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Tag Archivio per: bonus maternità

NOTIZIE

Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda

Maternità INPS CAF Udine

Indice dei contenuti

  1. A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo
  2. Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola
  3. Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura
  4. Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola
  5. Come e quando fare domanda all’INPS
  6. Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura
  7. Conclusione

La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 seguono regole particolari rispetto al lavoro dipendente ordinario. Chi lavora nei campi, in una cooperativa agricola o come coltivatore diretto ha infatti diritto a specifiche tutele economiche durante la gravidanza, il parto e i primi mesi di vita del bambino, ma il calcolo dell’indennità e le procedure di domanda seguono criteri diversi da quelli applicati agli altri lavoratori dipendenti.

L’INPS ha aggiornato per il 2026 i parametri di riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità e paternità in agricoltura, un tema che riguarda migliaia di famiglie impegnate nel settore primario in tutta Italia, incluso il Friuli Venezia Giulia. In questo articolo vediamo chi ha diritto a queste tutele, quali sono i requisiti richiesti, come funziona il calcolo dell’importo e quali passaggi seguire per presentare la domanda senza commettere errori.

A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo

Il diritto alla maternità e paternità nel settore agricolo 2026 non riguarda solo i dipendenti in senso stretto, ma si estende a diverse categorie di lavoratori che operano nel comparto agricolo con inquadramenti previdenziali differenti. È importante capire in quale categoria si rientra, perché da questo dipendono sia i requisiti da rispettare sia le modalità di calcolo dell’indennità.

Le categorie che possono beneficiare delle tutele sono principalmente quattro:

  • Operai agricoli a tempo determinato (OTD): lavoratori assunti stagionalmente per periodi limitati, tipici delle attività di raccolta e coltivazione
  • Operai agricoli a tempo indeterminato (OTI): dipendenti con un contratto stabile presso un’azienda agricola
  • Coltivatrici dirette: donne titolari o partecipanti attive di un’impresa agricola familiare, iscritte alla relativa gestione previdenziale
  • Colone e mezzadre: figure storiche del mondo agricolo ancora presenti in alcune realtà territoriali, iscritte agli elenchi previsti dalla normativa di settore

Ognuna di queste categorie ha caratteristiche previdenziali proprie, e la distinzione tra OTD e OTI influisce concretamente sulle modalità con cui viene verificato il diritto alla prestazione. Chi lavora come operaio agricolo a tempo determinato ha un percorso contributivo tipicamente più frammentato nel corso dell’anno, mentre chi ha un contratto a tempo indeterminato può contare su una posizione previdenziale più continuativa.

Per chi ha già figli e vuole approfondire le tutele legate alla genitorialità anche al di fuori del settore agricolo, può essere utile consultare la guida al congedo parentale padre 2026, che spiega regole, giorni spettanti e indennità previste per i papà lavoratori.

Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola

Per ottenere l’indennità di maternità nel settore agricolo, la lavoratrice deve dimostrare di avere una posizione previdenziale regolare nel comparto, con l’iscrizione negli appositi elenchi anagrafici tenuti dall’INPS per i lavoratori agricoli. Questo passaggio è fondamentale: chi non risulta correttamente iscritto come OTD o OTI nell’anno di riferimento rischia di vedersi respingere la domanda, anche se ha effettivamente lavorato nei campi.

La normativa prevede il rispetto di un certo numero di giornate di lavoro agricolo effettivo nel periodo precedente l’evento (gravidanza o nascita), verificate sulla base delle giornate denunciate dal datore di lavoro agricolo o dall’azienda. Proprio perché i requisiti possono variare in base alla categoria di appartenenza e alla situazione contributiva individuale, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista prima di presentare la domanda, così da evitare rigetti o ritardi nell’erogazione della prestazione.

Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il cosiddetto principio di automaticità delle prestazioni: in alcuni casi la tutela previdenziale scatta anche se il datore di lavoro non ha versato regolarmente i contributi, purché la lavoratrice risulti comunque iscritta negli elenchi agricoli per il periodo di riferimento. Anche in questa circostanza, però, è necessaria un’attenta verifica documentale che solo un patronato esperto può gestire correttamente.

Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura

Per quanto riguarda la durata del congedo di maternità, le lavoratrici agricole hanno diritto alle stesse tempistiche previste per la generalità delle lavoratrici dipendenti: cinque mesi complessivi di astensione obbligatoria dal lavoro, retribuiti dall’INPS.

Il periodo può essere organizzato in due modalità principali:

  • Modalità standard: due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la nascita del bambino
  • Modalità flessibile (1+4): un mese prima del parto e quattro mesi dopo, a condizione che il medico competente e il ginecologo attestino l’assenza di rischi per la salute della lavoratrice e del nascituro

Per quanto riguarda i papà, il congedo di paternità obbligatorio prevede dieci giorni di astensione dal lavoro, retribuiti e fruibili anche in via non continuativa entro i primi mesi di vita del figlio. A questo si può aggiungere, nei casi previsti dalla normativa, un congedo di paternità alternativo qualora la madre non possa usufruire del proprio periodo di maternità (ad esempio in caso di morte, grave infermità o abbandono del bambino).

È bene ricordare che le tutele per i papà lavoratori non si esauriscono con i dieci giorni obbligatori: esistono infatti ulteriori strumenti legati alla genitorialità condivisa. Per un quadro completo su giorni spettanti, modalità di richiesta e importi, la nostra guida al congedo parentale padre 2026 approfondisce nel dettaglio questi aspetti, validi anche per i lavoratori del comparto agricolo.

Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola

Uno degli aspetti che distingue maggiormente la maternità nel settore agricolo da quella del lavoro dipendente ordinario riguarda proprio il metodo di calcolo dell’indennità. Nel lavoro dipendente standard, l’importo della prestazione si basa sulla retribuzione effettiva percepita dalla lavoratrice. Per le lavoratrici agricole (OTD e OTI), invece, il calcolo non fa riferimento allo stipendio realmente incassato, ma a un parametro convenzionale stabilito annualmente dall’INPS.

Nello specifico, l’importo viene calcolato sul salario medio convenzionale giornaliero stabilito ogni anno da INPS per il settore agricolo, un valore di riferimento che tiene conto delle caratteristiche del lavoro agricolo e che viene aggiornato periodicamente. Questo significa che due lavoratrici con retribuzioni effettive diverse, ma inquadrate nella stessa categoria e provincia, potrebbero ricevere un’indennità di importo analogo, proprio perché il calcolo non guarda al salario reale percepito ma al parametro convenzionale di settore.

Questo meccanismo di calcolo, seppur pensato per semplificare e uniformare il trattamento nel comparto agricolo, può risultare poco intuitivo per chi non è abituato a confrontarsi con le regole previdenziali di questo settore. Per questo motivo, prima di fare qualsiasi stima sull’importo che si andrà a percepire, è sempre preferibile rivolgersi a un patronato in grado di verificare con precisione la categoria di appartenenza, la provincia di riferimento e il periodo di calcolo applicabile al proprio caso specifico.

Come e quando fare domanda all’INPS

La domanda di maternità e paternità per il settore agricolo va presentata all’INPS in modalità telematica, allegando la documentazione che attesta lo stato di gravidanza, la data presunta o effettiva del parto e la posizione previdenziale della lavoratrice o del lavoratore nel comparto agricolo. Per le lavoratrici, la domanda va inoltrata generalmente durante il periodo di gravidanza, in modo da consentire all’INPS di verificare i requisiti e liquidare l’indennità con la massima tempestività una volta iniziato il congedo.

Proprio per la complessità delle verifiche legate ai requisiti contributivi degli OTD e degli OTI, la presentazione della domanda in questo settore richiede un’attenzione particolare: un errore nella categoria dichiarata, un’incongruenza nelle giornate lavorate o una documentazione incompleta possono causare ritardi significativi nell’erogazione della prestazione, con conseguenze economiche non trascurabili per la famiglia.

Affidarsi a un patronato consente di evitare questi rischi. Il nostro team si occupa dell’intera pratica: dalla verifica della posizione previdenziale alla raccolta della documentazione necessaria, fino alla presentazione della domanda e al monitoraggio dell’iter fino alla liquidazione. Un supporto particolarmente prezioso per chi lavora in agricoltura, dove le regole previdenziali richiedono competenze specifiche che un CAF generico spesso non possiede.

Chi si avvicina alla fine della propria carriera lavorativa in agricoltura, magari dopo anni di contributi come OTD o OTI, può inoltre trovare utile la nostra guida sulla pensione anticipata 2026, per capire come e quando è possibile lasciare il lavoro prima dei 67 anni.

Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura

La coltivatrice diretta ha diritto alla maternità come le operaie agricole?
Sì, anche le coltivatrici dirette regolarmente iscritte alla gestione previdenziale agricola hanno diritto all’indennità di maternità, sebbene con modalità di calcolo e requisiti specifici legati al proprio status previdenziale, diverso da quello degli operai dipendenti (OTD e OTI).

Cosa succede se non ho maturato abbastanza giornate di lavoro agricolo nell’anno?
In questi casi è necessario verificare con attenzione la propria posizione contributiva, perché potrebbero comunque applicarsi tutele particolari come il principio di automaticità delle prestazioni. Solo un’analisi puntuale della singola situazione può stabilire l’esistenza del diritto.

Il congedo di paternità agricola è uguale a quello degli altri lavoratori dipendenti?
Sì, il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni si applica anche ai lavoratori agricoli dipendenti, con le medesime modalità di fruizione previste per gli altri settori.

Posso presentare la domanda di maternità agricola senza rivolgermi a un patronato?
La domanda può essere presentata solo in modalità telematica e richiede la verifica di requisiti previdenziali specifici del settore agricolo. Per questo motivo è fortemente consigliabile farsi assistere da un patronato, che può occuparsi dell’intera pratica riducendo il rischio di errori o ritardi.

Il servizio del patronato per la domanda di maternità agricola è gratuito?
Sì, l’assistenza del patronato per le pratiche previdenziali come la maternità e la paternità è gratuita per legge. Il nostro team è a disposizione per una consulenza personalizzata senza alcun costo per la verifica dei requisiti.

Conclusione

La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 rappresentano tutele fondamentali per chi lavora nei campi, ma le regole di accesso e di calcolo richiedono competenze specifiche legate al mondo agricolo. Tra requisiti contributivi da verificare, distinzioni tra OTD e OTI e un metodo di calcolo basato sul salario medio convenzionale, districarsi da soli tra le pratiche INPS può risultare complicato.

Hai bisogno di assistenza per la domanda di maternità o paternità nel settore agricolo? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i tuoi requisiti e seguire l’intera pratica con l’INPS.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 11:00:002026-07-26 07:52:50Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda
CAF

Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La maternità obbligatoria e la maternità facoltativa sono due tutele fondamentali per le lavoratrici che aspettano un figlio, ma funzionano in modo molto diverso. La prima garantisce 5 mesi di astensione retribuita all’80%, la seconda (chiamata tecnicamente congedo parentale) offre ulteriori mesi al 30% (con eccezioni nel 2026). In questa guida ti spieghiamo le differenze, gli importi aggiornati, come funziona la maternità anticipata e come fare domanda all’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Maternità obbligatoria: come funziona
  2. Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5
  3. Maternità facoltativa (congedo parentale)
  4. Maternità anticipata: gravidanza a rischio
  5. Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa
  6. Importi e indennità 2026
  7. Come fare domanda INPS
  8. Maternità per autonome e libere professioniste
  9. Bonus e agevolazioni collegati alla maternità
  10. FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

Maternità obbligatoria: come funziona

La maternità obbligatoria (o congedo di maternità) è il periodo di astensione dal lavoro che la legge impone a tutte le lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e dopo il parto. È disciplinata dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità) e ha una durata complessiva di 5 mesi.

La formula standard prevede:

  • 2 mesi prima della data presunta del parto
  • 3 mesi dopo il parto

Durante questo periodo, la lavoratrice ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera, pagata dall’INPS (molti contratti collettivi prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro). Il congedo è obbligatorio: il datore di lavoro non può far lavorare la dipendente durante questo periodo, e la lavoratrice non può rinunciarvi.

Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5

La legge offre alla lavoratrice la possibilità di spostare parte del congedo prima del parto al periodo successivo. Esistono due opzioni di flessibilità:

Formula 1+4

Con questa opzione, la lavoratrice si astiene 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo. Serve un certificato medico del ginecologo e del medico competente aziendale che attestino l’assenza di rischi per la salute della madre e del bambino.

Formula 0+5

Introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, questa formula permette di lavorare fino al giorno del parto e fruire di tutti i 5 mesi di congedo dopo la nascita. Anche in questo caso servono le certificazioni mediche che confermino l’idoneità al lavoro fino al termine della gravidanza.

La scelta della formula va comunicata al datore di lavoro e all’INPS con la domanda di maternità. È una decisione personale che dipende dalle condizioni di salute e dalle esigenze lavorative.

Maternità facoltativa (congedo parentale)

Quella che comunemente viene chiamata “maternità facoltativa” è in realtà il congedo parentale, un’astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori (madre e padre) per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita.

Ecco le caratteristiche principali:

  • Durata: fino a 6 mesi per ciascun genitore (massimo 10 mesi complessivi per la coppia, elevabili a 11 se il padre ne fruisce almeno 3)
  • Età del figlio: fruibile fino ai 12 anni del bambino
  • Retribuzione base: 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo di 6 mesi complessivi tra i due genitori (fino ai 6 anni del figlio)
  • Novità 2026: le prime 3 mensilità di congedo parentale sono indennizzate all’80% della retribuzione (2 mensilità all’80% già dal 2024, la terza aggiunta nel 2025 e confermata nel 2026)

A differenza della maternità obbligatoria, il congedo parentale è facoltativo: la lavoratrice o il lavoratore può scegliere se e quando fruirne.

Maternità anticipata: gravidanza a rischio

La maternità anticipata è un’ulteriore forma di tutela che consente alla lavoratrice di astenersi dal lavoro prima dei canonici 2 mesi precedenti il parto. Può essere concessa in due casi:

Gravidanza a rischio

Se la gravidanza presenta complicazioni o patologie che mettono a rischio la salute della madre o del bambino, il medico della ASL (o la Direzione Territoriale del Lavoro) può disporre l’astensione anticipata. La domanda si presenta alla ASL con il certificato del ginecologo. L’indennità è sempre all’80%.

Condizioni di lavoro a rischio

Se le mansioni svolte sono pericolose o faticose (lavori che espongono a sostanze chimiche, lavoro notturno, trasporto pesi, lavoro in piedi per lungo tempo) e il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice a mansioni compatibili, la Direzione Territoriale del Lavoro può disporre l’interdizione anticipata. Anche in questo caso l’indennità è all’80% della retribuzione.

Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa

Per capire immediatamente le differenze tra maternità obbligatoria e facoltativa, ecco una tabella riepilogativa:

CaratteristicaMaternità obbligatoriaMaternità facoltativa (congedo parentale)
ObbligatorietàObbligatoria per leggeFacoltativa
Durata5 mesiFino a 6 mesi per genitore (max 10-11 per coppia)
Indennità80% della retribuzione30% (80% per le prime 3 mensilità nel 2026)
QuandoPrima e dopo il partoFino ai 12 anni del figlio
Chi ne ha dirittoSolo la madreEntrambi i genitori
ContributiFigurativi pieniFigurativi ridotti
DomandaObbligatoria INPSFacoltativa INPS

Importi e indennità 2026

Gli importi delle indennità di maternità nel 2026 sono calcolati sulla retribuzione media giornaliera dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo:

  • Maternità obbligatoria: 80% della retribuzione media giornaliera. Per le lavoratrici dipendenti, molti CCNL prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro
  • Congedo parentale – prime 3 mensilità: 80% della retribuzione (novità 2025-2026, prima era solo al 30%)
  • Congedo parentale – mensilità successive: 30% della retribuzione fino al sesto mese complessivo tra i genitori, poi senza indennità (salvo reddito basso)
  • Maternità anticipata: 80% della retribuzione, come la maternità obbligatoria

Un esempio pratico: se la retribuzione lorda mensile è di 1.800 euro, durante la maternità obbligatoria percepirai circa 1.440 euro lordi al mese (80%). Durante il congedo parentale ordinario, l’indennità scende a circa 540 euro al mese (30%), ma per le prime 3 mensilità nel 2026 resta a 1.440 euro (80%).

Come fare domanda INPS

La domanda di maternità va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo. Ecco i passaggi:

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio: “Domanda di maternità/paternità – congedo obbligatorio e parentale”
  3. Inserisci i dati della gravidanza: data presunta del parto, certificato medico, scelta della formula (2+3, 1+4 o 0+5)
  4. Indica il periodo richiesto: date di inizio e fine congedo
  5. Allega la documentazione: certificato del ginecologo
  6. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

La domanda va presentata almeno 2 mesi prima della data presunta del parto. In alternativa al portale, puoi rivolgerti al Contact Center INPS (803 164) o a un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della domanda.

Dopo il parto, hai 30 giorni per comunicare all’INPS la data effettiva di nascita del bambino e gli estremi anagrafici.

Maternità per autonome e libere professioniste

Le tutele della maternità non riguardano solo le lavoratrici dipendenti. Anche le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto a un’indennità di maternità, con alcune differenze:

Lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici)

  • Indennità per 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
  • Importo: 80% del salario minimo giornaliero (non della retribuzione effettiva)
  • Non è obbligatorio astenersi dal lavoro
  • Domanda all’INPS

Libere professioniste con cassa di previdenza

  • Indennità erogata dalla propria cassa professionale (es. ENPAM per medici, INARCASSA per architetti, Cassa Forense per avvocati)
  • Importo: generalmente l’80% di 5/12 del reddito professionale dichiarato
  • Durata: 5 mesi
  • Domanda alla propria cassa, non all’INPS

Per le partite IVA in regime forfettario, l’indennità è calcolata sul reddito convenzionale (minimale INPS) e la domanda va presentata alla Gestione Separata INPS.

Bonus e agevolazioni collegati alla maternità

Oltre all’indennità di maternità, nel 2026 puoi accedere a diverse agevolazioni per i neo-genitori:

  • Bonus mamme: esonero contributivo per le lavoratrici madri con 2+ figli
  • Assegno unico universale: contributo mensile per ogni figlio a carico fino a 21 anni, importo variabile in base all’ISEE
  • Bonus nido: contributo fino a 3.600 euro annui per le rette degli asili nido
  • Detrazioni fiscali: detrazione per figli a carico nel modello 730

Per una panoramica completa su tutti i congedi disponibili per i genitori, consulta la nostra guida al congedo parentale 2026.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

La maternità obbligatoria spetta anche con contratto a tempo determinato?

Sì, le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno gli stessi diritti. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità INPS continua fino al termine del periodo di maternità.

Posso lavorare durante la maternità obbligatoria?

No, è vietato. Il congedo di maternità è obbligatorio sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro. L’unica eccezione è la formula 0+5, che permette di lavorare fino al giorno del parto con certificazione medica.

Il padre ha diritto alla maternità obbligatoria?

Il padre ha diritto al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni (retribuiti al 100%), da fruire nei primi 5 mesi dalla nascita. In casi particolari (morte o grave malattia della madre, abbandono), il padre può fruire del congedo di maternità al posto della madre.

La maternità facoltativa si può prendere a ore?

Sì, dal 2013 il congedo parentale può essere fruito anche su base oraria (50% dell’orario giornaliero), oltre che a giornate intere o in modo continuativo. La modalità oraria va concordata con il datore di lavoro.

Come si calcola l’indennità di maternità per chi ha più lavori?

Se hai più rapporti di lavoro, l’indennità viene calcolata sulla retribuzione di ciascun rapporto. Devi presentare domanda separata per ogni datore di lavoro.

Posso chiedere la NASPI dopo la maternità?

Sì, se ti dimetti entro il primo anno di vita del figlio, le dimissioni sono considerate “per giusta causa” e hai diritto alla NASPI. Attenzione: le dimissioni in maternità devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.

Hai bisogno di aiuto con la domanda di maternità?

Tra maternità obbligatoria, facoltativa, anticipata e le novità del 2026, orientarsi non è semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della domanda INPS, nella scelta della formula più conveniente e nella richiesta di tutti i bonus collegati alla maternità.

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    Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-04 09:00:002026-05-31 16:57:50Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi
    MATERNITA', PATRONATO

    Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento

    Maternità INPS CAF Udine

    Quando una lavoratrice dipendente va in congedo di maternità, il datore di lavoro ha spesso necessità di assumere un sostituto per garantire la continuità operativa. La legge italiana non solo consente questa possibilità, ma la incentiva con un significativo sgravio contributivo del 50% disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a tutela della maternità e della paternità). La novità rilevante del 2026 riguarda l’estensione di questo beneficio al periodo di affiancamento, ovvero quella fase in cui il sostituto viene formato e lavora contemporaneamente alla lavoratrice assente o in procinto di assentarsi. Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento dello sgravio, i requisiti da rispettare, la procedura INPS per richiederlo e i vantaggi concreti per le aziende.

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    Indice dei contenuti

    1. Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001
    2. Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento
    3. Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio
    4. Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe
    5. Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle
    6. Procedura INPS per richiedere lo sgravio
    7. Cumulabilità con altri incentivi assuntivi
    8. Differenze rispetto alla normativa precedente
    9. Consigli pratici per datori di lavoro

    Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001

    Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità — costituisce la fonte normativa principale dello sgravio contributivo per assunzione di sostituti di maternità. L’articolo 4 di tale decreto prevede espressamente che i datori di lavoro con meno di 20 dipendenti possano beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico quando assumono lavoratori a tempo determinato in sostituzione di dipendenti in congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia del figlio o in altri casi di astensione obbligatoria e facoltativa previsti dalla legge.

    La norma si inserisce in un quadro legislativo più ampio orientato a tutelare sia le lavoratrici madri sia la continuità operativa delle piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse per coprire un’assenza prolungata senza supporto economico. Lo sgravio del 50% riguarda esclusivamente la quota contributiva a carico del datore di lavoro, mentre la quota a carico del lavoratore rimane invariata. Si tratta quindi di un beneficio rilevante soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni dove il costo del lavoro incide in modo significativo sui bilanci.

    Il decreto è stato oggetto di numerosi interventi interpretativi da parte dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), che ha emanato circolari e messaggi per chiarire l’ambito applicativo della norma. In particolare, la circolare INPS n. 109/2000 e successivi messaggi amministrativi hanno precisato modalità di calcolo e procedure operative per la fruizione del beneficio.

    Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento

    La principale novità del 2026 riguarda l’estensione dello sgravio contributivo al periodo di affiancamento, ovvero quella fase temporanea in cui il sostituto lavora contemporaneamente alla lavoratrice che si appresta ad assentarsi o che sta per rientrare. Questa possibilità, che in passato aveva generato incertezze interpretative, è ora espressamente riconosciuta e disciplinata.

    L’affiancamento è una prassi aziendale fondamentale: consente al nuovo assunto di apprendere le mansioni specifiche dall’esperienza diretta della lavoratrice uscente, riducendo i tempi di inserimento e garantendo una maggiore qualità del servizio. Dal punto di vista operativo, questo periodo si caratterizza per la compresenza in azienda sia della lavoratrice originaria sia del sostituto. La questione controversa era se, in questa fase, il datore di lavoro potesse già applicare lo sgravio contributivo sul contratto del sostituto.

    L’orientamento prevalente confermato per il 2026 è che lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene mentre la lavoratrice da sostituire è ancora in servizio per garantire il passaggio di consegne. Il presupposto fondamentale è che il contratto del sostituto sia esplicitamente stipulato “in sostituzione” della dipendente in procinto di assentarsi per congedo di maternità o congedo parentale, con indicazione del nome della lavoratrice sostituita e del periodo di astensione previsto.

    Questo chiarimento riveste una particolare importanza per le piccole imprese che, per garantire la produttività, devono formare il sostituto con congruo anticipo rispetto all’inizio effettivo dell’assenza. Prima di questa interpretazione estensiva, alcuni datori di lavoro rinunciavano all’affiancamento pur di non incorrere in contestazioni sulla legittimità dello sgravio.

    Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio

    Per accedere allo sgravio contributivo per sostituzione maternità, il datore di lavoro deve soddisfare una serie di requisiti previsti dalla normativa. È fondamentale verificarli prima di procedere con l’assunzione del sostituto per evitare il rischio di dover restituire le agevolazioni fruite indebitamente.

    Dimensione aziendale: il limite dei 20 dipendenti

    Il requisito principale è la dimensione aziendale: meno di 20 dipendenti. Questo limite va calcolato al momento dell’assunzione del sostituto e si riferisce al numero medio di dipendenti occupati nell’unità produttiva o nell’azienda nel semestre precedente all’assunzione. È importante notare che:

    • Si contano tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’orario (full time e part time, con ponderazione proporzionale)
    • Sono esclusi dal computo apprendisti, lavoratori in congedo parentale, lavoratori assunti con contratti di inserimento e disabili
    • La lavoratrice sostituita è comunque conteggiata ai fini del calcolo della soglia dei 20 dipendenti
    • Superare la soglia dopo l’assunzione del sostituto non fa perdere il diritto allo sgravio già acquisito per il periodo corrente

    Tipo di contratto del sostituto

    Il sostituto deve essere assunto con contratto a tempo determinato stipulato “in sostituzione” della lavoratrice assente. Il contratto deve contenere obbligatoriamente:

    • La causale esplicita di sostituzione (“sostituisce la sig.ra X in congedo di maternità”)
    • Il nome della lavoratrice sostituita
    • Il periodo di riferimento dell’astensione prevista
    • La data di inizio del rapporto di lavoro e la durata prevista

    In alternativa al contratto a tempo determinato, è possibile stipulare un contratto a tempo indeterminato con il sostituto: in questo caso lo sgravio si applica comunque per il periodo effettivo di sostituzione, ma la sua gestione amministrativa è più complessa e richiede particolare attenzione nella comunicazione con l’INPS.

    Posizione contributiva e DURC regolare

    Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare:

    • DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento dell’assunzione e durante tutto il periodo di fruizione dello sgravio
    • Assenza di sanzioni amministrative definitive per violazioni in materia di lavoro e previdenza
    • Rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)

    Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe

    Lo sgravio contributivo del 50% ha una durata massima ben definita dalla normativa. Comprendere i limiti temporali è essenziale per pianificare correttamente la gestione del personale sostitutivo.

    Durata ordinaria: fino a 12 mesi

    Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione con un limite massimo di 12 mesi. Il computo della durata tiene conto del periodo effettivo in cui il sostituto è in servizio in sostituzione della lavoratrice assente. Se la lavoratrice rientra anticipatamente, lo sgravio cessa con il suo rientro. Se invece l’assenza si prolunga (ad esempio perché la lavoratrice usufruisce prima del congedo obbligatorio e poi del congedo parentale facoltativo), lo sgravio può continuare fino al termine dei 12 mesi complessivi.

    Inclusione del periodo di affiancamento nel computo dei 12 mesi

    Con la chiarificazione per il 2026, il periodo di affiancamento è incluso nel computo dei 12 mesi massimi di sgravio. Questo significa che se il sostituto inizia a lavorare in affiancamento 30 giorni prima dell’inizio effettivo del congedo di maternità, quei 30 giorni vengono conteggiati nel periodo massimo di 12 mesi durante i quali si applica lo sgravio.

    Pertanto, il datore di lavoro deve calibrare attentamente il periodo di affiancamento in relazione alla durata prevista dell’assenza: un affiancamento troppo lungo potrebbe “ridurre” il periodo residuo durante il quale beneficiare dello sgravio durante l’assenza effettiva.

    Proroga in caso di congedo parentale consecutivo

    Una specificazione importante riguarda il caso in cui, al termine del congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), la lavoratrice usufruisca anche del congedo parentale (fino a 6 mesi per la madre entro i primi 6 anni di vita del figlio). In questo scenario:

    • Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione complessivo, fino al limite di 12 mesi
    • Non è necessaria una nuova assunzione o una nuova richiesta all’INPS per il periodo di congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio
    • È sufficiente comunicare all’INPS la proroga dell’assenza tramite gli strumenti telematici disponibili

    Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle

    Per comprendere il vantaggio economico concreto dello sgravio contributivo del 50%, è utile analizzare alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati. Il risparmio effettivo dipende dalla retribuzione del sostituto e dal livello contrattuale applicato.

    Base di calcolo: i contributi previdenziali a carico del datore

    I principali contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel settore privato, applicabili alla generalità dei lavoratori dipendenti (CCNL commercio, terziario, servizi), includono indicativamente:

    Voce contributivaAliquota datoreNote
    IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)~23,81%Principale voce previdenziale
    Disoccupazione NASpI1,61%Include contributo addizionale T.D.
    INAIL (infortuni)VariabileNon soggetto a sgravio
    Fondo Garanzia TFR0,20%Piccole imprese
    Maternità e sostegno al reddito~0,46%Incluse varie voci minori
    TOTALE contributi datore (approssimativo)~28-30%Senza INAIL

    Esempio 1: Impiegata amministrativa (livello C1 commercio)

    Supponiamo di assumere un sostituto per una impiegata amministrativa con questi parametri:

    VoceImporto mensile
    Retribuzione lorda mensile sostituto1.700 euro
    Contributi datore ordinari (~29%)493 euro
    Contributi datore con sgravio 50%246,50 euro
    Risparmio mensile246,50 euro
    Risparmio su 12 mesi2.958 euro

    Esempio 2: Addetta alle vendite (livello D commercio)

    VoceImporto mensile
    Retribuzione lorda mensile sostituto1.450 euro
    Contributi datore ordinari (~29%)420,50 euro
    Contributi datore con sgravio 50%210,25 euro
    Risparmio mensile210,25 euro
    Risparmio su 12 mesi2.523 euro

    Nota importante: I valori sopra indicati sono approssimativi e a titolo esemplificativo. Le aliquote contributive effettive variano in base al contratto collettivo applicato, alla qualifica del lavoratore, al settore produttivo e ad eventuali altre agevolazioni applicabili. Per un calcolo preciso, rivolgiti al CAF Centro Fiscale o a un consulente del lavoro.

    Procedura INPS per richiedere lo sgravio

    La fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione maternità non richiede una domanda preventiva all’INPS: il datore di lavoro può applicare direttamente la riduzione contributiva del 50% a partire dal primo periodo di paga successivo all’assunzione del sostituto. Tuttavia, esistono adempimenti precisi che devono essere rispettati scrupolosamente.

    Step 1: comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (COB)

    Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione obbligatoria di assunzione (COB) tramite il portale regionale del lavoro o il sistema UNILAV, specificando la causale “sostituzione”. La comunicazione deve essere inviata entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (o lo stesso giorno per urgenze documentate).

    Step 2: indicazione nel flusso UniEmens

    Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens (ex DM10). Il datore di lavoro, o il consulente del lavoro che lo assiste, deve indicare nel flusso telematico il corretto codice di agevolazione per la sostituzione di maternità. I codici da utilizzare nel flusso UniEmens sono gestiti dall’INPS e possono variare: è indispensabile verificare il codice corretto con il patronato CAF o con un consulente del lavoro aggiornato sulle disposizioni vigenti al momento dell’assunzione.

    Step 3: documentazione da conservare

    Il datore di lavoro deve conservare tutta la documentazione a supporto dello sgravio per eventuali verifiche ispettive:

    • Contratto di assunzione del sostituto con causale esplicita di sostituzione
    • Certificato medico attestante la gravidanza o il periodo di congedo della lavoratrice sostituita
    • Domanda di congedo presentata dalla lavoratrice all’INPS
    • Provvedimento INPS di riconoscimento del congedo (se disponibile)
    • Comunicazioni COB di assunzione e cessazione del sostituto
    • Buste paga del sostituto con evidenza dello sgravio applicato
    • Flussi UniEmens relativi al periodo di fruizione dello sgravio

    Step 4: gestione della cessazione dello sgravio

    Al termine del periodo di sostituzione (rientro della lavoratrice, scadenza del contratto del sostituto o decorso dei 12 mesi), il datore di lavoro deve cessare di applicare il codice di sgravio nel flusso UniEmens. In caso di rientro anticipato della lavoratrice, è necessario:

    • Comunicare la variazione all’INPS tramite i canali telematici disponibili
    • Regolarizzare eventuali periodi già denunciati con lo sgravio in eccesso
    • Gestire il contratto del sostituto (proroga, trasformazione o risoluzione) secondo le disposizioni contrattuali

    Cumulabilità con altri incentivi assuntivi

    Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cumulare lo sgravio per sostituzione maternità con altri incentivi previsti dalla normativa vigente. La risposta varia a seconda dell’incentivo specifico e richiede una valutazione caso per caso.

    Principio generale di non cumulabilità

    In linea generale, la normativa prevede il divieto di cumulo di incentivi che abbiano la medesima natura (riduzione contributiva) sullo stesso lavoratore per lo stesso periodo. Pertanto, lo sgravio per sostituzione maternità non può essere cumulato con altri sgravi contributivi che operino sulla stessa base imponibile.

    Eccezioni e casi particolari

    IncentivoCumulabile con sgravio maternità?Note
    Esonero contributivo giovani under 35NOStesso tipo di agevolazione
    Incentivo assunzione disoccupati di lunga durataNOSgravio contributivo sovrapposto
    Incentivo assunzione lavoratori in mobilitàNODa verificare con INPS
    Deduzioni IRAP per lavoratrici madri/lavoratori giovaniSÌDiversa natura (deduzione fiscale)
    Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrice)SÌRiguarda la lavoratrice, non il sostituto
    Crediti d’imposta formazione 4.0SÌDiversa natura

    Nota: il Bonus Mamme lavoratrici 2026 (decontribuzione per madri con 2 o più figli) riguarda la quota contributiva a carico della lavoratrice madre, non del sostituto. I due benefici operano su soggetti diversi e sono quindi pienamente cumulabili nel senso che possono coesistere nella stessa azienda.

    Differenze rispetto alla normativa precedente

    La chiarificazione 2026 in merito allo sgravio durante il periodo di affiancamento rappresenta un’evoluzione interpretativa rispetto alla prassi amministrativa precedente. È utile riepilogare le principali differenze per comprendere come questa novità cambi concretamente la gestione dei sostituti di maternità.

    AspettoPrima del 2026Dal 2026
    Sgravio durante affiancamentoIncerto / negato in alcuni casiRiconosciuto
    Decorrenza sgravioDalla data di inizio congedoDalla data di assunzione sostituto
    Compresenza lavoratrice e sostitutoProblematicaConsentita
    Durata massima sgravio12 mesi (solo congedo)12 mesi (affiancamento + congedo)
    Rischio contestazioni INPSAltoRidotto

    Questa evoluzione normativa è particolarmente apprezzata dalle piccole imprese artigiane, commerciali e di servizi che, in precedenza, si trovavano di fronte a un dilemma: o rinunciare all’affiancamento (con rischio di perdita di know-how) o rischiare contestazioni sullo sgravio. Il chiarimento del 2026 elimina questa incertezza e consente una pianificazione più serena della sostituzione.

    Consigli pratici per datori di lavoro

    Ecco una serie di raccomandazioni operative per i datori di lavoro che devono gestire una sostituzione di maternità nel 2026, sfruttando al massimo lo sgravio contributivo disponibile.

    1. Pianifica con anticipo il periodo di affiancamento

    Non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio del congedo per cercare il sostituto. Una buona prassi è iniziare la ricerca del sostituto almeno 2 mesi prima del congedo previsto. Questo consente di:

    • Selezionare il profilo più adatto con più calma
    • Garantire un affiancamento efficace di 4-6 settimane
    • Trasferire tutte le competenze e i contatti necessari
    • Iniziare a beneficiare dello sgravio durante l’affiancamento stesso

    2. Redigi il contratto con la causale corretta

    Il contratto di assunzione del sostituto deve essere redatto con cura: la causale di sostituzione deve essere chiara e indicare espressamente il nome della lavoratrice sostituita e il periodo previsto di assenza. Un contratto mal redatto può portare alla revoca dello sgravio in caso di ispezione. Affidati a un consulente del lavoro o al patronato per la stesura del contratto.

    3. Verifica la tua posizione rispetto alla soglia dei 20 dipendenti

    Prima di procedere, conta attentamente i dipendenti e verifica di essere sotto la soglia dei 20 lavoratori. Ricorda che il calcolo va effettuato sul semestre precedente all’assunzione del sostituto, considerando la media mensile dei dipendenti occupati.

    4. Tieni aggiornato il DURC

    Un DURC irregolare comporta la perdita del diritto allo sgravio per tutto il periodo di irregolarità. Verifica regolarmente la tua posizione contributiva e intervieni tempestivamente in caso di scoperture o irregolarità.

    5. Coordina con il consulente del lavoro il flusso UniEmens

    L’applicazione dello sgravio nel flusso UniEmens richiede la conoscenza dei codici specifici e delle modalità di calcolo previste dall’INPS. È fondamentale che il consulente del lavoro che gestisce le paghe sia aggiornato sulle disposizioni in vigore per il 2026 ed inserisca correttamente i dati nel sistema.

    Se hai dubbi su questi adempimenti o hai bisogno di assistenza nella gestione della sostituzione maternità, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza. Per le pratiche INPS legate alla maternità, come la domanda di NASPI (se pertinente), l’ISEE per accedere ad altri benefici, o la gestione del 730, il nostro patronato offre assistenza completa.

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    Domande Frequenti sulla Sostituzione di Maternità

    Quanti dipendenti deve avere l’azienda per accedere allo sgravio sostituzione maternità?

    L’azienda deve avere meno di 20 dipendenti. Il calcolo viene effettuato sulla media mensile dei dipendenti occupati nel semestre precedente all’assunzione del sostituto. Sono esclusi dal computo apprendisti, disabili e lavoratori in congedo.

    Lo sgravio del 50% si applica anche durante il periodo di affiancamento?

    Si, dal 2026 lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene durante un periodo di affiancamento in cui la lavoratrice e ancora in servizio. E fondamentale che il contratto riporti esplicitamente la causale di sostituzione con il nome della lavoratrice da sostituire.

    Qual e la durata massima dello sgravio per sostituzione maternita?

    La durata massima e di 12 mesi. Questo periodo include sia il tempo di affiancamento che il periodo effettivo di assenza della lavoratrice. Se l’assenza si prolunga con il congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio, lo sgravio continua fino al raggiungimento dei 12 mesi complessivi.

    Come si richiede lo sgravio all’INPS?

    Non e richiesta una domanda preventiva all’INPS. Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens inserendo il codice di agevolazione corretto. E fondamentale conservare tutta la documentazione (contratto del sostituto, certificato medico, domanda di congedo) per eventuali verifiche ispettive.

    Lo sgravio per sostituzione maternita e cumulabile con il Bonus Mamme 2026?

    Si, i due benefici sono compatibili perche operano su soggetti diversi. Lo sgravio maternita riguarda i contributi a carico del datore di lavoro sul sostituto; il Bonus Mamme riguarda i contributi a carico della lavoratrice madre. Possono quindi coesistere nella stessa azienda senza vincoli di cumulabilita.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con le pratiche INPS legate alla maternità, compresi sgravi contributivi, domande di congedo e indennità. Il nostro patronato offre supporto completo per datori di lavoro e lavoratrici.

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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 07:47:082026-05-01 07:54:12Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento
      NOTIZIE

      Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda

      Maternità INPS CAF Udine

      Indice dei contenuti

      1. A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo
      2. Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola
      3. Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura
      4. Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola
      5. Come e quando fare domanda all’INPS
      6. Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura
      7. Conclusione

      La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 seguono regole particolari rispetto al lavoro dipendente ordinario. Chi lavora nei campi, in una cooperativa agricola o come coltivatore diretto ha infatti diritto a specifiche tutele economiche durante la gravidanza, il parto e i primi mesi di vita del bambino, ma il calcolo dell’indennità e le procedure di domanda seguono criteri diversi da quelli applicati agli altri lavoratori dipendenti.

      L’INPS ha aggiornato per il 2026 i parametri di riferimento per il calcolo dell’indennità di maternità e paternità in agricoltura, un tema che riguarda migliaia di famiglie impegnate nel settore primario in tutta Italia, incluso il Friuli Venezia Giulia. In questo articolo vediamo chi ha diritto a queste tutele, quali sono i requisiti richiesti, come funziona il calcolo dell’importo e quali passaggi seguire per presentare la domanda senza commettere errori.

      A chi spetta la maternità e paternità nel settore agricolo

      Il diritto alla maternità e paternità nel settore agricolo 2026 non riguarda solo i dipendenti in senso stretto, ma si estende a diverse categorie di lavoratori che operano nel comparto agricolo con inquadramenti previdenziali differenti. È importante capire in quale categoria si rientra, perché da questo dipendono sia i requisiti da rispettare sia le modalità di calcolo dell’indennità.

      Le categorie che possono beneficiare delle tutele sono principalmente quattro:

      • Operai agricoli a tempo determinato (OTD): lavoratori assunti stagionalmente per periodi limitati, tipici delle attività di raccolta e coltivazione
      • Operai agricoli a tempo indeterminato (OTI): dipendenti con un contratto stabile presso un’azienda agricola
      • Coltivatrici dirette: donne titolari o partecipanti attive di un’impresa agricola familiare, iscritte alla relativa gestione previdenziale
      • Colone e mezzadre: figure storiche del mondo agricolo ancora presenti in alcune realtà territoriali, iscritte agli elenchi previsti dalla normativa di settore

      Ognuna di queste categorie ha caratteristiche previdenziali proprie, e la distinzione tra OTD e OTI influisce concretamente sulle modalità con cui viene verificato il diritto alla prestazione. Chi lavora come operaio agricolo a tempo determinato ha un percorso contributivo tipicamente più frammentato nel corso dell’anno, mentre chi ha un contratto a tempo indeterminato può contare su una posizione previdenziale più continuativa.

      Per chi ha già figli e vuole approfondire le tutele legate alla genitorialità anche al di fuori del settore agricolo, può essere utile consultare la guida al congedo parentale padre 2026, che spiega regole, giorni spettanti e indennità previste per i papà lavoratori.

      Requisiti contributivi per l’indennità di maternità agricola

      Per ottenere l’indennità di maternità nel settore agricolo, la lavoratrice deve dimostrare di avere una posizione previdenziale regolare nel comparto, con l’iscrizione negli appositi elenchi anagrafici tenuti dall’INPS per i lavoratori agricoli. Questo passaggio è fondamentale: chi non risulta correttamente iscritto come OTD o OTI nell’anno di riferimento rischia di vedersi respingere la domanda, anche se ha effettivamente lavorato nei campi.

      La normativa prevede il rispetto di un certo numero di giornate di lavoro agricolo effettivo nel periodo precedente l’evento (gravidanza o nascita), verificate sulla base delle giornate denunciate dal datore di lavoro agricolo o dall’azienda. Proprio perché i requisiti possono variare in base alla categoria di appartenenza e alla situazione contributiva individuale, è sempre consigliabile far verificare la propria posizione da un professionista prima di presentare la domanda, così da evitare rigetti o ritardi nell’erogazione della prestazione.

      Un aspetto che spesso genera confusione riguarda il cosiddetto principio di automaticità delle prestazioni: in alcuni casi la tutela previdenziale scatta anche se il datore di lavoro non ha versato regolarmente i contributi, purché la lavoratrice risulti comunque iscritta negli elenchi agricoli per il periodo di riferimento. Anche in questa circostanza, però, è necessaria un’attenta verifica documentale che solo un patronato esperto può gestire correttamente.

      Durata del congedo di maternità e paternità in agricoltura

      Per quanto riguarda la durata del congedo di maternità, le lavoratrici agricole hanno diritto alle stesse tempistiche previste per la generalità delle lavoratrici dipendenti: cinque mesi complessivi di astensione obbligatoria dal lavoro, retribuiti dall’INPS.

      Il periodo può essere organizzato in due modalità principali:

      • Modalità standard: due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la nascita del bambino
      • Modalità flessibile (1+4): un mese prima del parto e quattro mesi dopo, a condizione che il medico competente e il ginecologo attestino l’assenza di rischi per la salute della lavoratrice e del nascituro

      Per quanto riguarda i papà, il congedo di paternità obbligatorio prevede dieci giorni di astensione dal lavoro, retribuiti e fruibili anche in via non continuativa entro i primi mesi di vita del figlio. A questo si può aggiungere, nei casi previsti dalla normativa, un congedo di paternità alternativo qualora la madre non possa usufruire del proprio periodo di maternità (ad esempio in caso di morte, grave infermità o abbandono del bambino).

      È bene ricordare che le tutele per i papà lavoratori non si esauriscono con i dieci giorni obbligatori: esistono infatti ulteriori strumenti legati alla genitorialità condivisa. Per un quadro completo su giorni spettanti, modalità di richiesta e importi, la nostra guida al congedo parentale padre 2026 approfondisce nel dettaglio questi aspetti, validi anche per i lavoratori del comparto agricolo.

      Come si calcola l’importo dell’indennità di maternità agricola

      Uno degli aspetti che distingue maggiormente la maternità nel settore agricolo da quella del lavoro dipendente ordinario riguarda proprio il metodo di calcolo dell’indennità. Nel lavoro dipendente standard, l’importo della prestazione si basa sulla retribuzione effettiva percepita dalla lavoratrice. Per le lavoratrici agricole (OTD e OTI), invece, il calcolo non fa riferimento allo stipendio realmente incassato, ma a un parametro convenzionale stabilito annualmente dall’INPS.

      Nello specifico, l’importo viene calcolato sul salario medio convenzionale giornaliero stabilito ogni anno da INPS per il settore agricolo, un valore di riferimento che tiene conto delle caratteristiche del lavoro agricolo e che viene aggiornato periodicamente. Questo significa che due lavoratrici con retribuzioni effettive diverse, ma inquadrate nella stessa categoria e provincia, potrebbero ricevere un’indennità di importo analogo, proprio perché il calcolo non guarda al salario reale percepito ma al parametro convenzionale di settore.

      Questo meccanismo di calcolo, seppur pensato per semplificare e uniformare il trattamento nel comparto agricolo, può risultare poco intuitivo per chi non è abituato a confrontarsi con le regole previdenziali di questo settore. Per questo motivo, prima di fare qualsiasi stima sull’importo che si andrà a percepire, è sempre preferibile rivolgersi a un patronato in grado di verificare con precisione la categoria di appartenenza, la provincia di riferimento e il periodo di calcolo applicabile al proprio caso specifico.

      Come e quando fare domanda all’INPS

      La domanda di maternità e paternità per il settore agricolo va presentata all’INPS in modalità telematica, allegando la documentazione che attesta lo stato di gravidanza, la data presunta o effettiva del parto e la posizione previdenziale della lavoratrice o del lavoratore nel comparto agricolo. Per le lavoratrici, la domanda va inoltrata generalmente durante il periodo di gravidanza, in modo da consentire all’INPS di verificare i requisiti e liquidare l’indennità con la massima tempestività una volta iniziato il congedo.

      Proprio per la complessità delle verifiche legate ai requisiti contributivi degli OTD e degli OTI, la presentazione della domanda in questo settore richiede un’attenzione particolare: un errore nella categoria dichiarata, un’incongruenza nelle giornate lavorate o una documentazione incompleta possono causare ritardi significativi nell’erogazione della prestazione, con conseguenze economiche non trascurabili per la famiglia.

      Affidarsi a un patronato consente di evitare questi rischi. Il nostro team si occupa dell’intera pratica: dalla verifica della posizione previdenziale alla raccolta della documentazione necessaria, fino alla presentazione della domanda e al monitoraggio dell’iter fino alla liquidazione. Un supporto particolarmente prezioso per chi lavora in agricoltura, dove le regole previdenziali richiedono competenze specifiche che un CAF generico spesso non possiede.

      Chi si avvicina alla fine della propria carriera lavorativa in agricoltura, magari dopo anni di contributi come OTD o OTI, può inoltre trovare utile la nostra guida sulla pensione anticipata 2026, per capire come e quando è possibile lasciare il lavoro prima dei 67 anni.

      Domande frequenti sulla maternità e paternità in agricoltura

      La coltivatrice diretta ha diritto alla maternità come le operaie agricole?
      Sì, anche le coltivatrici dirette regolarmente iscritte alla gestione previdenziale agricola hanno diritto all’indennità di maternità, sebbene con modalità di calcolo e requisiti specifici legati al proprio status previdenziale, diverso da quello degli operai dipendenti (OTD e OTI).

      Cosa succede se non ho maturato abbastanza giornate di lavoro agricolo nell’anno?
      In questi casi è necessario verificare con attenzione la propria posizione contributiva, perché potrebbero comunque applicarsi tutele particolari come il principio di automaticità delle prestazioni. Solo un’analisi puntuale della singola situazione può stabilire l’esistenza del diritto.

      Il congedo di paternità agricola è uguale a quello degli altri lavoratori dipendenti?
      Sì, il congedo di paternità obbligatorio di dieci giorni si applica anche ai lavoratori agricoli dipendenti, con le medesime modalità di fruizione previste per gli altri settori.

      Posso presentare la domanda di maternità agricola senza rivolgermi a un patronato?
      La domanda può essere presentata solo in modalità telematica e richiede la verifica di requisiti previdenziali specifici del settore agricolo. Per questo motivo è fortemente consigliabile farsi assistere da un patronato, che può occuparsi dell’intera pratica riducendo il rischio di errori o ritardi.

      Il servizio del patronato per la domanda di maternità agricola è gratuito?
      Sì, l’assistenza del patronato per le pratiche previdenziali come la maternità e la paternità è gratuita per legge. Il nostro team è a disposizione per una consulenza personalizzata senza alcun costo per la verifica dei requisiti.

      Conclusione

      La maternità e paternità nel settore agricolo 2026 rappresentano tutele fondamentali per chi lavora nei campi, ma le regole di accesso e di calcolo richiedono competenze specifiche legate al mondo agricolo. Tra requisiti contributivi da verificare, distinzioni tra OTD e OTI e un metodo di calcolo basato sul salario medio convenzionale, districarsi da soli tra le pratiche INPS può risultare complicato.

      Hai bisogno di assistenza per la domanda di maternità o paternità nel settore agricolo? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per verificare i tuoi requisiti e seguire l’intera pratica con l’INPS.
      Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 11:00:002026-07-26 07:52:50Maternità e Paternità nel Settore Agricolo 2026: Chi ne ha Diritto e Come Fare Domanda
      CAF

      Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La maternità obbligatoria e la maternità facoltativa sono due tutele fondamentali per le lavoratrici che aspettano un figlio, ma funzionano in modo molto diverso. La prima garantisce 5 mesi di astensione retribuita all’80%, la seconda (chiamata tecnicamente congedo parentale) offre ulteriori mesi al 30% (con eccezioni nel 2026). In questa guida ti spieghiamo le differenze, gli importi aggiornati, come funziona la maternità anticipata e come fare domanda all’INPS.

      Indice dei contenuti

      1. Maternità obbligatoria: come funziona
      2. Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5
      3. Maternità facoltativa (congedo parentale)
      4. Maternità anticipata: gravidanza a rischio
      5. Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa
      6. Importi e indennità 2026
      7. Come fare domanda INPS
      8. Maternità per autonome e libere professioniste
      9. Bonus e agevolazioni collegati alla maternità
      10. FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

      Maternità obbligatoria: come funziona

      La maternità obbligatoria (o congedo di maternità) è il periodo di astensione dal lavoro che la legge impone a tutte le lavoratrici dipendenti durante la gravidanza e dopo il parto. È disciplinata dal D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico sulla maternità) e ha una durata complessiva di 5 mesi.

      La formula standard prevede:

      • 2 mesi prima della data presunta del parto
      • 3 mesi dopo il parto

      Durante questo periodo, la lavoratrice ha diritto a un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera, pagata dall’INPS (molti contratti collettivi prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro). Il congedo è obbligatorio: il datore di lavoro non può far lavorare la dipendente durante questo periodo, e la lavoratrice non può rinunciarvi.

      Flessibilità del congedo: formula 1+4 o 0+5

      La legge offre alla lavoratrice la possibilità di spostare parte del congedo prima del parto al periodo successivo. Esistono due opzioni di flessibilità:

      Formula 1+4

      Con questa opzione, la lavoratrice si astiene 1 mese prima del parto e 4 mesi dopo. Serve un certificato medico del ginecologo e del medico competente aziendale che attestino l’assenza di rischi per la salute della madre e del bambino.

      Formula 0+5

      Introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, questa formula permette di lavorare fino al giorno del parto e fruire di tutti i 5 mesi di congedo dopo la nascita. Anche in questo caso servono le certificazioni mediche che confermino l’idoneità al lavoro fino al termine della gravidanza.

      La scelta della formula va comunicata al datore di lavoro e all’INPS con la domanda di maternità. È una decisione personale che dipende dalle condizioni di salute e dalle esigenze lavorative.

      Maternità facoltativa (congedo parentale)

      Quella che comunemente viene chiamata “maternità facoltativa” è in realtà il congedo parentale, un’astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori (madre e padre) per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita.

      Ecco le caratteristiche principali:

      • Durata: fino a 6 mesi per ciascun genitore (massimo 10 mesi complessivi per la coppia, elevabili a 11 se il padre ne fruisce almeno 3)
      • Età del figlio: fruibile fino ai 12 anni del bambino
      • Retribuzione base: 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo di 6 mesi complessivi tra i due genitori (fino ai 6 anni del figlio)
      • Novità 2026: le prime 3 mensilità di congedo parentale sono indennizzate all’80% della retribuzione (2 mensilità all’80% già dal 2024, la terza aggiunta nel 2025 e confermata nel 2026)

      A differenza della maternità obbligatoria, il congedo parentale è facoltativo: la lavoratrice o il lavoratore può scegliere se e quando fruirne.

      Maternità anticipata: gravidanza a rischio

      La maternità anticipata è un’ulteriore forma di tutela che consente alla lavoratrice di astenersi dal lavoro prima dei canonici 2 mesi precedenti il parto. Può essere concessa in due casi:

      Gravidanza a rischio

      Se la gravidanza presenta complicazioni o patologie che mettono a rischio la salute della madre o del bambino, il medico della ASL (o la Direzione Territoriale del Lavoro) può disporre l’astensione anticipata. La domanda si presenta alla ASL con il certificato del ginecologo. L’indennità è sempre all’80%.

      Condizioni di lavoro a rischio

      Se le mansioni svolte sono pericolose o faticose (lavori che espongono a sostanze chimiche, lavoro notturno, trasporto pesi, lavoro in piedi per lungo tempo) e il datore di lavoro non può spostare la lavoratrice a mansioni compatibili, la Direzione Territoriale del Lavoro può disporre l’interdizione anticipata. Anche in questo caso l’indennità è all’80% della retribuzione.

      Tabella confronto obbligatoria vs facoltativa

      Per capire immediatamente le differenze tra maternità obbligatoria e facoltativa, ecco una tabella riepilogativa:

      CaratteristicaMaternità obbligatoriaMaternità facoltativa (congedo parentale)
      ObbligatorietàObbligatoria per leggeFacoltativa
      Durata5 mesiFino a 6 mesi per genitore (max 10-11 per coppia)
      Indennità80% della retribuzione30% (80% per le prime 3 mensilità nel 2026)
      QuandoPrima e dopo il partoFino ai 12 anni del figlio
      Chi ne ha dirittoSolo la madreEntrambi i genitori
      ContributiFigurativi pieniFigurativi ridotti
      DomandaObbligatoria INPSFacoltativa INPS

      Importi e indennità 2026

      Gli importi delle indennità di maternità nel 2026 sono calcolati sulla retribuzione media giornaliera dell’ultimo periodo di paga precedente l’inizio del congedo:

      • Maternità obbligatoria: 80% della retribuzione media giornaliera. Per le lavoratrici dipendenti, molti CCNL prevedono l’integrazione al 100% a carico del datore di lavoro
      • Congedo parentale – prime 3 mensilità: 80% della retribuzione (novità 2025-2026, prima era solo al 30%)
      • Congedo parentale – mensilità successive: 30% della retribuzione fino al sesto mese complessivo tra i genitori, poi senza indennità (salvo reddito basso)
      • Maternità anticipata: 80% della retribuzione, come la maternità obbligatoria

      Un esempio pratico: se la retribuzione lorda mensile è di 1.800 euro, durante la maternità obbligatoria percepirai circa 1.440 euro lordi al mese (80%). Durante il congedo parentale ordinario, l’indennità scende a circa 540 euro al mese (30%), ma per le prime 3 mensilità nel 2026 resta a 1.440 euro (80%).

      Come fare domanda INPS

      La domanda di maternità va presentata all’INPS prima dell’inizio del congedo. Ecco i passaggi:

      1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca il servizio: “Domanda di maternità/paternità – congedo obbligatorio e parentale”
      3. Inserisci i dati della gravidanza: data presunta del parto, certificato medico, scelta della formula (2+3, 1+4 o 0+5)
      4. Indica il periodo richiesto: date di inizio e fine congedo
      5. Allega la documentazione: certificato del ginecologo
      6. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

      La domanda va presentata almeno 2 mesi prima della data presunta del parto. In alternativa al portale, puoi rivolgerti al Contact Center INPS (803 164) o a un patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della domanda.

      Dopo il parto, hai 30 giorni per comunicare all’INPS la data effettiva di nascita del bambino e gli estremi anagrafici.

      Maternità per autonome e libere professioniste

      Le tutele della maternità non riguardano solo le lavoratrici dipendenti. Anche le lavoratrici autonome e le libere professioniste hanno diritto a un’indennità di maternità, con alcune differenze:

      Lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici)

      • Indennità per 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
      • Importo: 80% del salario minimo giornaliero (non della retribuzione effettiva)
      • Non è obbligatorio astenersi dal lavoro
      • Domanda all’INPS

      Libere professioniste con cassa di previdenza

      • Indennità erogata dalla propria cassa professionale (es. ENPAM per medici, INARCASSA per architetti, Cassa Forense per avvocati)
      • Importo: generalmente l’80% di 5/12 del reddito professionale dichiarato
      • Durata: 5 mesi
      • Domanda alla propria cassa, non all’INPS

      Per le partite IVA in regime forfettario, l’indennità è calcolata sul reddito convenzionale (minimale INPS) e la domanda va presentata alla Gestione Separata INPS.

      Bonus e agevolazioni collegati alla maternità

      Oltre all’indennità di maternità, nel 2026 puoi accedere a diverse agevolazioni per i neo-genitori:

      • Bonus mamme: esonero contributivo per le lavoratrici madri con 2+ figli
      • Assegno unico universale: contributo mensile per ogni figlio a carico fino a 21 anni, importo variabile in base all’ISEE
      • Bonus nido: contributo fino a 3.600 euro annui per le rette degli asili nido
      • Detrazioni fiscali: detrazione per figli a carico nel modello 730

      Per una panoramica completa su tutti i congedi disponibili per i genitori, consulta la nostra guida al congedo parentale 2026.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      FAQ maternità obbligatoria e facoltativa

      La maternità obbligatoria spetta anche con contratto a tempo determinato?

      Sì, le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno gli stessi diritti. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità INPS continua fino al termine del periodo di maternità.

      Posso lavorare durante la maternità obbligatoria?

      No, è vietato. Il congedo di maternità è obbligatorio sia per la lavoratrice che per il datore di lavoro. L’unica eccezione è la formula 0+5, che permette di lavorare fino al giorno del parto con certificazione medica.

      Il padre ha diritto alla maternità obbligatoria?

      Il padre ha diritto al congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni (retribuiti al 100%), da fruire nei primi 5 mesi dalla nascita. In casi particolari (morte o grave malattia della madre, abbandono), il padre può fruire del congedo di maternità al posto della madre.

      La maternità facoltativa si può prendere a ore?

      Sì, dal 2013 il congedo parentale può essere fruito anche su base oraria (50% dell’orario giornaliero), oltre che a giornate intere o in modo continuativo. La modalità oraria va concordata con il datore di lavoro.

      Come si calcola l’indennità di maternità per chi ha più lavori?

      Se hai più rapporti di lavoro, l’indennità viene calcolata sulla retribuzione di ciascun rapporto. Devi presentare domanda separata per ogni datore di lavoro.

      Posso chiedere la NASPI dopo la maternità?

      Sì, se ti dimetti entro il primo anno di vita del figlio, le dimissioni sono considerate “per giusta causa” e hai diritto alla NASPI. Attenzione: le dimissioni in maternità devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.

      Hai bisogno di aiuto con la domanda di maternità?

      Tra maternità obbligatoria, facoltativa, anticipata e le novità del 2026, orientarsi non è semplice. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della domanda INPS, nella scelta della formula più conveniente e nella richiesta di tutti i bonus collegati alla maternità.

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        Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-04 09:00:002026-05-31 16:57:50Maternità Obbligatoria e Facoltativa 2026: Differenze e Importi
        MATERNITA', PATRONATO

        Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento

        Maternità INPS CAF Udine

        Quando una lavoratrice dipendente va in congedo di maternità, il datore di lavoro ha spesso necessità di assumere un sostituto per garantire la continuità operativa. La legge italiana non solo consente questa possibilità, ma la incentiva con un significativo sgravio contributivo del 50% disciplinato dall’articolo 4 del D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico a tutela della maternità e della paternità). La novità rilevante del 2026 riguarda l’estensione di questo beneficio al periodo di affiancamento, ovvero quella fase in cui il sostituto viene formato e lavora contemporaneamente alla lavoratrice assente o in procinto di assentarsi. Questa guida analizza nel dettaglio il funzionamento dello sgravio, i requisiti da rispettare, la procedura INPS per richiederlo e i vantaggi concreti per le aziende.

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        Indice dei contenuti

        1. Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001
        2. Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento
        3. Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio
        4. Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe
        5. Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle
        6. Procedura INPS per richiedere lo sgravio
        7. Cumulabilità con altri incentivi assuntivi
        8. Differenze rispetto alla normativa precedente
        9. Consigli pratici per datori di lavoro

        Normativa di riferimento: art. 4 D.Lgs. 151/2001

        Il D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 — noto come Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità — costituisce la fonte normativa principale dello sgravio contributivo per assunzione di sostituti di maternità. L’articolo 4 di tale decreto prevede espressamente che i datori di lavoro con meno di 20 dipendenti possano beneficiare di una riduzione del 50% dei contributi previdenziali a proprio carico quando assumono lavoratori a tempo determinato in sostituzione di dipendenti in congedo di maternità, congedo parentale, congedo per malattia del figlio o in altri casi di astensione obbligatoria e facoltativa previsti dalla legge.

        La norma si inserisce in un quadro legislativo più ampio orientato a tutelare sia le lavoratrici madri sia la continuità operativa delle piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse per coprire un’assenza prolungata senza supporto economico. Lo sgravio del 50% riguarda esclusivamente la quota contributiva a carico del datore di lavoro, mentre la quota a carico del lavoratore rimane invariata. Si tratta quindi di un beneficio rilevante soprattutto nelle aziende di piccole dimensioni dove il costo del lavoro incide in modo significativo sui bilanci.

        Il decreto è stato oggetto di numerosi interventi interpretativi da parte dell’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale), che ha emanato circolari e messaggi per chiarire l’ambito applicativo della norma. In particolare, la circolare INPS n. 109/2000 e successivi messaggi amministrativi hanno precisato modalità di calcolo e procedure operative per la fruizione del beneficio.

        Novità 2026: lo sgravio si estende al periodo di affiancamento

        La principale novità del 2026 riguarda l’estensione dello sgravio contributivo al periodo di affiancamento, ovvero quella fase temporanea in cui il sostituto lavora contemporaneamente alla lavoratrice che si appresta ad assentarsi o che sta per rientrare. Questa possibilità, che in passato aveva generato incertezze interpretative, è ora espressamente riconosciuta e disciplinata.

        L’affiancamento è una prassi aziendale fondamentale: consente al nuovo assunto di apprendere le mansioni specifiche dall’esperienza diretta della lavoratrice uscente, riducendo i tempi di inserimento e garantendo una maggiore qualità del servizio. Dal punto di vista operativo, questo periodo si caratterizza per la compresenza in azienda sia della lavoratrice originaria sia del sostituto. La questione controversa era se, in questa fase, il datore di lavoro potesse già applicare lo sgravio contributivo sul contratto del sostituto.

        L’orientamento prevalente confermato per il 2026 è che lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene mentre la lavoratrice da sostituire è ancora in servizio per garantire il passaggio di consegne. Il presupposto fondamentale è che il contratto del sostituto sia esplicitamente stipulato “in sostituzione” della dipendente in procinto di assentarsi per congedo di maternità o congedo parentale, con indicazione del nome della lavoratrice sostituita e del periodo di astensione previsto.

        Questo chiarimento riveste una particolare importanza per le piccole imprese che, per garantire la produttività, devono formare il sostituto con congruo anticipo rispetto all’inizio effettivo dell’assenza. Prima di questa interpretazione estensiva, alcuni datori di lavoro rinunciavano all’affiancamento pur di non incorrere in contestazioni sulla legittimità dello sgravio.

        Requisiti aziendali: chi può beneficiare dello sgravio

        Per accedere allo sgravio contributivo per sostituzione maternità, il datore di lavoro deve soddisfare una serie di requisiti previsti dalla normativa. È fondamentale verificarli prima di procedere con l’assunzione del sostituto per evitare il rischio di dover restituire le agevolazioni fruite indebitamente.

        Dimensione aziendale: il limite dei 20 dipendenti

        Il requisito principale è la dimensione aziendale: meno di 20 dipendenti. Questo limite va calcolato al momento dell’assunzione del sostituto e si riferisce al numero medio di dipendenti occupati nell’unità produttiva o nell’azienda nel semestre precedente all’assunzione. È importante notare che:

        • Si contano tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dall’orario (full time e part time, con ponderazione proporzionale)
        • Sono esclusi dal computo apprendisti, lavoratori in congedo parentale, lavoratori assunti con contratti di inserimento e disabili
        • La lavoratrice sostituita è comunque conteggiata ai fini del calcolo della soglia dei 20 dipendenti
        • Superare la soglia dopo l’assunzione del sostituto non fa perdere il diritto allo sgravio già acquisito per il periodo corrente

        Tipo di contratto del sostituto

        Il sostituto deve essere assunto con contratto a tempo determinato stipulato “in sostituzione” della lavoratrice assente. Il contratto deve contenere obbligatoriamente:

        • La causale esplicita di sostituzione (“sostituisce la sig.ra X in congedo di maternità”)
        • Il nome della lavoratrice sostituita
        • Il periodo di riferimento dell’astensione prevista
        • La data di inizio del rapporto di lavoro e la durata prevista

        In alternativa al contratto a tempo determinato, è possibile stipulare un contratto a tempo indeterminato con il sostituto: in questo caso lo sgravio si applica comunque per il periodo effettivo di sostituzione, ma la sua gestione amministrativa è più complessa e richiede particolare attenzione nella comunicazione con l’INPS.

        Posizione contributiva e DURC regolare

        Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. In particolare:

        • DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva) al momento dell’assunzione e durante tutto il periodo di fruizione dello sgravio
        • Assenza di sanzioni amministrative definitive per violazioni in materia di lavoro e previdenza
        • Rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008)

        Durata massima dello sgravio: 12 mesi e proroghe

        Lo sgravio contributivo del 50% ha una durata massima ben definita dalla normativa. Comprendere i limiti temporali è essenziale per pianificare correttamente la gestione del personale sostitutivo.

        Durata ordinaria: fino a 12 mesi

        Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione con un limite massimo di 12 mesi. Il computo della durata tiene conto del periodo effettivo in cui il sostituto è in servizio in sostituzione della lavoratrice assente. Se la lavoratrice rientra anticipatamente, lo sgravio cessa con il suo rientro. Se invece l’assenza si prolunga (ad esempio perché la lavoratrice usufruisce prima del congedo obbligatorio e poi del congedo parentale facoltativo), lo sgravio può continuare fino al termine dei 12 mesi complessivi.

        Inclusione del periodo di affiancamento nel computo dei 12 mesi

        Con la chiarificazione per il 2026, il periodo di affiancamento è incluso nel computo dei 12 mesi massimi di sgravio. Questo significa che se il sostituto inizia a lavorare in affiancamento 30 giorni prima dell’inizio effettivo del congedo di maternità, quei 30 giorni vengono conteggiati nel periodo massimo di 12 mesi durante i quali si applica lo sgravio.

        Pertanto, il datore di lavoro deve calibrare attentamente il periodo di affiancamento in relazione alla durata prevista dell’assenza: un affiancamento troppo lungo potrebbe “ridurre” il periodo residuo durante il quale beneficiare dello sgravio durante l’assenza effettiva.

        Proroga in caso di congedo parentale consecutivo

        Una specificazione importante riguarda il caso in cui, al termine del congedo obbligatorio di maternità (5 mesi), la lavoratrice usufruisca anche del congedo parentale (fino a 6 mesi per la madre entro i primi 6 anni di vita del figlio). In questo scenario:

        • Lo sgravio si applica per tutto il periodo di sostituzione complessivo, fino al limite di 12 mesi
        • Non è necessaria una nuova assunzione o una nuova richiesta all’INPS per il periodo di congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio
        • È sufficiente comunicare all’INPS la proroga dell’assenza tramite gli strumenti telematici disponibili

        Come si calcola il risparmio: esempi pratici e tabelle

        Per comprendere il vantaggio economico concreto dello sgravio contributivo del 50%, è utile analizzare alcuni esempi pratici con calcoli dettagliati. Il risparmio effettivo dipende dalla retribuzione del sostituto e dal livello contrattuale applicato.

        Base di calcolo: i contributi previdenziali a carico del datore

        I principali contributi previdenziali a carico del datore di lavoro nel settore privato, applicabili alla generalità dei lavoratori dipendenti (CCNL commercio, terziario, servizi), includono indicativamente:

        Voce contributivaAliquota datoreNote
        IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)~23,81%Principale voce previdenziale
        Disoccupazione NASpI1,61%Include contributo addizionale T.D.
        INAIL (infortuni)VariabileNon soggetto a sgravio
        Fondo Garanzia TFR0,20%Piccole imprese
        Maternità e sostegno al reddito~0,46%Incluse varie voci minori
        TOTALE contributi datore (approssimativo)~28-30%Senza INAIL

        Esempio 1: Impiegata amministrativa (livello C1 commercio)

        Supponiamo di assumere un sostituto per una impiegata amministrativa con questi parametri:

        VoceImporto mensile
        Retribuzione lorda mensile sostituto1.700 euro
        Contributi datore ordinari (~29%)493 euro
        Contributi datore con sgravio 50%246,50 euro
        Risparmio mensile246,50 euro
        Risparmio su 12 mesi2.958 euro

        Esempio 2: Addetta alle vendite (livello D commercio)

        VoceImporto mensile
        Retribuzione lorda mensile sostituto1.450 euro
        Contributi datore ordinari (~29%)420,50 euro
        Contributi datore con sgravio 50%210,25 euro
        Risparmio mensile210,25 euro
        Risparmio su 12 mesi2.523 euro

        Nota importante: I valori sopra indicati sono approssimativi e a titolo esemplificativo. Le aliquote contributive effettive variano in base al contratto collettivo applicato, alla qualifica del lavoratore, al settore produttivo e ad eventuali altre agevolazioni applicabili. Per un calcolo preciso, rivolgiti al CAF Centro Fiscale o a un consulente del lavoro.

        Procedura INPS per richiedere lo sgravio

        La fruizione dello sgravio contributivo per sostituzione maternità non richiede una domanda preventiva all’INPS: il datore di lavoro può applicare direttamente la riduzione contributiva del 50% a partire dal primo periodo di paga successivo all’assunzione del sostituto. Tuttavia, esistono adempimenti precisi che devono essere rispettati scrupolosamente.

        Step 1: comunicazione preventiva al Centro per l’Impiego (COB)

        Prima di procedere con l’assunzione, il datore di lavoro deve trasmettere la comunicazione obbligatoria di assunzione (COB) tramite il portale regionale del lavoro o il sistema UNILAV, specificando la causale “sostituzione”. La comunicazione deve essere inviata entro il giorno antecedente l’inizio del rapporto di lavoro (o lo stesso giorno per urgenze documentate).

        Step 2: indicazione nel flusso UniEmens

        Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens (ex DM10). Il datore di lavoro, o il consulente del lavoro che lo assiste, deve indicare nel flusso telematico il corretto codice di agevolazione per la sostituzione di maternità. I codici da utilizzare nel flusso UniEmens sono gestiti dall’INPS e possono variare: è indispensabile verificare il codice corretto con il patronato CAF o con un consulente del lavoro aggiornato sulle disposizioni vigenti al momento dell’assunzione.

        Step 3: documentazione da conservare

        Il datore di lavoro deve conservare tutta la documentazione a supporto dello sgravio per eventuali verifiche ispettive:

        • Contratto di assunzione del sostituto con causale esplicita di sostituzione
        • Certificato medico attestante la gravidanza o il periodo di congedo della lavoratrice sostituita
        • Domanda di congedo presentata dalla lavoratrice all’INPS
        • Provvedimento INPS di riconoscimento del congedo (se disponibile)
        • Comunicazioni COB di assunzione e cessazione del sostituto
        • Buste paga del sostituto con evidenza dello sgravio applicato
        • Flussi UniEmens relativi al periodo di fruizione dello sgravio

        Step 4: gestione della cessazione dello sgravio

        Al termine del periodo di sostituzione (rientro della lavoratrice, scadenza del contratto del sostituto o decorso dei 12 mesi), il datore di lavoro deve cessare di applicare il codice di sgravio nel flusso UniEmens. In caso di rientro anticipato della lavoratrice, è necessario:

        • Comunicare la variazione all’INPS tramite i canali telematici disponibili
        • Regolarizzare eventuali periodi già denunciati con lo sgravio in eccesso
        • Gestire il contratto del sostituto (proroga, trasformazione o risoluzione) secondo le disposizioni contrattuali

        Cumulabilità con altri incentivi assuntivi

        Una delle domande più frequenti riguarda la possibilità di cumulare lo sgravio per sostituzione maternità con altri incentivi previsti dalla normativa vigente. La risposta varia a seconda dell’incentivo specifico e richiede una valutazione caso per caso.

        Principio generale di non cumulabilità

        In linea generale, la normativa prevede il divieto di cumulo di incentivi che abbiano la medesima natura (riduzione contributiva) sullo stesso lavoratore per lo stesso periodo. Pertanto, lo sgravio per sostituzione maternità non può essere cumulato con altri sgravi contributivi che operino sulla stessa base imponibile.

        Eccezioni e casi particolari

        IncentivoCumulabile con sgravio maternità?Note
        Esonero contributivo giovani under 35NOStesso tipo di agevolazione
        Incentivo assunzione disoccupati di lunga durataNOSgravio contributivo sovrapposto
        Incentivo assunzione lavoratori in mobilitàNODa verificare con INPS
        Deduzioni IRAP per lavoratrici madri/lavoratori giovaniSÌDiversa natura (deduzione fiscale)
        Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrice)SÌRiguarda la lavoratrice, non il sostituto
        Crediti d’imposta formazione 4.0SÌDiversa natura

        Nota: il Bonus Mamme lavoratrici 2026 (decontribuzione per madri con 2 o più figli) riguarda la quota contributiva a carico della lavoratrice madre, non del sostituto. I due benefici operano su soggetti diversi e sono quindi pienamente cumulabili nel senso che possono coesistere nella stessa azienda.

        Differenze rispetto alla normativa precedente

        La chiarificazione 2026 in merito allo sgravio durante il periodo di affiancamento rappresenta un’evoluzione interpretativa rispetto alla prassi amministrativa precedente. È utile riepilogare le principali differenze per comprendere come questa novità cambi concretamente la gestione dei sostituti di maternità.

        AspettoPrima del 2026Dal 2026
        Sgravio durante affiancamentoIncerto / negato in alcuni casiRiconosciuto
        Decorrenza sgravioDalla data di inizio congedoDalla data di assunzione sostituto
        Compresenza lavoratrice e sostitutoProblematicaConsentita
        Durata massima sgravio12 mesi (solo congedo)12 mesi (affiancamento + congedo)
        Rischio contestazioni INPSAltoRidotto

        Questa evoluzione normativa è particolarmente apprezzata dalle piccole imprese artigiane, commerciali e di servizi che, in precedenza, si trovavano di fronte a un dilemma: o rinunciare all’affiancamento (con rischio di perdita di know-how) o rischiare contestazioni sullo sgravio. Il chiarimento del 2026 elimina questa incertezza e consente una pianificazione più serena della sostituzione.

        Consigli pratici per datori di lavoro

        Ecco una serie di raccomandazioni operative per i datori di lavoro che devono gestire una sostituzione di maternità nel 2026, sfruttando al massimo lo sgravio contributivo disponibile.

        1. Pianifica con anticipo il periodo di affiancamento

        Non aspettare gli ultimi giorni prima dell’inizio del congedo per cercare il sostituto. Una buona prassi è iniziare la ricerca del sostituto almeno 2 mesi prima del congedo previsto. Questo consente di:

        • Selezionare il profilo più adatto con più calma
        • Garantire un affiancamento efficace di 4-6 settimane
        • Trasferire tutte le competenze e i contatti necessari
        • Iniziare a beneficiare dello sgravio durante l’affiancamento stesso

        2. Redigi il contratto con la causale corretta

        Il contratto di assunzione del sostituto deve essere redatto con cura: la causale di sostituzione deve essere chiara e indicare espressamente il nome della lavoratrice sostituita e il periodo previsto di assenza. Un contratto mal redatto può portare alla revoca dello sgravio in caso di ispezione. Affidati a un consulente del lavoro o al patronato per la stesura del contratto.

        3. Verifica la tua posizione rispetto alla soglia dei 20 dipendenti

        Prima di procedere, conta attentamente i dipendenti e verifica di essere sotto la soglia dei 20 lavoratori. Ricorda che il calcolo va effettuato sul semestre precedente all’assunzione del sostituto, considerando la media mensile dei dipendenti occupati.

        4. Tieni aggiornato il DURC

        Un DURC irregolare comporta la perdita del diritto allo sgravio per tutto il periodo di irregolarità. Verifica regolarmente la tua posizione contributiva e intervieni tempestivamente in caso di scoperture o irregolarità.

        5. Coordina con il consulente del lavoro il flusso UniEmens

        L’applicazione dello sgravio nel flusso UniEmens richiede la conoscenza dei codici specifici e delle modalità di calcolo previste dall’INPS. È fondamentale che il consulente del lavoro che gestisce le paghe sia aggiornato sulle disposizioni in vigore per il 2026 ed inserisca correttamente i dati nel sistema.

        Se hai dubbi su questi adempimenti o hai bisogno di assistenza nella gestione della sostituzione maternità, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza. Per le pratiche INPS legate alla maternità, come la domanda di NASPI (se pertinente), l’ISEE per accedere ad altri benefici, o la gestione del 730, il nostro patronato offre assistenza completa.

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        Domande Frequenti sulla Sostituzione di Maternità

        Quanti dipendenti deve avere l’azienda per accedere allo sgravio sostituzione maternità?

        L’azienda deve avere meno di 20 dipendenti. Il calcolo viene effettuato sulla media mensile dei dipendenti occupati nel semestre precedente all’assunzione del sostituto. Sono esclusi dal computo apprendisti, disabili e lavoratori in congedo.

        Lo sgravio del 50% si applica anche durante il periodo di affiancamento?

        Si, dal 2026 lo sgravio contributivo del 50% si applica sin dal primo giorno di assunzione del sostituto, anche se questo avviene durante un periodo di affiancamento in cui la lavoratrice e ancora in servizio. E fondamentale che il contratto riporti esplicitamente la causale di sostituzione con il nome della lavoratrice da sostituire.

        Qual e la durata massima dello sgravio per sostituzione maternita?

        La durata massima e di 12 mesi. Questo periodo include sia il tempo di affiancamento che il periodo effettivo di assenza della lavoratrice. Se l’assenza si prolunga con il congedo parentale consecutivo al congedo obbligatorio, lo sgravio continua fino al raggiungimento dei 12 mesi complessivi.

        Come si richiede lo sgravio all’INPS?

        Non e richiesta una domanda preventiva all’INPS. Lo sgravio si applica direttamente nella denuncia contributiva mensile UniEmens inserendo il codice di agevolazione corretto. E fondamentale conservare tutta la documentazione (contratto del sostituto, certificato medico, domanda di congedo) per eventuali verifiche ispettive.

        Lo sgravio per sostituzione maternita e cumulabile con il Bonus Mamme 2026?

        Si, i due benefici sono compatibili perche operano su soggetti diversi. Lo sgravio maternita riguarda i contributi a carico del datore di lavoro sul sostituto; il Bonus Mamme riguarda i contributi a carico della lavoratrice madre. Possono quindi coesistere nella stessa azienda senza vincoli di cumulabilita.


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        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste con le pratiche INPS legate alla maternità, compresi sgravi contributivi, domande di congedo e indennità. Il nostro patronato offre supporto completo per datori di lavoro e lavoratrici.

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          04/09/2026
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          ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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          03/09/2026
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          Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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          01/09/2026
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          Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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          25/08/2026
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          Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

          Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

          Maggio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-01 07:47:082026-05-01 07:54:12Sostituzione Maternità 2026: Sgravi Contributivi Anche nel Periodo di Affiancamento
          CAF, ASSEGNO UNICO, ISEE, MATERNITA', PATRONATO

          Assegno Unico 2023: come richiederlo

          ASSEGNO UNICO 2023 CAF Udine

          Domande Frequenti Quali servizi offre il CAF Centro Fiscale? Dichiarazione redditi, ISEE, successioni, colf e badanti, consulenza fiscale, bonus e agevolazioni. Come prenoto un appuntamento? Telefonicamente al 0432 501768 oppure online sul nostro sito. Approfondimenti Servizi CAF Contatta il CAF

          Continua a leggere
          Ottobre 25, 2022/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/10/ASSEGNO-UNICO-2023-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2022-10-25 17:11:302026-02-25 05:27:55Assegno Unico 2023: come richiederlo
          PATRONATO, ANF - ASSEGNI NUCLEO FAMILIARI, BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA'

          Guida a tutti i Bonus maternità in fvg

          Bonus bebè -Bonus Nascita - Bonus Mamma Domani - ANF Assegni familiari

          Guida a tutti i Bonus maternità in fvg

          Abbiamo deciso di scrivere questo articolo per riassumere nella maniera più semplice e schematica come richiedere gli assegni familiari e tutti i bonus maternità e bonus nascita che si possono richiedere in FVG.

          1. BONUS NASCITA / BONUS MAMMA DOMANI

          I2. BONUS BEBE’

          3. BONUS 1200€/ANNO PER 1 ANNO

          4. ANF – ASSEGNI FAMILIARI

          BONUS MAMMA DOMANI

          Il bonus mamma domani è un contributo economico pari a 800€ per le donne che entrano nel 7° mese di gravidanza.

          Questo bonus verrà erogato in un’ unica soluzione, alla futura mamma, indipendentemente dal reddito.

          I requisiti per il Bonus Mamma Domani sono:

          • residenza in Italia
          • cittadinanza italiana o comunitaria
          • cittadine non comunitarie regolarmente residenti in Italia

          I documenti necessari per il Bonus Mamma Domani:

          • carta identità, codice fiscale e permesso di soggiorno;
          • certificato medico data presunta del parto,
          • codice iban

          La richiesta Bonus Mamma Domani viene fatta su appuntamento dal nostro CAF Centro Fiscale Udine

          BONUS BEBE’

          Il bonus bebè è un assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo. L’assegno è annuale ed è corrisposto ogni mese fino al compimento del primo anno di età.

          L’assegno è corrisposto mensilmente per un massimo di 12 mesi a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia. 

          I requisiti ISEE per richiedere il bonus bebè sono:

          • ISEE inferiore a 7.000 euro il bonus bebè è pari a 1.920 euro annui o 2.304 euro annui in caso di figlio successivo al primo
          • ISEE superiore a 7.000 euro annui, ma non superiore a 40.000 euro, il bonus bebè è pari a 1.440 euro annui o 1.728 euro annui in caso di figlio successivo al primo
          • ISEE superiore a 40.000 euro il bonus bebè è pari a 960 euro annui o 1.152 euro annui in caso di figlio successivo al primo

          La  domanda del bonus bebè deve essere presentata da un genitore che rispecchia i seguenti requisiti:

          • convivenza con il figlio
          • cittadinanza italiana
          • di uno Stato dell’Unione europea o permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o carta di soggiorno per familiare di cittadino dell’Unione europea

          I documenti necessari per il bonus bebè sono:

          • carta identità, codice fiscale e permesso di soggiorno;
          • certificato di nascita,
          • codice fiscale bambino;
          • codice iban

          La richiesta Bonus Bebè viene fatta su appuntamento dal nostro CAF Centro Fiscale Udine

          BONUS 1200€/ANNO PER 1 ANNO

          E’ un incentivo Regionale per le nascite e le adozioni di minori nati o adottati.

          Il bonus dei 1.200 euro annui per 1 anni e decorre dal mese di nascita o di adozione.

          Per poter richiedere il bonus dei 1200€ è necessario:

          • Essere in possesso della Carta famiglia ed ha avuto o adottato uno o più figli.
          • Il nucleo familiare deve essere in possesso di ISEE minorenni pari o inferiore a 30.000 euro
          • Sia il richiedente che il figlio devono essere residenti in Friuli Venezia Giulia al momento della presentazione della domanda.

          La domanda del bonus nascita deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita o dall’adozione al Comune di residenza o all’Ente gestore dei servizi sociale dei Comuni.

          La richiesta Bonus nascita 1200€ viene fatta su appuntamento dal nostro CAF Centro Fiscale Udine.

          ANF – ASSEGNI FAMILIARI

          L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS ai nuclei familiari di alcune categorie di lavoratori, dei titolari delle pensioni e delle prestazioni economiche previdenziali da lavoro dipendente e dei lavoratori assistiti dall’assicurazione contro la tubercolosi.

          Il riconoscimento e la determinazione dell’importo dell’assegno avvengono tenendo conto della tipologia del nucleo familiare, del numero dei componenti e del reddito complessivo del nucleo stesso. La prestazione è prevista in importi decrescenti per scaglioni crescenti di reddito e cessa in corrispondenza di soglie di esclusione diverse a seconda della tipologia familiare.

          Se i genitori non sono sposati bisogna compilare un’autorizzazione nella quale viene dichiarato che l‘altro genitore non percepisce gli assegni familiari.

          Documenti necessari domanda di Autorizzazione:

          • dichiarazione compilata e sottoscritta dal genitore non richiedente;
          • carta d’identità e codice fiscale di entrambi i genitori;
          • busta paga.

          Documenti necessari domanda ANF:

          • carta d’identità e codice fiscale del richiedente, dell’altro genitore (se coniugati ) e del bambino;
          • busta paga;
          • data matrimonio (se coniugati);
          • 730 2020 redditi 2019 o cud 2020 redditi 2019.

          La richiesta di assegni familiari vengono svolti su appuntamento scrivendoci su whatsapp al numero 3666018121 o compilando la richiesta di appuntamento direttamente dalla nostra home page.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti

          Quanto costa aprire una Partita IVA a Udine?

          L’apertura della Partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate e gratuita. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la procedura, la scelta del codice ATECO e del regime fiscale piu conveniente per la tua attivita.

          Quali documenti servono per aprire la Partita IVA?

          Per aprire la Partita IVA sono necessari: documento di identita, codice fiscale, e informazioni sull’attivita da svolgere. Il nostro CAF ti guida nella compilazione del modello AA9/12 per persone fisiche o AA7/10 per societa.

          Conviene il regime forfettario o ordinario?

          Il regime forfettario conviene se prevedi ricavi inferiori a 85.000 euro annui e non hai spese deducibili elevate. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione specifica per consigliarti la scelta migliore.

          Posso aprire Partita IVA online?

          Si, la Partita IVA si puo aprire online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, per evitare errori nella scelta del codice ATECO e del regime fiscale, consigliamo di affidarti a professionisti esperti.

          Approfondimenti

          • Partita IVA Forfettaria a Udine: Guida Completa
          • Regime Forfettario 2025: Tutte le Novita
          • Dichiarazione dei Redditi: Guida Completa
          • Contatta il CAF Centro Fiscale

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          Settembre 16, 2020/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/09/Bonus-Mamma-Domani.jpg 300 463 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2020-09-16 17:25:442026-05-31 17:08:07Guida a tutti i Bonus maternità in fvg

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