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Tag Archivio per: accredito pensione

NOTIZIE

Pensione Casalinghe: il Fondo INPS, chi può iscriversi e quanto versare

Pensione 2026 INPS

La pensione casalinghe fondo INPS torna al centro dell’attenzione: sono ancora poche le persone che, pur dedicando la vita alla cura della famiglia senza una retribuzione, sanno di poter costruire una pensione propria iscrivendosi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato Fondo Casalinghe. Si tratta di una gestione separata dell’INPS pensata proprio per chi si occupa della casa e dei familiari senza un impiego che preveda contributi obbligatori. Vediamo chi può iscriversi, quanto bisogna versare e quando si può accedere alla pensione casalinghe.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Fondo Casalinghe INPS e chi può iscriversi
  2. Come versare i contributi al Fondo Casalinghe
  3. Pensione casalinghe: requisiti ed età per la liquidazione
  4. Deduzione fiscale e altri vantaggi del Fondo
  5. Domande frequenti sul Fondo Casalinghe INPS

Cos’è il Fondo Casalinghe INPS e chi può iscriversi

Il Fondo Casalinghe INPS è una forma di previdenza volontaria istituita dal decreto legislativo n. 565 del 1996 e operativa dal 1° gennaio 1997, come evoluzione della storica “Mutualità pensioni” del 1963, proprio per garantire una copertura pensionistica a chi svolge lavori domestici e di cura familiare senza percepire uno stipendio. Chi versa i contributi al Fondo, infatti, non ha un datore di lavoro che li trattiene in busta paga: è la persona stessa a occuparsene, in modo del tutto volontario.

Possono iscriversi al Fondo le persone tra i 16 e i 65 anni che si dedicano, in modo gratuito ed esclusivo, alla cura della propria famiglia e della casa. È una possibilità aperta sia alle donne sia agli uomini, purché non abbiano già un’altra copertura previdenziale obbligatoria e non siano titolari di una pensione diretta. In pratica, il Fondo si rivolge a chi, occupandosi quotidianamente della famiglia, rischierebbe altrimenti di restare senza alcuna posizione contributiva e quindi senza una pensione futura.

Per chi vuole capire nel dettaglio tutti i requisiti di accesso e le caratteristiche della prestazione, sul sito è disponibile un approfondimento dedicato: Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come Richiederla.

Come versare i contributi al Fondo Casalinghe

Una volta iscritte, le casalinghe e i casalinghi possono versare i contributi in totale libertà, scegliendo l’importo e la frequenza più adatti alle proprie possibilità economiche. Non esiste infatti un obbligo di versamento periodico fisso: si può contribuire quando si preferisce, anche in un’unica soluzione durante l’anno.

  • Versamento minimo: 25,82 euro al mese, pari a 309,84 euro l’anno
  • Versamento massimo: nessun massimale previsto, i contributi possono essere aumentati liberamente
  • Modalità di pagamento: dal 1° ottobre 2026 i versamenti si effettuano esclusivamente tramite avviso pagoPA generato nella sezione dedicata al Fondo
  • Chi può versare: l’iscritto stesso oppure un familiare per conto della persona a carico

Più alto è l’importo versato nel corso degli anni, più consistente sarà l’assegno pensionistico maturato, dato che il Fondo funziona con il sistema di calcolo contributivo: la pensione è cioè direttamente proporzionale ai contributi accumulati. Chi ha dubbi su come gestire i versamenti, anche pregressi, può leggere anche il nostro approfondimento su Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online.

Pensione casalinghe: requisiti ed età per la liquidazione

La domanda più frequente riguarda proprio i tempi: a che età si può andare in pensione dopo aver versato al Fondo Casalinghe? L’articolo 3 del decreto legislativo 565/1996 prevede due strade, che hanno in comune lo stesso requisito contributivo minimo: almeno 5 anni di contributi versati al Fondo, pari a 60 mesi accreditati.

La prima possibilità consente di accedere alla pensione già a 57 anni di età, ma a una condizione precisa: l’importo della pensione maturata deve essere almeno pari a 1,2 volte l’assegno sociale, cioè l’assegno sociale maggiorato del 20%. Poiché il calcolo è contributivo, con i soli versamenti minimi questa soglia è difficile da raggiungere. La seconda strada scatta a 65 anni di età: con almeno 5 anni di contributi la pensione viene liquidata senza alcun limite di importo. Non esistono altri requisiti alternativi: le regole della pensione anticipata contributiva e della vecchiaia ordinaria, con i loro vent’anni di contribuzione minima, riguardano il regime generale INPS e non il Fondo Casalinghe. Chi si iscrive dopo i 60 anni può inoltre versare una somma aggiuntiva (la cosiddetta riserva matematica) per completare i 5 anni di contribuzione entro i 65 anni.

Sempre con 5 anni di contributi è prevista la pensione di inabilità, se sopraggiunge l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Non è invece prevista la pensione ai superstiti e l’assegno del Fondo non viene integrato al trattamento minimo.

Attenzione a un punto spesso frainteso: i contributi versati al Fondo Casalinghe non possono essere ricongiunti, totalizzati né cumulati con quelli maturati in altre gestioni previdenziali, ad esempio da lavoro dipendente o autonomo. Per la pensione del Fondo contano unicamente i versamenti effettuati al Fondo stesso (circolare INPS n. 223/2001), mentre gli eventuali contributi da lavoro restano nella loro gestione e seguono le regole ordinarie. Il Fondo va quindi considerato una posizione previdenziale autonoma, utile soprattutto a chi non ha alcuna altra copertura.

Deduzione fiscale e altri vantaggi del Fondo

Oltre alla prospettiva di una pensione futura, l’iscrizione al Fondo Casalinghe porta con sé anche un vantaggio fiscale immediato. I contributi versati durante l’anno sono infatti interamente deducibili dal reddito complessivo in sede di dichiarazione dei redditi, riducendo così l’imponibile su cui si calcolano le imposte. La deduzione spetta anche a chi versa i contributi per conto di un familiare fiscalmente a carico, ad esempio un figlio o un coniuge che si dedica alla cura della casa.

Va inoltre ricordato che il Fondo Casalinghe si affianca ad altre misure pensate per chi si occupa della famiglia, come i bonus e le agevolazioni dedicate alle persone che svolgono lavoro di cura. Per un quadro completo delle opportunità attualmente disponibili si può consultare l’articolo Bonus Casalinghi e Casalinghe 2026.

Domande frequenti sul Fondo Casalinghe INPS

Chi può iscriversi al Fondo Casalinghe INPS?

Possono iscriversi le persone tra 16 e 65 anni che si dedicano gratuitamente ed esclusivamente alla cura della propria famiglia, senza un’altra copertura previdenziale obbligatoria e senza essere già titolari di una pensione diretta.

Quanto si deve versare al Fondo Casalinghe?

Il versamento minimo è di 25,82 euro al mese, pari a 309,84 euro l’anno. Non esiste un tetto massimo: si può versare l’importo che si preferisce, anche superiore al minimo, per costruire un assegno pensionistico più alto.

A che età si va in pensione con il Fondo Casalinghe?

A 57 anni con almeno 5 anni di contributi, ma solo se la pensione maturata è pari ad almeno 1,2 volte l’assegno sociale. In caso contrario si accede a 65 anni, sempre con 5 anni di contributi e senza limiti di importo.

I contributi del Fondo si sommano a quelli da lavoro?

No. I contributi del Fondo Casalinghe non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli di altre gestioni: per la pensione del Fondo valgono solo i versamenti fatti al Fondo.

I contributi versati sono deducibili dalle tasse?

Sì, i contributi versati al Fondo Casalinghe sono interamente deducibili dal reddito complessivo, anche quando vengono versati da un familiare a favore di una persona fiscalmente a carico.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-14 08:00:002026-09-09 11:35:27Pensione Casalinghe: il Fondo INPS, chi può iscriversi e quanto versare
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026

Pensione 2026 INPS

La quattordicesima pensione 2026 sta per arrivare sul cedolino di luglio di milioni di pensionati italiani. Con la Circolare INPS n. 53 del 2026, l’Istituto ha ufficializzato gli importi aggiornati in base ai nuovi limiti reddituali rivalutati per l’anno in corso. Se sei un pensionato e vuoi sapere se hai diritto alla quattordicesima, quanto riceverai esattamente e quando verrà accreditata, sei nel posto giusto.

In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026 per fasce di reddito, i requisiti aggiornati, gli esempi pratici di calcolo e tutte le risposte alle domande più frequenti.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste
  2. Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti
  3. Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale
  4. Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no
  5. Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026
  6. Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?
  7. Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno
  8. La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa
  9. Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare
  10. Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo
  11. Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali
  12. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste

La quattordicesima pensione è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga ogni anno, nel mese di luglio, ai pensionati con redditi bassi. Non si tratta di una mensilità in più in senso stretto, ma di un bonus una tantum che si aggiunge alla pensione di luglio e viene erogato d’ufficio, senza che il pensionato debba farne richiesta.

La misura è stata introdotta dall’articolo 5 della Legge 127/2007, che ha stabilito per la prima volta il diritto dei pensionati a basso reddito a ricevere questa somma aggiuntiva. Nel corso degli anni, gli importi e i limiti reddituali sono stati periodicamente rivalutati per tenere conto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

È importante non confondere la quattordicesima pensione con la quattordicesima mensilità in busta paga: quella riguarda i lavoratori dipendenti e viene pagata dal datore di lavoro in base al contratto collettivo. Leggi la nostra guida sulla quattordicesima in busta paga se vuoi approfondire questo aspetto.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti

Per avere diritto alla quattordicesima pensione 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente due condizioni principali:

  • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (o averli già compiuti negli anni precedenti)
  • Reddito: avere un reddito complessivo annuo non superiore ai limiti stabiliti dalla legge, rivalutati ogni anno

Il reddito che conta per la quattordicesima è il reddito complessivo individuale del pensionato, calcolato ai fini IRPEF. Non si guarda al reddito del coniuge o del nucleo familiare, ma solo a quello del singolo pensionato. Il reddito della casa di abitazione non concorre al limite.

I limiti di reddito 2026 sono espressi come multipli del trattamento minimo INPS (la pensione minima garantita dall’INPS). Per il 2026, il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili, che corrisponde a 7.954,05 euro annui (611,85 x 13 mensilità). Su base annua i limiti sono:

  • Fascia 1: reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo = fino a 11.900 euro annui
  • Fascia 2: reddito da 11.900,01 euro fino a 2 volte il trattamento minimo = fino a 15.870 euro annui

Chi supera la soglia di 2 volte il trattamento minimo (15.870 euro) non ha diritto alla quattordicesima.

Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale

L’importo della quattordicesima dipende da due fattori: la fascia di reddito del pensionato e gli anni di contributi versati nel corso della vita lavorativa. Chi ha lavorato di più riceve una somma leggermente superiore.

Ecco la tabella completa degli importi 2026, aggiornata con i valori rivalutati dall’INPS:

Categoria lavoratoriAnni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (fino a 11.900 €)Reddito da 1,5x a 2x minimo (11.900,01 – 15.870 €)
Lavoratori dipendentiFino a 15 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori dipendentiDa 15 a 25 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori dipendentiOltre 25 anni655,00 €504,00 €
Lavoratori autonomiFino a 18 anni437,00 €336,00 €
Lavoratori autonomiDa 18 a 28 anni546,00 €420,00 €
Lavoratori autonomiOltre 28 anni655,00 €504,00 €

Fonte: elaborazione su dati INPS 2026. Gli importi sono stati rivalutati rispetto al 2025 in base all’indice di perequazione automatica.

Cosa si intende per lavoratori dipendenti e autonomi? Ai fini della quattordicesima, la classificazione dipende dal tipo di lavoro prevalente svolto durante la vita lavorativa: se il pensionato ha lavorato principalmente come dipendente (impiegato, operaio, insegnante, ecc.) appartiene alla categoria dipendenti; se ha lavorato principalmente in proprio (artigiano, commerciante, agricoltore, libero professionista) appartiene alla categoria autonomi.

Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no

Capire cosa rientra nel reddito complessivo ai fini della quattordicesima è fondamentale per verificare correttamente il diritto al beneficio. Molti pensionati pensano di non avere diritto perché sommano erroneamente voci che non dovrebbero essere conteggiate.

Redditi che SI computano nel limite:

  • Tutte le pensioni percepite (pensione di vecchiaia, invalidità, reversibilità, ecc.)
  • Redditi da lavoro (se il pensionato svolge ancora attività lavorativa)
  • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
  • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
  • Redditi diversi (plusvalenze, proventi vari)
  • Redditi di impresa e di lavoro autonomo

Redditi che NON si computano nel limite:

  • Il reddito dell’abitazione principale e delle pertinenze (garage, cantina)
  • I trattamenti di famiglia (assegni familiari)
  • Il reddito dei familiari a carico
  • I redditi esenti da IRPEF (es. alcune indennità di invalidità civile)
  • Il TFR e le somme percepite una tantum per fine rapporto di lavoro

Un errore comune è includere il valore della casa in cui si abita. Se sei proprietario dell’appartamento in cui vivi, quella rendita catastale non va sommata al reddito per la quattordicesima.

Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026

La quattordicesima viene pagata insieme alla pensione del mese di luglio 2026. La data esatta di accredito dipende dalla modalità di pagamento scelta dal pensionato:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale: il pagamento viene effettuato il 1° luglio 2026 (o il primo giorno lavorativo successivo se il 1° cade di domenica o festivo). Per luglio 2026, il 1° luglio è un mercoledì, quindi l’accredito avverrà regolarmente il 1° luglio.
  • Ritiro in contanti agli sportelli postali: l’INPS scagliona i pagamenti in base alla lettera iniziale del cognome, dal 1° al 31 luglio 2026, per evitare assembramenti agli uffici postali.

Puoi verificare la data esatta del tuo accredito e l’importo della quattordicesima accedendo al cedolino della pensione tramite il portale INPS (MyINPS) oppure tramite il CAF. Consulta il calendario completo dei pagamenti delle pensioni di luglio 2026 per tutti i dettagli sulle date.

Se hai compiuto 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, riceverai la quattordicesima in dicembre 2026, con la pensione di quel mese, sempre che il tuo reddito sia nei limiti previsti.

Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?

Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona il calcolo e l’importo spettante:

Esempio 1 – Maria, ex dipendente, 30 anni di contributi, reddito 9.000 euro/anno

Maria ha 68 anni, ha lavorato come commessa per 30 anni e percepisce una pensione di vecchiaia. Il suo reddito complessivo annuo (solo pensione, non ha altri redditi) è di 9.000 euro, ben al di sotto del limite di 11.900 euro. Avendo oltre 25 anni di contributi da dipendente, riceverà la quattordicesima nella fascia più alta: 655,00 euro.

Esempio 2 – Carlo, ex artigiano, 20 anni di contributi, reddito 13.500 euro/anno

Carlo ha 70 anni, ha gestito una piccola officina per 20 anni (lavoratore autonomo). Il suo reddito complessivo è 13.500 euro annui (pensione + piccolo affitto da un box). Rientra nella fascia tra 1,5x e 2x il trattamento minimo. Con 20 anni di contributi da autonomo (tra 18 e 28 anni), riceverà: 420,00 euro.

Esempio 3 – Giovanna, ex insegnante, 35 anni di contributi, reddito 16.000 euro/anno

Giovanna ha 66 anni e ha insegnato alle scuole elementari per 35 anni. Il suo reddito complessivo è 16.000 euro annui. Superando il limite di 15.870 euro (2 volte il trattamento minimo), non ha diritto alla quattordicesima.

Esempio 4 – Luigi, ex operaio, 12 anni di contributi, reddito 10.000 euro/anno

Luigi ha 72 anni, ha lavorato in fabbrica per 12 anni e poi ha perso il lavoro. Ha una pensione modesta. Il suo reddito è 10.000 euro, nella prima fascia. Con meno di 15 anni di contributi da dipendente, riceverà: 437,00 euro.

Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno

Cosa succede se un pensionato compie 64 anni durante il 2026, o se ha iniziato a percepire la pensione nel corso dell’anno? In questi casi, la quattordicesima viene erogata in misura proporzionale ai mesi per cui si hanno i requisiti.

Ad esempio, se hai compiuto 64 anni a maggio 2026 e il tuo reddito è nei limiti, riceverai la quattordicesima per i mesi da maggio a luglio 2026, quindi 3/12 dell’importo annuo.

Analogamente, chi ha iniziato a percepire la pensione a marzo 2026 riceverà la quattordicesima solo per i mesi da marzo a luglio.

La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa

Una domanda frequente riguarda la tassazione della quattordicesima pensione. La risposta è: no, la quattordicesima non è soggetta a IRPEF.

La Legge 127/2007, che ha istituito la quattordicesima, stabilisce espressamente che questa somma è esente da imposte. Non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi. Ricevi l’importo pieno, senza ritenute fiscali.

Attenzione però: la quattordicesima concorre al reddito complessivo ai fini della verifica del diritto ad altri benefici e agevolazioni fiscali. In altre parole, la somma ricevuta va sommata al tuo reddito per valutare se hai diritto ad altri bonus o detrazioni. Questo è un aspetto tecnico che può sorprendere molti pensionati.

Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare

Se ritieni di avere diritto alla quattordicesima ma non la vedi sul cedolino di luglio, ecco cosa fare:

  • Controlla il cedolino: accedi a MyINPS e verifica il cedolino di luglio. La quattordicesima appare come voce separata con la dicitura “Quota aggiuntiva (art. 5, L. 127/2007)”.
  • Verifica i requisiti reddituali: assicurati che il tuo reddito complessivo 2025 (utilizzato per calcolare la quattordicesima 2026) fosse nei limiti previsti.
  • Contatta il CAF: un consulente CAF può accedere alla tua posizione INPS e verificare perché non hai ricevuto la quattordicesima.
  • Presenta istanza di riesame a INPS: se ritieni di avere diritto al beneficio, puoi presentare formale richiesta di riesame tramite il portale INPS o tramite un patronato.

Il termine per la rivalutazione è importante: se non ricevi la quattordicesima a luglio ma maturate i requisiti entro il 31 dicembre 2026, l’INPS effettuerà un conguaglio a dicembre.

Per verificare la tua posizione previdenziale completa e capire se hai diritto alla quattordicesima, puoi rivolgerti al nostro sportello CAF. Il servizio di patronato di Centro Fiscale offre assistenza completa per la gestione della tua pensione. Scopri di più sul pagamento delle pensioni di luglio 2026.

Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo

Spesso si confonde la quattordicesima con l’integrazione al trattamento minimo. Si tratta di due misure diverse:

CaratteristicaQuattordicesima pensioneIntegrazione al minimo
NaturaSomma aggiuntiva una tantum annuaIntegrazione mensile della pensione
Quando viene pagataUna volta l’anno, a luglio (o dicembre)Ogni mese, sulla pensione mensile
Requisito età64 anni compiutiNessun requisito di età specifico
Requisito redditoFino a 2x il trattamento minimoReddito inferiore al trattamento minimo
Base normativaArt. 5 Legge 127/2007Art. 6 Legge 638/1983

È possibile percepire entrambe le misure contemporaneamente, se si hanno i requisiti per entrambe.

Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali

Per il 2026, gli importi della quattordicesima e i limiti reddituali sono stati rivalutati rispetto all’anno precedente in base all’indice di perequazione automatica delle pensioni, lo stesso meccanismo che si applica alla rivalutazione delle pensioni in generale.

La perequazione automatica è il meccanismo che adegua le pensioni all’inflazione, per proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Ogni anno, l’INPS calcola la variazione dell’indice dei prezzi al consumo (FOI – Famiglie Operai e Impiegati) e adegua di conseguenza sia gli importi delle pensioni sia i limiti reddituali per i benefici accessori come la quattordicesima.

Questo significa che, rispetto al 2025, nel 2026 i limiti di reddito si sono leggermente alzati, permettendo a qualche pensionato in più di rientrare nella soglia e quindi di beneficiare della quattordicesima o di ricevere un importo maggiore. Consulta la guida completa sulla quattordicesima 2026 per tutti i dettagli sulle novità normative.

Domande frequenti (FAQ)

La quattordicesima spetta anche ai pensionati con pensione di reversibilità?

Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità, purché abbiano compiuto 64 anni e il loro reddito complessivo sia nei limiti previsti. La pensione di reversibilità viene sommata agli altri redditi per verificare il rispetto del limite.

Devo fare domanda per ricevere la quattordicesima?

No. La quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, automaticamente, a tutti i pensionati che hanno i requisiti. Non è necessario presentare alcuna domanda. L’INPS verifica d’ufficio i requisiti anagrafici e reddituali sulla base dei dati in suo possesso.

Cosa succede se il mio reddito supera di poco il limite?

Se il tuo reddito supera solo di poco il limite di 2 volte il trattamento minimo, purtroppo non hai diritto alla quattordicesima intera. Tuttavia, la legge prevede un meccanismo di attenuazione: se il reddito che riceveresti sommando la quattordicesima supererebbe il limite, ricevi solo la parte della quattordicesima che non fa superare il limite. In pratica, ricevi una quattordicesima ridotta, pari alla differenza tra il limite massimo e il tuo reddito attuale.

La quattordicesima si perde se si lavora ancora?

Non necessariamente. Se sei pensionato e svolgi ancora un’attività lavorativa, i redditi da lavoro si sommano alla pensione per verificare il limite reddituale. Se il totale (pensione + redditi da lavoro) è nei limiti previsti, hai diritto alla quattordicesima. Se superi i limiti, non hai diritto al beneficio.

I pensionati residenti all’estero hanno diritto alla quattordicesima?

I pensionati che percepiscono una pensione INPS ma risiedono all’estero possono avere diritto alla quattordicesima, a condizione che abbiano i requisiti di età e che il loro reddito complessivo, calcolato secondo le regole italiane, sia nei limiti previsti. La verifica del reddito per i residenti all’estero può essere più complessa e conviene rivolgersi a un patronato.

Cosa fa il CAF per i pensionati riguardo alla quattordicesima?

Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo di consulenza previdenziale per i pensionati:

  • Verifica del diritto alla quattordicesima e calcolo dell’importo spettante
  • Controllo del cedolino pensionistico per eventuali errori o omissioni
  • Assistenza nella presentazione di istanze di riesame all’INPS
  • Supporto per l’accesso ai servizi INPS online (MyINPS, fascicolo previdenziale)
  • Consulenza su tutti i benefici accessori collegati alla pensione

Puoi rivolgerti agli sportelli CAF Centro Fiscale nelle nostre sedi. Il servizio patronato è gratuito per i pensionati che presentano il PIN o lo SPID. Approfondisci il tema dei limiti di reddito per la quattordicesima.

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Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino

Pensione 2026 INPS

Indice dei contenuti

  1. Pensione giugno 2026 quando viene pagata: la data ufficiale
  2. Calendario pensioni giugno 2026: accredito su conto bancario
  3. Accredito pensione giugno 2026 alle Poste: il calendario alfabetico
  4. Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo sul portale INPS
  5. Importi pensione giugno 2026: la rivalutazione ISTAT 1,4%
  6. Quattordicesima 2026: in arrivo a luglio, ma il cedolino arriva prima
  7. Ritenute IRPEF sulla pensione di giugno 2026: come si calcolano
  8. Pensione di giugno 2026 quando viene pagata se non arriva: cosa fare
  9. Domande frequenti su pensione giugno 2026
  10. Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione? Affidati al CAF Centro Fiscale

La pensione di giugno 2026 quando viene pagata? Una domanda che ogni mese si pongono milioni di pensionati italiani, soprattutto in un mese particolare come giugno 2026, segnato dalla Festa della Repubblica del 2 giugno e dall’attesa della quattordicesima per chi ne ha diritto. In questa guida completa ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi concreti, quando arriva l’accredito della pensione di giugno 2026, qual è il calendario differenziato tra banche e Poste Italiane, come leggere il cedolino INPS e quali importi aspettarti dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%.

Sapere con precisione quando viene pagata la pensione di giugno 2026 è fondamentale per pianificare le spese mensili, soprattutto in un periodo in cui scadono diverse rate (IMU, bollette, eventuali rate per l’IRPEF). Vediamo insieme tutte le date, gli importi e cosa fare se il pagamento della pensione di giugno 2026 non dovesse arrivare puntuale.

Pensione giugno 2026 quando viene pagata: la data ufficiale

La pensione di giugno 2026 viene pagata lunedì 1° giugno 2026. Si tratta del primo giorno del mese, che nel 2026 cade di lunedì ed è un giorno bancabile a tutti gli effetti, ovvero un giorno lavorativo in cui banche e Poste eseguono le operazioni di accredito.

Questo significa che, sia per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, sia per chi la ritira allo sportello di Poste Italiane, il riferimento per il pagamento pensione giugno 2026 è proprio lunedì 1° giugno. La Festa della Repubblica del 2 giugno, pur cadendo di martedì, non incide in alcun modo sul pagamento, che risulta gia accreditato il giorno precedente.

Per i pensionati il 1° giugno 2026 è quindi una data importante da segnare in calendario, perché coincide con la disponibilità dell’intera mensilità sul proprio conto o presso lo sportello postale. Vediamo nel dettaglio come funziona in base al canale di pagamento scelto.

Calendario pensioni giugno 2026: accredito su conto bancario

Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, l’importo viene messo a disposizione lunedì 1° giugno 2026. Le banche italiane eseguono i bonifici INPS nelle prime ore del mattino: l’orario esatto può variare da istituto a istituto, ma generalmente l’accredito della pensione di giugno 2026 compare sul conto tra le 6:00 e le 12:00 della giornata.

Alcune banche, come Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER o BPM, anticipano la visualizzazione dell’importo gia dalla sera del 31 maggio (il cosiddetto “valore data” coincide comunque con il 1° giugno). Altri istituti più piccoli potrebbero rendere il bonifico disponibile solo nel pomeriggio del lunedì. Ecco una sintesi del calendario pensioni giugno 2026 per i principali canali bancari:

  • Conti correnti bancari tradizionali: accredito disponibile dalle prime ore di lunedì 1° giugno 2026, con valuta stessa data.
  • Banche online (es. Fineco, Hype, Revolut, N26 collegate a IBAN italiano): accredito spesso visibile gia dalla notte tra il 31 maggio e il 1° giugno.
  • BancoPosta (conto corrente Poste Italiane): accredito alle 00:00 del 1° giugno 2026.
  • Postepay Evolution: stesso giorno del conto bancario, con disponibilità immediata della somma.

Se hai dubbi sul fatto che il pagamento della pensione di giugno 2026 sia arrivato correttamente sul tuo conto, ti basta verificare l’estratto conto online oppure contattare il tuo istituto bancario. In caso di mancato accredito entro la giornata del 1° giugno, è consigliabile attendere fino al 2-3 giugno e poi rivolgersi al patronato per una verifica tramite il cedolino INPS.

Accredito pensione giugno 2026 alle Poste: il calendario alfabetico

Per i pensionati che ritirano la pensione di giugno 2026 in contanti allo sportello postale, Poste Italiane applica il consueto calendario alfabetico, suddiviso in base alla prima lettera del cognome. Questa modalità serve a evitare assembramenti negli uffici postali, distribuendo gli accessi su più giorni della prima settimana del mese.

Il calendario pensioni giugno 2026 di Poste Italiane per il ritiro in contanti è il seguente:

  • Lunedì 1° giugno 2026: cognomi dalla A alla B
  • Martedì 2 giugno 2026: uffici postali CHIUSI (Festa della Repubblica)
  • Mercoledì 3 giugno 2026: cognomi C e D
  • Giovedì 4 giugno 2026: cognomi dalla E alla K
  • Venerdì 5 giugno 2026: cognomi dalla L alla O
  • Sabato 6 giugno 2026 (solo mattina): cognomi dalla P alla R
  • Lunedì 8 giugno 2026: cognomi dalla S alla Z

Un aspetto importante da ricordare: chi ha la carta Postamat o Postepay collegata alla pensione puo prelevare la somma in qualsiasi momento a partire dalle ore 00:00 del 1° giugno 2026, senza dover rispettare la turnazione alfabetica. Questa modalità è particolarmente utile per chi vuole evitare le code negli uffici postali nei primi giorni del mese.

Ad esempio, immagina che Mario Bianchi viva a Udine e debba ritirare la pensione di giugno 2026 allo sportello: dovrà recarsi all’ufficio postale lunedì 1° giugno, primo giorno del calendario alfabetico per la lettera B. Se invece Mario ha la Postamat collegata al conto BancoPosta, potrà prelevare anche di notte o nei giorni successivi, senza vincoli di turnazione.

Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo sul portale INPS

Il cedolino pensione giugno 2026 è il documento ufficiale rilasciato dall’INPS che riepiloga in modo dettagliato tutti gli importi della tua mensilità: pensione lorda, trattenute fiscali (IRPEF e addizionali), eventuali conguagli e l’importo netto effettivamente accreditato. È fondamentale consultarlo ogni mese per verificare la correttezza del pagamento della pensione di giugno 2026.

Il cedolino è solitamente visibile sul portale INPS qualche giorno prima del pagamento, in genere a partire dal 20-25 del mese precedente. Per il cedolino di giugno 2026, ad esempio, è possibile consultarlo fin dagli ultimi giorni di maggio. Tuttavia, se non vuoi gestire da solo la procedura online (che richiede SPID, CIE o CNS e una certa dimestichezza con il portale INPS), puoi affidarti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di scaricare, stampare e spiegare il tuo cedolino mese per mese.

Le voci principali del cedolino pensione giugno 2026 sono:

  • Importo lordo mensile: la pensione spettante prima delle trattenute
  • Ritenute IRPEF: calcolate con i tre scaglioni 23%, 35% e 43% in vigore dal 2024
  • Addizionali regionali e comunali: prelevate in rate mensili
  • Importo netto: quanto viene effettivamente accreditato
  • Conguagli: eventuali differenze positive o negative su mesi precedenti
  • Trattenute sindacali: se aderisci a un sindacato dei pensionati
  • Trattenute per prestiti o cessioni del quinto: se applicabili

Verificare ogni mese il cedolino INPS ti permette di accorgerti subito di eventuali errori, conguagli imprevisti o variazioni nelle ritenute fiscali. Il patronato del CAF Centro Fiscale puo aiutarti a leggere il documento e a chiedere chiarimenti all’INPS in caso di anomalie.

Importi pensione giugno 2026: la rivalutazione ISTAT 1,4%

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la rivalutazione ISTAT pari all’1,4%, che ha aggiornato gli importi di tutte le pensioni in base all’inflazione registrata nell’anno precedente. Anche nel cedolino di giugno 2026 trovi quindi gli importi gia rivalutati, con effetto retroattivo da gennaio.

Il trattamento minimo INPS per il 2026 è fissato a 611,85 euro mensili, in aumento rispetto ai 603,40 euro provvisori inizialmente comunicati. Questo è il riferimento per molte prestazioni assistenziali e per calcolare alcune maggiorazioni sociali. La perequazione 1,4% si applica:

  • Al 100% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.447 euro lordi mensili)
  • Al 90% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo
  • Al 75% per le pensioni superiori a 5 volte il minimo

In termini concreti, una pensione che a dicembre 2025 era di 1.000 euro netti mensili è diventata, dopo la rivalutazione, di circa 1.014 euro netti dal 2026. Per chi percepisce assegni più alti, l’incremento è proporzionalmente ridotto a tutela dei conti pubblici. Tutti questi importi sono riportati nel cedolino pensione giugno 2026 sotto la voce “perequazione” o “rivalutazione ISTAT”.

Quattordicesima 2026: in arrivo a luglio, ma il cedolino arriva prima

Un’attenzione particolare meritano i pensionati che hanno diritto alla quattordicesima, somma aggiuntiva erogata una volta all’anno. Pur essendo pagata insieme alla pensione di luglio 2026 (e non a giugno), già nel cedolino di giugno puoi trovare anticipazioni o voci che la riguardano, ad esempio per controllare il diritto alla maturazione.

La quattordicesima 2026 spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito personale entro determinate soglie. L’importo varia in base agli anni di contribuzione versati:

  • Lavoratori dipendenti: 437 euro (fino a 15 anni di contributi), 546 euro (tra 15 e 25 anni), 655 euro (oltre 25 anni)
  • Lavoratori autonomi: 336 euro (fino a 18 anni), 420 euro (tra 18 e 28 anni), 504 euro (oltre 28 anni)

I requisiti di reddito sono particolarmente importanti: per la quattordicesima piena occorre un reddito personale annuo entro 1,5 volte il trattamento minimo, mentre per la quattordicesima ridotta la soglia sale a 2 volte. Se hai dubbi sul tuo diritto alla quattordicesima 2026, ti consigliamo di rivolgerti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione INPS.

Ritenute IRPEF sulla pensione di giugno 2026: come si calcolano

Una delle voci che incide maggiormente sull’importo netto del pagamento pensione giugno 2026 sono le ritenute IRPEF. L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e viene trattenuta direttamente dall’INPS, che agisce come sostituto d’imposta. In pratica, quando ricevi la pensione, hai gia pagato le tasse senza dover fare nulla.

Dal 2024 sono in vigore i nuovi tre scaglioni IRPEF, semplificati rispetto ai quattro precedenti:

  • 23% sui redditi fino a 28.000 euro annui
  • 35% sulla parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro
  • 43% sulla parte di reddito oltre i 50.000 euro

Sul cedolino pensione giugno 2026 trovi quindi la trattenuta IRPEF calcolata in base allo scaglione applicabile alla tua pensione annua complessiva. A questo si aggiungono le addizionali regionali (variabili in base alla regione di residenza, ad esempio in Friuli Venezia Giulia l’addizionale è dell’1,23% sui redditi più bassi) e l’addizionale comunale (a Udine attualmente fissata allo 0,8%).

Le addizionali vengono trattenute in rate mensili, da gennaio a novembre, dopo il conguaglio annuale. Questo significa che nel cedolino di giugno 2026 trovi una quota delle addizionali 2025 (calcolate sul reddito dell’anno precedente). Se durante l’anno hai variazioni di reddito, potresti vedere conguagli positivi o negativi.

Pensione di giugno 2026 quando viene pagata se non arriva: cosa fare

Può capitare, anche se raramente, che il pagamento della pensione di giugno 2026 non risulti accreditato il 1° giugno. Le cause possono essere diverse: ritardi tecnici della banca, problemi nel passaggio dei flussi tra INPS e istituto, blocchi temporanei per verifiche, oppure modifiche anagrafiche non ancora aggiornate. Vediamo come comportarsi in questi casi.

Prima di tutto, è importante controllare il cedolino INPS: se il cedolino mostra l’importo corretto e la dicitura “pagato”, il problema è sicuramente bancario o postale. In questo caso, rivolgiti al tuo istituto per verificare la posizione. Se invece il cedolino non risulta disponibile o riporta anomalie (es. importo zero, voci di sospensione), il problema è all’origine, presso l’INPS.

Le situazioni che richiedono un intervento urgente del patronato sono:

  • Sospensione cautelare per accertamento ISEE o redditi non comunicati
  • Modifiche anagrafiche non aggiornate (cambio residenza, IBAN, stato civile)
  • Mancata trasmissione della dichiarazione di esistenza in vita per pensionati residenti all’estero
  • Errori sul codice fiscale o nei dati identificativi
  • Pignoramenti o cessioni non comunicati correttamente

In tutti questi casi, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per risolvere la situazione: dalla verifica del cedolino, alla presentazione di domande di riesame, fino alla regolarizzazione di pratiche complesse con l’INPS. Non aspettare il mese successivo: prima si interviene, prima si sblocca il pagamento.

Domande frequenti su pensione giugno 2026

Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

La pensione di giugno 2026 viene pagata lunedì 1° giugno 2026, sia per chi riceve il pagamento tramite accredito su conto bancario, sia per chi ritira la somma in contanti allo sportello postale (con calendario alfabetico). Il 2 giugno, Festa della Repubblica, non incide sul pagamento perché la pensione è gia stata accreditata il giorno precedente.

Dove posso vedere il cedolino della pensione di giugno 2026?

Il cedolino pensione giugno 2026 è disponibile sul portale INPS qualche giorno prima del pagamento, generalmente dal 20-25 maggio. Per accedere serve SPID, CIE o CNS. Se preferisci, il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine può scaricarti e stamparti il cedolino, spiegandoti tutte le voci.

Qual è il calendario di pagamento delle pensioni alle Poste a giugno 2026?

Il calendario pensioni giugno 2026 di Poste Italiane prevede il pagamento dal 1° giugno (cognomi A-B) all’8 giugno (cognomi S-Z), con uffici chiusi il 2 giugno per la Festa della Repubblica. Chi ha la Postamat o la Postepay collegata alla pensione puo prelevare in qualsiasi momento senza turnazione.

La quattordicesima viene pagata a giugno 2026?

No, la quattordicesima 2026 viene pagata insieme alla pensione di luglio 2026, non a giugno. Spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito entro determinate soglie. L’importo varia da 336 a 655 euro in base alla categoria (lavoratori dipendenti o autonomi) e agli anni di contribuzione.

Cosa fare se la pensione di giugno 2026 non arriva?

Se il pagamento della pensione di giugno 2026 non risulta accreditato entro la giornata del 1° giugno, verifica prima il cedolino INPS. Se è regolare, contatta la banca; se invece il cedolino presenta anomalie, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica e l’eventuale presentazione di domande di riesame all’INPS.

Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione? Affidati al CAF Centro Fiscale

Sapere quando viene pagata la pensione di giugno 2026 è solo il primo passo. Per molti pensionati, la gestione del cedolino, delle ritenute, della quattordicesima, delle addizionali regionali e comunali e di eventuali anomalie richiede un’assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di patronato per pensionati, in ufficio o online, su tutto il territorio nazionale.

I nostri operatori ti aiutano a:

  • Consultare e leggere il cedolino pensione ogni mese
  • Verificare la corretta applicazione della rivalutazione ISTAT 1,4%
  • Controllare il diritto alla quattordicesima 2026
  • Risolvere blocchi e sospensioni del pagamento
  • Presentare domande di pensione anticipata, ricostituzione o supplemento
  • Calcolare la pensione futura e valutare opzioni di anticipo
  • Compilare il modello RED, ICRIC, ICLAV e ACC.AS/PS

Hai bisogno di assistenza per la pensione di giugno 2026 o per qualsiasi altra pratica INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 sia online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e gratuito. I nostri esperti ti guidano in ogni passaggio, evitandoti complicazioni e perdite di tempo.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    paolino servidio
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    Lady
    01/09/2026
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    Giulia Guida
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    Maura Masutto
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    Settembre 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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    Pensione Casalinghe: il Fondo INPS, chi può iscriversi e quanto versare

    Pensione 2026 INPS

    La pensione casalinghe fondo INPS torna al centro dell’attenzione: sono ancora poche le persone che, pur dedicando la vita alla cura della famiglia senza una retribuzione, sanno di poter costruire una pensione propria iscrivendosi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato Fondo Casalinghe. Si tratta di una gestione separata dell’INPS pensata proprio per chi si occupa della casa e dei familiari senza un impiego che preveda contributi obbligatori. Vediamo chi può iscriversi, quanto bisogna versare e quando si può accedere alla pensione casalinghe.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Fondo Casalinghe INPS e chi può iscriversi
    2. Come versare i contributi al Fondo Casalinghe
    3. Pensione casalinghe: requisiti ed età per la liquidazione
    4. Deduzione fiscale e altri vantaggi del Fondo
    5. Domande frequenti sul Fondo Casalinghe INPS

    Cos’è il Fondo Casalinghe INPS e chi può iscriversi

    Il Fondo Casalinghe INPS è una forma di previdenza volontaria istituita dal decreto legislativo n. 565 del 1996 e operativa dal 1° gennaio 1997, come evoluzione della storica “Mutualità pensioni” del 1963, proprio per garantire una copertura pensionistica a chi svolge lavori domestici e di cura familiare senza percepire uno stipendio. Chi versa i contributi al Fondo, infatti, non ha un datore di lavoro che li trattiene in busta paga: è la persona stessa a occuparsene, in modo del tutto volontario.

    Possono iscriversi al Fondo le persone tra i 16 e i 65 anni che si dedicano, in modo gratuito ed esclusivo, alla cura della propria famiglia e della casa. È una possibilità aperta sia alle donne sia agli uomini, purché non abbiano già un’altra copertura previdenziale obbligatoria e non siano titolari di una pensione diretta. In pratica, il Fondo si rivolge a chi, occupandosi quotidianamente della famiglia, rischierebbe altrimenti di restare senza alcuna posizione contributiva e quindi senza una pensione futura.

    Per chi vuole capire nel dettaglio tutti i requisiti di accesso e le caratteristiche della prestazione, sul sito è disponibile un approfondimento dedicato: Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come Richiederla.

    Come versare i contributi al Fondo Casalinghe

    Una volta iscritte, le casalinghe e i casalinghi possono versare i contributi in totale libertà, scegliendo l’importo e la frequenza più adatti alle proprie possibilità economiche. Non esiste infatti un obbligo di versamento periodico fisso: si può contribuire quando si preferisce, anche in un’unica soluzione durante l’anno.

    • Versamento minimo: 25,82 euro al mese, pari a 309,84 euro l’anno
    • Versamento massimo: nessun massimale previsto, i contributi possono essere aumentati liberamente
    • Modalità di pagamento: dal 1° ottobre 2026 i versamenti si effettuano esclusivamente tramite avviso pagoPA generato nella sezione dedicata al Fondo
    • Chi può versare: l’iscritto stesso oppure un familiare per conto della persona a carico

    Più alto è l’importo versato nel corso degli anni, più consistente sarà l’assegno pensionistico maturato, dato che il Fondo funziona con il sistema di calcolo contributivo: la pensione è cioè direttamente proporzionale ai contributi accumulati. Chi ha dubbi su come gestire i versamenti, anche pregressi, può leggere anche il nostro approfondimento su Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online.

    Pensione casalinghe: requisiti ed età per la liquidazione

    La domanda più frequente riguarda proprio i tempi: a che età si può andare in pensione dopo aver versato al Fondo Casalinghe? L’articolo 3 del decreto legislativo 565/1996 prevede due strade, che hanno in comune lo stesso requisito contributivo minimo: almeno 5 anni di contributi versati al Fondo, pari a 60 mesi accreditati.

    La prima possibilità consente di accedere alla pensione già a 57 anni di età, ma a una condizione precisa: l’importo della pensione maturata deve essere almeno pari a 1,2 volte l’assegno sociale, cioè l’assegno sociale maggiorato del 20%. Poiché il calcolo è contributivo, con i soli versamenti minimi questa soglia è difficile da raggiungere. La seconda strada scatta a 65 anni di età: con almeno 5 anni di contributi la pensione viene liquidata senza alcun limite di importo. Non esistono altri requisiti alternativi: le regole della pensione anticipata contributiva e della vecchiaia ordinaria, con i loro vent’anni di contribuzione minima, riguardano il regime generale INPS e non il Fondo Casalinghe. Chi si iscrive dopo i 60 anni può inoltre versare una somma aggiuntiva (la cosiddetta riserva matematica) per completare i 5 anni di contribuzione entro i 65 anni.

    Sempre con 5 anni di contributi è prevista la pensione di inabilità, se sopraggiunge l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Non è invece prevista la pensione ai superstiti e l’assegno del Fondo non viene integrato al trattamento minimo.

    Attenzione a un punto spesso frainteso: i contributi versati al Fondo Casalinghe non possono essere ricongiunti, totalizzati né cumulati con quelli maturati in altre gestioni previdenziali, ad esempio da lavoro dipendente o autonomo. Per la pensione del Fondo contano unicamente i versamenti effettuati al Fondo stesso (circolare INPS n. 223/2001), mentre gli eventuali contributi da lavoro restano nella loro gestione e seguono le regole ordinarie. Il Fondo va quindi considerato una posizione previdenziale autonoma, utile soprattutto a chi non ha alcuna altra copertura.

    Deduzione fiscale e altri vantaggi del Fondo

    Oltre alla prospettiva di una pensione futura, l’iscrizione al Fondo Casalinghe porta con sé anche un vantaggio fiscale immediato. I contributi versati durante l’anno sono infatti interamente deducibili dal reddito complessivo in sede di dichiarazione dei redditi, riducendo così l’imponibile su cui si calcolano le imposte. La deduzione spetta anche a chi versa i contributi per conto di un familiare fiscalmente a carico, ad esempio un figlio o un coniuge che si dedica alla cura della casa.

    Va inoltre ricordato che il Fondo Casalinghe si affianca ad altre misure pensate per chi si occupa della famiglia, come i bonus e le agevolazioni dedicate alle persone che svolgono lavoro di cura. Per un quadro completo delle opportunità attualmente disponibili si può consultare l’articolo Bonus Casalinghi e Casalinghe 2026.

    Domande frequenti sul Fondo Casalinghe INPS

    Chi può iscriversi al Fondo Casalinghe INPS?

    Possono iscriversi le persone tra 16 e 65 anni che si dedicano gratuitamente ed esclusivamente alla cura della propria famiglia, senza un’altra copertura previdenziale obbligatoria e senza essere già titolari di una pensione diretta.

    Quanto si deve versare al Fondo Casalinghe?

    Il versamento minimo è di 25,82 euro al mese, pari a 309,84 euro l’anno. Non esiste un tetto massimo: si può versare l’importo che si preferisce, anche superiore al minimo, per costruire un assegno pensionistico più alto.

    A che età si va in pensione con il Fondo Casalinghe?

    A 57 anni con almeno 5 anni di contributi, ma solo se la pensione maturata è pari ad almeno 1,2 volte l’assegno sociale. In caso contrario si accede a 65 anni, sempre con 5 anni di contributi e senza limiti di importo.

    I contributi del Fondo si sommano a quelli da lavoro?

    No. I contributi del Fondo Casalinghe non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli di altre gestioni: per la pensione del Fondo valgono solo i versamenti fatti al Fondo.

    I contributi versati sono deducibili dalle tasse?

    Sì, i contributi versati al Fondo Casalinghe sono interamente deducibili dal reddito complessivo, anche quando vengono versati da un familiare a favore di una persona fiscalmente a carico.

    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-14 08:00:002026-09-09 11:35:27Pensione Casalinghe: il Fondo INPS, chi può iscriversi e quanto versare
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026

    Pensione 2026 INPS

    La quattordicesima pensione 2026 sta per arrivare sul cedolino di luglio di milioni di pensionati italiani. Con la Circolare INPS n. 53 del 2026, l’Istituto ha ufficializzato gli importi aggiornati in base ai nuovi limiti reddituali rivalutati per l’anno in corso. Se sei un pensionato e vuoi sapere se hai diritto alla quattordicesima, quanto riceverai esattamente e quando verrà accreditata, sei nel posto giusto.

    In questa guida trovi la tabella completa degli importi 2026 per fasce di reddito, i requisiti aggiornati, gli esempi pratici di calcolo e tutte le risposte alle domande più frequenti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste
    2. Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti
    3. Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale
    4. Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no
    5. Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026
    6. Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?
    7. Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno
    8. La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa
    9. Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare
    10. Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo
    11. Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali
    12. Domande frequenti (FAQ)

    Cos’è la quattordicesima pensione e da quando esiste

    La quattordicesima pensione è una somma aggiuntiva che l’INPS eroga ogni anno, nel mese di luglio, ai pensionati con redditi bassi. Non si tratta di una mensilità in più in senso stretto, ma di un bonus una tantum che si aggiunge alla pensione di luglio e viene erogato d’ufficio, senza che il pensionato debba farne richiesta.

    La misura è stata introdotta dall’articolo 5 della Legge 127/2007, che ha stabilito per la prima volta il diritto dei pensionati a basso reddito a ricevere questa somma aggiuntiva. Nel corso degli anni, gli importi e i limiti reddituali sono stati periodicamente rivalutati per tenere conto dell’inflazione e dell’aumento del costo della vita.

    È importante non confondere la quattordicesima pensione con la quattordicesima mensilità in busta paga: quella riguarda i lavoratori dipendenti e viene pagata dal datore di lavoro in base al contratto collettivo. Leggi la nostra guida sulla quattordicesima in busta paga se vuoi approfondire questo aspetto.

    Chi ha diritto alla quattordicesima pensione 2026: i requisiti

    Per avere diritto alla quattordicesima pensione 2026 è necessario soddisfare contemporaneamente due condizioni principali:

    • Età: aver compiuto 64 anni entro il 31 luglio 2026 (o averli già compiuti negli anni precedenti)
    • Reddito: avere un reddito complessivo annuo non superiore ai limiti stabiliti dalla legge, rivalutati ogni anno

    Il reddito che conta per la quattordicesima è il reddito complessivo individuale del pensionato, calcolato ai fini IRPEF. Non si guarda al reddito del coniuge o del nucleo familiare, ma solo a quello del singolo pensionato. Il reddito della casa di abitazione non concorre al limite.

    I limiti di reddito 2026 sono espressi come multipli del trattamento minimo INPS (la pensione minima garantita dall’INPS). Per il 2026, il trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili, che corrisponde a 7.954,05 euro annui (611,85 x 13 mensilità). Su base annua i limiti sono:

    • Fascia 1: reddito fino a 1,5 volte il trattamento minimo = fino a 11.900 euro annui
    • Fascia 2: reddito da 11.900,01 euro fino a 2 volte il trattamento minimo = fino a 15.870 euro annui

    Chi supera la soglia di 2 volte il trattamento minimo (15.870 euro) non ha diritto alla quattordicesima.

    Importi quattordicesima pensione 2026: la tabella ufficiale

    L’importo della quattordicesima dipende da due fattori: la fascia di reddito del pensionato e gli anni di contributi versati nel corso della vita lavorativa. Chi ha lavorato di più riceve una somma leggermente superiore.

    Ecco la tabella completa degli importi 2026, aggiornata con i valori rivalutati dall’INPS:

    Categoria lavoratoriAnni di contributiReddito fino a 1,5x minimo (fino a 11.900 €)Reddito da 1,5x a 2x minimo (11.900,01 – 15.870 €)
    Lavoratori dipendentiFino a 15 anni437,00 €336,00 €
    Lavoratori dipendentiDa 15 a 25 anni546,00 €420,00 €
    Lavoratori dipendentiOltre 25 anni655,00 €504,00 €
    Lavoratori autonomiFino a 18 anni437,00 €336,00 €
    Lavoratori autonomiDa 18 a 28 anni546,00 €420,00 €
    Lavoratori autonomiOltre 28 anni655,00 €504,00 €

    Fonte: elaborazione su dati INPS 2026. Gli importi sono stati rivalutati rispetto al 2025 in base all’indice di perequazione automatica.

    Cosa si intende per lavoratori dipendenti e autonomi? Ai fini della quattordicesima, la classificazione dipende dal tipo di lavoro prevalente svolto durante la vita lavorativa: se il pensionato ha lavorato principalmente come dipendente (impiegato, operaio, insegnante, ecc.) appartiene alla categoria dipendenti; se ha lavorato principalmente in proprio (artigiano, commerciante, agricoltore, libero professionista) appartiene alla categoria autonomi.

    Come si calcola il reddito per la quattordicesima: cosa include e cosa no

    Capire cosa rientra nel reddito complessivo ai fini della quattordicesima è fondamentale per verificare correttamente il diritto al beneficio. Molti pensionati pensano di non avere diritto perché sommano erroneamente voci che non dovrebbero essere conteggiate.

    Redditi che SI computano nel limite:

    • Tutte le pensioni percepite (pensione di vecchiaia, invalidità, reversibilità, ecc.)
    • Redditi da lavoro (se il pensionato svolge ancora attività lavorativa)
    • Redditi da fabbricati (affitti, canoni di locazione)
    • Redditi da capitale (interessi, dividendi)
    • Redditi diversi (plusvalenze, proventi vari)
    • Redditi di impresa e di lavoro autonomo

    Redditi che NON si computano nel limite:

    • Il reddito dell’abitazione principale e delle pertinenze (garage, cantina)
    • I trattamenti di famiglia (assegni familiari)
    • Il reddito dei familiari a carico
    • I redditi esenti da IRPEF (es. alcune indennità di invalidità civile)
    • Il TFR e le somme percepite una tantum per fine rapporto di lavoro

    Un errore comune è includere il valore della casa in cui si abita. Se sei proprietario dell’appartamento in cui vivi, quella rendita catastale non va sommata al reddito per la quattordicesima.

    Quando viene pagata la quattordicesima pensione 2026

    La quattordicesima viene pagata insieme alla pensione del mese di luglio 2026. La data esatta di accredito dipende dalla modalità di pagamento scelta dal pensionato:

    • Accredito su conto corrente bancario o postale: il pagamento viene effettuato il 1° luglio 2026 (o il primo giorno lavorativo successivo se il 1° cade di domenica o festivo). Per luglio 2026, il 1° luglio è un mercoledì, quindi l’accredito avverrà regolarmente il 1° luglio.
    • Ritiro in contanti agli sportelli postali: l’INPS scagliona i pagamenti in base alla lettera iniziale del cognome, dal 1° al 31 luglio 2026, per evitare assembramenti agli uffici postali.

    Puoi verificare la data esatta del tuo accredito e l’importo della quattordicesima accedendo al cedolino della pensione tramite il portale INPS (MyINPS) oppure tramite il CAF. Consulta il calendario completo dei pagamenti delle pensioni di luglio 2026 per tutti i dettagli sulle date.

    Se hai compiuto 64 anni tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, riceverai la quattordicesima in dicembre 2026, con la pensione di quel mese, sempre che il tuo reddito sia nei limiti previsti.

    Esempi pratici di calcolo: quanto ricevo?

    Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona il calcolo e l’importo spettante:

    Esempio 1 – Maria, ex dipendente, 30 anni di contributi, reddito 9.000 euro/anno

    Maria ha 68 anni, ha lavorato come commessa per 30 anni e percepisce una pensione di vecchiaia. Il suo reddito complessivo annuo (solo pensione, non ha altri redditi) è di 9.000 euro, ben al di sotto del limite di 11.900 euro. Avendo oltre 25 anni di contributi da dipendente, riceverà la quattordicesima nella fascia più alta: 655,00 euro.

    Esempio 2 – Carlo, ex artigiano, 20 anni di contributi, reddito 13.500 euro/anno

    Carlo ha 70 anni, ha gestito una piccola officina per 20 anni (lavoratore autonomo). Il suo reddito complessivo è 13.500 euro annui (pensione + piccolo affitto da un box). Rientra nella fascia tra 1,5x e 2x il trattamento minimo. Con 20 anni di contributi da autonomo (tra 18 e 28 anni), riceverà: 420,00 euro.

    Esempio 3 – Giovanna, ex insegnante, 35 anni di contributi, reddito 16.000 euro/anno

    Giovanna ha 66 anni e ha insegnato alle scuole elementari per 35 anni. Il suo reddito complessivo è 16.000 euro annui. Superando il limite di 15.870 euro (2 volte il trattamento minimo), non ha diritto alla quattordicesima.

    Esempio 4 – Luigi, ex operaio, 12 anni di contributi, reddito 10.000 euro/anno

    Luigi ha 72 anni, ha lavorato in fabbrica per 12 anni e poi ha perso il lavoro. Ha una pensione modesta. Il suo reddito è 10.000 euro, nella prima fascia. Con meno di 15 anni di contributi da dipendente, riceverà: 437,00 euro.

    Quattordicesima pro quota: cosa succede se non si hanno i requisiti per tutto l’anno

    Cosa succede se un pensionato compie 64 anni durante il 2026, o se ha iniziato a percepire la pensione nel corso dell’anno? In questi casi, la quattordicesima viene erogata in misura proporzionale ai mesi per cui si hanno i requisiti.

    Ad esempio, se hai compiuto 64 anni a maggio 2026 e il tuo reddito è nei limiti, riceverai la quattordicesima per i mesi da maggio a luglio 2026, quindi 3/12 dell’importo annuo.

    Analogamente, chi ha iniziato a percepire la pensione a marzo 2026 riceverà la quattordicesima solo per i mesi da marzo a luglio.

    La quattordicesima è tassata? Cosa dice la normativa

    Una domanda frequente riguarda la tassazione della quattordicesima pensione. La risposta è: no, la quattordicesima non è soggetta a IRPEF.

    La Legge 127/2007, che ha istituito la quattordicesima, stabilisce espressamente che questa somma è esente da imposte. Non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF e non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi. Ricevi l’importo pieno, senza ritenute fiscali.

    Attenzione però: la quattordicesima concorre al reddito complessivo ai fini della verifica del diritto ad altri benefici e agevolazioni fiscali. In altre parole, la somma ricevuta va sommata al tuo reddito per valutare se hai diritto ad altri bonus o detrazioni. Questo è un aspetto tecnico che può sorprendere molti pensionati.

    Cosa fare se non si riceve la quattordicesima: come verificare e reclamare

    Se ritieni di avere diritto alla quattordicesima ma non la vedi sul cedolino di luglio, ecco cosa fare:

    • Controlla il cedolino: accedi a MyINPS e verifica il cedolino di luglio. La quattordicesima appare come voce separata con la dicitura “Quota aggiuntiva (art. 5, L. 127/2007)”.
    • Verifica i requisiti reddituali: assicurati che il tuo reddito complessivo 2025 (utilizzato per calcolare la quattordicesima 2026) fosse nei limiti previsti.
    • Contatta il CAF: un consulente CAF può accedere alla tua posizione INPS e verificare perché non hai ricevuto la quattordicesima.
    • Presenta istanza di riesame a INPS: se ritieni di avere diritto al beneficio, puoi presentare formale richiesta di riesame tramite il portale INPS o tramite un patronato.

    Il termine per la rivalutazione è importante: se non ricevi la quattordicesima a luglio ma maturate i requisiti entro il 31 dicembre 2026, l’INPS effettuerà un conguaglio a dicembre.

    Per verificare la tua posizione previdenziale completa e capire se hai diritto alla quattordicesima, puoi rivolgerti al nostro sportello CAF. Il servizio di patronato di Centro Fiscale offre assistenza completa per la gestione della tua pensione. Scopri di più sul pagamento delle pensioni di luglio 2026.

    Differenza tra quattordicesima pensione e assegno di integrazione al minimo

    Spesso si confonde la quattordicesima con l’integrazione al trattamento minimo. Si tratta di due misure diverse:

    CaratteristicaQuattordicesima pensioneIntegrazione al minimo
    NaturaSomma aggiuntiva una tantum annuaIntegrazione mensile della pensione
    Quando viene pagataUna volta l’anno, a luglio (o dicembre)Ogni mese, sulla pensione mensile
    Requisito età64 anni compiutiNessun requisito di età specifico
    Requisito redditoFino a 2x il trattamento minimoReddito inferiore al trattamento minimo
    Base normativaArt. 5 Legge 127/2007Art. 6 Legge 638/1983

    È possibile percepire entrambe le misure contemporaneamente, se si hanno i requisiti per entrambe.

    Novità 2026: rivalutazione importi e nuovi limiti reddituali

    Per il 2026, gli importi della quattordicesima e i limiti reddituali sono stati rivalutati rispetto all’anno precedente in base all’indice di perequazione automatica delle pensioni, lo stesso meccanismo che si applica alla rivalutazione delle pensioni in generale.

    La perequazione automatica è il meccanismo che adegua le pensioni all’inflazione, per proteggere il potere d’acquisto dei pensionati. Ogni anno, l’INPS calcola la variazione dell’indice dei prezzi al consumo (FOI – Famiglie Operai e Impiegati) e adegua di conseguenza sia gli importi delle pensioni sia i limiti reddituali per i benefici accessori come la quattordicesima.

    Questo significa che, rispetto al 2025, nel 2026 i limiti di reddito si sono leggermente alzati, permettendo a qualche pensionato in più di rientrare nella soglia e quindi di beneficiare della quattordicesima o di ricevere un importo maggiore. Consulta la guida completa sulla quattordicesima 2026 per tutti i dettagli sulle novità normative.

    Domande frequenti (FAQ)

    La quattordicesima spetta anche ai pensionati con pensione di reversibilità?

    Sì, la quattordicesima spetta anche ai titolari di pensione di reversibilità, purché abbiano compiuto 64 anni e il loro reddito complessivo sia nei limiti previsti. La pensione di reversibilità viene sommata agli altri redditi per verificare il rispetto del limite.

    Devo fare domanda per ricevere la quattordicesima?

    No. La quattordicesima viene erogata d’ufficio dall’INPS, automaticamente, a tutti i pensionati che hanno i requisiti. Non è necessario presentare alcuna domanda. L’INPS verifica d’ufficio i requisiti anagrafici e reddituali sulla base dei dati in suo possesso.

    Cosa succede se il mio reddito supera di poco il limite?

    Se il tuo reddito supera solo di poco il limite di 2 volte il trattamento minimo, purtroppo non hai diritto alla quattordicesima intera. Tuttavia, la legge prevede un meccanismo di attenuazione: se il reddito che riceveresti sommando la quattordicesima supererebbe il limite, ricevi solo la parte della quattordicesima che non fa superare il limite. In pratica, ricevi una quattordicesima ridotta, pari alla differenza tra il limite massimo e il tuo reddito attuale.

    La quattordicesima si perde se si lavora ancora?

    Non necessariamente. Se sei pensionato e svolgi ancora un’attività lavorativa, i redditi da lavoro si sommano alla pensione per verificare il limite reddituale. Se il totale (pensione + redditi da lavoro) è nei limiti previsti, hai diritto alla quattordicesima. Se superi i limiti, non hai diritto al beneficio.

    I pensionati residenti all’estero hanno diritto alla quattordicesima?

    I pensionati che percepiscono una pensione INPS ma risiedono all’estero possono avere diritto alla quattordicesima, a condizione che abbiano i requisiti di età e che il loro reddito complessivo, calcolato secondo le regole italiane, sia nei limiti previsti. La verifica del reddito per i residenti all’estero può essere più complessa e conviene rivolgersi a un patronato.

    Cosa fa il CAF per i pensionati riguardo alla quattordicesima?

    Il CAF Centro Fiscale offre un servizio completo di consulenza previdenziale per i pensionati:

    • Verifica del diritto alla quattordicesima e calcolo dell’importo spettante
    • Controllo del cedolino pensionistico per eventuali errori o omissioni
    • Assistenza nella presentazione di istanze di riesame all’INPS
    • Supporto per l’accesso ai servizi INPS online (MyINPS, fascicolo previdenziale)
    • Consulenza su tutti i benefici accessori collegati alla pensione

    Puoi rivolgerti agli sportelli CAF Centro Fiscale nelle nostre sedi. Il servizio patronato è gratuito per i pensionati che presentano il PIN o lo SPID. Approfondisci il tema dei limiti di reddito per la quattordicesima.

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    Giugno 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-23 20:23:482026-06-28 00:09:19Quattordicesima pensione INPS a luglio: ufficiali tutti gli importi 2026
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

    Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino

    Pensione 2026 INPS

    Indice dei contenuti

    1. Pensione giugno 2026 quando viene pagata: la data ufficiale
    2. Calendario pensioni giugno 2026: accredito su conto bancario
    3. Accredito pensione giugno 2026 alle Poste: il calendario alfabetico
    4. Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo sul portale INPS
    5. Importi pensione giugno 2026: la rivalutazione ISTAT 1,4%
    6. Quattordicesima 2026: in arrivo a luglio, ma il cedolino arriva prima
    7. Ritenute IRPEF sulla pensione di giugno 2026: come si calcolano
    8. Pensione di giugno 2026 quando viene pagata se non arriva: cosa fare
    9. Domande frequenti su pensione giugno 2026
    10. Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione? Affidati al CAF Centro Fiscale

    La pensione di giugno 2026 quando viene pagata? Una domanda che ogni mese si pongono milioni di pensionati italiani, soprattutto in un mese particolare come giugno 2026, segnato dalla Festa della Repubblica del 2 giugno e dall’attesa della quattordicesima per chi ne ha diritto. In questa guida completa ti spieghiamo, in modo semplice e con esempi concreti, quando arriva l’accredito della pensione di giugno 2026, qual è il calendario differenziato tra banche e Poste Italiane, come leggere il cedolino INPS e quali importi aspettarti dopo la rivalutazione ISTAT dell’1,4%.

    Sapere con precisione quando viene pagata la pensione di giugno 2026 è fondamentale per pianificare le spese mensili, soprattutto in un periodo in cui scadono diverse rate (IMU, bollette, eventuali rate per l’IRPEF). Vediamo insieme tutte le date, gli importi e cosa fare se il pagamento della pensione di giugno 2026 non dovesse arrivare puntuale.

    Pensione giugno 2026 quando viene pagata: la data ufficiale

    La pensione di giugno 2026 viene pagata lunedì 1° giugno 2026. Si tratta del primo giorno del mese, che nel 2026 cade di lunedì ed è un giorno bancabile a tutti gli effetti, ovvero un giorno lavorativo in cui banche e Poste eseguono le operazioni di accredito.

    Questo significa che, sia per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, sia per chi la ritira allo sportello di Poste Italiane, il riferimento per il pagamento pensione giugno 2026 è proprio lunedì 1° giugno. La Festa della Repubblica del 2 giugno, pur cadendo di martedì, non incide in alcun modo sul pagamento, che risulta gia accreditato il giorno precedente.

    Per i pensionati il 1° giugno 2026 è quindi una data importante da segnare in calendario, perché coincide con la disponibilità dell’intera mensilità sul proprio conto o presso lo sportello postale. Vediamo nel dettaglio come funziona in base al canale di pagamento scelto.

    Calendario pensioni giugno 2026: accredito su conto bancario

    Per chi riceve la pensione tramite accredito su conto corrente bancario, l’importo viene messo a disposizione lunedì 1° giugno 2026. Le banche italiane eseguono i bonifici INPS nelle prime ore del mattino: l’orario esatto può variare da istituto a istituto, ma generalmente l’accredito della pensione di giugno 2026 compare sul conto tra le 6:00 e le 12:00 della giornata.

    Alcune banche, come Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER o BPM, anticipano la visualizzazione dell’importo gia dalla sera del 31 maggio (il cosiddetto “valore data” coincide comunque con il 1° giugno). Altri istituti più piccoli potrebbero rendere il bonifico disponibile solo nel pomeriggio del lunedì. Ecco una sintesi del calendario pensioni giugno 2026 per i principali canali bancari:

    • Conti correnti bancari tradizionali: accredito disponibile dalle prime ore di lunedì 1° giugno 2026, con valuta stessa data.
    • Banche online (es. Fineco, Hype, Revolut, N26 collegate a IBAN italiano): accredito spesso visibile gia dalla notte tra il 31 maggio e il 1° giugno.
    • BancoPosta (conto corrente Poste Italiane): accredito alle 00:00 del 1° giugno 2026.
    • Postepay Evolution: stesso giorno del conto bancario, con disponibilità immediata della somma.

    Se hai dubbi sul fatto che il pagamento della pensione di giugno 2026 sia arrivato correttamente sul tuo conto, ti basta verificare l’estratto conto online oppure contattare il tuo istituto bancario. In caso di mancato accredito entro la giornata del 1° giugno, è consigliabile attendere fino al 2-3 giugno e poi rivolgersi al patronato per una verifica tramite il cedolino INPS.

    Accredito pensione giugno 2026 alle Poste: il calendario alfabetico

    Per i pensionati che ritirano la pensione di giugno 2026 in contanti allo sportello postale, Poste Italiane applica il consueto calendario alfabetico, suddiviso in base alla prima lettera del cognome. Questa modalità serve a evitare assembramenti negli uffici postali, distribuendo gli accessi su più giorni della prima settimana del mese.

    Il calendario pensioni giugno 2026 di Poste Italiane per il ritiro in contanti è il seguente:

    • Lunedì 1° giugno 2026: cognomi dalla A alla B
    • Martedì 2 giugno 2026: uffici postali CHIUSI (Festa della Repubblica)
    • Mercoledì 3 giugno 2026: cognomi C e D
    • Giovedì 4 giugno 2026: cognomi dalla E alla K
    • Venerdì 5 giugno 2026: cognomi dalla L alla O
    • Sabato 6 giugno 2026 (solo mattina): cognomi dalla P alla R
    • Lunedì 8 giugno 2026: cognomi dalla S alla Z

    Un aspetto importante da ricordare: chi ha la carta Postamat o Postepay collegata alla pensione puo prelevare la somma in qualsiasi momento a partire dalle ore 00:00 del 1° giugno 2026, senza dover rispettare la turnazione alfabetica. Questa modalità è particolarmente utile per chi vuole evitare le code negli uffici postali nei primi giorni del mese.

    Ad esempio, immagina che Mario Bianchi viva a Udine e debba ritirare la pensione di giugno 2026 allo sportello: dovrà recarsi all’ufficio postale lunedì 1° giugno, primo giorno del calendario alfabetico per la lettera B. Se invece Mario ha la Postamat collegata al conto BancoPosta, potrà prelevare anche di notte o nei giorni successivi, senza vincoli di turnazione.

    Cedolino pensione giugno 2026: come consultarlo sul portale INPS

    Il cedolino pensione giugno 2026 è il documento ufficiale rilasciato dall’INPS che riepiloga in modo dettagliato tutti gli importi della tua mensilità: pensione lorda, trattenute fiscali (IRPEF e addizionali), eventuali conguagli e l’importo netto effettivamente accreditato. È fondamentale consultarlo ogni mese per verificare la correttezza del pagamento della pensione di giugno 2026.

    Il cedolino è solitamente visibile sul portale INPS qualche giorno prima del pagamento, in genere a partire dal 20-25 del mese precedente. Per il cedolino di giugno 2026, ad esempio, è possibile consultarlo fin dagli ultimi giorni di maggio. Tuttavia, se non vuoi gestire da solo la procedura online (che richiede SPID, CIE o CNS e una certa dimestichezza con il portale INPS), puoi affidarti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine, che si occupa di scaricare, stampare e spiegare il tuo cedolino mese per mese.

    Le voci principali del cedolino pensione giugno 2026 sono:

    • Importo lordo mensile: la pensione spettante prima delle trattenute
    • Ritenute IRPEF: calcolate con i tre scaglioni 23%, 35% e 43% in vigore dal 2024
    • Addizionali regionali e comunali: prelevate in rate mensili
    • Importo netto: quanto viene effettivamente accreditato
    • Conguagli: eventuali differenze positive o negative su mesi precedenti
    • Trattenute sindacali: se aderisci a un sindacato dei pensionati
    • Trattenute per prestiti o cessioni del quinto: se applicabili

    Verificare ogni mese il cedolino INPS ti permette di accorgerti subito di eventuali errori, conguagli imprevisti o variazioni nelle ritenute fiscali. Il patronato del CAF Centro Fiscale puo aiutarti a leggere il documento e a chiedere chiarimenti all’INPS in caso di anomalie.

    Importi pensione giugno 2026: la rivalutazione ISTAT 1,4%

    Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la rivalutazione ISTAT pari all’1,4%, che ha aggiornato gli importi di tutte le pensioni in base all’inflazione registrata nell’anno precedente. Anche nel cedolino di giugno 2026 trovi quindi gli importi gia rivalutati, con effetto retroattivo da gennaio.

    Il trattamento minimo INPS per il 2026 è fissato a 611,85 euro mensili, in aumento rispetto ai 603,40 euro provvisori inizialmente comunicati. Questo è il riferimento per molte prestazioni assistenziali e per calcolare alcune maggiorazioni sociali. La perequazione 1,4% si applica:

    • Al 100% per le pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo (circa 2.447 euro lordi mensili)
    • Al 90% per gli importi tra 4 e 5 volte il minimo
    • Al 75% per le pensioni superiori a 5 volte il minimo

    In termini concreti, una pensione che a dicembre 2025 era di 1.000 euro netti mensili è diventata, dopo la rivalutazione, di circa 1.014 euro netti dal 2026. Per chi percepisce assegni più alti, l’incremento è proporzionalmente ridotto a tutela dei conti pubblici. Tutti questi importi sono riportati nel cedolino pensione giugno 2026 sotto la voce “perequazione” o “rivalutazione ISTAT”.

    Quattordicesima 2026: in arrivo a luglio, ma il cedolino arriva prima

    Un’attenzione particolare meritano i pensionati che hanno diritto alla quattordicesima, somma aggiuntiva erogata una volta all’anno. Pur essendo pagata insieme alla pensione di luglio 2026 (e non a giugno), già nel cedolino di giugno puoi trovare anticipazioni o voci che la riguardano, ad esempio per controllare il diritto alla maturazione.

    La quattordicesima 2026 spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito personale entro determinate soglie. L’importo varia in base agli anni di contribuzione versati:

    • Lavoratori dipendenti: 437 euro (fino a 15 anni di contributi), 546 euro (tra 15 e 25 anni), 655 euro (oltre 25 anni)
    • Lavoratori autonomi: 336 euro (fino a 18 anni), 420 euro (tra 18 e 28 anni), 504 euro (oltre 28 anni)

    I requisiti di reddito sono particolarmente importanti: per la quattordicesima piena occorre un reddito personale annuo entro 1,5 volte il trattamento minimo, mentre per la quattordicesima ridotta la soglia sale a 2 volte. Se hai dubbi sul tuo diritto alla quattordicesima 2026, ti consigliamo di rivolgerti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione INPS.

    Ritenute IRPEF sulla pensione di giugno 2026: come si calcolano

    Una delle voci che incide maggiormente sull’importo netto del pagamento pensione giugno 2026 sono le ritenute IRPEF. L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche e viene trattenuta direttamente dall’INPS, che agisce come sostituto d’imposta. In pratica, quando ricevi la pensione, hai gia pagato le tasse senza dover fare nulla.

    Dal 2024 sono in vigore i nuovi tre scaglioni IRPEF, semplificati rispetto ai quattro precedenti:

    • 23% sui redditi fino a 28.000 euro annui
    • 35% sulla parte di reddito tra 28.000 e 50.000 euro
    • 43% sulla parte di reddito oltre i 50.000 euro

    Sul cedolino pensione giugno 2026 trovi quindi la trattenuta IRPEF calcolata in base allo scaglione applicabile alla tua pensione annua complessiva. A questo si aggiungono le addizionali regionali (variabili in base alla regione di residenza, ad esempio in Friuli Venezia Giulia l’addizionale è dell’1,23% sui redditi più bassi) e l’addizionale comunale (a Udine attualmente fissata allo 0,8%).

    Le addizionali vengono trattenute in rate mensili, da gennaio a novembre, dopo il conguaglio annuale. Questo significa che nel cedolino di giugno 2026 trovi una quota delle addizionali 2025 (calcolate sul reddito dell’anno precedente). Se durante l’anno hai variazioni di reddito, potresti vedere conguagli positivi o negativi.

    Pensione di giugno 2026 quando viene pagata se non arriva: cosa fare

    Può capitare, anche se raramente, che il pagamento della pensione di giugno 2026 non risulti accreditato il 1° giugno. Le cause possono essere diverse: ritardi tecnici della banca, problemi nel passaggio dei flussi tra INPS e istituto, blocchi temporanei per verifiche, oppure modifiche anagrafiche non ancora aggiornate. Vediamo come comportarsi in questi casi.

    Prima di tutto, è importante controllare il cedolino INPS: se il cedolino mostra l’importo corretto e la dicitura “pagato”, il problema è sicuramente bancario o postale. In questo caso, rivolgiti al tuo istituto per verificare la posizione. Se invece il cedolino non risulta disponibile o riporta anomalie (es. importo zero, voci di sospensione), il problema è all’origine, presso l’INPS.

    Le situazioni che richiedono un intervento urgente del patronato sono:

    • Sospensione cautelare per accertamento ISEE o redditi non comunicati
    • Modifiche anagrafiche non aggiornate (cambio residenza, IBAN, stato civile)
    • Mancata trasmissione della dichiarazione di esistenza in vita per pensionati residenti all’estero
    • Errori sul codice fiscale o nei dati identificativi
    • Pignoramenti o cessioni non comunicati correttamente

    In tutti questi casi, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per risolvere la situazione: dalla verifica del cedolino, alla presentazione di domande di riesame, fino alla regolarizzazione di pratiche complesse con l’INPS. Non aspettare il mese successivo: prima si interviene, prima si sblocca il pagamento.

    Domande frequenti su pensione giugno 2026

    Quando viene pagata la pensione di giugno 2026?

    La pensione di giugno 2026 viene pagata lunedì 1° giugno 2026, sia per chi riceve il pagamento tramite accredito su conto bancario, sia per chi ritira la somma in contanti allo sportello postale (con calendario alfabetico). Il 2 giugno, Festa della Repubblica, non incide sul pagamento perché la pensione è gia stata accreditata il giorno precedente.

    Dove posso vedere il cedolino della pensione di giugno 2026?

    Il cedolino pensione giugno 2026 è disponibile sul portale INPS qualche giorno prima del pagamento, generalmente dal 20-25 maggio. Per accedere serve SPID, CIE o CNS. Se preferisci, il patronato del CAF Centro Fiscale di Udine può scaricarti e stamparti il cedolino, spiegandoti tutte le voci.

    Qual è il calendario di pagamento delle pensioni alle Poste a giugno 2026?

    Il calendario pensioni giugno 2026 di Poste Italiane prevede il pagamento dal 1° giugno (cognomi A-B) all’8 giugno (cognomi S-Z), con uffici chiusi il 2 giugno per la Festa della Repubblica. Chi ha la Postamat o la Postepay collegata alla pensione puo prelevare in qualsiasi momento senza turnazione.

    La quattordicesima viene pagata a giugno 2026?

    No, la quattordicesima 2026 viene pagata insieme alla pensione di luglio 2026, non a giugno. Spetta ai pensionati con almeno 64 anni di età e reddito entro determinate soglie. L’importo varia da 336 a 655 euro in base alla categoria (lavoratori dipendenti o autonomi) e agli anni di contribuzione.

    Cosa fare se la pensione di giugno 2026 non arriva?

    Se il pagamento della pensione di giugno 2026 non risulta accreditato entro la giornata del 1° giugno, verifica prima il cedolino INPS. Se è regolare, contatta la banca; se invece il cedolino presenta anomalie, rivolgiti al patronato del CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica e l’eventuale presentazione di domande di riesame all’INPS.

    Hai bisogno di assistenza sulla tua pensione? Affidati al CAF Centro Fiscale

    Sapere quando viene pagata la pensione di giugno 2026 è solo il primo passo. Per molti pensionati, la gestione del cedolino, delle ritenute, della quattordicesima, delle addizionali regionali e comunali e di eventuali anomalie richiede un’assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di patronato per pensionati, in ufficio o online, su tutto il territorio nazionale.

    I nostri operatori ti aiutano a:

    • Consultare e leggere il cedolino pensione ogni mese
    • Verificare la corretta applicazione della rivalutazione ISTAT 1,4%
    • Controllare il diritto alla quattordicesima 2026
    • Risolvere blocchi e sospensioni del pagamento
    • Presentare domande di pensione anticipata, ricostituzione o supplemento
    • Calcolare la pensione futura e valutare opzioni di anticipo
    • Compilare il modello RED, ICRIC, ICLAV e ACC.AS/PS

    Hai bisogno di assistenza per la pensione di giugno 2026 o per qualsiasi altra pratica INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 sia online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e gratuito. I nostri esperti ti guidano in ogni passaggio, evitandoti complicazioni e perdite di tempo.


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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 21:26:152026-06-03 21:26:15Pensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolino
      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Come Cambiare IBAN e Conto di Accredito Pensione INPS: Guida Completa 2026

      Pensione 2026 INPS

      Indice dei contenuti

      1. Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS
      2. Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)
      3. Variazione tramite app INPS Mobile
      4. Richiesta tramite patronato o CAF
      5. Contact Center INPS: numero 803 164
      6. Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo
      7. Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN
      8. Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato
      9. Limiti di importo e conto cointestato
      10. Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze
      11. Documenti necessari per la variazione
      12. Errori comuni e come evitarli
      13. Domande frequenti

      Cambiare il conto corrente di accredito della pensione INPS è un’operazione che interessa migliaia di pensionati ogni anno: si cambia banca, si chiudè un conto diventato oneroso, si passa da Poste Italiane a una banca tradizionale, o semplicemente si vuole accreditare la pensione INPS su un conto più conveniente. La buona notizia e che la variazione delle coordinate bancarie INPS e oggi un’operazione relativamente semplice, eseguibile online in pochi minuti oppure tramite patronato, app mobile o telefono. In questa guida aggiornata al 2026 trovi tutto quello che serve sapere: le procedure passo passo, il modello AP04, le tempistiche, i documenti necessari e gli errori più comuni da evitare.

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      Quando e perché cambiare l’IBAN per la pensione INPS

      Esistono molteplici situazioni in cui un pensionato si trova nella necessita di cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione. Le più frequenti sono:

      • Chiusura del conto corrente bancario o del libretto postale attualmente accreditato
      • Cambio di banca per spese di gestione più basse o servizi migliori
      • Passaggio a un conto online (es. conto corrente a zero spese)
      • Apertura di un nuovo conto intestato a se stessi, in sostituzione di un conto cointestato
      • Trasferimento all’estero con necessita di accredito su conto SEPA europeo
      • Decesso del cointestatario e necessita di conto intestato solo al pensionato
      • Perdita o furto del libretto postale nominativo

      In tutti questi casi, l’INPS consente di aggiornare le coordinate bancarie in modo gratuito, senza costi e senza necessita di recarsi fisicamente agli sportelli dell’istituto. E importante agire tempestivamente: se il pagamento viene inviato su un IBAN non più attivo, si generano complicazioni che possono ritardare l’accredito di uno o più mesi.

      Attenzione alle scadenze mensili: la variazione delle coordinate bancarie deve essere comunicata all’INPS entro i termini previsti per il mese in corso. In genere, se la richiesta viene effettuata dopo il 15-20 del mese, sara operativa a partire dal mese successivo. I tempi esatti dipendono dalla procedura utilizzata e sono dettagliati nel paragrafo dedicato alle tempistiche.

      Procedura online sul sito INPS (SPID/CIE/CNS)

      La modalità più rapida e autonoma per cambiare IBAN pensione INPS e quella online, attraverso il portale ufficiale dell’INPS all’indirizzo www.inps.it. Per accedere al servizio sono necessarie le credenziali digitali: SPID (Sistema Pubblico di Identita Digitale), CIE (Carta di Identita Elettronica) oppure CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

      Il servizio da utilizzare si chiama ufficialmente “Variazione coordinate bancarie” ed e accessibile dall’area riservata del portale INPS. Di seguito la procedura passo per passo:

      1. Accedi a myINPS su www.inps.it utilizzando SPID, CIE o CNS. Nella pagina iniziale clicca su “Accedi a myINPS” in alto a destra.
      2. Vai alla sezione Pensione: una volta autenticato, nel menu principale seleziona “Prestazioni e servizi” e poi cerca il servizio “Variazione coordinate bancarie per il pagamento delle prestazioni”.
      3. Seleziona la prestazione per cui vuoi modificare l’IBAN (la pensione di vecchiaia, invalidita, superstiti, ecc.).
      4. Inserisci il nuovo IBAN: il codice IBAN italiano e composto da 27 caratteri (IT + 2 cifre di controllo + 23 caratteri alfanumerici). Verificalo con cura prima di confermare.
      5. Conferma i dati e invia la richiesta. Il sistema genera una ricevuta con numero di protocollo che e bene conservare.

      Verifica del conto intestato: il portale INPS, durante la procedura online, verifica in automatico che il conto corrente comunicato sia intestato o cointestato al pensionato. Non è possibile inserirè un IBAN intestato a un soggetto terzo diverso dal pensionato (fanno eccezione casi particolari come tutela legale o amministrazione di sostegno, che richiedono documentazione aggiuntiva).

      Requisito SPID: chi non dispone ancora di SPID puo richiederlo gratuitamente presso uno dei provider accreditati (Aruba, Poste Italiane, TIM, Namirial, ecc.) oppure farsi assistere dal CAF o patronato. In alternativa, la CIE di nuova generazione (con chip) e le credenziali CNS rilasciate dalla propria Regione consentono ugualmente l’accesso.

      Variazione tramite app INPS Mobile

      L’INPS mette a disposizione l’applicazione ufficiale INPS Mobile, disponibile gratuitamente sia per Android (Google Play Store) sia per iOS (Apple App Store). L’app permette di gestire numerosi servizi previdenziali direttamente dallo smartphone, inclusa la variazione delle coordinate bancarie per il pagamento della pensione.

      La procedura tramite app e sostanzialmente identica a quella web:

      • Scarica e aggiorna l’app INPS Mobile all’ultima versionè disponibile
      • Accedi con SPID o CIE (le credenziali PIN INPS non sono più supportate dal 1 ottobre 2021)
      • Nella sezione “I miei servizi” o tramite la barra di ricerca, cerca “Variazione coordinate bancarie”
      • Segui la procedura guidata: seleziona la prestazione e inserisci il nuovo IBAN
      • Conferma l’operazione è conserva la ricevuta digitale con il numero di protocollo

      L’app INPS Mobile e particolarmente comoda per chi ha già lo SPID configurato sul proprio smartphone, perché consente di completare l’operazione in pochi minuti senza necessita di accedere a un computer. La app permette anche di monitorare lo stato della richiesta e ricevere notifiche sull’avanzamento dell’aggiornamento.

      Richiesta tramite patronato o CAF

      Per chi non ha dimestichezza con gli strumenti digitali, o semplicemente preferisce essere assistito da un professionista, il patronato e il CAF rappresentano il canale più sicuro e raccomandato per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS. Il servizio e completamentè gratuito per il cittadino: patronati e CAF sono finanziati dall’INPS tramitè un sistema di contribuzione pubblica.

      Presso il CAF Centro Fiscale di Udine, gli operatori del patronato sono abilitati a:

      • Verificare la correttezza dell’IBAN da comunicare (intestazione, formato, attività del conto)
      • Accedere al portale INPS in qualita di intermediari abilitati e inviare la richiesta di variazione
      • Monitorare l’esito della richiesta è segnalare eventuali anomalie
      • Assistere nella compilazione del modello AP04 qualora richiesto
      • Comunicare con la sede INPS territorialmente competente in caso di blocchi o anomalie

      Documenti da portare in sede:

      • Documento di identita valido (carta di identita o passaporto)
      • Codice fiscale (tesserino o certificato)
      • Codice IBAN del nuovo conto corrente (visibile sull’estratto conto, sull’app della banca o sul documento di apertura conto)
      • Numero del cedolino pensione INPS (sè disponibile, per velocizzare la ricerca della posizione)

      Il patronato e particolarmente utile anche nei casi più complessi: pensionati con tutela legale, erede che deve comunicare il decesso e bloccare i pagamenti, pensionati residenti all’estero, o situazioni in cui la procedura automatica online presenti errori o blocchi.

      Contact Center INPS: numero 803 164

      Un’ulteriore modalità per richiedere la variazione delle coordinate bancarie INPS e il Contact Center INPS, raggiungibile al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (a pagamento da cellulare, tariffa operatore).

      Come funziona la procedura telefonica:

      1. Chiama il 803 164 da rete fissa o il 06 164 164 da cellulare
      2. Scegli l’opzione relativa alle prestazioni pensionistiche dal menu vocale
      3. L’operatore verifichera la tua identita chiedendo i tuoi dati anagrafici, codice fiscale e numero di pensione
      4. Comunica il nuovo codice IBAN: scandiscilo lentamente e chiaramente, carattere per carattere
      5. Richiedi il numero di protocollo della richiesta come conferma

      Limitazioni del Contact Center: la procedura telefonica e soggetta a volumi di chiamate elevati, con possibili attese. Inoltre, l’operatore potrebbe non essere in grado di completare immediatamente tutte le variazioni più complesse e potrebbe indirizzare a una sede INPS fisica o al patronato. Il Contact Center è attivo dal lunedi al venerdi dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato dalle 8:00 alle 14:00.

      Il modello AP04: cos’e e quando utilizzarlo

      Il modello AP04 (o modulo AP04) e il modulo cartaceo ufficiale dell’INPS per la comunicazione o la variazione delle coordinate bancarie relative al pagamento delle prestazioni pensionistiche. Si tratta del tradizionale modulo su carta, oggi progressivamente sostituito dai canali digitali, ma ancora valido e utilizzato in determinate situazioni.

      Quando si usa il modello AP04:

      • Quando il pensionato non dispone di credenziali digitali (SPID, CIE, CNS) e preferisce la procedura cartacea
      • Quando il patronato o il CAF lo utilizza come supporto documentale della richiesta telematica
      • In caso di delega a un familiare o a un intermediario abilitato per la presentazione in sede INPS
      • Per pensionati residenti all’estero che presentano la richiesta tramite consolato italiano o patronato estero
      • In presenza di tutela legale o amministrazione di sostegno, dove serve documentazione aggiuntiva

      Come si compila il modello AP04:

      • Sezione “Dati anagrafici”: nome, cognome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza
      • Sezione “Dati pensione”: tipo di pensione, numero di trattamento pensionistico
      • Sezione “Coordinate bancarie”: indicare il codice IBAN completo (27 caratteri), denominazione banca/posta, intestatario del conto
      • Firma del pensionato o del rappresentante legale con relativa documentazione
      • In caso di delega: dati del delegato e copia del documento di identita del delegante

      Il modulo AP04 puo essere scaricato dal sito INPS (sezione Moduli) o richiesto direttamente presso le sedi territoriali INPS, i patronati e i CAF. Una volta compilato, va presentato allo sportello INPS o consegnato al patronato abilitato.

      Tempistiche di attivazione del nuovo IBAN

      Una delle domande più frequenti dei pensionati che richiedono la variazione delle coordinate bancarie e: da quando verra accreditata la pensione sul nuovo IBAN? La risposta dipende da diversi fattori, ma in linea generale bisogna tenere conto di queste indicazioni:

      Tempistiche orientative per il cambio IBAN pensione INPS:

      Canale di richiestaTempi di attivazioneNote
      Portale INPS online (SPID/CIE)1-2 mesi lavorativiOperativo di norma nel secondo mese successivo alla richiesta
      App INPS Mobile1-2 mesi lavorativiStesse tempistiche della procedura web
      Patronato/CAF1-2 mesi lavorativiLa richiesta è trasmessa telematicamente; le tempistiche sono simili al canale online
      Contact Center 803 1642-3 mesiTempi leggermente più lunghi per la gestione manuale
      Modulo AP04 cartaceo (sportello)2-4 mesiDipende dal carico di lavoro della sede INPS territoriale

      Cosa succede nel mese di transizione? Nel periodo compreso tra la richiesta è l’attivazione del nuovo IBAN, l’INPS continua ad accreditare la pensione sul conto precedente. E quindi fondamentale non chiudere il vecchio conto prima di aver verificato che il nuovo IBAN sia effettivamentè attivo. In caso contrario, il pagamento potrebbe essere respinto dalla banca e restituito all’INPS, generando ulteriori ritardi.

      Come verificare l’aggiornamento dell’IBAN: è possibile controllare online attraverso il servizio “Cedolino pensione” disponibile su myINPS, oppure consultando il proprio cedolino pensione, dove compare la modalità di pagamento aggiornata.

      Cosa fare se il pagamento non arriva o l’IBAN e errato

      Se dopo aver comunicato il nuovo IBAN la pensione non risulta accreditata, oppure se si accorge di aver inserito un codice errato, è importante agire rapidamente seguendo questi passi:

      Pagamento su IBAN sbagliato o inesistente

      Se l’IBAN comunicato era errato e il pagamento è stato rifiutato dalla banca (perché il conto non esiste o e chiuso), il bonifico viene di norma restituito all’INPS entro i tempi bancari (solitamente qualche giorno lavorativo). In questo caso:

      1. Verifica tramite myINPS o il Contact Center se il pagamento risulta “sospeso” o “restituito”
      2. Contatta il patronato o la sede INPS per comunicare l’IBAN corretto con urgenza
      3. L’INPS provvedera al rinnovo del pagamento con il nuovo IBAN, di solito nel mese successivo alla correzione
      4. Conserva tutta la documentazione della richiesta di variazione come prova delle comunicazioni effettuate

      Pagamento su IBAN di altro soggetto

      In rari casi, per errori di digitazione, il pagamento potrebbe finire su un conto di terzi. In questo caso occorre:

      • Presentare immediatamentè una denuncia di indebito accredito alla propria banca e all’INPS
      • Contattare la sede INPS territorialmente competente per avviare il recupero delle somme
      • In caso di mancata restituzione spontanea da parte del ricevente, l’INPS puo attivare le procedure di recupero coattivo

      Pagamento non arriva: altri motivi possibili

      Se la pensione non risulta accreditata senza evidenti errori di IBAN, le cause più comuni sono:

      • Conto soggetto a fermo amministrativo (pignoramento o blocco): la banca trattiene le somme per debiti del titolare. La pensione è tuttavia impignorabile fino a un certo limite (pari alla quota minima più 50% per le somme eccedenti)
      • Conto non ancora attivo: se si e aperto un conto molto recentemente, potrebbe esserè necessario qualche giorno prima che l’IBAN sia operativo per i bonifici in entrata
      • Variazione non ancora elaborata dall’INPS: attendere i tempi tecnici descritti nel paragrafo precedente
      • Sospensione d’ufficio della pensione per mancato invio del certificato di esistenza in vita (per pensionati residenti all’estero) o per altre verifiche INPS

      Limiti di importo e conto cointestato

      Una questione spesso trascurata riguarda le regole per l’accredito della pensione su conto cointestato. La normativa antiriciclaggio e le disposizioni INPS prevedono vincoli precisi che è importante conoscere prima di comunicarè un IBAN condiviso.

      Soglia dei 1.000 euro e conto intestato

      In base alle disposizioni vigenti (art. 49 del D.Lgs. 231/2007 in materia antiriciclaggio), per importi di pensione superiori a 1.000 euro mensili l’accredito deve obbligatoriamente avvenire su un conto corrente intestato esclusivamente al pensionato (o di cui il pensionato sia l’unico titolare). Non è quindi possibile accreditare pensioni elevate su conti cointestati con il coniuge o altri familiari.

      In pratica:

      • Pensione fino a 1.000 euro/mese: puo essere accreditata su conto cointestato
      • Pensione oltre 1.000 euro/mese: deve essere accreditata su conto a solo nome del pensionato
      • Per pensioni pagate in rate (es. arretrati), il calcolo si applica all’importo mensile ordinario

      Attenzione alle variazioni importo: se la pensione inizialmente inferiore a 1.000 euro viene rivalutata o integrata fino a superare tale soglia, sara necessario aggiornare il conto di accredito con uno intestato solo al pensionato. Il mancato adeguamento puo portare alla sospensione temporanea dei pagamenti da parte dell’INPS.

      Carte prepagate con IBAN cointestato

      Alcune carte prepagate ricaricabili (es. Postepay Evolution, Hype, Revolut) hanno un IBAN personale e possono essere utilizzate per ricevere l’accredito della pensione INPS, purche rispettino le condizioni di importo descritte sopra. E importante verificare che la carta sia intestata solo al pensionato e che non ci siano limitazioni dell’emittente per i bonifici periodici.

      Conto corrente, libretto postale o carta prepagata: differenze

      L’INPS accredita le prestazioni pensionistiche su diversi strumenti di pagamento. Conoscere le differenze aiuta a scegliere la soluzione più conveniente e appropriata.

      StrumentoVantaggiSvantaggiLimite cointestazione
      Conto corrente bancarioAmpia gamma servizi, accesso ATM, bonifici, app mobileCosti annui se non esenteLimite 1.000 euro/mese
      Libretto postale nominativoDiffuso, spesso già usato da anzianiNon ha IBAN; usa coordinate postali specificheSolo intestato al pensionato
      Conto corrente postale (BancoPosta)Rete capillare Poste Italiane, spesso agevolato per pensionatiCosti variabili; funzionalita limitate rispetto a banche tradizionaliLimite 1.000 euro/mese
      Carta prepagata con IBANZero o bassi costi, apertura rapida, ideale per importi bassiLimiti su prelievi/depositi, meno serviziSolo intestata al pensionato

      Nota sul libretto postale: il libretto di risparmio postale nominativo non dispone di un IBAN nel formato standard bancario. Per l’accredito della pensione su libretto postale, le coordinate vengono inserite tramitè un sistema specifico di Poste Italiane (codice conto corrente postale). Il cambio da conto bancario a libretto postale (o viceversa) richiede comunque la procedura di variazione coordinate bancarie INPS.

      Documenti necessari per la variazione

      Indipendentemente dal canale scelto per la variazione delle coordinate bancarie INPS, è fondamentale avere a portata di mano la documentazione corretta. Una documentazione incompleta o errata è una delle cause più frequenti di ritardi e rigetti della richiesta.

      • Documento di identita in corso di validita: carta di identita (anche quella scaduta e accettata in alcuni casi, ma meglio avere quella valida) o passaporto
      • Codice fiscale: tesserino plastificato o certificato attribuzione del codice fiscale
      • Codice IBAN del nuovo conto: il codice e composto da 27 caratteri per i conti italiani (IT + 2 cifre + 5 cifre ABI + 5 cifre CAB + 12 cifre numero conto). Si trova sull’estratto conto, nell’app della banca, sul documento di apertura conto o richiedendolo allo sportello
      • Prova di intestazione del conto: in alcuni casi potrebbe essere richiesto un documento che attesti che il conto e intestato al pensionato (es. lettera di benvenuto della banca, foglio di apertura conto, estratto conto intestato)
      • Numero di pensione o cedolino INPS (facoltativo ma utile): accelera la ricerca della posizione previdenziale

      Per la presentazione tramite patronato e sufficiente portare i documenti sopra elencati: sara l’operatore a gestire tutta la procedura telematica. Per la procedura online autonoma basta avere SPID o CIE funzionanti e il codice IBAN a portata di mano.

      Errori comuni e come evitarli

      Ecco gli errori più frequenti commessi dai pensionati quando cambiano l’IBAN per l’accredito della pensione INPS, con i relativi consigli per evitarli:

      1. Chiudere il vecchio conto prima che il nuovo IBAN sia attivo: questo e l’errore più grave. Il pagamento finisce su un conto inesistente e viene restituito all’INPS, causando ritardi di 1-2 mesi. Aspetta sempre la conferma dell’attivazione del nuovo IBAN prima di chiudere il precedente conto.
      2. Digitare l’IBAN in modo errato: trascrivere manualmentè un IBAN di 27 caratteri è rischioso. Usa il copia-incolla dall’app della banca, oppure fai verificare il codice all’operatore prima di confermare.
      3. Comunicarè un IBAN di conto cointestato per pensioni superiori a 1.000 euro: la richiesta verra rigettata dall’INPS. Verifica prima se la tua pensione rientra nel limite o apri un conto personale.
      4. Non conservare la ricevuta della richiesta: il numero di protocollo è fondamentale in caso di contestazioni o per verificare lo stato della pratica. Stampa o salva sempre la ricevuta.
      5. Aspettarsi il cambio immediato nel mese in corso: la variazione non ha effetto immediato. Se la tua banca sta chiudendo il conto a fine mese, informa immediatamente il patronato o l’INPS e chiedi di accelerare la procedura.
      6. Usarè un IBAN estero non SEPA: l’INPS paga in area SEPA (Unione Europea + alcuni paesi associati). Per pensionati residenti fuori dall’area SEPA, le modalità di pagamento sono differenti e vanno verificate con la sede INPS competente per l’estero.
      7. Ignorare la comunicazione INPS di sospensione del pagamento: se l’INPS invia una comunicazione di anomalia sul pagamento, è fondamentale rispondere tempestivamente. Le comunicazioni arrivano via raccomandata o tramite il fascicolo previdenziale su myINPS.

      Come fare in modo che vada tutto liscio

      Cambiare l’IBAN per l’accredito della pensione INPS non è un’operazione complicata, ma richiede attenzione nei dettagli e tempistiche adeguate. Il consiglio più importante e di non aspettare l’ultimo momento: avvia la procedura di variazione con almeno 2-3 mesi di anticipo rispetto alla chiusura del vecchio conto. In questo modo avrai tutto il tempo per verificare che il nuovo IBAN sia stato correttamente registrato e attivato dall’INPS prima che il vecchio conto venga chiuso.

      Se hai dubbi sulla procedura corretta, sulla compatibilita del tuo conto o sull’intestazione, rivolgiti al patronato o al CAF: il servizio è gratuito, veloce e gestito da professionisti esperti nelle pratiche INPS. Il pagamento puntuale della pensione ogni mese dipende dalla correttezza delle coordinate bancarie registrate dall’INPS: non lasciare niente al caso.

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      Domande Frequenti su Come Cambiare IBAN Pensione INPS

      Quanto tempo ci vuole per cambiare l’IBAN della pensione INPS?

      Di norma la variazione del conto di accredito pensione INPS richiede da 1 a 2 mesi lavorativi dalla data della richiesta. La procedura online tramite SPID e generalmente la più rapida. Il modulo cartaceo AP04 presentato allo sportello puo richiedere fino a 3-4 mesi.

      Posso accreditare la pensione INPS su un conto cointestato?

      Si, ma solo se l’importo mensile della pensione e uguale o inferiore a 1.000 euro. Per importi superiori, la normativa antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007) impone che il conto sia intestato esclusivamente al pensionato.

      Come faccio a sapere se il mio nuovo IBAN è stato registrato dall’INPS?

      Puoi verificare l’aggiornamento dell’IBAN accedendo alla tua area personale su myINPS con SPID o CIE, nella sezione ‘Cedolino pensione’ o ‘Variazione coordinate bancarie’. In alternativa, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 o rivolgerti al patronato.

      Posso accreditare la pensione su una carta prepagata con IBAN?

      Si, è possibile accreditare la pensione INPS su una carta prepagata con IBAN (come Postepay Evolution, Hype, N26) a condizione che sia intestata solo al pensionato e che l’importo mensile non superi i limiti della carta stessa. Verifica le condizioni specifiche della carta con l’emittente.

      Cosa devo fare se ho inserito un IBAN sbagliato?

      Se ti accorgi di aver inserito un IBAN errato, contatta immediatamente il patronato o la sede INPS per correggere la richiesta. Se il pagamento e già stato effettuato su un IBAN errato o inesistente, segnalalo all’INPS e alla tua banca: i fondi vengono di norma restituiti all’INPS e riaccreditati nel mese successivo dopo la correzione.

      Posso cambiare IBAN pensione INPS senza SPID?

      Si. Puoi utilizzare la CIE (Carta di Identita Elettronica) o la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) per accedere ai servizi INPS online. In alternativa, puoi rivolgerti al patronato o al CAF (gratuitamente), oppure presentare il modello AP04 direttamente allo sportello INPS.

      Quanto costa cambiare l’IBAN per la pensione INPS?

      La variazione delle coordinate bancarie per l’accredito della pensione INPS e completamente gratuita, sia che si utilizzi il portale online, sia tramite patronato, CAF, app mobile o Contact Center. I patronati sono finanziati dall’INPS e non possono richiedere compensi per questo servizio.


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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