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Tag Archivio per: detassazione premi

NOTIZIE

Bonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?

Bonus mamma

Indice dei contenuti

  • Cosa è la manovra 2027 e a che punto siamo
  • Bonus mamme 2027: le ipotesi sul tavolo
  • Premi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?
  • Fringe benefit 2027: soglie e novità previste
  • Chi beneficia di queste misure
  • Domande frequenti

La manovra 2027, ancora in fase di elaborazione, si preannuncia ricca di misure a favore delle famiglie e dei lavoratori dipendenti. Tra i temi centrali del dibattito politico-fiscale emergono il bonus mamme, la detassazione dei premi di produzione e l’ampliamento dei fringe benefit. Vediamo cosa è emerso finora e quali sono le ipotesi più accreditate.

Cosa è la manovra 2027 e a che punto siamo

La legge di bilancio 2027 («manovra») è il provvedimento con cui il Governo stabilisce entrate e spese dello Stato per il prossimo anno. Viene presentata in Parlamento entro il 15 ottobre e deve essere approvata entro il 31 dicembre.

Al momento la manovra 2027 è ancora in fase di costruzione: il Governo sta raccogliendo proposte dai ministeri e dalle categorie, mentre le prime indiscrezioni sui contenuti circolano da fonti parlamentari e sindacali. Le misure di cui parliamo in questo articolo sono quindi ipotesi e bozze, non ancora testo di legge definitivo.

Tuttavia, alcune direzioni sembrano abbastanza chiare: conferma e potenziamento delle misure pro-famiglia già sperimentate nelle leggi di bilancio 2025 e 2026, con particolare attenzione al sostegno alle lavoratrici madri e alla detassazione di alcune voci retributive.

Bonus mamme 2027: le ipotesi sul tavolo

Il bonus mamme è un esonero contributivo introdotto dalla legge di bilancio 2024 e prorogato nelle manovre successive. In parole semplici: le lavoratrici dipendenti con figli non pagano (o pagano meno) i contributi previdenziali a loro carico, e quindi portano a casa uno stipendio netto più alto.

Ecco le principali ipotesi che circolano per il 2027:

  • Stabilizzazione a regime: il Governo valuta di rendere l’esonero permanente, eliminando la necessità di rinnovarlo ogni anno con la manovra. Questo darebbe maggiore certezza alle lavoratrici e alle aziende.
  • Estensione alle lavoratrici autonome: una delle lacune storiche del bonus è che si applica solo al lavoro dipendente. Si discute se includere le titolari di partita IVA, che oggi ne sono escluse.
  • Abbassamento della soglia da 3 a 2 figli: attualmente il beneficio pieno (esonero 100% dei contributi) riguarda le madri con almeno 3 figli. Si ipotizza di estenderlo anche a quelle con 2 figli, con un importo ridotto o modulato.
  • Aumento del beneficio per madri sole: le famiglie monogenitoriali potrebbero ricevere un sostegno aggiuntivo rispetto all’esonero base.

Per capire quanto vale concretamente, ricordiamo che con la manovra 2026 una lavoratrice madre di 2 figli con reddito fino a 40.000 euro poteva ottenere fino a circa 60 euro al mese in più in busta paga grazie all’esonero parziale. Il potenziamento 2027 punterebbe ad aumentare questo importo.

Leggi anche: Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro

Premi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?

I premi di produzione (o premi di risultato) sono somme che il datore di lavoro eroga ai dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali — ad esempio l’aumento del fatturato o la riduzione degli scarti di lavorazione. Attualmente, questi premi godono di una tassazione agevolata al 5% invece dell’aliquota IRPEF ordinaria, entro certi limiti.

Le ipotesi per la manovra 2027 riguardano:

  • Conferma dell’aliquota al 5%: l’agevolazione attuale (introdotta in via sperimentale e poi prorogata) potrebbe diventare permanente, con inserimento nel Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR).
  • Aumento del tetto massimo: il limite attuale di 3.000 euro (elevabile a 4.000 in presenza di sistemi di partecipazione dei dipendenti) potrebbe essere innalzato, permettendo a più lavoratori di beneficiare della tassazione ridotta sull’intero importo del premio.
  • Estensione della platea: oggi l’agevolazione è riservata a dipendenti con reddito fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Si valuta se alzare questa soglia.

In termini pratici: se un lavoratore riceve un premio di 2.000 euro, con la tassazione ordinaria (aliquota marginale, ad esempio 35%) ne porta a casa circa 1.300 euro. Con l’aliquota al 5%, ne porta a casa 1.900 euro. La differenza è significativa.

Fringe benefit 2027: soglie e novità previste

I fringe benefit sono i cosiddetti «benefit in natura» che il datore di lavoro mette a disposizione del dipendente: auto aziendale, buoni pasto, polizze sanitarie integrative, rimborso dell’affitto o del mutuo, telefono cellulare aziendale e così via. In linea generale, questi benefit sono tassabili come reddito da lavoro dipendente, ma esiste una soglia di esenzione entro cui non entrano nel calcolo dell’IRPEF.

La legge di bilancio 2026 ha già innalzato significativamente queste soglie. Per il 2027 le ipotesi sono:

  • Soglia ordinaria confermata a 1.000 euro: per tutti i lavoratori dipendenti, i benefit fino a 1.000 euro all’anno non concorrono a formare il reddito imponibile.
  • Soglia maggiorata per lavoratori con figli: i dipendenti con almeno un figlio a carico potrebbero beneficiare di una soglia più alta, ipotizzata tra 2.000 e 3.000 euro. Questa misura si intreccia con il sostegno alle famiglie al cuore della manovra.
  • Ampliamento delle voci coperte: si discute di includere nella nozione di fringe benefit esente anche le spese per l’istruzione dei figli (rette scolastiche, centri estivi) e per l’assistenza agli anziani a carico.
  • Nuovo «bonus trasporti»: l’abbonamento al trasporto pubblico per i pendolari potrebbe essere escluso del tutto dal reddito imponibile, indipendentemente dalle altre soglie.

Leggi anche: Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

Chi beneficia di queste misure

Riepiloghiamo a chi si rivolgono le misure in discussione per la manovra 2027:

MisuraA chi si rivolgeVantaggio atteso
Bonus mamme 2027Lavoratrici dipendenti con 2+ figliEsonero contributivo, più netto in busta paga
Premi di produzioneLavoratori dipendenti con reddito fino a 80.000 euroTassazione al 5% fino a 3.000-4.000 euro
Fringe benefit ordinariTutti i lavoratori dipendentiEsenzione fino a 1.000 euro/anno
Fringe benefit con figliLavoratori con almeno 1 figlio a caricoSoglia elevata a 2.000-3.000 euro/anno

È importante sottolineare che queste misure riguardano principalmente i lavoratori dipendenti. Chi ha una partita IVA in regime forfettario o ordinario non è direttamente interessato dall’esonero contributivo del bonus mamme né dalla tassazione agevolata sui premi.

Leggi anche: Bonus Nuovi Nati 2026: Guida Completa INPS — Requisiti, Importo e Domanda

Domande frequenti

Il bonus mamme 2027 è già confermato?

No. Al momento (agosto 2026) si tratta di ipotesi e indirizzi politici. La conferma ufficiale arriverà con la presentazione del disegno di legge di bilancio 2027, attesa per ottobre 2026.

La detassazione dei premi di produzione al 5% vale per tutti i settori?

Sì, purché il premio sia legato a obiettivi misurabili e previsto da un accordo aziendale o territoriale. Non vale per i premi erogati in modo generico e non documentato.

I fringe benefit sostituiscono lo stipendio?

No. I benefit in natura sono un’aggiunta alla retribuzione, non una sua sostituzione. Il datore di lavoro non può ridurre lo stipendio per compensare con i benefit, salvo accordi specifici di welfare aziendale.

Quando entrano in vigore le misure della manovra 2027?

Se la legge di bilancio 2027 viene approvata entro il 31 dicembre 2026, le misure entrano in vigore il 1° gennaio 2027. Alcune possono avere decorrenza retroattiva o scaglionata, ma in genere il punto di partenza è l’inizio dell’anno fiscale.

Il bonus mamme vale anche per le libere professioniste?

Con le norme attuali (2026), il bonus mamme è riservato alle lavoratrici dipendenti. L’estensione alle autonome è in discussione per il 2027 ma non è ancora confermata.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-31 17:00:002026-08-31 08:33:20Bonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Nel 2026 il legislatore ha confermato e ampliato il sistema di detassazione del lavoro dipendente, introducendo una serie di misure agevolative sulla busta paga che riguardano premi di risultato, straordinari, lavoro notturno e festivo, fringe benefit e indennita speciali. Ma c’e un aspetto che spesso sfugge ai lavoratori e ai datori di lavoro: non tutti i redditi concorrono al superamento delle soglie di detassazione 2026. Anzi, molte tipologie di altri redditi — da locazione, da capitale, diversi — rimangono completamente fuori dalle soglie e non incidono sul diritto alle agevolazioni. Questa guida spiega nel dettaglio come funzionano le soglie, quali redditi rilevano e quali no, con esempi pratici e tabelle riassuntive aggiornate alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate e ai chiarimenti dell’INPS.

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Indice dei contenuti

  1. Il quadro normativo della detassazione 2026
  2. Le misure di detassazione in busta paga
  3. Come si calcolano le soglie di detassazione 2026
  4. Quali redditi rilevano ai fini delle soglie
  5. Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluse
  6. Redditi da locazione e cedolare secca
  7. Redditi da capitale e redditi diversi
  8. Fringe benefit 2026 e soglie di esenzione
  9. Esempi pratici di calcolo
  10. Come dichiarare nel 730/2026
  11. Domande frequenti sulla detassazione

Il quadro normativo della detassazione 2026

Il sistema di detassazione del lavoro dipendente in vigore nel 2026 affonda le radici in una pluralita di interventi normativi che si sono sovrapposti negli ultimi anni. Il riferimento principale e la Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023), confermata e modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024), che ha prorogato le misure agevolative sulla tassazione agevolata al 5% per i premi di risultato e sulle indennita speciali per il lavoro notturno e festivo.

Un ulteriore pilastro normativo e il D.Lgs. n. 216/2023 (Decreto Legislativo di attuazione della riforma fiscale), che ha ridisegnato le aliquote IRPEF portandole da quattro a tre scaglioni, con ricadute dirette sul calcolo delle detrazioni per i lavoratori dipendenti. A questo si aggiunge il D.L. n. 48/2023 (Decreto Lavoro), convertito con modificazioni dalla L. n. 85/2023, che ha disciplinato i fringe benefit elevando le soglie di esenzione per alcune categorie di lavoratori.

Per quanto riguarda il 2026 specificamente, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 10 febbraio 2025 ha fornito i chiarimenti operativi sulla tassazione sostitutiva dei premi di risultato, precisando i criteri per determinare il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente rilevante ai fini del limite reddituale di 80.000 euro. L’INPS, con la Circolare n. 40/2025, ha invece precisato le modalita applicative per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Le misure di detassazione in busta paga: cosa prevede la legge

Nel 2026 il lavoratore dipendente puo beneficiare di diverse forme di agevolazione fiscale in busta paga. Ciascuna ha i propri presupposti, limiti e regole di calcolo. Ecco il quadro completo:

1. Tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato

I premi di risultato erogati in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali depositati all’Ispettorato del Lavoro beneficiano di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%, in luogo della tassazione ordinaria. Il limite massimo del premio agevolabile e fissato in 3.000 euro lordi annui (elevabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Il requisito reddituale per accedere all’agevolazione e che il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.

2. Tassazione sostitutiva al 5% per lavoro notturno e festivo nel turismo

La Legge di Bilancio 2025 rende strutturale per il 2026 una specifica agevolazione per i lavoratori dipendenti nel settore del turismo, pubblici esercizi e termale che effettuano prestazioni di lavoro notturno e nei giorni festivi. Per questi lavoratori e prevista una tassazione sostitutiva al 5% sulle retribuzioni erogate per le ore notturne (dalle 24 alle 6) e nei giorni festivi. Il limite reddituale e di 40.000 euro di reddito da lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.

3. Esonero contributivo strutturale sulla busta paga

Dal 1 gennaio 2025 e in vigore in via strutturale l’esonero contributivo INPS a carico del lavoratore dipendente, nella misura del 6% sulla quota di retribuzione fino a 35.000 euro annui e del 7% per retribuzioni fino a 25.000 euro annui. Questo non e tecnicamente una “detassazione” ma una decontribuzione, che pero aumenta il netto in busta paga in modo significativo: il risparmio puo arrivare fino a 1.750 euro annui per un lavoratore con retribuzione di 25.000 euro. Questo beneficio, incluso nelle misure della flat tax sul lavoro dipendente 2026, si applica a tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) senza limiti di qualifica.

Come si calcolano le soglie di detassazione 2026

Comprendere come si calcolano le soglie di reddito rilevanti per accedere alle agevolazioni e fondamentale. La norma di riferimento per i premi di risultato (art. 1, commi 182-190, L. n. 208/2015 e successive modificazioni) stabilisce che il limite reddituale di 80.000 euro si calcola prendendo in considerazione il reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno precedente.

Il punto cruciale — e spesso frainteso — e che la norma fa riferimento esclusivamente al reddito di lavoro dipendente, non al reddito complessivo del soggetto. Questo significa che:

  • Si conteggia: il reddito da lavoro dipendente (compreso il reddito da collaborazione coordinata e continuativa assimilato), compresi i premi e le indennita tassati ordinariamente nell’anno precedente
  • Non si conteggia: il reddito da locazione, i redditi da capitale, i redditi diversi, i redditi da lavoro autonomo (se presenti in aggiunta al lavoro dipendente)

La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha chiarito che nel calcolo del limite di 80.000 euro rientrano anche i redditi da lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata o sostitutiva nell’anno precedente (es. TFR, arretrati), mentre restano escluse le somme esenti da IRPEF.

Per i lavoratori che nell’anno precedente hanno lavorato part-time o hanno cambiato datore di lavoro, il limite va verificato sommando tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’arco dell’anno, anche da piu datori di lavoro diversi. Il datore di lavoro attuale ha pero visibilita solo sui redditi erogati da se stesso: e compito del lavoratore comunicare eventuali altri redditi da lavoro dipendente percepiti presso altri datori, tramite apposita dichiarazione scritta.

Quali redditi rilevano ai fini delle soglie

Per rispondere alla domanda “quali redditi entrano nel calcolo della soglia di 80.000 euro?”, la norma e la prassi dell’Agenzia delle Entrate indicano chiaramente le seguenti categorie come rilevanti ai fini della verifica:

  • Retribuzione ordinaria da lavoro dipendente (stipendio, paga base, contingenza, EDR)
  • Straordinari e indennita varie tassate ordinariamente (notturno, festivo, turni, trasferte imponibili)
  • Premi di produzione e risultato tassati in via ordinaria nell’anno precedente
  • Mensilita aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, premi una tantum)
  • Redditi assimilati a lavoro dipendente (collaborazioni co.co.co., compensi amministratori soggetti a contribuzione INPS)
  • Indennita di malattia, maternita e CIG erogate dall’INPS e transitate in busta paga
  • Fringe benefit tassati (la parte che supera le soglie di esenzione e quindi e confluita nel reddito imponibile)

Attenzione: anche i redditi da lavoro dipendente percepiti all’estero che concorrono alla formazione del reddito imponibile in Italia rientrano nel computo. Per i lavoratori che hanno beneficiato del regime degli impatriati, entra nel calcolo solo la quota imponibile (e non quella esente), come chiarito dalla Circolare AdE n. 33/E/2024.

Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluse

Il cuore di questo articolo riguarda le categorie di reddito che non rilevano ai fini del superamento della soglia di 80.000 euro. Si tratta di un punto di fondamentale importanza pratica: un lavoratore dipendente che percepisce anche redditi da affitto, dividendi, plusvalenze o attivita occasionali mantiene comunque intatto il diritto all’agevolazione sul premio di risultato, a condizione che il solo reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.

Le categorie di reddito escluse dal calcolo della soglia, confermate dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, sono:

  • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) — compresa la rendita catastale dell’abitazione principale (che e esente) e gli affitti attivi
  • Redditi da locazione assoggettati a cedolare secca — anche se producono reddito imponibile, non si sommano al reddito da lavoro dipendente per il calcolo del tetto
  • Redditi da capitali — interessi bancari, dividendi da partecipazioni non qualificate, proventi da OICR, redditi da obbligazioni
  • Redditi diversi — plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, vincite, premi, redditi da attivita occasionali (purche non riqualificati come lavoro dipendente)
  • Redditi da lavoro autonomo — anche se percepiti in parallelo al rapporto di lavoro dipendente (es. professionista con regime ordinario o forfettario)
  • Redditi d’impresa — del tutto irrilevanti ai fini del limite reddituale per i premi

Questa distinzione ha una logica precisa: la norma mira a concentrare il beneficio sui lavoratori che dipendono principalmente dal lavoro subordinato per il proprio sostentamento, escludendo chi ha redditi compositi di ammontare elevato. Limitando pero il computo al solo reddito da lavoro dipendente, il legislatore lascia fuori categorie reddituali strutturalmente diverse (capital income, rendite patrimoniali) che non derivano dall’attivita lavorativa in senso stretto.

Redditi da locazione e cedolare secca

Uno dei casi piu frequenti nella pratica del CAF riguarda i lavoratori dipendenti che affittano un immobile. Molti si chiedono se il canone d’affitto incida sulla possibilita di accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato. La risposta e chiara: i redditi da locazione non rilevano.

Che il contratto di locazione sia soggetto a tassazione ordinaria IRPEF oppure a cedolare secca (21% per locazioni libere, 10% per concordato), il canone d’affitto non concorre alla formazione del limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha esplicitamente confermato questo principio, ribadendo che il riferimento normativo e esclusivamente al “reddito di lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 del TUIR.

Esempio pratico: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera, nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente di 72.000 euro e un canone da affitto di 15.000 euro (assoggettato a cedolare secca al 21%). Il suo reddito complessivo ai fini IRPEF e di 87.000 euro, ma ai fini della verifica del limite per i premi di risultato rilevano solo i 72.000 euro di reddito da lavoro dipendente: l’accesso all’agevolazione al 5% nel 2026 e garantito.

Vale lo stesso principio per la locazione breve con piattaforme online: i proventi da locazioni brevi (fino a 30 giorni), assoggettati a cedolare secca (21% per il primo immobile, 26% dal secondo immobile in poi, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024), non rilevano ai fini delle soglie di detassazione. Si tratta in ogni caso di redditi fondiari (da fabbricati), non di redditi da lavoro dipendente.

Tipo di locazioneTassazione applicataRileva per soglia 80.000 euro?
Locazione abitativa (canone libero)Cedolare secca 21% o IRPEF ordinariaNO
Locazione a canone concordatoCedolare secca 10%NO
Locazione breve (fino a 30 giorni)Cedolare secca 21% (primo imm.), 26% (altri)NO
Locazione commercialeIRPEF ordinaria (75% del canone)NO

Redditi da capitale e redditi diversi

I redditi da capitale (Categoria D del TUIR, art. 44 e seguenti) includono interessi e proventi da conti correnti, titoli di Stato, obbligazioni, dividendi da partecipazioni societarie e proventi da fondi comuni d’investimento. Tutti questi redditi sono esclusi dal calcolo della soglia di 80.000 euro per i premi di risultato, per due ragioni principali:

  1. Natura categoriale diversa: non sono redditi “da lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 TUIR
  2. Regime fiscale autonomo: la maggior parte dei redditi da capitale e assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva (26%) direttamente dall’istituto bancario o dal sostituto d’imposta, senza confluire nella dichiarazione dei redditi 730 ordinaria del contribuente

In pratica, un lavoratore dipendente che ha investimenti in ETF, BTP, fondi comuni o azioni non deve preoccuparsi che i proventi da tali investimenti possano pregiudicare il suo diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio. La Circolare AdE n. 28/E/2016, ancora in vigore, ha confermato questo principio per i premi di risultato, precisando che la verifica del limite reddituale va condotta con esclusivo riferimento ai redditi dell’art. 49 TUIR.

Redditi diversi e plusvalenze: esclusi dalle soglie

I redditi diversi (art. 67 TUIR) comprendono le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, le plusvalenze da cessione di criptovalute (disciplinate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR dal 2023), i redditi da attivita occasionali, le vincite a giochi e premi. Anche questi redditi sono completamente fuori dalla soglia di verifica per i premi di risultato e le altre misure di detassazione.

Un caso particolare riguarda le plusvalenze da cessione di criptovalute: il lavoratore dipendente che ha realizzato plusvalenze crypto nel 2025 puo comunque accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato nel 2026, poiche tali plusvalenze non rientrano nel reddito da lavoro dipendente. Queste dovranno pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o nel quadro W della dichiarazione dei redditi, o con l’imposta sostitutiva del 26%.

Fringe benefit 2026 e soglie di esenzione

Il capitolo dei fringe benefit merita un’analisi separata, perche il meccanismo e parzialmente diverso rispetto ai premi di risultato. I fringe benefit sono beni e servizi concessi dal datore di lavoro al lavoratore dipendente (auto aziendale, cellulare, buoni pasto, contributi per affitto, ecc.) e la loro disciplina fiscale per il 2026 e la seguente:

Soglie di esenzione fringe benefit 2026

La Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 390-391, L. n. 207/2024) ha reso strutturale per il 2026 le seguenti soglie di esenzione fiscale e contributiva per i fringe benefit:

Categoria lavoratoreSoglia esenzione 2026Tipologie incluse
Lavoratori con figli fiscalmente a carico2.000 euroInclude somme per affitto/mutuo prima casa, utenze domestiche, beni e servizi
Lavoratori senza figli a carico1.000 euroSoglia base, valida per tutti i lavoratori

Come interagiscono i fringe benefit con le soglie di detassazione? Il valore dei fringe benefit ricevuto entro la soglia di esenzione non concorre al reddito da lavoro dipendente e quindi non rileva ne ai fini delle soglie ne ai fini dell’IRPEF ordinaria. Solo la parte eccedente la soglia diventa imponibile e confluisce nel reddito da lavoro dipendente dell’anno, potendo quindi contribuire al superamento del limite di 80.000 euro nell’anno in cui e percepita.

Secondo la Circolare INPS n. 40/2025, il datore di lavoro deve tenere una contabilita separata dei fringe benefit erogati e comunicare al lavoratore, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, il valore totale fruito nell’anno. Questo dato e poi riportato nella Certificazione Unica (CU) che il datore trasmette all’Agenzia delle Entrate e consegna al lavoratore entro il 31 marzo. La corretta lettura della CU e essenziale per la compilazione del modello 730, operazione per la quale il CAF Centro Fiscale offre assistenza qualificata.

Esempi pratici di calcolo

Per rendere concreto il funzionamento delle soglie, proponiamo quattro esempi pratici basati su profili tipici di lavoratori, ciascuno con una diversa combinazione di redditi.

Caso 1: Il lavoratore con redditi da affitto

Profilo: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera con contratto collettivo aziendale che prevede premi di risultato. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente di 68.000 euro + canone da affitto di 15.000 euro (cedolare secca 21%) + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 2.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 68.000 + 2.500 = 70.500 euro. I 15.000 euro di affitto non rilevano. Mario accede alla tassazione al 5% sul premio 2026. Risparmio stimato: su un premio di 2.000 euro, con aliquota marginale al 35%, il risparmio e di circa 600 euro di IRPEF.

Caso 2: Il lavoratore con dividendi e investimenti

Profilo: Laura, 52 anni, dirigente con portafoglio azionario. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio + benefit imponibili) di 78.000 euro + dividendi da partecipazione non qualificata di 8.000 euro + interessi su BTP di 3.200 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 78.000 euro (solo lavoro dipendente). I dividendi e gli interessi sono assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (26%) e non rilevano. Laura accede alla tassazione al 5% sul premio 2026: il suo reddito da lavoro dipendente e sotto gli 80.000 euro.

Caso 3: Il lavoratore che supera la soglia con il solo lavoro dipendente

Profilo: Roberto, 48 anni, manager finanziario. Nel 2025 ha percepito: stipendio base di 75.000 euro + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 8.000 euro + fringe benefit auto aziendale (quota tassata imponibile) di 3.000 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 75.000 + 8.000 + 3.000 = 86.000 euro. Roberto supera la soglia di 80.000 euro con il solo reddito da lavoro dipendente e pertanto non ha diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio di risultato nel 2026. Il premio sara tassato con l’aliquota marginale IRPEF ordinaria.

Caso 4: Il lavoratore con attivita occasionale

Profilo: Giulia, 38 anni, insegnante di scuola media (lavoro dipendente) con attivita di traduzione occasionale. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio) di 32.000 euro + redditi da attivita occasionale (redditi diversi, art. 67 TUIR) di 4.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 32.000 euro (solo lavoro dipendente). I 4.500 euro da attivita occasionale sono redditi diversi e non rilevano. Giulia accede senza problemi alla tassazione al 5% sul premio. Attenzione: se l’attivita occasionale fosse qualificata come parasubordinazione (co.co.co.), i compensi potrebbero essere assimilati a redditi da lavoro dipendente e rilevare ai fini della soglia.

Come dichiarare nel 730/2026

Nella dichiarazione dei redditi 730/2026 (riferita ai redditi 2025), il lavoratore dipendente che ha beneficiato della tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato trovera questi importi gia esposti nella Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro, con specifica indicazione dei codici agevolazione e delle imposte gia trattenute.

Se il datore ha erroneamente applicato la tassazione ordinaria (ad esempio perche il lavoratore non ha comunicato tempestivamente i dati sul reddito dell’anno precedente), il lavoratore puo recuperare l’imposta in eccesso attraverso la dichiarazione dei redditi 730/2026, indicando nella relativa sezione gli importi assoggettati a tassazione sostitutiva e richiedendo il rimborso della differenza. Il CAF puo assisterti in questa operazione di verifica e conguaglio.

Per gli altri redditi non rilevanti ai fini delle soglie, la dichiarazione funziona cosi:

  • Cedolare secca su locazioni: va dichiarata nel quadro B del 730 (o RB del Modello Redditi PF), indicando il regime di tassazione sostitutiva scelto. Non influenza il reddito complessivo IRPEF ordinaria
  • Redditi da capitale con ritenuta definitiva (es. dividendi, interessi bancari): non vanno indicati nel 730 standard, in quanto gia gestiti dall’intermediario finanziario con ritenuta a titolo d’imposta
  • Plusvalenze crypto e redditi diversi: vanno dichiarati nel quadro RT (plusvalenze da partecipazioni e strumenti finanziari) o nel quadro W (attivita finanziarie e patrimoniali estere, incluse le criptovalute) della dichiarazione Redditi PF
  • Redditi da lavoro autonomo occasionale (redditi diversi): confluiscono nel quadro D del 730 o nel quadro RL del Modello Redditi PF, senza interagire con i limiti della detassazione

Il nostro studio CAF e a disposizione per una verifica completa della tua situazione reddituale e per garantire che tutte le agevolazioni a cui hai diritto siano correttamente applicate nella tua dichiarazione. Contattaci per un appuntamento: il recupero della detassazione sul premio di risultato puo valere centinaia di euro e richiede un’analisi accurata della CU e dei documenti reddituali.

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Domande Frequenti sulla Detassazione 2026

Il reddito da locazione influisce sulla soglia di 80.000 euro per i premi di risultato?

No. I redditi da locazione, che siano assoggettati a tassazione IRPEF ordinaria o a cedolare secca, non rientrano nel computo del limite reddituale di 80.000 euro previsto per la tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato. La soglia si calcola esclusivamente sul reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente (art. 49 TUIR). Lo ha confermato la Circolare AdE n. 4/E del 10 febbraio 2025.

Se ho dividendi e investimenti finanziari, posso ancora avere il premio tassato al 5%?

Si. I dividendi, gli interessi bancari, i proventi da fondi comuni e altri redditi da capitale sono esclusi dal calcolo della soglia di detassazione. Solo il reddito da lavoro dipendente rileva ai fini del limite di 80.000 euro. I redditi da capitale sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (26%) applicata direttamente dall’intermediario finanziario e non interagiscono con la detassazione sul lavoro dipendente.

Le plusvalenze da criptovalute entrano nella soglia per la detassazione del premio?

No. Le plusvalenze da cessione di criptovalute sono classificate come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente. Non concorrono al limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. Devono pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o W della dichiarazione dei redditi e assoggettate all’imposta sostitutiva del 26%.

Cosa succede se ho avuto due datori di lavoro nel 2025?

Se nel 2025 hai avuto due datori di lavoro, il reddito da lavoro dipendente rilevante per la soglia e la somma di tutti i redditi percepiti da entrambi i datori nell’anno. Ogni datore conosce solo i redditi da lui erogati: e tuo dovere comunicare al nuovo datore i redditi percepiti presso il precedente, tramite dichiarazione scritta. Il datore puo verificare cosi se superi la soglia di 80.000 euro prima di applicare la tassazione agevolata al 5%.

I fringe benefit contribuiscono al superamento della soglia di 80.000 euro?

Solo la parte dei fringe benefit che supera la soglia di esenzione (1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico, 2.000 euro per quelli con figli a carico) diventa reddito imponibile da lavoro dipendente. Questa quota eccedente rileva ai fini del calcolo della soglia. I benefit entro soglia sono invece completamente esenti e non influiscono sul limite reddituale.


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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai diritto alla detassazione sui premi di risultato, a controllare la corretta applicazione delle soglie e a recuperare eventuali importi pagati in eccesso attraverso il 730/2026.

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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    01/09/2026
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    Giulia Guida
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    31/07/2026
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 12:33:532026-05-31 17:52:11Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026
    NOTIZIE

    Bonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?

    Bonus mamma

    Indice dei contenuti

    • Cosa è la manovra 2027 e a che punto siamo
    • Bonus mamme 2027: le ipotesi sul tavolo
    • Premi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?
    • Fringe benefit 2027: soglie e novità previste
    • Chi beneficia di queste misure
    • Domande frequenti

    La manovra 2027, ancora in fase di elaborazione, si preannuncia ricca di misure a favore delle famiglie e dei lavoratori dipendenti. Tra i temi centrali del dibattito politico-fiscale emergono il bonus mamme, la detassazione dei premi di produzione e l’ampliamento dei fringe benefit. Vediamo cosa è emerso finora e quali sono le ipotesi più accreditate.

    Cosa è la manovra 2027 e a che punto siamo

    La legge di bilancio 2027 («manovra») è il provvedimento con cui il Governo stabilisce entrate e spese dello Stato per il prossimo anno. Viene presentata in Parlamento entro il 15 ottobre e deve essere approvata entro il 31 dicembre.

    Al momento la manovra 2027 è ancora in fase di costruzione: il Governo sta raccogliendo proposte dai ministeri e dalle categorie, mentre le prime indiscrezioni sui contenuti circolano da fonti parlamentari e sindacali. Le misure di cui parliamo in questo articolo sono quindi ipotesi e bozze, non ancora testo di legge definitivo.

    Tuttavia, alcune direzioni sembrano abbastanza chiare: conferma e potenziamento delle misure pro-famiglia già sperimentate nelle leggi di bilancio 2025 e 2026, con particolare attenzione al sostegno alle lavoratrici madri e alla detassazione di alcune voci retributive.

    Bonus mamme 2027: le ipotesi sul tavolo

    Il bonus mamme è un esonero contributivo introdotto dalla legge di bilancio 2024 e prorogato nelle manovre successive. In parole semplici: le lavoratrici dipendenti con figli non pagano (o pagano meno) i contributi previdenziali a loro carico, e quindi portano a casa uno stipendio netto più alto.

    Ecco le principali ipotesi che circolano per il 2027:

    • Stabilizzazione a regime: il Governo valuta di rendere l’esonero permanente, eliminando la necessità di rinnovarlo ogni anno con la manovra. Questo darebbe maggiore certezza alle lavoratrici e alle aziende.
    • Estensione alle lavoratrici autonome: una delle lacune storiche del bonus è che si applica solo al lavoro dipendente. Si discute se includere le titolari di partita IVA, che oggi ne sono escluse.
    • Abbassamento della soglia da 3 a 2 figli: attualmente il beneficio pieno (esonero 100% dei contributi) riguarda le madri con almeno 3 figli. Si ipotizza di estenderlo anche a quelle con 2 figli, con un importo ridotto o modulato.
    • Aumento del beneficio per madri sole: le famiglie monogenitoriali potrebbero ricevere un sostegno aggiuntivo rispetto all’esonero base.

    Per capire quanto vale concretamente, ricordiamo che con la manovra 2026 una lavoratrice madre di 2 figli con reddito fino a 40.000 euro poteva ottenere fino a circa 60 euro al mese in più in busta paga grazie all’esonero parziale. Il potenziamento 2027 punterebbe ad aumentare questo importo.

    Leggi anche: Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli 2026: Guida Completa ai 60 Euro

    Premi di produzione 2027: la detassazione diventa strutturale?

    I premi di produzione (o premi di risultato) sono somme che il datore di lavoro eroga ai dipendenti al raggiungimento di determinati obiettivi aziendali — ad esempio l’aumento del fatturato o la riduzione degli scarti di lavorazione. Attualmente, questi premi godono di una tassazione agevolata al 5% invece dell’aliquota IRPEF ordinaria, entro certi limiti.

    Le ipotesi per la manovra 2027 riguardano:

    • Conferma dell’aliquota al 5%: l’agevolazione attuale (introdotta in via sperimentale e poi prorogata) potrebbe diventare permanente, con inserimento nel Testo Unico delle imposte sui redditi (TUIR).
    • Aumento del tetto massimo: il limite attuale di 3.000 euro (elevabile a 4.000 in presenza di sistemi di partecipazione dei dipendenti) potrebbe essere innalzato, permettendo a più lavoratori di beneficiare della tassazione ridotta sull’intero importo del premio.
    • Estensione della platea: oggi l’agevolazione è riservata a dipendenti con reddito fino a 80.000 euro nell’anno precedente. Si valuta se alzare questa soglia.

    In termini pratici: se un lavoratore riceve un premio di 2.000 euro, con la tassazione ordinaria (aliquota marginale, ad esempio 35%) ne porta a casa circa 1.300 euro. Con l’aliquota al 5%, ne porta a casa 1.900 euro. La differenza è significativa.

    Fringe benefit 2027: soglie e novità previste

    I fringe benefit sono i cosiddetti «benefit in natura» che il datore di lavoro mette a disposizione del dipendente: auto aziendale, buoni pasto, polizze sanitarie integrative, rimborso dell’affitto o del mutuo, telefono cellulare aziendale e così via. In linea generale, questi benefit sono tassabili come reddito da lavoro dipendente, ma esiste una soglia di esenzione entro cui non entrano nel calcolo dell’IRPEF.

    La legge di bilancio 2026 ha già innalzato significativamente queste soglie. Per il 2027 le ipotesi sono:

    • Soglia ordinaria confermata a 1.000 euro: per tutti i lavoratori dipendenti, i benefit fino a 1.000 euro all’anno non concorrono a formare il reddito imponibile.
    • Soglia maggiorata per lavoratori con figli: i dipendenti con almeno un figlio a carico potrebbero beneficiare di una soglia più alta, ipotizzata tra 2.000 e 3.000 euro. Questa misura si intreccia con il sostegno alle famiglie al cuore della manovra.
    • Ampliamento delle voci coperte: si discute di includere nella nozione di fringe benefit esente anche le spese per l’istruzione dei figli (rette scolastiche, centri estivi) e per l’assistenza agli anziani a carico.
    • Nuovo «bonus trasporti»: l’abbonamento al trasporto pubblico per i pendolari potrebbe essere escluso del tutto dal reddito imponibile, indipendentemente dalle altre soglie.

    Leggi anche: Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

    Chi beneficia di queste misure

    Riepiloghiamo a chi si rivolgono le misure in discussione per la manovra 2027:

    MisuraA chi si rivolgeVantaggio atteso
    Bonus mamme 2027Lavoratrici dipendenti con 2+ figliEsonero contributivo, più netto in busta paga
    Premi di produzioneLavoratori dipendenti con reddito fino a 80.000 euroTassazione al 5% fino a 3.000-4.000 euro
    Fringe benefit ordinariTutti i lavoratori dipendentiEsenzione fino a 1.000 euro/anno
    Fringe benefit con figliLavoratori con almeno 1 figlio a caricoSoglia elevata a 2.000-3.000 euro/anno

    È importante sottolineare che queste misure riguardano principalmente i lavoratori dipendenti. Chi ha una partita IVA in regime forfettario o ordinario non è direttamente interessato dall’esonero contributivo del bonus mamme né dalla tassazione agevolata sui premi.

    Leggi anche: Bonus Nuovi Nati 2026: Guida Completa INPS — Requisiti, Importo e Domanda

    Domande frequenti

    Il bonus mamme 2027 è già confermato?

    No. Al momento (agosto 2026) si tratta di ipotesi e indirizzi politici. La conferma ufficiale arriverà con la presentazione del disegno di legge di bilancio 2027, attesa per ottobre 2026.

    La detassazione dei premi di produzione al 5% vale per tutti i settori?

    Sì, purché il premio sia legato a obiettivi misurabili e previsto da un accordo aziendale o territoriale. Non vale per i premi erogati in modo generico e non documentato.

    I fringe benefit sostituiscono lo stipendio?

    No. I benefit in natura sono un’aggiunta alla retribuzione, non una sua sostituzione. Il datore di lavoro non può ridurre lo stipendio per compensare con i benefit, salvo accordi specifici di welfare aziendale.

    Quando entrano in vigore le misure della manovra 2027?

    Se la legge di bilancio 2027 viene approvata entro il 31 dicembre 2026, le misure entrano in vigore il 1° gennaio 2027. Alcune possono avere decorrenza retroattiva o scaglionata, ma in genere il punto di partenza è l’inizio dell’anno fiscale.

    Il bonus mamme vale anche per le libere professioniste?

    Con le norme attuali (2026), il bonus mamme è riservato alle lavoratrici dipendenti. L’estensione alle autonome è in discussione per il 2027 ma non è ancora confermata.


    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Agosto 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-31 17:00:002026-08-31 08:33:20Bonus mamme, premi e fringe benefit: cosa prevede la manovra 2027?
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Nel 2026 il legislatore ha confermato e ampliato il sistema di detassazione del lavoro dipendente, introducendo una serie di misure agevolative sulla busta paga che riguardano premi di risultato, straordinari, lavoro notturno e festivo, fringe benefit e indennita speciali. Ma c’e un aspetto che spesso sfugge ai lavoratori e ai datori di lavoro: non tutti i redditi concorrono al superamento delle soglie di detassazione 2026. Anzi, molte tipologie di altri redditi — da locazione, da capitale, diversi — rimangono completamente fuori dalle soglie e non incidono sul diritto alle agevolazioni. Questa guida spiega nel dettaglio come funzionano le soglie, quali redditi rilevano e quali no, con esempi pratici e tabelle riassuntive aggiornate alle ultime circolari dell’Agenzia delle Entrate e ai chiarimenti dell’INPS.

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    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

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    Indice dei contenuti

    1. Il quadro normativo della detassazione 2026
    2. Le misure di detassazione in busta paga
    3. Come si calcolano le soglie di detassazione 2026
    4. Quali redditi rilevano ai fini delle soglie
    5. Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluse
    6. Redditi da locazione e cedolare secca
    7. Redditi da capitale e redditi diversi
    8. Fringe benefit 2026 e soglie di esenzione
    9. Esempi pratici di calcolo
    10. Come dichiarare nel 730/2026
    11. Domande frequenti sulla detassazione

    Il quadro normativo della detassazione 2026

    Il sistema di detassazione del lavoro dipendente in vigore nel 2026 affonda le radici in una pluralita di interventi normativi che si sono sovrapposti negli ultimi anni. Il riferimento principale e la Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023), confermata e modificata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024), che ha prorogato le misure agevolative sulla tassazione agevolata al 5% per i premi di risultato e sulle indennita speciali per il lavoro notturno e festivo.

    Un ulteriore pilastro normativo e il D.Lgs. n. 216/2023 (Decreto Legislativo di attuazione della riforma fiscale), che ha ridisegnato le aliquote IRPEF portandole da quattro a tre scaglioni, con ricadute dirette sul calcolo delle detrazioni per i lavoratori dipendenti. A questo si aggiunge il D.L. n. 48/2023 (Decreto Lavoro), convertito con modificazioni dalla L. n. 85/2023, che ha disciplinato i fringe benefit elevando le soglie di esenzione per alcune categorie di lavoratori.

    Per quanto riguarda il 2026 specificamente, la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 4/E del 10 febbraio 2025 ha fornito i chiarimenti operativi sulla tassazione sostitutiva dei premi di risultato, precisando i criteri per determinare il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente rilevante ai fini del limite reddituale di 80.000 euro. L’INPS, con la Circolare n. 40/2025, ha invece precisato le modalita applicative per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

    Le misure di detassazione in busta paga: cosa prevede la legge

    Nel 2026 il lavoratore dipendente puo beneficiare di diverse forme di agevolazione fiscale in busta paga. Ciascuna ha i propri presupposti, limiti e regole di calcolo. Ecco il quadro completo:

    1. Tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato

    I premi di risultato erogati in esecuzione di contratti collettivi aziendali o territoriali depositati all’Ispettorato del Lavoro beneficiano di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali pari al 5%, in luogo della tassazione ordinaria. Il limite massimo del premio agevolabile e fissato in 3.000 euro lordi annui (elevabile a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro). Il requisito reddituale per accedere all’agevolazione e che il reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.

    2. Tassazione sostitutiva al 5% per lavoro notturno e festivo nel turismo

    La Legge di Bilancio 2025 rende strutturale per il 2026 una specifica agevolazione per i lavoratori dipendenti nel settore del turismo, pubblici esercizi e termale che effettuano prestazioni di lavoro notturno e nei giorni festivi. Per questi lavoratori e prevista una tassazione sostitutiva al 5% sulle retribuzioni erogate per le ore notturne (dalle 24 alle 6) e nei giorni festivi. Il limite reddituale e di 40.000 euro di reddito da lavoro dipendente conseguito nell’anno precedente.

    3. Esonero contributivo strutturale sulla busta paga

    Dal 1 gennaio 2025 e in vigore in via strutturale l’esonero contributivo INPS a carico del lavoratore dipendente, nella misura del 6% sulla quota di retribuzione fino a 35.000 euro annui e del 7% per retribuzioni fino a 25.000 euro annui. Questo non e tecnicamente una “detassazione” ma una decontribuzione, che pero aumenta il netto in busta paga in modo significativo: il risparmio puo arrivare fino a 1.750 euro annui per un lavoratore con retribuzione di 25.000 euro. Questo beneficio, incluso nelle misure della flat tax sul lavoro dipendente 2026, si applica a tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) senza limiti di qualifica.

    Come si calcolano le soglie di detassazione 2026

    Comprendere come si calcolano le soglie di reddito rilevanti per accedere alle agevolazioni e fondamentale. La norma di riferimento per i premi di risultato (art. 1, commi 182-190, L. n. 208/2015 e successive modificazioni) stabilisce che il limite reddituale di 80.000 euro si calcola prendendo in considerazione il reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno precedente.

    Il punto cruciale — e spesso frainteso — e che la norma fa riferimento esclusivamente al reddito di lavoro dipendente, non al reddito complessivo del soggetto. Questo significa che:

    • Si conteggia: il reddito da lavoro dipendente (compreso il reddito da collaborazione coordinata e continuativa assimilato), compresi i premi e le indennita tassati ordinariamente nell’anno precedente
    • Non si conteggia: il reddito da locazione, i redditi da capitale, i redditi diversi, i redditi da lavoro autonomo (se presenti in aggiunta al lavoro dipendente)

    La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha chiarito che nel calcolo del limite di 80.000 euro rientrano anche i redditi da lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata o sostitutiva nell’anno precedente (es. TFR, arretrati), mentre restano escluse le somme esenti da IRPEF.

    Per i lavoratori che nell’anno precedente hanno lavorato part-time o hanno cambiato datore di lavoro, il limite va verificato sommando tutti i redditi da lavoro dipendente percepiti nell’arco dell’anno, anche da piu datori di lavoro diversi. Il datore di lavoro attuale ha pero visibilita solo sui redditi erogati da se stesso: e compito del lavoratore comunicare eventuali altri redditi da lavoro dipendente percepiti presso altri datori, tramite apposita dichiarazione scritta.

    Quali redditi rilevano ai fini delle soglie

    Per rispondere alla domanda “quali redditi entrano nel calcolo della soglia di 80.000 euro?”, la norma e la prassi dell’Agenzia delle Entrate indicano chiaramente le seguenti categorie come rilevanti ai fini della verifica:

    • Retribuzione ordinaria da lavoro dipendente (stipendio, paga base, contingenza, EDR)
    • Straordinari e indennita varie tassate ordinariamente (notturno, festivo, turni, trasferte imponibili)
    • Premi di produzione e risultato tassati in via ordinaria nell’anno precedente
    • Mensilita aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, premi una tantum)
    • Redditi assimilati a lavoro dipendente (collaborazioni co.co.co., compensi amministratori soggetti a contribuzione INPS)
    • Indennita di malattia, maternita e CIG erogate dall’INPS e transitate in busta paga
    • Fringe benefit tassati (la parte che supera le soglie di esenzione e quindi e confluita nel reddito imponibile)

    Attenzione: anche i redditi da lavoro dipendente percepiti all’estero che concorrono alla formazione del reddito imponibile in Italia rientrano nel computo. Per i lavoratori che hanno beneficiato del regime degli impatriati, entra nel calcolo solo la quota imponibile (e non quella esente), come chiarito dalla Circolare AdE n. 33/E/2024.

    Altri redditi fuori dalle soglie: le categorie escluse

    Il cuore di questo articolo riguarda le categorie di reddito che non rilevano ai fini del superamento della soglia di 80.000 euro. Si tratta di un punto di fondamentale importanza pratica: un lavoratore dipendente che percepisce anche redditi da affitto, dividendi, plusvalenze o attivita occasionali mantiene comunque intatto il diritto all’agevolazione sul premio di risultato, a condizione che il solo reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superi 80.000 euro.

    Le categorie di reddito escluse dal calcolo della soglia, confermate dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate, sono:

    • Redditi fondiari (terreni e fabbricati) — compresa la rendita catastale dell’abitazione principale (che e esente) e gli affitti attivi
    • Redditi da locazione assoggettati a cedolare secca — anche se producono reddito imponibile, non si sommano al reddito da lavoro dipendente per il calcolo del tetto
    • Redditi da capitali — interessi bancari, dividendi da partecipazioni non qualificate, proventi da OICR, redditi da obbligazioni
    • Redditi diversi — plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, vincite, premi, redditi da attivita occasionali (purche non riqualificati come lavoro dipendente)
    • Redditi da lavoro autonomo — anche se percepiti in parallelo al rapporto di lavoro dipendente (es. professionista con regime ordinario o forfettario)
    • Redditi d’impresa — del tutto irrilevanti ai fini del limite reddituale per i premi

    Questa distinzione ha una logica precisa: la norma mira a concentrare il beneficio sui lavoratori che dipendono principalmente dal lavoro subordinato per il proprio sostentamento, escludendo chi ha redditi compositi di ammontare elevato. Limitando pero il computo al solo reddito da lavoro dipendente, il legislatore lascia fuori categorie reddituali strutturalmente diverse (capital income, rendite patrimoniali) che non derivano dall’attivita lavorativa in senso stretto.

    Redditi da locazione e cedolare secca

    Uno dei casi piu frequenti nella pratica del CAF riguarda i lavoratori dipendenti che affittano un immobile. Molti si chiedono se il canone d’affitto incida sulla possibilita di accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato. La risposta e chiara: i redditi da locazione non rilevano.

    Che il contratto di locazione sia soggetto a tassazione ordinaria IRPEF oppure a cedolare secca (21% per locazioni libere, 10% per concordato), il canone d’affitto non concorre alla formazione del limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. La Circolare AdE n. 4/E/2025 ha esplicitamente confermato questo principio, ribadendo che il riferimento normativo e esclusivamente al “reddito di lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 del TUIR.

    Esempio pratico: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera, nel 2025 ha percepito un reddito da lavoro dipendente di 72.000 euro e un canone da affitto di 15.000 euro (assoggettato a cedolare secca al 21%). Il suo reddito complessivo ai fini IRPEF e di 87.000 euro, ma ai fini della verifica del limite per i premi di risultato rilevano solo i 72.000 euro di reddito da lavoro dipendente: l’accesso all’agevolazione al 5% nel 2026 e garantito.

    Vale lo stesso principio per la locazione breve con piattaforme online: i proventi da locazioni brevi (fino a 30 giorni), assoggettati a cedolare secca (21% per il primo immobile, 26% dal secondo immobile in poi, come stabilito dalla Legge di Bilancio 2024), non rilevano ai fini delle soglie di detassazione. Si tratta in ogni caso di redditi fondiari (da fabbricati), non di redditi da lavoro dipendente.

    Tipo di locazioneTassazione applicataRileva per soglia 80.000 euro?
    Locazione abitativa (canone libero)Cedolare secca 21% o IRPEF ordinariaNO
    Locazione a canone concordatoCedolare secca 10%NO
    Locazione breve (fino a 30 giorni)Cedolare secca 21% (primo imm.), 26% (altri)NO
    Locazione commercialeIRPEF ordinaria (75% del canone)NO

    Redditi da capitale e redditi diversi

    I redditi da capitale (Categoria D del TUIR, art. 44 e seguenti) includono interessi e proventi da conti correnti, titoli di Stato, obbligazioni, dividendi da partecipazioni societarie e proventi da fondi comuni d’investimento. Tutti questi redditi sono esclusi dal calcolo della soglia di 80.000 euro per i premi di risultato, per due ragioni principali:

    1. Natura categoriale diversa: non sono redditi “da lavoro dipendente” ai sensi dell’art. 49 TUIR
    2. Regime fiscale autonomo: la maggior parte dei redditi da capitale e assoggettata a ritenuta a titolo d’imposta o a imposta sostitutiva (26%) direttamente dall’istituto bancario o dal sostituto d’imposta, senza confluire nella dichiarazione dei redditi 730 ordinaria del contribuente

    In pratica, un lavoratore dipendente che ha investimenti in ETF, BTP, fondi comuni o azioni non deve preoccuparsi che i proventi da tali investimenti possano pregiudicare il suo diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio. La Circolare AdE n. 28/E/2016, ancora in vigore, ha confermato questo principio per i premi di risultato, precisando che la verifica del limite reddituale va condotta con esclusivo riferimento ai redditi dell’art. 49 TUIR.

    Redditi diversi e plusvalenze: esclusi dalle soglie

    I redditi diversi (art. 67 TUIR) comprendono le plusvalenze da cessione di partecipazioni non qualificate, le plusvalenze da cessione di criptovalute (disciplinate dall’art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR dal 2023), i redditi da attivita occasionali, le vincite a giochi e premi. Anche questi redditi sono completamente fuori dalla soglia di verifica per i premi di risultato e le altre misure di detassazione.

    Un caso particolare riguarda le plusvalenze da cessione di criptovalute: il lavoratore dipendente che ha realizzato plusvalenze crypto nel 2025 puo comunque accedere alla tassazione al 5% sul premio di risultato nel 2026, poiche tali plusvalenze non rientrano nel reddito da lavoro dipendente. Queste dovranno pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o nel quadro W della dichiarazione dei redditi, o con l’imposta sostitutiva del 26%.

    Fringe benefit 2026 e soglie di esenzione

    Il capitolo dei fringe benefit merita un’analisi separata, perche il meccanismo e parzialmente diverso rispetto ai premi di risultato. I fringe benefit sono beni e servizi concessi dal datore di lavoro al lavoratore dipendente (auto aziendale, cellulare, buoni pasto, contributi per affitto, ecc.) e la loro disciplina fiscale per il 2026 e la seguente:

    Soglie di esenzione fringe benefit 2026

    La Legge di Bilancio 2025 (art. 1, commi 390-391, L. n. 207/2024) ha reso strutturale per il 2026 le seguenti soglie di esenzione fiscale e contributiva per i fringe benefit:

    Categoria lavoratoreSoglia esenzione 2026Tipologie incluse
    Lavoratori con figli fiscalmente a carico2.000 euroInclude somme per affitto/mutuo prima casa, utenze domestiche, beni e servizi
    Lavoratori senza figli a carico1.000 euroSoglia base, valida per tutti i lavoratori

    Come interagiscono i fringe benefit con le soglie di detassazione? Il valore dei fringe benefit ricevuto entro la soglia di esenzione non concorre al reddito da lavoro dipendente e quindi non rileva ne ai fini delle soglie ne ai fini dell’IRPEF ordinaria. Solo la parte eccedente la soglia diventa imponibile e confluisce nel reddito da lavoro dipendente dell’anno, potendo quindi contribuire al superamento del limite di 80.000 euro nell’anno in cui e percepita.

    Secondo la Circolare INPS n. 40/2025, il datore di lavoro deve tenere una contabilita separata dei fringe benefit erogati e comunicare al lavoratore, entro il 31 gennaio dell’anno successivo, il valore totale fruito nell’anno. Questo dato e poi riportato nella Certificazione Unica (CU) che il datore trasmette all’Agenzia delle Entrate e consegna al lavoratore entro il 31 marzo. La corretta lettura della CU e essenziale per la compilazione del modello 730, operazione per la quale il CAF Centro Fiscale offre assistenza qualificata.

    Esempi pratici di calcolo

    Per rendere concreto il funzionamento delle soglie, proponiamo quattro esempi pratici basati su profili tipici di lavoratori, ciascuno con una diversa combinazione di redditi.

    Caso 1: Il lavoratore con redditi da affitto

    Profilo: Mario, 45 anni, impiegato in un’azienda manifatturiera con contratto collettivo aziendale che prevede premi di risultato. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente di 68.000 euro + canone da affitto di 15.000 euro (cedolare secca 21%) + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 2.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 68.000 + 2.500 = 70.500 euro. I 15.000 euro di affitto non rilevano. Mario accede alla tassazione al 5% sul premio 2026. Risparmio stimato: su un premio di 2.000 euro, con aliquota marginale al 35%, il risparmio e di circa 600 euro di IRPEF.

    Caso 2: Il lavoratore con dividendi e investimenti

    Profilo: Laura, 52 anni, dirigente con portafoglio azionario. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio + benefit imponibili) di 78.000 euro + dividendi da partecipazione non qualificata di 8.000 euro + interessi su BTP di 3.200 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 78.000 euro (solo lavoro dipendente). I dividendi e gli interessi sono assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta (26%) e non rilevano. Laura accede alla tassazione al 5% sul premio 2026: il suo reddito da lavoro dipendente e sotto gli 80.000 euro.

    Caso 3: Il lavoratore che supera la soglia con il solo lavoro dipendente

    Profilo: Roberto, 48 anni, manager finanziario. Nel 2025 ha percepito: stipendio base di 75.000 euro + premio di risultato 2025 tassato ordinariamente di 8.000 euro + fringe benefit auto aziendale (quota tassata imponibile) di 3.000 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 75.000 + 8.000 + 3.000 = 86.000 euro. Roberto supera la soglia di 80.000 euro con il solo reddito da lavoro dipendente e pertanto non ha diritto alla tassazione agevolata al 5% sul premio di risultato nel 2026. Il premio sara tassato con l’aliquota marginale IRPEF ordinaria.

    Caso 4: Il lavoratore con attivita occasionale

    Profilo: Giulia, 38 anni, insegnante di scuola media (lavoro dipendente) con attivita di traduzione occasionale. Nel 2025 ha percepito: reddito da lavoro dipendente (stipendio) di 32.000 euro + redditi da attivita occasionale (redditi diversi, art. 67 TUIR) di 4.500 euro. Reddito rilevante per la soglia 2026: 32.000 euro (solo lavoro dipendente). I 4.500 euro da attivita occasionale sono redditi diversi e non rilevano. Giulia accede senza problemi alla tassazione al 5% sul premio. Attenzione: se l’attivita occasionale fosse qualificata come parasubordinazione (co.co.co.), i compensi potrebbero essere assimilati a redditi da lavoro dipendente e rilevare ai fini della soglia.

    Come dichiarare nel 730/2026

    Nella dichiarazione dei redditi 730/2026 (riferita ai redditi 2025), il lavoratore dipendente che ha beneficiato della tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato trovera questi importi gia esposti nella Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro, con specifica indicazione dei codici agevolazione e delle imposte gia trattenute.

    Se il datore ha erroneamente applicato la tassazione ordinaria (ad esempio perche il lavoratore non ha comunicato tempestivamente i dati sul reddito dell’anno precedente), il lavoratore puo recuperare l’imposta in eccesso attraverso la dichiarazione dei redditi 730/2026, indicando nella relativa sezione gli importi assoggettati a tassazione sostitutiva e richiedendo il rimborso della differenza. Il CAF puo assisterti in questa operazione di verifica e conguaglio.

    Per gli altri redditi non rilevanti ai fini delle soglie, la dichiarazione funziona cosi:

    • Cedolare secca su locazioni: va dichiarata nel quadro B del 730 (o RB del Modello Redditi PF), indicando il regime di tassazione sostitutiva scelto. Non influenza il reddito complessivo IRPEF ordinaria
    • Redditi da capitale con ritenuta definitiva (es. dividendi, interessi bancari): non vanno indicati nel 730 standard, in quanto gia gestiti dall’intermediario finanziario con ritenuta a titolo d’imposta
    • Plusvalenze crypto e redditi diversi: vanno dichiarati nel quadro RT (plusvalenze da partecipazioni e strumenti finanziari) o nel quadro W (attivita finanziarie e patrimoniali estere, incluse le criptovalute) della dichiarazione Redditi PF
    • Redditi da lavoro autonomo occasionale (redditi diversi): confluiscono nel quadro D del 730 o nel quadro RL del Modello Redditi PF, senza interagire con i limiti della detassazione

    Il nostro studio CAF e a disposizione per una verifica completa della tua situazione reddituale e per garantire che tutte le agevolazioni a cui hai diritto siano correttamente applicate nella tua dichiarazione. Contattaci per un appuntamento: il recupero della detassazione sul premio di risultato puo valere centinaia di euro e richiede un’analisi accurata della CU e dei documenti reddituali.

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    Domande Frequenti sulla Detassazione 2026

    Il reddito da locazione influisce sulla soglia di 80.000 euro per i premi di risultato?

    No. I redditi da locazione, che siano assoggettati a tassazione IRPEF ordinaria o a cedolare secca, non rientrano nel computo del limite reddituale di 80.000 euro previsto per la tassazione sostitutiva al 5% sui premi di risultato. La soglia si calcola esclusivamente sul reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente (art. 49 TUIR). Lo ha confermato la Circolare AdE n. 4/E del 10 febbraio 2025.

    Se ho dividendi e investimenti finanziari, posso ancora avere il premio tassato al 5%?

    Si. I dividendi, gli interessi bancari, i proventi da fondi comuni e altri redditi da capitale sono esclusi dal calcolo della soglia di detassazione. Solo il reddito da lavoro dipendente rileva ai fini del limite di 80.000 euro. I redditi da capitale sono soggetti a ritenuta a titolo d’imposta (26%) applicata direttamente dall’intermediario finanziario e non interagiscono con la detassazione sul lavoro dipendente.

    Le plusvalenze da criptovalute entrano nella soglia per la detassazione del premio?

    No. Le plusvalenze da cessione di criptovalute sono classificate come redditi diversi (art. 67, comma 1, lett. c-sexies TUIR) e non come redditi da lavoro dipendente. Non concorrono al limite reddituale di 80.000 euro per i premi di risultato. Devono pero essere dichiarate separatamente nel quadro RT o W della dichiarazione dei redditi e assoggettate all’imposta sostitutiva del 26%.

    Cosa succede se ho avuto due datori di lavoro nel 2025?

    Se nel 2025 hai avuto due datori di lavoro, il reddito da lavoro dipendente rilevante per la soglia e la somma di tutti i redditi percepiti da entrambi i datori nell’anno. Ogni datore conosce solo i redditi da lui erogati: e tuo dovere comunicare al nuovo datore i redditi percepiti presso il precedente, tramite dichiarazione scritta. Il datore puo verificare cosi se superi la soglia di 80.000 euro prima di applicare la tassazione agevolata al 5%.

    I fringe benefit contribuiscono al superamento della soglia di 80.000 euro?

    Solo la parte dei fringe benefit che supera la soglia di esenzione (1.000 euro per i lavoratori senza figli a carico, 2.000 euro per quelli con figli a carico) diventa reddito imponibile da lavoro dipendente. Questa quota eccedente rileva ai fini del calcolo della soglia. I benefit entro soglia sono invece completamente esenti e non influiscono sul limite reddituale.


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      03/09/2026
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      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-15 12:33:532026-05-31 17:52:11Detassazione lavoro dipendente: altri redditi fuori dalle soglie 2026
      NOTIZIE

      Detassazione Premi di Risultato: Recupero nel 730/2026

      Dichiarazione dei redditi 730

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato
      2. Chi Può Beneficiare della Detassazione
      3. Quando il Datore Non Applica la Detassazione
      4. Come Recuperare nel 730/2026: Procedura
      5. Esempio Pratico di Risparmio Fiscale
      6. Scadenze per il Recupero

      Se hai ricevuto un premio di risultato nel 2025 e il tuo datore di lavoro non ha applicato la detassazione, puoi recuperare l’agevolazione fiscale nella dichiarazione dei redditi 730/2026. La detassazione dei premi di risultato consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece dell’IRPEF ordinaria, con un risparmio significativo per i lavoratori dipendenti.

      In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega come funziona la detassazione, chi può beneficiarne e come recuperarla nel modello 730 se non è stata applicata correttamente in busta paga.

      Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato

      La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione fiscale che permette ai lavoratori dipendenti di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare fino al 43%) sui premi di produttività erogati dal datore di lavoro.

      I premi di risultato sono somme aggiuntive legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività o qualità definiti in accordi aziendali o territoriali. La detassazione si applica su importi fino a 3.000 euro annui (4.000 euro per aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori).

      Requisiti fondamentali:

      • Reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente
      • Premio previsto da contrattazione collettiva aziendale o territoriale
      • Collegamento del premio a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione

      Chi Può Beneficiare della Detassazione

      Possono accedere alla detassazione dei premi di risultato i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano questi criteri:

      1. Limite di reddito: reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente (2024 per i premi 2025) non superiore a 80.000 euro
      2. Contratto collettivo: il premio deve essere previsto da accordi aziendali o territoriali depositati presso la Direzione Territoriale del Lavoro
      3. Legame con risultati: il premio deve essere collegato a obiettivi misurabili di produttività, qualità o efficienza

      Esclusi dalla detassazione:

      • Dirigenti (salvo specifiche eccezioni)
      • Lavoratori con reddito superiore a 80.000 euro
      • Premi non collegati a obiettivi (premi discrezionali, aumenti fissi, mensilità aggiuntive)

      Quando il Datore Non Applica la Detassazione

      In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non applicare l’imposta sostitutiva del 5% in busta paga, tassando il premio con le aliquote IRPEF ordinarie. Questo può accadere per:

      • Errore amministrativo o mancata conoscenza della normativa
      • Incertezza sui requisiti (ad esempio, dubbi sul rispetto del limite di reddito)
      • Mancata verifica della presenza di accordi aziendali validi
      • Scelta prudenziale del datore per evitare contestazioni

      In questi casi, il lavoratore ha diritto a recuperare la differenza tra l’imposta ordinaria pagata e l’imposta sostitutiva del 5%, presentando la dichiarazione dei redditi 730/2026.

      Come Recuperare nel 730/2026: Procedura

      Per recuperare la detassazione non applicata dal datore di lavoro, è necessario seguire questa procedura:

      1. Verificare i requisiti
      Controlla di avere tutti i requisiti:

      • Reddito 2024 sotto 80.000 euro
      • Premio previsto da contratto aziendale
      • Collegamento con obiettivi di produttività

      2. Raccogliere la documentazione
      Serve:

      • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore (disponibile entro marzo 2026)
      • Contratto integrativo aziendale o accordo territoriale che prevede il premio
      • Busta paga con indicazione del premio e della tassazione applicata
      • Dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi

      3. Compilare il modello 730/2026
      Nel quadro C del 730, alla colonna 5 (“Somme per premi di risultato”), va indicato:

      • L’importo del premio tassato ordinariamente
      • La richiesta di applicazione retroattiva dell’imposta sostitutiva del 5%

      4. Calcolo del rimborso
      L’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta applicando l’aliquota del 5% e restituisce la differenza con il rimborso 730 o in compensazione.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti, acquisisce la documentazione e compila il 730 per massimizzare il recupero.

      Esempio Pratico di Risparmio Fiscale

      Caso concreto:

      Mario ha percepito nel 2025:

      • Reddito annuo: 35.000 euro
      • Premio di risultato: 2.000 euro

      Il datore ha tassato il premio con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 35% + addizionali), per un totale di circa 750 euro di imposte sul premio.

      Con la detassazione nel 730/2026:

      • Imposta sostitutiva 5%: 2.000 × 5% = 100 euro
      • Risparmio fiscale: 750 – 100 = 650 euro

      Mario recupera 650 euro nel rimborso del 730/2026.

      Altro esempio (premio massimo):

      Lucia, reddito 40.000 euro, ha ricevuto premio di 3.000 euro tassato ordinariamente (aliquota 35%):

      • Imposte pagate: circa 1.050 euro
      • Imposte con detassazione: 3.000 × 5% = 150 euro
      • Risparmio: 900 euro

      Il risparmio medio per chi recupera la detassazione varia tra 600 e 1.200 euro, a seconda dell’importo del premio e dell’aliquota IRPEF marginale.

      Scadenze per il Recupero

      Per recuperare la detassazione dei premi 2025, le scadenze sono:

      • Entro marzo 2026: il datore rilascia la Certificazione Unica con i dati dei premi erogati
      • Dal 30 aprile 2026: inizio periodo per presentare il 730/2026
      • Entro 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per il 730/2026 precompilato
      • Entro 15 ottobre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF o professionista
      • Entro 31 ottobre 2026: scadenza per Redditi Persone Fisiche (in alternativa al 730)

      Attenzione: il recupero deve essere richiesto entro i termini di presentazione della dichiarazione. Se non viene indicato nel 730/2026, il diritto alla detassazione si perde (salvo presentare dichiarazione integrativa entro i termini di decadenza).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Detassazione Premi

      Posso recuperare la detassazione anche se il datore l’ha tassata ordinariamente?

      Si, se hai i requisiti (reddito sotto 80.000 euro, premio da contratto aziendale, collegamento con produttivita) puoi recuperare la detassazione nel 730/2026, anche se il datore ha applicato IRPEF ordinaria in busta paga.

      Serve l’autorizzazione del datore per recuperare nel 730?

      No, non serve autorizzazione, ma e utile avere una dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi di produttivita previsti dal contratto aziendale.

      Il CAF puo verificare se ho diritto alla detassazione?

      Si, il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, esamina la CU e il contratto aziendale, e compila il 730 per recuperare correttamente l’agevolazione.

      Se non presento il 730, perdo la detassazione?

      Si, se non richiedi il recupero nella dichiarazione dei redditi entro le scadenze, l’imposta ordinaria gia applicata resta definitiva e non puoi piu recuperare la differenza.

      La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione importante che permette di risparmiare fino a 1.000 euro o più sulle imposte. Se il tuo datore di lavoro non l’ha applicata in busta paga, puoi recuperarla nel 730/2026 seguendo la procedura corretta.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

      • Verificare i requisiti di accesso
      • Acquisire la documentazione necessaria
      • Compilare il 730 con il recupero della detassazione
      • Massimizzare il rimborso fiscale

      Non perdere questa opportunità di risparmio: contatta il CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione dei redditi.

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