Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione ElettronicaVerifica XML fattura elettronica 2026: strumenti gratuiti e controlli AdEPrima di trasmettere una fattura elettronica al Sistema di Interscambio (SDI), verificare il file XML è una buona pratica che evita scarti, sanzioni e perdita di tempo. Un XML malformato o con dati incoerenti viene rifiutato dallo SDI entro 5 giorni lavorativi, costringendo a riemettere il documento — e se si superano i 12 giorni dall’effettuazione, scattano le sanzioni per tardiva emissione.In questa guida trovi tutti gli strumenti gratuiti per verificare l’XML prima dell’invio, gli errori più comuni che causano lo scarto, come leggere il tracciato FatturaPA e cosa fare se il documento viene rifiutato dallo SDI.Indice dei contenutiIndicePerché verificare l’XML prima dell’invioErrori più comuni che causano scarto SDIStrumenti gratuiti per la verifica XMLFormato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campiCome leggere l’XML per identificare erroriControllo firma digitale e marca temporaleCodici scarto SDI: bloccanti vs non bloccantiNotifiche SDI: consegna, scarto, accettazioneCosa fare in caso di rifiuto SDIEsempio pratico: verifica XML in 5 minutiCome ti aiuta il CAF Centro FiscaleIndicePerché verificare l’XML prima dell’invioErrori più comuni che causano scarto SDIStrumenti gratuiti per la verifica XMLFormato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campiCome leggere l’XML per identificare erroriControllo firma digitale e marca temporaleCodici scarto SDI: bloccanti vs non bloccantiNotifiche SDI: consegna, scarto, accettazioneCosa fare in caso di rifiuto SDIEsempio pratico: verifica XML in 5 minutiCome ti aiuta il CAF Centro FiscalePerché verificare l’XML prima dell’invioIl Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate esegue automaticamente una serie di controlli formali e sostanziali su ogni XML ricevuto. Se uno o più controlli falliscono, il documento viene scartato con una notifica di tipo “NS” (Notifica di Scarto) contenente il codice errore e la descrizione del problema.Le conseguenze di uno scarto non gestito correttamente sono:La fattura si considera come non emessa: l’obbligo fiscale non è assolto.Hai 5 giorni lavorativi dalla ricezione della notifica di scarto per riemettere il documento corretto con la data originaria, senza sanzioni.Oltre i 5 giorni (ma entro 12 giorni dall’effettuazione), è ancora possibile riemettere ma si configura una tardiva emissione soggetta a sanzione (da 250 a 2.000 euro per fattura, riducibile con ravvedimento operoso).Superati i 12 giorni, la tardiva emissione comporta sanzioni più elevate (da 90% a 180% dell’IVA per omessa fatturazione).Verificare preventivamente l’XML elimina quasi completamente il rischio di scarto, soprattutto per chi usa software di fatturazione non aggiornati o compila manualmente il file. Errori più comuni che causano scarto SDISulla base delle notifiche di scarto più frequenti, questi sono gli errori che causano il maggior numero di rifiuti:1. Codice destinatario mancante o erratoIl campo CodiceDestinatario deve contenere il codice SDI a 7 caratteri del destinatario (per soggetti IVA italiani) oppure “0000000” se il destinatario ha comunicato la propria PEC. Un campo vuoto o un codice di 6/8 caratteri causa lo scarto immediato con errore 00303.2. Natura IVA sbagliata o incoerenteQuando l’aliquota IVA nel campo AliquotaIVA è 0,00, è obbligatorio valorizzare il campo Natura con il codice appropriato (N1, N2.1, N2.2, N3.1-N3.6, N4, N5, N6.1-N6.9, N7). Se il campo Natura è assente con aliquota 0 → scarto. Se il campo Natura è valorizzato con aliquota > 0 → scarto.3. Importi non coerenti tra le sezioniIl SDI verifica la coerenza matematica: la somma degli imponibili delle righe dettaglio deve corrispondere all’imponibile nel riepilogo IVA. Il totale documento (ImportoTotaleDocumento) deve essere uguale alla somma di imponibile + IVA. Qualsiasi disallineamento, anche di 1 centesimo, causa lo scarto con errore 00415 o 00416.4. Dati anagrafici errati o partita IVA inesistenteIl SDI verifica che la partita IVA del cedente/prestatore sia valida e registrata nell’Anagrafe Tributaria. Una P.IVA cessata, sospesa o con formato errato (non 11 cifre numeriche per soggetti IT) causa lo scarto con errore 00001 o 00002.5. Firma digitale invalida o certificato scadutoSe la firma digitale è presente nel file p7m ma invalida o con certificato scaduto, il SDI scarta il documento. Dal 2019 la firma non è più obbligatoria per la trasmissione al SDI (ma resta obbligatoria per la conservazione a norma). Se la firma è assente, il SDI accetta comunque il file XML. Strumenti gratuiti per la verifica XMLEsistono diversi strumenti per verificare la correttezza dell’XML prima della trasmissione al SDI. Ecco i più affidabili, tutti accessibili senza costo:A) Portale AdE “Fatture e Corrispettivi” (strumento ufficiale)Il Portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un validatore ufficiale gratuito, accessibile con SPID, CIE o CNS. Permette di caricare il file XML o p7m e verificare la conformità al tracciato FatturaPA v1.2.2, la coerenza degli importi, la presenza dei campi obbligatori e la validità della firma digitale (se presente). Il validatore AdE simula esattamente i controlli che eseguirebbe il SDI: un file che supera il validatore difficilmente verrà scartato.B) Software di fatturazione con validatore integratoI principali software di fatturazione elettronica italiani integrano un validatore automatico che esegue i controlli prima di inviare al SDI. Tra questi: Aruba Fatturazione Elettronica, Fatture in Cloud (TeamSystem), FatturazionItalia (BeSmart), Zucchetti e Danea Easyfatt. Per un confronto: Fatturazione elettronica 2026: guida completa.C) Applet gratuita AdE per verifica firma offlineL’Agenzia delle Entrate mette a disposizione anche una applicazione desktop gratuita scaricabile dal sito AdE per la verifica della firma digitale in modalità offline. Utile per chi deve verificare file p7m senza connessione a internet o senza SPID/CIE. Formato XML FatturaPA v1.2.2: struttura e campiIl tracciato ufficiale FatturaPA versione 1.2.2 (in vigore dal 1° ottobre 2020) è la struttura XML che deve rispettare ogni fattura elettronica trasmessa allo SDI in Italia. Le sezioni principali sono:Sezione XMLContenutoObbligatoriaFatturaElettronicaHeaderDati trasmissione (CodiceDestinatario, FormatoTrasmissione), cedente/prestatore, cessionario/committenteSìDatiGeneraliDocumentoTipoDocumento (TD01/TD04…), divisa, data, numero, importo totaleSìDatiBeniServizi / DettaglioLineeDescrizione, quantità, prezzo unitario, aliquota IVA, naturaSì (min. 1 riga)DatiRiepilogoAliquota IVA, imponibile, imposta, esigibilità IVA, natura se 0%SìDatiPagamentoModalità pagamento, importo, data scadenza, IBANCondizionaleAllegatiFile allegati in base64 (max 5MB)NoLa versione 1.2.2 ha introdotto rispetto alla precedente 1.2.1: nuovi codici Natura (N2.2 per forfettari, N3.1-N3.6 per non imponibili, N6.1-N6.9 per reverse charge), nuovi TipoDocumento (TD16-TD28 per autofatture e integrazioni), e il campo SoggettoEmittente per le fatture emesse da terzi. Come leggere l’XML per identificare erroriAprire un file XML con un editor di testo (anche il Blocco Note di Windows) permette di esaminare direttamente il contenuto della fattura. Ecco come orientarsi:Verifica rapida del mittente e destinatarioNella sezione CedentePrestatore controlla: IdFiscaleIVA/IdCodice (la tua P.IVA, 11 cifre), Denominazione o Nome + Cognome e Sede/Indirizzo. Nella sezione CessionarioCommittente: IdFiscaleIVA/IdCodice del cliente e CodiceDestinatario a 7 caratteri.Verifica importi e coerenzaNella sezione DatiGeneraliDocumento il campo ImportoTotaleDocumento deve essere la somma di tutti i ImponibileImporto + Imposta nel riepilogo IVA. Verifica anche che TipoDocumento sia corretto (TD01 per fattura, TD04 per nota di credito, TD07 per fattura semplificata).Verifica natura IVAIn ogni DatiRiepilogo con AliquotaIVA = 0,00, il campo Natura deve essere presente con un codice valido. Per forfettari: N2.2. Per esportazioni: N3.1. Per cessioni intraUE: N3.2. Per la guida completa: Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella N1-N7.Controllo firma digitale e marca temporaleLa firma digitale nel formato p7m (CAdES-BES) non è obbligatoria per la trasmissione al SDI dal 2019, ma è obbligatoria per la conservazione a norma dei documenti fiscali (D.M. 17/06/2014). Per verificare una firma digitale su un file p7m: strumento AdE gratuito (scaricabile dal portale Fatture e Corrispettivi), Dike (InfoCert) o ArubaSign.Cosa controllare nella firma: certificato non scaduto alla data di apposizione, algoritmo SHA-256 (SHA-1 è deprecato dal 2016), marca temporale integra se presente. Codici scarto SDI: bloccanti vs non bloccantiIl SDI distingue tra errori che causano lo scarto definitivo e anomalie non bloccanti. I codici scarto più frequenti:Codice SDIDescrizione erroreBloccante00001P.IVA mittente non trovata nell’Anagrafe TributariaSì00002Codice fiscale mittente erratoSì00100Certificato di firma scadutoSì00200Formato file non valido (non XML/p7m)Sì00303CodiceDestinatario assente o erratoSì00411Tipo documento non validoSì00415Importo totale documento non coerenteSì00416Imponibile/imposta non coerente con righeSì00423Natura IVA assente con aliquota 0%Sì00424Natura IVA presente con aliquota > 0%SìPer la procedura completa di correzione dopo uno scarto: Errori Fattura Elettronica 2026: Come Correggere e Ravvedimento Operoso.Notifiche SDI: consegna, scarto, accettazioneDopo la trasmissione al SDI, il mittente riceve una delle seguenti notifiche: Ricevuta di consegna (RC) — documento consegnato, obbligo assolto; Notifica di mancata consegna (MC) — canale recapito non disponibile, SDI ritenta per 10 giorni; Notifica di scarto (NS) — errori formali, documento non consegnato, 5 giorni per riemettere; Notifica di esito committente (EC) — accettazione/rifiuto del destinatario (entro 15 giorni, facoltativo); Notifica di decorrenza termini (DT) — 15 giorni scaduti senza risposta, fattura si intende accettata.Cosa fare in caso di rifiuto SDISe ricevi una notifica di scarto (NS), segui questa procedura: 1) leggi il codice errore nella notifica; 2) individua il problema nell’XML; 3) correggi il file nel software di fatturazione; 4) riemetti con la data originaria entro 5 giorni dalla notifica NS; 5) verifica con il validatore AdE prima di trasmettere nuovamente. Se la nota di credito scartata era un TD04: consulta la guida TD04 nota di credito fattura elettronica 2026. Esempio pratico: verifica XML in 5 minutiCome verificare rapidamente una fattura XML prima dell’invio usando il validatore AdE: 1) accedi a Fatture e Corrispettivi con SPID o CIE; 2) vai in Strumenti → Verifica file; 3) carica il file XML o p7m; 4) il sistema mostra i risultati: OK o lista errori con codice e descrizione; 5) se ci sono errori, correggi nel software e ripeti.Output positivo: “Verifica completata. Nessun errore riscontrato. Il file è conforme al tracciato FatturaPA versione 1.2.2.”Output con errore tipico: “Errore 00423: Campo Natura assente. Per AliquotaIVA = 0,00 il campo Natura è obbligatorio. Riga: 1, sezione: DatiRiepilogo.”Per la guida sul regime forfettario e il codice N2.2: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice N2.2.Come ti aiuta il CAF Centro FiscaleLa verifica dell’XML e la gestione degli scarti SDI richiedono competenza tecnica e conoscenza delle norme. Il CAF Centro Fiscale di Udine affianca professionisti e imprese nella corretta configurazione dei software di fatturazione, nella risoluzione degli errori SDI e nella conformità normativa.Hai ricevuto una notifica di scarto o hai dubbi sulla tua fatturazione elettronica? Contattaci per una consulenza.CAF Centro Fiscale UdineViale Giuseppe Tullio 13, scala B — UdineTel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.comLuglio 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:15:002026-07-05 08:36:56Verifica XML fattura elettronica 2026: strumenti gratuiti e controlli AdE
Guide Fatturazione ElettronicaFattura Elettronica Scartata: Cosa Fare Passo-Passo per Re-inviarlaLa fattura elettronica scartata è uno dei problemi più comuni e ansiogeni per chi emette fatture in regime di fatturazione elettronica. Quando il Sistema di Interscambio (SDI) rifiuta una fattura, la legge ti concede solo 5 giorni per correggerla e re-inviarla mantenendo la stessa numerazione: superato questo termine, la fattura è considerata non emessa e scattano le sanzioni per tardiva fatturazione.In questa guida pratica trovi il workflow operativo passo-passo per gestire una fattura scartata, le differenze fondamentali con la “fattura non consegnata”, gli esempi più frequenti di errore e cosa fare se ormai i 5 giorni sono trascorsi. L’obiettivo è fornirti uno strumento concreto da usare nel momento esatto in cui ricevi la notifica di scarto, evitando errori comuni come emettere note di credito inutili o eliminare la fattura dal gestionale.Indice dei contenutiCosa significa fattura elettronica scartataDifferenza tra fattura scartata e non consegnataCome arriva la notifica di scartoI 5 giorni per re-inviare: timing criticoWorkflow passo-passo per re-inviare la fattura scartataCos’è il file correttivo e cosa NON fareCosa succede se passano i 5 giorniSanzioni per tardiva fatturazione e ravvedimentoTre esempi frequenti di scarto e come risolverliCome prevenire gli scarti SDIVerifica post-correzione: cosa controllareDomande frequentiCosa significa fattura elettronica scartataUna fattura elettronica scartata è una fattura che il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate ha rifiutato a seguito dei controlli formali. In pratica, quando il tuo software di fatturazione invia il file XML al SDI, questo esegue una serie di verifiche automatiche su:Validità formale del file XML (struttura, schema, firma digitale se prevista)Coerenza dei dati anagrafici (partita IVA, codice fiscale, codice destinatario)Calcoli matematici (somme imponibili + IVA = totale)Univocità del documento (numerazione non già trasmessa)Conformità alle regole tecniche pubblicate dall’Agenzia delle EntrateSe anche un solo controllo fallisce, l’SDI non inoltra la fattura al destinatario e restituisce una notifica di scarto con un codice errore alfanumerico (tipicamente nel formato 0XXXX, ad esempio 00300, 00411, 00415). Da quel momento la fattura è considerata giuridicamente non emessa: per la normativa fiscale è come se non fosse mai stata trasmessa. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Differenza tra fattura scartata e non consegnataUna delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra fattura scartata e fattura non consegnata. Sono situazioni completamente diverse, con conseguenze fiscali opposte.StatoFattura scartataFattura non consegnataEsito SDIRifiutata dall’SDIAccettata dall’SDIStato giuridicoNon emessaEmessa e validaCausaErrore formale o di datiCliente con PEC/codice non valido o casella pienaCosa fareCorreggere e re-inviare entro 5 giorniRecuperare la fattura dal cassetto fiscale e consegnarla manualmente al clienteSanzioniSì, se non si rispettano i 5 giorniNo, è solo un problema di consegna materialeTradotto in pratica: se l’SDI ti notifica una “mancata consegna”, non c’è nulla da fare a livello fiscale – la fattura esiste, è valida e l’IVA è dovuta. Devi solo scaricare il PDF dal cassetto fiscale e inviarlo al cliente con altri canali (email, posta). Se invece ricevi una “notifica di scarto”, la fattura non esiste e va corretta urgentemente.Come arriva la notifica di scartoL’SDI invia la notifica di scarto entro 5 giorni dalla trasmissione, ma nella stragrande maggioranza dei casi arriva entro pochi minuti o poche ore. Esistono tre canali principali attraverso cui puoi essere informato:1. Email del software di fatturazioneTutti i principali software di fatturazione elettronica (Fatture in Cloud, Aruba, TeamSystem, Zucchetti, Buffetti, ecc.) inviano automaticamente una email di notifica all’indirizzo di registrazione quando una fattura viene scartata. È il canale più rapido e contiene già il codice errore e una descrizione di base.2. Cassetto fiscale dell’Agenzia delle EntrateLa notifica ufficiale è sempre disponibile nel cassetto fiscale, sezione “Fatture e Corrispettivi”. Per accedervi:Accedi al portale Fatture e Corrispettivi con SPID, CIE o CNSSezione Consultazione → Fatture emesseFiltra per data o per stato “Scartata”Clicca sulla fattura per vedere il file XML, la ricevuta di scarto e il codice errore3. PEC personaleSe hai indicato la tua PEC come canale di ricezione delle ricevute SDI (in alternativa al codice destinatario), la notifica di scarto arriva anche sulla tua casella PEC. Questo è meno frequente per i cedenti ma è importante se sei tu il destinatario di una fattura attiva di altri.Attenzione: controlla quotidianamente la tua email e il cassetto fiscale soprattutto a fine mese e in prossimità delle scadenze IVA. Una notifica di scarto ignorata per troppo tempo può trasformarsi in una sanzione. I 5 giorni per re-inviare: timing criticoIl termine dei 5 giorni è il punto più importante di questa guida. Secondo la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 14/E/2019 e successive integrazioni, in caso di scarto SDI il contribuente ha 5 giorni di calendario (non lavorativi) dalla notifica per:Correggere il file XMLRe-inviarlo mantenendo la stessa data e la stessa numerazione della fattura originaleOttenere una ricevuta di consegna (o di mancata consegna) dall’SDISe rispetti questa procedura entro i 5 giorni, la fattura è considerata tempestivamente emessa e non subisce alcuna sanzione, anche se la data di trasmissione effettiva è successiva alla data riportata in fattura. Questo è un meccanismo di tutela per il contribuente: l’errore tecnico non si traduce automaticamente in una violazione fiscale, purché venga corretto rapidamente.Attenzione – i 5 giorni decorrono dalla data di notifica dello scarto, NON dalla data della fattura. Se emetti il 30 giugno e l’SDI scarta il 30 giugno alle 23:50, hai tempo fino al 5 luglio incluso.Workflow passo-passo per re-inviare la fattura scartataEcco il workflow operativo da seguire nell’ordine esatto non appena ricevi una notifica di scarto. Stampalo o salvalo: ti farà risparmiare tempo nei momenti di stress.Passo 1 – Aprire la notifica e individuare il codice erroreApri la notifica via email o accedi al cassetto fiscale. Cerca il codice errore, sempre nel formato 0XXXX (cinque cifre). È l’informazione più importante: senza il codice non puoi sapere cosa correggere. Il codice è accompagnato da una descrizione testuale, ma non sempre è chiara.Passo 2 – Consultare la guida ai codici erroreUna volta individuato il codice, consulta la nostra guida completa ai codici errore SDI per capire la causa esatta e la soluzione operativa. La guida raggruppa gli errori per tipologia (anagrafica, calcoli, formato, duplicati) e include il workflow di correzione per ognuno dei codici più frequenti.Passo 3 – Identificare la causa specificaConfronta il codice con la fattura: l’errore è quasi sempre in un singolo campo. Le cause più frequenti sono:Partita IVA del cliente errata o cessataCodice destinatario o PEC inesistentiDiscrepanza tra imponibile, IVA e totaleNumerazione già utilizzataData fattura non valida o nel futuroPasso 4 – Correggere il dato erratoApri il software di fatturazione e modifica solo il campo che ha generato l’errore. Non cambiare la numerazione né la data: devono restare identiche all’originale. Se l’errore è nell’anagrafica del cliente, aggiornala anche nel database clienti per evitare ricadute.Passo 5 – Re-inviare la fatturaGenera il nuovo file XML (alcuni software lo chiamano “file correttivo” o “rettifica scarto”) e invialo allo SDI con la funzione di trasmissione standard. Il sistema accetterà la fattura con stessa numerazione perché la precedente è considerata non emessa.Passo 6 – Verificare la ricevuta di consegnaEntro 24-48 ore controlla che sia arrivata la ricevuta di consegna (codice esito RC) o di mancata consegna (MC). In entrambi i casi la fattura è valida; solo se ricevi un nuovo scarto devi ripetere la procedura – e il termine dei 5 giorni decorre dalla nuova notifica. Cos’è il file correttivo e cosa NON fareIl file correttivo non è un documento giuridicamente diverso: è semplicemente un nuovo file XML con la stessa numerazione e data della fattura scartata, ma con i dati corretti. Tecnicamente non esiste un “tipo documento” specifico per il correttivo – è una normale TD01 (o TD02, TD24, ecc., a seconda dei casi) che sostituisce la precedente.Cosa NON fare assolutamenteNon emettere una nota di credito (TD04): è inutile e controproducente. La fattura scartata non esiste giuridicamente, quindi non c’è nulla da stornare. Una nota di credito su una fattura inesistente crea solo confusione contabile.Non cambiare la numerazione: deve restare identica. Cambiarla significa creare una nuova fattura con data successiva, esponendoti a sanzioni per tardiva fatturazione.Non cancellare la fattura dal gestionale: resta nel database con stato “scartata”. Cancellarla crea un buco nella numerazione che è una violazione formale.Non aspettare: i 5 giorni passano in fretta, soprattutto nei weekend e durante le festività.Cosa succede se passano i 5 giorniSe i 5 giorni trascorrono senza che tu sia riuscito a re-inviare la fattura corretta, la situazione cambia radicalmente. La fattura originale è definitivamente considerata non emessa e la sua numerazione resta “bruciata” (cioè non più utilizzabile). Per regolarizzare la posizione devi:Generare una nuova fattura con nuova numerazione progressiva e con la data del giorno effettivo di emissioneEventualmente registrare una nota di credito interna se nel frattempo avevi già contabilizzato la fattura scartata in prima notaCalcolare e versare le sanzioni per tardiva fatturazione, possibilmente avvalendosi del ravvedimento operoso (vedi paragrafo successivo)In questo scenario è particolarmente importante documentare la tempistica dello scarto e dell’invio successivo, conservando email, ricevute SDI e screenshot del cassetto fiscale. Se in futuro l’Agenzia dovesse contestare la tardiva fatturazione, queste prove sono fondamentali.Sanzioni per tardiva fatturazione e ravvedimentoLe sanzioni per tardiva o omessa fatturazione sono disciplinate dall’art. 6 del D.Lgs. 471/1997. La sanzione base è pari al 90% dell’IVA non versata, con un minimo di 250 euro per ciascuna fattura. È una sanzione pesante, ma il sistema prevede una significativa riduzione tramite ravvedimento operoso.Tempistica regolarizzazioneRiduzioneSanzione effettivaEntro 30 giorni1/109% dell’IVA (min. 25 euro)Entro 90 giorni1/910% dell’IVA (min. 27,77 euro)Entro 1 anno1/811,25% dell’IVA (min. 31,25 euro)Entro 2 anni1/712,86% dell’IVAOltre 2 anni1/615% dell’IVAIl ravvedimento operoso si applica solo se la regolarizzazione è spontanea, cioè avviene prima che l’Agenzia delle Entrate notifichi un controllo o un avviso. Per usufruirne devi: emettere la fattura corretta con nuova numerazione, versare l’IVA dovuta, calcolare e versare la sanzione ridotta tramite F24 con codice tributo 8911 (sanzioni IVA), e versare gli interessi legali. Tre esempi frequenti di scarto e come risolverliVediamo in concreto come si applica il workflow su tre dei codici errore più comuni.Esempio 1 – Errore 00300: Partita IVA cliente non validaScenario: emetti una fattura a un cliente B2B e ricevi notifica di scarto con codice 00300 (“La partita IVA del cessionario/committente non risulta valida”). Causa più probabile: hai digitato male la partita IVA, oppure il cliente ha cessato l’attività e il numero non è più valido.Verifica la partita IVA sul portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio gratuito di verifica)Conferma con il cliente il numero corretto e l’esistenza di eventuali cessazioniCorreggi il campo nel software e aggiorna l’anagraficaRe-invia con la stessa numerazione