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Tag Archivio per: naspi 2026

NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto alla Disoccupazione

Naspi Anticipata CAF Udine

Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto alla Disoccupazione

Per ottenere la NASPI (indennita di disoccupazione) nel 2026 e necessario soddisfare specifici requisiti stabiliti dalla legge. Non basta aver perso il lavoro: servono determinati contributi versati e una perdita involontaria dell’occupazione.

In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio tutti i requisiti per la NASPI 2026, chi puo richiederla e in quali casi le dimissioni danno comunque diritto all’indennita.

Indice dei contenuti

  1. I tre requisiti fondamentali
  2. Requisito contributivo
  3. Requisito lavorativo
  4. Stato di disoccupazione
  5. Perdita involontaria del lavoro
  6. Dimissioni e NASPI
  7. Domande frequenti



I Tre Requisiti Fondamentali

Per accedere alla NASPI nel 2026 devi soddisfare contemporaneamente tre requisiti:

  1. Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
  2. Requisito lavorativo: almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi
  3. Stato di disoccupazione: essere disoccupato e disponibile al lavoro

Vediamo ciascun requisito nel dettaglio.



Requisito Contributivo: 13 Settimane

Il primo requisito riguarda i contributi versati nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Cosa significa

Devi avere almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 48 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Quali contributi contano

  • Contributi obbligatori da lavoro dipendente
  • Contributi figurativi per maternita obbligatoria
  • Contributi da CIG (Cassa Integrazione)

Contributi che NON contano

  • Contributi da lavoro autonomo
  • Contributi da gestione separata (per quelli c’e la DIS-COLL)
  • Periodi di malattia non indennizzata

Esempio pratico

Se negli ultimi 4 anni hai lavorato per soli 4 mesi (circa 17 settimane), hai il requisito contributivo. Se invece hai lavorato solo 2 mesi (circa 8-9 settimane), non hai diritto alla NASPI.



Requisito Lavorativo: 30 Giornate

Il secondo requisito riguarda le giornate effettivamente lavorate nell’ultimo anno.

Cosa significa

Devi avere almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Cosa conta come giornata lavorativa

  • Giornate di lavoro effettivo (presenza al lavoro)
  • Giornate di ferie
  • Festivita
  • Infortuni sul lavoro

Cosa NON conta

  • Malattia
  • Maternita
  • Cassa integrazione a zero ore
  • Permessi non retribuiti

Esempio pratico

Se nell’ultimo anno hai lavorato almeno 2 mesi pieni (circa 44 giornate), soddisfi il requisito. Un contratto di pochi giorni potrebbe non essere sufficiente.



Stato di Disoccupazione

Il terzo requisito e lo stato di disoccupazione, che deve essere formalizzato.

Come ottenerlo

Per essere considerato disoccupato devi:

  1. Rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilita) al Centro per l’Impiego
  2. Essere privo di lavoro
  3. Essere immediatamente disponibile a svolgere attivita lavorativa
  4. Essere disponibile a partecipare a misure di politica attiva del lavoro

La DID

La DID si puo rilasciare:

  • Online sul portale ANPAL
  • Di persona al Centro per l’Impiego
  • Tramite CAF o patronato

Patto di Servizio

Dopo la DID, il Centro per l’Impiego ti convochera per stipulare il Patto di Servizio Personalizzato, che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro.



Perdita Involontaria del Lavoro

La NASPI spetta solo se hai perso il lavoro involontariamente. Vediamo cosa significa.

Casi che danno diritto alla NASPI

  • Licenziamento per qualsiasi motivo (disciplinare, economico, giustificato motivo oggettivo/soggettivo)
  • Scadenza contratto a termine
  • Risoluzione consensuale in sede protetta (Ispettorato del Lavoro, sindacato)
  • Licenziamento per superamento del periodo di comporto (malattia)
  • Mancato superamento del periodo di prova

Casi che NON danno diritto alla NASPI

  • Dimissioni volontarie (salvo eccezioni)
  • Risoluzione consensuale non in sede protetta
  • Pensionamento

Dimissioni e NASPI: Quando Spetta

In linea generale, chi si dimette non ha diritto alla NASPI. Esistono pero importanti eccezioni.

Dimissioni che danno diritto alla NASPI

1. Dimissioni per giusta causa

Se ti dimetti per giusta causa, hai comunque diritto alla NASPI. Sono considerate dimissioni per giusta causa quelle dovute a:

  • Mancato pagamento della retribuzione
  • Molestie sessuali sul lavoro
  • Mobbing documentato
  • Modifiche peggiorative delle mansioni
  • Trasferimento non giustificato a grande distanza
  • Comportamento ingiurioso del datore di lavoro

2. Dimissioni durante maternita/paternita

Le dimissioni presentate durante la gravidanza o nei primi 3 anni di vita del figlio (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione) danno sempre diritto alla NASPI.

3. Risoluzione consensuale incentivata

La risoluzione consensuale stipulata in sede protetta (Ispettorato del Lavoro, sede sindacale) da diritto alla NASPI.

Come dimostrare la giusta causa

In caso di dimissioni per giusta causa, l’INPS potrebbe richiedere documentazione a supporto. Conserva:

  • Lettere di contestazione inviate al datore
  • Email che documentano la situazione
  • Eventuali certificati medici
  • Testimonianze scritte



Domande Frequenti sui Requisiti NASPI

Ho lavorato solo 3 mesi, ho diritto alla NASPI?

Dipende. Se 3 mesi corrispondono ad almeno 13 settimane di contributi e 30 giornate lavorate, si. Con un contratto di 3 mesi pieni normalmente i requisiti sono soddisfatti.

Sono stato in malattia per mesi, i contributi contano?

I contributi figurativi per malattia contano per il requisito contributivo (13 settimane), ma le giornate di malattia NON contano per il requisito lavorativo (30 giornate).

Ho due lavori part-time, perdo uno: ho diritto alla NASPI?

No, se mantieni un altro rapporto di lavoro non sei in stato di disoccupazione. Potresti pero avere diritto a una NASPI ridotta se il reddito dell’altro lavoro e sotto certe soglie.

Mi sono dimesso e poi l’azienda ha chiuso: ho diritto alla NASPI?

No, conta il motivo della cessazione al momento delle dimissioni. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASPI, a prescindere da cosa succede dopo all’azienda.

📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa.

Verifica i Tuoi Requisiti con il CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai i requisiti per la NASPI e a presentare la domanda.

Contattaci per una consulenza:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121

Leggi anche la nostra guida completa alla NASPI 2026 per conoscere importi, durata e come fare domanda.

Giugno 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-09 09:00:002026-03-17 19:05:05Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto alla Disoccupazione
PATRONATO

Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto all’Indennità di Disoccupazione

SERVIZI CAF Centro Fiscale

I **requisiti NASPI 2026** definiscono chi ha diritto all’**indennità di disoccupazione** erogata dall’INPS. Per accedere alla **NASPI 2026**, è necessario soddisfare tre condizioni fondamentali: lo **stato di disoccupazione involontaria**, almeno **13 settimane di contributi** nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, e **30 giorni di lavoro effettivo** negli ultimi dodici mesi. Comprendere questi **requisiti** è essenziale per sapere se si ha diritto alla prestazione e per presentare correttamente la domanda all’INPS.La **NASPI** (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta il principale **ammortizzatore sociale** per i lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro. Nel 2026, i requisiti restano sostanzialmente invariati rispetto agli anni precedenti, ma è importante conoscere tutti i dettagli per evitare errori nella richiesta.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio tutti i **requisiti NASPI 2026**, le **categorie escluse**, le **eccezioni** previste dalla normativa e i **casi particolari**. Scoprirai se hai diritto all’indennità di disoccupazione e come verificare il possesso dei requisiti.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la NASPI e a Cosa Serve
  2. Requisito 1: Stato di Disoccupazione Involontaria
  3. Requisito 2: Almeno 13 Settimane di Contributi
  4. Requisito 3: 30 Giorni di Lavoro Effettivo negli Ultimi 12 Mesi
  5. Categorie di Lavoratori che Hanno Diritto alla NASPI
  6. Categorie Escluse dalla NASPI 2026
  7. Come Verificare se Possiedi i Requisiti NASPI 2026
  8. Casi Particolari e Situazioni Eccezionali

Cos’è la NASPI e a Cosa Serve

La **NASPI 2026** è l’**indennità di disoccupazione** che l’INPS eroga mensilmente ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. L’acronimo sta per **Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego** ed è stata introdotta nel 2015 in sostituzione delle precedenti indennità ASpI e mini-ASpI.

La **NASPI** serve a garantire un sostegno economico temporaneo ai **lavoratori disoccupati**, permettendo loro di affrontare il periodo di ricerca di una nuova occupazione senza rimanere privi di reddito. L’importo dell’indennità viene calcolato in base alle retribuzioni percepite negli ultimi quattro anni e viene erogato mensilmente per un periodo variabile, determinato dai contributi versati.

Per accedere alla **NASPI 2026**, non basta aver perso il lavoro: è fondamentale che la **cessazione del rapporto di lavoro** sia avvenuta in modo **involontario**, ovvero per **licenziamento** (individuale o collettivo), **scadenza del contratto a termine**, **risoluzione consensuale** nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, o altre cause specifiche previste dalla legge. Le **dimissioni volontarie**, invece, escludono generalmente il diritto alla NASPI, salvo casi particolari come le **dimissioni per giusta causa**.

L’indennità rappresenta uno strumento fondamentale di **tutela sociale** che, nel 2026, continua a proteggere milioni di lavoratori italiani. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei **requisiti NASPI 2026** e nella presentazione della domanda, garantendo l’accesso rapido alla prestazione.

Requisito 1: Stato di Disoccupazione Involontaria

Il primo e fondamentale **requisito NASPI 2026** è lo **stato di disoccupazione involontaria**. Questo significa che la perdita del posto di lavoro non deve dipendere dalla volontà del lavoratore, ma da cause esterne o indipendenti dalla sua scelta.

La **disoccupazione involontaria** si verifica in questi casi specifici:

**Licenziamento individuale o collettivo** – Quando il datore di lavoro interrompe unilateralmente il rapporto di lavoro per motivi economici, disciplinari o organizzativi. Questa è la causa più frequente di accesso alla **NASPI**.

**Scadenza del contratto a tempo determinato** – I lavoratori con **contratto a termine** che giunge naturalmente a scadenza hanno diritto alla **NASPI 2026**, poiché la cessazione non dipende da una loro scelta volontaria.

**Risoluzione consensuale** nell’ambito della **procedura di conciliazione obbligatoria** presso l’Ispettorato del Lavoro – In questo caso, anche se formalmente c’è un accordo tra le parti, la risoluzione è equiparata alla disoccupazione involontaria perché avviene in un contesto di tutela del lavoratore.

**Dimissioni per giusta causa** – Si tratta di situazioni eccezionali in cui il lavoratore è costretto a dimettersi per gravi violazioni del datore di lavoro (mancato pagamento dello stipendio per più mensilità, mobbing, modifiche unilaterali delle condizioni di lavoro, ecc.). Le **dimissioni per giusta causa** danno diritto alla NASPI, ma devono essere adeguatamente documentate e motivate.

**Dimissioni durante il periodo di maternità** – Le lavoratrici che si dimettono durante il **periodo tutelato** (gravidanza fino al primo anno di vita del bambino) hanno diritto alla **NASPI**, in quanto la legge riconosce la particolare condizione di vulnerabilità.

**Risoluzione consensuale nel caso di trasferimento del datore di lavoro** – Se l’azienda trasferisce la sede di lavoro a più di 50 km di distanza o con un aumento del tempo di percorrenza di oltre 80 minuti (andata e ritorno), e il lavoratore non accetta il trasferimento risolvendo consensualmente, ha diritto alla NASPI.

Al contrario, le **dimissioni volontarie** ordinarie escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Se un lavoratore decide liberamente di lasciare il proprio impiego senza giusta causa, non può accedere all’indennità di disoccupazione. È importante sottolineare che, dal 2025, anche i lavoratori che si dimettono volontariamente o risolvono consensualmente un contratto a tempo indeterminato devono maturare almeno **13 settimane di contribuzione** presso un nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la NASPI in caso di successiva perdita involontaria del lavoro.

Il **CAF Centro Fiscale** di Udine valuta ogni singola situazione per verificare se la cessazione del rapporto di lavoro rientra tra i casi di **disoccupazione involontaria** che danno diritto alla **NASPI 2026**, evitando errori che potrebbero portare al rigetto della domanda.

Requisito 2: Almeno 13 Settimane di Contributi

Il secondo **requisito NASPI 2026** è di natura contributiva: il lavoratore deve aver versato almeno **13 settimane di contribuzione** contro la disoccupazione nei **quattro anni** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Questo significa che, nei 48 mesi antecedenti la perdita del lavoro, devono risultare accreditati presso l’INPS almeno **13 settimane (circa 3 mesi)** di contributi versati dal datore di lavoro per l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Non è necessario che queste **13 settimane** siano consecutive: possono essere distribuite in periodi diversi all’interno dei quattro anni considerati.

Vediamo nel dettaglio come funziona questo **requisito contributivo**:

**Quali contributi sono validi?** – Sono valide le settimane di contribuzione effettiva presso uno o più datori di lavoro, compresi i periodi di lavoro part-time, purché risultino contributi versati. Anche i **contratti a tempo determinato** contribuiscono al raggiungimento delle 13 settimane, così come i rapporti di **apprendistato** e i contratti di **somministrazione** (lavoro tramite agenzia interinale).

**Come si calcolano le 13 settimane?** – L’INPS conta le settimane di contribuzione verificando i versamenti presenti nell’estratto contributivo del lavoratore. Ogni settimana con almeno un giorno di lavoro e relativo contributo versato viene conteggiata. Per esempio, se hai lavorato 6 mesi continuativi, hai già maturato circa 26 settimane di contributi, superando abbondantemente il **requisito delle 13 settimane**.

**Cosa succede se hai lavorato per più datori di lavoro?** – I contributi versati da diversi datori di lavoro si sommano, purché rientrino nei quattro anni precedenti la cessazione per cui si richiede la **NASPI**. Se hai cambiato più lavori in questo periodo, tutti i contributi versati concorrono al raggiungimento delle **13 settimane**.

**E se hai avuto periodi di malattia, maternità o infortunio?** – I periodi di **malattia**, **maternità obbligatoria**, **congedo parentale** e **infortunio sul lavoro** sono generalmente coperti da contribuzione figurativa e vengono conteggiati ai fini del **requisito delle 13 settimane contributive**.

**Attenzione ai periodi scoperti** – Non vengono considerate le settimane in cui non c’è stata alcuna attività lavorativa o versamento contributivo. I periodi di **aspettativa non retribuita**, **sospensione senza retribuzione** o **congedi non coperti da contribuzione** non contribuiscono al raggiungimento del requisito.

Dal 2025, per i lavoratori che si sono **dimessi volontariamente** o hanno risolto consensualmente un contratto a tempo indeterminato, è stato introdotto un requisito aggiuntivo: devono aver maturato almeno **13 settimane di contribuzione** presso il nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la **NASPI** in caso di successiva perdita involontaria del posto. Questa norma mira a evitare comportamenti opportunistici.

Verificare il possesso delle **13 settimane di contributi** è fondamentale prima di presentare la domanda. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine controlla l’**estratto contributivo INPS** del lavoratore, calcola le settimane valide e conferma il diritto alla **NASPI 2026**, evitando sorprese dopo la presentazione della richiesta.

Requisito 3: 30 Giorni di Lavoro Effettivo negli Ultimi 12 Mesi

Il terzo **requisito NASPI 2026** riguarda i **30 giorni di lavoro effettivo**: il lavoratore deve aver svolto almeno **30 giornate di lavoro effettivo** nei **12 mesi** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

**Importante**: questo requisito è stato oggetto di modifiche normative nel tempo. Secondo alcune fonti, per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal **1° gennaio 2022**, il requisito dei **30 giorni di lavoro effettivo** sarebbe stato **eliminato**. Tuttavia, altre fonti ufficiali e la prassi INPS continuano a farne riferimento. Per sicurezza, è consigliabile verificare sempre la propria situazione con il **CAF**, che applica le disposizioni più aggiornate.

Ecco cosa significa **30 giorni di lavoro effettivo**:

**Lavoro effettivo, non solo contribuzione** – A differenza delle 13 settimane di contributi (che possono anche includere periodi coperti da contribuzione figurativa), qui si contano solo i giorni in cui il lavoratore ha effettivamente prestato la propria attività lavorativa. Non vengono conteggiati i periodi di malattia, congedo, aspettativa o altre assenze, anche se coperti da contribuzione.

**Come si calcolano i 30 giorni?** – Si sommano tutte le giornate di presenza effettiva al lavoro nei 12 mesi precedenti la cessazione. Per esempio, se hai lavorato due mesi consecutivi a tempo pieno (circa 40-50 giorni lavorativi), hai già superato il **requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo**. Anche i giorni festivi retribuiti e le domeniche in cui il contratto prevede retribuzione vengono generalmente conteggiati.

**Lavoro part-time** – Per i lavoratori **part-time**, ogni giornata di effettiva prestazione lavorativa conta come un giorno, indipendentemente dalle ore lavorate in quella giornata. Quindi, anche chi lavora poche ore al giorno può raggiungere facilmente i 30 giorni di lavoro effettivo.

**Più rapporti di lavoro** – Se nei 12 mesi precedenti hai avuto più rapporti di lavoro, anche con contratti brevi o a termine, tutti i giorni di lavoro effettivo si sommano ai fini del raggiungimento dei **30 giorni**.

**Perché questo requisito?** – La ratio del **requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo** è garantire che la **NASPI** venga erogata a chi ha effettivamente avuto un legame concreto e recente con il mercato del lavoro, evitando che possano accedere all’indennità lavoratori con rapporti di lavoro troppo sporadici o risalenti nel tempo.

Nel caso di **contratti stagionali** o **lavoro intermittente**, il calcolo può essere più complesso, ma in linea di massima ogni giornata di effettiva chiamata al lavoro viene considerata valida.

Anche in questo caso, il **CAF Centro Fiscale** di Udine verifica l’**estratto contributivo** e la documentazione lavorativa (buste paga, certificati di lavoro) per accertare il possesso dei **30 giorni di lavoro effettivo** richiesti per la **NASPI 2026**. La verifica professionale evita errori di calcolo che potrebbero compromettere l’accesso alla prestazione.

Categorie di Lavoratori che Hanno Diritto alla NASPI

La **NASPI 2026** è destinata a specifiche **categorie di lavoratori dipendenti** che hanno perso involontariamente il posto di lavoro e che soddisfano i **requisiti contributivi** e di **disoccupazione involontaria**. Vediamo nel dettaglio chi può accedere all’indennità.

**Lavoratori dipendenti del settore privato** – Questa è la categoria più ampia: comprende tutti i dipendenti assunti con contratto subordinato da aziende private, indipendentemente dal settore (industria, commercio, servizi, turismo, edilizia, agricoltura per operai a tempo indeterminato, ecc.). Sono inclusi i lavoratori a **tempo indeterminato** e a **tempo determinato**.

**Apprendisti** – I lavoratori assunti con **contratto di apprendistato** (professionalizzante, di alta formazione, per la qualifica) hanno diritto alla **NASPI** in caso di licenziamento o mancata prosecuzione del rapporto al termine del periodo formativo, purché soddisfino i requisiti contributivi.

**Soci lavoratori di cooperative** – I soci di cooperative che hanno un rapporto di lavoro subordinato con la cooperativa stessa possono accedere alla **NASPI 2026** se perdono involontariamente il lavoro.

**Personale artistico con contratto subordinato** – Attori, musicisti, tecnici e altre figure artistiche assunti con contratto di lavoro dipendente (non autonomo) rientrano tra i beneficiari della NASPI.

**Dipendenti di aziende in crisi o fallimento** – I lavoratori licenziati a seguito di **procedure concorsuali** (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo) hanno pieno diritto alla **NASPI**, spesso con tempi di erogazione accelerati in considerazione della gravità della situazione.

**Lavoratori somministrati (ex interinali)** – I dipendenti delle **agenzie di somministrazione** (ex agenzie interinali) che perdono il lavoro hanno diritto alla NASPI, anche se la cessazione è dovuta alla fine della missione presso l’azienda utilizzatrice.

**Lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI)** – Gli **operai agricoli a tempo indeterminato** possono accedere alla NASPI. Gli operai a tempo determinato (OTD), invece, hanno una prestazione specifica (disoccupazione agricola) e non rientrano nella NASPI.

**Lavoratori stranieri con permesso di soggiorno** – I **lavoratori extracomunitari** con regolare permesso di soggiorno per lavoro subordinato hanno gli stessi diritti dei lavoratori italiani e possono richiedere la **NASPI 2026** alle stesse condizioni.

**Lavoratori in mobilità (fino all’esaurimento)** – Sebbene l’indennità di mobilità sia stata superata dalla NASPI, alcuni lavoratori già in mobilità al momento dell’introduzione della nuova normativa possono ancora beneficiare del vecchio regime o, in alternativa, della NASPI se ne hanno diritto.

È importante sottolineare che la **NASPI** non è legata al settore di provenienza: lavoratori dell’industria, del commercio, dei servizi, dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura (OTI) hanno tutti uguale diritto all’indennità, purché soddisfino i **requisiti NASPI 2026**.

Il **CAF Centro Fiscale** di Udine assiste tutte queste categorie di lavoratori nella verifica del diritto e nella presentazione della **domanda NASPI**, garantendo un supporto personalizzato in base alla specifica situazione contrattuale e lavorativa.

Categorie Escluse dalla NASPI 2026

Nonostante la **NASPI** copra una vasta platea di lavoratori, esistono alcune **categorie escluse** che non possono accedere a questa forma di indennità di disoccupazione. È fondamentale conoscere queste esclusioni per evitare di presentare domande destinate al rigetto.

**Dipendenti pubblici a tempo indeterminato** – I lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato nella **Pubblica Amministrazione** (ministeri, enti locali, scuola, sanità pubblica, università, ecc.) non hanno diritto alla **NASPI**. In caso di cessazione del rapporto, questi lavoratori non ricevono alcuna indennità di disoccupazione, salvo specifiche tutele previste dai rispettivi contratti collettivi.

**Dipendenti pubblici a tempo determinato** – Dal 1° gennaio 2022, anche i **dipendenti pubblici a tempo determinato** sono stati esclusi dalla NASPI. Prima di tale data, potevano accedervi, ma la normativa è cambiata. Oggi, questi lavoratori non hanno diritto all’indennità, creando una situazione di minor tutela rispetto ai colleghi del settore privato.

**Operai agricoli a tempo determinato (OTD)** – Gli **operai agricoli** assunti con **contratto a tempo determinato** non rientrano nella NASPI, ma hanno accesso a una prestazione specifica chiamata **indennità di disoccupazione agricola**, disciplinata da regole diverse e gestita autonomamente dall’INPS.

**Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale** – I lavoratori stranieri con permesso di soggiorno limitato al **lavoro stagionale** non possono richiedere la **NASPI 2026**, in quanto il loro permesso non consente l’iscrizione al centro per l’impiego come disoccupati disponibili al lavoro.

**Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata** – Se, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha già maturato i requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla **pensione di vecchiaia** o alla **pensione anticipata**, non ha diritto alla NASPI. In questo caso, può procedere direttamente con la domanda di pensione.

**Lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter)** – I **lavoratori domestici** non hanno accesso alla NASPI, ma a un’indennità specifica prevista dalla normativa sul lavoro domestico, con regole e importi differenti.

**Lavoratori autonomi e liberi professionisti** – Le **partite IVA**, i **professionisti** (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.), gli **artigiani** e i **commercianti** sono esclusi dalla NASPI, in quanto questa prestazione è riservata ai lavoratori dipendenti. Per alcune categorie di autonomi esistono forme di sostegno al reddito alternative (come l’ISCRO per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS).

**Lavoratori in prova che si dimettono o vengono licenziati durante il periodo di prova** – Se la cessazione del rapporto avviene durante il **periodo di prova** (sia per dimissioni del lavoratore che per recesso del datore), il diritto alla NASPI può essere escluso o subordinato al possesso dei requisiti contributivi riferiti a rapporti precedenti.

**Lavoratori che si sono dimessi volontariamente senza giusta causa** – Come già accennato, le **dimissioni volontarie** (senza giusta causa, maternità o altre eccezioni previste) escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Anche se il lavoratore ha versato anni di contributi, la scelta volontaria di lasciare il lavoro impedisce l’accesso alla prestazione.

Conoscere le **categorie escluse** è essenziale per non perdere tempo in pratiche inutili. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine valuta preventivamente se il lavoratore rientra o meno tra i beneficiari della **NASPI 2026**, indirizzandolo eventualmente verso altre forme di sostegno al reddito compatibili con la sua situazione lavorativa.

Come Verificare se Possiedi i Requisiti NASPI 2026

Verificare se si possiedono i **requisiti NASPI 2026** è un passaggio fondamentale prima di presentare la domanda all’INPS. Una verifica accurata permette di evitare richieste destinate al rigetto e di ottimizzare i tempi di accesso all’indennità.

Ecco i passaggi per controllare se hai diritto alla **NASPI**:

**1. Verifica lo stato di disoccupazione involontaria** – Analizza la causa della cessazione del tuo rapporto di lavoro. Se sei stato **licenziato**, se è scaduto il tuo **contratto a termine**, se hai firmato una **risoluzione consensuale** in sede protetta o se ti sei dimesso per **giusta causa** o durante il **periodo di maternità**, rientri tra i casi di disoccupazione involontaria. Al contrario, se ti sei dimesso volontariamente senza giusta causa, non hai diritto alla NASPI.

**2. Controlla l’estratto contributivo INPS** – Accedi al sito dell’INPS con le tue credenziali **SPID**, **CIE** o **CNS** e scarica l’**estratto contributivo**. Questo documento riporta tutti i contributi versati dai tuoi datori di lavoro nel corso della tua carriera lavorativa. Cerca le settimane di contribuzione versate nei **quattro anni** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Se trovi almeno **13 settimane** di contributi in quel periodo, hai soddisfatto il requisito contributivo.

**3. Calcola i giorni di lavoro effettivo** – Raccogli le tue **buste paga** e i **certificati di lavoro** degli ultimi 12 mesi. Somma tutte le giornate in cui hai effettivamente lavorato (escluse le assenze per malattia, congedo, aspettativa non retribuita). Se raggiungi almeno **30 giorni di lavoro effettivo**, hai rispettato anche questo requisito (tenendo presente le possibili modifiche normative su questo punto).

**4. Verifica di non rientrare tra le categorie escluse** – Controlla che la tua posizione lavorativa non rientri tra le **categorie escluse** dalla NASPI (dipendente pubblico, lavoratore domestico, operaio agricolo a tempo determinato, ecc.). Se appartieni a una di queste categorie, la NASPI non è accessibile e dovrai valutare altre forme di sostegno.

**5. Controlla i termini di presentazione** – La domanda di **NASPI** deve essere presentata entro **68 giorni** dalla cessazione del rapporto di lavoro (o dalla fine del periodo di maternità, malattia, infortunio se si prolungano oltre la cessazione). Verifica di essere nei tempi utili per evitare la decadenza del diritto.

**6. Consultati con il CAF Centro Fiscale** – Anche se hai verificato autonomamente i requisiti, affidarsi a un **CAF specializzato** è la scelta più sicura. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine esamina la tua documentazione, verifica l’estratto contributivo, calcola le settimane di contributi e i giorni di lavoro effettivo, e conferma il tuo diritto alla **NASPI 2026**. Inoltre, ti assiste nella compilazione e nella presentazione della domanda, evitando errori che potrebbero causare ritardi o rigetti.

La verifica preventiva dei **requisiti NASPI 2026** è un passaggio che richiede attenzione e competenza. Affidati al **CAF Centro Fiscale** per avere certezza del tuo diritto e per presentare una domanda corretta e completa.

Casi Particolari e Situazioni Eccezionali

Oltre ai **requisiti standard**, esistono alcuni **casi particolari** in cui la normativa prevede eccezioni, regole specifiche o situazioni che richiedono un’analisi approfondita per determinare il diritto alla **NASPI 2026**.

**Dimissioni per giusta causa** – Come già accennato, le **dimissioni per giusta causa** danno diritto alla NASPI. Tuttavia, la giusta causa deve essere provata con documenti e testimonianze. Esempi di giusta causa includono: mancato pagamento dello stipendio per più mensilità consecutive, mobbing documentato, molestie sessuali, cambio unilaterale e sostanziale delle mansioni, trasferimento del lavoratore senza validi motivi. Il **CAF** può assistere nella raccolta e presentazione delle prove necessarie a dimostrare la giusta causa.

**Risoluzione consensuale in sede protetta** – Se la risoluzione del rapporto di lavoro avviene attraverso una **procedura di conciliazione** presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, la Direzione Territoriale del Lavoro o altri organismi abilitati (commissioni di certificazione), la cessazione è considerata involontaria e dà diritto alla **NASPI**, anche se formalmente c’è un accordo tra lavoratore e datore.

**Licenziamento durante il periodo di prova** – Se il lavoratore viene licenziato dal datore di lavoro durante il **periodo di prova**, ha diritto alla NASPI purché possieda i requisiti contributivi maturati in precedenti rapporti di lavoro. Se invece è il lavoratore a dimettersi durante la prova, non c’è diritto all’indennità.

**Cessazione per superamento del periodo di comporto** – Se il rapporto di lavoro cessa perché il lavoratore ha esaurito il **periodo di comporto** (il periodo massimo di assenza per malattia previsto dal contratto collettivo), la cessazione è considerata involontaria e dà diritto alla **NASPI 2026**.

**Lavoratori in congedo parentale o maternità al momento della cessazione** – Se il rapporto di lavoro cessa durante il **congedo di maternità** o **parentale**, i termini per presentare la domanda di NASPI decorrono dalla fine del periodo di maternità o congedo, non dalla data formale di cessazione. Questo permette alla lavoratrice (o al lavoratore in congedo) di non perdere giorni di indennità.

**Lavoratori stagionali** – I lavoratori con **contratti stagionali** (ad esempio nel turismo, nell’agricoltura per gli OTI, nello spettacolo) hanno diritto alla NASPI se soddisfano i requisiti contributivi. Spesso, però, il calcolo delle **13 settimane** e dei **30 giorni** può essere più complesso e richiede l’assistenza di un CAF esperto.

**Lavoratori a chiamata (contratto intermittente)** – I lavoratori con **contratto di lavoro intermittente** (job on call) hanno diritto alla NASPI se la cessazione del contratto è involontaria. Anche in questo caso, il calcolo dei contributi e dei giorni di lavoro effettivo richiede particolare attenzione.

**Lavoratori in part-time** – I lavoratori **part-time** hanno gli stessi diritti dei lavoratori a tempo pieno. L’importo della NASPI sarà proporzionale alla retribuzione percepita, ma il diritto alla prestazione è identico, purché siano rispettati i requisiti contributivi.

**Lavoratori che rifiutano il trasferimento** – Se il datore di lavoro propone un trasferimento a più di **50 km di distanza** o che comporta un aumento del tempo di percorrenza superiore a **80 minuti** (andata e ritorno) e il lavoratore rifiuta, risolvendo consensualmente il rapporto, ha diritto alla **NASPI**.

**Lavoratori con più rapporti di lavoro contemporanei** – Se al momento della cessazione di un rapporto il lavoratore ha ancora un altro rapporto di lavoro part-time attivo, può richiedere la NASPI per il rapporto cessato, ma l’importo potrebbe essere ridotto o sospeso in base al reddito percepito dall’altro lavoro.

Ogni **caso particolare** richiede un’analisi specifica della documentazione e della normativa vigente. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine ha l’esperienza e la competenza per valutare le situazioni eccezionali e garantire l’accesso alla **NASPI 2026** anche nei casi più complessi.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto tempo ho per presentare la domanda di NASPI dopo aver perso il lavoro?

La domanda di **NASPI 2026** deve essere presentata entro **68 giorni** dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se la cessazione avviene durante un periodo di maternità, malattia o infortunio, i 68 giorni decorrono dalla fine di questi eventi. Rispettare questa scadenza è fondamentale: superato il termine, si perde il diritto all’indennità. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine ti assiste nella presentazione tempestiva della domanda, garantendo il rispetto dei termini.

Posso richiedere la NASPI se mi sono dimesso volontariamente?

No, le **dimissioni volontarie** senza giusta causa escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Tuttavia, esistono eccezioni: se ti sei dimesso per **giusta causa** (mancato pagamento dello stipendio, mobbing, ecc.), durante il **periodo di maternità** (fino al primo anno di vita del bambino), o a seguito di un **rifiuto del trasferimento** oltre i 50 km, hai diritto all’indennità. È fondamentale documentare adeguatamente la giusta causa per evitare il rigetto della domanda.

Come faccio a sapere se ho versato almeno 13 settimane di contributi?

Per verificare se hai maturato le **13 settimane di contributi** richieste, devi consultare il tuo **estratto contributivo INPS**, accessibile online tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’INPS. Il documento riporta tutti i contributi versati dai tuoi datori di lavoro. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine può controllare per te l’estratto contributivo, calcolare le settimane valide nei quattro anni precedenti la cessazione e confermare il possesso del requisito.

Se lavoro part-time, ho comunque diritto alla NASPI?

Sì, i lavoratori **part-time** hanno pieno diritto alla **NASPI 2026** alle stesse condizioni dei lavoratori a tempo pieno, purché soddisfino i **requisiti contributivi** e di **disoccupazione involontaria**. L’importo dell’indennità sarà calcolato in proporzione alla retribuzione effettivamente percepita, ma il diritto alla prestazione è identico. Ogni giornata di lavoro part-time conta ai fini del raggiungimento dei **30 giorni di lavoro effettivo**.

I dipendenti pubblici a tempo determinato hanno diritto alla NASPI?

No, dal **1° gennaio 2022** i **dipendenti pubblici a tempo determinato** sono stati esclusi dalla **NASPI**. Prima di questa data potevano accedervi, ma la normativa è cambiata. Oggi questi lavoratori non hanno diritto all’indennità di disoccupazione, creando una situazione di minor tutela rispetto ai colleghi del settore privato. I dipendenti pubblici a tempo indeterminato sono sempre stati esclusi dalla NASPI.

Cosa succede se il mio contratto a termine scade naturalmente?

Se il tuo **contratto a tempo determinato** giunge naturalmente a scadenza senza essere rinnovato, hai pieno diritto alla **NASPI 2026**, purché tu soddisfi i **requisiti contributivi** (13 settimane nei 4 anni precedenti e 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi). La scadenza del contratto a termine è considerata **disoccupazione involontaria** a tutti gli effetti, quindi puoi richiedere l’indennità rivolgendoti al **CAF Centro Fiscale** di Udine.

Conclusione

Conoscere i **requisiti NASPI 2026** è essenziale per accedere correttamente all’**indennità di disoccupazione** e ricevere il sostegno economico a cui hai diritto. I tre requisiti fondamentali – **stato di disoccupazione involontaria**, **13 settimane di contributi** nei quattro anni precedenti e **30 giorni di lavoro effettivo** negli ultimi dodici mesi – devono essere verificati con attenzione per evitare errori nella domanda.Le **categorie escluse**, i **casi particolari** e le **eccezioni** previste dalla normativa rendono indispensabile l’assistenza di professionisti esperti. Presentare una domanda incompleta, errata o fuori termine può comportare il rigetto della richiesta e la perdita del diritto alla prestazione.Hai bisogno di assistenza per verificare i requisiti NASPI 2026 e presentare la domanda? Il **CAF Centro Fiscale** di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su **WhatsApp al 366 6018121**.

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Giugno 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-07 09:00:002026-02-23 15:21:38Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto all’Indennità di Disoccupazione
PATRONATO

Durata NASPI 2026: Quanti Mesi Spettano e Come Calcolarla

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La durata della NASPI 2026 è uno degli aspetti più importanti da conoscere quando si perde il lavoro. Capire quanti mesi di indennità spettano e come viene calcolata la durata massima può fare la differenza nella pianificazione finanziaria durante il periodo di disoccupazione.

Come Funziona la Durata della NASPI

La durata della NASPI è strettamente legata alle settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Non si tratta di un periodo fisso, ma varia da lavoratore a lavoratore in base alla storia contributiva.

Il principio di base è semplice: per ogni 4 settimane di contributi versati, spetta una settimana di NASPI. Questo significa che se hai lavorato per 2 anni consecutivi (circa 104 settimane), avrai diritto a circa 26 settimane di indennità.

Calcolo delle Settimane di Contributi

Per determinare la durata della NASPI 2026, l’INPS considera le settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, escludendo i periodi di contribuzione già utilizzati per prestazioni di disoccupazione precedenti.

Sono utili al calcolo:

  • Settimane di lavoro dipendente con contributi versati
  • Periodi di malattia e infortunio indennizzati
  • Maternità obbligatoria
  • Congedi parentali indennizzati
  • Donazione sangue
  • Cassa integrazione straordinaria e ordinaria (con limiti)

Non sono invece utili:

  • Periodi di lavoro all’estero (salvo convenzioni internazionali)
  • Settimane già utilizzate per altre prestazioni di disoccupazione
  • Periodi di aspettativa non retribuita

Durata Massima: 24 Mesi nel 2026

La durata massima della NASPI nel 2026 è di 24 mesi. Anche se un lavoratore ha accumulato contributi per più di 96 settimane (che darebbero diritto teoricamente a 24 mesi), non può comunque superare questo tetto.

Per ottenere la durata massima di 24 mesi, è necessario aver lavorato almeno 4 anni continuativi (208 settimane di contributi) nei 4 anni precedenti la disoccupazione, senza aver utilizzato questi contributi per altre prestazioni.

Esempi Pratici di Calcolo Durata

Esempio 1: Mario ha lavorato ininterrottamente per 2 anni (104 settimane). Durata NASPI = 104 ÷ 4 = 26 settimane (circa 6 mesi).

Esempio 2: Laura ha lavorato per 3 anni (156 settimane). Durata NASPI = 156 ÷ 4 = 39 settimane (circa 9 mesi).

Esempio 3: Giovanni ha lavorato per 5 anni (260 settimane). Durata NASPI = 260 ÷ 4 = 65 settimane, ma viene applicato il tetto massimo di 24 mesi.

Riduzione del 3% Mensile dal Quarto Mese

Un aspetto importante da considerare è che l’importo della NASPI non rimane costante per tutta la durata. Dal 91° giorno (quarto mese), l’indennità subisce una riduzione del 3% ogni mese.

Questa riduzione progressiva è stata introdotta per incentivare la ricerca attiva di lavoro e non penalizza i primi tre mesi, durante i quali si riceve l’importo pieno calcolato in base alla retribuzione precedente.

Esempio di Riduzione Progressiva

Supponiamo che l’importo iniziale della NASPI sia di 1.000 euro al mese:

  • Mesi 1-3: 1.000 euro
  • Mese 4: 1.000 – 3% = 970 euro
  • Mese 5: 970 – 3% = 941 euro
  • Mese 6: 941 – 3% = 913 euro
  • Mese 7: 913 – 3% = 886 euro
  • Mese 12: circa 737 euro
  • Mese 24: circa 497 euro

Come si vede, dopo 24 mesi l’importo si è quasi dimezzato rispetto all’importo iniziale.

Quando Termina la NASPI

La NASPI termina al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • Scadenza della durata massima calcolata in base ai contributi
  • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
  • Inizio attività di lavoro autonomo (con obbligo di comunicazione)
  • Raggiungimento dei requisiti pensionistici
  • Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità
  • Perdita dello stato di disoccupazione per mancata disponibilità
  • Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego
  • Rifiuto di un’offerta di lavoro congrua

Compatibilità con Lavoro Occasionale

La NASPI è compatibile con lavoro occasionale (prestazioni occasionali o contratti a termine brevi), ma bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. L’importo della NASPI viene ridotto dell’80% del reddito presunto derivante dall’attività lavorativa.

È Possibile Prorogare la Durata della NASPI?

La durata della NASPI non è prorogabile oltre il periodo calcolato in base ai contributi versati e al tetto massimo di 24 mesi. Non esistono deroghe o possibilità di estensione automatica.

Tuttavia, al termine della NASPI, chi si trova ancora in stato di disoccupazione e ha un ISEE basso può richiedere altre misure di sostegno:

  • Assegno di Inclusione (ADI) per nuclei familiari con ISEE fino a 9.360 euro
  • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per disoccupati 18-59 anni
  • Reddito di Libertà per donne vittime di violenza

Requisiti Contributivi Minimi per la NASPI 2026

Per accedere alla NASPI nel 2026, oltre ai requisiti di durata, è necessario rispettare i requisiti contributivi minimi:

  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

Questi sono i requisiti minimi per aver diritto alla NASPI. Anche con solo 13 settimane di contributi, si ha diritto a circa 3 settimane di indennità, ma ovviamente la durata sarà molto limitata.

Come Verificare la Durata della Tua NASPI

Per conoscere con esattezza la durata della NASPI a cui hai diritto, puoi:

  1. Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
  2. Consultare il fascicolo previdenziale del cittadino per verificare i contributi versati
  3. Utilizzare il simulatore INPS per il calcolo preventivo
  4. Rivolgerti a un CAF o patronato per una consulenza personalizzata

Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare gratuitamente la tua posizione contributiva e calcolare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano, assistendoti anche nella presentazione della domanda.

Domande Frequenti sulla Durata NASPI

Quanti mesi di NASPI spettano con 1 anno di lavoro?

Con 1 anno di lavoro (circa 52 settimane di contributi), la durata della NASPI è di 13 settimane, circa 3 mesi (52 ÷ 4 = 13).

Come si calcolano le settimane di contributi?

Le settimane di contributi vengono calcolate considerando tutti i periodi lavorativi con contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione, escludendo settimane già utilizzate per altre prestazioni.

La NASPI si riduce ogni mese?

No, nei primi 3 mesi l’importo rimane invariato. Dal quarto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% ogni mese.

Posso avere la NASPI per più di 24 mesi?

No, 24 mesi è la durata massima prevista dalla normativa, anche se hai versato contributi per periodi più lunghi.

Quando inizia a decorrere la NASPI?

La NASPI decorre:

  • Dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto (se la domanda è presentata entro 8 giorni)
  • Dal giorno successivo alla domanda (se presentata dopo l’8° giorno dalla cessazione)
  • Mai prima della data di presentazione della domanda

I periodi di malattia contano per la durata?

Sì, i periodi di malattia indennizzati durante il rapporto di lavoro sono utili al calcolo delle settimane contributive per determinare la durata della NASPI.

Conclusione

Conoscere la durata della NASPI 2026 è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e gestire al meglio le proprie finanze. Ricorda che:

  • La durata dipende dalle settimane di contributi versate nei 4 anni precedenti
  • Il calcolo è: 1 settimana di NASPI ogni 4 settimane di contributi
  • La durata massima è 24 mesi
  • L’importo si riduce del 3% al mese dal quarto mese
  • Non è possibile prorogare oltre il periodo spettante

Per verificare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano e ricevere assistenza nella presentazione della domanda, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti aiuterà a calcolare la durata precisa e a massimizzare i tuoi diritti previdenziali.


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  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
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Ti aiutiamo a calcolare la durata della NASPI, verificare i requisiti e presentare la domanda all’INPS in modo rapido e sicuro.

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Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS

NASPI 2025

Il pagamento NASPI giugno 2026 è uno dei temi più cercati da chi percepisce l’indennità di disoccupazione, perché conoscere con precisione la data di accredito aiuta a organizzare le spese del mese. L’INPS eroga la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) seguendo un calendario preciso, ma capire quando arriva esattamente sul conto corrente non è sempre semplice, soprattutto per chi ha appena presentato domanda. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto: le date previste, come leggere il cedolino NASPI su MyINPS, il calcolo dell’importo con il décalage del 3% e cosa succede in caso di lavoro occasionale.

Capire il pagamento NASPI giugno 2026 significa orientarsi tra mensilità ordinarie, prime erogazioni e variazioni dovute alla sede INPS territoriale. La data pagamento NASPI non è infatti la stessa per tutti: chi riceve l’indennità da mesi vede l’accredito nella prima metà del mese, mentre chi ha presentato la domanda da poco potrebbe attendere fino alla fine di giugno. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti, come verificare il cedolino NASPI giugno e quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine per assistenza personalizzata.

Pagamento NASPI giugno 2026: quando arriva sul conto

La regola generale stabilita dall’INPS prevede che il pagamento NASPI giugno 2026 avvenga entro il 15 del mese successivo a quello di competenza. In pratica, l’indennità erogata a giugno si riferisce alle giornate di disoccupazione di maggio 2026. Questo significa che chi è già percettore da mesi vedrà l’accredito NASPI giugno 2026 tra il 10 e il 15 giugno, salvo lievi variazioni dovute ai tempi di elaborazione della sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

La domanda più frequente è proprio: NASPI giugno 2026 quando arriva? La risposta cambia a seconda della situazione personale. Per i beneficiari ordinari, ovvero chi riceve l’indennità da più di un mese, l’INPS dispone i bonifici tra il 9 e il 15 giugno. Le differenze di qualche giorno dipendono dalla banca o dall’ufficio postale che riceve l’ordine di pagamento e dai tempi tecnici di accredito interbancario. Per questo motivo non esiste una data fissa unica, ma una finestra di accredito generalmente affidabile.

Prime erogazioni: chi ha presentato domanda di recente

Se hai presentato la domanda di NASPI nelle ultime settimane e l’INPS l’ha accolta a maggio, la situazione è differente. La prima rata non segue il calendario delle mensilità ordinarie ma viene erogata nella seconda metà del mese: indicativamente tra il 15 e il 25 giugno 2026. Questo perché l’INPS deve completare la lavorazione della pratica, calcolare gli arretrati dal giorno successivo alla cessazione del lavoro e verificare l’IBAN comunicato in fase di domanda.

Per chi attende la prima erogazione, è normale che il pagamento NASPI giugno 2026 includa anche le mensilità arretrate. Ad esempio, immaginiamo che Marco abbia perso il lavoro il 10 marzo 2026 e abbia presentato la domanda il 30 marzo. Se l’INPS accoglie la pratica a maggio, il primo accredito di giugno conterrà gli importi dovuti da marzo, aprile e maggio. È importante quindi non allarmarsi se la cifra è più alta del previsto: si tratta di un cumulo di mensilità.

Perché la data pagamento NASPI può variare

La data pagamento NASPI non è scolpita nella pietra. L’INPS effettua le elaborazioni in modo decentrato: ogni sede territoriale ha tempi tecnici leggermente diversi, e questo può causare anticipi o ritardi di 1-3 giorni rispetto alla media nazionale. Inoltre, se il 15 del mese cade di sabato, domenica o festivo, il bonifico potrebbe slittare al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso di giugno 2026, il 15 cade di lunedì, quindi non sono previsti slittamenti significativi.

  • Beneficiari ordinari: accredito tra il 10 e il 15 giugno 2026
  • Prime erogazioni: tra il 15 e il 25 giugno 2026
  • Pagamenti con arretrati: possono slittare verso fine mese
  • Sospensioni temporanee: riprese di pagamento entro 30 giorni dalla regolarizzazione

Cedolino NASPI giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

Il cedolino NASPI giugno è il documento ufficiale che riepiloga l’importo erogato, le trattenute fiscali e il periodo di competenza. Si tratta di uno strumento fondamentale per capire esattamente quanto stai ricevendo e perché. Per consultarlo serve accedere al portale INPS nell’area riservata MyINPS, ma navigare tra le voci del sito può essere complicato per chi non è abituato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricare e interpretare il cedolino, evitandoti di perdere tempo tra menu e password dimenticate.

Sul cedolino NASPI trovi alcune informazioni chiave: l’importo lordo dell’indennità, le ritenute IRPEF trattenute alla fonte, l’importo netto accreditato, il periodo di riferimento e l’IBAN su cui è stato disposto il bonifico. Capire ogni voce è importante per evitare brutte sorprese a fine anno con la dichiarazione dei redditi, perché la NASPI è soggetta a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente.

Le voci principali del cedolino NASPI

Quando apri il cedolino NASPI giugno sul portale INPS, ti trovi davanti a una struttura tabellare con diverse colonne. La prima cosa da verificare è la corrispondenza tra il periodo indicato (maggio 2026) e i giorni effettivi di disoccupazione. Se hai svolto attività di lavoro occasionale durante il mese, alcuni giorni potrebbero essere stati esclusi dal calcolo. Le ritenute IRPEF applicate dipendono dallo scaglione di reddito in cui rientri annualmente: ad esempio, fino a 28.000 euro l’aliquota base è del 23%.

Un aspetto spesso trascurato è il conguaglio fiscale che compare a fine anno o all’esaurimento della NASPI. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ricalcola le ritenute basandosi sul reddito complessivo e potrebbe trattenere o restituire una differenza. Il nostro team del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a inserire correttamente la NASPI nel modello 730, evitando errori che potrebbero generare avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate.

Importo del pagamento NASPI giugno 2026: come si calcola

L’importo del pagamento NASPI giugno 2026 dipende dalla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Il calcolo segue una formula precisa: l’INPS prende come riferimento la retribuzione imponibile degli ultimi 48 mesi e la divide per il numero di settimane contributive, ottenendo una retribuzione media settimanale che viene poi moltiplicata per 4,33 per ottenere la retribuzione mensile di riferimento.

L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile se quest’ultima è inferiore o uguale a 1.480,30 euro (soglia 2026). Se invece la retribuzione media è superiore a questa soglia, alla base del 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente. In ogni caso, l’importo massimo erogabile non può superare il massimale 2026 di circa 1.575,42 euro mensili lordi. Vediamo un esempio pratico per capire meglio.

Esempio pratico di calcolo NASPI

Supponiamo che Laura abbia avuto una retribuzione media mensile di 1.800 euro lordi negli ultimi quattro anni. Il calcolo NASPI sarà così strutturato: 75% di 1.480,30 euro fa 1.110,22 euro, a cui si aggiunge il 25% della differenza tra 1.800 e 1.480,30 (cioè il 25% di 319,70 euro = 79,92 euro). Il totale lordo della NASPI di Laura sarebbe quindi 1.190,14 euro mensili, importo entro il massimale previsto. Da questo lordo vanno poi sottratte le ritenute IRPEF per ottenere il netto effettivamente accreditato.

Se invece prendiamo il caso di Stefano, che aveva una retribuzione media di 1.200 euro, il calcolo è più semplice: 75% di 1.200 = 900 euro lordi mensili di NASPI. Da notare che, dal 2026, la retribuzione di riferimento è rivalutata annualmente in base all’indice ISTAT. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare il calcolo con i tuoi dati reali, evitando contestazioni con l’INPS in caso di importi anomali.

Décalage del 3%: la riduzione dopo il sesto mese

Una caratteristica fondamentale del pagamento NASPI giugno 2026 è il cosiddetto décalage del 3%. Si tratta di una riduzione progressiva dell’importo che scatta a partire dal settimo mese di percezione dell’indennità. In parole semplici, dopo i primi sei mesi pieni, ogni mese successivo la NASPI diminuisce del 3% rispetto all’importo del mese precedente. Questo meccanismo è stato pensato per incentivare il rapido reinserimento nel mondo del lavoro.

Facciamo un esempio concreto. Se a giugno 2026 stai ricevendo la NASPI da gennaio 2026, sei al sesto mese e l’importo è ancora quello pieno calcolato all’inizio. Da luglio (settimo mese) scatta la prima riduzione del 3%. Se l’importo era 1.000 euro, da luglio diventa 970 euro. Da agosto (ottavo mese) si applica un altro 3% sui 970 euro, quindi circa 941 euro. E così via, mese dopo mese, fino al termine della prestazione o al ritorno al lavoro.

Eccezioni al décalage

Esistono alcune eccezioni al décalage del 3%: i lavoratori con almeno 55 anni di età al momento della cessazione del rapporto di lavoro vedono applicarsi la riduzione solo dopo l’ottavo mese di percezione, non dal settimo. Questa agevolazione è stata introdotta per tutelare i lavoratori over 55, generalmente più difficili da ricollocare. Inoltre, alcune sospensioni temporanee della NASPI (come quelle per lavoro occasionale) non interrompono il conteggio dei mesi ai fini del décalage.

Il calcolo mensile della riduzione viene applicato automaticamente dall’INPS sul cedolino NASPI, ma vale la pena verificare ogni mese che la decurtazione sia stata applicata correttamente. Errori non sono rari, soprattutto in caso di sospensioni e riprese del trattamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te il cedolino e, se rileva anomalie, ti assiste nella presentazione di una richiesta di riesame all’INPS.

Riduzione 60% e 45%: come funziona nel pagamento NASPI giugno 2026

Oltre al décalage del 3%, esistono altre riduzioni che possono influire sul pagamento NASPI giugno 2026: parliamo delle riduzioni al 60% e al 45%. Queste si applicano in caso di cumulo della NASPI con redditi da lavoro. Capire come funzionano è essenziale per non perdere il diritto all’indennità o, peggio, per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo i casi più comuni nel dettaglio.

Se durante la percezione della NASPI inizi un’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale che produce un reddito annuo previsto fino a 5.500 euro, mantieni il diritto alla NASPI ma con una riduzione dell’80% del reddito stimato. In sostanza, l’INPS riduce la tua indennità di una somma pari all’80% di quanto ti aspetti di guadagnare. Devi però comunicare entro 30 giorni l’inizio dell’attività al portale INPS, altrimenti perdi tutto il beneficio.

NASPI e lavoro subordinato a tempo determinato

Se invece accetti un lavoro subordinato a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto. Una volta terminato il nuovo rapporto, la prestazione riprende per il periodo residuo. Se la durata supera i 6 mesi, invece, la NASPI decade definitivamente. Questo regime è particolarmente complesso e ogni situazione va valutata individualmente: ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di accettare qualsiasi nuovo contratto.

Particolare attenzione meritano i contratti misti, dove un percettore NASPI svolge sia lavoro autonomo sia occasionale. Le regole di cumulo possono ridurre l’importo NASPI a percentuali del 60% o anche del 45% dell’originario, a seconda del reddito previsto. La gestione corretta di queste comunicazioni all’INPS è cruciale: una dichiarazione errata può comportare la richiesta di restituzione di tutte le somme percepite. Per questo affidarsi a professionisti esperti fa la differenza.

IBAN per il pagamento NASPI giugno 2026: come modificarlo

L’IBAN comunicato all’INPS è l’elemento chiave per ricevere il pagamento NASPI giugno 2026 sul conto corrente. Se hai cambiato banca, chiuso un conto o aperto un nuovo libretto postale, è fondamentale aggiornare i dati prima del prossimo accredito. Un IBAN errato o non più attivo causa il rifiuto del bonifico da parte dell’istituto di credito, con conseguente sospensione dei pagamenti fino alla regolarizzazione della pratica.

Modificare l’IBAN per la NASPI richiede attenzione e va fatto tramite il modello apposito SR163, l’unico documento riconosciuto dall’INPS. Il modulo deve essere firmato e contrassegnato dalla banca o dalle Poste, perché serve come garanzia che l’IBAN appartiene effettivamente al beneficiario. Errori nella compilazione possono rallentare il pagamento NASPI anche di settimane. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il modello SR163 e a presentarlo nei tempi giusti per non perdere mensilità.

Tempistiche del cambio IBAN

Una volta presentato il modello SR163, l’INPS richiede generalmente 30-45 giorni per recepire la modifica e applicarla ai successivi pagamenti. Se la richiesta arriva in prossimità della data di erogazione mensile, potrebbe non essere lavorata in tempo e il bonifico verrebbe ancora disposto sul vecchio IBAN. Per questo conviene presentare le modifiche con almeno un mese di anticipo rispetto al prossimo accredito atteso. Per il pagamento NASPI giugno 2026, ad esempio, le richieste pervenute dopo metà maggio difficilmente saranno applicate in tempo.

Sospensione NASPI per lavoro occasionale: cosa cambia

Un caso particolarmente delicato che può influire sul pagamento NASPI giugno 2026 è la sospensione per lavoro occasionale. Se durante la percezione della NASPI accetti un incarico saltuario, anche di pochi giorni, devi comunicarlo all’INPS preventivamente. Le prestazioni occasionali sono ammesse fino a un certo limite di reddito, oltre il quale scattano automaticamente la riduzione o la decadenza dell’indennità di disoccupazione.

Per le prestazioni di lavoro occasionale retribuite tramite il sistema dei voucher (PrestO o Libretto Famiglia), il limite annuo previsto è di 5.000 euro da tutti i committenti. Sotto questa soglia non sussiste obbligo di comunicazione preventiva, ma è comunque consigliabile informare l’INPS per evitare contestazioni successive. Oltre i 5.000 euro, invece, la NASPI viene ridotta proporzionalmente o sospesa fino al termine dell’attività.

Come comunicare il lavoro occasionale all’INPS

La comunicazione di inizio attività occasionale deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’incarico, tramite l’apposito modulo INPS. Vanno indicati: tipologia di attività, durata prevista, compenso atteso e generalità del committente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutta la procedura, perché un errore in questa fase può causare la sospensione dei pagamenti successivi o, peggio, la richiesta di restituzione delle somme già percepite. Affidarsi a chi conosce le procedure ti tutela da brutte sorprese.

Particolare attenzione va prestata anche ai compensi cumulati nel corso dell’anno solare. Se a giugno 2026 hai già superato la soglia annuale e percepisci ancora la NASPI, l’INPS effettuerà i conguagli e potresti vederti recapitare un avviso di restituzione. Verificare mensilmente la situazione contributiva tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il modo migliore per evitare sorprese a fine anno.

Durata della NASPI: per quanti mesi spetta

La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del lavoro, fino a un tetto di 24 mesi. Se hai versato 4 anni pieni di contributi (208 settimane), avrai diritto a 104 settimane di indennità, cioè i 24 mesi massimi. Chi invece ha versato meno contributi vedrà ridotta proporzionalmente la durata: ad esempio, 50 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti danno diritto a 25 settimane di NASPI, circa 6 mesi.

Per verificare con precisione la durata della tua NASPI, occorre consultare l’estratto contributivo INPS e contare le settimane di contribuzione utili nel periodo di riferimento. Il calcolo non è banale, perché alcune tipologie di rapporto (come l’apprendistato o i contratti di solidarietà) sono valutate diversamente. Inoltre, periodi di malattia, maternità o servizio militare possono essere considerati come contribuzione figurativa utile ai fini NASPI. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti calcola con precisione la durata spettante.

Requisiti per accedere alla NASPI

Per percepire la NASPI nel 2026 servono tre requisiti fondamentali: lo stato di disoccupazione involontario, almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del lavoro e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. Lo stato di disoccupazione si attesta tramite la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presentata al Centro per l’Impiego.

Non tutti i tipi di cessazione del lavoro danno diritto alla NASPI: le dimissioni volontarie ne escludono il diritto, tranne in alcuni casi tutelati (dimissioni per giusta causa, dimissioni della madre lavoratrice nel primo anno di vita del figlio). La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto: oltre questo termine si perde il diritto al beneficio per i giorni di ritardo. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per evitare errori nei termini.

Tassazione NASPI e dichiarazione dei redditi

Il pagamento NASPI giugno 2026 e di tutti gli altri mesi è soggetto a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica direttamente le ritenute mensili sul cedolino. Tuttavia, all’inizio dell’anno successivo, l’INPS emette la Certificazione Unica (CU) che riepiloga tutti gli importi percepiti e le ritenute trattenute. Questo documento è essenziale per la dichiarazione dei redditi annuale.

La NASPI deve essere indicata nel modello 730 nella sezione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati. Spesso i percettori NASPI ricevono un piccolo rimborso IRPEF in dichiarazione, perché le ritenute mensili dell’INPS non tengono conto di detrazioni per familiari a carico o altre detrazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora la dichiarazione recuperando ogni euro di credito d’imposta che ti spetta, in ufficio o anche comodamente online da casa.

Problemi col pagamento NASPI giugno 2026: cosa fare

Se a giugno 2026 non ricevi l’accredito NASPI entro le date previste, non bisogna allarmarsi immediatamente. Spesso si tratta di semplici ritardi tecnici della sede INPS territoriale o di errori di trasmissione del bonifico. Tuttavia, dopo qualche giorno di attesa è opportuno verificare alcuni elementi chiave: lo stato della pratica sul portale INPS, l’eventuale presenza di comunicazioni nell’area MyINPS e la corretta visualizzazione del cedolino del mese.

Le cause più frequenti di un mancato pagamento sono: IBAN errato o non aggiornato, sospensione automatica per attività lavorativa non comunicata, mancato rinnovo della DID al Centro per l’Impiego, controlli straordinari INPS in corso. In tutti questi casi è importante intervenire rapidamente per non perdere mensilità arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a contattare l’INPS tramite i canali ufficiali del patronato, accelerando la risoluzione della pratica.

Verifica del Fascicolo Previdenziale

L’unico modo per sapere con certezza quando arriverà il prossimo pagamento NASPI è consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS. All’interno del fascicolo trovi tutti i dettagli: data di disposizione del pagamento, IBAN su cui è stato disposto, importo lordo e netto, eventuali trattenute. Se vedi il pagamento già “Disposto” significa che l’INPS ha trasmesso l’ordine alla banca e l’accredito arriverà entro pochi giorni lavorativi.

Se invece lo stato è ancora “In elaborazione” o “Sospeso”, potrebbe esserci un’anomalia da risolvere. In questi casi conviene rivolgersi tempestivamente al patronato per capire la causa del blocco e procedere alla regolarizzazione. Spesso bastano poche ore di lavoro di un operatore esperto per sbloccare situazioni che, lasciate al fai-da-te, potrebbero protrarsi per settimane con conseguenze economiche pesanti per le famiglie.

Domande frequenti sul pagamento NASPI giugno 2026

Quando arriva il pagamento NASPI a giugno 2026?

Il pagamento NASPI giugno 2026 per i beneficiari ordinari è previsto tra il 10 e il 15 giugno 2026. Per chi ha presentato domanda recentemente e ha ottenuto l’accoglimento a maggio, la prima erogazione arriva tra il 15 e il 25 giugno. Le date possono variare leggermente in base alla sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

Dove trovo il cedolino NASPI giugno?

Il cedolino NASPI giugno è consultabile sul portale INPS nell’area MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Va cercato nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino, sezione “Pagamenti effettuati”. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricarlo e interpretarlo correttamente.

Quando inizia il décalage del 3% sulla NASPI?

Il décalage del 3% scatta dal settimo mese di percezione della NASPI (dall’ottavo mese per i lavoratori over 55). Ogni mese successivo l’importo viene ridotto del 3% rispetto a quello precedente, in modo cumulativo.

Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

Nel 2026 l’importo massimo NASPI erogabile è di circa 1.575,42 euro lordi mensili. Questo massimale è soggetto a riduzione del 3% mensile a partire dal settimo mese di percezione.

Cosa fare se la NASPI di giugno non arriva?

Se entro il 20 giugno non hai ancora ricevuto la NASPI, verifica il Fascicolo Previdenziale sul portale INPS. Le cause più comuni sono: IBAN errato, mancato rinnovo DID, sospensione per lavoro non comunicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a sbloccare la pratica con il patronato.

Hai bisogno di assistenza per la NASPI a giugno 2026?

Gestire la NASPI e tutti gli adempimenti collegati (domanda, IBAN, cedolino, comunicazioni di lavoro occasionale, tassazione) può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo punto di riferimento in Friuli Venezia Giulia: il nostro Patronato ti segue dalla presentazione della domanda fino all’ultimo cedolino, verificando importi, scadenze e comunicazioni con l’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia.

Per ricevere un preventivo personalizzato e fissare un appuntamento, puoi Contattaci direttamente. I nostri operatori esperti ti seguono passo passo, garantendoti tranquillità e precisione in ogni fase della pratica. Hai bisogno di assistenza per la NASPI? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 22:26:042026-06-03 21:26:31Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS
PATRONATO

Calcolo NASPI 2026: Importo, Formula e Simulazione

SERVIZI CAF Centro Fiscale

Il calcolo della NASPI 2026 si basa su una formula precisa che tiene conto della retribuzione media degli ultimi 4 anni e del massimale INPS aggiornato a 1.550,42 euro mensili. Conoscere come si calcola l’importo della NASPI è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e comprendere quanto effettivamente percepirai ogni mese. In questa guida completa vediamo la formula di calcolo, la retribuzione media imponibile, il massimale 2026, la differenza tra importo netto e lordo, come utilizzare il simulatore INPS e diversi esempi pratici di calcolo.

Indice dei contenuti

  1. Come si calcola la NASPI 2026
  2. Retribuzione media imponibile
  3. Massimale NASPI 1.550 euro
  4. Importo netto e lordo NASPI
  5. Simulatore calcolo NASPI INPS
  6. Esempi pratici di calcolo
  7. Domande frequenti

Come si calcola la NASPI 2026

Il calcolo dell’importo mensile della NASPI segue una formula precisa stabilita dall’INPS che varia in base alla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Formula di calcolo NASPI

La NASPI si calcola in modo differente a seconda che la retribuzione media mensile sia superiore o inferiore al massimale INPS (1.550,42 euro nel 2026):

  • Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile
  • Se la retribuzione media supera 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% di 1.550,42 euro + il 25% della differenza tra la retribuzione media e l’importo di 1.550,42 euro

Esempio formula completa:

NASPI = (75% × 1.550,42) + (25% × (Retribuzione Media - 1.550,42))

In ogni caso, l’importo della NASPI non può mai superare il massimale INPS che per il 2026 è fissato a 1.550,42 euro mensili.

Riduzione progressiva del 3%

Un aspetto importante del calcolo NASPI è la riduzione progressiva del 3% mensile che si applica a partire dal sesto mese (181° giorno) di fruizione dell’indennità. Questo significa che:

  • Dal 1° al 180° giorno: importo NASPI invariato
  • Dal 181° giorno in poi: riduzione del 3% ogni mese
  • Dal settimo mese: -3%
  • Dall’ottavo mese: -6% rispetto all’importo iniziale
  • E così via fino all’esaurimento della prestazione

Retribuzione media imponibile

La retribuzione media imponibile è l’elemento centrale per il calcolo della NASPI. Si tratta della media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali percepite negli ultimi 4 anni (48 mesi) precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Come si calcola la retribuzione media

Per calcolare la retribuzione media imponibile devi:

  1. Sommare tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni (comprese tredicesima, quattordicesima, premi produzione)
  2. Dividere per il numero di settimane di contribuzione presenti nel periodo
  3. Moltiplicare per 4,33 (coefficiente per ottenere l’importo mensile)

Formula:

Retribuzione Media Mensile = (Somma Retribuzioni Imponibili / Numero Settimane) × 4,33

Cosa include la retribuzione imponibile

Nel calcolo della retribuzione media vengono considerate:

  • Stipendio base mensile
  • Tredicesima e quattordicesima mensilità
  • Premi di produzione
  • Straordinari
  • Indennità varie previste dal CCNL
  • Tutte le voci soggette a contribuzione INPS

Non vengono considerate: TFR, rimborsi spese, fringe benefit non imponibili, buoni pasto oltre il limite esente.

Massimale NASPI 1.550 euro

Il massimale NASPI per il 2026 è stato fissato dall’INPS a 1.550,42 euro mensili. Questo valore rappresenta l’importo massimo che può essere erogato come indennità di disoccupazione, indipendentemente dalla retribuzione precedente del lavoratore.

Soglie di calcolo 2026

Ecco le soglie principali per il calcolo NASPI 2026:

Retribuzione Media MensileImporto NASPI MensileFormula Applicata
Fino a 1.550,42 €75% della retribuzioneRetribuzione × 0,75
Da 1.550,43 a 2.500 €1.162,82 + 25% eccedenza(1.550,42 × 0,75) + ((RM – 1.550,42) × 0,25)
Oltre 2.500 €Massimo 1.550,42 €Importo massimo bloccato

Il massimale viene aggiornato annualmente dall’INPS sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Esempio con retribuzione alta

Se un lavoratore ha una retribuzione media di 2.200 euro:

  • 75% di 1.550,42 = 1.162,82 euro
  • 25% di (2.200 – 1.550,42) = 25% di 649,58 = 162,40 euro
  • NASPI totale = 1.162,82 + 162,40 = 1.325,22 euro

Importo netto e lordo NASPI

Un aspetto che genera spesso confusione riguarda la differenza tra importo lordo e netto della NASPI. L’importo calcolato con la formula INPS è sempre lordo, quindi soggetto a tassazione IRPEF.

Tassazione NASPI

La NASPI è soggetta a:

  • IRPEF con aliquote progressive (23%, 25%, 35%, 43%)
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF
  • NO contributi previdenziali (la NASPI è esente da contribuzione)

L’INPS applica una ritenuta fiscale del 23% a titolo di acconto IRPEF. Questo significa che mensilmente ricevi l’importo NASPI già decurtato delle imposte.

Calcolo netto da lordo

Per calcolare indicativamente l’importo netto mensile:

NASPI Netta (approssimativa) = NASPI Lorda × 0,77
(applicando ritenuta IRPEF 23%)

Esempio pratico:

  • NASPI lorda: 1.200 euro
  • IRPEF 23%: 276 euro
  • NASPI netta: circa 924 euro

Attenzione: l’importo netto effettivo dipende dalla tua situazione fiscale complessiva (altri redditi, detrazioni, addizionali locali). In sede di dichiarazione dei redditi potrebbe risultare un conguaglio a credito o debito.

Simulatore calcolo NASPI INPS

L’INPS mette a disposizione un simulatore online gratuito per calcolare l’importo della NASPI in base alla tua situazione contributiva. Il servizio è accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS.

Come usare il simulatore NASPI

Per utilizzare il simulatore:

  1. Accedi al sito inps.it con le tue credenziali
  2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “NASpI”
  3. Seleziona “Calcolo simulato dell’importo”
  4. Inserisci la data di cessazione del rapporto di lavoro
  5. Il sistema recupera automaticamente la tua storia contributiva degli ultimi 4 anni
  6. Visualizzi l’importo mensile teorico della NASPI
  7. Puoi vedere anche la durata prevista della prestazione

Dati necessari per la simulazione

Il simulatore INPS utilizza:

  • Estratto conto contributivo del lavoratore
  • Retribuzioni imponibili comunicate dai datori di lavoro tramite UNIEMENS
  • Numero di settimane contributive negli ultimi 4 anni
  • Data di cessazione del rapporto di lavoro

Il calcolo fornito è indicativo e potrebbe variare leggermente rispetto all’importo effettivamente liquidato dall’INPS dopo la presentazione della domanda.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo ora tre esempi concreti di calcolo NASPI con diverse situazioni retributive.

Esempio 1: Retribuzione bassa (1.200 euro)

Situazione:

  • Retribuzione media mensile: 1.200 euro
  • Inferiore al massimale 1.550,42 euro

Calcolo NASPI:

  • NASPI = 1.200 × 75% = 900 euro lordi
  • NASPI netta (circa): 900 × 0,77 = 693 euro netti

Durata: Se hai 100 settimane contributive → 50 settimane di NASPI (circa 11,5 mesi)

Esempio 2: Retribuzione media (1.800 euro)

Situazione:

  • Retribuzione media mensile: 1.800 euro
  • Superiore al massimale 1.550,42 euro

Calcolo NASPI:

  • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
  • Eccedenza: (1.800 – 1.550,42) × 25% = 249,58 × 0,25 = 62,40 euro
  • NASPI totale = 1.162,82 + 62,40 = 1.225,22 euro lordi
  • NASPI netta (circa): 1.225,22 × 0,77 = 943 euro netti

Esempio 3: Retribuzione alta (2.500 euro)

Situazione:

  • Retribuzione media mensile: 2.500 euro
  • Molto superiore al massimale

Calcolo NASPI:

  • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
  • Eccedenza: (2.500 – 1.550,42) × 25% = 949,58 × 0,25 = 237,40 euro
  • NASPI totale = 1.162,82 + 237,40 = 1.400,22 euro lordi
  • NASPI netta (circa): 1.400,22 × 0,77 = 1.078 euro netti

Nota: Anche con retribuzione di 2.500 euro, la NASPI non raggiunge il massimale di 1.550,42 euro a causa della formula che applica solo il 25% sull’eccedenza.

Domande frequenti sul calcolo NASPI

Quanto è il massimale NASPI nel 2026?

Il massimale NASPI per il 2026 è di 1.550,42 euro mensili. Si tratta dell’importo massimo lordo che può essere erogato come indennità di disoccupazione.

Come si calcola la retribuzione media per la NASPI?

La retribuzione media si calcola sommando tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni, dividendo per il numero di settimane contributive e moltiplicando per 4,33 per ottenere l’importo mensile.

La NASPI è lorda o netta?

L’importo calcolato dall’INPS è sempre lordo. Sulla NASPI viene applicata una ritenuta fiscale IRPEF del 23% a titolo di acconto. L’importo netto è circa il 77% del lordo.

Quando si riduce l’importo della NASPI?

La NASPI si riduce del 3% ogni mese a partire dal 181° giorno (sesto mese) di fruizione dell’indennità. La riduzione continua fino all’esaurimento della prestazione.

Dove trovo il simulatore NASPI dell’INPS?

Il simulatore è disponibile sul sito inps.it nella sezione “Prestazioni e servizi → NASpI → Calcolo simulato”. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

Il calcolo della NASPI include la tredicesima?

Sì, nel calcolo della retribuzione media vengono considerate anche tredicesima, quattordicesima, premi produzione e tutte le voci soggette a contribuzione INPS.


Conclusione

Il calcolo della NASPI 2026 richiede la conoscenza di diversi parametri: retribuzione media degli ultimi 4 anni, massimale INPS di 1.550,42 euro, formula di calcolo differenziata e riduzione progressiva del 3%. Comprendere questi elementi ti permette di stimare con precisione l’importo mensile che percepirai durante il periodo di disoccupazione.

Ricorda che l’importo calcolato è lordo e soggetto a tassazione IRPEF del 23%, quindi l’importo netto sarà inferiore di circa il 23%. Utilizza il simulatore INPS per avere una stima personalizzata basata sulla tua effettiva storia contributiva.

Hai bisogno di assistenza per il calcolo NASPI?

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • ✓ Calcolo personalizzato dell’importo NASPI
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Contatti CAF Centro Fiscale:
📍 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
☎️ Tel: 0432 1638640
📱 WhatsApp: 366 6018121
✉️ Email: info@centrofiscale.com

Non lasciare al caso il calcolo della tua NASPI. Affidati all’esperienza del CAF Centro Fiscale per ottenere l’importo corretto e massimizzare i tuoi diritti.

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Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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NASPI 2026: Guida Completa Indennità Disoccupazione (Requisiti, Importo, Durata)

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che l’INPS eroga ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Nel 2026 la NASPI continua a essere uno strumento fondamentale di sostegno al reddito per chi si trova senza occupazione.

In questa guida completa alla NASPI 2026 scoprirai tutto quello che devi sapere: dai requisiti per richiederla, all’importo mensile che ti spetta, dalla durata dell’indennità alle modalità di calcolo, fino alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

Se hai perso il lavoro o stai per essere licenziato, questa è la risorsa definitiva per capire come funziona la NASPI, quanto ti spetta e come fare domanda all’INPS.

Cos’è la NASPI e a chi spetta

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è stata introdotta nel 2015 dal D.Lgs. 22/2015 per sostituire le precedenti indennità di disoccupazione (ASpI e mini-ASpI).

A chi spetta la NASPI?

  • Lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico con contratto a tempo determinato)
  • Apprendisti
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
  • Dipendenti a tempo determinato delle Amministrazioni Pubbliche

Chi è escluso dalla NASPI:

  • Dipendenti pubblici a tempo indeterminato
  • Operai agricoli (che hanno la disoccupazione agricola)
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
  • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata

Requisiti NASPI 2026: cosa serve per richiederla

Per avere diritto alla NASPI nel 2026 devi soddisfare 3 requisiti fondamentali:

1. Stato di disoccupazione involontaria

Devi trovarti in stato di disoccupazione per una delle seguenti cause:

  • Licenziamento (individuale o collettivo)
  • Risoluzione consensuale per giusta causa (mobbing, mancato pagamento stipendio, molestie)
  • Dimissioni per giusta causa (ad esempio: mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie sessuali, modifica peggiorativa delle mansioni)
  • Dimissioni durante la maternità (dalla gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino)
  • Scadenza del contratto a tempo determinato
  • Perdita di qualifica di socio lavoratore di cooperativa

Attenzione: le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASPI, salvo i casi di giusta causa sopra elencati.

2. Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contributi

Nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione devi aver versato almeno 13 settimane di contribuzione.

Si considerano validi:

  • Contributi previdenziali obbligatori
  • Contributi figurativi per maternità obbligatoria, malattia e infortunio (entro certi limiti)
  • Contributi volontari

Esempio: se hai perso il lavoro il 15 gennaio 2026, devi aver versato almeno 13 settimane di contributi dal 15 gennaio 2022 al 14 gennaio 2026.

3. Requisito lavorativo: almeno 30 giorni di lavoro effettivo

Nei 12 mesi precedenti la disoccupazione devi aver lavorato almeno 30 giorni effettivi (indipendentemente dal numero di ore lavorate).

Si considerano utili:

  • Giorni di lavoro effettivamente prestato
  • Giorni di assenza per maternità obbligatoria
  • Giorni di assenza per infortunio sul lavoro
  • Giorni di congedo parentale

Non si contano: periodi di malattia, aspettativa non retribuita, permessi non retribuiti.

Importo NASPI 2026: quanto spetta al mese

L’importo mensile della NASPI si calcola in base alla retribuzione media lorda degli ultimi 4 anni.

Come si calcola l’importo NASPI

Step 1: si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni.

Step 2: si applica la formula:

  • Se la retribuzione media è fino a 1.352,19 euro/mese (importo 2025, aggiornato annualmente):
    NASPI = 75% della retribuzione media
  • Se la retribuzione media è superiore a 1.352,19 euro/mese:
    NASPI = 75% di 1.352,19 euro + 25% della parte eccedente

Massimale NASPI 2026: l’importo massimo erogabile è di circa 1.550 euro/mese (importo stimato, da confermare con circolare INPS).

Esempio di calcolo NASPI

Caso 1: Retribuzione media = 1.200 euro/mese
NASPI = 75% di 1.200 = 900 euro/mese

Caso 2: Retribuzione media = 1.800 euro/mese
NASPI = (75% di 1.352,19) + (25% di 447,81) = 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro/mese

Caso 3: Retribuzione media = 2.500 euro/mese
NASPI massima = circa 1.550 euro/mese (raggiunto il massimale)

Riduzione progressiva dell’importo NASPI

Importante: dopo i primi 6 mesi (182 giorni), l’importo della NASPI si riduce del 3% ogni mese.

Esempio:
NASPI iniziale: 1.000 euro/mese
Dal 7° mese: 970 euro/mese (-3%)
Dall’8° mese: 940,90 euro/mese (-3%)
E così via fino all’esaurimento.

Durata NASPI 2026: per quanto tempo spetta

La durata della NASPI dipende dalle settimane di contribuzione versate nei 4 anni precedenti la disoccupazione.

Regola generale:
La NASPI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate nei 4 anni precedenti.

Esempi di durata NASPI

  • Contribuzione 1 anno (52 settimane): NASPI per 26 settimane (6 mesi)
  • Contribuzione 2 anni (104 settimane): NASPI per 52 settimane (12 mesi)
  • Contribuzione 3 anni (156 settimane): NASPI per 78 settimane (18 mesi)
  • Contribuzione 4 anni o più (208+ settimane): NASPI per 104 settimane (24 mesi, durata massima)

Durata massima NASPI: 24 mesi (2 anni)

Attenzione: la NASPI si interrompe automaticamente in caso di:

  • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
  • Pensionamento
  • Perdita dello stato di disoccupazione
  • Assenza ingiustificata alla convocazione dei centri per l’impiego
  • Mancata partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro

Come fare domanda NASPI 2026: procedura e scadenze

La domanda di NASPI si presenta esclusivamente online all’INPS.

Scadenza domanda NASPI

La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Attenzione alla decorrenza:

  • Se presenti domanda entro 8 giorni dalla cessazione: NASPI dall’8° giorno successivo alla cessazione
  • Se presenti domanda dopo 8 giorni: NASPI dal giorno successivo alla presentazione (perdi i giorni precedenti)

Esempio:
Ultimo giorno di lavoro: 31 gennaio 2026
Domanda entro: 8 aprile 2026 (68 giorni)
NASPI decorre da: 8 febbraio 2026 (se domanda presentata entro il 7 febbraio)

Come presentare domanda NASPI online

Hai 3 modalità per presentare la domanda:

1. Online sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS):

  • Accedi al portale INPS con la tua identità digitale
  • Vai in “Prestazioni e servizi” → “Domanda di NASPI”
  • Compila tutti i campi richiesti
  • Allega i documenti (se richiesti)
  • Invia la domanda

2. Tramite Contact Center INPS:

  • Chiama il numero verde 803 164 (da fisso, gratuito)
  • Chiama il numero 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

3. Tramite CAF o patronato:

  • Rivolgiti a un CAF o patronato di fiducia
  • Il CAF presenterà la domanda per tuo conto
  • Il servizio è gratuito

Documenti necessari per la domanda NASPI

  • Documento d’identità valido
  • Codice fiscale
  • Lettera di licenziamento o dimissioni (per giusta causa)
  • Buste paga degli ultimi 4 anni (per calcolo retribuzione)
  • IBAN del conto corrente per l’accredito
  • DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) se non ancora rilasciata

NASPI con dimissioni o licenziamento: quando spetta

La NASPI spetta solo in caso di perdita involontaria del lavoro. Vediamo caso per caso.

NASPI con licenziamento

Licenziamento per giusta causa, giustificato motivo o collettivo: diritto pieno alla NASPI.

Licenziamento disciplinare: diritto alla NASPI se il licenziamento è legittimo.

NASPI con dimissioni

Dimissioni volontarie: NO NASPI (nessun diritto).

Dimissioni per giusta causa: SÌ NASPI nei seguenti casi:

  • Mancato pagamento della retribuzione (anche parziale e reiterato)
  • Molestie sessuali sul luogo di lavoro
  • Mobbing (comportamenti persecutori reiterati)
  • Modifica peggiorativa delle condizioni di lavoro (mansioni, orario, sede)
  • Mancata applicazione del CCNL
  • Comportamenti ingiuriosi del datore di lavoro
  • Rischio per la salute e sicurezza sul lavoro

Dimissioni durante la maternità: SÌ NASPI se date:

  • Durante il periodo di gravidanza
  • Fino al 1° anno di vita del bambino

NASPI con risoluzione consensuale

Risoluzione consensuale: NO NASPI (salvo che sia intervenuta in sede protetta presso l’Ispettorato del Lavoro per comportamenti del datore).

Risoluzione consensuale presso le sedi protette (DTL): SÌ NASPI.

NASPI con contratto a tempo determinato

Scadenza naturale del contratto: SÌ NASPI (hai diritto pieno).

Mancato rinnovo: SÌ NASPI.

Dimissioni durante contratto a termine: NO NASPI (salvo giusta causa).

NASPI e nuovo lavoro: cosa succede se trovi occupazione

Se mentre percepisci la NASPI trovi un nuovo lavoro, devi comunicarlo subito all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

NASPI con nuovo lavoro dipendente

Contratto a tempo indeterminato: NASPI sospesa, poi decade.

Contratto a tempo determinato o intermittente (inferiore a 6 mesi):

  • Se reddito previsto fino a 8.500 euro/anno: NASPI compatibile (importo ridotto dell’80% del reddito)
  • Se reddito previsto oltre 8.500 euro/anno: NASPI sospesa per la durata del contratto

NASPI con partita IVA

Se apri una partita IVA mentre percepisci NASPI:

  • Se reddito previsto fino a 5.500 euro/anno: NASPI compatibile (importo ridotto dell’80% del reddito)
  • Se reddito previsto oltre 5.500 euro/anno: NASPI decade

Comunicazione obbligatoria: devi comunicare all’INPS l’apertura della partita IVA e il reddito presunto entro 30 giorni.

NASPI e liquidazione anticipata

Se vuoi avviare un’attività autonoma o di impresa, puoi richiedere la liquidazione anticipata della NASPI residua in un’unica soluzione.

Requisiti:

  • Avvio attività di lavoro autonomo o impresa individuale
  • Sottoscrizione di una quota di cooperativa in cui andrai a lavorare

Ricevi in un’unica soluzione il saldo residuo della NASPI (meno le trattenute fiscali).

Novità NASPI 2026: cosa cambia con la Legge di Bilancio

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’impianto della NASPI senza modifiche strutturali, ma con alcuni aggiornamenti:

1. Aggiornamento massimali NASPI

Ogni anno l’INPS aggiorna i massimali in base all’inflazione:

  • Massimale retribuzione: circa 1.352 euro/mese (da confermare con circolare INPS 2026)
  • Importo massimo NASPI: circa 1.550 euro/mese

2. Condizionalità rafforzata

Nel 2026 continua l’obbligo di partecipazione attiva alle politiche del lavoro:

  • DID obbligatoria: Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro
  • Convocazioni dei Centri per l’Impiego: la mancata partecipazione comporta la decadenza dalla NASPI
  • Partecipazione a corsi di formazione: obbligo di adesione se proposti dal Centro per l’Impiego
  • Accettazione di offerte congrue: rischio decadenza se rifiuti offerte di lavoro adeguate

3. Integrazione con Supporto Formazione Lavoro (SFL)

I percettori di NASPI che non hanno altri redditi familiari e non trovano occupazione possono accedere al Supporto Formazione e Lavoro (misura introdotta nel 2024), che prevede:

  • 350 euro/mese per 12 mesi (dopo l’esaurimento della NASPI)
  • Obbligo di partecipazione a progetti di formazione
  • Destinato a nuclei familiari senza redditi o con ISEE molto basso

Domande frequenti sulla NASPI 2026

Quanto tempo ci vuole per ricevere la NASPI dopo la domanda?

L’INPS impiega mediamente 30-60 giorni per l’istruttoria della domanda. Il primo pagamento avviene solitamente entro 2 mesi dalla presentazione della domanda.

Posso fare domanda di NASPI se ho già 67 anni?

No, se hai già maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi) non hai diritto alla NASPI.

La NASPI è tassata?

Sì, la NASPI è un reddito soggetto a tassazione IRPEF. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’importo mensile. Dovrai inserirla nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi).

Posso richiedere la NASPI se lavoro part-time e perdo il lavoro?

Sì, i lavoratori part-time hanno diritto alla NASPI alle stesse condizioni dei lavoratori full-time. L’importo sarà calcolato sulla base della retribuzione effettivamente percepita.

Posso prendere la NASPI se ho un altro lavoro part-time?

Sì, se il reddito del lavoro part-time è inferiore a 8.500 euro/anno. L’importo della NASPI sarà ridotto dell’80% del reddito da lavoro dipendente.

Se trovo lavoro e poi lo riperdo, posso riprendere la NASPI precedente?

Sì, se il nuovo rapporto di lavoro dura meno di 6 mesi, puoi chiedere la riattivazione della NASPI precedente (per la parte residua) oppure una nuova NASPI (se hai i requisiti contributivi).

La NASPI vale come contributi per la pensione?

Sì, i periodi di percezione della NASPI sono coperti da contribuzione figurativa valida ai fini del diritto e della misura della pensione.

Conclusione: affidati al CAF per la tua domanda NASPI

La NASPI 2026 è un sostegno fondamentale per chi perde il lavoro, ma le regole sono complesse e gli errori nella domanda possono causare ritardi o addirittura il rigetto della pratica.

Hai perso il lavoro e vuoi richiedere la NASPI? Non rischiare di perdere tempo e denaro: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine.

I nostri esperti ti aiuteranno a:

  • Verificare se hai i requisiti per la NASPI
  • Calcolare l’importo esatto che ti spetta
  • Preparare e presentare la domanda online all’INPS
  • Seguire l’istruttoria e risolvere eventuali problemi
  • Massimizzare la durata e l’importo dell’indennità

Chiama subito il CAF Centro Fiscale di Udine:
Tel: 0432 1638640
WhatsApp: 366 6018121

Vieni a trovarci:
Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Il servizio è completamente gratuito. Prenota ora il tuo appuntamento e ottieni la NASPI che ti spetta senza errori e senza ritardi.

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Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione

NASPI 2025

Maggio 2026 porta con sé una domanda fondamentale per migliaia di lavoratori italiani in cerca di occupazione: quando arriva il pagamento della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della Dis-Coll (indennità di disoccupazione per collaboratori) questo mese? Sapere con precisione la data di accredito della disoccupazione INPS è essenziale per pianificare le spese mensili, gestire mutui, affitti e bollette. In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine, trovi il calendario completo dei pagamenti NASPI e Dis-Coll di maggio 2026, gli importi aggiornati, come verificare il tuo accredito e cosa fare in caso di ritardi o problemi.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015
  2. Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori
  3. Calendario pagamenti NASPI maggio 2026
  4. Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026
  5. Come verificare la data esatta del tuo pagamento
  6. Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage
  7. Durata massima NASPI 2026
  8. Cosa fare se il pagamento è in ritardo
  9. Rinnovo e proroga della NASPI
  10. Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale
  11. FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione italiana, istituita dal Decreto Legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 in sostituzione delle precedenti ASpI e mini-ASpI. È gestita dall’INPS ed è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

Chi può richiedere la NASPI 2026? I lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato) che:

  • Hanno perso involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito di procedura conciliativa, dimissioni per giusta causa)
  • Hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione
  • Hanno almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
  • Sono in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 181/2000

IMPORTANTE: La domanda NASPI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto di questo termine non comporta la perdita del diritto, ma riduce il periodo di spettanza: la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro (se la domanda è presentata entro 8 giorni), oppure dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se presentata tra il 9° e il 68° giorno). Se presentata oltre i 68 giorni, si perdono le prestazioni relative al periodo precedente alla domanda.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda NASPI, la verifica dei requisiti e il calcolo dell’importo spettante. Contattaci per un appuntamento.

Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori

La Dis-Coll (Indennità di Disoccupazione per Collaboratori) è la prestazione di disoccupazione dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e agli assegnisti di ricerca. Anch’essa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla Legge n. 81/2017, è erogata dall’INPS.

Requisiti Dis-Coll 2026:

  • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • Non essere pensionati
  • Non avere partita IVA attiva al momento della presentazione della domanda
  • Cessazione involontaria del rapporto di collaborazione
  • Almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto al momento della cessazione stessa
  • Avere almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del rapporto di collaborazione

La domanda Dis-Coll va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di collaborazione. Gli importi e le modalità di calcolo sono simili alla NASPI, ma con alcune differenze legate alla base di calcolo contributiva.

Calendario pagamenti NASPI maggio 2026

Il pagamento NASPI di maggio 2026 segue il consueto calendario INPS. L’INPS non pubblica date fisse univoche per tutti i beneficiari: la data esatta di accredito dipende dalla banca/Ufficio Postale di riferimento e dal numero di pratiche in elaborazione. Tuttavia, storicamente i pagamenti NASPI avvengono indicativamente tra il 10 e il 15 di ogni mese, con variazioni in base a:

  • Data di presentazione della domanda (i nuovi beneficiari ricevono il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla domanda)
  • Istituto di credito o Poste Italiane utilizzato (i bonifici su conto corrente bancario arrivano prima rispetto ai pagamenti su libretto postale)
  • Correttezza della documentazione fornita all’INPS
  • Presenza di comunicazioni obbligatorie (SAP, attività lavorativa occasionale) che possono ritardare il ricalcolo

In base al calendario INPS 2026 e alle comunicazioni ufficiali, per maggio 2026 i pagamenti NASPI sono attesi prevalentemente:

Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
NASPI – bonifico bancario (conto corrente)tra il 12 e il 15 maggio 2026Accredito diretto sul c/c bancario indicato nella domanda
NASPI – pagamento Poste (conto BancoPosta / libretto)tra il 13 e il 16 maggio 2026Disponibile allo sportello PostePay o BancoPosta
NASPI – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha presentato domanda ad aprile 2026
NASPI – pagamento con arretratientro fine maggio 2026Per pratiche con conguagli o ricalcoli

ATTENZIONE: Le date indicate sono stime basate sui calendari storici INPS. L’INPS non pubblica un calendario ufficiale mensile per i pagamenti NASPI. Per la data esatta del tuo pagamento, è necessario verificare direttamente sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS o tramite l’app INPS Mobile (vedi sezione dedicata). Per aggiornamenti sui pagamenti INPS di maggio 2026, puoi anche consultare la nostra guida completa.

Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026

Anche per la Dis-Coll maggio 2026 valgono le stesse regole generali dell’INPS per i pagamenti mensili. La Dis-Coll segue lo stesso ciclo di pagamento della NASPI, con accrediti che avvengono tipicamente nella seconda settimana del mese.

Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
Dis-Coll – bonifico bancariotra il 12 e il 15 maggio 2026Stesso ciclo della NASPI per pagamenti ordinari
Dis-Coll – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha cessato il rapporto di collaborazione a marzo-aprile 2026
Dis-Coll – riemissione per comunicazione redditivariabile, entro fine meseSe sono presenti variazioni reddituali da comunicare all’INPS

Differenza importante: La Dis-Coll è incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo (compresa la partita IVA). Se durante il periodo di percezione della Dis-Coll si avvia un’attività con regime forfettario o altra forma di lavoro autonomo, la prestazione viene sospesa o revocata. Tuttavia, a differenza della NASPI, la Dis-Coll non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato neanche in forma ridotta.

Come verificare la data esatta del tuo pagamento

Per sapere quando arriva esattamente il pagamento della tua NASPI o Dis-Coll, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali. Ecco come utilizzarli:

1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino (INPS online)

Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il servizio INPS che raccoglie tutte le informazioni sulla tua posizione previdenziale, inclusi i pagamenti effettuati e quelli programmati. Per accedere:

  1. Accedi a www.inps.it
  2. Clicca su “Accedi ai servizi” e scegli SPID, CIE o CNS
  3. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
  4. Nella sezione “Pagamenti” trovi l’elenco di tutti gli accrediti con data e importo

2. App INPS Mobile

L’app ufficiale INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare i pagamenti in mobilità. Dopo l’accesso con SPID o CIE:

  • Seleziona “I miei servizi”
  • Cerca “NASPI” o “Dis-Coll”
  • Visualizza lo stato della pratica e i pagamenti effettuati

3. Verifica tramite PIN o contatto telefonico INPS

Se non hai SPID o CIE, puoi contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (a pagamento da cellulare). Gli operatori possono fornire informazioni sullo stato della pratica e sui pagamenti programmati.

4. Verifica tramite estratto conto INPS

L’estratto conto previdenziale INPS (accessibile con SPID) riporta i periodi contributivi e le prestazioni ricevute. È uno strumento utile per verificare che tutti i contributi siano stati correttamente accreditati, condizione necessaria per la spettanza della NASPI.

Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage

L’importo della NASPI 2026 è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi 4 anni (52 settimane precedenti la disoccupazione, divisa per il numero di settimane di contribuzione). L’INPS aggiorna annualmente i massimali con circolare specifica (generalmente a febbraio di ogni anno).

Calcolo importo NASPI 2026

La formula di calcolo NASPI prevede:

  1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione (retribuzione imponibile / numero settimane contribuite × 4,33)
  2. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,18 euro (soglia 2026), l’importo NASPI è pari al 75% della retribuzione media
  3. Se la retribuzione media mensile supera i 1.425,18 euro, l’importo NASPI è pari al 75% di 1.425,18 euro + 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,18 euro
  4. In ogni caso, l’importo non può superare il massimale mensile NASPI 2026

Massimale NASPI 2026

Il massimale mensile NASPI per il 2026 è stato aggiornato dall’INPS con Circolare n. 29 del 2026. Per l’anno 2026, il massimale è pari a 1.550,42 euro mensili (lordi). Questo importo massimo viene ulteriormente ridotto dal décalage mensile (vedi sotto). L’importo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF: l’INPS applica una ritenuta d’acconto del 23% sull’imponibile fiscale. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), l’importo percepito confluisce nel reddito complessivo e può dar luogo a conguaglio a debito o a credito.

Décalage NASPI: la riduzione mensile

Il décalage NASPI è la riduzione progressiva mensile dell’importo dell’indennità. A partire dal sesto mese di percezione (181° giorno), l’importo NASPI si riduce del 3% al mese. Per i lavoratori con più di 55 anni, la riduzione del 3% mensile scatta dal nono mese (271° giorno).

PeriodoRiduzione importoDecorrenza
1° – 5° mese (1-150 giorni)Importo pieno (nessuna riduzione)Dal 1° giorno di disoccupazione
Dal 6° mese (dal 151° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori under 55
Dal 9° mese (dal 271° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori over 55
Massima riduzione cumulativaFino al 56-57% dell’importo inizialeNegli ultimi mesi di percezione (periodo massimo 24 mesi)

Esempio pratico: Un lavoratore che percepisce 1.200 euro mensili di NASPI (importo lordo netto da décalage): – Dal 1° al 5° mese: 1.200 euro/mese – 6° mese: 1.200 – 3% = 1.164 euro – 7° mese: 1.164 – 3% = 1.129 euro – 8° mese: 1.129 – 3% = 1.095 euro – E così via, con una riduzione progressiva del 3% sull’importo del mese precedente

Durata massima NASPI 2026

La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni (48 mesi). Il D.Lgs. 22/2015 prevede un limite assoluto di 24 mesi (104 settimane): anche se si ha maturato un numero di settimane contributive superiore, non si può percepire la NASPI per più di 2 anni consecutivi.

Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anniDurata NASPI spettante
13 settimane (minimo)6,5 settimane (circa 1,5 mesi)
26 settimane13 settimane (circa 3 mesi)
52 settimane (1 anno)26 settimane (6 mesi)
78 settimane (1,5 anni)39 settimane (9 mesi)
104 settimane (2 anni)52 settimane (12 mesi)
208 settimane (4 anni)104 settimane (massimo 24 mesi)

Per chi lavora part-time o ha periodi di lavoro discontinuo, le settimane di contribuzione si accumulano in proporzione. I contributi figurativi (congedo parentale, malattia, ecc.) non vengono conteggiati ai fini della durata NASPI, ma possono incidere sull’importo.

Cosa fare se il pagamento è in ritardo

Se il pagamento NASPI non arriva entro la metà del mese, oppure se noti discrepanze nell’importo accreditato, segui questa procedura:

  1. Verifica sul Fascicolo Previdenziale (www.inps.it con SPID/CIE) se il pagamento risulta “in elaborazione” o “sospeso”
  2. Controlla le comunicazioni INPS: a volte il pagamento viene sospeso perché manca una comunicazione obbligatoria (es. avvio attività lavorativa, variazione stato familiare)
  3. Contatta il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito) per informazioni sullo stato della pratica
  4. Recati allo sportello INPS di competenza (prenotando un appuntamento tramite il sito INPS) se la situazione non si risolve online
  5. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono assisterti nel monitorare la pratica e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS

Cause comuni di ritardo o sospensione NASPI:

  • Omessa comunicazione di attività lavorativa occasionale (obbligo di comunicare entro il giorno precedente l’inizio dell’attività)
  • Superamento del limite di reddito per la compatibilità con lavoro dipendente o autonomo
  • Dati bancari errati o IBAN non aggiornato
  • Domicilio cambiato e non comunicato all’INPS
  • Mancata DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro o mancata partecipazione ai programmi di politica attiva
  • Pratiche in fase di riesame (es. ricorso, verifica requisiti)

Rinnovo e proroga della NASPI

La NASPI non può essere rinnovata automaticamente alla scadenza. Al termine del periodo di spettanza, l’indennità cessa definitivamente. Tuttavia, se nel frattempo si è lavorato e si sono maturati nuovi contributi, è possibile presentare una nuova domanda NASPI in caso di ulteriore disoccupazione.

Quando si può fare una nuova domanda NASPI?

  • Dopo aver lavorato come dipendente per almeno 13 settimane dalla precedente cessazione
  • Solo in caso di nuova cessazione involontaria del rapporto di lavoro
  • Entro 68 giorni dalla nuova cessazione

Sospensione temporanea NASPI: È possibile sospendere temporaneamente la NASPI (senza perdere il diritto al periodo residuo) in caso di:

  • Lavoro subordinato a tempo determinato con reddito superiore a 8.174 euro annui: la NASPI è sospesa per tutta la durata del contratto e riprende alla sua scadenza
  • Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito superiore al limite di compatibilità: sospensione per tutto il periodo di attività

Per approfondire le possibilità legate alla NASPI 2026 e verificare il tuo diritto alla prestazione, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata.

Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale per pratiche NASPI

Il CAF Centro Fiscale di Udine è uno dei principali punti di riferimento in Friuli Venezia Giulia per l’assistenza nelle pratiche previdenziali e fiscali. I nostri operatori sono abilitati ad assistere i cittadini in tutte le fasi della pratica NASPI e Dis-Coll:

  • Verifica preventiva dei requisiti per accedere alla NASPI o alla Dis-Coll
  • Calcolo dell’importo spettante e simulazione del décalage
  • Presentazione telematica della domanda all’INPS tramite delega
  • Monitoraggio dello stato della pratica dopo la presentazione
  • Assistenza in caso di sospensione o revoca della prestazione
  • Gestione delle comunicazioni obbligatorie (attività lavorativa, variazioni reddituali)
  • Dichiarazione dei redditi NASPI nel modello 730 o Redditi PF
  • Richiesta di NASPI anticipata per apertura partita IVA o regime forfettario

Puoi contattarci presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche utilizzare il modulo di contatto qui sotto.

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FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

Quando viene pagata la NASPI a maggio 2026?

La NASPI viene generalmente accreditata tra il 12 e il 15 di ogni mese. Per maggio 2026, i pagamenti ordinari sono attesi indicativamente tra il 12 e il 15 maggio 2026 per bonifici bancari, con qualche giorno di variazione per i pagamenti su conto BancoPosta. La data esatta dipende dalla propria banca e dallo stato della pratica. Per verificare la data precisa del proprio accredito, accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su www.inps.it con SPID o CIE.

Quante settimane di contribuzione servono per avere la NASPI?

Per avere diritto alla NASPI occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nel periodo di 4 anni precedenti la disoccupazione. Inoltre, sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. La durata della NASPI e pari alla meta delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

Il massimale mensile NASPI per il 2026 è aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2026, il massimale indicativo è circa 1.550 euro lordi mensili (il valore esatto viene comunicato con circolare INPS a inizio anno). L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Dal sesto mese di percezione, l’importo si riduce del 3% mensile (decalage).

La Dis-Coll viene pagata lo stesso giorno della NASPI?

Sì, la Dis-Coll segue sostanzialmente lo stesso calendario di pagamento della NASPI. Anche per la Dis-Coll i pagamenti avvengono indicativamente tra il 12 e il 15 del mese. La data esatta dipende dall’istituto di credito e dallo stato della singola pratica. E possibile verificare il proprio pagamento tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS (www.inps.it con SPID/CIE) o tramite l’app INPS Mobile.

Cosa devo fare se non ricevo il pagamento NASPI entro il 15 del mese?

Se il pagamento NASPI non arriva entro il 15-16 del mese, verificare prima sul Fascicolo Previdenziale INPS se il pagamento risulta in elaborazione o sospeso. Controllare anche che l’IBAN sia aggiornato. Se il pagamento risulta sospeso, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione obbligatoria all’INPS (es. attività lavorativa, variazione stato familiare). In caso di dubbi, contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (0432 1638640) per assistenza nella gestione della pratica.

La NASPI si può dichiarare nel 730?

Sì, la NASPI e un reddito tassabile IRPEF che deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi PF. L’INPS invia la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo di ogni anno. I dati NASPI vengono pre-compilati dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi anche in presenza di NASPI.


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    Alexandra Bala
    04/09/2026
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    ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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    paolino servidio
    03/09/2026
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    Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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    Lady
    01/09/2026
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    Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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    Giulia Guida
    25/08/2026
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    Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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    Paola Zilli
    07/08/2026
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    Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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    Jacqueline B.
    06/08/2026
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    Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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    Maura Masutto
    06/08/2026
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    Issam Elhefnawi
    31/07/2026
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    Molto gentile
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    Sibongile Moyana
    30/07/2026
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    Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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    Sabrina Cirina
    23/07/2026
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    Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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    Giugno 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto alla Disoccupazione

    Naspi Anticipata CAF Udine

    Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto alla Disoccupazione

    Per ottenere la NASPI (indennita di disoccupazione) nel 2026 e necessario soddisfare specifici requisiti stabiliti dalla legge. Non basta aver perso il lavoro: servono determinati contributi versati e una perdita involontaria dell’occupazione.

    In questa guida ti spieghiamo nel dettaglio tutti i requisiti per la NASPI 2026, chi puo richiederla e in quali casi le dimissioni danno comunque diritto all’indennita.

    Indice dei contenuti

    1. I tre requisiti fondamentali
    2. Requisito contributivo
    3. Requisito lavorativo
    4. Stato di disoccupazione
    5. Perdita involontaria del lavoro
    6. Dimissioni e NASPI
    7. Domande frequenti



    I Tre Requisiti Fondamentali

    Per accedere alla NASPI nel 2026 devi soddisfare contemporaneamente tre requisiti:

    1. Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
    2. Requisito lavorativo: almeno 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi
    3. Stato di disoccupazione: essere disoccupato e disponibile al lavoro

    Vediamo ciascun requisito nel dettaglio.



    Requisito Contributivo: 13 Settimane

    Il primo requisito riguarda i contributi versati nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

    Cosa significa

    Devi avere almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 48 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

    Quali contributi contano

    • Contributi obbligatori da lavoro dipendente
    • Contributi figurativi per maternita obbligatoria
    • Contributi da CIG (Cassa Integrazione)

    Contributi che NON contano

    • Contributi da lavoro autonomo
    • Contributi da gestione separata (per quelli c’e la DIS-COLL)
    • Periodi di malattia non indennizzata

    Esempio pratico

    Se negli ultimi 4 anni hai lavorato per soli 4 mesi (circa 17 settimane), hai il requisito contributivo. Se invece hai lavorato solo 2 mesi (circa 8-9 settimane), non hai diritto alla NASPI.



    Requisito Lavorativo: 30 Giornate

    Il secondo requisito riguarda le giornate effettivamente lavorate nell’ultimo anno.

    Cosa significa

    Devi avere almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

    Cosa conta come giornata lavorativa

    • Giornate di lavoro effettivo (presenza al lavoro)
    • Giornate di ferie
    • Festivita
    • Infortuni sul lavoro

    Cosa NON conta

    • Malattia
    • Maternita
    • Cassa integrazione a zero ore
    • Permessi non retribuiti

    Esempio pratico

    Se nell’ultimo anno hai lavorato almeno 2 mesi pieni (circa 44 giornate), soddisfi il requisito. Un contratto di pochi giorni potrebbe non essere sufficiente.



    Stato di Disoccupazione

    Il terzo requisito e lo stato di disoccupazione, che deve essere formalizzato.

    Come ottenerlo

    Per essere considerato disoccupato devi:

    1. Rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilita) al Centro per l’Impiego
    2. Essere privo di lavoro
    3. Essere immediatamente disponibile a svolgere attivita lavorativa
    4. Essere disponibile a partecipare a misure di politica attiva del lavoro

    La DID

    La DID si puo rilasciare:

    • Online sul portale ANPAL
    • Di persona al Centro per l’Impiego
    • Tramite CAF o patronato

    Patto di Servizio

    Dopo la DID, il Centro per l’Impiego ti convochera per stipulare il Patto di Servizio Personalizzato, che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro.



    Perdita Involontaria del Lavoro

    La NASPI spetta solo se hai perso il lavoro involontariamente. Vediamo cosa significa.

    Casi che danno diritto alla NASPI

    • Licenziamento per qualsiasi motivo (disciplinare, economico, giustificato motivo oggettivo/soggettivo)
    • Scadenza contratto a termine
    • Risoluzione consensuale in sede protetta (Ispettorato del Lavoro, sindacato)
    • Licenziamento per superamento del periodo di comporto (malattia)
    • Mancato superamento del periodo di prova

    Casi che NON danno diritto alla NASPI

    • Dimissioni volontarie (salvo eccezioni)
    • Risoluzione consensuale non in sede protetta
    • Pensionamento

    Dimissioni e NASPI: Quando Spetta

    In linea generale, chi si dimette non ha diritto alla NASPI. Esistono pero importanti eccezioni.

    Dimissioni che danno diritto alla NASPI

    1. Dimissioni per giusta causa

    Se ti dimetti per giusta causa, hai comunque diritto alla NASPI. Sono considerate dimissioni per giusta causa quelle dovute a:

    • Mancato pagamento della retribuzione
    • Molestie sessuali sul lavoro
    • Mobbing documentato
    • Modifiche peggiorative delle mansioni
    • Trasferimento non giustificato a grande distanza
    • Comportamento ingiurioso del datore di lavoro

    2. Dimissioni durante maternita/paternita

    Le dimissioni presentate durante la gravidanza o nei primi 3 anni di vita del figlio (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione) danno sempre diritto alla NASPI.

    3. Risoluzione consensuale incentivata

    La risoluzione consensuale stipulata in sede protetta (Ispettorato del Lavoro, sede sindacale) da diritto alla NASPI.

    Come dimostrare la giusta causa

    In caso di dimissioni per giusta causa, l’INPS potrebbe richiedere documentazione a supporto. Conserva:

    • Lettere di contestazione inviate al datore
    • Email che documentano la situazione
    • Eventuali certificati medici
    • Testimonianze scritte



    Domande Frequenti sui Requisiti NASPI

    Ho lavorato solo 3 mesi, ho diritto alla NASPI?

    Dipende. Se 3 mesi corrispondono ad almeno 13 settimane di contributi e 30 giornate lavorate, si. Con un contratto di 3 mesi pieni normalmente i requisiti sono soddisfatti.

    Sono stato in malattia per mesi, i contributi contano?

    I contributi figurativi per malattia contano per il requisito contributivo (13 settimane), ma le giornate di malattia NON contano per il requisito lavorativo (30 giornate).

    Ho due lavori part-time, perdo uno: ho diritto alla NASPI?

    No, se mantieni un altro rapporto di lavoro non sei in stato di disoccupazione. Potresti pero avere diritto a una NASPI ridotta se il reddito dell’altro lavoro e sotto certe soglie.

    Mi sono dimesso e poi l’azienda ha chiuso: ho diritto alla NASPI?

    No, conta il motivo della cessazione al momento delle dimissioni. Le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASPI, a prescindere da cosa succede dopo all’azienda.

    📚 Approfondisci: Leggi la nostra NASPI 2026: Guida Completa per una panoramica completa.

    Verifica i Tuoi Requisiti con il CAF

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare se hai i requisiti per la NASPI e a presentare la domanda.

    Contattaci per una consulenza:

    • Telefono: 0432 1638640
    • WhatsApp: 366 6018121

    Leggi anche la nostra guida completa alla NASPI 2026 per conoscere importi, durata e come fare domanda.

    Giugno 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-09 09:00:002026-03-17 19:05:05Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto alla Disoccupazione
    PATRONATO

    Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto all’Indennità di Disoccupazione

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    I **requisiti NASPI 2026** definiscono chi ha diritto all’**indennità di disoccupazione** erogata dall’INPS. Per accedere alla **NASPI 2026**, è necessario soddisfare tre condizioni fondamentali: lo **stato di disoccupazione involontaria**, almeno **13 settimane di contributi** nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, e **30 giorni di lavoro effettivo** negli ultimi dodici mesi. Comprendere questi **requisiti** è essenziale per sapere se si ha diritto alla prestazione e per presentare correttamente la domanda all’INPS.La **NASPI** (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta il principale **ammortizzatore sociale** per i lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro. Nel 2026, i requisiti restano sostanzialmente invariati rispetto agli anni precedenti, ma è importante conoscere tutti i dettagli per evitare errori nella richiesta.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio tutti i **requisiti NASPI 2026**, le **categorie escluse**, le **eccezioni** previste dalla normativa e i **casi particolari**. Scoprirai se hai diritto all’indennità di disoccupazione e come verificare il possesso dei requisiti.

    Indice dei Contenuti

    1. Cos’è la NASPI e a Cosa Serve
    2. Requisito 1: Stato di Disoccupazione Involontaria
    3. Requisito 2: Almeno 13 Settimane di Contributi
    4. Requisito 3: 30 Giorni di Lavoro Effettivo negli Ultimi 12 Mesi
    5. Categorie di Lavoratori che Hanno Diritto alla NASPI
    6. Categorie Escluse dalla NASPI 2026
    7. Come Verificare se Possiedi i Requisiti NASPI 2026
    8. Casi Particolari e Situazioni Eccezionali

    Cos’è la NASPI e a Cosa Serve

    La **NASPI 2026** è l’**indennità di disoccupazione** che l’INPS eroga mensilmente ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. L’acronimo sta per **Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego** ed è stata introdotta nel 2015 in sostituzione delle precedenti indennità ASpI e mini-ASpI.

    La **NASPI** serve a garantire un sostegno economico temporaneo ai **lavoratori disoccupati**, permettendo loro di affrontare il periodo di ricerca di una nuova occupazione senza rimanere privi di reddito. L’importo dell’indennità viene calcolato in base alle retribuzioni percepite negli ultimi quattro anni e viene erogato mensilmente per un periodo variabile, determinato dai contributi versati.

    Per accedere alla **NASPI 2026**, non basta aver perso il lavoro: è fondamentale che la **cessazione del rapporto di lavoro** sia avvenuta in modo **involontario**, ovvero per **licenziamento** (individuale o collettivo), **scadenza del contratto a termine**, **risoluzione consensuale** nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, o altre cause specifiche previste dalla legge. Le **dimissioni volontarie**, invece, escludono generalmente il diritto alla NASPI, salvo casi particolari come le **dimissioni per giusta causa**.

    L’indennità rappresenta uno strumento fondamentale di **tutela sociale** che, nel 2026, continua a proteggere milioni di lavoratori italiani. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei **requisiti NASPI 2026** e nella presentazione della domanda, garantendo l’accesso rapido alla prestazione.

    Requisito 1: Stato di Disoccupazione Involontaria

    Il primo e fondamentale **requisito NASPI 2026** è lo **stato di disoccupazione involontaria**. Questo significa che la perdita del posto di lavoro non deve dipendere dalla volontà del lavoratore, ma da cause esterne o indipendenti dalla sua scelta.

    La **disoccupazione involontaria** si verifica in questi casi specifici:

    **Licenziamento individuale o collettivo** – Quando il datore di lavoro interrompe unilateralmente il rapporto di lavoro per motivi economici, disciplinari o organizzativi. Questa è la causa più frequente di accesso alla **NASPI**.

    **Scadenza del contratto a tempo determinato** – I lavoratori con **contratto a termine** che giunge naturalmente a scadenza hanno diritto alla **NASPI 2026**, poiché la cessazione non dipende da una loro scelta volontaria.

    **Risoluzione consensuale** nell’ambito della **procedura di conciliazione obbligatoria** presso l’Ispettorato del Lavoro – In questo caso, anche se formalmente c’è un accordo tra le parti, la risoluzione è equiparata alla disoccupazione involontaria perché avviene in un contesto di tutela del lavoratore.

    **Dimissioni per giusta causa** – Si tratta di situazioni eccezionali in cui il lavoratore è costretto a dimettersi per gravi violazioni del datore di lavoro (mancato pagamento dello stipendio per più mensilità, mobbing, modifiche unilaterali delle condizioni di lavoro, ecc.). Le **dimissioni per giusta causa** danno diritto alla NASPI, ma devono essere adeguatamente documentate e motivate.

    **Dimissioni durante il periodo di maternità** – Le lavoratrici che si dimettono durante il **periodo tutelato** (gravidanza fino al primo anno di vita del bambino) hanno diritto alla **NASPI**, in quanto la legge riconosce la particolare condizione di vulnerabilità.

    **Risoluzione consensuale nel caso di trasferimento del datore di lavoro** – Se l’azienda trasferisce la sede di lavoro a più di 50 km di distanza o con un aumento del tempo di percorrenza di oltre 80 minuti (andata e ritorno), e il lavoratore non accetta il trasferimento risolvendo consensualmente, ha diritto alla NASPI.

    Al contrario, le **dimissioni volontarie** ordinarie escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Se un lavoratore decide liberamente di lasciare il proprio impiego senza giusta causa, non può accedere all’indennità di disoccupazione. È importante sottolineare che, dal 2025, anche i lavoratori che si dimettono volontariamente o risolvono consensualmente un contratto a tempo indeterminato devono maturare almeno **13 settimane di contribuzione** presso un nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la NASPI in caso di successiva perdita involontaria del lavoro.

    Il **CAF Centro Fiscale** di Udine valuta ogni singola situazione per verificare se la cessazione del rapporto di lavoro rientra tra i casi di **disoccupazione involontaria** che danno diritto alla **NASPI 2026**, evitando errori che potrebbero portare al rigetto della domanda.

    Requisito 2: Almeno 13 Settimane di Contributi

    Il secondo **requisito NASPI 2026** è di natura contributiva: il lavoratore deve aver versato almeno **13 settimane di contribuzione** contro la disoccupazione nei **quattro anni** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

    Questo significa che, nei 48 mesi antecedenti la perdita del lavoro, devono risultare accreditati presso l’INPS almeno **13 settimane (circa 3 mesi)** di contributi versati dal datore di lavoro per l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Non è necessario che queste **13 settimane** siano consecutive: possono essere distribuite in periodi diversi all’interno dei quattro anni considerati.

    Vediamo nel dettaglio come funziona questo **requisito contributivo**:

    **Quali contributi sono validi?** – Sono valide le settimane di contribuzione effettiva presso uno o più datori di lavoro, compresi i periodi di lavoro part-time, purché risultino contributi versati. Anche i **contratti a tempo determinato** contribuiscono al raggiungimento delle 13 settimane, così come i rapporti di **apprendistato** e i contratti di **somministrazione** (lavoro tramite agenzia interinale).

    **Come si calcolano le 13 settimane?** – L’INPS conta le settimane di contribuzione verificando i versamenti presenti nell’estratto contributivo del lavoratore. Ogni settimana con almeno un giorno di lavoro e relativo contributo versato viene conteggiata. Per esempio, se hai lavorato 6 mesi continuativi, hai già maturato circa 26 settimane di contributi, superando abbondantemente il **requisito delle 13 settimane**.

    **Cosa succede se hai lavorato per più datori di lavoro?** – I contributi versati da diversi datori di lavoro si sommano, purché rientrino nei quattro anni precedenti la cessazione per cui si richiede la **NASPI**. Se hai cambiato più lavori in questo periodo, tutti i contributi versati concorrono al raggiungimento delle **13 settimane**.

    **E se hai avuto periodi di malattia, maternità o infortunio?** – I periodi di **malattia**, **maternità obbligatoria**, **congedo parentale** e **infortunio sul lavoro** sono generalmente coperti da contribuzione figurativa e vengono conteggiati ai fini del **requisito delle 13 settimane contributive**.

    **Attenzione ai periodi scoperti** – Non vengono considerate le settimane in cui non c’è stata alcuna attività lavorativa o versamento contributivo. I periodi di **aspettativa non retribuita**, **sospensione senza retribuzione** o **congedi non coperti da contribuzione** non contribuiscono al raggiungimento del requisito.

    Dal 2025, per i lavoratori che si sono **dimessi volontariamente** o hanno risolto consensualmente un contratto a tempo indeterminato, è stato introdotto un requisito aggiuntivo: devono aver maturato almeno **13 settimane di contribuzione** presso il nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la **NASPI** in caso di successiva perdita involontaria del posto. Questa norma mira a evitare comportamenti opportunistici.

    Verificare il possesso delle **13 settimane di contributi** è fondamentale prima di presentare la domanda. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine controlla l’**estratto contributivo INPS** del lavoratore, calcola le settimane valide e conferma il diritto alla **NASPI 2026**, evitando sorprese dopo la presentazione della richiesta.

    Requisito 3: 30 Giorni di Lavoro Effettivo negli Ultimi 12 Mesi

    Il terzo **requisito NASPI 2026** riguarda i **30 giorni di lavoro effettivo**: il lavoratore deve aver svolto almeno **30 giornate di lavoro effettivo** nei **12 mesi** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

    **Importante**: questo requisito è stato oggetto di modifiche normative nel tempo. Secondo alcune fonti, per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal **1° gennaio 2022**, il requisito dei **30 giorni di lavoro effettivo** sarebbe stato **eliminato**. Tuttavia, altre fonti ufficiali e la prassi INPS continuano a farne riferimento. Per sicurezza, è consigliabile verificare sempre la propria situazione con il **CAF**, che applica le disposizioni più aggiornate.

    Ecco cosa significa **30 giorni di lavoro effettivo**:

    **Lavoro effettivo, non solo contribuzione** – A differenza delle 13 settimane di contributi (che possono anche includere periodi coperti da contribuzione figurativa), qui si contano solo i giorni in cui il lavoratore ha effettivamente prestato la propria attività lavorativa. Non vengono conteggiati i periodi di malattia, congedo, aspettativa o altre assenze, anche se coperti da contribuzione.

    **Come si calcolano i 30 giorni?** – Si sommano tutte le giornate di presenza effettiva al lavoro nei 12 mesi precedenti la cessazione. Per esempio, se hai lavorato due mesi consecutivi a tempo pieno (circa 40-50 giorni lavorativi), hai già superato il **requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo**. Anche i giorni festivi retribuiti e le domeniche in cui il contratto prevede retribuzione vengono generalmente conteggiati.

    **Lavoro part-time** – Per i lavoratori **part-time**, ogni giornata di effettiva prestazione lavorativa conta come un giorno, indipendentemente dalle ore lavorate in quella giornata. Quindi, anche chi lavora poche ore al giorno può raggiungere facilmente i 30 giorni di lavoro effettivo.

    **Più rapporti di lavoro** – Se nei 12 mesi precedenti hai avuto più rapporti di lavoro, anche con contratti brevi o a termine, tutti i giorni di lavoro effettivo si sommano ai fini del raggiungimento dei **30 giorni**.

    **Perché questo requisito?** – La ratio del **requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo** è garantire che la **NASPI** venga erogata a chi ha effettivamente avuto un legame concreto e recente con il mercato del lavoro, evitando che possano accedere all’indennità lavoratori con rapporti di lavoro troppo sporadici o risalenti nel tempo.

    Nel caso di **contratti stagionali** o **lavoro intermittente**, il calcolo può essere più complesso, ma in linea di massima ogni giornata di effettiva chiamata al lavoro viene considerata valida.

    Anche in questo caso, il **CAF Centro Fiscale** di Udine verifica l’**estratto contributivo** e la documentazione lavorativa (buste paga, certificati di lavoro) per accertare il possesso dei **30 giorni di lavoro effettivo** richiesti per la **NASPI 2026**. La verifica professionale evita errori di calcolo che potrebbero compromettere l’accesso alla prestazione.

    Categorie di Lavoratori che Hanno Diritto alla NASPI

    La **NASPI 2026** è destinata a specifiche **categorie di lavoratori dipendenti** che hanno perso involontariamente il posto di lavoro e che soddisfano i **requisiti contributivi** e di **disoccupazione involontaria**. Vediamo nel dettaglio chi può accedere all’indennità.

    **Lavoratori dipendenti del settore privato** – Questa è la categoria più ampia: comprende tutti i dipendenti assunti con contratto subordinato da aziende private, indipendentemente dal settore (industria, commercio, servizi, turismo, edilizia, agricoltura per operai a tempo indeterminato, ecc.). Sono inclusi i lavoratori a **tempo indeterminato** e a **tempo determinato**.

    **Apprendisti** – I lavoratori assunti con **contratto di apprendistato** (professionalizzante, di alta formazione, per la qualifica) hanno diritto alla **NASPI** in caso di licenziamento o mancata prosecuzione del rapporto al termine del periodo formativo, purché soddisfino i requisiti contributivi.

    **Soci lavoratori di cooperative** – I soci di cooperative che hanno un rapporto di lavoro subordinato con la cooperativa stessa possono accedere alla **NASPI 2026** se perdono involontariamente il lavoro.

    **Personale artistico con contratto subordinato** – Attori, musicisti, tecnici e altre figure artistiche assunti con contratto di lavoro dipendente (non autonomo) rientrano tra i beneficiari della NASPI.

    **Dipendenti di aziende in crisi o fallimento** – I lavoratori licenziati a seguito di **procedure concorsuali** (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo) hanno pieno diritto alla **NASPI**, spesso con tempi di erogazione accelerati in considerazione della gravità della situazione.

    **Lavoratori somministrati (ex interinali)** – I dipendenti delle **agenzie di somministrazione** (ex agenzie interinali) che perdono il lavoro hanno diritto alla NASPI, anche se la cessazione è dovuta alla fine della missione presso l’azienda utilizzatrice.

    **Lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI)** – Gli **operai agricoli a tempo indeterminato** possono accedere alla NASPI. Gli operai a tempo determinato (OTD), invece, hanno una prestazione specifica (disoccupazione agricola) e non rientrano nella NASPI.

    **Lavoratori stranieri con permesso di soggiorno** – I **lavoratori extracomunitari** con regolare permesso di soggiorno per lavoro subordinato hanno gli stessi diritti dei lavoratori italiani e possono richiedere la **NASPI 2026** alle stesse condizioni.

    **Lavoratori in mobilità (fino all’esaurimento)** – Sebbene l’indennità di mobilità sia stata superata dalla NASPI, alcuni lavoratori già in mobilità al momento dell’introduzione della nuova normativa possono ancora beneficiare del vecchio regime o, in alternativa, della NASPI se ne hanno diritto.

    È importante sottolineare che la **NASPI** non è legata al settore di provenienza: lavoratori dell’industria, del commercio, dei servizi, dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura (OTI) hanno tutti uguale diritto all’indennità, purché soddisfino i **requisiti NASPI 2026**.

    Il **CAF Centro Fiscale** di Udine assiste tutte queste categorie di lavoratori nella verifica del diritto e nella presentazione della **domanda NASPI**, garantendo un supporto personalizzato in base alla specifica situazione contrattuale e lavorativa.

    Categorie Escluse dalla NASPI 2026

    Nonostante la **NASPI** copra una vasta platea di lavoratori, esistono alcune **categorie escluse** che non possono accedere a questa forma di indennità di disoccupazione. È fondamentale conoscere queste esclusioni per evitare di presentare domande destinate al rigetto.

    **Dipendenti pubblici a tempo indeterminato** – I lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato nella **Pubblica Amministrazione** (ministeri, enti locali, scuola, sanità pubblica, università, ecc.) non hanno diritto alla **NASPI**. In caso di cessazione del rapporto, questi lavoratori non ricevono alcuna indennità di disoccupazione, salvo specifiche tutele previste dai rispettivi contratti collettivi.

    **Dipendenti pubblici a tempo determinato** – Dal 1° gennaio 2022, anche i **dipendenti pubblici a tempo determinato** sono stati esclusi dalla NASPI. Prima di tale data, potevano accedervi, ma la normativa è cambiata. Oggi, questi lavoratori non hanno diritto all’indennità, creando una situazione di minor tutela rispetto ai colleghi del settore privato.

    **Operai agricoli a tempo determinato (OTD)** – Gli **operai agricoli** assunti con **contratto a tempo determinato** non rientrano nella NASPI, ma hanno accesso a una prestazione specifica chiamata **indennità di disoccupazione agricola**, disciplinata da regole diverse e gestita autonomamente dall’INPS.

    **Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale** – I lavoratori stranieri con permesso di soggiorno limitato al **lavoro stagionale** non possono richiedere la **NASPI 2026**, in quanto il loro permesso non consente l’iscrizione al centro per l’impiego come disoccupati disponibili al lavoro.

    **Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata** – Se, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha già maturato i requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla **pensione di vecchiaia** o alla **pensione anticipata**, non ha diritto alla NASPI. In questo caso, può procedere direttamente con la domanda di pensione.

    **Lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter)** – I **lavoratori domestici** non hanno accesso alla NASPI, ma a un’indennità specifica prevista dalla normativa sul lavoro domestico, con regole e importi differenti.

    **Lavoratori autonomi e liberi professionisti** – Le **partite IVA**, i **professionisti** (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.), gli **artigiani** e i **commercianti** sono esclusi dalla NASPI, in quanto questa prestazione è riservata ai lavoratori dipendenti. Per alcune categorie di autonomi esistono forme di sostegno al reddito alternative (come l’ISCRO per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS).

    **Lavoratori in prova che si dimettono o vengono licenziati durante il periodo di prova** – Se la cessazione del rapporto avviene durante il **periodo di prova** (sia per dimissioni del lavoratore che per recesso del datore), il diritto alla NASPI può essere escluso o subordinato al possesso dei requisiti contributivi riferiti a rapporti precedenti.

    **Lavoratori che si sono dimessi volontariamente senza giusta causa** – Come già accennato, le **dimissioni volontarie** (senza giusta causa, maternità o altre eccezioni previste) escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Anche se il lavoratore ha versato anni di contributi, la scelta volontaria di lasciare il lavoro impedisce l’accesso alla prestazione.

    Conoscere le **categorie escluse** è essenziale per non perdere tempo in pratiche inutili. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine valuta preventivamente se il lavoratore rientra o meno tra i beneficiari della **NASPI 2026**, indirizzandolo eventualmente verso altre forme di sostegno al reddito compatibili con la sua situazione lavorativa.

    Come Verificare se Possiedi i Requisiti NASPI 2026

    Verificare se si possiedono i **requisiti NASPI 2026** è un passaggio fondamentale prima di presentare la domanda all’INPS. Una verifica accurata permette di evitare richieste destinate al rigetto e di ottimizzare i tempi di accesso all’indennità.

    Ecco i passaggi per controllare se hai diritto alla **NASPI**:

    **1. Verifica lo stato di disoccupazione involontaria** – Analizza la causa della cessazione del tuo rapporto di lavoro. Se sei stato **licenziato**, se è scaduto il tuo **contratto a termine**, se hai firmato una **risoluzione consensuale** in sede protetta o se ti sei dimesso per **giusta causa** o durante il **periodo di maternità**, rientri tra i casi di disoccupazione involontaria. Al contrario, se ti sei dimesso volontariamente senza giusta causa, non hai diritto alla NASPI.

    **2. Controlla l’estratto contributivo INPS** – Accedi al sito dell’INPS con le tue credenziali **SPID**, **CIE** o **CNS** e scarica l’**estratto contributivo**. Questo documento riporta tutti i contributi versati dai tuoi datori di lavoro nel corso della tua carriera lavorativa. Cerca le settimane di contribuzione versate nei **quattro anni** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Se trovi almeno **13 settimane** di contributi in quel periodo, hai soddisfatto il requisito contributivo.

    **3. Calcola i giorni di lavoro effettivo** – Raccogli le tue **buste paga** e i **certificati di lavoro** degli ultimi 12 mesi. Somma tutte le giornate in cui hai effettivamente lavorato (escluse le assenze per malattia, congedo, aspettativa non retribuita). Se raggiungi almeno **30 giorni di lavoro effettivo**, hai rispettato anche questo requisito (tenendo presente le possibili modifiche normative su questo punto).

    **4. Verifica di non rientrare tra le categorie escluse** – Controlla che la tua posizione lavorativa non rientri tra le **categorie escluse** dalla NASPI (dipendente pubblico, lavoratore domestico, operaio agricolo a tempo determinato, ecc.). Se appartieni a una di queste categorie, la NASPI non è accessibile e dovrai valutare altre forme di sostegno.

    **5. Controlla i termini di presentazione** – La domanda di **NASPI** deve essere presentata entro **68 giorni** dalla cessazione del rapporto di lavoro (o dalla fine del periodo di maternità, malattia, infortunio se si prolungano oltre la cessazione). Verifica di essere nei tempi utili per evitare la decadenza del diritto.

    **6. Consultati con il CAF Centro Fiscale** – Anche se hai verificato autonomamente i requisiti, affidarsi a un **CAF specializzato** è la scelta più sicura. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine esamina la tua documentazione, verifica l’estratto contributivo, calcola le settimane di contributi e i giorni di lavoro effettivo, e conferma il tuo diritto alla **NASPI 2026**. Inoltre, ti assiste nella compilazione e nella presentazione della domanda, evitando errori che potrebbero causare ritardi o rigetti.

    La verifica preventiva dei **requisiti NASPI 2026** è un passaggio che richiede attenzione e competenza. Affidati al **CAF Centro Fiscale** per avere certezza del tuo diritto e per presentare una domanda corretta e completa.

    Casi Particolari e Situazioni Eccezionali

    Oltre ai **requisiti standard**, esistono alcuni **casi particolari** in cui la normativa prevede eccezioni, regole specifiche o situazioni che richiedono un’analisi approfondita per determinare il diritto alla **NASPI 2026**.

    **Dimissioni per giusta causa** – Come già accennato, le **dimissioni per giusta causa** danno diritto alla NASPI. Tuttavia, la giusta causa deve essere provata con documenti e testimonianze. Esempi di giusta causa includono: mancato pagamento dello stipendio per più mensilità consecutive, mobbing documentato, molestie sessuali, cambio unilaterale e sostanziale delle mansioni, trasferimento del lavoratore senza validi motivi. Il **CAF** può assistere nella raccolta e presentazione delle prove necessarie a dimostrare la giusta causa.

    **Risoluzione consensuale in sede protetta** – Se la risoluzione del rapporto di lavoro avviene attraverso una **procedura di conciliazione** presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, la Direzione Territoriale del Lavoro o altri organismi abilitati (commissioni di certificazione), la cessazione è considerata involontaria e dà diritto alla **NASPI**, anche se formalmente c’è un accordo tra lavoratore e datore.

    **Licenziamento durante il periodo di prova** – Se il lavoratore viene licenziato dal datore di lavoro durante il **periodo di prova**, ha diritto alla NASPI purché possieda i requisiti contributivi maturati in precedenti rapporti di lavoro. Se invece è il lavoratore a dimettersi durante la prova, non c’è diritto all’indennità.

    **Cessazione per superamento del periodo di comporto** – Se il rapporto di lavoro cessa perché il lavoratore ha esaurito il **periodo di comporto** (il periodo massimo di assenza per malattia previsto dal contratto collettivo), la cessazione è considerata involontaria e dà diritto alla **NASPI 2026**.

    **Lavoratori in congedo parentale o maternità al momento della cessazione** – Se il rapporto di lavoro cessa durante il **congedo di maternità** o **parentale**, i termini per presentare la domanda di NASPI decorrono dalla fine del periodo di maternità o congedo, non dalla data formale di cessazione. Questo permette alla lavoratrice (o al lavoratore in congedo) di non perdere giorni di indennità.

    **Lavoratori stagionali** – I lavoratori con **contratti stagionali** (ad esempio nel turismo, nell’agricoltura per gli OTI, nello spettacolo) hanno diritto alla NASPI se soddisfano i requisiti contributivi. Spesso, però, il calcolo delle **13 settimane** e dei **30 giorni** può essere più complesso e richiede l’assistenza di un CAF esperto.

    **Lavoratori a chiamata (contratto intermittente)** – I lavoratori con **contratto di lavoro intermittente** (job on call) hanno diritto alla NASPI se la cessazione del contratto è involontaria. Anche in questo caso, il calcolo dei contributi e dei giorni di lavoro effettivo richiede particolare attenzione.

    **Lavoratori in part-time** – I lavoratori **part-time** hanno gli stessi diritti dei lavoratori a tempo pieno. L’importo della NASPI sarà proporzionale alla retribuzione percepita, ma il diritto alla prestazione è identico, purché siano rispettati i requisiti contributivi.

    **Lavoratori che rifiutano il trasferimento** – Se il datore di lavoro propone un trasferimento a più di **50 km di distanza** o che comporta un aumento del tempo di percorrenza superiore a **80 minuti** (andata e ritorno) e il lavoratore rifiuta, risolvendo consensualmente il rapporto, ha diritto alla **NASPI**.

    **Lavoratori con più rapporti di lavoro contemporanei** – Se al momento della cessazione di un rapporto il lavoratore ha ancora un altro rapporto di lavoro part-time attivo, può richiedere la NASPI per il rapporto cessato, ma l’importo potrebbe essere ridotto o sospeso in base al reddito percepito dall’altro lavoro.

    Ogni **caso particolare** richiede un’analisi specifica della documentazione e della normativa vigente. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine ha l’esperienza e la competenza per valutare le situazioni eccezionali e garantire l’accesso alla **NASPI 2026** anche nei casi più complessi.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Quanto tempo ho per presentare la domanda di NASPI dopo aver perso il lavoro?

    La domanda di **NASPI 2026** deve essere presentata entro **68 giorni** dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se la cessazione avviene durante un periodo di maternità, malattia o infortunio, i 68 giorni decorrono dalla fine di questi eventi. Rispettare questa scadenza è fondamentale: superato il termine, si perde il diritto all’indennità. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine ti assiste nella presentazione tempestiva della domanda, garantendo il rispetto dei termini.

    Posso richiedere la NASPI se mi sono dimesso volontariamente?

    No, le **dimissioni volontarie** senza giusta causa escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Tuttavia, esistono eccezioni: se ti sei dimesso per **giusta causa** (mancato pagamento dello stipendio, mobbing, ecc.), durante il **periodo di maternità** (fino al primo anno di vita del bambino), o a seguito di un **rifiuto del trasferimento** oltre i 50 km, hai diritto all’indennità. È fondamentale documentare adeguatamente la giusta causa per evitare il rigetto della domanda.

    Come faccio a sapere se ho versato almeno 13 settimane di contributi?

    Per verificare se hai maturato le **13 settimane di contributi** richieste, devi consultare il tuo **estratto contributivo INPS**, accessibile online tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’INPS. Il documento riporta tutti i contributi versati dai tuoi datori di lavoro. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine può controllare per te l’estratto contributivo, calcolare le settimane valide nei quattro anni precedenti la cessazione e confermare il possesso del requisito.

    Se lavoro part-time, ho comunque diritto alla NASPI?

    Sì, i lavoratori **part-time** hanno pieno diritto alla **NASPI 2026** alle stesse condizioni dei lavoratori a tempo pieno, purché soddisfino i **requisiti contributivi** e di **disoccupazione involontaria**. L’importo dell’indennità sarà calcolato in proporzione alla retribuzione effettivamente percepita, ma il diritto alla prestazione è identico. Ogni giornata di lavoro part-time conta ai fini del raggiungimento dei **30 giorni di lavoro effettivo**.

    I dipendenti pubblici a tempo determinato hanno diritto alla NASPI?

    No, dal **1° gennaio 2022** i **dipendenti pubblici a tempo determinato** sono stati esclusi dalla **NASPI**. Prima di questa data potevano accedervi, ma la normativa è cambiata. Oggi questi lavoratori non hanno diritto all’indennità di disoccupazione, creando una situazione di minor tutela rispetto ai colleghi del settore privato. I dipendenti pubblici a tempo indeterminato sono sempre stati esclusi dalla NASPI.

    Cosa succede se il mio contratto a termine scade naturalmente?

    Se il tuo **contratto a tempo determinato** giunge naturalmente a scadenza senza essere rinnovato, hai pieno diritto alla **NASPI 2026**, purché tu soddisfi i **requisiti contributivi** (13 settimane nei 4 anni precedenti e 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi). La scadenza del contratto a termine è considerata **disoccupazione involontaria** a tutti gli effetti, quindi puoi richiedere l’indennità rivolgendoti al **CAF Centro Fiscale** di Udine.

    Conclusione

    Conoscere i **requisiti NASPI 2026** è essenziale per accedere correttamente all’**indennità di disoccupazione** e ricevere il sostegno economico a cui hai diritto. I tre requisiti fondamentali – **stato di disoccupazione involontaria**, **13 settimane di contributi** nei quattro anni precedenti e **30 giorni di lavoro effettivo** negli ultimi dodici mesi – devono essere verificati con attenzione per evitare errori nella domanda.Le **categorie escluse**, i **casi particolari** e le **eccezioni** previste dalla normativa rendono indispensabile l’assistenza di professionisti esperti. Presentare una domanda incompleta, errata o fuori termine può comportare il rigetto della richiesta e la perdita del diritto alla prestazione.Hai bisogno di assistenza per verificare i requisiti NASPI 2026 e presentare la domanda? Il **CAF Centro Fiscale** di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su **WhatsApp al 366 6018121**.

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    Giugno 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-07 09:00:002026-02-23 15:21:38Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto all’Indennità di Disoccupazione
    PATRONATO

    Durata NASPI 2026: Quanti Mesi Spettano e Come Calcolarla

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La durata della NASPI 2026 è uno degli aspetti più importanti da conoscere quando si perde il lavoro. Capire quanti mesi di indennità spettano e come viene calcolata la durata massima può fare la differenza nella pianificazione finanziaria durante il periodo di disoccupazione.

    Come Funziona la Durata della NASPI

    La durata della NASPI è strettamente legata alle settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Non si tratta di un periodo fisso, ma varia da lavoratore a lavoratore in base alla storia contributiva.

    Il principio di base è semplice: per ogni 4 settimane di contributi versati, spetta una settimana di NASPI. Questo significa che se hai lavorato per 2 anni consecutivi (circa 104 settimane), avrai diritto a circa 26 settimane di indennità.

    Calcolo delle Settimane di Contributi

    Per determinare la durata della NASPI 2026, l’INPS considera le settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, escludendo i periodi di contribuzione già utilizzati per prestazioni di disoccupazione precedenti.

    Sono utili al calcolo:

    • Settimane di lavoro dipendente con contributi versati
    • Periodi di malattia e infortunio indennizzati
    • Maternità obbligatoria
    • Congedi parentali indennizzati
    • Donazione sangue
    • Cassa integrazione straordinaria e ordinaria (con limiti)

    Non sono invece utili:

    • Periodi di lavoro all’estero (salvo convenzioni internazionali)
    • Settimane già utilizzate per altre prestazioni di disoccupazione
    • Periodi di aspettativa non retribuita

    Durata Massima: 24 Mesi nel 2026

    La durata massima della NASPI nel 2026 è di 24 mesi. Anche se un lavoratore ha accumulato contributi per più di 96 settimane (che darebbero diritto teoricamente a 24 mesi), non può comunque superare questo tetto.

    Per ottenere la durata massima di 24 mesi, è necessario aver lavorato almeno 4 anni continuativi (208 settimane di contributi) nei 4 anni precedenti la disoccupazione, senza aver utilizzato questi contributi per altre prestazioni.

    Esempi Pratici di Calcolo Durata

    Esempio 1: Mario ha lavorato ininterrottamente per 2 anni (104 settimane). Durata NASPI = 104 ÷ 4 = 26 settimane (circa 6 mesi).

    Esempio 2: Laura ha lavorato per 3 anni (156 settimane). Durata NASPI = 156 ÷ 4 = 39 settimane (circa 9 mesi).

    Esempio 3: Giovanni ha lavorato per 5 anni (260 settimane). Durata NASPI = 260 ÷ 4 = 65 settimane, ma viene applicato il tetto massimo di 24 mesi.

    Riduzione del 3% Mensile dal Quarto Mese

    Un aspetto importante da considerare è che l’importo della NASPI non rimane costante per tutta la durata. Dal 91° giorno (quarto mese), l’indennità subisce una riduzione del 3% ogni mese.

    Questa riduzione progressiva è stata introdotta per incentivare la ricerca attiva di lavoro e non penalizza i primi tre mesi, durante i quali si riceve l’importo pieno calcolato in base alla retribuzione precedente.

    Esempio di Riduzione Progressiva

    Supponiamo che l’importo iniziale della NASPI sia di 1.000 euro al mese:

    • Mesi 1-3: 1.000 euro
    • Mese 4: 1.000 – 3% = 970 euro
    • Mese 5: 970 – 3% = 941 euro
    • Mese 6: 941 – 3% = 913 euro
    • Mese 7: 913 – 3% = 886 euro
    • Mese 12: circa 737 euro
    • Mese 24: circa 497 euro

    Come si vede, dopo 24 mesi l’importo si è quasi dimezzato rispetto all’importo iniziale.

    Quando Termina la NASPI

    La NASPI termina al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

    • Scadenza della durata massima calcolata in base ai contributi
    • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
    • Inizio attività di lavoro autonomo (con obbligo di comunicazione)
    • Raggiungimento dei requisiti pensionistici
    • Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità
    • Perdita dello stato di disoccupazione per mancata disponibilità
    • Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego
    • Rifiuto di un’offerta di lavoro congrua

    Compatibilità con Lavoro Occasionale

    La NASPI è compatibile con lavoro occasionale (prestazioni occasionali o contratti a termine brevi), ma bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. L’importo della NASPI viene ridotto dell’80% del reddito presunto derivante dall’attività lavorativa.

    È Possibile Prorogare la Durata della NASPI?

    La durata della NASPI non è prorogabile oltre il periodo calcolato in base ai contributi versati e al tetto massimo di 24 mesi. Non esistono deroghe o possibilità di estensione automatica.

    Tuttavia, al termine della NASPI, chi si trova ancora in stato di disoccupazione e ha un ISEE basso può richiedere altre misure di sostegno:

    • Assegno di Inclusione (ADI) per nuclei familiari con ISEE fino a 9.360 euro
    • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per disoccupati 18-59 anni
    • Reddito di Libertà per donne vittime di violenza

    Requisiti Contributivi Minimi per la NASPI 2026

    Per accedere alla NASPI nel 2026, oltre ai requisiti di durata, è necessario rispettare i requisiti contributivi minimi:

    • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro
    • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

    Questi sono i requisiti minimi per aver diritto alla NASPI. Anche con solo 13 settimane di contributi, si ha diritto a circa 3 settimane di indennità, ma ovviamente la durata sarà molto limitata.

    Come Verificare la Durata della Tua NASPI

    Per conoscere con esattezza la durata della NASPI a cui hai diritto, puoi:

    1. Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
    2. Consultare il fascicolo previdenziale del cittadino per verificare i contributi versati
    3. Utilizzare il simulatore INPS per il calcolo preventivo
    4. Rivolgerti a un CAF o patronato per una consulenza personalizzata

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare gratuitamente la tua posizione contributiva e calcolare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano, assistendoti anche nella presentazione della domanda.

    Domande Frequenti sulla Durata NASPI

    Quanti mesi di NASPI spettano con 1 anno di lavoro?

    Con 1 anno di lavoro (circa 52 settimane di contributi), la durata della NASPI è di 13 settimane, circa 3 mesi (52 ÷ 4 = 13).

    Come si calcolano le settimane di contributi?

    Le settimane di contributi vengono calcolate considerando tutti i periodi lavorativi con contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione, escludendo settimane già utilizzate per altre prestazioni.

    La NASPI si riduce ogni mese?

    No, nei primi 3 mesi l’importo rimane invariato. Dal quarto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% ogni mese.

    Posso avere la NASPI per più di 24 mesi?

    No, 24 mesi è la durata massima prevista dalla normativa, anche se hai versato contributi per periodi più lunghi.

    Quando inizia a decorrere la NASPI?

    La NASPI decorre:

    • Dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto (se la domanda è presentata entro 8 giorni)
    • Dal giorno successivo alla domanda (se presentata dopo l’8° giorno dalla cessazione)
    • Mai prima della data di presentazione della domanda

    I periodi di malattia contano per la durata?

    Sì, i periodi di malattia indennizzati durante il rapporto di lavoro sono utili al calcolo delle settimane contributive per determinare la durata della NASPI.

    Conclusione

    Conoscere la durata della NASPI 2026 è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e gestire al meglio le proprie finanze. Ricorda che:

    • La durata dipende dalle settimane di contributi versate nei 4 anni precedenti
    • Il calcolo è: 1 settimana di NASPI ogni 4 settimane di contributi
    • La durata massima è 24 mesi
    • L’importo si riduce del 3% al mese dal quarto mese
    • Non è possibile prorogare oltre il periodo spettante

    Per verificare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano e ricevere assistenza nella presentazione della domanda, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti aiuterà a calcolare la durata precisa e a massimizzare i tuoi diritti previdenziali.


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    • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
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    Ti aiutiamo a calcolare la durata della NASPI, verificare i requisiti e presentare la domanda all’INPS in modo rapido e sicuro.

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    Giugno 5, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-05 09:00:002026-02-23 15:21:40Durata NASPI 2026: Quanti Mesi Spettano e Come Calcolarla
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS

    NASPI 2025

    Il pagamento NASPI giugno 2026 è uno dei temi più cercati da chi percepisce l’indennità di disoccupazione, perché conoscere con precisione la data di accredito aiuta a organizzare le spese del mese. L’INPS eroga la NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) seguendo un calendario preciso, ma capire quando arriva esattamente sul conto corrente non è sempre semplice, soprattutto per chi ha appena presentato domanda. In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto: le date previste, come leggere il cedolino NASPI su MyINPS, il calcolo dell’importo con il décalage del 3% e cosa succede in caso di lavoro occasionale.

    Capire il pagamento NASPI giugno 2026 significa orientarsi tra mensilità ordinarie, prime erogazioni e variazioni dovute alla sede INPS territoriale. La data pagamento NASPI non è infatti la stessa per tutti: chi riceve l’indennità da mesi vede l’accredito nella prima metà del mese, mentre chi ha presentato la domanda da poco potrebbe attendere fino alla fine di giugno. Vediamo nel dettaglio cosa aspettarti, come verificare il cedolino NASPI giugno e quando rivolgersi al CAF Centro Fiscale a Udine per assistenza personalizzata.

    Pagamento NASPI giugno 2026: quando arriva sul conto

    La regola generale stabilita dall’INPS prevede che il pagamento NASPI giugno 2026 avvenga entro il 15 del mese successivo a quello di competenza. In pratica, l’indennità erogata a giugno si riferisce alle giornate di disoccupazione di maggio 2026. Questo significa che chi è già percettore da mesi vedrà l’accredito NASPI giugno 2026 tra il 10 e il 15 giugno, salvo lievi variazioni dovute ai tempi di elaborazione della sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

    La domanda più frequente è proprio: NASPI giugno 2026 quando arriva? La risposta cambia a seconda della situazione personale. Per i beneficiari ordinari, ovvero chi riceve l’indennità da più di un mese, l’INPS dispone i bonifici tra il 9 e il 15 giugno. Le differenze di qualche giorno dipendono dalla banca o dall’ufficio postale che riceve l’ordine di pagamento e dai tempi tecnici di accredito interbancario. Per questo motivo non esiste una data fissa unica, ma una finestra di accredito generalmente affidabile.

    Prime erogazioni: chi ha presentato domanda di recente

    Se hai presentato la domanda di NASPI nelle ultime settimane e l’INPS l’ha accolta a maggio, la situazione è differente. La prima rata non segue il calendario delle mensilità ordinarie ma viene erogata nella seconda metà del mese: indicativamente tra il 15 e il 25 giugno 2026. Questo perché l’INPS deve completare la lavorazione della pratica, calcolare gli arretrati dal giorno successivo alla cessazione del lavoro e verificare l’IBAN comunicato in fase di domanda.

    Per chi attende la prima erogazione, è normale che il pagamento NASPI giugno 2026 includa anche le mensilità arretrate. Ad esempio, immaginiamo che Marco abbia perso il lavoro il 10 marzo 2026 e abbia presentato la domanda il 30 marzo. Se l’INPS accoglie la pratica a maggio, il primo accredito di giugno conterrà gli importi dovuti da marzo, aprile e maggio. È importante quindi non allarmarsi se la cifra è più alta del previsto: si tratta di un cumulo di mensilità.

    Perché la data pagamento NASPI può variare

    La data pagamento NASPI non è scolpita nella pietra. L’INPS effettua le elaborazioni in modo decentrato: ogni sede territoriale ha tempi tecnici leggermente diversi, e questo può causare anticipi o ritardi di 1-3 giorni rispetto alla media nazionale. Inoltre, se il 15 del mese cade di sabato, domenica o festivo, il bonifico potrebbe slittare al primo giorno lavorativo successivo. Nel caso di giugno 2026, il 15 cade di lunedì, quindi non sono previsti slittamenti significativi.

    • Beneficiari ordinari: accredito tra il 10 e il 15 giugno 2026
    • Prime erogazioni: tra il 15 e il 25 giugno 2026
    • Pagamenti con arretrati: possono slittare verso fine mese
    • Sospensioni temporanee: riprese di pagamento entro 30 giorni dalla regolarizzazione

    Cedolino NASPI giugno 2026: come consultarlo su MyINPS

    Il cedolino NASPI giugno è il documento ufficiale che riepiloga l’importo erogato, le trattenute fiscali e il periodo di competenza. Si tratta di uno strumento fondamentale per capire esattamente quanto stai ricevendo e perché. Per consultarlo serve accedere al portale INPS nell’area riservata MyINPS, ma navigare tra le voci del sito può essere complicato per chi non è abituato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricare e interpretare il cedolino, evitandoti di perdere tempo tra menu e password dimenticate.

    Sul cedolino NASPI trovi alcune informazioni chiave: l’importo lordo dell’indennità, le ritenute IRPEF trattenute alla fonte, l’importo netto accreditato, il periodo di riferimento e l’IBAN su cui è stato disposto il bonifico. Capire ogni voce è importante per evitare brutte sorprese a fine anno con la dichiarazione dei redditi, perché la NASPI è soggetta a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente.

    Le voci principali del cedolino NASPI

    Quando apri il cedolino NASPI giugno sul portale INPS, ti trovi davanti a una struttura tabellare con diverse colonne. La prima cosa da verificare è la corrispondenza tra il periodo indicato (maggio 2026) e i giorni effettivi di disoccupazione. Se hai svolto attività di lavoro occasionale durante il mese, alcuni giorni potrebbero essere stati esclusi dal calcolo. Le ritenute IRPEF applicate dipendono dallo scaglione di reddito in cui rientri annualmente: ad esempio, fino a 28.000 euro l’aliquota base è del 23%.

    Un aspetto spesso trascurato è il conguaglio fiscale che compare a fine anno o all’esaurimento della NASPI. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, ricalcola le ritenute basandosi sul reddito complessivo e potrebbe trattenere o restituire una differenza. Il nostro team del CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a inserire correttamente la NASPI nel modello 730, evitando errori che potrebbero generare avvisi bonari dall’Agenzia delle Entrate.

    Importo del pagamento NASPI giugno 2026: come si calcola

    L’importo del pagamento NASPI giugno 2026 dipende dalla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni di lavoro. Il calcolo segue una formula precisa: l’INPS prende come riferimento la retribuzione imponibile degli ultimi 48 mesi e la divide per il numero di settimane contributive, ottenendo una retribuzione media settimanale che viene poi moltiplicata per 4,33 per ottenere la retribuzione mensile di riferimento.

    L’importo della NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile se quest’ultima è inferiore o uguale a 1.480,30 euro (soglia 2026). Se invece la retribuzione media è superiore a questa soglia, alla base del 75% si aggiunge il 25% della parte eccedente. In ogni caso, l’importo massimo erogabile non può superare il massimale 2026 di circa 1.575,42 euro mensili lordi. Vediamo un esempio pratico per capire meglio.

    Esempio pratico di calcolo NASPI

    Supponiamo che Laura abbia avuto una retribuzione media mensile di 1.800 euro lordi negli ultimi quattro anni. Il calcolo NASPI sarà così strutturato: 75% di 1.480,30 euro fa 1.110,22 euro, a cui si aggiunge il 25% della differenza tra 1.800 e 1.480,30 (cioè il 25% di 319,70 euro = 79,92 euro). Il totale lordo della NASPI di Laura sarebbe quindi 1.190,14 euro mensili, importo entro il massimale previsto. Da questo lordo vanno poi sottratte le ritenute IRPEF per ottenere il netto effettivamente accreditato.

    Se invece prendiamo il caso di Stefano, che aveva una retribuzione media di 1.200 euro, il calcolo è più semplice: 75% di 1.200 = 900 euro lordi mensili di NASPI. Da notare che, dal 2026, la retribuzione di riferimento è rivalutata annualmente in base all’indice ISTAT. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare il calcolo con i tuoi dati reali, evitando contestazioni con l’INPS in caso di importi anomali.

    Décalage del 3%: la riduzione dopo il sesto mese

    Una caratteristica fondamentale del pagamento NASPI giugno 2026 è il cosiddetto décalage del 3%. Si tratta di una riduzione progressiva dell’importo che scatta a partire dal settimo mese di percezione dell’indennità. In parole semplici, dopo i primi sei mesi pieni, ogni mese successivo la NASPI diminuisce del 3% rispetto all’importo del mese precedente. Questo meccanismo è stato pensato per incentivare il rapido reinserimento nel mondo del lavoro.

    Facciamo un esempio concreto. Se a giugno 2026 stai ricevendo la NASPI da gennaio 2026, sei al sesto mese e l’importo è ancora quello pieno calcolato all’inizio. Da luglio (settimo mese) scatta la prima riduzione del 3%. Se l’importo era 1.000 euro, da luglio diventa 970 euro. Da agosto (ottavo mese) si applica un altro 3% sui 970 euro, quindi circa 941 euro. E così via, mese dopo mese, fino al termine della prestazione o al ritorno al lavoro.

    Eccezioni al décalage

    Esistono alcune eccezioni al décalage del 3%: i lavoratori con almeno 55 anni di età al momento della cessazione del rapporto di lavoro vedono applicarsi la riduzione solo dopo l’ottavo mese di percezione, non dal settimo. Questa agevolazione è stata introdotta per tutelare i lavoratori over 55, generalmente più difficili da ricollocare. Inoltre, alcune sospensioni temporanee della NASPI (come quelle per lavoro occasionale) non interrompono il conteggio dei mesi ai fini del décalage.

    Il calcolo mensile della riduzione viene applicato automaticamente dall’INPS sul cedolino NASPI, ma vale la pena verificare ogni mese che la decurtazione sia stata applicata correttamente. Errori non sono rari, soprattutto in caso di sospensioni e riprese del trattamento. Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica con te il cedolino e, se rileva anomalie, ti assiste nella presentazione di una richiesta di riesame all’INPS.

    Riduzione 60% e 45%: come funziona nel pagamento NASPI giugno 2026

    Oltre al décalage del 3%, esistono altre riduzioni che possono influire sul pagamento NASPI giugno 2026: parliamo delle riduzioni al 60% e al 45%. Queste si applicano in caso di cumulo della NASPI con redditi da lavoro. Capire come funzionano è essenziale per non perdere il diritto all’indennità o, peggio, per evitare di dover restituire somme percepite indebitamente. Vediamo i casi più comuni nel dettaglio.

    Se durante la percezione della NASPI inizi un’attività di lavoro autonomo o di impresa individuale che produce un reddito annuo previsto fino a 5.500 euro, mantieni il diritto alla NASPI ma con una riduzione dell’80% del reddito stimato. In sostanza, l’INPS riduce la tua indennità di una somma pari all’80% di quanto ti aspetti di guadagnare. Devi però comunicare entro 30 giorni l’inizio dell’attività al portale INPS, altrimenti perdi tutto il beneficio.

    NASPI e lavoro subordinato a tempo determinato

    Se invece accetti un lavoro subordinato a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per la durata del contratto. Una volta terminato il nuovo rapporto, la prestazione riprende per il periodo residuo. Se la durata supera i 6 mesi, invece, la NASPI decade definitivamente. Questo regime è particolarmente complesso e ogni situazione va valutata individualmente: ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di accettare qualsiasi nuovo contratto.

    Particolare attenzione meritano i contratti misti, dove un percettore NASPI svolge sia lavoro autonomo sia occasionale. Le regole di cumulo possono ridurre l’importo NASPI a percentuali del 60% o anche del 45% dell’originario, a seconda del reddito previsto. La gestione corretta di queste comunicazioni all’INPS è cruciale: una dichiarazione errata può comportare la richiesta di restituzione di tutte le somme percepite. Per questo affidarsi a professionisti esperti fa la differenza.

    IBAN per il pagamento NASPI giugno 2026: come modificarlo

    L’IBAN comunicato all’INPS è l’elemento chiave per ricevere il pagamento NASPI giugno 2026 sul conto corrente. Se hai cambiato banca, chiuso un conto o aperto un nuovo libretto postale, è fondamentale aggiornare i dati prima del prossimo accredito. Un IBAN errato o non più attivo causa il rifiuto del bonifico da parte dell’istituto di credito, con conseguente sospensione dei pagamenti fino alla regolarizzazione della pratica.

    Modificare l’IBAN per la NASPI richiede attenzione e va fatto tramite il modello apposito SR163, l’unico documento riconosciuto dall’INPS. Il modulo deve essere firmato e contrassegnato dalla banca o dalle Poste, perché serve come garanzia che l’IBAN appartiene effettivamente al beneficiario. Errori nella compilazione possono rallentare il pagamento NASPI anche di settimane. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il modello SR163 e a presentarlo nei tempi giusti per non perdere mensilità.

    Tempistiche del cambio IBAN

    Una volta presentato il modello SR163, l’INPS richiede generalmente 30-45 giorni per recepire la modifica e applicarla ai successivi pagamenti. Se la richiesta arriva in prossimità della data di erogazione mensile, potrebbe non essere lavorata in tempo e il bonifico verrebbe ancora disposto sul vecchio IBAN. Per questo conviene presentare le modifiche con almeno un mese di anticipo rispetto al prossimo accredito atteso. Per il pagamento NASPI giugno 2026, ad esempio, le richieste pervenute dopo metà maggio difficilmente saranno applicate in tempo.

    Sospensione NASPI per lavoro occasionale: cosa cambia

    Un caso particolarmente delicato che può influire sul pagamento NASPI giugno 2026 è la sospensione per lavoro occasionale. Se durante la percezione della NASPI accetti un incarico saltuario, anche di pochi giorni, devi comunicarlo all’INPS preventivamente. Le prestazioni occasionali sono ammesse fino a un certo limite di reddito, oltre il quale scattano automaticamente la riduzione o la decadenza dell’indennità di disoccupazione.

    Per le prestazioni di lavoro occasionale retribuite tramite il sistema dei voucher (PrestO o Libretto Famiglia), il limite annuo previsto è di 5.000 euro da tutti i committenti. Sotto questa soglia non sussiste obbligo di comunicazione preventiva, ma è comunque consigliabile informare l’INPS per evitare contestazioni successive. Oltre i 5.000 euro, invece, la NASPI viene ridotta proporzionalmente o sospesa fino al termine dell’attività.

    Come comunicare il lavoro occasionale all’INPS

    La comunicazione di inizio attività occasionale deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio dell’incarico, tramite l’apposito modulo INPS. Vanno indicati: tipologia di attività, durata prevista, compenso atteso e generalità del committente. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste in tutta la procedura, perché un errore in questa fase può causare la sospensione dei pagamenti successivi o, peggio, la richiesta di restituzione delle somme già percepite. Affidarsi a chi conosce le procedure ti tutela da brutte sorprese.

    Particolare attenzione va prestata anche ai compensi cumulati nel corso dell’anno solare. Se a giugno 2026 hai già superato la soglia annuale e percepisci ancora la NASPI, l’INPS effettuerà i conguagli e potresti vederti recapitare un avviso di restituzione. Verificare mensilmente la situazione contributiva tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il modo migliore per evitare sorprese a fine anno.

    Durata della NASPI: per quanti mesi spetta

    La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione versate negli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del lavoro, fino a un tetto di 24 mesi. Se hai versato 4 anni pieni di contributi (208 settimane), avrai diritto a 104 settimane di indennità, cioè i 24 mesi massimi. Chi invece ha versato meno contributi vedrà ridotta proporzionalmente la durata: ad esempio, 50 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti danno diritto a 25 settimane di NASPI, circa 6 mesi.

    Per verificare con precisione la durata della tua NASPI, occorre consultare l’estratto contributivo INPS e contare le settimane di contribuzione utili nel periodo di riferimento. Il calcolo non è banale, perché alcune tipologie di rapporto (come l’apprendistato o i contratti di solidarietà) sono valutate diversamente. Inoltre, periodi di malattia, maternità o servizio militare possono essere considerati come contribuzione figurativa utile ai fini NASPI. Il Patronato CAF Centro Fiscale ti calcola con precisione la durata spettante.

    Requisiti per accedere alla NASPI

    Per percepire la NASPI nel 2026 servono tre requisiti fondamentali: lo stato di disoccupazione involontario, almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del lavoro e almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti. Lo stato di disoccupazione si attesta tramite la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) presentata al Centro per l’Impiego.

    Non tutti i tipi di cessazione del lavoro danno diritto alla NASPI: le dimissioni volontarie ne escludono il diritto, tranne in alcuni casi tutelati (dimissioni per giusta causa, dimissioni della madre lavoratrice nel primo anno di vita del figlio). La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto: oltre questo termine si perde il diritto al beneficio per i giorni di ritardo. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per evitare errori nei termini.

    Tassazione NASPI e dichiarazione dei redditi

    Il pagamento NASPI giugno 2026 e di tutti gli altri mesi è soggetto a tassazione IRPEF come un normale reddito da lavoro dipendente. L’INPS, in qualità di sostituto d’imposta, applica direttamente le ritenute mensili sul cedolino. Tuttavia, all’inizio dell’anno successivo, l’INPS emette la Certificazione Unica (CU) che riepiloga tutti gli importi percepiti e le ritenute trattenute. Questo documento è essenziale per la dichiarazione dei redditi annuale.

    La NASPI deve essere indicata nel modello 730 nella sezione dei redditi di lavoro dipendente e assimilati. Spesso i percettori NASPI ricevono un piccolo rimborso IRPEF in dichiarazione, perché le ritenute mensili dell’INPS non tengono conto di detrazioni per familiari a carico o altre detrazioni spettanti. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora la dichiarazione recuperando ogni euro di credito d’imposta che ti spetta, in ufficio o anche comodamente online da casa.

    Problemi col pagamento NASPI giugno 2026: cosa fare

    Se a giugno 2026 non ricevi l’accredito NASPI entro le date previste, non bisogna allarmarsi immediatamente. Spesso si tratta di semplici ritardi tecnici della sede INPS territoriale o di errori di trasmissione del bonifico. Tuttavia, dopo qualche giorno di attesa è opportuno verificare alcuni elementi chiave: lo stato della pratica sul portale INPS, l’eventuale presenza di comunicazioni nell’area MyINPS e la corretta visualizzazione del cedolino del mese.

    Le cause più frequenti di un mancato pagamento sono: IBAN errato o non aggiornato, sospensione automatica per attività lavorativa non comunicata, mancato rinnovo della DID al Centro per l’Impiego, controlli straordinari INPS in corso. In tutti questi casi è importante intervenire rapidamente per non perdere mensilità arretrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a contattare l’INPS tramite i canali ufficiali del patronato, accelerando la risoluzione della pratica.

    Verifica del Fascicolo Previdenziale

    L’unico modo per sapere con certezza quando arriverà il prossimo pagamento NASPI è consultare il Fascicolo Previdenziale del Cittadino, accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS. All’interno del fascicolo trovi tutti i dettagli: data di disposizione del pagamento, IBAN su cui è stato disposto, importo lordo e netto, eventuali trattenute. Se vedi il pagamento già “Disposto” significa che l’INPS ha trasmesso l’ordine alla banca e l’accredito arriverà entro pochi giorni lavorativi.

    Se invece lo stato è ancora “In elaborazione” o “Sospeso”, potrebbe esserci un’anomalia da risolvere. In questi casi conviene rivolgersi tempestivamente al patronato per capire la causa del blocco e procedere alla regolarizzazione. Spesso bastano poche ore di lavoro di un operatore esperto per sbloccare situazioni che, lasciate al fai-da-te, potrebbero protrarsi per settimane con conseguenze economiche pesanti per le famiglie.

    Domande frequenti sul pagamento NASPI giugno 2026

    Quando arriva il pagamento NASPI a giugno 2026?

    Il pagamento NASPI giugno 2026 per i beneficiari ordinari è previsto tra il 10 e il 15 giugno 2026. Per chi ha presentato domanda recentemente e ha ottenuto l’accoglimento a maggio, la prima erogazione arriva tra il 15 e il 25 giugno. Le date possono variare leggermente in base alla sede INPS territoriale che gestisce la pratica.

    Dove trovo il cedolino NASPI giugno?

    Il cedolino NASPI giugno è consultabile sul portale INPS nell’area MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS. Va cercato nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino, sezione “Pagamenti effettuati”. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a scaricarlo e interpretarlo correttamente.

    Quando inizia il décalage del 3% sulla NASPI?

    Il décalage del 3% scatta dal settimo mese di percezione della NASPI (dall’ottavo mese per i lavoratori over 55). Ogni mese successivo l’importo viene ridotto del 3% rispetto a quello precedente, in modo cumulativo.

    Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

    Nel 2026 l’importo massimo NASPI erogabile è di circa 1.575,42 euro lordi mensili. Questo massimale è soggetto a riduzione del 3% mensile a partire dal settimo mese di percezione.

    Cosa fare se la NASPI di giugno non arriva?

    Se entro il 20 giugno non hai ancora ricevuto la NASPI, verifica il Fascicolo Previdenziale sul portale INPS. Le cause più comuni sono: IBAN errato, mancato rinnovo DID, sospensione per lavoro non comunicato. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a sbloccare la pratica con il patronato.

    Hai bisogno di assistenza per la NASPI a giugno 2026?

    Gestire la NASPI e tutti gli adempimenti collegati (domanda, IBAN, cedolino, comunicazioni di lavoro occasionale, tassazione) può essere complesso. Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo punto di riferimento in Friuli Venezia Giulia: il nostro Patronato ti segue dalla presentazione della domanda fino all’ultimo cedolino, verificando importi, scadenze e comunicazioni con l’INPS. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine (Viale Tullio 13) sia online in tutta Italia.

    Per ricevere un preventivo personalizzato e fissare un appuntamento, puoi Contattaci direttamente. I nostri operatori esperti ti seguono passo passo, garantendoti tranquillità e precisione in ogni fase della pratica. Hai bisogno di assistenza per la NASPI? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-03 22:26:042026-06-03 21:26:31Pagamento NASPI giugno 2026: date di accredito, importo e cedolino INPS
    PATRONATO

    Calcolo NASPI 2026: Importo, Formula e Simulazione

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    Il calcolo della NASPI 2026 si basa su una formula precisa che tiene conto della retribuzione media degli ultimi 4 anni e del massimale INPS aggiornato a 1.550,42 euro mensili. Conoscere come si calcola l’importo della NASPI è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e comprendere quanto effettivamente percepirai ogni mese. In questa guida completa vediamo la formula di calcolo, la retribuzione media imponibile, il massimale 2026, la differenza tra importo netto e lordo, come utilizzare il simulatore INPS e diversi esempi pratici di calcolo.

    Indice dei contenuti

    1. Come si calcola la NASPI 2026
    2. Retribuzione media imponibile
    3. Massimale NASPI 1.550 euro
    4. Importo netto e lordo NASPI
    5. Simulatore calcolo NASPI INPS
    6. Esempi pratici di calcolo
    7. Domande frequenti

    Come si calcola la NASPI 2026

    Il calcolo dell’importo mensile della NASPI segue una formula precisa stabilita dall’INPS che varia in base alla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

    Formula di calcolo NASPI

    La NASPI si calcola in modo differente a seconda che la retribuzione media mensile sia superiore o inferiore al massimale INPS (1.550,42 euro nel 2026):

    • Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile
    • Se la retribuzione media supera 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% di 1.550,42 euro + il 25% della differenza tra la retribuzione media e l’importo di 1.550,42 euro

    Esempio formula completa:

    NASPI = (75% × 1.550,42) + (25% × (Retribuzione Media - 1.550,42))

    In ogni caso, l’importo della NASPI non può mai superare il massimale INPS che per il 2026 è fissato a 1.550,42 euro mensili.

    Riduzione progressiva del 3%

    Un aspetto importante del calcolo NASPI è la riduzione progressiva del 3% mensile che si applica a partire dal sesto mese (181° giorno) di fruizione dell’indennità. Questo significa che:

    • Dal 1° al 180° giorno: importo NASPI invariato
    • Dal 181° giorno in poi: riduzione del 3% ogni mese
    • Dal settimo mese: -3%
    • Dall’ottavo mese: -6% rispetto all’importo iniziale
    • E così via fino all’esaurimento della prestazione

    Retribuzione media imponibile

    La retribuzione media imponibile è l’elemento centrale per il calcolo della NASPI. Si tratta della media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali percepite negli ultimi 4 anni (48 mesi) precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

    Come si calcola la retribuzione media

    Per calcolare la retribuzione media imponibile devi:

    1. Sommare tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni (comprese tredicesima, quattordicesima, premi produzione)
    2. Dividere per il numero di settimane di contribuzione presenti nel periodo
    3. Moltiplicare per 4,33 (coefficiente per ottenere l’importo mensile)

    Formula:

    Retribuzione Media Mensile = (Somma Retribuzioni Imponibili / Numero Settimane) × 4,33

    Cosa include la retribuzione imponibile

    Nel calcolo della retribuzione media vengono considerate:

    • Stipendio base mensile
    • Tredicesima e quattordicesima mensilità
    • Premi di produzione
    • Straordinari
    • Indennità varie previste dal CCNL
    • Tutte le voci soggette a contribuzione INPS

    Non vengono considerate: TFR, rimborsi spese, fringe benefit non imponibili, buoni pasto oltre il limite esente.

    Massimale NASPI 1.550 euro

    Il massimale NASPI per il 2026 è stato fissato dall’INPS a 1.550,42 euro mensili. Questo valore rappresenta l’importo massimo che può essere erogato come indennità di disoccupazione, indipendentemente dalla retribuzione precedente del lavoratore.

    Soglie di calcolo 2026

    Ecco le soglie principali per il calcolo NASPI 2026:

    Retribuzione Media MensileImporto NASPI MensileFormula Applicata
    Fino a 1.550,42 €75% della retribuzioneRetribuzione × 0,75
    Da 1.550,43 a 2.500 €1.162,82 + 25% eccedenza(1.550,42 × 0,75) + ((RM – 1.550,42) × 0,25)
    Oltre 2.500 €Massimo 1.550,42 €Importo massimo bloccato

    Il massimale viene aggiornato annualmente dall’INPS sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

    Esempio con retribuzione alta

    Se un lavoratore ha una retribuzione media di 2.200 euro:

    • 75% di 1.550,42 = 1.162,82 euro
    • 25% di (2.200 – 1.550,42) = 25% di 649,58 = 162,40 euro
    • NASPI totale = 1.162,82 + 162,40 = 1.325,22 euro

    Importo netto e lordo NASPI

    Un aspetto che genera spesso confusione riguarda la differenza tra importo lordo e netto della NASPI. L’importo calcolato con la formula INPS è sempre lordo, quindi soggetto a tassazione IRPEF.

    Tassazione NASPI

    La NASPI è soggetta a:

    • IRPEF con aliquote progressive (23%, 25%, 35%, 43%)
    • Addizionali regionali e comunali IRPEF
    • NO contributi previdenziali (la NASPI è esente da contribuzione)

    L’INPS applica una ritenuta fiscale del 23% a titolo di acconto IRPEF. Questo significa che mensilmente ricevi l’importo NASPI già decurtato delle imposte.

    Calcolo netto da lordo

    Per calcolare indicativamente l’importo netto mensile:

    NASPI Netta (approssimativa) = NASPI Lorda × 0,77
    (applicando ritenuta IRPEF 23%)

    Esempio pratico:

    • NASPI lorda: 1.200 euro
    • IRPEF 23%: 276 euro
    • NASPI netta: circa 924 euro

    Attenzione: l’importo netto effettivo dipende dalla tua situazione fiscale complessiva (altri redditi, detrazioni, addizionali locali). In sede di dichiarazione dei redditi potrebbe risultare un conguaglio a credito o debito.

    Simulatore calcolo NASPI INPS

    L’INPS mette a disposizione un simulatore online gratuito per calcolare l’importo della NASPI in base alla tua situazione contributiva. Il servizio è accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS.

    Come usare il simulatore NASPI

    Per utilizzare il simulatore:

    1. Accedi al sito inps.it con le tue credenziali
    2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “NASpI”
    3. Seleziona “Calcolo simulato dell’importo”
    4. Inserisci la data di cessazione del rapporto di lavoro
    5. Il sistema recupera automaticamente la tua storia contributiva degli ultimi 4 anni
    6. Visualizzi l’importo mensile teorico della NASPI
    7. Puoi vedere anche la durata prevista della prestazione

    Dati necessari per la simulazione

    Il simulatore INPS utilizza:

    • Estratto conto contributivo del lavoratore
    • Retribuzioni imponibili comunicate dai datori di lavoro tramite UNIEMENS
    • Numero di settimane contributive negli ultimi 4 anni
    • Data di cessazione del rapporto di lavoro

    Il calcolo fornito è indicativo e potrebbe variare leggermente rispetto all’importo effettivamente liquidato dall’INPS dopo la presentazione della domanda.

    Esempi pratici di calcolo

    Vediamo ora tre esempi concreti di calcolo NASPI con diverse situazioni retributive.

    Esempio 1: Retribuzione bassa (1.200 euro)

    Situazione:

    • Retribuzione media mensile: 1.200 euro
    • Inferiore al massimale 1.550,42 euro

    Calcolo NASPI:

    • NASPI = 1.200 × 75% = 900 euro lordi
    • NASPI netta (circa): 900 × 0,77 = 693 euro netti

    Durata: Se hai 100 settimane contributive → 50 settimane di NASPI (circa 11,5 mesi)

    Esempio 2: Retribuzione media (1.800 euro)

    Situazione:

    • Retribuzione media mensile: 1.800 euro
    • Superiore al massimale 1.550,42 euro

    Calcolo NASPI:

    • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
    • Eccedenza: (1.800 – 1.550,42) × 25% = 249,58 × 0,25 = 62,40 euro
    • NASPI totale = 1.162,82 + 62,40 = 1.225,22 euro lordi
    • NASPI netta (circa): 1.225,22 × 0,77 = 943 euro netti

    Esempio 3: Retribuzione alta (2.500 euro)

    Situazione:

    • Retribuzione media mensile: 2.500 euro
    • Molto superiore al massimale

    Calcolo NASPI:

    • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
    • Eccedenza: (2.500 – 1.550,42) × 25% = 949,58 × 0,25 = 237,40 euro
    • NASPI totale = 1.162,82 + 237,40 = 1.400,22 euro lordi
    • NASPI netta (circa): 1.400,22 × 0,77 = 1.078 euro netti

    Nota: Anche con retribuzione di 2.500 euro, la NASPI non raggiunge il massimale di 1.550,42 euro a causa della formula che applica solo il 25% sull’eccedenza.

    Domande frequenti sul calcolo NASPI

    Quanto è il massimale NASPI nel 2026?

    Il massimale NASPI per il 2026 è di 1.550,42 euro mensili. Si tratta dell’importo massimo lordo che può essere erogato come indennità di disoccupazione.

    Come si calcola la retribuzione media per la NASPI?

    La retribuzione media si calcola sommando tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni, dividendo per il numero di settimane contributive e moltiplicando per 4,33 per ottenere l’importo mensile.

    La NASPI è lorda o netta?

    L’importo calcolato dall’INPS è sempre lordo. Sulla NASPI viene applicata una ritenuta fiscale IRPEF del 23% a titolo di acconto. L’importo netto è circa il 77% del lordo.

    Quando si riduce l’importo della NASPI?

    La NASPI si riduce del 3% ogni mese a partire dal 181° giorno (sesto mese) di fruizione dell’indennità. La riduzione continua fino all’esaurimento della prestazione.

    Dove trovo il simulatore NASPI dell’INPS?

    Il simulatore è disponibile sul sito inps.it nella sezione “Prestazioni e servizi → NASpI → Calcolo simulato”. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

    Il calcolo della NASPI include la tredicesima?

    Sì, nel calcolo della retribuzione media vengono considerate anche tredicesima, quattordicesima, premi produzione e tutte le voci soggette a contribuzione INPS.


    Conclusione

    Il calcolo della NASPI 2026 richiede la conoscenza di diversi parametri: retribuzione media degli ultimi 4 anni, massimale INPS di 1.550,42 euro, formula di calcolo differenziata e riduzione progressiva del 3%. Comprendere questi elementi ti permette di stimare con precisione l’importo mensile che percepirai durante il periodo di disoccupazione.

    Ricorda che l’importo calcolato è lordo e soggetto a tassazione IRPEF del 23%, quindi l’importo netto sarà inferiore di circa il 23%. Utilizza il simulatore INPS per avere una stima personalizzata basata sulla tua effettiva storia contributiva.

    Hai bisogno di assistenza per il calcolo NASPI?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

    • ✓ Calcolo personalizzato dell’importo NASPI
    • ✓ Compilazione domanda NASPI online
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    Contatti CAF Centro Fiscale:
    📍 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine
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    Non lasciare al caso il calcolo della tua NASPI. Affidati all’esperienza del CAF Centro Fiscale per ottenere l’importo corretto e massimizzare i tuoi diritti.

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    Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-03 09:00:002026-02-23 15:21:43Calcolo NASPI 2026: Importo, Formula e Simulazione
    PATRONATO

    NASPI 2026: Guida Completa Indennità Disoccupazione (Requisiti, Importo, Durata)

    SERVIZI CAF Centro Fiscale

    La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che l’INPS eroga ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Nel 2026 la NASPI continua a essere uno strumento fondamentale di sostegno al reddito per chi si trova senza occupazione.

    In questa guida completa alla NASPI 2026 scoprirai tutto quello che devi sapere: dai requisiti per richiederla, all’importo mensile che ti spetta, dalla durata dell’indennità alle modalità di calcolo, fino alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

    Se hai perso il lavoro o stai per essere licenziato, questa è la risorsa definitiva per capire come funziona la NASPI, quanto ti spetta e come fare domanda all’INPS.

    Cos’è la NASPI e a chi spetta

    La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è stata introdotta nel 2015 dal D.Lgs. 22/2015 per sostituire le precedenti indennità di disoccupazione (ASpI e mini-ASpI).

    A chi spetta la NASPI?

    • Lavoratori dipendenti (settore privato e pubblico con contratto a tempo determinato)
    • Apprendisti
    • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato
    • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato
    • Dipendenti a tempo determinato delle Amministrazioni Pubbliche

    Chi è escluso dalla NASPI:

    • Dipendenti pubblici a tempo indeterminato
    • Operai agricoli (che hanno la disoccupazione agricola)
    • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale
    • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata

    Requisiti NASPI 2026: cosa serve per richiederla

    Per avere diritto alla NASPI nel 2026 devi soddisfare 3 requisiti fondamentali:

    1. Stato di disoccupazione involontaria

    Devi trovarti in stato di disoccupazione per una delle seguenti cause:

    • Licenziamento (individuale o collettivo)
    • Risoluzione consensuale per giusta causa (mobbing, mancato pagamento stipendio, molestie)
    • Dimissioni per giusta causa (ad esempio: mancato pagamento dello stipendio, mobbing, molestie sessuali, modifica peggiorativa delle mansioni)
    • Dimissioni durante la maternità (dalla gravidanza fino al compimento del 1° anno di vita del bambino)
    • Scadenza del contratto a tempo determinato
    • Perdita di qualifica di socio lavoratore di cooperativa

    Attenzione: le dimissioni volontarie non danno diritto alla NASPI, salvo i casi di giusta causa sopra elencati.

    2. Requisito contributivo: almeno 13 settimane di contributi

    Nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione devi aver versato almeno 13 settimane di contribuzione.

    Si considerano validi:

    • Contributi previdenziali obbligatori
    • Contributi figurativi per maternità obbligatoria, malattia e infortunio (entro certi limiti)
    • Contributi volontari

    Esempio: se hai perso il lavoro il 15 gennaio 2026, devi aver versato almeno 13 settimane di contributi dal 15 gennaio 2022 al 14 gennaio 2026.

    3. Requisito lavorativo: almeno 30 giorni di lavoro effettivo

    Nei 12 mesi precedenti la disoccupazione devi aver lavorato almeno 30 giorni effettivi (indipendentemente dal numero di ore lavorate).

    Si considerano utili:

    • Giorni di lavoro effettivamente prestato
    • Giorni di assenza per maternità obbligatoria
    • Giorni di assenza per infortunio sul lavoro
    • Giorni di congedo parentale

    Non si contano: periodi di malattia, aspettativa non retribuita, permessi non retribuiti.

    Importo NASPI 2026: quanto spetta al mese

    L’importo mensile della NASPI si calcola in base alla retribuzione media lorda degli ultimi 4 anni.

    Come si calcola l’importo NASPI

    Step 1: si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni.

    Step 2: si applica la formula:

    • Se la retribuzione media è fino a 1.352,19 euro/mese (importo 2025, aggiornato annualmente):
      NASPI = 75% della retribuzione media
    • Se la retribuzione media è superiore a 1.352,19 euro/mese:
      NASPI = 75% di 1.352,19 euro + 25% della parte eccedente

    Massimale NASPI 2026: l’importo massimo erogabile è di circa 1.550 euro/mese (importo stimato, da confermare con circolare INPS).

    Esempio di calcolo NASPI

    Caso 1: Retribuzione media = 1.200 euro/mese
    NASPI = 75% di 1.200 = 900 euro/mese

    Caso 2: Retribuzione media = 1.800 euro/mese
    NASPI = (75% di 1.352,19) + (25% di 447,81) = 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro/mese

    Caso 3: Retribuzione media = 2.500 euro/mese
    NASPI massima = circa 1.550 euro/mese (raggiunto il massimale)

    Riduzione progressiva dell’importo NASPI

    Importante: dopo i primi 6 mesi (182 giorni), l’importo della NASPI si riduce del 3% ogni mese.

    Esempio:
    NASPI iniziale: 1.000 euro/mese
    Dal 7° mese: 970 euro/mese (-3%)
    Dall’8° mese: 940,90 euro/mese (-3%)
    E così via fino all’esaurimento.

    Durata NASPI 2026: per quanto tempo spetta

    La durata della NASPI dipende dalle settimane di contribuzione versate nei 4 anni precedenti la disoccupazione.

    Regola generale:
    La NASPI spetta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate nei 4 anni precedenti.

    Esempi di durata NASPI

    • Contribuzione 1 anno (52 settimane): NASPI per 26 settimane (6 mesi)
    • Contribuzione 2 anni (104 settimane): NASPI per 52 settimane (12 mesi)
    • Contribuzione 3 anni (156 settimane): NASPI per 78 settimane (18 mesi)
    • Contribuzione 4 anni o più (208+ settimane): NASPI per 104 settimane (24 mesi, durata massima)

    Durata massima NASPI: 24 mesi (2 anni)

    Attenzione: la NASPI si interrompe automaticamente in caso di:

    • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
    • Pensionamento
    • Perdita dello stato di disoccupazione
    • Assenza ingiustificata alla convocazione dei centri per l’impiego
    • Mancata partecipazione alle iniziative di politica attiva del lavoro

    Come fare domanda NASPI 2026: procedura e scadenze

    La domanda di NASPI si presenta esclusivamente online all’INPS.

    Scadenza domanda NASPI

    La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

    Attenzione alla decorrenza:

    • Se presenti domanda entro 8 giorni dalla cessazione: NASPI dall’8° giorno successivo alla cessazione
    • Se presenti domanda dopo 8 giorni: NASPI dal giorno successivo alla presentazione (perdi i giorni precedenti)

    Esempio:
    Ultimo giorno di lavoro: 31 gennaio 2026
    Domanda entro: 8 aprile 2026 (68 giorni)
    NASPI decorre da: 8 febbraio 2026 (se domanda presentata entro il 7 febbraio)

    Come presentare domanda NASPI online

    Hai 3 modalità per presentare la domanda:

    1. Online sul sito INPS (con SPID, CIE o CNS):

    • Accedi al portale INPS con la tua identità digitale
    • Vai in “Prestazioni e servizi” → “Domanda di NASPI”
    • Compila tutti i campi richiesti
    • Allega i documenti (se richiesti)
    • Invia la domanda

    2. Tramite Contact Center INPS:

    • Chiama il numero verde 803 164 (da fisso, gratuito)
    • Chiama il numero 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

    3. Tramite CAF o patronato:

    • Rivolgiti a un CAF o patronato di fiducia
    • Il CAF presenterà la domanda per tuo conto
    • Il servizio è gratuito

    Documenti necessari per la domanda NASPI

    • Documento d’identità valido
    • Codice fiscale
    • Lettera di licenziamento o dimissioni (per giusta causa)
    • Buste paga degli ultimi 4 anni (per calcolo retribuzione)
    • IBAN del conto corrente per l’accredito
    • DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) se non ancora rilasciata

    NASPI con dimissioni o licenziamento: quando spetta

    La NASPI spetta solo in caso di perdita involontaria del lavoro. Vediamo caso per caso.

    NASPI con licenziamento

    Licenziamento per giusta causa, giustificato motivo o collettivo: diritto pieno alla NASPI.

    Licenziamento disciplinare: diritto alla NASPI se il licenziamento è legittimo.

    NASPI con dimissioni

    Dimissioni volontarie: NO NASPI (nessun diritto).

    Dimissioni per giusta causa: SÌ NASPI nei seguenti casi:

    • Mancato pagamento della retribuzione (anche parziale e reiterato)
    • Molestie sessuali sul luogo di lavoro
    • Mobbing (comportamenti persecutori reiterati)
    • Modifica peggiorativa delle condizioni di lavoro (mansioni, orario, sede)
    • Mancata applicazione del CCNL
    • Comportamenti ingiuriosi del datore di lavoro
    • Rischio per la salute e sicurezza sul lavoro

    Dimissioni durante la maternità: SÌ NASPI se date:

    • Durante il periodo di gravidanza
    • Fino al 1° anno di vita del bambino

    NASPI con risoluzione consensuale

    Risoluzione consensuale: NO NASPI (salvo che sia intervenuta in sede protetta presso l’Ispettorato del Lavoro per comportamenti del datore).

    Risoluzione consensuale presso le sedi protette (DTL): SÌ NASPI.

    NASPI con contratto a tempo determinato

    Scadenza naturale del contratto: SÌ NASPI (hai diritto pieno).

    Mancato rinnovo: SÌ NASPI.

    Dimissioni durante contratto a termine: NO NASPI (salvo giusta causa).

    NASPI e nuovo lavoro: cosa succede se trovi occupazione

    Se mentre percepisci la NASPI trovi un nuovo lavoro, devi comunicarlo subito all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.

    NASPI con nuovo lavoro dipendente

    Contratto a tempo indeterminato: NASPI sospesa, poi decade.

    Contratto a tempo determinato o intermittente (inferiore a 6 mesi):

    • Se reddito previsto fino a 8.500 euro/anno: NASPI compatibile (importo ridotto dell’80% del reddito)
    • Se reddito previsto oltre 8.500 euro/anno: NASPI sospesa per la durata del contratto

    NASPI con partita IVA

    Se apri una partita IVA mentre percepisci NASPI:

    • Se reddito previsto fino a 5.500 euro/anno: NASPI compatibile (importo ridotto dell’80% del reddito)
    • Se reddito previsto oltre 5.500 euro/anno: NASPI decade

    Comunicazione obbligatoria: devi comunicare all’INPS l’apertura della partita IVA e il reddito presunto entro 30 giorni.

    NASPI e liquidazione anticipata

    Se vuoi avviare un’attività autonoma o di impresa, puoi richiedere la liquidazione anticipata della NASPI residua in un’unica soluzione.

    Requisiti:

    • Avvio attività di lavoro autonomo o impresa individuale
    • Sottoscrizione di una quota di cooperativa in cui andrai a lavorare

    Ricevi in un’unica soluzione il saldo residuo della NASPI (meno le trattenute fiscali).

    Novità NASPI 2026: cosa cambia con la Legge di Bilancio

    La Legge di Bilancio 2026 conferma l’impianto della NASPI senza modifiche strutturali, ma con alcuni aggiornamenti:

    1. Aggiornamento massimali NASPI

    Ogni anno l’INPS aggiorna i massimali in base all’inflazione:

    • Massimale retribuzione: circa 1.352 euro/mese (da confermare con circolare INPS 2026)
    • Importo massimo NASPI: circa 1.550 euro/mese

    2. Condizionalità rafforzata

    Nel 2026 continua l’obbligo di partecipazione attiva alle politiche del lavoro:

    • DID obbligatoria: Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro
    • Convocazioni dei Centri per l’Impiego: la mancata partecipazione comporta la decadenza dalla NASPI
    • Partecipazione a corsi di formazione: obbligo di adesione se proposti dal Centro per l’Impiego
    • Accettazione di offerte congrue: rischio decadenza se rifiuti offerte di lavoro adeguate

    3. Integrazione con Supporto Formazione Lavoro (SFL)

    I percettori di NASPI che non hanno altri redditi familiari e non trovano occupazione possono accedere al Supporto Formazione e Lavoro (misura introdotta nel 2024), che prevede:

    • 350 euro/mese per 12 mesi (dopo l’esaurimento della NASPI)
    • Obbligo di partecipazione a progetti di formazione
    • Destinato a nuclei familiari senza redditi o con ISEE molto basso

    Domande frequenti sulla NASPI 2026

    Quanto tempo ci vuole per ricevere la NASPI dopo la domanda?

    L’INPS impiega mediamente 30-60 giorni per l’istruttoria della domanda. Il primo pagamento avviene solitamente entro 2 mesi dalla presentazione della domanda.

    Posso fare domanda di NASPI se ho già 67 anni?

    No, se hai già maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi) non hai diritto alla NASPI.

    La NASPI è tassata?

    Sì, la NASPI è un reddito soggetto a tassazione IRPEF. L’INPS applica le ritenute fiscali direttamente sull’importo mensile. Dovrai inserirla nella dichiarazione dei redditi (730 o Modello Redditi).

    Posso richiedere la NASPI se lavoro part-time e perdo il lavoro?

    Sì, i lavoratori part-time hanno diritto alla NASPI alle stesse condizioni dei lavoratori full-time. L’importo sarà calcolato sulla base della retribuzione effettivamente percepita.

    Posso prendere la NASPI se ho un altro lavoro part-time?

    Sì, se il reddito del lavoro part-time è inferiore a 8.500 euro/anno. L’importo della NASPI sarà ridotto dell’80% del reddito da lavoro dipendente.

    Se trovo lavoro e poi lo riperdo, posso riprendere la NASPI precedente?

    Sì, se il nuovo rapporto di lavoro dura meno di 6 mesi, puoi chiedere la riattivazione della NASPI precedente (per la parte residua) oppure una nuova NASPI (se hai i requisiti contributivi).

    La NASPI vale come contributi per la pensione?

    Sì, i periodi di percezione della NASPI sono coperti da contribuzione figurativa valida ai fini del diritto e della misura della pensione.

    Conclusione: affidati al CAF per la tua domanda NASPI

    La NASPI 2026 è un sostegno fondamentale per chi perde il lavoro, ma le regole sono complesse e gli errori nella domanda possono causare ritardi o addirittura il rigetto della pratica.

    Hai perso il lavoro e vuoi richiedere la NASPI? Non rischiare di perdere tempo e denaro: affidati al CAF Centro Fiscale di Udine.

    I nostri esperti ti aiuteranno a:

    • Verificare se hai i requisiti per la NASPI
    • Calcolare l’importo esatto che ti spetta
    • Preparare e presentare la domanda online all’INPS
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    • Massimizzare la durata e l’importo dell’indennità

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    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-01 09:00:002026-02-23 15:21:46NASPI 2026: Guida Completa Indennità Disoccupazione (Requisiti, Importo, Durata)
    NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

    NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione

    NASPI 2025

    Maggio 2026 porta con sé una domanda fondamentale per migliaia di lavoratori italiani in cerca di occupazione: quando arriva il pagamento della NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e della Dis-Coll (indennità di disoccupazione per collaboratori) questo mese? Sapere con precisione la data di accredito della disoccupazione INPS è essenziale per pianificare le spese mensili, gestire mutui, affitti e bollette. In questa guida aggiornata del CAF Centro Fiscale di Udine, trovi il calendario completo dei pagamenti NASPI e Dis-Coll di maggio 2026, gli importi aggiornati, come verificare il tuo accredito e cosa fare in caso di ritardi o problemi.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015
    2. Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori
    3. Calendario pagamenti NASPI maggio 2026
    4. Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026
    5. Come verificare la data esatta del tuo pagamento
    6. Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage
    7. Durata massima NASPI 2026
    8. Cosa fare se il pagamento è in ritardo
    9. Rinnovo e proroga della NASPI
    10. Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale
    11. FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

    Cos’è la NASPI: normativa e requisiti D.Lgs. 22/2015

    La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è la principale indennità di disoccupazione italiana, istituita dal Decreto Legislativo n. 22 del 4 marzo 2015 in sostituzione delle precedenti ASpI e mini-ASpI. È gestita dall’INPS ed è destinata ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

    Chi può richiedere la NASPI 2026? I lavoratori dipendenti (a tempo indeterminato o determinato) che:

    • Hanno perso involontariamente il lavoro (licenziamento, scadenza contratto a termine, risoluzione consensuale nell’ambito di procedura conciliativa, dimissioni per giusta causa)
    • Hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione
    • Hanno almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione
    • Sono in stato di disoccupazione ai sensi dell’art. 1, co. 2, lett. c) del D.Lgs. n. 181/2000

    IMPORTANTE: La domanda NASPI deve essere presentata all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il mancato rispetto di questo termine non comporta la perdita del diritto, ma riduce il periodo di spettanza: la prestazione decorre dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro (se la domanda è presentata entro 8 giorni), oppure dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda (se presentata tra il 9° e il 68° giorno). Se presentata oltre i 68 giorni, si perdono le prestazioni relative al periodo precedente alla domanda.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la presentazione della domanda NASPI, la verifica dei requisiti e il calcolo dell’importo spettante. Contattaci per un appuntamento.

    Cos’è la Dis-Coll: la disoccupazione per i collaboratori

    La Dis-Coll (Indennità di Disoccupazione per Collaboratori) è la prestazione di disoccupazione dedicata ai collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.), ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e agli assegnisti di ricerca. Anch’essa introdotta dal D.Lgs. 22/2015 e resa strutturale dalla Legge n. 81/2017, è erogata dall’INPS.

    Requisiti Dis-Coll 2026:

    • Iscrizione alla Gestione Separata INPS e non essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
    • Non essere pensionati
    • Non avere partita IVA attiva al momento della presentazione della domanda
    • Cessazione involontaria del rapporto di collaborazione
    • Almeno 1 mese di contribuzione nella Gestione Separata nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente la cessazione del rapporto al momento della cessazione stessa
    • Avere almeno 1 mese di contribuzione nel periodo compreso tra il 1° gennaio dell’anno precedente e la data di cessazione del rapporto di collaborazione

    La domanda Dis-Coll va presentata telematicamente all’INPS entro 68 giorni dalla fine del rapporto di collaborazione. Gli importi e le modalità di calcolo sono simili alla NASPI, ma con alcune differenze legate alla base di calcolo contributiva.

    Calendario pagamenti NASPI maggio 2026

    Il pagamento NASPI di maggio 2026 segue il consueto calendario INPS. L’INPS non pubblica date fisse univoche per tutti i beneficiari: la data esatta di accredito dipende dalla banca/Ufficio Postale di riferimento e dal numero di pratiche in elaborazione. Tuttavia, storicamente i pagamenti NASPI avvengono indicativamente tra il 10 e il 15 di ogni mese, con variazioni in base a:

    • Data di presentazione della domanda (i nuovi beneficiari ricevono il primo pagamento entro 30-60 giorni dalla domanda)
    • Istituto di credito o Poste Italiane utilizzato (i bonifici su conto corrente bancario arrivano prima rispetto ai pagamenti su libretto postale)
    • Correttezza della documentazione fornita all’INPS
    • Presenza di comunicazioni obbligatorie (SAP, attività lavorativa occasionale) che possono ritardare il ricalcolo

    In base al calendario INPS 2026 e alle comunicazioni ufficiali, per maggio 2026 i pagamenti NASPI sono attesi prevalentemente:

    Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
    NASPI – bonifico bancario (conto corrente)tra il 12 e il 15 maggio 2026Accredito diretto sul c/c bancario indicato nella domanda
    NASPI – pagamento Poste (conto BancoPosta / libretto)tra il 13 e il 16 maggio 2026Disponibile allo sportello PostePay o BancoPosta
    NASPI – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha presentato domanda ad aprile 2026
    NASPI – pagamento con arretratientro fine maggio 2026Per pratiche con conguagli o ricalcoli

    ATTENZIONE: Le date indicate sono stime basate sui calendari storici INPS. L’INPS non pubblica un calendario ufficiale mensile per i pagamenti NASPI. Per la data esatta del tuo pagamento, è necessario verificare direttamente sul Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS o tramite l’app INPS Mobile (vedi sezione dedicata). Per aggiornamenti sui pagamenti INPS di maggio 2026, puoi anche consultare la nostra guida completa.

    Calendario pagamenti Dis-Coll maggio 2026

    Anche per la Dis-Coll maggio 2026 valgono le stesse regole generali dell’INPS per i pagamenti mensili. La Dis-Coll segue lo stesso ciclo di pagamento della NASPI, con accrediti che avvengono tipicamente nella seconda settimana del mese.

    Tipo pagamentoData presunta accredito maggio 2026Note
    Dis-Coll – bonifico bancariotra il 12 e il 15 maggio 2026Stesso ciclo della NASPI per pagamenti ordinari
    Dis-Coll – primo pagamento nuovi beneficiarientro 30-60 giorni dalla domandaPer chi ha cessato il rapporto di collaborazione a marzo-aprile 2026
    Dis-Coll – riemissione per comunicazione redditivariabile, entro fine meseSe sono presenti variazioni reddituali da comunicare all’INPS

    Differenza importante: La Dis-Coll è incompatibile con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo (compresa la partita IVA). Se durante il periodo di percezione della Dis-Coll si avvia un’attività con regime forfettario o altra forma di lavoro autonomo, la prestazione viene sospesa o revocata. Tuttavia, a differenza della NASPI, la Dis-Coll non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato neanche in forma ridotta.

    Come verificare la data esatta del tuo pagamento

    Per sapere quando arriva esattamente il pagamento della tua NASPI o Dis-Coll, l’INPS mette a disposizione diversi strumenti digitali ufficiali. Ecco come utilizzarli:

    1. Fascicolo Previdenziale del Cittadino (INPS online)

    Il Fascicolo Previdenziale del Cittadino è il servizio INPS che raccoglie tutte le informazioni sulla tua posizione previdenziale, inclusi i pagamenti effettuati e quelli programmati. Per accedere:

    1. Accedi a www.inps.it
    2. Clicca su “Accedi ai servizi” e scegli SPID, CIE o CNS
    3. Cerca “Fascicolo Previdenziale del Cittadino” nella barra di ricerca
    4. Nella sezione “Pagamenti” trovi l’elenco di tutti gli accrediti con data e importo

    2. App INPS Mobile

    L’app ufficiale INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare i pagamenti in mobilità. Dopo l’accesso con SPID o CIE:

    • Seleziona “I miei servizi”
    • Cerca “NASPI” o “Dis-Coll”
    • Visualizza lo stato della pratica e i pagamenti effettuati

    3. Verifica tramite PIN o contatto telefonico INPS

    Se non hai SPID o CIE, puoi contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 (a pagamento da cellulare). Gli operatori possono fornire informazioni sullo stato della pratica e sui pagamenti programmati.

    4. Verifica tramite estratto conto INPS

    L’estratto conto previdenziale INPS (accessibile con SPID) riporta i periodi contributivi e le prestazioni ricevute. È uno strumento utile per verificare che tutti i contributi siano stati correttamente accreditati, condizione necessaria per la spettanza della NASPI.

    Importi NASPI 2026: calcolo, massimale e decalage

    L’importo della NASPI 2026 è calcolato sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali percepita negli ultimi 4 anni (52 settimane precedenti la disoccupazione, divisa per il numero di settimane di contribuzione). L’INPS aggiorna annualmente i massimali con circolare specifica (generalmente a febbraio di ogni anno).

    Calcolo importo NASPI 2026

    La formula di calcolo NASPI prevede:

    1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di contribuzione (retribuzione imponibile / numero settimane contribuite × 4,33)
    2. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,18 euro (soglia 2026), l’importo NASPI è pari al 75% della retribuzione media
    3. Se la retribuzione media mensile supera i 1.425,18 euro, l’importo NASPI è pari al 75% di 1.425,18 euro + 25% della differenza tra la retribuzione media e 1.425,18 euro
    4. In ogni caso, l’importo non può superare il massimale mensile NASPI 2026

    Massimale NASPI 2026

    Il massimale mensile NASPI per il 2026 è stato aggiornato dall’INPS con Circolare n. 29 del 2026. Per l’anno 2026, il massimale è pari a 1.550,42 euro mensili (lordi). Questo importo massimo viene ulteriormente ridotto dal décalage mensile (vedi sotto). L’importo NASPI è soggetto a tassazione IRPEF: l’INPS applica una ritenuta d’acconto del 23% sull’imponibile fiscale. In sede di dichiarazione dei redditi (modello 730), l’importo percepito confluisce nel reddito complessivo e può dar luogo a conguaglio a debito o a credito.

    Décalage NASPI: la riduzione mensile

    Il décalage NASPI è la riduzione progressiva mensile dell’importo dell’indennità. A partire dal sesto mese di percezione (181° giorno), l’importo NASPI si riduce del 3% al mese. Per i lavoratori con più di 55 anni, la riduzione del 3% mensile scatta dal nono mese (271° giorno).

    PeriodoRiduzione importoDecorrenza
    1° – 5° mese (1-150 giorni)Importo pieno (nessuna riduzione)Dal 1° giorno di disoccupazione
    Dal 6° mese (dal 151° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori under 55
    Dal 9° mese (dal 271° giorno)Riduzione del 3% mensilePer lavoratori over 55
    Massima riduzione cumulativaFino al 56-57% dell’importo inizialeNegli ultimi mesi di percezione (periodo massimo 24 mesi)

    Esempio pratico: Un lavoratore che percepisce 1.200 euro mensili di NASPI (importo lordo netto da décalage): – Dal 1° al 5° mese: 1.200 euro/mese – 6° mese: 1.200 – 3% = 1.164 euro – 7° mese: 1.164 – 3% = 1.129 euro – 8° mese: 1.129 – 3% = 1.095 euro – E così via, con una riduzione progressiva del 3% sull’importo del mese precedente

    Durata massima NASPI 2026

    La durata massima della NASPI è pari alla metà delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni (48 mesi). Il D.Lgs. 22/2015 prevede un limite assoluto di 24 mesi (104 settimane): anche se si ha maturato un numero di settimane contributive superiore, non si può percepire la NASPI per più di 2 anni consecutivi.

    Settimane di contribuzione negli ultimi 4 anniDurata NASPI spettante
    13 settimane (minimo)6,5 settimane (circa 1,5 mesi)
    26 settimane13 settimane (circa 3 mesi)
    52 settimane (1 anno)26 settimane (6 mesi)
    78 settimane (1,5 anni)39 settimane (9 mesi)
    104 settimane (2 anni)52 settimane (12 mesi)
    208 settimane (4 anni)104 settimane (massimo 24 mesi)

    Per chi lavora part-time o ha periodi di lavoro discontinuo, le settimane di contribuzione si accumulano in proporzione. I contributi figurativi (congedo parentale, malattia, ecc.) non vengono conteggiati ai fini della durata NASPI, ma possono incidere sull’importo.

    Cosa fare se il pagamento è in ritardo

    Se il pagamento NASPI non arriva entro la metà del mese, oppure se noti discrepanze nell’importo accreditato, segui questa procedura:

    1. Verifica sul Fascicolo Previdenziale (www.inps.it con SPID/CIE) se il pagamento risulta “in elaborazione” o “sospeso”
    2. Controlla le comunicazioni INPS: a volte il pagamento viene sospeso perché manca una comunicazione obbligatoria (es. avvio attività lavorativa, variazione stato familiare)
    3. Contatta il Contact Center INPS (803 164 da rete fissa, gratuito) per informazioni sullo stato della pratica
    4. Recati allo sportello INPS di competenza (prenotando un appuntamento tramite il sito INPS) se la situazione non si risolve online
    5. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale: i nostri operatori possono assisterti nel monitorare la pratica e gestire eventuali comunicazioni con l’INPS

    Cause comuni di ritardo o sospensione NASPI:

    • Omessa comunicazione di attività lavorativa occasionale (obbligo di comunicare entro il giorno precedente l’inizio dell’attività)
    • Superamento del limite di reddito per la compatibilità con lavoro dipendente o autonomo
    • Dati bancari errati o IBAN non aggiornato
    • Domicilio cambiato e non comunicato all’INPS
    • Mancata DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro o mancata partecipazione ai programmi di politica attiva
    • Pratiche in fase di riesame (es. ricorso, verifica requisiti)

    Rinnovo e proroga della NASPI

    La NASPI non può essere rinnovata automaticamente alla scadenza. Al termine del periodo di spettanza, l’indennità cessa definitivamente. Tuttavia, se nel frattempo si è lavorato e si sono maturati nuovi contributi, è possibile presentare una nuova domanda NASPI in caso di ulteriore disoccupazione.

    Quando si può fare una nuova domanda NASPI?

    • Dopo aver lavorato come dipendente per almeno 13 settimane dalla precedente cessazione
    • Solo in caso di nuova cessazione involontaria del rapporto di lavoro
    • Entro 68 giorni dalla nuova cessazione

    Sospensione temporanea NASPI: È possibile sospendere temporaneamente la NASPI (senza perdere il diritto al periodo residuo) in caso di:

    • Lavoro subordinato a tempo determinato con reddito superiore a 8.174 euro annui: la NASPI è sospesa per tutta la durata del contratto e riprende alla sua scadenza
    • Lavoro autonomo o parasubordinato con reddito superiore al limite di compatibilità: sospensione per tutto il periodo di attività

    Per approfondire le possibilità legate alla NASPI 2026 e verificare il tuo diritto alla prestazione, il CAF Centro Fiscale offre consulenza personalizzata.

    Come chiedere assistenza al CAF Centro Fiscale per pratiche NASPI

    Il CAF Centro Fiscale di Udine è uno dei principali punti di riferimento in Friuli Venezia Giulia per l’assistenza nelle pratiche previdenziali e fiscali. I nostri operatori sono abilitati ad assistere i cittadini in tutte le fasi della pratica NASPI e Dis-Coll:

    • Verifica preventiva dei requisiti per accedere alla NASPI o alla Dis-Coll
    • Calcolo dell’importo spettante e simulazione del décalage
    • Presentazione telematica della domanda all’INPS tramite delega
    • Monitoraggio dello stato della pratica dopo la presentazione
    • Assistenza in caso di sospensione o revoca della prestazione
    • Gestione delle comunicazioni obbligatorie (attività lavorativa, variazioni reddituali)
    • Dichiarazione dei redditi NASPI nel modello 730 o Redditi PF
    • Richiesta di NASPI anticipata per apertura partita IVA o regime forfettario

    Puoi contattarci presso la nostra sede di Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, telefonando al 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121. Puoi anche utilizzare il modulo di contatto qui sotto.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ: Domande frequenti su NASPI e Dis-Coll maggio 2026

    Quando viene pagata la NASPI a maggio 2026?

    La NASPI viene generalmente accreditata tra il 12 e il 15 di ogni mese. Per maggio 2026, i pagamenti ordinari sono attesi indicativamente tra il 12 e il 15 maggio 2026 per bonifici bancari, con qualche giorno di variazione per i pagamenti su conto BancoPosta. La data esatta dipende dalla propria banca e dallo stato della pratica. Per verificare la data precisa del proprio accredito, accedere al Fascicolo Previdenziale del Cittadino su www.inps.it con SPID o CIE.

    Quante settimane di contribuzione servono per avere la NASPI?

    Per avere diritto alla NASPI occorrono almeno 13 settimane di contribuzione nel periodo di 4 anni precedenti la disoccupazione. Inoltre, sono necessarie almeno 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione. La durata della NASPI e pari alla meta delle settimane di contribuzione presenti negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

    Qual è l’importo massimo della NASPI nel 2026?

    Il massimale mensile NASPI per il 2026 è aggiornato annualmente dall’INPS. Per il 2026, il massimale indicativo è circa 1.550 euro lordi mensili (il valore esatto viene comunicato con circolare INPS a inizio anno). L’importo effettivo dipende dalla retribuzione media degli ultimi 4 anni. Dal sesto mese di percezione, l’importo si riduce del 3% mensile (decalage).

    La Dis-Coll viene pagata lo stesso giorno della NASPI?

    Sì, la Dis-Coll segue sostanzialmente lo stesso calendario di pagamento della NASPI. Anche per la Dis-Coll i pagamenti avvengono indicativamente tra il 12 e il 15 del mese. La data esatta dipende dall’istituto di credito e dallo stato della singola pratica. E possibile verificare il proprio pagamento tramite il Fascicolo Previdenziale del Cittadino INPS (www.inps.it con SPID/CIE) o tramite l’app INPS Mobile.

    Cosa devo fare se non ricevo il pagamento NASPI entro il 15 del mese?

    Se il pagamento NASPI non arriva entro il 15-16 del mese, verificare prima sul Fascicolo Previdenziale INPS se il pagamento risulta in elaborazione o sospeso. Controllare anche che l’IBAN sia aggiornato. Se il pagamento risulta sospeso, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione obbligatoria all’INPS (es. attività lavorativa, variazione stato familiare). In caso di dubbi, contattare il CAF Centro Fiscale di Udine (0432 1638640) per assistenza nella gestione della pratica.

    La NASPI si può dichiarare nel 730?

    Sì, la NASPI e un reddito tassabile IRPEF che deve essere dichiarato nel modello 730 o nel modello Redditi PF. L’INPS invia la Certificazione Unica (CU) entro il 16 marzo di ogni anno. I dati NASPI vengono pre-compilati dall’Agenzia delle Entrate nel 730 precompilato. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo assisterti nella corretta compilazione della dichiarazione dei redditi anche in presenza di NASPI.


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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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      Maggio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-11 08:47:162026-05-31 16:12:39NASPI e Dis-Coll in Arrivo a Maggio 2026: Date dei Pagamenti della Disoccupazione
      NASPI / DISOCCUPAZIONE, PATRONATO

      NASPI e Nuovo Lavoro: Cosa Succede se Trovi un’Occupazione

      NASPI 2025

      NASPI e Nuovo Lavoro: Cosa Succede se Trovi un’Occupazione

      NASPI e Nuovo Lavoro

      Indice dei contenuti

      1. Cosa Succede alla NASPI quando Trovi Lavoro
      2. Nuovo Lavoro a Tempo Indeterminato
      3. Nuovo Lavoro a Tempo Determinato
      4. Lavoro Part-Time e NASPI
      5. Lavoro Occasionale e NASPI
      6. Apertura Partita IVA durante NASPI
      7. Incentivo Autoimprenditorialità – NASPI Anticipata
      8. Come Comunicare il Nuovo Lavoro
      9. Quando la NASPI Decade Definitivamente
      10. Domande Frequenti

      Hai trovato un nuovo lavoro mentre stai percependo la NASPI? Complimenti! Ma attenzione: è fondamentale sapere cosa succede all’indennità di disoccupazione e come comportarsi correttamente per evitare sanzioni o la perdita del beneficio. La normativa prevede diverse casistiche a seconda del tipo di contratto, del reddito previsto e della durata dell’impiego.

      La comunicazione tempestiva all’INPS è obbligatoria e deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività lavorativa. Non farlo significa rischiare la decadenza immediata dalla NASPI, oltre a possibili sanzioni amministrative. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutte le comunicazioni INPS, garantendo correttezza e tranquillità.

      In questa guida completa scoprirai tutte le situazioni possibili: dal lavoro a tempo indeterminato al part-time, dal lavoro occasionale all’apertura di una Partita IVA, fino all’incentivo della NASPI anticipata per chi vuole avviare un’attività in proprio.

      Cosa Succede alla NASPI quando Trovi Lavoro

      Quando trovi un nuovo impiego mentre percepisci la NASPI, possono verificarsi tre scenari principali:

      1. Sospensione temporanea della NASPI (lavoro a tempo determinato breve)
      2. Riduzione dell’importo se il reddito è sotto le soglie previste
      3. Decadenza totale se il reddito supera i limiti di legge

      La normativa INPS distingue nettamente tra lavoro subordinato (dipendente) e lavoro autonomo (partita IVA, collaborazioni). Per ciascuna tipologia sono previste soglie di reddito diverse e obblighi comunicativi specifici.

      Principio fondamentale: La NASPI è un ammortizzatore sociale che incentiva la ricollocazione attiva nel mercato del lavoro. Per questo motivo, la legge permette di cumulare parzialmente l’indennità con redditi da lavoro entro determinati limiti, ma richiede sempre la massima trasparenza nelle comunicazioni.

      Nuovo Lavoro a Tempo Indeterminato

      Se trovi un lavoro a tempo indeterminato, la regola generale è che la NASPI decade, poiché hai trovato una occupazione stabile. Tuttavia, esiste una importante eccezione:

      Eccezione per Redditi Bassi

      Se il reddito annuo lordo del nuovo impiego è inferiore a 8.500 euro (soglia della no-tax area per il 2026), puoi continuare a percepire la NASPI in forma ridotta.

      Come funziona la riduzione:

      • Devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’assunzione
      • La NASPI viene ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto, rapportato al periodo di lavoro
      • Mantieni lo stato di disoccupazione ai fini delle politiche attive

      Esempio pratico:
      Sei assunto con contratto a tempo indeterminato con reddito annuo di 7.200 euro. La tua NASPI mensile era di 900 euro.

      1. Reddito mensile: 7.200 / 12 = 600 euro/mese
      2. Riduzione NASPI: 600 x 80% = 480 euro/mese
      3. Nuova NASPI: 900 – 480 = 420 euro/mese

      Totale mensile lordo: 600 (stipendio) + 420 (NASPI) = 1.020 euro.

      Obbligo di Comunicazione

      La NASPI COM deve essere presentata entro 30 giorni dall’assunzione. Il CAF Centro Fiscale si occupa di compilare e inviare telematicamente la comunicazione, evitandoti errori che potrebbero costare caro.

      Nuovo Lavoro a Tempo Determinato

      Il contratto a tempo determinato ha un impatto diverso sulla NASPI rispetto al tempo indeterminato, perché la normativa distingue in base alla durata del contratto.

      Contratti Brevi (durata inferiore a 6 mesi)

      Se il contratto a termine ha una durata inferiore a 6 mesi, la NASPI viene sospesa per il periodo di lavoro:

      • Non perdi il diritto alla NASPI residua
      • Alla scadenza del contratto TD, la NASPI riprende automaticamente
      • Non devi ripresentare domanda
      • Continui a percepire l’importo con decalage progressivo (dal sesto mese in poi)

      Esempio:
      Stai percependo NASPI da 4 mesi (ti restano 8 mesi). Trovi un contratto di 3 mesi. La NASPI si sospende per 3 mesi, poi riprende per i restanti 8 mesi.

      Contratti Lunghi (durata superiore a 6 mesi)

      Se il contratto TD supera i 6 mesi, la NASPI decade definitivamente, anche se il reddito è basso. Questo perché il legislatore considera un impiego di almeno 6 mesi come una ricollocazione stabile temporanea.

      Rinnovi e Proroghe

      Se il contratto viene rinnovato o prorogato oltre i 6 mesi complessivi, la NASPI decade dal momento del rinnovo. È importante comunicare tempestivamente ogni variazione contrattuale.

      Fine Contratto TD e Nuova NASPI

      Alla scadenza del contratto a termine, se hai maturato nuovi requisiti contributivi, puoi presentare una nuova domanda di NASPI (non è la ripresa della precedente). Il CAF ti aiuta a verificare se conviene riprendere la vecchia NASPI (se sospesa) o richiederne una nuova con importo potenzialmente più alto.

      Lavoro Part-Time e NASPI: Cumulo Possibile

      Il lavoro part-time è perfettamente compatibile con la NASPI, a patto di rispettare le soglie di reddito previste dalla legge. Questa opportunità permette di integrare l’indennità con un reddito da lavoro, migliorando la situazione economica durante la ricerca di un impiego full-time.

      Soglie di Reddito per il Cumulo

      Lavoro subordinato part-time:

      • Reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro
      • NASPI ridotta dell’80% del reddito previsto rapportato al periodo

      Lavoro autonomo o collaborazione:

      • Reddito annuo previsto inferiore a 5.500 euro
      • NASPI ridotta dell’80% del reddito previsto

      Calcolo della Riduzione NASPI

      La formula per calcolare la nuova NASPI cumulata è:

      NASPI ridotta = NASPI originaria – (Reddito mensile x 80%)

      Esempi Pratici di Cumulo

      Caso 1 – Part-time dipendente 20 ore/settimana

      • Reddito annuo previsto: 8.000 euro (sotto soglia 8.500)
      • Reddito mensile: 8.000 / 12 = 666 euro
      • NASPI originaria: 1.000 euro/mese
      • Riduzione: 666 x 80% = 533 euro
      • Nuova NASPI: 1.000 – 533 = 467 euro
      • Totale mensile: 666 + 467 = 1.133 euro

      Caso 2 – Collaborazione occasionale

      • Reddito annuo previsto: 4.500 euro (sotto soglia 5.500)
      • Reddito mensile: 4.500 / 12 = 375 euro
      • NASPI originaria: 850 euro/mese
      • Riduzione: 375 x 80% = 300 euro
      • Nuova NASPI: 850 – 300 = 550 euro
      • Totale mensile: 375 + 550 = 925 euro

      Vantaggi del Part-Time con NASPI

      • Reddito complessivo più alto rispetto alla sola NASPI
      • Mantenimento contributi per future prestazioni pensionistiche
      • Esperienza lavorativa che arricchisce il CV
      • Possibilità di trasformazione in full-time successivamente

      Lavoro Occasionale e NASPI

      Il lavoro occasionale (prestazioni occasionali ex art. 54-bis DL 50/2017) è compatibile con la NASPI entro determinati limiti.

      Limiti per le Prestazioni Occasionali

      Puoi svolgere prestazioni occasionali mentre percepisci la NASPI se il compenso annuo complessivo non supera:

      • 5.000 euro lordi all’anno (limite generale)
      • Possibilità di cumulare più committenti
      • Non è richiesta apertura di Partita IVA

      Obbligo di Comunicazione

      Anche per il lavoro occasionale devi comunicare all’INPS:

      • Il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’inizio
      • La NASPI viene ridotta dell’80% del reddito previsto
      • Il committente deve registrare la prestazione sulla piattaforma INPS

      Prestazioni Occasionali vs Partita IVA

      Se prevedi di superare i 5.000 euro/anno, è obbligatorio aprire Partita IVA. In questo caso, consulta la sezione successiva per capire come cumulare NASPI e attività autonoma.

      Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutare quale formula è più conveniente per la tua situazione, considerando regime fiscale, contributi e impatto sulla NASPI.

      Apertura Partita IVA durante NASPI

      Puoi aprire una Partita IVA mentre percepisci la NASPI e continuare a ricevere l’indennità in forma ridotta, oppure richiedere l’anticipazione in unica soluzione (vedi sezione successiva).

      Compatibilità NASPI e Partita IVA

      La normativa consente di cumulare NASPI e reddito da lavoro autonomo se:

      • Il reddito annuo previsto dall’attività autonoma è inferiore a 5.500 euro
      • Hai comunicato all’INPS l’apertura della Partita IVA e il reddito presunto entro 30 giorni

      Calcolo NASPI Ridotta con P.IVA

      La riduzione è identica al lavoro subordinato:

      NASPI ridotta = NASPI originaria – (Reddito mensile previsto x 80%)

      Esempio:

      • Reddito annuo previsto P.IVA: 5.000 euro
      • Reddito mensile: 5.000 / 12 = 417 euro
      • NASPI originaria: 1.100 euro
      • Riduzione: 417 x 80% = 334 euro
      • Nuova NASPI: 1.100 – 334 = 766 euro

      Regime Forfettario e NASPI

      Se apri Partita IVA in regime forfettario, puoi beneficiare di:

      • Aliquota agevolata 15% (o 5% primi 5 anni per under 35)
      • Nessuna IVA da versare
      • Contabilità semplificata
      • Compatibilità con NASPI entro i 5.500 euro di reddito

      Il CAF Centro Fiscale ti assiste nell’apertura della Partita IVA e nella scelta del regime fiscale più vantaggioso, gestendo anche le comunicazioni INPS per la NASPI.

      Comunicazione INPS Obbligatoria

      Attenzione: Devi comunicare l’apertura P.IVA entro 30 giorni, altrimenti rischi la decadenza dalla NASPI e la restituzione di quanto percepito indebitamente.

      Incentivo Autoimprenditorialità: NASPI Anticipata

      Se vuoi avviare un’attività autonoma o sottoscrivere una quota di cooperativa, puoi richiedere la NASPI anticipata: l’erogazione in un’unica soluzione di tutto l’importo residuo dell’indennità.

      Requisiti per la NASPI Anticipata

      • Essere già beneficiario di NASPI (in corso di erogazione)
      • Avviare un’attività di lavoro autonomo (apertura Partita IVA)
      • Oppure sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa
      • Presentare la domanda entro 30 giorni dall’inizio dell’attività o dalla sottoscrizione della quota

      Importo dell’Anticipazione

      L’importo corrisponde a tutte le mensilità residue di NASPI che avresti percepito, al netto della contribuzione figurativa (che rimane all’INPS per i fini pensionistici).

      Esempio pratico:

      • NASPI mensile: 1.200 euro
      • Mesi residui: 12 mesi
      • Totale lordo: 1.200 x 12 = 14.400 euro
      • Contribuzione figurativa (circa 25%): 3.600 euro
      • NASPI anticipata netta: circa 10.800 euro

      Obbligo di Restituzione

      ATTENZIONE IMPORTANTE: Se entro 24 mesi dall’anticipazione instauri un nuovo rapporto di lavoro subordinato, sei obbligato a restituire l’intera somma percepita all’INPS.

      Non scatta l’obbligo di restituzione se:

      • Continui l’attività autonoma per almeno 24 mesi
      • Lavori come lavoratore autonomo (non subordinato)

      Come Richiedere la NASPI Anticipata

      La domanda va presentata telematicamente all’INPS entro 30 giorni dall’apertura della Partita IVA o dalla sottoscrizione della quota cooperativa.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nell’intera procedura:

      • Verifica requisiti e convenienza dell’anticipazione
      • Apertura Partita IVA e scelta regime fiscale
      • Compilazione e invio domanda NASPI anticipata
      • Monitoraggio erogazione

      Questa opzione è particolarmente vantaggiosa se hai un progetto imprenditoriale solido e necessiti di liquidità iniziale per avviare l’attività.

      Come Comunicare il Nuovo Lavoro: NASPI COM Obbligatoria

      La NASPI COM è la comunicazione telematica obbligatoria che devi inviare all’INPS quando trovi un nuovo lavoro (subordinato o autonomo) compatibile con la NASPI.

      Quando Presentare la NASPI COM

      Termine perentorio: entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

      Il termine decorre:

      • Dalla data di assunzione (lavoro subordinato)
      • Dalla data di apertura Partita IVA (lavoro autonomo)
      • Dalla data della prima prestazione occasionale

      Dati da Comunicare

      Nella NASPI COM devi indicare:

      • Tipo di contratto (tempo determinato, indeterminato, autonomo)
      • Dati del datore di lavoro o committente
      • Reddito annuo previsto dall’attività
      • Data inizio del rapporto di lavoro
      • Durata del contratto (se determinato)
      • Orario di lavoro (full-time o part-time)

      Sanzioni per Omessa Comunicazione

      Se non comunichi il nuovo lavoro entro 30 giorni, rischi:

      • Decadenza immediata dal diritto alla NASPI
      • Obbligo di restituzione di tutte le mensilità percepite indebitamente
      • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro
      • Possibile denuncia penale per indebita percezione di erogazioni pubbliche (se importo rilevante)

      Il CAF Gestisce le Comunicazioni per Te

      Presentare correttamente la NASPI COM richiede attenzione ai dettagli. Il CAF Centro Fiscale offre il servizio di:

      • Compilazione accurata della NASPI COM
      • Calcolo del reddito presunto annuo
      • Invio telematico nei termini di legge
      • Verifica dell’elaborazione da parte INPS
      • Assistenza per comunicazioni integrative se cambia il reddito

      Non rischiare: una comunicazione errata o tardiva può costarti cara. Affidati al CAF per la massima tranquillità.

      Il servizio è disponibile sia presso il nostro ufficio di Udine (Viale Tullio 13) che completamente online, con invio documenti via email e videoconsulenza.

      Quando la NASPI Decade Definitivamente

      Oltre ai casi già visti (nuovo lavoro con reddito sopra soglia), la NASPI decade definitivamente nelle seguenti situazioni:

      Cause di Decadenza NASPI

      • Nuovo lavoro subordinato con reddito annuo superiore a 8.500 euro
      • Lavoro autonomo con reddito annuo superiore a 5.500 euro
      • Raggiungimento età pensionabile (pensione di vecchiaia)
      • Acquisizione del diritto a pensione anticipata
      • Acquisizione del diritto ad assegno ordinario di invalidità
      • Perdita dello stato di disoccupazione senza comunicazione
      • Rifiuto di partecipare a iniziative di politica attiva del lavoro
      • Mancata presentazione a convocazione del Centro per l’Impiego
      • Rifiuto di offerta di lavoro congrua
      • Omessa comunicazione di nuovo lavoro entro 30 giorni

      Politiche Attive del Lavoro Obbligatorie

      Chi percepisce la NASPI è obbligato a:

      • Sottoscrivere il Patto di Servizio Personalizzato
      • Partecipare a iniziative di orientamento
      • Frequentare corsi di formazione proposti
      • Accettare offerte di lavoro congrue

      Il rifiuto ingiustificato comporta la decadenza immediata dalla NASPI.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti su NASPI e Nuovo Lavoro

      Posso lavorare mentre prendo la NASPI?

      Sì, puoi lavorare mentre percepisci la NASPI se il reddito annuo previsto è:

      • Inferiore a 8.500 euro per lavoro subordinato (dipendente)
      • Inferiore a 5.500 euro per lavoro autonomo o prestazioni occasionali

      In questi casi la NASPI viene ridotta dell’80% del reddito previsto, ma non decade. Devi comunicare il nuovo lavoro entro 30 giorni con la NASPI COM.

      Quanto posso guadagnare senza perdere la NASPI?

      Le soglie massime per non perdere la NASPI sono:

      • 8.500 euro annui (circa 708 euro/mese) per lavoro dipendente
      • 5.500 euro annui (circa 458 euro/mese) per lavoro autonomo o collaborazioni

      Se superi queste soglie, la NASPI decade completamente. Entro queste soglie, invece, puoi cumularla con il reddito da lavoro.

      Cosa succede se non comunico il nuovo lavoro all’INPS?

      La mancata comunicazione del nuovo lavoro entro 30 giorni comporta:

      • Decadenza immediata dal diritto alla NASPI
      • Restituzione integrale di tutte le somme percepite indebitamente dal momento dell’assunzione
      • Sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro
      • Possibile denuncia penale per indebita percezione di erogazioni pubbliche

      Per questo motivo è fondamentale affidarsi al CAF per gestire correttamente tutte le comunicazioni INPS.

      La NASPI si può riprendere dopo un contratto a tempo determinato?

      Sì, se il contratto a tempo determinato aveva durata inferiore a 6 mesi, la NASPI si sospende durante il contratto e riprende automaticamente alla scadenza.

      Se il contratto TD superava i 6 mesi, la NASPI è decaduta. In questo caso, alla scadenza del contratto puoi presentare una nuova domanda di NASPI se hai maturato i requisiti contributivi.

      Il CAF ti aiuta a valutare quale opzione è più conveniente: riprendere la vecchia NASPI (se sospesa) o richiederne una nuova.

      Posso lavorare mentre prendo la NASPI?

      Sì, puoi lavorare mentre percepisci la NASPI se il

      Conclusione

      Gestire correttamente la NASPI durante un nuovo impiego richiede attenzione a scadenze, soglie di reddito e comunicazioni obbligatorie. Un errore nella NASPI COM o una omessa comunicazione possono costare molto caro, sia in termini di restituzione delle somme percepite che di sanzioni amministrative.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è il tuo partner di fiducia per gestire tutte le comunicazioni INPS relative alla NASPI, garantendoti:

      • Correttezza formale di tutte le comunicazioni
      • Calcolo preciso della NASPI ridotta
      • Rispetto delle scadenze (30 giorni)
      • Assistenza completa anche per apertura Partita IVA
      • Servizio disponibile in ufficio a Udine e completamente online

      Non lasciare nulla al caso: una consulenza tempestiva ti evita problemi futuri. Contattaci oggi stesso per una verifica gratuita della tua situazione.


      Richiedi Assistenza per la tua NASPI e Comunicazioni INPS

      La gestione corretta della NASPI durante un nuovo impiego richiede competenza e precisione. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

      • NASPI COM per nuovo lavoro (subordinato o autonomo)
      • Calcolo NASPI ridotta con part-time o P.IVA
      • Apertura Partita IVA e regime forfettario
      • Domanda NASPI anticipata per autoimprenditorialità
      • Verifica convenienza tra sospensione e nuova domanda
      • Assistenza per contenziosi con INPS

      Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che completamente online, per la tua massima comodità.

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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        Issam Elhefnawi
        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Aprile 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-22 09:00:002026-05-31 16:56:14NASPI e Nuovo Lavoro: Cosa Succede se Trovi un’Occupazione
        NOTIZIE

        NASPI 2026: Nuove Regole dalla Riforma del Lavoro

        Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

        Indice dei contenuti

        1. Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026
        2. Modifiche alla Durata dell’Indennità
        3. Importi e Calcolo NASPI 2026
        4. Quando Entrano in Vigore le Novità

        La riforma del lavoro 2026 introduce importanti modifiche alla NASPI, l’indennità di disoccupazione per i lavoratori dipendenti. Le novità NASPI 2026 riguardano principalmente i requisiti contributivi, la durata dell’indennità e le modalità di calcolo dell’importo spettante.

        I cambiamenti, approvati con la Legge di Bilancio 2026 e il successivo decreto attuativo del Ministero del Lavoro, sono entrati in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a tutte le domande NASPI presentate dal 2026 in poi. Vediamo nel dettaglio cosa cambia rispetto al 2025.

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        Nuovi Requisiti Contributivi NASPI 2026

        La riforma della NASPI 2026 modifica i requisiti contributivi minimi per accedere all’indennità di disoccupazione.

        Requisiti NASPI prima della riforma (fino al 2025)

        • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
        • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

        Nuovi requisiti NASPI dal 2026

        • 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni
        • 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (erano 30)

        Questa modifica mira a ridurre le domande di breve durata e a garantire un’indennità solo a chi ha un legame più stabile con il mercato del lavoro.

        ATTENZIONE: Chi ha perso il lavoro nel 2025 ma presenta domanda nel 2026 deve rispettare i nuovi requisiti più stringenti. È consigliabile verificare con il CAF se si matura il diritto alla NASPI prima di presentare domanda.

        Modifiche alla Durata dell’Indennità

        Anche la durata massima della NASPI subisce modifiche con la riforma 2026.

        Durata NASPI fino al 2025

        La NASPI spettava per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive versate negli ultimi 4 anni, con un massimo di 24 mesi (104 settimane).

        Nuova durata NASPI dal 2026

        La riforma introduce una riduzione progressiva della durata massima:

        • Lavoratori under 35: durata massima 18 mesi (78 settimane)
        • Lavoratori 35-54 anni: durata massima 21 mesi (91 settimane)
        • Lavoratori over 55: durata massima resta 24 mesi (104 settimane)

        Il criterio di calcolo resta invariato: metà delle settimane contributive versate, ma con i nuovi tetti massimi per età.

        Importi e Calcolo NASPI 2026

        Sul fronte degli importi NASPI, la riforma 2026 introduce modifiche al calcolo e ai tetti massimi.

        Calcolo importo base

        Il calcolo della NASPI resta basato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni:

        • 75% della retribuzione media se questa è inferiore a 1.425 euro (rivalutato annualmente)
        • 75% fino a 1.425 euro + 25% della parte eccedente se superiore

        Nuovi tetti massimi 2026

        La riforma introduce tetti massimi differenziati:

        • Importo massimo NASPI 2026: 1.550 euro/mese (era 1.470 nel 2025)
        • Riduzione mensile accelerata: dal sesto mese la NASPI si riduce del 3% mensile (era dal settimo mese)

        IMPORTANTE: Per chi ha figli a carico, è previsto un bonus famiglia del 5% sull’importo spettante, cumulabile con l’Assegno Unico.

        Quando Entrano in Vigore le Novità

        Le nuove regole NASPI 2026 sono entrate in vigore il 1° gennaio 2026 e si applicano a:

        • Tutte le domande NASPI presentate dal 2026, anche se la cessazione del rapporto di lavoro è avvenuta nel 2025
        • NASPI già in corso al 31/12/2025: continuano con le vecchie regole fino alla scadenza naturale
        • Nuove cessazioni dal 1° gennaio 2026: si applicano i nuovi requisiti più stringenti

        ATTENZIONE ALLE DOMANDE IN SOSPESO: Chi ha perso il lavoro a fine 2025 ma non ha ancora presentato domanda NASPI deve considerare che si applicheranno i nuovi requisiti 2026 (13 settimane).

        Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei requisiti e nella presentazione della domanda NASPI con le nuove regole.


        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la domanda NASPI INPS presentata in giornata tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla NASPI 2026

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        Chi può richiedere la NASPI con le nuove regole 2026?

        Possono richiedere la NASPI 2026 i lavoratori dipendenti che hanno perso il lavoro involontariamente e che hanno maturato almeno 18 settimane di contributi negli ultimi 4 anni e 45 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti (requisiti più stringenti rispetto al 2025).

        La durata della NASPI è cambiata nel 2026?

        Sì, la riforma introduce tetti massimi differenziati per età: 18 mesi per under 35, 21 mesi per 35-54 anni, 24 mesi per over 55. La durata effettiva resta pari alla metà delle settimane contributive versate, ma entro questi nuovi limiti.

        Quanto si riduce la NASPI ogni mese nel 2026?

        La NASPI si riduce del 3% mensile a partire dal sesto mese (anticipato rispetto al settimo mese previsto fino al 2025). L’importo massimo mensile è di 1.550 euro nel 2026.

        Posso richiedere la NASPI al CAF?

        Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste nella verifica dei requisiti NASPI 2026, nel calcolo dell’importo spettante e nella compilazione e trasmissione della domanda telematica all’INPS.


        Le novità NASPI 2026 introducono requisiti più stringenti e durate differenziate per età, ma mantengono la funzione di sostegno al reddito per i lavoratori dipendenti che perdono il lavoro involontariamente.

        Se hai perso il lavoro e vuoi verificare se hai diritto alla NASPI con le nuove regole 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: ti assistiamo nella verifica dei requisiti, nel calcolo dell’importo spettante e nella presentazione della domanda telematica all’INPS.


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