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PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Contabilita Semplificata vs Forfettario 2026: Quale Regime Conviene

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sei davanti al bivio fiscale piu importante della tua vita da partita IVA: regime forfettario o contabilita semplificata? La scelta sbagliata puo costarti migliaia di euro all’anno in tasse e adempimenti inutili. In questa guida completa 2026 troverai il confronto definitivo punto per punto, tre esempi numerici concreti e una tabella decisionale per capire in cinque minuti quale regime fa per te.

Il regime forfettario, con la sua aliquota sostitutiva del 5% o 15% e gli adempimenti minimi, sembra sempre la scelta piu conveniente. In realta esistono situazioni specifiche in cui la contabilita semplificata, pur con IVA al 22% e IRPEF a scaglioni 23-43%, permette di pagare meno tasse e gestire meglio l’attivita. Vediamo insieme tutti i dettagli.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il regime forfettario 2026 (riepilogo veloce)
  2. Cos’e la contabilita semplificata 2026
  3. Confronto punto per punto: tabella completa
  4. Quando conviene il regime forfettario
  5. Quando conviene la contabilita semplificata
  6. Esempio 1: consulente 50K compensi, 5K costi
  7. Esempio 2: consulente 50K compensi, 25K costi
  8. Esempio 3: artigiano 70K compensi, 30K costi
  9. Come passare da forfettario a semplificata
  10. Come passare da semplificata a forfettario
  11. Casi particolari: startup, sportivi, professioni
  12. Tabella decisionale: scegli in 5 minuti
  13. Domande frequenti (FAQ)

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Cos’e il regime forfettario 2026 (riepilogo veloce)

Il regime forfettario e il regime fiscale agevolato pensato per piccole partite IVA, professionisti e ditte individuali. Introdotto dalla Legge di Stabilita 2015 e modificato negli anni, nel 2026 mantiene le caratteristiche principali consolidate dalle ultime riforme.

Caratteristiche principali del forfettario 2026

  • Limite ricavi/compensi: 85.000 euro (annui, ragguagliati ad anno se inizi attivita in corso d’anno)
  • Aliquota sostitutiva 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attivita (no mera prosecuzione, niente attivita uguale nei 3 anni precedenti)
  • Aliquota sostitutiva 15% dal sesto anno o se non rispetti i requisiti startup
  • Coefficiente di redditivita per categoria ATECO (dal 40% al 86%): determina la base imponibile in modo forfettario
  • NO IVA in fattura: non addebiti IVA al cliente e non puoi detrarre quella sugli acquisti
  • NO ritenuta d’acconto: il cliente non ti trattiene il 20% (con dichiarazione esplicita)
  • Costi NON deducibili: paghi le tasse sul forfettario indipendentemente dai costi reali sostenuti
  • Adempimenti minimi: niente registri IVA, niente LIPE, niente dichiarazione IVA

Coefficienti di redditivita per categoria

Categoria attivitaCoefficienteEsempio ATECO
Industrie alimentari e bevande40%10.xx, 11.xx
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%45-46-47.xx
Commercio ambulante alimentari40%47.81
Commercio ambulante altri prodotti54%47.82-47.89
Costruzioni e immobiliare86%41-43, 68.xx
Intermediari del commercio62%46.1x
Servizi alloggio e ristorazione40%55-56.xx
Attivita professionali (avvocati, commercialisti, ingegneri)78%69-71-74.xx
Altre attivita economiche67%varie

Esempio pratico: un consulente con codice ATECO professionale (coefficiente 78%) che fattura 50.000 euro avra una base imponibile forfettaria di 39.000 euro (50.000 x 78%), indipendentemente dai costi reali sostenuti. Questo e il punto cruciale del confronto con la semplificata.

Cos’e la contabilita semplificata 2026

La contabilita semplificata e il regime contabile naturale per imprese individuali e societa di persone che superano i limiti del forfettario ma restano entro soglie precise. E “semplificata” rispetto alla contabilita ordinaria (obbligatoria oltre certi limiti), ma comporta comunque adempimenti significativi.

Caratteristiche principali della semplificata 2026

  • Limite ricavi servizi: 500.000 euro annui (oltre, scatta la contabilita ordinaria)
  • Limite ricavi commercio: 800.000 euro annui (oltre, scatta la contabilita ordinaria)
  • Tassazione IRPEF a scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (scaglioni 2026)
  • Addizionali regionali e comunali: dall’1,23% al 3,33% circa (variano per regione/comune)
  • IVA ordinaria: applichi il 22% (o aliquote ridotte 4%, 5%, 10% per beni specifici) e detrai quella sugli acquisti
  • Costi DEDUCIBILI: deduci tutti i costi inerenti l’attivita (materie prime, affitti, utenze, consulenze, carburante, etc.)
  • Ammortamenti beni strumentali: deduci il costo dei beni strumentali (computer, auto, macchinari) in piu anni secondo coefficienti ministeriali
  • Tenuta registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi) e Modello Redditi PF
  • Adempimenti: dichiarazione IVA annuale, LIPE trimestrali, F24 mensile o trimestrale, esterometro

Principio di cassa o competenza?

Dal 2017 la contabilita semplificata applica il principio di cassa (con alcune eccezioni). Significa che ricavi e costi rilevano nell’anno in cui sono effettivamente incassati o pagati, non nell’anno in cui maturano. Questo e un vantaggio per chi gestisce cantieri o consulenze pluriennali.

Confronto punto per punto: tabella completa

Ecco la tabella di confronto definitiva tra regime forfettario e contabilita semplificata. Tienila a portata di mano: e il riassunto piu utile dell’intera guida.

CaratteristicaRegime forfettarioContabilita semplificata
Limite ricavi/compensi85.000 euro500K servizi / 800K commercio
TassazioneSostitutiva 5% (startup) o 15%IRPEF scaglioni 23-35-43% + addizionali
Costi deducibiliNO (forfait per coefficiente)SI (tutti i costi inerenti)
AmmortamentiNOSI (beni strumentali)
IVANO (non addebiti, non detrai)SI 22% (o aliquote ridotte)
Ritenuta d’accontoNO (con dichiarazione)SI 20% per professionisti
AdempimentiMinimi (no LIPE, no dich. IVA)Medi (LIPE, IVA, esterometro)
Detrazioni IRPEFNO (no IRPEF da detrarre)SI (figli, coniuge, ristrutturazioni)
AccontiSI (giugno + novembre)SI (giugno + novembre)
BilanciNONO (semplificata, non ordinaria)
F24TrimestraleMensile o trimestrale (volume)
Fattura elettronicaSI (obbligatoria 2024+)SI (obbligatoria)
ISA (indici affidabilita)NOSI
Contributi INPSRiduzione 35% opzionale (artigiani/commercianti)Standard senza riduzione

Quando conviene il regime forfettario

Il forfettario e oggettivamente piu conveniente in queste situazioni specifiche:

  • Compensi sotto 85.000 euro: e l’unico modo per accedervi, oltre il limite il regime decade automaticamente
  • Pochi costi inerenti: se i tuoi costi reali sono inferiori al complemento del coefficiente (es: per coeff. 78%, costi sotto il 22% del fatturato), il forfait ti fa risparmiare
  • Attivita di servizi/professionali pure: consulenza, coaching, formazione, servizi digitali con minime spese vive
  • Cliente prevalente B2C: se vendi a privati o forfettari, l’IVA al 22% sarebbe un sovrapprezzo che il cliente non recupera
  • Vita semplice fiscale: niente registri IVA, niente LIPE, niente dichiarazione IVA, contabilita gestibile con foglio excel
  • Riduzione contributi INPS 35%: artigiani e commercianti possono optare per il taglio dei contributi minimi (~1.300 euro/anno risparmiati)
  • Niente ritenuta d’acconto: liquidita immediata, niente attesa rimborsi a credito

Regola pratica: se hai costi inferiori al 25-30% del fatturato e fatturi sotto 85K, nel 90% dei casi il forfettario e la scelta migliore.

Quando conviene la contabilita semplificata

La contabilita semplificata, nonostante l’IRPEF a scaglioni e gli adempimenti maggiori, conviene oggettivamente in queste situazioni:

  • Compensi sopra 85.000 euro: il forfettario e impossibile, scegli tra semplificata e ordinaria (sotto i limiti, semplificata)
  • Costi importanti: se i costi reali superano il forfait del coefficiente (es: oltre 22% per coeff. 78%, oltre 14% per coeff. 86%), la deducibilita ti fa risparmiare
  • Acquisto beni strumentali: macchinari, auto aziendali, attrezzature professionali con IVA significativa che recuperi
  • Cliente prevalente B2B: aziende e P.IVA ordinarie che recuperano l’IVA, quindi il 22% non pesa
  • Necessita detrazioni IRPEF: figli a carico (950 euro per figlio), coniuge a carico (~800 euro), ristrutturazioni 50%, ecobonus 65%, spese mediche
  • Magazzino e rimanenze: per chi vende prodotti, la deducibilita dei costi di acquisto e fondamentale
  • Investimenti pluriennali: ammortamenti deducibili su 5-8 anni per beni strumentali importanti
  • Compensazioni F24: crediti IRPEF, IVA o contributi compensabili con altre imposte

Regola pratica: se hai costi superiori al 30-40% del fatturato e/o famiglia con detrazioni significative, fai sempre la doppia simulazione con il tuo CAF prima di scegliere.

Esempio 1: consulente 50K compensi, 5K costi

Profilo: consulente informatico, ATECO 62.02.00 (coefficiente 78%), Gestione Separata INPS, compensi annui 50.000 euro, costi reali 5.000 euro (laptop, software, formazione).

Calcolo regime forfettario

  • Imponibile forfettario: 50.000 x 78% = 39.000 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 39.000 x 26,07% = 10.167 euro (deducibili)
  • Base imponibile dopo contributi: 39.000 – 10.167 = 28.833 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 28.833 x 15% = 4.325 euro
  • Totale tasse + contributi: 14.492 euro
  • Reddito netto: 50.000 – 5.000 (costi reali) – 14.492 = 30.508 euro

Calcolo contabilita semplificata

  • Reddito imponibile: 50.000 – 5.000 (costi reali) = 45.000 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 45.000 x 26,07% = 11.732 euro (deducibili)
  • Base imponibile IRPEF: 45.000 – 11.732 = 33.268 euro
  • IRPEF: 23% su 28.000 = 6.440 + 35% su 5.268 = 1.844 = 8.284 euro
  • Addizionali regionali/comunali (~2%): 33.268 x 2% = 665 euro
  • Totale tasse + contributi: 20.681 euro
  • Reddito netto: 50.000 – 5.000 – 20.681 = 24.319 euro

Risultato Esempio 1: il forfettario fa risparmiare 6.189 euro all’anno. Con costi bassi e fatturato sotto 85K, il regime agevolato e nettamente piu conveniente. Anche considerando l’IVA al 22% (non addebitata in forfettario), per clienti B2C il vantaggio e ancora maggiore.

Esempio 2: consulente 50K compensi, 25K costi

Profilo: stesso consulente ATECO 62.02.00, ma con costi reali elevati: 25.000 euro (ufficio in affitto, collaboratori esterni, attrezzature, viaggi, formazione intensiva). Coniuge a carico, 1 figlio a carico.

Calcolo regime forfettario

  • Imponibile forfettario: 50.000 x 78% = 39.000 euro (i costi reali NON contano)
  • Contributi INPS: 10.167 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 4.325 euro
  • Totale tasse + contributi: 14.492 euro (uguale all’esempio 1!)
  • Reddito netto: 50.000 – 25.000 (costi reali) – 14.492 = 10.508 euro

Calcolo contabilita semplificata

  • Reddito imponibile: 50.000 – 25.000 = 25.000 euro
  • Contributi INPS (26,07% su 25K): 25.000 x 26,07% = 6.518 euro
  • Base imponibile IRPEF: 25.000 – 6.518 = 18.482 euro
  • IRPEF lorda 23%: 4.251 euro
  • Detrazioni: coniuge ~690 + figlio ~950 + lavoro autonomo ~1.000 = -2.640 euro
  • IRPEF netta: 4.251 – 2.640 = 1.611 euro
  • Addizionali (~2%): 370 euro
  • Totale tasse + contributi: 8.499 euro
  • Reddito netto: 50.000 – 25.000 – 8.499 = 16.501 euro

Risultato Esempio 2: la semplificata fa risparmiare 5.993 euro all’anno! Quando i costi reali superano largamente il forfait (qui 50% vs 22%) e ci sono detrazioni familiari, il regime ordinario torna nettamente piu conveniente. Inoltre la semplificata permette di recuperare l’IVA sui 25K di costi (~5.500 euro) se i clienti sono B2B.

Esempio 3: artigiano 70K compensi, 30K costi

Profilo: artigiano edile, ATECO 43.32.00 (coefficiente 86%), iscritto Gestione Artigiani INPS, ricavi 70.000 euro, costi reali 30.000 euro (materiali, mezzo, attrezzature, sub-appalti). Single, no detrazioni familiari.

Calcolo regime forfettario

  • Imponibile forfettario: 70.000 x 86% = 60.200 euro
  • Contributi Gestione Artigiani fissi minimi: ~4.300 euro
  • Contributi eccedenti il minimale (24% su quota oltre 18.555 euro): (60.200 – 18.555) x 24% = ~10.000 euro
  • Totale contributi INPS: ~14.300 euro
  • Base imponibile dopo contributi: 60.200 – 14.300 = 45.900 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 45.900 x 15% = 6.885 euro
  • Totale tasse + contributi: 21.185 euro
  • Reddito netto: 70.000 – 30.000 – 21.185 = 18.815 euro

Calcolo contabilita semplificata

  • Reddito imponibile: 70.000 – 30.000 = 40.000 euro
  • Contributi Gestione Artigiani: ~4.300 minimi + 24% su (40.000 – 18.555) = ~9.450 = ~13.750 euro
  • Base imponibile IRPEF: 40.000 – 13.750 = 26.250 euro
  • IRPEF 23%: 6.038 euro
  • Detrazione lavoro autonomo: ~-1.100 euro
  • IRPEF netta: 4.938 euro
  • Addizionali (~2%): 525 euro
  • Totale tasse + contributi: 19.213 euro
  • Reddito netto: 70.000 – 30.000 – 19.213 = 20.787 euro

Risultato Esempio 3: la semplificata fa risparmiare 1.972 euro all’anno, ma con adempimenti molto piu pesanti. Bisogna inoltre considerare l’IVA al 22% sui materiali (recuperata in semplificata, costo netto in forfettario): per 30K di costi con IVA al 10-22%, sono altri 3.000-6.600 euro di vantaggio per la semplificata. In sintesi: con coefficiente alto 86% e costi importanti, la semplificata vince anche economicamente.

Come passare da forfettario a semplificata

Il passaggio dal regime forfettario alla contabilita semplificata puo avvenire per scelta volontaria o per fuoriuscita obbligatoria (superamento limite 85.000 euro o cause di esclusione).

Procedura passo passo

  1. Comportamento concludente: dal 1 gennaio dell’anno scelto, inizi ad addebitare IVA in fattura e tieni i registri IVA. Non e necessaria una comunicazione preventiva ad AdE
  2. Comunicazione in dichiarazione IVA: nel quadro VO della dichiarazione IVA dell’anno successivo, comunichi l’opzione per il regime ordinario/semplificato
  3. Apertura registri IVA: registro acquisti, registro vendite o corrispettivi, eventuale registro beni ammortizzabili (se opti per esso)
  4. Iscrizione VIES: se hai clienti o fornitori UE, iscrizione tramite ANR/3 o quadro AA9 (telematicamente)
  5. Versamenti F24: passi da trimestrale a mensile/trimestrale a seconda del volume d’affari
  6. Vincolo triennale: l’opzione vincola per almeno 3 anni, salvo modifica normativa

Fuoriuscita obbligatoria per superamento 85K

Se nel corso dell’anno superi i ricavi/compensi di 85.000 euro:

  • Tra 85.001 e 100.000 euro: esci dal forfettario dall’anno successivo
  • Oltre 100.000 euro: esci nello stesso anno, devi addebitare IVA da quel momento e ricalcolare l’IVA sulle fatture gia emesse oltre soglia

Come passare da semplificata a forfettario

Il passaggio inverso, dalla semplificata al forfettario, e possibile solo se rispetti tutti i requisiti al 31 dicembre dell’anno precedente.

Requisiti per accedere al forfettario

  • Ricavi/compensi anno precedente sotto 85.000 euro
  • Spese per lavoro dipendente/collaboratori sotto 20.000 euro lordi
  • Niente partecipazione in societa di persone, associazioni professionali, srl in regime di trasparenza
  • Niente rapporto di lavoro dipendente con redditi superiori a 30.000 euro (limite 2026, salvo modifiche)
  • Niente attivita prevalente verso ex datore di lavoro nei 2 anni precedenti

Procedura

  1. Verifica requisiti al 31/12 dell’anno precedente
  2. Dal 1 gennaio applichi il regime forfettario, smetti di addebitare IVA
  3. Comunicazione in dichiarazione IVA dell’anno successivo (quadro VO)
  4. Rettifica IVA detratta: dovrai versare l’IVA detratta sui beni strumentali ancora in ammortamento, proporzionalmente agli anni residui
  5. Magazzino: se hai rimanenze, le valuti al costo e nel forfettario non sono piu deducibili

Attenzione: se sei uscito dal forfettario per superamento dei 100.000 euro, devi attendere requisiti rispettati per almeno un anno intero prima di rientrare. La pianificazione qui e fondamentale.

Casi particolari: startup, sportivi, professioni

Aliquota 5% startup forfettario

Il vantaggio dell’aliquota 5% per i primi 5 anni di attivita e enorme rispetto a qualsiasi alternativa. Esempio concreto: consulente con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%:

  • Forfettario aliquota 5%: imponibile 28.833 x 5% = 1.442 euro di tasse
  • Forfettario aliquota 15%: 4.325 euro di tasse
  • Semplificata IRPEF 23%+addizionali: oltre 8.500 euro di tasse

Nei primi 5 anni il forfettario startup batte qualsiasi altro regime, salvo casi estremi di costi altissimi e detrazioni familiari multiple.

Riforma sport: regole diverse

Per istruttori, allenatori e collaboratori sportivi dilettantistici, la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e modifiche) prevede regole specifiche:

  • Compensi sportivi dilettantistici esenti fino a 15.000 euro annui (non concorrono al limite forfettario)
  • Tra 15.000 e 50.000 euro: tassazione progressiva specifica
  • Oltre 50.000 euro: tassazione ordinaria con possibilita di forfettario se P.IVA
  • Contributi INPS Gestione Separata sport con aliquote agevolate per i primi anni

Professioni con cassa autonoma

Avvocati (Cassa Forense), medici (ENPAM), ingegneri/architetti (Inarcassa), psicologi (ENPAP), geometri (CIPAG), commercialisti (CNPADC) hanno contributi alla cassa professionale calcolati sul reddito IRPEF (semplificata) o sul forfettario (regime agevolato), con minimali specifici. Per questi professionisti il calcolo conviene/non conviene dipende anche dal contributo soggettivo e integrativo della cassa, che varia molto tra ordini.

Tabella decisionale: scegli in 5 minuti

Usa questa tabella decisionale rapida per orientarti. Rispondi alle domande in ordine: la prima risposta “no” tipicamente determina la scelta.

DomandaSe SISe NO
Fatturato sotto 85.000 euro?Forfettario possibileSemplificata obbligatoria
Costi sotto il complemento del coefficiente?Forfettario convieneValuta semplificata
Cliente prevalente B2C?Forfettario conviene (no IVA)Valuta semplificata (IVA neutra B2B)
Sei nei primi 5 anni di attivita (startup)?Forfettario 5% imbattibileValuta entrambi i regimi
Hai famiglia con detrazioni IRPEF?Valuta semplificata (detrazioni)Forfettario va bene
Investi in beni strumentali con IVA?Semplificata conviene (recuperi IVA)Forfettario va bene
Vuoi vita fiscale semplice?Forfettario sempre meglioSemplificata accettabile
Hai dipendenti con costi oltre 20K?Forfettario impossibileForfettario possibile

Regola d’oro finale

Non scegliere mai sull’istinto. Fai sempre fare al tuo CAF o commercialista una doppia simulazione numerica con i tuoi dati reali: fatturato previsto, costi previsti, situazione familiare, tipo di clienti. La differenza puo essere di migliaia di euro all’anno e cambia con il variare delle aliquote IRPEF, dei coefficienti e delle soglie.

Domande frequenti (FAQ)

Posso passare ogni anno da un regime all’altro?

No. L’opzione per la semplificata vincola per almeno 3 anni. Per il forfettario, l’accesso e libero ma ogni anno occorre verificare i requisiti. La pianificazione pluriennale e fondamentale.

Cosa succede se sforo gli 85.000 euro a meta anno?

Dipende dall’importo. Se ti fermi tra 85.001 e 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, esci nello stesso anno, con obbligo di addebitare IVA da quel momento e regolarizzare. La gestione e complessa, fatti seguire da un CAF.

In semplificata posso dedurre l’auto?

Si, ma con limiti: 20% del costo deducibile per autovetture (40% per agenti/rappresentanti), entro un tetto di 18.075,99 euro come valore di acquisto. L’IVA e detraibile al 40%. Per veicoli commerciali (autocarri) la deducibilita e al 100%.

I contributi INPS sono uguali nei due regimi?

L’aliquota e identica (26,07% Gestione Separata, ~24% Artigiani/Commercianti oltre minimale). Cambia la base imponibile: nel forfettario calcoli i contributi sul reddito forfettario (es. 78% del fatturato), in semplificata sul reddito reale (fatturato meno costi). Solo artigiani e commercianti forfettari possono optare per la riduzione contributiva del 35%.

In forfettario posso fatturare a clienti UE?

Si, ma serve l’iscrizione al VIES. Per beni: cessione intracomunitaria non imponibile (no IVA, no aliquota). Per servizi B2B: reverse charge (cliente UE applica IVA del suo paese). Servizi B2C: applichi IVA italiana se sotto 10.000 euro/anno UE, altrimenti OSS. La gestione operativa resta semplice ma servono adempimenti specifici.

La detrazione del 50% per ristrutturazione si applica al forfettario?

No, perche le detrazioni IRPEF richiedono il pagamento di IRPEF da cui scalarle. Il forfettario paga imposta sostitutiva, non IRPEF, quindi non puo usare le detrazioni (50% ristrutturazioni, 65% ecobonus, spese mediche, etc.). La semplificata puo. Questo e un fattore decisivo per chi ha ristrutturazioni in corso o spese mediche significative.

Come faccio a sapere quale regime conviene a me?

L’unico modo affidabile e una simulazione numerica con dati reali: fatturato previsto, costi reali, situazione familiare, contributi INPS/cassa. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questa simulazione gratuita: fissa un appuntamento, porta dati 2025 e proiezioni 2026, e in 30 minuti hai una risposta precisa con i numeri di tasse e contributi nei due scenari.

Conclusione: la scelta giusta dipende dai numeri

La scelta tra regime forfettario e contabilita semplificata non ha una risposta universale. Dipende dal tuo fatturato, dai costi reali, dal coefficiente di redditivita della tua categoria, dal tipo di clienti, dalla tua situazione familiare e dagli investimenti pianificati.

Sintesi finale:

  • Forfettario: ideale se sotto 85K, pochi costi, vita fiscale semplice, primi 5 anni di attivita
  • Semplificata: ideale se sopra 85K (obbligatoria), costi importanti, B2B, detrazioni familiari, investimenti pluriennali

Per una simulazione personalizzata gratuita e capire quale regime conviene davvero alla tua attivita nel 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere il regime fiscale piu vantaggioso, gestire eventuali passaggi e ottimizzare tasse, contributi e adempimenti.

Articolo aggiornato a maggio 2026 sulla base della normativa vigente. Le aliquote, i coefficienti e le soglie sono soggette a modifiche legislative. Verifica sempre con il tuo consulente prima di prendere decisioni operative.

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Luglio 14, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-14 08:00:002026-05-24 09:54:33Contabilita Semplificata vs Forfettario 2026: Quale Regime Conviene
Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti Sanitari

Osteopata: aprire la partita IVA e regime fiscale 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aggiornamento del 4 settembre 2026 – Rettifica

Rettificato un riferimento errato: i fisioterapisti non sono iscritti all’ENPAPI (riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari) ma, come gli osteopati, alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995; interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Vedi la guida ai contributi previdenziali dei fisioterapisti (Gestione Separata INPS).

Gli osteopati sono una delle professioni sanitarie riconosciute dalla Legge 3/2018, che ha ridisegnato il quadro ordinistico delle professioni sanitarie in Italia. Con il riconoscimento formale e l’istituzione dell’elenco speciale, molti osteopati si trovano oggi a dover strutturare correttamente la propria posizione fiscale. In questa guida spieghiamo come aprire la partita IVA da osteopata nel 2026, quale codice ATECO usare, come funziona il regime forfettario e quali sono gli obblighi contributivi verso l’INPS.

Osteopati e Legge 3/2018: il riconoscimento come professione sanitaria

La Legge 3 dell’11 gennaio 2018 (“Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonche’ disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie”) ha riconosciuto ufficialmente l’osteopatia come professione sanitaria in Italia.

In base a questa legge, gli osteopati sono iscritti in un elenco speciale presso gli ordini professionali sanitari competenti, in attesa della definizione completa del percorso di riconoscimento ordinistico previsto dai decreti attuativi. Il D.Lgs. 36/2021 ha avviato il percorso ordinistico, prevedendo l’istituzione di specifici ordini professionali per le professioni sanitarie ex L. 3/2018, tra cui osteopati e chiropratici.

Il riconoscimento come professione sanitaria ha due implicazioni fiscali rilevanti per l’apertura della partita IVA:

  • Applicazione dell’esenzione IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 per le prestazioni di osteopatia con finalita’ terapeutica (prestazioni sanitarie esenti IVA)
  • Obbligo di sistema TS per le prestazioni sanitarie fatturate a persone fisiche (per la trasmissione dei dati necessari alla dichiarazione dei redditi precompilata)

Codice ATECO per osteopata nel 2026

Il codice ATECO corretto per l’attivita’ di osteopata e’ il 86.90.29 — “Altre attivita’ paramediche indipendenti NCA”. Questo codice raccoglie le professioni sanitarie che non hanno ancora un codice ATECO specifico dedicato, tra cui osteopati, riflessologi e altre figure paramediche riconosciute.

In alternativa, alcuni osteopati con formazione anche fisioterapica potrebbero usare il 86.90.21 (Fisioterapia), ma questa scelta dipende dall’attivita’ prevalentemente svolta e va valutata con il proprio commercialista. Il codice ATECO 86.90.29 e’ il riferimento piu’ corretto per chi esercita esclusivamente come osteopata.

Regime forfettario per osteopati: come funziona

Gli osteopati possono accedere al regime forfettario se rispettano i requisiti standard:

  • Ricavi/compensi annui non superiori a 85.000 euro
  • Spese per lavoro accessorio non superiori a 20.000 euro lordi annui
  • Reddito da lavoro dipendente o assimilato dell’anno precedente non superiore a 35.000 euro
  • Assenza delle cause ostative previste dall’art. 1 c. 57 L. 190/2014

Coefficiente di redditivita’ 78%

Per il codice ATECO 86.90.29 (“Attivita’ professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e dell’istruzione”), il coefficiente di redditivita’ applicato in regime forfettario e’ del 78%. Questo significa che il reddito imponibile e’ calcolato come il 78% del totale dei compensi annui lordi.

Esempio pratico: se un osteopata incassa 40.000 euro lordi in un anno, il reddito forfettario imponibile sara’ di 40.000 x 78% = 31.200 euro. Su questo importo si applica l’imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per le nuove attivita’ nei primi 5 anni).

Imposta sostitutiva

Sul reddito imponibile forfettario si applica un’unica imposta sostitutiva di IRPEF, addizionali regionali e comunali:

  • 5% per i primi 5 anni di attivita’ (nuova attivita’, senza aver esercitato attivita’ simile nei 3 anni precedenti)
  • 15% a regime

Contributi INPS per osteopata

Gli osteopati non hanno una cassa previdenziale privata dedicata (a differenza di medici con ENPAM o infermieri con ENPAPI; anche i fisioterapisti, come gli osteopati, versano alla Gestione Separata INPS). Per questo motivo, sono iscritti alla Gestione Separata INPS (art. 2 c. 26 L. 335/1995).

Aliquota Gestione Separata 2026

Per i liberi professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota della Gestione Separata INPS nel 2026 e’ del 26,07%.

In regime forfettario, i contributi si calcolano sul reddito forfettario (compensi x 78%), con la possibilita’ di chiedere la riduzione del 35% sull’imponibile contributivo (art. 1 c. 77 L. 190/2014). La riduzione e’ una scelta del contribuente ma abbassa anche le prestazioni previdenziali future.

Esempio calcolo contributi 2026

Con ricavi di 40.000 euro e coefficiente 78%:

  • Reddito forfettario: 40.000 x 78% = 31.200 euro
  • Contributi INPS senza riduzione: 31.200 x 26,07% = circa 8.134 euro/anno
  • Contributi INPS con riduzione 35%: 31.200 x 65% = 20.280 x 26,07% = circa 5.287 euro/anno

Sistema TS per osteopati

Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) e’ la piattaforma del Ministero dell’Economia tramite la quale i professionisti sanitari trasmettono i dati delle spese sanitarie dei pazienti per la dichiarazione dei redditi precompilata.

In quanto professione sanitaria riconosciuta dalla L. 3/2018, gli osteopati sono soggetti all’obbligo di trasmissione al Sistema TS per le prestazioni rese a persone fisiche. I dati devono essere trasmessi entro il 31 gennaio dell’anno successivo (ad esempio, le spese 2026 entro il 31 gennaio 2027).

La trasmissione avviene tramite il portale Sistema TS (sistemats.it) con accesso mediante SPID, CNS o credenziali Fisconline. Per l’iscrizione al sistema e’ necessario avere la partita IVA attiva e la qualifica di professionista sanitario riconosciuto.

IVA per osteopati: esenzione art. 10

Le prestazioni di osteopatia con finalita’ terapeutica sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 DPR 633/1972, che esenta le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza ai sensi dell’art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie”.

Con il riconoscimento della L. 3/2018, gli osteopati rientrano in questa categoria. Le fatture emesse per prestazioni terapeutiche riportano la dicitura: “Operazione esente IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 DPR 633/1972”.

Attenzione: le prestazioni non terapeutiche (es. corsi di formazione, consulenze non cliniche) non beneficiano dell’esenzione e sono soggette all’aliquota IVA ordinaria. In regime forfettario, tuttavia, l’IVA non si applica per definizione (regime di non applicazione IVA).

Come aprire la partita IVA da osteopata: procedura

  1. Verifica i requisiti di L. 3/2018 — controlla di essere iscritto nell’elenco speciale degli osteopati
  2. Scegli il regime fiscale — forfettario (se sotto 85.000 euro) o ordinario
  3. Presenta la dichiarazione di inizio attivita’ all’AdE — modello AA9/12 con codice ATECO 86.90.29
  4. Iscriviti alla Gestione Separata INPS — entro 30 giorni dall’inizio attivita’
  5. Attiva il sistema TS — registrati su sistemats.it per la trasmissione dei dati sanitari
  6. Attiva la fatturazione elettronica — obbligatoria per tutti i titolari di P.IVA dal 2024

Se hai bisogno di supporto per l’apertura della partita IVA come osteopata, il CAF Centro Fiscale offre consulenza fiscale personalizzata.

Domande frequenti

Gli osteopati hanno l’obbligo di iscriversi a un ordine professionale nel 2026?

Il percorso ordinistico avviato dalla L. 3/2018 e dal D.Lgs. 36/2021 prevede l’istituzione di ordini professionali specifici per le professioni sanitarie ex L. 3/2018. Il percorso e’ ancora in fase di completamento con i decreti attuativi. Nel 2026 gli osteopati operano in regime transitorio con iscrizione agli elenchi speciali. E’ consigliabile verificare lo stato aggiornato con le associazioni di categoria.

Posso usare il codice ATECO 86.90.21 (fisioterapia) come osteopata?

Non e’ consigliato, a meno che la tua attivita’ principale non sia la fisioterapia (con le relative abilitazioni). Il codice ATECO deve rispecchiare l’attivita’ effettivamente svolta. Per l’osteopatia pura il codice corretto e’ il 86.90.29.

Un osteopata puo’ aprire studio associato con altri professionisti sanitari?

Si’, e’ possibile costituire uno studio associato con altri professionisti sanitari. In tal caso si esce dal regime forfettario individuale e si adotta un regime ordinario per lo studio associato. Le singole quote di reddito attribuibili a ciascun socio sono poi tassate individualmente. Il forfettario e’ incompatibile con la partecipazione a societa’ di persone o associazioni professionali.

Luglio 13, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-13 08:30:002026-09-04 12:15:39Osteopata: aprire la partita IVA e regime fiscale 2026
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Social Media Manager 2026: Apertura, Regime Forfettario e Tasse

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire la partita IVA come Social Media Manager nel 2026 è uno degli ingressi più scelti tra i professionisti digitali italiani. Con oltre 43 milioni di utenti social attivi nel nostro Paese e budget aziendali in continua crescita per la comunicazione online, le aziende cercano figure capaci di trasformare i canali social in veri strumenti di business. In questa guida completa scoprirai come aprire la partita IVA SMM, quale codice ATECO scegliere, come funziona il regime forfettario al 78% di redditività, quali sono i contributi alla Gestione Separata INPS e come strutturare tariffe e contratti per crescere senza errori fiscali.

Il Social Media Manager è una professione digitale ad alto volume di ricerche, complementare ma distinta da copywriter e SEO specialist. Se gestisci profili Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook, YouTube, X o Pinterest per aziende, brand personali o e-commerce, questa guida ti accompagnerà passo-passo nell’apertura e gestione corretta della tua attività freelance.

Indice dei contenuti

  1. Chi è il Social Media Manager
  2. Differenze con copywriter, social specialist, community manager
  3. Requisiti pratici e certificazioni SMM
  4. Codice ATECO Social Media Manager 2026
  5. Regime forfettario al 78% di redditività
  6. Gestione Separata INPS per Social Media Manager
  7. Servizi tipici e tariffe di mercato
  8. Il modello retainer: perché conviene
  9. Fatturazione B2B e clienti esteri
  10. Diritto d’autore e account ownership
  11. Piattaforme di pagamento e contenuti sponsorizzati
  12. Tools indispensabili per SMM freelance
  13. Freelance vs agenzia social
  14. Esempi di calcolo tasse: 25K, 45K, 70K
  15. Come trovare clienti SMM
  16. FAQ

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Chi è il Social Media Manager

Il Social Media Manager (SMM) è il professionista che gestisce in modo strategico e operativo la presenza di un brand sui canali social. Non è un semplice “operatore” che pubblica contenuti: è il responsabile della strategia, della crescita organica, dell’engagement e dei risultati di business legati al social.

Le sue attività quotidiane includono:

  • Definizione strategia social: obiettivi, target, posizionamento, tone of voice
  • Pianificazione editoriale: calendario contenuti settimanale o mensile
  • Creazione contenuti: testi, grafica (con tool come Canva), video brevi, reel, stories
  • Pubblicazione e schedulazione: post, story, video, dirette
  • Community management: risposta a commenti, DM, recensioni
  • Monitoraggio KPI: reach, engagement rate, follower growth, conversioni
  • Reportistica mensile: analisi performance e suggerimenti strategici
  • Coordinamento con copywriter, grafici, videomaker, ADS specialist

Le piattaforme principali su cui lavora un SMM nel 2026 sono Instagram, TikTok, LinkedIn, Facebook, YouTube, X (ex Twitter) e Pinterest. Ogni piattaforma ha logiche, formati e audience differenti: per questo molti SMM si specializzano in 1-2 social, pur conoscendo le basi di tutti.

Differenze con copywriter, social specialist, community manager

Una delle confusioni più comuni nel mondo digitale riguarda i confini tra le figure professionali. Capirle bene è importante non solo per posizionarti correttamente sul mercato, ma anche per scegliere il giusto codice ATECO ed evitare di vendere servizi che vanno oltre il tuo perimetro.

Social Media Manager vs Copywriter

Il copywriter scrive testi persuasivi (headline, articoli, landing page, e-mail). Il SMM usa anche testi, ma il suo lavoro principale è strategico e visivo: ragiona in termini di formati social, hashtag, trending topic, calendario editoriale. Un SMM può scrivere caption, ma non è il suo focus principale. Se vuoi approfondire il profilo gemello, puoi leggere la nostra guida alla Partita IVA Copywriter, Consulente SEO e Digital Marketing 2026.

Social Media Manager vs Social Media Specialist

Il Social Media Specialist (o “social executor”) è la figura operativa che esegue ciò che lo SMM ha pianificato: pubblica i post, programma le stories, risponde ai commenti. È spesso un ruolo junior o di supporto. Il Social Media Manager, invece, ha responsabilità strategica e di rendicontazione dei risultati. In agenzia esistono entrambe le figure; come freelance, l’SMM in genere copre tutto, ma può delegare parti operative a collaboratori.

Social Media Manager vs Community Manager

Il Community Manager è specializzato nell’interazione con la community: risponde ai commenti, gestisce gruppi Facebook, modera discussioni, coltiva relazioni con i fan più attivi. Lo SMM ingloba spesso questa attività, ma per brand grandi sono ruoli distinti.

Social Media Manager vs Social ADS Specialist

Il Social ADS Specialist (o Meta Ads Specialist, TikTok Ads, LinkedIn Ads) si occupa esclusivamente di campagne pubblicitarie a pagamento: creazione, ottimizzazione, scaling. Lo SMM lavora prevalentemente sull’organico; molti SMM offrono anche servizi ADS base, ma le grandi campagne richiedono uno specialist dedicato.

Requisiti pratici e certificazioni SMM

Il Social Media Manager non è una professione regolamentata: non esiste un albo, non serve un’abilitazione di Stato e nessun titolo di studio è obbligatorio per esercitare. Questo significa che chiunque può aprire partita IVA come SMM, ma significa anche che il mercato giudica i risultati, non i diplomi.

I requisiti pratici che fanno davvero la differenza nella scelta da parte dei clienti sono:

  • Portfolio account gestiti: account reali con metriche di crescita, contenuti pubblicati, casi studio. È il “biglietto da visita” più importante
  • Certificazioni ufficiali: Meta Blueprint (la certificazione di Meta per Facebook/Instagram/WhatsApp), TikTok Academy, LinkedIn Learning (corsi e certificati LinkedIn), Google Digital Garage
  • Conoscenza dei KPI social: engagement rate, reach, impressioni, CTR, CPM, conversion rate
  • Tool di gestione: padronanza di almeno uno tra Hootsuite, Buffer, Later, Sprout Social
  • Capacità grafiche e video editing base: Canva, CapCut, InShot
  • Cultura digitale e trend awareness: capacità di intercettare trending topic e adattarli al brand

Suggerimento pratico: prima di aprire partita IVA, costruisci un portfolio con almeno 2-3 account gestiti (anche personali, di amici imprenditori, di no-profit). Documenta crescita follower, engagement rate e conversioni ottenute. Questo accorcerà drasticamente i tempi per acquisire i primi clienti paganti.

Codice ATECO Social Media Manager 2026

Il codice ATECO è il codice che identifica l’attività economica che svolgi e va comunicato all’Agenzia delle Entrate al momento dell’apertura partita IVA. Per il Social Media Manager esistono due opzioni principali, entrambe corrette a seconda del tipo di servizi prevalenti.

ATECO 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing

È il codice più consigliato per chi gestisce strategicamente i social di un brand puntando a obiettivi di marketing (lead, vendite, awareness). Include la pianificazione di campagne, calendari editoriali, coordinamento di contenuti orientati ai risultati commerciali.

  • Codice: 73.11.02
  • Descrizione: Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
  • Coefficiente redditività forfettario: 78%
  • Quando sceglierlo: se il tuo lavoro principale è strategia + gestione orientata al business

ATECO 70.21.00 – Pubbliche relazioni e comunicazione

Più adatto se il tuo focus è la comunicazione corporate, la gestione della reputazione online, il personal branding di figure pubbliche, le relazioni con community e stakeholder.

  • Codice: 70.21.00
  • Descrizione: Pubbliche relazioni e comunicazione
  • Coefficiente redditività forfettario: 78%
  • Quando sceglierlo: se ti occupi di personal branding, brand reputation, comunicazione istituzionale

Entrambi i codici hanno lo stesso coefficiente di redditività forfettario (78%) e gli stessi adempimenti contributivi, quindi sotto il profilo fiscale sono equivalenti. La scelta dipende dalla descrizione che meglio rappresenta la tua attività prevalente. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti nella scelta in fase di apertura.

Regime forfettario al 78% di redditività

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato pensato per partite IVA con ricavi annui non superiori a 85.000 euro. Per i Social Media Manager con codici ATECO 73.11.02 o 70.21.00 è quasi sempre la scelta migliore in fase di apertura, e spesso anche per anni successivi.

Come funziona il forfettario per SMM

Il principio è semplice: il fisco non ti chiede di documentare le spese reali, ma applica un coefficiente forfettario per stimare quanto del tuo fatturato è “vero guadagno” (reddito imponibile). Per gli ATECO 73.11.02 e 70.21.00 il coefficiente è del 78%.

Significa che, per il fisco, il 78% di quanto fatturi è considerato reddito; il restante 22% è spese forfettarie automatiche. Su quel 78% si applica l’imposta sostitutiva.

Aliquota 5% (start-up) vs 15%

  • Aliquota 5%: per i primi 5 anni di attività, se sei una “nuova attività” (non hai svolto la stessa attività nei 3 anni precedenti, anche come dipendente del cliente attuale)
  • Aliquota 15%: dal 6° anno in poi, oppure se non rispetti i requisiti di start-up

Esempio pratico di calcolo

Immagina che Giulia, social media manager freelance al primo anno, fatturi 30.000 euro:

  • Fatturato: 30.000 euro
  • Reddito imponibile (78%): 23.400 euro
  • Imposta sostitutiva al 5%: 1.170 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata stimati: circa 5.640 euro (sul reddito netto contributi)
  • Netto in tasca: circa 23.190 euro

Confronta con il regime ordinario: stessa Giulia in IRPEF avrebbe pagato circa 5.000-6.000 euro di sole imposte. Il vantaggio del forfettario è evidente.

Limiti e cause di esclusione

  • Ricavi annui > 85.000 euro (in caso di superamento > 100.000 euro, si esce immediatamente già nell’anno in corso)
  • Spese per dipendenti/collaboratori superiori a 20.000 euro lordi
  • Possesso di partecipazioni in società di persone o controllo di SRL con stessa attività
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro nell’anno precedente

Gestione Separata INPS per Social Media Manager

Il Social Media Manager non ha una cassa professionale dedicata (come avvocati, geometri o medici): rientra nella Gestione Separata INPS, la cassa pensionistica per i lavoratori autonomi senza albo professionale.

Aliquote 2026

  • 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale (lavoratore autonomo “puro”)
  • 24% per chi è già coperto da altra cassa (es. dipendenti che fanno SMM come secondo lavoro, o pensionati)

I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (78% del fatturato), entro il massimale annuo (circa 119.650 euro per il 2026).

Esempio calcolo contributi

Marco, SMM freelance senza altra copertura, fattura 40.000 euro:

  • Reddito imponibile forfettario: 31.200 euro (78% di 40.000)
  • Contributi Gestione Separata: 31.200 × 26,07% = 8.134 euro
  • Suddivisi in saldo + 2 acconti annuali (giugno e novembre)

Importante: i contributi INPS sono interamente deducibili dal reddito imponibile l’anno successivo, riducendo l’imposta sostitutiva da pagare.

Rivalsa INPS in fattura

I forfettari iscritti alla Gestione Separata possono addebitare in fattura una rivalsa INPS del 4% al cliente, scritta come voce separata. Esempio: fattura 1.000 euro + rivalsa INPS 40 euro = totale 1.040 euro. Questa rivalsa NON è obbligatoria, ma è una prassi consigliata per non erodere troppo i margini.

Servizi tipici e tariffe di mercato

Una delle domande più frequenti dei nuovi Social Media Manager è: “Quanto posso chiedere?”. Le tariffe variano molto in base a esperienza, settore del cliente, complessità dei canali e risultati richiesti. Di seguito i range di mercato 2026 per professionisti freelance in Italia.

Strategia social una tantum

  • Junior (0-2 anni esperienza): 500-1.000 euro
  • Mid-level (2-5 anni): 1.000-2.000 euro
  • Senior (5+ anni o nicchie verticali): 2.000-3.000+ euro

Include: analisi target e competitor, definizione obiettivi, scelta canali, tone of voice, primo calendario editoriale tipo. È spesso il primo step prima di un retainer mensile.

Gestione mensile 1-2 canali

  • Range tariffario: 500-2.000 euro/mese
  • Cosa include tipicamente: 8-15 post/mese, stories settimanali, community management base, reportistica
  • Quando applicare il prezzo alto: brand consolidato, settori complessi (B2B tech, healthcare, finanza)

Gestione mensile 3+ canali

  • Range tariffario: 1.500-5.000 euro/mese
  • Tipicamente per: aziende strutturate, brand premium, multinazionali
  • Servizi inclusi: strategia integrata multicanale, contenuti dedicati per piattaforma, ADS basic, community management completo, report dettagliati

Servizi accessori

  • Creazione singolo post (testo + grafica): 30-150 euro
  • Calendario editoriale mensile: 200-800 euro
  • Reportistica mensile: inclusa nel retainer o 100-300 euro extra
  • Reel/Short Video: 80-300 euro a video
  • Audit social profilo: 200-500 euro

Il modello retainer: perché conviene

Il retainer mensile è il contratto a tariffa fissa con cui un’azienda paga il SMM ogni mese per un pacchetto di servizi predefinito. È il modello di business più sano e redditizio per chi fa social media management freelance, ed è quello consigliato dai professionisti più esperti.

Vantaggi del retainer per il freelance

  • Entrate prevedibili: sai quanto fatturi ogni mese, puoi pianificare investimenti e spese personali
  • Relazioni durature: lavorando con lo stesso cliente per mesi/anni, conosci a fondo brand, prodotti, audience
  • Risultati migliori: i social danno frutti nel medio-lungo periodo. Un retainer permette di costruire
  • Riduzione tempo “vendita”: meno tempo speso a cercare nuovi clienti, più tempo per lavorare
  • Margini più alti: i pacchetti pre-strutturati sono più efficienti del lavoro a progetto

Come strutturare un buon retainer

Un contratto retainer ben fatto deve includere:

  • Numero esatto di output: es. “12 post/mese su Instagram, 8 post LinkedIn, 4 reel”
  • SLA tempi di risposta: quanto tempo per approvazioni, revisioni
  • Numero di revisioni incluse: oltre il limite, costo extra
  • Politica fuori-scope: lavori extra fatturati a parte (es. lanci speciali, eventi)
  • Durata minima: 3-6 mesi consigliati per dare stabilità
  • Modalità di pagamento: anticipato a inizio mese (consigliato!)
  • Clausola di disdetta: preavviso 30-60 giorni

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