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Tag Archivio per: bonus mamme 2026

NOTIZIE

Bonus lavoratrici madri con tre figli 2026: domande INPS per l’esonero fino a 8.000 euro

Le lavoratrici dipendenti con tre o più figli possono accedere nel 2026 a un esonero contributivo fino a 8.000 euro annui. La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 e prorogata anche per il 2026, prevede uno sgravio totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice. Per beneficiarne è necessario presentare apposita domanda all’INPS.

Indice dei contenuti

  • Cos’è il bonus lavoratrici madri 2026
  • Chi ha diritto all’esonero
  • Quanto vale l’esonero contributivo
  • Come presentare domanda all’INPS
  • FAQ: domande frequenti

Cos’è il bonus lavoratrici madri 2026

Il bonus lavoratrici madri è un esonero contributivo riservato alle donne con tre o più figli che lavorano come dipendenti a tempo indeterminato. In termini pratici, significa che per un periodo determinato la lavoratrice non paga i contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dalla busta paga — con un risparmio che può arrivare fino a 8.000 euro all’anno.

La misura è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. n. 213/2023, art. 1, commi 180-182) in via sperimentale e confermata anche per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024). L’obiettivo è incentivare la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, riducendo il peso economico legato alla genitorialità numerosa.

Chi ha diritto all’esonero

Hanno diritto al bonus lavoratrici madri 2026 le donne che rispettano tutti i seguenti requisiti:

  • Tre o più figli: la lavoratrice deve avere almeno tre figli, con il più giovane che non ha ancora compiuto 18 anni.
  • Rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato: l’esonero si applica ai contratti a tempo indeterminato, sia nel settore privato sia nella pubblica amministrazione.
  • Non essere in congedo di maternità al momento in cui decorre il beneficio.
  • Reddito da lavoro dipendente: l’esonero si calcola sull’imponibile previdenziale della retribuzione mensile effettiva.

Sono escluse le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Per le lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata INPS è prevista una misura analoga ma separata, con modalità e importi distinti rispetto al presente esonero per dipendenti.

Quanto vale l’esonero contributivo

L’esonero è pari alla totalità dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, nel limite massimo di 8.000 euro annui. Questo tetto si riferisce alla somma complessiva dei contributi risparmiati nell’arco dell’anno solare.

In pratica, per una lavoratrice dipendente con una retribuzione mensile media, l’esonero può tradursi in un aumento netto in busta paga di diverse centinaia di euro al mese, poiché i contributi normalmente trattenuti vengono azzerati. La misura non incide sui contributi versati dal datore di lavoro, che restano invariati. Inoltre, la lavoratrice continua ad accumulare l’anzianità contributiva ai fini pensionistici, poiché la copertura previdenziale è garantita dallo Stato.

Come presentare domanda all’INPS

La domanda per il bonus lavoratrici madri 2026 va presentata all’INPS tramite il portale online (myINPS), oppure tramite un CAF o patronato abilitato. La procedura è la seguente:

  1. Accedi al portale INPS con SPID, CIE o CNS e cerca il servizio dedicato all’esonero contributivo per lavoratrici madri di tre o più figli.
  2. Compila il modulo con i dati anagrafici dei figli (codice fiscale, data di nascita) e le informazioni sul contratto di lavoro a tempo indeterminato.
  3. Invia la domanda in via telematica. Il sistema INPS provvederà a comunicare l’esito all’interessata e al datore di lavoro.
  4. Il datore di lavoro applica l’esonero in busta paga a partire dal periodo di paga successivo all’autorizzazione INPS, recuperando i contributi non dovuti tramite il flusso Uniemens.

Se hai già beneficiato dell’esonero negli anni precedenti, verifica sul portale INPS o con il tuo patronato se è necessario rinnovare la richiesta per il 2026 oppure se il beneficio prosegue in continuità in base alle istruzioni operative più recenti.

FAQ: domande frequenti

Il bonus vale anche per le lavoratrici con due figli?

Per il 2026 l’esonero riservato alle madri di tre o più figli prevede condizioni distinte rispetto a quello per le madri di due figli. Le lavoratrici con due figli hanno accesso a un esonero differente con importi e requisiti diversi. Si consiglia di verificare la propria situazione specifica contattando l’INPS o un patronato.

L’esonero incide sulla futura pensione?

No, l’esonero non penalizza la pensione futura. I contributi continuano a maturare a fini pensionistici grazie alla copertura garantita dallo Stato. La lavoratrice accumula anzianità contributiva come se i contributi fossero stati effettivamente versati.

Cosa succede se perdo il lavoro durante il periodo di esonero?

Il beneficio cessa nel momento in cui viene meno il rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato. In caso di cambio datore di lavoro, è opportuno comunicare la propria situazione al nuovo datore e verificare con l’INPS le modalità di continuazione del beneficio.

Vale anche per il contratto part-time?

Sì, il bonus lavoratrici madri è compatibile con il contratto part-time a tempo indeterminato. L’esonero si calcola proporzionalmente ai contributi effettivamente dovuti sulla retribuzione, sempre nel limite degli 8.000 euro annui.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 29, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2020/12/indennita-di-maternita-inps.jpg 630 1200 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-29 18:00:002026-08-29 08:13:54Bonus lavoratrici madri con tre figli 2026: domande INPS per l’esonero fino a 8.000 euro
BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno

Bonus mamma

Attenzione: nel 2026 esistono due misure diverse, entrambe indicate comunemente come “bonus mamme”, da non confondere. La prima è la decontribuzione IVS: uno sgravio sui contributi previdenziali riservato alle lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli (fino a 3.000 euro l’anno di risparmio in busta paga, misura in scadenza il 31 dicembre 2026). La seconda è il Nuovo Bonus mamme INPS: una somma di 60 euro al mese erogata direttamente dall’INPS alle lavoratrici, anche autonome e partite IVA, con almeno 2 figli e reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno.

Le due misure hanno requisiti, importi e modalità di richiesta diversi: la decontribuzione è automatica in busta paga e non richiede domanda, mentre il Nuovo Bonus mamme va richiesto direttamente all’INPS. In questo articolo trovi la guida a entrambe, cosi capisci subito a quale hai diritto.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona
  2. Chi ha diritto alla decontribuzione
  3. Importo della decontribuzione
  4. Differenze rispetto al 2025
  5. Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS
  6. Come fare domanda
  7. Le due misure si cumulano con altri bonus?
  8. Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

Cos’è la decontribuzione per le madri e come funziona

La decontribuzione (spesso chiamata anche “bonus mamme” in modo improprio) non è un pagamento diretto, ma uno sgravio contributivo: l’INPS non versa un assegno, ma riduce (fino ad azzerare) la quota dei contributi previdenziali che la lavoratrice paga ogni mese. In questo modo, la busta paga netta aumenta.

Lo sgravio si applica sui contributi a carico della lavoratrice per la parte destinata all’IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti), esclusa la maternità e altre voci minori.

Chi ha diritto alla decontribuzione

Nel 2026 ha diritto alla decontribuzione la lavoratrice che:

  • Ha almeno 3 figli, di cui il più piccolo di età inferiore a 18 anni
  • È lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (incluse le pubbliche dipendenti)

Sono escluse le lavoratrici con contratto a tempo determinato e le lavoratrici domestiche (colf e badanti). Sono escluse anche le lavoratrici autonome e le partite IVA: per loro non è previsto uno sgravio contributivo di questo tipo, ma possono eventualmente avere diritto al Nuovo Bonus mamme (la somma mensile descritta più avanti in questo articolo).

Importo della decontribuzione

Lo sgravio copre la totalità dei contributi IVS a carico della lavoratrice, fino a un massimale di 3.000 euro l’anno (circa 250 euro al mese):

RequisitoFiglio più giovaneSgravio
Almeno 3 figliFino a 18 anni100% contributi IVS lavoratrice, fino a 3.000 euro/anno

L’importo esatto risparmiato ogni mese dipende dallo stipendio individuale (100% dei contributi IVS a carico della lavoratrice), fino al tetto massimo di 3.000 euro l’anno. Non va confuso con il Nuovo Bonus mamme, che eroga invece un importo fisso di 60 euro al mese indipendentemente dallo stipendio.

Attenzione: lo sgravio non penalizza la pensione futura. I contributi “azzerati” a carico della lavoratrice vengono comunque accreditati sul conto pensionistico, finanziati dallo Stato.

Differenze rispetto al 2025

La decontribuzione per le madri con almeno 3 figli resta sostanzialmente invariata rispetto al 2025 nei requisiti (lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato, figlio più piccolo fino a 18 anni, tetto di 3.000 euro l’anno). La misura è confermata per il 2026 ma è attualmente in scadenza al 31 dicembre 2026. La vera novità del 2026 riguarda invece il Nuovo Bonus mamme, la somma mensile erogata dall’INPS descritta nella sezione seguente, estesa anche alle lavoratrici autonome.

Nuovo Bonus mamme: i 60 euro al mese INPS

Il Nuovo Bonus mamme è una misura diversa dalla decontribuzione: si tratta di una somma in denaro erogata direttamente dall’INPS, pari a 60 euro al mese, che si aggiunge allo stipendio senza passare dalla busta paga come sgravio contributivo.

Possono richiederlo le lavoratrici, anche autonome e partite IVA, che hanno:

  • Almeno 2 figli
  • Un reddito da lavoro entro 40.000 euro l’anno

A differenza della decontribuzione, il Nuovo Bonus mamme non è automatico: va richiesto direttamente all’INPS tramite l’apposito servizio online nell’area riservata del sito INPS, sezione “Nuovo Bonus mamme”. Le lavoratrici che rientrano già nella decontribuzione (almeno 3 figli, dipendenti a tempo indeterminato) devono verificare con l’INPS o con il proprio Patronato quale misura conviene richiedere, poiché in alcuni casi non sono cumulabili sullo stesso periodo.

Come fare domanda

Per la decontribuzione, le lavoratrici dipendenti con almeno 3 figli possono:

  1. Comunicare direttamente al datore di lavoro (o all’ufficio HR) che hanno i requisiti, con nome e codice fiscale dei figli
  2. Rivolgersi a un CAF o Patronato che assiste nella verifica dei requisiti

Per il Nuovo Bonus mamme (60 euro al mese, anche per autonome e partite IVA), invece, occorre presentare domanda direttamente sul sito INPS, area riservata, sezione “Nuovo Bonus mamme”, oppure rivolgersi a un CAF o Patronato per la compilazione.

Il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza gratuita nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda all’INPS, per entrambe le misure. Per l’Assegno Unico e altri bonus puoi sempre consultare le nostre guide su ISEE e bonus famiglia.

Le due misure si cumulano con altri bonus?

Sia la decontribuzione sia il Nuovo Bonus mamme sono cumulabili con:

  • Assegno Unico Universale (che spetta per i figli fino a 21 anni)
  • Bonus asilo nido INPS
  • Altre agevolazioni fiscali per famiglie con figli

La decontribuzione non è invece cumulabile con altri sgravi contributivi sullo stesso rapporto di lavoro (se la lavoratrice beneficia già di un’altra esenzione contributiva totale). Per sapere se conviene richiedere la decontribuzione o il Nuovo Bonus mamme nel tuo caso specifico, rivolgiti al Patronato del CAF Centro Fiscale.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Hai bisogno di assistenza? Vieni al CAF

Se vuoi sapere se hai diritto al bonus mamme 2026, o hai bisogno di assistenza per la comunicazione all’INPS, il Patronato del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta. Prenota un appuntamento: siamo a Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

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    CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640

    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 12:00:002026-08-07 08:04:36Bonus mamme INPS 2026: come funziona il nuovo bonus, requisiti e domanda entro il 30 giugno
    CAF

    Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il bonus mamme 2026 e l’esonero contributivo riconosciuto alle lavoratrici madri con almeno due figli. Introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato con ampliamenti nel 2025-2026, questa misura consente alle mamme lavoratrici di ricevere fino a 3.000 euro annui in piu in busta paga grazie all’azzeramento della quota contributiva a loro carico. Ecco come funziona, chi ne ha diritto e come ottenerlo.

    Questa guida fa parte del nostro approfondimento su tutti i bonus e agevolazioni per le famiglie nel 2026.

    Indice dei contenuti

    1. Come Funziona il Bonus Mamme
    2. Requisiti 2026
    3. Importo dell’Esonero
    4. Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome
    5. Compatibilita con Altre Misure
    6. Come Richiederlo
    7. Domande Frequenti
    8. Contatta il CAF Centro Fiscale

    Come Funziona il Bonus Mamme Lavoratrici

    Il bonus mamme lavoratrici non e un contributo economico diretto, ma un esonero dalla quota di contributi previdenziali a carico della lavoratrice. In pratica, i contributi IVS (Invalidita, Vecchiaia e Superstiti) che normalmente vengono trattenuti in busta paga – pari al 9,19% della retribuzione – vengono azzerati, con un tetto massimo di 250 euro al mese (3.000 euro annui).

    La lavoratrice riceve quindi uno stipendio netto piu alto, senza alcuna penalizzazione sulla pensione futura: i contributi figurativi vengono comunque accreditati dall’INPS.

    Requisiti per il Bonus Mamme 2026

    Per beneficiare dell’esonero contributivo nel 2026, le lavoratrici devono soddisfare queste condizioni:

    Lavoratrici dipendenti

    • Contratto a tempo indeterminato (sia nel settore privato che nel pubblico)
    • Almeno 2 figli, di cui il piu piccolo sotto i 10 anni
    • Escluso il lavoro domestico (colf e badanti)

    Versione rafforzata (triennio 2024-2026)

    • Lavoratrici con 3 o piu figli
    • Esonero valido fino al compimento dei 18 anni del figlio piu piccolo
    • Applicabile anche ai contratti a tempo determinato

    Importo dell’Esonero Contributivo

    L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice, con i seguenti limiti:

    • Massimo 250 euro al mese (3.000 euro annui)
    • Si applica sulla quota IVS del 9,19%
    • Per stipendi lordi fino a circa 2.720 euro al mese, l’esonero copre l’intera quota contributiva
    • Per stipendi superiori, il beneficio e comunque di 250 euro/mese

    Esempio pratico: una lavoratrice con retribuzione lorda di 2.000 euro/mese normalmente paga 183,80 euro di contributi (9,19%). Con il bonus mamme, questa cifra viene azzerata: un risparmio netto di circa 183 euro al mese, pari a circa 2.200 euro annui.

    Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome

    Dal 2025, il bonus mamme e stato esteso anche alle lavoratrici autonome, comprese le libere professioniste iscritte alla Gestione Separata INPS. Le condizioni sono:

    • Almeno 2 figli, di cui il piu piccolo sotto i 10 anni
    • Reddito annuo non superiore a 40.000 euro
    • L’esonero e pari al 100% dei contributi previdenziali dovuti, fino a un massimo di 3.000 euro annui

    A differenza delle dipendenti, le autonome devono presentare domanda all’INPS (non e automatico).

    Compatibilita con Altre Misure e Bonus

    Il bonus mamme e compatibile e cumulabile con:

    • Assegno Unico Universale
    • Bonus nido
    • Bonus bollette
    • Detrazioni fiscali per figli a carico (ove ancora applicabili)

    Non e invece cumulabile con l’esonero contributivo IVS ordinario previsto dalla Legge di Bilancio 2024 (il cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”). La lavoratrice beneficia del trattamento piu favorevole tra i due.

    Come Richiedere il Bonus Mamme 2026

    Le modalita di richiesta variano in base alla tipologia di lavoro:

    • Lavoratrici dipendenti: l’esonero e automatico. La lavoratrice deve comunicare al datore di lavoro i codici fiscali dei figli. Il datore applica l’esonero in busta paga e trasmette i dati all’INPS con il flusso UniEmens.
    • Lavoratrici autonome: devono presentare domanda all’INPS tramite il portale online, allegando la documentazione relativa ai figli e al reddito.

    Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2026

    Il bonus mamme riduce la pensione futura?

    No. I contributi esentati vengono comunque accreditati figurativamente dall’INPS. La lavoratrice non subisce alcuna penalizzazione sulla pensione.

    Spetta anche con contratto part-time?

    Si, il bonus si applica anche ai contratti part-time, con importo proporzionato alla retribuzione effettiva.

    Le mamme con un solo figlio possono beneficiarne?

    No, il requisito minimo e avere almeno 2 figli. Non esiste una versione per madri con un solo figlio.

    Contatta il CAF Centro Fiscale

    Hai dubbi sul bonus mamme 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e, per le lavoratrici autonome, a presentare la domanda INPS.

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      Giugno 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-20 09:00:002026-04-08 10:19:42Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo
      BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

      Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili

      Bonus mamma

      Bonus mamme casalinghe 2026: esiste davvero un bonus dedicato alle mamme che non lavorano? La risposta breve è no, il cosiddetto “bonus mamme” (l’esonero contributivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024) spetta esclusivamente alle lavoratrici dipendenti con almeno due figli. Tuttavia, le mamme casalinghe non restano a mani vuote: nel 2026 esistono almeno 7 agevolazioni concrete a cui possono accedere, dall’Assegno Unico Universale alla Carta Acquisti, dal Bonus Asilo Nido al Fondo Pensione Casalinghe INPS. In questa guida ti spieghiamo cosa spetta, quanto vale ogni agevolazione, quali sono i requisiti e come fare domanda.

      Indice dei contenuti

      1. Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?
      2. Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse
      3. Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026
      4. Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro
      5. Bonus Asilo Nido 2026
      6. Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi
      7. Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum
      8. Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza
      9. Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)
      10. Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum
      11. Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita
      12. Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto
      13. Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici
      14. Domande Frequenti (FAQ)

      Il Bonus Mamme Casalinghe Esiste Davvero?

      Cerchiamo di fare chiarezza su un tema che genera molta confusione. Quando si parla di bonus mamme casalinghe 2026, molte donne sperano in un contributo economico specifico per chi si dedica alla cura della famiglia senza un’occupazione retribuita. Purtroppo, un bonus con questo nome non esiste nella normativa italiana.

      Il cosiddetto “bonus mamme” di cui si parla spesso sui media e sui social network è in realtà l’esonero contributivo per le lavoratrici madri, una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) e confermata anche per il 2026. Si tratta di uno sconto sui contributi previdenziali trattenuti in busta paga, che si traduce in un aumento dello stipendio netto mensile.

      La parola chiave qui è “busta paga”: per beneficiarne serve avere un contratto di lavoro dipendente. Ed è proprio questo il punto che esclude automaticamente le casalinghe.

      Esonero Contributivo Mamme: Perché le Casalinghe Sono Escluse

      L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici funziona in modo semplice: lo Stato rinuncia a una parte dei contributi previdenziali che normalmente vengono trattenuti dallo stipendio della lavoratrice. Nel 2026, il beneficio vale fino a 3.000 euro annui (circa 250 euro al mese in più in busta paga) per le lavoratrici dipendenti con almeno 2 figli, di cui il più piccolo deve avere meno di 10 anni.

      Ecco perché le mamme casalinghe sono escluse:

      • Nessuna busta paga: l’esonero agisce sui contributi INPS trattenuti sullo stipendio. Senza stipendio, non ci sono contributi su cui applicare lo sconto
      • Nessun rapporto di lavoro dipendente: la misura è riservata esclusivamente ai contratti di lavoro subordinato (tempo determinato o indeterminato)
      • Esclusione anche per le autonome: inizialmente il bonus era limitato alle sole dipendenti, poi esteso parzialmente anche alle lavoratrici autonome, ma sempre con obbligo di versamento contributivo
      • Logica della misura: l’obiettivo del legislatore è incentivare le donne a restare nel mercato del lavoro dopo la maternità, non supportare chi ne è già fuori

      Questa esclusione ha suscitato molte critiche, perché di fatto penalizza proprio le donne che spesso svolgono un lavoro di cura non retribuito ma fondamentale per la società. Tuttavia, la buona notizia è che esistono altre misure a cui le mamme casalinghe possono accedere.

      Le 7 Agevolazioni per Mamme Casalinghe nel 2026

      Anche se il “bonus mamme” in senso stretto non spetta alle casalinghe, il sistema di welfare italiano prevede diverse agevolazioni economiche accessibili indipendentemente dalla condizione lavorativa. Alcune di queste sono universali (spettano a tutte le famiglie), altre sono legate all’ISEE del nucleo familiare. Vediamole una per una.

      Assegno Unico Universale: Spetta Anche Senza Lavoro

      L’Assegno Unico Universale (AUU) è la principale agevolazione per le famiglie con figli a carico ed è anche la più importante per le mamme casalinghe. La parola chiave è “universale”: spetta a tutti i nuclei familiari con figli fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili), indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori.

      Quanto vale nel 2026:

      • Da 57 a 199,40 euro al mese per figlio (importo variabile in base all’ISEE)
      • Con ISEE fino a 17.090,61 euro: importo massimo di 199,40 euro per figlio
      • Con ISEE sopra 45.574,96 euro (o senza ISEE): importo minimo di 57 euro per figlio
      • Maggiorazioni: per figli disabili, per famiglie numerose (dal terzo figlio in poi), per genitori entrambi lavoratori, per madri sotto i 21 anni

      Come fare domanda: la domanda si presenta tramite il portale INPS (sezione “Assegno Unico”), tramite il Contact Center INPS (803.164) oppure rivolgendosi a un patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. La domanda vale per l’intero anno e viene rinnovata automaticamente, ma è fondamentale aggiornare l’ISEE ogni anno per non perdere le maggiorazioni.

      Bonus Asilo Nido 2026

      Il Bonus Asilo Nido è un contributo per il pagamento della retta dell’asilo nido (pubblico o privato autorizzato) o per forme di supporto domiciliare per bambini con gravi patologie croniche. Anche questa agevolazione non richiede che la mamma lavori: basta che il bambino frequenti effettivamente un asilo nido.

      Importi nel 2026:

      • ISEE fino a 25.000 euro: fino a 3.600 euro annui (circa 327 euro al mese per 11 mensilità)
      • ISEE da 25.001 a 40.000 euro: fino a 2.500 euro annui
      • ISEE oltre 40.000 euro: fino a 1.500 euro annui

      Requisito importante: per ottenere l’importo massimo di 3.600 euro, nel nucleo familiare deve essere presente un altro figlio sotto i 10 anni. La domanda si presenta online su INPS allegando le ricevute di pagamento della retta.

      Carta Acquisti: 80 Euro Ogni Due Mesi

      La Carta Acquisti (detta anche Social Card) è una carta prepagata ricaricata dallo Stato con 80 euro ogni due mesi (480 euro all’anno). È pensata per le famiglie in difficoltà economica con bambini piccoli oppure per gli anziani over 65.

      Requisiti per le mamme casalinghe con figli sotto i 3 anni:

      • ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.052,75 euro
      • Avere un figlio di età inferiore a 3 anni
      • Essere cittadini italiani o comunitari (o titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo)
      • Essere residenti in Italia

      Come si usa: la carta funziona come un normale bancomat per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, e per pagare le bollette di luce e gas. La domanda si presenta presso gli uffici postali.

      Carta Dedicata a Te: 460 Euro Una Tantum

      La Carta Dedicata a Te è una misura introdotta nel 2023 e rinnovata anche per il 2025-2026. Si tratta di una carta prepagata del valore di 460 euro una tantum, destinata ai nuclei familiari in condizioni di difficoltà economica per l’acquisto di beni di prima necessità e carburante.

      Requisiti:

      • ISEE del nucleo familiare non superiore a 15.000 euro
      • Nucleo composto da almeno 3 persone
      • Nessun componente del nucleo deve percepire già Assegno di Inclusione, NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità o cassa integrazione
      • Residenza in Italia

      Importante: non serve fare domanda. I beneficiari vengono individuati automaticamente dall’INPS sulla base dell’ISEE e i Comuni comunicano gli aventi diritto. La carta si ritira presso gli uffici postali indicati dal proprio Comune di residenza. Però è fondamentale avere l’ISEE in corso di validità: senza ISEE aggiornato, non si viene selezionati.

      Reddito di Libertà per Donne Vittime di Violenza

      Il Reddito di Libertà è un contributo economico destinato alle donne vittime di violenza, seguite dai centri antiviolenza e dai servizi sociali territoriali. Non è specifico per le mamme casalinghe, ma molte donne in questa situazione si trovano proprio in condizione di non occupazione.

      Quanto vale: l’importo è stato aumentato nel 2026 e può arrivare fino a 500 euro mensili per massimo 12 mesi, per un totale di 6.000 euro. L’obiettivo è favorire l’autonomia abitativa e il reinserimento sociale e lavorativo.

      Come fare domanda: la richiesta va presentata ai servizi sociali del Comune di residenza, che verificano i requisiti in collaborazione con i centri antiviolenza. È necessario il parere favorevole del centro antiviolenza che segue la donna.

      Assegno di Inclusione (ex Reddito di Cittadinanza)

      L’Assegno di Inclusione (ADI) ha sostituito il Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024. È rivolto ai nuclei familiari che includono almeno un componente in condizione di svantaggio: minori, disabili, over 60 o persone in condizioni di svantaggio certificate.

      Una mamma casalinga con figli minori rientra potenzialmente tra i beneficiari, a condizione di rispettare i seguenti requisiti economici:

      • ISEE non superiore a 9.360 euro
      • Reddito familiare non superiore a 6.000 euro annui (moltiplicato per la scala di equivalenza)
      • Patrimonio immobiliare (esclusa prima casa fino a 150.000 euro) non superiore a 30.000 euro
      • Patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro (incrementato per ogni componente familiare)
      • Nessun componente deve possedere autoveicoli con cilindrata superiore a 1600 cc immatricolati nei 36 mesi precedenti

      Importo: fino a 500 euro mensili (630 euro per nuclei con tutti over 67 o disabili gravi), più un contributo affitto fino a 280 euro mensili. La domanda si presenta sul sito INPS, tramite patronato o presso i CAF.

      Bonus Nuovi Nati 2026: 1.000 Euro Una Tantum

      Il Bonus Nuovi Nati è una misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 che prevede un contributo di 1.000 euro una tantum per ogni figlio nato o adottato a partire dal 1° gennaio 2025. La buona notizia per le mamme casalinghe è che non è richiesta alcuna condizione lavorativa.

      Requisiti:

      • Figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2025 in poi
      • ISEE del nucleo familiare non superiore a 40.000 euro
      • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno di lungo periodo
      • Residenza in Italia

      Come fare domanda: la richiesta va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione, tramite il portale online INPS, il Contact Center o un patronato. L’importo di 1.000 euro viene erogato in un’unica soluzione e non concorre alla formazione del reddito.

      Fondo Pensione Casalinghe INPS: Iscrizione Gratuita

      Poche mamme casalinghe lo sanno, ma l’INPS gestisce un Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato “Fondo casalinghe”. L’iscrizione è completamente gratuita e aperta a uomini e donne tra i 16 e i 65 anni che svolgono attività di lavoro in famiglia senza retribuzione e senza essere coperti da altra forma di previdenza obbligatoria.

      Come funziona:

      • Iscrizione gratuita tramite il portale INPS o presso un patronato
      • Versamenti volontari con importo minimo di 25,82 euro al mese
      • I contributi versati sono deducibili fiscalmente nella dichiarazione dei redditi del coniuge
      • Diritto alla pensione di vecchiaia a 57 anni (con almeno 5 anni di contributi) se l’importo maturato è almeno pari all’assegno sociale
      • Diritto alla pensione di inabilità in caso di impossibilità permanente a svolgere qualsiasi lavoro

      Consiglio pratico: anche versare importi minimi (25-50 euro al mese) per diversi anni può garantire una piccola rendita pensionistica autonoma. È un modo per le mamme casalinghe di costruirsi una tutela previdenziale indipendente, particolarmente importante in caso di separazione o divorzio.

      Tabella Riepilogativa: Tutti i Bonus a Confronto

      Ecco un riepilogo di tutte le agevolazioni disponibili per le mamme casalinghe nel 2026, con importi, requisiti principali e canale per fare domanda:

      AgevolazioneImportoRequisito ISEECome fare domanda
      Assegno Unico Universale57-199,40 euro/mese per figlioUniversale (importo variabile con ISEE)INPS online, patronato
      Bonus Asilo NidoFino a 3.600 euro/annoFino a 25.000 euro per importo massimoINPS online con ricevute
      Carta Acquisti80 euro ogni 2 mesiFino a 8.052,75 euroUfficio postale
      Carta Dedicata a Te460 euro una tantumFino a 15.000 euroAutomatica (serve ISEE)
      Reddito di LibertàFino a 500 euro/mese x 12 mesiVittime di violenza certificateServizi sociali del Comune
      Assegno di InclusioneFino a 500 euro/mese + 280 affittoFino a 9.360 euroINPS online, patronato, CAF
      Bonus Nuovi Nati1.000 euro una tantumFino a 40.000 euroINPS entro 60 giorni dalla nascita
      Fondo Pensione CasalingheRendita pensionistica futuraNessun requisito ISEEINPS online, patronato

      Come Massimizzare i Benefici: Consigli Pratici

      Per una mamma casalinga è fondamentale adottare alcune strategie per ottenere il massimo dalle agevolazioni disponibili. Ecco i consigli più importanti:

      1. Presenta l’ISEE il prima possibile

      L’ISEE è la chiave per accedere alla maggior parte delle agevolazioni. Senza un ISEE in corso di validità, rischi di ricevere solo gli importi minimi (come nel caso dell’Assegno Unico) o di non essere selezionata per la Carta Dedicata a Te. Presentalo entro gennaio-febbraio di ogni anno per non perdere arretrati.

      2. Cumula più agevolazioni

      Molte di queste misure sono cumulabili tra loro. Ad esempio, una mamma casalinga con ISEE basso può ricevere contemporaneamente:

      • Assegno Unico per ogni figlio
      • Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido)
      • Carta Acquisti (se ISEE sotto 8.052 euro e figlio sotto i 3 anni)
      • Bonus Nuovi Nati (se ha avuto un figlio nel 2025-2026)

      Immagina il caso di Marta, mamma casalinga con un figlio di 2 anni e ISEE di 7.000 euro. Marta potrebbe ricevere: Assegno Unico (199 euro/mese) + Bonus Nido (300 euro/mese) + Carta Acquisti (40 euro/mese) = circa 539 euro al mese, più la Carta Dedicata a Te (460 euro una tantum). In un anno, parliamo di oltre 6.900 euro di agevolazioni.

      3. Non trascurare il Fondo Pensione

      Anche piccoli versamenti regolari al Fondo Pensione Casalinghe INPS possono fare la differenza nel lungo periodo. Se il coniuge lavora, i contributi versati sono deducibili dalla sua dichiarazione dei redditi (modello 730), quindi il costo effettivo è inferiore a quanto versato.

      4. Rivolgiti a un CAF o patronato

      Un CAF come il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a presentare l’ISEE, verificare a quali agevolazioni hai diritto, compilare le domande e seguire l’iter delle pratiche. Il servizio è spesso gratuito o a costo contenuto e ti evita errori che potrebbero ritardare o compromettere l’erogazione dei benefici.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti (FAQ)

      Il bonus mamme spetta alle casalinghe?

      No, il “bonus mamme” inteso come esonero contributivo non spetta alle casalinghe. È riservato alle lavoratrici dipendenti (e in parte alle autonome) con almeno 2 figli. Tuttavia, le mamme casalinghe possono accedere ad altre agevolazioni come l’Assegno Unico Universale, il Bonus Asilo Nido, la Carta Acquisti e il Bonus Nuovi Nati.

      Quali bonus spettano a una mamma che non lavora?

      Una mamma che non lavora può richiedere: l’Assegno Unico Universale (per ogni figlio fino a 21 anni), il Bonus Asilo Nido (se il figlio frequenta il nido), la Carta Acquisti (con ISEE sotto 8.052 euro), la Carta Dedicata a Te (con ISEE sotto 15.000 euro), l’Assegno di Inclusione (con ISEE sotto 9.360 euro) e il Bonus Nuovi Nati (1.000 euro per figli nati dal 2025).

      Come funziona il fondo pensione per casalinghe INPS?

      Il Fondo Pensione Casalinghe INPS è un fondo previdenziale con iscrizione gratuita riservato a chi svolge lavoro di cura non retribuito. Puoi versare contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Dopo almeno 5 anni di contributi, a 57 anni maturi il diritto alla pensione di vecchiaia (se l’importo è almeno pari all’assegno sociale). I contributi sono deducibili dal reddito del coniuge nel 730.

      Serve l’ISEE per ricevere l’Assegno Unico?

      L’Assegno Unico spetta a tutti, anche senza ISEE. Però senza ISEE ricevi solo l’importo minimo di 57 euro per figlio. Presentando l’ISEE, l’importo aumenta in base alla situazione economica del nucleo: con ISEE basso puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio al mese. Per questo motivo, presentare l’ISEE è sempre conveniente.

      La Carta Dedicata a Te si può cumulare con l’Assegno Unico?

      La Carta Dedicata a Te non è cumulabile con alcune prestazioni come l’Assegno di Inclusione o la NASpI. Tuttavia, è cumulabile con l’Assegno Unico Universale. Verifica i requisiti specifici del tuo nucleo familiare rivolgendoti al tuo Comune o a un patronato.

      Posso ricevere il Bonus Nuovi Nati anche se sono casalinga?

      Sì, il Bonus Nuovi Nati di 1.000 euro spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa della madre. L’unico requisito economico è avere un ISEE non superiore a 40.000 euro. La domanda va presentata all’INPS entro 60 giorni dalla nascita o dall’adozione del figlio.


      Hai bisogno di aiuto con ISEE, Assegno Unico o altre agevolazioni?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare a quali bonus hai diritto, a presentare l’ISEE e a compilare tutte le domande. Non lasciare soldi sul tavolo: molte mamme casalinghe non sanno di avere diritto a centinaia di euro al mese di agevolazioni.

      Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

      Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattata:

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        Aprile 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/bonus-mamma.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-27 08:00:002026-05-31 16:15:06Bonus Mamme Casalinghe 2026: Esiste Davvero? Tutte le Agevolazioni Disponibili
        BONUS NASCITA, BONUS BEBE', BONUS ASILO NIDO, MATERNITA', PATRONATO

        Bonus Mamme Lavoratrici 2026: Esonero Contributivo con 2 Figli, Requisiti e Come Richiederlo

        Bonus mamma

        Il bonus mamme lavoratrici 2025 2 figli è una delle agevolazioni più cercate dalle famiglie italiane. Si tratta dell’esonero contributivo per le mamme lavoratrici introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato anche per il 2025 e il 2026: un risparmio concreto fino a 3.000 euro all’anno (250 euro al mese) sulla busta paga delle madri dipendenti con almeno 2 figli. Se sei una mamma lavoratrice e vuoi sapere se hai diritto a questo bonus, quanto vale e come richiederlo, in questa guida trovi tutte le risposte aggiornate.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici
        2. Requisiti per il Bonus Mamme con 2 Figli
        3. Importo dell’Esonero Contributivo: Quanto si Risparmia
        4. Differenza tra Bonus 2 Figli e Bonus 3 o più Figli
        5. Chi Ha Diritto al Bonus Mamme Lavoratrici
        6. Chi è Escluso: Colf, Badanti e Lavoratrici Autonome
        7. Come Richiedere il Bonus Mamme Lavoratrici
        8. Compatibilità con Altri Bonus e Agevolazioni
        9. Esempi Pratici di Calcolo in Busta Paga
        10. Domande Frequenti (FAQ)

        Cos’è il Bonus Mamme Lavoratrici: l’Esonero Contributivo Spiegato Semplice

        Il cosiddetto bonus mamme lavoratrici è in realtà un esonero contributivo, cioè una riduzione dei contributi previdenziali che ogni lavoratrice dipendente versa normalmente all’INPS. In pratica, invece di pagare la quota di contributi a carico della lavoratrice (che di solito è pari al 9,19% dello stipendio lordo), lo Stato se ne fa carico al posto tuo, fino a un massimo di 3.000 euro all’anno.

        Questa misura è stata introdotta dall’articolo 1, commi 180-182 della Legge di Bilancio 2024 (Legge n. 213/2023) con l’obiettivo di sostenere la natalità e le famiglie con figli. La Legge di Bilancio 2025 ha confermato e ampliato il beneficio, estendendolo anche alle mamme con soli 2 figli, mentre in precedenza era riservato esclusivamente alle madri con 3 o più figli.

        Il risultato concreto? Uno stipendio netto più alto ogni mese, senza dover fare nulla di diverso rispetto al normale lavoro. L’esonero contributivo mamme rappresenta un aiuto reale per le famiglie, ed è completamente diverso dall’assegno unico universale o dagli altri bonus legati all’ISEE.

        Requisiti per il Bonus Mamme Lavoratrici 2025 2 Figli

        Per ottenere il bonus mamme lavoratrici con 2 figli, devi soddisfare tutti i seguenti requisiti contemporaneamente:

        • Essere lavoratrice dipendente con contratto a tempo indeterminato (settore privato o pubblico)
        • Avere almeno 2 figli, di cui il più piccolo non abbia ancora compiuto 10 anni
        • Non essere una lavoratrice domestica (colf, badanti e baby-sitter sono escluse)

        Attenzione a un dettaglio importante: il beneficio si applica fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 10 anni. Ad esempio, se hai due figli di 8 e 5 anni, l’esonero durerà fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo. Quando il bambino compie 10 anni, dal mese successivo l’esonero cessa automaticamente.

        Il requisito si basa sulla presenza di figli: non è necessario che i figli siano fiscalmente a carico. Conta il semplice fatto di essere madre di almeno 2 figli, indipendentemente dal reddito dei figli stessi.

        Importo dell’Esonero Contributivo: Quanto si Risparmia

        L’esonero contributivo per le mamme lavoratrici prevede un risparmio massimo di:

        • 3.000 euro all’anno (importo massimo annuo)
        • 250 euro al mese (importo massimo mensile)

        Come funziona il calcolo? L’esonero copre il 100% della quota di contributi IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti) a carico della lavoratrice, che normalmente è pari al 9,19% della retribuzione lorda. Se i contributi mensili a tuo carico superano i 250 euro, il risparmio massimo resta comunque di 250 euro al mese.

        Facciamo un esempio pratico: supponiamo che Maria abbia uno stipendio lordo di 2.000 euro al mese. I contributi a suo carico sarebbero normalmente 2.000 x 9,19% = 183,80 euro. Con l’esonero, Maria non paga quei 183,80 euro e li riceve direttamente in busta paga come stipendio netto in più. In un anno, Maria risparmia circa 2.205 euro.

        Per stipendi più alti, il risparmio può raggiungere il tetto massimo. Ad esempio, con un lordo mensile di 2.800 euro, i contributi sarebbero 257,32 euro, ma l’esonero copre fino a un massimo di 250 euro: il risparmio annuo sarà quindi di 3.000 euro (il massimo previsto).

        Differenza tra Bonus Mamme 2 Figli e Bonus Mamme 3 o Più Figli

        La normativa prevede due versioni dell’esonero contributivo mamme, con regole leggermente diverse:

        CaratteristicaBonus 2 FigliBonus 3+ Figli
        Numero figli2 figli3 o più figli
        Limite di etàFino ai 10 anni del minoreFino ai 18 anni del minore
        Importo massimo3.000 euro/anno3.000 euro/anno
        Contratto richiestoTempo indeterminatoTempo indeterminato
        Durata prevista2025-20262024-2026
        SettorePubblico e privatoPubblico e privato

        Come puoi vedere, la differenza principale sta nel limite di età del figlio più piccolo: con 2 figli l’esonero dura fino ai 10 anni del minore, mentre con 3 o più figli si estende fino ai 18 anni. L’importo massimo è identico in entrambi i casi.

        Un aspetto importante: se hai 2 figli e il più piccolo supera i 10 anni, perdi il diritto al bonus. Ma se nel frattempo nasce un terzo figlio, passi automaticamente alla versione “3 figli” con limite esteso a 18 anni.

        Chi Ha Diritto al Bonus Mamme Lavoratrici

        Il bonus mamme lavoratrici spetta a tutte le lavoratrici dipendenti con contratto a tempo indeterminato, sia nel settore privato che nel settore pubblico. Ecco nel dettaglio chi ne ha diritto:

        • Dipendenti del settore privato con contratto a tempo indeterminato
        • Dipendenti del settore pubblico (scuola, sanità, enti locali, ministeri, ecc.)
        • Lavoratrici in somministrazione con contratto a tempo indeterminato
        • Lavoratrici part-time a tempo indeterminato (l’esonero si calcola sui contributi effettivi)
        • Apprendiste con contratto di apprendistato (equiparato al tempo indeterminato)

        Non è richiesto un livello minimo di reddito né un ISEE specifico. Il bonus spetta a tutte le madri lavoratrici dipendenti che soddisfano i requisiti, indipendentemente dalla fascia di reddito.

        Chi è Escluso dal Bonus: Colf, Badanti e Lavoratrici Autonome

        Non tutte le mamme lavoratrici possono accedere all’esonero. Sono escluse dal bonus mamme lavoratrici:

        • Lavoratrici domestiche: colf, badanti e baby-sitter sono espressamente escluse dalla norma, anche se hanno contratto a tempo indeterminato
        • Lavoratrici autonome e libere professioniste: chi ha partita IVA (incluse le lavoratrici in regime forfettario) non può accedere al bonus
        • Lavoratrici con contratto a tempo determinato: il contratto deve essere a tempo indeterminato
        • Collaboratrici coordinate e continuative (co.co.co.)
        • Lavoratrici con contratti atipici (prestazioni occasionali, lavoro intermittente, ecc.)

        L’esclusione delle lavoratrici domestiche è stata molto dibattuta. Se sei una colf o badante e vuoi conoscere le alternative disponibili, leggi il nostro approfondimento su bonus mamme per colf e badanti: quali alternative esistono.

        Come Richiedere il Bonus Mamme Lavoratrici: Procedura Passo per Passo

        La buona notizia è che richiedere il bonus mamme lavoratrici è molto semplice. Non devi presentare domanda all’INPS: il bonus viene applicato direttamente dal tuo datore di lavoro. Ecco come fare:

        1. Comunica al datore di lavoro i codici fiscali dei figli

        Il primo passo è informare il tuo datore di lavoro (o l’ufficio paghe/consulente del lavoro) che hai diritto all’esonero. Dovrai comunicare i codici fiscali dei tuoi figli affinché il datore possa inserire il beneficio in busta paga.

        2. Il datore di lavoro applica l’esonero in busta paga

        Una volta ricevuti i dati, il datore di lavoro (tramite il consulente del lavoro o il software paghe) applica automaticamente l’esonero contributivo nella tua busta paga mensile. Vedrai la voce relativa all’esonero direttamente nel cedolino.

        3. L’INPS verifica i requisiti

        L’INPS effettua le verifiche necessarie sui dati comunicati. In caso di requisiti non soddisfatti, l’Istituto può procedere al recupero delle somme non dovute. Per questo è fondamentale comunicare dati corretti e aggiornati. Se hai ricevuto un esito negativo, puoi presentare riesame INPS entro 30 giorni.

        Compatibilità del Bonus Mamme con Altri Bonus e Agevolazioni

        Una delle domande più frequenti riguarda la cumulabilità del bonus mamme lavoratrici con le altre agevolazioni. Ecco la situazione aggiornata:

        • Assegno Unico Universale: SÌ, compatibile. Puoi ricevere sia l’esonero contributivo che l’assegno unico per i tuoi figli. Sono due misure diverse e cumulabili
        • Bonus Nido: SÌ, compatibile. Il bonus asilo nido è cumulabile con l’esonero mamme
        • Bonus Nuovi Nati: SÌ, compatibile. I 1.000 euro per i nuovi nati si sommano all’esonero
        • Detrazioni per figli a carico: SÌ, compatibili. Le detrazioni fiscali nel 730 restano applicabili
        • Esonero contributivo under 36: NO, non cumulabile. Se il datore di lavoro beneficia già dell’esonero per le assunzioni under 36, non si può applicare anche quello mamme sullo stesso rapporto di lavoro
        • Congedo di maternità: durante il congedo obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi

        In sintesi, l’esonero contributivo mamme si somma alla maggior parte delle prestazioni familiari. L’unica incompatibilità riguarda altri esoneri contributivi già applicati al contratto di lavoro.

        Esempi Pratici di Calcolo del Bonus Mamme in Busta Paga

        Per capire concretamente quanto risparmia una mamma lavoratrice, vediamo alcuni esempi pratici basati su diversi livelli di stipendio:

        Stipendio lordo mensileContributi normali (9,19%)Con esonero mammeRisparmio mensileRisparmio annuo
        1.400 euro128,66 euro0 euro128,66 euro1.543,92 euro
        1.800 euro165,42 euro0 euro165,42 euro1.985,04 euro
        2.200 euro202,18 euro0 euro202,18 euro2.426,16 euro
        2.800 euro257,32 euro7,32 euro250,00 euro3.000,00 euro
        3.500 euro321,65 euro71,65 euro250,00 euro3.000,00 euro

        Come puoi vedere, per stipendi fino a circa 2.720 euro lordi mensili, l’esonero copre l’intero importo dei contributi. Per stipendi superiori, il risparmio massimo si ferma a 250 euro al mese (3.000 euro annui).

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sul Bonus Mamme Lavoratrici 2 Figli (FAQ)

        Il bonus mamme lavoratrici vale anche nel 2026?

        Sì, l’esonero contributivo per le mamme lavoratrici è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2025 anche per il 2026. Le condizioni restano le stesse: fino a 3.000 euro annui di esonero per lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con almeno 2 figli.

        Devo presentare domanda all’INPS?

        No. Non è necessario presentare domanda all’INPS. Devi semplicemente comunicare i codici fiscali dei tuoi figli al datore di lavoro, che provvederà ad applicare l’esonero in busta paga. L’INPS verificherà i requisiti in automatico.

        Se ho un contratto part-time ho diritto al bonus?

        Sì, a condizione che il contratto sia a tempo indeterminato. L’importo dell’esonero sarà proporzionato ai contributi effettivamente versati, che dipendono dallo stipendio (più basso per il part-time). Il tetto massimo resta 250 euro/mese.

        Il bonus mamme influisce sulla pensione futura?

        No. L’esonero è a carico dello Stato, che versa i contributi al posto tuo. La tua posizione contributiva INPS resta invariata: i contributi risultano comunque versati ai fini del calcolo della pensione. Non perdi nulla in termini di anzianità contributiva.

        Cosa succede se il mio figlio compie 10 anni durante l’anno?

        L’esonero cessa dal mese successivo al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo (nel caso di 2 figli). Ad esempio, se tuo figlio compie 10 anni il 15 marzo, l’esonero si applica fino a marzo compreso e cessa da aprile.

        Se sono in maternità, perdo il bonus?

        No. Durante il congedo di maternità obbligatorio l’esonero continua ad applicarsi normalmente. Anche durante il congedo parentale facoltativo, se retribuito, l’esonero resta attivo.

        Hai Bisogno di Aiuto con il Bonus Mamme?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti per il bonus mamme lavoratrici e a comunicare correttamente i dati al tuo datore di lavoro. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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          Indice dei contenuti

          1. Requisito Figli: Quanti ne Servono
          2. Requisito Lavorativo: Chi Può Accedere
          3. Limite Reddito 40.000 Euro: Come Calcolarlo
          4. Casi Particolari e Situazioni Speciali
          5. Domande Frequenti sui Requisiti

          Vuoi sapere se hai diritto al Bonus Mamme 2026? In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutti i requisiti necessari per accedere al contributo di 720 euro annui: dal limite di reddito di 40.000 euro al numero di figli richiesto, fino ai casi particolari come figli adottivi e affidati.

          Per una panoramica completa sulla misura, consulta la nostra Guida Completa al Bonus Mamme 2026.

          Requisito Figli: Quanti ne Servono

          Il primo requisito fondamentale è avere almeno 2 figli a carico. Vediamo nel dettaglio:

          Chi Conta come Figlio

          • Figli naturali (biologici)
          • Figli adottivi con adozione perfezionata
          • Figli in affidamento preadottivo
          • Figli del coniuge se conviventi e a carico

          Limite di Età del Figlio Più Piccolo

          • Con 2 figli: bonus fino al 10° compleanno del figlio più piccolo
          • Con 3+ figli: bonus fino al 18° compleanno del figlio più piccolo

          Esempio: Maria ha due figli di 8 e 12 anni. Potrà ricevere il bonus per altri 2 anni, fino a quando il più piccolo compirà 10 anni.

          Requisito Lavorativo: Chi Può Accedere

          La madre deve essere attivamente occupata come:

          • Dipendente privata (tempo determinato o indeterminato, full-time o part-time)
          • Dipendente pubblica (qualsiasi comparto)
          • Lavoratrice autonoma iscritta a gestione INPS o cassa professionale
          • Collaboratrice coordinata e continuativa

          Chi è Escluso

          • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter)
          • Disoccupate senza contratto attivo
          • Pensionate
          • Mamme con 3+ figli e contratto indeterminato (loro hanno l’esonero contributivo)

          Limite Reddito 40.000 Euro: Come Calcolarlo

          Il reddito da lavoro non deve superare i 40.000 euro lordi annui. Attenzione: si considera solo il reddito della madre, non quello familiare.

          Per Lavoratrici Dipendenti

          Guarda la tua Certificazione Unica (CU) al punto 1 “Redditi da lavoro dipendente”. Se hai più rapporti di lavoro, somma tutti i redditi da dipendente.

          Calcolo rapido: Stipendio lordo mensile x numero mensilità = reddito annuo

          Esempio: 2.500 euro lordi x 14 mensilità = 35.000 euro. Rientri nel limite!

          Per Lavoratrici Autonome

          Si considera il reddito netto da attività autonoma (fatturato meno costi deducibili). Puoi trovarlo nella tua dichiarazione dei redditi o chiedere al commercialista.

          Cosa NON Conta nel Calcolo

          • Reddito del marito/compagno
          • Affitti percepiti
          • Rendite finanziarie
          • Assegno Unico ricevuto
          • TFR e liquidazioni

          Casi Particolari e Situazioni Speciali

          Madri in Maternità

          Il bonus spetta anche durante il congedo di maternità obbligatorio, perché si tratta comunque di un periodo coperto da contribuzione. Non spetta invece durante l’aspettativa non retribuita.

          Part-Time e Lavoro Intermittente

          Il bonus è calcolato sui mesi effettivamente lavorati. Con un part-time verticale (es. 6 mesi l’anno), riceverai il bonus proporzionato: 60 euro x 6 mesi = 360 euro.

          Cambio Lavoro Durante l’Anno

          Se cambi datore di lavoro, il bonus continua senza interruzioni purché non ci siano periodi di disoccupazione. Se rimani disoccupata per alcuni mesi, quei mesi non saranno conteggiati.

          Domande Frequenti sui Requisiti

          Domande Frequenti sui Requisiti Bonus Mamme 2026

          Quanti figli servono per il Bonus Mamme 2026?

          Servono almeno 2 figli a carico. Contano figli naturali, adottivi e in affidamento preadottivo. Il figlio piu piccolo deve avere meno di 10 anni (18 anni se i figli sono 3 o piu).

          Il reddito del marito conta per il limite di 40.000 euro?

          No, il limite di 40.000 euro si riferisce solo al reddito da lavoro della madre. Il reddito del coniuge o compagno non viene considerato nel calcolo.

          Posso avere il bonus se lavoro part-time?

          Si, il bonus spetta anche con contratto part-time. L’importo sara proporzionato ai mesi effettivamente lavorati: 60 euro per ogni mese di lavoro.

          Le colf e badanti hanno diritto al Bonus Mamme?

          No, le lavoratrici domestiche sono escluse dal Bonus Mamme 2026. Questa categoria non rientra tra i beneficiari previsti dalla normativa.

          I figli adottivi contano per il Bonus Mamme?

          Si, i figli adottivi contano esattamente come i figli naturali, purche l’adozione sia perfezionata. Contano anche i figli in affidamento preadottivo.

          Fino a quando posso ricevere il Bonus Mamme con 2 figli?

          Con 2 figli, il bonus spetta fino al 10 compleanno del figlio piu piccolo. Se hai 3 o piu figli, il limite sale a 18 anni del figlio piu piccolo.

          Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?

          Se superi i 40.000 euro lordi annui di reddito da lavoro, perdi il diritto al Bonus Mamme per quell’anno. Il limite vale solo per il reddito della madre, non per quello familiare.

          Il Bonus Mamme spetta durante il congedo di maternita?

          Si, il bonus spetta anche durante il congedo di maternita obbligatorio, perche si tratta di un periodo coperto da contribuzione. Non spetta durante aspettativa non retribuita.

          Posso avere sia il Bonus Mamme che l’esonero contributivo?

          No, le due misure sono alternative. Se hai 3 o piu figli e contratto a tempo indeterminato, hai diritto all’esonero contributivo totale, non al Bonus Mamme.

          Come verifico se rientro nel limite di reddito?

          Per lavoratrici dipendenti, guarda la Certificazione Unica (CU) punto 1. Per autonome, controlla la dichiarazione dei redditi. Il CAF puo aiutarti gratuitamente nella verifica.

          Verifica i Tuoi Requisiti con il CAF

          Non sei sicura di avere tutti i requisiti? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare gratuitamente se hai diritto al Bonus Mamme 2026.

          I nostri servizi:

          • Verifica requisiti reddituali (limite 40.000 euro)
          • Controllo situazione contributiva
          • Assistenza presentazione domanda
          • Calcolo importo spettante

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            Bonus Mamme 2026: Guida Completa da 720 Euro per Lavoratrici con Figli

            Maternità INPS CAF Udine

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Bonus Mamme 2026
            2. Novità 2026: da 480 a 720 Euro
            3. Chi Ha Diritto al Bonus Mamme
            4. Limite Reddito 40.000 Euro
            5. Come Richiedere il Bonus
            6. Scadenze e Tempistiche
            7. Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome
            8. Differenza con Esonero Contributivo
            9. Compatibilità con Altri Bonus
            10. FAQ sul Bonus Mamme 2026

            Il Bonus Mamme 2026 rappresenta una delle misure più importanti a sostegno delle lavoratrici con figli introdotte dalla Legge di Bilancio. Quest’anno l’importo aumenta del 50%, passando da 480 a 720 euro annui, e viene esteso anche alle lavoratrici autonome. In questa guida completa scoprirai tutti i requisiti, come fare domanda e le scadenze da rispettare.

            Se sei una mamma lavoratrice con almeno due figli e il tuo reddito non supera i 40.000 euro annui, potresti avere diritto a questo importante contributo economico. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo nella richiesta, assicurandoti di non perdere questa opportunità.

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            Cos’è il Bonus Mamme 2026

            Il Bonus Mamme 2026 è un contributo economico mensile destinato alle lavoratrici madri con almeno due figli a carico. Introdotto inizialmente con la Legge di Bilancio 2024 e successivamente potenziato, questo bonus mira a sostenere le donne nel conciliare lavoro e famiglia.

            A differenza di altri bonus legati all’ISEE, il Bonus Mamme si basa esclusivamente sul reddito da lavoro della madre, semplificando notevolmente i requisiti di accesso. Il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile e non viene considerato ai fini ISEE, rendendolo particolarmente vantaggioso.

            Caratteristiche principali del Bonus Mamme 2026:

            • Importo: 60 euro al mese, fino a 720 euro annui
            • Beneficiarie: lavoratrici dipendenti e autonome con 2+ figli
            • Limite reddito: massimo 40.000 euro annui da lavoro
            • Durata: fino al 10° compleanno del figlio più piccolo (18° con 3+ figli)
            • Erogazione: in un’unica soluzione a dicembre 2026
            • Tassazione: esente IRPEF e non rilevante ISEE

            Novità 2026: da 480 a 720 Euro

            La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il Bonus Mamme, potenziando significativamente la misura rispetto al 2025:

            Aumento dell’Importo del 50%

            L’importo mensile passa da 40 euro a 60 euro, con un incremento del 50%. Su base annua, questo significa passare da 480 euro a 720 euro per le lavoratrici che lavorano tutti i 12 mesi.

            Confronto importi 2025 vs 2026:

            • 2025: 40 euro/mese = 480 euro/anno
            • 2026: 60 euro/mese = 720 euro/anno
            • Differenza: +240 euro annui (+50%)

            Estensione alle Lavoratrici Autonome

            Una delle novità più rilevanti del 2026 è l’estensione del bonus alle lavoratrici autonome. Possono ora accedere alla misura:

            • Libere professioniste iscritte alle casse previdenziali
            • Artigiane e commercianti iscritte alla Gestione INPS
            • Lavoratrici agricole autonome
            • Collaboratrici coordinate e continuative

            Attenzione: Sono escluse le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS, e le lavoratrici domestiche (colf, badanti).

            Chi Ha Diritto al Bonus Mamme

            Per accedere al Bonus Mamme 2026 è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:

            1. Requisito Figli

            La lavoratrice deve avere almeno 2 figli a carico. Sono considerati:

            • Figli naturali
            • Figli adottivi
            • Figli in affidamento preadottivo

            Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (o meno di 18 anni se i figli sono 3 o più).

            2. Requisito Lavorativo

            La madre deve essere lavoratrice in una delle seguenti categorie:

            • Dipendente privata (a tempo determinato o indeterminato)
            • Dipendente pubblica
            • Lavoratrice autonoma iscritta a gestione INPS o cassa professionale

            Escluse dal Bonus Mamme:

            • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter)
            • Lavoratrici con 3+ figli e contratto a tempo indeterminato (hanno diritto all’esonero contributivo, misura alternativa più vantaggiosa)
            • Disoccupate o inoccupate

            3. Requisito Reddito

            Il reddito annuo da lavoro non deve superare i 40.000 euro. Questo limite si riferisce esclusivamente ai redditi da lavoro dipendente o autonomo, non al reddito familiare complessivo.

            Limite Reddito 40.000 Euro: Come si Calcola

            Il limite di 40.000 euro è uno dei requisiti fondamentali per accedere al Bonus Mamme 2026. Ecco come verificare se rientri nella soglia:

            Per Lavoratrici Dipendenti

            Il reddito da considerare è il reddito lordo annuo da lavoro dipendente, che trovi:

            • Nella Certificazione Unica (CU) al punto 1 “Redditi di lavoro dipendente”
            • Nelle buste paga: somma delle retribuzioni lorde mensili

            Esempio pratico: Se guadagni 2.800 euro lordi al mese per 13 mensilità, il tuo reddito annuo è 36.400 euro. Rientri nel limite e puoi richiedere il bonus.

            Per Lavoratrici Autonome

            Il reddito da considerare è il reddito netto da lavoro autonomo:

            • Per le professioniste con cassa: reddito professionale dichiarato alla cassa
            • Per le iscritte alla Gestione Separata INPS: reddito da collaborazione/autonomo
            • Per artigiane e commercianti: reddito d’impresa

            Cosa NON rientra nel calcolo:

            • Redditi del coniuge o partner
            • Redditi da locazione (affitti)
            • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
            • Assegno Unico e altri bonus familiari
            • TFR e altre indennità una tantum

            Come Richiedere il Bonus Mamme 2026

            La domanda per il Bonus Mamme 2026 deve essere presentata telematicamente all’INPS. Il modo più semplice e sicuro è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine:

            • Verifica preventiva di tutti i requisiti
            • Assistenza nella compilazione della domanda
            • Controllo documentazione per evitare errori
            • Monitoraggio dello stato della pratica
            • Servizio gratuito per il cittadino

            Documenti Necessari

            Per presentare la domanda, prepara:

            • Documento d’identità in corso di validità
            • Codice fiscale tuo e dei figli
            • Certificazione Unica (CU) o dichiarazione dei redditi
            • Dati del datore di lavoro (per dipendenti)
            • IBAN per l’accredito del bonus

            Scadenze e Tempistiche

            Ecco le date importanti da segnare per il Bonus Mamme 2026:

            Quando Presentare Domanda

            • Dal 1° gennaio 2026: apertura domande per il bonus 2026
            • Entro il 31 gennaio 2026: termine per richiedere il bonus 2025 residuo
            • Entro dicembre 2026: termine consigliato per ricevere il pagamento a fine anno

            Quando Arriva il Pagamento

            Il Bonus Mamme viene erogato in un’unica soluzione:

            • Dicembre 2026: pagamento del bonus annuale (fino a 720 euro)
            • L’importo dipende dai mesi effettivamente lavorati nell’anno
            • Esempio: se hai lavorato 10 mesi, riceverai 60 x 10 = 600 euro

            Per chi ha fatto domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025: il pagamento arriverà a febbraio 2026 con l’importo 2025 (40 euro/mese, max 480 euro).

            Bonus Mamme per Lavoratrici Autonome

            Una delle grandi novità del 2026 è l’estensione del Bonus Mamme alle lavoratrici autonome. Ecco chi può accedere:

            Chi Può Richiedere il Bonus

            • Libere professioniste iscritte a casse previdenziali (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.)
            • Artigiane iscritte alla Gestione Artigiani INPS
            • Commercianti iscritte alla Gestione Commercianti INPS
            • Lavoratrici agricole autonome (coltivatori diretti, IAP)
            • Iscritte alla Gestione Separata INPS

            Requisiti Specifici per Autonome

            • Reddito netto da lavoro autonomo inferiore a 40.000 euro
            • Regolarità contributiva presso la propria gestione previdenziale
            • Almeno 2 figli a carico (stesso requisito delle dipendenti)

            Escluse tra le Autonome

            Non possono accedere al Bonus Mamme:

            • Lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi (contributo minimo o flat)
            • Coadiuvanti familiari non iscritte autonomamente
            • Chi ha irregolarità contributive non sanate

            Se hai una partita IVA e vuoi verificare se puoi accedere al bonus, consulta la nostra guida sul Regime Forfettario 2026 o contatta il CAF Centro Fiscale.

            Differenza con Esonero Contributivo

            Spesso si fa confusione tra Bonus Mamme ed Esonero Contributivo. Sono due misure diverse, non cumulabili tra loro:

            Tabella Comparativa

            Bonus Mamme 2026:

            • Beneficiarie: mamme con 2+ figli
            • Contratto: qualsiasi (determinato, indeterminato, autonomo)
            • Importo: 720 euro/anno massimo
            • Limite reddito: 40.000 euro
            • Erogazione: bonifico diretto a dicembre

            Esonero Contributivo IVS:

            • Beneficiarie: mamme con 3+ figli
            • Contratto: solo tempo indeterminato
            • Importo: esonero 100% contributi IVS (risparmio maggiore, circa 2.000-3.000 euro/anno)
            • Limite reddito: nessun limite
            • Erogazione: direttamente in busta paga ogni mese

            Quale Scegliere?

            Se hai 3 o più figli e un contratto a tempo indeterminato, l’esonero contributivo è più vantaggioso del Bonus Mamme. In questo caso, non puoi cumulare le due misure: devi scegliere l’esonero.

            Se hai 2 figli, oppure hai 3+ figli ma un contratto a termine o sei autonoma, puoi accedere solo al Bonus Mamme.

            Compatibilità con Altri Bonus

            Il Bonus Mamme 2026 è compatibile e cumulabile con la maggior parte delle altre prestazioni familiari:

            Si Cumula Con:

            • Assegno Unico Universale (AUU) per i figli a carico
            • Bonus Asilo Nido (fino a 3.600 euro/anno)
            • Carta Dedicata a Te (500 euro per acquisti alimentari)
            • Detrazioni fiscali per figli a carico
            • Bonus bollette (se si rispettano i requisiti ISEE)
            • NASPI in caso di perdita del lavoro

            Non Si Cumula Con:

            • Esonero contributivo IVS per mamme con 3+ figli (misura alternativa)

            Non Influisce su ISEE

            Il Bonus Mamme non viene considerato nel calcolo dell’ISEE. Questo significa che riceverlo non compromette l’accesso ad altre prestazioni legate all’ISEE 2026.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Bonus Mamme 2026

            Quanto vale il Bonus Mamme 2026?

            Il Bonus Mamme 2026 vale 60 euro al mese, per un massimo di 720 euro annui se la madre lavora tutti i 12 mesi dell’anno. L’importo è aumentato rispetto al 2025, quando era di 40 euro mensili (480 euro annui).

            Chi ha diritto al Bonus Mamme 2026?

            Hanno diritto al bonus le lavoratrici dipendenti o autonome con almeno 2 figli a carico, il cui reddito da lavoro non supera i 40.000 euro annui. Il figlio più piccolo deve avere meno di 10 anni (18 anni con 3+ figli).

            Le lavoratrici autonome possono richiedere il Bonus Mamme?

            Sì, dal 2026 il Bonus Mamme è esteso anche alle lavoratrici autonome: libere professioniste, artigiane, commercianti e iscritte alla Gestione Separata INPS. Sono escluse solo le lavoratrici con regime forfettario che non versano contributi INPS.

            Come si richiede il Bonus Mamme?

            Il modo più semplice e sicuro è rivolgersi al CAF Centro Fiscale di Udine, che offre assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda INPS, evitando errori e garantendo il monitoraggio della pratica.

            Quando viene pagato il Bonus Mamme 2026?

            Il Bonus Mamme viene erogato in un’unica soluzione a dicembre 2026. L’importo dipende dai mesi effettivamente lavorati nell’anno. Chi presenta domanda entro il 31 gennaio 2026 per il bonus 2025 riceverà il pagamento a febbraio 2026.

            Il Bonus Mamme si cumula con l’Assegno Unico?

            Sì, il Bonus Mamme è perfettamente compatibile con l’Assegno Unico Universale. Le due prestazioni si cumulano senza problemi. Il bonus inoltre non incide sul calcolo ISEE.

            Qual è il limite di reddito per il Bonus Mamme 2026?

            Il limite è di 40.000 euro di reddito annuo da lavoro (dipendente o autonomo). Non si considera il reddito del coniuge o altri redditi familiari. Si guarda solo il reddito da lavoro della madre.

            Le lavoratrici domestiche possono richiedere il Bonus Mamme?

            No, le lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter) sono escluse dal Bonus Mamme 2026. Questa categoria non rientra tra i beneficiari previsti dalla normativa.

            Richiedi Assistenza per il Bonus Mamme 2026

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare i requisiti e presentare la domanda per il Bonus Mamme 2026. Offriamo assistenza completa per:

            • Verifica preventiva dei requisiti (reddito, figli a carico, tipologia contrattuale)
            • Compilazione e invio domanda INPS in via telematica
            • Controllo documentazione per evitare errori e rigetti
            • Monitoraggio stato della pratica fino all’erogazione

            Non aspettare, contattaci oggi!

            Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

            Approfondimenti sul Bonus Mamme 2026

            Scopri tutti i dettagli nelle nostre guide dedicate:

            • Requisiti Bonus Mamme 2026 – Limite reddito 40.000 euro e figli a carico
            • Domanda INPS Bonus Mamme – Guida completa alla richiesta
            • Bonus Mamme per Autonome e P.IVA – Requisiti specifici per lavoratrici autonome
            • Esonero Contributivo Mamme – Come funziona e quanto si risparmia
            • Compatibilità con Altri Bonus – Quali bonus puoi cumulare

            CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

            Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

            Gennaio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/maternita.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-03 08:30:002026-05-31 10:11:08Bonus Mamme 2026: Guida Completa da 720 Euro per Lavoratrici con Figli
            Pagina 1 di 212

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