Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: riforma lavoro domestico

CAF, COLF E BADANTI

Colf e Badanti: verso la Ritenuta IRPEF gestita dall’INPS

colf e badanti CAF Udine

Una delle novita piu rilevanti in materia di lavoro domestico che si sta delineando nel panorama normativo italiano riguarda la possibile introduzione della ritenuta IRPEF gestita direttamente dall’INPS per colf, badanti e altri lavoratori domestici. Si tratta di una riforma che, se approvata, cambierebbe radicalmente il rapporto fiscale tra datori di lavoro privati, lavoratori domestici e fisco, semplificando adempimenti oggi considerati onerosi e spesso causa di irregolarita. In questo articolo analizziamo lo stato attuale della normativa, le proposte in discussione, cosa succederebbe concretamente e quali sarebbero vantaggi e criticita per le famiglie italiane che impiegano personale domestico.

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Il sistema attuale: come funziona la tassazione del lavoro domestico

Per comprendere la portata della riforma in discussione, e necessario partire dal sistema in vigore. Oggi, il datore di lavoro domestico privato non e sostituto d’imposta: questo significa che non deve operare ritenute alla fonte sullo stipendio del lavoratore, non deve presentare il modello 770, ne rilasciare la Certificazione Unica (CU) al dipendente.

In pratica, la famiglia che assume una colf, una badante o una baby sitter paga la retribuzione al lordo, versa i contributi INPS trimestralmente (entro il 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio), ma non si occupa di calcolare o versare l’IRPEF. Spetta al lavoratore domestico provvedere autonomamente alla dichiarazione dei redditi e al pagamento dell’imposta sul proprio reddito da lavoro.

Questo sistema, regolato dall’articolo 7-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 e dall’articolo 1 comma 3 del D.P.R. 31 maggio 1999, n. 195, ha radici storiche profonde ma presenta evidenti lacune. La principale: molti lavoratori domestici, specie quelli con redditi bassi o stranieri, non presentano la dichiarazione dei redditi, creando una vasta area di evasione IRPEF che lo Stato ha interesse a ridurre.

I contributi INPS: il meccanismo gia centralizzato

A differenza dell’IRPEF, i contributi previdenziali per il lavoro domestico sono gia gestiti in modo centralizzato tramite l’INPS. I datori di lavoro versano i contributi ogni trimestre su base forfettaria, calcolati sulle ore di lavoro settimanali e sulla retribuzione oraria convenzionale (aggiornata annualmente dall’INPS).

Per il 2026, le retribuzioni convenzionali orarie su cui calcolare i contributi sono:

Orario settimanaleRetribuzione effettivaContributo orario totale (datore + lavoratore)
Fino a 24 oreFino a 8,19 euro/oracirca 1,58 euro/ora
Fino a 24 oreOltre 8,19 euro/oracirca 1,65 euro/ora
Oltre 24 oreFino a 9,88 euro/oracirca 1,77 euro/ora
Oltre 24 oreOltre 9,88 euro/oracirca 1,86 euro/ora

Nota: i valori esatti vengono aggiornati dall’INPS con circolare ogni anno a inizio anno. I dati sopra sono indicativi e soggetti a verifica con la circolare INPS vigente. Il datore paga circa 2/3 e il lavoratore 1/3 della contribuzione totale.

La proposta di riforma: l’INPS come sostituto d’imposta

La riforma che si sta delineando prevede di attribuire all’INPS il ruolo di sostituto d’imposta per i lavoratori domestici, in modo analogo a quanto avviene gia per i pensionati (dove l’INPS trattiene la ritenuta IRPEF direttamente dalla pensione mensile). L’idea di fondo e semplice ma ambiziosa: centralizzare in un unico ente la gestione sia dei contributi previdenziali sia delle ritenute fiscali per il settore del lavoro domestico.

In concreto, il meccanismo funzionerebbe cosi:

  1. Il datore di lavoro domestico continuerebbe a versare all’INPS (tramite MAV/pagoPA) i contributi trimestrali, ma il versamento includerebbe anche una quota IRPEF trattenuta virtualmente dallo stipendio del lavoratore.
  2. L’INPS, una volta incassate le somme, provvederebbe a:
  • versare all’Erario le ritenute IRPEF calcolate sul reddito da lavoro domestico;
  • rilasciare al lavoratore la Certificazione Unica (CU) annuale;
  • comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati reddituali del lavoratore.

Il lavoratore domestico, con la CU rilasciata dall’INPS, potrebbe poi usufruire del modello 730 precompilato gia popolato con i propri dati di reddito, semplificando enormemente la propria posizione fiscale.

Il contesto normativo: la delega fiscale e il decreto attuativo

La proposta si inserisce nel piu ampio progetto di riforma fiscale avviata con la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (c.d. “delega fiscale”), che ha conferito al Governo la facolta di emanare decreti legislativi delegati per la revisione del sistema tributario. Tra i principi e criteri direttivi della delega figurano esplicitamente la razionalizzazione del sistema dei sostituti d’imposta e la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti.

Il lavoro domestico e stato identificato come uno dei settori prioritari di intervento, sia per l’entita del fenomeno (oltre 900.000 lavoratori domestici regolari in Italia secondo i dati INPS, con un volume di retribuzioni annue stimato in circa 8-10 miliardi di euro) sia per il basso tasso di compliance fiscale che lo caratterizza.

A partire dal 2024, sono stati avviati tavoli tecnici tra Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), INPS, Agenzia delle Entrate e le principali associazioni di datori di lavoro domestico (Assindatcolf, Fidaldo) per definire i dettagli operativi della riforma. Al momento della redazione di questo articolo (maggio 2026), la norma attuativa non e ancora stata emanata ma i lavori preparatori sono in stato avanzato.

Cosa cambia per le famiglie e per i lavoratori domestici

Per il datore di lavoro (la famiglia)

Per la famiglia che assume personale domestico, la riforma avrebbe un impatto moderato ma positivo in termini di semplificazione. Ecco i principali cambiamenti attesi:

  • Nessun nuovo ruolo da sostituto d’imposta in senso pieno: la famiglia non dovra calcolare autonomamente le ritenute IRPEF. Sara l’INPS a farlo sulla base dei dati retributivi comunicati al momento del versamento contributivo.
  • Versamento trimestrale leggermente piu alto: il bollettino MAV/pagoPA includera, oltre ai contributi previdenziali, anche la quota IRPEF calcolata sull’imponibile fiscale del lavoratore (la retribuzione lorda). In sostanza, la famiglia anticipera anche l’IRPEF del lavoratore, che verra poi scalata dallo stipendio netto.
  • Nessun obbligo di CU o 770: l’emissione della Certificazione Unica e la trasmissione del modello 770 rimarranno in capo all’INPS, non alla famiglia.
  • Retribuzione netta al lavoratore: lo stipendio corrisposto al lavoratore sara gia al netto della ritenuta IRPEF, come avviene per qualsiasi altro lavoratore dipendente nelle aziende private.

Per il lavoratore domestico (colf, badante, baby sitter)

I vantaggi piu significativi della riforma si apprezzano dal lato del lavoratore:

  • Fine dell’obbligo di presentare autonomamente la dichiarazione dei redditi (salvo altri redditi diversi da quelli domestici): con la CU rilasciata dall’INPS, il lavoratore potra usare il 730 precompilato o, in molti casi, essere esonerato dalla dichiarazione se il reddito da lavoro domestico e l’unica fonte di reddito e l’imposta e gia stata liquidata tramite ritenuta.
  • Accesso a detrazioni da lavoro dipendente: oggi molti lavoratori domestici non sfruttano le detrazioni previste per il lavoro dipendente (articolo 13 del TUIR) perche non presentano la dichiarazione. Con la riforma, queste detrazioni verrebbero applicate automaticamente dall’INPS in fase di calcolo della ritenuta.
  • Certezza delle posizioni previdenziali: l’integrazione tra gestione contributiva e fiscale rendera piu difficile l’omissione dei versamenti contributivi, tutelando meglio il lavoratore ai fini pensionistici.
  • Emersione dei rapporti irregolari: la maggiore pressione fiscale indiretta potrebbe incentivare la regolarizzazione dei contratti in nero, con benefici per i lavoratori in termini di tutele contrattuali e previdenziali.

Il calcolo dell’IRPEF sul lavoro domestico: simulazione pratica

Vediamo con un esempio concreto come funzionerebbe il meccanismo della ritenuta IRPEF gestita dall’INPS, usando le aliquote IRPEF vigenti per il 2026.

Le aliquote IRPEF 2026

Per il 2026, le aliquote IRPEF sono le seguenti, come riformate dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 207/2023) che ha confermato il sistema a tre scaglioni:

Scaglione di redditoAliquota IRPEF
Da 0 a 28.000 euro23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%
Oltre 50.000 euro43%

Per i lavoratori domestici part-time o con contratti a ore, il reddito annuo raramente supera i 28.000 euro, quindi nella maggior parte dei casi si applica l’aliquota del 23%.

Esempio pratico: badante convivente full-time

Consideriamo una badante convivente inquadrata al livello CS del CCNL Lavoro Domestico 2024-2026, con retribuzione mensile contrattuale di circa 1.100 euro mensili + indennita sostitutiva vitto e alloggio (per il convivente, circa 290-310 euro mensili aggiuntivi).

Reddito imponibile annuo approssimativo: circa 16.800 euro (retribuzione + indennita sostitutiva x 12 mesi + tredicesima).

VoceImporto
Reddito lordo annuo16.800 euro
IRPEF lorda (23% su 16.800)3.864 euro
Detrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR)circa 2.935 euro
IRPEF netta annuacirca 929 euro
IRPEF mensile trattenutacirca 77 euro/mese
Stipendio netto mensile effettivocirca 1.023-1.043 euro

I valori sono stime indicative. L’importo esatto varia in base alla situazione familiare, alle detrazioni per carichi di famiglia e ad altri elementi individuali che l’INPS dovrebbe acquisire tramite apposita comunicazione del lavoratore.

Esempio pratico: colf a ore (non convivente)

Una colf non convivente che lavora 20 ore settimanali con retribuzione oraria di circa 9,50 euro:

VoceImporto
Ore lavorate/mesecirca 87 ore
Retribuzione mensile lordacirca 826 euro
Retribuzione annua lorda (incl. 13^)circa 10.740 euro
IRPEF lorda (23% su 10.740)2.470 euro
Detrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR)1.955 euro
IRPEF netta annuacirca 515 euro
IRPEF mensile trattenutacirca 43 euro/mese

In questo caso, la ritenuta mensile sarebbe contenuta e l’impatto sul netto percepito dalla colf relativamente limitato, specie considerando la detrazione da lavoro dipendente.

Le criticita della riforma: cosa preoccupa datori e lavoratori

Nonostante i vantaggi teorici, la riforma ha suscitato alcune perplessita tra le associazioni di settore. Vediamo le principali criticita.

1. La gestione delle detrazioni individuali

Per applicare correttamente le ritenute, l’INPS avrebbe bisogno di conoscere la situazione personale di ogni lavoratore domestico: numero di familiari a carico, eventuali altri redditi, spese detraibili, ecc. Raccogliere queste informazioni richiede un sistema di comunicazione ad hoc tra lavoratore e INPS, non ancora predisposto.

Il rischio e che, in assenza di tali informazioni, l’INPS applichi una ritenuta forfettaria basata sul solo reddito da lavoro domestico, ignorando le detrazioni a cui il lavoratore avrebbe diritto. In questo caso, il lavoratore si troverebbe con un credito IRPEF da recuperare tramite dichiarazione dei redditi, vanificando in parte i benefici della semplificazione.

2. I lavoratori con piu datori di lavoro

E frequente che una colf lavori per due o tre famiglie diverse. In questo caso, ciascun datore verserebbe un contributo all’INPS su una base retributiva parziale, e l’INPS dovrebbe consolidare tutti i redditi del lavoratore per calcolare correttamente l’imposta complessiva. Questa operazione di consolidamento e tecnicamente complessa e richiederebbe sistemi informativi sofisticati.

3. Impatto sul costo del lavoro per le famiglie

Alcune associazioni di datori di lavoro domestico, come Assindatcolf, hanno evidenziato che il nuovo sistema potrebbe aumentare l’esborso trimestrale delle famiglie: il bollettino INPS includerebbe sia i contributi previdenziali sia la quota IRPEF anticipata per conto del lavoratore. Anche se quest’ultima e formalmente a carico del lavoratore (viene scalata dalla retribuzione netta), la famiglia dovra “anticipare” la somma prima di pagarla poi al lavoratore al netto.

Cio potrebbe creare problemi di liquidita per le famiglie che gestiscono i pagamenti su base mensile ma versano i contributi su base trimestrale.

4. Il rischio di ulteriore emersione selettiva

Paradossalmente, una riforma che rende piu costosa e complessa la regolarizzazione potrebbe spingere alcune famiglie verso il lavoro in nero, specie per prestazioni occasionali o part-time molto ridotto. Il bilanciamento tra contrasto all’evasione e accessibilita della regolarizzazione e uno dei nodi centrali del dibattito.

La deduzione IRPEF per i contributi colf: il beneficio fiscale attuale

Mentre si attende la riforma, e utile ricordare il principale beneficio fiscale gia disponibile per le famiglie che assumono personale domestico: la deduzione IRPEF dei contributi previdenziali versati all’INPS.

Ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), i contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari sono deducibili dal reddito complessivo del datore di lavoro fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa soglia, rimasta invariata da anni, rappresenta uno sgravio fiscale significativo specie per le famiglie con redditi medio-alti.

Aliquota IRPEF datoreRisparmio fiscale massimo (su 1.549,37 euro)
23%356 euro/anno
35%542 euro/anno
43%666 euro/anno

Questo beneficio e separato dalla detrazione del 19% per le spese di assistenza di persone non autosufficienti (art. 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR), che consente di detrarre fino a 2.100 euro annui di spese pagate alla badante, a condizione che il reddito del contribuente non superi i 40.000 euro. Per approfondire questo aspetto, leggi anche il nostro articolo su spesa badante nel 730/2026.

Il confronto con altri Paesi europei

L’Italia non e la prima a pensare a un sistema centralizzato di tassazione del lavoro domestico. Alcuni esempi europei sono illuminanti.

Francia: il modello CESU

In Francia esiste dal 2006 il sistema CESU (Cheque Emploi Service Universel), gestito dall’URSSAF (l’equivalente del nostro INPS). Il datore di lavoro domestico dichiara mensilmente le ore lavorate e la retribuzione tramite un portale online, e il sistema calcola automaticamente sia i contributi sociali sia le ritenute fiscali. Al lavoratore viene accreditata la retribuzione netta direttamente sul conto corrente. E un modello considerato di eccellenza a livello europeo per la sua semplicita.

Germania e Belgio: sistemi intermedi

In Germania il lavoro domestico a basse ore (c.d. “minijob” fino a 556 euro mensili, soglia 2025) beneficia di un regime contributivo e fiscale agevolato con versamento centralizzato tramite la Knappschaft. In Belgio esiste un sistema di “titoli-servizio” (titres-services) con cui le famiglie acquistano buoni da spendere per i servizi domestici, gestiti da societa autorizzate che fungono da sostituti d’imposta.

Il modello francese CESU e quello che piu si avvicina alla proposta italiana, ed e probabile che i lavori preparatori del MEF abbiano preso spunto proprio dall’esperienza transalpina.

Tempi e iter della riforma: cosa aspettarsi

Al momento (maggio 2026), il percorso normativo della riforma puo essere cosi sintetizzato:

  • Legge delega n. 111/2023: delega al Governo per la riforma fiscale, include la razionalizzazione dei sostituti d’imposta.
  • Decreto attuativo (in preparazione): non ancora approvato. I tavoli tecnici INPS-MEF-AdE sono ancora in fase di confronto tecnico.
  • Ipotesi di decorrenza: il meccanismo non entrera in vigore prima del 2027, in considerazione dei tempi tecnici necessari per adeguare i sistemi informatici dell’INPS e per la fase transitoria di comunicazione ai datori di lavoro e ai lavoratori.

E quindi fondamentale, nel frattempo, continuare ad adempiere correttamente agli obblighi attuali: versamento trimestrale dei contributi INPS, comunicazione del rapporto di lavoro tramite il portale INPS, rispetto del CCNL Lavoro Domestico. Leggi anche: contributi colf non versati: cosa fare e come recuperarli.

Lavoro domestico in nero: i rischi per datore e lavoratore

In attesa della riforma, va ribadito con forza che il lavoro domestico in nero espone entrambe le parti a rischi seri. I contributi non versati comportano:

  • Per il datore: sanzioni amministrative da parte dell’INPS, recupero contributivo con maggiorazioni e interessi, rischio di ispezioni del lavoro, responsabilita civile verso il lavoratore per mancata copertura previdenziale e INAIL.
  • Per il lavoratore: mancata maturazione di contributi pensionistici, assenza di copertura assicurativa INAIL in caso di infortunio, impossibilita di accedere a indennita di malattia e maternita, difficolta nel dimostrare il rapporto di lavoro per altri benefici (NASpI, ecc.).

La riforma in corso, proprio perche intenderebbe integrare gestione contributiva e fiscale in un unico flusso, avrebbe anche un effetto indiretto di contrasto al lavoro irregolare.

Come comportarsi oggi: la checklist per datori di lavoro domestico

In attesa della riforma, ecco cosa deve fare correttamente una famiglia che assume una colf o una badante:

  1. Comunicazione di assunzione: va inviata all’INPS tramite il portale dedicato (www.inps.it) prima dell’inizio del rapporto di lavoro. Per le dimissioni della badante valgono procedure specifiche.
  2. Contratto scritto: obbligatorio indicare il livello CCNL, l’orario, la retribuzione, il luogo di lavoro. Il CCNL Lavoro Domestico firmato da Assindatcolf/Fidaldo con le sigle sindacali di riferimento e in vigore fino al 2026.
  3. Versamento contributi INPS: entro il 10 aprile (1° trimestre), 10 luglio (2° trimestre), 10 ottobre (3° trimestre), 10 gennaio dell’anno successivo (4° trimestre). I bollettini MAV si generano sul portale INPS.
  4. Busta paga: anche se non obbligatoria per legge nel lavoro domestico, e fortemente consigliata per trasparenza. Assindatcolf fornisce software gratuiti per la sua elaborazione.
  5. Dichiarazione dei redditi del lavoratore: attualmente, il lavoratore domestico deve presentare autonomamente la propria dichiarazione (730 o Redditi PF) se il reddito supera le soglie di esonero.
  6. Deduzione contributi sul 730 del datore: ricordarsi di inserire i contributi versati all’INPS nel rigo E23 del 730, fino al massimo deducibile di 1.549,37 euro.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Quando entrera in vigore la ritenuta IRPEF gestita dall’INPS per colf e badanti?

Non e ancora stata stabilita una data definitiva. Al maggio 2026, il decreto attuativo della delega fiscale (L. 111/2023) relativo al lavoro domestico non e ancora stato approvato. Le stime piu ottimistiche parlano di una possibile entrata in vigore nel 2027, ma i tempi potrebbero allungarsi per la necessita di adeguare i sistemi informatici dell’INPS.

La riforma aumentera il costo del lavoro domestico per le famiglie?

In linea teorica no, perche l’IRPEF e un’imposta a carico del lavoratore, non del datore. Tuttavia, la famiglia dovra “anticipare” la quota IRPEF nel versamento all’INPS e poi corrispondere al lavoratore la retribuzione al netto. Questo modifica il flusso di cassa ma non il costo complessivo del rapporto di lavoro.

I lavoratori domestici stranieri come saranno gestiti?

La riforma si applicherebbe a tutti i lavoratori domestici regolari, indipendentemente dalla nazionalita. I lavoratori stranieri non residenti fiscalmente in Italia o con convenzioni bilaterali potrebbero beneficiare di trattamenti particolari, ma i dettagli non sono ancora stati definiti nei testi preparatori.

Cosa succede se una colf lavora per piu famiglie?

Questo e uno dei nodi tecnici piu complessi della riforma. Probabilmente l’INPS dovra aggregare i dati di tutti i datori di lavoro per calcolare l’IRPEF corretta, con un meccanismo di conguaglio annuale simile a quello previsto per i lavoratori con piu datori nel settore privato ordinario.

Posso ancora dedurre i contributi colf dal mio 730 con la nuova riforma?

Si. La deduzione dei contributi versati per il personale domestico (art. 10 comma 2 TUIR, fino a 1.549,37 euro) non e stata toccata dalle proposte di riforma in discussione. Riguarda i contributi previdenziali, non le ritenute IRPEF, e restera in vigore indipendentemente dal nuovo sistema di gestione dell’imposta.

Dove posso trovare informazioni ufficiali sulla riforma?

Le fonti ufficiali da monitorare sono: il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it), il sito dell’INPS (www.inps.it), la Gazzetta Ufficiale per i decreti attuativi, e le comunicazioni delle associazioni di settore come Assindatcolf (www.assindatcolf.it) e Fidaldo (www.fidaldo.it).

📬

Resta aggiornato sulle novita fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

Niente spam. Cancellati quando vuoi.

In conclusione

La prospettiva di una ritenuta IRPEF gestita dall’INPS per colf e badanti rappresenta una delle riforme piu significative del lavoro domestico degli ultimi decenni. Il modello, ispirato all’esperienza francese del CESU, mira a semplificare gli adempimenti, ridurre l’evasione fiscale e garantire maggiori tutele ai lavoratori domestici. Per le famiglie, il cambiamento piu rilevante sara un versamento INPS trimestrale piu articolato ma, in cambio, la liberazione da qualsiasi obbligo fiscale diretto verso il lavoratore.

Nel frattempo, continuate a gestire correttamente i rapporti di lavoro domestico secondo la normativa vigente. Se avete dubbi sui contributi da versare, sulla deduzione fiscale o sulla corretta applicazione del CCNL, il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per una consulenza personalizzata. Leggi anche il nostro articolo su come consegnare correttamente la lettera di licenziamento alla colf o alla badante.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 18:58:502026-05-31 17:41:54Colf e Badanti: verso la Ritenuta IRPEF gestita dall’INPS
CAF

Flat Tax Colf e Badanti 2026: Riforma Tassazione Lavoro Domestico

colf e badanti CAF Udine

Il settore del lavoro domestico potrebbe essere interessato da una riforma fiscale significativa: l’introduzione di una flat tax per colf e badanti con un nuovo sistema di ritenuta versata direttamente dalle famiglie datrici di lavoro. La proposta, attualmente allo studio del governo, mira a semplificare la tassazione e ridurre il carico fiscale per oltre 2 milioni di lavoratori domestici in Italia.

Attualmente, colf e badanti sono soggetti alla tassazione ordinaria IRPEF con aliquote progressive che possono arrivare fino al 43% per i redditi più alti. La flat tax introdurrebbe invece un’aliquota unica agevolata, rendendo più conveniente la regolarizzazione del lavoro domestico e combattendo il lavoro nero, fenomeno ancora molto diffuso nel settore.

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona attualmente la tassazione di colf e badanti
  2. La proposta di flat tax: aliquota e meccanismo
  3. Il nuovo sistema di ritenuta versata dalle famiglie
  4. Vantaggi per le famiglie datrici di lavoro
  5. Vantaggi per colf e badanti
  6. Confronto: sistema attuale vs flat tax
  7. Quando potrebbe entrare in vigore
  8. Come prepararsi alla riforma
  9. Domande frequenti

Come Funziona Attualmente la Tassazione di Colf e Badanti

Il sistema fiscale attuale prevede che colf, badanti e collaboratori domestici siano soggetti alla tassazione IRPEF ordinaria con scaglioni progressivi. Questo significa che il loro reddito viene tassato esattamente come quello di qualsiasi altro lavoratore dipendente, secondo le seguenti aliquote IRPEF 2026:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

Per i lavoratori domestici, che nella maggior parte dei casi hanno redditi compresi tra 10.000 e 25.000 euro annui, l’aliquota applicabile è dunque del 23%. A questa si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che possono portare il carico fiscale effettivo fino al 25-26%.

Il Ruolo delle Famiglie nel Sistema Attuale

Attualmente, le famiglie che assumono colf e badanti hanno l’obbligo di:

  • Versare i contributi INPS (obbligatori per legge)
  • Comunicare il rapporto di lavoro all’INPS entro 24 ore dall’assunzione
  • Rilasciare la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivo
  • NON operare ritenute fiscali (il lavoratore paga le tasse autonomamente)

Questo sistema presenta alcune criticità: molti lavoratori domestici non presentano la dichiarazione dei redditi, evadendo le imposte, mentre le famiglie non hanno strumenti di controllo. Il risultato è un tasso di evasione fiscale stimato intorno al 60% nel settore del lavoro domestico, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La Proposta di Flat Tax: Aliquota e Meccanismo

La riforma allo studio prevede l’introduzione di una flat tax per colf e badanti con un’aliquota fissa agevolata. Secondo le bozze circolate, le ipotesi sul tavolo sono due:

  • Aliquota al 15% (la più probabile)
  • Aliquota al 10% (solo per redditi fino a 15.000 euro)

La proposta più accreditata è quella di un’aliquota unica del 15% applicabile a tutti i redditi da lavoro domestico, indipendentemente dall’importo. Questo rappresenterebbe un risparmio fiscale significativo rispetto all’attuale 23%, pari a 8 punti percentuali.

A Chi Si Applicherebbe la Flat Tax

La flat tax per il lavoro domestico si applicherebbe a tutte le categorie di lavoratori domestici regolarmente assunti, tra cui:

  • Colf (collaboratori familiari)
  • Badanti (assistenti familiari)
  • Baby sitter assunte con contratto regolare
  • Governanti
  • Autisti privati
  • Giardinieri assunti dalla famiglia

La condizione fondamentale sarebbe che il rapporto di lavoro sia regolarmente comunicato all’INPS e che i contributi previdenziali siano versati. I lavoratori in nero, ovviamente, non potrebbero beneficiare della flat tax.

Carattere Sostitutivo della Flat Tax

La flat tax al 15% avrebbe carattere sostitutivo, il che significa che sostituirebbe completamente:

  • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
  • Addizionale regionale IRPEF
  • Addizionale comunale IRPEF

In pratica, il lavoratore domestico pagherebbe solo il 15% di tasse sul reddito percepito, senza ulteriori imposte locali. Questo renderebbe il sistema più semplice e trasparente, eliminando la complessità degli scaglioni progressivi.

Il Nuovo Sistema di Ritenuta Versata dalle Famiglie

La vera novità rivoluzionaria della riforma sarebbe l’introduzione di un sistema di ritenuta d’acconto versata direttamente dalle famiglie. Attualmente, questo obbligo non esiste: le famiglie pagano il netto pattuito al lavoratore, che poi deve provvedere autonomamente al pagamento delle imposte.

Con la flat tax e il nuovo sistema di ritenuta, invece, le famiglie datrici di lavoro dovrebbero:

  1. Trattenere il 15% dalla retribuzione mensile della colf o badante
  2. Versare questa ritenuta all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo
  3. Rilasciare la Certificazione Unica attestante le ritenute operate

Come Funzionerebbe in Pratica

Facciamo un esempio concreto per chiarire il meccanismo:

SITUAZIONE ATTUALE (senza flat tax):

  • Retribuzione mensile lorda: 1.200 euro
  • Contributi INPS a carico lavoratore (1,64%): 19,68 euro
  • Netto in busta: 1.180,32 euro
  • Tasse IRPEF 23%: da pagare con dichiarazione redditi
  • Famiglia versa all’INPS: contributi datore di lavoro

CON LA FLAT TAX (sistema nuovo):

  • Retribuzione mensile lorda: 1.200 euro
  • Ritenuta flat tax 15%: 180 euro (trattenuta dalla famiglia)
  • Contributi INPS a carico lavoratore (1,64%): 19,68 euro
  • Netto in busta: 1.000,32 euro
  • Famiglia versa all’Erario: 180 euro (ritenuta fiscale)
  • Famiglia versa all’INPS: contributi datore di lavoro

Il lavoratore riceverebbe meno in busta (perché le tasse vengono trattenute subito), ma non dovrebbe più preoccuparsi di pagare le imposte con la dichiarazione dei redditi. Il saldo sarebbe pari a zero, senza conguagli o debiti fiscali.

Modalità di Versamento per le Famiglie

Secondo le ipotesi allo studio, le famiglie potrebbero versare la ritenuta attraverso:

  • Modello F24 semplificato: con codice tributo dedicato
  • Piattaforma INPS online: contestualmente al pagamento dei contributi
  • Delega a CAF o consulente: per chi preferisce l’assistenza

L’obiettivo del governo è rendere il processo il più semplice possibile, magari integrando il versamento fiscale con quello contributivo INPS, in modo che la famiglia possa assolvere tutti gli obblighi con un’unica operazione mensile.

Vantaggi per le Famiglie Datrici di Lavoro

La riforma della flat tax per colf e badanti porterebbe diversi vantaggi concreti alle famiglie che assumono lavoratori domestici:

1. Maggiore Trasparenza Fiscale

Con il sistema di ritenuta, la famiglia avrebbe la certezza che il lavoratore sia in regola con il fisco. Attualmente, molte famiglie scoprono solo in sede di controllo che la propria colf o badante non ha mai pagato le tasse, rischiando contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

2. Possibile Ampliamento delle Detrazioni

La riforma potrebbe essere accompagnata da un potenziamento delle detrazioni fiscali per le spese di assistenza. Attualmente, le famiglie possono detrarre il 19% delle spese sostenute per badanti di persone non autosufficienti, con un tetto massimo di 2.100 euro annui (detrazione massima: 399 euro).

Con la riforma, si ipotizza un aumento della detrazione massima o l’estensione della platea di beneficiari, includendo anche le spese per colf (attualmente non detraibili).

3. Semplificazione degli Adempimenti

Gestire un’unica operazione mensile (contributi + ritenuta fiscale) renderebbe più semplice la vita delle famiglie. Molte potrebbero utilizzare piattaforme digitali o servizi di pagamento automatico, riducendo il carico burocratico.

4. Riduzione del Costo del Lavoro (Indiretto)

Se la flat tax rende più conveniente la regolarizzazione, molti lavoratori oggi in nero potrebbero accettare un contratto regolare anche con una retribuzione lorda leggermente inferiore, sapendo che il netto percepito sarà comunque superiore grazie al risparmio fiscale dell’8% (da 23% a 15%).

Vantaggi per Colf e Badanti

Anche i lavoratori domestici trarrebbero benefici concreti dalla riforma:

1. Risparmio Fiscale Significativo

Il passaggio dall’aliquota IRPEF del 23% alla flat tax del 15% comporta un risparmio dell’8% sul reddito imponibile. Vediamo alcuni esempi pratici:

Retribuzione annua lordaImposte con IRPEF 23%Imposte con flat tax 15%Risparmio annuo
12.000 euro2.760 euro1.800 euro960 euro
15.000 euro3.450 euro2.250 euro1.200 euro
18.000 euro4.140 euro2.700 euro1.440 euro
24.000 euro5.520 euro3.600 euro1.920 euro

Una badante che guadagna 18.000 euro lordi all’anno risparmierebbe 1.440 euro, pari a 120 euro al mese. Un incentivo significativo per la regolarizzazione.

2. Nessun Obbligo di Dichiarazione dei Redditi

Con il sistema di ritenuta alla fonte, i lavoratori domestici che hanno un solo datore di lavoro non sarebbero più obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF). Le tasse sarebbero già pagate completamente dalla ritenuta operata dalla famiglia.

Questo eliminerebbe:

  • L’obbligo di compilare il 730
  • Il rischio di sanzioni per omessa dichiarazione
  • Il costo del CAF (se si fa assistenza fiscale)
  • Conguagli e debiti fiscali a fine anno

3. Maggiori Tutele Previdenziali

Un lavoratore regolarizzato con contratto INPS ha diritto a:

  • Pensione (contributiva)
  • Indennità di disoccupazione NASPI (in caso di licenziamento)
  • Maternità (per le lavoratrici)
  • Malattia (indennità INPS dal 4° giorno)
  • Infortuni sul lavoro
  • Assegno per il nucleo familiare

La flat tax, rendendo più conveniente il lavoro regolare, aumenterebbe il numero di lavoratori che godono di queste tutele, oggi negate a chi lavora in nero.

4. TFR e Ferie Retribuite

Il contratto regolare prevede:

  • TFR (Trattamento di Fine Rapporto): 6,91% della retribuzione lorda annua
  • Ferie: 26 giorni di ferie retribuite all’anno
  • Tredicesima: mensilità aggiuntiva
  • Permessi: retribuiti

Lavorare regolarmente significa anche accumulare un TFR che, dopo 10 anni di lavoro, può ammontare a diverse migliaia di euro.

Confronto: Sistema Attuale vs Flat Tax

Ecco un confronto dettagliato tra il sistema fiscale attuale e quello proposto con la flat tax:

AspettoSistema AttualeCon Flat Tax 15%
Aliquota fiscaleIRPEF 23% + addizionali (tot. 25-26%)Flat tax 15% (sostitutiva)
Ritenuta dalla famigliaNO (lavoratore paga autonomamente)SÌ (15% trattenuto in busta)
Dichiarazione redditiObbligatoria (730 o Redditi PF)Non necessaria (se un solo datore)
Risparmio fiscale–8-11% in meno di tasse
Adempimenti famigliaSolo contributi INPSContributi INPS + ritenuta fiscale
SemplicitàComplessa (dichiarazione annuale)Semplice (ritenuta mensile)
Controllo evasioneDifficileAutomatico (tasse già pagate)

Il sistema proposto è più semplice, più conveniente per i lavoratori e più efficace nel contrastare l’evasione fiscale.

Quando Potrebbe Entrare in Vigore la Riforma

La flat tax per colf e badanti è attualmente in fase di studio da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e del Ministero del Lavoro. Non esiste ancora un disegno di legge ufficiale, ma la misura è stata inserita tra le priorità del governo per il contrasto al lavoro nero.

Tempistica Ipotizzata

Secondo le indiscrezioni, la riforma potrebbe seguire questo percorso:

  1. Primavera 2026: presentazione del disegno di legge al Parlamento
  2. Estate 2026: discussione e approvazione (possibile inserimento in un decreto fiscale o nella Legge di Bilancio 2027)
  3. 1° gennaio 2027: entrata in vigore (data più probabile)

Non è escluso che la misura possa essere anticipata con un decreto-legge urgente già nel secondo semestre 2026, se il governo deciderà di accelerare sulla lotta al lavoro nero.

Regime Transitorio

È probabile che la riforma preveda un periodo transitorio di 6-12 mesi per permettere alle famiglie e ai lavoratori di adeguarsi al nuovo sistema. Durante questa fase:

  • Le famiglie dovranno attrezzarsi per operare le ritenute
  • L’INPS dovrà aggiornare le piattaforme online
  • I CAF formeranno il personale per assistere le famiglie
  • L’Agenzia delle Entrate definirà i codici tributo e le modalità operative

Come Prepararsi alla Riforma

Se la riforma verrà approvata, è importante che famiglie e lavoratori si preparino per tempo. Ecco alcuni consigli pratici:

Per le Famiglie

  1. Regolarizza il rapporto di lavoro: se hai una colf o badante in nero, inizia a valutare la regolarizzazione. Con la flat tax, il costo complessivo potrebbe diventare più sostenibile.
  2. Familiarizza con l’INPS online: impara a usare il portale INPS per i contributi domestici. La piattaforma verrà probabilmente integrata anche per i versamenti fiscali.
  3. Conserva la documentazione: conserva tutte le buste paga, le ricevute di pagamento INPS e la Certificazione Unica. Serviranno per operare correttamente le ritenute.
  4. Consulta un CAF: il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella transizione al nuovo sistema e calcolare l’impatto economico della riforma.

Per i Lavoratori

  1. Richiedi un contratto regolare: se lavori in nero, la flat tax è un’occasione per chiedere al datore di lavoro un contratto INPS. Il risparmio fiscale renderà più vantaggioso il lavoro regolare.
  2. Verifica la tua posizione contributiva: controlla sul portale INPS se tutti i contributi sono stati versati correttamente. Servono per la pensione futura.
  3. Calcola il nuovo netto: con la flat tax, il tuo netto in busta sarà inferiore (perché le tasse vengono trattenute subito), ma non avrai più conguagli a fine anno.
  4. Aggiorna il tuo ISEE: il reddito dichiarato con la flat tax influenzerà il calcolo dell’ISEE per accedere a bonus e agevolazioni.

Il Ruolo del CAF

Il CAF Centro Fiscale sarà un punto di riferimento fondamentale per assistere sia le famiglie che i lavoratori nella transizione al nuovo sistema. I nostri servizi includeranno:

  • Calcolo delle ritenute mensili da operare
  • Compilazione del Modello F24 per il versamento
  • Assistenza per la Certificazione Unica
  • Verifica della convenienza della flat tax rispetto al sistema ordinario
  • Regolarizzazione dei rapporti di lavoro in nero

📬

Resta aggiornato sulle novità fiscali

Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sulla Flat Tax per Colf e Badanti

Quanto si risparmia con la flat tax per colf e badanti?

Con la flat tax al 15% rispetto all’attuale IRPEF al 23%, un lavoratore domestico risparmia l’8% di imposte sul reddito. Su una retribuzione annua di 18.000 euro, il risparmio e di circa 1.440 euro all’anno (120 euro al mese). Per redditi piu bassi o piu alti, il risparmio varia proporzionalmente.

Le famiglie saranno obbligate a trattenere la ritenuta fiscale?

Si, secondo la proposta di riforma le famiglie datrici di lavoro dovranno operare una ritenuta del 15% sulla retribuzione mensile e versarla all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo, esattamente come fanno le aziende per i dipendenti. Questo garantisce che le tasse vengano effettivamente pagate.

La flat tax si applica anche a baby sitter e giardinieri?

Si, la flat tax per il lavoro domestico si applicherebbe a tutte le categorie di lavoratori domestici regolarmente assunti: colf, badanti, baby sitter, governanti, autisti privati e giardinieri. La condizione essenziale e che il rapporto di lavoro sia comunicato all’INPS e i contributi siano regolarmente versati.

Con la flat tax devo comunque presentare il 730?

No, se hai un solo datore di lavoro e la famiglia opera correttamente la ritenuta del 15%, non sarai piu obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. Le imposte saranno gia state pagate completamente tramite ritenuta alla fonte, senza conguagli o debiti fiscali.

I contributi INPS cambiano con la flat tax?

No, i contributi previdenziali INPS restano invariati. La flat tax riguarda solo la tassazione fiscale (IRPEF), non i contributi. Le famiglie continueranno a versare i contributi come ora, ma in aggiunta dovranno operare e versare anche la ritenuta fiscale del 15%.

Quando entra in vigore la flat tax per colf e badanti?

La riforma e attualmente in fase di studio. Se approvata entro il 2026, la data piu probabile di entrata in vigore e il 1 gennaio 2027. Non e escluso un avvio anticipato nel secondo semestre 2026 tramite decreto-legge, con un periodo transitorio di 6-12 mesi per l’adeguamento.

La flat tax conviene a tutti i lavoratori domestici?

Si, la flat tax al 15% conviene a tutti i lavoratori con redditi da lavoro domestico fino a 50.000 euro annui (soglia oltre la quale scatta l’aliquota IRPEF del 35%). Per la stragrande maggioranza di colf e badanti, che guadagnano tra 10.000 e 25.000 euro, il risparmio e garantito.


Hai Bisogno di Assistenza per Colf e Badanti?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione fiscale e contributiva del lavoro domestico.

I nostri servizi:

  • Regolarizzazione rapporti di lavoro
  • Calcolo contributi INPS
  • Certificazione Unica per lavoratori domestici
  • Assistenza dichiarazione redditi colf e badanti
  • Consulenza sulla futura flat tax
Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


    ARTICOLI CORRELATI

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CAF, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, SUCCESSIONI

    Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)

    Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)Quando muore un contribuente titolare di partita IVA, gli eredi si trovano di fronte a una serie di adempimenti fiscali e burocratici che vanno gestiti in…
    Settembre 3, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:47Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)
    Dichiarazione dei redditi 730
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte

    Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
    Settembre 3, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    CAF, SUCCESSIONI

    Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Guida Completa (Modello SUC, Imposte, Quadri EA-EL)

    Affrontare una dichiarazione di successione subito dopo la perdita di un familiare è uno degli adempimenti fiscali più complessi che un cittadino possa trovarsi a gestire. Questa guida completa ti accompagna passo per passo nella compilazione…
    Settembre 2, 2026
    /
    0 Commenti
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-02 14:00:002026-09-01 10:26:08Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Guida Completa (Modello SUC, Imposte, Quadri EA-EL)

    CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

    ECCELLENTE
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    In base a 917 recensioni
    Google
    Pubblicato su Google Google
    Paola Zilli profile picture
    Paola Zilli
    07/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
    Pubblicato su Google Google
    Jacqueline B. profile picture
    Jacqueline B.
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
    Pubblicato su Google Google
    Maura Masutto profile picture
    Maura Masutto
    06/08/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
    Pubblicato su Google Google
    Issam Elhefnawi profile picture
    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto gentile
    Pubblicato su Google Google
    Sibongile Moyana profile picture
    Sibongile Moyana
    30/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
    Pubblicato su Google Google
    Sabrina Cirina profile picture
    Sabrina Cirina
    23/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
    Pubblicato su Google Google
    robert poletto profile picture
    robert poletto
    17/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Fantastici
    Pubblicato su Google Google
    Geanina Gaita profile picture
    Geanina Gaita
    16/07/2026
    Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
    Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

    Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

    Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-18 07:36:482026-05-31 18:02:31Flat Tax Colf e Badanti 2026: Riforma Tassazione Lavoro Domestico
    CAF, COLF E BADANTI

    Colf e Badanti: verso la Ritenuta IRPEF gestita dall’INPS

    colf e badanti CAF Udine

    Una delle novita piu rilevanti in materia di lavoro domestico che si sta delineando nel panorama normativo italiano riguarda la possibile introduzione della ritenuta IRPEF gestita direttamente dall’INPS per colf, badanti e altri lavoratori domestici. Si tratta di una riforma che, se approvata, cambierebbe radicalmente il rapporto fiscale tra datori di lavoro privati, lavoratori domestici e fisco, semplificando adempimenti oggi considerati onerosi e spesso causa di irregolarita. In questo articolo analizziamo lo stato attuale della normativa, le proposte in discussione, cosa succederebbe concretamente e quali sarebbero vantaggi e criticita per le famiglie italiane che impiegano personale domestico.

    📬

    Resta aggiornato sulle novita fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Il sistema attuale: come funziona la tassazione del lavoro domestico

    Per comprendere la portata della riforma in discussione, e necessario partire dal sistema in vigore. Oggi, il datore di lavoro domestico privato non e sostituto d’imposta: questo significa che non deve operare ritenute alla fonte sullo stipendio del lavoratore, non deve presentare il modello 770, ne rilasciare la Certificazione Unica (CU) al dipendente.

    In pratica, la famiglia che assume una colf, una badante o una baby sitter paga la retribuzione al lordo, versa i contributi INPS trimestralmente (entro il 10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre e 10 gennaio), ma non si occupa di calcolare o versare l’IRPEF. Spetta al lavoratore domestico provvedere autonomamente alla dichiarazione dei redditi e al pagamento dell’imposta sul proprio reddito da lavoro.

    Questo sistema, regolato dall’articolo 7-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 e dall’articolo 1 comma 3 del D.P.R. 31 maggio 1999, n. 195, ha radici storiche profonde ma presenta evidenti lacune. La principale: molti lavoratori domestici, specie quelli con redditi bassi o stranieri, non presentano la dichiarazione dei redditi, creando una vasta area di evasione IRPEF che lo Stato ha interesse a ridurre.

    I contributi INPS: il meccanismo gia centralizzato

    A differenza dell’IRPEF, i contributi previdenziali per il lavoro domestico sono gia gestiti in modo centralizzato tramite l’INPS. I datori di lavoro versano i contributi ogni trimestre su base forfettaria, calcolati sulle ore di lavoro settimanali e sulla retribuzione oraria convenzionale (aggiornata annualmente dall’INPS).

    Per il 2026, le retribuzioni convenzionali orarie su cui calcolare i contributi sono:

    Orario settimanaleRetribuzione effettivaContributo orario totale (datore + lavoratore)
    Fino a 24 oreFino a 8,19 euro/oracirca 1,58 euro/ora
    Fino a 24 oreOltre 8,19 euro/oracirca 1,65 euro/ora
    Oltre 24 oreFino a 9,88 euro/oracirca 1,77 euro/ora
    Oltre 24 oreOltre 9,88 euro/oracirca 1,86 euro/ora

    Nota: i valori esatti vengono aggiornati dall’INPS con circolare ogni anno a inizio anno. I dati sopra sono indicativi e soggetti a verifica con la circolare INPS vigente. Il datore paga circa 2/3 e il lavoratore 1/3 della contribuzione totale.

    La proposta di riforma: l’INPS come sostituto d’imposta

    La riforma che si sta delineando prevede di attribuire all’INPS il ruolo di sostituto d’imposta per i lavoratori domestici, in modo analogo a quanto avviene gia per i pensionati (dove l’INPS trattiene la ritenuta IRPEF direttamente dalla pensione mensile). L’idea di fondo e semplice ma ambiziosa: centralizzare in un unico ente la gestione sia dei contributi previdenziali sia delle ritenute fiscali per il settore del lavoro domestico.

    In concreto, il meccanismo funzionerebbe cosi:

    1. Il datore di lavoro domestico continuerebbe a versare all’INPS (tramite MAV/pagoPA) i contributi trimestrali, ma il versamento includerebbe anche una quota IRPEF trattenuta virtualmente dallo stipendio del lavoratore.
    2. L’INPS, una volta incassate le somme, provvederebbe a:
    • versare all’Erario le ritenute IRPEF calcolate sul reddito da lavoro domestico;
    • rilasciare al lavoratore la Certificazione Unica (CU) annuale;
    • comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati reddituali del lavoratore.

    Il lavoratore domestico, con la CU rilasciata dall’INPS, potrebbe poi usufruire del modello 730 precompilato gia popolato con i propri dati di reddito, semplificando enormemente la propria posizione fiscale.

    Il contesto normativo: la delega fiscale e il decreto attuativo

    La proposta si inserisce nel piu ampio progetto di riforma fiscale avviata con la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (c.d. “delega fiscale”), che ha conferito al Governo la facolta di emanare decreti legislativi delegati per la revisione del sistema tributario. Tra i principi e criteri direttivi della delega figurano esplicitamente la razionalizzazione del sistema dei sostituti d’imposta e la riduzione degli adempimenti a carico dei contribuenti.

    Il lavoro domestico e stato identificato come uno dei settori prioritari di intervento, sia per l’entita del fenomeno (oltre 900.000 lavoratori domestici regolari in Italia secondo i dati INPS, con un volume di retribuzioni annue stimato in circa 8-10 miliardi di euro) sia per il basso tasso di compliance fiscale che lo caratterizza.

    A partire dal 2024, sono stati avviati tavoli tecnici tra Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), INPS, Agenzia delle Entrate e le principali associazioni di datori di lavoro domestico (Assindatcolf, Fidaldo) per definire i dettagli operativi della riforma. Al momento della redazione di questo articolo (maggio 2026), la norma attuativa non e ancora stata emanata ma i lavori preparatori sono in stato avanzato.

    Cosa cambia per le famiglie e per i lavoratori domestici

    Per il datore di lavoro (la famiglia)

    Per la famiglia che assume personale domestico, la riforma avrebbe un impatto moderato ma positivo in termini di semplificazione. Ecco i principali cambiamenti attesi:

    • Nessun nuovo ruolo da sostituto d’imposta in senso pieno: la famiglia non dovra calcolare autonomamente le ritenute IRPEF. Sara l’INPS a farlo sulla base dei dati retributivi comunicati al momento del versamento contributivo.
    • Versamento trimestrale leggermente piu alto: il bollettino MAV/pagoPA includera, oltre ai contributi previdenziali, anche la quota IRPEF calcolata sull’imponibile fiscale del lavoratore (la retribuzione lorda). In sostanza, la famiglia anticipera anche l’IRPEF del lavoratore, che verra poi scalata dallo stipendio netto.
    • Nessun obbligo di CU o 770: l’emissione della Certificazione Unica e la trasmissione del modello 770 rimarranno in capo all’INPS, non alla famiglia.
    • Retribuzione netta al lavoratore: lo stipendio corrisposto al lavoratore sara gia al netto della ritenuta IRPEF, come avviene per qualsiasi altro lavoratore dipendente nelle aziende private.

    Per il lavoratore domestico (colf, badante, baby sitter)

    I vantaggi piu significativi della riforma si apprezzano dal lato del lavoratore:

    • Fine dell’obbligo di presentare autonomamente la dichiarazione dei redditi (salvo altri redditi diversi da quelli domestici): con la CU rilasciata dall’INPS, il lavoratore potra usare il 730 precompilato o, in molti casi, essere esonerato dalla dichiarazione se il reddito da lavoro domestico e l’unica fonte di reddito e l’imposta e gia stata liquidata tramite ritenuta.
    • Accesso a detrazioni da lavoro dipendente: oggi molti lavoratori domestici non sfruttano le detrazioni previste per il lavoro dipendente (articolo 13 del TUIR) perche non presentano la dichiarazione. Con la riforma, queste detrazioni verrebbero applicate automaticamente dall’INPS in fase di calcolo della ritenuta.
    • Certezza delle posizioni previdenziali: l’integrazione tra gestione contributiva e fiscale rendera piu difficile l’omissione dei versamenti contributivi, tutelando meglio il lavoratore ai fini pensionistici.
    • Emersione dei rapporti irregolari: la maggiore pressione fiscale indiretta potrebbe incentivare la regolarizzazione dei contratti in nero, con benefici per i lavoratori in termini di tutele contrattuali e previdenziali.

    Il calcolo dell’IRPEF sul lavoro domestico: simulazione pratica

    Vediamo con un esempio concreto come funzionerebbe il meccanismo della ritenuta IRPEF gestita dall’INPS, usando le aliquote IRPEF vigenti per il 2026.

    Le aliquote IRPEF 2026

    Per il 2026, le aliquote IRPEF sono le seguenti, come riformate dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 207/2023) che ha confermato il sistema a tre scaglioni:

    Scaglione di redditoAliquota IRPEF
    Da 0 a 28.000 euro23%
    Da 28.001 a 50.000 euro35%
    Oltre 50.000 euro43%

    Per i lavoratori domestici part-time o con contratti a ore, il reddito annuo raramente supera i 28.000 euro, quindi nella maggior parte dei casi si applica l’aliquota del 23%.

    Esempio pratico: badante convivente full-time

    Consideriamo una badante convivente inquadrata al livello CS del CCNL Lavoro Domestico 2024-2026, con retribuzione mensile contrattuale di circa 1.100 euro mensili + indennita sostitutiva vitto e alloggio (per il convivente, circa 290-310 euro mensili aggiuntivi).

    Reddito imponibile annuo approssimativo: circa 16.800 euro (retribuzione + indennita sostitutiva x 12 mesi + tredicesima).

    VoceImporto
    Reddito lordo annuo16.800 euro
    IRPEF lorda (23% su 16.800)3.864 euro
    Detrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR)circa 2.935 euro
    IRPEF netta annuacirca 929 euro
    IRPEF mensile trattenutacirca 77 euro/mese
    Stipendio netto mensile effettivocirca 1.023-1.043 euro

    I valori sono stime indicative. L’importo esatto varia in base alla situazione familiare, alle detrazioni per carichi di famiglia e ad altri elementi individuali che l’INPS dovrebbe acquisire tramite apposita comunicazione del lavoratore.

    Esempio pratico: colf a ore (non convivente)

    Una colf non convivente che lavora 20 ore settimanali con retribuzione oraria di circa 9,50 euro:

    VoceImporto
    Ore lavorate/mesecirca 87 ore
    Retribuzione mensile lordacirca 826 euro
    Retribuzione annua lorda (incl. 13^)circa 10.740 euro
    IRPEF lorda (23% su 10.740)2.470 euro
    Detrazione da lavoro dipendente (art. 13 TUIR)1.955 euro
    IRPEF netta annuacirca 515 euro
    IRPEF mensile trattenutacirca 43 euro/mese

    In questo caso, la ritenuta mensile sarebbe contenuta e l’impatto sul netto percepito dalla colf relativamente limitato, specie considerando la detrazione da lavoro dipendente.

    Le criticita della riforma: cosa preoccupa datori e lavoratori

    Nonostante i vantaggi teorici, la riforma ha suscitato alcune perplessita tra le associazioni di settore. Vediamo le principali criticita.

    1. La gestione delle detrazioni individuali

    Per applicare correttamente le ritenute, l’INPS avrebbe bisogno di conoscere la situazione personale di ogni lavoratore domestico: numero di familiari a carico, eventuali altri redditi, spese detraibili, ecc. Raccogliere queste informazioni richiede un sistema di comunicazione ad hoc tra lavoratore e INPS, non ancora predisposto.

    Il rischio e che, in assenza di tali informazioni, l’INPS applichi una ritenuta forfettaria basata sul solo reddito da lavoro domestico, ignorando le detrazioni a cui il lavoratore avrebbe diritto. In questo caso, il lavoratore si troverebbe con un credito IRPEF da recuperare tramite dichiarazione dei redditi, vanificando in parte i benefici della semplificazione.

    2. I lavoratori con piu datori di lavoro

    E frequente che una colf lavori per due o tre famiglie diverse. In questo caso, ciascun datore verserebbe un contributo all’INPS su una base retributiva parziale, e l’INPS dovrebbe consolidare tutti i redditi del lavoratore per calcolare correttamente l’imposta complessiva. Questa operazione di consolidamento e tecnicamente complessa e richiederebbe sistemi informativi sofisticati.

    3. Impatto sul costo del lavoro per le famiglie

    Alcune associazioni di datori di lavoro domestico, come Assindatcolf, hanno evidenziato che il nuovo sistema potrebbe aumentare l’esborso trimestrale delle famiglie: il bollettino INPS includerebbe sia i contributi previdenziali sia la quota IRPEF anticipata per conto del lavoratore. Anche se quest’ultima e formalmente a carico del lavoratore (viene scalata dalla retribuzione netta), la famiglia dovra “anticipare” la somma prima di pagarla poi al lavoratore al netto.

    Cio potrebbe creare problemi di liquidita per le famiglie che gestiscono i pagamenti su base mensile ma versano i contributi su base trimestrale.

    4. Il rischio di ulteriore emersione selettiva

    Paradossalmente, una riforma che rende piu costosa e complessa la regolarizzazione potrebbe spingere alcune famiglie verso il lavoro in nero, specie per prestazioni occasionali o part-time molto ridotto. Il bilanciamento tra contrasto all’evasione e accessibilita della regolarizzazione e uno dei nodi centrali del dibattito.

    La deduzione IRPEF per i contributi colf: il beneficio fiscale attuale

    Mentre si attende la riforma, e utile ricordare il principale beneficio fiscale gia disponibile per le famiglie che assumono personale domestico: la deduzione IRPEF dei contributi previdenziali versati all’INPS.

    Ai sensi dell’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917), i contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari sono deducibili dal reddito complessivo del datore di lavoro fino a un massimo di 1.549,37 euro annui. Questa soglia, rimasta invariata da anni, rappresenta uno sgravio fiscale significativo specie per le famiglie con redditi medio-alti.

    Aliquota IRPEF datoreRisparmio fiscale massimo (su 1.549,37 euro)
    23%356 euro/anno
    35%542 euro/anno
    43%666 euro/anno

    Questo beneficio e separato dalla detrazione del 19% per le spese di assistenza di persone non autosufficienti (art. 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR), che consente di detrarre fino a 2.100 euro annui di spese pagate alla badante, a condizione che il reddito del contribuente non superi i 40.000 euro. Per approfondire questo aspetto, leggi anche il nostro articolo su spesa badante nel 730/2026.

    Il confronto con altri Paesi europei

    L’Italia non e la prima a pensare a un sistema centralizzato di tassazione del lavoro domestico. Alcuni esempi europei sono illuminanti.

    Francia: il modello CESU

    In Francia esiste dal 2006 il sistema CESU (Cheque Emploi Service Universel), gestito dall’URSSAF (l’equivalente del nostro INPS). Il datore di lavoro domestico dichiara mensilmente le ore lavorate e la retribuzione tramite un portale online, e il sistema calcola automaticamente sia i contributi sociali sia le ritenute fiscali. Al lavoratore viene accreditata la retribuzione netta direttamente sul conto corrente. E un modello considerato di eccellenza a livello europeo per la sua semplicita.

    Germania e Belgio: sistemi intermedi

    In Germania il lavoro domestico a basse ore (c.d. “minijob” fino a 556 euro mensili, soglia 2025) beneficia di un regime contributivo e fiscale agevolato con versamento centralizzato tramite la Knappschaft. In Belgio esiste un sistema di “titoli-servizio” (titres-services) con cui le famiglie acquistano buoni da spendere per i servizi domestici, gestiti da societa autorizzate che fungono da sostituti d’imposta.

    Il modello francese CESU e quello che piu si avvicina alla proposta italiana, ed e probabile che i lavori preparatori del MEF abbiano preso spunto proprio dall’esperienza transalpina.

    Tempi e iter della riforma: cosa aspettarsi

    Al momento (maggio 2026), il percorso normativo della riforma puo essere cosi sintetizzato:

    • Legge delega n. 111/2023: delega al Governo per la riforma fiscale, include la razionalizzazione dei sostituti d’imposta.
    • Decreto attuativo (in preparazione): non ancora approvato. I tavoli tecnici INPS-MEF-AdE sono ancora in fase di confronto tecnico.
    • Ipotesi di decorrenza: il meccanismo non entrera in vigore prima del 2027, in considerazione dei tempi tecnici necessari per adeguare i sistemi informatici dell’INPS e per la fase transitoria di comunicazione ai datori di lavoro e ai lavoratori.

    E quindi fondamentale, nel frattempo, continuare ad adempiere correttamente agli obblighi attuali: versamento trimestrale dei contributi INPS, comunicazione del rapporto di lavoro tramite il portale INPS, rispetto del CCNL Lavoro Domestico. Leggi anche: contributi colf non versati: cosa fare e come recuperarli.

    Lavoro domestico in nero: i rischi per datore e lavoratore

    In attesa della riforma, va ribadito con forza che il lavoro domestico in nero espone entrambe le parti a rischi seri. I contributi non versati comportano:

    • Per il datore: sanzioni amministrative da parte dell’INPS, recupero contributivo con maggiorazioni e interessi, rischio di ispezioni del lavoro, responsabilita civile verso il lavoratore per mancata copertura previdenziale e INAIL.
    • Per il lavoratore: mancata maturazione di contributi pensionistici, assenza di copertura assicurativa INAIL in caso di infortunio, impossibilita di accedere a indennita di malattia e maternita, difficolta nel dimostrare il rapporto di lavoro per altri benefici (NASpI, ecc.).

    La riforma in corso, proprio perche intenderebbe integrare gestione contributiva e fiscale in un unico flusso, avrebbe anche un effetto indiretto di contrasto al lavoro irregolare.

    Come comportarsi oggi: la checklist per datori di lavoro domestico

    In attesa della riforma, ecco cosa deve fare correttamente una famiglia che assume una colf o una badante:

    1. Comunicazione di assunzione: va inviata all’INPS tramite il portale dedicato (www.inps.it) prima dell’inizio del rapporto di lavoro. Per le dimissioni della badante valgono procedure specifiche.
    2. Contratto scritto: obbligatorio indicare il livello CCNL, l’orario, la retribuzione, il luogo di lavoro. Il CCNL Lavoro Domestico firmato da Assindatcolf/Fidaldo con le sigle sindacali di riferimento e in vigore fino al 2026.
    3. Versamento contributi INPS: entro il 10 aprile (1° trimestre), 10 luglio (2° trimestre), 10 ottobre (3° trimestre), 10 gennaio dell’anno successivo (4° trimestre). I bollettini MAV si generano sul portale INPS.
    4. Busta paga: anche se non obbligatoria per legge nel lavoro domestico, e fortemente consigliata per trasparenza. Assindatcolf fornisce software gratuiti per la sua elaborazione.
    5. Dichiarazione dei redditi del lavoratore: attualmente, il lavoratore domestico deve presentare autonomamente la propria dichiarazione (730 o Redditi PF) se il reddito supera le soglie di esonero.
    6. Deduzione contributi sul 730 del datore: ricordarsi di inserire i contributi versati all’INPS nel rigo E23 del 730, fino al massimo deducibile di 1.549,37 euro.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti (FAQ)

    Quando entrera in vigore la ritenuta IRPEF gestita dall’INPS per colf e badanti?

    Non e ancora stata stabilita una data definitiva. Al maggio 2026, il decreto attuativo della delega fiscale (L. 111/2023) relativo al lavoro domestico non e ancora stato approvato. Le stime piu ottimistiche parlano di una possibile entrata in vigore nel 2027, ma i tempi potrebbero allungarsi per la necessita di adeguare i sistemi informatici dell’INPS.

    La riforma aumentera il costo del lavoro domestico per le famiglie?

    In linea teorica no, perche l’IRPEF e un’imposta a carico del lavoratore, non del datore. Tuttavia, la famiglia dovra “anticipare” la quota IRPEF nel versamento all’INPS e poi corrispondere al lavoratore la retribuzione al netto. Questo modifica il flusso di cassa ma non il costo complessivo del rapporto di lavoro.

    I lavoratori domestici stranieri come saranno gestiti?

    La riforma si applicherebbe a tutti i lavoratori domestici regolari, indipendentemente dalla nazionalita. I lavoratori stranieri non residenti fiscalmente in Italia o con convenzioni bilaterali potrebbero beneficiare di trattamenti particolari, ma i dettagli non sono ancora stati definiti nei testi preparatori.

    Cosa succede se una colf lavora per piu famiglie?

    Questo e uno dei nodi tecnici piu complessi della riforma. Probabilmente l’INPS dovra aggregare i dati di tutti i datori di lavoro per calcolare l’IRPEF corretta, con un meccanismo di conguaglio annuale simile a quello previsto per i lavoratori con piu datori nel settore privato ordinario.

    Posso ancora dedurre i contributi colf dal mio 730 con la nuova riforma?

    Si. La deduzione dei contributi versati per il personale domestico (art. 10 comma 2 TUIR, fino a 1.549,37 euro) non e stata toccata dalle proposte di riforma in discussione. Riguarda i contributi previdenziali, non le ritenute IRPEF, e restera in vigore indipendentemente dal nuovo sistema di gestione dell’imposta.

    Dove posso trovare informazioni ufficiali sulla riforma?

    Le fonti ufficiali da monitorare sono: il sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it), il sito dell’INPS (www.inps.it), la Gazzetta Ufficiale per i decreti attuativi, e le comunicazioni delle associazioni di settore come Assindatcolf (www.assindatcolf.it) e Fidaldo (www.fidaldo.it).

    📬

    Resta aggiornato sulle novita fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    In conclusione

    La prospettiva di una ritenuta IRPEF gestita dall’INPS per colf e badanti rappresenta una delle riforme piu significative del lavoro domestico degli ultimi decenni. Il modello, ispirato all’esperienza francese del CESU, mira a semplificare gli adempimenti, ridurre l’evasione fiscale e garantire maggiori tutele ai lavoratori domestici. Per le famiglie, il cambiamento piu rilevante sara un versamento INPS trimestrale piu articolato ma, in cambio, la liberazione da qualsiasi obbligo fiscale diretto verso il lavoratore.

    Nel frattempo, continuate a gestire correttamente i rapporti di lavoro domestico secondo la normativa vigente. Se avete dubbi sui contributi da versare, sulla deduzione fiscale o sulla corretta applicazione del CCNL, il CAF Centro Fiscale di Udine e a disposizione per una consulenza personalizzata. Leggi anche il nostro articolo su come consegnare correttamente la lettera di licenziamento alla colf o alla badante.

    Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-28 18:58:502026-05-31 17:41:54Colf e Badanti: verso la Ritenuta IRPEF gestita dall’INPS
    CAF

    Flat Tax Colf e Badanti 2026: Riforma Tassazione Lavoro Domestico

    colf e badanti CAF Udine

    Il settore del lavoro domestico potrebbe essere interessato da una riforma fiscale significativa: l’introduzione di una flat tax per colf e badanti con un nuovo sistema di ritenuta versata direttamente dalle famiglie datrici di lavoro. La proposta, attualmente allo studio del governo, mira a semplificare la tassazione e ridurre il carico fiscale per oltre 2 milioni di lavoratori domestici in Italia.

    Attualmente, colf e badanti sono soggetti alla tassazione ordinaria IRPEF con aliquote progressive che possono arrivare fino al 43% per i redditi più alti. La flat tax introdurrebbe invece un’aliquota unica agevolata, rendendo più conveniente la regolarizzazione del lavoro domestico e combattendo il lavoro nero, fenomeno ancora molto diffuso nel settore.

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    Indice dei contenuti

    1. Come funziona attualmente la tassazione di colf e badanti
    2. La proposta di flat tax: aliquota e meccanismo
    3. Il nuovo sistema di ritenuta versata dalle famiglie
    4. Vantaggi per le famiglie datrici di lavoro
    5. Vantaggi per colf e badanti
    6. Confronto: sistema attuale vs flat tax
    7. Quando potrebbe entrare in vigore
    8. Come prepararsi alla riforma
    9. Domande frequenti

    Come Funziona Attualmente la Tassazione di Colf e Badanti

    Il sistema fiscale attuale prevede che colf, badanti e collaboratori domestici siano soggetti alla tassazione IRPEF ordinaria con scaglioni progressivi. Questo significa che il loro reddito viene tassato esattamente come quello di qualsiasi altro lavoratore dipendente, secondo le seguenti aliquote IRPEF 2026:

    • Fino a 28.000 euro: aliquota 23%
    • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 35%
    • Oltre 50.000 euro: aliquota 43%

    Per i lavoratori domestici, che nella maggior parte dei casi hanno redditi compresi tra 10.000 e 25.000 euro annui, l’aliquota applicabile è dunque del 23%. A questa si aggiungono le addizionali regionali e comunali, che possono portare il carico fiscale effettivo fino al 25-26%.

    Il Ruolo delle Famiglie nel Sistema Attuale

    Attualmente, le famiglie che assumono colf e badanti hanno l’obbligo di:

    • Versare i contributi INPS (obbligatori per legge)
    • Comunicare il rapporto di lavoro all’INPS entro 24 ore dall’assunzione
    • Rilasciare la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo dell’anno successivo
    • NON operare ritenute fiscali (il lavoratore paga le tasse autonomamente)

    Questo sistema presenta alcune criticità: molti lavoratori domestici non presentano la dichiarazione dei redditi, evadendo le imposte, mentre le famiglie non hanno strumenti di controllo. Il risultato è un tasso di evasione fiscale stimato intorno al 60% nel settore del lavoro domestico, secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

    La Proposta di Flat Tax: Aliquota e Meccanismo

    La riforma allo studio prevede l’introduzione di una flat tax per colf e badanti con un’aliquota fissa agevolata. Secondo le bozze circolate, le ipotesi sul tavolo sono due:

    • Aliquota al 15% (la più probabile)
    • Aliquota al 10% (solo per redditi fino a 15.000 euro)

    La proposta più accreditata è quella di un’aliquota unica del 15% applicabile a tutti i redditi da lavoro domestico, indipendentemente dall’importo. Questo rappresenterebbe un risparmio fiscale significativo rispetto all’attuale 23%, pari a 8 punti percentuali.

    A Chi Si Applicherebbe la Flat Tax

    La flat tax per il lavoro domestico si applicherebbe a tutte le categorie di lavoratori domestici regolarmente assunti, tra cui:

    • Colf (collaboratori familiari)
    • Badanti (assistenti familiari)
    • Baby sitter assunte con contratto regolare
    • Governanti
    • Autisti privati
    • Giardinieri assunti dalla famiglia

    La condizione fondamentale sarebbe che il rapporto di lavoro sia regolarmente comunicato all’INPS e che i contributi previdenziali siano versati. I lavoratori in nero, ovviamente, non potrebbero beneficiare della flat tax.

    Carattere Sostitutivo della Flat Tax

    La flat tax al 15% avrebbe carattere sostitutivo, il che significa che sostituirebbe completamente:

    • IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)
    • Addizionale regionale IRPEF
    • Addizionale comunale IRPEF

    In pratica, il lavoratore domestico pagherebbe solo il 15% di tasse sul reddito percepito, senza ulteriori imposte locali. Questo renderebbe il sistema più semplice e trasparente, eliminando la complessità degli scaglioni progressivi.

    Il Nuovo Sistema di Ritenuta Versata dalle Famiglie

    La vera novità rivoluzionaria della riforma sarebbe l’introduzione di un sistema di ritenuta d’acconto versata direttamente dalle famiglie. Attualmente, questo obbligo non esiste: le famiglie pagano il netto pattuito al lavoratore, che poi deve provvedere autonomamente al pagamento delle imposte.

    Con la flat tax e il nuovo sistema di ritenuta, invece, le famiglie datrici di lavoro dovrebbero:

    1. Trattenere il 15% dalla retribuzione mensile della colf o badante
    2. Versare questa ritenuta all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo
    3. Rilasciare la Certificazione Unica attestante le ritenute operate

    Come Funzionerebbe in Pratica

    Facciamo un esempio concreto per chiarire il meccanismo:

    SITUAZIONE ATTUALE (senza flat tax):

    • Retribuzione mensile lorda: 1.200 euro
    • Contributi INPS a carico lavoratore (1,64%): 19,68 euro
    • Netto in busta: 1.180,32 euro
    • Tasse IRPEF 23%: da pagare con dichiarazione redditi
    • Famiglia versa all’INPS: contributi datore di lavoro

    CON LA FLAT TAX (sistema nuovo):

    • Retribuzione mensile lorda: 1.200 euro
    • Ritenuta flat tax 15%: 180 euro (trattenuta dalla famiglia)
    • Contributi INPS a carico lavoratore (1,64%): 19,68 euro
    • Netto in busta: 1.000,32 euro
    • Famiglia versa all’Erario: 180 euro (ritenuta fiscale)
    • Famiglia versa all’INPS: contributi datore di lavoro

    Il lavoratore riceverebbe meno in busta (perché le tasse vengono trattenute subito), ma non dovrebbe più preoccuparsi di pagare le imposte con la dichiarazione dei redditi. Il saldo sarebbe pari a zero, senza conguagli o debiti fiscali.

    Modalità di Versamento per le Famiglie

    Secondo le ipotesi allo studio, le famiglie potrebbero versare la ritenuta attraverso:

    • Modello F24 semplificato: con codice tributo dedicato
    • Piattaforma INPS online: contestualmente al pagamento dei contributi
    • Delega a CAF o consulente: per chi preferisce l’assistenza

    L’obiettivo del governo è rendere il processo il più semplice possibile, magari integrando il versamento fiscale con quello contributivo INPS, in modo che la famiglia possa assolvere tutti gli obblighi con un’unica operazione mensile.

    Vantaggi per le Famiglie Datrici di Lavoro

    La riforma della flat tax per colf e badanti porterebbe diversi vantaggi concreti alle famiglie che assumono lavoratori domestici:

    1. Maggiore Trasparenza Fiscale

    Con il sistema di ritenuta, la famiglia avrebbe la certezza che il lavoratore sia in regola con il fisco. Attualmente, molte famiglie scoprono solo in sede di controllo che la propria colf o badante non ha mai pagato le tasse, rischiando contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    2. Possibile Ampliamento delle Detrazioni

    La riforma potrebbe essere accompagnata da un potenziamento delle detrazioni fiscali per le spese di assistenza. Attualmente, le famiglie possono detrarre il 19% delle spese sostenute per badanti di persone non autosufficienti, con un tetto massimo di 2.100 euro annui (detrazione massima: 399 euro).

    Con la riforma, si ipotizza un aumento della detrazione massima o l’estensione della platea di beneficiari, includendo anche le spese per colf (attualmente non detraibili).

    3. Semplificazione degli Adempimenti

    Gestire un’unica operazione mensile (contributi + ritenuta fiscale) renderebbe più semplice la vita delle famiglie. Molte potrebbero utilizzare piattaforme digitali o servizi di pagamento automatico, riducendo il carico burocratico.

    4. Riduzione del Costo del Lavoro (Indiretto)

    Se la flat tax rende più conveniente la regolarizzazione, molti lavoratori oggi in nero potrebbero accettare un contratto regolare anche con una retribuzione lorda leggermente inferiore, sapendo che il netto percepito sarà comunque superiore grazie al risparmio fiscale dell’8% (da 23% a 15%).

    Vantaggi per Colf e Badanti

    Anche i lavoratori domestici trarrebbero benefici concreti dalla riforma:

    1. Risparmio Fiscale Significativo

    Il passaggio dall’aliquota IRPEF del 23% alla flat tax del 15% comporta un risparmio dell’8% sul reddito imponibile. Vediamo alcuni esempi pratici:

    Retribuzione annua lordaImposte con IRPEF 23%Imposte con flat tax 15%Risparmio annuo
    12.000 euro2.760 euro1.800 euro960 euro
    15.000 euro3.450 euro2.250 euro1.200 euro
    18.000 euro4.140 euro2.700 euro1.440 euro
    24.000 euro5.520 euro3.600 euro1.920 euro

    Una badante che guadagna 18.000 euro lordi all’anno risparmierebbe 1.440 euro, pari a 120 euro al mese. Un incentivo significativo per la regolarizzazione.

    2. Nessun Obbligo di Dichiarazione dei Redditi

    Con il sistema di ritenuta alla fonte, i lavoratori domestici che hanno un solo datore di lavoro non sarebbero più obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF). Le tasse sarebbero già pagate completamente dalla ritenuta operata dalla famiglia.

    Questo eliminerebbe:

    • L’obbligo di compilare il 730
    • Il rischio di sanzioni per omessa dichiarazione
    • Il costo del CAF (se si fa assistenza fiscale)
    • Conguagli e debiti fiscali a fine anno

    3. Maggiori Tutele Previdenziali

    Un lavoratore regolarizzato con contratto INPS ha diritto a:

    • Pensione (contributiva)
    • Indennità di disoccupazione NASPI (in caso di licenziamento)
    • Maternità (per le lavoratrici)
    • Malattia (indennità INPS dal 4° giorno)
    • Infortuni sul lavoro
    • Assegno per il nucleo familiare

    La flat tax, rendendo più conveniente il lavoro regolare, aumenterebbe il numero di lavoratori che godono di queste tutele, oggi negate a chi lavora in nero.

    4. TFR e Ferie Retribuite

    Il contratto regolare prevede:

    • TFR (Trattamento di Fine Rapporto): 6,91% della retribuzione lorda annua
    • Ferie: 26 giorni di ferie retribuite all’anno
    • Tredicesima: mensilità aggiuntiva
    • Permessi: retribuiti

    Lavorare regolarmente significa anche accumulare un TFR che, dopo 10 anni di lavoro, può ammontare a diverse migliaia di euro.

    Confronto: Sistema Attuale vs Flat Tax

    Ecco un confronto dettagliato tra il sistema fiscale attuale e quello proposto con la flat tax:

    AspettoSistema AttualeCon Flat Tax 15%
    Aliquota fiscaleIRPEF 23% + addizionali (tot. 25-26%)Flat tax 15% (sostitutiva)
    Ritenuta dalla famigliaNO (lavoratore paga autonomamente)SÌ (15% trattenuto in busta)
    Dichiarazione redditiObbligatoria (730 o Redditi PF)Non necessaria (se un solo datore)
    Risparmio fiscale–8-11% in meno di tasse
    Adempimenti famigliaSolo contributi INPSContributi INPS + ritenuta fiscale
    SemplicitàComplessa (dichiarazione annuale)Semplice (ritenuta mensile)
    Controllo evasioneDifficileAutomatico (tasse già pagate)

    Il sistema proposto è più semplice, più conveniente per i lavoratori e più efficace nel contrastare l’evasione fiscale.

    Quando Potrebbe Entrare in Vigore la Riforma

    La flat tax per colf e badanti è attualmente in fase di studio da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e del Ministero del Lavoro. Non esiste ancora un disegno di legge ufficiale, ma la misura è stata inserita tra le priorità del governo per il contrasto al lavoro nero.

    Tempistica Ipotizzata

    Secondo le indiscrezioni, la riforma potrebbe seguire questo percorso:

    1. Primavera 2026: presentazione del disegno di legge al Parlamento
    2. Estate 2026: discussione e approvazione (possibile inserimento in un decreto fiscale o nella Legge di Bilancio 2027)
    3. 1° gennaio 2027: entrata in vigore (data più probabile)

    Non è escluso che la misura possa essere anticipata con un decreto-legge urgente già nel secondo semestre 2026, se il governo deciderà di accelerare sulla lotta al lavoro nero.

    Regime Transitorio

    È probabile che la riforma preveda un periodo transitorio di 6-12 mesi per permettere alle famiglie e ai lavoratori di adeguarsi al nuovo sistema. Durante questa fase:

    • Le famiglie dovranno attrezzarsi per operare le ritenute
    • L’INPS dovrà aggiornare le piattaforme online
    • I CAF formeranno il personale per assistere le famiglie
    • L’Agenzia delle Entrate definirà i codici tributo e le modalità operative

    Come Prepararsi alla Riforma

    Se la riforma verrà approvata, è importante che famiglie e lavoratori si preparino per tempo. Ecco alcuni consigli pratici:

    Per le Famiglie

    1. Regolarizza il rapporto di lavoro: se hai una colf o badante in nero, inizia a valutare la regolarizzazione. Con la flat tax, il costo complessivo potrebbe diventare più sostenibile.
    2. Familiarizza con l’INPS online: impara a usare il portale INPS per i contributi domestici. La piattaforma verrà probabilmente integrata anche per i versamenti fiscali.
    3. Conserva la documentazione: conserva tutte le buste paga, le ricevute di pagamento INPS e la Certificazione Unica. Serviranno per operare correttamente le ritenute.
    4. Consulta un CAF: il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella transizione al nuovo sistema e calcolare l’impatto economico della riforma.

    Per i Lavoratori

    1. Richiedi un contratto regolare: se lavori in nero, la flat tax è un’occasione per chiedere al datore di lavoro un contratto INPS. Il risparmio fiscale renderà più vantaggioso il lavoro regolare.
    2. Verifica la tua posizione contributiva: controlla sul portale INPS se tutti i contributi sono stati versati correttamente. Servono per la pensione futura.
    3. Calcola il nuovo netto: con la flat tax, il tuo netto in busta sarà inferiore (perché le tasse vengono trattenute subito), ma non avrai più conguagli a fine anno.
    4. Aggiorna il tuo ISEE: il reddito dichiarato con la flat tax influenzerà il calcolo dell’ISEE per accedere a bonus e agevolazioni.

    Il Ruolo del CAF

    Il CAF Centro Fiscale sarà un punto di riferimento fondamentale per assistere sia le famiglie che i lavoratori nella transizione al nuovo sistema. I nostri servizi includeranno:

    • Calcolo delle ritenute mensili da operare
    • Compilazione del Modello F24 per il versamento
    • Assistenza per la Certificazione Unica
    • Verifica della convenienza della flat tax rispetto al sistema ordinario
    • Regolarizzazione dei rapporti di lavoro in nero

    📬

    Resta aggiornato sulle novità fiscali

    Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

    🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulla Flat Tax per Colf e Badanti

    Quanto si risparmia con la flat tax per colf e badanti?

    Con la flat tax al 15% rispetto all’attuale IRPEF al 23%, un lavoratore domestico risparmia l’8% di imposte sul reddito. Su una retribuzione annua di 18.000 euro, il risparmio e di circa 1.440 euro all’anno (120 euro al mese). Per redditi piu bassi o piu alti, il risparmio varia proporzionalmente.

    Le famiglie saranno obbligate a trattenere la ritenuta fiscale?

    Si, secondo la proposta di riforma le famiglie datrici di lavoro dovranno operare una ritenuta del 15% sulla retribuzione mensile e versarla all’Erario entro il giorno 16 del mese successivo, esattamente come fanno le aziende per i dipendenti. Questo garantisce che le tasse vengano effettivamente pagate.

    La flat tax si applica anche a baby sitter e giardinieri?

    Si, la flat tax per il lavoro domestico si applicherebbe a tutte le categorie di lavoratori domestici regolarmente assunti: colf, badanti, baby sitter, governanti, autisti privati e giardinieri. La condizione essenziale e che il rapporto di lavoro sia comunicato all’INPS e i contributi siano regolarmente versati.

    Con la flat tax devo comunque presentare il 730?

    No, se hai un solo datore di lavoro e la famiglia opera correttamente la ritenuta del 15%, non sarai piu obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi. Le imposte saranno gia state pagate completamente tramite ritenuta alla fonte, senza conguagli o debiti fiscali.

    I contributi INPS cambiano con la flat tax?

    No, i contributi previdenziali INPS restano invariati. La flat tax riguarda solo la tassazione fiscale (IRPEF), non i contributi. Le famiglie continueranno a versare i contributi come ora, ma in aggiunta dovranno operare e versare anche la ritenuta fiscale del 15%.

    Quando entra in vigore la flat tax per colf e badanti?

    La riforma e attualmente in fase di studio. Se approvata entro il 2026, la data piu probabile di entrata in vigore e il 1 gennaio 2027. Non e escluso un avvio anticipato nel secondo semestre 2026 tramite decreto-legge, con un periodo transitorio di 6-12 mesi per l’adeguamento.

    La flat tax conviene a tutti i lavoratori domestici?

    Si, la flat tax al 15% conviene a tutti i lavoratori con redditi da lavoro domestico fino a 50.000 euro annui (soglia oltre la quale scatta l’aliquota IRPEF del 35%). Per la stragrande maggioranza di colf e badanti, che guadagnano tra 10.000 e 25.000 euro, il risparmio e garantito.


    Hai Bisogno di Assistenza per Colf e Badanti?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la gestione fiscale e contributiva del lavoro domestico.

    I nostri servizi:

    • Regolarizzazione rapporti di lavoro
    • Calcolo contributi INPS
    • Certificazione Unica per lavoratori domestici
    • Assistenza dichiarazione redditi colf e badanti
    • Consulenza sulla futura flat tax
    Contattaci su WhatsApp

    Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

      Il tuo nome (*)

      La tua email (*)

      Il tuo telefono (*)

      Richiesta (eventuale)

      Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


      ARTICOLI CORRELATI

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      CAF, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, SUCCESSIONI

      Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)

      Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)Quando muore un contribuente titolare di partita IVA, gli eredi si trovano di fronte a una serie di adempimenti fiscali e burocratici che vanno gestiti in…
      Settembre 3, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:47Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)
      Dichiarazione dei redditi 730
      DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte

      Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
      Settembre 3, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:46Superbonus 2026: Cosa Resta e Nuove Aliquote Ridotte
      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      CAF, SUCCESSIONI

      Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Guida Completa (Modello SUC, Imposte, Quadri EA-EL)

      Affrontare una dichiarazione di successione subito dopo la perdita di un familiare è uno degli adempimenti fiscali più complessi che un cittadino possa trovarsi a gestire. Questa guida completa ti accompagna passo per passo nella compilazione…
      Settembre 2, 2026
      /
      0 Commenti
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-02 14:00:002026-09-01 10:26:08Dichiarazione di Successione Telematica 2026: Guida Completa (Modello SUC, Imposte, Quadri EA-EL)

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      In base a 917 recensioni
      Google
      Pubblicato su Google Google
      Paola Zilli profile picture
      Paola Zilli
      07/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
      Pubblicato su Google Google
      Jacqueline B. profile picture
      Jacqueline B.
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
      Pubblicato su Google Google
      Maura Masutto profile picture
      Maura Masutto
      06/08/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
      Pubblicato su Google Google
      Issam Elhefnawi profile picture
      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto gentile
      Pubblicato su Google Google
      Sibongile Moyana profile picture
      Sibongile Moyana
      30/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
      Pubblicato su Google Google
      Sabrina Cirina profile picture
      Sabrina Cirina
      23/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
      Pubblicato su Google Google
      robert poletto profile picture
      robert poletto
      17/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Fantastici
      Pubblicato su Google Google
      Geanina Gaita profile picture
      Geanina Gaita
      16/07/2026
      Google star 1Google star 2Google star 3Google star 4Google star 5
      Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

      Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

      Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-18 07:36:482026-05-31 18:02:31Flat Tax Colf e Badanti 2026: Riforma Tassazione Lavoro Domestico

      Ultime notizie

      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Come ottenere i bonus disabilità tramite giudice e tribunaleSettembre 3, 2026 - 7:00 pmin: NOTIZIE
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Detassazione tredicesima 2027: fino a 500 euro netti in più in busta paga con l’imposta sostitutivaSettembre 3, 2026 - 6:00 pmin: NOTIZIE
      • Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi
        TFR stagionali 2026: busta paga e fondo pensione a fine contrattoSettembre 3, 2026 - 5:00 pmin: NOTIZIE
      Search Search

      Seguici su Facebook

      Categorie Articoli

      Ultimi Articoli

      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Come ottenere i bonus disabilità tramite giudice e tribunaleSettembre 3, 2026 - 7:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Detassazione tredicesima 2027: fino a 500 euro netti in più in busta paga con l’imposta sostitutivaSettembre 3, 2026 - 6:00 pm
      • Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi
        TFR stagionali 2026: busta paga e fondo pensione a fine contrattoSettembre 3, 2026 - 5:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Nuove multe a importi variabili: possibili sconti fino al 50% e aumenti del 100%Settembre 3, 2026 - 2:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Nuovo TFR3 e assunzioni: regole per destinare il TFR dal primo luglioSettembre 3, 2026 - 1:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Detrazioni per spese scolastiche: cosa prevede la normativa e quanto si risparmiaSettembre 3, 2026 - 12:00 pm
      • Ferie badanti, Malattia e Permessi
        Permessi 104 al mare: salvo il lavoratore, scatta il reintegroSettembre 3, 2026 - 11:00 am
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Prestazioni occasionali 2026: cosa succede oltre 5.000 euro tra INPS, ritenute e CUSettembre 3, 2026 - 10:00 am
      CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

      Contatti

      Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
      Email: info@centrofiscale.com
      Telefono: 0432 1638640
      WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
      WhatsApp Patronato: 324 7411699

      Ultimi Articoli

      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Come ottenere i bonus disabilità tramite giudice e tribunaleSettembre 3, 2026 - 7:00 pm
      • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
        Detassazione tredicesima 2027: fino a 500 euro netti in più in busta paga con l’imposta sostitutivaSettembre 3, 2026 - 6:00 pm
      • Dimissioni Volontarie 2026 TFR e Naspi
        TFR stagionali 2026: busta paga e fondo pensione a fine contrattoSettembre 3, 2026 - 5:00 pm
      © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
      mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
      • Collegamento a Facebook
      • Collegamento a Instagram
      • Collegamento a Rss questo sito
      Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto