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Tag Archivio per: codice natura N2.2

Finanza & Servizi, Guide Fatturazione Elettronica, Software Fatturazione Elettronica

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7 con Esempi Pratici

Quando si emette una fattura elettronica senza IVA, o con IVA gestita in modo non ordinario, il campo «Natura» nel file XML è obbligatorio. Scegliere il codice sbagliato può causare il rigetto della fattura da parte dell’SDI, sanzioni o problemi in sede di controllo fiscale. Questa guida illustra tutti i codici natura IVA previsti dal Provvedimento AdE del 30 aprile 2018, aggiornato per il 2026, con tabella riepilogativa ed esempi pratici per ciascun codice.

Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono i Codici Natura e Quando Usarli
  2. Tabella Riepilogativa Codici Natura IVA 2026
  3. N1 — Escluse ex Art. 15 DPR 633/1972
  4. N2 — Non Soggette: N2.1 e N2.2
  5. N3 — Non Imponibili: Da N3.1 a N3.6
  6. N4 — Esenti (Art. 10 DPR 633/1972)
  7. N5 — Regime del Margine / IVA Non Esposta
  8. N6 — Inversione Contabile (Reverse Charge): Da N6.1 a N6.9
  9. N7 — IVA Assolta in Altro Stato UE (OSS/IOSS)
  10. Errori Comuni e Come Evitarli
  11. Codici Natura nel Software di Fatturazione
  12. FAQ — Domande Frequenti sui Codici Natura IVA
  13. Conclusione

Cosa Sono i Codici Natura e Quando Usarli

Nel tracciato FatturaPA (formato XML v1.2.2 obbligatorio dal 2023), per ogni riga di dettaglio il campo Natura va compilato quando l’aliquota IVA è pari a zero (AliquotaIVA = 0.00). Se l’aliquota è superiore a zero (es. 22%, 10%, 4%) il campo Natura non si utilizza: l’aliquota stessa indica il trattamento IVA ordinario.

I codici natura comunicano all’Agenzia delle Entrate perché non è stata applicata l’IVA. La scelta del codice corretto ha rilevanza fiscale: è diverso emettere una fattura con N4 (esente) rispetto a N2.2 (fuori campo per forfettari), perché le due categorie hanno implicazioni diverse sul pro-rata IVA, sulla detrazione dell’imposta a credito e sulla comunicazione dei dati all’SDI.

Tabella Riepilogativa Codici Natura IVA 2026

CodiceDescrizione sinteticaNorma di riferimentoUso tipico
N1Escluse ex art. 15DPR 633/1972 art. 15Rimborsi spese anticipate, bolli, diritti CCIAA
N2.1Non soggette — fuori campo territoriale (art. 7-7septies)DPR 633/1972 art. 7-7septiesServizi a privati extra-UE (es. consulenza a soggetto USA)
N2.2Non soggette — altri casi (regime forfettario)L. 190/2014 art. 1 c. 54-89Tutte le fatture dei contribuenti forfettari
N3.1Non imponibili — esportazioniDPR 633/1972 art. 8Cessioni di beni fuori UE
N3.2Non imponibili — cessioni intracomunitarieDL 331/1993 art. 41Cessioni beni a soggetti IVA in altri Stati UE
N3.3Non imponibili — cessioni verso San MarinoDM 24/12/1993Cessioni beni verso San Marino
N3.4Non imponibili — operazioni assimilate alle esportazioniDPR 633/1972 art. 8-bis, 9, 72Forniture a diplomatici, forze armate NATO
N3.5Non imponibili — dichiarazione di intentoDL 746/1983 art. 1 lett. c)Operazioni con esportatori abituali in plafond
N3.6Non imponibili — altre operazioniDPR 633/1972 varieNon imponibili residuali non rientranti in N3.1-N3.5
N4EsentiDPR 633/1972 art. 10Prestazioni sanitarie, finanziarie, didattiche, immobili abitativi
N5Regime del margine / IVA non esposta in fatturaDL 41/1995 art. 36-40Beni usati, oggetti d’arte, antiquariato (regime speciale)
N6.1Inversione contabile — rottamiDPR 633/1972 art. 74 c. 7-8Cessione di rottami, cascami, carta da macero
N6.2Inversione contabile — oro e argentoL. 7/2000 art. 17Cessione oro industriale, argento semilavorato
N6.3Inversione contabile — subappalto edilizioDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a)Servizi di manodopera in subappalto nel settore edile
N6.4Inversione contabile — fabbricatiDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a-bis)Cessione fabbricati imponibili per opzione
N6.5Inversione contabile — cellulariDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. b)Cessione telefoni cellulari B2B
N6.6Inversione contabile — prodotti elettroniciDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. c)Cessione PC, tablet, console, componenti B2B
N6.7Inversione contabile — prestazioni edili settore serviziDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. a-ter)Servizi edili resi a imprese del settore costruzioni
N6.8Inversione contabile — settore energeticoDPR 633/1972 art. 17 c. 6 lett. d-bis), d-ter), d-quater)Cessione gas, energia elettrica, certificati verdi
N6.9Inversione contabile — altri casiVarieReverse charge residuale non codificato in N6.1-N6.8
N7IVA assolta in altro Stato UE (OSS/IOSS)Dir. 2006/112/CE, L. 15/2021E-commerce B2C transfrontaliero con IVA assolta nel paese consumatore

N1 — Escluse ex Art. 15 DPR 633/1972

Il codice N1 si usa per le somme che non concorrono alla base imponibile IVA perché escluse ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972. Sono tipicamente somme che rappresentano rimborsi di spese anticipate in nome e per conto del cliente, o importi che non sono corrispettivi ma oneri accessori:

  • Rimborsi di spese anticipate in nome e per conto del cliente (es. spese notarili, bolli, imposte di registro anticipate dal professionista)
  • Imposta di bollo addebitata in fattura
  • Diritti CCIAA e altri oneri fiscali anticipati
  • Interessi di mora e penali contrattuali

Esempio pratico: un commercialista anticipa 500 euro di imposta di registro per conto del cliente, poi li addebita in fattura come voce separata con N1. La sua prestazione professionale va invece con aliquota IVA ordinaria 22%.

N2 — Non Soggette: N2.1 e N2.2

N2.1 — Operazioni Fuori Campo Territoriale (Art. 7-7septies)

Il codice N2.1 identifica le operazioni che non sono soggette a IVA italiana perché, in base alle regole di territorialità degli artt. 7-7septies del DPR 633/1972, si considerano effettuate fuori dal territorio italiano. In pratica riguarda i servizi resi a privati consumatori (B2C) con sede fuori dall’Unione Europea.

Esempio pratico: un consulente informatico italiano fattura un servizio a una persona fisica residente negli USA. La prestazione è N2.1 perché il luogo di tassazione IVA segue il domicilio del committente privato extra-UE (art. 7-septies c. 1 lett. a)).

N2.2 — Non Soggette: Regime Forfettario (L. 190/2014)

Il codice N2.2 è il codice di riferimento per tutti i contribuenti in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014). I forfettari non addebitano IVA ai clienti e non la detraggono sugli acquisti: le loro fatture hanno sempre aliquota 0% e codice N2.2.

La dicitura obbligatoria in fattura per i forfettari è:

«Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, c. 58 della L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA»

Per approfondire la fatturazione forfettaria con N2.2 e tutti gli adempimenti SDI, consulta il nostro articolo dedicato: Fatturazione elettronica forfettario 2026: codice natura N2.2 e adempimenti.

N3 — Non Imponibili: Da N3.1 a N3.6

I codici N3.x identificano le operazioni non imponibili, cioè quelle che rientrano nel campo IVA ma alle quali si applica aliquota zero in quanto connesse con operazioni internazionali o regimi speciali di non imponibilità.

N3.1 — Esportazioni (Art. 8 DPR 633/1972)

Si usa per le cessioni di beni esportati fuori dall’Unione Europea. È la non imponibilità classica delle esportazioni: il bene esce fisicamente dal territorio UE e il cedente italiano non applica IVA. Occorre documentare l’avvenuta esportazione con la prova doganale (MRN/DAE).

Esempio: azienda italiana vende macchinari a un’impresa brasiliana e li spedisce in Brasile → N3.1.

N3.2 — Cessioni Intracomunitarie (DL 331/1993 art. 41)

Si usa per le cessioni di beni verso soggetti IVA registrati in altri Stati UE. Il cessionario riceve i beni e integra la fattura nel proprio paese con il meccanismo dell’autofattura intracomunitaria. Il cedente italiano non applica IVA ma deve verificare la partita IVA comunitaria del cliente via VIES.

N3.3 — Cessioni verso San Marino

San Marino, pur non essendo UE, ha un accordo doganale specifico con l’Italia. Le cessioni verso San Marino con trasferimento fisico del bene seguono un regime assimilato alle esportazioni con invio telematico delle fatture all’Ufficio Tributario sanmarinese.

N3.4 — Operazioni Assimilate alle Esportazioni (Art. 8-bis, 9, 72)

Operazioni non imponibili che la legge assimila alle esportazioni senza che ci sia effettiva uscita dal territorio UE: forniture a diplomatici, organismi internazionali, forze armate NATO, cessioni di navi e aerei adibiti alla navigazione internazionale.

N3.5 — Dichiarazione di Intento (DL 746/1983)

Gli esportatori abituali (chi ha esportato oltre il 10% del fatturato nell’anno precedente) possono acquistare beni e servizi senza IVA fino a concorrenza del proprio «plafond». Lo fanno inviando una dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate, che il fornitore deve ricevere prima di emettere la fattura senza IVA con N3.5.

N3.6 — Altre Non Imponibili

Codice residuale per operazioni non imponibili non classificabili nei precedenti N3.1-N3.5. Usato raramente: solo quando la non imponibilità deriva da norme speciali non contemplate altrove.

N4 — Esenti (Art. 10 DPR 633/1972)

Il codice N4 identifica le operazioni esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972. L’esenzione si differenzia dalla non imponibilità: le operazioni esenti rientrano nel campo IVA ma vengono esonerate dall’applicazione dell’imposta per ragioni di politica fiscale. La principale conseguenza è che chi esegue prevalentemente operazioni esenti ha un pro-rata IVA ridotto e può detrarre solo in parte l’IVA sugli acquisti.

Le categorie principali di operazioni esenti N4:

  • Prestazioni sanitarie (art. 10 n. 18): medici, dentisti, fisioterapisti, psicologi, laboratori di analisi — tutte le prestazioni finalizzate alla tutela della salute fisica e psichica
  • Prestazioni didattiche (art. 10 n. 20): scuole, università, corsi di formazione riconosciuti
  • Operazioni finanziarie e assicurative (art. 10 nn. 1-9): concessione di crediti, operazioni su valute, raccolta fondi
  • Locazioni e cessioni di fabbricati abitativi (art. 10 n. 8): locazione di immobili ad uso abitativo in regime di esenzione (salvo opzione per l’imponibilità)
  • Servizi postali universali (Poste Italiane)

Esempio pratico: uno psicologo emette fattura per una seduta psicoterapeutica → N4. Un medico di base riceve compenso per visita privatistica → N4. Un fisioterapista fattura seduta di riabilitazione → N4.

N5 — Regime del Margine / IVA Non Esposta

Il codice N5 si usa nel regime del margine per i beni usati (DL 41/1995 artt. 36-40): beni d’occasione, oggetti d’arte, da collezione, d’antiquariato. In questo regime, l’IVA si calcola solo sul «margine» (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto) e non viene esposta in fattura. Il compratore non può detrarre l’IVA che però è inclusa nel prezzo.

Esempio: un commerciante di auto usate vende un’auto acquistata da un privato. Emette fattura con N5 — il compratore business non vede IVA esposta ma il venditore versa l’imposta sul margine.

N6 — Inversione Contabile (Reverse Charge): Da N6.1 a N6.9

I codici N6.x identificano le operazioni soggette a inversione contabile (reverse charge): il cedente/prestatore emette fattura senza IVA, e l’acquirente/committente (soggetto passivo IVA) integra la fattura con l’aliquota IVA dovuta e la registra sia in acquisto sia in vendita. L’IVA non viene «girata» ma autoassolta dall’acquirente.

I Sottocodici N6 più Utilizzati

N6.3 — Subappalto Edilizio: prestazioni di sola manodopera (subappalti) nel settore edile rese a imprese di costruzione o ristrutturazione. Il committente integra e autofattura.

N6.5 e N6.6 — Elettronico (cellulari, PC): cessioni B2B (tra soggetti IVA) di smartphone, tablet, PC, console, circuiti integrati. L’acquirente applica il reverse charge. Attenzione: non si applica nel B2C (al consumatore finale).

N6.7 — Prestazioni Edili (Settore Servizi): servizi di pulizia, demolizione, completamento e installazione resi nel settore edile. Diverso dal N6.3 (subappalto manodopera pura).

N6.8 — Energia: cessioni di gas, energia elettrica, certificati verdi, unità di emissione tra operatori del settore energetico.

Regola generale N6: il cedente emette fattura con importo ma aliquota 0% e codice N6.x. La fattura deve riportare la dicitura «inversione contabile» o «reverse charge» e la norma di riferimento. L’acquirente integra con IVA e registra sia come acquisto che come vendita fittizia.

N7 — IVA Assolta in Altro Stato UE (OSS/IOSS)

Il codice N7 è entrato in uso con la riforma dell’IVA sull’e-commerce (luglio 2021, recepita con L. 15/2021). Si usa per le vendite a distanza B2C verso consumatori UE, quando l’IVA viene assolta nel paese del consumatore tramite il regime OSS (One Stop Shop) o IOSS (Import One Stop Shop per beni extra-UE).

Esempio: un’azienda italiana vende articoli online a un consumatore francese per 200 euro. Superate le soglie OSS, addebita IVA francese (20%) tramite il regime OSS, registrata nel portale MOSS italiano. La fattura italiana mostra N7 + importo IVA assolta in Francia.

Errori Comuni e Come Evitarli

N4 vs N2.2: l’Errore dei Professionisti Sanitari in Forfettario

Un medico o fisioterapista in regime forfettario deve usare N2.2, non N4. L’esenzione sanitaria N4 è per i soggetti IVA ordinari: il codice N4 implica pro-rata IVA che non si applica a chi è fuori campo IVA per regime agevolato. Il forfettario usa N2.2 indipendentemente dal tipo di prestazione.

N3.2 vs N7 per l’E-commerce B2C UE

Le cessioni intracomunitarie N3.2 sono per operazioni B2B (tra soggetti IVA). Per le vendite a distanza B2C (consumatori finali UE) si usa N7 se si aderisce all’OSS. Confondere i due codici espone al rischio di versare l’IVA nel paese sbagliato.

N6 solo tra Soggetti IVA

Il reverse charge (N6.x) si applica solo nelle operazioni B2B. Se il cessionario è un privato consumatore (B2C), si applica l’aliquota IVA ordinaria, non il reverse charge. L’errore di emettere N6.5 (cellulari) verso un privato espone a sanzioni pesanti.

Codici Natura nel Software di Fatturazione

I software di fatturazione elettronica gestiscono l’inserimento dei codici natura in modo automatico o semiautomatico. Il gestore del software dovrebbe configurare i codici natura come predefiniti per ciascun tipo di cliente o servizio. Per confrontare le funzionalità dei migliori software sul mercato, leggi: Migliori software fatturazione elettronica 2026.

La guida hub completa sulla fatturazione elettronica 2026 — obblighi, adempimenti e scadenze — è disponibile qui: Fatturazione elettronica 2026: guida completa.

FAQ — Domande Frequenti sui Codici Natura IVA

Cosa succede se uso il codice natura sbagliato?

L’SDI potrebbe rifiutare la fattura (se la combinazione codice+aliquota è incoerente) oppure accettarla ma la dichiarazione IVA risulterà errata. In caso di controllo, l’Agenzia delle Entrate può contestare l’omessa o errata applicazione dell’IVA con sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta. La rettifica si può fare con nota di credito e nuova fattura.

I forfettari devono sempre usare N2.2?

Sì, sempre, indipendentemente dal tipo di prestazione. Anche il forfettario che presta servizi sanitari usa N2.2 (non N4), perché è il regime forfettario — non l’esenzione sanitaria — la ragione per cui non addebita IVA.

Il codice N1 si usa anche per la marca da bollo in fattura?

Sì. L’imposta di bollo di 2 euro addebitata in fattura (quando la fattura è esente o non soggetta IVA e imponibile oltre 77,47 euro) va indicata con N1 sulla riga di bollo virtuale. Non si tratta di un corrispettivo ma di un’imposta addebitata al cliente.

Come si indica il codice natura nel file XML FatturaPA?

Nel tracciato XML v1.2.2 il campo si chiama Natura ed è contenuto nel blocco DettaglioLinee. Va compilato solo quando AliquotaIVA è «0.00». Esempio: <Natura>N2.2</Natura>. Se il software non lo compila automaticamente, verificare la configurazione del profilo cliente o della tipologia di servizio.

Conclusione

La scelta del codice natura IVA corretto nella fattura elettronica non è un dettaglio burocratico: ha rilevanza fiscale, impatta il pro-rata IVA, e in caso di controllo è uno dei primi elementi verificati dall’Agenzia delle Entrate. I codici più usati nel quotidiano sono N2.2 (forfettari), N4 (esenti sanitari/finanziari/didattici), N3.2 (cessioni intraUE B2B) e N6.x (reverse charge). Per qualsiasi dubbio sulla classificazione delle proprie operazioni, il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale specializzata con accesso diretto agli esperti in materia IVA e fatturazione elettronica.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-20 10:00:002026-08-17 11:02:13Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Tabella Completa N1-N7
Guide Fatturazione Elettronica

Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Guida N1-N7 con Esempi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Compilare correttamente il codice Natura nella fattura elettronica e una delle operazioni piu critiche per imprese, partite IVA forfettarie, esportatori e professionisti. Un errore in questo campo XML determina lo scarto della fattura da parte del Sistema di Interscambio (SdI), con conseguenze che vanno dalle sanzioni ai mancati pagamenti. In questa guida aggiornata al 2026 trovi la tabella completa dei codici N1-N7, esempi pratici per ogni casistica e indicazioni operative per i principali software di fatturazione (Aruba, Fatture in Cloud, software gestionali).

La guida copre tutti i sotto-codici introdotti dall’Agenzia delle Entrate: dalle operazioni escluse ex art. 15 (N1) alle vendite intracomunitarie (N3.2), dal reverse charge edilizio (N6.7) al regime del margine per auto usate (N5). Trovi inoltre un esempio XML completo del tag <Natura> e una sezione FAQ con i casi piu controversi.

Indice dei contenuti

  1. Codice Natura nella fattura elettronica: cos’e
  2. Dove si trova il codice Natura nell’XML
  3. Quando si deve usare il codice Natura
  4. Tabella completa codici Natura 2026 (N1-N7)
  5. N1 – Operazioni escluse ex art. 15
  6. N2 – Operazioni non soggette (N2.1, N2.2)
  7. N3 – Operazioni non imponibili (N3.1-N3.6)
  8. N4 – Operazioni esenti
  9. N5 – Regime del margine
  10. N6 – Reverse charge (N6.1-N6.9)
  11. N7 – IVA assolta in altro Stato UE
  12. Esempi pratici per categoria professionale
  13. Errore comune: aliquota 0% invece del codice Natura
  14. Cosa succede se sbagli: scarto SDI
  15. Compilazione nei principali software
  16. Aggiornamenti normativi 2026
  17. Esempio XML completo con tag Natura
  18. Domande frequenti

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Codice Natura nella fattura elettronica: cos’e

Il codice Natura e un identificativo alfanumerico (da N1 a N7, con sotto-codici come N2.2, N3.1, N6.7) che indica il regime IVA dell’operazione fatturata quando questa non prevede l’applicazione dell’aliquota ordinaria (4%, 5%, 10%, 22%). E stato introdotto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento del 30 aprile 2018 e successivi aggiornamenti, in attuazione dell’obbligo di fatturazione elettronica fra privati.

Il codice Natura serve al Sistema di Interscambio e all’Agenzia delle Entrate per classificare correttamente le operazioni ai fini IVA: distinguere ad esempio una vendita esente (medico) da una vendita non imponibile (esportatore) o da un’operazione fuori campo IVA (forfettario). Senza questa classificazione l’incrocio dei dati nelle dichiarazioni precompilate (LIPE, dichiarazione IVA annuale) non sarebbe possibile.

Dove si trova il codice Natura nell’XML

Nel tracciato XML della fattura elettronica (formato FatturaPA versione 1.2.2 o successive), il codice Natura si inserisce nel tag <Natura> all’interno del blocco <DatiBeniServizi>/<DettaglioLinee> e/o nel blocco <DatiRiepilogo>.

La regola fondamentale e questa: il tag <Natura> e alternativo al tag <AliquotaIVA> con valore diverso da zero. In pratica:

  • Se l’operazione e imponibile al 4%, 5%, 10% o 22% → compili solo <AliquotaIVA>, NON compili <Natura>
  • Se l’operazione e non imponibile, esente, non soggetta o in reverse charge → compili <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> E <Natura> con il codice corretto

Mettere insieme un’aliquota positiva e un codice Natura, oppure dichiarare aliquota 0,00 senza specificare la Natura, genera scarto SDI con codice di errore 00400 o 00401.

Quando si deve usare il codice Natura

Il codice Natura va indicato solo per le operazioni che non scontano IVA con aliquota ordinaria. Le casistiche sono cinque macro-categorie, che corrispondono ai codici N1-N7:

  • Operazioni escluse da IVA ex art. 15 DPR 633/72 (rimborsi spese, anticipazioni in nome e per conto)
  • Operazioni non soggette per mancanza di un presupposto IVA (territoriale, soggettivo)
  • Operazioni non imponibili (esportazioni, cessioni intracomunitarie, San Marino)
  • Operazioni esenti ex art. 10 DPR 633/72 (sanitarie, didattiche, finanziarie)
  • Operazioni in reverse charge o regime speciale (margine, autotrasportatori, IVA per cassa)

Se sei una partita IVA in regime ordinario e fatturi 100 euro + IVA 22% a un cliente italiano, NON devi mettere alcun codice Natura. Compili semplicemente <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA> e l’imposta di 22 euro. Il codice Natura sarebbe un errore.

Tabella completa codici Natura 2026 (N1-N7)

Ecco la tabella ufficiale dei codici Natura validi nel 2026, comprensiva di tutti i sotto-codici. La tabella e conforme alle specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate per la fatturazione elettronica.

CodiceDescrizioneEsempio tipico
N1Escluse ex art. 15 DPR 633/72Rimborso bollo, anticipazione spese in nome e per conto
N2.1Non soggette ad IVA art. 7-bis e seguentiServizio prestato a privato extra-UE
N2.2Non soggette – altri casiForfettario verso cliente italiano, marca da bollo 2 euro
N3.1Non imponibili – esportazioniVendita beni a cliente USA
N3.2Non imponibili – cessioni intracomunitarieVendita beni a P.IVA tedesca con VIES attivo
N3.3Non imponibili – cessioni verso San MarinoVendita beni a societa sammarinese
N3.4Non imponibili – operazioni assimilate alle esportazioniForniture a navi e aeromobili (art. 8-bis)
N3.5Non imponibili – dichiarazione di intentoVendita a esportatore abituale (lettera di intento)
N3.6Non imponibili – altre operazioniOperazioni con Citta del Vaticano, depositi IVA
N4Esenti ex art. 10 DPR 633/72Visita medica, lezioni private, locazione abitativa
N5Regime del margine / IVA non espostaVendita auto usata, opera d’arte, antiquariato
N6.1Reverse charge – cessione rottamiVendita rottami ferrosi a recuperatore
N6.2Reverse charge – cessione oro e argentoVendita oro da investimento
N6.3Reverse charge – subappalto edilizioSubappaltatore verso appaltatore principale
N6.4Reverse charge – cessione fabbricatiVendita immobile strumentale tra imprese
N6.5Reverse charge – cessione cellulariVendita ingrosso smartphone tra imprese
N6.6Reverse charge – cessione PC, consoleVendita ingrosso PC, tablet, console
N6.7Reverse charge – prestazioni edili settore serviziPulizie, demolizioni, installazione impianti edili
N6.8Reverse charge – settore energeticoCessione gas, energia elettrica certificati verdi
N6.9Reverse charge – altri casiCasi residuali introdotti da decreti successivi
N7IVA assolta in altro Stato UEVendite a distanza B2C, servizi telecomunicazioni OSS

N1 – Operazioni escluse ex art. 15

Il codice N1 identifica le operazioni escluse dalla base imponibile IVA ai sensi dell’articolo 15 del DPR 633/1972. Si tratta di importi che, pur transitando in fattura, non costituiscono corrispettivo di una cessione di beni o prestazione di servizi.

  • Anticipazioni in nome e per conto del cliente: tipico esempio sono i bolli, i diritti camerali, le imposte di registro pagate dal commercialista per conto del cliente
  • Interessi di mora per ritardato pagamento
  • Penalita contrattuali
  • Imballaggi a rendere con cauzione
  • Cessioni di beni in transito sul territorio dello Stato

Esempio pratico: un commercialista anticipa per il cliente 50 euro di tassa di concessione governativa. In fattura, oltre al proprio compenso (con IVA 22%), inserisce una riga separata di 50 euro con codice N1 e nessuna IVA. Anche il bollo da 2 euro applicato alle fatture in regime di esenzione/non imponibilita, quando addebitato al cliente, va con codice N1.

N2 – Operazioni non soggette (N2.1, N2.2)

Il codice N2 riguarda le operazioni non soggette ad IVA per mancanza di un presupposto (territoriale o soggettivo). Dal 2021 e suddiviso in due sotto-codici obbligatori.

N2.1 – Non soggette ad IVA art. 7-bis e seguenti

Si usa per le operazioni che non rispettano il presupposto della territorialita IVA. I casi tipici sono:

  • Servizi resi a privati consumatori extra-UE (es. consulenza online a cliente svizzero)
  • Servizi B2B con cliente UE/extra-UE (per i quali il debitore d’imposta e il cliente)
  • Cessioni di beni gia esistenti all’estero

N2.2 – Non soggette – altri casi (incluso forfettario)

Questo e il codice piu utilizzato in Italia, perche e quello che devono indicare tutti i contribuenti in regime forfettario quando emettono fattura a clienti italiani. Il forfettario non addebita IVA in rivalsa, ma deve comunque emettere fattura elettronica con codice N2.2.

Altri casi che rientrano in N2.2:

  • Regime di vantaggio (vecchi minimi ancora attivi)
  • Cessioni di denaro e crediti
  • Conferimenti d’azienda o di rami d’azienda
  • Passaggi di beni tra societa fuse o scisse

N3 – Operazioni non imponibili (N3.1-N3.6)

Il codice N3 raggruppa le operazioni non imponibili IVA: cessioni che hanno il presupposto IVA ma per le quali la legge prevede l’esenzione da imposta per ragioni di neutralita fiscale (esportazioni) o di armonizzazione comunitaria (cessioni intra-UE). Dal 2021 e obbligatorio specificare il sotto-codice esatto.

N3.1 – Esportazioni

Cessioni di beni a clienti residenti in Paesi extra-UE (USA, Cina, UK post-Brexit, Svizzera, Canada). Richiedono prova dell’avvenuta uscita dei beni (bolletta doganale MRN). Esempio: azienda di mobili italiana vende un container di sedie a un importatore di New York. Codice N3.1.

N3.2 – Cessioni intracomunitarie

Vendite di beni a soggetti passivi IVA di altri Stati membri UE, con partita IVA registrata al VIES. Esempio: produttore di parmigiano vende a distributore tedesco con P.IVA DE. Codice N3.2.

N3.3 – Cessioni verso San Marino

Vendite di beni verso operatori sammarinesi. Dal 2022 anche queste fatture transitano via SdI con tracciato dedicato. Codice N3.3.

N3.4 – Operazioni assimilate alle esportazioni

Forniture a navi che effettuano traffico internazionale, aeromobili, sedi diplomatiche, organismi internazionali (art. 8-bis e 72 DPR 633/72). Codice N3.4.

N3.5 – Dichiarazione di intento (esportatori abituali)

Vendita a un cliente italiano che ha lo status di esportatore abituale e ha trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di intento. In fattura va riportato anche il protocollo della dichiarazione di intento. Codice N3.5.

N3.6 – Altre operazioni non imponibili

Casi residuali: operazioni con la Citta del Vaticano, depositi IVA, prestazioni connesse a beni in deposito, alcune operazioni triangolari. Codice N3.6.

N4 – Operazioni esenti

Il codice N4 identifica le operazioni esenti da IVA ex articolo 10 del DPR 633/72. La differenza con le operazioni non imponibili e fondamentale: le operazioni esenti non danno diritto alla detrazione IVA sugli acquisti correlati, mentre quelle non imponibili si.

I casi piu frequenti che richiedono codice N4:

  • Prestazioni sanitarie: medici, dentisti, fisioterapisti, psicologi, infermieri, ostetriche
  • Prestazioni didattiche: scuole, lezioni private (con limiti), corsi di formazione professionale riconosciuti
  • Operazioni finanziarie e assicurative: gestione finanziamenti, polizze assicurative, intermediazione
  • Locazioni di immobili abitativi (con eccezioni per le imprese costruttrici che hanno optato per il regime imponibile)
  • Cessioni di immobili abitativi da soggetti diversi dai costruttori entro 5 anni
  • Prestazioni di trasporto urbano con mezzi pubblici
  • Servizi postali universali

Esempio: un medico di base emette fattura al paziente per una visita di 80 euro. La fattura riporta 80 euro con codice N4 e marca da bollo da 2 euro (se l’importo supera 77,47 euro) addebitata con codice N1.

N5 – Regime del margine / IVA non esposta

Il codice N5 e riservato al regime speciale del margine previsto dal DL 41/1995, applicabile a:

  • Auto usate e altri beni mobili usati acquistati da privati
  • Opere d’arte, oggetti di antiquariato e da collezione (francobolli, monete, libri rari)
  • Agenzie di viaggio (regime speciale art. 74-ter)
  • Editoria (regime monofase)

In questo regime l’IVA si applica solo sul margine (differenza fra prezzo di vendita e prezzo di acquisto) e non viene esposta separatamente in fattura. Esempio: un concessionario d’auto vende un’auto usata acquistata da privato per 8.000 euro a 10.000 euro. La fattura riporta 10.000 euro con codice N5, mentre l’IVA viene calcolata internamente sul margine di 2.000 euro.

N6 – Reverse charge (N6.1-N6.9)

Il codice N6 identifica le operazioni in inversione contabile (reverse charge), ossia quei casi in cui il debitore dell’IVA non e il fornitore ma il cliente. Dal 2021 e obbligatorio indicare il sotto-codice specifico fra N6.1 e N6.9.

CodiceCasisticaEsempio
N6.1Cessione rottami e materiali di recuperoVendita di rottami ferrosi tra operatori
N6.2Cessione oro e argento puroVendita oro da investimento (purezza > 325/1000 per argento, > 995/1000 per oro)
N6.3Subappalto in ediliziaImpresa edile subappalta a impresa edile
N6.4Cessione fabbricati strumentaliVendita capannone industriale tra imprese (con opzione)
N6.5Cessione cellulari e dispositiviVendita all’ingrosso smartphone
N6.6Cessione PC, tablet, consoleVendita all’ingrosso microprocessori e PC
N6.7Prestazioni edili e settore serviziPulizie, demolizioni, installazione impianti su edifici
N6.8Settore energeticoCessione gas, energia elettrica, certificati verdi
N6.9Altri casi residualiCasi specifici introdotti da decreti successivi

In tutti i casi N6 il fornitore emette fattura senza IVA con codice Natura, e il cliente integra la fattura applicando l’IVA con doppia annotazione (vendite e acquisti).

N7 – IVA assolta in altro Stato UE

Il codice N7 si applica alle operazioni per le quali l’IVA e dovuta in un altro Stato membro UE, tipicamente attraverso il regime speciale OSS/IOSS (One Stop Shop / Import One Stop Shop). Casi tipici:

  • Vendite a distanza B2C intra-UE oltre la soglia di 10.000 euro annuali
  • Servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici (TTE) verso privati UE
  • Servizi digitali (software, e-book, streaming) verso consumatori UE

Esempio: un e-commerce italiano vende a un consumatore privato francese tramite il regime OSS. Sulla fattura italiana indica codice N7, mentre l’IVA francese viene versata trimestralmente tramite la dichiarazione OSS unificata.

Esempi pratici per categoria professionale

Vediamo i casi piu ricorrenti per categoria, con il codice Natura corretto da inserire nella fattura elettronica.

Categoria / OperazioneCodice NaturaNote
Forfettario verso cliente italianoN2.2Bollo da 2 euro se importo > 77,47 euro
Forfettario verso privato extra-UEN2.1Mancanza presupposto territoriale
Esportatore vende beni in USA/CinaN3.1Serve prova uscita beni (MRN)
Vendita a P.IVA tedesca con VIESN3.2Modello Intrastat obbligatorio
Vendita a societa di San MarinoN3.3Trasmissione SdI obbligatoria dal 2022
Architetto B2B verso cliente UEN2.1Reverse charge nel paese del committente
Medico/dentista fattura pazienteN4Esente art. 10 n.18 DPR 633/72
Idraulico in subappalto edileN6.7Reverse charge prestazioni servizi edili
Concessionario vende auto usataN5Regime del margine
Locazione abitativa privatiN4Esente, con eccezione costruttori
Vendita rottami a recuperatoreN6.1Sempre reverse charge
E-commerce verso privato francese (OSS)N7Oltre soglia 10.000 euro
Insegnante lezioni private riconosciuteN4Solo per discipline scolastiche/universitarie
Esportatore abituale (lett. intento)N3.5Indicare protocollo dichiarazione
Commercialista anticipa bolliN1Solo riga anticipazione

Errore comune: aliquota 0% invece del codice Natura

L’errore piu frequente riscontrato dal Sistema di Interscambio e dichiarare aliquota IVA pari a zero senza specificare il codice Natura. Il software di compilazione (specialmente quelli generici, non dedicati alla fatturazione elettronica) accetta apparentemente la fattura, ma SDI la scarta entro 5 giorni con codice di errore.

Errore concettuale di base: l’aliquota 0% non esiste nell’ordinamento IVA italiano. Le operazioni che non scontano IVA hanno una qualificazione giuridica precisa (escluse, non soggette, non imponibili, esenti, in reverse charge) e devono essere identificate con il codice Natura corrispondente. Diversamente l’Agenzia delle Entrate non puo distinguere fra un’esportazione e una prestazione esente.

L’unica eccezione che usa l’aliquota 0% sono alcune fatture in regime di franchigia all’importazione, ma anche in quel caso va sempre accompagnata dal codice Natura corretto.

Cosa succede se sbagli: scarto SDI

Se il codice Natura e mancante o errato, SDI scarta la fattura entro 5 giorni dalla trasmissione con uno dei seguenti codici di errore:

Codice erroreDescrizioneCausa frequente
004002.2.1.14 Aliquota IVA non valida o non coerenteAliquota e Natura entrambi presenti o entrambi assenti
004012.2.1.14 Natura con AliquotaIVA diversa da zeroIndicato codice Natura con aliquota 22%
004202.2.2.1 Natura non presente a fronte di AliquotaIVA pari a zeroAliquota 0 senza codice Natura
004212.2.2.1 Natura con AliquotaIVA diversa da zero (riepilogo)Codice N esposto in DatiRiepilogo con IVA non zero
00444Tipo documento non coerente con codice NaturaCodice TD17/TD18/TD19 con N non coerente

In caso di scarto la fattura e considerata come non emessa: occorre correggere il file XML e ritrasmetterlo entro 5 giorni dalla notifica per evitare sanzioni per omessa fatturazione (dal 90% al 180% dell’IVA). Se hai gia trasmesso al cliente una copia di cortesia, devi avvisarlo che la versione fiscale e quella ritrasmessa.

Compilazione nei principali software

Vediamo come si imposta il codice Natura nei software di fatturazione elettronica piu diffusi in Italia.

Aruba Fatturazione Elettronica

Nel pannello di compilazione fattura, sezione “Riga di dettaglio”, trovi un menu a tendina dedicato ai codici Natura. Selezionato il codice (es. N2.2), il sistema disabilita automaticamente il campo aliquota IVA. Aruba offre anche template precompilati per forfettari (N2.2 default) e esportatori (N3.1 default).

Fatture in Cloud (TeamSystem)

Per i forfettari l’impostazione e automatica: in fase di onboarding selezioni il regime e il software applica N2.2 a tutte le fatture verso clienti italiani. Per altri codici Natura li puoi associare a singoli articoli/servizi del catalogo o impostarli manualmente per ciascuna fattura.

Software Agenzia Entrate (gratuito)

L’app web “Fatture e Corrispettivi” del portale Fatture e Corrispettivi prevede campi guidati: nella riga “Aliquota IVA / Natura” si seleziona la natura dal menu, e il campo aliquota viene azzerato automaticamente.

Compilazione manuale dell’XML

Se compili l’XML manualmente o lo generi via gestionale, il tag corretto e:

<Natura>N2.2</Natura>

Va inserito sia nel <DettaglioLinee> sia nel <DatiRiepilogo>. Attento a usare il punto (“.”) come separatore decimale del sotto-codice e non la virgola.

Aggiornamenti normativi 2026

Per il 2026 i codici Natura sono confermati invariati nella loro struttura N1-N7. Le specifiche tecniche di riferimento restano quelle del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate aggiornate da ultimo a fine 2024. Le novita riguardano:

  • Ampliamento casistiche reverse charge introdotte dal decreto legislativo 2025 in materia di IVA, con nuove fattispecie che rientrano nel codice N6.9 (casi residuali)
  • Conferma del regime forfettario con codice N2.2 e soglia 85.000 euro
  • Aggiornamento dei controlli SDI sui codici di errore 00400-00444 con maggiore severita su incongruenze tipo documento/Natura
  • Nuovi tipi documento (TD28 per estrazione da deposito IVA) gia operativi dal 2024 e confermati nel 2026
  • OSS e IOSS: confermato il codice N7 per le operazioni transfrontaliere B2C, con piattaforme che effettuano controllo automatico sulla soglia 10.000 euro

Per i forfettari del 2026 nessuna novita: continuano a emettere fattura elettronica con codice N2.2 verso clienti italiani, indipendentemente dal volume d’affari.

Esempio XML completo con tag Natura

Ecco un estratto del tracciato XML di una fattura elettronica emessa da un forfettario italiano verso un cliente italiano (codice N2.2). Include i blocchi rilevanti.

<FatturaElettronicaBody>
  <DatiGenerali>
    <DatiGeneraliDocumento>
      <TipoDocumento>TD01</TipoDocumento>
      <Divisa>EUR</Divisa>
      <Data>2026-06-23</Data>
      <Numero>2026/0042</Numero>
      <ImportoTotaleDocumento>500.00</ImportoTotaleDocumento>
      <Causale>Operazione effettuata in regime forfettario art. 1 commi 54-89 L. 190/2014</Causale>
    </DatiGeneraliDocumento>
  </DatiGenerali>
  <DatiBeniServizi>
    <DettaglioLinee>
      <NumeroLinea>1</NumeroLinea>
      <Descrizione>Consulenza fiscale mese giugno 2026</Descrizione>
      <Quantita>1.00</Quantita>
      <PrezzoUnitario>500.00</PrezzoUnitario>
      <PrezzoTotale>500.00</PrezzoTotale>
      <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
      <Natura>N2.2</Natura>
    </DettaglioLinee>
    <DatiRiepilogo>
      <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA>
      <Natura>N2.2</Natura>
      <ImponibileImporto>500.00</ImponibileImporto>
      <Imposta>0.00</Imposta>
      <RiferimentoNormativo>Operazione non soggetta IVA art. 1 c. 54-89 L. 190/2014</RiferimentoNormativo>
    </DatiRiepilogo>
  </DatiBeniServizi>
</FatturaElettronicaBody>

Nota come <AliquotaIVA>0.00</AliquotaIVA> sia sempre accompagnato da <Natura>N2.2</Natura> sia nella riga di dettaglio sia nel riepilogo. Il <RiferimentoNormativo> completa l’informazione richiesta dalle specifiche.

Domande frequenti sui codici Natura

Sono forfettario, devo sempre usare N2.2?

Si, nella maggior parte dei casi. Verso clienti italiani usi sempre N2.2. Verso clienti UE B2B usi N2.1 (servizi) o N3.2 (beni). Verso clienti extra-UE usi N2.1 (servizi) o N3.1 (beni). Per le anticipazioni in nome e per conto del cliente (bolli, registri) usi N1.

Differenza fra N3 (non imponibile) e N4 (esente)?

Sostanziale. Le operazioni N3 (non imponibili: esportazioni, intra-UE) danno diritto alla detrazione IVA sugli acquisti e contribuiscono alla formazione del plafond per gli esportatori abituali. Le operazioni N4 (esenti: sanitarie, didattiche) non danno diritto a detrazione e generano il problema del pro-rata IVA per chi svolge sia operazioni esenti sia imponibili.

Posso usare il vecchio codice N6 senza sotto-codice?

No. Dal 1 gennaio 2021 e obbligatorio specificare i sotto-codici per N2 (N2.1, N2.2), N3 (N3.1-N3.6) e N6 (N6.1-N6.9). I codici generici N2, N3, N6 senza sotto-codice provocano scarto SDI.

Cosa succede se metto il codice Natura sbagliato ma SDI accetta la fattura?

SDI fa controlli formali, non sostanziali. Se il codice e formalmente valido (es. N2.2) ma errato per la specifica operazione (es. dovevi usare N3.1), la fattura passa il controllo SDI ma resta errata ai fini fiscali. L’errore puo emergere in fase di dichiarazione IVA o di controllo dell’Agenzia. Sanzione minima: dal 90% al 180% dell’IVA dovuta o non dovuta, con possibilita di ravvedimento operoso.

Architetto fattura cliente UE B2B: N2.1 o reverse charge?

L’architetto italiano che fattura una prestazione a un cliente B2B UE applica il codice N2.1 (operazione non soggetta per mancanza del presupposto territoriale, art. 7-ter). E il cliente UE che applica l’IVA del proprio Stato in reverse charge. La fattura italiana riporta inoltre la dicitura “Inversione contabile” come riferimento normativo. Questa fattura va anche nel modello Intrastat servizi.

Bollo da 2 euro in fattura forfettaria: che codice Natura?

Quando il forfettario addebita al cliente il bollo di 2 euro (per fatture > 77,47 euro), la riga del bollo va con codice N1 (esclusa ex art. 15) perche e una rivalsa di un’imposta. Il corpo della fattura resta con N2.2.

Ho una fattura con piu codici Natura: e ammesso?

Si. Una fattura puo contenere righe con codici Natura diversi (es. una riga N2.2 per la prestazione del forfettario e una riga N1 per il bollo addebitato). Nel <DatiRiepilogo> il sistema crea automaticamente blocchi separati per ciascun codice Natura.

Le fatture verso PA con split payment hanno codice Natura?

No. Lo split payment (scissione dei pagamenti) verso PA non si identifica con un codice Natura, ma con il campo <EsigibilitaIVA>S</EsigibilitaIVA>. La fattura ha aliquota IVA ordinaria normalmente esposta, ma il pagamento dell’IVA viene fatto direttamente dalla PA all’erario.

Conclusione: sicurezza e correttezza nella fatturazione elettronica

La corretta indicazione del codice Natura in fattura elettronica non e solo un adempimento formale: e l’elemento che permette all’Agenzia delle Entrate di classificare correttamente le tue operazioni e di non contestarti errori in fase di controllo. Per i forfettari basta ricordare N2.2 verso clienti italiani; per gli esportatori la sequenza e N3.1 per extra-UE e N3.2 per intra-UE; per il reverse charge attenzione sempre al sotto-codice corretto da N6.1 a N6.9.

Se hai dubbi su quale codice Natura applicare alla tua specifica operazione, oppure hai gia ricevuto uno scarto SDI e non sai come correggere la fattura, il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella corretta compilazione delle fatture elettroniche, nella gestione delle dichiarazioni di intento e nelle pratiche di reverse charge. Contattaci per una consulenza personalizzata sulla tua situazione fiscale.

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Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 14:00:002026-05-24 09:54:42Codici Natura IVA Fattura Elettronica 2026: Guida N1-N7 con Esempi
GESTIONE PARTITA IVA, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Modello Fattura Regime Forfettario 2026: Template Word ed Esempi Pratici

fatturazione elettronica CAF Udine

Cercare un modello di fattura per il regime forfettario 2026 in formato Word, Excel o PDF è una delle ricerche più frequenti tra le partite IVA forfettarie italiane. La motivazione è chiara: ogni fattura forfettaria ha una struttura specifica, con diciture obbligatorie, codici natura IVA particolari e regole sul bollo che, se sbagliate, possono portare a sanzioni o contestazioni fiscali.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto quello che serve: la struttura completa della fattura forfettaria 2026, gli elementi obbligatori, la dicitura corretta dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, le regole sull’imposta di bollo da 2 euro, tre esempi pratici compilati (B2B, B2C e fattura sotto 77,47 euro) e l’indicazione su come ottenere il modello Word/PDF gratuito.

Premessa: dal 2024 anche i forfettari fanno fattura elettronica

La prima cosa da chiarire è fondamentale: dal 1° gennaio 2024 anche le partite IVA in regime forfettario sono obbligate a emettere fattura elettronica (art. 18 D.L. 36/2022), senza eccezioni di fatturato. Fino al 2023 esisteva una soglia minima (25.000 euro di ricavi) sotto la quale era ancora possibile emettere fattura cartacea, ma nel 2026 questa esenzione non esiste più: tutti i forfettari, anche chi fattura 1.000 euro l’anno, devono usare il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Questo significa che il classico “modello Word” o “modello PDF” della fattura forfettaria non ha più valore fiscale: il documento da emettere e trasmettere al cliente deve essere un file XML con firma digitale, inviato tramite SDI con codice destinatario o PEC.

A cosa serve allora un modello Word o PDF di fattura forfettaria? Ha tre utilità concrete:

  • Riferimento per compilare il software di fatturazione: avere sotto mano un esempio compilato aiuta a riempire correttamente i campi del software (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, ecc.) senza dimenticare la dicitura del regime, il codice natura N2.2 o l’imposta di bollo.
  • Uso interno e preventivi: per un preventivo da inviare a un cliente prima dell’incarico, oppure per archivio interno, il formato Word/PDF rimane comodo e veloce.
  • Imparare la struttura corretta: per chi ha appena aperto la partita IVA forfettaria, vedere un modello compilato è il modo più rapido per capire come deve essere fatta una fattura senza IVA con regime agevolato.

Quindi sì, il modello Word/PDF serve ancora, ma per uso pratico e didattico, non come documento fiscale ufficiale. La fattura “vera” deve sempre passare dal SDI in formato XML.

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Elementi obbligatori della fattura forfettaria 2026

Una fattura forfettaria, sia in formato XML che in modello cartaceo di riferimento, deve contenere tutti gli elementi previsti dall’art. 21 del D.P.R. 633/1972, con alcune specificità tipiche del regime agevolato. Ecco la lista completa degli elementi obbligatori:

  1. Numero progressivo: numerazione univoca crescente nell’anno solare (es. 1/2026, 2/2026…). È ammessa anche la numerazione per sezionali (es. 1A/2026, 1B/2026).
  2. Data di emissione: la data in cui la fattura viene emessa e trasmessa al SDI (entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione per fattura immediata, entro il 15 del mese successivo per fattura differita).
  3. Dati emittente: nome e cognome (o ragione sociale), partita IVA, codice fiscale, indirizzo completo (via, CAP, città, provincia).
  4. Dati cliente: nome e cognome o denominazione, P.IVA o codice fiscale, indirizzo, codice destinatario (7 caratteri per chi ha SDI proprio, “0000000” per privati senza PEC) oppure indirizzo PEC.
  5. Descrizione dei beni o servizi: indicare in modo chiaro la natura, qualità e quantità della prestazione (es. “Consulenza fiscale per l’anno 2026” o “Corso online di marketing digitale – 8 ore”).
  6. Quantità e prezzo unitario: per ogni voce, indicare quante unità e il prezzo singolo.
  7. Imponibile: l’importo totale della prestazione, che per il forfettario coincide con il totale lordo (non c’è IVA da scorporare).
  8. Codice natura IVA N2.2: nel campo IVA del file XML va indicato “0,00%” e nel campo “Natura” il codice N2.2 – Non soggette – altri casi.
  9. Dicitura obbligatoria del regime forfettario: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA”.
  10. Imposta di bollo da 2 euro: se l’imponibile supera 77,47 euro, è obbligatoria l’imposta di bollo. Va indicata in fattura con la dicitura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”.
  11. Totale fattura: somma dell’imponibile più il bollo (se dovuto).
  12. Modalità di pagamento e IBAN: indicare se il pagamento è a vista, a 30 giorni, ecc., e includere l’IBAN per bonifico bancario.
  13. Firma: non obbligatoria per legge nella fattura elettronica (la firma digitale del SDI ha valore legale), ma consigliata nei modelli Word/PDF di riferimento.

Mancare uno di questi elementi può comportare il rigetto della fattura da parte del SDI (con scarto), oppure problemi in caso di controllo fiscale. La dicitura del regime forfettario è fondamentale: senza quella, la fattura potrebbe essere considerata “ordinaria” e teoricamente assoggettata a IVA.

Codice natura IVA N2.2: cos’è e perché si usa nel forfettario

Quando si compila la fattura elettronica forfettaria nel software, il sistema chiede sempre di indicare un codice natura IVA. Per il regime forfettario il codice corretto è N2.2 – Non soggette – altri casi.

Questo codice serve a comunicare al Sistema di Interscambio che l’operazione non è soggetta a IVA non perché esente o fuori campo, ma perché rientra in un regime speciale agevolato. Attenzione: il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 1° gennaio 2021, sostituito da N2.1 (operazioni non soggette a IVA per mancanza di territorialità) e N2.2 (altri casi, tra cui il regime forfettario).

Nei principali software di fatturazione (Fatture e Corrispettivi, Aruba, Fatture in Cloud, Subito Fatture, ecc.) il codice N2.2 è di solito già preimpostato come default per gli utenti che dichiarano di essere in regime forfettario in fase di configurazione. È comunque sempre buona norma verificare prima dell’invio che nel campo “Natura” della fattura compaia esattamente “N2.2”.

Per approfondire la disciplina IVA del forfettario, leggi anche la nostra guida sull’esigibilità IVA nel regime forfettario 2026, che spiega tutti i casi particolari (reverse charge, acquisti UE, importazioni, OSS).

Imposta di bollo da 2 euro: quando va applicata e come

Una delle peculiarità della fattura forfettaria è l’imposta di bollo da 2 euro. Si tratta di un’imposta sostitutiva (in luogo dell’IVA) che il forfettario deve applicare quando l’imponibile della singola fattura supera 77,47 euro.

Quando si applica il bollo da 2 euro

  • Fattura con imponibile superiore a 77,47 euro: bollo da 2 euro obbligatorio.
  • Fattura con imponibile pari o inferiore a 77,47 euro: bollo non dovuto.
  • La soglia si calcola sul singolo documento, non sul totale annuo.
  • Il bollo si applica anche alle ricevute fiscali e quietanze rilasciate dal forfettario.

Bollo virtuale e versamento trimestrale con F24

Dal 2019, con l’arrivo della fattura elettronica obbligatoria, il bollo si applica in modalità virtuale: non si attacca più la marca da bollo cartacea sulla fattura, ma si versa cumulativamente all’Agenzia delle Entrate con modello F24 ogni trimestre.

I codici tributo F24 da utilizzare per il versamento del bollo virtuale sulle fatture elettroniche sono:

  • 2521 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 1° trimestre (gennaio-marzo)
  • 2522 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 2° trimestre (aprile-giugno)
  • 2523 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 3° trimestre (luglio-settembre)
  • 2524 – Imposta di bollo fatture elettroniche – 4° trimestre (ottobre-dicembre)

Le scadenze di versamento sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo trimestrale è inferiore a 5.000 euro, il versamento può essere posticipato al trimestre successivo.

Indicazione obbligatoria in fattura

Quando si emette una fattura con bollo, in fattura va sempre indicata la dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”. Nel software di fatturazione c’è di solito un flag dedicato che, se attivato, inserisce automaticamente sia l’importo (2 euro) che la dicitura nel file XML.

Il bollo viene addebitato al cliente: il forfettario lo incassa insieme al corrispettivo della prestazione e poi lo riversa all’erario. Quindi se la prestazione è 1.500 euro, il cliente paga 1.502 euro (1.500 + 2 di bollo).

Esempio pratico 1: fattura B2B per consulenza professionale

Vediamo ora un esempio concreto di fattura forfettaria B2B (cliente azienda con partita IVA), che è il caso più frequente per consulenti, commercialisti, avvocati, formatori e professionisti in genere.

Scenario: Mario Rossi, dottore commercialista in regime forfettario, emette fattura a “Alfa SRL” per un incarico di consulenza fiscale per l’anno 2026.

FATTURA N. 12/2026

Data emissione: 11/05/2026

EMITTENTE
Mario Rossi
Dottore Commercialista
Via Roma 12 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 02345678901
C.F.: RSSMRA80A01L483Z
Cassa: CNPADC
CLIENTE
Alfa SRL
Via Garibaldi 45 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 03456789012
C.F.: 03456789012
Codice destinatario: ABCDEF1
DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
Consulenza fiscale e tributaria – Anno 2026
(servizio continuativo gennaio-dicembre 2026)
1€ 1.500,00€ 1.500,00
Imponibile€ 1.500,00
IVA (Natura N2.2)€ 0,00
Imposta di bollo€ 2,00
TOTALE FATTURA€ 1.502,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.
Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.

Modalità di pagamento: Bonifico bancario a 30 giorni data fattura

IBAN: IT60 X054 2811 1010 0000 0123 456 – Banca Friuli

Punti chiave dell’esempio:

  • Cliente con partita IVA → cliente “soggetto IVA” (B2B)
  • Codice destinatario di 7 caratteri perché Alfa SRL ha SDI proprio
  • Imponibile 1.500 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorio
  • Totale fattura: 1.500 + 2 = 1.502 euro
  • Codice natura IVA: N2.2 (compilato nel software, non visibile sulla rappresentazione cartacea)
  • Dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014 sempre presente

Esempio pratico 2: fattura B2C a un privato (corso online)

Vediamo ora il caso B2C: il forfettario emette fattura a un cliente privato (consumatore finale), che non ha partita IVA né codice destinatario.

Scenario: Giulia Bianchi, formatrice in regime forfettario, vende un corso online di marketing digitale a Luca Verdi, privato cittadino.

FATTURA N. 5/2026

Data emissione: 11/05/2026

EMITTENTE
Giulia Bianchi
Formatrice / Consulente marketing
Via Mazzini 8 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 02567891234
C.F.: BNCGLI85B41L483K
Cassa: Gestione Separata INPS
CLIENTE
Luca Verdi
Via Dante 22 – 33170 Pordenone (PN)
C.F.: VRDLCU90C15G888J
Codice destinatario: 0000000
(privato senza PEC)
DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
Corso online “Marketing digitale per piccole imprese” – 8 ore
Accesso piattaforma e materiale didattico
1€ 200,00€ 200,00
Imponibile€ 200,00
IVA (Natura N2.2)€ 0,00
Imposta di bollo€ 2,00
TOTALE FATTURA€ 202,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.
Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014.

Modalità di pagamento: Bonifico bancario / PayPal anticipato

IBAN: IT45 K030 6909 6061 0000 0098 765

Punti chiave dell’esempio B2C:

  • Cliente privato → si indica solo il codice fiscale, non la P.IVA
  • Codice destinatario 0000000 (sette zeri): obbligatorio per privati senza PEC
  • La fattura passa comunque dal SDI: il privato la riceve come copia analogica via email o cartacea, oppure può scaricarla dal proprio cassetto fiscale
  • Imponibile 200 euro > 77,47 → bollo 2 euro obbligatorio
  • Totale: 200 + 2 = 202 euro

Importante: per i clienti privati, oltre alla trasmissione SDI, è buona norma consegnare anche una copia analogica (PDF via email, oppure stampata) al momento del pagamento. Il SDI riconsegna la fattura nel cassetto fiscale del privato, ma molti consumatori non sanno come accedervi.

Esempio pratico 3: fattura sotto 77,47 euro (senza bollo)

Terzo caso: fattura di piccolo importo, sotto la soglia dei 77,47 euro. È il classico esempio di una piccola prestazione occasionale o di un acconto, dove l’imposta di bollo NON va applicata.

Scenario: Andrea Costa, grafico freelance in regime forfettario, fattura un piccolo lavoro (logo veloce) a un cliente privato.

FATTURA N. 18/2026

Data emissione: 11/05/2026

EMITTENTE
Andrea Costa
Grafico freelance
Via Aquileia 33 – 33100 Udine (UD)
P.IVA: 02789012345
C.F.: CSTNDR92D10L483W
Cassa: Gestione Separata INPS
CLIENTE
Sara Neri
Via Cavour 7 – 33100 Udine (UD)
C.F.: NRESRA88E55L483B
Codice destinatario: 0000000
DescrizioneQ.tàPrezzo unit.Imponibile
Realizzazione logo personale base
(consegna 1 file PNG + 1 file vettoriale)
1€ 50,00€ 50,00
Imponibile€ 50,00
IVA (Natura N2.2)€ 0,00
Imposta di bollonon dovuta (imp. < 77,47 €)
TOTALE FATTURA€ 50,00

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 – regime forfettario – operazione senza applicazione di IVA.

Modalità di pagamento: Bonifico immediato

IBAN: IT78 P020 0805 3640 0000 0654 321

Punti chiave:

  • Imponibile 50 euro < 77,47 → nessuna imposta di bollo
  • Totale fattura = imponibile = 50 euro
  • La dicitura del regime forfettario è comunque obbligatoria
  • Nel software di fatturazione il flag “Imposta di bollo” va lasciato disattivato

Attenzione: la soglia di 77,47 euro si applica al singolo documento. Quindi se nello stesso giorno emetti due fatture da 50 euro ciascuna, in nessuna delle due c’è bollo (anche se la somma è 100 euro). Se invece emetti un’unica fattura da 100 euro, il bollo è dovuto.

Download modello fattura forfettaria Word/PDF gratuito

Il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione gratuitamente un modello di fattura forfettaria 2026 in formato Word e PDF, già strutturato con tutti gli elementi obbligatori, le diciture corrette dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014 e i campi pre-impostati per imposta di bollo e codice destinatario.

Cosa contiene il modello scaricabile:

  • Modello Word editabile (.docx) per uso interno e preventivi
  • Modello PDF compilabile (.pdf) come traccia di riferimento
  • Versione con bollo (per fatture > 77,47 euro)
  • Versione senza bollo (per fatture < 77,47 euro)
  • Esempio compilato B2B e B2C
  • Mini-guida con istruzioni di compilazione

Come riceverlo: invia una richiesta via email a successioni@centrofiscale.com indicando nome, cognome e città di residenza. Il modello viene inviato gratuitamente in allegato entro 24-48 ore.

Ricorda: questo modello è valido come strumento di riferimento e per uso interno. Per la fattura ufficiale verso un cliente devi sempre usare un software di fatturazione elettronica che invii il file XML al SDI.

Software gratuiti per fattura elettronica forfettaria

Per emettere fatture elettroniche valide nel 2026, ecco i principali software disponibili sul mercato, con un focus su quelli adatti ai forfettari:

1. “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate (gratuito)

È il portale ufficiale e gratuito dell’Agenzia delle Entrate, accessibile dall’area riservata con SPID/CIE/CNS. Permette di:

  • Compilare e inviare fatture elettroniche con interfaccia web
  • Conservare a norma le fatture emesse e ricevute
  • Visualizzare il proprio cassetto fiscale
  • Calcolare automaticamente il bollo virtuale dovuto

Pro: totalmente gratuito, ufficiale, integrato con SDI.
Contro: interfaccia spartana, poche funzioni di gestione (no scadenzario, no numerazione automatica progettata).

2. Software a pagamento (più completi)

  • Fatture in Cloud (TeamSystem) – Da circa 4 €/mese, una delle soluzioni più usate dai forfettari. Numerazione automatica, scadenzario, gestione bollo, conservazione decennale a norma inclusa.
  • Aruba Fatturazione Elettronica – Da circa 1 €/mese (piano base), molto economico. Buona integrazione con i servizi PEC Aruba.
  • Subito Fatture, FattureGratis, Fattura24 – Altre alternative valide, con prezzi e funzionalità variabili.

Per chi è agli inizi e fattura poco, il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate è più che sufficiente. Quando il volume di fatture cresce, conviene passare a un software dedicato per risparmiare tempo nella gestione.

Errori comuni nella fattura forfettaria (e come evitarli)

Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, ecco gli errori più frequenti che troviamo sulle fatture dei forfettari, soprattutto chi ha appena aperto la P.IVA:

  1. Dimenticare la dicitura art. 1 c. 58 L. 190/2014: senza questa frase, la fattura potrebbe essere riqualificata come operazione ordinaria con IVA.
  2. Indicare aliquota IVA invece di N2.2: alcuni software, se non configurati correttamente, mettono di default l’aliquota 22%. Verificare sempre che il campo “Natura” sia N2.2 e l’aliquota 0%.
  3. Bollo non applicato sopra 77,47 euro: dimenticare il bollo significa dover comunque versare l’imposta in F24 più la sanzione (30% dell’imposta non versata).
  4. Bollo applicato anche sotto 77,47 euro: errore opposto, meno grave ma scorretto.
  5. Numerazione non progressiva: ogni fattura deve avere numero univoco crescente. Saltare numeri (es. 1, 2, 4, 5…) o ripetere lo stesso numero è una violazione formale.
  6. Codice destinatario sbagliato: per privati va sempre “0000000” (sette zeri); per imprese, va il codice di 7 caratteri o la PEC del cliente.
  7. Indicare ritenuta d’acconto: il forfettario non è soggetto a ritenuta (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione.
  8. Errore sul codice fiscale del cliente privato: 16 caratteri obbligatori. Un errore qui può far scartare la fattura dal SDI.
  9. Mancato versamento bollo trimestrale: dimenticare la scadenza del 31 maggio (1° trim.) o successive comporta sanzioni.
  10. Non conservare le fatture: anche le fatture emesse via SDI vanno conservate per 10 anni a norma. Il portale gratuito Agenzia Entrate include questa conservazione.

Un controllo periodico delle fatture emesse, ancora meglio se affidato a un CAF o a un commercialista, evita la maggior parte di questi errori.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande frequenti sulla fattura forfettaria 2026

Posso ancora emettere fattura cartacea nel 2026 se sono forfettario?

No. Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari, anche con ricavi sotto 25.000 euro, devono emettere fattura elettronica via SDI. La fattura cartacea o il PDF non hanno più valore fiscale come documento ufficiale.

Cosa succede se mando per errore una fattura cartacea?

La fattura non emessa via SDI è considerata “non emessa” ai fini fiscali. La sanzione amministrativa va dal 90% al 180% dell’imposta non documentata, con minimo 250 euro per fattura. È sempre possibile sanare la situazione con il ravvedimento operoso, riducendo le sanzioni.

Quale codice natura IVA usare in fattura forfettaria?

Sempre N2.2 – Non soggette – altri casi. Il vecchio codice N2 generico è stato eliminato dal 2021 e non è più valido.

Devo applicare la ritenuta d’acconto sulle mie fatture?

No. I contribuenti in regime forfettario non sono soggetti a ritenuta d’acconto (art. 1 c. 67 L. 190/2014). Va indicato in fattura: “Non si applica ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”. Se il cliente la trattiene per errore, va richiesta la riemissione corretta.

Come faccio a sapere il codice destinatario del mio cliente?

Per le aziende: si chiede direttamente al cliente, che lo comunica al momento della prima fattura. Per i privati: usa “0000000” (sette zeri). Se il cliente fornisce solo la PEC, va inserita nel campo “PEC destinatario” e il codice destinatario va a “0000000”.

Quando devo versare il bollo da 2 euro all’Agenzia delle Entrate?

Il versamento è trimestrale, con questi codici tributo F24: 2521 (1° trim.), 2522 (2° trim.), 2523 (3° trim.), 2524 (4° trim.). Le scadenze sono il 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio dell’anno successivo. Se l’importo dovuto nel trimestre è inferiore a 5.000 euro, si può rinviare al trimestre successivo.

Se il cliente paga in ritardo, quando devo versare il bollo?

Il bollo si versa in base alla data di emissione della fattura, non alla data di pagamento. Quindi anche se il cliente paga a 90 giorni, il bollo va comunque versato nei termini trimestrali in base a quando è stata emessa la fattura.

Posso usare un modello Word personalizzato come fattura ufficiale?

No. La fattura ufficiale deve essere in formato XML e transitare dal SDI. Il modello Word può servire come bozza interna, preventivo o documento di lavoro, ma non sostituisce la fattura elettronica obbligatoria.

Il CAF può aiutarmi a emettere le fatture?

Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per partite IVA forfettarie: configurazione del software di fatturazione, controllo periodico delle fatture emesse, calcolo e versamento del bollo trimestrale, conservazione a norma. Contatta il CAF per un preventivo personalizzato.

Hai bisogno di aiuto con la fattura forfettaria? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

Hai aperto da poco la partita IVA in regime forfettario e non sai come configurare il software di fatturazione? Vuoi un controllo delle fatture emesse per essere sicuro di non aver sbagliato la dicitura, il codice natura o il bollo? Vuoi ricevere il modello Word/PDF gratuito con esempi compilati?

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno centinaia di partite IVA forfettarie nella gestione della fatturazione elettronica, dei versamenti trimestrali del bollo e della dichiarazione dei redditi annuale. Il nostro team segue il forfettario in tutte le sue fasi: dall’apertura della P.IVA alla configurazione del software, dall’emissione corretta della prima fattura al monitoraggio dei limiti di 85.000 e 100.000 euro.

Contattaci per:

  • Ricevere il modello fattura forfettaria 2026 Word/PDF gratuito
  • Configurare il software di fatturazione elettronica
  • Controllare la correttezza delle fatture emesse
  • Calcolare e versare il bollo trimestrale F24
  • Gestire dichiarazione dei redditi e contributi INPS
  • Aprire una nuova partita IVA in regime forfettario

CAF Centro Fiscale Udine
Email: successioni@centrofiscale.com
Sito: centrofiscale.com

Ultimo aggiornamento: maggio 2026. Le informazioni contenute in questo articolo sono basate sulla normativa fiscale italiana vigente al momento della pubblicazione (art. 1 c. 54-89 L. 190/2014, D.M. 17/06/2014, Provvedimento Agenzia Entrate n. 89757/2018). Per situazioni specifiche è sempre consigliato richiedere un parere personalizzato.

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Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/01/fatturazione-elettronica.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-11 08:00:002026-08-17 10:16:43Modello Fattura Regime Forfettario 2026: Template Word ed Esempi Pratici

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