CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITIModello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole, limiti e nuove scadenzeIl Modello Redditi 2026 porta con sé una delle novità più rilevanti degli ultimi anni per lavoratori autonomi e imprenditori: il Concordato Preventivo Biennale (CPB). Si tratta di un accordo fiscale tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate che definisce in anticipo il reddito imponibile per due anni, con vantaggi significativi in termini di certezza e pianificazione fiscale.Se hai una partita IVA, sei soggetto agli Indici Sintetici di Affidabilità (ISA) oppure sei in regime forfettario, questa guida è pensata per te. Nelle prossime sezioni troverai tutto quello che devi sapere: cos’è il CPB, chi può aderire, quali sono i limiti e le esclusioni, come compilare i quadri dedicati nel Modello Redditi 2026 e soprattutto le scadenze aggiornate da non perdere.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è il Concordato Preventivo Biennale (CPB) e come funzionaIl Concordato Preventivo Biennale è uno strumento introdotto con il D.Lgs. 13/2024, nell’ambito della riforma fiscale voluta dalla Legge delega n. 111/2023. In parole semplici, si tratta di un accordo volontario tra il contribuente e il Fisco: l’Agenzia delle Entrate propone un reddito concordato (calcolato in base agli ISA, ai dati storici e ai parametri macroeconomici), e se il contribuente accetta, pagherà le tasse su quel reddito per i due anni successivi, indipendentemente da quello che guadagnerà effettivamente.Facciamo un esempio pratico. Immagina che Luigi sia un idraulico con partita IVA. L’Agenzia delle Entrate gli propone un reddito concordato di 35.000 euro per il biennio 2024-2025. Se Luigi accetta:Se guadagna 40.000 euro, paga comunque le tasse su 35.000 euro (risparmio fiscale);Se guadagna 30.000 euro, paga comunque le tasse su 35.000 euro (nessun vantaggio in questo caso);Ha la certezza di sapere in anticipo quanto pagherà di imposte, facilitando la pianificazione finanziaria.Il CPB è quindi conveniente soprattutto per chi prevede di aumentare i propri ricavi rispetto all’anno precedente, o per chi vuole semplicemente pianificare con certezza le proprie obbligazioni fiscali. Chi può aderire al CPB nel 2026: i requisitiPer il Modello Redditi 2026 (che riguarda i redditi 2025), il CPB entra nella sua seconda tornata applicativa. Possono accedere al concordato:CategoriaRequisitoPersone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomoApplicazione degli ISA (Indici Sintetici di Affidabilità)Contribuenti in regime forfettarioAmmessi con specifica proposta semplificata (introdotta dal D.Lgs. 108/2024)Società di persone, associazioni professionali, SNC, SASApplicazione degli ISA al soggettoEnti non commerciali con attività d’impresaApplicazione degli ISA alla parte commercialePer accedere al CPB, il contribuente deve inoltre soddisfare queste condizioni preliminari:Nessuna condanna penale per reati tributari nei tre anni precedenti;Nessuna omessa dichiarazione nel triennio 2022-2024;Nessun debito tributario o contributivo superiore a 5.000 euro (al netto di sospensioni o rateazioni in corso);Attività avviata da almeno due periodi d’imposta (chi ha aperto la partita IVA da meno di due anni è escluso). Chi è escluso dal Concordato Preventivo BiennaleNon tutti i contribuenti con partita IVA possono aderire al CPB. Sono esclusi:Coloro che applicano regimi speciali IVA (es. regime del margine per beni usati, agenzie di viaggio, ecc.);I contribuenti con redditi di impresa o lavoro autonomo non determinabili in modo univoco;Chi ha cessato o avviato l’attività nell’anno d’imposta in esame;Le società di capitali (S.r.l., S.p.A.) non sono soggetti ISA in senso stretto, quindi sono escluse;I contribuenti con debiti tributari superiori a 5.000 euro non rateizzati o non sospesi.Attenzione: l’esclusione per debiti tributari va verificata alla data di presentazione della dichiarazione. Se hai un piano di rateizzazione in corso e stai rispettando le rate, il debito non conta ai fini dell’esclusione. Le cause di cessazione e decadenza dal CPBUna volta aderito al CPB, è importante sapere che l’accordo può cessare o decadere al verificarsi di determinate condizioni. La differenza è rilevante:Cessazione: si verifica quando cambiano in modo sostanziale le condizioni dell’attività (es. cessione o affitto dell’azienda, modifica dell’attività che fa cambiare il codice ISA). In caso di cessazione, il concordato si interrompe ma senza sanzioni;Decadenza: scatta invece quando il contribuente viola le regole del concordato (es. accertamento di maggiori redditi superiori al 30% di quelli concordati, omessa o infedele dichiarazione, reati tributari). In caso di decadenza, si perdono tutti i benefici e si è soggetti ad accertamento ordinario per tutto il biennio.Il limite della variazione del 30% è particolarmente importante: se in sede di accertamento emerge che il reddito effettivo supera quello concordato di oltre il 30%, il concordato decade retroattivamente. Modello Redditi 2026: i quadri dedicati al CPBNel Modello Redditi PF 2026 (dichiarazione anno d’imposta 2025), i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025 trovano specifici quadri e righi dedicati. Ecco la mappa dei quadri principali:QuadroContenuto CPBChi lo compilaQuadro LMRigo LM34 (forfettari): reddito concordato proposto, reddito concordato accettato, differenza rispetto al reddito effettivoContribuenti forfettari aderenti CPBQuadro RE / RF / RGRighi specifici per indicare il reddito concordato e il reddito effettivo; la base imponibile è il maggiore tra i dueProfessionisti (RE), imprese ordinarie (RF), imprese semplificate (RG)Quadro RRSezione II: contributi previdenziali calcolati sul reddito concordato (non su quello effettivo se inferiore)Tutti i soggetti ISA aderenti CPBQuadro ISAIndicatori di affidabilità: va compilato anche dai contribuenti CPB per determinare la proposta dell’anno successivoTutti i soggetti ISAUn aspetto da non sottovalutare riguarda i contributi previdenziali: se hai aderito al CPB e il tuo reddito concordato è superiore a quello effettivo, i contributi INPS (o alla cassa previdenziale di categoria) si calcolano sul reddito concordato, non su quello reale. Questo può rappresentare un costo aggiuntivo da pianificare. Per approfondire la compilazione del Quadro RR, puoi leggere la nostra guida su Quadro RR 2026: Come Compilare Contributi INPS e CPB nel Modello Redditi. Scadenze 2026 per il Modello Redditi e il CPB: calendario aggiornatoLe scadenze per il Modello Redditi 2026 sono cruciali. Di seguito il calendario aggiornato con le date ufficiali:ScadenzaAdempimentoChi riguarda30 giugno 2026Saldo IRPEF anno d’imposta 2025 + primo acconto 2026 (rata unica o prima rata)Tutti i contribuenti Modello Redditi30 luglio 2026Stessa scadenza con maggiorazione dello 0,40%Chi differisce il pagamento20 luglio 2026Proroga versamenti per soggetti ISA e forfettari (se confermata dal MEF)Partite IVA ISA e forfettari31 ottobre 2026Termine per aderire al CPB per il biennio 2026-2027 (trasmissione telematica)Contribuenti ISA e forfettari che intendono aderire30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PF 2026 (dichiarazione anno 2025)Tutti i soggetti Modello Redditi30 novembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (con metodo storico)Tutti i contribuenti Modello RedditiNota importante sulla proroga ISA/forfettari: ogni anno il MEF valuta se concedere la proroga al 20 luglio (o data analoga) per i contribuenti che applicano gli ISA e per i forfettari. Nel 2025 la proroga è stata confermata al 20 luglio. Per il 2026, ti consigliamo di monitorare i comunicati ufficiali. Puoi consultare la nostra notizia sulla Proroga versamenti dichiarazioni fiscali 2026 al 20 luglio per ISA e Forfettari.Come si calcola la proposta CPB: il ruolo degli ISALa proposta di concordato viene elaborata dall’Agenzia delle Entrate attraverso il software ISA (gli Indici Sintetici di Affidabilità), che misura l’affidabilità fiscale del contribuente su una scala da 1 a 10. Chi ha un punteggio ISA alto (8, 9 o 10) riceve in genere proposte di concordato più vantaggiose rispetto a chi ha punteggi bassi.Il calcolo della proposta tiene conto di:Il reddito dichiarato negli ultimi due anni;Il punteggio ISA dell’ultimo anno disponibile;I parametri macroeconomici del settore (andamento del comparto, inflazione, ecc.);Le variabili strutturali dell’attività (dipendenti, beni strumentali, localizzazione geografica).La proposta viene resa disponibile tramite il software ISA/CPB dell’Agenzia delle Entrate a partire dal mese di maggio di ogni anno. Il contribuente, con il supporto del proprio intermediario fiscale (CAF, commercialista), la analizza e decide se accettarla o rifiutarla entro la scadenza prevista. CPB e ravvedimento speciale: cosa prevede la sanatoria 2026Una delle novità piu’ discusse del 2026 riguarda la possibilità di ravvedimento speciale per i contribuenti che hanno aderito al CPB per il biennio 2024-2025 ma si trovano in situazioni di irregolarità. Il decreto legge che ha introdotto questa possibilità prevede che i soggetti CPB possano regolarizzare le annualità 2018-2022 versando un’imposta sostitutiva sulle eventuali differenze di reddito non dichiarate.Questa opportunità ha una finestra temporale precisa: occorre verificare le scadenze ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, poiché i termini possono essere modificati da provvedimenti successivi. Per tutti i dettagli sul ravvedimento speciale e le ultime proroghe, consulta il nostro articolo dedicato: Ravvedimento Speciale CPB 2026: Scadenza 16 Marzo e Calcolo Imposta F24.Vuoi sapere se c’e’ ancora la possibilita’ di riaprire il ravvedimento? Leggi anche: Sanatoria Partite IVA 2026: Emendamento per Riaprire il Ravvedimento CPB.Vantaggi e svantaggi del CPB: conviene aderire?Prima di decidere se aderire al Concordato Preventivo Biennale, è fondamentale valutare attentamente pro e contro in base alla propria situazione specifica.Vantaggi CPBSvantaggi CPBCertezza fiscale per due anni: sai già quanto pagheraiSe guadagni meno del reddito concordato, paghi comunque di piùRiduzione del rischio di accertamenti fiscali per i due anni copertiI contributi previdenziali si calcolano sul reddito concordato (anche se effettivo è inferiore)Se guadagni più del reddito concordato, non paghi imposte sulla parte eccedenteClausola di decadenza: un accertamento con scarto >30% fa perdere tutti i beneficiPianificazione finanziaria semplificataNon adatto a chi prevede un calo significativo dei ricaviPossibili benefici premiali ISA (esonero da alcune comunicazioni, accesso a contributi agevolati)Minore flessibilità nella gestione fiscaleLa valutazione va fatta caso per caso. In linea generale, il CPB conviene di più a chi:Ha un punteggio ISA alto (7 o superiore);Prevede un andamento positivo o stabile dell’attività nel biennio;Vuole ridurre il rischio di accertamenti e avere certezza fiscale;Ha una buona capacità di pianificazione finanziaria.Al contrario, è sconsigliato per chi prevede una riduzione significativa dei ricavi o si trova in una fase di riorganizzazione dell’attività. Modello Redditi 2026: le altre novità da conoscereIl Modello Redditi 2026 non riguarda solo il CPB. Ecco le principali novità che trovano spazio nel modello dichiarativo quest’anno:Nuovo Quadro W (cripto-attività): i contribuenti che detengono criptovalute devono dichiarare il possesso nel Quadro W e calcolare l’IVCA (Imposta sul Valore delle Cripto-Attività) all’aliquota del 2 per mille. Dal 2026 l’aliquota sulle plusvalenze da cripto sale al 33% (era 26% fino al 2025), in base alla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024);Riforma scaglioni IRPEF: dal 2024 è in vigore la nuova struttura a tre scaglioni (23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro). Il Modello Redditi 2026 recepisce questa struttura;Nuovi limiti per il forfettario: la soglia di reddito da lavoro dipendente che causa esclusione dal regime forfettario e’ stata elevata a 35.000 euro (da 30.000 euro) dalla Legge di Bilancio 2025 e resta confermata per il 2026;Quadro RR sezione CPB: nuova sezione dedicata al calcolo dei contributi previdenziali per i soggetti aderenti al concordato;Detrazioni 2026: il nuovo sistema di detrazioni IRPEF (introdotto dalla Legge di Bilancio 2025) prevede la riduzione delle detrazioni per redditi superiori a 75.000 euro, con coefficiente variabile in base al numero di figli.Come presentare il Modello Redditi 2026: modalità e intermediariIl Modello Redditi PF 2026 può essere presentato attraverso diverse modalità:Tramite il CAF (Centro di Assistenza Fiscale): è la soluzione piu’ comoda per privati e partite IVA che vogliono essere assistiti nella compilazione. Il CAF verifica la correttezza dei dati, gestisce la trasmissione telematica e fornisce l’assistenza in caso di controlli;Tramite commercialista o consulente fiscale: consigliato per situazioni più complesse (società, operazioni straordinarie, ecc.);In autonomia tramite i canali telematici AdE: possibile per chi ha sufficiente dimestichezza con i software fiscali (Entratel o Fiscoline).Per quanto riguarda il CPB nel 2026, la proposta di concordato viene elaborata con il software ISA/CPB distribuito dall’Agenzia delle Entrate e installabile dagli intermediari abilitati. Non è disponibile un percorso autonomo per il contribuente non abilitato: è necessario rivolgersi a un intermediario fiscale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi. Domande frequenti (FAQ)Il Concordato Preventivo Biennale è obbligatorio?No, il CPB è del tutto volontario. Il contribuente riceve una proposta dall’Agenzia delle Entrate e può liberamente accettarla o rifiutarla. Non ci sono sanzioni o conseguenze negative per chi decide di non aderire. Semplicemente, chi non aderisce continua a dichiarare il reddito effettivo con le modalità ordinarie.Se aderisco al CPB e guadagno meno del reddito concordato, posso rescindere?In linea generale, no. Una volta accettata la proposta, il concordato è vincolante per i due anni coperti. Esistono però le cause di cessazione che permettono di uscire dall’accordo senza sanzioni in caso di eventi straordinari (es. cessione dell’azienda, trasformazione sostanziale dell’attività). Non basta invece il semplice fatto di aver guadagnato meno del previsto.Cosa succede se non pago le imposte sul reddito concordato?Il mancato versamento delle imposte dovute sul reddito concordato è equiparato al mancato versamento delle imposte ordinarie: si applicano le sanzioni previste dal D.Lgs. 472/1997 (sanzione del 30% sull’importo non versato, con possibilità di ravvedimento operoso). Il CPB non modifica le regole sanzionatorie per i ritardi nei pagamenti.I forfettari possono aderire al CPB nel 2026?Sì, i contribuenti in regime forfettario possono aderire al CPB con una procedura semplificata introdotta dal D.Lgs. 108/2024. La proposta per i forfettari è basata su parametri specifici legati al regime agevolato, diversi da quelli ISA usati per i soggetti in regime ordinario. Il reddito concordato viene indicato nel Quadro LM del Modello Redditi.Qual è la scadenza per aderire al CPB nel 2026?Per il biennio 2026-2027, la scadenza ordinaria per aderire al CPB per il biennio 2026-2027 è fissata al 31 ottobre 2026 (invio telematico tramite intermediario). Attenzione: questa data è distinta dal termine di presentazione del Modello Redditi PF 2026 che è il 30 novembre 2026. Ogni anno l’Agenzia delle Entrate rende disponibile il software per la visualizzazione e accettazione della proposta a partire da maggio. Ti consigliamo di contattare il CAF Centro Fiscale per verificare la proposta personalizzata.Il CAF può assistermi per la valutazione del CPB?Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine è abilitato all’assistenza fiscale per partite IVA soggette a ISA e per i contribuenti forfettari. I nostri esperti possono analizzare con te la proposta di concordato, calcolare la convenienza in base alla tua situazione specifica e gestire la trasmissione telematica dell’accettazione. Prenota un appuntamento chiamando il 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.Per approfondire altri aspetti della dichiarazione dei redditi 2026, potresti trovare utile anche il nostro articolo su Il Quadro F del Modello 730/2026: Acconti, Crediti e Novità del Rigo F15.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/10/Modello-730-1-e1697092544252.png 625 940 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 08:46:332026-06-11 07:25:36Modello Redditi 2026 e Concordato Preventivo Biennale: regole, limiti e nuove scadenze
QontoQonto vs Hype Business 2026: Pro e Contro per la Tua Partita IVAStai valutando un conto online per la tua Partita IVA e hai ristretto la scelta a due opzioni: Qonto e Hype Business. Sono due prodotti molto diversi tra loro, anche se spesso vengono confrontati perché entrambi promettono apertura veloce, gestione 100% digitale e costi inferiori rispetto alle banche tradizionali.Hype Business è il conto business della famiglia Hype, brand di proprietà del Gruppo BPER Banca: un prodotto pensato per chi cerca semplicità estrema e un costo molto contenuto, con IBAN italiano. Qonto, invece, è una neobank francese specializzata esclusivamente in conti per professionisti e aziende, con fatturazione elettronica integrata, gestione multi-utente e integrazioni con i principali software contabili.In questa guida 2026 mettiamo a confronto Qonto e Hype Business su costi, IBAN, funzioni, fatturazione elettronica, multi-utente e altro, così potrai capire quale dei due è davvero adatto alla tua attività.Disclosure – TrasparenzaQuesta guida contiene link affiliati a Qonto identificati dall’etichetta “Sponsor”. Se apri un conto Qonto tramite questi link, CAF Centro Fiscale puo ricevere una piccola commissione, senza costi aggiuntivi per te.Le commissioni non influenzano il nostro giudizio: in questa guida indichiamo apertamente quando Hype Business e la scelta piu sensata. CAF Centro Fiscale non e partner ne agente di Qonto o Hype, e non e una banca: il conto va aperto e gestito direttamente dall’utente sui rispettivi siti.Scelta in evidenza – SponsorQonto: il conto business completo per P.IVAApertura 100% online, IBAN italiano IT, fatturazione elettronica integrata, multi-utente e integrazione con i principali software contabili. Piano Basic da 9 euro/mese.Apri Qonto – prova gratuita 30 giorniLink sponsorizzato. Condizioni e prezzi su qonto.com.Indice dei contenutiCos’e QontoCos’e Hype BusinessTabella di confronto Qonto vs Hype BusinessPunti a favore di QontoPunti a favore di Hype BusinessQuando Hype Business puo bastareQuando Qonto e la scelta miglioreCosti annui: simulazione concretaDomande frequentiCos’e QontoQonto e una neobank europea fondata in Francia nel 2017, specializzata esclusivamente in conti business per liberi professionisti, freelance, partite IVA e PMI. Opera in Italia con licenza bancaria europea ed e supervisionata dall’ACPR francese, con depositi protetti dal fondo di garanzia europeo fino a 100.000 euro.A differenza dei conti personali con funzioni “business” aggiunte sopra, Qonto e nato fin dall’inizio per la gestione fiscale e contabile dell’attivita. Le caratteristiche principali:IBAN italiano IT su tutti i piani (importante per F24, ricezione bonifici PA e clienti diffidenti verso IBAN esteri)Fatturazione elettronica integrata con invio automatico al SdI (Sistema di Interscambio)Gestione multi-utente con ruoli e permessi differenziati (titolare, contabile, collaboratore)Carte fisiche e virtuali Mastercard con limiti personalizzabili per ogni dipendenteCategorizzazione automatica delle spese e gestione ricevute fiscali in appIntegrazioni native con Fatture in Cloud, TeamSystem, Aruba, Zucchetti e altri software contabiliCustomer care in italiano via chat e telefono nei giorni lavorativiI piani partono da 9 euro/mese (Basic), passando per Smart (19 euro), Premium (39 euro) ed Essential, fino ai piani per societa Business e Enterprise con funzionalita avanzate. Cos’e Hype BusinessHype Business e il conto online dedicato a partite IVA, freelance e piccoli professionisti del brand Hype, fintech italiana che dal 2021 e parte del Gruppo BPER Banca (una delle principali banche italiane). Il prodotto e gestito tecnicamente da Banca Sella e BPER, con piena licenza bancaria italiana e tutela del fondo interbancario fino a 100.000 euro.L’identita di Hype Business e diversa rispetto a Qonto: e un conto semplice, leggero, low cost, pensato per chi ha appena aperto la P.IVA, fattura poco e cerca un’alternativa economica al conto personale, senza voler imparare a usare gestionali complessi.IBAN italiano IT (essendo prodotto bancario di gruppo italiano)Apertura 100% online tramite app, in pochi minuti con SPID o documento + selfie videoCosto molto basso: circa 2,90 euro/mese, con possibilita di azzeramento canone se si rispettano determinate condizioni promozionali periodicheCarta di debito fisica + carta virtuale, accettata su circuito MastercardBonifici SEPA gratuiti in numero limitato, prelievi ATM con commissioni dopo la sogliaApp user-friendly con grafica curata e notifiche push immediateCategorizzazione spese base e funzioni di salvadanaio/risparmioQuello che non c’e in Hype Business e altrettanto importante per inquadrare il prodotto: nessuna fatturazione elettronica integrata, nessuna gestione multi-utente per studi o team, nessun ruolo “contabile” da invitare e integrazioni native con software contabili limitate o assenti. Per la fatturazione elettronica devi affidarti a un servizio esterno (Aruba, Fatture in Cloud, Fatturapa) e gestirla separatamente.Tabella di confronto Qonto vs Hype BusinessEcco un confronto sintetico delle caratteristiche principali dei due conti, aggiornato a 2026. Le condizioni esatte vanno sempre verificate sui siti ufficiali.CaratteristicaQontoHype BusinessApertura100% online, prova gratuita 30 giorni100% online via app, SPID o video selfieIBANItaliano IT (su tutti i piani)Italiano ITCosto mensileDa 9 euro/mese (Basic)Circa 2,90 euro/mese (gratis con condizioni promo)FunzionalitaAvanzate: ruoli utente, regole approvazione, contabilitaBase: pagamenti, carta, categorizzazione sempliceFatturazione elettronicaSI – integrata con SdINO – va gestita con software esternoCarteMastercard fisiche + virtuali, limiti per utenteMastercard debit fisica + virtualeMulti-utenteSI – team, ruoli, contabileNO – mono-utenteCategorizzazione speseAvanzata, regole personalizzabili, export contabileBase, automatica per macro-categorieIntegrazioni software contabiliSI – Fatture in Cloud, TeamSystem, Aruba, ZucchettiLimitate / non nativeCustomer careChat e telefono in italiano (orari ufficio)Chat in app, supporto BPER per casi complessiTutela depositiFGD europeo (FR) fino a 100k euroFITD italiano fino a 100k euro Punti a favore di QontoQonto si distingue per un approccio completamente professionale: non e un conto personale travestito da business, e fin dall’origine costruito attorno alle esigenze fiscali e contabili. Vediamo i suoi vantaggi reali.1. Fatturazione elettronica integrataSu Qonto puoi creare, inviare e ricevere fatture elettroniche direttamente dall’app o dalla dashboard web. Le fatture vengono trasmesse automaticamente al Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate. Per un freelance o forfettario obbligato alla fatturazione elettronica, significa non dover acquistare un software separato (Aruba, Fatture in Cloud, ecc.). Hype Business non offre questa funzione.2. Gestione multi-utente con ruoliSe hai uno studio professionale, una piccola societa o lavori con un commercialista che vuoi coinvolgere direttamente, Qonto permette di invitare collaboratori e contabili con ruoli e permessi differenziati. Il commercialista puo accedere in sola lettura alle transazioni, scaricare estratti conto e pre-categorizzare le spese, senza dover ricevere PDF via email. Hype Business e mono-utente: una persona, un conto.3. Customer care professionale in italianoIl supporto clienti Qonto e in italiano, raggiungibile via chat e telefono negli orari di ufficio, con tempi di risposta tipicamente sotto le 24 ore lavorative per richieste non urgenti. Il personale e formato su tematiche fiscali italiane (P.IVA, F24, fatturazione SdI). Su Hype Business il supporto e principalmente via chat in-app: utile per problemi semplici, meno strutturato per casi business complessi.4. Integrazione con software contabiliQonto si integra in modo nativo con Fatture in Cloud, TeamSystem, Aruba, Zucchetti e con tool di esportazione contabile standard (CSV, Excel, formato gestionale). Le transazioni del conto vengono importate automaticamente e riconciliate con le fatture. Per chi lavora con un commercialista che usa uno di questi gestionali, e una funzione che fa risparmiare ore di lavoro mensili. Su Hype Business la sincronizzazione con software contabili e limitata o richiede esportazioni manuali. Punti a favore di Hype BusinessHype Business non sara un prodotto “premium” come Qonto, ma ha alcuni punti di forza concreti che, per un certo profilo di P.IVA, possono pesare piu delle funzioni avanzate.1. Prezzo basso e azzerabileIl canone di circa 2,90 euro al mese rende Hype Business uno dei conti business piu economici sul mercato italiano. In piu, periodicamente sono attive promozioni che azzerano il canone al raggiungimento di determinate condizioni (ad esempio entrate accreditate sul conto sopra una certa soglia, o utilizzo regolare della carta). Per un forfettario alle prime armi che fattura 5.000-15.000 euro l’anno, la differenza con Qonto Basic (9 euro x 12 = 108 euro/anno) puo essere rilevante.2. Brand BPER e tutela bancaria italianaHype fa parte del Gruppo BPER Banca, una delle principali banche italiane. Significa licenza bancaria italiana, tutela del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro e, in caso di problemi seri, la possibilita di rivolgersi a una rete bancaria fisica diffusa sul territorio. Per chi e diffidente verso le neobank “puramente online” e preferisce un brand con radici bancarie italiane, Hype Business e una scelta naturale.3. Semplicita d’uso assolutaL’app Hype e tra le piu intuitive del panorama italiano: poche schermate, grafica curata, niente menu nascosti o termini tecnici. Per chi non vuole imparare a usare un gestionale ma cerca solo un conto separato dalla persona fisica per ricevere bonifici e pagare con carta, l’esperienza Hype e quasi a prova di tutti. Qonto, pur essendo ben progettato, ha piu menu e funzioni e richiede un minimo di curva di apprendimento.SponsorCerchi un conto business completo per la tua P.IVA?Qonto include fatturazione elettronica, multi-utente e integrazioni contabili. Prova gratuita 30 giorni, senza vincoli.Apri Qonto – 30 giorni gratisLink sponsorizzato. Verifica condizioni su qonto.com.Quando Hype Business puo bastareNon sempre la soluzione piu completa e quella giusta. Ci sono profili di P.IVA per cui Hype Business e realmente la scelta piu sensata.Profilo 1: Micro-fatturati e nuove P.IVAHai aperto la P.IVA da poco, fatturi pochi euro al mese (ad esempio sotto i 1.000 euro mensili), non hai ancora un volume di lavoro che giustifichi 9 euro/mese di conto. In questo caso Hype Business a 2,90 euro/mese (o gratis con promozione) ti fa risparmiare circa 70-100 euro l’anno rispetto a Qonto Basic. La fatturazione elettronica la gestisci con il portale gratuito dell’Agenzia delle Entrate “Fatture e Corrispettivi” o con un piano gratuito di Aruba/Fatture in Cloud.Profilo 2: Freelance occasionale o secondariaLa P.IVA e un’attivita secondaria rispetto al lavoro dipendente principale: fatturi occasionalmente, magari 5-20 fatture l’anno, e ti serve solo un conto separato per non confondere le entrate professionali con quelle personali. Hype Business e perfetto per questo: costo minimo, IBAN italiano, app semplice, zero gestionale necessario.Profilo 3: Massima sensibilita al prezzoPer quanto un commercialista possa consigliarti Qonto per le funzionalita, se per te il canone mensile e una variabile critica, Hype Business resta la scelta razionale. La differenza di costo annua (108 euro Qonto Basic vs ~35 euro Hype Business) per un’attivita appena avviata puo essere significativa. Sempre meglio aprire un conto economico separato che continuare a usare il conto personale per la P.IVA. Quando Qonto e la scelta miglioreIn questi profili, invece, Qonto vale ogni euro speso in piu rispetto a Hype Business. Le funzioni avanzate non sono optional: sono leve concrete di efficienza fiscale e contabile.Profilo 1: Gestione fiscale complessaSei un libero professionista con 30+ fatture al mese, gestisci spese di trasferta, acquisti professionali, ricevi pagamenti da clienti diversi. Devi tracciare ogni movimento per il commercialista. Qonto con la sua categorizzazione automatica, fatturazione elettronica integrata e gestione ricevute ti fa risparmiare 5-10 ore al mese rispetto a un setup “Hype Business + software esterno + Excel”. Il costo extra (108 euro vs 35 euro/anno) si ripaga in poche ore di lavoro liberate.Profilo 2: Studi associati o teamHai uno studio con collaboratori, dipendenti o soci che devono accedere al conto, autorizzare bonifici, pagare con carte aziendali. Qonto con la gestione multi-utente, ruoli differenziati e regole di approvazione e l’unica soluzione possibile tra i due. Hype Business non puo essere usato da piu persone in modo strutturato: una persona, un conto, fine. Per uno studio di 3-4 persone, scegliere Hype significa creare confusione operativa.Profilo 3: Integrazioni con software contabiliLavori con un commercialista che usa TeamSystem, Zucchetti, Fatture in Cloud, Aruba e ti chiede di esportargli automaticamente movimenti e fatture. Con Qonto, la sincronizzazione e gia configurata e automatica. Con Hype Business, dovresti scaricare manualmente CSV ed estratti conto e inviarli al commercialista ogni mese: tempo perso che, su un anno, vale piu del costo extra di Qonto.Profilo 4: Volume fatturato medio-altoFatturi oltre 30.000-40.000 euro l’anno e hai centinaia di transazioni annue. Qonto offre piani superiori (Smart, Premium) con limiti di bonifico piu alti, piu carte, regole di approvazione, conti spesa per progetti. Hype Business resta orientato al “single user low volume” e potrebbe non scalare con la tua attivita.Costi annui: simulazione concretaIl canone mensile e solo una parte del costo totale: vanno considerati anche fatturazione elettronica, software contabile, tempo del commercialista. Vediamo due simulazioni reali.Caso A: Forfettario alle prime armi (10.000 euro fatturato/anno)Hype Business: 2,90 x 12 = ~35 euro + servizio fatturazione elettronica gratuito (Agenzia Entrate o piano free Aruba) = ~35 euro/annoQonto Basic: 9 x 12 = 108 euro/anno (fatturazione elettronica gia inclusa)Differenza: ~73 euro/anno a favore di HypeConsiderazione: con poche fatture (10-20 l’anno) il valore aggiunto della fatturazione integrata Qonto e marginale. Hype vince per costo.Caso B: Libero professionista strutturato (50.000 euro fatturato/anno)Hype Business: ~35 euro + software fatturazione elettronica a pagamento (~50-80 euro/anno) + tempo commercialista in piu per export manuali (~150-200 euro/anno) = ~250-300 euro/annoQonto Basic o Smart: 108-228 euro/anno con fatturazione e categorizzazione integrate, export automatico al commercialista = ~108-228 euro/annoDifferenza: a parita di setup completo, Qonto puo essere piu economico per profili strutturati una volta considerato tutto il quadro.Morale: il prezzo nominale del canone non e tutto. Per chi fa volumi bassi, Hype Business resta piu conveniente. Per chi gestisce un’attivita strutturata, Qonto puo addirittura essere il piu economico una volta sommati tutti i costi accessori. Scelta in evidenza – SponsorPronto a fare il salto a un conto business completo?Se la tua P.IVA e cresciuta e hai bisogno di fatturazione elettronica integrata, multi-utente e integrazioni contabili: Qonto e pensato per te. Apri il conto in pochi minuti, prova gratuita 30 giorni.Apri Qonto oraLink sponsorizzato. Condizioni e prezzi su qonto.com.Domande frequentiHype Business e una banca o una fintech?Hype Business e un prodotto bancario del Gruppo BPER Banca, gestito tecnicamente in collaborazione con Banca Sella. Ha licenza bancaria italiana e i depositi sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) fino a 100.000 euro per intestatario. Non e una semplice fintech con istituto di moneta elettronica.Posso fare la fatturazione elettronica con Hype Business?No, non direttamente. Hype Business non include un sistema integrato di fatturazione elettronica. Devi affidarti a un servizio esterno come il portale gratuito “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate, oppure piattaforme a pagamento (Aruba, Fatture in Cloud, Fatturapa). Qonto, invece, ha la fatturazione elettronica integrata con invio automatico al SdI.Qonto ha IBAN italiano come Hype Business?Si. Da diversi anni Qonto fornisce IBAN italiani con codice IT su tutti i piani, identici a quelli delle banche tradizionali italiane. Sono accettati per F24, ricezione bonifici PA, RID/SDD, accrediti stipendi e qualsiasi operazione domestica. Il fatto che Qonto sia francese non genera quindi piu il problema dell’IBAN estero.Posso usare Hype Business se sono in regime forfettario?Si, Hype Business e perfettamente compatibile con il regime forfettario. Anzi, per molti forfettari alle prime armi e una buona scelta perche costa poco e separa il flusso della P.IVA dal conto personale. Devi pero ricordarti che la fatturazione elettronica – obbligatoria per tutti i forfettari dal 2024 – va gestita con un servizio esterno.Quale dei due e piu sicuro?Entrambi sono egualmente sicuri dal punto di vista normativo. Hype Business beneficia del fondo italiano FITD fino a 100.000 euro, Qonto del fondo europeo equivalente fino allo stesso importo. Entrambi usano autenticazione forte (SCA/PSD2), notifiche push, blocco carte istantaneo. Le differenze sono operative, non di solidita.Posso passare da Hype Business a Qonto in seguito?Si, e una strategia molto comune: si inizia con Hype Business per contenere i costi quando il fatturato e basso, e si migra a Qonto quando l’attivita cresce e servono funzioni avanzate. Il passaggio richiede di comunicare il nuovo IBAN ai clienti e aggiornare RID/domiciliazioni. Niente di traumatico, ma serve un po’ di attenzione organizzativa.Posso aprire entrambi i conti contemporaneamente?Si, non c’e nessun divieto normativo. Alcuni professionisti tengono Qonto come conto operativo principale (con fatturazione e gestione fiscale) e Hype Business come conto secondario per movimentare piccole somme o ricevere pagamenti specifici. E una pratica legittima ma che ha un senso pratico solo se hai motivi chiari: altrimenti rischi solo di pagare due canoni inutili.Hype Business permette i bonifici istantanei gratuiti?I bonifici SEPA standard su Hype Business sono gratuiti entro un certo numero mensile, oltre il quale possono scattare commissioni. I bonifici istantanei (SEPA Instant) sono spesso a pagamento o disponibili in numero limitato. Su Qonto le condizioni variano per piano: il piano Basic include un certo numero di bonifici/mese, oltre serve passare a Smart o superiori. Verifica sempre i fogli informativi aggiornati sui rispettivi siti ufficiali.Le condizioni economiche e contrattuali di Qonto e Hype Business possono variare nel tempo. Verifica sempre i fogli informativi aggiornati sui rispettivi siti ufficiali (qonto.com e hype.it) prima di sottoscrivere un piano.Giugno 11, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 08:00:002026-05-24 09:36:57Qonto vs Hype Business 2026: Pro e Contro per la Tua Partita IVA
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATORiscatto di Laurea per la Pensione: Niente Decadenza Triennale INPSIl riscatto di laurea per la pensione e’ uno degli strumenti piu’ utili per chi vuole anticipare l’uscita dal lavoro o aumentare l’importo del proprio assegno previdenziale. Eppure circolano ancora molte incertezze, e la piu’ diffusa e’ questa: “se non faccio domanda subito, perdo il diritto?”. La risposta e’ chiara: il riscatto di laurea non ha una scadenza triennale. La domanda puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita lavorativa, senza vincoli di tempo legati al conseguimento del titolo.In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo come funziona il riscatto della laurea, quanto costa, quando conviene, e come il nostro patronato puo’ aiutarti a presentare la domanda in modo corretto e tempestivo.📬Resta aggiornato sulle novita’ fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’e’ il riscatto di laurea Il riscatto di laurea e’ un istituto previdenziale che consente al lavoratore di acquistare, a titolo oneroso, la copertura contributiva relativa agli anni trascorsi all’universita’. In pratica, versando un importo all’INPS, il periodo di studio viene “trasformato” in contribuzione previdenziale utile sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per aumentarne l’importo.La normativa di riferimento e’ contenuta nell’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 184/1997, modificato ed integrato da successive disposizioni, in particolare dalla Legge di Bilancio 2019 che ha introdotto il cosiddetto riscatto agevolato per i soggetti interamente nel sistema contributivo.Il periodo riscattabile comprende:La durata legale del corso di studi universitari (triennale, magistrale, vecchio ordinamento)I diplomi universitari (di durata biennale o triennale)Le specializzazioni post-laurea di durata almeno biennaleI dottorati di ricercaI diplomi degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM)Non e’ riscattabile il periodo fuori corso: si tiene conto solo della durata legale del corso, non degli anni effettivi impiegati per laurearsi.Nessuna decadenza triennale: il falso mito da sfatare La domanda di riscatto della laurea non e’ soggetta ad alcun termine di decadenza triennale. Questa e’ la risposta netta che emerge dalla normativa vigente e che l’INPS ha confermato in piu’ occasioni attraverso le proprie circolari operative.Il malinteso nasce probabilmente dalla confusione con altri istituti previdenziali (come alcune prestazioni a domanda) che prevedono termini di prescrizione. Per il riscatto di laurea, invece, il diritto rimane intatto per tutta la vita lavorativa dell’assicurato.Che tu abbia conseguito la laurea a 23 anni e voglia fare domanda a 50, o che tu abbia quasi 60 anni e stia pianificando la pensione: puoi presentare la domanda in qualsiasi momento. L’unico requisito temporale e’ che tu sia ancora in attivita’ lavorativa (o almeno iscritto all’AGO – Assicurazione Generale Obbligatoria) oppure che tu possa presentare domanda come soggetto non iscritto ad alcuna forma previdenziale obbligatoria.Cosa dice l’INPS: La domanda di riscatto puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita assicurativa, senza alcun termine di decadenza. Fonte: Circolare INPS n. 45/2021 e FAQ ufficiale INPS sul riscatto di laurea.Chi puo’ fare domanda di riscatto della laurea Possono chiedere il riscatto di laurea tutti i soggetti che soddisfano questi requisiti:Aver conseguito il titolo di studio oggetto del riscatto (diploma universitario, laurea triennale, magistrale, vecchio ordinamento, dottorato di ricerca)Essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) gestita dall’INPS, oppure alle forme sostitutive, esclusive o esonerative della stessaNon aver ancora maturato il diritto alla pensione (ovvero la domanda deve essere presentata prima che si consolidi il trattamento pensionistico)La domanda puo’ essere presentata anche da soggetti che, al momento della domanda, non risultano ancora iscritti ad alcuna gestione previdenziale (i cosiddetti “non assicurati”). In questo caso il riscatto e’ possibile purche’ la persona consegua almeno 5 anni di contribuzione effettiva dopo il riscatto stesso.Puo’ fare domanda anche un familiare per conto di un altro soggetto (es. i genitori per un figlio), ma solo se quest’ultimo non e’ ancora iscritto a nessuna forma previdenziale obbligatoria. In questo caso i contributi da riscatto vengono versati nella gestione previdenziale che sara’ poi competente quando il soggetto iniziera’ a lavorare.Quanto costa il riscatto di laurea nel 2026 Il costo del riscatto di laurea dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, determinato dalla sua anzianita’ contributiva al 31 dicembre 1995:Sistema di calcoloChi riguardaCome si calcola il costoRetributivo / MistoChi aveva contributi al 31/12/1995Aliquota contributiva x retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi x anni da riscattareContributivo puroChi ha iniziato a lavorare dopo il 1/1/1996Riscatto ordinario: aliquota x ultima retribuzione imponibile x anni; Riscatto agevolato: aliquota minima IVS x reddito minimo annuo artigiani/commerciantiPer chi e’ interamente nel sistema contributivo puro (primo contributo versato dopo il 31/12/1995), la Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018, art. 1, co. 188-189) ha introdotto il riscatto agevolato: il costo si calcola moltiplicando l’aliquota contributiva IVS in vigore per il reddito minimo imponibile degli artigiani e commercianti.Nel 2026, il reddito minimale INPS artigiani/commercianti e’ pari a circa 18.555 euro annui. L’aliquota IVS artigiani e’ del 24,48%. Il costo agevolato per anno e’ quindi di circa 4.540 euro per ogni anno di corso universitario da riscattare.Per una laurea triennale (3 anni) il costo agevolato si aggira intorno ai 13.620 euro, per una magistrale a ciclo unico quinquennale intorno ai 22.700 euro.Tipo di laureaAnni riscattabiliCosto agevolato (stima 2026)Costo ordinario (es. reddito 35.000 euro)Laurea triennale3 annicirca 13.600 eurocirca 26.000 euroLaurea magistrale (2 anni)2 annicirca 9.100 eurocirca 17.300 euroLaurea vecchio ordinamento (4 anni)4 annicirca 18.100 eurocirca 34.600 euroLaurea magistrale a ciclo unico (5 anni)5 annicirca 22.700 eurocirca 43.300 euroDottorato di ricerca (3 anni)3 annicirca 13.600 eurocirca 26.000 euroNota: I costi ordinari sono calcolati su un reddito imponibile lordo di esempio di 35.000 euro. I valori effettivi variano in base alla retribuzione individuale e all’anno di domanda.Deducibilita’ fiscale del riscatto di laurea Uno dei vantaggi spesso sottovalutati del riscatto di laurea e’ il beneficio fiscale che ne deriva. I versamenti effettuati sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986).Questo significa che, se versi 13.600 euro per riscattare 3 anni di laurea triennale, puoi portare l’intero importo in deduzione dal reddito nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui hai effettuato il versamento (o degli anni successivi se hai optato per il pagamento rateale).Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota marginale IRPEF applicabile:Reddito lordo annuoAliquota marginale IRPEF 2026Risparmio su 13.600 euro versatifino a 28.000 euro23%circa 3.128 euroda 28.001 a 50.000 euro35%circa 4.760 eurooltre 50.000 euro43%circa 5.848 euroIn pratica, per chi ha un reddito medio-alto, il costo netto del riscatto si riduce significativamente grazie alla deduzione fiscale. Il riscatto agevolato diventa quindi ancora piu’ conveniente quando si considera il risparmio IRPEF.Se paghi a rate, la deduzione avviene pro-quota nell’anno di versamento di ciascuna rata. Il pagamento rateale e’ consentito fino a 120 rate mensili senza interessi, il che consente di distribuire la spesa e i benefici fiscali nel tempo.Come presentare la domanda di riscatto laurea all’INPS La domanda di riscatto di laurea si presenta all’INPS tramite uno dei seguenti canali:Portale INPS online: accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio “Riscatto di laurea” nella sezione Servizi per il CittadinoPatronato autorizzato: il nostro ufficio di patronato a Udine puo’ presentare la domanda per tuo conto, gratuitamenteContact center INPS: chiamando il numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare)La procedura online sul portale INPS e’ stata semplificata negli ultimi anni. Una volta effettuato l’accesso, il sistema guida l’utente attraverso i passaggi principali:Selezione del titolo di studio da riscattareIndicazione dell’ateneo e degli anni accademiciScelta del sistema di calcolo (se applicabile: ordinario o agevolato)Indicazione della modalita’ di pagamento (in unica soluzione o a rate)Invio della domanda e ricezione del provvedimento di accoglimento con importo da versareDopo l’accoglimento della domanda, l’INPS emette il provvedimento di accoglimento con l’indicazione dell’importo da versare. Il pagamento avviene tramite modello F24 con i codici tributo specifici indicati dall’INPS nel provvedimento stesso.Documenti necessari per la domanda Per presentare la domanda di riscatto di laurea occorre avere a disposizione i seguenti documenti:Documento di identita’ in corso di validita’ (carta d’identita’ o passaporto)Codice fiscaleCertificato di laurea (con indicazione degli anni accademici di iscrizione e della data di conseguimento del titolo) oppure autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000Estratto contributivo INPS aggiornato (utile ma non obbligatorio, consigliato per verificare la propria posizione)SPID, CIE o CNS per accedere al portale INPS onlineSe la domanda viene presentata tramite patronato, il nostro operatore raccogliera’ tutta la documentazione necessaria e curera’ la trasmissione telematica in tuo nome. Il servizio e’ completamente gratuito per i nostri assistiti.Hai bisogno di verificare la tua posizione contributiva prima di fare domanda? Leggi la nostra guida su come richiedere e leggere l’estratto contributivo INPS.Riscatto agevolato vs riscatto ordinario: quando conviene qualeLa scelta tra riscatto ordinario e riscatto agevolato dipende da diversi fattori. Ecco un confronto pratico:CaratteristicaRiscatto OrdinarioRiscatto AgevolatoChi puo’ usarloTutti gli iscritti AGOSolo contributivo puro (primo contributo dopo 1/1/1996)Base di calcolo costoRetribuzione/reddito attualeMinimale INPS artigiani/commerciantiCosto tipico (laurea triennale)15.000-30.000 eurocirca 13.600 euroUtilita’ per pensioneAumenta importo E anticipa dirittoAumenta importo E anticipa dirittoDeducibilita’ IRPEFSi’ (100% deducibile)Si’ (100% deducibile)Pagamento ratealeFino a 120 rate mensiliFino a 120 rate mensiliIl riscatto agevolato conviene quasi sempre per i soggetti interamente nel contributivo puro, anche perche’ il costo fisso basato sul minimale e’ spesso inferiore al costo ordinario calcolato sulla retribuzione effettiva (soprattutto per chi ha redditi medio-alti).Riscatto di laurea e pensione anticipata: come cambia la dataUno degli obiettivi principali di chi valuta il riscatto di laurea e’ anticipare la data di pensionamento. Vediamo con un esempio concreto come il riscatto incide sui requisiti pensionistici nel 2026.Esempio pratico:Lavoratrice dipendente, nata nel 1975, laurea magistrale conseguita nel 2000 (5 anni di corso)Ha iniziato a lavorare nel 2001, con primo contributo INPS nel 2001 (sistema contributivo puro)Nel 2026 ha 25 anni di contributi effettiviSenza riscatto: raggiunge i 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata nel 2043-2044Con riscatto di 5 anni di laurea: raggiunge i 42 anni e 10 mesi nel 2038-2039, con un anticipo di circa 5 anniIl riscatto quindi non solo aumenta l’importo dell’assegno (perche’ aggiunge anni di contribuzione al montante), ma puo’ significativamente anticipare il momento in cui si matura il diritto. Per chi e’ nel sistema contributivo puro, la pensione di vecchiaia ordinaria richiede 20 anni di contributi e 67 anni di eta’ (2026), mentre la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) a prescindere dall’eta’.Vuoi verificare la tua posizione pensionistica attuale? Consulta la nostra guida completa sulle Pensioni 2026 e su Quota 103.Riscatto di laurea e sistema misto o retributivoPer chi aveva gia’ contributi prima del 31 dicembre 1995 (sistema misto o retributivo), il calcolo del riscatto e’ diverso e generalmente piu’ oneroso. Il costo si calcola applicando l’aliquota contributiva in vigore per il settore di appartenenza (ad esempio 33% per i lavoratori dipendenti) alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi, moltiplicato per gli anni da riscattare.Esempio per lavoratore dipendente nel sistema misto:Retribuzione lorda annua: 35.000 euroAliquota contributiva: 33%Anni da riscattare: 4 (laurea vecchio ordinamento)Costo totale: 35.000 x 33% x 4 = 46.200 euroIn questo caso il costo e’ significativo, ma va sempre valutato in relazione al beneficio pensionistico atteso e alla deduzione IRPEF ottenibile. Per i lavoratori nel sistema misto, il riscatto incide sulla quota retributiva della pensione, che viene calcolata con criteri piu’ generosi, rendendo spesso il riscatto molto conveniente sul lungo periodo.Quando conviene e quando no: valutazione pratica Il riscatto di laurea conviene generalmente quando:Mancano pochi anni (3-5) al raggiungimento del diritto alla pensione anticipata: il vantaggio e’ massimo perche’ si anticipa concretamente il pensionamentoSi e’ nel sistema contributivo puro e si puo’ accedere al riscatto agevolato (costo contenuto)Si ha un reddito elevato e si beneficia dell’aliquota marginale IRPEF piu’ alta (43%): il risparmio fiscale riduce notevolmente il costo nettoSi e’ abbastanza giovani da “ammortizzare” il costo con l’anticipo pensionistico: piu’ anni si anticipa la pensione, piu’ si percepisce l’assegnoIl riscatto di laurea e’ meno conveniente quando:Si e’ molto lontani dalla pensione (piu’ di 15-20 anni) e il beneficio in termini di anticipo e’ marginale rispetto al costoSi e’ nel sistema misto con retribuzione alta e il costo ordinario diventa molto elevatoSi prevede di cambiare gestione previdenziale (es. passare a una cassa professionale): il riscatto INPS rimane utile solo per la quota AGOSi hanno gia’ maturato i requisiti minimi per la pensione e il riscatto serve solo ad aumentare l’importo: occorre fare un’analisi costi/benefici accurataLa valutazione di convenienza e’ sempre personalizzata. Ti consigliamo di rivolgerti al nostro patronato per una simulazione gratuita basata sulla tua specifica situazione contributiva e reddituale. Possiamo accedere al tuo estratto conto INPS e calcolare con precisione il beneficio atteso.Riscatto di laurea: domande frequenti (FAQ)📬Resta aggiornato sulle novita’ fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Il diritto al riscatto di laurea scade dopo 3 anni?No. Il riscatto di laurea non e’ soggetto ad alcuna decadenza triennale ne’ a termini di prescrizione legati al conseguimento del titolo. La domanda puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita lavorativa, anche decenni dopo la laurea. Lo chiarisce la normativa vigente (D.Lgs. 184/1997) e lo conferma l’INPS nelle proprie guide operative.Posso riscattare solo alcuni anni del corso?Si’. Non e’ obbligatorio riscattare l’intera durata del corso. Puoi scegliere di riscattare un numero inferiore di anni (es. solo 2 anni su 5) per ridurre il costo, ottimizzando il risultato pensionistico in base al tuo obiettivo specifico (anticipo di pensionamento o solo aumento dell’importo).Il riscatto di laurea agevolato e’ conveniente per tutti?Il riscatto agevolato e’ accessibile solo a chi e’ interamente nel sistema contributivo puro (primo contributo versato dopo il 31/12/1995). Per questi lavoratori il costo fisso basato sul minimale INPS e’ spesso molto inferiore al costo ordinario. La convenienza effettiva dipende pero’ da quanti anni mancano alla pensione: piu’ sei vicino, piu’ conviene.Posso pagare a rate il riscatto di laurea?Si’. Il pagamento puo’ essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza applicazione di interessi. Le rate si versano tramite modello F24 con i codici tributo indicati da INPS nel provvedimento di accoglimento. La rateizzazione non modifica la deducibilita’ fiscale: ogni rata versata nell’anno e’ deducibile nella dichiarazione dei redditi di quell’anno.Cosa succede se cambio lavoro dopo il riscatto?I contributi da riscatto rimangono nella gestione INPS in cui sono stati versati. Se cambi lavoro o datore di impresa, i contributi riscattati non si perdono: continuano a maturare nella tua posizione assicurativa INPS e concorrono al calcolo della pensione futura. In caso di passaggio a una cassa professionale (es. Cassa Forense, ENPAM), i contributi riscattati restano all’INPS e potranno eventualmente essere oggetto di totalizzazione o cumulo con la cassa professionale.Il patronato puo’ aiutarmi a fare domanda?Certamente. Il nostro patronato a Udine offre gratuitamente il servizio di presentazione della domanda di riscatto di laurea. I nostri operatori verificano la tua posizione contributiva, calcolano il costo preventivo, e curano tutta la procedura telematica con INPS. Puoi anche richiedere una simulazione per capire se e quando il riscatto conviene nel tuo caso specifico.I debiti con l’INPS bloccano la domanda di riscatto?In linea di principio, avere debiti con l’INPS non blocca formalmente la presentazione della domanda di riscatto. Tuttavia, e’ sempre consigliabile regolarizzare la propria posizione contributiva prima di procedere. Se hai debiti INPS in sospeso, puoi valutare il pagamento rateale fino a 60 rate prima di avviare il riscatto.Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/riscatto-laurea.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 07:46:332026-06-11 07:15:47Riscatto di Laurea per la Pensione: Niente Decadenza Triennale INPS
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTOIMU 2026 Pensionati: Acconto 16 Giugno, Esenzioni AIRE e Casi ParticolariIl 16 giugno 2026 scade l’acconto IMU per tutti i proprietari di immobili, pensionati inclusi. La regola generale prevede l’esenzione sulla prima casa (eccetto categorie A/1, A/8, A/9), ma per i pensionati ci sono casi particolari da conoscere: pensionati AIRE all’estero (riduzione del 50%), comodato d’uso a figli o genitori, case in affitto. Vediamo nel dettaglio cosa pagare, i codici tributo da usare nel modello F24 e quando il CAF può aiutarti nel calcolo.Hai bisogno di assistenza per la tua pensione?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.Scadenza 16 giugno 2026: cosa pagare Il 16 giugno 2026 è la scadenza dell’acconto IMU, pari al 50% dell’imposta complessiva annua dovuta per il 2026. Per chi ha già pagato l’intera imposta in un’unica soluzione, la scadenza non rileva. Il saldo a conguaglio è fissato per il 16 dicembre 2026.Prima casa: quando si paga e quando no La prima casa è esente da IMU, ma con eccezioni:Esenti: tutte le abitazioni principali tranne quelle classificate come “di lusso” (categorie catastali A/1 abitazioni signorili, A/8 ville, A/9 castelli).Si paga IMU “ridotta”: prime case di lusso con aliquota 0,40% (modificabile dai Comuni fino allo 0,60%) e detrazione fissa di 200 €.NON esenti le pertinenze oltre i limiti: massimo 3 pertinenze (1 per categoria C/2, C/6, C/7); oltre questi limiti l’IMU si paga normalmente.Pensionati AIRE: regola 50% esenzione I pensionati residenti all’estero (iscritti all’AIRE) hanno una regola particolare per l’immobile italiano:Riduzione del 50% dell’IMU sull’unico immobile posseduto in Italia (non concesso in affitto né in comodato).Requisito: essere titolare di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residente in uno Stato di residenza fiscale.L’agevolazione vale per una sola unità immobiliare a scelta del contribuente.Non si applica alla TARI, che resta dovuta interamente.Comodato gratuito ai figli/genitori Per gli immobili concessi in comodato gratuito a parenti di primo grado (figli o genitori) con contratto registrato, si applica una riduzione del 50% della base imponibile IMU. Requisiti:Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate.Il comodante deve possedere al massimo 2 immobili nello stesso Comune.Il comodatario (figlio/genitore) deve risiedere e dimorare abitualmente nell’immobile.L’agevolazione non vale per categorie A/1, A/8, A/9.Casa in affitto: aliquote 2026 Per gli immobili dati in affitto le aliquote IMU 2026 sono:Aliquota standard: 0,76% (modificabile dai Comuni da 0,46% a 1,14%).Aliquota ridotta per affitti concordati: ulteriore sconto del 25% sull’imposta calcolata, se il contratto è registrato con canone concordato.Aliquota maggiorata: alcuni Comuni applicano l’aliquota massima 1,14% sugli immobili sfitti.Codici tributo F24 (3912, 3918) CodiceTipologia3912Abitazione principale (lusso) e pertinenze3918Fabbricati diversi dall’abitazione principale3913Fabbricati rurali strumentali3914Terreni agricoli3916Aree fabbricabili3925Immobili categoria D (quota Stato)3930Immobili categoria D (quota Comune)Calcolo IMU al CAF: come funzionaIl CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di calcolo IMU 2026:Verifica delle aliquote applicate dal tuo Comune (Udine e altri Comuni FVG).Calcolo dell’imposta tenendo conto di rivalutazioni, riduzioni e detrazioni.Compilazione del modello F24 con codici tributo e numero di rate.Pagamento diretto in CAF oppure stampa F24 per pagamento in banca/posta.Per chi ha presentato il modello 730, il calcolo IMU è coordinato con la dichiarazione dei redditi.FAQ Pensionato all’estero paga IMU sulla casa in Italia?Sì, ma con riduzione del 50% se è iscritto AIRE, titolare di pensione in convenzione internazionale, e l’immobile in Italia è uno solo (non affittato, non in comodato).IMU comodato figli: come ottenere riduzione 50%?Serve un contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate, il proprietario deve avere max 2 immobili nello stesso Comune e il figlio (o genitore) deve risiedere effettivamente nell’immobile.Quando si paga il saldo IMU 2026?Il saldo a conguaglio scade il 16 dicembre 2026.Posso pagare in unica rata?Sì, è possibile versare l’intera IMU annuale entro il 16 giugno 2026 senza acconto+saldo. Conviene se le aliquote comunali sono già definitive a giugno.Vuoi un controllo personalizzato della tua pensione?Prenota un appuntamento al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti analizzano cedolino, contributi e diritti per garantirti la pensione corretta.Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 07:00:002026-06-11 07:00:00IMU 2026 Pensionati: Acconto 16 Giugno, Esenzioni AIRE e Casi Particolari
CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATOLimite di reddito per la quattordicesima pensione: cosa rileva?Limite di reddito per la quattordicesima pensione: cosa rileva?La quattordicesima pensione e’ una somma aggiuntiva erogata dall’INPS ogni anno a luglio ai pensionati con redditi bassi. Per riceverla, pero’, e’ necessario non superare specifici limiti di reddito, che variano in base agli anni di contribuzione e alla categoria previdenziale di appartenenza. Ma cosa si intende esattamente per “reddito” ai fini della quattordicesima? Cosa rileva e cosa invece viene escluso dal computo? In questa guida trovi tutte le risposte aggiornate al 2026.📬Resta aggiornato sulle novita’ fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’e’ la quattordicesima pensione e chi ne ha diritto La quattordicesima pensione e’ una prestazione previdenziale introdotta dal D.L. 81/2007 (convertito dalla L. 127/2007) e successivamente potenziata dalla Legge di Bilancio 2017 (L. 232/2016, art. 1, cc. 187-188). Viene erogata ogni anno con il cedolino di luglio ai pensionati che rispettano determinati requisiti di eta’ e reddito.Possono ricevere la quattordicesima i pensionati che, al 1° luglio dell’anno di riferimento, abbiano compiuto almeno 64 anni di eta’ e il cui reddito complessivo non superi le soglie stabilite dalla normativa vigente. L’importo della somma aggiuntiva varia in base agli anni di contribuzione versati e alla cassa previdenziale di appartenenza (dipendenti, autonomi, ex INPDAP ecc.).Il limite di reddito nel 2026: soglie aggiornate Il limite di reddito per la quattordicesima pensione e’ espresso come multiplo del trattamento minimo INPS (c.d. pensione minima). Il valore del trattamento minimo viene rivalutato ogni anno dall’INPS sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, tramite apposita circolare pubblicata a inizio anno. Le soglie di accesso alla quattordicesima si basano sul reddito complessivo annuo del pensionato, confrontato con multipli del trattamento minimo calcolato su 13 mensilita’.Le soglie strutturali, definite dalla L. 232/2016 e aggiornate annualmente dall’INPS, sono le seguenti:SogliaMultiplo del trattamento minimo annuo (13 mesi)EffettoPrima soglia1,5 volteDiritto alla quattordicesima pienaSeconda soglia2 volteDiritto alla quattordicesima ridotta proporzionalmenteOltre la seconda sogliaOltre 2 volteNessun diritto alla quattordicesimaNota: i valori monetari precisi delle soglie per il 2026 dipendono dall’importo del trattamento minimo rivalutato con la circolare INPS di inizio anno. Per conoscere le soglie esatte applicabili alla tua situazione, ti invitiamo a verificare il tuo cedolino di luglio o a contattare un CAF o Patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ a disposizione per una verifica personalizzata.Cosa si intende per “reddito” ai fini della quattordicesima: la regola generale La questione centrale e’: cosa rileva ai fini del reddito per la quattordicesima? La risposta non e’ banale, perche’ il legislatore ha adottato una nozione di reddito diversa rispetto, ad esempio, a quella usata per la dichiarazione dei redditi IRPEF.Ai fini della quattordicesima pensione, la normativa (art. 5, D.L. 81/2007 e successive modificazioni) fa riferimento al reddito personale complessivo assoggettabile all’IRPEF del pensionato, con alcune esclusioni specifiche previste dalla legge. La verifica viene effettuata dall’INPS sulla base dei dati reddituali a sua disposizione (dichiarazioni fiscali, banche dati integrate con l’Agenzia delle Entrate).Redditi che rilevano (inclusi nel computo)Pensioni di ogni tipo: pensione di vecchiaia, anticipata, di anzianita’, di invalidita’, pensione ai superstiti (reversibilita’). Tutte le pensioni erogate dall’INPS o da altri enti previdenziali entrano nel computo.Redditi da lavoro dipendente e assimilati: se il pensionato svolge ancora attivita’ lavorativa dipendente (part-time, lavoro occasionale ecc.), questi redditi si sommano alle pensioni.Redditi da lavoro autonomo: se il pensionato esercita un’attivita’ professionale o artigianale, il reddito netto (ricavi meno costi) entra nel computo.Redditi fondiari (fabbricati e terreni): le rendite catastali degli immobili di proprieta’, rivalutate secondo le norme vigenti, contribuiscono al reddito rilevante. Fa eccezione l’abitazione principale, esclusa dal computo.Redditi da capitale tassati in modo ordinario: interessi attivi, dividendi da partecipazioni qualificate e altri redditi di capitale non soggetti a ritenuta definitiva rientrano nel calcolo.Redditi diversi: plusvalenze, redditi da affitto in regime ordinario IRPEF, proventi da attivita’ occasionali.Redditi esclusi dal computo (non rilevano)Redditi esenti IRPEF: pensioni di guerra, assegni straordinari di sostegno al reddito esenti, indennita’ di accompagnamento, pensione sociale, assegno sociale, sussidi economici erogati da enti pubblici o privati.Rendita catastale dell’abitazione principale: l’immobile in cui il pensionato abita non viene conteggiato ai fini del calcolo del reddito rilevante per la quattordicesima.Trattamento di fine rapporto (TFR): le somme percepite come liquidazione non entrano nel reddito ai fini della quattordicesima.Redditi soggetti a imposta sostitutiva definitiva: ad esempio, gli affitti tassati con cedolare secca (quando questa sostituisce integralmente IRPEF e addizionali) e i rendimenti finanziari soggetti a ritenuta a titolo definitivo.Assegno di mantenimento ricevuto dall’ex coniuge: non costituisce reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10, TUIR (deduzione per il coniuge che lo paga), e non rileva ai fini della quattordicesima.La quattordicesima stessa: la somma aggiuntiva percepita negli anni precedenti non influenza il calcolo dell’anno corrente.Reddito individuale o familiare? Un punto cruciale Uno degli aspetti piu’ importanti e’ che il limite di reddito per la quattordicesima e’ calcolato sul reddito individuale del pensionato, non su quello familiare o del nucleo convivente. Questo vuol dire che:Se il coniuge ha redditi elevati ma il pensionato personalmente non supera la soglia, il diritto alla quattordicesima viene riconosciuto.Al contrario, se il pensionato supera individualmente la soglia, non ha diritto alla quattordicesima anche se il nucleo familiare e’ complessivamente in difficolta’ economica.Nel caso di coppia di pensionati (entrambi con diritto potenziale), la verifica viene fatta separatamente per ciascuno.Questo elemento distingue la quattordicesima da altre prestazioni INPS (come l’assegno sociale) che invece guardano al reddito familiare. La scelta del legislatore e’ stata quella di tutelare il singolo pensionato a basso reddito, indipendentemente dalla situazione patrimoniale familiare.Gli importi della quattordicesima nel 2026 L’importo della quattordicesima non e’ fisso per tutti: dipende dalla categoria lavorativa (dipendenti, autonomi, ex dipendenti pubblici) e dagli anni di contribuzione versati nell’arco della vita lavorativa. La tabella seguente riporta i valori indicativi per i pensionati con reddito entro la prima soglia, soggetti a rivalutazione annuale INPS:CategoriaAnni contribuzioneImporto indicativo 2026Ex lavoratori dipendentiFino a 15 annicirca 437 euroEx lavoratori dipendentiDa 15 a 25 annicirca 546 euroEx lavoratori dipendentiOltre 25 annicirca 655 euroEx lavoratori autonomiFino a 18 annicirca 336 euroEx lavoratori autonomiDa 18 a 28 annicirca 420 euroEx lavoratori autonomiOltre 28 annicirca 504 euroGli importi esatti vengono aggiornati ogni anno dall’INPS con circolare specifica. I valori indicati si riferiscono agli importi applicati negli anni recenti e sono soggetti a rivalutazione. Verifica il tuo cedolino di luglio o contatta un CAF per il dato preciso aggiornato al 2026.Per i pensionati con reddito compreso tra la prima e la seconda soglia (fascia intermedia), l’importo viene ridotto proporzionalmente: la quattordicesima viene corrisposta solo per la parte di reddito mancante al raggiungimento della soglia superiore. In pratica, se il reddito si avvicina alla seconda soglia, la somma percepita sara’ molto ridotta.Come viene verificato il reddito dall’INPS L’INPS esegue la verifica reddituale in due fasi:Liquidazione provvisoria (luglio): l’INPS calcola la quattordicesima sulla base dei redditi dell’anno precedente disponibili nelle banche dati (dichiarazione dei redditi presentata, CU, Modello 730). Se i dati sono gia’ acquisiti e il pensionato risulta in regola, la somma viene accreditata automaticamente a luglio senza che il pensionato debba fare nulla.Conguaglio successivo: l’INPS effettua controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate. Se emergono redditi non considerati nella fase provvisoria e il pensionato aveva un reddito superiore alla soglia, l’INPS procede al recupero della somma erogata in eccesso, trattenendola dalle rate di pensione successive.E’ quindi fondamentale che il pensionato non faccia affidamento sulla quattordicesima se ha avuto redditi aggiuntivi nel corso dell’anno (lavoro, affitti in regime ordinario, plusvalenze) che potrebbero portarlo oltre la soglia: il recupero dell’INPS puo’ arrivare anche con notevole ritardo.Cosa succede se il reddito supera la soglia di poco Il sistema prevede una clausola di salvaguardia: se il reddito del pensionato supera la soglia massima (la seconda soglia, pari a 2 volte il minimo annuo) di un importo inferiore alla quattordicesima stessa, l’INPS eroga una somma ridotta tale da non far sforare il tetto complessivo. In altre parole, la quattordicesima viene automaticamente ridotta fino al punto di pareggio: il pensionato non potra’ mai trovarsi nella situazione paradossale di perdere piu’ di quanto riceve.Esempio pratico: si ipotizzi un pensionato con reddito annuo di 200 euro inferiore alla seconda soglia. Se avrebbe diritto a una quattordicesima di 546 euro, l’INPS gli eroga solo 200 euro (la differenza tra il suo reddito e la soglia massima), cosi’ che il reddito complessivo raggiunga esattamente la soglia senza sforarla.Casistiche particolari: redditi che possono generare dubbi Affitti: cedolare secca o regime ordinario?Un tema spesso fonte di dubbi riguarda gli immobili in affitto. Se il pensionato affitta un appartamento, il reddito derivante rileva ai fini della quattordicesima? La risposta dipende dal regime fiscale scelto:Regime ordinario IRPEF: il reddito da locazione entra nel reddito complessivo e si somma alla pensione. Rileva ai fini della quattordicesima.Cedolare secca: la cedolare e’ un’imposta sostitutiva dell’IRPEF (D.Lgs. 23/2011, art. 3). I redditi soggetti a cedolare secca non rientrano nel reddito complessivo IRPEF e quindi non rilevano ai fini della quattordicesima. Questo puo’ essere un fattore determinante per chi affitta un immobile di modesto valore: scegliere la cedolare secca non solo semplifica la tassazione, ma potrebbe preservare il diritto alla quattordicesima.Pensione di reversibilita’La pensione di reversibilita’ (o ai superstiti) e’ una vera e propria prestazione pensionistica ed e’ quindi inclusa nel reddito complessivo ai fini della quattordicesima. Il coniuge superstite che riceve la reversibilita’ deve quindi sommarla a eventuali altre pensioni o redditi propri per verificare il superamento o meno della soglia.Assegno di invalidita’ e pensione di inabilita’L’assegno ordinario di invalidita’ (AOI) e la pensione di inabilita’ totale sono trattamenti pensionistici INPS e rientrano nel computo del reddito ai fini della quattordicesima, al pari di qualsiasi altra pensione. Diverso e’ il caso dell’indennita’ di accompagnamento (L. 18/1980): essendo esente IRPEF, non rileva ai fini del calcolo del limite reddituale.Rendite INAILLe rendite INAIL per infortuni o malattie professionali sono esenti da IRPEF (art. 34, DPR 601/1973) e quindi non rientrano nel computo reddituale ai fini della quattordicesima. Questo e’ un elemento da tenere a mente per i pensionati che percepiscono anche una rendita INAIL: quella somma non incide sul diritto alla quattordicesima.Redditi da capitale soggetti a ritenuta definitivaGli interessi di conto corrente, i proventi di BOT, BTP e altri titoli di Stato soggetti a imposta sostitutiva del 12,5%, o i dividendi di partecipazioni non qualificate soggetti alla ritenuta definitiva del 26%, non rientrano nel reddito complessivo IRPEF e quindi non rilevano ai fini della quattordicesima. I redditi di capitale tassati in via definitiva alla fonte rimangono fuori dal conteggio.Come fare la domanda se l’INPS non riconosce la quattordicesima automaticamenteNella maggior parte dei casi l’INPS riconosce la quattordicesima automaticamente, senza necessita’ di presentare alcuna domanda. Tuttavia, in alcuni casi il pensionato potrebbe non ricevere la somma pur avendone diritto: ad esempio, se i dati reddituali non erano ancora disponibili a luglio (pensionato che non aveva ancora presentato il 730 o il Modello Redditi) oppure in presenza di errori nelle banche dati.In questi casi e’ possibile presentare istanza all’INPS attraverso il Patronato, allegando la documentazione reddituale (CU, dichiarazione dei redditi). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la verifica del diritto alla quattordicesima e per la presentazione delle istanze di riesame all’INPS.Puoi verificare autonomamente la tua situazione accedendo al fascicolo previdenziale del cittadino sul sito INPS.it, sezione “Cedolino pensione”.La quattordicesima per i pensionati con redditi misti (pensione + lavoro)Una situazione sempre piu’ frequente e’ quella del pensionato che continua a lavorare dopo il pensionamento. In Italia e’ possibile cumulare pensione e reddito da lavoro in molti casi (con o senza limiti, a seconda del tipo di pensione). Ma come incide questa situazione sulla quattordicesima?La risposta e’ semplice: il reddito da lavoro (sia dipendente che autonomo) si somma alla pensione nel calcolo del reddito complessivo rilevante. Quindi:Un pensionato che guadagna anche 3.000-4.000 euro l’anno da lavoro part-time potrebbe superare la soglia e perdere il diritto alla quattordicesima.Chi svolge attivita’ di lavoro occasionale (prestazioni occasionali ex art. 2222 c.c.) deve comunque considerare questi proventi nel computo reddituale se imponibili IRPEF.I redditi da lavoro percepiti durante l’anno fiscale precedente (rispetto a luglio dell’anno di erogazione) sono quelli che contano: l’INPS guarda sempre ai redditi dell’anno fiscale precedente.Quattordicesima e pensione anticipata: attenzione all’eta’E’ bene ricordare che il requisito del compimento di 64 anni entro il 1° luglio dell’anno di erogazione e’ imprescindibile: anche un pensionato con reddito bassissimo non riceve la quattordicesima se non ha ancora raggiunto quell’eta’. I pensionati che vanno in pensione anticipata (ad esempio con Quota 103 o con 41 anni di contributi indipendenti dall’eta’) ma che non hanno ancora 64 anni dovranno aspettare il compimento dell’eta’ per beneficiare della somma aggiuntiva.Allo stesso modo, chi compie 64 anni a luglio dopo il giorno 1 del mese non riceve la quattordicesima quell’anno, ma la ricevera’ a partire dall’anno successivo.Per approfondire tutti gli aspetti del beneficio, inclusi importi esatti e calendario di pagamento, puoi consultare il nostro articolo dedicato: Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha Diritto.Riassunto: riepilogo in tabella di cosa rileva e cosa no Tipologia redditoRileva ai fini della quattordicesima?Pensione di vecchiaia / anticipata / anzianita’SIPensione di reversibilita’SIAssegno ordinario di invalidita’ (AOI)SIRedditi da lavoro dipendenteSIRedditi da lavoro autonomoSIRedditi da fabbricati (regime IRPEF ordinario)SIRedditi da affitto (cedolare secca)NORendita catastale abitazione principaleNOIndennita’ di accompagnamento (L. 18/1980)NORendita INAIL (art. 34, DPR 601/1973)NOInteressi/titoli soggetti a ritenuta definitivaNOPensione sociale / assegno socialeNOTFR (liquidazione)NO📬Resta aggiornato sulle novita’ fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →Niente spam. Cancellati quando vuoi.FAQ: domande frequenti sul limite di reddito per la quattordicesima Il reddito del coniuge influenza il diritto alla quattordicesima?No. La quattordicesima si basa esclusivamente sul reddito personale del pensionato. Il reddito del coniuge, anche se elevato, non incide sul diritto alla somma aggiuntiva.Se affitto un box auto con cedolare secca, il canone entra nel calcolo?No. I canoni di locazione assoggettati a cedolare secca non rientrano nel reddito complessivo IRPEF e non vengono considerati ai fini del limite reddituale per la quattordicesima.Devo fare domanda per ricevere la quattordicesima?No, in generale l’INPS la eroga automaticamente a luglio. Se pero’ non la ricevi pur avendone diritto, puoi rivolgerti a un CAF o Patronato per verificare la tua posizione e presentare eventuale istanza.Se percepisco la rendita INAIL per un infortunio, conta ai fini del limite?No. Le rendite INAIL sono esenti IRPEF (art. 34, DPR 601/1973) e non concorrono al reddito complessivo rilevante ai fini della quattordicesima.Come posso sapere se l’INPS ha calcolato correttamente la mia quattordicesima?Puoi controllare il cedolino di luglio sul sito INPS (area personale, fascicolo previdenziale) oppure rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una verifica gratuita della tua posizione previdenziale.La pensione di reversibilita’ conta nel limite di reddito per la quattordicesima?Si. La reversibilita’ e’ una pensione a tutti gli effetti e viene inclusa nel reddito complessivo del beneficiario ai fini del calcolo del limite per la quattordicesima.Conclusione: cosa fare se hai dubbi sul tuo redditoIl calcolo del reddito rilevante ai fini della quattordicesima pensione puo’ rivelarsi piu’ complesso del previsto, soprattutto in presenza di redditi diversi dalla sola pensione. Se hai affitti in regime ordinario, rendite finanziarie, redditi da lavoro occasionale o sei in una situazione reddituale borderline rispetto alle soglie INPS, ti consigliamo di rivolgerti a un CAF o Patronato per una verifica accurata prima di fare affidamento sulla somma aggiuntiva.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per i pensionati: dalla verifica del diritto alla quattordicesima alla consulenza sul cedolino, dalla dichiarazione dei redditi (730) al patronato INPS. Contattaci telefonicamente al 0432 1638640 o via WhatsApp al 366 6018121 per un appuntamento.Articoli correlati che potrebbero interessarti:Quattordicesima Pensione Luglio 2026: Importi, Requisiti e Chi Ne Ha DirittoQuattordicesima 2026: Calendario Pagamento, Importi Esatti e Chi Ne Ha DirittoPensione giugno 2026: quando viene pagata, calendario accrediti e cedolinoPagamenti INPS Giugno 2026: Calendario CompletoQuattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha DirittoGiugno 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-11 06:46:332026-06-11 07:06:33Limite di reddito per la quattordicesima pensione: cosa rileva?
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Fotografo Professionista 2026: Regime Forfettario, SIAE e FatturazioneAprire la partita IVA fotografo professionista nel 2026 è il passaggio chiave per trasformare la passione per la fotografia in un’attività strutturata e fiscalmente in regola. Che tu lavori nei matrimoni, nella fotografia di prodotto, nei ritratti o negli eventi aziendali, gestire correttamente codice ATECO, regime forfettario, contributi INPS Gestione Separata, fatturazione e diritti d’autore fa la differenza tra un’attività che cresce e una che accumula problemi fiscali.In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega passo passo come avviare e gestire la tua partita IVA da fotografo: requisiti pratici, codici ATECO corretti (74.20.11 e 74.20.19), coefficiente di redditività al 67%, contributi previdenziali, fatturazione B2C e B2B, gestione SIAE e diritti d’autore, liberatorie GDPR per i soggetti fotografati, e tutti gli aspetti fiscali specifici delle nicchie creative come matrimoni, stock photography e vendita estero.Indice dei contenutiChi è il fotografo professionista: differenza con il dilettanteServe l’iscrizione a un albo? No, ecco perchéRequisiti pratici per diventare fotografo professionistaCodice ATECO fotografo 2026: 74.20.11 e 74.20.19Regime forfettario fotografo: coefficiente 67% e aliquotaCassa previdenziale: Gestione Separata INPSFatturazione fotografo: B2C e B2BSIAE e diritto d’autore del fotografoLiberatoria modelli e GDPRDiritti d’autore in regime forfettario: tassazione separataAttrezzatura fotografica: cosa puoi (e non puoi) dedurreFatturazione matrimoni: tipologie di serviziStock photography: come fatturare Shutterstock e GettyFatturazione clienti esteri: reverse charge e servizi digitaliE-commerce fotografo: vendita stampe, album e corsiAssicurazione RC professionale fotografoTariffe tipiche fotografo professionista 2026Calcolo tasse fotografo: esempi pratici 25K, 40K, 70KMarketing fotografo: Instagram, Google Business e portaliErrori comuni da evitareDomande frequenti (FAQ)★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il fotografo professionista: differenza con il dilettanteIl fotografo professionista è chi esercita l’attività fotografica in modo abituale, organizzato e con finalità di guadagno. Questa abitualità è ciò che fa scattare l’obbligo di apertura della partita IVA, indipendentemente dal fatturato annuo.Il fotografo dilettante, invece, può ricevere compensi in modo occasionale (massimo 5.000 euro lordi annui da uno stesso committente, con regole specifiche), emettendo una ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20% se il committente è sostituto d’imposta. È una formula adatta solo a chi fa qualche servizio sporadico l’anno, non a chi ha un’attività strutturata.Sei professionista se: hai un sito web, un account Instagram dedicato all’attività, accetti più clienti durante l’anno, fai pubblicità, hai listini, organizzi servizi ricorrentiSei occasionale se: fai 1-2 servizi l’anno per amici/parenti, non hai un’organizzazione, non promuovi attivamente l’attivitàLa giurisprudenza dell’Agenzia delle Entrate è chiara: bastano 3-4 servizi fotografici l’anno con clienti diversi per configurare l’abitualità. Anche se non superi i 5.000 euro, se l’attività è continuativa devi aprire la partita IVA. Serve l’iscrizione a un albo? No, ecco perchéUna buona notizia per chi vuole aprire la partita IVA fotografo: la fotografia non è una professione regolamentata. Non esiste un albo dei fotografi, non servono esami di Stato, non serve un titolo di studio specifico.Questo significa che chiunque, maggiorenne e con i requisiti generali per fare impresa, può aprire una partita IVA da fotografo. L’unica eccezione storica era l’iscrizione al Registro dei Fotografi presso le Camere di Commercio, abolita ormai da anni con la liberalizzazione delle attività.Tuttavia, essere un buon fotografo professionista richiede competenze reali. Anche se la legge non lo impone, il mercato premia chi ha:Un portfolio professionale (sito web, Instagram curato, lavori pubblicati)Conoscenze tecniche di esposizione, composizione, illuminazioneCapacità di post-produzione (Lightroom, Photoshop, Capture One)Competenze relazionali per gestire clienti e modelli(Opzionale) Corsi, workshop o specializzazioni in nicchie specificheRequisiti pratici per diventare fotografo professionistaDal punto di vista pratico-operativo, ecco cosa serve davvero per partire come fotografo con partita IVA:PortfolioÈ il tuo biglietto da visita. Non serve uno studio fotografico costoso: anche un sito personale gratuito (con WordPress.com, Wix, Squarespace) e un profilo Instagram aggiornato sono sufficienti per iniziare. Il portfolio deve essere specializzato: meglio mostrare 30 foto eccellenti in un’unica nicchia (es. matrimoni) che 200 foto miste di qualità altalenante.Attrezzatura minimaCorpo macchina: una mirrorless full-frame o APS-C di livello professionale (Sony A7, Canon R, Nikon Z, Fujifilm)Obiettivi: almeno 2-3 lenti per coprire le focali principali (24-70mm, 70-200mm, fisso luminoso 35-85mm)Backup: secondo corpo macchina (anche entry-level) per emergenze, soprattutto nei matrimoniSchede SD/CFexpress: doppia registrazione (mai affidarsi a una sola scheda nei matrimoni)Flash e luci: almeno un flash speedlight, eventualmente luci continue LED per videoComputer e software: PC potente, Lightroom + Photoshop (abbonamento Adobe Creative Cloud Foto, circa 12 euro/mese)Location: serve uno studio fotografico?Dipende dalla nicchia. Per matrimoni ed eventi non serve, il fotografo lavora on location. Per ritratti, prodotto, food uno studio è utile ma non indispensabile all’inizio: puoi noleggiare studi a ore (50-150 euro mezza giornata) oppure allestire un piccolo set in casa con fondali e luci. Codice ATECO fotografo 2026: 74.20.11 e 74.20.19Il codice ATECO identifica fiscalmente la tua attività ed è obbligatorio in fase di apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate. Per i fotografi professionisti i codici principali sono:Codice ATECODescrizioneQuando usarlo74.20.11Attività di riprese fotograficheFotografo matrimoni, ritratti, eventi, sportiva, paesaggio74.20.19Altre attività fotograficheServizi fotografici diversi, fotogiornalismo, stock photography74.20.20Laboratori fotografici per sviluppo e stampaStampa fotografica, sviluppo, restauro foto59.12.00Attività di post-produzione cinematografica e audiovisivaSolo se fai prevalentemente post-produzione video/cinemaQuale scegliere? Per la maggior parte dei fotografi professionisti il codice corretto è 74.20.11 – Attività di riprese fotografiche, perché copre tutti i servizi fotografici “live” (matrimoni, ritratti, eventi, prodotto, reportage). Se hai un’attività mista (riprese + vendita stock) puoi avere il 74.20.11 come codice prevalente e aggiungere il 74.20.19 come secondario.Importante: il codice ATECO determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario. Per entrambi i codici 74.20.11 e 74.20.19 il coefficiente è 67% (categoria “altre attività”), e NON il 78% delle professioni intellettuali. Approfondiamo questo punto cruciale nel prossimo capitolo.Regime forfettario fotografo: coefficiente 67% e aliquotaIl regime forfettario è la scelta naturale per il 90% dei fotografi che aprono partita IVA. È un regime fiscale semplificato che sostituisce IRPEF, IRAP e addizionali con un’unica imposta sostitutiva.Caratteristiche del forfettario fotografoLimite di ricavi: 85.000 euro annui (se superi vai automaticamente in regime ordinario l’anno successivo, oppure subito se sfori 100.000 euro)Aliquota imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (se rispetti i requisiti “nuova attività”), poi 15%Coefficiente di redditività: 67% per ATECO 74.20.11 e 74.20.19 (categoria “altre attività”)No IVA in fattura: emetti fatture senza IVA con la dicitura “Operazione in franchigia da IVA”No ritenuta d’acconto: il cliente non trattiene il 20%, riceverai il pagamento interoNiente studi di settore o ISAContabilità semplificata: basta numerare le fatture in ordine cronologicoCome si calcola la tassa nel forfettario fotografoIl coefficiente di redditività al 67% significa che il fisco considera reddito imponibile solo il 67% di quanto fatturi: il restante 33% è considerato “costo forfettario” e non paga tasse. Vediamo un esempio pratico:Esempio: Marco è fotografo di matrimoni, primo anno di attività, fattura 30.000 euro lordi.Reddito imponibile = 30.000 × 67% = 20.100 euroContributi INPS Gestione Separata (26,07%) deducibili = circa 5.240 euroReddito tassabile = 20.100 – 5.240 = 14.860 euroImposta sostitutiva 5% (start-up) = 743 euroAttenzione: il coefficiente del fotografo è 67%, NON il 78% delle professioni intellettuali. Questo è un errore comune: i fotografi NON rientrano tra le professioni con coefficiente 78% (avvocati, ingegneri, commercialisti, psicologi). Il loro è considerato un’attività di servizi non protetta.Requisiti aliquota 5% start-upPer pagare il 5% invece del 15% nei primi 5 anni devi rispettare 3 requisiti:Non aver esercitato attività professionale nei 3 anni precedentiL’attività non deve essere mera prosecuzione di una attività precedente come dipendente o autonomoSe prosegui un’attività altrui, i ricavi del cedente nell’anno precedente non devono superare 85.000 euro Cassa previdenziale: Gestione Separata INPSI fotografi non hanno una cassa previdenziale dedicata come avvocati (Cassa Forense) o ingegneri (Inarcassa). Si iscrivono obbligatoriamente alla Gestione Separata INPS, la cassa pensionistica per i lavoratori autonomi privi di cassa specifica.Aliquote contributive 202626,07% per chi non è iscritto ad altre forme previdenziali (chi fa SOLO il fotografo)24% per chi è già iscritto ad altra gestione obbligatoria (es. dipendente che apre partita IVA come secondo lavoro, pensionato)Come si calcolano i contributiI contributi si calcolano sul reddito imponibile (quello già al 67% nel forfettario), e si versano con il modello F24 in 4 rate:2 rate di acconto (giugno e novembre dell’anno in corso)Saldo (giugno dell’anno successivo, contestualmente al saldo IRPEF/imposta sostitutiva)Esempio: Giulia, fotografa primo anno, fattura 25.000 euro nel 2026.Reddito imponibile = 25.000 × 67% = 16.750 euroContributi GS INPS = 16.750 × 26,07% = 4.367 euroBuona notizia: i contributi INPS versati sono integralmente deducibili dal reddito imponibile dell’anno successivo. Ricordati che per accedere alla pensione servono almeno 5 anni di contributi versati.Fatturazione fotografo: B2C e B2BI fotografi lavorano con due tipologie di clienti molto diverse, e la fatturazione fotografo ha regole leggermente differenti per ciascuna.Fatturazione B2C (Business to Consumer)Sono i clienti privati: sposi che ti ingaggiano per il matrimonio, famiglie per servizi ritratto, neogenitori per servizi newborn, eventi privati come compleanni e battesimi. Caratteristiche:Non ti danno una partita IVA (sono privati con codice fiscale)Devi emettere fattura elettronica tramite SDI (obbligatoria dal 2024 anche per forfettari oltre 25.000 euro di ricavi anno precedente, e dal 2024 per tutti i forfettari)Inserisci come destinatario il codice fiscale del cliente e codice destinatario “0000000”Pagamento di solito in contanti, bonifico o POSPer pagamenti in contanti sopra 5.000 euro: divieto, devi usare strumenti tracciabiliFatturazione B2B (Business to Business)Sono aziende, agenzie pubblicitarie, e-commerce, hotel, ristoranti, brand di moda. Caratteristiche:Hanno partita IVA e codice destinatario SDI (o PEC)Fattura elettronica con codice destinatario corretto (es. “M5UXCR1” tipico)Pagamenti tracciati: bonifico bancario, di solito a 30-60 giorniSpesso richiedono contratto scritto con clausole su utilizzo immagini, esclusiva, durata licenzaPossono richiedere fattura proforma prima della pubblicazioneCosa scrivere in fattura: descrizione correttaEvita descrizioni generiche come “servizio fotografico”. Inserisci sempre:Tipologia di servizio specifica (“Servizio fotografico matrimonio Mario Rossi e Lucia Bianchi del 15/06/2026, Hotel XYZ Udine”)Numero ore o giornateNumero foto consegnate o tipo di prodotto finale (album, file digitali, stampe)Eventuali diritti di utilizzo concessi SIAE e diritto d’autore del fotografoIl diritto d’autore del fotografo è regolato dalla Legge 633/1941 sul diritto d’autore (LDA). Capire questo aspetto è cruciale per contratti, licenze e tutela del proprio lavoro.Tre tipologie di “fotografia” secondo la leggeOpera fotografica (art. 2 LDA): foto con carattere creativo e originale → tutela piena come opera d’autore (durata 70 anni dopo la morte dell’autore)Fotografia semplice (art. 87 LDA): foto di persone, oggetti, paesaggi senza particolare creatività → tutela ridotta (20 anni dalla creazione)Riproduzioni fotografiche (art. 87 c.2): foto di documenti, pagine di libri, manufatti → nessuna tutela autorialeLa distinzione è importante perché definisce per quanto tempo i tuoi diritti sono protetti e che tutele puoi rivendicare in caso di uso non autorizzato.SIAE: serve iscriversi?La SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) tutela principalmente musica, opere letterarie e cinematografiche. Per il fotografo non è obbligatoria, ma può essere utile in casi specifici:Se realizzi libri fotografici editi (la SIAE gestisce il diritto di prestito bibliotecario)Se vendi licenze d’uso multiple e vuoi un sistema di tutela centralizzatoPer opere fotografiche di particolare valore artisticoIn alternativa, esistono società di gestione collettiva specifiche per fotografi (es. SIAE sezione OLAF, oppure organismi internazionali come CEPIC). Per la stragrande maggioranza dei fotografi professionisti italiani non c’è alcuna iscrizione obbligatoria alla SIAE.Cessione dei diritti d’immagine: clausola obbligatoriaIl fotografo detiene sempre i diritti sulle foto che scatta, anche se il cliente le ha pagate. Quando un cliente ti commissiona un servizio, paga la prestazione e una licenza d’uso, non i diritti d’autore.Per evitare contestazioni, ogni contratto/preventivo deve specificare:Ambito di utilizzo: solo personale? Anche commerciale? Online? Stampa?Territorio: Italia? Mondiale?Durata: illimitata? 5 anni? 10 anni?Esclusiva: il fotografo può rivenderle ad altri? (Es. matrimonio: di solito non rivendibili)Modifica: il cliente può ritagliare/filtrare? (Sempre indicare obbligo di non snaturare l’opera)Credito: in caso di pubblicazione il cliente deve indicare il fotografo?Liberatoria modelli e GDPRQuando fotografi persone identificabili devi rispettare il GDPR (Regolamento UE 2016/679) e l’art. 96 della Legge sul Diritto d’Autore: il ritratto di una persona non può essere pubblicato senza il suo consenso, salvo eccezioni (notorietà, esigenze di giustizia, eventi pubblici).Quando serve la liberatoria modelloSempre: per pubblicazione online (sito, social, portfolio), uso commerciale, vendita stockEccezioni: persone in eventi pubblici (concerti, manifestazioni), foto di insieme dove non sono identificabili singolarmenteMinori: liberatoria firmata da entrambi i genitori (anche separati), MAI usare foto di minori senza consenso scrittoCosa deve contenere una liberatoria GDPR-compliantDati anagrafici del soggetto (nome, cognome, data nascita, codice fiscale)Dati del titolare del trattamento (tu, fotografo)Finalità: portfolio? Pubblicazione? Vendita stock? Pubblicità?Durata del consenso (es. illimitata o fino a revoca)Diritti dell’interessato (accesso, rettifica, cancellazione, opposizione)Firma del soggetto e dataPer minori: firma di entrambi i genitoriConserva sempre le liberatorie firmate per almeno 10 anni: in caso di contestazioni sono la tua tutela legale. Diritti d’autore in regime forfettario: tassazione separataUn tema che genera molta confusione: i diritti d’autore in regime forfettario sono tassati separatamente? La risposta è “dipende”.I diritti d’autore (es. royalty su un libro fotografico, vendita di licenze ricorrenti su stock photo, royalty da pubblicazioni) sono fiscalmente classificati come redditi assimilati al lavoro autonomo ai sensi dell’art. 53 c.2 lett. b TUIR. Hanno un trattamento agevolato:Riduzione forfettaria del 25% (40% se hai meno di 35 anni) per assorbire le speseTassati al 23% IRPEF (prima aliquota) con ritenuta d’acconto del 20%Nel regime forfettario, i diritti d’autore NON entrano nel forfettario ma sono dichiarati nel quadro RL del modello Redditi Persone Fisiche, separatamente. Questo è vantaggioso perché:NON consumano il limite di 85.000 euro del forfettarioHanno una tassazione potenzialmente più favorevoleSono compatibili con il forfettario “principale”Attenzione: la distinzione tra “compenso per servizio fotografico” (forfettario) e “diritto d’autore” (quadro RL) è sottile. La fattura per un servizio matrimoniale o ritratto è compenso per servizio, non diritto d’autore. I diritti d’autore veri sono solo le royalty ricorrenti su opere già create. Per casi complessi consulta il CAF Centro Fiscale di Udine per inquadrare correttamente i tuoi ricavi.Attrezzatura fotografica: cosa puoi (e non puoi) dedurreDomanda da 1 milione di euro: posso scaricare la fotocamera nuova in regime forfettario? Risposta: NO direttamente, ed è uno dei motivi per cui il forfettario non sempre è la scelta ottimale per chi investe molto in attrezzatura.Forfettario: spese non deducibili analiticamenteNel forfettario il 33% di forfait (la differenza tra 100% e coefficiente 67%) sostituisce TUTTE le spese di gestione. Quindi: fotocamere, obiettivi, computer, software, affitto studio, benzina, assicurazione attrezzatura, formazione… nulla è deducibile analiticamente. Lo “sconto” è già forfettizzato nel coefficiente.Questo significa che se compri una macchina fotografica da 4.000 euro:In forfettario: paghi tasse sul 67% del fatturato indipendentemente dall’acquistoIn regime ordinario semplificato: ammortizzi il bene in 4 anni (25% l’anno) e abbatti il reddito imponibileQuando il regime ordinario convieneValuta il regime ordinario semplificato se:Investi più del 33% del fatturato in attrezzatura/spese (es. fatturi 30K e spendi 12K in attrezzatura nuova)Hai un affitto studio elevato (1.000+ euro/mese)Hai costi di personale (assistenti, post-produttori freelance)Vai stabilmente oltre 85.000 euro/annoLeasing e noleggio attrezzaturaIn regime forfettario leasing e noleggio non sono deducibili (rientrano nel forfait 33%). In regime ordinario invece:Leasing: i canoni sono deducibili come costoNoleggio operativo: 100% deducibile, no investimento iniziale, attrezzatura sempre aggiornataNoleggio breve (lenti specifiche per un singolo lavoro): 100% deducibile in ordinario, e va a costo del lavoro Fatturazione matrimoni: tipologie di serviziIl matrimonio è il segmento più redditizio per molti fotografi. La fatturazione di un servizio matrimoniale è complessa perché include più “voci” che è bene specificare in fattura per chiarezza fiscale e contrattuale.Voci tipiche di un servizio matrimonialeCerimonia religiosa o civile: copertura fotografica della funzioneRicevimento: ore di copertura del pranzo/cena (di solito fino al taglio della torta)Servizio coppia / family formal: ritratti dei novelli sposi e famiglieAlbum fotografico: realizzazione e stampa album fine artFile digitali: consegna foto modificate in alta risoluzionePre-wedding shooting: servizio engagement prima del matrimonioEventuali extra: secondo fotografo, drone (con patentino EASA), videoCome strutturare la fattura matrimonioHai due opzioni:Fattura unica “all-inclusive”: una voce sola “Servizio fotografico matrimonio Mario Rossi e Lucia Bianchi del 15/06/2026 – prestazione + album + file digitali” e l’importo totaleFattura dettagliata: più righe per voce (cerimonia, ricevimento, album, file). Più trasparente, utile in caso di contestazioniAcconto e saldoPer matrimoni è prassi richiedere:Acconto 30-50% alla firma del contratto (mesi prima del matrimonio): emetti fattura di accontoSaldo il giorno dell’evento o alla consegna foto: emetti fattura di saldo con riferimento all’accontoAttenzione fiscale: se ricevi acconto a dicembre 2026 per matrimonio a giugno 2027, l’acconto va comunque fatturato e tassato nel 2026 (anno di incasso, principio di cassa per il forfettario).Ricevuta di pagamento per il clienteQuando il cliente paga in contanti o con carta in giornata e chiede una “ricevuta”, emetti la fattura elettronica e consegnale (anche in PDF su WhatsApp/email) la copia di cortesia. NON esiste più la “ricevuta fiscale” cartacea: la fattura elettronica ha sostituito tutto. Per pagamenti in contanti ricorda il limite di 5.000 euro (sopra è obbligatorio strumento tracciato).Stock photography: come fatturare Shutterstock e GettyLa stock photography è un’entrata interessante per molti fotografi: carichi le tue foto su piattaforme come Shutterstock, Getty Images, Adobe Stock, Alamy, iStock, e ricevi royalty ogni volta che qualcuno scarica una tua immagine.Inquadramento fiscaleI compensi da piattaforme stock sono compensi professionali e vanno fatturati come tutte le altre prestazioni (NON sono diritti d’autore in senso stretto). Le piattaforme:Richiedono il tuo codice fiscale e partita IVA in fase di registrazioneTi chiedono di compilare il modulo W-8BEN (per piattaforme USA come Shutterstock e Getty) per evitare la doppia tassazione USAPagano in dollari o euro, di solito su PayPal o bonifico, mensilmente o sopra una soglia (es. 35 USD)Fatturazione stock: chi è il committente?La piattaforma è il committente. Per Shutterstock devi emettere fattura a:Shutterstock, Inc. – 350 Fifth Avenue, 21st Floor, New York, NY 10118 – USATrattandosi di committente extra-UE, l’operazione è fuori campo IVA per carenza di territorialità (art. 7-ter DPR 633/72). In fattura inserisci:Codice destinatario “XXXXXXX” (per esteri non UE)Natura operazione N2.1 (“operazioni non soggette ad IVA art. 7-ter”)Importo in euro (cambio del giorno della prestazione)Frequenza fatturazione: di solito mensile, riepilogando i compensi del mese con un unico documento. Fatturazione clienti esteri: reverse charge e servizi digitaliLavorare con clienti esteri è ormai comune per i fotografi: brand internazionali, agenzie estere, e-commerce. Le regole IVA cambiano in base alla tipologia di cliente e al Paese.Cliente B2B Unione EuropeaSe il cliente è un’azienda europea con partita IVA (verifica al VIES):Operazione non imponibile IVA (art. 7-ter DPR 633/72)Devi iscriverti al VIES in fase di apertura partita IVA o successivamenteIn fattura: P.IVA estera del cliente, dicitura “Inversione contabile – art. 7-ter DPR 633/72”Adempimento Esterometro / SDI: invio dati operazioni transfrontaliereCliente B2C Unione EuropeaSe vendi servizi a privati UE (es. famiglia tedesca per servizio matrimoniale in Italia):Per fotografi forfettari: operazione fuori campo IVA (regime di franchigia)Per fotografi ordinari: applichi IVA italiana al 22%Cliente extra-UE (USA, UK post-Brexit, Svizzera)Operazione fuori campo IVA per territorialità (art. 7-ter)Fattura senza IVA, indicare cliente estero e codice destinatario “XXXXXXX”Comunicazione operazioni transfrontaliere via SDIServizi digitali e MOSS/OSSSe vendi file digitali a privati UE (es. download di stampe digitali via Etsy, vendita corsi online tramite tua piattaforma), si applica l’OSS (One Stop Shop): l’IVA è dovuta nel Paese del consumatore. Per forfettari fino a 10.000 euro/anno di vendite UE B2C non si applica (vale franchigia italiana). Sopra questa soglia, devi iscriverti all’OSS.E-commerce fotografo: vendita stampe, album e corsiMolti fotografi affiancano al servizio “live” un e-commerce di prodotti fotografici: stampe fine art, libri fotografici, calendari personalizzati, corsi online, preset Lightroom, contratti modello. Vediamo gli aspetti fiscali principali.Vendita stampe e prodotti fisiciCodice ATECO aggiuntivo: 47.91.10 (commercio al dettaglio via internet) come secondarioCoefficiente di redditività diverso: per il commercio al dettaglio è 40%Se hai sia servizio fotografico che e-commerce, si applica il coefficiente prevalente OPPURE si separano contabilmente i due settori (più complesso)Magazzino: in forfettario non c’è l’obbligo di inventario, ma è bene tenere traccia interna delle giacenzeVendita corsi onlineSe vendi corsi online di fotografia tramite tuo sito o piattaforme come Udemy, Teachable:Codice ATECO: 85.59.20 (corsi di formazione e aggiornamento professionale) o resta su 74.20.11 se inquadrato come “consulenza fotografica”Vendita a privati UE: attenzione soglia OSS 10.000 euroPer Udemy/Teachable: emetti fattura alla piattaforma (committente extra-UE), che gestisce IVA verso utenti finaliVendita preset, template e digital productsI file digitali venduti tramite Etsy, Gumroad, propri shop seguono la stessa logica della vendita fisica online + regole digital products. Per piccole somme (sotto 1.000 euro/anno) la complicazione spesso non vale il guadagno: meglio convogliarle nel servizio fotografico principale.Assicurazione RC professionale fotografoL’assicurazione RC professionale per fotografi non è obbligatoria per legge, ma è fortemente consigliata e in molti casi richiesta dai clienti (specialmente brand e location di matrimoni di alto livello).Cosa copre una RC fotografoDanni a terzi: rovesci una luce sulla sposa, treppiede cade sul clienteDanni a cose: rompi un oggetto in location del matrimonio (vasi, lampadari)Errori professionali: file persi per malfunzionamento attrezzatura, mancata consegnaFurto e danno attrezzatura (in genere copertura aggiuntiva)Costi indicativiRC base con massimale 500.000 euro: 200-400 euro/annoRC + tutela attrezzatura (massimale 20.000 euro): 500-800 euro/annoPacchetti completi per fotografi matrimoni: 800-1.500 euro/annoCompagnie specializzate per fotografi: Reale Mutua, Allianz, AXA, Cattolica, Hiscox. Esistono anche broker specializzati come Yolo Group e polizze online dedicate. In regime forfettario il costo dell’assicurazione non è deducibile direttamente (rientra nel forfait 33%). Tariffe tipiche fotografo professionista 2026Le tariffe variano enormemente in base a esperienza, area geografica, nicchia. Ecco una panoramica realistica per il 2026, basata su dati di settore italiani.Tipologia servizioRange tariffario 2026NoteMatrimonio cerimonia + ricevimento1.500 – 5.000 euroFotografi top: 5.000-15.000 euroServizio ritratto / ritratto famiglia300 – 800 euroSessione 1-2 ore + 20-30 file modificatiServizio prodotto e-commerce200 – 500 euroPrezzo per giornata o per N foto (es. 30 euro a foto)Servizio newborn250 – 600 euroSessione in studio 2-3 oreEvento aziendale (mezza giornata)400 – 800 euroConferenze, inaugurazioniEvento aziendale (giornata intera)700 – 1.500 euroConvegni, fiereReal estate (foto immobili)100 – 300 euro a immobile15-25 foto per appartamentoFood photography300 – 700 euro a giornataSpesso pacchetti mensili con ristorantiStock photography (per foto)0,10 – 5 euro per downloadVolumi grandi richiesti per redditivitàDifferenze territoriali: Milano, Roma, Firenze hanno tariffe del 30-50% più alte rispetto a piccole città. Il Friuli Venezia Giulia si colloca su tariffe medio-basse rispetto al nord Italia, ma il mercato dei matrimoni è in forte crescita grazie a location come ville storiche e siti UNESCO.Calcolo tasse fotografo: esempi pratici 25K, 40K, 70KVediamo tre casi concreti di calcolo tasse e contributi per fotografi in regime forfettario, ipotizzando aliquota 5% (start-up primi 5 anni). Tutti i calcoli sono indicativi e arrotondati per chiarezza.Caso 1: Marco, fotografo matrimoni primo anno – fatturato 25.000 euroReddito imponibile = 25.000 × 67% = 16.750 euroContributi GS INPS (26,07%) = 16.750 × 26,07% = 4.367 euroReddito tassabile = 16.750 – 4.367 = 12.383 euroImposta sostitutiva 5% = 619 euroTOTALE da versare = 4.367 + 619 = 4.986 euro (~20% del fatturato)Netto in tasca: 25.000 – 4.986 = 20.014 euroCaso 2: Lucia, fotografa ritratti e prodotto – fatturato 40.000 euroReddito imponibile = 40.000 × 67% = 26.800 euroContributi GS INPS (26,07%) = 26.800 × 26,07% = 6.987 euroReddito tassabile = 26.800 – 6.987 = 19.813 euroImposta sostitutiva 5% = 991 euroTOTALE da versare = 6.987 + 991 = 7.978 euro (~20% del fatturato)Netto in tasca: 40.000 – 7.978 = 32.022 euroCaso 3: Andrea, fotografo affermato – fatturato 70.000 euroReddito imponibile = 70.000 × 67% = 46.900 euroContributi GS INPS (26,07%) = 46.900 × 26,07% = 12.227 euroReddito tassabile = 46.900 – 12.227 = 34.673 euroImposta sostitutiva 5% = 1.734 euroTOTALE da versare = 12.227 + 1.734 = 13.961 euro (~20% del fatturato)Netto in tasca: 70.000 – 13.961 = 56.039 euroImportante: dopo i primi 5 anni l’aliquota sale al 15%, triplicando l’imposta sostitutiva. Nel caso 3 (70.000 euro fatturato) si passerebbe da 1.734 a 5.201 euro. Considera sempre la “exit strategy” dal forfettario quando ti avvicini a 80.000+ euro o ai 5 anni.Marketing fotografo: Instagram, Google Business e portaliAvere la partita IVA è solo l’inizio: per trovare clienti come fotografo servono strategie di marketing efficaci. Ecco i canali principali che funzionano nel 2026.InstagramIl social per eccellenza dei fotografi. Strategie chiave:Profilo professionale (Business o Creator) per accedere a statistiche e adsBio chiara con nicchia, città, link prenotazionePubblicare 3-5 contenuti/settimana (mix post, Reel, Stories)Hashtag locali (#fotografomatrimonioudine, #fotografofvg)Reel tematici (behind the scenes, before-after editing)Collaborazioni con wedding planner, location, fioristiGoogle Business ProfileFondamentale per la SEO locale. Compila il profilo con foto, recensioni, descrizione completa. Le ricerche tipo “fotografo matrimonio Udine” spesso premiano profili Google ben curati prima del sito web.Portali di settoreZankyou e Matrimonio.com: i portali italiani di matrimoni più visitati. Costo abbonamento da 800 a 3.000 euro/annoThe Knot: portale internazionale per matrimoniWedReviews e SposiAmoci: recensioni clientiBehance e 500px: portfolio per clienti corporate e agenzieSito web professionaleAnche se Instagram è il primo canale, il sito web resta indispensabile per:Apparire in ricerche Google (SEO)Mostrare un portfolio professionale curato per nicchiaRicevere richieste di preventivo via formPubblicare blog con casi studio e SEO long-tail Errori comuni da evitarePensare di essere “occasionali” dopo il 3° servizio fotografico: sei già professionista e devi aprire la partita IVAUsare il coefficiente 78% credendo di essere “professionista intellettuale”: il coefficiente fotografo è 67%Non emettere fattura per acconti matrimoni: l’acconto va fatturato e tassato nell’anno di incassoUsare foto di clienti per il portfolio senza liberatoria: violazione GDPR, multe da 1.000 a 20.000 euroNon iscriversi al VIES prima di lavorare con clienti UE B2BIgnorare il limite contanti 5.000 euro per pagamenti matrimoni: sanzioni dal 1% al 40% dell’importoConfondere diritto d’autore con compenso prestazione: porta a errori dichiarativi nel quadro RLNon fare assicurazione RC: un singolo danno in un matrimonio può costare decine di migliaia di euroSottovalutare il consumo del forfait 33%: se investi molto in attrezzatura, valuta il regime ordinarioDomande frequenti (FAQ)Quanto costa aprire la partita IVA come fotografo?L’apertura della partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratuita. Costi indiretti: assistenza commercialista o CAF (50-150 euro per la pratica AA9/12), eventuale iscrizione al VIES (gratuita), software di fatturazione elettronica (40-100 euro/anno o gratuito per alcuni provider come Aruba/Fatture in Cloud per forfettari).Posso fare il fotografo come secondo lavoro?Sì, se sei dipendente puoi aprire partita IVA come secondo lavoro (verifica il tuo CCNL: alcuni settori pubblici hanno limitazioni). I contributi INPS Gestione Separata scendono al 24%. Il datore di lavoro deve essere informato se richiesto da contratto.Posso fatturare un matrimonio senza partita IVA?Solo se è un caso davvero occasionale: 1 matrimonio l’anno, compenso massimo 5.000 euro lordi annui, tramite ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto 20%. Se fai più matrimoni, ti pubblicizzi su Instagram come “fotografo”, hai un sito web, sei già nell’attività abituale e devi aprire la partita IVA.I miei clienti possono detrarre la fattura del fotografo?I clienti privati non possono detrarre servizi fotografici personali (matrimoni, ritratti). Le aziende possono dedurre la spesa fotografica come costo se inerente all’attività (es. foto prodotti per e-commerce, foto eventi aziendali). I matrimoni e ricorrenze familiari restano spese personali non deducibili.Posso usare le foto dei matrimoni per il mio portfolio?Sì, ma solo con liberatoria scritta degli sposi. Inserisci la clausola sull’utilizzo a fini portfolio nel contratto di servizio fotografico, specificando: pubblicazione su sito, social, portfolio cartaceo, eventuale invio a riviste di settore. Senza autorizzazione esplicita non puoi pubblicare nulla.Cosa succede se supero i 85.000 euro di fatturato?Da 85.001 a 100.000 euro: passi al regime ordinario l’anno successivo. Sopra 100.000 euro: passi al regime ordinario nello stesso anno, dovrai applicare IVA sulle fatture future e gestire la contabilità ordinaria. Pianifica con il commercialista o CAF il passaggio.Devo fatturare il “buono” o “voucher” matrimonio?Sì. Anche se vendi un voucher anticipato (es. “buono regalo per servizio fotografico”), nel momento dell’incasso devi emettere fattura. Quando il cliente userà il voucher, emetti nota di consegna o documento di completamento, ma la fattura è già stata emessa al momento del pagamento.Posso unire più nicchie sotto la stessa partita IVA?Assolutamente sì. Una partita IVA con codice ATECO 74.20.11 copre tutte le nicchie fotografiche (matrimoni, ritratti, eventi, prodotto, food, real estate). Puoi anche aggiungere codici secondari per altre attività (es. 47.91.10 per e-commerce, 85.59.20 per corsi). Il codice prevalente è quello con il fatturato maggiore.Devo pagare l’IRAP come fotografo forfettario?No, in regime forfettario l’IRAP è esclusa: l’imposta sostitutiva del 5% o 15% sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. È uno dei vantaggi principali del forfettario.Conviene farsi aiutare da un CAF per la partita IVA fotografo?Sì, soprattutto all’inizio. Un CAF specializzato come Centro Fiscale di Udine ti aiuta a: scegliere il codice ATECO corretto, valutare se forfettario o ordinario, gestire iscrizione INPS Gestione Separata e VIES, impostare la fatturazione elettronica, capire come gestire i diritti d’autore separatamente. Il costo annuo medio è di 600-1.200 euro a seconda del volume di lavoro, una spesa che si ripaga ampiamente in errori evitati.Apri la tua partita IVA fotografo con il CAF Centro Fiscale di UdineAprire una partita IVA fotografo professionista nel 2026 è una scelta strategica per chi vuole trasformare la passione in professione strutturata. Tra regime forfettario al 5%/15% con coefficiente 67%, codice ATECO 74.20.11, contributi Gestione Separata INPS, gestione del diritto d’autore e liberatorie GDPR, fatturazione B2C/B2B e clienti esteri, il fisco del fotografo richiede attenzione e competenza.Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni fase: dall’apertura della partita IVA all’inquadramento fiscale, dalla gestione delle dichiarazioni alla pianificazione del passaggio dal forfettario all’ordinario quando crescerai. Siamo specializzati nelle partite IVA di professioni creative e ti offriamo consulenza personalizzata per il tuo caso specifico, sia che tu fotografi matrimoni in tutto il Friuli Venezia Giulia, sia che lavori con brand e e-commerce internazionali.Prenota un appuntamento presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Trasforma la tua passione fotografica in un’attività solida e in regola.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 14:00:002026-05-23 07:42:42Partita IVA Fotografo Professionista 2026: Regime Forfettario, SIAE e Fatturazione
CAFCasa Coniugale nella Separazione: IMU, Tasse e Diritto di AbitazioneLa casa coniugale e spesso il bene piu importante nella separazione. Chi paga l’IMU? Cosa succede al diritto di abitazione? La casa assegnata dal giudice e esente da imposte? Queste sono domande frequentissime tra i coniugi che si separano. In questa guida analizziamo tutti gli aspetti fiscali legati alla casa coniugale nella separazione, con particolare attenzione all’IMU e alle tasse nel 2026. Indice dei contenutiAssegnazione della casa coniugaleIMU sulla casa coniugale dopo la separazioneIl diritto di abitazione nella separazioneCasa in comproprieta: chi paga cosaVendita della casa coniugale e tasseDomande frequentiConclusioneAssegnazione della Casa Coniugale nella Separazione L’assegnazione della casa coniugale e un provvedimento del giudice che attribuisce a uno dei coniugi il diritto di continuare a vivere nell’abitazione familiare. La finalita principale e tutelare i figli, garantendo loro la continuita dell’ambiente domestico. Per questo motivo, la casa viene generalmente assegnata al genitore collocatario, cioe quello con cui i figli vivono prevalentemente.L’assegnazione puo avvenire anche in assenza di figli, ma in questo caso il giudice la dispone solo in situazioni particolari. E importante sottolineare che l’assegnazione della casa non trasferisce la proprieta: il coniuge assegnatario ottiene un diritto di abitazione, che e un diritto reale di godimento diverso dalla proprieta. Per tutti gli aspetti fiscali della separazione, consulta la guida completa 2026.IMU sulla Casa Coniugale dopo la Separazione: Chi Paga La questione dell’IMU sulla casa coniugale e una delle piu importanti dal punto di vista fiscale. La regola e chiara: il soggetto passivo dell’IMU e il coniuge assegnatario, in quanto titolare del diritto di abitazione. Non importa chi sia il proprietario dell’immobile.La buona notizia e che se il coniuge assegnatario ha la residenza e la dimora abituale nell’immobile, questo e considerato abitazione principale ed e quindi esente da IMU (salvo immobili di lusso, categorie A/1, A/8 e A/9). Questo significa che nella maggior parte dei casi, nessuno paga l’IMU sulla casa coniugale assegnata.Il coniuge proprietario non assegnatario non deve pagare l’IMU sulla casa assegnata all’altro. Tuttavia, se possiede altri immobili, su quelli dovra pagare l’IMU secondo le aliquote ordinarie del comune, senza poter beneficiare dell’esenzione per abitazione principale.Il Diritto di Abitazione nella Separazione: Cosa Comporta Il diritto di abitazione e un diritto reale che conferisce al coniuge assegnatario la facolta di vivere nell’immobile con la propria famiglia. Questo diritto ha importanti conseguenze fiscali e pratiche:Il diritto e opponibile ai terzi se trascritto nei registri immobiliari (fondamentale in caso di vendita dell’immobile da parte del proprietario)Il coniuge assegnatario e responsabile per l’IMU (ma esente se abitazione principale)Le spese ordinarie di manutenzione sono a carico dell’assegnatarioLe spese straordinarie restano a carico del proprietarioLa TARI (tassa rifiuti) e a carico dell’occupante, cioe il coniuge assegnatarioIl diritto di abitazione cessa quando vengono meno i presupposti che lo hanno originato: ad esempio, quando i figli diventano economicamente autosufficienti, quando l’assegnatario va a convivere con un nuovo partner o si risposa, o per decisione del giudice.Casa in Comproprieta: Come Funzionano le Tasse nella SeparazioneQuando la casa coniugale e in comproprieta (ad esempio 50% ciascun coniuge), le regole fiscali possono sembrare complesse, ma in realta il principio resta lo stesso.Per l’IMU, il coniuge assegnatario e soggetto passivo per l’intera quota dell’immobile (non solo per la sua meta). L’esenzione per abitazione principale si applica percio all’intero immobile. Il coniuge comproprietario non assegnatario non deve pagare nulla sull’immobile assegnato.Per la dichiarazione dei redditi, il coniuge assegnatario dichiara il reddito catastale dell’immobile per l’intera quota, beneficiando pero della deduzione per abitazione principale. Il coniuge non assegnatario non dichiara nulla per quell’immobile. Per le regole sulla dichiarazione post-separazione, consulta la guida agli aspetti fiscali della separazione.Vendita della Casa Coniugale e Tasse nella Separazione In molti casi, i coniugi decidono di vendere la casa coniugale e dividere il ricavato. Ecco le implicazioni fiscali principali:Se la vendita avviene entro 5 anni dall’acquisto, la plusvalenza e tassata (salvo esenzioni per abitazione principale)Se la casa era stata acquistata con agevolazioni prima casa e viene venduta entro 5 anni, si decade dalle agevolazioni a meno che non si riacquisti entro un annoIl trasferimento tra coniugi nell’ambito della separazione e esente da imposte (Legge 74/1987)Un’opzione frequente e che un coniuge acquisti la quota dell’altro: se questo avviene nell’accordo di separazione, l’operazione e esente da imposte. Se avviene successivamente come compravendita ordinaria, si applicano le imposte normali. Per le esenzioni complete, leggi agevolazioni fiscali separazione 2026.Domande Frequenti sulla Casa ConiugaleSe vado via di casa devo continuare a pagare il mutuo?Si, se sei cointestatario del mutuo, l’obbligo di pagamento resta indipendentemente dall’assegnazione della casa. Il mutuo e un rapporto con la banca che non viene modificato dalla separazione. Tuttavia, le rate di mutuo possono essere considerate dal giudice nella determinazione dell’assegno di mantenimento.Posso detrarre gli interessi del mutuo se non vivo piu nella casa?In linea generale, la detrazione degli interessi del mutuo prima casa richiede che l’immobile sia adibito ad abitazione principale. Tuttavia, per i coniugi separati esiste un’eccezione: il coniuge che si e trasferito puo continuare a detrarre gli interessi se l’immobile resta abitazione principale dell’altro coniuge e dei figli.L’assegnazione della casa incide sull’ISEE?Si, l’immobile assegnato come abitazione principale beneficia dell’abbattimento di un terzo del valore ai fini ISEE. Inoltre, se il coniuge assegnatario non e proprietario, l’immobile non viene conteggiato nel suo patrimonio. Per approfondire, leggi la guida sull’ISEE dopo la separazione.ConclusioneLa gestione fiscale della casa coniugale nella separazione richiede attenzione per non commettere errori sull’IMU e sulle dichiarazioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella verifica di tutte le imposte sulla casa e nella compilazione delle dichiarazioni post-separazione. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 09:00:002026-04-08 09:35:23Casa Coniugale nella Separazione: IMU, Tasse e Diritto di Abitazione
NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATOCalcolo NASPI 2026: Formula, Importo Massimo e SimulatoreCalcolo NASPI 2026: Come si Determina l’ImportoL’importo della NASPI non e fisso, ma dipende dalla retribuzione che percepivi quando lavoravi. Sapere come si calcola ti permette di capire quanto riceverai mensilmente durante il periodo di disoccupazione.In questa guida ti spieghiamo la formula di calcolo della NASPI 2026, l’importo massimo, la riduzione progressiva e facciamo alcuni esempi pratici.Indice dei contenutiFormula di calcoloImporto massimo 2026Riduzione progressivaEsempi praticiCome simulare l’importoDomande frequenti Formula di Calcolo NASPIIl calcolo della NASPI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni.Passo 1: Calcolo retribuzione mediaSi sommano tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni e si divide per il numero di settimane di contribuzione. Il risultato si moltiplica per 4,33 (settimane medie mensili).Passo 2: Applicazione delle percentualiUna volta ottenuta la retribuzione media mensile:Se e uguale o inferiore a 1.425,21 euro: la NASPI e pari al 75%Se e superiore a 1.425,21 euro: si calcola il 75% di 1.425,21 euro + il 25% della parte eccedenteFormula sinteticaPer retribuzioni sopra la soglia:NASPI = (1.425,21 x 75%) + [(Retribuzione media – 1.425,21) x 25%] Importo Massimo NASPI 2026La NASPI ha un tetto massimo che viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione.Massimale 2026L’importo massimo della NASPI per il 2026 e di circa 1.550 euro mensili lordi.Questo significa che anche se la tua retribuzione media era molto alta, la NASPI non supera questo importo.Importo nettoLa NASPI e soggetta a tassazione IRPEF. L’importo netto effettivo dipende dalla tua situazione fiscale complessiva, ma indicativamente:NASPI lorda 1.550 euro → netta circa 1.200-1.300 euroNASPI lorda 1.000 euro → netta circa 850-900 euro Riduzione Progressiva dell’ImportoLa NASPI si riduce nel tempo per incentivare la ricerca attiva di lavoro.Meccanismo di riduzioneDal 7 mese (181 giorno): l’importo si riduce del 3% ogni mesePer gli over 55: la riduzione del 3% parte dal 1 meseEsempio di riduzioneSe la tua NASPI iniziale e di 1.000 euro:Mesi 1-6: 1.000 euroMese 7: 970 euro (-3%)Mese 8: 940,90 euro (-3%)Mese 9: 912,67 euro (-3%)E cosi via… Esempi Pratici di CalcoloEsempio 1: Retribuzione bassaRetribuzione media: 1.200 euroE inferiore a 1.425,21 euroNASPI = 1.200 x 75% = 900 euro/meseEsempio 2: Retribuzione mediaRetribuzione media: 1.800 euro75% di 1.425,21 = 1.068,91 euro25% di (1.800 – 1.425,21) = 25% di 374,79 = 93,70 euroNASPI = 1.068,91 + 93,70 = 1.162,61 euro/meseEsempio 3: Retribuzione altaRetribuzione media: 2.500 euro75% di 1.425,21 = 1.068,91 euro25% di (2.500 – 1.425,21) = 25% di 1.074,79 = 268,70 euroTotale calcolato: 1.337,61 euroNASPI = 1.337,61 euro/mese (sotto il massimale)Esempio 4: Retribuzione molto altaRetribuzione media: 4.000 euroIl calcolo darebbe un importo superiore al massimaleNASPI = 1.550 euro/mese (massimale) Come Simulare l’Importo NASPIPer conoscere l’importo esatto della tua NASPI prima di fare domanda:Simulatore INPSL’INPS mette a disposizione un simulatore online sul proprio sito. Accedi con SPID e inserisci i dati richiesti per avere una stima.Calcolo manualePuoi calcolare tu stesso l’importo:Recupera le tue CU (Certificazioni Uniche) degli ultimi 4 anniSomma i redditi imponibili previdenzialiDividi per le settimane lavorateMoltiplica per 4,33Applica le percentuali (75% + 25%)Consulenza al CAFIl modo piu semplice e affidarsi al CAF, che puo accedere ai tuoi dati contributivi e calcolare l’importo esatto.Domande Frequenti sul Calcolo NASPIHo lavorato solo 1 anno, come si calcola?Il calcolo si basa comunque sulla media degli ultimi 4 anni. Se hai lavorato solo 1 anno, la retribuzione media terra conto solo di quell’anno.Contano anche le tredicesime e quattordicesime?Si, tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali (incluse mensilita aggiuntive, straordinari, premi) rientrano nel calcolo.Se avevo piu lavori part-time?Si sommano le retribuzioni di tutti i rapporti di lavoro dipendente degli ultimi 4 anni.La riduzione del 3% si applica sempre?Si, dal 7 mese (o dal 1 mese per gli over 55). Non ci sono eccezioni alla riduzione progressiva. 📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa. Calcola la Tua NASPI con il CAFIl CAF Centro Fiscale di Udine puo calcolare l’importo esatto della tua NASPI e aiutarti con la domanda.Contattaci per una consulenza:Telefono: 0432 1638640WhatsApp: 366 6018121Leggi anche la nostra guida completa alla NASPI 2026.Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-10 09:00:002026-03-17 19:05:11Calcolo NASPI 2026: Formula, Importo Massimo e SimulatoreEnergia e Utenze, Finanza & ServiziBollette luce e gas: come risparmiare nel 2026Le bollette luce e gas rappresentano una delle voci di spesa domestica piu significative per le famiglie italiane. Nel 2026, con il mercato energetico in continua evoluzione e la fine della tutela per molte categorie di utenti, capire come risparmiare sulle bollette energia e diventato ancora piu importante. In questa guida trovi 10 trucchi pratici e verificati per ridurre concretamente i consumi e la spesa mensile.Consulta anche gli altri articoli del nostro hub Energia e Utenze: Mercato libero energia: conviene davvero?, Tariffe luce e gas 2026: come confrontarle, Bonus sociale bollette 2026.1. Controlla la tua tariffa attualeIl primo passo per risparmiare sulle bollette e capire quale tariffa stai pagando. Dal 1 luglio 2024, il servizio di tutela per le forniture elettriche non vulnerabili e stato chiuso: se non hai scelto un fornitore libero, sei nel Servizio a Tutele Graduali (STG), spesso piu costoso delle migliori offerte di mercato.2. Confronta le offerte con il Portale Offerte ARERAARERA mette a disposizione il Portale Offerte (www.ilportaleofferte.it), strumento gratuito per confrontare le tariffe luce e gas nel tuo Comune. Inserisci il consumo annuale in kWh (luce) e Smc (gas) per vedere quanto puoi risparmiare cambiando fornitore.3. Passa a una tariffa biorariaLe tariffe biorarie distinguono tra ore di punta F1 (lun-ven ore 8-19) e ore fuori punta F2/F3 (serali, notturni, festivi). Spostare i consumi di lavatrici e lavastoviglie nelle fasce F2/F3 puo far risparmiare dal 15% al 25% sulla quota energia della bolletta elettrica.4. Verifica il diritto al Bonus Sociale BolletteIl Bonus Sociale Bollette e un contributo automatico per famiglie con ISEE basso. Nel 2026 la soglia ISEE ordinaria e di 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con 4 o piu figli a carico). Il bonus viene applicato direttamente in bolletta senza necessita di domanda separata, purche la DSU sia valida. Approfondisci: Bonus sociale luce e gas 2026: requisiti ISEE e domanda.5. Attiva il contatore intelligente (smart meter 2G)I contatori elettronici di seconda generazione permettono la telelettura dei consumi e l’attivazione di tariffe orarie granulari. Molti fornitori offrono app gratuite per monitorare i consumi in tempo reale e individuare sprechi.6. Sostituisci gli elettrodomestici con classi energetiche alteUn frigorifero di classe energetica A+++ consuma fino al 60% in meno rispetto a uno di classe A. La sostituzione degli elettrodomestici obsoleti (oltre 10-15 anni) si ammortizza in genere in 2-4 anni grazie ai risparmi in bolletta.7. Sostituisci le lampadine con LEDLe lampadine LED consumano fino all’85% in meno rispetto alle lampade a incandescenza. Il costo di acquisto si recupera in pochi mesi di utilizzo. E l’intervento piu semplice e immediato per abbassare la bolletta della luce.8. Migliora l’isolamento termicoIl riscaldamento pesa spesso per il 60-70% dei consumi energetici domestici. Interventi prioritari: sostituzione infissi con doppi o tripli vetri, valvole termostatiche sui termosifoni, coibentazione delle tubature, manutenzione annuale obbligatoria della caldaia.9. Usa il riscaldamento in modo intelligentePer ogni grado centigrado in piu di riscaldamento la bolletta gas aumenta di circa il 6-7%. La temperatura ideale e 19-20 gradi di giorno e 16-17 di notte. Un termostato programmabile o smart (es. Netatmo, Google Nest) permette di automatizzare la gestione e ridurre i consumi nelle ore di assenza.10. Monitora i consumi con app e strumenti digitaliEnel, Eni Plenitude, A2A, Illumia e altri fornitori offrono app gratuite per monitorare i consumi in tempo reale. Il controllo costante permette di identificare anomalie (consumi notturni anomali, apparecchi in stand-by) prima che la bolletta lieviti.Riepilogo: quanto puoi risparmiare nel 2026AzioneRisparmio annuo stimatoDifficoltaCambio fornitore mercato libero150-400 euroBassaTariffa bioraria (con abitudini flessibili)50-150 euroBassaBonus sociale bollette (ISEE idoneo)200-600 euroNessuna (automatico)Sostituzione lampadine LED50-120 euroBassissimaElettrodomestici classe A+++100-300 euroMedia (investimento)Termostato programmabile100-200 euroBassaIsolamento termico (finestre, coibentazione)300-800 euroAlta (lavori)Domande frequenti sulle bolletteCome faccio a sapere se sto pagando troppo? Confronta il tuo consumo annuale (kWh o Smc) con le offerte sul Portale ARERA. Se paghi piu del 10-15% rispetto all’offerta piu conveniente nella tua zona, conviene valutare il cambio.Posso avere sia il bonus luce che il bonus gas? Si, i due bonus sono cumulabili e vengono applicati separatamente su ciascuna fornitura.Il cambio fornitore comporta interruzioni? No. Il cambio fornitore nel mercato libero avviene senza interruzioni di fornitura. I tempi medi di switch sono di 30-60 giorni.ConclusioneRisparmiare sulle bollette luce e gas nel 2026 e possibile combinando scelte tariffarie intelligenti, abitudini di consumo virtuose e piccoli investimenti nell’efficienza energetica. Il primo passo e sempre conoscere la propria situazione: tariffa attuale, consumi storici, diritto ai bonus. Se vuoi verificare il tuo diritto al Bonus Sociale ISEE per le bollette o hai bisogno di assistenza per la DSU, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto personalizzato. Prenota un appuntamento.Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-10 08:30:002026-06-02 08:12:39Bollette luce e gas: come risparmiare nel 2026CAF, SUCCESSIONIImposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi PraticiImposte su successioneQuando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.Indice dei contenutiCosa sono imposta ipotecaria e catastaleQuando si applicano: sempre se ci sono immobiliBase imponibile: il valore catastaleAliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euroRequisiti agevolazione prima casa in successioneCoefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90Come trovare la rendita catastale dalla visuraPagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606Quando si paga: autoliquidazioneEsempi pratici di calcoloSanzioni e ravvedimento operosoDomande frequenti (FAQ)📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailCosa sono imposta ipotecaria e imposta catastaleL’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in ereditàLe imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.Base imponibile: il valore catastale degli immobiliLe imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficienteoppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazioneI coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E90 per terreni agricoli e non edificabiliPer i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totaleLe aliquote applicabili nella successione con immobili sono:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastaleImposta catastale: 1% del valore catastaleTotale: 3% del valore catastaleEsempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euroImposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euroTotale: 4.500 euroImportante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euroQuando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:Imposta ipotecaria: 200 euro fissiImposta catastale: 200 euro fissiTotale: 400 euro fissiQuesta è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.Requisiti per l’agevolazione prima casa in successionePer beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglioVediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.Formula: Valore catastale = Rendita × 168Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.Prima casa: coefficiente 115,5Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.Formula: Valore catastale = Rendita × 42Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90 Come trovare la rendita catastale dalla visuraPer calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissiNel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazioneLe imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.La sequenza corretta è:Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio. Esempi pratici di calcoloVediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.Calcolo imposte:Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 600 euroNota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euroCalcolo imposte:Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 5.240 euroNota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euroCalcolo imposte:Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 1.550 euroAgevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.). Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operosoSe le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.Domande frequenti (FAQ)Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.Conclusione e contattiLe imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi PraticiPagina 88 di 192«‹8687888990›» Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
Energia e Utenze, Finanza & ServiziBollette luce e gas: come risparmiare nel 2026Le bollette luce e gas rappresentano una delle voci di spesa domestica piu significative per le famiglie italiane. Nel 2026, con il mercato energetico in continua evoluzione e la fine della tutela per molte categorie di utenti, capire come risparmiare sulle bollette energia e diventato ancora piu importante. In questa guida trovi 10 trucchi pratici e verificati per ridurre concretamente i consumi e la spesa mensile.Consulta anche gli altri articoli del nostro hub Energia e Utenze: Mercato libero energia: conviene davvero?, Tariffe luce e gas 2026: come confrontarle, Bonus sociale bollette 2026.1. Controlla la tua tariffa attualeIl primo passo per risparmiare sulle bollette e capire quale tariffa stai pagando. Dal 1 luglio 2024, il servizio di tutela per le forniture elettriche non vulnerabili e stato chiuso: se non hai scelto un fornitore libero, sei nel Servizio a Tutele Graduali (STG), spesso piu costoso delle migliori offerte di mercato.2. Confronta le offerte con il Portale Offerte ARERAARERA mette a disposizione il Portale Offerte (www.ilportaleofferte.it), strumento gratuito per confrontare le tariffe luce e gas nel tuo Comune. Inserisci il consumo annuale in kWh (luce) e Smc (gas) per vedere quanto puoi risparmiare cambiando fornitore.3. Passa a una tariffa biorariaLe tariffe biorarie distinguono tra ore di punta F1 (lun-ven ore 8-19) e ore fuori punta F2/F3 (serali, notturni, festivi). Spostare i consumi di lavatrici e lavastoviglie nelle fasce F2/F3 puo far risparmiare dal 15% al 25% sulla quota energia della bolletta elettrica.4. Verifica il diritto al Bonus Sociale BolletteIl Bonus Sociale Bollette e un contributo automatico per famiglie con ISEE basso. Nel 2026 la soglia ISEE ordinaria e di 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con 4 o piu figli a carico). Il bonus viene applicato direttamente in bolletta senza necessita di domanda separata, purche la DSU sia valida. Approfondisci: Bonus sociale luce e gas 2026: requisiti ISEE e domanda.5. Attiva il contatore intelligente (smart meter 2G)I contatori elettronici di seconda generazione permettono la telelettura dei consumi e l’attivazione di tariffe orarie granulari. Molti fornitori offrono app gratuite per monitorare i consumi in tempo reale e individuare sprechi.6. Sostituisci gli elettrodomestici con classi energetiche alteUn frigorifero di classe energetica A+++ consuma fino al 60% in meno rispetto a uno di classe A. La sostituzione degli elettrodomestici obsoleti (oltre 10-15 anni) si ammortizza in genere in 2-4 anni grazie ai risparmi in bolletta.7. Sostituisci le lampadine con LEDLe lampadine LED consumano fino all’85% in meno rispetto alle lampade a incandescenza. Il costo di acquisto si recupera in pochi mesi di utilizzo. E l’intervento piu semplice e immediato per abbassare la bolletta della luce.8. Migliora l’isolamento termicoIl riscaldamento pesa spesso per il 60-70% dei consumi energetici domestici. Interventi prioritari: sostituzione infissi con doppi o tripli vetri, valvole termostatiche sui termosifoni, coibentazione delle tubature, manutenzione annuale obbligatoria della caldaia.9. Usa il riscaldamento in modo intelligentePer ogni grado centigrado in piu di riscaldamento la bolletta gas aumenta di circa il 6-7%. La temperatura ideale e 19-20 gradi di giorno e 16-17 di notte. Un termostato programmabile o smart (es. Netatmo, Google Nest) permette di automatizzare la gestione e ridurre i consumi nelle ore di assenza.10. Monitora i consumi con app e strumenti digitaliEnel, Eni Plenitude, A2A, Illumia e altri fornitori offrono app gratuite per monitorare i consumi in tempo reale. Il controllo costante permette di identificare anomalie (consumi notturni anomali, apparecchi in stand-by) prima che la bolletta lieviti.Riepilogo: quanto puoi risparmiare nel 2026AzioneRisparmio annuo stimatoDifficoltaCambio fornitore mercato libero150-400 euroBassaTariffa bioraria (con abitudini flessibili)50-150 euroBassaBonus sociale bollette (ISEE idoneo)200-600 euroNessuna (automatico)Sostituzione lampadine LED50-120 euroBassissimaElettrodomestici classe A+++100-300 euroMedia (investimento)Termostato programmabile100-200 euroBassaIsolamento termico (finestre, coibentazione)300-800 euroAlta (lavori)Domande frequenti sulle bolletteCome faccio a sapere se sto pagando troppo? Confronta il tuo consumo annuale (kWh o Smc) con le offerte sul Portale ARERA. Se paghi piu del 10-15% rispetto all’offerta piu conveniente nella tua zona, conviene valutare il cambio.Posso avere sia il bonus luce che il bonus gas? Si, i due bonus sono cumulabili e vengono applicati separatamente su ciascuna fornitura.Il cambio fornitore comporta interruzioni? No. Il cambio fornitore nel mercato libero avviene senza interruzioni di fornitura. I tempi medi di switch sono di 30-60 giorni.ConclusioneRisparmiare sulle bollette luce e gas nel 2026 e possibile combinando scelte tariffarie intelligenti, abitudini di consumo virtuose e piccoli investimenti nell’efficienza energetica. Il primo passo e sempre conoscere la propria situazione: tariffa attuale, consumi storici, diritto ai bonus. Se vuoi verificare il tuo diritto al Bonus Sociale ISEE per le bollette o hai bisogno di assistenza per la DSU, il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto personalizzato. Prenota un appuntamento.Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-10 08:30:002026-06-02 08:12:39Bollette luce e gas: come risparmiare nel 2026
CAF, SUCCESSIONIImposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi PraticiImposte su successioneQuando si eredita un immobile, molti pensano che la franchigia di 1 milione di euro sull’imposta di successione basti a evitare ogni tassa. Non è così. Sugli immobili ereditati sono SEMPRE dovute due imposte aggiuntive: l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), per un totale del 3% del valore catastale. Queste imposte vanno pagate anche quando l’eredità è esente da imposta di successione per effetto della franchigia.In questa guida aggiornata al 2026 ti spieghiamo come si calcolano, quando si applicano le imposte fisse da 200 euro per la prima casa, i coefficienti catastali corretti (168 per le abitazioni, 115,5 per la prima casa, 40,8 per i commerciali, 90 per i terreni) e i codici tributo F24 da utilizzare. Con tre esempi pratici completi.Indice dei contenutiCosa sono imposta ipotecaria e catastaleQuando si applicano: sempre se ci sono immobiliBase imponibile: il valore catastaleAliquote ordinarie: 2% + 1% = 3%Prima casa: imposte fisse 200 + 200 euroRequisiti agevolazione prima casa in successioneCoefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8, 90Come trovare la rendita catastale dalla visuraPagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606Quando si paga: autoliquidazioneEsempi pratici di calcoloSanzioni e ravvedimento operosoDomande frequenti (FAQ)📄Scarica la Checklist Successione 2026PDF gratuito di 6 pagine: tutti i documenti necessari, le scadenze da rispettare e la guida specifica per il sistema tavolare FVG.✓ Checklist documenti ✓ Franchigie 2026 ✓ 10 errori da evitare ⇓ Scarica PDF gratis ✉ Scrivi una emailCosa sono imposta ipotecaria e imposta catastaleL’imposta ipotecaria è il tributo dovuto per la trascrizione nei registri immobiliari del passaggio di proprietà. Ogni volta che un immobile cambia titolare (per compravendita, donazione o successione), il nuovo proprietario deve pagare questa imposta per formalizzare la pubblicità legale del trasferimento. La disciplina è contenuta nel D.Lgs. 347/1990 (Testo Unico delle imposte ipotecaria e catastale).L’imposta catastale, invece, è dovuta per la voltura catastale, ovvero per l’aggiornamento al catasto dei dati del nuovo intestatario. Anche questa è regolata dallo stesso Testo Unico e, nella successione, viene pagata contestualmente all’ipotecaria.Entrambe sono imposte indirette (come l’IVA o l’imposta di registro) e sono completamente indipendenti dall’imposta di successione. Questo è il punto più importante da capire: pagare le imposte ipotecaria e catastale non esenta dall’imposta di successione, e viceversa. Sono tributi autonomi con presupposti, aliquote e codici tributo diversi. Quando si applicano: sempre se ci sono immobili in ereditàLe imposte ipotecaria e catastale si applicano ogni volta che nell’attivo ereditario ci sono beni immobili o diritti reali immobiliari: case, appartamenti, box, cantine, terreni agricoli, terreni edificabili, negozi, uffici, capannoni, nuda proprietà, usufrutto, diritto di abitazione.La differenza fondamentale con l’imposta di successione è questa:Imposta di successione: si applica solo se si superano le franchigie (1 milione per coniuge/figli, 100.000 euro per fratelli/sorelle, nessuna franchigia per gli altri).Imposte ipotecaria e catastale: si applicano sempre, sull’intero valore catastale degli immobili, senza franchigia, a prescindere dal grado di parentela.Esempio: figlio che eredita dal padre una casa con valore catastale di 120.000 euro e un conto corrente di 50.000 euro. L’imposta di successione è zero (il figlio ha franchigia di 1 milione). Ma sulle imposte ipotecaria e catastale relative alla casa dovrà pagare comunque il 3% di 120.000 euro = 3.600 euro (salvo agevolazione prima casa, vedi più avanti).Se nell’eredità non ci sono immobili (solo denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari), le imposte ipotecaria e catastale non sono dovute. Si paga solo l’eventuale imposta di successione, se superate le franchigie.Base imponibile: il valore catastale degli immobiliLe imposte ipotecaria e catastale nella successione si calcolano sul valore catastale, non sul valore di mercato. Questa è una regola molto vantaggiosa per gli eredi, perché il valore catastale è quasi sempre molto inferiore al valore reale dell’immobile (spesso meno della metà).Il valore catastale si ottiene con una formula semplice:Valore catastale = Rendita catastale × 1,05 (rivalutazione 5%) × Coefficienteoppure, in forma sintetica: Rendita × Coefficiente già comprensivo della rivalutazioneI coefficienti utilizzati nella successione (già comprensivi della rivalutazione del 5% sulle rendite e del 25% sui redditi dominicali dei terreni) sono:168 per immobili abitativi (cat. A, tranne A/10)115,5 per la prima casa (quando spetta l’agevolazione)42 per uffici cat. A/10 e immobili cat. D (capannoni, alberghi)40,8 per immobili commerciali cat. C/1 e E90 per terreni agricoli e non edificabiliPer i terreni edificabili si utilizza invece il valore venale in comune commercio (valore di mercato), non il valore catastale. Aliquote ordinarie: 2% + 1% = 3% totaleLe aliquote applicabili nella successione con immobili sono:Imposta ipotecaria: 2% del valore catastaleImposta catastale: 1% del valore catastaleTotale: 3% del valore catastaleEsempio rapido: casa ereditata (non prima casa) con valore catastale di 150.000 euro. Si pagano:Imposta ipotecaria: 150.000 × 2% = 3.000 euroImposta catastale: 150.000 × 1% = 1.500 euroTotale: 4.500 euroImportante: esiste un importo minimo di 200 euro per ciascuna imposta. Se il calcolo percentuale dà un risultato inferiore a 200 euro, si paga comunque il minimo fisso di 200 euro per l’ipotecaria e 200 euro per la catastale (totale 400 euro minimo).Prima casa agevolata: imposte fisse 200 + 200 euroQuando almeno uno degli eredi può beneficiare dell’agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale non si calcolano più con le aliquote percentuali, ma si applicano in misura fissa:Imposta ipotecaria: 200 euro fissiImposta catastale: 200 euro fissiTotale: 400 euro fissiQuesta è una delle agevolazioni più importanti per gli eredi: su un’abitazione con valore catastale di 150.000 euro, invece di pagare 4.500 euro di imposte, se ne pagano solo 400 euro, con un risparmio di 4.100 euro.L’agevolazione prima casa nella successione è stata introdotta dall’art. 69 della Legge 342/2000 ed è tutt’oggi pienamente operativa. A differenza dell’agevolazione prima casa in compravendita, qui l’imposta di successione non viene toccata: l’agevolazione riguarda solo ipotecaria e catastale.Requisiti per l’agevolazione prima casa in successionePer beneficiare delle imposte fisse è sufficiente che almeno uno degli eredi (o legatari) abbia i requisiti. Questo è un grande vantaggio: se nella successione ci sono tre fratelli e solo uno di loro ha i requisiti prima casa, tutti e tre beneficiano delle imposte fisse sull’immobile.I requisiti da rispettare (dichiarati nella dichiarazione di successione) sono:Immobile non di lusso: categoria catastale diversa da A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di pregio).Ubicazione: l’immobile deve trovarsi nel Comune dove l’erede ha la residenza, oppure l’erede deve impegnarsi a trasferirvi la residenza entro 18 mesi dall’apertura della successione.Non possesso di altra prima casa nello stesso Comune: l’erede non deve essere titolare (esclusivo o in comunione col coniuge) di altra abitazione nello stesso Comune dove si trova l’immobile ereditato.Non possesso di altra prima casa su tutto il territorio nazionale acquistata con le agevolazioni: l’erede non deve aver già fruito delle agevolazioni prima casa su altro immobile. In questo caso non è prevista la possibilità di vendere e riacquistare (a differenza della compravendita).Attenzione: l’agevolazione si applica a una sola unità immobiliare per beneficiario. Se l’erede eredita due appartamenti dalla stessa persona, potrà chiedere l’agevolazione solo su uno dei due. Sulle pertinenze (box, cantina, soffitta) l’agevolazione si estende, ma con il limite di una pertinenza per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7.Decadenza: se entro 5 anni l’erede vende l’immobile senza ricomprare un’altra prima casa entro 1 anno, decade dall’agevolazione e deve restituire la differenza tra imposte ordinarie e imposte fisse, più sanzioni del 30% e interessi. Coefficienti catastali: 168, 115,5, 40,8 e 90 nel dettaglioVediamo in dettaglio i coefficienti da applicare alla rendita catastale (o al reddito dominicale per i terreni) per ottenere la base imponibile.Immobili abitativi (non prima casa): coefficiente 168Per tutte le abitazioni non prima casa (seconda casa, casa vacanze, appartamento affittato, casa al mare) si applica il coefficiente 168 sulla rendita catastale. Rientrano qui le categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7, A/11.Formula: Valore catastale = Rendita × 168Per le case di lusso (A/1, A/8, A/9) il coefficiente resta 168 in successione, perché non possono comunque beneficiare dell’agevolazione prima casa.Prima casa: coefficiente 115,5Quando spettano le imposte fisse prima casa (200 + 200 euro), il coefficiente 115,5 non viene di fatto utilizzato per calcolare ipotecaria e catastale (che sono appunto fisse). Tuttavia il coefficiente 115,5 resta rilevante per il calcolo della base imponibile dell’imposta di successione relativa all’immobile prima casa.Formula: Valore catastale prima casa = Rendita × 115,5Uffici A/10 e categoria D: coefficiente 42Per uffici e studi privati (A/10) e per gli immobili a destinazione speciale di categoria D (capannoni industriali D/1, alberghi D/2, teatri D/3, banche D/5, opifici D/7, D/8) si utilizza il coefficiente 42.Formula: Valore catastale = Rendita × 42Negozi C/1 e categoria E: coefficiente 40,8Per i negozi e botteghe (C/1) e per gli immobili a destinazione particolare di categoria E (stazioni, ponti, cimiteri) il coefficiente è 40,8.Formula: Valore catastale = Rendita × 40,8Box, magazzini, pertinenze: coefficiente 126Per box auto (C/6), cantine e soffitte (C/2), tettoie (C/7), magazzini e laboratori (C/3, C/4, C/5) si usa il coefficiente 126.Quando queste pertinenze sono abbinate a un’abitazione prima casa con agevolazione, il coefficiente scende a 115,5 anche per esse (sempre limite di una pertinenza per categoria).Terreni agricoli e non edificabili: coefficiente 90Per i terreni agricoli e non edificabili non si utilizza la rendita catastale, ma il reddito dominicale indicato in visura. Il coefficiente è 90 (già comprensivo della rivalutazione del 25%).Formula: Valore catastale = Reddito dominicale × 90 Come trovare la rendita catastale dalla visuraPer calcolare correttamente le imposte devi conoscere la rendita catastale dell’immobile ereditato. Il modo più affidabile per ottenerla è richiedere una visura catastale, disponibile in tre modalità:Online sul sito Agenzia Entrate: area riservata, servizio “Visura catastale online” (gratuito per gli immobili intestati al richiedente, a pagamento per gli altri).Agenzia Entrate territoriale: presentando la richiesta cartacea con documento di identità.Tramite CAF o professionista abilitato: soluzione più rapida, con consulenza inclusa sul corretto uso dei dati ai fini successione.In visura cerca il campo “Rendita” (per fabbricati) o “Reddito dominicale” (per terreni). Il valore è espresso in euro. Attenzione: non confondere la rendita con il reddito agrario (solo reddito dominicale ai fini successione).Esempio di lettura visura: Appartamento in Udine, cat. A/3, classe 3, consistenza 5 vani, Rendita 480,00 euro. Calcolo seconda casa: 480 × 168 = 80.640 euro di valore catastale.Pagamento con F24: codici tributo 1530, 1531, 1606Le imposte ipotecaria e catastale nella successione si pagano con il modello F24, sezione “Erario”, utilizzando i seguenti codici tributo:1530 – Imposta ipotecaria: per il 2% (o 200 euro fissi prima casa)1531 – Imposta catastale: per l’1% (o 200 euro fissi prima casa)1606 – Tassa ipotecaria: 90 euro fissi per le formalità di trascrizione1522 – Imposta di bollo: 85 euro fissi sulla dichiarazione di successione1599 – Tributi speciali e diritti catastali: 25 euro fissiNel campo “Anno di riferimento” va indicato l’anno del decesso, non quello di presentazione della dichiarazione. Nel campo “Codice ufficio” va indicato il codice dell’ufficio territorialmente competente (normalmente quello dell’ultimo domicilio del defunto).Attenzione: l’F24 della successione va sempre compilato con saldo finale positivo e pagato entro la scadenza. Non è possibile compensarlo con crediti se comporterebbe un saldo zero (l’Agenzia Entrate richiede un pagamento effettivo per procedere con la trascrizione).Quando si paga: autoliquidazione prima dell’invio della dichiarazioneLe imposte ipotecaria e catastale funzionano in regime di autoliquidazione: è l’erede (o il CAF/professionista che lo assiste) a calcolarle e pagarle prima dell’invio telematico della dichiarazione di successione.La sequenza corretta è:Predisposizione della dichiarazione di successione con elenco immobili e calcolo imposte.Pagamento F24 delle imposte ipotecaria, catastale, tassa ipotecaria, bollo e tributi speciali.Attesa ricevuta di pagamento (normalmente disponibile dopo 1-2 giorni lavorativi).Invio telematico della dichiarazione all’Agenzia Entrate tramite il software “Successioni Online”.Ricevuta di presentazione: l’Agenzia Entrate procede automaticamente con la voltura catastale.La scadenza per la presentazione della dichiarazione di successione è di 12 mesi dall’apertura della successione (cioè dalla data del decesso). Entro questi 12 mesi devono essere pagate anche le imposte ipotecaria e catastale. Oltre tale termine scattano sanzioni (vedi paragrafo dedicato).Dal 2024 è entrato a regime il sistema di autoliquidazione completa: anche l’imposta di successione viene calcolata e pagata dall’erede (non più dall’ufficio). Le ipotecaria e catastale seguono lo stesso principio. Esempi pratici di calcoloVediamo tre casi concreti che coprono le situazioni più frequenti: prima casa agevolata, seconda casa, terreno agricolo.Esempio 1: casa prima casa (rendita 800 euro)Situazione: Maria eredita dalla madre un appartamento a Udine, cat. A/3, rendita catastale 800 euro. Maria non è proprietaria di altre case, ha già la residenza nello stesso Comune dell’immobile ereditato. Ha quindi diritto all’agevolazione prima casa.Calcolo imposte:Imposta ipotecaria: 200 euro fissi (codice tributo 1530)Imposta catastale: 200 euro fissi (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 600 euroNota: il valore catastale sarebbe stato 800 × 115,5 = 92.400 euro. Senza agevolazione avrebbe pagato il 3% = 2.772 euro. L’agevolazione le fa risparmiare oltre 2.300 euro.Esempio 2: seconda casa (rendita 1.000 euro)Situazione: Luca eredita dalla zia una casa al mare a Lignano, cat. A/3, rendita catastale 1.000 euro. Luca ha già la prima casa altrove e non può quindi chiedere l’agevolazione prima casa su questo immobile. Si applicano le aliquote ordinarie.Calcolo valore catastale: 1.000 × 168 = 168.000 euroCalcolo imposte:Imposta ipotecaria: 168.000 × 2% = 3.360 euro (codice tributo 1530)Imposta catastale: 168.000 × 1% = 1.680 euro (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 5.240 euroNota: il testo dell’esempio presentava come “base ridotta” un calcolo 1.000 × 115,5 = 115.500 euro con totale 3.465 euro. Quel calcolo è corretto solo se all’erede spetta l’agevolazione prima casa (nel qual caso però le imposte sarebbero fisse 400 euro). Senza agevolazione il coefficiente corretto per una A/3 è 168, come sopra.Esempio 3: terreno agricolo (reddito dominicale 500 euro)Situazione: Paolo eredita dal padre un terreno agricolo in provincia di Udine. Dalla visura risulta un reddito dominicale di 500 euro. Paolo non è coltivatore diretto né IAP (su quest’ultimo caso si applicherebbero agevolazioni specifiche).Calcolo valore catastale: 500 × 90 = 45.000 euroCalcolo imposte:Imposta ipotecaria: 45.000 × 2% = 900 euro (codice tributo 1530)Imposta catastale: 45.000 × 1% = 450 euro (codice tributo 1531)Tassa ipotecaria: 90 euro (codice tributo 1606)Imposta di bollo: 85 euro (codice tributo 1522)Tributi speciali: 25 euro (codice tributo 1599)Totale da pagare: 1.550 euroAgevolazioni IAP/coltivatore diretto: se l’erede è coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP) iscritto alla gestione INPS agricola, le imposte ipotecaria e catastale si applicano in misura fissa di 200 + 200 euro (Legge 604/1954 e ss.mm.). Sanzioni per tardivo versamento e ravvedimento operosoSe le imposte ipotecaria e catastale vengono pagate in ritardo (oltre i 12 mesi dall’apertura della successione), scattano sanzioni amministrative:Sanzione per omesso/tardivo versamento: 25% dell’imposta dovuta (ridotta rispetto al precedente 30%, dopo la riforma D.Lgs. 87/2024 a decorrere dal 1° settembre 2024).Interessi legali: attualmente al 2,5% annuo (tasso legale 2026, salvo modifiche del MEF).Omessa presentazione della dichiarazione: dal 120% al 240% dell’imposta dovuta.Il ravvedimento operoso consente di ridurre significativamente la sanzione se si provvede spontaneamente al pagamento prima di notifiche o controlli dell’Agenzia Entrate:Entro 14 giorni: sanzione 0,083% per ogni giorno di ritardo (1/10 della sanzione base giornaliera)Entro 30 giorni: sanzione pari all’1,25% (1/10 del 12,5%)Entro 90 giorni: sanzione 1,39% (1/9 del 12,5%)Entro 1 anno dalla violazione: sanzione 3,125% (1/8)Entro 2 anni: sanzione 3,57% (1/7)Oltre 2 anni (fino a notifica): sanzione 4,17% (1/6)Vanno sempre aggiunti gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Le nuove misure sanzionatorie si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Per le violazioni anteriori si applicano le vecchie misure (sanzione base 30%, riduzioni ravvedimento diverse).Il pagamento in ravvedimento si esegue con F24, indicando nei codici tributo sia l’imposta originaria (1530, 1531) sia i codici specifici per sanzioni e interessi collegati alla successione.Domande frequenti (FAQ)Se l’eredità è sotto la franchigia di 1 milione devo pagare comunque ipotecaria e catastale?Sì, sempre, se nell’asse ereditario ci sono immobili. La franchigia di 1 milione di euro riguarda solo l’imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale sono dovute sul 100% del valore catastale degli immobili, senza alcuna franchigia, qualunque sia il grado di parentela. L’unica eccezione riduttiva è l’agevolazione prima casa (imposte fisse 200 + 200 euro).Si paga sulla quota ereditata o sul valore totale dell’immobile?Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano sul valore totale dell’immobile (non sulla quota di ciascun erede), perché sono legate alla trascrizione e alla voltura del bene nel suo complesso. Poi gli eredi si dividono l’onere in base alle quote ereditarie (normalmente versano con un unico F24, poi fanno i conti tra loro).Cosa succede se eredito la nuda proprietà o l’usufrutto?Anche nuda proprietà e usufrutto sono soggetti a ipotecaria (2%) e catastale (1%). La base imponibile si calcola applicando al valore pieno dell’immobile le percentuali del “coefficiente dell’usufruttuario” previste dall’art. 48 D.P.R. 131/1986, che variano in base all’età dell’usufruttuario (più alto per chi è giovane, più basso per chi è anziano).Posso usare il ravvedimento operoso se sono in ritardo di 3 mesi?Sì. Il ravvedimento è sempre possibile finché l’Agenzia Entrate non ha notificato un avviso di liquidazione o un atto di accertamento. A 3 mesi di ritardo rientri nel ravvedimento entro 90 giorni, con sanzione ridotta all’1,39% (più interessi legali).Le imposte ipotecaria e catastale si applicano anche sui mobili?No. Ipotecaria e catastale si applicano solo sui beni immobili (case, terreni, box, negozi, ecc.). Su mobili, denaro, titoli, auto, quote societarie non immobiliari si paga solo l’eventuale imposta di successione (se superate le franchigie). Tuttavia attenzione: sui mobili “d’uso” contenuti in casa c’è la presunzione di legge del 10% del valore immobiliare (a meno di prova contraria), che rileva solo per l’imposta di successione, non per ipotecaria/catastale.Chi deve firmare l’F24? Tutti gli eredi?L’F24 viene normalmente compilato a nome di uno degli eredi (che funge da “erede presentatore”) o, più spesso, a nome del CAF/professionista intermediario. Tutti gli eredi sono comunque solidalmente responsabili del pagamento. È possibile che un solo erede anticipi l’intero importo e poi si faccia rimborsare dai co-eredi le rispettive quote.Se rinuncio all’eredità devo pagare lo stesso?No. La rinuncia all’eredità (da farsi con atto pubblico davanti a notaio o cancelliere entro 10 anni) estingue ogni obbligo fiscale in capo al rinunciante, comprese le imposte ipotecaria e catastale. Gli obblighi si trasferiscono agli altri eredi (o ai rappresentanti, figli del rinunciante) che accettano.Se l’immobile è cointestato col coniuge superstite, si pagano ipotecaria e catastale sul 100% o sul 50%?Se l’immobile era in comunione legale (o cointestazione al 50%) con il coniuge superstite, cade in successione solo la quota del defunto (50%). Le imposte ipotecaria e catastale si calcolano quindi sul valore catastale della sola quota del 50%, non sull’intero immobile.Dove posso trovare assistenza per calcolare le imposte sulla mia successione?Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il servizio completo di dichiarazione di successione, compresi calcolo di ipotecaria, catastale, predisposizione F24 e invio telematico. Operiamo in Friuli Venezia Giulia anche per il sistema tavolare (iscrizione al Libro Fondiario), che in FVG sostituisce la conservatoria tradizionale.Conclusione e contattiLe imposte ipotecaria (2%) e catastale (1%) sono il “costo nascosto” di ogni eredità con immobili: anche quando la franchigia di successione azzera il tributo principale, queste due imposte restano dovute e possono pesare per migliaia di euro. La buona notizia è che esistono agevolazioni importanti — soprattutto la prima casa in successione con imposte fisse di 400 euro totali — che permettono di contenere significativamente la spesa.Il nostro consiglio: prima di presentare la dichiarazione di successione, verifica sempre se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa. Se sì, il risparmio può essere di migliaia di euro. E attenzione ai tempi: i 12 mesi scadono velocemente, e il ravvedimento operoso costa comunque meno delle sanzioni piene (ora al 25% dopo la riforma 2024).Per un calcolo preciso sulla tua successione e per la gestione completa della pratica, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — telefono 0432 1638640 — WhatsApp 366 6018121. Ti aiutiamo a quantificare in anticipo le imposte, a individuare tutte le agevolazioni spettanti e a gestire l’intero iter telematico, compresa la voltura catastale e la trascrizione tavolare per il Friuli Venezia Giulia. ADAndrea DamianiResponsabile CAF Centro Fiscale di Udine · Consulente fiscale esperto in successioni, regime forfettario, ISEE e agevolazioni fiscaliIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella gestione delle pratiche di successione con particolare attenzione al sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia. Supportiamo ogni anno centinaia di famiglie nella dichiarazione di successione, nella voltura catastale e nelle pratiche ereditarie complesse. 📅 Articolo aggiornato al 24/04/2026 📞 Tel. 0432 1638640 · Contattaci →Giugno 10, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/Imposte-su-successione-Guida-Completa-per-gli-Eredi.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-10 08:00:002026-04-24 23:48:22Imposta Ipotecaria e Catastale Successione 2026: Calcolo 2% + 1% con Esempi Pratici