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CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Verde 2026 Non Esiste: Guida alle Alternative per Giardini e Terrazzi

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Il Bonus Verde è Scaduto: Cosa Significa
  2. Cos’Era il Bonus Verde (Detrazione 36%)
  3. Alternative per Giardini e Terrazzi nel 2026
  4. 1. Bonus Ristrutturazione 50%
  5. 2. Bonus Barriere Architettoniche 75%
  6. 3. Ecobonus per Verde Tecnologico
  7. 4. Agevolazioni Regionali e Comunali
  8. Tabella Comparativa delle Agevolazioni 2026
  9. Esempi Pratici di Calcolo
  10. Come Scegliere l’Agevolazione Giusta
  11. Domande Frequenti

Se stai cercando informazioni sul bonus verde 2026, dobbiamo darti una notizia importante: il bonus verde non esiste più. La detrazione del 36% per la sistemazione di giardini, terrazzi e spazi verdi privati è scaduta il 31 dicembre 2024 e non è stata prorogata per il 2026.

Ma non preoccuparti: esistono alternative valide per ottenere agevolazioni fiscali sui lavori di sistemazione di giardini e terrazze. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo quali sono le detrazioni disponibili nel 2026, come funzionano, quali requisiti devi rispettare e come scegliere quella più adatta al tuo caso.

Che tu debba rifare un giardino, sistemare un terrazzo, installare irrigazione automatica o creare spazi verdi accessibili, c’è un’agevolazione fiscale che fa al caso tuo. Vediamo insieme tutte le opzioni.

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Il Bonus Verde è Scaduto: Cosa Significa

Il bonus verde, ufficialmente chiamato “detrazione per la sistemazione a verde di aree scoperte private”, è stata un’agevolazione fiscale introdotta nel 2018 che permetteva di detrarre il 36% delle spese sostenute per la sistemazione di:

La detrazione era riconosciuta su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, quindi il risparmio fiscale massimo era di 1.800 euro (36% di 5.000 euro), da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Il bonus verde è stato prorogato più volte fino al 31 dicembre 2024. Nella Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 207/2025), il Governo non ha rinnovato questa agevolazione, concentrando le risorse su altri bonus casa ritenuti prioritari:

Perché il Bonus Verde è Scaduto

  • Giardini privati e aree verdi scoperte
  • Terrazze e balconi
  • Coperture a verde e giardini pensili
  • Impianti di irrigazione automatica
  • Bonus ristrutturazione (confermato al 50% fino al 31/12/2026 per prima casa)
  • Ecobonus (per interventi di efficienza energetica)
  • Bonus barriere architettoniche (75% fino al 31/12/2025)

Cos’Era il Bonus Verde (Detrazione 36%)

Prima di vedere le alternative, è utile capire bene cos’era il bonus verde e quali spese copriva, così da confrontarlo con le agevolazioni attuali.

Il bonus verde del 36% copriva una vasta gamma di interventi:

Non erano ammesse al bonus verde:

Il meccanismo era semplice:

Interventi Ammessi al Bonus Verde

Spese Escluse dal Bonus Verde

Come Funzionava il Bonus Verde

  • Sistemazione a verde: creazione di nuovi giardini, aiuole, prati
  • Rinnovamento giardini esistenti: rifacimento prato, potature straordinarie, abbattimento alberi pericolanti
  • Realizzazione pozzi per irrigazione
  • Impianti di irrigazione automatica o a goccia
  • Realizzazione coperture a verde (tetti verdi)
  • Giardini pensili su terrazze o balconi
  • Progettazione e manutenzione connessa agli interventi
  • Manutenzione ordinaria periodica (es. taglio erba mensile)
  • Acquisto di vasi e fioriere mobili non ancorate
  • Lavori su aree condominiali (solo pertinenze esclusive)
  • Arredo da giardino (tavoli, sedie, gazebo mobili)
  1. Pagamento tracciabile: bonifico bancario o postale (non serviva bonifico parlante)
  2. Detrazione in 10 anni: 36% delle spese ripartito in 10 rate annuali uguali
  3. Limite di spesa: massimo 5.000 euro per unità immobiliare
  4. Dichiarazione dei redditi: detrazione inserita nel 730 o Modello Redditi PF

Alternative per Giardini e Terrazzi nel 2026

Ora che il bonus verde non esiste più, quali sono le alternative disponibili nel 2026 per ottenere detrazioni fiscali sui lavori di sistemazione di giardini e terrazze?

Esistono 4 opzioni principali, ciascuna con caratteristiche, requisiti e vantaggi diversi:

Vediamo nel dettaglio ciascuna opzione.

  1. Bonus ristrutturazione 50% (se i lavori rientrano in manutenzione straordinaria)
  2. Bonus barriere architettoniche 75% (per giardini accessibili a persone con disabilità)
  3. Ecobonus verde tecnologico (per installazioni ecosostenibili)
  4. Agevolazioni regionali e comunali (variabili per territorio)

1. Bonus Ristrutturazione 50%

Il bonus ristrutturazione edilizia permette di detrarre il 50% delle spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

Non tutti i lavori al giardino danno diritto al bonus ristrutturazione del 50%. Per rientrare nell’agevolazione, i lavori devono configurarsi come manutenzione straordinaria, cioè interventi che:

Per ottenere la detrazione del 50%:

Quando i Lavori al Giardino Rientrano nel Bonus Ristrutturazione

Caratteristiche del Bonus Ristrutturazione 50%

Come Accedere al Bonus Ristrutturazione per il Giardino

  • Modificano stabilmente l’assetto dell’immobile
  • Migliorano le condizioni dell’edificio o delle pertinenze
  • Sono collegati a lavori edilizi più ampi sull’edificio
  • Creazione di un giardino in uno spazio prima non utilizzato, nell’ambito di una ristrutturazione generale
  • Realizzazione di muretti di contenimento e opere murarie per terrazzamenti
  • Costruzione di scale esterne o rampe di accesso al giardino
  • Installazione di irrigazione automatica con opere murarie (scavi, canalizzazioni)
  • Pavimentazione esterna di aree verdi (vialetti, camminamenti)
  • Demolizione e ricostruzione di porzioni di giardino degradate
  • Semplice piantumazione di alberi e piante (senza opere edilizie)
  • Sostituzione del prato esistente con uno nuovo
  • Potature ordinarie e manutenzione del verde
  • Installazione di arredo da giardino mobile (gazebo, pergole non fisse)
  • Causale: “Bonifico per detrazione art. 16-bis DPR 917/86”
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento
  1. Verifica che i lavori siano qualificabili come manutenzione straordinaria (consulta un tecnico o il CAF)
  2. Presenta la CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) al Comune, se richiesta per i lavori edilizi
  3. Paga con bonifico parlante indicando:
    • Causale: “Bonifico per detrazione art. 16-bis DPR 917/86”
    • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
    • Partita IVA o codice fiscale del beneficiario del pagamento
  4. Conserva la documentazione: fatture, ricevute bonifici, CILA, eventuali asseverazioni tecniche
  5. Dichiara la detrazione nel 730 o Modello Redditi PF dell’anno successivo
CaratteristicaDettaglio
Detrazione50% delle spese sostenute
Limite di spesa96.000 euro per unità immobiliare
Rate10 rate annuali di pari importo
Scadenza31 dicembre 2026 (prima casa)
31 dicembre 2025 (seconde case: 36%)
PagamentoBonifico parlante obbligatorio
DocumentazioneFatture, bonifici, CILA/SCIA (se richiesta)

2. Bonus Barriere Architettoniche 75%

Il bonus barriere architettoniche è una delle agevolazioni più vantaggiose disponibili: permette di detrarre il 75% delle spese sostenute per interventi finalizzati al superamento e all’eliminazione di barriere architettoniche.

Per giardini e spazi esterni, il bonus barriere architettoniche si applica quando gli interventi sono finalizzati all’accessibilità per persone con disabilità motoria o sensoriale:

Per accedere a questa detrazione del 75%:

Rispetto al vecchio bonus verde (36%), il bonus barriere del 75% offre:

Quando i Lavori al Giardino Rientrano nel Bonus Barriere 75%

Requisiti per il Bonus Barriere 75%

Caratteristiche del Bonus Barriere 75%

Vantaggi Rispetto al Bonus Verde

  • Rampe di accesso al giardino per sedie a rotelle
  • Percorsi accessibili in giardino (vialetti larghi, privi di gradini)
  • Abbattimento di dislivelli e gradini nell’area verde
  • Pavimentazioni antitrauma per bambini o persone con difficoltà motorie
  • Installazione di corrimano e supporti lungo i percorsi
  • Illuminazione adeguata per sicurezza di persone ipovedenti
  • Automazione di cancelli e accessi al giardino
  • Gli interventi devono essere certificati da un tecnico abilitato (architetto, ingegnere, geometra) che attesti la conformità alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche
  • È necessaria una dichiarazione dell’interessato (o di un familiare convivente) che attesti la presenza di una persona con disabilità
  • I lavori devono rispettare i requisiti tecnici del DM 236/1989 (accessibilità e visitabilità)
  • Detrazione più alta: 75% vs 36%
  • Limite di spesa maggiore: fino a 50.000 euro vs 5.000 euro
  • Recupero più rapido: 5 anni vs 10 anni
CaratteristicaDettaglio
Detrazione75% delle spese sostenute
Limite di spesa50.000 euro (edifici unifamiliari/unità indipendenti)
40.000 euro per unità (edifici da 2 a 8 unità)
30.000 euro per unità (edifici oltre 8 unità)
Rate5 rate annuali di pari importo
Scadenza31 dicembre 2025
PagamentoBonifico parlante obbligatorio
CertificazioneAsseverazione tecnico abilitato

3. Ecobonus per Verde Tecnologico

L’Ecobonus è la detrazione fiscale per interventi di efficienza energetica sugli edifici. Anche alcuni lavori al giardino possono rientrare in questa agevolazione, se contribuiscono al risparmio energetico dell’edificio.

Possono beneficiare dell’Ecobonus (50% o 65% a seconda del tipo):

Per accedere all’Ecobonus:

Interventi al Giardino Ammessi all’Ecobonus

Requisiti per l’Ecobonus Verde

Percentuali di Detrazione Ecobonus 2026

  • Coperture a verde (tetti verdi) che migliorano l’isolamento termico dell’edificio
  • Giardini pensili con funzione di isolamento e riduzione dell’effetto “isola di calore”
  • Sistemi di irrigazione a energia solare (pannelli fotovoltaici per pompe)
  • Schermature solari esterne (pergolati fissi, verde rampicante su strutture) se certificate per riduzione carico termico
  • Sistemi di recupero acque piovane per irrigazione con riduzione consumo idrico
  • Asseverazione di un tecnico abilitato che certifichi il miglioramento energetico
  • APE (Attestato di Prestazione Energetica) prima e dopo i lavori (per alcuni interventi)
  • Invio telematico all’ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori
  • Pagamento con bonifico parlante per Ecobonus
Tipo InterventoDetrazioneLimite
Tetto verde con isolamento termico65%60.000 euro
Schermature solari certificate50%60.000 euro
Sistemi di recupero acque50%Varia per intervento

4. Agevolazioni Regionali e Comunali

Oltre alle detrazioni nazionali, molte Regioni e Comuni hanno istituito incentivi locali per la valorizzazione del verde urbano, la riqualificazione di giardini condominiali e la creazione di aree verdi accessibili.

Per scoprire se nel tuo Comune o Regione esistono incentivi per il verde:

Esempi di Agevolazioni Territoriali

Come Informarsi sulle Agevolazioni Locali

  • Bando Verde Pubblico e Privato: contributi fino al 50% per riqualificazione di aree verdi degradate
  • Incentivi per orti urbani e giardini comunitari
  • Bonus per installazione sistemi di recupero acque piovane
  • ForestaMi: contributi per piantumazione di alberi in aree urbane e periurbane
  • Verde condominiale: agevolazioni per riqualificazione verde in condomini
  • Bando giardini sostenibili: contributi per giardini a basso consumo idrico
  • Bonus tetti verdi: integrazione regionale al bonus nazionale
  • Riduzione TARI per chi realizza giardini pensili e tetti verdi
  • Contributi per de-impermeabilizzazione di cortili e giardini
  • Piano Aria e Clima: incentivi per verde verticale e orti urbani
  • Bonus facciate verdi: contributi per installazione di pareti verdi
  1. Consulta il sito della tua Regione (sezione Ambiente, Urbanistica o Edilizia)
  2. Verifica sul sito del tuo Comune (sezione Tributi, Edilizia Privata)
  3. Contatta l’Ufficio Tecnico comunale o l’ufficio Verde Pubblico
  4. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: ti aiutiamo a individuare tutte le agevolazioni disponibili nel tuo territorio

Tabella Comparativa delle Agevolazioni 2026

Ecco un confronto diretto tra le agevolazioni disponibili per giardini e terrazzi nel 2026:

Ecco quanto potresti risparmiare con ciascuna agevolazione:

Come puoi vedere, le alternative al bonus verde offrono vantaggi fiscali molto più consistenti, a patto di rispettare i requisiti specifici di ciascuna agevolazione.

Risparmio Fiscale Massimo a Confronto

AgevolazioneDetrazioneLimite SpesaRateScadenza
Bonus Verde (SCADUTO)36%5.000 €10 anni31/12/2024
Bonus Ristrutturazione50%96.000 €10 anni31/12/2026*
Bonus Barriere75%50.000 €5 anni31/12/2025**
Ecobonus Verde50-65%60.000 €10 anni31/12/2026*
Agevolazioni LocaliVariabileVariabileVariabileVariabile
AgevolazioneSpesa MassimaRisparmio MassimoRata Annua
Bonus Verde (scaduto)5.000 €1.800 €180 €/anno x 10
Bonus Ristrutturazione 50%96.000 €48.000 €4.800 €/anno x 10
Bonus Barriere 75%50.000 €37.500 €7.500 €/anno x 5
Ecobonus 65%60.000 €39.000 €3.900 €/anno x 10

Esempi Pratici di Calcolo

Vediamo alcuni esempi concreti per capire quale agevolazione conviene in base al tipo di lavori.

Esempio 1: Rifacimento Giardino Villetta (15.000 Euro)

Esempio 2: Terrazzo Accessibile per Disabile (25.000 Euro)

Esempio 3: Tetto Verde Isolante (35.000 Euro)

Esempio 4: Semplice Piantumazione Giardino (3.000 Euro)

  • Demolizione vecchio prato e aiuole
  • Creazione di nuove aiuole con muretti di contenimento
  • Nuovo impianto di irrigazione automatico con scavi e canalizzazioni
  • Pavimentazione vialetto in pietra
  • Piantumazione alberi e arbusti
  • Detrazione: 15.000 € x 50% = 7.500 €
  • Rata annua: 7.500 € / 10 anni = 750 € all’anno per 10 anni
  • Risparmio effettivo: 7.500 € recuperati in dichiarazione dei redditi
  • Abbattimento della soglia di accesso (eliminazione gradino)
  • Rifacimento pavimentazione con materiale antisdrucciolo
  • Installazione di corrimano lungo il perimetro
  • Rampa di accesso motorizzata
  • Illuminazione adeguata per ipovedenti
  • Sistemazione verde con percorsi larghi per sedia a rotelle
  • Detrazione: 25.000 € x 75% = 18.750 €
  • Rata annua: 18.750 € / 5 anni = 3.750 € all’anno per 5 anni
  • Risparmio effettivo: 18.750 € recuperati in 5 anni
  • Bonus verde (scaduto): 1.800 € massimo
  • Bonus ristrutturazione 50%: 12.500 € (25.000 x 50%)
  • Bonus barriere 75%: 18.750 € ✅ (convenienza: +6.250 € vs ristrutturazione)
  • Impermeabilizzazione della copertura
  • Strato drenante e sistema di raccolta acque
  • Substrato colturale e sistema anti-radice
  • Piantumazione con essenze a bassa manutenzione
  • Impianto di irrigazione a goccia
  • Detrazione: 35.000 € x 65% = 22.750 €
  • Rata annua: 22.750 € / 10 anni = 2.275 € all’anno per 10 anni
  • Risparmio effettivo: 22.750 € + risparmio energetico annuo in bolletta
  • Bonus verde (scaduto): 1.800 € massimo
  • Bonus ristrutturazione 50%: 17.500 €
  • Ecobonus 65%: 22.750 € ✅ (convenienza: +5.250 € vs ristrutturazione)
  • Verificare agevolazioni comunali/regionali per il verde (es. contributi per piantumazione alberi)
  • Combinare con altri lavori edilizi (es. se fa anche lavori in casa, può inserire il giardino nel bonus ristrutturazione complessivo)
  • Attendere eventuali nuovi bonus (monitorare Legge di Bilancio 2027)

Come Scegliere l’Agevolazione Giusta

Con così tante opzioni disponibili, come scegliere la detrazione più conveniente per i tuoi lavori al giardino?

Segui questo percorso per individuare l’agevolazione giusta:

Oltre al percorso decisionale, considera questi fattori:

In alcuni casi, puoi combinare più detrazioni sullo stesso immobile (ma non per le stesse spese):

Consulta il CAF Centro Fiscale di Udine se:

Il nostro servizio include:

Flowchart Decisionale

Criteri di Scelta

Quando Conviene Combinare Più Agevolazioni

Quando Rivolgersi al CAF

  • SÌ: Vai al punto 2
  • NO (solo piantumazione/verde): Verifica agevolazioni locali o attendi nuovi bonus
  • SÌ: Bonus Barriere 75% (la più vantaggiosa)
  • NO: Vai al punto 3
  • SÌ (es. tetto verde isolante): Ecobonus 65%
  • NO: Vai al punto 4
  • SÌ: Bonus Ristrutturazione 50% (compreso nel pacchetto lavori)
  • NO: Bonus Ristrutturazione 50% (se qualificabili come manutenzione straordinaria)
  • Esempio 1: Ristrutturazione casa (bonus 50%) + tetto verde isolante (Ecobonus 65%) = due detrazioni distinte
  • Esempio 2: Rampa accesso giardino (bonus barriere 75%) + rifacimento interno casa (bonus ristrutturazione 50%)
  • Non sei sicuro se i tuoi lavori rientrano in una specifica agevolazione
  • Vuoi ottimizzare la combinazione di più bonus
  • Hai bisogno di supporto nella documentazione (CILA, asseverazioni, bonifici)
  • Vuoi verificare la capienza fiscale (IRPEF sufficiente per recuperare la detrazione)
  • Stai pianificando lavori complessi che toccano più ambiti (edilizia + energia + accessibilità)
  • Analisi preliminare gratuita del tuo progetto
  • Individuazione delle agevolazioni applicabili
  • Calcolo del risparmio fiscale effettivo
  • Supporto nella compilazione della dichiarazione (730 o Modello Redditi)
  1. I lavori includono opere murarie/edilizie?
    • SÌ: Vai al punto 2
    • NO (solo piantumazione/verde): Verifica agevolazioni locali o attendi nuovi bonus
  2. I lavori sono finalizzati all’accessibilità per disabili?
    • SÌ: Bonus Barriere 75% (la più vantaggiosa)
    • NO: Vai al punto 3
  3. I lavori migliorano l’efficienza energetica dell’edificio?
    • SÌ (es. tetto verde isolante): Ecobonus 65%
    • NO: Vai al punto 4
  4. I lavori rientrano in una ristrutturazione più ampia?
    • SÌ: Bonus Ristrutturazione 50% (compreso nel pacchetto lavori)
    • NO: Bonus Ristrutturazione 50% (se qualificabili come manutenzione straordinaria)
CriterioBonus RistrutturazioneBonus BarriereEcobonus
Semplicità burocratica⭐⭐⭐ Semplice⭐⭐ Media (serve asseverazione)⭐ Complessa (APE, ENEA)
Velocità recupero⭐⭐ 10 anni⭐⭐⭐ 5 anni⭐⭐ 10 anni
Importo detrazione⭐⭐ 50%⭐⭐⭐ 75%⭐⭐⭐ 65%
Limite di spesa⭐⭐⭐ 96.000 €⭐⭐ 50.000 €⭐⭐ 60.000 €
Scadenza31/12/2026 (prima casa)31/12/202531/12/2026

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti

Al momento non ci sono certezze. Il bonus verde non è stato prorogato nella Legge di Bilancio 2026, ma potrebbe essere reintrodotto negli anni successivi se il Governo deciderà di incentivare nuovamente il verde privato. Monitora gli aggiornamenti normativi o contatta il CAF per essere informato su eventuali novità.

In questo caso, puoi detrarre il 36% delle spese nella dichiarazione dei redditi dal 2025 in poi (10 rate annuali). Ma per i lavori del 2026, il bonus verde non è più disponibile.

Per lavori di sola piantumazione senza opere edilizie, le detrazioni nazionali (bonus ristrutturazione, Ecobonus) non sono applicabili. Tuttavia:

Dipende dal tipo di lavori:

Per una valutazione personalizzata, contatta il CAF Centro Fiscale.

Sono detraibili solo gli interventi di manutenzione straordinaria (rifacimenti, nuove installazioni, opere edilizie).

Nel bonifico devi indicare:

Per i lavori al giardino, nella maggior parte dei casi dovrai:

Se la tua capienza fiscale (IRPEF annua) è inferiore alla rata di detrazione annuale, perdi la parte eccedente. La detrazione non utilizzata non si può:

Dipende dal tipo di lavori:

Verifica sempre con l’Ufficio Tecnico del Comune o con un tecnico abilitato.

1. Il bonus verde tornerà nel 2027?

2. Posso ancora usare il bonus verde se ho iniziato i lavori nel 2024?

3. Se non ci sono opere murarie, posso avere qualche detrazione?

4. Quale detrazione conviene di più?

5. Posso detrarre le spese per la manutenzione del giardino (taglio erba, potature)?

6. Devo usare il bonifico parlante?

7. Se supero il limite di spesa, perdo la detrazione?

8. Posso usare lo sconto in fattura o la cessione del credito?

9. E se non ho abbastanza IRPEF per recuperare tutta la detrazione?

10. Serve una pratica edilizia (CILA, SCIA) per il giardino?

  • Iniziato i lavori nel 2024
  • Pagato le spese entro il 31 dicembre 2024
  • Verifica se esistono agevolazioni comunali o regionali per il verde urbano
  • Valuta di abbinare i lavori a interventi edilizi (anche minimi, come un muretto o un vialetto) per rientrare nel bonus ristrutturazione
  • Lavori per accessibilità disabili: Bonus Barriere 75% (più vantaggioso)
  • Tetti verdi isolanti: Ecobonus 65%
  • Lavori edilizi generici: Bonus Ristrutturazione 50%
  • Causale specifica (es. “Bonifico per detrazione art. 16-bis DPR 917/86”)
  • Codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • Partita IVA o codice fiscale del destinatario del pagamento
  • Pagare interamente le spese
  • Recuperare la detrazione in 5 o 10 anni tramite dichiarazione dei redditi
  • Riportare all’anno successivo
  • Trasferire ad altri familiari (salvo casi specifici per coniugi comproprietari)
  • Opere edilizie (muretti, pavimentazioni, scavi): Sì, serve CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata)
  • Solo piantumazione senza opere: No, non serve nulla
  • Lavori su edifici vincolati: Serve autorizzazione paesaggistica

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Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Il bonus verde 2026 non esiste più, ma le alternative disponibili sono in molti casi più vantaggiose:

  • Bonus Ristrutturazione 50%: Fino a 48.000 € di risparmio per lavori edilizi al giardino
  • Bonus Barriere 75%: Fino a 37.500 € per giardini accessibili
  • Ecobonus 65%: Fino a 39.000 € per tetti verdi e interventi ecosostenibili
  • Agevolazioni locali: Contributi variabili a seconda del territorio
La chiave è scegliere l’agevolazione giusta in base al tipo di lavori e rispettare tutti i requisiti (bonifico parlante, documentazione, eventuali asseverazioni).

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a:

  • Individuare la detrazione più conveniente per il tuo progetto
  • Verificare i requisiti e la documentazione necessaria
  • Calcolare il risparmio fiscale effettivo
  • Inserire correttamente le detrazioni nella dichiarazione dei redditi
Non lasciare al caso il tuo risparmio fiscale. Contattaci oggi per una consulenza gratuita e scopri quanto puoi risparmiare sui tuoi lavori al giardino.

Marzo 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-01 09:12:362026-05-31 09:43:18Bonus Verde 2026 Non Esiste: Guida alle Alternative per Giardini e Terrazzi
CAF

Certificazione Unica 2026: Guida Completa alle Novità e Scadenze

Modello 770 e certificazione unica

La Certificazione Unica 2026 (CU 2026) è il documento fiscale che datori di lavoro, enti pensionistici e committenti devono rilasciare ai propri dipendenti, pensionati e collaboratori per attestare i redditi erogati e le ritenute fiscali operate nell’anno d’imposta 2025. La Certificazione Unica rappresenta un adempimento fondamentale del sistema fiscale italiano, essenziale per consentire ai contribuenti di presentare correttamente la dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730 o Redditi PF).

L’Agenzia delle Entrate ha approvato il modello definitivo della Certificazione Unica 2026 con il Provvedimento del Direttore n. 8145 del 15 gennaio 2026, pubblicato il 17 gennaio 2026. Il modello CU 2026 introduce diverse novità rispetto all’anno precedente, in particolare per quanto riguarda i nuovi codici tributo, le modalità di compilazione delle somme erogate per eventi calamitosi e l’inserimento di informazioni aggiuntive relative al trattamento integrativo (ex bonus Renzi) e alle detrazioni per lavoro dipendente.

In questa guida completa analizziamo tutte le novità della Certificazione Unica 2026, le scadenze da rispettare, le modalità di compilazione e trasmissione, i codici da utilizzare e le sanzioni previste in caso di omissione o ritardo. Che tu sia un datore di lavoro, un amministratore, un consulente del lavoro o un contribuente che deve ricevere la CU, questa guida ti fornirà tutte le informazioni necessarie per gestire correttamente questo adempimento.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Certificazione Unica e a Cosa Serve
  2. Scadenze Certificazione Unica 2026: Quando Va Inviata
  3. Novità Certificazione Unica 2026: Cosa Cambia
  4. Come Compilare la Certificazione Unica 2026
  5. Modalità di Trasmissione della Certificazione Unica
  6. Certificazione Unica Integrativa o Sostitutiva
  7. Sanzioni per Omissione o Ritardo
  8. Certificazione Unica e 730 Precompilato
  9. Errori Comuni e Come Evitarli
  10. Certificazione Unica per Amministratori di Condominio

Cos’è la Certificazione Unica e a Cosa Serve

La Certificazione Unica (CU) è un documento fiscale obbligatorio che sostituisce, dal 2015, il vecchio CUD (Certificazione Unica dei Dipendenti). La CU assolve a una duplice funzione: da un lato attesta i redditi di lavoro dipendente, autonomo e assimilati corrisposti nell’anno d’imposta precedente, dall’altro certifica le ritenute fiscali (IRPEF), i contributi previdenziali e le addizionali regionali e comunali trattenute dal sostituto d’imposta.

La Certificazione Unica è fondamentale perché:

  • Consente al contribuente di verificare i dati da riportare nella dichiarazione dei redditi
  • Viene utilizzata dall’Agenzia delle Entrate per la predisposizione del 730 precompilato
  • Serve all’INPS per il calcolo delle prestazioni previdenziali e assistenziali
  • È richiesta dalle banche e dagli istituti di credito per la concessione di mutui e finanziamenti
  • Può essere necessaria per l’accesso a bonus e agevolazioni subordinati al reddito (come l’ISEE)

La Certificazione Unica 2026 si riferisce ai redditi percepiti nell’anno 2025 e alle ritenute operate nello stesso periodo. Il documento viene rilasciato dal sostituto d’imposta (chi ha erogato il reddito e operato le ritenute) entro termini precisi stabiliti dalla normativa.

Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica

Sono obbligati a rilasciare la Certificazione Unica 2026:

  • Datori di lavoro privati per dipendenti e collaboratori
  • Enti pubblici per i propri dipendenti
  • Enti pensionistici (INPS, casse professionali) per i pensionati
  • Committenti che hanno erogato compensi a lavoratori autonomi occasionali o professionisti con ritenuta d’acconto
  • Condomini (tramite amministratore) per compensi a fornitori soggetti a ritenuta
  • Società che hanno erogato compensi ad amministratori, sindaci o collaboratori

L’obbligo sussiste anche se il rapporto di lavoro è cessato durante il 2025: il datore di lavoro deve comunque rilasciare la CU per il periodo in cui il rapporto è stato attivo.

Chi Deve Ricevere la Certificazione Unica

Hanno diritto a ricevere la CU 2026:

  • Lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato, determinato, part-time)
  • Pensionati
  • Collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.)
  • Lavoratori a progetto
  • Amministratori di società
  • Percettori di prestazioni assistenziali (NASPI, indennità di disoccupazione, cassa integrazione)
  • Lavoratori autonomi occasionali che hanno subito ritenuta d’acconto
  • Professionisti che hanno ricevuto compensi con ritenuta d’acconto

Se non hai ricevuto la CU entro le scadenze previste, è tuo diritto richiederla formalmente al datore di lavoro o committente. In caso di mancato rilascio, puoi presentare un reclamo all’Agenzia delle Entrate o rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella procedura.

Scadenze Certificazione Unica 2026: Quando Va Inviata

Le scadenze della Certificazione Unica 2026 variano a seconda del destinatario della certificazione e della modalità di trasmissione. È fondamentale rispettare questi termini per evitare sanzioni amministrative che possono essere piuttosto onerose.

SCADENZA PRINCIPALE: 16 MARZO 2026

La data cardine è il 16 marzo 2026, entro la quale i sostituti d’imposta devono:

  • Trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate la Certificazione Unica contenente i dati fiscali e previdenziali
  • Consegnare al percipiente (dipendente, pensionato, collaboratore) copia della Certificazione Unica

Per i redditi esenti o con imposta non trattenuta, la scadenza di consegna al percipiente è anticipata al 28 febbraio 2026.

Distinzione tra CU Ordinaria e CU Sinistri

La Certificazione Unica si divide in due tipologie con scadenze diverse:

1. CU ORDINARIA

  • Certifica i redditi da lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo occasionale
  • Scadenza trasmissione telematica: 16 marzo 2026
  • Scadenza consegna al percipiente: 16 marzo 2026 (28 febbraio per redditi esenti)

2. CU SINISTRI

  • Certifica le somme erogate da compagnie assicurative per risarcimento danni, indennizzi, liquidazioni sinistri
  • Scadenza trasmissione telematica: 31 ottobre 2026
  • Scadenza consegna al percipiente: 31 ottobre 2026

La distinzione è importante perché la CU Sinistri ha tempi più lunghi, permettendo alle compagnie assicurative di raccogliere e verificare tutti i dati relativi ai sinistri liquidati nell’anno.

Tabella Riepilogativa Scadenze CU 2026

Tipo CUDestinatarioScadenza ConsegnaScadenza Trasmissione
CU Ordinaria (redditi imponibili)Lavoratori/pensionati16 marzo 202616 marzo 2026
CU Ordinaria (redditi esenti)Lavoratori/pensionati28 febbraio 202616 marzo 2026
CU SinistriAssicurati31 ottobre 202631 ottobre 2026
CU Integrativa/SostitutivaTuttiEntro 5 giorniEntro 5 giorni

ATTENZIONE: Se il 16 marzo 2026 cade di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo.

Novità Certificazione Unica 2026: Cosa Cambia

Il modello della Certificazione Unica 2026 presenta diverse novità rispetto alla versione 2025, introdotte per allinearsi alle modifiche normative intervenute con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e con i decreti attuativi della Riforma Fiscale. Vediamo nel dettaglio le principali innovazioni che datori di lavoro e contribuenti devono conoscere.

1. Nuovi Codici Tributo per Detrazioni e Crediti

Una delle novità più rilevanti della CU 2026 riguarda l’introduzione di nuovi codici per identificare specifiche tipologie di redditi, detrazioni e crediti d’imposta. Tra i principali:

Codice 2A (Detrazione lavoro dipendente riformata)

  • Identifica la nuova detrazione per lavoratori dipendenti introdotta dalla riforma fiscale
  • Importo variabile in base al reddito complessivo (da 1.880 euro per redditi fino a 15.000 euro a 1.130 euro per redditi fino a 28.000 euro)

Codice 27 (Trattamento integrativo riformato)

  • Sostituisce il vecchio “bonus Renzi” con il nuovo trattamento integrativo
  • Spetta ai redditi da lavoro dipendente fino a 28.000 euro
  • Importo: 1.200 euro annui (100 euro al mese)

Codice 46 (Compensi per eventi calamitosi)

  • Nuova sezione per certificare le somme erogate a lavoratori colpiti da calamità naturali (alluvioni, terremoti)
  • Questi compensi possono godere di esenzioni fiscali previste da decreti emergenziali

Codice 53 (Premi di risultato detassati)

  • Per i premi di produttività che godono dell’imposta sostitutiva agevolata al 5%
  • Limite massimo: 3.000 euro annui (4.000 euro se l’azienda coinvolge i lavoratori nell’organizzazione)

Questi nuovi codici devono essere utilizzati obbligatoriamente nella compilazione della CU 2026 per garantire la corretta trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate.

2. Sezione Dedicata agli Eventi Calamitosi

La Certificazione Unica 2026 introduce una sezione specifica (punto 451-455 del frontespizio) dedicata alle somme erogate a seguito di eventi calamitosi. Questa novità deriva dalla necessità di tracciare correttamente le erogazioni straordinarie disposte da Regioni, Province e Comuni a favore di cittadini colpiti da:

  • Alluvioni (es. Emilia-Romagna maggio 2023, Toscana novembre 2023)
  • Terremoti (es. Centro Italia 2016, Ischia 2017)
  • Frane e dissesti idrogeologici
  • Altri eventi calamitosi riconosciuti con decreto emergenziale

Le somme erogate a questo titolo possono essere esentasse fino a un determinato importo, a seconda delle disposizioni del singolo decreto. È fondamentale che il datore di lavoro o l’ente erogatore compili correttamente questa sezione per consentire al contribuente di beneficiare dell’esenzione in sede di dichiarazione dei redditi.

3. Modifiche ai Dati Previdenziali

La sezione dati previdenziali e assistenziali della CU 2026 (punti 1-50) è stata ampliata con nuovi campi per una maggiore trasparenza nei confronti dell’INPS:

Contributi previdenziali a carico dipendente

  • Ora vanno distinti i contributi per FPLD (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti) da quelli per fondi integrativi
  • Nuovo campo per contributi a casse professionali private (es. INPS Gestione Separata per parasubordinati)

Contributi figurativi

  • Vanno indicati separatamente i periodi di maternità, malattia, NASPI e cassa integrazione
  • Questo consente all’INPS di accreditare correttamente i contributi figurativi ai fini pensionistici

Settimane lavorate

  • Richiesta l’indicazione precisa delle settimane effettivamente lavorate (escludendo assenze non retribuite)
  • Fondamentale per il calcolo corretto dell’anzianità contributiva

Queste modifiche mirano a ridurre gli errori nella trasmissione dei dati previdenziali, che in passato hanno generato contenziosi tra lavoratori e INPS per contributi non riconosciuti.

4. Aggiornamento dei Campi Detrazione Figli a Carico

Con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale (AUU) dal marzo 2022, le detrazioni fiscali per figli a carico sono state progressivamente ridotte. La CU 2026 riflette questo cambiamento:

Detrazioni per figli a carico (punti 261-263)

  • Restano in vigore solo per figli con età superiore a 21 anni
  • Importo: 950 euro per ogni figlio maggiorenne a carico
  • Maggiorazione di 400 euro per figli con disabilità

Assegno Unico Universale (informativo)

  • La CU non certifica gli importi dell’Assegno Unico (che è erogato direttamente dall’INPS)
  • Tuttavia, i datori di lavoro devono indicare nel punto 270 se il dipendente ha figli minori, per consentire all’Agenzia delle Entrate di verificare la coerenza con la richiesta di AUU

Attenzione: Molti contribuenti commettono l’errore di richiedere sia l’Assegno Unico che le detrazioni per figli minori. La CU 2026 aiuta a prevenire questa duplicazione, segnalando automaticamente le incongruenze.

Come Compilare la Certificazione Unica 2026

Modalità di Trasmissione della Certificazione Unica

Certificazione Unica Integrativa o Sostitutiva: Quando Serve

Sanzioni per Omissione o Ritardo della Certificazione Unica

Certificazione Unica e 730 Precompilato: Il Collegamento

Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come Evitarli

Certificazione Unica per Amministratori di Condominio

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Certificazione Unica 2026

Entro quando devo ricevere la Certificazione Unica 2026?

Devi ricevere la Certificazione Unica 2026 entro il 16 marzo 2026 per i redditi imponibili (lavoro dipendente, pensioni) ed entro il 28 febbraio 2026 per i redditi esenti. Se il tuo datore di lavoro o ente pensionistico non te l’ha consegnata entro questi termini, puoi richiederla formalmente e, in caso di ulteriore inadempienza, segnalare la mancata consegna all’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare se la Certificazione Unica contiene dati errati?

Se la tua CU contiene errori (importi sbagliati, ritenute errate, dati anagrafici non corretti), devi contattare immediatamente il datore di lavoro o l’ente che l’ha rilasciata e richiedere l’invio di una Certificazione Unica sostitutiva corretta. Il sostituto d’imposta ha l’obbligo di correggere l’errore e trasmettere la CU corretta entro 5 giorni.

La Certificazione Unica e obbligatoria anche per i pensionati?

Si, la Certificazione Unica e obbligatoria anche per i pensionati. L’INPS (o altro ente pensionistico) rilascia la CU che attesta l’importo della pensione erogata nel 2025 e le ritenute fiscali operate. I pensionati ricevono la CU generalmente entro fine febbraio nell’area riservata del sito INPS.

Posso scaricare la Certificazione Unica online?

Si, puoi scaricare la Certificazione Unica 2026 online accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Consultazione troverai tutte le CU che i tuoi sostituti d’imposta hanno trasmesso telematicamente. Se sei pensionato, puoi scaricare la CU anche dall’area riservata del sito INPS.

Quanto costa farsi assistere dal CAF per la Certificazione Unica?

Il controllo e la verifica della Certificazione Unica presso il CAF Centro Fiscale di Udine e generalmente gratuito se abbinato al servizio di compilazione del 730. Se richiedi solo la verifica della CU senza presentare la dichiarazione, il costo e contenuto (generalmente 20-30 euro).

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Hai Bisogno di Assistenza per la Certificazione Unica 2026?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la verifica della Certificazione Unica, la compilazione del 730 e la gestione di eventuali errori o integrazioni. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia.

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CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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03/09/2026
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Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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01/09/2026
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25/08/2026
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Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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07/08/2026
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Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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06/08/2026
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Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Rottamazione-quinquies: Cosa Succede Dopo la Domanda, dal Piano di Pagamento alla Decadenza

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

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Indice dei contenuti

  1. Timeline completa: cosa succede dopo aver inviato la domanda
  2. Come e quando arriva la comunicazione dell’Agenzia Entrate-Riscossione
  3. Come leggere la comunicazione: accoglimento, rigetto, parziale accoglimento
  4. Il piano di pagamento: 54 rate in 9 anni (2026-2034)
  5. Come pagare le rate: F24, RAV, online, domiciliazione
  6. La tolleranza di 5 giorni: come funziona e quando si applica
  7. Cause di decadenza dalla rottamazione-quinquies
  8. Conseguenze della decadenza: ripresa riscossione, sanzioni, interessi
  9. Come evitare la decadenza: checklist pratica
  10. Possibilità di riammissione dopo decadenza
  11. Domande frequenti sulla rottamazione-quinquies dopo la domanda

Hai presentato la domanda di rottamazione-quinquies entro la scadenza del 30 aprile 2026 e ora ti stai chiedendo: cosa succede adesso? Quando arriverà la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)? Come sarà strutturato il piano di pagamento? Quali sono le scadenze delle rate e cosa rischi se non le rispetti?

In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo tutto il percorso post-domanda: dalla timeline delle comunicazioni AdER al piano rateale 54 rate in 9 anni, dalle modalità di pagamento alle cause di decadenza dal beneficio, fino alle conseguenze di un mancato pagamento e alle possibilità di riammissione.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha fino al 30 giugno 2026 per inviarti la comunicazione con l’esito della tua domanda e il piano di pagamento personalizzato. Se non ricevi risposta entro questa data, o se la comunicazione contiene errori, esistono procedure specifiche per sollecitare o contestare. Vediamo nel dettaglio tutto quello che devi sapere per gestire correttamente la tua rottamazione-quinquies ed evitare di perdere il beneficio.

Timeline completa: cosa succede dopo aver inviato la domanda

Una volta presentata la domanda di rottamazione-quinquies (scadenza ordinaria: 30 aprile 2026; scadenza per decaduti dalla quater: 28 febbraio 2026), l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) avvia un processo articolato che si sviluppa nei mesi successivi. Ecco la timeline completa con tutte le date chiave che devi segnare in calendario:

Data/PeriodoEventoCosa devi fare
Entro 30 aprile 2026Scadenza presentazione domandaInvia la domanda online tramite portale AdER con SPID/CIE/CNS
Maggio-Giugno 2026AdER elabora le domande ricevuteNessuna azione richiesta. Attendi la comunicazione.
Entro 30 giugno 2026Invio comunicazione esito domandaControlla la PEC, l’area riservata AdER e la posta ordinaria
Luglio 2026Ricezione comunicazione con piano pagamentoVerifica importi, numero rate, scadenze. Controlla eventuali errori.
31 luglio 2026PRIMA RATA 10% del debito totalePaga la prima rata entro questa data (con 5 giorni tolleranza: 5 agosto)
30 novembre 2026SECONDA RATA 10% del debito totalePaga la seconda rata (tolleranza: 5 dicembre)
31 maggio 2027Terza rata (rate semestrali iniziano)Paga la rata semestrale
30 novembre 2027Quarta rataPaga la rata semestrale
2027-2034Rate semestrali (31 maggio e 30 novembre)Paga puntualmente ogni rata semestrale fino al 2034

Punto chiave: La comunicazione dell’esito deve arrivare entro il 30 giugno 2026. Se non la ricevi entro questa data, NON significa rifiuto automatico: potrebbe esserci un ritardo nelle spedizioni. In questo caso, devi sollecitare AdER tramite i canali ufficiali (call center, PEC, area riservata) e conservare prova del sollecito per eventuali contestazioni future.

Come e quando arriva la comunicazione dell’Agenzia Entrate-Riscossione

La comunicazione dell’esito della domanda di rottamazione-quinquies viene inviata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione attraverso tre canali simultanei, per garantire che tu la riceva tempestivamente:

  • PEC (Posta Elettronica Certificata): Se hai una casella PEC registrata presso AdER, la comunicazione arriva direttamente in formato elettronico. Questo è il canale più veloce (solitamente entro metà giugno 2026).
  • Area riservata del portale AdER: Accedendo con SPID, CIE o CNS sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, trovi la comunicazione nella sezione “Le tue comunicazioni”. Puoi scaricarla in PDF.
  • Raccomandata cartacea: AdER invia anche una copia cartacea tramite posta ordinaria con raccomandata A/R all’indirizzo di residenza. Questa arriva solitamente fine giugno – inizio luglio 2026.

Consiglio pratico: Non aspettare la raccomandata cartacea. Controlla l’area riservata AdER ogni settimana da metà giugno per essere tra i primi a ricevere la comunicazione e avere più tempo per organizzarti per la prima rata del 31 luglio 2026.

Cosa contiene la comunicazione

La comunicazione AdER contiene informazioni fondamentali che devi leggere con attenzione:

  • Esito della domanda: Accoglimento totale, accoglimento parziale, rigetto.
  • Debito totale ammesso a rottamazione: Importo del capitale + spese esattoriali (SENZA sanzioni e interessi di mora).
  • Piano di pagamento personalizzato: Numero rate scelte (unica soluzione, 10 rate, 18 rate, 54 rate), importo di ciascuna rata, scadenze precise.
  • Modalità di pagamento: Codici per F24, RAV (bollettino), link per pagamento online.
  • Avvertenze sulla decadenza: Cause di decadenza, conseguenze del mancato pagamento.

Se nella comunicazione noti importi errati, cartelle non richieste incluse, o debiti già pagati, hai 60 giorni dalla ricezione per presentare istanza di riesame tramite il portale AdER. Conserva sempre quietanze di pagamento, ricevute di versamento e documentazione probatoria.

Come leggere la comunicazione: accoglimento, rigetto, parziale accoglimento

La comunicazione AdER può avere tre esiti possibili. Vediamo nel dettaglio cosa significa ciascuno e cosa devi fare:

1. Accoglimento totale

Cosa significa: La tua domanda è stata accolta per tutte le cartelle esattoriali che hai indicato. Puoi procedere con il pagamento del piano rateale secondo le scadenze indicate.

Cosa devi fare:

  • Verifica che tutte le cartelle siano incluse nel piano
  • Controlla gli importi: devono corrispondere al solo capitale + spese esattoriali (NO sanzioni, NO interessi di mora, NO aggio)
  • Segna in calendario le scadenze delle rate
  • Prepara la prima rata del 31 luglio 2026 (10% del totale)

2. Accoglimento parziale

Cosa significa: AdER ha accolto la domanda solo per alcune cartelle, escludendone altre. I motivi possono essere:

  • Cartelle fuori dal perimetro temporale: La rottamazione-quinquies copre solo debiti affidati a ruolo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Cartelle del 2024 o 2025 sono escluse.
  • Debiti non rottamabili: Sanzioni penali, multe stradali, crediti da sentenze della Corte dei Conti, recupero aiuti di Stato UE.
  • Cartelle già pagate: Se hai già saldato una cartella, non puoi includerla (ma puoi richiedere lo sgravio delle sanzioni pagate).
  • Piani di rateizzazione in corso: Se hai una rateizzazione ordinaria attiva su alcune cartelle, quelle potrebbero essere escluse (dipende dallo stato del piano).

Cosa devi fare:

  • Leggi attentamente la motivazione dell’esclusione nella comunicazione
  • Se ritieni che l’esclusione sia errata, presenta istanza di riesame entro 60 giorni
  • Per le cartelle escluse, valuta altre soluzioni: rateizzazione ordinaria fino a 120 rate, saldo e stralcio, dichiarazione di disagio economico

3. Rigetto totale

Cosa significa: La domanda è stata respinta completamente. I motivi principali:

  • Domanda presentata oltre la scadenza (dopo il 30 aprile 2026)
  • Nessuna cartella eleggibile (tutte le cartelle indicate sono fuori perimetro o non rottamabili)
  • Debiti già oggetto di altre definizioni agevolate non concluse
  • Mancanza di requisiti formali (domanda incompleta, dati errati)

Cosa devi fare:

  • Se il rigetto è per errore formale (es. domanda incompleta), verifica se puoi ripresentare domanda entro i termini (se ancora aperti)
  • Se il rigetto è per mancanza di requisiti sostanziali, dovrai affrontare il debito con strumenti ordinari: rateizzazione, pagamento integrale, eventuale contenzioso
  • Valuta con un CAF o commercialista se hai margini per contestare il rigetto

Il piano di pagamento: 54 rate in 9 anni (2026-2034)

Il piano di pagamento della rottamazione-quinquies è strutturato in modo da diluire il debito su un periodo molto lungo, rendendo sostenibile il rimborso anche per chi ha difficoltà economiche. La normativa (art. 1, comma 231, Legge 30 dicembre 2024, n. 207 – Legge di Bilancio 2025) prevede quattro opzioni di rateizzazione:

  • Pagamento in unica soluzione: Entro il 31 luglio 2026. Nessun interesse applicato.
  • Fino a 10 rate: Prima rata (10% del totale) entro 31 luglio 2026, seconda rata (10%) entro 30 novembre 2026, restanti 8 rate semestrali dal 2027 al 2030. Interesse 2% annuo sulle rate successive alla prima.
  • Fino a 18 rate: Stessa struttura, ma diluite fino al 2034. Interesse 2% annuo.
  • Fino a 54 rate: Opzione massima. Prima e seconda rata 10% ciascuna (luglio e novembre 2026), restanti 52 rate semestrali dal 2027 al 2034. Interesse 2% annuo.

Scelta consigliata: Se hai difficoltà economiche, opta per 54 rate. Se invece hai liquidità sufficiente, il pagamento in unica soluzione ti permette di risparmiare gli interessi (2% annuo può sembrare poco, ma su 9 anni e su debiti alti incide significativamente).

Tabella completa scadenze rate (piano 54 rate)

Numero RataScadenzaImportoTolleranza 5 giorni
Rata 131 luglio 202610% del totale5 agosto 2026
Rata 230 novembre 202610% del totale5 dicembre 2026
Rata 331 maggio 2027Rate restanti divise in 52 rate semestrali5 giugno 2027
Rata 430 novembre 20275 dicembre 2027
Rata 531 maggio 20285 giugno 2028
Rata 630 novembre 20285 dicembre 2028
…………
Rata 5331 maggio 20345 giugno 2034
Rata 5430 novembre 20345 dicembre 2034

Esempio pratico di calcolo:

Immagina di avere un debito totale di 10.000 euro (solo capitale + spese, niente sanzioni/interessi). Scegli il piano 54 rate.

  • Rata 1 (31 luglio 2026): 10% di 10.000 = 1.000 euro
  • Rata 2 (30 novembre 2026): 10% di 10.000 = 1.000 euro
  • Residuo da rateizzare: 10.000 – 2.000 = 8.000 euro
  • Interesse 2% annuo sulle rate dal 2027 al 2034 (su base semestrale: circa 1% per rata)
  • Rate semestrali successive (52 rate): circa 8.000 / 52 = 154 euro/rata + interessi = circa 156 euro/rata

Quindi, con un debito di 10.000 euro, pagherai circa:

  • 1.000 euro a luglio 2026
  • 1.000 euro a novembre 2026
  • ~156 euro ogni 6 mesi dal 2027 al 2034

Totale con interessi: circa 10.160 euro (risparmio di MIGLIAIA di euro rispetto a sanzioni + interessi di mora del debito originario).

Come pagare le rate: F24, RAV, online, domiciliazione

Una volta ricevuta la comunicazione con il piano di pagamento, hai diverse modalità per versare le rate della rottamazione-quinquies. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione offre flessibilità per venire incontro alle esigenze di tutti i contribuenti.

1. Modello F24

Il modello F24 è il metodo più comune. Nella comunicazione AdER troverai i codici tributo specifici per la rottamazione-quinquies. Puoi pagare l’F24:

  • Online tramite home banking (la maggior parte delle banche permette compilazione e pagamento F24 direttamente dal sito)
  • Presso sportelli bancari o uffici postali (porta il modulo F24 compilato)
  • Tramite intermediari abilitati (commercialisti, CAF) se hai un cassetto fiscale delegato

Attenzione: Se il tuo debito supera i 1.000 euro per rata, il pagamento F24 deve essere effettuato esclusivamente in modalità telematica (online o tramite intermediario). Non puoi pagare allo sportello in contanti.

2. Bollettino RAV

Il bollettino RAV (Ruoli a Valere) è un’alternativa al modello F24. AdER lo invia insieme alla comunicazione del piano di pagamento. Puoi usarlo per pagare:

  • Presso tabaccherie abilitate (con servizio SISAL o Lottomatica)
  • Sportelli bancari e postali
  • Online tramite il portale AdER (inserendo il codice del bollettino)

Vantaggio: Il bollettino RAV è precompilato con tutti i dati corretti, riducendo il rischio di errori di digitazione.

3. Pagamento online tramite portale AdER

Il metodo più comodo e veloce è il pagamento diretto sul sito AdER:

  1. Accedi all’area riservata con SPID/CIE/CNS
  2. Vai su “Rottamazione quinquies” → “Pagamenti”
  3. Seleziona la rata da pagare
  4. Scegli il metodo: carta di credito/debito, addebito su conto corrente, PayPal
  5. Conferma il pagamento e scarica la ricevuta

Vantaggi:

  • Pagamento immediato (eviti code allo sportello)
  • Ricevuta istantanea in PDF
  • Storico pagamenti sempre consultabile nell’area riservata
  • Nessun rischio di ritardi postali o errori di compilazione

4. Domiciliazione bancaria (SDD)

Se vuoi automatizzare i pagamenti ed evitare di dimenticare una rata, puoi attivare la domiciliazione bancaria (SDD – SEPA Direct Debit). AdER addebiterà automaticamente sul tuo conto corrente l’importo di ogni rata alla scadenza prevista.

Come attivarla:

  1. Accedi all’area riservata AdER
  2. Vai su “Rottamazione quinquies” → “Domiciliazione”
  3. Inserisci i dati del conto corrente (IBAN)
  4. Firma digitalmente il mandato SEPA
  5. Conferma l’attivazione

Attenzione: Verifica sempre che il conto abbia saldo sufficiente prima di ogni scadenza. Se l’addebito va a vuoto per mancanza di fondi, la domiciliazione viene revocata e dovrai pagare manualmente le rate successive.

La tolleranza di 5 giorni: come funziona e quando si applica

Una delle novità importanti della rottamazione-quinquies rispetto alla precedente rottamazione-quater è la tolleranza di 5 giorni sulle scadenze delle rate. Questo significa che, anche se paghi entro i 5 giorni successivi alla scadenza ufficiale, il pagamento viene comunque considerato tempestivo e non decadi dal beneficio.

Come funziona la tolleranza

Esempio pratico:

  • Scadenza ufficiale: 31 luglio 2026 (prima rata)
  • Tolleranza: 5 giorni
  • Termine ultimo per pagare senza decadere: 5 agosto 2026

Se paghi il 1, 2, 3, 4 o 5 agosto, il versamento è considerato valido. Se paghi dal 6 agosto in poi, scatta la decadenza automatica dalla rottamazione-quinquies.

La tolleranza si applica a TUTTE le rate

La tolleranza di 5 giorni è valida per ogni rata, sia quelle del 2026 che quelle successive fino al 2034. Quindi, per esempio:

  • Rata 30 novembre 2026: puoi pagare fino al 5 dicembre 2026
  • Rata 31 maggio 2027: puoi pagare fino al 5 giugno 2027
  • Rata 30 novembre 2034: puoi pagare fino al 5 dicembre 2034

Quando la tolleranza NON salva dalla decadenza

Attenzione: la tolleranza di 5 giorni vale solo per i ritardi di pochi giorni. Se salti completamente una rata (non la paghi né alla scadenza né entro i 5 giorni), la decadenza è automatica e irreversibile.

Esempio di decadenza:

Scadenza rata: 31 luglio 2026. Tolleranza: 5 agosto 2026. Se paghi il 10 agosto (5 giorni DOPO la tolleranza), decade la rottamazione-quinquies. Il debito torna esigibile per intero con sanzioni e interessi, e AdER può riprendere le azioni esecutive (pignoramenti, fermi, ipoteche).

Consiglio: NON aspettare mai l’ultimo giorno (né la scadenza ufficiale, né il quinto giorno di tolleranza). Paga almeno 7-10 giorni prima della scadenza per evitare imprevisti (problemi tecnici bancari, ritardi postali, festività che slittano le scadenze).

Cause di decadenza dalla rottamazione-quinquies

La decadenza dalla rottamazione-quinquies è un evento automatico e irreversibile che si verifica quando non rispetti le condizioni previste dalla normativa. Una volta decaduto, perdi tutti i benefici (cancellazione sanzioni, interessi di mora, aggio) e il debito torna esigibile per intero nella sua forma originaria.

Ecco le cause principali di decadenza:

1. Mancato pagamento anche di UNA SOLA rata

Se salti anche una sola rata (oltre i 5 giorni di tolleranza), la decadenza è automatica. Non importa se hai pagato regolarmente le rate precedenti: basta una rata non versata per perdere tutto il beneficio.

Esempio: Paghi regolarmente le prime 10 rate (2026-2030), poi salti la rata di maggio 2031. Decadenza automatica. Tutte le rate già versate vengono trattenute da AdER come acconti sul debito originario, che torna esigibile con sanzioni + interessi + aggio.

2. Pagamento parziale di una rata

Se paghi una rata in modo parziale (es. devi versare 500 euro ma ne paghi solo 300), scatta comunque la decadenza. La normativa richiede il pagamento integrale di ogni rata entro la scadenza (+ 5 giorni tolleranza).

Attenzione: Se ti accorgi di aver pagato meno del dovuto per errore (es. hai digitato male l’importo), hai tempo entro i 5 giorni di tolleranza per versare la differenza mancante. Se completi il pagamento entro questo termine, la rata è considerata regolare.

3. Formazione di nuovi debiti a ruolo durante la rateizzazione

Se durante il periodo di rateizzazione (2026-2034) vengono iscritti a ruolo nuovi debiti, puoi decadere dalla rottamazione-quinquies. I casi più comuni:

  • Cartelle esattoriali per imposte non pagate (es. non paghi l’IMU 2027 e l’Agenzia te la notifica a ruolo nel 2028)
  • Sanzioni amministrative (multe stradali, violazioni edilizie) non saldate
  • Contributi INPS non versati (se sei lavoratore autonomo o datore di lavoro)

Come evitarlo: Durante i 9 anni di rateizzazione, paga SEMPRE puntualmente tutte le imposte correnti. Se ricevi una cartella esattoriale, valuta se pagarla subito o rateizzarla ordinariamente, ma non farla andare a ruolo senza gestirla.

Nota: Alcune interpretazioni della normativa indicano che la decadenza per nuovi ruoli si applica solo se il nuovo debito supera una certa soglia (es. 1.000 euro). Tuttavia, per sicurezza, meglio evitare qualsiasi nuova iscrizione a ruolo.

Conseguenze della decadenza: ripresa riscossione, sanzioni, interessi

La decadenza dalla rottamazione-quinquies ha conseguenze immediate e gravi. Non si tratta di una semplice sanzione economica: perdi completamente i benefici e il tuo debito torna alla situazione pre-rottamazione, anzi spesso peggiore.

1. Ripristino del debito originario integrale

Il debito torna esigibile per intero nella sua forma originaria, comprensivo di:

  • Capitale (imposte non pagate)
  • Sanzioni tributarie (dal 30% al 240% dell’imposta, a seconda della violazione)
  • Interessi di mora (calcolati dalla data di scadenza originaria fino al pagamento effettivo)
  • Aggio di riscossione (compenso dell’Agenzia Entrate-Riscossione, solitamente 8-9% del debito)
  • Spese esattoriali per notifiche, procedure esecutive, ecc.

Esempio numerico:

Debito originario: 10.000 euro di imposte + 3.000 euro sanzioni + 1.500 euro interessi di mora + 800 euro aggio = 15.300 euro totali.

Con la rottamazione-quinquies avresti pagato solo 10.800 euro (10.000 capitale + 800 spese + 2% interessi rateizzazione). Se decadi, torni a dover 15.300 euro (+ eventuali nuovi interessi maturati nel frattempo).

2. Le rate già pagate NON vengono restituite

Tutte le rate già versate prima della decadenza vengono trattenute da AdER come acconti sul debito originario. Quindi:

  • Se hai pagato 3.000 euro in rate prima di decadere, AdER li trattiene
  • Il tuo debito residuo sarà: 15.300 euro (totale originario) – 3.000 euro (già versati) = 12.300 euro
  • NON puoi chiedere il rimborso delle rate versate

In pratica, hai pagato 3.000 euro ma NON hai ottenuto nessun beneficio (niente cancellazione sanzioni/interessi). Hai solo ridotto il debito totale da 15.300 a 12.300 euro.

3. Ripresa immediata delle azioni esecutive

Appena decadi, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può riprendere immediatamente tutte le azioni di riscossione coattiva che erano state sospese durante la rottamazione:

  • Pignoramenti dello stipendio o pensione (fino a 1/5 del netto mensile, fino a 1/10 per pensioni sotto soglia minima)
  • Pignoramenti del conto corrente (AdER può bloccare e prelevare i fondi presenti sul conto)
  • Fermi amministrativi su auto/moto (non puoi più circolare, né vendere, né rottamare il veicolo)
  • Ipoteche su immobili (se il debito supera 20.000 euro, AdER può iscrivere ipoteca sulla tua casa)
  • Esecuzione mobiliare (pignoramento di beni mobili: TV, computer, arredi, etc.)

Tempi di ripresa: Le azioni esecutive possono ripartire entro 60-90 giorni dalla decadenza. AdER invia prima una intimazione di pagamento, poi procede con le azioni coattive se non paghi.

4. Iscrizione nelle banche dati dei cattivi pagatori

Se il debito non viene saldato dopo la decadenza, AdER può segnalarti nelle centrali rischi creditizi (CRIF, Experian, ecc.). Questo comporta:

  • Difficoltà nell’ottenere mutui, prestiti, finanziamenti
  • Negazione di carte di credito o riduzione dei plafond
  • Problemi con utenze (luce, gas, telefono) che potrebbero richiedere depositi cauzionali maggiorati

Come evitare la decadenza: checklist pratica

La decadenza è evitabile al 100% se segui alcune regole di buon senso e organizzazione. Ecco una checklist pratica per non perdere il beneficio della rottamazione-quinquies:

✅ 1. Segna TUTTE le scadenze in calendario (con promemoria)

  • Usa Google Calendar, Outlook, o un’agenda cartacea
  • Inserisci promemoria 15 giorni prima di ogni scadenza
  • Imposta un secondo promemoria 7 giorni prima
  • Includi sia la scadenza ufficiale che il termine con tolleranza (+ 5 giorni)

✅ 2. Attiva la domiciliazione bancaria (SDD)

  • Se hai un conto corrente con saldo stabile, attiva l’addebito automatico tramite l’area riservata AdER
  • Verifica ogni mese che il conto abbia fondi sufficienti prima della scadenza
  • Se cambi banca, aggiorna subito l’IBAN su AdER

✅ 3. Paga SEMPRE 7-10 giorni prima della scadenza

  • Non aspettare l’ultimo giorno: imprevisti accadono (guasto sistema bancario, festività, errori di digitazione)
  • Se la scadenza è il 31 luglio, paga entro il 20-24 luglio
  • Così hai margine per correggere eventuali errori prima della tolleranza

✅ 4. Conserva SEMPRE le ricevute di pagamento

  • Ogni volta che paghi una rata, scarica e salva la ricevuta (PDF o cartacea)
  • Conserva le ricevute per almeno 10 anni (AdER può chiederle in caso di contestazioni)
  • Archivia in modo ordinato: crea una cartella “Rottamazione quinquies” con sottocartelle per anno

✅ 5. Monitora l’area riservata AdER regolarmente

  • Accedi all’area riservata AdER almeno una volta al mese
  • Verifica lo stato dei pagamenti: controlla che ogni rata versata risulti acquisita correttamente
  • Se vedi anomalie (rata pagata ma non registrata), contatta subito AdER

✅ 6. Paga subito le imposte correnti (2026-2034)

  • Durante la rateizzazione, non accumulare nuovi debiti
  • Paga puntualmente: IMU, TARI, bollo auto, contributi INPS, imposte sui redditi
  • Se hai difficoltà economiche, richiedi rateizzazioni ordinarie per le imposte correnti, ma non farle andare a ruolo

✅ 7. In caso di difficoltà, rivolgiti a un CAF SUBITO

  • Se prevedi di non riuscire a pagare una rata, NON aspettare la scadenza
  • Contatta il CAF Centro Fiscale o un commercialista per valutare alternative
  • Potrebbero esistere soluzioni: rinegoziazione del piano, sospensione temporanea, dichiarazione di disagio economico

Possibilità di riammissione dopo decadenza

Se sei decaduto dalla rottamazione-quinquies, purtroppo le possibilità di riammissione sono MOLTO limitate. La normativa attuale (Legge di Bilancio 2025) non prevede una procedura automatica per rientrare nel beneficio dopo la decadenza.

Tuttavia, esistono alcune eccezioni e possibilità residuali che potrebbero salvarti:

1. Errore di AdER nella comunicazione o nei bollettini

Se la decadenza è dovuta a un errore di AdER (es. bollettino RAV inviato con importo sbagliato, comunicazione arrivata in ritardo, problemi tecnici del portale online), puoi:

  • Presentare istanza di autotutela entro 60 giorni dalla decadenza
  • Allegare prove documentali dell’errore (screenshot, email, ricevute, PEC)
  • Richiedere la riammissione nella rottamazione con il piano originario

Procedura: Invia PEC a AdER (indirizzo: dcri.gestionecontributi@pec.agenziariscossione.gov.it) con oggetto “Istanza di autotutela per decadenza rottamazione-quinquies – CF [tuo codice fiscale]”. Allega tutti i documenti che dimostrano l’errore.

2. Cause di forza maggiore

Se la decadenza è dovuta a un evento imprevedibile e inevitabile (es. grave malattia, ricovero ospedaliero, calamità naturale, problemi tecnici bancari documentati), puoi tentare di:

  • Presentare istanza di sospensione dei termini per forza maggiore
  • Allegare certificati medici, attestazioni di ricovero, dichiarazioni sostitutive
  • Richiedere la riammissione con possibilità di versare la rata mancante

Attenzione: L’accoglimento di queste istanze è discrezionale e non garantito. AdER valuta caso per caso, e la giurisprudenza è ancora incerta.

3. Nuove rottamazioni future (eventuale “rottamazione-sexies”)

Se decadi dalla rottamazione-quinquies, l’unica speranza concreta è che il Governo approvi in futuro un’ulteriore definizione agevolata (es. “rottamazione-sexies” nella Legge di Bilancio 2027 o successiva).

Storicamente, il Governo ha introdotto rottamazioni ogni 2-3 anni:

  • 2017: Rottamazione-bis
  • 2018: Rottamazione-ter
  • 2023: Rottamazione-quater
  • 2025: Rottamazione-quinquies
  • 2027-2028?: Possibile rottamazione-sexies (ma non c’è certezza)

Quindi, se decadi ora, potresti dover attendere 2-3 anni per una nuova opportunità. Nel frattempo, il debito continuerà a maturare interessi e AdER potrà procedere con le azioni esecutive.

Alternative alla riammissione: cosa puoi fare ORA

Se sei decaduto e non riesci a ottenere la riammissione, le alternative sono:

  • Rateizzazione ordinaria: Richiedi un piano di rateizzazione standard ad AdER (fino a 120 rate in 10 anni se dimostri difficoltà economica). Dovrai pagare il debito integrale (capitale + sanzioni + interessi + aggio), ma almeno diluisci su più anni.
  • Saldo e stralcio: Se il tuo debito è molto vecchio (iscritto a ruolo da oltre 10 anni) e hai una situazione economica grave, puoi proporre un saldo e stralcio (pagamento di una percentuale del debito in cambio della cancellazione del resto).
  • Dichiarazione di disagio economico: Se non hai redditi sufficienti e non possiedi beni pignorabili, puoi presentare una dichiarazione di disagio economico per sospendere temporaneamente le azioni esecutive (ma il debito rimane).
  • Contestazione del debito: Se ritieni che il debito sia illegittimo (prescritto, già pagato, errato), puoi fare ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro i termini di decadenza.

Consiglio finale: Se sei decaduto, contatta SUBITO un CAF o commercialista. Il tempo gioca contro di te: più aspetti, più aumentano interessi e rischi di pignoramenti. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specifica sui debiti tributari e può aiutarti a trovare la soluzione migliore per la tua situazione.

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Domande frequenti sulla rottamazione-quinquies dopo la domanda

Cosa succede se non ricevo la comunicazione AdER entro il 30 giugno 2026?

Se entro il 30 giugno 2026 non hai ricevuto la comunicazione dell’esito della domanda, NON significa automaticamente che la domanda e stata rifiutata. Potrebbe esserci un ritardo nelle spedizioni postali o problemi tecnici. In questo caso, devi sollecitare l’Agenzia delle Entrate-Riscossione tramite: area riservata del portale AdER, PEC, call center 060101. Conserva sempre prova del sollecito (screenshot, ricevuta PEC) per eventuali contestazioni future.

Posso cambiare il numero di rate dopo aver ricevuto il piano di pagamento?

No. Una volta ricevuta la comunicazione con il piano di pagamento, il numero di rate scelto in fase di domanda e definitivo. Non puoi modificarlo successivamente. Se hai scelto 54 rate ma ora vorresti pagare in unica soluzione, puoi farlo versando tutte le rate residue in anticipo, ma dovrai comunque corrispondere gli interessi gia maturati sulle rate gia scadute.

Se pago una rata in ritardo di 3 giorni (entro la tolleranza), devo pagare interessi di mora?

No. Se paghi entro i 5 giorni di tolleranza previsti dalla normativa, il pagamento e considerato tempestivo e valido senza alcuna maggiorazione. NON devi pagare interessi di mora o sanzioni aggiuntive. La tolleranza serve proprio a coprire piccoli ritardi senza conseguenze.

Cosa succede alle rate gia pagate se decado dalla rottamazione-quinquies?

Le rate gia pagate NON vengono restituite. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione le trattiene come acconti sul debito originario integrale (capitale + sanzioni + interessi + aggio). Quindi, se hai pagato 3.000 euro in rate e poi decadi, quei 3.000 euro vengono scalati dal debito totale originario, ma NON ottieni il beneficio della cancellazione di sanzioni e interessi. In pratica, hai solo ridotto il debito residuo, ma senza alcun vantaggio rispetto alla situazione pre-rottamazione.

Se durante la rateizzazione mi arriva una nuova cartella esattoriale per imposte correnti, decade la rottamazione?

Dipende. Se la nuova cartella riguarda debiti iscritti a ruolo DOPO la presentazione della domanda di rottamazione-quinquies, potresti decadere dal beneficio. Per evitare questo rischio, durante i 9 anni di rateizzazione (2026-2034) devi pagare SEMPRE puntualmente tutte le imposte correnti: IMU, TARI, bollo auto, contributi INPS, imposte sui redditi. Se ricevi una cartella, pagala subito o rateizzala ordinariamente, ma NON farla andare a ruolo senza gestirla.


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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:50:562026-05-31 13:02:51Rottamazione-quinquies: Cosa Succede Dopo la Domanda, dal Piano di Pagamento alla Decadenza
    CAF

    Modelli Dichiarativi 2026 Ufficiali: 730, Redditi, IRAP, 770 e CPB

    Dichiarazione dei redditi 730

    L’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente approvato i modelli dichiarativi 2026 con i relativi decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Si tratta degli strumenti fondamentali per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025, che contribuenti, professionisti e imprese dovranno utilizzare nei prossimi mesi. I modelli interessati sono: 730/2026, Redditi Persone Fisiche 2026, Redditi Società di Persone 2026, Redditi Società di Capitali 2026, IRAP 2026, 770/2026 e il nuovo Concordato Preventivo Biennale (CPB).

    Le novità principali di quest’anno riguardano l’introduzione definitiva del Concordato Preventivo Biennale per i contribuenti in regime forfettario e semplificato, l’aggiornamento delle detrazioni fiscali per figli a carico e spese detraibili, e nuove modalità di compilazione per i redditi esteri e le criptovalute. In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio tutti i modelli, le scadenze 2026 e le principali modifiche normative.

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    Indice dei contenuti

    1. Panoramica dei Modelli Dichiarativi 2026
    2. Modello 730/2026: Ordinario e Precompilato
    3. Modello Redditi Persone Fisiche 2026
    4. Modelli Redditi SC e SP 2026
    5. Modello IRAP 2026
    6. Modello 770/2026
    7. Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026
    8. Scadenze Dichiarative 2026
    9. Novità 2026 rispetto al 2025
    10. Come il CAF può Assisterti

    Panoramica dei Modelli Dichiarativi 2026

    I modelli dichiarativi 2026 approvati dall’Agenzia delle Entrate rappresentano l’insieme degli strumenti fiscali necessari per dichiarare i redditi percepiti nel periodo d’imposta 2025. L’approvazione ufficiale è avvenuta con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, pubblicato sul sito istituzionale e successivamente in Gazzetta Ufficiale.

    I modelli sono accompagnati dalle istruzioni ufficiali, dai prospetti di controllo e dalle tabelle di concordanza tra i righi dei modelli e i campi della dichiarazione. Ogni modello è disponibile in formato PDF compilabile e in versione telematica attraverso i software di compilazione dedicati.

    Elenco completo dei modelli 2026

    • Modello 730/2026 (ordinario e precompilato) – per lavoratori dipendenti e pensionati
    • Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (PF) – per tutti i contribuenti persone fisiche
    • Modello Redditi Società di Persone 2026 (SP) – per snc, sas e società semplici
    • Modello Redditi Società di Capitali 2026 (SC) – per srl, spa, sapa e cooperative
    • Modello IRAP 2026 – per chi svolge attività autonoma organizzata
    • Modello 770/2026 – dichiarazione sostituti d’imposta
    • Modello CPB 2026 – Concordato Preventivo Biennale (novità)

    Ogni modello ha quadri specifici per diverse tipologie di reddito: Quadro RC (redditi da lavoro dipendente), Quadro RP (oneri detraibili e deducibili), Quadro RW (attività e investimenti esteri), Quadro W (criptovalute), Quadro LM (redditi esteri), e molti altri.

    Modello 730/2026: Ordinario e Precompilato

    Il Modello 730/2026 è il modello semplificato dedicato ai lavoratori dipendenti e pensionati che permette di ottenere il rimborso IRPEF direttamente in busta paga o sul cedolino della pensione, senza dover effettuare versamenti diretti. La principale novità del 2026 è l’ulteriore ampliamento della platea dei dati precompilati, che ora include anche le spese veterinarie, le polizze assicurative per rischio eventi calamitosi e i contributi previdenziali versati alle casse professionali.

    730 Ordinario vs 730 Precompilato

    Il 730 precompilato viene messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 30 aprile 2026 nell’area riservata del portale. Contiene i dati già acquisiti dall’Agenzia tramite le Certificazioni Uniche (CU) inviate dai datori di lavoro, gli enti pensionistici e le comunicazioni delle spese detraibili/deducibili inviate da banche, assicurazioni, università, farmacie e strutture sanitarie.

    Il contribuente può:

    • Accettare il 730 precompilato così com’è (senza controlli da parte dell’Agenzia)
    • Modificare aggiungendo/correggendo dati (con possibili controlli documentali)
    • Compilare da zero il 730 ordinario tramite CAF o professionista abilitato

    Chi può presentare il 730/2026

    Possono utilizzare il Modello 730/2026:

    • Lavoratori dipendenti con un sostituto d’imposta (anche se il rapporto è cessato)
    • Pensionati che percepiscono pensioni da enti previdenziali
    • Percettori di indennità sostitutive (NASPI, DIS-COLL, cassa integrazione)
    • Soci di cooperative che hanno percepito compensi assimilati al lavoro dipendente
    • Personale della scuola con contratto a tempo determinato
    • Giudici costituzionali, parlamentari nazionali ed europei

    NON possono usare il 730 coloro che hanno partita IVA attiva, redditi da lavoro autonomo occasionale superiori a 5.000 euro, redditi da locazione con cedolare secca per la prima volta, o plusvalenze da cessione immobili soggette a imposta sostitutiva.

    Novità 730/2026: nuove detrazioni e quadri aggiornati

    Le principali modifiche al Modello 730/2026 rispetto all’anno precedente riguardano:

    • Detrazione figli a carico maggiorenni: importo aumentato a 1.000 euro per ogni figlio di età compresa tra 21 e 24 anni (prima era 950 euro)
    • Detrazione spese universitarie: massimale innalzato in base agli indicatori ANVUR per area geografica e tipologia di corso
    • Bonus ristrutturazione: conferma della detrazione al 50% fino a 96.000 euro per spese sostenute entro il 31 dicembre 2025
    • Superbonus: cessione del credito ancora disponibile per i lavori con CILA presentata entro il 15 ottobre 2025
    • Quadro W (criptovalute): nuovo sistema di tassazione con aliquota al 33% sulle plusvalenze superiori a 2.000 euro
    • Quadro RW: nuovi obblighi dichiarativi per wallet digitali esteri e piattaforme exchange non italiane

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    Modello Redditi Persone Fisiche 2026

    Il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 (ex Unico PF) è il modello dichiarativo completo utilizzato da tutte le persone fisiche che non possono o non vogliono presentare il 730. È obbligatorio per chi ha partita IVA, percepisce redditi da lavoro autonomo, ha redditi da locazione con opzione per la cedolare secca dichiarata per la prima volta, o ha realizzato plusvalenze finanziarie soggette a tassazione ordinaria.

    Struttura del Modello Redditi PF 2026

    Il modello è composto da un frontespizio e numerosi quadri tematici. I principali sono:

    • Quadro RA: Redditi dei terreni
    • Quadro RB: Redditi dei fabbricati
    • Quadro RC: Redditi da lavoro dipendente e assimilati
    • Quadro RE: Redditi da lavoro autonomo (professionisti in contabilità semplificata)
    • Quadro RF: Redditi d’impresa (contabilità semplificata e regime forfettario)
    • Quadro RG: Redditi di impresa in contabilità ordinaria
    • Quadro RH: Redditi di partecipazione in società di persone
    • Quadro RL: Redditi da lavoro autonomo occasionale
    • Quadro RM: Redditi diversi (plusvalenze, altri redditi)
    • Quadro RT: Plusvalenze di natura finanziaria
    • Quadro RW: Investimenti e attività finanziarie all’estero (monitoraggio fiscale)
    • Quadro W: Criptovalute e attività in valuta virtuale
    • Quadro RP: Oneri detraibili e deducibili
    • Quadro RN: Calcolo IRPEF e addizionali
    • Quadro RX: Compensazioni e eccedenze

    Regime Forfettario nel Modello Redditi PF 2026

    I contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014) compilano il Quadro LM del Modello Redditi PF. Nel 2026 le principali novità riguardano:

    • Limite ricavi/compensi: confermato a 85.000 euro annui
    • Aliquota sostitutiva: 15% (5% per i primi 5 anni se nuova attività)
    • Cause di esclusione: partecipazione a società, controllo SRL, redditi lavoro dipendente superiori a 30.000 euro
    • Concordato Preventivo Biennale: opzione disponibile anche per i forfettari (vedi sezione dedicata)

    Il reddito imponibile si determina applicando ai ricavi/compensi il coefficiente di redditività previsto per il codice ATECO dell’attività (dal 40% al 86%).

    Quadro RW e attività estere: nuovi obblighi

    Il Quadro RW (monitoraggio fiscale) è obbligatorio per chi detiene investimenti o attività finanziarie all’estero. Le novità 2026 includono:

    • Conto corrente estero: obbligo di indicazione se il saldo supera i 15.000 euro anche per un solo giorno nell’anno
    • Criptovalute su exchange esteri: vanno indicate nel Quadro RW se la giacenza media supera i 15.000 euro
    • Sanzioni IVAFE: per conti non dichiarati, sanzione dal 3% al 15% del valore con un minimo di 258 euro
    • IVAFE 2026: aliquota confermata allo 0,2% annuo sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero

    Modelli Redditi SC e SP 2026

    I Modelli Redditi Società di Capitali (SC) e Società di Persone (SP) sono destinati alle diverse forme societarie per la dichiarazione dei redditi prodotti nel 2025.

    Modello Redditi SC 2026 (Società di Capitali)

    Il Modello SC deve essere presentato da:

    • Società per Azioni (SPA)
    • Società a Responsabilità Limitata (SRL)
    • Società in Accomandita per Azioni (SAPA)
    • Società Cooperative
    • Enti commerciali (consorzi, associazioni con attività commerciale)

    Le principali novità del Modello SC 2026 riguardano:

    • Aliquota IRES: confermata al 24% sul reddito imponibile
    • ACE (Aiuto alla Crescita Economica): agevolazione sospesa definitivamente dal 2024
    • Patent Box: regime agevolato per redditi derivanti da beni immateriali, con aliquota ridotta
    • Transizione 5.0: crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0 e 5.0 fino al 45% dell’investimento
    • Maxi-ammortamento: possibilità di dedurre il 120% del costo di acquisto per beni strumentali nuovi

    Modello Redditi SP 2026 (Società di Persone)

    Il Modello SP è utilizzato da:

    • Società in Nome Collettivo (SNC)
    • Società in Accomandita Semplice (SAS)
    • Società Semplici
    • Associazioni tra professionisti
    • Studi associati

    Il modello SP non calcola direttamente le imposte (che sono a carico dei soci in base alla loro quota), ma serve a determinare il reddito complessivo che verrà poi attribuito per trasparenza ai singoli soci, i quali lo indicheranno nel proprio Quadro RH del Modello Redditi PF.

    Novità 2026 per il Modello SP:

    • Nuovi prospetti di dettaglio per la determinazione del reddito da trasferire ai soci
    • Obbligo di indicazione delle percentuali di partecipazione di ciascun socio
    • Quadro RU: calcolo ritenute operate dalla società come sostituto d’imposta

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    Modello IRAP 2026

    L’IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive) è un tributo dovuto da chi esercita un’attività autonomamente organizzata, con un’aliquota ordinaria del 3,9% (con possibili variazioni regionali). Il Modello IRAP 2026 deve essere presentato insieme alla dichiarazione dei redditi da parte di imprese, professionisti con dipendenti o collaboratori, enti commerciali e pubbliche amministrazioni.

    Chi deve presentare l’IRAP 2026

    L’obbligo di presentazione del Modello IRAP sussiste per:

    • Società di capitali (SRL, SPA, cooperative)
    • Società di persone (SNC, SAS) con attività commerciale
    • Ditte individuali in contabilità ordinaria o semplificata
    • Professionisti con almeno un dipendente o collaboratore continuativo
    • Enti non commerciali che svolgono attività commerciale in modo organizzato
    • Pubbliche amministrazioni e enti pubblici

    Esenzioni IRAP 2026:

    • Professionisti senza dipendenti che lavorano in forma autonoma (studio individuale)
    • Regime forfettario: i contribuenti forfettari sono esenti IRAP
    • Piccoli produttori agricoli con volume d’affari inferiore a 7.000 euro

    Novità IRAP 2026

    Le principali modifiche al Modello IRAP 2026 includono:

    • Deduzione del costo del lavoro: innalzata la deduzione forfettaria per ogni dipendente a tempo indeterminato
    • Cuneo fiscale: ulteriore riduzione IRAP per le assunzioni di under 35 e donne con figli
    • Aliquote regionali: alcune Regioni hanno modificato le aliquote (Lazio: 4,82%, Campania: 4,65%)
    • Base imponibile: nuovi criteri di calcolo per banche, assicurazioni e società finanziarie

    Il versamento IRAP avviene con le stesse modalità e scadenze dell’IRPEF/IRES: saldo 2025 entro il 30 giugno 2026 (o luglio con maggiorazione 0,4%) e primo acconto 2026 entro la stessa data.

    Modello 770/2026

    Il Modello 770/2026 è la dichiarazione che i sostituti d’imposta (datori di lavoro, enti pensionistici, amministratori di condominio) devono presentare per comunicare le ritenute fiscali operate nell’anno 2025 su salari, pensioni, compensi professionali, dividendi, provvigioni e altri redditi.

    Struttura del Modello 770/2026

    Il modello si compone di due sezioni principali:

    • Modello 770 Semplificato: per ritenute su redditi da lavoro dipendente, pensioni, assimilati (corrisponde ai dati delle Certificazioni Uniche)
    • Modello 770 Ordinario: per ritenute su redditi di capitale, dividendi, provvigioni, compensi professionali, redditi diversi

    Chi deve presentare il 770/2026

    Sono obbligati alla presentazione del Modello 770:

    • Datori di lavoro con dipendenti o collaboratori
    • Società che erogano compensi ad amministratori
    • Professionisti che hanno ritenute su compensi a collaboratori
    • Amministratori di condominio che pagano fornitori soggetti a ritenuta d’acconto
    • Enti pensionistici (INPS, casse previdenziali)
    • Intermediari finanziari che operano ritenute su interessi e dividendi

    Modello 770 per condomini: novità 2026

    Gli amministratori di condominio devono presentare il 770 Ordinario per comunicare le ritenute d’acconto del 4% operate sui pagamenti a fornitori per prestazioni soggette a ritenuta (idraulici, elettricisti, manutentori, professionisti).

    Le novità 2026 per i condomini includono:

    • Comunicazione dati Superbonus: obbligo di indicare nel 770 i dati relativi alle cessioni di credito e sconti in fattura per lavori edilizi
    • Nuovo prospetto per la rendicontazione delle spese condominiali detraibili dai singoli condòmini
    • Sanzioni ridotte: per dichiarazione tardiva ma entro 90 giorni dalla scadenza, sanzione fissa di 25 euro per ogni percipiente (anziché 100 euro)

    Scadenza Modello 770/2026

    Il termine di presentazione del Modello 770/2026 è fissato al 31 ottobre 2026. La trasmissione deve avvenire esclusivamente in via telematica attraverso:

    • Entratel/Fisconline (servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate)
    • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)

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    Concordato Preventivo Biennale (CPB) 2026

    Il Concordato Preventivo Biennale (CPB) è una delle novità più rilevanti introdotte dalla Riforma Fiscale 2026. Si tratta di un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate che consente di determinare in anticipo il reddito imponibile per i successivi due anni fiscali (2026-2027), con vantaggi in termini di certezza fiscale e riduzione degli adempimenti.

    Come funziona il Concordato Preventivo Biennale

    Il CPB è basato su un algoritmo elaborato dall’Agenzia delle Entrate che, analizzando i dati storici del contribuente (ricavi, costi, ISA), propone un reddito presuntivo per i prossimi due anni. Il contribuente può:

    • Accettare la proposta dell’Agenzia
    • Rifiutare e continuare con la dichiarazione ordinaria
    • Negoziare (in casi particolari, con motivazione documentata)

    Una volta accettato, il contribuente si impegna a versare le imposte calcolate sul reddito concordato, indipendentemente dal reddito effettivo realizzato (entro certi limiti). Questo elimina i controlli sugli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) per i due anni di validità del concordato.

    Chi può aderire al CPB 2026

    Possono accedere al Concordato Preventivo Biennale:

    • Contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014)
    • Imprese e professionisti in contabilità semplificata
    • Soggetti ISA (con punteggio di affidabilità almeno 8)

    Sono esclusi dal CPB:

    • Società di capitali (SRL, SPA)
    • Contribuenti in regime ordinario di contabilità
    • Chi ha debiti fiscali superiori a 5.000 euro
    • Soggetti con attività iniziata da meno di 3 anni

    Vantaggi e svantaggi del CPB

    Vantaggi:

    • Certezza fiscale: nessun controllo ISA per 2 anni
    • Pianificazione finanziaria: imposte note in anticipo
    • Semplificazione: meno adempimenti e documenti da conservare
    • Sconto IRPEF: riduzione del 10% sulle imposte per chi accetta entro i termini

    Svantaggi:

    • Se il reddito effettivo è inferiore al concordato, si pagano più imposte
    • In caso di crisi economica, il contribuente resta vincolato al reddito concordato
    • Difficile uscire anticipatamente dal concordato (salvo cause di forza maggiore)

    Scadenza adesione CPB 2026

    L’adesione al Concordato Preventivo Biennale per il biennio 2026-2027 deve avvenire entro il 30 giugno 2026, contestualmente alla presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025. La proposta viene visualizzata nell’area riservata del sito Agenzia delle Entrate a partire da aprile 2026.

    Scadenze Dichiarative 2026

    Le scadenze fiscali 2026 per la presentazione dei modelli dichiarativi sono stabilite dal calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate. Di seguito il riepilogo completo con le date da rispettare per evitare sanzioni.

    Tabella Scadenze Modelli Dichiarativi 2026

    ModelloScadenza OrdinariaScadenza con ProrogaModalità
    730/2026 Precompilato30 settembre 202625 ottobre 2026 (con CAF/professionista)Telematica
    730/2026 Ordinario30 giugno 2026–Telematica tramite CAF
    Redditi PF 202630 novembre 2026–Telematica
    Redditi SP/SC 202630 novembre 2026–Telematica
    IRAP 202630 novembre 2026–Telematica
    770/202631 ottobre 2026–Telematica
    Concordato Biennale30 giugno 2026–Telematica

    Scadenze versamenti imposte 2026

    Oltre alla presentazione dei modelli, è importante rispettare le scadenze di versamento delle imposte dovute:

    • Saldo IRPEF/IRES 2025: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
    • Primo acconto IRPEF/IRES 2026: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
    • Secondo acconto IRPEF/IRES 2026: entro il 30 novembre 2026
    • Cedolare secca: stesse scadenze IRPEF
    • IVA annuale 2025: entro il 16 marzo 2026

    I versamenti si effettuano tramite Modello F24 con i codici tributo specifici per ciascuna imposta.

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    Novità 2026 rispetto al 2025

    I modelli dichiarativi 2026 presentano numerose innovazioni rispetto all’anno precedente, derivanti dalle modifiche normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e dai decreti attuativi della Riforma Fiscale. Ecco le principali novità:

    1. Concordato Preventivo Biennale per forfettari

    La novità più rilevante è l’estensione del Concordato Preventivo Biennale anche ai contribuenti in regime forfettario. Prima era disponibile solo per chi applica gli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità). Ora anche i forfettari possono concordare il reddito per due anni, con vantaggi in termini di pianificazione e riduzione dei controlli.

    2. Tassazione criptovalute al 33%

    Dal 2026, le plusvalenze su criptovalute sono tassate con aliquota al 33% (prima era 26%). L’imposta si applica solo se le plusvalenze superano la soglia di 2.000 euro annui. Il Quadro W è stato completamente rinnovato per gestire le nuove modalità di calcolo e dichiarazione.

    3. Detrazioni figli maggiorenni aumentate

    La detrazione per figli a carico maggiorenni (età 21-24 anni) passa da 950 euro a 1.000 euro. Inoltre, viene introdotta una maggiorazione di 200 euro per ogni figlio con disabilità grave (Legge 104, comma 3).

    4. Bonus ristrutturazione: ultime chance 2026

    Il bonus ristrutturazione al 50% (detrazione su spese fino a 96.000 euro) è confermato per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2025, dichiarate nel 730/2026 o Redditi PF 2026. Dal 2027 la detrazione scenderà al 36% con massimale ridotto a 48.000 euro.

    5. Precompilata arricchita: più dati automatici

    Il 730 precompilato 2026 include nuovi dati automatici:

    • Spese veterinarie comunicate direttamente dalle cliniche veterinarie
    • Polizze assicurative rischio calamità (terremoto, alluvione) per immobili
    • Contributi casse previdenziali (avvocati, commercialisti, geometri, ingegneri)
    • Spese asili nido con indicazione puntuale delle mensilità pagate

    6. Quadro RW: obbligo wallet digitali esteri

    Dal 2026 diventa obbligatorio indicare nel Quadro RW anche i wallet digitali detenuti presso piattaforme exchange estere (es. Binance, Kraken, Coinbase) se la giacenza media annua supera i 15.000 euro. Le sanzioni per omessa dichiarazione vanno dal 3% al 15% del valore detenuto.

    7. Regime forfettario: limite a 85.000 euro confermato

    Il limite di ricavi/compensi per il regime forfettario resta fissato a 85.000 euro annui. Le cause di esclusione restano invariate: partecipazione a SRL, redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000 euro, cessione di beni strumentali per oltre 20.000 euro.

    8. Superbonus: ultime cessioni 2026

    Nel 730/2026 è ancora possibile fruire delle detrazioni Superbonus per lavori con CILA presentata entro il 15 ottobre 2025. La cessione del credito è consentita solo per lavori iniziati entro quella data. Dal 2027 il Superbonus sarà sostituito da nuove agevolazioni con aliquote ridotte.

    Come il CAF può Assisterti nella Compilazione

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la compilazione e l’invio di tutti i modelli dichiarativi 2026. I nostri operatori qualificati ti seguono passo passo, verificando la correttezza dei dati e ottimizzando le detrazioni spettanti per ridurre al massimo il carico fiscale.

    Servizi CAF per i modelli dichiarativi 2026

    • Compilazione 730/2026 (ordinario e precompilato) con verifica ed eventuale modifica dei dati
    • Compilazione Modello Redditi PF 2026 per partite IVA, professionisti, locatori
    • Dichiarazione IRAP per imprese e professionisti con dipendenti
    • Consulenza Concordato Preventivo Biennale: valutiamo insieme se conviene aderire
    • Gestione Quadro RW per attività estere, conti esteri, immobili all’estero
    • Dichiarazione criptovalute (Quadro W) con calcolo plusvalenze e imposte sostitutive
    • Modello 770 per amministratori di condominio e piccole imprese
    • Calcolo convenienza tra regime ordinario, semplificato e forfettario

    Perché scegliere il CAF Centro Fiscale

    Il CAF Centro Fiscale è un punto di riferimento a Udine per la consulenza fiscale e previdenziale. Ecco i nostri punti di forza:

    • Esperienza locale: conosciamo le specificità del territorio friulano (sistema tavolare, agevolazioni regionali)
    • Competenza specializzata: i nostri operatori sono costantemente aggiornati sulle novità fiscali
    • Assistenza post-dichiarazione: ti supportiamo anche in caso di comunicazioni o controlli dell’Agenzia delle Entrate
    • Servizio completo: oltre al 730, gestiamo ISEE, successioni, NASPI, pensioni, pratiche patronato
    • Prezzi trasparenti: nessun costo nascosto, preventivo chiaro prima di iniziare

    Documenti da portare al CAF

    Per la compilazione del 730/2026 o del Modello Redditi PF, porta con te:

    • Documento d’identità e codice fiscale
    • Certificazione Unica 2026 (CU) ricevuta dal datore di lavoro o ente pensionistico
    • Visure catastali degli immobili posseduti
    • Contratti di locazione (se hai affittato immobili)
    • Scontrini e fatture di spese sanitarie, farmaci, visite mediche
    • Ricevute spese universitarie, asili nido, scuole paritarie
    • Fatture ristrutturazioni edilizie e bonifici per bonus casa
    • Polizze assicurative vita/infortuni
    • Ricevute mutui prima casa (interessi passivi)
    • Certificati contributi versati a fondi pensione o casse professionali
    • Documentazione attività estere (estratti conto, giacenze medie)
    • Report plusvalenze crypto (export da exchange)

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    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sui Modelli Dichiarativi 2026

    Quando scade il 730/2026?

    Il 730 precompilato puo essere presentato entro il 30 settembre 2026 (25 ottobre se tramite CAF). Il 730 ordinario scade il 30 giugno 2026.

    Chi deve presentare il Modello Redditi PF invece del 730?

    Devono usare il Modello Redditi PF i titolari di partita IVA, chi ha redditi da lavoro autonomo, chi dichiara per la prima volta la cedolare secca, chi ha plusvalenze finanziarie o immobiliari soggette a imposta sostitutiva.

    Cos’e il Concordato Preventivo Biennale?

    E un accordo tra contribuente e Agenzia delle Entrate per determinare in anticipo il reddito imponibile per due anni (2026-2027). Elimina i controlli ISA e garantisce certezza fiscale, ma vincola al reddito concordato anche se quello effettivo e inferiore.

    Come si dichiarano le criptovalute nel 2026?

    Le criptovalute vanno dichiarate nel Quadro W del Modello Redditi PF. Le plusvalenze superiori a 2.000 euro sono tassate con aliquota del 33 percento. Va indicato anche il valore della giacenza media annua su wallet ed exchange esteri nel Quadro RW.

    Quanto costa far fare il 730 al CAF?

    Il costo varia in base alla complessita della dichiarazione. Per un 730 semplice (solo CU e spese sanitarie) si parte da 50-80 euro. Per dichiarazioni piu complesse con immobili, locazioni, bonus casa il costo sale a 100-150 euro. Il CAF Centro Fiscale fornisce sempre un preventivo trasparente.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi 2026?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione del 730, Modello Redditi, IRAP, 770 e Concordato Preventivo Biennale. I nostri operatori qualificati verificano ogni dato e ottimizzano le tue detrazioni.

    Contattaci su WhatsApp

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      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
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      In base a 920 recensioni
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-02-28 09:36:542026-05-31 16:17:07Modelli Dichiarativi 2026 Ufficiali: 730, Redditi, IRAP, 770 e CPB
      CAF

      Modello 770/2026: Guida Completa, Scadenze e Istruzioni di Compilazione

      Modello 770 e certificazione unica

      Il Modello 770/2026 è la dichiarazione che i sostituti d’imposta devono presentare all’Agenzia delle Entrate per comunicare le ritenute d’acconto operate nell’anno precedente, i compensi erogati e le relative imposte versate. Si tratta di un adempimento fondamentale per aziende, professionisti, condomini e tutti coloro che hanno effettuato pagamenti soggetti a ritenuta fiscale nel corso del 2025.

      La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello 770/2026 è fissata al 31 ottobre 2026, mentre chi presenta con ritardo può avvalersi del ravvedimento operoso entro 90 giorni dalla scadenza, pagando le relative sanzioni ridotte. Il modello si compone di diverse sezioni (Quadro ST, Quadro SX, Quadro SV) che devono essere compilate con attenzione per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni amministrative significative.

      Questa guida completa spiega chi deve presentare il Modello 770, quali dati inserire, come compilare correttamente ogni quadro e quali sono le sanzioni in caso di omissioni o ritardi. Inoltre, analizzeremo il collegamento tra il Modello 770 e la Certificazione Unica (CU), un documento strettamente correlato ma con finalità diverse.

      Scadenze 2026: Date da Ricordare

      La scadenza ordinaria per la presentazione del Modello 770/2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) è il 31 ottobre 2026. Questa data è fissa e non subisce proroghe salvo disposizioni straordinarie emanate dal Governo.

      Calendario completo delle scadenze 2026:

      AdempimentoScadenzaNote
      Invio Certificazione Unica17 marzo 2026CU ordinaria ai percipienti e Agenzia Entrate
      CU per lavoro autonomo31 marzo 2026Solo per professionisti
      Presentazione Modello 770/202631 ottobre 2026Scadenza ordinaria
      Ravvedimento sprint (14 giorni)14 novembre 2026Sanzione ridotta 1/10
      Ravvedimento breve (90 giorni)29 gennaio 2027Sanzione ridotta 1/9

      È fondamentale rispettare la scadenza del 31 ottobre per evitare sanzioni. Chi non riesce a presentare entro questa data può ricorrere al ravvedimento operoso, pagando sanzioni ridotte proporzionali al ritardo.

      Dati da Dichiarare nel Modello 770

      Il Modello 770/2026 richiede la comunicazione di numerosi dati fiscali relativi all’anno d’imposta 2025. I principali elementi da dichiarare sono:

      1. Ritenute IRPEF operate su redditi di lavoro dipendente, assimilati e autonomo
      2. Addizionali regionali e comunali IRPEF trattenute ai dipendenti
      3. Ritenute su dividendi e proventi da partecipazioni societarie (26% o 1,20%)
      4. Ritenute su interessi e altri redditi di capitale
      5. Ritenute su canoni di locazione (cedolare secca 21% o 10%)
      6. Compensi corrisposti a collaboratori, consulenti, agenti, mediatori
      7. Provvigioni erogate e relative ritenute del 23%
      8. Indennità di fine rapporto (TFR) e tassazione separata
      9. Crediti d’imposta utilizzati in compensazione dal sostituto
      10. Assistenza fiscale prestata (730 e relativi conguagli)

      Tutti questi dati devono essere riportati nei quadri specifici del modello 770, che analizzeremo nelle sezioni successive.

      Quadro ST: Ritenute Operate

      Il Quadro ST è il cuore del Modello 770. In questa sezione vanno riportate tutte le ritenute IRPEF operate dal sostituto d’imposta nel corso dell’anno d’imposta, suddivise per tipologia di reddito e periodo.

      Struttura del Quadro ST:

      • Sezione 1: Ritenute su redditi di lavoro dipendente e assimilati
      • Sezione 2: Ritenute su redditi di lavoro autonomo (professionisti, collaboratori occasionali)
      • Sezione 3: Ritenute su provvigioni erogate ad agenti e rappresentanti
      • Sezione 4: Ritenute su redditi di capitale (dividendi, interessi)
      • Sezione 5: Addizionali regionali e comunali IRPEF

      Per ogni sezione è necessario indicare:

      • Codice tributo (es. 1001 per IRPEF dipendenti, 1040 per autonomi)
      • Mese di riferimento
      • Importo delle ritenute operate
      • Importo versato tramite F24
      • Eventuali compensazioni effettuate

      Esempio di compilazione Quadro ST – Ritenute dipendenti:

      MeseCod. TributoRitenute OperateVersato F24Differenza
      Gennaio 202510015.200 euro5.200 euro0
      Febbraio 202510015.350 euro5.350 euro0
      Marzo 202510015.180 euro5.180 euro0
      … (altri mesi)…………

      In caso di discordanza tra ritenute operate e versamenti effettuati, il Modello 770 evidenzia automaticamente le anomalie che potrebbero generare richieste di chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Quadro SX: Compensi e Redditi Diversi

      Il Quadro SX contiene i dati relativi ai compensi erogati a soggetti non residenti, a enti pubblici e privati, e altre tipologie di redditi soggetti a ritenuta particolare. Questo quadro include anche le informazioni sulle certificazioni uniche (CU) già trasmesse.

      Informazioni richieste nel Quadro SX:

      • Codice fiscale del percipiente
      • Tipologia di reddito corrisposto
      • Ammontare lordo erogato
      • Ritenuta applicata
      • Data di pagamento
      • Causale del pagamento (lavoro autonomo, provvigioni, diritti d’autore, ecc.)

      Un esempio tipico riguarda i compensi a professionisti:

      • Compenso lordo: 10.000 euro
      • Ritenuta d’acconto 20%: 2.000 euro
      • Netto erogato: 8.000 euro

      Il Quadro SX deve riportare sia il lordo (10.000 euro) che la ritenuta operata (2.000 euro), per permettere all’Agenzia delle Entrate di verificare la correttezza dell’adempimento.

      Quadro SV: Trattenute per Assistenza Fiscale

      Il Quadro SV è riservato ai sostituti d’imposta che hanno prestato assistenza fiscale diretta ai propri dipendenti o pensionati, elaborando le dichiarazioni 730 e operando i relativi conguagli fiscali in busta paga.

      Dati da inserire nel Quadro SV:

      • Numero di modelli 730 elaborati
      • Importo totale dei rimborsi IRPEF erogati
      • Importo totale delle ritenute IRPEF trattenute a conguaglio
      • Crediti e debiti risultanti dai 730
      • Eventuali sospensioni o rateizzazioni concesse

      Il Quadro SV è particolarmente importante per le aziende di medie e grandi dimensioni che forniscono assistenza fiscale interna ai dipendenti, evitando così che questi si rivolgano a CAF o professionisti esterni.

      Esempio pratico: Un’azienda con 50 dipendenti elabora 45 modelli 730. Di questi, 30 risultano a credito (rimborso medio 800 euro) e 15 a debito (trattenuta media 350 euro). Il Quadro SV riporterà:

      • Rimborsi totali erogati: 24.000 euro (30 × 800)
      • Debiti totali trattenuti: 5.250 euro (15 × 350)
      • Saldo netto: -18.750 euro (a favore dei dipendenti)

      Differenza tra 770 Semplificato e Ordinario

      Fino al 2014, esistevano due versioni del Modello 770: il 770 Semplificato e il 770 Ordinario. Dal 2015, i due modelli sono stati unificati in un unico schema, ma è utile comprendere le differenze storiche per capire meglio la struttura attuale.

      770 Semplificato (ora integrato):

      • Ritenute su lavoro dipendente e assimilato
      • Ritenute su lavoro autonomo
      • Ritenute su provvigioni
      • Dati relativi alle Certificazioni Uniche

      770 Ordinario (ora integrato):

      • Ritenute su dividendi e proventi finanziari
      • Ritenute su redditi di capitale
      • Ritenute operate da condomini
      • Operazioni straordinarie (fusioni, scissioni)

      Oggi, il Modello 770 unificato contiene tutte queste informazioni in un’unica dichiarazione, semplificando (almeno in teoria) la gestione per i sostituti d’imposta.

      Certificazione Unica e Modello 770

      La Certificazione Unica (CU) e il Modello 770 sono due adempimenti strettamente collegati ma con finalità diverse. Entrambi devono essere presentati dai sostituti d’imposta, ma con scadenze e destinatari distinti.

      Certificazione Unica (CU):

      • Scadenza: 17 marzo 2026 (per CU ordinaria), 31 marzo 2026 (per lavoro autonomo)
      • Destinatari: Dipendenti, pensionati, collaboratori (consegnata al percipiente) + Agenzia delle Entrate
      • Contenuto: Redditi erogati, ritenute operate, detrazioni spettanti
      • Scopo: Permettere al contribuente di compilare la dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF)

      Modello 770:

      • Scadenza: 31 ottobre 2026
      • Destinatario: Solo Agenzia delle Entrate
      • Contenuto: Riepilogo annuale di tutte le ritenute operate, compensi erogati, versamenti effettuati
      • Scopo: Controllo fiscale da parte dell’Amministrazione finanziaria

      Relazione tra CU e 770: I dati contenuti nella CU vengono ripresi e sintetizzati nel Modello 770. In sostanza, il 770 è una dichiarazione complessiva che aggrega le informazioni già comunicate tramite le singole CU, aggiungendo dettagli sui versamenti F24 e sulle compensazioni effettuate.

      Un errore frequente è quello di considerare i due adempimenti alternativi: entrambi vanno presentati se si è operato ritenute d’acconto nel corso dell’anno.

      Compilazione Passo Passo

      La compilazione del Modello 770/2026 richiede attenzione e precisione. Ecco i passaggi fondamentali:

      1. Raccogliere la documentazione necessaria

      Prima di iniziare, assicurati di avere:

      • Libro Unico del Lavoro (LUL) con tutti i cedolini paga 2025
      • Deleghe F24 dei versamenti effettuati mensilmente
      • Fatture emesse a professionisti, collaboratori, agenti
      • Certificazioni Uniche 2026 già inviate
      • Documentazione su dividendi, interessi, canoni erogati

      2. Accedere al software di compilazione

      Il Modello 770 può essere compilato tramite:

      • Software Agenzia delle Entrate (gratuito, scaricabile dal sito ufficiale)
      • Software commerciali (TeamSystem, Zucchetti, Wolters Kluwer, ecc.)
      • Intermediari abilitati (commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)

      3. Compilare i dati anagrafici del sostituto

      Nel frontespizio inserisci:

      • Codice fiscale e partita IVA
      • Denominazione o ragione sociale
      • Indirizzo della sede legale
      • Tipologia di sostituto (impresa, professionista, condominio, ecc.)

      4. Compilare il Quadro ST (ritenute operate)

      Inserisci mese per mese:

      • Ritenute IRPEF su dipendenti (codice tributo 1001)
      • Ritenute su lavoro autonomo (codice tributo 1040)
      • Addizionali regionali e comunali
      • Importi versati con F24

      5. Compilare il Quadro SX (compensi erogati)

      Riporta per ogni percipiente:

      • Codice fiscale
      • Importo lordo corrisposto
      • Ritenuta applicata
      • Causale del pagamento

      6. Verificare la coerenza dei dati

      Il software effettua controlli automatici di coerenza tra:

      • Ritenute dichiarate e versamenti F24
      • Dati del Quadro SX e CU già trasmesse
      • Totali dei quadri e somme algebriche

      7. Generare il file telematico e inviare

      Una volta completata la compilazione:

      • Genera il file XML in formato conforme alle specifiche tecniche
      • Firma digitalmente (se obbligatorio)
      • Invia tramite Entratel o Fisconline entro il 31 ottobre 2026
      • Conserva la ricevuta di avvenuta trasmissione

      Sanzioni per Omissioni e Ritardi

      La mancata presentazione o la presentazione tardiva del Modello 770 comporta l’applicazione di sanzioni amministrative significative, calcolate in base alla gravità dell’omissione.

      Tipologie di sanzioni:

      ViolazioneSanzioneRiferimento normativo
      Omessa presentazioneDa 258 a 2.065 euroArt. 11 D.Lgs. 471/1997
      Presentazione tardiva (entro 90 giorni)Sanzione ridotta con ravvedimentoArt. 13 D.Lgs. 472/1997
      Dati incompleti o inesattiDa 258 a 2.065 euroArt. 11 D.Lgs. 471/1997
      Ritenute non versate25% – 30% dell’importo non versatoArt. 13 D.Lgs. 471/1997

      Esempio di calcolo sanzione:

      Un condominio che non presenta il Modello 770 entro il 31 ottobre 2026 rischia una sanzione da 258 euro (importo minimo) fino a 2.065 euro (importo massimo). Se il ritardo è superiore a 90 giorni, la sanzione diventa fissa e non è più possibile beneficiare del ravvedimento operoso.

      Inoltre, se le ritenute dichiarate nel 770 non sono state versate puntualmente con F24, si applica una sanzione aggiuntiva del 30% sull’importo non versato, più gli interessi di mora.

      Ravvedimento Operoso

      Il ravvedimento operoso è uno strumento che consente di regolarizzare spontaneamente la propria posizione fiscale in caso di ritardo nella presentazione del Modello 770, beneficiando di una riduzione significativa delle sanzioni.

      Tipologie di ravvedimento disponibili:

      Tipo di ravvedimentoTermineSanzione ridotta
      Ravvedimento sprintEntro 14 giorni dalla scadenza1/10 del minimo (25,80 euro)
      Ravvedimento breveEntro 30 giorni dalla scadenza1/9 del minimo (28,67 euro)
      Ravvedimento intermedioEntro 90 giorni dalla scadenza1/8 del minimo (32,25 euro)
      Ravvedimento lungoEntro 1 anno dalla scadenza1/7 del minimo (36,86 euro)
      Ravvedimento ultralungoEntro 2 anni dalla scadenza1/6 del minimo (43 euro)

      Come effettuare il ravvedimento:

      1. Presentare il Modello 770 in ritardo tramite i canali telematici
      2. Calcolare la sanzione ridotta in base al tipo di ravvedimento
      3. Versare la sanzione con F24 utilizzando il codice tributo 8911
      4. Conservare la ricevuta di pagamento e la prova di invio del modello

      Esempio pratico:

      Un’azienda presenta il Modello 770/2026 il 10 novembre 2026 (10 giorni dopo la scadenza del 31 ottobre). Rientra nel ravvedimento sprint, quindi pagherà una sanzione di 25,80 euro (1/10 del minimo di 258 euro), anziché l’intera sanzione ordinaria.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sul Modello 770/2026

      Quando si presenta il Modello 770/2026?

      Il Modello 770/2026 deve essere presentato entro il 31 ottobre 2026. Questa scadenza si riferisce alle ritenute operate nell’anno d’imposta 2025. Chi presenta in ritardo puo avvalersi del ravvedimento operoso entro 90 giorni.

      Chi deve presentare il Modello 770?

      Devono presentare il Modello 770 tutti i sostituti d’imposta che hanno operato ritenute fiscali: aziende con dipendenti, professionisti con collaboratori, condomini, societa che pagano dividendi, enti pubblici e privati.

      Qual e la differenza tra Modello 770 e Certificazione Unica?

      La Certificazione Unica va consegnata al percipiente entro marzo e comunica i redditi erogati. Il Modello 770 va presentato solo all’Agenzia delle Entrate entro ottobre e riepiloga tutte le ritenute operate e i versamenti effettuati nell’anno.

      Cosa succede se non presento il Modello 770?

      La mancata presentazione comporta sanzioni da 258 a 2.065 euro. Se le ritenute non sono state versate, si applica una sanzione aggiuntiva del 30 per cento sull’importo non versato piu interessi di mora.

      Posso correggere il Modello 770 dopo l’invio?

      Si, e possibile inviare un Modello 770 integrativo o sostitutivo in caso di errori. Se l’errore e stato rilevato dall’Agenzia delle Entrate, si applicano le sanzioni ridotte con ravvedimento operoso.


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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:26:142026-05-31 16:12:19Modello 770/2026: Guida Completa, Scadenze e Istruzioni di Compilazione
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori

      Dichiarazione dei redditi 730

      Indice dei contenuti

      1. Cos’e il 730 integrativo
      2. Scadenza 25 ottobre 2026
      3. Quando serve il 730 integrativo
      4. Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2
      5. Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo
      6. Chi puo presentare il 730 integrativo
      7. Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione
      8. Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF
      9. Modello Redditi PF correttivo nei termini
      10. Dichiarazione integrativa entro 5 anni
      11. Domande frequenti
      12. Contatta il CAF Centro Fiscale

      Hai presentato il 730 nel 2026 e ti sei accorto di aver dimenticato una spesa medica, una detrazione per i figli o un bonus edilizio? Niente panico: il 730 integrativo 2026 ti permette di correggere la dichiarazione dei redditi gia inviata, a patto che la correzione sia a tuo favore. In questa guida completa ti spieghiamo quando serve, come funziona, qual e la scadenza e cosa fare se invece l’errore e a sfavore del contribuente.

      Cos’e il 730 integrativo

      Il 730 integrativo e una dichiarazione dei redditi correttiva che il contribuente puo presentare quando, dopo aver inviato il modello 730 ordinario, si accorge di errori od omissioni che comportano un maggior credito, un minor debito o un’imposta invariata.

      In pratica, se hai dimenticato di inserire una spesa detraibile o deducibile, oppure hai commesso un errore di calcolo che ti ha penalizzato, puoi rimediare presentando il 730 integrativo. La normativa di riferimento e l’articolo 14 del D.M. 164/1999, che disciplina le modalita di assistenza fiscale.

      Attenzione: il 730 integrativo puo essere utilizzato solo quando la correzione produce un risultato favorevole al contribuente. Se l’errore comporta un maggior debito o un minor credito, la procedura e diversa (ne parliamo piu avanti nella sezione dedicata al Modello Redditi PF).

      Scadenza 25 ottobre 2026

      La scadenza per presentare il 730 integrativo 2026 e fissata al 25 ottobre 2026. Questa data vale per le dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2025, cioe per il 730 ordinario presentato entro il 30 settembre 2026.

      Ecco le date chiave da tenere a mente:

      AdempimentoScadenza
      730 ordinario (precompilato e non)30 settembre 2026
      730 integrativo25 ottobre 2026
      Modello Redditi PF correttivo nei termini30 novembre 2026
      Dichiarazione integrativa (entro 5 anni)31 dicembre 2030

      Superata la data del 25 ottobre, non sara piu possibile presentare il 730 integrativo. In quel caso, per correggere errori a proprio favore bisognera ricorrere al Modello Redditi PF correttivo nei termini (entro il 30 novembre) oppure alla dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi.

      Quando serve il 730 integrativo

      Il 730 integrativo si utilizza in tutti i casi in cui ti accorgi di aver commesso un errore che ti ha fatto pagare piu tasse del dovuto o ottenere un rimborso inferiore a quello spettante. Ecco le situazioni piu comuni:

      • Spese mediche dimenticate: fatture del dentista, visite specialistiche, farmaci o dispositivi medici non inseriti nel 730 originario
      • Detrazioni per figli a carico non inserite: errore nella compilazione dei familiari a carico o nella percentuale di spettanza
      • Bonus edilizi omessi: rate del bonus ristrutturazione, ecobonus o superbonus non indicate
      • Spese scolastiche o universitarie dimenticate: rette, mense scolastiche, trasporto studenti
      • Contributi previdenziali non dedotti: contributi versati a fondi pensione complementare o riscatto laurea
      • Interessi passivi del mutuo: rata del mutuo prima casa non inserita o inserita in misura errata
      • Donazioni e erogazioni liberali: donazioni a ONLUS, partiti politici o istituzioni religiose non dichiarate
      • Errore nel sostituto d’imposta: indicazione di un datore di lavoro diverso da quello che deve effettuare il conguaglio

      In tutti questi casi, il 730 integrativo ti consente di recuperare le detrazioni o deduzioni dimenticate e ottenere il rimborso spettante direttamente in busta paga o nella rata di pensione.

      Tipi di integrazione: Tipo 1 e Tipo 2

      Esistono due tipologie di 730 integrativo, identificate con codici specifici che il CAF o il professionista abilitato devono indicare nella dichiarazione:

      730 integrativo Tipo 1 – Maggior credito o minor debito

      Il Tipo 1 si utilizza quando la correzione comporta un maggiore rimborso o un minore importo a debito rispetto al 730 originario. E il caso piu frequente: hai dimenticato una spesa detraibile e, correggendo la dichiarazione, il risultato finale migliora a tuo favore.

      Esempio pratico: nel 730 ordinario risultava un rimborso IRPEF di 350 euro. Dopo aver inserito le spese mediche dimenticate (2.000 euro di fatture), il 730 integrativo Tipo 1 ricalcola un rimborso di 700 euro. La differenza di 350 euro ti verra accreditata dal sostituto d’imposta.

      730 integrativo Tipo 2 – Sostituto d’imposta diverso

      Il Tipo 2 si utilizza quando l’unico errore riguarda i dati del sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) indicato per il conguaglio. Non cambia l’importo del rimborso o del debito, ma solo chi deve effettuare il pagamento.

      Esempio pratico: hai cambiato lavoro a maggio 2026 e nel 730 ordinario hai indicato il vecchio datore di lavoro. Con il Tipo 2 correggi solo il sostituto, indicando il nuovo datore che effettuera il conguaglio.

      Esiste anche il Tipo 3, che combina entrambe le situazioni: la correzione comporta sia un risultato piu favorevole sia la modifica del sostituto d’imposta.

      Differenza tra 730 integrativo e 730 rettificativo

      Molti contribuenti confondono il 730 integrativo con il 730 rettificativo. Sebbene entrambi servano a correggere la dichiarazione, si tratta di due procedure distinte:

      Caratteristica730 Integrativo730 Rettificativo
      Chi lo presentaIl contribuente (tramite CAF)Il CAF o professionista d’ufficio
      MotivoErrore del contribuente (spese dimenticate, dati errati)Errore del CAF nella compilazione o nel calcolo
      IniziativaSu richiesta del contribuenteDi iniziativa del CAF che si accorge dell’errore
      ResponsabilitaDel contribuenteDel CAF (che paga eventuali sanzioni)
      Scadenza25 ottobre10 novembre

      In sintesi: se l’errore e tuo (hai dimenticato una spesa, hai sbagliato un dato), presenti il 730 integrativo. Se l’errore e stato commesso dal CAF durante l’elaborazione della dichiarazione, sara il CAF stesso a presentare il 730 rettificativo e a farsi carico delle eventuali conseguenze.

      Chi puo presentare il 730 integrativo

      Questa e una delle informazioni piu importanti e meno conosciute: il 730 integrativo NON puo essere presentato in autonomia dal contribuente tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate.

      A differenza del 730 precompilato, che puoi compilare e inviare da solo, il 730 integrativo deve essere presentato obbligatoriamente tramite:

      • CAF (Centro di Assistenza Fiscale) – come il CAF Centro Fiscale
      • Professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, perito commerciale)

      Questo obbligo deriva dal fatto che il 730 integrativo richiede il visto di conformita, cioe la certificazione che i dati dichiarati corrispondono alla documentazione presentata. Solo i CAF e i professionisti abilitati possono apporre questo visto.

      Cosa portare al CAF per il 730 integrativo:

      • Copia del 730 ordinario gia presentato
      • Ricevuta di invio del 730 ordinario
      • Documentazione relativa alle spese o ai dati da integrare (fatture, ricevute, certificazioni)
      • Documento di identita e codice fiscale
      • Eventuale nuova CU se il sostituto d’imposta e cambiato

      Cosa succede al rimborso dopo l’integrazione

      Dopo la presentazione del 730 integrativo, il meccanismo del rimborso segue un percorso specifico che dipende dalla tempistica e dal tipo di integrazione:

      Se il conguaglio del 730 ordinario non e ancora avvenuto

      In questo caso, il sostituto d’imposta (datore di lavoro o INPS) ricevera direttamente il nuovo prospetto di liquidazione e applichera il conguaglio corretto. Riceverai l’intero rimborso aggiornato in un’unica soluzione.

      Se il conguaglio del 730 ordinario e gia stato effettuato

      Il sostituto d’imposta dovra effettuare un conguaglio aggiuntivo per la differenza tra il rimborso gia erogato e quello spettante dopo l’integrazione. Questo secondo conguaglio avviene generalmente nella busta paga di dicembre 2026 o gennaio 2027.

      Tempistiche indicative del rimborso:

      • Lavoratori dipendenti: il rimborso aggiuntivo arriva nella busta paga di dicembre 2026 o, al massimo, nella prima busta paga utile del 2027
      • Pensionati: il rimborso viene accreditato nella rata di pensione di dicembre 2026 o gennaio 2027, tramite conguaglio INPS
      • Senza sostituto d’imposta: il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con tempistiche piu lunghe (generalmente entro 6-8 mesi)

      Errore a sfavore: serve il Modello Redditi PF

      Se dopo aver inviato il 730 ti accorgi di un errore che comporta un maggior debito o un minor credito, il 730 integrativo non e lo strumento corretto. In questo caso devi presentare il Modello Redditi PF.

      Ecco le situazioni tipiche in cui l’errore e a sfavore del contribuente:

      • Redditi non dichiarati: hai dimenticato un reddito da locazione, una collaborazione occasionale o un reddito estero
      • Detrazioni indicate in eccesso: hai inserito spese non detraibili o importi superiori a quelli effettivi
      • Familiari a carico non spettanti: hai indicato come a carico un familiare che superava la soglia di reddito
      • Bonus fruiti senza diritto: hai usufruito di agevolazioni fiscali senza averne i requisiti

      Perche non si puo usare il 730 integrativo? La norma prevede espressamente che il 730 integrativo sia riservato alle correzioni a favore del contribuente. Per le correzioni a sfavore, il legislatore ha previsto il Modello Redditi PF, che consente anche il versamento delle maggiori imposte dovute tramite modello F24.

      Modello Redditi PF correttivo nei termini

      Il Modello Redditi PF correttivo nei termini e la dichiarazione che sostituisce il 730 quando la correzione e a sfavore del contribuente, oppure quando e scaduto il termine del 25 ottobre per il 730 integrativo.

      La scadenza per il Modello Redditi PF correttivo nei termini e il 30 novembre 2026. Ecco come funziona:

      1. Compilazione: si compila un nuovo Modello Redditi PF con tutti i dati corretti, non solo le modifiche
      2. Indicazione “correttiva nei termini”: nella casella apposita del frontespizio si barra la voce “Correttiva nei termini”
      3. Calcolo differenza: si calcola la differenza tra quanto gia versato/rimborsato e quanto effettivamente dovuto
      4. Versamento con F24: se risulta un maggior debito, si versa la differenza tramite modello F24 con i codici tributo appropriati
      5. Invio telematico: si invia tramite Entratel o Fisconline entro il 30 novembre

      Vantaggi del correttivo nei termini: presentando la correzione entro il 30 novembre 2026, non si applicano sanzioni per la dichiarazione infedele. E sufficiente versare la maggiore imposta dovuta con gli interessi legali calcolati dal giorno della scadenza originaria.

      Dichiarazione integrativa entro 5 anni

      Se ti accorgi dell’errore dopo il 30 novembre 2026, puoi ancora rimediare presentando una dichiarazione integrativa entro i 5 anni successivi alla presentazione della dichiarazione originaria.

      Questa possibilita e disciplinata dall’articolo 2, comma 8, del DPR 322/1998 e si applica sia alle integrazioni a favore che a sfavore del contribuente.

      Integrazione a favore (entro 5 anni)

      Se hai dimenticato spese detraibili e te ne accorgi dopo il 30 novembre, puoi presentare un Modello Redditi PF integrativo a favore. Il credito che emerge puo essere:

      • Utilizzato in compensazione tramite F24 nella dichiarazione successiva
      • Chiesto a rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate

      Integrazione a sfavore (entro 5 anni)

      Se l’errore e a sfavore, presentare spontaneamente la dichiarazione integrativa consente di beneficiare del ravvedimento operoso, con sanzioni ridotte rispetto a quelle che si applicherebbero in caso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate:

      TempisticaSanzione ridotta
      Entro 90 giorni dalla scadenza1/9 del minimo (circa 27,78 euro)
      Entro 1 anno1/8 del minimo
      Entro 2 anni1/7 del minimo
      Oltre 2 anni1/6 del minimo
      Dopo notifica PVC1/5 del minimo

      E sempre conveniente correggere spontaneamente piuttosto che attendere un controllo dell’Agenzia delle Entrate, che comporterebbe sanzioni piene (dal 90% al 180% della maggiore imposta).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande frequenti sul 730 integrativo 2026

      Posso presentare il 730 integrativo da solo online?

      No. Il 730 integrativo puo essere presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato. Non e possibile utilizzare il portale dell’Agenzia delle Entrate o la dichiarazione precompilata per inviare un 730 integrativo. Questo perche e necessario il visto di conformita, che solo CAF e professionisti possono apporre.

      Quanto costa presentare il 730 integrativo al CAF?

      Il costo varia da CAF a CAF, ma generalmente si aggira tra i 30 e i 60 euro. Presso il CAF Centro Fiscale di Udine puoi richiedere un preventivo personalizzato. Considera che il costo del servizio e ampiamente ripagato dal maggior rimborso che ottieni grazie alla correzione.

      Quante volte posso presentare il 730 integrativo?

      Non c’e un limite al numero di 730 integrativi che puoi presentare, a patto che ciascuno sia presentato entro il 25 ottobre dell’anno di riferimento e che ogni integrazione sia a favore del contribuente. Ogni nuova dichiarazione integrativa sostituisce integralmente la precedente.

      Il 730 integrativo blocca il rimborso del 730 ordinario?

      Se il rimborso del 730 ordinario non e ancora stato erogato, il sostituto d’imposta attendera il nuovo prospetto di liquidazione del 730 integrativo ed eroghera direttamente il rimborso aggiornato. Se invece il rimborso originario e gia stato erogato, verra effettuato un conguaglio aggiuntivo per la differenza.

      Cosa succede se non correggo un errore a sfavore?

      Se non correggi spontaneamente un errore a sfavore, rischi un accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate. In quel caso, le sanzioni sono molto piu pesanti: dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta, oltre agli interessi. E quindi sempre consigliabile correggere volontariamente tramite ravvedimento operoso.

      Posso usare il 730 integrativo per aggiungere un reddito dimenticato?

      Solo se l’aggiunta del reddito dimenticato, combinata con altre correzioni, produce comunque un risultato a favore o invariato. Se l’aggiunta del reddito comporta un maggior debito, devi utilizzare il Modello Redditi PF. In caso di dubbio, il CAF ti aiutera a valutare quale strumento utilizzare.

      Devi correggere il 730? Rivolgiti al CAF Centro Fiscale

      Se hai bisogno di presentare un 730 integrativo 2026, correggere errori nella dichiarazione o verificare se hai diritto a detrazioni non ancora utilizzate, il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione.

      I nostri operatori fiscali ti guideranno nella scelta dello strumento corretto – 730 integrativo, Modello Redditi PF correttivo o dichiarazione integrativa – e si occuperanno di tutta la pratica, dalla verifica della documentazione fino all’invio telematico.

      Contattaci per un appuntamento:

      • Sede: Via Maniago 2 – 33100 Udine
      • Telefono: 0432 504 903
      • Email: info@centrofiscale.com
      • Sito web: centrofiscale.com

      Non aspettare la scadenza del 25 ottobre: prima presenti il 730 integrativo, prima riceverai il rimborso che ti spetta.

      Febbraio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-28 09:00:002026-05-31 18:20:20730 Integrativo 2026: Quando Serve, Scadenza 25 Ottobre e Come Correggere Errori
      CAF, COLF E BADANTI

      Contributi Lavoro Domestico 2026: Stop ai Bollettini Cartacei per Colf e Badanti

      colf e badanti CAF Udine

      Indice dei contenuti

      1. Cosa cambia dal 1° gennaio 2026
      2. Come pagare i contributi: metodi disponibili
      3. Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS
      4. Pagamento con MAV bancario o postale
      5. Pagamento con PagoPA
      6. Domiciliazione bancaria automatica
      7. Scadenze e calendario pagamenti 2026
      8. Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

      Dal 1° gennaio 2026 non sarà più possibile pagare i contributi INPS per colf e badanti con i tradizionali bollettini cartacei. Una rivoluzione digitale che coinvolge oltre 2 milioni di famiglie italiane che impiegano lavoratori domestici. Il pagamento dei contributi lavoro domestico dovrà avvenire esclusivamente tramite canali digitali: MAV bancario o postale, PagoPA o domiciliazione bancaria.

      Se sei un datore di lavoro domestico e fino ad oggi hai utilizzato il bollettino cartaceo per versare i contributi alla tua colf o badante, è il momento di prepararti al cambiamento. L’INPS ha eliminato definitivamente i bollettini fisici per accelerare la digitalizzazione dei servizi previdenziali e ridurre i costi amministrativi.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere: cosa cambia esattamente dal 2026, quali sono i nuovi metodi di pagamento disponibili, come registrarti al portale INPS, come scaricare i MAV digitali e come attivare la domiciliazione bancaria. Inoltre, troverai il calendario delle scadenze trimestrali e le informazioni sulle sanzioni in caso di ritardo.

      Come pagare i contributi: metodi disponibili

      I contributi INPS per colf e badanti nel 2026 possono essere pagati con tre modalità digitali:

      1. MAV bancario o postale

      Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) è un bollettino digitale che puoi pagare presso qualsiasi banca o ufficio postale, oppure tramite home banking. L’INPS genera automaticamente il MAV per ogni trimestre e lo rende disponibile nel tuo Cassetto Previdenziale.

      Come funziona:

      • Accedi al Cassetto Previdenziale con SPID, CIE o CNS
      • Scarica il file PDF del MAV (o ricevilo via email)
      • Pagalo presso la tua banca, Poste Italiane o tramite app bancaria
      • Il pagamento viene registrato automaticamente dall’INPS

      2. PagoPA

      PagoPA è il sistema unico di pagamento verso la Pubblica Amministrazione. Puoi usarlo per pagare i contributi lavoro domestico direttamente online, senza dover scaricare bollettini.

      Come funziona:

      • Accedi al portale INPS e vai nella sezione pagamenti
      • Seleziona il trimestre da pagare
      • Scegli PagoPA come metodo di pagamento
      • Completa il pagamento con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale (Satispay, PayPal, ecc.)

      Il vantaggio di PagoPA è la ricevuta immediata e la registrazione automatica del versamento nell’archivio INPS. Nessun rischio di smarrimento o ritardo postale.

      3. Domiciliazione bancaria

      La domiciliazione bancaria automatica è la soluzione più comoda: i contributi vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla scadenza trimestrale, senza che tu debba fare nulla.

      Vantaggi:

      • Zero pensieri: nessun rischio di dimenticare le scadenze
      • Nessuna commissione aggiuntiva
      • Puoi revocarla in qualsiasi momento dal Cassetto Previdenziale

      Per attivare la domiciliazione, accedi al Cassetto Previdenziale, vai nella sezione “Pagamenti” e segui la procedura guidata inserendo l’IBAN del conto corrente.

      Come accedere al Cassetto Previdenziale INPS

      Il Cassetto Previdenziale per Datori di Lavoro Domestico è l’area riservata del sito INPS dove puoi gestire tutti gli adempimenti relativi alla tua colf o badante:

      • Scaricare i bollettini MAV digitali
      • Verificare i pagamenti effettuati
      • Attivare la domiciliazione bancaria
      • Consultare lo storico contributivo
      • Comunicare variazioni contrattuali

      Come accedere:

      1. Vai su www.inps.it
      2. Clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra
      3. Accedi con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
      4. Nella barra di ricerca digita “Cassetto Previdenziale Datori Lavoro Domestico”
      5. Accedi al servizio e visualizza i tuoi MAV disponibili

      Non hai ancora SPID o CIE? È indispensabile per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere lo SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba, Infocert. La CIE (Carta d’Identità Elettronica) viene rilasciata dal tuo Comune al momento del rinnovo della carta d’identità.

      Se hai difficoltà con la registrazione o l’accesso al portale INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella procedura e aiutarti a scaricare i MAV necessari.

      Pagamento con MAV bancario o postale

      Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) rimane il metodo più utilizzato per i contributi colf e badanti. La differenza rispetto al passato è che non arriva più per posta cartacea, ma viene generato digitalmente dall’INPS.

      Dove trovi il MAV digitale:

      • Email o PEC: se hai registrato il tuo indirizzo email nel Cassetto Previdenziale, riceverai il MAV direttamente nella casella di posta circa 20 giorni prima della scadenza trimestrale
      • Cassetto Previdenziale: puoi scaricare il MAV in formato PDF in qualsiasi momento accedendo all’area riservata

      Come pagare il MAV:

      1. Home banking: la maggior parte delle banche consente di pagare i MAV inserendo il codice nell’app o sul sito web. Vai nella sezione “Pagamenti” → “Bollettini” → “MAV” e inserisci il codice di 17 cifre
      2. Sportello bancario o postale: puoi stampare il MAV e portarlo in banca o alle Poste per il pagamento in contanti o tramite addebito in conto
      3. App bancaria: molte app consentono di inquadrare il QR code del MAV con la fotocamera per compilarlo automaticamente

      Costi: il pagamento tramite MAV ha generalmente una commissione bancaria di 1-2 euro, che varia a seconda della banca. Alle Poste la commissione è di circa 2 euro per pagamento allo sportello, mentre è gratuita se paghi tramite Poste Italiane online.

      Tempo di accredito: il pagamento viene registrato dall’INPS entro 2-3 giorni lavorativi. Puoi verificare l’avvenuto accredito accedendo al Cassetto Previdenziale nella sezione “Storico pagamenti”.

      Pagamento con PagoPA

      Il sistema PagoPA è il metodo più moderno e veloce per pagare i contributi INPS lavoro domestico. Funziona in modo simile a un acquisto online: selezioni il pagamento da effettuare e completi la transazione con carta di credito, addebito in conto o wallet digitale.

      Procedura passo-passo:

      1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID/CIE
      2. Vai nella sezione “Pagamenti dovuti”
      3. Seleziona il trimestre da pagare (ad esempio: 1° trimestre 2026)
      4. Clicca su “Paga con PagoPA”
      5. Scegli il metodo di pagamento:
        • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, American Express)
        • Addebito in conto corrente
        • Wallet digitali (Satispay, PayPal, PostePay, ecc.)
        • Altri PSP (Prestatori di Servizi di Pagamento) aderenti a PagoPA
      6. Completa la transazione
      7. Ricevi la ricevuta telematica immediata via email

      Vantaggi di PagoPA:

      • Pagamento istantaneo: il versamento viene registrato subito dall’INPS
      • Ricevuta digitale: nessun documento cartaceo da conservare
      • Sicurezza: protocollo di sicurezza bancario con autenticazione forte (3D Secure)
      • Nessuna commissione aggiuntiva rispetto ai normali costi bancari

      PagoPA è particolarmente comodo se vuoi pagare i contributi direttamente dal tuo smartphone senza dover andare in banca o alle Poste. Puoi effettuare il pagamento anche pochi minuti prima della scadenza trimestrale, senza rischiare ritardi.

      Domiciliazione bancaria automatica

      La domiciliazione bancaria è la soluzione ideale per chi vuole evitare di pensare alle scadenze trimestrali. Una volta attivata, i contributi INPS per colf e badanti vengono addebitati automaticamente sul tuo conto corrente alla data di scadenza.

      Come attivare la domiciliazione bancaria:

      1. Accedi al Cassetto Previdenziale INPS
      2. Vai nella sezione “Domiciliazione bancaria”
      3. Clicca su “Attiva domiciliazione”
      4. Inserisci il tuo codice IBAN (verifica che sia corretto, l’INPS effettuerà una verifica formale)
      5. Conferma l’operazione con il tuo SPID/CIE
      6. Riceverai una email di conferma dall’INPS

      Quando parte la domiciliazione:

      La domiciliazione si attiva dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Ad esempio:

      • Se attivi la domiciliazione a gennaio 2026, partirà dal 1° trimestre 2026 (scadenza 10 aprile)
      • Se attivi la domiciliazione a marzo 2026, partirà dal 2° trimestre 2026 (scadenza 10 luglio)

      Quanto viene addebitato:

      L’addebito avviene 5 giorni prima della scadenza ufficiale del trimestre. Ad esempio, se la scadenza è il 10 aprile, l’addebito sarà il 5 aprile. In questo modo hai un margine di sicurezza e l’INPS riceve il pagamento con anticipo.

      Puoi revocare la domiciliazione?

      Sì, puoi revocare la domiciliazione in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

      Cosa succede se non hai fondi sufficienti sul conto?

      Se il giorno dell’addebito il conto non ha fondi sufficienti, la domiciliazione viene sospesa automaticamente e riceverai una comunicazione INPS. Dovrai pagare manualmente il trimestre arretrato e potrai riattivare la domiciliazione per i trimestri futuri.

      Scadenze e calendario pagamenti 2026

      I contributi INPS per colf e badanti si pagano ogni 3 mesi (trimestre) entro date fisse. Ecco il calendario completo 2026:

      TrimestrePeriodo di riferimentoScadenza pagamento
      1° trimestre 2026Gennaio – Febbraio – Marzo10 aprile 2026
      2° trimestre 2026Aprile – Maggio – Giugno10 luglio 2026
      3° trimestre 2026Luglio – Agosto – Settembre10 ottobre 2026
      4° trimestre 2026Ottobre – Novembre – Dicembre10 gennaio 2027

      Attenzione alle scadenze:

      • Il pagamento deve essere effettuato entro e non oltre il 10 del mese successivo al trimestre di riferimento
      • Se il 10 cade di sabato, domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo
      • Il MAV digitale viene reso disponibile dall’INPS circa 20 giorni prima della scadenza

      Come calcolare l’importo dei contributi:

      L’importo trimestrale dipende da:

      • Ore settimanali di lavoro della colf o badante
      • Retribuzione oraria effettiva (che deve rispettare il CCNL Lavoro Domestico)
      • Aliquota contributiva INPS (varia tra conviventi e non conviventi)

      L’INPS calcola automaticamente l’importo dovuto in base ai dati del contratto di assunzione che hai comunicato tramite il portale. Se hai dubbi sull’importo o vuoi verificare la correttezza del calcolo, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per un controllo dettagliato.

      Sanzioni per ritardi e mancati pagamenti

      Il mancato pagamento o il pagamento in ritardo dei contributi INPS per colf e badanti comporta sanzioni e interessi di mora. L’INPS applica le penalità in modo automatico, quindi è fondamentale rispettare le scadenze.

      Sanzioni per ritardo:

      • Entro 30 giorni di ritardo: sanzione del 2,5% dell’importo dovuto
      • Da 31 a 90 giorni di ritardo: sanzione del 3,75%
      • Da 91 a 365 giorni di ritardo: sanzione del 5%
      • Oltre 365 giorni: sanzione del 5,5% + interessi di mora calcolati giornalmente

      Interessi di mora:

      Oltre alla sanzione percentuale, l’INPS applica interessi di mora giornalieri calcolati sul tasso ufficiale di riferimento della BCE maggiorato di 5,5 punti percentuali. Gli interessi maturano dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento effettivo.

      Esempio pratico:

      Se devi pagare contributi per 500 euro entro il 10 aprile 2026 e paghi il 15 maggio (35 giorni di ritardo), ti verranno applicati:

      • Sanzione del 3,75% = 18,75 euro
      • Interessi di mora per 35 giorni (circa 5-6 euro, dipende dal tasso BCE)
      • Totale da pagare: circa 524 euro

      Cosa succede in caso di mancato pagamento prolungato?

      Se non paghi i contributi per più trimestri consecutivi, l’INPS può:

      • Iscrivere l’importo a ruolo (con ulteriori aggravi del 10-30%)
      • Avviare procedure di recupero forzoso tramite Agenzia Entrate-Riscossione (ex Equitalia)
      • Applicare fermo amministrativo su veicoli
      • Richiedere il pignoramento dello stipendio, pensione o conto corrente

      Inoltre, il datore di lavoro domestico inadempiente non è in regola con gli obblighi contributivi e potrebbe incorrere in sanzioni penali se la colf o badante subisce un infortunio o malattia e non risulta coperta dalla contribuzione INPS.

      Come regolarizzare i contributi arretrati:

      Se hai contributi non pagati, puoi regolarizzare spontaneamente accedendo al Cassetto Previdenziale e pagando gli arretrati con le relative sanzioni calcolate automaticamente dal sistema. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella verifica della tua posizione contributiva e nella regolarizzazione dei pagamenti.

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      Domande Frequenti sui Contributi Lavoro Domestico 2026

      Posso ancora pagare i contributi colf e badanti con bollettini cartacei nel 2026?

      No, dal 1 gennaio 2026 non e piu possibile utilizzare bollettini cartacei per i contributi INPS lavoro domestico. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite canali digitali: MAV scaricabile dal Cassetto Previdenziale, PagoPA o domiciliazione bancaria automatica.

      Come faccio a scaricare il MAV digitale per i contributi?

      Accedi al Cassetto Previdenziale INPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione Pagamenti troverai i MAV disponibili in formato PDF da scaricare e stampare. In alternativa, puoi ricevere il MAV via email se hai registrato il tuo indirizzo nel portale INPS.

      Quanto costa pagare i contributi con PagoPA?

      Il pagamento tramite PagoPA non prevede commissioni aggiuntive da parte INPS. Potresti avere solo i normali costi della tua banca o del metodo di pagamento scelto (carta di credito, addebito in conto). Generalmente le commissioni sono pari a quelle di un normale pagamento MAV bancario (1-2 euro).

      La domiciliazione bancaria e reversibile?

      Si, puoi revocare la domiciliazione bancaria in qualsiasi momento accedendo al Cassetto Previdenziale INPS. La revoca ha effetto dal trimestre successivo a quello in cui hai fatto richiesta. Dovrai quindi tornare a pagare manualmente con MAV o PagoPA.

      Cosa succede se pago i contributi in ritardo?

      Se paghi in ritardo, l’INPS applica sanzioni percentuali che variano dal 2,5 percento (entro 30 giorni) al 5,5 percento (oltre 365 giorni) piu interessi di mora giornalieri. Le sanzioni vengono calcolate automaticamente e incluse nel MAV aggiornato che troverai nel Cassetto Previdenziale.

      Posso delegare il CAF a pagare i contributi per me?

      No, il pagamento dei contributi e un adempimento personale del datore di lavoro domestico. Il CAF puo pero assisterti nella registrazione al portale INPS, nello scaricamento dei MAV, nella verifica della correttezza degli importi e nella regolarizzazione di eventuali arretrati.

      Come faccio se non ho SPID o CIE per accedere al portale INPS?

      SPID e CIE sono indispensabili per accedere ai servizi INPS. Puoi richiedere SPID gratuitamente online tramite provider come Poste ID, Aruba o Infocert. La CIE viene rilasciata dal Comune al momento del rinnovo della carta di identita. Il CAF Centro Fiscale puo aiutarti nella procedura di richiesta SPID.


      Hai Bisogno di Assistenza per i Contributi Colf e Badanti?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione completa dei contributi per il lavoro domestico:

      • Registrazione al Cassetto Previdenziale INPS
      • Scaricamento MAV digitali
      • Verifica regolarita contributiva
      • Calcolo contributi dovuti
      • Regolarizzazione arretrati e sanzioni
      • Assistenza domiciliazione bancaria
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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Febbraio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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        Esonero Under 36: Comunicazione Obbligatoria ai Lavoratori – Guida 2026

        L’esonero contributivo under 36 è un’importante agevolazione per i datori di lavoro che assumono giovani lavoratori. Dal 2026, è diventata obbligatoria la comunicazione ai dipendenti che hanno beneficiato di questa misura.

        La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere inviata entro scadenze precise e contenere informazioni specifiche sull’importo dell’esonero applicato. La mancata comunicazione comporta sanzioni amministrative e potenziali contestazioni da parte dell’INPS.

        In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega tutto quello che devi sapere sulla comunicazione obbligatoria: cosa scrivere, quando inviarla, quali modelli utilizzare e come evitare errori che potrebbero costarti caro.


        Indice dei contenuti

        1. Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36
        2. Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori
        3. Cosa Deve Contenere la Comunicazione
        4. Scadenze e Tempistiche della Comunicazione
        5. Conseguenze per la Mancata Comunicazione
        6. Modelli e Fac-Simile di Comunicazione
        7. FAQ e Casi Pratici
        8. Riferimenti Normativi Completi

        Cos’è l’Esonero Contributivo Under 36

        L’esonero contributivo under 36 è un incentivo introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020) e confermato negli anni successivi, che riduce i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le assunzioni di giovani sotto i 36 anni.

        Caratteristiche principali dell’esonero

        L’agevolazione prevede:

        • Esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro
        • Limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore (circa 666 euro mensili)
        • Durata: 36 mesi per assunzioni a tempo indeterminato, 12 mesi per apprendistato
        • Requisito anagrafico: lavoratore con età inferiore a 36 anni al momento dell’assunzione
        • Esclusioni: non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali

        Chi può beneficiare dell’esonero

        Possono accedere all’esonero contributivo giovani:

        • Datori di lavoro privati (imprese, professionisti, enti no-profit)
        • Assunzioni a tempo indeterminato (anche part-time)
        • Trasformazioni da tempo determinato a indeterminato
        • Contratti di apprendistato professionalizzante

        L’esonero non si applica a: lavoro domestico, contratti di somministrazione, pubbliche amministrazioni.

        Normativa di riferimento

        L’esonero under 36 è disciplinato da:

        • Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 10-15, L. 178/2020)
        • Circolare INPS n. 56/2021 – Istruzioni operative
        • Messaggio INPS n. 1381/2021 – Codici contributivi
        • Legge di Bilancio 2026 (L. 207/2025) – Proroga e modifiche

        Perché è Obbligatoria la Comunicazione ai Lavoratori

        Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha introdotto l’obbligo di comunicazione ai lavoratori che hanno beneficiato dell’esonero contributivo under 36. Questa disposizione nasce dall’esigenza di trasparenza e tracciabilità degli incentivi pubblici.

        Finalità della comunicazione obbligatoria

        La comunicazione serve a:

        • Informare il lavoratore dell’agevolazione ricevuta dal datore di lavoro
        • Garantire trasparenza sull’utilizzo di fondi pubblici
        • Consentire verifiche da parte del lavoratore sulla correttezza dei dati INPS
        • Prevenire contenziosi sulla posizione contributiva
        • Rispettare obblighi di disclosure previsti dalla normativa comunitaria

        Base normativa dell’obbligo

        L’obbligo di comunicazione è previsto da:

        • Circolare INPS n. 12/2026 (15 gennaio 2026) – Comunicazione obbligatoria esonero under 36
        • Art. 1, comma 118, L. 207/2025 (Legge di Bilancio 2026)
        • D.Lgs. 33/2013 – Trasparenza amministrativa

        Sanzioni per omessa comunicazione

        La mancata comunicazione comporta:

        • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore
        • Possibile revoca dell’esonero contributivo se l’omissione è reiterata
        • Recupero contributivo con maggiorazioni per violazione degli obblighi di trasparenza
        • Esclusione da futuri incentivi per 12 mesi in caso di recidiva

        Cosa Deve Contenere la Comunicazione

        La comunicazione obbligatoria ai lavoratori deve essere completa e precisa. L’INPS, con la Circolare n. 12/2026, ha definito gli elementi minimi da inserire.

        Elementi obbligatori della comunicazione

        La comunicazione deve contenere:

        1. Dati identificativi del datore di lavoro
          • Ragione sociale o denominazione
          • Partita IVA o Codice Fiscale
          • Sede legale
          • Matricola INPS
        2. Dati del lavoratore
          • Nome e cognome
          • Codice fiscale
          • Data di nascita
          • Qualifica e livello contrattuale
        3. Dettagli dell’assunzione
          • Data di assunzione
          • Tipo di contratto (tempo indeterminato, apprendistato)
          • Retribuzione mensile lorda
          • Orario di lavoro (full-time/part-time)
        4. Informazioni sull’esonero contributivo
          • Importo mensile dell’esonero applicato
          • Importo totale dell’esonero nel periodo di riferimento
          • Mesi di applicazione dell’esonero
          • Percentuale di esonero applicata (100%)
          • Limite massimo mensile (666,67 euro)
        5. Riferimenti normativi
          • Legge di riferimento (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15)
          • Circolare INPS applicativa (Circ. n. 56/2021 e successive)
        6. Periodo di riferimento
          • Anno fiscale (es. 2025)
          • Mesi specifici di applicazione

        Informazioni aggiuntive consigliate

        Oltre agli elementi obbligatori, è consigliabile includere:

        • Spiegazione chiara dell’esonero in linguaggio semplice
        • Impatto sulla posizione contributiva del lavoratore (l’esonero non riduce i contributi accreditati al lavoratore)
        • Diritto di verifica tramite portale INPS (“Il mio INPS”)
        • Contatti per chiarimenti (ufficio paghe, consulente del lavoro)

        Formato della comunicazione

        La comunicazione può essere:

        • Lettera cartacea consegnata a mano o tramite raccomandata A/R
        • Email all’indirizzo PEC o email ordinaria del lavoratore (con ricevuta di lettura)
        • Allegata alla busta paga del mese di riferimento
        • Inserita nel portale aziendale o area riservata dipendenti

        IMPORTANTE: È necessario conservare la prova dell’avvenuta comunicazione (ricevuta di consegna, conferma di lettura email, registro firme) per almeno 5 anni.

        Scadenze e Tempistiche della Comunicazione

        Le scadenze per la comunicazione obbligatoria sono precise e vincolanti. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.

        Scadenza annuale ordinaria

        La comunicazione deve essere inviata:

        • Entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di applicazione dell’esonero
        • Esempio: per l’esonero applicato nel 2025, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026

        Comunicazione in caso di cessazione del rapporto

        Se il rapporto di lavoro cessa prima della scadenza ordinaria:

        • Entro 30 giorni dalla data di cessazione
        • Insieme alla documentazione di fine rapporto (TFR, CU, certificato contributi)

        Calendario 2026 – Scadenze principali

        Periodo di riferimentoScadenza comunicazioneNote
        Esonero 2025 (anno intero)31 marzo 2026Comunicazione ordinaria annuale
        Cessazione rapporto gennaio 202628 febbraio 202630 giorni da cessazione
        Esonero 2026 (anno intero)31 marzo 2027Comunicazione ordinaria annuale

        Tempistiche per prime assunzioni 2026

        Per assunzioni effettuate nel 2026 con esonero under 36:

        • Comunicazione annuale: entro 31 marzo 2027
        • Eccezione: se il rapporto cessa prima, comunicazione entro 30 giorni dalla cessazione

        Cosa fare in caso di ritardo

        Se hai superato la scadenza:

        1. Invia immediatamente la comunicazione anche se in ritardo
        2. Aggiungi una nota di giustificazione per il ritardo
        3. Valuta l’accesso all’istituto del ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni
        4. Contatta il CAF per assistenza nella regolarizzazione

        Conseguenze per la Mancata Comunicazione

        La mancata comunicazione obbligatoria comporta conseguenze serie sia di natura economica che amministrativa.

        Sanzioni amministrative pecuniarie

        Le sanzioni previste sono:

        • Prima violazione: da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore non comunicato
        • Violazione reiterata: da 1.000 a 2.500 euro per lavoratore
        • Violazioni multiple: le sanzioni si cumulano (non si applica il cumulo giuridico)

        Revoca dell’esonero contributivo

        In casi gravi, l’INPS può:

        • Revocare l’esonero per i mesi successivi alla scadenza di comunicazione
        • Richiedere la restituzione degli importi già fruiti se la violazione è grave e reiterata
        • Applicare interessi sulle somme da restituire

        Esclusione da futuri incentivi

        Il datore di lavoro inadempiente può essere:

        • Escluso dall’accesso a nuovi esoneri contributivi per 12 mesi
        • Inserito in elenchi di controllo con ispezioni più frequenti
        • Segnalato per mancato rispetto degli obblighi di trasparenza

        Ravvedimento operoso

        È possibile ridurre le sanzioni tramite ravvedimento operoso:

        Tipo ravvedimentoTempisticaRiduzione sanzione
        SprintEntro 14 giorni1/10 del minimo (50 euro)
        BreveEntro 30 giorni1/9 del minimo (55 euro)
        IntermedioEntro 90 giorni1/8 del minimo (62,50 euro)
        LungoOltre 90 giorni, entro 1 anno1/7 del minimo (71,40 euro)

        Contestazioni da parte del lavoratore

        Il lavoratore non informato può:

        • Richiedere verifiche sulla propria posizione contributiva all’INPS
        • Segnalare l’inadempienza all’Ispettorato del Lavoro
        • Contestare irregolarità se riscontra differenze nei contributi accreditati

        Modelli e Fac-Simile di Comunicazione

        Per facilitare l’adempimento, forniamo modelli e fac-simile pronti all’uso per la comunicazione obbligatoria ai lavoratori.

        Modello standard di comunicazione

        Di seguito il fac-simile completo raccomandato dal CAF Centro Fiscale:

        OGGETTO: Comunicazione obbligatoria – Esonero contributivo under 36 – Anno 2025

        Spett.le
        [Nome e Cognome del Lavoratore]
        C.F.: [Codice Fiscale]

        Con la presente, in ottemperanza a quanto previsto dalla Circolare INPS n. 12/2026 e dall’art. 1, comma 118, della Legge 207/2025, La informiamo che l’azienda [Ragione Sociale] (P.IVA: [XXXXXXXX], Matricola INPS: [XXXXXXXX]) ha beneficiato dell’esonero contributivo per assunzioni di giovani under 36 previsto dalla Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020, art. 1, commi 10-15).

        Dettagli dell’esonero applicato:

        • Periodo di assunzione: [Data assunzione]
        • Tipo di contratto: [Tempo indeterminato/Apprendistato]
        • Periodo di applicazione esonero: dal [GG/MM/AAAA] al [GG/MM/AAAA]
        • Importo mensile medio esonero: euro [XXX,XX]
        • Importo totale esonero anno 2025: euro [X.XXX,XX]
        • Percentuale di esonero: 100% dei contributi a carico datore di lavoro
        • Limite massimo mensile: euro 666,67

        Precisazioni importanti:

        • L’esonero contributivo è applicato solo sui contributi a carico del datore di lavoro
        • I Suoi contributi previdenziali sono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS
        • L’esonero non riduce la Sua posizione contributiva né i diritti pensionistici futuri
        • Può verificare la Sua posizione contributiva accedendo al portale INPS con SPID (“Il mio INPS” > “Estratto conto contributivo”)

        Per qualsiasi chiarimento, può contattare il nostro ufficio paghe al numero [Telefono] o via email [Email].

        Distinti saluti.

        [Luogo], [Data]

        [Firma Datore di Lavoro/Legale Rappresentante]
        [Timbro Azienda]

        Modello semplificato (allegato busta paga)

        Per comunicazione allegata alla busta paga mensile:

        INFORMATIVA – Esonero contributivo under 36

        Gent.le [Nome Cognome],

        La informiamo che nel mese di [Mese Anno] l’azienda ha applicato l’esonero contributivo under 36 (L. 178/2020) per un importo di euro [XXX,XX]. Questo esonero riduce i contributi a carico dell’azienda ma non influisce sui Suoi contributi previdenziali, che vengono regolarmente accreditati.

        Importo totale esonero anno [AAAA]: euro [X.XXX,XX]

        Per dettagli: [email ufficio paghe]

        Checklist prima dell’invio

        Prima di inviare la comunicazione, verifica:

        • ✅ Tutti i dati identificativi sono corretti (CF, matricola INPS, ecc.)
        • ✅ Importi dell’esonero verificati con DM10/Uniemens
        • ✅ Periodo di applicazione corretto
        • ✅ Riferimenti normativi aggiornati
        • ✅ Modalità di invio tracciabile (email con ricevuta, raccomandata A/R)
        • ✅ Conservazione prova di avvenuta comunicazione

        Dove trovare i modelli ufficiali

        • Portale INPS: Area datori di lavoro > Modulistica > Esoneri contributivi
        • Consulente del lavoro: Modelli personalizzati per la tua azienda
        • CAF Centro Fiscale: Assistenza compilazione e invio comunicazioni

        FAQ e Casi Pratici

        Domande frequenti sull’esonero under 36

        1. Devo comunicare anche se l’esonero è stato applicato solo per pochi mesi?

        Sì. La comunicazione è obbligatoria anche se l’esonero è stato applicato per un solo mese. Devi indicare il periodo esatto e l’importo totale fruito.

        2. Cosa succede se il lavoratore ha cambiato indirizzo email?

        Devi fare ogni ragionevole sforzo per reperire un recapito valido. Se non riesci a contattarlo, invia la comunicazione all’ultimo indirizzo noto (anche email aziendale dismessa) e conserva la prova del tentativo. In alternativa, consegna tramite raccomandata all’ultimo domicilio noto.

        3. Devo comunicare anche ai lavoratori cessati nel 2025?

        Sì. Anche per i rapporti cessati, la comunicazione va inviata entro il 31 marzo 2026 (o entro 30 giorni dalla cessazione se avvenuta nel 2026).

        4. L’esonero under 36 riduce i contributi del lavoratore?

        No. L’esonero riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore restano invariati e la sua posizione contributiva INPS non viene intaccata.

        5. Posso inviare una comunicazione cumulativa per tutti i lavoratori?

        No. La comunicazione deve essere individuale per ogni lavoratore che ha beneficiato dell’esonero.

        6. Cosa scrivo se l’importo dell’esonero varia ogni mese?

        Indica l’importo totale annuale e specifica che è variabile in base alla retribuzione mensile. Puoi allegare un prospetto dettagliato mese per mese.

        7. Il lavoratore può rifiutare di ricevere la comunicazione?

        No. È un obbligo di legge del datore di lavoro, non una scelta del lavoratore. Anche in caso di rifiuto, devi dimostrare di aver tentato la consegna.

        8. Devo comunicare l’esonero applicato su contratti di apprendistato?

        Sì. Anche per gli apprendisti under 36 che beneficiano dell’esonero aggiuntivo, la comunicazione è obbligatoria.

        Casi pratici risolti

        CASO 1: Assunzione a tempo indeterminato gennaio 2025

        Situazione: Giovane di 28 anni assunto il 15 gennaio 2025 con RAL 30.000 euro.
        Esonero applicato: 666,67 euro/mese × 12 mesi = 8.000 euro annui
        Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, indicando importo totale 8.000 euro e dettaglio mensile.

        CASO 2: Trasformazione da tempo determinato a indeterminato

        Situazione: Lavoratrice di 30 anni trasformata da TD a TI il 1° luglio 2025.
        Esonero applicato: Da luglio a dicembre 2025 (6 mesi) = 666,67 × 6 = 4.000 euro
        Comunicazione: Entro 31 marzo 2026, specificando che l’esonero decorre dalla trasformazione.

        CASO 3: Cessazione anticipata del rapporto

        Situazione: Lavoratore assunto il 1° marzo 2025, cessato il 15 gennaio 2026.
        Esonero applicato: Marzo-dicembre 2025 (10 mesi) = 6.666,70 euro
        Comunicazione: Entro 14 febbraio 2026 (30 giorni dalla cessazione), allegata alla documentazione di fine rapporto.

        CASO 4: Part-time al 50%

        Situazione: Giovane di 25 anni assunto part-time 20 ore/settimana (50% di 40 ore).
        Esonero applicato: 666,67 × 50% = 333,34 euro/mese × 12 = 4.000 euro annui
        Comunicazione: Specificare che l’esonero è ridotto proporzionalmente al part-time.

        Riferimenti Normativi Completi

        La disciplina dell’esonero contributivo under 36 e della comunicazione obbligatoria si basa su un articolato quadro normativo.

        Normativa primaria

        • Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di Bilancio 2021)
          • Art. 1, commi 10-15: istituzione esonero contributivo under 36
          • Limite massimo: 6.000 euro annui (elevato a 8.000 dalla L. 234/2021)
        • Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022)
          • Art. 1, commi 297-300: innalzamento limite a 8.000 euro annui
          • Estensione dell’esonero anche per il 2022
        • Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Legge di Bilancio 2023)
          • Art. 1, commi 294-297: proroga per il 2023
        • Legge 30 dicembre 2023, n. 213 (Legge di Bilancio 2024)
          • Art. 1, commi 180-183: proroga per il 2024
        • Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)
          • Art. 1, commi 180-186: proroga per il 2025
        • Legge 28 dicembre 2025, n. 207 (Legge di Bilancio 2026)
          • Art. 1, comma 118: obbligo di comunicazione ai lavoratori
          • Art. 1, commi 115-120: proroga esonero per il 2026

        Circolari e messaggi INPS

        • Circolare INPS n. 56 del 12 aprile 2021
          • Istruzioni operative per l’esonero under 36
          • Requisiti soggettivi e oggettivi
          • Modalità di fruizione
        • Messaggio INPS n. 1381 del 7 aprile 2021
          • Codici contributivi da utilizzare: “6C” e “6D”
          • Compilazione flussi Uniemens
        • Circolare INPS n. 12 del 15 gennaio 2026
          • Obbligo di comunicazione ai lavoratori
          • Contenuto minimo della comunicazione
          • Scadenze e modalità di invio
          • Sanzioni per inadempimento
        • Messaggio INPS n. 423 del 28 gennaio 2026
          • Chiarimenti operativi sulla comunicazione obbligatoria
          • FAQ e casi pratici

        Normativa sulla trasparenza

        • D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33
          • Riordino della disciplina sulla trasparenza amministrativa
          • Obbligo di disclosure per aiuti di Stato e incentivi pubblici
        • L. 4 agosto 2017, n. 124
          • Art. 1, commi 125-129: obblighi di trasparenza per aiuti pubblici

        Regolamenti UE

        • Regolamento UE n. 651/2014 (de minimis)
          • Disciplina aiuti di importanza minore
          • Limiti e cumulabilità con altri aiuti
        • Regolamento UE n. 1407/2013
          • Aiuti de minimis nel settore agricolo

        Giurisprudenza rilevante

        • Corte di Cassazione, sent. n. 15623/2023
          • Onere della prova sull’applicazione corretta dell’esonero
        • Consiglio di Stato, sent. n. 4567/2024
          • Legittimità dei controlli INPS sugli esoneri contributivi

        Documentazione di supporto

        Per approfondimenti:

        • Sito INPS: www.inps.it > Datori di lavoro > Agevolazioni contributive > Esonero under 36
        • Gazzetta Ufficiale: www.gazzettaufficiale.it (consultazione leggi e decreti)
        • Ministero del Lavoro: www.lavoro.gov.it > Incentivi all’occupazione

        Conclusioni

        L’esonero contributivo under 36 rappresenta un’importante opportunità per le aziende che assumono giovani, ma comporta anche precisi obblighi informativi verso i lavoratori.

        La comunicazione obbligatoria introdotta dal 2026 risponde a esigenze di trasparenza e tutela dei diritti dei lavoratori. Rispettare le scadenze e i contenuti minimi previsti dalla normativa è fondamentale per evitare sanzioni e mantenere il diritto all’agevolazione.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine è al tuo fianco per supportarti in tutti gli adempimenti legati all’esonero under 36:

        • ✅ Verifica dei requisiti per accedere all’esonero
        • ✅ Redazione comunicazioni obbligatorie personalizzate
        • ✅ Assistenza in caso di controlli INPS
        • ✅ Calcolo corretto degli importi dell’esonero
        • ✅ Supporto consulenza del lavoro per gestione pratiche

        Non rischiare sanzioni per inadempimenti: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale per gestire al meglio tutti gli obblighi normativi e massimizzare i benefici dell’esonero contributivo.

        Domande Frequenti sull’Esonero Under 36

        Entro quando devo inviare la comunicazione per l’esonero 2025?

        La comunicazione per l’esonero contributivo applicato nel 2025 deve essere inviata entro il 31 marzo 2026. Se il rapporto di lavoro è cessato prima, la comunicazione va inviata entro 30 giorni dalla data di cessazione.

        Cosa rischio se non invio la comunicazione ai lavoratori?

        La mancata comunicazione comporta una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore non comunicato. In caso di violazioni gravi e reiterate, l’INPS può revocare l’esonero contributivo e richiedere la restituzione degli importi fruiti, oltre a escluderti da futuri incentivi per 12 mesi.

        L’esonero under 36 riduce i contributi pensionistici del lavoratore?

        No, l’esonero contributivo under 36 riguarda solo i contributi a carico del datore di lavoro. I contributi del lavoratore vengono regolarmente versati e accreditati presso l’INPS, quindi la sua posizione contributiva e i diritti pensionistici futuri non vengono intaccati.

        Posso inviare la comunicazione via email?

        Si, la comunicazione può essere inviata via email ordinaria o PEC purché tu possa dimostrare l’avvenuta consegna con ricevuta di lettura o conferma di recapito. E obbligatorio conservare la prova dell’invio per almeno 5 anni.

        Quanto ammonta l’esonero under 36 al massimo?

        L’esonero contributivo under 36 prevede l’esonero totale 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con un limite massimo di 8.000 euro annui per lavoratore, pari a circa 666,67 euro mensili. L’esonero non copre INAIL, contributi NASPI e Fondi interprofessionali.


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          Maternita Colf e Badanti 2025: Guida Completa a Congedo e Indennita

          colf e badanti CAF Udine

          Indice dei contenuti

          1. Congedo di Maternità per Colf e Badanti
          2. Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo
          3. Tutele del CCNL Domestico 2025
          4. Come Fare Domanda all’INPS
          5. Obblighi del Datore di Lavoro
          6. Rientro al Lavoro Dopo la Maternità
          7. Contributi Previdenziali Durante la Maternità
          8. Maternità con Contratto a Tempo Determinato
          9. Domande Frequenti

          La maternità per colf e badanti è un diritto fondamentale tutelato sia dal CCNL del lavoro domestico 2025 che dalla normativa INPS. Se sei una lavoratrice domestica in gravidanza o un datore di lavoro che deve gestire questa situazione, è essenziale conoscere tutti i dettagli: dal congedo di maternità obbligatorio all’indennità INPS, dalle tutele contrattuali agli obblighi del datore.

          In questa guida completa scoprirai tutto ciò che serve sapere sulla maternità nel lavoro domestico, con esempi pratici, calcoli e indicazioni su come fare domanda. Dalle novità del CCNL 2025 alle tutele contro il licenziamento, ogni aspetto viene analizzato in modo chiaro e accessibile.

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          Congedo di Maternità per Colf e Badanti: Come Funziona

          Il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alle lavoratrici domestiche in gravidanza. Si divide in due tipologie:

          Congedo di Maternità Obbligatorio

          Dura complessivamente 5 mesi e può essere articolato in tre modalità diverse:

          • 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo (modalità classica)
          • 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo (flessibilità dal 2019)
          • 5 mesi dopo il parto (solo con certificato medico che attesta assenza di rischi)

          Durante il congedo obbligatorio, la lavoratrice non può lavorare e il datore non può licenziarla. Il posto di lavoro è garantito per legge.

          Congedo di Maternità Facoltativo (Congedo Parentale)

          Dopo il congedo obbligatorio, la lavoratrice può richiedere il congedo parentale facoltativo fino ai 6 anni del bambino, per un massimo di 6 mesi (elevabili a 10 mesi se il padre usufruisce di almeno 3 mesi). L’indennità è pari al 30% della retribuzione per i primi 6 mesi.

          💡 Esempio pratico: Maria, badante assunta con contratto a tempo indeterminato, ha la data presunta del parto il 15 marzo 2025. Scegliendo la modalità classica, potrà astenersi dal 15 gennaio 2025 (2 mesi prima) fino al 15 giugno 2025 (3 mesi dopo), per un totale di 5 mesi.

          Maternità Anticipata per Gravidanza a Rischio

          Se la gravidanza presenta complicazioni o il lavoro è considerato a rischio per la salute della madre o del feto, è possibile richiedere il congedo di maternità anticipato. La domanda va presentata all’INPS con certificato medico specialistico che attesta il rischio. Il congedo può partire anche dal 7° mese di gravidanza o prima, se necessario.

          Indennità di Maternità INPS: Calcolo e Importo

          Durante il congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice domestica ha diritto all’indennità di maternità INPS pari all’80% della retribuzione effettiva. L’indennità è calcolata sulla base dei contributi versati nei mesi precedenti.

          Requisiti per l’Indennità INPS

          • Essere regolarmente assunta con contratto di lavoro domestico
          • Avere contributi versati nei 12 mesi precedenti il congedo
          • Presentare domanda all’INPS prima dell’inizio del congedo

          Come Si Calcola l’Indennità

          L’indennità è pari all’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per il numero di giorni di congedo.

          📊 Esempio di calcolo: Anna, colf con 40 ore settimanali, ha una retribuzione mensile di 1.200 euro. La retribuzione giornaliera convenzionale è di circa 40 euro. L’indennità sarà:
          80% di 40 euro = 32 euro al giorno
          Per 5 mesi (circa 150 giorni): 32 × 150 = 4.800 euro totali

          L’importo viene erogato direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro.

          Differenze tra Tempo Determinato e Indeterminato

          Per le lavoratrici con contratto a tempo determinato, l’indennità di maternità spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo, l’indennità viene sospesa. Per le lavoratrici con contratto a tempo indeterminato, invece, l’indennità spetta per l’intero periodo di congedo.

          Tutele del CCNL Domestico 2025 per la Maternità

          Il CCNL del lavoro domestico 2025 prevede tutele specifiche per le lavoratrici in gravidanza:

          Divieto di Licenziamento

          Dal momento della comunicazione dello stato di gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, il datore di lavoro non può licenziare la lavoratrice (salvo giusta causa come furto, grave insubordinazione, ecc.).

          Conservazione del Posto di Lavoro

          Durante il congedo di maternità, il posto di lavoro è garantito. Al termine del congedo, la lavoratrice ha diritto a rientrare nella stessa mansione o in una equivalente.

          Diritto al TFR

          Il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità ai fini del calcolo del TFR (Trattamento di Fine Rapporto).

          Adattamenti delle Mansioni

          Se il lavoro è ritenuto inadeguato o rischioso per la gravidanza (es. sollevamento carichi pesanti, uso di prodotti chimici), il datore deve modificare le mansioni o, se impossibile, la lavoratrice può richiedere il congedo anticipato.

          Permessi per Visite Mediche

          La lavoratrice ha diritto a permessi retribuiti per esami prenatali, visite mediche e accertamenti diagnostici, se non possono essere effettuati fuori orario di lavoro.

          Come Fare Domanda di Maternità all’INPS

          Per ottenere l’indennità di maternità INPS, la lavoratrice domestica deve presentare domanda telematica tramite il sito INPS.

          Quando Presentare la Domanda

          La domanda va presentata prima dell’inizio del congedo, indicando la data presunta del parto (che risulta dal certificato medico).

          Procedura Passo Passo

          1. Accedere al sito INPS con SPID, CIE o CNS
          2. Cercare il servizio “Domanda di maternità”
          3. Compilare il modulo online indicando:
            • Dati anagrafici della lavoratrice
            • Codice fiscale del datore di lavoro
            • Data presunta del parto (da certificato medico)
            • Periodo di congedo richiesto (2+3, 1+4 o 0+5 mesi)
          4. Allegare il certificato medico di gravidanza (in formato PDF)
          5. Inviare la domanda e conservare la ricevuta

          Alternative alla Domanda Online

          • CAF o Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente nella compilazione
          • Contact Center INPS: chiamando il numero 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

          L’INPS verifica la domanda e, se approvata, inizia a erogare l’indennità dall’inizio del congedo.

          ⚠️ Attenzione: Se la domanda viene presentata in ritardo, l’INPS può comunque erogarla ma solo per i mesi non prescritti (termine di prescrizione: 1 anno dal termine del congedo).

          Obblighi del Datore di Lavoro Domestico

          Il datore di lavoro domestico ha diversi obblighi quando la lavoratrice comunica lo stato di gravidanza:

          Versamento dei Contributi INPS

          Il datore deve continuare a versare i contributi INPS regolarmente, anche durante il congedo di maternità. I contributi sono calcolati sulla retribuzione convenzionale e vanno versati tramite bollettino MAV o PagoPA trimestralmente.

          Non Licenziamento

          Come già detto, il datore non può licenziare la lavoratrice dal momento della comunicazione della gravidanza fino al 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa.

          Rientro al Lavoro

          Al termine del congedo, il datore deve riammettere la lavoratrice nella stessa mansione o in una equivalente, con la stessa retribuzione.

          Dichiarazione dei Redditi

          Il datore deve dichiarare nel 730 o nel modello Redditi i contributi versati per la lavoratrice domestica, per beneficiare della detrazione del 19% (fino a un massimo di 1.549,37 euro annui).

          Cosa Succede in Caso di Licenziamento Illegittimo

          Se il datore licenzia la lavoratrice in gravidanza o entro 1 anno dal parto senza giusta causa, il licenziamento è nullo. La lavoratrice può:

          • Richiedere la reintegrazione nel posto di lavoro
          • Ottenere il pagamento delle retribuzioni arretrate dal licenziamento alla reintegrazione
          • Ricevere un’indennità risarcitoria fino a 12 mensilità

          Per far valere questi diritti, la lavoratrice deve rivolgersi a un avvocato o a un sindacato e avviare una causa di lavoro presso il Tribunale.

          Rientro al Lavoro Dopo la Maternità

          Al termine del congedo di maternità obbligatorio, la lavoratrice può:

          • Rientrare al lavoro a tempo pieno
          • Richiedere il congedo parentale facoltativo (fino a 6 mesi con indennità al 30%)
          • Richiedere il part-time fino al 3° anno di vita del bambino (se il datore accetta)

          Riposi per Allattamento

          Dopo il rientro, la lavoratrice ha diritto a 2 ore di riposo al giorno per allattamento (o 1 ora se lavora meno di 6 ore al giorno), fino al 1° anno di vita del bambino. Questi riposi sono retribuiti.

          Malattia del Bambino

          In caso di malattia del bambino, la lavoratrice può assentarsi dal lavoro:

          • Fino a 3 anni del bambino: congedo illimitato, ma non retribuito
          • Da 3 a 8 anni: massimo 5 giorni all’anno, non retribuiti

          È necessario presentare il certificato medico del pediatra.

          Contributi Previdenziali Durante la Maternità

          Durante il congedo di maternità, i contributi previdenziali continuano ad essere versati, anche se la lavoratrice non lavora.

          Chi Paga i Contributi

          I contributi sono versati dall’INPS in via figurativa, cioè come se la lavoratrice stesse lavorando normalmente. Il datore di lavoro non deve versare contributi aggiuntivi durante il congedo obbligatorio.

          Copertura Previdenziale

          Il periodo di congedo viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. Questo significa che i mesi di maternità “valgono” come mesi lavorati per il calcolo della pensione futura.

          💡 Esempio: Se Giulia, badante con 10 anni di contributi, usufruisce di 5 mesi di congedo di maternità, la sua anzianità contributiva sarà di 10 anni e 5 mesi, non di 10 anni.

          Maternità con Contratto a Tempo Determinato

          Le lavoratrici con contratto a tempo determinato hanno diritto alla maternità, ma con alcune particolarità:

          Indennità di Maternità

          L’indennità INPS spetta solo se il congedo rientra nel periodo di validità del contratto. Se il contratto scade durante il congedo (es. scade il 30 aprile e il congedo termina il 15 giugno), l’indennità viene erogata solo fino alla scadenza del contratto.

          Proroga del Contratto

          Il datore non è obbligato a prorogare il contratto a tempo determinato se scade durante la gravidanza o il congedo. Tuttavia, non può licenziare per il solo fatto della gravidanza.

          Tutela Contro il Licenziamento

          Anche con contratto a tempo determinato, il datore non può risolvere anticipatamente il contratto per motivi legati alla gravidanza. La risoluzione anticipata è consentita solo per giusta causa.

          📊 Esempio pratico: Carla ha un contratto a tempo determinato dal 1 gennaio al 30 giugno 2025. La data presunta del parto è il 15 maggio. Il congedo parte dal 15 marzo (2 mesi prima) e termina il 15 agosto (3 mesi dopo). L’indennità INPS sarà erogata solo fino al 30 giugno (scadenza contratto). Dopo quella data, Carla dovrà verificare se ha diritto ad altre forme di sostegno (es. NASPI).

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          Domande Frequenti sulla Maternità per Colf e Badanti

          Quanto prende una colf in maternità?

          Durante il congedo di maternità obbligatorio, la colf riceve l’80% della retribuzione effettiva, erogata direttamente dall’INPS. Ad esempio, con una retribuzione di 1.200 euro mensili, l’indennità sarà di circa 960 euro al mese per 5 mesi.

          Come si calcola la maternità per le badanti?

          L’indennità di maternità per le badanti è calcolata sull’80% della retribuzione convenzionale giornaliera, moltiplicata per i giorni di congedo (circa 150 giorni per 5 mesi). L’importo dipende dalle ore lavorate e dalla retribuzione.

          Chi paga la maternità alla colf, il datore o l’INPS?

          L’indennità di maternità è pagata direttamente dall’INPS alla lavoratrice, non dal datore di lavoro. Il datore deve solo continuare a versare i contributi regolarmente.

          Una badante può essere licenziata in gravidanza?

          No, il licenziamento è vietato dal momento della comunicazione della gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino, salvo giusta causa (es. furto, grave insubordinazione). Il licenziamento in questo periodo è nullo.

          Come fare domanda di maternità per colf all’INPS?

          La domanda va presentata online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, prima dell’inizio del congedo. In alternativa, è possibile farsi assistere da un CAF o patronato gratuitamente.

          La maternità vale per la pensione?

          Sì, il periodo di congedo di maternità viene conteggiato nell’anzianità contributiva ai fini della pensione. I contributi sono versati figurativamente dall’INPS.

          Cosa succede se il contratto a tempo determinato scade durante la maternità?

          L’indennità INPS viene erogata solo fino alla scadenza del contratto. Il datore non è obbligato a prorogare il contratto, ma non può risolverlo anticipatamente per motivi legati alla gravidanza.


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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 18:24:432026-05-31 14:13:42Maternita Colf e Badanti 2025: Guida Completa a Congedo e Indennita
            CAF

            Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Bonus

            Pensione 2026 INPS

            Indice dei contenuti

            1. Panoramica Pagamenti INPS Marzo 2026
            2. Pensioni Marzo 2026: Date di Pagamento
            3. Assegno Unico Universale Marzo 2026
            4. NASpI e DIS-COLL Marzo 2026
            5. Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL)
            6. Bonus INPS Marzo 2026: Bonus Mamme e Altri Incentivi
            7. Indennità di Disoccupazione Agricola
            8. Scadenze Domande e Adempimenti
            9. Come Verificare i Pagamenti INPS
            10. Domande Frequenti

            Marzo 2026 si apre con un calendario fitto di pagamenti INPS che interessano milioni di italiani. Dalle pensioni all’Assegno Unico Universale, passando per NASpI, DIS-COLL, Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL), l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale coordina l’erogazione di decine di prestazioni con date precise che variano in base alla tipologia di pagamento e alla modalità di accredito.

            In questa guida completa analizziamo nel dettaglio il calendario pagamenti INPS marzo 2026, con tabelle riassuntive, date esatte, importi aggiornati e scadenze per domande e adempimenti. Se sei un pensionato, un genitore che percepisce l’Assegno Unico, un disoccupato che attende la NASpI o un beneficiario di misure di inclusione, troverai tutte le informazioni necessarie per sapere quando arriveranno i tuoi soldi.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna nell’interpretazione del calendario INPS, nell’accesso alle prestazioni e nella verifica dei pagamenti. Contattaci per assistenza personalizzata: ti aiutiamo a non perdere nessuna scadenza.

            Panoramica Pagamenti INPS Marzo 2026

            Il mese di marzo 2026 conferma il calendario consolidato degli accrediti INPS, con alcune peculiarità legate alla rivalutazione annuale delle prestazioni e all’applicazione delle nuove soglie ISEE per le misure condizionate al reddito.

            Tipologie di Pagamenti in Calendario

            L’INPS eroga in marzo 2026 le seguenti categorie principali di prestazioni:

            • Pensioni (vecchiaia, anticipata, invalidità, reversibilità, assegni sociali)
            • Assegno Unico Universale per figli a carico
            • NASpI e DIS-COLL (indennità di disoccupazione)
            • Assegno di Inclusione (ADI) e Supporto Formazione Lavoro (SFL)
            • Bonus Mamme (decontribuzione lavoratrici madri)
            • Indennità di disoccupazione agricola
            • Assegni familiari (ANF) residui
            • Cassa Integrazione (CIGS, CIGO, Assegno di Integrazione Salariale)

            Modalità di Accredito: Differenze tra Banca e Poste

            Le date di accredito effettivo variano in base all’istituto che gestisce il pagamento:

            • Conto corrente bancario: accredito il primo giorno bancabile del mese (1° marzo 2026 è sabato, quindi il 3 marzo)
            • Conto BancoPosta: accredito il primo giorno lavorativo per Poste Italiane (3 marzo 2026)
            • Ritiro allo sportello postale: calendario scaglionato alfabetico per pensioni, dal 3 marzo al 7 marzo 2026
            • Carta di Pagamento elettronica (RdC, ADI, SFL): di norma il 15 del mese o il 27 per nuove domande

            Novità 2026: Rivalutazioni e Conguagli

            Con il cedolino di marzo 2026 potrebbero essere presenti:

            • Conguagli fiscali relativi al 730/2025
            • Rivalutazione provvisoria pensioni (perequazione automatica, indice ISTAT definitivo)
            • Arretrati per domande accolte nei mesi precedenti
            • Recuperi per pagamenti indebiti (rateizzazioni)

            Pensioni Marzo 2026: Date di Pagamento

            Il pagamento delle pensioni di marzo 2026 segue il calendario standard INPS, con accredito a inizio mese per chi ha domiciliazione bancaria e calendario scaglionato alfabetico per chi ritira in contanti alle Poste.

            Date Accredito Pensioni Marzo 2026

            ModalitàData Accredito/Ritiro
            Conto corrente bancario3 marzo 2026 (lunedì)
            Conto BancoPosta/Libretto3 marzo 2026 (lunedì)
            Ritiro sportello postaleDal 3 al 7 marzo 2026 (scaglionamento alfabetico)

            Calendario Alfabetico Ritiro Pensioni alle Poste

            Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, il calendario di marzo 2026 segue questo scaglionamento alfabetico (dalla A alla Z del cognome del titolare):

            Cognome (iniziali)Data Ritiro
            A – BMartedì 3 marzo 2026
            C – DMercoledì 4 marzo 2026
            E – KGiovedì 5 marzo 2026
            L – OVenerdì 6 marzo 2026
            P – RSabato 7 marzo 2026 (mattina)
            S – ZSabato 7 marzo 2026 (mattina)

            Importi Pensioni 2026: Rivalutazione e Tassazione

            Gli importi delle pensioni erogate a marzo 2026 riflettono:

            • Rivalutazione definitiva applicata dal 1° gennaio 2026 (indice ISTAT 2025)
            • Detrazioni fiscali ricalcolate per il 2026
            • Trattenute IRPEF mensili
            • Addizionali regionali/comunali a saldo 2025 e acconto 2026

            Esempio importi medi pensioni 2026 (valori indicativi):

            • Pensione minima: circa 598 euro/mese (dopo rivalutazione 2026)
            • Pensione media: circa 1.350 euro/mese
            • Assegno sociale: circa 534 euro/mese (13 mensilità)

            Per verificare l’importo esatto della tua pensione, consulta il cedolino su MyINPS o contatta il nostro CAF.

            ADI e SFL Marzo 2026

            ADI: 15 marzo. SFL: 15 marzo. Nuove domande: 27 marzo.

            Bonus INPS Marzo 2026

            Bonus Mamme: decontribuzione in busta paga. Bonus Asilo Nido: 3.000 euro/anno.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            FAQ Pagamenti INPS

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            Alexandra Bala
            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Febbraio 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-02-26 17:59:312026-05-31 13:04:39Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Pensioni, Assegno Unico, NASpI e Bonus
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