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Tag Archivio per: compensazione fiscale

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F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’F24 a zero è un Modello F24 in cui i crediti d’imposta compensano esattamente i debiti, portando il saldo finale a zero euro. Anche se non devi pagare nulla, sei comunque obbligato a presentare il modello entro la scadenza prevista. In questa guida ti spieghiamo quando si verifica un F24 a saldo zero, come presentarlo correttamente nel 2026 e cosa rischi se dimentichi di inviarlo.

Per capire meglio come funziona la compilazione del modulo, leggi la nostra guida completa al Modello F24.

Indice dei contenuti

  1. Quando si Presenta un F24 a Zero
  2. Come Funziona la Compensazione
  3. Come Presentare l’F24 a Zero
  4. Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026
  5. Sanzioni per Omessa Presentazione
  6. Esempio Pratico di F24 a Zero
  7. Domande Frequenti (FAQ)

Quando si Presenta un F24 a Zero

Un F24 a saldo zero si verifica quando utilizzi i tuoi crediti d’imposta per compensare interamente i debiti tributari. In pratica, nella colonna “importi a credito compensati” inserisci un importo uguale a quello nella colonna “importi a debito versati”, e il saldo finale risulta pari a zero.

Le situazioni più comuni in cui si presenta un F24 a zero sono:

  • Credito IRPEF da dichiarazione dei redditi: se dalla dichiarazione risulta un credito, puoi usarlo per pagare i contributi INPS, l’IMU o altri tributi
  • Credito IVA: le aziende con credito IVA possono compensarlo con IRPEF, INPS o IRAP
  • Bonus fiscali: crediti d’imposta come il bonus investimenti, il bonus edilizia o il regime forfettario possono generare crediti compensabili
  • Credito da 730: se il sostituto d’imposta non rimborsa il credito, puoi usarlo in compensazione con F24

Come Funziona la Compensazione

La compensazione è il meccanismo che ti permette di utilizzare un credito verso il fisco per ridurre o azzerare un debito. Esistono due tipi principali:

  • Compensazione verticale (o interna): usi un credito per pagare lo stesso tipo di tributo. Esempio: credito IRPEF 2025 per pagare acconto IRPEF 2026. Non ci sono limiti particolari.
  • Compensazione orizzontale (o esterna): usi un credito di un tributo per pagarne uno diverso. Esempio: credito IVA per pagare INPS. Questa richiede l’invio telematico e può richiedere il visto di conformità per importi superiori a 5.000 euro.

Quando la compensazione orizzontale azzera completamente il saldo, il risultato è un F24 a zero che deve essere presentato obbligatoriamente in via telematica, mai in formato cartaceo.

Come Presentare l’F24 a Zero

L’F24 a zero deve essere presentato esclusivamente in via telematica. Non puoi portarlo allo sportello bancario o postale. I canali utilizzabili sono:

  • F24 web/desktop dell’Agenzia delle Entrate: accedi con SPID, CIE o CNS al portale agenziaentrate.gov.it, compila il modello e invialo. È il canale più sicuro e consigliato. Per istruzioni dettagliate, leggi la nostra guida sul pagamento F24 online.
  • Entratel: il canale riservato agli intermediari abilitati (commercialisti, CAF). Se ti affidi al CAF Centro Fiscale di Udine, inviamo l’F24 a zero per tuo conto.
  • Home banking: alcune banche consentono l’invio di F24 a zero tramite home banking, ma non tutte. Verifica con la tua banca se questa opzione è disponibile.

Attenzione: l’F24 a zero non può essere presentato allo sportello fisico (banca o posta) in nessun caso. Se lo fai, il modello viene rifiutato.

Scadenze dell’F24 a Zero nel 2026

La scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando. Non esiste una scadenza separata per la presentazione dell’F24 a zero: se il tributo scade il 30 giugno, anche l’F24 a zero va presentato entro il 30 giugno.

Le principali scadenze nel 2026 per cui potresti dover presentare un F24 a zero:

  • 16 marzo 2026: saldo IVA annuale
  • 16 giugno 2026: acconto IMU
  • 30 giugno 2026: saldo imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP, imposta sostitutiva forfettari)
  • 30 luglio 2026: saldo imposte con maggiorazione 0,40%
  • 30 novembre 2026: acconto IRPEF seconda rata
  • 16 dicembre 2026: saldo IMU

Sanzioni per Omessa Presentazione

Non presentare l’F24 a zero entro la scadenza è sanzionabile, anche se non c’è nessun importo da pagare. Le sanzioni previste sono:

  • Sanzione ordinaria: da 100 a 2.000 euro per ogni F24 a zero non presentato (art. 15 D.Lgs. 471/1997, come modificato dal D.Lgs. 87/2024)
  • Ravvedimento entro 5 giorni: sanzione ridotta a 5,56 euro
  • Ravvedimento entro 90 giorni: sanzione ridotta a 11,11 euro
  • Ravvedimento oltre 90 giorni e entro 1 anno: sanzione ridotta a 12,50 euro

Come vedi, è molto più conveniente presentare l’F24 a zero in ritardo (con ravvedimento operoso) piuttosto che attendere l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che applica la sanzione piena.

Esempio Pratico di F24 a Zero

Vediamo un caso concreto. Laura è una libera professionista in regime forfettario. Dalla dichiarazione dei redditi 2025 risulta un credito di imposta sostitutiva di 800 euro. A giugno 2026, Laura deve versare i contributi INPS alla Gestione Separata per 800 euro.

Laura compila il Modello F24 così:

  • Sezione Erario – credito: codice tributo 1792 (imposta sostitutiva forfettario saldo), importo a credito 800 euro
  • Sezione INPS – debito: causale PXX (gestione separata), importo a debito 800 euro
  • Saldo finale: 800 – 800 = 0 euro

Laura non deve pagare nulla, ma deve inviare l’F24 a zero telematicamente entro il 30 giugno 2026. Può farlo dal portale dell’Agenzia delle Entrate o chiedere al suo CAF di riferimento.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti (FAQ)

Posso presentare l’F24 a zero in banca allo sportello?

No. L’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente per via telematica: tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate (F24 web), tramite home banking (se la banca lo consente) o tramite un intermediario abilitato come un CAF o un commercialista.

Se dimentico di presentare l’F24 a zero, perdo il credito?

No, il credito d’imposta non si perde. Però la mancata presentazione dell’F24 a zero comporta una sanzione (da 100 a 2.000 euro). Puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta.

L’F24 a zero serve anche per la compensazione verticale?

La compensazione verticale (stesso tributo) non richiede necessariamente la presentazione dell’F24, perché può essere gestita direttamente in dichiarazione. L’F24 a zero è invece obbligatorio per la compensazione orizzontale (tributi diversi tra loro).

Assistenza per la Compensazione e l’F24 a Zero

Devi presentare un F24 a zero e non sei sicuro di come procedere? Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo a verificare i crediti disponibili, compilare correttamente il modello e inviarlo telematicamente entro le scadenze. Non rischiare sanzioni per un’omessa presentazione.

Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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    Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-22 09:00:002026-05-31 17:46:47F24 a Zero: Quando e Come Presentarlo nel 2026
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Modello Redditi PF 2026: le compensazioni

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    La compensazione nel Modello Redditi PF 2026 è uno degli strumenti più potenti a disposizione del contribuente: permette di utilizzare i crediti d’imposta maturati (IRPEF, addizionali, IVA, contributi INPS) per pagare altri debiti tributari, riducendo l’esborso effettivo o azzerandolo del tutto. Per l’anno d’imposta 2025 — dichiarato con Modello Redditi PF 2026 — le regole sono cambiate in più punti: nuove soglie per il visto di conformità, controlli automatici rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, codici tributo aggiornati e tempi precisi per evitare sanzioni.

    In questa guida pratica del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutto ciò che serve sapere per compensare correttamente nel 2026: come funziona la compensazione orizzontale e quella verticale, quali sono i limiti, quando serve il visto di conformità, quali sono le scadenze del modello F24, i codici tributo da usare e gli esempi pratici per non sbagliare. Aggiornato con i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e del decreto attuativo D.Lgs. 1/2024.

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    Che cos’è la compensazione nel Modello Redditi PF 2026

    La compensazione è il meccanismo che consente al contribuente di utilizzare un credito d’imposta — cioè una somma che lo Stato deve restituirgli — per estinguere un debito tributario, evitando di chiedere un rimborso (che richiederebbe tempi lunghi) e di versare materialmente le imposte dovute. È disciplinata dall’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 e rappresenta uno dei principali vantaggi della dichiarazione dei redditi.

    Quando si compila il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025), il sistema calcola in automatico l’imposta dovuta e la confronta con quanto già versato durante l’anno (ritenute, acconti, crediti d’imposta). Se il saldo è negativo, è emerso un credito che può essere:

    • Compensato con altri debiti tributari o contributivi (la scelta più rapida);
    • Chiesto a rimborso all’Agenzia delle Entrate (tempi medi: 12-18 mesi);
    • Riportato alla dichiarazione dell’anno successivo come “credito da utilizzare in compensazione”.

    Per il contribuente che presenta il Modello Redditi PF (e non il 730), la compensazione è particolarmente importante: a differenza del 730 — dove il rimborso arriva automaticamente in busta paga o pensione — chi usa il Modello Redditi non riceve rimborso d’ufficio, quindi se vuole “recuperare” il credito deve necessariamente utilizzarlo tramite modello F24.

    Compensazione orizzontale vs verticale: la differenza

    La normativa distingue due tipi di compensazione, con regole nettamente diverse:

    TipoCosa permetteEsempio
    Verticale (interna)Compensare crediti e debiti dello stesso tributoCredito IRPEF 2024 usato per pagare saldo IRPEF 2025
    Orizzontale (esterna)Compensare crediti e debiti di tributi diversiCredito IRPEF usato per pagare IMU, IVA o contributi INPS

    La compensazione orizzontale è quella più utile ma anche la più controllata: si effettua obbligatoriamente tramite modello F24 ed è soggetta a limiti, soglie e adempimenti (come il visto di conformità) che vedremo in dettaglio.

    Quali crediti possono essere compensati nel 2026

    Dal Modello Redditi PF 2026 possono emergere diversi tipi di crediti, ciascuno con regole specifiche. Ecco l’elenco completo:

    1. Credito IRPEF (rigo RN45 / quadro RX)

    È il credito più comune: deriva da ritenute subite (lavoro dipendente, autonomo, redditi diversi) superiori all’IRPEF effettivamente dovuta, oppure da detrazioni e deduzioni che riducono l’imposta sotto le ritenute già versate. Si dichiara nel quadro RX e si compensa con codice tributo 4001 nel modello F24.

    2. Credito addizionale regionale e comunale

    Anche le addizionali (regionale e comunale) possono generare crediti, gestiti tramite i quadri specifici della dichiarazione. Si compensano rispettivamente con i codici tributo 3801 (addizionale regionale) e 3844 (addizionale comunale).

    3. Credito IVA annuale (per titolari di partita IVA)

    Riservato a chi presenta la dichiarazione IVA annuale: il credito IVA che emerge può essere compensato orizzontalmente, ma è soggetto a regole specifiche aggiuntive — visto di conformità obbligatorio già da importi superiori a 5.000 euro, comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate per importi sopra una determinata soglia, F24 da presentare esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia.

    4. Crediti d’imposta agevolativi

    Rientrano in questa categoria moltissime agevolazioni fiscali utilizzabili tramite F24:

    • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus mobili, Bonus barriere architettoniche 75%);
    • Superbonus residuale per spese 2025 ammesse;
    • Credito d’imposta canoni di locazione e bonus affitti;
    • Credito d’imposta investimenti in beni strumentali (Industria 4.0 / Transizione 5.0);
    • Crediti d’imposta ricerca e sviluppo;
    • Bonus colonnine elettriche, bonus librerie e altri crediti minori.

    Ciascun bonus ha un proprio codice tributo dedicato, indicato nel provvedimento dell’Agenzia che lo istituisce. Attenzione: alcuni crediti agevolativi sono vincolati alla dichiarazione, cioè non possono essere usati se non sono stati indicati prima nel Modello Redditi.

    5. Eccedenze di acconti versati

    Se nel 2025 hai versato acconti IRPEF, IRES o IRAP superiori al dovuto (perché il reddito è risultato inferiore alle previsioni), l’eccedenza si trasforma in credito utilizzabile in compensazione nel 2026.

    Limiti e soglie della compensazione nel 2026

    La compensazione orizzontale è soggetta a limiti quantitativi precisi stabiliti per legge. Conoscerli è fondamentale per evitare lo scarto del modello F24 e le relative sanzioni.

    Limite annuale generale: 2.000.000 euro

    Il tetto massimo di compensazione orizzontale per ciascun contribuente è fissato a 2 milioni di euro all’anno. Il limite è stato elevato in via permanente dall’art. 22 del D.L. 73/2021 (decreto Sostegni-bis), confermato per il 2026. Per la stragrande maggioranza delle persone fisiche questo limite non rappresenta un problema, ma è bene conoscerlo.

    Soglia 5.000 euro: scatta il visto di conformità

    Per i crediti IRPEF, IRAP e addizionali superiori a 5.000 euro annui, la compensazione orizzontale è subordinata all’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Il visto è rilasciato da:

    • Un CAF (come il CAF Centro Fiscale di Udine);
    • Un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, revisore);
    • Per la dichiarazione precompilata 730, è incluso nel servizio dell’Agenzia.

    Senza visto di conformità, il credito eccedente i 5.000 euro non può essere compensato: deve essere chiesto a rimborso oppure riportato all’anno successivo. La sanzione per compensazione indebita senza visto va dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente.

    Soglia 5.000 euro per crediti IVA

    Per il credito IVA, la soglia è ancora più severa: il visto di conformità scatta già a 5.000 euro sull’anno solare, e per importi superiori a 50.000 euro il credito può essere richiesto solo se la dichiarazione è asseverata da un revisore (per le società).

    Divieto di compensazione con cartelle scadute

    Una regola fondamentale introdotta dalla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e rafforzata nel 2025: è vietato compensare se il contribuente ha cartelle esattoriali scadute di importo superiore a 100.000 euro, per le quali non sia stata accordata la sospensione o non sia in corso una rateazione regolarmente pagata. Il divieto vale dal 1° luglio 2024 e si applica a tutti i debiti tributari erariali iscritti a ruolo.

    Modello F24: come funziona la compensazione operativa

    La compensazione orizzontale si effettua esclusivamente tramite modello F24. Il funzionamento è semplice nel principio ma richiede precisione nella compilazione.

    Come si compila il modello F24 per compensare

    Il modello F24 è strutturato in sezioni: Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti. In ogni sezione si possono inserire importi a debito (somme da pagare) e importi a credito (compensazioni). Il modello considera il saldo finale:

    • Se il saldo è positivo → bisogna pagare la differenza;
    • Se il saldo è zero → debiti e crediti si annullano (il famoso “F24 a saldo zero”);
    • Se il saldo è negativo → l’eccedenza non si pagherà ma si potrà usare in successivi F24.

    F24 a saldo zero: regole speciali

    Quando il modello F24 risulta a saldo zero (perché crediti e debiti si compensano esattamente), va comunque presentato all’Agenzia delle Entrate, ma con modalità specifiche:

    • Deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline o tramite intermediari abilitati come il CAF);
    • Non tramite home banking o canali bancari (che invece sono ammessi per F24 con saldo positivo da pagare);
    • La mancata presentazione dell’F24 a saldo zero entro i termini comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

    Obbligo di canali telematici dell’Agenzia per chi compensa

    Dal 2024 (D.L. 124/2019 e successive integrazioni) tutti i contribuenti — anche le persone fisiche non titolari di partita IVA — che utilizzano la compensazione nel modello F24 devono presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, non più tramite home banking. Questa regola serve a permettere all’Agenzia il controllo preventivo del credito.

    In pratica:

    • Se nel tuo F24 non c’è compensazione (paghi solo importi a debito senza usare crediti) → puoi usare home banking;
    • Se nel tuo F24 c’è anche una sola compensazione → devi usare Entratel/Fisconline o un intermediario come il CAF.

    Quando si può iniziare a compensare il credito 2025

    La tempistica della compensazione è un punto delicato del Modello Redditi PF 2026 e non sempre chiaro al contribuente.

    Regola generale: dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta

    I crediti emergenti dal Modello Redditi PF possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo alla chiusura del periodo d’imposta in cui sono maturati. Per il Modello Redditi PF 2026 (relativo all’anno d’imposta 2025) ciò significa che, in teoria, la compensazione è possibile dal 1° gennaio 2026.

    Limite specifico: 5.000 euro fino alla presentazione della dichiarazione

    Tuttavia, l’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 stabilisce un limite operativo importante: la compensazione orizzontale di crediti superiori a 5.000 euro può essere effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito.

    Esempio pratico: se presenti il Modello Redditi PF 2026 il 30 giugno 2026 e dichiari un credito di 8.000 euro, potrai compensarlo solo dal 10 luglio 2026 in poi. Se il credito fosse stato di 4.000 euro, avresti potuto compensarlo già da gennaio 2026 (limite della soglia 5.000).

    Quadro riepilogativo delle tempistiche 2026

    Importo creditoDa quando compensabileVisto conformità
    Fino a 5.000 euroDal 1° gennaio 2026Non richiesto
    Tra 5.001 e 2.000.000 euroDal 10° giorno dopo l’invio della dichiarazioneObbligatorio
    Oltre 2.000.000 euroNon compensabile (eccedenza a rimborso)N/A

    Scadenze fiscali 2026: quando pagare e quando compensare

    Per il Modello Redditi PF 2026, le date chiave da segnare in calendario sono le seguenti:

    Scadenze invio dichiarazione

    • 30 aprile 2026: disponibilità del Modello Redditi PF precompilato sul sito Agenzia delle Entrate;
    • 31 ottobre 2026: termine ordinario di invio telematico del Modello Redditi PF (D.Lgs. 13/2024, art. 11);
    • 15 dicembre 2026: termine ultimo per la dichiarazione integrativa entro l’anno (art. 2 c. 8-bis DPR 322/1998), ferma restando la facoltà di integrativa a favore entro i termini di accertamento.

    Scadenze versamenti e compensazioni

    • 30 giugno 2026: saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026 (compensabile);
    • 30 luglio 2026: stesso versamento con maggiorazione dello 0,40% a titolo d’interesse per chi differisce;
    • 30 novembre 2026: 2° o unico acconto IRPEF 2026 (compensabile).

    Rateazione del saldo + acconto

    Le somme dovute a saldo e in acconto possono essere rateizzate in rate mensili. La rateazione decorre dalla scadenza ordinaria (30 giugno) e si conclude entro novembre dello stesso anno per i non titolari di partita IVA, entro dicembre per i titolari di partita IVA. Su ogni rata successiva alla prima si applica un interesse fisso del 4% annuo (frazionato mensilmente). Anche le rate possono contenere compensazioni.

    Codici tributo da usare nel modello F24

    Ogni imposta o credito ha il proprio codice tributo. Ecco i più frequenti per il Modello Redditi PF 2026:

    CodiceDescrizioneAnno di riferimento
    4001Saldo IRPEF2025
    40331° acconto IRPEF2026
    40342° acconto IRPEF2026
    3801Addizionale regionale IRPEF2025
    3844Addizionale comunale a saldo2025
    3843Acconto addizionale comunale2026
    1668Interessi rateizzazione2026
    1842Cedolare secca acconto2026
    6099IVA annuale a credito (compensazione)2025

    Attenzione: l’anno di riferimento va sempre indicato correttamente nel modello F24. Un errore nell’anno o nel codice tributo comporta lo scarto del modello e la necessità di ripresentarlo con sanzioni per ritardato versamento.

    Esempi pratici di compensazione nel Modello Redditi PF 2026

    Vediamo tre casi concreti che possono interessare i contribuenti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    Esempio 1: Lavoratore dipendente con detrazioni

    Situazione: Marco, lavoratore dipendente di Udine, dal Modello Redditi PF 2026 risulta un credito IRPEF di 1.800 euro grazie alle detrazioni per lavori di ristrutturazione e bonus mobili. Marco non ha partita IVA e non deve versare altre imposte erariali. Possiede però un appartamento e a giugno deve pagare l’acconto IMU di 600 euro.

    Soluzione: Marco compila un F24 con:

    • Sezione Erario: credito IRPEF 1.800 euro (codice 4001/2025) a credito;
    • Sezione IMU: debito IMU 600 euro (codice 3918/2026) a debito.

    Il saldo finale è di 1.200 euro a credito, che Marco potrà usare in F24 successivi (ad esempio per il saldo IMU di dicembre). Trattandosi di importi sotto i 5.000 euro, non serve visto di conformità.

    Esempio 2: Professionista forfettario con credito IRPEF

    Situazione: Laura è una grafica freelance in regime forfettario. Per errore di calcolo degli acconti, dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito di imposta sostitutiva di 2.500 euro. A giugno deve versare i contributi INPS Gestione Separata 2025 a saldo per 3.000 euro.

    Soluzione: Laura compila un F24 con:

    • Credito imposta sostitutiva forfettari (codice 1792) per 2.500 euro a credito;
    • Contributi INPS Gestione Separata (codice 1840) per 3.000 euro a debito.

    Versamento effettivo: 500 euro. Anche in questo caso, sotto soglia 5.000 euro, nessun visto richiesto.

    Esempio 3: Credito IRPEF oltre 5.000 euro con visto

    Situazione: Giovanni ha sostenuto importanti lavori di ristrutturazione edilizia e Superbonus per la propria abitazione. Dal Modello Redditi PF 2026 emerge un credito IRPEF di 7.500 euro.

    Soluzione: Per compensare oltre 5.000 euro, Giovanni deve:

    1. Far apporre il visto di conformità al CAF Centro Fiscale di Udine prima di trasmettere la dichiarazione;
    2. Attendere il 10° giorno successivo all’invio del Modello Redditi PF;
    3. Solo dopo, presentare l’F24 con la compensazione del credito.

    Senza visto, l’F24 sarà scartato dall’Agenzia delle Entrate e Giovanni rischia sanzioni dal 30% al 100% del credito utilizzato indebitamente, oltre agli interessi.

    Visto di conformità: quando è obbligatorio

    Il visto di conformità è una “certificazione” rilasciata da un CAF o da un professionista abilitato che attesta la corrispondenza tra i dati indicati in dichiarazione e la documentazione del contribuente. Senza il visto, la compensazione di crediti rilevanti non è ammessa.

    Soglie e crediti che richiedono il visto

    • IRPEF, addizionali e IRAP: visto obbligatorio per compensazione orizzontale superiore a 5.000 euro annui;
    • IVA annuale: visto obbligatorio già per crediti compensati superiori a 5.000 euro;
    • Crediti d’imposta agevolativi di importo significativo (Superbonus, R&S, Industria 4.0): possono richiedere visto e/o asseverazione tecnica.

    Costi del visto di conformità

    Il costo del visto presso un CAF varia generalmente tra 30 e 80 euro, in funzione della complessità della dichiarazione. Presso commercialisti, le tariffe sono normalmente più alte. Il visto comporta per il rilasciante una responsabilità solidale con il contribuente per le sanzioni eventuali in caso di errori formali.

    Cosa controlla il visto

    Il professionista che appone il visto verifica:

    • La corrispondenza tra dati dichiarati e documenti (CU, fatture, bonifici, contratti);
    • La corretta applicazione delle detrazioni e deduzioni;
    • L’esatto computo di imposte e crediti;
    • La regolarità formale della dichiarazione.

    Errori comuni nella compensazione e sanzioni

    Le compensazioni errate sono tra le contestazioni più frequenti dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più diffusi e le sanzioni applicabili.

    Errore 1: compensazione di credito inesistente

    Si verifica quando il credito utilizzato in F24 non esiste affatto (es. mai dichiarato) o è completamente fittizio. È l’errore più grave, sanzionato dal 100% al 200% del credito indebitamente utilizzato (art. 13 D.Lgs. 471/1997, comma 5). Il termine per l’accertamento è di 8 anni dalla compensazione.

    Errore 2: compensazione di credito non spettante

    Il credito esiste ma è stato utilizzato in misura superiore al consentito (es. oltre il limite annuale, oltre la soglia senza visto). Sanzione: 30% del credito non spettante, ridotta al 25% dal 1° settembre 2024 per effetto del D.Lgs. 87/2024 di riforma del sistema sanzionatorio. Termine accertamento: 5 anni.

    Errore 3: scarto del modello F24

    L’Agenzia controlla preventivamente i modelli F24 con compensazioni e, in caso di anomalie, può sospendere il modello per 30 giorni o scartarlo definitivamente. Se l’F24 è scartato, il versamento si considera non eseguito: scattano sanzioni per omesso versamento (30%, ridotto al 25% dal 2024) e interessi.

    Ravvedimento operoso

    Per chi ha commesso errori in buona fede, l’art. 13 D.Lgs. 472/1997 consente di sanare la violazione tramite ravvedimento operoso con sanzioni fortemente ridotte: dal 1/10 (30 giorni) al 1/5 (dopo 2 anni) della sanzione ordinaria. Il ravvedimento richiede il pagamento dell’imposta, della sanzione ridotta e degli interessi legali.

    Novità 2026: controlli rafforzati sulle compensazioni

    Il 2026 porta alcune novità importanti sulla disciplina delle compensazioni, derivanti dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e dai decreti attuativi della Riforma fiscale.

    Sistema di controllo preventivo potenziato

    Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate utilizza un sistema di controllo preventivo automatizzato sui modelli F24 con compensazioni, basato su algoritmi di analisi del rischio. I controlli incrociano:

    • I dati delle dichiarazioni precedenti;
    • Le banche dati di terze parti (INPS, sostituti d’imposta);
    • La storia delle compensazioni del contribuente;
    • La coerenza dei codici tributo utilizzati.

    F24 considerati a rischio vengono sospesi per 30 giorni, durante i quali l’Agenzia può chiedere chiarimenti o procedere allo scarto definitivo.

    Nuove sanzioni ridotte (D.Lgs. 87/2024)

    Dal 1° settembre 2024 sono in vigore le nuove sanzioni amministrative:

    • Omesso versamento: 25% (prima 30%);
    • Credito non spettante: 25%;
    • Credito inesistente: 70% con minimo (prima 100-200%);
    • Ritardo fino a 90 giorni: 12,5%.

    Estensione obbligo F24 telematico Agenzia

    Dal 2024 l’obbligo di uso esclusivo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate per F24 con compensazione è esteso a tutti i contribuenti, non solo titolari di partita IVA. La regola è confermata nel 2026 e i controlli vengono rafforzati: le banche segnalano automaticamente all’Agenzia ogni F24 con compensazione presentato tramite home banking, e questo viene scartato.

    Il ruolo del CAF Centro Fiscale di Udine

    Affidarsi a un CAF qualificato come il CAF Centro Fiscale di Udine per il Modello Redditi PF 2026 e per le compensazioni offre numerosi vantaggi pratici:

    • Visto di conformità: rilasciato direttamente dal CAF per compensazioni oltre i 5.000 euro, senza dover ricorrere a professionisti esterni;
    • Predisposizione del Modello F24 con codici tributo corretti, anni di riferimento appropriati e calcolo automatico del saldo;
    • Trasmissione telematica dell’F24 tramite i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate, con ricevuta di accettazione;
    • Verifica preventiva di rischi di scarto del modello, attraverso il controllo dei dati prima dell’invio;
    • Assistenza in caso di contestazione dell’Agenzia, con possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso o all’autotutela;
    • Pianificazione fiscale: gestione strategica dei crediti per ottimizzare la liquidità annuale.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine opera con esperienza pluriennale nel territorio friulano, offrendo assistenza completa a privati, famiglie, partite IVA forfettarie e ordinarie, pensionati ed eredi. Lo studio si trova in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine, e accoglie i clienti su appuntamento, anche con consulenze online o telefoniche per chi non può recarsi in sede.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti sulla compensazione nel Modello Redditi PF 2026

    Posso compensare il credito IRPEF anche se non ho partita IVA?

    Sì. La compensazione nel modello F24 è disponibile a tutti i contribuenti, anche persone fisiche senza partita IVA. Per ogni F24 con compensazione, però, è obbligatorio l’utilizzo dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o tramite un intermediario abilitato come il CAF).

    Cosa succede se compenso un credito superiore a 5.000 euro senza visto di conformità?

    Il modello F24 viene scartato dall’Agenzia delle Entrate. Il versamento si considera non effettuato, con applicazione delle sanzioni per omesso versamento (25% dal 2024) più interessi. Inoltre, l’Agenzia può aprire una verifica per credito utilizzato indebitamente.

    Posso compensare un credito IRPEF con un debito IMU?

    Sì, è una classica compensazione orizzontale consentita dalla normativa. Devi compilare un unico modello F24 con le due voci e presentarlo tramite Fisconline/Entratel o il CAF. Attenzione ai codici tributo e all’anno di riferimento.

    Qual è il termine entro cui posso usare il credito 2025?

    Il credito può essere utilizzato in compensazione finché non si prescrive. La prescrizione ordinaria è di 10 anni, ma è prassi utilizzare il credito entro 4-5 anni per evitare contestazioni. Ogni anno, nel quadro RX della dichiarazione, va indicato il credito residuo riportato.

    Quanto costa il visto di conformità presso il CAF Centro Fiscale di Udine?

    Il costo del visto di conformità varia in base alla complessità della dichiarazione, generalmente tra 30 e 80 euro. Per i clienti che fanno predisporre l’intera dichiarazione dal CAF, spesso il visto è incluso o a costo agevolato. Contatta lo studio per un preventivo personalizzato.

    Devo presentare l’F24 anche se è a saldo zero?

    Sì, è obbligatorio. Il modello F24 a saldo zero (cioè con crediti e debiti che si compensano integralmente) va comunque trasmesso all’Agenzia delle Entrate entro la scadenza ordinaria del versamento. La mancata presentazione comporta una sanzione fissa di 100 euro, ridotta a 50 euro se l’F24 viene presentato con ritardo non superiore a 5 giorni.

    Hai bisogno di assistenza per il Modello Redditi PF 2026?

    La gestione delle compensazioni nel Modello Redditi PF 2026 può sembrare complessa, ma con il supporto giusto è un’opportunità da non perdere per ottimizzare la propria posizione fiscale. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna in ogni passaggio: dalla compilazione della dichiarazione, all’apposizione del visto di conformità, fino alla trasmissione telematica dei modelli F24.

    Prenota un appuntamento presso lo studio del CAF Centro Fiscale di Udine, in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B. Puoi chiamarci al 0432 1638640, scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o inviarci una email a info@centrofiscale.com. Il nostro team è specializzato in fiscalità per famiglie, professionisti, partite IVA forfettarie e ordinarie del territorio friulano.

    Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 09:28:382026-05-31 17:50:28Modello Redditi PF 2026: le compensazioni
    CAF

    Modello F24: Guida Compilazione e Pagamento 2026

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il Modello F24 è il modulo di pagamento unificato che ogni contribuente italiano deve conoscere. Che si tratti di pagare l’IMU, i contributi INPS, l’IRPEF o qualsiasi altro tributo, tutto passa attraverso questo documento. Compilarlo correttamente è fondamentale per evitare sanzioni e ritardi. In questa guida completa ti spieghiamo passo dopo passo come funziona la compilazione F24 nel 2026, quali sezioni compilare, dove pagare e come gestire situazioni particolari come la compensazione dei crediti e l’F24 a zero.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Modello F24
    2. Sezioni del Modello F24
    3. Sezione Erario
    4. Sezione Regioni
    5. Sezione IMU e Altri Tributi Locali
    6. Sezione INPS
    7. Sezione Altri Enti Previdenziali
    8. Come Compilare il Modello F24 Passo Passo
    9. F24 Semplificato vs Ordinario
    10. Dove Pagare il Modello F24
    11. Codici Tributo più Usati nel 2026
    12. Compensazione Crediti con F24
    13. F24 a Zero: Quando Serve
    14. Domande Frequenti (FAQ)

    Cos’è il Modello F24

    Il Modello F24 (detto anche “delega unica di pagamento”) è il modulo che l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione per pagare la maggior parte dei tributi, contributi e premi dovuti allo Stato italiano. È stato introdotto nel 1997 con il Decreto Legislativo n. 241 proprio per semplificare i versamenti: prima esistevano diversi bollettini per ogni tipo di imposta, oggi basta un unico modulo.

    In pratica, con il Modello F24 puoi pagare:

    • Imposte sui redditi (IRPEF, IRES, cedolare secca)
    • IVA e imposte sostitutive
    • IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive)
    • IMU, TASI e tributi locali
    • Contributi INPS per lavoratori dipendenti, autonomi e gestione separata
    • Contributi INAIL per assicurazione infortuni
    • Sanzioni e interessi da ravvedimento operoso
    • Diritti camerali e altre imposte

    Il grande vantaggio dell’F24 è la possibilità di compensare: se hai un credito d’imposta (ad esempio un rimborso IRPEF dal regime forfettario), puoi usarlo direttamente per ridurre l’importo da versare, tutto nello stesso modulo.

    Sezioni del Modello F24

    Il Modello F24 è diviso in sei sezioni principali, ciascuna dedicata a un diverso tipo di tributo o contributo. Non è necessario compilarle tutte: si compilano solo le sezioni relative ai versamenti che devi effettuare. Vediamo nel dettaglio cosa contiene ciascuna.

    L’intestazione è comune a tutte le sezioni e richiede i dati anagrafici del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o ragione sociale), data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se il pagamento viene effettuato da un intermediario o da un coobbligato, va compilata anche la sezione del “Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare”.

    Sezione Erario

    La Sezione Erario è quella che si compila più spesso. Qui si versano tutte le imposte erariali, cioè quelle che vanno direttamente allo Stato. I campi da compilare per ogni riga sono:

    • Codice tributo: il codice numerico a 4 cifre che identifica l’imposta (ad esempio 4001 per l’acconto IRPEF)
    • Rateazione/regione/prov/mese rif: indica se stai pagando a rate e quale rata è, oppure il mese di riferimento
    • Anno di riferimento: l’anno d’imposta a cui si riferisce il versamento
    • Importi a debito versati: la somma che devi pagare
    • Importi a credito compensati: eventuali crediti che utilizzi in compensazione

    In fondo alla sezione trovi il Totale A (somma dei debiti), il Totale B (somma dei crediti) e il Saldo (A – B), ovvero l’importo effettivo da versare. Se il saldo è zero o negativo, parliamo di un F24 a zero.

    Sezione Regioni

    La Sezione Regioni serve per pagare le addizionali regionali all’IRPEF e l’IRAP. Ogni Regione italiana può stabilire aliquote diverse per l’addizionale IRPEF, per questo è importante indicare correttamente il codice regione (ad esempio, il Friuli Venezia Giulia ha il codice 06).

    I campi da compilare sono simili alla sezione Erario:

    • Codice regione: il codice a 2 cifre della regione
    • Codice tributo: ad esempio 3801 per l’addizionale regionale IRPEF
    • Rateazione/mese rif: periodo di riferimento
    • Anno di riferimento
    • Importi a debito e importi a credito

    L’addizionale regionale viene trattenuta in busta paga ai lavoratori dipendenti, ma deve essere versata autonomamente da chi presenta il Modello 730 o il Modello Redditi e ha un saldo a debito.

    Sezione IMU e Altri Tributi Locali

    Questa sezione è dedicata ai tributi comunali, in particolare l’IMU (Imposta Municipale Unica). Se possiedi immobili diversi dall’abitazione principale, qui è dove versi l’imposta. Per approfondire il calcolo dell’IMU ti consigliamo di leggere la nostra guida dedicata al calcolo IMU 2026.

    I campi specifici di questa sezione sono:

    • Codice ente/codice comune: il codice catastale del Comune (ad esempio, L483 per Udine)
    • Ravv: barrare se si tratta di un pagamento da ravvedimento operoso
    • Immob. variati: barrare se gli immobili sono cambiati rispetto alla dichiarazione IMU precedente
    • Acc./Saldo: indicare se è acconto (scadenza giugno) o saldo (scadenza dicembre)
    • Numero immobili: quanti immobili stai pagando con quella riga
    • Codice tributo: ad esempio 3918 per IMU su altri fabbricati, vedi l’elenco completo dei codici tributo
    • Anno di riferimento e importo

    Ricorda che l’IMU sulla prima casa è esente (salvo immobili di lusso categorie A/1, A/8 e A/9), mentre per le seconde case e gli immobili commerciali il versamento è obbligatorio.

    Sezione INPS

    La Sezione INPS è dove si versano i contributi previdenziali. Riguarda sia i datori di lavoro (per i dipendenti) sia i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS o alle gestioni artigiani e commercianti.

    I campi da compilare sono:

    • Codice sede: la sede INPS competente
    • Causale contributo: ad esempio DM10 per lavoratori dipendenti, PXX per la Gestione Separata
    • Matricola INPS/codice INPS/filiale azienda: il numero identificativo della posizione contributiva
    • Periodo di riferimento: da (mese/anno) a (mese/anno)
    • Importi a debito e importi a credito

    I contribuenti in regime forfettario versano i contributi INPS alla Gestione Separata o alla gestione artigiani/commercianti tramite questa sezione, con le scadenze trimestrali previste.

    Sezione Altri Enti Previdenziali

    Questa sezione è riservata ai versamenti verso enti previdenziali diversi dall’INPS, come ad esempio:

    • INAIL – contributi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro
    • Casse professionali – per avvocati (Cassa Forense), ingegneri (INARCASSA), medici (ENPAM) e altre categorie professionali
    • ENPALS (ora INPS ex-ENPALS) – per lavoratori dello spettacolo

    I campi sono: codice ente, codice sede, causale contributo, codice posizione, periodo di riferimento e importo. Questa sezione viene compilata relativamente di rado dai privati cittadini, ma è essenziale per i professionisti e le aziende.

    Come Compilare il Modello F24 Passo Passo

    Ecco una guida pratica in 8 passaggi per compilare correttamente il tuo Modello F24:

    Passo 1 – Dati anagrafici: Compila la parte superiore del modulo con il tuo codice fiscale, cognome, nome, data di nascita, sesso, comune di nascita e domicilio fiscale. Se paghi per conto di un’altra persona (ad esempio come erede), inserisci anche il codice fiscale del coobbligato e il codice che identifica il tuo ruolo (02 per rappresentante legale, 07 per erede, ecc.).

    Passo 2 – Identifica i tributi: Prima di compilare, identifica esattamente cosa devi pagare. Consulta la comunicazione dell’Agenzia delle Entrate, l’avviso del Comune per l’IMU, o la comunicazione INPS per i contributi. Ogni tributo ha un codice tributo specifico: per trovarlo puoi consultare il nostro elenco codici tributo F24 2026.

    Passo 3 – Compila la sezione corretta: Inserisci i dati nella sezione giusta (Erario per IRPEF/IVA, Regioni per addizionali, IMU per tributi comunali, INPS per contributi). Attenzione a non confondere le sezioni!

    Passo 4 – Codice tributo e periodo: Per ogni riga, inserisci il codice tributo corretto, l’anno di riferimento e, dove previsto, il periodo (mese, trimestre o rata).

    Passo 5 – Importi: Inserisci gli importi a debito (ciò che devi) nella colonna apposita. Se hai crediti da compensare, inseriscili nella colonna “importi a credito compensati”.

    Passo 6 – Calcola i totali: Per ogni sezione, somma i debiti (Totale A) e i crediti (Totale B). Il saldo è A meno B. Fai attenzione: il saldo finale del modello (in basso a destra) deve corrispondere alla somma di tutti i saldi delle singole sezioni.

    Passo 7 – Firma e data: Non dimenticare di firmare il modello e inserire la data di versamento. Sembra banale, ma un F24 senza firma può essere contestato.

    Passo 8 – Verifica finale: Prima di presentare il modello, ricontrolla tutti i codici tributo, gli importi e i periodi di riferimento. Un errore nel codice tributo può far risultare il pagamento come non effettuato per quel tributo specifico.

    F24 Semplificato vs Ordinario: Quale Usare

    Esistono due versioni del Modello F24: il semplificato e l’ordinario. La scelta dipende dal tipo e dalla complessità dei versamenti da effettuare. Per un confronto dettagliato, leggi il nostro articolo su F24 semplificato e ordinario: differenze e quando usarli.

    In sintesi:

    • F24 Semplificato: è la versione ridotta, ideale per i contribuenti che devono versare tributi “comuni” come IMU, TARI, addizionali IRPEF, IRPEF da 730 senza sostituto. Ha meno righe e un layout più intuitivo. È perfetto per la maggior parte dei privati.
    • F24 Ordinario: è la versione completa con tutte le sezioni (Erario, Regioni, IMU, INPS, Altri Enti). Serve quando devi versare contributi INPS, INAIL, o effettuare compensazioni complesse tra tributi di sezioni diverse.

    Regola pratica: se devi pagare solo IMU o addizionali, usa il semplificato. Se sei un’azienda, un libero professionista o devi compensare crediti INPS con debiti erariali, usa l’ordinario.

    Dove Pagare il Modello F24

    Hai diverse opzioni per presentare e pagare il tuo F24. La scelta dipende dall’importo, dal tipo di contribuente e dalle tue preferenze. Per la guida completa al pagamento online, leggi F24 online: come pagare da Agenzia Entrate o home banking.

    Canali di pagamento disponibili:

    • Home banking: il metodo più comodo e rapido. Quasi tutte le banche offrono la funzione “Pagamento F24” nell’area riservata. Puoi compilare il modello direttamente online e pagare con addebito in conto. Il servizio è gratuito nella maggior parte dei casi.
    • Sito dell’Agenzia delle Entrate (F24 web): accedendo con SPID, CIE o CNS al portale Fisconline, puoi compilare e inviare l’F24 direttamente. È obbligatorio per i titolari di partita IVA.
    • Intermediari abilitati: commercialisti, CAF e altri professionisti possono inviare l’F24 per tuo conto attraverso i canali telematici Entratel. Al CAF Centro Fiscale di Udine ci occupiamo anche di questo servizio.
    • Sportello bancario o postale: puoi presentare il modello cartaceo compilato allo sportello e pagare in contanti, con assegno o con bancomat. Questa opzione è disponibile solo per i contribuenti senza partita IVA e per importi fino a 1.000 euro (se il saldo è zero, è obbligatorio il canale telematico).
    • Poste Italiane: simile alla banca, puoi pagare allo sportello postale o tramite il servizio online di Poste.

    Attenzione: dal 2014, i titolari di partita IVA sono obbligati a presentare l’F24 esclusivamente per via telematica. Anche i privati devono usare i canali telematici se l’F24 ha un saldo pari a zero (per compensazione) o se l’importo supera i 1.000 euro.

    Codici Tributo più Usati nel 2026

    I codici tributo sono numeri a 4 cifre che identificano in modo univoco ogni tipo di imposta o contributo. Usare il codice sbagliato equivale a non aver pagato quel tributo, quindi è fondamentale verificarli con attenzione. Ecco i più utilizzati (per l’elenco completo consulta la nostra guida sui codici tributo F24 2026):

    IRPEF e imposte sui redditi:

    • 4001 – IRPEF saldo
    • 4033 – IRPEF acconto prima rata
    • 4034 – IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione
    • 1668 – Interessi pagamento dilazionato imposte
    • 1792 – Imposta sostitutiva regime forfettario – saldo
    • 1790 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto prima rata
    • 1791 – Imposta sostitutiva regime forfettario – acconto seconda rata

    IMU:

    • 3918 – IMU per altri fabbricati (il più comune per le seconde case)
    • 3914 – IMU per terreni
    • 3916 – IMU per aree fabbricabili
    • 3925 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Stato)
    • 3930 – IMU per immobili a uso produttivo categoria D (quota Comune)

    Addizionali e IVA:

    • 3801 – Addizionale regionale IRPEF
    • 3844 – Addizionale comunale IRPEF – saldo
    • 3843 – Addizionale comunale IRPEF – acconto
    • 6099 – IVA annuale versamento
    • 6031-6033 – IVA trimestrale (1, 2, 3 trimestre)

    Compensazione Crediti con F24

    Una delle funzionalità più importanti del Modello F24 è la compensazione. In parole semplici, se hai un credito verso lo Stato (ad esempio un rimborso IRPEF, un credito IVA o un bonus fiscale), puoi utilizzarlo per “pagare” altri tributi dovuti, riducendo o azzerando l’importo da versare.

    Esistono due tipi di compensazione:

    • Compensazione verticale (interna): utilizzi un credito per pagare un debito della stessa imposta. Ad esempio, usi il credito IRPEF 2025 per pagare l’acconto IRPEF 2026. Questa compensazione è sempre libera e non ha limiti particolari.
    • Compensazione orizzontale (esterna): utilizzi un credito di un’imposta per pagare un debito di un’imposta diversa. Ad esempio, usi il credito IVA per pagare i contributi INPS. Questo tipo di compensazione ha regole più rigide.

    Limiti alla compensazione orizzontale nel 2026:

    • Limite annuo: massimo 2 milioni di euro (per la generalità dei contribuenti)
    • Visto di conformità: obbligatorio per compensazioni di crediti IVA superiori a 5.000 euro e per crediti imposte dirette/IRAP superiori a 5.000 euro
    • Obbligo F24 telematico: qualsiasi compensazione orizzontale deve essere presentata tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate
    • Divieto di compensazione: non puoi compensare se hai debiti iscritti a ruolo per imposte erariali di importo superiore a 1.500 euro

    La compensazione è particolarmente utile per chi è in regime forfettario e genera crediti d’imposta, o per le aziende che hanno crediti IVA ricorrenti. Se non sei sicuro di come gestire la compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione corretta del modello.

    F24 a Zero: Quando Serve

    Si parla di F24 a zero quando i crediti compensati sono esattamente uguali ai debiti da versare, per cui il saldo finale del modello è pari a zero. In questo caso non devi pagare nulla, ma devi comunque presentare il modello. Per tutti i dettagli, consulta il nostro approfondimento su F24 a zero: quando e come presentarlo nel 2026.

    Regole importanti per l’F24 a zero:

    • Presentazione obbligatoria: anche se non devi pagare nulla, il modello va inviato entro la scadenza del tributo. Altrimenti scattano sanzioni.
    • Solo via telematica: l’F24 a saldo zero deve essere presentato esclusivamente attraverso i canali telematici (home banking, F24 web dell’Agenzia delle Entrate, o tramite intermediario).
    • Sanzione per omessa presentazione: se non presenti l’F24 a zero, la sanzione va da 100 a 2.000 euro (ridotta a 50 euro con il ravvedimento operoso entro 90 giorni).
    • Scadenza: la scadenza dell’F24 a zero coincide con quella del tributo che stai compensando.

    Un esempio pratico: supponiamo che Marco, lavoratore autonomo in regime forfettario, abbia un credito IRPEF di 1.200 euro e debba versare 1.200 euro di contributi INPS. Compilando l’F24 con 1.200 euro a credito e 1.200 euro a debito, il saldo è zero. Marco non paga nulla, ma deve comunque inviare l’F24 telematicamente entro la scadenza.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ)

    Cosa succede se sbaglio il codice tributo nell’F24?

    Se inserisci un codice tributo errato, il versamento viene attribuito al tributo sbagliato. Puoi correggere l’errore presentando un’istanza di correzione (circ. 29/E/2011) all’Agenzia delle Entrate, che provvederà a riattribuire il pagamento al codice corretto. È importante agire tempestivamente per evitare che nel frattempo vengano emesse cartelle per il tributo “non pagato”.

    Posso pagare l’F24 in contanti?

    Sì, ma solo se sei un privato (senza partita IVA), il saldo è positivo (non a zero) e l’importo non supera i limiti previsti per i pagamenti in contanti. I titolari di partita IVA devono sempre utilizzare i canali telematici, così come chi presenta un F24 a zero o con importo superiore a 1.000 euro.

    Entro quando va pagato l’F24?

    Non esiste una scadenza unica: ogni tributo ha la propria. Ad esempio, l’acconto IMU scade a giugno, il saldo IMU a dicembre. Le imposte da dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRAP) scadono il 30 giugno (con possibilità di differimento al 30 luglio con maggiorazione dello 0,40%). I contributi INPS trimestrali hanno scadenze specifiche per ogni trimestre. Consulta il calendario fiscale 2026 per tutte le date.

    Che differenza c’è tra F24 semplificato e ordinario?

    Il F24 semplificato è una versione ridotta del modello, pensata per i versamenti più comuni dei privati (IMU, TARI, addizionali). L’F24 ordinario include tutte le sezioni ed è necessario quando si devono versare contributi INPS, INAIL o effettuare compensazioni complesse.

    Posso presentare l’F24 tramite il CAF?

    Assolutamente sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e nell’invio telematico del Modello F24. Ci occupiamo di verificare i codici tributo corretti, calcolare eventuali compensazioni e assicurarci che tutto sia in regola. Per prenotare un appuntamento, contattaci al numero 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Hai Bisogno di Aiuto con il Modello F24?

    La compilazione F24 può sembrare complicata, soprattutto quando si tratta di gestire compensazioni, codici tributo multipli o scadenze ravvicinate. Ma con il supporto giusto diventa un’operazione semplice e veloce.

    Al CAF Centro Fiscale di Udine ti aiutiamo con la compilazione del Modello F24, la verifica dei codici tributo, il calcolo delle compensazioni e l’invio telematico. Non rischiare errori che possono costare caro in sanzioni e interessi.

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      Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      NOTIZIE

      Crediti 730 ai Dipendenti: Compensazione F24 Ammessa anche con Ruoli Aperti

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti
      2. Come Funziona la Compensazione tramite F24
      3. Cosa Cambia con la Nuova Norma
      4. Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali
      5. Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

      Una importante novità fiscale semplifica la vita alle aziende: i sostituti d’imposta possono ora compensare i crediti derivanti dal modello 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali). Questa modifica normativa rimuove un vincolo che in passato creava difficoltà operative agli amministratori del personale e ai datori di lavoro.

      La possibilità di effettuare la compensazione F24 anche con debiti iscritti a ruolo rappresenta una semplificazione significativa per le imprese che gestiscono i rimborsi fiscali ai propri dipendenti. Fino a poco tempo fa, la presenza di cartelle esattoriali bloccava automaticamente le compensazioni, costringendo le aziende a procedure più lunghe e complesse.

      Vediamo nel dettaglio cosa cambia, a chi si applica e quali sono i vantaggi concreti di questa novità.

      Cosa Sono i Crediti 730 ai Dipendenti

      I crediti 730 sono somme che risultano a favore del contribuente dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi. Quando un dipendente presenta il modello 730, l’Agenzia delle Entrate calcola se ci sono imposte da versare o da recuperare.

      Se dalla dichiarazione emerge un credito fiscale (ad esempio per detrazioni eccessive rispetto alle imposte dovute), questo importo viene rimborsato al dipendente direttamente in busta paga dal sostituto d’imposta (il datore di lavoro). Il datore di lavoro anticipa il rimborso e poi recupera la somma attraverso la compensazione con i versamenti fiscali che deve effettuare.

      Esempio pratico:

      • Il dipendente Mario Rossi ha un credito 730 di 1.200 euro
      • L’azienda XYZ (sostituto d’imposta) gli rimborsa 1.200 euro in busta paga
      • L’azienda XYZ compensa questo importo quando versa le ritenute fiscali tramite F24

      Questa procedura permette ai dipendenti di ricevere rapidamente il rimborso (entro il mese successivo alla trasmissione del 730) senza attendere i tempi lunghi dell’Agenzia delle Entrate.

      Come Funziona la Compensazione tramite F24

      La compensazione F24 è il meccanismo attraverso cui il sostituto d’imposta recupera i crediti anticipati ai dipendenti. Quando l’azienda deve versare le ritenute fiscali (Irpef, addizionali regionali e comunali) con il modello F24, può:

      1. Indicare a debito le somme da versare all’Erario
      2. Indicare a credito i rimborsi 730 già erogati ai dipendenti
      3. Versare solo la differenza tra debiti e crediti

      Esempio di compensazione:

      • Ritenute Irpef da versare: 10.000 euro
      • Crediti 730 rimborsati ai dipendenti: 3.500 euro
      • Importo da versare con F24: 6.500 euro (10.000 – 3.500)

      La compensazione avviene utilizzando i codici tributo specifici per i crediti da assistenza fiscale:

      • 1655 per Irpef
      • 1656 per addizionale regionale
      • 1657 per addizionale comunale

      Questo sistema garantisce che il sostituto d’imposta non anticipi definitivamente le somme, ma le recuperi entro breve tempo attraverso i versamenti fiscali ordinari.

      Cosa Cambia con la Nuova Norma

      La novità più rilevante è che ora la compensazione F24 è ammessa anche in presenza di ruoli aperti. In passato, se il sostituto d’imposta aveva cartelle esattoriali non pagate (debiti iscritti a ruolo), l’Agenzia delle Entrate bloccava automaticamente le compensazioni.

      Prima della modifica normativa:

      • Presenza di ruoli aperti = divieto di compensazione
      • L’azienda doveva prima saldare le cartelle o rateizzarle
      • Solo dopo poteva compensare i crediti 730
      • Questo causava problemi di liquidità e ritardi nei rimborsi ai dipendenti

      Dopo la modifica normativa:

      • Compensazione ammessa anche con ruoli aperti
      • Il sostituto d’imposta può recuperare subito i crediti 730
      • Nessun vincolo legato alla presenza di debiti iscritti a ruolo
      • Procedura semplificata e più veloce

      Questa modifica si inserisce in un più ampio processo di semplificazione fiscale voluto dal legislatore per ridurre gli oneri amministrativi delle imprese e garantire tempi certi ai dipendenti per i rimborsi.

      È importante sottolineare che questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730), e non altri tipi di crediti fiscali che rimangono soggetti alle regole ordinarie di compensazione.

      Ruoli Aperti: Cosa Sono le Cartelle Esattoriali

      I ruoli sono gli elenchi di contribuenti che hanno debiti verso l’Amministrazione finanziaria. Quando un debito fiscale non viene pagato entro i termini previsti, viene iscritto a ruolo e affidato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per il recupero.

      Un ruolo diventa “aperto” quando:

      • Il contribuente ha ricevuto una cartella esattoriale
      • La cartella non è stata pagata integralmente
      • Non è stata attivata una rateizzazione in regola
      • Il debito è ancora esigibile (non prescritto né sospeso)

      Esempi di ruoli aperti:

      • Cartella per Iva non versata ancora da saldare
      • Avviso di accertamento diventato definitivo e non pagato
      • Rate di rottamazione decadute e non saldate
      • Multe stradali non pagate

      La presenza di ruoli aperti in passato comportava diverse conseguenze negative per le imprese:

      • Blocco delle compensazioni fiscali
      • Fermo amministrativo dei veicoli aziendali
      • Impossibilità di ottenere certificazioni di regolarità fiscale (DURF)
      • Rischio di ipoteche e pignoramenti

      Con la nuova norma, almeno per quanto riguarda la compensazione dei crediti 730, questo vincolo viene meno, permettendo alle aziende di operare con maggiore flessibilità anche in presenza di debiti iscritti a ruolo in fase di definizione.

      Vantaggi per le Aziende e i Dipendenti

      Questa novità normativa porta vantaggi concreti sia per i sostituti d’imposta (aziende) sia per i dipendenti:

      Vantaggi per le aziende:

      • Liquidità preservata: non servono anticipazioni lunghe
      • Semplificazione amministrativa: meno pratiche e adempimenti
      • Nessun vincolo legato a eventuali debiti pregressi
      • Gestione più fluida dei rimborsi ai dipendenti
      • Minori costi di consulenza per gestire le situazioni complesse

      Vantaggi per i dipendenti:

      • Rimborsi certi e veloci entro i termini previsti
      • Nessun rischio di ritardi dovuti a situazioni debitorie dell’azienda
      • Maggiore fiducia nel sistema di assistenza fiscale
      • Trasparenza nella gestione del credito 730

      Vantaggi per il sistema fiscale:

      • Riduzione del contenzioso con le imprese
      • Maggiore adesione al modello 730 precompilato
      • Semplificazione delle procedure di controllo
      • Incentivo all’utilizzo dei canali telematici

      In pratica, questa modifica rimuove un ostacolo burocratico che penalizzava soprattutto le piccole e medie imprese, permettendo una gestione più efficiente delle relazioni fiscali tra datore di lavoro, dipendente e Amministrazione finanziaria.

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      Domande Frequenti sui Crediti 730 e Compensazione F24

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      I sostituti d’imposta possono sempre compensare i crediti 730 anche con ruoli aperti?

      Sì, con la nuova norma i sostituti d’imposta possono compensare i crediti derivanti dall’assistenza fiscale (modello 730) tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti (cartelle esattoriali non saldate). Questa possibilità riguarda esclusivamente i crediti 730 dei dipendenti e non altri tipi di crediti fiscali.

      Cosa succede se il sostituto d’imposta non compensa i crediti 730 dei dipendenti?

      Se il sostituto d’imposta non effettua la compensazione e non rimborsa il credito 730 al dipendente, quest’ultimo può richiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i tempi di erogazione saranno molto più lunghi (diversi mesi) rispetto al rimborso in busta paga. Il sostituto d’imposta è comunque tenuto per legge a rimborsare i crediti risultanti dal 730.

      Ci sono limiti alla compensazione dei crediti 730 con ruoli aperti?

      Non ci sono limiti specifici alla compensazione dei crediti 730 derivanti dall’assistenza fiscale. La norma consente espressamente questa operazione anche in presenza di debiti iscritti a ruolo. Rimangono invece i limiti ordinari per altre tipologie di compensazioni orizzontali (ad esempio il limite di 5.000 euro annui per alcune compensazioni).

      Da quando è in vigore questa possibilità di compensazione?

      La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche con ruoli aperti è entrata in vigore con le recenti modifiche normative finalizzate alla semplificazione fiscale. Si applica ai modelli 730 presentati a partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazioni 2026). Le aziende possono quindi beneficiare di questa semplificazione già dalle prossime compensazioni.


      La possibilità di compensare i crediti 730 dei dipendenti tramite F24 anche in presenza di ruoli aperti rappresenta un importante passo avanti nella semplificazione fiscale per le imprese. Questa modifica normativa elimina un vincolo che in passato causava difficoltà operative e ritardi nei rimborsi.

      Per i sostituti d’imposta significa maggiore flessibilità operativa e riduzione dei costi amministrativi. Per i dipendenti significa maggiore certezza nei tempi di erogazione dei rimborsi fiscali. Per il sistema fiscale nel suo complesso significa una procedura più snella ed efficiente.

      Se la tua azienda deve gestire i rimborsi 730 dei dipendenti e hai dubbi sulle procedure di compensazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza e consulenza specializzata.


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