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Tag Archivio per: regime forfettario fisioterapista

Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Gestione Separata INPS e Regime Forfettario

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo citava un ente denominato «ENPAP-F» come cassa dei fisioterapisti: tale ente non esiste. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995); l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Corretto anche il codice ATECO: 86.95.00. Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Aprire la partita IVA fisioterapista nel 2026 richiede di orientarsi tra codici ATECO, casse previdenziali, albo professionale e regime fiscale ottimale. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche: qual e’ il codice ATECO corretto, quanto si paga di contributi, conviene il regime forfettario e quali sono gli adempimenti da seguire passo dopo passo.

Indice dei contenuti

  • Codice ATECO fisioterapista 2026
  • Albo professionale TSRM-PSTRP
  • Regime forfettario per fisioterapisti
  • Gestione Separata INPS: contributi previdenziali
  • Fatturazione elettronica e sanitari
  • Costi di apertura e avvio
  • Forfettario vs regime ordinario semplificato
  • FAQ

Codice ATECO fisioterapista 2026

Il codice ATECO da indicare all’apertura della partita IVA dipende dalla natura dell’attivita’ svolta. Per i fisioterapisti liberi professionisti il codice corretto e’ il 86.95.00 – Attivita’ di fisioterapia (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025). Questo codice identifica in modo specifico le prestazioni di fisioterapia svolte in forma autonoma, al di fuori di strutture ospedaliere o SSN.

Fino al 31 marzo 2025 si utilizzava il codice 86.90.21: chi ha aperto la partita IVA prima di quella data puo’ verificare con il CAF l’avvenuta riclassificazione. Il codice 86.90.29 (altre attivita’ paramediche indipendenti) NON e’ il codice del fisioterapista: riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

Codice ATECODescrizioneUso tipico
86.95.00Attivita’ di fisioterapia (ATECO 2025)Fisioterapisti liberi professionisti: codice corretto dal 1° aprile 2025
86.90.21Codice precedente (ATECO 2007)Partite IVA aperte prima del 1° aprile 2025, in riclassificazione

Il codice ATECO influenza il coefficiente di redditivita’ applicabile nel regime forfettario: per entrambi i codici della categoria 86 rientra nella macro-categoria attivita’ professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie, con coefficiente del 78%.

Albo professionale TSRM-PSTRP: iscrizione obbligatoria

Prima di aprire la partita IVA, il fisioterapista deve essere iscritto all’albo professionale. L’ente di riferimento e’ l’Ordine TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). I fisioterapisti, in qualita’ di professione sanitaria della riabilitazione, rientrano in questo ordine.

L’iscrizione all’albo e’ un requisito obbligatorio per esercitare la professione in forma autonoma. Senza iscrizione all’Ordine non e’ possibile legalmente esercitare l’attivita’ come libero professionista. La procedura di iscrizione avviene presso la sezione provinciale del TSRM-PSTRP territorialmente competente e richiede il titolo abilitante (laurea triennale in Fisioterapia o diploma equivalente ante-riforma).

La quota annuale di iscrizione all’Ordine varia da provincia a provincia, ma generalmente si attesta tra 80 e 150 euro annui. Questa spesa e’ deducibile dal reddito professionale.

Regime forfettario per fisioterapisti: come funziona

Il regime forfettario e’ il regime fiscale agevolato piu’ conveniente per la maggior parte dei fisioterapisti che iniziano l’attivita’ in forma autonoma. Ecco i parametri chiave per il 2026.

Soglia di ricavi e aliquota sostitutiva

Per restare nel regime forfettario i compensi annui non devono superare 85.000 euro. Se nel corso dell’anno si supera la soglia di 100.000 euro, si esce dal regime forfettario immediatamente con ricalcolo dell’IVA. Se si supera solo la soglia di 85.000 euro, si esce l’anno successivo.

L’aliquota d’imposta sostitutiva e’ del 15% per i professionisti gia’ avviati. Per i neoforfettari che aprono la prima partita IVA senza aver esercitato attivita’ simile nei 3 anni precedenti, l’aliquota si riduce al 5% per i primi 5 anni di attivita’. Si tratta di un vantaggio fiscale significativo, soprattutto nei primi anni.

Coefficiente di redditivita’ 78%

Il coefficiente di redditivita’ per le attivita’ sanitarie paramediche (codice ATECO 86.95.00) e’ del 78%. Significa che il reddito imponibile sul quale calcolare le imposte corrisponde al 78% dei compensi lordi incassati. Il restante 22% viene considerato forfettariamente come costo dell’attivita’ e non viene tassato.

Esempio pratico: Un fisioterapista con 40.000 euro di compensi annui ha un reddito imponibile di 31.200 euro (40.000 x 78%). L’imposta sostitutiva al 15% sara’ di 4.680 euro. A questa si aggiungono i contributi previdenziali.

Cause ostative al forfettario

Non possono accedere al regime forfettario i fisioterapisti che:

  • Hanno percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 35.000 euro nell’anno precedente (soglia elevata dalla Legge di Bilancio 2025)
  • Sostengono spese per lavoratori superiori a 20.000 euro lordi
  • Partecipano a societa’ di persone o associazioni professionali
  • Svolgono attivita’ prevalentemente verso ex datori di lavoro

Gestione Separata INPS: la previdenza del fisioterapista (non ENPAPI)

I fisioterapisti liberi professionisti non hanno una cassa di previdenza di categoria. Per questo si iscrivono alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione e’ obbligatoria, gratuita e va effettuata contestualmente all’apertura della partita IVA, dal portale INPS (SPID/CIE) o tramite il CAF. Chi la omette rischia l’iscrizione d’ufficio, il recupero dei contributi e le sanzioni civili.

Nota importante: non esiste alcun ente denominato “ENPAP-F”. L’ENPAP e’ la cassa degli psicologi; l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996). I fisioterapisti non rientrano in nessuna delle due: la Legge 3/2018 ha riordinato solo albi e ordini, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti.

Aliquote 2026 e riduzione per i forfettari

La Gestione Separata applica un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026): 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, 24% per pensionati o gia’ assicurati altrove (es. fisioterapista anche dipendente). Non esiste un contributo minimo annuo. In regime forfettario il reddito imponibile e’ il 78% dei ricavi e si puo’ chiedere la riduzione contributiva del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con contributi accreditati in proporzione). Il professionista puo’ addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4%, facoltativa.

I contributi si versano con F24 insieme alle imposte (saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre) e sono deducibili dal reddito sia nel regime forfettario che in quello ordinario.

Doppia abilitazione: l’unico caso in cui entra in gioco l’ENPAPI

Il fisioterapista iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari versa all’ENPAPI per quell’attivita’ e alla Gestione Separata INPS per la fisioterapia. E’ da questa intersezione che nasce l’equivoco sull’ENPAPI. Se svolgi anche lavoro dipendente, per l’attivita’ autonoma resta la Gestione Separata con aliquota ridotta al 24%: e’ consigliabile una valutazione personalizzata.

Fatturazione elettronica per fisioterapisti: le regole 2026

Le prestazioni sanitarie dei fisioterapisti nei confronti di persone fisiche privati sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/72, in quanto trattasi di prestazioni terapeutiche rese da professionisti sanitari abilitati. Si utilizzera’ il codice natura N4 in fattura.

Dal 2024 anche i fisioterapisti in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Questo vale per tutte le fatture emesse nei confronti di aziende, strutture e privati. Fanno eccezione le prestazioni sanitarie verso persone fisiche private: in questo caso e’ vietato emettere fattura elettronica tramite SDI (per tutela della privacy del paziente). Le fatture per privati restano cartacee o in formato analogico, ma devono essere trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Per maggiori dettagli sul Sistema TS e la gestione della fatturazione sanitaria, consulta la nostra guida: Software di Fatturazione Elettronica per Professionisti Sanitari 2026.

Le fatture emesse in regime forfettario non addebitano IVA e contengono la dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”. Anche la ritenuta d’acconto non si applica.

Costi di apertura e avvio della partita IVA

Aprire la partita IVA come fisioterapista ha costi contenuti sul versante burocratico-fiscale. Ecco una panoramica:

AdempimentoCosto indicativoFrequenza
Apertura partita IVA (Agenzia Entrate)GratuitaUna tantum
Iscrizione Ordine TSRM-PSTRP80-150 euroAnnuale
Iscrizione Gestione Separata INPSGratuita (contributi dovuti)Una tantum
Software fatturazione sanitaria/Sistema TS0-200 euro/annoAnnuale
Consulenza CAF/commercialista aperturaPreventivo personalizzatoUna tantum
Dichiarazione dei redditi annualePreventivo personalizzatoAnnuale

I costi di consulenza fiscale variano in base alla complessita’ della situazione. Il CAF Centro Fiscale offre un preventivo personalizzato per i fisioterapisti che aprono la partita IVA per la prima volta.

Forfettario vs regime ordinario semplificato: quale conviene?

La scelta tra regime forfettario e regime ordinario semplificato e’ cruciale per ottimizzare il carico fiscale. Ecco un confronto pratico per i fisioterapisti:

CaratteristicaRegime ForfettarioRegime Ordinario Semplificato
Soglia ricaviFino a 85.000 euroNessun limite
IVANon addebitata ne’ detraibile22% addebitata, IVA a credito detraibile
Aliquota imposta15% (5% startup 5 anni)IRPEF progressive 23%-43%
Costi deducibili22% forfettario (solo implicito)Costi reali documentati
Contabilita’Semplificata (solo registro corrispettivi)Registri IVA + libro giornale
ConvenienzaCompensi < 50.000-60.000 euroSpese elevate o compensi alti

Per la maggior parte dei fisioterapisti alle prime armi o con compensi entro i 50.000-60.000 euro annui, il regime forfettario e’ la scelta piu’ conveniente. Permette di risparmiare sull’IRPEF, evitare la complessita’ dell’IVA e ridurre i costi contabili. Per i professionisti con spese elevate (attrezzature, affitto studio, collaboratori) il regime ordinario potrebbe essere piu’ vantaggioso: e’ consigliabile una simulazione personalizzata.

Per approfondire la gestione finanziaria dello studio, consulta anche: Conto Business per Medici e Sanitari 2026.

FAQ – Domande frequenti

Qual e’ il codice ATECO per il fisioterapista libero professionista?

Il codice ATECO del fisioterapista libero professionista e’ il 86.95.00 (Attivita’ di fisioterapia, coefficiente di redditivita’ 78%), in vigore dal 1° aprile 2025 in sostituzione del precedente 86.90.21. Il 86.90.29 non e’ il codice del fisioterapista.

I fisioterapisti devono iscriversi all’INPS o a una cassa di categoria?

Alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): non esiste una cassa di previdenza dei fisioterapisti. L’ENPAPI e’ riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024) e un ente ‘ENPAP-F’ non esiste. Aliquota 2026: 26,07% (24% per chi ha gia’ un’altra tutela pensionistica obbligatoria), circolare INPS n. 8/2026.

Il fisioterapista puo’ applicare il regime forfettario?

Si’. I fisioterapisti possono accedere al regime forfettario se i compensi annui non superano 85.000 euro e non sussistono cause ostative. Il coefficiente di redditivita’ applicabile e’ il 78%. L’aliquota sostitutiva e’ del 15% (5% per i primi 5 anni se si tratta di nuova attivita’).

I fisioterapisti devono fare la fattura elettronica?

Dal 2024 si, con un’eccezione importante: le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche private non possono essere fatturate elettronicamente tramite SDI per tutela della privacy. In quel caso le fatture rimangono analogiche ma vanno trasmesse al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS).

Quanto si paga di tasse con partita IVA fisioterapista in forfettario?

Con il regime forfettario, il fisioterapista paga un’imposta sostitutiva del 15% sul reddito imponibile (compensi x 78%). Esempio: 40.000 euro di compensi generano 31.200 euro di imponibile e circa 4.680 euro di imposta sostitutiva. A questo si aggiungono i contributi INPS Gestione Separata: 31.200 x 26,07% = 8.134 euro (ridotti a 5.288 euro chiedendo la riduzione del 35% riservata ai forfettari).

E’ necessario iscriversi all’Ordine prima di aprire la partita IVA?

Si’. L’iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP e’ un prerequisito per esercitare la professione di fisioterapista in forma autonoma. Senza iscrizione all’albo, l’esercizio professionale non e’ legalmente consentito.


Questo articolo e’ stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne e’ responsabile dei contenuti.


Apri la tua Partita IVA con il CAF Centro Fiscale

Stai valutando di aprire la partita IVA come fisioterapista? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in ogni fase: dalla scelta del regime fiscale piu’ conveniente all’apertura della partita IVA, dall’iscrizione alla Gestione Separata INPS alla gestione della dichiarazione dei redditi annuale. Chiedi il tuo preventivo personalizzato senza impegno.

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Approfondisci anche: Contributi previdenziali fisioterapisti 2026: Gestione Separata INPS – ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta – Partita IVA Sanitario in Convenzione SSN 2026

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-24 09:00:002026-09-04 12:15:33Partita IVA Fisioterapista 2026: Codice ATECO, Gestione Separata INPS e Regime Forfettario
Fisioterapisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Aprire Partita IVA Fisioterapista Online: Guida Completa 2026

regime forfettario partita iva

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Una versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i fisioterapisti e il codice ATECO 86.90.29. Il fisioterapista libero professionista è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (D.I. 24 marzo 1998; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Il codice ATECO corretto è il 86.95.00 (ATECO 2025). Approfondisci nella guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).



Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire P.IVA Fisioterapista
  2. Procedura Online Passo-Passo
  3. Codice ATECO Fisioterapisti 2026
  4. Scelta Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario
  5. Iscrizione alla Gestione Separata INPS
  6. Iscrizione Albo Professionale
  7. Documenti Necessari
  8. Costi Apertura e Gestione Annuale
  9. Domande Frequenti

Aprire partita IVA come fisioterapista online è il primo passo fondamentale per avviare la libera professione e lavorare con l’aiuto del CAF nel settore della riabilitazione e della fisioterapia. Nel 2026, la procedura di apertura partita IVA fisioterapista può essere completata interamente online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, utilizzando SPID o CIE per l’autenticazione. La professione di fisioterapista è una professione sanitaria regolamentata, soggetta a iscrizione all’Albo professionale e, per la previdenza, alla Gestione Separata INPS, con obblighi specifici che è essenziale conoscere prima di intraprendere l’attività.

Se sei un fisioterapista neolaureato o un professionista che vuole passare dalla dipendenza alla libera professione, questa guida ti accompagnerà in ogni fase dell’apertura partita IVA fisioterapista online: dalla compilazione del modulo AA9/12 telematico all’individuazione del codice ATECO corretto (86.95.00), dalla scelta del regime fiscale più conveniente (forfettario o ordinario) all’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS, fino ai costi effettivi di apertura e gestione annuale della partita IVA.

Aprire una partita IVA fisioterapista comporta vantaggi significativi: libertà professionale, possibilità di scegliere i propri clienti e i propri orari, opportunità di collaborare con studi medici, palestre, centri sportivi o di lavorare a domicilio, e potenziali guadagni più elevati rispetto al lavoro dipendente. Tuttavia, è fondamentale comprendere anche gli obblighi fiscali e contributivi: versamento dei contributi INPS Gestione Separata 2026, tenuta contabilità (semplificata o ordinaria a seconda del regime), emissione fatture elettroniche e rispetto delle scadenze fiscali. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura partita IVA fisioterapista: compilazione modulistica, scelta del regime fiscale più vantaggioso, iscrizione alla Gestione Separata INPS e consulenza fiscale continuativa.

Requisiti per Aprire Partita IVA Fisioterapista

Prima di aprire partita IVA come fisioterapista, è necessario possedere requisiti specifici legati alla professione sanitaria. A differenza di altre attività autonome, la fisioterapia è una professione regolamentata dalla Legge n. 251/2000 e dal DM 14 settembre 1994 n. 741, che stabilisce precise condizioni di accesso.

1. Titolo di Studio Abilitante

Il primo requisito fondamentale è il possesso del titolo di studio abilitante:

  • Laurea in Fisioterapia (Classe L/SNT2 – Professioni Sanitarie della Riabilitazione) conseguita presso un’università italiana riconosciuta dal MIUR
  • Titolo equipollente estero riconosciuto in Italia tramite procedura di equipollenza presso il Ministero della Salute (per fisioterapisti laureati all’estero)
  • Diploma universitario in Fisioterapia conseguito prima dell’entrata in vigore del nuovo ordinamento (per fisioterapisti che si sono laureati con il vecchio ordinamento)

IMPORTANTE: Non è possibile aprire partita IVA come fisioterapista senza possedere il titolo abilitante. L’esercizio abusivo della professione sanitaria è reato penale (art. 348 c.p.).

2. Iscrizione all’Albo Professionale

L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è un requisito obbligatorio per esercitare la professione, sia come dipendente che come libero professionista. L’Albo è gestito dagli Ordini TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) a livello provinciale.

Quando iscriversi all’Albo:

  • Prima di aprire la partita IVA (la P.IVA può essere aperta solo se già iscritti all’Albo)
  • Entro 90 giorni dal conseguimento della laurea
  • Presso l’Ordine TSRM-PSTRP della provincia di residenza o del luogo di lavoro prevalente

L’iscrizione all’Albo prevede il pagamento di una quota annuale (circa 150-200 euro, variabile per provincia) e comporta l’obbligo di rispettare il Codice Deontologico della professione.

3. Maggiore Età e Cittadinanza

Per aprire una partita IVA in Italia è necessario:

  • Aver compiuto 18 anni (maggiore età)
  • Essere cittadino italiano, cittadino UE o cittadino extracomunitario con regolare permesso di soggiorno che consenta l’esercizio di attività professionale autonoma
  • Possedere un codice fiscale italiano

4. Capacità di Agire e Assenza di Interdizioni

Il fisioterapista deve possedere la piena capacità di agire e non deve essere sottoposto a:

  • Interdizione legale o giudiziale
  • Provvedimenti disciplinari che impediscano l’esercizio della professione
  • Condanne penali per reati incompatibili con la professione sanitaria

Riepilogo requisiti:

RequisitoDettagliObbligatorio
Laurea in FisioterapiaTitolo abilitante italiano o riconosciuto✅ Sì
Iscrizione AlboOrdine TSRM-PSTRP provinciale✅ Sì
Maggiore età18 anni compiuti✅ Sì
Codice fiscaleItaliano✅ Sì
Capacità di agireAssenza di interdizioni✅ Sì

Procedura Online Passo-Passo per Aprire P.IVA Fisioterapista

L’apertura della partita IVA fisioterapista online si effettua interamente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate compilando il modulo AA9/12 (persone fisiche). La procedura richiede circa 20-30 minuti e può essere completata con il supporto del CAF o con l’assistenza di un CAF o commercialista.

Passo 1: Accesso al Portale Agenzia Entrate

Per accedere al servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate, hai bisogno di una delle seguenti credenziali digitali:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) – consigliato
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  • Credenziali Fisconline/Entratel (se già in possesso)

Una volta autenticato, accedi alla sezione “Apertura Partita IVA” → “Modello AA9/12 – Persone fisiche”.

Passo 2: Compilazione Dati Anagrafici

Il sistema richiede l’inserimento dei seguenti dati:

  • Dati personali: nome, cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale
  • Residenza anagrafica: indirizzo completo di residenza
  • Domicilio fiscale: se diverso dalla residenza (es. studio professionale)
  • Recapiti: email (fondamentale per comunicazioni fiscali), PEC (se disponibile), telefono

Passo 3: Scelta del Codice ATECO

Il codice ATECO corretto per fisioterapisti è il 86.95.00 – “Attività di fisioterapia” (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025; in precedenza si usava il 86.90.21). Questo codice identifica l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma, sia in studio proprio che a domicilio.

ATTENZIONE: Alcuni fisioterapisti scelgono erroneamente il codice 96.09.09 (Altri servizi alla persona) o il 86.90.20 (Attività svolta da psicologi). Assicurati di selezionare il codice 86.95.00, dedicato specificamente all’attività di fisioterapia: il 86.90.29 (altre attività paramediche) NON è il codice del fisioterapista, ma riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

Passo 4: Scelta del Regime Fiscale

In fase di apertura P.IVA, devi scegliere il regime fiscale. Per i fisioterapisti, le opzioni sono:

  • Regime Forfettario (consigliato per ricavi fino a 85.000 euro annui): imposta sostitutiva 5% primi 5 anni (se nuova attività) o 15% ordinaria
  • Regime Ordinario Semplificato: IRPEF progressiva (23%-43%) + addizionali regionali/comunali + IVA 22%

La maggior parte dei fisioterapisti sceglie il regime forfettario per la sua semplicità e i vantaggi fiscali (vedi sezione dedicata).

Passo 5: Dichiarazione Inizio Attività

Nel modulo AA9/12, indica:

  • Data di inizio attività: la data a partire dalla quale intendi emettere fatture (può essere anche retroattiva di massimo 30 giorni)
  • Luogo di esercizio: studio professionale, domicilio, presso terzi (palestre, centri medici, ecc.)
  • Tipo di attività prevalente: professione sanitaria di fisioterapista

Passo 6: Invio e Conferma

Dopo aver compilato tutti i campi:

  • Verifica attentamente i dati inseriti
  • Clicca su “Invia”
  • Riceverai immediatamente una ricevuta telematica con il tuo numero di partita IVA (che corrisponde al codice fiscale per le persone fisiche)
  • L’Agenzia delle Entrate invierà una PEC di conferma (o email se non hai PEC) con tutti i dettagli della tua posizione fiscale

IMPORTANTE: L’apertura della partita IVA è gratuita e immediata. Non ci sono costi da pagare all’Agenzia delle Entrate per l’apertura. Tuttavia, è consigliabile farsi assistere da un CAF o commercialista per evitare errori nella scelta del regime fiscale o del codice ATECO.

Codice ATECO Fisioterapisti 2026

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un codice alfanumerico che classifica l’attività economica svolta dal professionista. Per i fisioterapisti che esercitano la libera professione, il codice ATECO corretto è il 86.95.00.

Codice ATECO 86.95.00: Dettagli

Denominazione ufficiale: “Attività di fisioterapia” (classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025; sostituisce il precedente 86.90.21)

Descrizione: Questo codice identifica in modo specifico l’attività di fisioterapia svolta in forma autonoma. Il codice 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti) NON è il codice del fisioterapista: riguarda figure come massofisioterapisti e osteopati.

Caratteristiche del codice 86.95.00:

  • Coefficiente di redditività forfettario: 78% (per il regime forfettario)
  • Aliquota IVA: 22% (se in regime ordinario); esente IVA in regime forfettario
  • Tipo di fatturazione: prestazioni di servizi professionali sanitari
  • Previdenza obbligatoria: Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), in assenza di una cassa di categoria

Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

Alcuni fisioterapisti scelgono erroneamente codici ATECO non adeguati. Ecco i più comuni e perché sono sbagliati:

Codice ATECODenominazionePerché NON va bene
96.09.09Altri servizi alla personaNon è specifico per professioni sanitarie
86.90.20Attività psicologiSpecifico solo per psicologi, non fisioterapisti
93.13.00Gestione palestreIdentifica gestori di palestre, non professionisti sanitari
85.51.00Corsi sportiviPer istruttori sportivi, non professionisti sanitari

CONSIGLIO: Anche se alcune banche dati online propongono codici alternativi, il codice ufficiale per fisioterapisti secondo la classificazione ATECO 2025 è il 86.95.00. In caso di dubbio, contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza gratuita.

Attività Secondarie: Serve un Secondo Codice ATECO?

Se oltre alla fisioterapia svolgi anche attività formativa (es. corsi di formazione per colleghi) o vendita di prodotti (es. ausili ortopedici, tutori), potrebbe essere necessario aggiungere un codice ATECO secondario:

  • 85.59.20 – Corsi di formazione e aggiornamento professionale
  • 47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici (se vendi prodotti)

L’aggiunta di un codice ATECO secondario si effettua tramite comunicazione di variazione dati (modello AA7/10) presso l’Agenzia delle Entrate.

Scelta Regime Fiscale: Forfettario vs Ordinario per Fisioterapisti

La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti quando apri partita IVA come fisioterapista. Le due opzioni principali sono il regime forfettario e il regime ordinario semplificato. Vediamo quale conviene di più in base al tuo fatturato previsto.

Regime Forfettario per Fisioterapisti

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per partite IVA con ricavi fino a 85.000 euro annui. È la scelta più comune tra i fisioterapisti liberi professionisti grazie ai numerosi vantaggi.

Vantaggi del regime forfettario:

  • Imposta sostitutiva agevolata: 5% per i primi 5 anni (se nuova attività) o 15% ordinaria
  • Niente IVA: non si applica IVA in fattura (semplificazione per clienti privati)
  • Contabilità semplificata: basta tenere un registro cronologico delle fatture emesse e ricevute
  • Niente ritenuta d’acconto: i compensi incassati non subiscono ritenuta alla fonte
  • Esenzione IRAP: non si paga l’imposta regionale sulle attività produttive

Calcolo del reddito imponibile forfettario:

Nel regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi totali. Per i fisioterapisti (codice ATECO 86.95.00), il coefficiente è del 78%.

Formula: Reddito imponibile = Ricavi × 78%

Esempio pratico:

  • Ricavi annui: 40.000 euro
  • Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euro
  • Imposta sostitutiva (15%): 31.200 × 15% = 4.680 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 31.200 × 26,07% = 8.134 euro
  • Totale imposte + contributi: 12.814 euro
  • Netto annuo: 40.000 – 12.814 = 27.186 euro

Regime Ordinario Semplificato

Il regime ordinario si applica automaticamente ai fisioterapisti con ricavi superiori a 85.000 euro o che non soddisfano i requisiti del forfettario. Può anche essere scelto volontariamente.

Caratteristiche del regime ordinario:

  • IRPEF progressiva: aliquote dal 23% al 43% sul reddito effettivo (ricavi – costi)
  • IVA 22%: da applicare in fattura e versare trimestralmente
  • Deducibilità costi: tutti i costi inerenti l’attività sono deducibili (affitto studio, materiale sanitario, formazione, ecc.)
  • Contabilità ordinaria: obbligo di tenuta dei registri IVA, prima nota, libro giornale
  • Ritenuta d’acconto: 20% sui compensi da enti pubblici o aziende (da versare a saldo)

Esempio pratico regime ordinario:

  • Ricavi annui: 40.000 euro
  • Costi deducibili: 8.000 euro (affitto studio, materiali, formazione, ecc.)
  • Reddito netto: 40.000 – 8.000 = 32.000 euro
  • IRPEF (aliquota media ~25%): 8.000 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07% su 32.000 euro): circa 8.342 euro
  • Totale imposte + contributi: 16.342 euro
  • Netto annuo: 40.000 – 8.000 – 16.342 = 15.658 euro

Confronto Forfettario vs Ordinario

AspettoRegime ForfettarioRegime Ordinario
Limite ricavi85.000 euroNessun limite
Aliquota fiscale5% o 15%23%-43% (IRPEF)
IVA❌ No✅ Sì (22%)
ContabilitàSemplificataOrdinaria
Deducibilità costiForfettaria (78%)Effettiva (100% costi reali)
Contributi INPS Gestione SeparataSu reddito forfettarioSu reddito effettivo

QUALE SCEGLIERE?

  • Regime forfettario: se prevedi ricavi fino a 85.000 euro e hai pochi costi deducibili (lavori principalmente a domicilio o senza studio fisso)
  • Regime ordinario: se prevedi ricavi superiori a 85.000 euro o hai molti costi deducibili (affitto studio costoso, acquisto strumentazione, dipendenti)

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scegliere il regime fiscale più conveniente in base alla tua situazione specifica, effettuando simulazioni di convenienza personalizzate.

Iscrizione alla Gestione Separata INPS (non all’ENPAPI)

Il fisioterapista libero professionista non ha una cassa di previdenza di categoria: per questo si iscrive alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 8 agosto 1995 n. 335 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria e gratuita.

Attenzione all’equivoco ENPAPI: l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi (decreto interministeriale 24 marzo 1998, D.Lgs. 103/1996). I fisioterapisti non vi rientrano e non vi sono mai rientrati. La Legge 3/2018 (Lorenzin) ha riordinato solo albi e ordini, senza toccare gli obblighi previdenziali, come confermato dall’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024 del 19 gennaio 2024: l’obbligo verso una cassa privata dipende dalla fonte istitutiva dell’ente, non dall’albo di appartenenza.

Quando Iscriversi alla Gestione Separata INPS

L’iscrizione va effettuata contestualmente all’inizio dell’attività libero-professionale (apertura della partita IVA). Non esiste il termine di 60 giorni che alcune guide citano: è un termine statutario ENPAPI, non applicabile ai fisioterapisti. Chi omette l’iscrizione rischia l’iscrizione d’ufficio da parte dell’INPS, il recupero dei contributi dovuti e le sanzioni civili.

Come Iscriversi alla Gestione Separata INPS Online

La procedura si effettua online dal portale INPS (www.inps.it):

  1. Accedi all’area riservata con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “Iscrizione alla Gestione Separata” e seleziona la tipologia libero professionista
  3. Indica codice fiscale, partita IVA, data di inizio attività e recapiti (PEC consigliata)
  4. Invia la domanda: la conferma arriva nell’area riservata (nessun costo di iscrizione)

In alternativa può provvedere il CAF o un intermediario abilitato in tuo nome.

Contributi Gestione Separata INPS: Quanto Si Paga

I contributi previdenziali dei fisioterapisti 2026 si calcolano con un’unica aliquota sul reddito imponibile (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026):

  • 26,07% per i liberi professionisti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie
  • 24% per i titolari di pensione o già coperti da un’altra tutela pensionistica obbligatoria (es. fisioterapista anche dipendente)

Non esiste un contributo minimo annuo: si versa solo in proporzione al reddito. In regime forfettario il reddito imponibile è il 78% dei ricavi e, su richiesta, si può ottenere la riduzione contributiva del 35% (aliquota effettiva 16,95%, con proporzionale riduzione dei contributi accreditati). È facoltativo addebitare al cliente in fattura una rivalsa del 4%.

Esempio calcolo contributi (reddito imponibile 31.200 euro, cioè 40.000 euro di ricavi in forfettario):

  • Aliquota piena: 31.200 × 26,07% = 8.134 euro annui
  • Con riduzione 35%: 31.200 × 16,95% = 5.288 euro annui

I contributi si versano con il modello F24 insieme alle imposte: saldo e primo acconto entro il 30 giugno, secondo acconto entro il 30 novembre. Per approfondimenti sul calcolo, consulta la nostra guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti.

ENPAPI vs INPS Gestione Separata: il caso della doppia abilitazione

L’unico caso in cui un fisioterapista versa all’ENPAPI è la doppia abilitazione: chi è iscritto anche all’albo degli infermieri, degli infermieri pediatrici o degli assistenti sanitari ed esercita quella professione versa all’ENPAPI per tale attività e alla Gestione Separata INPS per l’attività di fisioterapia. È da questa intersezione che nasce l’equivoco. Per tutti gli altri fisioterapisti liberi professionisti, anche se già dipendenti (es. part-time in ospedale), la previdenza dell’attività autonoma è la Gestione Separata INPS. Approfondisci: ENPAPI e fisioterapisti: perché non è la cassa corretta.

Iscrizione Albo Professionale Fisioterapisti

L’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti è un passaggio obbligatorio per poter esercitare la professione, sia come dipendente che come libero professionista con partita IVA. Dal 2018, gli Albi professionali sanitari sono gestiti dagli Ordini TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione).

Dove e Come Iscriversi

L’iscrizione va richiesta presso l’Ordine TSRM-PSTRP della provincia in cui risiedi o in cui hai la sede principale della tua attività professionale. La procedura è la seguente:

  1. Accedi al sito dell’Ordine TSRM-PSTRP della tua provincia
  2. Scarica il modulo di iscrizione alla sezione fisioterapisti
  3. Compila e firma il modulo allegando:
    • Copia del diploma di laurea in Fisioterapia
    • Documento d’identità valido
    • Codice fiscale
    • Certificato di iscrizione all’università (se neolaureato)
    • Dichiarazione di non essere sottoposto a procedimenti penali o disciplinari
  4. Invia il modulo via PEC o consegnalo di persona presso la sede dell’Ordine
  5. Paga la quota di iscrizione annuale (circa 150-200 euro, variabile per provincia)
  6. Ricevi il certificato di iscrizione con il tuo numero di matricola

Quota Annuale e Rinnovo

L’iscrizione all’Albo ha validità annuale e deve essere rinnovata entro il 31 dicembre di ogni anno pagando la quota associativa. L’importo varia da provincia a provincia ma si aggira mediamente sui 150-200 euro annui.

Cosa include la quota:

  • Iscrizione all’Albo e mantenimento della posizione
  • Assicurazione professionale RCT/RCO (responsabilità civile terzi e operatori)
  • Accesso a corsi di formazione ECM (Educazione Continua in Medicina)
  • Supporto legale e deontologico
  • Comunicazioni ufficiali e aggiornamenti normativi

Codice Deontologico

L’iscrizione all’Albo comporta l’obbligo di rispettare il Codice Deontologico della professione di fisioterapista, che disciplina:

  • Doveri professionali verso i pazienti
  • Segreto professionale
  • Divieto di pubblicità ingannevole
  • Obbligo di formazione continua
  • Rapporti con colleghi e altri professionisti sanitari

La violazione del Codice Deontologico può comportare sanzioni disciplinari, dalla semplice ammonizione fino alla sospensione o radiazione dall’Albo.

Documenti Necessari per Aprire P.IVA Fisioterapista

Per aprire partita IVA come fisioterapista e completare tutti gli adempimenti obbligatori (Agenzia Entrate, INPS Gestione Separata, Albo), è necessario predisporre una serie di documenti. Ecco la checklist completa per non dimenticare nulla.

Documenti per Apertura P.IVA (Agenzia Entrate)

  • Documento d’identità valido (carta d’identità, passaporto)
  • Codice fiscale (tessera sanitaria)
  • Credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) per accedere al portale Agenzia Entrate
  • Indirizzo di residenza e domicilio fiscale (se diverso)
  • Email e recapito telefonico per comunicazioni fiscali
  • PEC (Posta Elettronica Certificata) – facoltativa ma consigliata per liberi professionisti

Documenti per Iscrizione alla Gestione Separata INPS

  • SPID, CIE o CNS per l’accesso al portale INPS
  • Codice fiscale e numero di partita IVA
  • Data di inizio dell’attività libero-professionale (coincide con l’apertura P.IVA)
  • Recapiti (email/PEC e telefono) per le comunicazioni INPS

Documenti per Iscrizione Albo TSRM-PSTRP

  • Diploma di laurea in Fisioterapia (copia conforme o autocertificazione)
  • Documento d’identità valido
  • Codice fiscale
  • Certificato di laurea con voto di laurea (se richiesto dall’Ordine)
  • Autocertificazione assenza condanne penali e procedimenti disciplinari
  • Fototessera (2 copie, formato tessera)
  • Ricevuta pagamento quota annuale iscrizione Albo

Documenti Facoltativi ma Consigliati

  • Polizza assicurativa RC professionale aggiuntiva (l’Albo include una base, ma molti professionisti integrano con una polizza privata per massimali più alti)
  • Contratto di locazione studio (se lavori in uno studio fisso, per dedurre l’affitto)
  • Fatture di acquisto strumentazione (lettino fisioterapico, elettromedicali, ecc. – per deducibilità fiscale)
  • PEC aziendale dedicata all’attività professionale (per separare comunicazioni personali e professionali)

Conservazione Documenti

IMPORTANTE: Tutti i documenti relativi all’apertura partita IVA, all’iscrizione alla Gestione Separata INPS e all’Albo devono essere conservati per almeno 10 anni a fini fiscali e previdenziali. Si consiglia di:

  • Creare una cartella digitale dedicata con copie scansionate di tutti i documenti
  • Conservare gli originali cartacei in un luogo sicuro
  • Effettuare backup periodici (cloud, hard disk esterno)

Costi Apertura e Gestione Annuale Partita IVA Fisioterapista

Uno degli aspetti più importanti da valutare prima di aprire partita IVA come fisioterapista è il costo complessivo, sia iniziale (apertura) che ricorrente (gestione annuale). Vediamo nel dettaglio tutte le voci di spesa.

Costi di Apertura (Una Tantum)

L’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è gratuita. Tuttavia, ci sono altri costi iniziali da considerare:

Voce di CostoImportoNote
Apertura P.IVA120-150 euroCon il supporto del CAF Centro Fiscale (tariffa professionisti)
Gestione annuale forfettario350 euro/annoAl CAF Centro Fiscale, dichiarazione dei redditi compresa
Iscrizione Albo TSRM-PSTRP150-200 euroQuota annuale (primo anno)
Iscrizione Gestione Separata INPS0 euroGratuita (si pagano poi i contributi)
Attivazione PEC5-30 euro/annoFacoltativa ma consigliata
Polizza RC professionale200-500 euro/annoFacoltativa, integrativa a quella dell’Albo
TOTALE INIZIALE455-1.030 euroVariabile in base alle scelte

Costi di Gestione Annuale

I costi fissi annuali per mantenere attiva la partita IVA fisioterapista variano a seconda del regime fiscale e del fatturato. Ecco una stima per un fisioterapista con reddito medio (30.000 euro annui).

Esempio: Regime Forfettario (Ricavi 40.000 euro)

Voce di CostoImporto Annuo
Contributi INPS Gestione Separata8.134 euro
Imposta sostitutiva 15%4.680 euro
Quota Albo TSRM-PSTRP180 euro
Commercialista/CAF500-800 euro
Fatturazione elettronica (software)50-150 euro
PEC20 euro
TOTALE ANNUALE13.564-13.964 euro

Netto effettivo: 40.000 – 13.800 = 26.200 euro (circa 2.180 euro/mese netti)

Esempio: Regime Ordinario (Ricavi 40.000 euro, Costi 8.000 euro)

Voce di CostoImporto Annuo
Contributi INPS Gestione Separata8.342 euro
IRPEF + addizionali8.500 euro
Quota Albo TSRM-PSTRP180 euro
Commercialista1.200-1.800 euro
Software contabilità + fatturazione200-400 euro
PEC20 euro
TOTALE ANNUALE18.400-19.200 euro

Netto effettivo: 40.000 – 8.000 (costi) – 18.800 = 13.200 euro (circa 1.100 euro/mese netti)

Altri Costi Variabili

Oltre ai costi fissi, considera anche:

  • Affitto studio: 300-800 euro/mese (se non lavori da casa o in condivisione)
  • Utenze studio: 50-150 euro/mese (luce, gas, internet)
  • Materiale sanitario: 200-500 euro/anno (gel, carta lettino, disinfettanti)
  • Formazione ECM: 300-1.000 euro/anno (corsi obbligatori per crediti formativi)
  • Marketing: 500-2.000 euro/anno (sito web, Google Ads, volantini)
  • Acquisto/leasing attrezzatura: variabile (lettini, elettromedicali, ultrasuoni, laser, ecc.)

IMPORTANTE: Nel regime forfettario, questi costi NON sono deducibili (il reddito si calcola forfettariamente). Nel regime ordinario, invece, sono tutti deducibili al 100%.

Convenienza Economica: Dipendente vs Libero Professionista

Molti fisioterapisti si chiedono se conviene di più lavorare come dipendente o come libero professionista. Ecco un confronto indicativo:

AspettoFisioterapista DipendenteFisioterapista con P.IVA
Stipendio/Ricavi lordi25.000-35.000 euro/anno30.000-60.000 euro/anno
Netto mensile1.400-1.800 euro1.800-3.500 euro (variabile)
StabilitàAlta (contratto tempo indeterminato)Bassa (reddito variabile)
Ferie pagate✅ Sì❌ No
Malattia/Infortuni✅ Indennità INPSLimitata (indennità INPS Gestione Separata)
TFR✅ Sì❌ No
Contributi pensionisticiINPS (a carico datore)INPS Gestione Separata (a tuo carico)
Libertà orari❌ No✅ Sì
Potenziale guadagnoLimitatoElevato (in base a clientela)

CONCLUSIONE: La partita IVA conviene se riesci a fatturare almeno 30.000-35.000 euro annui e hai una buona base di clienti fidelizzati. Per fatturati più bassi, il lavoro dipendente potrebbe essere più conveniente per via della stabilità e delle tutele.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande Frequenti su Apertura Partita IVA Fisioterapista

Quanto costa aprire partita IVA fisioterapista?

Aprire partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e gratis. I costi iniziali includono: iscrizione Albo TSRM-PSTRP (150-200 euro), eventuale assistenza CAF/commercialista (100-300 euro), PEC facoltativa (20 euro/anno). Totale costi iniziali: 270-520 euro circa. I costi annuali di gestione dipendono dal regime fiscale e dal fatturato (circa 12.000-15.000 euro/anno tra imposte, contributi INPS Gestione Separata e commercialista).

Posso aprire partita IVA fisioterapista senza iscrizione albo?

No, l’iscrizione all’Albo dei Fisioterapisti (Ordine TSRM-PSTRP) e obbligatoria per legge per esercitare la professione di fisioterapista, sia come dipendente che come libero professionista. Senza iscrizione all’Albo, non puoi aprire partita IVA come fisioterapista. L’esercizio abusivo della professione sanitaria e reato penale.

Quale regime fiscale conviene per fisioterapista: forfettario o ordinario?

Il regime forfettario conviene per ricavi fino a 85.000 euro annui, con imposta sostitutiva al 5% (primi 5 anni nuova attivita) o 15%. Il regime ordinario conviene se hai molti costi deducibili (studio in affitto, strumentazione costosa, dipendenti) o ricavi superiori a 85.000 euro. Per un fatturato di 40.000 euro, il forfettario fa risparmiare circa 3.000-5.000 euro annui rispetto all’ordinario.

Devo iscrivermi a ENPAPI o INPS Gestione Separata?

No: i fisioterapisti liberi professionisti si iscrivono alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995), perché non esiste una cassa di categoria. L’ENPAPI è l’ente di previdenza della professione infermieristica, riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari: i fisioterapisti non ne fanno parte, come confermato dall’interpello del Ministero del Lavoro n. 1/2024. L’iscrizione alla Gestione Separata va fatta contestualmente all’apertura della partita IVA; aliquota 2026: 26,07% (24% se già coperti da altra tutela pensionistica obbligatoria).

Quanto tempo ci vuole per aprire partita IVA fisioterapista online?

L’apertura telematica della partita IVA tramite il portale Agenzia delle Entrate richiede circa 20-30 minuti. Il numero di partita IVA viene assegnato immediatamente. Successivamente, devi iscriverti all’Albo TSRM-PSTRP (tempi variabili, 1-4 settimane) e alla Gestione Separata INPS (contestualmente all’apertura P.IVA). Complessivamente, per completare tutti gli adempimenti servono circa 1-2 mesi.


Apri la Tua Partita IVA Fisioterapista con il CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in ogni fase dell’apertura partita IVA fisioterapista:

  • Compilazione modulo AA9/12 telematico Agenzia Entrate
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