CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdEIl modello F24 è il documento che ogni contribuente italiano usa per pagare tasse, imposte, contributi previdenziali e molte altre somme dovute allo Stato. Al suo interno, i codici tributo F24 sono il cuore del sistema: identificano con precisione il tipo di versamento, l’anno di riferimento e la sezione corretta del modello. Senza il codice giusto, il pagamento potrebbe essere attribuito in modo errato — con conseguenti sanzioni o richieste di chiarimento dall’Agenzia delle Entrate.In questa guida trovi una spiegazione chiara di come funzionano i codici tributo, una tabella riassuntiva aggiornata al 2026 con i codici più utilizzati, e le istruzioni per compilare il modello F24 senza errori. Abbiamo anche analizzato le risoluzioni più recenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno introdotto nuovi codici tributo nel corso del 2025 e 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è il Codice Tributo nel Modello F24Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi CodiciTabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici TributoCome Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai CampiCompensazione con il Modello F24: Come FunzionaCodici Tributo per il Regime Forfettario 2026Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi ProfessionistiErrori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24Come Trovare il Codice Tributo CorrettoScadenze F24 del 2026: le Date da RicordareF24 a Saldo Zero: Quando è ObbligatorioDomande Frequenti sui Codici Tributo F24Cos’è il Codice Tributo nel Modello F24Il codice tributo è un codice alfanumerico di 4 cifre (a volte accompagnato da lettere) che identifica univocamente la natura del versamento nel modello F24. È, in pratica, il “nome” del pagamento che stai effettuando: ogni tipo di tassa, contributo o imposta ha il suo codice specifico.Per capirne l’importanza, immagina di dover pagare l’IRPEF a saldo: senza il codice tributo corretto (1001), l’Agenzia delle Entrate non saprebbe a quale imposta applicare il tuo versamento. Lo stesso vale per l’acconto IRPEF (codice 0100), l’IVA mensile (codice 6001-6012), i contributi INPS e decine di altre voci.I codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite apposite risoluzioni. Queste risoluzioni, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale e sul portale AdE, definiscono il codice, la sezione del modello F24 in cui inserirlo, e le istruzioni operative. Nel corso del 2025-2026 sono state emesse numerose risoluzioni per nuovi adempimenti, agevolazioni fiscali e semplificazioni. Le Sezioni del Modello F24 e i Relativi CodiciIl modello F24 è suddiviso in diverse sezioni, ognuna destinata a una categoria specifica di versamenti. I codici tributo variano a seconda della sezione utilizzata:Sezione ERARIO: per le imposte erariali (IRPEF, IVA, IRES, imposte sostitutive, addizionali statali). È la sezione più utilizzata dai privati e dalle partite IVA.Sezione REGIONI: per l’addizionale regionale IRPEF e i tributi regionali specifici.Sezione ICI/IMU: per il pagamento dell’IMU, della TASI e di altre imposte sugli immobili (codici che iniziano con 3xxx o 4xxx).Sezione INPS: per i contributi previdenziali, sia dei dipendenti sia degli autonomi (regime forfettario, artigiani, commercianti).Sezione Altri Enti: per versamenti a enti diversi (es. INAIL, ENPAM, Cassa Edile).Conoscere la sezione corretta è fondamentale: inserire un codice tributo nella sezione sbagliata invalida il pagamento e può generare sanzioni. Tabella dei Codici Tributo F24 più Utilizzati nel 2026Di seguito la tabella riepilogativa dei codici tributo più comuni, suddivisi per categoria di versamento:CodiceDescrizioneSezione F24Rif. AnnoIRPEF e Imposte sui Redditi1001IRPEF – saldoErarioAnno d’imposta0100IRPEF – acconto prima rataErarioAnno di versamento0200IRPEF – acconto seconda rata o acconto unicoErarioAnno di versamento1800IRES – saldoErarioAnno d’imposta2002IRES – acconto prima rataErarioAnno di versamentoIVA6001-6012IVA mensile (6001 = gennaio, 6012 = dicembre)ErarioAnno d’imposta6031-6034IVA trimestrale (6031 = I trim., 6032 = II, 6033 = III, 6034 = IV)ErarioAnno d’imposta6099IVA – saldo annualeErarioAnno d’imposta6013IVA – acconto dicembreErarioAnno d’impostaImposta Sostitutiva (Regime Forfettario)1790Imposta sostitutiva regime forfettario – saldoErarioAnno d’imposta1791Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rataErarioAnno di versamento1792Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rataErarioAnno di versamentoIMU e Tributi Locali3912IMU – abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e pertinenzeICI/IMUAnno d’imposta3918IMU – altri fabbricatiICI/IMUAnno d’imposta3914IMU – terreni agricoliICI/IMUAnno d’imposta3916IMU – aree fabbricabiliICI/IMUAnno d’impostaContributi INPS0901Contributi INPS artigiani – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale0903Contributi INPS commercianti – quota fissa sul minimaleINPSTrimestrale0902Contributi INPS artigiani – eccedenza sul minimaleINPSSaldo0904Contributi INPS commercianti – eccedenza sul minimaleINPSSaldo2521Contributi INPS gestione separata – compenso lavoro autonomoINPSAnno d’imposta2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPSAnno di versamentoRitenute alla Fonte1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo e provvigioniErarioMese di riferimento1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiErarioMese di riferimento1030Ritenute su redditi di lavoro dipendente (tempo determinato)ErarioMese di riferimentoCedolare Secca1840Cedolare secca – saldo (aliquota 21% o 10% per canone concordato)ErarioAnno d’imposta1841Cedolare secca – acconto prima rataErarioAnno di versamento1842Cedolare secca – acconto seconda rataErarioAnno di versamento Le Risoluzioni AdE 2025-2026 sui Nuovi Codici TributoL’Agenzia delle Entrate emette periodicamente risoluzioni per istituire nuovi codici tributo legati a provvedimenti normativi di recente approvazione. Ogni risoluzione descrive in modo preciso il codice, la sua denominazione, la sezione F24 di riferimento e le modalità di utilizzo.Nel corso del 2025, alcune delle risoluzioni più significative hanno riguardato:Nuovi codici per la rottamazione delle cartelle: con l’introduzione delle rate della rottamazione quinquies (sanatoria dei carichi affidati all’Agente della Riscossione), sono stati istituiti specifici codici tributo da utilizzare nella sezione Erario del modello F24. Le risoluzioni AdE hanno aggiornato le istruzioni per ogni rata di pagamento.Codici per la tregua fiscale e il ravvedimento speciale: nell’ambito delle misure di pace fiscale previste dalla Legge di Bilancio 2025, sono stati introdotti codici tributo dedicati per la regolarizzazione spontanea di violazioni tributarie (ravvedimento operoso speciale, concordato preventivo biennale).Codici per il concordato preventivo biennale (CPB): i contribuenti che hanno aderito al CPB per gli anni 2024-2025 devono versare l’imposta sostitutiva tramite codici tributo specifici istituiti dall’AdE nel 2024-2025.Codici per agevolazioni settoriali: nuovi incentivi (crediti d’imposta per investimenti, ZES unica Sud, Transizione 5.0) hanno richiesto l’istituzione di codici tributo ad hoc per il corretto utilizzo in compensazione tramite F24.Per restare aggiornato sulle risoluzioni più recenti, ti consigliamo di consultare regolarmente la sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” del portale agenziaentrate.gov.it oppure di iscriverti alla nostra newsletter qui sopra. Come Compilare il Modello F24: Guida Pratica ai CampiCompilare correttamente il modello F24 non è difficile, ma richiede attenzione ai dettagli. Ecco i campi principali da compilare nella sezione Erario (la più utilizzata):Codice tributo: il codice a 4 cifre che identifica il tipo di pagamento (es. 1790 per l’imposta sostitutiva del forfettario).Rateazione/Regione/Prov.: indica il numero di rata se stai pagando a rate (es. 0101 = prima rata su una, 0103 = prima rata su tre), oppure lascia vuoto se paghi in unica soluzione.Anno di riferimento: l’anno a cui si riferisce il tributo. Per l’IRPEF a saldo 2025 (da pagare nel 2026) si indica 2025; per gli acconti 2026 si indica 2026.Importi a debito versati: la somma che stai pagando.Importi a credito compensati: eventuali crediti che stai utilizzando in compensazione.Esempio pratico: Supponiamo che Luca, libero professionista con regime forfettario, debba pagare il saldo dell’imposta sostitutiva per il 2025 entro il 30 giugno 2026. Il suo F24 avrà:Sezione: ErarioCodice tributo: 1790 (imposta sostitutiva forfettario – saldo)Anno di riferimento: 2025Importo a debito: [importo calcolato] Compensazione con il Modello F24: Come FunzionaUna delle caratteristiche più utili del modello F24 è la possibilità di utilizzare i crediti tributari in compensazione: invece di pagare l’intero importo dovuto, puoi scalare i crediti che vanti verso il fisco (es. crediti IVA, crediti IRPEF da rimborso, crediti d’imposta per investimenti).La compensazione funziona così:Compensazione orizzontale: puoi usare un credito di un’imposta per pagarne un’altra (es. credito IVA per pagare IRPEF). Ammessa fino a 2 milioni di euro annui per i crediti fiscali (limite portato a 2 milioni dalla L. 207/2024 – Legge di Bilancio 2025).Compensazione verticale: usi il credito della stessa imposta (es. IVA a credito di un periodo per compensare IVA a debito del periodo successivo).Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro (IVA) o 5.000 euro (altri tributi) è obbligatorio il visto di conformità apposto da un CAF o un professionista abilitato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti in questo adempimento.Attenzione: dal 2024 è obbligatorio presentare il modello F24 esclusivamente in via telematica quando si utilizza la compensazione (anche se il saldo netto è zero). Non è più possibile presentarlo in forma cartacea in questi casi.Codici Tributo per il Regime Forfettario 2026I contribuenti in regime forfettario hanno codici tributo specifici per il versamento dell’imposta sostitutiva (15% ordinaria, 5% per i nuovi contribuenti nei primi 5 anni). Ecco una guida pratica:CodiceDescrizioneScadenza 20261790Imposta sostitutiva forfettario – saldo anno precedente30 giugno 2026 (con proroga possibile al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)1791Imposta sostitutiva forfettario – acconto 1ª rata (40%)30 giugno 20261792Imposta sostitutiva forfettario – acconto 2ª rata (60%)30 novembre 2026Nota importante per il 2026: i contribuenti forfettari devono versare gli acconti con il metodo storico (basato sull’imposta dell’anno precedente) oppure con il metodo previsionale (basato al reddito atteso). Se hai dubbi su quale metodo conviene, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a fare il calcolo corretto e a compilare il modello F24. Codici Tributo per i Contributi INPS dei Liberi ProfessionistiI liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS versano i contributi tramite F24 con i seguenti codici:CodiceDescrizioneSezione2521Contributi INPS gestione separata – saldo compenso lavoro autonomoINPS2522Contributi INPS gestione separata – acconto prima rataINPS2523Contributi INPS gestione separata – acconto seconda rataINPSL’aliquota contributiva della Gestione Separata per il 2026 è del 26,07% per i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie, e del 24% per i soggetti già pensionati o iscritti ad altre casse. Ricorda di indicare sempre l’anno di riferimento nel campo apposito del modello F24.Errori Comuni nella Compilazione del Codice Tributo F24Gli errori più frequenti che i contribuenti commettono nel compilare il modello F24 riguardano proprio i codici tributo. Ecco i più comuni e come evitarli:Codice tributo sbagliato per la sezione: inserire un codice IMU (es. 3916) nella sezione Erario invece che nella sezione ICI/IMU. Il sistema telematico di solito blocca l’operazione, ma meglio verificare prima.Anno di riferimento errato: per il saldo IRPEF 2025 (da pagare nel 2026) si deve indicare 2025, non 2026. Per gli acconti 2026 si indica 2026. Confondere i due può portare a versamenti non imputati correttamente.Rateazione non compilata: se si paga a rate (es. 3 rate), il campo rateazione deve riportare il codice corretto (0101 = prima rata su una, 0103 = prima di tre, 0203 = seconda di tre, ecc.).Compensazione senza visto: usare crediti superiori a 5.000 euro senza il visto di conformità è sanzionabile. Rivolgiti sempre a un CAF o commercialista abilitato.Inversione debito/credito: mettere l’importo nella colonna sbagliata (a debito invece di a credito, o viceversa) può causare problemi seri. Verifica sempre prima di inviare. Come Trovare il Codice Tributo CorrettoSe non sei sicuro del codice tributo da utilizzare, hai diverse opzioni:Portale AdE: la sezione “F24” del sito dell’Agenzia delle Entrate contiene le istruzioni complete e la lista dei codici tributo aggiornata.Software di compilazione F24: il servizio telematico dell’AdE (F24 online) propone automaticamente i codici tributo in base al tipo di versamento selezionato.Risoluzione AdE di riferimento: ogni nuovo codice tributo è istituito con una risoluzione numerata. Puoi cercare la risoluzione specifica sul portale normativa dell’AdE.CAF o commercialista: la soluzione più sicura. Un operatore qualificato verifica che tutto sia corretto prima dell’invio. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la compilazione del modello F24 e la gestione delle scadenze fiscali.Scadenze F24 del 2026: le Date da RicordareOltre al codice tributo, è fondamentale rispettare le scadenze di versamento. Ecco le principali date del 2026 che interessano privati e partite IVA:16 di ogni mese: versamento ritenute, contributi INPS dipendenti, IVA mensile del mese precedente.16 marzo 2026: IVA annuale – saldo (con codice 6099).16 aprile, 16 luglio, 16 settembre, 16 dicembre 2026: IVA trimestrale (per contribuenti trimestrali).30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + primo acconto IRPEF 2026 + saldo/acconto imposta sostitutiva forfettario. Possibile proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%.1 dicembre 2026: secondo acconto IRPEF (ufficialmente confermato da calendario AdE).16 giugno e 16 dicembre 2026: rate IMU (acconto e saldo).Puoi trovare il calendario completo delle scadenze fiscali di luglio 2026 nel nostro articolo dedicato: Scadenze fiscali di luglio 2026: tutte le date per privati, imprese e Partite IVA. F24 a Saldo Zero: Quando è ObbligatorioIn alcuni casi, il modello F24 deve essere presentato anche quando il totale da versare è zero euro. Questo accade tipicamente quando si utilizza la compensazione integrale: l’importo a credito compensa completamente l’importo a debito, e il saldo finale è zero.In questi casi:Il modello F24 deve essere presentato obbligatoriamente per via telematica (non può essere presentato in forma cartacea o allo sportello bancario).L’F24 a zero può essere inviato solo tramite i servizi telematici dell’AdE (Fisconline/Entratel) o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).Le banche e Poste non accettano F24 a saldo zero.Domande Frequenti sui Codici Tributo F24Dove trovo la lista aggiornata dei codici tributo F24?La lista ufficiale e aggiornata dei codici tributo è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it), nella sezione dedicata al modello F24. Ogni nuovo codice viene istituito con una risoluzione numerata che puoi consultare nella sezione “Normativa e prassi”. In alternativa, i principali software di compilazione F24 aggiornano automaticamente i codici disponibili.Cosa succede se uso il codice tributo sbagliato?Se hai usato un codice tributo errato, il versamento potrebbe essere imputato a un tributo diverso da quello dovuto, oppure potrebbe risultare non lavorabile da parte dell’Agenzia delle Entrate. In entrambi i casi puoi presentare una richiesta di correzione (istanza di correzione dati F24) all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione che prova l’errore materiale. È consigliabile agire tempestivamente per evitare che vengano emesse cartelle esattoriali per il tributo non versato.Posso pagare il modello F24 in banca senza essere correntista?Sì, è possibile pagare il modello F24 cartaceo allo sportello bancario o postale anche senza essere correntista, purché il saldo da versare sia superiore a zero e non si utilizzi la compensazione. Se invece il saldo è zero (per compensazione integrale) oppure l’importo supera 1.000 euro in alcuni casi specifici, è obbligatorio il pagamento telematico.Come funziona il codice tributo per il ravvedimento operoso?Quando si regolarizza spontaneamente un pagamento omesso o tardivo tramite ravvedimento operoso, si usa lo stesso codice tributo del versamento originario, a cui si aggiungono ulteriori righe per gli interessi (codice tributo 1989 per interessi da ravvedimento su imposte erariali) e le sanzioni ridotte (vari codici in base al tipo di sanzione). Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a calcolare correttamente l’importo del ravvedimento e a compilare il modello F24 in modo corretto.Qual è il codice tributo per pagare l’INPS gestione separata?I contribuenti iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, freelance, professionisti senza cassa) usano i codici: 2521 (saldo), 2522 (acconto prima rata), 2523 (acconto seconda rata). Questi vanno inseriti nella sezione INPS del modello F24, indicando nell’apposito campo il codice sede INPS di competenza e la matricola INPS.I nuovi codici tributo 2026 dove vengono pubblicati?I nuovi codici tributo vengono istituiti dall’Agenzia delle Entrate tramite risoluzioni ufficiali, pubblicate sul portale agenziaentrate.gov.it nella sezione “Normativa e prassi > Risoluzioni” e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Ogni risoluzione riporta il numero progressivo, la data di emissione, la denominazione del nuovo codice, la sezione F24 di riferimento e le istruzioni per l’utilizzo corretto. È buona pratica verificare sempre che il codice che si intende utilizzare sia quello più aggiornato, soprattutto per versamenti legati a nuovi adempimenti o agevolazioni di recente istituzione.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Hai bisogno di aiuto con il Modello F24?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione del modello F24, la gestione della compensazione tributaria e l’aggiornamento sui nuovi codici tributo istituiti dall’Agenzia delle Entrate. Prenota un appuntamento presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, oppure contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-03 03:04:252026-07-03 07:53:42Codici Tributo F24 2026: Guida Completa con Tabella e Risoluzioni AdE
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto 2026Il F24 del condominio per la ritenuta d’acconto è uno degli adempimenti fiscali più delicati che ogni amministratore di condominio deve gestire con precisione e puntualità. Quando il condominio paga un lavoratore autonomo — che sia un idraulico, un elettricista, un geometra o un avvocato — ha l’obbligo di trattenere una parte del compenso e versarla all’Agenzia delle Entrate tramite il modello F24. Si tratta della cosiddetta ritenuta d’acconto, un meccanismo che trasforma il condominio in un sostituto d’imposta.Se sei un amministratore di condominio e ti trovi a gestire queste pratiche per la prima volta, oppure sei un condomino curioso di capire come funziona, questa guida ti spiega tutto: cos’è la ritenuta d’acconto del condominio, come si calcola, quali codici tributo usare, quando versarla e come compilare il modello F24 senza commettere errori. 📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. 📋 Indice dei Contenuti 1. Cos’è la ritenuta d’acconto del condominio 2. Quando si applica la ritenuta d’acconto 3. Come si calcola la ritenuta d’acconto 4. Codici tributo F24 per il condominio 5. Come compilare il modello F24 6. Scadenze per il versamento della ritenuta 7. Certificazione Unica e Modello 770 8. Errori comuni da evitare 9. Domande frequentiIndice dei contenutiCos’è la Ritenuta d’Acconto del CondominioQuando si Applica la Ritenuta d’Acconto al CondominioCome si Calcola la Ritenuta d’Acconto del CondominioCodici Tributo F24 per il Condominio: la Guida CompletaCome Compilare il Modello F24 per il CondominioScadenze per il Versamento della Ritenuta d’Acconto F24Certificazione Unica e Modello 770: gli Adempimenti Annuali del CondominioErrori Comuni da Evitare nel Versamento della Ritenuta F24Domande Frequenti sul F24 del CondominioCos’è la Ritenuta d’Acconto del Condominio La ritenuta d’acconto è una trattenuta fiscale che il condominio applica sui compensi pagati a determinati professionisti e lavoratori autonomi. In pratica, quando l’amministratore paga una fattura a un artigiano o a un professionista che lavora in regime ordinario, non versa l’intero importo: trattiene una percentuale e la versa direttamente all’Agenzia delle Entrate per conto del lavoratore. È come se il condominio pagasse in anticipo una parte delle imposte dovute dal professionista.Questo meccanismo è regolato dal DPR 600/1973, articolo 25, che individua i soggetti obbligati ad operare le ritenute. Il condominio, in quanto ente che eroga compensi a lavoratori autonomi, è equiparato a un sostituto d’imposta: deve quindi trattenere la ritenuta, versarla al Fisco tramite modello F24 entro le scadenze di legge, e poi certificare l’importo trattenuto al lavoratore attraverso la Certificazione Unica (CU).È importante sottolineare che la ritenuta d’acconto non è un costo aggiuntivo per il condominio: è semplicemente una diversa modalità di pagamento. Se la fattura è di 1.000 euro, il condominio paga 800 euro al professionista e 200 euro (la ritenuta) all’Erario. Il totale erogato è sempre 1.000 euro.Quando si Applica la Ritenuta d’Acconto al Condominio Non tutte le fatture che il condominio riceve sono soggette a ritenuta. Capire quando applicare la ritenuta d’acconto è fondamentale per evitare errori che possono costare sanzioni. In linea di massima, la ritenuta si applica quando il condominio paga compensi per prestazioni di lavoro autonomo, cioè servizi professionali resi da persone fisiche o da imprese individuali in regime ordinario.Ecco le categorie di prestatori soggetti a ritenuta quando lavorano per il condominio:Professionisti con partita IVA in regime ordinario: geometri, architetti, ingegneri, avvocati, commercialisti, consulenti legali e tecniciLavoratori autonomi occasionali: chi effettua lavori senza partita IVA, con compensi che costituiscono reddito diverso ai sensi dell’art. 67 TUIRAmministratori di condominio professionisti: quando percepiscono il compenso per la propria attività gestionaleAgenti e mediatori: nei casi in cui il condominio si avvalga di intermediari per locazioni di parti comuniAttenzione: la situazione si complica con gli artigiani e le imprese. Un idraulico, un elettricista o una ditta di pulizie che emette fattura come impresa in regime ordinario IVA (società o ditta individuale con attività d’impresa) non è soggetto a ritenuta d’acconto. La ritenuta si applica solo alle prestazioni di lavoro autonomo, non a quelle di lavoro d’impresa. Per distinguere i due casi, il professionista inserisce in fattura la dicitura “prestazione soggetta a ritenuta d’acconto” se la ritenuta si applica.Esiste però un’ulteriore categoria specifica per i condomìni: la ritenuta del 4% sulle spese di ristrutturazione pagate tramite bonifico parlante. Questa ritenuta viene operata direttamente dalla banca al momento del pagamento e non richiede alcun intervento dell’amministratore: è la banca stessa a trattenerla e versarla. Si tratta quindi di un meccanismo automatico e separato rispetto alla ritenuta d’acconto classica.Come si Calcola la Ritenuta d’Acconto del Condominio Il calcolo della ritenuta d’acconto per il condominio segue regole precise stabilite dalla normativa fiscale. L’aliquota applicata varia in base alla tipologia di prestazione e allo status del prestatore:20% del compenso imponibile: per le prestazioni di lavoro autonomo abituale (professionisti con partita IVA in regime ordinario)20% del compenso: per le prestazioni di lavoro autonomo occasionale (senza partita IVA)4% del corrispettivo lordo IVA inclusa: per i bonifici relativi a lavori su cui spetta detrazione fiscale (ristrutturazione, risparmio energetico) — in questo caso la trattiene direttamente la bancaLa base su cui calcolare la ritenuta è il compenso al netto dell’IVA e delle spese documentate rimborsate. Se la fattura include rimborsi spese documentati (es. materiali acquistati), queste somme non rientrano nella base imponibile della ritenuta. Vediamo un esempio pratico per chiarire il concetto.Esempio: Il condominio riceve una fattura dal geometra che ha seguito la perizia per una causa condominiale. Il geometra è iscritto all’albo e lavora in regime ordinario. La fattura è così composta:Compenso professionale: 500,00 euroIVA 22%: 110,00 euroRitenuta d’acconto 20%: – 100,00 euroNetto da pagare al geometra: 510,00 euroDa versare all’Agenzia delle Entrate tramite F24: 100,00 euroIl geometra riceverà quindi 510 euro invece di 610 (compenso + IVA). I 100 euro trattenuti verranno versati dal condominio al Fisco tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento della fattura. Il geometra, in sede di dichiarazione dei redditi, utilizzerà la ritenuta subita come credito d’imposta.Un caso particolare riguarda i professionisti in regime forfettario: questi soggetti sono esonerati dall’applicazione della ritenuta d’acconto. La fattura di un professionista forfettario non includerà mai la voce ritenuta, e il condominio pagherà l’intero importo indicato. Il professionista è tenuto a indicare in fattura la dicitura “operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 — Regime Forfettario: non soggetto a ritenuta d’acconto”.Codici Tributo F24 per il Condominio: la Guida Completa Il codice tributo è il cuore del modello F24: identifica il tipo di versamento che si sta effettuando. Usare il codice sbagliato significa rischiare che il pagamento non venga correttamente imputato, con conseguenti avvisi di irregolarità da parte dell’Agenzia delle Entrate. Per il condominio, i codici tributo più rilevanti per il versamento della ritenuta d’acconto sono i seguenti:Codice TributoDescrizioneTipo di prestazione1040Ritenute su redditi di lavoro autonomoProfessionisti con P.IVA, geometri, avvocati, commercialisti, tecnici1040Ritenute su redditi di lavoro autonomo occasionaleLavoratori occasionali senza P.IVA (redditi art. 67 TUIR)1001Ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendenteSolo se il condominio ha dipendenti (portiere, addetto pulizie con rapporto di lavoro dipendente)1004Ritenute IRPEF su redditi assimilati al lavoro dipendenteCompensi amministratore se il rapporto è assimilato al lavoro dipendenteIl codice tributo 1040 è il più utilizzato dalla gran parte dei condomìni, perché si applica ai compensi corrisposti a professionisti e lavoratori autonomi. Nella sezione Erario del modello F24, questo codice va inserito insieme al periodo di riferimento (il mese in cui è avvenuto il pagamento) e all’anno d’imposta (di solito l’anno in cui si paga).Per i condomìni che hanno dipendenti (ad esempio un portiere), il codice tributo 1001 riguarda le ritenute IRPEF sullo stipendio. Anche in questo caso il versamento avviene con il modello F24, entro il 16 del mese successivo a quello di pagamento dello stipendio.Come Compilare il Modello F24 per il CondominioLa compilazione del modello F24 per il versamento della ritenuta d’acconto del condominio richiede attenzione nella sezione Erario. Ecco i campi da compilare correttamente:Codice fiscale del condominio: il codice fiscale del condominio stesso (non dell’amministratore). Ogni condominio deve avere il proprio codice fiscale, che si richiede all’Agenzia delle EntrateSezione Erario: qui si inseriscono le ritenute d’acconto su lavoro autonomoCodice tributo: 1040 per lavoro autonomo professionale e occasionaleRateazione / Regione / Prov. EC: lasciare in bianco per le ritenuteAnno di riferimento: l’anno in cui è stata effettuata la prestazione e il pagamentoMese di riferimento: il mese in cui si è pagata la fattura (da indicare nel formato MM)Importi a debito versati: l’ammontare della ritenuta da versareUn aspetto che crea spesso confusione riguarda il codice fiscale del condominio. Molti amministratori, soprattutto dei piccoli condomìni, usano erroneamente il proprio codice fiscale personale. Questo è un errore grave: il versamento va imputato al condominio come soggetto passivo d’imposta, non all’amministratore. Se il condominio non ha ancora il codice fiscale, occorre richiederlo all’Agenzia delle Entrate con il modello AA5/6 prima di effettuare qualsiasi versamento.Il modello F24 può essere presentato in tre modi: tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (F24 online), tramite homebanking della propria banca, oppure — per importi inferiori a determinate soglie — in forma cartacea presso banche e uffici postali. Per i condomìni con più di una posizione debitoria mensile, il versamento telematico è fortemente consigliato perché consente anche la compensazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste gli amministratori nella compilazione e nel versamento del modello F24, garantendo la correttezza di ogni dato inserito e il rispetto delle scadenze fiscali.Scadenze per il Versamento della Ritenuta d’Acconto F24Le scadenze per il versamento della ritenuta d’acconto tramite F24 sono mensili e tassative. La regola generale è semplice: la ritenuta trattenuta nel mese precedente va versata entro il giorno 16 del mese successivo. Se il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo utile.Mese di pagamento fatturaScadenza versamento F24Gennaio 202616 febbraio 2026Febbraio 202616 marzo 2026Marzo 202616 aprile 2026Aprile 202618 maggio 2026 (il 16 è sabato)Maggio 202616 giugno 2026Giugno 202616 luglio 2026Luglio 202617 agosto 2026 (sospensione ferragosto)Agosto 202616 settembre 2026Settembre 202616 ottobre 2026Ottobre 202616 novembre 2026Novembre 202616 dicembre 2026Dicembre 202618 gennaio 2027 (il 16 è sabato)Esiste un’eccezione importante per il mese di agosto: i versamenti con scadenza dal 1° al 20 agosto possono essere effettuati entro il 20 agosto senza alcuna maggiorazione, oppure entro il 20 settembre con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse. Per i condomìni che pagano fatture di luglio con ritenuta da versare entro il 16 agosto, conviene pianificare il pagamento prima della chiusura estiva.Il mancato rispetto delle scadenze F24 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. Il ravvedimento operoso consente di regolarizzare i versamenti tardivi con sanzioni ridotte: si parte dallo 0,1% per ogni giorno di ritardo fino a 14 giorni, con le seguenti aliquote aggiornate post D.Lgs. 87/2024: 1,25% entro 30 giorni (breve), 1,39% entro 90 giorni, 3,125% entro 1 anno. Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Rivolgersi tempestivamente al CAF Centro Fiscale di Udine consente di calcolare correttamente l’importo del ravvedimento ed evitare ulteriori complicazioni.Certificazione Unica e Modello 770: gli Adempimenti Annuali del CondominioIl versamento mensile della ritenuta tramite F24 non è l’unico adempimento fiscale del condominio come sostituto d’imposta. A fine anno, l’amministratore deve anche rilasciare la Certificazione Unica (CU) a tutti i professionisti a cui ha trattenuto ritenute durante l’anno, e trasmettere il Modello 770 all’Agenzia delle Entrate.La Certificazione Unica è il documento che attesta al lavoratore autonomo l’ammontare delle ritenute subite nel corso dell’anno. È essenziale per la dichiarazione dei redditi del professionista: senza questo documento, il percipiente non può portare in detrazione le ritenute subite. La CU deve essere consegnata al lavoratore autonomo entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento. Per il 2025, la CU andava consegnata entro il 17 marzo 2026 (il 16 cadeva di domenica).Il Modello 770 è invece la dichiarazione annuale del sostituto d’imposta che il condominio deve trasmettere all’Agenzia delle Entrate, riepilogando tutte le ritenute operate e versate durante l’anno. La scadenza per il Modello 770 relativo all’anno 2025 è il 31 luglio 2026. Si tratta di un adempimento complesso che richiede la disponibilità di tutti i dati dei versamenti effettuati mese per mese: una buona organizzazione durante l’anno (conservare tutti i modelli F24 pagati) semplifica enormemente la compilazione del 770.Per i condomìni con la Certificazione Unica relativa ai lavoratori autonomi, è fondamentale conoscere la distinzione tra i diversi quadri del Modello 770: il Quadro SA riguarda i compensi per lavoro autonomo professionale, mentre il Quadro SB riguarda le prestazioni occasionali. Un’ulteriore attenzione va posta per l’amministratore di condominio professionista: se percepisce il compenso come lavoratore autonomo, il condominio deve operare la ritenuta e includerlo nel 770. Se invece il rapporto è configurato come amministrazione condominiale nell’ambito di attività d’impresa, la disciplina cambia.La gestione della Certificazione Unica per lavoratori autonomi e del Modello 770 richiede competenza tecnica e attenzione ai dettagli. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, sia per i piccoli condomìni con poche ritenute da gestire, sia per i complessi condominiali più strutturati.Errori Comuni da Evitare nel Versamento della Ritenuta F24Nella pratica quotidiana della gestione condominiale, si riscontrano alcuni errori ricorrenti che possono generare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Conoscerli in anticipo permette di evitarli e di gestire l’adempimento in modo corretto.Il primo errore, già menzionato, è utilizzare il codice fiscale sbagliato nel modello F24. L’amministratore deve inserire il codice fiscale del condominio, non il proprio. Ogni condominio — anche un piccolo edificio di tre appartamenti — deve avere il proprio codice fiscale. Se il condominio non l’ha mai richiesto, l’amministratore deve sanare questa situazione prima di effettuare qualsiasi versamento.Il secondo errore frequente riguarda la confusione tra lavoro autonomo e lavoro d’impresa. Come abbiamo visto, la ritenuta del 20% si applica alle prestazioni di lavoro autonomo, non alle imprese. Applicare la ritenuta a una ditta di costruzioni che emette fattura come impresa crea problemi a entrambe le parti: il professionista si ritrova con una trattenuta non dovuta che dovrà recuperare, il condominio deve correggere il versamento. Verificare sempre il regime fiscale del prestatore prima di operare la ritenuta.Il terzo errore tipico è non verificare se il professionista è in regime forfettario. I professionisti forfettari sono esonerati dalla ritenuta (come spiegato in precedenza) e lo indicano in fattura. Applicare comunque la ritenuta a un forfettario significa ridurre ingiustamente il suo compenso. La fattura del professionista forfettario riporterà sempre la dicitura di esonero.Altri errori comuni includono: dimenticare di versare la ritenuta (molto frequente nei condomìni piccoli dove l’amministratore è un condomino non professionista), usare il codice tributo errato (es. usare il 1001 invece del 1040), indicare un periodo di riferimento sbagliato, o — nei casi più gravi — non rilasciare la Certificazione Unica entro i termini. Ogni omissione comporta sanzioni che si aggiungono all’importo dovuto.Una buona pratica per l’amministratore di condominio è tenere un registro delle ritenute operate durante l’anno: per ogni fattura ricevuta da un lavoratore autonomo, annotare data di pagamento, nome del percipiente, codice fiscale, compenso lordo e ritenuta operata. Questo documento semplifica enormemente la compilazione del Modello 770 a fine anno e consente di verificare in qualsiasi momento che tutti i versamenti siano stati effettuati.Hai bisogno di assistenza per la gestione delle ritenute d’acconto del condominio e per la compilazione del modello F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio dedicato agli amministratori condominiali, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.📬Resta aggiornato sulle novita fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sul F24 del CondominioIl condominio deve sempre versare la ritenuta d’acconto?Il condominio è obbligato a operare la ritenuta d’acconto solo quando paga compensi a lavoratori autonomi (professionisti con P.IVA in regime ordinario o lavoratori occasionali senza P.IVA). Non si applica ai pagamenti verso imprese (ditte, SRL, SNC) per lavori di manutenzione ordinaria, né verso professionisti in regime forfettario. Se il condominio non ha mai pagato professionisti con ritenuta, non ha l’obbligo di presentare il Modello 770.Cosa succede se l’amministratore dimentica di versare la ritenuta entro il 16 del mese?Il mancato versamento entro la scadenza F24 comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora. È possibile rimediare attraverso il ravvedimento operoso, che permette di versare tardivamente con sanzioni ridotte: 0,1% per ogni giorno di ritardo (fino a 14 giorni), poi 1,25% entro 30 giorni (breve), poi 1,39% entro 90 giorni (medio), poi 3,125% entro 1 anno (percentuali post riforma D.Lgs. 87/2024, in vigore dal 1° settembre 2024). Più si aspetta, più la sanzione aumenta. Meglio regolarizzare subito con l’aiuto del CAF Centro Fiscale.Il geometra che segue la perizia condominiale è soggetto a ritenuta?Dipende dal regime fiscale del geometra. Se il geometra ha partita IVA in regime ordinario, il condominio deve operare la ritenuta del 20% sul suo compenso (al netto dell’IVA) e versarla tramite F24 con codice tributo 1040. Se invece il geometra è in regime forfettario, non si applica alcuna ritenuta e il condominio paga l’intero importo fatturato. Il geometra indicherà sempre in fattura quale regime si applica.Qual è la differenza tra la ritenuta del 4% sui bonifici e la ritenuta d’acconto del 20%?Sono due meccanismi distinti. La ritenuta del 4% si applica sui bonifici bancari per lavori di ristrutturazione e risparmio energetico che danno diritto a detrazione fiscale (es. bonus casa, ecobonus): viene trattenuta automaticamente dalla banca al momento del pagamento e l’amministratore non deve fare nulla. La ritenuta d’acconto del 20% riguarda invece i compensi per prestazioni di lavoro autonomo (professionisti, consulenti) e deve essere calcolata e versata dall’amministratore tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo al pagamento.Il compenso dell’amministratore di condominio è soggetto a ritenuta?Sì, nella maggior parte dei casi. Se l’amministratore di condominio è un libero professionista (con P.IVA in regime ordinario), il suo compenso è soggetto alla ritenuta d’acconto del 20%. Il condominio deve trattenerla e versarla con il codice tributo 1040. Se l’amministratore è in regime forfettario, non si applica ritenuta. Se è un condomino non professionista che non riceve compenso, ovviamente la questione non si pone. In ogni caso, l’amministratore indica in fattura il trattamento fiscale applicabile.Hai bisogno di assistenza per il versamento della ritenuta d’acconto del condominio tramite F24? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per guidarti in ogni adempimento fiscale condominiale, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121: il nostro team di esperti si occuperà di tutto.Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 10:23:482026-06-28 00:09:31F24 del Condominio: Guida Completa al Versamento della Ritenuta d’Acconto 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIORitenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come GestirlaLa ritenuta d’acconto in regime forfettario e una delle aree piu fraintese del fisco italiano. La regola di base e semplice: il contribuente forfettario non subisce ritenuta d’acconto sui compensi che riceve, perche al posto di IRPEF paga un’imposta sostitutiva del 5% o 15%. Cio significa che, in fattura, il forfettario incassa il 100% del compenso pattuito, senza alcun prelievo fiscale operato dal cliente.Le cose pero si complicano in due situazioni. La prima: se in fattura non si indica la corretta dicitura di esonero, il cliente puo trattenere comunque la ritenuta del 20%, costringendo il forfettario a recuperarla in dichiarazione tramite il quadro LM. La seconda: quando il forfettario diventa lui stesso sostituto d’imposta, ad esempio se assume un dipendente o si avvale stabilmente di collaboratori. In questi casi nasce l’obbligo di trattenere la ritenuta, versarla con F24 e rilasciare la Certificazione Unica.In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine aggiornata al 2026 vediamo, con esempi pratici, come gestire correttamente la ritenuta in tutti gli scenari: dalla fattura del forfettario verso azienda, al pagamento di un collaboratore occasionale, fino alla compilazione di F24, CU e modello 770.Cos’e la ritenuta d’acconto e come funzionaLa ritenuta d’acconto e un anticipo dell’IRPEF che il sostituto d’imposta (di solito un’azienda o un altro professionista) trattiene sui compensi corrisposti a un lavoratore autonomo o a un altro soggetto passivo IRPEF. Il sostituto poi versa quella somma allo Stato per conto del percipiente, che in dichiarazione la scomputera dall’imposta dovuta.Si chiama “d’acconto” proprio perche non e l’imposta definitiva: il professionista, in sede di dichiarazione dei redditi, calcola quanto deve davvero pagare e detrae quanto gia trattenuto a titolo di ritenuta. Se ha versato troppo, ottiene un credito; se ha versato meno del dovuto, paga la differenza.L’aliquota standard della ritenuta d’acconto sui compensi a professionisti e collaboratori autonomi e del 20% calcolata sull’imponibile fiscale (al netto, eventualmente, della rivalsa previdenziale del 4%, a seconda del tipo di Cassa). Per gli agenti e rappresentanti l’aliquota e del 23% applicato al 50% delle provvigioni (o al 20% in caso di collaboratori con dipendenti). Per altre fattispecie, come provvigioni di mediatori o redditi diversi, esistono aliquote dedicate.Il meccanismo, in sostanza, funziona cosi: l’azienda paga 1.000 euro di compenso al professionista in regime ordinario, trattiene 200 euro (20%), versa al professionista 800 euro e versa allo Stato 200 euro tramite F24 entro il 16 del mese successivo. A fine anno rilascia la Certificazione Unica al professionista, che usera quel documento per compilare la dichiarazione dei redditi. ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Il forfettario come percettore: niente ritenuta in fatturaIl principio cardine del regime forfettario, introdotto dalla Legge 190/2014 (art. 1, comma 67), e che i compensi percepiti non sono soggetti a ritenuta d’acconto. Il motivo e logico: il forfettario non paga IRPEF, ma un’imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi cinque anni di attivita “start up”). Sarebbe quindi assurdo che il cliente trattenesse un anticipo IRPEF che il professionista non e mai chiamato a versare.Concretamente: se sei in regime forfettario e fatturi 1.000 euro a un’azienda, l’azienda ti deve pagare l’intero importo di 1.000 euro, senza trattenere nulla. Non ti devono fornire la Certificazione Unica per ritenute (al massimo riceverai una CU “informativa” in alcuni casi specifici, ma senza ritenute applicate).La dicitura obbligatoria in fatturaPer evitare equivoci con il cliente sostituto d’imposta, ogni fattura emessa dal forfettario verso un soggetto IVA italiano deve contenere una specifica dicitura di esonero dalla ritenuta. Il testo ufficialmente consigliato e:“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 – Regime forfettario. Si richiede la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, comma 67, della Legge n. 190/2014.”Questa dicitura, insieme a quella sull’esclusione dell’IVA (art. 1, c. 58 L. 190/2014), va inserita nel campo “Causale” o “Note” della fattura elettronica. In molti software di fatturazione e gia precompilata se si imposta correttamente il regime fiscale come “RF19 – Regime forfettario” nel tracciato XML.Comunicazione preventiva al clienteBuona prassi e comunicare per iscritto al cliente, prima dell’emissione della prima fattura, di operare in regime forfettario. Questo evita che l’ufficio amministrativo, per abitudine, applichi comunque la ritenuta. La comunicazione puo essere inserita nel preventivo, nel contratto o in una semplice email con allegata la fotocopia del certificato di attribuzione partita IVA. Cosa fare se la ritenuta viene applicata per erroreCapita spesso, soprattutto con i nuovi clienti, che il forfettario dimentichi di indicare la dicitura in fattura o che il cliente, per disattenzione, applichi comunque la ritenuta. Cosa succede in questi casi? La buona notizia e che la somma non e persa: si recupera in dichiarazione dei redditi.Recupero tramite il quadro LMIl forfettario, in dichiarazione, compila il quadro LM del modello Redditi PF, riservato proprio ai contribuenti in regime forfettario. All’interno del quadro LM esiste una sezione specifica (rigo LM41 nel modello 2026 per redditi 2025) dove indicare le ritenute d’acconto subite. Tale importo viene scomputato direttamente dall’imposta sostitutiva dovuta.Esempio pratico: Mario, psicologo forfettario al 5% per nuova attivita, ha un fatturato di 30.000 euro nell’anno. Coefficiente di redditivita 78% = reddito imponibile di 23.400 euro. Imposta sostitutiva 5% = 1.170 euro. Su una fattura da 2.000 euro un cliente azienda ha trattenuto 400 euro di ritenuta per errore. Mario indica i 400 euro al rigo LM41: dovra versare solo 1.170 – 400 = 770 euro di imposta sostitutiva.La Certificazione Unica come provaPer recuperare la ritenuta in dichiarazione e indispensabile che il cliente sostituto d’imposta abbia rilasciato la Certificazione Unica (CU). La CU attesta i compensi corrisposti e le ritenute trattenute, con i relativi codici tributo. Senza CU non si puo dimostrare l’avvenuto versamento della ritenuta da parte del sostituto.Se il cliente non rilascia spontaneamente la CU, va sollecitato per iscritto. La scadenza ordinaria per il rilascio al percipiente e il 16 marzo dell’anno successivo. La trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate avviene entro la stessa data per i lavoratori autonomi.Eccedenza rispetto all’imposta sostitutivaSe le ritenute subite sono superiori all’imposta sostitutiva dovuta, l’eccedenza diventa un credito d’imposta. Il forfettario puo scegliere se chiederla a rimborso, riportarla all’anno successivo o utilizzarla in compensazione tramite F24 con altri tributi (codice tributo 1842). Il forfettario come sostituto d’imposta: quando deve trattenereVeniamo ora al lato opposto, spesso ignorato: il forfettario che paga qualcuno. Per regola generale (art. 1, c. 69 L. 190/2014), il contribuente forfettario non e sostituto d’imposta. Quindi, in linea di principio, quando paga un fornitore o un collaboratore non deve trattenere alcuna ritenuta.Tuttavia esistono eccezioni rilevanti: il forfettario diventa sostituto d’imposta nei casi in cui paga somme considerate “lavoro dipendente” o assimilato. Vediamo le situazioni piu comuni.Lavoratori dipendenti: si, sempreSe il forfettario assume un dipendente con regolare contratto di lavoro subordinato, e tenuto a:trattenere le ritenute IRPEF sulla busta paga (in base agli scaglioni IRPEF e alle detrazioni richieste dal dipendente);versare le ritenute con F24, codice tributo 1001 entro il 16 del mese successivo;rilasciare la Certificazione Unica al dipendente entro il 16 marzo;presentare il modello 770 entro il 31 ottobre dell’anno successivo.Co.co.co e collaborazioni assimilateAnche per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), considerati redditi assimilati al lavoro dipendente, il forfettario diventa sostituto d’imposta. Si applicano le stesse regole dei dipendenti: ritenuta a scaglioni IRPEF, versamento con F24 codice 1001, CU annuale, modello 770.Lavoratori autonomi occasionali e professionisti: noQuando il forfettario paga un professionista non forfettario (in regime ordinario), un agente, un percettore di provvigioni o un lavoratore autonomo occasionale, non deve applicare la ritenuta del 20%. Il motivo e proprio l’art. 1, c. 69 L. 190/2014: il forfettario non e sostituto d’imposta per i pagamenti a lavoratori autonomi.In questo caso pero esiste un obbligo di comunicazione: il forfettario deve indicare nella propria dichiarazione dei redditi (quadro RS, riga RS371-372) il codice fiscale del percipiente e l’ammontare lordo dei compensi corrisposti. In questo modo l’Agenzia delle Entrate puo controllare che il professionista beneficiario abbia dichiarato correttamente quei redditi. Casi pratici: quando il forfettario deve o non deve trattenerePer chiarire definitivamente la materia, ecco una tabella riassuntiva dei casi piu frequenti, basata sull’esperienza del CAF Centro Fiscale di Udine.Situazione del forfettario pagatoreBeneficiario del pagamentoApplica ritenuta?AdempimentiArchitetto forfettarioGeometra in regime ordinario per pratica catastaleNOIndicazione in quadro RS della dichiarazioneCommercialista forfettarioStagista con co.co.co.SI (a scaglioni IRPEF)F24 cod. 1001, CU, mod. 770Psicologo forfettarioSegretaria con contratto di lavoro dipendenteSI (su busta paga)F24 cod. 1001, CU, mod. 770Avvocato forfettarioPraticante con prestazione occasionaleNOQuadro RS dichiarazioneConsulente forfettarioAltro professionista forfettarioNONessun adempimentoForfettario locatarioAmministratore condominio (compensi)DipendeGeneralmente no, salvo casi particolariEsempio 1: psicologo forfettario che fattura aziendaMaria, psicologa forfettaria, eroga sessioni di counseling aziendale a un’azienda farmaceutica. Fattura 3.000 euro lordi. L’azienda le paga 3.000 euro pieni, senza ritenuta. In fattura Maria indica la dicitura “Si richiede la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, c. 67, L. 190/2014”. L’azienda non emettera CU per ritenute (eventualmente solo CU informativa in casi specifici).Esempio 2: commercialista forfettario che paga uno stagistaLuca, commercialista forfettario, assume Sara come tirocinante con co.co.co. da 800 euro lordi al mese. Su quegli 800 euro Luca deve calcolare le ritenute IRPEF in base agli scaglioni e alle detrazioni di Sara (per esempio circa 130 euro di ritenuta). Luca versa 130 euro all’erario con F24 codice 1001 entro il 16 del mese successivo, paga 670 euro a Sara, a fine anno emette la CU e a ottobre presenta il 770. Pur essendo forfettario, qui Luca e sostituto d’imposta a tutti gli effetti.Esempio 3: il cliente non si accorge della dicituraGiorgio, web designer forfettario, fattura 1.500 euro a un’azienda. Per disattenzione l’ufficio amministrativo applica la ritenuta del 20% (300 euro) e versa solo 1.200 euro. Cosa puo fare Giorgio?contattare l’azienda e chiedere di stornare la ritenuta versata erroneamente (difficile dopo che e stata gia versata in F24);oppure, soluzione piu semplice, chiedere la CU all’azienda con i 300 euro indicati come ritenute, e recuperarli in dichiarazione compilando il quadro LM rigo LM41. F24 e codici tributo per le ritenuteQuando il forfettario diventa sostituto d’imposta (per dipendenti o co.co.co.), deve versare le ritenute trattenute tramite modello F24 entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento. I codici tributo da utilizzare sono diversi a seconda del tipo di ritenuta.Codice tributoDescrizioneQuando si usa1001Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilatiDipendenti, co.co.co., tirocinanti1004Ritenute su retribuzioni e pensioni mensilita aggiuntiveTredicesime, premi annuali1040Ritenute su redditi di lavoro autonomoSolo se il forfettario, eccezionalmente, fa da sostituto su un autonomo (caso rarissimo, normalmente non dovuto)1038Ritenute su provvigioniProvvigioni a agenti e rappresentantiVa sottolineato che il codice 1040 e quello classico per le ritenute sui compensi dei lavoratori autonomi: il forfettario tipicamente non lo usa, perche per i pagamenti a professionisti non e sostituto d’imposta. Il codice 1040 puo apparire in F24 solo in scenari molto specifici (ad esempio in casi di ritenute su compensi assimilati a lavoro autonomo nei settori sport e spettacolo, ma sono casistiche residuali e poco frequenti per il forfettario medio).Compilazione pratica F24Nella sezione “Erario” del modello F24:Codice tributo: 1001 (per ritenute lavoro dipendente);Rateazione/regione/prov.: vuoto;Anno di riferimento: l’anno della retribuzione (es. 2026);Importi a debito: somma delle ritenute trattenute nel mese.Modello 770: quando il forfettario lo deve presentareIl modello 770 e la dichiarazione annuale del sostituto d’imposta: certifica all’Agenzia delle Entrate tutte le ritenute operate e versate nell’anno. La regola generale per il forfettario e:NO 770 se non ha dipendenti, co.co.co. o altri rapporti che lo rendano sostituto d’imposta;SI 770 se ha trattenuto ritenute (es. ha un dipendente o un collaboratore co.co.co.).La scadenza ordinaria per la presentazione del modello 770 e il 31 ottobre 2026 (in via telematica) per le ritenute relative ai redditi 2025. Il modello si compone di vari quadri (ST, SV, SX) che rendicontano nel dettaglio ritenute, compensazioni e versamenti.Anche il forfettario che ha avuto solo per pochi mesi un dipendente o un co.co.co. e tenuto al 770 per quell’anno. La mancata presentazione comporta sanzioni da 250 a 2.000 euro, oltre a sanzioni proporzionali se sono state omesse anche le ritenute.Certificazione Unica: chi la deve emettereLa Certificazione Unica (CU) e il documento che il sostituto d’imposta rilascia al percettore per certificare i compensi corrisposti e le ritenute eventualmente operate. La logica per il forfettario e duplice:Forfettario come emittente CUSe il forfettario ha trattenuto ritenute (perche ha dipendenti o collaboratori co.co.co.), deve rilasciare la CU al percipiente entro il 16 marzo dell’anno successivo. La CU sintetizza redditi corrisposti, ritenute trattenute, contributi versati. Va inoltre trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate.Forfettario come destinatario CUIl cliente di un forfettario, normalmente, non deve emettere la CU per ritenute, dato che non ne ha trattenute. Tuttavia in alcuni casi (per esempio per la quadratura statistica o per i contributi previdenziali eventualmente trasferiti), il sostituto puo dover emettere una CU “informativa” indicando i compensi senza ritenute. Questa pratica e meno frequente ma corretta.Se invece il cliente ha trattenuto la ritenuta per errore (caso visto sopra), la CU deve essere obbligatoriamente rilasciata, perche e l’unico documento che permettera al forfettario di recuperare l’importo nel quadro LM.Compilazione corretta della fattura forfettariaVediamo, infine, come si presenta una fattura elettronica forfettaria ben fatta, completa di tutte le diciture obbligatorie. Gli elementi distintivi sono:Regime fiscale: codice RF19 – Regime forfettario nel tracciato XML;Natura operazione IVA: codice N2.2 (operazioni non soggette);Aliquota IVA: 0% (l’IVA non si applica);Imposta di bollo: 2 euro per fatture di importo superiore a 77,47 euro (a carico del cliente o del professionista, a seconda dell’accordo);Dicitura esonero IVA: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della L. 190/2014, regime forfettario”;Dicitura esonero ritenuta: “Si richiede la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1, c. 67, L. 190/2014”;Cassa previdenziale: se dovuta (es. 4% ENPAP, 4% Cassa Forense, 4% INPS gestione separata), si aggiunge in fattura ed e essa stessa parte dell’imponibile.Esempio numerico fattura forfettariaConsulenza professionale: 1.000,00 euro+ Cassa previdenza 4%: 40,00 euro+ Imposta di bollo: 2,00 euroTotale fattura: 1.042,00 euroIl cliente paga 1.042 euro pieni. Nessuna ritenuta. Nessuna IVA. Il forfettario incassa l’intero importo (eventualmente al netto del bollo se a suo carico) e in dichiarazione paghera l’imposta sostitutiva sul reddito calcolato applicando il proprio coefficiente di redditivita.Domande frequenti (FAQ)Il forfettario puo chiedere al cliente di non applicare la ritenuta?Si, anzi e obbligatorio. La regola dell’art. 1, c. 67 L. 190/2014 prevede espressamente che i compensi corrisposti al forfettario non sono soggetti a ritenuta. La fattura deve contenere la dicitura di esonero, e il cliente, una volta informato, e tenuto a non applicarla.Cosa succede se il cliente trattiene comunque la ritenuta?Il forfettario non perde la somma: il cliente la versa allo Stato e rilascia la CU. In dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF, quadro LM rigo LM41) si scomputa l’importo dall’imposta sostitutiva. Se eccedente, diventa credito riportabile, rimborsabile o compensabile.Il forfettario che paga un altro professionista deve trattenere il 20%?No. Per regola generale (art. 1, c. 69 L. 190/2014) il forfettario non e sostituto d’imposta sui pagamenti a lavoratori autonomi, professionisti o agenti. Deve pero indicare nel quadro RS della dichiarazione il codice fiscale del percipiente e l’ammontare lordo dei compensi corrisposti.Il forfettario con un dipendente deve presentare il 770?Si. Se il forfettario ha avuto, anche solo per un periodo dell’anno, un dipendente o un collaboratore co.co.co., diventa sostituto d’imposta limitatamente a quei rapporti e deve presentare il modello 770 entro il 31 ottobre dell’anno successivo, oltre a versare le ritenute con F24 codice 1001 e a rilasciare la CU.Il forfettario che paga un compenso per prestazione occasionale deve fare la ritenuta?No. Anche per le prestazioni occasionali a soggetti non forfettari, il forfettario non opera ritenuta. L’unico adempimento e l’indicazione nel quadro RS in dichiarazione. Diverso e il caso del committente “ordinario” che paga un occasionale, dove invece va applicato il 20% di ritenuta.Il forfettario deve indicare la dicitura anche verso clienti privati?Verso privati consumatori (B2C) la dicitura sulla ritenuta e tecnicamente non necessaria, perche il privato non e sostituto d’imposta. Tuttavia, per uniformita e per evitare errori, e buona prassi inserirla comunque in tutte le fatture.Cosa e il rigo LM41 della dichiarazione?E il rigo del quadro LM del modello Redditi PF dove si indicano le ritenute d’acconto subite dal forfettario. Tali importi vengono direttamente scomputati dall’imposta sostitutiva del 5% o 15% dovuta sul reddito forfettario. La numerazione esatta puo cambiare di anno in anno: per il modello 2026 (redditi 2025) e LM41.Conclusioni e contatti CAF Centro FiscaleLa gestione della ritenuta d’acconto in regime forfettario richiede attenzione su due fronti opposti: come percettore, ricordandosi sempre di indicare la dicitura di esonero in fattura per non subire trattenute indebite; come potenziale sostituto d’imposta, valutando attentamente la natura dei pagamenti effettuati per capire se scattano gli obblighi di ritenuta, F24, CU e modello 770.Errori in questa materia possono costare cari: ritenute non recuperate, sanzioni per omessa CU, mancata presentazione del 770. Affidarsi a un consulente esperto e il modo piu sicuro per essere in regola e ottimizzare il carico fiscale.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste quotidianamente professionisti e partite IVA forfettarie nella gestione di fatturazione, dichiarazioni, F24 e adempimenti da sostituto d’imposta. Se hai dubbi sulla tua posizione, sui compensi che hai pagato a collaboratori o sul recupero di ritenute subite, prenota un appuntamento.Contatti:Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – UdineTelefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Email: info@centrofiscale.com★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 8, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-08 08:00:002026-05-24 09:54:46Ritenuta d’Acconto Regime Forfettario 2026: Quando Si Applica e Come Gestirla