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Congedo Parentale 2026: Domanda INPS al Via con Nuove Regole

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia
  2. Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS
  3. Indennità INPS 2026: Quanto Spetta
  4. Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026
  5. Scadenze e Tempistiche 2026

Dal 2026 entra in vigore la nuova disciplina del congedo parentale con modifiche significative che ampliano i diritti dei genitori lavoratori. La domanda INPS per il congedo parentale è ufficialmente attiva con le nuove regole che introducono l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo e l’estensione della fruizione fino ai 14 anni del bambino.

Se sei un genitore lavoratore dipendente e vuoi usufruire del congedo parentale retribuito, questa guida ti spiega passo dopo passo come fare domanda INPS, quali sono le novità 2026, gli importi spettanti e i requisiti necessari.

Congedo Parentale 2026: Cosa Cambia

La Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2026, ha introdotto importanti novità per il congedo parentale che rendono questo diritto più vantaggioso per le famiglie.

Novità principali 2026

  • Indennità all’80% per un mese: invece del 30%, i genitori possono ottenere l’80% della retribuzione per un mese aggiuntivo di congedo (alternativo tra i genitori)
  • Estensione fino a 14 anni: il limite di età del bambino passa da 12 a 14 anni, ampliando il periodo durante il quale è possibile assentarsi dal lavoro
  • Domanda INPS semplificata: nuova procedura telematica più intuitiva per richiedere il congedo
  • Maggiore flessibilità: conferma della possibilità di fruire del congedo anche a ore o in modalità frazionata

Confronto con le regole precedenti

AspettoPrima del 2024Dal 2026
Limite età bambino12 anni14 anni
Indennità massima30% retribuzione80% per 1 mese + 30% per altri mesi
Mesi indennizzati6 mesi totali6 mesi + 1 mese all’80%

Queste modifiche rappresentano un investimento significativo nelle politiche familiari, con un impatto economico stimato di oltre 300 milioni di euro annui per sostenere la genitorialità.

Come Fare Domanda di Congedo Parentale INPS

La domanda di congedo parentale deve essere presentata obbligatoriamente in via telematica all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro. Ecco la procedura completa.

Step 1: Preparazione documentazione

Prima di avviare la domanda, assicurati di avere a disposizione:

  • Codice fiscale del genitore richiedente
  • Codice fiscale del bambino
  • Data di nascita o di ingresso in famiglia (per adozione/affidamento)
  • Periodo esatto di congedo richiesto (date inizio e fine)
  • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato o a ore
  • Eventuale comunicazione preventiva al datore di lavoro

Step 2: Accesso al portale INPS

Puoi presentare la domanda INPS attraverso tre canali ufficiali:

1. Portale INPS online (consigliato)

Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali:

  • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
  • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

Naviga in: Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora Sostegni → Strumenti → Domanda di prestazione → Maternità e congedo parentale lavoratori dipendenti

2. Contact Center INPS

Chiama il numero verde:

  • 803 164 (gratuito da rete fissa)
  • 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

3. Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza gratuita per la compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

  • Zero costi per il servizio
  • Verifica completa dei requisiti
  • Compilazione assistita per evitare errori
  • Supporto post-domanda in caso di integrazioni o problemi

Step 3: Compilazione domanda

Nel modulo online dovrai indicare:

  • Tipologia di congedo: parentale ordinario, prolungamento (per figli disabili), ecc.
  • Modalità di fruizione: continuativo, frazionato, a ore
  • Periodo richiesto: inserisci le date precise o il numero di ore/giorni
  • Percentuale di indennità: se richiedi il mese all’80% o i mesi al 30%
  • Dati del bambino: età, codice fiscale, rapporto di parentela

Step 4: Invio e protocollo

Dopo l’invio riceverai:

  • Numero di protocollo della domanda
  • Ricevuta di presentazione via email o PEC
  • Codice domanda per seguire l’iter online

Tempi di presentazione

La domanda deve essere presentata:

  • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (congedo continuativo)
  • Almeno 2 giorni prima per congedi brevi o frazionati
  • Entro il giorno stesso solo in casi eccezionali documentati

IMPORTANTE: presentare la domanda in ritardo può comportare la perdita dell’indennità per i giorni precedenti alla domanda.

Indennità INPS 2026: Quanto Spetta

L’indennità INPS per il congedo parentale varia in base al periodo fruito, all’età del bambino e alla modalità di richiesta.

Indennità all’80% (NOVITÀ 2026)

Per un mese aggiuntivo di congedo (o 30 giorni), uno dei due genitori può ottenere l’80% della retribuzione media:

  • Percentuale: 80% della retribuzione media giornaliera
  • Durata massima: 1 mese (30 giorni) per nucleo familiare
  • Limite età bambino: fino ai 6 anni
  • Alternativo: solo uno dei due genitori può fruirne
  • Non frazionabile: deve essere fruito in un unico periodo

Indennità al 30%

Per i restanti mesi di congedo (fino a 6 mesi complessivi tra entrambi i genitori), l’indennità è pari al 30% della retribuzione:

  • Percentuale: 30% della retribuzione media giornaliera
  • Durata massima: 6 mesi complessivi
  • Limite età bambino: fino ai 6 anni
  • Frazionabile: può essere fruito in più periodi

Congedo non retribuito (6-14 anni)

Per i periodi di congedo fruiti tra i 6 e i 14 anni del bambino:

  • Indennità INPS: nessuna retribuzione
  • Contribuzione figurativa: SÌ (conta per la pensione)
  • Conservazione posto di lavoro: SÌ

Esempi pratici di calcolo

Esempio 1 – Madre con RAL 30.000 euro

  • Retribuzione media giornaliera: circa 82 euro (30.000/365)
  • Indennità al 30%: 24,60 euro/giorno
  • Indennità all’80%: 65,60 euro/giorno

Se prende 1 mese all’80% + 3 mesi al 30%:

  • 1 mese all’80%: 65,60 × 30 = 1.968 euro
  • 3 mesi al 30%: 24,60 × 90 = 2.214 euro
  • Totale 4 mesi: circa 4.182 euro lordi

Esempio 2 – Padre con RAL 25.000 euro

  • Retribuzione media giornaliera: circa 68,50 euro
  • Se prende 2 mesi al 30%: 20,55 × 60 = 1.233 euro lordi

Chi Può Richiedere il Congedo Parentale 2026

Il congedo parentale con le nuove regole 2026 spetta a specifiche categorie di lavoratori.

Requisiti per i lavoratori dipendenti

Hanno diritto al congedo parentale:

  • Lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato)
  • Lavoratori dipendenti (settore pubblico e privato)
  • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

NON hanno diritto:

  • Lavoratori autonomi (hanno disciplina separata)
  • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
  • Lavoratori domestici (colf, badanti)

Situazioni particolari

Genitore solo

In caso di morte dell’altro genitore, abbandono o affidamento esclusivo, il genitore solo ha diritto all’intero monte ore di 10 mesi (o 11 se ne fruisce 3 continuativi).

Figli con disabilità

Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92):

  • Prolungamento del congedo fino ai 12 anni (oltre i normali 10-11 mesi)
  • Indennità al 30% per tutto il periodo
  • Cumulabile con i permessi L. 104

Adozione e affidamento

I genitori adottivi o affidatari possono fruire del congedo:

  • Entro 14 anni dall’ingresso in famiglia
  • In ogni caso non oltre la maggiore età del minore
  • Anche prima dell’ingresso in Italia (adozioni internazionali)

Scadenze e Tempistiche 2026

Per usufruire correttamente del congedo parentale 2026, è fondamentale rispettare le scadenze e conoscere le tempistiche di lavorazione.

Quando presentare la domanda

  • Preavviso minimo: almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo
  • Preavviso consigliato: 15-20 giorni prima per evitare ritardi
  • Termine ultimo: prima dell’inizio effettivo dell’astensione

Tempi di lavorazione INPS

L’INPS elabora le domande con le seguenti tempistiche:

  • Accettazione domanda: entro 3-5 giorni lavorativi
  • Primo pagamento: entro 30-60 giorni dall’inizio del congedo
  • Pagamenti successivi: mensilmente (se congedo prolungato)

Comunicazione al datore di lavoro

Oltre alla domanda INPS, devi comunicare al tuo datore di lavoro:

  • Preavviso CCNL: verifica i giorni richiesti dal tuo contratto collettivo (solitamente 5-15 giorni)
  • Modalità: raccomandata A/R, PEC o consegna a mano con ricevuta
  • Contenuto: periodo richiesto, modalità (continuativo/frazionato/ore)

Scadenze per il congedo all’80%

Per usufruire dell’indennità maggiorata all’80%:

  • Il bambino deve avere meno di 6 anni al momento della fruizione
  • La domanda va presentata specificando la richiesta dell’80%
  • Una volta richiesto, non può essere modificato in corso d’opera

Le nuove regole 2026 del congedo parentale rappresentano un’importante opportunità per i genitori lavoratori dipendenti che vogliono dedicare più tempo alla cura dei figli senza rinunciare a un adeguato supporto economico. L’indennità all’80% per un mese e l’estensione fino ai 14 anni rendono questo strumento più flessibile e vantaggioso.

Per fare domanda INPS correttamente ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, è fondamentale:

  • Presentare la domanda con il giusto anticipo (almeno 5 giorni)
  • Verificare di avere tutti i requisiti necessari
  • Scegliere correttamente tra indennità al 30% o 80%
  • Comunicare tempestivamente al datore di lavoro

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente in tutte le fasi della domanda, dalla verifica dei requisiti all’invio telematico, fino al controllo dell’erogazione dell’indennità.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Domanda Congedo Parentale 2026


Approfondimenti sul Congedo Parentale

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Congedo Parentale 14 Anni: Guida Completa 2026 per Dipendenti

congedo parentale 2025

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Congedo Parentale
  2. Congedo Parentale fino a 14 Anni: La Novità 2024-2026
  3. A Chi Spetta il Congedo Parentale
  4. Durata del Congedo Parentale: 10 Mesi Complessivi
  5. Indennità INPS: Quanto Spetta nel 2026
  6. Come Fare Domanda di Congedo Parentale
  7. Congedo Parentale a Ore: Come Funziona
  8. Casi Particolari: Adozione, Affidamento e Genitore Solo
  9. Diritti e Tutele durante il Congedo Parentale

Il congedo parentale è un diritto fondamentale per i lavoratori dipendenti con figli, che consente di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei bambini nei primi anni di vita. Con le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2024 e confermate per il 2026, il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni, ampliando significativamente le possibilità per le famiglie.

In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere sul congedo parentale 14 anni: a chi spetta, quanto dura, quale indennità INPS spetta (dal 30% all’80% della retribuzione), come presentare la domanda INPS e quali sono i tuoi diritti come genitore lavoratore.

Cos’è il Congedo Parentale

Il congedo parentale, precedentemente chiamato congedo di maternità facoltativo o astensione facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro che entrambi i genitori possono richiedere per accudire il proprio figlio.

Si tratta di un diritto individuale di ciascun genitore, riconosciuto sia alle lavoratrici dipendenti che ai lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.

Differenza tra congedo di maternità e congedo parentale

È importante non confondere il congedo parentale con il congedo di maternità obbligatorio:

  • Congedo di maternità obbligatorio: periodo di 5 mesi (2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo, o altre combinazioni) con indennità al 100% della retribuzione, obbligatorio per la madre lavoratrice
  • Congedo parentale: periodo facoltativo fino a 10 mesi complessivi (per entrambi i genitori), con indennità variabile dal 30% all’80% della retribuzione, fruibile fino ai 14 anni del bambino

Il congedo parentale si aggiunge quindi al congedo di maternità obbligatorio e permette di prolungare il periodo di cura del bambino con una copertura economica parziale.

Congedo Parentale fino a 14 Anni: La Novità 2024-2026

Una delle principali novità introdotte dalla riforma del congedo parentale è l’estensione del limite di età del figlio da 12 a 14 anni.

Come funziona il limite di 14 anni

I genitori lavoratori dipendenti possono ora fruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni di età del figlio, rispetto ai precedenti 12 anni. Questo significa:

  • Maggiore flessibilità per le famiglie con figli in età scolare
  • Possibilità di gestire meglio le esigenze di cura anche oltre la prima infanzia
  • Supporto durante periodi critici come l’ingresso alle scuole medie

Periodi retribuiti e non retribuiti

Attenzione: l’estensione a 14 anni riguarda la possibilità di assentarsi dal lavoro, ma l’indennità INPS ha limiti di età diversi:

  • Congedo indennizzato al 30%: fino ai 6 anni del bambino (primi 6 mesi di congedo)
  • Congedo indennizzato all’80%: 1 mese aggiuntivo fino ai 6 anni del bambino (novità 2024-2026)
  • Congedo non retribuito: dai 6 ai 12 anni del bambino
  • Congedo non retribuito: dai 12 ai 14 anni del bambino

Quindi, mentre puoi assentarti fino ai 14 anni del figlio, l’indennità INPS viene corrisposta solo per i periodi fruiti entro i 6 anni di età del bambino (o fino ai 12 anni per i primi 6 mesi al 30%).

A Chi Spetta il Congedo Parentale

Il congedo parentale spetta a entrambi i genitori lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato.

Requisiti per i dipendenti

Hanno diritto al congedo parentale:

  • Madri lavoratrici dipendenti (pubbliche o private)
  • Padri lavoratori dipendenti (pubblici o privati)
  • Genitori adottivi o affidatari (lavoratori dipendenti)

Chi NON ha diritto

Il congedo parentale per dipendenti non spetta a:

  • Lavoratori autonomi (hanno una disciplina separata con limiti diversi)
  • Genitori disoccupati o sospesi dal lavoro
  • Genitori con contratti di lavoro domestico (colf, badanti)

Genitori single e famiglie monoparentali

In caso di genitore solo (morte dell’altro genitore, abbandono, affidamento esclusivo), il genitore ha diritto all’intero periodo di 10 mesi di congedo parentale, senza riduzioni.

Durata del Congedo Parentale: 10 Mesi Complessivi

La durata massima complessiva del congedo parentale per entrambi i genitori è di 10 mesi, elevabili a 11 mesi in determinate condizioni.

Ripartizione tra madre e padre

Ciascun genitore ha diritto individualmente a:

  • Madre: massimo 6 mesi di congedo parentale
  • Padre: massimo 7 mesi di congedo parentale (se ne fruisce almeno 3 mesi continuativi o frazionati)
  • Limite complessivo: 10 mesi totali tra entrambi i genitori, elevabili a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi

Esempi pratici di ripartizione

Esempio 1: La madre prende 6 mesi, il padre prende 4 mesi → Totale: 10 mesi

Esempio 2: La madre prende 6 mesi, il padre prende 5 mesi (di cui 3 continuativi) → Totale: 11 mesi

Esempio 3: La madre prende 3 mesi, il padre prende 7 mesi (di cui 3 continuativi) → Totale: 10 mesi

Flessibilità nella fruizione

Il congedo parentale può essere fruito:

  • Continuativamente: in un unico periodo (es. 3 mesi consecutivi)
  • Frazionato: in più periodi separati (es. 1 mese + 2 settimane + 1 settimana)
  • A ore: su base oraria giornaliera (es. 2 ore al giorno per 30 giorni)

Indennità INPS: Quanto Spetta nel 2026

Durante il congedo parentale, l’INPS corrisponde un’indennità economica che varia in base al periodo fruito e all’età del bambino.

Indennità al 30% della retribuzione

Per i primi 6 mesi di congedo parentale complessivo (tra entrambi i genitori), fruiti fino ai 6 anni di età del bambino, spetta un’indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera.

Caratteristiche:

  • Calcolata sul 30% della retribuzione media degli ultimi 3 mesi
  • Soggetta a contribuzione figurativa ai fini pensionistici
  • Non richiede requisiti contributivi minimi

Indennità all’80% della retribuzione (Novità 2024-2026)

Con la Legge di Bilancio 2024, confermata anche per il 2025 e il 2026, è stata introdotta una maggiorazione dell’indennità all’80% per un mese aggiuntivo di congedo parentale.

Condizioni:

  • Valido per 1 mese (o 30 giorni) di congedo
  • Fruibile solo entro i 6 anni di età del bambino
  • Alternativo tra i genitori (non cumulabile)
  • Retribuzione all’80% invece del 30%

Esempio pratico:

  • Madre prende 4 mesi al 30% + 1 mese all’80% = 5 mesi totali
  • Padre prende 1 mese al 30% = 1 mese
  • Totale: 6 mesi indennizzati (5+1), di cui 1 all’80%

Congedo non retribuito dai 6 ai 14 anni

Per i periodi di congedo fruiti:

  • Dai 6 ai 12 anni del bambino: nessuna indennità INPS, ma diritto all’astensione dal lavoro
  • Dai 12 ai 14 anni del bambino: nessuna indennità INPS, ma diritto all’astensione dal lavoro

Questi periodi danno comunque diritto alla contribuzione figurativa ai fini pensionistici, ma senza retribuzione.

Come Fare Domanda di Congedo Parentale

La domanda di congedo parentale deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di astensione dal lavoro, esclusivamente in via telematica all’INPS.

Modalità di presentazione

Ci sono tre modalità per presentare la domanda:

1. Online tramite il sito INPS

Accedi al portale INPS con le tue credenziali (SPID, CIE, CNS) e compila la domanda nella sezione “Domanda di Congedo Parentale“.

2. Tramite Contact Center INPS

Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento) per ricevere assistenza telefonica.

3. Tramite Patronato CAF Centro Fiscale (GRATUITO)

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione e trasmissione della domanda INPS. Vantaggi:

  • Assistenza personalizzata da esperti
  • Verifica dei requisiti e della documentazione
  • Nessun costo per il servizio
  • Supporto in caso di problemi o integrazioni

Documentazione necessaria

Per presentare la domanda servono:

  • Codice fiscale del genitore richiedente
  • Codice fiscale del bambino
  • Data di nascita del bambino (o data di ingresso in famiglia per adozione/affidamento)
  • Periodo di congedo richiesto (date inizio e fine)
  • Eventuale documentazione del datore di lavoro (comunicazione di astensione)

Tempi di presentazione

La domanda va presentata:

  • Almeno 5 giorni prima dell’inizio del congedo (se continuativo)
  • Almeno 2 giorni prima (per congedi brevi o frazionati)
  • Entro il giorno stesso in casi eccezionali documentati

È comunque consigliabile presentare la domanda con congruo anticipo per evitare problemi di lavorazione.

Congedo Parentale a Ore: Come Funziona

Oltre alla fruizione in giorni o mesi, il congedo parentale può essere richiesto anche su base oraria, offrendo maggiore flessibilità ai genitori.

Modalità di fruizione oraria

Il congedo parentale a ore consente di assentarsi per alcune ore della giornata lavorativa, anziché per intere giornate.

Caratteristiche:

  • Fruibile in multipli di 1 ora
  • Limite giornaliero: metà della giornata lavorativa (es. 4 ore su 8 ore)
  • Non cumulabile nella stessa giornata con permessi retribuiti o altri congedi

Conversione ore in giorni

Le ore di congedo vengono computate ai fini del monte ore complessivo di 10 mesi (o 11 mesi). La conversione è:

  • 1 mese di congedo = circa 168 ore (per un orario full-time di 40 ore settimanali)
  • 1 giorno di congedo = circa 8 ore (per un orario full-time)

Esempio: Se lavori 40 ore settimanali e prendi 80 ore di congedo parentale, hai utilizzato circa mezzo mese (80/168) del tuo monte ore.

Vantaggi del congedo a ore

  • Maggiore flessibilità per conciliare lavoro e famiglia
  • Possibilità di restare presenti sul lavoro part-time
  • Riduzione dell’impatto economico rispetto al congedo continuativo

Casi Particolari: Adozione, Affidamento e Genitore Solo

Il congedo parentale è riconosciuto anche in situazioni familiari specifiche, con alcune particolarità.

Congedo parentale per adozione e affidamento

I genitori adottivi o affidatari hanno gli stessi diritti dei genitori biologici, ma con alcune differenze nei termini:

  • Il congedo può essere fruito entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia
  • In ogni caso non oltre il compimento della maggiore età del minore
  • Per adozioni internazionali, il congedo può essere fruito anche prima dell’ingresso in Italia del minore

Genitore solo (vedovo, separato, non riconosciuto)

In caso di:

  • Morte dell’altro genitore
  • Abbandono del nucleo familiare
  • Affidamento esclusivo a un solo genitore
  • Mancato riconoscimento da parte dell’altro genitore

Il genitore rimasto ha diritto all’intero periodo di 10 mesi (o 11 mesi se ne fruisce almeno 3 continuativi), senza dover condividere il monte ore con l’altro genitore.

Genitori con figli disabili

Per genitori di figli con disabilità grave (L. 104/92), esistono ulteriori agevolazioni:

  • Prolungamento del congedo parentale fino ai 12 anni di età del figlio (oltre i normali 10-11 mesi), con indennità al 30%
  • Permessi retribuiti L. 104 cumulabili con il congedo parentale

Diritti e Tutele durante il Congedo Parentale

Durante il periodo di congedo parentale, il lavoratore gode di specifiche tutele per proteggere il rapporto di lavoro.

Conservazione del posto di lavoro

Il congedo parentale dà diritto alla conservazione del posto di lavoro. Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore che fruisce del congedo, salvo per:

  • Cessazione dell’attività aziendale
  • Colpa grave del lavoratore (non correlata al congedo)
  • Scadenza del contratto a termine

Contribuzione figurativa

Tutti i periodi di congedo parentale (anche quelli non retribuiti dai 6 ai 14 anni) sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. Questo significa:

  • I mesi di congedo vengono conteggiati per maturare i requisiti pensionistici
  • Vengono computati nell’anzianità contributiva
  • Non riducono l’importo della futura pensione (per i periodi indennizzati)

Divieto di licenziamento

Durante il congedo parentale vige il divieto di licenziamento, analogo a quello del congedo di maternità obbligatorio. Il licenziamento è nullo se:

  • Avviene durante il congedo parentale
  • È motivato dalla richiesta o fruizione del congedo

Rientro al lavoro

Al termine del congedo parentale, il lavoratore ha diritto a:

  • Rientrare nella stessa posizione o in una equivalente
  • Mantenere qualifica e mansioni precedenti
  • Ricevere eventuali aumenti retributivi maturati nel frattempo

Il congedo parentale fino a 14 anni rappresenta un importante strumento di conciliazione vita-lavoro per i genitori lavoratori dipendenti. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, tra cui l’indennità all’80% per un mese e l’estensione del limite di età, le famiglie hanno maggiore flessibilità per prendersi cura dei figli.

Ricorda che hai diritto a 10-11 mesi complessivi di congedo, con indennità INPS per i periodi fruiti entro i 6 anni del bambino, e che puoi fruirne anche a ore per adattarlo alle tue esigenze.

Per presentare correttamente la domanda di congedo parentale ed evitare errori che potrebbero ritardare l’erogazione dell’indennità, affidati al Patronato CAF Centro Fiscale di Udine.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Congedo Parentale 14 Anni

Fino a quanti anni del figlio posso prendere il congedo parentale?

I lavoratori dipendenti possono fruire del congedo parentale fino al compimento dei 14 anni di eta del figlio. Tuttavia, l indennita INPS viene corrisposta solo per i periodi fruiti entro i 6 anni (al 30% per i primi 6 mesi, all 80% per 1 mese aggiuntivo). Dai 6 ai 14 anni il congedo e non retribuito ma da diritto alla contribuzione figurativa.

Quanto spetta di indennita con il congedo parentale?

L indennita INPS varia: 30% della retribuzione per i primi 6 mesi di congedo fruiti entro i 6 anni del bambino; 80% della retribuzione per 1 mese aggiuntivo (novita 2024-2026) fruibile entro i 6 anni; nessuna indennita per periodi fruiti dai 6 ai 14 anni del bambino, ma con contribuzione figurativa.

Posso prendere il congedo parentale a ore?

Si, il congedo parentale puo essere fruito anche su base oraria. Puoi assentarti per alcune ore della giornata lavorativa (fino a meta dell orario giornaliero), anziché per interi giorni. Le ore vengono computate nel monte ore complessivo di 10-11 mesi. Ad esempio, 80 ore di congedo equivalgono a circa mezzo mese.

Come si fa domanda di congedo parentale?

La domanda va presentata telematicamente all INPS prima dell inizio del congedo. Puoi utilizzare: il portale INPS online con SPID/CIE; il Contact Center INPS (803 164); oppure rivolgerti gratuitamente al Patronato CAF Centro Fiscale di Udine che ti assiste nella compilazione. La domanda va presentata almeno 5 giorni prima dell inizio del congedo.

Che differenza c e tra congedo di maternita e congedo parentale?

Il congedo di maternita obbligatorio e un periodo di 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto) con indennita al 100%, obbligatorio per la madre. Il congedo parentale e facoltativo, dura fino a 10-11 mesi complessivi per entrambi i genitori, con indennita dal 30% all 80%, fruibile fino ai 14 anni del bambino. Il congedo parentale si aggiunge alla maternita obbligatoria.

Quanti mesi di congedo parentale spettano a ciascun genitore?

La madre puo fruire di massimo 6 mesi di congedo parentale. Il padre puo fruire di massimo 7 mesi (se ne prende almeno 3 continuativi o frazionati). Il limite complessivo tra entrambi i genitori e di 10 mesi, elevabile a 11 mesi se il padre fruisce di almeno 3 mesi.

Il congedo parentale vale per la pensione?

Si, tutti i periodi di congedo parentale (anche quelli non retribuiti dai 6 ai 14 anni) sono coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici. I mesi di congedo vengono conteggiati per maturare i requisiti pensionistici e nell anzianita contributiva, senza ridurre l importo della futura pensione per i periodi indennizzati.

Posso essere licenziato durante il congedo parentale?

No, durante il congedo parentale vige il divieto di licenziamento. Il datore di lavoro non puo licenziarti, salvo casi eccezionali come cessazione dell attivita aziendale o colpa grave non correlata al congedo. Il licenziamento motivato dalla richiesta o fruizione del congedo e nullo. Hai diritto alla conservazione del posto di lavoro.


Richiedi Assistenza per il Congedo Parentale

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella domanda di congedo parentale INPS.

I nostri servizi:

  • Compilazione domanda INPS online
  • Verifica requisiti e documentazione
  • Calcolo indennità spettante (30% o 80%)
  • Assistenza in caso di problemi o integrazioni
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    Indice dei contenuti

    1. Requisito Figli: Quanti ne Servono
    2. Requisito Lavorativo: Chi Può Accedere
    3. Limite Reddito 40.000 Euro: Come Calcolarlo
    4. Casi Particolari e Situazioni Speciali
    5. Domande Frequenti sui Requisiti

    Vuoi sapere se hai diritto al Bonus Mamme 2026? In questo articolo analizziamo nel dettaglio tutti i requisiti necessari per accedere al contributo di 720 euro annui: dal limite di reddito di 40.000 euro al numero di figli richiesto, fino ai casi particolari come figli adottivi e affidati.

    Per una panoramica completa sulla misura, consulta la nostra Guida Completa al Bonus Mamme 2026.

    Requisito Figli: Quanti ne Servono

    Il primo requisito fondamentale è avere almeno 2 figli a carico. Vediamo nel dettaglio:

    Chi Conta come Figlio

    • Figli naturali (biologici)
    • Figli adottivi con adozione perfezionata
    • Figli in affidamento preadottivo
    • Figli del coniuge se conviventi e a carico

    Limite di Età del Figlio Più Piccolo

    • Con 2 figli: bonus fino al 10° compleanno del figlio più piccolo
    • Con 3+ figli: bonus fino al 18° compleanno del figlio più piccolo

    Esempio: Maria ha due figli di 8 e 12 anni. Potrà ricevere il bonus per altri 2 anni, fino a quando il più piccolo compirà 10 anni.

    Requisito Lavorativo: Chi Può Accedere

    La madre deve essere attivamente occupata come:

    • Dipendente privata (tempo determinato o indeterminato, full-time o part-time)
    • Dipendente pubblica (qualsiasi comparto)
    • Lavoratrice autonoma iscritta a gestione INPS o cassa professionale
    • Collaboratrice coordinata e continuativa

    Chi è Escluso

    • Lavoratrici domestiche (colf, badanti, baby-sitter)
    • Disoccupate senza contratto attivo
    • Pensionate
    • Mamme con 3+ figli e contratto indeterminato (loro hanno l’esonero contributivo)

    Limite Reddito 40.000 Euro: Come Calcolarlo

    Il reddito da lavoro non deve superare i 40.000 euro lordi annui. Attenzione: si considera solo il reddito della madre, non quello familiare.

    Per Lavoratrici Dipendenti

    Guarda la tua Certificazione Unica (CU) al punto 1 “Redditi da lavoro dipendente”. Se hai più rapporti di lavoro, somma tutti i redditi da dipendente.

    Calcolo rapido: Stipendio lordo mensile x numero mensilità = reddito annuo

    Esempio: 2.500 euro lordi x 14 mensilità = 35.000 euro. Rientri nel limite!

    Per Lavoratrici Autonome

    Si considera il reddito netto da attività autonoma (fatturato meno costi deducibili). Puoi trovarlo nella tua dichiarazione dei redditi o chiedere al commercialista.

    Cosa NON Conta nel Calcolo

    • Reddito del marito/compagno
    • Affitti percepiti
    • Rendite finanziarie
    • Assegno Unico ricevuto
    • TFR e liquidazioni

    Casi Particolari e Situazioni Speciali

    Madri in Maternità

    Il bonus spetta anche durante il congedo di maternità obbligatorio, perché si tratta comunque di un periodo coperto da contribuzione. Non spetta invece durante l’aspettativa non retribuita.

    Part-Time e Lavoro Intermittente

    Il bonus è calcolato sui mesi effettivamente lavorati. Con un part-time verticale (es. 6 mesi l’anno), riceverai il bonus proporzionato: 60 euro x 6 mesi = 360 euro.

    Cambio Lavoro Durante l’Anno

    Se cambi datore di lavoro, il bonus continua senza interruzioni purché non ci siano periodi di disoccupazione. Se rimani disoccupata per alcuni mesi, quei mesi non saranno conteggiati.

    Domande Frequenti sui Requisiti

    Domande Frequenti sui Requisiti Bonus Mamme 2026

    Quanti figli servono per il Bonus Mamme 2026?

    Servono almeno 2 figli a carico. Contano figli naturali, adottivi e in affidamento preadottivo. Il figlio piu piccolo deve avere meno di 10 anni (18 anni se i figli sono 3 o piu).

    Il reddito del marito conta per il limite di 40.000 euro?

    No, il limite di 40.000 euro si riferisce solo al reddito da lavoro della madre. Il reddito del coniuge o compagno non viene considerato nel calcolo.

    Posso avere il bonus se lavoro part-time?

    Si, il bonus spetta anche con contratto part-time. L’importo sara proporzionato ai mesi effettivamente lavorati: 60 euro per ogni mese di lavoro.

    Le colf e badanti hanno diritto al Bonus Mamme?

    No, le lavoratrici domestiche sono escluse dal Bonus Mamme 2026. Questa categoria non rientra tra i beneficiari previsti dalla normativa.

    I figli adottivi contano per il Bonus Mamme?

    Si, i figli adottivi contano esattamente come i figli naturali, purche l’adozione sia perfezionata. Contano anche i figli in affidamento preadottivo.

    Fino a quando posso ricevere il Bonus Mamme con 2 figli?

    Con 2 figli, il bonus spetta fino al 10 compleanno del figlio piu piccolo. Se hai 3 o piu figli, il limite sale a 18 anni del figlio piu piccolo.

    Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?

    Se superi i 40.000 euro lordi annui di reddito da lavoro, perdi il diritto al Bonus Mamme per quell’anno. Il limite vale solo per il reddito della madre, non per quello familiare.

    Il Bonus Mamme spetta durante il congedo di maternita?

    Si, il bonus spetta anche durante il congedo di maternita obbligatorio, perche si tratta di un periodo coperto da contribuzione. Non spetta durante aspettativa non retribuita.

    Posso avere sia il Bonus Mamme che l’esonero contributivo?

    No, le due misure sono alternative. Se hai 3 o piu figli e contratto a tempo indeterminato, hai diritto all’esonero contributivo totale, non al Bonus Mamme.

    Come verifico se rientro nel limite di reddito?

    Per lavoratrici dipendenti, guarda la Certificazione Unica (CU) punto 1. Per autonome, controlla la dichiarazione dei redditi. Il CAF puo aiutarti gratuitamente nella verifica.

    Verifica i Tuoi Requisiti con il CAF

    Non sei sicura di avere tutti i requisiti? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare gratuitamente se hai diritto al Bonus Mamme 2026.

    I nostri servizi:

    • Verifica requisiti reddituali (limite 40.000 euro)
    • Controllo situazione contributiva
    • Assistenza presentazione domanda
    • Calcolo importo spettante

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      I Contributi Figurativi Valgono per la Pensione? Guida 2026

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      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono i Contributi Figurativi
      2. Quando Si Accreditano i Contributi Figurativi
      3. Come Valgono per la Pensione
      4. Come Verificare i Contributi Figurativi
      5. Domande Frequenti

      I contributi figurativi sono una forma di accredito contributivo riconosciuta dall’INPS ai lavoratori che, pur non versando contributi effettivi, si trovano in particolari situazioni tutelate dalla legge. Ma i contributi figurativi valgono per la pensione? La risposta è sì, ma con regole specifiche che è importante conoscere.

      Questi contributi vengono accreditati durante periodi di maternità obbligatoria, disoccupazione indennizzata (NASPI), malattia, servizio militare e altre situazioni previste dalla normativa. Comprendere come funzionano i contributi figurativi INPS è fondamentale per chi sta pianificando la propria pensione e vuole sapere se i periodi di assenza dal lavoro verranno conteggiati nel calcolo dell’anzianità contributiva.

      In questa guida scoprirai cosa sono i contributi figurativi, quando vengono accreditati, come valgono ai fini pensionistici e come verificare che siano stati correttamente registrati nel tuo estratto conto INPS.

      Cosa Sono i Contributi Figurativi

      I contributi figurativi sono contributi che l’INPS accredita gratuitamente al lavoratore durante periodi in cui, pur non lavorando (e quindi senza versare contributi effettivi), si trova in situazioni tutelate dalla legge previdenziale. A differenza dei contributi obbligatori (versati dal datore di lavoro e dal lavoratore durante il rapporto di lavoro) e dei contributi volontari (versati autonomamente dal lavoratore per coprire periodi di inattività), i contributi figurativi sono completamente gratuiti e automatici.

      L’accredito figurativo serve a garantire che determinati eventi della vita lavorativa – come la maternità, la disoccupazione involontaria, la malattia prolungata o il servizio militare – non penalizzino il lavoratore ai fini del diritto e del calcolo della pensione. In altre parole, l’INPS “finge” (da qui il termine “figurativo”) che il lavoratore abbia continuato a versare contributi anche durante questi periodi di assenza.

      Differenza tra contributi figurativi, obbligatori e volontari

      • Contributi obbligatori: Versati durante il rapporto di lavoro dipendente o autonomo, a carico di datore di lavoro e lavoratore (o solo del lavoratore se autonomo)
      • Contributi figurativi: Accreditati gratuitamente dall’INPS per periodi tutelati (maternità, NASPI, malattia, ecc.)
      • Contributi volontari: Versati volontariamente dal lavoratore per coprire periodi di inattività non coperti da contribuzione figurativa (es. lavoro all’estero, pause lavorative)

      ⚠️ IMPORTANTE: I contributi figurativi valgono sia per il diritto alla pensione (raggiungimento dell’anzianità contributiva minima) sia per il calcolo dell’importo (anche se con alcune limitazioni nel sistema contributivo).

      Quando Si Accreditano i Contributi Figurativi

      L’INPS accredita contributi figurativi in diverse situazioni previste dalla legge. Ecco i casi più comuni:

      1. Maternità obbligatoria e congedi parentali

      • Congedo di maternità obbligatoria: 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo, oppure 1 prima + 4 dopo) con contributi figurativi al 100%
      • Congedo parentale facoltativo: Fino a 10 mesi (6 per la madre, 7 per il padre, 10 in totale per coppia) con accredito contributivo figurativo parziale
      • Congedo per malattia del bambino: Primi 3 anni di vita del bambino, con limiti di giorni annui

      💡 I contributi figurativi maternità sono tra i più importanti e valgono al 100% sia per il diritto che per il calcolo della pensione.

      2. Disoccupazione indennizzata (NASPI, DIS-COLL)

      • NASPI: Durante tutto il periodo di percezione dell’indennità di disoccupazione NASPI, l’INPS accredita contributi figurativi
      • DIS-COLL: Anche per i collaboratori coordinati e continuativi che percepiscono la DIS-COLL
      • NASpI anticipata: Se si richiede la NASPI in un’unica soluzione per avviare un’attività autonoma, NON si maturano contributi figurativi (perché si rinuncia al diritto mensile)

      ⚠️ ATTENZIONE: I contributi figurativi disoccupazione valgono per il diritto alla pensione, ma nel sistema contributivo (lavoratori senza contributi al 31/12/1995) hanno un valore ridotto ai fini del calcolo dell’importo.

      3. Malattia e infortunio

      • Malattia: I periodi di assenza per malattia indennizzati dall’INPS comportano l’accredito di contributi figurativi
      • Infortunio sul lavoro: Durante l’assenza per infortunio indennizzato dall’INAIL, vengono accreditati contributi figurativi

      4. Servizio militare o civile

      • Servizio militare di leva: Tutto il periodo di servizio militare obbligatorio è coperto da contributi figurativi
      • Servizio civile: Anche il servizio civile volontario prevede l’accredito contributivo figurativo

      5. Cassa Integrazione Guadagni (CIG)

      • Cassa integrazione ordinaria (CIGO): Contributi figurativi per tutto il periodo di sospensione o riduzione dell’orario
      • Cassa integrazione straordinaria (CIGS): Idem per la CIGS
      • Cassa integrazione in deroga: Anche per le forme di CIG in deroga previste in situazioni emergenziali

      6. Donazione di sangue e midollo osseo

      • I giorni di assenza dal lavoro per donazione di sangue o midollo osseo sono coperti da contributi figurativi

      7. Permessi legge 104 e aspettativa per assistenza familiari disabili

      • Alcuni periodi di permessi retribuiti ex legge 104 per assistenza a familiari disabili comportano accredito figurativo

      📌 Questi sono i casi più comuni, ma esistono altre situazioni specifiche. Per verificare se un periodo di assenza è coperto da contribuzione figurativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine.

      Come Valgono i Contributi Figurativi per la Pensione

      I contributi figurativi valgono per la pensione sia ai fini del diritto (raggiungimento dei requisiti contributivi minimi) sia del calcolo dell’importo, ma con regole diverse a seconda del sistema pensionistico applicabile (retributivo, misto o contributivo).

      Valore per il diritto alla pensione

      I contributi figurativi contano al 100% per il raggiungimento dei requisiti contributivi minimi necessari per accedere alle varie forme di pensione:

      • Pensione di vecchiaia: Servono almeno 20 anni di contribuzione (compresa quella figurativa) + età anagrafica (67 anni nel 2026)
      • Pensione anticipata ordinaria: Servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne), senza limiti di età
      • Quota 103, APE sociale, Opzione Donna: Anche per queste misure di pensionamento anticipato, i contributi figurativi contano per il raggiungimento dei requisiti

      ✅ In sintesi: per il diritto alla pensione, i contributi figurativi valgono esattamente come quelli obbligatori.

      Valore per il calcolo dell’importo della pensione

      Per il calcolo dell’importo della pensione, il valore dei contributi figurativi dipende dal sistema di calcolo applicato:

      Sistema retributivo (contributi versati fino al 31/12/1995)

      Nel sistema retributivo, i contributi figurativi valgono al 100% ai fini del calcolo della pensione, che si basa sulla media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro. Non c’è penalizzazione.

      Sistema contributivo (contributi versati dal 1/1/1996 in poi)

      Nel sistema contributivo, i contributi figurativi hanno un valore ridotto per alcuni eventi. Ecco le regole:

      • Contributi figurativi per maternità: Valgono al 100% (nessuna penalizzazione)
      • Contributi figurativi per malattia e infortunio: Valgono al 100%
      • Contributi figurativi per disoccupazione (NASPI): Valgono solo per il diritto, ma per il calcolo dell’importo sono rivalutati con un coefficiente ridotto rispetto ai contributi obbligatori (circa il 70-80% del valore pieno)
      • Contributi figurativi per cassa integrazione: Stesso trattamento della disoccupazione (valore ridotto nel contributivo)

      ⚠️ IMPORTANTE: Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996 (sistema interamente contributivo) vedrà una pensione leggermente inferiore se ha molti anni di contributi figurativi da disoccupazione o CIG, rispetto a chi ha solo contributi obbligatori da lavoro.

      Sistema misto (contributi sia prima che dopo il 1996)

      Per chi ha contributi sia prima che dopo il 1996, si applica il sistema misto:

      • La quota di pensione calcolata con i contributi fino al 31/12/1995 usa il sistema retributivo (contributi figurativi al 100%)
      • La quota di pensione calcolata con i contributi dal 1/1/1996 in poi usa il sistema contributivo (con le riduzioni sopra descritte)

      💡 CONSIGLIO: Prima di andare in pensione, fai verificare l’estratto conto contributivo INPS al CAF per controllare che tutti i contributi figurativi siano stati correttamente accreditati.

      Come Verificare i Contributi Figurativi INPS

      Per sapere se i tuoi contributi figurativi sono stati correttamente accreditati dall’INPS, devi consultare l’estratto conto contributivo. Ecco come fare:

      1. Accedi al portale INPS

      1. Vai su www.inps.it
      2. Accedi con SPID, CIE o CNS
      3. Cerca il servizio: “Estratto Conto Contributivo”
      4. Clicca su “Accedi al servizio”

      2. Visualizza l’estratto conto

      L’estratto conto mostra tutti i contributi accreditati anno per anno, suddivisi in:

      • Contributi obbligatori: Versati durante il lavoro dipendente o autonomo
      • Contributi figurativi: Accreditati per maternità, disoccupazione, malattia, ecc.
      • Contributi volontari: Versati volontariamente dal lavoratore

      Nella colonna “Causale” o “Tipo contribuzione”, l’INPS indica la natura del contributo. I contributi figurativi sono contrassegnati con sigle specifiche come:

      • “FIG MAT” = Contributi figurativi per maternità
      • “FIG DISOC” = Contributi figurativi per disoccupazione
      • “FIG MAL” = Contributi figurativi per malattia
      • “FIG CIG” = Contributi figurativi per cassa integrazione

      3. Controlla le settimane e l’importo

      Per ogni anno, verifica:

      • Il numero di settimane accreditate (i contributi figurativi sono espressi in settimane, come quelli obbligatori)
      • L’importo della retribuzione figurativa (per il sistema contributivo)
      • La copertura dei periodi: i mesi in cui hai percepito NASPI, sei stata in maternità, ecc., devono corrispondere ai contributi figurativi accreditati

      4. Segnala eventuali errori o mancanze

      Se noti che mancano dei contributi figurativi che ti spettano (es. hai percepito NASPI per 6 mesi ma non trovi i contributi figurativi nel periodo corrispondente), puoi:

      1. Presentare domanda di accredito contributivo all’INPS tramite il portale (servizio “Domanda Accredito Contributi”)
      2. Rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella verifica e nell’eventuale ricorso

      ⚠️ PRESCRIZIONE: La richiesta di accredito di contributi figurativi mancanti deve essere presentata entro 10 anni dal periodo cui si riferiscono. Oltre tale termine, i contributi si prescrivono e non possono più essere recuperati.

      💡 SUGGERIMENTO: Controlla il tuo estratto conto INPS almeno una volta all’anno, specialmente dopo periodi di maternità, disoccupazione o malattia prolungata, per assicurarti che i contributi figurativi siano stati correttamente accreditati.

      Assistenza CAF per la verifica contributiva

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di verifica estratto conto contributivo completo, con:

      • Controllo della correttezza di tutti i contributi accreditati (obbligatori, figurativi, volontari)
      • Individuazione di periodi scoperti o errori di accredito
      • Assistenza nella presentazione di domande di rettifica all’INPS
      • Simulazione della pensione futura considerando i contributi figurativi

      📞 Contatta il CAF al 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121 per prenotare una consulenza contributiva.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sui Contributi Figurativi

      I contributi figurativi da NASPI valgono per la pensione?

      Si, i contributi figurativi accreditati durante la percezione della NASPI valgono per il diritto alla pensione (contano per raggiungere i 20 anni o i 42 anni e 10 mesi necessari). Per il calcolo dell’importo, nel sistema contributivo (post-1996) hanno un valore ridotto rispetto ai contributi obbligatori da lavoro. Nel sistema retributivo (pre-1996) valgono al 100 percento.

      I contributi figurativi per maternita vengono accreditati automaticamente?

      Si, nella maggior parte dei casi i contributi figurativi per maternita obbligatoria vengono accreditati automaticamente dall’INPS, senza necessita di domanda. Tuttavia, e sempre consigliabile verificare nell’estratto conto contributivo che l’accredito sia avvenuto correttamente. Se mancano, puoi presentare domanda di accredito entro 10 anni.

      Posso integrare i contributi figurativi con versamenti volontari?

      I contributi figurativi non possono essere integrati con versamenti volontari per lo stesso periodo, perche sono gia coperti. I contributi volontari servono per coprire periodi di inattivita NON coperti da contribuzione figurativa (es. lavoro all’estero fuori dall’UE, pause lavorative volontarie, disoccupazione non indennizzata).

      Quanto valgono i contributi figurativi per la pensione anticipata?

      Per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi uomini, 41 anni e 10 mesi donne), i contributi figurativi contano al 100 percento per il raggiungimento del requisito contributivo. Non ci sono limiti al numero di anni figurativi utilizzabili. Per Quota 103 e altre forme di pensionamento anticipato, valgono le stesse regole.

      I contributi figurativi rappresentano una tutela fondamentale per i lavoratori che attraversano periodi di assenza dal lavoro per cause legittime come maternità, disoccupazione involontaria o malattia. Comprendere come valgono per la pensione – sia per il diritto che per il calcolo dell’importo – è essenziale per pianificare correttamente il proprio futuro previdenziale.

      Se hai dubbi sui tuoi contributi figurativi INPS o vuoi verificare che siano stati correttamente accreditati, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una consulenza contributiva completa. Non aspettare l’ultimo momento: controlla subito il tuo estratto conto e assicurati che ogni periodo coperto sia stato regolarmente conteggiato.


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      CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

      Tassazione TFR Pregresso nel Fondo Pensione: Guida Completa 2026

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione
      2. Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione
      3. Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione
      4. Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni
      5. Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione
      6. Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in Azienda
      7. Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia
      8. Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo Pensione

      Quando si versa il TFR nel fondo pensione, molti lavoratori si chiedono: come verrà tassato il TFR pregresso al momento della liquidazione? La risposta non è semplice, perché il TFR pregresso ha un trattamento fiscale diverso rispetto ai contributi versati volontariamente.

      In questa guida completa spieghiamo come viene tassato il TFR pregresso versato nel fondo pensione, quali sono le aliquote applicate, come si calcola la tassazione separata e quali vantaggi fiscali offre rispetto al TFR lasciato in azienda.

      Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre consulenza specializzata per ottimizzare la tua posizione previdenziale.

      Cos’è il TFR Pregresso nel Fondo Pensione

      Il TFR pregresso è la quota di Trattamento di Fine Rapporto che il lavoratore ha deciso di trasferire dal datore di lavoro al fondo pensione complementare.

      A differenza dei contributi volontari (che il lavoratore versa con denaro proprio e che sono deducibili dal reddito), il TFR pregresso:

      • Non è stato mai tassato durante la vita lavorativa
      • Non è deducibile dal reddito (perché non è un versamento volontario)
      • Viene tassato solo alla liquidazione del fondo pensione
      • Gode di un regime fiscale agevolato rispetto al TFR lasciato in azienda

      Quanto TFR si può versare nel fondo pensione?

      Il lavoratore può decidere di versare nel fondo pensione:

      • 100% del TFR maturando (quota che matura anno per anno)
      • Il TFR già maturato (TFR pregresso), se il fondo lo prevede

      Molti fondi negoziali (come Cometa, Fonchim, Previambiente) permettono di trasferire anche il TFR pregresso maturato negli anni precedenti all’adesione al fondo.

      Differenza tra TFR in Azienda e TFR nel Fondo Pensione

      La scelta di versare il TFR nel fondo pensione ha importanti conseguenze fiscali. Vediamo le differenze:

      TFR lasciato in azienda

      • Tassazione separata al momento della liquidazione (fine rapporto)
      • Aliquota media degli ultimi 5 anni di lavoro
      • Rivalutazione ISTAT + 1,5% fisso annuo
      • Nessun vantaggio fiscale aggiuntivo

      TFR versato nel fondo pensione

      • Tassazione separata alla liquidazione del fondo (pensione o riscatto)
      • Aliquota media ultimi 5 anni sul TFR pregresso
      • Aliquota agevolata 15% (riducibile fino al 9%) sui rendimenti del fondo
      • Rendimento potenzialmente superiore al TFR in azienda (dipende dal fondo)
      • Deducibilità fiscale dei contributi volontari (fino a 5.164 euro/anno)

      IMPORTANTE: Il TFR pregresso versato nel fondo non perde il diritto alla tassazione separata, ma beneficia di un trattamento fiscale più vantaggioso rispetto al TFR in azienda.

      Come Viene Tassato il TFR Pregresso alla Liquidazione

      Quando si liquida il fondo pensione (per pensionamento, riscatto o RITA), il TFR pregresso viene tassato separatamente rispetto ai contributi volontari e ai rendimenti.

      Tassazione del TFR pregresso: le regole

      Il TFR pregresso versato nel fondo pensione viene tassato con:

      • Tassazione separata (come il TFR lasciato in azienda)
      • Aliquota media degli ultimi 5 anni di reddito prima della cessazione del rapporto di lavoro
      • Aliquota minima del 23% (anche se l’aliquota media fosse inferiore)

      Questa tassazione si applica solo al capitale TFR versato nel fondo, non ai rendimenti generati da quel capitale (che sono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione).

      Tassazione dei rendimenti del TFR pregresso

      I rendimenti generati dal TFR pregresso investito nel fondo pensione vengono tassati con l’aliquota agevolata del fondo pensione:

      • 15% base per anzianità fino a 15 anni
      • Riduzione dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° anno di iscrizione
      • Aliquota minima del 9% dopo 35 anni di adesione al fondo

      ESEMPIO: Se hai versato 50.000 euro di TFR pregresso nel fondo, e dopo 10 anni il fondo ha generato 15.000 euro di rendimenti:

      • 50.000 euro (capitale TFR pregresso): tassazione separata con aliquota media ultimi 5 anni (es. 30%)
      • 15.000 euro (rendimenti): aliquota agevolata 15%

      Come Si Calcola l’Aliquota Media degli Ultimi 5 Anni

      L’aliquota media degli ultimi 5 anni è il parametro chiave per calcolare la tassazione del TFR pregresso. Vediamo come si calcola.

      Formula di calcolo

      L’aliquota media si calcola dividendo:

      • IRPEF pagata negli ultimi 5 anni (somma totale)
      • Reddito imponibile degli ultimi 5 anni (somma totale)

      Formula: Aliquota media = (IRPEF totale 5 anni / Reddito totale 5 anni) × 100

      Esempio pratico di calcolo

      Lavoratore con i seguenti redditi negli ultimi 5 anni:

      AnnoReddito imponibileIRPEF pagata
      202130.000 euro6.800 euro
      202232.000 euro7.400 euro
      202333.000 euro7.700 euro
      202435.000 euro8.300 euro
      202536.000 euro8.600 euro
      TOTALE166.000 euro38.800 euro

      Aliquota media: (38.800 / 166.000) × 100 = 23,37%

      Questa sarà l’aliquota applicata al TFR pregresso versato nel fondo pensione.

      Aliquota minima del 23%

      Se l’aliquota media risulta inferiore al 23%, si applica comunque l’aliquota minima del 23% sul TFR pregresso.

      Questo accade raramente, perché per avere un’aliquota media sotto il 23% bisognerebbe avere redditi molto bassi (sotto i 15.000 euro annui).

      Esempi Pratici di Calcolo della Tassazione

      Esempio 1: TFR pregresso con 10 anni di permanenza nel fondo

      Dati:

      • TFR pregresso versato nel fondo: 60.000 euro
      • Rendimento generato in 10 anni: 18.000 euro
      • Totale capitale al momento della liquidazione: 78.000 euro
      • Aliquota media ultimi 5 anni: 28%
      • Anzianità nel fondo: 10 anni (aliquota rendimenti: 15%)

      Calcolo tassazione:

      • TFR pregresso (60.000 euro): 60.000 × 28% = 16.800 euro
      • Rendimenti (18.000 euro): 18.000 × 15% = 2.700 euro
      • TOTALE IMPOSTE: 16.800 + 2.700 = 19.500 euro
      • NETTO LIQUIDATO: 78.000 – 19.500 = 58.500 euro

      Esempio 2: TFR pregresso con 20 anni di permanenza nel fondo

      Dati:

      • TFR pregresso versato: 50.000 euro
      • Rendimento generato in 20 anni: 35.000 euro
      • Totale capitale: 85.000 euro
      • Aliquota media ultimi 5 anni: 30%
      • Anzianità nel fondo: 20 anni (aliquota rendimenti: 13,5%)

      Calcolo tassazione:

      • TFR pregresso (50.000 euro): 50.000 × 30% = 15.000 euro
      • Rendimenti (35.000 euro): 35.000 × 13,5% = 4.725 euro
      • TOTALE IMPOSTE: 15.000 + 4.725 = 19.725 euro
      • NETTO LIQUIDATO: 85.000 – 19.725 = 65.275 euro

      Risparmio fiscale rispetto al TFR in azienda: Grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti, si risparmiano circa 600 euro di imposte (rispetto a una tassazione al 30% anche sui rendimenti).

      Vantaggi Fiscali del Fondo Pensione rispetto al TFR in Azienda

      Versare il TFR nel fondo pensione offre significativi vantaggi fiscali rispetto a lasciarlo in azienda.

      1. Tassazione agevolata sui rendimenti

      I rendimenti del TFR investito nel fondo sono tassati con aliquota del 15% (riducibile al 9%), mentre il TFR lasciato in azienda è rivalutato con ISTAT+1,5% e tassato interamente con l’aliquota media (spesso 28-35%).

      ESEMPIO: Su 20.000 euro di rendimenti:

      • Nel fondo pensione (15%): 3.000 euro di imposte → netto 17.000 euro
      • TFR in azienda (30%): 6.000 euro di imposte → netto 14.000 euro
      • Risparmio fiscale: 3.000 euro

      2. Deducibilità dei contributi volontari

      Oltre al TFR pregresso, puoi versare contributi volontari deducibili fino a 5.164 euro all’anno, con un risparmio fiscale immediato del 23-43% (in base al tuo scaglione IRPEF).

      3. Rendimento potenzialmente superiore

      Il TFR in azienda ha una rivalutazione fissa (ISTAT+1,5%, circa 2-3% annuo). Il TFR investito nel fondo pensione può generare rendimenti superiori al 4-6% annuo (dipende dal fondo e dalla linea di investimento scelta).

      4. Flessibilità nelle modalità di liquidazione

      Con il fondo pensione puoi scegliere tra:

      • Capitale (100%)
      • Rendita vitalizia (100%)
      • Mix capitale + rendita (fino al 50% in capitale)
      • RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) prima della pensione

      Il TFR in azienda è liquidato solo in capitale alla cessazione del rapporto.

      Riscatto Anticipato del TFR Pregresso: Cosa Cambia

      Se hai necessità di liquidare il fondo pensione prima della pensione, puoi richiedere un riscatto anticipato. Ma attenzione: la tassazione del TFR pregresso cambia in base al motivo del riscatto.

      Tipologie di riscatto anticipato

      Il riscatto può essere:

      • Totale (100% del capitale accumulato)
      • Parziale (fino al 50% del capitale, a seconda dei casi)

      Tassazione del riscatto anticipato

      In caso di riscatto anticipato, il TFR pregresso viene comunque tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni), ma:

      • Non beneficia della riduzione dell’anzianità (applicata solo ai rendimenti)
      • L’aliquota media potrebbe essere più alta se si è ancora in età lavorativa

      RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

      La RITA è un’alternativa vantaggiosa al riscatto totale. Permette di ricevere il capitale del fondo pensione a rate mensili (come una rendita) prima della pensione ufficiale, con una tassazione agevolata del 15% (anziché l’aliquota media).

      Requisiti RITA:

      • Almeno 5 anni di anzianità nel fondo
      • Almeno 20 anni di contributi previdenziali
      • Disoccupazione da almeno 24 mesi
      • Età massima 5 anni prima della pensione di vecchiaia

      VANTAGGIO FISCALE: Con la RITA, anche il TFR pregresso può essere tassato al 15% (anziché al 28-35%), con un risparmio fiscale enorme.

      Confronto Tassazione: TFR in Azienda vs TFR nel Fondo Pensione

      Riepiloghiamo le differenze di tassazione tra le due opzioni:

      AspettoTFR in AziendaTFR nel Fondo Pensione
      Tassazione capitale TFRTassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)Tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)
      Tassazione rendimentiInclusi nella tassazione separata (aliquota media)Aliquota agevolata 15% (riducibile al 9%)
      Aliquota tipica28-35%15-23% (TFR) + 9-15% (rendimenti)
      Deducibilità contributiNOSÌ (fino a 5.164 euro/anno)
      Rendimento atteso2-3% annuo (ISTAT+1,5%)4-6% annuo (variabile)
      Flessibilità liquidazioneSolo capitale, solo a fine rapportoCapitale, rendita, RITA

      Risparmio fiscale stimato: Su un TFR di 100.000 euro versato per 20 anni nel fondo pensione, il risparmio fiscale può arrivare a 5.000-10.000 euro rispetto al TFR lasciato in azienda.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sulla Tassazione del TFR Pregresso


      La tassazione del TFR pregresso versato nel fondo pensione è un tema complesso, ma offre vantaggi fiscali significativi rispetto al TFR lasciato in azienda, soprattutto grazie all’aliquota agevolata sui rendimenti (15% riducibile al 9%).

      Punti chiave da ricordare:

      • Il TFR pregresso è tassato con tassazione separata (aliquota media ultimi 5 anni)
      • I rendimenti del TFR nel fondo sono tassati al 15% (riducibile al 9%)
      • Il risparmio fiscale può arrivare a migliaia di euro su TFR elevati
      • La RITA offre tassazione agevolata del 15% anche sul TFR pregresso
      • I contributi volontari sono deducibili fino a 5.164 euro/anno

      Se hai dubbi sulla tassazione del tuo TFR nel fondo pensione o vuoi valutare se conviene trasferire il TFR pregresso, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.


      Consulenza su Fondi Pensione e Tassazione TFR

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza fiscale del fondo pensione e a calcolare la tassazione del tuo TFR pregresso.

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        PATRONATO

        Pensione di Reversibilità 2026: Rivalutazioni, Soglie Reddito e Percentuali Superstiti

        calcolo pensione CAF Udine

        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la Pensione di Reversibilità
        2. Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti
        3. Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%
        4. Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo
        5. Rivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi
        6. Come Fare Domanda all’INPS Online
        7. Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione
        8. Domande Frequenti sulla Pensione di Reversibilità

        La perdita di un familiare è un momento difficile, ma è importante sapere che la legge tutela i superstiti attraverso la pensione di reversibilità 2026. Questa prestazione economica garantisce un sostegno al coniuge, ai figli e, in alcuni casi, ad altri familiari del defunto che era titolare di pensione o aveva maturato i requisiti contributivi. Con le rivalutazioni ISTAT 2026 e le nuove soglie di reddito, è fondamentale conoscere a quanto ammonta l’assegno spettante e quali documenti servono per la domanda.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella richiesta della pensione di reversibilità, verificando i requisiti, calcolando l’importo spettante e presentando la domanda all’INPS. In questa guida completa scoprirai chi ha diritto alla pensione ai superstiti, le percentuali previste, le soglie di reddito, i nuovi importi 2026 e come evitare errori nella domanda.

        Cos’è la Pensione di Reversibilità

        La pensione di reversibilità è una prestazione economica che l’INPS riconosce ai familiari superstiti di un assicurato o pensionato deceduto. Si tratta di una forma di tutela sociale che garantisce continuità economica alla famiglia dopo la scomparsa del titolare di pensione o di un lavoratore che aveva maturato i requisiti contributivi minimi.

        Esistono due tipologie di pensione ai superstiti:

        • Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già titolare di una pensione diretta (vecchiaia, anzianità, invalidità)
        • Pensione indiretta: spetta quando il defunto non percepiva ancora la pensione ma aveva almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 versati nel quinquennio precedente la morte

        Nel linguaggio comune, entrambe vengono chiamate “pensione di reversibilità”, ma tecnicamente la distinzione è importante per calcolare l’importo e verificare i requisiti contributivi del defunto.

        Chi Ha Diritto alla Pensione ai Superstiti

        La pensione di reversibilità 2026 spetta a determinati familiari del defunto, secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge. Vediamo nel dettaglio chi può richiederla.

        1. Coniuge superstite

        Il coniuge ha diritto alla pensione di reversibilità a vita, a meno che non contragga nuovo matrimonio (in tal caso perde il diritto ma riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione).

        Requisiti per il coniuge:

        • Matrimonio valido al momento del decesso
        • Nessun limite di età o di durata del matrimonio (salvo tagliola contributiva, vedi sotto)
        • Include anche il coniuge separato con diritto agli alimenti

        Tagliola contributiva: Se il matrimonio è stato contratto quando il pensionato aveva già compiuto 70 anni e il matrimonio è durato meno di 10 anni, la pensione di reversibilità viene ridotta secondo parametri specifici (salvo presenza di figli minori, studenti o inabili).

        2. Figli superstiti

        I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità se:

        • Minorenni: fino al compimento dei 18 anni
        • Studenti: fino a 21 anni se frequentano scuola media superiore o professionale
        • Universitari: fino a 26 anni se iscritti all’università
        • Inabili: a vita se riconosciuti inabili al lavoro, indipendentemente dall’età

        La pensione ai figli decade se:

        • Cessano gli studi senza conseguire il titolo
        • Iniziano un’attività lavorativa con reddito superiore al trattamento minimo INPS (€ 603,40 mensili nel 2026)
        • Contraggono matrimonio

        3. Altri familiari superstiti

        In assenza di coniuge e figli, la pensione di reversibilità può spettare:

        • Genitori: se hanno compiuto 65 anni, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defunto
        • Fratelli celibi e sorelle nubili: se inabili, non percepiscono pensione propria e erano a carico del defunto

        Importante: Questi familiari hanno diritto alla pensione solo se NON esistono coniuge o figli aventi diritto.

        Percentuali di Spettanza: 60%, 70%, 80%, 100%

        La pensione di reversibilità non corrisponde all’intero importo della pensione del defunto, ma a una quota percentuale che varia in base al numero e alla tipologia di beneficiari.

        Tabella percentuali reversibilità 2026

        Beneficiario/iPercentualeEsempio su pensione € 2.000
        Solo coniuge60%€ 1.200/mese
        Solo 1 figlio70%€ 1.400/mese
        Solo 2 figli80%€ 1.600/mese
        Coniuge + 1 figlio80%€ 1.600/mese
        Coniuge + 2 o più figli100%€ 2.000/mese
        3 o più figli (senza coniuge)100%€ 2.000/mese
        Genitori15% ciascuno€ 300/mese (per genitore)
        Fratelli/sorelle15% ciascuno€ 300/mese (per fratello/sorella)

        Come funziona il riparto tra più beneficiari:

        Se la pensione spetta a più beneficiari, l’importo totale viene ripartito tra loro secondo quote stabilite dalla legge. Ad esempio:

        • Coniuge + 1 figlio (80% totale): il coniuge riceve il 60% e il figlio il 20%
        • Coniuge + 2 figli (100% totale): il coniuge riceve il 60%, ciascun figlio il 20%

        Quando un beneficiario perde il diritto (es. figlio che compie 26 anni), la sua quota viene redistribuita tra i beneficiari rimasti, senza ricalcolare la percentuale totale. Ad esempio, se il coniuge percepiva € 1.200 (60%) e il figlio € 400 (20%), al decadere del figlio il coniuge percepirà € 1.600 (80%).

        Soglie di Reddito e Riduzioni per Cumulo

        La pensione di reversibilità 2026 può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre determinate soglie. Questa riduzione si applica SOLO al coniuge superstite, NON ai figli.

        Soglie di reddito e riduzioni 2026

        Le soglie di reddito sono ancorate al trattamento minimo INPS, che nel 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui).

        Reddito del coniuge superstiteRiduzione pensione
        Fino a 3 volte il minimo (€ 23.532,60)Nessuna riduzione
        Da 3 a 4 volte il minimo (€ 23.532,61 – € 31.376,80)-25%
        Da 4 a 5 volte il minimo (€ 31.376,81 – € 39.221,00)-40%
        Oltre 5 volte il minimo (oltre € 39.221,00)-50%

        Esempio pratico di riduzione:

        Supponiamo che Maria, vedova, percepisca una pensione di reversibilità di € 1.200 mensili (60% di una pensione di € 2.000). Se Maria ha anche una pensione propria di lavoro di € 1.800 mensili, il suo reddito complessivo annuo è:

        • Reversibilità: € 1.200 × 13 = € 15.600
        • Pensione propria: € 1.800 × 13 = € 23.400
        • Totale reddito: € 39.000 (senza contare la reversibilità)

        € 39.000 rientra nella fascia da 4 a 5 volte il minimo, quindi la pensione di reversibilità viene ridotta del 40%:

        • Reversibilità spettante: € 1.200
        • Riduzione 40%: – € 480
        • Reversibilità effettiva: € 720 mensili

        Quali redditi si considerano

        Per il calcolo delle soglie si considerano:

        • Redditi da lavoro dipendente o autonomo
        • Altre pensioni (vecchiaia, invalidità, assegni vitalizi)
        • Redditi da fabbricati (affitti)
        • Redditi da capitale (interessi, dividendi)

        Non si considerano:

        • Prima casa (abitazione principale)
        • Trattamenti di fine rapporto (TFR)
        • Rendite INAIL
        • Pensione di reversibilità stessa

        Rivalutazione ISTAT 2026 e Nuovi Importi

        Ogni anno, le pensioni vengono rivalutate in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo per tutelare il potere d’acquisto dei pensionati. La perequazione 2026 ha applicato un aumento differenziato per fasce di importo.

        Rivalutazione pensioni 2026: percentuali

        Fascia di importoPercentuale rivalutazione
        Fino a 4 volte il minimo (€ 2.413,60/mese)+0,8% (100% inflazione)
        Da 4 a 5 volte il minimo (€ 2.413,61 – € 3.017,00)+0,72% (90% inflazione)
        Oltre 5 volte il minimo (oltre € 3.017,00)+0,60% (75% inflazione)

        Nota: La rivalutazione si applica anche alle pensioni di reversibilità. Se la pensione del defunto è stata rivalutata, la reversibilità segue lo stesso criterio applicato alla percentuale spettante (60%, 70%, 80%, 100%).

        Importo minimo pensione di reversibilità 2026

        Il trattamento minimo INPS 2026 è pari a € 603,40 mensili (€ 7.844,20 annui lordi). Per chi ha solo la pensione di reversibilità e nessun altro reddito, sono previste maggiorazioni sociali:

        • € 25,83/mese per pensionati di età 60-64 anni
        • € 82,64/mese per pensionati over 70 con redditi bassi

        Queste maggiorazioni portano l’importo minimo effettivo per chi ha solo la reversibilità a circa € 686/mese (con maggiorazione piena).

        Come Fare Domanda all’INPS Online

        La domanda di pensione di reversibilità deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Non esiste più la possibilità di presentarla in forma cartacea.

        Documenti necessari per la domanda

        Prima di procedere, prepara:

        • Certificato di morte del pensionato o assicurato
        • Stato di famiglia alla data del decesso
        • Codice fiscale del defunto e di tutti i beneficiari
        • Certificato di matrimonio (per il coniuge)
        • Certificati di nascita dei figli
        • Certificati di iscrizione a scuola/università (per figli studenti)
        • Verbale di inabilità (per figli o altri familiari inabili)
        • Dichiarazione redditi del beneficiario (Modello 730 o Redditi PF) per calcolare eventuali riduzioni
        • IBAN per l’accredito della pensione

        Procedura di presentazione domanda

        Opzione 1: Presentazione autonoma online

        Puoi presentare la domanda autonomamente accedendo al sito INPS con:

        • SPID (Identità Digitale)
        • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
        • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

        Una volta autenticato, segui il percorso: Prestazioni e servizi → Pensione ai superstiti → Domanda pensione ai superstiti.

        Opzione 2: Tramite CAF Centro Fiscale (CONSIGLIATO)

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

        • Verifica requisiti e calcolo importo spettante
        • Raccolta e controllo documenti
        • Compilazione e invio domanda telematica
        • Monitoraggio istruttoria e solleciti INPS
        • Assistenza su ricorsi in caso di rigetto

        Tempi di erogazione

        La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente da quando viene presentata la domanda. Tuttavia, è fondamentale presentarla entro termini ragionevoli:

        • Se presentata entro 90 giorni dal decesso: decorrenza regolare
        • Se presentata dopo 90 giorni: gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda

        I tempi di liquidazione sono generalmente di 2-3 mesi dalla presentazione della domanda.

        Casi Particolari: Separazione, Divorzio, Ricongiunzione

        La pensione di reversibilità presenta alcune particolarità in caso di separazione, divorzio o nuovo matrimonio. Vediamo i casi più comuni.

        1. Coniuge separato

        Il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità se:

        • Separazione legale (non solo di fatto)
        • Titolare di assegno di mantenimento da parte del defunto

        In questo caso, la pensione spetta nella stessa misura del coniuge non separato (60%).

        2. Coniuge divorziato

        Il coniuge divorziato (ex coniuge) ha diritto alla pensione di reversibilità solo se:

        • Titolare di assegno divorzile da parte del defunto
        • NON si è risposato (se si risposa perde definitivamente il diritto)
        • Il defunto era già assicurato INPS prima del matrimonio (requisito contributivo anteriore al matrimonio)

        Importante: Se esiste sia un coniuge superstite che un ex coniuge divorziato, entrambi hanno diritto alla pensione. L’importo viene ripartito dal giudice in base agli anni di matrimonio e all’assegno di mantenimento.

        3. Nuovo matrimonio del superstite

        Se il coniuge superstite contrae nuovo matrimonio, perde il diritto alla pensione di reversibilità, ma riceve una liquidazione una tantum pari a:

        • Due annualità dell’importo della pensione che percepiva al momento del nuovo matrimonio

        Esempio: Se percepivi € 1.200 mensili di reversibilità, riceverai € 1.200 × 12 × 2 = € 28.800 una tantum.

        I figli, invece, NON perdono il diritto alla loro quota di reversibilità se il genitore superstite si risposa.

        4. Ricongiunzione contributi

        Se il defunto aveva contributi in diverse gestioni previdenziali (INPS, Casse professionali, Gestione Separata), è possibile chiedere la ricongiunzione gratuita per aumentare l’importo della pensione di reversibilità. Il CAF Centro Fiscale ti assiste anche in questa pratica.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Pensione di Reversibilità

        Quanto spetta di pensione di reversibilità al coniuge superstite?

        Il coniuge superstite ha diritto al 60% della pensione del defunto. Se ci sono anche figli, la percentuale sale: 80% con un figlio, 100% con due o più figli. L’importo può essere ridotto se il coniuge ha redditi propri superiori a € 23.532 annui (3 volte il minimo INPS).

        La pensione di reversibilità si perde se mi risposo?

        Sì, il coniuge superstite che contrae nuovo matrimonio perde il diritto alla pensione di reversibilità. In compenso, riceve una liquidazione una tantum pari a due annualità della pensione che percepiva. I figli, invece, mantengono la loro quota di reversibilità anche se il genitore si risposa.

        Fino a quando spetta la pensione di reversibilità ai figli?

        I figli hanno diritto alla pensione di reversibilità: fino a 18 anni (minorenni), fino a 21 anni se studenti di scuola superiore, fino a 26 anni se universitari, a vita se riconosciuti inabili al lavoro. Il diritto decade se iniziano un lavoro con reddito superiore al minimo INPS, se abbandonano gli studi o se si sposano.

        Come si calcola la riduzione per cumulo con altri redditi?

        La pensione di reversibilità viene ridotta se il coniuge superstite ha redditi propri (pensione, lavoro, affitti). Le riduzioni sono: nessuna riduzione fino a € 23.532 annui, -25% tra € 23.532 e € 31.376, -40% tra € 31.376 e € 39.221, -50% oltre € 39.221. La riduzione si applica solo al coniuge, non ai figli.

        L’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità?

        Sì, l’ex coniuge divorziato ha diritto alla pensione di reversibilità se: era titolare di assegno divorzile, non si è risposato, il defunto era assicurato INPS prima del matrimonio. Se esiste sia un coniuge attuale che un ex divorziato, la pensione viene ripartita tra loro dal giudice in base agli anni di matrimonio.

        Quanto tempo ho per presentare la domanda di pensione di reversibilità?

        Non esiste un termine perentorio, ma è importante presentare la domanda entro 90 giorni dal decesso per evitare perdite economiche. Se presentata dopo, gli arretrati sono riconosciuti solo per i 5 anni precedenti la domanda. La pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al decesso.


        Hai Bisogno di Assistenza per la Pensione di Reversibilità?

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di pensione ai superstiti, il calcolo dell’importo spettante e la verifica dei requisiti.

        I nostri esperti ti assistono in:

        • Verifica requisiti contributivi del defunto
        • Calcolo importo spettante e riduzioni per reddito
        • Raccolta documenti necessari per la domanda
        • Compilazione e invio domanda telematica INPS
        • Ricorsi e solleciti in caso di ritardi o rigetti
        • Ricongiunzione contributi per aumentare l’importo
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          CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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          APE Sociale 2026: Proroga Confermata, Domanda e Scadenze INPS

          calcolo pensione CAF Udine

          Indice dei contenuti

          1. Cos’è l’APE Sociale e come funziona
          2. Requisiti generali per l’APE Sociale 2026
          3. Le 4 categorie di lavoratori ammessi all’APE Sociale
            • Disoccupati che hanno esaurito la NASPI
            • Caregiver che assistono familiari con disabilità grave
            • Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa
            • Lavoratori impegnati in attività gravose
          4. Come presentare domanda di APE Sociale all’INPS
          5. Scadenze APE Sociale 2026: quando presentare domanda
          6. Importo dell’APE Sociale e durata del beneficio
          7. Differenza tra APE Sociale, Quota 103 e pensione anticipata

          La Legge di Bilancio 2026 ha confermato la proroga dell’APE Sociale, la misura di sostegno al reddito che consente ai lavoratori in condizioni di difficoltà di accedere a un’indennità mensile fino al raggiungimento dell’età pensionabile. La proroga APE Sociale 2026 è un’opportunità concreta per disoccupati, caregiver, invalidi civili e lavoratori impegnati in attività gravose che non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia.

          Cos’è l’APE Sociale e come funziona

          L’APE Sociale (Anticipo PEnsionistico Sociale) è un’indennità mensile erogata dall’INPS ai lavoratori che si trovano in particolari condizioni di disagio economico, sociale o lavorativo. Non si tratta di una vera e propria pensione, ma di un sostegno economico ponte che accompagna il lavoratore fino al compimento dei 67 anni, età prevista per la pensione di vecchiaia.

          L’APE Sociale 2026 è stata confermata dalla Legge di Bilancio ed è rivolta a chi ha almeno 63 anni di età e appartiene a una delle quattro categorie protette individuate dalla normativa. L’indennità ha un importo massimo di 1.500 euro lordi mensili e viene corrisposta per 12 mensilità all’anno (senza tredicesima) fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

          Caratteristiche principali dell’APE Sociale:

          • È un’indennità temporanea, non una pensione definitiva
          • Non prevede contribuzione figurativa (non aumenta l’assegno pensionistico futuro)
          • È incompatibile con attività lavorativa (tranne lavoro occasionale entro 5.000 euro/anno)
          • Non è reversibile ai superstiti
          • Non è soggetta a rivalutazione ISTAT

          Requisiti generali per l’APE Sociale 2026

          Per accedere all’APE Sociale 2026 è necessario soddisfare requisiti anagrafici e contributivi che variano in base alla categoria di appartenenza. Vediamo i requisiti di base comuni a tutte le categorie:

          Requisito anagrafico:

          • Almeno 63 anni di età entro il 31 dicembre 2026

          Requisito contributivo minimo:

          • 30 anni di contributi per disoccupati, caregiver e invalidi civili
          • 36 anni di contributi per lavoratori impegnati in attività gravose

          Altri requisiti comuni:

          • Non essere già titolare di pensione diretta in Italia o all’estero
          • Non aver maturato i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne)
          • Rientrare in una delle quattro categorie protette previste dalla legge

          ⚠️ IMPORTANTE: I requisiti devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e mantenuti fino alla decorrenza dell’indennità.

          Le 4 categorie di lavoratori ammessi all’APE Sociale

          L’APE Sociale 2026 è riservata ai lavoratori che si trovano in una delle seguenti quattro condizioni di tutela:

          1. Disoccupati che hanno esaurito la NASPI

          Possono accedere all’APE Sociale i lavoratori che:

          • Hanno cessato l’attività lavorativa a seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale
          • Hanno concluso integralmente la prestazione di disoccupazione NASPI (o DIS-COLL)
          • Hanno maturato almeno 30 anni di contributi
          • Si trovano in stato di disoccupazione da almeno 3 mesi alla data di presentazione della domanda

          ⚠️ ATTENZIONE: Non sono ammessi i lavoratori che si sono dimessi volontariamente senza giusta causa o che hanno concluso un rapporto a tempo determinato senza rinnovo.

          2. Caregiver che assistono familiari con disabilità grave

          Rientrano in questa categoria i lavoratori che:

          • Assistono da almeno 6 mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104/1992, art. 3 comma 3
          • In alternativa, assistono un parente o affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona disabile abbiano compiuto 70 anni oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti/mancanti
          • Hanno maturato almeno 30 anni di contributi

          📌 DOCUMENTAZIONE RICHIESTA: Verbale di handicap grave (art. 3 comma 3 L. 104/92), certificato di residenza che attesti la convivenza, autocertificazione sull’assistenza continuativa.

          3. Invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa

          Possono richiedere l’APE Sociale i lavoratori che:

          • Sono riconosciuti invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%
          • Hanno maturato almeno 30 anni di contributi

          📌 DOCUMENTAZIONE RICHIESTA: Verbale di invalidità civile rilasciato da Commissione Medica ASL/INPS attestante invalidità ≥ 74%.

          4. Lavoratori impegnati in attività gravose

          Rientrano in questa categoria i lavoratori dipendenti che:

          • Svolgono da almeno 7 anni negli ultimi 10 (o 6 anni negli ultimi 7 per lavori particolarmente gravosi) una delle 36 professioni individuate dalla legge
          • Hanno maturato almeno 36 anni di contributi

          Esempi di lavori gravosi ammessi (lista non esaustiva):

          • Operai dell’industria estrattiva, edilizia e manutenzione
          • Conduttori di gru, macchinari agricoli e industriali
          • Conciatori di pelli e pellicce
          • Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
          • Professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche (solo lavoro notturno)
          • Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza (badanti, OSS)
          • Insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido
          • Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
          • Personale non qualificato nei servizi di pulizia
          • Operatori ecologici

          📌 NOTA: Per la lista completa delle 36 mansioni gravose, consulta la Tabella allegata al D.Lgs. 67/2011 e successive modifiche.

          ⚠️ REQUISITO TEMPORALE: È necessario aver svolto l’attività gravosa per almeno 7 anni negli ultimi 10 prima della decorrenza dell’APE Sociale. Per alcune professioni particolarmente usuranti (es. lavoro notturno per almeno 78 notti all’anno) bastano 6 anni negli ultimi 7.

          Come presentare domanda di APE Sociale all’INPS

          La richiesta di APE Sociale 2026 avviene in due fasi:

          FASE 1: Domanda di certificazione dei requisiti

          Prima di richiedere l’indennità vera e propria, è necessario presentare una domanda di verifica dei requisiti all’INPS. Questa domanda serve a far certificare dall’Istituto il possesso di tutti i requisiti anagrafici, contributivi e di categoria.

          Come presentarla:

          • Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
          • Cercare il servizio “APE Sociale – Certificazione del diritto“
          • Compilare il modulo online inserendo tutti i dati richiesti (anzianità contributiva, categoria di appartenenza, condizione lavorativa, ecc.)
          • Allegare la documentazione richiesta (es. verbale invalidità, certificato handicap, dichiarazione stato di disoccupazione)
          • Inviare la domanda telematicamente

          FASE 2: Domanda di accesso all’indennità

          Una volta ricevuta la certificazione positiva dei requisiti dall’INPS, è possibile presentare la domanda di accesso all’indennità APE Sociale.

          Come presentarla:

          • Accedere al portale INPS
          • Cercare il servizio “APE Sociale – Domanda di accesso alla prestazione“
          • Compilare il modulo confermando i dati già certificati
          • Inviare la domanda telematicamente

          💡 CONSIGLIO: Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio delle domande APE Sociale, verificando preventivamente il possesso di tutti i requisiti ed evitando errori che potrebbero causare il rigetto della richiesta.

          Scadenze APE Sociale 2026: quando presentare domanda

          Per l’APE Sociale 2026, l’INPS ha fissato tre finestre temporali per la presentazione delle domande di certificazione dei requisiti:

          📅 SCADENZE 2026:

          • Prima finestra: entro il 31 marzo 2026
          • Seconda finestra: entro il 15 luglio 2026
          • Terza finestra: entro il 30 novembre 2026

          ⚠️ IMPORTANTE: Le domande di certificazione vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione entro ciascuna finestra. Chi presenta domanda prima ha la priorità nella lavorazione e nell’accesso al beneficio, nei limiti delle risorse stanziate.

          Decorrenza dell’indennità:

          • Se la domanda di certificazione è presentata entro il 31 marzo 2026, l’APE Sociale decorre dal primo giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti (o dalla domanda di accesso, se successiva)
          • Per le domande presentate dopo il 31 marzo, la decorrenza slitta di qualche mese in base ai tempi di lavorazione INPS

          💡 SUGGERIMENTO: È consigliabile presentare la domanda di certificazione il prima possibile, preferibilmente entro la prima finestra (31 marzo), per evitare ritardi nell’erogazione dell’indennità.

          Importo dell’APE Sociale e durata del beneficio

          L’APE Sociale viene erogata mensilmente dall’INPS sotto forma di indennità fino al raggiungimento dell’età pensionabile.

          💰 IMPORTO MENSILE:

          • L’indennità ha un importo massimo di 1.500 euro lordi al mese
          • L’importo effettivo è pari alla pensione maturata al momento della domanda, calcolata con il sistema contributivo o misto
          • Se la pensione teorica supera 1.500 euro, l’APE Sociale viene comunque erogata al massimo di 1.500 euro
          • Sono previste 12 mensilità annue (no tredicesima)

          ⏱️ DURATA:

          • L’APE Sociale viene corrisposta dal mese di decorrenza fino al mese precedente il compimento dei 67 anni (età pensionabile 2026)
          • Al compimento dei 67 anni, l’indennità viene sostituita automaticamente dalla pensione di vecchiaia, ricalcolata con la contribuzione completa

          ⚠️ INCOMPATIBILITÀ CON ALTRI REDDITI:

          • L’APE Sociale è incompatibile con attività lavorativa dipendente o autonoma
          • È consentito solo lavoro occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui
          • È incompatibile con trattamenti pensionistici diretti italiani o esteri

          Differenza tra APE Sociale, Quota 103 e pensione anticipata

          Molti lavoratori si chiedono quale sia la differenza tra APE Sociale, Quota 103 e pensione anticipata ordinaria. Ecco un confronto sintetico:

          APE SOCIALE 2026:

          • Età minima: 63 anni
          • Contributi: 30 o 36 anni (a seconda della categoria)
          • Requisito categoriale: appartenenza a una delle 4 categorie protette
          • Importo: max 1.500 euro/mese
          • Non è una pensione, ma un’indennità temporanea
          • Incompatibile con lavoro dipendente/autonomo (tranne occasionale entro 5.000 euro)

          QUOTA 103 (2026):

          • Età minima: 62 anni
          • Contributi: 41 anni
          • Nessun requisito categoriale
          • Calcolo contributivo dell’assegno (penalizzazione rispetto al metodo retributivo)
          • È una pensione anticipata vera e propria
          • Limiti al cumulo con redditi da lavoro nei primi anni

          PENSIONE ANTICIPATA ORDINARIA:

          • Nessun requisito di età
          • Contributi: 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne)
          • Nessun requisito categoriale
          • Calcolo con sistema retributivo/misto (più vantaggioso)
          • Nessun limite al cumulo con altri redditi

          💡 QUANDO CONVIENE L’APE SOCIALE? L’APE Sociale è la scelta ideale per chi:

          • Non ha ancora maturato 41-42 anni di contributi per Quota 103 o pensione anticipata
          • Si trova in condizioni di difficoltà (disoccupazione, assistenza familiare, invalidità, lavoro gravoso)
          • Ha almeno 63 anni e 30 anni di contributi
          • Vuole uscire dal lavoro il prima possibile senza attendere i 67 anni

          L’APE Sociale 2026 rappresenta un’opportunità concreta per uscire anticipatamente dal mondo del lavoro in presenza di condizioni di difficoltà economica, sociale o lavorativa. La proroga confermata dalla Legge di Bilancio 2026 consente a migliaia di lavoratori di accedere a un’indennità mensile fino al raggiungimento dell’età pensionabile, garantendo un sostegno al reddito in una fase delicata della vita.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’APE Sociale 2026

          Posso lavorare mentre percepisco l’APE Sociale?

          No, l’APE Sociale e incompatibile con attivita lavorativa dipendente o autonoma. E consentito solo lavoro occasionale entro il limite di 5.000 euro lordi annui. Se si superano i 5.000 euro o si inizia un rapporto di lavoro dipendente/autonomo, l’indennita viene sospesa o revocata.

          L’APE Sociale viene tassata come una pensione?

          Si, l’indennita APE Sociale e soggetta a tassazione IRPEF come reddito assimilato a quelli da lavoro dipendente. Sull’importo lordo mensile vengono applicate ritenute fiscali progressive in base agli scaglioni IRPEF. Non e prevista tassazione separata.

          Se ho 63 anni ma non rientro in nessuna delle 4 categorie, posso accedere all’APE Sociale?

          No, l’APE Sociale e riservata esclusivamente ai lavoratori che appartengono a una delle quattro categorie protette: disoccupati, caregiver, invalidi civili maggiori o uguali a 74 percento, lavoratori gravosi. Senza rientrare in una di queste condizioni, non e possibile accedere al beneficio, anche se si possiedono eta e contributi richiesti.

          Cosa succede quando compio 67 anni e ho l’APE Sociale?

          Al compimento dei 67 anni (eta pensionabile), l’indennita APE Sociale cessa automaticamente e viene sostituita dalla pensione di vecchiaia, calcolata con tutta la contribuzione maturata. Non e necessario presentare una nuova domanda: la conversione avviene d’ufficio da parte dell’INPS.

          Posso richiedere l’APE Sociale se sono gia in pensione di vecchiaia all’estero?

          No, l’APE Sociale e incompatibile con qualsiasi trattamento pensionistico diretto (vecchiaia, invalidita, anzianita) italiano o estero. Se si percepisce gia una pensione estera, non si ha diritto all’indennita.


          Hai Bisogno di Assistenza per l’APE Sociale?

          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la domanda di APE Sociale 2026: verifica dei requisiti, compilazione domanda INPS, invio telematico.

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            PATRONATO

            ADI e SFL 2026: Riesame Domande con il Nuovo ISEE INPS

            Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

            Novità INPS gennaio 2026: riesame domande ADI e SFL con il nuovo ISEE. Scopri come richiedere l’adeguamento del tuo beneficio.


            Indice dei contenuti

            1. Cosa sono ADI e SFL
            2. Come Funziona il Riesame con Nuovo ISEE
            3. Chi Può Richiedere il Riesame
            4. Come Presentare la Domanda di Riesame
            5. Tempi e Decorrenza del Nuovo Importo
            6. Domande Frequenti

            L’INPS ha comunicato le modalità per il riesame delle domande ADI e SFL 2026 in seguito alla presentazione del nuovo ISEE 2026. Chi ha già ricevuto l’Assegno di Inclusione o il Supporto Formazione Lavoro con un ISEE precedente può ora richiedere il riesame per adeguare l’importo del beneficio in base alla situazione economica aggiornata.

            Se hai presentato il tuo ISEE 2026 e ritieni che possa migliorare il tuo diritto all’ADI o al SFL, questa guida ti spiega come richiedere il riesame, chi può farlo e quali sono i tempi.

            Cosa sono ADI e SFL

            Assegno di Inclusione (ADI)

            L’Assegno di Inclusione (ADI) è una misura di sostegno economico rivolta a nuclei familiari con componenti disabili, minorenni, anziani over 60 o in condizioni di svantaggio. L’importo varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare.

            Per il 2026, l’ADI è riservato a famiglie con ISEE fino a 9.360 euro annui e prevede un importo massimo di 6.000 euro annui, incrementabile in base al numero dei componenti.

            Supporto Formazione Lavoro (SFL)

            Il Supporto Formazione Lavoro (SFL) è destinato ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza che non hanno i requisiti per l’ADI. Prevede un contributo economico mensile condizionato alla partecipazione a percorsi formativi e di inserimento lavorativo.

            L’importo del SFL 2026 è pari a 350 euro mensili per la durata massima di 12 mesi.

            Come Funziona il Riesame con Nuovo ISEE

            Il riesame ADI e SFL consente di aggiornare l’importo del beneficio in base al nuovo ISEE 2026. Se il tuo nuovo ISEE è:

            • Più basso rispetto a quello precedente → aumenterà l’importo mensile dell’ADI o del SFL
            • Più alto ma comunque nei limiti → diminuirà l’importo, ma manterrai il diritto al beneficio
            • Oltre la soglia massima (9.360 euro per ADI) → perderai il diritto alla prestazione

            Il riesame è automatico se hai già presentato il nuovo ISEE 2026, ma puoi anche richiederlo manualmente tramite il portale INPS.

            Chi Può Richiedere il Riesame

            Possono richiedere il riesame ADI o SFL 2026 con nuovo ISEE:

            • Beneficiari attivi di ADI o SFL che hanno presentato un nuovo ISEE 2026
            • Coloro che hanno ricevuto una sospensione o riduzione del beneficio a causa dell’ISEE precedente
            • Nuclei familiari che hanno avuto variazioni patrimoniali o reddituali nel 2024
            • Chi ha presentato la DSU precompilata 2026 e desidera verificare l’aggiornamento automatico

            Attenzione: il riesame è possibile solo se hai già un ISEE 2026 valido. Se non hai ancora presentato l’ISEE, consulta la nostra guida ai bonus ISEE 2026 per conoscere i requisiti.

            Come Presentare la Domanda di Riesame

            Esistono tre modalità per richiedere il riesame ADI o SFL con il nuovo ISEE 2026:

            1. Portale INPS online

            • Accedi con SPID, CIE o CNS al sito www.inps.it
            • Cerca il servizio “Assegno di Inclusione – Riesame” o “SFL – Riesame”
            • Compila la domanda indicando il nuovo ISEE 2026
            • Ricevi la ricevuta di protocollazione

            2. Contact Center INPS

            • Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare a pagamento)
            • Richiedi assistenza per il riesame ADI/SFL
            • L’operatore ti guiderà nella procedura

            3. Tramite CAF o Patronato

            • Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine
            • Porta con te: documento d’identità, codice fiscale, ISEE 2026
            • Il CAF presenta la domanda per tuo conto

            Documenti necessari

            • Attestazione ISEE 2026 (DSU già presentata)
            • Codice fiscale di tutti i componenti del nucleo
            • Ricevuta della domanda ADI/SFL originaria

            Tempi e Decorrenza del Nuovo Importo

            I tempi di elaborazione del riesame ADI e SFL variano in base alla modalità di presentazione:

            • Domanda online INPS: 15-30 giorni dalla presentazione
            • Tramite Contact Center: 20-40 giorni
            • Tramite CAF/Patronato: 10-25 giorni (il CAF verifica preliminarmente la documentazione)

            La decorrenza del nuovo importo è generalmente dal mese successivo alla presentazione del nuovo ISEE 2026. Se il riesame comporta un aumento dell’importo, l’INPS riconosce gli arretrati dal mese di gennaio 2026.

            Esempio: se presenti il nuovo ISEE a gennaio 2026 e richiedi il riesame, il nuovo importo decorrerà da febbraio 2026 con conguaglio arretrati di gennaio.


            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sul Riesame ADI e SFL

            Devo richiedere il riesame o e automatico?

            Il riesame e automatico se hai gia presentato il nuovo ISEE 2026 tramite CAF o INPS. Tuttavia, per velocizzare l’aggiornamento, e consigliabile richiedere manualmente il riesame tramite il portale INPS.

            Cosa succede se il nuovo ISEE e piu alto?

            Se il nuovo ISEE 2026 e piu alto ma entro i limiti (9.360 euro per ADI), l’importo mensile del beneficio diminuira. Se supera la soglia massima, perderai il diritto all’ADI o al SFL.

            Posso richiedere il riesame se ho gia ricevuto pagamenti con il vecchio ISEE?

            Si, puoi richiedere il riesame anche se hai gia ricevuto pagamenti. L’INPS ricalcolera l’importo e, se il nuovo ISEE e piu basso, riceverai gli arretrati dal mese di gennaio 2026.

            Quanto tempo ho per presentare il nuovo ISEE per il riesame?

            Non c’e una scadenza specifica, ma e consigliabile presentare il nuovo ISEE 2026 entro gennaio-febbraio per non perdere mensilita di beneficio con importo maggiorato.


            Assistenza CAF per ADI e SFL

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella presentazione del nuovo ISEE 2026 e nella richiesta di riesame ADI e SFL.

            Contattaci su WhatsApp

            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            Indice dei Contenuti

            1. Cos’e l’ISEE Corrente e quando serve
            2. Quando si puo richiedere l’ISEE Corrente
            3. Documenti base sempre necessari
            4. Documenti per variazioni reddituali
            5. Documenti per variazioni patrimoniali
            6. Tempistiche e validita dell’ISEE Corrente
            7. Differenze tra ISEE Corrente e Ordinario
            8. Errori comuni da evitare
            9. Domande frequenti
            10. Come possiamo aiutarti

            Cos’e l’ISEE Corrente e Quando Serve

            L’ISEE Corrente 2026 e una particolare modalita di calcolo dell’ISEE che permette di fotografare la situazione economica attuale del nucleo familiare, anziche quella riferita a due anni prima (come avviene per l’ISEE ordinario).

            Mentre l’ISEE ordinario 2026 si basa sui redditi del 2023 e sul patrimonio al 31 dicembre 2024, l’ISEE Corrente consente di aggiornare questi dati utilizzando informazioni piu recenti, relative ai 12 mesi precedenti la richiesta o addirittura ai 2 mesi precedenti in caso di interruzione di trattamenti assistenziali.

            Quando e utile l’ISEE Corrente?

            • Perdita del lavoro: licenziamento, dimissioni per giusta causa, mancato rinnovo contratto a termine
            • Riduzione dell’attivita lavorativa: passaggio da tempo pieno a part-time, cassa integrazione
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            • Variazione patrimoniale significativa: vendita immobili, perdita di risparmi, dismissione investimenti

            L’obiettivo e permettere alle famiglie che hanno subito un peggioramento della situazione economica di accedere a bonus e prestazioni sociali calcolati sulla situazione reale e non su dati ormai obsoleti.

            Quando Si Puo Richiedere l’ISEE Corrente: Requisiti 2026

            Per richiedere l’ISEE Corrente 2026 devono verificarsi condizioni specifiche. Non e sufficiente una generica variazione del reddito, ma serve un cambiamento oggettivo e documentabile.

            Requisiti per variazione reddituale

            L’ISEE Corrente basato su variazione reddituale puo essere richiesto quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni per uno o piu componenti del nucleo familiare:

            VariazioneRequisitoEsempi pratici
            Interruzione attivita lavorativaCessazione rapporto di lavoro dipendente o autonomoLicenziamento, dimissioni per giusta causa, chiusura partita IVA
            Riduzione attivita lavorativaRiduzione orario o sospensionePassaggio da full-time a part-time, cassa integrazione
            Interruzione trattamentiCessazione di trattamenti previdenziali, assistenziali o indennitariFine NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione, pensione
            Variazione reddito complessivoDiminuzione superiore al 25% rispetto a ISEE ordinarioSomma redditi nucleo ridotta di oltre 1/4

            ATTENZIONE: Per richiedere l’ISEE Corrente per variazione reddituale, la variazione deve essersi verificata dopo il 1 gennaio 2024 (data di riferimento dei redditi ISEE ordinario 2026).

            Requisiti per variazione patrimoniale

            L’ISEE Corrente per variazione patrimoniale si puo richiedere quando il patrimonio mobiliare (conti correnti, depositi, investimenti) del nucleo familiare e diminuito di oltre il 20% rispetto a quello indicato nell’ISEE ordinario.

            Esempi di variazioni patrimoniali rilevanti:

            • Prelievo di risparmi per spese mediche urgenti
            • Vendita di titoli o azioni per necessita economiche
            • Chiusura di conti deposito o libretti di risparmio
            • Utilizzo del patrimonio per pagare debiti

            Importante: La variazione patrimoniale deve riferirsi al patrimonio mobiliare al 31 dicembre dell’anno precedente la presentazione della DSU.

            Documenti Base Sempre Necessari per l’ISEE Corrente

            Indipendentemente dal tipo di variazione (reddituale o patrimoniale), per richiedere l’ISEE Corrente 2026 servono sempre alcuni documenti di base, che vanno presentati insieme alla documentazione specifica della variazione.

            1. ISEE Ordinario in corso di validita

            Devi aver gia richiesto e ottenuto l’ISEE ordinario 2026. L’ISEE Corrente e infatti un aggiornamento dell’ISEE ordinario, non puo essere richiesto in modo autonomo.

            Se non hai ancora l’ISEE ordinario, dovrai prima presentare la DSU ordinaria con tutti i documenti standard (redditi 2023, patrimonio 2024, stato famiglia, ecc.).

            2. Documenti di identita e codice fiscale

            Occorre presentare:

            • Documento d’identita valido del dichiarante (carta d’identita, patente, passaporto)
            • Codice fiscale (tessera sanitaria) di tutti i componenti del nucleo familiare
            • Stato di famiglia aggiornato o autocertificazione della composizione del nucleo

            3. Eventuale contratto di affitto

            Se il nucleo familiare vive in affitto, serve il contratto di locazione registrato per applicare eventuali detrazioni o maggiorazioni della scala di equivalenza.

            Documenti per Variazioni Reddituali: Elenco Dettagliato

            La documentazione da presentare per l’ISEE Corrente con variazione reddituale dipende dal tipo specifico di variazione subita. Vediamo caso per caso.

            A) Perdita del lavoro dipendente

            In caso di licenziamento, dimissioni per giusta causa o mancato rinnovo del contratto, occorre presentare:

            • Lettera di licenziamento o risoluzione del rapporto di lavoro
            • Ultima busta paga ricevuta prima della cessazione
            • Modello C2 Storico (estratto contributivo) rilasciato dall’INPS, che attesta la cessazione del rapporto di lavoro
            • Eventuale DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilita) al Centro per l’Impiego
            • Prospetto NASpI se e stata richiesta l’indennita di disoccupazione

            Se dopo la perdita del lavoro hai iniziato a percepire la NASpI o altra indennita di disoccupazione, devi presentare anche i cedolini mensili INPS relativi ai 12 mesi (o 2 mesi) precedenti la richiesta di ISEE Corrente.

            B) Riduzione dell’attivita lavorativa (cassa integrazione, part-time)

            Se hai subito una riduzione dell’orario di lavoro (da tempo pieno a part-time) o sei stato messo in cassa integrazione, servono:

            • Comunicazione aziendale di riduzione orario o sospensione per cassa integrazione
            • Buste paga degli ultimi 12 mesi che documentano la variazione
            • Cedolini INPS di cassa integrazione (CIG, CIGS, CIG in deroga) se percepita
            • Prospetto riepilogativo annuale dei redditi percepiti

            C) Interruzione o riduzione attivita autonoma (partita IVA)

            Per lavoratori autonomi o titolari di partita IVA in regime forfettario che hanno chiuso o ridotto l’attivita:

            • Dichiarazione di cessazione attivita (Modello AA9/12 per partita IVA)
            • Ultima dichiarazione dei redditi (Modello Redditi o 730) presentata
            • Prospetto redditi aggiornato degli ultimi 12 mesi (fatture emesse, corrispettivi, ecc.)
            • Eventuale DIS-COLL se richiesta (per collaboratori coordinati e continuativi)
            • Estratto conto previdenziale (Gestione Separata INPS o Cassa professionale)

            D) Interruzione di trattamenti previdenziali o assistenziali

            Se hai smesso di percepire NASpI, Assegno di Inclusione, pensione di reversibilita o altri trattamenti INPS:

            • Ultimo cedolino INPS ricevuto prima dell’interruzione
            • Comunicazione INPS di cessazione del trattamento
            • Prospetto riepilogativo dei redditi percepiti nei 2 mesi precedenti (per interruzioni trattamenti assistenziali)
            • Estratto conto INPS con storico delle prestazioni

            Nota importante: Per l’interruzione di trattamenti assistenziali (come Assegno di Inclusione o Carta Acquisti), l’ISEE Corrente puo essere calcolato sui redditi dei 2 mesi precedenti anziche 12, permettendo un aggiornamento ancora piu rapido.

            E) Variazione complessiva superiore al 25%

            Se il reddito complessivo del nucleo familiare e diminuito di oltre il 25% rispetto a quello dell’ISEE ordinario (anche senza eventi specifici come licenziamento), devi presentare:

            • Tutta la documentazione reddituale aggiornata di tutti i componenti del nucleo
            • Buste paga degli ultimi 12 mesi (per lavoratori dipendenti)
            • Cedolini INPS di pensioni, NASpI, assegni familiari, ecc.
            • Dichiarazioni reddituali aggiornate per autonomi
            • Prospetto comparativo che dimostri la riduzione del 25%

            Documenti per Variazioni Patrimoniali: Cosa Presentare

            L’ISEE Corrente per variazione patrimoniale richiede documentazione specifica che provi la diminuzione del patrimonio mobiliare superiore al 20%.

            Documenti necessari

            • Estratti conto bancari e postali aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente (es. 31/12/2025 per ISEE Corrente richiesto nel 2026)
            • Saldo e giacenza media di tutti i conti correnti, libretti, carte prepagate
            • Certificazione titoli, azioni, obbligazioni posseduti al 31 dicembre
            • Valore quote fondi comuni di investimento o ETF
            • Polizze assicurative vita con valore di riscatto
            • Documentazione delle dismissioni (vendite, prelievi, chiusure) che hanno causato la variazione

            Esempio pratico: Supponiamo che nell’ISEE ordinario 2026 il tuo patrimonio mobiliare risultava 50.000 euro (dati al 31/12/2024). Se al 31/12/2025 il patrimonio e sceso a 35.000 euro (riduzione del 30%), puoi richiedere l’ISEE Corrente patrimoniale presentando gli estratti conto aggiornati.

            Cosa NON rileva per variazione patrimoniale

            Non sono considerate variazioni patrimoniali rilevanti ai fini ISEE Corrente:

            • Vendita o acquisto di immobili (il patrimonio immobiliare NON rientra nell’ISEE Corrente)
            • Variazioni di valore di mercato di azioni o titoli (conta solo la dismissione effettiva)
            • Passaggio di denaro tra conti dello stesso intestatario

            Tempistiche e Validita dell’ISEE Corrente 2026

            Un aspetto fondamentale da comprendere riguarda i periodi di riferimento e la durata di validita dell’ISEE Corrente, che sono diversi rispetto all’ISEE ordinario.

            Periodo di riferimento per i redditi

            Tipo ISEEPeriodo redditiEsempio 2026
            ISEE Ordinario 2026Anno fiscale N-2Redditi 2023 (2 anni prima)
            ISEE Corrente (12 mesi)12 mesi precedenti richiestaUltimi 12 mesi da presentazione DSU
            ISEE Corrente (2 mesi)2 mesi precedenti richiestaSolo per interruzione trattamenti assistenziali

            Esempio concreto: Se presenti la richiesta di ISEE Corrente il 15 marzo 2026, dovrai dichiarare i redditi percepiti da marzo 2025 a febbraio 2026 (se variazione reddituale a 12 mesi) oppure da gennaio a febbraio 2026 (se interruzione trattamenti a 2 mesi).

            Durata di validita

            • ISEE Corrente per variazione reddituale: validita di 6 mesi dalla presentazione
            • ISEE Corrente per variazione patrimoniale: validita fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione
            • Alla scadenza, occorre rinnovare l’ISEE Corrente o attendere il nuovo ISEE ordinario dell’anno successivo

            Attenzione: Se la tua situazione economica migliora durante i 6 mesi di validita (es. trovi un nuovo lavoro), devi comunicarlo all’INPS. L’ISEE Corrente potrebbe non essere piu utilizzabile se la variazione e venuta meno.

            Tempi di elaborazione

            Una volta presentata la DSU per l’ISEE Corrente al CAF:

            • Trasmissione a INPS: entro 4 giorni lavorativi dalla raccolta documenti
            • Calcolo INPS: 10 giorni lavorativi (ma spesso molto piu rapido, anche 2-3 giorni)
            • Disponibilita attestazione: scaricabile da sito INPS o ritirabile al CAF

            Differenze tra ISEE Corrente e ISEE Ordinario

            Molte persone confondono l’ISEE Corrente con l’ISEE ordinario. Ecco una tabella comparativa per chiarire le principali differenze.

            CaratteristicaISEE Ordinario 2026ISEE Corrente 2026
            Redditi di riferimentoAnno 2023 (N-2)Ultimi 12 mesi (o 2 mesi)
            Patrimonio mobiliareAl 31/12/2024Al 31/12/2025 (se variato oltre 20%)
            Patrimonio immobiliareAl 31/12/2024NON aggiornabile
            ValiditaFino al 31/12/20266 mesi (redditi) o fino al 31/12 (patrimonio)
            PrerequisitoNessunoServe ISEE ordinario valido
            Quando richiederloIn qualsiasi momento dell’annoSolo dopo variazione significativa
            Ambito utilizzoTutti i bonus e agevolazioniStessi ambiti dell’ISEE ordinario

            In sintesi: L’ISEE Corrente e uno strumento aggiuntivo, non sostitutivo. Serve a correggere situazioni di svantaggio causate dal ritardo temporale tra i dati dell’ISEE ordinario e la situazione economica reale.

            Errori Comuni da Evitare nella Richiesta ISEE Corrente

            Presentare la documentazione per l’ISEE Corrente 2026 richiede attenzione. Ecco gli errori piu frequenti che possono causare ritardi o rigetto della richiesta.

            1. Richiedere ISEE Corrente senza ISEE ordinario

            Errore: Pensare di poter richiedere direttamente l’ISEE Corrente saltando l’ISEE ordinario.

            Soluzione: Prima devi sempre richiedere l’ISEE ordinario 2026. Solo dopo, se si verifica una variazione significativa, puoi aggiornarlo con l’ISEE Corrente.

            2. Presentare documenti del periodo sbagliato

            Errore: Presentare buste paga o cedolini di periodi non pertinenti (es. del 2023 invece degli ultimi 12 mesi).

            Soluzione: Verifica sempre che la documentazione copra esattamente i 12 mesi precedenti la data di presentazione (o i 2 mesi per interruzione trattamenti).

            3. Non dichiarare nuovi redditi sopravvenuti

            Errore: Omettere redditi percepiti dopo la variazione negativa (es. nuovo lavoro trovato dopo il licenziamento).

            Soluzione: L’ISEE Corrente deve riflettere la situazione completa degli ultimi 12 mesi, inclusi eventuali nuovi redditi. Se la situazione e migliorata, comunica la variazione all’INPS.

            4. Confondere variazione del 25% su singolo reddito vs. reddito complessivo

            Errore: Pensare che basti la riduzione del 25% del proprio stipendio, anche se il nucleo ha altri redditi.

            Soluzione: La riduzione del 25% deve riguardare il reddito complessivo del nucleo familiare, non il singolo componente. Se tuo marito ha perso il lavoro ma tu hai un reddito stabile elevato, potresti non raggiungere la soglia.

            5. Dimenticare di aggiornare il patrimonio

            Errore: Richiedere ISEE Corrente solo per variazione reddituale, dimenticando di aggiornare anche il patrimonio se variato oltre il 20%.

            Soluzione: Se hai avuto sia variazione reddituale che patrimoniale, puoi aggiornare entrambe. Presenta la documentazione completa per ottenere il massimo beneficio.

            6. Non rinnovare alla scadenza

            Errore: Pensare che l’ISEE Corrente resti valido per tutto l’anno come l’ordinario.

            Soluzione: Segna sul calendario la scadenza dei 6 mesi e rinnova per tempo, altrimenti tornerai automaticamente all’ISEE ordinario (piu alto).

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale a Udine offre la compilazione del Modello ISEE in 4 giorni lavorativi. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sui Documenti ISEE Corrente 2026

            Posso richiedere ISEE Corrente se ho trovato un nuovo lavoro dopo il licenziamento?

            Si, puoi richiedere l’ISEE Corrente anche se hai trovato un nuovo lavoro, ma devi dichiarare TUTTI i redditi percepiti negli ultimi 12 mesi, inclusi quelli del nuovo impiego. Se il reddito complessivo del nucleo e comunque diminuito di oltre il 25% rispetto all’ISEE ordinario, hai diritto all’ISEE Corrente. Dovrai presentare le buste paga di entrambi i lavori (vecchio e nuovo).

            Quanto tempo ho per richiedere ISEE Corrente dopo una variazione?

            Non esiste un termine perentorio, ma e consigliabile presentare la richiesta il prima possibile dopo la variazione. Tieni presente che l’ISEE Corrente calcola i redditi degli ultimi 12 mesi precedenti la presentazione: piu aspetti, piu i redditi recenti (post-variazione) peseranno nel calcolo. Se hai perso il lavoro a gennaio 2026, richiedere l’ISEE Corrente a febbraio dara un risultato diverso rispetto a richiederlo a dicembre 2026.

            L’ISEE Corrente vale per tutti i bonus o solo per alcuni?

            L’ISEE Corrente ha la stessa validita dell’ISEE ordinario e puo essere utilizzato per tutti i bonus, agevolazioni e prestazioni sociali che richiedono l’indicatore ISEE: Assegno Unico, Bonus Nido, Bonus Mamme, agevolazioni per utenze, mensa scolastica, rette universitarie, ecc. Non ci sono limitazioni d’uso.

            Devo presentare ISEE Corrente anche per mio figlio minorenne?

            L’ISEE Corrente si riferisce all’intero nucleo familiare, non ai singoli componenti. Se presenti ISEE Corrente per il nucleo, automaticamente viene aggiornato anche l’ISEE minorenni, l’ISEE universitario o qualsiasi altra tipologia di ISEE riferita a componenti del nucleo. Non servono richieste separate.

            Cosa succede se durante i 6 mesi di validita la mia situazione migliora?

            Se durante il periodo di validita dell’ISEE Corrente trovi un nuovo lavoro o la tua situazione economica migliora significativamente, hai l’obbligo di comunicarlo all’INPS. L’ISEE Corrente potrebbe essere revocato o aggiornato. Non comunicare il miglioramento puo configurare una dichiarazione mendace con conseguenze anche penali. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nelle comunicazioni di variazione.

            Posso aggiornare solo il patrimonio e non i redditi?

            Si, puoi richiedere ISEE Corrente solo per variazione patrimoniale (riduzione oltre 20% del patrimonio mobiliare) senza aggiornare i redditi. Oppure puoi aggiornare entrambi se sussistono le condizioni. Sono due opzioni indipendenti che possono essere combinate o usate separatamente, a seconda della tua situazione specifica.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine Ti Assiste con l’ISEE Corrente

            Raccogliere e presentare i documenti per l’ISEE Corrente 2026 richiede attenzione e competenza. Un errore nella documentazione o nel calcolo puo far perdere l’accesso a bonus e agevolazioni importanti per la tua famiglia.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

            • Consulenza personalizzata per verificare se hai diritto all’ISEE Corrente
            • Checklist documenti specifica per la tua situazione (perdita lavoro, NASpI, cassa integrazione, variazione patrimonio)
            • Raccolta e verifica documenti per evitare errori e rigetti
            • Presentazione DSU all’INPS con tutti i controlli necessari
            • Monitoraggio scadenze e supporto per il rinnovo dopo 6 mesi
            • Servizio disponibile in ufficio a Udine e online in tutta Italia

            Hai bisogno di assistenza per l’ISEE Corrente?

            Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a raccogliere i documenti e presentare la DSU corretta.

            Scrivici su WhatsApp

            CAF Centro Fiscale Udine – Tel: 0432 1638640 – WhatsApp: 366 6018121


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