.134 euro
    Imposta sostitutiva 15%4.680 euro
    Quota Albo TSRM-PSTRP180 euro
    Commercialista/CAF500-800 euro
    Fatturazione elettronica (software)50-150 euro
    PEC20 euro
    TOTALE ANNUALE13.564-13.964 euro

    Netto effettivo: 40.000 – 13.800 = 26.200 euro (circa 2.180 euro/mese netti)

    Esempio: Regime Ordinario (Ricavi 40.000 euro, Costi 8.000 euro)

    Voce di CostoImporto Annuo
    Contributi INPS Gestione Separata8.342 euro
    IRPEF + addizionali8.500 euro
    Quota Albo TSRM-PSTRP180 euro
    Commercialista1.200-1.800 euro
    Software contabilità + fatturazione200-400 euro
    PEC20 euro
    TOTALE ANNUALE18.400-19.200 euro

    Netto effettivo: 40.000 – 8.000 (costi) – 18.800 = 13.200 euro (circa 1.100 euro/mese netti)

    Altri Costi Variabili

    Oltre ai costi fissi, considera anche:

    • Affitto studio: 300-800 euro/mese (se non lavori da casa o in condivisione)
    • Utenze studio: 50-150 euro/mese (luce, gas, internet)
    • Materiale sanitario: 200-500 euro/anno (gel, carta lettino, disinfettanti)
    • Formazione ECM: 300-1.000 euro/anno (corsi obbligatori per crediti formativi)
    • Marketing: 500-2.000 euro/anno (sito web, Google Ads, volantini)
    • Acquisto/leasing attrezzatura: variabile (lettini, elettromedicali, ultrasuoni, laser, ecc.)

    IMPORTANTE: Nel regime forfettario, questi costi NON sono deducibili (il reddito si calcola forfettariamente). Nel regime ordinario, invece, sono tutti deducibili al 100%.

    Convenienza Economica: Dipendente vs Libero Professionista

    Molti fisioterapisti si chiedono se conviene di più lavorare come dipendente o come libero professionista. Ecco un confronto indicativo:

    AspettoFisioterapista DipendenteFisioterapista con P.IVA
    Stipendio/Ricavi lordi25.000-35.000 euro/anno30.000-60.000 euro/anno
    Netto mensile1.400-1.800 euro1.800-3.500 euro (variabile)
    StabilitàAlta (contratto tempo indeterminato)Bassa (reddito variabile)
    Ferie pagate✅ Sì❌ No
    Malattia/Infortuni✅ Indennità INPSLimitata (indennità INPS Gestione Separata)
    TFR✅ Sì❌ No
    Contributi pensionisticiINPS (a carico datore)INPS Gestione Separata (a tuo carico)
    Libertà orari❌ No✅ Sì
    Potenziale guadagnoLimitatoElevato (in base a clientela)

    CONCLUSIONE: La partita IVA conviene se riesci a fatturare almeno 30.000-35.000 euro annui e hai una buona base di clienti fidelizzati. Per fatturati più bassi, il lavoro dipendente potrebbe essere più conveniente per via della stabilità e delle tutele.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?

    Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni.

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    Domande Frequenti su Apertura Partita IVA Fisioterapista

    Quanto costa aprire partita IVA fisioterapista?

    Aprire partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e gratis. I costi iniziali includono: iscrizione Albo TSRM-PSTRP (150-200 euro), eventuale assistenza CAF/commercialista (100-300 euro), PEC facoltativa (20 euro/anno). Totale costi iniziali: 270-520 euro circa. I costi annuali di gestione dipendono dal regime fiscale e dal fatturato (circa 12.000-15.000 euro/anno tra imposte, contributi INPS Gestione Separata e commercialista).

    Posso aprire partita IVA fisioterapista senza iscrizione albo?

    No, l’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti (Ordine TSRM-PSTRP) e obbligatoria per legge per esercitare la professione di fisioterapista, sia come dipendente che come libero professionista. Senza iscrizione all’Albo, non puoi aprire partita IVA come fisioterapista. L’esercizio abusivo della professione sanitaria e reato penale.

    Quale regime fiscale conviene per fisioterapista: forfettario o ordinario?

    Il regime forfettario conviene per ricavi fino a 85.000 euro annui, con imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni nuova attivita) o 15%. Il regime ordinario conviene se hai molti costi deducibili (studio in affitto, strumentazione costosa, dipendenti) o ricavi superiori a 85.000 euro. Per un fatturato di 40.000 euro, il forfettario fa risparmiare circa 3.000-5.000 euro annui rispetto all’ordinario.

    Devo iscrivermi a ENPAPI o INPS Gestione Separata?

    No: i fisioterapisti liberi professionisti si iscrivono alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), perché non esiste una cassa di categoria. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica, riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari: i fisioterapisti non ne fanno parte, come confermato dall’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024. L’iscrizione alla Gestione Separata va fatta contestualmente all’apertura della partita IVA; aliquota 2026: 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria).

    Quanto tempo ci vuole per aprire partita IVA fisioterapista online?

    L’apertura telematica della partita IVA tramite il portale Agenzia delle Entrate richiede circa 20-30 minuti. Il numero di partita IVA viene assegnato immediatamente. Successivamente, devi iscriverti all’Albo TSRM-PSTRP (tempi variabili, 1-4 settimane) e alla Gestione Separata INPS (contestualmente all’apertura P.IVA). Complessivamente, per completare tutti gli adempimenti servono circa 1-2 mesi.


    Apri la Tua Partita IVA Fisioterapista con il CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase dell’apertura partita IVA fisioterapista:

    • Compilazione modulo AA9/12 telematico Agenzia Entrate
    • Scelta regime fiscale più conveniente (forfettario vs ordinario)
    • Supporto iscrizione Gestione Separata INPS e calcolo contributi
    • Consulenza fiscale continuativa per gestione annuale
    • Tenuta contabilità e dichiarazione dei redditi
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        Gennaio 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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