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Tag Archivio per: rimborso 730

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Rimborsi IRPEF da Modello 730/2026: il calendario dei pagamenti, caso per caso

Dichiarazione dei redditi 730

Indice dei contenuti

  1. Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?
  2. Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’imposta
  3. Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)
  4. Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede
  5. 730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle Entrate
  6. Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e come
  7. Soglie e importi minimi per il rimborso in busta paga
  8. Il rimborso non arriva: cosa fare
  9. Come verificare lo stato del rimborso
  10. Domande frequenti sui rimborsi IRPEF

Hai presentato il Modello 730/2026 e stai aspettando il rimborso IRPEF? Le tempistiche variano sensibilmente in base alla tua situazione: se sei un lavoratore dipendente, un pensionato o un contribuente senza sostituto d’imposta. Questo articolo ti fornisce il calendario completo dei pagamenti caso per caso, con le date ufficiali, le soglie di rimborso diretto e le procedure da seguire se l’accredito non dovesse arrivare nei tempi previsti. Tutte le informazioni sono aggiornate alle normative vigenti per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 2026).

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Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?

Il rimborso IRPEF derivante dal Modello 730 non segue un’unica data fissa: il momento dell’accredito dipende da chi funge da sostituto d’imposta e dalla data in cui il contribuente ha trasmesso la dichiarazione. Il meccanismo e disciplinato dal D.P.R. 600/1973 e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.

Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) riceve i dati del 730 elaborato dal CAF o dal professionista abilitato, effettua i calcoli e riversa nel cedolino stipendio o nel rateo di pensione le somme a credito o a debito del contribuente. Quando invece il contribuente non ha un sostituto d’imposta attivo, entra in gioco l’Agenzia delle Entrate, che eroga il rimborso direttamente sul conto corrente bancario o postale.

I tre scenari principali da conoscere:

  • Lavoratore dipendente con sostituto attivo: il rimborso arriva in busta paga, tipicamente da luglio a dicembre, in base alla data di trasmissione del 730.
  • Pensionato (sostituto INPS o altro ente): il rimborso arriva nel rateo di pensione, con un calendario che parte da agosto.
  • Contribuente senza sostituto o con sostituto non attivo: il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con accredito bancario o postale entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione.

Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’imposta

Per i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF o professionista abilitato, il calendario dei rimborsi segue le scadenze di trasmissione telematica delle dichiarazioni. Il sostituto d’imposta riceve le risultanze entro determinate date e provvede al conguaglio nel cedolino successivo.

Secondo le istruzioni ministeriali e il D.M. 31 maggio 1999 (e successive modifiche), il calendario standard prevede:

Data trasmissione 730 dal CAFMese rimborso in busta pagaNote
Entro il 15 giugno 2026Luglio 2026Cedolino di luglio
Dal 16 al 23 luglio 2026Agosto 2026Cedolino di agosto o settembre
Dal 24 luglio al 15 settembre 2026Settembre 2026Cedolino di settembre
Dal 16 settembre al 15 ottobre 2026Ottobre 2026Cedolino di ottobre
Dal 16 ottobre al 15 novembre 2026Novembre 2026Cedolino di novembre
Dal 16 novembre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Cedolino di dicembre

Importante: il sostituto d’imposta che riceve le risultanze del 730 entro il 30 novembre e tenuto ad effettuare il rimborso (o la trattenuta, in caso di saldo a debito) nella prima retribuzione utile successiva alla ricezione dei dati. Se il credito supera i 4.000 euro, il sostituto puo effettuare i controlli necessari prima di procedere all’erogazione, con possibile slittamento dei tempi.

Nel caso di dichiarazione congiunta, il rimborso viene liquidato al dichiarante principale attraverso il suo sostituto d’imposta, mentre le ritenute aggiuntive eventualmente dovute dal coniuge dichiarante vengono trattenute dal sostituto del coniuge stesso.

Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)

I pensionati che presentano il 730 con l’INPS (o altro ente previdenziale) come sostituto d’imposta seguono un calendario leggermente differente rispetto ai lavoratori dipendenti. L’INPS elabora i dati e riversa il rimborso nel rateo mensile di pensione.

Le date indicative per i pensionati sono:

Data trasmissione 730Mese rimborso nella pensioneNote
Entro il 15 giugno 2026Agosto 2026Rateo agosto (slittamento di 1 mese rispetto ai dipendenti)
Dal 16 al 23 luglio 2026Settembre 2026Rateo settembre
Dal 24 luglio al 15 settembre 2026Ottobre 2026Rateo ottobre
Dal 16 settembre al 15 ottobre 2026Novembre 2026Rateo novembre
Dal 16 ottobre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Rateo dicembre

Lo slittamento di un mese rispetto ai dipendenti e dovuto ai tempi tecnici necessari all’INPS per elaborare le risultanze e aggiungerle al trattamento pensionistico. In caso di credito superiore a 4.000 euro, anche l’INPS puo effettuare verifiche supplementari prima di procedere all’accredito.

Esempio pratico: un pensionato che consegna la documentazione al CAF entro il 10 giugno 2026 ricevera il rimborso IRPEF nel rateo di pensione di agosto 2026. Se invece consegna i documenti il 20 luglio, dovra attendere settembre 2026.

Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede

Una categoria che spesso si trova in difficolta con i rimborsi e quella dei contribuenti che presentano il 730 senza sostituto d’imposta oppure con un sostituto d’imposta che al momento del conguaglio non e piu attivo (ad esempio perche si e cessato il rapporto di lavoro). In questi casi, il meccanismo ordinario non e applicabile e il rimborso segue una procedura alternativa.

Le situazioni piu frequenti che portano a questa condizione sono:

  • Lavoratori che hanno perso il lavoro tra la presentazione del 730 e il periodo del conguaglio (luglio-agosto).
  • Lavoratori con contratti a termine scaduti prima del conguaglio.
  • Contribuenti con redditi da lavoro autonomo occasionale che non hanno un sostituto che trattiene le ritenute d’acconto.
  • Eredi che dichiarano i redditi del de cuius tramite 730.
  • Lavoratori trasferiti all’estero senza un sostituto italiano attivo.

In tutti questi casi, il contribuente deve indicare nel 730 il codice fiscale del sostituto d’imposta che non effettuera il conguaglio (campo apposito nel frontespizio) oppure indicare che non ha un sostituto d’imposta. Il rimborso sara allora erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle Entrate

Quando il sostituto d’imposta non puo effettuare il conguaglio, l’Agenzia delle Entrate riceve le risultanze del 730 direttamente dal CAF o dal professionista e provvede a erogare il rimborso in autonomia. Questa procedura e disciplinata dall’articolo 37, comma 2-bis del D.Lgs. 241/1997.

Il contribuente in questa situazione deve assicurarsi di:

  • Avere un conto corrente bancario o postale intestato (o cointestato) e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi telematici (IBAN).
  • Verificare che l’IBAN sia correttamente registrato nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Rimborsi fiscali”).
  • In mancanza di IBAN comunicato, l’Agenzia delle Entrate invia un vaglia postale all’indirizzo di residenza del contribuente.

Tempistiche: i rimborsi diretti dell’Agenzia delle Entrate vengono elaborati generalmente entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, per crediti di importo significativo o in presenza di anomalie, i tempi possono estendersi fino al primo semestre dell’anno successivo.

Se hai spese mediche detraibili o altre detrazioni rilevanti che generano un credito IRPEF consistente, e particolarmente importante comunicare tempestivamente l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per velocizzare l’accredito.

Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e come

Anche per i contribuenti che hanno un sostituto d’imposta regolarmente attivo, esistono casi in cui il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate anziche attraverso il cedolino. Questo accade quando:

  • Il credito IRPEF e superiore a 4.000 euro e il sostituto ha effettuato i controlli richiesti per legge, decidendo di non anticipare il rimborso.
  • La dichiarazione e stata presentata con 730 precompilato modificato che presenta elementi che richiedono verifica da parte dell’Agenzia.
  • Il sostituto ha comunicato all’Agenzia delle Entrate di non poter effettuare il rimborso entro i termini previsti.

In questi casi, l’Agenzia delle Entrate emette il rimborso entro 6 mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione o, se la dichiarazione e presentata entro tale termine, entro 6 mesi dalla data di presentazione stessa. Il rimborso e accreditato direttamente sul conto corrente del contribuente (se l’IBAN e registrato) o inviato tramite vaglia postale.

Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate:

  • Accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.
  • Tramite il servizio “Rimborsi fiscali” disponibile nell’area riservata.
  • Recandosi presso uno sportello CAF abilitato che puo effettuare la comunicazione in delega.

Il Quadro F del Modello 730 contiene le informazioni sugli acconti gia versati e sui crediti residui: una lettura attenta di questo quadro ti permette di capire anticipatamente se il tuo credito supera le soglie che determinano l’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate.

Soglie e importi minimi per il rimborso in busta paga

Non tutti i crediti IRPEF vengono rimborsati secondo le stesse modalita. La normativa fiscale prevede alcune soglie minime e massime che determinano le modalita e le tempistiche di rimborso.

Crediti fino a 4.000 euro

Per i crediti IRPEF fino a 4.000 euro, il sostituto d’imposta e tenuto a rimborsare l’intera somma direttamente in busta paga (o nel rateo di pensione) secondo il calendario standard. Non sono previsti controlli aggiuntivi e il rimborso avviene automaticamente nel mese di conguaglio.

Crediti superiori a 4.000 euro

Per i crediti superiori a 4.000 euro, l’articolo 1, comma 586 della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilita 2014) e la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 14 maggio 2013 prevedono che il sostituto d’imposta possa sospendere l’erogazione del rimborso per effettuare le verifiche del caso. In questo scenario:

  • Il sostituto comunica la sospensione all’Agenzia delle Entrate entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio.
  • L’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto.
  • In caso di verifiche piu approfondite, i tempi possono estendersi ulteriormente.

Crediti di importo minimo (sotto i 12 euro)

L’articolo 1, comma 1 del D.P.R. n. 542/1999 stabilisce che non si da luogo al rimborso di crediti d’imposta di importo inferiore a 12 euro. Questo importo costituisce la soglia minima sotto la quale il rimborso non viene effettuato ne dal sostituto ne dall’Agenzia delle Entrate. Il credito si azzera senza rimborso.

Il rimborso non arriva: cosa fare

Se il rimborso IRPEF non arriva entro i termini previsti, e necessario seguire una procedura precisa per sbloccare la situazione. Ecco le azioni consigliate in ordine cronologico:

1. Verifica il cedolino paga o il rateo di pensione

Il primo passo e controllare attentamente il proprio cedolino stipendio o il prospetto pensione del mese in cui il rimborso avrebbe dovuto essere accreditato. Il rimborso compare come voce specifica “Conguaglio fiscale a credito” o similare. In alcuni casi e gia stato erogato ma non immediatamente riconoscibile.

2. Contatta il sostituto d’imposta

Se il cedolino non riporta alcun conguaglio positivo, contatta l’ufficio paghe del tuo datore di lavoro o il patronato INPS (se sei pensionato). Chiedi conferma di aver ricevuto il risultato contabile del tuo 730 e di aver effettuato (o pianificato) il conguaglio.

3. Contatta il CAF o il professionista che ha elaborato il 730

Il CAF o il professionista abilitato che ha presentato il tuo 730 puo verificare la data di trasmissione telematica della dichiarazione e confermare che sia avvenuta correttamente. Puo anche verificare se il risultato contabile e stato correttamente trasmesso al sostituto d’imposta.

4. Verifica il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate

Accedendo al Cassetto Fiscale sul portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, puoi visualizzare lo stato del tuo rimborso nella sezione “Rimborsi”. Il sistema mostra se il rimborso e stato emesso, la data prevista di accredito e l’eventuale stato di lavorazione.

5. Presenta istanza di rimborso

Se sono trascorsi tutti i termini previsti e il rimborso non e ancora arrivato, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate tramite:

  • Il modello telematico disponibile nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.
  • Presentazione cartacea presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (quello della provincia di domicilio fiscale).
  • Tramite il proprio CAF con delega all’assistenza post-dichiarativa.

Come verificare lo stato del rimborso

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti diversi strumenti per monitorare lo stato dei rimborsi fiscali in tempo reale. Ecco come utilizzarli:

Area riservata portale Agenzia delle Entrate

Accedendo con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Rimborsi” trovi:

  • L’elenco di tutti i rimborsi richiesti o in elaborazione.
  • Lo stato attuale (in elaborazione, da pagare, pagato).
  • La data prevista o effettiva di accredito.
  • L’eventuale richiesta di integrazione documentale da parte dell’Agenzia.

App IO e Fatture e Corrispettivi

Tramite l’App IO (quella del Governo) e l’app Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, e possibile ricevere notifiche in tempo reale sullo stato del rimborso e sull’accredito bancario, previa registrazione e abbinamento del proprio IBAN.

Numero verde Agenzia delle Entrate

Il numero verde 800.909.696 dell’Agenzia delle Entrate (gratuito da rete fissa) e il 06 96668907 (da cellulare, a pagamento) permettono di parlare con un operatore che puo fornire informazioni sullo stato del proprio rimborso, previa identificazione con codice fiscale.

Il servizio telefonico e attivo dal lunedi al venerdi, dalle 9:00 alle 17:00.

Sportello CAF

Il tuo CAF di riferimento puo effettuare verifiche nell’area riservata in tua delega e comunicarti lo stato del rimborso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio di assistenza post-dichiarativa a tutti i propri assistiti che hanno presentato il 730 tramite il nostro sportello.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Riepilogo: il calendario completo caso per caso

Riepiloghiamo in una tabella unica il calendario completo dei rimborsi IRPEF da 730/2026 per tutti i casi possibili, cosi da avere un riferimento chiaro e immediato:

Tipologia contribuenteSostituto d’impostaData consegna 730Mese rimborso
Lavoratore dipendenteDatore di lavoroEntro 15 giugno 2026Luglio 2026
Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 giugno – 23 luglio 2026Agosto/Settembre 2026
Lavoratore dipendenteDatore di lavoro24 luglio – 15 settembre 2026Settembre 2026
Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 settembre – 15 ottobre 2026Ottobre 2026
Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 ottobre – 30 novembre 2026Novembre/Dicembre 2026
PensionatoINPS/Ente prev.Entro 15 giugno 2026Agosto 2026
PensionatoINPS/Ente prev.16 giugno – 23 luglio 2026Settembre 2026
PensionatoINPS/Ente prev.24 luglio – 30 novembre 2026Ottobre/Dicembre 2026
Senza sostituto / sostituto non attivoAgenzia delle EntrateQualsiasi dataEntro dicembre 2026
Credito > 4.000 euro (qualsiasi)AE (dopo verifica)Qualsiasi dataEntro 6 mesi dalla sospensione

Presentare il Modello 730/2026 il prima possibile, possibilmente entro il 15 giugno, garantisce di ricevere il rimborso nel mese di luglio (per i dipendenti) o agosto (per i pensionati), evitando attese prolungate. Un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a ottimizzare la dichiarazione e a raccogliere tutta la documentazione necessaria per massimizzare le detrazioni e velocizzare i tempi di rimborso.

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Domande Frequenti sui Rimborsi IRPEF dal 730/2026

Quando arriva il rimborso IRPEF per un lavoratore dipendente che consegna il 730 entro giugno?

Un lavoratore dipendente che consegna la documentazione al CAF entro il 15 giugno 2026 riceve il rimborso IRPEF gia nel cedolino paga di luglio 2026. E il caso piu veloce e si ottiene presentando la dichiarazione il prima possibile.

I pensionati ricevono il rimborso 730 nello stesso mese dei lavoratori?

No, i pensionati ricevono il rimborso con uno slittamento di un mese rispetto ai dipendenti. Se un dipendente riceve il conguaglio a luglio, il pensionato lo riceve ad agosto. Questo e dovuto ai tempi tecnici di elaborazione dell’INPS o dell’ente previdenziale sostituto.

Cosa succede se il rimborso supera 4.000 euro?

Se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, il sostituto d’imposta puo sospendere il rimborso e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima effettua le verifiche necessarie e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto. Il rimborso arriva quindi sul conto corrente comunicato all’Agenzia.

Ho perso il lavoro dopo aver presentato il 730: come ricevo il rimborso?

Se al momento del conguaglio non hai piu un sostituto d’imposta attivo, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente. Devi assicurarti di aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia tramite il portale agenziaentrate.gov.it oppure tramite il CAF. Il rimborso arriva generalmente entro dicembre dell’anno di presentazione.

Come posso verificare se l’Agenzia delle Entrate ha gia emesso il mio rimborso?

Puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione Rimborsi. In alternativa, puoi chiamare il numero verde 800.909.696 (gratuito da rete fissa) oppure rivolgerti al CAF che ha elaborato il tuo 730, che puo effettuare la verifica in tua delega.


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I nostri servizi per il Modello 730/2026:

  • Elaborazione dichiarazione dei redditi con verifica di tutte le detrazioni spettanti
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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    Indice dei contenuti

    1. Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?
    2. Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’imposta
    3. Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)
    4. Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede
    5. 730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle Entrate
    6. Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e come
    7. Soglie e importi minimi per il rimborso in busta paga
    8. Il rimborso non arriva: cosa fare
    9. Come verificare lo stato del rimborso
    10. Domande frequenti sui rimborsi IRPEF

    Hai presentato il Modello 730/2026 e stai aspettando il rimborso IRPEF? Le tempistiche variano sensibilmente in base alla tua situazione: se sei un lavoratore dipendente, un pensionato o un contribuente senza sostituto d’imposta. Questo articolo ti fornisce il calendario completo dei pagamenti caso per caso, con le date ufficiali, le soglie di rimborso diretto e le procedure da seguire se l’accredito non dovesse arrivare nei tempi previsti. Tutte le informazioni sono aggiornate alle normative vigenti per l’anno fiscale 2025 (dichiarazione 2026).

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    Quando arriva il rimborso IRPEF dal 730?

    Il rimborso IRPEF derivante dal Modello 730 non segue un’unica data fissa: il momento dell’accredito dipende da chi funge da sostituto d’imposta e dalla data in cui il contribuente ha trasmesso la dichiarazione. Il meccanismo e disciplinato dal D.P.R. 600/1973 e dalle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.

    Il sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) riceve i dati del 730 elaborato dal CAF o dal professionista abilitato, effettua i calcoli e riversa nel cedolino stipendio o nel rateo di pensione le somme a credito o a debito del contribuente. Quando invece il contribuente non ha un sostituto d’imposta attivo, entra in gioco l’Agenzia delle Entrate, che eroga il rimborso direttamente sul conto corrente bancario o postale.

    I tre scenari principali da conoscere:

    • Lavoratore dipendente con sostituto attivo: il rimborso arriva in busta paga, tipicamente da luglio a dicembre, in base alla data di trasmissione del 730.
    • Pensionato (sostituto INPS o altro ente): il rimborso arriva nel rateo di pensione, con un calendario che parte da agosto.
    • Contribuente senza sostituto o con sostituto non attivo: il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, con accredito bancario o postale entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione.

    Calendario rimborsi per dipendenti con sostituto d’imposta

    Per i lavoratori dipendenti che presentano il 730 tramite CAF o professionista abilitato, il calendario dei rimborsi segue le scadenze di trasmissione telematica delle dichiarazioni. Il sostituto d’imposta riceve le risultanze entro determinate date e provvede al conguaglio nel cedolino successivo.

    Secondo le istruzioni ministeriali e il D.M. 31 maggio 1999 (e successive modifiche), il calendario standard prevede:

    Data trasmissione 730 dal CAFMese rimborso in busta pagaNote
    Entro il 15 giugno 2026Luglio 2026Cedolino di luglio
    Dal 16 al 23 luglio 2026Agosto 2026Cedolino di agosto o settembre
    Dal 24 luglio al 15 settembre 2026Settembre 2026Cedolino di settembre
    Dal 16 settembre al 15 ottobre 2026Ottobre 2026Cedolino di ottobre
    Dal 16 ottobre al 15 novembre 2026Novembre 2026Cedolino di novembre
    Dal 16 novembre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Cedolino di dicembre

    Importante: il sostituto d’imposta che riceve le risultanze del 730 entro il 30 novembre e tenuto ad effettuare il rimborso (o la trattenuta, in caso di saldo a debito) nella prima retribuzione utile successiva alla ricezione dei dati. Se il credito supera i 4.000 euro, il sostituto puo effettuare i controlli necessari prima di procedere all’erogazione, con possibile slittamento dei tempi.

    Nel caso di dichiarazione congiunta, il rimborso viene liquidato al dichiarante principale attraverso il suo sostituto d’imposta, mentre le ritenute aggiuntive eventualmente dovute dal coniuge dichiarante vengono trattenute dal sostituto del coniuge stesso.

    Calendario rimborsi per pensionati (INPS sostituto)

    I pensionati che presentano il 730 con l’INPS (o altro ente previdenziale) come sostituto d’imposta seguono un calendario leggermente differente rispetto ai lavoratori dipendenti. L’INPS elabora i dati e riversa il rimborso nel rateo mensile di pensione.

    Le date indicative per i pensionati sono:

    Data trasmissione 730Mese rimborso nella pensioneNote
    Entro il 15 giugno 2026Agosto 2026Rateo agosto (slittamento di 1 mese rispetto ai dipendenti)
    Dal 16 al 23 luglio 2026Settembre 2026Rateo settembre
    Dal 24 luglio al 15 settembre 2026Ottobre 2026Rateo ottobre
    Dal 16 settembre al 15 ottobre 2026Novembre 2026Rateo novembre
    Dal 16 ottobre al 30 novembre 2026Dicembre 2026Rateo dicembre

    Lo slittamento di un mese rispetto ai dipendenti e dovuto ai tempi tecnici necessari all’INPS per elaborare le risultanze e aggiungerle al trattamento pensionistico. In caso di credito superiore a 4.000 euro, anche l’INPS puo effettuare verifiche supplementari prima di procedere all’accredito.

    Esempio pratico: un pensionato che consegna la documentazione al CAF entro il 10 giugno 2026 ricevera il rimborso IRPEF nel rateo di pensione di agosto 2026. Se invece consegna i documenti il 20 luglio, dovra attendere settembre 2026.

    Rimborso 730 senza sostituto d’imposta: cosa succede

    Una categoria che spesso si trova in difficolta con i rimborsi e quella dei contribuenti che presentano il 730 senza sostituto d’imposta oppure con un sostituto d’imposta che al momento del conguaglio non e piu attivo (ad esempio perche si e cessato il rapporto di lavoro). In questi casi, il meccanismo ordinario non e applicabile e il rimborso segue una procedura alternativa.

    Le situazioni piu frequenti che portano a questa condizione sono:

    • Lavoratori che hanno perso il lavoro tra la presentazione del 730 e il periodo del conguaglio (luglio-agosto).
    • Lavoratori con contratti a termine scaduti prima del conguaglio.
    • Contribuenti con redditi da lavoro autonomo occasionale che non hanno un sostituto che trattiene le ritenute d’acconto.
    • Eredi che dichiarano i redditi del de cuius tramite 730.
    • Lavoratori trasferiti all’estero senza un sostituto italiano attivo.

    In tutti questi casi, il contribuente deve indicare nel 730 il codice fiscale del sostituto d’imposta che non effettuera il conguaglio (campo apposito nel frontespizio) oppure indicare che non ha un sostituto d’imposta. Il rimborso sara allora erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    730 senza sostituto attivo: la procedura Agenzia delle Entrate

    Quando il sostituto d’imposta non puo effettuare il conguaglio, l’Agenzia delle Entrate riceve le risultanze del 730 direttamente dal CAF o dal professionista e provvede a erogare il rimborso in autonomia. Questa procedura e disciplinata dall’articolo 37, comma 2-bis del D.Lgs. 241/1997.

    Il contribuente in questa situazione deve assicurarsi di:

    • Avere un conto corrente bancario o postale intestato (o cointestato) e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi telematici (IBAN).
    • Verificare che l’IBAN sia correttamente registrato nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Rimborsi fiscali”).
    • In mancanza di IBAN comunicato, l’Agenzia delle Entrate invia un vaglia postale all’indirizzo di residenza del contribuente.

    Tempistiche: i rimborsi diretti dell’Agenzia delle Entrate vengono elaborati generalmente entro il mese di dicembre dell’anno di presentazione della dichiarazione. Tuttavia, per crediti di importo significativo o in presenza di anomalie, i tempi possono estendersi fino al primo semestre dell’anno successivo.

    Se hai spese mediche detraibili o altre detrazioni rilevanti che generano un credito IRPEF consistente, e particolarmente importante comunicare tempestivamente l’IBAN all’Agenzia delle Entrate per velocizzare l’accredito.

    Rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate: quando e come

    Anche per i contribuenti che hanno un sostituto d’imposta regolarmente attivo, esistono casi in cui il rimborso e erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate anziche attraverso il cedolino. Questo accade quando:

    • Il credito IRPEF e superiore a 4.000 euro e il sostituto ha effettuato i controlli richiesti per legge, decidendo di non anticipare il rimborso.
    • La dichiarazione e stata presentata con 730 precompilato modificato che presenta elementi che richiedono verifica da parte dell’Agenzia.
    • Il sostituto ha comunicato all’Agenzia delle Entrate di non poter effettuare il rimborso entro i termini previsti.

    In questi casi, l’Agenzia delle Entrate emette il rimborso entro 6 mesi dalla scadenza del termine di presentazione della dichiarazione o, se la dichiarazione e presentata entro tale termine, entro 6 mesi dalla data di presentazione stessa. Il rimborso e accreditato direttamente sul conto corrente del contribuente (se l’IBAN e registrato) o inviato tramite vaglia postale.

    Come comunicare l’IBAN all’Agenzia delle Entrate:

    • Accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS.
    • Tramite il servizio “Rimborsi fiscali” disponibile nell’area riservata.
    • Recandosi presso uno sportello CAF abilitato che puo effettuare la comunicazione in delega.

    Il Quadro F del Modello 730 contiene le informazioni sugli acconti gia versati e sui crediti residui: una lettura attenta di questo quadro ti permette di capire anticipatamente se il tuo credito supera le soglie che determinano l’intervento diretto dell’Agenzia delle Entrate.

    Soglie e importi minimi per il rimborso in busta paga

    Non tutti i crediti IRPEF vengono rimborsati secondo le stesse modalita. La normativa fiscale prevede alcune soglie minime e massime che determinano le modalita e le tempistiche di rimborso.

    Crediti fino a 4.000 euro

    Per i crediti IRPEF fino a 4.000 euro, il sostituto d’imposta e tenuto a rimborsare l’intera somma direttamente in busta paga (o nel rateo di pensione) secondo il calendario standard. Non sono previsti controlli aggiuntivi e il rimborso avviene automaticamente nel mese di conguaglio.

    Crediti superiori a 4.000 euro

    Per i crediti superiori a 4.000 euro, l’articolo 1, comma 586 della Legge n. 147/2013 (Legge di Stabilita 2014) e la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 14 maggio 2013 prevedono che il sostituto d’imposta possa sospendere l’erogazione del rimborso per effettuare le verifiche del caso. In questo scenario:

    • Il sostituto comunica la sospensione all’Agenzia delle Entrate entro il termine di effettuazione delle operazioni di conguaglio.
    • L’Agenzia delle Entrate effettua le verifiche e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto.
    • In caso di verifiche piu approfondite, i tempi possono estendersi ulteriormente.

    Crediti di importo minimo (sotto i 12 euro)

    L’articolo 1, comma 1 del D.P.R. n. 542/1999 stabilisce che non si da luogo al rimborso di crediti d’imposta di importo inferiore a 12 euro. Questo importo costituisce la soglia minima sotto la quale il rimborso non viene effettuato ne dal sostituto ne dall’Agenzia delle Entrate. Il credito si azzera senza rimborso.

    Il rimborso non arriva: cosa fare

    Se il rimborso IRPEF non arriva entro i termini previsti, e necessario seguire una procedura precisa per sbloccare la situazione. Ecco le azioni consigliate in ordine cronologico:

    1. Verifica il cedolino paga o il rateo di pensione

    Il primo passo e controllare attentamente il proprio cedolino stipendio o il prospetto pensione del mese in cui il rimborso avrebbe dovuto essere accreditato. Il rimborso compare come voce specifica “Conguaglio fiscale a credito” o similare. In alcuni casi e gia stato erogato ma non immediatamente riconoscibile.

    2. Contatta il sostituto d’imposta

    Se il cedolino non riporta alcun conguaglio positivo, contatta l’ufficio paghe del tuo datore di lavoro o il patronato INPS (se sei pensionato). Chiedi conferma di aver ricevuto il risultato contabile del tuo 730 e di aver effettuato (o pianificato) il conguaglio.

    3. Contatta il CAF o il professionista che ha elaborato il 730

    Il CAF o il professionista abilitato che ha presentato il tuo 730 puo verificare la data di trasmissione telematica della dichiarazione e confermare che sia avvenuta correttamente. Puo anche verificare se il risultato contabile e stato correttamente trasmesso al sostituto d’imposta.

    4. Verifica il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate

    Accedendo al Cassetto Fiscale sul portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, puoi visualizzare lo stato del tuo rimborso nella sezione “Rimborsi”. Il sistema mostra se il rimborso e stato emesso, la data prevista di accredito e l’eventuale stato di lavorazione.

    5. Presenta istanza di rimborso

    Se sono trascorsi tutti i termini previsti e il rimborso non e ancora arrivato, puoi presentare una istanza di rimborso all’Agenzia delle Entrate tramite:

    • Il modello telematico disponibile nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate.
    • Presentazione cartacea presso il competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate (quello della provincia di domicilio fiscale).
    • Tramite il proprio CAF con delega all’assistenza post-dichiarativa.

    Come verificare lo stato del rimborso

    L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti diversi strumenti per monitorare lo stato dei rimborsi fiscali in tempo reale. Ecco come utilizzarli:

    Area riservata portale Agenzia delle Entrate

    Accedendo con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, nella sezione “Rimborsi” trovi:

    • L’elenco di tutti i rimborsi richiesti o in elaborazione.
    • Lo stato attuale (in elaborazione, da pagare, pagato).
    • La data prevista o effettiva di accredito.
    • L’eventuale richiesta di integrazione documentale da parte dell’Agenzia.

    App IO e Fatture e Corrispettivi

    Tramite l’App IO (quella del Governo) e l’app Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, e possibile ricevere notifiche in tempo reale sullo stato del rimborso e sull’accredito bancario, previa registrazione e abbinamento del proprio IBAN.

    Numero verde Agenzia delle Entrate

    Il numero verde 800.909.696 dell’Agenzia delle Entrate (gratuito da rete fissa) e il 06 96668907 (da cellulare, a pagamento) permettono di parlare con un operatore che puo fornire informazioni sullo stato del proprio rimborso, previa identificazione con codice fiscale.

    Il servizio telefonico e attivo dal lunedi al venerdi, dalle 9:00 alle 17:00.

    Sportello CAF

    Il tuo CAF di riferimento puo effettuare verifiche nell’area riservata in tua delega e comunicarti lo stato del rimborso. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio di assistenza post-dichiarativa a tutti i propri assistiti che hanno presentato il 730 tramite il nostro sportello.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Riepilogo: il calendario completo caso per caso

    Riepiloghiamo in una tabella unica il calendario completo dei rimborsi IRPEF da 730/2026 per tutti i casi possibili, cosi da avere un riferimento chiaro e immediato:

    Tipologia contribuenteSostituto d’impostaData consegna 730Mese rimborso
    Lavoratore dipendenteDatore di lavoroEntro 15 giugno 2026Luglio 2026
    Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 giugno – 23 luglio 2026Agosto/Settembre 2026
    Lavoratore dipendenteDatore di lavoro24 luglio – 15 settembre 2026Settembre 2026
    Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 settembre – 15 ottobre 2026Ottobre 2026
    Lavoratore dipendenteDatore di lavoro16 ottobre – 30 novembre 2026Novembre/Dicembre 2026
    PensionatoINPS/Ente prev.Entro 15 giugno 2026Agosto 2026
    PensionatoINPS/Ente prev.16 giugno – 23 luglio 2026Settembre 2026
    PensionatoINPS/Ente prev.24 luglio – 30 novembre 2026Ottobre/Dicembre 2026
    Senza sostituto / sostituto non attivoAgenzia delle EntrateQualsiasi dataEntro dicembre 2026
    Credito > 4.000 euro (qualsiasi)AE (dopo verifica)Qualsiasi dataEntro 6 mesi dalla sospensione

    Presentare il Modello 730/2026 il prima possibile, possibilmente entro il 15 giugno, garantisce di ricevere il rimborso nel mese di luglio (per i dipendenti) o agosto (per i pensionati), evitando attese prolungate. Un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine puo aiutarti a ottimizzare la dichiarazione e a raccogliere tutta la documentazione necessaria per massimizzare le detrazioni e velocizzare i tempi di rimborso.

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    Domande Frequenti sui Rimborsi IRPEF dal 730/2026

    Quando arriva il rimborso IRPEF per un lavoratore dipendente che consegna il 730 entro giugno?

    Un lavoratore dipendente che consegna la documentazione al CAF entro il 15 giugno 2026 riceve il rimborso IRPEF gia nel cedolino paga di luglio 2026. E il caso piu veloce e si ottiene presentando la dichiarazione il prima possibile.

    I pensionati ricevono il rimborso 730 nello stesso mese dei lavoratori?

    No, i pensionati ricevono il rimborso con uno slittamento di un mese rispetto ai dipendenti. Se un dipendente riceve il conguaglio a luglio, il pensionato lo riceve ad agosto. Questo e dovuto ai tempi tecnici di elaborazione dell’INPS o dell’ente previdenziale sostituto.

    Cosa succede se il rimborso supera 4.000 euro?

    Se il credito IRPEF supera i 4.000 euro, il sostituto d’imposta puo sospendere il rimborso e comunicarlo all’Agenzia delle Entrate. Quest’ultima effettua le verifiche necessarie e, se non emergono irregolarita, eroga direttamente il rimborso entro 6 mesi dalla comunicazione del sostituto. Il rimborso arriva quindi sul conto corrente comunicato all’Agenzia.

    Ho perso il lavoro dopo aver presentato il 730: come ricevo il rimborso?

    Se al momento del conguaglio non hai piu un sostituto d’imposta attivo, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul tuo conto corrente. Devi assicurarti di aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia tramite il portale agenziaentrate.gov.it oppure tramite il CAF. Il rimborso arriva generalmente entro dicembre dell’anno di presentazione.

    Come posso verificare se l’Agenzia delle Entrate ha gia emesso il mio rimborso?

    Puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del portale agenziaentrate.gov.it con SPID, CIE o CNS, nella sezione Rimborsi. In alternativa, puoi chiamare il numero verde 800.909.696 (gratuito da rete fissa) oppure rivolgerti al CAF che ha elaborato il tuo 730, che puo effettuare la verifica in tua delega.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutte le fasi della dichiarazione dei redditi: dalla raccolta documenti alla trasmissione telematica, fino alla verifica dei rimborsi IRPEF.

    I nostri servizi per il Modello 730/2026:

    • Elaborazione dichiarazione dei redditi con verifica di tutte le detrazioni spettanti
    • Assistenza per contribuenti senza sostituto e comunicazione IBAN ad Agenzia delle Entrate
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    • Gestione spese detraibili: mediche, universitarie, ristrutturazioni, mutui

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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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      robert poletto
      17/07/2026
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      Fantastici
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      16/07/2026
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      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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      Maggio 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni

      Dichiarazione dei redditi 730

      Il 730 congiunto 2026 è uno strumento fiscale potente che molte coppie non sfruttano al massimo: presentare un’unica dichiarazione dei redditi per entrambi i coniugi non significa solo semplificare la burocrazia, ma può significare rimborsi più rapidi, detrazioni ottimizzate e un risparmio fiscale concreto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sul 730 congiunto 2026: chi può presentarlo, come funzionano i rimborsi in busta paga, come ripartire correttamente le detrazioni tra i coniugi e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere nemmeno un euro.

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      Indice dei contenuti

      1. Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo
      2. Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene
      3. Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente
      4. Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta
      5. Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente
      6. Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto
      7. Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli
      8. Quando NON conviene il 730 congiunto
      9. Scadenze 730/2026: le date da non perdere
      10. Domande frequenti sul 730 congiunto

      Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo

      Il 730 congiunto 2026 è la modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi che consente a due coniugi o partner di un’unione civile di inviare un’unica dichiarazione per entrambi, anziché due separate. In pratica, uno dei due svolge il ruolo di dichiarante e l’altro quello di coniuge dichiarante: il dichiarante è il soggetto principale che firma la dichiarazione, mentre il coniuge dichiarante è colui i cui redditi e detrazioni confluiscono nella stessa dichiarazione.

      Per poter presentare il 730/2026 in forma congiunta, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali. Prima di tutto, i coniugi non devono essere legalmente separati: le coppie con separazione legale o divorzio non possono utilizzare questa modalità, anche se continuano a vivere insieme. In secondo luogo, almeno uno dei due coniugi deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che possa effettuare le operazioni di conguaglio. Infine, entrambi i coniugi devono rientrare tra i soggetti che possono presentare il modello 730 (lavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori, percettori di redditi assimilati).

      Un aspetto spesso ignorato riguarda le unioni civili: dal 2016, anche i partner uniti civilmente ai sensi della Legge Cirinnà (Legge 76/2016) hanno diritto a presentare il 730 congiunto, con le stesse modalità e gli stessi vantaggi riconosciuti ai coniugi. Non rientrano invece in questa categoria le coppie di fatto (conviventi non sposati e non uniti civilmente), che devono necessariamente presentare dichiarazioni separate.

      Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene

      Scegliere il 730 congiunto 2026 offre una serie di vantaggi concreti che vanno ben oltre la semplice comodità di presentare un solo documento. Il beneficio più immediato è la semplificazione burocratica: una sola pratica, un solo appuntamento al CAF, un solo controllo finale. Ma i vantaggi reali riguardano soprattutto la gestione dei rimborsi e delle detrazioni.

      Il primo grande vantaggio è la possibilità di trasferire le detrazioni che un coniuge non riesce a utilizzare completamente all’altro. Immaginiamo che Marco abbia spese mediche per 3.000 euro e un reddito molto basso: le detrazioni fiscali derivanti da queste spese potrebbero non essere completamente sfruttabili dalla sua dichiarazione individuale, perché l’imposta lorda risultante è troppo bassa. Con il 730 congiunto, quelle detrazioni possono essere attribuite in parte o integralmente a Lucia, il cui reddito più elevato permette di recuperare l’intero beneficio fiscale.

      Un secondo vantaggio riguarda le spese sostenute in modo indiviso: con il 730 congiunto è più semplice gestire spese come la ristrutturazione edilizia, i pagamenti per il bonus mobili o le spese condominiali, che spesso sono intestate a uno solo dei coniugi ma sostenute da entrambi. Infine, in caso di rimborso fiscale, il meccanismo del conguaglio in busta paga garantisce tempi più rapidi rispetto al rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

      Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente

      Uno degli aspetti più attesi dai contribuenti che presentano il 730 congiunto 2026 è il rimborso fiscale in busta paga. Questo meccanismo, detto conguaglio fiscale, è uno dei principali vantaggi del modello 730 rispetto al modello Redditi PF: invece di aspettare che l’Agenzia delle Entrate eroghi il rimborso direttamente sul conto corrente (operazione che può richiedere molti mesi), il rimborso viene anticipato dal sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione.

      Ecco come funziona nel dettaglio: dopo la trasmissione della dichiarazione da parte del CAF o del sostituto d’imposta (entro il 30 settembre 2026 per il 730 ordinario), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e trasmette al sostituto d’imposta i risultati contabili. Il sostituto è poi obbligato a effettuare il conguaglio fiscale nel cedolino paga di luglio (per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 giugno) o nel cedolino di settembre o ottobre (per le dichiarazioni trasmesse a luglio-settembre). I pensionati, invece, ricevono il rimborso nel cedolino della pensione solitamente nei mesi di agosto o settembre.

      Nel caso del 730 congiunto, il rimborso o il debito vengono attribuiti esclusivamente al dichiarante principale (non al coniuge dichiarante), ed è il datore di lavoro o l’ente pensionistico del dichiarante che opera il conguaglio. Per questo motivo, nella scelta di chi deve fare da dichiarante è spesso conveniente indicare il coniuge che ha un reddito più elevato e stabile, in modo da garantire un conguaglio più rapido e sicuro. Un altro fattore da considerare è la capienza dell’imposta: se il rimborso atteso è molto elevato, è meglio che il dichiarante sia colui il cui sostituto d’imposta è in grado di gestire importi maggiori senza difficoltà di liquidità.

      Se il conguaglio positivo (rimborso) non viene erogato entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione, il contribuente può segnalare il ritardo al datore di lavoro e, in caso di persistente inadempienza, rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’intermediario (CAF o sostituto d’imposta) che ha trasmesso la dichiarazione può verificare lo stato di elaborazione attraverso i canali telematici dell’Agenzia.

      Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta

      Una situazione molto comune riguarda le coppie in cui uno dei due coniugi non ha un sostituto d’imposta: ad esempio, un lavoratore autonomo senza sostituto, un libero professionista, una persona che ha perso il lavoro di recente, oppure chi percepisce solo redditi fondiari o da capitale. In questi casi è comunque possibile presentare il 730 congiunto 2026, ma occorre fare attenzione alle regole specifiche che regolano i rimborsi.

      Se il coniuge dichiarante (quello che affianca il dichiarante principale) non ha un sostituto d’imposta, non è un problema: il conguaglio fiscale viene comunque effettuato dal sostituto del dichiarante principale, che è l’unico soggetto da cui passa il flusso dei rimborsi e dei versamenti. Il reddito e le detrazioni del coniuge dichiarante senza sostituto confluiscono comunque nella dichiarazione unica, ma sono le operazioni di conguaglio del dichiarante principale a fare da “veicolo” per erogare o recuperare le somme.

      Il discorso cambia, invece, se è il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta. In questo caso, il 730 congiunto non può essere presentato nella forma ordinaria con conguaglio in busta paga: il contribuente dovrà presentare il modello Redditi PF (ex modello Unico) e il rimborso, se spettante, sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi in questo caso sono più lunghi: mediamente dai 4 ai 12 mesi dalla trasmissione della dichiarazione, anche se l’Agenzia delle Entrate ha progressivamente accelerato i tempi di liquidazione grazie all’automazione dei controlli.

      Un caso particolare riguarda i contribuenti che durante l’anno hanno perso il lavoro e non hanno un nuovo sostituto d’imposta al momento della presentazione della dichiarazione. In questa situazione, il 730 può comunque essere presentato tramite il CAF, ma l’eventuale rimborso non potrà essere erogato in busta paga: sarà necessario indicare un IBAN valido nel modello 730, e l’Agenzia delle Entrate provvederà al rimborso diretto. Il CAF Centro Fiscale segue ogni anno centinaia di contribuenti in questa situazione, garantendo la corretta compilazione della dichiarazione e il monitoraggio dei tempi di rimborso.

      Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente

      La corretta gestione delle detrazioni fiscali è il cuore strategico del 730 congiunto 2026. La regola generale stabilita dall’Agenzia delle Entrate è che ogni detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto effettivamente la spesa o al cui nome è intestata la fattura o il documento di spesa. Tuttavia, nella pratica esistono molte situazioni in cui la ripartizione può essere ottimizzata a favore di entrambi i coniugi.

      Regola del sostenimento della spesa

      La regola del sostenimento della spesa significa che la detrazione spetta a chi ha effettivamente pagato, indipendentemente dall’intestazione della ricevuta o della fattura. Se la ricevuta è intestata a uno dei coniugi ma il pagamento è stato effettuato dall’altro (ad esempio con il bancomat del partner), la detrazione in linea di principio spetta a chi ha sostenuto la spesa. In pratica, per le spese pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat), è possibile dimostrare chi ha effettivamente pagato e attribuire la detrazione alla persona corretta.

      Per le spese mediche, la regola è che la detrazione del 19% spetta alla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se i due coniugi hanno spese sanitarie separate, ciascuno le porta in detrazione sulla propria quota del 730 congiunto. Se invece le spese mediche sono intestate a un familiare a carico (ad esempio un figlio), possono essere portate in detrazione dal coniuge con il reddito più alto, oppure ripartite tra entrambi nella percentuale più conveniente.

      Detrazioni per i figli a carico

      Un capitolo a parte meritano le detrazioni per figli a carico. A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico. Restano tuttavia le detrazioni per figli da 21 anni in su (se a carico del nucleo familiare), che nel 730 congiunto 2026 si attribuiscono nella misura del 50% a ciascun coniuge oppure nella misura del 100% al coniuge con il reddito più elevato, se questo risulta più conveniente. La scelta va effettuata tenendo conto della capienza d’imposta di ciascun coniuge: se uno dei due ha un’imposta lorda molto bassa, potrebbe non riuscire a sfruttare completamente la propria quota di detrazione, e in quel caso è meglio concentrare tutto sul coniuge capiente.

      Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto

      Il 730/2026 congiunto permette di gestire una gamma molto ampia di spese detraibili. Vediamo le principali categorie, con le regole specifiche per la ripartizione tra i coniugi.

      Spese sanitarie e mediche

      Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro (solo per le spese del contribuente; per le spese dei familiari a carico non si applica la franchigia, e la detrazione del 19% è piena). Rientrano nelle spese mediche detraibili: visite specialistiche, esami di laboratorio, farmaci con ricetta medica, acquisto di dispositivi medici (occhiali, protesi, apparecchi acustici), spese odontoiatriche, interventi chirurgici e degenze ospedaliere. Dal 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat), ad eccezione dei farmaci e dei ticket sanitari del SSN.

      Mutuo per l’abitazione principale

      Gli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 4.000 euro annui (detrazione massima: 760 euro l’anno). Nel 730 congiunto, questa detrazione spetta ai coniugi nella proporzione degli interessi effettivamente pagati da ciascuno: se il mutuo è intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%; se è intestato a uno solo (ma l’altro è proprietario dell’immobile), la detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo. Fanno eccezione i coniugi in cui uno dei due è “fiscalmente a carico” dell’altro: in quel caso, l’intestatario del mutuo può detrarre anche la quota dell’altro.

      Ristrutturazioni edilizie e Superbonus residui

      Le spese per la ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazione al 50%) e i residui del Superbonus 110% ancora in detrazione sono tra le voci più significative del 730/2026. Per le ristrutturazioni, la detrazione del 50% (fino a un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se la spesa è stata sostenuta congiuntamente da entrambi i coniugi, ciascuno porta in detrazione la propria quota. Per il Superbonus, i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2023 con SAL hanno consentito detrazioni ancora fruibili nel 730/2026 sotto forma di quote residue: è importante verificare con attenzione l’intestazione dei bonifici e delle fatture per attribuire correttamente le quote tra i coniugi.

      Bonus mobili e grandi elettrodomestici

      Il bonus mobili 2026 consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (A o superiore per forni e lavastoviglie, E o superiore per lavatrice e frigorifero), a condizione che le spese siano collegate a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato nel 2025 o nel 2026. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2026 è di 5.000 euro, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 quote annuali. Nel 730 congiunto, la detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa e che ha avviato i lavori di ristrutturazione.

      Spese per l’istruzione dei figli

      Le spese per l’istruzione (rette di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, università) danno diritto a detrazioni fiscali specifiche. Per gli asili nido, la detrazione è del 19% su un massimo di 632 euro per figlio. Per le scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private parificate), la detrazione è del 19% su un massimo di 800 euro per studente. Per le università, la detrazione riguarda le tasse di iscrizione, con un limite legato al corrispondente importo delle tasse universitarie statali. Nel 730 congiunto, queste spese si attribuiscono al coniuge che le ha effettivamente pagate, oppure vengono ripartite secondo la convenienza fiscale.

      Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli

      La complessità del 730 congiunto 2026 si traduce purtroppo in una serie di errori ricorrenti che possono costare rimborsi persi o, peggio, accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti che i consulenti del CAF Centro Fiscale si trovano a correggere ogni anno.

      Il primo e più comune errore è l’errata attribuzione delle detrazioni: molte coppie attribuiscono le spese mediche o le rate del mutuo al coniuge sbagliato, senza considerare quale dei due abbia la capienza fiscale sufficiente per sfruttarle completamente. Il risultato è che una parte delle detrazioni va sprecata, riducendo il rimborso finale. Un secondo errore frequente riguarda le spese non tracciabili: dal 2020, le spese sanitarie pagate in contanti (ad eccezione dei farmaci) non danno diritto alla detrazione del 19%. Molti contribuenti continuano a indicare queste spese in dichiarazione, esponendosi a contestazioni in sede di controllo formale.

      Un terzo errore riguarda la dichiarazione del coniuge a carico: se uno dei coniugi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni), può essere considerato “a carico” dell’altro ai fini delle detrazioni per familiari a carico. In questo caso, il coniuge capiente può detrarre una quota aggiuntiva, ma l’importo varia in base al reddito del coniuge a carico e al reddito complessivo del dichiarante. Sbagliare questa compilazione porta a detrazioni non spettanti o, viceversa, a perdere detrazioni legittime. Infine, un errore molto frequente riguarda la scelta sbagliata di chi fa da dichiarante principale: se il dichiarante ha un reddito troppo basso per supportare il conguaglio del debito eventuale, il sostituto d’imposta potrebbe avere difficoltà a trattenere le somme dovute, con conseguenti irregolarità nel cedolino paga.

      Quando NON conviene il 730 congiunto

      Sebbene il 730 congiunto 2026 offra numerosi vantaggi, esistono situazioni in cui la scelta di presentare dichiarazioni separate risulta più conveniente o addirittura obbligatoria. Conoscere questi casi aiuta a fare la scelta giusta fin dall’inizio, evitando errori difficili da correggere.

      Il caso più ovvio è quello della separazione legale o del divorzio: i coniugi separati legalmente non possono presentare il 730 congiunto, anche se la separazione è recente e i due continuano a vivere nello stesso domicilio. La data di riferimento per verificare lo stato civile è il 31 dicembre dell’anno di imposta (per il 730/2026 si fa riferimento al 31 dicembre 2025): se a quella data la separazione era già in atto, le dichiarazioni devono essere necessariamente separate.

      Un secondo caso in cui il 730 congiunto non conviene riguarda le situazioni in cui entrambi i coniugi hanno debiti fiscali significativi: nel 730 congiunto, il debito complessivo viene addebitato al dichiarante principale tramite il suo sostituto d’imposta. Se il debito è molto elevato, potrebbe essere preferibile presentare dichiarazioni separate per diluire i versamenti. Analogamente, se uno dei coniugi ha crediti da precedenti dichiarazioni già in fase di rimborso, la presentazione del 730 congiunto potrebbe creare complicazioni nella gestione di quei crediti pregressi.

      Infine, il 730 congiunto può non essere la scelta giusta quando uno dei coniugi è un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta e deve presentare il modello Redditi PF per altri redditi non compatibili con il modello 730 (ad esempio plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, redditi da impresa, ecc.). In questi casi, anche l’altro coniuge che potrebbe presentare il 730 potrebbe valutare la convenienza di presentare il modello Redditi PF in forma congiunta, se disponibile, oppure separatamente.

      Scadenze 730/2026: le date da non perdere

      Rispettare le scadenze del 730/2026 è fondamentale per non perdere i rimborsi in busta paga a luglio e per evitare sanzioni. Il calendario fiscale 2026 prevede le seguenti date chiave per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

      Il 730 precompilato è reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate sul portale online a partire dal 30 aprile 2026. Dalla stessa data, è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure delegarne la gestione al CAF. La presentazione diretta del 730 precompilato da parte del contribuente (senza intermediari) è possibile fino al 30 settembre 2026.

      Per chi si affida al CAF o al sostituto d’imposta per la presentazione del 730 ordinario (non precompilato), le scadenze sono le seguenti:

      • Entro il 30 giugno 2026: presentazione al CAF per garantire il conguaglio nel cedolino di luglio (la scadenza più conveniente per chi si aspetta un rimborso)
      • Dal 1° luglio al 31 agosto 2026: il sostituto d’imposta effettua il conguaglio nel cedolino di settembre o di ottobre
      • Entro il 30 settembre 2026: termine ultimo assoluto per la presentazione del 730 (sia precompilato che tramite CAF)

      I pensionati che ricevono il rimborso tramite INPS seguono un calendario leggermente diverso: le dichiarazioni presentate entro fine giugno vengono conguagliate nel cedolino di agosto, mentre quelle presentate tra luglio e settembre vengono conguagliate a novembre-dicembre. Chi non presenta il 730 entro il 30 settembre 2026 perde la possibilità di utilizzare questo modello per l’anno di imposta 2025 e deve ricorrere alla dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF, con scadenza al 31 ottobre 2026 (per la presentazione telematica).

      Tabella riepilogativa scadenze 730/2026

      DataEventoRimborso in busta paga
      30 aprile 2026Disponibile il 730 precompilato–
      30 giugno 2026Scadenza per rimborso a luglio (via CAF)Luglio 2026
      31 agosto 2026Secondo termine intermedioSettembre/Ottobre 2026
      30 settembre 2026Termine ultimo assoluto 730Novembre/Dicembre 2026
      31 ottobre 2026Termine Modello Redditi PF (telematico)Rimborso diretto AdE

      La raccomandazione del CAF Centro Fiscale è sempre quella di presentare la dichiarazione il prima possibile, idealmente entro fine giugno, per ricevere il conguaglio positivo già a luglio. Ogni mese di ritardo nella presentazione significa attendere un mese in più per il rimborso, che nel frattempo continua a giacere “congelato” senza interessi.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione: ottimizza il tuo 730 congiunto con il CAF

      Il 730 congiunto 2026 è uno strumento potente nelle mani di chi lo sa usare correttamente. La corretta ripartizione delle detrazioni fiscali, la scelta ottimale del dichiarante principale, la gestione delle spese per figli a carico e il rispetto delle scadenze sono tutti elementi che possono fare la differenza di centinaia o addirittura di migliaia di euro nel rimborso finale. Affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale di Udine significa non lasciare nulla al caso: ogni detrazione viene verificata, ogni spesa analizzata per trovare la soluzione fiscalmente più conveniente per la tua famiglia, sia in ufficio che online da tutta Italia.

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      Domande frequenti sul 730 congiunto 2026

      Chi puo presentare il 730 congiunto 2026?

      Il 730 congiunto puo essere presentato dai coniugi non legalmente separati e dai partner di unioni civili registrate (ai sensi della Legge 76/2016). Almeno uno dei due deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Le coppie di fatto (conviventi non sposati) non possono presentare il 730 congiunto.

      Quando arriva il rimborso del 730 congiunto?

      Se la dichiarazione viene presentata entro il 30 giugno 2026, il rimborso (conguaglio positivo) arriva in busta paga a luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate tra luglio e agosto, il rimborso arriva a settembre-ottobre. Per quelle di settembre, a novembre-dicembre. I pensionati ricevono il rimborso nel cedolino della pensione di agosto (per dichiarazioni entro giugno) o di novembre-dicembre (per dichiarazioni di luglio-settembre).

      Come si ripartiscono le detrazioni tra i coniugi nel 730 congiunto?

      Le detrazioni spettano al coniuge che ha effettivamente sostenuto la spesa. Per le spese dei figli a carico, la detrazione si attribuisce al 50% a ciascun coniuge oppure al 100% al coniuge con reddito piu elevato (se l’altro non ha capienza fiscale sufficiente). Per le spese mediche, spetta la detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. E sempre consigliabile affidarsi a un CAF per ottimizzare la ripartizione.

      Cosa succede se uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta?

      Se e il coniuge dichiarante (non il dichiarante principale) a non avere un sostituto d’imposta, non ci sono problemi: il conguaglio avviene comunque tramite il sostituto del dichiarante principale. Se invece e il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta, il 730 congiunto non e applicabile: occorre presentare il Modello Redditi PF, e l’eventuale rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

      E conveniente il 730 congiunto se entrambi i coniugi lavorano?

      Generalmente si, perche permette di ottimizzare le detrazioni (attribuendole al coniuge con reddito maggiore), semplifica la burocrazia e garantisce rimborsi rapidi in busta paga. Tuttavia, e necessario valutare caso per caso: se entrambi hanno debiti fiscali elevati, potrebbe essere piu conveniente presentare dichiarazioni separate. Il CAF Centro Fiscale effettua sempre una verifica preventiva della convenienza.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a ottimizzare il tuo 730/2026 congiunto: massimizziamo le detrazioni, gestiamo la ripartizione delle spese e garantiamo il rimborso piu rapido possibile. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online da tutta Italia.

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        In base a 917 recensioni
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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        robert poletto
        17/07/2026
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        Fantastici
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        Geanina Gaita
        16/07/2026
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        Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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        Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 07:42:582026-05-31 17:57:58730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni
        CAF

        Rimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando Spetta

        cedolare secca

        Quando si opta per la cedolare secca sugli affitti, si sceglie un regime fiscale semplificato che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva del 21% (o 10% per contratti a canone concordato) in luogo dell’IRPEF ordinaria. Ma cosa succede quando l’imposta versata tramite acconti risulta superiore a quella effettivamente dovuta? In questo caso si genera un’eccedenza di cedolare secca, che il contribuente ha diritto di recuperare tramite rimborso o compensazione nel Modello 730.

        Questa situazione è più frequente di quanto si pensi: basti pensare a chi ha cessato anticipatamente il contratto di locazione, riducendo i canoni incassati rispetto alle previsioni, oppure a chi ha versato acconti calcolati su redditi sovrastimati. In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, vediamo nel dettaglio quando si genera un’eccedenza di cedolare secca, come recuperarla nel 730/2026, quali righi compilare, i tempi di rimborso e tutti i casi pratici con esempi di calcolo.

        Scoprirai anche le differenze tra credito cedolare e credito IRPEF, le modalità di utilizzo del credito e le verifiche da effettuare per evitare errori che potrebbero ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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        Indice dei contenuti

        1. Cos’è la cedolare secca e come funziona
        2. Quando si genera un’eccedenza di cedolare secca
        3. Come calcolare l’eccedenza di cedolare secca
        4. Quali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenza
        5. Rimborso o compensazione: quale scegliere
        6. Tempi di rimborso dell’eccedenza cedolare secca
        7. Esempi pratici di calcolo eccedenze
        8. Differenze tra credito cedolare e credito IRPEF
        9. Errori comuni da evitare
        10. Domande Frequenti

        Cos’è la cedolare secca e come funziona

        La cedolare secca è un regime fiscale opzionale riservato ai proprietari di immobili ad uso abitativo che concedono l’immobile in locazione a persone fisiche per destinazione abitativa. Si tratta di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, che ordinariamente andrebbero pagate sul contratto di affitto.

        L’aliquota della cedolare secca può essere del 21% per i contratti a canone libero, oppure del 10% per i contratti a canone concordato (stipulati nei comuni ad alta densità abitativa secondo gli accordi territoriali). L’opzione per la cedolare secca va esercitata al momento della registrazione del contratto di locazione oppure, per i contratti già in corso, in sede di proroga o al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi.

        Una volta esercitata l’opzione, il canone di locazione annuo viene moltiplicato per l’aliquota applicabile (21% o 10%) per determinare l’imposta dovuta. Questa imposta si paga attraverso due modalità:

        • Saldo: a conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi, entro le scadenze del 730 o del Modello Redditi
        • Acconti: versamenti anticipati calcolati in base all’imposta dell’anno precedente, da effettuare entro il 30 giugno (primo acconto, pari al 40% del dovuto) e il 30 novembre (secondo acconto, pari al 60% del dovuto)

        È proprio il meccanismo degli acconti a generare, in alcuni casi, le eccedenze di cedolare secca. Se gli acconti versati risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta per l’anno di riferimento, il contribuente ha diritto al rimborso dell’eccedenza o alla sua compensazione con altri debiti fiscali.

        Quando si genera un’eccedenza di cedolare secca

        Un’eccedenza di cedolare secca si verifica quando l’ammontare delle imposte già versate (tramite acconti o ritenute) risulta superiore all’imposta effettivamente dovuta per l’anno d’imposta considerato. Questa situazione può verificarsi in diversi scenari, che è importante conoscere per prevenire o gestire correttamente il credito maturato.

        Casi più frequenti di eccedenza cedolare secca

        1. Cessazione anticipata del contratto di locazione

        Il caso più comune è quello del contratto di affitto risolto anticipatamente. Supponiamo che Mario abbia un immobile locato a 12.000 euro annui (1.000 euro al mese) con cedolare secca al 21%. A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 1.008 euro (40% di 2.520 euro, l’imposta dell’anno precedente). Tuttavia, il contratto viene disdetto dal conduttore a fine agosto 2025, per cui Mario incassa solo 8 mensilità (8.000 euro). L’imposta effettivamente dovuta per il 2025 è quindi 1.680 euro (21% di 8.000), ma Mario ha già versato 1.008 euro di acconto. Se avesse versato anche il secondo acconto a novembre (1.512 euro), avrebbe un’eccedenza significativa da recuperare.

        2. Riduzione del canone concordato

        Un altro scenario tipico riguarda i contratti a canone concordato, soggetti a cedolare al 10%. Se il proprietario, per mantenere il conduttore o per difficoltà di mercato, accetta di ridurre il canone rispetto all’anno precedente, gli acconti calcolati sul canone originario risulteranno eccessivi, generando un’eccedenza.

        3. Immobile sfitto per parte dell’anno

        Se l’immobile resta sfitto per alcuni mesi dell’anno (ad esempio tra la fine di un contratto e l’inizio del successivo), i canoni effettivamente percepiti saranno inferiori a quelli previsti per l’intero anno, ma gli acconti potrebbero essere stati calcolati sull’intero canone annuale previsto.

        4. Errore di calcolo degli acconti

        In alcuni casi, l’eccedenza nasce da un errore di calcolo degli acconti da parte del contribuente o del CAF, che ha sovrastimato l’imposta dovuta. Questo può accadere quando si applica erroneamente l’aliquota del 21% invece del 10% (o viceversa), oppure quando si include nel calcolo un immobile che invece non è più locato.

        5. Passaggio da regime ordinario a cedolare secca

        Un caso particolare si verifica quando il contribuente passa dal regime ordinario IRPEF alla cedolare secca in corso d’anno. In questo caso, se aveva già versato acconti IRPEF sui redditi da locazione, potrebbe ritrovarsi con un’eccedenza IRPEF da compensare (o eventualmente un minor debito cedolare).

        Come calcolare l’eccedenza di cedolare secca

        Il calcolo dell’eccedenza di cedolare secca richiede di confrontare l’imposta dovuta per l’anno di riferimento con le somme già versate a titolo di acconto. La formula è semplice:

        Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovuta

        Vediamo i passaggi nel dettaglio:

        Step 1: Calcolare l’imposta dovuta per l’anno 2025

        L’imposta dovuta si calcola applicando l’aliquota della cedolare secca (21% o 10%) al canone di locazione effettivamente percepito nell’anno 2025. È importante considerare solo i canoni effettivamente incassati (o maturati, in base al principio di cassa), escludendo eventuali mensilità non pagate dal conduttore.

        Formula:
        Imposta dovuta = Canone annuo percepito × Aliquota (21% o 10%)

        Esempio:
        Canone mensile: 800 euro
        Mesi di locazione nel 2025: 10 mesi (da gennaio a ottobre, poi disdetta)
        Canone annuo percepito: 800 × 10 = 8.000 euro
        Aliquota cedolare: 21%
        Imposta dovuta = 8.000 × 21% = 1.680 euro

        Step 2: Sommare gli acconti versati nel 2025

        Gli acconti cedolare secca per l’anno 2025 si compongono di due rate:

        • Primo acconto: 40% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 giugno 2025 (o 30 luglio con maggiorazione 0,4%)
        • Secondo acconto: 60% dell’imposta dovuta nell’anno precedente (2024), versato entro il 30 novembre 2025

        Esempio:
        Imposta cedolare 2024: 2.520 euro
        Primo acconto 2025 (40%): 2.520 × 40% = 1.008 euro (versato a giugno 2025)
        Secondo acconto 2025 (60%): 2.520 × 60% = 1.512 euro (versato a novembre 2025)
        Totale acconti versati = 1.008 + 1.512 = 2.520 euro

        Step 3: Calcolare l’eccedenza

        A questo punto, confrontiamo gli acconti versati con l’imposta effettivamente dovuta:

        Eccedenza = 2.520 euro (acconti) – 1.680 euro (imposta dovuta) = 840 euro

        Questo importo di 840 euro rappresenta il credito di cedolare secca che il contribuente può recuperare tramite il Modello 730/2026, richiedendo il rimborso in busta paga o sulla pensione, oppure utilizzandolo in compensazione con altri debiti fiscali (F24).

        È fondamentale conservare tutta la documentazione che giustifica il calcolo: contratto di locazione, disdetta, ricevute di pagamento dei canoni, F24 di versamento degli acconti. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua questi calcoli in modo preciso, verificando ogni dato e garantendo la corretta compilazione del 730.

        Quali righi del 730 compilare per recuperare l’eccedenza

        Per recuperare l’eccedenza di cedolare secca tramite il Modello 730/2026, è necessario compilare correttamente i righi specifici dedicati ai redditi da locazione e al calcolo dell’imposta sostitutiva. La corretta compilazione garantisce che il credito venga riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate e rimborsato nei tempi previsti.

        Quadro B – Redditi dei fabbricati

        Il Quadro B del 730 è dedicato ai redditi fondiari, cioè ai redditi derivanti dal possesso di terreni e fabbricati. Per gli immobili concessi in locazione con opzione per la cedolare secca, devi compilare:

        • Colonna 1: Tipologia del reddito (codice “2” per immobili locati)
        • Colonna 2: Utilizzo (lasciare in bianco se l’immobile è locato)
        • Colonna 3: Percentuale di possesso
        • Colonna 4: Codice canone (codice “3” per cedolare secca al 21%, codice “4” per cedolare secca al 10%)
        • Colonna 6: Canone di locazione annuo effettivamente percepito
        • Colonna 8: Numero di giorni di locazione nell’anno (per contratti non annuali)

        Attenzione: Nel rigo B6, se hai optato per la cedolare secca, non devi indicare la rendita catastale, ma solo il canone di locazione nella colonna 6. La rendita catastale va indicata solo se l’immobile è soggetto a tassazione ordinaria IRPEF.

        Sezione II del Quadro B – Dati relativi ai contratti di locazione

        Nella Sezione II del Quadro B devi fornire ulteriori dettagli sul contratto di locazione:

        • Rigo B8: Estremi di registrazione del contratto (ufficio, anno, serie, numero, sottonumero)
        • Rigo B9: Continuazione dell’indicazione dei dati catastali (se più immobili)
        • Rigo B10: Indicazione del codice fiscale del conduttore (se richiesto)

        Quadro F – Acconti, ritenute e eccedenze

        Il Quadro F è fondamentale per il recupero dell’eccedenza. In questa sezione vanno indicati tutti gli acconti versati e le ritenute subite, nonché eventuali eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione. I righi principali sono:

        • Rigo F4: Acconti cedolare secca versati (primo e secondo acconto)
        • Colonna 1: Totale acconti cedolare secca versati per il 2025
        • Colonna 2: Eventuale eccedenza di cedolare secca risultante dal 730/2025 (anno precedente)

        Esempio pratico:
        Se hai versato 2.520 euro di acconti cedolare nel 2025 (1.008 + 1.512), indicherai 2.520 euro nella colonna 1 del rigo F4. Se inoltre hai un’eccedenza dell’anno precedente (2024) pari a 300 euro, indicherai 300 euro nella colonna 2.

        Rigo F6 – Calcolo dell’eccedenza e scelta del rimborso

        Nel rigo F6 il programma del 730 calcola automaticamente se hai diritto a un rimborso o se devi effettuare un versamento a saldo. Se risulta un’eccedenza, devi indicare come intendi utilizzarla:

        • Casella “Rimborso”: spuntare se vuoi ricevere il rimborso direttamente in busta paga o sulla pensione (opzione consigliata per lavoratori dipendenti e pensionati)
        • Casella “Utilizzo in compensazione”: spuntare se preferisci utilizzare il credito in compensazione orizzontale tramite F24 (ad esempio per pagare IMU, TARI, contributi INPS)

        Attenzione: La scelta tra rimborso e compensazione è vincolante. Una volta presentato il 730, non puoi modificarla. Valuta bene quale opzione è più conveniente per te: il rimborso è immediato (entro luglio-agosto), mentre la compensazione richiede l’utilizzo tramite F24 entro i termini di legge (16 del mese successivo alla scadenza del tributo da pagare).

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione di tutti questi righi, verificando la correttezza dei dati e suggerendoti la scelta più conveniente tra rimborso e compensazione in base alla tua situazione fiscale complessiva.

        Rimborso o compensazione: quale scegliere

        Quando risulta un’eccedenza di cedolare secca dal Modello 730, il contribuente può scegliere tra due modalità di recupero del credito maturato: il rimborso diretto oppure l’utilizzo in compensazione. La scelta dipende dalla propria situazione fiscale, dalla presenza di altri debiti tributari e dai tempi di recupero desiderati.

        Rimborso diretto in busta paga o sulla pensione

        Il rimborso diretto è la modalità più semplice e immediata per recuperare l’eccedenza di cedolare secca, ed è riservata a chi presenta il 730 con sostituto d’imposta (lavoratori dipendenti, pensionati, percettori di NASPI o altri redditi assimilati). In questo caso, il datore di lavoro o l’ente pensionistico provvede a erogare il rimborso direttamente nella busta paga di luglio o agosto 2026 (o nel cedolino della pensione dello stesso periodo).

        Vantaggi del rimborso:

        • Tempistica rapida: il rimborso arriva entro 2-3 mesi dalla presentazione del 730
        • Nessun adempimento aggiuntivo: non devi fare nulla, il sostituto d’imposta provvede automaticamente
        • Liquidità immediata: ricevi il denaro direttamente sul conto corrente (se la busta paga è accreditata) o in contanti (se ritiri il cedolino)

        Svantaggi del rimborso:

        • Non utilizzabile per chi non ha sostituto: se sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, o se il rapporto di lavoro è cessato prima del rimborso, non puoi scegliere questa modalità
        • Importo fisso: ricevi tutto in un’unica soluzione, senza possibilità di dilazionare il recupero

        Utilizzo in compensazione orizzontale con F24

        L’utilizzo in compensazione consiste nell’impiegare il credito di cedolare secca per pagare altri tributi tramite il modello F24. Questa modalità è obbligatoria per chi presenta il 730 senza sostituto d’imposta o il Modello Redditi, ma può essere scelta anche volontariamente da chi ha diritto al rimborso.

        Il credito può essere utilizzato in compensazione orizzontale, cioè per pagare tributi di natura diversa (non solo imposte sui redditi, ma anche contributi INPS, IMU, TARI, bollo auto, ecc.). Tuttavia, esistono dei limiti:

        • Limite annuale di 5.000 euro: per crediti superiori a questa soglia, è necessario il visto di conformità del CAF o del commercialista
        • Limite di 2.000 euro per compensazione INPS: per crediti fiscali utilizzati per pagare contributi previdenziali
        • Termine di utilizzo: il credito può essere utilizzato a partire dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dal giorno di presentazione del Modello Redditi) e non oltre il 31 dicembre dell’anno successivo (nel nostro caso, entro il 31 dicembre 2027)

        Vantaggi della compensazione:

        • Flessibilità: puoi utilizzare il credito quando ne hai bisogno, per pagare i tributi che preferisci
        • Nessuna attesa: non devi aspettare il rimborso, usi il credito direttamente in F24
        • Utilizzo multiplo: puoi frazionare il credito su più F24 (ad esempio, usare 300 euro per l’IMU di giugno e 540 euro per la TARI di settembre)

        Svantaggi della compensazione:

        • Richiede competenze tecniche: devi saper compilare correttamente il modello F24 indicando i codici tributo giusti
        • Visto di conformità: per crediti superiori a 5.000 euro, devi rivolgerti a un CAF o commercialista
        • Termine di utilizzo: se non usi il credito entro il 31 dicembre 2027, lo perdi (anche se è raro che ciò accada)

        Quale opzione conviene scegliere

        La scelta tra rimborso e compensazione dipende dalla tua situazione:

        • Scegli il rimborso se sei lavoratore dipendente o pensionato, preferisci la semplicità e vuoi ricevere il denaro in tempi rapidi senza fare nulla
        • Scegli la compensazione se hai altri debiti fiscali da pagare (IMU, TARI, contributi INPS), non hai un sostituto d’imposta, oppure preferisci gestire il credito in modo flessibile

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti consiglia la scelta migliore in base alla tua situazione fiscale complessiva, valutando anche eventuali debiti in scadenza e opportunità di ottimizzazione fiscale.

        Tempi di rimborso dell’eccedenza cedolare secca

        I tempi di rimborso dell’eccedenza di cedolare secca variano a seconda della modalità di presentazione della dichiarazione e della scelta effettuata tra rimborso diretto e compensazione. Conoscere le tempistiche è importante per pianificare la propria liquidità e sapere quando aspettarsi il denaro.

        Rimborso tramite 730 con sostituto d’imposta

        Se hai presentato il 730 con sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) e hai scelto il rimborso, i tempi sono i seguenti:

        • 730 presentato entro il 31 maggio 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di luglio 2026
        • 730 presentato tra il 1° giugno e il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di agosto 2026
        • 730 presentato dopo il 20 giugno 2026: rimborso in busta paga o cedolino pensione di settembre 2026 o mesi successivi (a seconda della data di presentazione)

        Il rimborso viene erogato in un’unica soluzione dal sostituto d’imposta, che recupera poi l’importo dall’Agenzia delle Entrate tramite il sistema di compensazione mensile.

        Rimborso tramite Modello Redditi o 730 senza sostituto

        Se hai presentato il Modello Redditi (ex Unico) oppure il 730 senza sostituto d’imposta, il rimborso dell’eccedenza di cedolare secca avviene direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite accredito sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi sono significativamente più lunghi:

        • Dichiarazione presentata entro settembre 2026: rimborso entro 6-12 mesi dalla presentazione (generalmente tra febbraio e giugno 2027)
        • Dichiarazione presentata oltre settembre 2026: rimborso entro 12-18 mesi dalla presentazione

        L’Agenzia delle Entrate comunica l’avvenuto rimborso tramite una ricevuta di liquidazione visibile nell’area riservata del sito o tramite l’app Agenzia Entrate Mobile. È importante verificare che l’IBAN indicato nel 730 sia corretto e attivo, altrimenti il rimborso potrebbe essere respinto e dover essere richiesto nuovamente.

        Compensazione con F24

        Se hai scelto l’utilizzo in compensazione, non c’è un “tempo di rimborso” vero e proprio, poiché sei tu a decidere quando utilizzare il credito. Tuttavia, ci sono delle regole temporali da rispettare:

        • Primo utilizzo: puoi iniziare a utilizzare il credito dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730 (o dalla data di presentazione del Modello Redditi)
        • Ultimo utilizzo: il credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è stato generato (nel caso dell’eccedenza 2025, entro il 31 dicembre 2027)

        Ad esempio, se presenti il 730 il 15 giugno 2026, puoi utilizzare il credito di cedolare secca in F24 a partire dal 25 giugno 2026 e fino al 31 dicembre 2027.

        Cosa fare se il rimborso non arriva

        Se hai scelto il rimborso tramite sostituto d’imposta ma l’importo non compare nella busta paga nei tempi previsti, le cause possono essere:

        • Errori nella compilazione del 730: verifica che i dati siano corretti e che non ci siano incongruenze
        • Controlli automatici: l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver sospeso il rimborso per controlli (riceverai una comunicazione)
        • Rapporto di lavoro cessato: se il rapporto è terminato dopo la presentazione del 730, il sostituto non può erogare il rimborso (dovrai richiederlo direttamente all’Agenzia)

        In questi casi, puoi verificare lo stato del rimborso accedendo all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, sezione “Consultazione delle dichiarazioni”. Se il problema persiste, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella richiesta di chiarimenti o nella presentazione di un’istanza di rettifica.

        Esempi pratici di calcolo eccedenze

        Per comprendere meglio come funziona il calcolo dell’eccedenza di cedolare secca, vediamo alcuni esempi pratici basati su situazioni reali che si verificano frequentemente.

        Esempio 1: Contratto risolto anticipatamente

        Situazione: Laura possiede un appartamento che affitta a 900 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 ha percepito l’intero canone annuo (10.800 euro), versando un’imposta di 2.268 euro (10.800 × 21%). A giugno 2025 ha versato il primo acconto di 907 euro (40% di 2.268) e a novembre 2025 il secondo acconto di 1.361 euro (60% di 2.268). Tuttavia, a settembre 2025 il conduttore disdice il contratto, per cui Laura incassa solo 9 mensilità (8.100 euro).

        Calcolo:

        • Canone effettivo 2025: 900 × 9 = 8.100 euro
        • Imposta dovuta 2025: 8.100 × 21% = 1.701 euro
        • Acconti versati 2025: 907 + 1.361 = 2.268 euro
        • Eccedenza = 2.268 – 1.701 = 567 euro

        Laura può recuperare 567 euro tramite il 730/2026, scegliendo tra rimborso in busta paga (se è lavoratrice dipendente) o utilizzo in compensazione.

        Esempio 2: Riduzione del canone concordato

        Situazione: Marco ha un immobile in una zona ad alta tensione abitativa e applica la cedolare secca al 10% su un contratto a canone concordato. Nel 2024 il canone era di 600 euro al mese (7.200 euro annui), con imposta di 720 euro. Nel 2025, per trattenere il conduttore, riduce il canone a 500 euro al mese (6.000 euro annui). Ha già versato gli acconti calcolati sul canone precedente: 288 euro (primo acconto) + 432 euro (secondo acconto) = 720 euro totali.

        Calcolo:

        • Canone effettivo 2025: 500 × 12 = 6.000 euro
        • Imposta dovuta 2025: 6.000 × 10% = 600 euro
        • Acconti versati 2025: 720 euro
        • Eccedenza = 720 – 600 = 120 euro

        Marco recupera 120 euro nel 730/2026. Anche se l’importo è modesto, è comunque un diritto e conviene recuperarlo (soprattutto se si sceglie il rimborso automatico).

        Esempio 3: Immobile sfitto per alcuni mesi

        Situazione: Giulia possiede un bilocale che affitta a 750 euro al mese con cedolare secca al 21%. Nel 2024 l’immobile è stato locato per tutto l’anno (9.000 euro annui), con imposta di 1.890 euro. A marzo 2025 il contratto termina e Giulia trova un nuovo conduttore solo a luglio 2025. Nel 2025 incassa quindi 9 mensilità (da gennaio a marzo con il vecchio inquilino, da luglio a dicembre con il nuovo): 6.750 euro. Ha già versato acconti per 1.890 euro (756 + 1.134).

        Calcolo:

        • Canone effettivo 2025: 750 × 9 = 6.750 euro
        • Imposta dovuta 2025: 6.750 × 21% = 1.418 euro (arrotondato)
        • Acconti versati 2025: 1.890 euro
        • Eccedenza = 1.890 – 1.418 = 472 euro

        Giulia recupera 472 euro tramite il 730/2026. Questo esempio dimostra che anche periodi di sfitto relativamente brevi possono generare eccedenze significative.

        Esempio 4: Passaggio da regime ordinario a cedolare secca

        Situazione: Stefano nel 2024 tassava i canoni di locazione con il regime ordinario IRPEF, versando IRPEF e addizionali sui redditi fondiari. Nel 2025 decide di optare per la cedolare secca al 21%. Ha un immobile locato a 1.000 euro al mese (12.000 euro annui). Nel 2024, con aliquota IRPEF marginale del 35%, aveva versato acconti per 4.200 euro. Nel 2025, con cedolare al 21%, l’imposta dovuta è solo 2.520 euro (12.000 × 21%).

        Calcolo:

        • Imposta cedolare dovuta 2025: 2.520 euro
        • Acconti IRPEF versati (non applicabili alla cedolare): 0 euro (vanno in detrazione IRPEF generale)
        • Acconti cedolare versati 2025: 0 euro (primo anno di opzione)
        • Saldo cedolare da versare: 2.520 euro

        In questo caso non si genera un’eccedenza di cedolare secca, ma Stefano avrà un credito IRPEF derivante dagli acconti IRPEF versati nel 2024, che potrà recuperare nella parte IRPEF del 730. È importante non confondere i due crediti: quello IRPEF e quello cedolare sono separati e non compensabili tra loro.

        Differenze tra credito cedolare e credito IRPEF

        Una delle domande più frequenti riguarda le differenze tra il credito di cedolare secca e il credito IRPEF. Anche se entrambi sono crediti fiscali recuperabili tramite il 730, hanno caratteristiche, modalità di calcolo e utilizzo diverse. È fondamentale non confonderli per evitare errori nella compilazione della dichiarazione.

        Natura giuridica

        Il credito IRPEF deriva dall’eccedenza di imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) versata rispetto a quella effettivamente dovuta. L’IRPEF è un’imposta progressiva che si calcola applicando aliquote crescenti agli scaglioni di reddito complessivo (23%, 25%, 35%, 43%). Include anche le addizionali regionali e comunali.

        Il credito cedolare secca, invece, deriva dall’eccedenza di imposta sostitutiva versata sui canoni di locazione. La cedolare secca è un’imposta proporzionale (aliquota fissa del 21% o 10%) che sostituisce IRPEF, addizionali, imposta di registro e imposta di bollo relativamente ai redditi da locazione.

        Calcolo separato nel 730

        Nel Modello 730, il credito IRPEF e il credito cedolare secca vengono calcolati in sezioni separate:

        • Credito IRPEF: si calcola nel Quadro N (Determinazione dell’IRPEF), confrontando l’imposta lorda con detrazioni, deduzioni, ritenute e acconti IRPEF. L’eventuale eccedenza risulta nel rigo “Differenza” (che può essere un credito o un debito).
        • Credito cedolare secca: si calcola nella Sezione II del Quadro F, confrontando gli acconti cedolare versati con l’imposta cedolare dovuta sui canoni dichiarati nel Quadro B. L’eccedenza è autonoma rispetto al calcolo IRPEF.

        I due crediti non si sommano e non si compensano tra loro. Ad esempio, se hai un credito IRPEF di 500 euro e un debito cedolare di 200 euro, non puoi usare il credito IRPEF per pagare il debito cedolare: devi versare i 200 euro di cedolare e ricevere il rimborso dei 500 euro IRPEF separatamente.

        Modalità di utilizzo

        Entrambi i crediti possono essere utilizzati in rimborso o in compensazione, ma con alcune differenze operative:

        • Credito IRPEF: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo (IRPEF, IVA, contributi INPS, IMU, TARI, ecc.) tramite F24. Se superiore a 5.000 euro, richiede il visto di conformità.
        • Credito cedolare secca: può essere utilizzato in compensazione con qualsiasi tributo, ma con lo stesso limite di 5.000 euro per il visto di conformità. Può essere riportato nell’anno successivo se non utilizzato.

        Esempi di compensazione separata

        Caso 1: Credito IRPEF e credito cedolare entrambi positivi

        Paolo ha un credito IRPEF di 800 euro e un credito cedolare secca di 300 euro. Può scegliere:

        • Richiedere il rimborso di entrambi (riceverà 1.100 euro totali in busta paga)
        • Usare il credito IRPEF (800 euro) in compensazione per l’IMU e richiedere il rimborso del credito cedolare (300 euro)
        • Usare entrambi i crediti in compensazione per pagare tributi diversi

        Caso 2: Credito IRPEF e debito cedolare

        Maria ha un credito IRPEF di 600 euro ma un debito cedolare secca di 150 euro. Dovrà:

        • Versare 150 euro di saldo cedolare entro le scadenze (30 giugno o 30 luglio 2026)
        • Ricevere il rimborso di 600 euro IRPEF in busta paga (o usarlo in compensazione)

        Non può compensare il debito cedolare con il credito IRPEF: sono due imposte separate.

        Tabella riepilogativa delle differenze

        CaratteristicaCredito IRPEFCredito Cedolare Secca
        NaturaImposta progressiva sul reddito complessivoImposta sostitutiva sui canoni di locazione
        AliquotaVariabile (23%-43% a scaglioni)Fissa (21% o 10%)
        Quadro 730Quadro N (Determinazione IRPEF)Quadro F, Sezione II (Cedolare secca)
        Rimborso con sostitutoSì, in busta pagaSì, in busta paga
        CompensazioneSì, con tutti i tributi (F24)Sì, con tutti i tributi (F24)
        Limite visto conformità5.000 euro5.000 euro
        Compensabile tra loroNO – sono crediti separati

        Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua il calcolo separato di entrambi i crediti, verificando la corretta compilazione del 730 e suggerendoti la strategia migliore per il recupero.

        Errori comuni da evitare

        Nel gestire il rimborso delle eccedenze di cedolare secca, ci sono alcuni errori frequenti che possono compromettere il diritto al credito, ritardare il rimborso o generare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. Conoscerli ti permette di evitarli e di recuperare il tuo denaro senza problemi.

        Errore 1: Indicare il canone lordo invece del canone netto percepito

        Nel compilare il Quadro B del 730, devi indicare il canone effettivamente percepito nell’anno 2025, non il canone previsto dal contratto. Se il conduttore non ha pagato alcune mensilità, quelle vanno escluse dal calcolo (salvo recupero successivo, che andrà dichiarato nell’anno in cui vengono effettivamente incassate). Indicare un canone superiore a quello realmente percepito riduce artificialmente l’eccedenza e ti fa perdere parte del credito spettante.

        Errore 2: Confondere l’aliquota 21% con il 10%

        L’aliquota della cedolare secca varia a seconda del tipo di contratto: 21% per canone libero, 10% per canone concordato. Un errore comune è applicare l’aliquota sbagliata nel calcolo dell’imposta dovuta. Se hai un contratto a canone concordato ma indichi il codice “3” (cedolare al 21%) invece del codice “4” (cedolare al 10%), pagherai più del dovuto e non otterrai il rimborso dell’eccedenza reale.

        Errore 3: Non indicare gli acconti versati nel Quadro F

        Se hai versato acconti di cedolare secca nel 2025 ma dimentichi di indicarli nel rigo F4 del 730, il programma non riconoscerà il credito e ti chiederà di versare nuovamente l’imposta (anche se l’hai già pagata in acconto). Conserva sempre le ricevute F24 degli acconti e verifica che siano riportati correttamente nella dichiarazione.

        Errore 4: Scegliere il rimborso senza avere un sostituto d’imposta

        Se sei un lavoratore autonomo senza datore di lavoro, oppure il tuo rapporto di lavoro è cessato prima della data di rimborso, non puoi scegliere il rimborso tramite sostituto. In questo caso, devi necessariamente optare per l’utilizzo in compensazione tramite F24, altrimenti il credito non ti verrà erogato e dovrai presentare un’istanza di rettifica (con tempi molto più lunghi).

        Errore 5: Utilizzare il credito in compensazione prima del termine

        Se hai scelto l’utilizzo in compensazione, ricorda che puoi iniziare a usare il credito solo dal 10° giorno successivo alla presentazione del 730. Se utilizzi il credito prima di questo termine, la compensazione è irregolare e potresti ricevere una richiesta di chiarimenti dall’Agenzia delle Entrate, con possibili sanzioni.

        Errore 6: Non conservare la documentazione

        L’Agenzia delle Entrate può richiedere in qualsiasi momento (entro i termini di decadenza, generalmente 5 anni) la documentazione che giustifica l’eccedenza di cedolare secca. Conserva sempre:

        • Contratto di locazione registrato
        • Ricevute dei canoni percepiti (bonifici, assegni, estratti conto)
        • Comunicazione di disdetta (se il contratto è cessato anticipatamente)
        • F24 degli acconti versati
        • Copia del 730 presentato

        In caso di controllo, se non riesci a dimostrare la correttezza dei dati dichiarati, l’Agenzia può disconoscere l’eccedenza e chiederti la restituzione del rimborso con sanzioni e interessi.

        Errore 7: Non verificare l’IBAN per il rimborso

        Se presenti il Modello Redditi o il 730 senza sostituto e scegli il rimborso diretto dall’Agenzia delle Entrate, assicurati che l’IBAN indicato sia corretto e che il conto corrente sia attivo e intestato a te. Se l’IBAN è errato o il conto è chiuso, il bonifico verrà respinto e dovrai presentare una nuova richiesta, con tempi di attesa aggiuntivi di diversi mesi.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua tutti i controlli necessari prima di presentare il 730, verificando la correttezza dei dati, la coerenza tra canoni dichiarati e acconti versati, e la validità dell’IBAN per il rimborso. Affidarsi a professionisti esperti riduce drasticamente il rischio di errori e ti garantisce il recupero completo dell’eccedenza nei tempi previsti.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sul Rimborso Eccedenze Cedolare Secca

        Quando si genera un’eccedenza di cedolare secca?

        Un’eccedenza di cedolare secca si genera quando gli acconti versati nell’anno risultano superiori all’imposta effettivamente dovuta. I casi più comuni sono: contratto di locazione risolto anticipatamente, riduzione del canone rispetto all’anno precedente, immobile sfitto per alcuni mesi, errore di calcolo degli acconti. L’eccedenza va recuperata tramite il Modello 730 o Redditi, scegliendo tra rimborso diretto o compensazione con F24.

        Come si calcola l’eccedenza di cedolare secca nel 730?

        L’eccedenza si calcola confrontando gli acconti versati con l’imposta dovuta. Formula: Eccedenza = Acconti versati – Imposta dovuta. L’imposta dovuta si ottiene moltiplicando il canone annuo percepito per l’aliquota cedolare (21 percento o 10 percento). Gli acconti sono costituiti dal primo acconto (40 percento imposta anno precedente) e secondo acconto (60 percento imposta anno precedente). Il risultato va indicato nel Quadro F del 730.

        Quali righi del 730 si compilano per il rimborso cedolare secca?

        Per recuperare l’eccedenza di cedolare secca devi compilare: Quadro B (redditi fabbricati) indicando il canone percepito e il codice cedolare (3 per 21 percento, 4 per 10 percento); Quadro F rigo F4 per indicare gli acconti versati; Rigo F6 per scegliere tra rimborso in busta paga o utilizzo in compensazione F24. È fondamentale conservare i documenti (contratto, F24 acconti, ricevute canoni).

        Quanto tempo ci vuole per ricevere il rimborso cedolare secca?

        I tempi di rimborso variano: con 730 e sostituto d’imposta il rimborso arriva in busta paga o pensione entro luglio-agosto 2026 se presentato entro maggio, settembre se presentato dopo giugno. Con Modello Redditi o 730 senza sostituto il rimborso dall’Agenzia delle Entrate arriva entro 6-12 mesi dalla presentazione tramite bonifico sul conto indicato. Con compensazione F24 puoi usare il credito dal 10esimo giorno dopo la presentazione.

        Si può compensare il credito cedolare con debiti IRPEF?

        No, il credito di cedolare secca e il credito IRPEF sono separati e non compensabili tra loro. La cedolare secca è un’imposta sostitutiva che si calcola autonomamente nel Quadro F del 730, mentre l’IRPEF si calcola nel Quadro N. Se hai un credito cedolare e un debito IRPEF dovrai versare l’IRPEF e ricevere il rimborso cedolare separatamente, oppure usare il credito cedolare in compensazione F24 per altri tributi (IMU, TARI, contributi).

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          Paola Zilli
          07/08/2026
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          Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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          Jacqueline B.
          06/08/2026
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          Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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          Maura Masutto
          06/08/2026
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          Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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          Issam Elhefnawi
          31/07/2026
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          Molto gentile
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          Sibongile Moyana
          30/07/2026
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          Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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          Sabrina Cirina
          23/07/2026
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          Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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          robert poletto
          17/07/2026
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          Fantastici
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          Geanina Gaita
          16/07/2026
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          Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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          Aprile 21, 2026/0 Commenti/da Sara Carfora
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/11/cedolare-secca.png 924 1640 Sara Carfora https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Sara Carfora2026-04-21 10:10:092026-05-31 14:11:40Rimborso Eccedenze Cedolare Secca nel Modello 730: Come Funziona e Quando Spetta
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          Rimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo Passo

          Dichiarazione dei redditi 730

          Hai diritto a un rimborso fiscale ma non sai come ottenerlo? Questa guida completa passo dopo passo ti accompagnera in tutte le fasi della richiesta di rimborso fiscale 2026.

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          I rimborsi fiscali si suddividono in diverse categorie: IRPEF, IVA, ritenute d’acconto e crediti fiscali non compensati.

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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la dichiarazione dei redditi 730 e i rimborsi fiscali.

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            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-01 08:00:002026-08-17 11:02:38Bonus Libri di Testo 2026: Contributi Regionali, Requisiti ISEE e Come Fare Domanda
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            ECCELLENTE
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            In base a 917 recensioni
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina profile picture
            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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            robert poletto
            17/07/2026
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            Fantastici
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            Geanina Gaita
            16/07/2026
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            Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato
            Marzo 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-21 20:41:462026-03-21 17:52:10Rimborsi Fiscali 2026: Guida Completa Passo dopo Passo
            CAF

            Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi

            Dichiarazione dei redditi 730

            Indice dei contenuti

            1. Cos’è il Modello 730 e Chi Deve Presentarlo
            2. Calendario Scadenze 730/2026: Tutte le Date Importanti
            3. Date Rimborsi 730/2026: Quando Arriva il Credito IRPEF
            4. 730 Precompilato vs 730 Ordinario: Differenze
            5. Novità 730/2026: Cosa Cambia Rispetto al 2025
            6. Come Calcolare il Rimborso 730: Esempi Pratici
            7. Casi Particolari: Eredi, Incapienti, Cessazione Rapporto di Lavoro
            8. Cosa Serve per Fare il 730: Documenti Necessari

            Il Modello 730/2026 rappresenta lo strumento principale per i lavoratori dipendenti e i pensionati per la dichiarazione dei redditi dell’anno d’imposta 2025. Conoscere il calendario 730 2026 con tutte le scadenze e le date dei rimborsi è fondamentale per pianificare correttamente gli adempimenti fiscali e sapere quando aspettarsi eventuali rimborsi IRPEF.

            In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine, analizziamo nel dettaglio tutte le date di scadenza per la compilazione e l’invio del 730/2026, il calendario completo dei rimborsi in busta paga e pensione, le novità 2026 introdotte dall’Agenzia delle Entrate e i casi particolari.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Marzo 14, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-14 15:08:352026-05-31 17:06:11Calendario 730/2026: Date Scadenze e Rimborsi
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