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Tag Archivio per: apertura partita iva 2026

Architetti e Ingegneri

Aprire Studio di Architettura o Ingegneria 2026: Guida Completa

regime forfettario partita iva

Vuoi aprire il tuo studio di architettura o studio di ingegneria? Ti chiedi quali sono i requisiti, i costi di avvio, gli adempimenti burocratici e come organizzare il tuo spazio di lavoro?

Aprire uno studio professionale richiede una pianificazione accurata: dall’iscrizione all’Albo all’apertura della partita IVA, dalla scelta della sede all’assicurazione professionale obbligatoria. In questa guida completa vedremo tutti i passaggi per aprire uno studio di architettura o ingegneria nel 2026, con i costi stimati e i consigli pratici per partire nel modo giusto.

Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire uno Studio
  2. Iter Burocratico Passo Passo
  3. Costi di Avvio
  4. Scelta della Sede
  5. Assicurazione RC Professionale
  6. Attrezzature e Software
  7. Studio Singolo, Associato o STP
  8. Adempimenti Annuali
  9. Domande Frequenti

Requisiti per Aprire uno Studio di Architettura o Ingegneria

Prima di aprire uno studio professionale, devi possedere specifici requisiti professionali.

Requisiti Obbligatori

RequisitoArchitettoIngegnere
Titolo di studioLaurea in ArchitetturaLaurea in Ingegneria
Esame di StatoAbilitazione professionaleAbilitazione professionale
Iscrizione AlboOrdine Architetti PPCOrdine degli Ingegneri
Partita IVAObbligatoriaObbligatoria
InarcassaIscrizione obbligatoriaIscrizione obbligatoria
Assicurazione RCObbligatoriaObbligatoria
PECObbligatoriaObbligatoria

Sezioni dell’Albo

  • Sezione A: Laureati magistrali/specialistici – abilitati a tutte le attività
  • Sezione B: Laureati triennali (Junior) – attività con limitazioni

Obbligo di Formazione Continua

Gli iscritti agli Albi sono tenuti alla formazione professionale continua (CFP – Crediti Formativi Professionali). Per architetti: 60 CFP nel triennio. Per ingegneri: 30 CFP all’anno.


Iter Burocratico Passo Passo

Ecco i passaggi per aprire il tuo studio di architettura o ingegneria.

Step 1: Iscrizione all’Albo Professionale

  • Cosa fare: Presentare domanda all’Ordine provinciale
  • Documenti: Laurea, certificato abilitazione, documento identità, marca da bollo
  • Costo: 200-400 euro (tassa iscrizione + quota annuale)
  • Tempistiche: 15-30 giorni

Step 2: Apertura Partita IVA

  • Cosa fare: Presentare modello AA9/12 all’Agenzia Entrate
  • Modalità: Online (Fisconline), tramite commercialista, o sportello
  • Codice ATECO: 71.11.00 (architetti) o 71.12.10 (ingegneri)
  • Regime fiscale: Forfettario (consigliato) o Ordinario
  • Costo: Gratuito (o 50-100 euro se tramite commercialista)

Step 3: Iscrizione a Inarcassa

  • Cosa fare: Iscriversi tramite portale Inarcassa On Line
  • Quando: Entro 30 giorni dall’inizio attività
  • Documenti: Dati P.IVA, iscrizione Albo, IBAN
  • Contributi minimi: ~3.700 euro/anno (o ~2.300 under 35)

Step 4: Attivazione PEC

  • Provider: Aruba, Legalmail, Register, Poste Italiane
  • Costo: 10-30 euro/anno
  • Comunicazione: Comunicare all’Ordine e all’Agenzia Entrate

Step 5: Assicurazione RC Professionale

  • Obbligo: DPR 137/2012 – obbligatoria per tutti
  • Massimale consigliato: 500.000 – 1.000.000 euro
  • Costo: 300-800 euro/anno

Tempistica Totale: L’intero iter burocratico richiede circa 1-2 mesi dalla decisione all’operatività completa.


Costi di Avvio dello Studio

Ecco una stima dei costi iniziali per aprire uno studio di architettura o ingegneria.

Costi Burocratici

VoceCosto
Iscrizione Albo professionale200-400 euro
Apertura Partita IVA (con commercialista)0-100 euro
Attivazione PEC10-30 euro
Firma digitale30-80 euro
Subtotale burocratico240-610 euro

Costi Fissi Annuali

VoceCosto Annuo
Quota annuale Ordine150-250 euro
Contributi minimi Inarcassa3.700 euro (~2.300 under 35)
Assicurazione RC professionale300-800 euro
PEC (rinnovo annuale)10-30 euro
Commercialista (forfettario)500-1.000 euro
Totale costi fissi annuali4.660-5.880 euro

Costi per la Sede

TipologiaCosto MensileNote
Home office0 euroNessun costo aggiuntivo
Coworking150-400 euroScrivania + servizi
Ufficio piccolo400-800 euro20-40 mq
Studio strutturato800-1.500+ euro50+ mq, sala riunioni

Costi Attrezzature

VoceCosto
Computer/Workstation1.000-3.000 euro
Monitor professionale300-800 euro
Software CAD (licenza annuale)500-2.500 euro
Stampante/Plotter300-1.500 euro
Arredamento ufficio base500-2.000 euro
Totale attrezzature2.600-9.800 euro

Riepilogo Investimento Iniziale

  • Scenario minimo (home office): ~5.000-8.000 euro
  • Scenario medio (coworking): ~8.000-15.000 euro
  • Scenario completo (ufficio): ~15.000-25.000+ euro

Scelta della Sede: Home Office, Coworking o Ufficio

La scelta della sede dipende dal tipo di attività e dal budget disponibile.

Opzione 1: Home Office

  • Pro: Zero costi fissi, massima flessibilità, deducibilità parziale utenze
  • Contro: Meno professionale per ricevere clienti, possibili distrazioni
  • Ideale per: Neo-professionisti, attività prevalentemente da remoto

Opzione 2: Coworking

  • Pro: Costi contenuti, networking, sale riunioni incluse, flessibilità
  • Contro: Meno privacy, spazio limitato per attrezzature
  • Ideale per: Professionisti in crescita, chi fa molto lavoro da cliente

Opzione 3: Ufficio Proprio

  • Pro: Immagine professionale, spazio per team, personalizzazione completa
  • Contro: Costi fissi elevati, vincolo contrattuale, gestione spazio
  • Ideale per: Studi avviati, team di 2+ persone, clientela business

Consiglio: Per i primi 1-2 anni, consigliamo di partire con home office o coworking per minimizzare i costi fissi. Quando il fatturato supera i 50.000 euro/anno, valuta l’apertura di un ufficio proprio.


Assicurazione RC Professionale Obbligatoria

L’assicurazione RC professionale è obbligatoria per tutti gli architetti e ingegneri (DPR 137/2012).

Cosa Copre l’Assicurazione RC

  • Errori progettuali: Danni da errori nella progettazione
  • Omissioni: Mancanze nella prestazione professionale
  • Danni a terzi: Responsabilità per danni causati a terzi
  • Spese legali: Costi di difesa in caso di contenzioso

Massimali Consigliati

Fatturato AnnuoMassimale ConsigliatoPremio Indicativo
Fino a 30.000 euro250.000 euro200-400 euro
30.000-60.000 euro500.000 euro350-600 euro
60.000-100.000 euro1.000.000 euro500-900 euro
Oltre 100.000 euro2.000.000+ euro800-1.500+ euro

Molti Ordini professionali offrono polizze collettive a tariffe agevolate per gli iscritti. Verifica con il tuo Ordine provinciale.


Attrezzature e Software Necessari

Ecco le attrezzature essenziali per uno studio di architettura o ingegneria.

Hardware Essenziale

  • Computer/Workstation: RAM 32GB+, SSD, scheda grafica dedicata per CAD/BIM
  • Monitor: 27″+ ad alta risoluzione, calibrato per i colori
  • Stampante/Scanner: Multifunzione A3, o plotter per grandi formati
  • Backup: NAS o hard disk esterno + cloud
  • Tablet: Per sopralluoghi e presentazioni

Software Professionali

CategoriaSoftwareCosto Annuo
CAD 2D/3DAutoCAD, DraftSight300-2.000 euro
BIMRevit, ArchiCAD, Allplan500-3.000 euro
Rendering3DS Max, SketchUp, Lumion300-1.500 euro
Calcolo strutturaleSAP2000, Midas, PRO_SAP500-3.000 euro
Gestione studioTeamSystem, Fatture in Cloud100-500 euro
OfficeMicrosoft 365, Google Workspace100-250 euro

Alternative Open Source/Gratuite

  • FreeCAD: CAD 3D gratuito
  • Blender: Modellazione e rendering gratuito
  • LibreOffice: Suite office gratuita
  • QCAD: CAD 2D gratuito

Studio Singolo, Associato o STP

Puoi esercitare la professione in diverse forme giuridiche.

Confronto Forme Giuridiche

FormaProControIdeale per
Studio SingoloMassima semplicità, autonomiaResponsabilità illimitataProfessionista singolo
Studio AssociatoCondivisione costi, complementarietàResponsabilità solidale2-3 professionisti
STP (Società)Responsabilità limitata, strutturaCosti gestione, burocraziaTeam strutturati

Studio Singolo (Ditta Individuale)

  • Semplicità: Apertura immediata con sola P.IVA
  • Costi: Minimi, nessun atto costitutivo
  • Fiscalità: Regime forfettario o ordinario
  • Responsabilità: Illimitata (patrimonio personale)

Studio Associato

  • Costituzione: Atto tra professionisti, registrazione all’Ordine
  • Fiscalità: Ogni associato fattura la propria quota
  • Responsabilità: Solidale tra gli associati
  • Vantaggi: Condivisione costi, competenze complementari

STP – Società tra Professionisti

  • Forme: SRL, SAS, SNC tra professionisti
  • Requisiti: 2/3 dei soci devono essere professionisti iscritti
  • Fiscalità: Tassazione societaria (IRES/IRAP)
  • Responsabilità: Limitata al capitale sociale (SRL)

Consiglio: Per iniziare, lo studio singolo è la scelta più semplice ed economica. Valuta lo studio associato o STP quando hai collaboratori stabili e fatturato superiore a 100.000 euro/anno.


Adempimenti Annuali

Ecco gli adempimenti ricorrenti per la gestione dello studio.

Adempimenti Fiscali

AdempimentoScadenza
Dichiarazione dei redditi (Modello Redditi PF)30 novembre
Versamento saldo e 1 acconto imposte30 giugno
Versamento 2 acconto imposte30 novembre
Liquidazione IVA trimestrale (se ordinario)16 maggio, agosto, novembre, febbraio

Adempimenti Inarcassa

AdempimentoScadenza
1a rata contributi minimi30 giugno
2a rata contributi minimi30 settembre
Dichiarazione reddituale Inarcassa31 ottobre
Conguaglio contributi31 dicembre

Adempimenti Ordine

AdempimentoScadenza
Quota annuale iscrizioneInizio anno (verifica con Ordine)
Formazione continua (CFP)Triennale (architetti) / Annuale (ingegneri)
Rinnovo assicurazione RCAlla scadenza polizza

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Domande Frequenti (FAQ)

Quanto costa aprire uno studio di architettura?

I costi iniziali variano da 5.000 euro (home office, attrezzature base) a 25.000+ euro (ufficio proprio, attrezzature professionali). I costi fissi annuali sono circa 4.700-6.000 euro.

Posso aprire lo studio a casa?

Sì, puoi esercitare la professione in home office. È la soluzione più economica per iniziare. Ricorda di verificare eventuali vincoli del regolamento condominiale.

L’assicurazione RC è obbligatoria?

Sì, dal 2012 (DPR 137/2012) l’assicurazione RC professionale è obbligatoria per tutti gli architetti e ingegneri. Il costo varia da 200 a 1.500 euro/anno.

Devo iscrivermi a Inarcassa anche se fatturo poco?

Sì, se sei iscritto all’Albo e hai P.IVA per attività professionale, l’iscrizione a Inarcassa è obbligatoria. Dovrai versare almeno i contributi minimi (~3.700 euro/anno).

Conviene aprire come studio singolo o associato?

Per iniziare, lo studio singolo è la scelta più semplice. Valuta lo studio associato quando hai collaborazioni stabili e vuoi condividere costi e competenze.

Quali software sono indispensabili?

Come minimo servono: CAD 2D/3D (AutoCAD o alternative), software di gestione fatturazione, e Office. Il BIM è sempre più richiesto per progetti complessi.


Hai bisogno di assistenza per aprire il tuo studio?

Aprire uno studio di architettura o ingegneria richiede una pianificazione accurata ma è assolutamente alla portata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per architetti e ingegneri:

  • Apertura partita IVA e scelta regime fiscale
  • Iscrizione Inarcassa e gestione contributi
  • Dichiarazione dei redditi e adempimenti fiscali
  • Consulenza per l’avvio dello studio professionale

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online.

Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza personalizzata. I nostri esperti possono aiutarti con tutti gli adempimenti fiscali e previdenziali.

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Stima del tuo netto annuo in forfettario (architetti e ingegneri)

Cosa potresti portare a casa al netto di tasse e contributi Inarcassa, con coefficiente di redditività al 78% e aliquota IRPEF al 15% (scendere al 5% nei primi 5 anni se sei in startup):

Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi InarcassaIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro3.608 euro2.384 euro19.009 euro
50.000 euro39.000 euro7.215 euro4.768 euro38.017 euro
80.000 euro62.400 euro11.544 euro7.628 euro60.828 euro
Stime semplificate basate su contributi Inarcassa. Valori puramente indicativi: il tuo netto reale dipende da deduzioni, anzianità contributiva, redditi extra e altri fattori. Per una simulazione esatta richiedi un preventivo personalizzato.

Errori comuni nel forfettario per architetti e ingegneri

Dopo aver assistito centinaia di architetti e ingegneri in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Confondere Inarcassa (cassa autonoma obbligatoria iscritti Albo Architetti/Ingegneri) con Gestione Separata INPS
  • Dimenticare il versamento minimo Inarcassa anche con fatturato basso o nullo
  • Trascurare la dichiarazione annuale Inarcassa (entro 31 ottobre)
  • Errore sulla rivalsa contributo integrativo 4% sul cliente in fattura (separato dal corrispettivo)
  • Non gestire correttamente acconti e oneri istruttori PA
  • Confondere fatturazione PA (codice destinatario obbligatorio) con privati (codice 0000000)
  • Superare la soglia 35.000 euro redditi dipendenti (rilevante per architetti dipendenti studi terzi)

Simulazione personalizzata gratuita per architetti e ingegneri

Vuoi sapere esattamente quanto pagheresti di tasse e contributi Inarcassa nel tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale prepara una simulazione personalizzata gratuita sulla base dei tuoi ricavi, della tua situazione previdenziale e dell’anno fiscale corrente — pensata su misura per i architetti e ingegneri in regime forfettario.

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  • Confronto con il regime ordinario (semplificato + IRAP se applicabile)
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  • Verifica cause ostative L. 207/2024 (soglia 35k redditi dipendenti)
  • Indicazioni operative su fatturazione, marche da bollo e Sistema TS (se applicabile)

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Marzo 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-17 09:00:002026-10-11 22:10:29Aprire Studio di Architettura o Ingegneria 2026: Guida Completa
Geometri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse

regime forfettario partita iva

Stai pensando di aprire la partita IVA come geometra nel 2026? Questa guida completa ti spiega tutto quello che devi sapere per avviare e gestire la tua attività professionale in modo fiscalmente vantaggioso. Aprire la partita IVA geometra significa entrare nel mondo del lavoro autonomo con una professione tecnica riconosciuta e regolamentata, che offre ottime opportunità di guadagno e flessibilità lavorativa.

Il regime forfettario per geometri rappresenta oggi la soluzione fiscale più conveniente per i liberi professionisti: consente di pagare solo il 5% di tasse per i primi 5 anni (se hai meno di 35 anni e apri una nuova attività) oppure il 15% a regime, senza dover gestire IVA e con adempimenti contabili molto semplificati. Questa forma di tassazione agevolata è particolarmente vantaggiosa per chi inizia l’attività o ha un volume di ricavi contenuto entro i 85.000 euro annui.

Oltre alle tasse, dovrai considerare i contributi previdenziali CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri), che per il 2026 prevedono un’aliquota del 20% sul reddito con un minimo obbligatorio di 4.205 euro annui. La CIPAG garantisce la copertura pensionistica e assistenziale ai geometri liberi professionisti iscritti all’Albo.

In questa guida analizzeremo tutti gli aspetti fondamentali: dai requisiti per aprire la partita IVA geometra, al codice ATECO 71.12.30, fino al calcolo preciso delle tasse, dei contributi e del guadagno netto mensile. Scoprirai anche quando conviene il forfettario rispetto al regime ordinario e quali sono i costi annuali complessivi da sostenere.

Indice dei contenuti

  1. Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra
  2. Codice ATECO 71.12.30 per Geometri: Cosa Comprende
  3. Regime Forfettario per Geometri 2026: Come Funziona
  4. Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga
  5. Come Si Calcola il Guadagno Netto di un Geometra con Partita IVA
  6. Fatturazione Elettronica e Adempimenti per Geometri
  7. Quanto Costa Mantenere la Partita IVA Geometra: Tutti i Costi
  8. Quando Conviene il Regime Forfettario per Geometri
  9. Servizio di Apertura Partita IVA al CAF Centro Fiscale Udine

Requisiti per Aprire Partita IVA come Geometra

Per aprire la partita IVA come geometra, è necessario soddisfare precisi requisiti normativi che garantiscono la regolarità dell’attività professionale. La professione di geometra è regolamentata dalla Legge 274/1929 e successive modifiche, che definiscono i titoli abilitativi e gli obblighi professionali.

Il primo requisito fondamentale è il diploma di geometra conseguito presso un istituto tecnico per geometri o titolo equipollente. Dopo il diploma, è obbligatorio svolgere un tirocinio professionale della durata di 18 mesi presso uno studio professionale di un geometra iscritto all’albo. Durante questo periodo, il praticante deve svolgere attività tecniche sotto la supervisione del tutor.

Al termine del tirocinio, il candidato deve superare l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione di geometra. L’esame prevede prove scritte, grafiche e orali su materie tecniche, normative urbanistiche ed estimo. Una volta superato l’esame, si ottiene l’abilitazione professionale necessaria per iscriversi all’albo.

L’iscrizione all’Albo Professionale è obbligatoria per esercitare la professione. Ogni Collegio Provinciale dei Geometri gestisce l’albo territoriale, dove il professionista deve iscriversi per poter operare legalmente. L’iscrizione comporta il pagamento di una quota annuale al Collegio e l’obbligo di rispettare il codice deontologico della professione.

Parallelamente all’iscrizione all’albo, è necessario aprire la partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. La procedura si effettua compilando il modello AA9/12 (per persone fisiche) entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Nella dichiarazione di inizio attività occorre indicare il codice ATECO 71.12.30 specifico per i geometri.

Un altro obbligo fondamentale è l’iscrizione alla Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti). L’iscrizione deve avvenire entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali obbligatori per la pensione futura. Il contributo minimo per il 2026 è di 4.205 euro annui.

Infine, è fortemente consigliata la stipula di una polizza assicurativa per la responsabilità civile professionale. Anche se non sempre obbligatoria per legge, questa copertura è essenziale per proteggere il geometra da eventuali richieste di risarcimento derivanti da errori o omissioni nell’esercizio della professione. Molti committenti, soprattutto enti pubblici, richiedono espressamente la polizza RC professionale prima di affidare incarichi.

Riepilogo requisiti essenziali:

  • Diploma di geometra e abilitazione professionale
  • Iscrizione all’Albo Professionale presso il Collegio Provinciale
  • Apertura partita IVA con codice ATECO 71.12.30
  • Iscrizione obbligatoria alla Cassa CIPAG
  • Polizza RC professionale (fortemente consigliata)

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutti questi adempimenti, dalla compilazione delle pratiche alla verifica dei requisiti, garantendo che ogni passaggio venga eseguito correttamente e nei termini di legge.

Codice ATECO 71.12.30 per Geometri

Il codice ATECO 71.12.30 identifica in modo specifico le “Attività tecniche svolte da geometri” nell’ambito della classificazione delle attività economiche italiane. La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale per l’apertura della partita IVA geometra, poiché determina gli obblighi fiscali, previdenziali e statistici dell’attività professionale.

La classificazione ATECO (Attività Economiche) è la versione italiana della nomenclatura europea NACE, aggiornata periodicamente dall’ISTAT. Il codice 71.12.30 appartiene alla sezione M “Attività professionali, scientifiche e tecniche”, divisione 71 “Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche”.

Attività incluse nel codice ATECO 71.12.30

Questo codice ATECO comprende tutte le attività tecniche tipiche della professione di geometra, definite dalla normativa professionale. Le principali attività rientranti sono:

Rilievi topografici e cartografici: misurazione e rappresentazione grafica di terreni, elaborazione di planimetrie catastali, frazionamenti, accatastamenti e aggiornamenti cartografici. Queste attività rappresentano il cuore tradizionale della professione di geometra.

Progettazione edilizia: progettazione di opere edili di modesta entità, direzione lavori, computi metrici estimativi e sicurezza nei cantieri. I geometri possono progettare edifici civili fino a determinati parametri dimensionali e di complessità strutturale.

Pratiche urbanistiche e catastali: presentazione di pratiche edilizie (CILA, SCIA, permessi di costruire), variazioni catastali, volture, docfa e pregeo. L’esperto geometra è il professionista di riferimento per tutte le pratiche che coinvolgono Comune e Catasto.

Stime e perizie: valutazioni immobiliari, stime di danni, perizie tecniche per tribunali o compagnie assicurative. L’attività estimativa è una competenza distintiva del geometra, particolarmente richiesta in ambito giudiziario.

Certificazioni energetiche: redazione di Attestati di Prestazione Energetica (APE) per compravendite e locazioni immobiliari, dopo aver conseguito l’abilitazione specifica come certificatore energetico.

Coefficiente di redditività per il regime forfettario

Per i geometri che scelgono il regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 è associato a un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che il Fisco presume che il 78% dei ricavi costituisca reddito imponibile, mentre il 22% rappresenta le spese forfettarie.

Facciamo un esempio pratico. Un geometra in regime forfettario che fattura 50.000 euro in un anno avrà:

  • Reddito imponibile: 50.000 × 78% = 39.000 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 39.000 × 15% = 5.850 euro
  • Reddito netto prima dei contributi: 50.000 – 5.850 = 44.150 euro

Il coefficiente del 78% è uno dei più alti tra le professioni intellettuali, il che rende il regime forfettario particolarmente conveniente per i geometri, specialmente se le spese effettive sono inferiori al 22% forfettizzato.

Altri codici ATECO correlati

Alcuni geometri svolgono attività che potrebbero richiedere codici ATECO aggiuntivi:

Codice ATECOAttivitàCoefficiente
68.31.00Attività di mediazione immobiliare67%
71.20.01Controllo di qualità e certificazione78%
74.90.99Altre attività professionali NCA67%

Se un geometra svolge anche attività di mediazione immobiliare, deve aggiungere il codice 68.31.00 e iscriversi al ruolo degli agenti immobiliari. In questo caso, ai fini del regime forfettario, si applica il coefficiente più basso (67%) per entrambe le attività.

La scelta del codice ATECO corretto va comunicata all’Agenzia delle Entrate in fase di apertura partita IVA tramite il modello AA9/12. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica che il codice corrisponda effettivamente alle attività svolte, evitando errori che potrebbero causare contestazioni fiscali future.

Regime Forfettario per Geometri 2026

Il regime forfettario rappresenta la scelta fiscale più conveniente per la maggioranza dei geometri liberi professionisti. Questo regime agevolato, disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche, offre una tassazione semplificata con un’aliquota imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi cinque anni di nuova attività).

Per i geometri, il regime forfettario è particolarmente vantaggioso grazie al coefficiente di redditività del 78% associato al codice ATECO 71.12.30. Questo significa che il reddito imponibile si calcola applicando questo coefficiente ai ricavi totali, senza dover documentare analiticamente le spese effettive.

Requisiti di accesso per il 2026

Per accedere al regime forfettario geometra 2026, è necessario rispettare specifici requisiti che la Legge di Bilancio ha confermato anche per quest’anno:

Limite di ricavi: non superare 85.000 euro di compensi nell’anno precedente. Questo limite vale per tutte le attività svolte dal geometra. Se nel 2025 hai fatturato 86.000 euro, dal 2026 esci automaticamente dal forfettario e devi passare al regime ordinario.

Spese per lavoro dipendente: le spese per dipendenti e collaboratori non devono superare 20.000 euro lordi annui. Questo limite include stipendi, contributi e compensi a collaboratori occasionali. Molti geometri lavorano da soli o con un praticante, rispettando facilmente questo vincolo.

Beni strumentali: il valore complessivo dei beni strumentali acquistati (computer, strumentazione topografica, software, auto) non deve superare 20.000 euro. Si considerano solo i beni ammortizzabili acquistati l’anno precedente, non il valore totale dei beni posseduti.

Nessuna prevalenza verso ex datore di lavoro: se nei due anni precedenti hai avuto un rapporto di lavoro dipendente, non puoi emettere più del 50% dei ricavi verso quell’ex datore di lavoro. Questa norma vuole evitare false partite IVA.

Nessuna partecipazione in società: non puoi essere socio di società di persone, di capitali o associazioni professionali che svolgono attività riconducibile a quella del geometra. Se sei socio di una SRL che fa progettazione edilizia, non puoi accedere al forfettario.

Come funziona la tassazione forfettaria

La tassazione nel regime forfettario è molto più semplice rispetto al regime ordinario. Vediamo un esempio concreto per un geometra che fattura 60.000 euro nel 2026:

Passo 1 – Calcolo reddito imponibile:
Ricavi totali: 60.000 euro
Coefficiente di redditività: 78%
Reddito imponibile = 60.000 × 78% = 46.800 euro

Passo 2 – Contributi CIPAG deducibili:
Il geometra versa contributi CIPAG per circa 11.000 euro annui (considerando contributo soggettivo su 46.800 euro di reddito). Questi contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile:
Reddito imponibile dopo deduzioni = 46.800 – 11.000 = 35.800 euro

Passo 3 – Calcolo imposta sostitutiva:
Aliquota ordinaria: 15%
Imposta dovuta = 35.800 × 15% = 5.370 euro

Se il geometra è in regime agevolato startup (primi 5 anni), l’aliquota scende al 5%:
Imposta agevolata = 35.800 × 5% = 1.790 euro

Passo 4 – Calcolo guadagno netto:
Ricavi: 60.000 euro
Imposte: 5.370 euro (o 1.790 con aliquota 5%)
Contributi CIPAG: 11.000 euro
Netto in tasca = 60.000 – 5.370 – 11.000 = 43.630 euro
(oppure 47.210 euro con aliquota agevolata 5%)

Vantaggi del regime forfettario per geometri

Il regime forfettario offre numerosi vantaggi specifici per la professione di geometra:

Esenzione IVA: non devi addebitare IVA ai clienti (fatture con dicitura “operazione in regime forfettario ex L. 190/2014”), ma non puoi nemmeno detrarre l’IVA sugli acquisti. Per i geometri questo è spesso vantaggioso, perché molti costi (software in abbonamento, benzina, telefono) hanno IVA limitata.

Nessuna ritenuta d’acconto: quando fatturi a clienti che normalmente applicano ritenute (imprese, professionisti, enti pubblici), non subisci la trattenuta del 20%. Questo migliora la liquidità, perché incassi l’intero importo fatturato senza dover attendere il conguaglio fiscale.

Contabilità semplificata: non devi tenere registri IVA, scritture contabili complesse o bilanci. È sufficiente conservare fatture emesse e ricevute, registrando cronologicamente i ricavi. Questo riduce i costi di commercialista e il tempo dedicato alla burocrazia.

Nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilità): i geometri in regime ordinario sono soggetti agli ISA, algoritmi che verificano la congruità dei ricavi rispetto agli standard di settore. Nel forfettario non si applicano, eliminando il rischio di contestazioni basate su parametri statistici.

Aliquota startup al 5%: i geometri che aprono una nuova partita IVA possono beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, a condizione di non aver svolto attività professionale nei tre anni precedenti. Questo è ideale per geometri neolaureati che avviano lo studio.

Quando si esce dal regime forfettario

L’uscita dal regime forfettario avviene automaticamente se si superano i limiti o vengono meno i requisiti:

Se nel 2026 superi 85.000 euro di ricavi, dal 2027 passi obbligatoriamente al regime ordinario. Esiste una tolleranza: se superi 85.000 ma resti sotto 100.000 euro, esci dal forfettario solo dall’anno successivo.

Se durante l’anno superi 100.000 euro, l’uscita è immediata dal momento del superamento. Dovrai iniziare ad applicare IVA e tenere contabilità ordinaria dalla fattura che fa sforare il limite.

Il CAF Centro Fiscale di Udine monitora costantemente i ricavi per i clienti geometri, avvisando tempestivamente se ci si avvicina alle soglie critiche, così da programmare per tempo eventuali strategie o il passaggio al regime ordinario.

Contributi CIPAG 2026: Quanto Si Paga

La Cassa CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza ed Assistenza Geometri Liberi Professionisti) gestisce la previdenza obbligatoria di tutti i geometri liberi professionisti. L’iscrizione alla CIPAG è obbligatoria per legge entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA e comporta il versamento di contributi previdenziali che finanziano la futura pensione.

Per il 2026, la CIPAG ha confermato le aliquote contributive con un importante aumento programmato: l’aliquota soggettiva passa dal 19% al 20% nel 2026, per poi salire ulteriormente al 22% dal 2027. Questo incremento graduale è stato deciso per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico della categoria.

Tipologie di contributi CIPAG

I geometri iscritti alla CIPAG versano tre tipologie di contributi:

Contributo soggettivo: è il contributo principale, calcolato sul reddito professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 20%. Questo contributo finanzia la pensione di vecchiaia e di anzianità del geometra.

Contributo integrativo: si applica in misura del 5% sull’ammontare dei compensi fatturati. Va addebitato obbligatoriamente in fattura al cliente, aumentando l’importo totale. Il contributo integrativo finanzia prestazioni assistenziali e integrative della Cassa.

Contributo di maternità: è un contributo di solidarietà calcolato in base al reddito e destinato a finanziare le indennità di maternità per le geometre professioniste. L’importo è generalmente contenuto (poche centinaia di euro annue).

Come si calcolano i contributi per il 2026

Vediamo un esempio concreto di calcolo dei contributi CIPAG per un geometra in regime forfettario che nel 2026 fattura 50.000 euro:

Passo 1 – Calcolo reddito professionale:
Ricavi totali: 50.000 euro
Coefficiente forfettario: 78%
Reddito professionale = 50.000 × 78% = 39.000 euro

Passo 2 – Contributo soggettivo:
Aliquota 2026: 20%
Contributo soggettivo = 39.000 × 20% = 7.800 euro

Attenzione: esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche se il reddito è basso o nullo. Se il 20% del reddito scende sotto questa soglia, va comunque versato il minimo.

Passo 3 – Contributo integrativo:
Si calcola sul fatturato lordo, non sul reddito:
Contributo integrativo = 50.000 × 5% = 2.500 euro

Questo importo va addebitato in fattura. Esempio pratico: per una prestazione di 1.000 euro, il geometra emetterà fattura così:

  • Compenso professionale: 1.000 euro
  • Contributo CIPAG 5%: 50 euro
  • Totale fattura: 1.050 euro

Il cliente paga 1.050 euro, di cui 50 verranno versati alla CIPAG entro i termini previsti.

Passo 4 – Contributo di maternità:
Varia in base al reddito, indicativamente 200-400 euro annui.

Totale contributi annui CIPAG per questo esempio:
7.800 (soggettivo) + 2.500 (integrativo) + 300 (maternità stimato) = 10.600 euro

Contributo minimo CIPAG 2026

Anche i geometri con redditi bassi o che hanno appena aperto la partita IVA devono versare il contributo minimo di 4.205 euro nel 2026. Questo vale anche per chi ha fatturato zero o cifre molto contenute.

Facciamo un esempio: un geometra neolaureato apre partita IVA a ottobre 2026 e fattura solo 5.000 euro nei primi mesi. Il suo reddito forfettario sarà:
5.000 × 78% = 3.900 euro

Il contributo soggettivo sarebbe: 3.900 × 20% = 780 euro

Ma essendo inferiore al minimo, dovrà comunque versare 4.205 euro di contributo soggettivo. A questo si aggiungono:

  • Contributo integrativo: 5.000 × 5% = 250 euro
  • Contributo maternità: circa 200 euro

Totale: 4.655 euro

Questo rappresenta un costo fisso importante da considerare nella valutazione di convenienza dell’apertura della partita IVA geometra.

Agevolazioni contributive under 30

I geometri under 30 che si iscrivono per la prima volta alla CIPAG possono beneficiare di importanti riduzioni contributive:

Primi 2 anni: riduzione al 25% del contributo soggettivo minimo
Contributo dovuto: 4.205 × 25% = 1.051 euro annui

Anni 3-5: riduzione al 50% del contributo soggettivo minimo
Contributo dovuto: 4.205 × 50% = 2.102 euro annui

Questi sconti si applicano solo sul contributo soggettivo minimo, non sul contributo integrativo. Rappresentano un aiuto concreto per i giovani geometri che avviano la professione, riducendo significativamente i costi fissi iniziali.

Modalità e scadenze di versamento

I contributi CIPAG si versano in quattro rate trimestrali con scadenze fisse:

  • 31 maggio: acconto 30% su reddito anno precedente
  • 31 agosto: secondo acconto 30%
  • 30 novembre: terzo acconto 30%
  • 28 febbraio anno successivo: saldo a conguaglio

Il contributo integrativo (5% in fattura) va versato entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento. I versamenti si effettuano tramite modello F24 con codici tributo specifici CIPAG.

Il mancato pagamento dei contributi comporta l’applicazione di sanzioni e interessi, oltre al rischio di radiazione dalla Cassa con conseguente impossibilità di esercitare la professione. Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola automaticamente gli importi dovuti e invia promemoria delle scadenze, evitando dimenticanze e sanzioni.

Come Si Calcola il Guadagno Netto

Calcolare il guadagno netto di un geometra con partita IVA richiede di considerare tutte le voci di costo che incidono sul fatturato lordo. Molti geometri alle prime armi sovrastimano i guadagni perché non considerano l’impatto di imposte, contributi previdenziali e spese professionali.

Vediamo nel dettaglio come si passa dal fatturato al netto in tasca, analizzando un caso concreto di un geometra in regime forfettario che fattura 70.000 euro nel 2026.

Esempio completo: da 70.000 euro di fatturato al netto

ENTRATE

Fatturato lordo annuo: 70.000 euro
Di cui contributo CIPAG 5% (già incluso in fattura): 3.333 euro
Ricavi effettivi: 70.000 euro

Nel regime forfettario il contributo integrativo CIPAG (5%) è incluso nel fatturato perché va addebitato al cliente. Quindi, se hai incassato 70.000 euro totali dalle fatture, circa 3.333 euro sono contributo CIPAG da versare alla Cassa.

CALCOLO REDDITO IMPONIBILE

Ricavi: 70.000 euro
Coefficiente di redditività ATECO 71.12.30: 78%
Reddito imponibile forfettario = 70.000 × 78% = 54.600 euro

CONTRIBUTI PREVIDENZIALI CIPAG

Contributo soggettivo: 54.600 × 20% = 10.920 euro
Contributo integrativo: 3.333 euro (già fatturato)
Contributo maternità: 350 euro (stimato)
Totale contributi CIPAG = 14.603 euro

I contributi soggettivi e di maternità sono deducibili dal reddito imponibile fiscale.

IMPOSTE SUL REDDITO

Reddito imponibile: 54.600 euro
Deduzioni contributi: 10.920 + 350 = 11.270 euro
Reddito imponibile dopo deduzioni = 54.600 – 11.270 = 43.330 euro

Imposta sostitutiva 15%: 43.330 × 15% = 6.500 euro

(Se il geometra è in regime agevolato startup con aliquota 5%, l’imposta sarebbe solo 2.167 euro)

CALCOLO NETTO FINALE

Fatturato totale: 70.000 euro
Meno imposte: -6.500 euro
Meno contributi CIPAG: -14.603 euro
Netto disponibile = 48.897 euro

Questo è l’importo che rimane al geometra prima di pagare le spese professionali effettive (software, carburante, telefono, assicurazione RC, ecc.).

Incidenza percentuale dei costi

Analizzando l’esempio sopra, vediamo l’impatto percentuale di ogni voce sul fatturato:

VoceImporto% su fatturato
Fatturato lordo70.000 €100%
Imposte (15%)6.500 €9,3%
Contributi CIPAG14.603 €20,9%
Netto disponibile48.897 €69,8%

Come si vede, circa il 30% del fatturato va in tasse e contributi. Questo è uno dei motivi per cui il regime forfettario è così conveniente per i geometri: in regime ordinario IRPEF l’incidenza fiscale sarebbe molto più alta.

Tabella riepilogativa per diversi livelli di fatturato

Ecco una sintesi del netto disponibile per diversi livelli di fatturato annuo (regime forfettario aliquota 15%):

FatturatoImposteContributi CIPAGNetto% Netto
30.000 €1.900 €6.105 €21.995 €73,3%
50.000 €4.235 €10.850 €34.915 €69,8%
70.000 €6.500 €14.603 €48.897 €69,8%
85.000 €8.177 €17.853 €58.970 €69,4%

Come si nota, la percentuale di netto sul fatturato rimane abbastanza stabile tra il 69-73%, grazie alla tassazione proporzionale del regime forfettario.

Il CAF Centro Fiscale di Udine fornisce simulazioni personalizzate del guadagno netto, aiutando i geometri a pianificare investimenti, valutare l’opportunità di assumere collaboratori o decidere se accettare determinati incarichi in base alla redditività effettiva.

Fatturazione Elettronica e Adempimenti

La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i geometri con partita IVA, sia in regime forfettario che ordinario. Dal 1° gennaio 2019, tutte le operazioni tra soggetti IVA residenti in Italia devono essere documentate tramite fattura elettronica trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate.

Per i geometri in regime forfettario, dal 1° luglio 2022 è scattato l’obbligo di fatturazione elettronica anche verso privati cittadini, completando la digitalizzazione di tutti i documenti fiscali.

Come funziona la fattura elettronica per geometri

Il processo di fatturazione elettronica per un geometra prevede questi passaggi:

1. Creazione della fattura: si utilizza un software di fatturazione che genera il file XML secondo il formato standard previsto dall’Agenzia delle Entrate. Il file contiene tutte le informazioni della fattura: dati del geometra, dati del cliente, descrizione prestazione, importi, contributo CIPAG 5%, eventuali ritenute.

2. Firma digitale (facoltativa): il geometra può apporre una firma digitale qualificata al file XML per garantire l’autenticità del documento. Non è obbligatoria ma è consigliata per prestazioni verso enti pubblici.

3. Trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI): il file XML viene inviato al sistema dell’Agenzia delle Entrate tramite PEC o attraverso i canali messi a disposizione dal software di fatturazione. Il SdI verifica la correttezza formale del file.

4. Recapito al cliente: se il cliente è un’impresa o professionista, riceve la fattura sul proprio indirizzo PEC o codice destinatario. Se è un privato cittadino (codice destinatario: 0000000), può scaricare la fattura dalla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

5. Conservazione sostitutiva: tutte le fatture elettroniche vengono conservate automaticamente dall’Agenzia delle Entrate per 10 anni, sostituendo l’obbligo di archiviazione cartacea.

Elementi essenziali della fattura geometra

Una fattura corretta emessa da un geometra in regime forfettario deve contenere:

Dati del geometra:

  • Denominazione/nome e cognome
  • Partita IVA
  • Indirizzo studio professionale
  • Numero iscrizione all’Albo Geometri

Dati del cliente:

  • Denominazione/nome e cognome
  • Codice fiscale o Partita IVA
  • Indirizzo
  • Codice destinatario o PEC (per soggetti IVA)

Descrizione della prestazione:
Indicare chiaramente il tipo di attività svolta: “Progettazione architettonica villetta unifamiliare”, “Rilievo topografico e frazionamento catastale lotto X”, “Direzione lavori ristrutturazione”, ecc.

Importi:

  • Compenso professionale: 1.500 euro
  • Contributo CIPAG 5%: 75 euro
  • Totale fattura: 1.575 euro

Dicitura regime forfettario:
“Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, Legge n. 190/2014.”

Marca da bollo su fatture elettroniche

Le fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro devono riportare l’imposta di bollo di 2 euro. Sulla fattura elettronica si indica “Bollo virtuale assolto ai sensi dell’art. 15 del DPR 642/72” e si versa l’imposta tramite modello F24 entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno (quindi entro 30 aprile dell’anno successivo).

Esempio: un geometra emette 200 fatture nel 2026, di cui 180 sopra i 77,47 euro. Dovrà versare:
180 fatture × 2 euro = 360 euro di imposta di bollo entro il 30 aprile 2027.

Il versamento si effettua con modello F24, codice tributo “2501”. La mancata applicazione del bollo comporta sanzioni dal 100% al 500% dell’imposta dovuta.

Altri adempimenti fiscali per geometri

Oltre alla fatturazione elettronica, i geometri con partita IVA devono gestire questi adempimenti:

Dichiarazione dei redditi: il geometra in regime forfettario presenta il modello Redditi PF entro il 30 novembre dell’anno successivo, indicando i ricavi percepiti e versando l’imposta sostitutiva. Il CAF Centro Fiscale si occupa della compilazione e dell’invio telematico.

Certificazione Unica (CU): entro il 16 marzo, il geometra deve inviare la CU ai committenti soggetti a ritenuta (se applicabile) e all’Agenzia delle Entrate. Nel regime forfettario questo adempimento è spesso non necessario perché non si applicano ritenute.

Registri contabili: i geometri in regime forfettario non devono tenere registri IVA né libro giornale. È sufficiente conservare cronologicamente le fatture emesse e ricevute. Obbligatoria invece la numerazione progressiva delle fatture emesse.

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutti questi adempimenti per i geometri clienti, dalla predisposizione delle fatture elettroniche al calcolo dell’imposta di bollo, fino alla dichiarazione annuale dei redditi, garantendo la piena conformità normativa e la massima tranquillità operativa.

Quanto Costa Mantenere la Partita IVA

Il mantenimento della partita IVA geometra comporta una serie di costi fissi e variabili che vanno considerati attentamente prima di avviare l’attività professionale. Molti geometri neolaureati sottovalutano l’impatto economico di questi costi, rischiando di trovarsi in difficoltà finanziarie nei primi anni.

Costi obbligatori annuali

1. Contributi previdenziali CIPAG – da 4.205 a 20.000+ euro

Il costo più rilevante per un geometra è rappresentato dai contributi CIPAG. Come abbiamo visto, esiste un contributo minimo obbligatorio di 4.205 euro annui nel 2026, che si applica anche con redditi bassi o nulli. Se il reddito cresce, i contributi aumentano proporzionalmente al 20% del reddito.

Esempi:

  • Reddito 20.000 euro → contributi 4.205 euro (minimo)
  • Reddito 40.000 euro → contributi 10.600 euro circa
  • Reddito 60.000 euro → contributi 15.400 euro circa

Per i geometri under 30 al primo anno, il contributo minimo scende a 1.051 euro, rappresentando un notevole risparmio iniziale.

2. Quota iscrizione Albo Geometri – 150-300 euro

Ogni Collegio Provinciale dei Geometri richiede una quota annuale per l’iscrizione all’albo professionale. L’importo varia da provincia a provincia, oscillando generalmente tra 150 e 300 euro.

3. Assicurazione RC professionale – 300-800 euro

L’assicurazione responsabilità civile professionale è tecnicamente facoltativa, ma nella pratica è indispensabile. Copre i danni causati a terzi per errori o omissioni nell’esercizio della professione.

4. Commercialista o CAF – 500-1.500 euro

Anche in regime forfettario, è altamente consigliabile affidarsi a un commercialista o CAF per la gestione fiscale. I servizi tipicamente inclusi sono: dichiarazione dei redditi annuale, calcolo e verifica contributi CIPAG, assistenza nella fatturazione elettronica.

5. Software professionale – 300-1.000 euro

Un geometra moderno non può prescindere da alcuni strumenti software: CAD (AutoCAD, Revit), software topografico (Pregeo, Docfa), gestionale fatturazione elettronica.

6. Marca da bollo fatture – 200-500 euro

Ogni fattura superiore a 77,47 euro richiede l’applicazione di una marca da bollo da 2 euro.

Riepilogo costi annuali totali

GEOMETRA NEOABILITATO (primo anno, under 30, da casa)

VoceCosto annuo
Contributi CIPAG minimi (agevolati)1.051 €
Quota Albo Geometri200 €
Assicurazione RC professionale350 €
Commercialista/CAF600 €
Software base500 €
Marca da bollo (stima 50 fatture)100 €
Spese operative1.000 €
TOTALE COSTI FISSI ANNUI3.801 €

Un geometra neoabilitato under 30 può avviare l’attività con circa 3.800 euro di costi annui fissi, più l’investimento iniziale in attrezzatura (1.500-3.000 euro una tantum).

GEOMETRA AFFERMATO (fatturato 60.000 euro, studio esterno)

VoceCosto annuo
Contributi CIPAG15.400 €
Affitto studio4.800 €
Quota Albo Geometri250 €
Assicurazione RC professionale600 €
Commercialista/CAF350-1.200 €
Software professionali800 €
Spese operative2.500 €
TOTALE COSTI ANNUI25.550 €

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta i geometri a pianificare i costi di gestione della partita IVA, fornendo simulazioni personalizzate e consulenza sulla sostenibilità economica dell’attività professionale nei diversi scenari di fatturato.

Quando Conviene il Regime Forfettario

Il regime forfettario è la scelta fiscale più vantaggiosa per la stragrande maggioranza dei geometri liberi professionisti, ma non è sempre la soluzione ottimale. Esistono situazioni specifiche in cui il regime ordinario IRPEF potrebbe risultare più conveniente, soprattutto quando le spese effettive superano ampiamente la quota forfettizzata del 22%.

Vantaggi del regime forfettario per geometri

Il regime forfettario offre benefici sostanziali che lo rendono attraente per i geometri:

1. Tassazione ridotta: l’aliquota del 15% (o 5% per startup) è enormemente inferiore alle aliquote IRPEF progressive che partono dal 23% e arrivano fino al 43%. Un geometra con reddito di 45.000 euro risparmia circa 10.000-12.000 euro di imposte all’anno scegliendo il forfettario.

2. Nessuna ritenuta d’acconto: il geometra in forfettario incassa immediatamente l’intero importo fatturato, senza subire la trattenuta del 20% tipica dei professionisti. Questo migliora enormemente la liquidità aziendale.

3. Semplificazione amministrativa: non serve tenere registri IVA, prima nota, libro giornale. La contabilità si riduce alla conservazione cronologica delle fatture.

4. Coefficiente di redditività elevato: con il 78% di coefficiente, il forfettario presume che solo il 22% dei ricavi costituisca spese. Nella realtà, molti geometri hanno costi effettivi ben inferiori al 22%, ottenendo un vantaggio fiscale nascosto.

Quando il forfettario è la scelta migliore

Il regime forfettario geometra conviene particolarmente in questi casi:

  • Geometra con basse spese strutturali: se lavori da casa, non hai dipendenti, usi software in abbonamento economici
  • Geometra neoabilitato: i primi cinque anni con aliquota al 5% sono imbattibili
  • Geometra con clientela prevalentemente privata: non addebitare IVA rende i preventivi più competitivi
  • Geometra sotto gli 85.000 euro di ricavi: fino a questa soglia, il forfettario è praticamente sempre conveniente

Quando il forfettario potrebbe NON convenire

Esistono situazioni in cui il regime ordinario potrebbe essere più vantaggioso:

1. Spese molto elevate e documentabili
Se le tue spese effettive superano il 22% forfettizzato (affitto studio elevato, dipendenti, attrezzature costose), il regime ordinario permette di dedurle integralmente.

2. Superamento frequente degli 85.000 euro
Se hai un’attività consolidata con ricavi annui stabilmente sopra gli 85.000 euro, il forfettario non è accessibile.

Esempio comparativo: forfettario vs ordinario

Vediamo un confronto numerico per un geometra con fatturato 60.000 euro e spese effettive di 10.000 euro:

REGIME FORFETTARIO:
Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 euro
Imposta sostitutiva 15%: circa 5.370 euro (dopo deduzioni contributi)
Netto finale: circa 43.630 euro

REGIME ORDINARIO:
Reddito imponibile: 60.000 – 10.000 spese = 50.000 euro
IRPEF + addizionali: circa 11.315 euro
Recupero IVA su spese: 2.200 euro
Netto finale: circa 29.385 euro

Differenza a favore del forfettario: oltre 14.000 euro!

Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative personalizzate tra regime forfettario e ordinario, analizzando la tua situazione specifica per indicarti la scelta fiscale più conveniente.

Servizio CAF Centro Fiscale Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo e specializzato per l’apertura e la gestione della partita IVA geometra, accompagnando il professionista in ogni fase del percorso, dalla valutazione iniziale di convenienza fino alla gestione fiscale annuale.

Affidandoti al nostro servizio, potrai concentrarti esclusivamente sull’attività tecnica di geometra, lasciando a noi tutti gli adempimenti burocratici, fiscali e previdenziali.

Cosa include il servizio di apertura partita IVA

Il nostro servizio di apertura partita IVA per geometri comprende:

1. Consulenza preliminare personalizzata
Analizziamo insieme la tua situazione specifica: valutazione della convenienza economica, simulazione del guadagno netto atteso, confronto tra regime forfettario e regime ordinario.

2. Compilazione e invio pratiche amministrative
Ci occupiamo del modello AA9/12 per apertura partita IVA, scelta del codice ATECO corretto (71.12.30), comunicazione regime fiscale prescelto.

3. Iscrizione alla Cassa CIPAG
Gestiamo l’iscrizione obbligatoria alla Cassa dei Geometri entro i termini di legge.

4. Configurazione fatturazione elettronica
Ti aiutiamo a impostare il sistema di fatturazione: attivazione PEC, registrazione al portale Fatture e Corrispettivi, formazione sull’uso del software.

Servizi di gestione annuale partita IVA

Una volta aperta la partita IVA, offriamo un servizio continuativo di assistenza fiscale:

  • Dichiarazione dei redditi annuale (Modello Redditi PF)
  • Calcolo e monitoraggio contributi CIPAG
  • Gestione marca da bollo su fatture elettroniche
  • Consulenza fiscale continuativa

Perché scegliere il CAF Centro Fiscale di Udine

Esperienza specifica con geometri: seguiamo decine di geometri liberi professionisti in Friuli Venezia Giulia e conosciamo perfettamente le peculiarità della professione.

Tariffe trasparenti: i nostri onorari sono chiari fin dall’inizio, senza sorprese. Il costo per l’apertura della partita IVA da professionista è di 120-150 euro; la gestione annuale del forfettario, dichiarazione dei redditi compresa, costa 350 euro.

Assistenza rapida: rispondiamo entro 24 ore a email e messaggi WhatsApp.

Come iniziare

Per aprire la tua partita IVA geometra con il supporto del CAF Centro Fiscale di Udine, contattaci:

  • Telefono: 0432 504432
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Indirizzo: Via Battistig 48, 33100 Udine

Ti risponderemo entro 24 ore per fissare una prima consulenza gratuita, durante la quale analizzeremo la tua situazione e ti forniremo una simulazione personalizzata di costi e guadagni.

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Ricavi annuiImponibile (78%)Contributi CIPAGIRPEF 15%Netto stimato
25.000 euro19.500 euro3.900 euro2.340 euro18.760 euro
50.000 euro39.000 euro7.800 euro4.680 euro37.520 euro
80.000 euro62.400 euro12.480 euro7.488 euro60.032 euro
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Errori comuni nel forfettario per geometri

Dopo aver assistito centinaia di geometri in regime forfettario al CAF Centro Fiscale, ecco gli sbagli che vediamo ripetersi più spesso. Conoscerli ti aiuta a evitarli:

  • Confondere CIPAG (cassa autonoma obbligatoria geometri iscritti Albo) con Gestione Separata INPS
  • Dimenticare il versamento minimo CIPAG anche con fatturato basso (importo annuo fisso)
  • Non applicare correttamente la rivalsa contributo integrativo 5% sul cliente in fattura
  • Errore su soglia 85k: superamento anche per un giorno comporta uscita dal regime l’anno successivo
  • Confondere collaborazione professionale con dipendenza (causa ostativa 35k redditi dipendenti)
  • Non gestire correttamente le anticipazioni per oneri concessori (escluse dal calcolo coefficiente)
  • Trascurare il MePA e fatturazione PA con codice destinatario 6 caratteri ente

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Marzo 16, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-16 09:00:002026-09-27 09:43:50Partita IVA Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario, CIPAG e Tasse
Geometri, Guide Fatturazione Elettronica, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fatturazione Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario e Ordinario

regime forfettario partita iva

Come si emette una fattura da geometra libero professionista? Se hai appena aperto partita IVA o vuoi chiarire i tuoi dubbi sulla fatturazione geometra, questa guida ti spiega tutto quello che devi sapere nel 2026.

La fatturazione per geometri presenta alcune particolarità rispetto ad altri professionisti: il contributo integrativo CIPAG del 5% (obbligatorio per tutti gli iscritti alla Cassa), la gestione della marca da bollo da 2 euro oltre determinate soglie, e le differenze sostanziali tra regime forfettario e regime ordinario.

In questa guida completa scoprirai come emettere correttamente una fattura geometra regime forfettario, come calcolare il contributo CIPAG, quando applicare la ritenuta d’acconto, e vedrai esempi pratici passo-passo per entrambi i regimi fiscali.

Indice dei contenuti

  1. Come Fatturare in Regime Forfettario
  2. Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)
  3. Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura
  4. Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria
  5. Esempio Fattura Geometra Forfettario
  6. Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario
  7. Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica
  8. FAQ Fatturazione Geometra

Come Fatturare in Regime Forfettario

Se sei un geometra in regime forfettario, la tua fatturazione è semplificata rispetto al regime ordinario, ma devi rispettare alcune regole precise.

Nel regime forfettario 2026 non applichi l’IVA sulle tue prestazioni (sei esonerato dall’IVA), quindi la fattura non riporta alcuna imposta sul valore aggiunto. Tuttavia, devi obbligatoriamente calcolare e addebitare al cliente il contributo integrativo CIPAG del 5% sul compenso.

Elementi obbligatori nella fattura forfettaria

Una fattura geometra regime forfettario deve contenere:

  • Numerazione progressiva annuale (esempio: 1/2026, 2/2026, etc.)
  • Data di emissione (entro il giorno 12 del mese successivo alla prestazione)
  • Dati del geometra: nome, cognome, partita IVA, indirizzo, iscrizione Collegio Geometri
  • Dati del cliente: denominazione/nome, indirizzo, codice fiscale o P.IVA
  • Descrizione della prestazione professionale resa
  • Compenso professionale (netto)
  • Contributo CIPAG 5% calcolato sul compenso
  • Ritenuta d’acconto 20% (solo se il cliente è sostituto d’imposta)
  • Totale fattura
  • Dicitura regime forfettario: “Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, comma 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario”
  • Marca da bollo da 2 euro (se l’importo supera 77,47 euro)

È importante sottolineare che nel regime forfettario non puoi scaricare l’IVA sugli acquisti (è già inclusa nel coefficiente di redditività), quindi quando acquisti materiali o servizi per il tuo studio paghi l’IVA piena.

Fatturazione in Regime Ordinario (con IVA)

Nel regime ordinario, la fatturazione del geometra diventa più articolata perché devi gestire l’IVA, che per le prestazioni professionali dei geometri è al 22%.

A differenza del forfettario, in questo regime puoi detrarre l’IVA pagata sugli acquisti professionali (strumenti tecnici, software, carburante per sopralluoghi, etc.), ma hai obblighi contabili più complessi e devi presentare la dichiarazione IVA annuale e le liquidazioni IVA trimestrali.

Struttura della fattura ordinaria

La fattura geometra in regime ordinario include questi elementi:

  • Compenso professionale (imponibile)
  • Contributo CIPAG 5% (calcolato sul compenso, soggetto anch’esso a IVA)
  • Totale imponibile (compenso + CIPAG)
  • IVA 22% applicata sul totale imponibile
  • Ritenuta d’acconto 20% (applicata solo sul compenso, non sul CIPAG)
  • Totale a pagare

La particolarità della fatturazione ordinaria per geometri è che il contributo CIPAG è soggetto a IVA, quindi concorre a formare la base imponibile sulla quale si applica il 22%. Questo aumenta leggermente l’importo totale della fattura rispetto a un semplice calcolo del 22% sul solo compenso.

Un altro vantaggio del regime ordinario è che se i tuoi acquisti professionali hanno IVA elevata (ad esempio perché hai investito in strumentazione tecnica costosa), puoi trovarti in credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Contributo Integrativo CIPAG 5% in Fattura

Il contributo integrativo CIPAG del 5% è una voce obbligatoria per tutti i geometri iscritti alla Cassa, sia in regime forfettario che ordinario. Si tratta di una quota che va a finanziare la previdenza integrativa dei geometri.

Come si calcola il contributo CIPAG

Il contributo si calcola applicando il 5% al compenso professionale lordo. Questo importo:

  • Va addebitato al cliente (non lo paghi tu, lo incassi e lo versi alla Cassa)
  • Concorre a formare il reddito imponibile per le tasse
  • È soggetto a IVA nel regime ordinario (mentre in forfettario non c’è IVA)
  • Non è soggetto a ritenuta d’acconto

Esempio pratico: se emetti una fattura per un compenso di 1.000 euro, il contributo CIPAG sarà di 50 euro (5% di 1.000). Questo importo viene sommato al compenso nel totale fattura.

Il contributo CIPAG va versato trimestralmente alla Cassa tramite il modello F24, utilizzando i codici tributo specifici. Il CAF Centro Fiscale può assisterti nella corretta compilazione degli F24 e nel calcolo delle scadenze contributive.

Differenza tra contributo soggettivo e integrativo

Attenzione a non confondere il contributo integrativo del 5% (che addebiti in fattura) con il contributo soggettivo CIPAG (che invece versi tu personalmente in base al tuo reddito annuale). Il contributo integrativo è un costo per il cliente, quello soggettivo è un costo per te come professionista.

Marca da Bollo: Quando è Obbligatoria

La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria sulle fatture che superano l’importo di 77,47 euro, quando la fattura è esente IVA (quindi principalmente per chi è in regime forfettario).

Quando si applica la marca da bollo

Nel regime forfettario, se il totale della fattura (compenso + contributo CIPAG) supera 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro. Puoi scegliere tra:

  • Marca da bollo cartacea: acquisti la marca fisica e la incolli sulla fattura cartacea
  • Bollo virtuale: paghi il bollo tramite F24 e indichi in fattura “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014”

Nel regime ordinario, invece, la marca da bollo non serve perché la fattura è soggetta a IVA. L’obbligo di bollo scatta solo per le fatture esenti o escluse da IVA.

Come calcolare l’importo della marca da bollo

Esempio: emetti una fattura da 1.000 euro di compenso + 50 euro CIPAG = totale 1.050 euro. Poiché supera 77,47 euro, applichi la marca da bollo da 2 euro. Nella fattura puoi:

  • Opzione 1: addebitare al cliente i 2 euro del bollo (totale a pagare: 1.050 euro, di cui 2 euro per marca da bollo)
  • Opzione 2: assorbirlo tu nel compenso (totale a pagare: 1.050 euro, bollo a tuo carico)

La scelta è commerciale. Molti geometri preferiscono indicare separatamente il bollo per trasparenza verso il cliente.

Esempio Fattura Geometra Forfettario

Vediamo un esempio pratico di fattura geometra regime forfettario con tutti i calcoli step-by-step.

Scenario

Il geometra Mario Rossi emette fattura per una pratica catastale verso un’azienda cliente (sostituto d’imposta). Compenso pattuito: 800 euro.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro (5% di 800)
Totale fattura: 840,00 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800, calcolata solo sul compenso)
Marca da bollo: -2,00 euro (assolta virtualmente)

Netto a pagare: 678,00 euro

Diciture obbligatorie

Nella fattura devi riportare:
“Operazione senza applicazione IVA ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 – Regime forfettario“
“Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale ai sensi del DM 17/06/2014“

Il cliente ti pagherà 678 euro. Tu incasserai netto 638 euro (perché 40 euro di CIPAG dovrai versarli alla Cassa), e recupererai i 160 euro di ritenuta in dichiarazione dei redditi come credito d’imposta.

Nota importante: la ritenuta d’acconto del 20% viene calcolata solo sul compenso (800 euro), non sul contributo CIPAG. Questa è una regola fondamentale da rispettare.

Esempio Fattura Geometra Regime Ordinario

Vediamo ora un esempio di fatturazione in regime ordinario con IVA, sempre con lo stesso compenso di 800 euro.

Scenario

Geometra Mario Rossi in regime ordinario, stessa prestazione verso azienda cliente.

Calcolo della fattura

Compenso professionale: 800,00 euro
Contributo CIPAG 5%: 40,00 euro
Totale imponibile: 840,00 euro

IVA 22% su 840 euro: 184,80 euro

Totale fattura: 1.024,80 euro

Ritenuta d’acconto 20%: -160,00 euro (20% di 800)
Netto a pagare: 864,80 euro

Differenze rispetto al forfettario

Come puoi notare, la fattura in regime ordinario risulta più alta per il cliente a causa dell’IVA (1.024,80 euro contro 840 euro del forfettario). Tuttavia, se il cliente è un’azienda con partita IVA, può scaricare l’IVA, quindi il costo netto finale è simile.

Per te geometra in regime ordinario, i 184,80 euro di IVA non sono un ricavo: dovrai versarli all’Erario tramite liquidazione IVA trimestrale, ma potrai detrarre l’IVA pagata sui tuoi acquisti professionali (software, strumenti, auto, etc.).

In questo esempio non c’è marca da bollo perché la fattura è soggetta a IVA.

Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

La ritenuta d’acconto del 20% è un meccanismo fiscale che serve ad anticipare parte delle imposte che dovrai pagare sul reddito professionale. Non è una tassa aggiuntiva, ma un acconto sulle tasse finali.

Chi applica la ritenuta

La ritenuta viene applicata dal cliente quando questo è un sostituto d’imposta, ossia:

  • Aziende (società di persone o di capitali)
  • Enti pubblici (Comuni, Province, Regioni)
  • Professionisti con dipendenti o che esercitano in forma associata

Se invece fatturi a un privato cittadino (una persona fisica che non ha partita IVA), non si applica la ritenuta d’acconto e il cliente ti paga l’intero importo della fattura.

Come funziona in pratica

Quando emetti una fattura da 840 euro (compenso + CIPAG) verso un’azienda, indichi in fattura la ritenuta del 20% calcolata sul compenso (800 euro × 20% = 160 euro). L’azienda ti paga 680 euro e trattiene i 160 euro che verserà all’Erario per tuo conto.

A fine anno, quando fai la dichiarazione dei redditi, quei 160 euro trattenuti ti vengono riconosciuti come credito d’imposta e vengono scalati dalle tasse totali da pagare. Se hai avuto molte ritenute durante l’anno, potresti trovarti addirittura in credito e ricevere un rimborso.

Certificazione Unica (CU)

I clienti che hanno applicato ritenute devono rilasciarti entro il 31 marzo di ogni anno la Certificazione Unica (CU), un documento che attesta tutte le ritenute subite nell’anno precedente. Questo documento serve al tuo commercialista o al CAF per compilare correttamente il modello Redditi.

FAQ Fatturazione Geometra

Posso emettere fatture senza partita IVA?

No, per emettere fatture come geometra libero professionista devi obbligatoriamente avere la partita IVA attiva. Se lavori saltuariamente puoi usare la ritenuta d’acconto senza P.IVA, ma solo per prestazioni occasionali (massimo 5.000 euro annui) e non puoi iscriverti all’Albo in questo modo.

Quanto tempo ho per emettere una fattura?

Le fatture vanno emesse entro 12 giorni dalla data di ultimazione della prestazione professionale o dall’incasso del compenso. In caso di acconto, emetti fattura al momento del pagamento dell’acconto, poi saldo a lavoro completato.

Devo emettere fattura elettronica?

Sì, dal 1° gennaio 2024 anche i professionisti in regime forfettario devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SdI), a meno che non rientrino in esenzioni specifiche. Per il regime ordinario la fattura elettronica è sempre obbligatoria verso clienti B2B e PA.

Il contributo CIPAG è deducibile per il cliente?

Sì, il contributo CIPAG addebitato in fattura è interamente deducibile per il cliente come costo professionale, esattamente come il compenso del geometra.

Posso fatturare senza cassa previdenziale?

No, se sei iscritto all’Albo dei Geometri devi obbligatoriamente iscriverti alla Cassa CIPAG e versare i contributi. L’iscrizione alla Cassa è requisito per l’esercizio della professione.

Come faccio a scegliere tra regime forfettario e ordinario?

La scelta dipende dal tuo volume d’affari previsto, dai costi deducibili e dalla tipologia di clienti. In generale, il regime forfettario conviene se hai ricavi sotto gli 85.000 euro annui e pochi costi da scaricare. Per una valutazione personalizzata, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Cosa succede se sbaglio a emettere una fattura?

Puoi emettere una nota di credito (fattura di storno) per annullare la fattura errata, poi riemetterla corretta. Oppure puoi emettere una nota di variazione se l’errore riguarda solo l’importo. È importante correggere tempestivamente per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione da geometra?

La corretta gestione della fatturazione professionale è fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specializzata per geometri liberi professionisti: ti aiutiamo a scegliere il regime fiscale più conveniente, a emettere correttamente le fatture, a calcolare i contributi CIPAG e a gestire tutti gli adempimenti contabili e fiscali.

Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-14 09:00:002026-05-30 00:08:55Fatturazione Geometra 2026: Guida Completa Regime Forfettario e Ordinario
Geometri

Contributi CIPAG 2026: Guida Completa Aliquote e Scadenze per Geometri

regime forfettario partita iva

Se sei un geometra iscritto alla CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri), è fondamentale conoscere gli obblighi contributivi per il 2026. Quest’anno porta importanti conferme sulle aliquote e introduce novità che entreranno in vigore dal 2027, con un aumento previsto al 22%.

In questa guida completa scoprirai quanto devi versare, come si calcolano i contributi, quali scadenze rispettare e quali agevolazioni sono disponibili per i neo-iscritti. Ti spiegheremo anche come gestire correttamente il contributo integrativo in fattura, un aspetto spesso fonte di dubbi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi
  2. Aliquote Contributive 2026
  3. Contributo Minimo 4.205 euro
  4. Come si Calcolano i Contributi CIPAG
  5. Contributo Integrativo in Fattura
  6. Scadenze Versamenti 2026
  7. Agevolazioni per Geometri Under 30
  8. Sanzioni per Mancato Pagamento
  9. Novità: Aumento al 22% dal 2027
  10. Domande Frequenti

Cos’è la CIPAG e chi deve iscriversi

La CIPAG (Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza Geometri) è l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i geometri liberi professionisti iscritti all’Albo. Non si tratta di un’assicurazione facoltativa: l’iscrizione è automatica e obbligatoria dal momento in cui apri partita IVA come geometra e inizi l’attività professionale.

La CIPAG gestisce la previdenza (pensione di vecchiaia, invalidità, superstiti) e l’assistenza (indennità di maternità, sussidi per malattia) dei geometri. A differenza dell’INPS, che si occupa dei lavoratori dipendenti, la CIPAG è una cassa privatizzata riservata esclusivamente alla categoria dei geometri.

Chi deve iscriversi:

  • Geometri con partita IVA individuale iscritti all’Albo professionale
  • Geometri che esercitano in forma di società tra professionisti (STP)
  • Anche chi opera in regime forfettario è obbligato al versamento

Chi NON deve iscriversi:

  • Geometri dipendenti a tempo pieno (coperti da INPS)
  • Geometri pensionati che non esercitano più attività professionale
  • Chi ha sospeso l’iscrizione all’Albo (ma attenzione: la sospensione non è automatica, va richiesta formalmente)

L’iscrizione va effettuata entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA. Il mancato rispetto comporta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora.


Aliquote Contributive 2026

I contributi CIPAG 2026 si compongono di tre voci principali, ciascuna con una propria aliquota. È importante capire la differenza tra queste voci perché si calcolano in modo diverso e hanno finalità distinte.

1. Contributo Soggettivo (20%)

Il contributo soggettivo è la componente principale dei versamenti alla CIPAG. Serve per finanziare la tua futura pensione (vecchiaia, invalidità, superstiti). L’aliquota per il 2026 rimane al 20% del reddito professionale netto, confermata rispetto agli anni precedenti.

Questo significa che, se nel 2026 dichiari un reddito professionale di 30.000 euro, dovrai versare 6.000 euro di contributo soggettivo (20% di 30.000). Il reddito professionale è quello dichiarato nel modello Redditi o nel 730, al netto delle spese deducibili.

Attenzione: Se il tuo reddito è basso o nullo, sei comunque tenuto a versare il contributo minimo (vedi sezione dedicata), che per il 2026 è pari a 4.205 euro.

2. Contributo Integrativo (5%)

Il contributo integrativo ha un’aliquota del 5% e si applica sul volume d’affari, cioè sul totale dei compensi fatturati ai clienti (IVA esclusa). A differenza del contributo soggettivo, che si calcola sul reddito netto, l’integrativo si basa sul fatturato lordo.

Questo contributo ha una particolarità importante: va addebitato in fattura al cliente, proprio come l’IVA. In pratica, quando emetti una fattura per una prestazione professionale, devi aggiungere il 5% di contributo integrativo che il cliente ti pagherà insieme al compenso. Tu poi lo verserai alla CIPAG.

Esempio di fattura:

  • Compenso professionale: 1.000 euro
  • Contributo integrativo 5%: 50 euro
  • Imponibile totale: 1.050 euro
  • IVA 22% su 1.050: 231 euro
  • Totale fattura: 1.281 euro

I 50 euro di contributo integrativo li incassi dal cliente, ma dovrai versarli alla CIPAG nelle scadenze previste.

3. Contributo di Maternità (0,50%)

Il contributo di maternità è un versamento solidale, obbligatorio per tutti gli iscritti (uomini e donne), e serve a finanziare l’indennità di maternità e l’indennità di paternità. L’aliquota per il 2026 è dello 0,50% del reddito professionale netto.

Si tratta di un importo relativamente contenuto: su un reddito di 30.000 euro, il contributo di maternità è di 150 euro annui (0,50% di 30.000).

Riepilogo aliquote 2026:

  • Contributo soggettivo: 20% del reddito netto
  • Contributo integrativo: 5% del fatturato (addebitabile in fattura)
  • Contributo maternità: 0,50% del reddito netto

Contributo Minimo 4.205 euro

Anche se il tuo reddito professionale è basso o addirittura nullo, la CIPAG ti richiede il versamento di un contributo minimo. Per il 2026, l’importo del contributo minimo è pari a 4.205 euro, confermato rispetto al 2025.

Questo significa che, indipendentemente da quanto guadagni, sei tenuto a versare almeno questa somma per mantenere la tua posizione previdenziale attiva e maturare i requisiti per la pensione.

A chi si applica il contributo minimo

Il contributo minimo scatta quando il 20% del tuo reddito professionale risulta inferiore a 4.205 euro. In altre parole, se il tuo reddito annuo è inferiore a 21.025 euro, paghi comunque il minimo di 4.205 euro.

Esempio pratico:

  • Geometra A – Reddito 2026: 15.000 euro – 20% = 3.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
  • Geometra B – Reddito 2026: 25.000 euro – 20% = 5.000 euro – Si versa 5.000 euro (sopra il minimo)
  • Geometra C – Reddito 2026: 0 euro (primo anno di attività) – Si versa comunque 4.205 euro

Il contributo minimo rappresenta un impegno economico significativo, soprattutto per chi inizia l’attività o attraversa un periodo di fatturato basso.


Come si Calcolano i Contributi CIPAG

Capire come si calcolano i contributi CIPAG 2026 è fondamentale per pianificare correttamente i tuoi versamenti. Vediamo tre esempi pratici con diversi livelli di reddito.

Esempio 1: Reddito 20.000 euro

Geometra con reddito professionale di 20.000 euro e fatturato totale di 28.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 20.000 x 20% = 4.000 euro – Si applica il minimo di 4.205 euro
  • Contributo maternità: 20.000 x 0,50% = 100 euro
  • Contributo integrativo: 28.000 x 5% = 1.400 euro

Totale: 4.305 euro (più 1.400 euro integrativo già incassati dai clienti)

Esempio 2: Reddito 40.000 euro

Geometra con reddito di 40.000 euro e fatturato di 55.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 40.000 x 20% = 8.000 euro
  • Contributo maternità: 40.000 x 0,50% = 200 euro
  • Contributo integrativo: 55.000 x 5% = 2.750 euro

Totale: 8.200 euro (più 2.750 euro integrativo)

Esempio 3: Reddito 60.000 euro

Geometra con reddito di 60.000 euro e fatturato di 80.000 euro.

  • Contributo soggettivo: 60.000 x 20% = 12.000 euro
  • Contributo maternità: 60.000 x 0,50% = 300 euro
  • Contributo integrativo: 80.000 x 5% = 4.000 euro

Totale: 12.300 euro (più 4.000 euro integrativo)


Contributo Integrativo in Fattura

Il contributo integrativo del 5% va addebitato in fattura al cliente. Vediamo come funziona in pratica.

Struttura di una fattura corretta:

  1. Compenso professionale: 1.500 euro
  2. Contributo integrativo CIPAG 5%: 75 euro
  3. Imponibile IVA: 1.575 euro
  4. IVA 22%: 346,50 euro
  5. Totale fattura: 1.921,50 euro

Regime forfettario

Se operi in regime forfettario, devi comunque addebitare il contributo integrativo 5%, ma senza IVA.

Esempio: Compenso 1.000 euro + Contributo 5% (50 euro) = Totale 1.050 euro


Scadenze Versamenti 2026

I contributi CIPAG 2026 vanno versati in quattro rate trimestrali:

RataScadenzaNote
Prima rata31 maggio 202625% importo annuo
Seconda rata31 agosto 202625% importo annuo
Terza rata30 novembre 202625% importo annuo
Quarta rata28 febbraio 2027Saldo conguaglio

È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e interessi di mora.


Agevolazioni per Geometri Under 30

Se sei un geometra under 30 che si iscrive per la prima volta alla CIPAG, hai diritto a significative agevolazioni contributive nei primi cinque anni.

Riduzione nei primi 2 anni

Durante i primi due anni, paghi solo un quarto del contributo soggettivo minimo.

  • Contributo ordinario: 4.205 euro
  • Contributo agevolato: 1.051 euro
  • Risparmio: 3.154 euro/anno

Risparmio totale 5 anni

Un geometra under 30 risparmia oltre 12.600 euro nei primi 5 anni grazie alle agevolazioni!


Sanzioni per Mancato Pagamento

Non versare i contributi CIPAG comporta interessi di mora al 5,5% annuo e sanzioni amministrative dal 2% al 10% in base ai mesi di ritardo.

Ravvedimento operoso

Se regolarizzi spontaneamente, puoi ridurre le sanzioni:

  • Entro 14 giorni: 0,1% per giorno
  • Entro 30 giorni: 1,5%
  • Entro 90 giorni: 1,67%

Novità: Aumento al 22% dal 2027

Dal 1 gennaio 2027 l’aliquota del contributo soggettivo aumenterà dal 20% al 22%. Questo incremento è necessario per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

Quanto pagherai in più

  • Reddito 30.000 euro: +600 euro/anno
  • Reddito 40.000 euro: +800 euro/anno
  • Reddito 50.000 euro: +1.000 euro/anno
  • Reddito 60.000 euro: +1.200 euro/anno

È consigliabile pianificare il budget e valutare un eventuale adeguamento delle tariffe professionali.


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Domande Frequenti sui Contributi CIPAG 2026

Posso versare i contributi CIPAG in unica soluzione?

Sì, puoi versare l’intero importo annuale in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2026. Tuttavia, non ci sono vantaggi economici nel pagare anticipatamente.

Se chiudo la partita IVA a metà anno, devo versare i contributi per l’intero anno?

No, i contributi sono dovuti solo per i mesi di effettiva attività professionale. Devi comunicare formalmente la cessazione alla CIPAG entro 60 giorni.

I contributi CIPAG sono deducibili dal reddito?

Sì, i contributi previdenziali CIPAG sono interamente deducibili dal reddito professionale ai fini IRPEF. Questo riduce il reddito imponibile e le tasse da pagare.

Cosa succede se dimentico di addebitare il contributo integrativo in fattura?

Perdi definitivamente quel compenso: non puoi emettere una nota integrativa successiva. Inoltre, sei comunque tenuto a versare l’integrativo alla CIPAG, quindi la perdita è a tuo carico.

Come faccio a sapere se ho diritto alle agevolazioni under 30?

Hai diritto alle agevolazioni se al momento della prima iscrizione hai meno di 30 anni. L’agevolazione non è automatica: devi presentare domanda formale entro 60 giorni dall’apertura della partita IVA.

Posso rateizzare un debito contributivo pregresso?

Sì, puoi richiedere un piano di rateizzazione fino a 72 rate mensili. Devi presentare domanda formale alla CIPAG, che valuterà la tua situazione economica.


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  • Calcolare l’importo esatto dei contributi da versare
  • Verificare se hai diritto alle agevolazioni under 30
  • Compilare correttamente il modello F24 per i versamenti
  • Regolarizzare eventuali debiti contributivi con ravvedimento operoso o rateizzazione
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Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per offrirti assistenza ovunque ti trovi.

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Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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Geometri

Codice ATECO Geometra 2026: Guida al Codice 71.12.30 e Coefficiente 78%

regime forfettario partita iva

Il codice ATECO geometra corretto è fondamentale per aprire partita IVA nel 2026 e accedere al regime forfettario. Scegliere il codice sbagliato significa applicare il coefficiente di redditività errato, con conseguenze fiscali importanti. In questa guida scopri tutto sul codice ATECO 71.12.30, le attività incluse e come comunicarlo all’Agenzia delle Entrate.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante
  2. Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT
  3. Attività Incluse nel Codice 71.12.30
  4. Coefficiente di Redditività 78% nel Regime Forfettario
  5. Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate
  6. Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri
  7. Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO
  8. Domande Frequenti

Cos’è il Codice ATECO e Perché è Importante

Il codice ATECO (Attività Economiche) è un sistema di classificazione delle attività produttive utilizzato dall’ISTAT e dall’Agenzia delle Entrate. Ogni professionista che apre partita IVA come geometra deve dichiarare il proprio codice ATECO, che identifica il tipo di attività svolta.

Per i geometri, il codice principale è il 71.12.30, che rientra nella categoria delle “Attività tecniche svolte da geometri”. Questo codice è determinante per tre motivi principali:

  • Coefficiente di redditività: nel regime forfettario, il codice ATECO 71.12.30 ha un coefficiente del 78%. Questo significa che se fatturi 30.000 euro, il reddito imponibile su cui paghi le tasse è di 23.400 euro (30.000 x 78%).
  • Contributi previdenziali: il codice determina quale cassa previdenziale devi iscriverti. I geometri devono iscriversi alla Cassa Italiana Geometri (CIPAG).
  • Detrazioni e agevolazioni: alcuni bonus fiscali sono riservati a specifici codici ATECO. Un codice errato può farti perdere opportunità di risparmio.

Scegliere il codice ATECO sbagliato comporta errori nel calcolo delle tasse e potenziali sanzioni in caso di controlli. Per questo è importante affidarsi a un CAF specializzato che verifichi la correttezza della classificazione.

Codice ATECO 71.12.30: Descrizione Ufficiale ISTAT

Il codice ATECO 71.12.30 è così definito dall’ISTAT nella classificazione ufficiale 2007 (aggiornata al 2025-2026):

“Attività tecniche svolte da geometri”

Questa categoria comprende le attività professionali tipiche del geometra, regolamentate dal Collegio dei Geometri e Geometri Laureati. Il codice si inserisce nella gerarchia ATECO in questo modo:

  • Sezione M: Attività professionali, scientifiche e tecniche
  • Divisione 71: Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
  • Gruppo 71.1: Attività degli studi di architettura, ingegneria ed altri studi tecnici
  • Classe 71.12: Attività degli studi di ingegneria ed altri studi tecnici
  • Categoria 71.12.30: Attività tecniche svolte da geometri

Questo codice distingue i geometri da altre figure tecniche come gli ingegneri (codice 71.12.10) o gli architetti (codice 71.11.00). La distinzione è importante perché ogni professione ha regole deontologiche, limiti di competenza e contributi previdenziali differenti.

Attività Incluse nel Codice 71.12.30

Il codice ATECO 71.12.30 copre tutte le attività tecniche che rientrano nelle competenze professionali del geometra, secondo quanto previsto dalla normativa italiana. Ecco le principali attività incluse:

Rilievi e Topografia

  • Rilievi topografici per progetti edilizi e infrastrutturali
  • Tracciamenti di confini, lottizzazioni e frazionamenti
  • Misurazione terreni e determinazione di superfici
  • Accatastamenti di nuove costruzioni e variazioni catastali

Progettazione Edilizia

  • Progettazione di edifici civili di limitata complessità
  • Ristrutturazioni e ampliamenti edilizi
  • Direzione lavori per cantieri edili
  • Computi metrici e preventivi di spesa

Consulenza Tecnica e Amministrativa

  • Pratiche edilizie: CILA, SCIA, permessi di costruire
  • Certificazioni energetiche (APE)
  • Perizie tecniche e stime immobiliari
  • Consulenze catastali e successioni immobiliari

Sicurezza e Ambiente

  • Coordinamento sicurezza nei cantieri edili
  • Valutazioni di impatto ambientale (VIA) di competenza
  • Pratiche per bonus edilizi: Superbonus, Ecobonus, Sismabonus

Queste attività sono quelle tipicamente svolte dai geometri e riconosciute dalla legge professionale. Se la tua attività principale rientra in questa descrizione, il codice ATECO 71.12.30 è quello corretto per la tua partita IVA.

Coefficiente di Redditività 78% nel Regime Forfettario

Nel regime forfettario 2026, il coefficiente di redditività è la percentuale di fatturato che viene considerata come reddito imponibile. Per il codice ATECO 71.12.30, questo coefficiente è del 78%.

Vediamo con un esempio pratico come funziona il calcolo:

Esempio di Calcolo delle Tasse

Immagina di essere un geometra in regime forfettario con questi dati:

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Coefficiente di redditività: 78%
  • Imposta sostitutiva: 15% (o 5% se sei nei primi 5 anni di attività)

Il calcolo è questo:

  1. Reddito imponibile = 40.000 euro x 78% = 31.200 euro
  2. Imposta sostitutiva = 31.200 euro x 15% = 4.680 euro

A questi 4.680 euro devi aggiungere i contributi CIPAG (Cassa Italiana Geometri), che nel 2026 sono calcolati sul reddito imponibile con aliquote progressive. In media, per un reddito di 31.200 euro, i contributi si aggirano intorno ai 5.000-6.000 euro annui.

L’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali regionali/comunali. In pratica, invece di pagare più imposte separate, ne paghi una sola con aliquota agevolata. Questo rende il regime forfettario molto conveniente rispetto al regime ordinario.

Perché il Coefficiente è 78%

Il coefficiente del 78% riflette il fatto che i geometri, come molti professionisti tecnici, hanno spese operative moderate. Il legislatore stima che circa il 22% del fatturato sia assorbito da costi (software, strumentazione, formazione, assicurazioni), mentre il restante 78% costituisce il reddito effettivo.

Questo coefficiente è identico per altre professioni tecniche simili (ingegneri, architetti), mentre differisce per attività con strutture di costo diverse. Ad esempio, il commercio al dettaglio ha coefficienti più bassi (40%) perché i costi di acquisto merce sono molto elevati.

Come Comunicare il Codice ATECO all’Agenzia delle Entrate

Il codice ATECO geometra va comunicato all’Agenzia delle Entrate in due momenti principali: all’apertura della partita IVA e in caso di variazione dell’attività.

Apertura Partita IVA

Quando apri partita IVA come geometra, devi presentare il modello AA9/12 (persone fisiche) all’Agenzia delle Entrate. In questo modello compili:

  • Quadro B: dati anagrafici e domicilio fiscale
  • Quadro C: attività svolta e codice ATECO 71.12.30
  • Quadro F: regime contabile (ad esempio, regime forfettario)

Il modello può essere presentato in tre modi:

  1. Online tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (serve SPID o CIE)
  2. Tramite intermediario abilitato (commercialista o CAF)
  3. Consegna diretta presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutta la procedura: dalla compilazione del modello alla scelta del codice ATECO corretto, fino alla verifica della tua iscrizione alla Cassa Geometri (CIPAG). Questo ti garantisce di partire senza errori e con tutti gli adempimenti in regola.

Variazione Codice ATECO

Se cambi attività o aggiungi nuovi servizi, devi comunicare la variazione del codice ATECO entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività. Si usa sempre il modello AA9/12, barrando la casella “Variazione dati”.

Ad esempio, se sei un geometra che inizia anche attività di amministrazione condominiale, potresti aggiungere il codice ATECO 68.32.00. Oppure, se ti specializzi in progettazione impianti termici, potresti affiancare il codice 71.12.40.

Codici ATECO Alternativi e Aggiuntivi per Geometri

Oltre al codice principale 71.12.30, i geometri possono utilizzare codici ATECO aggiuntivi se svolgono attività complementari. Ecco una tabella di confronto con i codici più comuni:

Codice ATECODescrizione AttivitàCoefficiente RedditivitàQuando Usarlo
71.12.30Attività tecniche svolte da geometri78%Attività principale del geometra
71.12.10Attività degli studi di ingegneria78%Se sei geometra laureato con competenze ingegneristiche
71.11.00Attività degli studi di architettura78%Progettazione architettonica (solo con titolo abilitante)
71.12.40Attività tecniche svolte da periti industriali78%Perizie tecniche industriali e impiantistiche
68.32.00Amministrazione di condomini e gestione beni immobiliari67%Se svolgi anche attività di amministratore di condominio
71.20.10Controllo di qualità e certificazione78%Certificazioni energetiche, collaudi tecnici

La scelta del codice ATECO giusto dipende dalla prevalenza dell’attività. Se svolgi principalmente attività tecniche tipiche del geometra (rilievi, progettazione, direzione lavori), il codice corretto è il 71.12.30. Se invece affianchi servizi complementari (ad esempio, amministrazione condominiale), puoi dichiarare il 71.12.30 come codice principale e il 68.32.00 come attività secondaria.

Attenzione: nel regime forfettario, se svolgi attività con coefficienti diversi, si applica il coefficiente dell’attività prevalente. Per questo è importante tracciare bene i ricavi per ogni tipo di servizio.

Errori Comuni nella Scelta del Codice ATECO

Molti geometri commettono errori nella scelta del codice ATECO, con conseguenze fiscali e contributive. Ecco i più frequenti:

1. Confondere 71.12.30 con 71.12.10

Il codice 71.12.10 è riservato agli ingegneri, non ai geometri. Anche se hanno lo stesso coefficiente di redditività (78%), la differenza è sostanziale per l’iscrizione alla cassa previdenziale. Gli ingegneri si iscrivono a INARCASSA, i geometri alla CIPAG. Usare il codice sbagliato significa iscriversi alla cassa sbagliata, con sanzioni e recuperi contributivi.

2. Non Dichiarare Attività Secondarie

Se svolgi anche amministrazione condominiale o consulenza immobiliare, devi dichiarare anche questi codici ATECO. Non farlo significa rischiare contestazioni in caso di controllo fiscale, impossibilità di emettere fatture conformi per quei servizi e problemi con le detrazioni fiscali richieste dai clienti.

3. Scegliere il Codice Solo per il Coefficiente

Alcuni professionisti scelgono il codice ATECO in base al coefficiente di redditività più basso (per pagare meno tasse nel forfettario). Questo è un errore grave: il codice ATECO deve rispecchiare l’attività effettivamente svolta, non la convenienza fiscale. L’Agenzia delle Entrate può contestare il codice se non corrisponde ai servizi fatturati, con sanzioni e recupero delle imposte.

4. Non Aggiornare il Codice quando Cambia l’Attività

Se ampli i tuoi servizi (ad esempio, inizi a fare anche progettazione energetica o sicurezza cantieri), devi comunicare la variazione. Continuare a usare il vecchio codice ATECO significa operare in modo irregolare.

5. Non Verificare la Coerenza con la Cassa Previdenziale

Il codice ATECO deve essere coerente con l’iscrizione alla CIPAG. Se ti iscrivi alla Cassa Geometri ma usi un codice diverso dal 71.12.30, la cassa può chiedere chiarimenti e contestare i contributi versati. Affidati al CAF per verificare che tutto sia allineato.

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Domande Frequenti

Qual è il codice ATECO per geometri nel 2026?

Il codice ATECO principale per i geometri è il 71.12.30 – “Attività tecniche svolte da geometri”. Questo codice ha un coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario.

Posso usare più codici ATECO come geometra?

Sì, puoi dichiarare un codice ATECO principale (71.12.30) e uno o più codici secondari se svolgi attività complementari, come amministrazione condominiale (68.32.00) o consulenza immobiliare. L’importante è che il codice principale corrisponda all’attività prevalente.

Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

Se il codice ATECO non corrisponde all’attività effettivamente svolta, rischi sanzioni fiscali per dichiarazioni non conformi, recupero imposte se hai applicato il coefficiente di redditività errato, e problemi con la cassa previdenziale (CIPAG), che potrebbe contestare i contributi versati.

Il codice ATECO 71.12.30 vale anche per geometri laureati?

Sì, il codice 71.12.30 vale sia per i geometri diplomati che per i geometri laureati (L-7 o L-23). La differenza di competenze professionali non cambia il codice ATECO, ma solo le attività che puoi svolgere secondo la normativa professionale.

Come comunico il codice ATECO all’apertura della partita IVA?

Compili il modello AA9/12 (persone fisiche) e lo presenti all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Puoi farlo online, tramite intermediario (CAF o commercialista) o presso un ufficio territoriale. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce tutta la pratica per te.

Posso cambiare codice ATECO dopo aver aperto partita IVA?

Sì, puoi modificare il codice ATECO presentando una variazione dati con il modello AA9/12 entro 30 giorni dal cambio di attività. Ad esempio, se inizi a svolgere anche amministrazione condominiale, aggiungi il codice 68.32.00 come attività secondaria.


Hai bisogno di assistenza per aprire partita IVA come geometra o verificare se il tuo codice ATECO è corretto? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 504432 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Leggi anche: Guida completa alla Partita IVA Geometra 2026

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Marzo 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-10 09:00:002026-10-11 22:10:13Codice ATECO Geometra 2026: Guida al Codice 71.12.30 e Coefficiente 78%
Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida con Esempi Pratici

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Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa con Esempi Pratici

Sei un architetto o ingegnere e vuoi sapere come emettere correttamente le fatture? Ti chiedi come funziona il contributo integrativo Inarcassa 4%, quando applicare la marca da bollo e quali diciture inserire in regime forfettario?

La fatturazione corretta e fondamentale per evitare errori fiscali e sanzioni. In questa guida completa vedremo come emettere fatture per architetti e ingegneri, con esempi pratici per regime forfettario e ordinario, il contributo integrativo del 4%, la marca da bollo e tutte le diciture obbligatorie.

Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella corretta gestione della fatturazione e degli adempimenti fiscali.

Indice dei contenuti

  1. Fattura Elettronica Obbligatoria
  2. Il Contributo Integrativo 4%
  3. Fattura in Regime Forfettario
  4. Fattura in Regime Ordinario
  5. Marca da Bollo: Quando e Obbligatoria
  6. Diciture Obbligatorie
  7. Esempi di Fatture Complete
  8. Domande Frequenti

Fattura Elettronica Obbligatoria

Dal 2024, la fattura elettronica e obbligatoria per tutti i professionisti, compresi quelli in regime forfettario.

Chi Deve Emettere Fattura Elettronica

Regime ordinarioObbligo fattura elettronica dal 2019
Regime forfettarioObbligo fattura elettronica dal 1/1/2024
EccezionePrestazioni verso privati esteri (fattura cartacea)

Come Funziona la Fattura Elettronica

  • Formato: XML trasmesso tramite Sistema di Interscambio (SDI)
  • Conservazione: Minimo 10 anni in formato digitale
  • Invio: Entro 12 giorni dalla data dell’operazione
  • Software: Fatture in Cloud, Aruba, Assosoftware, o portale Agenzia Entrate

Dati Obbligatori in Fattura

Dati emittenteNome, indirizzo, P.IVA, CF
Dati clienteNome/Ragione sociale, indirizzo, P.IVA o CF
Codice SDI/PECPer invio al cliente
Numero e dataProgressivo univoco per anno
DescrizioneNatura e quantita della prestazione
ImportiCompenso, contributo 4%, totale

Il Contributo Integrativo Inarcassa 4%

Il contributo integrativo del 4% e un elemento caratteristico delle fatture di architetti e ingegneri iscritti a Inarcassa.

Come Funziona il Contributo Integrativo

CONTRIBUTO INTEGRATIVO 4%
Aliquota4% del compenso professionale
Chi lo pagaIl cliente (addebitato in fattura)
Chi lo versa a InarcassaIl professionista
E un costo per te?NO – Lo incassi e lo versi
Va in fattura?SI – Sempre obbligatorio

Calcolo del Contributo Integrativo

Contributo Integrativo = Compenso x 4%

Esempio: Compenso 5.000 euro → Contributo integrativo = 200 euro

Il Contributo Integrativo e l’IVA

  • Regime forfettario: Il contributo integrativo NON e soggetto a IVA
  • Regime ordinario: Il contributo integrativo E soggetto a IVA (22%)

Esempio in Regime Ordinario

Compenso professionale5.000,00 euro
Contributo integrativo 4%200,00 euro
Imponibile IVA5.200,00 euro
IVA 22%1.144,00 euro
TOTALE FATTURA6.344,00 euro

Il Contributo Integrativo e Deducibile?

Il contributo integrativo non e deducibile per te (perche non e un tuo costo). Tuttavia, se il tuo cliente e un professionista o un’impresa, lui puo dedurlo come costo.

Fattura in Regime Forfettario

In regime forfettario, la fattura ha caratteristiche specifiche: niente IVA e niente ritenuta d’acconto.

Caratteristiche Fattura Forfettario

IVANon si applica (operazione esente)
Ritenuta d’accontoNon si applica
Contributo integrativo 4%SI – sempre obbligatorio
Marca da bolloSI – se importo supera 77,47 euro
Diciture obbligatorieRiferimento normativo forfettario

Schema Fattura Regime Forfettario

FATTURA N. 001/2026


Prestazione: Progettazione architettonica edificio residenziale

Compenso professionale5.000,00 euro
Contributo integrativo Inarcassa 4%200,00 euro
Marca da bollo2,00 euro
TOTALE FATTURA5.202,00 euro

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 (Regime Forfettario).
Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.
Imposta di bollo assolta sull’originale – ID bollo: XXXXXXXXXXXXXXX

Diciture Obbligatorie Forfettario

  1. Per l’esenzione IVA: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014”
  2. Per la ritenuta: “Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”
  3. Per la marca da bollo: “Imposta di bollo assolta sull’originale” (se cartacea) o ID bollo virtuale

Fattura in Regime Ordinario

In regime ordinario, la fattura include IVA e ritenuta d’acconto.

Caratteristiche Fattura Regime Ordinario

IVA22% sull’imponibile (compenso + contributo 4%)
Ritenuta d’acconto20% sul compenso (se cliente e sostituto d’imposta)
Contributo integrativo 4%SI – soggetto a IVA
Marca da bolloNO – non necessaria con IVA

Schema Fattura Regime Ordinario (con Ritenuta)

FATTURA N. 002/2026


Prestazione: Progettazione strutturale

Compenso professionale5.000,00 euro
Contributo integrativo Inarcassa 4%200,00 euro
Imponibile IVA5.200,00 euro
IVA 22%1.144,00 euro
Totale lordo6.344,00 euro
Ritenuta d’acconto 20% (su 5.000)– 1.000,00 euro
NETTO A PAGARE5.344,00 euro

Ritenuta d’Acconto: Quando si Applica

ClienteRitenuta d’Acconto
Azienda/ImpresaSI – 20% sul compenso
Professionista con P.IVASI – 20% sul compenso
Ente pubblicoSI – 20% sul compenso
Privato persona fisicaNO – Non e sostituto d’imposta

Nota sulla Ritenuta

La ritenuta d’acconto si calcola solo sul compenso, non sul contributo integrativo 4%.

Marca da Bollo: Quando e Obbligatoria

La marca da bollo e obbligatoria sulle fatture esenti da IVA che superano un certo importo.

Quando Applicare la Marca da Bollo

SituazioneMarca da Bollo
Fattura forfettario > 77,47 euroSI – 2,00 euro
Fattura forfettario fino a 77,47 euroNO
Fattura con IVA (regime ordinario)NO

Come Applicare la Marca da Bollo

Fattura Cartacea

  • Apporre marca da bollo da 2 euro sull’originale
  • Indicare in fattura: “Imposta di bollo assolta sull’originale”
  • Annullare la marca con timbro o firma

Fattura Elettronica

  • Selezionare l’opzione “Bollo virtuale” nel software
  • L’importo viene addebitato trimestralmente dall’Agenzia Entrate
  • Indicare in fattura il campo XML dedicato

Chi Paga la Marca da Bollo

La marca da bollo e a carico del cliente, quindi viene addebitata in fattura oltre al compenso. Tuttavia, il professionista e responsabile del suo versamento.

Versamento Bollo Virtuale

1° trimestreVersamento entro 31 maggio
2° trimestreVersamento entro 30 settembre
3° trimestreVersamento entro 30 novembre
4° trimestreVersamento entro 28 febbraio anno successivo

Diciture Obbligatorie in Fattura

Ecco tutte le diciture obbligatorie da inserire nelle fatture di architetti e ingegneri.

Diciture Regime Forfettario

Esenzione IVA“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014 e successive modificazioni”
No ritenuta“Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”
Marca da bollo“Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale” (o “sull’originale”)

Diciture Regime Ordinario

Ritenuta d’acconto“Ritenuta d’acconto 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73”
Contributo integrativo“Contributo integrativo Inarcassa 4% ai sensi dell’art. 10 L. 6/81”

Diciture Comuni a Tutti

Iscrizione AlboNumero iscrizione Ordine Architetti/Ingegneri
Partita IVANumero P.IVA
Codice fiscaleCF del professionista
Codice destinatarioSDI del cliente (per fattura elettronica)

Esempi di Fatture Complete

Esempio 1: Fattura Forfettario ad Azienda

ARCHITETTO MARIO ROSSI
Via Roma 123 – 33100 Udine (UD)
P.IVA 01234567890 – C.F. RSSMRA80A01L483X
Iscritto all’Ordine degli Architetti di Udine n. 1234


FATTURA N. 015/2026
Data: 15 gennaio 2026

CLIENTE: Edilizia Friulana S.r.l.
Via Industria 45 – 33100 Udine
P.IVA 09876543210 – Cod. SDI: KRRH6B9


Oggetto: Progettazione architettonica edificio commerciale

Compenso professionale8.000,00 euro
Contributo integrativo Inarcassa 4%320,00 euro
Imposta di bollo2,00 euro
TOTALE DA PAGARE8.322,00 euro

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014.
Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014.
Imposta di bollo da 2,00 euro assolta in modo virtuale.

Pagamento: Bonifico bancario – IBAN IT00X0000000000000000000000

Esempio 2: Fattura Ordinario ad Ente Pubblico

ING. LUCA BIANCHI
Via Mazzini 55 – 33100 Udine (UD)
P.IVA 11223344556 – C.F. BNCLCU85B15L483Y
Iscritto all’Ordine degli Ingegneri di Udine n. 5678


FATTURA N. 008/2026
Data: 20 gennaio 2026

CLIENTE: Comune di Udine
Piazza Liberta 1 – 33100 Udine
P.IVA 00168650307 – CIG: Z3F1234567 – CUP: J11B12345678901


Oggetto: Verifica strutturale edificio scolastico

Compenso professionale10.000,00 euro
Contributo integrativo Inarcassa 4%400,00 euro
Imponibile IVA10.400,00 euro
IVA 22%2.288,00 euro
TOTALE FATTURA12.688,00 euro
Ritenuta d’acconto 20% (su 10.000)– 2.000,00 euro
NETTO A PAGARE10.688,00 euro

Ritenuta d’acconto 20% ai sensi dell’art. 25 DPR 600/73.
Contributo integrativo Inarcassa 4% ai sensi dell’art. 10 L. 6/81.

Domande Frequenti (FAQ)

Devo sempre indicare il contributo integrativo 4% in fattura?

Si, il contributo integrativo Inarcassa 4% deve essere sempre indicato in fattura e addebitato al cliente. E obbligatorio per tutti gli iscritti a Inarcassa.

Il contributo integrativo e soggetto a IVA?

In regime ordinario si, il contributo integrativo fa parte dell’imponibile IVA. In regime forfettario no, perche non c’e IVA.

Quando devo applicare la marca da bollo?

La marca da bollo da 2 euro e obbligatoria sulle fatture esenti da IVA (regime forfettario) di importo superiore a 77,47 euro.

La ritenuta d’acconto si calcola sul contributo integrativo?

No, la ritenuta d’acconto 20% si calcola solo sul compenso professionale, non sul contributo integrativo 4%.

Devo emettere fattura elettronica in regime forfettario?

Si, dal 1 gennaio 2024 la fattura elettronica e obbligatoria anche per i professionisti in regime forfettario.

Che dicitura devo mettere per il regime forfettario?

Devi indicare: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014” e “Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014”.

Conclusioni

La fatturazione corretta e fondamentale per architetti e ingegneri.

Punti chiave:

  • Contributo integrativo 4%: Sempre obbligatorio, lo paga il cliente
  • Regime forfettario: Niente IVA, niente ritenuta, si marca da bollo
  • Regime ordinario: IVA 22%, ritenuta 20% sul compenso
  • Marca da bollo: 2 euro se fattura esente IVA superiore a 77,47 euro
  • Fattura elettronica: Obbligatoria per tutti dal 2024
  • Diciture: Inserire sempre i riferimenti normativi corretti

Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: fatturazione, dichiarazione dei redditi, gestione contributi Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

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Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026.

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    Febbraio 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-01 09:00:002026-05-30 00:07:42Fatturazione Architetto e Ingegnere 2026: Guida con Esempi Pratici
    Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

    Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni Under 35

    regime forfettario partita iva

    Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni

    Sei un architetto o ingegnere iscritto a Inarcassa e vuoi sapere quanto dovrai versare di contributi nel 2026? Ti chiedi quali sono le aliquote, i minimali, le scadenze e le agevolazioni disponibili?

    Inarcassa (Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per Ingegneri e Architetti) e l’ente previdenziale obbligatorio per tutti i professionisti iscritti agli Albi che esercitano la libera professione. In questa guida completa analizzeremo tutti i contributi Inarcassa 2026: aliquote, importi minimi, scadenze, modalita di pagamento e agevolazioni per giovani under 35.

    Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione dei contributi Inarcassa, nella dichiarazione dei redditi e nell’ottimizzazione fiscale.

    Indice dei contenuti

    1. Chi Deve Iscriversi a Inarcassa
    2. Tipologie di Contributi
    3. Aliquote e Importi 2026
    4. Contributi Minimi Obbligatori
    5. Scadenze e Modalita di Versamento
    6. Come Calcolare i Contributi
    7. Agevolazioni Under 35
    8. Deducibilita Fiscale
    9. Domande Frequenti

    Chi Deve Iscriversi a Inarcassa

    L’iscrizione a Inarcassa e obbligatoria quando si verificano contemporaneamente tre condizioni.

    Requisiti per l’Iscrizione Obbligatoria

    CondizioneDescrizione
    1. Iscrizione all’AlboOrdine degli Architetti o Ordine degli Ingegneri
    2. Partita IVAPer l’esercizio della libera professione
    3. Libera professioneEsercizio continuativo della professione

    Chi NON Deve Iscriversi

    • Dipendenti esclusivi che non esercitano la libera professione
    • Pensionati Inarcassa che non esercitano piu
    • Professionisti con altra cassa prevalente (es. Cassa Geometri)
    • Iscritti all’Albo senza partita IVA per attivita professionale

    Quando Iscriversi

    L’iscrizione deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita libero-professionale. La mancata iscrizione comporta sanzioni e interessi di mora.

    Gestione Separata INPS: Alternativa?

    Se sei iscritto all’Albo ma non eserciti la libera professione in modo esclusivo, potresti versare alla Gestione Separata INPS. Tuttavia, per la maggior parte dei liberi professionisti architetti e ingegneri, Inarcassa e obbligatoria.

    Tipologie di Contributi Inarcassa

    I contributi Inarcassa si suddividono in tre componenti principali.

    Riepilogo Contributi

    ContributoAliquotaBase di CalcoloChi lo Paga
    Soggettivo14,5%Reddito professionale nettoIl professionista
    Integrativo4%Volume d’affari IVAIl cliente (in fattura)
    Maternita/PaternitaFisso–Il professionista

    1. Contributo Soggettivo

    Il contributo soggettivo e il principale contributo previdenziale ed e interamente a carico del professionista.

    • Aliquota: 14,5% del reddito professionale netto
    • Base di calcolo: Reddito imponibile ai fini IRPEF
    • Minimo: Circa 2.800 euro annui (anche con reddito basso)
    • Massimale: Circa 143.000 euro di reddito
    • Deducibilita: 100% deducibile dal reddito

    2. Contributo Integrativo

    Il contributo integrativo viene addebitato in fattura al cliente.

    • Aliquota: 4% del volume d’affari
    • Base di calcolo: Compensi professionali fatturati
    • Minimo: Circa 850 euro annui
    • Chi lo paga: Il cliente (tu lo incassi e lo versi a Inarcassa)
    • Non e un costo: Per te e un flusso finanziario, non una spesa

    3. Contributo Maternita/Paternita

    Contributo fisso obbligatorio per tutti gli iscritti.

    • Importo 2026: 72 euro annui (65 euro maternita + 7 euro paternita)
    • Obbligatorio: Per tutti gli iscritti, indipendentemente dal reddito
    • Finalita: Finanzia le indennita di maternita e paternita

    Aliquote e Importi Inarcassa 2026

    Ecco le aliquote contributive e gli importi per l’anno 2026.

    Tabella Completa Aliquote 2026

    ContributoAliquota OrdinariaAliquota Under 35Minimo 2026
    Soggettivo14,5%7,25% (50%)~2.800 euro
    Integrativo4%4%~850 euro
    Maternita/Paternita72 euro72 euro72 euro
    TOTALE MINIMO–~3.722 euro

    Massimali e Minimali di Reddito

    Reddito minimo (per contributi minimi)~19.300 euro
    Reddito massimale~143.000 euro
    Volume d’affari minimo (integrativo)~21.000 euro

    Nota sui Contributi Minimi

    I contributi minimi sono dovuti anche se il reddito professionale e basso o nullo. Questo significa che un architetto o ingegnere appena iscritto dovra comunque versare circa 3.700 euro all’anno come minimo.

    Contributi Minimi Obbligatori 2026

    Anche con reddito basso o nullo, ogni iscritto deve versare i contributi minimi.

    Dettaglio Contributi Minimi Annui

    Contributo soggettivo minimo~2.800 euro
    Contributo integrativo minimo~850 euro
    Contributo maternita/paternita72 euro
    TOTALE MINIMO ANNUO~3.722 euro

    Contributi Minimi per Under 35

    I giovani professionisti under 35 beneficiano di una riduzione del 50% sul contributo soggettivo.

    Contributo soggettivo ridotto~1.400 euro
    Contributo integrativo minimo~850 euro
    Contributo maternita/paternita72 euro
    TOTALE MINIMO UNDER 35~2.322 euro

    Quando si Applicano i Minimi

    I contributi minimi si applicano quando:

    • Il reddito professionale e inferiore a circa 19.300 euro
    • Il volume d’affari e inferiore a circa 21.000 euro
    • Il professionista e al primo anno di attivita

    Scadenze e Modalita di Versamento 2026

    I contributi Inarcassa possono essere versati in un’unica soluzione o rateizzati.

    Scadenze Versamenti 2026

    ScadenzaAdempimento
    2 febbraio 2026Richiesta rateizzazione bimestrale
    30 giugno 20261a rata contributi minimi (o unica soluzione)
    31 agosto 2026Versamento contributo integrativo
    30 settembre 20262a rata contributi minimi
    31 ottobre 2026Dichiarazione reddituale Inarcassa
    31 dicembre 2026Conguaglio annuale

    Opzione Rateizzazione Bimestrale

    E possibile richiedere la rateizzazione in 6 rate bimestrali:

    • Quando: Entro il 2 febbraio dell’anno
    • Come: Tramite IOL (Inarcassa On Line)
    • Rate: 6 rate con scadenza bimestrale
    • Vantaggi: Migliore gestione del flusso di cassa

    Scadenze Rate Bimestrali 2026

    RataScadenza
    1a rata28 febbraio 2026
    2a rata30 aprile 2026
    3a rata30 giugno 2026
    4a rata31 agosto 2026
    5a rata31 ottobre 2026
    6a rata31 dicembre 2026

    Modalita di Pagamento

    • IOL (Inarcassa On Line): Pagamento diretto con carta o addebito conto
    • MAV bancario: Bollettino pagabile in banca
    • Domiciliazione bancaria: Addebito automatico su conto corrente
    • PagoPA: Tramite i canali abilitati

    Come Calcolare i Contributi Inarcassa

    Ecco come calcolare i contributi Inarcassa in base al reddito e al volume d’affari.

    Formula Calcolo Contributo Soggettivo

    Contributo Soggettivo = Reddito Professionale x 14,5%

    Se il risultato e inferiore al minimo (~2.800 euro), si versa il minimo.

    Formula Calcolo Contributo Integrativo

    Contributo Integrativo = Volume d’Affari x 4%

    Se il risultato e inferiore al minimo (~850 euro), si versa il minimo.

    Esempio Calcolo: Reddito 40.000 euro

    DATI
    Reddito professionale netto40.000 euro
    Volume d’affari (fatturato)50.000 euro
    CALCOLO CONTRIBUTI
    Contributo soggettivo (40.000 x 14,5%)5.800 euro
    Contributo integrativo (50.000 x 4%)2.000 euro
    Contributo maternita/paternita72 euro
    TOTALE CONTRIBUTI7.872 euro

    Nota: Il contributo integrativo (2.000 euro) lo incassi dal cliente, quindi il tuo esborso effettivo e 5.872 euro.

    Tabella Contributi per Fasce di Reddito

    RedditoSoggettivo (14,5%)Integrativo (4%)*MaternitaTotale
    20.000 euro2.900 euro1.000 euro72 euro3.972 euro
    35.000 euro5.075 euro1.750 euro72 euro6.897 euro
    50.000 euro7.250 euro2.500 euro72 euro9.822 euro
    70.000 euro10.150 euro3.500 euro72 euro13.722 euro
    85.000 euro12.325 euro4.250 euro72 euro16.647 euro

    *Il contributo integrativo viene incassato dal cliente, non e un costo per il professionista.

    Agevolazioni Under 35 e Altre Riduzioni

    Inarcassa prevede importanti agevolazioni contributive per i giovani professionisti.

    Agevolazioni Under 35

    I professionisti che si iscrivono a Inarcassa prima dei 35 anni beneficiano di riduzioni significative.

    BeneficioOrdinarioUnder 35Risparmio
    Aliquota soggettivo14,5%7,25%50%
    Minimo soggettivo~2.800 euro~1.400 euro50%
    Durata agevolazione–5 anni–

    Requisiti per le Agevolazioni Under 35

    • Iscriversi a Inarcassa prima del compimento dei 35 anni
    • Reddito professionale inferiore a circa 40.000 euro
    • Richiedere l’agevolazione tramite IOL entro il 31 maggio

    Esempio Risparmio Under 35

    Ingegnere under 35 con reddito 30.000 euro
    Contributo ordinario (30.000 x 14,5%)4.350 euro
    Contributo ridotto (30.000 x 7,25%)2.175 euro
    Risparmio annuo2.175 euro
    Risparmio in 5 anni~10.875 euro

    Altre Agevolazioni

    Maternita/Paternita

    • Esonero contributivo: Durante il periodo di maternita obbligatoria
    • Indennita: Circa 80% del reddito degli ultimi 12 mesi
    • Durata: 5 mesi (2 mesi prima + 3 mesi dopo il parto)

    Contribuzione Figurativa

    Chi beneficia delle agevolazioni under 35 e poi versa contributi per almeno 25 anni riceve un riconoscimento di contribuzione figurativa che incrementa il montante pensionistico.

    Come Richiedere le Agevolazioni

    1. Accedi a Inarcassa On Line (IOL)
    2. Vai alla sezione “Richieste agevolazioni”
    3. Compila il modulo entro il 31 maggio dell’anno
    4. Per nuovi iscritti: entro 90 giorni dall’iscrizione

    Deducibilita Fiscale dei Contributi

    I contributi Inarcassa sono deducibili dal reddito ai fini fiscali.

    Quali Contributi sono Deducibili

    ContributoDeducibilitaNote
    Soggettivo100% deducibileRiduce il reddito imponibile
    Maternita/Paternita100% deducibile72 euro annui
    IntegrativoNon deducibileNon e un tuo costo (lo paga il cliente)

    Deducibilita in Regime Forfettario

    In regime forfettario, i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito forfettario:

    ESEMPIO: Architetto in Forfettario
    Fatturato annuo50.000 euro
    Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
    Contributi deducibili versati– 5.727 euro
    Reddito netto imponibile33.273 euro
    Imposta sostitutiva 15%4.991 euro

    Vantaggio Fiscale della Deduzione

    La deduzione dei contributi genera un risparmio fiscale:

    • Regime forfettario 15%: Risparmio = Contributi x 15%
    • Regime forfettario 5%: Risparmio = Contributi x 5%
    • Regime ordinario: Risparmio = Contributi x aliquota marginale IRPEF (23-43%)

    Esempio: Con 5.000 euro di contributi in regime forfettario 15%, il risparmio fiscale e 750 euro.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Quanto devo versare a Inarcassa come minimo?

    Il contributo minimo annuo e circa 3.722 euro (soggettivo ~2.800 + integrativo ~850 + maternita 72). Per gli under 35, il minimo e ridotto a circa 2.322 euro.

    Devo pagare i contributi anche se fatturo poco?

    Si, i contributi minimi sono dovuti anche con reddito basso o nullo. E importante pianificare questa spesa fissa quando si apre la partita IVA.

    Il contributo integrativo 4% e un costo?

    No, il contributo integrativo viene addebitato in fattura al cliente. Tu lo incassi insieme al compenso e poi lo versi a Inarcassa. Non e una tua spesa.

    Come faccio a richiedere le agevolazioni under 35?

    Devi accedere a Inarcassa On Line (IOL) e compilare la richiesta nella sezione dedicata entro il 31 maggio dell’anno.

    I contributi Inarcassa sono deducibili?

    Si, il contributo soggettivo e maternita/paternita sono 100% deducibili dal reddito, anche in regime forfettario. Il contributo integrativo no (perche non e un tuo costo).

    Quando si paga Inarcassa?

    I contributi minimi si pagano in due rate (30 giugno e 30 settembre) oppure in 6 rate bimestrali. Il conguaglio si versa entro il 31 dicembre.

    Cosa succede se non pago i contributi?

    In caso di mancato pagamento si applicano interessi di mora e sanzioni. Inoltre, rischi la cancellazione da Inarcassa e la perdita dei diritti previdenziali.

    Conclusioni

    I contributi Inarcassa rappresentano un costo fisso importante per architetti e ingegneri liberi professionisti.

    Punti chiave:

    • Contributo soggettivo: 14,5% del reddito (minimo ~2.800 euro)
    • Contributo integrativo: 4% del volume d’affari (lo paga il cliente)
    • Contributo maternita: 72 euro fissi
    • Minimo totale: ~3.722 euro annui
    • Under 35: Riduzione 50% sul soggettivo per 5 anni
    • Deducibilita: Soggettivo e maternita sono 100% deducibili
    • Scadenze: 30 giugno e 30 settembre (o rate bimestrali)

    Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi, ottimizzazione fiscale e richiesta agevolazioni under 35.

    Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sui contributi Inarcassa.

    Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sul sito Inarcassa (www.inarcassa.it).

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      Gennaio 31, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-31 09:00:002026-05-30 00:07:36Contributi Inarcassa 2026: Guida Completa ad Aliquote, Scadenze e Agevolazioni Under 35
      Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

      Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca

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      Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Guida Completa ai Compensi

      Ti stai chiedendo quanto guadagna un architetto o quanto guadagna un ingegnere con partita IVA in Italia? Vuoi sapere quali sono i compensi medi per le diverse tipologie di incarico e quanto ti restera realmente in tasca dopo tasse e contributi Inarcassa?

      Il guadagno di architetti e ingegneri liberi professionisti varia molto in base a specializzazione, esperienza, localizzazione geografica e tipologia di clientela. In questa guida completa analizzeremo i compensi medi, le tariffe per tipologia di incarico, il calcolo dal lordo al netto e i fattori che influenzano i guadagni nel 2026.

      Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nella gestione fiscale della professione, ottimizzando tasse e contributi per massimizzare il guadagno netto.

      Indice dei contenuti

      1. Guadagno Medio Architetti e Ingegneri
      2. Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud
      3. Compensi per Tipologia di Incarico
      4. Tariffe Professionali ed Equo Compenso
      5. Calcolo dal Lordo al Netto
      6. Fattori che Influenzano il Guadagno
      7. Strategie per Aumentare i Compensi
      8. Domande Frequenti

      Guadagno Medio Architetti e Ingegneri 2026

      I guadagni di architetti e ingegneri liberi professionisti variano significativamente in base all’esperienza e alla specializzazione.

      Architetti Liberi Professionisti

      EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
      Junior (0-3 anni)20.000 – 35.000 euro14.000 – 25.000 euro
      Medio (4-10 anni)40.000 – 65.000 euro28.000 – 48.000 euro
      Senior (10+ anni)65.000 – 100.000+ euro48.000 – 75.000+ euro

      Ingegneri Liberi Professionisti

      EsperienzaFatturato Annuo LordoNetto Stimato
      Junior (0-3 anni)25.000 – 40.000 euro18.000 – 28.000 euro
      Medio (4-10 anni)50.000 – 80.000 euro35.000 – 58.000 euro
      Senior (10+ anni)80.000 – 130.000+ euro58.000 – 95.000+ euro

      Guadagni per Specializzazione (Ingegneri)

      SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
      Ingegnere Civile45.000 – 75.000 euroCostruzioni, infrastrutture
      Ingegnere Strutturista50.000 – 85.000 euroSpecializzazione molto ricercata
      Ingegnere Meccanico45.000 – 70.000 euroIndustriale, automotive
      Ingegnere Elettrico48.000 – 78.000 euroImpianti, energie rinnovabili
      Ingegnere Ambientale40.000 – 65.000 euroSettore in forte crescita

      Guadagni per Specializzazione (Architetti)

      SpecializzazioneFatturato Medio AnnuoNote
      Architetto Progettista40.000 – 70.000 euroResidenziale e commerciale
      Architetto Sostenibile50.000 – 85.000 euroGreen building, certificazioni LEED
      Architetto Interior35.000 – 60.000 euroInterni residenziali e commerciali
      Architetto Restauratore45.000 – 75.000 euroEdifici storici e monumentali
      Architetto Urbanista50.000 – 80.000 euroPianificazione territoriale

      Differenze Geografiche: Nord, Centro, Sud Italia

      La localizzazione geografica incide significativamente sui compensi di architetti e ingegneri.

      Confronto Guadagni per Area Geografica

      AreaArchitettiIngegneriVariazione vs Media
      Nord Italia
      (Milano, Torino, Bologna)
      50.000 – 90.000 euro60.000 – 100.000 euro+20-30%
      Centro Italia
      (Roma, Firenze)
      40.000 – 70.000 euro50.000 – 85.000 euro+10-20%
      Sud Italia
      (Napoli, Palermo, Bari)
      30.000 – 55.000 euro35.000 – 65.000 euro-15-25%

      Citta con i Compensi piu Alti

      1. Milano e hinterland: +25-35% rispetto alla media nazionale (rigenerazione urbana, lusso)
      2. Bologna e Emilia-Romagna: +20-30% (logistica, industriale, green building)
      3. Torino: +15-25% (automotive, manifatturiero)
      4. Roma: +10-20% (ma con pagamenti piu lenti nella PA)
      5. Modena/Reggio Emilia: +15-20% (lusso, arredamento)

      Perche le Differenze

      • Nord: Maggiore concentrazione di cantieri, studi grandi, clientela corporate
      • Centro: Pubblica amministrazione, restauro, grandi progetti
      • Sud: Mercato piu piccolo, minore concentrazione di cantieri, tariffe piu basse

      Compensi per Tipologia di Incarico

      Ecco i compensi medi per le principali tipologie di incarico di architetti e ingegneri.

      Progettazione Architettonica

      Tipologia ProgettoImporto LavoriCompenso Progettazione
      Casa singola/Villetta250.000 – 400.000 euro12.000 – 30.000 euro
      Appartamento ristrutturazione50.000 – 150.000 euro4.000 – 12.000 euro
      Edificio residenziale1.000.000 – 3.000.000 euro40.000 – 120.000 euro
      Edificio commerciale2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro
      Capannone industriale1.500.000 – 4.000.000 euro50.000 – 150.000 euro

      Progettazione Strutturale

      TipologiaCompenso Medio
      Calcolo statico edificio residenziale5.000 – 15.000 euro
      Calcolo statico edificio commerciale15.000 – 50.000 euro
      Adeguamento sismico8.000 – 30.000 euro
      Consolidamento fondazioni5.000 – 20.000 euro
      Restauro strutturale10.000 – 40.000 euro

      Direzione Lavori

      Dimensione CantiereImporto LavoriCompenso DL
      Piccolo cantiere100.000 – 300.000 euro8.000 – 25.000 euro
      Cantiere medio500.000 – 1.500.000 euro30.000 – 80.000 euro
      Cantiere grande2.000.000 – 5.000.000 euro80.000 – 200.000 euro

      Altre Prestazioni Professionali

      Certificazione energetica (APE)150 – 350 euro per unita
      Perizia estimativa500 – 2.000 euro
      Perizia tecnica strutturale800 – 3.000 euro
      Consulenza oraria80 – 200 euro/ora
      Pratica edilizia (SCIA, CILA)800 – 2.500 euro
      Pratica catastale300 – 1.000 euro

      Tariffe Professionali ed Equo Compenso

      La Legge 49/2023 sull’equo compenso ha ridefinito le regole per i compensi professionali.

      Parametri di Riferimento (DM 17 giugno 2016)

      Sebbene i parametri minimi non siano piu obbligatori, restano un riferimento per il calcolo dell’equo compenso.

      Importo Lavori% Progettazione% Direzione Lavori
      Fino a 100.000 euro7-10%4-6%
      100.000 – 500.000 euro5-8%3-5%
      500.000 – 2.000.000 euro3-6%2-4%
      Oltre 2.000.000 euro2-4%1,5-3%

      Legge 49/2023: Equo Compenso

      La legge stabilisce che il compenso deve essere:

      • Proporzionato alla quantita e qualita del lavoro
      • Conforme ai parametri professionali di riferimento
      • Adeguato alla complessita dell’incarico

      Fattori che Determinano l’Equo Compenso

      Complessita dell’incaricoBassa, media, alta (+20-50%)
      Urgenza/Tempi ristretti+20-50% sul compenso base
      Specializzazione richiesta+15-40% (es: antisismica, LEED)
      Responsabilita professionale+10-25% per rischi elevati
      Coordinamento team+15-30% per project management

      Esempio di Calcolo Equo Compenso

      Progettazione edificio residenziale

      Importo lavori800.000 euro
      Percentuale base (5%)40.000 euro
      Fattore complessita alta (x1,3)52.000 euro
      Specializzazione sostenibilita (x1,2)62.400 euro
      Compenso equo finale62.400 euro

      Calcolo dal Lordo al Netto: Quanto Resta in Tasca

      Vediamo quanto resta effettivamente in tasca a un architetto o ingegnere dopo tasse e contributi.

      Esempio 1: Architetto con Fatturato 50.000 euro

      FATTURATO E CONTRIBUTO INTEGRATIVO
      Fatturato professionale50.000 euro
      Contributo integrativo 4% (incassato)+ 2.000 euro
      Totale incassato52.000 euro
      CALCOLO REDDITO (Regime Forfettario)
      Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
      CONTRIBUTI INARCASSA
      Contributo soggettivo (39.000 x 14,5%)– 5.655 euro
      Contributo integrativo (da versare)– 2.000 euro
      Contributo maternita– 72 euro
      Totale contributi– 7.727 euro
      CALCOLO IMPOSTA
      Reddito netto imponibile33.273 euro
      Imposta sostitutiva 15%– 4.991 euro
      Imposta 5% (primi 5 anni)– 1.664 euro
      NETTO IN TASCA (al 15%)37.282 euro
      NETTO IN TASCA (al 5%)40.609 euro

      Esempio 2: Ingegnere con Fatturato 80.000 euro

      CALCOLO COMPLETO
      Fatturato professionale80.000 euro
      Contributo integrativo 4% (incassato)+ 3.200 euro
      Reddito lordo (80.000 x 78%)62.400 euro
      Contributo soggettivo (62.400 x 14,5%)– 9.048 euro
      Contributo integrativo (da versare)– 3.200 euro
      Contributo maternita– 72 euro
      Reddito netto imponibile53.280 euro
      Imposta sostitutiva 15%– 7.992 euro
      NETTO IN TASCA59.688 euro
      Percentuale netto/lordo74,6%

      Tabella Riepilogativa Netto per Fasce di Fatturato

      FatturatoContributi InarcassaImposta 15%Netto Stimato% Netto
      30.000 euro~5.100 euro~2.800 euro~22.100 euro73,7%
      50.000 euro~7.700 euro~5.000 euro~37.300 euro74,6%
      70.000 euro~10.300 euro~7.000 euro~52.700 euro75,3%
      85.000 euro~12.300 euro~8.500 euro~64.200 euro75,5%

      Nota: Il contributo integrativo 4% non e un costo (lo incassi dal cliente). I calcoli sono indicativi e possono variare.

      Fattori che Influenzano il Guadagno

      Diversi fattori determinano il guadagno effettivo di architetti e ingegneri.

      1. Esperienza Professionale

      0-3 anni (Junior)Tariffe basse, clientela limitata, margini 60-65%
      4-10 anni (Medio)Incarichi piu grossi, tariffe competitive, margini 65-70%
      10+ anni (Senior)Reputazione solida, networking, margini 70-75%
      15+ anni (Expert)Specializzazione verticale, brand personale, margini 75-80%

      2. Specializzazione

      L’alta specializzazione garantisce tariffe superiori e margini maggiori:

      • Ingegnere strutturista antisismico: +30-40% rispetto alla media
      • Architetto sostenibilita/LEED: +25-35%
      • Specialista impianti meccanici: +20-30%
      • Esperto BIM: +15-25%
      • Perito asseveratore: +20-25%

      3. Dimensione dello Studio

      TipologiaProControGuadagno Tipico
      Freelancer singoloMassima autonomia, 100% ricaviVisibilita limitata30.000 – 50.000 euro
      Studio piccolo (2-3)Condivisione costiDivisione ricavi40.000 – 60.000 euro
      Studio medio (4-8)Progetti articolatiComplessita gestionale50.000 – 80.000 euro
      Studio grande (10+)Progetti grossi, brandRiduzione margini60.000 – 100.000+ euro

      4. Tipologia di Clientela

      Clientela corporate/DeveloperTariffe negoziabili, pagamenti puntuali, volumi alti55.000 – 85.000 euro
      Clientela privataTariffe base-medie, pagamenti moderati40.000 – 65.000 euro
      Pubblica AmministrazioneTariffe regolate, pagamenti lenti (90-180 gg)35.000 – 55.000 euro

      5. Settori in Crescita 2026

      • Sostenibilita e Green Building: +40% domanda incarichi
      • Rigenerazione urbana: +35% commesse
      • Antisismica: +25% specializzazione ricercata
      • Efficienza energetica: +30% APE e consulenze
      • Digital twin/BIM: +20% competenza con premium +10-15%

      Strategie per Aumentare i Compensi

      Ecco le strategie piu efficaci per aumentare il guadagno come architetto o ingegnere.

      1. Specializzati in Settori ad Alta Domanda

      • Efficienza energetica: Certificazioni APE, Superbonus, diagnosi energetiche
      • Antisismica: Sismabonus, adeguamenti, verifiche di vulnerabilita
      • Sostenibilita: Certificazioni LEED, BREEAM, green building
      • BIM: Building Information Modeling, digital twin

      2. Diversifica le Fonti di Reddito

      Perizie e consulenzeMargine 80-85%, basso impegno temporale
      APE e certificazioniVolume alto, margine 70%, ricorrente
      Formazione/Docenze150-300 euro/ora, posizionamento esperto
      Collaborazioni con studiProgetti piu grandi senza costi fissi

      3. Investi nel Marketing Professionale

      • Sito web professionale con portfolio e case study
      • LinkedIn attivo per networking B2B
      • Referral program: Clienti soddisfatti portano nuovi clienti
      • Presenza locale: Partecipazione a eventi e associazioni

      4. Ottimizza la Gestione Fiscale

      • Regime forfettario: Fino a 85.000 euro e il piu conveniente
      • Contributi deducibili: Riduci l’imponibile con i contributi Inarcassa
      • Pianificazione fiscale: Consulenza per ottimizzare tasse e contributi

      5. Aumenta le Tariffe Gradualmente

      1. Analizza il mercato: Verifica le tariffe dei competitor
      2. Valorizza la specializzazione: Giustifica il premium con competenze specifiche
      3. Comunica il valore: Mostra i risultati ottenuti per i clienti
      4. Incrementa del 5-10% annuo: Aumenti graduali sono piu accettati

      Domande Frequenti (FAQ)

      Quanto guadagna un architetto al mese?

      Un architetto libero professionista guadagna in media 2.500 – 5.000 euro netti al mese, variando da 1.500 euro per i junior a oltre 6.000 euro per i senior affermati.

      Quanto guadagna un ingegnere con partita IVA?

      Un ingegnere libero professionista guadagna in media 3.000 – 6.500 euro netti al mese. Gli ingegneri strutturisti e specializzati possono superare i 7.000 euro mensili.

      Quanto costa la progettazione di una casa?

      La progettazione architettonica di una casa singola costa dal 5% all’8% dell’importo dei lavori. Per una casa da 300.000 euro, il compenso e circa 15.000-24.000 euro.

      Conviene aprire la partita IVA come architetto?

      Si, soprattutto in regime forfettario. L’imposta e solo del 15% (5% i primi 5 anni) e con un buon fatturato il netto supera il 70% del lordo.

      Come calcolare il compenso professionale?

      Il compenso si calcola come percentuale dell’importo dei lavori (5-10% per progettazione), moltiplicata per fattori di complessita, specializzazione e urgenza.

      Quanto resta in tasca su 50.000 euro di fatturato?

      Con 50.000 euro di fatturato in regime forfettario, restano in tasca circa 37.000-40.000 euro netti, pari al 74-80% del fatturato.

      Gli architetti guadagnano meno degli ingegneri?

      In media si, gli ingegneri guadagnano circa il 15-25% in piu degli architetti, soprattutto nelle specializzazioni tecniche (strutture, impianti).

      Conclusioni

      Il guadagno di architetti e ingegneri dipende da molteplici fattori: esperienza, specializzazione, localizzazione e tipologia di clientela.

      Punti chiave:

      • Architetti: Fatturato medio 40.000-70.000 euro, netto 28.000-52.000 euro
      • Ingegneri: Fatturato medio 50.000-85.000 euro, netto 35.000-62.000 euro
      • Nord Italia: +20-30% rispetto alla media nazionale
      • Specializzazione: Puo aumentare i guadagni del 25-40%
      • Regime forfettario: Netto circa 70-75% del fatturato
      • Settori in crescita: Sostenibilita, BIM, antisismica

      Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: apertura partita IVA, gestione contributi Inarcassa, dichiarazione dei redditi e ottimizzazione fiscale per massimizzare il guadagno netto.

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      Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. I dati sono indicativi e possono variare in base alla situazione specifica.

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        Gennaio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-30 09:00:002026-05-30 00:07:31Quanto Guadagna un Architetto o Ingegnere nel 2026: Compensi e Netto in Tasca
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        Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta

        regime forfettario partita iva

        Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa alla Scelta Corretta

        Stai per aprire la partita IVA come architetto o ingegnere e non sai quale codice ATECO scegliere? Ti chiedi qual e la differenza tra 71.11.00, 71.12.10 e 71.12.20? Vuoi capire se puoi avere piu codici ATECO contemporaneamente?

        La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per la tua partita IVA: determina il coefficiente di redditivita in regime forfettario, gli obblighi professionali e la corretta classificazione fiscale della tua attivita. Un errore nella scelta puo portare a sanzioni e problemi con l’Agenzia delle Entrate.

        In questa guida completa analizzeremo tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri, le differenze tra i vari codici, come scegliere quello giusto e gli errori da evitare.

        Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nell’apertura della partita IVA e nella corretta scelta del codice ATECO, garantendo la piena conformita fiscale.

        Indice dei contenuti

        1. Cos’e il Codice ATECO
        2. Codice ATECO per Architetti (71.11.00)
        3. Codici ATECO per Ingegneri
        4. Il Coefficiente di Redditivita 78%
        5. Come Scegliere il Codice Corretto
        6. Piu Codici ATECO: Quando e Possibile
        7. Errori Comuni da Evitare
        8. Domande Frequenti

        Cos’e il Codice ATECO

        Il codice ATECO (Attivita Economiche) e una combinazione alfanumerica che identifica univocamente l’attivita economica svolta da un’impresa o da un professionista ai fini statistici e fiscali.

        A Cosa Serve il Codice ATECO

        FunzioneDescrizione
        Classificazione fiscaleIdentifica la tua attivita per l’Agenzia delle Entrate
        Regime forfettarioDetermina il coefficiente di redditivita
        Obblighi previdenzialiIndica la cassa di appartenenza (Inarcassa)
        Statistiche ISTATClassificazione per rilevazioni statistiche nazionali
        Camera di CommercioIscrizione al Registro Imprese (se applicabile)

        Struttura del Codice ATECO

        Il codice ATECO ha una struttura gerarchica a 6 cifre:

        • Sezione (lettera): M = Attivita professionali, scientifiche e tecniche
        • Divisione (2 cifre): 71 = Attivita degli studi di architettura e ingegneria
        • Gruppo (3 cifre): 71.1 = Attivita architettura / 71.2 = Collaudi e analisi
        • Classe (4 cifre): 71.11 = Architettura / 71.12 = Ingegneria
        • Categoria (5-6 cifre): 71.11.00, 71.12.10, ecc.

        Esempio: 71.11.00 = Sezione M, Divisione 71, Gruppo 71.1, Classe 71.11, Categoria 00

        Codice ATECO per Architetti: 71.11.00

        Il codice 71.11.00 e il codice ATECO principale per gli architetti liberi professionisti.

        Descrizione Ufficiale

        CODICE ATECO 71.11.00
        DenominazioneAttivita degli studi di architettura
        Coefficiente forfettario78%
        Cassa previdenzialeInarcassa
        Albo professionaleOrdine degli Architetti PPC

        Cosa Include il Codice 71.11.00

        Il codice 71.11.00 comprende:

        • Progettazione architettonica di edifici residenziali, commerciali, industriali
        • Pianificazione urbanistica e territoriale
        • Architettura del paesaggio e progettazione di spazi esterni
        • Restauro e ristrutturazione di edifici storici e moderni
        • Progettazione di interni (interior design architettonico)
        • Studi di fattibilita per progetti architettonici
        • Supervisione lavori e direzione artistica
        • Realizzazione di plastici e modelli architettonici
        • Consulenza architettonica

        Cosa Esclude il Codice 71.11.00

        Non rientrano nel codice 71.11.00:

        Attivita EsclusaCodice ATECO Corretto
        Progettazione strutturale e calcoli statici71.12.10
        Progettazione impianti (elettrici, meccanici)71.12.20
        Attivita di costruzione41.20.00, 43.xx.xx
        Gestione immobiliare68.20.00
        Intermediazione immobiliare68.31.00
        Design industriale/grafico74.10.xx

        Architetti Sezione A e Sezione B

        Il codice 71.11.00 si applica sia agli architetti Sezione A (laureati magistrali) che Sezione B (architetti junior con laurea triennale), con le rispettive limitazioni di competenze stabilite dall’Ordine.

        Codici ATECO per Ingegneri

        Gli ingegneri possono scegliere tra diversi codici ATECO in base alla specializzazione e al tipo di attivita svolta.

        Tabella Riepilogativa Codici ATECO Ingegneri

        CodiceDenominazioneCoefficienteSpecializzazione
        71.12.10Attivita degli studi di ingegneria78%Progettazione, calcoli strutturali
        71.12.20Servizi di ingegneria integrata78%Progetti multidisciplinari, BIM
        71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%Rilievi, topografia, catasto

        71.12.10 – Attivita degli Studi di Ingegneria

        Il codice 71.12.10 e il piu utilizzato dagli ingegneri ed e dedicato alla progettazione tecnica e strutturale.

        Include:

        • Progettazione strutturale di edifici e infrastrutture
        • Calcoli statici e verifiche sismiche
        • Relazioni tecniche strutturali
        • Progettazione di fondazioni
        • Collaudi strutturali
        • Perizie e diagnosi strutturali
        • Studi di stabilita e consolidamento

        71.12.20 – Servizi di Ingegneria Integrata

        Il codice 71.12.20 e indicato per chi svolge attivita multidisciplinari che integrano diverse competenze.

        Include:

        • Progettazione integrata (strutture + impianti)
        • Progettazione impianti meccanici, elettrici, termici
        • Building Information Modeling (BIM)
        • Coordinamento tra discipline tecniche diverse
        • Efficienza energetica e certificazioni (LEED, BREEAM)
        • Valutazione di impatto ambientale
        • Project management tecnico

        71.12.30 – Attivita Tecniche da Geometri

        Il codice 71.12.30 e utilizzato principalmente dai geometri ma anche da ingegneri che svolgono attivita specifiche di rilievo.

        Include:

        • Rilievi topografici e catastali
        • Misurazione e mappatura di proprieta
        • Progettazione di piccole opere civili
        • Pratiche catastali e urbanistiche
        • Perizie estimative
        • Assistenza in fase costruttiva

        Differenze Chiave tra i Codici

        Aspetto71.12.1071.12.2071.12.30
        FocusStruttureMultidisciplinareRilievi/Catasto
        Complessita progettiAltaMolto altaMedia-bassa
        Impianti inclusiNoSiNo
        CoordinamentoNoSi (centrale)No
        Esempio tipicoCalcolo statico edificioProgetto completo BIMRilievo catastale

        Il Coefficiente di Redditivita 78%

        Tutti i codici ATECO per architetti e ingegneri (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

        Cosa Significa il Coefficiente 78%

        In regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente ai ricavi:

        Reddito Imponibile = Fatturato x 78%

        Il restante 22% e considerato forfettariamente come spese professionali (non devi documentarle).

        Calcolo Pratico

        ESEMPIO: Fatturato 60.000 euro
        Fatturato annuo60.000 euro
        Coefficiente di redditivitax 78%
        Reddito imponibile46.800 euro
        Spese forfettarie (22%)13.200 euro

        Tabella Coefficienti per Confronto

        Categoria ProfessionaleCoefficienteSpese Forfettarie
        Architetti e Ingegneri78%22%
        Psicologi, Commercialisti78%22%
        Intermediari commercio62%38%
        Commercio al dettaglio40%60%
        Ristorazione40%60%

        Perche lo Stesso Coefficiente?

        Tutti i professionisti tecnici (architetti, ingegneri, geometri) hanno il 78% perche:

        • Svolgono attivita intellettuali con basse spese materiali
        • I costi principali sono tempo e competenze, non merci
        • Le spese tipiche (software, attrezzature, formazione) sono limitate rispetto ai ricavi

        Attenzione: La scelta del codice ATECO non incide sul coefficiente forfettario per queste categorie. Scegli il codice in base all’attivita realmente svolta, non per motivi fiscali.

        Come Scegliere il Codice ATECO Corretto

        La scelta del codice ATECO deve basarsi sull’attivita effettivamente svolta, non su considerazioni fiscali.

        Matrice Decisionale

        Se svolgi prevalentemente…Codice ATECO
        Progettazione architettonica, design edifici, interni, urbanistica71.11.00
        Calcoli strutturali, progettazione strutturale, verifiche sismiche71.12.10
        Progetti integrati (strutture + impianti), BIM, coordinamento71.12.20
        Rilievi topografici, pratiche catastali, perizie estimative71.12.30

        Criterio della Prevalenza Economica

        Il codice prevalente e quello relativo all’attivita che genera il 70% o piu dei ricavi.

        Esempio pratico:

        Ricavi totali: 80.000 euro
        Progettazione architettonica58.000 euro72,5% – PREVALENTE
        Consulenza strutturale15.000 euro18,75% – Secondario
        Perizie tecniche7.000 euro8,75% – Secondario
        Codice prevalente: 71.11.00

        Domande Guida per la Scelta

        1. Qual e la tua professione principale? Architetto = 71.11.00, Ingegnere = 71.12.10/20
        2. Che tipo di progetti svolgi? Solo architettonici, solo strutturali, o integrati?
        3. Da quale attivita proviene il 70%+ dei ricavi? Quello e il tuo codice prevalente
        4. Svolgi attivita di coordinamento multidisciplinare? Se si, valuta 71.12.20

        Quando Cambiare il Codice ATECO

        Devi valutare un cambio di codice quando:

        • La composizione dei ricavi cambia significativamente (oltre il 10%)
        • Inizi una nuova specializzazione che diventa prevalente
        • Il tipo di clientela o progetti cambia strutturalmente

        Non cambiare codice solo per variazioni temporanee o stagionali dei ricavi.

        Piu Codici ATECO: Quando e Possibile

        E possibile avere piu codici ATECO contemporaneamente quando si svolgono attivita diverse e documentabili.

        Quando Avere Piu Codici

        SI – E consigliatoAttivita diverse con ricavi documentabili separatamente (es: 50% architettura, 30% ingegneria)
        NO – SconsigliatoAttivita secondaria sporadica (meno del 5% dei ricavi)
        SI – E consigliatoAttivita complementari che richiedono tracciabilita separata
        NO – SconsigliatoSolo per “flessibilita” senza attivita effettiva

        Esempio Pratico: Architetto con Attivita Multiple

        Ricavi totali: 100.000 euro
        Progettazione architettonica65.000 euro (65%)71.11.00 – PREVALENTE
        Consulenza energetica e BIM25.000 euro (25%)71.12.20 – Secondario
        Perizie immobiliari10.000 euro (10%)68.32.09 – Secondario

        Come Gestire Piu Codici

        1. Fatture separate: Emetti fatture con causale chiara per ogni tipo di attivita
        2. Tracciabilita: Mantieni documentazione che dimostri la natura delle prestazioni
        3. Dichiarazione: Indica tutti i codici nella dichiarazione dei redditi
        4. Aggiornamento: Comunica eventuali variazioni all’Agenzia delle Entrate

        Limite Massimo di Codici

        Non c’e un limite formale, ma nella pratica:

        • 1-2 codici: Situazione normale per la maggior parte dei professionisti
        • 3 codici: Accettabile se le attivita sono realmente diverse
        • 4+ codici: Puo attirare attenzione dell’Agenzia delle Entrate

        Errori Comuni da Evitare

        Ecco i 10 errori piu frequenti nella scelta del codice ATECO per architetti e ingegneri.

        Errore 1: Scegliere il Codice per Risparmio Fiscale

        Il problema: “Scelgo un codice diverso perche potrebbe avere un coefficiente piu basso.”

        La realta: Tutti i codici per architetti e ingegneri hanno il 78%. Non cambia nulla fiscalmente, ma rischi sanzioni per classificazione errata.

        Errore 2: Frazionare Artifiziosamente i Ricavi

        Il problema: Dichiarare ricavi divisi tra piu codici quando in realta l’attivita e una sola.

        Conseguenze: Accertamenti, sanzioni dal 100% al 200%, interessi moratori.

        Errore 3: Confondere Preferenza con Prevalenza

        Il problema: “Faccio 50% architettura e 50% ingegneria. Scelgo l’architettura perche mi piace di piu.”

        La realta: Il criterio e il ricavo effettivo, non la preferenza personale. Traccia i ricavi reali degli ultimi 2-3 anni.

        Errore 4: Non Documentare le Attivita Secondarie

        Il problema: Avere piu codici senza fatture che dimostrino la divisione.

        Soluzione: Fatture con causale chiara e documentazione di supporto per ogni attivita.

        Errore 5: Cambiare Codice Ogni Anno

        Il problema: Cambiare frequentemente codice ATECO senza motivi reali.

        Conseguenze: Attira l’attenzione dell’Agenzia delle Entrate come anomalia.

        Errore 6: Non Comunicare le Variazioni

        Il problema: La composizione dei ricavi cambia ma non si aggiorna il codice ATECO.

        Soluzione: Valuta ogni anno se la composizione e cambiata significativamente (oltre il 10%).

        Errore 7: Usare Codici Troppo Generici

        Il problema: Usare codici come 71.12.90 “altre attivita di ingegneria non classificate” per avere flessibilita.

        Conseguenze: I codici generici attirano controlli. Meglio il codice specifico corretto.

        Errore 8: Ignorare gli Obblighi Professionali

        Il problema: Scegliere un codice che non corrisponde all’iscrizione all’Albo.

        Conseguenze: Problemi con Ordine professionale, Inarcassa e assicurazione RC.

        Errore 9: Confondere ATECO con Tipologia di Lavoro

        Il problema: “Sto facendo un lavoro di ingegneria, devo cambiare codice ATECO.”

        La realta: Il codice ATECO indica l’attivita prevalente, non ogni singolo incarico.

        Errore 10: Non Chiedere Consulenza

        Il problema: Scegliere il codice ATECO con il supporto di esperti senza verifiche.

        Soluzione: Consulta un commercialista o il CAF Centro Fiscale per una valutazione corretta.

        Domande Frequenti (FAQ)

        Qual e il codice ATECO per un architetto?

        Il codice ATECO principale per gli architetti e 71.11.00 – “Attivita degli studi di architettura”. Ha un coefficiente di redditivita del 78% in regime forfettario.

        Qual e il codice ATECO per un ingegnere?

        Il codice piu comune per gli ingegneri e 71.12.10 – “Attivita degli studi di ingegneria”. Per attivita multidisciplinari (strutture + impianti) si usa il 71.12.20.

        Posso avere sia il codice da architetto che da ingegnere?

        Si, se svolgi entrambe le attivita e hai i requisiti professionali. Devi indicare quale e il codice prevalente (quello con il 70%+ dei ricavi).

        Il codice ATECO influisce sulle tasse?

        Per architetti e ingegneri, no. Tutti i codici (71.11.00, 71.12.10, 71.12.20, 71.12.30) hanno lo stesso coefficiente forfettario del 78%.

        Cosa succede se scelgo il codice ATECO sbagliato?

        Rischi: accertamenti fiscali, sanzioni (100-200%), richiesta di differenze di imposta. E importante scegliere il codice corretto dall’inizio.

        Come faccio a cambiare il codice ATECO?

        Devi comunicare la variazione all’Agenzia delle Entrate tramite modello AA9/12 (persone fisiche) entro 30 giorni dalla variazione.

        Devo avere lo stesso codice ATECO della mia iscrizione all’Albo?

        Il codice ATECO deve essere coerente con la tua abilitazione professionale. Un architetto iscritto all’Albo usera tipicamente il 71.11.00.

        Conclusioni

        La scelta del codice ATECO corretto e fondamentale per architetti e ingegneri che aprono la partita IVA.

        Punti chiave da ricordare:

        • Architetti: Codice 71.11.00 – Attivita degli studi di architettura
        • Ingegneri: Codice 71.12.10 (strutture), 71.12.20 (integrata), 71.12.30 (rilievi)
        • Coefficiente: 78% per tutti i codici – nessun vantaggio fiscale nella scelta
        • Prevalenza: Scegli in base all’attivita che genera il 70%+ dei ricavi
        • Piu codici: Possibile se le attivita sono diverse e documentabili
        • Errori: Evita scelte basate su considerazioni fiscali o preferenze personali

        Il CAF Centro Fiscale offre consulenza specializzata per architetti e ingegneri: verifica del codice ATECO corretto, apertura partita IVA, iscrizione Inarcassa e ottimizzazione fiscale.

        Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata sulla scelta del codice ATECO.

        Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per la classificazione ufficiale ATECO, consultare il sito ISTAT (www.istat.it).

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          Gennaio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-29 09:00:002026-05-30 00:07:25Codice ATECO Architetto e Ingegnere 2026: Guida alla Scelta Corretta
          Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

          Partita IVA Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Inarcassa, Tasse

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          Partita IVA Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa a Regime Forfettario, Inarcassa e Tasse

          Sei un architetto o un ingegnere e vuoi aprire la partita IVA? Ti chiedi quanto pagherai di contributi Inarcassa, quale regime fiscale scegliere e quanto ti restera effettivamente in tasca? Sei confuso tra contributo soggettivo, integrativo e le varie scadenze?

          Aprire la partita IVA come architetto o ingegnere richiede una pianificazione attenta, soprattutto per quanto riguarda la previdenza Inarcassa e la scelta del regime fiscale piu conveniente. In questa guida completa scoprirai tutto quello che serve per avviare la tua attivita professionale nel 2026: costi, tasse, contributi, guadagni netti e molto altro.

          Il CAF Centro Fiscale assiste architetti e ingegneri nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale ottimale e nella gestione dei contributi Inarcassa, garantendo la massima ottimizzazione fiscale.

          Nota normativa 2026: il limite di ricavi/compensi per accedere e restare nel regime forfettario nel 2026 è 85.000 euro annui (con uscita immediata sopra i 100.000 euro). Il valore di 65.000 euro eventualmente presente negli esempi di questo articolo si riferisce a scenari di reddito ipotetico, non al limite normativo di accesso. Fonte: L. 197/2022.

          Indice dei contenuti

          1. Requisiti per Aprire Partita IVA
          2. Codice ATECO Architetto e Ingegnere
          3. Regime Forfettario: Come Funziona
          4. Inarcassa: Cos’e e Chi Deve Iscriversi
          5. Contributi Inarcassa 2026
          6. Calcolo Tasse e Contributi
          7. Quanto Guadagna un Architetto/Ingegnere
          8. Fatturazione e Contributo Integrativo 4%
          9. Agevolazioni Under 35
          10. Domande Frequenti

          Requisiti per Aprire Partita IVA Architetto/Ingegnere

          Per esercitare la libera professione come architetto o ingegnere devi possedere specifici requisiti.

          Requisiti Obbligatori

          RequisitoArchitettoIngegnere
          LaureaArchitettura (magistrale o ciclo unico)Ingegneria (magistrale)
          Esame di StatoAbilitazione professionaleAbilitazione professionale
          Iscrizione AlboOrdine degli Architetti (sezione A o B)Ordine degli Ingegneri (sezione A o B)
          Partita IVAObbligatoria per libera professioneObbligatoria per libera professione
          InarcassaObbligatoria se libero professionistaObbligatoria se libero professionista

          Sezioni dell’Albo

          • Sezione A: Laureati magistrali – possono svolgere tutte le attivita
          • Sezione B: Laureati triennali – attivita limitate (Junior)

          Iter di Apertura

          1. Iscrizione all’Albo dell’Ordine professionale
          2. Apertura Partita IVA presso Agenzia Entrate
          3. Iscrizione a Inarcassa entro 30 giorni dall’inizio attivita
          4. Attivazione PEC per comunicazioni ufficiali
          5. Assicurazione RC professionale obbligatoria

          Tempistiche

          L’intero iter richiede circa 1-2 mesi dalla decisione all’operativita.

          Codice ATECO Architetto e Ingegnere

          Il codice ATECO identifica l’attivita economica ai fini fiscali e determina il coefficiente di redditivita in regime forfettario.

          Codici ATECO per Architetti

          ARCHITETTI
          Codice71.11.00Coefficiente forfettario: 78%
          DescrizioneAttivita degli studi di architettura
          IncludeProgettazione edifici, pianificazione urbanistica, architettura del paesaggio

          Codici ATECO per Ingegneri

          Codice ATECODescrizioneCoefficiente
          71.12.10Attivita degli studi di ingegneria (progettazione)78%
          71.12.20Servizi di ingegneria integrata78%
          71.12.30Attivita tecniche svolte da geometri78%

          Cosa Significa il Coefficiente 78%

          In regime forfettario, il reddito imponibile si calcola applicando il coefficiente ai ricavi:

          Reddito imponibile = Fatturato x 78%

          Esempio: Con 50.000 euro di fatturato, il reddito imponibile sara 50.000 x 78% = 39.000 euro

          Il 22% rimanente e considerato forfettariamente come spese deducibili (non devi documentarle).

          Regime Forfettario per Architetti e Ingegneri

          Il regime forfettario e il regime fiscale piu conveniente per la maggior parte dei professionisti tecnici che iniziano l’attivita.

          Requisiti per Accedere al Forfettario 2026

          Limite ricaviMax 85.000 euro annui
          Redditi da lavoro dipendenteMax 30.000 euro (se contemporaneo)
          Spese per personaleMax 20.000 euro annui
          Partecipazioni societarieNon detenere quote in SRL con attivita affini

          Vantaggi del Regime Forfettario

          • Imposta sostitutiva 15% (invece di IRPEF fino al 43%)
          • Imposta ridotta 5% per i primi 5 anni (nuove attivita)
          • Niente IVA in fattura (semplifica la gestione)
          • Niente ritenuta d’acconto
          • Contabilita semplificata (niente registri IVA)
          • Contributi Inarcassa deducibili dal reddito

          Calcolo Tasse in Regime Forfettario

          Formula:

          1. Reddito lordo = Fatturato x 78%
          2. Reddito netto = Reddito lordo – Contributi Inarcassa versati
          3. Imposta = Reddito netto x 15% (o 5% primi 5 anni)

          Esempio Pratico

          Fatturato annuo50.000 euro
          Reddito lordo (50.000 x 78%)39.000 euro
          Contributi Inarcassa versati– 7.500 euro
          Reddito netto imponibile31.500 euro
          Imposta 15%4.725 euro
          Imposta 5% (primi 5 anni)1.575 euro

          Inarcassa: Cos’e e Chi Deve Iscriversi

          Inarcassa e la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti.

          Chi Deve Iscriversi a Inarcassa

          L’iscrizione e obbligatoria quando si verificano contemporaneamente tre condizioni:

          1. Iscrizione all’Albo degli Ingegneri o degli Architetti
          2. Titolarita di Partita IVA per l’esercizio della professione
          3. Esercizio della libera professione in modo continuativo

          Chi NON Deve Iscriversi

          • Dipendenti esclusivi senza attivita libero-professionale
          • Pensionati che non esercitano piu la professione
          • Professionisti con altra cassa prevalente (es. Cassa Geometri)

          Quando Iscriversi

          L’iscrizione a Inarcassa deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’attivita libero-professionale.

          Gestione Separata INPS: Alternativa?

          Se sei iscritto all’Albo ma non eserciti la libera professione in modo esclusivo o prevalente, potresti versare alla Gestione Separata INPS invece che a Inarcassa. Tuttavia, per la maggior parte dei liberi professionisti Inarcassa e obbligatoria.

          Cosa Offre Inarcassa

          • Pensione di vecchiaia (a 65-67 anni con 35 anni di contributi)
          • Pensione di invalidita
          • Pensione ai superstiti
          • Indennita di maternita/paternita
          • Prestazioni assistenziali (mutui, prestiti, sussidi)

          Contributi Inarcassa 2026

          I contributi Inarcassa si suddividono in tre componenti principali.

          Riepilogo Contributi 2026

          ContributoAliquotaBase di CalcoloMinimo 2026
          Soggettivo14,5%Reddito professionale netto~2.800 euro
          Integrativo4%Volume d’affari IVA~850 euro
          Maternita/PaternitaFisso–72 euro
          TOTALE MINIMO––~3.722 euro

          1. Contributo Soggettivo (14,5%)

          • Aliquota: 14,5% del reddito professionale
          • Minimo: circa 2.800 euro (anche con reddito basso)
          • Massimale reddito: circa 143.000 euro
          • Deducibilita: 100% deducibile dal reddito IRPEF

          2. Contributo Integrativo (4%)

          • Aliquota: 4% del volume d’affari
          • Minimo: circa 850 euro
          • Chi lo paga: Il cliente (addebitato in fattura)
          • Non e un costo: Lo incassi dal cliente e lo versi a Inarcassa

          3. Contributo Maternita/Paternita

          • Importo fisso: 72 euro annui
          • Composizione: Maternita 65 euro + Paternita 7 euro
          • Obbligatorio: Per tutti gli iscritti

          Scadenze Versamenti 2026

          ScadenzaAdempimento
          30 giugno 20261a rata contributi minimi
          31 agosto 2026Versamento contributo integrativo
          30 settembre 20262a rata contributi minimi
          31 ottobre 2026Dichiarazione reddituale
          31 dicembre 2026Conguaglio annuale

          Opzione rate bimestrali: Puoi richiedere la rateizzazione in 6 rate bimestrali entro il 2 febbraio 2026 tramite IOL (Inarcassa On Line).

          Calcolo Completo Tasse e Contributi

          Vediamo il calcolo completo per un architetto/ingegnere in regime forfettario.

          Esempio: Fatturato 40.000 euro

          DATI DI PARTENZA
          Fatturato annuo lordo40.000 euro
          Contributo integrativo 4% (incassato dal cliente)+ 1.600 euro
          Totale incassato41.600 euro
          CALCOLO REDDITO
          Reddito lordo (40.000 x 78%)31.200 euro
          CALCOLO CONTRIBUTI INARCASSA
          Contributo soggettivo (31.200 x 14,5%)4.524 euro
          Contributo integrativo (da versare)1.600 euro
          Contributo maternita72 euro
          Totale contributi6.196 euro
          CALCOLO IMPOSTA
          Reddito netto (31.200 – 4.524 – 72)26.604 euro
          Imposta 15%3.991 euro
          Imposta 5% (primi 5 anni)1.330 euro
          TOTALE TASSE + CONTRIBUTI (15%)10.187 euro
          NETTO IN TASCA (al 15%)29.813 euro

          Nota: Il contributo integrativo (1.600 euro) non e un costo perche lo incassi dal cliente.

          Tabella Calcolo per Fasce di Fatturato

          FatturatoReddito (78%)InarcassaImposta 15%Netto
          25.000 euro19.500 euro~4.500 euro~2.250 euro~18.250 euro
          35.000 euro27.300 euro~5.400 euro~3.285 euro~26.315 euro
          50.000 euro39.000 euro~7.500 euro~4.725 euro~37.775 euro
          65.000 euro50.700 euro~9.600 euro~6.165 euro~49.235 euro
          85.000 euro66.300 euro~12.200 euro~8.115 euro~64.685 euro

          Valori indicativi. Il netto effettivo dipende dalla situazione specifica.

          Quanto Guadagna un Architetto/Ingegnere con P.IVA

          I guadagni variano molto in base alla specializzazione, all’esperienza e al mercato locale.

          Compensi Medi per Tipologia di Incarico

          Tipologia IncaricoCompenso Indicativo
          Progetto residenziale piccolo3.000 – 10.000 euro
          Progetto residenziale medio10.000 – 30.000 euro
          Progetto commerciale15.000 – 50.000 euro
          Progetto industriale30.000 – 100.000+ euro
          Direzione lavori (piccolo cantiere)5.000 – 15.000 euro
          Direzione lavori (cantiere medio)20.000 – 60.000 euro
          Perizia tecnica500 – 3.000 euro
          Certificazione energetica (APE)150 – 400 euro

          Fatturato Medio Annuo

          EsperienzaFatturato AnnuoNetto Stimato
          Neo-abilitato (1-3 anni)15.000 – 30.000 euro10.000 – 22.000 euro
          Professionista avviato (4-10 anni)40.000 – 70.000 euro28.000 – 52.000 euro
          Professionista affermato (10+ anni)70.000 – 150.000+ euro50.000 – 100.000+ euro

          Equo Compenso

          La Legge 49/2023 sull’equo compenso stabilisce che i compensi professionali non possono scendere sotto i parametri minimi del DM 17 giugno 2016, garantendo una remunerazione adeguata.

          Fatturazione e Contributo Integrativo 4%

          Il contributo integrativo del 4% deve essere sempre addebitato in fattura al cliente.

          Come Funziona il Contributo Integrativo

          CONTRIBUTO INTEGRATIVO 4%
          Aliquota4% del compenso
          Chi lo pagaIl cliente
          Chi lo versa a InarcassaIl professionista
          E un costo per te?NO – Lo incassi e lo versi
          Minimo annuo~850 euro (anche senza fatturato)

          Esempio di Fattura (Regime Forfettario)

          FATTURA N. 001/2026


          Prestazione: Progettazione architettonica

          Compenso professionale5.000,00 euro
          Contributo integrativo Inarcassa (4%)200,00 euro
          TOTALE FATTURA5.200,00 euro

          Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 – Regime Forfettario
          Operazione non soggetta a ritenuta ai sensi dell’art. 1, comma 67, L. 190/2014

          Marca da Bollo

          In regime forfettario, se l’importo supera 77,47 euro, devi applicare la marca da bollo da 2 euro.

          Contributo Integrativo Deducibile?

          Il contributo integrativo non e deducibile dal tuo reddito (perche non e un tuo costo). Tuttavia, se il tuo cliente e un professionista, lui puo dedurlo.

          Agevolazioni Under 35

          Inarcassa prevede importanti riduzioni contributive per i giovani professionisti.

          Requisiti per le Agevolazioni

          • Iscriversi a Inarcassa prima dei 35 anni
          • Reddito professionale inferiore a ~40.000 euro

          Benefici per i Primi 5 Anni

          ContributoAliquota OrdinariaAliquota Under 35Risparmio
          Soggettivo minimo~2.800 euro~1.400 euro50%
          Soggettivo a conguaglio14,5%7,25%50%
          Integrativo4%4%Nessuna

          Esempio Risparmio Under 35

          Ingegnere under 35 con reddito 25.000 euro:

          Contributo ordinario25.000 x 14,5% = 3.625 euro
          Contributo ridotto25.000 x 7,25% = 1.812 euro
          Risparmio annuo1.813 euro

          Come Richiedere le Agevolazioni

          1. Accedi a Inarcassa On Line (IOL)
          2. Vai alla sezione richieste agevolazioni
          3. Compila il modulo entro il 31 maggio dell’anno
          4. Per nuovi iscritti: entro 90 giorni dall’iscrizione

          Contribuzione Figurativa

          Chi beneficia delle agevolazioni under 35
          e poi versa contributi per almeno 25 anni, riceve un riconoscimento di contribuzione figurativa che incrementa il montante pensionistico.

          Domande Frequenti (FAQ)

          Quanto costa aprire la partita IVA come architetto o ingegnere?

          L’apertura della partita IVA e gratuita. I costi iniziali sono: iscrizione Albo (~200-300 euro), contributi minimi Inarcassa (~3.700 euro/anno), assicurazione RC (~300-500 euro/anno), commercialista (~500-800 euro/anno).

          Quale codice ATECO devo usare?

          Architetti: 71.11.00. Ingegneri: 71.12.10 (progettazione), 71.12.20 (servizi integrati). Entrambi hanno coefficiente forfettario del 78%.

          Conviene il regime forfettario per architetti e ingegneri?

          Si, nella maggior parte dei casi. Paghi solo il 15% di imposta (5% i primi 5 anni) invece dell’IRPEF fino al 43%. Inoltre non devi gestire l’IVA.

          Devo iscrivermi a Inarcassa anche se fatturo poco?

          Si, se sei iscritto all’Albo e hai partita IVA per attivita professionale, l’iscrizione e obbligatoria. Dovrai versare almeno i contributi minimi (~3.700 euro/anno).

          Il contributo integrativo 4% e un costo?

          No, il contributo integrativo lo addebiti al cliente in fattura. Tu lo incassi e poi lo versi a Inarcassa. E un costo per il cliente, non per te.

          Posso dedurre i contributi Inarcassa?

          Si, il contributo soggettivo e maternita sono interamente deducibili dal reddito. Il contributo integrativo no (perche non e un tuo costo).

          Ci sono agevolazioni per i giovani?

          Si, gli under 35 pagano il 50% in meno di contributo soggettivo per i primi 5 anni (aliquota 7,25% invece di 14,5%).

          Conclusioni

          Aprire la partita IVA come architetto o ingegnere richiede attenzione alla previdenza Inarcassa e alla scelta del regime fiscale.

          Punti chiave:

          • Regime forfettario: Consigliato per la maggior parte (imposta 15% o 5%)
          • Codice ATECO: 71.11.00 (architetti) o 71.12.10 (ingegneri) – coefficiente 78%
          • Inarcassa obbligatoria: Contributo soggettivo 14,5% + integrativo 4% + maternita
          • Minimali: ~3.700 euro/anno anche con reddito basso
          • Under 35: Sconto 50% sui contributi per 5 anni
          • Integrativo 4%: Lo paga il cliente, non e un tuo costo

          Il CAF Centro Fiscale offre assistenza completa per architetti e ingegneri: apertura partita IVA, iscrizione Inarcassa, dichiarazione dei redditi e ottimizzazione fiscale.

          Contatta il CAF Centro Fiscale per una consulenza personalizzata.

          Ultimo aggiornamento: Gennaio 2026. Per importi e scadenze ufficiali, verificare sul sito Inarcassa (www.inarcassa.it).

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            Gennaio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-01-28 09:00:002026-05-30 00:07:18Partita IVA Architetto e Ingegnere 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Inarcassa, Tasse
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