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Tag Archivio per: fattura elettronica odontoiatra

Medici e Odontoiatri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Aprire Partita IVA Odontoiatra 2026: ATECO 862301, ENPAM Quota B e Regime Fiscale

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  • Partita IVA Odontoiatra: Chi Deve Aprirla e Quando
  • Codice ATECO 86.23.01: Tutto Quello che Devi Sapere
  • Regime Forfettario per Odontoiatra 2026: Conviene?
  • Regime Ordinario Odontoiatra: IRPEF, IVA e Contabilità
  • Contributi ENPAM 2026: Quota A e Quota B
  • Fatturazione Elettronica e Sistema TS per Odontoiatra
  • Come Aprire la Partita IVA Odontoiatra: Procedura Passo per Passo
  • Studio Dentistico Associato o Società: Quale Forma Scegliere
  • FAQ: Domande Frequenti sulla Partita IVA Odontoiatra

Partita IVA Odontoiatra: Chi Deve Aprirla e Quando

Aprire la partita IVA da odontoiatra è il primo passo obbligatorio per esercitare la libera professione in modo autonomo. Che tu abbia appena conseguito la specializzazione in Odontoiatria e Protesi Dentaria o stia valutando di lasciare il lavoro dipendente per avviare uno studio privato, la partita IVA è lo strumento fiscale indispensabile per svolgere la tua attività in regola.

A differenza di un medico di base o di un medico specialista che lavora esclusivamente per il SSN, l’odontoiatra esercita quasi sempre in regime di libera professione — anche se all’interno di una clinica privata o di un poliambulatorio. Questo significa che, salvo eccezioni, la partita IVA è praticamente obbligatoria fin dal primo paziente privato.

In questa guida trovi tutto quello che serve sapere nel 2026: il codice ATECO giusto, i contributi ENPAM (Quota A e Quota B), la scelta tra regime forfettario e regime ordinario, gli obblighi di fatturazione elettronica e Sistema TS, e la procedura pratica per aprire la partita IVA in pochi giorni.

Codice ATECO 86.23.01: Tutto Quello che Devi Sapere

Il codice ATECO per gli odontoiatri è 86.23.01, denominato ufficialmente “Studi odontoiatrici”. Questo codice identifica in modo preciso l’attività di odontoiatra libero professionista presso l’Agenzia delle Entrate, la Camera di Commercio e l’ENPAM.

È importante non confonderlo con il codice 86.21.00 (servizi di medicina generale) o con il 86.22.09 (altri studi specialistici). Il codice 86.23.01 è specifico per gli odontoiatri e i medici con specializzazione in odontoiatria che esercitano in forma autonoma.

Codice ATECODescrizionePer chi
86.23.01Studi odontoiatriciOdontoiatri libero professionisti
86.22.01Studi di medicina specialistica (es. chirurghi, ortopedici)Medici specialisti non odontoiatri
86.21.00Servizi di medicina generaleMedici di medicina generale / MMG

Il codice ATECO 86.23.01 ha anche una rilevanza fiscale diretta: determina il coefficiente di redditività usato nel regime forfettario (78%, come per tutte le attività professionali sanitarie) e identifica il settore per l’iscrizione all’ENPAM.

Cosa fare con il codice ATECO 86.23.01? Lo indichi al momento dell’apertura della partita IVA tramite il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Se in futuro eserciti anche attività accessorie (ad esempio la vendita di dispositivi odontoiatrici o la docenza universitaria), potresti dover aggiungere un secondo codice ATECO — ma per l’attività clinica standard il 86.23.01 è sufficiente.

Regime Forfettario per Odontoiatra 2026: Conviene?

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato riservato ai titolari di partita IVA con ricavi annui fino a 85.000 euro. Al di sopra di questo limite si decade automaticamente dal regime nell’anno successivo. Esiste anche una soglia di sicurezza a 100.000 euro: se la superi in corso d’anno, esci dal forfettario immediatamente a partire da quella data.

Per gli odontoiatri che rientrano nel limite degli 85.000 euro, il regime forfettario offre vantaggi significativi. Ecco come funziona il calcolo dell’imposta:

  • Coefficiente di redditività: 78% — questo vuol dire che solo il 78% dei tuoi incassi viene considerato come reddito imponibile. Il restante 22% si considera forfettariamente destinato alle spese (senza dover dimostrare nulla con fatture o ricevute).
  • Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività se si aprono con i requisiti per i neo-professionisti).
  • Nessuna IVA sulle fatture emesse: non addebiti l’IVA ai pazienti e non la scarichi sugli acquisti.
  • Nessuna IRAP, nessun obbligo di studi di settore ISA.

Esempio pratico. Supponiamo che Marco, odontoiatra neo-laureato, apra la partita IVA e incassi 60.000 euro nel primo anno. Con il regime forfettario:

  • Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euro
  • Imposta sostitutiva (5% per i primi 5 anni): 46.800 × 5% = 2.340 euro
  • Contributi ENPAM Quota B (19,5%): 46.800 × 19,5% = 9.126 euro (ma i contributi ENPAM sono deducibili dal reddito forfettario in modo forfettario — vedi sezione ENPAM)

In confronto al regime ordinario (dove pagherebbe IRPEF progressiva fino al 43%), il risparmio è evidente soprattutto nelle fasi iniziali della carriera.

Quando il Regime Forfettario Potrebbe Non Convenire

Il regime forfettario non è sempre la scelta migliore per un odontoiatra. Ci sono situazioni in cui può essere penalizzante:

  • Spese reali superiori al 22%: se hai costi elevati (attrezzature odontoiatriche, laboratori odontotecnici, affitti di studio, assistenti alla poltrona), nel forfettario non li puoi detrarre. Nel regime ordinario, invece, li scarichi tutti.
  • Grandi investimenti iniziali: se devi comprare un riunito odontoiatrico (7.000-20.000 euro), una OPT panoramica o allestire uno studio, nel forfettario non recuperi l’IVA né deduci l’ammortamento.
  • Redditi elevati sin da subito: se prevedi di superare 85.000 euro già dal primo anno (ad esempio perché subentrari in uno studio avviato), inizia direttamente con il regime ordinario.
  • Lavoro dipendente contemporaneo: se hai già un reddito da lavoro dipendente superiore a 35.000 euro (soglia per i dipendenti, aggiornata dalla L. 207/2024), non puoi accedere al forfettario.

La scelta del regime fiscale è una delle decisioni più importanti all’apertura della partita IVA. Ti consigliamo di rivolgerti a un consulente esperto in fiscalità per sanitari per valutare la convenienza caso per caso.

Regime Ordinario Odontoiatra: IRPEF, IVA e Contabilità

Se superi la soglia degli 85.000 euro di ricavi, oppure se hai scelto volontariamente il regime ordinario perché ti conviene detrarre i costi reali, l’odontoiatra è soggetto alla tassazione IRPEF ordinaria con aliquote progressive.

Le aliquote IRPEF 2026 sono:

  • 23% fino a 28.000 euro di reddito imponibile
  • 35% da 28.001 a 50.000 euro
  • 43% oltre 50.000 euro

A queste aliquote si aggiungono le addizionali regionali e comunali (variabili per Comune, mediamente 1-2% in più) e l’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive), che per i professionisti sanitari con studio autonomo può non essere dovuta se non si avvalgono di dipendenti in modo continuativo.

E l’IVA? Le prestazioni sanitarie degli odontoiatri sono in regime di esenzione IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/72. Questo significa che le tue fatture ai pazienti non riportano l’IVA — ma non sei del tutto fuori dal sistema IVA. Devi comunque:

  • Aprire la partita IVA con il codice ATECO corretto
  • Presentare la dichiarazione IVA annuale (anche se con operazioni esenti)
  • Gestire il pro-rata se hai sia operazioni esenti che imponibili (es. vendita di prodotti)

Nel regime ordinario devi tenere la contabilità professionale: registro degli incassi e pagamenti (contabilità di cassa), registro dei beni ammortizzabili, libro giornale se hai collaboratori. Il costo del commercialista sale (500-2.000 euro/anno rispetto ai 200-500 del forfettario), ma la deducibilità delle spese reali spesso compensa ampiamente.

Contributi ENPAM 2026: Quota A e Quota B

L’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri) è la cassa previdenziale obbligatoria per tutti gli odontoiatri iscritti all’Albo. L’iscrizione all’ENPAM è automatica all’iscrizione all’Ordine e non puoi rinunciarvi anche se hai un’altra copertura previdenziale.

I contributi ENPAM si dividono in due quote distinte con meccanismi di calcolo diversi.

ENPAM Quota A 2026: Il Contributo Fisso

La Quota A è un contributo fisso annuale che tutti gli iscritti pagano indipendentemente dal reddito, calcolato per fasce d’età:

Fascia d’etàContributo Quota A 2026
Studenti universitari152,37 euro
Fino a 30 anni304,73 euro
Da 30 a 35 anni591,47 euro
Da 35 a 40 anni1.109,92 euro
Oltre 40 anni2.049,83 euro
Contributo maternità (tutte le fasce)84,26 euro aggiuntivi

La Quota A si paga entro il 30 aprile di ogni anno tramite l’area riservata del sito ENPAM. Per chi ha appena aperto la partita IVA durante l’anno, la Quota A si paga in proporzione ai mesi di iscrizione.

ENPAM Quota B 2026: Il Contributo Proporzionale al Reddito

La Quota B è il contributo più importante perché è proporzionale al tuo reddito libero professionale (cioè al reddito da attività privata, non da lavoro dipendente o SSN). Per il 2026 le aliquote sono:

  • 19,5% sul reddito libero professionale fino a 140.000 euro
  • 1% aggiuntivo (contributo di solidarietà) sulla parte di reddito eccedente i 140.000 euro
  • 2% (aliquota ridotta) per gli odontoiatri che hanno già un’altra contribuzione obbligatoria (es. medici ospedalieri con guardia medica in libera professione)

Come si calcola la Quota B? Ogni anno, entro il 31 luglio, devi presentare il Modello D ENPAM (disponibile online nell’area riservata ENPAM) che riporta il tuo reddito libero professionale dell’anno precedente. L’ENPAM calcola la Quota B e ti notifica l’importo da pagare in rate o in unica soluzione.

Esempio pratico per un odontoiatra con reddito forfettario di 50.000 euro:

  • Reddito libero professionale (imponibile forfettario): 50.000 × 78% = 39.000 euro
  • Quota B: 39.000 × 19,5% = 7.605 euro
  • Quota A (fascia 30-35 anni): 591,47 euro
  • Totale ENPAM annuo: circa 8.196 euro

I contributi ENPAM sono fiscalmente deducibili: nel regime forfettario si deducono in modo forfettario dal reddito prima di applicare l’imposta sostitutiva; nel regime ordinario si deducono integralmente dal reddito complessivo IRPEF.

Per approfondimenti sui contributi previdenziali per medici e sanitari, leggi anche: Partita IVA Medico 2026: ATECO, ENPAM e Sistema TS.

Fatturazione Elettronica e Sistema TS per Odontoiatra

La fatturazione elettronica per gli odontoiatri ha una disciplina particolare che va compresa bene per evitare sanzioni.

Obbligo Fattura Elettronica e Sistema TS

Dal 2024, la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i professionisti, inclusi gli odontoiatri. Tuttavia, esiste una distinzione fondamentale legata al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS):

  • Pazienti che vogliono la detrazione fiscale: le prestazioni odontoiatriche rientrano tra le spese sanitarie detraibili al 19% nel 730. Per consentire la detrazione, le spese devono essere trasmesse al Sistema TS. L’odontoiatra trasmette i dati di spesa direttamente al portale Sistema TS (non tramite SDI). Il paziente può opporsi alla trasmissione: in questo caso la spesa non è detraibile per lui.
  • Pazienti che si oppongono alla trasmissione TS: devi emettere fattura elettronica tramite SDI con il codice documento corretto.
  • Persone giuridiche (aziende, società): fattura elettronica obbligatoria tramite SDI sempre, con codice destinatario o PEC del cliente.

In pratica, l’odontoiatra utilizza due canali paralleli: il portale Sistema TS per i pazienti privati (persone fisiche) che vogliono la detrazione, e il Sistema di Interscambio (SDI) per tutti gli altri casi. Per approfondire, leggi: Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze, Albo e Sistema TS.

Software Consigliati per Odontoiatri

Per gestire la fatturazione in modo efficiente, gli odontoiatri scelgono tipicamente:

  • Software gestionali odontoiatrici (Dental Pro, Gesden, NexPro): integrano il gestionale dello studio con la fatturazione TS e SDI
  • Software di fatturazione generica (Fatture in Cloud, Aruba Fattura): più economici ma richiedono integrazione manuale con il portale TS

Leggi il confronto completo: Software Fatturazione per Sanitari 2026: Sistema TS, Opposizione e Fattura Elettronica.

Come Aprire la Partita IVA Odontoiatra: Procedura Passo per Passo

Aprire la partita IVA da odontoiatra è una procedura relativamente snella. Ecco i passaggi in ordine:

  1. Iscriviti all’Albo degli Odontoiatri: l’iscrizione all’Albo provinciale competente (FNOMCeO) è il prerequisito indispensabile. Senza iscrizione all’Albo non puoi esercitare legalmente né aprire la partita IVA come odontoiatra.
  2. Scegli il regime fiscale: prima di aprire la partita IVA, valuta con un consulente se il regime forfettario o il regime ordinario è più conveniente per la tua situazione specifica (redditi attesi, spese previste, altri redditi).
  3. Apri la Partita IVA: presenta il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (in ufficio o online tramite FISCONLINE). Indica il codice ATECO 86.23.01 e il regime fiscale scelto. La partita IVA viene attribuita immediatamente o entro pochi giorni.
  4. Iscriviti all’ENPAM: l’iscrizione è automatica all’atto dell’iscrizione all’Albo, ma devi comunicare l’inizio dell’attività libero-professionale tramite il portale ENPAM per la corretta gestione della Quota B.
  5. Apri un conto corrente dedicato: non è obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato separare i flussi professionali da quelli personali. Esistono conti business specifici per professionisti sanitari. Leggi: Conto Business Medici e Sanitari 2026: Guida Completa.
  6. Scegli il software di fatturazione: attiva il profilo sul portale Sistema TS e configura il tuo software gestionale per la trasmissione delle spese.
  7. Incarica un commercialista o un CAF: per la gestione contabile, le dichiarazioni fiscali annuali e il Modello D ENPAM, affidati a un professionista esperto in fiscalità sanitaria.

Quanto tempo ci vuole? La partita IVA si ottiene in giornata. L’intero setup (conto corrente, software, primo Modello D) richiede 2-4 settimane.

Studio Dentistico Associato o Società: Quale Forma Scegliere

Molti odontoiatri non esercitano da soli ma si associano con colleghi o lavorano all’interno di strutture più grandi. Le opzioni sono diverse e hanno implicazioni fiscali e giuridiche importanti.

Studio Associato tra Odontoiatri

Lo studio associato è la forma più diffusa per gli odontoiatri che vogliono condividere spazi e spese mantenendo l’autonomia professionale. Ogni odontoiatra mantiene la propria partita IVA individuale, ma lo studio è registrato come associazione professionale (con proprio codice fiscale). I redditi si ripartiscono secondo le quote concordate nell’atto di associazione.

Vantaggi: semplicità fiscale, autonomia professionale, condivisione dei costi fissi (affitto, personale, attrezzature). Svantaggi: responsabilità solidale tra associati, difficoltà di scioglimento.

Società tra Professionisti (STP)

Dal 2012, i professionisti sanitari possono costituire una Società tra Professionisti (STP) nelle forme di SRL, SNC o SAS. Questa forma è adatta quando il volume d’affari è elevato e si vuole beneficiare della tassazione societaria (24% IRES) invece di quella personale IRPEF (fino al 43%).

La STP richiede che la maggioranza del capitale e dei voti sia detenuta da professionisti iscritti all’Albo. È una struttura più complessa da gestire ma offre vantaggi fiscali rilevanti per gli studi ad alto volume. Consulta un commercialista specializzato prima di scegliere questa strada.

Casa di Cura / Poliambulatorio come Dipendente o Collaboratore

Se eserciti all’interno di una clinica privata o di un poliambulatorio come collaboratore con partita IVA, la tua situazione è quella di un libero professionista che presta la propria opera a una struttura. In questo caso la partita IVA individuale è sufficiente e la gestione fiscale è standard.

Attenzione: se lavori con orari e modalità tipici di un dipendente ma con partita IVA, potresti rientrare nelle fattispecie di finta partita IVA (lavoro parasubordinato). Per evitare problemi, assicurati di avere effettiva autonomia organizzativa.

FAQ: Domande Frequenti sulla Partita IVA Odontoiatra

Un odontoiatra appena laureato deve aprire subito la Partita IVA?

Sì, se esercita qualsiasi attività professionale privata a pagamento, anche occasionale (es. sostituzione in uno studio), deve aprire la partita IVA. Il lavoro “in nero” espone a sanzioni fiscali e previdenziali.

Qual è il codice ATECO corretto per un odontoiatra?

Il codice ATECO per gli odontoiatri è 86.23.01 (Studi odontoiatrici). Non confonderlo con il 86.22 per medici specialisti o il 86.21 per medici di base.

Quanto si paga di ENPAM Quota B con 70.000 euro di reddito?

Con un reddito libero professionale di 70.000 euro (già al netto del coefficiente forfettario se in forfettario: 89.744 euro di ricavi × 78% = 70.000 euro circa), la Quota B è: 70.000 × 19,5% = 13.650 euro. A cui si aggiunge la Quota A fissa per fascia d’età.

L’odontoiatra paga l’IVA sulle prestazioni?

No. Le prestazioni odontoiatriche rientrano nell’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18 del DPR 633/72. L’odontoiatra non addebita IVA al paziente e non può recuperarla sugli acquisti (salvo pro-rata per operazioni miste).

Posso usare il regime forfettario se guadagno 90.000 euro?

No. La soglia per il regime forfettario è di 85.000 euro di ricavi annui. Con 90.000 euro sei fuori dal regime forfettario già nell’anno corrente (se superi 100.000 euro) o da quello successivo (se superi 85.000 ma non 100.000). Dal 2026 in poi dovrai usare il regime ordinario.

Come funziona la fatturazione elettronica per i pazienti privati?

Per i pazienti privati (persone fisiche) che vogliono la detrazione del 19% sulle spese dentistiche, l’odontoiatra trasmette i dati di spesa direttamente al portale Sistema TS (non tramite SDI). Se il paziente si oppone alla trasmissione, si emette fattura elettronica tramite SDI. Leggi: Fatturazione Elettronica per Dentisti 2026: Sistema TS e Listino.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Software Fatturazione per Odontoiatri 2026: Sistema TS, Fattura Elettronica e Gestione Studio

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  • Obblighi Sistema TS per odontoiatri nel 2026
  • Fattura elettronica: privati, B2B e PA
  • Software gestione studio dentistico: requisiti chiave
  • Fatturazioneitalia.it: la soluzione per le fatture B2B e PA
  • Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario o ordinario?
  • Come scegliere il software giusto per il tuo studio
  • Domande frequenti

Sei un odontoiatra con partita IVA e ogni anno ti trovi a fare i conti con adempimenti fiscali sempre più articolati: il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS), le fatture elettroniche verso cliniche e studi associati, la gestione dell’agenda e delle cartelle cliniche digitali. Non è semplice, ma con il software giusto e il supporto del CAF puoi trasformare la burocrazia in routine. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per il 2026.

Obblighi Sistema TS per odontoiatri nel 2026

Il Sistema Tessera Sanitaria (spesso abbreviato in Sistema TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso cui i professionisti sanitari, inclusi gli odontoiatri, trasmettono i dati delle spese mediche dei pazienti. Questi dati alimentano il 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate, cioè la dichiarazione dei redditi già parzialmente compilata che lo Stato mette a disposizione dei contribuenti ogni anno.

Per gli odontoiatri l’obbligo è chiaro: tutte le spese odontoiatriche sostenute dai pazienti vanno trasmesse al Sistema TS, con la sola eccezione dei casi in cui il paziente esercita il diritto di opposizione (lo vediamo tra poco).

Scadenze trasmissione dati Sistema TS 2026

Le scadenze per la trasmissione dei dati al Sistema TS seguono un calendario semestrale:

  • Spese del primo semestre (gennaio-giugno): trasmissione entro il 30 settembre dell’anno corrente
  • Spese del secondo semestre (luglio-dicembre): trasmissione entro il 28 febbraio dell’anno successivo

Attenzione: i dati vanno trasmessi anche se il paziente paga a rate. In quel caso si invia l’importo effettivamente incassato nel periodo di riferimento, non il totale del piano di trattamento.

Diritto di opposizione del paziente: cosa cambia per te

Il paziente ha il diritto di opporsi alla trasmissione dei propri dati sanitari al Sistema TS. Questo diritto va rispettato: se il paziente ti comunica l’opposizione prima della prestazione (o entro il 31 gennaio dell’anno successivo per le spese già sostenute), non devi trasmettere quei dati.

Praticamente: il tuo software di gestione studio deve permetterti di marcare ogni fattura come “con opposizione” o “senza opposizione”. Al momento dell’invio al Sistema TS, le fatture con opposizione vengono automaticamente escluse. Un software non adatto potrebbe costringerti a gestire questo aspetto manualmente, con il rischio di errori.

Fattura elettronica: privati, B2B e PA

Uno dei punti di maggiore confusione per gli odontoiatri riguarda la fattura elettronica. La situazione nel 2026 è questa:

Verso i pazienti privati: divieto ancora vigente

Le prestazioni sanitarie erogate verso privati cittadini da professionisti soggetti al Sistema TS (come gli odontoiatri) restano escluse dall’obbligo di fattura elettronica. Il divieto, previsto per tutelare la riservatezza dei dati sanitari, è confermato per il 2026 in attesa di eventuali nuove disposizioni normative.

Cosa significa in pratica? Verso i tuoi pazienti privati continui a emettere ricevute fiscali o fatture cartacee (o in formato analogico), che poi trasmetti al Sistema TS. Non devi usare il Sistema di Interscambio (SDI) per queste operazioni.

Verso aziende, cliniche e PA: obbligo di fattura elettronica

La situazione cambia completamente quando fatturi a soggetti diversi dai privati:

  • Cliniche odontoiatriche, studi associati, società: obbligo di fattura elettronica via SDI
  • Pubblica Amministrazione (ASL, ospedali, enti pubblici): obbligo di fattura elettronica con codice IPA o codice univoco ufficio
  • Professionisti in regime ordinario con P.IVA: obbligo di fattura elettronica

Se il tuo studio ha convenzionamenti con strutture pubbliche o collaborazioni con cliniche private, hai quindi bisogno di un sistema che gestisca entrambi i canali: il Sistema TS per i pazienti privati e la fatturazione elettronica SDI per le prestazioni B2B e verso la PA.

Software gestione studio dentistico: requisiti chiave

Non tutti i software di fatturazione sono adatti a uno studio odontoiatrico. Un odontoiatra ha esigenze specifiche che vanno ben oltre la semplice emissione di una fattura. Ecco i requisiti fondamentali da verificare prima di scegliere:

1. Integrazione nativa con il Sistema TS

Il software deve permetterti di inviare i dati direttamente al portale sistemats.gov.it senza dover esportare file e caricarli manualmente. L’integrazione nativa riduce i tempi, elimina gli errori di battitura e ti avvisa automaticamente quando si avvicina la scadenza semestrale. Verifica sempre se l’integrazione è inclusa nel canone base o è un modulo aggiuntivo a pagamento.

2. Gestione dell’opposizione paziente

Come anticipato, il software deve consentire di registrare l’opposizione del paziente alla trasmissione dei dati e di escludere automaticamente quelle fatture dall’invio al Sistema TS. Questa funzione è obbligatoria per la conformità al GDPR e alla normativa sanitaria.

3. Fatturazione elettronica SDI per clienti B2B e PA

Se fatturi anche a cliniche, studi associati o enti pubblici, il software deve gestire il ciclo completo della fattura elettronica: creazione in formato XML, invio tramite SDI, gestione delle notifiche di ricezione e dei file di cortesia per il cliente. Tieni presente che i software più semplici non hanno questa funzione.

4. Agenda e cartelle cliniche digitali

Un buon software gestionale per odontoiatri integra anche l’agenda degli appuntamenti e le cartelle cliniche digitali. Questo non è strettamente un requisito fiscale, ma è fondamentale per l’efficienza dello studio: quando registri una prestazione in cartella clinica, il software può generare automaticamente la ricevuta/fattura corrispondente, riducendo la doppia immissione dei dati e gli errori.

5. Conservazione digitale a norma

Le fatture elettroniche emesse verso B2B e PA devono essere conservate digitalmente per 10 anni (ai fini fiscali) secondo le regole del Codice del Consumo Digitale. Il software deve offrire un sistema di conservazione sostitutiva a norma o integrarsi con servizi certificati di conservazione.

Fatturazioneitalia.it: la soluzione per le fatture B2B e PA

Per la parte di fatturazione elettronica verso aziende e Pubblica Amministrazione, gli odontoiatri che cercano una soluzione semplice, affidabile e con costo trasparente nel tempo possono considerare fatturazioneitalia.it, il SaaS di BeSmart dedicato alla fatturazione elettronica italiana.

Il vantaggio principale? Il prezzo bloccato per 5 anni: sai esattamente quanto pagherai anche tra 3 o 5 anni, senza sorprese al rinnovo. Per uno studio odontoiatrico che deve pianificare i costi fissi, questa è una caratteristica concreta e non solo commerciale.

La piattaforma gestisce il ciclo completo della fattura elettronica SDI: creazione, invio, ricezione delle notifiche, conservazione digitale. È pensata per professionisti con P.IVA, inclusi i sanitari che fatturano occasionalmente a strutture private o alla PA, senza la complessità di software gestionali pesanti.

Se hai bisogno di supporto per integrare la soluzione nel tuo studio o per capire quali prestazioni rientrano nell’obbligo di fattura elettronica, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata.

Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario o ordinario?

La scelta del regime fiscale influisce direttamente su come gestisci la fatturazione e quali obblighi hai. Vediamo le principali differenze per un odontoiatra.

Regime forfettario per odontoiatri

Il regime forfettario è disponibile per gli odontoiatri che rispettano il limite di ricavi annui (85.000 euro nel 2026). Se rientri in questo regime, paghi un’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività) su un reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai tuoi compensi lordi.

Attenzione: in regime forfettario sei esonerato dall’obbligo di fattura elettronica verso privati (già esclusi per i sanitari come visto sopra), ma devi comunque trasmettere i dati al Sistema TS. Per le fatture B2B e PA, invece, l’obbligo di fattura elettronica si applica anche ai forfettari.

Regime ordinario per odontoiatri

Se superi la soglia dei 85.000 euro o hai scelto volontariamente il regime ordinario, la gestione contabile è più articolata: IRPEF a scaglioni, IVA (anche se le prestazioni sanitarie odontoiatriche sono generalmente esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/72), tenuta dei registri contabili e, nei casi previsti, obbligo di fattura elettronica.

In questo scenario, affidarsi a un software gestionale integrato e alla consulenza di un CAF esperto fa la differenza: eviti sanzioni per trasmissioni tardive al Sistema TS, errori nella classificazione delle prestazioni esenti/imponibili e dimenticanze sulle scadenze dichiarative.

Hai dubbi su quale regime sia più conveniente per te? Il CAF Centro Fiscale di Udine può elaborare un’analisi comparativa su misura: scopri la guida dedicata alla partita IVA per professionisti sanitari o contattaci direttamente per un preventivo personalizzato.

Come scegliere il software giusto per il tuo studio

Dopo aver capito cosa ti serve dal punto di vista normativo, ecco una checklist pratica per valutare i software disponibili sul mercato:

  • Integrazione Sistema TS: diretta (via API) o manuale (export CSV)? Preferisci la prima.
  • Gestione opposizione paziente: funzione nativa o aggiuntiva?
  • Fattura elettronica SDI: inclusa nel canone o modulo a pagamento?
  • Conservazione digitale: il servizio include la conservazione a norma o devi affidarti a un provider terzo?
  • Supporto tecnico: c’è assistenza dedicata in italiano? Tempi di risposta?
  • Costo nel tempo: canone fisso o variabile? Aumenti garantiti?
  • Integrazioni con software gestionale studio: compatibile con il tuo sistema di cartelle cliniche?

Ricorda che non esiste il software perfetto per tutti: uno studio odontoiatrico monospecialista con pochi pazienti B2B ha esigenze diverse da una clinica con più sedi e numerosi convenzionamenti con la PA. Valuta sempre in base al tuo volume di attività e alle tue esigenze specifiche.

Per ulteriori approfondimenti sulla fatturazione specifica per odontoiatri, puoi consultare anche la nostra guida dedicata: Fatturazione odontoiatra 2026: albo e Sistema TS e Fatturazione dentista 2026: Sistema TS e listino prezzi.

Domande frequenti

Un odontoiatra in regime forfettario deve trasmettere i dati al Sistema TS?

Sì. L’obbligo di trasmissione al Sistema TS non dipende dal regime fiscale (forfettario o ordinario) ma dalla natura della prestazione sanitaria. Un odontoiatra con partita IVA in regime forfettario deve trasmettere i dati delle spese odontoiatriche al Sistema TS esattamente come un collega in regime ordinario.

Cosa succede se un odontoiatra non trasmette i dati al Sistema TS nei termini?

Il mancato o tardivo invio dei dati al Sistema TS comporta sanzioni amministrative. L’Agenzia delle Entrate prevede una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione omessa, con un massimo di 50.000 euro per anno. È possibile ricorrere al ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni in caso di ritardo.

L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica verso i pazienti privati nel 2026?

No. Le prestazioni sanitarie verso privati cittadini sono ancora escluse dall’obbligo di fattura elettronica per i professionisti soggetti al Sistema TS. Il divieto è confermato per il 2026. Verso aziende, cliniche private e Pubblica Amministrazione, invece, l’obbligo di fattura elettronica si applica.

Posso usare un software di fatturazione generico o devo usarne uno specifico per sanitari?

Puoi usare un software generico, ma assicurati che abbia l’integrazione con il Sistema TS e la gestione dell’opposizione del paziente. In alternativa, puoi usare il portale web di sistemats.gov.it direttamente per l’invio e affidarti a un software separato per le fatture B2B/PA. Molti odontoiatri adottano una soluzione ibrida: gestionale specifico per lo studio (agenda + cartelle cliniche + ricevute pazienti) + piattaforma dedicata come fatturazioneitalia.it per le fatture elettroniche B2B.

Il CAF può aiutarmi con la gestione del Sistema TS?

Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto agli odontoiatri per la gestione degli adempimenti fiscali connessi all’attività professionale: dalla consulenza sul regime fiscale più conveniente, alla compilazione della dichiarazione dei redditi, fino al supporto per gli adempimenti legati al Sistema TS. Contattaci per un preventivo personalizzato.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Hai bisogno di supporto per la gestione fiscale del tuo studio odontoiatrico? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza personalizzata per professionisti sanitari: adempimenti Sistema TS, dichiarazioni dei redditi, scelta del regime fiscale. Scopri la guida completa per aprire uno studio dentistico oppure contattaci per un preventivo personalizzato.

Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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