Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariAprire Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Regime FiscaleIndice dei contenutiPartita IVA Odontoiatra: Chi Deve Aprirla e QuandoCodice ATECO 86.23.01: Tutto Quello che Devi SapereRegime Forfettario per Odontoiatra 2026: Conviene?Regime Ordinario Odontoiatra: IRPEF, IVA e ContabilitàContributi ENPAM 2026: Quota A e Quota BFatturazione Elettronica e Sistema TS per OdontoiatraCome Aprire la Partita IVA Odontoiatra: Procedura Passo per PassoStudio Dentistico Associato o Società: Quale Forma ScegliereFAQ: Domande Frequenti sulla Partita IVA OdontoiatraPartita IVA Odontoiatra: Chi Deve Aprirla e QuandoAprire la partita IVA da odontoiatra è il primo passo obbligatorio per esercitare la libera professione in modo autonomo. Che tu abbia appena conseguito la specializzazione in Odontoiatria e Protesi Dentaria o stia valutando di lasciare il lavoro dipendente per avviare uno studio privato, la partita IVA è lo strumento fiscale indispensabile per svolgere la tua attività in regola.A differenza di un medico di base o di un medico specialista che lavora esclusivamente per il SSN, l’odontoiatra esercita quasi sempre in regime di libera professione — anche se all’interno di una clinica privata o di un poliambulatorio. Questo significa che, salvo eccezioni, la partita IVA è praticamente obbligatoria fin dal primo paziente privato.In questa guida trovi tutto quello che serve sapere nel 2026: il codice ATECO giusto, i contributi ENPAM (Quota A e Quota B), la scelta tra regime forfettario e regime ordinario, gli obblighi di fatturazione elettronica e Sistema TS, e la procedura pratica per aprire la partita IVA in pochi giorni. Codice ATECO 86.23.01: Tutto Quello che Devi SapereIl codice ATECO per gli odontoiatri è 86.23.01, denominato ufficialmente “Studi odontoiatrici”. Questo codice identifica in modo preciso l’attività di odontoiatra libero professionista presso l’Agenzia delle Entrate, la Camera di Commercio e l’ENPAM.È importante non confonderlo con il codice 86.21.00 (servizi di medicina generale) o con il 86.22.09 (altri studi specialistici). Il codice 86.23.01 è specifico per gli odontoiatri e i medici con specializzazione in odontoiatria che esercitano in forma autonoma.Codice ATECODescrizionePer chi86.23.01Studi odontoiatriciOdontoiatri libero professionisti86.22.01Studi di medicina specialistica (es. chirurghi, ortopedici)Medici specialisti non odontoiatri86.21.00Servizi di medicina generaleMedici di medicina generale / MMGIl codice ATECO 86.23.01 ha anche una rilevanza fiscale diretta: determina il coefficiente di redditività usato nel regime forfettario (78%, come per tutte le attività professionali sanitarie) e identifica il settore per l’iscrizione all’ENPAM.Cosa fare con il codice ATECO 86.23.01? Lo indichi al momento dell’apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Se in futuro eserciti anche attività accessorie (ad esempio la vendita di dispositivi odontoiatrici o la docenza universitaria), potresti dover aggiungere un secondo codice ATECO — ma per l’attività clinica standard il 86.23.01 è sufficiente. Regime Forfettario per Odontoiatra 2026: Conviene?Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato riservato ai titolari di partita IVA con ricavi annui fino a 85.000 euro. Al di sopra di questo limite si decade automaticamente dal regime nell’anno successivo. Esiste anche una soglia di sicurezza a 100.000 euro: se la superi in corso d’anno, esci dal forfettario immediatamente a partire da quella data.Per gli odontoiatri che rientrano nel limite degli 85.000 euro, il regime forfettario offre vantaggi significativi. Ecco come funziona il calcolo dell’imposta:Coefficiente di redditività: 78% — questo vuol dire che solo il 78% dei tuoi incassi viene considerato come reddito imponibile. Il restante 22% si considera forfettariamente destinato alle spese (senza dover dimostrare nulla con fatture o ricevute).Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se si aprono con i requisiti per i neo-professionisti).Nessuna IVA sulle fatture emesse: non addebiti l’IVA ai pazienti e non la scarichi sugli acquisti.Nessuna IRAP, nessun obbligo di studi di settore ISA.Esempio pratico. Supponiamo che Marco, odontoiatra neo-laureato, apra la partita IVA e incassi 60.000 euro nel primo anno. Con il regime forfettario:Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euroImposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euroContributi ENPAM Quota B (19,5%): 46.800 × 19,5% = 9.126 euro (ma i contributi ENPAM sono deducibili dal reddito forfettario in modo forfettario — vedi sezione ENPAM)In confronto al regime ordinario (dove pagherebbe IRPEF progressiva fino al 43%), il risparmio è evidente soprattutto nelle fasi iniziali della carriera. Quando il Regime Forfettario Potrebbe Non ConvenireIl regime forfettario non è sempre la scelta migliore per un odontoiatra. Ci sono situazioni in cui può essere penalizzante:Spese reali superiori al 22%: se hai costi elevati (attrezzature odontoiatriche, laboratori odontotecnici, affitti di studio, assistenti alla poltrona), nel forfettario non li puoi detrarre. Nel regime ordinario, invece, li scarichi tutti.Grandi investimenti iniziali: se devi comprare un riunito odontoiatrico (7.000-20.000 euro), una OPT panoramica o allestire uno studio, nel forfettario non recuperi l’IVA né deduci l’ammortamento.Redditi elevati sin da subito: se prevedi di superare 85.000 euro già dal primo anno (ad esempio perché subentrari in uno studio avviato), inizia direttamente con il regime ordinario.Lavoro dipendente contemporaneo: se hai già un reddito da lavoro dipendente superiore a 35.000 euro (soglia per i dipendenti, aggiornata dalla L. 207/2024), non puoi accedere al forfettario.La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti all’apertura della partita IVA. Ti consigliamo di rivolgerti a un consulente esperto in fiscalità per sanitari per valutare la convenienza caso per caso.Regime Ordinario Odontoiatra: IRPEF, IVA e ContabilitàSe superi la soglia degli 85.000 euro di ricavi, oppure se hai scelto volontariamente il regime ordinario perché ti conviene detrarre i costi reali, l’odontoiatra è soggetto alla tassazione IRPEF ordinaria con aliquote progressive.Le aliquote IRPEF 2026 sono:23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile35% da 28.001 a 50.000 euro43% oltre 50.000 euroA queste aliquote si aggiungono le addizionali regionali e comunali (variabili per Comune, mediamente 1-2% in più) e l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), che per i professionisti sanitari con studio autonomo può non essere dovuta se non si avvalgono di dipendenti in modo continuativo.E l’IVA? Le prestazioni sanitarie degli odontoiatri sono in regime di esenzione IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/72. Questo significa che le tue fatture ai pazienti non riportano l’IVA — ma non sei del tutto fuori dal sistema IVA. Devi comunque:Aprire la partita IVA con il codice ATECO correttoPresentare la dichiarazione IVA annuale (anche se con operazioni esenti)Gestire il pro-rata se hai sia operazioni esenti che imponibili (es. vendita di prodotti)Nel regime ordinario devi tenere la contabilità professionale: registro degli incassi e pagamenti (contabilità di cassa), registro dei beni ammortizzabili, libro giornale se hai collaboratori. Il costo del commercialista sale (500-2.000 euro/anno rispetto ai 200-500 del forfettario), ma la deducibilità delle spese reali spesso compensa ampiamente. Contributi ENPAM 2026: Quota A e Quota BL’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale obbligatoria per tutti gli odontoiatri iscritti all’Albo. L’iscrizione all’ENPAM è automatica all’iscrizione all’Ordine e non puoi rinunciarvi anche se hai un’altra copertura previdenziale.I contributi ENPAM si dividono in due quote distinte con meccanismi di calcolo diversi. ENPAM Quota A 2026: Il Contributo FissoLa Quota A è un contributo fisso annuale che tutti gli iscritti pagano indipendentemente dal reddito, calcolato per fasce d’età:Fascia d’etàContributo Quota A 2026Studenti universitari152,37 euroFino a 30 anni304,73 euroDa 30 a 35 anni591,47 euroDa 35 a 40 anni1.109,92 euroOltre 40 anni2.049,83 euroContributo maternità (tutte le fasce)84,26 euro aggiuntiviLa Quota A si paga entro il 30 aprile di ogni anno tramite l’area riservata del sito ENPAM. Per chi ha appena aperto la partita IVA durante l’anno, la Quota A si paga in proporzione ai mesi di iscrizione.ENPAM Quota B 2026: Il Contributo Proporzionale al RedditoLa Quota B è il contributo più importante perché è proporzionale al tuo reddito libero professionale (cioè al reddito da attività privata, non da lavoro dipendente o SSN). Per il 2026 le aliquote sono:19,5% sul reddito libero professionale fino a 140.000 euro1% aggiuntivo (contributo di solidarietà) sulla parte di reddito eccedente i 140.000 euro2% (aliquota ridotta) per gli odontoiatri che hanno già un’altra contribuzione obbligatoria (es. medici ospedalieri con guardia medica in libera professione)Come si calcola la Quota B? Ogni anno, entro il 31 luglio, devi presentare il Modello D ENPAM (disponibile online nell’area riservata ENPAM) che riporta il tuo reddito libero professionale dell’anno precedente. L’ENPAM calcola la Quota B e ti notifica l’importo da pagare in rate o in unica soluzione.Esempio pratico per un odontoiatra con reddito forfettario di 50.000 euro:Reddito libero professionale (imponibile forfettario): 50.000 × 78% = 39.000 euroQuota B: 39.000 × 19,5% = 7.605 euroQuota A (fascia 30-35 anni): 591,47 euroTotale ENPAM annuo: circa 8.196 euroI contributi ENPAM sono fiscalmente deducibili: nel regime forfettario si deducono in modo forfettario dal reddito prima di applicare l’imposta sostitutiva; nel regime ordinario si deducono integralmente dal reddito complessivo IRPEF.Per approfondimenti sui contributi previdenziali per medici e sanitari, leggi anche: Partita IVA Medico 2026: ATECO, ENPAM e Sistema TS.Fatturazione Elettronica e Sistema TS per OdontoiatraLa fatturazione elettronica per gli odontoiatri ha una disciplina particolare che va compresa bene per evitare sanzioni.Obbligo Fattura Elettronica e Sistema TSDal 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i professionisti, inclusi gli odontoiatri. Tuttavia, esiste una distinzione fondamentale legata al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS):Pazienti che vogliono la detrazione fiscale: le prestazioni odontoiatriche rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19% nel 730. Per consentire la detrazione, le spese devono essere trasmesse al Sistema TS. L’odontoiatra trasmette i dati di spesa direttamente al portale Sistema TS (non tramite SDI). Il paziente può opporsi alla trasmissione: in questo caso la spesa non è detraibile per lui.Pazienti che si oppongono alla trasmissione TS: devi emettere fattura elettronica tramite SDI con il codice documento corretto.Persone giuridiche (aziende, società): fattura elettronica obbligatoria tramite SDI sempre, con codice destinatario o PEC del cliente.In pratica, l’odontoiatra utilizza due canali paralleli: il portale Sistema TS per i pazienti privati (persone fisiche) che vogliono la detrazione, e il Sistema di Interscambio (SDI) per tutti gli altri casi. Per approfondire, leggi: Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze, Albo e Sistema TS.Software Consigliati per OdontoiatriPer gestire la fatturazione in modo efficiente, gli odontoiatri scelgono tipicamente:Software gestionali odontoiatrici (Dental Pro, Gesden, NexPro): integrano il gestionale dello studio con la fatturazione TS e SDISoftware di fatturazione generica (Fatture in Cloud, Aruba Fattura): più economici ma richiedono integrazione manuale con il portale TSLeggi il confronto completo: Software Fatturazione per Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica.Come Aprire la Partita IVA Odontoiatra: Procedura Passo per PassoAprire la partita IVA da odontoiatra è una procedura relativamente snella. Ecco i passaggi in ordine:Iscriviti all’Albo degli Odontoiatri: l’iscrizione all’Albo provinciale competente (FNOMCeO) è il prerequisito indispensabile. Senza iscrizione all’Albo non puoi esercitare legalmente né aprire la partita IVA come odontoiatra.Scegli il regime fiscale: prima di aprire la partita IVA, valuta con un consulente se il regime forfettario o il regime ordinario è più conveniente per la tua situazione specifica (redditi attesi, spese previste, altri redditi).Apri la Partita IVA: presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (in ufficio o online tramite FISCONLINE). Indica il codice ATECO 86.23.01 e il regime fiscale scelto. La partita IVA viene attribuita immediatamente o entro pochi giorni.Iscriviti all’ENPAM: l’iscrizione è automatica all’atto dell’iscrizione all’Albo, ma devi comunicare l’inizio dell’attività libero-professionale tramite il portale ENPAM per la corretta gestione della Quota B.Apri un conto corrente dedicato: non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato separare i flussi professionali da quelli personali. Esistono conti business specifici per professionisti sanitari. Leggi: Conto Business Medici e Sanitari 2026: Guida Completa.Scegli il software di fatturazione: attiva il profilo sul portale Sistema TS e configura il tuo software gestionale per la trasmissione delle spese.Incarica un commercialista o un CAF: per la gestione contabile, le dichiarazioni fiscali annuali e il Modello D ENPAM, affidati a un professionista esperto in fiscalità sanitaria.Quanto tempo ci vuole? La partita IVA si ottiene in giornata. L’intero setup (conto corrente, software, primo Modello D) richiede 2-4 settimane. Studio Dentistico Associato o Società: Quale Forma ScegliereMolti odontoiatri non esercitano da soli ma si associano con colleghi o lavorano all’interno di strutture più grandi. Le opzioni sono diverse e hanno implicazioni fiscali e giuridiche importanti.Studio Associato tra OdontoiatriLo studio associato è la forma più diffusa per gli odontoiatri che vogliono condividere spazi e spese mantenendo l’autonomia professionale. Ogni odontoiatra mantiene la propria partita IVA individuale, ma lo studio è registrato come associazione professionale (con proprio codice fiscale). I redditi si ripartiscono secondo le quote concordate nell’atto di associazione.Vantaggi: semplicità fiscale, autonomia professionale, condivisione dei costi fissi (affitto, personale, attrezzature). Svantaggi: responsabilità solidale tra associati, difficoltà di scioglimento.Società tra Professionisti (STP)Dal 2012, i professionisti sanitari possono costituire una Società tra Professionisti (STP) nelle forme di SRL, SNC o SAS. Questa forma è adatta quando il volume d’affari è elevato e si vuole beneficiare della tassazione societaria (24% IRES) invece di quella personale IRPEF (fino al 43%).La STP richiede che la maggioranza del capitale e dei voti sia detenuta da professionisti iscritti all’Albo. È una struttura più complessa da gestire ma offre vantaggi fiscali rilevanti per gli studi ad alto volume. Consulta un commercialista specializzato prima di scegliere questa strada.Casa di Cura / Poliambulatorio come Dipendente o CollaboratoreSe eserciti all’interno di una clinica privata o di un poliambulatorio come collaboratore con partita IVA, la tua situazione è quella di un libero professionista che presta la propria opera a una struttura. In questo caso la partita IVA individuale è sufficiente e la gestione fiscale è standard.Attenzione: se lavori con orari e modalità tipici di un dipendente ma con partita IVA, potresti rientrare nelle fattispecie di finta partita IVA (lavoro parasubordinato). Per evitare problemi, assicurati di avere effettiva autonomia organizzativa.FAQ: Domande Frequenti sulla Partita IVA Odontoiatra Un odontoiatra appena laureato deve aprire subito la Partita IVA?Sì, se esercita qualsiasi attività professionale privata a pagamento, anche occasionale (es. sostituzione in uno studio), deve aprire la partita IVA. Il lavoro “in nero” espone a sanzioni fiscali e previdenziali.Qual è il codice ATECO corretto per un odontoiatra?Il codice ATECO per gli odontoiatri è 86.23.01 (Studi odontoiatrici). Non confonderlo con il 86.22 per medici specialisti o il 86.21 per medici di base.Quanto si paga di ENPAM Quota B con 70.000 euro di reddito?Con un reddito libero professionale di 70.000 euro (già al netto del coefficiente forfettario se in forfettario: 89.744 euro di ricavi × 78% = 70.000 euro circa), la Quota B è: 70.000 × 19,5% = 13.650 euro. A cui si aggiunge la Quota A fissa per fascia d’età.L’odontoiatra paga l’IVA sulle prestazioni?No. Le prestazioni odontoiatriche rientrano nell’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/72. L’odontoiatra non addebita IVA al paziente e non può recuperarla sugli acquisti (salvo pro-rata per operazioni miste).Posso usare il regime forfettario se guadagno 90.000 euro?No. La soglia per il regime forfettario è di 85.000 euro di ricavi annui. Con 90.000 euro sei fuori dal regime forfettario già nell’anno corrente (se superi 100.000 euro) o da quello successivo (se superi 85.000 ma non 100.000). Dal 2026 in poi dovrai usare il regime ordinario.Come funziona la fatturazione elettronica per i pazienti privati?Per i pazienti privati (persone fisiche) che vogliono la detrazione del 19% sulle spese dentistiche, l’odontoiatra trasmette i dati di spesa direttamente al portale Sistema TS (non tramite SDI). Se il paziente si oppone alla trasmissione, si emette fattura elettronica tramite SDI. Leggi: Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS e Listino.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Vuoi Aprire la Partita IVA da Odontoiatra? Affidati a Centro FiscaleAprire la partita IVA nel modo giusto sin dall’inizio ti evita errori costosi e ti garantisce il massimo risparmio fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per odontoiatri e professionisti sanitari: scelta del regime fiscale, apertura partita IVA, gestione ENPAM, dichiarazione dei redditi annuale.Richiedi un preventivo personalizzato — senza impegno. Il nostro team di esperti fiscali ti guiderà in ogni passaggio, dalla prima apertura fino alla gestione continuativa della tua attività professionale.Errore: Modulo di contatto non trovato.Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-26 09:34:002026-08-26 08:53:30Aprire Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Regime Fiscale
Medici e Odontoiatri, NOTIZIEFatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TSLa fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.Indice dei contenutiDentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiIscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciRegime fiscale dell’odontoiatraENPAM 2026: Quota A e Quota BSistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Divieto fatturazione elettronica SdI per privatiStruttura della fattura odontoiatra con esempioSoftware di fatturazione consigliatiCasi particolari: odontoiatra con doppia laureaDomande frequenti Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenzialiUna delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi DentariaAlbo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASLCodice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici) Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei MediciL’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria. Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificatoL’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri. ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatriL’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:Fino a 30 anni: 152,37 euroDa 30 a 34 anni: 304,73 euroDa 35 a 39 anni: 591,47 euroDa 40 a 44 anni: 1.109,92 euroDa 45 anni in poi: 2.049,83 euroContributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026. Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanenteUno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.Struttura della fattura odontoiatra con esempio praticoLa fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscaleNumero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenzaDati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscaleNumero progressivo fattura e data emissioneDescrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.Importo e modalità di pagamentoEsenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euroEventuale annotazione opposizione TS da parte del pazienteEcco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”. Software di fatturazione consigliati per odontoiatriLa scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgoUn caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario. Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata. Conclusione: affidati al CAF Centro FiscaleLa fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS