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Tag Archivio per: sanitari

Osteopati, PARTITA IVA

Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento Sanitario

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La fatturazione osteopata 2026 sta vivendo una fase di profonda trasformazione. La Legge 3/2018 ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria, il DPR 131/2018 ne ha definito il profilo professionale, ma l’istituzione dell’Albo degli Osteopati è ancora in corso di completamento. Questa transizione ha conseguenze fiscali concrete: dalla scelta del regime fiscale al trattamento IVA delle prestazioni, dall’obbligo del Sistema TS fino alla fattura elettronica.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo cosa deve fare oggi un osteopata per gestire correttamente la propria fatturazione osteopata 2026, alla luce della recente Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 e dei nuovi sviluppi normativi del 2025-2026. Vedremo inquadramento professionale, regime fiscale, IVA, tariffe, software consigliati e cassa previdenziale.

Indice dei contenuti

  1. L’osteopata come professione sanitaria: lo stato al 2026
  2. Inquadramento professionale: chi può chiamarsi osteopata
  3. Regime fiscale dell’osteopata: forfettario, ordinario, codice ATECO
  4. Sistema TS osteopata: obbligo dall’iscrizione all’albo
  5. IVA per le prestazioni di osteopatia: esenzione o imposta
  6. Tariffe dell’osteopata nel 2026
  7. Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria
  8. Software di fatturazione consigliati per osteopati
  9. Cassa previdenziale dell’osteopata
  10. Domande frequenti

L’osteopata come professione sanitaria: lo stato al 2026

Il percorso di riconoscimento dell’osteopatia parte dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (la cosiddetta Legge Lorenzin), che ha inserito l’osteopata tra le professioni sanitarie. Il successivo DPR 7 luglio 2018 n. 131 ha definito l’osteopata come professione sanitaria, individuandone funzioni e ambito di intervento. Tuttavia, perché l’osteopata diventi pienamente operativo come sanitario, mancano ancora alcuni tasselli: l’ordinamento didattico universitario, l’esame di Stato e l’istituzione dell’Albo degli Osteopati.

Il 18 dicembre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il testo aggiornato sul riconoscimento dei titoli pregressi, introducendo correzioni tecniche fondamentali. Lo stato attuale della fatturazione osteopata 2026 è quindi caratterizzato da una fase transitoria: l’osteopata è formalmente professione sanitaria sulla carta, ma operativamente l’Albo Osteopati 2026 non è ancora pienamente attivo.

I punti chiave dello stato attuale sono:

  • Liste Speciali transitorie: chi vuole iscriversi deve aver completato o essere iscritto a un corso di formazione in osteopatia entro il 31 agosto 2026;
  • Equipollenza titoli: 6 anni di tempo per ottenere l’equipollenza dei titoli pregressi (estesi rispetto ai 36 mesi della bozza precedente);
  • Scuole private: dal 1° settembre 2025 le scuole private di osteopatia hanno cessato le attività formative; l’unico canale di accesso futuro sarà il corso universitario accreditato dal MUR;
  • Esame finale: l’iscrizione definitiva all’Albo avverrà dopo eventuale recupero CFU e superamento dell’esame di abilitazione universitario.

In altre parole, l’osteopata nel 2026 vive ancora una situazione ibrida: professionista sanitario per legge, ma con un albo non ancora operativo a regime. Questo aspetto si riflette direttamente sul trattamento IVA delle prestazioni, come vedremo a breve.

Inquadramento professionale: chi può chiamarsi osteopata nel 2026

Una delle questioni più delicate dell’inquadramento osteopata 2026 riguarda chi possa effettivamente esercitare e definirsi tale. Nella fase transitoria, possono iscriversi alle Liste Speciali coloro che, entro il 31 agosto 2026, hanno:

  • completato un corso di formazione in osteopatia presso una scuola riconosciuta;
  • oppure sono iscritti e in corso di frequenza a un programma di formazione osteopatica avviato prima della chiusura delle scuole private (1° settembre 2025);
  • una laurea sanitaria (es. fisioterapia, medicina) può facilitare l’accesso all’equipollenza, ma non è sempre obbligatoria nel periodo transitorio.

Per gli osteopati partita IVA attualmente operativi, questo significa che il titolo di studio attuale rimane valido ai fini dell’esercizio, ma per essere riconosciuti definitivamente come professione sanitaria con tutti i benefici fiscali (incluso il regime IVA esente) sarà necessario completare il percorso di equipollenza nei prossimi 6 anni. Per questo, oggi, la fatturazione osteopata 2026 deve essere impostata considerando lo status di professione sanitaria in fase di completamento.

Il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di documentare con cura il proprio percorso formativo e di valutare con un professionista se la propria posizione rientri tra quelle ammesse alle Liste Speciali. Una corretta categorizzazione oggi evita problemi di inquadramento domani.

Regime fiscale dell’osteopata: forfettario, ordinario, codice ATECO

Il primo passo per la fatturazione osteopata 2026 è aprire la partita IVA e scegliere il regime fiscale. Il codice ATECO storico per l’osteopata è il 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti nca, appartenente alla sezione Q (Sanità e assistenza sociale). Con la riforma ISTAT del 2025 (allineamento alla classificazione europea NACE), il codice è in fase di transizione verso il nuovo 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a..

Per quanto riguarda il regime fiscale, l’osteopata forfettario è la scelta più comune per chi inizia o ha ricavi contenuti. Il regime forfettario 2026 prevede:

  • Limite di ricavi: 85.000 euro annui;
  • Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività con requisiti);
  • Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29: 78%;
  • Niente IVA in addebito e niente ritenuta d’acconto;
  • Niente studi di settore e contabilità semplificata.

Il coefficiente di redditività è la percentuale del fatturato che lo Stato considera reddito imponibile. In pratica, su 100 euro di fatturato l’osteopata paga le tasse sul 78%, cioè su 78 euro. Sopra gli 85.000 euro si passa al regime ordinario, con contabilità semplificata o ordinaria, aliquote IRPEF progressive e IVA da gestire (se applicabile). La scelta tra forfettario e ordinario va valutata con il commercialista in base al volume d’affari e ai costi sostenuti.

Sistema TS osteopata: obbligo dall’iscrizione all’albo

Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è la piattaforma del MEF a cui i professionisti sanitari trasmettono i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, utili per la dichiarazione precompilata e per la detrazione 19% IRPEF. La trasmissione è obbligatoria per tutti i soggetti iscritti a un albo sanitario.

Per il Sistema TS osteopata la situazione 2026 è la seguente: l’obbligo di invio scatta dal momento dell’iscrizione effettiva all’Albo degli Osteopati. Finché l’albo non è pienamente operativo e l’osteopata non vi è iscritto, l’invio al Sistema TS non è dovuto come obbligo. Questo non significa però che il paziente perda la possibilità di portare in detrazione la spesa: vedremo nella sezione FAQ come funziona la detrazione 19% nel periodo transitorio.

Cosa fare nel frattempo? Il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di:

  • Strutturare la fatturazione già con un software che supporti il Sistema TS, per essere pronti senza migrazioni quando arriverà l’obbligo;
  • Conservare tutti i dati anagrafici dei pazienti (codice fiscale, residenza), perché serviranno per la trasmissione TS;
  • Documentare in fattura la natura sanitaria della prestazione (es. “trattamento osteopatico finalizzato a finalità di cura”);
  • Monitorare l’evoluzione normativa sull’istituzione dell’albo.

IVA per le prestazioni di osteopatia: esenzione o imposta

Questo è il punto più delicato della fatturazione osteopata 2026. L’art. 10 del DPR 633/72 prevede l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da soggetti che esercitano professioni sanitarie soggette a vigilanza ministeriale o identificate da decreto del Ministero della Salute. Servono quindi due requisiti contemporanei:

  • Requisito oggettivo: la prestazione deve essere effettivamente di diagnosi, cura o riabilitazione della persona;
  • Requisito soggettivo: il professionista deve esercitare una professione sanitaria riconosciuta e soggetta a vigilanza, normalmente tramite iscrizione a un albo.

Con la Risoluzione n. 9 del 24 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente la posizione: in assenza di un quadro completo e di parametri idonei a garantire un livello minimo controllabile di qualifica professionale, le prestazioni rese da osteopati, chiropratici, chinesiologi e massoterapisti NON sono attualmente esenti IVA, nonostante l’evoluzione normativa in corso. Le prestazioni vanno quindi fatturate con aliquota IVA ordinaria al 22%, salvo applicazione del regime forfettario (che non addebita IVA per propria struttura).

L’Agenzia precisa che l’esenzione potrà essere applicata solo dopo il completamento dell’iter (istituzione effettiva dell’Albo Osteopati, accordi Stato-Regioni sui criteri di valutazione dei titoli, esame di Stato). Fino a quel momento, l’osteopata in regime ordinario fattura con IVA al 22%, mentre l’osteopata forfettario emette fattura senza IVA ma per la sola natura del regime forfettario (non per esenzione sanitaria). Resta inoltre l’obbligo di fattura elettronica secondo le regole generali, non operando l’esonero specifico previsto per i sanitari che inviano al Sistema TS.

Tariffe dell’osteopata nel 2026

Le tariffe di un osteopata libero professionista in Italia variano in base alla zona geografica, all’esperienza e al setting (studio privato, poliambulatorio, domicilio). Non esistono tariffari ministeriali vincolanti, ma il mercato 2026 si attesta su valori di riferimento abbastanza condivisi.

Indicativamente, per una fatturazione osteopata 2026 coerente con il mercato:

  • Prima visita osteopatica: 50-90 euro (anamnesi e valutazione completa, durata 45-60 minuti);
  • Trattamento singolo: 60-100 euro (seduta di 45-50 minuti);
  • Ciclo di 5 sedute: 300-450 euro (pacchetto scontato);
  • Trattamento a domicilio: maggiorazione 20-40% rispetto al tariffario in studio;
  • Trattamento pediatrico/neonatale: spesso allineato alla seduta singola, talvolta leggermente superiore.

Nelle grandi città (Milano, Roma, Bologna) le tariffe medie si avvicinano alla fascia alta, mentre in centri minori la fascia bassa è più diffusa. È importante che l’osteopata esponga il tariffario in studio e nella propria fatturazione, come previsto dalle norme sulla trasparenza dei prezzi nel settore sanitario.

Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria

L’osteopata forfettario, non addebitando IVA, deve applicare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Questa è una regola generale del DPR 642/1972 che si applica a tutte le fatture senza IVA o con IVA esente.

Aspetti pratici da ricordare:

  • Sulla fattura elettronica il bollo si gestisce in modo virtuale: il software permette di indicare “Bollo assolto in modo virtuale” e l’importo viene calcolato e versato successivamente tramite F24;
  • L’osteopata può scegliere se addebitare il bollo al cliente in fattura (riga separata) oppure assorbirlo nel proprio costo;
  • Il versamento avviene trimestralmente tramite F24 con i codici tributo dedicati;
  • L’omessa apposizione comporta sanzioni proporzionali (dal 100% al 500% del tributo non corrisposto).

Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa anche di gestire correttamente questi adempimenti per i propri assistiti, evitando errori che possono costare cari in sede di controllo.

Software di fatturazione consigliati per osteopati

La scelta del software fatturazione osteopata è cruciale, perché l’osteopata si trova oggi a metà strada: deve fatturare elettronicamente come un professionista qualsiasi, ma dovrà attivare presto l’invio al Sistema TS non appena l’albo sarà operativo. Il software ideale è quindi quello che copre entrambi gli scenari senza richiedere migrazioni costose.

Per gli osteopati che si stanno preparando a diventare sanitari a tutti gli effetti, segnaliamo Fatturazione Italia, un software già pronto con zero-config per il regime forfettario (compila automaticamente i campi giusti), fattura elettronica via SdI (obbligatoria per l’osteopata, Ris. AdE 9/E/2026) e prezzo bloccato per 3 anni, da 49 € l’anno IVA inclusa. Il piano Pro (89 €) include anche il Sistema TS, utile se in futuro l’obbligo di invio diventerà operativo anche per gli osteopati.

Caratteristiche chiave da cercare in un software per osteopata partita IVA:

  • Fattura elettronica verso lo SdI inclusa, senza costi aggiuntivi per i flussi;
  • Sistema TS integrato (anche se oggi non obbligatorio, sarà essenziale a breve);
  • Gestione bollo virtuale automatica con calcolo trimestrale;
  • Pacchetti e cicli di sedute: alcuni software permettono di gestire la fatturazione di pacchetti pre-pagati;
  • Anagrafica pazienti con codice fiscale e dati anagrafici completi (richiesti per il TS);
  • Compatibilità con regime forfettario: campi precompilati e righe di esonero corrette.

Cassa previdenziale dell’osteopata

L’osteopata libero professionista, finché non viene istituita una cassa previdenziale specifica, deve iscriversi alla Gestione Separata INPS. Si tratta della cassa pensionistica per i professionisti senza cassa autonoma, con contributi calcolati in percentuale sul reddito imponibile.

Per il 2026, l’aliquota Gestione Separata per i professionisti privi di altra previdenza obbligatoria è del 26,07% sul reddito (25% IVS + 0,72% maternità + 0,35% DIS-COLL). Per chi è già iscritto ad altra forma previdenziale (es. dipendente con secondo lavoro come osteopata) l’aliquota scende al 24%. Importante ricordare che:

  • I contributi si versano con F24 alle scadenze IRPEF (saldo a giugno e acconto a novembre);
  • L’osteopata forfettario calcola i contributi sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente 78%);
  • È possibile applicare la rivalsa 4% in fattura al cliente, ma è una facoltà, non un obbligo;
  • Quando sarà istituito l’Albo, potrebbe nascere una cassa previdenziale specifica (come avvenuto per altre professioni sanitarie).

Il CAF Centro Fiscale di Udine cura tutti gli adempimenti contributivi degli osteopati assistiti: dall’apertura della posizione INPS al calcolo dei versamenti annuali, fino al monitoraggio delle novità normative quando arriverà l’eventuale cassa dedicata. Un aspetto chiave per tutelare la futura pensione e gestire l’attività in serenità.

Domande frequenti sulla fatturazione osteopata 2026

L’osteopata può inviare i dati al Sistema TS nel 2026?

Sì, ma solo se è iscritto a un albo sanitario. Finché l’Albo Osteopati 2026 non è pienamente operativo, l’invio al Sistema TS non è dovuto come obbligo. Quando l’albo entrerà a regime e l’osteopata vi sarà iscritto, l’invio diventerà obbligatorio.

Quando diventa obbligatoria l’iscrizione all’Albo Osteopati?

L’obbligo scatterà al completamento dell’iter (esame di Stato, ordinamento universitario, istituzione dell’albo). Nel frattempo, chi vuole iscriversi alle Liste Speciali transitorie deve aver completato o essere iscritto a un corso di formazione in osteopatia entro il 31 agosto 2026. Sono previsti 6 anni per ottenere l’equipollenza definitiva dei titoli pregressi.

Le prestazioni di osteopatia sono esenti IVA?

Allo stato attuale NO. La Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che le prestazioni di osteopati, chiropratici, chinesiologi e massoterapisti non sono esenti IVA finché non sarà istituito l’albo professionale con i relativi criteri di vigilanza. L’osteopata in regime ordinario applica quindi IVA al 22%; in regime forfettario emette fattura senza IVA per la natura del regime (non per esenzione sanitaria).

Devo emettere fattura sanitaria a un paziente privato?

L’osteopata emette una fattura elettronica ordinaria verso il Sistema di Interscambio (SdI), seguendo le regole generali. Non opera l’esonero dalla fattura elettronica previsto per i sanitari che inviano al Sistema TS, perché l’osteopata oggi non è soggetto a quell’obbligo. La fattura va indirizzata al paziente con i suoi dati anagrafici completi (codice fiscale incluso).

Il paziente può detrarre il 19% delle spese di osteopatia?

Sì, il paziente può portare in detrazione il 19% IRPEF delle spese sostenute per prestazioni osteopatiche, a condizione che la prestazione sia documentata come finalizzata a cura e svolta da operatore qualificato. La fattura dovrebbe indicare chiaramente la natura terapeutica della prestazione. Per maggiori dettagli sulle detrazioni fiscali sanitarie il CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia osteopati che pazienti.

Domande Frequenti sulla Fatturazione Osteopata 2026

L’osteopata puo inviare i dati al Sistema TS nel 2026?

Solo se iscritto a un albo sanitario. Finche l’Albo Osteopati 2026 non e pienamente operativo, l’invio al Sistema TS non e dovuto come obbligo. Diventa obbligatorio con l’iscrizione effettiva all’albo.

Le prestazioni di osteopatia sono esenti IVA?

Allo stato attuale NO. La Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che le prestazioni di osteopati non sono esenti IVA finche non sara istituito l’albo professionale. L’osteopata in regime ordinario applica IVA al 22%; in forfettario emette fattura senza IVA per natura del regime.

Il paziente puo detrarre il 19% delle spese di osteopatia?

Si, il paziente puo portare in detrazione il 19% IRPEF delle spese osteopatiche, a condizione che la prestazione sia documentata come finalizzata a cura e svolta da operatore qualificato. La fattura deve indicare chiaramente la natura terapeutica della prestazione.

Quale codice ATECO usa l’osteopata nel 2026?

Il codice ATECO storico e il 86.90.29 (Altre attivita paramediche indipendenti nca). Con la riforma ISTAT 2025 e in transizione verso il nuovo 86.99.09. Per l’apertura della partita IVA nel 2026 conviene verificare quale codice accetta l’Agenzia delle Entrate.

Quanto paga di contributi INPS un osteopata forfettario?

L’osteopata forfettario senza altra previdenza obbligatoria paga il 26,07% sul reddito imponibile alla Gestione Separata INPS (25% IVS + 0,72% maternita + 0,35% DIS-COLL). Il reddito imponibile e il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita 78%.


Affidati al CAF Centro Fiscale per la tua fatturazione osteopata 2026

La fatturazione osteopata 2026 richiede oggi competenze specifiche perché si muove su un terreno normativo in evoluzione: Albo Osteopati 2026 in fase di completamento, Risoluzione AdE n. 9/2026 che esclude l’esenzione IVA, Sistema TS in attesa di attivazione, scelta del regime fiscale e del codice ATECO corretto. Sbagliare l’inquadramento può comportare sanzioni, recupero IVA o problemi in sede di controllo.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza specifica con le professioni sanitarie in fase di riconoscimento (osteopati, logopedisti, dentisti) e accompagna i professionisti dall’apertura della partita IVA fino alla dichiarazione dei redditi annuale, passando per la scelta del software, la gestione del bollo, i contributi INPS e la futura attivazione del Sistema TS quando sarà operativo.

Hai bisogno di assistenza per la fatturazione osteopata 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata agli operatori del settore sanitario.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Giulia Guida
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
     

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    Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 09:00:002026-09-27 15:47:43Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento Sanitario
    Osteopati, PARTITA IVA

    Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento Sanitario

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La fatturazione osteopata 2026 sta vivendo una fase di profonda trasformazione. La Legge 3/2018 ha riconosciuto l’osteopatia come professione sanitaria, il DPR 131/2018 ne ha definito il profilo professionale, ma l’istituzione dell’Albo degli Osteopati è ancora in corso di completamento. Questa transizione ha conseguenze fiscali concrete: dalla scelta del regime fiscale al trattamento IVA delle prestazioni, dall’obbligo del Sistema TS fino alla fattura elettronica.

    In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo cosa deve fare oggi un osteopata per gestire correttamente la propria fatturazione osteopata 2026, alla luce della recente Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 e dei nuovi sviluppi normativi del 2025-2026. Vedremo inquadramento professionale, regime fiscale, IVA, tariffe, software consigliati e cassa previdenziale.

    Indice dei contenuti

    1. L’osteopata come professione sanitaria: lo stato al 2026
    2. Inquadramento professionale: chi può chiamarsi osteopata
    3. Regime fiscale dell’osteopata: forfettario, ordinario, codice ATECO
    4. Sistema TS osteopata: obbligo dall’iscrizione all’albo
    5. IVA per le prestazioni di osteopatia: esenzione o imposta
    6. Tariffe dell’osteopata nel 2026
    7. Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria
    8. Software di fatturazione consigliati per osteopati
    9. Cassa previdenziale dell’osteopata
    10. Domande frequenti

    L’osteopata come professione sanitaria: lo stato al 2026

    Il percorso di riconoscimento dell’osteopatia parte dalla Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (la cosiddetta Legge Lorenzin), che ha inserito l’osteopata tra le professioni sanitarie. Il successivo DPR 7 luglio 2018 n. 131 ha definito l’osteopata come professione sanitaria, individuandone funzioni e ambito di intervento. Tuttavia, perché l’osteopata diventi pienamente operativo come sanitario, mancano ancora alcuni tasselli: l’ordinamento didattico universitario, l’esame di Stato e l’istituzione dell’Albo degli Osteopati.

    Il 18 dicembre 2025 la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il testo aggiornato sul riconoscimento dei titoli pregressi, introducendo correzioni tecniche fondamentali. Lo stato attuale della fatturazione osteopata 2026 è quindi caratterizzato da una fase transitoria: l’osteopata è formalmente professione sanitaria sulla carta, ma operativamente l’Albo Osteopati 2026 non è ancora pienamente attivo.

    I punti chiave dello stato attuale sono:

    • Liste Speciali transitorie: chi vuole iscriversi deve aver completato o essere iscritto a un corso di formazione in osteopatia entro il 31 agosto 2026;
    • Equipollenza titoli: 6 anni di tempo per ottenere l’equipollenza dei titoli pregressi (estesi rispetto ai 36 mesi della bozza precedente);
    • Scuole private: dal 1° settembre 2025 le scuole private di osteopatia hanno cessato le attività formative; l’unico canale di accesso futuro sarà il corso universitario accreditato dal MUR;
    • Esame finale: l’iscrizione definitiva all’Albo avverrà dopo eventuale recupero CFU e superamento dell’esame di abilitazione universitario.

    In altre parole, l’osteopata nel 2026 vive ancora una situazione ibrida: professionista sanitario per legge, ma con un albo non ancora operativo a regime. Questo aspetto si riflette direttamente sul trattamento IVA delle prestazioni, come vedremo a breve.

    Inquadramento professionale: chi può chiamarsi osteopata nel 2026

    Una delle questioni più delicate dell’inquadramento osteopata 2026 riguarda chi possa effettivamente esercitare e definirsi tale. Nella fase transitoria, possono iscriversi alle Liste Speciali coloro che, entro il 31 agosto 2026, hanno:

    • completato un corso di formazione in osteopatia presso una scuola riconosciuta;
    • oppure sono iscritti e in corso di frequenza a un programma di formazione osteopatica avviato prima della chiusura delle scuole private (1° settembre 2025);
    • una laurea sanitaria (es. fisioterapia, medicina) può facilitare l’accesso all’equipollenza, ma non è sempre obbligatoria nel periodo transitorio.

    Per gli osteopati partita IVA attualmente operativi, questo significa che il titolo di studio attuale rimane valido ai fini dell’esercizio, ma per essere riconosciuti definitivamente come professione sanitaria con tutti i benefici fiscali (incluso il regime IVA esente) sarà necessario completare il percorso di equipollenza nei prossimi 6 anni. Per questo, oggi, la fatturazione osteopata 2026 deve essere impostata considerando lo status di professione sanitaria in fase di completamento.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di documentare con cura il proprio percorso formativo e di valutare con un professionista se la propria posizione rientri tra quelle ammesse alle Liste Speciali. Una corretta categorizzazione oggi evita problemi di inquadramento domani.

    Regime fiscale dell’osteopata: forfettario, ordinario, codice ATECO

    Il primo passo per la fatturazione osteopata 2026 è aprire la partita IVA e scegliere il regime fiscale. Il codice ATECO storico per l’osteopata è il 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti nca, appartenente alla sezione Q (Sanità e assistenza sociale). Con la riforma ISTAT del 2025 (allineamento alla classificazione europea NACE), il codice è in fase di transizione verso il nuovo 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a..

    Per quanto riguarda il regime fiscale, l’osteopata forfettario è la scelta più comune per chi inizia o ha ricavi contenuti. Il regime forfettario 2026 prevede:

    • Limite di ricavi: 85.000 euro annui;
    • Imposta sostitutiva: 15% (ridotta al 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività con requisiti);
    • Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29: 78%;
    • Niente IVA in addebito e niente ritenuta d’acconto;
    • Niente studi di settore e contabilità semplificata.

    Il coefficiente di redditività è la percentuale del fatturato che lo Stato considera reddito imponibile. In pratica, su 100 euro di fatturato l’osteopata paga le tasse sul 78%, cioè su 78 euro. Sopra gli 85.000 euro si passa al regime ordinario, con contabilità semplificata o ordinaria, aliquote IRPEF progressive e IVA da gestire (se applicabile). La scelta tra forfettario e ordinario va valutata con il commercialista in base al volume d’affari e ai costi sostenuti.

    Sistema TS osteopata: obbligo dall’iscrizione all’albo

    Il Sistema TS (Tessera Sanitaria) è la piattaforma del MEF a cui i professionisti sanitari trasmettono i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini, utili per la dichiarazione precompilata e per la detrazione 19% IRPEF. La trasmissione è obbligatoria per tutti i soggetti iscritti a un albo sanitario.

    Per il Sistema TS osteopata la situazione 2026 è la seguente: l’obbligo di invio scatta dal momento dell’iscrizione effettiva all’Albo degli Osteopati. Finché l’albo non è pienamente operativo e l’osteopata non vi è iscritto, l’invio al Sistema TS non è dovuto come obbligo. Questo non significa però che il paziente perda la possibilità di portare in detrazione la spesa: vedremo nella sezione FAQ come funziona la detrazione 19% nel periodo transitorio.

    Cosa fare nel frattempo? Il CAF Centro Fiscale di Udine consiglia di:

    • Strutturare la fatturazione già con un software che supporti il Sistema TS, per essere pronti senza migrazioni quando arriverà l’obbligo;
    • Conservare tutti i dati anagrafici dei pazienti (codice fiscale, residenza), perché serviranno per la trasmissione TS;
    • Documentare in fattura la natura sanitaria della prestazione (es. “trattamento osteopatico finalizzato a finalità di cura”);
    • Monitorare l’evoluzione normativa sull’istituzione dell’albo.

    IVA per le prestazioni di osteopatia: esenzione o imposta

    Questo è il punto più delicato della fatturazione osteopata 2026. L’art. 10 del DPR 633/72 prevede l’esenzione IVA per le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da soggetti che esercitano professioni sanitarie soggette a vigilanza ministeriale o identificate da decreto del Ministero della Salute. Servono quindi due requisiti contemporanei:

    • Requisito oggettivo: la prestazione deve essere effettivamente di diagnosi, cura o riabilitazione della persona;
    • Requisito soggettivo: il professionista deve esercitare una professione sanitaria riconosciuta e soggetta a vigilanza, normalmente tramite iscrizione a un albo.

    Con la Risoluzione n. 9 del 24 febbraio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito definitivamente la posizione: in assenza di un quadro completo e di parametri idonei a garantire un livello minimo controllabile di qualifica professionale, le prestazioni rese da osteopati, chiropratici, chinesiologi e massoterapisti NON sono attualmente esenti IVA, nonostante l’evoluzione normativa in corso. Le prestazioni vanno quindi fatturate con aliquota IVA ordinaria al 22%, salvo applicazione del regime forfettario (che non addebita IVA per propria struttura).

    L’Agenzia precisa che l’esenzione potrà essere applicata solo dopo il completamento dell’iter (istituzione effettiva dell’Albo Osteopati, accordi Stato-Regioni sui criteri di valutazione dei titoli, esame di Stato). Fino a quel momento, l’osteopata in regime ordinario fattura con IVA al 22%, mentre l’osteopata forfettario emette fattura senza IVA ma per la sola natura del regime forfettario (non per esenzione sanitaria). Resta inoltre l’obbligo di fattura elettronica secondo le regole generali, non operando l’esonero specifico previsto per i sanitari che inviano al Sistema TS.

    Tariffe dell’osteopata nel 2026

    Le tariffe di un osteopata libero professionista in Italia variano in base alla zona geografica, all’esperienza e al setting (studio privato, poliambulatorio, domicilio). Non esistono tariffari ministeriali vincolanti, ma il mercato 2026 si attesta su valori di riferimento abbastanza condivisi.

    Indicativamente, per una fatturazione osteopata 2026 coerente con il mercato:

    • Prima visita osteopatica: 50-90 euro (anamnesi e valutazione completa, durata 45-60 minuti);
    • Trattamento singolo: 60-100 euro (seduta di 45-50 minuti);
    • Ciclo di 5 sedute: 300-450 euro (pacchetto scontato);
    • Trattamento a domicilio: maggiorazione 20-40% rispetto al tariffario in studio;
    • Trattamento pediatrico/neonatale: spesso allineato alla seduta singola, talvolta leggermente superiore.

    Nelle grandi città (Milano, Roma, Bologna) le tariffe medie si avvicinano alla fascia alta, mentre in centri minori la fascia bassa è più diffusa. È importante che l’osteopata esponga il tariffario in studio e nella propria fatturazione, come previsto dalle norme sulla trasparenza dei prezzi nel settore sanitario.

    Bollo 2 euro sulla fattura forfettaria

    L’osteopata forfettario, non addebitando IVA, deve applicare la marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro. Questa è una regola generale del DPR 642/1972 che si applica a tutte le fatture senza IVA o con IVA esente.

    Aspetti pratici da ricordare:

    • Sulla fattura elettronica il bollo si gestisce in modo virtuale: il software permette di indicare “Bollo assolto in modo virtuale” e l’importo viene calcolato e versato successivamente tramite F24;
    • L’osteopata può scegliere se addebitare il bollo al cliente in fattura (riga separata) oppure assorbirlo nel proprio costo;
    • Il versamento avviene trimestralmente tramite F24 con i codici tributo dedicati;
    • L’omessa apposizione comporta sanzioni proporzionali (dal 100% al 500% del tributo non corrisposto).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa anche di gestire correttamente questi adempimenti per i propri assistiti, evitando errori che possono costare cari in sede di controllo.

    Software di fatturazione consigliati per osteopati

    La scelta del software fatturazione osteopata è cruciale, perché l’osteopata si trova oggi a metà strada: deve fatturare elettronicamente come un professionista qualsiasi, ma dovrà attivare presto l’invio al Sistema TS non appena l’albo sarà operativo. Il software ideale è quindi quello che copre entrambi gli scenari senza richiedere migrazioni costose.

    Per gli osteopati che si stanno preparando a diventare sanitari a tutti gli effetti, segnaliamo Fatturazione Italia, un software già pronto con zero-config per il regime forfettario (compila automaticamente i campi giusti), fattura elettronica via SdI (obbligatoria per l’osteopata, Ris. AdE 9/E/2026) e prezzo bloccato per 3 anni, da 49 € l’anno IVA inclusa. Il piano Pro (89 €) include anche il Sistema TS, utile se in futuro l’obbligo di invio diventerà operativo anche per gli osteopati.

    Caratteristiche chiave da cercare in un software per osteopata partita IVA:

    • Fattura elettronica verso lo SdI inclusa, senza costi aggiuntivi per i flussi;
    • Sistema TS integrato (anche se oggi non obbligatorio, sarà essenziale a breve);
    • Gestione bollo virtuale automatica con calcolo trimestrale;
    • Pacchetti e cicli di sedute: alcuni software permettono di gestire la fatturazione di pacchetti pre-pagati;
    • Anagrafica pazienti con codice fiscale e dati anagrafici completi (richiesti per il TS);
    • Compatibilità con regime forfettario: campi precompilati e righe di esonero corrette.

    Cassa previdenziale dell’osteopata

    L’osteopata libero professionista, finché non viene istituita una cassa previdenziale specifica, deve iscriversi alla Gestione Separata INPS. Si tratta della cassa pensionistica per i professionisti senza cassa autonoma, con contributi calcolati in percentuale sul reddito imponibile.

    Per il 2026, l’aliquota Gestione Separata per i professionisti privi di altra previdenza obbligatoria è del 26,07% sul reddito (25% IVS + 0,72% maternità + 0,35% DIS-COLL). Per chi è già iscritto ad altra forma previdenziale (es. dipendente con secondo lavoro come osteopata) l’aliquota scende al 24%. Importante ricordare che:

    • I contributi si versano con F24 alle scadenze IRPEF (saldo a giugno e acconto a novembre);
    • L’osteopata forfettario calcola i contributi sul reddito imponibile (fatturato × coefficiente 78%);
    • È possibile applicare la rivalsa 4% in fattura al cliente, ma è una facoltà, non un obbligo;
    • Quando sarà istituito l’Albo, potrebbe nascere una cassa previdenziale specifica (come avvenuto per altre professioni sanitarie).

    Il CAF Centro Fiscale di Udine cura tutti gli adempimenti contributivi degli osteopati assistiti: dall’apertura della posizione INPS al calcolo dei versamenti annuali, fino al monitoraggio delle novità normative quando arriverà l’eventuale cassa dedicata. Un aspetto chiave per tutelare la futura pensione e gestire l’attività in serenità.

    Domande frequenti sulla fatturazione osteopata 2026

    L’osteopata può inviare i dati al Sistema TS nel 2026?

    Sì, ma solo se è iscritto a un albo sanitario. Finché l’Albo Osteopati 2026 non è pienamente operativo, l’invio al Sistema TS non è dovuto come obbligo. Quando l’albo entrerà a regime e l’osteopata vi sarà iscritto, l’invio diventerà obbligatorio.

    Quando diventa obbligatoria l’iscrizione all’Albo Osteopati?

    L’obbligo scatterà al completamento dell’iter (esame di Stato, ordinamento universitario, istituzione dell’albo). Nel frattempo, chi vuole iscriversi alle Liste Speciali transitorie deve aver completato o essere iscritto a un corso di formazione in osteopatia entro il 31 agosto 2026. Sono previsti 6 anni per ottenere l’equipollenza definitiva dei titoli pregressi.

    Le prestazioni di osteopatia sono esenti IVA?

    Allo stato attuale NO. La Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che le prestazioni di osteopati, chiropratici, chinesiologi e massoterapisti non sono esenti IVA finché non sarà istituito l’albo professionale con i relativi criteri di vigilanza. L’osteopata in regime ordinario applica quindi IVA al 22%; in regime forfettario emette fattura senza IVA per la natura del regime (non per esenzione sanitaria).

    Devo emettere fattura sanitaria a un paziente privato?

    L’osteopata emette una fattura elettronica ordinaria verso il Sistema di Interscambio (SdI), seguendo le regole generali. Non opera l’esonero dalla fattura elettronica previsto per i sanitari che inviano al Sistema TS, perché l’osteopata oggi non è soggetto a quell’obbligo. La fattura va indirizzata al paziente con i suoi dati anagrafici completi (codice fiscale incluso).

    Il paziente può detrarre il 19% delle spese di osteopatia?

    Sì, il paziente può portare in detrazione il 19% IRPEF delle spese sostenute per prestazioni osteopatiche, a condizione che la prestazione sia documentata come finalizzata a cura e svolta da operatore qualificato. La fattura dovrebbe indicare chiaramente la natura terapeutica della prestazione. Per maggiori dettagli sulle detrazioni fiscali sanitarie il CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia osteopati che pazienti.

    Domande Frequenti sulla Fatturazione Osteopata 2026

    L’osteopata puo inviare i dati al Sistema TS nel 2026?

    Solo se iscritto a un albo sanitario. Finche l’Albo Osteopati 2026 non e pienamente operativo, l’invio al Sistema TS non e dovuto come obbligo. Diventa obbligatorio con l’iscrizione effettiva all’albo.

    Le prestazioni di osteopatia sono esenti IVA?

    Allo stato attuale NO. La Risoluzione AdE n. 9 del 24 febbraio 2026 ha chiarito che le prestazioni di osteopati non sono esenti IVA finche non sara istituito l’albo professionale. L’osteopata in regime ordinario applica IVA al 22%; in forfettario emette fattura senza IVA per natura del regime.

    Il paziente puo detrarre il 19% delle spese di osteopatia?

    Si, il paziente puo portare in detrazione il 19% IRPEF delle spese osteopatiche, a condizione che la prestazione sia documentata come finalizzata a cura e svolta da operatore qualificato. La fattura deve indicare chiaramente la natura terapeutica della prestazione.

    Quale codice ATECO usa l’osteopata nel 2026?

    Il codice ATECO storico e il 86.90.29 (Altre attivita paramediche indipendenti nca). Con la riforma ISTAT 2025 e in transizione verso il nuovo 86.99.09. Per l’apertura della partita IVA nel 2026 conviene verificare quale codice accetta l’Agenzia delle Entrate.

    Quanto paga di contributi INPS un osteopata forfettario?

    L’osteopata forfettario senza altra previdenza obbligatoria paga il 26,07% sul reddito imponibile alla Gestione Separata INPS (25% IVS + 0,72% maternita + 0,35% DIS-COLL). Il reddito imponibile e il fatturato moltiplicato per il coefficiente di redditivita 78%.


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    La fatturazione osteopata 2026 richiede oggi competenze specifiche perché si muove su un terreno normativo in evoluzione: Albo Osteopati 2026 in fase di completamento, Risoluzione AdE n. 9/2026 che esclude l’esenzione IVA, Sistema TS in attesa di attivazione, scelta del regime fiscale e del codice ATECO corretto. Sbagliare l’inquadramento può comportare sanzioni, recupero IVA o problemi in sede di controllo.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ha esperienza specifica con le professioni sanitarie in fase di riconoscimento (osteopati, logopedisti, dentisti) e accompagna i professionisti dall’apertura della partita IVA fino alla dichiarazione dei redditi annuale, passando per la scelta del software, la gestione del bollo, i contributi INPS e la futura attivazione del Sistema TS quando sarà operativo.

    Hai bisogno di assistenza per la fatturazione osteopata 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata agli operatori del settore sanitario.


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      Alexandra Bala
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-23 09:00:002026-09-27 15:47:43Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento Sanitario
      CAF, Logopedisti

      Fatturazione Logopedista 2026: Sistema TS, Tariffe e Convenzioni ASL

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      La fatturazione logopedista 2026 presenta novità importanti che ogni professionista deve conoscere per gestire correttamente la propria partita IVA. Dal nuovo calendario di trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria alle aliquote contributive aggiornate, dalle tariffe medie di mercato fino alle modalità di fatturazione verso ASL e privati: questa guida ti accompagna in tutti gli aspetti pratici della fatturazione logopedista 2026. Il logopedista è oggi una professione sanitaria a pieno titolo, iscritta all’Albo dei Logopedisti istituito con il DM 13 marzo 2018 e regolata dall’Ordine TSRM-PSTRP. Questo significa adempimenti fiscali specifici, obblighi verso il Sistema TS e regole precise sulla fatturazione delle prestazioni. Vediamo insieme cosa cambia nel 2026 e come affrontare al meglio gli aspetti amministrativi della fatturazione logopedista 2026, con esempi pratici e un focus sui software che semplificano la vita di chi esercita la libera professione.

      Indice dei contenuti

      1. Il logopedista come professionista sanitario nel 2026
      2. Regime fiscale per logopedisti: forfettario o ordinario
      3. Sistema TS per logopedisti: cosa trasmettere nel 2026
      4. Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026
      5. Tariffe del logopedista nel 2026: range indicativo
      6. Convenzioni con ASL: come si fatturano
      7. Bollo 2 euro sulla fattura del logopedista forfettario
      8. Software fatturazione logopedista: cosa scegliere
      9. Contributi previdenziali del logopedista: Gestione Separata INPS
      10. Domande frequenti sulla fatturazione logopedista 2026

      Il logopedista come professionista sanitario nel 2026

      Il logopedista nel 2026 è riconosciuto come professionista sanitario a tutti gli effetti. Con il Decreto Ministeriale 13 marzo 2018, è stato istituito l’Albo dei Logopedisti all’interno dell’Ordine dei TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione). L’iscrizione all’Albo è obbligatoria per esercitare la professione, sia in regime di dipendenza sia come libero professionista con partita IVA.

      Per aprire la partita IVA come logopedista, il codice ATECO 2025 di riferimento è 86.99.09 (“Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.”, nota ISTAT/FNO TSRM-PSTRP). Il codice 86.90.21 era il riferimento nella precedente classificazione ATECO 2007 (superata) e oggi non va più usato come attuale (86.90.21/86.95.00 identifica invece la fisioterapia). Questo codice colloca il logopedista nel comparto delle professioni sanitarie, con conseguenze importanti sul piano fiscale: in particolare, le prestazioni di logopedia sono esenti IVA ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/72.

      Il logopedista libero professionista può lavorare in diverse modalità:

      • Studio privato proprio o associato
      • Convenzione diretta con ASL o aziende sanitarie pubbliche
      • Collaborazione con cliniche, RSA, centri di riabilitazione privati
      • Servizi domiciliari per pazienti pediatrici o anziani
      • Consulenze presso scuole e centri educativi

      Ognuna di queste modalità ha implicazioni diverse sulla fatturazione logopedista 2026: prestazioni a privati, convenzioni con la Pubblica Amministrazione, collaborazioni continuative con strutture sanitarie seguono regole specifiche che vedremo nei prossimi paragrafi.

      Regime fiscale per logopedisti: forfettario o ordinario

      Quando si avvia l’attività, la scelta tra regime forfettario e regime ordinario è una delle decisioni più importanti. Per molti logopedisti, soprattutto a inizio carriera, il logopedista forfettario rappresenta la soluzione più conveniente.

      Il regime forfettario 2026 prevede:

      • Limite ricavi annui: 85.000 euro
      • Imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività)
      • Coefficiente di redditività per ATECO 86.99.09: 78%
      • Esonero IVA, esonero fatturazione elettronica per i forfettari sotto soglia (regole specifiche)
      • Niente ritenuta d’acconto in fattura

      Il coefficiente di redditività è una percentuale che il Fisco applica al fatturato per determinare il reddito imponibile. In pratica, se incassi 30.000 euro e il coefficiente è del 78%, il tuo reddito imponibile sarà 30.000 x 78% = 23.400 euro. Su questo importo si calcolano poi imposta e contributi.

      Calcolo imposte e contributi

      Ecco i passaggi del calcolo per una neolaureata che apre la partita IVA logopedista nel 2026 e fattura 25.000 euro nel primo anno:

      • Fatturato lordo: 25.000 euro
      • Reddito imponibile (25.000 x 78%): 19.500 euro
      • Contributi Gestione Separata INPS (26,07%): circa 5.084 euro deducibili
      • Imponibile dopo contributi: 19.500 – 5.084 = 14.416 euro
      • Imposta sostitutiva 5% (nuova attività): 721 euro
      • Totale da versare circa: 5.805 euro tra imposta e contributi

      Nel regime ordinario, invece, si applicano IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43%), addizionali regionali e comunali, eventuali studi di settore. Il regime ordinario conviene quando hai molte spese deducibili (affitto studio, attrezzature riabilitative, formazione continua), supereresti la soglia degli 85.000 euro o hai redditi misti consistenti. Per valutare la scelta migliore, ti consigliamo di prenotare una consulenza con il CAF Centro Fiscale di Udine: il nostro team analizza il tuo caso e individua il regime più conveniente.

      Sistema TS per logopedisti: cosa trasmettere nel 2026

      Il Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS) è la piattaforma del MEF che raccoglie tutti i dati delle spese sanitarie sostenute dai cittadini. Questi dati alimentano la dichiarazione 730 precompilata e permettono ai pazienti di portare in detrazione le detrazioni fiscali per le spese mediche al 19%.

      Dal 2026 il sistema TS logopedista presenta una novità rilevante: con il Decreto MEF del 29 ottobre 2025, in attuazione del DLgs 81/2025, la trasmissione dei dati è diventata annuale e non più semestrale. Questa è una semplificazione importante rispetto al passato.

      Chi è obbligato alla trasmissione: tutti i professionisti sanitari iscritti agli Ordini istituiti dal DM 13/03/2018, logopedisti inclusi. L’obbligo riguarda ogni prestazione sanitaria fatturata a un cittadino privato.

      Cosa va trasmesso al Sistema TS:

      • Codice fiscale del paziente
      • Importo della prestazione
      • Tipologia di spesa (prestazione sanitaria SR per logopedia)
      • Data del documento fiscale
      • Eventuale opposizione del paziente alla trasmissione

      Scadenza per il 2026: i dati relativi a tutte le prestazioni 2025 dovevano essere trasmessi entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perché il 31 cadeva di sabato. Per le prestazioni 2026, la scadenza sarà il 31 gennaio 2027 (o primo giorno feriale utile). È comunque consigliato non aspettare la scadenza ultima: il sistema permette invii parziali progressivi durante tutto l’anno.

      Opposizione del paziente: il cittadino può chiedere al logopedista di NON trasmettere i dati della prestazione. In questo caso, l’opposizione va annotata in fattura e i dati non vanno comunicati. Sanzioni: in caso di omissione, ritardo o errato invio è prevista una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un tetto massimo di 50.000 euro annui (art. 3, comma 5-bis del DLgs 175/2014).

      Divieto fattura via SdI per prestazioni a privati 2026

      Una regola fondamentale per la fatturazione logopedista 2026 riguarda il divieto di emettere fattura elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche. Il divieto, originariamente previsto come misura temporanea, è ormai una norma strutturale a tutela della privacy dei pazienti.

      Per le prestazioni di logopedia rese a privati si emette esclusivamente:

      • Fattura cartacea consegnata al paziente
      • Fattura in PDF inviata via email
      • Documento commerciale per chi usa registratore telematico

      Attenzione: il divieto vale solo per le fatture verso privati. Le prestazioni rese a strutture sanitarie, ASL, RSA, cliniche o altre partite IVA vanno sempre fatturate elettronicamente via SdI. Ad esempio, se Luca eroga 20 sedute in una clinica privata, deve emettere fattura elettronica con codice destinatario o PEC della clinica, mentre per i pazienti che paga direttamente nello studio emette solo fattura cartacea o PDF.

      Tariffe del logopedista nel 2026: range indicativo

      Le tariffe logopedista 2026 non sono fissate da un tariffario nazionale obbligatorio. I prezzi sono liberi e variano in base a esperienza del professionista, città, complessità del caso, presenza di patologie associate. Ecco un range indicativo di mercato per il 2026:

      • Terapia singola (45-60 minuti): da 30 a 60 euro
      • Valutazione iniziale completa: da 60 a 100 euro
      • Ciclo di 10 sedute: da 300 a 500 euro
      • Trattamento domiciliare: maggiorazione del 20-30% sul prezzo base
      • Bilancio comunicativo-linguistico bambino: 80-150 euro
      • Relazione/refertazione: 30-80 euro a seconda della complessità

      Le tariffe più alte si registrano nei centri urbani del Nord e per logopedisti con specializzazioni avanzate (disfagia, voce, neurologia, autismo). Una regola empirica: il netto in tasca del logopedista forfettario è circa il 50-60% del fatturato, tenendo conto di imposta sostitutiva, contributi previdenziali, costi di studio e formazione continua obbligatoria (ECM).

      Convenzioni con ASL: come si fatturano

      Molti logopedisti lavorano in convenzione diretta con l’ASL, in regime di accreditamento o tramite convenzioni a progetto. In questo caso la fatturazione segue regole specifiche tipiche della Pubblica Amministrazione. Quando si fattura a una ASL o a un ente pubblico, è obbligatoria la fattura elettronica via SdI con queste caratteristiche:

      • Codice destinatario (codice univoco IPA) dell’ente pubblico
      • Indicazione obbligatoria del CIG (Codice Identificativo Gara) se presente
      • Eventuale CUP (Codice Unico di Progetto) per progetti finanziati
      • Applicazione del meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti) ai sensi dell’art. 17-ter DPR 633/72
      • Trasmissione tramite portale FatturaPA con firma digitale

      Lo split payment funziona così: la ASL paga al logopedista solo l’imponibile, mentre l’IVA viene versata direttamente dall’ente all’Erario. Per i logopedisti questo è in genere un aspetto formale perché le prestazioni sanitarie sono esenti IVA. I tempi di pagamento per le pubbliche amministrazioni prevedono 30 giorni dalla data fattura. Ricorda che esiste il diritto agli interessi di mora in caso di ritardo.

      Bollo 2 euro sulla fattura del logopedista forfettario

      Un altro adempimento spesso sottovalutato nella fatturazione logopedista 2026 è l’imposta di bollo. La regola è semplice: sulle fatture esenti, escluse o non soggette a IVA di importo superiore a 77,47 euro, va applicato il bollo da 2 euro. Questa regola si applica praticamente a tutte le fatture del logopedista forfettario perché:

      • Le prestazioni di logopedia sono esenti IVA (art. 10 DPR 633/72)
      • Il regime forfettario non prevede applicazione di IVA
      • La maggior parte delle fatture supera la soglia di 77,47 euro

      Quando applicare il bollo

      • Seduta singola da 40 euro: NO bollo (sotto 77,47 euro)
      • Valutazione iniziale 80 euro: SI bollo 2 euro
      • Pacchetto 10 sedute 350 euro: SI bollo 2 euro
      • Due sedute fatturate insieme 80 euro: SI bollo 2 euro

      Il bollo può essere applicato come bollo fisico sulla copia cartacea della fattura, oppure come bollo virtuale versato cumulativamente tramite F24 con codice tributo 2501. Il bollo è dovuto dal committente, ma in pratica viene anticipato dal professionista con la dicitura: “Imposta di bollo assolta ai sensi del DM 17/06/2014 – bollo a carico del cliente”.

      Software fatturazione logopedista: cosa scegliere

      Scegliere il giusto software fatturazione logopedista è cruciale per gestire serenamente partita IVA, Sistema TS, scadenze e adempimenti. Per i professionisti sanitari le funzionalità più importanti sono: l’invio diretto al Sistema Tessera Sanitaria in un click, la gestione automatica del regime forfettario, l’emissione di fatture sia cartacee (per privati) sia elettroniche (per ASL), il calcolo automatico del bollo da 2 euro e il supporto a F24 e contributi previdenziali.

      Tra le soluzioni più diffuse e adatte ai logopedisti, segnaliamo Fatturazione Italia, software pensato proprio per liberi professionisti e logopedisti forfettari:

      • Sistema TS: incluso nel piano Pro (89 euro l’anno IVA inclusa, 500 fatture, codice destinatario unico JKKZDGR)
      • Zero-config forfettario: già impostato per il regime, con calcolo automatico del coefficiente 78% e dei contributi Gestione Separata
      • Gestione completa di bollo 2 euro (a scelta a carico proprio o del cliente), esenzione IVA, opposizione del paziente al Sistema TS
      • Fatturazione elettronica verso ASL e PA con codici destinatario e split payment
      • Prezzo bloccato per 3 anni: la quota di abbonamento iniziale non sale per tre anni dal primo pagamento
      • Prova gratuita 30 giorni senza carta di credito (60 giorni con invito di un amico)

      Per scoprire come funziona o attivare il servizio, puoi visitare Fatturazione Italia oppure chiedere informazioni al CAF Centro Fiscale di Udine.

      Contributi previdenziali del logopedista: Gestione Separata INPS

      Un punto importante e spesso fonte di confusione: il logopedista NON è iscritto ad ENPAPI. La Cassa ENPAPI, infatti, è riservata esclusivamente a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I logopedisti versano i contributi alla Gestione Separata INPS.

      La Gestione Separata, istituita con la Legge 335/1995 (riforma Dini), è una cassa previdenziale dell’INPS che copre i professionisti senza cassa di categoria. Le aliquote per il 2026 sono:

      • 26,07% per i professionisti privi di altra copertura previdenziale (caso più comune dei logopedisti liberi professionisti)
      • 24% per professionisti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria (es. dipendenti pubblici con seconda attività)
      • Aliquota composta da 25% IVS + 0,72% maternità + 0,35% ISCRO/DIS-COLL = totale 26,07% (Circolare INPS n. 8/2026)

      I contributi si calcolano sul reddito netto professionale, non sul fatturato lordo. Per un logopedista forfettario, il reddito imponibile previdenziale corrisponde al reddito determinato applicando il coefficiente del 78% al fatturato, prima dell’imposta sostitutiva.

      Quando si pagano i contributi

      • Saldo 2025 + primo acconto 2026: entro 30 giugno 2026 (con possibilità di proroga al 31 luglio con maggiorazione 0,40%)
      • Secondo acconto 2026: entro 30 novembre 2026
      • Versamento tramite F24 con causale contributo specifica della Gestione Separata

      Importante: i contributi versati alla Gestione Separata sono integralmente deducibili dal reddito imponibile, anche per i forfettari. Questo riduce sensibilmente il carico fiscale complessivo. Ti consigliamo di farti seguire dal CAF Centro Fiscale di Udine per il calcolo corretto degli acconti e per evitare omessi versamenti che generano sanzioni e interessi.

      Domande frequenti sulla fatturazione logopedista 2026

      Raccogliamo le domande più ricorrenti che i logopedisti pongono al CAF Centro Fiscale di Udine.

      Il logopedista deve emettere fattura elettronica per i pazienti privati nel 2026?

      No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche c’e un divieto strutturale di emissione di fattura elettronica via SdI, a tutela della privacy dei dati sanitari. Il logopedista emette fattura cartacea o PDF e trasmette i dati al Sistema TS. Solo per fatture verso ASL, RSA, cliniche o altre partite IVA e obbligatoria la fattura elettronica.

      Il logopedista e iscritto ad ENPAPI come gli infermieri?

      No. ENPAPI e la cassa previdenziale degli infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari. I logopedisti, come fisioterapisti e altri professionisti sanitari senza cassa di categoria, versano i contributi alla Gestione Separata INPS, con aliquota del 26,07% per il 2026 (Circolare INPS n. 8/2026).

      Quando scade la trasmissione al Sistema TS per il logopedista nel 2026?

      Dal 2026 la trasmissione al Sistema Tessera Sanitaria e annuale (non piu semestrale). I dati delle prestazioni 2025 dovevano essere trasmessi entro il 31 gennaio 2026, slittato al 2 febbraio 2026 perche il 31 cadeva di sabato. I dati 2026 si trasmetteranno entro il 31 gennaio 2027. Sono possibili invii parziali progressivi durante l’anno.

      Devo applicare il bollo da 2 euro sulle fatture del logopedista forfettario?

      Si, sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro va applicato il bollo da 2 euro perche le prestazioni di logopedia sono esenti IVA e il forfettario non applica IVA. Il bollo puo essere fisico sulla fattura cartacea oppure virtuale tramite F24 (codice tributo 2501) per i forfettari con fatturazione elettronica.

      La fatturazione logopedista 2026 richiede attenzione a numerosi aspetti tecnici: Sistema TS annuale, divieto di fattura elettronica per privati, contributi alla Gestione Separata INPS (non ENPAPI), imposta di bollo, gestione corretta delle convenzioni ASL e scelta del regime fiscale più conveniente. Errori e ritardi possono costare cari, sia in termini di sanzioni sia di mancate detrazioni per i tuoi pazienti.

      Hai bisogno di assistenza per la fatturazione logopedista 2026, l’apertura della partita IVA, la gestione del Sistema TS o il regime forfettario? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia.


      Hai bisogno di assistenza per la fatturazione logopedista?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con l’apertura della partita IVA, il regime forfettario, il Sistema TS e tutti gli adempimenti fiscali per logopedisti.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Luglio 2, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 09:00:002026-09-27 09:55:52Fatturazione Logopedista 2026: Sistema TS, Tariffe e Convenzioni ASL
        Medici e Odontoiatri, NOTIZIE

        Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        La fatturazione odontoiatra 2026 presenta caratteristiche specifiche che la distinguono nettamente da quella di altre professioni sanitarie. Tra iscrizione all’Albo CAO, contributi ENPAM, invio al Sistema Tessera Sanitaria e divieto di fatturazione elettronica via SdI per le prestazioni a privati, l’odontoiatra deve gestire un quadro adempimenti complesso. In questa guida analizziamo tutto quello che serve sapere sulla fatturazione odontoiatra 2026, dalle differenze rispetto al dentista tradizionale fino agli esempi pratici di fattura corretta.

        Indice dei contenuti

        1. Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenziali
        2. Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei Medici
        3. Regime fiscale dell’odontoiatra
        4. ENPAM 2026: Quota A e Quota B
        5. Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026
        6. Divieto fatturazione elettronica SdI per privati
        7. Struttura della fattura odontoiatra con esempio
        8. Software di fatturazione consigliati
        9. Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea
        10. Domande frequenti

        Dentista vs Odontoiatra: differenze fiscali e previdenziali

        Una delle prime confusioni che incontriamo riguarda la differenza tra dentista e odontoiatra. Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma sul piano professionale e fiscale esistono differenze sostanziali. L’odontoiatra è il professionista laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria (corso quinquennale), iscritto all’Albo degli Odontoiatri (CAO) presso l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri. Il termine “dentista” è invece l’uso colloquiale che indica chi esercita la professione, ma solo gli iscritti all’Albo CAO possono legalmente esercitare.

        Sul piano fiscale e previdenziale, le differenze emergono soprattutto nei seguenti aspetti: l’odontoiatra è sempre un professionista sanitario, soggetto agli obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, all’iscrizione obbligatoria all’ENPAM (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Medici e Odontoiatri), e al rispetto della normativa sulla privacy GDPR per i dati sanitari dei pazienti. La fatturazione odontoiatra 2026 segue quindi regole specifiche del comparto sanitario, diverse da quelle applicabili ad altri professionisti.

        • Titolo abilitante: Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria
        • Albo professionale: CAO (Commissione Albo Odontoiatri)
        • Cassa previdenziale: ENPAM (Fondo Generale Quota A + Quota B)
        • Obblighi sanitari: Sistema TS, GDPR, autorizzazioni ASL
        • Codice ATECO: 86.23.00 (Attività degli studi odontoiatrici)

        Iscrizione all’Albo CAO presso l’Ordine dei Medici

        L’iscrizione all’Albo degli Odontoiatri (CAO) è il prerequisito assoluto per poter esercitare la professione e quindi per emettere fatture. La CAO è una commissione interna all’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia in cui il professionista intende esercitare. Senza iscrizione, qualsiasi prestazione odontoiatrica configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione ai sensi dell’art. 348 c.p.

        I documenti necessari per l’iscrizione all’Albo CAO includono: certificato di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, attestato di abilitazione all’esercizio professionale, documento d’identità in corso di validità, codice fiscale, due fotografie formato tessera e versamento della tassa di iscrizione annuale (variabile per Ordine provinciale, generalmente tra 150 e 250 euro). Una volta iscritto, il professionista riceve il numero di iscrizione all’Albo che dovrà obbligatoriamente comparire in ogni fattura emessa.

        Contestualmente all’iscrizione all’Albo, scatta l’obbligo di iscrizione all’ENPAM, che avviene in modo automatico tramite comunicazione dell’Ordine. Il neo-odontoiatra deve poi aprire la partita IVA con codice ATECO 86.23.00 presso l’Agenzia delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio se esercita in forma di studio associato o societaria.

        Regime fiscale dell’odontoiatra: forfettario, ordinario o semplificato

        L’odontoiatra che apre partita IVA deve scegliere il regime fiscale più adatto alla propria situazione. Le opzioni principali sono tre: regime forfettario, regime semplificato e regime ordinario. La scelta incide direttamente sul carico fiscale, sugli adempimenti contabili e sulla modalità di fatturazione.

        Il regime forfettario è spesso conveniente per i giovani odontoiatri che iniziano l’attività. Prevede un’imposta sostitutiva al 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività) calcolata su un reddito determinato applicando il coefficiente di redditività del 78% ai compensi incassati. Il limite di ricavi è di 85.000 euro annui. In pratica, l’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, IRAP: invece di pagare tasse separate, se ne paga una sola.

        Il regime semplificato e quello ordinario diventano invece obbligatori sopra gli 85.000 euro di ricavi o quando l’odontoiatra preferisce dedurre analiticamente tutte le spese (affitto studio, attrezzature, materiali, collaboratori). In questo caso si applicano le aliquote IRPEF ordinarie e occorre tenere una contabilità più strutturata. La scelta del regime è un passaggio delicato: il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a valutare la convenienza concreta in base ai tuoi numeri.

        ENPAM 2026: Quota A e Quota B per gli odontoiatri

        L’ENPAM è la cassa previdenziale obbligatoria per medici e odontoiatri. La contribuzione si articola in due voci: Quota A (contributo fisso a fasce di età) e Quota B (contributo proporzionale al reddito libero professionale). Conoscere gli importi ENPAM 2026 è essenziale per pianificare correttamente la fatturazione odontoiatra 2026 e gestire la liquidità.

        La Quota A è un contributo fisso annuale, suddiviso in fasce di età. Per il 2026 gli importi sono:

        • Fino a 30 anni: 152,37 euro
        • Da 30 a 34 anni: 304,73 euro
        • Da 35 a 39 anni: 591,47 euro
        • Da 40 a 44 anni: 1.109,92 euro
        • Da 45 anni in poi: 2.049,83 euro
        • Contributo maternità: 84,26 euro (aggiuntivo per tutti gli iscritti)

        La Quota B si calcola sul reddito libero professionale netto dichiarato. Per il 2026 l’aliquota è del 19,50% fino al massimale di 140.000 euro, con un’aliquota di solidarietà dell’1% sull’eccedenza. Ad esempio, un odontoiatra con reddito libero professionale di 100.000 euro paga Quota B pari a 19.500 euro; se il reddito sale a 160.000 euro, paga 27.500 euro (19,50% di 140.000 + 1% di 20.000).

        È importante ricordare che la Quota A è dovuta indipendentemente dal reddito (anche con reddito zero) ed è rateizzabile in più rate annuali. La Quota B si paga in autoliquidazione tramite Modello D (dichiarazione redditi ENPAM) entro fine luglio dell’anno successivo a quello di riferimento.

        Sistema TS per odontoiatri: invio annuale dal 2026

        Il Sistema Tessera Sanitaria (TS) è il portale gestito dal MEF tramite Sogei che raccoglie le spese sanitarie sostenute dai cittadini per la dichiarazione precompilata 730. Tutti gli odontoiatri sono obbligati a trasmettere i dati delle prestazioni erogate, indicando importo, tipologia e codice fiscale del paziente.

        La grande novità per il 2026 riguarda la cadenza dell’invio. Dopo anni di alternanza tra invio semestrale e mensile, dal 2026 il Sistema TS prevede un invio annuale unico. Tutte le fatture emesse nel corso del 2026 dovranno essere trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa semplificazione riduce gli adempimenti periodici ma richiede maggiore attenzione nel monitorare scadenze e correttezza dei dati prima dell’invio finale.

        Il paziente conserva il diritto di opposizione all’invio dei propri dati al Sistema TS. In caso di opposizione (che deve essere annotata in fattura), la prestazione non viene trasmessa e non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando manualmente la documentazione. La gestione corretta delle opposizioni è uno degli aspetti più delicati della fatturazione odontoiatra 2026.

        Divieto fatturazione elettronica via SdI per privati: novita permanente

        Uno degli aspetti più importanti della fatturazione odontoiatra 2026 è il divieto di fatturazione elettronica via Sistema di Interscambio (SdI) per le prestazioni rese a privati cittadini. Questa misura, originariamente introdotta come temporanea per tutelare la privacy sanitaria, è stata resa permanente dal DLgs 81/2025.

        In concreto, questo significa che l’odontoiatra NON deve mai inviare allo SdI le fatture emesse verso pazienti privati, anche se ha optato per la fatturazione elettronica per altre tipologie di clienti. Le fatture verso privati vanno emesse esclusivamente in formato cartaceo o PDF, e trasmesse al Sistema TS secondo le scadenze viste sopra.

        Restano invece soggette alla normale fatturazione elettronica via SdI le prestazioni rese verso: aziende (B2B), pubblica amministrazione (B2G), cliniche e strutture sanitarie che non sono soggetti privati. In questi casi la fattura deve essere emessa in formato XML e trasmessa tramite SdI come per qualsiasi altro professionista.

        Struttura della fattura odontoiatra con esempio pratico

        La fattura odontoiatra deve contenere alcuni elementi obbligatori, alcuni comuni a tutte le fatture professionali e altri specifici del settore sanitario. Vediamo la struttura completa con un esempio pratico.

        • Intestazione professionista: nome, cognome, indirizzo studio, partita IVA, codice fiscale
        • Numero iscrizione Albo CAO e Ordine di appartenenza
        • Dati paziente: nome, cognome, indirizzo, codice fiscale
        • Numero progressivo fattura e data emissione
        • Descrizione prestazione: visita, otturazione, devitalizzazione, protesi, ecc.
        • Importo e modalità di pagamento
        • Esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 (prestazioni sanitarie)
        • Marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euro
        • Eventuale annotazione opposizione TS da parte del paziente

        Ecco un esempio pratico: l’odontoiatra Marco Rossi (P.IVA 01234567890, iscritto Albo CAO Udine n. 1234) emette fattura n. 45/2026 del 15 giugno 2026 alla paziente Anna Bianchi (CF BNCNNA80A41L483K) per una devitalizzazione di 350 euro. La fattura sarà esente IVA ex art. 10 DPR 633/72, con marca da bollo da 2 euro (importo > 77,47 euro), e dovrà essere trasmessa al Sistema TS entro il 1° febbraio 2027. Se la paziente si oppone all’invio, l’odontoiatra annota in fattura: “Il paziente ha manifestato opposizione all’invio dei dati al Sistema TS”.

        Software di fatturazione consigliati per odontoiatri

        La scelta del software di fatturazione giusto fa la differenza tra una gestione fluida e mille grattacapi. Per gli odontoiatri il software deve gestire correttamente: emissione fatture cartacee/PDF per privati, fatture elettroniche XML per aziende, integrazione con il Sistema TS, gestione opposizioni, archiviazione decennale, e idealmente anche scadenziario pagamenti e remind ai pazienti.

        Tra le soluzioni più apprezzate dai professionisti sanitari segnaliamo Fatturazione Italia, una piattaforma cloud italiana che gestisce nativamente la fatturazione sanitaria con invio automatico al Sistema TS, gestione opposizioni paziente, esenzione IVA art. 10 DPR 633/72 e marca da bollo automatica sopra i 77,47 euro. Il vantaggio principale è la semplicità d’uso anche per chi non ha competenze contabili e l’assistenza in italiano.

        Qualunque sia la tua scelta, verifica che il software sia conforme al GDPR per la gestione dei dati sanitari, che offra backup automatici e che mantenga le fatture in conservazione sostitutiva a norma per i 10 anni richiesti dalla normativa.

        Casi particolari: odontoiatra con doppia laurea medico-chirurgo

        Un caso particolare riguarda i professionisti con doppia laurea: medico chirurgo e odontoiatra. Questi professionisti, abilitati ad entrambe le professioni, possono essere iscritti contemporaneamente all’Albo dei Medici Chirurghi e all’Albo degli Odontoiatri (CAO), ma con regole specifiche sulla contribuzione ENPAM e sulla fatturazione.

        Sul fronte previdenziale ENPAM, il professionista con doppia iscrizione versa una sola Quota A (quella più favorevole o quella corrispondente all’attività prevalente), mentre la Quota B si calcola sul reddito complessivo derivante da entrambe le attività. È quindi importante mantenere una contabilità separata tra le prestazioni mediche e quelle odontoiatriche per documentare correttamente i redditi.

        Sul fronte fiscale, il professionista può emettere fatture indicando l’iscrizione all’Albo competente per la specifica prestazione: una visita medica generale richiama l’iscrizione all’Ordine dei Medici, una devitalizzazione richiama l’iscrizione CAO. Per evitare errori e ottimizzare la fatturazione odontoiatra 2026 in casi così particolari, è fondamentale affidarsi a un commercialista o a un CAF con esperienza specifica nel settore sanitario.

        Domande frequenti sulla fatturazione odontoiatra 2026

        L’odontoiatra deve emettere fattura elettronica via SdI?

        No, per le prestazioni rese a pazienti privati è vietato l’invio della fattura allo SdI. Il divieto, introdotto a tutela della privacy sanitaria, è stato reso permanente dal DLgs 81/2025. Le fatture verso privati vanno emesse in cartaceo o PDF e trasmesse al Sistema TS. Solo le fatture verso aziende, PA e altre strutture sanitarie vanno inviate via SdI.

        Quando va inviato il Sistema TS nel 2026?

        Dal 2026 il Sistema TS prevede invio annuale unico. Tutte le prestazioni del 2026 vanno trasmesse entro il 1° febbraio 2027. Questa cadenza annuale sostituisce le precedenti scadenze semestrali o mensili, semplificando gli adempimenti ma richiedendo maggiore attenzione nella verifica finale dei dati.

        Quanto si paga di ENPAM Quota A nel 2026?

        La Quota A 2026 varia per fascia d’età: 152,37 euro fino a 30 anni, 304,73 euro da 30 a 34 anni, 591,47 euro da 35 a 39 anni, 1.109,92 euro da 40 a 44 anni, 2.049,83 euro dai 45 anni. A questi importi si aggiunge il contributo maternità di 84,26 euro per tutti gli iscritti.

        L’odontoiatra in regime forfettario applica IVA?

        No, né in regime forfettario né in regime ordinario. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ex art. 10 DPR 633/72, indipendentemente dal regime fiscale. L’odontoiatra deve sempre indicare in fattura tale esenzione e applicare la marca da bollo da 2 euro per fatture superiori a 77,47 euro.

        Cosa succede se il paziente si oppone all’invio al Sistema TS?

        Se il paziente esercita il diritto di opposizione, l’odontoiatra deve annotare l’opposizione in fattura e non trasmettere i dati al Sistema TS. La prestazione non comparerà nella precompilata del paziente, che potrà comunque detrarla allegando la documentazione cartacea alla dichiarazione redditi. È buona prassi conservare evidenza scritta dell’opposizione manifestata.

        Conclusione: affidati al CAF Centro Fiscale

        La fatturazione odontoiatra 2026 richiede attenzione a un quadro normativo complesso: Sistema TS con scadenza annuale al 1° febbraio 2027, divieto SdI permanente per privati, contributi ENPAM Quota A e Quota B, esenzione IVA, marca da bollo e gestione delle opposizioni. Un errore in qualsiasi di questi adempimenti può costare sanzioni significative.

        Hai bisogno di assistenza per la fatturazione odontoiatra 2026, la scelta del regime fiscale o la gestione ENPAM? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza dedicata.

        Giugno 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-29 09:00:002026-05-24 09:38:39Fatturazione Elettronica per Odontoiatri 2026: Differenze dal Dentista, Iscrizione Albo, Sistema TS
        Osteopati, Professionisti Sanitari

        Osteopatia, si aprono le porte del Sistema Sanitario Nazionale: cosa cambia nel 2026

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        L osteopatia compie un passaggio storico: dopo oltre vent anni di attesa, con la legge 3/2018 (legge Lorenzin) e i decreti attuativi giunti tra il 2023 e il 2024, l osteopata è ufficialmente la diciannovesima professione sanitaria italiana. Nel 2026 si entra nella fase operativa: laurea triennale attivata nelle università, albo dedicato all interno dell ordine TSRM-PSTRP, percorso transitorio per chi esercita da anni e progressivo ingresso delle prestazioni osteopatiche nel SSN.

        Il cambiamento ha riflessi importanti anche sul piano fiscale per i contribuenti: le prestazioni rese da un osteopata regolarmente iscritto all elenco speciale ad esaurimento o all albo, sono detraibili al 19% nel modello 730 come spesa sanitaria ed esenti IVA ai sensi dell art. 10 del DPR 633/1972. In questa guida ricostruiamo il quadro normativo aggiornato al 2026, spieghiamo cosa significa concretamente l ingresso dell osteopatia nel SSN e analizziamo gli aspetti fiscali più rilevanti per chi esercita la professione e per chi usufruisce delle prestazioni.

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        Indice dei contenuti

        1. Osteopata professione sanitaria: il quadro normativo
        2. La legge 3/2018 (Lorenzin) e l istituzione della professione
        3. DPCM 25 marzo 2024: il profilo professionale dell osteopata
        4. Ordinamento didattico: la laurea in osteopatia (DM 7 luglio 2023)
        5. Albo TSRM-PSTRP ed elenco speciale ad esaurimento
        6. Le porte aperte del SSN: cosa cambia nel 2026
        7. Detrazione IRPEF 19% sulle prestazioni osteopatiche
        8. Esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie dell osteopata
        9. Tessera sanitaria e invio dati: gli obblighi degli osteopati
        10. Regime fiscale dell osteopata: partita IVA e forfettario
        11. Domande frequenti su osteopatia e SSN

        Osteopata professione sanitaria: il quadro normativo

        L osteopata è oggi una professione sanitaria a tutti gli effetti, riconosciuta dall ordinamento italiano. Si tratta del riconoscimento giuridico più importante mai ottenuto dalla categoria, frutto di un percorso normativo lungo e articolato che si è concluso nel biennio 2023-2024 con i decreti attuativi necessari a rendere operativa la legge istitutiva del 2018.

        Il quadro normativo aggiornato al 2026 poggia su quattro pilastri fondamentali: la legge 3/2018 che ha istituito la professione, il DPCM 25 marzo 2024 che ne ha definito il profilo professionale, il decreto interministeriale 7 luglio 2023 che ha approvato l ordinamento didattico della laurea, e i decreti del Ministero della Salute che disciplinano l iscrizione all elenco speciale ad esaurimento gestito dall ordine TSRM-PSTRP.

        Per il cittadino, questo significa una cosa concreta: rivolgersi a un osteopata regolarmente iscritto al proprio ordine professionale garantisce standard di formazione e responsabilità pari a quelli delle altre professioni sanitarie, con tutte le tutele e i diritti che ne derivano, inclusa la possibilità di detrarre la spesa nella dichiarazione dei redditi.

        La legge 3/2018 (Lorenzin) e l istituzione della professione

        Il punto di partenza è la legge 11 gennaio 2018, n. 3, conosciuta come legge Lorenzin dal nome dell allora Ministro della Salute. Si tratta di un provvedimento ampio in materia di professioni sanitarie e sicurezza delle cure, che all articolo 7 ha individuato espressamente l osteopata e il chiropratico come nuove professioni sanitarie.

        Il comma 1 dell articolo 7 stabilisce che “sono individuate le professioni sanitarie dell osteopata e del chiropratico”. La norma rinvia a successivi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), su proposta del Ministro della Salute di concerto con il Ministro dell Università e della Ricerca, per la definizione dell ambito di attività, delle funzioni caratterizzanti e del titolo abilitante.

        Il lungo iter attuativo (2018-2024)

        Tra la legge istitutiva e la piena attuazione sono passati oltre sei anni. Le tappe principali:

        • 11 gennaio 2018: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 3/2018, articolo 7 sull osteopata.
        • 2019-2022: lavori della commissione tecnica presso il Ministero della Salute per la definizione del profilo.
        • 7 luglio 2023: decreto interministeriale Ministero dell Università – Ministero della Salute che approva l ordinamento didattico della laurea in osteopatia (classe LSNT/2).
        • 25 marzo 2024: DPCM che definisce il profilo professionale dell osteopata, pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
        • 2024-2025: decreti del Ministero della Salute per l istituzione dell elenco speciale ad esaurimento presso l ordine TSRM-PSTRP.
        • 2025-2026: avvio dei corsi di laurea presso le università italiane e prime iscrizioni all albo.

        Il ritardo nell attuazione si spiega con la complessità tecnica del passaggio: definire una nuova professione sanitaria significa stabilire competenze esclusive, percorso formativo universitario, sistema di equipollenza per chi già esercita e regole di iscrizione all ordine. Tutto ciò coinvolge più ministeri e richiede il parere del Consiglio Superiore di Sanità.

        DPCM 25 marzo 2024: il profilo professionale dell osteopata

        Il DPCM 25 marzo 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è il provvedimento che ha finalmente definito il profilo professionale dell osteopata. Si tratta del cuore operativo della riforma: chiarisce cosa fa, come lo fa e con quali limiti l osteopata nel sistema sanitario italiano.

        Cosa fa l osteopata secondo il DPCM

        Il DPCM definisce l osteopatia come una disciplina ad indirizzo salutogenico, basata sul contatto manuale per la valutazione, la prevenzione e l intervento in ambito non farmacologico, non invasivo e non strumentale. L osteopata opera in ambito di alterazioni funzionali, e non interviene su patologie o condizioni che richiedano competenze medico-specialistiche.

        In termini pratici, l osteopata:

        • effettua valutazione e trattamento manuale osteopatico di disfunzioni somatiche;
        • opera in ambito di alterazioni funzionali del sistema neuromuscolo-scheletrico;
        • non formula diagnosi mediche né prescrive farmaci o esami strumentali;
        • indirizza il paziente al medico di medicina generale o allo specialista quando rileva segni di pertinenza medica;
        • opera in autonomia professionale e responsabilità, in regime libero-professionale o nell ambito di strutture sanitarie pubbliche o private.

        Tabella riassuntiva: ambiti dell osteopata

        AmbitoCosa fa l osteopataCosa NON fa
        ValutazioneAnamnesi osteopatica, palpazione, test funzionaliDiagnosi medica, prescrizione esami
        TrattamentoManipolazioni manuali, tecniche miofasciali, viscerali, cranialiTerapie farmacologiche, fisioterapia strumentale
        SettingStudio professionale, struttura sanitaria, ospedale (con convenzione)Attività riservate ai medici (chirurgia, prescrizione farmaci)
        PazientiAdulti, anziani, bambini, donne in gravidanza, sportiviPazienti con patologie acute di pertinenza medica esclusiva

        Ordinamento didattico: la laurea in osteopatia (DM 7 luglio 2023)

        Per esercitare come osteopata in Italia, dal 2026 in poi, occorre una laurea universitaria triennale dedicata. Il decreto interministeriale 7 luglio 2023, emanato congiuntamente dal Ministro dell Università e della Ricerca e dal Ministro della Salute, ha approvato l ordinamento didattico della classe di laurea in Osteopatia, inserita nell ambito delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione (classe LSNT/2).

        Caratteristiche del corso di laurea

        • Durata: 3 anni accademici, articolati in 6 semestri.
        • Crediti: 180 CFU complessivi.
        • Classe di laurea: LSNT/2 – Professioni Sanitarie della Riabilitazione.
        • Titolo conseguito: Dottore in Osteopatia, abilitante all esercizio della professione.
        • Accesso: a numero programmato a livello nazionale (test di ammissione delle professioni sanitarie).
        • Tirocinio: significativa quota di crediti dedicati alla pratica clinica.

        Materie principali del piano di studi

        Il piano formativo combina materie biomediche di base (anatomia, fisiologia, biochimica, patologia generale), discipline cliniche (ortopedia, neurologia, reumatologia, ginecologia, pediatria) e materie caratterizzanti dell osteopatia (principi e tecniche osteopatiche, palpazione, manipolazione vertebrale e periferica, osteopatia viscerale e craniale, ragionamento clinico osteopatico, etica e deontologia).

        Le università che hanno attivato il corso

        I primi corsi di laurea in osteopatia hanno preso avvio nell anno accademico 2024-2025 presso alcune università italiane convenzionate con scuole di osteopatia esistenti. L attivazione progredisce nel triennio 2025-2027, con un numero crescente di sedi e di posti banditi. La laurea ottenuta in Italia abilita direttamente all esercizio e all iscrizione all albo, senza ulteriori esami di Stato.

        Albo TSRM-PSTRP ed elenco speciale ad esaurimento

        Una volta acquisito il titolo, l osteopata deve iscriversi all albo per poter esercitare. Il riferimento è la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP, ovvero l ordine professionale dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, istituito con la legge 3/2018 stessa.

        Due percorsi di iscrizione

        Esistono due modalità di iscrizione, pensate per due platee diverse:

        1. Albo ordinario (nuovi laureati)

        Riservato a chi consegue la laurea triennale in osteopatia dopo l attivazione dei corsi universitari. L iscrizione è automatica su domanda, presentando il titolo abilitante, e dà accesso al pieno esercizio della professione su tutto il territorio nazionale e nell ambito del SSN.

        2. Elenco speciale ad esaurimento (osteopati già operanti)

        È lo strumento di sanatoria per chi esercitava la professione di osteopata prima dell entrata in vigore dei decreti attuativi. La logica è quella di non penalizzare i professionisti che hanno costruito una carriera in assenza di una regolamentazione e che, in molti casi, hanno frequentato scuole private di osteopatia poi non equipollenti alla laurea.

        Per accedere all elenco speciale occorre dimostrare:

        • il possesso di un titolo formativo in osteopatia (diploma di scuola privata, master, ecc.) rilasciato prima della data di apertura dei corsi universitari;
        • oppure, in alternativa, un esercizio professionale documentato per un periodo congruo di tempo, secondo i criteri stabiliti dai decreti del Ministero della Salute;
        • il superamento di una eventuale prova di valutazione, ove prevista dai decreti attuativi specifici.

        L elenco è definito “ad esaurimento” perché, una volta chiuse le iscrizioni con i decreti attuativi specifici, non sarà più possibile entrarvi: chi non si iscrive nei termini perde la possibilità di esercitare in modo regolare se non con la nuova laurea.

        Quanto costa l iscrizione

        L iscrizione all ordine TSRM-PSTRP comporta una tassa annuale variabile per ogni ordine provinciale, generalmente compresa tra 100 e 200 euro l anno. A questa si aggiungono eventuali quote di prima iscrizione una tantum. La quota è deducibile dal reddito professionale per chi esercita come libero professionista.

        Le porte aperte del SSN: cosa cambia nel 2026

        Il riconoscimento dell osteopatia come professione sanitaria apre, almeno in linea di principio, le porte del Sistema Sanitario Nazionale. È la grande novità simbolica del 2026: l osteopatia esce dal limbo delle discipline bionaturali ed entra a tutti gli effetti tra le professioni che possono operare nelle strutture pubbliche del SSN, nelle convenzioni regionali e nei progetti di sanità integrata.

        Cosa significa concretamente

        L ingresso nel SSN non è né automatico né immediato. Significa che:

        • l osteopata può essere assunto o convenzionato da aziende sanitarie locali (ASL), aziende ospedaliere e strutture sanitarie pubbliche o accreditate;
        • le sue prestazioni possono essere inserite nei percorsi assistenziali integrati, soprattutto in ortopedia, riabilitazione, terapia del dolore, ginecologia ostetrica;
        • le Regioni possono attivare specifici progetti sperimentali o convenzioni con osteopati, come già avvenuto in passato in via pionieristica in alcune Regioni;
        • l osteopatia non rientra ancora nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e quindi non è una prestazione “di diritto” coperta dal SSN per tutti i cittadini.

        Il passaggio successivo, atteso negli anni a venire, è l eventuale inclusione di specifiche prestazioni osteopatiche nei LEA: solo a quel punto si potrà parlare di osteopatia come prestazione completamente garantita dal sistema sanitario pubblico, esigibile dal cittadino con l unico costo del ticket. Ad oggi, l accesso passa prevalentemente per il regime libero-professionale e per le polizze sanitarie integrative.

        L impatto sul cittadino

        Per il cittadino utente, l ingresso dell osteopata tra i professionisti sanitari comporta:

        • maggior tutela: il professionista cui ci si rivolge è ora iscritto a un ordine, con codice deontologico, vigilanza disciplinare e copertura assicurativa obbligatoria per la responsabilità professionale;
        • certezza del titolo: la qualifica di osteopata è oggi protetta; chi la usa senza requisiti commette esercizio abusivo della professione;
        • integrazione con altri professionisti sanitari: l osteopata può collaborare formalmente con medici, fisioterapisti e altri sanitari nei percorsi di cura;
        • detraibilità della spesa, come vedremo, alle condizioni previste dalla normativa fiscale.

        Detrazione IRPEF 19% sulle prestazioni osteopatiche

        Il riconoscimento dell osteopata come professione sanitaria ha un effetto immediato e tangibile per i contribuenti: le prestazioni osteopatiche sono spese sanitarie detraibili al 19% dall IRPEF, nel modello 730 o Redditi PF.

        Quando la spesa è detraibile

        La detrazione spetta a condizione che la prestazione sia resa da un osteopata iscritto all albo o all elenco speciale ad esaurimento dell ordine TSRM-PSTRP. La detrazione è disciplinata dall articolo 15, comma 1, lettera c) del TUIR (DPR 917/1986), che ammette in detrazione le spese sanitarie sostenute per “prestazioni rese da medici e da personale sanitario abilitato”.

        Tabella esempio: quanto si risparmia con la detrazione 19%

        Spesa osteopatica annuaFranchigiaBase di calcoloDetrazione IRPEF 19%
        500 euro129,11 euro370,89 eurocirca 70 euro
        800 euro129,11 euro670,89 eurocirca 127 euro
        1.200 euro129,11 euro1.070,89 eurocirca 203 euro
        2.000 euro129,11 euro1.870,89 eurocirca 355 euro

        Attenzione alla franchigia: le spese sanitarie sono detraibili solo per la parte che eccede 129,11 euro complessivi annui (l importo storico della franchigia delle spese sanitarie, in vigore dalla riforma della detrazione). La franchigia si applica una sola volta sul totale di tutte le spese sanitarie sostenute nell anno, non per ogni ricevuta.

        Requisiti pratici per la detrazione

        • Documentazione: ricevuta o fattura del professionista, intestata al contribuente che intende detrarre, con descrizione della prestazione, codice fiscale del professionista e numero di iscrizione all albo.
        • Tracciabilità del pagamento: dal 2020, salvo poche eccezioni (acquisto di farmaci e prestazioni rese da strutture pubbliche/accreditate), le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con metodi tracciabili: bonifico, carta di credito o debito, bancomat, assegni, app di pagamento. Il contante non è ammesso.
        • Limite reddituale: dal 2020 la detrazione del 19% sulle spese sanitarie segue le regole di parametrazione al reddito complessivo previste dall articolo 15, comma 3-bis del TUIR. Sopra 120.000 euro la detrazione si riduce progressivamente; sopra 240.000 euro non spetta più (con alcune eccezioni per farmaci e prestazioni essenziali).

        Come compilare il 730

        Le spese osteopatiche vanno indicate nel Quadro E del modello 730, alla riga E1 (spese sanitarie), sommandole a tutte le altre spese sanitarie dell anno. Il CAF, in fase di compilazione, applica automaticamente la franchigia e calcola la detrazione spettante. Conservare le ricevute per 5 anni a fini di eventuali controlli.

        Esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie dell osteopata

        Sul lato della tassazione IVA, l osteopata iscritto all albo o all elenco speciale beneficia dell esenzione IVA sulle prestazioni sanitarie rese alla persona. Il riferimento è l articolo 10, primo comma, numero 18, del DPR 633/1972, che dichiara esenti dall imposta le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”.

        Cosa cambia rispetto al passato

        Fino al pieno riconoscimento, le prestazioni di un osteopata non sanitario erano soggette ad IVA ordinaria (22%) oppure, in alcuni casi, rientravano in regimi speciali (esenti come attività di benessere, ma con minori tutele). Oggi, una volta iscritto all elenco speciale o all albo, l osteopata applica:

        • esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972 in fattura, con la dicitura “operazione esente IVA ex art. 10, n. 18, DPR 633/72”;
        • marca da bollo da 2 euro sulle ricevute o fatture di importo superiore a 77,47 euro (regola generale per documenti esenti IVA);
        • nessun obbligo di liquidazione IVA a credito o debito sulle prestazioni sanitarie esenti.

        Implicazioni sulla fatturazione

        L osteopata in regime ordinario emette fattura elettronica esente IVA con corretto codice natura N4 (operazioni esenti). L osteopata in regime forfettario, invece, era già esonerato dall IVA per scelta del regime e dal 2024 è tenuto alla fattura elettronica come tutti gli altri forfettari.

        Esempio pratico

        Marco è un osteopata libero professionista, iscritto all elenco speciale. Riceve in studio un paziente per un trattamento osteopatico del costo di 70 euro. Marco emette ricevuta o fattura per 70 euro, senza IVA, indicando l esenzione ex art. 10. Non applica la marca da bollo perché l importo è inferiore a 77,47 euro. Per una seduta successiva da 90 euro, Marco dovrà applicare la marca da bollo da 2 euro (la cui spesa, per legge, può essere addebitata al cliente).

        Tessera sanitaria e invio dati: gli obblighi degli osteopati

        Tra gli obblighi che derivano dal riconoscimento come professione sanitaria c è l invio dei dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria (Sistema TS). È un obbligo che riguarda tutti i professionisti sanitari e che serve per la precompilazione del 730: i dati trasmessi vengono inseriti automaticamente nella dichiarazione precompilata dal contribuente.

        Come funziona l invio

        • l osteopata, una volta iscritto all albo o all elenco speciale, si accredita al portale Sistema TS dell Agenzia delle Entrate-Sogei;
        • trasmette i dati di tutte le prestazioni rese, con codice fiscale del paziente, importo, data e tipologia di pagamento;
        • la trasmissione avviene con scadenze semestrali o annuali a seconda dei provvedimenti annuali dell Agenzia delle Entrate;
        • il paziente può esercitare il diritto di opposizione all invio dei propri dati, se non vuole che la spesa compaia in precompilata.

        Sanzioni in caso di mancato invio

        L omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati al Sistema TS comporta una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un massimo di 50.000 euro per anno, ai sensi del decreto legislativo 175/2014. Sono previste riduzioni significative se la trasmissione corretta avviene entro 60 giorni dalla scadenza.

        Regime fiscale dell osteopata: partita IVA e forfettario

        Sul piano fiscale, l osteopata libero professionista può scegliere tra regime forfettario e regime ordinario semplificato. La scelta dipende da volumi di fatturato, presenza di costi significativi e altre variabili individuali.

        Codice ATECO dell osteopata

        Con la classificazione ATECO 2025 (entrata in vigore dal 1 aprile 2025), le attività sanitarie e di riabilitazione, comprese quelle osteopatiche, sono ricomprese nei codici della sezione Q (Sanità e assistenza sociale). In particolare, l osteopata iscritto all elenco speciale o all albo utilizza un codice ATECO della famiglia 86.90 (“altri servizi di assistenza sanitaria”), con sotto-codice specifico per le professioni della riabilitazione. Il codice esatto può variare in base alla configurazione del singolo studio e va verificato in fase di apertura partita IVA.

        Regime forfettario per l osteopata

        Il regime forfettario, disciplinato dalla legge 190/2014 e successive modifiche, è particolarmente vantaggioso per l osteopata che inizia o per chi ha studi di dimensioni contenute. Caratteristiche per il 2026:

        • limite di ricavi/compensi: 85.000 euro l anno per la permanenza nel regime;
        • uscita immediata se in corso d anno si supera la soglia di 100.000 euro;
        • coefficiente di redditività: 78% per le prestazioni professionali e di servizi (l osteopata applica il 78%, come tutti i professionisti con codice della sezione Q sanità);
        • imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni di attività, se rispettati i requisiti);
        • esonero IVA a prescindere dall iscrizione all albo (il forfettario non addebita IVA in fattura);
        • esonero da ritenuta d acconto sulle fatture emesse;
        • fattura elettronica obbligatoria dal 1 gennaio 2024 anche per i forfettari (senza più soglia minima).

        Contributi previdenziali

        L osteopata, in attesa di una specifica cassa previdenziale, è tenuto all iscrizione alla Gestione Separata INPS. L aliquota contributiva, per il 2026, è del 26,07% per i professionisti privi di altra previdenza obbligatoria, applicata sul reddito imponibile. I contributi versati alla Gestione Separata sono integralmente deducibili dal reddito imponibile, riducendo la base IRPEF (nel regime ordinario) o costituendo unica deduzione possibile (nel regime forfettario).

        Quando rivolgersi al CAF

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può affiancare l osteopata in tutte le fasi:

        • analisi di convenienza tra regime forfettario e ordinario;
        • apertura della partita IVA e iscrizione INPS Gestione Separata;
        • tenuta della contabilità semplificata e adempimenti annuali;
        • predisposizione e invio della dichiarazione dei redditi;
        • per i pazienti, predisposizione del 730 con detrazione delle spese osteopatiche e di tutte le altre spese sanitarie.

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        Domande frequenti su osteopatia e SSN

        L osteopata è davvero una professione sanitaria nel 2026?

        Sì. L osteopata è una professione sanitaria istituita dalla legge 3/2018 (legge Lorenzin), il cui profilo professionale è stato definito dal DPCM 25 marzo 2024. L ordinamento didattico della laurea triennale è stato approvato con decreto interministeriale del 7 luglio 2023. Per esercitare occorre essere iscritti all albo o all elenco speciale ad esaurimento dell ordine TSRM-PSTRP.

        Posso detrarre le sedute di osteopatia nel 730?

        Sì, se la prestazione è resa da un osteopata regolarmente iscritto all albo o all elenco speciale ad esaurimento del TSRM-PSTRP. La detrazione è del 19% sulla parte di spese sanitarie eccedente la franchigia di 129,11 euro complessivi annui. Il pagamento deve essere tracciabile (no contante) e si deve conservare la ricevuta o fattura per 5 anni.

        Le prestazioni osteopatiche sono coperte dal SSN?

        L osteopatia non rientra ancora nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), quindi non è una prestazione coperta universalmente dal SSN per tutti i cittadini. Tuttavia, l osteopata può essere assunto o convenzionato da strutture pubbliche, e singole Regioni o ASL possono attivare percorsi assistenziali che includono l osteopatia. Per ora, l accesso prevalente resta in regime libero-professionale.

        Come si diventa osteopata oggi?

        Dal 2024-2025 il percorso ufficiale per i nuovi osteopati è la laurea triennale in Osteopatia (classe LSNT/2), attivata presso alcune università italiane sulla base del decreto interministeriale 7 luglio 2023. L accesso è a numero programmato, con test di ammissione delle professioni sanitarie. Il titolo abilita all iscrizione all albo TSRM-PSTRP. Chi già esercitava prima dell entrata in vigore dei decreti può iscriversi all elenco speciale ad esaurimento, con criteri specifici di valutazione.

        Le prestazioni osteopatiche pagano IVA?

        No. Una volta iscritto all albo o all elenco speciale, l osteopata applica l esenzione IVA prevista dall articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972. La fattura riporta la dicitura “operazione esente IVA ex art. 10 n. 18 DPR 633/72” e la marca da bollo da 2 euro per importi superiori a 77,47 euro.

        L osteopata deve inviare i dati al Sistema Tessera Sanitaria?

        Sì. Come tutte le professioni sanitarie, l osteopata iscritto all albo o all elenco speciale è tenuto a trasmettere al Sistema TS i dati delle spese sostenute dai pazienti. Questi dati confluiscono nella dichiarazione 730 precompilata e consentono al contribuente di vedersi già inserite in dichiarazione le spese osteopatiche detraibili.

        Posso aprire la partita IVA come osteopata in regime forfettario?

        Sì, il regime forfettario è perfettamente compatibile con l attività di osteopata. Il coefficiente di redditività applicabile è generalmente del 78% (prestazioni di servizi/professionali) e l imposta sostitutiva è del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni in presenza dei requisiti di nuova attività. Per orientarsi nella scelta tra regime forfettario e ordinario semplificato, è utile rivolgersi a un CAF o a un commercialista che valuti la situazione specifica.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarmi?

        Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste sia gli osteopati che esercitano la professione (apertura partita IVA, contabilità, dichiarazioni, gestione adempimenti previdenziali Gestione Separata INPS) sia i pazienti che vogliono detrarre nel 730 le spese sostenute per le prestazioni osteopatiche, controllando la completezza della documentazione e la tracciabilità dei pagamenti.

        Conclusioni: un cambiamento di portata storica

        L apertura delle porte del SSN all osteopatia non è una rivoluzione del giorno per giorno: è l esito di un percorso normativo di sei anni e l inizio di un nuovo capitolo per migliaia di professionisti e per i loro pazienti. La professione è oggi pienamente regolata, l obbligo di iscrizione all albo garantisce standard di formazione e tutela del cittadino, la spesa è detraibile e la fatturazione è ordinata secondo le regole delle altre professioni sanitarie.

        Il prossimo passo, per il quale si lavora già, è l integrazione progressiva di specifiche prestazioni osteopatiche nei LEA e nei percorsi di sanità pubblica: solo allora si potrà dire che l osteopatia è entrata davvero nel SSN come prestazione esigibile dal cittadino. Per il momento, il segnale è chiaro: l osteopatia non è più disciplina di confine, ma professione sanitaria a pieno titolo, con tutti i diritti e gli obblighi che ne derivano.

        Per qualsiasi necessità – apertura partita IVA, scelta del regime fiscale, gestione adempimenti, dichiarazione 730 con detrazioni – il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione di osteopati e pazienti per orientarsi tra norme e adempimenti.

        Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 15:10:272026-09-27 09:16:11Osteopatia, si aprono le porte del Sistema Sanitario Nazionale: cosa cambia nel 2026

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