Pensione Casalinghe: il Fondo INPS, chi può iscriversi e quanto versare

Pensione 2026 INPS

La pensione casalinghe fondo INPS torna al centro dell’attenzione: sono ancora poche le persone che, pur dedicando la vita alla cura della famiglia senza una retribuzione, sanno di poter costruire una pensione propria iscrivendosi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti, comunemente chiamato Fondo Casalinghe. Si tratta di una gestione separata dell’INPS pensata proprio per chi si occupa della casa e dei familiari senza un impiego che preveda contributi obbligatori. Vediamo chi può iscriversi, quanto bisogna versare e quando si può accedere alla pensione casalinghe.

Cos’è il Fondo Casalinghe INPS e chi può iscriversi

Il Fondo Casalinghe INPS è una forma di previdenza volontaria istituita dal decreto legislativo n. 565 del 1996 e operativa dal 1° gennaio 1997, come evoluzione della storica “Mutualità pensioni” del 1963, proprio per garantire una copertura pensionistica a chi svolge lavori domestici e di cura familiare senza percepire uno stipendio. Chi versa i contributi al Fondo, infatti, non ha un datore di lavoro che li trattiene in busta paga: è la persona stessa a occuparsene, in modo del tutto volontario.

Possono iscriversi al Fondo le persone tra i 16 e i 65 anni che si dedicano, in modo gratuito ed esclusivo, alla cura della propria famiglia e della casa. È una possibilità aperta sia alle donne sia agli uomini, purché non abbiano già un’altra copertura previdenziale obbligatoria e non siano titolari di una pensione diretta. In pratica, il Fondo si rivolge a chi, occupandosi quotidianamente della famiglia, rischierebbe altrimenti di restare senza alcuna posizione contributiva e quindi senza una pensione futura.

Per chi vuole capire nel dettaglio tutti i requisiti di accesso e le caratteristiche della prestazione, sul sito è disponibile un approfondimento dedicato: Pensione Casalinghe 2026: Requisiti, Importo e Come Richiederla.

Come versare i contributi al Fondo Casalinghe

Una volta iscritte, le casalinghe e i casalinghi possono versare i contributi in totale libertà, scegliendo l’importo e la frequenza più adatti alle proprie possibilità economiche. Non esiste infatti un obbligo di versamento periodico fisso: si può contribuire quando si preferisce, anche in un’unica soluzione durante l’anno.

  • Versamento minimo: 25,82 euro al mese, pari a 309,84 euro l’anno
  • Versamento massimo: nessun massimale previsto, i contributi possono essere aumentati liberamente
  • Modalità di pagamento: dal 1° ottobre 2026 i versamenti si effettuano esclusivamente tramite avviso pagoPA generato nella sezione dedicata al Fondo
  • Chi può versare: l’iscritto stesso oppure un familiare per conto della persona a carico

Più alto è l’importo versato nel corso degli anni, più consistente sarà l’assegno pensionistico maturato, dato che il Fondo funziona con il sistema di calcolo contributivo: la pensione è cioè direttamente proporzionale ai contributi accumulati. Chi ha dubbi su come gestire i versamenti, anche pregressi, può leggere anche il nostro approfondimento su Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online.

Pensione casalinghe: requisiti ed età per la liquidazione

La domanda più frequente riguarda proprio i tempi: a che età si può andare in pensione dopo aver versato al Fondo Casalinghe? L’articolo 3 del decreto legislativo 565/1996 prevede due strade, che hanno in comune lo stesso requisito contributivo minimo: almeno 5 anni di contributi versati al Fondo, pari a 60 mesi accreditati.

La prima possibilità consente di accedere alla pensione già a 57 anni di età, ma a una condizione precisa: l’importo della pensione maturata deve essere almeno pari a 1,2 volte l’assegno sociale, cioè l’assegno sociale maggiorato del 20%. Poiché il calcolo è contributivo, con i soli versamenti minimi questa soglia è difficile da raggiungere. La seconda strada scatta a 65 anni di età: con almeno 5 anni di contributi la pensione viene liquidata senza alcun limite di importo. Non esistono altri requisiti alternativi: le regole della pensione anticipata contributiva e della vecchiaia ordinaria, con i loro vent’anni di contribuzione minima, riguardano il regime generale INPS e non il Fondo Casalinghe. Chi si iscrive dopo i 60 anni può inoltre versare una somma aggiuntiva (la cosiddetta riserva matematica) per completare i 5 anni di contribuzione entro i 65 anni.

Sempre con 5 anni di contributi è prevista la pensione di inabilità, se sopraggiunge l’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Non è invece prevista la pensione ai superstiti e l’assegno del Fondo non viene integrato al trattamento minimo.

Attenzione a un punto spesso frainteso: i contributi versati al Fondo Casalinghe non possono essere ricongiunti, totalizzati né cumulati con quelli maturati in altre gestioni previdenziali, ad esempio da lavoro dipendente o autonomo. Per la pensione del Fondo contano unicamente i versamenti effettuati al Fondo stesso (circolare INPS n. 223/2001), mentre gli eventuali contributi da lavoro restano nella loro gestione e seguono le regole ordinarie. Il Fondo va quindi considerato una posizione previdenziale autonoma, utile soprattutto a chi non ha alcuna altra copertura.

Deduzione fiscale e altri vantaggi del Fondo

Oltre alla prospettiva di una pensione futura, l’iscrizione al Fondo Casalinghe porta con sé anche un vantaggio fiscale immediato. I contributi versati durante l’anno sono infatti interamente deducibili dal reddito complessivo in sede di dichiarazione dei redditi, riducendo così l’imponibile su cui si calcolano le imposte. La deduzione spetta anche a chi versa i contributi per conto di un familiare fiscalmente a carico, ad esempio un figlio o un coniuge che si dedica alla cura della casa.

Va inoltre ricordato che il Fondo Casalinghe si affianca ad altre misure pensate per chi si occupa della famiglia, come i bonus e le agevolazioni dedicate alle persone che svolgono lavoro di cura. Per un quadro completo delle opportunità attualmente disponibili si può consultare l’articolo Bonus Casalinghi e Casalinghe 2026.

Domande frequenti sul Fondo Casalinghe INPS

Chi può iscriversi al Fondo Casalinghe INPS?

Possono iscriversi le persone tra 16 e 65 anni che si dedicano gratuitamente ed esclusivamente alla cura della propria famiglia, senza un’altra copertura previdenziale obbligatoria e senza essere già titolari di una pensione diretta.

Quanto si deve versare al Fondo Casalinghe?

Il versamento minimo è di 25,82 euro al mese, pari a 309,84 euro l’anno. Non esiste un tetto massimo: si può versare l’importo che si preferisce, anche superiore al minimo, per costruire un assegno pensionistico più alto.

A che età si va in pensione con il Fondo Casalinghe?

A 57 anni con almeno 5 anni di contributi, ma solo se la pensione maturata è pari ad almeno 1,2 volte l’assegno sociale. In caso contrario si accede a 65 anni, sempre con 5 anni di contributi e senza limiti di importo.

I contributi del Fondo si sommano a quelli da lavoro?

No. I contributi del Fondo Casalinghe non sono ricongiungibili, totalizzabili né cumulabili con quelli di altre gestioni: per la pensione del Fondo valgono solo i versamenti fatti al Fondo.

I contributi versati sono deducibili dalle tasse?

Sì, i contributi versati al Fondo Casalinghe sono interamente deducibili dal reddito complessivo, anche quando vengono versati da un familiare a favore di una persona fiscalmente a carico.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

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